La Pamela nubile

Carlo Goldoni

PAMELA NUBILE

Adattamento di Franco Di Leo

N. iscrizione SIAE 171497

info@teatrodellavoce.com


Personaggi

Goldoni

Lord Robert Binning

Lady Davers, sua sorella

Sir Arnold, nipote di Lady Davers

Lord Arthur

Pamela, cameriera

La signora Andrews, madre di Pamela

Signora Jervis, governante

Longman, maggiordomo

ATTO PRIMO

PRIMA PARTE.

La scena si rappresenta in Londra, in casa di Lord Binning, in una camera con varie entrate e uscite. Sipario aperto. Il palco vuoto. Al centro solo un divano depoca. Luce in sala. Dal fondo del teatro entra camminando tranquillamente Goldoni. Ha un fascicolo sottobraccio e saluta con gesti della mano il pubblico, togliendosi il tricorno. Sale sul palco, si siede sul divano, apre il fascicolo e comincia a leggere.

Goldoni (legge): Lautore (indica se stesso) a chi legge (guarda verso il pubblico) o a chi vede la commedia, lo stesso. (si schiarisce la voce) Potr ciascheduno riconoscere facilmente aver io tratto largomento della Pamela da un graziosissimo romanzo inglese che porta in fronte lo stesso nome, e chi ha letto tal romanzo vedr sin dove ho seguitata la traccia del romanziere e dove ho lavorato con invenzione la favola. Il premio della virt loggetto dellautore inglese; a me piacque assaissimo una tal mira, immaginando una peripezia avvantaggiosa per li due protagonisti, e parlando di Pamela, premiar la di lei virt, senza oltraggiare un cavaliere, che al pari degli stimoli dellamore, quelli ascolta anco dellonore. Questa una commedia, in cui le passioni sono con tanta forza e tanta delicatezza trattate, quanto in una tragedia richiederebbesi. (entrano dai lati del palco i personaggi e si avvicinano a Goldoni) Malgrado lesito fortunato di questa, e daltre mie di talcarattere e di somigliante passione, (si ferma e guarda perplesso i personaggi) che desiderano lor signori?

Binning: Maestro egregio, se a voi non dispiace, noi dovremmo mettere in scena la commedia.

Goldoni: Adesso?

Binning: Precisamente.

Goldoni: Ma io non ho ancora finito di leggere la prefazione.

Binning: Me ne duole, maestro. Ma vedete, (indica il pubblico) questi signori sono venuti qui non per sentire voi leggere, ma per vedere noi recitare, capite? Ci spiacerebbe deluderli.

Goldoni (si alza): Comprendo. Ma non si potrebbe trovare una soluzione? Non vorrei andare via cos che direbbe il mio pubblico?

Binning: Non vorrei apparire eccessivamente sofista, maestro, ma il vostro pubblico in realt il nostro pubblico. (Goldoni fa un gesto come per dire Sciocchezze, non sottilizziamo. Binning indica la platea) Andate a sedervi in mezzo a loro, se lo gradite.


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Goldoni: Ma andiamo! Io devo restare in mezzo ai miei personaggi.

Jervis: Andate tra le quinte, allora.

Goldoni: Non vedrei la commedia. (i personaggi fanno gesti come per dire Che noia!)

Pamela: Sentite, signor Goldoni, perch non vi mettete l (indica un angolo del palco) e ci fate da suggeritore?

Goldoni (perplesso): L?

Pamela: S.

Goldoni: Ma io sono lautore!

Pamela: Perfetto! Chi meglio dellautore potrebbe farci da suggeritore?

Goldoni: Beh, non saprei Non so

Pamela: Benissimo, allora! (si gira verso le quinte e parla a voce alta) E possibile avere una sedia per il maestro Goldoni? (da dietro le quinte appare una sedia che, passando di mano in mano, finisce davanti a Goldoni) Grazie! (posiziona la sedia e con un gesto della mano invita Goldoni a sedersi. Goldoni la guarda come per chiedere Qui?; Pamela annuisce; Goldoni sospira e si siede) Benissimo. Grazie maestro. E ora possiamo cominciare. Andiamo. (i personaggi tornano velocemente dietro le quinte, tranne Pamela e Jervis; si sente la musica di inizio, si spengono le luci in sala e si illuminano le luci di scena, mentre Pamela e Jervis vanno a sedersi sul divano; prendono delle tele che erano gi sul divano e cominciano a cucire; quando la musica di inizio sfuma, Pamela comincia a piangere, dapprima sommessamente e poi pi fragorosamente)

SCENA PRIMA

Pamela e la signora Jervis

Jervis: Pamela, cosa c? Perch piangete?

Pamela: Lo sapete, piango sempre quando penso alla mia povera padrona.

Jervis: Eh, benedetta ragazza! Ma sono tre mesi che morta.

Pamela: Beh, io non riesco a dimenticarla. (velocemente, senza enfasi, monocorde) Sono una povera giovane, figlia dun padre povero, ella mi ha fatto istruire, mi ha allevata, mi voleva sempre vicina. Volete che me ne scordi?

Jervis (sconvolta dal turbine di parole di Pamela): Va bene, va bene, per carit! E vero, la padrona

vivoleva bene, ma del resto voi meritate di essere amata. Siete una giovane adorabile. Pamela: Signora Jervis, voi mi fate arrossire.

Jervis: Ve lo dico di cuore. Sono qui ormai da ventanni e non ho mai visto nessuna cameriera pi discreta di voi. Sono contenta che dopo la morte della padrona siate rimasta in casa con noi.

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Pamela: Povera padrona! Con quanto amore mi ha raccomandata a suo figlio! Se ci penso io io (comincia a piangere) non posso trattenere le lacrime!

Jervis: Va bene, va bene. Calmatevi. Anche Lord Binning vi vuole bene, proprio come sua madre.

Pamela (sospira): Il cielo lo benedica e gli dia sempre salute.

Jervis: Ecco, brava. E quando prender moglie, voi sarete la sua cameriera.

Pamela: (sospira) Ah!

Jervis: Che c?

Pamela (sospira): Niente. Il cielo dia al mio padrone tutto quello che desidera.

Jervis: Parlate di lui con una gran tenerezza.

Pamela: Oh, s. Ha il pi bel cuore del mondo. Parla poco (sospira) ma come parla bene.

Jervis (si alza): Vado a prendere dellaltro filo.

Pamela: Tornate presto, mi raccomando.

Jervis: Ma s. Ritorno subito.

Pamela: Non vorrei che arrivasse il padrone e mi trovasse qui tutta sola.

Jervis: E che diamine! E una persona onesta.

Pamela: S, ma un uomo!

Jervis: Va bene. Far prestissimo. (si allontana e quando sta per uscire si rivolge, a parte, al pubblico)Mmmm Non sembra anche a voi che Pamela parli troppo del padrone? Sar meglioche le stia vicina. (esce)

SCENA II

Pamela sola.

Pamela (rivolta al pubblico): A voi lo posso dire. Il mio padrone parla spesso di me e sorride. E poi, quando mincontra, mi fissa negli occhi e non mi perde di vista. E mi ha detto certe parole ma cos piene di bont cos beh, insomma, non devo sentirmi troppo lusingata. E chiaro che lo fa per rispetto della sua cara mamma. Ma s, lo fa per questa sola ragione. (si ferma a pensare) Se lo facesse per altri motivi, dovrei subito licenziarmi, tornare da mia madre, ovvero sacrificare la mia fortuna al mio onore (si ferma ancora un po a riflettere; poi fa un gesto come per dire ci mancherebbe altro!) Oh, beh, mentre aspetto che la signora Jervis torni, ne approfitto per rileggerela lettera che voglio mandare a mia madre. (prende dalla scollatura un foglio piegato) E un po che non si fa sentire. Sta in campagna voglio dire: io lo so che sta in campagna, ma voi no, quindi ve lo devo dire. Sta in campagna, appena fuori Londra. (inizia a leggere)


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SCENA III

Binning e detta.

Binning (entra, si ferma, osserva Pamela che non si accorta di lui, congiunge le mani, guarda il pubblico con unespressione sciocca e beata; a parte): Cara Pamela! Legge! (a Pamela) Pamela!

Pamela (sussulta, vede Binning e si alza) Signore? (sinchina)

Binning: Che leggi? (si avvicina a Pamela)

Pamela: Una lettera che ho scritto a mia madre.

Binning: Lascia vedere. So che scrivi bene.

Pamela (piega velocemente la lettera e la rimette nella scollatura): Veramente, preferirei non

Binning: No, no; voglio vedere. Devo prenderla io? (avanza deciso verso Pamela allungando una mano)

Pamela (prende velocemente la lettera e la porge a Binning): Voi siete il padrone. Ecco, tenete. (Binning legge sottovoce muovendo appena le labbra, con unespressione beata; Pamela va verso il pubblico, con aria vistosamente afflitta; a parte) Ohim! Ora vedr che parlo di lui nella lettera.Arrossisco solo a pensarlo. (Binning mentre legge, ogni tanto guarda Pamela e ride; a parte) Ride? Ma ride di me o della lettera? (continua a osservare Binning, che a sua volta continua a leggere e a ridere; a parte) Ma cosa vuole? Non ho detto niente di ridicolo su di lui!

Binning (rende a Pamela la lettera): Tieni.

Pamela: Scusatemi per quello che ho scritto.

.

Binning: Scherzi? Tu scrivi perfettamente.

Pamela: Oh vi prego, perdonatemi, se ho scritto di voi con poco rispetto.

Binning (con aria accondiscendente): Ma certo! Il tuo caro padrone ti perdona e ti loda.

Pamela: Siete la bont in persona.

Binning: E tu sei la bellezza in persona.

Pamela (imbarazzata): Ehm signore, con il vostro permesso ... (sinchina per partire)

Binning: Dove vai?

Pamela: La signora Jervis mi aspetta.

Binning: E allora? Io sono il padrone.

Pamela (si ferma): Vi obbedisco.

Binning: Brava. (cerca in tasca e prende un anello) Tieni.


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Pamela: Cos questo, signore?

Binning: Non lo riconosci? Questanello era di mia madre.

Pamela: E vero. Cosa devo farne?

Binning: Lo terrai in suo ricordo.

Pamela (agitata): Oh, no, no, no! Vedete? Io non porto anelli!

Binning: Ma mia madre lha lasciato a te.

Pamela (agitata): Non mi pare, signore, non mi pare proprio.

Binning: Beh, pare a me. Non si replica. Prendi lanello.

Pamela: E poi vorrei dire ...

Binning: (alterato) Prendi lanello.

Pamela: Obbedisco. (lo prende e lo tiene stretto in mano)

Binning: Mettilo al dito.

Pamela: Non andr bene.

Binning: Ridammelo.

Pamela (glielo rende): Eccolo.

Binning: Fammi vedere la mano.

Pamela (mette le mani dietro la schiena): No, signore.

Binning (alterato): La mano, ho detto! La mano. Non mi far arrabbiare.

Pamela: Tremo tutta. (si guarda intorno, lentamente tende la mano e Binning la prende)

Binning (le mette lanello al dito): Ecco, ti sta benissimo.

Pamela: Voi mi fate arrossire, signore. Ora, con il vostro permesso (fa un inchino ed esce velocemente)

Binning (con aria beata la guarda uscire; poi si rivolge al pubblico): E arrossita quando le ho dato lanello. Cara Pamela. (si ferma a riflettere e diventa serio) S, il rossore sar anche bello, ma che fatica a volte! (chiama fuori scena, prima a voce normale, poi sempre pi alta) Jervis? Jervis? Jervis!

SCENA IV

Signora Jervis e detto.

Jervis (entrando, severa): Eccomi, eccomi! Che cosa avete fatto a Pamela, che piange?


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Binning: Un male enorme. Le ho donato un anello.

Jervis: Ah, dunque piange per la gioia.

Binning: No. Piange per la vergogna.

Jervis: Mmmm un tipo di lacrime che oggi si usa poco.

Binning (con aria beata): Jervis, io amo Pamela.

Jervis: Me ne sono accorta.

Binning: Pensate che Pamela lo sappia?

Jervis: Beh, ho qualche sospetto.

Binning: Come parla di me?

Jervis: Con rispetto. E tenerezza.

Binning: (con aria beata, al pubblico) Cara Pamela! (a Jervis) Bene, parlatele.

Jervis: Io? E che cosa le dovrei dire?

Binning: Fatele sapere che io le voglio bene.

Jervis: Scusate, ma adesso tra i compiti della governante c anche quella di fare da ruffiana?

Binning: Che sciocchezza. Io non posso vivere senza Pamela.

Jervis: La volete sposare, quindi?

Binning (come se fosse la cosa pi ovvia): No.

Jervis: Ah! Ma dunque cosa volete da lei?

Binning: Che mi ami, come io lamo.

Jervis: No, scusate, ma come lamate voi?

Binning (infastidito): Jervis, come siete noiosa! Forza, trovate Pamela. Ditele che lamo e che voglio essere amato. Vi aspetto con la risposta fra unora al pi tardi. (esce)

Jervis (lo osserva uscire poi si rivolge al pubblico): Fra unora al pi tardi? S, secondo lui, queste sono cose da farsi cos, su due piedi! Gi, ma che fare? Parlare a Pamela in favore di Lord Binning o dirle di essere prudente e irreprensibile? Se vado contro il padrone, perdo il posto. Per, se lo assecondo, faccio qualcosa di poco onesto. Ci penser. Devo trovare una via di mezzo per salvare lonore di lei, senza irritare la passione di lui. (esce)

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SCENA V

Pamela sola.

Pamela (entra con aria trasognata, rimirando lanello al dito e canticchia): Ma che bello questo anello! Ma che bello questo anello! Ma che bello questo anello! (al pubblico, seria) Certo, se non me lavesse dato lui, mi piacerebbe ancora di pi. (si ferma per riflettere) Gi, ma se non me lavesse dato lui, non mi piacerebbe per niente. Voglio dire: mi piace che me labbia dato il padrone, ma non vorrei che lui fosse il padrone. (pausa) Insomma, lui non potrebbe essere un servo come lo sono io? Anzi, no. Non potrei essere io una lady, come lui un lord? (pausa) Meglio lui un servo o io una lady? Se preferisco che lui sia un servo, sarebbe uningiustizia nei suoi confronti. Per se fossi io una lady, sarei troppo ambiziosa. Forse. Uffa! Che problemi!

SCENA VI

Binning e detta.

Pamela (vede entrare Binning, rivolta al pubblico): Accidenti. Sta arrivando il padrone. Cosa gli dico?

Binning (entra serio; quando vede Pamela ha unespressione beata; al pubblico): Cara Pamela! Sono impaziente. (a Pamela) Pamela, avete visto la signora Jervis?

