La magica ricetta di Rosetta

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LA MAGICA RICETTA DI ROSETTA

Anno 2008

Atto unico

di

ITALO SCHIRINZI

      

              

            Personaggi:

Il dottore..............................................Anonimo

Il padre................................................Mario Calandrino

La madre..............................................Mariana Calandrino

Santina.................................................la figlia

Rosetta.................................................La colf

Armando..............................................Il fidanzato di Santina

                                                                                              a mia moglie Giovanna                                                                                                                   

E mail: italoschirinzi@alice.it

cell. 340 5837903

                                                    La magica ricetta di Rosetta

( anno 2008 )

atto unico

                        (La scena è costituita da un salotto bene arredato di una famiglia borghese.

                        All'apertura del sipario la scena è vuota. Poco dopo entrano i coniugi Calandrino                       insieme al dottore di famiglia. Questi tre personaggi hanno superato i cinquanta               anni. La figlia Santina,nubile,ventotto anni,veste in modo abbastanza sciatto. E' una                    ragazza triste e truccata in modo da sembrare brutta. Porta occhiali da vista.                              Rosetta, coetanea di Santina,è invece alquanto bella e formosa. Armando, infine, ha                        circa trent'anni, non è bello ma fisicamente è molto prestante ). 

Scena prima

( madre, padre e dottore )

Dottore:          Purtroppo lo stato di salute della signorina Santina non è certamente dei migliori.

Padre:             L'ha trovata peggiorata stamattina?

Dottore:          No, no. Ma il suo fisico è alquanto debilitato perché il male lavora dentro......

Padre:             Capisco, capisco.....

Dottore:          E di questo passo....piano piano la condurrà inevitabilmente verso.....

Padre:             Verso la morte, vuole dire?

Dottore:          Non lo dovrei dire ma è così.

Madre:                        Povera figlia mia! Ma è possibile che non ci sia al mondo una medicina in grado di                      curare la sua malattia?

Dottore:          Al momento purtroppo è così. Ma non dobbiamo disperare.

Padre:             Non ci dobbiamo rassegnare.

Madre:                        Dobbiamo lottare fino alla fine.

Dottore:          Hanno inventato tante cose......

Padre:             Persino la bomba atomica per distruggere il mondo intero.......

Dottore:          Potrebbero anche inventare qualche farmaco per sconfiggere il male misterioso di                        Santina.

Madre.                        Se i soldi, che si spendono per fabbricare armi, fossero destinati alla ricerca                                  scientifica, si potrebbero fare passi da gigante anche nella medicina.

Dottore:          Comunque sia, voi continuate con  la cura, che vi ho consigliato e cercate soprattutto                  di non farla affaticare. In questi casi il riposo è il rimedio più importante.

Padre:             In questi ultimi tempi Santina è più inquieta del solito.

Madre:                        Si. E' molto nervosa la ragazza forse perché è depressa....

Padre:             Dice continuamente che vorrebbe vivere una vita normale come tutte le ragazze della                  sua età.

Dottore:          Perché non si rende conto, poverina, del suo precario stato di salute.

Madre:                        Vorrebbe, per esempio, fidanzarsi. E questa è diventata una sua fissazione.

Dottore:          Fidanzarsi? Nemmeno a parlarne. Sarebbe troppo impegnativo per lei un                                      fidanzamento. E poi è meglio non fare progetti a lunga scadenza.

Padre:             Ogni genitore vorrebbe vedere la propria figlia felice.....e noi per vedere felice la             nostra Santina faremmo volentieri qualunque cosa  per accontentarla.

Dottore:          Ve ne dovete fare una ragione e sperare......sperare.....che un giorno.........

Padre:             Che un giorno.......

Dottore:          Che un giorno inventino qualcosa che fa al caso vostro.

Madre:                        Speriamo che quel giorno non sia troppo lontano.

Dottore:          E chi lo può dire, cara signora? I tempi della scienza sono sempre imprevedibili e da

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                        un giorno all'altro potrebbe accadere anche un miracolo. Comunque facciamoci                           coraggio e non mettiamo limiti alla Provvidenza. Io tornerò presto a trovarvi per farle                 un nuovo controllo. Arrivederci. ( Esce ).

Scena seconda

( Madre , padre, quindi Santina e poi anche Rosetta)

Madre:                        Hai sentito cosa ha detto il dottore? Ci sono poche speranze per Santina.

Padre:             Per fortuna non è stata ancora detta l'ultima parola.

Madre:                        Ora le cose si stanno complicando perché Santina si è presa una cotta per Armando.

Padre:             Questo non ci voleva. E lui lo sa?

Madre:                        Secondo me s'illude che lui le voglia bene.

Padre:             Bisogna parlarne subito con Armando, prima che sia troppo tardi per evitare il                             peggio.

Madre:                        Non essere precipitoso. Aspettiamo prima di vedere quale verso prendono le cose. Se

                        sono rose ...fioriranno.

Padre:             Va bene. Farò come tu dici.

Santina:           ( Entra  e con voce lamentosa chiede 🙂 Cosa ha detto il dottore stamattina?

Padre:             Ha detto che stai abbastanza bene, cara.

Santina:           Che vuole dire abbastanza?

Madre:                        Vuol dire abbastanza. Ma che per prudenza non ti devi per nessunissima ragione                          affaticare.

Santina:           ( Cerca di spostare la poltrona ) Mamma mia quanto pesa questa poltrona...!

Madre:                        Santo cielo, cosa fai?

Padre:             Fermati, gioia mia. Provvedo io a spostare la poltrona. Tu non ti devi affaticare.

Santina:           ( Si siede sulla poltrona ) Stamattina vorrei fare due passi all'aria aperta.

Madre:                        Ma dove vuoi andare, figlia mia? Non è meglio se te ne stai in casa, seduta                                  comodamente             in poltrona a riposarti?

Padre:             Il dottore ha detto che.....

Santina:           Papà, aiutami tu, ti prego. Io vorrei fare le cose, che fanno tutte le altre ragazze.

Madre:                        Ti ho già detto che non puoi perché sarebbe controproducente per la tua salute. Sei                      troppo debole ed hai bisogno solo di riposare.

Santina:           Potrei andare fuori solo per un'oretta......

Padre:             Mariana, per favore, chiama subito Rosetta e vediamo cosa possiamo fare.

