La ‘ontesa di Gosto e Mea

Massimo Valori

LA ONTESA

DI GOSTO E MEA

Atto unico, adattato in vernacolo empolese dallAutore, liberamente tratto dalla leggenda popolare di Gosto e Mea e da La lingua di una donna alla prova di Vincenzo Guadagnoli (1798 - 1858)

Personaggi:

Gosto

Mea

Teresa

Armida

Maso

Bista

Togno

Cecco

Il dottore

Il Priore

Un chierichetto

Voce fuori campo


OPERA TUTELATA SIAE TUTTI I DIRITTI RISERVATI


Massimo Valori La ontesa di Gosto e Mea

Camera di una vecchia casa di contadini dei primi del secolo. Un grande letto matrimoniale al centro, con i comodini ai lati. Un vaso da notte sotto il letto, dalla parte di Gosto.

SCENA 1: Gosto e Mea

1 -Voce fuori campo. Un contadin vivea ne' tempi andati / in un villaggio presso Pontedera, / chein isconto, cred'io, de' suoi peccati, / ebbe in moglie una femmina ciarliera; / ella Mea nominossi, ed egli Gosto, / come fa fede il libro del proposto. / Or bisogna saper, che Gosto avea /gi preso il lume per andare a letto


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Gosto.( entrato durante la battuta precedente, con un lume acceso in mano, che appoggia sul comodino dalla parte dove dormirMea; alza le coperte del letto, gesto di disappunto) Maremma cane, che un lha messi carduccio quellabefana (chiama) Meaaa O Meaaa O che un lha messi carduccio stasera?

Mea.(entra)Che ha da bocia?

Gosto. Dicevo, o che un lha messi carduccio stasera, o un lo senti che zizzole!

Gosto e Mea.(si spogliano)

Mea. Lo sento, Gosto, lo sento. Per son finite tutte le legna. E se un tu le va a rifa, i carducciotu te lo scordi, un si mette di certo.

Gosto. Domattina, se un tira tramontana ci vo! Ma a proposito, Bista Mea. Bista?

Gosto. Bista, i tu cognato, lha riportate la carretta e la scure?

Mea. Un lo so. Ma credo di no: almeno, se un lha riportate quando io un cero

Gosto e Mea.(hanno finito di spogliarsi ed entrano a letto)

Gosto. Allora domattina levati presto e valle a ripiglia. E speriamo che un mabbia ntaccato lascure, almeno in tre balletti vo e torno.


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Gosto e Mea.(lui a pi riprese cerca di avvicinarsi a lei, con intenzioni amorose; lei via via si allontana, fino a che non esce dalletto, esasperata)

Mea. O sta bono, stai! Piuttosto, facciamo le nostre preghiere!(rientrando a letto)Vai, Gosto,ncomincia.

Gosto.(ci pensa un po)O Dio che hai messo luso delle mogli, te tu me lha data e te tu me la ritogli!

Mea.(fra s)Ah s, eh, nato dun cane(in tono normale)Allora: o Dio che me lha dato pe fammelosposa, guarda se tu fa alla svelta a venillo a ripiglia!

Gosto.(d nuovamente noia a Mea)

Mea. O sta bono, tho detto!

Gosto. E star bono! Per allora spengi la luce che mi fa sonno!

Mea.(spegne il lume; attimo di silenzio; poi si alza a sedere sul letto, si guarda intorno e lo riaccende)Ma Eppure Oche questo vento? O di do viene? Gosto! Gosto! Ma luscio di casa lha chiuso?

Gosto.(immobile)Perch?

Mea. Come perch, o che un lo senti c uno sventolo qui n camera par desse sullaia! Lhachiuso s o no?

Gosto.(alzandosi a sedere sul letto)O che lo dovevo chiude io?

Mea. Diamine!


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Gosto. Perch?

Mea. Ma come perch! Ma sar meglio che tu ne beva meno di vino la sera, da qui avanti! Gosto,se passato te lultimo dalluscio?

Gosto. S!

Mea. E allora tu lo dovevi chiude te!(si sdraia nuovamente sul letto)

Gosto. A me mi pare che la briaca tu sia te!

Mea. Chie?(si rialza a sedere sul letto)

Gosto. O sta a vede che la sera io quande torno stanco morto da lavora devo pensa anche achiude luscio! Ma venvia venvia, fammi piacere

Mea. Gosto, un cominciamo a fa discorsi a bischero. Lultimo tu se passato te, sicch tu lhalasciato aperto te. E ora tu ti levi e tu lo va a chiude!