Pamela: No. Perch?

Binning: Doveva parlarvi.

Pamela: Bene. Vado a cercarla, allora.

Binning: Aspettate. Non c bisogno di lei. Devo dirvi una cosa importante.

Pamela (imbarazzata): Ditemi, signore.

Binning: Senti, Pamela, Lady Davers (al pubblico, per spiegare chi Lady Davers) mia sorella (a Pamela) vorrebbe che tu andassi al suo servizio. Ci andresti?

Pamela: Signore, sapete benissimo che voi potete disporre di me.

Binning: S, ma voglio sapere cosa ne pensi.

Pamela: Spero che Lady Davers sappia accontentarsi. E cos delicata. Io ero abituata a servire una padrona indulgente.

Binning: Quindi, da quello che mi sembra di capire, non saresti contenta di andare.

Pamela (al pubblico, con aria spazientita): Qui conviene tagliare corto. (a Binning) No signore, ci andr contentissima.

Binning (stupito e irritato): Ah! E io invece non voglio che tu te ne vada.

Pamela: Ma perch, scusate?


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Binning (non riesce a trovare una risposta immediata): Perch perch mia madre ti ha lasciato sotto la mia tutela.

Pamela: Ma se vado da vostra sorella non perdo la vostra tutela, mi pare.

Binning: E comunque mia sorella una pazza.

Pamela: Ma allora, perdonatemi, perch me lavete proposta?

Binning: Volevo sentire che cosa mi avresti risposto.

Pamela: Ma era ovvio che vi avrei detto di s.

Binning (irritato): E io invece speravo che mi dicessi di no.

Pamela (stupita): Ah s? E per quale ragione, signore?

Binning: Perch sai che io ti amo.

Pamela (irritata): Se questo vero, signore, andr al pi presto a servire vostra sorella.

Binning (con aria enfatica): Ah, crudele! Avresti cuore di abbandonarmi?

Pamela (con aria enfatica e languida): Signore, voi parlate in una maniera che mi fa arrossire e tremare.

Binning (con aria enfatica): Pamela, dammi la tua bella mano. (le prende la mano, Pamela si libera)

Pamela (torna normale): Ma nemmeno per sogno!

Binning (irritato): Osi contraddirmi?

Pamela: Certo che oso, per il mio decoro.

Binning: Ma io sono il tuo padrone.

Pamela: Padrone s, ma non di mettermi nei pasticci.

Binning (irritato): Poche storie: dammi la mano. (le prende la mano, Pamela si libera)

Pamela: (chiama forte) Signora Jervis?

Binning: Ma stai zitta!

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Pamela: Star zitta, se ve ne andate. (chiama forte) Signora Jervis?

Binning: Ma sei proprio impertinente! Dai, Pamela, dammi la mano. (le prende la mano, Pamela si libera)

Pamela: Ho detto di no! (chiama forte) Signora Jervis?

Binning: Beh, la prender tuo malgrado. (le prende la mano, Pamela si libera)

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Pamela: S? E io grider ancora pi forte. (chiama forte) Signora Jervis?

Binning (prende dei soldi da una tasca): Tieni, Pamela, eccoti venti ghinee, fanne quello che vuoi.

Goldoni (tossisce per richiamare lattenzione di Binning): Binning?

Binning: S maestro? (Goldoni fa segno con la mano di alzare la cifra; Binning si mostra stupito, ma Goldoni con lo sguardo gli fa capire che deve dare di pi; Binning si stringe nelle spalle e poi si rivolge a Pamela) Tieni, Pamela, eccoti trenta ghinee, fanne quello che vuoi. (Goldoni tossisce ancora; Binning lo guarda; Goldoni fa ancora segno di alzare; Binning perplesso; Goldoni gli fa capire che deve alzare la cifra; Binning sospira e si rivolge a Pamela) Tieni, Pamela, eccotiquaranta ghinee, fanne quello che vuoi. (Goldoni tossisce ancora; senza girarsi Binning guarda in alto con aria di infinita sopportazione e poi si rivolge a Pamela) Tieni, Pamela, eccoti cinquantaghinee, fanne quello che vuoi. (mette molta enfasi su cinquanta)

Pamela: La mia onest vale pi di tutto loro del mondo.

Binning: Prendile, ti dico. (indica Goldoni) Lha detto anche lui.

Pamela: No!

Binning: Senti, fraschetta, prendile, va bene?

Pamela: Va bene, le prender, ma a un patto: che mi lasciate parlare senza interrompermi.

Binning: Daccordo, parla.

Pamela (comincia a parlare velocemente, senza interruzioni e senza pause, con voce neutra e monocorde): Signore io sono una povera serva, voi siete il mio padrone. Che volete che dicano divoi se vi abbassate ad insidiare lonore di una serva. Tenete pure il vostro denaro e preparatevi a vedermi morire prima che io ceda alle vostre voglie, ma mi pare che le mie parole facciano qualche impressione sul vostro cuore. Vi ringrazio spero che abbiate cambiato idea, forse opera della vostra anima il rimorso del vostro cuore e la difesa della mia preziosa onest. (esce velocemente mentre Binning, sconvolto e incapace di parlare, resta fermo con lo sguardo fisso e la bocca aperta)

SCENA VII

Jervis e detto.

Jervis: Signore? (Binning non si scuote) Signore?

Binning (si risveglia dal torpore): Eh? (vede Jervis) Ah, siete voi. (irritato) Andate via.

Jervis: Signore, arrivata

Binning: Jervis, levatemivi dagli occhi. (non riesce a dire levatemivi e si ingarbuglia un paio di volte; va da Goldoni) Maestro, scusate, ma io questa parola proprio non riesco a dirla.

Goldoni: Levatemivi?

Binning: Quella. Non si potrebbe cambiare?

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Goldoni: A me sembrava graziosa, comunque. E come vorreste cambiarla?

Binning: Non so. Potrei dire fuori dai piedi, per esempio.

Goldoni: Mah. S, potrebbe andare bene. (segna il cambio della battuta sul copione)

Binning: Perfetto, allora cambio la battuta. Grazie. (torna da Jervis, si rimette in posizione e riprende la battuta) Jervis, fuori dai piedi!

Jervis: Va bene, me ne vado. (si allontana)

Binning (la ferma): Jervis?

Jervis (da lontano, con aria di sopportazione, senza voltarsi): Signore!

Binning: Venite qui.

Jervis (senza voltarsi): Ma se mi avete detto di andarmene! (si gira e va verso Benning) Eccomi.

Binning: Dov andata Pamela?

Jervis (irritata): Ma non era qui fino a un minuto fa?

Binning: S, ma poi se ne andata.

Jervis: E io che cosa ci posso fare?

Binning: Cercatela: voglio sapere dov.

Jervis: Va bene, la cercher. Intanto c qui Lady Davers (al pubblico) sua sorella.

Binning: Lo sanno gi. Che vada al diavolo!

Jervis: Non la volete ricevere?

Binning: No.

Jervis: Ma cosa le ho da dire?

Binning: Che vada al diavolo!

Jervis: Va bene. Tanto credo che lei e il diavolo si conoscano bene.

Binning (con aria enfatica): Ah Jervis, Jervis! Trovatemi la mia Pamela.

Jervis: Ma lasciatela perdere! Pamela troppo onesta per voi.

Binning (con aria enfatica): Ah! Che dite! Pamela la pi bella creatura di questo mondo.

Jervis: Verissimo. Quindi la volete sposare?

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Binning (con sdegno carico di enfasi): Che tu sia maledetta. Ti ho detto che la voglio vedere. Vai! Vai! Vai! (Jervis si avvia) Dove vai? Dove vai?

Jervis (con un grosso sospiro): Ma non mi avete detto di andare a cercare Pamela?

Binning (con aria enfatica): Ah s, Jervis, fatemi venire Pamela.

Jervis: Sentite, posso darvi un consiglio?

Binning (con aria enfatica): S, cara Jervis, ditemi, che mi consigliate?

Jervis: Di mandare Pamela da vostra sorella.

Binning (con enfasi, irritato): Diavolo, portati via questa indegna! Vattene, vattene o ti uccido!

Jervis: Vado, vado! (esce)

Binning (con enfasi, irritato): Brutta delinquente maledetta! (si calma e si rivolge al pubblico) Ecco, vedete che cosa succede a trattare bene la servit? Ventanni di servizio lhanno resa temeraria fino a questo punto. (guarda Goldoni) Ma non si poteva ? (fa segno con le mani per indicare di mandarla via; Goldoni fa segno di no con la testa; Benning allarga le braccia) Va bene,teniamocela cos, allora. (riflette per un momento; poi parla ancora con il pubblico) Jervis non ha tutti i torti, per. Questamore non per me. Sposarla? Non mi conviene. Continuare a tormentarla? Non sarebbe corretto. (si agita) Che fare dunque? Che fare? (si gira verso Goldoni, come per ottenere una risposta, ma Goldoni non si muove) Ma perch lo chiedo a voi, poi? (siede pensoso sul divano)

SCENA VIII

Lady Davers e detto.

Davers: Robert (al pubblico) il suo nome. (a Binning) Robert, si pu sapere perch non mi volete ricevere?

Binning: Se sapete che non vi voglio ricevere, perch siete venuta?

Davers: Ho da parlarvi.

Binning: Adesso sono impegnato a pensare, mi parlerete unaltra volta.

Davers (al pubblico): Mio fratello ha il cuore oppresso. Per forza, si innamorato di Pamela. Figuriamoci! Se soltanto dovessi scoprire che questa se lo vuole accalappiare, la strozzo con le mie mani. Dovr stare bene attenta. (a Binning, andando a sedersi vicino a lui) Robert?

Binning: Ho detto che non ho voglia di parlare. (Davers non si muove; pausa per alcuni istanti; Binning guarda verso Goldoni indicando Davers per intendere non se ne vuole andare; Goldoni gli fa segno di parlare con Davers; Binning indica verso se stesso per intendere io?; Goldoni annuisce; Binning fa segno di no con la testa, energicamente; Goldoni punta imperiosamente il dito verso di lui; Binning ancora fa segno di no con la testa; Goldoni allora fa dei gesti per indicare se non le parli ti cancello dal copione; Binning sospira e poi china la testa per indicare va bene e si rivolge a Davers) Che volevate dirmi?

Davers: E tornato a Londra sir Arnold (al pubblico) il nipote di mio marito.


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Binning (completamente indifferente): S? Me ne rallegro. (fa gesti verso il pubblico per indicare che non gliene importa niente)

Davers: Fra poco verr a visitarvi.

Binning (completamente indifferente): Lo vedr volentieri. (fa gesti verso il pubblico per indicare che non gliene importa niente)

Davers: Ha fatto un giro per lEuropa ed diventato disinvolto e brillante.

Binning (completamente indifferente): Ammirer i suoi profitti. (fa gesti verso il pubblico per indicare che non gliene importa niente)

Davers (si alza e parla al pubblico): Mi sembra tranquillo. Voglio provare a parlargli di Pamela.(torna a sedersi; con aria fintamente dolcissima) Ditemi, fratello amatissimo, siete sempre dellidea di concedermi per cameriera Pamela? E una brava ragazza e nostra madre ladorava. Voi non ne avete bisogno e poi una ragazza giovane come lei non va bene nella casa di un padrone che non ha moglie. Piuttosto, quando sarete ammogliato, se vorrete, ve la dar indietro volentieri. Che ne dite, Robert? Siete daccordo? Pamela verr da me, allora?

Binning (con voce spenta): S. Pamela verr a stare con voi.

Davers: Bene. Posso dunque andare a chiamarla, perch venga via con me?

Binning (con voce spenta): S, s, andate.

Davers (si alza e parla al pubblico): Vado subito, prima che si penta. (a Binning) A dopo, Robert. (esce)

Binning (con aria enfatica e tragica): Dio mio! Che sforzo per preservare la nobilt del mio sangue! Ah! Mi sento morire. Cara Pamela, non ti vedr pi dunque? Che sofferenza! (pensa un poco tenendo la testa bassa e poi chiama) Longman?

SCENA IX

Longman e detto.

Longman: Signore?

Binning: Andr per qualche giorno ad Elmbridge (si rivolge al pubblico) la nostra casa di campagna, una grande villa con un enorme parco in realt.

Longman: Benissimo. Far provvedere, signore.

Binning: Verrai con me.

Longman: Come comandate, signore.

Binning: Di alla signora Jervis che verr anche lei.

Longman: Lo dir, signore. E dite verr anche Pamela?

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Binning: No.

Longman: Rester qui da sola?

Binning (sospettoso): Ah, ah, ah. Se ho capito bene, Pamela non ti dispiace.

Longman: E cos, signore.

Binning (irritato): Ah! Comunque Pamela andr via.

Longman: Dove, se lecito domandare, signore?

Binning: Da mia sorella.

Longman: Povera sventurata! Con il dovuto rispetto, signore.

Binning: Perch sventurata?

Longman: Da Lady Davers? Andiamo! Un grande sacrificio, se cos posso dire, signore.

Binning (irritato): Non sono faccende che ti riguardano. Vai a far preparare.

Longman: S signore. (esce)

SCENA X

Binning, poi Longman.

Binning (al pubblico): Ma avete visto? Vi sembra possibile? Anche Longman innamorato di Pamela, non possibile! E solo io non la dovrei amare? Ma perch la nobilt mi deve rendere cos infelice? Come faccio a lasciarla? Posso privarmi della cosa pi preziosa di questa terra per darla a mia sorella? E per giunta devo andarmene per non vederla pi? (resta un poco a pensare e poi riprende) E no, eh! No! (guarda Goldoni) No, maestro, non dite niente, per favore! Ho detto no!No! E poi no! (ancora a Goldoni, che fa segni come per dire ma io non ho aperto bocca!) No, non insistete, vi prego. (entra Longman)

Longman: Signore.

Binning (irritato): Cosa vuoi ancora?

Longman: Lord Arthur vorrebbe vedervi.

Binning: Va bene, fallo entrare. (Longman esce; Binning si rivolge ancora a Goldoni) No, ho detto di no! Non insistete!

SCENA XI

Lord Arthur e detto, poi Longman.

Arthur ( lo stesso attore che interpreta Longman; entra aggiustandosi la giacca e la parrucca):

Caro Robert! (al pubblico) E il suo nome.


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Binning (di spalle, non vede entrare Arthur): Lo sanno gi. Caro (si gira, guarda perplesso Arthur, che rimane impassibile; Binning lo guarda con attenzione poi parla con aria dubbiosa)Arthur?!

Arthur (impassibile): Arthur, certo.

