La miopia del dottor Musini

LA MIOPIA DEL DOTTOR MUSINI

Commedia in tre atti

Di

Angelo Alfieri

Personaggi

Marco Musini (Medico)

Gil Petti (Paziente)

Elmo Galli (Amico e paziente)

Pinuccia Belli (Donna delle pulizie)

Marina Astolfi (Moglie di un paziente)

Mario Vespetti (Inform. Scient.)

Enrica Tubini (Moglie di Musini)

Giulia Pistilli (Amica di Enrica)

Carlo Bonini (Ottico)

Anticamera dellambulatorio del dottor Musini. La scena: sul fondale una porta a scorrimento piuttosto ampia che d allo studio (si vede un lettino e qualche oggetto medico). Sulla sinistra la porta dingresso dellappartamento, sulla destra una porta che d in altri locali. Un tavolino, un divanetto, due sedie e un armadio a vetri con dei medicinali.

(Il dottor Musini miope ma essendo vanitoso non fa uso di occhiali quando in pubblico, crede che il suo fascino possa venire meno. Solo in caso di estrema necessit costretto ad indossarli, oltretutto essendo allergico alle lenti a contatto non pu beneficiarne. Tuttavia si rende conto che una svolta definitiva necessaria per porre fine alle incertezze e alle titubanze dovute proprio alla condizione di miope ma ).

Tutte le commedie di questo autore sono tutelate della S.I.A.E.


PRIMO ATTO

Scena prima

Musini: ( comodamente seduto sul divano in attesa dellarrivo di qualche paziente, sta sfogliando un libro). Bene bene bene Che libro ? I dolori del giovane Werther! (Lo avvicina agli occhi). il caso di rileggerlo? No! Tuttavia mi piacerebbe sapere di chi ! Non ricordo di averlo acquistato. Sar di qualche paziente dallanimo sensibile. Bene! (Campanello). Male! Chi ?

Pinuccia: La Befana! (Entra).

Musini: lora di arrivare?

Pinuccia: Questa lora!

Musini: Che regalo ha portato? (Sogghigna).

Pinuccia: Cosa porta di solito la Befana?

Musini: Che ne so! Coi tempi che corrono ci si pu aspettare di tutto.

Pinuccia: Io sono tradizionalista.

Musini: Quindi ha portato una scopa?

Pinuccia: Non ho portato niente quale scopa?

Musini: Mi ha illuso! Nessuno mi porta qualcosa di bello: mai!

Pinuccia: Eh, coi tempi che corrono parole sue.

Musini: Non faccia troppo uso delle mie parole: hanno un loro peso specifico nellambito medico. (Pinuccia entra nella porta di destra ed esce con una scopa). Ce lha allora? Mente sapendo di mentire.

Pinuccia: Se pensa che continui il battibecco per darle soddisfazione di averla vinta se lo scordi. Desidera che inizi le pulizie? Vada di l. I dolori del giovane Bello! Lo consiglia come terapia?

Musini: Agli asini che dimenticano gli oggetti nello studio dei medici. Se entra qualcuno lo faccia attendere. ( ironico e crede che in attesa dellarrivo dei pazienti lo scambiarsi battute con linserviente lo preservi dal cadere nella monotonia).

Pinuccia: Si metta gli occhiali! (Si sente un rumore). Eccolo l. Unaltra volta. Non ho ancora ben capito se sono la donna delle pulizie o una soccorritrice del centodiciotto. (Quando la porta rimane aperta il pubblico vede tutto). Il cestino deve stare qui.

Musini: colpa sua il cestino deve stare qui. Avr il diritto di sistemarlo dove meglio mi fa comodo?

Pinuccia: Lo lascia in quella posizione perch ama metterci il piede?

Musini: Esatto! Al mattino amo mettere il piede nel cestino.

Pinuccia: Temendo che ci finisca qualcosaltro lo tiene occupato.

Musini: Il cestino un oggetto indispensabile.

Pinuccia: Lo sarebbe se non venisse usato in modo alternativo. Faccia un po quello che vuole. (Esce dallo studio chiude parzialmente la porta, altro rumore). Quando uno fesso. Tocchi Mmh, stavo per prendermi una denuncia per diffamazione.Ha degli occhiali che sembrano telescopi ma usarli ehhh: scherziamo. Devono fare bella mostra di s nel taschino. La vanit. Perde il fascino. Ma quando mai. (Campanello). Buongiorno in ambulatorio vada.

Marina: (Musini fa capolino). Dottore carissimo. Che aspetto giovanile stamattina. Lei ha firmato un contratto con qualche entit soprannaturale per mantenersi in forma. Dica la verit. (Pinuccia fa un gesto ad hoc).

Musini: (Si gongola). Sempre gentile. Signora Bertolini che piacere vederla.

Pinuccia: Vederla ... per modo di dire.

Marina: Sono Marina Astolfi.

Musini: Davvero? Una nuova paziente. Prego entri!

Pinuccia: (Tra s). Speriamo bene chiss cosa capace di trovarle. Prima per deve trovare la paziente.

Marina: (La porta aperta). Dottore sono qui, da questa parte. Oh Madonna santa cieco questo. (Da dentro). La invito cortesemente ad inforcare gli occhiali.

Musini: Non li trovo. Eppure devono essere per forza da qualche parte. colpa della Befana della signora di l. Si spogli pure. Arrivo subito.

Marina: Perch mai? Sono venuta per mio marito.

Musini: (Rientrano in scena). Signora non si fanno queste cose. Se suo marito ad aver bisogno deve venire lui. Nessuno pu fare le veci in medicina. Poi succedono guai. (Tocca Pinuccia, scambiandola per chiss cosa. Cerca gli occhiali, Pinuccia ride).

Pinuccia: Gi succedono per iniziativa sua: se ci mettiamo anche la sostituzione di persona, quel poveraccio rischia di trovarselo a letto morto. La prossima volta tocchi sua sorella. Che cosha suo marito?

Marina: Linfluenza.

Pinuccia: Dottore le dia laspirina.

Musini: Certo dottoressa. Ha sentito: si picca! Si picca! (Va nello studio, la porta aperta). Fa le pulizie ma si picca.

Marina: Lo convinca a mettersi gli occhiali la supplico. Mi prende sempre per chiss chi.

Pinuccia: Li mette ma non davanti alla gente: vanitoso. Lo guardi.

Marina: Che personaggio! Si chinato sul tavolo. Sembra che stia operando. Ah ecco: li ha trovati. Pensi che mio marito dice che bravo. un suo paziente da anni.

Pinuccia: S molto gentile. Educato, garbato. Devo aggiungere altro?

Marina: Per carit: basta cos. Per bravo intendevo unaltra cosa ma va bene lo stesso. Vado di l o torna lui?

Pinuccia: Se non inciampa arriva senza aiuto. (Rumori). Un attimo: glielo riporto.

Marina: Tutti lui li trova. Quellaltro era sordo questo cieco, il prossimo sar senza gambe. Comunque tutti senza testa.

Pinuccia: Se l cavata. Eccolo trionfante.

Musini: (Vede Pinuccia sfuocata, crede che sia la paziente del giorno prima). ancora qui lei? Lho visitata ieri.

Pinuccia: (Altera il tono di voce). Male per: mi rivisiti. Ha visto come ci vede bene?

Marina: Sono scioccata per lintuito. Mi dia sta benedetta aspirina dottore. Non ho voglia di passare linverno chiusa qui dentro.

Musini: Chi parla? Venga in ambulatorio.

Marina: Ancora?

Pinuccia: Alteri un po la voce: la prende per la sorella. (Sotto voce).

Marina: Veramente? (Pinuccia annuisce). Provo? Vengo dottore.

Musini: Vittoria che sorpresa. Accomodati di l. Non ci sono per nessuno. (Si chiude nello studio da solo).

Pinuccia: Non c proprio. Vuole un consiglio: dica al marito di cambiare medico.

Marina: Lo terr presente. Arrivederla le aspirine. Ma no! Le aspirine no. Se si mette anche lei a confonderlo torno a casa con linsalata: gli dica di darmi qualcosa per fare laerosol.

Pinuccia: Si fida? Prenda questa una novit. Con questa non la prende linfluenza. Appena il sintomo si azzarda a manifestarsi si spaventa e regredisce da solo. Basta sventolarla davanti al naso. Alcuni dicono che basta pronunciare il nome del farmaco per scongiurare il malanno parola di informatore eh.

Marina: Ci sono farmaci cos? E non lo vogliono dire?

Pinuccia: Oh! Quelli buoni se li tengono per loro.

Marina: Hai capito che furbi sti dottori?! Che combutta.

Pinuccia: Scherza? Non glielo dica per. Adesso va a casa, apre la scatola, prende un bustina, la mette sotto il naso del marito e basta: guarito.

Marina: Non che mi guarisce troppo in fretta? Se mi rimanesse a letto un paio di settimane non mi dispiacerebbe se sapesse quello che combina. un bugiardo.

Pinuccia: Lo immagino. Se vuole stenderlo per un po di tempo le do questa.

Marina: Esiste allora un elisir della felicit per mogli.

Pinuccia: La maggior parte di quei medicinali che vede l sono per la distensione familiare.

Marina: Ma pensa te cosa mi tocca sentire un toccasana. Me lo dia. Devo fare i conti con mio marito. Pensi che informatore scientifico sto deficiente .. e mi nasconde certi farmaci pur sapendo che esistono: non normale.

Pinuccia: Fa bene a non parlargliene: lo vuole stendere. Abbia pazienza. pur sempre un marito.

Marina: Inutile! Errori di giovent. Lo stendo con le sue stesse armi senza che sappia. Secondo lei furbo o tonto?

Pinuccia: Signora come faccio a saperlo. Prima di giudicarlo lo devo almeno vedere di profilo.

Marina: Deve avere unesperienza incredibile.

Pinuccia: In fatto di profili? questione di intuito.

Musini: Quella paziente che fine ha fatto? (Marina). E mia sorella? (Infila gli occhiali per un attimo). andata via?

Pinuccia: Da un pezzo!

Musini: Pinuccia, sta per arrivare linformatore: lo faccia passare per primo.

Pinuccia: una spia?

Musini: S! I suoi antenati lo erano.

Marina: Umorismo di alto livello! (A Pinuccia). Arrivederla dottor Musini. Mi conviene filare da qui alla svelta.

Musini: Arrivederla contessa. (Si chiude nello studio).

Pinuccia: Perfetto! Non vero che vede doppio: sono dicerie.

Marina: Che bravo ha del talento nellindividuare il nobile che si nasconde in ognuno di noi. Se solo sapessi che gettandomi dalla finestra rimanessi illesa lo farei.

Pinuccia: un paradosso?

Marina: Pu darsi ma sicuramente sparirei in un attimo. (Escono).

Scena seconda

Poco dopo

Mario: Permesso! (Si siede in attesa). Non c nessuno stamattina. sempre cos affollato. Ha sicuramente pi di mille pazienti bene bene. Si vende bene qui! Che stupido: lo so! (Si alza, va a guardare nella vetrinetta dei farmaci). Vedo che ha iniziato la promozione del mio farmaco. Ne avevo portate due scatole ed ora ce n una. Quando la paziente o il paziente lo prover non far marcia indietro: parola di Mario Vespetti. Distensione pianificata. Le risate. Una settimana di catalessi. Controindicazioni: nessuna, solo benefici. Vedr di iniziare il trattamento con mia moglie. (Divertito).

Musini: (Esce dallo studio, questa volta ha gli occhiali). Vespetti venga venga: la stavo aspettando.

Mario: Ho una discreta premura: possiamo stare qui?

Musini: La premura pu essere discreta?

Mario: S! Se intesa come riservatezza e rapidit di intenti.

Musini: Davvero? Dovr approfondire. Le questioni linguistiche mi sorprendono sempre.

Mario: Mah! Non badi a tutto quello che si dice. Orbene, mi aveva chiesto un farmaco per quel paziente deboluccio, stancuccio, palliduccio provi questo.

Musini: (Legge). Magnesio al tre percento: non un po troppo?

Mario: Mica lo deve assumere lei.

Musini: Infatti non sono deboluccio. Anzi! Tuttaltro. Ultimamente ho una vigoria giovanile sorprendente. Mia moglie dice che non dimostro let anagrafica. E le assicuro che fa piacere sentirselo dire sarebbe meglio che a dirlo non fosse la moglie ma qualche sbarbisolina. Capisce che farebbe crescere lautostima capisce?

Mario: Si figuri se non la capisco. Anchio ho una moglie che si sta befanizzando alla velocit della luce.

Musini: Davvero? Le mogli passata let fertile decadono in poco tempo nonostante gli artifici che mettono in atto per salvaguardarsi dallinesorabile destino.

Mario: Cosa intende per destino?

Musini: La resa dei conti finale. La perdita della bellezza!

Mario: Avere la moglie bella il sogno di tutti, ma a pochi concesso.

Musini: Concesso non ha niente a che vedere con il luogo deputato che comunemente si intende per il disbrigo della pratica tanto umiliante?!

Mario: No perch la parola tutta attaccata.

