La mummia di mia moglie è scomparsa

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LA MUMMIA DI MIA MOGLIE È SCOMPARSA

Commedia in tre atti

DI

Angelo Alfieri

PERSONAGGI

Dany Landi                    Marito di Luna

Luna Pesetti                   La moglie

Giordano Stazzo            Marito di Linda

Linda Boschi                  La moglie e amica di Luna

Oriana Dellapiva           Inquilina dell’ultimo piano

Maria Dottoni                L’inquilina del piano di sopra

Giorgio Belloni              L’inquilino del piano di sotto

Gregorio                         Il portiere del palazzo

Voce della moglie di Gregorio

Due comparse

La scena: In un appartamento di un elegante palazzo nel centro di una città del nord Italia. Quattro porte, due per lato. Una finestra sul fondale. Mobilio ricercato, moderno. Sul lato destro del fondale, staccato di un metro dal medesimo, verrà posizionato verticalmente un sarcofago egizio abbastanza capiente da contenere due persone il cui fondo sarà apribile. I movimenti del pannello posteriore avverranno sempre con il coperchio del sarcofago chiuso. Da questo pannello entreranno e usciranno alcuni personaggi. Questa commedia è dedicata a quelle mogli che, nonostante i tempi, hanno i mariti ancora un po’ troppo furbetti.

Tutte le commedie di questo autore sono tutelate dalla S.I.A.E.  

ATTO PRIMO

Scena prima

Lunedì. Tredici giorni prima  del carnevale di rito ambrosiano

Entrano due manovali con un sarcofago

Tardo pomeriggio

Dany:                   (È già in scena, sta leggendo un libro. Campanello). Sono arrivati! E va bene: subiamo anche questa demenziale soluzione lavorativa. Avanti! Lasciatelo qui accanto alla finestra: intanto la apro. Puzza un po’. A me l’odore di stantio non piace. Fate attenzione perché se si dovesse aprire sentirei mia moglie urlare per una settimana e vi assicuro che non è piacevole. Accuserebbe me di incapacità. Sta in piedi? Bene: prego, è per il disturbo. Ecco fatto. (Da una banconota da venti euro a ciascuno. I due escono soddisfatti). Alla faccia: quaranta euro per una mummia, se avessero portato un frigorifero sarebbe costato meno. Ma la signora vuole così! Ama portarsi il lavoro a casa. Ed io ne devo fare le spese: in tutti i sensi! Materiali e spirituali … insomma … morali diciamo. (Lo osserva attentamente). Ho una voglia di aprirla ‘sta cassa da morto … è sigillata! L’avrà fatto mettere lei: figurarsi! Il defunto si sballottola troppo. Prende freddo. Si decompone. Le risate che mi farò quando aprirà ’sto sacco di bende ammuffite. Non mi voglio perdere il momento per nessun motivo al mondo (sarcastico).Che ore sono … eh, tra un po’ arriva. Quasi quasi chiamo Giordano per assistere all’evento, almeno fa da testimone oculare. Lo chiamo: – “ Gio, puoi scendere verso le diciassette e trenta? … Ho bisogno di una presenza amica perché … ma cosa dici? … è arrivata la mummia! Apre la mummia … voglio che tu sia presente … si deve rendere conto che abitiamo in un palazzo non al museo egizio …. Esatto! Diglielo anche tu … scendi però! Potrei prendere un tuo rifiuto  come un tradimento … ecco bravo!” – . La solidarietà tra colleghi, nonché vicini è indispensabile.

Gregorio:    (Da fuori). Professor Landi è in casa?

Dany:                   Ecco! L’impiccione per antonomasia. È un  fulmine. Quando lo chiami tergiversa ma quando c’è da … L’avverto: abbiamo un ospite non proprio contemporaneo.

Gregorio:    Lo so! Ho visto le manovre di scarico.

Dany:                   Ti pareva. Allora entri. Bello eh?

Gregorio:    Mi perdoni la franchezza: fa letteralmente schifo! Per non dire altro. Dal modo in cui lo maneggiavano non deve avere un gran peso. È di legno o di cartone?

Dany:                   Saranno perlomeno tre cartoni: uno nell’altro.

Gregorio:    Davvero? Che tipi questi egiziani. Ho capito: tre scatoloni per conservarlo meglio. Sarà sott’olio?

Dany:                   Non è una sardina.

Gregorio:    Sa … una volta per conservare si metteva olio o sale.

Dany:                   Penso che l’abbiano salato.

Gregorio:    Lo condivano via … le risate. E adesso per quanto tempo lo tiene?

Dany:                   E chi lo sa! Spero per poco. Ufficialmente nessuno sa della presenza dell’oggetto. Mi raccomando, sia discreto una volta tanto.

Gregorio:    Ma le pare? Per chi mi ha preso? Ho fatto in modo che nessuno salisse sull’ascensore durante la traslazione.

Dany:                   Menomale! La sente la puzza di marcio che aleggia?

Gregorio:    A dire il vero l’ho sentita subito appena l’hanno scaricato. Pensavo ad un travaso della fogna e invece era  … questo qui. Sa come si chiama il defunto?

Dany:                   Non ne ho la più pallida idea. Lei è salito per qualcosa o?

Gregorio:    Sono salito per qualcosa ma non ricordo per cosa. Ah sì: la lettera! È per sua moglie. L’hanno portata stamattina. C’è scritto urgente.

Dany:                   E lei  me la porta alla sera. Appena arriva gliela do. Gregorio .. vuole assistere allo sbendamento della sardina qui?

Gregorio:    Ma nemmeno per sogno, scendo in guardiola. Detesto vedere i morti. Questo tipo in particolar modo. Arrivederla.

Dany:                   Grazie per la … Ho già capito che sarò solo al momento fatidico. Non che abbia paura … ci mancherebbe! Le mummie mi fanno un baffo. Che idiota: è pubblicità. Ahhhh, è salito per curiosare. Portinai … (scuote il capo).

Giordano:   Ehi egittofilo: apri! Dov’è? La madonna che baule ti sei fatto? È un regalo di nozze tardivo?

Dany:                   Magari lo fosse! Tu non lo sapevi. Sei capitato dentro per caso: chiaro!

Giordano:   Non sono scemo: finora. Sai chi è?

Dany:                   Un altro! Non lo so!

Giordano:   Aprilo, che aspetti? Che marcisca del tutto?

Dany:                   Fai dello spirito? Hai visto? Questa mi mancava. Una mummia in casa.   

Giordano:   Dai, sfratta il proprietario ed  entraci tu. Fai uno scherzo a Luna.

Dany:                   Scherzi? Dove butto il bendato? Giù dalla finestra.

Giordano:   Ti immagini Belloni che casino farebbe? La prima cosa che fa è chiamare la polizia e in seconda battuta i pompieri e poi l’ambulanza per lui perché crede di aver visto un alieno sul balcone. E se glielo facessimo credere?

Dany:                   Ma no! Non è il caso. È troppo stressato. Ha in mente Maria.

Giordano:   Sono dieci anni che la corteggia senza venirne a capo. Si decida a chiederle di uscire una benedetta volta. 

Dany:                   Non ascolta nessuno. Gli puoi dire di tutto ma finisce sempre col parlare di quella.

Giordano:   Penso che con questo affare ci divertiremo … Sia benedetta la mummia di tua moglie.

Dany:                   Oh! Non cacciarmi nei guai. Una mummia in casa, ma ti rendi conto? Porca misera non arriva! Stasera tarda!

Linda:         (Da fuori). Allora sali o no?

Giordano:   Le viene un colpo. Attento! Si spaventa come niente. Entra Linda! 

Linda:         Che puzza di pesce marcio! (Finge di ignorare l’oggetto). Luna?

Dany:                   Sta arrivando … siediti un attimo.

Linda:         A dire il vero sto aspettando il … questa specie di marito fannullone. Hai detto che stavi via un attimo?!

Giordano:   Stavo salendo! Diglielo.

Dany:                 È vero! … Cosa dici di bello Linda?

Linda:         Niente … cosa devo dire? Volete che vi insulti?

Giordano:   Lo meritiamo forse? No!

Linda:         Oh! Senti, non ho tempo da perdere: seguimi! Scusa Dany: scommetto che puoi fare benissimo senza di lui.

Giordano:   Sìììì. … Cara, non noti niente di strano?

Linda:         Tu sei strano … più del solito. Un consiglio Dany: spalanca la finestra se vuoi sopravvivere. Andiamo.

Giordano:   Eh … cosa devo dirti: mi tocca! E buona fortuna. Non credere che sia il suo schiavetto … Ciao.

Dany:                   Si vede che non è così. Per fortuna è una che si spaventa per un nonnulla. Alla faccia! Non l’ha nemmeno vista! (Riprende il libro) E quello se n’è andato. L’ho fatto scendere apposta per avere un sostegno morale. Quando uno ha la moglie strana che ti riempie la casa con fagottoni simili ecco che anche gli amici più intimi, chiamati in soccorso,  ti abbandonano lasciandosi convincere dalle mogli senza batter ciglio pur di non incappare in qualche punizione. Mia moglie è strana, e si vede, ma Linda è troppo severa … troppo! E lui non si ribella: mai! … E che diamine.Allora dove eravamo rimasti … ecco qua. Tanto quella chissà quando arriva. Un minimo di pace prima dell’apertura del Signor profumo di rose mi è dovuta. (Campanello). Chi è?

Giorgio:      Giorgio Belloni!

Dany:                   Oh signore è già qui! Appena vede un movimento insolito arriva di corsa. E va bene! È toccato a noi il coinquilino impagliato e credulone? L’abbiamo noi. E in quanto a paglia tu non sei da meno. (La mummia). Entra!

Giorgio:      Bricconcelli cosa avete comprato? Un armadio puzzolente vedo?

Dany:                   Per niente!

Giorgio:      E quello cos’è?

Dany:                   Quello dici? Sai Luna ama il carnevale e ha pensato di farsi costruire un costume liberty semi decorato per la festa in maschera che terremo qui a casa sabato grasso. Tra tredici giorni.

Giorgio:      È già carnevale? Come passa il tempo!

Dany:                   Tu non ti accorgi perché impegni tutto il tempo a correr dietro inutilmente a quella smorfiosa di Maria.

Giorgio:      Mi sono deciso: la invito ad uscire … perché non mi inviti alla mascherata? Fai venire anche lei. (Impaziente).

Dany:                   D’accordo! Se Luna dice di sì potete venire.

Giorgio:      Dipende da lei? A casa tua comandi tu giusto?

Dany:                   Sì eh! Che sono. Scemo? Hai dei dubbi?

Giorgio:      Noooo. Quali dubbi! Lo sai che poco fa stavo sul balcone ammirando il panorama e improvvisamente sono stato raggiunto da una zaffata di aria putrida che mi ha messo in agitazione?

Dany:                   Non mi dire? Io non l’ho sentita.

Giorgio:      In ascensore si sente bene. Sembra quasi che abbiano trasportato un cadavere …  sai quelli antichi putrefatti … certo che tua moglie è un po’ strana eh … un costume a forma di sarcofago.

Dany:                   Perlomeno è originale. Io di costumi simili non ne ho mai visti.

Giorgio:      Nemmeno io! Niente … pensavo che la puzza venisse da qui ma a quanto pare non è così. Meglio! Sai, da quando abitano quei cinesi, gli odori non si contano più. Per condire usano l’olio del carretto che puzza di mummia  marcia.

Dany:                   Ne avranno rotta qualche bottiglia in ascensore.

Giorgio:      Ecco il perché! Glielo farò presente. Lo senti? Una scia è entrata anche qui.

Dany:                   L’hai portata dentro tu.

Giorgio:      Può essere! … la mania di friggere le patate con l’olio del motore. Allora  confido nella comprensione di tua moglie per poter partecipare alla festa.

Dany:                   Non temere: verrai! Adesso scendi perché se dovesse rientrare  all’improvviso e ti trovasse qui si emozionerebbe e poi … direbbe cose che non pensa.

Giorgio:      Hai detto: se! Quindi non sei sicuro … (Rammaricato) e lo so che pende dalla parte di Maria. La vuole vedere felice ma non accanto a me.