Binning (seccato, a Goldoni): Siamo a corto di attori, eh? (Goldoni, infastidito, gli fa cenno di continuare; Binning fa una smorfia, come per dire Va bene, andiamo avanti! e si rivolge ad Arthur) Caro Arthur! Venite, sedetevi. (vanno a sedersi)

Arthur: Spero di non avervi disturbato con la mia visita.

Binning: Volete scherzare? Voi mi onorate. Una tazza di t?

Arthur: Volentieri.

Binning (chiama fuori scena): Longman! Porta il t. Ah, porta anche il rack. (Binning si rivolge gioviale ad Arthur) Lo berremo con il rack.

Arthur: Benissimo. (i due si fermano e si guardano perplessi; poi guardano Goldoni)

Arthur e Binning (insieme): Scusate, maestro (si fermano; poi Binning fa cenno ad Arthur di fermarsi perch vuole continuare lui; si alzano)

Binning: Scusate, maestro, ma cosa diavolo il rack?

Goldoni (sospira): E un liquore forte e secco, come la grappa.

Binning: No, scusate. Ma voi volete far bere il t corretto grappa?

Goldoni: E allora?

Arthur: Perdonate lardire, maestro. Ma un inglese non berrebbe mai il t corretto con la grappa, non vi pare? Con il latte, magari, ma con la grappa andiamo!

Binning (a Goldoni, indicando Arthur): Effettivamente, non ha tutti i torti

Goldoni: No?

Binning: Eh no. Sarebbe come per noi bere il caff corretto, che so, con con (non gli viene in mente un termine di paragone)

Arthur: con il brodo di manzo, per esempio! (Goldoni, Binning e Arthur fanno la faccia disgustata)

Binning: Ecco, appunto.

Goldoni: Va bene, va bene. Come volete. Niente rack. (cancella dal copione)

Binning: Perfetto. Grazie. Noi proseguiamo, allora. (fa un inchino a Goldoni e si rimette in a sedere insieme ad Arthur; chiama fuori scena) Longman? Niente rack! (ad Arthur) Bene. Chiarita laquestione, a che devo lonore della vostra visita?


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Arthur: Vedete, caro Robert, i vostri amici sono preoccupati per voi. Diciamo ecco, diciamo che vorrebbero che fosse assicurata la vostra successione.

Binning (assume unaria perplessa, come se non avesse capito bene): Scusate, voi state dicendo che per far piacere ai miei amici, io dovrei prendere moglie?

Arthur: S, Robert. Gli anni passano anche per voi. Ricordatevi che chi si sposa tardi non vede crescere i suoi figli. (Binning lo guarda perplesso, poi guarda il pubblico e indica verso Arthur come per dire: Ma guarda questo menagramo!, infine si ricompone)

Binning: Ehm ma voi sapete benissimo che finora sono stato nemico del matrimonio.

Arthur: Direi per che ora vi conviene rivedere la vostra posizione.

Binning: Ah, ecco, capisco. (con aria fintamente indifferente) Ma dite un po: secondo voi, un nobile, se proprio deve prendere moglie, deve necessariamente sposare una nobile?

Arthur: Non dico che sia proprio necessario, ma solitamente questa la regola.

Binning (cautamente): Ah! Ma per caso non c qualche eccezione?

Arthur: Beh, ogni regola ha qualche eccezione, non vi pare?

Binning: Appunto. Ecco, in quale circostanza un nobile potrebbe sposare una che non sia nobile?

Arthur: Per esempio quando lui uno spiantato e lei molto ricca.

Binning: Non il caso. Oppure?

Arthur: Oppure quando lui ha qualche obbligazione verso di lei. (con le mani indica un pancione)

Binning: Mmmm ... no, grazie al cielo. Oppure?

Arthur: Oppure quando il nobile profondamente innamorato di una donna non nobile.

Binning: Ah, ecco! Quindi in questo caso sarebbe possibile, dunque?

Arthur: Certo, ma non sarebbe prudente farlo.

Binning: No? E perch, scusate? C qualche legge che lo impedisce?

Arthur: No.

Binning: E allora perch non dovrebbe farlo?

Arthur: Beh, perch la nobilt di lui, nella comune opinione degli altri nobili, verrebbe in qualche modo diminuita.

Binning (infiammato): Ma che mimporta dellopinione degli altri nobili! (si rende conto di aver

sbagliato e si corregge, con calma) Voglio dire: che importerebbe dellopinione degli altri nobili alnobile che volesse sposare


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Arthur: Caro Robert, vi siete cos agitato, che mi fate sospettare che la questione vi riguardi direttamente.

Binning (fintamente stupito): Io? (agitato, al pubblico) No, no, no: meglio mandarla davvero da mia sorella!

Arthur (come se parlasse da solo, senza rivolgersi direttamente a Binning): Beh, non sarebbe la prima volta che capita. Ricordo anni fa che il duca di Norfolk si era trovato in una simile situazione.

Binning (sempre agitato, rivolto al pubblico): S, s, lei da mia sorella e io in campagna! E subito, anche!

Arthur: Ma c per caso qualche bella dama non nobile che vi sta insidiando e rischia di macchiare la purezza del vostro sangue?

Binning (si alza, irritato): Ma quale macchia? Quale macchia, eh? E comunque non c nessuna dama che mi sta insidiando! Capito?

Arthur (si alza): Ma Robert!

Binning: Scusatemi.

Arthur: Non preoccupatevi. Forse meglio se cambiamo discorso. Ho saputo da vostra sorella che tornato a Londra sir Arnold (si rivolge al pubblico per dire il nipote di suo marito, ma Binning lo ferma)

Binning: Il nipote di suo marito. Lo sanno gi. S, lo so. Ha detto che passer a trovarmi stamattina.

Arthur (si ferma di colpo, perch si accorge che deve rientrare come Longman): Ops! Scusate! (esce di corsa)

Binning (losserva uscire, perplesso): Ma che gli ha preso? (si rivolge a Goldoni) Maestro, voi non ne sapete (Goldoni gli fa cenno di non infastidirlo) va bene, come volete.

Longman (entra aggiustandosi la giacca): Signore?

Binning (sorpreso): Longman?

Longman (impassibile): S, signore?

Binning (guarda Goldoni, non riesce a parlare, si rivolge a Longman): Niente, niente. Che c?

Longman: Il t servito in biblioteca, signore. Ah, ci sarebbe Sir Arnold che vorrebbe salutarla.

Binning: Fallo entrare. (Longman esce; Binning si rivolge a Goldoni, con ironia) Un attore in pi no, eh? (Goldoni seccato stropiccia pollice e indice, come per dire Costa troppo!) Ho capito, ho capito. La solita storia. Per ci vorrebbe maggiore professionalit, scusate .. (Goldoni tossisce, come per dire la vogliamo finire?) Va bene, non insisto.


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SCENA XII

Sir Arnold, Longman e detti.

Arnold ( lo stesso attore che interpreta Longman e Lord Arthur; entra con aria brillante, sistemandosi giacca e parrucca) Lord Binning, come state?

Binning (di spalle): Caro sir Arnold, siate (si gira e resta impietrito) Arnold?!

Arnold (impassibile): Arnold.

Binning (indica Arnold, poi indica fuori scena, perplesso): Ma prima

Arnold (impassibile): Prima.

Binning: Ho capito. (a Goldoni) Maestro, scusate ancora. Un attore, tre personaggi? Mah! (guarda Goldoni con aria schifata)

Goldoni (seccato): Guardate che se insistete ancora potrebbe fare anche la vostra parte.

Binning (assume di colpo unaria felice): Ma scherzate, maestro? Che burlone che siete! Si faceva per dire, naturalmente! Riprendiamo. (ad Arnold con enfasi finta e caricata). Caro sir Arnold, siate il benvenuto. Accomodatevi. Mi fa piacere vedervi nuovamente a Londra.

Arnold: Ah, ma mi ci vedrete per poco.

Binning: Ah s? Come mai?

Arnold: Ma perch a Londra non ci voglio pi rimanere. Molto meglio viaggiare! Che volete che ci faccia a Londra?

Binning: Beh, vi ricordo che essere stanchi di Londra come essere stanchi della vita.

Arnold: Eh, come siete esagerato! Scusate, ma voi non sapete proprio nulla. Non avete visto Parigi, Madrid, Lisbona, Vienna, Roma, Firenze, Milano, Venezia. Credetemi, non sapete nulla.

Binning: E sempre meglio non disprezzare il proprio paese, per. Volete del t?

Arnold (con aria piena di sussiego): Del t? Ma scherzate? Vi ringrazio, ma preferisco la cioccolata. La migliore si beve in Spagna. Anche in Italia non male, soprattutto quella che fanno a Milano. A Venezia invece si beve un caff splendido. Eh beh, ogni citt ha qualche cosa di speciale. Parigi per esempio famosa per le sue donne. Dovreste vedere che meraviglia! Feste, allegria, bella gente! Eh s, credo proprio che Parigi sia la pi bella citt del mondo!

Binning (chiama fuori scena): Longman! Porta un bicchiere dacqua a sir Arnold.

Arnold (dubbioso): Perch mi volete far portare dellacqua?

Binning: Temo che il parlare troppo vi abbia fatto seccare la gola.

Arnold (seccato): Lasciate perdere. Voi dite cos perch non avete viaggiato e non sapete quel che dite. Vorr dire che andr a trovare Lady Davers (si volta verso il pubblico per dire sua sorella, ma Binning lo interrompe)


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Binning: Lo sanno gi che mia sorella. Andate, non vi trattengo. (con un gesto seccato Arnold esce; Binning si rivolge a Goldoni) Bene, maestro, e adesso raggiungo Lord Arthur in biblioteca. Ilt ci attende. (si avvia, poi si ferma e si gira di nuovo verso Goldoni) Senza rack, ovviamente.

SCENA XIII

Pamela sola.

Pamela (entra, si rivolge al pubblico e comincia a parlare velocemente, senza interruzioni e senza pause, con voce neutra e monocorde): Il mio padrone ha rilasciato il freno alla sua passione. Egli miperseguita, e mi conviene fuggire. Oh Dio! Dovr dunque andarmene da questa casa? Lasciare la signora Jervis, che mi ama come una sorella? Non vedr pi Longman? Oh sfortunata Pamela! Povero il mio padrone! (piange)

SCENA XIV

Longman e detta.

Longman: Pamela?

Pamela: Longman.

Longman: Piangete forse?

Pamela (si gira verso il pubblico con una smorfia per intendere ma non lo vede che sto piangendo?; a Longman): Purtroppo!

Longman: Le vostre lacrime mi addolorano!

Pamela (piangendo pi forte): Come siete buono!

Longman: Cara Pamela, siete adorabile.

Pamela (piangendo ancora pi forte): Longman, non ci vedremo pi!

Longman: Possibile?

Pamela (piagnucola): Il mio padrone mi manda a servire Lady Davers (si gira verso il pubblico, senza piangere)sua sorella.

Longman: Lo sanno. Con Lady Davers, cara Pamela, sar dura.

Pamela: Vorr dire che torner da mia madre. (Longman si mette a piangere) Beh? Che avete da piangere?

Longman: Ah Pamela! Piango per voi.

Pamela (indifferente): Ma come siete buono. Sentite, mi fareste un favore?

Longman: Ditemi.

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Pamela (prende una busta dalla scollatura e la consegna a Longman): Spedireste questa lettera a mia madre?

Longman: Sicuramente. E sentite voi, adesso. Prendereste marito?

Pamela (perplessa): Non lo so.

Longman: Beh, voglio dire, se voleste sposarvi, chi vi piacerebbe avere come marito?

Pamela (guarda fuori scena e tende lorecchio): Sssst. Sento gente che arriva. Sar la signora Jervis.

Longman (velocemente): Va bene, ne parleremo con pi comodo.

Pamela (velocemente): Pu darsi che non ci resti il tempo di farlo.

Longman (velocemente): Perch?

Pamela (velocemente): Perch forse andr via prima di sera.

Longman (velocemente): Pamela, non partite senza aver parlato prima con me.

Pamela (velocemente): Va bene, va bene. (guarda fuori scena) Arriva la signora Jervis con Lady Davers.

Longman (velocemente): Vado. Ci sentiamo dopo.

Pamela (velocemente): Va bene. Andate, andate. (Longman esce rapidamente)

SCENA XV

Lady Davers, signora Jervis e detta.

Davers: Pamela.

Pamela: Signora.

Davers: Mio fratello ha deciso che tu venga a stare con me. Preparati, che partiamo subito.

Pamela: Come volete.

Davers: Ci verrai volentieri?

Pamela: Sar una fortuna per me avere lonore di servirvi.

Davers: Stai tranquilla, che ti vorr bene.

Pamela: Apprezzo la vostra bont. (Jervis si mette a piangere; Pamela la guarda) Signora Jervis! Anche voi! Che avete da piangere?

Jervis: Cara Pamela, non posso vedervi andare via, senza piangere amaramente.


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Pamela: Spero che la mia padrona permetter che venghiate qualche volta a vedermi. (si ferma stupita; si volta verso Goldoni, insieme a Lady Davers e alla signora Jervis) Venghiate? No,scusate maestro, ma avete scritto proprio cos?

Goldoni (controlla il proprio copione): Effettivamente qui c scritto venghiate. (Pamela e le altre si avvicinano a Goldoni)

Pamela: Fate vedere. (si china sul copione insieme alle altre; legge, si rialza scuotendo la testa) Venghiate. Mah. Se lavessi scritto io a scuola (scuotono tutte e tre la testa) Sentite maestro, io direi veniate e non ci pensiamo pi, va bene?

Goldoni: Va bene, come volete voi. (corregge il copione)

Pamela: Andiamo avanti, allora. (ritorna insieme alle altre in posizione e parla senza farsi sentire da Goldoni) Venghiate! E questo sarebbe uno dei massimi autori del teatro italiano? Mah!

Jervis: Sar andato avanti a forza di raccomandazioni.

Davers: Ma chiaro!

Pamela: Bene, riprendiamo (si schiarisce la voce, per rientrare nel personaggio; si rivolge a Jervis) Spero che la mia padrona permetter che (carica la parola) veniate qualche volta a vedermi.

Jervis: E voi non verrete a trovarmi?

Pamela: No, madama, non voglio abbandonare la mia padrona. (Pamela abbraccia Jervis e successivamente rimane vicina a lei, tenendola sottobraccio)

Davers: Se tu sarai amorosa meco, io sar amorosa teco. (si rivolge stizzita a Goldoni) Maestro! Insomma! (Goldoni le fa cenno di continuare; Davers sbuffa)

Pamela: Vi servir con tutta la mia attenzione.

Davers: Va bene, va bene, Pamela, andiamo. (guarda Goldoni con intenzione) Prima che al signor Goldoni venga in mente qualche altra battuta infelice. La signora Jervis ti mander i tuoi abiti e la tua biancheria.