Gosto. Allora si fa una cosa per uno! Se io lho lasciato aperto, tu lo va a chiude te e tutti pari!

Mea. No di certo! Piuttosto ci piglio la bronchite, guarda! Sa che tu se te? Un piccoso! E alloraio un lo chiudo!

Gosto. Sa che tu se te nvece? Una testa di rapa, ecco icch tu sei! E allora un lo chiudonemmen io! (si butta gi)

Mea. Vuol dire che sta aperto!(si butta gi)

Gosto.(si rialza)Come, sta aperto!

Mea. Sta aperto!

Gosto. E che si dorme a uscio aperto?

Mea.(si alza a sedere)Lo va a chiude te?

Gosto. No!

Mea. E allora Speriamo ci portino via tutti!(si butta gi)

Gosto. Ma gli freddo!

Mea. Copriti!

Gosto.(si butta gi; pausa; si rialza a sedere)Allora sa che si fa? Si fa un patto. I primo che fa una parolava a chiude luscio. Va bene?

Mea.(si alza a sedere)Come?

Gosto. Si sta tutte due zitti, e i primo che dice una parola, anche una parola sola, va a chiudeluscio.

Mea.(ci pensa un attimo)Va bene.

Gosto. Va bene?

Mea. Va bene(si butta gi)

Gosto.(si butta gi)


SCENA 2: detti, Teresa e Armida


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Voce fuori campo. Due beghine stavano tornando dalla novena, quando Teresa.(d.d.)O Armida!

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54 -Armida.(d.d.)Che!

55 -Teresa.(d.d.)O che ci fa luscio aperto di Gosto, eh?

56 -Armida.(d.d.)So assai io Aspetta, eh Meaaa! Vu avete lasciato luscio aperto!(pausa; forte)Meaaa! Vu avete lasciato luscio aperto!

57 -Teresa.(d.d., forte)O che boci, citrulla! Fa silenzio!

58 -Armida.(d.d.)E un sentano!

59 -Teresa.(d.d.)Entriamo e andiamo a vede, via(entra)

60 -Armida.(entra; forte)Meaaa! Vu avete lasciato luscio aperto!

61 -Teresa.(forte)O chetati, scema! Tu fa sveglia tutti!

62 -Armida. O un si bociava pe codesto?

63 -Teresa. Ah gi.

64 -Armida. Ma questi un si svegliano, guarda come dormano

65 -Teresa. Sentite che freddo che c qui dentro Che sar, la ventolanza delluscio aperto? Iristronco? (si avvicina a Mea; la tocca) Mea O Mea O mamma, o Armida

66 -Armida. Che!

67 -Teresa. C Mea gli ghiaccia stecchita O che sar morta?

68 -Armida. Morta? Chi, Mea? Eh, un po di visuccio lha, eh! E mi pareva un po sdutta aquesti giorni, a vedella! O vai, una di meno!

69 -Teresa. O via, o che morta pe davvero?

70 -Armida. A te che ti pare?

71 -Teresa. Poera Mea!

72 -Armida. Poero Gosto come far da s solo!

73 -Teresa. Un mica morto anche lui?

74 -Armida.(si avvicina a Gosto)Fa vede(sottovoce)No, lui no

75 -Teresa. Eh?

76 -Armida.(sottovoce)Zitta, tu lo svegli! Lui un morto(lo accarezza)Bellomino, per, vero?

77 -Teresa. Chie?

78 -Armida. Lui, Gosto!

79 -Teresa. Ma che sei scema? O che son cose da dissi ora, codeste?

80 -Armida. Perch? Tanto, chi mi sente?

81 -Teresa. Io ti sento!

82 -Armida. Te un tu conti. Tu se zitella anche te(accarezza nuovamente Gosto)Eppure sarebbe proprioun be partito, guarda Daltra parte anchio bisogna che pensi a sistemammi, eh

83 -Teresa. A me mi par che tu abbia persi capo, guarda! C Mea qui morta e dura, ma sentite a chepensa

84 -Armida. Tanto o prima o poi bisogna pensacci. E siccome lho visto prima io, poi un ti prova aveni fori co le moine te, perch ti batto ni muro!

