La moglie ebrea

LA MOGLIE EBREA

di Bertolt Brecht

da Terrore e miseria del terzo Reich

Personaggi:

LA MOGLIE

IL MARITO

E qui vediamo venire

quelli a cui tolse le mogli.

Ora li accoppiano fra ariani. .

Non serve bestemmia o lamento:

se han deviato dalla rafia

un buon colpo li raddrizza.

ATTO UNICO

Francoforte, 1935. sera. Una donna sta facendo i bagagli. Sceglie quello che vuole portar via. Ogni tanto toglie qualche oggetto dalla valigia e lo rimette al suo posto nella stanza, ponendo dentro invece qualche altra cosa. Sta lungo tempo in dubbio se debba prendere con s una grande fotografia del marito, posta sul cassettone. Alla fine lascia il ritratto dov. Dopo un po, stanca, si siede su una valigia, il capo appoggiato sulla mano. Poi si alza e va al telefono.

MOGLIE - Parla Judith Keith. lei, dottore? Buonasera. Le telefono solo per dirle che dovrete cercarvi un altro quarto al bridge, perch io sto partendo No, non per molto tempo, ma qualche settimana star via certo Vado ad Amsterdam S, la primavera dicono che l sia bellissima. Ci stanno dei miei amici No, al plurale, ci creda o non ci creda Come farete per il bridge? Ma se sono gi due settimane che non giochiamo pi! Daccordo, stato anche per il raffreddore di Fritz. Quando fa cos freddo, non pi il caso di giocare a bridge: quello che dicevo anchio! Ma no, dottore, come avrei potuto? E da voi cera anche la mamma di Teda in visita Lo so, lo so, perch avrei dovuto pensare una cosa simile? No, la decisione non stata cos improvvisa, in realt ho rimandato di giorno in giorno, ma adesso devo proprio Gi, anche le nostre spedizioni al cinema dovranno finire, mi saluti Tecla Potrebbe magari telefonargli domenica? Arrivederci, allora S, certo, con piacere! Addio!

(Riattacca e chiama un altro numero)Sono Judith Keith. Vorrei parlare con la signora Schck Sei tu, Lotte? Volevo darti un saluto in fretta in fretta: parto per qualche tempo No, niente di speciale. Voglio solo vedere un po di facce nuove Ah, ecco cosa volevo dirti. Qui da Fritz, marted venturo, ci sar a cena il professore. Potreste venire anche voi? Io, come ti ho detto, parto stasera S, marted No, volevo solo dire che parto stasera; non ha niente a che vedere con laltra cosa, soltanto pensavo che avreste potuto venire anche voi Beh, allora diciamo: nonostante che non ci sia io, va bene? Ma lo so che voi non siete cos, e del resto viviamo in tempi difficili e tutti stanno con gli occhi aperti. Allora venite? Se Max pu? Vedrai che potr. C anche il professore, diglielo Adesso devo smettere. Addio, allora!

(Riattacca e chiama un altro numero) Sei tu, Gertrud? Parla Judith. Scusa se ti disturbo Grazie. Volevo chiederti se puoi occuparti un po di Fritz. Io parto e star via qualche mese Penso che tu, come sua sorella Perch non ti va? Ma no, non avr affatto laria di questo, certo non per Fritz S, lui lo sa che noi non andavamo tanto daccordo, ma Allora ti chiamer lui, se vuoi S, glielo dir tutto abbastanza in ordine: certo, lappartamento un po troppo grande Quello che si deve fare nel suo studio lo sa Ida. Lascia che faccia lei. una donna intelligente e sa le sue abitudini Ah, ancora unaltra cosa, e non fraintendermi, ti prego. Non gli piace parlare prima di pranzo: ricordatene, per favore. Io mi sono sempre astenuta dal farlo Ti sarei grata se non cominciassimo a discutere adesso, il mio treno parte tra poco e non ho ancora finito di farei bagagli Sta attenta ai suoi vestiti e fagli memoria che deve andare dal sarto, si ordinato un soprabito, e bada che la sua stanza da letto sia riscaldata, dorme sempre con la finestra aperta e fa troppo freddo No, non credo che si debba allenare. Ma adesso devo smettere Grazie, grazie mille, Gertrud. Comunque ci riscriveremo. Addio.

