Fiammetta Veneziano
Personaggi Interpreti
Olimpia Maidalchini ved. Pamphili
Innocenzo X Pamphili
Pamphilio Pamphili
Camillo Pamphili
Ottavio Segni
Alberico
Olimpia Aldobrandini ved. Borghese
Gian Lorenzo Bernini
Cristina di Svezia
Lady Elizabeth
Maria
Gaetano
Cecilia
Oreste
Lazione si svolge a Roma nel 1647 quando Olimpia Pamphili, detta la Pimpaccia, governava la citt sostituendosi al cognato, Innocenzo X, del quale si sospettava fosse lamante. Gli ambienti sono due:
1-la casa di Olimpia in Piazza Navona (ex Palazzo Pamphili ora ambasciata del Brasile) dove anche Innocenzo preferiva ricevere per le udienze private.
2- Piazza Pasquino (chiamata anticamente Piazza di Parione) con la famosa statua parlante dove si incontrava il popolo per leggere e commentare i motti satirici, le cosiddette Pasquinate.
Pamphilio un fantasma. Va e viene, nessuno lo vede e nessuno lo sente.
PRIMO ATTO
Introduzione.
Pamphilio a sipario chiuso o con doccia su di lui.
PAMPHILIO- Certo che a sto monno nun ce se capisce proprio gnente.
Per esempio uno nato re? E che po govern cos come je pare?
E no! Vedi in Francia: l il Cardinal Mazzarino, lodioso amico de Barberini, governa al posto de Luigi XIV.
In Inghilterra il re stato tolto di mezzo addirittura da Cromwell.
E qui a Roma nun ne parlamo proprio: dopo pi de ventanni de ruberie dei Barberini, quei malnati, stato eletto Papa un Pamphili, mi fratello Giovan Battista col nome de Innocenzo X.
E che pu comann com giusto che un Papa comanni? E no, perch quella furbacchiona de mi moje, Donna Olimpia Maidalchini, mette le mani in pasta ovunque, fa il bello e il cattivo tempo e spadroneggia a pi non posso.
Nun se comporta mica tanto bene e, quant vero che me chiamo Pamphilio Pamphili, me fa vort e rivort nella tomba, quella peste sacrilega.
Il popolo poi nun fa che spettegol e critic, nun je sta mai bene gnente, e sulla statue de Pasquino fiorischeno pezzi de carta pieni de ingiurie e cattiverie...
1
Piazza Pasquino: la statua di Pasquino al centro con dei fogli attaccati. Gente che si ferma a leggere.
Cecilia si stacca dal gruppo e si avvicina a Maria che entra in quel momento.
CECILIA- A sora Mar bongiorno. Saputa la novit?
MARIA- (accennando al saluto con la testa) Sora Cecilia...De che parlate?
CECILIA- (con fare misterioso) A Londra stanno a da na commedia...
MARIA- Davero? Mb? E che c de strano, che da loro non se usa?
CECILIA-Ma no, che danno na commedia speciale!
MARIA- Cio ?
CECILIA-Che fa ride e pia tutti in giro. Sembra poi che ce so le donne vere!
MARIA- Che me dite! Lo sapete che le donne nun ponno recit...li preti non vonno!
CECILIA- Li preti predicheno tante cose, ma poi! E a Londra fanno come je pare, l mica danno retta ar Papa! Ma stateme a sent, sta commedia se chiama:(sottovoce) La moje der Papa!
MARIA- De che? AhAhAh!( ride sguaiatamente)
CECILIA- Zitta ridete piano, che qui come gnente arriva lInquisizione!
MARIA-Ma parla de chi stamo a pens noi? Se se viene a sape in giro te lo immagini Pasquino(indicando la statua)!
CECILIA- Pasquino ha gi detto la sua stamattina...
MARIA -Lavete letto voi davero?
CECILIA-Certo che lho letto io, e chi senn?
MARIA- E mo sapete pure legge, anvedi!
CECILIA-Mica so gnorante come voi!
MARIA- Scusate tanto. E che caveva scritto?
CECILIA- Quello che vho detto! Che a Londra danno la moje der Papa e Cromuelle ce se fa nsacco de risate!
MARIA- E chi sarebbe?
CECILIA- Chi?..
MARIA-Cromella?
CECILIA- No, Cro-mu-elle..,ma boh, sara nprete de l...
MARIA- E tutte ste cose sapete?
CECILIA-Mo stamo a vede che je risponne Marforio...
MARIA- E da chi v o farete legge?
CECILIA-Da Oreste er...
MARIA- Allora non siete voi che sapete legge?
CECILIA-Ma certo che so io...(offesa)
MARIA- E perch avete nominato Oreste er falegname? Quello s che sa legge, cresciuto allorfanotrofio...jelhanno mparato i preti!
CECILIA-Lui non centra, stavamo a legge nsieme...
MARIA-(allusiva)Ma che, gnente gnente...
CECILIA- Che state a d io so sposata, piuttosto ...nun che siete gelosa?
MARIA-Gelosa de chi? Ma annate, annate a legge, nsieme, che ja risponne Marforio, che a lingua sta messo bene come Pasquino!
CECILIA- E gi, quella cavuto na fortuna...da morta de fame che era e burina , sacchiappata pure er Papa! Nun ce posso pens, me ce rode er fegato! Nun so mejo io? E a me nun me poteva capit nomo mportante? Me sarei accontentata pure de n vescovo...nabate, ti nparroco...
MARIA- nsagrestano...
CECILIA- Nvece m capitato quellignorantone fabbro che bono solo a beve e a dorm, e a casa non ce sta mai nbajocco!
Due guardie scacciano le persone e tolgono i foglietti sulla statua.
MARIA- Ar Papa je rodono le corna!(sottovoce)
CECILIA-Pe modo de d! Se je rodevano davero, stava pi attento alla Sua Signora!
MARIA- E cavete pure ragione, sora Cec,ma visto che la moje non ce la po ave, fa finta de non vede e non senti !
CECILIA- E se tura pure il naso! Per la Pimpa sempre sua cognata, no?
MARIA- E no!?
CECILIA- E pure lei mo nun se p spos...
MARIA- E perch mai? Se se sposa, sarebbe il terzo, o mejo, dopo il Papa, che me pare vecchio assai, sarebbe il quarto!
CECILIA-Se li Papi nun se ponno spos, ve risulta che le Papesse lo ponno fa?
MARIA- La... Papessa? Ah! ah!ah!
CECILIA- Eh cos che la chiameno a Roma, nun ce lo sapete?
MARIA- La Papessa Olimpia Pamphili, detta la Pimpaccia(ridendo escono di scena)
2
A casa di Olimpia, seduto su una poltrona, sbadigliando, il fantasma del vecchio Pamphilio osserva landirivieni nervoso di Innocenzo X. Da un lato, con fare ossequioso, Ottavio il cardinale ...(Pamphilio invisibile a tutti)
OTTAVIO- Ho controllato Santit, purtroppo vero!
INNOCENZO- Ve dico che ve siete sbajato!
OTTAVIO- Ve posso di il luogo, lora...
INNOCENZO- Non vojo sap gnente! (fa due passi e poi si gira) Giovane?
OTTAVIO- Santit, che dire ... un po...
INNOCENZO- Che vuol dire un po...o giovane o non lo !
OTTAVIO- E una via di mezzo, non vecchio, ma manco giovane...
INNOCENZO- Sono i pi pericolosi, durano di pi!
PAMPHILIO-Questo sicuro!
INNOCENZO-Nobile?
OTTAVIO- (a testa china quasi sottovoce)Plebeo.
PAMPHILIO-Ce lha sempre avuto questo vizio...rustica progenie, semper villana fuit!