Pamela: Come volete, signora. (piange)

Davers (stizzita): Ahhh! Ma che hai? Piangi sempre? Forza, andiamo, Pamela. Pi stai qui, pi ti tormenti. Andiamo, che a casa mia avrai motivo di rallegrarti. E tornato sir Arnold (al pubblico) il nipote di mio marito.

Pamela e Jervis (insieme): Lo sanno.

Davers (stizzita): Insomma! E tornato sir Arnold, dopo un lunghissimo giro per lEuropa. E pieno di brio, affabile con tutti, lo sentirai quando racconta dei suoi viaggi. Da quando arrivato, la mia casa sembra trasportata a Parigi.

Pamela: Spero che vostro nipote non faccia il cascamorto con me.

Davers: Forza andiamo, non perdiamo tempo.


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Jervis: Non volete restare a pranzo con vostro fratello?

Davers: No, no. Mi preme andare a casa con Pamela.

Pamela: Signora, che dir il padrone, se parto cos villanamente senza salutarlo?

Davers: Va bene, passeremo prima dal suo appartamento.

Jervis (guarda fuori scena): Aspettate, sta arrivando.

Pamela (a Jarvis, senza farsi sentire da Davers): Oh Dio! Tremo tutta, il sangue mi si gela nelle vene.

SCENA XVI

Lord Binning e dette.

Binning: Lady Davers, che diavolo ci fate ancora qui?

Davers: Son venuta a prendere Pamela.

Binning: Che cosa avete detto che volete fare?

Davers: Portarla con me.

Binning: Dove?

Davers: Ma non mi avete detto voi che potevo prenderla come cameriera?

Binning: Pamela non deve uscire di casa mia.

Davers: Come! Vi rimangiate la parola data? Ma non vi vergognate? Dopo avermi promesso che

Binning (la interrompe): Sentite, finitela di seccarmi. Pamela non deve uscire di qui, chiaro?

Davers: Pamela deve venire con me.

Binning (a Pamela): Tu. Va nella tua camera.

Pamela: Signore ...

Binning: Va nella tua camera, ti dico, altrimenti giuro che ti faccio portare di l con la forza.

Davers: Ehi, dico, ma che modi avete? Se non avete rispetto ...

Binning (a Lady Davers): Zitta voi! (a Pamela, con rabbia) Va in camera, fila!

Pamela: Signora Jervis, aiutatemi.

Jervis (a Binning): Signore, per carit.

Binning: Andate con lei.


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Jervis: Con Pamela?

Binning: S, con lei nella sua camera. Forza! Di chi sto parlando?

Jervis: Pamela, andiamo; non lo facciamo arrabbiare di pi. (a Binning) Signore, facciamo il vostro volere.

Pamela: Obbedisco ai vostri comandi. (sinchina, ed esce con Jervis)

Binning (guarda Pamela allontanarsi e parla da s, con aria beata e giuliva): Ah Pamela, quanto sei bella! (si avvia per seguire Pamela, ma viene bloccato da Lady Davers che lo trattiene per un braccio)

Davers: Ma dico! Volete andare anche voi in camera con Pamela? Ma volete scherzare? Guarda un po che roba!

Binning (si divincola e si libera dalla stretta di Lady Davers): Ma andate al diavolo! (esce per seguire Pamela)

Davers (al pubblico): Mi tratta cos? E mi pianta qui in questo modo? Lo sa benissimo che se si comporta cos io mi scorder che mio fratello e lo tratter da nemico. Pamela deve venire con me o peggio per lei. (si rivolge al pubblico) Adesso io esco e le luci si abbasseranno, per darvi lillusione di percepire il tempo che trascorre. E un espediente abbastanza banale, ma il nostro registra non ha saputo trovare niente di meglio. Abbiate pazienza, dobbiamo tenercelo cos. Non addormentatevi, per: il tutto durer solo pochi secondi e poi si riprende. (si rivolge a Goldoni) E anche voi, maestro, mi raccomando: non crollate sulla sedia! (esce mentre le luci sfumano; musica di sottofondo; le luci si rialzano)

SECONDA PARTE.

SCENA PRIMA

Lord Binning, poi Longman.

Binning (entra con aria contrita e comicamente tragica): Povera Pamela! Cielo! Che far di lei? Pamela lanima mia. Se faccio forza a me stesso per allontanarmi col pensiero dal suo bel volto, mi sembra di essere in grado di lasciarla andare; ma quando poi la rivedo mi sento gelare il sangue nelle vene e non ho il coraggio di lasciarla. Ma che devo fare? Sposarla? (si ferma di colpo, terrorizzato al pensiero; entra Longman)

Longman: Signore.

Binning: Cosa vuoi?

Longman: C Lord Arthur.

Binning: Fallo entrare. (Longman esce; si rivolge a Goldoni con aria di sufficienza, indicando il pubblico) Tanto sanno benissimo chi entrer, vero maestro? (Goldoni gli fa segno di continuare, poicon le dita mima latto di tagliare, come per dire se non la smetti tagliamo la tua parte) Voglio dire, ottima soluzione registica, maestro! Riprendiamo (torna nel personaggio, con enfasi caricata) Perfetto! Lord Arthur arriva al momento giusto. Gli chieder consiglio. Qualche cosa salter fuori.


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SCENA II

Lord Arthur e detto.

Arthur: Caro amico, come state?

Binning: Vi amo sempre e vi desidero pi che mai. (Binning e Arthur si fermano, confusi, e si guardano perplessi; poi guardano Goldoni) Maestro, scusate, ma per caso tra i due (fa dei gesti per indicare che c una relazione tra di loro)

Goldoni: No. Perch?

Binning (perplesso): Beh, ma Vi amo sempre e vi desidero pi che mai non che magari

(fa dei gesti per intendere genera un po di confusione)

Goldoni: No. Vuol solo dire che contento di vederlo. (Binning e Arthur sorridono, felici che lequivoco si sia chiarito)

Binning: Oooh! E potevate dirlo subito, scusate! Riprendiamo. (Binning e Arthur si rimettono in posizione)

Arthur: Caro amico, come state?

Binning: Bene, grazie. Sono contento di vedervi (guarda Goldoni) e basta!

Arthur: Posso parlarvi liberamente?

Binning: S, vi prego.

Arthur: Sono a conoscenza del motivo per cui stamattina vi siete arrabbiato con me.

Binning: Caro amico, scusatemi. Ma se pensate che io abbia agito senza ragione, credetemi, vi sbagliate.

Arthur: Meglio cos. E quale argomento avete per sostenere che il vostro amore sia ragionevole?

Binning: Scherzate? Ma avete visto Pamela?

Arthur: S, lho vista, ma non con i vostri occhi.

Binning: Ma perch, non vi sembra bella?

Arthur: Certo che bella, ma la sua bellezza rischia di farvi perdere la pace.

Binning: Ma andiamo Lord Arthur! Pamela ha un gran pregio, che non vedono n i vostri occhi, n i miei.

Arthur: Ah s? E in che consiste questo invisibile pregio?

Binning: In una virt straordinaria e in una onest illibata. (si rivolge dubbioso a Goldoni) Illibata? (Goldoni annuisce; Binning si rivolge ad Arthur) Illibata.


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Arthur: Pregi grandi, grandissimi, lo ammetto. E che meritano tutto il vostro rispetto. Ma, ditemi un po, voi avete veramente intenzione di sposare Pamela?

Binning: Eh, bravo! Pamela se lo meriterebbe, ma non ho ancora deciso cosa fare.

Arthur: Volete un consiglio? Non fatelo. Perderete la stima dei vostri amici. Le gran dame della nobilt non degneranno di uno sguardo vostra moglie. Avrete una suocera contadina e una serie di parenti rozzi e maleducati, che vi faranno arrossire. Credetemi: lamore che fa sembrare tutto bello non dura molto. Vi parlo da amico. Lasciate perdere!

Binning: (si getta con le braccia al collo di Arthur) Caro amico! Grazie! Grazie! Grazie!

Arthur (imbarazzato, sciogliendosi dallabbraccio): Va bene, va bene, lasciatemi andare! Piuttosto, cercate di liberarvi al pi presto di Pamela.

Binning: Ma come faccio a liberarmene?

Arthur: Oh bella! Mandatela da vostra sorella.

Binning: Ma nemmeno per sogno! Con Lady Davers non ci vorr andare.

Arthur: Ma perch?

Binning: Mia sorella una pazza. Volete scherzare? Povera Pamela! Abituata con mia madre, che la trattava come una figlia, perderebbe la salute, se andasse da mia sorella.

Arthur: E allora trovatele un marito.

Binning: (pensa un poco): Mmmmm S, non sarebbe una cattiva idea.

Arthur: Benissimo. Per voi fate in modo di darle una discreta dote.

Binning: Perfetto! Le dar di dote (si ferma, perplesso; si avvicina a Goldoni e comincia a parlare con lui sottovoce; dai gesti si capisce che stanno discutendo a proposito della cifra; Binning fa capire che quella proposta da Goldoni troppo alta; alla fine per cede; nel frattempo Arthur aspetta con aria annoiata; finalmente Goldoni e Binning a gesti si mettono daccordo; Binning sospira e torna da Arthur) le darduemila ghinee. (si volta verso Goldoni per far capire che stata unidea di Goldoni, non sua)

Arthur: Ma no, troppo!

Binning: Lo so! (Binning fa un gesto verso Goldoni come per dire: E lui che ha voluto cos; a Goldoni!). Per quella l i soldi si trovano facilmente, eh? Non si poteva darle qualcosa in meno econ la differenza scritturare un attore in pi?

Goldoni (seccato): Oh, insomma! Vogliamo andare avanti? Ricordatevi (fa il segno delle forbici con la mano)

Binning (si inchina verso Goldoni con aria seria): Pi che giusto, maestro. (ad Arthur) Duemila ghinee, caro amico, non una di meno!


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Arthur: E comunque, a chi volete darla in moglie, scusate? Un nobile comunque non la prenderebbe egualmente, nonostante la dote. (Binning si volta verso Goldoni e indica Arthur come per dire visto?)

Binning: Va bene, non importa. Ho detto duemila ghinee e mantengo questa cifra. Piuttosto bisogna trovarle un marito che non la porti troppo lontana.

Arthur: Perch? Vi dispiacerebbe?

Binning: Per favore, non girate il coltello nella piaga.

Arthur: Va bene, va bene. Sentite, mi venuta unidea. Parliamone con la signora Jervis. E una donna in gamba. Sicuramente sar in grado di trovare un marito per Pamela.

Binning: Bravo! S, Jervis la persona giusta.

Arthur: Benissimo. Pamela quasi a posto e voi siete fuori pericolo. Cos non rischiate di rovinarvi per sempre.

Binning: Caro amico, grazie! Non so davvero come sdebitarmi con voi per tutti i vostri buoni consigli.

Arthur: Niente di pi facile. Venite in campagna con me.

Binning: In campagna? No, no. Abbiate pazienza, ma non posso.

Arthur: Ma perch mai?

Binning: Gli affari. Ho degli affari da sbrigare che non mi permettono di andare via.

Arthur: E, scusate, fra questi affari c di mezzo anche Pamela?

Binning: S, ma unicamente per occuparmi di trovarle marito.

Arthur: Beh, ma questo pu essere fatto dalla signora Jarvis senza di voi.

Binning: Ma non pu decidere niente senza di me.

Arthur: Ma comunque in otto giorni non si combina certo un matrimonio, non vi pare?

Binning: Sentite, lasciate perdere, vi prego.

Arthur: Caro Lord Binning, sapete cosa vi dico? Voi non siete persuaso dei miei consigli.

Scommetto che appena me ne sono andato, voi tornate alla carica con Pamela.

Binning: Ma per piacere! Certo che stimo i vostri consigli! Anzi, li stimo, li apprezzo e li gradisco.

Arthur: Se cos fosse, non rifiutereste di venire con me in campagna.

Binning: Ma vi ho detto che non posso lasciare Londra per otto giorni.

Arthur: Benissimo. Allora venite solo per tre giorni.


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Binning: Tre giorni? Dove?

Arthur: Nella mia tenuta nel Berkshire. Ci sar anche una mia cugina, che tornata di recente dal Portogallo.

Binning: Ma sono di umore malinconico. Rovinerei lallegria per il ritorno di vostra cugina.

Arthur: Non preoccupatevi. Mia cugina sapr come farvi passare la malinconia.

Binning: Quindi non posso rifiutare?

Arthur: Nemmeno se mi pregate in ginocchio.

Binning (sospira): E va bene. Se le cose stanno cos, per non essere maleducato nei confronti di vostra cugina, verr.

Arthur: Benissimo. Passo a prendervi tra due ore con la mia carrozza.

Binning: No, aspettate un momento! Perch cos presto?

Arthur: Abbiamo due ore di tempo.

Binning: E troppo poco.

Arthur: Che cosa avete da fare?

Binning: Ma beh, per esempio devo dare le istruzioni a Longman e alla signora Jervis su come regolarsi durante la mia assenza.

Arthur: La vostra casa ben regolata e sono sicuro che Longman e la signora Jervis sapranno bene cosa fare. Tre giorni di assenza non sono la fine del mondo.

Binning: Scusate, ma per quello che mi sembra di capire, voi temete che io non riesca a staccarmi da Pamela.

Arthur: Sentite, se continuate a trovare pretesti per non venire, mi darete motivo di sospettarlo.

Binning: Ci mancherebbe altro! Verr con voi.

Arthur: Perfetto. Allora vado a sbrigare un paio di commissioni e torner qui tra due ore.

Binning: Benissimo.

Arthur: A pi tardi.

Binning (con aria addolorata): S, a pi tardi. (Arthur esce; Binning assume unespressione sofferente, poi si riscuote e chiama) Longman?

SCENA III

Longman e detto.

Longman: Signore?


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Binning: Non vado a Elmbridge.

Longman: Bene, signore.

Binning: Fammi preparare per dopo pranzo un abito da viaggio.

Longman: Partite oggi, signore?

Binning: S.

Longman: Dunque devo far preparare il bagaglio per andare a Elmbridge?

Binning: Sei sordo? Ti ho detto che non ci vado.

Longman: Ma se avete detto che partite! Poco fa avete detto che andate a Elmbridge. Vi ho sentito distintamente. (indica il pubblico) Anche questi signori hanno sentito ...

Binning: (alterato) Parto s, parto, ma non vado a Elmbridge.

Longman: Come volete, signore.

Binning: Che ha detto Lady Davers quando se ne andata?

Longman: Che vuole assolutamente avere Pamela. Si espressa in termini molto forti, se posso permettermi, signore.

Binning: Non lavr. Giuro su quello che ho di pi caro, non lavr.

