La maga Gina

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La maga Gina

La maga Gina

Commedia in tre atti di

Giuseppe Fazio


SCHEDA COMMEDIA

 “LA MAGA GINA” Tre atti, 3 maschi, 4 donne

Trama: in una società consumistica, come la nostra, dove si ricercano bisogni sempre più frivoli, inutili, e dove la fa da padrone il denaro, che gioco forza, è l’elemento necessario per vivere, o meglio sopravvivere,  Piero, proprio per incrementare gli introiti familiari, si improvvisa maga, una fattucchiera dai poteri soprannaturali. E senza tener minimamente conto dell’amicizia, la prima vittima della sua opera di alienazione, di plagio, è il suo migliore amico. Si succederanno clienti con varie richieste e pretese, anche la suocera cadrà nella rete, e tra una seduta e l’altra voleranno schiaffi e quant’altro. Alla fine però, il buon senso prevarrà e tutto ritornerà come prima. Anzi, meglio di prima.  

Giuseppe Fazio   posizione SIAE    150318


PERSONAGGI

PIERO

Sui trent’anni. Tipico marito pantofolaio, patito del calcio, un po’ fissato col risparmio.

MARTINA

Moglie di Piero, sui venticinque anni. Comprensiva verso il marito, ma quando serve anche lei sa alzare la voce.

ROSSANA

Mamma di Martina. Molto premurosa e amorevole verso la figlia. Freme nell’attesa di avere un nipotino.

FABIO

Amico e collega di Piero. Anche lui ama il calcio, infatti guardano spesso le partite insieme. È gelosissimo della moglie.

TERESA

Moglie di Fabio. Sui trent’anni.

MARGHERITA

Conoscente di Martina. Sui quarant’anni, è un po’ ingenua, tonta, bruttina ed anche goffa. Vorrebbe trovare il fidanzato.

GENNARO ESPOSITO

Qualsiasi età. Ha una malattia per il gioco del lotto. Ha l’occhio furbo.

 

Appartamento di Piero e Martina, nel salotto modestamente arredato. A destra divano a tre posti e due poltrone con al centro un tavolinetto. All’angolo di sinistra, in proscenio, ci sarà la tv. Alle pareti alcuni quadri moderni, una piantana, ed altri oggetti che potranno arredare la scena. Al centro in fondo la comune, che da a destra verso l’uscita e a sinistra nelle altre camere. Siamo in maggio subito dopo cena. Ai giorni nostri.


ATTO   I

In scena Piero sul divano, guarda la tv, Martina entra dalla comune con la bolletta in mano)

MARTINA

Domani scade la bolletta della luce!

PIERO

Ma non l’abbiamo già pagata!

MARTINA

Certo … due mesi fa!?

PIERO

E l’hanno mandata di nuovo!

MARTINA

Mi pare ovvio no?! Arriva ogni due mesi!

PIERO

E sono già passati due mesi?! Come passa il tempo! Quant’è arrivato?

MARTINA

Centonovantatre euro!

PIERO (urlando)

Quanto?...centonovantatre euro?!

MARTINA

Quindi hai sentito?

PIERO

Ho sentito si! Centonovantatre euro! No, no, non si può andare avanti così. Troppe spese, troppe spese. E la luce, e il telefono, e l’acqua, e il gas, e…e…

MARTINA

E l’ici!

PIERO

E l’ici, e l’Aci, e questo e quello…

MARTINA

E quell’altro!

PIERO

Quell’altro cosa? C’è altro da pagare?

MARTINA

Era per dire!

PIERO

Era per dire! Come se non bastassero già le tasse che paghiamo!

MARTINA

Ma che tasse! Acqua, luce e gas, non mi pare che rientrino nelle tasse!

PIERO

Si tratta di soldi da pagare, quindi sempre tasse sono!

MARTINA

Piero! E basta! Ogni volta che arriva una bolletta è sempre la stessa storia!

PIERO

E certo che è la stessa storia, ogni volta è un salasso! Basta! D’ora in poi bisogna fare economia! Quand’è troppo è troppo! D’ora in poi faremo economia su tutto, su tutto! D’ora in poi cerca di cucinare a castello, una pentola sopra l’altra, così con un fornello cucini primo e secondo!

MARTINA

Non risparmieremmo di più se invece cucinassi con la legna?!

PIERO

Questa sarebbe un’ottima idea! E il cibo verrebbe sicuramente più saporito. I riscaldamenti d’ora in poi l’accenderemo solo u’ora al giorno, che poi neanche ci sarebbe di bisogno, questa casa è calda, io sento caldo, tu non senti caldo?

MARTINA

Certo, siamo a giugno!

PIERO

Giugno o dicembre i riscaldamenti si devono ridurre. Che poi fanno anche male, l’hanno detto un milione di volte in tv! Tenere i riscaldamenti alti fa male alla salute, perché secca l’aria, secca la gola, infatti io mi sento sempre la gola secca, secca tutto, vedi come sono secco io, mi si secca quel poco di carne che ho e rimango pelle e ossa! 2° fa male all’ambiente! L’hanno detto un milione di volte alla tv che il riscaldamento globale sta facendo sciogliere i ghiacciai e di conseguenza ci sarà un innalzamento del livello del mare. Tra poco il mare ci arriverà direttamente in salotto! Oh, questa è una cosa seria. Si sta sciogliendo la calotta polare!

MARTINA

A te invece ti si sta sciogliendo la calotta cranica!

PIERO

Poi l’acqua. Troppe docce, troppi bagni, lo sai quanti litri di acqua si consumano facendo il bagno? 200 litri! E pensare che in Africa c’è chi vive con un litro di acqua al giorno!

MARTINA

In Africa? Perché in Sicilia no?

PIERO

Appunto! D’ora in poi useremo l’acqua con parsimonia. Io direi che un bagno a settimana può anche bastare, anzi ci laveremo tutti e due nella stessa acqua, e se non è tanto sporca la lasceremo anche per la settimana successiva!

MARTINA

Certo! E magari poi la utilizzo anche per fare il bucato!

PIERO

Perché no?! Cosi eviti di accendere la lavatrice che tra l’altro consuma anche energia elettrica. Poi troppe luci, troppe! E che è!? Uno si abbaglia con tutta questa luce! Sembra di stare in un solarium. Ti abbronzi con tutte queste lampadine! L’hanno detto un milione di volte alla tv! Di non consumare energia elettrica, perché la corrente si fa con il petrolio e il petrolio che fa? (aspetta una risposta che Martina non da) Inquina! E inquinando si allarga il buco dell’ozono e aumenta l’effetto serra, e aumentando l’effetto serra aumenta il livello del mare …

MARTINA

E fallo aumentare questo benedetto mare, così non dobbiamo fare 30 km per andarci!

PIERO

Si scherzaci tu. Voglio vedere come fai ad andare dal salotto alla cucina se non sai nuotare! E poi troppa luce fa male alla vista! La luce consuma la retina! Basta una semplice lampadina da 15 watt,  tanto per avere un minimo di barlume, per avere un po’ di chiarore no?

MARTINA

Certo, potremmo anche stare a lume di candela!

PIERO

Perché no?! Questa sarebbe un’ottima idea, e poi sarebbe più romantico!

MARTINA

Allora non paghiamo la bolletta così ci tagliano la corrente e facciamo i romantici!

PIERO

Ma perché devi essere sempre così drastica? Io ho solo detto che dobbiamo risparmiare un po’. Per esempio il phon sai quanto consuma? … Consuma 2000 w, che vuol dire ¾ di tutta la corrente di casa. L’hanno detto un milione di volte in tv, che bisogna usarlo poco, anche perché fa male al cuoio capelluto! Infatti io i capelli li asciugo con l’asciugamano.

MARTINA

Quali capelli? Quindi l’hai usato troppo in precedenza, visto che hai perso i capelli! E poi vuoi mettere i capelli di una donna con quelli di un uomo?! Spegni la tv se vuoi risparmiare!

PIERO

Che centra la tv?!

MARTINA

Come che centra la tv? Come funziona la tv ad aria? Quindi il phon consuma la tv no!?

PIERO

Tu vorresti mettere il consumo di un phon con quello di una tv?!

MARTINA

E tu vuoi mettere il tempo che io uso il phon con il tempo che tu usi la tv? Tra poco te la porti anche in bagno! Sempre davanti alla tv. Una volta il calcio, una volta la formula uno, una volta questo una volta quell’altro. Sai quant’è che non usciamo per mangiare una pizza?

PIERO

L’ultima volta che ci siamo andati no!

MARTINA

Fai pure le battutine!

PIERO

E poi, ti ricordo che io lavoro, e quando arrivo a casa vorrei rilassarmi un po’.

MARTINA

Come no! Il signorino si deve riposare. Siccome fare il bidello è stancante!

PIERO

Vorrei vedere te al mio posto!

MARTINA

Si da il caso che fare la casalinga con tutti gli annessi e connessi è più stancante e stressante di tanti lavori, l’anno detto milioni di volte in tv!

PIERO

Si ma tu non hai a che fare con dei ragazzi che te ne combinano di tutti i colori!

MARTINA

E in ogni caso, finisci di lavorare alle due! Penso che dalle due alle otto non solo ti sei riposato ma ti sei fatto anche il sonno per il giorno successivo!

PIERO

Ma hai dimenticato che non abbiamo i soldi per pagare la bolletta e dobbiamo risparmiare?

MARTINA

Dobbiamo risparmiare? Comincia a spegnere la tv!

PIERO

E proprio stasera dobbiamo cominciare?! Tra poco gioca l’Italia!

MARTINA (va per andare)

E si,  gioca l’Italia quindi non si deve risparmiare!

PIERO

Vai di la a guardare la tv!

MARTINA

Perché non si può?

PIERO

Vedi, questo è uno spreco! Accendere un’altra tv quando potresti guardarla con me!

MARTINA

Si da il caso che a me non piacciono le partite.

PIERO

Ma questa non è solo una partita! Gioca l’Italia, non senti il richiamo della patria? Dell’appartenenza alla nazione, alla nazionale!

MARTINA

Ma stai zitto e non dare numeri. (esce)

PIERO

A proposito di numeri, fammi controllare il lotto. (prende la ricevuta e controlla al televideo) Stavolta me la sento che è la volta buona … uno c’è … e vai … e vai …

MARTINA (entrando)

E non cominciare a gridare al solito tuo durante la partita.

PIERO (contemporaneamente serra i pugni per nascondere la ricevuta)

Italia, Italia, Italia, alé oh!

MARTINA

Hai capito? E poi non è ancora iniziata e già cominci?

PIERO (d’ora in poi terrà sempre i pugni serrati)

Si, mi sto riscaldando.

MARTINA (guardando la tv)

Con i numeri del lotto?! ... Non mi dire che hai rigiocato?!

PIERO

No, ma che dici? Quando mai! Ma che vai pensando?

MARTINA

Avessi almeno azzeccato una volta, dico almeno una volta un ambo! Se avessi messo da parte tutti i soldi delle giocate allora si che avresti risparmiato!

PIERO

Però chi non risica non rosica!

MARTINA

Abbiamo già rosicato abbastanza! Sei sicuro che non hai giocato vero?!

PIERO

Ma non ho giocato ti dico! Non ricordo neanche quand’è stata l’ultima volta! Figurati che non saprei neanche come fare, ho dimenticato addirittura come si gioca!

MARTINA

E perché stai controllando i numeri?

PIERO

Perché?... Per vedere se è uscito qualche numero che ho giocato … che ho giocato tante volte e non è uscito. E volevo vedere se non giocandolo usciva!

MARTINA (sospettosa)

Ah, quindi ti ricordi come si gioca?! Ed è per caso uscito?

PIERO

No, ma che! E meno male. Altrimenti, visto che non ho giocato mi sarei mangiato le mani.

MARTINA

Ma che hai nelle mani?

PIERO

Chi? Io? Niente … siccome … stavo esultando prima … Italia, Italia, Italia!

MARTINA

Prima, ma adesso!

PIERO

Adesso? Vuoi dire adesso, adesso? Mi sono venuti i crampi. A furia di fare cosi!

MARTINA

Vieni che te li apro io.

PIERO

No, adesso si riaprono da soli.

MARTINA  (si avvicina e prova ad aprirgli la mano in cui tiene la ricevuta, ma non ci riesce)

Vieni qui ti ho detto.

PIERO (resistendo)

Ai, ai, ai, non si apre, non si apre.

MARTINA (facendo forza)

Si apre, si apre.

PIERO (nel mentre che lei prova lui mette in bocca la ricevuta)

Non si apre, non si apre. Aspetta, aspetta, prova prima con questa. (gli porge l’altra e )

MARTINA

Ecco fatto. Dammi l’altra. (l’altra si aprirà subito) Adesso si è aperta subito! Come va? … (lui fa dei gemiti ma non parla) Che hai? … Ma ti è caduta la lingua?

PIERO

No!

MARTINA

Ma come parli? Hai mal di denti?

PIERO

Si!

MARTINA

Mah! Certo che sei proprio strano. (si avvia poi si ferma) Per caso Fabio viene a guardare la partita qui? (lui annuisce) Allora fate attenzione a non buttarle sul divano le noccioline, che oltre allo spreco io poi devo pulire. E per pulire uso l’aspirapolvere, e si da il caso che l’aspirapolvere consumi corrente elettrica … Hai capito? … Hai capito? E rispondi invece di guardarmi imbambolato con quella faccia da ebete!

PIERO (inghiotte)

Va bene, ho capito! (va per la cucina)

MARTINA

Ma che hai?

PIERO

Niente, vado a prendere un bicchiere d’acqua. Ho la gola secca. Te l’ho detto che i riscaldamenti fanno asciugare la gola. (Martina esce, lui andrà in cucina, si sentiranno dei conati di vomito, tosse, poi esce con la ricevuta in mano) Eccola qui!

MARTINA (rientrando)

Ma che hai stasera?

PIERO (serra nuovamente i pugni)

Ai … i crampi … ai …

MARTINA

Ma hai vomitato?!

PIERO

Mi era andata una nocciolina di traverso!

MARTINA

Già hai iniziato a mangiare le noccioline?!

PIERO

Perché non si può? (Martina esce stupita. Lui prende la ricevuta e guarda il televideo) Allora, vediamo … no, per poco non mi strozzo e ho preso solo un numero, vaffanculo, vaffanculo! (Martina rientra e lo guarda, Piero se ne accorge e serra i pugni) Vaffanculo! Questi maledetti crampi mi stanno assillando!

MARTINA

Vuoi che ti dia una mano?

PIERO

No, no. Adesso si aprono. (apre una mano) Visto! Questa si è già aperta!

MARTINA

E l’altra?

PIERO

L’altra ci vorrà un po’ di più, ma si aprirà … grazie comunque!

MARTINA

Ma che hai fatto oggi che hai i crampi alle mani?

PIERO

Ma niente, sarà il fatto di spruzzare sempre con il pulisci vetri. Non lo so. Oppure di tenere sempre la scopa in mano! Mi sa che farò causa di servizio!

MARTINA

Aspetta, se non sbaglio abbiamo una pomata adatta, così ti faccio un massaggio. (Va in cucina)

PIERO (cercando dove nascondere la ricevuta)

Ma no, non c’è bisogno, ora mi passa, ormai lo so, dura quel tanto che basta e poi passa.

MARTINA (fuori scena)

Si ma è meglio che la metti un po’ di pomata!

PIERO

Ma no ti dico. Si è aperta vedi, non c’è bisogno. (mangia la ricevuta)

MARTINA (fa capolino e dopo la battuta riesce)

Meglio così, perché tanto non l’ho trovata la pomata!

