La panchina

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LA PANCHINA

LA PANCHINA

BREVE FARSA IN UN ATTO

DI

ALDO CIRRI



PERSONAGGI :

INNAMORATO - anni 20
INNAMORATA - anni 20
ELVIRA - anni 60
BEPPE - anni 65
IL PARROCO - anni 50
CESIRA - anni 50
CAROLA - anni 50


RAPPRESENTATA PER LA PRIMA VOLTA NELLO SPETTACOLO
“FILODRAMMATICASHOW”
IL 15 E IL 16 GENNAIO 1987


SCENA

Un giardino pubblico : una panchina al centro, panorama sullo sfondo, piante e siepi intorno. (Il dialogo si svolge in cadenza toscana)

SIPARIO

SCENA PRIMA

Due innamorati sono seduti sulla panchina, occupandola praticamente tutta, e si guardano teneramente negli occhi.

INNAMORATA - Caro, è vero che sono il tuo unico amore ?
INNAMORATO - Sì.
INNAMORATA - Caro, è vero che non puoi vivere senza di me ?
INNAMORATO - Sì.
INNAMORATA - Caro, è vero che non amerai mai nessun’altra ?
INNAMORATO - Sì.
INNAMORATA - Oh, caro ! Quante cose dolci che sai dirmi !

Entrano da sinistra Elvira e Beppe. Lui, con il giornale in mano, sta camminando e leggendo, lei lo segue scocciata, si vede subito che sono due tipi che litigano facilmente.

ELVIRA - (insinuante) Chissà se c’è una panchina libera ?
BEPPE - (senza alzare gli occhi dal giornale) Aspetta che guardo negli annunci economici.

Si avvicinano alla panchina.

INNAMORATA - Caro, è vero che sono la luce dei tuoi occhi ?
BEPPE - (al pubblico) Sì, se te ne vai rimango al buio !

Gli innamorati capiscono l’antifona e si ricompongono.

ELVIRA - Scusate è libera questa panchina ?
INNAMORATA - Sì, sì.
BEPPE - (a parte) Deve essere appena uscita di galera.

Si dispongono a sedere nell’ordine : innamorato, innamorata, Elvira e Beppe. Gli innamorati, dopo qualche imbarazzo, riprendono l’atteggiamento tenero di prima. Elvira comincia a guardare con sufficienza gli innamorati e Beppe riprende a leggere il giornale.

ELVIRA - (Che dopo un po’ non sa più che fare) Che fai leggi ?
BEPPE - No, mi lavo i denti !
ELVIRA - Uff, che dice il giornale ?
BEPPE - (facendo finta di leggerlo) “Signora anziana muore per mancanza di fiato chiacchierando da sola su di una panchina”
ELVIRA - Ignorante ! Io intanto, non sono anziana... ho solo... quarantatré anni !
BEPPE - Tutti fatti in salita, più altri venti in discesa !
ELVIRA - (seccata) Sei sempre stato uno sfacciato, come ho fatto a sposarti proprio non lo so ! 
BEPPE - (ripiegando il giornale pensieroso) Un momento di debolezza, è stato il mio secondo sbaglio.
ELVIRA - (perplessa) E il primo qual è stato ?
BEPPE - Quello di non averti fatto curare subito l’arteriosclerosi !
ELVIRA - Ignorante maleducato ! Arteriosclerotico sarai tu ! Io, per tua norma, sono giovane e ho intenzione di campare almeno fino a cent’anni !
BEPPE - (alzando gli occhi dal giornale) Fumi ?
ELVIRA - No.
BEPPE - Bevi ?
ELVIRA - No.
BEPPE - Corri dietro ai giovanotti ?
ELVIRA - Sie, figurati !
BEPPE - E allora perché vuoi vivere fino a cent’anni ?

Elvira sbuffa e non risponde, poi riprende a guardare scocciata gli innamorati.