Dany:                   Non ti sottovalutare. Ti stai facendo dei complessi inutili. Scusa se ti mando via così ma se per caso si dovesse aprire il costume … devi sapere che mia moglie ama fare sorprese e non gradisce che lo si veda prima di carnevale. Bizzarrie femminili. Più che altro stranezze. Ciao! E quella non arriva! Preparo qualcosa per cena? Io devo preparare la cena? E da quando un marito si mette a cucinare? Come si fa poi? (Ride). Magari un pezzetto di mummia affumicata. Mi vengono così … ma scherziamo? Sono un grande umorista. (Va in cucina).

Scena seconda

Poco dopo

Luna:          (Entra). Che giornataccia, che traffico, che puzza! Finalmente sei arrivato vecchio mio. Gli faccio credere che il fatto sia da tenere segreto? In questa casa un segreto? Lo sapranno già tutti … aspetta! Come lo chiamo questo?  E qui bisogna trovare un nome adatto. Vediamo un po’ (Pensa). Pefameriset? Sì! Mi pare adatto. Sei proprio un gran fusto.

Dany:                   (Rientra sulle ultime parole) Ami la vita mondana vedo? Hai visto che è arrivato mister puzza fresca? Bello largo … chi è?

Luna:          Uno che la sa lunga sulle donne. Non puoi capire: sei troppo moderno.

Dany:                   E un po’ scemo!

Luna:          Esatto. Chiudi la porta a chiave: non deve entrare nessuno. Lo sa già tutto il palazzo o non hai fatto in tempo a divulgare?

Dany:                   Lascia stare … è venuto accompagnato.

Luna:          Da chi? 

Dany:                   Dal tanfo. E non vorrei che portasse delle malattie strane. Ci manca la  maledizione di “Questo donnaiolo”. Aprilo!

Luna:          Io? Aprilo tu! Io lo devo studiare mica manomettere.

Dany:                   Per me può rimanere così per altri mille anni.

Luna:          Ho capito: lo devo aprire io. Fifone. Hai paura del signor garza eh? (Lo ispeziona). Glielo hai messo tu il lucchetto? Chiama Gregorio, digli di portare tenaglie, martelli e attrezzi da scasso …

Dany:                   Non credo abbia il coraggio di aprirla. Detesta i morti.

Luna:          Pagalo, poi vedi che il coraggio lo trova.

Dany:                   E sia! – “ Gregorio sono Landi … sì … mia moglie chiede se gentilmente può venire su con un piede di porco  per scardinare un affare qui …  esatto! … Si bendi gli occhi (Luna lo guarda, gesto di Dany) … esatto! … cento le bastano? … duecento! … e sia!”–. Contenta?

Luna:          Per niente! Sa già di che si tratta vedo?

Dany:                   Si benda gli occhi per via delle schegge che potrebbero staccarsi. Sei maliziosa però.

Luna:          Tu sei un fesso! Lo sai che è un segreto. A nessuno è concesso di portare a casa una mummia intatta. Chiudi!

Dany:                   Che privilegio! (Il sarcofago si apre da solo, i due non si accorgono). Ecco! Non è colpa mia se vengono.Chi è?  (Dany guarda la porta e Luna è finita dietro la medesima un attimo prima dello squillo. Si era avvicinata alla libreria in cerca di un volume e da’ le spalle al pubblico nell’ istante in cui entra Oriana, che non la vede ).

Oriana:       La venere di Milo in bicicletta (Vede la mummia). Luna guarda che carnevale è sabato della prossima settimana.

Luna:          (Da dietro la porta) Lo so!

Dany:                   Eh? Che magia: parla dall’aldilà! Questo qui è furbo. È strano ma furbo.  Non come me ma … Chiedigli qualcosa?

Oriana:       Siete sicuri di star bene?  Girati un po’?

Dany:                   Ueilà. Che sorpresa. Al limite dell’infarto. (Fa un balzo all’indietro). Lo facevo meno vecchio. Eccolo qui! Che brutta cosa la vecchiaia. Ti presento il signor carta pecora. Esci da lì, presto … (guarda in direzione della moglie, Oriana intende la mummia e si avvicina al sarcofago).

Oriana:       Lasciala lì che è meglio … È vera?

Luna:          (Sbuca da dietro la porta, Oriana non la vede).  E certo che è vera.

Oriana:       Parla? Non si finisce mai di impar … Buonasera, come stai?

Luna:          Ultimamente non troppo bene: ho gli occhi bendati.(Vorrebbe scagliare un libro al marito ma si trattiene).

Oriana:       Ti vedo un po’ appassita.

Dany:                   È un uomo! (Ride).

Oriana:       Davvero? Che stupida. Avrei dovuto capirlo subito: puzza!

Luna:          Mio marito ama fare gli scherzi prima del tempo stabilito. Apre le casse senza dirlo.

Oriana:       Che fifa ragazzi. Così al primo momento non mi sono resa conto ma adesso … mi è venuta una punta d’ernia ombelicale. È un vostro congiunto?

Luna:          Il prozio del nonno. Invece di cremarlo lo abbiamo imbalsamato: anni fa! (Minaccia il marito).

Oriana:       (Si avvicina ancora di più). Meglio la cremazione.  

Dany:                   Ti piace lo zio? 

Oriana:       Insomma: c’è di meglio.  

Dany:                   Si è aperto da solo … gli scossoni.

Luna:          Oriana. Girati! Sono qui! Pensa che doveva rimanere un segreto. Ma con lui.

Oriana:       Luna, smettila di fare scherzi. Aspetta carnevale almeno. Madonna che mezzo spavento. Guarda: pelle d’oca!

Dany:                   Beh … voglio dire: capita.

Oriana:       Cosa fai, lo sbendi e la mummia la fai tu? Dany sei un irresponsabile.

Dany:                   Io! Mister Mezzamun è suo.

Gregorio:    (Bussa) Ho gli attrezzi ... entro?

Luna:          Porca miseria il portiere: me n’ero scordata. Voglio vedere cosa fa! Entri! (Tra sé). Ha bisogno anche lui del trattamento.

Gregorio:    (Ha gli occhi bendati, ha una cassetta di attrezzi). Entro eh!? Sono dentro?

Oriana:       State facendo un gioco di società?

Luna:          Esatto! Si chiama: chi è il più fesso? Mio marito e questo altro furbo sono candidati alla vittoria finale.

Gregorio:    Guidatemi. (Tocca Oriana) Che cos’ho in mano?

Oriana:       Sapesse!

Gregorio:    Morbida. Ne approfitto un attimo per constatare. Mah! Troppo molle.

Luna:          Tocchi questo che è meglio. ( Gli mette in mano un trapano).

Gregorio:    Ecco un trapano: bene. Comincio lo scasso?

Luna:          Gregorio sa cosa sta scassinando?

Gregorio:    Un baule signora … totalmente inodore. (Finisce dentro il sarcofago). Che cartone morbido … è un attimo. Ecco fatto. Professore si sposti non vorrei trapanarle una mano. (Alla mummia). Preferisce che buchi qui o qui?

Luna:          Se buca li finisce in cucina. (Il sarcofago si chiude). Eccolo là si è chiuso dentro. Spero che non si tolga la benda proprio adesso. (Si è aperto il panello posteriore e Gregorio rientra in scena).

Gregorio:    Ecco fatto! Tutto a posto? Pensavo peggio: roba vecchia, cede subito … a parte l’inaspettato giretto su me stesso è stato facile. Devo aver toccato qualcosa di molliccio proprio sulla maniglia. Detesto i morti in  un modo,  non li posso guardare … professore mi accompagni alla porta. Siete soli in casa o avete gente? (Sta parlando al muro).

Dany:                   A parte l’ospite d’onore: nessuno! Gli attrezzi.

Luna:          Vedo che è totalmente all’oscuro circa la natura dell’ oggetto?

Gregorio:    Sìììì … tuttavia penso si tratti  di un baule con attrezzature da spiaggia. Ho fatto un buon lavoro?

Dany:                   Ottimo! Lei sa lavorare bene anche da cieco. Mi creda a volte è una fortuna. (Oriana è stupefatta). Prego la porta. Passo io in portineria.

Gregorio:    Vista la facilità con cui ho aperto il cassone facciamo cento. (Esce).

Oriana:       Ma … che diavoleria è mai questa? 

Luna:          Me lo sto chiedendo pure io. Ma guarda. (Ironica).

Dany:                   Quale diavoleria? È l’uscita di sicurezza! Non hai detto che le mummie di notte escono dal sarcofago per una boccata d’aria? Lui esce da dietro.

Oriana;       Che usanze! Lo fanno anche i nostri morti?      

Luna:          I più evoluti sì! Lui lo farebbe di sicuro … ma è ancora tra noi: per ora.

Dany:                   Oriana, non ne parlare con nessuno ti prego. Io sono una persona rispettabile: ho una reputazione da difendere.

Luna:          Oriana, non lo dire a nessuno ma non per quello che ha detto lui. È quasi illegale portarsi a casa un sarcofago. Me lo hanno concesso perché devo fare degli studi particolarissimi … extra capisci?

Oriana:       Io non parlo ma questo di sotto, se lo viene a sapere, sono guai.

Luna:          Ha in mente solo Maria … se dovesse venire su qualche balla la inventiamo.

Dany:                   Purtroppo sa della presenza di “puzza fresca”. È salito prima per via dell’odore che ha pervaso il suo balcone. Gli ho fatto credere che fosse un costume di carnevale.

Oriana;       E ti ha creduto? (Dany annuisce). E Maria si dovrebbe mettere con uno simile? Lei sarà  quella che sarà ma lui è quello che è!

Luna:          Su questo non c’è dubbio. Acqua in bocca! Ciao!

Oriana:       Sono scesa perché ho bisogno un po’ di sale … avrei potuto mandare mio marito ma ho preferito scendere di persona perché ultimamente fa il furbo con le condomine e torna dopo ore senza nemmeno portare quello di cui avevo bisogno. Grazie.

Luna:          Oriana domani ti trovo? Voglio dirti una cosa. Ciao. (Esce Oriana). Allora vediamo un po’ l’amico qui che ha da dire. … Dovrai ammettere che è ben conservato. E sì: è proprio lui. Pefameriset!

Dany:                   Piacere Dany Landi … il sole di questa estate ti ha fatto male: molto! Ti vedo screpolato. Tesoro, sono in cucina: per qualsiasi cosa chiama Tutankamon. 

Luna:          Idiota! Non lo conosce nemmeno. Andiamo a preparare la cena. Hai forse già preparato tu? Cosa hai preparato?

Dany:                   Guarda … delle cose che … (Guarda il pubblico). Loro hanno capito.

Luna:          Loro chi? … Lo sai che differenza c’è tra il marito di un’egittologa e quello delle altre studiose?

Dany:                   Che domande fai? Non saprei. Dillo tu!

Luna:          Che i mariti delle egittologhe sono più furbi.

Dany:                   Beh, mi sembra evidente. Pensavo chissà cosa. A volte mi sorprendi piacevolmente. (Vanno in cucina).

Luna:          (Tra se), Non sai quanto!

Scena terza

Il giorno dopo: mattina verso le nove

Giorgio:      (Entra) Luna! Dany!

Dany:                   (Dalla cucina). Accomodati, arriviamo subito … stiamo finendo di fare colazione.

Giorgio:      Va bene … si può? (Apre  il sarcofago incuriosito, timido). Buongiorno signore eh eh … simpatico. Un po’ secco ma … chissà che carnevale sta preparando. Spero solo che mi invitino. Ho già il costume pronto. (Annusa). Non sa di niente. Quei cinesi impregnano tutto il palazzo  con quell’olio putrefatto. Sarà il costume di Luna. Stai lì buono … in gamba amico. Freddino eh? (Gli da una  pacca sulla spalla. Richiude).

Luna:          Sei tu. Siediti.

Dany:                   (Apre il fondo del sarcofago ed entra in scena) Ciao Giorgio.

Giorgio:      Eri tu quello bendato?

