La moglie di Don Giovanni
LA
MOGLIE DI DON GIOVANNI
Ritratto in tre atti
di Carlo Terron
Personaggi
VALENTINA
GIOVANNI
FELICIANO
DIRCE
LEO
JOLE
TRE GIOVINETTE
In
principio era il sesso...
S. Przybyszewkj
Ricchezza, eleganza, fiori, due usci e qualche altra cosa, in un salotto, in casa di Giovanni dove possano andare e venire e discorrere dei borghesi per bene che, tutto considerato, hanno del tempo da buttar via: e, al secondo atto, del denaro sufficiente per frequentare una spiaggia di lusso.
ATTO PRIMO
Non solo bene che la gente
sia scandalizzata di tanto in tanto;
ma necessario per il progresso sociale
che sia scandalizzata con
una certa frequenza
G. B. Shaw
Piuttosto
di fretta, molto irritato, e con tutta lintenzione di entrare da un uscio per
uscire dallaltro, entra Giovanni. bello come un giovane animale quando
bello.
Lo segue Dirce la quale
gli stava alle calcagna da tempo, come si vedr.
GIOVANNI
Qua. Considerato che non si pu evitare, la scena madre facciamola qua. (E si mette a sedere. La donna gli
viene dietro e gli d due schiaffi). Non bastava uno?
DIRCE Nega, nega, se ne sei capace.
GIOVANNI Facciamo presto, Dirce; ho fame.
DIRCE Hai fame. Due ore. Salito da lei alle cinque, ora sono le sette. Hai
fame.
GIOVANNI (che non ha
ancora deciso il tono da assumere) Sai, verso le sette io
comincio sempre ad aver fame. Non esiste un vero e proprio rapporto di causa ad
effetto.
DIRCE Infame! Infame!
Egli la sogguarda, fa un
gesto evasivo e poi ripara su una specie di provocante timidezza.
Come le
bestie. la prima parola, sempre, dopo: ho fame. Sei soltanto fisiologia.
GIOVANNI Tutto quello che vuoi ma non cominciamo dalla fisiologia. Se parti
dalla fisiologia, prima di giungere alle grandi manovre del sentimento non ti
ci vuole meno di unora. Avevi iniziato bene. La donna che comincia con gli
schiaffi promette di far presto.
DIRCE (ora lasciandosi
andare) Oh Gianni, come puoi trattarmi cos?
GIOVANNI Ottimamente.
DIRCE (ma riscattando
subito) Bada. Non portarmi alla disperazione.
GIOVANNI Continua come prima. Andava bene. O vuoi che continui io per te? (Col tono di recitare la parte di
lei). Ti ho sacrificato la mia vita. Sei un uomo volgare, senza
cuore, e fisiologico. Un marito indegno, senza nulla di sacro: n la casa, n
la famiglia, n il matrimonio. Non so perch ti abbia amato...
DIRCE E ti ami. Non lo so, non lo so, infatti. Con te la verit questa.
Perch ti conosco, tutte ti conosciamo. Tu non sei nulla, povero Gianni, ma
nulla del tutto. Nemmeno ora riesci ad essere qualche cosa col tuo cinismo a
buon mercato. Nulla. Soltanto un magnifico animale, buono da coricarcisi
accanto. Eppure riesci a far soffrire. Tutta la tua forza qui: tradire. Sei
cos poco che, forse, se tu fossi un uomo fedele non riusciresti a interessare
una donna per una settimana.
GIOVANNI La forza della fisiologia.
DIRCE Appunto. E sei cos sciocco da non riuscire nemmeno a rendertene conto.
GIOVANNI (seccato)
La verit che tu sei una donna troppo complicata per me. Vedi, io sono
soprattutto un uomo sano, normale e abbastanza vigoroso e non comprendo le
complicazioni. La natura ha dato alluomo un certo numero di funzioni, tutte
piacevoli quando uno sano, normale e vigoroso: il letto, la tavola, il fresco
dellacqua sul corpo nudo, il caldo del sole sulla pelle, il sonno pro-fondo
dopo la fatica. S, per me, la fame, dopo essere stato a letto in due,
naturale e piacevole. Ti sembrer volgare, ma io provo un certo piacere perfino
quando svuoto il mio corpo. E trovo che il naturale compimento di queste
funzioni sufficiente a fare un uomo contento ed anche passabilmente onesto.
DIRCE (sul punto di
svenirgli fra le braccia) Oh Gianni... e tu oggi mi hai tradito.
Egli la sbircia preoccupato e torna subito timoroso.
GIOVANNI
Con questo discorso ero persuaso di disgustarti di me, cara.
DIRCE Non ti piaccio pi. Dimmelo brutalmente: non ti piaccio pi.
GIOVANNI Non te lo dico. E tanto meno brutalmente. Perch non mi dovresti
piacere pi. Una bella donna deve sempre piacere.
DIRCE E allora, perch mi hai tradito?
GIOVANNI Auff! Probabilmente perch non sei tu sola ad essere una bella
donna. Va bene?
DIRCE E pi bella di me. Allora pi bella di me.
GIOVANNI Cos no. Cos non posso pi io. Tra noi la cosa non pi semplice
come dovrebbe essere. Abbi pazienza.
DIRCE (tragico)
Ti ammazzo. E mi suicido!
Dallinterno giunge il rumore di una porta aperta e richiusa.
GIOVANNI
Attenta. Mia moglie. (E se
ne va sbuffando)
DIRCE Gianni, Gianni; mi lasci cos?
Un attimo ed entra Valentina. Dirce le corre incontro, le getta le braccia al collo e scoppia in pianto.
Oh
Valentina, tuo marito mi tradisce!
VALENTINA Sempre la solita esagerata, Dirce.
DIRCE Sotto gli occhi. Nemmeno il riguardo di negare. Unora fa. Ed io l, a
fargli la posta, mentre lui e quellaltra... capisci. Oh, orribile.
VALENTINA Questo non degno di te.
DIRCE E sono tanto vile da non trovare la forza di staccarmene. un essere
spregevole.
VALENTINA Non dirne troppo male, povero caro.
Mentre si va togliendo il cappello, si sfila i guanti e sorride nello specchio al suo bel volto ironico. Essa un continuo azzardo affiorante in un perpetuo e incontenibile riso, che ora si affievolisce e si acqueta nel compiaciuto rifugiarsi di pensieri morbidi e di toni molli; ora si esalta e prorompe nellimprovviso e alterno scat-tare della parola audace e della pi audace idea. Allamica che s messa a piangere in silenzio:
non
metterti a piangere, ora. Non avvilirti cos. Te lho gi detto, questo non
il modo. Scusa, cos melodrammatica, con lui. Gianni non capisce queste cose.
Per lui sono complicazioni. delizioso quando pronuncia questa parola:
complicazioni. Ed eccitante. Non trovi?
DIRCE Valentina! Ci ha tradite!
VALENTINA Hai ragione cara. Divagavo.
DIRCE Viene via, ora, da lei.
VALENTINA (di colpo,
apprensiva, quasi dura) Lei chi?
DIRCE La Drei.
VALENTINA (sottovoce)
Ah.
DIRCE Perch dici ah?
VALENTINA Dico cos: ah. Che dovrei dire? Non la prima volta.
DIRCE Hai detto quellah in un modo...
VALENTINA Come lho detto, Dirce?
DIRCE Non so. Non ti capisco. Nella mia situazione io non ho il diritto di
rimproverarti... (Ci pensa
su) Ma poi s, ce lho: la colpa in gran parte tua. Fosti tu a
invitarla, a fartela venire per casa. Tu lo conosci. Ed ora siamo a questo, di
nuovo. tuo marito. Infine. E se tradisce me, tradisce anche te.
VALENTINA Evidente. Quando un uomo sposato tradisce lamante, le corna si
estendono automaticamente anche alla moglie.
DIRCE Scusa, volevo dire viceversa.
VALENTINA Un semplice lapsus.
DIRCE Non cos, Valentina. Cos mi sembrer dessere veramente in colpa verso
di te.
VALENTINA In colpa verso di me, tu, cara?
DIRCE ... te cos buona, intelligente, coraggiosa.
VALENTINA Non ho fatto che seguire il mio istinto.
DIRCE Il tuo istinto eccezionale. Conoscendo tuo marito, sapendo che non
poteva fare a meno di tradirti, facesti in modo che ti tradisse con me.
VALENTINA Che conosco, che stimo, a cui voglio bene. Tale e quale come se
fosse con me.
DIRCE Valentina, ora che ci penso: fosti tu a gettarmici fra le braccia.
VALENTINA Ci saresti caduta ugualmente, cara. il tuo destino. E, del resto,
nessuna donna gli resiste. Sarebbe accaduto fatalmente. Finzioni, difficolt,
complicazioni. E cos invece tutto pi semplice e naturale: io e te.
DIRCE Ma non siamo io e te sole, Valentina.
VALENTINA Ho sempre pensato che tu fossi un po esclusivista.
DIRCE Tu sei sua moglie, hai diritto che ti rispetti. Devi fargli delle
scenate.
VALENTINA Quelle gliele fai gi tu.
DIRCE Te ti teme. Io non capisco, non mi rendo conto, ma tu eserciti un
potere diverso su di lui. Hai sempre esercitato uno strano potere, fin dal
collegio. Ti temevamo tutte. Sei la mia pi intima amica, eppure ti conosco
sempre meno. Ma tu, lo ami, tuo marito?
VALENTINA (sinceramente e
poi sfuggendo) Sintende che lo amo. quando si ama
profondamente che si accettano con gioia le sofferenze delle persone alle quali
si vuol bene.
DIRCE Lo ami spiritualmente!
VALENTINA (ridendo a
squillo) Oh no !... Come si pu amare spiritualmente Gianni? No,
no.
DIRCE Tu non conosci questa gelosia che toglie la ragione. Con lui come una
sottrazione fisica, una ferita nel corpo.
VALENTINA Non dire volgarit, adesso. Le volgarit, sono una delle poche cose
che sia concesso alle persone per bene di fare, ma che non permesso
assolutamente di nominare.
DIRCE Bisogna che tu faccia qualche cosa, ti dico.
VALENTINA Vediamo. (Ora
in altro tono, apparentemente noncurante, ma tutto morbida curiosit)
Come stato con te? Dico, recentemente; lultima volta?
DIRCE Come puoi? Mi fai arrossire.
VALENTINA (andandole
vicina e persuadendola anche con unamiche-vole carezza) Saltiamo
i preamboli. Abbiamo tutto linteresse a mantenerci unite noi due.
DIRCE Sei una donna straordinaria.
VALENTINA E dunque?
DIRCE Gioved.
VALENTINA Non notasti nulla di nuovo?
DIRCE Sai bene, per lui in quei momenti...
VALENTINA (sorridendo)
So bene.
DIRCE Il solito animale, dolce e prepotente.
VALENTINA Con la sua gran forza... Poi saddormenta.
DIRCE E quando si sveglia chiede da mangiare.
VALENTINA (chiss perch,
seria) Ancora il solito.
DIRCE Per lui tutte le donne sono uguali.
VALENTINA (leggera e
noncurante) E dunque tutto si accomoder. Baster solo un po di
tatto. Ti mostrerai elegante, disinvolta, un po tenera, senza esagerazione...
Sai com Gianni. Soprattutto non perdere il tuo stile. Una donna che dimentica
il suo stile rinuncia a tre quarti della sua seduzione.
DIRCE Tuo marito ha ancora sul corpo il profumo di unaltra donna, e tu parli
di stile. Se io scoprissi che mio marito mi tradisce farei linferno in casa.
VALENTINA Speriamo, ce non ti debba accadere, cara.
DIRCE Vedi, il trovarmi sola a soffrire che mi fa soffrire ancor di pi;
questo sentirmi consolata da te senza poter fare altrettanto. Se ci potessimo
consolare a vicenda mi sentirei pi sollevata. Cos, invece, mi devo assumere
anche la tua parte.
VALENTINA Ti sono riconoscente di questi sentimenti. Ma ci che mi pu
consolare proprio il sapere che sei tu la sua amica, piuttosto di unaltra.
Affidati a me. E ti prometto che sar lui stesso, domani, a cercare di te. (Accompagnandola verso luscio)
E sii tranquilla.
DIRCE Su questo non posso impegnarmi, ma cercher.
VALENTINA Brava; cos va bene.
Si baciano amichevolmente.
DIRCE
Forse un po immorale ci che stiamo facendo, Valentina.
VALENTINA Forse. Ma non aggiungere le sofferenze morali a quelle del
sentimento, ora.
DIRCE Ciao.
VALENTINA Arrivederci, cara.
