LA NOTTE SI E FERMATA
Favola teatrale in due parti
di
Franco Zaffanella
1999
Personaggi principali :
R - GANA
Regina - MATILDE
Principessa - ISABELLA
Giullare - MARTINO
Portiere di Palazzo - LUIS
Capo delle guardie - ANTONIO
Direttore dorchestra tedesco - VON CRAUTEN RAUS
Contadino - DOMENICO
Primo contadino
Secondo contadino
Prima contadina
Seconda contadina.
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Altri personaggi:
Contadini
Taglialegna
Raccoglitrici di legna e frutti
Indiani damerica con tamburini
Cinesi con sonagli
Africani con flauti
Altre guardie
Prima Parte
NARRATRICE - Tanto tempo fa molto lontano in mezzo al mare, cera
una grande isola chiamata LAVORANDIA.
In questa terra regnava Re Gan con la sua famiglia, la Regina Matilde e la figlia, la bellissima Principessa Isabella.
Questi vivevano nel centro dellisola in un grande palazzo tutto doro, il tetto,
le finestre, le porte, tutto era costruito con loro.
La gente che viveva nellisola mormorava che nel palazzo vi fossero addirittura mille stanze.
Nellisola di LAVORANDIA per volont di Re Gan tutti erano
obbligati a lavorare, gli uomini, le donne, le persone anziane, persino i bambini.
Ma la cosa peggiore che si doveva lavorare sia il giorno che la notte.
Gli occhi degli abitanti di LAVORANDIA si erano ormai talmente abituati al buio che anche di notte potevano lavorare senza fatica,
controllati dalle guardie con i loro magici raggi di luce.
La scena in semibuio con i raggi di luce incrociati delle guardie
che controllano i lavoratori.
ANTONIO - Stanotte mi sembrate un po fiacchi, forza muovetevi!
PRIMO CONTADINO - Eh, vorrei vedere lui al nostro posto, quel brutto pancione.
SECONDO CONTADINO - Eproprio vero, lui che pu dormire e mangiare quello che
gli pare.
PRIMA GUARDIA - Cosa avete voi due da brontolare? Qui si lavora e basta,
le parole le usiamo solo noi.
SECONDA GUARDIA - Giusto!Ma chi si credono di essere,uguali a noi.
Le guardie si allontanano dai lavoratori.
DOMENICO - Amici ascoltate, non possiamo farci trattare in questo modo.
SECONDO CONTADINO - Ma sempre stato cos, come possiamo cambiare?
DOMENICO - Prima di tutto dovremmo imparare a pensare.
PRIMO CONTADINO - A pensare? Ma nessuno ci ha insegnato a pensare.
PRIMA LAVORATRICE - E vero, qui noi lavoriamo e basta.
DOMENICO - Invece dobbiamo pensare che a LAVORANDIA si possa
cambiare, perch almeno la notte si possa dormire.
TUTTI - Hai ragione! . . Bravo! . . Vogliamo dormire! . . e anche russare!
si e potremo sognare! evviva il sonno! . . . . . . (alzando le mani esultanti).
NARRATRICE - Quelluomo che aveva parlato si chiamava DOMENICO,
in passato era stato il custode della biblioteca privata del Re,e per questo
conosceva molte cose.
Da poco tempo era stato cacciato perch sorpreso a leggere i libri privati
di sua Maest.
E mentre una nuova notte era cominciata con tutti gli abitanti al lavoro, nel
suo palazzo il Re e la Regina nella stanza del trono tutta luccicante doro, aspettavano come abitudine lelenco dei cibi che lindomani avrebbero mangiato.
La Regina seduta sul trono che si lima le unghie mentre il Re
cammina nervosamente su e gi nella stanza con il Giullare Martino
che gioca con una palla a terra.
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RE - Ma dov andato LUIS! Possibile che non sia ancora arrivato!
REGINA - Non preoccuparti caro,siediti che sono gi cinque minuti che sei in piedi,
devi riposare no?
