La luna nel pozzo

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       LA LUNA NEL POZZO

Di Giuliano Mangano

 (commedia in tre atti, da un atto unico di E. Labiche “Le Misantrope e l’Auvergnat”)

Personaggi

PEREGO cavalier Giuseppe, ricco borghese di Milano

AMBROGIO, netturbino, ossia operatore ecologico

MARIUCCIA, domestica

Commendator CAZZANIGA, un amìco

Signora CAZZANIGA, sua moglie

IRINA, vedova redenta

La scena rappresenta un salotto borghese ben arredato, con al centro un trespolo sul quale c’è una gabbia con dentro un pappagallo

ATTO PRIMO

Scena prima

(La scena è vuota. Si ode il suono d’un campanello e si vede Mariuccia correre da una parte all’altra del palco. Successivamente esce col cavaliere)

(PEREGO – MARIUCCIA)

PEREGO  - Quando ti dico che non ci sono per nessuno non devi venir qui a disturbarmi… hai capito? M’à tu bièn entendü? Te lo dico anche in francese, caso mai non capissi… e se vuoi anche in inglese o in portoghese… oppure in un italiano per sordi: (sillabando) non  mi devi disturbare … capito?

MARIUCCIA – Sì, signor cavaliere … ho capito

PEREGO – E allora perché sei venuta di là a chiamarmi?

MARIUCCIA – C’è un signore alla porta…

PEREGO – (interrompendola) Basta! Se c’è un signore alla porta, tu la porta non la apri… Non voglio vedere nessuno! Nemmeno il Papa, se dovesse presentarsi

MARIUCCIA – ma…

PEREGO – Ohei! Sei ben dura di comprendonio! Adesso tu vai di là… alla porta… e dici… a chiunque  esso sia… mi raccomando… il signor cavaliere è uscito per una breve passeggiata… siamo intesi?

MARIUCCIA – Sì… vado.. (Via)

PEREGO -  Ecco… brava… obbedisci al tuo padrone… che se impari ad obbedire, poi sarai capace anche di comandare… o Dio, di comandare già lo sei, capace

MARIUCCIA – Ordine eseguito … era..

PEREGO -  non voglio sapere chi fosse… piuttosto dai da mangiare a questa povera bestia (indicando il pappagallo) … va’ come patisce… poverino! (via)

MARIUCCIA – poverino… sì… e intanto le figuracce presso i suoi amici o presso i suoi creditori le faccio io… se non fosse buono lo stipendio che mi dà… beh! Me ne sarei già scappata da questa casa… ma tra quello che mi dà il cavaliere, una qualche mancia che mi procuro, e un po’ (si guarda in giro circospetta) e un po’ di cresta che faccio sulla spesa,  non mi sembra proprio il caso di lasciar qui tutto ed andarmene via… dove poi? Con i chiari di luna che ci sono di questi tempi… Prima, per esempio, alla porta c’era l’orefice… quello di via Roma… un mese fa era quello di via Firenze che picchiava l’uscio… ha cambiato città, il signor cavaliere… ma non ha cambiato il vizio di non pagare i suoi creditori…  Almeno avesse una donna, una fidanzata, un’amante… che so io… per poterle regalare tutti i gioielli che compera… macchè! Il matrimonio non fa per lui… “li tengo da parte in caso di una recessione” dice… “stanno bene dove stanno… in cassaforte e non sul collo o fra le dita di una donna”… così però ogni santo giorno che ha creato Dio o l’orefice o il sarto o il macellaio o qualche altro creditore son qui a battere cassa… ma il cavalier Perego Giuseppe… zitto zitto… non si fa trovare in casa … e chi ci va di mezzo?  io, naturalmente, la domestica, la Mariuccia….  Le ingiurie che mi mandano i suoi creditori però le sento solo  io… e le bugie che devo raccontare per mandarli via…! Certo che è in bel tipo il signor cavaliere!? Il mio… datore di lavoro … La cassaforte è piena zeppa di gioielli… In banca ha più di un milione… lo so perchè ogni tanto gli guardo la posta… non per curiosità… no…. Lui la abbandona lì sul tavolo e… il mio occhio scappa proprio lì… sul dare e avere… d’altra parte… sono o non sono la sua domestica di fiducia… lui è solo, poverino… e bisogna pure che ci sia qualcuno che lo protegge… o no? Ecco… però con tutti i soldi che ha, ha il braccino corto … taccagno, avaro e selvatico come pochi… selvatico, sì come un orso di montagna… vuole stare tutto il giorno solo soletto… non vuole vedere nessuno… si alza dal letto che è quasi mezzogiorno… stanco e rimbambito che quando si fa la barba si taglia perfino il mento… per me ha bisogno di una donna… ma chi vuole un animale simile? A proposito di animali … mi stavo dimenticando di dare da mangiare al suo pappagallo… povero uccellino… come lo chiama lui… (prende dello zucchero) tieni, tieni… uccellino del mio signore, tieni uccellino bello… Ahi! (il pappagallo le dà un morso sul dito) Te la faccio pagare questa… eh!? Te la faccio… oh! Sta arrivando il padrone… in faccia mi sembra più nero del solito come se fosse andato a un funerale… iesus per lui… come si dice… è meglio che me ne vada, altrimenti mi fa una predica ed oggi ne ho già sentite troppe… (via)

PEREGO – Scampato pericolo… devo ammettere, eh!? … la Mariuccia è capace di togliermi le castagne dal fuoco… è per questo che la tengo qui con me… altrimenti l’avrei già licenziata da un pezzo… quasi quasi sembra mia figlia: cinica, forte, intraprendente… sì, ma… devo fare attenzione anch’io… i sotterfugi che lei adopera con glia altri, li adopera anche con me… non c’è fine all’indecenza umana… l’umanità… mi fa schifo…è fatta di delinquenti, ladri, bugiardi… per esempio: ieri sono andato dal mio barbiere… avevo bisogno di un rasoio nuovo… “ qquesto taglia che è un piacere!” mi ha detto… e invece…. Niente… non taglia proprio niente… anzi… mi ha tolto in pezzo di pelle… guardate qui… però l’ho pagato un sacco di soldi… vai a fidarti dell’umanità… la gente è capace solo di cacciare balle d’inferno… ecco l’umanità… che schifo che mi fa l’umanità!  Che schifo! Altro esempio… vado a comprare un ombrello… ero  uscito senza ed iniziava a piovere… “Quanto costa?” domando alla commessa “diciassette euro” risponde…. Le do 50 euro e come resto me ne molla 30 … “E gli altri tre?” “Oh! Mi scusi…” mi risponde con una voce da chioccia “ non mi sono accorta… sorry…  mi perdoni” … perdono? Che pardono d’Egitto… hai fatto apposta, te e il tuo sorry, imbrogliona che non sei altro! E intanto sono uscito tutto incazzato… no, no…. Non ci si può fidare delle persone… bugiarde e false… come l’asino del presepio… “Ma è la verità” mi dice la commessa… la verità? La verità è stat bandita… la verità… sì… è come la luna nel pozzo… prova a prendere la luna che si specchia nel pozzo… niente, niente, niente… rimani solo con l’acqua far le mani … (forte) Mariuccia! Mariuccia!... (con tristezza) acqua e nient’altro…

MARIUCCIA – Sì?

PEREGO – Che faccia ha fatto l’orefice?

MARIUCCIA – L’orefice?

PEREGO – Sì, l’orefice … quell’uomo che è appena andato via

MARIUCCIA – Ah! Era l’orefice? L’avevo scambiato per un uno che cercava la carità

PEREGO – Non fare la nesci, per favore… è più di un mese che suona ogni santo giorno alla mia porta

MARIUCCIA – Ma cosa devo sapere io? Lei mi ordina di non far passare nessuno e ed io non sto lì a chiedere chi è e chi non è… io non faccio passare nessuno… come vuole lei!

PEREGO – Va bene! Non stiamo qui a fare discussioni , tanto vinci sempre tu…. Che faccia ha fatto quest’uomo quando è andato via?

MARIUCCIA – Non era una faccia da persona allegra… insomma non brillava di contentezza, via!

PEREGO -  Bene, bene, bene  (sta per uscire, ritorna sui suoi passi) … ti sei ricordata almeno di dar da mangiare il mio pappagallo?

MARIUCCIA – Come no? Quattro zollette di zucchero e una beccatina

PEREGO – Beccatina?

MARIUCCIA – Sì, mentre mettevo la mano nella gabbia per dargli lo zucchero, mi ha beccato il dito… guardi un po’ qua…

PEREGO – Non vorresti mica metterti in malattia per quello?

MARIUCCIA – In malattia no… però se mi viene un’infezione? Capirà… non potrò più sposarmi… chi vorrà sposare un’invalida al giorno d’oggi? E senza pensione…

PEREGO – Va là, va là…. Adesso il tuo dito va in cancrena per una beccatina!...  sei capace solo di ingrandire le cose dicendo un mucchio di bugie… a proposito di bugie…. Come mi trovi stamattina?

MARIUCCIA – Stamattina? … Stamattina sembra più giovane del solito

PEREGO -  Ecco: un’altra bugia…

MARIUCCIA – ma no… mi deve credere… è fresco come una rosa

PEREGO -  Come una rosa, eh? Hai una bella faccia tosta…

MARIUCCIA – Ma è la verità

PEREGO – Non parlare di verità! Sulla tua bocca è una bestemmia… la verità

MARIUCCIA – Ma signor cavaliere!

PEREGO – Mi sono pesato cinque minuti  fa… e sono diminuito di mezzo etto

MARIUCCIA – Non sembrerebbe… così a prima vista

PEREGO – Mi sento debole, fiacco, molle come un biscotto immerso nel latte

MARIUCCIA – Sarà un po’ di pressione bassa… prenda del miele… o una grana di zucchero

PEREGO – Giusto, hai ragione! (va alla zuccheriera e apre) … Ohei! Quante grane di zucchero hai dato al pappagallo?

MARIUCCIA - Quattro

PEREGO – Quattro? Ma se ce n’erano dentro otto e adesso son solo due? Che fine hanno fatto le altre due?

MARIUCCIA – Mi sarò sbagliata… senza accorgermi gliene avrò date sei… a mia insaputa

PEREGO – No! Cara la mia bellezza amara! Le altre te le sei sbaffate tu!

MARIUCCIA – Ma cosa dice signor cavaliere? Le giuro..

PEREGO – Non giurare che si fa peccato… soprattutto quando si giura il falso….

MARIUCCIA – Ma è la verità…

PEREGO – Alt! Non pronunciare quella parola, per favore… non pronunciarla…

MARIUCCIA – Ma..

PEREGO – Ma… Va bene… ti credo… e visto che sei in vena di verità…. Dimmi un po’…. Se mi dovessi sposare, crederesti tu che mia moglie mi farebbe (Accenna alle corna)…

MARIUCCIA – Oh no, signor cavaliere… proprio no!

PEREGO – Dici sul serio? Sei sicura?

MARIUCCIA – Sicura come sono sicura di essere qui davanti a lei!

PEREGO – E perchè? Da dove arriva questa tua sicurezza?

MARIUCCIA – Ma perché lei signor padrone è cavaliere di nome e di fatto… è un uomo così bravo e gentile….

PEREGO – Bene, bene, bene

MARIUCCIA – (sola) L’ho condita via bene!

PEREGO – Senti un po’, cara figliola…  lo sai che io ti tengo sul palmo della mano… per me tu sei, come si dice, il non plus ultra…

MARIUCCIA – Non è il caso…

PEREGO – Il non plus ultra dei racconta palle e delle facce di bronzo!

MARIUCCIA – Ma..

PEREGO – I medici hanno fatto il giuramento d’Ippocrate… tu hai fatto il giuramento d’ipocrita!

MARIUCCIA – Ma..

PEREGO – Sei bugiarda e falsa

MARIUCCIA – Ma…

PEREGO – Mangi il mio zucchero, mi fai la cresta sulla spesa e mi cucini delle minestrine e del pancotto con la scusa della dieta

MARIUCCIA – Ma…

PEREGO – Ma a me sta bene così… ti tengo volentieri… mi fa piacere averti qui la mio servizio…

MARIUCCIA – Il signore è molto generoso

PEREGO – No… non sono generoso… io ti tengo qui  perché voglio imparare da te come si  fa a essere così imbroglioni, ladri e voltagabbana!

MARIUCCIA – Ma…

PEREGO – Ma un bel niente! (cantando come se fosse un canto di chiesa) Non avendo più  nulla da narrare, ti prego vattene e più non disturbare! (Mariuccia sta per uscire viene fermata) No! Ferma! Sta qui a spolverare il salotto… che ti pago anche per questo…. Vado via io! (via)

Scena due

 (Mentre Mariuccia è intenta svogliatamente a spolverare entra il comm Cazzaniga, Mariuccia

gli volta le spalle e al suo richiamo si spaventa)

(CAZZANIGA E DETTI)

CAZZANIGA – Buongiorno, bellezza mia!

MARIUCCIA – (trasalendo) Oh che spavento mi ha fatto prendere!

CAZZANIGA – Ti spaventi per poco, bellezza mia… avrai la coscienza sporca

MARIUCCIA – Coscienza o non coscienza come ha fatto ad entrare?

CAZZANIGA – Con i piedi!

MARIUCCIA – Non ho detto con cosa, ma come

CAZZANIGA – Attraverso la porta

MARIUCCIA – Quello me l’ero immaginato, visto che non è un fantasma che attraversa i muri… gli rinnovo la domanda… come ha fatto

CAZZANIGA – Come, come come… bellezza mia… la porta era aperta…

MARIUCCIA – Aperta? O signore, se lo sa il cavaliere!

CAZZANIGA – E tu non dirglielo

MARIUCCIA – Bravo! Se la vede qui in casa, è capace di pensare che gli ho aperto io la porta

CAZZANIGA  - E che male c’è? Bellezza mia… tu sei la domestica e…

MARIUCCIA – E ho l’ordine tassativo di non aprire a nessuno

CAZZANIGA – E perchè?