85 -Teresa. Io? Ah, no no


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(si alza a sedere sul letto, furibonda)

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86 -Mea.(spasima di rabbia)

87 -Teresa. Armida! Mea si move!(viene sul proscenio, impaurita)

88 -Armida.(viene sul proscenio)E che sar! O un lo fanno anche le lucertole! Tu lammazzi e si movansempre!

89 -Teresa. E sono ma discorsi che tu fai!

90 -Armida.(viene sul proscenio)Macch E poi, o che ci posso fa io? Anche Gosto lha sempre avutoun po docchino diritto pe me


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Gosto.(si alza sul letto; gesto come per dire ma te tu dai i numeri!)

Mea.

Armida. Son sicura che mi basterebbe guardallo un pochino cos(fa azione, comicamente)

Gosto.(gesto c.s.)

Mea.(non sa contenersi e d uno schiaffo a Gosto)

Teresa. Che stato?

Armida. Boh?

Teresa. Se stata te?

Armida. No!

Teresa. Allora chi stato?

Gosto e Mea.(a tempo, si ributtano gi)

Armida. Loro no di certo!

Teresa. O allora chie?

Armida. Che ne so!


105 -Teresa.(verso il proscenio)Armida, venvia Andiamo via, andiamo a chiama quarcuno

106 -Armida. Che ha paura?

107 -Teresa. E un mi garba sta qui con tutti que discorsi che tu ha fatto E poi c de rumori

108 -Armida. Sta a vede, ora c gli spiriti!

109 -Mea.(soffia sul lume e lo spegne)

110 -Teresa. Armida!

111 -Armida. Chi lha spento i lume?

112 -Teresa. Io no! Ohiohi E gli lanima di Mea Tu lha fatta arrabbia

113 -Armida. Ma chetati, venvia

114 -Teresa.(solenne)Anima di Mea! Se ci sei batti un colpo!

115 -Mea.(batte un colpo sul comodino)

116 -Teresa. Aah! Armida! Andiamo via! Andiamo via, c gli spiriti!

117 -Armida. O poera noi, o che ci son pe davvero Era meglio se sera state zitte

118 -Teresa. Chie, io? Io un ho detto nulla, eh? Oh, anima di Mea! Io no, eh? Gliera tutta lei quellache chiacchierava

119 -Armida. Gnamo via, gnamo via


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Gosto.

Gosto.

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Teresa. Ecco, gnamo via, sar meglio

Armida e Teresa.(escono)


SCENA 3: detti e Maso

122 -Voce fuori campo. Dal mulin ritornava un certo Maso, / grand'amico di entrambi, e al raggioincerto / della luna, di l passando a caso, / vide ch'era di Gosto l'uscio aperto / (cosa insolita), ond'egli dubit / di ladri, ed a chiamare incominci:


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(nel frattempo si rialza, toccandosi la gota)

Mea.(riaccende il lume, poi guarda Gosto e fa per tirargliene un altro)

(si ributta gi)

Mea.(si ributta gi anche lei)

Maso.(d.d.)Gostooo! O Gostooo! Lo vedi tu ha lasciato luscio aperto!(entra)Gosto!Mea! (li vede) O che lavoro ? (viene sul proscenio) O gente, o che Che si lascia luscio aperto? Se viene ladri vi portan via anchi cottrone di sui letto! Gosto! Mea! Ma guardali! E io a furia di chiama mi sono spolmonato! (va vicino a Gosto)

Voce fuori campo. Invece di trovarli addormentati / Vede che han tanto docchi spalancati.

Maso. O sordacci maledetti, o che un sentite neanche quande vi si chiama? Gosto! Mea!(torna sulproscenio) Un si sentiranno mica male?

Gosto e Mea.(non visti da Maso, fanno gli scongiuri)

Maso. Sar meglio anda a chiama i dottore!(esce)


SCENA 4: detti e Bista


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Voce fuori campo. In quella arriva Bista, il cognato di Mea, con la carriola e la scure

Bista.(d.d.)Che si pole? Son Bista, son venuto a riporta la carretta e la scure O di casa!Che c nissuni? Maremma ghiavola, o che se morti tutti? Oh! (entra) Ba O che siete a letto? Ma vo via subito, eh Son venuto a riporta la carretta e la scure. (pausa) Nteso? La carretta! La scure! Quelli che vu mavevi prestato lattro giorno! Nteso? (pausa) No, siccome Un ti preoccupa, eh, Gosto, ci penso io a fagli rifa i filo Per la scure, nsomma Taglia, eh, poera te Per Sa, cho avuto da fa tanto (pausa; viene sul proscenio) E io dicevo ora quande glielo dico chiss come sarrabbia Nvece un s mica arrabbiato punto! Un s mosso neanche!