RE - Va bene,mi sieder.
GIULLARE - Maest vorrei dir... (viene interrotto dal Re)
RE - Taci Martino che non capisci niente,fammi ridere piuttosto!
Giullare - Va bene Maest.
Il Re si siede e Martino inizia a ballare goffamente
Poco dopo entra Luis il portiere di Palazzo con un foglio in mano.
LUIS - Vostre altezze perdonate il mio ritardo. (inchinadosi)
RE - Si va bene,ma non perdiamo tempo che ho sonno e voglio andare a dormire.
LUIS - Vostre altezze il pranzo di domani: Prosciutto di S. Daniele e melone,
Spalla di S. Secondo al Barolo, Carciofi alla Romana, Gamberetti alla Catalana,
Risotto allo Champagne e porcini, Pennette agli scampi, Storione Reale alle
erbe, Tagliata alla Robespierre, Spinaci alla Parmigiana, Grigliatina di verdure,
Spicchi di Provolone con Marmellata di zucca e uva ed infine il dolce da voi
preferito, il tutto innaffiato dal miglior champagne di Francia.
Mentre LUIS elenca tutte le portate il Re e la Regina si lasciano andare a
esclamazioni di compiaciamento.
RE - Bene LUIS, adesso puoi andare, ed ora mia cara possiamo finalmente
ritirarci nelle nostre stanze, tu Martino mi raccomando continua a ballare.
MARTINO - Come desidera vostra maest (inchinandosi).
Solo base IL RE DEI PAGLIACCI
NARRATRICE - E cos mentre il Re e la Regina andavano a dormire il giullare
Martino doveva ballare tutta la notte perch cos voleva il Re.
Per fortuna molte volte la Principessa Isabella aiutava Martino mandandolo a riposare.
NARRATRICE: La bont della principessa Isabella era conosciuta dagli abitanti dellisola.
Spesso allinsaputa del Re e della Regina portava da bere ai poveri lavoratori assetati e stanchi.
E cos fece anche il mattino dopo, appena il sole spunt, and nei campi dove gli abitanti erano al lavoro.
Le guardie che sapevano tutto, per paura non osavano dirlo al RE, e facevano finta di non vedere.
In scena la Principessa da da bere ai contadini.
NARRATRICE - Quel mattino il sole era forte,ma un leggero venticello
faceva pesare meno il duro lavoro degli abitanti di LAVORANDIA.
La Principessa Isabella si era da poco allontanata quando la zappa di
un contadino batt contro qualcosa . . .
Rumore della zappa che batte
SECONDO CONTADINO - (Chinandosi a raccogliere) Hei guardate cosa ho trovato!
PRIMO CONTADINO - (Avvicinandosi) Che cosa? Ma un pezzo di ferro.
Altri si avvicinano
PRIMA LAVORATRICE - Ma c una persona sopra quel ferro.
SECONDO CONTADINO - E vero sembra una croce con sopra unuomo.
SECONDA LAVORATRICE - Ma perch in mutande?
PRIMA LAVORATRICE - Forse aveva caldo.
SECONDO CONTADINO - Ma cosa vorr significare?
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Intanto li vicino cera anche Domenico che vedendo quelle persone
raggruppate si avvicin.
DOMENICO - Ma . . . chi lo ha trovato?
SECONDO CONTADINO - Io.
DOMENICO - Ma questo oggetto riproduce la croce su cui mor GESUCRISTO!
SECONDA LAVORATRICE - E chi GESU CRISTO?
DOMENICO - Dovete sapere che in un paese molto lontano tanti anni
fa nacque da Maria e Giuseppe . . .
NARRATRICE - Domenico raccont tutto quello che sapeva di GESU
CRISTO, grazie anche ad un libro che aveva letto nella biblioteca Reale.
Ricordando ai suoi compagni che lanno prima, quando era ancora a palazzo
era arrivata una donna vestita tutta di nero, e si era presentata al Re come una Suora missionaria intenzionata a portare la parola di GESU.