Madre:                        ( Chiama ad alta voce Rosetta ) Rosetta....Rosetta......

Rosetta:          ( Entra ).Mi ha chiamato, signora?

Madre:                        Si. Ti volevo pregare   di sospendere  le pulizie di casa e di accompagnare             Santina a                         fare una passeggiata.

Rosetta:          Con molto piacere, signora. A proposito ha telefonato poco fa il signorino Armando                    per dire che sta per arrivare.

Santina:           Ah, bene! Allora,  se non ti dispiace, preferirei uscire insieme a lui.

Rosetta:          Come vuole lei, signorina Santina.

Santina:           A me piacerebbe uscire di casa tutti i giorni, incontrare gente nuova, rivedere qualche                  vecchia amica.....

Padre:             Non saprei francamente come potresti farlo. Sei troppo debole.

Santina:           Mi piacerebbe qualche volta andare anche in discoteca.

Madre:                        Con tutto il frastuono che c'è là dentro....non resisteresti nemmeno un istante.

Santina:           Mamma, a me piacerebbe fare una vita normale.

Madre:                        Purtroppo non puoi, cara Santina, ed è preferibile non tornare più sull'argomento.

Padre:             Ha detto il dottore che ogni tua stilla di energia è da considerare preziosa.

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Santina:           ( Con voce ancora più lamentosa ).Uffa! Con questi dottori.....tutti e due mi avete                      rotto. Non vi voglio più sentire parlare di queste cose.(Si alza in piedi ).                     Rosetta    ( Sbotta ).E lasciatela vivere questa poveretta! La state sempre ad angosciare.....

Madre:                        Sta' zitta, Rosetta. Tu non puoi capire.

Santina:           La verità è che, a causa della mia malattia, voi mi fate sentire una diversa, mentre io 

                        invece ho gli stessi sentimenti di tutte le altre ragazze, le stesse aspirazioni, gli stessi

                        desideri....lo volete capire questo, si o no?

Madre:                        Per l'amore di Dio, Santina, non ti arrabbiare, non sprecare energie invano.

Padre:             Non ti affaticare inutilmente.

Santina:           Io faccio i medesimi progetti...anche se non ho la speranza di vederli un giorno                            realizzati perché da tempo ho smesso anche di farmi illusioni.

Rosetta:          Signorina Santina, non si preoccupi, ci penso io a farle fare una vita normale. Ci                          penso io, sangue di Giuda.

Madre:                        Sta' zitta, Rosetta. Tu non sai quello che dici.

Rosetta.          Mi scusi, signora, io lo dicevo a fin di bene.

Santina:           Io voglio fare come dice Rosetta.

Padre:             Mariana, io penso che forse sarebbe opportuno lasciare Santina libera di scegliersi il                     proprio destino.

Madre:                        In tal caso bisognerebbe farlo con cautela, con la massima cautela e senza esagerare.

Padre:             Certamente. Con cautela, hai capito Santina?

Santina:           Si, papà, sta' tranquillo, sarò molto prudente.                                                                                                Padre:             Beh, io ora vado alla posta.

Madre:                        Ed io approfitto per andare a fare la spesa (Escono tutti e due dalla comune ).                                         

Scena terza

                                  

( Santina e Rosetta )

Santina:           Meno male che ci sei tu in questa casa a darmi un po' di coraggio. Papà e mamma                        sono troppo apprensivi e con il loro affetto rischiano di soffocarmi. Mi fanno sentire                un mummia vivente.

Rosetta:          Lo fanno per il suo bene, signorina Santina.

Santina:           Lo so, lo so. Vedi, Rosetta, le giornate dei malati sono apparentemente tutte uguali....

                        sono lunghe, noiose, a volte anche dolorose ma in molti casi servono a fare                                  recuperare il benessere fisico o psichico ad un ammalato, destinato fortunatamente a                   migliorare.

Rosetta:          E' vero quello che dice lei.

Santina:           Le mie giornate invece sono diverse perché pare che esse inseguano la morte.

Rosetta:          Ma cosa dice, signorina Santina?

Santina:           Si, si. Tu non lo sai, ma ogni giorno che passa io la sento più vicina.

Rosetta:          Mi fa venire la pelle d'oca.

Santina:           La morte ha una voce suadente ed è anche sorridente.

Rosetta:          Sorridente? Questo non lo sapevo.

Santina:           Si. Un sorriso appena abbozzato, a denti stretti, come se ti volesse dire: mi dispiace,                    tesoro mio, ma presto dovrai venire a farmi compagnia.

Rosetta:          Presto, quando? Oh, mamma mia....cosa dice, signorina?

Santina:           L'altra notte, te lo giuro, me la sono trovata davanti in carne ed ossa, come se fosse                     una persona vera. Io per qualche secondo l'ho guardata,  poi sono scoppiata a                         piangere e con le mani giunte l'ho implorata di non privarmi troppo presto della vita.

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Rosetta:          E la morte come ha reagito?

Santina:           E' rimasta immobile, fissandomi negli occhi, quindi mi ha sorriso. E, prima di                               andarsene via per la sua strada, mi ha fatto un cenno con la mano per dirmi                                  solamente: arrivederci.

Rosetta:          Meno male che era solamente un sogno.

Santina:           Io vorrei svegliarmi una mattina e constatare che è stato solamente un brutto sogno                     ma purtroppo  per me è una dura realtà quella che sto vivendo.

Rosetta:          Ma lei pensa veramente di morire così presto?

Santina :          Vorrei non pensarci ma c'è un tarlo che mi macera il cervello.

Rosetta:          Presto, quando?

Santina:           Di preciso non lo so.

Rosetta:          Ad occhio e croce....?

Santina:           A quanto prevedono i dottori, non dovrei arrivare a compiere i trent'anni.

Rosetta:          Ora ne ha ventotto, quindi......

Santina:           Secondo la statistica ufficiale mi rimarrebbero al massimo due o tre anni di vita. Ma

                        potrei anche anticipare la dipartita.

Rosetta:          Di quanto?

Santina:           Questo non te lo so dire perché delle statistiche non sempre ci si può fidare.

Rosetta:          Però spesso ci indovinano.

Santina:           Per questo sono preoccupata. Ma per fortuna ci sei tu che mi fai coraggio e mi stai                       sempre vicino.

Rosetta:          Su di me ci può contare, signorina Santina, perché io le voglio veramente bene.