Dany:                   Ehhh: Sì … sto facendo le prove per sabato.

Luna:          Le prove per cosa?

Giorgio:      Del costume che ti sei fatta fare per carnevale. Quello!

Dany:                   Ecco! Scusa, ero sopra pensiero. Con mio marito è difficile distinguere … noi due facciamo i conti dopo. Mi raccomando: non mi  toccate il costume … si sfascia … le bende … le cose … ho impiegato tremila anni per metterlo insieme. Io vado. A stasera. (Esce).

Giorgio:      Ciao! Le hai chiesto dell’invito?

Dany:                   Non ancora. In questo periodo è presa col lavoro. Pensa che se lo porta perfino a casa.

Giorgio:      L’attaccamento alla professione. Certo che è un bel mestiere fare la professoressa egiziana. Capisce anche quello che c’è scritto  sui sarcofagi?

Dany:                   Credo di sì. Tu li sai leggere? È facile. Stai attento. – “Gli uomini sono furbi” – e fin lì si sa. – “ Gli uccelli volano basso e bisogna fare attenzione” – Già allora avevano quel problema del volo radente – “ E le … mogli rompono le palle ” –. E questo è notorio. Lettera più lettera meno. Credo! (Gag a piacere).

Giorgio:      Sei bravo!

Dany:                   Ohhh!  Hai bisogno?

Linda:         (Si precipita dentro, sa bene di che si tratta). Quell’idiota di mio marito dice che hai un amico strano per casa … ciao Giorgio.

Giorgio:      Sono strano? Mi volete un bene tra tutti quanti … grazie eh!

Giordano:   (Fa capolino). Allora è strano o no?

Giorgio:      Andate al diavolo tutti. (Esce).

Linda:         Si è offeso? Che carattere.

Giordano:   Maria ti vuole vedere! Non è vero!

Giorgio:      (Rientra). Davvero? Non sapete da quanto tempo aspetto questo momento … l’amerei anche se diventasse  …. una mummia.

Dany:                   È qui. Per dire …

Giordano:   L’ami fino a questo punto?   

Giorgio:      Allora ha detto di sì? Mi hai fatto credere che non glielo avevi chiesto. Sono salito per quello.

Dany:                  Guarda che stavolta fa sul serio.

Giordano:   A te come piacciono le donne?

Giorgio:      Piuttosto magre: come Maria.

Dany:                   Ne ho anche di più magre. Secche diciamo.

Giorgio:      Beh … secca! Media … di media consistenza. Mi vuole vedere adesso o dopo?

Giordano:   Stasera ha detto … ci troviamo qui da Luna. (Linda scuote il capo).

Dany:                   No! Sì … beh … ma sì! (Teme le ire della moglie).

Giorgio:      Comanda lui qua dentro. Porto da bere? Chissà come sarà felice di vedermi.

Giordano:   Ohhh … di più. Vai vai … e adesso come ne usciamo?       

Linda:         Se qualche volta pensassi una frazione di secondo in più sarebbe meglio.   

Dany:                   Vedi Linda, c’è differenza tra i mariti … non siano tutti uguali.

Giordano:   Invece lei dice che siamo tutti uguali. Sbagli cara! … Fammi vedere zio Ciapinsunamun  … pensavo che fosse già in ostensione: apro? Eccolo qui …. Hai mangiato tanto eh?! Pancione! (Lo tocca e la mummia si affloscia). Sono delicate ‘ste cose?! (Linda scuote il capo).

Dany:                   Madonna cosa hai fatto … chi la sente stasera. Non dovevi toccarla!

Linda:         Toccasse me  una volta tanto … sei un imbecille. Sempre a mettere le mani dappertutto. Gli anziani non si toccano. Guarda come hai ridotto zia Carolina lì. Un mucchio di stracci.

Dany:                   È un reperto raro … andava studiato a fondo … l’ha perfino portato a casa per le analisi. Qui c’è la fucilazione. Sei inaffidabile Giordano.

Giordano:   Rimettiamola insieme. Tanto anche se sbagli a mettere al posto giusto un osso chi se ne accorge?

Dany:                   Mia moglie se ne accorge. Dai proviamo! Entra da qui … io entro da dietro.

Linda:         C’è un uscita posteriore?

Giordano:   Sarà quella di sicurezza.        

Dany:                   Linda non fare entrare nessuno. (Va dietro, si chiude dentro mentre Giordano si infila dal davanti. Da dentro). Mi raccomando … andiamo con ordine.

Gregorio:    (Bussa ed entra). Signora, la padrona di casa non c’è?

Dany:                   (Sempre da dentro). Arriva stasera.

Gregorio:    Ueilà: Parla?

Linda:         Non lo sapeva?

Gregorio:    No! Ho corso il rischio di vederla. Fortunatamente l’hanno richiuso.

Linda:         Motivi igienici … le esalazioni. Batteri tossici! Dicono!

Gregorio:    Veramente? Mi sono scordato la mascherina. Siccome l’ho aperta d’urgenza .. Com’è? Bello? Non lo voglio vedere neanche da morto.

Giordano:   E tira ‘sta gamba.

Linda:         È tanto tempo che è fermo e allora ne approfitta un attimo per sgranchirsi. Pensi che voleva andare al bar. L’abbiamo tenuto per una garza.

Gregorio:    Per fortuna ieri mi sono bendato … sono salito per dargli questo involto di bende. Mi è rimasto in tasca.   

Dany:                   La testa non va lì … slegami: fascia lui. Cosa fai!?

Giordano:   Mi sto fasciando io. E ma qui manca una mano.

Linda:         Ha sentito: si sta perdendo i pezzi Superculufulun … si chiama così … forse la mano è qui … forse eh.

Giordano:   Esco a prenderla.

Gregorio:    Non in mia presenza. Ma scherziamo? Io sono un portiere mica un becchino. (Esce).

Giordano:   Come fai ad averla tu?

Linda:         Chissà come mai l’aveva il portiere: dice che ha aperto il cassone.

Giordano:   Dany la mano è qui. Apri il baule. Com’è? Abbiamo una vaga cognizione del corpo umano … a parte la mano.

Dany:                   È buio li dentro.

Linda;         Dire che siete due cretini è niente.

Dany:                   Stasera mi ammazza di legnate.

Linda:         Che ridere. Certo che voi ne avete di fantasia.

Giordano:   Luna non ha il manuale delle mummie? Mi pare che le smontino in laboratorio.

Dany:                 Cosa smontano … al massimo le fanno i raggi o la tac.

Linda:         Mettiamola sul tavolo. Una volta sistemato lo scheletro lo si fascia di  nuovo.  (Lo mettono. Campanello). Chi sarà?

Dany:                   Chi è?

Giorgio:      Io!

Giordano:   È troppo generico. Si identifichi.

Giorgio:      Sono Giorgio.

Linda:         Il mese di agosto per certe cose è il peggiore dell’anno. Sono tutti a casa. Ma a febbraio dovrebbero lavorare.

Dany:                   Un attimo! Butta dentro tutto. Chiudi il baraccone. (Il cranio rimane su tavolo) entra pure.

Giorgio:      Ho portato da bere. Ho anticipato i tempi. Oggi non ho nulla da fare.

Linda:         Oggi!

Giorgio:      Oh ma che bello! Chi fa l’Amleto sabato?

Giordano:   E chi lo sa? Ah: il teschio. Un amico di vecchia data. Ogni tanto perde la testa per qualcuna. Per fortuna siamo a carnevale. (tra se). Tu conosci l’ anatomia umana?

Giorgio:      A grandi linee  … ho capito: state preparando i costumi.

Dany:                   Sei incredibile! Come fai ad indovinare sempre? Se fossi Maria ti sposerei subito per non lasciarti in mani altrui.

Giorgio:      Il fatto è che tu non sei Maria. Allora ci vediamo stasera?

Linda:         Vai sereno. (Esce Giorgio). Dai rimettiamo in sesto la mummia di tua moglie. Anatomopatologi della mutua. Se non ci fossero le donne  al mondo non so come sareste messi voi.

Dany:                   Porca Eva quanto hai ragione. Tu veramente la sai ricostruire?

Linda:         Se non entra nessuno faccio in fretta ma se continuano a ballare in giro. Chiudimi dentro. Passami il cranio testa di rapa … cosa ridi. Intendevo te. Aspetta! Stenta a reggersi in piedi. Passami una sedia.

Dany:                   Andiamo a scuola. Oggi va bene. Ho solo due ore. (Ora la mummia è seduta. Buio).

Scena quarta

Verso sera prima di cena

Luna:          (Entra) Dio che stanchezza. Che giornate stressanti. Mi siedo un attimo. E lo so caro: stasera non ho voglia di vederti. (La mummia) Dany?! Sarà a casa di quelli. Cosa ci va a fare poi … a spettegolare … uno che lavora mezza giornata cosa fa nella rimanente metà? Spettegola! A quest’ora lo sapranno tutti che ho una mummia in casa. Spero proprio di sì. (Si rivolge al pubblico). Ho trovato il modo  per tenerlo … lo so io! (Allusiva). Vediamo se almeno ha messo l’acqua sul fuoco. (Entra in cucina ed esce subito). Nemmeno l’acqua fa bollire. Non fa niente! Occupazione diurna: solo mattino! Occupazione notturna: zero! E si lamenta. (Rumori di chiavi alla porta). Eccolo! Chissà com’è stanco!

Dany:                   Luna, adorata, sei già a casa?  

Luna:          Se mi vedi lo sono. Strano, sei senza corteo.

Dany:                   Luna … mi sono preso la libertà di invitare quelli di sopra e … Giorgio … e Maria. Quella è stata un’idea di Giordano.

Luna           Io mi prendo la libertà di cacciarti fuori. Guarda un po’? Lo sai che abbiamo  Pefameriset in casa! Se lo toccano sono guai: le mummie non si toccano nemmeno morte … cosa mi fai dire …

Dany:                   Hanno le malattie? Lo sapevo. E adesso?

Luna:          Adesso cosa? Se non tocchi le bende non succede niente ma se le tocchi senza protezioni sono cavoli amari. Ma amari di brutto. Il batterio Fessuscoccus ti … ti … cosa tutto!

Dany:                   Perché non l’hai detto prima che cosa? (Piuttosto spaventato).

Luna:          Prima di cosa? Ah, il batterio? Il batterio Fessuscoccus ti scatena la voglia di fare. Non stai fermo un attimo, ti costringe a lavorare molto, anche se non ne hai voglia. È stato dimostrato. C’è un articolo su “Scienze”. Ce l’ho in ufficio. (Finge disperazione). Ma tu non l’hai toccata giusto?

Dany:                   Noooo! È grave?

Luna:          Insomma .. per qualcuno no ma per altri già predisposti al nullafacentismo: sì! Il bello è che colpisce solo i maschi. Fra i trenta e i quaranta.

Dany:                   Per la miseria: è un batterio molto selettivo … e adesso che intenzioni hai, di dargli un’occhiata o soprassiedi? Eh eh … Penso, e sono mie sensazioni, sia chiaro, che stando sempre in piedi tenda ad afflosciarsi … si siede ecco.

Luna:          E da quando sei diventato egittologo? Quando  sarò a casa  lo studierò .. se per caso gli manca qualcosa ti faccio correre in Egitto a prenderla. 

Dany:                   Purché si trovi eh eh. (Quasi terrorizzato). Ho preso degli hamburger per cena e delle birre. Vedi Luna tu mi disprezzi troppo … se ti dico che non lo sa nessuno non lo sa nessuno. Hai visto il portiere: si è perfin bendato! 

Luna:          Ma l’ha toccato senza saperlo. E adesso chi lo tiene più? … Quando arriva il tribuno del popolo tuo collega? È inutile che fingi di non capire: Giordano!

Dany:                   Dopo cena è ovvio.

Luna:          Siete sicuri che quei due sappiano di incontrasi?

Dany:                   Giordano ha fatto una cavolata. Gli ha detto che Maria lo vuole incontrare.