Gosto.(si alza a sedere sul letto, infuriato con Bista, poi a tempo si ributta gi)

Bista. Oh, allora O Gosto(torna indietro)Visto che stasera tu se n bona ti volevo dire Lacarretta Aveva un manico un po mezze mezzo, no? E ora, nsomma, pe falla corta Mezzo e mezzo un pi Gli mezzo e basta, perch un pezzo mi rimase n mano Ma ci penso io, eh, o Gosto, un tu tha a preoccupa di nulla! Nteso? (pausa; torna sul proscenio)

Gosto.(stesso movimento di prima, pi arrabbiato)


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Bista. Ma guarda, e po si va a giudica la gente! Alla carretta ci tiene comalle pupille dellocchi,un ha neanche fiatato!. Gli un bravo ragazzo, via, un c nulla da di (torna indietro) Allora

Gosto ci penso io, ai manico e alla rota! Gi, o che te lavevo detto della rota? Io lavevo visto quande tu mi desti la carretta che gliera un po scheggiata, te lo volevo quasi di Poi ier lattro ho preso una buca quande lavevo piena di legna Chi! M toccato fa una sudata Lho accomodata un po a quello mo, ma poi te la fo risistema perbene Eh, Gosto? (pausa; tornaancora sul proscenio)

Gosto.(stesso movimento di prima, ancora pi arrabbiato)

Mea.(lo trattiene)

Bista. Io ne rimango. Ne rimango! Gosto, un me lo credevo che tu fossi bono di core cos,guarda! Ma proprio bono bono bono, ma neanche comi pane, come Come la stiacciata di Pasqua co la verdea, vah (torna indietro) A proposito, te lo volevo porta un fiasco, me lo son scordato Te lo porto questattra vorta, vai No, o Gosto! Te lo porto, via, te lo porto e te lo porto! Via, ora vo via, eh, perch gli tardi E lo so, o Gosto, e son venuto ora perch tu mavevi detto che ti ci volevano Son venuto apposta E ti ci vogliano, bah, son venuto apposta (pausa) Ti ci vogliano, Gosto? La carretta e la scure? Eh? Ti servano? (pausa) No perch se un ti servano Ma ti servano? Perch, nteso, io avre sempre da fini, tho riportato ugni cosa perch tu mavevi detto Allora un ti ci vogliano? (pausa) Allora guarda, se un ti ci vogliano Eh? O Gosto, ma davvero? Dimmelo se ti ci vogliano, eh! O Gosto, guarda, te tu se troppo bono! Allora li ripiglio io, eh, me li riporto n l! Bono, ragazzi, bono bono e basta, gua! Allora bonanotte, Gosto Bonanotte, Mea Come tu se bono, Gosto Un me lo merito un amico come te Bona Gosto Vo via (esce)

Gosto.(come prima, arrabbiato; fa per tirargli dietro il vaso da notte)

Mea.(come prima, lo trattiene)


SCENA 5: detti, Togno e Cecco


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Voce fuori campo. Ma due amici di Gosto che tornavano da veglia

Togno.(d.d.)Cecco, guarda! Gosto ha lasciato luscio di casa aperto!

Cecco.(d.d.)Lho visto! Un gli sar mica successo quarche cosa?

Togno.(d.d.)O che lo so, ora si vede(entra)

Cecco.(entra)

Togno. Ma che fanno, dormano?

Cecco. A te che ti pare?

Togno. Mah. Io so che quande a Gosto gli vien la lolla di quella bona e saddormenta sottifico Tu lo senti russa dai poggio di l

Cecco. E allora?

Togno. Che senti quarche cosa te ora?

Cecco.(ascolta)Noe.

Togno. E allora un dorman mica.

Cecco. Proviamo a sveglialli.

Togno. Se un dormano, come fa a sveglialli!

Cecco. E se dormano?(tentennandoli)Gosto Mea

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(tentennando ancora)

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158 -Togno.(tentennando anche lui)Mea Gosto

159 -Cecco. E vu avete lasciato luscio aperto! Svegliatevi!

