La pelliccia di martora

LA PELLICCIA DI MARTORA

Un atto

di GIANNINO ANTONA-TRAVERSI GRISMONDI

PERSONAGGI

CONTE GIORGIO CABIATI

SIGNORA FANNY RIBOLDI

PIETRO, suo marito

UMBERTO DOREA

UN CAMERIERE

In un albergo a Milano

Commedia formattata da

Salottino d'albergo. A mezzo della parete del fondo un uscio, ched su un corridoio; nelle pareti laterali, un uscio in primo termine da cui si accede a camere da letto. Qua e l, sui mobili,vasi pieni di fiori.All'aprirsi del velario, il cameriere davanti a un tavolino, addossato alla parete di sinistra, su cui tutto l'occorrente per il t, e come intento ad apparecchiare.

Umberto - (entra dal fondo) Il conte Cabiati?

Cameriere - Il signor conte sceso un istante, per parlare col signor direttore... ma ha lasciato detto che prega il signore di volerlo attendere.

Umberto - Sta bene!... (avendo visto un apparecchio telefonico mobile su un tavolo a destra, e come preso da un pensiero) Sapete se il conte ha intenzione di fermarsi qui sino a domani?

Cameriere - Crederei di s, visto che arrivato con le valige... E poi, questo un albergo che si rispetta... Possono venire anche accompagnati, ma per ventiquattr'ore almeno!

Umberto - (sorridendo) E' bene saperlo!

Cameriere - (dopo una pausa) Il signore non comanda nulla?

Umberto - No, grazie!

Cameriere - (inchinatosi, esce dal fondo).

Umberto - (va all'apparecchio telefonico, e chiama) 29.314... Pronti!... Casa Cabiati?... Sei tu, Irene?... Ti ho telefonato mezz'ora fa, ma eri fuori di casa... Mi volevo scusare se tarder un poco a venire... ma, in compenso, con una buona notizia... Avremo un'altra serata, tutta per noi... Giorgio tornato da Torino, ed sceso al Lario ... Sono qui appunto, ad aspettarlo, perch mi ha fatto chiamare... Una delle sue, non c' dubbio!

Giorgio - (entra dal fondo) Oh, Umberto!

Umberto - (staccando il ricevitore dall'orecchio) Scusa, Giorgio,un momento!

Giorgio - Fa' pure... fa' pure!

Umberto - (riprende a telefonare, con laria di godersela un mondo,nel discorrere con la moglie di Giorgio, in presenza di lui) Gi,tanto meglio per noi!... Ti dir poi ci che mi capita... Un verospasso!... No, ora non possibile... Non sono solo!

Giorgio - (come temendo di essere indiscreto) Vuoi che ti lasci?

Umberto - (accenna col gesto che rimanga) S, a tra poco cara!

- (rimette a posto il ricevitore) Scusa, sai!... Ho approfittato dellatua assenza.

Giorgio - Figurati!... Devi scusarmi tu, piuttosto!... Mi rincrescemolto di averti disturbato, ma ho bisogno di un gran favore da te.

Umberto - Di' pure!

Giorgio - Occorre che tu vada da mia moglie, subito, e le diaad intendere di avere ricevuto un mio dispaccio, con cui ti avvisoche non sono potuto partire da Novara, e che torner domani,a mezzogiorno... Non ti secca?

Umberto - Tutt'altro... Oramai sono avezzo a tenerti mano.

Giorgio - E' vero!... Sei un amico d'oro, tu! A buon rendereper... non si sa mai!

Umberto - (sorridendo) Se occorrer!

Giorgio - Grazie, ad ogni modo!

Umberto - (dopo una pausa) Penso, piuttosto, che donna Irene potrebbe dolersi che non l'abbia avvisata tu stesso.

Giorgio - Le dirai che dovevo trovarmi, con te, appena tornato, per una riunione... che so io, alla Societ delle corse... e ti ho pregato di informarla a voce del contrattempo, perch so che l'arrivo di un dispaccio la mette sempre in apprensione... Vedrai che gradir molto questo mio pensiero!

Umberto - Giusto!

Giorgio - Se poi ti sembrasse ruminare qualche sospetto, sventalo, ti raccomando!

Umberto - Vivi pure tranquillo... Sai che a me presta fede, sempre!

