GIULIO BUCCIOLINI
LA MI' SOCERA LA FA LE FAVILLE
3 atti brillantissimi
FIRENZE
EDIZIONI DEL RE
1965
A Lorenzo Pereyra e Marcello Pini
miei generi esemplari
PERSONAGGI
CORNELIO AMMENNICOLI
VALERIA, sua moglie
CELESTINO e MARTA, loro figli
CLOTILDE SPARAGELLI, madre di Valeria
DON CIRILLO
MARTINO BIDONI
BIBBIANA, sua moglie
POMPEO STITICI
GIOVACCHINO POLLAI detto Mezzule
AMBROGIO SCHIZZI detto Ciuccia
AMELIA, domestica di casa Ammennicoli
Oggi, in un paese della campagna fiorentina.
Rappresentata per la prima volta il 10 febbraio 1962
al Teatro La Pergola dalla Compagnia Fiorentina Citt di Firenze ,
con Cesarina Cecconi, Nella Barbieri, Amelia Nencioli, Giovanni Nannini, Alvaro Focardi, Aldo Gineprari.
ATTO PRIMO
Una stanza arredata con un certo che fa da stanza da pranzo e da stanza di saggiamo. Due porte ai lati che conducono nelle altre stanze. Nel fondo una porta, che, conduce all'andito d'ingresso sulla sinistra mentre sulla destra si apre una specie di alcova, con una tavola grande, una credenza e alcune seggiole intorno. In mezzo alla stanza un tavolino, due poltrone e ai iati, un telefono, un registratore, un giradischi e altri oggetti di elettromeccanica, un po' confusamente disposti. Si capisce che c' in famiglia qualcuno che si occupa di tale materia.
VALERIA (di circa quarant'anni, prosperosa, di umor tranquillo, donna da casa affaccendata a rimettere a posto il salotto; quasi parlando da s) - Qui, se 'un si leva qualcosa, 'un si sa pi dove mettessi, 'a sedere. (chiamando) Amelia! Di', a que ragazzi, che appena gli hanno fatto merenda, vengan di qua a darmi una mano
AMELIA (vecchie domestica, parecchio malandata e rifinita, accorrendo traballando da sinistra).
- Sie. 'Un la voglian mica fare! Dice gli hanno una furia buggerona!
VALERIA. - Se 'un la fanno vol dire che 'unn'hanno fame... Ma me, 'un m'hanno a lasciar cos Questo 'unn' un salotto. Questo gli' un magazzino dun rigattiere! Eppure lo sanno chi deve venire.
AMELIA. - Venisse 'i Padreterno, gli hanno detto, noi si va via! Io, 'un mi ci provo nemmeno trattenerli, .. san cos debole!
VALERIA. - Digli che vengan subit di qua... senn vo a pigllall io ...
AMELIA - (uscendo da sinistra). - E sai, gli hanno dimorta paura! (via).
VALERIA. - Ma che si gira! (credendo che l'Amelia sia sempre l) Fra telefono, radi, giradischi, registratori, ammennicoli d'ogni genere, 'un si circola pi! Sembra d'essere ni' centro di Firenze! Quando poi... (si gira e vede che l'Amelia uscita) Quella l 'un si regge ritta e l'ha la mania d'aiutare la gente! L'avrebbe ma bisogno lei di farsi reggere a restare in piedi!
CELESTINO (giovanotto sui vent'anni, sveglio, simpatico, intelligente, entrando). - Si pu sapere icch tu voi? Ma che si pu stare dietro a te!
VALERIA. - O bambino! Questo 'unn' i' tono che mi piace! Sbrattare. Sbrattare e subito! E muta registro, senn, te la d io lelettromeccanica!
CELESTINO. - Mi pareva impossibile che t'un ce l'avessi con l'elettromeccanica! Che ci ho colpa
io se mi piace questo mestiere? 'Un si fa nulla, male. Si fa qualchecosa, peggio! Ma chi vi
contenta!... Gli tardi, 'un mi posso trattenere un minuto!
MARTA (ragazzi di appena sedici anni, ma che ne dimostra anche diciotto, vispa anche lei come il fratello, senza riguardi e senza mezze parole, entra anche lei disinvolta e con qualcosa in mano di elettromeccanica). - E io, lo stesso... Se 'un l'aiuto, mi nocchina i' capo ben bene!
VALERIA. - Me, sai, tu devi aiutare! Via, via, mettetevi in tutti e due e liberatemi questa stanza ...
CELESTINO (facendo per andarsene). -... La disse!
VALERIA (trattenendolo per la giacchetta). - Lo dissi e lo ripeto! Stasera deve arrivare la nonna e
e domattina, vu' lo sapete, i testimoni di nostro matrimonio ...
MARTA. - La nonna la 'unn' di soggezione ...
CELESTINO. - ... per cui, qui, ci pu rimanere ogni cosa! Per l'arrivo di que' du' vecchi... si pu sapere... che noia gli possan dare questi apparecchi! ... Gi, 'un sapranno neppure icch sono ...
VALERIA. - Che lo sappiano o non lo sappiano, 'un mi riguarda! Qui 'un ci voglio nulla, e basta!
MARTA. - Ma mamma, in fondo, sono un ornamento... Chi li vede, capisce subito che si 'sta in campagna, ma che 'un siamo degli zappaterra!
CELESTINO. - Operai specializzati! Tecnici! E come tenuti in conto... Cos, guarda, in palma di mano ...
MARTA. - E un altr'anno, gran bottega! Lui in giro con la lambretta pe nuovi impianti, registrazioni, verifiche, riparazioni, e io commessa a vender la merce... che vu' ci comprerete ...
VALERIA. - Se ve la deve comprare i' vostro babbo, co' i' granchio che gli ha alla borsa, v'aspettate un pezzo!
CELESTINO. - Eppure, un altr'anno ...
VALERIA. - Pensiamo a oggi. .. Rifatevi da una parte e via ogni cosa ...
CELESTINO. - Ora? Ma te, tu se' matta! S'era fissato alle quattro, son le cinque tra poco, e, siam sempre qui... E sai, i' sindaco gli aspetta poco ...
VALERIA. - Icch c'entra i' sindaco?
CELESTINO. - 'Unn' lui che vuole' che gli metta, stasera stessa, a posto ' registratore, perch domattina ci HA i' consiglio comunale?
VALERIA. - Per farne icch?
MARTA. - Mamma, lo sanno tutti, per registrare ...
CELESTINO. -... icch dicano i consiglieri! (mostrandole un apparecchio che sulla sedia) Lo vedi?
MARTA. - Con questa scatolotta ...
CELESTINO. - ... 'un si cambia le carte in tavola...
VALERIA. - Ho capito! parola detta e sasso gettato, un fu pi suo...
MARTA. - Con questo, 'un ci si rimangia nulla!
VALERIA. - E allora, cominciate col portar via questo!
CELESTINO. - Per forza! Se si deve istallare!
MARTA. - Del resto, 'unn' mica un brutto soprammobile!
VALERIA. - Vada per il soprammobile!... Ma quest'ultra roba la 'un mi va.
MARTA. - E il giradischi? Questo gli i' su' posto!
VALERIA. - Vada per il giradischi! ... ma state attenti, perch se mi gira qualcosa anche a me ...
CELESTINO (compiacente). - Tu vedrai che 'un ti girer nulla ...
MARTA. - Stasera, quando si torna...
CELESTINO. -... sparir ogni cosa!
VALERIA. - Ma intanto, vu' lasciate tutto qui!
CELESTINO. - S'ha furia!
MARTA. - Una furia maledetta! (fanno per uscire).
AMELIA (entrando da sinistra). - Allora gli posso dare una mano per portar via tutta questa roba. M' venuto quasi una mancanza, mi son dovuta mettere a sedere...
VALERIA. - Mettiti a sedere, mettiti! Tu se arrivata troppo tardi....
CELESTINO (fa per uscire da destra). - E se noi si fa tardi, 'uune stare in pensiero!
VALERIA. - A cena vu' tornerete... c la nonna... c da preparare per domani...
MARTA. - Per domani pensa tutto te...
CELESTINO. - ... perch noi 'un ci si sar ...
VALERIA. - Icch? V'un ci sarete?... Gli lanniversario di nostro matrimonio...
AMELIA. - Le nozze d'argento ... venticinquanni...
MARTA. - Ti si promette che alle nozze d'oro 'un si mancher! '
CELESTINO. - Ma domani, 'un'n' possibile!... Il lavoro innanzi tutto! (via da destra con Marta).
VALERIA (ad Amelia). - Ha' tu visto che roba?
AMELIA - E lei, la scusi sa, la permette che i su' figlioli 'un ci siano?
VALERIA. - Io 'un permetto nulla. T'ha sentito?... Basterebbe che gli avessero un babbo che si fa' rispettare... lo 'unn'ho forza! ...
AMELIA. - Se la 'unn'ha forza lei, icch dovrei dire io che ci ho un piede nella fossa?...
VALERIA. - Sforzati un pochino e cercami Cornelio... 'Unn'ha a essere dimolto lontano; so che aspetta gente ...
AMELIA - Lo chiamer dalla finestra... perch se scendo le scale e le risalgo domattina. (via a sinistra)
VALERIA. - Pora donna... Lu s'Illude di darmi una mano! Se un gliela d io, la va in terra... (rimette qualche cosa a posto e va via da sinistra con qualcosa in mano) E ora, questo, in do' me lo caccio? (via).
CELESTINO (affacciandosi da destra con Marta). - Un c pi nessuno... si polire...
MARTA (entra con il registratore e lo nasconde nella credenza). - T'ha' tanta paura! Questo si nasconde qui... Chi lo vede? Se la s'accorge che si va via senza nulla... la s'ammosca ...
CELESTINO. - T'ha' ragione! Lo capisce subito che 'un si va a lavorare.
MARTA - In fondo, l' tutta la settimana che ci s'arrabatta... e se ci si piglia un giorno di ferie gli pi che giusto ... (poi) Ma chi se ne ricordava delle nozze d'argento!
CELESTINO. - Per l'appunto domani! E poi, te l'ho a dire? Con tutti que' vecchi, domani, 'un mi ci troverei!
MARTA. - Le 'un son feste pe' giovani... (con altro tono) Per 'un bisognerebbe dimenticarsi che l' la festa de' nostri genitori ...
CELESTINO. - Feste sorpassate! Chi resiste pi, oggigiorno, con la stessa donna per venticinque
anni?
MARTA - E con lo stesso uomo?... C' da morire! (poi) Stasera per, magari tardi, si torna ... 'Un passiamo la notte fuori senza dir nulla ...
CELESTINO. - Fosse la prima' volta ...
MARTA. - Per te... Ma io...
CELESTINO. - Te tu vai dalla zia Eufrasia e domattina, se mai, gli si telefoner... (per andarsene) Vien via, vien via... che 'un torni i' babbo...
DON CIRILLO (vecchio prete un po' arrembato ma simpatico e allegro, entrando di fondo e imbattendosi in Celestino e Marta). - Passate, passate! Via sempre aperta alla giovent!
CELESTINO. - Don Cirillo, la ci deve scusare, ma siamo in ritardo di du' ore...
MARTA. - Forse qualche cosina di pi ... Arrivederla reverendo!
CELESTINO. - A presto ...
D. CIRILLO - Meno male che 'un fate e' dottori... senn vu troveresti i' malato belle morto! ...,
CELESTINO e MARTA (via di fondo ridendo).
D. CIRILLO (avanzando con cautela). - Sora Valeria ... l'abbia pazienza se mi sono introdotto come in casa mia... Il portone gli era aperto ...
VALERIA (entrando da sinistra). - Lei, qui, l' come in casa sua... Pe' i' mi' marito, le porte, le 'un ci sono che per aprirsi... Ne chiudesse 'mai una! La s'accomodi, la s'accomodi.
D. CIRILLO (con una punta di malizia). - Gli un po' pericoloso per... 'un si sente quando gli entra!
VALERIA. - Per me .. pol'entrare quando vole ... Lui piuttosto, righi diritto... perch a me, c'erte
storie, le 'un mi vanno gi ...,
D. CIRILLO. - Ma icch la pensa sora Valeria, e alla vigilia delle nozze d'argento!
VALERIA (sedendosi vicino al Priore). - Don Cirillo, l'ho chiamato proprio per questo ...
D. CIRILLO. - Lei la d peso alle chiacchiere... l'ho bell'e capito!
VALERIA. - Le saranno anche chiacchiere... ma intanto, ieri l'altro, invece di essere in piazza al mercato gli era a Fiesole ...
D. CIRILLO (sorpreso). - A Fiesole? Ci sar andato a vedere una villa... un quartiere un paio di, bovi... Eppure lo sa, 'un se ne vol dimenticare d'essere stato un sensale ...
VALERIA - E 'un si vol dimenticare neppure che que' tempi son passati... Me ne ricordo, sa, di quante me n'ha fatte passare Ogni venerd, leran corna! (poi)... La mi scusi 'un mi ricordavo che l' un prete ...
D. CIRILLO. - Perch i preti 'un lo sanno icch le son le corna? ... 'Un gli dir che ni' confessionale 'un si parli che di quelle, ma poco ci manca ...
VALERIA. - Insomma, ieri l'altro, e l'ho saputo da persona degna di fede, Cornelio gli stato visto
a Fiesole con una signora.
D. CIRILLO. - La sar stata una cliente!... Vecchia o giovane?
VALERIA. - Attempatotta, ma, dice, bene in gamba... Adatta per lui.
D.CIRILLO. - E chi la sia, la 'un lo sa?
VALERIA. - Se lo sapessi, sarei qui a perdere i' tempo con lei...
D. CIRILLO. - Scommetto che gliel'ha riferito qualcuno di qui!
VALERIA. - E se fosse?
D.CIRILLO - La 'un gli dia retta... Lei la lo conosce come gli i' su', marito... gli ha i' vizio di
chiacchierar troppo... di passare per un donnaiolo, di vantarsi dicch 'un s' mai sognato di fare. In altre parole... la 'un se n'abbia a male... buono come una pasta, mu farabolone come lui ce n' pochi...
VALERIA. - Gli ha raccontato qualcosa anche a lei'?
D. CIRILLO. - 'Un glielo nascondo. Qualche volta, trovandomi in compagnia co' su' amici, l'ho sentito fare certi discorsi... che 'un mi son parsi sinceri ... E il bello gli che nessuno glieli chiede... Gli lui ' che si diverte a raccontarli... e con che particolari... Sembra che ci goda ...
VALERIA. - ... a far venire l'acquolina in bocca anche a lei!
D. CIRILLO. - La capir, 'un mi posso mica chiudere gli orecchi.
VALERIA. - Ma dirgliene due, la potrebbe! Invece tutti zitti... ma io...
CORNELIO (sui sessant'anni, non troppo ben portati, ma che si atteggia a giovincello, a conquistatore, scilinguagnolo sciolto, e aria furbesca, ma non sorniona, aperta e anzi bonaria, desta simpatia; entrando di fondo, inatteso). - Toh! E come si son messi vicino! Se 'un fosse i' so' priore, che ormai gli pe' l'oche, ci sarebbe da sospettare ...
VALERIA (come continuando il discorso). ... Ma io, come gli dicevo, 'unn'ho voce in capitolo e a me, i mi' figlioli, 'un mi danno retta, (poi al marito) n lui, meno che mai... Fa troppo i', grullo, come ora... e 'unn'ha autorit. (poi come per spiegare) Si parlava, col so' priore, di Celestino e la Marta... I lavoro va bene, ma un po' di rispetto per i genitori, ci vorrebbe ...
CORNELIO (dando la mano a Don Cirillo per salutarlo) - Icch gli hanno fatto, poeri figlioli? Sono innamorati e 'un t'hanno detto nullo '?
VALEHTA. - Sie! Un po' prima! M'hanno avvertito che domani loro 'un ci possono essere ...
CORNELIO. - Meno che siamo e meglio e si sta!
VALERIA - E allora, se tu la pensi cos... la mi scusi so' priore se l'ho disturbato ...
CORNELIO. - Vede, so' priore, quei du' ragazzi gli hanno capito come va la vita d'oggi. Si son messi cos di buzzo buono in questa aziendina, che in pochi mesi l'ha fallo passi da gigante ...
VALERIA. -... da invadere tutta lo casa.
CORNELIO. - Perfino ni' comodino ci hanno cacciato l'album dei dischi buttando fori pantofole e vaso da notte ...
VALERIA. - Cornelio... un po' di riguardo per Don Cirillo ...
CORNELIO (continuando). - Perch lui 'un l'adopra?... Insomma sarebbe un vero peccato distrarli da i' su' lavoro ...
VALERIA. - Ho capito! A te, se domani 'un ci sono, 'un te ne importa nulla!
CORNELIO. - Ci sar la tu' mamma, i testimoni di venticinque anni fa... i' so' priore ... 'Un bastano?
D. CIRILLO. - ' Un voglio passar da maleducato, ma chiss se mi sar possibile ...
VALERIA. - No. Lei la 'un po' mancare!
CORNELIO. - Io, 'un posso mancare, come te. (alla moglie) Siamo indispensabili! Ma Don Cirillo
se c', ci fa piacere... se 'un c' se ne fa a meno!
VALERIA. - Ma, Cornelio!
CORNELIO. - In fondo, lui, icch c'entra?
D. CIRILLO. - Icch c'entro?
CORNELIO. - Fosse quello che ci ha incatenato... averlo fra i piedi sarebbe un bel motivo per trattarlo male... Ma con lui ... 'un mi posso neanche sfogare! La faccia pure i' su' comodo, Una bocca di meno la 'un guasta!
VALERIA. - Per icch gli spelluzzica, poer'omo!
CORNELIO. - Del resto, anche quella di andare a ricercare i vecchi testimoni e d'invitalli a desinare, sar stata una bella idea! C' i caso che 'un si ricordino pi neppure di noi!
VALERIA. - Appunto perch 'un ci hanno pi visto, ci rivedranno volentieri!
CORNELIO. - Senti, loro ci rivedranno anche volentieri, 'un dico di no; ma io, 'un ci tengo propio punto a rivedelli... Gli eran vecchi allora... figurati ora ...
VALERIA. - T'ha torto! Con la Bibbiena siamo state ragazze insieme e la ti piaceva ...
CORNELIO. - Allora!
D. CIRILLO. - Certo, vah; se c' anche qualche bella signora... .
CORNELIO. - Lo ravviva l'ambiente ...
VALERIA. - No. Quello, caro Don Cirillo, lo ravvivo io e busta. (facendo por congedare Don Cirillo) E... de' nostri ragazzi, se ne torner a parlare fra me e lei... perch lui unn un padre ... lui gli i gallo della Checca.
AMELIA (entrando ansante da sinistra). - C' la sora Clotilde! L' scesa in questo momento dalI'autobus... L'ho vista dalla finestra... Volevo scendere a pigliargli la valigia... ma 'unn'ho fatto in tempo. Io 'un cammino ...e lei l' un razzo... L' gi per le scale ...
D.CIRILLO. - La rivedo proprio volentieri...
CLOTILDE (sessant'anni suonati, ma in carne e in forze, agile ancora, spensierata, veramente giovereccia di spirito e d'aspetto, si annuncia gridando con festosa vivacit). - Ehi, di casa! Che si ricevano cos gli ospiti? Che siete tutti morti? Io in un cimitero 'un ci resisto neppure da defunta!
VALERIA (andandole incontro alla porta di fondo). - Mamma!!
CLOTILDE (abbracciandola). - I' so' priore? O chi c' che tira laiolo? I' tu' marito?
CORNELIO. - L'ha fatto fico, cara socera!
CLOTILDE (dando la valigetta all'Amelia) - Levamela di mno; se no In tiro a' i' genero! (salutando Don Cirillo) Anche Don Cirillo lo trovo bene! Credevo che fosse morto e invece ..... La si conservi! (a Cornelio che fa per salutarla).
CORNELIO. - Io sto come un papa!
CLOTILDE. - Tu stara come un papa... ma tu se' invecchiato!
CORNELIO - O se la m'ha visto l'altro giorno!
CLOTILDE. - Tu se' invecchiato dall'altro giorno. Perch un si pole invecchiare da n giorno all'altro?
VALERIA. - L' la vita che fa che lo butta gi! Crede d'aver vent'anni!
CLOTILDE. - I' troppo lavoro? E smettila. di lavorare... Fai i' pensionato e lascia lavorare i' figlioli. (guardandosi attorno) A proposito.. in do sono?
VALERIA. - A lavorare... Loro lavorano davvero. Almeno a icch dicano. E lavoran tanto che lavoreranno anche domani .
CLOTILDE. - Domani? Per la vostra festa?