PIERO (Siede e guarda la tv, si sentirà chiaramente la pubblicità di un mago)

Martina! Martina! (sputa la ricevuta, ma non sapendo dove metterla la ingoia ) Martina!

MARTINA (entrando di corsa)

Che c’è? Cos’è successo?

PIERO

Guarda … ecco quello che ci vuole!

MARTINA (guardando la tv)

Un mago?!

PIERO

Si!

MARTINA

Ma che, per i crampi?

PIERO

No, per noi!

MARTINA

Per noi?! Ma cosa dici, sei scemo?! Dobbiamo andare da un mago per fare cosa?

PIERO

Non andare, devono venire dal mago!

MARTINA

Non andare … devono venire dal mago?! Mi sa che tu stasera hai preso una botta in testa. 

PIERO

Io sarò il mago!

MARTINA

Si, e io sarò la maga!

PIERO

Ma no, ne basta uno in famiglia!

MARTINA

Ma che stai dicendo! Da quando in qua sai fare il mago!

PIERO

In realtà ho delle doti nascoste. Poco fa quando avevo i pugni chiusi ho fatto scomparire la rice … la rice … rice … ricetta, la ricetta medica. Proprio così. E tu non te ne sei accorta!

MARTINA

Ah si!

PIERO

Già. E poi che ci vuole a fare il mago?! Basta dire due tre fesserie ai clienti e quelli ci credono. Parli d’amore, salute, lavoro, di fortuna ed è fatta. Immagina quanti soldi potremo guadagnare!

MARTINA

Ma chi ci viene da te!?

PIERO

Come chi ci viene? Intanto cominciamo con gli amici.

MARTINA

Certo, gli dici, sai io faccio il mago vieni e ti dico il futuro.

PIERO

Mi travesto da mago! Cosi non mi conosceranno! Anzi se verranno gli amici sarà ancora meglio, perché io conoscendoli gli farò credere che vedo il loro passato, gli dirò cose della loro vita e loro crederanno che sia un mago bravo e mi faranno pubblicità. Si, è un’idea geniale!

MARTINA

Io non ne sono cosi convinta.

PIERO

Come no! Risolveremo tutti i problemi di bolletta!

MARTINA

Si, e avremo i problemi giudiziari! Metti che si sparge la voce, viene la polizia e ti arresta!

PIERO

E mi arresta!? Semmai ci arresta!

MARTINA

Ti arresta! Sei tu il mago!

PIERO

Certo, e tu non saresti la mia complice! Mi faresti andare in galera da solo?

MARTINA

Vorresti che macchiassi anche la mia fedina penale, ne basta uno in famiglia no? L’hai detto tu!

PIERO

L’ho detto io! In ogni caso noi dobbiamo fare tutto in regola pagando le tasse. Apriamo la partita iva e rilasciamo la ricevuta della giocata … della seduta. Rilasciamo la fattura!

MARTINA

Mah! Tu dici che si può fare?

PIERO

Come no! Lo fanno quelli che sono in nero , perché non lo posso fare io che pago le tasse!? Poi, non ho neanche problemi con il lavoro! Alle due finisco col bidello e comincio a fare il mago!

MARTINA

E dove dovresti ricevere?

PIERO

Qui!

MARTINA

A casa nostra?

PIERO

Certo! Mica possiamo rischiare di affittare un appartamento! Se poi non dovesse andar bene, almeno non perdiamo anche i soldi dell’affitto. Chiudiamo baracca e basta.

MARTINA

Ma è rischioso, i nostri amici ti riconosceranno, soprattutto se lo fai a casa nostra. Quelli fanno due più due e ti sgamano.

PIERO

Ma no, travestito come si deve non mi riconoscerai neanche tu. Anzi bisogna trovare un nome … quindi … il mago Piero che svela il mistero!

MARTINA

Piero, certo! Metti pure il tuo cognome così non faranno fatica a riconoscerti! Anzi, io mi travestirei da donna!

PIERO

Perché devi travestirti da donna, non sei donna?!

MARTINA

Dicevo in senso lato.

PIERO

Quale lato?!

MARTINA

Se fossi in te, al posto tuo. Hai capito? È più facile travestirti da donna che camuffarti da uomo.

PIERO

Cioè, vorresti dire che ho una faccia da donna?

PIERO

Voglio dire che truccandoti da donna sarà più difficile riconoscerti!

PIERO

Giusto, ottima idea. (la bacia) allora mi chiamerò … Pierina la maghina … no, no, non devo alludere al mio nome … allora … Elisabetta la maghetta!

MARTINA

Ma no!

PIERO

Ah si. Sono la maga Circe. No, Circe la maga nel futuro indaga! Bello questo è?!

MARTINA

Macché?

PIERO

Questo no, quello no! Trovalo tu un nome!

MARTINA

E quello che sto facendo, ci sto pensando!

PIERO

Passato presente futuro, vieni da me e non te ne penti sicuro! Non ti piace?!

MARTINA

Ma da te chi? Chi sei, che fai? Da me chi?

PIERO

Prima hai detto che non va bene il nome!

MARTINA

Il tuo vero nome!

PIERO

Allora, vediamo … Federica la maga amica. No, no, … questa è ambigua!

MARTINA

Ci vuole uno slogan che colpisce, che invoglia.

PIERO

Eh, qual è?

MARTINA

Adesso non mi viene niente, poi ci pensiamo. Vado che comincia il film. (esce)

PIERO

Però Circe la maga non era male. Se va bene ho svoltato proprio … altro che economia, mi licenzio anche dal lavoro e faccio il mago a tempo pieno, anzi la maga! (citofono)(va a rispondere) Chi è? … È tua madre! (si risiede sul divano)

MARTINA (entrando)

E cosa vuole a quest’ora?

PIERO

È quello che vorrei sapere anch’io!

ROSSANA (entra con un incarto in mano)

Buonasera.

MARTINA

Ciao mamma.

ROSSANA

Ciao Piero.

PIERO

Ciao.

ROSSANA

Sono venuta a portarti una crostata, l’ho appena fatta. Sai com’è tuo padre, dice visto che ti sei messa fanne una anche per Martina!

PIERO

Meno male che c’è mi o suocero che ci pensa!

ROSSANA

Già, tuo suocero le pensa e io le faccio!

MARTINA (prendendo la crostata)

Grazie.

ROSSANA

Scappo che ho lasciato anche la tavola apparecchiata. Voi avete mangiato si?!

MARTINA

Si.

PIERO (va da Martina)

Ma ci mancava appunto il dolce. Dammi qua. (fa per prenderla)

ROSSANA

No. Martina prendine un pezzo che va a finire che la mangia tutta lui.

PIERO

Come sei esagerata!

MARTINA

Non la voglio adesso, non ce la faccio. Ci farò colazione domattina.

ROSSANA

Ma quando è calda e più buona! Assaggiala!

MARTINA

Non ce la faccio ti dico!

PIERO (prende la crostata e va in cucina)

Dice che non ce la fa, non la forzare! Che profumo! Io non resisto fino a domani!

MARTINA

Ma siediti! (si avvia al divano e siede)

ROSSANA (seguendo Martina)

Ho da fare! Devo ancora stendere i panni. (siede) A proposito di panni, ancora niente?!

MARTINA

Niente cosa?

ROSSANA

Non ci avete pensato?

MARTINA

A cosa ai panni?

ROSSANA

Ma quali panni!

MARTINA

Ma se tu dici a proposito di panni!

ROSSANA

Ma a proposito si dice per introdurre il discorso!

MARTINA

Quale discorso?!

ROSSANA

Ma dei bambini no!

MARTINA

Ancora con questa storia!?

ROSSANA

Martina, ma quando mi farai diventare nonna?!

MARTINA

Ma quando sarà sarà!

ROSSANA

Ma dimmi un po’! Non è mica Piero che non vuole figli?!

MARTINA

Ma che dici. Non ci sentiamo ancora pronti e basta!

PIERO (entra mentre mangia un pezzo di crostata. Ha in mano l’incarto e dei tovaglioli)

Ma non dovevi andare! Che fai guardi la partita qui?

ROSSANA

Ma quale partita! Ho ancora un sacco di cose da fare. Devo anche stirare le camice a tuo padre!

PIERO

Buonissima!

ROSSANA

Assaggiala. Non sai cosa ti perdi!

PIERO (posa tutto sul tavolino)

Io non vorrei perdere la partita. (siede sulla poltrona e prende il telecomando)

MARTINA

E basta con sta partita! Adesso mamma se ne va!

ROSSANA

Si, ho un sacco di cose da fare. Devo finire un paio di scarpette da notte per il mio nipotino …

PIERO (gli va di traverso)

Quale nipotino? Sei incinta?

MARTINA

Ma no!

ROSSANA

Il nipotino che mi farete. A proposito quando avete intenzione di farmi diventare nonna?!

PIERO (imbarazzato, parla con la bocca piena)

Mah … diciamo …

MARTINA

Mamma non hai detto che hai un sacco di cose da fare?!

ROSSANA (si alza)

E va bene vado, vado, ... Sto anche facendo una sciarpettina e un cappellino di lana per il mio nipotino! Forse è meglio che ne faccia anche una rosa, chissà è femmina!

MARTINA

Mamma!

ROSSANA (avviandosi)

Che c’è non posso?! Visto che no mi fate il nipotino mi consolo facendo il corredino! 

MARTINA ( la spinge)

Buonanotte mamma. Dai un bacio a papà.

ROSSANA

Buonanotte! (esce)

PIERO

Se vuoi la facciamo contenta tua madre!

MARTINA

Già. Dobbiamo fare un figlio per far contenta mia madre!

PIERO

Visto che ci tiene tanto!

MARTINA

Tu vuoi un figlio?

PIERO

Mah … io … diciamo … Hai pensato al nome per il bambino? Per il mago volevo dire!

MARTINA

Non ancora. (esce)

PIERO

Mi potrei chiamare: Nostradamus! … No quello è un nome da maschio! … Nostradamas! (cellulare) Pronto! … Si, ti apro il cancello e la porta! (va al citofono, apre, poi torna al divano) Nostradamas … non mi piace! La maga Merlina … neanche, c’è già stato il maschio Merlino! Ivo il mago sensitivo! No. Adelante la maga cartomante! … Furente la maga potente!

FABIO (fuori scena)

Permesso.  (entrando) Per poco non mi faceva far tardi quello!

PIERO

Chi?

FABIO

Il cugino di mia moglie! Ero salito già in macchina, poi ho visto che qualcuno stava suonando al citofono e mi sono accorto che ha suonato a casa mia…

PIERO

Tu seduto in macchina hai visto che ha premuto sul pulsante del tuo citofono!?

FABIO (rifà il movimento)

Certo, il mio pulsante è in alto a sinistra, quindi il movimento si nota, è quello!

PIERO

Hai una vista come un’aquila!

FABIO

Non mi posso lamentare. Meno male che sono rientrato!

PIERO

Beh, scusa che male c’era se non rientravi?

FABIO

Come!? Tu lasceresti che tua moglie stia sola in casa con suo cugino?

PIERO

Ma dai, non puoi dubitare di suo cugino!

FABIO

Infatti per non dubitare sono rientrato!

PIERO

Si, ma così vuol dire che dubiti anche di tua moglie!

FABIO

No, ma sai com’è!? La donna è debole, la carne pure, e nelle debolezze si fanno le cazzate! Cos’è una crostata, posso assaggiare? (non aspetta la risposta e ne assaggia un po’) Buona! Ne posso prendere una fetta? (c.s.)

PIERO

Ma sei esagerato. Sei sceso dalla macchina e sei rientrato a casa!? Potevo capire se fosse stato, che ne so, uno sconosciuto, un vicino, ma non un parente con cui si conoscono da una vita!

FABIO (mangiando)

Sai come si dice?! La cosa più divina è farsi la cugina! Lascia stare!

PIERO

Ma questo si dice quando si ha 15 anni! E quindi che hai fatto, l’hai buttato fuori di casa?

FABIO (c.s.)

No, gli ho fatto capire esplicitamente che non era ne l’ora e ne il momento di fare visita. E devo dire che lui ha capito subito l’antifona!

PIERO

Io al posto suo mi sarei offeso.

FABIO

Meglio! Così non viene più a rompere. Proprio buona la crostata. Posso? Tieni. (ne da una  fetta a Piero e ne prende una per lui. Poi alludendo alla partita) Che dici, io la vedo dura!

PIERO (fraintendendo per la crostata)

Ma se è morbidissima, l’ha appena fatta!

FABIO

Intendevo la partita! Se non si decide a giocare d’attacco.

PIERO

Fabio, ma tu che ne pensi del mago?

FABIO

Mago?! In che squadra gioca?

PIERO

Ma no, non è un giocatore!

FABIO

È un allenatore?!

PIERO

No, è un mago e basta!

FABIO

Una mago! E che fa?

PIERO

Fa il mago, è un mago e fa il mago!

FABIO

E quindi?! Non capisco!

PIERO

Domanda! Che ne pensi dei maghi?

FABIO

Dei maghi in generale? … Niente!

PIERO

Come niente?!

FABIO

Niente. Sai cosa vuol dire niente? Niente!

PIERO

Cioè non ti interessano?

FABIO (prende un’altra fetta di crostata)

No!

PIERO

Quindi non ci sei mai andato?

FABIO

Da un mago! A fare che?!

PIERO

Che ne so, a chiedere del lavoro, della salute, della vita insomma.

FABIO

La salute grazie a Dio va bene, il lavoro anche, quindi non ho bisogno del mago! (guardando la tv) Hai visto, lo sapevo, invece di far giocare le tre punte, ha schierato la formazione di difesa!

PIERO

Ma non ti è venuta mai la curiosità di andarci, per farti dire il futuro?!

FABIO (intento a guardare la tv)

No mai!

PIERO

E non ci andresti!

FABIO

No. Ma dobbiamo guardare la partita o parlare dei maghi?

PIERO

Si, si. (guarda la tv. Dopo un po’) No, siccome ne conosco uno molto bravo!

FABIO

A si?! E chi è?

PIERO

È … è … è … vuoi sapere il nome?

FABIO

Eh!

PIERO (inventando)

Ah si. Quindi aspetta, si chiama … si chiama … La maga Gina la sorte t’indovina, passato presente e futuro, tutto vede stai sicuro!

FABIO

Ah bene!

PIERO

Vuoi andarci?

FABIO

No. Ma perché vuoi che vada da una maga?

PIERO

Visto che sei … così, un po’… ecco … voglio dire …

FABIO

Vuoi dire!?

PIERO

Voglio dire, visto che sei un po’ geloso, sospettoso del cugino, non c’è miglior soluzione che andare dalla maga Gina! Cosi potresti farti dire se c’e stato o se c’è, o addirittura se ci sarà qualcosa tra loro! (lunga pausa. Guarda la tv ) E passa la palla!

FABIO (pausa, sguardo pensieroso)

… Sai che hai ragione!

PIERO (guardando la tv, fa finta di non capire)

Certo, non vedi che sono in tre a marcarlo. Passala sulla fascia destra no!

FABIO

Hai ragione di suo cugino!

PIERO (facendo finta di non capire, continua a guardare la tv)

Cosa?!

FABIO

Dico, la maga per mia moglie e suo cugino!

PIERO (c.s.)

La maga cosa?

FABIO

È da mezzora che mi martelli il cervello dicendomi che la maga mi potrebbe aiutare a togliermi i sospetti e mi chiedi la maga cosa?!

PIERO

No, è che ero intento a guardare la partita!

