La Maestrinadi Dario Niccodemi
ATTO PRIMO
Una stanzetta umile e bianca come una cella, una piena di luce, ridente di sole, intima, cordialissima. Molti fiori di campo o freschi e vivaci sparsi dappertutto da una mano delicata. Nel mezzo della parete di fondo, una finestra assai larga, le cui tendine sono raccolte e strette in mezzo da nastri celesti. Porta a destra e a sinistra. Tra la porta e la finestra di destra, in fondo, un povero lettuccio di ferro, ma lindo, azzimato di nastri e pizzi. Presso al letto un mobilino sul quale ci sono dei libri e dei fiori. Al muro, sopra il letto, una Madonnina inghirlandata di fiori freschi. Il letto circondato da un paravento che lo nasconde e lo isola dal resto della stanza. Tra la finestra e la porta di sinistra, sempre in fondo, una minuscola biblioteca piena di libri, ordinatissima.
Nellangolo estremo di sinistra un attaccapanni. Sempre a sinistra, in primo piano, una scrivania e una poltroncina. In mezzo alla stanza un tavolino rotondo e unaltra sedia. Tutti i mobili sono di abete dei pi semplici e moderni.
La scena vuota. Si ode, assai lontano, un violino sul quale si suona, male, laria della Musica Proibita. Dopo un momento la porta di sinistra si apre ed entra Maria.
MARIA - ( rassomiglia molto alla sua camera. E modesta ed elegante, semplice e ridente, chiara e fresca . Seguendo sommessamente il suono del violino, va da una parte allaltra della stanza e prende sui mobili e nei cassetti, quanto le occorre per apparecchiare la tavola. Ne cura ogni particolare con vero compiacimento. Di tanto in tanto si ferma e guarda, da lontano, leffetto della tavola imbandita. Sorride contenta, come una bambina che prepara un pranzo di bambole. E canta sempre, piano piano, la vecchia canzone)
Vorrei baciare i tuoi capelli neri,
le labbra tue e gli occhi tuoi severi;
vorrei morir
( il violinista fa una stecca, franca e decisa, che Maria sottolinea come se ne avesse labitudine) Tac! (dopo la stessa il suono riprende, ma pi stanco e pi languido)
Le labbra tue e gli occhi tuoi severi;
vorrei morir..vorrei mor
( il suono muore) Buona Notte! (nel momento in cui Maria si dispone a far colazione, si bussa alla porta di destra) Che novit mai questa? Chi pu ricordarsi di me a questora? Mah! Visita che ti desta o doglia o festa.. Eh! Gi!. per forza! Se non bianco e neroBel proverbio davvero A quanto sembra non era nessuno.. Meglio cos (va alla porta di sinistra, ammira ancora la sua mensa fiorita e allegra e annuncia con rituale solennit) La signora servita (siede per far colazione. Si bussa di nuovo) Pazienza!Avanti
( Entra la signorina Gina. Quarantanni, ma sciupata e avvizzita per sessanta. Vestito nero, cappellino modestamente ridicolo. Mezzi guanti. Lunaggine scura sul labbro superiore. Occhiali. Tipo classico di maestra comunale di campagna).
GINA Buongiorno a lei, signorina Maria.
MARIA Lei, signorina Gina?
GINA Le porto una buona notizia.
MARIA Allora si accomodi.
GINA Una notizia strabiliante, miracolosa.
MARIA Allora si accomodi nella poltrona. (Gina siede) Sentiamo.
GINA Ma badi di non cadere dallo stupore.
MARIA Aspetti mi metto a sedere anchio.
GINA Vacanza!
MARIA Come?
GINA Va-can-za! La scuola chiusa.
MARIA Per qualche giubilo nazionale?
GINA No. Per lacquazzone di ieri sera. La scuola allagata e, per due o tre giorni, sar impossibile metterci i piedi. Eh? Che ne dice?
MARIA E lei?
GINA Io? io dico: speriamo che il guaio sia pi grande di quanto credono e che la vacanza duri di pi. Dico che di questi acquazzoni ce ne vorrebbero un centinaio allanno.
MARIA Esagera, signorina.
GINA Che non contenta?
MARIA Punto; saranno giornate di noia per me.
GINA E io sono raggiante, invece! Sono piena di sole come la sua stanza, come la campagna, come il mondo! Piena di sole e di poesia! Che non si vede?
MARIA E come!
GINA Ma guardi, guardi che giornata divina!
MARIA La primavera ha dato lappuntamento allestate.
GINA E non bisogna mancare alla festa!Dunque allegra, signorina Maria, allegra! Nella nostra povera vita di talpe, una giornata di libert una vera benedizione! Ne approfitti. Esca allaria, alla luce, al sole!
MARIA Che esuberanza, che entusiasmo, signorina Gina!
GINA Ventannimi par di compiere ventanni, oggi, e bench dovrei esserci abituata perch non la prima volta che mi accade, mi sento tutta.tutta primaverile! E ora me ne vado. Vado prima in chiesa ad accendere un cero alla Madonna per ringraziarla dellacquazzone e poi: via, a correre sui prati, per campi, allegra come una farfalla in cerca di un fiore nuovo. Arrivederla, signorina Maria. Levo lincomodo.
MARIA - Non incomoda affatto!
GINA Si; vedo, vedo.
MARIA Che cosa vede?
GINA Ma brava la nostra signorina Maria! Ma brava davvero! Lei, zitta, zitta, sola, sola, si tuffa nei bagordi..E, dica, dica, io sono pi curiosa di un prete vecchio che confessa una donna giovane, dica: chi aspetta?
MARIA Chi vuole che aspetti.
GINA E quella bella tavola fiorita e scintillante?
MARIA E per me.
GINA Davvero? Per leisola? E tutti i giorni cos?
MARIA Sempre!. Le domeniche poi ma non lo dica a nessuno le domeniche faccio tostare il pane. Crepi lavarizia!
GINA Ma sa che un vero amore la sua stanza? E la casa, se non sbaglio, appartiene al conte Filippo.
MARIA Gi! Al conte Filippo! Pippo il bello!Signore e SindacoGli appartiene tutto il paese.
GINA Che uomo! E in tutto: negli affari, nella religione, nella politica, nella vita pubblica
MARIA E in quella privata!
GINA Cosimo De Medici. Il padre della patria
MARIA E quello di parecchi bambini del paese
GINA E proprio il padrone! Ma, per, bisogna esser giusti: un prepotente simpatico! E proprio nato con la camicia.
MARIA E si dice che fosse di seta!.
GINA Buon per lui!.Va tutti gli anni a Parigi!
MARIA Si vede dalle cravatte.
GINA Ha lautomobile.
MARIA Si vede dai berretti
GINA Pazienza! Cos fatto il mondo; ci saranno sempre dei ricchi e dei poveri.
MARIA Ecco un pensiero veramente nuovo.
GINA Ha ragione di burlarsi di me.Sono una vecchia cicala! Arrivederla. Ah! Un consiglio: faccia atto di presenza a scuola per non inasprire quel rospo verde che ci hanno dato per direttrice.
MARIA Mangio un boccone e vado. Ma se non ha niente da fare, mi tenga compagnia. Sono come sperduta pensando che non ho niente da fare. Si accomodi. Usciremo insieme, dopo, vuole?
GINA (accomodandosi) S immagini!per me, chiacchierare il colmo della felicitDiremo male di tutto il paese
MARIA Bisognerebbe chiacchierare un giorno intero.
GINA Ne diremo bene.
MARIA allora bastano cinque minuti(comincia la sua frugale colazione di pane, burro e zucchero)
GINA Davvero, sa, signorina Maria, lei ha torto di stare sempre solaNei piccoli paesi una necessit, quasi un dovere, sapere i fatti degli altri; e dei suoi nessuno ne sa niente.
MARIA Sono tanto piccini!
GINA Ed ecco perch tutti si divertono a ingrandirli.
MARIA Facciano pure! (chiama alla sua destra) Giulia!
GINA capiscocapiscoma se lo lasci dire per il suo bene: lei urta un po tutti con la sua solitudine, col suo silenzio, con la sua eleganza.
MARIA La mia eleganza? Una gonnella nera.
GINA Troppo corta.
MARIA Una camicetta bianca
GINA Troppo scollata.
MARIA Oh! Saglielo dico in confidenza; tuttal pi potrei far vedere il posto dove dovrebbe esserci qualche cosa..(chiama di nuovo, pi impaziente) Giulia! (si alza, va alla scrivania, prende il cestino del pane, torna al suo posto) Ho una fame.proprio da maestra di scuola. Mi sono alzata presto per andare alla messa delle sei.
GINA Altro errore! Perch andare a quella messa alla quale non va nessuno?
MARIA Proprio perch non ci va nessuno.
GINA Gi! E cos non la si vede alle altre e nessuno crede che lei sia stata in chiesa
MARIA Ma poich ci sono stata.
GINA Ma poich nessuno lo sa, non conta.
MARIA C qualcuno che lo sa e che conta pi degli altri.
GINA (curiosa) Chi?
MARIA Dio! Vuole un bicchiere di latte fresco?
GINA - GrazieMa, mi levi una curiosit: chi Giulia?
MARIA La mia cameriera.
GINA (sbalorditissima) Lei ha una cameriera?
MARIA Proprio cos.
GINA Ma sorda, a quanto pare.
MARIA No, poverina.
GINA E allora perch non risponde?
MARIA Perch non c.
GINA E uscita?
MARIA .- No, non c. Non esiste.
GINA Ma che cosa dice?
MARIA Niente di straordinario. Siccome sono sempre sola, lidea di avere una cameriera mi tiene compagnia; ci vivo, ci chiacchiero, ci discuto
GINA Questa poi!
MARIA E la sera sapendo che c Giulia, ho meno paura.Vede, pochi giorni fa, sono entrata in casa a notte fatta, assai tardi..Apro luscio, entro e cerco su questo mobile la scatola di cerini che mille volte, ho raccomandato a Giulia di farmici trovare.Nel buio pesto, inciampando di qua e di la, cerco, e ricerco.NienteI cerini non ceranoebbene: se non avessi potuto sfogare la mia paura, mi sarebbe, certamente, venuto male. Invece, parlando, brontolando contro lincuria dei domestici, a tastoni sono arrivata al letto; mi sono spogliata e mi sono coricata senza, per, smettere di borbottare. E cos, come se mi fossi cantata una ninna nanna, mi sono addormentata.
GINA Domani prendo cameriera anchio.(ridono. Ma il languido violino che suona, di nuovo, la Musica Proibita, le interrompe) Anche la musica?
MARIA E Pallone.
GINA Il nostro bidello? Ah, si verosta qui anche lui
MARIA Qui sopra.
GINA E suona spesso?
MARIA Si, ma non dura. Senta. (segue la musica col canto)
Le labbra tue e gli occhi tuoi severi;
vorrei morir
Qui c una steccaTac!.Eccola!Non manca maiOra si ferma un momento e ricomincia. (il suono tace)
Le labbra tue e gli occhi tuoi severi;
vorrei morir.vorrei morir.mor.
E muore!...Sempre cos.Non ho mai capito perch.
GINA Forse non sa che abbiamo vacanza.
MARIA Ora glielo telefono. (rispondendo ad un gesto di meraviglia che fa Gina). Precisamente! Anche un telefono. (va alla parete sinistra lungo la quale scende un grosso tubo piegato in su allestremit). Questo vecchio tubo che devesser stato di unincanalatura di gas, ci serve per comunicare. (parla nel tubo) Ooo!Pallone!
Pronto! Pallone! Pronto!.Pallooone! Non c nessuno? Ah! Eccolo! E lei?GrazieBuon giorno!.Come? Come? Ma non soffi cos forte che mimpolvera tutta! Come? (a Gina) Non si capisce niente. un vero telefono! (nel tubo) Come? Ah! Lo sapeva? Sisivenga pure(a Gina) Dice che viene a portarmi le ultime notizie della catastrofe.
GINA Chi sa in quali disperazioni la direttrice! Simmagini stare due o tre giorni senza poter strapazzare, n offendere, n umiliare nessuno. Ne far una malattiagrave speriamo!
MARIA Non la credo tanto cattiva
GINA Se ne accorger! Per conto mio, preferirei essere morsicata da un cane arrabbiato che essere baciata da lei, Ne vuol sapere una? Lultima) Me lha raccontata la signora Bardi, la moglie del farmacista. Dunque, pochi giorni in farmacia.(si bussa).
MARIA Avanti. (Entra Pallone. Un vecchietto roseo, tondo e lento. E vestito di un lungo palamidone; ha in testa una vecchia camicia nera e, sotto il braccio, un violino)
PALLONE (Timidissimo) Signorina Maria.pace e gioia!
MARIA Grazie, ma avantinon rimanga li a far da cariatidela porta sicura. Avanti.
GINA Coraggio, Pallone.
PALLONE Anche lei, signoria Gina? Ma che bella compagnia!
MARIA Entrisi accomodi
PALLONE Troppotroppo onore!
GINA E cos? Queste notizie?
PALLONE Acqua! Acqua! Acqua!
GINA Questo lo sappiamo. E poi?
PALLONE Acqua ancoraacqua da per tutto.I soffitti grondanoi muri si sgretolano Pare che ci vorranno almeno quindici giorni, per riparare.