Santina:           Ti posso confidare un mio segreto?

Rosetta:          Certamente.

Santina:           Ho paura della morte perché a me piace vivere.

Rosetta:          Ha ragione, poverina.

Santina:           Invece questo male misterioso continua a consumarmi dentro.

Rosetta:          Non ci pensi e cerchi di vivere serena questi pochi anni, che le rimangono da fare.

Santina:           Tu sei ancora fidanzata con Silvestro?

Rosetta:          No. Ci siamo lasciati due mesi fa perché lui era troppo invadente ed io forse un po'                     troppo             riservata.

Santina:           In che senso era invadente?

Rosetta:          Mi stava sempre a toccare dovunque ci trovassimo: per strada, in macchina, al                             cinema e voleva fare continuamante l'amore.

Santina:           Una vera grazia di Dio!

Rosetta:          Mica tanto.....Era insaziabile, inesauribile, un maniaco sessuale....Non mi dava pace.

Santina:           Perché, non è bello fare l'amore?

Rosetta:          Si, quando una ne ha voglia. Viceversa può risultare molto noioso quando si deve                       fare solamente per compiacere l'altro.

Santina:           Io lo accontenterei volentieri.

Rosetta:          Chi?

Santina:           L'altro. Rosetta, voglio confidarti un altro mio segreto: io non ho mai provato a fare                    l'amore.

Rosetta:          Non ha mai fatto l'amore con nessuno?

Santina:           No. Ed immagino che sia una cosa molto bella.

Rosetta:          L'amore è uno sfregolio fra due corpi nudi che a volte dura poco, a volte dura tanto....

Santina:           Meglio se dura tanto, non è vero?

Rosetta:          E che si conclude quasi sempre con lui che sbuffa come una vecchia vaporiera e lei...

Santina:           E lei?

Rosetta:          E lei che sbraita come una dannata per non essere arrivata in tempo alla conclusione.

Santina:           Che peccato! Io invece sopporterei e ci riproverei fino allo sfinimento di entrambi.

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Rosetta:          A proposito, mi è sembrato recentemente di capire che il signor Armando ha un                           debole per lei.

Santina:           Non ne sono ancora certa.

Rosetta:          Come si fa a non vedere certe cose? Il signor Armando è un ragazzo semplice, gli si

                        legge negli occhi quello, che ha nel cuore e si vede lontano un miglio che è                                   innamorato.

Santina:           Di chi?

Rosetta:          Ma di lei, signorina Santina. Glielo assicuro io.

Santina:           Come fai ad esserne sicura?

Rosetta:          Ho una certa pratica di uomini e certe cose le capisco al volo. Il signor Armando è un                  po' timido per natura ma è forte come un toro, non so se mi spiego, signorina.

Santina:           Ti voglio confidare un altro mio segreto.

Rosetta:          Si confidi con me, le potrebbe fare bene.

Santina:           Io credevo che una cosa del genere non mi potesse mai accadere ma, senza                                  accorgermene,  mi sono innamorata di Armando.

Rosetta:          Questa è una bellissima notizia.

Santina:           La notte scorsa ho sognato di fare l'amore con lui.

Rosetta:          Molto meglio che incontrare la morte, non è vero?

Santina:           E' stato stupendo.

Rosetta:          Vedrà che dal vivo sarà ancora meglio.

Santina:           Perché ti fa tanto piacere che io mi sia innamorata di Armando?

Rosetta:          Perché insieme formate una bella coppia.

Santina:           In attesa che arrivi il signor Armando io vado a farmi bella. Se dovesse arrivare                           prima che io sia pronta, intrattenilo un pochino a conversare.

Rosetta:          Faccia con comodo e ci si metta d'impegno.

Santina:           Questa sera voglio fargli una sorpresa (Esce).

Scena quarta

   ( Rosetta e Armando ) 

                                                          

Rosetta:          ( Riprende a fare le pulizie di casa ).Fior di giaggiolo, gli angeli belli stanno a mille                      in cielo ma bello come lui ce n'è uno solo.....fior di giaggiolo.......

Armando:       ( Entra senza farsi sentire da Rosetta, che gli volta le spalle. Depone una rosa sulla                      poltrona,  si dirige verso Rosetta, le cinge la vita con le braccia e la bacia sul collo ).                   Ciao, Rosetta.

Rosetta:          ( Si svincola alla svelta ) Oh questa! Signor Armando, con la sua incoscienza lei                           rischia di pregiudicare tutto ancor prima di iniziare.

Armando:       Non ti preoccupare, io sono  molto attento. A proposito, Santina dov'è?

Rosetta:          Si sta facendo bella proprio per lei. Ha detto che vuole farle una sorpresa.

Armando:       Mi immagino quale sarà il risultato. Sono in casa i signori Calandrino?

Rosetta:          No. Sono usciti proprio adesso.

Armando:       Allora vieni, bella, fatti abbracciare. Dammi un bacio.

Rosetta:          Signor Armando, cerchi di darsi una calmata stamattina, per favore.

Armando:       Io muoio dalla voglia di portarti a letto.

Rosetta:          Questo frutto ancora non è maturo.

Armando:       Tu sei troppo diffidente.

Rosetta:          Sono prudente perché ho preso troppi schiaffi dalla vita.

Armando:       Con me andresti sul sicuro. Dimmi un po', Rosetta, ci sono novità in questa casa?

Rosetta:          Si. E' venuto il dottore stamattina ed ha detto che la signorina Santina è proprio

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                        messa male.

Armando:       Molto bene. E sul fronte della dote c'è qualcosa di nuovo?

Rosetta:          L'altra sera il signor Calandrino ha detto alla moglie che, se Santina si sposasse, le                       donerebbe subito una parte consistente del loro patrimonio per consentirle di fare una

                        vita agiata per il tempo che le rimane ancora da vivere.

Armando:       Benissimo! Di questo sei sicura, vero?

Rosetta:          Sicurissima. L'ho sentito proprio con le mie orecchie.

Armando:       Ha ragione il signor Mario a preoccuparsi del futuro della figlia. Quella ha bisogno di                 fare cure molto costose, ha bisogno della donna di servizio e spesso deve pure                                    cambiare aria per ossigenarsi i polmoni.

Rosetta:          Secondo me lei farebbe bene a parlare con il padre e fargli capire le sue intenzioni in

                        modo da accelerare i tempi, perché Santina potrebbe farci una sorpresa.