Luna:          Lui ha fatto la cavolata mentre tu sei esente. Per fortuna sabato prossimo è carnevale … gli direte che gli avete fatto uno scherzo. Digli di inventarsi una trovata delle sue, visto che il tempo non gli manca …  a lui … non mi dire che hai invitato anche Oriana Dellapiva?

Dany:                   Figurati! Viene solo a chiedere qualcosa.

Luna:          Viene anche a restituire però e si trattiene ore. Andiamo di là.

Dany:                   Faccio io cara … siediti un attimo.

Luna:          Ti senti già pervaso dalla smania di fare? (Va nella camera da letto).

Dany:                   Figurati … non mi faccio suggestionare. Mamma mia che guaio. Lo sanno tutti che ci sono le maledizioni e ci sono cascato come un idiota. Devo avvisarli del male che li sta per colpire. Anche la mummia ci voleva. Ecco perché  voleva che la aprissi, per toccarla. Perché poi?  La vedi la fortuna di nascere donne. Non le contagia. E adesso? Speriamo bene. I batteri … sarà strapiena. Dopo li avverto. (Si dispera).

Scena quinta

Dopo cena

Dany:                   (Entra seguito da Luna). Siedi, ci penso io agli ospiti (Si aggira). Domani mentre studi Pezzamun sistemo un po’ i libri.  Sono sparsi ovunque.

Luna:          Si chiama Pefameriset: quello che ama le donne. E le serviva di tutto punto.

Dany:                   A quei tempi erano le donne che servivano gli uomini.

Luna:          Era all’avanguardia.  E sgobbava come un matto per accontentarle. E le accontentava … in tutto!

Dany:                   Che disordine c’è in questa casa, non vedo l’ora di rassettare.  (Campanello). Sono gli ospiti. Avanti!

Linda:         Fatti abbracciare Luna. Sono distrutta ci credi? Che giornate ragazzi. (Le sussurra qualcosa all’orecchio, ridono). 

Giordano:   Dany, sei agitato stasera … sei  preda di qualche virus?

Dany:                   Eh … forse! Vieni in camera un attimo … ho quel manifesto di gatto Silvestro da mostrarti. Scusate! (Gli racconta del batterio. Avverte anche il portiere).

Linda:         Ha fatto una cavolata.

Luna:          Ho sentito! E adesso? Come lo vede lo sbrana.

Linda:         Magari no! Se Giorgio si mettesse a fare qualcosa forse una chance l’avrebbe ma così …

Luna:          Stai tranquilla che il passa parola funziona. A cominciare dal portiere.

Linda:         Hai avuto un’idea geniale. Un batterio che scatena la voglia di lavorare. Fanno i furbi. Sono stanco, dolorante, ho la partita di pallone, il circolo culturale. il dibattito televisivo, gli amici e intanto chi si ammazza di lavoro domestico siamo sempre noi. …  Guarda che il defunto è messo male. Quel furbone di mio marito l’ha toccato e si è sfasciato. Ho tentato di ricostruirlo ma al buio … gli mancherà qualcosa. Il portiere si è portato via una mano ed è salito a portarla … che scemo! (Ridono).

Luna:          Tu pensi che mi freghi qualcosa della mummia? Niente! l’ho assemblata io. È uno scheletro per uso didattico. Sembra vera. Stai a vedere. Ragazzi venite. Apro la mummia!

Dany:                   (Entrano impauriti ma cercano di non farlo vedere) siamo morti.

Giordano:   Non è meglio aprirla in nostra assenza?

Linda:         Perché mai? Apri pure.

Luna:          Uno due e tre .. oplà … avevi ragione Dany, a furia di stare in piedi si è stancato e si è anche rimpicciolito … oltre alla testa un po’ fuori posto ha perso anche i femori. Capita! (Guarda Linda e ride). È un sintomo specifico. Questo qui si dava da fare a più non posso e lo fa anche da morto: si è preso una sedia tanta è la stanchezza. (Linda ride).

Dany:                   Ha l’uscita secondaria: l’avrà usata stanotte per scorrazzare.

Linda:         Lo vedi cosa significa essere attaccati al lavoro? Siete strani, molto più del solito … (Campanello) scommetto che è il portiere?

Luna:          Hai questa sensazione? Avanti!       Infatti è lui! Problemi in guardiola?

Gregorio:    Mi era parso di sentire delle urla e sono salito: non vengono da qui! Errore di valutazione. (Mente. Mette una mano sugli occhi). Ma guarda, è seduto.

Luna:          Ha visto? Non era un ombrellone. Quando fanno così queste mummie antiche è segno che hanno problemi.

Gregorio:    Toccandolo si hanno delle conseguenze? (Si gira per non guardarla).

Luna:          Purtroppo sì. Se lo faccia spiegare da mio marito.

Dany:                   Guardi, non me ne parli. Siamo piuttosto preoccupati.

Linda:         Perché mai? Capita a chiunque di toccare una mummia.  

Giordano:   Proprio a chiunque non credo … a qualche fesso … voglio dire … a noi  è capitato … per sbaglio s’intende. Se avessimo saputo mica  …

Luna:          Mica cosa?

Dany:                  Gregorio come si sente?

Gregorio:    Non credo di averla toccata: ho solo aperto il baule.

Luna:          E ma a volte il solo avvicinarsi contagia. So che aveva un pacco di bende in tasca.

Gregorio:    Oh madonna … sento come una voglia matta di …

Luna:          Saltare addosso alla moglie? (Gregorio annuisce).  Sono effetti collaterali. Scenda, non perda l’occasione. Non parlo per lei: qui le mummie, si sprecano. Vero Linda?

Linda:         Oh! 

Gregorio:    Che strana malattia (Sta per andarsene, senza voltarsi) e questa smania di lavorare se mi dovesse colpire come la si guarisce?

Linda:         Lavorando!

Gregorio:    Spero di non essere il solo contagiato (Allude. Esce).

Luna:          È totalmente all’oscuro del fenomeno vedo? (Guarda Dany).

Giordano:   (Cerca di sorvolare) Ma quelli non arrivano. (Campanello) chi sarà dei due?

Giorgio:      Fatemi entrare vi prego! Ho capito una cosa. Penso che Maria non mi abbia voluto finora perché ero un po’ disoccupato … un po’ dedito al bighellonaggio. Mi hanno chiamato per un lavoro un’ora fa! Ho accettato.

Luna:          (A parte). Linda, non funzionerà davvero ‘sta fesseria?

Linda:         Vediamo! … E così all’improvviso ti è venuta la smania di lavorare. Di tua iniziativa, senza aver toccato Filippo primo qui presente? 

Giorgio:      A dire il vero l’ho toccato. Perché?

Dany:                   Non dovevi farlo. … dico per lui … (Guarda la moglie).

Giordano:   Madonna che disastro. Non riesci più a star fermo? 

Giorgio:      Eh … proprio … ma credo che  sia per la smania di vedere Maria. 

Luna:          Ahhhh … lo credi tu! Sei stato contagiato caro mio: batterius Fessuscoccus mummifucus primarius niloticus. Guarda su internet.

Linda:         Il nilotiucus è tremendo!

Giorgio:      Me lo ha attaccato il costume? C’è un vaccino?

Luna:          Penso di sì … Linda cosa dici?

Linda:         Boh! Non mi pare. (Campanello). Auguri eh … entra Maria.

Oriana:       Finora mi chiamo Oriana … Ueilà, stanchino lo zio muffa. (Riporta il sale). Ha messo la testa vicino ai piedi per vedere bene il punto esatto dove grattarsi? Mi sembrate giù di corda voi tre. Mangiate le rane! Luna ti posso parlare a quattr’occhi?

Luna:          Certo! Ammettiamo anche Linda alla discussione?

Oriana:       Perché no! È moglie anche lei. (Vanno in camera da letto).

Giordano:   E che moglie!

Dany:                   Siamo dei cretini … ci siamo lasciati infinocchiare da una mummia.

Giordano:   Non riesco a star fermo. Che virus del cavolo.

Giorgio:      Non capisco?

Dany:                   La mummia rilascia un batterio che ti mette in agitazione. Ti viene voglia di fare cose impensabili come scopare il pavimento.

Giorgio:      Davvero? Allora è fatta: Maria non aspetta altro che mi dia da fare.

Luna:          (Entrano). Di’ a tuo marito di venire quando vuole: la mummia è qui.

Oriana:       Grazie eh … quando me lo hai detto non ci volevo credere. Su di giro voi tre. Comincia la quaresima. Quanti uomini abitano in questo palazzo?

Luna:          Tanti!

Linda:         Forse qualcuno in più.

Oriana:       (A parte). Pensi di organizzare una gita archeologica sperimentale per soli uomini?

Luna:          È un’idea! Informerò le mogli.

Dany:                   Di’ a tuo marito che non è consigliabile una visita al sito.

Oriana:       Lo so! Ma è curioso. (Esce).

Giorgio:      Perché Maria non viene? Non sto più nella pelle.

Luna:          Mettiti in quella di zio Fred … dai:un giretto, entri da qui e esci da dietro. Tanto ormai il contagio c’è stato.

Giorgio:      E se dovesse entrare Maria?

Linda:         Non devi abitarci  … entrate anche voi … finché state vicino alla mummia rimanete calmi …

Luna:          Esatto! Quando vi allontanate siete costretti a  sgobbare come bestie ma se rimanete appiccicati non succede niente: tuttavia vi consiglio di stargli accanto senza toccarla però.   

Dany:                   Non ho parole.  

Giordano:   Nemmeno io!

Giorgio:      Entro? Scusa signor garza … è spaziosa ‘sta cassa.

Dany:                   Lo so! È matrimoniale. Però hai ragione: qui mi sento calmo. Gio, domani facciamo la prova. Potrebbero sempre sbagliarsi. (Si infilano tutti e tre).

Luna:          (Le due ridono). Gliela facciamo passare la voglia di far niente.

Linda:         Porca miseria! Le pantofole prendono il volo. Alla sera piatti da lavare e via. Pensa se ci fosse davvero un batterio simile?!

Maria:        Luna … aprimi! Oh signore … che cos’è? (Si sente un rumore dall’interno del sarcofago).

Luna:          Te lo dirò.

Maria:        Menomale che non c’è quel lazzarone di Giorgio. (Altro rumore). È piena di topi?

Linda:         Di settanta chili l’uno.

Maria:        Non si potrebbe spostare altrove? Ho quasi un senso di ribrezzo. Ma perché tieni un affare del genere in casa?

Luna:          Motivi di studio. Antropologia! E se ti dicessi che lì dentro c’è anche Giorgio?

Maria:        Mi farei suora! Però prima gli do una martellata sulla testa. Avete già provveduto? Ha fatto in fretta a … Ahhhh. È una mummia.

Linda:         Chi Giorgio?

Maria:        Per certi versi non c’è dubbio. Mi corre dietro da dieci anni senza mai (Si apre il coperchio lentamente) …No ma dico, state scherzando eh?  Va bene che è carnevale ma qui si esagera … Luna hai perso la testa?

Giorgio:      (Fa capolino). Cucù!

Maria:        Sei proprio un pirla!

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

Scena prima

Poco dopo

Luna:          Vi siete calmati? (Nel frattempo Luna ha messo al corrente l’amica).

Maria:        Per favore Giorgio siediti là … mi sembri il più grave di tutti. Vai vai nel sarcofago a divertirti. Fatti raccontare le favole da Puzzetta.

Linda:         Luna, raccontaci la storia di questo Frufrufru.

Luna:          Dall’inizio? È troppo lunga.

Giordano:   Perché trasmette il batterio?

Maria:        Perché è un pirla. Mai come te! (Giorgio). Sei irraggiungibile!

Giorgio:      Perché mi disprezzi così tanto?

Luna:          Non ti disprezza.

Dany:                   Ti compatisce … voglio dire … nello stato in cui siamo ridotti un  po’ di pietà non guasterebbe.

Linda:         Voi facevate pietà anche prima del contagio … voglio dire …

Luna:          L’hai detto!

Maria:        Pensavo di arrabbiarmi e invece mi sto divertendo un sacco.

Dany:                   Alle volte si cambia idea sulle persone.