GINA - (Esultante) Come ha detto? Quindi giorni? Quindi giorni?!Se lo ripete gli do un bacio! (batte le mani dalla contentezza) Quindi giorni!
MARIA Ma nessuna disgrazia?
PALLONE Nessuna..cio..siLa direttrice andata seduta in una pozzangherama hanno potuto ripescarla
GINA Peccato! E che cosa dice?Con chi ce lha?
PALLONE Coi socialisti! Dice che sono i socialisti, colla loro empiet, che hanno scatenato sul paese quel temporale che pareva un castigo di Dio
GINA Socialisti o no, quel che conta che avremo quindi giorni di vacanza. E sa che cosa dovrebbe fare per festeggiare lavvenimento? Dovrebbe suonare qualcosa.
PALLONE ( come impaurito) NoMa che le pare? Non mi permettereiin casa daltri.Io suono quando sono solocos, per dimenticare che sono solo
GINA E molto tempo che suona il violino?
PALLONE Cinquantanni! Gi!Il mese scorso ho celebrato le mie nozze doro con la musica! Le uniche della mia vita!
GINA Cinquantanni! Ma lei deve suonare meglio di Paganini.
PALLONE Io non lho sentito Paganini, ma sono sicuro che suonava meglio lui.E poi un collega e non voglio dirne male! E non mica che manchi di disposizione! Anzi!ma il sonno che mi rovina..La musica mi addormentaSuccede a molti, ma non lo diconoIo mi metto a suonare, e pochi minuti dopo il sonno mi piglia e mi addormentoLottosuono pi fortema mi addormento lo stesso Eh! Se non fosse stato il sonno, a questora sarei, forse, un concertista famosoE inveceguardino(fa vedere nelle falde del palamidone dei larghi buchi irregolari) Sono quei monellacci, a scuola..A volte, per fumare un po la pipa che la mia passione, li lascio fumare qualche sigaretta; ma ad un tratto, uno urla: Direttrice! Direttrice! Allora, spaventato, metto in tasca la pipa accesa e mi brucio
MARIA Povero Pallone!
PALLONE E una gran vitaccia!
GINA Su! Su! Non si lamenti
PALLONE Non mi lamentoA che pro? Ma prima ero professore di latinoSapevo a memoria tutto Orazio e tutto VirgilioPoi perdetti la memoria e i bei versi se ne andarono dalla mia testa, volarono via come uccelli stanchi dessere in gabbia Poi venne questo sonnoe poi, a poco a poco, diventai bidello! Come carriera non c male!
MARIA Non bisogna pensarci!
PALLONE Ho perduto la memoria dei versi, ma non quella dei dispiaceri
GINA Per dimenticare, bisogna suonare qualche cosa
MARIA Si, si
PALLONE . Se proprio ci tengonoconoscono la Musica Proibita? E lunico pezzo del mio repertorio. Oh! Non una novit
GINA Sentiamo(Pallone attacca la Musica Proibita, ma subito una voce aspra e secca , al di fuori, lo interrompe)
LA VOCE La signorina Bini sta qui?
GINA Direttrice! Direttrice! (Pallone istintivamente, vuol nascondere il violino nelle falde. Anche Gina assai impressionata. Solo Maria conserva una certa calma. Dopo il primo momento di confusione, va ad aprire).
MARIA - Signora Direttrice!
DIRETTRICE (dopo un rapido ma severissimo sguardo alla stanza) Vedo con soddisfazione, che qui non ci si annoia.
PALLONE Io ero qui per
DIRETTRICE (asprissima) Lei taccia! Benissimo, signorine, benissimo. Non dimenticher mai la loro premura in unora cos grave per listruzione pubblica della nazione
GINA Io sono stata a scuola.
DIRETTRICE Mentre laggi si lavora tra le rovine, nellacqua e nel fango, qui si mangia, si beve, si suona e si balla
PALLONE Io non ballavo
DIRETTRICE Zitto, Signor Pallonee non mi parli che quando le far lonore di rivolgerle la parola. (a Gina) Sono stupita di lei, signorinatanta leggerezza non si conf ne con la sua et, ne col suo aspetto (a Maria che vorrebbe parlare) Di lei, invece, non sono punto stupita, signorina Bini. I suoi costumi
MARIA Nessuno pu dirne niente.
DIRETTRICE Se ne dice troppo, invece; e questa una visita che volevo farle da un pezzoOra sono edificata! Quando si mangia e si dorme tra fiori e fronzoli, non ci pu essere n vera seriet, n vera religioneLei vive
MARIA Vivo come voglio, in casa mia
DIRETTRICE Non mi risponda.
MARIA Lei ingiusta, signora Direttrice.
DIRETTRICE Non ammetto che lei si permette di giudicarmi.
MARIA Questo suo sfogo, signora direttrice, non ha altro motivo che lantipatia di cui mi ha onorata fin dal primo giorno e che, a poco a poco, senza ragione, si convertita in una vera persecuzione.
DIRETTRICE Queste parole non saranno dimenticate nel rapporto particolareggiato che far dellaccaduto.
MARIA E nel quale non potr dire che io non abbia sempre fatto il mio dovereIn quanto alla mia vita privata, signora direttrice, chiara, semplice e trasparente come un bicchier dacqua ed illibata quanto la sua
DIRETTRICE Signorina!
MARIA N pi n meno.
DIRETTRICE Dal signor conte-sindaco in gi, non quanto si dice in paese.
MARIA E segno che dal signor conte-sindaco in gi, mi si calunnia.
DIRETTRICE La si giudica
MARIA - a torto
DIRETTRICE La si osserva
MARIA - Mi si spia.
DIRETTRICE Lei troppo sola.
MARIA E una tristezza, non una colpa.
DIRETTRICE Lei non riceve mai una lettera.
MARIA Perch sono sola anche da lontano.
DIRETTRICE Vuole essere lultima a parlare?
MARIA - Con tutto il rispetto che le devo, si
DIRETTRICE (sbuffante) E siaSappiano intanto che la baldoria finita, Anche se la scuola chiusa, ho gi provveduto. Le classi si terranno lo stesso, nei locali del Municipio, gentilmente offerte dal signor conte-sindaco. Signorine: domani allora consueta. (a Pallone) Ha capito, Lei?
PALLONE Sissgnora.
DIRETTRICE E nasconda quello strumento Si vergogni! Lei un pubblico funzionario e non strimpellatore ambulante Si vergogni!.E ora, rimangano pure a festeggiare la catastrofe. Nel rapporto nulla sar dimenticato. (ed esce con violenta dignit).
GINA (dopo un lungo silenzio) Arpia!
PALLONE Mostrum orrendum, informe, ingeris.
DIRETTRICE (Rientrando di colpo) Neanche questo sar dimenticato. (ed esce rapida. Altro lungo silenzio).
GINA Quella ci far destituire tutti e tre
PALLONE Bella giustizia sar. (a Maria che tace avvilita) Coraggio, signorona Maria: non si disperi; non bisogna mai disperareHa visto? Io ho ritrovato un verso di Virgilio per mandare allinferno la direttrice..Coraggio!
MARIA Penso a voialtri E stato per colpa mia
GINA - Ha risposto troppo
PALLONE - Ha fatto bene!
GINA - Non dico di noma saremo destituiti.
MARIA - Non lo dicasarebbe per me un tale rimorso
PALLONE Se mi destituiscemi faccio socialista e allora..guai a leiguai a tutti
GINA Vado dalla direttricecercher di calmarla.
MARIA Sisila prego.faccia le mie scuse.
GINA Non dubiti.E speriamo bene. (esce)
MARIA (scoraggiata, quasi piangente) Non giustonon giusto! Ma che cosa faccio, perch tutti si accaniscono cos, contro di me?
PALLONE Glielo dico io che cosa fa! Lei troppo carinaecco tutto! Invidia! Invidia! Ma non ci pensicoraggio! Finisca la sua colazione e io vado a finire la mia. Chi sa com diventato freddo il mio piatto di ricotta. Coraggio!
MARIA (rianimandosi) Si, ha ragione! Non bisogna avvilirsi per simili sciocchezze! Basta! Lei va a far colazione? Dica: le piacciono le pesche?
PALLONE Se mi piacciono? Ma sono care di questa stagione.
MARIA Ne vuole una? Ma una grossa cos? Venga con me, andiamo in giardino. (lo prende per mano, lo conduce alla finestra, lapre e un bel ramo di pesche che poggiava sui vetri, entra nella stanza carico di magnifici frutti).
PALLONE Oh!frutta a domicilio!
MARIA Guardi che meraviglia!.Vuole questa?
PALLONE Me la d davvero?
UNA VOCE (dal giardino) Oh! Maestrina!
PALLONE (spaventato) Il conte-sindaco! Ora stiamo freschi
LA VOCE Maestrina!
MARIA (sporgendosi) Buon girono, signor sindaco
LA VOCE - Potrei dirle due parole?
MARIA Anche tra, signor sindaco
PALLONE Scappo!
MARIA Ma prenda la pesca!
PALLONE Nono
MARIA La prenda(gliela d per forza. Pallone esce. Sulla soglia sincontra col conte Filippo; sinchina profondamente, borbotta qualche parola e fugge).
( Il conte Filippo elegante a modo suo; dun eleganza un po chiassosa. Cravatta aggressiva. Guanti troppo freschi. Troppa catena dorso, con troppi ciondoli. Berretto dautomobilista, collimmancabile distintivo del Touring Club. Frustino in mano, sigaro in bocca, fiore allocchiello. Entra e rimane vicino alla porta, in attitudine di padrone. Non si toglie il berretto)
MARIA (Un po sorpresa) La pregosignor sindacoavantisi sieda
FILIPPO Quel che devo dirle glielo posso dire anche da quie in piedi.
MARIA Come vuole.
FILIPPO Voglio cos.
MARIA Vedo che non c bisogno di ricordarle che lei il padrone. (va allattaccapanni, prende il cappellino che vi appeso e con un gesto risoluto e maschile, se lo pianta in capo, un po sulla tempia, come Filippo ha il berretto).
FILIPPO Esce?
MARIA Affatto.
FILIPPO Allora..? perch?
MARIA Mah!.. cosper spirito dimitazione.
FILIPPO (seccato) Mi pregio avvertirla, signorina, che non sono abituato a ricever lezioni.
MARIA e un peccato, signor sindaco, perch ne ha bisogno. E se ora volesse dirmi a che debbo lonore di tanta visita
FILIPPO ( stizzito della lezione ricevuta, ma caparbio, non si toglie il berretto) Buone, eh?
MARIA Che cosa?
FILIPPO Le mie pesche.
MARIA Squisite! Quando ne mangio una mi pare di mordere un gran fiore profumato, pieno di rugiada dolce
FILIPPO Felicissimo che siano di suo gustoPerchsa? Potrei anche cambiare lalberose non le piacesserosenza complimenti.
MARIA Graziema queste sono incomparabili.
FILIPPO E, dico, maestrina; si potrebbe sapere quando smetter di mangiarle?
MARIA Quando lalbero smetter di entrare in camera mia.
FILIPPO Come ha detto? Mama sa che una sfacciataggine
MARIA Quale? Ah!quella dellalbero che entra, cos, nella camera di una donna appena ne vede la finestra aperta?
FILIPPO La prego di non scherzare e di non dimenticare con chi parla.
MARIA Sarebbe difficile dimenticarlo!
FILIPPO Insommatagliamo corto
MARIA Tagli lalbero.
FILIPPO Non mi manchi di rispetto.sono la prima autorit del paese!
MARIA Povero paese!
FILIPPO Signorina!
MARIA Signor Sindaco!
FILIPPO Le ho affittato la camera e non lorto
MARIA Non vado mai nellorto; lui che viene da me.
FILIPPO E se lei tocca ancora le mie pesche
MARIA Tagli lalbero
FILIPPO Vuol chetarsi?
MARIA Sono in casa mia
FILIPPO Ed decisa a non obbedire?
MARIA Sono decisa a non subire impertinenze
FILIPPO Allora, alla fine del mese: aria! Voglio la stanza libera
MARIA Ho una scrittura
FILIPPO La annullo!
MARIA Ci sono i tribunali
FILIPPO La giustizia sono io, la forza sono io, lo Stato sono io
MARIA Come Luigi Quattordicesimo
FILIPPO Precisamente. E sappia, gi che lo vuol sapere, che se la congedo, non per le pesche soltanto, ma per molte altre delicate e complesse ragioniE perch devo tutelare lordine e la moralit del paese; perch devo sapere a che affidata leducazione spirituale delle creature che saranno domani le donne e le mamme del paese: e di lei non so altro che quel si mormora e che non certo a suo vantaggio. Dopo la classe, tutti i giorni, immancabilmente, lei sparisce, e torna tardi, a volte tardissimo. Le domeniche non la si vede mai ne in chiesa, ne in piazza, ne in farmacia. Perch? Che cosa fa? Dove va?
MARIA A un cimitero
FILIPPO Che cosa?
MARIA Che gli sfaccendati in farmacia e le serve in mercato si divertano ea sparlare e a calunniare, lo capisco. Che cosa direbbero se non dicessero un p di male? Ma che lei, signor contelei che ha tutto per esser buono, che lei, che anche lei si unisca alle serve e agli sfaccendati per tormentare una disgraziata come mequesto, davvero, non lo posso capire.