INNAMNORATO - Dimmi cara, cosa sono per te ?
ELVIRA - (improvvisamente a Beppe) Un baccalà, ecco quello che sei !
BEPPE - (al pubblico) È arrivata, (ad Elvira) Di’, ti è andato per caso un vescovo di traverso ?
ELVIRA - No, è che a te se non ti si dà del baccalà ogni tanto, non riesci a digerire quella bigoncia di veleno che hai al posto dello stomaco !
BEPPE - Vuol dire che prima di andare al bagno, mi farò dare del baccalà un paio di volte, così sentirai che concerto !

Gli innamorati li guardano di traverso seccati, poi sui alzano e se ne vanno.

ELVIRA - Finalmente ! (spostandosi al centro della panchina e seguendo l’allontanarsi dei due innamorati) Certo, lei è carina, ma lui non è un gran che.
BEPPE - (abbassando il giornale) E’ così brutto che se fa le boccacce diventa discreto !
ELVIRA - Tu non ti smentisci mai ! (poi sospirando) Eh, beati a loro che son giovani... quando ero giovane io e... e... m’ andava perfino a fuoco !
BEPPE - Ecco perché ho sempre sentito odore di bruciato !

SCENA SECONDA

In quel momento entra il parroco spingendo una bicicletta.

PARROCO - Che cos’è che era bruciato ?
ELVIRA - Oh, reverendo, buonasera, venga, venga.

Il parroco si avvicina alla panchina, appoggia la bicicletta e si siede.

PARROCO - Allora... che cos’è che bruciava Beppe ?
ELVIRA - (dando una gomitata a Beppe) Hem... sa... questi boschi, signor parroco
PARROCO - (sospirando) Eh sì, ci rovinano tutti i nostri bei boschi.
BEPPE - (al pubblico) Chiamiamoli boschi !
PARROCO - ... Poi ci vogliono anni per farli ricrescere tutti...
BEPPE - (al pubblico) Anni ne son passati, ma non ricresce nulla, hai voglia a concimare !
PARROCO - ... E sì, pensate che sono cinque anni, cinque anni che cerco di far attecchire un salice piangente nell’orto della canonica e non ci sono ancora riuscitooooo (finisce la frase come se cantilenasse l’amen)
ELVIRA - (c.s.) O come mai reverendoooooo.
BEPPE - (c.s.) Ameeeeen.
PARROCO - Ma forse la terra non è adatta.
BEPPE - Reverendo, lo sa cosa deve fare ?
PARROCO - Sì ?
BEPPE - Lei prende un salice e poi gli pianta intorno le cipolle, vedrà come gli verrà piangente !
PARROCO - Ha, ha, sempre spiritoso il nostro Beppe ! A proposito, è un po’ di tempo che non vi vedo in chiesa ?
ELVIRA - Sa, reverendo...hem...
PARROCO - Ieri è cominciato il ciclo liturgico di Pasqua.
BEPPE - (piano ad Elvira) Che cos’è il “ciclo liturgico”, la bicicletta del prete ?
ELIVIRA - Stai zitto cretino !
BEPPE - (a parte) Bah, Si vede che ho cambiato nome.
ELVIRA - Sa, reverendo... lui non è stato molto bene...

Beppe alza la testa dal giornale stupito e fa le corna.

ELVIRA - (dando un’altra gomitata a Beppe)... Sì è dovuto ricoverare in ospedale per accertamenti... e... sa com’è, in ospedale ?... Scioperi di qui... scioperi di là... alla fine gli unici sanitari che lavorano sono il bidet e il water.
PARROCO - E sì, è un vero problema (pausa) Ora scusatemi, ma devo proprio andare... arrivederci, fatevi vedere più spesso in chiesa !
BEPPE - (ad Elvira) Ma da che parte è la chiesa ?
ELVIRA - (cercando di coprire la voce di Beppe) Arrivederci reverendo ! (poi a Beppe) Di te non c’è mai da fidarsi, più invecchi più rincitrullisci !
BEPPE - Te invece, più invecchi più... è meglio che non te lo dica...
ELVIRA - E perché ?
BEPPE - Ti potresti impressionare !
ELVIRA - Uff ! (pausa) ... però, che pace c’è qui...