Armando:       Quale sorpresa?

Rosetta:          Malandata com'è potrebbe anche anticipare la scadenza.

Armando:       Parlerò con il padre prima possibile. Tu intanto tienimi al corrente di tutto quello, che

                        succede in questa casa, ed io ti prometto che ti sarò riconoscente.

Rosetta:          Poco fa ho parlato con la signorina Santina e mi ha confidato molte cose.

Armando:       Cosa  ti ha detto agonia?

Rosetta:          Mi ha detto che è innamorata di lei.

Armando:       Questo va benissimo.

Rosetta:          Ah! Poi mi ha detto anche un'altra cosa interessante.

Armando:       Sputa l'osso.

Rosetta:          Mi ha detto che nei casi come il suo secondo gli specialisti le possibilità di                                   sopravvivenza oltre i trent'anni sono minime, anzi quasi nulle.

Armando:       Trent'anni hai detto?

Rosetta:          Questo secondo la statistica ufficiale del Ministero della sanità.

Armando:       In concreto perciò fra fidanzamento e matrimonio dovrei trascorrere grosso modo un                  paio di anni in compagnia di Santina, dopo di che sarei libero di rifarmi una vita con 

                        i soldi della sua dote.

Rosetta:          Mese più mese in meno dovrebbero essere questi i conti.

Armando:       I tempi sono difficili per tutti, cara Rosetta, ed è quindi lecito arrangiarsi come si può

                        per fare qualche passo avanti nella scala sociale.

Rosetta:          Lei mi piace perché è un tipo... “rampicante”, spregiudicato e sono convinta che lei                     avrà molto successo nella vita.

Armando:       Io sono un ragazzo di borgata. Sono nato in una giornata di pioggia, partorito da una

                        ragazza madre, che mi ha abbandonato al mio destino.

Rosetta:          Più o meno la stessa cosa è successa pure a me. Meno male che quando avevo                              vent'anni ho trovato questa famiglia, che mi ha accolto come una figliola.

Armando:       Anche tu, quindi, sei figlia di N. N.?

Rosetta:          Si.

Armando:       Io fino a diciotto anni sono vissuto nella città dei ragazzi ed ho sofferto tanto di                         solitudine. Poi, compiuti i diciotto anni, in una bella giornata di sole, sono uscito e                      non vi ho fatto più ritorno. Da quel momento mi sono sentito un uomo libero.

Rosetta:          In che senso libero?

Armando:       Libero, per esempio,  di.....morire di fame.

Rosetta:          Mi sta prendendo in giro?  

Armando:       Libero di....camminare scalzo, libero di...sentire freddo, libero... di dormire per terra,                  all'aria aperta, libero di....coricarmi sul mio cartone preferito sotto il cornicione di un

                        palazzo. Sono stato libero di fare tutte queste cose ed anche altre.

Rosetta:          Accidenti.

Armando:       A me nessuno ha mai detto: “questa sera per punizione andrai a letto senza cena”.

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                        Perché senza cena ci andavo abitualmente e non per punizione.

Rosetta:          Questo è accaduto tante volte pure a me.

Armando:       Allora siamo stati tutti e due liberi.

Rosetta:          Liberi di...soffrire, vuole dire?

Armando:       Per noi, cara Rosetta, non vale il motto: “a ciascuno il suo”. Io e te non siamo                              “ciascuno”, noi siamo figli di nessuno.

Rosetta:          Io non ho un padre, non ho una madre, non ho zii, cugini, nonni, non ho parente                          alcuno.

Armando:       Perché sei figlia di nessuno. Ma ora è giunto il momento di prendermi la rivincita.

Rosetta:          Come?

Armando:       Vivrò per due anni con la moglie ricca e malandata di salute in attesa che arrivino per                  me giorni migliori. Poi...

Rosetta:          Poi?

Armando:       Anzi, lo sai cosa ti dico? Strada facendo mi faccio anche una bella amante, con la                       quale me la spasserò alle spalle di Santina.

Rosetta:          Perché ha detto strada facendo? Non sarebbe meglio farsela subito un'amante?

Armando:       E' una buona idea. Tanto il rapporto con Santina sarà poco impegnativo sul piano                        sessuale, quella a mala pena si regge in piedi.

Rosetta:          Ha già un'idea su chi potrebbe essere la sua amante?

Armando:       Su chi potrebbe essere la mia amante? Ma certo, potresti essere proprio tu, che sei già

                        sul posto.

Rosetta:          Perché, le andrei bene io come amante?

Armando:       Benissimo, cara. Io non vedo l'ora di portarti a letto. Potrei fare tutto questo anche

                        nell'interesse tuo. Per un paio di anni saremo solamente amanti e, dopo la morte di

                        Santina, potremo sposarci e vivere sempre insieme. Così tu diventerai una signora.

Rosetta:          Quando diventerò una signora voglio avere anch'io la donna di servizio.

Armando:       Avrai anche tu la donna di servizio e non dovrai più fare le pulizie, te lo prometto.  

                        Scusa, ma perché mi dai ancora del lei?

Rosetta:          Non sono abituata a darle del tu.

Armando:       Forse non vuoi più essere la mia amante?

Rosetta:          Si che lo voglio.

Armando:       Ed allora? Possiamo cominciare ad esserlo già da ora. Perché sprecare altro tempo?

                        ( Si avvicina a Rosetta per baciarla ).

Rosetta:          Un momento. Prima dobbiamo ragionare.

Armando:       Di cosa vuoi ragionare?

Rosetta:          Per fare la tua amante io dovrei in pratica rinunciare a farmi una vita mia in attesa                       che tu rimanga vedovo, secondo la volontà di Dio.

Armando:       Questo mi sembra logico.

Rosetta:          E se quell'altra non morisse nei tempi previsti dai medici curanti, che fine farei io,                       dopo avere dedicato a te i miei anni migliori?

Armando:       Sono convinto che tutto andrà per il verso giusto, ci metterei la mano sul fuoco.

Rosetta:          Voglio fidarmi di te perché sei un disgraziato come me.

Armando:       Così mi piaci. Decisa  e fiduciosa. Appena metterò le mani sulla dote di Santina, ti                      regalerò un bell'appartamento in una zona signorile dove potrai organizzare i nostri

                        incontri clandestini.