Musini: Gi avevo frainteso. Bene! Ha dellaltro?

Mario: S ho dellaltro tenga: abbiamo scoperto, alle volte basta un niente, che questo antiparassitario agisce sullonicomicosi. Una sola applicazione in grado di annientala. Abbiamo praticamente sbaragliato tutte le case farmaceutiche.

Musini: Veramente? Come mai?

Mario: Non lo sanno. Siamo usciti il mese scorso allimprovviso con il prodotto. Spese per la ricerca: zero! La fortuna ci ha favoriti. Il nostro scienziato biologo, per caso, intervenendo sulla pianta del salotto, si spruzzato la mano e siccome non lha pulita subito perch gli suonato il telefono, lui ha una zia in campagna che lo martella di domande continuamente e quando ha riattaccato, guardandosi la mano, si accorto che i funghi erano spariti.

Musini: Coltiva funghi sulle mani?

Mario: Non saprei.

Musini: Che zia prodigiosa! Ha fatto scattare il meccanismo sapendo in anticipo che avrebbe prodotto leffetto? Abita nei dintorni di qualche santuario?

Mario: Esatto: nei pressi di Loreto.

Musini: Lo vede? Per forza! Attinge energia dalla fonte e la spedisce via cavo al nipote.

Mario: una teoria un po fantasiosa. Ad ogni modo se lo dice lei. Perch non indice un seminario sullargomento?

Musini: Il luogo ideale per saperne di pi. Possiamo far intervenire questa zia a suffragio della teoria.

Mario: Non intendevo il seminario come luogo Lo intitoli: Come avvengono i miracoli oggi? Via cavo! La tecnologia ha influenzato laltro mondo.

Musini: Cera da aspettarselo. Ha influenzato anche mia moglie: ha tre telefoni tre computer, tre tablet e un solo paio di scarpe. Le lascio immaginare le conseguenze.

Mario: Eh le mogli contemporanee. La mia al contrario ha trecento paia di scarpe e nessun aggeggio elettronico.

Musini: meno contemporanea della mia. Cosa vuol fare: ormai le abbiamo sposate. Quello che sono sono. Diventate! Nel mio caso si trattato di un matrimonio combinato: i genitori! Un giorno le racconter La saluto Vespetti.

Mario: Anchio. Mi avevano detto che miope non deficiente. (Tra s).

Musini. (Tra s). Che stupido crede a tutto! (Mario uscito subito, entra Elmo Galli). Vespetti rimanga un attimo accantonando la premura discreta: voglio approfondire una cosa. Si sieda qui. (Elmo sorpreso pur sapendo del difetto visivo dellamico). Quel medicinale che mi ha portato quindici giorni fa quel rilassante portentoso per coniugi rompipalle funziona davvero? Sa possibile che ne possa usufruire. Una remota possibilit di ridurre alla calma il partner da contemplarsi in almeno i tre quarti dei matrimoni!

Elmo: Tu hai un farmaco del genere e non lo dici? Bellamico sei! (Musini si mette gli occhiali per un istante). Chi credevi che fossi la befana?

Musini: Quella la riconosco subito quindi hai sentito tutto?

Elmo: Tu che pensi?

Musini: Che hai sentito. Mi hai colto in fallo. Non mi cogliere approfittando della mia scarsa capacit visiva. E va bene confesso: mi hanno portato un farmaco ipnotizzante e volevo sapere se cosa ne dici di sperimentarlo su tua moglie? (Va alla vetrinetta).

Elmo: a dir poco unidea geniale e nel mio caso non proprio remota. Dammelo. (Musini, sbaglia scatola e gli da un anti emorroico). anonimo!

Musini: Certo nuovo. Se funziona gli mettono la denominazione e via.

Elmo: Caspita un prodotto dop. Come si usa?

Musini: Dammi! in pomata: strano! Di solito in gocce allora va spalmato sul pane o allungato nella minestra. Sar insapore.

Elmo: Lo spero.

Musini: Stemperare sul retto in modo corretto ecco: corretto. Si capisce poco la scrittura. Tieni! Inizia tu. Fammi sapere. (Avvicina loggetto agli occhi).

Elmo: Scrivono in piccolo sti bugiardini. Secondo te li chiamano cos perch mentono o per altri motivi?

Musini: Le questioni moral-lessicali mi stanno assillando. Non so lo vedi: adesso mi hai messo la pulce nellorecchio.

Elmo: Lascia perdere le pulci, sono scomparse. Mi fido eh? Non che dopo sorgono complicazioni eritemi allergie.

Musini: Se vedi complicanze al di sopra della norma interrompi e precipitati qui.

Elmo: Daccordo. Vedi, non sono passato solo per salutarti come ogni luned. Venire da te, a volte, un bene! (Lo guarda). Ti trovo gi di giro oggi.

Musini: La signora poco fa ha detto il contrario. Forse avete due modi diversi per descrivere lo stesso fenomeno. (Un po risentito).

Elmo: (Perplesso). Pu darsi. Punti di vista diciamo. I tuoi occhi come vanno?

Musini: Meglio settimana prossima lottico mi far provare una lente a contatto di ultima generazione. Dice che non crea allergie. Davanti alla gente mi vergogno non mi piace che mi si veda con questi occhiali. Anche Enrica mi scoraggia pur stando in casa. (Li toglie dalla tasca, sono il triplo della faccia).

Elmo: Che belli! Te li ha regalati qualche clown?

Musini: Mi sono costati lira di Dio.

Elmo: Ci credo: sono praticamente tre paia. Ho capito. Modello panoramico. Allora siamo daccordo: se si complica o ti porto mia moglie o ti riporto indietro la pomata.

Musini: Portarmi la moglie solo se grave.

Elmo: Allora te la porto subito. (Ridono). Siamo leggermente maligni.

Musini: I tempi! Moderni! Vedi, siamo accomunati dalla stessa sorte che allinizio fu benigna ma ora si manifesta nella sua avversit. Lo stavo dicendo al dottor Vespetti poco fa. Le mogli crollano sotto il peso degli anni troppo vistosamente.

Elmo: Parole sante. E fosse solo la bellezza a sfiorire. Diventano un mazzo di ortiche rinsecchite. Sono inguardabili. E pungenti. E ti accusano di non amarle come in passato accampando scuse dogni sorta. E pretendono coccole nonostante let. impensabile! Ecco perch necessitano del trattamento distensivo qui.

Musini: Fortunatamente ci vedo male. E non posso ben constatare il disfacimento che si fa largo. Per il resto anche mia moglie accampa scuse dogni sorta per poter evadere liberamente ed per questo che usufruir del contributo ipnotico. Se lo riterr opportuno sintende. Se! Enrica una donna mite. (Mette gli occhiali nel taschino).

Gil: (Entra. un po sbruffone). Caro dottore sono soddisfatto: appieno! Ottima cura. Mi ha rimesso in piedi. Venire qui da lei d soddisfazione.

Elmo: Lo vedo! E sa anche camminare. (Ammicca).

Musini. Lei ? Albertini giusto? Un attimo (mette gli occhiali). Pasquinati come sta?

Elmo: Ti sta dicendo che cammina: appieno. un fatto insolito per un essere umano.

Gil: Non mi riconosce sono Petti. Lintossicato. (Scrolla il capo. Ad Elmo). Vede male.

Elmo: Vi lascio ci manca anche lintossicato adesso, gi ho una mezza matta a casa. (Guarda la scatola che ha in mano). Che Dio me la mandi buona. Stavolta la stendo per tre giorni. Ciao.

Musini: Addio! Petti s ricordo. Le cozze avariate. S ricordo. passato tanto da allora!

Gil: Tanto una settimana. Dicevo che mi sento molto meglio. Ho perfin ripreso il lavoro sorprendendo il mio principale che mi dava per spacciato, pensi che aveva gi preparato la lettera di licenziamento.

Musini: Ma pensi. Il suo datore di lavoro molto comprensivo.

Gil: Diciamo che nella media. Appena pu si libera degli stipendiati con scuse stravaganti, oggi hanno questo vezzo. E sa perch? Si ostinano a credere che i lavoratori debbano assomigliare ai robot che non abbandonano mai il posto e faticano gratis.

Musini: Tempi moderni caro Petti. Dove andremo a finire con questa modernit? Mah! Venga di l che facciamo una visitina.

Gil: La devo guidare? Mi dia il braccio. Ecco qua. Che bella giornata oggi.

Musini: E fa anche caldo.

Gil: S, siamo solo a meno dieci. (Entra Pinuccia). C la sua infermiera dottore. Salve.

Musini: bionda, altina, senza tacchi, viso quadrato, pessima figura.

Gil: Esattamente! (Ammicca a Pinuccia).

Musini: Ho capito non linfermiera. Posso mettermi gli occhiali?

Pinuccia: Non lo chieda a lui: li metta! guarito signor Petti?

Gil: Sentiamo il parere del medico.

Pinuccia: Ottimista! Con permesso! Attento al cavo del telefono, di solito se lo attorciglia al polso strappandolo dalla presa. Poi dice che non c linea. (Entra nella porta di destra per gli attrezzi, rientra in scena). Sentiamo un po la diagnosi.

Musini: (Dallinterno dello studio). Mi raccomando si astenga dal consumare molluschi per almeno tre anni, diamo tempo al fegato di rigenerarsi. Continui con la terapia. Vedo che ha il fegato grasso s: pazienza, meglio lui che altro. Va bene. Si attenga per.

Pinuccia: Vede addirittura allinterno del corpo. Un fenomeno!

Gil: (Entrano). Che bravo medico. Le assicuro che non toccher mai pi frutti di mare.

Pinuccia: Sono quasi sempre acerbi.

Musini: Ama scherzare, non lascolti. Sono in studio. (Chiude parzialmente la porta).

Pinuccia: Anche mia sorella ha avuto unintossicazione da mitili stata male sa anni. Ha rischiato un trapianto. Uno spavento poi improvvisamente con questo farmaco in men che non si dica guarita. (Lo prende dallarmadietto).

Gil: Per merito del dottore?

Pinuccia: Mah forse! Veda, il dottor Musini un ottimo medico ma a volte per una svista diciamo, sbaglia lassegnazione del farmaco. Mi faccia vedere la ricetta. Ha sbagliato medicina, questa per lerpes. Si fidi: prenda questa vede per epatopatie, intossicazioni ecc ultimo ritrovato.

Gil: Sono piuttosto preoccupato sa avr preso la ricetta di un altro paziente?

Pinuccia: Certo! Ci penso io. Se dovesse venire ancora, prima di uscire, se sono presente, mi interpelli. Non affidiamo al caso la salute. Vada.

Gil: Chiss quale esperienza ha accumulato lavorando per lui. (Esce).

Pinuccia: Ne ha accumulata pi lui da me. Diamoci da fare, guadagnamoci lo stipendio. (Si posiziona davanti la porta dello studio). Chi sarebbe quella con la faccia quadrata?

Musini: Nessuna, un modo di dire occidentale.

Pinuccia: (Stavolta non sa come controbattere). Mi ha fottuto. Verr loccasione di rifarmi. (Entra nella porta di destra).

Scena terza

Poco dopo

Enrica: Vieni entra, sar di l. Magari lo conosci gi.

Giulia: Non saprei se lo conosco per caso e mi sorprenderebbe sapere che tuo marito.

Enrica: un po miope sta aspettando che arrivino delle lenti anallergiche dagli Stati Uniti per eliminare definitivamente gli occhiali: li odia! Lo chiamo! Marco esci dallo studio. (Entra lei invece).

Giulia: Marco? Miope? Mmh. Cera un Marco miope al liceo ed era di Varese. (Vede il libro). E tu che ci fai in uno studio medico? (Lo sfoglia, lo rimette subito sul tavolo). un caso! Omonimia. O uno scherzo o (Lo riprende). Giulia non ti lasciar sopraffare dallansia, non credere che il mondo giri attorno a te. Gira per conto suo potrebbe essere chiunque. Chiunque! (Riguarda il libro). Chiunque le palle! la mia scrittura. Lavr avuto da quellimbecille del mio ex fidanzato. Lo conoscer? Non pu essere. Noooo.

Enrica: Eccolo qui il mio Marco bello di cosuccia tua. (Lo bacia). Per dire.

Musini: Dov questa amica? Alla sera ho un leggero calo di vista.

Giulia: Oh madonna. mezzogiorno. (Tra s). Piacere Giulia Pistilli.

Musini: Veramente? Pistilli! un cognome familiare sento nellorecchio leco lontana di un ricordo suggestioni credo. (Leggero imbarazzo).

Giulia: Che orecchio, proprio vero che chi perde un senso ne sviluppa un altro a dismisura. Mah! Sembra lui (tra s). Pu darsi. Io non ti ho mai visto.

Enrica: Ci siamo conosciute in palestra qualche mese fa.

Musini: Capisco. Io non frequento simili posti: sono gi abbastanza magro. E soprattutto non mi va di spendere soldi per fare un giro in bicicletta fermo nello stesso posto per ore guardando uno schermo che trasmette film demenziali.