MARIUCCIA – Perchè così mi ha ordinato… di dire che il signor cavaliere non è in casa

CAZZANIGA – Perchè?

MARIUCCIA  -  Perchè la gente lo infastidisce e non vuole avere nessuno tra i piedi

CAZZANIGA – Nemmeno gli amici?

MARIUCCIA – Soprattutto gli amici… li vede come il fumo negli occhi…

CAZZANIGA – Non dire stupidate… ho un invito per stasera…

MARIUCCIA – Un invito?

CAZZANIGA – Sì

MARIUCCIA – Per stasera?

CAZZANIGA – Sì, bellezza mia

MARIUCCIA – Ah! Adesso capisco il perchè…

CAZZANIGA – Cosa capisci, quale perchè?

MARIUCCIA – Niente… niente…ma vada via subito e di corsa, altrimenti una lavata di testa non me la leva nemmeno il papa

CAZZANIGA -  Sta’ tranquilla, bellezza mia… sarai ripagata a dovere

MARIUCCIA – E come?

CAZZANIGA – (Dandole del denaro) Così va bene?

MARIUCCIA – L’inflazione è aumetata… l’ha detto anche il telegiornale

CAZZANIGA – (idem) e così?

MARIUCCIA – E’ aumentata del doppio dell’anno scorso

CAZZANIGA – (idem) è l’ultima offerta

MARIUCCIA – Bene, farò la tonta… A ben vederla, signor commendatore (via)

CAZZANIGA – Non c’è una persona in tutta Milano più furba e scaltra di Mariuccia… quella lì… è, chiedo scusa della parola, culo e camicia col suo padrone, ma quando può… viene a  patto anca col diavolo

PEREGO – (uscendo) Ho dimenticato di dire una cosa importante a Ma… (vedendo Cazzaniga) Porco Giuda il Cazzaniga… come avrà fatto ad entrare? Oh! Quando vedo la Mariuccia gliene dico quattro!

CAZZANIGA – Ecco qui il mio grande amico Perego Cavalier Giuseppe

PEREGO – Piano coi titoli, eh?

CAZZANIGA – Perché, non sei cavaliere?

PEREGO – Cavaliere sì, grande amico mi sembra un po’ troppo

CAZZANIGA – Oh! Caspiterina! Diciamo allora… amico… o è troppo anche questo?

PEREGO – Passi l’amico… ma come hai fatto ad entrare?

CAZZANIGA – Semplice… ho suonato, la tua domestica, una bella figliola devo dire, mi ha aperto… ed eccomi qua

PEREGO – Ma io le avevo raccomandato…

CAZZANIGA – Lo so… di non far entrare nessuno… Ma io non sono nessuno…sono il tuo amico Piergiorgio  e allora…

PEREGO – E allora la Mariuccia sentirà le sue

CAZZANIGA – Ma non metterla giù dura, diamine! Ho ricevuto l’invito per stasera e volevo sapere l’ora precisa… qui non sta scritto (mostra l’invito)

PEREGO –  Come no? Questo che è? (segnando sull’invito)

CAZZANIGA – Ma guarda un po’ (fingendo meraviglia) Non l’avevo notato

PEREGO  -  (solo) Lo noterai bene a mezzanotte! quando ti butterò fuori di casa a pedate nel sedere (a Cazzaniga) Soddisfatto? Ora puoi andare (cercando di spingerlo fuori)

CAZZANIGA – (facendo resistenza) C’è in giro la voce che darai una festa coi fiocchi… una roba da mille e una notte

PEREGO – Chissà chi ha messo in giro queste voci… insomma… sì… ci sarà un sorpresina

CAZZANIGA – Ah sì!? Lo sai che mia moglie non sta più nella pelle…

PEREGO – Ah sì!? Non sta più nella pelle? Sono contento

CAZZANIGA  - Lo sai… le donne come sono fatte… davanti alle feste non ne possono più… ne approfittano per farsi notare… farsi ammirare coi vestiti all’ultima moda… parlare bene o male di questo o di quello a seconda delle simpatie o delle antipatie

PEREGO – E’ una bella signora tua moglie… carina

CAZZANIGA – Insomma…

PEREGO – Intelligente… certe volte mi chiedo come abbia fatto a sposarti… (Cazzaniga tenta di reclamare ma viene fermato) Si fa per dire, pour parler… ha un non so che… un fascino … negli occhi, nei capelli… ha un bell’andare di corpo, insomma… è onesta?

CAZZANIGA – Oh questo è poco ma sicuro

PEREGO – Perchè, vedi, ci sono al mondo tante donne che non sono oneste

CAZZANIGA – A Milano?

PEREGO – No! In Cornovaglia!

CAZZANIGA – (solo e inquieto) Perché mi dice questo? (alto) Scusa, eh?! Hai sentito forse qualche diceria sul conto di mia moglie?

PEREGO – Oh no, no! Sta’ tranquillo… se avessi sentito delle voci, te l’avrei detto… immediatamente

CAZZANIGA – oh! Mi hai tolto un peso dallo stomaco… tu sì che sei un vero amico… sono proprio contento della tua amicizia

PEREGO – (solo) Mi liscia un po’ troppo… certamente  adesso mi chiederà un qualche favore

CAZZANIGA – A proposito… avrei un favore da domandarti

PEREGO – Bingo! Se mettevo al lotto vincevo

CAZZANIGA – Tu sai cha alla domenica mi piace andare a San Siro

PEREGO – Non sapevo che ti piacesse il calcio

CAZZANIGA – Macchè calcio d’Egitto! A San Siro non c’è solo lo stadio… ci sono anche … (fa l’imitazione di un cavaliere in sella ad un cavallo)

PEREGO – Le prostitute

CAZZANIGA – Ma no! Diamine, ti sembro il tipo? (Perego lo guarda)

PEREGO – Effettivamente….

CAZZANIGA – Come stavo dicendo, a San Siro ci sono…(ripete l’imitazione del cavallo)

PEREGO –  I cavalli da corsa!

CAZZANIGA – Ecco! Mi piace vedere e mi piace…

PEREGO  - Giocare

CAZZANIGA – Bravo!

PEREGO – E allora?

CAZZANIGA – Ho avuto una dritta… un cavallo che va come il vento! Lo danno vincente… ma…

PEREGO – Ma?

CAZZANIGA – Sono nudo… nudo

PEREGO – (lo guarda) Nudo?

CAZZANIGA – Sì, sì… nudo nudo

PEREGO – Non capisco… cosa c’entra la tua nudità con i cavalli da corsa?

CAZZANIGA – Non ho nemmeno un centesimo in tasca per poter scommettere, sono completamente al verde

PEREGO – E tu vorresti che io ti allungassi qualche biglietto per poter…

CAZZANIGA – Bravo!

PEREGO – Bravo un corno! Sono più nudo io di te

CAZZANIGA – Ma la Mariuccia…

PEREGO – Lascia stare quel pasticcio d’una domestica… in questo momento non ho valsente

CAZZANIGA – Cosa?

PEREGO – Non ho valsente

CAZZANIGA – E cosa c’entra il valsente col prestito che t’ho richiesto?

PEREGO – Oh signore! Sei commendatore per niente! Valsente significa denaro… contante… cash, come si usa dire al giorno d’oggi… Non lo sai?

CAZZANIGA – Veramente … no! Ma… proprio niente, niente?

PEREGO – Niente di niente! Te lo dico anche in francese… rien … e se vuoi anche in giapponese

CAZZANIGA – O diamine! Sai anche il giapponese?

PEREGO – Sì, me l’ha insegnato uno della Bovisa

CAZZANIGA – Dunque…

PEREGO – Dunque… niente, rien… eccetera… A proposito come mi trovi questa mattina?

CAZZANIGA – Oh! Diamine… mi sembri più in gamba del solito! Sei davvero un giovanotto… hai una pelle liscia e profumata… sei fresco come una rosa

PEREGO- Piano piano… chi ti loda più di quel che suole …  piano coi complimenti

CAZZANIGA – Ma non è un complimento! è la verità!

PEREGO – (solo) E dai con la verità…. (alto) ascoltami bene: sto aspettando di portare a termine un affare… ritorna dopo pranzo che forse un qualche bigliettone riesco a trovarlo… va bene così?

CAZZANIGA – Certo, certo…. Tu sì che sei un vero amico…  e non preoccuparti troppo del tuo aspetto … sei ancora un giovanottone!

PEREGO – (solo) Canaglia! Altro che amico!  Bugiardo e falso come l’asino del presepio!

CAZZANIGA – (uscendo) E su con la vita! Hai una cera da far invidia ai ragazzini! Scamperai cent’anni!

PEREGO – (solo) Cent’anni per qualche centinaia di euro… Canaglia!  E poi si vuole che io ami il genere umano… che creda all’amicizia! No, no, no… menzogne su menzogne, ecco che cos’è il mondo, l’umanità, gli uomini e naturalmente anche le donne…. Vedere la Mariuccia per credere…

MARIUCCIA – (Rientrando) E io sarei un pasticcio di domestica, eh?!

PEREGO – Hai sentito?

MARIUCCIA – Sì

PEREGO – E hai fatto male… non si spia dal buco della serratura… non si ascolta dietro le porte…

MARIUCCIA – ma io non stavo ascoltando… stavo spolverando la maniglia della porta e per caso, ma proprio per caso…

PEREGO – Va bene… lasciamo perdere… piuttosto  quando torna il signor commenda Cazzaniga tu gli dirai che io sono andato a… a Varese

MARIUCCIA – A Varese?

PEREGO – Sì… sono stato chiamato improvvisamente lì… anzi no, gli dirai che lì a Varese io ho un’uccelliera

MARIUCCIA – Un’uccelliera?  A Varese?

PEREGO – Un’uccelleria, sì… a Varese… dove tengo in custodia i pappagalli…

MARIUCCIA – Se lo dice lei… che è il padrone… a me sembra una bugia troppo grossa

PEREGO – Taci e ubbidisci! E adesso continua a pulire il salotto che io ho da fare quattro conti di là  (via)

                                                                      

Scena terza

(MARIUCCIA, AMBROGIO,  PEREGO )

MARIUCCIA – A Varese? Un’uccelliera? Ma chi vuole prendere per il bavero?

AMBROGIO  – (entra con la scopa in mano e per tutta la commedia evidenzierà una leggera balbuzie) Abita qui il signor cavaliere?

MARIUCCIA – Accidenti! Ho di nuovo lasciata aperta la porta

AMBROGIO  – Allora carina…. Ti ho fatto una domanda

MARIUCCIA – Ho capito, ho capito… ma entri in questo salotto con la tua scopa?

AMBROGIO  – Eeeeeh!... il cuoco ha il suo mattarello, il soldato il suo fucile, lo spazzacamino il suo scovolo, lo straccivendolo la stadera … e il netturbino ha la sua scopa… carina

MARIUCCIA – E cosa vuoi dal signor cavaliere, netturbino, si può sapere?

AMBROGIO  –  Ambrogio, mi chiamo…. carina

MARIUCCIA – E va bene, Ambrogio

AMBROGIO   - Ho necessità di parlare al cavaliere… non farmi ripetere le stesse cose che a volte balbetto e faccio fatica  a parlare correttamente

MARIUCCIA – Il cavaliere non c’è

AMBROGIO  – Beh! Allora ciao…  tornerò quando sarà in casa

MARIUCCIA – Dillo a me quello che vuoi dal cavaliere che riferisco

AMBROGIO  –  Allora non mi sono spiegato bene!  Io devo parlare col cavaliere non con te (alza il tono della voce)

MARIUCCIA – Sì, ma io sono la sua domestica di fiducia… parlare con me o con il cavaliere è la stessa cosa (risponde con lo stesso tono alto)

AMBROGIO  – No, carina, è una questione di privaci (quasi urlando)

MARIUCCIA – Appunto…. Di me il cavaliere si fida (stesso tono)

AMBROGIO  – No, no, no…. Sono io che non mi fido di te

MARIUCCIA – Bene, allora se le cose stanno così… fuori da questa casa e alla svelta! (urla)

PEREGO – Perché si urla così, cosa c’è? Non si può nemmeno riposare un momento

MARIUCCIA – E’ questo tipetto qui… prepotente e maleducato…. (ad Ambrogio) adesso lo senti… io ad ogni buon conto me la svigno (fa per andare)

PEREGO – Ferma lì! Come mai questo signore è entrato in casa mia?

MARIUCCIA – Mi ha detto: “sono l’idraulico” e io ho aperto la porta e lui… zac… come uno stratega è saltato dentro

AMBROGIO  - Nooooo!

MARIUCCIA – Come noooo? è la verità

AMBROGIO  - Nooooo!

PEREGO – Allora? Si può sapere come siano andate veramente le cose?

AMBROGIO  – La porta era già aperta

MARIUCCIA – Ma non lo ascolti, signor cavaliere… è un bugiardo nato…  lei mi conosce bene, no?

PEREGO – Ed è perché ti consoco bene che sono propenso a credere a questo bu… pardon… al signore qui presente…

MARIUCCIA – Ma cavaliere….

AMBROGIO  – Ehi, carina! Guarda che io di bugie non ne ho mai dette e non ne dirò mai

PEREGO -  Calma! Calma e calma!  Tu non dici mai bugie?

AMBROGIO  – E’ la verità!

PEREGO – Allora sentiamo un po’… come mi trovi questa mattina?

AMBROGIO  – La verità?

PEREGO – Sempre e solo la verità

AMBROGIO  – E’ brutto come i rospi dell’Olona

MARIUCCIA – Linguaccia!

PEREGO – Zitta tu! e se per caso io mi sposassi, crederesti che mia moglie mi metterebbe le… (gesto significativo)

AMBROGIO  – O questo è poco ma sicuro

PEREGO – E perchè?