FILIPPO Io non tormento nessuno
MARIA Perch mi tratta cos? Le pesche non sono state che un pretesto, perch non voglio crederlo avaro a tal punto..allora, quali sono le vere ragioni per venire a offendermi con quelle arie e quei modi da fruttivendolo?
FILIPPO Prima di tutto non lho offesa
MARIA Si, tanto!
FILIPPO Pretenderebbe, forse, che le facessi delle scuse?
MARIA Non pretendo niente
FILIPPO Oh, meno male! Perch quando mi si vuole obbligare a fare qualcosa che non sento di fare, divento una bestia, addirittura. Se credessi daverla offesa, le chiederei scusa da me, spontaneamentema per forza, niente! Sono venuto da lei per dirle e le ho dettoquel che E se sono stato un poun pogli perchprecisamente insomma.(togliendosi il berretto) La prego di scusarmi.
MARIA (togliendosi il cappello e facendo una riverenza) Grazie.
FILIPPO Ma lei non sa, o finge di non sapere, che c un vero partito contro di lei, una vera ostilit organizzata
MARIA - Ma perch, santo Dio, perch?
FILIPPO Perch non si pu ammettere, in paese, che in otto anni lei non abbia fatto relazioni con nessuno; che non abbia avuto bisogno di nessuno, neanche del medico condotto; che non sia andata, neanche una volta , in farmacia!
MARIA Ma se sto bene di salute.
FILIPPO Non importa! Bisogna andare in farmacia come i romani andavano al foro, per dovere pubblico. E poi, la sua direttrice riceve tutte le domeniche; lei ci and una volta ed in seguito non si fatta pi vedere.
MARIA Mi ci annoiai tanto, quella volta!
FILIPPO Alla musica , in piazza, non ci va mai.
MARIA Suonano cos male!
FILIPPO E tutte queste sciocchezze, commentate e ingrandite, hanno sollevato la cos opinione pubblica contro di lei; ed ecco perch mi sono dovuto occupare di lei, come sindaco, benintesoperch, privatamente, non ho niente contro di leianzi!personalmente, glielo posso dire perch la verit, lei mi molto simpatica
MARIA Non si direbbe
FILIPPO E invece cosperch, insomma, lei lunica donna possibile, mi permetta la parola, potabile del paesee lunica persona di aspetto civile e persino elegante Sisi so quel che dicome ne intendoDunque, perch dovrei esserle ostile se non ne fossi obbligato?Io sto qui perch ho il mio castello, le mie caccie, molti interessi, e sono il sindaco come molti miei antenati furono i podestMa bench sindaco, ci sto meno che posso in questo piccolo vespaio di pettegolezziLo fuggo pi che posso. Me ne vado a Roma dove ho casa, e che casa! E poi, per grazia di Dio e volont della nazione, tutti gli annifrrruna bella volata a ParigiCapisce, cara la mia maestrina? Parigi e lei non sa che cosa sia Parigi!
MARIA Lo so
FILIPPO Cio: se lo immagina
MARIA Lo so: ci sono stata
FILIPPO Lei?
MARIA Io!
FILIPPO A Parigi?.proprio a Parigi?
MARIA In quel di Francia
FILIPPO Che strano! Vedecome dirle?Ho limpressione che questo fatto tanto semplice, mi avvicini a leiGimi par di conoscerla meglioNon si pu immaginare quanto sia contento daver trovato con chi parlare di Parigine parleremo.ne parleremo spessoMi pare che quando si parla di Parigi, uno si senta subito pi elegante
MARIA Sarebbe difficile esserlo pi di lei
FILIPPO Crede?
MARIA Puzza di boulevard
FILIPPO Ah!. il boulevard! La Senna umana! La folla, il rumore, lo scintillio! E Parigi!Parigi! che citt!La citt sintesi! La citt miracolo!
MARIA Un mondo!
FILIPPO Che lusso!
MARIA E che miseria!
FILIPPO Che restaurants!
MARIA E quanta fame!
FILIPPO E che cosa faceva a Parigi?
MARIA Non facevo neanche piet perch non conoscevo nessuno
FILIPPO Brutti ricordi!
MARIA I miei ricordi sono tutti cos: e se c ne qualcuno un pomeno cattivo, perch me lo sono inventato. (scuotendosi) Non bisogna pensarci!
FILIPPO Eppure sa, quando la vedevo passare sotto le mie finestre, pensavo: Ma quanta grazia, quanto chic c in questa piccola maestrina! E come diventerei volentieri suo scolaro
MARIA Signor Filippo!
FILIPPO Proprio cos! E me ne intendo, sa!, Ho locchio espertoJai loeil, come diciamo a ParigiNon faccio per dire, ma per me, la donna, una macchinetta che conosco bene
MARIA Chi sa quante ne ha guastate!
FILIPPO Mah!
MARIA Non per niente lo chiamano Pippo il bello!
FILIPPO E leilo so lei che mi appiccicato quel nomignolo
MARIA Non mica offeso?
FILIPPO Si; molto; ma perdono, Sono generoso
MARIA Non di pesche!
FILIPPO Anche di pesche..se quelle potessero essere le peches du pechle pesche del peccato! Buona davvero! (ridendo contentissimo) Che ne dice?Non la trova saporita? Ma aveva ragioneconfesso.le pesche non sono state che un pretestoNon sapendo trovare uno spunto alla mia severit municipale, ho trovato la pescaLa pesca statail pomo della discordia!Buona anche questa! Bravo Filippo!(e ride pi contento di prima) Io avaro? Proprio non mi conoscelo domandi a chi vuole se sono avarobasta dirle che lanno scorso avevano combinato un matrimonio per meCera un milioncinotondotondoun milione!..Lho rifiutato.
MARIA Devessere rimasto male
FILIPPO Chi?
MARIA Il milione. Non deve mica accadergli spesso dessere rifiutato!
FILIPPO Buona!Ha dello spirito anche lei..
MARIA Oh no! E il suo che attaccaticcio!
FILIPPO (dopo un momento, guardandola) Maestrina!
MARIA Sindaco!
FILIPPO Parola donore..lei mi piace!
MARIA Felicissima!
FILIPPO E io le piaccio?
MARIA No
FILIPPO Non importa. Ca viendra, come diciamo a Parigi. Signorinaho unidealei si annoia qui: io mi annoio pi di leiDunque: quattro e quattro.
MARIA otto
FILIPPO Come si vede che maestra! Facciamo una cosa: amiamoci
MARIA E le cattive lingue?
FILIPPO Le faccio tacere
MARIA E la farmacia?
FILIPPO La chiudo. Signorina Mariain nome della nostra noia(vuol prenderle la mano).
MARIA (ritirandosi) La prego, signor Filippo..
FILIPPO Ma sono io che la prego
MARIA Basta!..Non passi da unoffesa allaltra! Non ci mancherebbe altro! Io un amante?Starei fresca!
FILIPPO Anzia, caldissima!Oh! pardon!Ci si farebbe un paradiso misterioso e deliziosonessuno ne saprebbe niente. La di darebbe a bere a tutto il paeselei non lo sa perch non mai stata sindacolei non sa che
MARIA Sososo anche troppoNo! Non insista! Sarebbe di pessimo gustoe mi sia amico. Sono tanto solaA lei piace essere originalema guardi che belloccasione le offro per esserlo Ma si..Non le pare una cosa originale essere buono, generoso e cavalleresco con una povera donna che non ne bella n allegra; che non pu dare nulla, che non rappresenta nulla, che sperduta e avvilita, forse per sempre? Creda, molto originaleSono sicura che quando lei a tavola, se un passerotto capita sulla sua finestra, lei gli getta qualche briciola di pane, cos, senza pensarci nemmenoFaccio conto che sia anchio un povero passerotto che viene da lontano, che ha volato nel vento, nel freddo, nella pioggia, e che, stando, sfinito, con le ali rotte, capitato sulla sua finestraMi butti una briciola di bont E cos facile per leiProvi, vedr com facile!
FILIPPO Lei mi fa diventar serio
MARIA E segno che diventa buono
FILIPPO I o mi domando cosa centrano i passerotti?
MARIA E seccato che le abbia parlato cos?
FILIPPO Non lo dicanon lo pensi nemmenoMa che strana donnina lei.E non la conosco affattoQuando lei capit qui, ero a Roma.Non seppi neanche della sua nomina. Ma di che paese ?
MARIA Di Altamira
FILIPPO Altamira? Altamira in Monte?
MARIA Si..Altamira in Monte
FILIPPO Cos vicinae non lavevo mai vista
MARIA Manco da nove anni e
FILIPPO DicadicaAltamira sotto la mia giurisdizionemi interessaAbbia fiducia.Per essere amici bisogna conoscersi un ponon fossaltro per sapere se valga la pena di essere amiciDica
MARIA Oh!E una novella
FILIPPO La racconti
MARIA Davvero?Vuole?
FILIPPO Esigo
MARIA Cera una voltaMa nonon lannoio?
FILIPPO Mi ringiovanisce
MARIA Cera una volta una fanciulla di sedici anni, buona, umile e pura; un giorno, sulla sua strada fiorita dillusioni e di sogni, incontr lorco che si era mascherato da uomoe ne nacque una.
FILIPPO Ahi!
MARIA Ma non volle sposarla
FILIPPO Perch?
MARIA Era ricco
FILIPPO E la fanciulla?
MARIA No. Era di buona famiglia, come si suol dire, ma quella volta la famiglia non fu buona e scacci la fanciulla a suon di maledizioni: Non volle neanche occuparsi della creaturina. Lorco la mand in una sua campagna dove mor pochi giorni dopoGise ne and subitoEra tanto piccina!Un soffio di vita che pass senza che nessuno se ne accorgesseLa mamma non ebbe nemmeno il tempo di metterle un nome E quando ora la ricorda non pu neanche chiamarlaLorco disse alla fanciulla che bisogna lasciare il paese tutti e due e andar lontano per dimenticare e far dimenticare lo scandalo. Andarono a Genova e simbarcarono con una folla di gente che piangevaIl battello part e poco dopo la fanciulla si accorse che era solaEra stata spedita come un pacco sul quale avevan dimenticato di mettere lindirizzoPerch lei non sapeva proprio dove andava
FILIPPO canaglia!
MARIA Eppure la fanciulla non ebbe nemmeno il coraggio di buttarsi in mareForse perch c nera troppo e ne ebbe paura. And avanti sola nella folla di sconosciuti che non piangevano pi, ma che cantavano spessoE non fu il mare che dette alla fanciulla la nausea e il vomito, ma il ricordo di cosa le avevano fatto e che era fisso nel suo cuore come uno schifo e una vergogna! Cattivi! Come furono cattivi!.
FILIPPO Se le fa male ricordare
MARIA Mi fa male ma non importaNon abbia pauranon piangoma ho bisogno che qualcuno sappia, che qualcuno compatiscasar meno sola..Arrivai a Buenos Aires, una citt sconfinata come un deserto, e quanto una formica pu fare in un deserto, per non morir di fame, io lo feci. Perch? Non lo soPerch non volli morire avendone tante ragioni e tanto bisogno, questo non lo so davvero! Invece feci di tutto per resistere! Ho patito tutto. Nellumiliazione e nella miseria, arrivai fin dove pu arrivare una creatura umana. Poi a un tratto Dio si ricord anche di me. Me fece conoscere la moglie del Console italiano che fu buona e pietosa come un angelo. Divenni la serva e un po la maestra delle sue bambine. Incominciavo a star bene e una malattia terribile e incomprensibile incominci a rodermi: la smania di tornare in Italia, di tornare qui per cercare, per trovare il quadratino di terra dov sotterrata la mia piccinaE questa smania divenne come unossessione. Non ebbi pi pace; e quando la buona signora voleva consolarmi, rispondevo: vorrei andarmene o vorrei morireDopo, il console fu trasferito a Londra. Mi condussero a Parigi e ci rimasi per non rimettere il mare tra me e il mio ricordo. Altri due anni di stenti, e poi, a forza di volont, di preghiere, di raccomandazioni, a forza di miracoli, riuscii a tornare in Italia e ad ottenere questo postoOra, quando mi vedono sparire dal paese, non per niente di maleFaccio parecchie miglia per andare al cimiterino di Altamira, per inginocchiarmi sulla tomba di una bimba che non la miaMa che cosa importa? Li sotto sono tutti uguali, sono tutti nostriE quando prego l, sola, mi sento un po la mamma di tutti i bimbi morti. Ecco: la novella finita!
FILIPPO ( commosso. Non sa dir niente; poi bruscamente, dopo una lunga pausa) Ne mangiquante ne vuole
MARIA Grazie!
FILIPPO E coraggio!
MARIA Ne ho moltoMa sia ha sempre torto di rievocareVede, quando ero in America, ebbi nostalgia del mio paese; ora sono qui e mi pare daver la nostalgia del paradiso; perch la mia piccina non pu essere che in paradiso; e come prima mi vien voglia di dire: Vorrei andarmene o vorrei morire. (qui si ode il violino che suona ancora la solita musica proibita, il che provoca in Maria un riso nervoso, quasi convulsivo)
Oh!questa poi curiosa davveroSente? Ora, vorrei morire bisogna che glielo dica in musicache glielo canti..Non buffo? (canta, ridendo sempre pi angosciosamente) Vorrei morire! E c la steccaTac! Ha sentito?come nella mia vitauna lacerazioneE proprio da ridereNon le pare? E di una comicit irresistibile! (ma vinta dallemozione che monta a andate, non pu pi trattenersi e scoppia in pianto; piange dirottamente) Nosavorrei morire davverone ho tanto bisogno! (Filippo la lascia piangere, commosso anche lui; tentato di accarezzarle i capelli, di dirle una parola, ma non osa; la guarda ancora, esita, ed esce mentre cala il sipario).