Laccompagna fuori e rientra subito. Resta un po assorta e, via via, sul volto le affiora si diffonde e si accende fino a illuminarlo tutto, un senso nuovo di soddisfazione che si fa gioia e riso aperto alla fine. Ora la voce di Giovanni dallinterno.
GIOVANNI
Valentina.
VALENTINA Caro?
GIOVANII (apparendo
sulluscio, e cauto) Non eri sola?
VALENTINA Dirce. salita un momento a salutarmi.
GIOVANNI Ci mettiamo a tavola?
VALENTINA Ma io non ho appetito.
GIOVANNI (non del tutto
rassicurato) Non hai appetito?
VALENTINA Ho mangiucchiato qualche cosa, qua e l, nel pomeriggio.
GIOVANNI Ma io ce lho.
VALENTINA Ed giusto che tu lo abbia. Cenerai solo.
GIOVANNI (dopo una pausa)
Vorrei sapere perch non hai appetito.
VALENTINA Chiss perch viene appetito o no?
GIOVANNI Ho sempre la vaga impressione che tu mi prenda in giro. Dove sei
stata oggi?
VALENTINA Geloso?
GIOVANNI Ti dispiace?
VALENTINA No, no, ma...
GIOVANNI (quasi
aggressivo) Ma che? Non sarebbe il mio diritto?
VALENTINA No, Gianni; geloso tu?
GIOVANNI Perch no, geloso di mia moglie, io?
VALENTINA Perch ti voglio bene, fedelmente bene.
GIOVANNI Mah. Quando sei fra le mie braccia, allora si, ma poi, in qualche
momento, non so...
VALENTINA Perch mi hai scelto in moglie, allora?
GIOVANNI Non so di preciso se abbia scelto o se sia stato scelto.
VALENTINA (ridendo)
Sedotto. Don Giovanni sedotto. Caro. (Gli
getta le braccia al collo e lo bacia a lungo)
GIOVANNI Intanto non mi hai ancora detto dove sei stata.
VALENTINA Qua e l, dalluna e dallaltra delle mie amiche.
GIOVANNI (seccato)
Le tue amiche. Possibile che si debbano avere sempre le tue amiche fra i
piedi? Tutto il pomeriggio con le tue amiche sei stata?
VALENTINA Pi tardi ho fatto una passeggiata con Leo che mi ha accompagnata a
casa.
GIOVANNI Anche codesto Leo comincia a darmi ai nervi.
VALENTINA Siamo cresciuti insieme.
GIOVANNI Ora per avete cessato di crescere da un pezzo.
VALENTINA (socchiudendo un
suo pensiero segreto) Povero Leo.
GIOVANNI Non mi hai ancora chiesto dove sono stato io.
VALENTINA Mi fido di te. Ti dispiace che mi fidi di te?
GIOVANNI (gaio, ma non
troppo) - Ebbene s.
VALENTINA Ma io non posso dubitare di te per farti piacere.
GIOVANNI E allora, se ti fidi cos... (e
forse vorrebbe sottintendere: te le meriti)
VALENTINA Mi fido cos.
GIOVANNI Non pensi proprio di sedere a cena con me?
VALENTINA No. Desideri che ti serva in tavola io o preferisci la cameriera?
una bella ragazza, Jole. Fine, piena di vita e di salute. un piacere soltanto
vedersela intorno.
GIOVANNI Senti...!
VALENTINA (finta candida)
Trattamela bene, Giovanni. diventato cos difficile conservare la servit.
GIOVANNI (ora ridendo)
Se non vuoi altro...
VALENTINA Altro. A tavola, caro.
GIOVANNI Proprio altro?
VALENTINA Altro.
GIOVANNI Un bacio, per esempio, non lo vuoi?
VALENTINA A me non proprio necessario. Ma se non puoi farne a meno tu...
GIOVANNI Posso benissimo farne a meno anchio.
VALENTINA A cena.
Via Giovanni. E gi rientra Jole, la cameriera.
JOLE
Signora, gioved.
VALENTINA Pu darsi, cara.
JOLE Il signor Feliciano. Mi avete raccomandato di ricordarvi i gioved del
signor Feliciano. La cuoca ha gi preparato tutto.
VALENTINA Allora, qui, tra poco. Devi sapere che il professore ha le sue
abitudini. Guai se non trova i suoi pasticcini cotti a dovere e il suo rosolio;
perde tutto il suo spirito. Appena giunge, porterai i vassoi e poi tornerai a
servire il padrone.
JOLE Spetta ad Anselmo servire in tavola.
VALENTINA Preferisco che te ne occupi tu. Sei contenta del padrone?
JOLE Oh, gentile con me.
VALENTINA Soltanto?
JOLE Eh?
VALENTINA Dico, ti pare soltanto gentile?
JOLE Mi pare anche un bel giovanotto.
VALENTINA Solamente?
JOLE Anche forte.
VALENTINA Sai, piace molto a tutte le donne. Intorno a lui, al suo corpo,
voglio dire, c come unaureola. Laureola calda di tutti i desideri che
desta.
La servetta resta allocchita.
Eh?...
JOLE Signora, io non so cosa sia unaureola.
VALENTINA Mi dimenticavo di dirti che lui fa colazione a letto e dovrai
occuparti tu anche di questo. Ti dispiace?
JOLE No, no, se queste sono le abitudini della casa...
VALENTINA Perch porti i capelli cos tirati sulla nuca? Starebbero molto
meglio sciolti. Li hai cos morbidi.
JOLE Davvero, signora?
VALENTINA Certamente. Il tuo visetto ci guadagnerebbe. (La pendola suona le ore)
Ecco, ora puoi andare ad aprire.
JOLE Ma non hanno suonato.
VALENTINA Tu non conosci il professore. Il gioved che tardasse di mezzo
minuto bisognerebbe pensare a una disgrazia.
Squilla il campanello.
Hai visto?
Via Jole. Valentina va incontro a Feliciano. Egli entra e le d un bacio affettuoso, da vecchio amico paterno. Poco dopo la cameriera rientra spingendo un tavolinetto a rotelle guarnito di dolci e liquori.
FELICIANO
Sola?
VALENTINA Giovanni di l che cena.
FELICIANO Lasci gi tuo marito cenare solo?
VALENTINA Nulla al mondo mi farebbe rinunciare a una conversa-zione intima
col mio vecchio Feliciano.
FELICIANO Che ragioni hai per credere che debba essere una conversazione
intima?
VALENTINA Con voi la conversazione sempre intima, anche quando non lo
volete e non ne avete laria. Ci sono uomini che, in pochi minuti di colloquio
con una donna, riescono a spingersi in zone di cos segreta intimit nelle
quali un marito non giunge in venti anni di matrimonio.
FELICIANO Ci dipende dalle donne e non da chi conversa con loro.
VALENTINA La modestia vi fa bugiardo. Voi, Feliciano, siete lunico uomo al
mondo che sarei andata a crearmi se dipendesse da noi la scelta del proprio
padre.
FELICIANO Che indecenza.
VALENTINA Debbo confessare di essere rimasta delusa sapendo che mia madre fu
sempre una donna fedele. Di una infedelt con voi sento che le sarei stata
grata. Forse perch, in qualche modo, avrei potuto considerarmi vostra figlia.
FELICIANO Lascia stare tua madre.
VALENTINA Voi lavete amata, Feliciano.
FELICIANO Non come tu credi. Per un certo tempo ho perfino avuto del rancore
contro di te che, nascendo, le sei costata la vita (Si riprende, sorride e, dopo un po, non privo di una
certa malinconia) Hai esordito, nascendo, con un atto sconveniente.
VALENTINA Avete detto sconveniente. Soltanto?
FELICIANO Ti piace farti credere peggiore di quella che sei. E con me,
specialmente.
VALENTINA Come unallieva che sostenga un esame.
FELICIANO Sei gi promossa.
VALENTINA (dimprovviso,
seria) Credete di avermi fatto del bene esercitandovi su di me a
questo gioco?
FELICIANO Sei una donna troppo polemica per lusingarmi di aver influito in
qualche modo su di te.
VALENTINA La donna. Ma la ragazza la fanciulla che venivate a visitare in
collegio, che portavate in giro per il mondo durante le vacanze?
FELICIANO Sei ora comeri a quindici anni. il tuo pregio e il tuo difetto.
VALENTINA Confessate dunque di non aver fatto nulla per cambiarmi.
FELICIANO Caso mai questo sarebbe un merito.
VALENTINA Chiss. O una colpa. Davvero, ebbi spesso la sensazione che dietro
al vostro affetto, alla vostra benevolenza, alla vostra generosit, ci fosse
unombra di ostilit. Forse voi non mi avete mai perdonato dessere stata la causa
della morte di mia madre.
FELICIANO Sono in stato di accusa?
VALENTINA No. Constato. Cerco di spiegarmi a me stessa.
FELICIANO E ci riesci? Deve essere molto difflcile.
VALENTINA Di una cosa almeno credo di non dover dubitare: che un certo piacere
delle esperienze pericolose, se proprio non me lo avete messo dentro voi, vi
siete compiaciuto di lasciarvelo crescere. Un maestro, forse no, ma uno
spettatore interessato questo s. Ed anche qualche cosa di diverso e pi
complesso: un silenzioso suggeritore. E proprio di qui deve essere nata la mia
dipendenza da voi.
FELICIANO (ambiguo)
Come hai detto?
VALENTINA Dipendenza. Voi siete come il mio termine di paragone. Dietro a
tutto ci che faccio, che penso, che desidero, che immagino, c un perpetuo
sottinteso: che ne penser Feliciano?
FELICIANO Una bella responsabilit per me.
VALENTINA Per esempio, voi foste lunico a non sconsigliarmi di sposare
Gianni.
FELICIANO Gli uomini come lui, col loro passato, finiscono collessere i
migliori mariti. Giovanni , come dire? un uomo in prosa. E gli uomini cos non
riservano imprevisti.
VALENTINA Come sapete mentire, voi. E mentire calcolando che io mi accorga
della menzogna. Raffinatissimo. Il meno che possa sospettare che,
consigliandomi di sposarlo, voi, finalmente vi vendicavate di me. Ma posso
sospettare anche di peggio.
FELICIANO (gi dentro al
gioco) E cio?
VALENTINA Ah no. Io so, o, almeno, io immagino perch desideraste che lo
sposassi; voi non sapete perch veramente labbia sposato. Dicendovelo perderei
il mio vantaggio.
(Frattanto lo ha servito ed egli ha mangiato compiaciuto e seguiter cos fino
in fondo) Eccolo l il vero Feliciano: un vecchio gattone goloso.
Gianni giura che la ragione della vostra fedelt consiste tutta in questi dolci
e in questi rosoli. Golosit. Un vizio indegno di voi. Voi avreste il dovere di
vizi assai pi complicati.
FELICIANO In fatto di vizi, quando uno ha limmaginazione troppo viva,
finisce sempre, se un uomo ragionevole, col ripiegare su quelli pi
innocenti.
VALENTINA La vostra proverbiale rispettabilit sarebbe per caso la
conseguenza di una segreta e rientrata immoralit?
FELICIANO A te non pare neanche vero arzigogolare cose del genere.
VALENTINA Ma siete proprio voi che desiderate che io le immagini. Nel sogno.
Nel sogno, ecco, credo di ricrearvi tale e quale voi, forse senza volerlo siete
veramente. Desiderate che io vi immagini? Un giorno o laltro, bisogner che
conosca lopinione che le vostre allieve hanno di voi. Legittologia si deve
prestare alle vostre innocenti ambiguit. Lha notato perfino Gianni.
FELICIANO In pochi minuti hai gi nominato cinque volte tuo marito.
VALENTINA (provocante e
con una punta di crudelt) Felice. Lo amo. Lo amo pi di quanto
credessi.
FELICIANO Con te sempre pi interessante conoscere il come che il quanto.
Come lo ami?
VALENTINA il mio segreto. E il mio scandalo.
FELICIANO I segreti di una donna sono sempre scandalosi, pi o meno.
VALENTINA (imprevista)
Ma la conoscete veramente, voi, una donna?
FELICIANO Che intendi dire?
VALENTINA Mi avete capita benissimo. Penso seriamente che voi siate ancora
vergine.
FELICIANO Che cose immorali, dici, Valentina.
VALENTINA Vergine per eccesso di appetiti e di corruzione. Una storia come
quella della golosit. A meno che Leo non sia un vostro figlio naturale... M
passato per la mente, qualche volta.
FELICIANO (finto
indignato) Valentina, non mi hai mai mancato di rispetto come
stasera.