Rosetta:          Mi vorresti regalare solo un appartamento?

Armando:       No. Ti darò anche un sostanzioso assegno mensile in cambio della tua piena                                 disponibilità.

Rosetta:          Oh! Se vuoi avere l'esclusiva non devi essere taccagno.

Armando:       Se mi aiuterai a realizzare questo progetto non te ne pentirai, perché sarò molto                            generoso con te, vedrai.

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Scena quinta

( Rosetta,Armando e Santina )

Santina:           ( Entra pavoneggiandosi come una diva. E' vestita in modo stravagante e molto

                        appariscente tanto da fare sorridere o provare pena per lei, poveretta).

Armando:       Come sei bella, cara Santina! ( Prende subito la rosa, che aveva poggiato sulla                             poltrona e la offre a lei ). Tieni, questa è per te.

Santina:           (Ne odora il profumo ) Grazie, Armando. Sei molto gentile.                            Armando:   E' solo un piccolo omaggio alla tua bellezza.

Rosetta:          Signorina, con il suo permesso vado di là a lavorare. Se ha bisogno di me si faccia                       sentire ( si avvia verso l'uscita ).

Santina:           Va' pure, Rosetta, io ora sono in ottima compagnia.

Armando:       Come va, cara Santina?

Santina:           Abbastanza bene.

Armando:       Stavo appunto dicendo a Rosetta che in questi ultimi tempi ti vedo migliorare a vista     

                        d'occhio.

Santina:           Dici sul serio?

Armando:       Che me possino cecamme. Vedo nei tuoi occhi una luce nuova, intensa, una luce                          diversa, che illumina il tuo viso.

Santina:           Le tue parole mi fanno bene al cuore.

Armando:       Santina, anche se fino ad ora non ho trovato mai il coraggio di fartelo sapere, volevo                  dirti che io....

Santina:           Che tu?

Armando:       Insomma io....ti amo. Ecco ora l'ho detto.

Santina:           Anch'io ti voglio bene perché tu sei un ragazzo d 'oro.

Armando:       Vorrei farti, perciò, una proposta.

Santina:           Sentiamo quale proposta.

Armando:       Perché non ci fidanziamo?

Santina:           Io e te?

Armando:       Appunto.

Santina:           ( Con aria di sufficienza ) Veramente mi prendi alla sprovvista ma...accetto la tua                         proposta.

Armando:       Se vuoi pensarci ancora un po'.....?

Santina:           No, no. Ci ho già pensato abbastanza. Parlane subito con papà, hai già il mio                                consenso.

Armando:       Da ora in poi io ti starò sempre vicino, ti verrò a trovare spesso, ti farò fare delle                          belle passeggiate....

Santina:           E poi...?

Armando:       Ti porterò al cinema....

Santina:           E poi...

Armando:       Ti porterò.......a ballare.....in discoteca...

Santina:           A ballare?

Armando:       Si. Anche a ballare.

Santina:           Ma se mi porti in tutti questi posti quando cominciamo a fare l'amore?

Armando:       Ah, già l'amore.

Santina:           Faremo anche l'amore, vero?

Armando:       Certo, cara, faremo anche l'amore.

Santina:           Quando?

Armando:       Al momento giusto.

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Santina:           E' sempre giusto il momento per fare l'amore.

Armando:       Penserò io a trovare il momento più propizio per fare l'amore, non ti preoccupare.  

Santina:           Di la verità: sei un po' timido?

Armando:       Solo apparentemente timido.

Santina:           Con me non devi avere soggezione, hai capito?

Rosetta:          ( Rientra in scena ) Signorina Santina, mi aveva detto che voleva uscire per prendere

                        un po' d'aria....

Santina:           Rosetta, vuoi sapere la novità?

Rosetta:          Che novità?

Armando.       Io e Santina  stiamo quasi per fidanzarci.

Santina:           Praticamente siamo già fidanzati.

Rosetta:          Complimenti a tutti e due.

Santina:           Grazie. E presto faremo anche l'amore, vero Armando?

Armando:       Certo, perché no?

Rosetta:          Accidenti, non vi si può lasciare soli un momento che bruciate subito le tappe.

Santina:           E' stato Armando ad insistere di fare subito l'amore...vero che sei stato tu?

Armando:       Si, si, sono stato io.

Rosetta:          Se lo viene a sapere il dottore che avete intenzione di fare l'amore...quello si sviene.

Armando:       Cosa c'entra il dottore?

Santina:           Niente, niente, non ti allarmare. Quello è fissato che io non mi devo affaticare.

Armando:       Ha ragione, poverino, un motivo in più per essere prudenti.

Rosetta:          Vorrà dire che  farete l'amore in un modo riposante.

Santina:           No, no. Non mi piace fare l'amore riposante. Io voglio fare quello tradizionale,                            travolgente, con lo sfregolio dei corpi nudi perché sento che mi può fare bene.

Armando:       Spero che faccia bene pure a me.

Santina:           Ne dubiti?

Armando:       No, no. Comunque faremo come tu vuoi.

Rosetta:          Secondo me ha ragione la signorina Santina. E' meglio un giorno da leone che cento                   anni da pecora infelice. Perciò, date retta a me, dategli sotto senza risparmiarvi e chi

                        si è visto, si è visto. E lei, signor Armando, non si tiri indietro altrimenti farà brutta                     figura.

Santina:           ( Applaude ) Brava, Rosetta. Scusa perché hai detto solamente un giorno da leone?

Rosetta:          Non si preoccupi, signorina, è solo un modo di dire ma a lei auguro centomila giorni

                        da leone.

Armando:       Centomila? Ora mi pare che stiamo un pochino esagerando.                                                                     

Scena sesta

( Armando, Rosetta, Santina, il padre, quindi, la madre ) 

Padre:             ( Entra ) Buon giorno, Armando.

Armando:       Buon  giorno signor Mario.

Santina:           Rosetta, dovrei dirti una cosa personale, potresti venire con me in camera mia?

Rosetta.          Io faccio ciò che  lei desidera.

Santina:           Allora noi ci ritiriamo in camera mia (Escono entrambe le ragazze ).

Padre:             Come va il lavoro, caro Armando?

Armando:       Non mi posso lamentare.

Padre:             Se è lecito saperlo, che lavoro fai?