160 -Togno.Mea Gosto Oh! Ma che rispondete o no? Mea! Gosto!

161 -Cecco e Togno.(continuano a fare tentativi, a soggetto)

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- Cecco.(desiste e viene sul proscenio)Togno!

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- Togno.(desiste anche lui e raggiunge Cecco)Oh.

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- Cecco.(grave)E un dormano.

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- Togno. E gli un po che te lo dico.

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- Cecco. Un gli sar mica preso un accidente?

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- Gosto e Mea.(non visti da Togno e Cecco, fanno gli scongiuri)

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- Togno. O che lo so Cos tutto nsieme?

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- Cecco. A volte gli accidenti pigliano un po pe volta

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- Togno. Un po pe vorta?

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- Cecco. Ai poero Beco. Te lo ricordi i poero Beco?

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- Togno. Me lo ricordo s.

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- Cecco. Anca lui Stava proprio bene e poi piano piano

(si china lentamente) Piano piano

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- Togno.(si china insieme a Cecco)Piano piano?

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- Cecco.(arriva quasi a prostrarsi; poi torna su)Chi!

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- Togno.(torna su anche lui)Chi?

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- Cecco. Chi!

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- Togno. Cos tutto nsieme?

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- Cecco. Che tutto nsieme! Se ti dico che gli prese piano piano!

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- Togno. Ah gi.

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- Cecco. Gli meglio anda a chiama i prete pe raccomandagli lanima, venvia

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- Togno. Come? Davvero?

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- Cecco. Eh, perch qui piano piano

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- Togno. Piano piano

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- Cecco. Chi!

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- Togno. Anche loro!

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- Cecco. Sieee!

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- Togno. No, via, allora bisogna proprio anda a chiama i prete Vo io, eh?

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- Cecco. Va te, va te.

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- Togno. Te resta qui, tu se pi esperto, tante vorte

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- Cecco e Togno.(in coro)Chi!

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- Togno. Fammanda, fammanda un abbia a fa tardi

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- Cecco. Vai, io sto qui, tante volte ci fosse bisogno di qualche cosa, un si sa mai Ma guarda di

fa una cosina di giorno, se no capace che i prete un fa neanche n tempo

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194 -Togno. Corro! In un baleno vo e torno!(esce)


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Cecco.(sul proscenio)Gosto! Mea! Poeri amici miei, o che vi sar successo? O che pe lappuntov preso un accidente a tutte due nsieme! Un vi poteva piglia prima a uno e po a quellattro?

Gosto e Mea.(non visti da Cecco, fanno gli scongiuri)


SCENA 6: detti e il Dottore, poi il Priore e il Chierichetto


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Dottore.(d.d.)Permesso?(entra)

Maso.(entra)

Dottore. Dove sono questi ammalati? Vediamo, vediamo

Cecco. Sor dottore, ha visto che disgrazia? Al povero Gosto e alla buona Mea preso unaccidente!

Dottore. Cose che capitano ai vivi. Comunque ora li visito e poi si vede.(visita Gosto)Il cuore vasempre, ma un po lentamente. Vediamo Mea. (va da Mea e la visita) Perbacco! Mea sta peggio, eh! Sembra che il cuore ce nabbia veramente per poco! Sar meglio fare una punturina di canfora. S s s s Una bella punturina di canfora (prepara la puntura) Piuttosto, mentre io preparo la puntura, avete pensato a chiamare il Priore? Perch Mea mi sembra che cammini, eh

Cecco. S, dottore, c ito Togno, dovrebbe sta poco(guarda fuori)Se un mi sbaglio eccolo chearriva.

Priore.(d.d.)Permesso?

Tutti. Avanti!

Priore e Chierichetto.(entrano; il Chierichetto reca il secchiello con laspersorio)

Dottore. Venga, venga sor Priore! Ecco qua un caso davvero strano. Al povero Gosto e allabuona Mea venuto un improvviso malore, cos grave che sicuramente li condurr alla tomba! Vede che colore? Mea poi Sembra che voglia spirare da un momento allaltro!


207 -Priore. Poveretti E meno male che ho fatto in tempo! Posso cominciare laraccomandazione dellanima?


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Dottore. Un momento. Prima voglio fare questa punturina a Mea. Sa, un si sa mai, potrebbeanche ripigliare un pochino

Priore. Prego, dottore, faccia pure!