AMBROGIO  – Ma non si è mai guardato allo specchio? Ha un viso da far paura, gobbo dietro  ma anche davanti… gambe ad arco… via! Non mi faccia ridere per piacere!

PEREGO – D’accordo… ma le donne guardano di più all’intelligenza d’un uomo, e non solo all’elemento estetico

AMBROGIO  – Certo… e un uomo che si lascia imbrogliare dalla serva, non dimostra tanta intelligenza secondo me…

MARIUCCIA – Ehi tu villano al cubo!

PEREGO – Ti ha fatto una bella radiografia, però…

MARIUCCIA (alza le spalle) Anche a lei se è solo per quello

PEREGO  - Comunque perchè sei venuto qui a casa mia, senza preavviso… cosa vuoi da me? Sappi che non ho favori da fare

AMBROGIO  – E’ una cosa privata… un segreto

PEREGO – (A Mariuccia) Beh! Cosa fai ancora qui? Smammare!

MARIUCCIA -  Io smamo, sì… però quando avrà bisogno di me… uh!(tra sé) Segreto, segreto… io non ho segreti con lui (via)

PEREGO – Dunque… a noi

AMBROGIO  – Non ha per caso perso qualcosa, lei?

PEREGO – Io? No… non credo

AMBROGIO  – E’ sicuro?   Guardi bene, controlli… anche le sue tasche

PEREGO – (si tasta la giacca e le tasche) O porca miseria! Il mio portafoglio… ho perso il mio portafoglio

AMBROGIO  – e io l’ho ritrovato… eccolo qui

PEREGO – (stende la mano per riaverlo)

AMBROGIO   - fermo lì!

PEREGO – Prego?

AMBROGIO    - Quello che ho detto… fermo lì… prima bisogna accertarsi della identità… è lei il signor cavaliere Giuseppe Perego?

PEREGO – Sono io

AMBROGIO    - Favorisca i documenti

PEREGO – Ma i documenti sono dentro lì, nel portafoglio

AMBROGIO    - Già… è vero… Lei è il cavalier Giuseppe Perego della targhetta?

PEREGO – Della targhetta?

AMBROGIO     - Ma sì la targhetta che è appesa all’ingresso del portone, placcata oro

PEREGO  - Ah sì, sono io quello della targhetta (a parte) ma si può sapere cosa vuole da me questo imbecille?

AMBROGIO    - E’ disposto a giurare che lei è veramente il signor cavaliere Perego Giuseppe?

PEREGO – Se vuoi dei testimoni vado a chiamare la domestica..

AMBROGIO  – No, non mi fido di quella là… mi fido di più di lei, cavaliere

PEREGO – Allora, lo giuro

AMBROGIO  – Bene! De che colore è il portafoglio?

PEREGO – Nero tendente al bleu

AMBROGIO  – Bene! Quanti euro contiene?

PEREGO – Mille

AMBROGIO  – Bene! Allora è suo (glielo consegna) Missione compiuta… io vado

PEREGO – Un momento … (solo) ma non è normale quest’uomo…  domani nevica… (ad Ambrogio) Aspetta un secondo… senti… tieni almeno cento euro

AMBROGIO  – E perchè?

PEREGO – Come ricompensa

AMBROGIO  – Oh! Signor cavaliere non è il caso … Ho fatto semplicemente il mio dovere

PEREGO – Appunto… tieni

AMBROGIO  – No, no… grazie lo stesso

PEREGO – (solo) Ma è un miracolo… vengono meno tutte le mie certezze così… Uh! Che grand’idea che ho avuto! Adesso lo metto di nuovo alla prova… (Alto) senti un po’… Tu un momento fa hai dato un giudizio su di me non troppo lusinghiero…

AMBROGIO  – Non si sarà mica offeso? Le domando scusa… ma  sa… mi ha ordinato lei di dire la verità

PEREGO – Tranquillo… è proprio la verità che mi interessa.. per questo sono disposto a darti centocinquanta euro al posto di cento

AMBROGIO  – No, no… i netturbini sono gente onesta… sporchi e coi calli sulle mani, ma onesti

PEREGO –  duecento

AMBROGIO  – Ho detto di no! Lei alza il prezzo per potermi ricattare meglio… e io dovrei venire lì ad inginocchiarmi ai suoi piedi e strisciare come un verme… no, no…

PEREGO – Non è quello che pensi… dimmi un po’… Come ti chiami?

AMBROGIO  – Ambrogio

PEREGO – Bene, Ambrogio, meriti un encomio

AMBROGIO  – In manicomio? IO devo andare in manicomio? Ma in manicomio andrà lei, brutto borghesuccio da quattro soldi

PEREGO – Ma no! Cos’hai capito? Ho detto: encomio… una lode, un elogio, insomma, per la tua sincerità

AMBROGIO  – Ah! Certo, io non sono capace di mentire

PEREGO – Ed è appunto per questo che mi devi ascoltare… senti… io ho bisogno di un amico sincero, di uno che cura questa casa come fosse la sua

AMBROGIO  – ma non c’è già (scimmiottando) la domestica?

PEREGO – La Mariuccia? No, quella è più furba del diavolo… quella cura se stessa non la casa

AMBROGIO  – E allora perché la tiene a suo servizio? Perchè non la licenzia?

PEREGO – No, non posso… ho bisogno di una come lei, che conosce tante malizie e che mi aiuta a districare un po’ le faccende… io prenderei te al mio servizio per un’altra missione

AMBROGIO  – Non capisco … un’altra missione? Cioè?

PEREGO – Tu mi devi dire sempre la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità

AMBROGIO  – (picchia col manico della scopa il piede del cavaliere) Lo giuro!

PEREGO – (saltando dal dolore) La scopa!

AMBROGIO  – Però è un mestiere dove non si suda nemmeno un po’

PEREGO – Sì, ma devi sempre stare all’erta! C’è del lavoro, te lo dico io! Farai come un cacciatore… con discrezione e in silenzio odori bene la tua preda, gli stai appiccicato notte e giorno… e appena che c’è in giro aria di truffa e di imbrogli… pam! Sparerai senza pietà!

AMBROGIO  – Senza pietà!  (di nuovo picchia la scopa sul piede del cavaliere)

PEREGO  - Pietà!

AMBROGIO   - Mi sembra un lavoro inutile… e poi… se l’imbroglione è lei?

PEREGO – (tra sé) Mi dà dell’imbroglione! Bene Bene! (ad Ambrogio) Questo non ti deve fermare! sparerai a raffica… Va bene così? Qua la mano… tra amici è abbastanza una bella stretta di mano e siamo a posto

AMBROGIO  – (sta quasi per stringere la mano) No! Io sto bene col mio lavoro da netturbino e con la mia scopa…(picchia di nuovo il manico della scopa per terra ma questa volta il cavaliere fa un salto e schiva la battuta) 

PEREGO – Senti… facciamo così… quanto guadagni col tuo lavoro da netturbino?

AMBROGIO  – Milleduecento euro al mese

PEREGO – Bene! Prima t’ho offerto duecento euro… adesso mi impegno per duemila euro al mese… va bene? Vitto e alloggio compresi! D’accordo?

AMBROGIO  – No… dopo lei è capace di darmi una bella scopata e… addio… mi sbatte sulla strada… così io resto senza lavoro e con una mano davanti e una dietro… no, no…

PEREGO – Credi che io non sia capace di mantenere la parola data?

AMBROGIO  – Off! Le parole sono come neve al sole… si sciolgono come niente

PEREGO -  Non ti fidi di me?

AMBROGIO  – Come si fa a fidarsi di un uomo che non si fida della gente? E poi… la fiducia è come la luna nel pozzo… fai scendere il secchio e quando lo sollevi… niente …. Nel secchio rimane solo l’acqua… e la luna invece è sopra nel cielo che se la ride di noi! E tu rimani lì cin niente fra le mani

PEREGO – Ragioni come me, lo sai?Così siamo ancora più vicini… Però se non hai fiducia… ecco… facciamo un contratto… scritto e firmato,

AMBROGIO  – Scritto e firmato (toglie dalla tasca una penna) ho giusto qui una penna..

PEREGO – e io ho la carta…

AMBROGIO  – Ha detto duemila euro, vero?

PEREGO – Sì e aggiungiamo anche una penale di trentamila euro se tu vai via o se io ti scaccio… va bene?

AMBROGIO  – Passi per la penale… (solo) e chi abbandona più un posto come questo? (alto) scriviamo il contratto che poi firmo

PEREGO – Ecco: (legge) Il sottoscritto Perego cavalier Giuseppe, nato… eccetera eccetera…. Di professione… si impegna ad assumere nella qualità di… nella qualità di….

AMBROGIO  – netturbino

PEREGO – Ma no!

AMBROGIO  – Operatore ecologico

PEREGO – Ma no!

AMBROGIO  – Operatore della verità

PEREGO – Ecco, bravo… operatore della verità… il signor …

AMBROGIO  – Ambrogio

PEREGO – Ambrogio… e il cognome? Non posso mettere solo il nome

AMBROGIO  – Beee… beee…

PEREGO – Pecora

AMBROGIO  – Noooo… beeee…. Beeee ..

PEREGO – Pecorella

AMBROGIO  – Noooo. …Beee…

PEREGO – Beee…. Cosa?

AMBROGIO  – Berino!

PEREGO – E va bene… Ambrogio Berino…  il seguente eccetera, eccetera… di trentamila….

AMBROGIO  -  Eh! (fa segno di no)

PEREGO – Cosa c’è adesso? Abbiamo deciso trentamila o no?

AMBROGIO  – In lettere ed in cifre…

PEREGO -  Va bene in lettere e in cifre…. Nel caso di licenziamento  senza motivo alcuno… eccetera…Tieni: firma (Ambrogio esegue) una a me e una a te… siamo a posto?

AMBROGIO  – (cantando felice) milleduecento euro al mese e trentamila di penale… non è male, non è male, non è male…

                                              

Scena quarta

(MARIUCCIA, PEREGO, AMBROGIO)

MARIUCCIA – (entrando di corsa e trafelata) Signor cavaliere, signor cavaliere!

PEREGO – Cosa c’è adesso?

MARIUCCIA – Ho appena visto passare il suo amico…

PEREGO – Amico? Sappi Mariuccia che i non ho amici… l’unico amico è  il qui presente Ambrogio

MARIUCCIA – Il netturbino?

PEREGO – D’ora in avanti l’Ambrogio non sarà più un netturbino… io l’ho innalzato al rango di … amico…e operatore de verità

AMBROGIO  – (cantando felice) milleduecento euro al mese e trentamila di penale… non è male, non è male, non è male…

PEREGO – Sssst! Deve essere un segreto fra me e te… non dire queste cose davanti alla Mariuccia lei non deve sapere nulla del nostro contratto

MARIUCCIA – Cosa cosa cosa? Cosa non devo sapere io?

PEREGO – Ma niente! Stupidaggini! Piccolezze

AMBROGIO  – (cantando felice) milleduecento euro al mese e trentamila di penale… non è male, non è male, non è male…

MARIUCCIA – Perché non posso sapere? Mi pare di essere trattata come il manico della scopa

PEREGO – Non parlare di manico della scopa che ne ho avuto abbastanza! (accennando ai piedi)

AMBROGIO  – (cantando felice) Scritto e sottoscritto… firmato controfirmato… vitto alloggio e ben pagato…

PEREGO – Basta! Non continuare a ripetere …. che la Mariuccia non è scema…

MARIUCCIA – (piangendo) allora il signor padrone ha intenzione di mandarmi via

PEREGO – Non posso mandarti via… e sai il perchè

AMBROGIO  – Signor cavaliere vorrei domandargli una cosa che mi sta proprio qui sul piloro

PEREGO – Parla, caro… fa come se io fossi tuo fratello

AMBROGIO  – Ecco proprio qui volevo arrivare… vorrei darti del tu, come tu lo dai a me… come due fratelli appunto

PEREGO – Ma certo! Come no! Dammi pure del tu

MARIUCCIA – (sola) Anche del tu… ma è diventato ubriaco d’un colpo il mio padrone? Cosa ha bevuto? L’acqua santa al posto del latte?

PEREGO – E adesso cara la mia Mariuccia, visto che sei qui, fammi vedere i conti della casa… (ad Ambrogio) e tu sta’ attento… raddrizza bene le orecchie e… spara come da contratto! ( Perego si siede alla scrivania e Ambrogio alla sua sinistra e Mariuccia a destra)

MARIUCCIA – (leggendo sul libro della spesa) Pane… cinque euro

PEREGO – Cinque euro per il pane?

MARIUCCIA – E’ di nuovo aumentato

AMBROGIO  – Ma dove è aumentato…? Se non è mai diminuito?

MARIUCCIA – Capello da prete… dieci euro

PEREGO – Dieci euro per il cappello da prete?

AMBROGIO  – Questa è bella!

MARIUCCIA – E’ aumentato anche lui

PEREGO – Il cappello?

MARIUCCIA – No

PEREGO – Il prete?

MARIUCCIA – Ma no… la carne…è aumentata… patate, fagioli, piselli… sei euro… pollo sette…

AMBROGIO  – E’ troppo! E’ troppo! Così non va!

MARIUCCIA e PEREGO – (all’unisono) Cosa è troppo?

AMBROGIO  – Il pane non è aumentato… la carne tanto meno… Il pollo poi… (a Perego)  sei tu il pollo, caro mio!

PEREGO – Racconta, racconta!

MARIUCCIA – Ma…

PEREGO – Tu zitta! Lascialo parlare!

AMBROGIO  – Ma sono stato anch’io dal macellaiio! Il pollo lo fa pagare solo cinque euro (litigando in crescendo)

MARIUCCIA – Taci, brutta bestia!

AMBROGIO  – Perché vuoi imbrogliare un uomo così bravo?