Pinuccia: Se li vedesse magari. (Tra s). Lui gira solo per strada rischiando la pelle ad ogni curva. (Era forse nel ripostiglio).

Enrica: Marco chi questa donna che si permette di trarre conclusioni?

Musini: Devessere la donna delle pulizie. (Si mette gli occhiali pensando di non essere visto e se li leva subito). lei. Pinuccia vada a casa ho gente di riguardo in anticamera.

Giulia: (A parte). proprio lui non mi riconosce per fortuna. Sguercione! peggiorato alla grande. Lo sapevo che prima o poi lo avrei rincontrato. Lo sentivo: il mio libro con la dedica altro che storie. Lo faccio sparire o bene che questa sappia?

Enrica: Bene a che ora rientri? Stasera Giulia resta a cena. Sei contento?

Musini: Ma certo, fa sempre piacere chiacchierare con una bella donna. Anche con due ma come dice il proverbio: chi si accontenta gode.

Giulia: Che marito spiritoso Enrica fai fatica a tenerlo sotto controllo immagino.

Pinuccia: Oh! (Non parla ma si capisce benissimo quello che vuol dire). Dottore io avrei finito per oggi se mi firma il salvacondotto andrei.

Musini: Prego prego abbandoni il luogo. Vada a folleggiare in discoteca.

Giulia: Che simpaticone!

Pinuccia: Neh? Il top! (Esce).

Giulia: (A parte). Che situazione imbarazzante come ne esco. Mi lascio trascinare dalla curiosit senza pensare alle conseguenze. Sono passati pi di ventanni. Forse si completamente scordato. Gli conviene!

Enrica: Giulia sei pensierosa?! Non ti preoccupare per stasera, Marco molto affabile e ama intrattenersi con le mie amiche. Marco raccontarle quellaneddoto di quella tua paziente.

Musini. Beh, non si dovrebbe fare, la deontologia me lo vieta.

Giulia: Ma tu te ne infischi altamente.

Musini: Esatto!

Giulia. (A parte). In quello non cambiato.

Musini: Lo racconto stasera a cena. Lindirizzo lo sai? Via Ostello della Giovent cento.

Giulia: Eccolo l, non ha nemmeno cambiato casa sto matto. Che scusa mi invento con questa. (A parte). Enrica, se facessimo per unaltra volta?

Musini: Giulia, stavo pensando e se diventassi il tuo medico di base?

Giulia: Ecco! (Piomba sul divanetto). Non il caso.

Enrica: Ma certo Giulia sarebbe bello!

Giulia: Sarebbe ma ho gi il mio medico. Mi cura con passione.

Musini: Ci vai spesso?

Giulia: Mai! (I due si guardano). Finora: mai!

Enrica: Si vede che ha una passione per i pazienti sconosciuti.

Giulia: S cos. (Capisce che si sta mettendo nel sacco da sola). Daccordo, ci vediamo stasera.

Musini: Ohhh, cos mi piaci. Allora a dopo. Vado in ambulatorio. Vai anche tu cara. Non bello vedere la propria moglie confondersi tra i pazienti.

Enrica: meglio che si confondano quelle degli altri.

Giulia: Madonna Enrica mi fai scoppiare dal ridere.

Musini: Dovevi vederla tanti anni fa. Era incontenibile. Lho sposata per quello.

Giulia: (Tra s). Ci credo! Dio mio che scemi. Mi vengono i crampi dal ridere. Sembrava una giornata insignificante e invece peggio! (Escono tutti).

Scena quarta

Il giorno dopo

Pinuccia: (Entra dallingresso). Oggi in ritardo. Gli occhiali li metter per guidare o si affida a qualche nume tutelare? Arriva! Per oggi salvo. (Entra con Vespetti). Informatore scientifico e medico, se li metti assieme ti fanno esplodere di farmaci.

Musini: Buongiorno Pinuccia nessuno in anticamera?

Pinuccia: Io non vedo nessuno ma se avessi i suoi occhiali qualcosa di sicuro lo scoverei.

Musini: Si fa beffe di me. Venga in ambulatorio Vespetti. Non mi si disturbi. (Chiude la porta dello studio).

Pinuccia: Figurati. Sei tu che mi disturbi. Vanitoso ma metti quei fanali.

Marina: (Entra furtiva). Proprio lei cercavo. Che amica ho trovato? La invito a pranzo qualche giorno. Tre gocce: nottata fantastica!

Pinuccia: Ventuno gocce: settimana da sogno. (Ridono).

Marina: Ci pu giurare. Gliela faccio passare la voglia di prendermi per scema. Non c?

Pinuccia: di l con un informatore un idiota vedesse.

Marina: Che profilo ha?

Pinuccia: Pessimo! A volte fanno dei discorsi da ricovero immediato. Credo che prima o poi lambulanza arrivi di sua spontanea volont perch si rende conto che lasciarli in giro pericoloso. Ne sento talmente tante da poterne ricavare un romanzo.

Marina: Perch non ha ancora sentito quelli di mio marito. Come si chiama questo informatore?

Pinuccia: Ha il nome di un insetto o gi di l.

Marina: Mio marito fa Vespetti di cognome. Ha quarantacinque anni.

Pinuccia: Giovane. Stessa et del dottore. (Le si piegano le ginocchia. Capisce tutto). A volte il destino veramente strano, o beffardo. Se solo sapesse chi niente. Fa freddo fuori neh? Vorrei uscire di corsa senza cappotto ma temo per la salute mamma mia che situazione. Non faccia caso, sto pensando a una paziente strana. Moglie di un paziente pi stano di lei. venuta per il dottore o per altro?

Marina: Per ringraziarla scappo. Le telefono per il pranzo. (Esce).

Pinuccia: Ma porca di quella la moglie di Vespetti. Lavviso, non lavviso comportarsi nel modo giusto non facile e poi che diritto ho di intromettermi in questioni altrui. Si arrangino. Lo vuole stendere: lo stenda! Lo meriter. Il farmaco l. Uno lo prende liberamente. Un consiglio non colpa. Lha detto anche linfermiera: Distribuisci se vedi Marco in difficolt se poi uno si addormenta fuori orario io che . Se dipendesse da questo, hai voglia. Per curare lotite gli d la crema per i piedi. In assenza di Rosita devo aiutare il prossimo in qualche modo. Tra laltro lha portato il marito. Rimane in famiglia. (Intanto lavora).

Mario: Scappo perch ho una mogie stressante mi ama alla follia ma se tardo di un solo minuto ad un appuntamento mi spara.

Pinuccia: Un amore esplosivo! Ma pensa che scemo! (Tra s). Si giri di profilo?! S! Ho capito! La vedo particolarmente brillante stamattina.

Mario: Ho dormito benissimo una tirata unica. Ho deciso di stare leggero col cibo alla sera.

Pinuccia: Ecco! Lei convinto che il risultato dipenda da questa pratica?

Mario: Oh s! (Esce).

Pinuccia: Ha una moglie deliziosa immagino?

Musini: Non si immischi per favore. Arrivederci Vespetti. Deve avere un moglie poliziotta, altro che deliziosa. Non tutti sono fortunati come me. Pensi che a volte mia moglie, dico moglie, invita unamica a cena. Ieri sera venuta quella che cera in studio. Purtroppo non si devessere conservata bene e ci sono rimasto un po male ma in compenso simpatica credo!

Pinuccia: Ricordo. Bella! Pensa di poterla conquistare con qualche battuta salace? Con qualche sguardo penetrante? (Guarda il pubblico).

Musini: Lei non ci creder, ma secondo la mia stima, dovrebbe avere un ottantina danni.

Pinuccia: Secondo la sua di stima perch secondo la mia dimostra ventanni.

Musini: Non dica eresie. Le donne sposate precipitano nellabisso. Se poi si fosse sposata con qualche cretino sarebbe gi gi decrepita: lei sposata?

Pinuccia: No!

Musini: Nel suo stato, in entrambi i casi, non cambierebbe troppo. La natura con lei stata avara.

Pinuccia: Con lei stata scarsa di contenuti neuronali.

Musini: Colpito mi ha ferito nellorgoglio.

Pinuccia: Frughi nellarmadio dei medicinali, qualcosa trova di certo. Un cicatrizzante per anime ferite c! (Campanello). Preferisce sospendere il dibattito o continuiamo ad oltranza dimostrando totale disinteresse per il prossimo per assolvere il suo sfrenato desiderio di ironia?

Musini: Oh dio Faccia passare. (Entra la moglie con Giulia). Prego accomodatevi in ambulatorio. Prima lei signora? O preferisce lasciar passare la collega? (Pinuccia ride). Pinuccia, se dovesse capitare qui mia moglie la faccia attendere. Ora mi occupo di lei. Mi preceda. (Giulia allarga le braccia ed entra).

Enrica: Sar cretino ha visto?

Pinuccia: Non cretino: miope!

Enrica: Spero proprio che arrivino quelle lenti in fretta perch si aggravato. (Si avvicina a Pinuccia). Non che dopo ci vede bene e vede anche quello che non deve?

Pinuccia: Beh, il rischio c. Ci pensi perch gi con gli occhiali a tempo parziale un rompipalle si figuri se dovesse vederci bene per tutto il giorno e la notte.

Enrica: Mamma mia non avevo pensato alleventualit. pignolo e vanitoso ora che ha gli occhiali a tempo; si immagini se dovesse vedere di continuo. Non mi passerebbe pi dei quarti dora davanti allo specchio assumendo pose da teatro per poi diventare nervoso perch non vededndosi costretto ad avvicinarsi a dismisura andando a sbattere contro il bordo perdendo ore per tentare di rimetterlo a posto. E avendo del tempo libero mi controllerebbe ad ogni passo. Cosa mi consiglia?

Pinuccia: Le voglio dare questa un rilassante spropositato. (D la stessa che ha dato a Marina). Mi fanno sapere che tre gocce bastano per la nottata: garantito.

Enrica: Lui sa di averlo?

Pinuccia: Sono dei campioni il rappresentante ne ha lasciati due. Uno gi stato assegnato con successo.

Enrica: Se si accorge che manca?

Pinuccia: Signora, non vede niente, come potrebbe accorgersi.

Enrica: A volte certi difetti capitano a fagiolo. Non ne faccia parola. (Mette in borsa la scatola). Cosa star dicendo a Giulia? Posso origliare.

Pinuccia: Certamente. I consigli che le sta dando potrebbero andar bene anche per lei. Gira e rigira sono sempre gli stessi. Sentiamo!

Musini: (La porta semi aperta). Cara signora nonostante la sua ragguardevole et le confesser che sono stupito dal modo in cui si conservata, ottantanni con un viso cos fresco, sorprendente davvero. Pensi che mia moglie, pur avendo la met dei suoi anni ridotta ad una larva, nonostante il continuo uso di prodotti ringiovanenti.

Enrica: Con chi sta parlando?

Pinuccia: Con la sua amica. Ha sentito: una larva.

Enrica: Si sbaglia, non vero che le diagnosi vanno bene per tutte. Stasera se ne accorger che significa essere una larva. Quante gocce sono consigliate?

Pinuccia: A discrezione del consorte. Come donna delle pulizie ne consiglierei a secondo della gravit se fossi medico di pi.

Enrica: Glielo faccio vedere io che cosa capace di fare una larva. Pur essendo la seconda volta che la vedo dico che mi proprio simpatica. Qualche giorno la invito a cena. Faccia in modo che Giulia sappia che sono scesa non lo voglio vedere. (Esce).

Pinuccia: La capisco. Se continuo a dare medicinali a tutte mangio gratis per una settimana.

Musini: (Esce dallo studio con Giulia). Va bene signora Pistilli, alla prossima. Accompagni la paziente. Quella signora che cera con lei?

Pinuccia: scesa dalla disperazione era la signora Larva: ha detto che ripassa dopo la metamorfosi e di raggiungerla di sotto in portineria. Ha capito signora Pistilli?

Giulia: A fatica, ah ecco: s! Devo destreggiarmi quindi la Larva in portineria. Le larve dove vanno: in portineria.

Pinuccia: piena cos!

Giulia: successo qualcosa di grave nel frattempo?

Pinuccia: Dipende dai punti di vista.

Giulia: (Ride). Guardi, dal mio punto, meglio soprassedere: per ora! Dopodomani libera?

Pinuccia: S ci vediamo a pranzo?

Giulia: Perfetto! Le racconto un po di cose. Arrivederla dottore.

Musini: Arrivederla! una nuova paziente. Gentile un po passatella ma gentile. Le ho fatto credere che ancora attraente. Devessere la madre di una mia compagna di scuola. Giulia Pistilli. (Pensa ma si vede che nasconde qualcosa). Ora ricordo. venuta a cena e deve aver accettato il consiglio di diventare mia paziente. Mah! Direi che ora mi posso mettere gli occhiali come mi stanno?

Pinuccia: Ho poche certezze nella vita ma sono certissima che se li avesse messi prima certi giudizi non li darebbe. (Lo guarda). Sa che la trovo bene? Se le spuntassero le ali si farebbe fatica a distinguerla da un bel coleottero.