INNOCENZO- Di nuovo? Non possibile. Chi ? Trovatelo e fatelo chiamare!
OTTAVIO-Santit non vi esponete!
INNOCENZO- Lo devo tacitare! Soldi, benefici...Diamogli un titolo.
PAMPHILIO- Ma lassa perde da butt altri soldi. La donna chiacchierata, lo sempre stata!
OTTAVIO- Vedete Santit, Donna Olimpia ha gi provveduto.
PAMPHILIO- Oddio, ce risemo!
INNOCENZO- Meno male, e come ha provveduto?
OTTAVIO-(evidentemente in imbarazzo) Non lo so, ma ne sono sicuro.
INNOCENZO- Se non ne siete sicuro,come lo sapete?
OTTAVIO- Da fonti certe, state tranquillo non ci dar pi fastidio...
PAMPHILIO- Lo credo bene(fa il gesto del taglio sul collo)
OTTAVIO-Santit ve chiedo adesso: che devo fare con quel problema di Castro? Pretendono di dire che le terre sono le loro e sapete che i Farnese...
INNOCENZO- Oh, non mi scocciate adesso, chieder a Donna Olimpia, in fondo parte delle terre di Castro sono sue!
OTTAVIO- Basterebbe una parola vostra...
INNOCENZO-Devo sentire prima lei...
PAMPHILIO- Prendessi mai una decisione , sei il Papa o no?
OTTAVIO- Non insisto Santit.
INNOCENZO-Andate, andate!
OTTAVIO- Vi lascio(Si inchina ed esce)
3
Innocenzo riprende a passeggiare avanti e indietro parlando a se stesso
INNOCENZO-Bene, bene, teniamo locchi aperti: so il Papa e cho le corna...
PAMPHILIO-Ce lhai belle lunghe, ma consolate...ce lavevo anchio!
INNOCENZO- Questa donna mi far impazzire..
CAMILLO- (entrando)Santit!(si inchina a baciare la mano)
INNOCENZO- Nipote mio carissimo!
CAMILLO- Sono tornato proprio adesso!
INNOCENZO-Come siete stato a Parigi?
CAMILLO- Se vi devo dire la verit, non vedevo lora di tornare a Roma. S Parigi bella, ma c tanta miseria e i nobili poi: gli uomini tutti avidi e falsi, le donne frivole e licenziose...Luigi XIV si circonda di una Corte cos spregiudicata!
PAMPHILIO- Ma questo qui da chi ha preso? Ma sar poi fijo mio ?
INNOCENZO-Caro Camillo, certo Parigi non pu dirsi la culla della morale...
PAMPHILIO- nvece Roma...
INNOCENZO- Ma ricordiamoci che Luigi pu essere un buon alleato del Papa e dei Pamphili in questi tempi brutti...
CAMILLO- Ma Santit, chi che vi pu male?
PAMPHILIO- Oltre che bacchettone pure scemo!
INNOCENZO- I Barberini! Mi detestano, hanno spogliato Roma e mi accusano di affamare il popolo!
CAMILLO- Non ascoltate queste cattiverie!
PAMPHILIO- E n sapete che se dice a Londra!
INNOCENZO- Vedi nipote mio, io so er Papa, comando su nobili e plebei! Il popolo se lamenta, ma normale! Se le cose je vanno male ovvio che la colpa tutta mia ! I nobili mugugneno? Che fa Luigi il francese? Se circonda daristocratici, se li porta sempre dietro, fa i festini, li vizia, li blandisce, je permette tutto, apparentemente,ma ce lha in pugno! E forte del fatto che il fijo governer un domani al posto suo! Qui le cose so diverse: ogni famija nobile vo mette un Papa sul seggio perch sa che questo potere, ma noi disgraziatamente non potemo tramand sto potere ai fiji nostri e quindi tutto ci dura finch duramo noi e poi... chiss. Cambiano i Papi e cambiano le sorti. Bah, ma per adesso, a Roma, chi ce sta de pi importante de me?
4
Entra Olimpia .
OLIMPIA- Camillo! (guardando sorpresa Innocenzo)
INNOCENZO- Olimpia...
OLIMPIA-Santit, siete gi qui, non vi aspettavo cos presto!(si inchina e bacia la mano al Papa in modo frettoloso)
CAMILLO-Madre! (si inchina a baciare le mani della madre)
INNOCENZO- (freddo)Olimpia, sono...
OLIMPIA- (interrompendo il Papa) Mazzarino ti ha accolto con i dovuti rispetti?
INNOCENZO- Ah gi dimenticavo il cardinale, una volta era pi potente del re, ora chiss...
CAMILLO- Mazzarino mi ha accolto come se fossi il Papa in persona...
OLIMPIA- Possiede forse doti di preveggenza?
PAMPHILIO- Pure! Lo sapevo che eri ambiziosa, ma cos! ..Per...un fijo Papa, me facesse da scorciatoia pel Paradiso...
CAMILLO-Oh madre mia, mai avrei pensato che anche la Chiesa l si fosse cos ...materializzata. Alla corte del re non si capisce chi siano i laici e chi gli ecclesiastici: tutti partecipano a festini, a battute di caccia a gare di equitazione, a balli e concerti. Un vero scandalo!
INNOCENZO- Ti sarai distinto per la morigeratezza dei costumi!
OLIMPIA- Hai portato ad esempio la spiritualit della chiesa di Roma!
PAMPHILIO- Spiritualit! Che faccia tosta...
OLIMPIA- Hai parlato con lui per le terre sequestrate dei cardinali ? E i ducati di Provenza e Artois? Cosa ti ha detto? E tutto fatto?
INNOCENZO- Ma Olimpia lascialo andare appena tornato, ci racconter tutto questa sera!
OLIMPIA- Non capite Santit che questa missione era importante? I nostri rapporti con Mazzarino vanno migliorando, e questo per merito di Camillo!
INNOCENZO- E a causa di chi, si erano guastati questi rapporti eh? Ho sequestrato quei territori come mi avevate suggerito e ci mi ha procurato ancora pi odio da parte di Mazzarino. Era contrario alla mia elezione, ricordate? Meno male che quando sono stato eletto arrivato in ritardo!
PAMPHILIO- E secondo te perch arrivato in ritardo? I briganti avevano assalito la carrozza e il cocchiere(gesto del taglio alla gola)
OLIMPIA- Questa acqua passata. Ho fatto di tutto per migliorare i nostri rapporti con i francesi, ma abbiamo bisogno di trattenere quei possedimenti! Non possiamo restuirli a quei cardinali traditori! I beni della Chiesa languono, se vogliamo mantenere il decoro della Corte e nello stesso tempo realizzare le opere che abbiamo in mente...
INNOCENZO- Ma Olimpia, gi abbiamo edificato e migliorato questo palazzo, io stesso ho provveduto a far abbellire S. Giovanni in Laterano dal Borromini, poi ho ordinato allAlgardi...
OLIMPIA- S , ma piazza Navona, la mia piazza, ha bisogno di una fontana decente!
INNOCENZO- Ancora insistete! Vi ho detto che non mi piace come lavora Bernini, e poi ha gi guadagnato abbastanza con Urbano VIII, (con disprezzo)che era un Barberini...(cambiando tono)Borromini...
OLIMPIA- Borromini si occuper di S. Agnese,siamo gi daccordo, ma la fontana ....
CAMILLO- Madre, Mazzarino ci autorizza a riscuotere le concessioni sulle terre in cambio di alcuni benefici ecclesiastici, roba di poco conto, e poi mi sembrato desideroso di mettere una pietra sul passato, anche perch Luigi ha molto a cuore la chiesa di Roma!