Giorgio - Non vorrei darle un dispiacere, per tutto l'oro del mondo!

Umberto - Veramente, non se lo merita!... (dopo una pausa come a indagare) Se non tono indiscreto...

Giorgio - Un'avventura di viaggio!

Umberto - Sempre fortunato, tu!

Giorgio - (fatuo) Gli che so fare, io!... Vado a vapore, pi del treno!... Mezz'ora di conversazione m' bastata a indurla a farmi una visita qui, col pretesto di una tazza di t... Lasua camera quella - (accennando a sinistra)... Ho sentito quando gliela assegnavano... Per buona fortuna, quella - (accennando a destra) e il salottino erano liberi, e mi sono affrettato a prenderli io.

Umberto - A meraviglia!... Un semplice giro di chiave...

Giorgio - E sar aperta la comunicazione, senza pericolo di essere scoperti.

Umberto - Caccia riservata, allora?

Giorgio - Riservatissima!... Un amore di donna, ti assicuro!... Bella, giovane, elegante.

Umberto - Forestiera?

Giorgio - No, italiana... Risiede a Roma, dove il marito rappresenta una grande casa di pellicceria, di Parigi.

Umberto - Ah!

Giorgio - Ma gira spesso anche lei, per aiutarlo nel suo commercio.

Umberto - Senza trascurare gli affari... meno invernali, per conto proprio?

Giorgio - E mio!

Umberto - E' segno che non ha il pelo... anche sul cuore!

Giorgio - Fosse pure, la mia audacia un ottimo... depilatorio!

Umberto - Rallegramenti, e auguri!... (gli d la mano) A domani!

Giorgio - Vieni a colazione da noi.

Umberto - Con gran piacere!

Giorgio - E grazie di nuovo!

Umberto - Non c' di che!... (Esce).

Giorgio - (con aria di lieta attesa d uno sguardo tutt'intorno ; poi accende una sigaretta e fuma. Dopo qualche istante, sentendo bussare all'uscio di sinistra) Avanti!... a-vanti!

Fanny - (dal di dentro apre l'uscio, e si sofferma sulla soglia) E' permesso?

Giorgio - (andandole incontro, galante) Per parte mia... tutto permesso!

Fanny - (sorridendo) Oh, me l'immagino!... Ma...

Giorgio - (pronto, interrompendo) Dal canto vostro, spero che non mi vorrete proibire troppe cose.

Fanny - Star in voi a non essere indiscreto!

Giorgio - Non dubitate!... (Le fa cenno di sedere) Prego!

Fanny - (siede sopra un divano).

Giorgio - (le siede vicino).

Fanny - (dando un'occhiata intorno) Vi sono molto grata...

Giorgio - Voi, a me?

Fanny - Alludevo a questi fiori, che non sono usa a trovare in camere d'albergo.

Giorgio - E neppur io... se non in un'occasione come questa!

Fanny - = Cortesissimo, sempre!

Giorgio - Non mai abbastanza, con voi!

Fanny - Eravate, dunque, sicuro che non sarei mancata all'invito?

Giorgio - Sicurissimo!

Fanny - Ah!

Giorgio - S... perch me l'avevate lasciato in dubbio.

Fanny - (sorridendo) Conoscete bene le donne, voi!

Giorgio - Passo la vita a studiarle!

Fanny - Vi confesso per che ne avevo la buona intenzione... Soltanto ero incerta, a causa di mio marito.

Giorgio - Appunto!... Avete ricevuto sue notizie?

Fanny - S!... Mi avvisa che deve trattenersi a Parigi tutt'oggi... e partir la sera, col diretto del Sempione.

Giorgio - (lieto) Allora, non potr essere qui prima di domani?

Fanny - Alle diciannove!... Questo ritardo mi secca!

Giorgio - Io non posso dire altrettanto!

Fanny - Oh, non certo per lui... Ma desideravo andare a teatro.

Giorgio - (impacciato) Ah!

Fanny - All'Olimpia... C' la premire di un lavoro italiano.

Giorgio - E allora, non mette conto!... Fischi sicuri!

Fanny - Era soltanto per passare la sera!

Giorgio - (per scandagliare) Vi accompagnerei io con gran piacere, se...

Fanny - Grazie, ma non possibile!... Anche qui abbiamo parecchi clienti... e io sono molto conosciuta.