FINE DEL PRIMO ATTO
ATTO SECONDO
In Municipio. Il gabinetto del sindaco. Stanza di non grandi proporzioni, bene arredata, ma molto municipalmente. A destra una grande tavola molto ingombra: mucchi dincartamenti, di lettere, di telegrammi. Dietro la scrivania, un caminetto nel quale arde un bel fuoco di legna. Sedie e poltrone sparse qua e l. Alle pareti scaffali e biblioteca. La porta di fondo conduce ad un corridoio spazioso e bianco. Altre porte a destra e a sinistra. Nellangolo estremo a sinistra, in fondo, parecchi banchi di scuola ammonticchiati gli uni sugli altri. Alla parete, sopra i banchi, delle carte di botanica, fisica e zoologia.
FILIPPO (seduto, alla scrivania, scorre rapidamente e firma delle carte. Mentre firma, parla con lusciere che, li asciuga e li ordina) Il cavalier Guidotti non s ancora visto?
USCIERE No, signor sindaco
FILIPPO Come sono lenti questi segugi della polizia! Altro che segugitartarughe!E sono le
USCIERE Quarantasette.
FILIPPO Che cosa diavolo dici?
USCIERE Le firme, signor sindacole firme, sono quarantasetteLe ho contate; le conto sempre e non sbaglio mai, neanche quando il signor sindaco mi distrae chiacchierandoperch il signor sindaco dice, vero, delle cose interessanti, ma chiacchieraLa sua conversazione mi distrae, ma non sbaglio mai.
FILIPPO E se ti distraessi per un mese dallimpiego, che cosa diresti?
USCIERE Che sarebbe una brutta distrazione se il signor sindaco mi distraesse anche lo stipendio
FILIPPO Basta cos (pausa) C qualcuno che aspetta?
USCIERE Il capobanda Albini
FILIPPO Ma che cosa vuole?
USCIERE Sono gi tre giorni che pronto a partire per il concorso bandistico regionale
FILIPPO E perch non parte? Che cosa aspetta?
USCIERE Aspetta un telegramma che
FILIPPO Guarda: qui ce ne sono delle dozzine di telegrammi: dagliene uno e che se ne vada; e che non mi secchi pi.
USCIERE Il signor sindaco faceto!Dio gli conservi il buon umore! Un sindaco divertente una tale rarit.Poi c Paolo Barozzi
FILIPPO - Chi Paolo Barozzi?
USCIERE Quel tale che vorrebbe fondare un giornale; e dice che sarebbe il pi bellorgano dItalia, il pi quotidiano di tutti.
FILIPPO E io gli ho gi detto che qui le chiacchiere ce le diciamo a voce, e che non c proprio bisogno di stamparle
USCIERE Eppure, signor sindaco, come dice Paolo Barozzi, una citt senza giornale una citt sordo-muta. Un organo quotidiano sarebbe un progresso, una sorgente
FILIPPO Di pettegolezziCome sorgente, basta la farmacia. Non voglio sentir parlare di giornali. D al signor Barozzi che sono assente.
USCIERE Gli ho gi detto che il signor sindaco qui
FILIPPO D che ti sei sbagliatoche sono andato al mare
USCIERE Ma come faccio, signor sindaco? Quale mare?
FILIPPO - Quello che voletescegliete pure voialtri.
USCIERE Ma
FILIPPO Basta!Quante altre persone aspettano?
USCIERE Sessantatrno.scusi, sono le firme.Non c nessun altro
FILIPPO (ha finito di firmare, si alza) Allora, liberami del capobanda e del giornalista, e impara un po meglio il tuo mestiere che quello di evitarmi seccatori. Hai capito? Un sindaco che si rispetta deve essere come laraba feniceChe ci sia ciascun lo dice
USCIERE A che serva niun lo sa
FILIPPO (rettificando, severo) Dove sia nessun lo sa!
USCIERE Il signor sindaco luomo pi spiritoso di questa citt dimbecilli!
FILIPPO GrazieOra vai a dire allassessore di farmi un po di posto nel suo gabinetto, perch qui ci vengono le piccine
USCIERE (stupitissimo) Qui?!..Nel gabinetto del signor sindaco?
FILIPPO Quiproprio quidove non morranno di freddo in questa glaciale primaveraQui! Lo trovi tanto straordinario?
USCIERE Come una ballo in sacrestia! A se il signor sindaco.vuole cos
FILIPPO - Oh, meno male! Vai dallassessore e avvertimi appena scorgi il segugio(lusciere esce a sinistra. Pallone entra dal fondo).
FILIPPO Credo che qui le piccole staranno benissimo
PALLONE E come, signor sindaco! C un caldino di paradiso
FILIPPO I banchi bastano?
PALLONE (Contandoli) No, signor sindaco
FILIPPO Fate portare gli altri e quanto occorre alla signorina Mariameno la poltronaDi quella me ne occupo io
PALLONE (guardandosi intorno, con mistero) Signor sindaco
FILIPPO Che c?
PALLONE La direttrice diventata verde
FILIPPO Deve essere carinaperch?
PALLONE Perch mette la signorina Maria nella pi bella stanza del Municipio..La direttrice cerca di lei, signor sindaco
FILIPPO Ma giuro che non mi troverE se vi domandasse ancora di me, ditele che sono sparito che nessuno sa dove io sia, che forse, sono morto
PALLONE Si, signor sindacovado(per uscire)
FILIPPO Pallone?!
PALLONE Presente!
FILIPPO Dov la pipa?
PALLONE - (timidissimo) E a casasolasola..
FILIPPO Fuori la pipa!
PALLONE - (impaurito) Posso giuraregiuro.non mi permetterei
FILIPPO Mi dispiace perch volevo riempirla di un tabaccoma un tabacco!
PALLONE Eccola qui! (trae dalle falde unenorme pipa di legno)
FILIPPO (offrendo tabacco) Ma questa una botte. Non importariempite pure ancora pigiate
PALLONE Non ce ne sta piPeccato! La pipa dovrebbe averci il serbatoiocome la sua automobile.Grazie, signor sindaco.
FILIPPO Ora, accendete
PALLONE - Noche le pare?Se mi vede la direttrice!
FILIPPO - Le direte che vi ho autorizzato io perch una pipa di quelle proporzioni quasi una stufa e contribuisce al riscaldamento dei locali. Sucoraggio!Ecco il fuoco(mentre aiuta Pallone ad accendere la pipa, la Direttrice, severa e arcigna, apparsa sulla porta di fondo).
DIRETTRICE (con voce tonante) Signor Sindaco!
FILIPPOAiuto! (Pallone nasconde la pipa e fugge)
DIRETTRICESignor sindaco., la prego
FILIPPO Ed io la prego di non darmi simili spaventi
DIRETTRICE Ho lonore di chiederle dieci minuti di colloquio
FILIPPO Ma simmagini!con gioia! Con entusiasmo!appena sar di ritorno, perch ora parto; le accorder non dieci minuti, ma dieci giorni, ma un mese di colloquio.(rientra Pallone e si avvicina a Filippo)
PALLONE La poliziasignor sindaco
FILIPPO (forte) Ah!.si!Fate passare la polizia.subito! Cose gravi, signoradirettricecosegravi!
DIRETTRICE Aspettersignor sindaco
FILIPPO Brava signora direttrice.aspetti.(la direttrice esce dignitosa) Aspetti seduta
PALLONE (come a se stesso) La polizia!
FILIPPO si direbbe, Pallone, che non avete la coscienza tranquilla
PALLONE Ce lho tranquillama dinanzi alla polizia..non somi pare di essere colpevole di non so che cosa.E unimpressione.
FILIPPO E fate entrare il cavalier Guidotti
PALLONE Si, signor sindaco (esce)
FILIPPO Buon giorno, caro cavalieree cos?. noun momento .(chiude le porte) Pareche la direttrice, cos.per passare il tempo, ascolti alle porte
GUIDOTTI La terribile direttrice!
FILIPPO E una delle pi grandi calamit che Dio abbia mandato alla nostra cittE una violenza, un brontolio, unagitazione che tremar tutto e tutti
GUIDOTTI Il terremoto!
FILIPPO Peggio! Perch almeno il terremoto si riposaLe no! Lei giornaliera, immancabile, perpetua E doveva capitare proprio a me. Pazienza! E ora avanti, occupiamoci della nostra faccenda. Avete saputo qualcosa?
GUIDOTTI Ho saputo chi il nostro uomo
FILIPPO Bravo! Complimenti! E sarebbe?
GUIDOTTI Certo Giacomo Macchia
FILIPPO Non conosco
GUIDOTTI Ecco le delle informazioni precise(legge il taccuino) Giacomo Macchia fu Bartolomeo, trentasette anni, ammogliato da cinque a Rosa Carrara, senza figli. Fedina penale pulita, salvo qualche contravvenzione di caccia per qualche lepre uccisa prima di stagioneInvece pessime informazioni di vita intimabench si tratti del pi facoltoso possidente dAltamira.
FILIPPO Cio?
GUIDOTTI EccoLe sue vittime non furono soltanto le leprima anche donneparecchiemolte donne.ecome dire?
FILIPPO Prima di stagione, anche loro?
GUIDOTTI - Piuttosto!Eccone una lista, non ancora completa. (legge) Maria Bini Lucani di Altamira, che aveva appena sedici anni quando fucolpitaSpedita in America. Otto mesi dopo Laura Monti, pure sedicenne.spedita in America
FILIPPO Ma quelluomo deve avere un abbonamento speciale con le Compagnie di Navigazione!
GUIDOTTI Dopo prese moglie
FILIPPO E la mand in America?
GUIDOTTI - No
FILIPPO Meno male! Avanti!
GUIDOTTI Avaro fino a lesinare il mangiare alla sua gente e alle sue bestie. Non ha amici per economia di tempo; parla poco per economia di voce; gioca disperatamente al lotto e picchia sua moglie quando non vince.
FILIPPO Tutte le domeniche
GUIDOTTI Precisamente.Ecco luomo!
FILIPPO Carino!E lavete visto?
GUIDOTTI - No, perch andato a una sua tenuta assi lontana, e non ho potuto sapere quando torner. Ma vado ora da una certa Lucia Tonini tessitrice, che fu parecchi anni al servizio di Giacomo Macchia e col quale, si dice, labbia a morte
FILIPPO Bisogna interrogarla subitoE non badate al denaroDate senza economia, pur di sapere (entra Pallone portando faticosamente una magnifica poltrona antica) Un momento, Pallone (a Guidotti) Per fare pi presto, prendete lautomobile(a Pallone) Ma posatela quella poltronaSi direbbe che la covate! (a Guidotti) Fate una cosa andate a casa, dite al meccanico di prepararsi e fra un momento vi raggiungo
GUIDOTTI Vado
FILIPPO Non perdiamo tempo (accompagna Guidotti fino al corridoio e torna)
PALLONE Hanno portato questa poltrona dal suo palazzo..
FILIPPO Credo che la signorina Maria ci star comoda
PALLONE Troppo!.ci si addormenter! Oh! Ecco la nostra signorina Maria! (esce, facendo a Maria degli inchini alquanto eccessivi)
MARIA Non so proprio come fare per ringraziarla
FILIPPO E quando una cosa non si sa fare, non si fa. Non mi ringrazi
MARIA Non la ringrazio
FILIPPO GrazieHo pensato di mettere qui le sue piccole perch devono aver freddo in quello stanzone
MARIA tanto freddo! A volte, invece di fare lezione, devo fare dei veri massaggi alle loro manine indolenzite dallumidit gelata di quel locale.
FILIPPO Qui la legna da bruciare non mancher mai. Ho gi dato gli ordini
MARIA Posso ringraziarla per le mie piccine?
FILIPPO Si
MARIA In lei, signor sindaco, c una persona molto buona, che lei stesso non conosce
FILIPPO Ma si! Me la present lei il giorno delle pesche. E una gran brava persona davvero, e fui felicissimo dincontrarlaE ora guardiquesta poltrona
MARIA Che magnificenza!
FILIPPO Cinquecento pur! Legno, stoffa, doratura, tutto autenticoE una reliquia di famigliaQuesta poltrona fu riscaldata dal santo tepore di un cardinale mio antenato! La provi!
MARIA Sarebbe un sacrilegio! Non oser mai! Quel santo caloremi intimidisce
FILIPPO Oh! Dopo quattro secoli!Non se ne accorger nemmeno! La provi subito.(ridendo la obbliga a sedersi)
MARIA (quasi sdraiata) Par dessere a letto
FILIPPO Voglia proporla al governo per un nuovo Parlamento. Gli onorevoli, affondati in poltrone come quella, non sarebbero pi pericolosi
MARIA Perch?
FILIPPO Perch dormirebbero!.E ora sentiamoChe cosa vuole? Di che cosa ha bisogno? Vuole dei fiori? Delle piante? Si unideaCos, invece di insegnare la botanica su quelle orribili cartacce , la insegner da vero. Le mander tutti i giorni dei fiori freschitutti i giorniNon c niente di male.serviranno per le sue lezioni. Bisognerebbe sempre insegnar dal vero.