OLIMPIA- Perfetto figlio mio. Sapevo che potevo contare sulle tue doti diplomatiche, sono fiera di te. Faremo grandi cose insieme vedrai! (sottovoce)E quando salirai sul soglio... (Al Papa) Santit, mi ritiro nei miei appartamenti con mio figlio!
CAMILLO- Posso Santit?
INNOCENZO- Ma certo figliolo. Olimpia avete deciso per la festa di Ognissanti, la farete qui?
OLIMPIA-Forse (si avvia alluscita sottobraccio al figlio e si gira distrattamente per salutare Innocenzo)
INNOCENZO- (sconsolato) Conto per tutti a Roma , meno che per lei!
PAMPHILIO- Ti sbaji fratello mio, tu non conti nemmeno per Roma!
5
Innocenzo esce e Pamphilio anche.
Si sente bussare alla porta. Alberico, il tuttofare, va ad aprire. Entra il Bernini agitato
BERNINI- Devo parlare con la signora.
ALBERICO- Donna Olimpia con il Cardinal nepote, appena tornato da Parigi.
BERNINI-Ho molta fretta, devo vederla subito! (fa qualche passo nella direzione delle camere )
ALBERICO-(bloccandolo senza scomporsi) Avvertir la signora, abbiate la compiacenza di aspettare.
BERNINI- Muovetevi!
Mentre il Bernini guarda fuori dalla finestra, passeggia, sbuffa, entra Olimpia Aldobrandini vedova Borghese.
OLIMPIETTA- Maestro!
BERNINI- Mi conoscete?
OLIMPIETTA- A Roma tutti vi conoscono
BERNINI- Con chi ho il piacere...(inchinandosi a baciare la mano di Olimpietta)
OLIMPIETTA- Olimpia Borghese...siete qui per lavoro?
BERNINI- Una commissione!
OLIMPIETTA- Posso sapere che cosa o sono troppo indiscreta?
BERNINI- Ancora da definire, ma quando sar compiuta, tutta Roma lammirer!
OLIMPIETTA- Quindi questa meraviglia non unopera privata?
BERNINI- Oh no! No di certo!
OLIMPIETTA- Credevo che donna Olimpia volesse farsi immortalare da voi con un bel busto di marmo!
BERNINI- Donna Olimpia ha in mente opere molto pi grandiose di una semplice raffigurazione in marmo!
OLIMPIETTA- Apollo e Dafne eseguito da voi per ordine di mio cognato, Scipione Borghese, non pu certo dirsi una semplice raffigurazione: la cosa pi bella che io abbia mai visto....
BERNINI- Trovate? (con falsa modestia)Oh, s mi sono divertito molto a scolpirlo, ma non stato che un gioco da ragazzi...
OLIMPIA.- Avete cesellato il marmo come Benvenuto Cellini cesellava loro!
BERNINI- (quasi offeso e poi esaltato) Loro duttile, malleabile, si plasma con un dito...Il marmo orgoglioso e forte, impenetrabile: non vi si pu affondare lo scalpello come in una ciotola di oro fuso , devi intuire ci che nasconde, occorre accarezzarlo, ascoltarlo, scoprirne lanima...
OLIMPIETTA- Scoprine lanima... una bella immagine!
BERNINI-.(cambiando tono) Ero fuori Roma quando ho saputo della disgrazia di vostro marito, mi dispiace.
OLIMPIETTA- Grazie, ma non rammaricatevi, Paolo Borghese era assai avanti con gli anni, tutti lo sapevano.Purtroppo non siamo eterni.
BERNINI-E sempre una grave perdita per lumanit la morte di un mecenate cos generoso, colto e raffinato...
OLIMPIETTA-Vi ringrazio, ormai passato gi un anno e...
6
Entrano Alberico e Camillo
ALBERICO- Maestro Bernini, la signora vi aspetta...
BERNINI- (inchinandosi a salutare Olimpietta)Madonna...(ed esce frettolosamente)
CAMILLO-(sorpreso) Voi qui, che piacevole sorpresa!
OLIMPIETTA- (inchinandosi) Serva vostra!
CAMILLO- (sollevandola)E cos siete tornata a Roma
OLIMPIETTA- O, ne avevo tanta nostalgia! E poi i miei genitori sentivano la mia mancanza!
CAMILLO- Avete fatto bene. Sarete spesso nostra ospite, spero!
OLIMPIETTA-Non sapevo foste tornato anche voi.
CAMILLO- Sono ritornato da poco.Il mio incarico era finito.
OLIMPIETTA-E una fortuna avervi rivisto. Voi cos impegnato, cos vicino a Sua Santit
CAMILLO- Sono molto fortunato. Innocenzo X ha fiducia in me e mi lascia abbastanza liberoMa voi, com questa improvvisata?
OLIMPIETTA- Desideravo presentare i miei omaggi a vostra madre, anche da parte dei miei genitori. Daremo un ricevimento per Ognissanti... ho qui linvito,(d la busta a Camillo) penso per che Donna Olimpia non abbia tempo per me, ora tolgo il disturbo...
CAMILLO- Ma quale disturbo! Se volete aspettare, mia madre impegnata con Gian Lorenzo Bernini
OLIMPIETTA- Ho visto, si preparano grandi opere.
CAMILLO- Gi, lei pensa sempre in grande.
OLIMPIETTA- So che Papa Innocenzo non lo ama particolarmente, preferisce il Borromini. Io non so quale dei due preferire, penso che il Bernini abbia fatto delle opere grandiose.
CAMILLO- Nella vostra villa ne avete vari esempi.
OLIMPIETTA- S, ma uno solo quello che mi manda in estasi. Apollo e Dafne.
CAMILLO- Siete fortunata! Potete ammirare ogni giorno un simile capolavoro.
OLIMPIETTA- A volte mi sento cos egoista! Penso che tali opere dovrebbero essere ammirate dallumanit intera.
CAMILLO- Quindi anche dal popolo! Non so , mi sembra un pensiero di molto ardito... Forse avete ragione, ma per ora accontentatevi di questumile ammiratore che desidererebbe vedere questopera cos eccezionale!
OLIMPIETTA-Perch non venite a trovarci un giorno o laltro?
CAMILLO- E se approfittassi ora, riaccompagnandovi a casa? O troppo disturbo per voi?
OLIMPIETTA- Affatto, ne sarei onorata...
CAMILLO- Andiamo dunque (escono)
7
Entra Olimpia, visibilmente alterata ed eccitata. Bernini le si inchina ripetutamente e tenta di baciarle le mani e di abbracciarla.
OLIMPIA- Fermatevi vi prego, Innocenzo potrebbe tornare da un momento allaltro!
BERNINI- Non riesco a fermarmi!
OLIMPIA- Gian Lorenzo che fate? Fermatevi io...
BERNINI- Mi cacciate dopo quello che c stato tra di noi... Siete una donna incredibile...
OLIMPIA-Non vi permetto di parlare cos! State al vostro posto !
BERNINI- Non la pensavate cos qualche minuto fa in camera vostra!
OLIMPIA- Dimenticate quello che stato un... piccolo cedimento...
BERNINI-Siete mia, soltanto mia!
OLIMPIA- No, vi prego non insistete! Sono una donna fragile, indifesa, debole...
BERNINI- Donna Olimpia Pamphili, cognata del Papa e sua... consigliera, una donna sola e debole, una donna che si confonde? Fragile, indifesa?(assalendola e quasi facendola cadere su una sedia)Ma se a Roma si dice che siete un uomo vestito da donna !
OLIMPIA-(ridendo)Ah,ah,ah, anche questo si dice di me? Oltre i vari appellativi e storpiature del mio nome? Avete potuto toccare con mano che sono una donna!