Armando:       Preparo le lapidi per i loculi, che accolgono i defunti e le coperture per le tombe                           semplici o monumentali con  scritta di epitaffi e dati personali dell'involontario   

10

                        occupante.

Padre:             E' un lavoro redditizio?

Armando:       La clientela è in aumento ma la crisi si fa già sentire. Ci vorrebbe qualche bella                             epidemia. Purtroppo la gente non ha soldi e risparmia anche sulla tomba dei                                 congiunti                       

Padre:             Oggi si risparmia su tutto.

Armando:       Sulle lapidi ci chiedono di scrivere il minimo indispensabile e quel poco ce lo fanno

                        scrivere per giunta abbreviato. A proposito, signor Mario, io volevo parlarle di                              Santina.

Padre:             A proposito di tombe mi vuoi parlare di Santina?

Armando:       Oh, no! Ci mancherebbe altro, oggi sarebbe un discorso prematuro e potrebbe anche

                        portare male. Volevo dirle, invece, che io e Santina avremmo deciso di fidanzarci.

Padre:             Caro Armando, tu sai che noi siamo molto preoccupati per le sorti di Santina e non                     ne abbiamo mai fatto mistero nemmeno con te.

Armando:       In questi ultimi tempi mi è parsa un po' migliorata, però.

Padre:             Purtroppo il quadro clinico è sconfortante. Perciò alla lunga l'esito è scontato e non                     possiamo farci illusioni.

Armando:       Certo, sapere con certezza che da un momento all'altro la figlia prediletta potrebbe

                        andarsene all'altro mondo, è una cosa molto triste. Per un genitore deve essere una

                        cosa straziante. Perché questa è una certezza, vero?

Padre:             Si, è una certezza, ma non esageriamo. Dire da un momento all'altro mi sembra un                       po' eccessivo. Diciamo che da un anno all'altro potrebbe accadere qualcosa di molto

                        spiacevole.

Armando:       Se non anticipa la scadenza?

Padre:             In effetti le probabilità di sopravvivenza oltre certi limiti sono molto ridotte.

Armando:       Quasi nulle.

Padre:             Ma la vita può riservare a volte anche qualche sorpresa.

Armando:       In un senso e nell'altro perché la vita e la morte sono come un terno al lotto.

Padre:             Hai proprio ragione.

Armando:       Ma chi l'ha fatte queste fosche previsioni sulla morte di Santina?

Padre:             I migliori specialisti del settore.

Armando:       Gente insomma di cui ci si può fidare ad occhi chiusi?

Padre:             Per questo siamo molto  preoccupati.

Armando:       Bisogna farsene una ragione.

Padre:             Se tu, pur conoscendo le sue condizioni di salute, vuoi fidanzarti con Santina, non 

                        posso che farti i complimenti per la tua scelta coraggiosa.

Armando:       Io voglio molto bene a Santina e non rinuncio a lei per nessuna ragione. Anzi io                           la vorrei sposare  subito.      

Padre:             In tal caso sarei orgoglioso di avere un genero come te.

Armando:       Ora, se permette, vado a dare la notizia a Santina ( Esce ).

Madre:                        ( Entra ) Santina aveva detto che voleva uscire stamattina, invece deve aver cambiato

                        idea.

Padre:             Evidentemente aveva qualcosa più importante da fare.

Madre:                        Cosa?

Padre:             Santina vuole fidanzarsi con Armando.

Madre:                        Me lo immaginavo che sarebbe andata a finire così. Cosa possiamo fare noi?

Padre:             Io non me la sento di proibirle di vivere una storia d'amore.

Madre:                        E se un giorno decidesse di sposare?

Padre:             Non ci resterebbe altro da fare che assecondare il suo volere.

Madre:                        Anche se non so francamente come potrebbe fare quella benedetta figliola ad                              adempiere ai doveri della vita coniugale.

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Padre:             Non saprei cosa dirti in proposito. Noi dobbiamo adoperarci per fare il bene di                             Santina ed affidarci alla volontà di Dio.

Madre:                        E se per caso rimanesse incinta?

Padre:             Oh, Mariana..... ! Fasciamoci la testa dopo che ce la siamo rotta. Se ce la fasciamo

                        prima e poi non ce la rompiamo, che figura ci facciamo con quella fascia in testa? Ci                   prenderebbero tutti per matti.

Madre:                        Non mi va di scherzare su queste cose.

                        ( Santina rientra insieme ad Armando per partecipare ai genitori la sua gioia ).

Santina:           Mamma, papà, io ed Armando ci siamo fidanzati.

Madre:                        ( L'abbraccia e la bacia ) Ti faccio tanti auguri, figlia mia ed anche a te, Armando.

Padre:             Congratulazioni a tutti e due ( li abbraccia ).

Madre:                        Ora mi sembra giusto lasciarli soli, questi ragazzi, immagino che avranno da dirsi                         tante cose.

Padre:             Hai ragione. ( Escono entrambi ).

Scena settima

( Armando e Santina )

Armando:       Oggi è un bel giorno per noi due, vero Santina?

Santina:           Ancora più bello sarà quando cominceremo a fare l'amore.

Armando:       La tua è una fissazione. Francamente mi pare che sia una cosa prematura.

Santina:           Oh! Non vorrai mica aspettare il matrimonio per fare l'amore?

Armando:       No, no, non ti allarmare. Penso solo che in questo momento dovresti evitare spreco

                        di energie. Ne va della tua salute, cara mia.

Santina:           Io sento che fare l'amore per me è salutare, non ti stare perciò a preoccupare.

Armando:       Nello stato in cui ti trovi ti potrebbe venire anche un collasso.

Santina:           Io ho imparato a convivere con il male e capisco, quindi, se qualcosa mi fa bene o mi

                        danneggia. In questa fase della mia vita ho la netta sensazione che l'amore potrebbe

                        darmi entusiasmo.

Armando:       Se questo è il tuo desiderio io non voglio scontentarti ma provo un certo scrupolo nel                  farlo.

Santina:           La mia vita sarà purtroppo breve, caro Armando.

Armando:       Un motivo in più per risparmiare il fiato.

Santina:           Ma io non vorrei lasciare questo mondo con moltissimi rimpianti.

Armando:       Pensiamoci ancora un po' prima di provarci.

Santina:           Ascolta bene quello che ti dico: io ti sono molto riconoscente per l'affetto, che mi dai.