FABIO

Tu la conosci questa maga?

PIERO

Uh … benissimo!

FABIO

Come mai?

PIERO

Come mai che?

FABIO

Dico come mai la conosci benissimo?

PIERO

Perché … perché … perché la conosco si può dire da quando è nata!

FABIO

Ma non me ne hai mai parlato!

PIERO

Non c’è mai stata la necessità!

FABIO

Ah. Quindi oggi hai sentito la necessità di parlarmene?!

PIERO

Si, perché ho capito che questa storia del cugino ti sta distruggendo la vita! Ti sta corrodendo, ti sta logorando, e visto che sono un amico e ci tengo alla tua salute te n’ho parlato! Tutto qui!

FABIO

E dove sarebbe questa maga?

PIERO

È qui?

FABIO

Come è qui!

PIERO

Non che è qui ora, qui voglio dire che riceve qui da me.

FABIO

Qui da te?! Ma non me l’hai mai detto?

PIERO

Non me l’hai mai chiesto!

FABIO

Ma da quanto tempo?!

PIERO

Da … da poco! In realtà dalla prossima settimana. Il tempo di organizzare la location!

FABIO

Ma ti farai pagare?!

PIERO

E lo faccio gratis il ma! Ma … ma che dici, certo che mi faccio pagare!

FABIO

Ah, ho capito! Ma tu ci sei mai andato da lei?

PIERO

Uh … si può dire che sono sempre con lei!

FABIO

Voglio dire come cliente!

PIERO

Si, come no!

FABIO

Anche tu per tua moglie?

PIERO

Mia moglie, e che centra mia moglie. Mica sono geloso io!

FABIO

Che centra, mica le corna te le fanno solo perché sei geloso! Anzi peggio, se tua moglie vede che non sei geloso di lei, che non te ne frega niente, quella prende e te li fa senza nessuna paura di essere scoperta, perché tanto sa che tu non la controlli!

PIERO

Ah! Comunque io non ho cugini!

FABIO

Mica deve tradirti per forza con un cugino?

PIERO

A te ti ha tradito con tuo cugino!

FABIO

È suo cugino!

PIERO

Ti ha tradito con un tuo cugino acquisito!

FABIO

E poi in ogni caso non so ancora se mi ha tradito!

PIERO

È per questo che devi andare dalla maga!

FABIO

E ci andrò! Puoi star sicuro!

PIERO

Anch’io ci sono andato tante volte, non per mia moglie, ma per farmi dare i numeri da giocare.

FABIO

E ci ha azzeccato?

PIERO

Uh … un sacco di volte!

FABIO

Ah bravo! Quindi hai vinto al lotto e non me l’hai detto!

PIERO

Ma non lo posso dire, altrimenti poi non escono i numeri. Me l’ha detto lei!

FABIO

Non si può dire prima di giocare ma dopo che sono usciti i numeri si. E quanto hai vinto?

PIERO

Non si può dire!

FABIO

Neanche questo si può dire?!

PIERO

Me l’ha detto lei!

FABIO

Quindi, se tu diventassi ricco faresti finta di niente e non me lo diresti!

PIERO

Me l’ha detto lei!

FABIO

Quindi sei già ricco?!

PIERO

Si, magari! Ho vinto fesserie, quisquiglie!

FABIO

Ho capito. Quisquiglie! E quanto prende?

PIERO

Ma non lo so, devo chiedere in giro che prezzi fanno!

FABIO

Tu devi chiedere in giro!

PIERO

Non io … cioè io per lei. Me l’ha detto lei, dice, fatti un giro nella zona e vedi che prezzi fanno, così cerchiamo di essere competitivi, facciamo un prezzo economico, i primi tempi sono duri, bisogna acquistare la clientela, sai com’è no!

FABIO

Che ne so com’è, mica faccio il mago io!

PIERO

E perché io che faccio il mago. Quando mai! Non ci ho mai pensato! Non mi verrebbe neanche per l’anticamera del cervello una simile idea. Macché, il mago io! Si va beh! Ma quando mai!

MARTINA (entrando, non si accorge di Fabio)

Ester la maga dell’alchimia?! Mia … mia … mi hai chiamato? Ciao Fabio! Ho sentito gridare e pensavo mi stessi chiamando! La devi smettere di gridare ogni volta che guardi una partita!

PIERO

Ma io …

MARTINA

Vuoi vedere che adesso dice che non gridava. Stai a sentire Fabio, adesso dice che non gridava!

PIERO

Infatti non stavo gridando!

MARTINA

Che ti dicevo!?

FABIO

Martina, effettivamente non stava gridando!

MARTINA

Fabio è inutile che lo difendi!

FABIO

No, non lo difendo, ma non stava gridando, stavamo parlando della maga!

MARTINA

Ah … gli hai detto della maga?!

PIERO

Non dovevo?!

MARTINA

No, dico gliene hai parlato! E che gli hai detto?

PIERO

Gli ho detto che dalla prossima settimana riceverà qui. Quindi, se vuole può fare qualche seduta. Perché lui ha un cugino che …(Fabio lo blocca) Ha un cugino, ha un cugino come c’è l’abbiamo tutti d’altronde no? Chi è che non ha un cugino!?

FABIO

A proposito e la maga si chiama Ester?

MARTINA

Si!

PIERO (contemporaneamente)

No!

MARTINA

No! Non farà le sedute?!

PIERO

Si, ma non con Ester. Le farà con quella che ho detto a lui! Che si chiama, ti ricordi come si chiama no?! Si chiama … anzi vediamo se te lo ricordi? Si chiama Gina o Tina?

FABIO

Mi sa che era Gina!

PIERO

Bravo. La maga Gina.

FABIO

E poi hai detto qualcosa che ha a che fare con la sorte, il futuro!

PIERO

Bravo. La maga Gina la sorte t’indovina, passato presente e futuro tutto vede, stai sicuro! (alla moglie) Si chiama cosi. Hai capito. Ricordatelo! 

MARTINA

Questa maga un nome più corto non  poteva sceglierselo!

FABIO

E invece la maga Ester chi sarebbe?

PIERO

Lei!

FABIO

Lei!

PIERO

Lei. È sua … sua amica, è una sua amica!

MARTINA

Si, è una mia amica!

FABIO

Avete due amiche maghe?!

PIERO

Si. Perché non si può?!

FABIO

È che non si è mai parlato di maghi e stasera scopro che avete addirittura due amiche maghe!

PIERO

E si! Quant’è piccolo il mondo!

FABIO

Che centra adesso la grandezza del mondo?!

PIERO

No, è che volevo dire un altro proverbio ma mi è uscito questo!

MARTINA

Vado, vi lascio guardare la partita. Ciao. (esce)

PIERO

Ma che fai, passa quella palla!

FABIO

Mi sa che tua moglie c’è rimasta male per la sua amica!

PIERO

Quale amica?

FABIO

Ester!

PIERO

Ester? E chi è?

FABIO

Ester la maga! Magari voleva far venire lei apposto della maga Gina!

PIERO

Non ti preoccupare, un nome vale l’altro!

FABIO

Che vuol dire un nome vale l’altro?!

PIERO

Voglio dire, quello che conta non è il nome ma la bravura della maga! E ti assicuro che la maga Gina è più brava di Ester! Lasciati servire da me!

FABIO

A proposito, la prossima cerca di fare attenzione a quello che dici! Non voglio che spifferi gli affari miei ai quattro! Hai capito?

PIERO

Ma di che parli?

FABIO

Il fatto del cugino!

PIERO

Hai ragione, scusa.

FABIO

Vediamo se la maga mi dirà qualcosa a proposito.

PIERO

Come no! Certo che te lo dirà. Voglio dire te lo dirà se c’è stato, perché lei vede futuro presente e passato. Cioè passato presente e futuro, tutto vede stai sicuro!

FABIO

Io non sto sicuro per niente. Anzi sai che ti dico? Vado a vedere il secondo tempo della partita a casa. Chissà gli viene la felice idea di tornare! (si alza) Posso prendere un altro pezzo di crostata. (esegue) Ok, vado. Ciao, ci vediamo domani.

PIERO

No, riceverò la prossima settimana! Riceverò … la prossima settimana riceverò tutto l’occorrente per fare la ma … la ma … la maga riceverà e quindi io riceverò!

FABIO

Ho capito, io intendevo ci vediamo domani a scuola! Ciao buonanotte! (esce)

PIERO

Buonanotte! Devo fare attenzione…

MARTINA

A quello che dici!

PIERO

Ma! Stavi origliando?

MARTINA

Certo che origliavo! Per essere informata sui fatti, visto che scegli i nomi a piacere tuo!

PIERO

Siccome Fabio mi ha chiesto come si chiamasse e ho dovuto inventare.

MARTINA

Già! Infatti quando uno inventa va a cercare un nome di trenta parole!

PIERO

Trenta parole, esagerata! Sono: (conta con le dita) La maga Gina la sorte t’indovina, passato presente, futuro, tutto vede stai sicuro. Sono tredici, come gli apostoli! Intanto abbiamo già trovato il nostro primo cliente! Se funziona con la maga abbiamo svoltato. Sei contenta?

MARTINA

Speriamo bene. Che problema ha il cugino?

PIERO

Niente, lui pensa che il cugino … no, non lo posso dire! Le sedute dei clienti non si spifferano ai quattro venti. Ho il segreto professionale che me lo impone!

MARTINA

Ma che segreto professionale, cretino!

PIERO

Mangiamo la crostata per festeggiare il nostro primo cliente. (va per prenderla ma Fabio l’ha finita) No. Meglio di no. Non si festeggia prima del tempo, porta male. Niente festeggiamenti.

MARTINA

Festeggiamenti o no, io ne assaggio un pezzo!

PIERO (trattenendola)

Ma non avevi detto che ti sentivi piena?

MARTINA

Prima, adesso non più!

1(c.s.)

Si … ma … avevi detto che ci facevi colazione domattina giusto? Quindi andiamo a letto che è meglio! (la trascina fuori)

 

FINE   I   ATTO


II  ATTO

(Alcuni giorni dopo. Stessa scena. A sinistra ci sarà un piccolo tavolo rotondo, su cui ci sarà una sfera bianca, un mazzo di carte, candele, e dell’incenso. In scena Piero seduto sul divano già vestito da maga, con una lunga tonaca di varie tonalità, foulard, copricapo, orecchini e collane molto appariscenti. Martina, spalle al pubblico, lo copre mentre lo trucca)

PIERO

Mi raccomando truccami bene!

MARTINA

Non aver paura, non è mica la prima volta che trucco una donna!

PIERO

Si, ma io sono un uomo!

MARTINA

Infatti! Non hai per niente labbra!

PIERO

Ingrossale! A proposito, che dici dovrei smaltarmi le unghie?

MARTINA

Ma no. Anzi devi mettere i guanti, hai le mani grosse per essere una donna!

PIERO

Ti ripeto che non sono una donna!

MARTINA

Stai zitto, che devo contornare le labbra che non hai! Ecco fatto.

PIERO

Fammi guardare. (Martina gli da uno specchio) Però … non c’è male!

MARTINA

Vado a prenderti i guanti. (esce)

PIERO(guardandosi allo specchio)

Ammazza che maga! Non mi riconoscerei io stesso! Non sono male neanche come donna! Io da uomo mi potrei anche innamorare di una donna come me!

MARTINA (entrando con i guanti)

Tieni i guanti. (Piero li mette) Ho preso anche degli anelli, tieni.

PIERO

A proposito, una cosa importantissima, ricordati, quando io dico la parola magica tu devi alzare l’interruttore che accende la sfera!

MARTINA

E qual è la parola magica?

PIERO

Apriti sesamo! No. Non si deve aprire niente! Vediamo … si, la luce di Cristo!

MARTINA

Sei una maga non un prete!

PIERO

Allora dirò … vi sia la luce!

MARTINA

Questo lo disse Dio quando creò il mondo!

PIERO

Sceglilo tu visto che non ti sta mai bene niente!

MARTINA

Certo che lo scelgo io, è bastato che tu scegliessi il nome!

PIERO

Cos’ha il nome che non va?

MARTINA

Zitto fammi pensare! … quindi … si, dirai, la sfera mi parla! Ed io accenderò.

PIERO

La sfera mi parla. Bello mi piace. (citofono) Ci siamo, è il primo cliente!

MARTINA

Mi raccomando! Vai siediti. (al citofono) Chi è? (a Piero) Vai di la è mamma!

PIERO (inciampando con la tonaca esce)

Sempre nei momenti meno opportuni lei!

ROSSANA (fuori scena)

Permesso?!

MARTINA

Vieni mamma. (da adesso in poi cercherà di nascondere il tavolo alla vista della madre)

ROSSANA

Ciao, ti ho portato una crostata!

MARTINA

Grazie! Ci farai venire il diabete con tutti questi dolci!

ROSSANA

Che fai?

MARTINA

Niente, stavo … stavo … stavo per uscire.

ROSSANA

A proposito ci sono novità?

MARTINA

Mamma, è un chiodo fisso il tuo eh?!

ROSSANA

No, dico, ci sono novità. Ho saputo che riceve una maga a casa tua!

MARTINA (cerca di nascondere ancor di più il tavolo)

Chi te l’ha detto?

ROSSANA

Nel quartiere lo sanno tutti!

MARTINA

A si?!

ROSSANA

Quando riceve?

MARTINA

Ma no, è solo un’idea!

ROSSANA (scostandosi vede il tavolo)

Ah, il tavolo è già apparecchiato! (si avvicina) Quand’è che posso fare una seduta?!

MARTINA

Cosa?! Ma sei impazzita? Perché dovresti andare da una maga?!

ROSSANA

Sono fatti miei perché!

MARTINA

No, non se ne parla nemmeno!

ROSSANA

Ma perché no?!

MARTINA

Perché … perché non devi dar retta ai maghi!

ROSSANA

Io non devo dar retta! E tu che ce l’hai in casa?!

MARTINA

È stata un’idea di Piero! È una sua amica.

ROSSANA

Tanto meglio!

MARTINA (spingendola verso la comune)

Ciao mamma devo andare!

ROSSANA

Mi prendi un appuntamento?!

MARTINA

Ti ho detto di no. Ciao! (la spinge fuori)

ROSSANA (f.s.)

Uffa. Ciao.

MARTINA (rientrando)

Piero puoi venire.

PIERO

Che voleva?

MARTINA

Niente ha portato una crostata.

PIERO

Ah bene, dammene un pezzetto.

MARTINA

Neanche per sogno. L’ultima volta neanche me l’hai fatta assaggiare.

PIERO

Non sono stato io, l’ha mangiata Fabio!

MARTINA (mentre esce)

E questa la mangerò tutta io!

PIERO

Ma no! Vuoi diventare tutta ciccia e brufoli?!

MARTINA (rientrando)

Pensa ai tuoi di brufoli!

PIERO

Io non ne ho!

MARTINA

A proposito, facciamo un bel neo. Una maga senza un neo è una maga senza futuro! (esegue)

PIERO

In che senso!?

MARTINA

Era una battuta!

PIERO

Ah. Non l’ho capita!

MARTINA

Che vedrai tu nella sfera?

PIERO

La luce che accenderai tu!

MARTINA

Ma sei di coccio eh? Dovresti vedere il passato e il futuro dei clienti o no?!

PIERO

Ah già! Intanto fammi vedere allo specchio. (Martina gli da lo specchio, e lui si guarda)

MARTINA

O Dio!

PIERO

Che è. L’hai fatto il neo troppo grosso?

MARTINA

Come parli?

PIERO

Perché che ho detto?