Giorgio - (rassicurato) Capisco, allora!

Fanny - Potrei correre il rischio che si dicesse a mio marito di avermi vista con voi... e non ci mancherebbe altro!... E' tanto geloso!

Giorgio - Davvero?

Fanny - Non ve lo potete neanche immaginare... Una cosa incredibile!... Sospetta di tutti e di tutto!... Scenate continue... e minacce terribili, anche!

Giorgio - Che brutto carattere!

Fanny - E' il tormento della mia vita!

Giorgio - Poveretta!

Fanny - (con simulato terrore) Guai s'egli venisse a scoprire quello che ho fatto, per non essere scortese con voi!

Giorgio - E chi volete che ci scopra?... Siamo scesi qui, come due estranei... e nessuno sapr che quell'uscio (accennando a sinistra) si aperto, grazie alla vostra bont.

Fanny - E alla vostra discrezione!

Giorgio - Dovere di gentiluomo!... E potete essere tranquilla sino a domani... Io sono libero... tutta la vita, e sar felice di tenervi compagnia, sin che vi piacer.

Fanny - Non vorrei abusare troppo di voi.

Giorgio - Anzi, vi prego!.. Per non dare nell'occhio, pranzeremo ciascuno per conto proprio, sempre come due estranei... torneremo su, l'uno dopo l'altra... e poi ci ritroveremo di nuovo in questo salottino... come due vecchi amici... E passeremo la sera insieme... discorrendo... Vi va?

Fanny - Non desidero di meglio!

Giorgio - Siete adorabile!

Fanny - E voi, smemorato!

Giorgio - Io?

Fanny - Non mi avevate promesso una tazza di t?

Giorgio - (accennando al tavolino) Tutto pronto!

Fanny - Accendete, dunque!

Giorgio - (accennando a se stesso) Gi acceso!

Fanny - Intendevo, l sotto!

Giorgio - Ah!... (Eseguisce, e poi torna a sedere accanto a Fanny).

Fanny - Pensavo come strana la vita!... Accadono, a volte, certi casi...

Giorgio - E' vero!... Se la mia buona fortuna non mi avesse fatto salire a Novara, proprio nel vostro compartimento...

Fanny - Ci voleva quel cristallo, che non stava su a nessun costo, per darvi l'occasione di rivolgermi la parola.

Giorgio - E qualche imbecille si lagna del materiale delle nostre ferrovie! Pare impossibile!... Del resto, anche senza l'ostinazione del cristallo...

Fanny - (lusinghevole)C'era quella dei vostri occhi!

Giorgio - Che non vi rincresciuta?

Fanny - Sono donna!... E voi avete uno sguardo...

Giorgio - (interrompendo) Penetrante!... Me lo dicono tutte!

Fanny - Emi modo di fare la corte!

Giorgio - Entrainant!... Me lo dicono sempre!

Fanny - Ad ogni modo, dobbiamo essere grati al generale francese, ch'era con noi... Se non fosse disceso a Magenta, la nostra conversazione non sarebbe divenuta cos... intima.

Giorgio - Benedetto il monumento al maresciallo Mac-Mahon!... Avete sentito ch'era venuto espressamente da Parigi per vederlo... Che bella cosa l'orgoglio nazionale!

Fanny - Ma ora tempo che mi diciate qualche cosa di voi... Dal biglietto d'invito, che mi deste in treno, so semplicemente che siete... (come cercando di ricordarsi).

Giorgio - Il conte Giorgio Cabiati... vostro grande ammiratore... Potrei, modestia a parte, vantare tutte le mie qualit, ma mi contento di avervene rivelata la migliore: il buon gusto!

Fanny - (ringrazia con un sorriso).

Giorgio - Dal canto mio, di voi non so che il vostro nome e il vostro stato civile... e commerciale... Ma, dato quest'ultimo, direi che siamo... a un pelo dal conoscerci a fondo!... E tutto sta in voi!... (E' per prenderle la mano).

Fanny - (schermendosi, e accennando alla cuccuma) Badate che l'acqua bolle!

Giorgio - (fingendo di ascoltare) Non ancora!... Io, piuttosto!... (di un subito, per attirarla a se).

Fanny - (ritraendosi) Oh, oh!... Come siete impaziente!

Giorgio - E' la mia natura!

Fanny - Abbiamo tante ore davanti a noi!