MARIA E la zoologia? Che cosa ci mettiamo al posto di quelle belve dipinte?
FILIPPO La direttricefaremo fare una bella gabbia a rotelle e, allora delle lezioni di storia naturale, faremo assistere alla bambine al pasto della tigre. Vado a ordinare la gabbia. Ma prima mi dica se ha bisogno di altro.
MARIA Davvero, signor sindaco, posso parlare e usare della sua bont?
FILIPPO Ne usi come se fossi sua.
MARIA Vorrei chiederle
FILIPPO Dica
MARIA Vorrei chiederle.di non occuparsi pi di me..
FILIPPO - Ma.
MARIA Non se labbia a male
FILIPPO Questo non usare della mia bont: questo abusarne. Lei chiede troppo.
MARIA E meglio, creda.
FILIPPO Ma perch?
MARIA Perch di giorno in giorno, sento crescere lostilit intorno a mee gli inchini troppo profondi del povero Pallone mi sono pi penosi delle cattiverie degli altri. Tremo di tutto.Sono tre giorni che la direttrice non mi rivolge la parola.
FILIPPO Se ne lamenta?
MARIA E poi tante altre piccolezze mi tormentano. Mi sento circondata dinvidia, indovino delle smorfie sui sorrisi.Non posso vivere cosHo bisogno di simpatia e di semplicit intorno a meE ho bisogno di rimanere in questo postoperch si mi mandassero via, se non avessi pi tutti i giorni quelle testine da accarezzare, quegli occhini che mi vogliono benese li perdessinon soavrei limpressione che la mia piccina morta unaltra voltaCreda, la sua bont, se la spinge ancora un poco, potrebbe farmi molto maleMa non sa che ho ricevuto due lettere anonime?
FILIPPO Ma come? Che cosa dicono?
MARIA Dicono che ora il mistero delle mie scappatelle dal paese svelato perch si sa con chi le faccioDicono che colla sua protezione sar presto direttrice
FILIPPO Che imbecilli!
MARIA E ora la faccio ridere: dicono che lei innamorato cotto di meNon ride?
FILIPPO No
MARIA Ho riso tanto io!
FILIPPO Ha avuto torto
MARIA Perch? Che cosha?
FILIPPO Nientecercavo se quelle canaglie, in mezzo a tante bugie, non avessero detto anche una verit
MARIA Per caritnon dica
FILIPPO Non dico nientesono gli altri che hanno dettoEd una violazione che gli altri dicano quel che non vuole nascondere
MARIA Lei ha promesso di essermi amico
FILIPPO Non lo so, forse?
MARIA (con una specie di terrore) rimanga cosamico e nientaltrola pregola prego
FILIPPO Si calmi, Maria
MARIA Non aggiunga niente, neanche una parolane ora, ne maiMe lo promettaSonotanto commossa!Non mi dica pi niente e non si occupi di me, per carit. Mi lasci nella mia umilt e nella mia solitudineNon sono pi una donna, ioSono la mamma di un ricordo tanto piccinotanto fragile, tanto lontano che se qualcuno o qualcosa me ne distogliesse mi pare che non avrei pi nessuno scopo.che mancherei al voto che ho fatto di non pensare a me, finch non avr trovato quel quadrato di terra per piantarci una croceForse lei non capisceCi sono sacrifici che gli uomini non sanno, non possono capireE non mi parli mai damoreMi fa pi paura della morteMi ha rovinata la vita, per sempreNon me ne parli piSia buono con me, ma senza che nessuno se ne accorga, di nascosto, come se facesse una cattiva azioneNon voglio essere n invidiata, ne disprezzatanon lo meritoAbbia per me il sentimento che ho io per la mia bambinaun sentimento indistruttibile ma puro, buono e tenero come una piet! Vuole? Dica che vuolelo dica sorridendo
FILIPPO Sinon ne dubiti
MARIA - (prendendogli una mano) Alloraamici?
FILIPPO Si amici(le bacia la mano. Di nuovo la direttrice apparsa sulla porta di fondo e ha sorpreso il bacio)
DIRETTRICE Signor Sindaco! (Maria esce impaurita)
FILIPPO Ma lei vuole proprio farmi venire una malattia di cuore!
DIRETTRICE Ho avuto lonore di chiederle
FILIPPO E io quello di risponderle
DIRETTRICE Voglio parlare con lei
FILIPPO - Ma una mania
DIRETTRICE E un dovere, signor sindaco (entra Pallone portando due banchi che mette vicino agli altri, ed esce) Signor sindaco, sono le tre e vorrei
FILIPPO Le tre?Ma no, impossibile
DIRETTRICE E credo sia ora
FILIPPO Di raggiungere quel povero cavaliere Guidotti. E pi di mezzora che mi aspetta.
DIRETTRICE - (imperiosa) Signor sindaco, lei deve
FILIPPO Scappare
DIRETTRICE Lei, signor sindaco
FILIPPO Scappo.(esce di corsa)
DIRETTRICE (fuori di s) Signor Ah! cos? cos? (entra Pallone con un altro banco)
DIRETTRICE (felice di poter sfogare la sua collera) Che cosa fai lei?
PALLONE Il facchino, signora direttrice
DIRETTRICE Porti via quel banco..e tutti gli altriE proibisco che i miei subordinati facciano un passo senza il mio ordine
PALLONE Sissignora.(dalla porta di fondo viene, in unallegra ondata, il caratteristico frastuono di una scuola in ricreazione)
DIRETTRICE - Perch urlano cos, oggi? Lo fanno apposta!
PALLONE - E la ricreazione
DIRETTRICE E il pandemonio! Fate sospendere subito
PALLONE Ma
DIRETTRICE Come?.Anche lei si ribella? Anche lei calpesta la mia autorit?
PALLONE Io non calpesto
DIRETTRICE Non mi risponda! Faccia dare il primo segnale duscita e fra mezzora il secondo. Che se ne vadano! Non voglio sentir questo chiasso..Non una scuola questa, un mercato! (Pallone andato alla porta di fondo e fa dei grandi gesti a destra. Si ode in tintinnio di una campana. Pallone chiude luscio. Non si ode pi il rumore)
PALLONE Ecco fatto
DIRETTRICE (montandosi) Ah! E cos?Mentre io, io la direttrice, sono relegata in un sudicio bugigattolo, senzaria ne luce, la maestra delle piccolelultima, linfimaviene installata nel pi bel salone del municipio!Ed il signor conte sindaco in persone che vuole cos!Lanarchia viene dallalto..Che cosa brontola, lei?..che cosa rumina?
PALLONE Non rumino
DIRETTRICE E allora risponda
PALLONE Sissignora
DIRETTRICE Lei deve protestare contro questo fatto
PALLONE Sissignora
DIRETTRICE Per iscrittolei deve..capisce?deve scrivere spontaneamente una vibrante protesta, come se fosse scandalizzatoperch lei ha il dovere di essere scandalizzato di questo attentato alla mia dignit e dovuto soltanto
PALLONE Al freddo
DIRETTRICE Che cosa dice? Chi ha freddo? Chi si permette di aver freddo?
PALLONE - Lo stanzone dove hanno messo la signorina Maria non riscaldato.
DIRETTRICE Ah! la signorina Maria che ha freddo?
PALLONE Anche le bambine
DIRETTRICE Ma allora il signor sindaco ha fatto benissimo a metterla qui nel suo studioe spero che lesiner la legna, che far tagliare tutti i suoi boschi per riscaldarsela bene, la sua signorina! Guai se prendesse un raffreddore! Sarebbe una sciagura pubblica, un disastro nazionale! E io dovrei permettere un simile scandalo?.Vada a chiamarmi la signorina BiniIncominciamo da leiVada a chiamarmi la signorina Bini
PALLONE Sissisissi(esce)
DIRETTRICE (scartabellando sulla tavola di sinistra) Vedremo chi il pi forte, quivedremo se
MARIA Mi ha fatto chiamare, signora direttrice?
DIRETTRICE Si, signorina
MARIA Mi comandi
DIRETTRICE Signorina.per delle ragioni che le saranno comunicate, ho il rammarico di dirle che le sospesa dal suo
MARIA Nono
DIRETTRICE - Dal primo del mese venturo
MARIA (smarrita) Ma nosignora direttriceno.non possibilenon ho fatto niente.lei lo sa Non i mandi via.Quelle bambine sono la mia famiglia, tutto il mio mondose me le tolgono, non mi resta niente, nessuno
DIRETTRICE Le resta il signor sindaco.
MARIA E uninfamia, signora direttrice, una calunnia infame! Il signor conte buono con me
DIRETTRICE Troppo.
MARIA Ma non colpa mianon sono responsabile n della bont n della cattiveria degli altriSignora direttricelei non devese lei sapesse perch sono cos disperatamente attaccata a quelle bambine, cambierebbe subitoavrebbe compassione della mia povera vitaSe vuole glielo dico subitose vuole mi metto in ginocchioNon mi mandi vianon mi scaccimi farebbe tanto male.(Filippo entrato, ma rimane indietro. E serissimo, un po pallido, visibilmente commosso) Mi farebbe una pena da moriree dopo avrebbe un gran rimorso di quello che fa ora in un momento di collera
DIRETTRICE Di giustizia. Basta, signorina. Sappia che quando si ha una missione di austerit morale come quella di una maestra, bisogna saper sopprimere la donna in noialtre; bisogna essere esempi, simboli, programmi, e non donneGuardi me. Sono forse una donna, io?
FILIPPO Ma neanche per idea!
DIRETTRICE (voltandosi inviperita) Signor sindaco lei mi offende
FILIPPO Se lo dice lei, di non essere una donna se ne vantavaio non ho fatto soltanto che confermare la sua giustissima, indiscutibile opinione: lei non una donna
DIRETTRICE (fremendo) Signor sindaco!
FILIPPO Lei non ne ha n la forma, n i sentimenti, ne la poesian la piet
DIRETTRICE Signor sindacosappia cheMa no! Non ho labitudine di discutere in presenza di subalterniPer lultima volta le chiedo di venire a parlare con me, lass, nel sudicio bugigattolo in cui mi ha messa
FILIPPO Ma se lho messa nellarchivio!
DIRETTRICE Signor sindaco.
FILIPPO Nel museo!.tra i papiri, i codici, le pergamene, e tutte le gloriose antichit del nostro comune
DIRETTRICE Leisignor sindacolei.(non sapendo che cosa dire, si rivolge a Maria) In ogni modo, signorina, lavverto che la mia decisione irrevocabile.Ora lascio i locali di lusso alle sue favorite, signor sindaco, e torno nel bugigattolo, allultimo piano, dove pu venire a spiegarmi.
FILIPPO Non verr
DIRETTRICE Lo capisco. Sfugge la spiegazione. Ha paura
FILIPPO Si: di buttarla dalla finestra
DIRETTRICE (al colmo del furore) Oh! Le la pagher! (esce)
MARIA Mi manda via.
FILIPPO - Ma niente affatto!
MARIA Vedrvedrriuscir a mandarmi viaimpedisca che si commetta questa ingiustiziala sua bont mi ha compromessaera inevitabileMa non colpa mia
FILIPPO Le basta la mia parola donore? Gliela d, glielo giuro! Quella mummia non mander via nessuno.Ho bisogno di vederla tranquilla e forte..per poter dirle
MARIA (guardandolo) Che cosa ancora?Mi accorgooranon soche c qualcosa di cambiato in leinella sua vocenei suoi occhiChe cosa accade?
FILIPPO Sono qui per dirglielostia calmasi accomodi.Oh! cosnon si muovanon pensi a nienteperch niente conta in confronto di questo che devo dirleDunqueecco quilo Vede? Colla sua agitazione ha scombussolato tutte le mie ideeMi ero preparato un bel discorsograve e spiritosoma oravattela pescanon so come cominciare
MARIA (seguendo la sua idea) Se dicesse alla direttrice
FILIPPO Ma non parli di porcherie..e ascolti me. Io ho dovuto cercare, spesso, delle terre per piantarci il fieno, delle patate o dei cavolima non mi era mai capitato di cercare un pezzettino di terra per piantarci una croce.
MARIA (ansiosa) Signor Filippo
FILIPPO . La pregostia zittase non perdo il filo unaltra voltaDunque mi son messo a cercare questo quadratino di terra
MARIA (muta di emozione vuol baciargli la mano che lui ritira nuovamente) Mi dia la sua mano
FILIPPO Non possone ho bisognoper gestire E cos, cercandoho trovato molte coseHo saputo chi lorco della novella.
MARIA Oh! Ma perch? PerchHa fatto male. Quelle tristezze e quelle rovine non riguardano che mePerch frugare cos nella vergogna. Doveva cercare tra i morti, non tra i vivi
FILIPPO Dovevo fare quello che ho fatto, e, prima di giudicarmi, deve sapere tuttoLa sua figliola fu affidata a una contadina
MARIA Di Castelromito, lo so
FILIPPO Che la tenne assai bene assai amorevolmente
MARIA Per quei pochi giorni
FILIPPO Per tre anni.
MARIA (Alzandosi di scatto) Non vero!Non vero!La mia piccina mor di convulsioni cinque giorni dopo la sua nascita.
