La monaca di Monza
La Monaca di Monza
di Loredana Riva e Mara Gualandris
n. di posizione SIAE 215069
Personaggi
In ordine di apparizione:
-Suor Virginia-vecchia (monaca vecchia)
-Principe Martino de Leyva (padre)
-Principessa de Leyva (madre)
-Principino de Leyva (fratello bambino) (facoltativo)
-Balia
-1 Serva
-Marianna de Leyva-bambina (facoltativa)
-Marianna de Leyva suor Virginia
-Educanda Clotilde
-Educanda Agnese
-Suor Benedetta
-Badessa
- 2 Serva
-Paggio
-Principe ereditario de Leyva (fratello adulto)
-Vicario delle monache
-Educanda Matilde
-Caterina da Meda (conversa)
-Suor Ottavia
-Giampaolo Osio
-Padre guardiano
-Agnese
-Lucia Mondella
-Alma Francesca bambina (figlia di Marianna)(facoltativa)
-Suore generiche
E possibile assegnare due o pi parti allo stesso/a interprete:
- Principessa Madre/Caterina da Meda
-Balia/Badessa
-1 Serva/Suor Ottavia
-2 Serva/Agnese
-Fratello/Paggio
-Vicario/Padre guardiano
-Fratello bambino/Marianna bambina/Alma Francesca
-le rimanenti parti femminili/suore generiche
-Nella scenografia previsto un elemento che funga da muro di cinta, una grata claustrale e due sedie in stile, diverse fra loro: una per le scene a palazzo ed una per il monastero.
-Musiche appropriate accompagneranno le varie scene.
LA MONACA DI MONZA
ATTO I
Scna 1
CONTROLUCE E NEBBIA
Monaca vecchia: (entra dal centro)
Sar finalmente libera da qustinferno?
Linferno dlla mia vita negata e di giuramenti strappati
Linferno di chi mi ha voluta serva e schiava infelice
Linferno dlla cellache sa di buio e frddo
Linferno dlle torture, del dolore nella carne e nelle ossa
Linferno
Linferno dei suoi baci..
I fiori di Gianpaolo sono morti
La sua casa non c pi
Morte anche le piante del suo giardino
Oltre il muro non c pi nulla
Ogni voce si spnta nel silnzio
Gi da molto tmpo
Mzzanotte vicina, Monza dorme, ma in qustora, complice dlle mie passioni e dlle mie colpe, mi muovo in una co lontana di fatti tragici e terribili ai quali sono sopravvissuta mio malgrado e mi chido - Potr mai trovar pace io? -
Io Marianna de Leyva, figlia di Martino de Leyva, signore di Monza e di Milano, usurpatore delleredit che era mia per diritto, padre ingiusto che ha sacrificato la mia giovinezza e distrutto la mia vita intera, il mio diritto ad essere libera e di volere ci che la mia stssa natura mi chiedva, io, che ancora nel vntre di mia madre, avvo la mia sorte gi inesorabilmente segnata.
BUIO
Scna 2
(Entrano in scena Martino de Leyva e la principessa sua moglie in avanzato stato di gravidanza e, se previsto, il principino- bambino )
Madre:
Anche questo figlio tra poco nascer. Ringraziamo il Signore marito mio che ha voluto favorirci nuovamente.
Padre:
S moglie mia, rallegriamoci.
Il nostro primognito porter avanti il nome del nostro illustre casato. Un domani il titolo, le ricchezze, le alte cariche di Milano e Monza saranno suoi.
A questo nascituro, sebbene eriditer solo il nome illustre del nostro casato, verr destinato lonore di entrare a far parte di Santa Madre Chiesa e cos anche questo figlio potr avere lopportunit di arrivare molto in alto se lo vorr. (Escono)
Scna 3
(Entra la balia e unaltra serva che porta i vestiti di Marianna e una bambola vestita da monaca. Si rivolge alla bambina come se dormisse in una stanza attigua).(Se prevista, linterprete-bambina entrer in scena e verr vestita e pettinata dalle serve.)
Balia:
Svglia, svglia, su svglia signorina, alzatevisuvvia Marianna ora di alzarsi. e giorno fatto e guardate che bel sole c gi. Anche la vostra bambola vi sta aspettando (posa a terra la bambola vestita da suora). Oggi un giorno molto importante. Ho avuto ordine di svegliarvi prima del solito e di prepararvi per i festeggiamonti perch ci sar la cerimonia di vostro fratello con la piccola Isabella, per la promessa di matrimonio, e fra poco inizieranno ad arrivare anche gli invitati.
(Voce di Mariannina che dice:
e quando si sposeranno?)
Balia:
Fra qualche anno. Ora sono ancora troppo piccoli per potersi sposare.
(Voce di Mariannina che dice: e io, balia? Quando toccher a me conoscere il mio promesso sposo?)
Marianna ma voi lo incontrate gi nelle vostre preghiere tutte le volte che vi rivolgete a Lui e sapete bene che quando sarete cresciuta potrete essere la sua sposa. Sposa di Nostro Signore.
So anche che vostro padre ha fatto una sclta importante pr voi, pr la vostra educazione e per il vostro futuro; la prossima primavra sarete condotta al monastro di S. Margherita in Monza. L sarete istruita e educata, ma anche benvoluta e trattata con le distinzioni e le finzze dovute al vostro rango.
Le monache saranno felici ed onorate di avere tra le loro educande una signorina di tal grado.
(Voce di Mariannina: Io non voglio andare al monastro di S.Margherita!) (getta a terra la bambola)
Balia:
Mariannina, Mariannina, se vi sentisse la Principessa vostra madre! Certo Vi direbbe che non il modo di fare per una pari vostra! Se volete che un giorno vi si porti rispetto, imparate fin dora ad avere un contegno adeguato: siate brava ed ubbidite (raccoglie la bambola e gliela porge). Quando sarete madre badssa, allora si che comanderete a bacchetta! Farete alto e basso come pi vi piacer! Che madre badssa sarete! Che madre badssa!....
(le serve escono, Marianna va verso il fondo e rimane in scena con la bambola in braccio).
BUIO
Scna 4
(Permane il buio fino al punto in cui viene indicato. Nel frattempo Marianna bambina viene sostituita da Marianna adulta).
Monaca vecchia:
Quste parole stampavano unida di grandzza e di privilgi futuri nel mio cervello di bambina ed ro bambina quando varcai pr la prima volta le porte del convnto. Pr tutti ro la signorina: avvo un posto distinto a tavola e nel dormitorio, chicche e carzze snza fine, nutrita da ide di superiorit che alimentavano la mia naturale vanit; Passarono gli anni. (LUCE- in scena Marianna adulta) Diventai una giovane donna,unadolescnte che volva ad ogni costo essere pr le compagne un oggetto di invidia. Ma pi spsso accadva che fossi io a provare invidia pr loro e invidiandole a volte le odiavo!
Scna 5
(In scena le educande che stanno leggendo segretamente una lettera. Entra Marianna e nascondono la lettera).
Marianna:
ah eccovi qui
Educanda Clotilde:
ah Marianna sei tu, ci hai fatto trasalire
Marianna:
tornate dalla vacanza?
Educanda Clotilde:
come vedi siamo tornate
Marianna:
La revernda madre badssa ha dato disposizione affich io lasci la mia camera vicino al dormitorio dlle educande e che vnga trasferita in una dlle stanze dllala a sud, qulla confinante con il giardino degli Osio. E l che si trova lalloggio grande, qullo che avr quando sar profssa.
Verranno spostate di cella anche suor Benedtta e suor Ottavia. Occuperanno due celle a fianco dlla mia nuova camera e attenderanno ai miei servizi.
Educanda Clotile:
dunque non sarai pi vicina al dormitorio, non ci vedremo pi?
Marianna:
Solo di notte, durante il giorno potremo frequentarci e vederci ancora come sempre. Io sono la principssa del monastro ed ora sono cresciuta abbastanza pr poter esercitare qusto diritto e quando diventer madre badssa avr facolt di spndere la mia protezione con chi vorr.Allora potr chiamare anche voi ai miei servizi(vede che sono intente a leggere la lettera) Ma mi state ascoltando? Cosa state facendo?
Educanda Agnese:
Clotilde ha un segreto. Un giovane poeta le ha dedicato una poesia
Educanda Clotilde:
S, il mio futuro sposo adora scrivere, mi dedica poesie continuamente. Io sono la sua musa
Marianna:
il tuo futuro sposo?
Educanda Clotilde:
il giovane poeta ha finalmente chiesto la mia mano. Mia madre mi ha detto che in pegno damore mi regaler un anello preziosissimo con al centro un grosso rubino rosso. E quando andr in visita dai miei genitori potr indossarlo
Educanda Agnese:
questa vacanza ha portato delle novit anche a me. I miei genitori mi hanno portata ad una festa e l mi hanno presentata ad un giovane nobile. Lui non mi toglieva mai gli cchi di dosso
Educanda Clotilde
Ma Signorina Marianna, voi non dovreste ascoltare questi discorsi.
Marianna:
e perch mai non dovrei ascoltarli?
Clotilde:
perch tu non hai un innamorato
Marianna:
povera sciocca, invece anche io posso avere un innamorato se lo voglio
Clotilde:
oh no, tu sarai una suora e una futura badessa
Marianna:
Futura badssafutura badssa se lo vorr! Se non sar io a dire s, nessuno potr obbligarmi a farmi monaca. In fin dei conti, nessuno pu mttermi il velo in capo snza il mio consnso, anche io posso maritarmi, abitare un palazzo, godermi il mondo, come e meglio di voi. Posso, smpre che io lo voglia, e lo voglio infatti. E quando mi verr proposto il giovane ritenuto allaltzza dei miei natali sar indtta una grande cerimonia. Saranno presnti tutte le famiglie pi illustri. Io indosser un abito di sontuosa bellzza.
Tutti gli occhi saranno puntati su di m mentre avanzer verso il mio promsso sposo. Mi verranno gettati ptali di fiori. E giunta a lui far una rivernza, lui mi far un profondo inchino e mi bacer la mano. Cos si usa nel nostro casato e cos verr fatto anche pr m. (Entra una monaca).
Monaca:
Signorina Marianna, la madre badssa vi desidera. arrivato il principe, Il vostro illustrissimo signor padre
(Lascia uscire Marianna e si accoda).
Scna 6
(Entrano il padre e la badssa).
Badssa:
Signor principe, pr obbedire alle rgole, come bn sapete, una giovane non pu venire accettata monaca, prima d'essere stata esaminata dal vicario dlle monache e qusto esame non pu aver luogo, se non dopo che questa giovane abbia esposto il suo desidrio, con una supplica per iscritto. E una mera formalit non vuol certo essere una forzatura o un incomodo pr la signoria vostra illustrissima, noi non dimentichiamo certo tutto quanto avete elargito pr il nostro convnto e lonore che ci avete concsso nel collocare presso di noi la vostra figliola.(Entra Marianna dal ct.) Ma ecco la nostra cara Marianna. Il vostro illustrissimo padre venuto prch si avvicina pr voi un passo importante.
Padre:
Amata figlia, a casa tutti attendono con ansia il vostro arrivo. Ho gi dato disposizione affinch tutti sia pronto per accogliervi.
Badssa:
Per rispettare la legge del nostro ordine, una giovane che voglia diventare novizia, deve dimorare almeno un mese fuori del monostero dove stata in educazione, per conoscere bene quello a cui dovr rinunziare per farsi monaca.
E il tmpo ora giunto.
Padre:
Molto giusto. Vi accorgerete Marianna a quale fortuna siete stata istradata nel risparmiarvi le tribulazioni del mondo
La revernda Madre mi dicva anche che prima di lasciare il monastero dovreste inviare una lettera di supplica al il signor vicario dlle monache perch possa esaminarvi al vostro ritorno.
Badssa:
A tal riguardo, Signor Principe, conoscendo bene il timore che la nostra amata Marianna nutre per un passo cos importante ho pensato bene di venirle incontro e di sopperire alla sua timidezza (estre una lettera e la porge a Marianna)
tenete cara .. leggete, leggete pure di modo che anche il vostro illustrissimo padre possa ascoltare.
Marianna:
Io Marianna de Leyva, educanda del convnto di Santa Margherita in Monza, chiedo a Vostra Eccellenza Reverendissima di potrer inoltrare formale supplica per essere da Voi esaminata nelle intenzioni e nella divina vocazione, al fine di prendere i sacri voti.
Badssa:
Mancasolo la firma una mera formalit.
BUIO
Scna 7
(In scena l educanda Agnese e Marianna)
Educanda Agnese:
Ma cosa hai fatto Marianna?Non dovevi firmare!
Marianna:
Non ho potuto Agnese, Ma in fondo solo pr formale consuetudine. E solo il primo di tanti altri passi che io poi non far.
Educanda Agnese:
Passo dopo passo ti troverai monaca!
Marianna:
No! Ora, in qusto mese che passer a casa, nel caso volessero forzarmi, io sar dura, risoluta, sar umile, rispettosa, ma non acconsentir. Mi prenderanno con le buone; e io sar pi buona di loro, ma non ceder! Si tratta solo di non dire un altro s e io non lo dir.
Agnese:
Quando sarai a casa e ti troverai di fronte a tuo padre, non troverai il coraggio di contrastarne il volere. Sii ora risoluta e sincera. Scrivi una lettera e informalo della tua nuova risoluzione.
Marianna:
Scrivere a lui?
Agnese:
S. Adsso! Subito!
Marianna
Amatissimo signor padre,
sento imperioso nel mio cuore il desiderio di mettervi a parte con sicerit della vera inclinazione del mio animo.
Non potendo mentire ne a Dio ne a Voi, mio dovere rivelarVi che sento venir meno in me il dono della divina vocazione.
Vi chiedo pertanto che il mio imminente ritorno a casa diventi dunque definitivo e che io sia sciolta dalle disposizioni per la mia monacazione.
Vostra amorosa figlia Marianna
BUIO
Scna 8
(In scena la monaca vecchia)
Monaca Vecchia:
Aspettai con ansia una risposta una risposta che non vnne mai ..Ma vnne infine il giorno tanto bramato
(entra Marianna di corsa, felice accompagnata dalle amiche educande che la salutano con la mano)
il giorno del mio ritorno a casa: lasciare qulle mura, il viaggio in carrozza pr laprta campagna, rivedere la citt e la casa dlla mia infanzia mi didero una gioia tumultuosa. Il giorno tanto bramato etanto temuto.
Marianna:
Il giorno tanto bramato e tanto temutoDovr affrontare mio padre, prch non mi ha risposto?Che cosa si aspetter? pianger,pianger e pregher, li muover a compassione. in fondo non pretndo altro che di non esser sacrificata!
(Esce Marianna)
Scena 9
Monaca vecchia:
Ma una volta a casa, i giorni passavanosnza che mio padre mi parlasse, senza che mi venisse fatta proposta alcuna, n con carzze n con minacce. I parenti erano seri tristi e burneri con me.(Rientra in scena Marianna che vaga annoiata) La clausura fu strtta e totale come nel monastro: dandare a spasso non si parlava neppure, la compagnia ra pi trista e meno variata che nel monastro.
(Entrano in scena le due serve che portano una sedia e la scrutano torve)
Persino i servitori si uniformavano allesempio dei loro padroni, erano seri e burberi e mi uiardavano come unindegna.
(Entra in scena il paggio)
Cra per un paggio che mi portava un risptto particolare (riverenza e scambio di sguardi tra lui e Marianna poi entrano due serve con un vassoio imbandito, allontanano con un gesto il paggio e invitano Marianna verso luscita)
Al desinare, ro costrtta a salire allultimo piano in compagnia di austre dame di servizio.Solo di rado ro ammessa alla compagnia dei miei genitori e di mio fratello
(sono entrati in scena e si sono posizionati vicini);
ma la confidnza che parva regnare tra loro, rendva ancora pi doloroso labbandono in cui ro lasciata.
(Esce monaca vecchia) (entra in scena Marianna e guarda sconsolata in disparte il quadretto famigliare)
(Il padre lancia uno sguardo tagliente a Marianna poi esce)
Scna 10
Principino:
Venite madre, Vi ricordo che il principe mio padre ci esorta a lasciare
Marianna sola a meditare sulle sue incertezze
.(la madre f un cenno dintesa al principino che poi esce)
Madre:
La vostra caparbiet mi addolora; potreste avere tuttoe invece
Marianna:
(Va dalla madre che seduta). Io imploro solo il vostro amore Madre
Madre:
Voi chiedete una benevolenza che non siete per disposta a ricambiare!
Ci avete messo voi, con il vostro contegno capriccioso e volubile, in questa situazione che fonte di sofferenza per tutti noi e pi di tutti per il principe vostro padre.
Marianna:
Madre
Madre:
Nel monastero sapete bene che sentimenti nutrono per voi. Volete deludere anche quelle buone madri? Un giorno l voi sareste la Signora. Riverita, rispettata e invidiata. Potrete ricvere visite ed elargire la vostra protezione a chi ricorrer a voi. Dal vostro parlatorio potrete ottenere ci che, le pi grandi dame, nelle loro sale di ricevimento, non riuscirebbero ad avere. Nessuno vuole obbligarvi, ma la vostra lttera cos irragionevole ha profondamante contrariato il principe vostro padre.
Potete ritirarvi ora e domattina prima di scndere da noi aspettate di essere chiamata. (la madre esce)
(Marianna scoppia a piangere. Entra il paggio. Marianna si gira, lo vede, lui le porge un fazzoltto).
BUIO
Scna 11
(entra Marianna con unaria sognante. Ad un certo punto, dopo essersi accertata di essere sola si side, ha in mano una lttera che legge e bacia.
(Entra una serva che scorge Marianna che legge la lettera, gliela strappa di mano e fugge via: la va aconsegnare al padre)
Scna 12
Padre: (Entra con la serva che gli indica Marianna, legge la lttera poi la strappa)
Vi site macchiata di una colpa vergognosa, avete peccato contro la decnza e
lonore della famiglia. Voi, mia figlia, avete concsso ad un servo dlle libert. State pur certa, lo far pentire di aver osato tanto. E per voi sapr trovare il castigo che meritate.
Marianna:
(Gettandosi ai pidi del padre) Perdono!
Padre:
Il perdono non basta desiderarlo n chiderlo; una cosa troppo agvole pr chiunque tma la punizione; bisogna meritarlo.
Marianna:
Ditemi cosa dvo fare per rendermi degna.
Padre:
Voi capite, chequandanche avessi avuto prima qualche intenzione di collocarvi nel scolo, voi stssa mi avete msso ora un ostacolo insuperabile; Sarebbe un dovere di padre onesto rivelare le debolezze della propria figlia al nobile pretendente che la chiedesse in moglie,che non si avesse a dire che si tentato di vnder gatta in sacco. E ancor pi, un cavalir d'onore par mio, non avrebbe animo di offrire in sposa a un galantuomo una signorina (Si gira verso Marianna) che ha dato un tal saggio di s.Ahim, qusti son sbagli da piangersi tutta una vita. Per a ogni sbaglio c rimdio; voi stssa dovete vedere, in qusto triste accidnte, come un avviso del cielo che la vita del scolo troppo pina di pericoli pr voi...
Marianna:
Ah s!
Padre:
Ah! Lo avete capito anche voi! Bne, allora non si parli pi del passato: tutto cancellato.
Avete prso il solo partito onorevole che vi rimanesse e vedo che lavete prso di buona voglia. Avete sperimentato in parte il padre severo, da ora proverete il padre amoroso. (Batte le mani per ordinare).
-La principssa e il principino subito qui!-
Voglio mttere vostra madre a parte dlla mia consolazione; voglio che tutti comincino a trattarvi come si convine.(Entra la madre il padre le prende la mano e laccompagna verso Marianna) Ecco vostra figlia la pecorella smarrita, ora la consolazione dlla famiglia. Marianna non ha pi bisogno di consigli; ci che noi desideravamo pr suo bne, l'ha voluto lei spontaneamente. risoluta, m'ha fatto intndere che risoluta (Marianna lo guarda come se supplicasse di fermarsi)...che risoluta di prndere il velo.
Madre e principino:
(Battendo le mani) Brava! Bne! Congratulazioni!
Padre:
Bisogner poi andare a Monza, a presentare formale richista alla badssa.
Principino:
Come sar contnta! Tutto il monastro sapr
valutar l'onore che Marianna gli fa. Anzi.Prch non ci andiamo oggi? Marianna prender volentiri un po daria.
Madre:
Andiamo pure. Vado a dar gli ordini
Marianna de Leyva:
Ma...
Padre:
Piano, piano, lasciam decidere a lei:forse oggi non si snte abbastanza disposta, e le piacerebbe pi aspettar fino a domani.
Dite: volete che andiamo oggI o.. domani?
Marianna de Leyva:
Domani
Padre:
Domani, ha stabilito che si vada domani. Intanto io vado dal vicario dlle monache, a fissare un giorno pr l'esame. (Esce)
Principino:
Ah furbtta! Site una drittona voi; piantate negl'impicci noi poveri
mondani, vi ritirate a fare una vita beata, e andate in paradiso in carrozza.
Madre:
Finalmente avr la consolazione di veder mia figlia trattata da pari sua.
Principino:
Bisogna per confessare che anche lei s' portata benone, e ora far
vedere che sapr sostenere il decoro dlla famiglia.
Madre:
Oggi stsso inviteremo parnti e conoscnti illustri pr fare onore alla
sua vocazione e condividere la nostra gioia. (Andando verso luscita).
Far imbandire le tavole.
Principino:
.Far lucidare la carrozza e far bardare a fsta i cavalli pr luscita di
domani.
Madre:
(Batte le mani ed entrano le serve che si mettono a lato).
Ors veloci, che Marianna vnga pettinata e che indossi la sua veste da sposina.
(Escono madre principino, le serve portano fuori Mariannat).
Scna 13
(La balia passa indumenti alle serve che entrano ed escono di scena un po freneticamente)
Balia:
La signora sposina?....
Prima serva:
E quasi pronta, pr vestirla e pettinarla c voluta pi
di unora.
Balia:
La signora principessa?....
Seconda serva:
Si sta ancora vestndo, e s che lhanno svgliata quattro ore prima del solito oggi!
Prima serva
La signora sposina s lasciata fare docile docile.. ancora frastornata dalla gran festa fatta iri.
Balia:
Il signor principino gi sceso alle scuderie?
Seconda serva:
Si, gi tornato su, ed ora pronto pr partire.
Balia:
Vispo come una lepre, qul diavoletto, mah stato cos fin da bambino e io posso dirlo che lho tenuto nelle mie braccia. Ma quand pronto non bisogna farlo aspettare, prch, sebbne sia dlla miglior pasta del mondo, si impazientisce e strpita.Povertto! Bisogna compatirlo: il suo naturale e poi qusta volta avrebbe anche ragione prch sincomoda pr accompagnare la sorella.
Prima:
Guai a chi lo tocca in quei momenti! Non ha riguardo pr nessuno.
Seconda:
Fuorch pr il signor principe.
Balia:
E un giorno il signor principe sar lui.
Suono di tromba.
(La servit si schira pr salutare Marianna che va al convnto. Esce il corteo, Marianna, il padre e dietro di loro la principessa e il principino).
Serve:
Mi rallegro sposina
(Il corteo arriva in proscenio)
Padre:
Ors, Marianna, oggi dovete farvi onore. Si tratta di fare una comparsa
solenne nel monastro con dignit e disinvoltura. Tutto quel che si fatto finora, s fatto di vostro consnso. Io mi sono impegnato davanti al mondo perch voi mi avete dato motivo di credervi, senza rischio di avere una smentita. Se in qusto tmpo vi fosse nato qualche dubbio, avrste dovuto manifestarlo prima. La badssa vi domander cosa volete: una formalit. Potete rispondere che chidete d'essere ammssa a vestir l'abito in qul monastro, dove site stata educata cos amorevolmente, che la pura verit. Dite qulle poche parole, con un fare sciolto: che non s'avesse a dire che vhanno imboccata e che non sapete parlare da voi. Qulle buone madri vi aspettano a braccia aperte, non sanno nullanulla dllaccaduto,della vergogna di cui vi site macchiata, di qul paggio(Marianna molto scossa) via via, tutto dipnde da voi, dal vostro buon giudizio. Non se ne parli pi, un segrto che dve restar sepolto nella famiglia; E al vicario dlle monache voi risponderete con franchzza, in manira da non far nascer dubbi nella testa di qull'uomo dabbne. Cos anche voi ne sarete fuori pi presto. Fate vedere di che sangue nobilissimo uscite: manirosa, modesta; ma ricordatevi che, in qul luogo, non ci sar nessuno sopra di voi.
Scna 14
(Compaiono le monache in scena con la badssa al centro. Il gruppo De Leyva avanza verso di loro, Marianna al centro, si inchina davanti alla badssa)
Badssa:
Marianna, che cosa siete venuta a chiedete in questo luogo ove nulla vi pu essere negato?
Marianna: (si inginocchia)
Chiedo.(esita). (guarda il padre). chiedo d'esser ammssa a vestir l'abito dlle sorelle di S. Benedtto, in qusto monastro, dove sono stata allvata cos amorevolmente.
Badessa:
Abbiam sempre saputo che sareste stata nostra.
(La badssa fa alzare Marianna. La abbraccia solennemente poi escono seguite dalle altre monache)
BUIO
Scena 15
(in scena il Vicario dlle monache e una sdia. Poi appare Marianna)
Vicario:
Venite Marianna, non abbiate timore. Avanti dunque. Io vngo a far la parte del diavolo, vngo a mttere in dubbio ci che nella vostrasupplica voi avete dato pr certo; vngo a mttervi davanti agli occhi le difficolt, e ad accertarmi se le avete bn considerate. .Consentite chio vi faccia qualche interrogazione.
Marianna:
Dica pure.
Vicario:
Io debbo ora farvi guardare il rovescio della medaglia per esser certo che ella non pigli qualche illusione per ispirazione. Siete pronta a rinunciare ai vostri privilegi di bellezza e ricchezza quando prenderte i voti? Siete proprio sicura di non avere a pentirvene?
Marianna:
S, sono sicura
Vicario:
Sentite voi in cuor vostro una libera, spontanea risoluzione di farvi
monaca? Non sono state adoperate minacce, o lusinghe? Non s' fatto uso di nessuna autorit, pr indurvi a qusto? Parlate snza riguardi, e con sincerit, io son qui per conoscere la vostra vera volont.
Marianna de Leyva:
Mi fo monaca mi fo monaca di mio genio, liberamente.
Vicario:
Da quanto tmpo vi nato codesto pensiro?
Marianna de Leyva:
Lho smpre avuto.
Vicario:
Ma qual il motivo principale che vi induce a farvi monaca?
Marianna de Leyva:
Il motivo di servire Dio e di fuggire i pericoli del mondo.
Vicario:
Non sarebbe mai qualche
disgusto? qualche... mi scusi... capriccio?
Marianna de Leyva:
No, no la cagione qulla che le ho dtto! Io sono certa che il Signore mi chiami dal mondo pr dedicarmi completamente a lui e per essere la sua sposa.
Monaca vecchia:
Il mio esaminatore fu prima stanco di interrogare, che io di mentire.
E fui monaca pr smpre.
BUIO
Scna 16
(Entrano le monache. Ognuna porta un pezzo dellabito monacale di Marianna. Entra la badessa con un libro in mano e va a sedersi. Marianna viene vestita dalle monache mentre la badessa legge dal libro:
Badssa:
In nomine domini, anno nativitate ejusdem millesimo quingentesimo octuagesimo nono, indictione seconda die mercurii decimo quinto mensis martij. Cum sit quod illustris Donna Maria Anna de Leyva, filia illustrissimi domini Don Martini de Lyva, intendat Deo dante, habitum monacalem suscipere in monasterio Sanctae Margheritae terrae Modoetiae. In dictoque monasterio professionem emittere.
(avanza verso Marianna)
Con laiuto di Dio e pr tua espressa volont, verrai eletta, benedtta e consacrata sposa di nostro signore Ges Cristo. Ti unirai a noi vestndo labito dlla profssa e sarai accolta come sorella. Abbandonerai il mondo e tutto ci che ti appartine pr rinascere a una nuova vita e a suggello di qusto rinnovamento ti verr imposto un nuovo nome: da oggi sarai chiamata suor Virginia. Deo gratias.
FINE PRIMO ATTO
LA MONACA DI MONZA
II ATTO
Scna 1
LUCE su monaca vecchia. (Entra dal centro)
Monaca vecchia:
Il mio destino ra dunque compiuto.
Forse avrei potuto essere una monaca santa e contenta.
Invce mi dibattevo sotto il giogo dlla libert perduta, un vagare faticoso ditro a desidri che non sarebbero mai stati soddisfatti. Piangvo la mia bellzza celata sotto i neri veli e invidiavo qualunque donna potesse liberamente godersi il mondo e i suoi doni. E sfogavo qusta invidia su chiunque.. giorno dopo giorno. (esce)
CANTO DELLE MONACHE
( entrano tutte le monache precedute dalle educande)
Badssa:
Sorelle, il capitolo si concluso e ognuna di noi, guidata dalla mano di nostro Signore ha fatto la sua scelta ed ha espresso la sua volont. Vi annuncio quindi con gioia, che nonostante la sua giovane et, la nostra amata sorella Virginia stata designata allautorit di vicaria.
Virginia, anche Monsignor Barca, che ha presiduto il capitolo ha espresso la sua soddisfazione pr la vostra elezione. Venite. (si avvicina alle educande) Figliole, come madre vicaria suor Virginia sar responsabile della vostra educazione e dlla vostra disciplina.
Siate lite e ringraziate il Signore pr qusto privilgio che vi vine offerto. Suor Virginia stata una vostra compagna, ha compiuto i suoi studi e la sua educazione qui con voi, in qusto monastro. Nessuno mglio di lei pu essere dgna di qusto compito. Sia lodato Ges Cristo.
In coro :
Smpre sia lodato
(la badessa e le suoreescono).
(Matilde si avvicina a Virginia e le offre un mazzolino di fiori. Virginia dapprima allunga la mano per prenderli poi repentinamente la ritira)
Virginia:
Tu sei una delle nuove allive. Come ti chiami?
Educanda Matilde:
Sono Matilde dei Calchi.
Virginia:
Matilde dei Calchi..I fiori crescono nei giardini perch il Signore ha voluto che cos fosse. Allora perch reciderli? Per arroganza? Perch porgerli? Per ostentazione? Per vanit? Nelle regole di un convnto vi anche quella di umilt. Bisogna rispettarla.
Educanda Matilde:
Si madre vicariaperdonatemi.
Virginia:
Avrai modo di impararla presto. Vero Clotilde?
Clotilde presto sar tolta dal monastro perch stata destinata ad altre consolazioni. ClotildeClotilde ti ricordi chi ra santa Clotilde?
Clotilde:
Si madre vicaria. Clotilde ra una regina ariana che si convert e che fu proclamata santa pr acclamazione del popolo.
Virginia:
Una reginama sai che fine fece?
Virginia:
Il suo spso mor e lei tent inutilmente di mediare tra i figli che si scontravano pr il predo minio. Solo dopo la morte trov di nuovo la pace al fianco dllamato, nella tomba.
Agnese E tu? conosci la storia della santa di cui porti il nome?.
Agnese:
Agnese ra una giovintta romana che rifiut di rndere culto agli dei pagani. E perquesto fu condannata al martirio sul rogo.
Virginia:
Allora attenta agli innamorati focosi, di non finire bruciata anche tu come Santa Agnese!
Dimmi Matilde dei Calchi; tu vini da una famiglia importanteche
futuro stato disegnato pr te dopo che avrai ricevuto la giusta
educazione?
Matilde:
Andr sposa anchio; mio padre sta cercando pr m una marito dgno del casato cui appartngo.
Virginia:
Bne, bneallora il tuo illustre padre si sta adoperando nella ricerca di un marito dgnoforse bello, ricco, influentema possiamo essere certe che una volta che la nostra cara Matilde vnga presentata, a lui piaceranno i suoi occhi neri? Forse sognava una sposa dagli occhi color di cilo e con i capelli doroe qusto palloremi rassomigli suor Candida(Le altre ragazze ridono) Silnziozitte, state zitte, schiocche Risus abundat in ore stultorum.Le risa non dvono abitare quste mura!
BUIO
Scna 2
(Risate delle educande che poi entrano in scena al seguito della conversa Caterina che porta un paniere di biancheria lavata)
Educande:
Caterina.Caterina.Caterina possiamo venire con t?
Caterina:
No
Clotilde:
E perch.
Agnese:
Ti vogliamo aiutare:
Caterina:
Perch dovreste essere con suor Ofelia a ricamare.
Matilde:
Abbiamo gi finito il nostro lavoro. (Ridono)
Agnese:
A dire il vero siamo uscite di nascosto dal laboratorio:
Clotilde:
Non ce la facevamo pi a restare la dntro.
Caterina:
Beh! Vedete di non farvi trovare qui da suor Virginia che poi punisce me.
Matilde:
Ma vini smpre quaggi a stndere?
Caterina:
Si, pi lontana sto dal convnto e mglio sto.. Non sono fatta pr qusta vita.
(dalla sommit del muro appare Giampaolo)
Giampaolo:
Ehi, ehi!
(Le educande vedendolo fuggono) (anche Caterina accenna la fuga, ma si ferma al richiamo di Giampaolo)
Aspetta, aspettacome ti chiami?
Caterina:
(Dando uno sguardo fugace) Caterina
Giampaolo:
Caterina. un bel nome! E cosa fai qui dentro? Cos bella non vorrai farti monaca?
Caterina:
No, io sono solo una povera conversa, attndo alle faccnde
Giampaolo:
Voltati, guardami,ti piacciono le mele?
Caterina:
(Si gira verso Giampaolo) Certo che mi piacciono, e poi noi converse non le
mangiamo spsso.
Giampaolo:
Tini allora, prendi qusta. (Le porge la mela) (Caterina prende la mela e la morde).
(Arriva Virginia, scorge Caterina che mangia qualcosa, ma non vede Giampaolo sul muro).
Virginia:
Caterina. (La ragazza nasconde la mela ditro la schina). Cosa nascondi?
Caterina:
Niente!
Virginia:
come niente?! Fammi vedere!
Caterina:
Niente!(fugge via)
Giampaolo:
Solo una mela del mio albero, signora (Si toglie il cappello o riverenza..)
E comunque non dovete incolpare Caterina, sono stato io a porgergliela. Vi chiedo perdono e pr la signora del monastro, un fiore del mio giardino. (Le porge un gelsomino) Prendetelo sorella, o avete paura? (bacia il fiore e glielo lancia) Non dovete averne, non sono il demonio. (Lui sparisce oltre il muro ridendo)
Virginia:
Ottavia.
Ottavia:
Eccomi madre vicaria
Virginia:
Fai in modo che Caterina da Meda sia chiusa pr tr giorni in cantina
Ottavia:
S, madre vicaria.
Virginia:
E supplica la madre Badssa che mi conceda subito udinza
Ottavia:
Vado subito.
BUIO
Scna 3
(In scena Virginia e badessa).
Madre badessa, volevo sottoporvi il caso della conversa Caterina da Meda. Quella ragazza non accetta il rigore del convento e soprattutto non si assoggetta alla mia autorit.
Badssa:
Cosa intendete precisamente, madre vicaria?
Virginia:
Non passa giorno in cui non la debba riprndere; testarda e di indole ribelle; oggi lho scoperta mentre rivolgva la parola ad un giovane; qusto suo comportamento dissoluto di cattivo esmpio alle educande di cui io sono responsabile
Badssa:
Chi qusto giovane?
Virginia:
E Giampaolo Osio
Badssa:
Giampaolo il figlio scellerato dlla famiglia Osio.
Virginia:
Bisogna impedirgli di avvicinare chicchessia, bisogna allontanarlo dal giardino.
Badssa:
Ma qullo il suo giardino! Il giardino della casa dove vive la sua famiglia. Famiglia tanto generosa che ci ha donato il terreno su cui sorge questo convento. Non dimenticatelo Virginia e la madre di quel giovane, donna Sofia Bernaregia ci molto devota..Qusto giovane, oltre ad aver rivolto la parola ad una conversaha commsso anche qualche altra grave colpa? (Virginia tace)
Ecco, vedete..Confidate nella cristiana barriera del convento ed evitate, voi, di portare le educande lungo il muro confinante con gli Osio. E non tralasciate di intervenite sulla conversa Caterina.
Virginia:
A qullo ho gi provveduto.
(Esce la Badssa. Entra Suor Ottavia).
Ottavia:
Madre vicaria, Caterina vi manda a dire che vi chide il perdono;
vi prega di farla uscire.
Virginia:
Caterina dve prima scontare i suoi tre giorni, poi la perdoner.
(Esce Ottavia) (Entra Benedetta)
Benedetta:
Madre vicaria, ho trovato qusto sul pavimento dlla vostra cella; qualcuno dve
averlo lanciato dal giardino attraverso la finestra aprta. E un sasso avvolto in un foglio. Forse un messaggio
Virginia:
(Virginia scarta il sasso, sul foglio non c scritto nulla, ma racchiude un rametto di gelsomino fioritoche nasconde furtivamente nella manica)
Non c scritto ninte, buttatelo.
(Guarda verso il muro di confine su cui era apparso lOsio)
BUIO
Scna 4
(Entra Ottavia).
Ottavia:
Madre vicaria, scusate il disturbo, ma Suor Candida dice che si presentato il giovane Osio alla portineria e che chide di essere ricevuto da voi in parlatorio, pr supplicarvi il perdono pr avervi importunata e aver recato offesa alla vostra persona.
Virginia:
Dite a suor Candida di riferire al signor Osio che non necessario che si dia tanta pena; abbiamo gi provveduto a ristabilire la pace del convnto.
Ottavia:
Ma revernda madre, dice che non se ne andr finche non avr pacificato il suo animo chiedndole perdono di persona
Virginia:
Dite al signor Osio di pacificare pure il suo animo e assicurategli che questa sera lo ricorder nelle mie preghire
(Ottavia si inchina ed esce).
BUIO
Scna 5
(E notte. Virginia non dorme e si aggira turbata per il giardino.
Compare Giampaolo sul muro.)
Giampaolo:
Signora, sono giorni che vi rifiutate di ricevermi e di rispondere alla mie supplichee allora mi costringete ad avvicinarvi in un altro modo..(Virginia si guarda in giro spaventata). Non temete, siamo soli. Allora mi avete perdonato?
Virginia:
Il perdono un principio della nostra regola
Giampaolo:
No, non mi avete perdonato.
Virginia:
Non ho modo di provarvelo.
Giampaolo:
Dimostratelo concedndomi la vostra amicizia.
Virginia:
Amicizia?!.....
Giampaolo:
Amicizia.. dubitate che io possa essere capace di un tale sentimento?
Virginia:
Dubito del significato che voi date alla parola amiciziara amicizia qulla che cercavate dalla conversa Caterina?
Giampaolo:
Ecco la prova che non mi avete ancora perdonato. Signora, se non otterr il vostro
perdono, non avr pi pace. Molte volte dalla finestra del mio abbaino vi ho veduta passeggiare nel vostro giardino; fin dalla prima volta ho sperato di potervi parlare ed ho sognato da voi una risposta. Io faccio strani sogni, Signora, sogni che pervadono le mie notti e quellinquietudine non mi abbandona con il sorgere del sole.
Anche voi mi avete veduto dalla vostra finestra e io ho scorto il vostro sguardo, il vostro sfuggnte sguardo che mi ha per rivelato tante cose del vostro animo. e
ora che finalmente riesco a parlarvi vi supplico unamicizia che mi ripaghi almeno in parte dei sentimenti che nutro pr voi.
Virginia:
Sentimenti?...quali sentimenti?
Giampaolo:
Signora, prezioso fiore di questo sterile giardinoDama rinchiusa tra queste mura vorrei essere davanti a voi per godere della vostra bellezza negata al resto del mondo (Salta gi.) Concedetemelo. Ogni momento delle miei inutili giornate penso a voi, vi cerco, come un assetato cerca lacqua, come un cieco la luce. Voi siete come uno scrigno, chiuso nei vostri segretima in questi occhi vedo il mio stesso desiderio.
Voi site turbata, lo sono anchio.ma non sto facndo ninte di male
Virginia:
Cosa fate?...Andate via..(Tenta di resistergli)
Giampaolo:
Andarmene? Contro i miei sentimenti? prch? cosa farete se non me ne vado? Non potete gridare o chiedere aiuto. Come spieghereste che siete qui, nella notte, sola con me?
(Virginia tenta di fuggire, lui la raggiunge e lafferra per le spalle)
Virginia:Lasciatemi..
Giampaolo:
No, se ti lascio ora ti avr persa per sempre. (Lui la bacia poi la trascina fuori scena)
Monaca vecchia:
Provai una contentzza viva e nel mio animo esplose finalmente una vita potnte. ra dunque qullo lamore? Qusto mare impetuoso che mi trascinava tra i suoi flutti? Linferno spalancava le sue porte ed io mi perdevo cercando quei baci.
LUCE AZZURRA, NOTTURNO
(Scena notturna: si deve rendere lidea che il fatto diventa consuetudine: Giampaolo scavalca il muro e furtivamente incontra Virginia che lo sta aspettando. Si abbracciano e insieme si allontanano. Mentre avviene la scena si sente la voce di Virginia vecchia:
Monaca vecchia:
Labisso si era spalancato davanti a me con il suo richiamo fatale. Una malattia da cui non riuscii pi a guarire mi corrodeva lanima di giorno e mi inebriava con la sua febbre notte dopo notte.dopo notte.dopo notte.
(Sbuca Caterina, con una lanterna, che evidentemente li ha scoperti).
Dissolvenza dlla LUCE FINO AL BUIO
Scna 6
(Caterina sta pulndo il pavimento del chiostro)
Virginia:
Caterina hai gi pulito latrio?
Caterina:
S, madre vicaria
Virginia:
Non lo hai fatto a dovere; puliscilo di nuovo..
Caterina;
Ma, madre vicaria..
Virginia:
Prima finisci qullo che stai facndo e non osare tenermi testa. Gi, in ginocchio, che qusta la posizione che pi ti si addice..
Caterina:
Verr il giorno in cui sar io a mettervi in ginocchio.
Virginia:
Cosa stai dicndo?
Caterina:
Io so tutto
Virginia:
Tutto cosa?
Caterina:
Tutto. E sono pronta a rivelarlo; anche quello che nessuno ha il coraggio di dire. La mia lingua brama da troppo tempo di parlare.
A tmpo e luogo!..... forse domani, la visita di Monsignor Barca potrebbe essere loccasione giusta
(Caterina scappa via. Virginia sconvolta.)
Virginia:
Ottavia!!!
Ottavia:
Eccomi madre vicaria, mi avete chiamata?
Virginia:
S, ho bisogno che con discrezione si mandi a chiamare il nostro vicino, signor Giampaolo Osio.
Ottavia:
Ma, madre vicaria, a questora.., forse non opportuno mandare a chiamare.
Virginia:
Non discutere! E fai come ti ho dtto! La qustione dlla massima urgnza. Il signor Osio capir e sar cos comprensivo daccettare di buon grado il mio disturbo.
Benedtta:
S madre vicaria; far come mi dite.
BUIO
Scna 7
(In scena Virginia e Caterina)
Virginia:
Caterina, tutte noi dobbiamo spsso trovare una grande pazinza con te. Il tuo carattere ribelle ci ha pi volte portate vicine ad una grave decisione: il tuo allontanamento da qui! Non hai pensato a come reagirebbe la tua famiglia.tuo padre, vedndoti ritornare a Meda?...E con una tal refernza?...
(Caterina tace)
Dunquenon hai nulla da dire a tua discolpa?...Se dimostrerai di non aver pi qusto atteggiamento ostile verso di m, io ti perdoner.anche qusta volta
Caterina:
Ah mi perdonerete..ninte punizione qusta volta..revernda madre? Voi non avete mai avuto piet pr nessuno, quante volte mi avete fatta punire e rinchiudere in cantina, al buio e al frddo; e cerano i topi.sapete che ho paura dei topi!
Virginia:
Non parlarmi cos Caterina e non trattarmi come fossi una tua nemica.
Caterina:
Qusta volta vi convine,.qullo che so, qullo che posso fare vi spaventa?
Virginia:
Cosa vuoi sapere tu?
Caterina:
So abbastanza per far inorridire Monsignor Barca quando verr qui domani!
Virginia:
Io sono la signora di Monza. Povera illusa. Qualunque cosa dirai, crederanno a me, non a te.
Caterina:
Dir io chi veramente la signora e cosa fate di notte. Io vi ho vista sapete, vi ho visti con i miei occhiAnche la Signora finalmente ha paura dovrete pagare pr tutto il velno che mi avete fatto ingoiare.
Virginia:
(Virginia perde le staffe agguanta Caterina e la scuote).
Parla dunque, vipera, parla.parla.fa come vuoi.e che sia finito questo tormento!
Caterina:
Lo far, statene certa.
Virginia:(Si vede entrare Giampaolo dal fondo che si avvicina furtivamente a Caterina)
S, sono anni ormai che vivo nel peccato mortale; lui un uomo crudele e senza Dio, ma mi ha stregata e io non posso pi vivere snza di lui .
(Giampaolo aggredisce Caterina trascinandola fuori scna. Rumori dllaggressione)
(Rientra Giampaolo)
Giampaolo:
Scaver la fossa, l nellortoma dentro e fuori di qui,
dovranno credere che Caterina sia fuggita dal convnto. Far una breccia nel muro nellangolo umido che d verso il Lambro, ceder facilmente.
Virginia:
In frtta! Lalba vicina.
LA LUCE lentamente si dissolve fino al BUIO
Scna 8
((Rumore di passi frettolosi. Suona una campanella dallarme.
Entrano suore allarmate poi Virginia, poi monaca vecchia)
Monaca n. 1:
Caterina non si presentata al mattutino e non nella sua cella.
Monaca n. 2:
Non si trova pi, non si trova pi.
Monaca n. 3:
Si chiamata ovunque a gran voce.non risponde
Virginia:
Vi un buco nel muro dllorto che fino ad iri non cra..
Monaca n. 4:
Allora scappata??!!
Virginia:
La Badssa ha dato ordine che la si crchi subito nei dintorni di
Monza e principalmente in Meda..e che si avvisi la famiglia.
Monache:
Si scappata!....E scappata.
Virginia:
O forse andata lontano, molto pi lontano
Monaca vecchia:
Forse, se ne sarebbe potuto sapere di pi, se invce di cercare lontano, si fosse
scavato vicino. Quante volte limmagine di Caterina veniva a cacciarsi dimprovviso nella mia mente, di giorno, di notte il suo ricordo mi tormentava
Ma uno spiraglio di redenzione si present un giorno nelle sembianze di una creatura innocnte che implorava la mia protezione(Esce)
PENOMBRA
Scna 9
(Frate, Lucia ed Agnese arrivano dal fondo sala)
Agnese:
Padre guardiano.. padre guardiano! Manca ancora molto?
Frate:
Pochi minuti di strada e saremo al monastro di Santa Margherita non molto lontano da qui. Venitemi appresso State per discoste da m
alcuni passi, mi raccomando Prch la gnte si diletta a dir male; e Dio sa quante belle chiacchiere si farebbero se si vedesse il Padre guardiano pr strada con una bella giovane Con donne voglio dire
(Suona una campanella alla porta)
Daltra parte qusti sono tmpi in cui i signori spadroneggiano come vogliono; e noi, povera gnte, non si pu far altro che cercare protezione per qusto vi porto dalla Signora lunica che pu protggervi. Se lei si prender qusto impgno nessuno pi vi molester.
(Suor Benedetta si presenta alla porta)
Sorella vogliamo chiedere udienza alla madre Vicaria
(suor benedetta fa un cenno di assenso, li fa entrare e si allontana)
La Signora una monaca, ma non una monaca come le altre.
Non che sia la badssa, la vicaria, anzi una dlle pi giovani, ma i suoi son gnte grande, venuta dalla Spagna, dove son qulli che comandano; in qusto monastro lei pu far alto e basso. Vedrete che qui sarete sicure come sullaltare.
(Il frate si accorge che alla grata del parlatorio comparsa Suor Virginia e vi si accosta, fa un inchino)
Revernda madre e signora illustrissima, ho condotta a voi una povera giovine che chide la vostra protezione; con la giovane vi anche la madre. Spero vogliate dar loro ascolto..
(Virginia accenna un s con la testa).
(Il frate torna dalle due donne che sono rimaste discoste)
E bne disposta; ora mi raccomando siate umili e rispettose,
rispondete con sincerit alle domande che le piacer di farvi e quando non site interrogata lasciate fare a m.
(conduce le due donne alla grata)
Ecco le donne.
Virginia:
E una fortuna pr m poter fare un piacere nostri buoni amici
cappuccini. Ma mi dica un po pi particolarmente il caso di qusta giovine, pr veder mglio cosa si possa fare pr lei.
Frate:
Vedete madre vicaria qusta giovine
Agnese.
Dovete sapere reverenda madre(il frate la blocca con una occhiata)
Frate:
Qusta giovine, signora illustrissima, mi vin raccomandata da un mio confratello
Fra Cristoforo da Pescarenico. Essa ha dovuto partir di nascosto dal suo paese, pr sottrarsi a de' gravi pericoli; e ha bisogno, d'un asilo sicuro per qualche tmpo.
Virginia:
Quali pericoli? Di grazia, padre guardiano, non mi dica la cosa cos in enimma. Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie pr minuto.
Agnese:
Pericoli grossi,di qulli che nessuno vorrebbe mai trovarsi sulla strada!
Sono qustioni delicate che all'orecchie purissime dlla revernda madre dvono essere appna leggermente accennati...
Frate:
Baster dire che un nobile prepotnte ebbe cuore di perseguitarla apertamente con la forza, di modo che la poveretta stata ridotta a fuggir da casa sua.
Virginia:
Qulla giovine, accostatevi. So che il padre guardiano la bocca dlla
Verit, ma nessuno pu meglio di voi dirci di qusta persecuzione.
Lucia:
Signora... madre... revernda...noi.
Agnese:
Illustrissima signora, io posso far testimonianza che qusta mia figlia
ha in odio qul cavalire, come il diavolo lacqua santa: voglio dire, il diavolo ra lui; ma mi perdoner se parlo male, prch noi siam gnte alla buona. Il fatto sta che qusta povera ragazza ra promssa a un giovine nostro pari, timorato di Dio, e bn avviato; il matrimonio ra gi stato combinato e se il signor curato fosse stato un po' pi un uomo di qulli che m'intndo io... so che parlo d'un religioso, ma il padre Cristoforo, amico qui del padre guardiano, che religioso al par di lui, e qullo si che un uomo pino di carit, e, se fosse qui, potrebbe attestare...
Virginia:
Site bn pronta a parlare senzessere interrogata. State zitta, voi: gi lo so che i parenti hanno smpre una risposta da dare in nome dei loro figliuoli!
Lucia:
Revernda signora quanto le ha dtto mia madre la pura verit. Il
giovine che mi discorrva, Rnzo si chiama, lo prendvo io di mia volont. Mi scusi
se parlo da sfacciata, ma pr non lasciar pensar male di mia madre. E in quanto a qul signore vorrei piuttosto morire, che cader nelle sue mani.
Virginia:
A voi credo. Avr poi piacere di sentirvi da sola a sola.
Parler io alla Badessa. Le dir che in cambio dell ospitalit aiuterete la fattoressa
nelle faccende e una mia parola.insomma do la cosa per fatta
Padre Guardiano, andate dalla fattorssa con le nostre ospiti, le accompagner nel loro nuovo alloggio.
(Virginia si allontana).
Agnese:
Sia fatta la volont di Dio, ma siate certo, padre guardiano, che nessuno potr pregare pi di cuore, pr voi e pr la signora, che noi povere
donne.
Frate:
Avete visto come tutto si risolto in un batter docchi? Il mio buon fra
Cristoforo non saspettava certo che io avessi a servirlo cos presto e bne!
Agnese:
Luciavedrai, la fattorssa e le altre converse ci prenderanno a bn volere e le faccnde da sbrigare non saranno di certo pi faticose di qulle di casa nostra. Eh casa nostra, chiss quando la rivedremo ma siamo state davvero fortunate, qui staremo benissimo; ringraziamo il Signore, non potvamo trovare un asilo pi sicuro e onorato.
(Nel frattmpo Lucia tace assorta, va a guardare oltre la grata ).
Ma, Lucia..mi stai ascoltando?
Lucia:
Soh, no, scusatemi madre, ma stavo ripensando alla parole dlla Signora.
Agnese:
Eehhh.quando avrai conosciuto il mondo come lo conosco io, vedrai che non son cose da farsene meraviglia; i signori, chi pi chi meno, han tutti un po del matto. Convine lasciarli dire, principalmente quando sha bisogno di loro, come se dicessero dlle cose giuste. Hai sentito come mi ha dato sulla voce? Come se avessi dtto qualche gran sproposito? Son tutti cos
Con tutto ci, sia ringraziato il cilo che pare che qusta Signora tabbia prso a bn volere e voglia protggerci davvero. Del resto, se camperai e se ti accadr di avere ancora a che fare con i signori, ne sentiraieh, ne sentirai
(Le due donne escono di scna).
BUIO
Scna 10
(In scena Virginia. Suor Benedettaentra accompagnando Lucia).
Benedetta:
Signora..
Virginia:
Vini, vini avanti. Qui dove io vivo, e qui non entra nessuno che io non voglia, neanche la badssa. un privilegio concesso al mio nobile sangue; vini, aiuta suor Benedetta a togliermi i veli cos ci conosceremo un po.Come ti chiami?
Lucia:
Lucia
Virginia:
Allora Lucia, hai visitato il convento e sei contenta di essere qui?
Lucia:
Si madre..
Virginia:
E ti piace anche questo silenzio, questo isolamento?....
Lucia:
Si madre.
Virginia:
Forse perch sai che non sar per sempre!
Lucia:
Qui mi sento al sicuro. Madre, Dio vi benedica per il disturbo che vi state prendendo. Voi Signora mi avete salvata.
Virginia:
Lucia, vuoi dirmi ora cosa davvero successo? Quel signore che ti perseguitava..cosa faceva,cosa ti ha fatto per farti tanta paura? Capisco limpegno dato al giovane che hai scelto come sposo, ma questo Nobile non ti piacva di pi? Puoi dirmi la verit ora. Come ti importunava qulluomo?
Lucia:
Madre.
Virginia:
Puoi dirmelo, qui non c il padre guardiano n tua madre.
Lucia:
Mi facva paura, mi confondvalui ricco e potnte..e noi siamo povera gnte.
Perdonatemi madre, ma cosa pu volere da una ragazza come me?
Virginia:
Qualche volta i ricchi e potenti vogliono esservi di aiuto.
Lucia:
Aiuto? Si madre.. Ma io, a quel signore, non gliene ho cercato alcuno. Non capisco prch si fissato con una come m.
Virginia:
Forse ti ama davvero.
Lucia:
Nono! Revernda madre..mi costa molta fatica doverne parlare....Perdonatemi non vorrei dire cose che potrebbero offndervi
Virginia:
(Virginia ride) Lucia, Lucia.come sei ingenua. Pensi che a una suora non si possa parlare damore?..
Non preoccuparti, qui sei al sicuro; nessuno ti toccher e io non permetter a nessuno, neanche ad un mio pari, di costringerti ad un destino che non ti sei scelta
(Entra Benedtta)
Benedtta:
Posso far entrare?
(Virginia fa cenno di si col capo. Entra Alma Francesca)
Virginia: (Porgendole la mano)
Vieni Alma Francesca
Alma Francesca;
Buongiorno signora
Virginia:
Saluta Lucia.
Alma Francesca:
Buongiorno Lucia. Dallabbaino lho vista nel giardino che stendeva la vostra biancheria
Virginia:
Si. Sar al mio servizio per un po di tempo. Ti stavo aspettando sai. Ti sei ricordata che ti avevo promesso una sorpresa? E sei stata brava in tutti questi giorni in cui non ci siamo viste?
Alma Francesca:
Si
Virginia:
Allora ogni promessa debito! Aspetta.( va a prendere un regalo)
Ecco, lho fatto io pr t
Alma Francesca:
Grazie signora.
Virginia:
Vini! Siditi qui (Fa sedere Francesca, si mette dietro di lei e le accarezza i capelli).
Lucia:
Chi qusta bambina?
Virginia:
E la mia piccola amicaabita qui accanto e ogni tanto viene a trovarmi cos io posso vedere come cresce e come diventa sempre pi bella..E lei sa che quando viene qui. a me batte forte il cuore...(Le prnde la mano e glila posa sul petto)
Alma Francesca:
.pieno e carico damore.
Virginia:
..quando lei poi se ne andr
Alma Francesca:
.forse pi non batter..
Virginia:
fino a quando non ritorner!
Alma Francesca:
(Abbraccia Virginia e le da tanti bacetti) Signora.signoragrazie signora
Virginia:
Va adsso!.... Tuo padre ti aspetta
(Lucia prende per mano Alma Francesca e la porta fuori scena)
BUIO
Scena 11
(Virginia triste si siede e si assopisce)
Giampaolo:
(Arrivando furtivo dal pubblico ,le tocca una mano, lei si sveglia. Lui le porge un grappolo duva.)
Assaggia, lho colta per te.
Virginia:
Quante volte ti ho dtto di non passare dal frutteto
Giampaolo:
Se tu non avessi gettato nel pozzo la chiave del parlatorio!.Sei tu che mi costringi a fare ancora come feci quella notte
Virginia:
Volesse Iddio che non ci fosse mai stata quella notte!
Giampaolo:
Io invece lo ringrazio ogni giorno!
Virginia:
Non bestemmiare Paolo!
Giampaolo:
comunque Il fabbro anche qusta volta ha fatto un buon lavoro; domani mi dar nuova copia della chiave cos potr entrare ancora dal parlatorio.
Pensavi davvero di potermi lasciare?
Virginia:
E la chiave del nostro inferno Paolo!
Giampaolo:
Ma tu sei troppo bella per rimanere privilegio esclusivo del Paradiso!........
Chi qulla giovane che mi ha riportato Alma Francesca qustoggi?
Virginia:
E una povera ragazza venuta da Lecco per sfuggire ad una persecuzione,
alla quale ho promsso la mia protezione.
Giampaolo:
Persecuzione da parte di chi?
Virginia:
Da parte di un uomo.
Giampaolo:
E molto bella
Virginia:
Anche quelluomo ha visto la sua bellezza, ma lei ne ha orrore.
Giampaolo:
Ne sei sicura? Anche tu inizialmente eri restia, ma come vedi
Forse anche lui avr la mia stessa fortuna. Certo dipender molto da quanto quelluomo tiene a lei, quanto disposto a cercarla.io non ho ceduto, sapevo che prima o poi avresti finito per rispondermi.
Virginia:
Un giorno, se scopriranno le tue trame in qusto convnto, la pagherai cara.
Giampaolo:
Allora spra che non accada mai. Saremmo costretti a fuggire, ad andare oltre confine
Virginia:
Sarebbe inutile, non riusciremmo mai a salvaci. Povero Giampaolo.
(Suonano le campane del mattutino) Le campane del mattutino! Lasciami Paolo, dvo andare a pregare pr le nostre povere anime.
(Si vedono le monache in processione con lelanterne).
Va, va Paolo
CANTO DLLE MONACHE MATTUTINO
LUCE NOTTURNO-AZZURRO
(Giampaolosi allontana. Virginia si ricompone e segue la processione).
LA LUCE si dissolve fino al BUIO
Scna 12
(Virginia guarda un punto del pavimento in modo ossessivo poi si getta a terra e comincia a pregare quel punto forsennatamente).
(arriva Gianpaolo)
Giampaolo:
Che cosa fai?
Virginia:
Sto pulendo.la macchia..si vede ancora sai
Giampaolo:
Che cosa?!
Virginia:
Si, la macchia di sangue di Caterina
Giampaolo:
Cosa dici?
Virginia:
Paolo, cosa abbiamo fatto! Cosa abbiamo fatto! Io non ce la faccio pi , la sua presenza mi tortura..il suo corpo l, cos vicino..io non trovo pi pace. Io la vedo ovunque come se fosse ancora viva, come se potesse rimuovere la poca terra che la ricopre per venire a darmi il tormento. Ti prego Paolo, devi andare a seppellirla altrove! Ti prego portala via!....
Giampaolo:
Tu non sai quello che dici! Dove dovrei seppellirla?
Virginia:
Portala al fiume, la corrente la trasciner via. O trova un pozzo abbandonato, purch sia lontano da qui.
Giampaolo:
Mi stai chiedendo di fare una pazzia. Nessuno la sta cercando qui. Pensano tutti che sia fuggita per andare a condurre una vita allegra.
Virginia:
No, no! Io non posso pi vivere cos.
Giampaolo:
E va bne,far come desideri. Per te lo far, pr te correr questo rischio.
Anch io ho bisogno di un favore da t, qulla ragazza che ti ha chiesto protezione, qulla Lucia ho promsso di consegnarla a qualcuno, ad un uomo al quale non voglio e non posso rifiutare un favore. Mi devi aiutare a mantenere la promssa fatta.
Virginia:
No!, no Giampaolo, no!
Giampaolo:
Prch no? Cosa te lo impedisce?
Virginia:
Non voglio commettere altre atrocit Giampaolo! Non chiedermelo, ti prego
Giampaolo:
Ti sta a cuore cos tanto qulla contadina? Pi di m?
Virginia:
No, non vero! Ma a questa ragazza io voglio far del bene. Forse Dio mi perdoner tanti orrori.....
Giampaolo:
E va bne, ma ti ho dtto che non posso mancare alla promssa fatta.
Sar costrtto ad andarmene lontano, molto lontano Addio Virginia. (Esce)
Virginia:
(Temendo di perderlo per sempre lo rincorre) Paolo!......
E sia!........... Prima dellimbrunire sulla strada che porta al convnto dei cappuccini.
BUIO
Scena13
(in scena Lucia e virginia)
Virginia:
Ho bisogno che tu vada al convento dei cappuccini e che dica al padre guardiano che ho urgente bisogno di parlargli.
Lucia:
Io? E dovrei andarci da sola?
Virginia:
Mi fido solo di te
Lucia:
Ma io.
Virginia:
Cosa c Lucia? Hai paura di non riuscire a trovare la strada?
Lucia:
No, me la ricordo bne la strada da qui al convnto dei frati cappuccini.
Virginia:
E allora? Che altro motivo pu esserci?
Lucia:
Madre.ho paura
Virginia:
Paura in pino giorno? Sono solo dieci minuti di strada se ti affretti. E poi potrai tornare in compagnia del padre guardiano.
Lucia:
Madre illustrissima, vi prgo, voi lo sapete che farei qualunque cosa pr voi.
Virginia:
Dunque?! .Ora ne hai bene loccasione per dimostrarmelo.
Lucia:
Far come volete. Far una corsa. (Lucia fa pr uscire)
Virginia:
Lucia
Lucia:
Si revernda madre..
Virginia:
NienteVa, orava
PENOMBRA
(solo voci)
Bravo:
qulla giovane! Ci sapreste insegnare la strada di Monza
Lucia:
andando di li vanno a rovescio. Monza di qua.
Bravo:
ma site sicura
(I bravi la rapiscono. Si sentono urla e voci concitate).
Scna 14
(Monache in scna).
M1:
Avete sentito?
M2:
Cosa?
M1:
La fattorssa oggi tornata del mercato con una notizia tremendaCaterina
M2:
Dunque?...
M3:
Si scoperto dove fuggita?
M1:
No, sorellepreghiamo pr la sua anima stata uccisa!
(Stupore dlle monache).
M3:
Uccisa, ma come?
M1:
Hanno ritrovato il suo corpo martoriato.
M2:
Dove?
M1:
Gettato in un pozzo, vicino ad un casolare a Velate.
M3:
A Velate??!!.. E noi si pensava che fosse chiss dove, ma chi ha potuto?
BUIO
Scna15
Badssa:
Virginia, sono dispiaciuta pr la vostra mancata rielezione a vicaria Virginia, ma nonostante ci sono sicura che accoglierete con cristiana accettazione questa disposizione cos come impone la regola del nostro ordine.
Virginia:
Se non avete altro da dirmi..
Badssa:
Aspettate.
Io sono certa che avete smpre cercato di condurre una vita monastica irreprensibile, ma il mondo fuori di qui pino gelosie, di inganni., vi sono persone piene di odio pronte ad usare qualsiasi calunnia pr gettare fango sulla chisa. Mi giunta notizia di strane e oscure voci che circolano riguardo allassassinio dlla nostra conversa Caterina, si dice che chi lha uccisa, volesse mtterla a tacere E nostro assoluto dovere proteggere la chisa da simili dicerie
infamanti e voi non ci site riuscita. E forse pr qusto che stata eletta suor Francesca Imbersaga al vostro posto.
Virginia:
Ma io sono una De Leyvanon vi voce che possa infangare il luogo dove io
abito
Badssa:
Nessun nome tanto potente da impedire alla maldicenza di dilagare e tutta Monza parla: si fabbricano chiavi che aprono porte che non dovrebbero mai aprirsi.
Comprendete che se tali voci dovessero continuare, mi vedr costrtta a riferirlo al vicario criminale e tutta la verit verr a galla! (Virginia esce)
(la badessa chiama suor Francesca che nascosta dietro la grata)
suor Francesca,ora che siete stata eletta voi madre vicariadobbiamo porre fine a qusta situazione. In tutti qusti anni, per paura dei De Leyva e per timore di uno scandalo che avrebbe coinvolto tutto il manastro, abbiamo finto di non vedere, di non sapere, ma ora non possiamo pi farlo. Dio abbia piet di noi.
BUIO
Scena 16
Virginia: (abbracciata a Giampaolo che le dorme in grembo)
Gianpaolo, il nostro amore disperato e impossibile e condannato e sempre pi rintanato in queste mura, muro di omert che ci aveva finora protetti e che sta per sgretolarsi. E tu mi guardi in silenzio, ma io vedo nei tuoi occhi una fissit che non ti ho mai vista prima. Pensieri foschi conducono lontano la tua mente anche se mi accarezzi teneramente come non hai mai fatto prima, come se tu sapessi che ogni momento potrebbe essere lultimo.
BUIO
Scena 17
(In scena Virginia. Entra suor Ottavia trafelata).
Ottavia:
Virginia, una notizia terribile, hanno ammazzato il fabbrohanno vistolassassinosi fatto il nome di Giampaolo Osio. Lo stanno cercando pr tutta Monza.
(Esceveloce furtiva)
CAMBIO LUCE
(Arriva Giampaolo sporco di sangue).
Gianpaolo:
Virginia
Virginia:
Paolo..sei ferito?
Giampaolo:
No, no, non mio qusto sangue..il fabbro, qul maledttolho ucciso.
Virginia:
Ma prch lo hai ucciso, ma prch..prch?
Giampaolo:
Ho dovuto farlo parlava troppo! dopo tanti anni ci ha traditi. Alzavail gomito e gi a parlare tropposai cosa andava dicndo?... che il mondo smpre tale anche nei conventi, specialmente se contigui alle case di brillanti cavaliri, ma ora non conta pi nulla, morto.
Virginia:
Ma ti arresteranno, Paolo, ti condanneranno a morte.
Giampaolo:
No, non mi ha visto nessuno o comunque la paura chiuder la bocca a
chiunque si sognasse di parlare!
Virginia:
Ti sbagli, qualcuno ti ha visto e ha parlato la notizia arrivata prima di te.
Giampaolo:
Ormai non possiamo pi tornare inditro, dobbiamo pensare a come fuggire ora.
Virginia:
Tu dvi fuggire Paolo, fuggire subito, adesso.
Giampaolo:
Mi rifuger a Canonica da Ludovico Tavernami dve dei favori; non mi dir di no.
Virginia:
Pi lontano, pi lontano Giampaoloin bergamasca a Venezia.
Giampaolo:
No non mi allontaner da te.
Virginia:
Di cosa hai paura?..nessuno pu farmi nulla. Adsso vai, amore mio.
Giampaolo:
Virginia ti amo. (Giampaolo scappa)
LUCEsu Virginia
Virginia:
Sono rimasta sola Gianpaolo, La maledizione, lanatema, la resa dei conti ha avuto inizio. Ci che io non avevo saputo vedere dietro quel velo lucido dei tuoi occhi, inesorabilmente si sta compiendo. Tu non potrai pi essere qui con me, ma io ti penso in ogni minuto del giorno e ti sogno in ogni incubo delle mie notti, nellaria al mio fianco ti cerco come se potessi ancora accarezzarti, abbracciarti anche se non sento pi la tua pelle sotto le dita,n i tuoi occhi, ne le labbra dove tanto ti ho baciato Ma so che sei vivo e questa lunica cosa che mi aiuta a sopportare lo scorrere dei minuti, delle ore.dei giorni.
(Virginia esce)
PENOMBRA- CONTROLUCE
LA GRIDA:
Sua Eminenza, Don Pitro Enriquez de Acevedo, conte di Fuentes, governatore
dllo stato di Milano, ordina che la presente grida sia pubblicata nella terra di Monza e del monte di Brianza, acciocch vnga a notizia di tutti. Essndo stato provato che latroce assassinio compiuto con archibugio dlla persona di Rainero Roncino, fabbro, e di altri gravi delitti, commessi da Gian Paolo Osio monzasco, pr li quali stato condannato a morte, si promtte che a qualunque persona che consegner vivo o morto dtto Giampaolo Osio alla giustizia,saranno prontamente pagati in premio 1000 scudi e ancorch fosse ammazzato in paesi forestiri, baster che sia presentata la testa dllammazzato pr sufficinte prova.
Scna18
(Entra la badssa dal fondo con le monache, poi Virginia).
Virginia:
Madre, perch mi avete svegliata? E cos questa veglia nel cuore della notte?
Badssa:
Dovete partire Virginia.
Virginia:
Ora?
Badssa:
Si, ora. Il vicario criminale ha mandato i suoi uomini a prelevarvi
Virginia:
E a cosa dovuto tutto qusto?
Badssa:
Io non posso dirvi nulla. Lo saprete dal vicario in persona, quando sarete dinnanzi a lui
Virginia:
Come osate?! Io sono la feudataria di Monza!
Badssa:
Davanti alla legge di Dio non vi sono privilgi. Questa volta sarete voi ad essere giudicata. Vi condurranno al monastro di S. Valeria a Milano. Posso assicurarvi che sarete trattata con il risptto dovuto al vostro rango.
Virginia:
Non osate avvicinarvi, state lontane. Mi appeller a mio padre!
Badessa:
Vostro padre non si sta pi occupando di voi da molto tempo
Virginia:
Pitabbiate piet..sorelle..sorelle aiutatemipr lamor di Dio
Badssa:
Non nominare il nome di Dio! Tu che ti sei lasciata tentare dal demonio e hai peccato contro il cielo e trascinato nellinfamia anche tutte noi! Sorelle, preghiamo pr lei e pr noi stesse
Scena 19
Virginia:
Mentre mi trascinavano via pensavo a te Gianpaolo, almeno tu sei salvo. Stai corrndo disperato da un paese allaltro: Triuggio, Celana, Ponte San Pietro, poi Bergamo, cerchi un rifugio fidato presso nobili tuoi pari ma cadrai vittima del tradimento di colui che avrebbe dovuto nasconderti.
Una notte, Ludovico Taverna ti chiama nel suo palazzo in borgo Monforte, a Milano ti fa credere che ha il modo di introdurti nel monastro di S. Valeria, dove io sono rinchiusa in attesa di giudizio per farci incontrare unultima volta. No Gianpaolo!
non credergli una trappola infernale. Dove sei..io ti sento ancora cos vicino, sento il calore, del tuo respiro, il profumo della tua pelle, il tocco delle tue mani..
ma loro ti attirano con una scusa nei sotterranei del palazzo, Non ascoltarli un
suicidio. Ti stanno trascinando nella tomba! In un attimo sono su di te, ti trascinano a forza su una panca, uno degli uomini ti si avvicina, ti colpisce alla nuca con una mazza di ferro; aiutato dagli altri poi.no vi prego..qusto no!.... taglia la tua testa.
Il macabro trofeo vnne recapitato al governatore Fuentes che pag i 1.000 scudi promssi. La punizione divina, ma pi ancora quella umana, tanto meno misericordiosa, si stava compindo.
Voce del giudice fuori campo:
Qusta corte, add 17 ottobre 1608, dichiaratavi rea dei molti, gravi, atrocissimi
delitti, bn provati nel presente processo, vi condanna alla penitenza dlla perpetua prigionia nel convnto di S. Valeria in Milano, e ordina che veniate rinchiusa in una piccola cella snza finestre, la cui porta vnga serrata con un muro di calce e pitre e che l abbiate dimora finch avrete vita. Chiusa e murata di giorno come di notte, mangerete solo pane, berrete solo acqua, non potrete cambiarvi dabito, non avrete acqua pr lavarvi, non avrete giaciglio pr dormire, non potrete avere libri, se non la Sacra Bibbia pr leggere e meditare sui vostri orrendi peccati, sino alla vostra morte. Pr la salvezza dllanima vostra.
Monaca Vecchia (solo voce)
I fiori di Gianpaolo.. sono mortila sua casa non c pi e morte anche le piante del suo giardino .. oltre il muro non c pi nulla ogni voce si spnta nel silnzio. E in qul silnzio prese voce la mia anima.
Un suono di pietra tombale che si chiude precede il
BUIO TOTALE
FINE
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