Giorgio - E perch perderne qualcuna?

Fanny - Gli soltanto per rendere, col freno dell'attesa, pi piacevoli le altre!

Giorgio - Saranno piacevoli ugualmente, ve l'assicuro!... ( di nuovo per attirarla a se).

Fanny - (alzandosi) No!... Beviamo il t... prima!

Giorgio -: Se si tratta soltanto di posporre!... (va al tavolino, e versa l'acqua della cuccuma nella teiera) Posso sperare che sarete, dopo, come la tazza che vi offrir?

Fanny - Non capisco!

Giorgio - Pleine de bont pour moi?

Fanny - (sorridendo) Dolcissima, almeno!

Giorgio - Grazie!... (fra se) Il motto non nuovo... ma fa sempre effetto!... (a Fanny) Molto zucchero, allora?

Fanny - Tre zollette, per piacere!... (vicino all'uscio di sinistra, sta in ascolto come se avesse sentito qualche rumore).

Giorgio - (accortosene) Che c'?

Fanny - Qualcuno in camera mia, mi sembra!... (apre l'uscio, e d un'occhiata al di dentro; come fortemente stupita) Oh, Pietro!... Sono da te, subito... (richiudendo l'uscio, sottovoce, con simulato terrore) Mio marito!

Giorgio - (allibito) Eh!... Vostro marito?

Fanny - Lui, lui!

Giorgio - Maledizione!

Fanny - Non ci mancava che questa!

Giorgio - (dopo un istante di riflessione) Fategli credere di avere preso per voi anche questo salottino... Io mi chiudo di l. (Accennando a destra, fa atto di volersela svignare).

Fanny - (pronta, trattenendolo) E il t, preparato per due?... Non gli sfugge nulla, sapete!

Giorgio - - Ma se ci coglie insieme? (Si ode dalla sinistra la voce di Pietro, secca: Fanny? ).

Fanny - (come se un'idea le sia balenata alla mente, e riprendendo anim) Lasciatemi fare!... Vi salvo, e mi salvo!... (a voce alta) Pietro, favorisci qui!

Pietro - (entra dalla sinistra; scorgendo Giorgio, si arresta e lo scruta, con sguardo torvo).

Fanny - (pronta, a Giorgio) Mio marito... (a Pietro) Il conte Giorgio Cablati... che ho avuto la fortuna di incontrare in quest'albergo... (facendo di soppiatto a Giorgio un segno di intelligenza, perch la assecondi) Egli conosce per fama Casa Leroux... e desidera essere dei nostri clienti.

Pietro - (rabbonendosi) Ah!... (a Giorgio) Onoratissimo!... (a Fanny, con aria di rimprovero) Ma tu avresti fatto meglio ad aspettarmi!... Sai bene che non mi piace...

Fanny - (con simulato impaccio) Lo so... ma il conte deve partire questa sera stessa... e mi premeva di mostrargli i nostri ultimi acquisti... Credevo poi che tu non saresti tornato prima di domani, come mi dicevi nella tua lettera.

Pietro - Difatti, contavo di trattenermi a Parigi fino a questa sera... ma un dispaccio mi costrinse ad anticipare la partenza... Dunque, in che cosa possiamo servire il signor conte?

Giorgio - (avendo ripreso il suo contegno, e affettando una certa disinvoltura) Veramente, ero venuto dalla signora per sapere... quale sia il pelo pi ricercato, quest'inverno.

Pietro - (come nuovamente insospettito, e bru-scamente) Il signor conte sapr che il pelo varia secondo i gusti... e le borse sopratutto... I nostri clienti non portano che martora, renard bleu, o lontra... Casa Leroux non lavora in altri animali, signor conte!

Giorgio - Gi! gi... Me lo diceva anche la signora... Benissimo!... Ripasser pi tardi... prima di partire.

Pietro - Anche noi lasciamo Milano stasera... (con piglio minaccioso) E io voglio sperare che il signor conte non avr scomodato mia moglie per nulla!

Fanny - (ha dato a Giorgio uno sguardo supplichevole) No, certo!... H signor conte teme, forse, di disturbarci in questo momento... ma egli ha gi ammirato la pelliccia di martora, eh' in camera mia... e desidera acquistarla... Soltanto, non avevamo ancora fatta parola sul prezzo.