Musini: Screanzata. I coleotteri volano.

Pinuccia: Davvero?

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO


Scena prima

Due giorni dopo

Elmo: (Entra). Marco! non c? Dottore! Oltre alla cecit subentrata anche lotite cronica. Andiamo bene. (Entra in ambulatorio). No! Oggi non si va vivo. Deve fare attenzione perbacco. Si faccia operare alla cornea per ridurre sta miopia. Non vorrei che per vanit finisca in ospedale. Eccolo che arriva. Mi metto qui in un angolo per non intralciargli il passo.

Musini: (Entra con Pinuccia). ancora presto per le visite. Chi ci dobbiamo aspettare stamattina, qualche ignoto paziente? (Appende la giacca sulla testa di Elmo).

Pinuccia: Non lo chieda a me: non sono linfermiera! (Vede Elmo che nel frattempo si tolto la giacca ed ora lha sul braccio). Ah! Buongiorno. Sta pensando al post pensionamento dando avvio ad una nuova professione?

Musini: pazza? Mi saluta ogni dieci minuti, mi fa allusioni. Capisco lattaccamento ma sappia che il pensionamento sopraggiunge a tarda et. A volte a morte avvenuta.

Pinuccia: Le voglio cos bene che la saluterei ogni minuto. Si rende conto in che stato siamo? (Elmo ride).

Musini: Ultimamente si lascia coinvolgere dal suo super ego. Stia attenta a non sconfinare.

Pinuccia: Mi dica lei dove la trova una donna paziente come me. (Ad Elmo).

Musini: Dunque sa di essere malata. Lo dicevo che qualcosa non andava in quella testa di rapa. Mi chiami Elmo Galli, voglio verificare una cosa. Un medicinale.

Pinuccia: S padrone. Lo chiamo ad alta voce o col tamtam?

Musini: Se vuole pu andare a casa sua direttamente. Ferma l non si muova. (Vede Elmo tutto sfuocato ovvio). Qualcuno ha portato una statua.

Pinuccia: Ha visto lei che diceva che nessuno le fa regali. Eccone uno.

Musini: Prendo gli occhiali di l.

Pinuccia: Esca meglio. Mi dia retta. Vada fuori.

Elmo: Gli devo parlare: va bene esco un attimo. La giacca.

Enrica: (Entra mentre esce Elmo). Dov? (La porta dello studio aperta completamente tanto da lasciar passare due persone. Musini esce dal lato sinistro e la moglie entra dal lato destro. Musini non la vede). Voglio vedere fin dove arriva.

Musini: (Si mette gli occhiali). Beh? Chi lha spostata? Pinuccia che scherzi sono questi? Mi sbeffeggia eh? Il super ego la fa da padrone ormai. Lo dir a mia moglie che del mestiere. (Enrica sempre pi smarrita). E perch mai lo dovrei dire a lei? Lo vede labitudine di vivere accanto ad una persona inutile dove conduce? Allassuefazione! Lo vado a dire a quella vecchia di mia moglie lei crede di essere ancora bella. Illusa! Le confesser ma non ora. (Mette gli occhiali nel taschino).

Pinuccia: Se fossi in lei mi guarderei bene dalloffenderla in pubblico. Se lo venisse a sapere ora, passerebbe un guaio. E grosso.

Musini: Non mi faccia ridere, a questora in palestra a dimagrire ... e sa per chi lo fa? Per me!

Pinuccia: A volte essere troppo sicuri di se un errore grossolano. (Enrica sente tutto).

Musini: Le sue considerazioni le tenga per s. (Va a sbattere contro la moglie). Scusi venuta per i farmaci del marito. Pinuccia mi prenda quella ricetta sulla scrivania e la dia alla signora. (Enrica si mette in un angolo).

Pinuccia: Ecco a lei chiss cosa. Se dovesse avere delle formiche in casa lo usi. La prego faccia pressione sullottico, lo costringa sotto tortura ma gli dica di portargli ste lenti americane. Lo faccia almeno per noi.

Enrica: Non ci penso proprio. Ha sentito no? Lilluso lui mi creda.

Pinuccia: Non sa nemmeno chi , attenta! Lo sa che ha una moglie molto carina?

Musini: Non mi faccia ridere per carit lo era, ma ora. Le amiche sono belle. Forse. Se non mi vergognassi le potrei guardare meglio ammirandole nel loro splendore ma ahim la condizione di miope mi limita. Mi ha sempre limitato. Quando arriveranno quelle benedette lenti la musica cambier. Oh se cambier.

Enrica: A mezzogiorno venga gi che le offro il pranzo. Le voglio raccontare certe cose. Stanotte inizio con la terapia ha detto dieci gocce?

Pinuccia: Sia clemente. Faccia cinque.

Musini: Pinuccia, non parli da sola non un buon segno. la terza volta in poco tempo. Se viene Vespetti lo faccia passare. (Si chiude dentro).

Enrica: Ormai distingue le persone dalla voce. (Rientra Elmo).

Elmo: Gli devo parlare. Mi ha dato un anti emorroico. entro! (Lascia la porta aperta).

Musini: Caro Vespetti, la stavo attendendo. Allora? Tutto bene? Quellarpia di sua moglie la sta vessando? Vedesse la mia fortunatamente va in palestra non so a che fare ma ci va.

Elmo: La finisci di prendermi per questo Vespetti o no? E non urlare: c gente in anticamera.

Musini: Perbacco chi sono?

Pinuccia: Vada! (Enrica). Nessuno dottore. Ci manca la moglie di questo per completare lopera.

Marina: (Entra contenta). Funziona eh brava. Che dottoressa.

Musini: Caro Vespetti sono proprio contento che venuto.

Marina: C mio marito? Maledetto imbroglione viene qui a mia insaputa? Ha detto che andava in bicicletta stamattina. Mi manda per laerosol e poi viene di persona? Brutto cretino. Non si alza dal letto per un mese.

Pinuccia: Si calmi: non quello che crede.

Marina: No eh? Adesso lo vedremo chi ! (Entra e d due ceffoni ad Elmo). Imbecille che non sei altro.

Elmo: Ma dico pazza? Nemmeno mia moglie oserebbe tanto. Che pazienti hai?

Marina: (Lo guarda). Perch si fa passare per mio marito?

Musini: Ma dico? Che modi sono? Schiaffeggiare un collaboratore.

Marina: Non mi pento sa sono certa che sua moglie sarebbe daccordo con me. Quattro schiaffoni non guastano mai.

Elmo: Mia moglie ancora un po vivace, per ora, perch il dottore le ha prescritto un farmaco non proprio adatto allo scopo ma da oggi in poi si accorger di che cosa capace il marito.

Marina: Ohhh chiss che fa! Mi metta in contatto con lei poi vediamo cosa sa fare la signora.

Elmo: Lei pazza. Entra, mi schiaffeggia, mi insulta, mi scambia per il marito, e pretende che la ringrazi?

Marina: Mio marito merita ben altro. Si ritenga fortunato che ho capito subito che non era lui.

Pinuccia: Per fortuna! Signora, prima di accarezzare la gente si accerti che il soggetto che le capita sottomano sia quello giusto. Mi sto quasi pentendo di averle dato il farmaco. (Tra s). Venga con me (Entra Gil). Signor Petti. Si accomodi. Si sieda qui Marina. Le do un rilassante?

Gil: Che bella mattinata ... tranquilla.

Pinuccia: Se entrava un attimo prima sarebbe di parere diverso.

Marina: Spero per lei che sua moglie sia un una donna comprensiva.

Gil: Oh s: lo ! Mi sopporta!

Marina: Che uomo meraviglioso, consapevole dei propri limiti soprattutto. (Rivolgendosi a Pinuccia). Vede, a questo le gocce non le darei.

Pinuccia: Lo inviti a cena.

Marina: Dice? Questo qui? il caso? Di profilo com?

Pinuccia: Passabile!

Marina: Ma s quando Mario dorme me la svigno.

Pinuccia: Brava!

Elmo: Posso partecipare anchio al conciliabolo? Se evitasse di schiaffeggiarmi ecco. Ne ho gi una a casa da regolarizzare (Esce anche Musini e si affianca ai quattro).

Musini: Che si dice che si dice: novit? Salve signore: lidraulico?

Gil: Sono Petti. Ho finito i medicinali che mi ha dato la signorina. Era un campione.

Musini: Qui dentro c una signorina che distribuisce farmaci? Per la miseria devo controllare bene gli avventori Era per caso una bella ragazza mora, avvenente, maestosa nellincedere di una bellezza rara?

Marina: Quella!

Musini: Capisco!

Gil: Veramente (Marina ed Elmo lo minacciano con gesti appropriati). quella che dice lei.

Marina: Ah ecco! Lei non ha bisogno ma noi si.

Musini: Si complotta? Pinuccia, quando riprende servizio linfermiera?

Pinuccia: Settimana prossima. Credo!

Musini: Gliele ne dir quattro!

Pinuccia: Gliene dica otto!

Musini: Elmo vieni in studio che finisco di parlarti. Non essere curioso. Abbandoni lo studio. Petti attenda un attimo.

Pinuccia: Vado di l.

Marina: E cos lei non ha problemi con la consorte?

Gil: No! Siamo felici. Viviamo serenamente dopo ventanni di matrimonio.

Marina: Beato lei io sono disperata devo ricorrere a stratagemmi per sopravvivere. E lho trovato. Me lo ha dato la signorina quella di l.

Gil: Ahhhh lei la signorina anche a me ha fato un farmaco. Perch mi avete fulminato con gestacci allora?

Marina: Lei vive troppo serenamente abbia pazienza. Se non ci fosse lei non avrei potuto essere qui per invitarla a cena.

Gil: Lei qui per invitarmi a cena? E di grazia: perch mai?

Marina: Alle domande ci pensiamo dopo. Accetta?

Gil: Dovrei sentire mia moglie!

Marina: Viva serenamente come non detto. Per carit! Matrimonio felice: la prima volta che lo sento dire.

Elmo: (Rientrano).Allora daccordo Marco signora: ho capito la situazione. penso che in poco tempo, quel farmaco, diverr di uso comune. Quando incontrer suo marito gli dar dei consigli. Chiunque sia. Finora, di quel farmaco, ne ho sentito solo parlare perch se me lo avesse dato al posto di quellaltro che cura le retrovie non sarei nemmeno qui a subire vessazioni.

Marina: Mi ha preso per scema? A mio marito ci penso io. E beneficio gi di qualche sostanza adatta al mantenimento della pace domestica, a sua insaputa. Dellidiota. (Guarda Gil). Lei non fa testo.

Musini: Perdonami Elmo, stata una svista. Ti ho dato un anti emorroico per sbaglio. Capita.

Pinuccia: (Rientra). Spesso! Con permesso Marina quel pranzo?

Marina: Andiamo.

Gil: Dottore mi rinnovi la ricetta di questa medicina.

Musini: Chi glielha data? (Va in ambulatorio).

Gil: Lei! (Ad Elmo) se gli sto a spiegare tutto tiro sera. Ci vede poco poverino.

Elmo: Settimana prossima gli arrivano delle lenti dallestero: speriamo bene!

Gil: Ne ha bisogno. Dice che si vergogna a portare gli occhiali in pubblico.

Elmo: Gi!

Musini: Ecco a lei. La signorina che fine ha fatto?

Elmo: scesa ci sentiamo. Ho sentito che stavi dicendo di una statua prima.

Musini: vero! Era l. Mettiti in quella posizione?! Proprio l.

Gil: Allarghi le braccia perfetto: un ottimo attaccapanni.

Musini: Sai che era dello stesso colore?

Elmo: Un caso! Hai degli amici generosi.

Musini: Non direi: fanno regali temporanei. Tuttavia mi piacerebbe sapere che fine ha fatto.

Elmo: Le statue vanno e vengono: gli amici restano!

Musini: Certo.

Gil: A volte si prendono le persone per statue e le statue per persone.

Musini: Questo vero! Per il tranquillante ripassa. Sono misteriosamente scomparsi dalla vetrina.

Gil: (Ad Elmo). Lo credo bene! (Escono i due).

Scena seconda

Due giorni dopo

Enrica: (Entra con Giulia e Carlo). E cos, finalmente, queste benedette lenti sono arrivate? Secondo lei le sopporter?

Carlo: Sinceramente penso che sia tutta una questione psicologica. il ventesimo tentativo che faccio senza ottenere risultati. Sono un tantino preoccupato. Ci vede sempre meno.

Enrica: Me ne sono accorta. Finch in casa va bene: per dire. Il problema qui. Capisce che se sbagliasse a prescrivere i farmaci sarebbe pericoloso.

Carlo: Lo credo! Si vergogna, si sente umiliato. Mettersi gli occhiali umiliante? Non credo! Che problemi ha? Queste lenti che gli sto per dare sono il massimo del confort, ma se pensa di non riuscire a sopportarle non le sopporter mai; oltretutto mi ha detto se potevo passare ma se non si fa vedere mi fa perdere tempo.

Pinuccia: Buongiorno. Non c? Lha accompagnato lei?