VALERI. - Gli hanno da finire un 'lavoro, dice... un impianto importante a i' Comune...
CORNELIO. - 'Un lo possan rimandare in nessun modo!
CLOTILDE. - Ah! Per me, lo rimanderebbero
D. CIRILLO. - Anche per me!
CORNELIO. - 'Unn'usan pi codesti metodi. Con la giovent d'oggi bisogna saperci fare... La schiavit l' roba medioevale... Anchio...
VALERIA. - Perch te, tu se schiavo? ... Se ne riparler della tu' schiavit...
CLOTILDE. - Allora" libert, libert! Gli effetti si vedranno poi... 'Un dico bene Don Cirillo?
D. CIRILLO. - Certo... con un po di libert si respira meglio tutti...
CLOTILDE. - Giovani e vecchi! La un vol di questo? A' mi' tempi, ci tenevano a stecchetto su tutto... Ma 'un ce ne siamo trovati male!
CORNELIO. - Io ho fatto sempre i' mi' comodo.
VALERIA. - Ah ?! Tu lo riconosci?
CLOTILDE. - Perch t'ha 'trovato una moglie scema
VALERIA. - Ma ora, basta! Ti metto a i passo io!
CORNELIO. - Tu mi fa' ridere... Neanche la tu' mamma la sarebbe capace!
CLOTILDE. - Chi lo sa! Fa' che mi trattenga un poco e po' tu vedi!
VALERIA. - E, sai, sarebbe i' momento buono!
CORNELIO. - Per l'appunto!
CLOTILDE. - Giusto 'unn'ho da far nulla... E con le mani in mano e 'un ci so stare ...
D. CIRILLO. - Che donna! 'Un mi ricordo d'averla vista un momento ferma! (per salutarla) 'Un la voglio tener qui sullo mosse ...
CLOTILDE. - La fa bene perch mi voglio rinfrescare un poco... Si soffocava in autobus ...
CORNELIO. - Se la si faceva venire a prendere con la macchina ...
CLOTILDE. -... gi! Te lo dovevo dir io? Toccava a te, genero ignorante, di dirmi: vengo a
prenderla!
VALERIA. - T'avessi avuto trent'anni di meno... correva! E poi, chiss icch gli avrebbe
raccontato!
CORNELlO. - T'ha' ragione! Tu' madre l' icch l'... ma in fondo la m' sempre piaciuta! (a Don Cirillo) La si figuri che quando andai a chieder la Valerla, se 'un mi dicano che quella l'era la su' mamma... l'avevo presa per la su' sorella maggiore... E ci corse un ette che 'un m'innamorassi di Ici!
VALERIA. - Sare' stata poco fortunata!...
CLOTILDE (ridendo). - E io, ho corso un pericolo di nulla!
CORNELIO. - Don Cirillo, vengo ad accompagnarlo... Un c'i si intende con queste donne ...
VALERIA. - O t'unn'aspetti visite?
CLOTILDE. - Chie? Sottane no, eh? Quando ci son io, di sottane 'unn'ammetto che quelle di' so'
priore!
CORNELIO. - Omini con tanto di calzoni... deve venire Mezzule e i' Ciuccia per definire un affaruccio... (poi uscendo con Don Cirillo) Se un la fo toccar con mano... (alludendo a Valeria) quella la 'un ci crede mica che vo a Firenze per affari!... L' diventata cos
sospettosa...
D.CIRILLO. (sorridendo). - L'avr le su' ragioni.
CORNELlO. - L'uomo gli cacciatore. (uscendo) Scommetto che anche lei... (via con Don Cirillo che sorride)
CLOTILDE (mettendosi a sedere). - Se unavessi da rinfrescarmi... un riposino mi farebbe bene .
VALERIA. - Tanto pi che ho da dirti qualcosa .
CLOTILDE. - Ancora que' ragazzi? Fa' che ci parli, te li addomestico io...
VALERIA (chiude accuratamente le porte). - Tu credi?
CLOTILDE. - Accidenti a i' mazzapicchio Qualcosa di grave? Gli hanno una relazione? ... C' un
figliolo alle viste? ...
VALERIA. - Se' matta?! 'Un lo dire nemmeno per scherzo! Loro, te l'ho detto, 'un pensano che a i'
su' lavoro, dice. E 'un lo voglio mettere in dubbio ...
CLOTILDE. - Ma io me ne vorrei sincerare!
VALERIA. - 'Un son tonto loro che mi danno pensiero ... quanto Cornelio...
CLOTILDE. - Icch fa? Si comporta male?
VALERIA. - Gli ha un'amante!
CLOTILDE. - Icch? A quell'et? Se 'un l'ha avuta prima ...
VALERIA. - Io, invece, comincio li credere che l'abbia avuta... sempre.
CLOTILDE. - La stessa? Ora la sar diventala un' bidone come lui!
VALERIA. - Macch la stessa! ... Sbaglier, ma ogni venerd che va a Firenze per il mercato ...
CLOTILDE. - La cambia? Ma va via... Una volta... quando, sai c'eran le possibilit... l'avr anche potuto fare. Un'ora di conversazione, fra un affare e l'altro, la ci poteva scappare... Ma 'unn'eran mica cose serie. Sfoghi ...
VALERIA. - Noe, noe. Se si vuole sfogare s'ha a sfogar con me!
CLOTILDE - Insomma, icch tu sai e icch tu supponi?
VALERIA. - Ho saputo, nella maniera pi certa, che venerd, ier l'altro, gli stato a Fiesole a far bisboccia con una donna ...
CLOTILDE. - L'hanno visto?
VALERIA. - Pare ...
CLOTILDE. - E chi te l'ha detto? Don Cirillo?
VALERIA. - Macch! L'ho fallo venir qui apposta, ma 'un sa nulla... Che vo' tu che ne sappia un
prete di certi rigiri .
CLOTILDE. - E allora? ...
VALERIA. - Chi me l'ha detto, gli stato uno che l'ha sentito quando lo raccontava a i caff... E
come se ne vantava! ...
CLOTILDE. - O 'un lo conosco! Quello gli, capace di raccontarlo a tutti e poi... gratta gratta 'un ci riman nulla! ...
VALERIA. - Gli quello che m'ha detto' anche Don Cirillo!... Ma figurati che gli ha raccontato certi particolari... 'Un li potevo riferire a i' so' priore ...
CLOTILDE. - A me tu li po' dire. 'Un mi scandalizzo mica!
VALERIA. - Gli andato nel pi elegante ristorante del posto e s' fatto apparecchiare' per due, in
un salotti no separato...
CLOTILDE. - Accidenti; questa la sarebbe grossa! E poi?
VALERIA. - Gli hanno cenato chiusi; sprangati ...
CLOTILDE- - Il resto me l'immagino... (con altro tono) 'Unn'aspetta i su' amici' di venerd?
Gioco che racconta tutto anche a loro!
VALERIA. - Potessi esser dietro luscio!
CLOTILDE (guardandosi intorno). - Con tutti questi apparecchi, 'un ce n' punti che ti possan servire?
VALERIA. - Zitta! Ce n'era uno che poteva fare a i' caso nostro! Un soprammobile...
CLOTILDE. - Un soprammobile?
VALERIA. - S... un registratore... sai; di quelli che ripiglian tutti i discorsi che si fanno ...
CLOTILDE - Lo conosco.
VALERIA. - Ma I'hanno portato via' i' ragazzi ... Lo devono installare al Comune per ripigliare buggerate che dicano in consiglio...
CLOTILDE. - E 'un ce n'hanno altri?
VALERIA. _ Si pu guardare... ma 'un credo ... Intanto lo vuoi un vermuttino?
CLOTILDE. _ Con un po' d'acqua, per.
VALERIA (va alla credenza per prendere la bottiglia e vede il registratore). - Toh! Gli qui!
CLOTILDE. - In do' tu voi che sia i' vermutte? Ni' bagno?
VALERIA. - Macch vermutte! C' i' registratore! (lo porta sulla tavola) Pagherei sapere perch l'hanno messo l!
CLOTILDE. - Sar un altro!
VALERIA. - Che lo sai manovrare?
CLOTILDE. - L'ho visto caricare a i' mi' fratello curato ... sai, lo zio Vinicio... L'adopra per dettarci le prediche ...
VALERIA. - E poi, su i' pulpito, ci mette i' registratore?
CLOTILDE. - Quanto tu se' ingenua! Se le fa ripetere per impararle a mente! (tocca l'apparecchio e prova a metterlo in moto).
VALERIA. - T'un lo sciuperai mica, eh? Perch costa un mucchio di soldi!
CLOTILDE. _ Anche se si avesse a sciupare, meriterebbe i' conto! Valeria, si tratta o non si tratta della tu' felicit? Della tu' tranquillit? E poi, alla vigilia delle nozze d'argento... Vorre' vedere che tu le facessi con questa spina ni' core! (armeggiando all'apparecchio) Ecco trovato i' 'bandolo... Si mette a i' punto... si carica e si rimette nella credenza lasciandola mezza aperta
VALERIA. - E noi?'
CLOTILDE. - Noi si va via... Te a far la spesa ...
VALERIA. - L'ho fatta stamani.
CLOTILDE. - Tu la rifai... e io taccompagno. Gli bene che i' tu marito sia sicuro che in casa 'un c' nessuno!
VALERIA. - Allora si porta con noi anche l'Amelia ...
CLOTILDE., - Ti porter la sporta.
VALERIA. - E se la ci casca per la strada?
CLOTILDE. - La raccatter i' cassino! (fa per andare, ma si ferma sulla porta) Per, i' vermuttino
t'un me l'ha mica dato?
VALERIA. - Scusami. Ho la testa cos frastornata... (fa per prendere la bottiglia e i bicchieri).
CORNELIO (di fuori). - Passate, passate; Su in salotto si parla pi liberamente ...
VALERIA. - Eccoli...
CLOTILDE. - Allora 'un ti confondere co' i' vermutte. Lo BERR prima di cena! (riguardando
l'apparecchio nella credenza) Questo gli pronto! (uscendo da sinistra) La trappola l' tesa!
(via).
VALERIA. (affacciandosi alla porta, di fondo a sinistra). - Vu' potete salire. Qui vu' ci starete, come
a i' caff!
CORNELIO. (entrando con gli amici) - La mi moglie la ci porta da rinfrescassi!
AMBROGIO. (entrando; sui cinquantanni, un po zotico, ben portante, allegro) - Salute alla sora
Valeria! ... La un ci porti roba artefatta...
GIOVACCHINO (entrando, quarantanni, vispo, tipo di conquistatore spregiudicato). - Vin rosso... di quello che sa di giaggiolo, come i' su' profumo, sora Valeria... Lo preferisco a tutti i liquori di questo mondo...
VALERIA. - Che lo dica Ambrogio, lo capisco... gli un vecchio contadino... ma lei che la fa i' rappresentante di biancheria intima ...
GIOVACCH (senza pensarci). - A proposito. Gli ho regalato una camicia da notte di quelle che le 'un n'arrivano a i' bellico ...
VALERIA. - Per lui?
GIOVACCH. - Per lei, signora. 'Un gliel'ha data
CORNELIO (confuso). - Tu m'ha detto che tu me la regalavi... ma l'ho ancora da vedere ...
VALERIA. - Grazie lo stesso... ma la 'unn' roba per me ...
CORNELIO. (per cambiar discorso). - O tu' ma. 'Un gli s' mica fatto paura'?
VALERIA. - La si metteva qualcosa sulle spalle per venire con me a far la spesa... (prende dalla credenza fiasco e bicchieri e posa tutto sulla tavola) Mi raccomando... in casa 'un c' nessuno... vien via anche l'Amelia!
CORNELIO (agli amici). - Accomodatevi. (alla Valeria) Va' giuliva... e 'unn 'aver paura di' puzzo... In sessant'anni 'un m' riuscito di ...
VALERIA. - Anche meno ...
CORNELIO. -... di fargli ingozzare i' puzzo di' sigaro toscano. Quando vanno via, spalanco le finestre ...
VALERIA. - Fumate pure e arrivederci a poi...
GIOVACCH. - La ci scusi se gli s' invaso la casa ...
AMBROGIO. - E la s' buttata fori!
CLOTILDE (entrando da destra con uno sciallino sulle spalle). - Gli sbagliano, lor signori, Noialtre 'un ci butta fori nessuno... ci se ne va... di propria spontanea volont! (via di fondo con Valeria).
CORNELIO (appena mesce il vino e rivolgendosi a Giovacchino). - Mi dici icch t' venuto in mente, dianzi, di spiattellare alla mi' moglie, laffare della camicia da notte? Ma in do' tu l'hai cervello?
GIOVACClI. - Credimi, 'un l'ho fatto apposta...
CORNELIO. - Quella la 'un ci crede mica alla storia di' contratto da rifinire!
AMBROGIO. - Chiss icch l'ha pensato a vedecci qui qui!
CORNELIO. - La 'unn'ha troppa fiducia in noialtri tre...
AMJlROGIO. - La 'un creder mica che si sia stati con te a Fiesole insieme a quella cialtrona?!
CORNELIO. - Tu pagheresti ...
GIOVACCH. - Ma, insomma, icch vu avete, fatto di speciale?
AMBROGIO. - Tu ci ha' promesso di raccontacci tutto pe' filo e pe' segno...
GIOVACCH. - Che ci siete stati davvero in, un salottino soli?
CORNELIO. - In separ... E il cameriere, prima d'entrare, doveva bussare, alla porta... E, sapete, s fatto aspettare un poco... Quando ci ha portato il gelato... gli s'era tutto squagliato da quanto s'era fatto aspettare sull'uscio...
GIOVACCH. - Accidenti! Ma allora quella ragazza l'era bona!
CORNELIO. - Macch ragazza! A me, le ragazze, le 'un mi fanno neanche vento!... Per chi
pratico della materia, ci voglian delle donne esperte... a tutto fare... L'era una brunetta
... separata dal marito... assetata... cari mia... e brava, brava,... lasciatemi di' brava ...
AMBROGIO. - Senti, Cornelio, io ni' separ 'un ci son ma' stato... ma qui' tavolino fra le du' seggiole... gli ha a essere un inciampo... E a stare a sedere uno di qua e uno di l, mi sembra scomodo ...
GIOVACCH. - Tu se' tutto grullo... Ci sar stato un divano, no?
CORNELIO. - Di gomma piuma .... S'andava gi come' ni' cotone idrofilo... '
AMBROGIO. - Vu' ci avrete fatto i' chilo!
GIOVACCH. - Ma che si fa i' chilo, in certe circostanze? Si capisce 'un n'ave' ma' visto nulla... ma te t'un sa' neanche la.b.c. dell'amore!
CORNELIO. Pe' icch s' mangiato, bisognava far altro che chilo!... Pensate... Sei o sette portate, senza contare i' dolce, la frutta, i' caff, i' liquore e lo spumante... Quello poi, quell'accidente, la lo beveva a garganella! Ma almeno, la si fosse dissetata! L'ha voluto anche i' vischio... dice gli di moda ...
AMBROGIO. - Che vischio?
GlOVACCH. - Si scrive vischio ma si pronunzia uischi ...
CORNELIO. - Insomma, di quello, se n' sgocciolata una bottiglie ...
AMBROGIO. - Vu' vi siete sbronzati?
GIOVACCH. - Saranno stati un po' allegri ...
CORNELIO. - Altro che allegri... Siam finiti su i' divano ...
AMUIlOGIO. - E noi, scemi, a a spettatti in piazza...
GIOVACCH. - Chetali! Ora gli incomincia i' bello!
CORNELIO. _ Lo sapete perch feci tanto tardi?
Perch la Fifina ... 'un ve l'ho detto, ma la si chiama Fifina, appena finita su i' 'divano, l'ha cominciato a sbuffare, dicendo che gli faceva troppo cardo ...
AMBROGIO. E allora, eh?
GIOVACCH. - Te t'un domandavi di meglio!
CORNELIO. - Mi tocc a sfilargli i bolerino ... Poi cominciai a sudare anch'io...
AMBROGIO. - E tu ti levasti la giacchetta?...
CORNELIO. - Pe' forza! Si scoppiava da i' cardo!
GIOVACCH. - E lei, e lei?
AMBROGIO. - Gioco che la s' addormentata ...e bonanotte!
CORNELIO. - La s' ririzzata, appoggiandosi a i' tavolino, e l'ha cominciato a cantare cinquantamila baci... mentre la faceva lo spogliarello!
AMBROGIO. - E te? T'un connettevi pi!
GIOVACCH. - I' grullo! Quello gli era i' momento cruciale!
CORNELIO. - Che 'un si pu riferire... (e fa per alzarsi)
GIOVACCH. - Allora, tu fai come a i' cine... su i' pi bello, cambia scena! Ma qui 'un c' mica i minori di sedici anni!
AMBROGIO. - Gli ha ', ragione! 'Un si doveva parlare di' contratto? Torner la su' moglie e 'un si sar compicciato nulla.
GIOVACCH. - M'imporla dimolto di' contratto!
Quello si rifinisce' in Piazza! Io vo' sapere come l' andata a finire ...
CORNELIO. - Finire'! T'ha' a fs' conto che quella la sia stata la prefazione ...
GIOVACCH. - Ho capito! Il resto gli stato un romanzo ...
CORNELIO. -... giallo! Ti basti sapere che s' fatto perfino la lotta e, quando gli entrato i'
cameriere, co' i' conto ... 'un ritrovavo pi i pantaloni!
AMB. e GIOV. (danno in una rumorosa risata).
AMBROGIO. - Come t'avre' visto volentieri in mutande!
GIOVACCH. (dandogli un colpo sulla pancia). - Questa tu l'ha a raccontare a i' sagrestano di Don
Cirillo!
CLOTILDE (spalancando di colpo la porta di fondo ed irrompendo nella stanza). - Sentiamo, sentiamo icch gli' si deve raccontare! La deve aver detto dimolto grossa!
VALERIA (che la segue). - O belle o nulla, eh? I mi' marito!
GIOVACCH. (confuso). - Lui crede che un asino voli... invece ...
AMBROGIO. - Oggigiorno, la gente'un le beve pi!
CORNELIO (scherzando). -... Ma voialtri s, v'avete dato sotto a i' fiasco ...
CLOTILDE. - Insomma,' a quello che ho capito, v'avete bevuto parecchio e compicciato poco!
VALERIA. - Se v'unn'avete finito... noaltre s va di l!
CLOTILDE. - Gli hanno finito, gli hanno finito! (piano a Valeria) Se t'un li mandi via ci fanno buio.
AMBROGIO (alzandosi e facendo per uscire). La sora Clotilde la sa troppo bene che quando i' fiasco s' seccato, 'un c' pi nulla da fare!
GIOVACCH. (idem). - Infatti, icch s'aveva da dire s' bell'e detto!
CORNELIO. - Ci si ritrova marted in piazza!
CLOTILDE. - Arrivederci a tutti!
AMB. GIOV. VAL. - Arrivederci! (i due vanno via)
CORNELIO (seguendoli). - Scendo anche io. Vaccompagno.
CLOTILDE (appena usciti tutti a Valeria). - Tu se' buaccola, sai, a trattenelli!
VALERIA. - Facevo per 'un parere. Ma, ho un' voglia matta di' sapere icch gli hanno detto! CLOTILDE (andando a prendere il registratore) - Tu devi dire icch gli ha detto i' tu' marito ... Gli altri, me lo immagino, gli stavano a bocca aperta aperta a sentillo!
VALERIA. - E se gli avessero parlato soltanto daffari?...
CLOTILDE. - Si sente di che genere gli erano ... (posa il registratore sul tavolo) Assicurati che Cornelio sia andato a accompagnalli.
VALERIA. - Di corsa!... (scomparendo di fondo) Ci avesse a trovar qui! (via).
CLOTILDE (cercando di mettere in funzione l'apparecchio). - Sarebbe buffa l'avessi. accomodato male!
VALERIA. - (rientrando). - Gli gi alla svoltata... (poi ansiosa) Che funziona?
CLOTILDE. - (mette in moto in moto il registratore. Si sente una canzonetta).
VALERIA. - (sorpresa, ingenuamente). - O che si sono messe a cantare?
CLOTILDE. - Tun senti, l una voce di donna... Lavranno registrata quei ragazzi...
VALERIA. - Ma in dove, se un vanno mai in nessun posto...
CLOTILDE. - Lo dicano a te! (mettendo a posto lapparecchio) Zitta... questa l una voce domo...
(il registratore ripete: Con due pastiglie di dolce crema al giorno, si mantiene il corpo in ordine. La dolce crema fa sparire la stitichezza...)
VALERIA. - Tu lha messo male!