MARTINA

Come parli tu da maga, come parlerai?

PIERO

Con la bocca!

MARTINA

Cretino sei una donna!

PIERO

E daglie con sta donna. Sono un uomo … (intuisce) travestito da donna, giusto.

MARTINA

Dovresti parlare da donna!

PIERO

Scusa, quante donne ci sono che hanno la voce da uomo?!

MARTINA

Quelli sono i trans! (citofono)

PIERO

Chi sarà, aspetti qualcuno?

MARTINA

Sarà il primo cliente no! Dai prova un po’la voce. (va al citofono. Mentre Piero è sbigottito) Chi è? … Si, vieni. (posa il citofono) Siediti, è Fabio. (lo aiuta)

FABIO (f.s.)

Permesso!?

MARTINA

Vieni accomodati. (Fabio entra) Ciao, come va?

FABIO

Bene!

MARTINA

Ecco, lei è la maga Gina!

PIERO (nel frattempo avrà acceso le candele e l’incenso. Poi con voce nasale)

La maga Gina la sorte t’indovina, passato presente futuro tutto vede stai sicuro!

MARTINA (nervosamente per paura che Fabio possa riconoscere il marito)

Ecco fatto. Prego accomodati.

FABIO (mentre sta per sedersi)

Piero non c’è?

PIERO

Si!

MARTINA

No! (istintivamente invece di accostare la sedia la toglie)

FABIO (cade per terra)

Ai, Martina ma che fai?

PIERO (divertito)

Io lo sapevo, io vedo il futuro? Scherzetto!

MARTINA

Scusa Fabio! Piero è uscito. Aveva delle cose da fare! (lo aiuta a rialzarsi, e gli accosta di nuovo la sedia, ma Fabio se l’accosta da se) Bene. (pausa di sguardi) Potete cominciare.

FABIO

Ma tu che fai assisti?

MARTINA

No, se vuoi io vado?!

PIERO

Brava, vai, vai con Dio! (Martina esce, e i due la seguono con lo sguardo) Dimmi tutto!

FABIO

Allora, io sono venuto perché …

PIERO

Aspetta, aspetta, mi doni la mano. (fa finta di concentrarsi) Allora, ti chiamo Fabio Scipione, hai 42 anni, lavori come bidello, e non sei appagato dal questo lavoro. Hai una voglia di banana sulla natica destra, o sinistra, ora non ricordo … voglio dire, ora non vedo bene perché hai i pantaloni. Sei sposato con Teresa, di cui sei gelosissimo. Ti piace il calcio e spesso guardi le partite assieme a Piero. Hai una vecchia panda con la mascotte dell’Italia 90. Non tanto perché ti piace la panda, quanto perché non hai i soldi per cambiartela!

FABIO

Ma come fa a sapere tutte queste cose?

PIERO

Eh, sono una maga!

FABIO

Piero gli ha parlato di me?

PIERO

Piero sa tutto!

FABIO

Certo che sa tutto! Ci conosciamo da una vita! Non capisco perché le ha parlato di me!

PIERO

No! Non mi ha mai parlato di te. La maga Gina la sorte t’indovina, passato presente futuro tutto vede stai sicuro! Io sono una maga potente, potentissima!

FABIO

Allora saprà perché sono venuto da lei?!

PIERO

Certo che lo so! Tu sei venuto per tuo cugino!

FABIO

Veramente è suo cugino!

PIERO

Mio cugino?

FABIO

Suo di mia moglie!

PIERO

Già di sua moglie!

FABIO

E che mi dice di lui!

PIERO

Veramente io non lo conosco!

FABIO

Ma io non voglio sapere di lui e della sua vita, voglio sapere se c’è qualcosa tra loro!

PIERO

Tra chi?

FABIO

Ma non ha detto di sapere perché sono qui?!

PIERO

Certo, come no, era un piccolo scherzetto!

FABIO

A me non va proprio di scherzare! Mi dica se c’è qualcosa!

PIERO

Un momento, mi devo guardare nella sfera. (si guarda) Beh, non c’è male. Adesso io mi devo concentrare, e devo andare con la testa nella sfera, nella palla, nel pallone. Te l’ho già detto che a te piace il pallone e che guardi le partite con Piero?

FABIO

Si mi piace e me l’ha già detto! Ma non mi interessa questo, adesso si concentri e mi dica!

PIERO

Si, allora, vediamo, ci sono, ci sono, ecco, ecco la luce, ecco la luce, no, no, luce no, ecco, si. La sfera mi parla! La sfera mi parla! (si accende la sfera) Si, la sfera mi sta parlando, vede come mi parla, mi parla, e che palla, si, vedo, vedo, sto vedendo, sono in trans, sono un trans …

FABIO (guardandosi le spalle)

Oh, non scherziamo con i trans!

PIERO

Sono in trans, sono un trans, vedo, vedo, sto vedendo, ho visto, ho visto …

FABIO

Che cosa?

PIERO

Non vedo più! Zitto, altrimenti mi decompongo! Vedo, vedo, c’è tuo cugino!

FABIO

Suo cugino!

PIERO

Suo cugino che viene a casa tua!

FABIO

Lo sapevo!

PIERO

Va e viene, va e viene …

FABIO

Maledetto vigliacco …

PIERO

Viene e va, viene e va …

FABIO

Vigliacco maledetto …

PIERO

Vedo la presenza del cugino …

FABIO

Pezzo di cornuto!

PIERO

Chi?

FABIO

Cos’altro vede, c’è stato tradimento?

PIERO

Vediamo se vedendo riesco a vedere! Vediamo, sono in trans, sono un trans, vedo, vedo, vedo, non vedo più, non vedo più. Ho visto troppo per oggi!

FABIO

Come troppo, ma se non mi ha detto niente di che!?

PIERO

Ma se ti ho detto che ho visto tuo cugino!

FABIO

Suo cugino! E in ogni caso suo cugino l’ho visto anch’io!

PIERO

Hai visto suo cugino nella sfera?!

FABIO

Ma che sfera, l’ho visto che viene a casa perché ci viene sempre, e quindi lo vedo!

PIERO

Ma io l’ho visto attraverso la sfera magica! E neanche lo conosco! Vuoi mettere la difficoltà?! Aspetta devo staccare la sfera!

FABIO

Come staccare!?

PIERO

Staccare dalle visioni, dai visionamenti, visualizzazione, altrimenti si consuma la cor… la cor … la cornea della sfera, e si sa che senza cornea non si vede nulla. La sfera mi ha parlato, mi ha parlato ed io ho veduto, io ho già veduto, ora la sfera non parla più, la sfera non dice più, la sfera non serve più! (si spegne la sfera) Che fatica! Quindi dicevamo che c’è questo cugino di mezzo.

FABIO

E questo lo sapevo.

PIERO

Ma io no!

FABIO

Voglio sapere qualcosa in più!

PIERO

Benedetto figliuolo, te l’ho detto che per oggi la sfera non mi fa vedere nient’altro!

FABIO

E con le carte?! Mi faccia le carte?

PIERO

Va bene. (mischia le carte, poi alza una carta come per fare la mano) Alza!

FABIO (alzando anche lui  delle carte)

Anch’io?

PIERO

Certo! Tocca a te far le carte, a cosa vuoi giocare a briscola o a scopa?

FABIO

Cosa?!

PIERO (mette giù delle carte e improvvisa,  senza dire niente di compromettente

Non vuoi giocare?! Era uno scherzetto! Allora vediamo un po’.

FABIO

E basta!?

PIERO

Non ti basta?! Vuoi fare una partita a tressette?! So anche che ti piace tanto! Ammetterai che sono una maga che vede in profondità eh?!

FABIO

E se vede in profondità cerchi di vedere se c’è stato o c’è qualcosa tra di loro!

PIERO

Questo al momento non posso dirtelo.

FABIO

Meno male che Piero aveva detto che era bravissima! Che vedeva passato presente e futuro!

PIERO

Ah! Vuoi che ti dica che c’è qualcosa?!

FABIO

Allora mi ha tradito?!

PIERO

Chi?

FABIO

Come chi mia moglie! Ha detto che c’è qualcosa!

PIERO

Questo qualcosa è tuo cugino!

FABIO

Suo cugino! E questo me l’ha già detto. Io voglio sapere se mi ha tradito!

PIERO

È troppo presto per dirlo. E poi tu in una seduta vorresti  sapere come andrà a finire!?

FABIO

Perché quante sedute dovrei fare?

PIERO

Minimo un ciclo si tre sedute, e può darsi pure che non bastino!

FABIO

Ma se io faccio venire mia moglie, lei toccandola non può sentire se c’è qualcosa!?

PIERO

Io dovrei toccare tua moglie?!

FABIO

Come ha fatto con me, che mi ha preso le mani ed ha visto la mia vita no. Toccando lei non può vedere se c’è stato adulterio?!

PIERO

Si chiama così il cugino?! Adulterio … (Fabio la guarda) scherzetto! Vuoi sapere se sei diventato becco?! Certo, io potrei palparla, toccarla per vedere cosa posso vedere!

FABIO

Va bene, allora cercherò di portarla qui con una scusa! Quando vengo?!

PIERO

Poi telefoni e prendi l’appuntamento con mia mo … mia mo … mi amo, mi amo, io mi amo, tu non ti ami?! Ognuno di noi deve amarsi, deve amarsi per quello che è, deve avere molta autostima, anche se fa un lavoro come il tuo. Io mi amo perché faccio la maga, e quindi mi amo!

FABIO (stupito)

Ho capito! E quindi quando vengo?!

PIERO

Io direi di telefonare e prendere l’appuntamento con Piero, perché lui mi tiene l’agenda degli appuntamenti. E ricordati che io mi amo, e che anche tu devi amarti.

FABIO

Si, mi amerò! Ma se abbiamo finito io andrei! (si alza)

PIERO

Cento euro grazie!

FABIO

Minchia!

PIERO

Prego?

FABIO

Piero mi aveva detto che avrebbe fatto un prezzo economico, concorrenziale!

PIERO

Benedetto figliuolo, più economico di così! Sai quanto prende la concorrenza? (mostra la mano)

FABIO

Cinquecento euro?

PIERO

No, cinque euro in più!

FABIO (gli porge i soldi)

Grazie per lo sconto. Ecco a lei. (Piero li controlla per vedere se sono falsi) Che fa non si fida?

PIERO

Ma non è per te! Sai, con tutto quello che si sente dire in giro è meglio controllare bene! Poi sai che figura, una maga che si fa rifilare dei soldi falsi!

FABIO

Già. Quindi la prossima volta ci vedremo con mia moglie, così lei la toccherà!

PIERO

Visto che lo vuoi tu, io tocco!

FABIO

E speriamo che non veda quello che penso io!

PIERO

Che pensi tu?!

FABIO

Niente! Non ci voglio neanche pensare! Vado, e mi saluti Piero se lo vede.

PIERO

Già fatto! Consideralo già salutato. Io e Piero siamo sempre in collegamento telematico. È più vicino di quanto credi!

FABIO

Se lo dice lei! (avviandosi all’uscita) Martina io vado, ho finito!

MARTINA (f.s.)

Arrivo! (entra) Tutto ok? Soddisfatto?

FABIO

Mah! Diciamo di si per il momento. Vado, ci vediamo ciao. (esce)

MARTINA

Ciao.

PIERO (un istante dopo che Fabio sia uscito)

E vai ce l’abbiamo fatta! Il primo è andato! (bacia Martina)

FABIO (entrando, alla vista dei due che si baciano si blocca e resta attonito)

Scu… sate. (riesce, e poco dopo tossisce per farsi sentire)  Permesso?!

MARTINA (staccandosi)

Vieni!

FABIO

Posso entrare?

MARTINA

Avanti!

FABIO (entra)

Scusami,  Piero mi aveva detto che la maga mi avrebbe fatto la fattura della seduta. Però mi sono dimenticato di farmela fare!

MARTINA

Certo, adesso ti faccio una ricevuta!

PIERO

Poi se la cosa va bene faremo la fattura.

MARTINA (mentre scrive la ricevuta)

Poi alla fine del ciclo di sedute, ti farà la fattura totale, capito?

FABIO (prende la ricevuta)

Va bene. Ciao, ci vediamo. (esce)

MARTINA (accompagnandolo)

Ciao. … (assicurandosi che sia uscito) Come è andata?

PIERO

Benissimo!

MARTINA

Hai avuto qualche defaillance?

PIERO

Cosa?

MARTINA

Hai avuto qualche titubanza?

PIERO

Macché! Te l’ho detto, io sono un mago nato. Come faccio il mago io non lo fa nessuno!

MARTINA

Ma di cosa ti ha parlato?

PIERO

Allora insisti?! Non posso dirtelo, ho il segreto professionale!

MARTINA

A non me lo dici? E io non ti do informazioni sulla prossima cliente che è una mia conoscente!

PIERO

Tanto non ne ho bisogno io sono un mago, anzi una maga!

MARTINA

A si, staremo a vedere!

PIERO

Per sicurezza però è meglio non rischiare, dimmi qualcosa di lei!

MARTINA

E tu dimmi qualcosa di lui!

PIERO

E va bene poi ti dirò qualcosa!

MARTINA

Allora, si chiama Margherita, ha 37 anni. So che gli piacciono i film d’amore, le rose rosse, va ogni settimana dall’estetista per farsi bella, perché vorrebbe trovare l’anima gemella.

PIERO

È una zitella!

MARTINA

Si, e viene apposta per chiederti se ci sarà mai un uomo nella sua vita, l’unica cosa che è un po’, sempliciotta, un po’ ingenua ecco. (citofono) Chi è? … Vieni! … È lei, siediti. Mi raccomando!

MARGHERITA (f.s.)

Permesso?!

MARTINA

Entra, vieni. Ciao.

MARGHERITA

Ciao.

MARTINA

Vieni, lei è la maga Gina…

PIERO

La maga Gina la sorte t’indovina, presente passato futuro, no, passato presente futuro, tutto vede stai sicuro. Nel tuo caso che sei donna, stai sicura!

MARTINA (le spinge la sedia)

Vieni siedi. … Bene, adesso ti dirà tutto lei. Io vi lascio, ci vediamo dopo. (esce)

PIERO

Allora, dammi la mano, stammi vicina…

MARGHERITA

Prenditi cura che sono piccina, se tu mi guidi col tuo sorriso andremo insieme in paradiso!

PIERO

Brava sai anche la preghierina?!

MARGHERITA

Si ne so tante! Dolce cuore di Gesù, fa che t’ami sempre più, dolce cuore di Maria, siate la salvezza dell’anima mia!

PIERO

Bene!

MARGHERITA

Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidata dalla pietà celeste amen!

PIERO

Penso che possano bastare! Allora veniamo a noi. (le prende una mano) Tu ti chiami Rosa e ti piacciono le margherite!

MARGHERITA

No! Mi chiamo Margherita e mi piacciono le rose!

PIERO

Scherzetto! Lo sapevo, volevo vedere se eri attenta! Dunque hai trentaseee…

MARGHERITA

Sette!

PIERO

Sette anni! Trentasette anni, ti piacciono i film di …

MARGHERITA

D’amore!

PIERO

D’amore, giusto, brava! E vai ogni settimana dal parrucchiere e dall’estetista. E si vede!

Allora rosa Margherita, cosa vuoi sapere da me?

MARGHERITA

Voglio sapere se avrò un fidanzato.

PIERO

Sarà difficile!

MARGHERITA

Come?