Enrica: No! Ha voluto prendere la bicicletta a tutti i costi.

Giulia: Non va assecondato. Assolutamente. Mi ha preso per una ottantenne. (A parte). Per ora.

Carlo: Quando ne dimostra venti.

Enrica: Mentre io? Cento? Ha sentito?

Pinuccia: Non guardi me perch mi considera una befana. Sostiene che lo fa ironicamente ma intanto: spero che una volta sistemata la faccenda lenti a contatto cambi parere su chi lo circonda perch, dopo, sarebbe davvero triste se mantenesse i giudizi attuali.

Enrica: Molto triste!

Giulia : Certe volte conviene mantenerli no niente: fatti miei.

Enrica: Ieri sera mi ha detto che tu dovresti essere la madre di una sua compagna di scuola. Ditemi voi!

Giulia: (A parte). Se mette le lenti sono fottuta: mi riconosce! Chi glielo spiega a questa che siamo stati fidanzati per cinque anni ed eravamo in procinto di sposarci. Che cretina sono stata ad accettare linvito. Mi ero liberata definitivamente. Il libro porca (Pensa) forse bene che sappia chi era la fidanzata che amava tanto.

Musini: Eccomi qui! (Ha il casco da ciclista in mano). Pensate che non incontrato nessuno per strada.

Enrica: (Tra s). Perfetto! finito nel bosco.

Carlo: Pensate voi com fortunato questuomo.

Pinuccia: Ha degli agganci da qualche parte lass. Di sicuro!

Musini: Chi il primo?

Carlo: Dottor Musini sono lottico.

Musini: Non mi dica che sono arrivate le lenti?

Carlo: Glielo dico? Sono arrivate le proviamo subito?

Musini: Andiamo in ambulatorio. Accomodatevi prego.

Enrica: la prova della verit.

Giulia: Senti ho da fare fammi sapere il risultato. Vedendomi ringiovanita di colpo sarebbe uno choc, mi scambierebbe per chiss chi (esce).

Pinuccia: un parlare a vanvera non trova?

Enrica: In effetti come se fossero due persone diverse. Senza occhiali ha visto una persona ottantenne senza sapere che in realt non vero. Ora la vede con gli occhiali senza associarla a quellottantenne. La persona sempre la stessa ma vista in due modi diversi come se fossero due.

Pinuccia: Fine come ragionamento. Sta dicendo che uscendo da quella porta si troverebbe in un mondo nuovo?

Enrica: Oh mamma mia e se non ci riconoscesse per quello che siamo?

Pinuccia: Lo fermi per carit. Lo lasci brancolare. Preferisco passare da befana.

Carlo: Speriamo bene pare che stavolta ho premura, sto correndo in chiesa per un ciclo di preghiere affinch sopraggiunga dallalto un aiuto qualificato. Venti tentativi non so se arrivederci. (Convenevoli).

Musini: Molto bene caspita che visione: nitida, una televisione. Non fateci caso al pianto, non di gioia ne di dolore: la lacrimazione eccessiva dovuta al corpo estraneo. Chi siete?

Pinuccia: Io sono la befana di sempre mentre la signora dica qualcosa.

Enrica: Marco chi sono?

Musini: Dalla voce direi mia moglie ma ecco lo sapevo: si mossa. Non ce la far mai anche laltra. Questa volta mi impegno a dismisura. Le voglio tenere a tutti i costi. Tutti le portano ed io che ne ho bisogno pi di altri non voglio essere da meno. (Va nello studio).

Enrica: Bravo, cos si fa! Lei capisce che finch vede poco io faccio quello che voglio sia in casa che fuori ma nel momento in cui lo status cambia qualche precauzione la dovr prendere.

Pinuccia: Ha un amante?

Enrica: Perch lei no? Tutte labbiamo. Finora rimasto invisibile, dico invisibile ma adesso?

Pinuccia: Gli dica che di tanto in tanto passa il giardiniere per un controllo.

Enrica: Se abitassi in una villa e i tubi non si guastano mai. Cosa mi invento?

Pinuccia: Cara signora finora le andata bene. O accetta la realt o se ne faccia una ragione.

Enrica: Non di grande aiuto. (Si siede). Il Werther ancora qui Sapesse quanto utile la palestra non ne ha idea! Gli dir che ci devo stare tutto il giorno. Guardi che questo libro lho portato laltro giorno per la signora di sopra, se dovesse scendere glielo dia. Marco io vado.

Musini: Vai! Per oggi basta un poco alla volta mi abituo. Non c nessuno?

Pinuccia: No! (Musini rientra in studio). Un attimo di sosta I dolori del giovane Werther. vecchiotto sto libro. Di chi sar? Dedicato al mio grande amore Marco. Mah! La tua Giulia per sempre. Per! Messaggio molto chiaro. Dottore!

Musini: Beh? il caso?

Pinuccia: E cos tanti anni fa una donna la considerava un grande amore tanto da dedicarle questo libro.

Musini: Davvero? Legga lei che vede meglio, per ora!

Pinuccia: Al mio grande amore tua

Musini: Ah s? Chi sar? Ho capito! Giulia Pistilli. Guardi che il mondo piccolo. Pensi che la madre di questa mia compagna di scuola diventata mia paziente e amica di mia moglie: quella che venuta a cena. Giulia? dedicato a? Ma quella Giulia allestero da anni. Da quando ci siamo Pinuccia le devo parlare. Ora! Venga di l. Sia discreta. Aspetti! Ora ricordo: si chiamavano tutte e due Giulia. Io ho visitato la madre. Strano, non ha accennato al fatto: lo trovo strano! Mi accuso di ogni sorta di vigliaccherie. Mentre la figlia si persa in Grecia dopo il fattaccio. cos.

Pinuccia: Guardi che tornata. Tenga gli occhiali quando arriva.

Musini: Ha ottantanni via. la madre di Giulia. Venga di l. Questo libro lo porti a casa lei.

Pinuccia: Guardi, non c nessun problema. Ma temo che sia tardi. (Vanno nello studio. Esce poco dopo). Ecco perfetto! Con la moglie che si ritrova. Ti porto a casa onde evitare disordini. (Mette il libro in borsa). Sta attenta Pinuccia che ci vai di mezzo senza motivo. Hai capito sta Giulia che furba? Lha mollato sullaltare per unaltro. Mi piacerebbe sentire laltra campana. Cos eh, per pura curiosit femminile.(Esce).

Scena terza

Quindici giorni dopo

Mario: (Entra). Caro dottore le ho portato altre due confezioni di quel farmaco, le metto qui in vetrina? Vedo con piacere che le ha prescritte tutte.

Musini: Veramente non ricordo Pinuccia ha per caso visto qualcuno trafugare medicinali da l?

Pinuccia: Nessuno trafuga. (Arrivano Gil, Elmo e lottico). scoppiata unepidemia?

Mario: Quanta gente. Manco da quindici giorni perch ho avuto un calo improvviso di forze che penso dovuto al surmenage tant vero che ancora adesso stento a riprendermi. E non da me. Mi piacerebbe raccontarvi le avventure ma essendo discreto mi astengo a fatica.

Pinuccia: In compenso ha una moglie molto comprensiva.

Mario: Indubbiamente ma sono dovuto ricorrere a quel farmaco per debolucci.

Gil: Io non ho problemi di forze: mia moglie una donna responsabile. Mi sopporta senza alterare il menage.

Elmo: Musini sa cosa prescrivere vero?

Carlo: Ora che vede bene ancor di pi.

Musini: Lottico? venga di l un attimo.

Carlo: Non mi dica che stenta a sopportarle? Dottore non me lo dica!(Vanno nello studio). La prego: ho fatto dei sacrifici a divinit pagane.

Pinuccia: Qui si mette male! ... Accomodatevi arriva subito.

Mario: Per chi non lo sapesse sono un informatore scientifico, un consigliere medico.

Gil: Ci sono delle novit farmaceutiche? Qualche portento?

Mario: Insomma diciamo che ultimamente ci affidiamo al caso. Cerchiamo di sfruttare quelli esistenti sapete, a volte un farmaco studiato per guarire una malattia si rivela efficace per altre.

Elmo: Pensi che studi hanno fatto. Comunque vero. Il dottore, per sbaglio, mi ha rifilato un antiemorroico e mia moglie, che di unintelligenza superiore alla media e dotata di una diffidenza spropositata, lha voluto a tutti i costi spalmare sul pane credendolo una crema, nonostante la mia finta riluttanza: notate. (Ridacchia). Purtroppo il cane lha divorato prima che lo mangiasse lei.

Pinuccia: Come sta il cane?

Elmo: Non abbaia pi.

Gil: Se non altro qualcosa di buono ha fatto.

Elmo: Sono soddisfazioni. Mi creda. Una rottura in meno.

Musini: (Ha gli occhiali). Vanno meglio una decina di giorni ancora e poi vedr il mondo come si deve.

Carlo: Molto bene dottore forse ce labbiamo fatta. Vado confortato.

Musini: Elmo, ho il farmaco.

Elmo: S il primo lho testato sul cane e questaltro lo tester sulla moglie. Vediamo se la smette di abbaiare.

Musini: Venga di l Vespetti quellanti parassitario che impiego ha (Si chiudono dentro).

Pinuccia: Vespetti il marito di una signora un po bizzarra. Zitti!

Marina: (Entra). Buongiorno signore sempre disteso con la moglie? (Gil).

Gil: Purtroppo una pratica in via di In che senso disteso? Ah s!

Pinuccia: (Fa capire che si tratta della moglie in questione).

Elmo: Stia attento perch un po manesca. E scambia tutti per il marito. Si faccia prescrivere un tranquillante signora, parli col dottore. Qualcosa le d.

Marina: Lo dia a sua moglie vivace, che a quellimbecille di mio marito ci penso io.

Pinuccia: Lo adora adesso le consiglio di scendere onde evitare tafferugli. Il marito vero, piuttosto stanco, potrebbe entrare da un momento allaltro. Addirittura potrebbe essere gi presente.

Marina: Davvero? Si mimetizza con lambiente? Coi farmaci che ha possibile. Ma mio marito non viene mai qui: manda sempre me e come informatore non mi risulta che abbia questo medico in agenda.

Elmo: un bel tipo lei! Mi prende a schiaffoni e adesso dice che il marito non frequenta lo studio? Si faccia curare.

Marina: Sar stata sopra pensiero Non fa altro che mentirmi e io mi vendico.

Pinuccia: Col primo che capita.

Gil: Viva serena.

Musini: (Da dentro). Caro Vespetti lei un grande amico.

Elmo: Come vede sono qui vada a schiaffeggiare quello stavolta: indovina!

Marina: Sono tentata ... perch so che non pu essere lui altrimenti lo gonfierei volentieri.

Gil: Ce lha a morte con quelluomo? Cosa le far mai?

Marina: Non mi si faccia parlare. Due amanti due! Maledetto!

Musini: Allora ci vediamo tra venti giorni Vespetti.

Marina: fissato per! Ho capito: lo prende per lui per via del fatto che ci vede poco. (Pensa). Ma se non lo conosce nemmeno perch lo chiama cos? Manda sempre me!

Pinuccia: Erano a scuola assieme. Lha detto una volta nel parlare a vanvera.

Marina: Ah ecco. In effetti un po lei gli assomiglia sa?! Il profilo. (Elmo).

Elmo: Ma guardi? Assomiglio al marito. Si vede che anche il signore dentro avr qualche affinit.

Pinuccia: Esatto! Vede doppio. Madonna capace di fare una strage. Marina scenda con me ... ho giusto bisogno di un consiglio per un medicinale rivoluzionario.

Marina: Allora scendo! (Escono).

Elmo: Questa pazza parola

Gil: Pensi che a me ha chiesto se uscivo a cena con lei.

Elmo: Non ho il coraggio di dirglielo ... si arrangino. Come dice il detto. Tra moglie e

Gil: Intanto si preso uno schiaffone gratis.

Elmo: E mi secca da morire: glieli darei a lui. attento!

Musini: (Escono dallo studio). Caro amico la ringrazio di cuore. Chi parlava ad alta voce?

Elmo: Una donna che credeva che lei fosse il consorte e che non esita a schiaffeggiare chiunque le si presenti davanti pensando di punire il malcapitato marito per chiss quale colpa.

Mario: Che bizzarra. Ha fatto il nome? (Capisce).

Gil: Marina si chiama Marina. E va dando appuntamenti a chiunque.

Mario: Che tipo strano, anche mia moglie si chiama Marina ma di ben altro carattere ed molto timida cari signori non ci sono pi le donne di una volta, tranne qualche eccezione.

Elmo: Ha ragione. Il punto che si pensa male delle donne degli altri mentre invece delle proprie si pensa tuttaltro credendole quelle di una volta.

Musini: Condivido. Le altre sono contemporanee. Vero Mario?

Mario: Sostanzialmente s signori scappo.

Musini: Prego ditemi.

Elmo: Questa Marina effettivamente la moglie di Vespetti. Cerca almeno di chiamarmi col mio nome quando c lei.

Musini: La moglie? Mi sfuggono i dettagli somatici.