MARIUCCIA – Ma cosa stai dicendo? Non voglio imbrogliare nessuno!

AMBROGIO  – Hai raccontato una gran sfilza di bugie!

PEREGO – (separandoli e  stando nel mezzo) basta! (poeticamente) Ma che bella scenetta: da commedia! Da una parte la verità… e dall’altra la menzogna!  E io, il cavaliere Perego Giuseppe nel mezzo… calmo e sereno come una giornata di  primavera!

AMBROGIO  – (ritornando la lite) Tu l’hai pagato cinque euro!

MARIUCCIA – Io devo rispondere solo al mio padrone!

PEREGO – Caro il mio Ambrogio mi hai convinto! Sei forte come Garibaldi, il braccio, e nobile come Cavour, la mente! Bravo… Hai superato la prova… Promosso a pieni voti! Ma và di là a lavarti che sei sporco come un ladro! E puzzi di spazzatura! Va’! Va’! E .. mi raccomando…  spara, eh!... spara senza pietà! (Ambrogio via) (sta andando via anche Mariuccia)  No! Tu no! Tu rimani qui!

MARIUCCIA – Non darà mica retta a quell’imbecille di un netturbino?

PEREGO – Tu non pensare a lui! Dunque, fai la cresta al tuo padrone, eh?! rubi al cavalier Perego Giuseppe, eh?!

MARIUCCIA – O signore! VColevo dirle la verità

PEREGO – La verità (le accarezza la gola) Mi piacciono le tue parole

MARIUCCIA – Ma lei signor cavaliere mi ha detto che per stasera…

PEREGO – Che bella ladra che mi sono messo in casa

MARIUCCIA – Capisco che vuole trovare una scusa per licenziarmi

PEREGO – Io? No! Non mi passa nemmeno per l’ombra del cervello

MARIUCCIA – Io sono una ragazza onesta

PEREGO – Sì, sì… quanto hai sul libretto della cassa da risparmio?

MARIUCCIA – la praivasi…

PEREGO – Non prendere scuse

MARIUCCIA – Quindicimila euro

PEREGO – Bravissima! Guadagni mille euro al mese…e sei al mio servizio da circa otto mesi… brava… mi piaci… grandissima risparmiatrice, eh!?

MARIUCCIA – Ho eredittato

PEREGO – Ereditato? Tu? Tieni… ti do cento euro per la tua faccia tosta: mi piaccione le tue menzogne, dimmene ancora… te le pagherò…

MARIUCCIA – Capisco che il signore non ha fiducia in me

PEREGO – Fiducia? Eh!? Non farmi arrabbiare…. Non farmi ammattire… Va’… piuttosto hai preparato bene le cose per stasera? I miei ordini sono stati rispettati?

MARIUCCIA – Oh! Quelli sì, certamente! (a parte) Non oso dirglielo

PEREGO – Brava! Nel riso galleggiano i vermicelli?

MARIUCCIA –

PEREGO – E quanti giorni hanno le torte?

MARIUCCIA – Trenta giorni

PEREGO -  Oh! Ma sono ferschissime!   E la carne com’è?

MARIUCCIA – Dura come la suola delle scarpe

PEREGO -  Benissimo! oh! Come son contento… che bella sorpresina che avranno i miei amici

MARIUCCIA - Però … non si trattano così gli amici… io avrei un’idea…

PEREGO – Che te ne frega dei miei amici? Imbrogliona e bugiarda! Va’ di là, adesso! (cantando a mò di ecclesistico) Non avendo più nulla da narrare ti prego vattene e più non disturbare (Mariuccia via)  Ed ora aspetto proprio che vengano a trovarmi i miei amici e che venga la mezzanotte! Perchè quelli non sono amici… no… sono delle canaglie di amci, altro che… con la scusa che oggi è il mio compleanni, vogliono venir qui a festeggiare in casa mia! Vogliono divertirsi, far baldoria, tirarmi le orecchie… e io come ricompensa tirerò loro dell’acqua marcia! gli farò una sorpresina… sì… gli darò da mangiare gli avanzi di una settimana fa… con la muffa e i vermi per contorno! E quando suonerà la mezzanotte gli dirò: canaglie… diete delle canaglie senz’arte né parte… ne ho abbastanza dei vostri salamelecchi… andatevene… via! Via da casa mia!  E quando se ne saranno andati tutti, allora festeggerò… ballerò… canterò… mi ubriacherò… Ci sarà da ridere, ve lo dico io!

Fine  primo atto

ATTO  SECONDO

Scena prima

(AMBROGIO,   PEREGO )

AMBROGIO   – Vieni qua, grande bugiardo che non sei altro… vieni qua che ti faccio imparare a vivere… io

PEREGO  – Stai parlando di me?

AMBROGIO   – No, signor cavaliere, non mi permetterei mai di usare queste parole contro di te

PEREGO  – Allora cos’è tutto questo affanno che mostri? Forse qualcuno ti ha schiacciato la coda?

AMBROGIO   – Ce l’ho col portinaio… figurati, neh?! Gli ho sentito dire: “O signò cavaliè no sta accà!”

PEREGO  – E a chi lo diceva?

AMBROGIO   – A un tale che parlava con la erre moscia e, per dire la verità, mi pareva un po’ moscio anche lui… era una specie di fru fru

PEREGO  – Con la erre moscia? Fru fru? Ah! Ho capito! Era il mio sarto.. glielo avevo chiesto io al portinaio di prendere quella scusa se vedeva il mio sarto

AMBROGIO   – Allora gli son corso dietrp..

PEREGO  – Al portinaio?

AMBROGIO   – Ma no… al fru fru … e ho iniziato a gridare: “O signore… o signore si fermi! Che cosa vuole dal cavaliere?” E lui si è fermato, mi ha squadrato per bene, davanti e… dietro, mi ha sorriso e mi ha risposto dicendomi: “Ho qui il conto dei suoi arretrati” “Lo dia a me che sono un suo amico” gli rispondo…. E lui: “Oh! Grazie, bellezza mia…. Molto volentieri… tieni… oh! Che bell’ometto… sei libero stasera?” Io naturalmente gli ho detto di no e allora lui, quasi offeso, mi ha lasciato il conto, ha girato i tacchi se se n’è andato… Ed ecco qui il tuo conto… è perfino profumato… all’eau de Coulogne

PEREGO   (prendendo il biglietto) Grazie! (triste) Più profumato di così!

AMBROGIO   – Mi sembra che non sei contento! Hai una faccia!

PEREGO    - Ma sei scemo bene! Ma  non hai capito che sono stato io a raccomandarmi al portinaio che dicesse…

AMBROGIO   – Una bugia… o cavaliere! Non si agisce così… non è bello…

PEREGO     - Oh! Per  una bugia! Una bugietta!

AMBROGIO   – Tu mi hai detto di sparare alto ed io ho sparato! Altissimo!

PEREGO  – Sì però hai colpito in basso…. Va beh… lasciamo perdere per ora… (si toglie la vestaglia) Piuttosto portami il mio vestito nuovo… è appeso lì, vicino all’uccello

AMBROGIO   – (scoppia a ridere) Oh! Per san Valentino! L’ha fatto lui?

PEREGO  – Beh!? Cosa c’è da ridere così di gusto?

AMBROGIO   – Mi fa proprio schifo ! Per san Lorenzo!

PEREGO  – Oh questa è bella! (solo) incomincia a rompermi questo intrigante d’un netturbino! (alto) aiutami ad indossare il gilet… dai

AMBROGIO   – sarà una bella impresa, per santa Prada!

PEREGO  – Ahi! Non fare il pistola! Pae san Vittore!  Sta attento a dove metti le mani!

AMBROGIO   – Ohè! Non sono mica il sarto io! Eh! Le mani le tengo al mio posto, ma se devo aiutarti a vestirti… ecco… hai un po’ di lardo che cresce! Debordi!

PEREGO  – A me se,bra di non essere più brutto di altri… a confronto…

AMBROGIO   – Ma ti sei mai guardato allo specchio? Guarda che bella pancia… una  bella gobba  e… le gambe si confondono con le piastrelle … Devo ammettre che il tu sarto ha fatto dei miracoli! E’ proprio un artista

PEREGO  – Ricordati che sono un artista anch’io

AMBROGIO   – Sì… a tutto tondo… scommetto che Giotto si è ispirato a te nel fare la sua famosa “o”

PEREGO  – Non dire stupidaggini… taci! E va di là a prendermi la mia nuova parrucca

AMBROGIO   – Una parrucca? Una parrucca? … e questi capellacci che hai?

PEREGO  – Ma va di là, accidenti!

AMBROGIO   – Una parrucca? Creperò dal ridere! Per san tupè! (via)

PEREGO  – Uh! Che noioso… incomincia  a darmi sullo stomaco…e non sono così mal fatto da buttar via… mi pare di non essere più brutto di un altro

Scena seconda

(MARIUCCIA,  PEREGO,  SIGNORA CAZZANIGA)

MARIUCCIA  – (entrando) Signor cavaliere!

PEREGO  – Cosa c’è ancora!?

MARIUCCIA  – (misteriosa) E’ arrivata la signora Cazzaniga, è di là, nell’anticamera, desidera parlare con lei… in segreto

PEREGO  – La moglie di quel rompiballe d’un Cazzaniga? Una così bella donna in casa mia? Non facciamola aspettare… Oh! Peccato che sono sprovvisto della mia nuova parrucca… Falla venire avanti! Va’!

MARIUCCIA  – Che si accomodi, signora (esce incrociandosi con la signora)

SIGNORA – Cavaliere

PEREGO  – Signora… sieda

SIGNORA – No! Ho fretta… Come faccio a sedermi?

PEREGO  – Prende questo qui (accenna al sedere) e lo mette sulla sedia

SIGNORA – No, grazie… non è necessario… mi fermo solo un minuto

PEREGO  – (solo) E’ ancora più bella da vicino… tȇte à tȇte

SIGNORA – Cosa ne dice della mia visita qui… in casa sua,  senza mio marito?

PEREGO  – Eh… cosa devo dire?

SIGNORA – Sono stata sfacciata, vero?

PEREGO  – Ma no! Cosa dice? Anzi… vederla qui adesso così da vicino… tȇte à tȇte … per me è…

SIGNORA – Stamani ha visto mio marito, il signor Cazzaniga, vero?

PEREGO  – Vero (solo) ma perchè tira in ballo suo marito ?

SIGNORA – Voleva un prestito, vero?

PEREGO  – Vero (solo) ho capito… il commenda ha mandato in avan scoperta sua moglie per cercarmi i denari… e io che credevo fosse ventuta qui per me… bisognerà agire con indifferenza

SIGNORA – Dunque…

PEREGO  – Dunque… sì… ma è stata una cosa vaga… un pur parler, come si dice…

SIGNORA – Mio marito mi ha detto…

PEREGO  – (solo) sì, sì… lo so cosa ti ha detto

SIGNORA – E allora mi sono permessa di venir qu senza nemmeno avvisarlo

PEREGO  – (ironico) sì, di nascosto

SIGNORA – (sola) Ha cambiato atteggiamento, perchè? (alto) Io la prego, la scongiuro…

PEREGO  – (solo) Nemmeno se fai la lap dance ti darò un centesimo… a te e a quel minchione di tuo marito

SIGNORA – (si inginocchia) Mi umilio qui, in ginocchio, davanti a lei

PEREGO  – (solo) Vediamo quale altra menzogna è capace di dirmi…(alto) sono tutto orecchi

SIGNORA – Non dia nemmeno un centesimo a mio marito, non lo ascolti

PEREGO  – (stupefatto) Ah! Ba! Oh! Sì… no… (con premura) Ma si alzi…  che sieda, dai, non stia lì così scomoda… una signora come lei (la signorasi siede quasi spossata dalla domanda)

SIGNORA – Me lo giura su quello che ho di più caro?

PEREGO  – (si slancia sul divano per abbracciare la signora, ma ella si alza e il cavaliere sbatte sui cuscini, poi un po’ stordito) Oggi è il giorno dei giuramenti

SIGNORA – Me lo giura?

PEREGO  - Glielo giuro

SIGNORA – (sta per abbracciarlo poi si ferma) Grazie

PEREGO  – Certo che per me è un sacrificio enorme, eh!? Rifiutare un piacere ad un amico così caro come il commendator Cazzaniga… ma non me la sento di contraddirla… sia fatta la sua volontà… amen per i mille euro

SIGNORA – Amen… il fatto è che lei non sa…no,  faccio male a dirglielo

PEREGO  – Cosa non so?

SIGNORA – Mio marito ha un orribile difetto

PEREGO  – Beve?

SIGNORA – No…

PEREGO  – Spende…?

SIGNORA – no…

PEREGO  – Ha un amante…?

SIGNORA – No… Impazzisce per i cavalli da corsa

PEREGO  – Oh! Cosa devo sentire? I cavalli da corsa…

SIGNORA – Sì, sono diventati i suo compagni preferiti… passa la sua vita insieme a loro… la mia casa è invasa dai cavalli

PEREGO  – O cribbio?! E dove li mette, nella camera da letto?

SIGNORA – No… è invasa… si fa per dire… una metafora

PEREGO  – Ho capito … metà fuori e metà dentro

SIGNORA – Ma no!

PEREGO  – Scherzavo… andiamo… per sollevarle il morale… certo però che rincorre quelle bestie… in mezzo a quella puzza da stalla… vivere come le patate… nel letame

SIGNORA – Io, per mio conto, mi sono data delle privazioni, … ho rinunciato perfino a comprarmi un cachemire… capirà

PEREGO  – Capisco!

SIGNORA – (piangendo) e lui invece, il signor commendator Cazzaniga… si è regalato un poni

PEREGO  – (le offre un fazzoletto) Oh! Povera martire dell’equitazione! (La signorasta per mettere via il fazzoletto) Il fazzoletto è mio

SIGNORA – (restituisce il fazzoletto) Oh! Mi scusi

PEREGO  – Scusata!