Dopo quellincontro con il Re la suora non fu pi vista,e probabilmente era stata lei a perdere il crocefisso.
Intanto il sole stava tramontando e una nuova fredda notte stava per arrivare.
Lavorare e lavorare, questa era lunica cosa che gli abitanti di LAVORANDIA conoscevano, ma quella notte dopo il ritrovamento del Crocefisso, diverse
persone chiesero altre cose a Domenico su quel GESU morto sulla Croce, e
molti aspettavano la luce del nuovo giorno per poter rivedere chiaramente
ancora la Croce.
Ma la luce del nuovo giorno sembrava non arrivare mai, tanto che alcuni cominciarono a chiedersi il perch.
PRIMO CONTADINO - Ma questa notte quando finisce?
PRIMA LAVORATRICE - Il sole non vuol nascere.
DOMENICO - E vero anchio me lo stavo chiedendo. Ma cosa pu essere successo?
SECONDO CONTADINO - E la notte! Lanotte si fermata!!
SECONDA LAVORATRICE - La notte si fermata?! Ma come possibile?
NARRATRICE - Sembrava incredibile ma era proprio cos, la notte continuava senza che nessuno riuscisse a spiegarsi il perch.Anche le guardie se ne erano accorte e i loro raggi di luce si muovevano nervosamente nel buio.
Molti erano spaventati e qualcuno trov nel Crocefisso che Domenico teneva in tasca la causa di quanto era successo.
UN TAGLIALEGNA - Domenico, a fare questo non pu essere stato che il tuo Ges!
UNA LAVORATRICE - Si vero!ecco di chi la colpa!
DOMENICO - Ma cosa dite, non possibile!Ges non pu farci questo!
PRIMO CONTADINIO - Allora perch ha fermato la notte?
SECONDO CONTADINO - Devi buttare quel pezzo di ferro! a noi
non interessa vogliamo la luce del giorno! E il sole che ci scalda!
NARRATRICE - Domenico circondato dai suoi compagni non sapeva pi cosa rispondere.
Anche le guardie che si erano avvicinate al gruppo volevano che buttasse via il crocefisso.
Domenico non voleva assolutamente gettare via il crocefisso e lanci allora una proposta che lasci tutti sorpresi.
Vociare della gente contro Domenico
DOMENICO - Ascoltate! Ascoltate tutti! Andremo dal Re !!
TUTTI - Dal Re !!!
UNA LAVORATRICE - Ma nessuno mai andato dal Re !
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SECONDO CONTADINO - Tu sei pazzo! Il Re ci far frustare!
DOMENICO - Non dobbiamo aver paura, lunico modo per sapere cosa sia accaduto.
NARRATRICE - La proposta di Domenico alla fine fu accettata e cos
anche se molto timorosi tutti si incamminarono verso il palazzo reale.
Qui nessuno si era accorto di quanto era successo,infatti loro che ricopriva
tutto il palazzo rifletteva ovunque molta luce.
LUIS - (Entrando nella stanza del trono, dove si trovano il Re seduto sul trono, la Regina seduta sul trono che si lima le unghie e il giullare Martino che gioca con una pallina).
Vostre altezze il popolo!
RE - Il popolo!? Nel mio palazzo!? Ma chi lo ha fatto entrare!? Dove sono le guardie!!?
LUIS - Maest ci sono anche le guardie, e tutti vogliono parlare con vostra altezza.
RE - (Alzandosi dal trono)Va bene, che entrino,ma devono togliersi le scarpe!
E entrare a testa bassa!
PRINCIPESSA - Ma pap cosa dici?
REGINA - Taci Isabella, tuo padre sa cosa dice.
E tutti senza fiatare entrano a testa bassa nella stanza del trono.
RE - Allora! Cosa volete!? Come osate disturbarmi! Chi che parla di voi!?
E allora!?
DOMENICO - Sono ... sono io maest (alzando la testa).