Gil: Davvero? (Ironico).

Musini: Devi sapere che sta usufruendo di quel beneficio pure lui.

Elmo: Allora siamo in due tre tuttavia ancora aggressiva.

Gil: Potrei sapere di quale beneficio si parla?

Elmo: Un addormenta mogli rompiscatole.

Gil: Interessante. Per ora non ho bisogno ma se dovesse capitare.

Musini: Glielo prescrivo! Ha terminato il farmaco? Mi mostri la confezione. Glielo prescritto io? Ah ecco! quello di Vespetti. Venga in studio allora. (Vanno).


Scena quarta

Il mattino dopo

Giulia: (Entra furtiva). Dov quel libro lha fatto sparire! Gli verr in mente che stato un mio regalo? Basta leggere la dedica. Mi chiedo come fa ad averlo ancora dopo cos tanti anni, che motivo c? Uno getta tutto ci che ricorda il passato per chiudere definitivamente un capitolo Con quello che successo poi. Glielo devo aver lasciato per sbaglio. Se lo sapesse questa stronzetta scipita lo divora in insalata. (Pausa).Che mi ami ancora per davvero? E se fosse stato vero quello che disse? Non ci credo nemmeno se me lo venisse a dire strisciando. Non mi ha mai convinto la scusa. Sono scema io. Le risate che mi faccio. Ora me le posso permettere. A dire la verit gi da un pezzo. Gli dissi: Non mi aspettavo una cosa cos tremenda da te. Nemmeno lui da me. Quando gli mostrer la sorpresa la vedr anche senza occhiali.

Pinuccia: (Entra con Musini, vede Giulia che saggiamente si messa in disparte). Uhhhh Ahhhh novit ambulatoriali vedo. (Giulia le fa cenno di tacere). Eh! Daccordo! Si figuri se parlo.

Musini: Stamattina si esprime con suoni gutturali per sottolineare lappartenenza a qualche trib primitiva?

Pinuccia: In mancanza daltro. Si metta gli occhiali.

Musini: Mi d ordini oggi? Laccontento: mi metto le lenti. Se per caso dovesse passare mia moglie la faccia attendere che le voglio fare una sorpresa.

Pinuccia: Mi sa che la sorpresa gliela fa qualcunaltra. Si ritiri.

Giulia: Mi scusi sono venuta per il libro che cera sul tavolino: sa dov?

Pinuccia: Me lha prestato da leggere. Sa, ho avuto uninfanzia difficile e certi libri non li ho mai letti.

Giulia: Quando ha finito me lo pu dare?

Pinuccia: So tutto in mani sicure. Se mi avesse invitato a pranzo per davvero credo che avrei saputo da lei direttamente la versione integrale.

Giulia: ovvio! Perch nascondere! Ormai. Mi creda, stato un bene! Scommetto che le ha fatto credere che sono stata io a piantarlo? Gli ha creduto?

Pinuccia: Insomma: avrei? il contrario? Lo immaginavo.

Giulia: A mezzogiorno qui sotto.

Musini: Avanti il primo. (Da dentro).

Enrica: (Entra dallingresso). Che sorpresa cosa ci fai qui?

Pinuccia: Niente si ricordata di aver lasciato un libro qui ed venuta a riprenderlo.

Enrica: I dolori? Lho portato io per la signora Bertoldi s ma dov?

Pinuccia: Lha dato a me da leggere.

Giulia: un libro innocuo.

Pinuccia: Oh! Oggi come oggi inutile, per alcune, per altre Ma non quello che cerca lei.

Enrica: Capisco!

Pinuccia: Non credo! (Tra s). Vada in ambulatorio le vuole fare una sorpresa. Grossa! Madonna non mi mettete in mezzo perch ne ho gi di mio.

Marina: Eccola (Porta in disparte Pinuccia). Mi dica la verit: una dottoressa?

Pinuccia: No! non sono nemmeno infermiera.

Marina: Va alla grande quel farmaco. Lei cosa farebbe se venisse a sapere per certo che il marito le fa le corna?

Giulia: Eh di sicuro lo bastonerei a dovere. Ora per preferisco filare alla svelta perch se dovesse uscire allimprovviso fornito di lenti a contatto la situazione precipiterebbe irreparabilmente mi perdoni luso smodato degli avverbi. A dopo. (Esce).

Marina: Come parla bene che cultura: esattamente lopposto di mio marito.

Pinuccia: Guardi pi che altro il linguaggio dettato dalla Le posso raccontare una storiella?

Marina: Ho tempo ... oggi mi ha mandato per un collirio. Il traditore.

Pinuccia: Suo marito un tipo curioso, se lo lasci dire.

Marina: Un cretino curioso sempre meno vivace. Tu tradisci e io ti stendo. Da quando gli do le gocce non esce di casa alla sera.

Pinuccia: Stia attenta non esageri.

Marina: La devo solo ringraziare. Se aspetto che me le dia il mio medico ha voglia.

Enrica: (Mette la testa fuori dalla porta dello studio). Giulia entra un attimo. Non c?

Pinuccia: scesa.

Enrica: Glielo volevo far vedere nel suo splendore. Esci Eh: sembra un altro.

Pinuccia: Ahhhh, magico. Glene parler io alla Pistilli. meglio!

Musini: Rientro perch devo chiamare linformatore per un dosaggio.

Marina: Dottore s ritirato.

Enrica: Il dottore mio marito.

Marina: Davvero? E si trova bene con lui?

Enrica: Mah le confesso! Finora andato tutto liscio ma temo che a partire da oggi possa cadere in un periodo di incertezza, fortunatamente la signorina mi ha fornito un elisir che facilita il menage.

Marina: cos comprensiva la signorina che lha dato anche a me. Mio marito, pur essendo un informatore scientifico, si ben guardato dal parlare di certi prodotti. Se li tengono per loro.

Pinuccia: Se lo venisse a sapere il dottore passerei un guaio.

Marina ed Enrica: Siamo sceme?

Musini: (Dallo studio, era al telefono). Daccordo Vespetti. Passi quando vuole io sono qui a disposizione. Avanti il primo. (Si affaccia alla porta). Chi tocca? Cara facciamo passare prima la signora. una nuova paziente?

Marina: S! Sono la signora Vespetti.

Musini: Non mi dica? Conosco il marito da decenni.

Marina: Ma pensi? Bene! E come mai lo conosce?

Musini: Signora viene regolarmente da anni. Ha dei farmaci straordinari.

Marina: Amico di scuola eh? (A Pinuccia). Ne sono convinta ma lei si guarda bene dal prescriverli.

Musini: Beh bisogna andarci cauti non si pu prescrivere un tranquillante alla leggera dico tranquillante per fare un esempio.

Pinuccia: Chieda alle signore se hanno qualcosa da ridire sui farmaci che prescrive.

Marina ed Enrica: Assolutamente no!

Pinuccia: E sa perch? Perch un bravo medico.

Musini: Modestamente nevvero.

Marina: Vado di fretta, sono venuta per niente. Credo che difficilmente il dottor Vespetti le far ancora visita. Anchio ho da regolarizzare un dosaggio. Buongiorno. Ci vediamo di sotto. (Esce).

Enrica: Ci vedi bene?

Musini: Benissimo ... tutto cos diverso qui. Lo sa Pinuccia di essere una bella ragazza?

Pinuccia: Glielho detto: mondo nuovo. Regolarizzi lo sgocciolio cara.

Enrica: Sono fritta! Sono fritta!

Musini: Ma Enrica cosa dici?

Enrica: Pensavo alle uova. E cos finalmente ci vedi?

Musini: Direi di s!

Pinuccia: Ecco!


FINE SECONDO ATTO

TERZO ATTO


Scena prima

Una settimana dopo


Pinuccia: Prego signori dovrebbe arrivare, lenti permettendo.

Elmo: Sono contento per lui non se ne poteva pi.

Gil: Se non ci fosse la signorina difficilmente si uscirebbe col farmaco giusto.

Pinuccia: Cosa le ha prescritto?

Gil: Una volta una crema strana che non ho mai usato. In compenso i gerani si sono colorati di nero. Farmaco rivoluzionario ha detto.

Elmo: A me un tranquillante per signore vivaci. E funziona.

Pinuccia: Questo? (Elmo annuisce). Va a ruba!

Elmo: Ne vuol fare uso anche lui: per la moglie.

Pinuccia: Oh mamma mia non si alzano pi del letto quei due. Devo telefonare al dottore scusate. Ne va della salute pubblica. (Va nello studio).

Marina: (Entra). Ci si vede spesso ultimamente?

Gil: Saremo accomunati dalla stessa malattia.

Marina: Non credo. Non per altro: io non ho niente! Il paziente il marito. Quel verme di mio marito. Sapete se il dottor Vespetti gi arrivato?

Pinuccia: Occupato! No! Si regge in piedi o?

Marina: A malapena quel tanto che basta per incastrarlo.

Elmo: Signora cerchi di colpire il bersaglio giusto sta volta.

Marina: Stia tranquillo non ripeter lerrore. (Si va a sedere dietro la porta dingresso). Il profilo capisce!

Gil: Mi devo spostare altrove? Non mi piace essere aggredito.

Enrica: Ecco il vostro medico vieni. Suvvia Marco non strisciare contro il muro. Vi vede eh! Bene.

Pinuccia: (A parte). Madonna una larva. Quanto gliene ha fatto bere? Lei invece niente. Ha trovato la bottiglietta prima di lui. Che disastro.

Musini: Voi non mi crederete ma sono stanchissimo.

Elmo: Marco sei cascato nella trappola da solo?

Marina: Effetti collaterali? Uso smodato di bibita gassata vedo vedo colpa dellinformatore suppongo.

Enrica: Sta parlando di quel bravuomo di Vespetti?

Gil: Le risate

Pinuccia: Dottore si stenda sul lettino.

Musini: Prenda dalla vetrinetta quel tonico per debolucci.

Marina: Altro ritrovato di Vespetti? Se non ci fosse lui. Arriver eh.

Enrica: Marco io vado in palestra torno per mezzogiorno.

Pinuccia: Buona caccia. appassionata di safari. Donne contemporanee.

Enrica: (A parte a Pinuccia). Adesso ci vede capisce: o lo stendo o lo lascio senza lenti.

Pinuccia: Meglio senza lenti non esageri. (Enrica esce). Arrivo dottore. (Lo chiude nello studio).

Elmo: Vorrei parlare con suo marito. Penso che sia lunico a non fare uso di quel ritrovato tanto efficace.

Marina: vero! (Tra s). Sono io ad usarlo.

Giulia: Permesso ha visto la mia amica?

Pinuccia: Devessere in palestra ha capito: palestra.

Giulia: Ho capito ci fosse una che non le frequenta. Chi frequenta palestre oggi?

Gil, Elmo, Marina, Pinuccia: Tutte!

Giulia: Marco di l? Sapete se ha le lenti?

Elmo: Le ha le ha! Ma non si regge in piedi.

Giulia: Davvero?

Gil: Ha voluto strafare con la moglie e adesso la paga!

Pinuccia: Lo vuole vedere? Immagino di no! Ecco!

Mario: Permesso? (Marina appena sente la voce raddrizza le orecchie e si alza rendendosi invisibile al marito). Dio mio che stanchezza.

Gil: Spossatezza da eccessivo lavoro. La capisco.

Mario: Penso di s.

Elmo: E la moglie come sta?

Mario: Non me ne parli per carit. Vecchia befana incartapecorita. Lo dico qui davanti a testimoni: la stendo prima o poi. (Naturalmente non vede Marina che si nascosta bene dietro la porta dingresso, la vede solo il pubblico). Vi sembra giusto che un povero lavoratore alla sera non possa uscire di casa per una passeggiata perch stremato?

Elmo: Dia uno schiaffone alla moglie da parte mia.

Mario: Non capisco il suo disprezzo ma Volentieri.

Giulia: Beh a questo punto (Nel frattempo Musini si ripreso, sente la voce di Giulia ). Vado.

Musini: (Si affaccia alla porta). Signora Pistilli venga!

Pinuccia: Vada tranquilla. Se altera un po la voce non si accorge.

Giulia: Ci siamo! Mi vede bene dottore?

Musini: Ho tolto le lenti per via del bruciore Vespetti c?

Mario: Sono qui dottore. Se mi fate passare per primo me la squaglio in men che non si dica. Ho un appuntamento con larpia e non vorrei che si irritasse. Non cattiva: pazza! Non tollera le mie uscite serali. (Entra nello studio).

Elmo: Non fa altro che portarla in palmo di mano.

Gil: Lavessi io una moglie cos. (Ironico, ridacchia).

Marina: Vuole uno schiaffone cos capisce subito com?

Pinuccia: (Ride tra s). Posso fare un tentativo per scongiurare uno scambio di vedute movimentato?

Marina: Sentiamo!

Pinuccia: Tento eh! Dottor Vespetti c sua moglie in sala dattesa!

Marina: Pi che alle vedute passiamo ad uno scambio di souvenir di coccio.

Mario: (Dallo studio). impossibile, non viene mai di sua iniziativa. Quando viene perch la spedisco qui io con una scusa qualsiasi.