CLOTILDE. - Aspetta... Dopo la reclame c la commedia poliziesca... (il registratore continua a riportare un miscuglio di parole indecifrabili. Sono state evidentemente registrate due cose che si sono sovrapposte; poi, a un tratto, si capisce una frase come questa: ... a Fiesole insieme a quella cialtrona).
VALERIA. - L la voce di Ambrogio.
CLOTILDE. - Zitta! (il registratore riferisce: Cialtrona? Tu pagheresti!)
VALERIA. - Questo gli lui!
CLOTILDE. - (mentre il registratore continua con due registrazioni sovrapposte). - Accidenti a me!
VALERIA. - 'Un s capisce pi nulla! (rivolgendosi irritata a Clotilde) Ma icch t'ho fatto?
CLOTILDE. - 'Un mi sono accorto che su' i nastro c'era gi registrato qualche altra cosa.. Mah! Speriamo ni' seguito... (il registratore ogni tanto fa capire: L'era una brunotta... separata).
VALERIA (esasperata). - Senti, chi l'era!
CLOTILDE. - Una moglie!
VALERIA. - Se 'un la posso identificare, la colpa l' tua!
CLOTILDE. - 'Un gli avr mica dato l'indirizzo n' su' amici! (il registratore continua a intervalli Ci sar stato un divano... ).
VALERIA. - La voce di Giovacchino!
CLOTILDE. - Ma chetati! ( il registratore continua C'era e di gomma piuma ..,)
VALERIA. - L'ha detto Cornelio! Di gomma piuma! Morbidi gli stavano quegli sporcaccioni! ...
CLOTILDE. - In tutti i salotti, c' un divano...
VALERIA. - Ma di gomma piuma gli esagerato! Chiss come ci affondavano! (il registratore comincia a gorgogliare) Vai! Ora,'un, si sente pi nulla!
CLOTILDE. - Se t'un ti cheti un si raccapezza nulla davvero! (il registratore, dopo un altro' po' di gorgoglio dice abbastanza chiaramente: La Fifina...).
VALERIA. - Senti come la si chiama quelli spudorata!
CLOTILDE (le chiude la bocca con la mano). - E chetati! (il registratore riprende: Appena finita sul divano ... lha cominciato a sbuffare dicendo che gli faceva troppo caldo ...Allora tun
domandavi di meglio Mi tocc a sfilargli il bolerino, poi comincia a sudare anchio...
E tu ti levasti la giacchetta? Per forza. Si scoppiava da i cardo!)
VALERIA (liberandosi dalla mano di Clotilde). - 'Un ne vo' senti' pi!
CLOTILDE. - Tu perdi i' meglio! (il registratore: E lei? E lei? L'ha cominciato a cantare cinquantamila baci mentre la faceva lo spogliarello).
VALERIA (fuori di s). - Lo spogliarello a suon di musica! C' quanto basta per mandar dentro lui
e lei!
CLOTILDE. - Un po' di spogliarello lo fanno dappertutto!
VALERIA. - E quello che 'un s' sentito? E quello che 'un si pu vedere?
CLOTILDE. _ Zitta. Si ricapisce qualcosa! (il registratore riprende con una certa chiarezza questa frase: Quando gli entrato i' cameriere co' i' conto ... 'un ritrovavo pi i pantaloni...)
VALERIA (facendo per gettare in mezzo alla stanza l'apparecchio) Un mese senza, lo fo stare!
CLOTILDE. - Che se' pazza! Gli un affare che costa un centomila lire a dir poco!
VALERIA. - In mutande, lo fo andare in piazza della Signoria! In mutande!
CLOTILDE. (vedendo che che il registratore s' fermato). Peccato! Se continuava, si sapeva anche quanto gli era costata quella cena! Gli tanto farabolone che per farsi grande, lavrebbe detto anche a' su' amici!
VALERIA. - Farabolone? Sporcaccione! Canaglia! Fedifrago! Traditore, t'ha a dire!
CLOTILDE. - E loro, pi ributtanti di lui! (fa per rimettere a posto l'apparecchio).
VALERIA. (prendendoglielo di mano). - Tutti e due con moglie e figlioli! Si rinasconde dove gli era, e quando quei ragazzi lo ritroveranno, su' padre sar bell'e dentro!
CLOTILDE. - Poera grulla! Se tutti i mariti che fanno le corna dovessero esser dentro... altro che Murate... Ci vorrebbe ma un paio di forbici ben'arrotate!
VALERIA (tornando al centro della scena, quasi piagnucolando). - E ora? Mi dici icch devo fare?
CLOTILDE (tranquilla). - Far finta di nulla!
VALERIA. - E io me le tengo e zitta?,' Un mi pare!
CLOTILDE. - Questa l' la sorte delle mogli!
VALERIA. - Te tu dici bene, perch a te 'un t' mai successo!
CLOTILDE (senza pensarci). - Tu lo dici te!
VALERIA (sorpresa). - Come? Anche i' babbo?
CLOTILDE (cercando di rimediare). - 'Un lo so ... Me lo immagino...
VALERIA (arrabbiandosi). _ Ma io lo so! E con me 'un la passa liscia!
CLOTILDE. - Icch tu gli vo' fare?
VALERIA. - Una lezione lha a avere e grossa...
CLOTILDE. - Rifletti... Anchio, l per l... ma poi riflettevo...
VALERIA. - Ma allora... il babbo te le faceva?
CLOTILDE. - Te lho detto... gli un tributo che la moglie deve pagare...
VALERIA. - Spesso?
CLOTILDE. - Se gli recidivo!
VALERIO. - Senti. Fino A che 'un me ne sono accorta... passi... Ma ora... Peccato che 'un ci ho nessuno sottomano!
CLOTILDE. - Rendergli la pariglia? 'Un lo dire neanche per chiasso!
VALERIA. - E te, t'un gliel'ha' resa? 'Un ci' credo! Neanche ti vedessi!
CLOTILDE. - Bambina, ora tu esageri! Son la tu' mamma!
VALERIA. - E allora,' consigliami!
CLOTILDE. - Soprassiedi... Lascia passar domani ...
VALERIA. - E tu credi che domani... Via mamma, come posso fare a festeggiare le nozze d'argento con un mostro simile?
CLOTILDE. - Questo gli vero'! (pigliandola in chiasso) Ma guardalo i' meno' possibile. (poi) T'un vorr' mica rimandar la festa dicendo a tutti Rinviata a epoca da destinarsi, perch i' mi' marito m'ha fatto le corna?
VALERIA. - E io, dovrei star l tutto il giorno come se niente fosse?
CLOTILDE. - Naturale!
VALERIA. - Con gli invitati... a recitar la commedia di venticinque anni d'amore ...
CLOTILDE. - Macch d'amore! Di matrimonio ... ' 'unn ' la stesso cosa.
VALERIA. - Insomma... (squilla il telefono).
CLOTILDE. - Chiss che 'un siano i testimoni che 'un vengano altrimenti!
VALERIA.- 'Un, ci vorrebb'altro!
CLOTILDE. - Lascia rispondere a me. Tu se troppo agitata! (al telefono) Pronto. Con chi parlo? Ah, tu se te? Figurati... si credeva... Niente, niente, Icch c di novo?
VALERIA. - Ma chi l?
CLOTILDE (al telefono). - Come? Come?... Vun tornate a cena?
VALERIA. - Chi? Celestino?
CLOTILDE. - La Marta. (al microfono) E neanche a dormire?... No, no. Io un vi posso autorizzare a nulla... son la nonna....
VALERIA. - Me lavevano accennato... te lho detto...
CLOTILDE (al telefono). - Lavoro importante o no, a dormire si torna a casa... te specialmente... Niente zia!... Vu finirete a mezzanotte? ... Va bene, vi saspetta... No... dalla zia, n te n Celestino... un voglio... Vu gli date noia...
VALERIA. - Ci sono stati delle altre volte...
CLOTILDE (mettendo in mano alla Valeria il microfono). - Rispondi te, perch io un ce la faccio a rimanere calma per me, ci dovrebbero venire e basta!
VALERIA (al microfono). - Eh? V un ci venite davvero?... Proprio, unn possibile?
CLOTILDE. - 'Un c' nulla d'impossibile!
VALERIA (al microfono). - Passami Celestino ... Lui fa fare la parte di forza a te... Celestino... domattina, pochi discorsi, v' 'un dovete mancare... d'avanzo... Icch?... No, no ... 'unn' successo nulla... ma domattina... per la nostra festa... S, lo so, il lavoro... ma nella vita 'un c' soltanto i' lavoro... Eh?... Va bene... fate icch vu' volete... se ne riparler a comodo... (rimette il ricevitore con gesto di rabbia) Gli inutile. Si sono infatuati tutti e due di questo maledetto lavoro ...
CLOTILDE. - Loro? E te? Pi infatuata di loro.
Se gli stava per me... dormir fori 'un si dorme... e domattina qui... da su' genitori!
VALERIA. - Ma son dalla zia!
CLOTILDE. - Che venuta a i' telefono?
VALERIA. - La 'un ce l'ha, tu lo sai!
CLOTILDE. - Per cui t'un sai neppure se t'hanno detto i' vero!
VALERIA. - In fondo, son du' ragazzi seri...
CLOTILDE. - Anche Cornelio gli era un marito serio...
VALERIA (allarmata). - Ma icch tu supponi?
CLOTILDE. - 'Un suppongo nulla... Ma questa ...latitanza pe' i' giorno di domani mi puzza un poco... Siccome la stagione l' bella e domani, per l'appunto ... gli mezza festa ...
VALERIA (dando in singhiozzi). - Son poco amareggiata... avvelenami addirittura l'esistenza! (scappa via, singhiozzando, da destra).
CLOTILDE. - 'Un ti voglio avvelenar nulla... (cercando calmarla) T'apro gli occhi... E 'un piangere ...
CORNELIO (entrando di fondo allimprovviso). - Chi che piange?
CLOTILDE. - La tu moglie... La un vole aprire gli occhi... la un vole vedere...
CORNELIO (allarmato). - Icch c da vedere?
CLOTILDE. - L troppo credulona!
CORNELIO. - Eppure, l la tu figliola!
CLOTILDE. - Ma la un massomiglia... Io, per esempio, que ragazzi, li farei tirare pi dritto...
CORNELIO. - L una fissazione!... Se gli ripeto che son tutto lavoro...
CLOTILDE (ironica) - Lo so, somigliano a i su babbo ...
CORNELIO. - Io ho sempre lavorato...
CLOTILDE. - E loro fanno lo stesso... anche nei giorni festivi... Contenti voialtri... unnho pi niente da dire!
CORNELIO. - Forse se lera stata pi zitta... lavrebbe fatto meglio!
CLOTILDE. - Infatti, mi dispiace davella fatta piangere...
(si sente il rumore di una porta che sbatte)
CLOTILDE (in orecchi). - Zitto. Ho sentito un rumore...
CORNELIO. - Sar stato i' gatto, gli, in, amore.
CLOTILDE. - Macch gatto! Come il solito, tha lasciato la porta aperta e il vento l'ha richiusa. (riprendendo il discorso e cercando di giustificarsi.) Vedi, sono una benedetta donna che 'unn'ha peli sulla lingua, e quando c' da die qualcosa, anche di spiacevole ... 'un mi so trattenere... Con la mi' figliola poi, tu capirai, 'unn'ho soggezione ... (poi) Fosse con te...
CORNELIO. - S. Perch con me l'ha de' riguardi ...
CLOTILDE. - Ce n'ho pi di quelli che tu credi!
CORNELIO (chiamando). - Valerla! Valeria! Vien di qua. C' lo tu' mamma in lacrime. La singhiozza anche lei, per averti rimbrottato In fondo l di cuore!
CLOTILDE. - Pigliami, pigliami in giro... intanto, tu lo sai, 'un reagisco... (con altro tono) Guarda se tu voi du' nocchini!
CORNELIO. - E lo conosco, e la conosco. L' come l'ortica; a toccalla, la pizzica. (chiamando) Valeria! Via, 'un la far tanto lunga... Se que' ragazzi 'un tornano e si va a cena noi. L' cos sensibile, la su' figliola, che per questa stupidaggine l' capace di non mangiare... Valeria, icch si fa? (va per cercarla) Se l' troppo buona con que' ragazzi... in fondo l' la mamma... La 'un la mortifichi pi. (via a destra).
CLOTILDE (forte). - Ma se anche la cena la gli deve restar sullo stomaco, gli meglio che la 'un venga neppure a tavola... Poi gli passer.
CORNELIO (ricomparendo). - Che venuta di qua?
CLOTILDE. - No... Perch?
CORNELIO. - In camera la 'un c'... in cucina nemmeno ...
CLOTILDE. - La sar... Quando la singhiozza gli vien voglia di vomitare ...
CORNELIO. - Ho capito in do' l'! (via di corsa da destra).
CLOTILDE (da s). - Co' icch l'ha ingozzato, 'un gli farebbe che bene!
CORNELIO (rientrando). - Macch! La 'un c in nessun posto.
CLOTILDE (un po' allarmata). - In do' tu' voi che la sia andata ' (via a cercarla anche lei).
CORNELIO (seriamente preoccupato), - ... Se gli dico che la 'un c', la 'un c'!
CLOTILDE (rientrando). - La 'un c' davvero!
CORNELIO. - Lei, la 'un l'ha vista sortire?
CLOTILDE. - T'ho detto di no!
CORNELIO (riesce ancora). - Se 'un la s'e chiusa in un armadio... (via).
CLOTILDE. - Sie! La fa a nascondino! (poi fra s) O questa?
CORNELIO (rientra mogio mogio con un foglietto in mano).
CLOTILDE (ansiosa). - Cornelio? 1
CORNELIO (leggendo il biglietto). - Non ho pi n figlioli, n marito... Icch le fo a fare le nozze d'argento? Gli meglio che vada via!
CLOTILDE. - E se n' andata?
CORNELlO. - Se la 'un c' pi ...
CLOTILDE (sincera) .. - Cos! Senza dir nulla neanche a me!?
CORNELIO (mostrando il foglietto). - Lei la lo sapeva!
CLOTILDE. - No, davvero!
CORNELIO (urlando). - La lo sapeva!
CLOTILDE. - 'Un son come te; 'un le dico le bugie!
CORNELIO - E poi, pe' icch? L' rimasta male pe' que' ragazzi... Ma io, icch c'entro?... La dice: 'Unn'ho pi figlioli... perch 'un tornano a cena...! Lo posso ammettere... Ma i' marito c'!
CLOTILDE. - E a una cena un manca!
CORNELIO. - 'Un capisco icch gli preso... (poi con ingenua preoccupazione) I peggio gli che... se la 'un torna... Come fo domani a festeggiare le nozze dargento da solo?
Cala la tela.
FINE DEL PRIMO ATTO
ATTO SECONDO
La stessa scena. Il salotto pi in ordine. Quasi scomparsi gli apparecchi e anche la disposizione dei mobili stata un po modificata. nellangolo che fa da sala da pranzo, c la tavola apparecchiata per sei o sette persone.
la mattina dopo.
(Squilla il telefono)
CORNELIO (accorre con qualcosa in mano, un fascio di fiori accartocciati). - Pronto! ... S ... Parla con Cornelio... Ah! Tante grazie! ... Eh s ... L una bella festa... Bellissima... Lo so... un capita a tutti... A me, s ... l capitata... E come! Se ne son contento? ... Accidenti! ... S, s, lo so. Son pochi i privilegiati... e io son fra quelli... Felice... Felicissimo! S, s.. anche la mi moglie... Gli far i rallegramenti unaltra volta... L sempre a letto... sa ... lemozione... Gliela saluto io... Come? Cento di questi giorni? ... Ce ne vorr di pi per arrivare alle nozze doro... Un un fa nulla... giorno pi giorno meno... Accetto laugurio! (posa il microfono) Questo gli i decimo che mi augura cento di questi giorni!
CLOTILDE (entrando da sinistra in una messa un po' accurata, da lesta). - Fino a che s limitano a telefonare...
CORNELIO (mostrandole il mazzo di fiori). - ...e a mandar fiori... (con altro tono) ... In do li metto? Li butto nellacquaio?
CLOTILDE. - E con la cannella aperta... Poi ne' vasi li accomodo io. Guardiamo almeno chi li manda ...
CORNELIO. - 'Un vo' guardar nulla!
CLOTILDE. -- Guarder io. (legge il biglietto appuntato al mazzo). - Venticinque anni di felicit e fedelt! Un gran sogno realizzato. Luisa. Senti chi lo dice! La ci ha avuto anche due amanti per volta ...
CORNELIO. - Io 'un riesco a capire come la su' figliola la si sia decisa a far questo colpo di testa, proprio alla vigilia delle nozze d'argento... Guardi, la l'avesse fatto prima ...
CLOTILDE. - Tu ci saresti passato sopra?
CORNELIO. - 'Un dico codesto... ma la 'un m'avrebbe messo in un simile imbroglio ...
CLOTILDE. - Eh! Gi! Le corna tu l'avresti avute lo stesso... ma oggi, la festa, la si sarebbe fatta in pace... In fondo, quello che ora ti preme ...
CORNELIO. - La dica come si rimedia?! Ma come fo a festeggiar venticinque anni di fedelt coniugale... se la mi' moglie l' scappata con l'amante?
CLOTILDE. - Prima di tutto la 'unn' scappata con nessuno... poi... un ci fasciamo a testa ...
CORNELIO. - Lei! Ma io?
CLOTILDE. - Ancora le 'un ti si vedano... E chiss che la 'un torni ...
CORNELIO. - La 'un torna. La me l'ha fatto apposta!
CLOTILDE. - Allora, un motivo c'?
CORNELIO. - L' dispettosa!
CLOTILDE. - Se si tratta d'un dispetto 'unu' una cosa seria!
CORNELIO. - Ma la diventa seria... ora, quand gli arrivano gli invitati... (togliendo di tasca un foglietto) E sa, a proposito, i' so' Pompeo... quello che ci fece da testimone in carrozzella perch s'era rotto 'un so che cosa... ;, '
CLOTILDE. - E gli sempre vivo?
CORNELIO. - Gli sta meglio di, me e di lei... gli vedovo. Gli ha telegrafato che 'un manca... E, sa, viene da Crotone, in fondo allo stivale... vent'ore di treno.
CLOTILDE. - Speriamo che in un viaggio, cos lungo, si sia rotto qualche altra cosa!
CORNELIO .- Icch gli si racconta?
CLOTILDE. - Icch tu racconterai all'altro testimone... a i' so' priore e a tutti, quelli che verranno a congratularsi con te e con la tu' moglie ...
CORNELIO. - Martino 'unn'ha confermato la su' venuta... Ma s quello 'unn'avrebbe a rinunziare a un desinare... Gli sta a Cuneo, ma viene lo stesso con la moglie!
CLOTILDE. - Una pettegola di nulla quella Bibbiana! Belloccia e tutta lingua. Ora poi che l' invecchiata... l'ha a essere insopportabile ... Se tanto tanto la sammasca... tempo un'ora, lo sa tutt' i' mondo!
CORNELIO. - E invece, nessuno deve saper nulla! (poi con altro tono) So qualcosa, io?
CLOTILDE. - T'un sai neanche se tu ce l'hai!
CORNELIO. - Ma se 'un vedan ' lei... se le immaginano!
CLOTILDE (togliendogli di mano il mazzo di fiori che tiene ciondoloni). - Da' qua. (lo svolta) T'un vedi, ciondola da tutte le parti! (e fa per metterli in un vaso).
CORNELIO (con gesto di stizza). - Lo sbatterei volentieri su' i' muso di qualcuno!
CLOTILDE. - Su' ' mio no... perch con un manrovescio ti fo venire i' torcicollo!. .. E poi, quando tu ti sei arrabbiato ben bene, icch tu rimedi?... Qui ci vuole un piano preciso e bene studiato!
CORNELIO. - Noe... noe... (stizzito) La 'un me l'aveva a fare ...
CLOTILDE. -... la vigilia delle nozze d'argento... tu l'ha' bell'e detto! Qui bisogna mettersi d'accordo su icch si deve dire... Anche l'Amelia l'ho chiusa in cucina e gli ho detto: - Te, fa' da desinare e 'un pensare a altro. E fa' pianino perch la Valeria l' ancora a letto e 'un si sente bene! - Ma a un certo, momento, mi toccher a inventare qualche altra cosa ...
CORNELIO. - Per l'appunto, come inventore, 'un valgo un fico secco!
AMELIA (entrando, tirandosi su la cocca del grembiule). - Gli tanto che chiamo! C'era la chiave nell'uscio... l'ho quasi sganasciato ...
CLOTILDE. - Chi t'ha detto di venir for?