FILIPPO Stia calmami lasci dire
MARIA Lo hanno ingannatomor subitoMimbarcai perch era morta
FILIPPO E lei la vide, morta?
MARIA Io?No, no, non la vidima non mi dia questo rimorsolo hanno certamente ingannato.
FILIPPO Dopo i tre anni di Castelromito, e non so ancora per quali ragioni, fu mandata molto pi lontano.
MARIA Lei mimpazzisceleinon veronon veronon pu essere vero!
FILIPPO Dopo, ancora , la riportarono qui, cio, nei dintornidove
MARIA Dove?Perch non continua?
FILIPPO Dove vive ancora
MARIA (con un urlo) Che cosa?.Che cosa dice?. Leiha dettocheMa lo sa che cosa ha detto? Lo sa? (non pu proseguire)
FILIPPO Non cosnon cos, Maria!
MARIA La miala miaNo! No! No! Ma novia!
FILIPPO Signorina Marialei non sta beneVuole che chiami?.
MARIA No, per pietnessuno!.nessuno! Ora passaSto benee soffocoVorrei piangerevorrei urlare
FILIPPO Cerchi di piangere, le far bene.
MARIA Non posso orasono troppo.lei mi annuncia la vitadella mia bimba mortae sono fulminata come se fosse venuto ad annunciarmi la morte della mia bimba vivaforse pi terribile, pi impressionante.ma guardimi calmomi calmo tutta.Io vogliovoglio che il mio cuore stia fermo e zittoper ascoltar leiDica ancoradica tuttoLa mia la miae badi di non sbagliare: sarebbe la fineParli.giuro sullavita della mia bimba di non interromperla Gi!sulla sua vita!pu dire tutto!anche se mi dice non potr mai vederla, n toccarla, n baciarlanon importa! Non importa!.basta che sia vivabasta che sia divenuta una bella creaturina di Dio.il resto non importa, non va! Non conta!.
FILIPPO Non parli pi, MariaNon si esalti con le sue parole.Pianga.Pianga
MARIA Dopo si, pianger tanto.Ora non posso. impossibileMi dicemi dicaDove lhanno mandata? Come vive? Con chi vive?.Com come si chiama?come la chiamano? Voglio sapere tuttosia buono.dice tuttoE molto lontana?
FILIPPO Non molto
MARIA Megliomeglio cosMi diva doveNon dubiti---non far nientenon la cercherSe il padre ha delle ragioni perch io non la conosca, non la conoscerAndr a guardarla da lontano una voltaMe la prender negli occhi, e li, nessuno potr toccarla.l sar mia.dica.dicadov? In paese?
FILIPPO Noprecisamentema so che ci viene spesso
MARIA Con chi?
FILIPPO Non so ancorasapr pi tarditra poco, sperosono corso appena ho saputo la cosa essenziale, cio che sua figlia viva e sana
MARIA Ha fatto benegrazie. Ma aspettiallora..se viene spessoquiio avrei potuto vederla
FILIPPO E probabile quasi certoperchviene tutti i giorni
MARIA Tutti i.
FILIPPO Tutte le mattine
MARIA Dove?
FILIPPO (prendendole le mani) Signorina Maria!
MARIA Dov? Dov?Perch ha paura?
FILIPPO Viene a scuola
MARIA Ah!quimamaallora la mia bambina avrebbe oraha oraquasi otto annie tutte le piccole di quellet.tuttesonosono tutte
FILIPPO Nella sua classe..(Maria ha negli occhi lo stranulamento degli allucinati. Non parla pi. Si preme la testa fra le mani; immobile, irrigidita) Maria! Maria! Non mi faccia pauradovrebbe ridere e piangere di gioia per ringraziare Iddio! Maria, si faccia coraggio! MARIA Siha ragioneringraziare..ringraziare IddioNon dovrei fare altro!Ma mi sono sentita morireproprio morireMi mancava la terra e la luce e lariaE poila mia testase sapesse cosa c nella mia testaC come degli urli, c come delle risate!.C come dei baciLa mia testa.ho paura che mi scoppi nella mani.E non vogliome la tengac troppo chiasso pesantepesanteDio!sisila mia bimba! La mia bimba! La mia bimba! (piange finalmente sulla spalla di Filippo)
FILIPPO Cos!cos!povera mammina troppo felice!cos!.cos!.
MARIA Sicosma passa subitovedr che passa subitoe potr dirmi
FILIPPO Non posso dire altro
MARIA Ma lei salei sa tutto
FILIPPO Nienteperch dovrei tenerla in questo stato? Sapr fra non moltoDeve venire da me una persona che sache dirche deve dire
MARIA Come faccio ad aspettare?Come vuole che faccia?
FILIPPO Le direi di venire con mecontinueremo insieme le ricercheMa meglio evitare i pettegolezziCe ne sono gi troppiLascia fare a me Abbia fiducia(si ode la campana delluscita)
MARIA Ha sentito?Se ne vannoE la campana delluscitase ne vannoMe la portano viaNon voglionon voglio(come pazza corre alla porta di fondo e lapre. Si vede un gruppo di bambine dai sei ai dieci ani, che si avviano a sinistra. Maria le guarda un momento, poi, non potendosi trattenere, chiama la prima.) Lisa!Lisina! (la prima bambina si avvicina, timida, per la presenza del conte Filippo. Le altre, incuriosite dal fatto insolito, dalla trepidazione e dalla voce della loro maestra, si avvicinano tutte, piano, piano) Lisina!miasentiNotu no!conosco bene la tua mamma(ad unaltra) E tu..amorenotu sei troppo grane(ad unaltra) CarlottaTottinanon conosco la tua mammama so chi Silo so(ad unaltra) MariaMariuccia!Tu ti chiami come mema no significa nientee soso che ce lhai anche tu la mamminala vedoti assomiglia tanto(ad unaltra) Memsei troppohai sei anni appenaBella! Amore!Piccina! sei la pi piccina! Annina! I tuoi occhi chiarimi piacciono tantosi vede tutto nei tuoi occhiTu stai lontano.non so quasi niente di te.DimmidimmiNo, non piangerevoglio sapere per adorartiSi, anche tututtetutte! Quante mamme che vi aspettano fuori per portarvi via! Quante mamme!E io non vedo.Dio! Dio!Perch non me lo dici tu sottovoce, nel cuoreNon ne posso pi! Non so cercarenon so trovare! Tutti eguali questi occhi..tutti eguali questi sguardiNon vedonon vedo!(sfinita, cade in ginocchio, prende in un grande abbraccio tutte le bambine, le stringe, le bacia, le soffoca damore) Non sonon indovinoMa non importaC anche la miaC anche la mia!(Filippo piange in disparte; Maria continua a baciare le bambine, freneticamente mentre cala il sipario).
FINE DEL SECONDO ATTO
ATTO TERZO
In casa del conte Filippo. Un salotto sobrio ed elegante, molto maschile. Fucili dogni genere; trofei di caccia, armi antiche; collezione di pipe. Molti vasi da fiori, ma senza fiori, E un ambiente ricco, ma al quale manca, visibilmente, la delicata sorveglianza di una donna. A sinistra, in primo piano, un rande caminetto; sulla cappa uno stemma gentilizio dipinto a colori; sotto lo stemma il motto: Beata solitudo. Vicino al caminetto, ampie e comode poltrone. A destra, in gruppo, un tavolo, un canap. Qualche sedia. Porte a destra e a sinistra. La grande porta-vetrata, in fondo, conduce direttamente in giardino. Quando si alza il sipario , il conte Filippo, sprofondato in una poltrona vicino al caminetto, legge un piccolo volume.
FILIPPO Non fa una grinza.Si direbbe, proprio, che il legislatore ha preso la misura del nostro bravo signor Giacomo, prima di comporre questo articolo.Come un guanto! Gli sta come un guanto!
PALLONE (entra, al trotto, fin quasi in mezzo alla stanza. Vede Filippo, si ferma, esita, torna indietro. Quando di nuovo sulla porta, bussa) Si pu?
FILIPPO (alzandosi, vivamente) Cos?Come sta?.
PALLONE (un po ansante) Sta meglioHo corso
FILIPPO Accomodatevi
PALLONE Grazie. Troppo onore!uff! sta meglionon ha quasi pi la febbre
FILIPPO Sia lodato Iddio!E come ha passato la notte?
PALLONE Male fino alle duein unagitazione da far pauranon ha mai smesso di chiamare a nome le bambine della sua classe, a una a una, piano piano, come se pregassePoi si assopita per due oreOra sta benesta fermaIo noho corso perch c un altro guaio
FILIPPO Che cosa?
PALLONE Vuol parlare con leiMi ha mandato a dirglielo
FILIPPO E io le mando a dire che se vuol muoversi prima che il dottore glielo permetta, la far legareAnzi, andate a dirglielo subito, di corsa
PALLONE Di corsa!
FILIPPO - Passate dal giardino e cogliete molte rose
PALLONE Sempre di corsa
FILIPPO - Fatene un bel fascio e portateglielo da parte miaDitele che lavoro per lei, che le cose vanno benema che stia fermache mi aspetti (Pallone esce, trotterellando, dal giardino. Si bussa a sinistra) Avanti (entra il cavalier Guidotti)
GUIDOTTI Signor sindaco, i miei omaggi
FILIPPO Preferisco le vostre novit, se ve ne sono
GUIDOTTI Ce ne sono. Ho trovato luomo
FILIPPO Bravo per Diogene!Lavete interrogato?
GUIDOTTI Molto
FILIPPO E..?
GUIDOTTI Niente
FILIPPO E poco
GUIDOTTI Non me ne accusiNon c modo di farlo parlare
FILIPPO Ma che cosa dice, per stare zitto?
GUIDOTTI Parla daltrosfugge largomentofa lindianocasca sempre dalle nuvole e non si rompe mai il colloDel resto se ne accorger anche lei; glielho portato
FILIPPO E qui? Oh, benissimo! Voi mettete in tasca questo foglio e non vi allontanate! (gli d una carta che c sul tavolo)
GUIDOTTI Eh? Un mandato di cattura!
FILIPPO In piena regolaVedete che non perduto il mio tempo
GUIDOTTI Ma non c reato
FILIPPO Cavalieremi fate compassione (gli mette sotto gli occhi il volumetto che leggeva) Leggete.qui eccoArticolo 361
GUIDOTTI (legge) Chiunque, occultando o cambiando un infante, ne sopprime o ne altera lo stato civile, punito colla reclusione da cinque a dieci anni Ma
FILIPPO Mache cosa?Questo signor Macchia ha avuto, si o no, un infante?
GUIDOTTI Oh! Di questo ne siamo pi che sicuri
FILIPPO Benissimo! In quale registro di stato civile abbiamo trovato traccia di questa nascita?
GUIDOTTI In nessuno
FILIPPO E credo che abbia cercato bene. Dunque: soppressione o alterazione di stato civile; dunque da cinque a dieci anni di reclusione
GUIDOTTI Forse c prescrizione
FILIPPO Si, ma dieci anni dopo la nascita dellinfante, come dice il codicequi,ecco
GUIDOTTI Signor sindaco.si tratta di un uomo facoltoso, influente, prepotente.che ha le mani in tutte le paste. Lo scandalo sarebbe certamente grosso.
FILIPPO E allora che parliO parli ora o stia zitto per un pezzo. Ho deciso cos e non retrocedo di un palmo.
GUIDOTTI Allora sia abile e paziente, signor sindaco, se vuole farlo parlare. Non lo maltratti
FILIPPO Maltrattarlo?! Ma neanche per idea! Conosco anchio questa gente e so per esperienza che spesso pi facile saper quel che accade nella testa di un mulo che in quella di un contadinoLasciate fare a me, e avanti il nostro gentlemen farmer.
GUIDOTTI Glielo mando (esce, e un momento dopo entra Giacomo Macchia. Aspetto rozzo di contadino ricco. Non apre bocca. Rimane vicino alla porta col cappellone grigio fra le mani)
FILIPPO Ma avantiavanticaro signor Giacomoaccomodateviecco..qui..ci starete benissimo (Giacomo diffidente guarda la poltrona e rimane in piedi) Che cosa guardate? Avete paura dei trabocchetti? Rassicuratevi (siede sulla poltrona e fa due o tre salti sulle molle) Niente trabocchetti! Neanche unoPotete accomodarvi (Giacomo rimane ostinatamente in piedi, muto, diffidente, chiuso) Che cosa posso offrire al posto della disdignata poltrona? Un sigaro? Un caff? Un bicchiere di vecchio vino? Ma non fate complimentiIn casa mia non si usano (pausa) E qua il vostro cappello! Quel grigio-perla delicatissimo; potreste macchiarlo stropicciandolo cos (glielo prende di mano) Ho pregato il cavalier Guidotti di condurvi qui per due ragioni: prima, quella di fare la vostra conoscenza, perch so che siete un uomo di grandi meriti, un agricoltore di primordine, un organizzatore senza eguali nella regioneil che giustifica abbondantemente questo mio desiderio di conoscervi (un silenzio. Come se Macchia avesse risposto al complimento) Oh, prego, il piacere tutto mioseconda ragione: il bisogno, diciamo cos, impellente di chiacchierare con voi, cos, da uomo a uomo, confidenzialmentee, se volete, amichevolmente(pausa) Si, caro signor Macchia, su certi fatti ho bisogno che mi rischiarate
GIACOMO Che mi piglia per un lampione?