RE - Tu! Ti ho gi cacciato una volta, devo cacciarti ancora! E se vuoi parlare abbassa la testa!!
Domenico impaurito riabbassa la testa.
DOMENICO - . . . Maest, noi siamo venuti qui perch . . .
RE - Perch!?
DOMENICO - Perch, la notte si fermata!
RE - La notte si fermata! Ma cosa dici, tu sei pazzo, la notte non si pu
fermare.Ogni giorno spunta il sole.
DOMENICO - Qui Maest c la luce ma fuori la notte continua.
REGINA - Ecco perch non ho ancora sentito il gallo cantare.
PRINCIPESSA - (Avvicinandosi alla finestra) Pap vero fuori c buio!
RE - (Guardando anche lui fuori dalla finestra) Fuori c buio!
Ma come possibile,cos un vostro trucco per non lavorare?
Cosa avete combinato? Avete forse con i vostri mantelli coperto il sole!
Tu che hai parlato dove il tuo mantello?
DOMENICO - Maest io non ho nessun mantello, nessuno di noi ha mantelli, e la notte abbiamo molto freddo.
RE - Ah voi avete freddo! Ed io come faccio ad andare a caccia se il sole non nasce!
PRINCIPESSA - Padre dovremo aiutarli, e farli riposare un po.
RE - Il riposo a LAVORANDIA non esiste! Capito! Piuttosto dovremo
pensare come svegliare la notte.
GIULLARE - Maest si potrebbe...(ma viene interrotto dal Re).
RE - Taci tu che non capisci niente!
PRINCIPESSA - Pap lascia parlare Martino, forse pu darci il consiglio giusto.
RE - Il consiglio giusto? Lui un pagliaccio,va bene,proviamo a sentire.
MARTINO - Se la notte si fermata, potrebbe essersi addormentata, quindi
basterebbe svegliarla.
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RE - Svegliare la notte? Ma cosa ti salta in mente? E come vorresti svegliarla?
Dai sentiamo.
GIULLARE - Baster chiamare dei musicisti e farli suonare.
RE - Chiamare dei musicisti per svegliare la notte . . . ecco proprio quello
che stavo pensando! Sono veramente grande! Solo al Re possono venire certe idee, Luis!
LUIS - Si vostra maest.
RE - Manda le mie navi in tutto il mondo!! E cerca musicisti da portare
a LAVORANDIA per svegliare la notte, e voi tornate al lavoro!
NARRATRICE - Tutti ritornarono a malincuore al lavoro con la speranza
per che molto presto potessero arrivare musicisti che riuscissero a svegliare
la notte ed essere cos scaldati dal sole.
FINE PRIMA PARTE
SECONDA PARTE
NARRATRICE - Musicisti arrivati da tutto il mondo aspettavano di essere
ricevuti dal Re e potersi esibire nel tentativo di svegliare la notte.
Davanti al castello il Re aveva fatto accendere molti fuochi e tutto il popolo era accorso
a vedere.
LUIS - (Introducendo il primo gruppo) Maest dalla Cina i cinesi!
APPLAUSI AL LORO INGRESSO.
RE - Bene, che i cinesi suonino!
I cinesi iniziarono a suonare i loro sonagli, ma poco dopo il Re visto
i risultati negativi ordina di smettere.
RE - Basta! Basta! Questa musica non va bene! Sentiamo degli altri!
I cinesi si fermano di suonare e si spostano.
LUIS - (Introducendo il secondo gruppo) Maest dallAmerica gli indiani!
APPLAUSI AL LORO INGRESSO.
RE - Gli indiani? Suonate, suonate svegliate la notte!
Gli indiani iniziano a suonare i flauti.
RE - Basta! Non sar musica questa!? Avanti altri musicisti!
Gli indiani si spostano e stanno per avvicinarsi gli africani.
LUIS - Maest dallAfrica gli africani!
APPLAUSI AL LORO INGRESSO.
RE - Va bene suonate la nostra ultima speranza.