Pinuccia: Stavolta pare sia venuta autonomamente.

Mario: Se fosse vero quello che dice io sono un uomo morto.

Marina: Lo sa! Gli dica che si sbagliata (Prende una statuetta). Marmo di Carrara. Bene!

Pinuccia: Falso allarme: non lei.

Elmo: Lei fortunato perch al suo posto gli scappellotti li prende qualcun altro. Lo stenda una buona volta. (A Marina).

Gil: Eh! Ha ragione.

Giulia: Vivete bene il matrimonio vedo. Io non ho fatto il passo fatale tanti anni fa avevo un fidanzato un po particolare eravamo sul punto di convolare ma una distrazione da parte sua gli ha dato il tempo di riflettere e mi ha piantato in asso sullaltare. Incinta! Ma il bello che lui non di sa di avere un figlio. (Enrica entra sulla battuta di Giulia). E ho sentito dire che i nodi vengono al pettine. Senza rancore eh! Ormai.

Elmo: Una distrazione?

Giulia: Ha perso gli occhiali appena uscito di casa e per cercarli si perso per la citt: ha detto. . ha capito Pinuccia?

Pinuccia: Ha voglia! Salve. chiusa la palestra?

Enrica: No, ho visto lei salire e Non lo sapevo che avessi un figlio Giulia senti senti che novit continua. Che ingrato. Ti ha abbandonata sullaltare? Bastardo!

Pinuccia: Guardi che roba! Sono quelle storie che ti toccano il cuore io piangerei a dirotto.

Marina: Io nemmeno per sogno mi fosse capitata una minima distrazione allepoca lavrei raccolta al volo. Purtroppo a lui non caduto niente. A me tutto, ma dopo!

Elmo: Non sia cinica via

Marina: Ne vuole un altro?

Gil: Si astenga dal fare commenti viva beato. Non pu farsi carico dei problemi altrui ogni volta che varca quella porta.

Mario: Bene allora vado. (Fa capolino). Via libera? Ah queste mogli Marina? (Panico, Marina si arrotola le maniche della giacca). Beh allora mi volete morto c gente che mi disprezza, ora lo so per certo, ti precedo cara? Dove preferisci incontrarmi? (Si precipita fuori, rumori sulle scale).

Pinuccia: una contemporanea: in palestra!

Marina: Non c nemmeno bisogno di bastonarlo: fa tutto da solo. Sentitelo?! Ha preferito seppellirsi di sua spontanea volont.

Elmo: Allora il pi fesso sono io?

Gil: A quanto pare.

Musini: Signora Pistilli prego.

Enrica: Chi sono? (Altera la voce per verificare).

Musini: Vittoria cara mia sorella.

Enrica: Perfetto! Laspetto di sotto per quel pranzetto?

Pinuccia: Lo offra a lei cos le finisce il racconto.

Giulia: Il bello che ha sempre detto a tutti che stata lei a lasciarlo.

Pinuccia: Per sposare una scemetta come la eh?

Enrica: Penso che lei Pinuccia abbia un problema comportamentale.

Marina: Prima di denigrarla ci penserei bene.

Gil: Sono daccordo. Nel senso che mi associo in forma preventiva sa qualora dovessi accorgermi di una mutazione nel rapporto con la mia adorata met

Elmo: Medicina preventiva diciamo?

Pinuccia: Marina provi a vedere se nel gettarsi dalle scale sia paradossalmente rimasto illeso.

Scena seconda

Qualche giorno dopo

Carlo: Molto bene dottore. Il risultato mi sembra ottimo. Ha visto? tutta questione di volont. Non sembra pi nemmeno quello di prima: ha cambiato volto.

Musini: Trova? Sono contento! Pensi che non ho mai visto cos bene come in questo ultimo periodo. Limpido! La lacrimazione perfetta ormai. La ringrazio vivamente Bonini. Non ho parole per elogiarla. Arrivederla.

Carlo: Se dovesse aver bisogno basta una telefonata. (Esce).

Musini: Riconoscer le persone che mi circondano? Vedendole male mi sono fatto unidea che potrebbe non corrispondere al vero. Mi troverei a parlare con voci conosciute provenienti da volti nuovi. Stiamo a vedere cosa succede. Intanto guarder mia moglie senza che se ne accorga dellavvenuto successo visivo. La sorprender nel momento in cui si accorger che potremo uscire assieme tutte le volte che vorr. Altro che palestra. Finora ho condotto una vita da recluso ed giunto il momento di evadere vedere bene necessario. Mi immagino gi la sorpresa della gente. (Ridacchia). Spero solo che il disfacimento non abbia gi superato la soglia di non ritorno e non assomigli a questa.

Pinuccia: (Entra). arrivata la befana.

Musini: Ecco! La vedo!

Pinuccia: Come al solito o ben definita?

Musini: Come al solito, per ora! (Tra s). Non se ne accorgeranno mai.

Pinuccia: Mi dica la verit: le conviene non vedermi o preferisce non vedermi?

Musini: Beh sottigliezze psicologiche.

Pinuccia: Ho capito! Decido io? Non mi vede!

Musini: Pinuccia lei una donna eccezionale.

Pinuccia: Che progresso: da befana a donna eccezionale.

Musini: Se lo merita! Chi viene oggi?

Pinuccia: Quelli che devono venire.

Musini: Risposta puntuale. Mi sto gi pentendo di averla definita con una cos alta qualifica.

Pinuccia: Non vorr fare a meno dellumorismo graffiante che la contraddistingue? Torni miope.

Musini: Ah, suppone? Senza avere certezza? (Campanello). Rimandiamo a dopo il dibattito.

Pinuccia: Che meglio. Avanti!

Enrica: (Entra con Giulia). Non c nessuno? Ottimo! Chi siamo?

Musini: Enrica e (Vede Giulia in tutto il suo splendore, il passato affiora improvvisamente, si accascia sul divanetto). La signora Pistilli. Scusate ma oggi sono cos frastornato. Chi sono? Sbalzo dumore, fantasmi del passato. Allimprovviso un flash mi attraversa la mente. mi siedo per riprendermi. (Si alza per andare in studio).

Pinuccia: Da cosa? Fino ad un attimo fa stava benone. Attento al cestino.

Giulia: leco di un ricordo lontano!

Enrica: Mi devo preoccupare?

Giulia: Dipende da come vede!

Musini: Non riescono a trovarmi le lenti giuste. (Infila il piede nel cestino).

Enrica: Non importa. Sai caro cosa mi stava raccontando Giulia?

Pinuccia: (Tra s). Immagino! Signora solo miope non mago. Non indovina per ora.

Enrica: La prego non si intrometta. Giulia continua il racconto.

Giulia: Dallinizio o dalla fine.

Pinuccia: (A parte). Lo conosco quel racconto. (Estrae dalla borsa il libro). Lho letto!

Giulia: Lo dia a me. Ne ho sentito parlare tanto. (A Pinuccia). Stia a vedere.

Enrica: Sai Marco, ha raccontato quellaneddoto di quella tua paziente ricordi? Quella che stata abbandonata sullaltare un attimo prima di dire s.

Musini: Che stupido. Potrei morire. Sto male. Non ricordo. Ho un calo di vista.

Pinuccia: Si sforzi non c bisogno di vedere bene per ricordare.

Enrica: Mio marito ha una memoria di ferro. Difficilmente scorda i fatti.

Giulia: Qualcuno scappa sempre i pi eclatanti poi. (Appoggia il libro sul tavolino, Musini barcolla). Echi!

Musini: (Tra s, si spostato sul proscenio). Mamma mia sono finito. Maledette lenti a contatto. Questa gli racconta tutto. Che figura faccio con Enrica. Non sa del fidanzamento con Giulia. Come le spiego che stato un ripiego il nostro matrimonio. Se non arriva qualcuno qui (Campanello). Corra ad aprire.

Marina: Dottore Vespetti si fatto vivo?

Musini: Chi parla? La moglie giusto?

Pinuccia: (Tra s). La nonna!

Musini: No, non si fatto vivo. Manca da un po. Mi aveva promesso dei farmaci ma lo vedevo stanco ultimamente.

Marina: Si stancato molto.

Pinuccia: Ci credo!

Enrica: Anchio! Questi mariti contemporanei sono sempre stanchi.

Giulia: Mentre le mogli vanno in palestra per diventarlo.

Musini: Signora Pistilli la devo visitare? (A parte). Quanto bella. Perch ho sbagliato chiesa quel giorno. Il libro con la dedica. Mi scopre. Lei signora ha bisogno qualcosa?

Marina: Visiti pure la signora a noi ci pensa la donna delle pulizie. (Musini e Giulia entrano in studio).

Pinuccia: Ci siamo. Spostavi ai lati della stanza vi prego.

Marina: quella giusto? (La medicina).

Enrica: Ne manca una per me signora se non viene linformatore restiamo a secco. Ho bisogno del farmaco temo che da un momento allaltro possa vederci bene con mio grande terrore. Dividiamo questa.

Marina: Ho un marito scellerato se non lo sedo mi scappa con le amanti.

Enrica: Il mio non scappa non vede niente e fortunatamente con gli occhiali si vergogna ad uscire: sono io quella che scappa.

Elmo: (Entra spaventato). Ho fatto in tempo a rifugiarmi qui. Ho finito il farmaco quello! Vi posso confessare una cosa? Mi insegue.

Pinuccia: Certo che fate una vitaccia mamma mia!

Enrica: Lha letto? Bello! (Lo sfoglia). Sa una cosa Pinuccia? Questa dedica: non capisco! Tua Giulia non curiosa? Sono anni che sto tentando uninterpretazione.

Pinuccia: Lei sa quante Giulie ci sono in Italia? Incalcolabile!

Enrica: S ma a Marco

Pinuccia: Non si lasci influenzare dalle dediche ascolti gli aneddoti.

Gil: (Entra). C da aspettare oggi. Mi siedo! Il marito? Sistemato? Brava! Evitiamo schiaffeggiamenti casuali.

Marina: Sfotte il signor vita beata lei fuori dal mondo mi creda.

Pinuccia: C qualche volontario che mi aiuta con la barella?

Enrica: Sta arrivando un ferito?

Pinuccia: Penso di s. (Si apre la porta dello studio. Musini sdraiato sul lettino). Ha visto che c!

Giulia: Gli ho parlato della mia grave malattia ed svenuto allimprovviso.

Pinuccia: Malattia rara?

Enrica: Marco! Non avr esagerato con le gocce?

Giulia: Non preoccuparti ha esagerato in passato.

Marina: Ha a che vedere con quella storiella?

Pinuccia: Aneddoti imprecisi. Fortunatamente ne racconta tanti ed difficile azzeccare quello giusto.

Giulia: Pi che altro stata la sorpresa a folgorarlo.

Elmo: Ci vede male poverino

Gil: Immaginate per un istante se dovesse vedere bene: improvvisamente! Sarebbe come rinascere.

Giulia: Ah ecco! Penso che sia rinato.

Enrica: Lo stavo uccidendo povero marito mio. Ho fatto di tutto per averlo.

Pinuccia: Qualcuna ha fatto di tutto pure lei . Dico, non la sola.

Musini: (Si ripreso). Chi parla? Vedo cos male oggi.

Pinuccia: meglio per tutti.

Marina: Ci sono malattie che non si risolvono coi farmaci: purtroppo!

Elmo: Non il suo caso comunque.

Musini: Elmo amico mio corri in soccorso dello sventurato. Non lasciarmi in balia degli eventi.

Giulia: Lo chiama evento.

Enrica: Marco stai perdendo la lucidit che ti contraddistingue?

Marina: Gli uomini quando sono messi cos per una sola causa.

Pinuccia: Oh! Voglio fare un gesto di grande amicizia. (Strappa la pagina con la dedica). Ecco fatto! Del resto perch rinunciare ad una vita di beate evasioni.

Marina: La sua saggezza stupefacente. Nel senso di

Enrica: Condivido! E poi sapete che vi dico: il passato passato perch accigliarsi per niente, ognuno si tiene il proprio. E noi teniamo il nostro, vero caro?

Giulia: Lo dici per dire? Marco racconta laneddoto sulla tua paziente che ha avuto un figlio allinsaputa del promesso sposo: sai no, quello che venuto a saperlo dopo pi di ventanni. Per puro caso. Quel cretino che dice di aver sbagliato chiesa.

Musini: Non lo ricordo. Vedo male.

Gil: Stavolta una scusa.

Marina: Lo dice da beato immagino?

Elmo: Che ridere: da beato!

Enrica: Forza Marco: racconta i dettagli.

Musini: (Torna a svenire).

Pinuccia: Per i dettagli necessario vederci bene.

Marina: Perch?

Elmo: Per evitare bene gli schiaffoni credo.

Gil: Gi!

Mario: (Fa capolino). Posso? Chi ha qualcosa da dire lo dica!

Marina: Deficiente.

Mario: A domani!

Gil: E senza aneddoti. Esemplare direi.