Maria:        Ho cambiato idea sull’uomo di pezza, il bendato. Dev’essere stato uno in gamba.

Luna:          Pefameriset? Grande uomo! Con le sue donne poi … mai uno sgarbo, mai un passo falso … in palmo di mano le portava. E sgobbava.

Linda:         È tutto scritto eh!

Giorgio:      È vero! (Capisce di aver detto una scemenza). È noto!

Giordano:   Sì ma il batterio?

Luna:          Avvicinatevi di più … (Lo fanno). Vi siete calmati? Lo vedi che effetto che fa? Appiccicati al sarcofago: mai dentro!

Maria:        Entusiasmante! Mirabolante! Stupefacente!

Linda:         Maria, dacci un taglio.

Maria:        Sto dicendo del cassone … che pitture. Se Giorgio fosse in grado di scrivere in quel modo lo sposerei. 

Giordano:   Nonostante il batterio?

Luna:          (Tra sé). Proprio per quello.

Dany:                   Lo dici perché sai che non è capace.

Maria:        Mica sono scema!

Giorgio:      Mi detesta è inutile. Con o senza batterio. E non è un costume. Cosa credete che sia un fesso? Addio! Vado rattristato. (Esce). 

Maria:        È proprio un pirla. Ditemi voi cosa devo fare con quello? Gli devo correre dietro io? Non ha ancora  preso niente da questo? … Luna: spero che quel batterio lo raddrizzi un po’. (Esce).

Linda:         Ci vuole del tempo. Mah! Non ridete perché … ecco!

Giordano:   Dany, non possiamo passare tutto il giorno attaccati a questo.

Dany:                   Intanto stiamo qui … lo chiudo? Scusa Ferdinando ma … ecco fatto. Chiudo anche dietro per sicurezza.   

Luna:          Non cambia niente: siete contagiati. Proprio a noi doveva capitare.

Linda:         Che iella! Che iella!

Giordano:   Magari dura poco l’effetto. Dany, dove sei finito?

Dany:                   Non riesco più ad uscire.

Luna:          (Si avvicina e lo apre). Non capisci niente. Ti ho detto di stargli lontano. Stai tentando di aggravare la situazione per caso? Esci!

Dany:                   Che stupido! L’ho ritoccato. Sono leggermente confuso. (Impaurito). Sto pensando a come sopravvivere quando non sono in casa.

Giordano:   Balleremo per mistificare.

Linda:         Non ti mancano le idee. Pensa  che tra  un po’ dovremo salire a casa.

Giordano:   Madonna non avevo pensato. Per caso abbiamo dei lavoretti domestici arretrati da fare?

Linda:         Quanti ne vuoi. Filare! (Escono).

Dany:                   Che brutta malattia.

Luna:          Credimi: ce ne sono di peggiori.

Dany:                   Però i mariti delle egittologhe dovrebbero essere immuni.

Luna:          La furbizia non preserva caro mio.

Dany:                  No?

Luna:          Solo in casi estremi. (Buio).

 

Scena seconda

Il giorno dopo, mattina

Luna:          (Entra seguita dal marito). Vado a lavorare .. a che ora rientri?

Dany:                   Verso le due.

Luna:          Per la cena?

Dany:                   Ci penso io …

Luna:         Attento allo zio Pupullus. Chiudilo col lucchetto. Se sei a conoscenza di qualche formula pronunciala ad alta voce. Aiuta a scacciare il batterio. Ciao! (Esce).

Dany:                   Ma quale formula! Mi chiedo come farò a stargli lontano così a lungo … idea! – “Il signor preside per favore, sono Landi … Antonelli ciao, senti dammi tre giorni di permesso … sto male … niente febbre … un malessere di stagione … irrequietezza improvvisa … fortunatamente ho il medico condotto al primo piano … non me la sento di uscire di casa … lunedì ci sono … certo! … ti ringrazio”. – 

Giordano:   Dany apri! (Entra). Non ne potevo più! (Va ad abbracciare il sarcofago). Chiedo tre giorni ad Antonelli? Ma sì!  – “Sono Giordano Stazzo, sei Margherita? … Passami il preside … Antonelli … senti concedimi tre giorni di permesso … un malore improvviso … Ah! Non lo sapevo! (Guarda Dany che allarga le braccia in segno di rassegnazione). … Un’epidemia nel palazzo? … appena lo vedo glielo chiedo … lunedì ci sono … spero di guarire in fretta … figurati … ho il medico al primo piano … grazie, ciao!”–  E chi ha il coraggio di uscire.

Dany:                   Gli verrà qualche sospetto? 

Gregorio:    Fatemi entrare … mamma mia che nottata ... tra la moglie assatanata, le scale, che ho pulito di mia iniziativa, e il cortiletto … Ho dormito tre ore. Il bello è che Giuliana é contenta, se la ride. Non le ho raccontato del batterio. Meglio non dirlo! Fatemi sedere.

Dany:                   Sieda qui vicino alla mummia … rilassa.

Gregorio:    È vero! Non sarà la stanchezza a farmi rilassare?

Giordano:   È questo! Più gli stai vicino e più ti rilassi.

Gregorio:    Mi trasferisco qui? E per quello che siete a casa oggi? Dio che guaio. È colpa di sua moglie … lo sapeva che ci sono le maledizioni delle mummie.

Dany:                   Che abbia fatto apposta?

Giordano:   Comunque lo sapeva.  

Gregorio:    Forse non pensava che la toccass … allora l’ho toccata! Che scemo! Le bende in tasca.

Dany:                   Pensate che le donne sono immuni. E se fosse uno scherzo di carnevale?

Giordano:   E come la spieghi ‘sta smania? Ora sono calmo ma appena esco non mi tiene più nessuno.

Gregorio:    Ragazzi, facciamo una prova. Allontaniamoci fino a mezzogiorno. State in guardiola con me … se proprio non resistete sistemate il giardino. Io provo a leggere il giornale, un tentativo lo devo fare, se non riesco vi aiuto.

Dany:                   Tentiamo?

Maria:        (Entra all’improvviso). Dov’è? Quel maledetto ... dieci anni ha impiegato ‘sto pirla … non osava … siete sicuri che ha toccato Don Chisciotte?

Dany:                   Sono sicuro. Perché, è super agitato?

Maria:        Anche troppo! Mamma mia che scema sono stata. Luna?

Dany:                   Al lavoro! Stavamo scendendo.

Gregorio:    Prove di sopravvivenza.

Maria:        Allora scendo anch’io. (Escono tutti).

Scena terza

Poco dopo

Giorgio:      (Entra furtivo). Che donna. (Apre il sarcofago ed entra. Da dentro). Grazie amico … ecco sì, contagiami a più non posso. (Esce). Ci voleva proprio una mummia carica di batteri nilotici … quando posso mi infilo dentro un attimo per una rinfrescata e poi via da Maria. Lo avessi saputo anni fa che mi voleva e che quella era tutta una manfrina per conquistarmi … che fesso sono stato. (Si sofferma un attimo). A volte noi maschi ci comportiamo da stupidi. Vado!

Scena quarta

Verso mezzogiorno

Oriana:       Vieni dentro! Non temere: ho il lasciapassare. (Entra trascinando il marito indolente. Io direi di far interpretare questa comparsata ad uno dei due che portano il sarcofago. Basta un piccolo trucco, una barba, una parrucca). Ti piace? Toccalo! Sfregati bene tra le bende (Lo fa). Adesso usciamo e ti spiego cosa ti succederà. Sei contento? Ti ho portato in vacanza. Non ti degni di abbandonare la casa nemmeno per un istante se non per motivi gravi, vale a dire fare il cretino con le donne del palazzo. Un po’ di svago ci vuole. Tre piani in ascensore sono sempre tre piani … perché rovinarsi la salute per compiacere la moglie? Ma scherziamo forse? Cammina furbetto!

Dany:                   (Entra con l’amico). Al diavolo maledetto Pulusufun …

Giordano:   Imbecille di una mummia! Cerca di trovare quell’articolo su “Scienze” vediamo un po’ cosa fare.

Dany:                   Mi domando il perché ... Perché siamo cascati nella trappola delle maledizioni egiziane … e pensare che lo si sospetta da più di cento anni.

Giordano:   Per me sono i funghi …

Dany:                   È il sale che non fa più effetto e rilascia le tossine. Batterius niloticus. Prendo il computer … eccolo qui! – “Ormai è certo! Il batterio soprannominato “voglia di lavorare” contagia chiunque ne venga in contatto. Basta una sola volta, anche occasionalmente, per subirne le conseguenze. Gli scienziati non sanno capacitarsi del fatto che il batterio colpisca solo i ricercatori maschi che sono venuti in contato con la mummia di Pefameriset”. –  Chi contagia: noi! E non siamo nemmeno ricercatori.

Giordano:   Ci siamo esposti troppo. Tocca qui tocca là.   

Dany:                   Al diavolo: stavamo così bene. Stiamogli vicino per un paio d’ore.

Gregorio:    Aiuto! Fatemi entrare. Ragazzi ho tentato. Niente da fare! Non ho mai lavorato così tanto come stamattina. Non ne posso più. Sono malato. Lo devo ammettere: sono malato. (Ha una vanga).

Dany:                   Quando arriva Luna acqua in bocca. Fingo indifferenza: sistemo la casa senza che se ne accorga. Vi consiglio di fare altrettanto.

Gregorio:    Posso abbracciare zio Osvaldo? Sto meglio. Scendo! Tenterò di riposare.

Giordano:   Come si chiama il cretino?

Dany:                   Che ti importa sapere come si chiama: ti sta facendo morire. È quasi mezzogiorno, vattene: Mi devo cucinare qualcosa. Sono anche fuori esercizio. Vedo se ho delle scatolette.

Giordano:   A stasera … se ci arriviamo.

 

Scena quinta

Poco dopo

Luna:          (Entra). Vediamo che c’è da mangiare oggi.

Dany:                   (Esce dalla cucina con un grembiule da massaia). Come mai a casa? Sono uscito prima.

Luna:          Vedo! Non ti chiedo nemmeno il perché: lo intuisco.

Dany:                   Ti sbagli: c’è sciopero dei bidelli.

Giordano:   Dany … entro un attimo. Luna? Che bello vederti. Il tetto della scuola si è inclinato all’improvviso … tutti a casa …

Luna:          Ho saputo dal docente di pallologia vulgaris dell’improvviso … se mi avresti detto che il tetto si era raddrizzato l’avrei bevuta.

Dany:                   È inutile Gio … siamo molto preoccupati va bene!

Luna:          Lo credo! La fase acuta dura tre o quattro …

Dany:                   Giorni?

Giordano:   Settimane?

Luna:          Anni! (I due cadono seduti accanto al sarcofago che si apre). Pefameriset incoraggiali.

Linda:         Luna è qui il neo lavoratore?

Luna:         Vieni! Gli sta venendo anche il morbillo. Guarda come sono arrossati. Madonna che disgrazia ci è capitata.

Linda:         Veramente! L’ho capito subito come si è alzato che era strano. Se scopro che il tetto della scuola non è rotto vedi. Vieni su idiota. Dai filare! Pensa Luna che eravamo così felici.

Giordano:   Invoco la pietas latina.

Linda:         Invoca chi vuoi … (Escono).

Giorgio:      (È in tuta da lavoro). Permesso? Ciao a tutti! Sto ridipingendo casa … uno sfizio. Maria deve vedere il cambiamento improvviso. Mi sposa se mi do da fare. Posso? (Entra nel sarcofago).

Dany:                   Sei pazzo? Questo non guarisce più. Esci! Gli devi stare accanto non addosso.

Luna:          Se vuole morire di fatica … lascialo fare. Vedi, certe cose è meglio stabilirle prima del matrimonio.

Giorgio:      (Esce impolverato). Maria mi vuole intraprendente. Mi ha detto che se per caso dovessi mollare il ritmo e sedermi ad ogni piè sospinto, mi lascerebbe subito.

Luna:          E pensare che Maria non è egittologa. Come farà a sopportare un marito così … così … diverso dagli altri?

Dany:                   Devi diventare furbo. Mamma mia che guaio … (Va in cucina). 