Giorgio - Appunto... il prezzo!

Pietro - Cinquantamila lire!

Giorgio - (rimane come fulminato).

Pietro - Martora del Canada!... Le, assicuro che a buon mercato.

Giorgio - Parr a lei!

Pietro - S. A. il Principe di Monaco ne ha una simile... e l'ha pagata molto di pi.

Giorgio - Un prezzo cos alto, per un'Altezza Reale, sta bene!... Ma non tutti hanno una casa da giuoco, con cui rifarsi!

Pietro - (secco) Ci non mi riguarda, signor conte!... mi meraviglio che un gran signore, uo pari, si perda in simili discussioni... (squadrandolo bene) Non vorrei sospettare...

Fanny - (pronta, interrompendo) Ma non capisci?... Il conte voleva scherzare.

Giorgio - (non sapendo pi come cavarsela) Gi, gi! Scherzavo... scherzavo!... La signora per mi aveva detto che... sul prezzo saremmo andati d'accordo.

Fanny - Al ritorno di mio marito... Non vero, conte?

Pietro - I prezzi sono affar mio!... Con mia moglie gli acquirenti non si periterebbero di fare a tira tira... e io non lo consento, per la dignit della nostra casa... (reciso) Dunque, siamo intesi: cinquantamila!... Vado a prendere la pelliccia... (esce dalla sinistra).

Fanny - (sottovoce) Salvatemi, per l'amor di Dio!

Giorgio - Qui, Dio non c'entra!... C'entra il Canada!

Fanny - Ve ne sar grata per tutta la vita!

Giorgio - (fra se) Bel gusto!

Fanny - Badate che uomo da fare uno scandalo!

Pietro - (rientra, portando una pelliccia di martora, che depone sul divano) Il signor conte non vorr indossarla subito, credo?... La temperatura non molto rigida, oggi.

Giorgio - Gi!

Pietro - Fra un'ora avr la pelliccia a casa... Il suo recapito, per favore?

Giorgio - Non occorre!... Mander io a ritirarla.

Pietro - Come desidera!... (dopo una pausa) Penso che il signor conte non avr con se tutta la somma.

Giorgio - Francamente, no!... E temo anche che non mi sia possibile di ritirarla dalla banca, prima di sera... Domani, per...

Pietro - Non si dia pensiero, signor conte... Casa Leroux usa concedere una certa dilazione ai suoi clienti... Soltanto... (Cava dal portafogli una cambiale) Favorisca firmare questo pagher !

Giorgio - (fiero) Mi sembra che la mia parola le dovrebbe bastare!

Pietro - So quanto valga, signor conte... ma non voglia aversela a male, se io devo condurmi secondo le norme della casa, che rappresento... (dandogli la cambiale) La prego!

Giorgio - ( per protestare, ma un altro sguardo supplichevole di Fanny ne lo trattiene).

Pietro - Il signor conte pu mettere la scadenza a suo piacere... non oltre i trenta giorni.

Giorgio - (contenendosi a stento) Domani stesso!... (toglie bruscamente il foglio di mano a Pietro, e va alla scrivania).

Pietro - (accostandosi a Fanny, e sottovoce) Informazioni ottime!... E' ricchissimo, e ha moglie... Pagher, senz'altro!

Fanny - Sei contento di me?

Pietro - Straordinaria!

Giorgio - (ha terminato di stillare la cambiale, e la, d a Pietro).

Pietro - (prende il foglio, e lo osserva bene) Il pagher sar presentato al signor conte dalla Banca Menassi.

Giorgio - (secco) Come le pare!

Pietro - Non c' altro, allora!... Signor conte, al piacere di rivederla... e di servirla nuovamente!

Giorgio - (fra se) Stai fresco!

Pietro - (imperioso) Fanny, andiamo!... (le fa cenno di precederla).

Fanny - Conte!

Giorgio - (abbozza un. inchino).

Fanny - (esce dalla sinistra).

Pietro - (segue Fanny, e poi, dal di fuori, chiude l'uscio a chiave).

Giorgio - (abbandonandosi sopra una poltroncina, furioso) Sono cose che levano il pelo, veramente!... (dopo qualche istante, sentendo bussare all'uscio in fondo) Chi ?

Umberto - (dal di fuori) Sono io!

Giorgio - Avanti!