Longman: Dunque rester qui?

Binning: La trover un marito.

Longman: Capisco. E, perdonatemi signore, lo avete gi trovato?

Binning: Non ancora. Perch, hai forse qualche buon partito da proporre a Pamela?

Longman: Lavrei, ma ...

Binning: Ma?

Longman: Domando perdono, signore. Penso che Pamela non disprezzer un uomo che gi lavora con lei ...

Binning: Ah! Saresti interessato tu a sposarla?

Longman: E perch no, signore? Voi mi conoscete, sapete che sono una persona a posto.

Binning (da s, al pubblico): Maledizione! Longman mi rivale!

Longman: Ho un piccolo patrimonio da parte, signore. Sar tutto a disposizione di Pamela, ovviamente.

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Binning (da s, al pubblico, senza ascoltare Longman): Per ma s, certo! Se sposa Longman Pamela non andr via, ma rester qui! (a Goldoni) Bravo maestro. Geniale!

Longman: Signore, ecco non mi vergogno a dirvi che sono innamorato di Pamela, e ora che mi avete detto che volete darle marito, vi prego, datemi la gioia di poterla sposare.

Binning (da s, al pubblico, senza ascoltare Longman): Un momento, un momento. E io dovrei sopportare che un mio servitore, in casa mia, se la spassi con Pamela? Con Pamela?! Davanti ai miei occhi? Ma nemmeno per sogno. (a Goldoni) Maestro, ma che avete combinato?

Longman: Che ne dite, signore?

Binning: (a Longman, furente) No!

Longman (stupito): Signore?

Binning (alterato): No, ho detto! Tu sei pazzo. Se soltanto ti azzardi a guardare Pamela, ti uccido con le mie mani.

Longman (stupito): Ma io non capisco, signore

Benning: Fila! Vai a farmi preparare labito da viaggio! Vai! Vai!

Longman: S signore, subito (esce velocemente)

Binning (al pubblico): Ma vi sembra possibile? Longman che vuole sposare Pamela? Questo mi vuole fare morire! Basta, basta! Diamoci una calmata, sar meglio. (a Goldoni) Bravo, maestro, bravo davvero! Mi avete cacciato proprio in un bel pasticcio. Ma adesso sistemo io la faccenda. (al pubblico) Per prima cosa chiamo la signora Jervis e le dico di trovare subito un marito per Pamela,poi parto con Lord Arthur e torno a Londra solo quando mi diranno che la questione di Pamela sistemata. Perfetto. S, e poi mi ammazzo, perch tanto non riuscirei a sopportare la cosa. Per almeno Lord Arthur sar contento perch avr fatto prevalere la ragione. Che bravo che sono, vero? (a Goldoni, in tono ironico) Grazie, maestro, grazie! Avete fatto proprio un capolavoro. (chiama fuori scena) Signora Jervis?

SCENA IV

Signora Jervis e detto.

Jervis: Mi avete chiamato?

Binning: Dov Pamela?

Jervis: E nella sua camera che piange, sospira e trema.

Binning: Eh, addirittura! Trema! Di che cosa ha paura?

Jervis: Di voi, che siete peggio di un indemoniato.

Binning: Ma per favore! Le ho fatto qualche torto?

Jervis: Voi non vi rendete conto. Quando siete in collera, fate paura a mezzo mondo.


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Binning: Lasciamo perdere. Dite a Pamela che venga qui.

Jervis: Ma che cosa volete da quella povera ragazza?

Binning: Le voglio parlare.

Jervis: Solo questo?

Binning: Solo questo.

Jervis: Posso fidarmi?

Binning: Lonest di Pamela merita ogni rispetto.

Jervis: Mah! Vedremo. Ora la faccio venire. (si allontana un poco, poi torna indietro) Un momento.

Non vorrei che vedendo Pamela, vi dimenticaste la vostra promessa.

Binning: Jervis, allora! Non mi stancate. O Pamela viene qui, o vado io da lei.

Jervis: No, no. La faccio venire qui. (esce)

Binning (al pubblico, con unespressione sciocca e beata): Dio mio! Tra poco rivedr la mia Pamela! Che emozione! Sono tutto agitato! Devo restare calmo. Calmo. Sono pronto. Ecco, sta arrivando.

SCENA V

Jervis conducendo Pamela per la mano, che viene col capo chino, tremando, e detto.

Jervis (piano a Pamela): State tranquilla. Ha promesso di non farvi del male.

Pamela (piano a Jervis): Lha promesso? (Binning, voltando le spalle, la guarda da lontano tentando di non farsi notare)

Jervis (piano a Pamela): S, s. Lha promesso.

Pamela (piano a Jervis): Speriamo che mantenga la sua promessa allora. (Pamela e Jervis si avvicinano a Binning)

Jervis: Signore.

Binning: (si volta) Pamela. (Pamela, con gli occhi bassi, non risponde) Pamela, tu dunque mi odi.

Pamela: No, signore, io non vi odio.

Binning: Tu mi vorresti veder morire.

Pamela: Piuttosto morirei io per voi.

Binning: Mi ami, dunque?

Pamela: Vi amo, come una serva deve amare il proprio padrone. (si volta verso Goldoni, facendo dei gesti per far capire che le sembra eccessivo; Goldoni le fa segno di andare avanti)


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Binning: Ecco, brava. Ammiro la tua bont. Meriti che io la ricompensi.

Pamela: Signore, io non merito nulla.

Binning: No, no. La tua bellezza stata creata dal cielo per rendere felice qualche fortunato mortale. (rimane pensoso, coprendosi il viso con le mani e intanto guarda di nascosto Pamela per vedere leffetto delle sue parole)

Pamela (piano a Jervis): Non capisco bene il senso di queste parole.

Jervis (piano a Pamela): Secondo me, si fatto delle strane idee su di voi.

Pamela (piano a Jervis): Ci deve solo provare!

Binning (imbarazzato): Senti, Pamela, che mi dici del matrimonio?

Pamela: Del matrimonio? Beh, non so. Non ci ho mai pensato. (piano a Jervis) Ma che sta dicendo?

Jervis (piano a Pamela): Non ne ho idea. Magari parla di se stesso.

Pamela (piano a Jervis): Ne dubito.

Binning (imbarazzato): Vedi, non va bene che tu sia la cameriera di un padrone che non ha moglie.

Pamela: Questo verissimo.

Binning: Lady Davers (si volta verso il pubblico) ovvero

Jervis: vostra sorella. Lo sanno gi. Andate avanti.

Binning: Dicevo, mia sorella una pazza furiosa. Non voglio quindi che tu vada con lei.

Assolutamente.

Pamela: Come volete.

Binning (imbarazzato): Insomma, Pamela, tu non sei nata per servire.

Pamela (piano a Jervis): Ma cosa sta dicendo?

Jervis (piano a Pamela): Io unidea ce lavrei.

Pamela (piano a Jervis): Anchio. Ma non credo proprio che sia la stessa cosa che pensa lui.

Binning (con imbarazzo, riesce finalmente a dire quello che aveva in mente): Insomma, ho deciso di maritarti.

Jervis (soddisfatta, piano a Pamela): Visto? Io spero che diventiate presto la mia padrona.

Pamela (piano a Jervis): Per favore, non dite cos.

Binning: Dimmi, vorresti prendere marito?

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Pamela: Signore ...

Jervis (piano a Pamela): Forza, ditegli di s.

Binning: Rispondimi tranquillamente.

Pamela: Come volete voi, signore.

Binning (al pubblico, tra s): Ma questa proprio crudele! Non gliene importa niente di lasciarmi!

Pamela (piano a Jervis): Guardate com confuso!

Jervis (piano a Pamela): E ci credo! E un passo importante per lui.

Binning (irritato): Sposati, ingrata, e sparisci! Vattene via!

Pamela: Ma signore

Jervis (a Pamela): Io non lo capisco.

Binning (a Pamela): Dimmi. Sai gi chi sposare, vero?

Pamela: Ma signore, ho detto che non ci ho mai pensato.

Binning: Ah s? E come mai hai accettato subito quando ti ho detto che ti avrei maritata?

Pamela: Ho solo detto che voi potete disporre di me come volete.

Binning: Eh gi. Posso disporre di te per darti in moglie a qualcun altro, e non posso disporre di te per farti mia?

Pamela: Eh no, signore! Di me potete disporre, va bene, ma non potete approfittare della mia onest. (piano a Jervis) Avete visto? Bel risultato!

Jervis (piano a Pamela): Sono mortificata.

Binning: Basta cos. Vuoi mantenere la tua onest? Va bene. Jervis, voi che le volete bene, trovate qualcuno che la sposi.

Jervis: E la dote? (Goldoni si agita e indica con le dita due verso Binning)

Binning (irritato, a Goldoni): S, s, lo so! (a Jervis) Le dar duemila ghinee.

Jervis (a Pamela): Tranquilla. Con questa cifra farete un ottimo matrimonio.

Pamela: Signore, per carit, posso parlarvi liberamente?

Binning: Parla.

Pamela: Non vorrei farvi torto, signore.

Binning (con dolcezza): Va bene. Vuoi forse dirmi che vuoi restare qui con me?


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Pamela: No, perch questo non andrebbe bene, n per voi n per me.

Binning: Gi. Quindi intendi dire che ti dispiacerebbe lasciarmi.

Jervis (al pubblico, da s): Ma guardatelo! Comincia a riscaldarsi!

Pamela: No, signore. Se compio il mio dovere non pu dispiacermi.

Binning (stravolto, al pubblico, da s): Io non ce la faccio pi! Se non muoio un miracolo!

Pamela: Signore, fatemi una cortesia, vi prego! Rimandatemi da mia madre.

Binning: In campagna?

Pamela: S, signore. In campagna. Dove potr essere tranquilla. E anche voi lo sarete. (Binning pensa, camminando avanti e indietro, mentre Jervis e Pamela lo guardano in attesa della sua risposta)

Binning: E va bene. Voglio che tu sia contenta. Tornerai da tua madre.

Pamela: Ah, signore, grazie! Il cielo ve ne render merito.

Binning: E per quanto riguarda la dote (Goldoni fa segno due con le dita; Binning si rivolge seccato a Goldoni) S, s, ho capito! Lo so! (a Pamela) Le duemila ghinee che avrei dato a tuomarito, le dar a tua madre.

Pamela: Signore, la vostra generosit mi commuove! (comincia a piangere sommessamente)

Binning (appassionato, con una voce che contraddice quello che sta dicendo) Domani ... ecco, s ...

domani te ne andrai.

Jervis: Cos presto?

Binning (seccato): S, domani. Cosa centrate, voi? S, andr domani.

Jervis: Ma come? Con chi?

Binning: Oh, basta! Accompagnatela voi.

Jervis: Io?

Binning: S, voi.

Jervis: Ma cos, subito, senza prima ...

Binning: Basta altrimenti vi strozzo! Capito?

Jervis (al pubblico, da s): Ma pazzo furioso!

Pamela: Mia madre sar felicissima di rivedermi.

Binning: Va bene, va bene. La cosa fatta, allora. (a Jervis) Sentite, tra poco devo partire.

Preparatemi della biancheria per tre giorni.


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Jervis: Tra poco andate via?

Binning: S, non avete sentito? Siete diventata sorda?

Jervis: No, no. Benissimo.

Pamela: Signore, voi partite tra poco e io partir domani. Non avr pi la fortuna di rivedervi.

Binning: Sarai contenta.

Pamela: Oh no, signore! Permettetemi di baciarvi la mano.

Binning: Baciarmi la mano? A me? (si agita e pensa per un momento) E va bene. Tieni. (porge la mano a Pamela)

Pamela (gli prende la mano e parla con voce lacrimosa): Il cielo vi renda merito per tutto il bene che fatto mi avete. Vi chieggo perdono (si volta verso Goldoni, con aria sorpresa e voce normale) Maestro, vi chieggo perdono? Andiamo!

Goldoni: Va bene, va bene. Vi chiedo perdono.

Pamela: Siete troppo gentile. Non il caso che vi scusiate.

Goldoni: Ma no! Voglio dire: sostituite vi chieggo perdono con vi chiedo perdono. E andate avanti, per favore, non interrompete il ritmo della scena!

Pamela: Uh, come siete permaloso! (a Jervis e a Binning) Forza, riprendiamo. (torna verso Binning e riprende a parlare con voce lacrimosa) Vi chiedo perdono se vi ho dato qualche dispiacere. (gli bacia la mano piangendo e la bagna con le lacrime)

Binning (mostra la sua confusione, poi sente la mano bagnata): Ma Pamela! Mi hai bagnato la mano.

Pamela: Perdonatemi. Sar stata qualche lacrima caduta senza che me ne fossi accorta.

Binning: Asciugami la mano. (Pamela con il grembiule asciuga la mano a Binning) Pamela, come puoi lasciarmi?

Pamela: Veramente, signore, siete voi che mi mandate via.

Binning: (con dolcezza) Vuoi restare?

Pamela: Ah no, vi prego! Lasciate che me ne vada.

Binning (seccato): Lo vedi? Lo vedi, eh? Sei tu sei che te ne vuoi andare, non sono io che ti mando via!

Jervis (a parte, al pubblico): Ma li sentite? Sono pazzi furiosi tutti e due!

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SCENA VI

Longman e detti.

Longman: Signore.

Binning (a bassa voce): Eccolo, il maledetto! (con voce normale) Che cosa vuoi?

Longman: C Lord Arthur.

Binning: Digli che vada (Longman fa per uscire) No, fermati! Dove vai? (pensa un poco) Fallo entrare.

Longman: S, signore. (esce)

Jervis: Noi ce ne andiamo.

Binning: Ma s, andate, andate.

Jervis: Pamela, andiamo. (Pamela fa una riverenza a Binning, ma non si muove)

Binning (a Pamela): Te ne vai senza dirmi nulla?

Pamela: Non so che dire, signore.

Binning: Non mi vedrai pi.

Pamela: Pazienza.

Binning: Non mi baci la mano?

Pamela: Prima lho fatto e ve lho bagnata di lacrime.

Binning (irritato): Va bene. Vai, vai, forza, esci! Vai! (Pamela lo guarda sorpreso e poi esce di corsa; Binning si allontana dallaltra parte e si gira per non guardarla; Jervis si avvia per seguire Pamela e prima di uscire si ferma e si rivolge al pubblico)

Jervis: Questi due sono cotti marci e spolpati. (esce)

Binning (si volta con cautela per vedere se Pamela uscita; quando vede che non c pi nessuno, si mette in posa e parla in tono tragico): Dio mio! Vorrei morire, vorrei!

SCENA VII

Lord Arthur e detto.

Arthur: Caro Lord Binning, eccomi a voi.

Binning: Ma non dovevamo vederci tra due ore?