BERNINI- E che donna ! Venite qui, ormai siete mia! Alla mia merc!
OLIMPIA-(alterandosi)Come vi permettete di parlarmi in questo modo. State superando i limiti. Andatevene, mi aveto stancato e offeso , ha ragione Innocenzo. Non siete allaltezza del Borromini!
BERNINI- (inginocchiandosi)Vi prego Olimpia, scusatemi. E che vi amo e sono geloso.
OLIMPIA- Recitate assai bene, quasi quasi vi credevo!
BERNINI- Ma dico il vero! Perdonatemi, che sono molto preoccupato per il mio lavoro. Sapete le mie condizioni attuali, solo voi potete farmi ritornare nelle grazie di Innocenzo X
OLIMPIA- E solo per questo vero? E solo per riuscire a lavorare per il Papa che mi fate questa corte serrata? Confessate!
BERNINI- No! ... Siete una donna potente vero. Tutta Roma lo sa, e non posso negare di aver pensato di entrare nelle vostre simpatie per riuscire ad ottenere un favore! Ma...
OLIMPIA- AH Ah!
BERNINI-Ma quando ho cercato di conquistarvi alla fine sono stato attratto da voi...dal vostro fascino, dalla vostra grazia, dalla vostra intelligenza!
OLIMPIA- Quando il diavolo ti accarezza...
BERNINI- Magari fossi il diavolo, avrei il potere di ottenere ci che voglio!
OLIMPIA-Va bene, va bene finiamola qui: mi sento generosa, ma non crediate di avermi convinto.(lo fa alzare e lo sospinge su di una sedia, poi cambiando tono, quasi a discutere un affare) Mi piace il vostro progetto, ed per quello che tenter di convincere Innocenzo, tuttavia la situazione non facile. Devo essere cauta. Il Papa non tipo da dimenticare i torti subiti...C voluta tutta la mia abilit e diplomazia per far dimenticare ai francesi il processo che stavamo intentando contro i due nipoti di Urbano VIII per appropriazione indebita di beni ecclesiaistici. Mazzarino potente ed grande amico dei Barberini...ed anche voi lo eravate. Innocenzo lo sa! Ecco la vostra colpa!
BERNINI- S vero, ma io sono un artista e vivo delle mie opere. Se perdo le commissioni, non mangio...
OLIMPIA- Abbiate pazienza e contate su di me, ci tengo moltissimo a quella fontana , ma devo trovare il modo e la maniera...per ora meglio che non vi fate vedere qui a casa mia!
BERNINI- Non posso , non posso vivere lontano da voi...
OLIMPIA- Uscite vi prego!
BERNINI- Olimpia...
OLIMPIA- Non insistete!
BERNINI-Amore!
OLIMPIA-(altezzosa) Per voi sono Donna Olimpia Maidalchini, vedova Pamphili e, se non la smettete, chiamo le guardie del Papa.
BERNINI- Aspetter con ansia un vostro messaggio.
OLIMPIA- Fuori!
BERNINI- Passegger ogni giorno davanti ai portoni del vostro palazzo. E sospirer...
OLIMPIA- Ed io vi far arrestare! (Bernini esce)
8
Entra Camillo, euforico
CAMILLO- Madre mia, avete ragione!
OLIMPIA- Io ho sempre ragione...di che parli?
CAMILLO- Il Bernini...
OLIMPIA- (allarmata)Hai sentito dire qualcosa sul suo conto? (sottovoce) Sul mio?!
CAMILLO- Certo che ho sentito dire qualcosa sul suo conto, vi meraviglia?
OLIMPIA- Di gi, non possibile, ho usato mille accortezze...dentro casa c qualcuno che mi spia! A meno che quel napoletano fanatico...
CAMILLO- (Non ascoltandola) Si pu definire unopera a dir poco erotica, ma...
OLIMPIA- Bada a come parli Camillo, sei il cardinal nepote e pur sempre mio figlio. Sono cose che non ti riguardano!
CAMILLO- Madre che dite! Quando si vedono cose simili, non si pu che rimanerne allibito.
OLIMPIA- Lascia che ti spieghi, non come pu sembrare o come il popolo mormora...
CAMILLO- Il popolo dovrebbe esserne edotto...
OLIMPIA- Il popolo deve esserne alloscuro, vuoi scherzare?
CAMILLO-In effetti penso non sia ancora maturo per poter comprendere appieno la sensuale eroticit e lamore che viene manifestato, lincredibile forza e lanimosit...
OLIMPIA- Che ti prende Camillo? Taci!
CAMILLO- Avete ragione, il Bernini quello che ci vuole per voi. Non vi potete privare delle sue prestazioni!
OLIMPIA-Signore mio, non avrei mai pensato che un figlio, sangue del mio stesso sangue, discendente dei Pamphili, nipote del Papa e cardinale in carriera , un futuro papabile...
CAMILLO- Anche Olimpia daccordo; a proposito vi invita insieme alla sua famiglia per la festa di Ognissanti a Palazzo Borghese. Vedrete l che capolavori!
OLIMPIA- Di che stai parlando?
CAMILLO- Scusatemi madre ero troppo preso dallammirazione per la magnifica statua di Apollo e Dafne, che ho dimenticato di dirvi che Olimpia Aldobrandini era venuta prima per porgervi i suoi saluti ed invitarvi alla festa. Ma voi eravate impegnata col Bernini e cos lho riaccompagnata a casa.
OLIMPIA- Era dellopera dunque che parlavi cos animosamente? (tranquillizzata e gentile) Che fa Olimpietta? Non la vedo da quando era bambina. So che Paolo Borghese lha lasciata sola...
CAMILLO- Ora vedova, ma ancora giovane e bella!
OLIMPIA- La condizione vedovile la migliore per una donna di questi tempi. E padrona del suo patrimonio e della sua vita. Quando si giovani e nubili, comandano i genitori, quando sei sposata, il marito!
CAMILLO- Temo che non rester vedova ancora per molto, so che c un lontano cugino che aspira alla sua mano!
OLIMPIA- Che ci pensi bene.(quasi a s stessa) Potrei darle qualche consiglio. Verr volentieri alla festa. Desidero rivederla e poi cos non dovr farla nuovamente qui. Laltro anno mi costata un patrimonio!
Dalla strada si sentono urla di popolani, che motteggiano Donna Olimpia. Lei esce irritata.
9
Gaetano appoggiato alla statua e sta finendo di scrivere. Arriva la moglie, Cecilia.
CECILIA- Gaetano, a Gaet!
GAETANO- (cercando di nascondere il pezzo di carta che ha in mano) A Cec che voi ?
CECILIA- (mentre gli prende dalle mani il pezzo di carta) Ma che stai aff? Che sto pezzo de carta che nasconni, che c scritto? Chi te lha dato?
GAETANO- Nessuno, stava qua! (indica la statua)
CECILIA-Ma che te metti a strapp le frasi de Pasquino, che non sai manco legge! Che ce fai?
GAETANO- Ecco, me la volevo fa legge da Oreste cos te la dicevo!
CECILIA- (spingendolo)Me la faccio legge io da Oreste, tu intanto vai a lavor: prima che diventa buio devi fin quei ferri che thanno ordinato pei cavalli della carozza de Sesto Mastrostefano!
GAETANO- Aho, e mo ce vado, nun spigne che i ferri mica scappeno!
CECILIA- I ferri no, ma i sordi e li padroni pure!
ORESTE- (arrivando)Oh, che cavete sora Cec, gia ve gireno de prima matina?
CECILIA- Bongiorno Oreste!
GAETANO. Ciao Oreste, come te va?