SIGNORA – Allora non gliela dà quella somma, vero?

PEREGO  – Ma nemmeno per idea! E poi come posso rifiutare un piacere ad una donna come lei? Ma che si sieda un attimo…

SIGNORA – No grazie!

PEREGO  – Staremo più comodi nel parlare

SIGNORA – No vado… perché se mio marito dubitasse…

PEREGO  – (esaltato) Oh! Si fermi ancora qualche istante… un minuto… solo un minutino! Si lasci contemplare! (le gira attorno) il suo profilo bizantino… il suo naso… modellato come una statua greca… e questi occhi…. A mandorla… dolci… dolci… (le prende un braccio e la bacia fino al collo)

SIGNORA – O cavaliere! Lei è brutto… Ma sa parlare al cuore di una donna

PEREGO  – Che bel complimento!

SIGNORA – E pensare che mio marito continua a dirmi che sono una donna finita

PEREGO  – Sì, finita con lui… ma venga più in qua, alla luce, così riesco a contemplarla meglio… così…(le prende l’altro braccio e la bacia fino al collo) Che bei capelli sembrano tante onde diel lago… accecano come la neve al sole… mi confondono l’anima, le idee…

SIGNORA – Anche i suoi capelli però sono vaporosi

PEREGO  – (solo) Non si è accorta che porto la parrucca… (alto) Beh … insomma la natura non ha badato a spese… con me

SIGNORA – Oh! (sospira)

PEREGO  - Oh! (sospira. I due stanno quasi per baciarsi quando entra lo spazzino)

Scena terza

(DETTI, AMBROGIO E CAZZANIGA)

AMBROGIO  – (cantando con un parrucca in mano) Sono un barbiere di qualità…. Et voilà!

PEREGO  – Proprio sul più bello!

AMBROGIO  - Le stavi controllando le tonsille?

PEREGO  - Non fare il bamba

AMBROGIO  - Oh! Ma andate pure avanti a fare i vostri comodi…

PEREGO  - Asino!

AMBROGIO  - A me non date fastidio!

SIGNORA– (imbarazzata) Ma che cos’è?

AMBROGIO  – Questa qui? E’ la parrucca del cavaliere

PEREGO  – Ma nemmeno per sogno! Io non porto delle parrucche

AMBROGIO  – Ma sì

PEREGO  – Ma no

AMBROGIO  – Ma sì

PEREGO  – Taci !! Bestia!

AMBROGIO  – Mi dice di tacere… dunque è sua

SIGNORA– (Soffocando il suo riso) O cavaliere! Lei porta una parrucca?

PEREGO  – (incerto) No… sì… ma dsolo durante il carnevale… quando mi metto in maschera (alla signora) Non crederà forse alle parole di quel cretino?

SIGNORA– (salutando) Io devo andare… non lo dirò a nessuno, mi creda… può contare sulla mia discrezione

PEREGO  – (salutando)  signora… (solo) ah! Quella bestia d’un netturbino mi ha fatto perdere un’occasione importante

MARIUCCIA – Signor cavaliere! Sta arrivando il commendator Cazzaniga

SIGNORA– (spaventata) Oh! Signore! Mio marito! Se mi trova qui con lei non so cosa sia capace di fare

PEREGO  – Cosa?

SIGNORA– E’ più geloso dell’Alfio della cavalleria rusticana… La ucciderà, signor cavaliere! La ucciderà! Ci ucciderà

MARIUCCIA – (imitando l’opera) Hanno ammazzato compare Turiddu… anzi no: compare Giuseppe, cavalier Perego! Hanno ammaz…

PEREGO  – Zitta! Iettatrice!... Piuttosto corri di là a dire che non ci sono!

AMBROGIO  – Bell’esempio! Obbligare questa bella figliola a dire delle bugie (correndo alla porta) Signor commenda! Signor commenda! Il suo amico cavaliere è qui… venga pure avanti

PEREGO  – Ma ti sei ammattito del tutto (si nasconde sotto il tavolo)

SIGNORA– E io cosa faccio?

MARIUCCIA – Mi segua, di là in cucina

AMBROGIO  – Venga, venga signor commenda, venga avanti… (cercando) ma Ma dove si è nascosto? (lo trova) Ah! Eccolo qui il suo amico (lo fa uscire dal nascondiglio)

CAZZANIGA  – Buongiorno, amico caro!  Disturbo forse?

PEREGO  – (impacciato) No… no… Stavo uscendo, mi fai compagnia?

CAZZANIGA  – Sotto al tavolo?

PEREGO  – Ma no! Ho sbagliato porta! Capirai … l’emozione nel vederti!

CAZZANIGA  – Passavo di qui e per caso mi son detto… Salgo dal mio amico, lo saluto e gli chiedo i soldi che mi ha promesso per il mio cavallo… così prendo due piccioni con una fava… ho ragionato giusto?

PEREGO  – Sì, no… hai fatto i conti senza l’oste

CAZZANIGA  – Prego?

PEREGO  – Non c’è niente da pregare… quei denari non li ho… quell’affare di cui ti ho parlato è andato a monte… anzi, guarda, son pieno di debiti (mostra il conto del sarto)

AMBROGIO  – (solo) quei denari non li ho (al cavaliere) Ma perché dici queste bugie? (al commendatore) Li ha, li ha quei denari… e come! Il fatto è che non vuole prestarglieli

PEREGO  – Ma interessati dei tuoi di affari!

AMBROGIO  – Ma come, cavaliere?

PEREGO  – Ti giuro, caro amico, che se avessi una tal somma, te la darei con tutto il cuore

AMBROGIO  – Oh! Ma se è tutto qui il problema (va alla scrivania)

PEREGO  – Quel mio subalterno non conosce quello che possiedo e quello che non possiedo… sono proprio al verde… nudo, come dici tu… mi è rimasto solo qualche centesimo per poter mangiare

AMBROGIO  – (mettendosi tra i due) Voilà i mille euro

PEREGO  – Ma hai un fuco femmina che ti passeggia nel cervello

CAZZANIGA  – Ma cos’è questa storia?

AMBROGIO  – E’ il portafoglio del cavaliere che io ho ritrovato e che gli ho riportato

PEREGO  – (confuso) ah! Sì… me l’ero dimenticato… dimenticato nel cassetto… (solo) ma è la mia disgrazia questo netturbino (scaglia il portrafolgio al commendatore) Tè! Prendi il valsente

CAZZANIGA  – (mettendo il denaro in tasca) Sento già il profumo della vittoria

PEREGO  – E io sento il profumo della sconfitta!

CAZZANIGA  – Caro amico mio, mille ringraziamenti!

PEREGO  – Mille non c’è di che

CAZZANIGA  – Ci vediamo stasera, allora… adesso ho un po’ di fretta (Prende il suo cappello e vede l’ombrello della moglie) Oh! Ma guarda tu! Che sorpresa!

PEREGO  – Orco giuda! Ha dimenticato l’ombrello

CAZZANIGA  – (tornando indietro) Di chi è?

PEREGO  - Guarda!... (si allontana veloce) il mio pappagallo!

CAZZANIGA  - (prendendolo per il bavero) Ti ho chiesto di chi è!?

PEREGO  - (imbarazzato) E’… è… è… un ombrello!

CAZZANIGA   - Lo vedo anch’io che è un ombrello… ti ho domandato di chi è

PEREGO  - E’… è… è… di una mia nipotina… un regalo che dovrei farle per i suoi vent’anni

CAZZANIGA   - (pensieroso) Se è così…

AMBROGIO  - Non gli creda, sa?… sta raccontando delle grandi frottole

CAZZANIGA – Come?

AMBROGIO – E’ l’ombrello di una signora che portava anche un cappello nero

CAZZANIGA – Un cappello nero? Come quello che ho regalato a mia moglie

PEREGO  - Ma no! E’ il fuco femmina che…

AMBROGIO – e con uno scialle bianco ricamato

CAZZANIGA – Come quello che regalato a mia moglie… che coincidenza!

PEREGO   - Ma no! E’ sempre il fuco femmina che…

AMBROGIO – e poco prima il signor cavaliere le controllava le tonsille… oh! Dobveva vedere che occhietti dolci le faceva… e con la parrucca…eh! Quella bella nuova

CAZZANIGA -  E dove sta adesso questa signora?

PEREGO    - Ti… ti spiegherò tutto

CAZZANIGA – Non tu! Le spiegazioni le voglio da lui… perchè tu (allo spazzino) tu dici sempre la verità, vero?

AMBROGIO – sempre!

CAZZANIGA – Dunque, parla! Dove sta questa signora?

AMBROGIO – Questa signora l’ho vista… ma adesso non so dove sia andata

PEREGO    - (solo) Respiro!  Il fuco femmina è sparito

CAZZANIGA –  Torno a casa di corsa e se mia moglie non ha l’ombrello (esce)

SIGNORA – (entrando) La porta è chiusa e non c’è la chiave… come faccio ad uscire? (Vede lo spazzino) Oh ancora lui (via)

AMBROGIO – Oh eccola qui… eccola qui…

PEREGO  - Gli è ritornato il fuco

CAZZANIGA – (rientrando)Dov’è? Dov’è?

PEREGO  - Non fare pagliacciate, per favore, ricordati che sei in casa mia

CAZZANIGA – Tu tenevi qui in casa tua mia moglie…

PEREGO  - Ma ti sbagli di grosso

Scena quarta

(entra Mariuccia con lo scialle ed il cappello della signora Cazzaniga. Lo scialle le copre il volto)

(GLI STESSI)

AMBROGIO – Si è accorciata

MARIUCCIA – Ciao zietto!

PEREGO  - (solo) Mariuccia! O che figliola intelligente e scaltra

CAZZANIGA – (gli si avvicina) Prego?

PEREGO  - Niente! Dicevo alla mia nipotina… perché questa figliola è mia nipote… vero?... prendi pure un taxi e saluta tuo marito per me… con sentimento

MARIUCCIA -  Sì, zietto (accenna ai soldi) per il taxi e..  per il sentimento

PEREGO  - Non li ho! Quell’asino d’un netturbinome li ha fregati

MARIUCCIA – e allora senza (accenna ai soldi) io scopro gli altarini

PEREGO  - No! tieni… mi è rimasto qualcosa

MARIUCCIA – Grazie, zietto… ci vediamo dopo (accenna sempre ai soldi)

PEREGO  - Prego, sanguisughetta

MARIUCCIA – (spostando bruscamente sia lo spazzino che il commendatore) Pardon, il mio ombrello… che bel regalo, zietto!

CAZZANIGA -  (meravigliato le porge l’ombrello) Signora…(Mariuccia esce accompagnata dallo spazzino) Mah! Sarà davvero sua nipote? Mah! Visto che non è mia moglie…

AMBROGIO – Guardi che questa signora non è quella di prima

CAZZANIGA – Come, come?

AMBROGIO – Quell’altra era più alta, meno stropicciata

PEREGO  - E’ ritornato il fuco

CAZZANIGA – (solo) Sarà vero? Boh! Comunque se c’è sotto qualche imbroglio verrò a saperlo… ho i mezzi per farlo (forte allo spazzino) Tu… fra due minuti ti aspetto al bar di fronte… cento euro per te se mi dici la verità

PEREGO  -  (al commendatore) Dai, non fare quella faccia da funerale… si è sistemato tutto, no?

CAZZANIGA – Insomma

PEREGO   -  Ma smettila di fare il geloso! Dimmi un po’ … chi vuoi imitare… l’Alfio o l’Otello?

CAZZANIGA – Ti chiedo scusa… dubitare di un caro amcio come te… il fatto è che io so come gira il fumo, essendo un uomo di… vita

PEREGO   - Non capisco

CAZZANIGA – Ti spiego… io con le donne sono… un vulcano

PEREGO   - eh?!

CAZZANIGA – Sono tutto un fuoco…

PEREGO    - Oh dai!

CAZZANIGA -  sì, le donne con me non resistono… cedono

PEREGO    - Oh questa è bella! Non ti conoscevo come il nuovo Casanova

CAZZANIGA – Ho un fascino latino che le tramortisce

PEREGO   - Ah!... ancche il fascino latino, adesso… ma se la tua mogliettina si accorgesse?

CAZZANIGA – Non si può accorgere…io conosco tutti i trucchi di questo mondo per sviare i sospetti su di me… senti… una volta le ho detto: mi sento un formicaio qui sul braccio sinistro… sai è il più delicato… vado dal medico per un controllo… e il medico era la mia amante… hai capito?

PEREGO   - Sì, ma non riesco a capire la tua gelosia

CAZZANIGA – Quella è un altro conto… lì si tratta di difendere il mio onore, la mia rispettabilità, come marito e come commendatore…

PEREGO   - Bella morale! Sono ben strani i tuoi ragionamenti… sta attento che un bel giorno ne riceverai pan per focaccia

CAZZANIGA – Non è possibile, mia moglie non si azzarderebbe mai a tradirmi

PEREGO   - Come fai ad essere così sicuro?

CAZZANIGA – Perché se vengo a sapere che mia moglie mi tradisce, anche solo col pensiero…. Non ci penserei un seocndo

PEREGO   - A fare cosa?

CAZZANIGA – A ucciderla, prima lei e poi l’amante… pam, pam, pam

PEREGO   - O madonna! Ancche l’amante… Mi viene la pelle di gallina

CAZZANIGA – (solo) E’ diventato bianco come un lenzuolo appena lavato… che ci sia davvero sotto una tresca con mia moglie? (forte) Dunque io vado… In guardia!

Scena quinta

(PEREGO, AMBROGIO E MARIUCCIA)

PEREGO   - (allo spazzino che rientra) Hai visto che cosa hai combinato, asino che non sei altro? Chi ti ha detto che dovevi parlare? Perché ti sei intromesso, somaro?!