AMELIA. - 'Unn'ho odori... ci ho un filo di prezzemolo ...
CLOTILDE. - Tu ne fai a meno... Intanto oggi chiss neppure se si mangia ...
AMELIA (ansiosa). - Icch?... Allora la sora Valeria, la sta male?
CLOTILDE. -T'un lo vedi Cornelio? Che ti pare i' solito?
AMELIA. - Madonnina, come gli abbacchiato! O che si sente male anche lui!
CLOTILDE. - Per me, si tratta di una intossicazione generale... Ma ancora un si pole dir nulla di preciso... certi crampi... vero Cornelio... Qui poeromo gli stato su quella poltrona tutto rannicchiato per quasi unora... e un dolor di testa... l... sai,,, propsio sulla fronte...
CORNELIO. - Ora per, sto un po meglio!
CLOTILDE. - Per forza! Gli ha ridato lanima! Ma icch si sar mangiato ieri sera?
AMELIA. - Tutta roba bona... Sar stato i fresco! E io che me ne stavo tranquilla in cucina. Ma ora, vo' andar subito n sentire se la sora Valeria l'ha bisogno di quarcosa...
CLOTILDE (trattenendola). - Per carit! Tu la faresti bona! La s' riappisolata proprio in questo momento. (a Cornelio) E anche: te, 'un c'entrare' in camera se la 'un ti chiama. Ci son io... basto io ...
AMELIA. - Ma guarda un po' che disdetta... proprio oggi... E io, fra me e me, lo dicevo... ma come mai la sora Valeria stamani la 'un' s'alza? Lei, che l' sempre cos mattiniera... Meno male che c' la sora Clotilde e i' so' Cornelio pole stare in piedi perch io bisogner che faccia da cucina da sedere Mi sono alzata per via di' prezzemolo... ma se 'un torno a sedere svengo!
CLOTILDE - L'avrebbe a essere una bella festa! (squilla il telefono) (all'Amelia) Vo io, vo io... Te guarda di continuare a preparare come se niente fosse... e se tu ti svieni, chiamami. (per uscire di fondo).
AMELIA (andandosene). - Proprio mi dispiace! Oh! Se vogliono che vada a chiamare i' dottore... 'Un so se ci arriver ...
CORNELIO. - Per ora, 'un ce n' bisogno!
AMELIA. - Perch colle intossicazioni e 'un c' da scherzare... l' Tonto, i' figliolo di Sardine,
coll'intossicazione, in tre giorni gli and via!
COUNELIO (facendo gli scongiuri). - Va' via anche te, fammi i' piacere!
AMELIA (via da sinistra borbottando). - La capisco, sa! Sarei nervosa anch'io!... Lui gli sta male... la sora Valeria l' a letto, io 'un mi reggo in piedi... (via).
CLOTILDE (entrando di fondo). - Passi, passi Don Cirillo... La ci trova tutti in un monte... La Valeria l' a letto...
D.CIHIJ. LO (entrando). - A letto, proprio oggi?
CORNELIO. - E io, son l l per andarci... Una febbre ...
CLOTILDE. - Dice che c' una vera epidemia di intossicazioni. Gliel'ho a, dire... Ho paura anche io... dice l' attaccaticcia ...
D. CIRILLO. - Attaccaticcia? ... E lei la passeggia per la casa? La vada a letto subito... gli chiamo i' dottore io!
CORNELIO. - Grazie. Semmai gli si telefona.
CLOTILDE. - Peccato per la festa ...
D. CIRILLO. - Anzi... 'un sapevo come fare a dirglielo... che 'un se ne avessero a male...
CLOTILDE. - La 'un pole?
D. CIRILtO. - 'Un ci potr essere neanchio. M'hanno chiamato d'urgenza dalla Badia... c' uno
che s' avvelenato co' funghi...
CLOTILDE. - Meno male!
D. CIRILLO. - Come?
CLOTILDE. - Meno male c' in giro e meglio si sta!
D. CIRILLO. - Corro via, perch gli per tirar laiolo!
CORNELIO. - Un caso letale?
D. CIRILLO (sulla porta di fondo). - Pure!
E lei, la 'un faccia i' bravo. La si riguardi. Ha visto come si fa presto a tirare i' calzino? (via).
CLOTILDE (accompagnandolo). - Mi dispiacerebbe gli si fosse attaccato qualcosa anche il lei. (via).
CORNELIO (facendo gli scongiuri). - Va a finire, mammalo davvero!
CLOTILDE (riapparendo di fondo). - Gli sceso dallautobus i so Pompeo. Mi dici icch sinventa?
CORNELIO. - Mi butto a letto e buonanotte!
CLOTILDE. - E nellintinto ci rimango io! Chi! Chi! Ci vuole qualche altro rimedio!
CORNELIO. - Lei, lha tante risorse! La se la cava sempre bene!
CLOTILDE. - Se quello gli ha incontrato i so priore?
CORNELIO. - Macch! Un lo conosce nemmeno!
CLOTILDE. - Chiss se si beve la storia dellintossicazione!
POMPEO (d.d.). - Che si pole? Amici... vecchi amici...
CLOTILDE (a Cornelio). - Buttati in poltrona, fai il morto ma un mi lasicar sola... (poi con altra voce) Avanti. Oggi, c libero ingresso!
POMPEO (sulla settantina, occhiali, barba e bastone, vestito di scuro, da cerimonia, tipo giovialone, dai gran gesti espansivi, entrando e andando subito incontro alla Clotilde e rivolgendosi a Cornelio). - Caro Cornelio, gli venticinque anni che 'un ci si vede e un bell'abbraccio sarebbe di prammatica... ma bisogna che tu mi consenta di dare prima una strizzatina affettuosa alla tu' florida moglie, che l' diventata una vera matrona e che se la mi fosse passata d'accanto 'un l'avrei riconosciuta... (abbraccia Clotilde) Sora Valeria, con tutti gli auguri e i rallegramenti anche da parte della mi' pora Assunta, che son sicuro, la li conferma da i' cielo... (con altro tono)... in do' spero che la si sia ormai domiciliata per sempre ...
CLOTILDE (confusa, guardando con intenzione Cornelio). - 'Un... so come ringraziarla... so' Pompeo ...
POMPEO (cercando di abbracciare con maggior espansione Cornelio). - E ora a te, caro Ammannicoli, vecchio compagno di bagordi... ante... matrimoniali.
CORNELIO (facendo per respingerlo). - Un momento! Che hai paura delle intossicazioni infettive?
CLOTILDE (pronta piano a Cornelio) - 'Unn'importa pi! (poi, forte) Questo grullaccio s' messo in testa di esser intossicato!
POMPEO (abbracciandolo). - Se tu stai proprio bene!... Un po' d'occhiaie le son giustificate, con una moglie ancora cos in gamba! E poi, ho capito... Vu' volete festeggiare come si deve le nozze dargento... Sora Valeria... Scommetto che quello sarebbe capace di festeggiarle una notte s e una no!
CLOTILDE (facendo cenni evasivi a Cornelio). - I' so' Pompeo gli scherza, ma io, in confidenza, 'un mi posso rammaricare! Ho un marito... che, vale ancora un tesoro!
POMPEO. - Si vede, si vede ... Vu' siete ancora una bella coppia!... E quanti figlioli vu' avete?
CORNELIO (confuso). - Due...
CLOTILDE (pronta). - Per ora ...
POMPEO. - Ho bell'e capito. Prima che i gioco resti ... ve ne scappa un altro paio...!
CLOTILDE. - Anche di pi .... (poi falsamente rassegnata)... Se Iddio vorr...
POMPEO (ilare). - Bisogna aiutarlo! (poi con un certo mistero) Stasera... vi metto a letto, io... Vu' me lo permetterete, no? Sono il pi vecchio amico di famiglia... Vi rimbocco i' lenzuolo, e ' vi d la buona notte!... Porta bene!
CORNELIO. - Pompeo, tu fai i' chiasso?
POMPEO. - Se la signora la 'un se n'ha per male... gliene dico un'altra...
CLOTILDE. - Dica, dica. Ormai che l'ha, cominciato... la pu dire icch la vole...!
POMPEO. - Se la fosse rimasta vedova l'avrei risposata io!
CORNELIO (facendo gli scongiuri). - Senti Pompeo, che si cambia discorso?
POMPEO. - Come? Fo un complimento alla tu' moglie e tu te n 'hai per male '?
CORNELIO. - Tu mi mandi all'altro mondo e t'ho anche a ringraziare?
CLOTILDE. - Gli ha ragione i' mi' marito!' Ma, la scusi, prima di tutto se fossi vedova... lei la 'un sarebbe qui... perch 'un si festeggerebbe le nozze d'argento... e poi parlare di vedovanza in questo giorno... mi pare ...
CORNELIO. - Mi pare che porti male davvero!
POMPEO (ridendo). - E allora, altri cento anni di matrimonio. Se' contento cos? Per, lasciamelo dire, tu sei lo stesso fifone di venticinque anni fa! Mentre la tu' moglie... l'ho ritrovata tale c quale... vispa... svelta... sembra che l'abbia trent'anni meno di te!
CLOTILDE (ridendo di cuore). - Ora l' troppo galante, so' Pompeo. Lu mi fa fare i' viso rosso!... La venga, piuttosto, la si rinfresca ...
POMPEO. - Ho capito! La crede che mi si sia seccata la gola! La si dimentica che fo i' mestiere di' venditore ambulante!
CLOTILDE. - No. Volevo dire, se la vuol passare in camera per lavarsi le mani... poi si beve ...
POMPEO. - Lo so icch vuol dire questo eufemismo ... 'Unn'ho bisogni.
CLOTILDE. - Insomma, se la si vuol mettere in libert ...
POMPEO. - Se gli per levarmi la giacchetta, la cravatta, la sottoveste e allentarmi la cigno de' pantaloni... allora son con lei... (fa per muoversi).
CORNELIO (facendo dello spirito). - Con lei no... T'accompagna la donna di servizio ... (chiama) Amelia!
CLOTILDE (facendogli gli occhiacci). - Cornelio!
POMPEO. - Ma io lo dicevo!... Quello gli ha fatto quattrini... Gli ha cambiato treno... figlio d'un cane! Gli ha messo su anche la serva!
CLOTILDE (a Cornelio). - Sei matto a chiamar l'Amelia! (con intenzione) E lei, so' Pompeo, la mi' scusi, ma quella se la si sente chiamare serva, l' capace di lasciare i' desinare su i foco e batter la scarpa.
POMPEO. - 'Unne scherziamo!... La chiamer addetta ai servizi domestici!
CLOTILDE (facendosi avanti). -. E giacch la 'unn 'ha sentito, lo accompagner io. Venga, venga, so' Pompeo... (maliziosa) ma fermo con le, mani!
POMPEO. - O che stata sempre cos scontrosa?
AMELIA (entrando da sinistra). - Che mavena chiamato? (vedendo Pompeo) I signo dottore?
Che sta peggio?
POMPEO (alludendo a Cornelio). - Macch! Storie!
CLOTILDE (pronta). - Gli i signo Pompeo che ci fece da testimone a i matrimonio.
AMELIA. - Tanto piacere! (poi alludendo a Valeria) meno male che la unne sta peggio!... (facendo per andarsene) Ma sto tanto peggio io... M presa una sonnolenza... Ci ho la testa che mi casca da tutte le parti.
CLOTILDE (ad AMELIA). - Torna, torna in cucina... fo tutto da me. (a Cornelio) E te, va a vedere
a che punto siamo con lo stracotto... che i sugo sia ben tirato... perch a me, tu lo sai, quellacquerugiola sporca la un mi piace! ... (piano) E chiudila dentro! (via da destra con Pompeo) La scusi, ma una poera donna da casa, la un ripara... (via).
AMELIA (uscendo da sinistra con Cornelio) Credevo fosse i dottore che veniva a visitare la sora Valeria...
CORNELIO (accompagnandola). - Sta tranquilla, la sta meglio!
AMELIA. - Ma in cucina, ancora, la un s vista...
CORNELIO. - Ti pare che la possa venire in cucina... La si fida di te!...
AMELIA. - la si po fidare... perch anche se ho sonno e un mi reggo ritta... mando a tavola un reggimento! (via)
CORNELIO (fra s). - A te mosche! Santa Lucia tiengli almeno bene aperti gli occhi! (via) (suona
il campanello)
CLOTILDE (entra da destra di corsa). - Apro io, apro io!
CORNELIO (entra da sinistra frettoloso). - Saranno Martino e la Bibbiana! Le cose si complicano... Socera, mi sento male!
CLOTILDE. - 'Un ti scappi detto... Ormai 'un c' da tornare indietro... Te, vai a aprire e io mi rimetto un po' in ordine... Sono o non sono la mi' figliola ?... Ma dimmi una cosa... Da quanto tempo 'un vedano la Valeria?
CORNELIO. - Da quando ci si. spos. Come Pompeo...
CLOTILDE. - E ullora, siamo a cavallo!... Per quanto quella Bibbiana l'era un certo tipo...
CORNELIO. - Lo so. Vu' siete' state 'ragazzo assieme...
CLOTILDE. - Ricordati di dammi di' tu.
CORNELIO. - 'Un mi riesce ...
CLOTILDE. - Sforzati... perch tu rovineresti ogni cosa! E sii affettuoso... (via)
MARTINO (d.d.). - Salute! iUn vi si trovava un accidente!
BIBBIANA (d.d.). - Chi credeva che vu stessi in un villino stronghette come questo!
CORNELIO (entrando dal fondo). - Entrate, entrate. No... no, un c scalini...
BIBBIANA (entrando; sulla cinquantina, ripicchiata, tinta, un po pacchiana e un po ignorante). - Che vavessi fatto i quattrini si sapeva... ma in questa maniera... Accidenti che quartiere! Guarda Martino! O che ci avete anche i termosifone?... Vedo c i gladiatori...
CORNELIO. - Un son gladiatori, sono i nostri figlioli, che si occupano di elettromeccanica...
MARTINO (sessantenne, un po malandato, succube della moglie, ma ancora arzillo, entrando). - Tu guardi i quartiere... tavr tempo... e tun dici nulla a i nostro Cornelio... per la su
festa...
CORNELIO. - Unn la mi festa... San Cornelio un lo festeggio. Porta male.
POMPEO (entrando in maniche di camicia e senza cravatta). - Fa bene. Con una' moglie come la sua; sarebbe uno spregio (salutando) Viva i coniugi Bidoni! Chi l'avrebbe ma' detto che ci si sarebbe rivisti dopo venticinque anni! La ricordo sa, lei... (a Bibbiana) La pianse tutto i' tempo della cerimonia... e dissi: Ma guarda come l' sensibile... l'ha a essere una parente stretta... Macch... Seppi dopo che gli doleva un foruncolo ni' collo!...
BIBBIANA. - L'ha una memoria di ferro! Ma la testa che l'ha sempre al posto?
POMPEO (ridendo). - Se la vede, vol dire che la c' (rivolgendosi a Martino) E questo gli i' nostro Martino... Una forchetta come cc n' poche! Se co' i' tempo la 'un s' spuntata!
MARTINO. - Arrugginita l'ha a dire, con le diete che mi fanno fare... Lattuga e l!
POMPEO. - Preferisco la ricciolina!
MARTINO. - A du gambe!
BIBBIANA. - Ma la sora Valeria che si fa vedere? Oh, siamo venuti anche per lei!
CORNELIO. - L' a dare un'occhiata in cucina!
POMPEO. - Che donna! Gi, se la 'un l'ha pi vista ...
MARTINO. - Ventiquattranni fa ...
BIBBIANA. - Me ne ricordo... alla maternit, quando l'ebbe i' primo figliolo ...
POMPEO. - Insomma, la 'un la riconosce... Un po' pi grassoccia, ma appetitosa pi di prima... (indicando Cornelio) La 'un' vede come l'ha ridotto Cornelio!
CORNELIO. - O se tu m'ha' trovato tanto bene!
POMPEO. - Tu sta' bene... ma t' 'un sci in tutte le tu' forze... Anche a parlare tu se' poco espansivo... tu parli a gocciole... (a Bibbiana) Gli abusa via gli, abusa! (a parte) E con una donna a quella maniera... abuserei anch'io ...
BIBBIANA. - Ma, insomma, la mi' vecchia, amica Valeria... si fa vedere s o no? I' so' Pompeo
m'ha messo una curiosit addosso...
CORNELIO (fra s). - Ci mancava anche questa! (poi) L'era cos in disabigli...
POMPEO. - Con me, sa, la 'unn'ha avuto soggezione... sono un ignorantaccio... ma quando si tratta di persone di riguardo, come loro... anche la mi' moglie, bon'anima, la si vestiva a seconda delle persone che la riceveva... Pi cafone l'erano e pi la si metteva elegante!
CLOTILDE (entrando da destra d'un'eleganza vistosa, un po' stravagante, ma giovanile. Sembra abbia lasciato una buona ventina d'anni, festosa, ilare, espansiva), - Bibbiana ...! (le corre incontro e labbraccia) T'un ti po' immaginare come ti rivedo volentieri in questa circostanza che ci riporta indietro di tanti anni... e ci fa ricordare tante belle' cose .... (rivolgendosi a Martino) E anche lei, so' Martino,' (lo saluta calorosamente) che regalo la ci ha fatto ad accettare i' nostro invito (squadrando: ambedue) Come vu' state bene! La Bibbiana l'
ringiovanita!
CORNELIO (si regge alla spalliera di una seggiolia per non svenire).
MARTINO (sembra commosso e stordito).
BIBBIANA (squadrando Clotilde). - La un ci creder... Lei forse, la un mha riconosciuta...
MARTINO. - Ma s che la ti riconosce!
BIBBIANA. - Ma io, cos di primo acchito... un la ravviso...
MARTINO (pronto). - Da ragazze vu vi sarete date di tu ...
BIBBIANA. - Senzaltro... Ma s, sai, guardandoti meglio... Tutta la tu mamma... negli occhi... ni mento...
CORNELIO (tra s) Ne buchi di naso...
BIBBIANA (scusandosi). - Perch lei, la un c?
CLOTILDE (sospirando). - Come ce l'avrei voluta volentieri in un giorno come questo... tu te lo puoi immaginare ...
MARTINO. - Morta?
POMPEO. - 'Un l'aveva capito?
BIBBIANA (confusa). - Scusa se ti ho rinnovato i' dolore...
MARTINO. - Molto anziana?
CORNELIO. - Parecchio... passati i settanta ...
CLOTILDE. - Ma li portava bene.
CORNELIO. - Per modo di dire ma l'era vecchia, via, vecchia.
CLOTILDE. - Ma no. Settanta la 'un gli aveva nemmeno compiuti.
MARTINO. - Una malattiaccia... ce ne son tonte in giro ...
CLOTILDE. - Macch. La 'unn'era mai stata cos bene ...
BIBBIANA. - Un colpo e l?
CLOTILDE. - In maniera cos inverosimile...
CORNELIO. - ...stecchita. Anchio un me lo so spiegare! (additando Clotilde) Questa poera figliola la un si dette pace per pi di du anni... la sera ridotta... La s ripresa da qualche tempo... (cercando di cambiare discorso) Ma vun volete nulla per rinfrescarvi? Un aperitivo ci sta bene! (fa per avvicinarsi al buffet)
MARTINO (piano a Cornelio). - Senti... a quellepoca... quando la conobbi io... lera un certarnese...
BIBBIANA. - A icch mha raccontato Martino...
MARTINO (riprendendola). - Tu lhai conosciuta anche te, no? a quel tempo?
BIBBIANA. - Ora si pu dire... la Valeria la un se navr a male... come donna lera sveltoccia e come socera, la doveva essere un bel crostino! Icch la ne dice so Cornelio?
CORNELIO (fa per rispondere, ma si torva alle spalle Clotilde. Reticente). - Tutte le socere, si sa...
MARTINO. - ... lhanno i su baco!
POMPEO (entra a far parte della, conversazione). Bisogna vedere, per, di che baco si tratta! Se gli un lombrico si sopporta, ma se gli uno di quei vermi che, dice, fanno nelle boscaglie dell'America... lunghi un metro e mezzo... c' da farsi venire la pelle d'oca soltanto a vederli... figurarsi ad averli sempre fra i piedi!
CLOTILDE (senza pensarci) - Sicch 'io sarei ...
CORNELIO (pronto). - Ringrazia Iddio che ' io sono orfano!
BIBBIANA. - Ma lui, che fino a due anni fa una socera l'ha sopportata ...
CLOTILDE. - E co' i' baco!
BIBBIANA. - 'Un polessere che un eroe!