Gli africani iniziano cos a suonare i tamburi , ma anche questa musica
non serve a niente.
RE - No! No! Non va bene, la notte continua! E adesso cosa possiamo fare!?
GIULLARE - Maest si potrebbe . . .
RE - (Interrompendolo) Taci! Sei un pagliaccio, cosa potresti dire?
PRINCIPESSA - Padre ascoltiamo Martino potrebbe avere una buona idea.
RE - Chi quello li!? Ma se non sa nemmeno contare! Va b, sentiamo.
GIULLARE - Vostra altezza la notte non si sveglia perch la musica non
diretta da nessuno.
RE - Non diretta? Ma cosa vuol dire?
Martino - Se tutti i musicisti si unissero e fossero diretti da un maestro di
musica forse la notte si sveglia.
RE - Un maestro di musica?
GIULLARE - Anzi un direttore dorchestra!
RE - Si un direttore dorchestra!
GIULLARE - Maest ancora di pi, un direttore dorchestra tedesco!
RE - Ma certo un direttore dorchestra tedesco! Luis, lo voglio subito qui!
PRINCIPESSA - Ma pap la Germania lontana non pu essere subito qui.
RE - Non mi interessa! Io lo voglio qui subito!
LUIS - Maest vista la sua insistenza lautore ha deciso che il direttore
dorchestra tedesco sia gi arrivato.
RE - Molto bene che si capisca chi che comanda qui!
LUIS - Dalla Germania il direttore dorchestra VON CRAUTEN RAUS!
Con un grande applauso si presenta il direttore dorchestra, si inchina
e gli viene portato un leggio.
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VON CRAUTEN RAUS -Venite tutti qua davanti per piacere. Silenzio !!!
Tutti suonatori si mettono in ordine davanti al direttore il quale
batte tre volte la bacchetta sul leggio ed inizia la musica accompagnata
dagli strumenti degli africani,cinesi e indiani.
La musica cos diretta fece leffetto sperato, infatti la notte si svegli
e nellentusiasmo generale il sole iniziava a splendere nel cielo.
TUTTI - Evviva il sole! Evviva la musica! Sole! Sole! Sole! Viva la musica!
Viva Martino!!!
RE - Silenzio! Sono io che ho avuto questa idea, me che dovete ringraziare!
GIULLARE - Maest . . . veramente io ho avuto questa idea.
RE - Taci tu! Come osi rispondere al Re!
ISABELLA - Padre vero, Martino ha avuto questa idea.
RE - Anche tu contro di me!
DOMENICO - E vero stato Martino!
TUTTI - Martino! Martino! Martino!
NARRATRICE - Il Re dimenticando per un attimo i suoi poteri, pieno
di vergogna e di rabbia chiama la moglie e insieme si ritirano nella loro stanza.
Iniziano cos grandi festeggiamenti per il giullare Martino, per la Principessa,
ma sopratutto per Domenico che con il suo coraggio era riuscito a parlare al Re.
Grida di gioia e allegria.
PRIMO CONTADINO - Dobbiamo ringraziare anche Domenico lui che ha
avuto il coraggio di parlare al Re
UNA LAVORATRICE - E vero, lui ci ha liberato dal Re, grazie Domenico.
ALTRI - Do me ni co!! Do me ni co!! Do me ni co!!
DOMENICO - (Estraendo il crocefisso dalla tasca) Non me che
dovete ringraziare, ma GESU.
NARRATRICE - Il Re e la Regina da quel giorno si chiusero nella loro
stanza e non uscirono mai pi.
Mentre in tutta Lavorandia per tutto il giorno continuarono le manifestazioni di
gioia per il grande evento.
La Principessa Isabella si sedette sul trono e nomin Martino e Domenico
suoi consiglieri personali, inoltre ordin che la notte si potesse dormire.
Iniziava cos per tutti gli abitanti dellisola una nuova vita, quel giorno di
festa in onore di Domenico venne chiamato Domenica.
FINE
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