AMBROGIO – Ma io ho detto semplicemente la verità… secondo accordi

PEREGO  - Ma che accordi d’Egitto… io ti licenzio… e smammi immediatmente…

AMBROGIO – Dammi prima la penale che mi aspetta e poi smammo, come vuoi

PEREGO  -  Trentamila euro? Ma proprio no… piuttosto mi faccio monaco buddista

AMBROGIO – Ripensaci, allora… intanto io vado a fare una passeggiatina … al bar qui di fronte…   a buon intenditor poche parole (via)

PEREGO  - Va’, va’… bestia! (solo) Che idea! Uh che  idea che mi è venuta… (rientra Mariuccia)

MARIUCCIA  - Ho riportato l’ombrello alla signora Cazzaniga… Per il momento è salva…  Era tutta spaventata e tremava come una foglia… dev’essere un bel rospo suo marito

PEREGO  -  E anche un assassino

MARIUCCIA  - O mamma! Che non me lo dica, signor cavaliere che vado in terra dallo spavento

PEREGO  -  Invece te lo dico…

MARIUCCIA  - O mamma! (fa  per svenire)

PEREGO  -  Con me non attacca, dai… non fare la finta tonta… siediti se sei stanca, e ascoltami bene

MARIUCCIA  - L’ascolto

PEREGO  - Senti… tu oggi ti sei comportata magistralmente.. e io ho avuto una grande idea… guarda… mi sembra d’avere qualcosa di mefistofelico nell’occhio

MARIUCCIA  - Gli è entrato qualcosa nell’occhio?

PEREGO  - Ma no! E’ un modo di dire

MARIUCCIA  - Ah!

PEREGO  - Noi dobbiamo riuscire a fara cadere le mura di Gerico

MARIUCCIA  - Perché vuol far cadere le mura? Gli impediscono la luce?

PEREGO  - Ma no! E’ un modo di dire

MARIUCCIA  - Ah!

PEREGO  - Come trovi il mio amico Ambrogio?

MARIUCCIA  - Per dire la verità non è male il ragazzo.. a parte quella sua ostinazione di dire sempre e solo la verità

PEREGO  -  Sono contento che la pensi in questo modo… perché io voglio incrociare la razza… voglio dartelo in isposo

MARIUCCIA  - E’ un modo di dire

PEREGO  - No, no.. stavolta è la realtà

MARIUCCIA  - Ma io non so..

PEREGO  - Zitta!

MARIUCCIA  - Non parlo

PEREGO  - Vedi, Mariuccia, tu possiedi la stoffa di una Lucrezia Borgia

MARIUCCIA  - Ma chi era?

PEREGO  - Una che uccideva i mariti

MARIUCCIA  - No, no… non voglio essere complice d’un delitto… non voglio sposarlo per poi ucciderlo

PEREGO  - Zitta!

MARIUCCIA  - Non parlo

PEREGO  - appunto! Non parlare! Prima lascia che ti spieghi… dunque… io ti concedo l’Ambrogio solo se gli farai imparare ad essere bugiardo e falso, traditore e disonesto… coem il tuo carattere del resto

MARIUCCIA  - E’ un modo di dire

PEREGO  - No, no… è la verità… se ci riesci la tua fortuna è assicurata… e adesso va, fallo diventare bugiardo, gentile, leccapiedi… mi raccomando, Mariuccia: bugiardo, gentile, leccapiedi… (via)

MARIUCCIA  - Fargli imparare ad essere bugiardo?? Che strana idea! Quelle cose, di solito non si imparano… vengono da sole!

Fine secondo atto

ATTO TERZO

Scena prima

(AMBROGIO, MARIUCCIA)

AMBROGIO – Il commendatore Cazzaniga è proprio un galantuomo! Mi ha promesso cento euro se gli mostro la donna che era col cavalier Perego! Benissimo! Se la scovo – gli ho detto – gliela porto immediatamente… cos’ cento euro da una parte , più di mille dall’altra mi metto via la dote e mi sposo anch’io… A proposito di sposalizio… sto leggendo la bella storia dei Promessi sposi… commovente! E che donna la Lucia! Come riesce bene a tener testa all’Innominato! Ah! Vorrei trovare anch’io una donna simile!

MARIUCCIA  - Ah! Sei qui?! Ti stavo cercando dappertutto

AMBROGIO – Sto leggendo, lasciami in pace

MARIUCCIA  - E cosa leggi di bello?

AMBROGIO -  Non ti riguarda

MARIUCCIA  - Perché mi tratti così male? Mi odi fino a tal punto?

AMBROGIO – No  non ti odio… ma se continuerai a dire bugie non potrai certo essermi amica

MARIUCCIA  - Non fare lo schizzinoso, dai… (A. si allontana) E sta’ qui vicino a me… dove stai andando? Così potremo parlare più liberamente

AMBROGIO – sto leggendo, non ho tempo per le chiacchiere

MARIUCCIA  - Oh senti! (gli strappa il libro) fammi un po’ vedere… I promessi sposi… oh! Ma come Carlo Cotenna

AMBROGIO  - non importa se è vecchio… c’è sempre modo di imparare qualcosa

MARIUCCIA  - E tu, di grazia, cosa vuoi imparare?

AMBROGIO   - (con trasporto) L’amore

MARIUCCIA  - O santa Genoeffa del Canton Ticino! Ma l’amore non si impara sui libri

AMBROGIO   - No?! E dove allora?

MARIUCCIA  - Vieni con me che te l’insegno io… l’amore

AMBROGIO   - No… non posso

MARIUCCIA  - E non fare lo schizzinoso (lo solletica sotto il collo)

AMBROGIO   -  No! (si allontana)

MARIUCCIA  -  (c.s.) Non hai piacere?

AMBROGIO   -  Non dico questo…  ma… mi fai il solletico (si allontana e legge) Scendeva dalla soglia d’uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma …

MARIUCCIA  - (gli ruba il libro e lo butta sul divano) Basta! Possibile che un bel giovanotto come te abbia bisogno di storie di mille anni fa??

AMBROGIO   -  Ma come farò a imparare allora, se non leggo quelle storie?

MARIUCCIA  - Ti spiego io ogni cosa

AMBROGIO   - Ma dai?! E hai imparato anche tu coi promessi sposi?

MARIUCCIA  - No! Con la spazzatura

AMBROGIO   - Davvero?

MARIUCCIA  - (solleticandolo) Certo!

AMBROGIO   - (si allontana) No!

MARIUCCIA  - O santa Lucia! Non ti piaccio?

AMBROGIO   - Sì… ma voglio sapre come va a finire la storia

MARIUCCIA  - (lascia cadere un fazzoletto) (sola) Questo funziona sempre… (entrambi cercano di raccoglierlo e rimangono faccia  a faccia)

AMBROGIO   - Pardon! (si allontana veloce rinanendo però in ginocchio)

MARIUCCIA  - Oh! (delusa) e’ più duro del manico della sua scopa

AMBROGIO   - Tu mi vuoi imbrogliare, così dopo vai dal cavaliere e m i denunci

MARIUCCIA  -  No!

AMBROGIO   -  E dopo lui mi licenzia

MARIUCCIA  - Ma no! ( con seduzione) Ma non scappare, santo Iddio! (lo solletica scompigliandogli i capelli) Ti ha mai detto nessuno che sei bello?

AMBROGIO   - Sì… (ci pensa) La mia mamma… quando mi pettinava e mi faceva il ciuffo sulla testa

MARIUCCIA  - Solo tua mamma?

AMBROGIO   - (ci pensa) No!... anche il mio parucchiere…  anche lui quando mi metteva a posto il ciuffo e mi faceva lo sciampo… una volta mi ha detto: (alla fru fru) o sai che hai una bella testa, bellino, bellino, bellino? Perché non fai l’abbonamento!? Una seduta ti costa dodici euro… trenta sedute sedute cinquanta euro… E io ho fatto l’abbomento! Ho una bella testa sì o no?

MARIUCCIA  - Sì… da imbecille… (lo butta sul divano e gli va addosso)  hai paura di me?

AMBROGIO   -  Un po’ sì

MARIUCCIA  - E perchè?

AMBROGIO   - Perchè mi sento … mi sento … tutto sotto sopra… e…

MARIUCCIA   -  E…?

AMBROGIO   - E se tu volessi… (accenna al solletico solleticando lui stesso la gola di M. )

MARIUCCIA   - (si scosta) Ad una condizione sola

AMBROGIO   - Quale?

MARIUCCIA   - Che tu non faccia la spia al cavaliere ma…

AMBROGIO   -  Ma allora devo dire le bugie

MARIUCCIA   - Oh! Santa polenta! Per una qualche bugietta! Che male c’è?

AMBROGIO   - No, no… poi diventerò come te

MARIUCCIA   - Perchè? Non ti piace come sono fatta?

AMBROGIO   - Non è quello è che…

MARIUCCIA   -  (lo solletica)  e allora cos’è?

AMBROGIO   -  Mmmm…

MARIUCCIA    - (smette il solletico)

AMBROGIO   -  Mmmm… perché hai smesso?

MARIUCCIA    - Perché sei un imbranato…

AMBROGIO   -- Ti prego… va’ avanti a fare… (fa segno il solletico)

MARIUCCIA    - Tu mi hai appena offesa

AMBROGIO   - Ah! Ti ho offesa?  Ho detto solo la verità…

MARIUCCIA    - e cioè?

AMBROGIO    -  che sei una ladra… Non ti ricordi?… quando hai detto al cavaliere che il pollo costava sette euro

MARIUCCIA   - Oh! E’ per quello?  Ma è per la festa di questa sera

AMBROGIO   -  Cerca di non inventare dele scuse… adesso ho capito tutto il tuo impegno per coprire i tuoi interessi

MARIUCCIA   - Ma no… è il cavaliere… vuole offrire ai suoi cosiddetti amici tutte pietanze avariate… ma io non sono disposta a a passare per una domestica sciattona e così ho alzato un po’ i prezzi per per comperare roba fresca e genuina… senza che lui se ne accorgesse …

AMBROGIO   - Ah! È per questo? Oh allora sei davvero onesta… ti domadno scusa se ho pensato male di te… qua… facciamo la pace (tenta di abbracciarla)

MARIUCCIA   - (divincolandosi) Oh! Ma non è onesto abbracciarsi senza prima conoscerci

AMBROGIO   -  (c.s.)  Allora conosciamoci… prima (la butta sul divano)

MARIUCCIA   - (grida) Ah! Accidenti!

AMBROGIO – Cosa c’è? T’ho fatto male?

MARIUCCIA   - No, mi è caduta la pentola stamattina e nel raccoglierla ho colpito col braccio lo spigolo della cucina… guarda com’è viola questo braccio… guarda… (si rimbocca la manica)

AMBROGIO – O beata pentola!  Po… posso vedere? (le prende il braccio)

MARIUCCIA   - Piano… non stringere così forte

AMBROGIO – Oh! Com’è delicato… morbido… liscio… come la pelle del coniglio

MARIUCCIA   - Che belle parole… vedi che anche senza libri sei capce di romanticheggiare?

AMBROGIO – Non sto capendo più niente… ho la testa che mi gira

MARIUCCIA   - Va’ là… bellino, bellino, bellino (sola) Era ora!

AMBROGIO – (partendo dalla mano e andando verso il volto) mm… mmm… dammi un bacetto, te ne prego!  Mariuccia! La tua boccuccia! (si sente un fischio)

MARIUCCIA   - Apri un po’ la finestra

AMBROGIO – (va ad aprire) Hai caldo?

MARIUCCIA   - No! E’ un segnale! Vuol dire: Mariuccia, il tuo padrone è uscito, posso venire a trovarti?

AMBROGIO – Porca miseria… ma chì è quel villano che fischia?

MARIUCCIA   - E’ il mio innamorato

AMBROGIO – Come? Tu hai un innamorato? Ma io… io…

MARIUCCIA   -  (sola) Adesso scoppia!

AMBROGIO – Il tuo inna… inna… mo..

MARIUCCIA   - Ma sì… il cameriere del bar qui di fronte… e quando apro la finestra significa: puoi venire tranquillamente perché il padrone non è in casa

AMBROGIO – Per santa gelosia… e tu mi hai fatto aprire la finestra? (va  a chiudere) Ma io la richiudo subito

MARIUCCIA   - (sola) Ce l’ho in pugno  (alto) Non volevo dirtelo perché è una cosa delicata… personale… lui… lui mi ha chiesto in isposa

AMBROGIO – Eh no… anch’io… anch’io voglio chiederti in isposa

MARIUCCIA   - Tu? Ma non farmi ridere, per piacere… tu sei troppo un impiastro

AMBROGIO – Io? Io ti farò vedere cosa son capace di fare…

MARIUCCIA    - Lascia perdere… è una competizione persa in partenza…

AMBROGIO – No, no… diventerò anch’io come lui

MARIUCCIA    - Ma lui è sveglio

AMBROGIO – Diventerò anch’io sveglio

MARIUCCIA    - Lui è forte

AMBROGIO – Diventerò anch’io forte

MARIUCCIA    - Lui è furbo

AMBROGIO – Diventerò anch’io furbo

MARIUCCIA    - Lui è bugiardo

AMBROGIO – Diventerò anch’io bu… ah no… bugiardo no… è impossibile

MARIUCCIA  - Allora apri la finestra

AMBROGIO -  (solo) La finestra…. No…

MARIUCCIA  -  (sola)  è cotto!

AMBROGIO  - Ma a te cosa importa se dico  la verità?

MARIUCCIA  - Mi importa e come!… perché quando io sarò vecchia, quando la mia pelle sarà come la carta vetrata, e la mia faccia una ruga sola e i miei occhi gonfi e tirati perché non ci vedono più… non vorrei che mio marito mi dicesse… Mariuccia mi fai schifo solo a vederti!