                        Nelle condizioni in cui mi trovo non osavo sperare di suscitare in te tanto interesse.

Armanda:        Tu sei una bella ragazza, non ti devi sminuire.

Santina:           Nonostante il male, che mi consuma dentro, da quando ho conosciuto te ho risentito

                        l'odore della vita. Quel profumo.....che ti inebria e che sa di pane appena sfornato,                       quando a toccarlo ci si può scottare anche le dita.

Armando:       Quello che tu dici è molto bello.

Santina:           E' come se tu mi avessi ridato la vitalità, che avevo perso. Sono certa che per amore

                        tuo riuscirò a vivere più a lungo di quanto oggi sia lecito aspettarsi ed io farò di tutto

                        per non lasciarti solo a questo mondo. Tu non meriteresti questo tradimento.

Armando:       Come sono contento.....di sentirti dire queste cose! Ma di me non ti devi preoccupare

                        perché in ogni caso io saprei come cavarmela anche da solo, quindi.......

Santina:           No, no, caro. Il mio posto sarà sempre vicino a te.

Armando:       Sempre?

12

Santina:           Finché avrò vita, naturalmente.

Armando:       Vederti così entusiasta della vita mi riempie il cuore di gioia anche se io più che altro

                        ti vorrei vedere.....distesa....

Santina:           Perché distesa?

Armando:       Vorrei che tu fossi meno agitata....meno euforica.....capisci?

Santina:           Perché?

Armando:       Perché temo che colpi e contraccolpi possano nuocere alla tua salute.

Santina:           Quanto sei caro! Ora io vado a prepararmi......e fra un pochino tu, con una scusa                          qualunque, vieni a trovarmi in camera mia.....siamo intesi? Oggi voglio vedere                             insieme a te le stelle in pieno giorno, hai capito?

Armando:       Ho capito, non rimarrai delusa.

Scena ottava

(Armando e Rosetta )

Rosetta:          ( Entra ) Come è andata con Santina?

Armando:       Stava andando tutto a gonfie vele se non che quella matta si è messa in testa di fare

                        subito l'amore con me.

Rosetta:          E con chi lo dovrebbe fare l'amore, secondo te?

Armando:       A me Santina non piace  e poi è  anche claudicante....

Rosetta:          Non te ne eri accorto prima?

Armando:       Si. Ma speravo che almeno tu mi capissi.

Rosetta:          Io invece non ti capisco affatto. Non ti rendi conto che di questo passo quella può                      campare altri cento anni? Tu la tratti troppo bene.

Armando:       Ho cercato solamente di dissuaderla dal fare l'amore.

Rosetta:          Stai commettendo un grosso errore. Dovresti invece farle fare una vita movimentata

                        e cercare quanto prima di sfiancarla, annientarla, farla ridurre come una larva. Quella                  deve arrivare al matrimonio in fin di vita....capisci? Altrimenti poi sono cazzi tuoi.

Armando:       Proverò a lavorarla ai fianchi.....

Rosetta:          Devi prenderla di petto e sfruttare al massimo la tua potenza sessuale. Devi fare

                        come faceva Silvestro, che non mi dava pace nemmeno per un istante e vedrai che

                        prima o poi dovrà schiantare, andandosene finalmente all'altro mondo, come è suo                      dovere fare.

Armando:       Io ho paura che a quella disgraziata l'amore le possa  fare bene. Lei dice che ha                            questa sensazione.

Rosetta:          Sciocchezze. Tu non devi avere nessun riguardo per lei. La devi sballottare, portare                     allo sfinimento, approfitta del fatto che lei è molto arrapata.

Armando:       Tu non sai che l'amore a volte può fare anche miracoli.

Rosetta:          Tutte balle per consolare i deficienti. La verità è che sei un uomo di cartapesta.

Armando:       L'amore appassionato lo vorrei fare con te, cara Rosetta, non con quella poveretta di

                        Santina.

Rosetta:          Se non farai il tuo dovere con Santina l'amore con me non lo farai mai. Io chiudo                        bottega e butto anche la chiave.

Armando:       Questo si chiama ricatto.

Rosetta:          Chiamalo come vuoi ma i patti erano chiari.

Armando:       Io farò come tu dici ma se dovessi tirarti indietro io non ti darei più nulla della dote.

Rosetta:          Io mantengo sempre la parola data ed ora va' a fare il tuo dovere, rammollito, e cerca

                        di tornare vincitore.

Armando:       Allora vado e....torno.

13

Rosetta:          Va', va', è già un po' che ti aspetta quella poverina.

Armando:       Vado e....

Rosetta:          Va', va'...... ( rimasta sola si mette a cantare mentre spolvera qualcosa ). Fior di                            giaggiolo....gli angeli belli stanno a mille in cielo, ma bello come lui ce n'è uno solo..

                        fior di giaggiolo.......

Scena nona

( Rosetta , dottore e via via tutti gli altri )

                                              

Dottore:          E' permesso?

Rosetta:          Oh, dottore, non l'ho sentito nemmeno entrare.

Dottore:          Come sta Santina?

Rosetta:          Bene, bene, sta migliorando a vista d'occhio.

Dottore:          Cosa stai dicendo, screanzata. Dov'è ora quella poveretta?

Rosetta:          Si sta ossigenando un po' i polmoni.

Dottore:          Quello le farà sicuramente bene.

Rosetta:          Lo credo anch'io.

Dottore:          Cosa ne sai tu?

Rosetta:          Lo so, lo so.

Dottore:          Perché anche tu ogni tanto ti ossigeni i polmoni?

Rosetta:          Prima lo facevo diverse volte al giorno ma ora sono un po' a riposo.

Dottore:          Lo sta facendo da sola?

Rosetta:          Da sola non si ossigenano bene i polmoni.

Dottore:          Non vorrei che quella ragazza facesse qualche stravizio.

Rosetta:          Dottore, quella ragazza avrebbe diritto di vivere la sua vita come tutti noi, la dovreste                 perciò lasciare un pochino in pace....libera di fare quello che vuole.

Dottore:          Smettila di fare codesti discorsi.....

Rosetta:          Nessuno dovrebbe sentirsi autorizzato a condizionare la vita degli altri.

Dottore:          Dove sono i signori Calandrino?

Rosetta:          Sono di là a fare festa perché Santina si è fidanzata con Armando.

Dottore:          Povera figlia....io glielo avevo sconsigliato. Questa potrebbe essere la sua rovina.

Rosetta:          Siete voi dottori che la state rovinando con le vostre prescrizioni...

Dottore:          Speriamo che non le passi mai per la mente di volere fare l'amore con                                           quell'energumeno di Armando.

Rosetta:          Dice così perché non ha conosciuto il mio Silvestro?

Dottore:          Chi era questo Silvestro?

Rosetta:          Un ragazzo che mi faceva ossigenare i polmoni in ogni momento della giornata.                          ( Entrano i coniugi Calandrino )

Padre:             Dottore, non pensavamo che lei fosse già qui.

Rosetta:          Scusate, la colpa è mia perché non vi ho avvertito. Ci siamo messi a chiacchierare....

Madre:                        Dottore, lo sa che c'è una bella novità in casa nostra? Santina si è fidanzata con                           Armando e presto convolerà con lui a giuste nozze.

Dottore:          Che Dio ve la mandi buona. Secondo me è un'imprudenza.

Padre:             Non abbiamo potuto fare nulla per impedirlo.

Madre:                        Dove sono ora i ragazzi?

Rosetta:          Si sono ritirati in camera di Santina a festeggiare.

Dottore:          Non mi avevi detto che Santina era andata ad ossigenarsi i polmoni?

Rosetta:          E se li sta ossigenando, stia tranquillo.

Dottore:          Temo che stia succedendo qualcosa di grave.

Padre:             In tanti anni è la prima volta che vedo mia figlia felice.

14

Dottore:          Speriamo che non sia anche l'ultima!

Madre:                        Non faccia l'uccello del malaugurio, per favore.

Rosetta:          Se potessi andrei anch'io ad ossigenarmi un po' i polmoni!

Dottore:          Ne hai bisogno pure tu?

Rosetta:          Eccome! E' già qualche mese che fischio.

Padre:             Fischi?

Dottore:          Se fischi bisogna dargli una guardata, forse ci sarà un po' di catarro che va eliminato.

Rosetta:          Ma quale catarro, dottore, qualche ragnatela semmai deve dire.

Dottore:          La ragnatela nei polmoni, ma cosa dice questa scimunita..?

Madre:                        Nei polmoni, Rosetta?

Rosetta:          Ma chi ha parlato di polmoni?

Dottore:          Tu.

Padre:             Polmoni o non polmoni oggi dobbiamo comunque festeggiare il lieto evento.

Madre:                        Festeggeremo con la pena nel cuore per un incognito futuro, ma festeggeremo lo                                     stesso per la gioia di Santina.

Dottore:          Era meglio se Santina faceva la cura che le ho dato io.

                        ( Appaiono all'improvviso Armando e Santina. Lei raggiante, bellissima, sguardo             luminoso, sprizza gioia da tutti i pori. Lui, viso stralunato, capelli arruffati, occhiaie              nere molto evidenti, parla come un pugile suonato ).

Madre:                        Santina, cosa ti è successo?

Santina:           Mamma, papà, oggi mi sento dentro un'energia da fare rotolare il mondo. Armando,                   di' qualcosa tu. Su, di' qualcosa......

Armando:       Son contento........son contento.......

Dottore:          Questa tua improvvisa metamorfosi è sospetta, cara Santina. Devi darci delle                               spiegazioni esaurienti.

Santina:           Credo di avere trovato finalmente la terapia giusta per guarire.

Dottore:          Quale sarebbe questa terapia?

Santina:           Armando, diglielo tu.

Armando:       Son contento......son contento......

Dottore:          Io non ci capisco niente.

Rosetta:          Cosa vuole capire lei?

Dottore:          Ma come ti permetti?

Rosetta:          Se vuole capirci qualcosa legga questo biglietto. (Glielo consegna ).

Dottore:          E questa sarebbe la terapia giusta per Santina?

Rosetta:          Precisamente.

Dottore:          Ma non farmi ridere.

Padre:             Di quale terapia si tratta?

Madre:                        E' forse qualche diavoleria?

Dottore:          Questa è una cosa poco seria, non è affatto una terapia.

Madre:                        Armando, cosa le hai dato a mia figlia?

Santina:           Rispondi, Armando.

Armando:       Son contento..... son contento......

Dottore:          I ragazzi si stanno prendendo gioco di noi.

Madre:                        ( Alza un po' la voce ) Per favore, ditemi di quale terapia si tratta?

Rosetta:          Della terapia dell'amore.

Dottore:          Ti ho detto che questa terapia non vale niente.

Rosetta:          Invece è salutare.

Padre:             La prego, dottore, parli chiaramente.

Dottore:          Per dirlo volgarmente, questa è la terapia del .....

Santina:           Dottore, non faccia complimenti.....

Dottore:          Questa è' la terapia del ca.....volo, nel senso che non vale niente.

15

Santina:           La risposta è esatta.

Armando:       Son contento.....son contento.....

Madre:                        Cosa state dicendo, screanzati!

Dottore:          Trovo questa messa in scena intollerabile.

Padre:             Stia calmo, dottore, per favore, non perdiamo la ragione.

Rosetta:          Non vede che il risultato è evidente?

Madre:                        Io non ci sto capendo niente.

Armando:       Son contento....son contento.....

Santina:           Come potete constatare, nonostante gli errori della medicina ufficiale, qualche volta

                        il malato riesce anche a guarire.

Madre:                        Questo è stato un miracolo di Padre Pio.

Santina:           No, mamma, mi dispiace per te che sei devota, ma io devo tutto all'amore di                                Armando ed all'intuito di Rosetta, che mi ha dato la sua magica ricetta. Perciò, vi                       invito a fare un applauso a Rosetta, la vera artefice della mia guarigione.

Tutti:               Evviva, Rosetta....( Si baciano e si abbracciano contenti mentre il dottore farfuglia

                        qualcosa  e fa segni di dissenso ).Evviva Rosetta.....

Santina:           Armando, di' qualcosa anche tu a questi signori.

Padre:             Silenzio, ora Armando ci svelerà finalmente il suo segreto.

Armando:       ( Ci pensa un po' su poi... ) Son contento.....son contento.......

FINE

                                  

                                                

Cala la tela

                                                                                 

                         16                 

           

ITALO SCHIRINZI

LA MAGICA RICETTA DI ROSETTA

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