ORESTE- E come me va, se tira a camp! Hai sentito la nova de Donna Olimpia?
GAETANO- No! Che se dice?
ORESTE- Se la fa col Bernini pe fasse fa na statua!
GAETANO- E come lo sapete?
ORESTE- E cera scritto qui.
CECILIA- A proposito Or, leggete questa, devesse lultima! (gli porge il foglio)
ORESTE- E com che ce lavete in mano?
CECILIA - Mi marito ve la voleva port!
ORESTE- Ma nun ce n bisogno, io passo qua tutte le matine. Se nun leggo channo detto Pasquino e Marforio, nun sto bene, come se cavessi bisogno de na sorsata dacqua fresca!
GAETANO- Sta robba ve fa mejo de n sorso dacqua!
ORESTE- Questo certo, date qua.(legge)Olimpia: olim pia, nunc empia! Ah, ah, ah !
CECILIA- Ma che vor d? Spiegateme!
GAETANO- S spiegatece!
ORESTE- E semplice un gioco di parole col nome della Pimpa: se chiama Olimpia no? Allora Olim, che in latino vor d na volta, e pia che vor d Pia, santa devota. Nunc cio ora, empia, cio peccatrice, sacrilega. Avete capito? UNA VOLTA PIA ORA EMPIA. Olim pia, nunc empia.(ridono)
GAETANO- La pimpaccia ce governa ar posto dInnocenzo: dicheno che a Roma gira nomo vestito da donna!
ORESTE- E certo che co lei stamo messi proprio bene, quella pensa solo ad arraffa e il popolo lo fa affama.
GAETANO- Ma bravo sete poeta come a Pasquino....
CECILIA- Il dramma, caro il mio Gaetano, che mancheno li bajocchi e se nun se lavora...(fa il gesto di picchiare Gaetano)
GAETANO- Aho, e mo vado, datte na carmata...ecco ariva la comare tua, vatte a fa ngiro!
MARIA- Buongiorno, che se dice de novo?
GAETANO- Olim Pia , nunc empia!
MARIA - De che ?
ORESTE- Che la Pimpaccia na vorta era Pia e mo empia, cio na fija de na mi...
MARIA- Io so passata a ved che scriveva Marforio, e
ORESTE- E chi ve lha letto?
MARIA-Uuuuu, uno che passava...
CECILIA- E certo, nun sapete legge!
MARIA- Voi invece s!
CECILIA- Io no!
MARIA- Ma nun andavate in giro a d che lo sapete fa!
CECILIA- (imbarazzata a causa del marito) Non vero, mai detto!
MARIA-E gi... Io per na vorta stavo a mpar, vero Gaetano?
GAETANO- Io nun me ricordo...
MARIA- Stavo a impar le lettere. La A la so, e poi anco la B, insomma fino alla g. Poi per me so fermata!
ORESTE- E perch?
MARIA- Non cho capito gnente alla lettera quella che dicono che muta!
ORESTE- Ah, lacca!
MARIA- Ecco, perch la dite? Quella nun se deve da di!
GAETANO- Mica peccato...
MARIA- Allora io dico, se quella nun se po d che ce la mettete a fa, ed io me so bloccata! E ho perso tempo a fa la G che proprio tosta.
CECILIA- nsomma se pu sap che dice Marforio?
MARIA- Che lapi, nsieme a Bernini, se morono de fame...
GAETANO- E gi , prima nvece, ingrassaveno...
ORESTE- Questo o diceva Pasquino quanno a Roma il Papa era Barberini.
CECILIA- Lapi, madonna mia, Roma da bianca diventata nera!
GAETANO-Co tutto il marmo che se so arrubati...
ORESTE- Mo sulli stemmi ce so le colombe ...ma magneno puro loro a gran bocconi!
GAETANO- Mica sarete voi Pasquino. Siete npoeta nato!
ORESTE- Aho nun famo scherzi, io nun so Pasquino, ve pare che se lo fossi me farei riconosce cos, senza pensacce du volte?
(musica)Pasquino la voce de Roma che sembra dorm su sette colli, ma che in realt tutto capisce e tutto sa. Sa che chi governa sempre ricco , e che i sordi mai je devono abbast. Sa che il popolo il primo che nun magna, se il ricco vuole stramagn Sa che li preti parleno d umilt, perdono e castit, ma che so loro i primi poi a sbaj . E il popolo che in fondo bono e bravo e subisce assai, cerca de tir a camp, sinn so pure guai.
MARIA- Quindi volete d che Pasquino non esiste?
CECILIA- E che non scrive lui i foglietti sulla statua?
GAETANO- E allora chi che scrive?
ORESTE- (uscendo sogghignando)E chi lo sa?
Escono .
10
A casa di Olimpia. E sera. Olimpia si sta preparando ad andare alla festa di Ognissanti e Alberico in attesa di ordini.
ALBERICO- (porgendo a Olimpia un sacco di monete) Sono i proventi della Spagnola e del suo gruppo.
OLIMPIA-( soppesando il sacchetto) Questa volta pi del mese scorso. Bene!
ALBERICO- Sembra che alcuni giovani studenti provenienti da Firenze, hanno gradito particolarmente i loro...servizi.
OLIMPIA- Ottimo, hanno avuto qualche problema?
ALBERICO- La rossa si ammalata e ha rischiato di finire in carcere.
OLIMPIA-Fatela portare nella mia villa di Alviano. L sar al riparo e chiamate il medico. Andr meglio col Giubileo: con la scusa dellassistenza ai pellegrini ho in mente di far costruire un albergo ad hoc e in pi riuscir a farle girare al centro di Roma anche in carrozza!
ALBERICO- E contro lordinanza papale! Le cortigiane non possono girare in carrozza , soprattutto nelle giornate solenni.
OLIMPIA- Oh, era una disposizione de papa Urbano VIII. Ora con Innocenzo... ( Cambia tono porgendogli una lettera) Tieni, non serve che mi mandi una risposta.
ALBERICO- Devo dire anche qualcosa a voce?
OLIMPIA- Nunc et in hora nostrae mortis...
ALBERICO- Nunc et in hora nostrae mortis...Va bene
OLIMPIA- Sar meglio che domani torni in giornata. Le strade sono piene di malintenzionati.(va ad un mobile, apre il cassetto tira fuori un pugnale e glielo porge)Per legittima difesa.
ALBERICO- Per legittima difesa!
OLIMPIA- Siete un uomo fidato, lo so.
ALBERICO- Madonna, sappiate che qualsiasi cosa succede, io sono e sar sempre dalla vostra parte!
OLIMPIA- (sottovoce) Anche a costo della vita?
ALBERICO- Voi avete salvato me e la mia famiglia dalla strada, mai e poi mai vi tradir. (esce)
11 Entra Ottavio
OTTAVIO-Donna Olimpia
OLIMPIA- Cardinale. Sono in ritardo, aspettate un momento.(va al mobile, infila dentro il fagottino e tira fuori uno scialle) Ecco!
OTTAVIO- Vi accompagno, poi ho una commissione da fare.
OLIMPIA-Non venite alla festa dai Borghese?
OTTAVIO- Non posso.
OLIMPIA- Innocenzo gi l?
OTTAVIO- S e comincia a chiedersi perch non arrivate.
OLIMPIA-(sospirando mentre si sistema lo scialle) Innocenzo!.... Io lho aiutato, ho fatto in modo che i cardinali lo votassero, lho messo sul soglio cercando di isolare i suoi nemici. Una volta Papa pensavo che avrebbe proseguito da solo! E il fratello di Pamphilio, ma certe volte... Santo Cielo! Non avrei pensato mai di doverlo sostenere tutta la vita! Sono stanca di portare la tiara in vece sua.