POMPEO. - Con la buona pace della defunta sora Clotilde... un miracolo se tu se' ancora vivo! CORNELIO (intervenendo). - Tutto merito della mi' moglie... che per difender me... la si metteva sempre contro la su' poera mamma!
BIBBIANA (a Clotilde). - Come gli affettuoso i' tu' marito! (poi) Cos le fanno le mogli che le voglian veramente bene... (a Martino) T'avessi mai una bona parola le per la t moglie, che
ti' sopporta da ventisette anni e rotti! (poi piano) Che li ho contati bene?
MARTINO (piano a Bibbiana mentre gli altri pigliano l'aperitivo). - Benissimo... ma (con aria di mistero)... te l'ho a dire... quella Valeria ...
BIBBIANA. - Icch l'ha la Valeria?
MARTINO. - 'Un ce la ritrovo la Valeria d'allora!
BIBBIANA. - Per forza! Iventicinque anni son passati anche per lei!
MARTINO (sempre piano). - Che la 'un sia lei?
BIBBIANA. - Che se' matto? Chi vo' tu che, la sia?
MARTINO. - Che abbia risposato e 'un ci abbia detto nulla?!
BIBBIANA. - E Cornelio festeggia le nozze d'argento con un'altra donna! Via, t'ha' perso i' cervello!
MARTINO. - Eppure, la 'unn' lei!
BIBBIANA. - Lascia fare A me! (rivolgendosi agli altri) Buoni tutti a bere, ma nessuno fa un brindisi per gli sposi! (avvicinandosi al buffet) Un vermuttino anche a me!
CORNELIO. - Alla noce vomica!
POMPEO. - Fatto in casa dalla sora Valeria ... Tutta roba genuina... amaro come i' veleno!
BIBBIANA. - No, no, 'un ve ne abbiate a 'male, ma amaro 'un mi va! Io ho sempre preferito i
CLOTILDE. - lo, invece, somiglio la mi mamma: dolce o amaro per me gli lo stesso'!
CORNELIO. - Con questa differenza: 'che il dolce lo beveva lei, e l'amaro lo faceva bere agli altri! (poi rivolgendosi affettuosamente a Clotilde) T'un te n'hai mica a male, eh ?
CLOTILDE. - Delle socere 'un se' ne parla ' che male... ma ...
CORNELIO (con intenzione). - Ma della mia, in fondo, n'ho sempre parlato bene ...
BIBBIANA (alzando il bicchierino). - Ecco, questo vin santo liquoroso, gli proprio al caso per fare
un bel brindisi agli sposi...
POMP. MART. (alzando contemporaneamente i bicchieri). - Cin, cin!
BIBBIANA. - Per, via; so Cornelio... du tenerezzine alla mnoglie ci stanno bene!
CLOTILDE. - Gli cos vergognoso...
CORNELIO (avvicinandosi a Clotilde col bicchiere alzato). - Mi ci prover (un po timoroso tenta di farle una carezza).
CLOTILDE (scherzando, mentre Cornelio la carezza). - D'icch tu ti vergogni? Tu sei i' mi' marito... t'un se' mica i' mi' ganzo!
CORNELIO (incitato dalle voci degli altri le fa una lunga carezza). - Va bene cosi ?
POMP. MART. (danno in un grido di gioia). - Bravo! Bravissimo!
CLOTILDE (ridendo). - Macch bravo! Ce l'ha fatta a fatica... E piuttosto che alla moglie... sembrava dovesse accarezzare la socera... bon'anima!
CORNELIO (infervorato). - Guarda che son capace di darti un bacio... qui in presenza a tutti!
CLOTILDE (sfidandolo). O forza!
BIBBIANA. - Un bel bacio come vu' vi davi venticinque anni fa !
CORNELIO (facendosi avanti). - A lungo metraggio!
CLOTILDE (affettuosa). - Come i' primo... che mi rintron tutta!
CORNELIO (dandole con impeto un bacio sulla bocca). - Con la speranza che ti rintroni ancora!
TUTTI (applaudono).
CLOTILDE (vergognandosi scappa da sinistra). - Ma icch vu' m'avete fatto fare? (poi piano a Cornelio) Si saranno convinti ora? (via).
POMPEO (battendo sulla spalla a Cornelio). - Via, bisogna riconoscerlo, gli ancora in gamba i' nostro Cornelio... ma gli abusa!
BIBBIANA. - Fa proprio piacere vedere come si voglian bene anche dopo venticinque anni! (rivolgendosi a Martino) Te, per le nostre nozze d'argento, t'un mi baciasti cos! (piano) Che se' persuaso ora che t'ha' torto?
MARTINO. - Persuaso del tutto ... 'un sono!
BIBBIANA. - Tu credi che sian tutti come te! (poi con intenzione rivolgendosi a Cornelio) vero, so' Cornelio, che vu' ci avete un orto dove ci nasce i' sale?
POMPEO. - Orto e giardino... Merita vederli ...da gran signori!
CORNELIO. - Se vu' ci volete scendere... visto che ancora 'un n' pronto... ma vu' rimarrete delusi ...
MARTINO. - Volentieri... (piano a Bibbiana) Che ci ho colpa io se 'un son persuaso?
POMPEO (seguendo Cornelio che si incamminato verso la porta di fondo). - Peccato che 'un distingua un cocomero da una zucca!
CORNELIO (accompagnandolo). - Facile Se gli bono gli un cocomero... se 'un sa di nulla l' una zucca! (via con Pompeo e Martino).
CLOTILDE (entrando da sinistra). - O in do' sono andati?
BIBBIANA. - Sono scesi nell'orto ...
CLOTILDE. - Gli hanno fatto bene perch siamo di molto addietro. S'ander a tavola fra un'ora ...
BIBBIANA. - Dice che orto e giardino son come la casa... da' signoroni... '
CLOTILDE. - Che mi vo' pigliare in giro?
BIBBIANA. - Eppure, tu te li ricorderai' i discorsi che si faceva da ragazze?...
CLOTILDE. - Me li ricordo sicuro!
BIDBlANA. - Si diceva: O si diventa ricche o nulla... E te, ricca tu se' diventata!
CLOTILDE. - E te no! L'ho saputo, sai, che vu' rangate di molto bene!
BIBBIANA. - S. Per dir la verit, mi contento. Mi son saputa arrangiare... e i' mi' marito ... 'un s' mai accorto di nulla ...
CLOTILDE. - Ho capito... Corna ...
BIBBIANA. - Perch te, t'unn'ha' fatto altrettanto?
CLOTILDE. - Io, no davvero!
BIBBIANA. - Vien via ... 'un la fare l'ingenua ...,
CLOTILDE (riprendendosi). - Insomma...
BIBBIANA. - Ecco. Che in pubblico tu debba parlar cos, siamo d'accordo... ma a quattr'occhi... con una vecchia amica... tu ti po' sbottonare!... Intanto, l'avrei a sapere... i' tu' marito t'ha fatto sempre le corna... e te... tu gliel'ha' rese!
CLOTII.DE. - Ma chi te l'ha detto?
BIBBIANA. - T'eri fidanzata quando tu pigliasti quella cotta con qui' biondino mezzo tisico pieno di quattrini...
CLOTILDE. - Che biondino mezzo tisico?
BIBBIANA. - E sai, come piacevano alle donne, a quell'epoca, i ragazzi mezzi tisici! Tu la pigliasti a caso!... E la tu' mamma, interessosa pi di te, la ti tenevo di balla... Gi, se te, nella tu' vita, t'ha' fatto sette o otto strappi, i suoi 'un si contano... la passava do uno strappo all'altro ...
CLOTILDE. - E t'hai uno bella opinione sulla mi' mamma!
BIBBIANA. - Le saranno state linguacce... ma lo sapevan tutti... che l'era di manica larga... Ormai l' morta... pace all'anime sua ...
CLOTILDE (trattenendosi a stento). - Ma io son la su' figliola e 'un la posso sentir giudicare cos!BIBBIANA. - Ma allora, ti faceva comodo che la fosse in qui' modo cos te tu te ne potevi
tenere a bada tre o quattro.
CLOTILDE. - Se no un reggimento!
BIBBIANA. - Se 'un si faceva a qui' modo... 'un si poteva metter su casa come s' messo noi!
CLOTILDE. - Ma questa me l'ha messa i' mi' marito ...
BIBBIANA. - Come i' mio!... gli ha lavorato anche lui, 'un c' discussione... ma se ogni tantoun gli portavo de' be' fogli da diecimila... dandogli' ad intendere che erano i risparmi sulla spesa i' treno che s'ha ora, 'un s'aveva ...
CLOTILDE. - Forse da ragazza: .. prima di' fidanzarmi... qualche amoruccio l'ho avuto ...
BIBBIANA - Anche dopo... anche dopo... e se qui' biondino 'un finiva all'ospedale... chiss quanto
tu avresti durato...
CLOTILDE. - 'Un me ne ricordo mica bene di questo biondino....
BIBBIANA. - Me ne ricordo, io .... Mi pare ieri i' giorno che venni a trovarti alla maternit per i' parto di' tu' figliolo maggiore... T'unn'eri nemmen sicura che fosse di' tu' marito... ..
CLOTILDE. - Ti dissi proprio cos? Ti feci certe confidenze?
BIBBIANA. - Te tu le facevi a me come io le facevo a te... Qui' giorno che portai a cosa la pelliccia di visone e dissi o Martino che l'avevo vinta con le cartoline di' sapone in polvere... a chi la feci vedere per prima? E, sai, gli erano i' prim'anni di matrimonio ...
CLOTILDE. - Allora, se ho fatto qualche sbaglio, la colpa l' stata di' tu' bell'esempio ...
BIBBIANA. - T'ha' a dire dell'esempio della tu' mamma... che la ci permetteva di fare insieme... come si direbbe oggigiorno, le ragazze squillo!
CLOTILDE (alzando la voce). - Senti Bibbiana, di me pensala come tu vuoi, 'un me ne importa nulla... ma 'un continuare a affendere la memoria dello mi' mamma... perch senn marrabbio davvero! (fra s) Accidenti quante la n'ha fatte!
MARTINO (entrando di fondo). - Icch gli successo? Un vi i piglierete mica pe' capelli?
BIBBIANA. - Sai .. ni' ricordare qui' biondino mezzo tisico... la s' rivoltata...
MARTINO. - Tu gli avrai confessato che tu glielo portasti via per fargli dispetto... Se la 'un lo sapeva... la ci sar rimasta male ... c'era da immaginarselo!
B'IIT1IANA. - Sie... la lo sapeva benissimo... (a Clotilde) Del resto, se Martino 'unne sposava me... sposava t... Tu ci facevi la scema anche quando tu eri fidanzata con Cornelio... io 'un lo sapevo... ma la tu' mamma la lo sapeva... e la stava zitta... (a Martino) 'Unn' vero?
CLOTILDE (trattenendosi a stento). - Sar anche vero: 'per nulla!
BIBBIANA. - Tu fa' bene a difenderla... tu sei la su' figliola!
CLOTILDE. - E allora abbozzala ! (facendo per uscire) Vo a dar ordine di portare in tavola; (tra s) Cos la s'empir la bocca. (uscendo) Quella la s ammascata di qualcosa! (via)
MARTINO (curioso a Bibbiana). - Che ha' scoperto qualcosa?
BIBBIANA. - Senti. Gliene ho dette di tutti i colori ... l'ha ingozzato tutto! Perfino la memoria di su' madre gli ho insudiciata... La l'ha difesa a spada tratta. L' lei... ma se la recita, la recita di molto bene!
MARTINO. - Eppure ...
BIBBIANA. - Senti, tu mi fa' ingrullire a voto. Nessuno la conosce meglio di te ... Parlaci a quattrocchi... 'Un si dimentica tanto facilmente con chi siamo andati a letto!
MARTINO (ridendo). - Con la Valeria? Io?
BIBBIANA. - Tu me L'ha raccontato te che la ci stava... E parecchio...
MARTINO. - L'era prima la fidanzata, poi la moglie di un mi caro amico...
BIBBIANA. -Tun gli ha ora certi scrupoli... figuriamoci allora.
MARTINO. - Una bella figliola lera davvero... sciupata per qui tanghero di Cornelio...
BIBBIANA. - E sciupata l rimasta!
MARTINO. - Unn vero! Lha sempre qui certo non so che...
BIBBIANA. - E dillo che la ti piace pi di prima!
MARTINO. - Pi di prima, no... ma come prima!
BIBBIANA. - S? E allora... come tu fai a un la creder lei?
MARTINO. - Gli un effetto curioso... Da lontano l' lei... da vicino ...
BIBBIANA. - Allora guardala bene... Ti permetto di fargli la corte. Per ricordati che ogni volta
che tu m'ha' fatto le corna te l'ho rifatte entro ventiquattro ore!
MARTINO (rimettendosi a posto la cravatta, tirandosi su i capelli, riassestandosi tutto). - L' uno curiosit ... 'unn' altro ...
BIBBIANA (facendo per uscire di fondo). - Bada eh, che se te tu ti voi sincerare se l'' lei... a me mi po' venir la voglia di vedere se lui... gli lui ! ... 'Un passare i' segno... senn tu 'torni a
casabecco! (via).
MARTINO (appena solo affacciandosi all'uscio di sinistra). - Sora Valeria... che c' di molto da aspettare!
AMELIA (entrando). - Uh! La scusi... La 'unn'ha mica visto la sora Clotilde?
MARTINO (squadrandola). - La sora Clotilde? ... La sora Valeria la vorr dire ...
AMELIA. - Eh, poera donna, la l'ha avuta lo sua!
MARTINO. - Icch gli capitato?
AMELIA (piano). - Malata!
MARTINO (incuriosito). - Malata ?
AMELIA (sempre con aria di mistero), - E 'un si sa icch l'ha... Proprio oggi...
CLOTILDE (entrando da destra e vedendo Amelia). A te t'avevo detto di non sortire di cucina... tu se' talmente indietro che s'ander a mangiare fra paio d'ore.
MARTINO. - 'Un facciamo la burletta!
AMELIA. - Gli volevo dire...
MARTINO (intervenendo). - No, no... la 'un si faccia aiutare da lei ... 'Lei lo 'un si deve strapazzare...
CLOTILDE (all'Amelia). - T'un sa' fare tutto da te? Svegliati e fa' presto! Via, via!
AMELIA (facendo per uscire). - Macch gli pare che mi faccia aiutare da lei... So come mi devo contenere... Son tutto un dolo, ma me la sbrigo da me ! (via).
CLOTILDE (a Martino). - Eh, caro lei, se la ' un facesse bene da mangiare... sa quante volte l'avrei mandata a qui' paese? L' cos strana!... Visionaria addirittura! La si figuri che l'era cos affezionata alla mi' mamma... che la l'ha sempre dinanzi agli occhi ...
MARTINO (investigativo). - Infatti. .. la cercava di lei...
CLOTILDE. - Della mi' mamma? naturale! ... L' cos fissata che in certi momenti la si dimentica perfino che l' morta ...
MARTINO. - Infatti, dice, che la gli ci aveva da dire qualcosa...
CLOTILDE. - La va a i' cimitero... tutte le, domeniche, la gli porta i fiori...
MARTINO. - Ma allora, l' pazza!
CLOTILDE. - Tanto pazza che se lei, Martino, la 'unn'era un uomo, la l'avrebbe scambiato per la mi mamma.
MARTINO (buttandosi allarrembaggio). - Se la sapesse i' piacere che la m'ha fatto o chiamarmi Martino... come a que tempi...
CLOTILDE (pronta). - ... Come a que tempi... quando ci si piaceva... in barba a tutti!
MARTINO (ormai quasi convinto dandole del tu) - Ah! Tu le ricordi anche te, le nostre passeggiati romantiche.
CLOTILDE. - Nelle stradicciole tutte chiuse da muri...
MARTINO. - Che posti per baciarsi! ... (poi piano quasi sussurrando le parole) E quante volte ci siamo baciati!
CLOTILDE. - Che memoria!
MARTINO. - S'era quasi fidanzati...
CLOTILDE. - Gi!... Io ero fidanzata con Cornelio ...
MARTINO. - E io con la Bibbiana! E s'aveva sempre paura d'incontrarli... E di quella domenica che s'and a cena all'Impruneta, te ne ricordi? S'entra in una trattoria ...
CLOTILDE. - ... E c'era lui! Si corse un pericolo di nulla!
MARTINO. - 'Un s' mai saputo se ci aveva visto o no ...
CLOTILDE.. - No, eh! Perch poi mi spos...
MARTINO. - E quella volta che ci si addorment su un prato a' Bosconi... -
CLOTILDE. - La mamma, l'era s, di manica larga... ma quella volta la 'un me la perdon. La mi dette tanti di quelli sculaccioni che tenni i' livido una settimana ...
MARTINO. - E che livido!'
CLOTILDE. - O che lo vedesti anche te?
MARTINO (avvicinandosi). - Allora... t'un mi nascondevi nulla.
CLOTILDE. - Martino ... 'un mi pare i' momento pi propizio per rivangare certe cose...
MARTINO (piano, vicinissimo). - Quando fra uomo e una donna c' stato icch c' stato... anche a distanza di anni... si ricomincerebbe da capo!
CLOTILDE. - Ma non oggi, vah! Che festeggio le nozze d'argento con Cornelio!
MARTINO. - Ma lo sai che se 'unn'era la tu mamma... perch, 'un gli piacevo... ti sposavo io...
CLOTILDE. - Lo so, lo so! Alla mi mamma tu gli eri antipatico... ma l'aveva torto!
MARTINO. - La m'era tanto antipatica lei! E poi, dice, l'aveva de' vizi nascosti. (poi con altro tono) Scusa sai... ma te, per fortuna, t'un l'ha' mai somigliata!
CLOTILDE. - Che vizi nascosti?
MARTINO. - Gli piacevano i minorenni!
CLOTILDE. - Sai chi la somiglia di pi? la mi sorella Eufrasia... quella che a forza di scegliere l rimasta pinza!
MARTINO. - Io 'un mi ricordo che di te... E la Bibbiana la lo sa che tu mi se' sempre piaciuta... Per la 'un t'ha mai portato rancore... Prova ne sia che la fu proprio lei a voler che facessi il testimone a i' tu' matrimonio... e proprio lei, l' voluta venire a festeggiare le tu' nozze d'argento...
CLOTILDE, (con una punta d'invidia). - La, un sar mica venuta per rivedere i' mi' marito... so che la ci aveva un debole ...
MARTINO. - La ce l'aveva davvero!... Ma chi senza peccato scagli la prima pietra... E poi, l'amore, 'unn'ha et... (con seduzione) Tu sapessi. icch' ho provato a rivederti... Come se 'un fosse passato tanto tempo ...
CLOTILDE (seducente). - Come se si fosse di ritorno da' Bosconi,
MARTINO (facendo per cingerla alla vita). - Preciso ...
CLOTILDE. - Confessa che tu ti vorresti ancora sincerare se ci ho i' livido!? ...
MARTINO (facendo per abbracciarla). - N'avrei una voglia!...
CLOTILDE (lasciandosi abbracciare). - Come ti riconosco!
MARTINO (baciandola). - E io no!
AMELIA (entrando da sinistra e vedendo la scena, non credendo ai suoi occhi). - Madonnina!
MARTINO (rivolgendosi pronto). - Zitta! E niente pettegolezzi! (via dal fondo).
CLOTILDE (spingendo fuori Amelia). - T'unn'ha' visto nulla e basta! E guai a te se t'esci un'altra volta di cucina!
AMELIA (traballando). - Ma icch la s' messa a fare! Alla su' et! Mentre la su' figliola l' malata grave! In un giorno, come questo! Un miracolo se 'un son basita! (via da sinistra a tentoni).
CORNELIO (entrando di fondo sollecito). - Gli ho fatto vedere i' giardino, gli ho fatto vedere l'orto... gli ho fatto vedere i' panorama ... 'Un so pi icch fargli vedere!... Dalla fame 'un ci vedan pi!
CLOTILDE. - Fagli vedere le tu' corna!
CORNELIO. - Che corna?
CLOTILDE. - Se tu arrivavi un momento prima... tu mi sorprendevi a difendermi da un bruto!
CORNELIO. - Martino?
CLOTILDE. - Lui!
CORNELIO. - Che lui o la su' moglie si siano accorti della ragia?
CLOTILDE. - Sbaglier... ma m'hanno messo alla prova!
CORNELIO. - Che prova?
CLOTILDE. - Ti basti sapere che, se invece di essere io... ero lei... a quest'ora ti sarebbero bell'e
spuntate!
CORNELIO. - Come? Martino? Per convincersi che tu sei la Valeria? ...
CLOTILDE. -... M'ha baciato sulla bocca...
CORNELIO. - E te?