SCENA TERZA

In quel momento entrano due comari, amiche (si fa per dire) di Elvira, ma pettegole al quadrato. Appena si accorgono della presenza di Elvira e Beppe si fermano facendo finta di niente per qualche attimo.

ELVIRA - Oddio, eccole !
BEPPE - Chi ?
ELVIRA - Le pettegole, le stampachiacchere !
BEPPE - Oh !
CESIRA - Mmmmm.. c’è anche quella rospa dell’Elvira.
CAROLA - Oddio, a quella le ragnatele in bocca non le vengono di certo !
ELVIRA - Guarda come sculettano, sembrano due papere !

Tutte e tre le donne assumono un atteggiamento ufficiale, poi si guardano come se non si vedessero da mesi.

ELVIRA - Cesiraaaa, Carolaaaaa ! 
CESIRA/CAROLA - (all’unisono) Elviraaaa !
BEPPE - (al pubblico) Si devono essere fatte la pipì addosso per l’emozione !
ELVIRA - Venite, accomodatevi qui che si fa due chiacchiere !

Le due comari si siedono e sorridono molto formalmente, poi partono ancora all’unisono, impazienti di iniziare i pettegolezzi.

CESIRA/CAROLA - (ad Elvira) La sai l’ultima su... (la frase finisce bisbigliando)
ELVIRA - No, no ditemela subito, che non la so !
BEPPE - (al pubblico) Signore e signori, buongiorno ! “Radio Scarpa” comincia le trasmissioni !
CESIRA - Ieri sera era qui insieme al marito e, siccome lui sospetta che lei gli faccia le corna, lei gli ha detto : (scimmiottando) “Ma caro, non credi più alla mia fedeltà ?” e lui “Cara non mi permetterei mai !” fa lui, e lei : “E allora perché...
BEPPE - ... bussi all’armadio prima di aprirlo ?
ELVIRA - Possibile che tu non riesca mai a stare zitto ! (pausa, poi sospirando) Eh !... avessi avuto un armadio anch’io ai miei tempi !
BEPPE - Perché non ti bastava il comodino ?
ELVIRA - He, he, altro che vestiti ci avrei messo !
BEPPE - Non dirmi che ti mancava qualche cosa ?
ELVIRA - E... e mancava... mancava !
BEPPE - (scimmiottando) “E mancava, e mancava”... ma che mancava ?
ELVIRA - E mancava il meglio !

Beppe fa un’alzata di spalle poi si rimette a leggere.