Giorgio:      Finisco di imbiancare e …

Maria:        Posso? Eccolo qui! Hai fatto il tuo dovere? Hai abbracciato zio Serafino? Ottimo! Grazie Luna.

Luna:          E di che?

Oriana:       (La porta è aperta). Ciao … come stanno i miracolati? Il mio è in piena attività agonistica: sta pitturando casa! Non era mai successo.

Maria:        Ci sarà stato un passa parola.

Oriana:       Guariranno?

Luna:         Potete venire in camera un attimo.

Giorgio:      Io scendo!

Giordano:   (Rientra e si precipita dentro il sarcofago. Da dentro). Dio mio che faticata. Non so più che scuse inventare per starti vicino.

Luna:          (Esce dalla camera con le altre). Allora facciamo così?

Giordano:   (Starnutisce).

Luna:          Ha preso il raffreddore. Queste mummie me ne combinano sempre una. (Da dietro entra anche Dany). Vorrà dire che ne porterò a casa un’altra per fare pendant. (Rumore da dentro). Lo sentite? Non vuole. Ama stare solo. Adesso che ha trovato gli amici da contagiare mica vuole compagnia. Lui ama vedere le donne felici.

Oriana:       Hai capito che dritto.

Maria:        Chissà perché contagia solo i maschi …

Luna:          Eh … chissà! Forse perché fanno i furbi o forse perché sono furbi. (Fanno dei gesti per non farsi sentire). Dai usciamo! (Si mettono a fianco del sarcofago).

Dany:                   (Socchiude il coperchio). Come ti senti?

Giordano:   Riposato. Facciamo credere alle mogli che possiamo fare a meno di questo scemo. Ci sediamo qui intorno e giochiamo a carte con disinvoltura.

Dany:                   Si, però se ci allontaniamo di un paio di metri scatta la frenesia. Stiamo dentro ancora un attimo … ci carichiamo di calma e poi … ha detto di non toccarlo. Ci siamo cascati un’altra volta. Siamo scemi? Ce le andiamo a cercare però. Hai sentito cosa ha detto: siamo furbi ma a volte ingenui.

Luna:         (Fingono di rientrare sbattendo la porta). Avete capito. Il batterio lascia una specie di neo nei dintorni dell’ascella … lo dovrebbe avere che zio Martino. Controlliamo?

Maria:        Magari in un altro momento. (Ridono).

Oriana:       Meglio. Intanto vado a controllare mio marito se ce l’ha. Di che colore dev’essere?

Luna:         (Alza la voce per farsi sentire meglio). Tondo e violaceo.

Maria:        Ecco! Forza Oriana andiamo in missione. (Escono e Luna va in camera da letto).

Dany:                   (Fanno capolino ed escono). Alza un po’ la camicia? Eccolo qui!

Giordano:   Fai vedere? Ce l’hai! Siamo fritti!

Dany:                   Maledetta mummia. Se dovessimo raccontarlo non ci crederebbe nessuno. Ti immagini se lo andassimo a dire a scuola. – “La mummia di mia moglie rilascia batteri tossici”. –

Giordano:   A parte il fatto che prederebbero tua moglie per una mummia. Il che sarebbe ancora peggio. Ti verrebbero a frotte per vederla. Dammi retta: non diciamo niente. subiamo in silenzio! Ciao. (Esce e Dany va in cucina).

Scena sesta

Il mattino dopo

Luna:          (Entrano, erano in cucina). Hai deciso di barricarti in casa?

Dany:                   Affatto: esco! Vedi, sono pressoché guarito. Salgo da Gio un momento per finire di correggere i compiti in classe e poi sistemo qua e là il necessario. A me il disordine da fastidio.

Luna:          E da quando?

Dany:                   Da sempre! A me questo contagio fa un baffo.

Luna:          Capisco. Ti trattieni fino a mezzogiorno immagino? 

Dany:                   A fasi alterne: credo di sì!

Luna:          Beh, allora vado tranquilla. (Esce).

Dany:                   Ciao vecchio mio … ci vediamo tra un po’ (Esce).

Scena settima

Poco dopo

Luna:          Entrate presto … forza … portate via la mummia … mummia … quel sacco di plastica (Tra sé) … il sarcofago lasciatelo per ora. (Sono entrati i due di prima). Ragazzi, si tratta di un esperimento scientifico … che non si sappia in giro. Tenete. (Dà dei soldi e i due escono con il sacco). Ecco fatto! Intanto lo chiudo a chiave. Davanti e dietro. (Esce).

Scena ottava

Poco dopo

Gregorio:    Permesso … Permesso … che sollievo … starei ore.

Dany:                   (Arriva con Giordano). Forza abbracciamolo. Gregorio com’è entrato?

Gregorio:    La porta era aperta. Ne ho approfittato.

Dany:                   La porta era aperta? Sono venuti i ladri? (Tenta di aprire il sarcofago). Non si apre accidenti. Hanno chiuso la mummia. Che idioti!

Giordano:   Noooo! È bloccato. Sono stati colti dal terrore. (Ride). A noi che importa: basta stargli vicino. Meglio che stia chiusa dentro. Meglio ancora se sparisse del tutto!

Gregorio:    Ragazzi è la fine. Batterio o no, adesso chi la sente Giuliana. Il bello è che si diverte. Più sgobbo e più se la gode! Che mondo infame. Condannato al super lavoro. Io, un portiere. Sua moglie è un’irresponsabile abbia pazienza.  

Dany:                   E pensare che sono il marito di un’egittologa.

Giordano:   Non centra.

Dany:                   Certe cose le avrei dovute sapere. E adesso chi ci calma?

Gregorio:    E se fosse solo suggestione?

Dany:                   Alzi la camicia … via si sbrighi! Eccolo qui: neo violaceo.

Gregorio:    Beh?

Giordano:   Il contagio. Il neo è un chiaro sintomo.

Gregorio:    Non sapevo nemmeno di averlo. In che diavoleria siamo incappati? Quanto durerà?

Dany:                 Non molto! Tre anni!

Gregorio:    E io per tre anni devo sbattermi a più non posso? Mi informerò. Scendo a vangare … e sono ancora stanco. Penso che toccandolo ripetutamente faccia effetto contrario. Prima ti contagia e poi ti rilassa. E si: sono qui accanto ma è peggio di quando sono entrato. La faccia aprire.

Dany:                   L’effetto è soggettivo. A noi basta stare qui. La prego lasci  due metri quadri d’orto per noi.

Giorgio:      Sono venuto per la ricarica. (Si precipita dentro e tenta di infilarsi nel sarcofago). È uscito? Dany, non fare scherzi … riporta zio Amilcare a casa. (Gli gira attorno).

Maria:        Scusa Dany, per caso Giorgio è qui?

Giorgio:      (Si è messo sul lato opposto a quello in cui si trova Maria. Non la sente entrare). Oh Maria che disdetta ... ero così contento di averti tra le braccia e adesso finirà tutto per colpa sua.  

Maria:        Questo è un effetto secondario? Uno strascico? Niente di serio immagino?

Giorgio:      Oh Maria che guaio, che perdita … sento che la mia felicità sta diventando irraggiungibile. (Si appoggia disperato all’oggetto).

Maria:        E dove è andata?

Gregorio:    Sarà tornata in Egitto.

Dany:                   Con sommo rammarico.

Giordano:   Maria, la mummia di sua moglie si è chiusa dentro e alcuni di noi sono in un mare di guai.

Gregorio:    Io per l’esattezza. La devo toccare pensi. E sono senza bende.  

Giorgio:      Pazienza, tornerò al solito trantran. (Vede Maria). …Ciao Maria!

Maria:        Sei il solito pirla.

FINE SECONDO ATTO

TERZO ATTO

Scena prima

Verso sera

Luna:          (Entra. Dany e Giordano stanno giocando a carte). Che scenetta da osteria. A cosa giocate?

Dany:                   Beh!

Luna:          È un gioco nuovo. Avete quasi tutte le carte in mano. Bravi! (Si sentono scoperti e gettano le carte sul tavolo).

Dany:                  Luna … sono venuti i ladri, hanno bloccato la mummia nel sarcofago.

Luna:          Non mi dire? In che mondo viviamo. E adesso come la studio io? Hanno chiuso anche dietro? Eh sì! Certo che Pefameriset è sfortunato.

Giordano:   Ohhh … con quello che va combinando ai poveri cittadini, ignare vittime di un disegno perverso che porta all’annientamento della quiete familiare. Vivevamo felici, circondati dall’affetto delle nostre adorate mogli ed ora che cosa ci rimane se non un vago ricordo dei bei tempi passati.

Dany:                   Oh sì! I tempi passati. Senza smanie, senza frenesie …

Luna:          Giordano mi hai commossa: molto! (Sarcastica) … Provo ad aprirla?

Dany:                   La vicinanza a Pulisetmet dà sicurezza.

Luna:          Ridà la gioia di vivere.

Giordano:   Tu capisci tutto. … Beh, in fin dei conti a noi la mummia non serve.

Oriana:       Posso? Che tristezza ragazzi. Animo! La vita continua. Senti Luna … non mi daresti un pezzo di benda … una reliquia diciamo.

Luna:          Hai notato un calo delle attività?  

Oriana:       È per tenerlo buono un attimo … sai, la vicinanza. A volte anche uno straccio aiuta. Una scheggia di cassone se proprio …

Luna:          Mi dicono i signori che sono entrati i ladri, e hanno forzato la serratura. Sto tentando di aprirla e poi, se riesco, ti regalo un pacco di bende … che stupida: chiama Gregorio, con l’attrezzatura che ha in un attimo è fatta. 

Dany:                   Non ci avevo pensato. A noi sta bene anche così chiusa eh. – “Gregorio … sono Landi … urge la sua presenza in quest’aula … voglio dire qui a casa … un’altro scasso: stavolta gratis … è urgente … ha capito: urgente!” – Arriva subito.  

Gregorio:    Eccomi qui. (È bendato)

Oriana:       Stavolta non mi becchi. (Si sposta in un angolo per non essere toccata).

Luna:         Non ha interessi vedo. (Lo indirizza verso il pannello posteriore che apre lei stessa approfittando della bendatura di Gregorio). Apra qui.

Gregorio:    Dove sono?

Oriana:       Al museo. Mi sto chiedendo chi sia il più fesso! (A Luna).

Luna:          Si equivalgono.

Gregorio:    (Dopo vari rumori di trapano il coperchio si apre e Gregorio è seduto sulla sedia). Dove sono?

Luna:          Ma guardate come si identifica bene. (Si avvicinano i due che finora si sono tenuti in disparte).

Dany:                   La mummia di mia moglie è scomparsa. (Cerca di trattenere la gioia). Ho avuto una leggera esultanza. (Giordano lo imita).

Oriana:       Cosa dici … ha cambiato faccia, ha preso le sembianze del portiere. Capita spesso ultimamente. Forse!

Linda:         (Entra). Che cos’è, la prova generale del carnevale?

Gregorio:    State dicendo che sono una mummia?

Giordano:   Peggio!

Luna:          C’è sempre il sarcofago. È talmente impregnato di tranquillante che da solo basta e avanza.

Linda:         La mummia purtroppo contagia ma è il sarcofago che tranquillizza.      

Dany:                   Già! … Gregorio esca e si tolga quella ridicola benda. Non tema: hanno rubato la mummia. (Ride). Abbiamo lui!

Linda:         Voi avete lui e noi abbiamo voi. È come se ci fossimo risposate ... vero Luna?

Luna:          Verissimo! Sembrano altri.

Gregorio:    Ueilà … mi sembra troppo … sedersi sul trono di una mummia mi pare eccessivo: sopratutto da vivo. Tuttavia mi sento molto rilassato … mi ha giovato questo giretto. Forse è l’aria impregnata che mi dà quella carica negativa … con la giornata che mi aspetta domani ci voleva. Pensate che l’unica che gioisce è mia moglie. Dice che certe maledizioni capitano a proposito e che devo imparare a gestirle.

Luna:          Se ne faccia una ragione. Prenda esempio da loro. Pensate che si è messo a rifare il letto: con ci credo ancora.