PIERO

Dico, non sarà difficile trovarlo! Una ragazza come te, una ragazza bella come te! Sei proprio un fiore di ragazza! Fiore di nome e di fatto! Vediamo chi avrà il coraggio di calpestare questa margherita. O di raccoglierla! Vediamo cosa dice la sfera! La sfera mi parla, la sfera mi parla, la sfera mi parla, la sfera dovrebbe parlarmi (entra Martina e gesticola per far capire che non c’è la corrente elettrica)… la sfera … la sfera …

MARTINA (sbottando)

È andata via la corrente elettrica! Mannaggia, come faccio a stirare adesso? (esce)

PIERO

La sfera … non vedo la sfera …

MARTINA (f.s.)

Meno male, è tornata la corrente! (si accende la sfera)

PIERO

Vedo la sfera, la sfera mi parla, vedo, vedo … (si spegne la sfera) Non vedo più, non vedo, (si riaccende) Vedo, vedo, (si spegne la sfera) Non vedo, non vedo, vedo o non vedo questo è il problema! La sfera è buia e buia resterà! Va bene? La sfera è muta e non parla più!

MARGHERITA

Come non parla più?!

PIERO

Figliuola mia, lo vedi anche tu che la luce va e viene, va e viene, e senza luce la sfera non parla, non dice, senza luce io non vedo niente!

MARGHERITA

Vuol dire che non si vede nessun fidanzato?!

PIERO

No. Però anche nel buio della sfera mi sa che ho intravisto un barlume di fidanzato!

MARGHERITA

Ha visto un fidanzato nel buio della sfera?

PIERO

Si, ed è meglio che anche lui ti veda al buio! Così quando poi verrà alla luce, lo abbaglierai con la bellezza dei tuoi petali di bella margheritona! Facciamo le carte, che è meglio! Alza.

MARGHERITA

Ma io non so giocare a carte!

PIERO

Ah…ah…devi imparare a giocare. Devi saper giocare a briscola all’asso pigliatutto, a scopa. Ai maschi piace tanto giocare, soprattutto a scopa!

MARGHERITA

Ma io non so giocare!

PIERO

Se vuoi posso darti qualche lezione.

MARGHERITA

Magari!

PIERO

Bene, cominciamo con la scopa. Allora nella scopa …

MARGHERITA

C’è il manico!

PIERO

C’è il manico si, ma quella scopa serve per scopare, noi parliamo del gioco di carte. Allora, le carte che valgono di più sono i sette, ma più di tutti vale il settebello.(lo mostra) Questo.

MARGHERITA

Mica è bello!

PIERO

Senti chi parla! Si chiama così non perché è bello, ma perché, perché, perché si chiama cosi e basta. Questo vale un punto. Invece gli altri sette no. In ordine decrescente poi vengono i sei, gli assi, il cinque, il quattro, il tre, il due, e poi vengono le figure. (a mano a mano le mostra)

MARGHERITA

Come le figurine delle winx!

PIERO

Non c’entrano le winx!

MARGHERITA (le guarda)

Già, quelle hanno le ali!

PIERO

Le figure sono la donna…

MARGHERITA

Come me!

PIERO

Come te! Più o meno. Sono donna, cavallo e re.

MARGHERITA

La donna va a cavallo sul re?!

PIERO

Non va a cavallo. Il re vince sul cavallo e il cavallo vince sulla donna!

MARGHERITA

Ho capito la donna sta sotto il cavallo!

PIERO (mentre spiega fa le carte)

Facciamo una partita così capisci meglio. Allora si danno tre carte per uno, e si mettono quattro carte a terra. Tu puoi prendere le carte, tipo sia il quattro con il quattro, o il sette con il sette, oppure sommando, per esempio se adesso hai un re in mano puoi prendere, sette e tre dieci.

MARGHERITA

Il re con la corona?! C’è l’ho! (lo tira e prende le carte)

PIERO

Brava. Io prendo il sei ed è rimasto il cavallo. Se tu hai in mano un cavallo prendi e fai scopa!

MARGHERITA

Il cavallo con il cavaliere?! C’è l’ho! (prende le carte)

PIERO

Brava. Cosi hai fatto scopa, e vale un punto.

MARGHERITA

Che bello ho fatto scopa col cavaliere a cavallo! Mi piace questo gioco. Ma se io imparo a scopare, lo trovo il fidanzato?

PIERO

Uh, sai quanti ne trovi!

MARGHERITA

Che bello. Dai, scopiamo, scopiamo!

PIERO

Giochiamo, non scopiamo!

MARGHERITA

Ma se giochiamo a scopa, scopiamo no!

PIERO

Lasciamo perdere, che è meglio! Bene, per questa volta direi che può bastare. Continueremo la lezione la prossima volta.

MARGHERITA

Abbiamo già finito?!

PIERO

Benedetta figliuola, troppe scope fanno male!

MARGHERITA

Ma se ne ho fatta solo una!

PIERO

Per una che non sa scopare, giocare, una basta e avanza. E poi io mi sono stancata!

MARGHERITA

Ma io no! Io voglio imparare al più presto!

PIERO

Benedetta figliuola, una scopa alla volta! Chi va piano va sano e va lontano. Cento euro, grazie!

MARGHERITA

Allora io la pagherò quando mi insegnerà a giocare come si deve!

PIERO

Ma le sedute si pagano volta per volta…

MARGHERITA

Prima imparo prima pago!

PIERO

Benedetta figliuola…

MARGHERITA

Benedetta figliola un corno! Io devo trovare il fidanzato, e lei ha detto che se non so giocare a scopa non lo trovo, quindi non voglio perdere altro tempo!

PIERO

E va bene. La prossima settimana ti insegno tutto.

MARGHERITA

La prossima settimana?! Io pensavo di venire domani!

PIERO

E va bene vieni domani. Porta i soldi però!

MARGHERITA (si alza)

Va bene. Non vedo l’ora di saper scopare a scopa come si deve! Ci vediamo domani. (esce)

PIERO

Ciao, a domani. E meno male che era un po’ ingenua! Martina!

MARTINA (f.s.)

Arrivo. (entrando) Devo fare la ricevuta? È andata via!?

PIERO

Si. Verrà domani perché vuole trovare al più presto il fidanzato. Dice che pagherà alla fine.

MARTINA

Ah si!? Basta che paghi! Com’è andata?

PIERO

Bene, bene, non ci sono segreti per la maga Gina!

MARTINA

Quindi sai chi è il prossimo cliente?

PIERO

No! Chi è?

MARTINA

Sei tu la maga mica io!?

PIERO

Dai dimmi chi è.

MARTINA

Davvero non lo so. Ha chiamato per fissare un appuntamento per oggi!

PIERO

E tu non gli hai chiesto niente!?

MARTINA

Certo, la prossima volta gli dico, senta la maga vuole sapere tutta la sua vita!

PIERO

Non dico tutta la vita ma due cosine no! Come si chiama?

MARTINA

Non me l’ha detto?!

PIERO

Non ti sei fatta dire neanche il nome! Mi sa che devo cambiare segretaria!

MARTINA

Facciamo cosi, quando arriva tu vai di là ed io ci parlo un po’, cercando di fargli dire qualcosa di se. (citofono) Eccolo! Vai. (va a rispondere mentre Piero si avvia inciampando goffamente nella lunga tunica)Chi è? … Prego si accomodi! … Dai che sta per entrare! (Piero esce)

GENNARO (f.s.)

Permesso?

MARTINA

Avanti, si accomodi.

GENNARO (entrando)

Grazie. Riceve qui la maga Gina? (si va subito a sedere)

MARTINA

Si … prego si accomodi.

GENNARO

Già fatto grazie!

MARTINA

Un attimo che la maga arriva, è andata un attimo in bagno!

GENNARO

E io qua l’aspetto!

MARTINA

Si. Bel tempo eh!

GENNARO

Bello, bello!

MARTINA

Lei, lei cosa fa?

GENNARO

Niente, aspetto la maga!

MARTINA

Si, lo so, dico in generale!

GENNARO

Niente!

MARTINA

Intendo nella vita cosa fa?

GENNARO

Vado dai maghi!

MARTINA

A parte andare dai maghi, che lavoro fa?

GENNARO

Signora la discussione è bella, ma io voglio parlare al più presto con la maga!

MARTINA

Mi scusi ha ragione. Vado a chiamarla! (esce)

PIERO (f.s.)

Che ti ha detto?

MARTINA (f.s.)

Niente.

PIERO

Come niente?

MARTINA

Vuole parlare solo con la maga! Vai che mi sembra abbastanza nervoso!

PIERO

Porca miseria! (entra) Ben arrivato.

GENNARO

Grazie!

PIERO

L‘aspettavo, lei non ci crederà ma io sapevo già che lei sarebbe venuto!

GENNARO

Certo, ho preso l’appuntamento!

PIERO

No! Io lo sapevo già da prima!

GENNARO

Andiamo al nocciolo, io sono venuto per avere i numeri del lotto!

PIERO

Bene! È venuto proprio dalla persona giusta. I numeri sono la mia branca! La mia specialità!

GENNARO

Dicono tutti così. E poi non mi fanno vincere una branca di minchia!

PIERO

Quindi lei è già andato da altri maghi veri, veri, veri imbroglioni, ecco cosa sono. Io invece sono la maga Gina che la sorte t’indovina, passato presente futuro, tutto vede stai sicuro!

GENNARO

Vedremo. (prende dalla tasca carta e penna) Allora mi dica?

PIERO

Cosa?

GENNARO

I numeri!

PIERO

Aspetti, devo concentrarmi con la mia sfera. La sfera mi parla … la sfera mi parla (si accende la sfera) La sfera mi sta parlando…

GENNARO

Ma che ti sta parlando, so benissimo che c’è il trucco!

PIERO

Ma che trucco! Io ho i poteri! Io vedo, io vedo, vedo, sono in trans, sono un trans…

GENNARO

Andiamo bene sei pure un trans!

PIERO

Sono in trans, vedo, vedo …

GENNARO

Basta con queste scenate, ti ho detto che so il trucco! Spegni sta cosa!

PIERO

Sai il trucco?!

GENNARO

Ti dico di si!

PIERO

Allora spengo?

GENNARO

Spegni.

PIERO

Spengo, cosi non consumo, non consumo la sfera! La sfera mi ha parlato! La sfera non ha giovato! La sfera non serve! (si spegne) Ecco fatto.

GENNARO

E smettila di parlare come un becco castrato!

PIERO

Questa è la mia voce!

GENNARO

Si, e io sono San Tommaso!

PIERO

Apposta non credi perché sei San Tommaso!

GENNARO

Mi vuoi far mettere il dito nella piaga?!

PIERO

No!

GENNARO

E allora parla normalmente, con me non c’è bisogno di fare trucchetti!

PIERO (comincerà la battuta con voce finta e glissando finirà con voce normale)

Come vuoi! Allora parlerò con la mia voce, va bene?

GENNARO

Io li sgamo subito i trucchi. In vita mia ho visto più maghi che cornuti!

PIERO

Che centrano i cornuti?!

GENNARO

Conosci qualche marito che non sia cornuto?! A proposito, tu sei sposato o sei davvero un trans?

PIERO

No, io sono … senti ma il mago sono io, quindi dovrei farle io le domande. Come mai hai visto tanti maghi?

GENNARO

Perché io ho una malattia!

PIERO

Hai problemi di salute?! Allora dovresti andare dal medico non dai maghi!

GENNARO

La malattia del gioco!

PIERO

Ah … brutta bestia quella! Devi cercare di controllarti!

GENNARO

Lo so, lo so, ma vorrei vincere una bella somma almeno una volta! Ecco perché conosco tutti i maghi. Però di te non ho mai sentito parlare.

PIERO

Si, io … io … professo da poco!

GENNARO

Apposta! Non si sa mai! Hai visto mai che mi porti fortuna! Forza butta le carte e dammi i numeri! (Piero prende le carte) Ma sono le carte da scopa?!

PIERO

E che volevi quelli da poker?!

GENNARO

Si vede che sei un principiante! Ci vogliono i tarocchi!

PIERO (butta delle carte a terra, e in base a quelle dirà dei numeri a casaccio)

Ma che tarocchi e clementine. Ognuno lavora con i propri ferri del mestiere! Vediamo un po’.

GENNARO (scrive i numeri che Piero elenca, ma essendo tanti)

Aspetta, aspetta un momento, ma quanti numeri devo scrivere?

PIERO

Tu per ora scrivi tutti quelli che dico! (c.s.) Hai scritto tutto?

GENNARO

Si. E quindi che numeri gioco?

PIERO (Gennaro lo guarda truce)

Tutti! Scherzetto! Adesso fai così, prendi i numeri e li mischi, poi quelli che escono li giochi!

GENNARO

Mischio, ma cosa mischio?!

PIERO (gli prende la lista)

Dammi qua faccio io! E meno male che sei un esperto di maghi e di numeri! Allora! (a casaccio con la penna punta dei numeri dalla lista) Giocati un terno secco sulla ruota di Palermo!

GENNARO

Palermo!

PIERO

No, forse è meglio Napoli!

GENNARO

Napoli!

PIERO

Come ti chiami?

GENNARO

Gennaro Esposito.

PIERO

Quindi Gennaro … g …. Genova … Esposito … a,b,c,d,e, 1,2,3,4,5, la quinta ruota, Bari, Cagliari, Firenze, Genova, Milano. Quindi, gioca due terni secchi su Genova e Milano!

GENNARO

Genova e Milano, è la risposta definitiva?

PIERO

Si!

GENNARO

L’accendiamo?!

PIERO

Diamogli fuoco! Fai una bella puntata perché stavolta diventi ricco!

GENNARO

Mah, ci credo poco!

PIERO

Fidati, io con i numeri … con i numeri … sono specializzata.

GENNARO

Specializzata!

PIERO

Specializzato! Aspetta che ti faccio la ricevuta!

GENNARO

Che ricevuta?

PIERO

Della seduta! Viene cento euro!

GENNARO

Cento euro?!

PIERO

È caro?! Per te facciamo cinquanta euro, basta che non lo dici in giro!

GENNARO

Ma che cinquanta euro.

PIERO

Venti euro! Almeno le spese, la luce per la sfera!

GENNARO

Ma se neanche te l’ho fatta usare! Anzi, ringrazia se non ti faccio cattiva pubblicità in giro!

PIERO

Ah … Facciamo cosi. Ecco tieni. (gli da venti euro) Ti prendi un caffè, zitto zitto!

GENNARO

No, ma non ti preoccupare!

PIERO

No, ci tengo, ci tengo, prendi, prendi.

GENNARO

Ma non c’è bisogno!

PIERO

Guarda ci rimango male eh! Dai ti prendi un caffè!

GENNARO

Non ne prendo caffè! Lascia stare!

PIERO

Dai mi offendo, prendi un caffè!

GENNARO

Non prendo caffè io! Lascia stare!

PIERO

Prendi un whisky!

GENNARO

Sono astemio!

PIERO

Allora fai finta che siamo soci nella giocata. Dai prendili e stai zitto mi raccomando!

GENNARO

Se insisti! (prende i soldi)

PIERO

E se scopri la cura per la tua malattia fammelo sapere!

GENNARO

Perché sei malato anche tu?

PIERO

No, io no! Cosi almeno potrò aiutare qualche altro cliente malato!

GENNARO

Ho capito. Vado, addio!

PIERO

Come addio! Quando vuoi io sono qui!

GENNARO

È meglio che non venga a trovarti! Se non vinco, come minimo dovrei romperti l’osso del collo!

PIERO

Giusto! Addio!

GENNARO

Ecco perché non vado 2 volte dallo stesso mago! Per evitare di fare omicidi!