ELVIRA - Scusatelo, ma si fa sempre più maleducato ! Capite, è la vecchiaia... ha la pressione alta...
BEPPE - ... e la pensione bassa !
ELVIRA - (sospiro) Eh !
CESIRA - (sospiro) Eh !
CAROLA - (sospiro) Eh, questa salute !
ELVIRA - Eh ! La salute è una gran cosa !
CESIRA - Come si sta bene quando si è giovani, che ci si sveglia con la voglia di cantare e non fa mai male nulla.
BEPPE - O che se lo ricorda ancora ?
CESIRA - Certo ! Non è mica passato poi tanto tempo... E poi... qualche volta mi succede ancora.
CAROLA - Anche a me, quando non mi dà noi l’artrosi, perché quando mi prende, mi viene un dolore qui... e mi va via la luce dagli occhi !
BEPPE - Bene, così risparmia la corrente !
ELVIRA - A proposito, Cesira, come vanno i tuoi stripizzoni di corpo ? (parlando a voce alta per metterla in imbarazzo)
CESIRA - (imbarazzatissima) Ma... sai... mi era presa un po’, capisci...
ELVIRA - Hai avuto la diarrea ! Insomma ! E quando te ne sei accorta ?
BEPPE - (al pubblico) Quando s’è cambiata le mutande !
ELVIRA - (a mezza voce) La fai finita di sputare veleno come una serpe ! Leggi il giornale e chetati !
BEPPE - Ha parlato Sant’Elvira del silenzio.
ELVIRA - (alle due comari) Guardate che quando gli uomini vanno in pensione e invecchiano, non ci si fa più vita ! M’è morta la suocera ne ho trovata un’altra !
CESIRA - Ah, noi per quello non abbiamo problemi, noi con gli uomini non ci siamo mai confuse ! Dio ce ne liberi !
BEPPE - (al pubblico) Per fortuna ha liberato anche noi ! Due cibeche così ti farebbero saltare subito sull’altra sponda !
ELVIRA - (guardandolo minacciosa) Guarda che non ti si sopporta più ! (alle due comari) Ce l’ha sempre con tutti !
CAROLA - Lascialo dire, le sue insinuazioni non mi toccano !
BEPPE - (al pubblico) E chi a voglia di toccarla !
ELVIRA - (fa le spallucce e decide di non prenderlo più in considerazione) Comunque, ritornando alla salute, ci sono dei giorni che anch’io mi sento un cencio !
BEPPE - Tu dici proprio bene !
ELVIRA - Ieri sera, ad esempio, avevo un dolore qui (indica la tempia destra) , ma un dolore... mi faceva tutto il giro dei denti...
BEPPE - Quali ?
ELVIRA - ... Mi scendeva giù fino al collo...
BEPPE - S’impauriva e scappava via !
CESIRA - Oh Beppe, però la tratta proprio male L’Elvira ! E pensare che dovrebbe tenerla come un fiore in fresco...
BEPPE - Sì, solo che qui ci vorrebbe il congelatore.
CESIRA - ... e baciare la terra dove cammina...
BEPPE - Guardi, prima di baciare lei, quant’è vero Dio, bacerei la terra per davvero !
ELVIRA - (fa vistosamente le spallucce) Insomma, vi dicevo : questo dolore dal collo mi scende lungo la spina dorsale... giù giù...
BEPPE - ... sempre più giù...
ELVIRA - ... sino alla punta dei piedi ! Mi facevano male anche le unghie !
BEPPE - Ti sarà andata di traverso la dentiera !
CAROLA - Come ti capisco ! Anch’io, quando cambia il tempo, sto proprio come te... e sai, non c’è medicina che tenga...
BEPPE - Ha provato a chiacchierare meno ?
CAROLA - (alzandosi inviperita) Lei è un bel pezzo di somaro !
BEPPE - Sì, sono il pezzo che manca a lei !
ELVIRA - Via, via non te la prendere... lo conosci no ? (pausa) ... e poi i nostri, in fondo, sono solo mali passeggeri, peggio è per la... (e bisbiglia un nome nell’orecchio di Carola)
CAROLA - Nooooo !
CESIRA - Chi ?

Carola ripete il nome nell’orecchio di Cesira.

CESIRA - Nooooo, poverina, ma che cosa ha fatto ?
ELVIRA - Eh, eh... lei niente... ma suo marito... nisba !

Le tre comari commentano il fatto tra loro.

CESIRA - E voi non sapete niente di “Pappa fredda”
ELVIRA - No ! Cosa ha fatto, dimmelo !

Cesira allarga le braccia in un gesto di rassegnazione.

CAROLA - E’ malata ?... Ha tirato il calzino ?

Cesira non parla e fa un gesto come per dire “peggio !”

ELVIRA - Vai ! S’è tagliata una mano affettando le patate. Non c’è da meravigliarsi, non sarebbe la prima volta !

Cesira continua a fare gesti di disperazione.