OTTAVIO- Io credo che facciate di pi di quello che vi si richiede. E da tempo che possedete un bel patrimonio, da quando rimaneste vedova la prima volta. Non avete bisogno di accrescere il vostro potere n le vostre ricchezze.
OLIMPIA- (davanti ad uno specchio) Quando si nasce poveri e campagnoli, come erano i Maidalchini, si cresce col timore di perdere tutto quel poco che si conquista. Ero cos povera che i miei non potevano farmi sposare, non avevo dote. E allora che mi restava? Il convento. Mi sembrava di andare al patibolo, quando...ecco lidea! No, non mi sarei lasciata rinchiudere , non avrei perso la libert... Cera un vecchio possidente, ricco di terre, ma vecchio, oh molto vecchio ed io avevo solo 16 anni. So che gli piacevo per come mi guardava quando andavo in chiesa. Il padre confessore era noioso, retrogrado e anche cattivo, misi in giro una voce...
OTTAVIO- Che vi molestava...
OLIMPIA- Gi...scampai al convento e sposai il vecchio. Nel giro di due anni ero una ricca vedova. Padrona del mio destino.
OTTAVIO- Poi arrivato il nobile Pamphilio Pamphili.
OLIMPIA- Anche lui era anziano, ma non cos tanto e
nobile e squattrinato. E stato un buon matrimonio e ho avuto Camillo. E poi un altro colpo di fortuna, mio cognato in lizza per il papato.
OTTAVIO- Una vita intensa.
OLIMPIA- Gi (sospirando e assumendo un tono frivolo) Ma ora tardi, andiamo. Questa sera mi voglio divertire.
Musica.
12
In strada passeggia in abiti maschili Cristina di Svezia, con una dama di compagnia. Al loro fianco il cardinale Ottavio.
CRISTINA-Sono cos felice di essere a Roma, lho sognato da quando ero in fasce. Qui tutto meraviglioso. Le strade, i palazzi , i monumenti, la gente.
ElLIZABETH- Maest avete ragione, Roma stupenda!
OTTAVIO- E pericoloso la sera andare cos in giro per le strade. Dovevate rimanere a palazzo Farnese.
CRISTINA- Ero sola e mi annoiavo e poi non riesco a stare chiusa fra quattro mura, devo uscire, prendere aria. Dove sono finiti tutti i nobili della citt?
OTTAVIO-Non ve lha detto il vostro ospite? Oggi il primo novembre, la festa di Ognissanti e per tradizione la nobilt romana si contende il piacere di organizzare dei festeggiamenti. Questa volta tocca alla giovane Olimpia Aldobrandini nel palazzo di suo marito Paolo Borghese, morto ormai da pi di una anno. Lei ha finito il lutto e cos festeggia il ritorno alla vita sociale.
ELIZABETH- Oh, mi sarebbe piaciuto andare.
CRISTINA- Non mancher la nostra occasione anche se, caro cardinale Ottavio Segni, non capisco tutto questi sotterfugi. Io sono Cristina di Svezia, non una persona qualunque. Dovrebbero essere felici di accogliere una sovrana. Il Papa soprattutto!
OTTAVIO- Uhm...s, ma vedete, non cos logico come pu sembrare...
CRISTINA- Cosa c di cos complicato, non riesco a capire...
ELIZABETH- E unoffesa per la mia sovrana, comprendete?
OTTAVIO-Anche voi quando siete venuta via dalla Svezia, avete sentito la necessit di partire quasi in segreto per non essere riconosciuta, fermata, acclamata o, forse,... molestata!
CRISTINA- Il mio popolo mi adora. Lho sempre sostenuto ed aiutato e mi ha sempre compreso...
ELIZABETH- Non giunta fino a voi la fama della mia regina e lammirazione della Svezia e del mondo intero? Non sapete delle riforme che ha attuato e che lhanno resa ancora pi popolare? Come potete, voi qui, non accoglierla con il dovuto entusiasmo e rispetto?
CRISTINA- Elizabeth vi prego. (ad Ottavio) Io sinceramente non riesco ad immaginare perch il Papa sia cos diffidente per accogliere una sovrana amica, affascinata dai luoghi e dalle persone, rispettosa delle usanze e delle abitudini sociali e religiose della sua corte.
OTTAVIO- Sono lieto ed ammirato che sappiate cos bene la nostra lingua.
CRISTINA- Ho studiato e parlo correntemente 10 lingue, compreso il greco, il latino e lebraico.
ELIZABETH- La mia sovrana la persona pi colta dEuropa, soprattutto per essere una donna. E stata una magnifica regina, tutto il popolo ha pianto per la sua abdicazione, come se fosse morta!(piange)
CRISTINA- Elizabeth, smettetela. Non sono ancora morta suvvia! Volete spiegarci questo mistero ?
OTTAVIO- Non c nessun mistero Cristina. E solo che i tempi non sono maturi. Voi siete una donna moderna, libera, senza pi legami ed obblighi. Questa una corte rigida, antiquata, che crede ancora alle streghe, superstiziosa, per certi versi ignorante.
ELIZABETH- Credevo che Roma fosse la culla dellarte e della cultura...
OTTAVIO-In un certo senso lo , ma tutto deve essere sotto controllo e rientrare nei limiti di quelle leggi non scritte, nate dalla consuetudine, dal costume, dalla tradizione.
ELIZABETH- Non ci vogliono qui, non ci vogliono!(piange)
CRISTINA- Fatemi capire bene. Vorreste dire che io, Cristina di Svezia, potrei scuotere questo tempio dellimmobilismo, potrei mettere a repentaglio la tranquillit, la sicurezza della chiesa di Roma? Ma in che modo? Non sono che una donna senza patria che, dopo aver vagato, cerca un rifugio sicuro. E quale posto pu ispirare serenit se non Roma caput mundi ?
ELIZABETH-Maest vi prego, ho paura, andiamo via di qua, torniamo ad Elsinor!
OTTAVIO- La vostra fama vi precede. Sappiamo delle vostre capacit, di come avete brillantemente governato la Svezia in questi anni, ma conosciamo anche le vostre idee libertine..e i costumi non propriamente ortodossi!
ELIZABETH- Ma come vi permettete di parlare cos alla mia signora, non sapete chi avete davanti! Frenate la lingua Cardinale dei miei stivali!
CRISTINA-Elizabeth! Che cosa dovrei fare allora per essere accolta e accettata?
OTTAVIO- C una donna a Roma che ha molta influenza su Innocenzo X. Potreste chiedere a lei consiglio.
CRISTINA- Olimpia Pamphili? Una donna temibile! La sua fama ha oltrepassato i confini dEuropa. Occorre corromperla? So che non disprezza il denaro!
OTTAVIO- Oh no, maest, sarebbe una mossa imprudente. Parlatele, vi far avere un udienza:
CRISTINA- Unudienza? E il Papa in persona!
OTTAVIO- Beh, quasi!
13
Palazzo Pamphili.Olimpia appena tornata dalla festa a Palazzo Borghese. Nella scena lei non parla, si guarda nello specchio , si toglie scialle, gioielli, ma non emette un suono. Sospira come se ascoltasse Pamphilio. Lui le sta vicino e la segue quando lei si muove per la stanza.
PAMPHILIO- E andata bene la festa? I Borghese sono dei gran signori, nobilt antica, ricchezza invidiabile. Non come i Barberini...