Dottore. Togno, aiuta la scienza medica!(si avvicina a Mea)

Togno.(esegue)

Mea.(allavvicinarsi del dottore, inizia a spedatare furiosamente)

Dottore. O questa? un caso proprio nuovo. Ha sentito il beneficio della puntura prima ancoradi prenderla. Si vede che non la richiede! Tutto rispiarmo!

Priore. Allora, posso comiciare?

Dottore. Un momento, ripongo i ferri e vi faccio posto.(esegue)

Bista.(d.d.)Gostooo O Gosto(entra) successa una tragedia!

Cecco. Poeri amici miei!


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Bista. Ma che poeri amici tua! Poera la carretta! Ai buio m andata di sotto dai ciglione, mis spaccata tutta Mi ci ero anche affezionato gua (vede il Priore) Se? I Priore? O che successo?

Cecco. E gli questa la tragedia, altro che la carretta!

Bista. No! Gosto! O Gosto! E lo so, gli stato i dispiacere della carretta! O perch tu melha prestata, se tu gli volevi cos bene! Eh? Guarda come tu ti se ridotto, tu mi fa senti anche n corpa (si mette a piangere)

Dottore. Vada, sor Priore, io ho finito. Buona sera.(esce)

Tutti. Buona sera, dottore


SCENA 6: detti, Armida e Teresa


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Armida e Teresa.(entrano, circospette)Buonasera.

Tutti.(chiedono silenzio)

Armida. O quanta gente c?

Teresa. E faranno la veglia, no?

Priore.(si fa il segno della croce)Gosto, Mea, figlioli cari

Teresa. Uh bene, c i so Priore Meno male

Armida. Cos un c spiriti che tengano!

Priore. Silenzio Gosto, Mea, figlioli cari Ecco giunto per voi lultimo momento, il momentoin cui siete disposti a ben morire.

Teresa. O Mea un era belle morta?

Armida. Disposti? Tutte due? O che more anche Gosto? M andata male anche questa vorta!

Teresa. O sta zitta! Ci sta anche che un moia nessun de due!

Armida. S, e mi va male uguale!

Priore. Figliole! Silenzio! Dicevo, ecco giunto per voi il momento in cui conviene disporsi aben morire. Se avete qualcosa da dirmi, ditemelo subito. (pausa) Tu, Gosto, devi disporre a chi lasciare questa tua casetta, il tuo asinello, gli arnesi del tuo lavoro e tutto il resto. E anche voi, Mea, avrete pure qualcosa da lasciare, no?

Voce fuori campo. Quindi coll'aspersorio benedisse / la muta coppia che col giacea;(il Prioreesegue) / aggiungendovi quel che si suol dire, / allor che andiamo a farci benedire. / Poi comincipieno di f e di zelo:

Priore. Gosto! Figliuolo mio, fratello amato, / vedi? Il ciel ti vuol ben, per questo il cielo / t'hacon un accidente visitato; / trar dunque da tal visita profitto / convien, caro figliuolo.

Voce fuori campo. E Gosto, zitto.

Priore. Ma le scale del ciel sono di vetro, / ed al volo convien esser leggeri, / n la roba si putrascinar dietro; / vedi? E principi e duchi e cavalieri, / al par di chi sta in umile abituro, / devon morire ignudi.

Voce fuori campo. E Gosto, duro.

Priore. Infelice per altro , o figliuol caro, / chi pone amore alle cose terrene! / Se tu dunque milasci del denaro, / penser a farti dir poi tanto bene, / e allor potrai d'un avvenir pi lieto / godere eternamente.


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Voce fuori campo. E Gosto, cheto. / Quindi il buon prete a Mea si volse, a cui / disse:

Priore. Chi fa del ben, se lo ritrova: / anche a voi dico quel che ho detto a lui; / se i lenzuol,dunque, e la coperta nuova, / e le panche, e il saccon mi lascerete, / meglio per voi; se no non canta il prete.

Mea.(si alza a sedere)La materassa no, che cho rifatti guscio! Gosto.(si alza a sedere)O va a serra luscio!

Voce fuori campo. E manc un ette / che di peggio non disse il buon curato. / I suoi passiperaltro non perdette, / e non del tutto si trov burlato, / ch Gosto volle ogni anno celebrare / quel fatto, dando al prete un desinare.


FINE DELLA COMMEDIA


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