AMBROGIO  -  Ma io non te lo dirò mai

MARIUCCIA  - Allora dirai una bugia

AMBROGIO  - sss…. No! Mai! Una bugia mai!

MARIUCCIA  -  però quando si tratta di non offendere una persona che ti sta cuore … una bugia… piccola piccola… anzi… quando si tratta di far felice una persona che ti vuole bene… (lo accarezza)

AMBROGIO  - (debole) In effettti… (esita)  mi piace quando mi fai il solletico…

MARIUCCIA  - Ma se si dicessesempre la verità si passerebbe il tempo a buttarsi in faccia solo parolacce e ingiurie… capirai non è un aprspettiva tanto bella… (sempre accarezzandolo)

AMBROGIO  - Ma… certo… che… (risoluto divincolandosi dalle carezze) no! IO di bugie non ne dirò mai e poi mai

MARIUCCIA  - (sola) Non posso dargliela vinta… se perdo non posso più chiamarmi Mariuccia  (alto gettando un grido)  Ahi! Il livido!! Ahia che male! (mostra sotto il naso di A. il braccio)

AMBROGIO  - Dammi! Fa’ vedere! (riprende ad accarezzarlo e poi lo bacia)

MARIUCCIA  - (si scosta bruscamente) Se tu volessi, questo braccio sarebbe tuo

AMBROGIO   - E per averlo dovrei dire una bugia?

MARIUCCIA  - Non c’è niente di male… (lo solletica)

AMBROGIO   - (deciso) No… una bugia mai… addio! (si stacca)

MARIUCCIA  -  (sola) Ma cosa avrà quell’uomo?

AMBROGIO   - Che peccato… però… è una gran bella ragazza! (via)

Scena seconda

(DETTI E PEREGO)

MARIUCCIA  - (sola) non ci riesco, non ci riesco….

PEREGO – Allora, hai ottenuto quello che volevi da quell’asino là, sì o no?

MARIUCCIA  - E’ più duro del manico della sua scopa…. Non ci riesco, non ci riesco… desisto

PEREGO – Cosa devo sentirti dire? Ti ritiri così presto? Non ti riconosco più

MARIUCCIA  - Non è colpa mia, io ce l’ho messa tutta

PEREGO – No, no… non hai fatto abbastanza

AMBROGIO   -  E’ arrivata una lettera… urgentissima… Per il cavalier Perego Giuseppe

MARIUCCIA  - Umm… Come è profumata! Sembra profumo di sandalo

AMBROGIO  - profumo di scandalo… altro che sandalo (esce)

PEREGO –  Me la invia la signora Cazzaniga… della bella, graziosa, generosa signora Cazzaniga (mentre pronuncia queste ultime parole compie un giro con entrambe le braccia, M. lo imita)

MARIUCCIA  - Oh! (sola) Che faccia da salame gli è venuta… adesso gli prende un infarto (forte) Su, andiamo, veloce! Non ho tempo da perdere, è solo una lettera….

PEREGO – (rianimandosi e leggendo) “Tutto è perduto” cosa è perduto? “Mio marito si ostina a a volermi portare alla tua festa… Si è accordato col tuo netturbino che ha giurato di riconoscere la donna che era in casa tua”

MARIUCCIA  - O santa Barbara! Ci sarà un macello!

PEREGO – “Post scriptum… non voglio essere disonorata… salvami per favore… ne va della vita…” ma come devo agire? Accidenti al netturbino! … “Ho soppresso mio marito…” Accidenti che donna… ha soppresso il marito…

MARIUCCIA  - Ma no… ho sorpreso…

PEREGO – Ho sorpreso mio marito… peccato, non ci sono più le donne d’una volta…. Eh! … “mio marito sta lucidando la sua rivoltella….” La rivoltella no… io son capace di tirare solo le freccette!

MARIUCCIA  - Ci sarà una carneficina!

PEREGO – E io che non riesco a convincere quella bestia…

MARIUCCIA  - A dire le bugie? E’ impossibile… è più testardo di un mulo

PEREGO – La verità, la verità… mi porterà dritto alla tomba (si inginocchia. A M. che si è inginocchiata pure lei) cosa fai?

MARIUCCIA  - Prego insieme a lei

PEREGO – Non ho bisogno di te… piuttosto io ti pago perché tu lavori… va di là a pulire la cucina, va’… so pregare da solo

MARIUCCIA  - Vedo che mi tratta come una serva… dopo tutto quello che ho fatto per lei (quasi piangendo)

PEREGO – Con me non attacca… hai la lacrima facile

MARIUCCIA  - (singhiozzando)  Se il signor cavaliere crede che faccia finta si sbaglia di grosso… io sono sincera sincera…

PEREGO – sì… sta attenta che il naso ti si sta allungando… dai, dai…

MARIUCCIA  - Sono davvero l’ultima ruota del carro

PEREGO – Va pure avanti a piangere che ti diventano gli occhi più belli

MARIUCCIA  - Vado di là… ma… (piange esageratamente) ma non si tratta così una donna di servizio come me… (sta per uscire poi ritorna sui suoi passi e con cipiglio)  mi deve cento euro

PEREGO -  Ne devo sentire delle belle quest’oggi!? Io sarei in debito con te?

MARIUCCIA  - Il taxi

PEREGO – Il taxi?

MARIUCCIA   - Sì, il taxi che sua nipote ha preso per andare dalla signora Cazzaniga

PEREGO – Ah! La signora… non mi ricordavo più

MARIUCCIA   - Io aspetto (facendo cenno al denaro)

PEREGO – Tieni! Rompina che non sei altro… (campanello)  IO non ci sono per nessunop (M. via)(solo) Sono in un bel pasticcio… quell’asino d’un Ambrogio spiffererà tutto al Cazzaniga e io non avrò più pace… Per santa gelosia! Ah! Una bugietta innocente vale più di una immensa verità … possibile che non è capace di capirla quell’asino d’un Ambrogio? … per esempio… se io dicessi ad un amico… mi sembra di vedere spunatre sulla tua fronte delle protuberanze strane… si direbbero corna… lui mi caccerebbe a pedate nel sedere, mi dirà delle grandi parolacce! L’amicizia  a questo punto salterebbe… questo è l’effetto della verità… Poniamo il caso invece che io dicessi ad una signora che hoo appena scoperto tradire il marito: signora non smetterò mai di elogiare la sua virtù, la sua modestia e la sua fedeltà…. Quale sarà la sua risposta? Mi dirà… Sarò in obbligo con lei per tutta la mia vita… e questo è l’effetto della menzogna… Il mondo va così… e io non potrò di certo cambiarlo… né io né la Mariuccia né l’Ambrogio… Bisogna guardare in faccia la realtà… sapere che la luna nel pozzo è solo un riflesso…e basta!... e non prendersela se non si può cogliere la luna, bisogna saper guardare la realtà… e accontentarsi dell’acqua

MARIUCCIA   - Alla porta c’è una signora che si fa chiamare Irina e  che cerca il signore…

PEREGO – Dopo quello che mi è capitato oggi non ho nessuna voglia di avere a che fare con altre donne…

MARIUCCIA   - Mi ha detto che si tratta di una visita di cortesìa..

PEREGO – No, no… di cortesie oggi ne ho già avute abbastanza… non vorrei che venisse in giro qualche marito e … pam, pam, pam…

MARIUCCIA   - Ma è una vedova

PEREGO – Sei sicura?

MARIUCCIA  - certamente

PEREGO – Dunque il marito è…

MARIUCCIA  - Morto (si mette in ginocchio. Il cavaliere la imita tentando di abbracciare M. che le dà uno schiaffo sulla mano)

PEREGO – Ahi! Che dolore!

MARIUCCIA  - Per la vedova?

PEREGO – No, per la mano!

MARIUCCIA  - Allora, signor cavaliere, la faccio accomodare?

PEREGO – E falla accomodare

MARIUCCIA  - Vnga signora… il cavaliere l’attende

Scena terza

(IRINA, PEREGO)

IRINA – Mi scusi, signor cavaliere, se ho invaso la sua privacy… la disturbo forse?

PEREGO – Sì… cioè no… lei è vedova… vero?

IRINA – Purtroppo… sì

PEREGO – Bene, bene… sono contento ….

IRINA – Come? E’ contento che io sia vedova?

PEREGO – Sì… cioè no.. voleco dire…  beh insoma, ho piacere che sia venuta a trovarmi …

IRINA – Ah! Ho capito… lei si domanderà come mai io abbia la faccia tosta di venire qui in questa casa, suppongo

PEREGO – La supposta è giusta… ma che si sieda…

IRINA -  Grazie… (siede) Dunque … per prima cosa mi presento…  Io mi chiamo …

PEREGO -  Irina… lo so… me l’ha già annunciato la mia domestica

IRINA – No, quello è un nome di battaglia… il mio vero nome è Spinaci Carla vedova Broccoli… mio marito faceva…

PEREGO –  il fruttivendolo di Porta cicca

IRINA – No!

PEREGO – Come no? Broccoli lui, spinaci lei…

IRINA -  Ma no, cosa c’entra? Mio marito era l’avvocato Broccoli Egisto e io, quando lui era ancora in vita (si segna) io… io… ah! (si asciuga una lacrima) povero Egisto, che fine amara ti ho fatto fare! Si è gettato dal Ponte della Ghisolfa

PEREGO – Ho capito… non vinceva nemmno una causa… e allora…

IRINA – No, no… non per quello… era uno dei più bravi avvocati di  Milano…

PEREGO – E allora?

IRINA – Allora… si è ucciso per causa mia… (piange)

PEREGO – Va beh! Ormai è fatta… che non si disperi, signora Prezzemolo…

IRINA – Spinaci,  prego…

PEREGO – Mi perdoni, signora… ho sbagliato verdura

IRINA – Vede (si alza) … il rimorso, dopo due anni, è qui ancora che mi prude (si batte il petto) e non mi dà pace… è per questo che sono venuta qui da lei, signor cavaliere

PEREGO – O bella! Ma cosa c’entro io? Mi ha scambiato per un medico che fa andar via il prurito? Quello, il medico voglio dire, abita al terzo piano… e non sono nemmeno un prete che caccia i rimorsi

IRINA – Mi spiego… io ero stanca di fare la signora Broccoli, moglie dell’avvocato più famoso… così, per non annoiarmi, ho affitttao un localino… a Varese … un pied a terre… dove davo appuntamento ai giovanotti … mi facevo chiamare Irina per l’occasione e…

PEREGO – Si sa … l’occasione fa l’uomo ladro e la donna..

IRINA – E la donna è stata sopraffatta

PEREGO – dall’occasione

IRINA – no dai giuvinotti… e mi sono completamente persa

PEREGO – Va bene… sono commosso per la sua testimonianza e la sua confessione…. ma non riesco acnora a capire perché sia venuta qui da me

IRINA – Insomma… ero come una canna sbattuta dal vento… un po’ di qui, un po di là, un po’ di su, un po’ di giù

PEREGO – e c’era tanto vento che la sbatteva…?

IRINA – Tanto, tanto… finchè un giorno il mio Egisto è venuto a saperlo

PEREGO -  Che c’era tanto vento?

IRINA  - Sì… e… per la vergogna si è suicidato… ed ecco, adesso io voglio riparare

PEREGO – evuole ripare qui in casa mia?

IRINA – Da un certa parte, sì

PEREGO – Ma lei è matta, cosa c’entro io? signora barbabietola

IRINA – Spinaci, prego…

PEREGO – E’ uguale… cosa crede? Di coinvolgermi per la sua bella faccia?

IRINA – Ma non è come pensa… io mi sono pentita di quello che ho fatto… non voglio più tornare a fare quello che facevo di nascosto da mio marito… don Mario, qui, della chiesa di san Celso, mi ha (con enfasi) redenta… e da allora per salvare tante ragazze che potrebbe cadere nella palta come sono caduta io … mi sono impegnata a costituire la società della pera marcia

PEREGO – Ho capito… ha cambiato articolo… dalla verdura è passata alla frutta

IRINA – Per me è diventata una missione

PEREGO – Da escort a missionaria… ha tutta la mia stima… ma a me la sua frutta mi rimane sullo stomaco indigesta

IRINA -  Non dica così… la mia missione è quella di salvare tutte le pere … perché, si sa, che se in un cesto c’è una qualche pera marcia, quella pera lì farà marcire anche quelle altre… dunque

PEREGO – Dunque… in casa mia di pere marce non ce ne sono… ha sbagliato cestino

IRINA – Non ho mai detto che in casa sua ci siano delle pere marce… anzi…

PEREGO – Allora perché si è presentata qui?

IRINA – Ci crede se le dico che è stata una pura fatalità?

PEREGO – Cioè?

IRINA – Cioè… ho incontarato il suo amico Ambrogio… che mi ha detto che lei è un uomo generoso, altruista, nobile e buono… e io mi son detta: ecco è proprio l’uomo che fa per me

PEREGO – (schermendosi) no, no

IRINA – sì, sì… sono stata fortunata… adesso vado a casa sua, mi son detta, gli domando di fare una piccola donazione per le pere marce e…

PEREGO – (con forza) Eh no!

IRINA – Eh sì, ed io benedico il suo amico Ambrogio

PEREGO -  (solo)  e io lo maledico invece… quanto mai l’ho assunto al mio servizio

IRINA – Dunque… mi sono convinta che lei non è così indifferente come vuol far credere…  sotto quella scorza dura lei ha un cuore di nobile cavaliere

PEREGO – (lusingato) sì

IRINA – Lei è così buono

PEREGO – (lusingato) sì

IRINA – Così bravo

PEREGO – (lusingato) sì

IRINA – Così altruista

PEREGO – (lusingato) sì

IRINA – Così generoso

PEREGO – No… appena nato ho fatto un voto

IRINA – quale?

PEREGO – Di non prestare soldi a nessuno

IRINA – Ma nemmeno per la missione della pera marcia?