Scena terza

Il giorno dopo

Pinuccia: (Entra, va nella porta di destra ed esce con gli attrezzi, si d da fare ). Ma linfermiera non viene nemmeno oggi? Non ancora in studio il miope. Comodo fingere di non vedere quando la vita si complica. Alla prima difficolt lo far anchio. E la moglie finge pure lei per convenienza o proprio scema? Lottantenne lha messo in ginocchio. Se fossi Giulia gliela farei pagare cara. Se ci teneva veramente non doveva fare lerrore di lasciarlo andare in chiesa da solo. A meno che non sapeva ancora del figlio in arrivo al momento delle nozze. Lha chiamata distrazione! Lei distratta. E lui un imbecille. Su questo. (Pensa ad alta voce). Sono curiosa di vedere come va a finire.

Musini: Buongiorno signora la prima? Mi metto il camice e sono da lei.

Pinuccia: Vede male oggi?

Musini: lei! Mia moglie dice che ho gli occhi troppo arrossati. Bisogna andarci piano

Pinuccia: Lo dice la moglie e lei le crede?

Musini: Amo farle sorprese! Le racconter. Prima di chiudere lambulatorio le racconto.

Enrica: (Entra). Che cosa?

Musini: Cara non sei in palestra a questora?

Enrica: chiusa per riposo settimanale.

Musini: Ma guarda? Chiudono pure quelli.

Pinuccia: Palestre moderne. Mi stava dicendo di quel fatto accaduto tanti anni fa quello della paziente abbandonata dello sposo

Enrica: Che storia triste lo sa chi era quella sposa? Giulia Pistilli. La madre della nostra Giulia. E quella dedica sul libro era della mamma. Tutto chiaro!

Pinuccia: Dottor Musini lei fortunato parola di una che sta perdendo la vista.

Enrica: Non mi dica? Pure lei!

Musini: Non metta le lenti per carit danno fastidio.

Pinuccia: (A parte). Lei vede poco ma le sa raccontare bene le barzellette.

Musini: Stia zitta! Vado in studio. Con permesso.

Enrica: Vai vai ho alcune cosette da dirle ma preferisco raccontargliele in un posticino meno battuto. (Sottovoce). La medicina. Il dosaggio.

Pinuccia: Al bar qui sotto va bene?

Elmo: Signore bella giornata vero? di l? Vado! Marco sono qui.

Musini: Entra! Se viene Vespetti ditemelo.

Enrica: La prima boccetta che porta mia. Scendo.

Marina: Entra imbecille cubico. Vuole il ricostituente.

Mario: Lavoro come una bestia.

Pinuccia: Ha una moglie meravigliosa.

Mario: La amo pi che mai.

Marina: Adesso lo dice che in andropausa indotta. Di alla signorina quanto mi vuoi bene?

Mario: Cos! (Come i bambini).

Marina: Ha visto? Cos! Se fosse stato un po meno

Gil: (Entra). Il dottore? Qui sulle scale c un ragazzo che assomiglia stranamente a Musini.

Pinuccia: Vespetti forza un cardiotonico: presto.

Mario: Non ne ho. Sono in visita di piacere.

Marina: Oggi lho accompagnato perch da segni di squilibrio. Di solito veniamo allinsaputa luno dellaltra.

Gil: Signora lei ha voluto tirare troppo la corda.

Marina: Mi creda, se lavessi tirata non sarebbe qui.

Musini: Ciao Elmo (Vede bene tutti ma finge). Chi tocca?

Marina: Al dottor Vespetti oggi in veste di paziente riesci a raggiungere lo studio?

Mario: Dottore mi appello alla sua deontologia: tolga di mezzo quel farmaco. Ho dei sospetti.

Elmo: Non sono daccordo. Ho iniziato ora a vivere discretamente e me lo vuole levare?

Marina: Ben detto!

Gil: Si schierato dalla parte giusta. (Elmo).

Pinuccia: Dottore si sente bene oggi? Pensa di aver bisogno di qualcosa di forte?

Musini: Chi siete? Vespetti guardi nellarmadietto (Vespetti esegue). Cosa vede?

Mario: Pomate varie siero anti vipera

Musini: Quello per mia moglie quando va in montagna ... cerchi bene. Non si limiti a sbirciare.

Marina: Stai attento a quello che trovi.

Mario: Quello che ci avrebbe dovuto preservare finito. Meglio! Prendo il ricostituente.

Musini: Daccordo! Me ne faccia avere tre scatole domani.

Gil: Sono passato per dirle che sto molto bene. Se non mi vede le dico che sono Gil Petti. E ringrazi la signorina. (Esce).

Musini: Non mancher. Vespetti quando riprende le forze mi faccia visita.

Marina: Quando! Non prima! Arrivederla. Saluta il dottore ex compagno di scuola. Fior di demente.

Mario: Salute a lei cara mi porteresti in braccio fino allascensore?

Pinuccia: Vado a vedere se al piano non vorrei che per qualche paradossale svista finisse nel vuoto.

Marina: Pensa che c ancora qualcuno che ti vuole bene. Cammina ebete! Non si preoccupi per lascensore lo faccio scendere dalle scale in un modo alternativo. (Escono. Buio).

Scena quarta

Il giorno dopo

Musini: (Entra). Tolgo le lenti. Oggi non le sopporto proprio. Quando arrivano i pazienti vedr di non commettere errori grossolani. Chi verr oggi? I soliti. (Si mette il camice. Pensa). E se fingessi di mantenere lo status di miope con la moglie? Condannato allimpossibilit di portare lenti a contatto? Dipenderebbe da quello che vedo. Mi fido ciecamente ma se dovessero per puro caso subentrare complicazioni superiori alle aspettative vedr di comportarmi di conseguenza dopotutto mia moglie e il decoro impone rigore morale. Vedendo bene finalmente, senza tentennamenti, vedr di che palestra si tratta: se innocua, come credo lo sia, sorvoler, altrimenti beneficer del ritrovato. Al punto in cui sono che mi resta da fare. Non doveva tornare. Giulia perch sei tornata. (Si siede tenendosi la testa tra le mani). Se venisse Vittoria almeno (Entra nello studio, la porta socchiusa).

Enrica: (Entra con Giulia ). Sar di l!

Giulia: Sono un po raffreddata. (Senza volerlo altera la voce). Marco!

Musini: Vittoria menomale entra!

Enrica: Ti ha preso per la sorella.

Giulia: Sar un bene?

Enrica: Lo faccio spesso anchio: fingo di essere unaltra per sapere se qualcosa trapelato.

Giulia: E finora?

Enrica: Sciocchezze. (Va a sedersi in un angolo). Sentiamo cosa le dice. (Ride). Dir le solite scemenze sui pazienti: aneddoti. Mah! (Scuote il capo).

Musini: Accomodati Vittoria fatti nuovi sono accaduti e non proprio belli. Ricordi il giorno delle nozze (Enrica si agita).

Giulia: Certo! (Continuando ad alterare la voce).

Musini: (Enrica si avvicina alla porta dello studio senza farsi vedere). Maledetto tassista mi ha portato in un altra chiesa e non me ne sono accorto. E quella ha creduto che non la volessi sposare e se n andata. E lho persa per sempre. Non mi ha mai voluto credere. Che situazione. Mi ero rassegnato ad una vita quasi ascetica e questa mi ritorna dal passato cos allimprovviso.

Enrica: Questo scemo!

Musini: Vittoria sei sola? Enrica non c vero? Guarda un po?

Giulia: in palestra. Non c nessuno. Alza la voce.

Musini: Ed ora tornata con un figlio capisci quando lo verr a sapere Enrica sar la fine. Glielo spieghi tu che stato un ripiego il nostro matrimonio? (Enrica sempre pi furibonda).

Enrica: Hai finito di vivere. Dottor Musini non ti alzi pi dal letto. Parola mia e di Vespetti and company. (Tra s).

Giulia: Se permetti non credo ad una parola.

Pinuccia: (Enrica la zittisce). Beh? morto? Ho capito: riunione segreta. Novit?

Enrica: Aneddoti. Lei non ci creder ma sta parlando con la sorella.

Pinuccia: Capita a volte. Niente paura. In genere si confessa. Le solite banalit.

Enrica: Sento sento. Non so se mi conviene fingere ignoranza e continuare con lattivit ginnica o stenderlo definitivamente.

Pinuccia: La cura soggettiva. Deve pareggiare i conti?

Enrica: Lei cosa farebbe se venisse a sapere di essere un ripiego?

Pinuccia: Essere un ripiego a volte ha i suoi vantaggi. Ne approfitti. Sfrutti la posizione. Mentre con la sorella che intenzione ha?

Enrica: Con la sorella mi comporter bene, con lamica della sorella un po meno.

Pinuccia: (A parte). Porca miseria ho capito tutto. Posso vedere di che sorella si tratta? Sa, ce ne sono tante. (Spia). la minore! Madonna!

Musini: Ti prego Vittoria parla con Giulia, spiegale bene la faccenda. Non dipeso da me, il tassista mi ha condotto altrove senza che me ne accorgessi. Avevo perso gli occhiali. tutta la vita che penso a come sarebbe stato con lei.

Giulia: Se fossi meno vanitoso e soprattutto meno distratto Giulia ora, sarebbe tua moglie. Ma ormai tardi. E tu saresti padre.

Musini: Lo sono! Perch non ha mai voluto credermi?

Pinuccia: Maledetta miopia. Pensi a cosa successo per distrazione: un figlio e tutto per un paio di occhiali.

Enrica: Mi creda certe cose si possono fare anche al buio.

Pinuccia: Ho sentito dire: si sar sbagliato! Una delle solite sviste. Guardi, c gente nella sua condizione che preferisce dormire con gli occhiali proprio per quel motivo.

Enrica: Lui non li porta nemmeno di giorno si figuri la notte. Chiss cosa gli passava per la testa quella volta.

Pinuccia: difficile dirlo. Lo aspetta per ricondurlo a casa o ha altri progetti?

Enrica: In qualit di ripiego ho fatto bene a tradirlo e non me ne pento, in quanto a progetti vedremo. Dipende da quello che vede.

Pinuccia: Certo!

Musini: (Escono dallo studio). Vittoria aiutami a ricomporre il mosaico.

Giulia: C una persona qui che fa quella professione: parla con lei.

Musini: (Vede una sagoma. Pinuccia, non si ancora messa il grembiule). Giulia sei tu? Perdonami: ho fatto un errore tremendo! Maledetta miopia. Mi sono rassegnato ad un matrimonio di comodo per sopperire. Non farne parola ti prego. Sono disperato. Sono disposto a tutto.

Enrica: Alzati imbecille

Musini: Enrica non come pensi: credimi tutto un equivoco, nonostante le apparenze. Sai che amo il teatro. I colpi di scena. Sai che mi piace fare dellumorismo. A volte parlo a vanvera perch confondo le persone.

Pinuccia: (A parte, alle altre signore, per salvare la situazione, parlando con la propria voce). Ci devo mettere la solita pezza? Ok! Cosa dice dottore? Non sua moglie. La sta solo imitando! Non vede che la signora Vespetti?! Eh! O no? (Alle altre).

Enrica Giulia e Pinuccia: Certo!

Musini: Mi scusi signora Vespetti. (Si siede in un angolo). Sto attraversando un periodo difficile. Qualche sbavatura.

Pinuccia: Signora Vittoria vogliamo scendere per un caff?

Giulia: Ma certo! Chiamo mio figlio nel frattempo. (Musini si regge a malapena). giunta lora.

Enrica: (Tentando di imitare chiss chi). stato concepito a vanvera non avr visto bene non ci pensi Musini! La moglie non lo sapr mai.

Pinuccia: Dottore, la miopia la sta salvando.

Enrica: Ci sta salvando tutte. (Idem).

Giulia: Come sorella dico che Giulia non avr nessun interesse a riallacciare i rapporti, anzi. Penso che stia molto bene cos com.

Enrica: Penso che nemmeno la moglie voglia recriminare. Sta molto bene cos. (Idem)

Pinuccia: Tra un esercizio e laltro ( importante che le attrici modifichino la voce).

Marina: Entra scellerato dottore me lo rimetta in sesto. (Mario distrutto).

Musini: Chi lei?

Marina: Sua moglie! (Alterando a sua volta il tono per puro caso).

Musini: Bene! (Crede che sia Enrica). Cara, oggi una giornata strana. A volte gli aneddoti prendono il sopravvento. Pensa che mi stavo preoccupando.

Marina: A chi lo dici!

Mario: Dottore sono io! Sono cos debole che stento a capire quello che dite.

Musini: Vespetti, capita a fagiolo: quel farmaco che cancella la memoria gi disponibile?

Mario: Mi creda: ci vuole ben altro. Non ho fatto altro che commettere errori con la moglie. Mi vuole punire pensi. (Escono tutti).

Musini: Doveva fare attenzione. Vero cara? Giulia?! Ho sbagliato: Enrica, pensa che da domani verr con te in palestra. Sei contenta? Enrica?

FINE


I personaggi e i fatti non hanno nessuna attinenza con la realt se non in modo del tutto casuale

    Questo copione è stato visto: