LAMOSCARDINA
Atto unico
Riduzione della commedia in tre atti di Luigi Pirandello LIOLA
Personaggi:
La Moscardinabracciante agricolo
Liol ... bracciante agricolo
Zio Simone..massaro
Mita moglie di zio Simone
La vicenda si svolge nella campagna siciliana
Sulla scena ricostruita, per sommi capi, laia di una masseria. In scena ci sono laMoscardina e Liol. Si suppongono altri braccianti che non appaiono.
Moscardina Oh quest bella! Lo sai Liol perch non vuol darci da bere zio Simone? Perch gli ho detto che non ha figli a cui lasciare leredit! Vedi un po se questa una ragione?-
Liol- Lasciate fare a me. (va alla porta del magazzini e chiama) Zio Simone! Zio Simone! Venite qua! Ho una buona notizia per voi.-
Zio Simone- (uscendo dal magazzino) Che vuoi, pezzo dimbroglione?-
Liol-Hanno messo una nuova legge, fatta apposta per noi. Dico, per alleggerire le nostre popolazioni. State a sentire. Chi ha una troia che gli fa venti porcelli, ricco, non vero? Si li vende, no? E pi porcellini gli fa, pi ricco . E cos una vacca; quanti pi vitelli gli fa. Consideriamo ora, un poveruomo con queste donne nostre che Dio liberi, appena uno le tocca, patiscono subito di stomaco. E una rovina, no? Bene, il Governo ci ha pensato. Ha messo una legge che i figli, dora in poi, si possono vendere. Si possono comprare, zio Simone. E io, guardate, coi miei tre bambini, posso aprir bottega. Vuole un figlio? Ve lo vendo io. Qua, quello (indica qualcuno assente). Guardate com bello in carne! Tosto! Tosto! Pesa venti chili! Tutta polpa! Prendete, soppesatelo! Ve lo vendo per niente: per un barile di cerasuolo!-
Zio Simone- Vattene, finiscila, ch non mi piace scherzare su queste cose!-
Liol- Vi pare chio scherzi? Vi dico sul serio! Compratevelo, se non ne avete; e finitela di star cos, con le penne tutte arruffate come un cappone malato!-
Zio Simone- (sulle furie) Lasciatemi andare, lasciatemi andare, se no, davvero, per Cristo, non so pi cosa faccio!-
Liola- Nossignore, state qua, e non voffendete! Siamo tutti buoni vicini, una covata di zoticoni, e una mano lava laltra! Io sono prolifero, voi no-
Zio Simone- Ah, io no? Tu lo sai, vero? Te lo vorrei far vedere!-
Liol- A me, far vedere? No, Dio liberi! Volete far vedere il miracolo? (a Moscardina donna sui trentacinque anni) Niente di male, eh? Moscardina. Siamo in campagna: C chi abita su. C chi abita gi, e zio Simone abita in gi: Vecchiarello, flaccido, lasco. Guardate, se gli danno una ditata, gli resta il segno.-
Zio Simone- Ah, pezzo di malanova, aspetta che te lo lascio io il segno! (inciampa e sta per cadere).-
Liol- (sorreggendolo) Eh eh, zio Simone, bevete vino ferrato!-
Moscardina- Vino ferrato? Che cos?-
Liol- Che cos? Si prende un pezzo di ferro, sarroventa, si ficca dentro un bicchiere di vino e gi! Fa miracoli. Ringraziate Dio, zio Simone, che ancora non vi spossessano.-
Zio Simone- Mi dovrebbero spossessare?-
Liol- E come no? Anche questa legge possono mettere domani. Scusate. Qua c un pezzo di terra. Se voi la state a guardare senza farci nulla, che le produce la terra? Nulla: Come una donna che non fa figli. Bene. Vengo io, in questo vostro pezzo di terra: la zappo, la concimo, ci faccio un buco, vi butto il seme: spunta lalbero. A chi lha dato questalbero la terra? A me! Venitevoi ve lo pigliate perch ci tenete il piede sopra, e perch la legge vi da spalla. Ma se domani pu cambiare; e allora voi sarete buttato via con una manata; e rester la terra, a cui getto il seme, e l: spunta lalbero!-
Zio Simone Eh, vedo che la sai lunga tu!-
Liol- Io? No. Che lunga e lunga. Non abbiate paura di me, zio Simone. Non voglio nulla io. Lascio a voi di lambiccarvi il cervello per tutti i vostri danari e dandare con gli occhi a qua e di l, come le serpi.
Sapete? Questa notte ho dormito al sereno: solo le stelle mhan fatto riparo: Il mio guanciale, un cardoncello amaro,
Angustie, fame, sete, crepacuore? Non mimporta di nulla: so cantare!
Canto e di gioia mi sallarga il cuore mia tutta la terra e tutto il mare.
Voglio per me il sole e la salute;
voglio per me le ragazze leggiadre,
teste di bimbi bionde e ricciolute
e una vecchietta lcome mia madre. (cambiando tono, alle braccianti)
Via. Via, che altro c da fare? Trasportare le mandorle schiacciate nel magazzino di zio Simone. Pronti! Ragazze, avanti, sbrighiamoci,ch zio Simone ci dar da bere! (entra nel magazzini e imita di mettere i sacchi sulle spalle delle braccianti) Sotto a chi tocca! Questo piccolo alla zia Gesa, questo ch il pi grosso di tutti melo carico io. Su andiamo ragazze! Andiamo e zio Simone sborsa i picciuli!-
Zio Simone- Vado a prelevarli in banca. Ritorner pi tardi a portarvi i danari.(esce)-
Liol- (prendendo in disparte la Moscardina ) Maspetti un po, Moscardina, cosa vi disse zia Croce?-
Moscardina- A me? Chi? Quando?-
Liol- Si a voi. Stamattina vi ho sentito parlottare con zia Croce. Forse vi ha detto chenon volle darmi Tuzza in moglie?-
Moscardina- Ah, si. (concentrandosi) Si, mi disse che fu Tuzza a rifiutarti...gridando come uninvasata: Non lo voglio, non lo voglio, anche se sono incinta di lui.-
Liol- Ah si? E la madre?-
Moscardina- La madre le grid svergognata, scellerata, pazza! MaTuzza le rispose: Io pazza? Sentite un po: Zio Simone dopo quattranni di matrimonio con quella santarella- che prima se la spassava con Liol doveva avere il marito ricco e lamante festoso. Il gli ho tolta lamante e adesso le toglier anche il marito!-
Liol- (ironico, facendo il gesto con la mano) Magnifico!- E poi?-
Moscardina- Eppoi disse: Zio Simone vuole un figlio? Ebbene mi butter ai suoi piedi, gli confesser la mia colpa, lo supplicher e gli prometter che il figlio sar suo! Se lovorraE lo vorr! Sfido chiunque a dimostrare il contrario, e che zio Simone lo zittir? Ecco la mia vendetta! e lamia sistemazione, cara mammina!-
Liol- E io che cero andato per fare solamente il mio doverenon si dicesse che sia mancato per me. Io sono stato sempre con ragazzotte di fuorvia. Male forzare una porta ben guardata! E chiunque non si sarebbe fatto scrupolo di buttare di lato, col piede, ogni intoppo per queste strade. Io no. Volevo riparare. Non si pu? E allora vuol dire che tre e uno faranno quattro. Quindi mi sta dicendo che sta con zio Simone, vero?-
Moscardina- Verissimo!-
Liol- Certo, certo. Ora comora nessuno ci fa caso (rider) ma rischier di rompersi ilmuso (nuova risata) E rester con un palmo di nasoooo.-
Moscardina- Rester con un palmo di naso, chi?-
Liol- Chi so io(nuova risata) Certo, la povera Mita, beh, pazienza, che vogliamo farci?
Moscardina- Non sai dir altro? Via! Via! Certe bili ci piglio! Lasciami andare! A combattere con certuni, che la coscienza se la mettono sotto i piedi! (occhiataccia a Liol). Mi ritiro a casa.-
Liol- Non se ne curi! Vada, vada!-
Moscardina- Buona notte!- (esce)
Buio, alla ripresa delle luci, in scena ci saranno la Moscardina. Mida, poi Liol.
Mida Mi ritiro anchio in casa.-
Moscardina - Tua zia si ritirata?
Mita- Ancora no.-
Moscardina- Se hai bisogno di me, rester qua con te.
Mita- No grazie. Mi chiuder per notte. Buonanotte Moscardina.-
Moscardina- Buonanotte Mida. (esce)
Mita (vedendo arrivare Liol) Buona notte anche a te, Liol.-
Liol- Rimani a dormire qua, questa notte?-
Mita- Si, la zia in paese.-
Liol- E andata a ricorrere?-
Mita- Ha detto che andava dallavvocato.-
Liol- Davvero, allora, non vuoi ritornare da tuo marito?-
Mita- Non ho pi nulla da spartire con mio marito. Lho lasciato e sono venuta da mia zia. Buonanotte. (fa per rientrare)-
Liol- Ah, lha lasciato? Come sei sciocca, Mita!-
Mita- Che vuoi, non possiamo esser tutti scaltri come te. Vuol dire che per me ci penser Dio.-
Liol Dio, gi. Ci dovrebbe pensare. Ci pens una volta. Ma per quanto buona tu possa essere, timorata, rispettosa di tutti i santi comandamenti, certo non puoi paragonarti alle Vergine Maria.-
Mita Ti bestemmi!-
Liol- Scusa, se dici che deve pensarci Dio! Come? Per virt dello Spirito Santo?-
Mita Via! Via! Meglio che mi ritiri! Non posso star qua a sentire simili eresie.-
Liol- Eresie ti sto dicendo, anzi, che Dio non pu aiutarti cos-
Mita- Ma non intendevo mica cos io!-
Liol- E come, allora? Con le scenate che fa Moscardina? O le corse inutili al paese di tua zia? Strilli, bastonate, avvocato, delegato, separazione? Oppure cacciando me di mezzo; mandandomi a gridare in faccia a zio Simone che il figlio di Tuzza mio? Cose da bambini! Cose che potevano venire in mente a te e a me, quando, qua, in questorticello, giocavamo agli sposi e ogni tanto ci strappavamo i capelli e correvamo a fare i raffronti davanti a tua zia o a mia madre, ti ricordi?-
Mita- Mi ricordo si. Ma non stata colpa mia, e lo dissi anche a tua madre: Dio lo sa dove avevo il mio cuore, quando sposai-
Liol- Lo so anchio, Mita, dove lavevi. Ma questo ora non centra. Ti sei maritata, non se neparla pi.-
Mita Ne ho parlato, perch mhai domandato se mi ricordavo-
Liol- Ora il discorso e un altro. Tu hai torto e tuo marito ha ragione.-
Mita- Io ho torto?-
Liol- E scusa, non hai perduto quanti anni? Quattro? Cinque? Ecco il torto! Tuo marito s stancato. Sapevi bene, sposando, che ti prendeva in moglie per avere un figlio. Glielo hai dato questo figlio? No. Aspetta oggi, aspetta domani, alla fine, tanto ha detto, tanto ha fatto, che ha trovato unaltra che glielo dar invece tua.-
Mita- Ma se Dioa me questa grazia non ha voluto farmela?-
Liol- E se tu aspetti che piovano fichi! Lo vorresti sul serio da Dio? Poi dici che bestemmio. Vai, vai a domandare a Tuzza, da chi lo sta avendo lei, il figlio.-
Mita- Dal diavolo, lei!-
Liol- No da zio Simone.-
Mita- Dal diavolo! Dal diavolo!-
Liol- Da zio Simone!-
Mita- Hai il coraggio daffermarlo anche davanti a me? Uninfamia questa, Liol!-
Liol- Perci ti dico che sei una sciocca! Guarda: facciamo come dice la Moscardina: vado da zio Simone; anzi, mi lego un campanaccio al collo e mi metto a gridare per tutte le campagne e le strade su, al paese: Don, don, don! Il figlio di zio Simone mio! Don, don, don! Il figlio di zio Simone mio! Chi ci crede? Si, magari ci crederanno tutti. Ma lui no, lui non ci creder mai, per la ragione appunto che non ci vuol credere! Vai a convincerlo, se sei buona! E poi, via, siamo giusti! Ti pare che domani il figlio di Tuzza nascer con un cartellino in fronte: Liol! Cose cieche anche per la stessa mamma che lo fa! Neanche se lo scannano, stai sicura, egli creder che il figlio non suo! N io ho il mezzo di farglielo riconoscere per mio! Ma tu stessa, tu stessa, se non sei proprio una sciocca, tu stessa, prima di tutti, devi dirglielo ch vero.-
Mita- Vero che il figlio suo?-
Liol.- Si, si: suo! suo! e che finora non mancato per lui, ma per te! Tanto vero che lui sta per averlo da Tuzza, e checome ora sta per averlo da Tuzza, domani lo potr avere da te!-
Mita- E come?-
Liol- Come? Te lo sto dicendo come! Come lo sta per averlo da Tuzza!-
Mita- Ah no! questo no! questo mai!-
Liol- E buona notte, allora! Statti quieta e non piangere pi! A chi vai a ricorrere? Perch te ne scappi? Con chi te la pigli? Gli altri tinsegnano come si fa, e tu non vuoi seguir linsegnamento. Gliela lasci commettere tu a Tuzza linfamia, non io! Perci io ho negato e nego! Per te, per te nego, per il tuo bene, e non perch non c altro mezzo ora di sventare questinganno e questinfamia! Ah, ti pare che bruci soltanto a te? Dio solo sa quello che ho dovuto ingozzare! Quando andai l, per fare il mio dovere di galantuomo, e sotto i miei occhi, quella madraccia infame, fece entrare tuo marito dovera Tuzza! Ah! Lo vidi come in un quadro il tradimento; vidi te, Mita, e ci che doveva venirtene, e giurai a me stesso che non dovevano averla vinta! Mi cucii le labbra. E ho aspettato questo momento! No, no, non deve passare questinfamia, Mita! Devi darglielo tu il castigo! Dio stesso te lo comanda! Non deve approfittarsi di me, quellinfame, per rovinarti! (le cinge la vita)-
Mita- No, no (divincolandosi) lasciami, lasciami Questonon lo far maino, no, non voglio, non voglio-
Sode un rumore
Mita- Ah, sssaspetta! Sento camminareChi viene?-
Liol- Entriamo, entriamo subito!-
Mita- No, lui lui, si, mio marito, il suo passoScappa. Scappa via, per carit! Io mi rinserro in casa.-
Entra zio Simone. Liol si nasconde. Si sente aprire la porta.
Mita- (uscendo) Moscardina, Moscardina! (poi al marito) Non vengo! Vho detto no! Non vengo! Non voglio pi stare con voi! Moscardina!!!-
Zio Simone- Chiami aiuto?-
Moscardina- (uscendo di casa) Mita! Mita! Che ? Ah, siete voi, zio Simone?-
Mita- (quasi abbracciandola) Glielo dica lei, glielo dica lei, Moscardina, per carit, che mi lasci stare!-
Zio Simone Tu sei mia moglie, e devi venire con me!-
Mita No, no! Non sono pi io vostra moglie, no! Andate a cercarla dov, vostra moglie, in casa della schifosa di vostra cugina!-
Zio Simone- Stai zitta, stai zitta, o per Cristo ti faccio sentire di nuovo il peso delle mie mani!-
Moscardina- Eh via, basta, zio Simone! Lasciatela almeno sfogare, santo Dio!-
Zio- Nossignore, si deve star zitta! Che se non ha saputo essere madre, deve sapere almeno esse moglie; senza sporcarsi la bocca dicendo male del mio parentado.-
Moscardiba- Ma siamo giusti, zio Simone, son pretese le vostre? Le cuoce, poverina, ci che le avete fatto!-
Zio Simone- Non le ho fatto nulla io! Solo il bene le o fatto, quando la presi dalla strada e la misi a un posto che non si meritava.-
Moscardina- Benedettuomo, e vi par questo il modo di persuaderla a ritornare con voi?-
Zio Simone- Ah non vero che avrei mancato di rispetto alla santa memoria di mia moglie, se non era perch non sapevo a chi lasciare la roba! Tutta la mia roba, fatta a sudori di sangue, allacqua e al sole!-
Moscardina- Sta bene. Ma che colpa ha questa poverina, in nome di Dio?-
Zio Simone- Non avr colpa, ma nemmeno deve darne a chi ora sta facendo ci che non ha saputo far lei!-
Mita- (a Moscardina) Lo sente? (al marito) Che volete pi da me, allora? Andate da chi ve lo sta sapendo fare, e lasciatemi in pace, ch del vostro nome e delle vostre ricchezze io non so che farmene.-
Zio Simone- Tu sei mia moglie, tho detto: e quella mia nipote. Ci che stato stato, e non se ne parla pi. Io ho bisogno duna donna che massista in casa.-
Mita- E io, guardate, piuttosto, di notte tempo, mi butto per le campagne!-
Moscardina- Via, lasciatela calmare un po, zio Simone: il colpo che le avete dato stato troppo forte. Un po di pazienza! Vedrete che Mita si calmer e ritorner a casa.-
Mita- Avr voglia daspettarmi, non ci torno!-
Moscardina- (a Mita) E venuto fin qua, vedi? Per ricondurti a casa; e che(sottolineando la frase) ora tutto finito e che non andr pi dalla zia Croce. ( allo zio Simone, con decisione) Non vero?-
Zio Simone- Non andr pi, ma il figlio, quando nascer, lo prender con me.-
Mita- ( a Moscardina) Ecco, lo sta a sentire? E la madre allora verr a pestarmi in casa! Perch con la scusa che la madre, potr chiuderle la porta in faccia? E vuole che sopporti un tale sopruso? E debbo, apparecchiar loro anche il letto a casa mia, con le mie mani?-
Zio Simone- Ma che dici? Su, su, andiamo. Ch notte!-
Mita No, no! Se non ve nandate, corro a buttarmi gi dal ponte!-
Moscardina- Dare ascolto ame, zio Simone, asciatela qua almeno per questa notte. Conle buone, a poco a poco, si persuader e vedrete che domani domani ritorner, potete essercerto.-
ZioSimone- Ma perch vuol rimanere qua stanotte?-
Moscardina- Perchperch perch tra laltro deve guardare la casa di sua zia, salita al paese. Via, non badate! Nella prima furia! Andate, andate a dormire, c tardi. Mita ora si chiuder in casa, rifletter, si calmer e buona notte. Avanti, andate e buona notte anche a voi, zio Simone.-
Liol, strisciando lungo il muro, entra in casa dalla porticina laterale e subito la richiude. Zio Simone, fa per avviarsi, ma si avvede che ha lasciato per terra il lanternino, quindi ritorna.
Zio Simone- O oh, il lanterninoho lasciato il lanternino(lo prende, lo alza per vedere se ben acceso) Al buio, per la campagna, Dio liberi, c pericolo di rompersi le corna-
Buio. Quando riprende la scena, ci saranno Liol e la Moscardina.
Moscardina- quindi zio Simone le disse: Cara cugina, guai. Insomma, si a settantacinque insomma, Mita me lha confidato stamattina: Aspetta un figlio da me! A questo punto zia Croce e Tuzza gridano: Ah, Liol! E voi avete il coraggio coraggio di credere che il figlio sia vostro? Allora zio Simone disse: Badate ,non mettete in bocca il nome di Liol, adesso, perch io le domandai di star zitta, quando mi butt in faccia per Tuzza la stessa accusa, chera vera! Io ho fatto con voi soltanto opera di carit, nientaltro. Ma con mia moglie, ci sono stato io, ci sono stato io! E ch mio! Mio!, mio! Il figlio! E guai a chi sattenta a dir cosa contro mia m oglieOra a da pensare a mio figlio, adesso. Al vostro ci penser suo padre. Liol non potr negare in faccia ame che il figlio sua. Lasciate cheparli con Liol E questo tutto ci che sono venuta a sapere.-
Liol- E lasciate pure che zio Simone mi parli ah, una cosa.-
Moscardina- Cosa?-
Liol- Tutto questo per me insomma, perch lo fate questo per me, Moscardina?-
Moscardina- (maliziosa) Vuoi proprio che te lo dica, fimminaru?-
Liol (ammiccando) Anche voi?... ah, bene, allora ciao Moscardina e a presto.-
Entra zio Simone, Moscardina se la fila alla chetichella.
Zio Simone- Caro malacarne, vieni ho da parlarti.-
Liol- A disposizione.-
Zio Simone- Vedi, certe volte bisogna essere generosisai Tuzzainsomma aspetta un figlio? E che si dice, pare, insomma si crede che questo figlio sia tuo? Bene, tu te la sposi, legittimi il figlio e alla dote di Tuzza ci penso io. Che ne dici?-
Liol- Io? Il padre? Del figlio di Tuzza? O zio Simone! Oh, parlate proprio voi, zio Simone! Vorreste negare, adesso, che siete voi il padre, e gettate il figlio addosso a me? Non facciamo scherzi! Io ho tanto ringraziato Dio che mha guardato desser preso nella rete, in cui, senza sospetto di nulla, ero venuto a cacciarmi! Alla larca, zio Simone! Che razza di vecchio siete voi, si pu sapere? Ho saputo della gravidanza di Mita e, vecchiaccio, non vi bastava un figlio con vostra nipote? Ono, anche con vostramoglie? E che cosavete in corpo? Le fiamme dellinferno? il fuoco divino? il diavolo? ilMongibello? Dio ne scampi e liberi ogni figlia di mamma!-
Zio Simone- Liol, non farmi parlare! Non farmi fare, Liol, ci che non debbo e non voglio fare. Vedi che tra me e mia nipote, non c stato, n poteva esserci, peccato! C stato solo che mi si buttai piedi pentita di ci che aveva fatto con te, confessandomi lo stato in cui si trovava. Mia moglie adesso sa tutto. E io sono pento-to a giurarti davanti a Ges sacramentato e davanti a tutti, che mi sonvantato del figlio che, in coscienza, era tuo!-
Liol. E intende, con questo, che io ora dovrei prendermi Tuzza?-
Zio Simone-Te la puoi e te la devi prendere, Liol, perch, com vero Dio e la Madonna, non stata daltri che tua!-
Liol- Eh-eh-eh , come correte voi, caro zia Simone! Volevo, s, prima. Per coscienza, non per altro. Sapevo che, sposando Tuzza, tutte le canzoni mi sarebbero morte dal cuore. Ma, per fortuna, fu lei a non volermi allora voleva, invece, la botte piena e la moglie ubriaca. Zio Simone, le due cose insieme non si possono avere! Ora il gioco fallito! No, ringrazio il Signore! Ringrazio. Posso farmi coscienza, questo si- Gira e volta, vedo che qua c un figlio di pi. Bene, non ho difficolt. Crescer il da fare a mia madre- Il figlio, ditelo pure a Tuzza, se melo vuol dare, me lo piglio!(ironico, guardando in lontananza) Tuzza, o Tuzza! Non piangere! Non ti rammaricare! Quando nascer, dammelo pure. Tre e uno quattro! Gli insegner a cantare. (ridendo e poi cantando, intanto che zio Simone esce ingrugnito, poi ad alta voce chiama) Moscardina, oh Moscardina!-
Moscardina (affacciandosi, poi maliziosamente) Che vuoi, fimminaru-
Liol- Moscardina, stasera ti faccio una bellaserenata!-
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