Oriana:       Quando ho un attimo di tempo ti racconto i progressi di mio marito.

Gregorio:    Posso scendere? Se avete problemi chiamatemi … non si indugi: in certe cose ci vuole assiduità. (Buio).  

Scena seconda

Il mattino dopo

Luna:          (Entra dalla cucina). Dany? Dany? (Dany  si è seduto sulla sedia all’interno del sarcofago). Ti sei raccolto in preghiera? Hai consultato il formulario egiziano per caso?

Dany:                   (Sta leggendo qualcosa). Affatto! Stavo pensando di andare al mercato a fare acquisti. Sabato abbiamo la festa e qualcosa va comprato. Ovviamente prima sistemo tutto.

Luna:          Bravo! Da quanto sei dentro?

Dany:                   Una mezzoretta. Potrei stare altrove ma stamattina mi va così. Penso che sia sufficiente. (Tra sé).

Luna:          Giordano viene con te?

Dany:                   Mah! Ha detto che sarebbe entrato un attimo e  poi …

Luna:          Ottimo! Vedrai che tra qualche mese il batterio perderà d’intensità.

Dany:                   Lascia strascichi?

Luna:          Chiederò in laboratorio ma credo che un ritorno alla normalità sarà difficile e per normalità intendo il ritorno alla vita precedente il contagio. Ciao!

Dany:                   (Si mette a spolverare a più non posso). Che vita di emme. Dice mesi …. Chissà se sarà vero. Ecco quello che succede ad essere troppo permissivi con le mogli. Il lavoro non si porta a casa.

Giordano:   Fai luogo al morituro. Ho già dato stamattina. E devo dirti che non c’è soddisfazione … non traggo giovamento. Assolutamente! Preferivo il menage di prima. Ma di gran lunga. (Si siede pure lui). Se non troviamo qualcosa qui … una parola una formula. Dai, tentiamo una sortita? Usciamo!

Maria:        Dove scappate … sta arrivando Giorgio per una rinfrescata.

Dany:                   Rinfrescata? Un termine diverso. Il verbo può giovare?

Giordano:   Rinfreschiamoci ancora un po’. (Si avvicinano al sarcofago). Molto meglio.

Maria:        Tutto a posto? Zio Crapoulum?   

Dany:                   L’hanno rubato. La mummia di mia moglie è scomparsa all’improvviso. (Ridono).

Maria:        No eh? Dimmi che non è vero? Oh signore che disgrazia. Stava andando così bene!

Giorgio:      Via via. (Entra e si siede). Ah che sollievo (Esce) mi da forza, vigoria nuova … senza quel batterio non so come farei. Maria ti vado bene così attivo?

Maria:        Lo sai che è il principio fondante del nostro rapporto. Giorgio ti senti davvero carico di energie?

Giorgio:      Come non mai cara! Mi basta un passaggio in camera funeraria per riprendermi.

Giordano:   Beato te. A noi fa effetto contrario. Ci rilassa la vicinanza. E ne abbiamo tanto bisogno!

Maria:        Che batteri eh? Si vede che non tutti i soggetti reagiscono allo stesso modo. Ad alcuni, che erano morti nel didietro fa bene perché li sprona, ad altri, sempre morti nel didietro e che vogliono rimanere tali, fa male.  

Dany:                   È un discorso perverso.

Giorgio:      E ambiguo. Possiamo andare Maria.

Maria:        Come desideri caro … ci sarebbe da spolverare il lampadario: te la senti?

Giorgio:      (Torna nel sarcofago).Rinfrescato: andiamo!(Escono).

Dany:                   (Si avvicina con l’amico e guarda dentro). Guarda che quello è grave e non lo sa. Non si è nemmeno accorto della mancanza del Puzza. Sono perplesso. Andiamo al mercato.

Giordano:   Non verremo colti da frenesie varie?

Dany:                   Dobbiamo scoprirlo. So che nell’antico Egitto l’uso delle parole influiva sul comportamento. Tu pensi che trovando il vocabolo giusto si migliori? (Escono).

Scena terza

Poco dopo

Luna:          Venire venite (Entrano i soliti due) portatelo via … lo sapete dov’era no? Rimettetelo là. Bravi! Ecco a voi! Sbrigatevi … vi precedo per distrarre il portiere. (Escono tutti). 

Scena quarta

Due ore dopo

Dany:                   (Entra con delle borse). Entra Gio … tiriamo il fiato un attimo. (Si siede sulla sedia che c’era all’interno dell’oggetto, esattamente nello stesso posto). Ah, che bello! Tocca a te!

Giordano:   Ehi … altri ladri … ce l’hanno con noi o con tua moglie?

Dany:                   Ladri? … È sparito anche lo scatolone? (Lascia cadere le borse). Troviamo la parola giusta al più presto. (Si aggira). E chi ci calma ora? Aspetta aspetta che forse il rimedio c’è! Siedi? Eh? È lo stesso effetto?

Giordano:   La sedia è nella stessa posizione di prima. Bisogna verificare … chiama Gregorio, se calma anche lui vuol dire che funziona senza avere bisogno di tutto quel cassone ingombrante e tantomeno di zia Beatrice.

Dany:                   E mia moglie come la calmiamo adesso? È una perdita ingente per il museo.

Giordano:   Avranno l’assicurazione. Ti preoccupi per lei che è la causa dei nostri guai e ignori il fatto del contagio?

Dany:                   Che idiota! I malati siamo noi. –  “Gregorio … no nessun scasso … salga … e lo so che non ce la fa più … c’è un purtroppo però … salga e vedrà”.

Giordano:   Bisogna che ci inventiamo qualcosa qualora non funzionasse. Riprovo? … Niente: non sento niente. Prova tu?

Dany:                   Sono più agitato di prima. (Alza la voce). Rinfrescato!

Gregorio:    Fate largo vi supplico … (È bendato come al solito). Indirizzatemi. Ah che sollievo … ero allo stremo delle forze.

Dany:                   (Si gratta la testa). Come va?

Gregorio:    Hanno riportato Pulosfun? Ne intuisco la presenza! Energie fannulloniche a me! (Tocca Dany).

Giordano:   Beh ecco … se ha finito il rinfresco esca così com’è. È meglio!

Linda:         (Appare sulla porta d’ingresso). Che novità! Era ora di fare pulizia.

Gregorio:    Non me ne parli per carità.  Le scope invocano pietà per via dell’usura. Mi accompagni fuori.

Linda:         Prego! Luna è al corrente dell’ennesimo furto? Dany, ti sei tolto uno scatolone ammuffito del tutto inutile.

Dany:                   Beh sì. Se non lo avesse portato a casa sarebbe stato meglio ma giacché se n’è andato ce ne faremo una ragione.

Linda:         Piano piano il contagio si estingue lasciandovi liberi di tornare ad una vita normale.

Dany:                   Luna dice di no!

Giordano:   Mi sa che ha ragione Luna. (È agitato, si siede al solito posto) Mah! Sembra che … (Linda se la ride). Ti lascio il posto.

Dany:                   (Si siede). Eh … forse qualcosa … “Rinfresco”. Niente! Stiamo facendo un esperimento scientifico per valutare il peso di certe parole.

Linda:         Avete provato con deficiente? Quanto siete scemi! Io salgo … quando ti sentirai in grado di farlo, dopo aver sfogliato il vocabolario, sali!

Dany:                   Bendiamoci! E qui bisogna pensarle tutte … non vorrai sgobbare come una bestia per tutta la vita?

Giordano:   Proviamo. Se Gregorio si sente meglio …

Dany:                   Gregorio non sa del furto però. Crede di stare meglio. (Si bendano).

Oriana:       (Fa capolino, vede la scena. A parte). Oh mamma mia è sparito tutto! E adesso? Si tiene il contagio: semplice! Finché dura. Se mi avesse dato una reliquia almeno saprei come gestirlo. Il bastone e la carota. (Ride).

Dany:                   Come va?

Giordano:   Non saprei. Speriamo che non entri nessuno. Non c’è nessuno vero?

Oriana:       (Mentre sta per uscire).No! Questi qui sono anche scemi però.

Giordano:   Se mettessimo un’altra sedia accanto?

Dany:                   È inutile: non va non va … bisogna ritrovare il sarcofago.

Giordano:   E se Luna ci volesse mettere alla prova? Se volesse constatare il grado di contagio e come siamo in grado di controllarci?

Dany:                   È possibile!  Dimostreremo che siamo guariti.

Giordano:   E come?

Dany:                   Come? Facciamo una riunione per decidere. Ti faccio presente che lunedì dobbiamo andare a scuola … fortunatamente per tre giorni e poi c’è vacanza.

Giordano:   Però tua moglie dovrebbe stare attenta a quello che fa. Contagi il proprio di marito … ma quello delle amiche mi sembra troppo.

Dany:                   E pensare che mi reputa furbo. I mariti delle egittologhe … vieni di là che ti spiego.

Scena quinta

La sera

Luna:          (Rientra con le amiche dopo la solita giornata di lavoro). Venite dentro. Mio dio il sarcofago è sparito! Non bastava la mia mummia.

Maria:        Noooo … sapessi come mi dispiace. Che perdita! Faraonica. (Ridono sommessamente).

Oriana:       Sono costernata. Sono rimasta sprovvista di reliquia, senza la quale sarà difficile poterlo calmare di tanto in tanto.

Linda:         Ti lascia un segno indelebile questo batterio. Hanno bisogno di toccare  il sarcofago per calmarsi.

Maria:        Con Giorgio è diverso. Lui ha bisogno del batterio. Forse perché gli conviene crederlo.  

Luna:          Un modo per uscirne c’è! Una parola magica! (I due erano nascosti in camera ed ora si precipitano fuori per ascoltare. Hanno in mano il piumino per spolverare).

Dany:                   Eh eh ciao Luna. (Imbarazzato come l’amico). Purtroppo ce l’hanno rubato.

Giordano:   Scellerati ladri. Un sarcofago di quel valore finito chissà dove.

Linda:         Vi trovo bene … riposati.

Dany:                   E pensa che abbiamo pulito tutto di là.

Giordano:   Ho voluto strafare: l’ho aiutato.

Maria:        Siete solidali. Chissà il mio Giorgio come la prenderà.

Oriana:       Luna, quella parola?

Luna:          È segreta! Basta pronunciare il vero nome del … (Pensa).   

Linda:         Scommetto che l’hai scordato? (Ironica).

Luna:          Ma porca miseria, hai ragione. (Idem). Di solito è scritta all’interno del sarcofago.  

Dany:                   Siamo fottuti!

Giorgio:      Permesso … sono venuto per una rinfrescata. Posso? È diventato invisibile? E come faccio adesso? Cosa tocco? Maria che danno! Che danno!

Maria:        A chi lo dici! Urge una soluzione immediata.

Oriana:       C’è solo da sperare nell’assuefazione. 

Giorgio:      Mi spiace Maria … sento la carica svanire. Ecco sono completante disattivato. Mi dovrai accettare così come sono.

Maria:        Se torni quello di prima ti mollo seduta stante.

Giorgio:      Maria non essere crudele … non dipende da me. Vedrai che una soluzione si trova.

Oriana:       La parola magica funzionerà anche per lui?

Luna:          Come si fa a saperlo. Che guaio che guaio.

Linda:         Sono disperata … averlo in casa così tutto indaffarato mi dà sui nervi. (Finge disperazione).

Oriana:       A chi lo dici. Di notte soprattutto. Forse era meglio prima. Ecco perché parlavo di reliquia.

Gregorio:    Mi si conceda di entrare (è bendato come sempre). Professore? Professoressa? (Non parlano. Oriana è vicino alla porta della camera). Non c’è nessuno? E come faccio così bendato! Se non temessi le mummie le affronterei a viso aperto. Lo so che l’hanno riportata, ne sento l’odore. (Tocca ancora Oriana che stavolta gli assesta uno schiaffo). C’è ed è anche suscettibile … che stupido: è un uomo. Riflessi condizionati. Riprovo? (Altro ceffone). Sei ambidestro eh?! E tutto questo per soddisfare le follie di un imbecille che non sa fare niente, nemmeno aprire uno scatolone di cartone. Contagiato senza colpe … Dovrebbe essere qui l’ingresso del sarcofago. Sono già dentro. Se ho toccato pezza da piede … riesco da dietro. (Si infila in camera lasciando la porta aperta). Oh sì finalmente. Una boccata d’aria putrida … a dir la verità mi sembra deodorante ma fa lo stesso. Per oggi sono a posto. Tento di uscire? Esco! Conosco il precorso a memoria.