CLOTILDE. - L'ho lasciato fare... Recitavo...
CORNELIO. - 'Un t' parso vero... confessalo!
CLOTILDE. - T'un mi vorr' mica proibire desser baciata... Sono una suocera... e vedova!
CORNELIO. - Proprio come allora! Qui figlio d'un cane...
CLOTILDE. - Ah, perch fra lo Valeria e Martino ...?
CORNELIO. - Tent di portarmela via... ma fece fiasco!
CLOTILDE. - Predestinato becco anche prima di sposarla! E io che ho sempre creduto la mi' figliola una santificetur!
CORNELIO. - Linsidi senza riuscirvi ... ma gli ebbe icch si meritava!
CLOTILDE. - Tu gli seducesti la moglie...?
CORNELIO. - Un te lo avrei dovuto dire... ma fu pi forte di me.
CLOTILDE. - Senti quante bello cosine si scoprano per le nozze d'argento! Bisognerebbe farle pi spesso! Almeno un anno s e uno no! E cos, la Valeria, invece di fartele... le l'ebbe lei! E chiss quante volte tu gliele avrai fatte! E poi, tu ti meravigli se l scappata di casa! Troppo tardi la s' decisa!
CORNELIO. - 'Un gridare! Se ti sentano...
CLOTILDE (sempre ad alta voce). - E scema, grulla e mentecatta se l' scappata sola!
CORNELIO. - Ma icch la dice! Sta per venir qualcuno!
CLOTILDE. - Meglio! Cos si fa punto! E si finisce questa buffonata!
CORNELIO. - Ne va di mezzo il nome della su' figliola!
CLOTILDE. - Il tuo!... Gli i tuo che ti preme... e io che mi son prestato a far questa parte!
CORNELIO. - Una bella occasione per ringiovanire!
CLOTILDE. - Ah, s? Tu la pigli su questo tono? Guarda come si fa... mi rivesto da nonna... e poi si ride! (fa per uscire).
CORNELIO (trattenendola). - Via, mamma, 'un lo fare...
CLOTILDE. - Ah, tu mi ridai del tu e tu mi chiami mamma?... Tu ti vedi perso!
CORNELIO (comicamente affettuoso). - Mammina... pensa ai tuoi figlioli... in che imbarazzo tu li metti ...
CLOTILDE. - Giusto figlioli... A quelli 'un ci s' pensato pi... Chiss icch penseranno a 'un l vedere ...
CORNELIO. - Quelli 'un pensano che a i' desinare!
CLOTILDE. - Almeno si sapesse in dove sono!
CORNELIO. - Aspettano di andare a desinare!
CLOTILDE. - Dico de' tu' figlioli!
CORNELIO. - A i' lavoro... Mentre noi...
CLOTILDE (ironicamente) - Ci si diverte!
CORNELIO (preoccupato). - Qui, se 'un gli 'si d da' mangiare, nasce qualche altro imbroglio!
CLOTILDE. - Ecco a icch tu pensi te! Come loro! No, ancora 'un si va!
BIBBIANA (entrando di fondo quasi come un'apparizione). - Qualcosa che 'un funziona?
CLOTILDE (poco cortese). - T'unn'ha 'naso? Quella stupida dell'Amelia l'ha fatto attaccare i' risotto! Invece di andare a tavola fra un paio d'ore... si far conto d'andare a cena. (fa per uscire).
BIBBIANA. - A cena? 'Un ci sarebbe' male!
CORNELIO. - Gli dispiacerebbe di rimanere anche stasera ?
BIBBIANA (con intenzione). - Anzi! (squilla il telefono) (essendo vicina all'apparecchio) Rispondo io!
CORNELIO. - Saranno auguri!
CLOTILDE (sull'uscio). - Vorranno me.
BIBBIANA (all'apparecchio). - Pronto!... Con, chi parlo?... (stupita) Chi ?... (ancora pi stupita) Chi che parla? ... Eh? ... La Valeria!? ...
CLOTILDE (cercando levare il microfono di mano alla Bibbiana). - Cercano me ...
CORNELIO (ansioso). - Ma chi ?
BIBBIANA (sempre all'apparecchio). - Dice... la Valeria ...
CLOTILDE (facendosi avanti). - La Valeria sono io ...
BIBBIANA. - No. Dice che la Valeria l' lei! ...
CORNELIO (strappando un po' bruscamente il microfono dalle mani della Bibbiana) - Ma insomma... Chi l' e icch la vole? (al microfono) Dica... S... (ha un momento di perplessit) Son Cornelio... Cornelio... E te... (piano) dove tu sei ? ...
CLOTILDE. - Hai capito chi ?
BIBBIANA. - Una che dice di essere la Valeria! Ci pensi, curioso!
CLOTILDE (strappando il microfono dalle mani di Cornelio). - Che Valeria e non Valeria... -'Un ce n' mica tante! (al microfono) Scusi... cerca della Valeria?... Ah, s! Sono io... Ma davvero? N io, n i' mi' marito ci si ricordava di avere un'amica che si chiama come me... Cara... Non sei potuta venire? Scusata, sei scusata... ma ti saspetta ... A presto (rimette il microfono a posto) Pensate, telefona da Palermo... Un'amica tanto buona... Un pensiero molto carino!... (a Cornelio) La Valeria Borbottini... la ricordi anche te?
CORNELIO. - Borbottini, Borbottini... Accidenti se' me la ricordo!... Lei e i' su' marito... un borbottone, cara lei.
BIBBIANA (quasi fra s). - Ma guarda che combinazione ...
CLOTILDE (piano a Cornelio). - L'ho capito io indove l'! Zitto. (forte uscendo da sinistra) M'ha fatto proprio piacere il ricordo di un 'amica cos lontana! Ma se 'un vo a rimettere i' risotto a i' foco... con quella donna che ogni poco: la mi basisce... si va a mangiare domani! (via)
BIBBIANA (appena sola con Cornelio, seducente). - Finalmente ci hanno lasciati soli! Era tanto che aspettavo questo momento!
CORNELIO (facendo per allontanarla). - Sta in l! Sta in l! che unnentri qualcuno! Unn i momento!
BIBBIANA. - Lo sai che delle tu' nozzE d'argento 'un m'importa nulla... Son venuta per rivederti...
soltanto per rivederti...
CORNELIO. - E ora che tu m'ha' rivisto ... gira largo...
BIBBIANA. - Tu ti sei mantenuto di molto bene!
CORNELIO. - 'Un me lo dire qui in casa; dove c' la Valeria tutta orecchi ...
BIBBIANA. - La 'unn'ha mica mai dubitato?
CORNELIO. - 'Un lo dire nemmen per scherzo! Questa Valeria... s, la Valeria d'oggi l pi gelosa di quella di prima ...
BIBBIANA. - Ah! La Valeria d'oggi, dunque, l' diversa?... La 'unn' la stessa?
CORNELIO. - Chi vuoi che me labbia cambiata?
BIBBIANA. - Come ci pass sopra allora ... ci passer sopra ora ! (lo bacia) (Cornelio si lascia baciare).
CLOTILDE (entrando da sinistra dove stava appostata dietro a una porta e slanciandosi contro la
Bibbiana). - Ah! Ti ci ho colto! Pass quel tempo quando ero cieca! Ora ci vedo e bene!
BIBBIANA (difendendosi). - E icch t'ha visto? Valeria, 'nn fare la bambina! Sta' a vedere che il giorno delle nozze d'argento 'un si potr baciare lo sposo!
CLOTILDE. - Icch? Icch tu inventi? I' mio 'un si bacia n oggi, n mai!
CORNELIO. - 'Un la fare tanto lunga! L'ha tentato, ma la 'un c' riuscita. La 'un ce l'ha fatta!
CLOTILDE. - Perch sono arrivata a tempo! (a Cornelio) Con te se ne riparla a letto!
BIBBIANA. - T'un mi puoi rimproverar nulla!
CLOTILDE. - Un po' pi!
BIBBIANA. - Sono una vecchia amica!
CLOTILDE. - Insidiare la felicit di due sposi felici!
BIBBIANA. - Gelosona!
CLOTILDE. - Tu ti meriteresti che' ti rendessi la pariglia!
BIBBIANA. - Provati!
CLOTILDE. - Mi son bell'e provata !
BIBBIANA. - Tu mi volevi portar via Martino!
CLOTILDE. - E te, Cornelio!
BIBBIANA. - Tu sei la stessa cialtrona!
CLOTILDE (venendo alle mani). - E te la stessa struffellona! (si accapigliano).
CORNELIO (tenta di dividerle con una certa violenza). - Basta! Basta! Ora che vu' vi siete trattate male come due vere amiche... stop... stop! (visto che non si calmano) Dico stop! (gridando) Finiamola!
D. CIRILLO (entrando di fondo). - Icch succede? O che vi accapigliate in un giorno di festa?
CORNELIO (a Clotilde e Bibbiana). - Un po' di riguardo! C Don Cirillo!
BIBBIANA. - E sai, mi fa un baffo!
CLOTILDE. - Se fa tanto di entrare in bazzica, graffio anche lui!
D. CIRILLO (facendosi avanti). - Ma, via, calmatevi! Sar stato un malinteso!
BIBBIANA. - Dice bene i' so' reverendo. Un malinteso!
CLOTILDE. - Macch malinteso! L'ho trovata che la baciava Cornelio, capisce? (indicando Cornelio) Lui! Lui!
MARTINO (entrando dal fondo). - Icch la dice? (a Cornelio) La t 'ha buciato?
CORNELIO. - Ma s. Un bacio da nozze d'argento. Senza malizia.
CLOTILDE. - Lo dice lui!
BIBBIANA. - Lo dico anch'io!
D. CIRILLO. - Se cos...
BIBBIANA. - Tutti posso baciar lo sposo il giorno delle nozze d'argento. (rivolgendosi particolarmente a Don Cirillo) Anche lei... Don Cirillo... anche lei!
D.CIRILLO (per placare gli animi). - E perch no! Gli voglio cos bene che un bacio glielo d volentieri. (facendo per abbracciarlo e baciarlo) Cento di questi giorni! (lo bacia)
CORNELIO (goffamente si lascia baciare). - Saranno pochi!
POMPEO (entrando). - I so priore che bacia Cornelio?
MARTINO. - I bacio della pace!
BIBBIANA. - (con intenzione ammiccando a Martino, come una prova definitiva). - E ... allora ...
per far la campana tutta di un pezzo... Don Cirillo... via, la baci anche la sposa!
POMPEO. - Se Cornelio glielo permetter!
MARTINO ( con intenzione). - Vorrei vedere che 'un glielo permettesse!
D. CIRILLO (confuso, guardandosi intorno alla ricerca della sposa, che non vede). - Ma io... io ...
CLOTILDE (pronta, facendosi avanti). - Se la 'un si decide lei... mi decido io! (e facendo per baciarlo, piano) Mi baci e zitto... poi le spiegher! (lo bacia).
D.CIRILLO (si lascia baciare come un automa).
BIBB. MART. (restano stupefatti, muti: si guardano vinti, annientati).
BIBBIANA (piano a Martino). - Ti se' persuaso ora?
MARTINO (piano a Bibbiana). - Sta' zitta! M'ero persuaso anche prima!
BIBBIANA (come sopra). - T'ha' toccato con mano?
MARTINO (come sopra). - . Siamo pari!
CLOTILDE (piano a Bibbiana). - Te fa' conto che 'un sia successo nulla... ma, ti ripeto... 'un ti ci riprovare... perch ti levo gli occhi! (poi avvicinandosi a Don Cirillo, piano) Mi hanno scambiata per la Valeria!...
D. CIRILLO (sorpreso, piano). - Per la sora Valeria? La 'un mi fa celia!?
CLOTILDE (sempre piano). - 'Cornelio e io s' continuato lo scherzo!... Capir, con la Valeria a letto, bisognava in qualche modo sostituirla! Mi raccomando... la stia a i' gioco anche lei!
D. CIRILLO (ridendosela). - C' da ridere un soldo!
AMELIA (entrando da sinistra, piano a Clotilde). - lo sarei pronta... Posso portare in tavola?
CLOTILDE. - Porto, porta... (poi forte) Cornelio, falli accomodare! (Amelia va via) Mettetevi dove
vu' volete ... 'un si sta all'etichetta... ' .. '
CORNELIO (piano a Clotilde). - Ma se la ci serve l'Amelia... chiss i guai che la combiner!
CLOTILDE (piano). - Tutto previsto... lascia fare a me!
AMELIA (entra con la zuppiera della minestra mentre Bibbiana, Martino, Don Cirillo e Pompeo si dispongono a tavola).
CLOTILDE (fermandola). - Senti, Amelia...
AMELIA (piano). - La zuppiera la mi brucia!
CLOTILDE (piano). - Sta' attenta... Ti dico una cosa che 'un sa ancora nessuno... Una grande disgrazia la c' capitata fra capo e collo...
AMELIA (spaventata). - La 'un mi dica nulla... duro fatica a regger la zuppiera ...
CLOTILDE. -... Se la sapessero... scapperebbero via tutti...
AMELIA (stravolta). - Madonnina... La sora Valeria ... ?
CLOTILDE. (con mistero). - L'ha la scarlattina! Ma, 'un bisogna dirlo.
AMELIA (terrorizzata). - La scarlattina! E io che 'un l'ho avuta!
CLOTILDE. - E neanche noi, e neanche quelli l. Zitta, mi raccomando!
AMELIA. - Son l l per basire!
CLOTILDE. - Icch dovrei dire io che son morta!
AMELIA (squadrandola terrorizzata), - Morta?
CLOTILDE. - Morta, per pigliare i' posto della Valeria, .. senn addio festa! Che ha' capito?!
AMELIA (rammaricandosi e facendo ondeggiare la zuppiera). - Ohi, ohi, mi gira la testa... Lei, la sora Valeria? E l'hanno bevuta?
CLOTILDE (energica). - Con me, bevan di tutto! (poi, incitandola) Vai, porta in tavola e grida Viva gli sposi!
AMELIA (angosciata). - 'Un ce la fo ... 'un ce la fo ...
CORNELlO (avvicinandosi a Clotilde). - Icch saspetta?
CLOTILDE (forte). - Gli sposi! (all'Amelia) Provati!
AMELIA (si muove verso la tavola gridando). Viva gli sposi!
CLOTILDE (piglia a braccetto Cornelio e si avvia solennemente verso la tavola).
TUTTI (battendo ritmicamente le posate nei bicchieri scandiscono il grido festoso). - Viva gli sposi!
CORNELIO (piano a Clotilde), - Socera mia, t'ha' fatto le faville!
TUTTI (applaudiscono agli sposi che si avvicinano alla tavola).
Cala la tela.
FINE DEL SECONDO ATTO
ATTO TERZO
La medesima scena. Nel salottino da pranzo non vi sar pi la tavola apparecchiata.
AMELIA (entra da sinistra asciugandosi, il sudore e gettandosi sfinita su una sedia). - Poera a me! Poera a me! 'Un ne posso pi!
CLOTILDE (entrando da destra). - Finalmente sola! Ora s che si respira! (vedendo l'Amelia) O che se' qui anche te ?
AMELIA. - In cucina si soffoca! Ho finito di rigovernare... cascavo da i' sonno... fo un riposino
e poi ci ho tutto da asciugare. Santa Zita aiutatemi!
CLOTILDE. - La t'aiuter a asciugare! (mettendosi a sedere) Che giornata!
AMELIA. - La lo dice a me... che 'un so come son potuta arrivare a far tutto senza svenimmi ... La sentisse come sto! La testa la mi gira: le gambe le mi si ripiegano e le braccia 'un l'alzo che cos...
CLOTILDE (pigliandola in giro). - Ma che hai potuto mangiare?
AMELIA. - Se 'un potevo alzar le braccia... abbassavo i' capo... Ma i' peggio gli stato per i bere ...
Chi mi dava la forza di reggere i' bicchiere ?
CLOTILDE. - Ho capito. T'ha' murato a secco!
AMELIA. - E ora ho sete .... Ma ho anche tanto sonno... (squilla il telefono).
CLOTILDE (all'Amelia). - 'Un t'alzare ... Rispondo io. 'Un vorrei che tu mi cascassi in terra. (al microfono) Pronto... S... no... Cornelio 'un c'... Son io, .. la Clotilde ... ' (rasserenandosi) Bene... dimmi ... Tutto magnificamente... Come?
AMELIA (che s'! addormentata solleva la testa).
CLOTILDE (al microfono). - No ... 'un ti posso dir nulla... Tu vieni?... No... ancora 'un venire ...
AMELIA (fra il sonno). - Altre visite?
CLOTILDE (al microfono). - S... a tu' comodo ... grazie degli auguri... Grazie! (riattacca) Un'uggiosa, voleva venire a farmi gli auguri di persona... Ce nho poca della gente per casa! (si siede) Ma Cornelio in do' gli andato '?
AMELIA. - Si sar buttalo un po' su i' Ietto anche lui. .. con questo caldo, ..
CLOTILDE - Indove? Nella stanza' da bagno? 'Unu' poco se sono riuscita ad accomodarli tutti ... 'Un siamo mica a Palazzo Pitti... Cornelio, visto e considerato che 'un si poteva sdraiare in nessun posto ... gli ha essere andato a far du' passi... a digerire ... (con altro tono) Gli aveva paura che lo facessi digerire io!
AMELIA. - Perch? Icch gli ha fatto?
CLOTILDE. - Lo sa lui icch gli ha fatto!... E i' mi' parere 'un gliel'ho ancora potuto dire... Ma se ricapita qui ... ora che so tutti a letto... 'un ritrova la moglie... ma la socera!
AMELIA. - A proposito ... l' proprio peggiorata la signora Valeria?
CLOTILDE. - Proprio peggiorata 'un si po dire... la malattia la fa i' su' corso... Ora la s' un po' assopita!
AMELIA, - Poera signora... la 'un ci ha dato noia davvero ... Si pole dire che la 'un s' mai sentita ...
CLOTILDE - Gliel'ho detto io... mi son raccomandata... Ormai che m'hanno preso per te ... fa conto di non esistere, fa come se t'un ci fosse... E lei, bona bona... poera Valeria ...
AMELIA (facendo per alzarsi), - Gliel'ho a dire... quasi quasi... mi fare' coraggio e andrei a fargli
un salutino ...
CLOTILDE. - Gi! ... 'Un c' mica da svegliarla ... T'avra' tempo!
AMELIA, - Le san cose lunghe, vero?
CLOTILDE - Sai, bisogna vedere, .. (senza pensare) Se la torna gli tutto bell'e finito ...
AMELIA. - Come? Se torna icch? La febbre?
CLOTILDE. - Preciso! A volte ... una febbre altissima e poi ... pi nulla ... La fa certi scherzi la scarlattina! Perch la fa tanta paura, specialmente nei grandi? Per le complicazioni...
AMELIA. - Allora, gli meglio che 'un la vada, .. tanto pi che 'un tengo gli occhi aperti ... CLOTILDE - 'Un ci andare... che t'unn'abbia a sbaglia' camera... e trovare qualcuno in mutande ...
AMELIA. - Madonnina... basirei!
CORNELIO (entrando di fondo). - Noe ... Cedere i' mi' letto a quello scemo di Pompeo... la 'un m' andata gi! Sono stato nell'orto e all'altra piglio un'insolazione ...
CLOTILDE. - Ti sta bene! T'ha' preferito i' solleone alla mi' compagnia ... Come tu te ne se' dimenticato presto che son la tu' moglie ...
CORNELIO. - Stare' fresco se fosse vero
AMELIA. - Quando 'un c' nessuno... e ripiglia i' su' posto di genero, vah! 'Unn'ha mica, tutti i torti...
CLOTILDE. - 'Un lo so se gli conviene che ritorni la su' socera... (poi con altro tono rivolgendosi ad Amelia) Ma te, che t'addormenti cost? icch t'aspetti a rimettere tutto in ordine!
Ricordati che tu ci hai ancora da asciugare ...
AMELIA. - Come se me ne fossi dimenticata! (facendo con fatica per alzarsi) Ma ho paura che se 'un s'asciuga tutto da s... io 'un lo asciugher mai ... (uscendo dinoccolata e sonnacchiosa) Come anderei volentieri a letto... (via a sinistra).
CORNELIO. - La l'ha mandata via apposta ... Icch la mi vole dire? La guardi, sora Clotilde, che io
la rispetto, ma 'un voglio prediche!
CLOTILDE. - Prima di tutto metti da parte la sora Clotilde e dammi i' tu ...
CORNELIO. - L'ha visto ... 'un mi riesce... Che cho colpa io se la mi mette soggezione?