Arthur: Avete ragione. Ma vedete, mia cugina mi ha fatto avere un biglietto nel quale mi prega di essere in villa prima di pranzo, in modo che si possa andare a tavola con lei. Credetemi, vale la pena di accettare e quindi vi propongo di partire subito. Che ne dite?


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Binning: Beh, mi sembra che sia un po tardi per andare a pranzo nel Berkshire.

Arthur: Ma no! In poco pi di unora e mezza ci siamo. Forza, non mi dite di no. Farete conoscenza in anticipo con mia cugina. Ne vale la pena, vi dico.

Binning (incerto): Ma non so che dire ...

Arthur: Forza, non possiamo tardare.

Binning: Andate, allora.

Arthur (in tono di rimprovero): Avevate promesso di venire con me.

Binning: Non ho promesso di venire subito.

Arthur: Ma andiamo! Che problemi avete ad anticipare la partenza?

Binning: Per esempio devo cambiare il vestito, mettere qualcosa di pi adatto alla campagna.

Arthur (al pubblico, a parte): Io lho capito: questo, se rivede Pamela, non parte pi. (a Binning) Ma no, credetemi, labito che indossate andr benissimo anche in campagna.

Binning: S, non lo nego, ma io vedete ...

Arthur: Forza, la carrozza ci aspetta.

Binning: Ma santo cielo, lasciatemi pensare un momento.

Arthur: Pensate, ma fate alla svelta.

Binning (chiama): Jervis.

Arthur: Ma cosa avete ancora da dirle? Sarete di ritorno fra tre giorni.

Binning (senza ascoltarlo chiama pi forte) Jervis!

SCENA VIII

Signora Jervis e detti.

Jervis: Signore.

Binning: Sentite. (la tira in disparte, mentre Arthur resta in un angolo, con aria rassegnata) Io parto e torno fra tre giorni. Vi raccomando Pamela.

Jervis: Non la devo accompagnare da sua madre?

Binning: Ma nemmeno per sogno! Ci andr quando torno.

Jervis: Ma lei ci vuole andare domani. Glielavete detto voi.

Binning: Giuro, che se la lasciate partire, quando torno vi strozzo.

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Jervis: Quindi devo ...

Binning: Mi avete capito.

Jervis: S, ma allora ...

Binning (adirato): Via! Andate via.

Jervis: Come volete! (al pubblico, a parte) E pazzo, completamente pazzo! (esce)

Arthur (vedendo che Jervis se ne andata, si avvicina a Binning): Dunque?

Binning: Andiamo.

Arthur: Siete sicuro di voler partire adesso?

Binning: Sicurissimo.

Arthur: Bravo.

Binning (chiama) Jervis. (Arthur sospira e si allontana)

Jervis (sulla porta, senza entrare completamente in scena, con un sospiro) Eccomi. Che c? Binning: Se Pamela parte, povera voi. (esce con Arthur)

Jervis (entra in scena e si rivolge al pubblico): Cosa vi ho detto? E completamente pazzo. (chiama fuori scena) Pamela, venite. Venite, vi dico, che se n andato.

SCENA IX

Pamela sulla porta, e Signora Jervis.

Pamela: (entra in scena) Dove andato?

Jervis: Non lo so, ma torner fra tre giorni.

Pamela: (sospira) Ah! Non lo vedr pi.

Jervis: Oh s, lo vedrete, lo vedrete.

Pamela: Quando? Se domattina parto?

Jervis: Domattina non partirete pi.

Pamela (sospirando): Ma se lo ha ordinato il padrone.

Jervis: Il padrone, dopo, ha mi ha detto di non lasciarvi partire prima del suo ritorno.

Pamela (con tenerezza): Davvero? Ha detto di non partire prima del suo ritorno?

Jervis: S, che ne dite? Non volubile?

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Pamela (teneramente): Oh, ma lui il padrone, pu decidere quello che vuole.

Jervis (al pubblico): Ma la sentite? (a Pamela) Pamela, sar meglio che andiamo.

Pamela: Ma dove?

Jervis: Nei camerini. E finito il primo atto. (si rivolge a Goldoni e si avvia verso di lui): Maestro, cosa fate ancora l? Non avete sentito? Il primo atto finito. Andiamo, forza. (lo prende per un braccio ed escono mentre si chiude il sipario e le luci sfumano)

FINE DELLATTO PRIMO.

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ATTO SECONDO

Si alzano le luci sul sipario chiuso. Il sipario si scosta ed entra Goldoni, con il copione sottobraccio. Si inchina, apre il copione e comincia a leggere.

Goldoni (legge): Lautore a chi legge. Potr ciascheduno riconoscere facilmente aver io tratto largomento della Pamela da un graziosissimo romanzo inglese che porta in fronte lo stesso nome, e chi ha letto tal romanzo vedr sin dove ho seguitata la traccia del romanziere e dove ho lavorato con invenzione la favola. Il premio della virt loggetto dellautore inglese; a me piacque assaissimo

(spunta da dietro Goldoni, attraverso il sipario, una mano femminile che gli batte sulla spalla; Goldoni la ignora e continua a leggere) una tal mira, immaginando una peripezia (la mano scuote la spalla di Goldoni che si ferma e la guarda; la mano gli fa cenno di andare nellangolo del suggeritore; Goldoni si rivolge alla mano) Devo proprio? (la mano fa nuovamente cenno di andare; Goldoni sospira) Ma non ho ancora finito di leggere lintroduzione! (la mano, con un gesto seccato, punta il dito verso la sedia del suggeritore; Goldoni sospira ancora) E va bene. (va a sedersi; la mano sparisce; quando Goldoni seduto si rivolge verso il fondo della sala per chiamare i tecnici)Sipario! (il sipario si apre)

SCENA I

Pamela e Jervis, sedute sul divano a cucire e Longman.

Longman: Signora Jervis.

Jervis: Che c?

Longman: E tornata Lady Davers.

Jervis: Ma guarda! E il padrone partito da circa unora. Bene. Dite quindi a Lady Davers che suo fratello non c.

Longman: Glielho detto, ma lei ha voluto entrare egualmente.

Jervis: E sola?

Longman: No, con sir Arnold, suo nipote.

Pamela: Andiamocene.

Jervis: Di che avete paura?

Pamela: Il nipote di Lady Davers non mi piace per niente.

Longman (si gira a guardare fuori scena): Ecco Lady Davers. (esce)

Pamela: Meglio che me ne vada. (si avvia verso la camera)

SCENA II

Lady Davers e dette.

Davers: Pamela, dove si va? (Pamela si volta, e fa una riverenza)

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Jervis: Signora, vostro fratello appena partito.

Davers: Lo so. Vorr dire che rester qui a pranzo insieme a sir Arnold.

Jervis: Ma se non c il padrone ...

Davers: E allora? Se non c avreste il coraggio di cacciarmi via?

Jervis: No signora. Permettete che vada a dare gli ordini per il pranzo.

Davers: Andate. (Jervis esce, mentre Pamela la guarda preoccupata) Allora, Pamela, hai deciso?

Vuoi venire a stare con me?

Pamela: Io dipendo dal mio padrone, signora.

Davers: Il tuo padrone un pazzo.

Pamela: Perdonate signora, ma una sorella non dovrebbe dire cos.

Davers: Come sei presuntuosa! Vuoi forse insegnarmi a parlare?

Pamela: Vi domando perdono.

Davers: Forza, preparati a venire con me.

Pamela: Ci verr volentieri, se il padrone dar il permesso.

Davers: Lo ha gi dato.

Pamela: S, ma poi ha detto di no.

Davers: E tu vorresti assecondare la sua volubilit?

Pamela: Sono obbligata a obbedirlo.

Davers: Lo vedo, lo vedo, ti diverti ad obbedirlo, vero? Sei una fraschetta!

Pamela: Faccio solo il mio dovere.

Davers: Il tuo dovere quello di comportarti da donna onorata.

Pamela: Lo sono.

Davers: Non lo sei. Sei una fraschetta.

Pamela (cammina a grandi passi verso Goldoni, irritata): Sentite maestro, va bene tutto, ma fraschetta no! Nel primo atto suo fratello (indica Davers) mi ha detto fraschetta e pazienza. Adesso anche lei! Eh no!

Davers (si avvicina): Ma cosa centro io? Lho detto solo perch scritto nel copione.

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Pamela: Lo so. Ma io non sono una fraschetta. Ho la mia reputazione da difendere. (si mette a braccia conserte di fronte a Goldoni) Allora?

Goldoni: Allora cosa?

Pamela: Cosa mettiamo al posto di fraschetta?

Goldoni: Ma non lo so. Ci devo pensare.

Pamela: Pensate alla svelta, il pubblico sta aspettando e non bello farlo attendere.

Goldoni: Ma che ne so, io? Sfacciata va bene?

Pamela: Sfacciata? (guarda perplessa Davers, che la guarda altrettanto perplessa; entrambe fanno una smorfia, come per dire Vabb, in mancanza di meglio ) E mettiamo sfacciata, allora.

Goldoni (corregge il copione): Come volete voi.

Pamela: Troppo buono. (torna in posizione insieme a Davers e parla senza farsi sentire da

Goldoni): Mah. E dicono che sia un grande autore. A me non pare. Riprendiamo. (si rimettono in posizione)

Davers: Il tuo dovere quello di comportarti da donna onorata.

Pamela: Lo sono.

Davers: Non lo sei. Sei una sfacciata.

Pamela: Ah s? E perch di grazia?

Davers: Tu vuoi restare con il tuo padrone, perch ne sei innamorata.

Pamela: Ma nemmeno per sogno!

Davers: No? Allora perch non vuoi venire con me?

Pamela: Perch il padrone non vuole.

Davers: A lui ci penser io. Tu vieni con me.

SCENA III

Sir Arnold e dette.

Arnold: Ohil! Che fate qui con questa bella ragazza?

Davers: Perch, vi piace?

Arnold: Se mi piace? Eccome! Ah, ma questa per caso quella Pamela di cui mi avete parlato?

Davers: Appunto.


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Arnold: Ma guarda, guarda. E ancora pi bella di come me lavete descritta. Ha due occhi che incantano.

Pamela: Lady Davers, se permettete io vado. (tenta di andare ma viene bloccata)

Davers: Dove vuoi andare?

Arnold (a Pamela): No, gioia mia, voi state qui. Lasciate che vi guardi per bene.

Davers: Arnold, lasciatela stare. E zona di caccia riservata di mio fratello.

Arnold: Ah s? Beh, fa niente. Una piccola incursione in una zona riservata la rende ancora pi eccitante.

Davers: Se lo meriterebbe, questa sfacciata.

Arnold: Uh, come siete arrabbiata con lei. Che cosa vi ha fatto?

Davers: Mio fratello mi aveva promesso che Pamela sarebbe venuta al mio servizio, ma lei non vuole.

Arnold: Ahi, ahi, ahi! Ragazza mia, bisogna mantenere la parola. Voi dovete andare con Lady Davers.

Pamela: Ma io dipendo dal mio padrone.

Arnold: No, no, poche storie. Voi dovete fare come vi stato detto.

Pamela: Ma se il padrone ha detto ...

Arnold: Il padrone il fratello della padrona. Se la vedranno fra loro.

Pamela: Ma non cos, signore. Vedete ...

Arnold: Forza, basta chiacchiere. Datemi la mano e andiamo. (allunga la mano, ma Pamela si ritrae)

Pamela: Non ci provate!

Davers: Senti un po, cos questa storia, eh? Guarda che se vengo a scoprire che mio fratello ti ha detto che ti vuole sposare, giuro che ti ammazzo. Hai capito?

Arnold: Eh figuratevi, se Lord Binning cos pazzo di volerla sposare! Al massimo se la tiene in casa per divertirsi un po.

Pamela: State attento a quello che dite! Sono una donna onorata, io!

Arnold: Brava! Evviva la signora Onorata, allora. Ehi, se siete tanto onorata, magari avrete anche dellonore da vendere.

Pamela: Cosa volete dire?

Arnold: Volete vendere anche a me un po del vostro onore?

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Pamela: Voi non sapete nemmeno che cos lonore.

Davers: Ehi! Come ti permetti di rispondere cos a sir Arnold?

Pamela: Mi tratti come si deve e io parler diversamente.

Arnold: Lasciate perdere. Non mi offendo cos facilmente. Sapete perch fa la ritrosa? Perch siete qui voi. Andate via e vedrete che far come dico io.

Davers: Voglio che venga a stare con me.

Arnold: Verr, verr. Volete che vi faccia vedere come si fa a convincerla? Guardate. (prende dalla tasca una borsa e la muove davanti a Pamela; si sentono delle monete) Pamela, queste sono delleghinee; se vieni via con Lady Davers, te ne regalo sei.

Pamela: Datele alle donne che siete abituato a pagare.

Davers: Che sfacciata! (esce)

Arnold: Oh che furore! Sei per caso una qualche principessa? Rifiuti sei ghinee? Perch? Ti sembrano poche? Tieni, vuoi tutta la borsa? (allunga la mano verso Pamela, che per si gira e gli volta le spalle; Arnold ride) Ah, lo sai bene che non vero! Sarei proprio pazzo, se lo facessi.Fraschetta!

Pamela (a Goldoni): Anche lui! (Goldoni le fa cenno di continuare; Pamela stizzita continua) Come vi permettete? Lo dir al mio padrone.

Arnold: Certo, diglielo, diglielo! Vedrai come il tuo padrone si prender cura di te. (le prende una mano; Pamela si divincola)

Pamela: Lasciatemi andare.

Arnold: Dai, vieni qui. Facciamo la pace. (cerca di baciarla)

Pamela (cerca di divincolarsi): Finitela di importunarmi.

Arnold (ride): Non ho ancora cominciato.

Pamela (cerca di divincolarsi): Signora Jervis!

Arnold (ride): Senti che furia!

Pamela (cerca di divincolarsi): Signora Jervis!

Arnold: Sei proprio una furia.

Pamela (cerca di divincolarsi): Signora Jervis!

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SCENA IV

Signora Jervis e detti, poi Lady Davers.

Jervis: Ma che succede? (ad Arnold, che nel frattempo ha lasciato andare Pamela) Che cosa avete fatto a Pamela?

Arnold: Che cosa credete che le abbia fatto? Volevo solo farle una carezza.

Jervis: Ah s? E gridava solo perch volevate farle una carezza?

Arnold: Certo. Non una sciocca a strillare cos?

Davers: E una sfacciata. Si comportata malissimo con me e con mio nipote.

Jervis: Mi meraviglio che sir Arnold si sia preso certe libert.

Arnold: Ma andiamo! Adesso non si pu pi scherzare con una serva?

Jervis: Ma bravo! Dove avete imparato queste belle abitudini?