CAROLA - Te lo dico io cosa ha fatto ! S’è data un morso sulla lingua a furia di spettegolare... ah io (schifata) .. io non so come faccia certa gente a parlar male degli altri, ecco, proprio non lo so !
ELVIRA - Sì, sì, ah... guardate, a me si può dir tutto, ma non sono certo una che va a spettegolare in giro su questa o quella persona ! Per carità !
CAROLA - Poi... vengono fuori certe cose che non sono vere, guarda mi viene una rabbia a sentire certi discorsi messi in giro solo per il gusto di chiacchierare !
ELVIRA - Per esempio provate a raccontare qualcosa proprio a “Pappa fredda”, state tranquille che dopo cinque minuti la sa il popolo e comune !

Pausa, poi Carola ed Elvira partono tutte e due insieme e finiscono la frase all’unisono con le parole “Pappa Fredda”

CAROLA - (insieme ad Elvira) Insomma si può sapere che cosa è successo a “Pappa fredda” ?
ELVIRA - (insieme a Carola) Dicci, dicci che cosa ha combinato “Pappa fredda” ?

Pausa.

CESIRA - (solenne) S’è sposata !
CAROLA/ELVIRA - (all’unisono) Nooooo !

Dopo una serie di esclamazioni le comari cominciano a ridere molto divertite.

ELVIRA - Dove andremo a finire !
CAROLA - Ha, ha, ma chi è che ha avuto lo stomaco di ammogliarsi con quello zoccolo scompagnato di “Pappa fredda”, ha, ha, ha ?

Cesira è imbarazzata nel dirlo a Carola che ride a crepapelle.

ELVIRA - Allora Cesira ?
CESIRA - (facendosi coraggio) Ha... sposato... l’Armando !

Carola smette immediatamente di ridere. Elvira si tappa la bocca, ma non riuscendo a frenarsi, continua a ridere sottovoce. L’armando era stata una vecchia fiamma di Carola.

CAROLA - ... Hem... solo l’Armando poteva avere lo stomaco di sposarla...

Cesira ed Elvira ridacchiano. Carola vuol fare l’ironica, ma è imbarazzata.

ELVIRA - O Carola, sbaglio o fra te e l’Armando c’è stato del tenero ?
BEPPE - (al pubblico) Meno male che non c’è stato del duro !
CAROLA - Mmmm, semmai era lui a corrermi dietro... ma io (dandosi un contegno)... figurati se mi potevo confondere con uno come l’Armando !
ELVIRA - Sì eh ! Ti correva dietro eh ?
CAROLA - (altezzosa) Sì proprio !
ELVIRA - Si vede che tu andavi tanto forte che non è riuscito a prenderti !
CAROLA - Figurati... una donna come me... della mia classe, con l’Armando !
CESIRA - (ironica) Eh sì ! Figurati, l’Armando con te !
ELVIRA - E così, anche “Pappa fredda”, s’è sposata, ha trovato marito...

Cesira e Carola accusano la battuta con un moto d’impazienza.

CAROLA - Comunque “Pappa fredda” deve stare molto attenta, se ne dicono certe sull’Armando !

Elvira e Cesira reggono per un po’, poi scattano incuriosite.

ELVIRA/CESIRA - Cosa, cosa, dicci... dicci...
CAROLA - Dunque... dovete sapere che io, l’Armando non lo volli perché...

Le tre comari riprendono a spettegolare bisbigliando.

BEPPE - (ripiegando il giornale) O Elvira, si va o no a cena ?
ELVIRA - Sì, sì... tu intanto avviati, metti un tegame e butta un dado che io mi fermo dalla Rosa a prendere il pane.
BEPPE - Mi sa che stasera si va di magro !
ELVIRA - A proposito della Rosa dell’alimentari... l’altro ieri, proprio mentre ero lì che facevo la spesa...

Escono da sinistra continuando a spettegolare, con Beppe che le segue sbuffando.

SIPARIO

FINE

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