PIERO

Fai bene! Addio!

GENNARO

Addio! (esce)

PIERO

Certo che ce n’è di gente strana al mondo! Martina!

MARTINA (f.s.)

Arrivo! (entra) È andato via? Com’è andata?

PIERO

Meglio di quanto pensassi! Te l’ho detto, sono un mago!

MARTINA

Hai fatto la ricevuta?!

PIERO

No!

MARTINA

Come no!? Non ti sei fatto pagare neanche da questo?! Perché?

PIERO

Perché?! Perché! Era un poveraccio …

MARTINA

Certo, perché noi siamo ricchi! Abbiamo inscenato tutto per guadagnare qualche soldo o no?!

PIERO

Si lo so, mi ha fatto pena, era pure malato!

MARTINA

A me non m’è parso malato! Che malattia aveva!

PIERO

La malattia del … coso … malattia … una malattia rarissima, poveraccio, mi ha fatto una pena, gli ho dato anche venti  … Venti … venti numeri da giocarsi!

MARTINA

Venti numeri!

PIERO

Si, se li gioca  a terni un po’per volta!

MARTINA

Certo, è un poveraccio malato, però ha i soldi per giocare i terni al lotto!

PIERO

No, deve giocare anche un ambo, perché, 3 per sei 18, giocando sei terni usa 18 numeri e gliene rimangono due, quindi deve giocare anche un ambo!

MARTINA

Io vado. (esce per prendere la borsa)

PIERO

Dove vai?

MARTINA (f.s.)

Dall’estetista a farmi la ceretta!

PIERO

Non ci sono più clienti per oggi?

MARTINA

No. Vado, ciao. (esce)

PIERO

Meno male. Già mi ero stancato. Non pensavo che fare il mago fosse cosi faticoso! Certo la fatica ne vale la pena, è ben ripagata. Quindi, io penso che continuando cosi posso davvero lasciare il mio lavoro e dedicarmi totalmente alla magia. Sempre se non viene il malato del gioco ad uccidermi. (citofono, va a rispondere, con voce normale) Chi è? … Vieni! No! Che ho fatto! Se mi vede lei sono guai. (esce per la comune)

ROSSANA (entrando)

Piero! …Piero!

PIERO (fuori scena)

Si!

ROSSANA

Ma dove sei?

PIERO

Sono in bagno, che vuoi?

ROSSANA

Ma la maga quando riceve?

PIERO

Quale maga?!

ROSSANA

È inutile che fai lo gnorri! So benissimo che la maga Gina riceve qui, c’è pure il tavolo pronto!

PIERO

Ah, c’è il tavolo?! Non me n’ero accorto!

ROSSANA

La smetti di fare il cretino?! Quand’è che posso venire dalla maga?

PIERO

Perché?

ROSSANA

Voglio parlare con lei!

PIERO

Cosa vuoi dirle?

ROSSANA

Saranno fatti miei! Dimmi quando posso fare una seduta.

PIERO

Vuoi fare una seduta con la maga Gina!

ROSSANA

Si, perché non posso?!

PIERO

Eh, ma, Martina lo sa?

ROSSANA

No! Anzi se non gli dici niente ti porto una crostata!

PIERO

E basta?!

ROSSANA

Anche il tiramisù!

PIERO

Nient’altro?

ROSSANA

Domenica ti faccio la lasagna! E basta, non fare lo stronzo che approfitti!

PIERO

Va bene ci sto!

ROSSANA

Ma cosa stai facendo in bagno?

PIERO

Uno che è in bagno cosa fa? Lo stronzo!

ROSSANA

Dacci un taglio! Quando posso fare la seduta con la maga?

PIERO

Anche adesso se vuoi!

ROSSANA

Perché è qui?!  

PIERO

È in bagno!

ROSSANA

Con te?!

PIERO

Si, no! Adesso io sono in camera da letto e lei è andata in bagno. Aspetta lì, ora le dico di sbrigarsi. Non ti muovere! Anzi, siediti al tavolo della sfera. Maga Gina!? (alternando la sua voce con quella della maga) Si! C’è una cliente che l’aspetta. Arrivo subito! Arriva! (esce) Eccomi! Io sono la maga Gina che la sorte t’indovina, passato presente futuro tutto vede stai sicuro, nel tuo caso stai sicura! (siede) Allora, dimmi tutto. Anzi dammi la mano ti dico tutto io. Ti chiami Rossana, hai 56 anni e sei sposata con Franco da 33 anni, hai una figlia che si chiama Martina che è sposata con Piero…

ROSSANA

Che è uno stronzo!

PIERO

Come stronzo!

ROSSANA

Si, perché non è ancora riuscito a metterla incinta!

PIERO

Ah!

ROSSANA

Per questo sono qui. Voglio sapere se mi farà diventare nonna.

PIERO

Ma perché vuoi diventare nonna?

ROSSANA

Perché voglio dei nipotini da coccolare, da portare al parco, da fargli tanti regalini, le scarpette da notte, cappellini, anzi ho già pronti due corredini! Uno per un maschietto e uno per la femminuccia! Non voglio farmi trovare impreparata!

PIERO

Ma forse loro non si sentono ancora pronti per un figlio!

ROSSANA

Ma io si! Mica posso portarli al parco quando sarò vecchia!? E poi tra poco scade un buono postale che avevo messo anni fa per il mio primo nipotino!

PIERO

Ah. Allora cambia tutto! Forse potrebbero essere pronti! Quant’è il buono?

ROSSANA

Mica lo vengo a dire a lei! Mi dica cosa vede nella sfera.

PIERO

Vediamo un po’. La sfera mi parla … la sfera mi parla … la sfera mi parla … ah non c’è ma… aspetti un attimo che devo andare assolutamente al bagno.

ROSSANA

Di nuovo?

PIERO

Mi scappa! (si avvia) La sfera mi parla! (esce, e subito si accende la sfera) La sfera mi parla! (rientra in scena) La sfera mi sta parlando!

ROSSANA

Già fatto?

PIERO

Si, era un goccio! La sfera mi sta parlando! Vedo, vedo, vedo, che vedo! Che vedo! Vedo un bambino, si, è proprio un bambino!

ROSSANA

Maschietto o femminuccia!

PIERO

Vedo, vedo, non vedo bene!

ROSSANA

Se è un maschietto ha il pisellino, se è una femminuccia avrà il fiorellino, è semplice no?

PIERO

Vedo, vedo, è vestito quindi non si vede!

ROSSANA

E quando, quando arriverà?!

PIERO

Vedo, vedo, presto!

ROSSANA

Presto quando?

PIERO

Presto, presto!

ROSSANA

Ma più o meno?!

PIERO

Meno, meno! Meno di quanto pensa!

ROSSANA

Che bello! Ma è proprio sicura? Che bello! Però io sono molto pignola, vorrei avere la certezza matematica. Per sicurezza non potrebbe prepararmi una mistura.

PIERO

Che?!

ROSSANA

Dico una pozione!

PIERO

Porzione di che?!

ROSSANA

Pozione, una pozione magica. Afrodisiaca che li faccia stare a letto per una settimana!

PIERO

L’influenza A vuole dire?

ROSSANA

Non faccia le battutine che il problema è serio. Mi faccia una pozione.

PIERO

Allora, serve: un po’di chiodi di garofano, dell’erba cipollina, timo, zafferano, zenzero, zibibbo, cardamomo, cannella, curcuma, coriandolo, sedano, prezzemolo e origano, poi sale e olio quanto basta e la pozione magica è pronta.

ROSSANA

Bene, cosi gliela metto nella crostata!

PIERO

No. La devo mangiare io!

ROSSANA

Perché la deve mangiare lei? La deve mangiare Piero!

PIERO

Esatto! Piero! Facciamo cosi, lei porti la crostata qui e io gli metto dentro la pozione!

ROSSANA

No, gli ho detto che sono pignola! Devo essere sicura, voglio mettercela io, me la prepari subito!

PIERO

Va bene. Allora vada a prendermi un bicchiere d’acqua in cucina, io nel frattempo preparo la pozione! (Rossana si avvia) Ah, e non disturbi Piero che dorme in camera!

ROSSANA

Quello o dorme o guarda le partite! (esce)

PIERO

La sfera è rimasta accesa per niente. (si spegne) O Dio! Che è? Ho i poteri. La sfera mi parla. (si accende) Porca l’oca! Ho i poteri! La sfera non parla! (si spegne) Porca pupazza, sono un mago!

ROSSANA (f.s.)

Arrivo! (entra con il bicchiere, lo posa sul tavolo)

PIERO (facendo finta di prendere le polverine dalla tasca)

Mettiamo un pizzico di dente di coccodrillo, un po’ di pelle di serpente, un pizzico di coda di rospo, del sangue di vampiro essiccato, dente di coniglio maschio, un pelo di gatto in amore, una spina di riccio innamorato, un pelo di mandrillo eccitato  e un pizzico di polvere di stelle. Bim bum bam, bim bum salabim ecco la pozione per i due sposin! (prende il bicchiere e beve, ribeve fino a lasciarne un dito, fa finta di buttare la polvere che ha in mano dentro al bicchiere) Mi raccomando, non esageri, altrimenti le faranno una nidiata di nipotini!

ROSSANA

Sarebbe bellissimo! Ok grazie vado! (va per alzarsi)

PIERO

Cento euro, grazie!

ROSSANA

Già, avevo dimenticato. E se la pozione non funziona?!

PIERO

Funziona, funziona. Si consideri già nonna!

ROSSANA (porgendo i soldi)

Ecco a lei! 

PIERO

Grazie. Vuole la ricevuta?

ROSSANA

Voglio un nipotino, non la ricevuta! (esce)

PIERO

Ma questa è proprio fissata col nipotino! Beh, diciamo che il conto in banca ce l’ha già! E questo al giorno d’oggi non è poco per un bambino appena nato! Chissà se Martina si convince! Anzi vediamo che dice la sfera! Visto che ho i poteri! La sfera mi parla! La sfera mi parla! La sfera mi parla! La sfera mi parla! (esce, accende l’interruttore) La sfera mi parla! La sfera mi parla! La sfera si è fulminata! Altro che poteri!

FINE   II   ATTO


III   ATTO

(Stessa scena qualche settimana dopo. In scena Piero e Fabio sul divano che discutono)

FABIO

Senti, ma, tu quindi, non sei geloso di tua moglie?!

PIERO

Perché?

FABIO

Cosi!

PIERO

Sai qualcosa che io non so?

FABIO

No, è che io non starei cosi tranquillo!

PIERO

Dimmi la verità, l’hai vista con qualcuno?

FABIO

No! Essendo che io sono un tipo molto geloso e diffidente, ecco, io, diciamo, al posto tuo, andrei dalla maga Gina! A proposito, quando arriva?

PIERO

È già qui!

FABIO

E dov’è?

PIERO

Dico, fai conto che è già qui. Sta per arrivare! Stavi dicendo?

FABIO

Allora vado. Devo far venire Teresa, cosi lei toccandola cerca di vedere se c’è stato, se c’è … meglio che non ci pensi, altrimenti mi esagito!

PIERO

Fabio! Se tu sai qualcosa devi dirmelo!

FABIO

Devo andare ciao! (esce)

PIERO

Non ci posso credere! Mia moglie mi tradisce e io non mi sono accorto di niente! L’ammazzo! Quando arriva l’ammazzo! Prima la faccio confessare e poi l’ammazzo! Anzi prima l’ammazzo e poi la faccio confessare! Ma no! Non può essere. Calmo, stai calmo. Devo stare calmo che tra poco arrivano i clienti. Anzi è meglio che mi prepari! (si veste e si trucca durante il monologo) Stai calmo. Ma come faccio a stare calmo se sono un cornuto?! Ha ragione quello, che dice che i mariti sono tutti cornuti! L’ammazzo! Non posso far altro che ammazzarla! Che faccio la perdono? No, ma che! E che maschio sono?! Un vero maschio l’ammazza e basta. Ma non può essere, non ci credo. Fabio si sbaglia! Forse, dato che sua moglie ha l’amante vuole farmi credere che anche la mia ce l’ha! E se ce l’ha davvero?! Io cerco di arrabattarmi per  portare soldi a casa e lei mi cornifica!? L’ammazzo! l’ammazzo! Ma no, Martina non lo farebbe mai! O forse si?! Devo indagare, adesso si che devo fare il mago. (ha finito di prepararsi)

MARTINA (entra di corsa, arrabbiata)

Ah, sei qui?!

PIERO

E tu sei li?

MARTINA

Bravo, bravo, mi complimento!

PIERO

Tu ti complimenti?! Io mi complimento!

MARTINA

Ah, ti complimenti pure?!

PIERO

Ah, e dici pure ti complimenti pure?!

MARTINA

E di cosa dovresti complimentarti tu?!

PIERO

Io di cosa dovrei complimentarmi?! Tu di cosa dovresti complimentarti?”

MARTINA

Hai finito di coniugare il verbo complimentare?!

PIERO

Ok, basta complimenti, passiamo ai fatti!

MARTINA

Giusto, passiamo ai fatti!

PIERO

Ti rendi conto di quello che hai fatto?

MARTINA

Hai il coraggio di dire a me, cosa hai fatto?!

PIERO

E tu avresti il coraggio di dire a me cosa hai fatto?!

MARTINA

Basta! La smetti di ripetere a pappagallo quello che dico io?!

PIERO

Ah, sono io che ripeto a pappagallo?!

MARTINA

Da quanto tempo va avanti?!

PIERO

Da quando sei entrata, più o meno due minuti!

MARTINA

Non fare il cretino! Da quanto tempo va avanti?!

PIERO

Va avanti cosa?!

MARTINA

Ti ho detto di non fare lo stronzo!

PIERO

No, mi hai detto di non fare il cretino! E comunque non so proprio di cosa parli!

MARTINA

Si da il caso che abbia sentito tutto, proprio mentre la tua amica lo spifferava all’estetista!

PIERO

La mia amica!

MARTINA

E non fare la commedia che mi fai agitare ancora di più!

PIERO

Ma…

MARTINA

Margherita, bravo, Margherita. Ha detto che le stai insegnando a scopare. Bravo il porco!

PIERO

Ah.. (comincia a ridere)

MARTINA

E ridi pure?! (gli da uno schiaffo)

PIERO

Aia! Ma che fai?

MARTINA

Questo è niente! Prima ti gonfio come una zampogna e poi voglio il divorzio!

PIERO

Ma no, c’è un equivoco!

MARTINA

Ecco perché non l’hai fatta pagare! Perché ti pagava in natura!

PIERO

Ma che natura! Gli sto insegnando a giocare a scopa!

MARTINA

L’ho capito che gli stai insegnando a scopare!

PIERO

Ma che scopare?! Gli sto insegnando a giocare a carte! A carte! Siccome lei è tonta, ogni volta che fa scopa dice scopare!

MARTINA

Si, inventane un’altra!

PIERO

È la verità! Quella non sa neanche cosa significa quella parola!

MARTINA

Si, e tu gli stai insegnando la pratica!

PIERO

Ma ti pare che mi vada a mettere con una come lei!? Per giunta in casa mentre tu sei di la?! 

MARTINA

No, ci sono state delle volte che io non ero in casa!

PIERO

Ma come ti viene in mente?! Io con Margherita! Ma va!

MARTINA

Giura che è come dici tu!

PIERO

Puoi chiederglielo a lei quando vuoi, anche adesso. Vai!

MARTINA

Giura!

PIERO

Giuro! Giurin giurello! Ma come hai fatto a dubitare di me!?