Arnold: Dove? Dappertutto. Ho viaggiato, io. E dappertutto ho trovato delle cameriere di spirito, capaci di intrattenere gli ospiti finch non arriva il loro padrone, senza essere fastidiose come questa qua.

Jervis: Certo che a viaggiare avete imparato qualche cosa di buono, veramente!

Davers: Insomma, basta con questi discorsi. Pamela deve venire con me.

Pamela (piano a Jervis): Signora Jervis, mi raccomando a voi.

Jervis (piano a Pamela): State tranquilla. (a Davers) Signora, mi spiace, ma Pamela non verr con voi.

Davers: No? La far trascinare a forza. (chiama fuori scena) Ehi, venite qui!

Jervis: Chi state chiamando?

Davers: I miei servitori. (chiama come sopra) Ehi, dico.

[SCENA V] VIENE INCLUSA NELLA SCENA IV

Davers: Dove sono i miei servitori?

Jervis: Sono in strada, signora. E ritornato il padrone.

Jervis: Il padrone?

Jervis: S.

Pamela: Sia ringraziato il cielo! Come mai tornato?

Jervis: Si sentito male in viaggio ed svenuto. Torno di l a vedere come sta ora. (esce) 43


Pamela: Oh s, signora Jervis, andate ad aiutarlo.

Jervis: Eh! Pamela, mi sa che ha pi bisogno di voi che di me. Vado. (esce)

Arnold: Pamela, perch non vai anche tu a soccorrere il tuo padrone? O forse fai la ritrosa, perch siamo qui noi?

Pamela: Signore, ora che il mio padrone ritornato, mi fate meno timore, e vi parler con maggior libert. (comincia a parlare velocemente, senza interruzioni e senza pause, con voce neutra e monocorde): Chi credete che io sia? Son povera, ma onorata. Se Lord Binning non vuole che vadada Lady Davers, avr ragione di farlo. Mi avete chiamato fraschetta. Se nei vostri viaggi avete conosciuto donne di questo genere, non vuol dire che siano tutte cos. Siete ancora in tempo per cambiare. E ricordate che se continuerete a insultarmi, sapr chiedere e trovare giustizia. (esce)

SCENA VI

Lady Davers e sir Arnold.

Arnold (rimane fermo per qualche secondo e poi parla in tono perplesso): Mi ha sconvolto.

Davers: Sono sconvolta anchio, non per lei, ma per voi.

Arnold: E perch?

Davers: Perch lavete ascoltata senza fiatare. Avreste dovuto prenderla a schiaffi.

Arnold: Non sono a casa mia. Ho osato anche troppo.

Davers: Io temo che mio fratello la voglia sposare.

Arnold: E se anche la sposa, che ve ne importa?

Davers: Cosa?! Io dovrei tollerare questo sfregio al mio sangue nobile?

Arnold: Che sfregio? Che sangue nobile? Ma che diavolo state dicendo? Io che ho viaggiato, di matrimoni di questo genere ne ho visti spesso. I parenti strillano, certo, ma poi tutto passa. Andiamo a vedere come sta vostro fratello. (escono)

SCENA VII

Lord Binning con il bastone da passeggio, Signora Jervis e poi Longman.

Binning: Cosa? Cosa? Cosa? Sir Arnold ha maltrattato Pamela? Lei dov adesso?

Jervis: Nella mia camera.

Binning: Lo sa che sono ritornato?

Jervis: Lo sa.

Binning: Adesso ci penso io a dare una lezione a sir Arnold. Lo sistemer per bene!

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Longman: Signore.

Binning: Che vuoi?

Longman: Sir Arnold vorrebbe salutarvi e vedere come state.

Binning (alza il bastone e si avvia fuori scena, mentre Jervis e Longman, spaventati, scappano dalla parte opposta): Ah! Benissimo! Adesso vedr come sto!

SCENA VIII

Lord Arthur e detto.

Arthur (entrando blocca Binning): Lord Binning, dove state andando con quel bastone?

Binning: A spaccare la testa di una carogna.

Arthur: E chi sarebbe?

Binning: Sir Arnold.

Arthur: Che cosa vi ha fatto?

Binning: Lo saprete quando lavr ammazzato.

Arthur: Un momento, un momento. Non fatevi prendere dalla collera.

Binning: Non mi trattenete.

Arthur: Ma non vi lascio certo compiere una pazzia.

Binning: Che cosa? Lo volete difendere?

Arthur: Ma no! Cerco di impedirvi di commettere una sciocchezza.

Binning: Giuro che lo ammazzo con le mie mani.

Arthur: Ma insomma, posso sapere che cosa vi ha fatto?

Binning: In casa mia ha strapazzato la signora Jervis, ha insidiato Pamela e ha mancato di rispetto a me, che sono il loro padrone.

Arthur: Lord Binning, fermatevi un momento per favore. Se le cose stanno cos, sir Arnold vi ha

offeso e voi avete ragione di vendicarvi. Ma prima ditemi, da uomo donore: per caso in questo vostro furore centra forse la gelosia?

Binning: Non il momento di discutere di questa cosa. Vi dico solo che quella carogna io lammazzo.

Arthur: Andiamo, su! Calmatevi e vedrete la situazione diversamente.

Binning: Ah! Quindi secondo voi quel disgraziato non merita di essere punito?


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Arthur: Ma s che lo merita.

Binning: Benissimo. E chi tocca quindi vendicare i miei torti?

Arthur: Tocca a Lord Binning.

Binning: Scusate, e io chi sono?

Arthur: E questo il punto. Voi, adesso, siete solo un innamorato, che freme di gelosia. Non dovete confondere lamore per Pamela con il rispetto per la vostra persona.

SCENA IX

Signora Jervis e detti.

Jervis: Signore.

Binning: Che volete? Dov sir Arnold?

Jervis: Se ne andato.

Binning: Ah, se ne andato, eh? Beh, lo trover e vedr come mi

Jervis: Signore, sentite.

Binning: Che volete da me?

Jervis: E arrivata la madre di Pamela.

Binning: La madre di Pamela? Che cosa vuole?

Jervis: Parlare con voi.

Binning: Non vorr per caso portarla via con s?

Jervis: Scusate, ma non lavete proposto voi?

Binning: Dov adesso?

Jervis: Nellaltro salotto, con Pamela.

Binning: Vado a sentire cosa vuole. (esce)

Arthur: Ecco come una passione prende il posto di unaltra. Prima il furore, adesso lamore.

Jervis: Gi, ma che cosa possiamo fare per lui?

Arthur: Ben poco, temo.

Jervis: Cosa gli successo in viaggio? So che svenuto, ma non ha voluto dirmi nulla.

Arthur: In viaggio? Eravamo partiti da mezzora circa, non eravamo nemmeno usciti da Londra, altro che viaggio! Ha detto che si sentiva male, che stava per svenire e ha voluto tornare indietro.

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Jervis: Ho capito tutto.

Arthur: Anchio. E innamorato cotto di Pamela.

Jervis: S, cotto e stracotto.

Arthur: Sentite, ma Pamela una ragazza per bene?

Jervis: Senza alcun dubbio. E onestissima.

Arthur: Allora la faccenda grave. Andiamo a vedere che cosa si pu fare. (escono)

SCENA X

Pamela e la signora Andrews, sua madre.

Pamela: Cosa vuol dire, ci sono cose che ancora non sai? Ditemele, che sono curiosa.

Andrews: Ma s, ma s, un attimo di pazienza. Tutta tuo padre, poveruomo. Intanto dobbiamo risolvere la questione della tua presenza qui, in casa di Lord Binning. Ora che morta sua madre, non va bene che tu resti con un padrone che non ha moglie. Quindi deggio ricondurti al nostro rustico albergo. (si ferma, guarda Pamela che la guarda perplessa, poi entrambi guardano Goldoni, che le osserva stupito)

Goldoni: Beh, che c? Perch non andate avanti?

Andrews: Maestro, scusate, va bene che sono entrata solo adesso, ma io dovrei proprio dire deggio ricondurti al nostro rustico albergo?

Goldoni: Cos c scritto nel copione.

Andrews: Ho capito. Ma vi rendete conto di quello che avete scritto? E poi, abbiate pazienza, scusate. Io ho fatto laccademia, ho una formazione completa come attrice, ho lavorato anche con Giorgio

Goldoni: Va bene, va bene. Non fatela tanto lunga, che stiamo per finire. Che cosa volete dire al posto di quella battuta?

Andrews: Ma non so qualcosa di pi adatto di pi moderno deggio ricondurti al nostro rustico albergo! Sa di muffa di stantio

Goldoni: Ma un linguaggio classico.

Andrews: Sar. E poi, scusate: rustico albergo. Ma non per caso che qualcuno poi pensa che io sia la Locandiera? Sapete com il pubblico, no? Si fa alla svelta fare confusione. Insomma, io sono piuttosto conosciuta, non vorrei mai mi capite? Giorgio, per esempio, non avrebbe mai fatto

Goldoni: Sentite, lasciate perdere questo Giorgio che non so nemmeno chi sia. Cambiate la battuta come volete voi e andate al diavolo! Ma andate avanti, per favore!

Andrews (ironica): Troppo gentile maestro. Grazie. (a Pamela) Come permaloso, mamma mia! Giorgio lo diceva sempre. Eh, quanta pazienza ci vuole con gli autori! Beh, riprendiamo prima che

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si arrabbi di nuovo. (torna in posizione e riprende il dialogo con Pamela) Ora che morta sua madre, non va bene che tu resti con un padrone che non ha moglie. Credo quindi che sia meglio che tu torni a vivere con noi.

SCENA XI

Lord Binning e detti.

Binning: Signora Andrews.

Andrews: Signore.

Binning: Signora Andrews, vi stavo cercando. Siete venuta per salutare vostra figlia?

Andrews: Per salutarla e per riportarla a casa nostra.

Binning: Su questo dobbiamo discutere. Perch volete riprendere Pamela?

Andrews: Ho necessit del suo aiuto. Come vedete sono assai vecchia e ... (a Goldoni) No, scusate, io questa non la dico! Assai vecchia chi? Ma per piacere! (Goldoni sbuffa e fa segno di andare avanti)

Binning: Pamela, lasciaci soli.

Pamela: Come volete. (esce)

SCENA XII

Lord Binning e Andrews.

Binning: Sedetevi, prego.

Andrews: Grazie.

Binning: Signora, per cortesia ditemi qual la vera ragione che vi spinge a voler riportare Pamela a casa.

Andrews: Signore, ve lo dir francamente. Mi sta a cuore la sua onest.

Binning: Pensate che qui non sia sicura?

Andrews: Non dico questo. Per non sta bene che resti con voi. Non avete moglie e questo, mi capite, potrebbe alimentare pettegolezzi e chiacchiere

Binning: Non mi curo dei pettegolezzi e delle chiacchiere. Se volete avere vicina vostra figlia trasferitevi a Londra.

Andrews: Ma che state dicendo? Con quali mezzi potrei sopravvivere a Londra, scusatemi?

Binning: Penser io a mantenervi.

Andrews: E perch mai?


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Binning: Per i meriti che ha vostra figlia.

Andrews: Non mi sembra una bella cosa vivere sui meriti di mia figlia. Sentite, posso parlarvi liberamente?

Binning: Dite.

Andrews: Non ci vuole molto a capire che voi siete invaghito di mia figlia.

Binning: E vero, signora Andrews. Non posso vivere senza di lei.

Andrews: Quanta esagerazione!

Binning: No, signora. Esito a dichiararmi apertamente solo perch io sono nobile e Pamela non lo . E voi capite benissimo che

Andrews (ironica): Ah, per questo, dunque. Quindi, se Pamela fosse nobile, non esitereste a sposarla, giusto?

Binning: Lo farei oggi stesso.

Andrews: Eh che fretta! Ve ne pentireste, temo. Una ragazza povera, anche se fosse nobile, non la considerereste degna di voi.

Binning: Vi sbagliate. Io non sono interessato a nessuna dote.

Andrews: Dunque se Pamela povera non vi crea problemi?

Binning: Di nessun genere. (Andrews rimane pensosa per qualche istante) Perch non parlate pi?

Andrews: Lord Binning, vi devo fare una confidenza. E qualcosa che di molto riservato, che nemmeno Pamela conosce. Mi affido a voi.

Binning: Diamine! Parlate liberamente, vi prego.

Andrews: Vedete, Andrews non il nome della nostra famiglia. In realt mio marito era era il conte di Galloway.

Binning: Il conte di Galloway? Un nobile scozzese?

Andrews: S, signore. Trentanni fa lui e altri nobili si erano ribellati al dominio inglese in Scozia e fuggirono allestero. Mio marito ed io, sotto il nome di Andrews, trovammo rifugio a Guildford, vicino alla vostra tenuta di Elmbridge.

Binning (al pubblico): Guildford un villaggio vicino alla nostra tenuta di Elmbridge.

Andrews (con aria di rimprovero): Lho appena detto, Lord Binning. Ma mi state ascoltando?

Binning: Scusate.

Andrews: Fu vostra madre a chiedere a mio marito e a me di affidarle Pamela come cameriera, qualche anno fa. Figuratevi quanto mi ha pesato lasciarla andare.


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Billing: Vi capisco.

Andrews: Purtroppo, come sapete, mio marito mancato da due anni, ma qualche giorno fa ho avuto notizia di un decreto reale di perdono che ci consentirebbe di riprendere il nostro vero nome (prende dalla tasca del vestito delle carte, che porge a Binning) Ecco, vedete. Questi sono i documenti che contengono la patente di nobilt del conte di Galloway. (passa le carte a Binning che le esamina rapidamente e le riconsegna ad Andrews) Teneteli, teneteli pure, vi prego.

Binning: Non c bisogno. Venite. Dobbiamo dare la bella notizia a Pamela. (si avviano per uscire; Andrews si ferma e guarda Goldoni)

Andrews (a Goldoni, irritata): Sentite, voi. (Goldoni la guarda sorpreso) Cera poco movimento in questa scena. Non potevate renderla pi vivace? E il vostro mestiere, no? Ci sono io in scena, non posso essere cos moscia. E poi: risolvere tutto con una rivelazione cos banale, andiamo! Scoprire che Pamela nobile non unidea originalissima, credetemi. Oltretutto nel romanzo non va a finire cos. Si sposano e basta. Io lho letto.