(cambiando tono, bisbigliando come se qualcuno lo potesse sentire) Lhai vista? E lei, ne sei certa? E una bella , donna! Certo non tassomja proprio! Chi era lui? Mhai fatto le corna quanno stavo pe mor, oppure quanno ero gi cadavere, eh? Sar stato un bifolco, figuriamoci...ce lhai sempre avuto sto vizio, rustica progenie...Lhai fatto a Castro, a Viterbo? Qui no davero se no me ne sarei accorto. Chai avuto na fortuna a falla adott dagli Aldobrandini! Cos cresciuta bella, ricca e stimata e nessuno sa gnente! Te sei privata del lusso desse madre ... stata dura , ma ora se p di tutto de te, tranne chhai messo al mondo na fija de nessuno!
Certo lhanno fatta marit un po troppo presto, ma per fortuna ora Paolo Borghese morto, lha lasciata piena de sordi e po fa quello che je pare...Il destino se ripete! Mbe te annata bene, un fijo Cardinale che aspira ar papato, nartra bella e ricca. Puoi sta contenta, no? Innocenzo, poi, pende dalle tue labbra !
Scuotendosi dalle tristi riflessioni, Olimpia si alza di scatto e, in preda ad un altra idea , parla a voce alta.
OLIMPIA- Vedremo chi lavr vinta
Mattina,in piazza davanti a Pasquino Oreste legge il solito biglietto.
14
ORESTE-... co papa Innocenzo va avanti a minacce
pure de notte lei pensa a fregacce,
affama er popolo, stavolta davero
mo nun magnamo gnente sul serio
pe nun priv de prosciutto il suo cane
ce mette pure la tassa sul pane
GAETANO- sta disgraziata!
MARIA- La tassa gi lho trovata stamattina, non me abbastaveno li sordi...
CECILIA- Ah, ma io nun lavrei mai fatto, qui scoppia na rivoluzione!
GAETANO- Qui lunica cosa che po scoppi nepidemia de morti pe fame!
MARIA- Ma se gi ce semo morti de fame!
ORESTE- Quello che me meravija Innocenzo: possibile che nun reagisce, che je d retta?
GAETANO- E certo che je d retta, jentrano pi sordi dentro alle casse!
CECILIA-Co la vita che fanno, dentro a ste casse nun ce sar pi manco n bajocco! Quasi quasi, io me nandrebbe da Roma..
MARIA- E dove volete ann? Che te credi che laltri posti so mejo de qua?
GAETANO- Magari nellartri posti se sta pure peggio, qui armeno c Pasquino che ce mette ar corrente delli fatti.
CECILIA- Preferivo nun sapenne gnente!
ORESTE- E quanno annavate a compr er pane che pensavate, perch costava de pi?
CECILIA- Pensavo che er grano sera marcito e che ce nera rimasto poco e caro!
GAETANO-La testa te se deve marc, ma come ragioni? Se c la tassa mica che poi la leveno, come il grano che po ricresce abbondante, e i sordi nun tabbasteranno mai!
CECILIA- Ma certo che nun mabbasteranno mai co te che nun chai voja de fa gnente dalla mattina alla sera. E me so stufata de salt i pasti. E quanno magno, perch me lo so guadagnato a forza de lav i panni delle signore.
GAETANO- La solita esagerata, ma se pei ferri dei Piccolomini ho guadagnato 300 scudi!
ORESTE- Ah, ecco perch allosteria laltro ieri offrivate da beve a tutti!
CECILIA- Che cosa? Io me moro de fame e tu offri da beve a quegli ubriaconi, smidollati, mangia pane a tradimento!
MARIA-Consolateve Cec, se vede che vostro marito generoso, e cha tanti amici, nvece er Papa cha solo Olimpia e Olimpia cha solo er Papa...
ORESTE-C pure Camillo, er fijo.Quello lha sistemato bene, morto Innocenzo ce sta lui in coda!
MARIA- Ma troppo giovane pe fa il Papa, troppe pagnotte ha da magn!
GAETANO- Oh quello se magna le pagnotte nostre, mica no!
MARIA- E vero, vero, il pane che nun ce potemo magn noi! Brutto ladrone fijo de na mi...
CECILIA- Per lui me sembra mejo della madre e dello zio! Cha na faccia da bono...
ORESTE- E s, bono pe preg Dio e serv il demonio...
GAETANO-Signori miei, cho proprio voja de na bevuta. Tutte queste parole mhanno seccato la gola. Or venite come?
CECILIA-Che cosa, che cosa...brutto scansafatiche ! Dovete and a lavoro, cammina(tira fuori un bastone e comincia a rincorrerlo uscendo)
MARIA- Ah, ah, ah, povero Gaetano sta fresco co Cecilia, quella nun jene perdona una.
ORESTE- Povero Gaetano a sta co na donna simile. Pe questo sembriaca!
MARIA-Invece fa bene a fallo rig dritto. Lomini bisogna trattalli come lasini!
ORESTE- Lasini?
MARIA- (civettando) Prima bisogna faje ved il dorce, mostrandoje che so na carota...na mela..e poi...
ORESTE-(attirato)E poi?
MARIA- E poi, quando so contenti e beati...tir fori il bastone...ah ah ah (sfuggendo a Oreste che vorrebbe abbracciarla. escono.)
15
Casa di Olimpia. Innocenzo in piedi dando le spalle a Olimpia che entra in quel momento.
OLIMPIA-Innocenzo ...
INNOCENZO-(sostenuto) Signora!
OLIMPIA- Siete arrabbiato con me?
INNOCENZO- Non lo immaginate?
OLIMPIA- In che modo posso avervi fatto torto?
INNOCENZO- E me lo chiedete? Vi siete data ancora a qualche giovane bifolco!
OLIMPIA- (pausa, si guardano)Mentirvi sarebbe inutile, le vostre spie hanno fatto un buon lavoro.
INNOCENZO-(stizzito) Non cercate neanche di negare, di difendervi, di trovare una scusa, una qualsiasi giustificazione per essere caduta cos in basso?
OLIMPIA- Sapete che non da me giustificarmi.
INNOCENZO-Non da voi neanche un simile comportamento.
OLIMPIA-Avete ragione Santit. Non ho scusanti.
INNOCENZO-Non vi vergognate Olimpia? Quale ignobile istinto vi spinge a ci? Non avete tutto quello che vi serve...(sottovoce)compreso me?
OLIMPIA- (inchinandosi e cercando di baciargli le mani) Vi chiedo umilmente perdono.
INNOCENZO- (girandosi) Non si pu perdonare una simile donnaccia! Mio fratello si rigirer nella tomba! Avete offeso me, il nome che portate, ma soprattutto ...voi stessa!
OLIMPIA- Perdonate lerrore di una donna!
INNOCENZO- Che donna siete? Non ne avete la natura. Una donna supplicherebbe, mi blandirebbe...con mille moine tenterebbe di sedurmi e farsi perdonare! Ma voi no, come sempre orgogliosa e fiera di ogni azione, ignobile qual essa sia! Hanno ragione a dire che siete un uomo vestito da donna!
OLIMPIA- Mi prostro umilmente ai vostri piedi. Vi ha tradito un corpo, ma non lanima, i sensi, non il cervello. Quelli sono vostri sempre, lo sapete.
INNOCENZO- Sono miei finch vi garber.
OLIMPIA-Per tutta la vita, lo giuro!
INNOCENZO- Ma (cambiando tono, con rammarico) ...anchio sono un uomo,Olimpia (tirandola su e stringendole le mani) E non posso sopportare un simile tradimento, una simile vergogna!
OLIMPIA- Mia resta la vergogna, mio il tradimento!
INNOCENZO-Per il popolo forse, ma non per me! Siete mia cognata, il nome che portate...
OLIMPIA- Basta vi prego, non continuate ancora. Siete il Papa, dovreste preoccuparvi pi della mia anima che del mio corpo. Gli anni passano, invecchiamo !