MARTINA

Ero in bagno, dall’estetista, e ho sentito che lei raccontava di sedute, scopate, con la maga Gina, che le stava insegnando come fare, allora non ci ho visto più, sono uscita di corsa e sono volata a casa. Scusami, la gelosia mi ha fatto prendere abbaglio!

PIERO

E a me ha fatto prendere un ceffone!

MARTINA

Scusa! E perché a me non hai mai insegnato a giocare a carte?

PIERO

Non me l’hai mai chiesto!? E poi non hai bisogno di saper giocare a scopa per trovare il fidanzato! Tu hai me!

MARTINA

Bisogna saper giocare a scopa per trovare il fidanzato?!

PIERO

Ma no! È una scusa che le ho detto durante la seduta! Senti un po’ invece. E tu?!

MARTINA

Tu cosa?

PIERO

Non io tu! Che hai fatto ultimamente?

MARTINA

In che senso?

PIERO

In quel senso! Nel senso che pensavi tu!

MARTINA

Vuoi sapere se ti ho tradito? Uh! Sempre!

PIERO

No! Ha ragione quello allora!

MARTINA

Ha ragione chi?

PIERO

Un cliente che dice che tutti i mariti sono cornuti!

MARTINA

E tu pensi che io possa tradirti?

PIERO

Se l’hai appena detto!

MARTINA

Ma scherzavo no?

PIERO

Sicura?! Giura!

MARTINA

Giuro! Ma come fai a dubitare di me?!

PIERO

Come tu hai dubitato di me?

MARTINA

Ah. E a te come ti è venuto il dubbio?

PIERO

Perché … perché  … quel cliente mi ha fatto riflettere. Per sicurezza vieni, ti faccio una seduta!

MARTINA

Ma che seduta, cretino!

PIERO

Dammi la mano vediamo se sento le corna!

MARTINA

Se non la smetti te la faccio sentire in faccia la mano! (lo guarda attentamente) Che hai fatto?!

PIERO

Io?! Sei stata tu che mi hai appioppato un ceffone che ancora frigge!

MARTINA

No, dico il neo che hai fatto?

PIERO

È troppo grosso?

MARTINA

No, l’abbiamo fatto sempre a sinistra, e tu ce l’hai a destra!

PIERO

Beh! A sinistra mi hai stampato la cinquina!

MARTINA

Scusami, vieni che ti do un bacetto. (gli bacia la guancia, e poi sulle labbra)

FABIO (entrando vede la scena e riesce spingendo fuori la moglie, tossisce)

Permesso?

PIERO (staccandosi)

Hai lasciato la porta aperta?!

MARTINA

Nella furia di menarti!

FABIO

Permesso?

MARTINA

Avanti!

FABIO

Disturbo?

MARTINA

Prego avanti?

FABIO (entrando assieme a Teresa)

Non disturbo vero?

MARTINA

Fabio, che disturbo. Teresa!

TERESA

Ciao! (si baciano a soggetto)

FABIO (portandola verso la maga)

La maga Gina voleva conoscerla vero?

PIERO

Si!

FABIO (prende la mano di Teresa e la porge alla maga)

Tesoro lei è la maga Gina!

PIERO

La Gina la sorte t’indovina, passato presente futuro, tutto vede stai sicuro, nel tuo caso, sicura!

FABIO (facendola sedere)

Siediti tesoro, io vado!

TERESA

Ma no!

FABIO

Ma si! Ormai che ci sei fatti una chiacchierata con la maga Gina!

TERESA

Ma non mi va!

PIERO

Ormai che è qui!

FABIO

Ma certo, dagli le mani! (gliele prende e le porge alla maga)

PIERO

Fidati, con me sei in buone mani!

FABIO

Io faccio un giro e torno! A dopo! (esce)

MARTINA

Vado anch’io! (esce)

PIERO

Allora dimmi tutto!

TERESA

Ma io non ho niente da dire!

PIERO

Proprio niente?!

TERESA

No, e poi neanche volevo venirci!

PIERO

E perché non volevi? Hai qualcosa da nascondere?

TERESA

Io?! Ma che dice?

PIERO

Io sento, io sento e vedo, sento e vedo, e vedo che tu nascondi qualcosa! Qualcosa o qualcuno! Io lo sento, e lo vedo!

TERESA

Se vede qualcuno avrà le allucinazioni!

PIERO

Io sono una maga e vedo, la sfera mi parla! La sfera mi parla! La sfera mi parla!

TERESA (ironica)

Sta parlando!? Io non sento niente!

PIERO (esce Martina e fa capire che l’interruttore è acceso)

La sfera mi parla!  La sfera mi parla!  La sfera mi parla! ... La sfera è fulminata!

TERESA

E mi sa che anche lei è stata presa da un fulmine!

PIERO

Io vedo un’ombra!

TERESA

Avrà la cataratta!

PIERO

Vedo un’ombra! Vedo tuo cugino di mezzo!

TERESA

Che centra mio cugino?!

PIERO

Ecco! Visto come ti sei stizzita? Lo sapevo che c’era una tresca di mezzo!

TERESA

Cosa?! Ma cosa sta dicendo?

PIERO

A me lo puoi dire! Io ho il segreto professionale non dirò niente a tuo marito!

TERESA

Ma cosa dovrebbe dire?!

PIERO

Avanti! Lo sappiamo tutti e due che se c’è un cugino di mezzo c’è del marcio sotto!

TERESA

Il marcio ce l’ha lei! (gli da uno schiaffo)

PIERO

Aia! Oh!

TERESA

Oh! È quello che dico io! Ma come si permette di fare simili illazioni? È meglio che me ne vada prima che le spacchi la sfera in testa. (si alza) Lo sapevo che non dovevo venirci. Sempre per dar ascolto a quell’imbecille di mio marito! (esce)

PIERO

La verità ti fa male! Anche il ceffone! Ho scoperto come si suol dire una “liaison dangerous”  una relazione pericolosa. Sono una vera maga! Martina abbiamo una lampadina per la sfera?

MARTINA (f.s.)

Non lo so devo guardare!

PIERO (gesticolando sulla sfera)

La sfera mi parla! La sfera mi parla! La sfera mi parla!

MARTINA (esce)

Ma che urli, se devo ancora trovare la lampadina?!

PIERO

Era per provare i miei poteri!

MARTINA

Teresa è andata via?

PIERO

Cercala!

MARTINA

Dove la cerco?

PIERO

Che ne so, lo sai tu!

MARTINA

Io, ma se era qui con te. Non sai dov’è andata?

PIERO (tiene la mano sulla guancia colpita da Teresa)

Chi?

MARTINA

Ma come chi? Teresa! Mi dici cercala!

PIERO

Cerca la lampadina! Questa si è fulminata!

MARTINA

E mi sa che anche tu sei fulminato. Perché tieni la mano sulla faccia?!

PIERO

Teresa … Teresa è andata via si!

MARTINA

Ma, mica hai preso davvero una scarica di corrente dalla sfera?! Ti chiedo perché tieni la mano sulla faccia e tu rispondi alla domanda di prima!

PIERO

Mi chiedi perché tengo la mano sulla faccia?! Perché la tengo?! Perché mi fa ancora male il ceffone che mi hai dato tu!

MARTINA

Ma io te l’ho dato dall’altra parte!

PIERO

Ah, già! (cambia lato)

MARTINA (citofono)

Chi è? … Entra! È Fabio?

PIERO

O Dio!

MARTINA

Che c’è?

PIERO

Niente! Mi fa un male cane!

FABIO (entrando)

Teresa?

PIERO

È andata via!

FABIO

Dov’è andata?

PIERO

Non lo so, era un po’ nervosa!

MARTINA

Vado a cercarla io, magari è andata a casa a piedi!

FABIO

Grazie Martina. Io devo fare la seduta con la maga. (Martina esce) Allora?

PIERO

Allora cosa?

FABIO

Com’è andata, l’ha toccata?

PIERO

Dove?

FABIO

Che importa dove! L’ha toccata per sentire, scoprire qualcosa!?

PIERO

Ah, si, certo, ho sentito.

FABIO

Cosa?

PIERO

Cos’ho sentito? Eh, ho sentito che c’è qualcuno, c’è il cugino!

FABIO

E questo lo sapevamo già! Voglio sapere se hanno una relazione!

PIERO

Vuoi dire una “liaison dangerous”? E chi può dirlo?!

FABIO

Lei dovrebbe dirlo! La pago apposta!

PIERO

Io posso dirlo se vuoi!

FABIO

Se voglio?! Deve dirlo se ha visto qualcosa!

PIERO

Diciamo che non ho visto, anche perché la sfera si è fulminata!

FABIO

Fulminata?

PIERO

Fulminata! Quando l’ho interrogata sul cugino davanti alla colpevole, bum, fulminata in un colpo secco!

FABIO

E che vuol dire?

PIERO

Magari ha visto cose oscene e non ha voluto guardare!

FABIO

Lo sentivo! Che c’era qualcosa! L’ammazzo!

PIERO

A chi?

FABIO

Al cugino.

PIERO

Ma no.

FABIO

Ma si.

PIERO

Ma no.

FABIO

Ma no, giusto! Uccido anche lei! Non si sa mai poi mi tradisce con altri e sono costretto a fare una serie di omicidi. Cosi invece ne faccio fuori due e basta!

PIERO

Questa è una idea sensata!

FABIO

E poi uccido anche lei! (la indica)

PIERO

Questa lo è un po’ meno! Perché vuole uccidere anche me?

FABIO

Perché so tutto di lei e di Martina!

PIERO

Ci credo!

FABIO

Vi ho visto mentre vi baciavate! Omosessuale! Anzi, donna sessuale! Vi ho visto l’altro giorno ed anche poco fa quando sono entrato. Stavate attaccate come due cozze!

PIERO

Ah, ho capito! (ride)

FABIO

E ride? Io la uccido e lei ride? Anzi non la ucciderò io. Lo dirò a Piero e sarà lui ad ucciderla, almeno faremo  la galera insieme.

PIERO

Mi pare un po’ difficile! (c.s.)

FABIO

Ha ragione. In Italia chi uccide non fa neanche un giorno di galera! Tanto meglio! Le viene ancora da ridere, adesso chiamo Piero e gli racconto tutto. (prende il cellulare)

PIERO

Lo chiama adesso?

FABIO (fa il numero)

Subito!

PIERO (avviandosi, prende il suo cellulare sul mobile all’entrata, poi esce)

Nel frattempo approfitto per andare in bagno.

FABIO

Pronto! Ma quanto ci metti a rispondere?!

PIERO (fuori scena)

Stavo facendo una seduta!

FABIO

Che seduta?

PIERO

Seduta in bagno! Che vuoi?

FABIO

Devo dirti una cosa molto grave. Non so come la prenderai, forse farai un delitto, cosi come farò io, comunque è inutile girarci intorno, tua moglie ti fa le corna!

PIERO

Le corna?

FABIO

Proprio le corna no, perché ti tradisce con una donna! La maga Gina! Li ho viste con i miei occhi oculari che si baciavano. Due volte le ho viste! Tu adesso stai calmo e non prendere nessuna decisione affrettata, non voglio che commetti qualche pazzia, tipo omicidi e cose varie, anche se, in Italia, non c’è la certezza della pena, ma comunque stai calmo e sappi che io ti sono vicino, e ti capisco, perché anch’io ucciderò mia moglie! Quindi possiamo organizzare i due omicidi insieme se vuoi, gli amici  servono a questo no! Ma che fai ridi? Tua moglie è lesbica e tu ridi?

PIERO

Ma che dici?

FABIO

Come che dico, li ho viste io ti ho detto!

PIERO

Ecco perché l’altro giorno mi hai fatto quel discorso su mia moglie!

FABIO

Proprio cosi!

PIERO

Ma che cretino! Quello è il saluto della maga!

FABIO

Il bacio in bocca!

PIERO

Si! È il saluto che la maga fa con tutti, anche con i clienti.

FABIO

Con me non l’ha mai fatto!

PIERO

Perché … perché … lo fa dopo la terza seduta, tu quante sedute hai fatto?

FABIO

Sto facendo la nona!

PIERO

Allora vedrai che per recuperare ti bacerà tre volte!

FABIO

Ma che dici!? Sei sicuro?

PIERO

Certo, la conosco da una vita! Saluta anche me col bacio in bocca!

FABIO

Anche te!

PIERO

Si sullo specchio!

FABIO

Sullo specchio?

PIERO

Niente ho schizzato dell’acqua sullo specchio! Stai tranquillo, è un bacio innocente!

FABIO

Se lo dici tu!

PIERO

Si, è da una vita che bacia Martina sulla bocca! È una sua usanza!

FABIO

Che strana usanza! Ma dove sei, ogni volta che vengo a fare le sedute tu non ci sei mai!

PIERO

Arrivo subito. Sto arrivando. Ciao.

FABIO

Ciao.

PIERO (entrando)

Eccomi! Visto che velocità! Ha parlato con Piero?

FABIO

Si!

PIERO

E che ti ha detto?

FABIO

Sono fatti miei!

PIERO

Come vuoi. Continuiamo la seduta!

FABIO

Non c’è niente da continuare, ormai ho deciso, l’ammazzo!

PIERO

Chi?

FABIO

Lei!

PIERO

Ancora! Ma io che centro?

FABIO

Mia moglie!

PIERO

Ma no, io non farei gesti affrettati!

FABIO

Ma se lei ha detto che la sfera si è fulminata perché ha visto cose oscene!

PIERO

Infatti. Magari essendo fulminata ha visto male, ha visto delle ombre nelle tenebre. Indaghiamo ancora un po’ perché io all’oscuro non ci vedo chiaro!

FABIO

E allora accenda la sfera!

MARTINA

È fulminata! Per oggi ha visto abbastanza, non la voglio sforzare facciamo la prossima volta.

FABIO

Certo la prossima volta per scucirmi altri soldi!

PIERO

Voglio essere buona con te! La prossima seduta non te la faccio pagare!

FABIO

Grazie molto gentile!

PIERO

Allora, sono 200 euro!

FABIO

Ah, ho capito! Non me la farà pagare perché me la sta facendo pagare ora!

PIERO

No, devi pagare anche la seduta che ha fatto prima tua moglie!

FABIO

Ah, gli ha fatto la seduta?! Io pensavo che la toccava solamente!

PIERO

Si, l’ho toccata, ma questa è la sedia della seduta e una volta che si è seduta, si deve pagare la seduta! Se non voleva pagare la seduta perché si è seduta in seduta!

FABIO

La prossima volta farò la seduta in piedi cosi non pago!

PIERO

Ma la seduta in piedi non si può fare, si chiama seduta apposta, perché ci si deve sedere!

FABIO

Va bene, va bene, ecco a lei. (gli da i soldi) Per la prossima volta mi prepari la fattura.

PIERO

Va bene! Ci vediamo! (lo prende e lo bacia sulla bocca per tre volte)

FABIO (ha le labbra sporche di rossetto)

Mah!

PIERO

Questa è un’usanza di noi maghe! (citofono) Chi è? … Una certa Teresa!

FABIO

È mia moglie. Approfitti per toccarla! … Senza farla sedere!

TERESA (entrando, nervosa)

Sei qui? È da mezz’ora che aspetto alla macchina!

FABIO (gli si avvicina)

Cara, vieni saluta la maga.

TERESA (accorgendosi del rossetto)

L’ho già salutata la maga, e definitivamente!  Ma! … Che hai sulle labbra? Ma quello è rossetto!

FABIO (pulendosi)

No, ma che dici?!