VALENTINA (inaspettata e
sincera) Che amante avreste potuto essere voi! Meritereste che vi
confessassi il mio segreto. Ve ne confider una parte: la mia scoperta. Io,
ragazza ingenua, uscita intatta dalle mani delle monache; sposando quello che
si dice un Don Giovanni mi sono accorta che proprio sul terreno della sua
esperienza, ho su di lui la superiorit schiacciante che ha limmaginazione
sulla realt. Un allievo, Feliciano, al quale si possono insegnare molte e
molte cose.
FELICIANO Tu a lui?
VALENTINA Vedete, questi cosiddetti Don Giovanni, in fondo sono pi semplici
e primitivi degli altri. Meno differenziati. Nonostante le apparenze e
lopinione comune, la loro virilit si trova ad un gradino qualitativamente
inferiore: legata alla specie, non ancora allindividuo. Come posso dire?
Sviluppatissima in estensione ma priva assolutamente di profondit. Essi amano
la donna, non una donna. Egli una donna non la conosce ancora.
FELICIANO (raccolto in un
suo riso segreto) Si tratterebbe, se non intendo male, di
sviluppare la sua virilit.
VALENTINA (molto seria)
Precisamente.
FELICIANO Sicch questuomo dagli appetiti spalancati, che tutte le donne si
sono conteso, sarebbe un uomo meno uomo degli altri.
VALENTINA Di voi, per esempio. Fra Giovanni libertino, e voi casto, fra
luomo dagli appetiti spalancati e luomo dagli appetiti rinchiusi, il vero Don
Giovanni siete voi. C in Gianni una bramosia, unebbrezza, verso tutte le
cose esterne, per la quale mi piaciuto subito. Cos avido di tutto quanto
offre la vita, ma, per questo, superficiale. Innestare le sottili morbidezze
dellimmaginazione di un uomo come voi sullesuberanza e la prepotenza di un
corpo come il suo: che tentazione.
FELICIANO (dopo un po,
pensieroso) Il gusto dei precipizi. Tu hai sempre avuto il genio
delle situazioni pericolose.
VALENTINA Siamo daccordo io e voi, credo, che anche le sensazioni debbano
avere la mobilit e la dignit delle idee. Credo di aver letto proprio in uno
di quei libri, regalatomi da voi, che lamore, latto damore, dovrebbe
risultare una forma di superiore conversazione del corpo.
FELICIANO (ironico)
Le parole messe in azione, lintelligenza dei sensi.
VALENTINA Appunto. E il... discorso di Gianni ancora terribilmente
monotono; istintivo, automatico e irriflessivo: magnifico e barbarico, ma
perpetuamente eguale e assolutamente privo di sintassi e di stile.
FELICIANO (alzandosi)
In tal caso non gli resta che sottoporsi alle tue lezioni.
VALENTINA Capite ora ci che egli rappresenta per me?
FELICIANO abbastanza semplice: un esperimento di dominio. Nulla di nuovo.
Ci sei tutta tu in questo atteggiamento. Ma facciamo unipotesi molto pratica:
tuo marito resta quello che , e ti tradisce.
Dopo averlo fissato per un attimo, irridente, essa esce allimprovviso in una risata sfacciata e incontenibile.
VALENTINA
Non riuscite a tenere il passo. Povero Feliciano. Per la prima volta, con me,
non riuscite a tenere il passo. la mia rivincita.
FELICIANO (mentre succhia
con diligenza un altro bicchierino) Non capisco.
In qualche luogo della casa c Gianni che cena. Da quel luogo ora giunge un piccolo grido accompagnato dal rumore di un piatto infranto. Feliciano alza gli occhi interrogando il volto di Valentina.
VALENTINA Abbiamo una cameriera nuova che un amore. Gianni le avr fatto un complimento e la casa ci ha rimesso un piatto.
Pausa piuttosto lunga.
FELICIANO
Buona notte, Valentina.
VALENTINA (che ha raccolto
in un cartoccio i dolci rimasti e glieli sta mettendo in tasca)
Ecco, come al solito, i dolci della settimana.
FELICIANO forse un modo di farmi intendere che non desideri vedermi prima
di gioved prossimo?
VALENTINA Sconoscente!
FELICIANO (con quella
punta di elegante malinconia) Si preparano ogni volta i dolci di
una settimana per tener lontana sette giorni la seccatura del vecchio
Feliciano.
VALENTINA Come se non vi conoscessi. So perfettamente che comincerete a
sgranocchiarli gi per le scale.
FELICIANO Tu pretendi di conoscere me e non conosci che la mia golosit.
Cerca, se ti possibile, di non commettere lo stesso errore con gli altri. Con
tuo marito, per esempio.
VALENTINA Far del mio meglio, professore.
Ed esce per accompagnarlo alla porta. Entra Giovanni e siede. Essa ricompare, gli va dietro alle spalle e gli copre gli occhi con le mani. Egli si volta, le cinge il collo e la bacia intensamente, ricambiato da altrettanto e diverso calore.
GIOVANNI
Soddisfatta della tradizionale conferenza del gioved? Dopo ogni visita di quel
vecchio ti trovo sempre insolitamente eccitata. Dovrei quasi esserne geloso.
VALENTINA (ancora stretta)
Dovresti dire riconoscente. Sei tu a raccoglierne il frutto. (Egli torna a baciarla e le mormora
qualche cosa allorecchio) Non essere impaziente.
GIOVANNI Tu non sei impaziente?
VALENTINA (cedendo a
unimprovvisa tentazione) Lasciami fare una telefonata.
GIOVANNI Ti concedo tre minuti.
Essa impugna il ricevitore e con calcolata noncuranza.
VALENTINA
Devo restituire un invito a pranzo a unamica.
GIOVANNI Di nuovo le amiche.
VALENTINA Assurdo, Gianni. Non posso mostrarmi incivile al punto di
trascurare tutte le nostre relazioni.
GIOVANNI La nostra casa, io e te soli, dovrebbe essere sufficiente.
VALENTINA Impossibile, Gianni. Anzi, dovresti essere tanto caro da telefonare
tu, per me.
GIOVANNI No, no.
VALENTINA (persuadendolo a
carezze e tirandolo per un braccio) Fallo per me. Per la nostra
tranquillit famigliare.
Egli si lascia mettere in mano il ricevitore.
GIOVANNI
La conosco?
VALENTINA (suggerendogli
il numero che egli va componendo) Tre, cinque, quattro, tre...
otto... (Egli capisce, ha
un moto di ribellione come per interrompere la telefonata) Dirce,
caro. Non posso proprio fare a meno di invitarla a pranzo per domani.
GIOVANNI Oh, senti!... (Sta
per deporre il ricevitore. Essa glielo impedisce)
VALENTINA (senza calcare
tutta nel gioco della propria perversit) Ma che hai contro
Dirce? Si direbbe che non la possa soffrire. Evitami certi imbarazzi.
GIOVANNI Telefonale tu.
VALENTINA Bada: i due minuti sono passati. Avanti, caro... otto, uno. Per me.
Egli si rassegna e completa il numero.
GIOVANNI
S, pronto. Vorrei un momento la signora... (verso
Valentina) A nome tuo, sai.
VALENTINA (coprendo il
microfono con la mano) Ah, no. Ti prego. Dirce si accorta della
tua antipatia. Non fare che si dica che ho per marito un selvaggio.
GIOVANNI S, io... mah. Cos cos... quasi. Volete essere cortese di venire a
pranzo da noi, domani? S, qui, da noi. Noi tre. Bene. Valentina qui e vi
saluta. Arrivederci. A domani.
Valentina affaccia la bocca al microfono, guancia a guancia con Giovanni.
VALENTINA
Ciao, Dirce. (Ride)
Eh?! Io mantengo sempre ci che prometto. A domani.
GIOVANNI Contenta?
VALENTINA (gettandogli le
braccia al collo) Tanto.
Luomo si alza e la trascina verso luscio.
GIOVANNI
Come sei bella stasera.
VALENTINA La luce, caro. Spengo la luce.
Egli la precede.
GIOVANNI (scomparendo) Vieni.
Valentina, sola, riattraversa la stanza, si ferma davanti allo specchio, immerge le mani nei capelli e li libera dalle forcine, poi scende con le palme a carezzarsi i fianchi, mentre un ambiguo riso di vittoria si propaga a tutto il suo corpo elettrizzato.
LA VOCE DI
GIOVANNI Valentina.
VALENTINA Eccomi. (Spegne
la luce e, attraversando la camera, prima di raggiungerlo).
semplice. irrimediabilmente semplice.
ATTO SECONDO
Malheur
celui par qui le
scandale arrive; mais il faut
que le scandale arrive
A. Gide
Poche
settimane pi tardi, ai bagni, oltre la chiara veranda del-lalbergo fiorito
dove oziano i nostri conoscenti, sintravvede la spiaggia ben pettinata e
lacqua eguale di un mare accondiscente e complice.
Tre giovinette, non pi
fanciulle e non ancora signorine, in costume da bagno o senza, dicono le
sciocchezze che seguono.
Poco distante siede
Valentina. Un po legge e un po ascolta.
PRIMA
GIOVINETTA Io mi sposer in ottobre. E voglio camere separate. Sono
unidealista e desidero la mia indipendenza.
TERZA GIOVINETTA Io non discuto se lidealismo vada perso dormendo insieme,
ma, per mio conto, quando si vuol bene a un uomo, si desidera stargli vicino il
pi possibile. E tanto pi alla notte.
PRIMA GIOVINETTA Io sono sportiva e condivido il tuo parere.
TERZA GIOVINETTA Ho timore che lidealismo sia nemico del matrimonio.
SECONDA GIOVINETTA Basta, per piacere, questi discorsi intelligenti mi
stancano.
Tacciono un momento, si allungano sulle loro sedie a sdraio e bevono delle bibite.
TERZA
GIOVINETTA Che effetto fa sapere che si sar per sempre la donna di un solo
uomo?
SECONDA GIOVINETTA Un ottimo effetto.
PRIMA GIOVINETTA Tutte le volte che fui fidanzata, mi son sentita, pressa
poco come un posto in treno occupato da un cappello. Tutti mettono la testa
nello scompartimento, lo guardano, lo desiderano e nessuno ci si mette a
sedere.
TERZA GIOVINETTA Uhm... Finch non si fidanzate si provano sensazioni anche
pi conturbarti. Si guarda a tutti i giovanotti robusti e che hanno una buona
posizione come a dei possibili mariti, e non si sa mai quale di essi figurarsi
quando ci si immagina di trovarsi fra le loro braccia. Ci si sente la donna di
tutti.
SECONDA GIOVINETTA immorale.
PRIMA GIOVINETTA Io trovo che piacevole.
VALENTINA (che ora,
appoggiata alla balaustra, osserva la spiaggia) Laggi ci sono
cinque uomini, quattro distesi sulla sabbia e uno, vestito, che passeggia.
Nulla vieta alle vostre fantasie il gioco di sceglierne uno.
TERZA GIOVINETTA (sottovoce
alla seconda) Chi ?
SECONDA GIOVINETTA arrivata ieri?
VALENTINA Niente come la vita di spiaggia favorisce la scoperta delle
simpatie fisiche. Solo visto nudo un uomo appare compiutamente quello che .
PRIMA GIOVINETTA (avvicinandosi)
Devo aver giusto letto da qualche parte che ci fu un filosofo il quale invit
seriamente i membri del parlamento a tenere le loro sedute nudi, in modo da
farsi conoscere veramente per quello che sono.
Ora anche le altre due si sono alzate e guardano.
VALENTINA (cingendo col braccio il busto di
una delle giovinette) Tu, quale sceglieresti?
TERZA GIOVINETTA (intimidita)
Io...
PRIMA GIOVINETTA Io, tutti.
TERZA GIOVINETTA Guarda, quello di ieri. L, in mutandine grigio perla.
PRIMA GIOVINETTA Se non riesco a ballare con lui stasera, mi faccio venire le
convulsioni.
TERZA GIOVINETTA Forse un medico?
PRIMA GIOVINETTA Non so. Magari.
VALENTINA Bisogna che io faccia in modo di evitarti le convulsioni.
PRIMA GIOVINETTA Lo conoscete, signora?
VALENTINA Un po, almeno di fama. In tutto il suo essere esiste come un accordo
naturale, un richiamo elementare che lascia prive di resistenza.
PRIMA GIOVINETTA Deve dipendere dal suo modo di guardare. Si direbbe che i
suoi occhi abbiano le mani.
VALENTINA Del resto non c soltanto il ballo per poterlo conoscere. Egli
anche un eccellente nuotatore.
PRIMA GIOVINETTA Ma io so gi nuotare molto bene.
VALENTINA La capacit di nuotare mica la si porta scritta in faccia. Ora
conosci il compagno del tuo sogno di stanotte.