(Riattacca e chiama un altro numero) Anna, sono Judith. Senti, sto per partire No, necessario, la situazione diventa troppo difficile. Troppo difficile! S No, Fritz non vuole, non sa ancora niente. Ho belle fatto i bagagli Non credo Non credo che far molte obiezioni. La situazione troppo difficile, socialmente parlando No, non abbiamo preso nessun accordo Ma non ne abbiamo mai parlato, mai! No, non cambiato, al contrario. Volevo pregarvi di stargli un po vicino, nei primi; tempi S, specialmente la

domenica, e persuadetelo a cambiar casa. La casa troppo grande per lui Sarei venuta volentieri a salutarti, ma sai, il portinaio! Allora addio No, non venire alla stazione, assolutamente no! Addio, ti scrivo. Certo!

(Riattacca e non chiama nessun altro numero. Ha fumato una sigaretta e ora d fuoco al libriccino nel quale aveva cercato i numeri telefonici. Va su e gi per la stanza, due o tre volte. Poi comincia a parlare, prova il discorsetto che intende tenere al marito. Evidentemente lo suppone seduto su una certa sedia) S, dunque io parto, Fritz. Ho forse tardato anche troppo, devi scusarmi, ma (Si ferma, riflette e comincia da capo) Fritz, non devi pi cercar di trattenermi, non puoi evidente che finirei per rovinarti. Lo so che non sei un vigliacco, che non hai paura della polizia, ma c di peggio. Non ti metteranno in campo di concentramento, ma ti vieteranno laccesso alla clinica, domani o dopodomani, e allora non dirai niente, ma ti ammalerai. Non voglio vederti qui a girellare per casa, a sfogliare riviste. Credimi, se me ne vado per puro egoismo, non per altro. Non dirmi niente (Si ferma di nuovo e ricomincia unaltra volta da capo) Non dirmi che non sei cambiato, non vero! La settimana scorsa hai scoperto molto obiettivamente che la percentuale degli scienziati ebrei non poi tanto grande. Si comincia sempre cos, con lobiettivit e perch adesso continui a ripetermi che mai come ora ho dato prova del mio nazionalismo ebraico? S, sono nazionalista. come un contagio. Oh, Fritz, che destino stato il nostro! (Si ferma di nuovo e ricomincia da capo) Non ti ho detto che volevo andarmene, che gi da tempo volevo andarmene, perch non posso parlare quando ti guardo, Fritz. Allora mi sembra che ogni parola sia inutile. Tanto, gi tutto deciso! Che coshanno? Cosa vogliono in realt? Che cosa gli faccio? Non mi sono mai occupata di politica. Tenevo per Thalmanh, forse? Sono una di quelle signore borghesi che hanno servit, eccetera, e tutta un tratto cosa succede? Soltanto alle bionde permesso di essere cos? Negli ultimi tempi ho pensato spesso a quello che mi dicevi anni fa, che ci sono persone che valgono e persone che valgono meno, e che ai primi si d linsulina quando hanno il diabete e agli altri no; e allora mi era parso naturale, stupida che non ero altro! Adesso hanno fatto una nuova distinzione del genere, e io appartengo alla categoria di quelli che valgono meno. Ben mi sta. (Si ferma di nuovo e ricomincia da capo) S, faccio i bagagli. Non devi far finta di non aver notato niente in questi ultimi giorni. Fritz, posso sopportare tutto meno che questo: di non guardarci dritto negli occhi nellultima ora che ci resta. Non dobbiamo dare questa soddisfazione a quei bugiardi che costringono tutti a mentire. Dieci anni fa, quando qualcuno diceva che non si notava affatto che io fossi ebrea, tu replicavi: Eh, altroch! Era una cosa che mi faceva piacere, era sincerit. Perch non avere adesso il coraggio di dire le cose come sono? Faccio i bagagli perch altrimenti non sarai pi primario, perch quelli della clinica ti salutano gi a stento e tu non riesci pi a dormire la notte. Non voglio che tu mi dica che non devo andarmene. Anzi, mi affretto perch non voglio che un giorno tu mi dica Devi andartene. questione, di tempo. Il carattere, questione di tempo. Ha una certa durata, proprio come un guanto. Ce ne sono di buoni che durano un pezzo. Ma nessuno dura in eterno. E non sono neanche in collera. Ma s che lo sono. Perch devo tollerare tutto? Cosa c di male nella forma del mio naso e nel colore dei miei capelli? E devo lasciare la citt dove sono nata perch quelli possano risparmiare il burro. Che razza di uomini siete! S, anche tu! Siete capaci di inventare la teoria dei quanta, la teoria di Trendelenburg, e lasciate che dei semiselvaggi vi ordinino di conquistare il mondo e di separarvi dalla moglie che volete avere. Siete dei mostri, o dei leccapiedi di mostri. S, non ragionevole da parte mia, ma a che serve la ragione in un mondo simile? Tu te ne stai seduto l, vedi tua moglie che fa i bagagli e non dici niente. Perch i muri hanno orecchie, eh? Ma se voi non dite niente! Gli uni stanno a orecchie tese, gli altri tacciono! Che schifo! Anchio dovrei tacere. Se ti volessi bene, tacerei. Ma io ti voglio bene davvero! Dammi quella biancheria, biancheria fine, ne avr bisogno. Ho trentasei anni, non sono ancora vecchia, ma tante esperienze non posso pi farne. Nel paese dove andr non deve pi succedermi niente di simile. Se trovo un altro uomo, devo sapermelo tenere. E non dirmi che mi manderai del denaro, sai che non possibile. E non aver laria di credere che sia una cosa provvisoria: per quattro settimane! una faccenda che non dura quattro settimane. Lo sai tu e lo so anchio. Non dire: In fin dei conti si tratta di qualche settimana, mentre mi porgi il mantello di pelliccia che non mi occorrer prima dellinverno. E non parliamo di disgrazia, parliamo di vergogna Oh, Fritz! (Si ferma. Rumore di una porta che si apre. Si riassetta rapidamente. Entra il marito)