Goldoni (si alza): Ma signora! A me invece sembrava che gli italiani avrebbero trovato sconveniente vedere un nobile che sposa la sua cameriera, anche se onesta e virtuosa. Io non disapprovo quello che gli inglesi non condannano, per carit, ma penso che in teatro debba prevalere la morale comune. Quindi mi sono permesso di introdurre questa modifica e spero che gli spettatori mi vorranno perdonare, anche se a voi non piace. (torna a sedersi)

Andrews (sospira): Mah! Sar come dite voi. (indica il pubblico) Giudicheranno loro, comunque. (sospira e si rivolge a Binning) Eh, aveva proprio ragione Giorgio! Lo diceva sempre che lui (indica con la testa Goldoni) era un borghese conformista, timoroso delle novit. E evidente. Pazienza. Su, forza, andiamo. (prende per un braccio Binning e i due escono discutendo; si capisce che Binning sta dicendo ad Andrews che non pu trattare cos Goldoni)

SCENA XIII

Pamela in abito da viaggio, con cintura, e Jervis.

Jervis: Non volete passare a salutare il padrone?

Pamela: No, sar meglio che me ne vada senza vederlo.

Jervis: Dunque avete deciso? Partite?

Pamela: Certo. Mia madre venuta apposta a prendermi.

SCENA XIV

Lord Binning e dette.

Binning: Ah, Pamela, eccoti! Ti stavo cercando di l e tu invece sei qua.

Pamela: Per forza. La scena solo questa. Altrimenti come faremmo? Sarebbe impossibile andare avanti, no?

Binning (imbarazzato, tossisce): Ehm, certo appunto. (si riprende e la guarda) Dunque. Dove vai con questo abito succinto? (si ferma, guarda Pamela perplesso e poi guarda Goldoni) No,


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maestro, scusate, ma dove vivete? (indica il vestito di Pamela) Abito succinto questo? Ma non vedete oggi come va in giro certa gente?

Goldoni: Ma no. Succinto, dal latino sub cintus, stretto in vita con una cintura.

Binning (fa una smorfia e si gira verso Pamela): Ah, per! Hai capito? (a Goldoni) Grazie maestro. (a Pamela) Dove vai con questo abito stretto in vita con una cintura? (sottolinea stretto in vita con una cintura)

Pamela: Torno a Guildford.

Binning: Capisco. E quando si parte?

Pamela: Stasera.

Binning: Non sarebbe meglio partire adesso?

Pamela: Attendo mia madre.

Binning: Ora arriva, abbi pazienza.

Pamela (piano a Jervis): Vedete? Non mi pu pi sopportare.

Jervis (piano a Pamela): Questa una cosa strana, per.

Binning: Jervis, andate a preparate lappartamento degli ospiti: serve per la donna che sar la mia sposa.

Jervis: Per quando, signore?

Binning: Per questa sera.

Pamela (piano a Jervis): Ora capisco perch vuole che parta subito.

Jervis (freddamente): Avete deciso rapidamente, vedo.

Binning: S, fate in modo da sistemare lappartamento nelle condizioni migliori.

Pamela (piano a Jervis): Io mi sento morire.

Jervis (freddamente): Signore, perdonate lardire. Posso sapere chi la sposa?

Binning: Certo. E la figlia del conte di Galloway. (Pamela comincia a piangere) Che hai da piangere, Pamela?

Pamela: Piango per la gioia di vedervi contento.

Jervis: E come si chiama di nome?

Binning: Come siete curiosa! Lo saprete a suo tempo. Adesso andate a preparare lappartamento.

Jervis: Siete insopportabile.


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Binning: Ho detto di andare.

Jervis: Vado. (si avvia)

Pamela: Signora, aspettatemi.

Binning: No, lei va e tu rimani qui.

Pamela: Perch, signore?

Binning: Oh, insomma! (a Jervis) Forza, sparite. (Jervis esce)

SCENA XV

Lord Binning e Pamela.

Binning: Allora, vuoi sapere il nome della mia sposa?

Pamela: Se volete dirmelo, lo sapr.

Binning: Si chiama ... Pamela.

Pamela: Signore, voi vi divertite a prendermi in giro.

Binning: Porgimi la mano ...

Pamela: Ma io ...

Binning: Allora? Non hai ancora capito?

Pamela: Veramente no.

Binning: Sei tu la contessa di Galloway.

Pamela: Sentite, lo scherzo durato abbastanza. (si avvia fuori scena)

SCENA XVI

Andrews e detti.

Andrews: Ah, Pamela. Eccoti qua.

Pamela: Finalmente! Andiamocene subito per favore!

Andrews: Perch?

Pamela: Sono stufa di essere presa in giro da lui (indica Binning).

Andrews: Lord Binning?

Pamela: Certo. Chi altri?

.

Andrews: Ma tu lo sai chi ?


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Pamela: S, lo so, il mio padrone. Ma oramai ...

Andrews: No, Lord Binning la persona che ti vuole sposare.

Pamela: Ma ma cosa state dicendo?

Andrews: Ma s! Ascolta. (si avvicina a Pamela, la prende in disparte e comincia a parlare sottovoce; Binning le osserva, guarda con aria dolce Pamela e le manda dei piccoli baci innamorati; ogni tanto Binning si volta verso il pubblico con gesti che vogliono dire non splendida?; Andrews parla gesticolando; si vedono movimenti con spade, duelli, gole tagliate, si capisce che qualcuno fuggito, eccetera; ogni tanto si sente Pamela che ad alta voce dice ma no! e Andrews risponde Ma s!; finalmente le due si allontanano e Pamela arriva con aria sconvolta davanti al pubblico)

Pamela: Ma io stento a credere

Andrews: Credimi, ti dico! Se non altro per rispetto della mia et! (a Goldoni) E no, maestro! Questo un colpo basso! (Goldoni le fa cenno di continuare; Andrews si rivolge a Pamela, riprendendo il discorso) Per rispetto della mia et, anche se non elevata come qualcuno potrebbepensare! (si volta verso Goldoni con aria soddisfatta)

Pamela (con voce monocorde, senza alcuna inflessione, velocemente): Oh Dio! Che mai questo nuovo tremore, che mi assale le membra? Ah, che vuol dir questo gelo, che mi circonda le vene? Oim, come dal gelo si passa al fuoco! Io mi sento ardere, io mi sento morire.

Binning (al pubblico, con aria rapita): Quanta passione nelle sue parole!

Pamela: Signore, vi prego, lasciatemi andare un momento nella mia camera.

Binning: Ma certo! Vai pure nella mia camera.

Andrews (seccata): Nella sua Lord Binning, nella sua. E se permettete, laccompagno. Andiamo Pamela. (escono)

Binning (guarda uscire Pamela con aria estasiata): Dio mio! Come bella! (al pubblico) Ma io avevo capito che doveva essere nobile. Con quel carattere, quel portamento, quel modo di fare era evidente! (a Goldoni) Per anche voi, maestro, scusate. Potevate almeno avvertirmi, no? Darmi qualche indizio invece, mi mandate qui quella vecchiaccia che poi, detto tra noi, s con Giorgio ci ha lavorato, vero, ma faceva la comparsa, capite?

Goldoni: Veramente no. Ma chi questo Giorgio? Non lo conosco.

Binning: Ve lo dico dopo. Ora cerchiamo di finire. Chi deve arrivare adesso?

SCENA XVII

Lord Arthur, e detto.

Goldoni: Lord Arthur.

Binning (con aria ironica): Benissimo. E magari facciamo arrivare anche Lady Davers, allora?

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Goldoni: Certo, ma dopo. (entra Lord Arthur)

Binning: Caro Lord Arthur, venite! Vi devo dire una cosa importantissima: sposer Pamela.

Arthur: Ma come! Dopo tutto quello che abbiamo detto? Mi state prendendo in giro.

Binning: Proprio per niente. Pamela la figlia del conte di Galloway.

Arthur: Ma no!

Binning: Ma s. Ascoltate. Venite qui, tanto loro (indica il pubblico) la storia la conoscono gi. (si avvicina a Lord Arthur, lo prende in disparte e comincia a parlare sottovoce; Binning parla gesticolando; si vedono movimenti con spade, duelli, gole tagliate, si capisce che qualcuno fuggito, eccetera; ogni tanto si sente Lord Arthur che ad alta voce dice ma no! e Binning risponde ma s!; finalmente i due si allontanano e Lord Arthur arriva con aria sconvolta davanti al pubblico)

Arthur: Ma io stento a credere

Binning: Credetemi. Ho le prove.

Arthur (ancora sconvolto): Beh, se avete le prove, direi che la vostra virt stata premiata.

Binning: No, no, la virt di Pamela, che ha saputo resistere alle mie tentazioni.

Arthur: Ma anche la vostra, che ha saputo superare le vostre passioni. Bene, ora che siete contento, ve la sentite di perdonare sir Arnold?

Binning: Non mi parlate di lui.

Arthur: Andiamo! Si pentito di avervi insultato.

Binning: Non ha insultato me, ha insultato Pamela.

SCENA XVIII

Lady Davers, e detti.

Davers: Caro Robert, immagino che siate in collera con me. Mi avete mandato a chiamare, ma spero che non labbiate fatto per insultarmi.

Binning: Certo che no. Vi ho chiamato per darvi un segno daffetto.

Davers: Davvero?

Binning: Davvero. Voglio informarvi che mi sposer presto.

Davers: Ah s? Con chi?

Binning: Con la contessa di Galloway.

Davers: Mi fa molto piacere, Robert. Quando potr vederla?


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Binning: Prestissimo. E gi qui.

Davers: E gi qui? Presentatemela, allora.

Binning: Lord Arthur, vi prego, date voi questo piacere a Lady Davers. Andate a prendere la contessa, cos conoscerete anche sua madre.

Arthur: Con piacere, caro Lord Binning. (esce)

Davers: Ma come! La contessa a Londra, in casa vostra, state per sposarla e io non so nulla di tutto questo?

Binning: Beh, ora lo avete saputo, no? Credo che vi possa bastare.

Davers: S, s, sono contentissima. Cos almeno vi siete levato di torno quella svenevole di Pamela.

Binning: Di Pamela parlate con rispetto, chiaro?

SCENA XIX

Lord Arthur, Pamela sottobraccio a Lord Arthur e detti.

Binning: Cara sorella, ecco la donna che sto per sposare

.

Davers: Cosa? Ma sposate Pamela?

Binning: S, ovvero la contessa di Galloway.

Davers: Chi lha fatta contessa? Voi?

Binning: Vi piace scherzare, vedo. Sentite, non ho voglia di spiegarlo ancora. Lord Arthur volete farlo voi?

Arthur: Dispensatemi, vi prego.

Binning (a Goldoni): Voi maestro? (Goldoni fa cenno di no con la testa; Billing si rivolge al pubblico) Qualcuno di voi? No? Benissimo. Sorella, arrangiatevi, che vi devo dire. E cos e basta.

Arthur: Lady Davers, davvero, credete a vostro fratello. Pamela la contessa di Galloway.

Davers (disorientata e imbarazzata, a Pamela): Beh, se cos ecco contessa, io vi chiedo scusa per le ingiurie, che, non conoscendovi, vi ho rivolto.

Pamela: Va bene, Lady Davers, vi ringrazio.

Davers: E se permettete, vi chiamo cara amica e vi stringo a me come cara cognata. (irritata, a Goldoni) Maestro! Va bene scusarsi, ma qui mi sembra che esageriamo. E che sviolinata ,insomma? (Goldoni non risponde e fa segno di proseguire) E va bene. (ripete velocemente in modo da non far sentire distintamente la battuta; si sentono solo le parole amica e cognata; Pamela labbraccia in modo formale)

Binning (con gesto teatrale): Adorata Pamela, eccovi la mia mano e il mio cuore. (si volta verso Goldoni e con un gesto fa capire che la battuta gli sembra esagerata; Goldoni non risponde)


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Pamela (veloce, monocorde e inespressiva): Voi mi donate il cuore di uno sposo fedele, bellissimo e adorabile, un dono singolare e prezioso, dato da un uomo generoso a una povera sventurata, che in dote porta il tesoro di una sperimentata onest.

Binning (stravolto dalla tirata di Pamela): Tu mi sconvolgi, Pamela. Sorella, avete sentito che profondit di sentimenti? Questa la donna che vostro nipote ha osato insultare.

Davers: Robert, calmatevi. Se mio nipote vi ha offeso, sapete bene che disposto a chiedervi scusa.

Arthur: Caro Lord Binning, forza, accettate le scuse di sir Arnold.

Binning: No, sentite, abbiate pazienza.

Pamela: Signore ...

Binning: Pamela, non mi devi pi chiamare cos.

Pamela: Caro Robert, va bene cos? (Binning annuisce) Ecco, permettetemi di chiedervi una grazia.

Binning: Ho capito! Tu mi vuoi chiedere di perdonare sir Arnold.

Pamela: E vostra sorella.

Binning: E va bene, lo far, per far capire a tutti quanto ti amo.

SCENA XX

Jervis, sir Arnold e detti.

Jervis (entra portando sottobraccio una giacca e una parrucca): Signore, sir Arnold desidera vedervi.

Binning: Fallo entrare. (sbarra gli occhi, si guarda intorno, vede Arthur e guarda con aria da panico Goldoni) Maestro, ma ma come facciamo adesso?

Goldoni (con aria di sufficienza): Non il caso di spaventarsi. Che attore siete, se vi prendete paura per cos poco. (si rivolge a Jervis) Prego. (Jervis aiuta Arthur a togliersi giacca e parrucca per indossare giacca e parrucca di Arnold)

Jervis (al termine della vestizione): Ecco fatto.

Goldoni (a Binning): Visto?

Binning (imbarazzato): No, certo, era ovvio

Goldoni (lo interrompe): Forza, che siamo arrivati al finale!

Arnold: Lord Binning, mentre aspettavo di essere ricevuto ho sentito delle cose straordinarie, che

mi hanno inondato il cuore di felicit. Lasciate che dica: viva gli sposi, viva la contessa di Galloway! (a Pamela) Signora, permettete che vi baci umilmente la mano.

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Binning: E chiedete anche scusa!

Arnold: Contessa, Lord Binning, vi ho dato dei dispiaceri perch ho agito senza pensare. Vi chiedo umilmente scusa e vi prego di perdonarmi.

Pamela: Siete perdonato, sir Arnold.

Binning: E va bene, vi perdono anchio. E ora, Pamela, andiamo da tua madre che ci aspetta per definire i particolari delle nozze.

Pamela (si avvicina a Goldoni, lo fa alzare e lo porta in mezzo agli attori, poi si rivolge al pubblico): Siamo giunti al momento finale della commedia. Come ha scritto il signor Goldoni nelpresentare il mio personaggio, Pamela passa da cameriera a padrona, ma vi prega di crederle quando vi dice che non sente in s n superbia, n ambizione. Apprenda dunque il mondo che la virt non muore. Combatte, si affanna, ma alla fine vince e gloriosamente trionfa. (gli attori si portano avanti e si inchinano mentre cala il sipario)

FINE DELLA COMMEDIA.


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