PEREGO – Tanto meno per quella

IRINA – Ma perchè? Il suo amico netturbino continua a dire ai quattro venti…

PEREGO – Non dia retta ai quattro venti… quello è più bugiardo di Giuda … anzi, Sa cosa le dico? Che porto l’ambrogio netturbino da don Mario, a san Celso… così magari il prevosto è capace di convertirlo … e intanto ne può approfittare, sa? … gli può far scopare il sagrato della c hiesa o la sacrestia… due piccione con una grana sola

IRINA – Ma la pera ?

PEREGO – Oh, quella bisogna toglirla dal cestino…

IRINA – Dunque?

PEREGO – Dunque, per il momento che si tolga lei… in seguito vedremo di toglire anche la pera

IRINA – Ma…

PEREGO – Mariuccia!

MARIUCCIA – Sì?!

PEREGO - La signora deve andare

IRINA – Ma…

PEREGO – E’ finita l’ora del parlatoio… Addio signora Carota

IRINA -  Spinaci

PEREGO – Spinaci, è la stessa cosa… ma sappia che io non sono un peperone … addio… e mi raccomando… venda bene la sua verdura (Irina via) e attenta che le pere quando sono mature cascano dai rami e se cadono sulla testa fanno male

Scena quarta

(MARIUCCIA, PEREGO, AMBROGIO)

MARIUCCIA – Ha fatto davvero un cattivop affare, questa mattina… eh? Signor cavaliere..

PEREGO – Non parlarmene, Mariuccia… che mi son già pentito… amaramente

MARIUCCIA – Vede cosa vuol dire non ascoltare dei buoni consigli? Mi voleva buttar fuori di casa per tenere quel muso da galera! E intanto si è messo nei pasticci

PEREGO – Hai ragione, Mariuccia, ma adesso non star qui a mettere il coltello nella piaga…

MARIUCCIA – Sssst! Sta arrivando il suo amico… buona furtuna… ad ogni buon conto io sto pronta a dargli una mano, se necessita

PEREGO – Grazie, Mariuccia, ti ricompenserò per gli extra che ti faccio fare (solo) Oh se potessi trovare una scusa per mandarlo via… almeno per stasera… domani si vedrà  (con dolcezza a Ambrogio) Eccolo qui, il mio amico Ambrogio… come ti va? Sei felice? Vuoi forse fare un giretto? Vuoi andare a trovare i tuoi amici netturbini? Vuoi conoscere meglio la città?

AMBROGIO – No, grazie… sto bene qui… e poi la città la la conosco come le mie tasche… i miei amici netturbini non sono così tanto amici… e per stasera ho un lavoro motlo importante da compiere

PEREGO – (solo) Col commendator Cazzaniga… lo so (con dolcezza, ad Ambrogio) Ma non sei stufo di star qui in questa casa, chiuso tra queste quattro mura?

AMBROGIO – No… e poi sono appena arrivato dal bar qui di fronte

PEREGO – (solo) Ha ragione Mariuccia… è più duro del manico della sua scopa

AMBROGIO – Oggi dovrei aiutare la Mariuccia

MARIUCCIA – Oh! Ma io non ho bisogno del tuo aiuto… c’è già il barista del bar qui di fronte che mi ha promesso il suo aiuto

AMBROGIO -  Il tuo innamorato?

MARIUCCIA – Il mio innamorato

AMBROGIO – (reagendo) E io gli darò una scopata in testa

MARIUCCIA – Non fare lo scemo… lui è pieno di premure per me… lui è capace di dire una piccola bugia per salvare il suo padrone

AMBROGIO – Una bugia… no

MARIUCCIA – Una bugia… sì… che male c’è?

AMBROGIO – (risoluto) No, no… una bugia… mai!

PEREGO – (solo) Mi è venuta  una gran idea! Ho trovato la scusa per mandarlo via velocemente (ad Ambrogio) Caro Ambrogio, amico mio, devo farti fare un lavoro urgente… anzi urgentissimo

AMBROGIO -  Per questa sera?

PEREGO – Ti sbrigherai in un attimo

AMBROGIO – Ma per questa sera non posso

PEREGO -  Sono sufficienti dieci minutini

AMBROGIO – Se è così non c’è nessun problema… cosa devo fare?

PEREGO – Ascoltami bene… scendi e prendi il tram numero uno

AMBROGIO –

PEREGO – subito dopo scenderai in piazza Cadorna

AMBROGIO –

PEREGO – Subiro dopo ancora andrai dritto e di corsa alla polizia ferroviaria

AMBROGIO –

PEREGO – Non continuare a dirmi di sì…a scolta piuttosto quello che ti sto dicendo

AMBROGIO –

PEREGO – Basta adesso! Dunque… vai alla polizia ferroviaria e gli dirai: “ Signora polizia devo andare a Lugano e non ho il passapporto”

AMBROGIO – … Non ho il passaporto…è la verità

PEREGO – E certo! Io non ti farò mai dire una bugia…e subito dopo tornerai

AMBROGIO – Dunque… “Signora polizia devo andare a Lugano e non ho il passaporto e subito dopo

PEREGO – Senza subito dopo

AMBROGIO -  Ho capito… “Signora polizia devo andare a Lugano e non ho il passapportoesenza subito dopo

PEREGO – No… sta attento una buona volta… dirai “Signora polizia devo andare a Lugano e non ho il passapporto” e basta…. chiaro?

AMBROGIO – Capito

PEREGO – Bene… allora va’!

AMBROGIO – E subito dopo tornerò?

PEREGO – di corsa….

MARIUCCIA – (a Perego sottovoce) E’ arrivato il signor commendatore Cazzaniga con sua moglie…

PEREGO – di corsa vai e di corsa torni… per fare più in fretta prendi l’ascnsore… va… sbrigati!

AMBROGIO – Volo! (via)

Scena ultima

(PEREGO, MARIUCCIA, AMBROGIO, CAZZANIGA E SIGNORA CAZZANIGA)

MARIUCCIA – Venga avanti signor commendatore… (con inchino) signora…

PEREGO – (solo) Appena in tempo! (forte) Oh! Ecco ui il mio grande amico Cazzaniga… signora i miei omaggi…. Sono felicissimo che site venuti a festeggiare il mio compleanno

CAZZANIGA – (aspro) Buonasera a te e… grazie per l’invito

PEREGO – (solo) E’ arrabbiato come una vespa

SCIURA C. – (sottovoce a P.) Hai ricevuto il mio biglietto?

PEREGO -  (sottovoce) Sì… e ho mandato via il netturbino… col direttissimo

SCIURA C. – Respiro

CAZZANIGA – (aspro)  Cosa stavi dicendo?

PEREGO – Nulla!

CAZZANIGA – (aspro)  Eppure ho visto che parlavi in un’orecchio e sottovoce a mia moglie

PEREGO – Ah! A tua moglie… stavo dicendo che mi sembri un po’ diverso dal solito

CAZZANIGA – (solo) In effetti.. non hai tutti i torti… (solo e guardandosi attorno) ma dove si è cacciato quel boia di un Ambrogio?

PEREGO – Cerca, su, cerca… (cazzaniga si muove cercando in ogni angolo e Perego lo segue divertito) acqua… acqua… acquetta… (solo) non lo troverai mai… (forte) acqua….

MARIUCCIA – Nel salone è già tutto preparato per la cena… aperitivi e stuzzichini… ce n’è per tutti i gusti… se i signori vogliono accomodarsi, possono seguirmi..

CAZZANIGA -  Un mumento! Prima di cominciare ho intenzione di fare una bella sorpresa

PEREGO – Oh la Peppa! Hai in mente qualche gioco di prestigio? O vuoi raccontare una barzelletta per farci schiattare tutti dalle risate?

CAZZANIGA – Riderà bene chi riderà per ultimo

SCIURA C. – Tremo tutta

PEREGO – Allora? Qual è la sorpresa?

CAZZANIGA – Chi vivrà vedrà

SCIURA C. – Sento che vengono meno le mie forze

PEREGO – (alla sciura C.) E le mie gambe fanno giacomo giacomo (ride forzatamente) Come è spiritoso il nostro commendatore!

CAZZANIGA – (solo) Ma dove è andato a ficcarsi questo bamba d’un Ambrogio?

PEREGO – Cerca, su, cerca… (Cazzaniga si muove cercando in ogni angolo e Perego lo segue divertito) acqua… acqua… acquetta… (solo) non lo troverai mai… (forte) acqua…. (alla signora C.) Non aver paura, l’Ambrogio è lontano mille miglia

CAZZANIGA – Non riesco a vedere il tuo amico netturbino

PEREGO – Sarà di là in biblioteca… si è appassionato ai libri… (vedendolo entrare) Lui?!

AMBROGIO -  Ehi! Ehi! Signor cavaliere…

SCIURA C. – (sola) O santa Redegonda, sono persa!

PEREGO – Tu?! Ma cosa fai qui? Non dovevi essere in piazza Cadorna?

AMBROGIO -  sì, ma non mi hai dato i soldi per il tram

PEREGO – Tieni, tieni… prendi il mio portafoglio… va via veloce…

CAZZANIGA – (fermando Ambrogio) Eccola qui la mia sorpresa! Te l’avevo promessa e adesso la vedrai

PEREGO – (fingendo sicurezza)  come è simpatico questa sera il mio amico commendator Cazzaniga!... (cambiando tono)  Mi sento male… mi sento male… ho bisogno un sostegno…

SCIURA C – E io sono morta

PEREGO – (cercando l’aiuto di Mariuccia) Il mio piano sta andando a rotoli…aiutami!

MARIUCCIA – (accennando ai soli) Dipende

PEREGO – Per favore!

MARIUCCIA -  da questa orecchia non ci sento molto

PEREGO – (dall’altro lato)  e da questa? (le dà i soldi)

MARIUCCIA – Sono guarita!

PEREGO – Furbona d’una furbona!

MARIUCCIA – Si fa quel che si può

CAZZANIGA – Dunque, Ambrogio, tu sai quel che mi hai promesso

AMBROGIO – Via!IUlnetturbino ha una parola sola!

CAZZANIGA – La verità?

AMBROGIO – La verità

CAZZANIGA -  (prendendo la mano della moglie) Riconosci questa signora?

SCIURA C. – E tu mi vuoi compromettere davanti alla servitü? Come se fossi una… (si ode un fischio)

AMBROGIO –(solo) Accidenti… l’innamorato di Mariuccia!

MARIUCCIA – Se parli lo sposo stasera stessa

AMBROGIO – (esitando)  Stasera? No…

CAZZANIGA – Allora? Questa verità? Parla, porca miseria!

AMBROGIO – (forzatamente) Vuola sapere la verità

PEREGO – (papagallescamente) Vuole sapere  la verità

MARIUCCIA -  (con forza accennando al moroso) Vuole sapere la verità

SCIURA C. – O santa Pudebonda, sto venendo meno

AMBROGIO – Insomma… beh… ecco…

CAZZANIGA - Parla

AMBROGIO – (si ode un altro fischio) No! Non è lei

PEREGO, MARIUCCIA, SCIURA C. – Oh!! (sospiro di sollievo)

AMBROGIO – L’altra era più bassa e un po’ gobba…

CAZZANIGA – Allora stamattina mi hai detto una bugia

AMBROGIO – Insomma… ecco… sì… le ho detto una bugia

PEREGO – O santi Moderato e Genziano … dice le bugie anche l’Ambrogio

SCIURA C. – (al marito) E tu mi volevi svergognare davanti a tutti… una donna così per bene come me…

PEREGO- (sottovoce alla signora Cazzaniga) Fa’ finta di svenire…

SCIURA C – Ah! (si lascia andare tra le braccia del cavaliere)

PEREGO – Hai visto cosa hai combinato? Grazie alla tua gelosia?

CAZZANIGA – Ma io… o no!  Su, su… ci vuole dell’aceto? Teresa, Teresina… mia bella

MARIUCCIA – Di là… in cucina… Ambrogio, va’ di là a prendere l’aceto

AMBROGIO – Di corsa

SCIURA C. – (sottovoce a Perego) Posso rinvenire?

PEREGO – Ancora no… aspetta un attimo

CAZZANIGA – Teresa, Teresina…

AMBROGIO – Ecco qui l’aceto

CAZZANIGA – (lo prende e lo fa respirare alla moglie) Su. Su. …

MARIUCCIA – (strappandogli la boccetta) Piano, piano … che violenza! Così la fai soffocare, povera mogliettina

PEREGO – (alla moglie di Cazzaniga sottovoce) Adesso puoi rinvenire

SCIURA C. – Ah! Piergiorgio dove sono?

CAZZANIGA – A casa del cavalier Perego, il mio amico, cara!

PEREGO – Che è stato accusato ingiustamente di essere il suo amante (sottovoce alla signora Cazzaniga) E adesso arrabbiati… in crescendo…

SCIURA C. – Come? Come? Io l’amante… (crescendo il furore) Eh no! Eh no! Eh no! Io , io… è un’offesa troppo grande! Io l’amante di… ie… quel rospo lì?

PEREGO -  (Come sopra) Con moderazione… non esagerare nei titoli…

SCIURA C. – Quando torneremo a casa dovrai fare i conti con me

CAZZANIGA – Conti, marchesi ducchi… ma adesso basta… non fare pagliacciate per favore!

SCIURA C. – Ah! Sarei io il pagliaccio?

CAZZANIGA – Ho sbagliato… lo confesso… chiedo perdono

PEREGO – Signora… gli perdoni… ha confessato… il meschino

SCIURA C. – (più calma) Ma si può sapere cosa volevi?

CAZZANIGA – Volevo conoscere la verità

AMBROGIO – La verità?

CAZZANIGA – Sì… la verità

TUTTI – La verità!?

AMBROGIO – La verità… è come la luna nel pozzo… impossibile da raccogliere…

FINE

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