FILIPPO Buonissima! Bravo! Sapevo che siete anche un uomo, di spirito, un uomo
GIACOMO Del quale la polizia non si era mai occupatae non so dirvi quanto sia sorpreso di
FILIPPO Coraggio! Un buon bicchier di vino
GIACOMO No!
FILIPPO Allora, cos, a bocca asciutta, volete permettermi qualche domanda?
GIACOMO Non so, proprio, quali domande
FILIPPO Oh, semplicissimeVorrei sapere
GIACOMO E io vorrei sapere se fate il sindaco o il giudice istruttore
FILIPPO N luno n laltroFaccio il galantuomo
GIACOMO Non un titolo per interrogarmi
FILIPPO Assaggiate questi sigari
GIACOMO No
FILIPPO E un vero piacere chiacchierare con voi!Si tratta di una certa Maria Bini Lucani. Ma, forse, non ricordate.E si capisce! Ne avete conosciute tante di donne, e giovani, giovanissime
GIACOMO O che forse piacciano vecchie, a voi?
FILIPPO Ah, non perdinci!
GIACOMO E allora? So che anche voi ne avete fatte pi di Bertoldo
FILIPPO E chi lo nega? Non voglio mica passare per uno stinco di stancoe poi, caro Giacomo, confessiomecelo una buona volta, noi siamo tutti eguali
GIACOMO Tutti eguali!
FILIPPO Tutti peggio.. e io sono daccordo con colui che disse che in ogni uomo c un porco che sonnecchia. .
GIACOMO (ride suo malgrado) E ogni volta che si sveglia
FILIPPO Ne fa di tutti i colori! E ora che avete rotto il ghiaccio con quella fine risataditemi se vi ricordate quella Maria Bini
GIACOMO Mariacome?
FILIPPO Maria Bini Lucani
GIACOMO Mai vista
FILIPPO Si, lavete vista
GIACOMO Non saprei dove
FILIPPO (ridendo) Forse in camera vostra, boia dun Giacomino.E scommetto che non vi ricordate neanche della bambina che nacque
GIACOMO Oh! Oh! Oh! Non facciamo scherzi, veh! Sono sempre stato sterile ioNon scherziamo. E poi, mi sembra che sarebbe ora di dirmi perch mi parlate di tutte queste cosecon quale scopo
FILIPPO con lo scopo devitarvi una grave seccatura
GIACOMO Una grave seccatura?
FILIPPO E lungalungamolta lungaVoi avete molti nemici, caro Giacomosiete troppo ricco, troppo fortunato, troppo felice.basta per avere dei nemici. Figuratevi che mi hanno perfino fatto leggere un articolo contro di voi.
GIACOMO Calunnie! Ma di quanto si stampa nei giornali, me ne
FILIPPO Non si tratta di un articolo di giornale, ma di un articolo del Codice
GIACOMO (scosso) Del codice?
FILIPPO Penale. Volete che ve lo legga? Quattro righe appena
GIACOMO Avete propria voglia di burlarvi di me
FILIPPO Ma no, caro Giacomo; siete voi che vi siete, forse, u po troppo burlato del Codice
GIACOMO Giuro di non capirne unacca!
FILIPPO E ora il codice vorrebbe vendicarsi di voi
GIACOMO Non ho paura. Ho sempre agito da galantuomo
FILIPPO Anche con le donne?
GIACOMO Con le donne ho agito da uomoho agito come gli altriSiamo tutti egualiricordate il orco che dorme
FILIPPO Il vostro soffriva dinsonnia!
GIACOMO E io non devo conto a nessuno sulla mia vita privata. Non rispondo pi
FILIPPO Si
GIACOMO Neanche se mi fate a pezzi
FILIPPO Non vi faccio a pezzi perch in galera vi ci voglio mandare intero
GIACOMO Come?
FILIPPO Come non soa piedi, in vettura, in automobile
GIACOMO Voi mi mandate in galera? A me?
FILIPPO Da cinque a dieci anniMa conto sulle mie amicizie per farvi ottenere il massimo
GIACOMO Dovreste sapere anche ammettendo che queste frottole fossero vere che quello stesso Codice che avete in mano, proibisce la ricerca della paternit
FILIPPO Non ho cercato un padre; ho trovato un figlio
GIACOMO - Non mio
FILIPPO Vostro!
GIACOMO Nego!Son cose dellaltro mondo!
FILIPPO Proprio! Perch vengon dAmerica
GIACOMO Che centra lAmerica?
FILIPPO Centra, perch se delle vostre piccole vittime, come Laura Monti e come Emilia Luino non si saputo pi niente, c questa Maria Bini Lucani che ha avuto la malaugurata idea di tornare
GIACOMO - (impressionato) Non vero!
FILIPPO - Dunque la conoscete!?
GIACOMO - Non conosco nessunovolevo dire
FILIPPO Che cosa?
GIACOMO Dico.
FILIPPO DitediteNon dite niente perch non avete niente da dire n da negare. Maria Lucani tornata.
GIACOMO Buon pro le faccia!
FILIPPO E ha parlato
GIACOMO Chiacchiere
FILIPPO Fatti
GIACOMO Fuori le prove!
FILIPPO Le daremo
GIACOMO Non ce ne sono
FILIPPO Si
GIACOMO Neanche unaneanche mezza (si bussa a sinistra)
FILIPPO Avanti (entra Maria. Piano a Giacomo ) Eccone unae intera!
MARIA Ah! Non solo!Scusi
FILIPPO (si mette in modo dimpedire a Maria di veder Macchia) sono solo
MARIA Ma
FILIPPO Nientenon se ne occupi unLei non lo conosceha avuto torto di uscire, Mariaavevo tanto raccomandato
MARIA - (nervosa, trepidante) Mi perdoniNon ne potevo piNon posso pi stare fermaLa mia smania mi faceva pauraSono uscita perch sto beneperch sono guaritaNon mi sgridi e mi dica che ha saputoNon mi dice niente?
FILIPPO Dico che non bisogna tremare cos?
MARIA Non tremoson brividi di gioia o di paura, non saprei dirloma sto beneperch sono piena di speranza, sono tutta una speranza, dalla testa ai piediDicaha saputo come si chiama la mia.
FILIPPO - Lo sapremo tra poco
MARIA Ma quando?
FILIPPO Fra pocoHo avuto un colloquio col padre
MARIA (come spaventata) Ah!
FILIPPO E lunica persona che sa..che pu dire.. che dir
MARIA Non si lasci ingannarequelluomo capace di tutto..
FILIPPO Crede?
MARIA Di tutto..E la pi fredda canaglia che sia al mondonon esageroOra che sono sicura di riavere viva la mia creatura, sarei perfino capace di perdonargli il male che mi ha fattoMa non si lasci ingannareE tanto cattivoAvere conosciuto ed amato un uomo come quello, equivale ad aver commesso un delitto e se ne ha un rimorso inguaribileNon si lasci ingannare da quel miserabile!
FILIPPO Saremo pi forti di luiLei stia tranquilla..Vada in giardinola chiamere non si faccia vedere primaDevo dirle tante cose, anchioHa avuto le rose da Pallone?
MARIA Sono uscita prima che tornasse
FILIPPO Gliene far cogliere tanteda tappezzare la sua camera, da cima a fondo, per quando centrer per la prima volta la sua.
MARIA Come si chiamer?
FILIPPO Non si tormentiSi chiamer col pi bello dei nomi.
MARIA Peccato che non ci siano delle parole fatte soltanto per ringraziare! Non ce ne sonoper ringraziare di un miracolo come quello che ha fatto lei per menon c che il silenzio e le lacrimeSto zitta e piangoVede queste due lacrime che mi accecano.? Sono le due pi belle parole di gratitudine che ho in cuore e che la voce non vuol dire, forse per paura di sciuparleMa lei le capiscevero?
FILIPPO Siora sia tranquillaQuesto sar un giorno buono per lei
MARIA Un giorno benedetto
FILIPPO Dunque sia serena e allegra
MARIA Lo sonosianche allegra.allegra anche se piangomi pare di avere il cuore in estasi, in festadi pimeglio ancorama non so come dire.mi par di avere il cuore imbandieratoGrazie. Ora vado in giardinoaspettoMa non mi faccia aspettaremi chiami subitoperch, se no, quando mi chiamer non ci sar pisar consumatasvanitaVado.grazie! (esce correndo)
FILIPPO E cos? Lavete vista?
GIACOMO (Impassibile) Chi?
FILIPPO La provaNon avete riconosciuto quella donna?
GIACOMO Non posso riconoscere chi non conosco
FILIPPO E neanche vi siete riconosciuto nel delicato ritratto che ha fatto di voi?
GIACOMO Non so di chi parlava
FILIPPO Ma sapete, Macchia, che se non avessi per il ciuco la stima e la considerazione che ho, vi paragonerei ad un ciuco?
GIACOMO Signor sindaco!
FILIPPO E direi che siete peggio, pi duro, pi cocciuto, pi peloso dun ciuco
GIACOMO Smettetela!
FILIPPO Ma come! Ma che non avete sentito quel che cera in quella povera voce? Che non avete capito lansia, la paura, la speranza di quella disgraziata che cera, che aspetta, che vuole la sua creatura?Perch, insomma, non chiede altro!Siete stato zitto! Voi sapete e rimanete impietrito cos? Per paura delle conseguenze e delle responsabilit, private una mamma del pi sacrosanto dei suoi diritti: quello di poter voler bene alla sua piccina; di potersela stringere fra le braccia, di potersela baciare a modo suoMama incredibile!Quella povera donna sa che nel piccolo branco delle sue allieve, c anche la sua bambina, quella del suo amore e del suo doloreVoi solo sapete qual quella bambinane sapete il viso e il nome; sapete a chi affidata, sapete chi la conduce ogni mattina a scuola, dalla sua maestra, dalla sua mammaSapete tutto e state zitto e prolungate lo strazio e langustia di questa povera vittima!Ma semplicemente mostruoso quel che fate! E siete pi vile ora di quando prendeste quella ragazza rendendola madre e che, dopo, la buttaste in un bastimento come si butta nella cassa delle spazzature losso della carne che si divorata! Parola donore! Guardandovi, mi vergogno che essere un uomo anchio! Ah, perdio! Ma che cosa vi hanno messo al posto di quel muscolo che si chiama cuore, e al posto di quella fiaccola che si chiama coscienza? Me lo sapreste dire? Altro che ciuco! Anzi, ciuco, ti chiedo perdono di averti paragonato a una simile bestia! Perdonaminon lo far pi
GIACOMO (cinico e sorridente) Avete finito?
FILIPPO Badate!La mia pazienza agli sgoccioli
GIACOMO Ma sapete che siete un predicatore di prima forza?
FILIPPO Badate che vi faccio pagar il vostro cinismo!
GIACOMO E meno facile di quanto si crede mandare in galera un galantuomo
FILIPPO Non ci mando un galantuomo: ci mando voi
GIACOMO (alzandosi) Benissimo! Aspetto linvito a casa
FILIPPO (suona) Fermo, Giacomino
GIACOMO - Come?
FILIPPO Linvito gi stampato (entra il cavalier Guidotti) Cavaliere, voi, conoscete il caso del qui presente Giacomo Macchia, poich siete stato incaricato di indagarne le origini e i particolari
GUIDOTTI Infatti, signor sindaco
FILIPPO Ho usato di tutti i mezzi conciliativi per mettere in tacere questaffare poco pulito, ma stato inutile. La mia missione terminata. Incominciate la vostra.
GIACOMO Ma che cosa significa?
GUIDOTTI (traendo una carta) In virt di questo regolare mandato di cattura
GIACOMO Che cosa diavolo mi andate.
GUIDOTTI - e in nome della legge vi dichiaro in arresto
GIACOMO Ma voi siete ubriaco!
GUIDOTTI Adagio con le parole!
GIACOMO Ma voi siete matto!
GUIDOTTI Posso far uso della forza!
FILIPPO Che cosa preferite, caro Giacomo: due semplici guardie di pubblica sicurezza, o una bella coppia di carabinieri? Sceglietela spesa la stessa..
GUIDOTTI Seguitemi
GIACOMO Se mi toccate
GUIDOTTI No fate il prepotente: inutile!
GIACOMO Un giorno sapr chi mi ha denunciato, e allora, sotto i miei piedi lo voglio mettere! Ma ora voglio parlare con voi, altri due minuti
FILIPPO Per concludere?
GIACOMO Si
FILIPPO Come voglio io?
GIACOMO Si
FILIPPO Andate, Guidotti, vi richiamer (il cavaliere Guidotti esce) Garantisco che non avrete ulteriore seccature
GIACOMO Ma quella denuncia?
FILIPPO Sar ritirata
GIACOMO Scrivetemelo!
FILIPPO Ve lo dico: basta. E ore facciamo presto. Foste lamante di quella ragazza?
GIACOMO Si
FILIPPO E dal vostro, chiamamolo amore, nacque una bambina?
GIACOMO Si
FILIPPO Che faceste sparire?
GIACOMO Furono i miei genitori. Ero un ragazzo
FILIPPO Di quasi trentannipoverino! La madre la mandaste in America?