Voce della moglie di Gregorio, sulle scale: Gregorio scendi subito. Eccolo qui l’idiota. Forza: devi far giocare il cane dei Fregnaccia.

Linda:         Ti prego, trova la parola prima che sia troppo tardi.

Luna:          È una parola. Devo consultare il dizionario di lingua egiziana. Non garantisco niente eh … se penso a quello che è successo mi viene da piangere.

Maria:        A me no!

Giorgio:      Perchè non mi ami per quello che sono.

Linda:         Vale a dire?

Giorgio:      Beh ecco … aspetta in momento … amici … ma guarda che strano: ma allora? Non mi sono ritornate le forze tutte in una volta!?

Maria:        Lo vedi che sei un pirla.

Giorgio:      Basta: non fai altro che offendermi. Addio Maria! (Esce).

Maria:        Cosa faccio, lo tengo com’è? Luna trova il carica batterie per favore.

Dany:                   Noi abbiamo energia da vendere.

Giordano:   Già!

Oriana:       Giuro sullo spirito di Pezza secca, attualmente in vacanza, che se mi tocca ancora lo dico alla moglie.

Linda:         Lo vuoi morto allora. (Buio).

Scena sesta

Il lunedì della settimana grassa

Verso le due del pomeriggio

Dany:                   (Entra e va a sedersi sulla sedia che c’era all’interno del sarcofago, che si trova sempre allo stesso posto). Si brighi a trovare la parola altrimenti mi ammazzo di fatica. Che giornataccia, che stanchezza … mai provata prima.

Giordano:   Ci credo: non stai fermo un attimo! Era il caso di pulire le scale mentre salivi? Ora abbiamo Gregorio per questo.

Dany:                   È salito sul tetto a riparare l’antenna. La senti la beatitudine arrivare? Siedi.

Giordano:   Per niente! Hai tentato di trovare la parola?

Dany:                   Ti sembra facile? Se la trovassi sarebbe per caso. Mi chiedo come sia possibile un contagio di siffatta portata. Sai che un leggero sospetto mi è venuto.

Giorgio:      Amico, fammi entrare. Novità lessicali? Nessuna: ho capito, me la vedrò con Maria. Voi? Siete ancora contagiati a fondo?

Giordano:   Senza la parola magica che ci libera … stiamo migliorando ma impercettibilmente.

Dany:                   Non direi!

Giorgio:      Io tendo al rilassamento … devo toccare.

Gregorio:    (Entra sempre bendato). Professore mi avvicini al pezzo di straccio. Non la voglio toccare perché reagisce male.

Dany:                   Davvero? Scommetto che la schiaffeggia?

Gregorio:    Proprio! Perchè temo le mummie sennò la schiaffeggerei io. Sono al posto giusto?

Giorgio:      Sì! La chiudo dentro? (Va a chiudere la porta d’ingresso mentre stanno entrando Luna, Linda, Maria ed Oriana). Ciao. (Sottovoce). Pensa di stare nel sarcofago.

Gregorio:    Ciao … che sollievo … oggi mi sembri più gentile. Avete allargato il cassone?

Luna:          Come va Gregorio … la moglie è soddisfatta?

Gregorio:    Mai come ora. Chi parla?

Linda:         Gatta morta. E lei come sta?

Gregorio:    Siete voi! Per un attimo vi ho scamb …  Maluccio e benino. Mia moglie dice benino, io dico maluccio.

Giorgio:      Anch’io.

Maria:        Non fare il pirla tu!

Oriana:       Punti di vista. Mio marito è guarito. Ha una volontà di ferro. Ha perfino smesso di fumare.

Maria:        Ci credo: non ha più tempo!

Dany:                   Strascichi pochi?

Giordano:   Già gli strascichi?

Gregorio:    Beh, visto che sto meglio qualcuno mi accompagni alla porta. Non vorrei che la mia signora scoprisse in che modo riesco a  calmarmi. Me lo impedirebbe di sicuro.

Linda:         È il caso di trovare questa parola?

Luna:          Vogliamo prima indire una riunione di condominio?

Oriana:       Per sole donne!

Maria:        Tutto sommato sono per la clemenza.

Giorgio:      Amici … ho capito una cosa. E se facessimo un esame di coscienza?

Luna:          Ecco la parola magica … “esame di coscienza”.

Dany:                   Era così semplice?

Giordano:   Sei sicura Luna?

Giorgio:      Sono un coglione. (Capisce solo ora che era meglio stare zitto).

Maria:        Evviva la sincerità.

Linda:         Sarà anche un coglione però l’ha ammesso.      

Luna:          Allora … come state: così così … proclamo io? –“Esame di coscienza”.–

Giordano:   La mummia lo sentirà?

Dany:                   Sente tutto.

Gregorio:    Siamo liberi? Quindi scendendo dirò a mia moglie che voglio fare un esame di coscienza per porre fine alle sofferenze?

Luna:          Esattamente! Pronunci la frase. Più gente la sente meglio è! Usi il megafono.

Linda:         Stia attento alle ricadute … questa non perdona.

Oriana:       E la prossima volta prima di toccare a casaccio stia attento a dove mette le mani. Glielo dico da mummia. (Buio).

Scena settima

Sabato grasso

Dany:                   Finalmente liberi dal batterio.

Giordano:   A che prezzo però. Tuttavia qualcosa ci ha lasciato dentro.

Giorgio:      Ragazzi … andava fatto un esame di coscienza con o senza batterio. Non avete capito che questo contagio ci ha indotti ad assumere un comportamento più … più …

Dany:                   Responsabile!

Giordano:   Come se noi fossimo degli scellerati?!

Giorgio:      Insomma … avete lasciato alle vostre compagne tutto il peso della gestione casalinga … e non solo quella.  

Dany:                   Tu non sei tanto diverso da noi. Hai impiegato anni per capire che Maria ti avrebbe voluto solo se ti fossi impegnato in qualche attività.

Giorgio:      Ho approfittato del batterio per poterla avere.

Giordano:   Ragazzi, una scappatoia la dobbiamo trovare … eh!

Dany:                   Qualche baretto, qualche spettacolino … un minimo di mondanità ora ce la possiamo permettere. Dopo aver pronunciato una parola magica del genere … – “Esame di coscienza”– eh?

Giorgio:      Facciamo tutto all’insaputa delle donne.   

Dany:                   Fessi sì ma con riserva. Diamoci da fare per questa sera. Oggi è carnevale. Ogni scherzo vale. E mi sto controllando. (Euforico).

Giordano:   Sei in convalescenza. Non strafare! (Escono).

Scena ottava

Qualche mese dopo

Luna:          Entrate … mettetelo lì. (Portano un altro sarcofago più piccolo). Ecco fatto: bravi ragazzi! Tenete. Questo rimane più a lungo. (Escono i due soliti operai). Quello di prima era contro il nullafacentismo, questo contro l’eccessiva furbizia.  Altro che carnevale indimenticabile. Non se lo scorderanno tanto facilmente. (Esce).

Scena nona

Poco dopo

Dany:                   (Entra con Giorgio e Giordano).Mamma mia quanto ridere. Che giornata fantastica. Strascichi pochi?

Giordano:   Quasi niente. Io direi che ci è rimasta questa “responsabilità”. 

Giorgio:      A me ne ha lasciati e come … devo avere strascichi: capite? Le vostre mogli sono leggermente più comprensive di Maria.

Dany:                   Non direi. Cos’è questa? Eh no è! Stavolta non mi prendi caro mio. Ne basta una. Fatti toccare da quello del piano terra.

Giordano:   Questa è una persecuzione abbiate pazienza. Falla smettere. C’è un cartello appeso.

Giorgio:      Per la miseria.

Dany:                   – “Non c’è bisogno di toccare o abbracciare o perdere tempo nel tentativo di capire. Questo sarcofago contagia a prescindere, ne basta la presenza.” – Ma quando mai!? Stavolta uso l’insetticida.

Giordano:   (Gira intorno). È scritto qui: – “Batterius niloticus secondarius” – ed  inoltre. – “Chi lo tocca potrebbe diventare scemo”–.

Dany:                   Ma noi ce ne guardiamo bene dal farlo. Ad ogni buon conto.

Gregorio:    (Si precipita dentro, è completamente bardato con guanti mascherina grembiulone ecc ). Amici … ne hanno portato un altro … infatti! Ed  ora che succede?

Dany:                   (Preso dall’euforia di mostrare a Gregorio l’inutilità dell’oggetto lo tocca battendolo sul lato).  Nulla! Proprio nulla!

Gregorio:    (Si toglie tutto). Menomale … con quello che è successo con l’altro … non vorrei ripiombare in qualche altro baratro. “Esame di coscienza”. (Lo pronuncia). Mah!

Giorgio:      Per me non è vero che quello che c’è scritto. (Si appoggia senza volerlo per sistemarsi una calza. Gregorio si avvicina cauto e per constatarne le dimensioni  lo misura a spanne. Giordano, vedendo gli amici in difficoltà ride ma non si rende conto che ha in mano un oggetto che penzola dal coperchio, forse una benda ).

Dany:                   Dice di non toccarlo perché si diventa scemi. 

Gregorio:    Ma suvvia, addirittura scemi. (Pensa). Non è possibile: mia moglie non fa altro che ripeterlo da anni. O lo sono già o mente.

Giorgio:      Non bisogna dar retta a tutto quello che dicono le donne.

Dany:                   Appunto! Ne dicono … –“Esame di coscienza” – … non si sa mai!

Giorgio:      – “Responsabilità” – … forse in latino è più efficace? Prova tu che lo sai.

Dany:                   – “Gaudium magnum” –

Giordano:   Quello è per quando fanno il Papa.

Gregorio:    Non confonda le parole per favore. Lo dica in egiziano almeno!

Dany:                   – “O voi che ci avete messi nella emme liquida, indicateci la parola” –.

Giorgio:      Questo va bene! È congruo. Facciamo come lui. Apriamo le braccia.

Luna:          (Entra con Linda, si fanno cogliere con la braccia aperte). Siamo riuniti in sessione plenaria vedo?! State invocando qualche divinità? Tutto bene ragazzi? Non mi dite che l’avete già toccato?

Dany:                   Mica siamo scemi!

Luna:          Volevo ben dire. Non temete: è un regolatore della furbizia maschile! Chi ne ha troppa ne avrà meno e chi ne poca ne avrà di più.

Linda:         E di questa mummia si ignora la parola magica! Purtroppo.

Tutti e quattro in coro: –“Esame di coscienza”. –

Luna:          Non funziona. La faccenda è molto più complessa.

Dany:                   Ecco!

Gregorio:    (Si avvicina a Dany, sottovoce). Professore, le impedisca di portare il lavoro a casa. Ne abbiamo fin sopra i capelli di ‘sti batteri.

Maria:        (Entra sta per aggredire verbalmente Giorgio ma …) Beh? Luna avevi detto che … Che non …

Luna:          L’avevo detto ma mi è venuta in mente una cosa. Venite in camera.

Gregorio:    Signora la supplico: non mi costringa ad abbandonare il posto lavoro per un innalzamento improvviso del quoziente intellettivo generale.

Voce della moglie di Gregorio sulle scale: Scendi imbecille!

Dany:                   Gregorio, non c’è bisogno di abbandonare! Può restare. … Sentirete parlare di me in televisione.  (Si gongola).

Giorgio:      Te lo chiedo così per curiosità sapendo già la risposta: Maria mi ami ancora?

Giordano:   Ma certo!

Linda:         Che progressi! Cosa dici Luna? Qui stiamo rischiando un corto circuito.

FINE

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