TERESA

Come che dico, quello è rossetto, dove sei stato, con chi sei stato?

FABIO

Sono stato qui con la maga Gina, glielo dica!

PIERO

Si, è stato qui con me!

TERESA (fuori di se, gli da un ceffone, lui si abbassa e prende la maga)

Vigliacco, traditore!

PIERO

Aia!

FABIO

Teresa, calmati, non è come sembra!

TERESA (c.s.)

Certo, è la frase ci circostanza, non è come sembra! Il rossetto sulle labbra e mi dice non è come sembra. Almeno che non ti abbia leccato un cane con il rossetto, quello è il bacio di una donna!

PIERO

Non proprio una donna!

TERESA

Sei, un vigliacco, un vile traditore, ecco quello che sei!

FABIO

Ah, io sarei un vile traditore, e tu invece che mi dici di tuo cugino?!

TERESA

Mio cugino?!

FABIO

Dimmi, dimmi, non parli più?! (alla maga) Non parla più adesso! Ti ho sgamato, ho sempre sospettato che avessi una relazione con lui! E grazie a lei ho avuto la certezza della tresca!

TERESA

Grazie a lei!

FABIO

Si la maga Gina!

PIERO

Che la sorte t’indovina, passato presente futuro tutto vede stai sicuro, nel tuo caso, sicura!

FABIO

Ha fatto bene Piero a convincermi a venire da lei. L’ha visto chiaramente nella sfera che c’era tuo cugino che andava e veniva, andava e veniva. Glielo dica anche lei!

PIERO

Veniva e andava, veniva e andava!

TERESA (gli si avvicina, calma)

Quindi è stata lei a dirglielo? (Piero annuisce) Questa è per lei! (gli sferra un ceffone)

FABIO

Per di più te la prendi con lei!?

TERESA

Non solo con lei! (dà uno schiaffo a Fabio, ma questi si scansa e prende Piero)E lo stesso trattamento lo avrà chi ti ha convinto a venire da lei, il tuo caro amico Piero! Perché caro mio, se non l’avessi ancora capito, mio cugino è gay. E se lo vedi sempre venire e andare, andare e venire da casa nostra, è perché lui mi ascolta quando ho bisogno di parlare, mi consiglia quando ne ho bisogno, mi consola quando ne ho bisogno, è sempre presente quando ne ho bisogno, e mi dà quelle attenzioni che dovrebbe darmi mio marito, che invece è più attento alle partite e alle maghe! Anzi, mi sa che le tue attenzioni sono per quella che ti ha sporcato di rossetto! Quindi vattene dalla tua amante o chicchessia e non farti più vedere! (esce di corsa)

FABIO

Noi invece ci rivedremo, eccome se ci rivedremo! (esce di corsa)

PIERO

Tutto per colpa di questa maledetta lampadina! (da un colpo alla sfera e si accende) Ei, ma ho i poteri o la lampadina mi prende per il culo. (si spegne) Forse la seconda che ho detto! (Fa gesti per farla accendere ma niente) La sfera mi parla! La sfera mi parla! Tanto non c’è bisogno della sfera! Con tutti i ceffoni che sto prendendo sono diventato una lampadina incandescente!

MARTINA (entrando)

Ma cos’è successo?! Fuori ho incontrato Fabio e Teresa, sembravano agitatissimi, li ho salutati e quasi mi mettevano sotto con la macchina!

PIERO

Tutta colpa della sfera che ha visto cose che non doveva vedere!

MARTINA

Forse è colpa del mago, anzi della maga che non riesce a vedere nella sfera!

PIERO

Certo che non vedo, è fulminata!

MARTINA

Forse è meglio lasciar perdere! Non è stata una buona fare la maga!

PIERO (comincia a spogliarsi)

Mi sa proprio di si! La mia carriera di mago finisce qui! E meno male! (si tocca la guancia)

MARTINA

Ti fa ancora male la faccia?! Ma te l’ho dato così forte?! Hai ancora il segno!

PIERO

È come se me ne avessi dati … 3!

MARTINA (accarezzandolo)

Amorino mio! Tutto per colpa della maga Gina! Ma che è successo con Fabio e Teresa!

PIERO (vorrebbe indicare il ceffone)

Questo … questo … Non posso dirtelo, ho il segreto professionale!

MARTINA

Si, ma adesso non sei più una maga, quindi?!

PIERO

Già! Niente c’è stato un fraintendimento col cugino che era gay!

MARTINA

Il cugino è gay?! (citofono) Chi è? … Vieni!

PIERO

Chi è?

MARTINA

Margherita!

PIERO

E l’hai fatta entrare?! Questa viene per la seduta con la maga!

MARTINA

Dai togliti gli occhiali, non ti riconoscerà!

MARGHERITA (entrando)

Permesso!

MARTINA (fa segno a Piero di togliere il neo. Piero lo coprirà tutto il tempo col dito)

Ciao Margherita!

MARGHERITA

Ciao. La maga Gina non è ancora arrivata!?

MARTINA

No. Non ancora! Ti presento mio marito Piero, non lo riconosci vero?!

MARGHERITA

No, mi sa che non l’ho mai visto! Piacere Margherita!

PIERO

Piero! (Gli da la mano sinistra, perché con la destra nasconde il neo) Sono rimasto attaccato con l’attack! Stavo facendo un, un gioco e sono rimasto cosi!

MARGHERITA

Gioco?! A te piace giocare a scopa?!

PIERO

Uhm … si!

MARGHERITA

Anche a me! Nel frattempo che arrivi la maga ti va di scopare a scopa con me?!

PIERO

Ma … io …

MARTINA

Si, si, scopate pure!

MARGHERITA (siedono e giocano. Improvvisano, lei vince sempre e fa molte scope)

Dai! Mamma mia quante scope ho fatto! Piero secondo te adesso so giocare bene a scopa?!

PIERO (nel frattempo Martina senza farsi accorgere toglie il neo a Piero)

Uh, come no!

MARGHERITA                                   

Allora adesso non mi resta che trovare il fidanzato!

PIERO

Una parola! (citofono)

MARTINA

Chi è? … Vieni! È Fabio!

PIERO

O Dio, e che vorrà adesso?

MARGHERITA

Scopa! Ho vinto!

FABIO (entra agitato seguito da Teresa)

Adesso te lo farò dire proprio dalla maga! Ah, Piero, ci sei anche tu bene. Dov’è la maga Gina?

PIERO

Non c’è più!

MARTINA

Non, non verrà più!

FABIO

Come non verrà più?!

PIERO

Si, è dovuta partire con … con uno sciamano per … per un corso di aggiornamento!

MARGHERITA

E le mie lezioni di scopa?!

PIERO

Non ne hai più bisogno!

FABIO

Non fa niente, tanto puoi anche spiegarglielo tu a Teresa!

PIERO

Cosa?

FABIO

Il bacio della maga. Non ci crede che il rossetto che avevo sulle labbra era una bacio della maga Gina! Diglielo tu che lei saluta cosi!

PIERO

Si, è vero, la maga Gina saluta cosi, con un bacio sulla bocca!

FABIO

Si, ha baciato anche lei, l’ho visto io! Vero Martina?!

MARTINA

Ha baciato me!?

PIERO

Si. Non ricordi che la maga Gina ti ha baciato?!

MARTINA

Ah si, già! Certo, bacia tutti!

FABIO

Proprio cosi! Guarda, anche Piero ha ancora il rossetto sulle labbra!

PIERO

Si, infatti. Vedi! (mostra le labbra) Mi ha baciato poco fa prima di partire!

TERESA

Non ci credo!

FABIO

Ma si, bacia tutti i clienti sulla bocca!

MARGHERITA

A me non mi ha mai baciata!

PIERO

E ha fatto bene!

FABIO (a Margherita)

E poi bacia dopo la terza seduta!

MARGHERITA

Io ne ho fatte 21!

FABIO

Vuol dire che la prossima seduta ti darà 7 baci in una volta, se avrà il coraggio!

PIERO

Non avrà il coraggio!

MARTINA

È vero Teresa! È un’usanza della maga Gina. È stupida come usanza ma è cosi!

TERESA

Per me anche lei è stupida!

PIERO

Confermo! Io la conosco benissimo!

TERESA

A proposito Piero. Visto che sei stato cosi carino a convincere Fabio ad andare dalla maga, volevo darti questo. (gli da un ceffone, ma Piero si abbassa e prende Fabio)

FABIO

Aia!

PIERO

E che è?! Tutti io li devo prendere i ceffoni?! (citofono)

MARTINA

Chi è? … Entri! Un certo Gennaro Esposito, (a Piero) Lo conosci?

PIERO (spaventato)

Si. No! O Dio, questo è il malato del gioco. Ha detto che lui se va 2 volte dallo stesso mago è perché non sono usciti i numeri che gli ha dato, e quindi lo uccide!

FABIO

Perché ti preoccupi, mica sei tu la maga?!

PIERO

Già, mica sono io la maga! (si nasconde dietro il divano)

GENNARO (entrando)

Permesso!

MARTINA

La maga non c’è! Non c’è più. Non riceve più qui!

GENNARO

Lei è la moglie?!

MARTINA

Si, no! Sono la moglie del marito, cioè di mio marito!

GENNARO

Suo marito non c’è?

TERESA

Si, è qui. Piero! Ma che fai dietro al divano!?

PIERO (cercando di nascondere il viso)

Niente. Ho perso, ho perso, ho perso la vita, la vite! (Gennaro si avvicina a Piero, che spaventatissimo, si mette in ginocchio) La prego non mi…

GENNARO (lo tira su, lo abbraccia, lo alza in aria, lo bacia. Gioia incontenibile)

Ho vinto! Ho vinto! Sono usciti tutti i numeri. Sono ricco! Ho vinto! ho vinto!

PIERO (contento, salta, abbraccia tutti)

Ha vinto, ha vinto, meno male! E quanto hai vinto?

GENNARO

Trecentomila euro!

PIERO

Ah! Bene, bene, complimenti.

MARGHERITA (stringendogli la mano)

Complimenti! A te piace giocare?

GENNARO

E come!

MARGHERITA

Io so giocare molto bene a scopa!

GENNARO

A si?! Anche a me piace giocare a scopa!

MARGHERITA

Se gioco a scopa con te, ci fidanziamo e poi ci sposiamo?!

GENNARO

Ah bella! (la guarda) Si fa per dire! Mica voglio diventare cornuto come tutti i mariti!

FABIO

Io non lo sono!

PIERO

Neanche io! Ma poi, chi è che ti cornificherebbe con lei?!

GENNARO

Su questo hai ragione. (la guarda) Vediamo come giochi a scopa?

MARGHERITA

Si! Facciamoci una partitella! (lo trascina al divano e cominciano a giocare)

PIERO

Mi sa che è tutto sistemato, il bacio è stato spiegato, il ceffone è stato dato! (Citofono. Martina va a rispondere) Il citofono ha suonato! (ricordandosi dei 20 euro va verso Gennaro)

MARGHERITA

Scopa! Scopo di nuovo!

PIERO

A proposito, la maga non ti aveva dato 20 euro per la giocata?

GENNARO

No, me l’ha dati per un whisky!

PIERO

Si, ma hai detto che eri astemio!

GENNARO

Ho cominciato a bere!

MARGHERITA

Scopo di nuovo!

ROSSANA (entrando, con una crostata)

Salve! Quanta gente! C’è una festa?

MARTINA

In un certo senso! Hai mica portato il dolce?

ROSSANA

Si, ho portato una crostata.

MARTINA

Bene, è proprio il momento giusto! (va per scartarla)

ROSSANA

No! (gliela riprende)

MARTINA

Come no?!

ROSSANA

Questa è per te e per Piero!

MARTINA

Dai mamma, ma che dici?! La mangiamo tutti insieme!

ROSSANA

Ok! Prendi un coltello, faccio io le pozioni, porzioni! (Martina esce e rientra con il coltello)

MARGHERITA

Scopa! Che bello! Mi piace un sacco giocare a scopa! (lo bacia)

FABIO

Piero, ma la maga ti ha lasciato la fattura per me?

PIERO

Fattura! Te la faccio subito. Occhio malocchio prezzemolo e finocchio.

FABIO

Ma che fai cretino, te la data o no?

PIERO

Ha chiuso prima di aprire la partita iva!

MARTINA (intervenendo)

Non l’ha fatta perché aveva chiuso la fatturazione dell’iva!

FABIO

Magari quando la senti te la fai spedire. Cosi la scarico dalla dichiarazione dei redditi!

TERESA

Vale la pena, per tre sedute!

FABIO (vorrebbe dire nove ma si blocca)

Sono no, sono no, no, non vale la pena, sono solo tre sedute!

ROSSANA (porgendo a tutti un piccolo pezzo di crostata)

Ecco la crostata!

TERESA

Grazie!

FABIO

Grazie. Non sarà troppa?! (mostrando il quadratino di crostata)

ROSSANA (a Gennaro e Margherita, che presi dal gioco la mangiano in un boccone)

Ecco a voi. (poi prende due grosse fette e li porge e Martina e Piero) Queste sono per voi!

GENNARO

Beh noi andremmo!

MARGHERITA

Si, andiamo a casa a giocare a scopa!

GENNARO

Arrivederci! Ah, prima che dimentichi! Questi sono per la seduta! (porge 100 € a Piero)

PIERO

Di tutta la vincita solo questo?!

GENNARO

Già, dimenticavo! Questi sono per il whisky! (gli porge altri 20 €)

PIERO (deluso)

Sono astemio! Non bevo!

GENNARO

È l’ora che cominci!

MARGHERITA

Si, è l’ora che cominciamo un’altra partita a scopa! Ciao!  (lo trascina fuori, escono)

FABIO

A proposito di partita, ma stasera non gioca l’Italia?!

TERESA

Ah, avresti intenzione di guardare la partita?!

FABIO (intrigante)

Chi io? Quando mai! Stasera avevo in mente qualcos’altro!

TERESA

Anch’io!

FABIO

Noi andiamo. Ciao a tutti! (escono)

ROSSANA (in disparte)

La pozione funziona! (dopo che sono usciti Fabio e Teresa) Ma voi avete mangiato la crostata!? Mangiatene un’altra fetta! Dovete finirla tutta!

MARTINA

La mangeremo domani!

ROSSANA (imperativa)

No, adesso!

MARTINA

Mamma! Ma che ti prende?!

ROSSANA

Niente cara! Ma, voi non vi sentite niente?! Tipo … accaldati … tipo … delle vampate … come una voglia di … voglia … (quasi tra se) Eppure agli altri quel pezzettino ha fatto subito effetto!

MARTINA

Effetto?! Ma cosa ci hai messo dentro?

ROSSANA

Niente! I soliti ingredienti!

PIERO (ricordandosi della pozione della maga)

Ah già! O Dio, che vampa, che vampate, che fuoco. Mamma mia come sto! Che voglia che mi sento! Mi sento come un toro nell’arena! Andiamo! (prende Martina fra le braccia)

MARTINA

Ma che fai?

PIERO (la porta fuori, nell’uscire le farà sbattere la testa nella porta)

Adesso vedrai cosa ti faccio! (escono)

ROSSANA (gioiosa)

Ha funzionato! La pozione della maga Gina ha funzionato! Tra nove mesi avrò il mio nipotino! È proprio afrodisiaca questa pozione! Quasi quasi ne porto un pezzettino a mio marito! (ne prende un pezzettino, poi un altro poi prende tutta la crostata ed esce)

PIERO (facendo capolino)

La maga Gina la sorte t’indovina, passato presente futuro, i soldi te li frega, stai sicuro!

FINE

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