GIACOMO In seconda classe; cinquecentoequarantalire
FILIPPO La nascita di questa bambina non fu denunciata
GIACOMO Nacque in campagnalontana da ogni centroFacevo un tempo da caniE poi, nessuno credeva che vivesse pi di unora, tanto era patita
FILIPPO Chi lha adesso?
GIACOMO Una certa Rosa andreani
FILIPPO - Non sta qui
GIACOMO No. Sta a Radicela, a circa due chilometri
FILIPPO Come si chiama la bambina?
GIACOMO Ecco..a dire la verit
FILIPPO Non sapete il nome di vostra figlia? Benone! E non fu riconosciuta da nessuno?
GIACOMO No
FILIPPO E un pezzo che non la vedete?
GIACOMO Sida un pezzo
FILIPPO Da quando?
GIACOMO Mada quando nata..Capite: il lavoro, le occupazioni, la mia situazione.Ma non le mancato mai niente!Ho sempre passato un mensile di trenta lire
FILIPPO Sciupone!
GIACOMO Volete sapere altro?
FILIPPO Voglio sapere se avete detto la verit
GIACOMO Posso giurarlo
FILIPPO Giuratelocio, noPreferisco convincermene in altro modo (scrive rapidamente)
GIACOMO Non vi fidate?
FILIPPO (scrivendo sempre) Punto. (suona il campanello. Continua a scrivere. Entra il cavalier Guidotti) Vi prego di eseguire alla lettera queste istruzioni. Confrontate il Macchia con questa AndreaniFatela parlarePrendete la bambina, conducetela qui. Del resto tutto e scrittoPrestoServitevi della mia automobile. Dopo, il signor Macchia ridiviene libero cittadino
GIACOMO Grazie, signor sindaco (gli stende la mano)
FILIPPO Noniente manette per oraAndate. Cavaliere, osservate bene questi appuntispecialmente nellultima parte, la pi delicataMi raccomandodalla parte del giardinola tromba forte
GUIDOTTI Non dubiti, signor sindaco(esce con Giacomo)
FILIPPO (va alla porta di fondo e chiama) Signorina Maria!
MARIA (entra correndo, veloce; guarda intorno a s come cercando, e non vede nessuno. Con un grande sforzo cerca di calmarsi. Dopo una lunga pausa piena dinterrogazioni ansiose a Filippo. Parlando daltro) Quante rose nel suo giardino! Non ne avevo mai viste tante!
FILIPPO Saranno tutte per lei, Signorina Maria
MARIA Nopeccatonon le rompale lasci vivere..sono cos belle, fresche, allegre! Non le sciupi per meMi hanno tenuto compagniale chiamavo con dei nomi umanine cercavo una pi profumata delle altreo che avesse un profumo speciale per mema niente!tutte eguali! Tutte belle! (suo malgrado si volta, guarda la porta come aspettando unapparizione) Parliamo daltro. Vorrei parlare daltro
FILIPPO Che cosa pu interessarla?
MARIA Non soTutto minteressa
FILIPPO Perch niente linteressa(pausa) Sono andati a prenderla
MARIA (come spaventata) Non mi dica niente! Per piet! Se mi metto ad aspettare, non sapr pi aspettareMi rientrer la smania di prima e non ne posso piBisogna che aspetti senza accorgemene Mi faccia dimenticare che aspettoMi parli di qualunque cosala pi indifferentemi parli di lei
FILIPPO Grazie!
MARIA (guardandolo) Perch? Che cosa ho detto? Non ricordoa volte penso e dico involontariamenteNon sono io che parlo, forse, la mia coscienza di mamma che parla, ma tanto nuova in meche non sa quel che dice; non la capisco ancora. E offeso?
FILIPPO No, Maria
MARIA Davvero, vorrei che mi parlasse di lei, che mi dicesse come ha fatto a essere cos buono; perch?
FILIPPO Forse sono stato meno buono di quanto pensaEh! Sila bont che ha uno scopo, oltre a quello di fare il bene, gi meno buona
MARIA Non capiscoQuale scopo?
FILIPPO Non lo soE meglio che stia zittoForse, parlando, sciuperei quel poco che ho fatto
MARIA E strano!..Mi sembra di non capire
FILIPPO Perch lontana da tutto e da tuttiE in alto mareVede la luce di un faro che lattira e non vede altroNon vede neanche le stella che sono al di sopra di lei; non sente neanche il mormorio del marenon percepisce neanche il palpito di vita che la circondache le tanto vicinoNiente! Il nuovo punto luminoso della sua vitae nientaltroForse ho torto, Maria!
MARIA Mi fa tanto piacere quando mi chiama Maria, cos, semplicemente!
FILIPPO Vuole che con la stessa semplicit le dica altre cosedi altre personedi unaltra persona che, a poco a poco, proprio senza volerlo, le si avvicinata tantocon tanta devozionecon tanta tenerezza?
MARIA Parliparlimi dicami spieghivoglio capire
FILIPPO Guardi che cosa c scritto, lass, sulla cappa del camino
MARIA (legge) Beata SolitudoE vero!
FILIPPO No. Non vero, Maria. La solitudine beata quando si cerca il bisogno di riposo e di serenit. Ma, quando, invece, lei che ci trova, che ci prende, che ci avviluppa e cimprigionanon pi una beatitudine..ma diventa una paura
MARIA Allora, perch ha fatto scrivere quel motto?
FILIPPO Perch avevo ventanni..e perch nella mia vita cera una meravigliosa confusione di desideri, di sensazioni, di donne, di piaceri, di soddisfazioni. Ho fatto scrivere lelogio della solitudine perch non ero mai solo
MARIA E ora?
FILIPPO Ora, Maria, giuro che non ho pi ventannie incomincio a sentire un bisogno incredibile di non essere pi soloDel resto, quando un uomo fa collezione di pipe e fucili, perch non pu pi collezionare i piaceri, le donne e le sensazioni; perch lo spirito, invecchiando, diventa monotono e paurosoGuardi questa casa, Maria Che abbandono! Che deserto! Il giardino pieno di fiori, ma non c mai una mano che li colga per meE senta che silenzioSempre cos! Mai una voce, mai unallegria, mai una risataMai nessuno che mi auguri il buon viaggio quando parto; mai nessuno che mi dia il benvenuto quando torno. Incomincio ad avere un po paura, e sento in me un gran bisogno di voler benedi voler tanto beneCapisce, Maria?
MARIA (gli occhi fissi nel vuoto) Anchio, sa: il bisogno di voler beneanchio!
FILIPPO Il bisogno di avere vicino, sempre, un piccolo essere delicato, sensibile, intelligente e buono, da proteggere, da accarezzare.
MARIA (quasi a s stessa, piano) Anchio! Anchio! Un piccolo essere tutto per me
FILIPPO Ho conosciuto molte creature belle, carine, bionde, brunee non ho mai saputo indovinare quello che dovevo amarequella che mi era destinatala mia!
MARIA Come me! Come me! Non so indovinare!
FILIPPO E la cercavo disperatamente
MARIA (quasi a s stessa, piano) Come cerco io
FILIPPO La cercavo nel mio cuore
MARIA (come a s stessa) Come frugo io nel mio!
FILIPPO La cercavo nella mia solitudine
MARIA Anchiocome un cieco cerca la luce
FILIPPO E lho trovata, Mariafinalmente!
MARIA - (guardandolo) Io no!
FILIPPO Maria!
MARIA Non mi riescenon so indovinare
FILIPPO Perch non vuol capirmi, Maria
MARIA (febbrile) Ma si, ho capito, Lei ha trovato Io cerco ancoraLe mai accaduto di cercare un viso conosciuto in una folla di visi sconosciuti? A me, accade l contrarioCerco un viso sconosciuto in una folla di visi conosciutiCerca il viso sconosciuto della mia bambina in mezzo a visi conosciuti delle altre bambine.E non lo trovo maiMi sfuggee quelle poche bambine si moltiplicano allinfinitodiventano moltitudinee mi ci perdo..se ogni stella avesse un viso, come si potrebbe trovare quello che si cerca?Cos cercoioe mi stancomi stancomi stanco!
FILIPPO Non vuol capirmi
MARIA Ho capito benetutto..E nato in lei un gran bisogno di voler bene
FILIPPO Di volerle bene, Maria
MARIA (guardandolo con indefinibile stupore) A me?
FILIPPO A lei, MariaE non pu immaginare quanta gravit ci sia nelle mie parole
MARIA Ma no, non voglio
FILIPPO Perch?
MARIA - Ma perch non pu essereperch non deve essere
FILIPPO Aspettinon sia cos recisa.Mi dia una ragionerifletta..Lei buona, Maria; lei
MARIA Sono una mammanientaltro. Se sono stupita, sbalordita di quanto mi dice. segno che non sono pi una donna
FILIPPO Lo tanto, invece!
MARIA No..lo eroMi sentivo donna in ogni pensieroMa ora? Come potrei esserlo? Lei ha ritrovata la mia creatura la mia figliola, la mia bimba..ed lei, lei stesso che vorrebbema io non esistoio non ci sono, oramai, per nessuno Come ha potuto pensare che potessi ascoltarlo? Se fossi stata mamma come tutte le altreo se non lo fossi stata maiforse non dicoanchio oraoraMa lei non sa dunque; lei non calcola larretrato che c nella mia maternit? Ma non sa che non potrei, che non saprei distrarre neanche un battito di cuore della mia piccina che non vedo ancora, che chiamo, che cerco, che aspettoche non so che sia!
FILIPPO Ma quella bambina, Maria, avr pur bisogno di un po di sicurezza, di un avvenire
MARIA Glielo far io colle mie mani, col mio amore!Sono stata tanto sballottata dalla vita, che non ho pi paura di nienteLavorere sar il mio orgoglio creare un piccolo benessere a quella creaturina che ho in me da nove anni, che sento in me e che non vedo come non la vedevo quando ero incintaMa come vuole che ci sia posto per un altro sentimento, ora? Non possibile! Deruberei lei!, me stessa, e pi di tutti, deruberei la mia piccina se non le portassi un sentimento completo, intatto, puro, esclusivo
FILIPPO Mi fa tanto male
MARIA Non lo dica! Se vero, non lo dicaNon turbi questa mia attesa che tanto bella, tanto divina nel suo egoismoglielho detto: non mi parli mai damoreE non soffreLei tanto libero, tanto riccotanto buonoQuello che cerca, quello che merita, non sono io.mi capiscac una tale gratitudine per lei, per sempre: non la sciupi; mi dia un bacio e mi perdonise non so mentire
FILIPPO (commosso, baciandola) Siha ragioneHo quasi chiesto la ricompensa di quel che ho fattoMi vergognoNon dica altroOra ragionoForse lei non potr rimanere qui, colla sua bambina
MARIA Andr altrove
FILIPPO Mi permetta di occuparmi di lei
MARIA Sisiaccettoquel che vuolesi occupi di noi
FILIPPO E non la vedr pi!
MARIA Ogni volta che la mia piccina mi lascer il cuore libero per un attimo.lo dedicher a leiVerr a trovarla, anche da lontano, per ringraziarla, per benedirla
FILIPPO Silaspetter sempreE ora senta, Maria: in casa sua ci sono dei vicinidei curiosiBisogna che nessuno le rubi niente della sua gioiaBisogna che sia sola quando verr la sua bambina
MARIA Grazie Grazie
FILIPPO La porteranno quiE dopo combineremo per la sua partenza (si sente in lontananza il rumore di unautomobile)
MARIA (prende le mani di Filippo, lo guarda, sirrigidisce come stesse per morire) Lei?
FILIPPO Sicertamente
MARIA Stia quinon mi lasci
FILIPPO Nodevo andareStia qui lei, seduta, ferma due minutiiovadoad occuparmi delle rose! Fermacos..(esce di fretta dal giardino)
MARIA (rimane ferma un momento come impietrita, cogli occhi fissi nella sua visione; si alza di scatto come se avesse udito un rumore) Nonientenon mi voltoSe mi volto, non sar lei sar qualcuno che viene a dirmi cheDio mioUn po di pietNon ne posso pi..veramente, non ne posso pi! ( entrata Annina dal fondo, o piuttosto, entrato un enorme fascio di rose che nasconde una bambina)
ANNINA (piano, piano, si avvicinata a Maria; quando le proprio accanto) Ecco le rosemamma..
MARIA (non pu parlare, non pu urlare; si volta lentamente, come se temesse una delusione; cerca tra le rose il viso della bambina, la guarda) Tu? Tu?.(e ripete macchinalmente il monosillabo, senza poter dir altro)
ANNINA Mi hanno detto..di dirtie ho dettoE vero che sei la mia mamma? (lascia cadere le rose)
MARIA Tu?tu?
ANNINA Ti dispiace che ti dice: mamma?
MARIA Tu?Annina?Tu?! Orami pare che lo sapevomi paretu?tu?
ANNINA Perch sei cos? Ti senti male?
MARIA Tu?(vinta, sfinita demozione, si butta sulla poltrona e piange disperatamente)
ANNINA Mamma!.Mamma!
MARIA Si! Si! Dillodillocontinuadillo!tu!tu!
ANNINA Ora ridi?.
MARIA Tula miala mia(la prende, la stringe pazzamente in una frenesia di pianto e di gioia)
ANNINA Mamma!andiamo, su!Non far la bambina! (si tengono strette e il sipario cala lentamente).
F I N E
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