PRIMA GIOVINETTA Gi fatto. La notte scorsa. Un sogno stupendo.
SECONDA GIOVINETTA In tal caso, era certamente un sogno indecente.
VALENTINA E te, non piacerebbe anche a te sognare di lui?
TERZA GIOVINETTA Se lo sogna gi lei non posso assolutamente sognarlo io. Mi
sembrerebbe che mi tradisse con lei e non farei che patirci. Che te ne pare
quello che sta scendendo in mare?
PRIMA GIOVINETTA Uhm, mi pare soddisfacente anche lui.
SECONDA GIOVINETTA Quello il mio fidanzato. Vi proibisco di sceglierlo. (E grida) Claudio,
Claudio. (Correndo a
raggiungerlo)
VALENTINA Ora si tuffa. Voi non avete ancora fatto il vostro bagno?
TERZA GIOVINETTA Hai visto che stile? Il mio, invece ancora l che tenta il
mare coi piedi in molle. Ed anche fidanzato per giunta.
PRIMA GIOVINETTA Io anticipo il bagno. Riverisco signora. E... grazie. (Via di corsa)
TERZA GIOVINETTA presto. Aspettami.
E la segue. Valentina, sola, al suo posto di osservazione. Poi Leo che siede in silenzio.
VALENTINA
Leo. Solo, vestito e calzato, sulla spiaggia alle dieci del mattino?
LEO Meno male che ti sei accorta anche di me.
VALENTINA Non credi che io pensi a te?
LEO Credo che tu faccia di tutto per nascondere agli altri la tua infelicit.
VALENTINA Questo, Leo? (E
torna a guardare verso il mare)
LEO Non puoi staccare gli occhi di l. Si direbbe che ti diverte assistere
alle imprese amorose di tuo marito.
VALENTINA Sta insegnando a nuotare a una giovinetta, scommetto.
LEO La quale, probabilmente, sa nuotare meglio di me e di te.
VALENTINA Che ne sappiamo noi? (Ora
viene avanti e gli siede vicino) cos ricco di vita. Sembra che
ogni slancio fisico si sia raccolto in lui.
LEO E tanto ti basta a giustificarlo?
VALENTINA Voglio dire che egli sempre innocente in tutto quello che fa.
LEO Credi di ingannare anche me?
VALENTINA Ricordati il consiglio del vecchio Feliciano: sta in guardia dalla
fantasia, Leo.
LEO Ti illudi che non si venga a sapere, che si ignori la sua vita?
VALENTINA Si trova dunque che io sia da compatire?
LEO Per me sei da ammirare. Nessuno avrebbe sospettato che lorgoglio ti
potesse dare tanta forza danimo. Devi soffrire molto, Valentina. (Essa ride del suo riso ambiguo e
silenzioso) Perch lhai sposato?
VALENTINA Non c uno, di tutti coloro che credono di aver sufficente
familiarit per essere indiscreti, che non me lo chieda. Siete tutti, in fondo,
un po invidiosi di lui. Anche tu, Leo.
LEO E di chi sarei invidioso? Del nulla.
VALENTINA Ora offendi anche me.
LEO Io offendere te, Valentina? Devi dimenticare ci che tu rappresenti per
me per crederlo. Non mi so rassegnare che a un uomo simile sia toccata una
donna come te togliendola a chi non avrebbe chiesto se non di restarle in
ginocchio davanti. Ecco tutto.
VALENTINA Te, lo so. una posizione scomoda. Leo. E poi... Il tuo errore
di esserti fatto di me unidea sbagliata. Ma gi tu sei luomo dellassoluto.
LEO A questo punto. Unimprovvisa vocazione al sacrificio e alla umiliazione.
Tu. Votata alleroismo.
VALENTINA Sono troppo sensibile per poter essere eroica.
LEO Non cercare di ripararti dietro alla solita falsa maschera del cinismo.
La credi la tua forza e non che la tua debolezza. Tu sei anche buona e
semplice, Valentina, io lo so bene. Certi ricordi non si cancellano. Rammenti?
Volevi sempre conoscere perch io fossi cos timido e malinconico. E non ti
accorgevi quanto fossi povero.
VALENTINA (come
compiaciuta di un nuovo gioco patetico) Venivo a cercarti
alluscita delluniversit: parliamo un po della tua timidezza, Leo...
LEO E si andava, insieme, nel crepuscolo velato di nebbia che ci isolava dal
mondo; io e te, nel primo autunno della vecchia citt arcigna. Parlavi sempre
tu. Eri cos indiscreta. Volevi sapere certe cose... Ti piaceva interrogarmi e
farmi arrossire.
VALENTINA Avevi il cuore morbido e profondo di una fanciulla. Un peccato
bianco... Mi piaceva una tua poesia di allora.
LEO Vedi che ricordi?
VALENTINA Immaginavi che, in qualche parte della citt, ci dovesse essere la
prima foglia dellautunno che cade. Mi pare di sentirti: la terra calda, gli
alberi ancora verdi, ma in aria qualcosa di nuovo. E da un albero una foglia si
stacca. La prima (appena
un poco sorridente) la fine dellestate, il principio dellautunno:
un attimo. E avresti voluto scoprirla.
LEO Nemmeno tu hai dimenticato. Fra noi esistono cento segreti come questo.
VALENTINA La mia mutevolezza. Chiss... mimetismo che mi fa essere semplice e
buona al tuo contatto.
LEO Frasi.
VALENTINA Potresti giurare che tutto il tuo affetto per me e il tuo rancore
contro Gianni non nascondano il desiderio di coricarti con me?
LEO Ebbene, s, anche questo. Nel mio amore trova posto anche questo senza
che esso ne risulti diminuito.
VALENTINA Perch diminuito da questo? Anche questo soltanto pu essere
lamore.
Un silenzio. Leo le prende una mano e gliela bacia nella palma.
VALENTINA (leggermente materna, sapendo di
esserlo) Non possibile, Leo.
LEO Forse il contegno di tuo marito non te ne d il diritto?
VALENTINA Qualche volta il diritto soltanto il permesso che la gente ci
concede per fare ci che non ci interessa, appunto perch non ci interessa.
Come ti debbo dire, lho scelto, lho sposato, gli voglio bene e non posso.
LEO Non vero, sarebbe mostruoso.
VALENTINA Pu darsi che io abbia la vocazione della moglie onesta. A qualche
rara donna capita. Scusami, Leo.
Rimangono silenziosi piuttosto a lungo.
Sai che mi
piaccio cos?
LEO Cos, come?
VALENTINA Come tu mi hai costruita. Umiliata ed offesa.
LEO Valentina...
VALENTINA Ma appunto, per questo impossibile. Rimaniamo i due buoni amici
che siamo sempre stati. Tu dici che fra noi esiste il segreto della mia bont e
della mia semplicit. Conserviamo quello; forse, a mia insaputa, la cosa
migliore che io ti posso aver dato. Tu sei lantidongiovanni e per te voglio
essere cos: la donna del sacrificio e del dolore. E per restare cos tu devi
rinunciare ad avermi. Non c via duscita. (Resta
un poco ritta a guardarlo poi torna a volgersi verso la spiaggia).
LEO La verit che tu non mi ami.
comparso Feliciano.
FELICIANO (a Leo) Un ottimo
lavoro. Lho letto stanotte. Puoi essere orgoglioso di pubblicarlo.
LEO (senza entusiasmo)
Grazie, professore.
FELICIANO ... Forse un po troppo imbevuto del solito idealismo. Ma tu sei
fatto cos.
LEO Cambiamo discorso, se non vi dispiace. A Valentina non interessa questo
argomento.
VALENTINA (sinceramente)
Perch? Sono lieta che tu ti faccia onore. Se sei riuscito a soddisfare
lincontentabile Feliciano vuol dire che la cattedra non lontana. molto
bello tutto questo.
LEO Gi. molto bello.
FELICIANO Credo anchio che sia meglio mutar discorso. Forse tu hai commesso
un errore, figliolo, venendo a trascorrere le tue vacanze qui.
LEO Il solito idealismo.
la volta di Giovanni, il quale nella intenzione dellautore, dovrebbe possibilmente comparire in mutandine da bagno, al pi con un accappatoio gettato sulle spalle.
VALENTINA
Caro...
GIOVANNI Io farei volentieri un supplemento di colazione o un anticipo di
pranzo.
VALENTINA Volevo ben dire. Qua allora, rimasta della frutta. (Lo conduce al tavolino dove era
seduta al principio).
GIOVANNI Tu pensi a tutto. Sei un angelo, Valentina. (Gi con la bocca piena)
Io ho gi fatto unora di mare e due di sole, e scommetto che tu, professore,
sei appena sceso.
FELICIANO Ho fatto anchio tutto ci che dovevo fare. I reumatismi sono un
padrone esigente quanto lo sport.
VALENTINA Feliciano nasconde e gode il suo bagno di sole come un vizio
segreto. Lo fa sulla terrazza della sua camera.
GIOVANNI Solo?
FELICIANO Alla mia et c una decenza estetica che vieta assolutamente di
farsi vedere svestiti.
VALENTINA Voi siete il pudore in persona. Deve esistere una relazione di
contrari fra pudore e moralit.
FELICIANO Si pu mettere in dubbio che, nel corso dei secoli, lumanit sia
diventata pi morale, ma fuori discussione che essa si fatta pi pudica.
Segno che il pudore unalta virt sociale.
GIOVANNI Esso sarebbe dunque una prerogativa della nostra epoca?
FELICIANO La nostra epoca non ha fatto che perfezionarlo. Il pudore stato
inventato quando la prima coppia umana comp un certo atto per innocente
curiosit, e si sent dire dal padrone che era un gravissimo peccato.
bastato questo, naturalmente, per far diventare gustosissima una faccenda
altrimenti di pochissima importanza.
GIOVANNI Non esageriamo. Non ne ha poi molta nemmeno ora. Anzi, mi pare tanto
pi gustosa quanta meno importanza le si d.
FELICIANO La verit che una cosa tanto pi importante quanto pi
raramente la si compie.
GIOVANNI Non ci arrivo.
FELICIANO E a renderla pi rara ci ha pensato proprio il pudore.
GIOVANNI Non farmi ridere.
VALENTINA Rinuncia a seguirlo, caro. E mangia.
GIOVANNI Non senti che parla del pudore come se fossero cresciuti insieme?
VALENTINA Secondo voi, dunque, noi andremmo debitori del pudore ad Eva?
FELICIANO Personalmente propendo per Adamo. Dalla foglia di fico alla camicia
da notte e alla marsina non stata poi che una questione di tempo. Ed oggi, lo
stato naturale delluomo di essere vestito. Oggi luomo si accorge di essere
nudo e non si accorge, come sarebbe naturale, di essere vestito. Ecco la
ragione per la quale io faccio il mio bagno di sole chiuso in camera mia.
GIOVANNI Ci hai messo ad arrivarci.
FELICIANO Vedi, tu, forse, sei uno dei pochi che si sottraggano a questo
istinto artificiale e si sentano perfettamente a loro agio anche spogliati. Tu
sei meno pudico e perci pi morale di tutti noi. (Con malizia, fra pausa e pausa) Nevvero
Valentina?
VALENTINA In tal caso, vado a spogliarmi anchio. Vieni, Leo. Per evitare che
Feliciano ci giudichi immorali, andiamo a fare il bagno.
Via, seguita da Leo silenzioso. Sono rimasti soli Giovanni e Feliciano.
GIOVANNI (senza dare troppa importanza al
discorso ma, in seguito, sempre pi personalmente interessato)
Avr i miei pudori anchio, ma ti dico francamente che non mi va molto a genio
sentirti fare certi discorsi in presenza di Valentina.
FELICIANO Ti scandalizzano forse i miei discorsi?
GIOVANNI Figurati. Personalmente le trovo chiacchiere molto pi innocue di
quanto le possa giudicare tu stesso; ed anche molto meno divertenti di quanto
le trovi mia moglie. Ma non questo che voglio dire. (E sarebbe anche disposto a lasciar
cadere pigramente il discorso).
FELICIANO Sentiamo. Cos che vuoi dire?
GIOVANNI Tu te ne approfitti perch sai che la parola non il mio forte. Io
non sono una persona intelligentissima come voi. Trovo, anzi, che la troppa
intelligenza una cosa estremamente imbarazzante per chi la possiede e finisce
col diventare fastidiosa per gli altri. Come un paio di pantaloni appena
stirati, col continuo pericolo di farci delle pieghe.
FELICIANO Se volevi dir questo, ti sei espresso egregiamente.