MARITO - Cosa fai? Riordini?

MOGLIE - No.

MARITO - Perch fai le valigie?

MOGLIE - Ho deciso di partire.

MARITO - Cosa significa?

MOGLIE - Ma s, diverse volte se ne parlato, che me ne andassi via per un po. Ormai qui non ci si sta pi tanto bene.

MARITO - Ma che pazzia questa?

MOGLIE - Devo restare?

MARITO - Dove vorresti andartene?

MOGLIE - Ad Amsterdam. Via di qui, insomma.

MARITO - Ma l non hai nessuno.

MOGLIE - No.

MARITO - Perch non vuoi restare? Non certo per causa mia che devi partire.

MOGLIE - No.

MARITO - Sai che io sono sempre lo stesso. Lo sai, vero, Judith?

MOGLIE - S. (Egli labbraccia. Rimangono muti, fermi in mezzo alle valigie)

MARITO - E non c qualche altra ragione che ti spinge a partire?

MOGLIE - Lo sai anche tu.

MARITO - Forse non hai torto. Hai bisogno di respirare. Qui si soffoca. Verr a riprenderti. Mi baster restare due giorni oltre frontiera e gi mi sentir meglio.

MOGLIE - S, faresti bene.

MARITO - Del resto, qui non pu durare a lungo. Da una parte o dallaltra verr la spinta. Passer, come uninfiammazione proprio una disgrazia.

MOGLIE - Certo. Hai incontrato Schock?

MARITO - S, cio, solo sulle scale. Ho limpressione che gi gli rincresca di aver tagliato i ponti con noi. Ho visto benissimo che era imbarazzato. A lungo andare non possono continuare a comprimerci, noi animali intellettuali. E nemmeno potranno far la guerra se non avranno altro che dei relitti senza spina dorsale. E poi, la gente, se si ha il coraggio di affrontarla, non mai tanto scostante. Beh, quando conti di partire?

MOGLIE - Alle nove e un quarto.

MARITO - E dove devo mandarti il denaro?

MOGLIE - Fermo posta ad Amsterdam, direi.

MARITO - Mi far dare un permesso speciale. Diavolo, non posso mica mandar via mia moglie con dieci marchi al mese! Che porcheria, tutto questo. Mi viene la nausea.

MOGLIE - Se verrai a riprendermi ti far bene.

MARITO - Poter almeno leggere un giornale dove ci sia scritto qualcosa.

MOGLIE - Ho telefonato a Gertrud. Si occuper di te.

MARITO - Non ce n bisogno. Per qualche settimana

MOGLIE - (che ha ricominciato a fare la valigia) Passami la pelliccia, per piacere.

MARITO - (porgendogliela) In fin dei conti si tratta di qualche settimana.

SIPARIO

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