CLOTILDE - T' riuscito benissimo... e tu m'ha' saputo dire anche delle cose carine... Tu m'ha' perfino dato un bacio!
CORNELIO. - Quello gli era diretto alla mi' moglie!
CLOTILDE. - Ma l'ho avuto io... e ti confesso che un bacio di' genero, fa sempre piacere! E poi, la tu' amica Bibbiana la me l'aveva tanto decantato... di quando l'era la tu' fidanzata ...
CORNELIO. - Cose di venticinque anni fa... icch la vole che mi ricordi ...
CLOTILDE. - E... per rinfrescarti l'idee... la n'ha voluto uno anch'oggi!
CORNELIO. - La me l'ha carpito ...
CLOTILDE. - E a te 'un t' parso vero...
CORNELIO. - Per scoprire se lei ...
CLOTILDE (apposta). - La Bibbiana?
CORNELIO; - No. Lei., .. te... se tu eri... lei!
CLOTILDE. - Lo vedi come si' parla con pi chiarezza a darci di' tu? E io, ingelosita, son saltata su come una vipera Ho recitato bene?
CORNELIO. - Tanto bene che se 'unn'era quella telefonata della Valeria... gli andava tutto liscio come l'olio. Ma mi dice icch la voleva? 'Un l'ho mica capito bene.
CLOTILDE. - Pigliarti in giro! La 'un lo sa come s' rimediato... e neanche la se lo immagina!
CORNELIO (alzando la voce). - Se la fa tanto di tornare... io ... 'un la piglio in giro. Io... CLOTILDE. - Icch tu gli vo' fare? Ricordati che c' gente che dorme!... Lo sai, almeno, di dove l'ha telefonato?
CORNELIO. - La l'ha detto lei ... da Fiesole! '
CLOTILDE. - Da Fiesole? O icch la c' andata a fare? Ah... l'avr fatto per non essere a meno di CORNELIO. - Icch vorrebbe dire codesto discorso?
CLOTILDE. - Anche te... qualche volta... tu ci sarai andato, no?
CORNELIO. - 'Un n' mica in California!
CLOTILDE. - Eh! Lo so. Gli a portata di mano... Un posto di sogno... (poi) E te, che ci sei andato a sognare? Ebbene, una volta tanto... la c' andata anche lei!
CORNELIO. - Io 'unn'ho mai sognato... e se ho sognato... ho sognato ni' mi' letto... accanto a lei!
E che pedate negli stinchi la mi dava!
CLOTILDE. - Per forza! ... Chiss che porcherie tu sognavi!
CORNELIO. - Porcherie 'unn'ho mai fatte e 'un l'ho mai sognate!
CLOTILDE. - E la Bibbiana? ... Tu saresti pronto a rifarcele... Ma con me, tu fa' fico!
CORNELIO. - I' giorno che ho' sposato la Valeria... ho troncato tutto!
CLOTILDE. - E da qui' giorno, di donne... t'unn'ha' conosciuto che la tu' moglie?
CORNELIO. - Che accechi!
CLOTILDE. - 'Un lo dire! Se la ti vede cischero la ritorna via!
CORNELIO. - E se la 'un tornasse... separazione!
CLOTII. OE. - Con du' figlioli... ci vole una mamma!
CORNELIO. - Sposer te... Nessuno sapr che ho cambiato moglie!
CLOTILDE. - E sai, navrebbero poco bisogno di una mamma come me... con un babbo papaero come te!
AMELIA (entrando da sinistra tutta sconvolta). Madonnina dell'Impruneta, che paura!
CLOTILDE. - Ti se' sentita male? Se' cascata?
AMELIA - Se 'nne stavo bene, l'era proprio la volta che andavo fittoni in terra ...
CORNELIO. - T'unn'avra' mica visto i' diavolo!
AMELIA. - I' diavolo, no... Ma chi se laspettava! M'ero messa a asciugare le posate, ma ogni pochino mi pigliava una cascaggine e... una volta un cucchiaio, una volta una forchetta, una volta un coltello ... 'un me li trovavo pi fra le mani... Gli erano andati a finire tutti su i'
pavimento...
CORNELIO. - E allora?
CLOTILDE. - Tu gli avrai raccattati, no?
AMELIA. - Gi!... E chi ce la faceva? Gli ho lasciati l e sono andata a letto ...
CLOTILDE. - Indove?
AMELIA. - In camera mia ...
CLOTILDE. - Disgraziata l
AMELIA. - La 'un po' di' meglio! Nella penombra, stavo per mettermi a sedere, pianino pianino, sulla sponda di' letto... quando ho allungato una mano pe tirammi s e icch ho sentito...?
Una gamba...
CORNELIO. - La gamba di' so' Pompeo?
CLOTILDE. - Ma se l'ho messo in camera tua...
CORNELIO. - Ah, gi 'Un me ne ricordavo ... Allora, di Martino?
AMELIA. - No... perch ho sentito anche una sottana... -
CLOTILDE. - Una sottana?
CORNELIO. - La Bibbiana... Che la 'unn'ha potuto rimanere co' i' marito!
CLOTILDE. - Pol'essere! In un letto n'una piazza, in due con questo caldo, c' da liquefarsi!
AMELIA. - Macch! Ho sentito una sottana ... ma l'era quella di Don Cirillo!
CORNELIO. - Accidenti! 'Un te l'ho detto! 'Un sapevo dove cacciarlo... e l'ho messo ni' tu' letto!
CLOTILDE. - A rischio di farla basire!
AMELIA. - Oh! Davvero! Se 'un m'arreggevo con una alla su' gamba e con quell'altra alla spalliera del letto andavo gi di schianto! S' svegliato anche i' so' priore. ..
CORNELIO. - Pe' forza! Mi sarei svegliato anch'io!
D.CIRILLO (entrando da sinistra, insonnolito) M'ero appisolato proprio benino! Sognavo che m'era apparso l'arcangelo Gabriele... quando mi son trovato davanti l'Amelia!
CORNELIO. - Un brutto, risveglio, eh, so' priore'?
D. CIRILLO. - La realt l' sempre pi brutta' de' sogni !
CORNELIO. - L'avesse avuto vent'anni... la 'unn'avrebbe detto cos.
AMELIA - So' Cornelio... gli un prete!... Ma a ventanni 'unn'ero mica brutta!
CORNELIO. - Tu se' diventato dopo! Tu ti se' sciupata ni' crescere!
AMELIA. - Ma son rimasta sempre bona!
CORNELIO. - L' quistione di intendessi!
AMELIA. - Se sapessero i' bene che la dice di melo sora Valeria. Poerina, in fondo a qui' letto... La mi fa tanta pena... (per andar via) Vo' andare a fargli una visitina... credessi di pigliar la scarlattina ...
D. CIRILLO (allarmato). - la scarlattina? La ci ha la scarlattina?
AMELIA(confusa). - Come? Lei la un lo sapeva
CLOTILDE. - 'Un si pu mica spargerlo ai quattro venti! T'un vedi, appena l'ha saputo, come gli rimasto allocchito i' so' priore!
D. CIRILLO (cercando giustificarsi). - Le capiranno ... per uno che 'un l'ha mai avuta ...
AMELIA. - Anch'io 'un l'ho mai avuto... ma la dice bene la sora' Clotilde... bisogna riguardarsi ...
lo poi che son cos debole...
CORNELIO (a Don Cirillo). - La si tranquillizzi! Lei l'ha dormito ni' letto dell'Amelia che l' sana come un pesce... (piano) Ma ci pensa a Martino e la Bibbiana che sono a dormire in carnera nostra?
D.CIRILLO. - Insieme alla sora Valeria?
CLOTILDE (pronta). - Insieme per modo di dire... Lei l' su un divano in guardaroba!
D.CIRILLO. - Ma che l' malata... lo sanno?
CORNELIO. - lo 'un gliel'ho 'detto davvero!
CLOTILDE. - Se ne accorgeranno!
D. CIRILLO. - Acciderba a quello scherzo! No, so Cornelio, la 'un se n'abbia a male... ma batto la scarpa. (salutando Clotilde) La mi scusi tanto e tanti ringraziamenti... Ma me lo dice lei, se piglio la scarlattina chi ringrazio?
AMELIA. - Se la piglio io, vo a i' camposanto!
CLOTILDE. (accompagnando Don Cirillo alla porta di fondo). - Se la vuole andare, io 'un la paro ... ma guardi che la 'unn' mica infetta la casa! In do' la vole andare a quest'ora e con questo bollore?
CORNELIO. - Se la vole rimanere, la rimanga .. . io vo' a sciaguattarmi all'acquaio! (via da sinistra)
CLOTILDE (a Don Cirillo). - La saccomodi
D. CIRILLO. - Se disturbo... ma sarei tanto curioso di vedere come la va a finire!
CLOTILDE. _ La s'immagini io! (poi) E l'ubbia pazienza se continuo a fare le mi' faccende ... (mostrandogli l'Amelia che sonnecchia) Di quella, la lo vede, 'un c' da fanne conto !
D. CIRILLO. - La faccia, la faccia! Mi prover a svegliarla io!
CLOTILDE (uscendo, piano a D. Cirillo). - Se la ci riesce! La mi farebbe un favore a caso... la ci ha ancora da asciugare... E sa, se la si addormenta davvero, l' capace di risvegliassi domattina... (via da destra) (una pausa interrotta soltanto dal russare dell'Amelia).
D.CIRILLO (le si avvicina e cerca di chiamarla]
VALERIA (entrando di fondo in abito da casa). Che si pole?
D. CIRILLO (voltandosi incredulo, stupefatto). - La sora Valeria?
AMELIA (svegliandosi e vedendola, impaurita). Lei? (poi con un gesto istintivo) La 'un savvicini!
D. CIRILLO (pure impaurito), - La mi perdoni... ma la si tenga a distanza ...
VALERU (ridendo). - O che sono infetta?
AMELIA. - Un po' pi !
D. CIRILLO. - Nessuno glielo ha detto?
AMELIA. - Capir... io 'un l'ho mai avuta!
D. CIRILLO. - E neanche io...
AMELIA. - S'ha un po' di paura...
D. CIRILLO. - Giustificata...
VALEIA (sempre ridendo). - Ma icch ci ho? La rogna? I' colera?
D. CIRILLO, - Forse 'un gliel'hanno detto per farla stare pi tranquilla ...
AMELIA. - ... Per non allarmarla ...
D. CIRILLO. - E poi, all'infuori di noi due, della sora Clotilde e di ' so' Cornelio... 'un lo sa nessuno ...
AMELIA. - Se lo sapessero, scapperebbero tutti ...
AMELIA. - Ma icch ci ho? Si pu sapere?
AM. - D. CIR. (insieme). - La scarlattina!
VALERIA (dando in una grande risata). - La scarlattina?
D. CIRILLO (sorpreso). - Lei la ride... ma io... se la mi lascia passare... vo via. La scena finale me la racconteranno... (tenta di uscire dal fondo).
VALERIA (scherzando non gli lascia la via libera). - Che scena finale?
AMELIA (che pure cerca di svignarsela). - E io avverto la sora Clotilde che la s' alzata senza i' su' permesso. (cercando scansarla) La 'un mi tocchi, per carit!
VALERIA. - Perch, secondo avrei dovuto rimanere a letto?
D. CIRILLO. - Naturalmente... perch son tutti addormentati... e lei, m'immagino, la dovr scappare
fuori soltanto quando son tutti svegli...
D. CIRILLO. - Se lei la si fa trovar qui. .. addio effetto... Chiss che naso... quando si vedranno davanti due sore Valeria!
VALERIA. - Due sore Valerie? (stupita) Un capisco!
D. CIRILLO - Quella vera e quella falsa!
CLOTILDE (entrando da sinistra, vede Valeria) Valeria!
VALERIA (correndo verso la madre). - Mamma! (si abbracciano)
D. CIRILLO (in tono di rimprovero a Clotilde). - No, sora Clotilde .., la un la dovrebbe abbracciare! Mu rimproverare ...
AMELIA. - Ha ragione Don Cirillo... Ma che si passeggia per la casa con la scarlattina!
D.CIRILLO. - Vuol capire che infetta!
CLOTILDE. - Valeria... In fondo non hanno tutti i torti... io ti posso anche abbracciare perch l'ho gi avuta ... ma loro... disgraziati, vanno compatiti ... (poi a Don Cirillo e all'Amelia) Via, salutatela da lontano, fategli gli auguri... Lei, Don Cirillo se ne pu andare ... e te, Amelia, torna in cucina, finisci le tue faccende e vattene anche te ... 'Un voglio responsabilit... (a Valeria) Lasciami fare!
VALERIA (senza avvicinarsi) Arrivederci ...
AMELIA. - Arrivederci... e che la si rimetta presto ...
D. CIRILLO. - Arrivederci... Sapesse quanto mi dispiace di non assistere alla scena finale ... Ma ho troppa paura ...
AMELIA (via da sinistra)
D. CIRILLO (via da destra).
CLOT. - VAL. (danno in una fragorosa risata).
VALERIA. - Mi dici d'icch si ride? La scarlattina? Quelli ancora addormentati? La scena finale?
Ti pare proprio il momento di fare gli scherzi?
CLOTILDE. - Quando si fanno degli scherzi come tha fatto te ... c' da aspettarsi di tutto ... La scarlattina gli era il meno che si potesse inventare per nascondere la tu' partenza all'Amelia e fargli inghiottire i' rospo...
VALERIA. - Che rospo?
CLOTILDE, - Quello che gli hanno dovuto inghiottire... tutti ... se si voleva far la festa ...
VALERIA. - Continuo a non capire!
CLOTILDE. -... Qualcuno ti doveva sostituire!
VALERIA. - E chi m'ha sostituito?
CLOTILDE, - Lo spunto ce l'ha dato i' so' Pompeo ... E come si son presi in giro! E come gli ha recitato bene i' tu' Cornelio... da levargli ogni perplessit. E quando poi gli ha detto che alla su' Valeria gli ha sempre voluto un mondo di bene, che oggi era veramente felice... e l'ha baciata... con un trasporto che sembrava baciasse proprio la su' moglie... nessuno gli ha dubitato pi!
VALERIA (scattando). - Ma invece di me, chi baciava? Mamma, te tu lo sai!
CLOTILDE (ridendo). - Lo so sicuro... M' toccato fare i' bis!
VALERIA (incredula), - Te? ... E t'ha' fatto i' bis!... 'Un ci credo! Il genero baciar la suocera !'Unn'
possibile!
CLOTILDE. - Me l'hanno chiesto!
VALERIA - Ma chi te l'ha chiesto?
CLOTILDE, - Gli invitati... Un successone! 'Un si poteva essere che marito e moglie!
VALERIA. - E 'un t'hnnno riconosciuto '?
CLOTILDE. - Gli era venticinquanni che 'un ci vedevano... m'hanno preso per te e il resto ...
CLOTILDE. - Non tanto da s... Figurati che la Bibbiana, l per l, l'ha bevuto, ma poi... ripensandoci... la 'un ci voleva credere... L'ha rivangato tutto i' passato... cercando di mettermi in imbarazzo... M' toccato ad ammetter certe cose... Poi se ne riparler fra noi... perch le 'un mi sono andate gi!
VALERIA. - Chiss icch l'ha inventato!
CLOTILDE. - Cose da farci i' viso rosso a un negro!... Ma quando l'ha visto qui' bacio... la s' dichiarata vinta!
VALERIA. - Ma che c'era proprio bisogno dinventare la scarlattina?
CLOTILDE. Inventata per l'Amelia e Don Cirillo, che sapevano benissimo chi ero io! 'Un gli potevo mica dare ad intendere che ero te!
VALERIA. - Ma t'ha' proprio pensato a tutto?
CLOTILDE. - E tutto s' svolto come se tu ci fossi stata te... Ora, per, mi dici icch succeder quando si svegliano e ti vedranno ?
VALERIA. - Niente. Perch io torno a letto, giusto sono stanca morta, e 'un mi fo pi vedere!
CLOTILDE. - Nella camera dell'Amelia! Perch tutti gli altri letti sono occupati!
VALERIA. - Mi piace, guarda! Una simile accoglienza 'un me l'aspettavo! (d in una risata che si propaga anche a Clotilde).
CORNELIO (entra di fondo e a vedere la scena rimane interdetto. Guarda le due donne, poi, facendo forza a se stesso). E questo gli i' ritorno di una moglie fetigrafa! D'icch vu' ridete? Di' marito ridicolo ?
CLOTILDE. - Chetati. T'un sa' neanche icch vol dire fedifraga.
CORNELIO. - La 'un la difender mica!
CLOTILDE. - Che ricominci a dammi di' lei? Dammi di' tu e chetati!
VALERIA. - E ascoltami!
CORNELIO. - Ah! Son io che li devo ascoltarti? Questa la mi piace davvero!
CLOTILDE. - Se la ti dice ascoltami vol dire che la ci ha qualcosa da dirti!
CORNELIO. - Perch io 'un ci ho da dirgli nulla? 'Un facciamo i' chiasso!
CLOTILDE. - Prima lascia parlare lei... poi tocca a te...
CORNELIO. - lo voglio sapere in do' l' andata e subito!
CLOTILDE. - E se lei, invece, la ti dicesse i' perch l' andata ... 'Un si farebbe pi presto a spiegarsi?
CORNELIO (a Valeria). - Che verso gli stato i' tuo? In do' tu se' scappata? E la notte, in do' tu l'ha' passata?
VALERIA. - Su una panchina no di certo, per quanto ci fosse una bella luna piena.
CLOTILDE. - La sar stata dalla su' sorella Eufrasia...
VALERIA (fa cenno di no). - Macch!
CLOTILDE. - Ho capito. A me 'un lo va' dire! Vo via ...
VALERIA. - Te lo dir quando avr parlato con lui... Ho bisogno di fargli qualche domandina... facile facile ...
CORNELIO. - Sta' a vedere che la frittata la si rivolta... Invece di interrogare te... te tu interroghi me?
VALERIA. - E la mamma la far da pubblico ministero ...
CLOTILDE. - Prima, per, fate listruttoria... poi giudicher io... Attenti che venga tutto in chiaro, perch a ma v'un me la date a bere! (via da destra).
CORNELIO. - Sentiamo icch tu mi ci hai da domandare?
VALERIA. - Un mucchio di cose... ma, per il momento, mi baster che tu risponda a una ... 'Un voglio che i nostri invitati mi trovino!
CORNELIO. - Basta che tu mi dica dove tu se' stata ?
VALERIA. - Te lo dir!
CORNELIO. - 'Un mi tener pi sulle spine!
VALERIA. - Ah! Perch tu se' sulle spine? E io, che sono in un letto di piume'? Ho sopportato quanto ho potuto, poi m' scappata la pazienza!
CORNELIO. - 'Un so a icch tu voglia alludere...
VALERIA. - Tu lo capirai subito... Sono stata a Fiesole con un uomo.
CORNELIO (facendo un salto sulla seggiola). - A Fiesole? Con un uomo?
VALERIA. - Un bel brunetto sulla quarantina... separato dalla moglie... essetato d'amore ...
CORNELIO (che risente parole note, comicamente sconvolto). - 'Unn' mica vero!
VALERIA. - Bravo sai, lasciami dire bravo e simpatico ...
CORNELIO. - Ma icch t'ha' fatto, disgraziata?
VALERIA. - T'un vorr' mica che te lo racconti!
CORNELIO. - Vo' saper tutto... per filo e per segno ...
VALERIA. - E allora senti... (calcando le parole che egli gi conosce) Siamo andati al primo ristorante e al cameriere s' chiesto di trovarci un posto dove non esser disturbati ...
CORNELIO. - E vu' siete stati in un salotti no soli?
VALERIA. - In separ... e, figurati, il cameriere, prima di entrare, doveva bussare alla porta tre volte.... E sai, s' fatto aspettare un poco... quando ci ha portato i' gelato... gli s'era tutto squagliato da quanto s' fatto stare sull'uscio... Capirai ... 'un si poteva far passare ...
CORNELIO. - E... ni' salottino... c'era un divano?
VALERIA. - Di gomma piuma... S'andava gi come ni' cotone idrofilo ...
CORNELIO. - E... quante volte vu' ci siete sprofondati?
VALERIA. - E chi l'ha contate! Tu capirai... s' voluto bere i' vischio... s, lo so, si scrive vischio ma si pronunzia in un'altra maniera... E ci siamo sbronzati...
CORNELIO. - Te, Valeria? ... 'Unn' possibile!
VALERIA. - Figurati che Foffino, appena gli finito su i' divano... gli ha incominciato a sbuffare e
a dire che gli faceva caldo... un gran caldo... allora s' levato la giacchetta ...
CORNELIO (che ormai ha capito il gioco). -... E a te t'ha sfilato i bolerino ... 'Unn' cos?
VALERIA (fingendosi sorpresa). - O come t'ha' fatto a indovinare?
CORNELIO. - Son cose che le simmaginano unnavrai mica voluto soffrire il caldo da te sola (con altro tono) E poi?
VALERIA. _- Poi... figurati... mi son messa a cantare cinquantamila baci ...
CORNELIO. - Saranno stati troppi... E poi '?
VALERIA. - Poi... poi... T'un se' contento?
CORNELIO. - Vo' sapere come l' andata a finire!
VALERIA. - Finire! T'ha' a far conto che quella l'era lo prefazione!
CORNELIO. - Ho capito. Quando gli entrato i' cameriere co i conto...
VALERIA. - Foffino...
CORNELIO. -... 'un trovava pi i pantaloni! (una pausa, poi con altro tono) Tu l'ha' imparata benino la lezione !
VALERIA - Quel che fatto reso!
CORNELIO. - Ma quello che 'un capisco... gli come t'ha' fatto a sapere... O te l'ha rifischiato Ambrogio o le l'ha rifischiato Giovacchino ...
VALERIA. - L'ho saputo e basta... E allora, visto che tu fui i' tu' comodo... io ho voluto fare i' mio...
CORNELIO. - Ma te, tu se' una donna! Tu se' lami' moglie!
VALERIA. - E te tu se' i' m i ' marito... e io 'un ti voglio dividere con nessuno!
CORNELlO. - Ma io l'ho giurato sulla tu' mamma... Da quando ci siamo sposati 'un t'ho pi tradito!
VALERIA. - E Fiesole l'altra sera, icch tu ci facevi? Che c'eri andato in pellegrinaggio:? Chi l'era quella cialtrona della Fifina. Una carmelitana scalza?
CLOTILDE (entrando da destra). - Ve lo dico io chi l'era... Quella Fifina... la somiglia come un goccio 'dacqua... a i' tu' Foffino...
CORNELIO (scattando). - L' stata lei il rifischiarti ogni cosa! L'era dietro l'uscio!
CLOTILDE. - I discorsi degli altri 'un gli ho mai ascoltati ... e gli i' rimprovero pi grosso che mi faccio nella mi' vita!
CORNELIO. - Ma insomma... a Fiesole ci sei stata o no ?
VALERIA. - Ci se' stato te?
CORNELIO. - Ma la vuoi capire che se anche ci fossi stato 'un n 'ha importanza!
VALERIA. - La teoria che lomo possa fare icch vale e la donna no... l' ormai un'anticaglia! E a me la 'un mi sta bene!
CLOTILDE. - Oggi la donna l' emancipata! E la moglie la 'un segue pi i' marito... la gli va innanzi!
CORNELIO. - Sola!
CLOTILDE. - Se l' brutta, s... e senn... accompagnata! Ma questa l' una questione che vu' ve la vedrete fra voi due. Icch gli era importante, la tu' reputazione, (a Valeria) l' stata salvata ...
CORNELIO. - Ma a Fiesole la c' andata! O la mi dice la verit o io... (le si avvicina minacciandola) (squilla il campanello)
CLOTILDE - Anche visite! 'Un bastan quelle che si stanno svegliando! (fa per andare ad aprire)
VALERIA. ..... - Aspetta!
CORNELIO. - Vai, vai! Gli ha esser chi vole... io 'un mollo! Si ripiglia i' discorso dopo!
AMELIA (di dentro). - Guarda chi c'! I' so Ambrogio e i' so' Giovacchino !
CORNELIO. - Capitan propio a proposito!
CLOTILDE. - A sproposito tu va' dire... Complicano la faccenda... Fai che qualcuno si svegli ...
VALERIA (facendo per uscire). - Io 'un mi fo vedere!
CLOTILDE. - Tu fa' bene! A letto!
VALERIA (via da sinistra).
AMELIA (entrando di fondo). - Passino, passino!
CLOTILDE. - Se v'unn'avete paura che la vi s'attacchi... avanti pure.
AMBROGIO (entrando). - Ma allora gli vero?
GIOVACCHINO. - La sora Valeria la sarebbe dunque sempre a letto?
AMELIA. - Ho poco fiato, ma ho cercato di farglielo intendere... Ma loro duri. .. ! 'Unn' vero!... E 'unn' vero!
AMBROGIO. - Per forza! 'Unn' vero! La sora Valeria la s' vista scendere dall'autobus pochi minuti fa ...
GIOVACCHINO. - All'ultima corsa!
CORNELIO. - V'avrete preso un abbaglio!
AMELIA. - Un granchio! Gli un granchio!
AMBROGIO. - L'era lei, ci scommetterei qualunque cosa!
GIOVACCH. - Per la verit, la s' vista di dietro!
CORNELIO. - Di dietro, tutte le donne le sono uguali!
AMELIA. - 'Un ci son che io che mi riconoscan da tutte le parti.
CLOTILDE. - Ad ogni modo, l' semplice... (piano) Chi 'unn'ha paura della scarlattina si pole affacciare alla camerina dell'Amelia, dove la s' isolata, e salutarla... Ma per le conseguenze... fori mi chiamo! (all'Amelia) Va' a dirglielo alla Valeria che c gente che la vol vedere e la vol salutare ...
AMELTA. - Sora Clotilde, 'un l'ho mai disobbedito... ma la 'un mi. forzi ...
CLOTILDE. - 'Un ci pensavo... t'ha' ragione... (a Giovacchino e ad Ambrogio) Vo io ad avvertire la mi' figliola. Lei, la 'un l'ha mai avuta... e l'ha paura... (per uscire).
GIOVACCH. - Per l'appunto ... 'un l'ho avuta neanche io...
AMDROGIO. - O io che l'ho avuta ?
CLOTILDE. - Ma se si voglian sincerare (invitandoli ad affacciarsi alla camera) Vengano vengano ...
GIOVACCH. (rifiutando). - Io ci credo. .. ci credo !
CLOTII.DE (uscendo con Ambrogio). - E lei che l' come San Tommaso... la passi... la passi! (via con Ambrogio da sinistra).
(2 pagine mancanti)
POMPEO (festoso). - Zitella? Bene, bene!
CORNELIO. - Che 'un ti venga la voglia di fargli la corte!
POMPEO (facendo l'occhio di triglia alla Valeria) - La 'un mi dispiacerebbe mica la tu' cognatina! (con altro tono) Ci pensi, diventar parenti ?
VALERIA. - La 'un ci pensi... Gli tempo perso!
CLOTILDE. - A Crotone la 'un ci verrebbe neanche come salma!
MARTINO (entrando infilandosi la giacchetta). - Chi ci vuol portare a Crotone i' so' Pompeo?
CLOTILDE (pronta). - La mi' sorella minore ... Se ne ricorda di quella ragazzina che al nostro matrimonio la sgattaiolava fra gli invitati?
POMPEO. -... Con le treccine lunghe... allora le usavano ...
CORNELIO. - La mi cognata... Ifigenia ...
VALERIA. - Ma t'un ti ricordi mai di come mi chiamo ...
CLOTILDE. - Eufrasia !
CORNELIO. - Per me, Eufrasia o Ifigenia l' lo stesso... Son nomi troppo ostrogoti... Per me, l' sempre stata la mi' bella cognatina pinza!
MARTINO (salutandola). - Pinza? Che peccato!
CORNELIO. - Gli per questo che Pompeo la voleva portar via!
CLOTILDE. - Ma lei, ormai, la 'un mi lascia ... L' unaltra me stessa ...
MARTINO (squadrandola). - Curioso... La 'un la somiglia punto!
CLOTILDE. - Infatti... l' figliola di un altro babbo ...
MARTINO. - Ah !
CLOTILDE. - No. La 'un n' un corno! Figliola di secondo letto della mi' mamma ...
MARTINO. - Curioso anche questo! 'Un n'ho mai sentito dire che la sora Clotilde l'avesse avuto du' mariti ...
BIBBIANA (entrando da destra in vestaglia). - Scusami se mi sono approfittata... Ma s, la Valeria
l' di' primo letto... T'un lo sai? (piano) Che ricominci?
CORNELIO. E la mi' cognata di' secondo! La 'un la ravvisa? L'era una bambina ...
VALERIA. - Eufrasia ...
CLOTILDE. - Pi giovane di me di vent'anni...
BIBBIANA. - S, s... Mi ricordo proprio bene di su vestitino a fiorni
POMPEO. -... gli si macchi con l'intingolo dello stufato ...
CLOTILDE. - ... e la mamma la gli tir uno sculaccione cos forte .
VALERIA. - ... che mi tocc a correre nel bagno a fare la pip. .. tanto la m'aveva fatto paura!
MARTINO. _ Eh, Gi... Basta, a volte, un piccolo ricordo, per far tornare a mente tanti particolari! (con altro tono) Ma la festa l' finita e bisogner levare i' disturbo.
POMPEO. - Se n' gi dato anche troppo!
BIBBIANA. - E 'un si sa come ringraziare...
POMPEO. - Unaccoglienza da veri amici...
MARTINO. - Una festa che ci ha fatto ritornar giovani... .
CORNELIO. - Ora vu' ci asfissiate da' complimenti ...
BIBBIANA. - Rivederci dopo tanti anni ...
POMPEO. - L' stata una cosa proprio commovente ...
CLOTILDE. - Tanto commovente... che mi vien da piangere ...
POMPEO. - Siamo tutti un po' commossi...
BIBBIANA (piano a Martino). - E te, tu pensavi a i' trucco! (poi forte) Un bel bacio e arrivederci alle nozze d'oro! Ma io sono ancora in vestaglia... Corro a finirmi di vestire. (fa per uscire).
POMPEO. - E io piglio il cappello e via!
MARTINO (rimasto solo, si guarda attorno, si avvicina con un certo mistero a Cornelio, Valeria e Clotilde). - Confidenze per confidenze. Vu' siete stati tanto carini con noi... che mi sento in dovere di dirvi tutta la verit ..., l' so' Pompeo vi ha messo in mezzo ... 'Unn' lui, i' so' Pompeo... ma i' su' fratello gemello Antonio... che lo somiglia come una goccia d'acqua... l' so' Pompeo... gli in carcere... finisce i' tempo un altr'anno... Si vergognava a dirvelo!
COR. - CLO. - VAL. (stupiti, guardandosi in faccia). - Icch!
BIBBIANA (rientrando, pronta). - E allora si pu andare!... Ringraziamenti, saluti e tanti tanti
nuovi auguri...
MARTINO. - Arrivederci... Arrivederci! (via ambedue di fondo accompagnati da tutti).
CLOTILDE (sorpresissima appena usciti la Bibbiana e Martino). - Icch? Icch? 'Unn' i' so' Pompeo?
VALERIA (pure sorpresa). - Gli i' su' fratello gemello?
CORNELIO. - E io che l'ho riconosciuto !
CLOTILDE. E lui che gli ha riconosciuto me... senza avermi mai visto!
CORNELIO. - Quello 'unn 'ha ma' visto nessuno e gli ha riconosciuto tutti!
VALERIA. - Si ricordava perfino delle mi' treccine... .
CORNELIO. - Intorno a i' collo gliele metterei!
CLOTILDE. - E mi trovava ringiovanita!
CORNELIO. - E appetitosa, quel figlio d'un cane!
CLOTILDE. - Ci voleva mettere a letto lui!
CORNELIO. - E rimboccacci il lenzuolo!
VALERIA. - Per fare?
CORNELIO. - Altri du' figlioli! Non mica uno, due!
CLOTILDE. - Gemelli, vah!
CORNELIO. - Abbracci di qui, abbracci di qua!
CLOTILDE. - Me m'ha abbracciata e baciata con una foga!
CORNELIO. - Per tastarti... Ma ora lo tasto io!
VALERIA. - Zitti! Eccolo. 'Un fare scenate!
POMPEO (rientrando, piano a Cornelio, con aria di mistero). - Che andato via i' so' Martino? Perch io vi ci avrei da dire una certa cosa ....
CORN. - CLO. - VAL. (insieme, tra di loro, piano). - Anche lui?
POMPEO. - Vu' m'avete usate tante premure... che 'un posso continuare a stare zitto!... (una breve pausa) I so' Martino... v'ha messo in mezzo... vha imbrogliato!
CORNELIO. _ Figlio d'un cane!
POMPEO. _ La donna che era insieme a lui la 'unn'era la su' moglie Bibbiena... La gli scapp di casa cinque anni fa e la 'unu' pi tornata! ...
CLOTILDE. - E chi l' allora?
CORNELIO. - La su' ganza, ci vuol di molto a indovinallo!
CLOTILDE. - In casa mia quella poco di buono!
POMPEO. - E sapete, l'ha essere a caso!
CLOTILDE. - L'ho sentito da' discorsi che l'ha fatto!
POMPEO. - Oh! Ma io 'un so nulla e 'un va' sape' nulla! E scusatemi se scappo. Ho paura di perder l'autobus! Arrivederci. (via)
CLOTILDE (gridandogli dietro). - La vada, la vada... Qui 'unn ' pi aria per i gemelli!
CORNELIO. - Qui siamo nello scorpione!
CLOTILDE. - Ni' capricorno, t'ha' a dire!
CORNELIO. - La 'un'alluder mica a me? Perch se la mi' moglie la m'ha fatto un torto... ne fo salciccia!
CLOTILDE. - A dar retta a quella falsa Bibbiana la te n'avrebbe fatti pi d'uno! Che lingua e che roba! Tutte invenzioni che io 'un potevo controbattere per non farmi scoprire! E noi, s'aveva tanta paura di fare icch s' fatto! Ha' sentito Cornelio?... Evviva la sincerit!
CORNELIO. - Ecco! (rivolgendosi a Valeria) Gli propio i' momento della sincerit! Ora tocca a te. Fori!
VALERIA. - Come tu se' brutto quando tu fa' l'omo serio!
CORNELIO. - 'Un mi fare uscir da' gangheri!
VALERIA. - Mamma, aiutami te, che t'ha' lo scilinguagnolo pi sciolto!
CLOTILDE. - 'Un c' bisogno di parlar tanto! (a Cornelio) Vo' sapere in do l' ita e icch l'ha fatto!
Io lo so! L' stata a Fiesole ...
CORNELIO. - Ah! S ?
CLOTILDE. - Ma non per quello che tu credi...
CORNELIO. - Allora... niente ristorante di lusso?
CLOTILDE. - La c' stata ...
CORNELIO. - ... Ma non per quello che credo io .... Poi?
CLOTILDE. - L' stata anche in un separ...
CORNELIO. - .... Ma non per quello che credo io. Per raccogliersi in preghiera?
CLOTILDE. -... Per cercarci un giovanotto... "-
CORNELlO. - Foffino ?
CLOTILDE. - No. Un altro. Un bel ragazzo di vent'anni... Poi ti dir come si chiama ...
CORNELIO. - Foffino o Michelino ... Gli la stessa! Icch gli hanno cantato insieme? Le litanie a du voci
CLOTILDE. - La 'un glien'ha dato i' tempo ... La l'ha preso per un orecchio... e l'ha portato via ...
CORNELIO. - 'Un capisco!
VALERIA. - Aspetta c tu capirai...
CORNELIO. - Dove l'ha portato?
CLOTILDE. - In un posto che t'un t'immagini nemmeno! Su un bel prato all'ombra dei pini, passato Borgunto ...
CORNELIO. - Peggio che in un separ... C' scandalo!... Continua.
CLOTILDE. - Dove ci ha sorpreso, distesa sullerba, accanto a un altro giovanotto, una ragazzina di appena diciassette anni...
CORNELIO. - E icch vuol dire?
CLOTILDE. - La lha presa per un braccio e lha portata via!
CORNELIO. - (dando una risata). - Anche lei? (con altro tono) E indove la gli ha portati, il giovanotto e la ragazzina? A far razza fra di loro?
CLOTILDE. - No. Perch gli erano fratello e sorella.
CORNELIO. - Icch?
VALERIA (seria). - Tun capisci ancora?
CLOTILDE. - La li ha portati con s... anzi la lo ha fatti camminare favanti per paura che si squagliassero .. e guai se si fermavano ... La li ha caricati sullautobus... e via a Firenze .. poi di l un altro autobus... e di filato a casa...
VALERIA. - Mhanno fatto sudare, ma ce lho fatta!
CLOTILDE. - Che ha capito ora in do l ita e chi gli erano?
CORNELIO (stralunato, confuso). - Valeria... Un vorrei aver capito davvero!
VALERIA. - (forte alluscio di sinistra). - Amelia, apri il bagno... E che vengan fori!
CORNELIO. - I mi figlioli?
CLOTILDE. - Tanto evoluti e coscienti che un sognan che lavoro. (poi) Ha capito dove ce lavevan da fare limpianto?
CORNELIA. - (mortificato). - Valeria... (fa per avvicinarsela commosso).
CLOTILDE. - Tu la ringrazierai' dopo... Pensa a loro... (ai due ragazzi che non hanno il coraggio di entrare) Avanti ... 'Un vi mangia nessuno ...
MARTA e CELESTINO (compaiono compunti e pentiti, senza dir parola).
CLOTILDE. - La mamma la v'ha promesso di non rimproverarvi (alzando il tono) Ma io, 'un son la mamma... e... (vedendo Cornelio che li guarda silenzioso) ... neanche i' babbo.... (scuotendolo) Che se' ammutolito? Che ti 'rimorde la coscienza?
MAR. - CEL. (facendo un passo avanti insieme). - Nonna ...
CLOTILDE. _ Io 'un vi dico icch vu' vi meriteresti... Quello gli i' compito di' vostro babbo che ...
come vu vedete ... un connette ... I colpo lha annichilito ... Ma ce lavete lidea esatta di quello che vu avete combinato? Lo sapete i pericolo che vu avete corso? (a Celestino)
T'un ti vergogni, te, a mettetti con una sgualdrinella, che in un anno l'ha cambiato dieci
fidanzati?
CELESTINO. - Credevo che la mi volesse bene...
CLOTILDE. - E una che ti vuol bene sul serio, la si fa portare in un salottino appartato... dove 'un ci vanno ... (fissando Cornelio) che vecchi sporcaccioni con le loro sudice donnacce? (poi a Marta) E te, le conosci le prodezze di qui' tu' vigliacchetto di don Giovanni in erba, che appena gli ha vist tu' madre, gli ha battuto la scarpa?
MARTA. - Gli era un mi' compagno di scola...
CLOTILDE. - ... Che dopo aver ripetuto per tre volte la stessa classe, gli passato a pieni voti... 'a fare i barista in Borgo la Croce. Bella carriera! (poi a tutti e due) Icch vu' vi aspettavi da questi du' be' tipi'?.. Icch?... Ve lo dico io... (a Celestino) Te, di ritrovarti un figliolo che 'unn tuo... e te (alla Marta)... dessere messa incinta e abbandonata in mezzo a una strada! (poi a Cornelio) 'Un dico nulla a te, che tu continui a stare zitto come se fossero cose che le 'un ti riguardano!
CORNELIO (reagendo e alzando la voce). _ 'Unn' vero! Le mi riguardano! Ma come t'ha' fatto a sapere tutte queste po' po di prodezze de' mi' figlioli ?
VALERIA. - Una telefonata misteriosa...
CLOTILDE. Che l'ha fatta subito correre a Fiesole ...
CORNELIO (facendo per abbracciarla). Lascia che ti ringrazi!
VALERIA (respingendolo scherzosamente). - In presenza de' nostri figlioli? Che ti da di balta i' cervello?
MARTA (abbracciandola). - Perdonami, mamma ...
CELESTINO (pure). - Perdona anche me ...
VALERIO (abbracciandoli). - Lavorate meno e ricordatevi che vu' avete una mamma ...
CORNELIO (commosso). - Un babbo...
CLOTILDE (pronta ridendo). - E una nonna... (facendo per portarli via) che vi d subito un po' di merenda, perch chiss che fame vu' avete! (via Celestino e Marta; quindi rivolgendosi a Cornelio e Valeria) E voialtri 'un la fate tanto lunga; questa l' roba come quella cosa... pi che la si tocca e pi la puzza. (via).
CORNELIO (titubante, facendo per abbracciare Valeria). - Ora bisogna che tu perdoni anche me... (Una pausa comica).
VALERIA. - Di che?
CORNELlO. - Della mi' gita a Fiesole ... Tutta inventata!
VALERIA. - Ma l per l, tu mi facesti mangiar tanta di quella bile... E smettila di dir tante bugie !
CORNELIO. - 'Unne dico pi!... se mi riesce! ...
Quadro.
Cala la tela.
FINE DEL TERZO ATTO.
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