GIOVANNI Non volevo dir questo. Volevo dire che non capisco come Valentina si
appassioni a certi discorsi che a me, scusa sai, sembrano inutili e stupidi,
senza cessare, per questo, di apparirmi sconvenienti. S, forse, o pressa
poco; insomma qualche cosa di simile. E tu cerca di capirmi, senn che
vantaggio avrei a sopportare la tua intelligenza?
La conversazione minaccia di arenarsi per la calcolata noncuranza del vecchio.
Ti sei
offeso? Confessa che ti sei offeso.
FELICIANO (con un mezzo
sorriso di compatimento) Ti pare che ci sia da offendersi?
GIOVANNI A me, se mi venissero a dire che nuoto male, per esempio, credo che,
un poco, mi sentirei offeso. Si dice cos tanto per discorrere, del resto, e
per far venire lora di pranzo. Per innegabile che quando parli con me
diventi laconico. Si direbbe proprio che ti occorra la presenza di Valentina
per stimolare la tua immaginazione. Ti sei accorto, come, ascoltandoti, le
luccicano gli occhi? Alza le orecchie come una lepre. Insomma, prendila come ti
pare, ma uno potrebbe esserne anche geloso. Sembra che tra voi esista una
specie di cifrario segreto. (Ora
ridendo) Sai che idea mi viene quando vi vedo insieme? Di due che
si stiano facendo il solletico a distanza.
FELICIANO Tutto considerato tu non hai ancora le idee molto chiare su tua
moglie.
GIOVANNI In verit ho capito meglio tutte le altre donne che ho praticato
anche solo per qualche giorno. Con lei non ce la faccio. A proposito di pudore,
non ti pare che Valentina sia una donna leggermente pi immorale di quanto
sarebbe consentito a una signora perbene?
FELICIANO Valentina una donna un po fantastica, ecco tutto. Non bisogna
prendere alla lettera quello che pu dire e che pu fare. un temperamento
polemico, e in lei c sempre un gran margine di gioco.
GIOVANNI Mah... Tu, Leo, Valentina, siete cos diversi. Tutti quanti. Certo
che in lei c qualche cosa che non va. Per esempio, con lei, la cosa, come
la chiami tu, non procede liscia, come con tutte le altre donne. E posso dire
di avere una certa esperienza in argomento. Ma difficile da spiegare.
FELICIANO Anche su questo argomento ti difficile spiegarti? Insomma, meglio
o peggio?
GIOVANNI Non lo so. Va diversamente. Ti ci fa pensare. Ti intimidisce. Senti
che importante, ecco: questo. In certe situazioni, pi o meno, ogni donna ha
il suo modo o, meglio il suo sentimento, sempre quello, almeno con un dato
uomo. Ti ritrovi con loro a distanza di anni ed come ripercorrere, dopo tanto
tempo, una strada conosciuta. Con lei, invece, non sai mai dove cammini. Mi
stai attento?
FELICIANO Attentissimo.
GIOVANNI Senti che ci d una grandissima importanza e ti accorgi che gliela
d per tuttaltre ragioni. Ecco, forse. E poi non nemmeno questo. Sarebbe il
meno. La sua mancanza di gelosia, per esempio. Io dico, non sar lunica, ma
una prova che una donna ti ama la gelosia. Lei niente. Possibile che una
donna della sua intelligenza non debba avere un sospetto? Valentina piena di
sospetti, dogni genere. Quello mai.
FELICIANO I sospetti di Valentina sono soltanto sospetti intellettuali.
GIOVANNI Lo confesso a te. In questo periodo, lho tradita spesso. Glielo
avessi fatto sotto gli occhi, essa non ci avrebbe fatto maggiormente caso. Io
non riesco ad immaginare ci che accadrebbe quando non potesse non
accorgersene. Sar combinazione, sar fiducia, sar cecit, ma non mi sono mai
trovato fra i piedi tante donne... accondiscendenti, come da quando sono
ammogliato (Feliciano ride
silenziosamente di una segreta scoperta). Ridi?
FELICIANO Diventi complicato anche tu?
GIOVANNI Te lo giuro: sposandomi, mi ero proposto di farla fi-nita con tutte
queste storie, di un mese, di una setti-mana, di una notte. Io amo e rispetto
Valentina. Bene, lo credi? Non mi stato possibile.
FELICIANO Non ti sembra di esagerare un po?
GIOVANNI Mah ! Lo riconosco, io non valgo ci che vale Valentina. Che poteva
portare in dono, nel matrimonio, un uomo come me? La fedelt. Ma con lei, ti
assicuro, un dono che provo quasi vergogna ad offrirglielo.
FELICIANO (sincero)
Sei un onestuomo, Giovanni, e potrai essere un ottimo marito.
GIOVANNI Sono niente, sono. Almeno mi permettesse di esserle fedele. (E, di seguito, addenta una mela
affondandovi direttamente i denti, buccia e tutto) Ne vuoi?
Feliciano fa di no con la testa.
Questa che
arriva, per esempio non sarebbe venuta qui senza la insistenza di Valentina.
FELICIANO (alzandosi per
andare) In tal caso, meglio che io vada a farmi la solita
passeggiata prima di pranzo.
GIOVANNI Se mi lasci solo sei un pessimo amico.
FELICIANO Senza quattro passi prima di mettermi a tavola, resto di malumore
per tutta la giornata. Sono schiavo delle abitudini.
Feliciano scompare da est e Dirce compare da ovest.
DIRCE
Anche con le minorenni ti metti ora?
GIOVANNI Prima di usare una cortesia a una donna, credi che sia prescritto
chiederle il certificato di nascita?
DIRCE Non credo niente. So.
GIOVANNI Saprai, quindi, che ho cercato di insegnare a nuotare a una
diciottenne.
DIRCE La quale, non pi tardi di otto giorni fa, ha vinto una gara di nuoto.
GIOVANNI Oh guarda.
DIRCE E tu non te ne eri accorto.
GIOVANNI Mia moglie che mia moglie, e che ne avrebbe il diritto e anche il
dovere, non trova nulla da ridirci e tu vuoi proprio fare una delle tue solite
scene.
DIRCE Tua moglie. Io ho un diverso temperamento. Vorrei dirne una enorme.
GIOVANNI La dirai, Dirce. Non passeranno due minuti e la dirai. Tu non sei
donna da rinunciare alloccasione di far venire la voglia di prenderti a
schiaffi.
DIRCE Disgusto. la parola. Di te e di lei. Ma forse per lei prima
compassione che disgusto. Chiss in che modo lhai costretta a una cosa simile.
GIOVANNI Lascia fuori Valentina dalle nostre porcheriole, se non ti dispiace.
DIRCE Straordinario. Tu non sai niente, nevvero? Ebbene ti do io la bella notizia.
Domani ti arriva qui la Drei.
GIOVANNI (con falsa
disinvoltura) E con ci? Questa una spiaggia abbastanza
frequentata perch ci si possa incontrare fra conoscenti.
DIRCE Naturalissimo. Tu, Valentina, io, la Drei, tutti riuniti. Insieme,
oltre, sintende ai passatempi locali fuori programma. Un capolavoro. Bisognava
sentirla al telefono: ho promesso a mio marito che ti avrei persuasa a passare
la villeggiatura con noi. Non mi devi dir di no. Naturalmente. Se non ci fosse
un piccolo inconveniente: che Valentina sa tutto. Sa di me e di te, sa di te e
della Drei, perch glielo ho detto io. E ci nonostante, te la invita.
Giovanni non le risponde. Si affaccia alla balaustra e chiama verso la spiaggia.
GIOVANNI
Valentina. S. Risali se non ti dispiace... Non importa. Abbi pazienza.
DIRCE Ah no. La scena del confronto, no. Non sono scesa a tanto. Del resto,
per quello che mi interessa tutto ci, ho gi deciso quel che mi resta da fare.
GIOVANNI Dio volesse, ma non vorr.
DIRCE ...Sono una donna morale io.
E se ne va sdegnata. Giovanni si mette a camminare su e gi, ag-grondato, aspettanto Valentina. Questo il momento pi inopportuno per lapparizione della giovinetta nuotatrice. Nemmeno a farlo apposta, questo che essa sceglie.
PRIMA GIOVINETTA
Pensavo dove vi eravate potuto cacciare. Siete scomparso allimprovviso col
rischio di lasciarmi sola ad affogare.
GIOVANNI Ero certo di evitare il rimorso della vostra morte per annegamento.
PRIMA GIOVINETTA Mio Dio, come si deve comportare una ragazza che desideri
fare la conoscenza di un giovanotto simpatico? Siete in collera?
gi venuta Valentina, e prima di accorgersi della sua presenza, ha gi esclamato ignara.
VALENTINA
Dimmi, caro.
GIOVANNI (fra limpazienza
e la stizza, scegliendo lineducazione) Scusate, signorina. Vi
dispiace di lasciarmi dire due parole a mia moglie?
PRIMA GIOVINETTA (fra lo
stupore e lindignazione, scegliendo la vergogna) Vostra moglie?
Vostra moglie, questa signora? Vi siete burlati di me. Che vergogna. (E sta per andarsene).
GIOVANNI Un momento, piccola.
PRIMA GIOVINETTA Non chiamatemi piccola. Vi detesto. Eravate daccordo. Foste
voi a dirle di decantarmi il vostro sex-appeal, di spingermi a farvi la corte
con la scusa del nuoto; e anche promettermi di farmi ballare con voi. Ridete,
ridete pure di me. (E via
frenando a stento le lagrime).
VALENTINA Sciocca.
Giovanni cade sbalordito a sedere prima di imbarcarsi in un dialogo stravagante il quale pur essendo serissimo per tutti e due, non riesce a trovare il tono della seriet.
GIOVANNI
E adesso?
VALENTINA Una burla innocente, una lezione alla vanit di una ragazzina in
fregola.
GIOVANNI Gi, e anche la Drei, qui, domani, una burla?
VALENTINA Caro, ma...
GIOVANNI So. Gi informato. E altro so.
VALENTINA Allora...
GIOVANNI Scherzi, tutti scherzi.
VALENTINA Se vuoi.
GIOVANNI La Drei che mi hai fatto conoscere tu.
VALENTINA Appunto caro.
GIOVANNI Non dirmi caro... Che hai chiamata qui tu...
VALENTINA vero.
GIOVANNI Che hai invitata a raggiungerci a nome mio.
VALENTINA naturale. Elementare...
GIOVANNI Che la mia amante.
VALENTINA Nooo...
GIOVANNI S, s. Niente di pi sicuro.
VALENTINA (sempre fra la
temerariet e la cautela) Se me lo assicuri tu, caro.
GIOVANNI E che tu sai che la mia amante.
VALENTINA Cos cos. Congetturo.
GIOVANNI E, probabilmente, sai di tutte le altre.
VALENTINA Vagamente.
GIOVANNI Perch ce ne sono anche altre. Molte altre.
VALENTINA Oh, molte...
GIOVANNI Troppe. In ogni caso, troppe.
VALENTINA Non esagerare ora.
GIOVANNI E probabilmente tutte scelte da te. Volute da te.
VALENTINA Non ci deve essere una donna che non desideri il mio Gianni.
GIOVANNI Non tenti nemmeno di negare, di giustificarti.
VALENTINA Come vedi.
GIOVANNI Sai come si chiama questo mestiere?
VALENTINA Dimmelo.
Invece di dirglielo, il povero giovine ormai fuori di s, le lascia andare un ceffone. Essa si accarezza la guancia percossa e, senza tralasciare il tono di provocante placidit.
Mhai proprio picchiata, Gianni. E cos non mhai detto come si chiama questo mestiere.
Ora Giovanni va cedendo a una specie di rabbioso smarrimento.
GIOVANNI Ma peggio di tutto. Ma chi sei tu? Cuore, coscienza, moralit? Come sei fatta? Cosa senti? Ebbene no, non nemmeno questo. Non ancora tempo di questo. Ci viene dopo. Tutto passa in seconda linea: lenormit della scoperta, lindignazione, il ridicolo passano in seconda linea di fronte allo sbalordimento.
comparso Feliciano.
Qui, anche
tu. Cos non mi sembrer di sognare.
VALENTINA (subito, di
scatto) Zitto voi, Feliciano. Per favore. Ascoltate soltanto.
Il vecchio fa un gesto remissivo, siede e rimane silenzioso.
GIOVANNI (verso il nuovo arrivato)
Tutto vero. Quelle impressioni. Esatte. Oltre limmaginabile. La fedelt, la
mia fedelt. Non solo mia moglie sarebbe a conoscenza che io la tradivo, ma
favorirebbe i miei tradimenti. Pare che sia lei a procurarmi le occasioni. E
pare che ci goda. Che ne dici Feliciano? Tu che la comprendi, che ne dici?
FELICIANO (collevidente
proposito di svalutare la disputa) Io ho la proibizione di
parlare, ma credo che di solito, i ma-riti si arrabbino per il contrario.
GIOVANNI Il matrimonio io lo credevo una cosa seria. Finita la vita di prima.
Partita chiusa. Mettermi con lei e basta. (Commosso)
Io sono un uomo onesto, Feliciano. Non volevo pi avere vergogna di me. Ed ora
devo aver vergogna di mia moglie. A causa mia, vergogna di lei. Anzi,
viceversa. Oh...!!
VALENTINA (sincera)
Ma io ti amo, Gianni.
GIOVANNI Me ne dai la prova.
VALENTINA Ti amo perch sei cos. Come tho scelto.
GIOVANNI Perch non mi racconti che lhai fatto per ingelosirmi con la tua
mancanza di gelosia? una vecchia sciocchezza che si ascolta qualche volta
nelle cattive commedie.
VALENTINA Devi trovare tu una ragione.
GIOVANNI (che non connette
pi) Feliciano! Vuol fare il gioco degli indovinelli. In questo
momento, il gioco degli indovinelli.
VALENTINA (seria, senza
cessare di essere assurda) Perch hai cos poca fantasia?
Provati, Gianni, sforzati.
GIOVANNI Qui se uno non si mette a piangere dalla rabbia, deve mettersi a
piangere dalla curiosit. Le ho dato perfino uno schiaffo. Niente. Ma una
ragione, perdio.
VALENTINA Cento ragioni.
GIOVANNI Una, una.
VALENTINA Per esempio, per potermi chiudere nella cornice della grande
sacrificata.
GIOVANNI Ah?...S, s...
VALENTINA Per potermi liberare elegantemente di te.
GIOVANNI Meglio, meglio. Avanti.
VALENTINA Per acquistarmi tranquillamente il diritto di prendermi unamante.
Scegli.
GIOVANNI Era molto meno immorale che te lo fossi preso e basta.
VALENTINA Ma Valentina non s preso un amante.
GIOVANNI Purtroppo. Sono costretto a dire purtroppo. Almeno questo pu
accadere in ogni famiglia perbene. Si sa come comportarsi.
FELICIANO Soprattutto, cosa dire.
VALENTINA Voi dovete solo ascoltare, Feliciano. Caso mai avrebbe potuto
significare il diritto di potermelo prendere. diverso. Un credito tutto
morale, una cambiale in bianco da tenere nel cassetto.
GIOVANNI Un credito morale. Uhh... cos un credito morale?
FELICIANO Mi permettete una parola figlioli?
GIOVANNI S.
VALENTINA No.
GIOVANNI E questo dovrebbe essere un discorso serio.
VALENTINA Ma certo che un discorso serio.
FELICIANO Nonostante tutto, pare, anche a me, un discorso serio. Ma uno di
quei discorsi seri che non riescono a trovare il tono della seriet. In ogni
modo, un discorso serio che non si pu fare in costume da bagno.
GIOVANNI (gridando in
cerca di seriet) Hai un amante? Vuoi un amante? Dillo.
VALENTINA Non ho, n voglio un amante.
GIOVANNI Non ci pu essere che ununica ragione: che tu sei malata,
irresponsabile: una pervertita degna di compassione.
VALENTINA Questo, magari questo. Purch tu giunga finalmente a pensare
qualche cosa di non convenzionale. Un volo di fantasia, Gianni.
GIOVANNI Non penso niente, non fantastico niente. Voglio solo sapere perch.
VALENTINA Forse non lo so bene nemmeno io. So soltanto che mi accade con te,
che non mi pu accadere che con te, che perch ti amo. Per te, per te. Oh
Gianni, comprendimi.
GIOVANNI Coi matti io non me la faccio; sono ben piantato sulla terra, io.
Ci che mi pare fin troppo evidente, e mi carica di ridicolo prima che di
disgusto, che tu ti sei assunta il compito di procurarmi delle donne. (Verso il vecchio) A me.
A suo marito. Una moglie a suo marito. Per amore, dice. Rinuncio a capire. Ti
piacciono le frasi da commedia? Ti risponder con una frase da commedia. Non
occorre che ti disturbi. Ti esonero dalla fatica: le mie avventure sono
benissimo capace di trovarmele da solo.
FELICIANO E dopo una battuta simile, il protagonista di qualsiasi commedia
deve assolutamente uscire di scena e rimandare allatto successivo ogni
decisione.
GIOVANNI E infatti ci che faccio. E va allinferno anche tu. (Che pu fare se non andarsene
davvero? E se ne va)
VALENTINA Non ha compreso.
FELICIANO Valentina, Valentina...
VALENTINA Povero caro. Le cose pi grandi di lui.
FELICIANO Ed ora?
VALENTINA Indignato?
FELICIANO E che centra? Ma preoccupato, s. Tu non hai mai saputo afferrare
il momento in cui il gioco deve cessare.
VALENTINA Solo al patto che stia al mio gioco, egli pu avere valore per me.
Se egli non sta al gioco non mi coster granch perderlo. E poi, chiss qual
il mio vero gioco? Credete di saperlo voi Feliciano?
FELICIANO Quale, ha poca importanza. Giovanni un uomo per bene, assai pi
pulito e perbene di quanto tu credevi, o speravi. ci che conta. E,
probabilmente, proprio questo a cui tu non ti puoi rassegnare. meno
difficile rendere normale chi perverso che rendere perverso chi normale. Ha
detto malata. Bada. Per quella sua invidiabile facolt di ridurre tutto
semplice e naturale, una parola che pu schiacciarti.
VALENTINA anche il vostro giudizio, codesto?
FELICIANO Oh, io... non ci sono solo io a questo mondo.
VALENTINA Sciagurato colui per il quale arriva il giorno dello scandalo. Ma
necessario che il giorno dello scandalo arrivi.
FELICIANO questione di sapere se si hanno le spalle abbastanza forti per
sostenerlo.
Compare Leo e si ferma sul limitare della terrazza.
LEO (non
privo di una crudele soddisfazione) Tuo marito s fatto spedire i bagagli.
Pare che ti pianti.
VALENTINA (allargando le
braccia) sano.
FELICIANO Come hai detto?
VALENTINA sano, irrimediabilmente sano.
ATTO TERZO
Je suis de mon coeur le vampir...
Charles Baudelaire
Nella casa di Giovanni e Valentina. La stessa stanza. Squilla il campanello e la cameriera Jole, coi capelli pettinati come le consigli la sua padrona in primavera, attraversa il salotto per andare ad aprire e ritornare subito seguendo Dirce.
DIRCE
Pu tardare molto?
JOLE Che debbo dire, signora? Secondo ogni buona regola dovrebbe essere gi
ritornata. Due ore fa venuto a prenderla il signor Leo e sono usciti insieme.
DIRCE Viene spesso il signor Leo?
JOLE Vanno in cerca di foglie. Anzi di una certa foglia.
DIRCE Di...?
JOLE Foglie. Da una settimana escono insieme. Tutti i giorni, per la foglia.
Ma pare che, finora, non siano riusciti a trovare quella che cercano. Allora si
accontentano della nebbia.
DIRCE Dunque, il signor Leo qui tutti i giorni?
JOLE Quasi, dacch la signora tornata dalle ferie.
DIRCE (contrariata)
Ah.
JOLE Disapprovo anchio, signora.
DIRCE (senza avere il
coraggio di formulare la domanda) E... gi dimenticato?
JOLE Lei vuole chiedermi del signor Giovanni. Capisco e condivido. Nulla,
ancora nulla. Sono due mesi che ci ha lasciate e ancora nessuna notizia. La
signora dice che torner. Ma intanto non si fa nulla per rimediare alla
situazione.
Altro colpo di campanello.
Questo era
il signor Feliciano. il suo giorno.
DIRCE Quel vecchio mandolino.
JOLE Ho il sospetto che siano tutti nemici del signor Giovanni.
DIRCE seccante.
JOLE Aspetti di l, cos potr parlare con la signora appena torna. E le dica
per piacere che gli scriva, che lo cerchi, che faccia qualche cosa. Le pare che
il signor Giovanni sia un uomo da lasciare perdere cos? E che non pensi alle
foglie e alla nebbia.
Fa entrare Dirce nella camera accanto e va ad aprire luscio. Vengono Valentina e Leo.
VALENTINA
Grazie, Leo. Mi sarebbe piaciuto che ti fermassi a cena con me, ma oggi il
gioved di Feliciano e non posso venire meno alla tradizione.
LEO Preferisco cos: rimanere con limmagine delle nostre rinnovate
passeggiate autunnali. Ora che per me sei tornata quella di prima, mi piace
poco accumulare ricordi di te nella tua casa.
VALENTINA Leo, eravamo rimasti daccordo di non parlare mai pi di certi
argomenti.
LEO E non ne ho parlato.
VALENTINA Oh, pi che se tu ne avessi parlato.
LEO Se tu almeno non abitassi pi qui... Mi parrebbe che nulla fosse accaduto
e mi basterebbe la tua amicizia, come una volta.
VALENTINA Non ti correggerai mai del tuo sentimentalismo.
LEO Spero di no. Mi sono accorto che la mia felicit non pu essere che di
qualit malinconica. Senza una rinuncia, senza un po di tristezza, o una
sfumatura di rimpianto, o un margine di desiderio, credo che non potrei essere
contento.
VALENTINA Ora, lo sei?
LEO Forse, ora lo sono. Tu hai una ferita da guarire, io ho una rinuncia da
rispettare. Hai ragione. Se rispettarla prima poteva essere un sacrificio
doloroso, ora deve essere un dolce dovere. Tu hai sempre saputo, per istinto,
in ogni occasione, essere colei che devi essere.
VALENTINA (con la solita
ironia, soltanto ingentilitasi negli ultimi tempi) Attento, Leo.
Anche in te si comincia ad avvertire il professore. Un professore fanciullo.
LEO Ora non ti so mia, ma non ti so nemmeno di altri. Dunque, s, sono
contento.
VALENTINA (uno dei suoi
soliti scarti) Non t mai venuto in mente chio possa recitare
una parte?
LEO (sorridendo, quasi
protettivo) Anche questa tua civetteria di svalutarti mi piace.
una tua eleganza. In queste ultime settimane hai ritrovato il tuo tono pi
genuino.
VALENTINA Naturalmente, sinceramente, una parte con te, una con Gianni, una
con Feliciano...
LEO Non qui. Questi sono discorsi ai quali soltanto io ho diritto. I discorsi
dei nostri tramonti autunnali.
VALENTINA (stendendogli la
mano) A domani.
LEO Domani no. Purtroppo ho la lezione.
VALENTINA Uno dei prossimi giorni devi permettermi di venire allUniversit
ad ascoltare una delle tue lezioni. Far mormorare le tue allieve. Esse devono
essere tutte innamorate di te.
LEO Verresti davvero, Valentina?
VALENTINA Sono decisissima a farlo. Feliciano parla molto bene delle tue
lezioni.
LEO Temo che mi ingarbuglier terribilmente.
VALENTINA Ti potr applaudire? Voglio scandalizzare i tuoi allievi, e tu
arrossirai come una fanciulla. So solo io fino a che punto tu sei capace di arrossire.
Ti comincia qui, dietro alle orecchie.
LEO Sono felice, Valentina. Arrivederci.
VALENTINA Buonanotte, caro.
Esce Leo.
Povero Leo.
Entra Dirce.
Dirce. Mi
aspettavi?
DIRCE Passavo. Sono salita poco fa. (Timidamente)
Per sentire...
VALENTINA Niente. Ancora Niente.
DIRCE Davvero? Non mi nascondi qualche cosa?
VALENTINA Davvero. E non ti nascondo nulla.
DIRCE Tu sei ancora in collera con me, Valentina.
VALENTINA (sollecita)
No. Che dici? Non lo sono mai stata. Fosti tu a metterti questidea.
DIRCE Dovresti esserlo. A ragione. La colpa mia. Non dovevo fargli quello
stupido discorso. Dovevo comportarmi come te: sapere e tacere. Con lui non c
altro da fare. Era meglio, e tu avresti trovato il modo di eliminarle, lei e le
altre.
VALENTINA Non darti pensiero, Dirce. Sapevo che, prima o dopo, avresti fatto
ci che hai fatto. Ad essere sincera, forse ci contavo. Che vuoi di pi?
DIRCE Lo vedi? Sei ancora risentita con me. Povero Gianni. Sono carica di
rimorsi...
VALENTINA Ne parli come di un morto, cara.
DIRCE Anche tu, per... Permetti che te lo dica: non hai fatto nulla e non
fai nulla perch ritorni.
VALENTINA Deve tornare spontaneamente.
DIRCE Non capisco questo puntiglio.
VALENTINA ...Altrimenti tutto sarebbe stato vano.
DIRCE E, intanto, tolleri che continui come prima e peggio. Quattro in due
mesi. Anche una del variet. E quelle che non si conoscono. Lo fa per dispetto.
VALENTINA Sar una spesa farlo sorvegliare cos.
DIRCE (sinceramente)
Lo faccio soprattutto per te. Per riparare in qualche modo. Ho anche questo
tormento.
VALENTINA vero. Scusami.
DIRCE Sei dunque decisa a non essere tu a rompere il ghiaccio?
VALENTINA Decisa. Ma torner. Doveva essere tutto cos. Era necessario. Anche
una del variet, hai detto? Canta?
DIRCE No, balla.
VALENTINA Sono certa che torner.
DIRCE Sei sincera? O ti comporti cos perch non te ne importa pi nulla?
VALENTINA Noi siamo condannate a ripetere sempre il medesimo discorso. Come
puoi pensare che non me ne importi pi nulla?
DIRCE Pensavo. Francamente, fra te e Leo?...
VALENTINA Ma Dirce. Sono una moglie fedele io.
DIRCE Mi levi una spina dal cuore. Sarebbe stato molto brutto da parte tua. E
io avrei un rimorso in pi.
VALENTINA Fra tutti questi rimorsi deve essere piuttosto difficile la tua
vita.
DIRCE Ha ragione mio marito quando dice che sono eccessivamente sensibile.
Entra Jole.
JOLE
giunto il signor Feliciano.
VALENTINA Subito.
Via Jole.
DIRCE Io
vado. E se...
VALENTINA Ma certo. Ti telefono.
DIRCE Lo amo, Valentina.
VALENTINA Anchio, cara. Conta su me.
Si baciano.
DIRCE (tornando sui suoi passi)
Anche la cameriera, vero?
VALENTINA Eh, temo di s.
DIRCE E la tieni in casa?
VALENTINA (accompagnandola
fuori) Che vuoi?... C tanta difficolt a trovare la servit al
giorno doggi.
DIRCE Avessi anchio il tuo temperamento!...
VALENTINA (perdendosi
oltre luscio) Chiss, col tempo... (E riappare subito dopo, accompagnando Feliciano) Venite,
Feliciano. Venite. Non pensate di diseredarmi se non vedete ancora il vostro
solito viatico. Ora Jole provveder. Questa sera, anzi, vi far compagnia.
Cener coi vostri dolci.
Suona per la cameriera. Feliciano si avvicinato a un vaso colmo di violette.
Di Leo.
il suo saluto ogni mattina. Caro Leo, ha delle delicatezze che non avrebbe una
donna.
FELICIANO Non rovinarmi anche Leo. Non te lo perdonerei.
VALENTINA Oh, con Leo tutto cos casto...
FELICIANO Appunto per questo.
VALENTINA Egli ha la facolt di far diventare tutto puro intorno a s.
luomo del bianco, e, al suo contatto tutto si smacchia. Non mi stupirei se un
giorno gli spuntassero le ali.
FELICIANO E questo da temere da parte tua: la tentazione di violare un
angelo.
VALENTINA Impossibile. Leo si potrebbe violare soltanto nellanima. E la sua
anima spalancata. Noto che avete suggerito voi la parola: violare Leo (Ride). Forse non a
caso.
FELICIANO A Leo si pu fare pi male che ad altri.
VALENTINA Vi sbagliate. Proprio la sua ingenuit e la sua bont sono la sua
difesa. Tanto ingegno e tutto si infrange contro il suo candore. Con Leo anche
il fallimento diviene dolce. Egli rende tutto trasparente e leggero. Una
pulizia. Un riposo.
FELICIANO So come vanno a finire simili esperienze. A soccombere sempre il
pi debole.
VALENTINA Vi ostinate a giudicare Leo un debole. Leo inattaccabile.
FELICIANO proprio il gioco della purezza quello che spesso costa pi caro.
VALENTINA (sollevando il
mazzo delle violette ed affondandovi il viso) Leo regala soltanto
fiori, e quasi solo violette, mughetti, gigli. Gianni, invece, regala quasi
sempre indumenti intimi. Uno dei suoi primi doni fu di dodici paia di calze. E
una volta mi regal anche un reggipetto; magnifico, per la verit, da vero
intenditore. Voi regalate libri, quei terribili libri.
Entra Jole trascinando il solito tavolino apparecchiato per due. Lo mette in mezzo alla camera con due sedie allincontro e se ne va.
Non abbiate timore, Feliciano. Non vi defrauder delle vostre chicche. Due pasticcini e una tazza di t basteranno per la mia cena. Qui, luno di fronte allaltro.
Si mettono a sedere. Essa lo serve. Tacciono un po.
Vi ho
gettato anche oggi lesca per parlare un po di Gianni, e anche oggi lavete
lasciata cadere.
FELICIANO Allo stesso modo che tu lasci cadere le mie preoccupazioni per Leo.
VALENTINA Quando siete imbronciato diventate maledettamente uomo civile. Ma
come uomo civile perdete tutto il vostro fascino. Siete tutto da indovinare
voi.
FELICIANO Beh. Tu indovinami e lascia Leo al suo lavoro.
VALENTINA Temete che vi rubi Leo?
FELICIANO Laccento di quel rubi non mi va molto a genio.
VALENTINA Togliamo laccento. E non abbiate timori. Leo un puro.
FELICIANO La tua antitesi.
VALENTINA Dite pure lesperienza contraria delle vostre alchimie
psicologiche. Un tempo voi dovete aver pensato di farci sposare Leo ed io.
FELICIANO Pu darsi. Ora mi pento di quel pensiero.
VALENTINA Bugiardo. Voi dite: la mia antitesi. Sapete bene ci che vi dite,
voi. E infatti, per quanto possa risalire lungo la mia memoria, non riesco a
ricordare di essere stata mai pura. Non nel senso corrente, fisico, ed anche
sociale, ch anzi, in quello... perfino una specie di frigidit, ma nel senso
del sentimento e dellimmaginazione. Orge dellimmaginazione, Feliciano.
FELICIANO E, di conseguenza, delusione della realt.
VALENTINA E qui siamo di nuovo a Gianni.
FELICIANO La realt, questa realt che ti eri scelta ti ha dunque deluso?
Tuttavia tu non hai mai tradito tuo marito.
VALENTINA Oh s, Feliciano.
FELICIANO Eh?...
VALENTINA State attento. Vi va di traverso.
FELICIANO E con chi?
VALENTINA Indiscreto. Ma con voi, Feliciano. Sempre con voi. Devo, per caso,
ricordare io a voi che esiste anche questo genere di tradimenti? I pi
profondi, forse. Credo che, senza rendersene ben conto, labbia intuito persino
Gianni. Voi esercitate su di me non so quale possesso psichico. Fra noi esiste,
da sempre, una segreta, indefinibile e colpevole servit reciproca. Voi sapete
benissimo che io tradir sempre, chiunque, con voi, a questo modo, per forza.
Ancor prima di me, prima del mio matrimonio, voi dovevate esserne a conoscenza,
meglio, dovevate contare su ci.
FELICIANO Le solite fantasie.
VALENTINA Le nostre fantasie, di entrambi. Fin dalladolescenza voi mi avete
legata a voi. A tutti potrei rinunciare, forse a Gianni stesso. Non a voi. Voi
siete la mia malattia.
FELICIANO Meno male che, una volta tanto, scherzando, rientri in te.
VALENTINA Foste il campo di tutte le mie esperienze fantastiche. Padre,
amico, amante, marito. Singolarmente e tutte queste cose insieme.
FELICIANO Indecente.
VALENTINA A quindici anni sono stata innamorata di voi nel modo normalmente
anormale delle ragazze di collegio a quellet. Fantasticavo che voi aveste abbandonato
famiglia e figli per fuggire con me. Mi figuravo una donna crudele e perversa
che vi esasperava negandovisi e vi abbandonava alla disperazione, dopo avervi
ridotto sul lastrico. Allora sognavo di raccogliervi, solo, vecchio e malato e
curarvi sottomessa come una figlia. Deve essere stato proprio per questo che
non sono mai riuscita a darvi del tu. Puntualizzata su voi, Feliciano: per
sempre. Devo avervelo gi detto: tra Gianni libertino e voi casto, il vero don
Giovanni siete voi.
FELICIANO Beh, sai, se tutti i tuoi tradimenti finiscono qui...
VALENTINA E c anche Leo. S, forse anche Leo. Altro tradimento bianco. Con
la natura femminea di Leo, si pu godere il proprio peccato solo da donna
rigidamente onesta. Senza rubarvela. Allora le intimit, i discorsi, le parole
stesse, anche le pi innocenti, acquistano delle audacie insospettate, capaci
di inoltrarsi oltre il desiderio stesso del peccato. Intimit, discorsi e
parole che bastano, pi tardi, nel piacere dei ricordi e dei rimorsi, a celebrare
la memoria di una colpa che non fu commessa.
FELICIANO Sempre il piacere, il tuo bisogno di pervertire tutto.
VALENTINA E poi, c Giovanni.
FELICIANO La tua terza avventura psicologica.
VALENTINA Voi lo spirito, Leo il sentimento. E Giovanni, ve lo ammetto,
prevalentemente il fisico. Far convergere in lui queste tre esperienze. Un
difficile problema, no?
FELICIANO Altroch. Lavventura totale. Il tuo capolavoro, oppure il tuo
fallimento: luomo da complicare.
VALENTINA Voi sapete come sono, questi don Giovanni.
FELICIANO So, so. Legati alla specie, non ancora allindividuo. Tutte le
donne, non ancora la donna... Privi di una profonda esperienza... Il gradino
inferiore... La sintassi elementare: so a memoria. E, in senso generale, puoi
anche avere ragione. Tanto pi per questo, assurdo ci che hai fatto, o
favorito, o tollerato. Se non riuscito a sollevarsi sulla specie finora,
dovrebbe riuscirci adesso, persistendo come e peggio di prima, colla sola
differenza che tu te neri assunta lorganizzazione?
VALENTINA Essere per lui un termine di confronto, un perpetuo paragone dal
quale uscire sempre vittoriosa. Cercate di capirmi. Che me ne farei essendo
solo io? Non dovete dimenticare che Gianni, quel Gianni, quale era, che io
ho voluto avere, e che voglio avere e conservare, per marito. Lammirazione, il
turbamento, il desiderio, il piacere, linvidia femminile che egli desta. Il
mio amore pu consistere soltanto nella prova continua di possedere questuomo
cos comera. Essere la moglie, essere lunica non conterebbe nulla. Lunica
fra le altre, sopra le altre, ecco ci che importa.
FELICIANO Mi si legano i denti a doverti seguire in ragionamenti dove tutto
risulta contorto e capovolto.
VALENTINA Ora anche voi direte: la gelosia. Per quanto intelligente e
spregiudicato uno sia, non pu evitare di cadere l. Gianni stesso, in fondo
non sembrato colpito che da questo. Ma di chi sarei gelosa? Finch sono tutte
le donne, e per questo dovrebbero essere tutte, io non potr mai essere gelosa.
Ma se lho amato proprio per questo. Io devo essere la prescelta, la prima.
FELICIANO Colei con la quale egli tradisce la specie. Gi, gi...
VALENTINA Precisamente. Vi dir di pi. Con Leo, che impegna tanto meno il
mio sentimento di donna, sento che sarei gelosa; lo sono gi, un poco. E con
voi, con voi ferocemente, se soltanto dovessi dividervi con unaltra. Ma voi
due siete gi fissati su una donna.
FELICIANO Te?
VALENTINA Me.
FELICIANO Voglio ammettere che ci possa essere una certa coerenza nella tua
incoerenza. Ma con tutto ci, non usciamo ancora dal campo delle sensazioni,
della piatta esperienza fisica.
VALENTINA E vi pare poco, vi pare di poca importanza questo?
FELICIANO Ammesso. Semplifichiamo.
VALENTINA Semplificare... Non giusto. Falsa tutto, tradisce la sostanza
evanescente delle emozioni e dei sentimenti.
FELICIANO Voglio dire, , in certo qual modo, anche del suo spirito, del suo
sentimento, del suo pensiero; di lui tutto intero che tu vuoi prendere
possesso; lhai detto tu.
VALENTINA Precisamente.
FELICIANO La solita storia, infine. E ti pare che il prezzo sufficiente ad
acquistare tutto questo possa consistere in un po di ginnastica erotica
indiscriminata?
VALENTINA Alla sua anima mi dovevo attaccare? la sua anima, secondo voi,
che dovevo ricercare? Parlate sul serio, Feliciano? Ma questa la cosa che
egli non poteva assolutamente darmi, poich egli non possiede che unanima da
quattro soldi. Questo, Feliciano, sempre stato sottinteso fra me e voi. Per
non dover correre il pericolo di dover cedere quanto ormai era vostro. E perci
non vi opponeste al mio matrimonio: la vostra rivincita. Le qualit
intellettuali di Gianni. Lasciamo correre. Non accontenterebbero una
dattilografa.
FELICIANO La verit che le qualit maschili che esercitano maggiore
attrattiva su una donna sono sempre le qualit fisiche e, fra esse, quelle
della virilit.
VALENTINA E della sensualit, siamo daccordo, per quante esigenze spirituali
una donna possa avere. Ed giusto: sono le sacrosante ragioni dellistinto.
Lho fatto e lo rifarei.
FELICIANO Una ragazza quale fosse costretta a scegliere fra Ercole ed Apollo,
forse arrossirebbe ma porgerebbe la mano ad Ercole.
VALENTINA Ed ho porto la mano ad Ercole. Non me ne pento. Ma se di Ercole una
donna come me non pu fare a meno, ci non vuol nemmeno dire che le basti. E
voi e Leo ne siete la prova. (Ora
crudelmente morbida) Ma io vorrei, possibilmente, un unico uomo
nella mia vita. Vedete che vi seguo nella vostra divagazione mitologica.
FELICIANO E allora si cerca, in un modo o nellaltro, di complicare Ercole.
VALENTINA Voi sapete perch lho sposato: perch era quello che era.
bastato che diventasse marito perch rischiasse di non esserlo pi. accaduto
ci che non potevo prevedere. Il matrimonio ha rivelato in lui delle
preoccupanti tendenze alla fedelt, Feliciano.
FELICIANO Giovanni una persona perbene.
VALENTINA Ohim, s. Un altro valore, altri valori, voi dite. Fate presto. Ma
quali? Per poterlo amare, continuare ad amare, io dovevo cercare di
salvaguardare il primo, lunico. E il suo unico valore proprio e solamente
quello che gli altri, anzi, le altre gli riconoscono.
FELICIANO La logica dellassurdo.
VALENTINA Io dovevo difendere il mio mito di don Giovanni. Difenderlo e
completarlo. E, del resto, che altro potevo fare? Chiamatela come volete,
cercate di tenerla dentro o buttatela fuori dalla morale, ma, con ci, non
avrete negato questa mia verit.
FELICIANO Nessuno te la nega. Soltanto difficile condividerla, ecco tutto.
VALENTINA Voi non sapete cosa significhi un uomo come lui, fedele. Il nulla,
il nulla assoluto.
FELICIANO (pungente)
Non sar stato facile, ogni volta che ti avvicinavi a tuo marito, tenere
presenti tante cose.
VALENTINA Non cercate di sfuggire come al solito, Feliciano. Voi avete
compreso. Occorre svegliare finalmente, in un modo o nellaltro anche questo
nostro corpo opaco per cercare di conquistare nuove e, forse, pi sincere e
profonde possibilit di espressione e comunicazione. Forse non altro che
questo che approssimativamente io tendo a raggiungere con Gianni. Per conto
mio, gli stati di conoscenza, non so nemmeno come chiamarli; di intuizione,
conquistati in certi mistici trasporti da collegiale, non li ho forse pi
raggiunti; e certo mai con le parole.
FELICIANO Sai che pressa poco sacrilego quello che dici?
VALENTINA S, s. Pu essere.
FELICIANO Come si potrebbe definire? Vampirismo della conoscenza intima
dellessere amato.
VALENTINA Ecco le parole. Voi siete luomo delle parole: pago per aver
trovato la definizione. No. La mia non puramente unavventura fisica, e
nemmeno una morbosa tendenza perversa. Sento di lottare contro un ostacolo
oltre il quale c una verit tuttora sconosciuta.
FELICIANO Ed anche tu, a tuo modo, appartieni ai pionieri.
VALENTINA Suvvia, interpretatemi, Feliciano, costruitemi. Adunate la vostra
proverbiale perizia di archeologo per ricostruirmi coi contraddittori frammenti
della vostra Valentina, un bel simulacro nel quale io possa rispecchiarmi.
Ripieghiamo ancora una volta sulle parole, visto che, con voi non se ne pu
fare a meno. Fate come con la vostra famosa citt egiziana: inventatemi.
FELICIANO (con un ironia
mezza crudele e mezza scherzosa) Supponiamo insieme che, mediante
il solo amore del quale egli capace, tu tenda a un possesso indissolubile, a
un assoluto che sia pegno di vita...
VALENTINA (secondandolo,
nellironia e nello scherzo) Soltanto?
FELICIANO ...e che questa inquietudine che cerca respiro, miri, attraverso
lesasperazione dei sensi, a forzarne i limiti per irrompere nellinfinito. Ti
basta?
VALENTINA Ancora.
FELICIANO Lamore, questa specie damore, per te, uno strumento di ricerca
nel campo dello spirito. Ti soddisfa?
VALENTINA Per voler dire troppo, forse non avete detto nulla. Ma lo avete
detto voi e lo faccio mio. Ci penser un po su e me ne convincer certamente.
Mi pare che ci mi riscatti, no?
FELICIANO Gi. Anche questo da tenere presente. (Ora semiserio) La realt purtroppo
unaltra e non molto lusinghiera per noi: tu appartieni a una societ troppo
artificiosa per essere ancora semplice e naturale, e troppo ricca per essere
perbene. (Si alzato)
VALENTINA Ve ne andate?
FELICIANO Abbiamo fatto pi tardi del solito. Buona notte, cara. (E la bacia sulla fronte)
VALENTINA Voi siete un uomo capace di rendere voluttuoso un bacio sulla
fronte e insipido un bacio sulla bocca. (E
glielo restituisce su una guancia)
FELICIANO E tu, perversi entrambi.
VALENTINA Buonanotte, Feliciano. Ma scordavamo i vostri dolci. (Li prende dal vassoio e glieli
mette in tasca) Ne sono rimasti meno delle altre volte. Sarete pi
fortunato gioved prossimo.
FELICIANO (mentre sta per
uscire, con finta noncuranza) Sai, tuo marito tornato in citt.
stato a cercarmi a casa mentre ero a lezione.
VALENTINA (senza tradirsi)
Non mi stupisce. da due mesi che doveva tornare.
FELICIANO Ho detto che tornato in citt, non a casa.
VALENTINA Sintende, in citt.
Sono usciti. Una lunga pausa dopo la quale appare Gianni. Ma non dalla porta della strada, bens dalluscio di unaltra stanza. imbarazzato ed ha il broncio. Rientra Valentina. Raggiante.
Benvenuto,
Gianni. Hai fatto buon viaggio?
GIOVANNI (riprendendosi e
assumendo un tono di torva disinvoltura) Buono. Ma ho gi avuto
il tempo di dimenticarlo.
VALENTINA Tanta poca memoria hai, Gianni?
GIOVANNI N maggiore, n minore della tua.
VALENTINA Ma io ne ho poca, tu lo sai.
GIOVANNI Mi permetti almeno di sedere per qualche minuto?
VALENTINA Sei in casa tua.
GIOVANNI Della quale queste sono le chiavi. Se a me non devono servire pi,
te le restituisco. (Getta
il mazzo delle chiavi su un tavolo)
VALENTINA Ospite, dunque.
GIOVANNI Se lo vuoi.
VALENTINA Ed hai fatto tutto il viaggio soltanto per questo?
GIOVANNI Tu sai benissimo che, da una settimana, vengo qui ogni sera, quando
tutti siete a letto.
VALENTINA (aprendo un
cassetto e togliendone qualche cosa) Ecco il tuo portasigarette
che hai dimenticato sul divano ieri notte. Ne mancher qualcuna che ho fumato
io. Hai cambiato qualit di tabacco. Pi forte. Ma che imprudenza! Cosa avrebbe
pensato di me la cameriera, se lo avesse trovato?
GIOVANNI Sono stato abbastanza ridicolo, no?
VALENTINA Soltanto timido, Gianni.
GIOVANNI (sinceramente)
Ho paura di te, Valentina.
VALENTINA Era delizioso, tu qui ed io l, a letto, a dieci passi, divisi da
una parete. Ti sentivo soffiare il fumo della sigaretta. E tu dovevi udire il
mio respiro. Mi sembravi molto arrabbiato.
GIOVANNI Mi hai ridotto ad introdurmi in casa mia come un ladro.
VALENTINA Come un amante, Gianni, di come un amante. Col cuore in gola.
Osando e tremando.
GIOVANNI Figurati.
VALENTINA Come un amante. E non tera mai accaduto. Sono state le mie notti
pi belle. Bisognava che durasse sempre cos. Hai sciupato tutto. (E cos dicendogli gli si attacca al
collo e lo bacia)
GIOVANNI Tu non hai fatto nulla perch tornassi.
VALENTINA Eri gi in casa stasera?
GIOVANNI S.
VALENTINA Ti sentivo.
GIOVANNI Avevo deciso di farla finita. Anche se mi sono accorto di non potere
fare a meno di te, tu sei mia moglie dopo tutto.
VALENTINA A meno di me come moglie o come donna?
GIOVANNI Che ne so io? Di te, come te. Durante le ultime settimane, vedendo
che non ti facevi viva, ti avrei voluto strangolare. Immaginavo proprio di
batterti, di farti male, in un modo o nellaltro. (Semplice) E non ho trovato nulla di meglio
che continuare a tradirti.
VALENTINA (guancia a guancia)
Mi hai proprio tradito in queste settimane, Gianni?
GIOVANNI Oh, questo s.
VALENTINA Ti posso credere?
GIOVANNI Non avrai sperato, per caso, che mi facessi eremita.
VALENTINA Mi hai tradito proprio molto?
GIOVANNI Proprio molto. Per dispetto. Non sapevo pi se ti amavo o se ti
odiavo. E non lo so bene nemmeno ora. Te lho detto: ho paura di te. Ho letto
su un giornale illustrato, in treno, unespressione che mi si adatta: tu sei
il mio vizio.
VALENTINA (intima, nel
gioco di un falso rammarico) Peccato che tu abbia avuto bisogno
di leggerla su un giornale illustrato.
GIOVANNI Perch?
VALENTINA Sarebbe stato pi bello se lavessi pensato tu. Non mica un
pensiero eccezionale, sai? Ci potevi arrivare.
GIOVANNI Non riesco pi a vivere senza di te. tutto qui, e mi fa piacere e
rabbia insieme. Non mera mai successa una cosa simile, con nessuna donna,
nemmeno lontanamente. Non ti capisco. Ma proprio perch non ti capisco che
sono qui. Amare, probabilmente, non che conquistare la conoscenza di unaltra
persona. Forse, amare veramente possibile solo finch essa presenta per noi
qualche cosa di sconosciuto. Quando si conosce tutto di chi si ama, allora non
resta che labitudine dellamore. Ecco, io potevo passare da una donna allaltra
con tanta facilit perch mi pareva di conoscerle a fondo tutte. Forse ci
che tu volevi farmi comprendere.
VALENTINA E questo il frutto delle tue riflessioni di due mesi, o lhai
dovuto leggere in treno?
GIOVANNI Sai che io non mi so spiegare. Cos non mi so spiegare.
VALENTINA (mettendogli una
mano sulla bocca. Forse teme di dover ascoltare altre sciocchezze)
E allora zitto, Gianni. Ssst... Tu non dovresti mai parlare. La tua
conversazione unaltra.
Egli le ha preso la testa tra le mani e le mormora qualcosa allorecchio.
VALENTINA (nel riso voluttuoso di una finta
indignazione) Oh. No, no...
GIOVANNI Subito, invece.
VALENTINA Vorrai almeno buttare gi un boccone. Scommetto che stasera hai
saltato la cena.
GIOVANNI Anche a questo mi hai ridotto.
VALENTINA (aprendo luscio
della stanza da pranzo) Qui c ancora la mia cena intatta. Avevo
avuto come lispirazione di conservarla.
GIOVANNI Tu non vieni?
VALENTINA Subito.
Via Giovanni. Valentina resta sola, esala un sospiro indefinibile e mormora.
stupido. irrimediabilmente stupido. (Poi
solleva il microfono del telefono e comincia a comporre qualche numero).
Buio.
Autunno
1944
Prima rappresentazione: Torino, Compagnia dei Nomadi, 5 maggio 1951.
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