Umberto - (entra) Disturbo?

Giorgio - Ma che!

Umberto - Ti ho salvato da un grosso guaio!... Donna Irene, credendoti a Novara per davvero, ti ha voluto augurare la buona notte l con un dispaccio, ed era per darlo al servitore... Ma io Cui lesto a prenderlo, dicendole che dovevo andare ugualmente al telegrafo, per conto mio... Eccolo qui!... (Gli d il foglio).

Giorgio - Hai fatto benissimo!

Umberto - Pensa, se l'avessero rimandato atua moglie, con la scritta: Destinatario partito !

Giorgio - Anche questa ci sarebbe voluta!

Umberto - Domattina per non ti scordare di ringraziarla... E sii sicuro che non dubita di nulla... Potrai dormire veramente... fra due guanciali!

Giorgio - (con un, sospiro comico) Me ne baster uno solo!

Umberto - Oh!... Ti ha mancato di parola?

Giorgio - Sarebbe stato molto meglio!... Pur troppo, venuta!

Umberto - E se ne andata cos presto?... contentandosi... di una tazza di t?

Giorgio - S, dopo averci inzuppate... cinquantamila lire!

Umberto - (stupito) Cinquantamila... Che appetito!... Ma tu ti sei sfamato almeno?

Giorgio - Ma che!... Digiuno del tutto!

Umberto - E allora?

Giorgio - Figurati che cosa mi doveva capitare!... Il marito, che arriva improvvisamente... ci coglie insieme... e ha tutta l'aria di sospettare la verit... Allora, lei, per salvarsi, mi presenta come un cliente... e mi appioppa quell'affare l (indicando la pelliccia).

Umberto - Una pelliccia?

Giorgio - S, di Casa Leroux!

Umberto - (ridendo di gusto) Questa graziosa davvero! Tu volevi spogliare lei... e lei, invece, ha vestito te!... Ma ci vuole una donna per avere trovata simile, davanti al pericolo!... Ad ogni modo, l'hai pagata cara la tua avventura di viaggio.

Giorgio - E posso ringraziare il cielo ancora!... Ti avrei voluto vedere alle prese con quel figuro... geloso come un Otello!

Umberto - Capisco!

Giorgio - Si trattava dell'onore di una signora... e anche di evitare uno scandalo... per amore di Irene soprattutto.

Umberto - Giustissimo!... (dopo una pausa, come a indagare) E ora, che cosa conti di fare?

Giorgio - Tornarmene a casa tranquillamente!

Umberto - (scattando) Con una nuova bugia?... Ah, no, per Dio!... Questa volta ci sono io di mezzo... e non vorrei che donna Irene sospettasse anche di me.

Giorgio - (pensieroso) Gi.

Umberto -------------- - A te non manca il modo di passare ugualmente una serata allegra... Telefona alla Gisella.

Giorgio - Giusto!

Umberto - meglio!

Giorgio - La invito a cena... Vieni anche tu?

Umberto - Grazie'... Ma donna Irene mi ha pregato di andare da lei, a farle compagnia... Era tanto triste per la tua assenza!

Giorgio - E allora, non mancare!... Tienila allegra, mi raccomando!

Umberto - Non dubitare!... E ora scappo, perch ho ancora qualche cosa da fare, prima del pranzo... (scorgendo la pelliccia sul divano) Lascia per che ammiri il tuo acquisto... (va ad osservarla) Magnifica, non c' che dire... Veramente da gran signore!

Giorgio - La vuoi?... Te la cedo... per qualche cosa di meno.

Umberto - Grazie!... Ma...

Giorgio - Il Principe di Monaco ne ria una simile!

Umberto - Buon per lui!... Io ne ho una di lontra, quasi nuova... e mi basta... Questa poi non tornerebbe bene alla mia persona.

Giorgio - E a me?... Aspetta che la provo!... (indosso, la pelliccia).

Umberto - (osservando) Consolati: ti va a pennello!... Pare che la signora avesse gi le tue misure!

Giorgio - (tastando il pelo) Me l'hanno data per martora del Canada... Che te ne pare?

Umberto - Forse, sar stata di martora... ma, ora che la indossi tu... (si arresta con comica esitanza).

Giorgio - (mostra di non capire).

Umberto - Il pelo ha cambiato bestia!... Scusa... sai!

FINE

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