INNOCENZO- E vero io sono vecchio, decrepito...morir presto, lasciatemi vivere tranquillo!
OLIMPIA- Ancora dobbiamo fare tante cose insieme, opere importanti! Con la tassa sul pane potremo finanziare il Bernini...
INNOCENZO- Ancora? Non mi nominate pi quel napoletano incapace...
OLIMPIA- Va bene, se voi lo ritenete incapace...non ne parler pi. (avvicinandosi affettuosa) Mi avete perdonato Santit?
INNOCENZO- Sapete che a Roma vi chiamano Pimpaccia? Vi si addice!
OLIMPIA- Voi potete chiamarmi come volete, sono la vostra serva. Venite. Nellintimit della mia casa sapr dimostrarvi la mia devozione....
INNOCENZO- Donna terribile...(mentre si lascia condurre fuori)
OLIMPIA- S...
INNOCENZO- (con voce roca)Traditrice!
OLIMPIA- S...
INNOCENZO- Empia...(escono)
16
Entra Camillo con un plico in mano. Mentre lo legge entra Ottavio. Sono entrambi preoccupati.
CAMILLO- Lambasciatore di Svezia mi ha consegnato questa missiva Ottavio. Presto sar qui Caterina. Ha abdicato in favore di un cugino e ha deciso di venire a Roma.
OTTAVIO- Caterina gi qui in incognito.
CAMILLO- Gi qui?Dove?
OTTAVIO- E ospite a Palazzo Farnese. Le ho consigliato di aspettare a rivolgersi ad Innocenzo.
CAMILLO- So che ha rifiutato tutti i partiti perch non vuole sposarsi e, non avendo eredi, obbligata ad abdicare .... Anche Elisabetta Tudor non aveva figli, ma non ha rinunciato certo al trono!
OTTAVIO- Non si capisce bene se una decisione sua o in pratica lhanno costretta!
CAMILLO- E che viene a fare qui a Roma, anche protestante! Forse viene a conoscere il Papa. Dicono che sia una bella donna.
OTTAVIO- E affascinante. Comunque da quello che ho capito, le sue intenzioni sono proprio quelle di stabilirsi a Roma.
CAMILLO- Che strana donna! Forse vorrebbe sposarsi con chi dice lei, ma la ragion di stato non glielo permette e vuole chiedere al Papa aiuto in materia!
OTTAVIO- Ma per loro il Papa non conta pi niente, da che c stato quelleretico di Martin Lutero, che il diavolo se lo porti!
CAMILLO- Per quanto in Svezia non riconoscano pi il Papa come capo della loro chiesa, non si pu negare che Innocenzo sia molto influente...
OTTAVIO- E con vostra madre al fianco....
CAMILLO- Dimenticavo mia madre! Non so come prender questa notizia dell arrivo di Cristina di Svezia...
OTTAVIO- Ho consigliato la sovrana di parlare con Donna Olimpia...
CAMILLO- Deve essere avvertita prima. Dobbiamo tastare il terreno prima che lo sappia Sua Santit!
In quella entra Alberico con un altro plico
CAMILLO- Di che si tratta?
ALBERICO- Una notizia da Castro. Una brutta notizia da Castro. Hanno ucciso Monsignor Cristoforo Giarda.
OTTAVIO- Santo cielo, chi ha il coraggio di dirlo a Innocenzo?
CAMILLO- Chi ha il coraggio di dirlo a mia madre.
OTTAVIO- Due brutte notizie in una sola volta!
CAMILLO-Veramente ce ne sarebbe una terza!
ALBERICO- Una terza?
17
In quella entra Olimpia Aldobrandini.
OLIMPIETTA- Scusate, disturbo? E un brutto momento?
CAMILLO- Per carit, entrate entrate...
ALBERICO- I miei omaggi principessa Borghese.
OTTAVIO- Qual buon vento vi porta al cospetto di Donna Olimpia Pamphili?
Entra il Bernini.
BERNINI-(Ad Olimpietta) Che fate mi seguite?
OLIMPIETTA- Maestro, potrei dire la stessa cosa di voi.
CAMILLO-C qualcosa che possiamo fare per voi?
BERNINI- Dovrei conferire con Donna Olimpia Pamphili.
CAMILLO-Potete dire a me, sono il figlio.
BERNINI- Lo so chi siete, ma no, mi dispiace, devo parlare con lei, da solo!
ALBERICO- Penso che ora non sia possibile, impegnata.
OLIMPIETTA- Ogni volta che vengo a trovare Donna Olimpia, sbaglio il momento.
CAMILLO- Non vi preoccupate pi di tanto, troveremo presto altri momenti per mia madre...
ALBERICO- Forse il caso che la vada ad avvertire...
OTTAVIO- (sottovoce ad Alberico)Aspettate, vediamo prima se convinciamo qualcuno ad andar via!
ALBERICO-Posso offrire loro un po di vino?
OLIMPIETTA- Grazie, non bevo.
BERNINI- Sto bene cos!
OTTAVIO- Donna Olimpia dovrebbe essere qui a momenti, deve risolvere qualche problema!
BERNINI- Aspetter, ho bisogno di parlarle.
ALBERICO- Non sappiamo che ora far, sarebbe meglio che ritorniate domani mattina.
OLIMPIETTA- S meglio che ritorni anchio unaltra volta e se...
18
Entra Olimpia, seguita a breve da Innocenzo. Non vede la piccola folla che c nella sala.
OLIMPIA- Troveremo qualche soluzione , del resto la tassa sul pane ha ben servito la vostra causa.
INNOCENZO- Sono sempre trovate impopolari.
OLIMPIA-Che ci importa del popolo? Sono l per servirci e pregare! Pi ci servono, pi ci odiano e pi pregano. Un bel coro di voci si eleva al Signore. In fondo noi non siamo che la via per la conquista del Paradiso!
CAMILLO- Madre!
OLIMPIA- Camillo!(cambiando tono) Olimpia ci siete anche voi, benvenuta nella mia casa...
ALBERICO- Signora, Gian Lorenzo Bernini, ha urgenza di parlarvi.
BERNINI- Santit (inchinandosi) Donna Olimpia, i miei rispetti!
INNOCENZO- Che fate qui? Mi sembrava di essere stato chiaro!
BERNINI- Voi non comprendete la mia arte, santit!
INNOCENZO- Arte, pfui! Potreste giusto restaurare qualche stalla!
BERNINI-Ho sempre pensato che i Barberini avessero pi gusto di altri !
OLIMPIA- Smettetela Gian Lorenzo, mi state mettendo in difficolt!
INNOCENZO- Come osate, artista incapace e arrogante! Andate ad elemosinare commesse da quei rubagalline, imbroglioni e ignoranti!
ALBERICO- Santit, attenzione...non vi agitate potreste star male!
BERNINI- Visto che non ci comprendiamo e lignoranza del genere umano paragonabile solo alla vastit delloceano, non rimango un minuto di pi a farmi insultare: esco di qui e non mi vedrete mai pi. Io, Gian Lorenzo Bernini, preferisco morire di fame piuttosto che strisciare ai vostri piedi .( talmente agitato che sbaglia porta per uscire e a stento gli altri trattengono il sorriso) Addio!
INNOCENZO- Deo gratias!(fa latto di benedire il Bernini una volta uscito)
INNOCENZO- Signori, sono stanco. Ho bisogno di riposare. (ad Olimpia) Mi metterete al corrente pi tardi di tutto. (fa latto di uscire)
TUTTI- Santit (inchinandosi alla sua uscita)
OTTAVIO- (appena fuori Innocenzo) Donna Olimpia, ci sono delle novit.
CAMILLO- Anche io, madre, dovrei parlarvi.
OLIMPIA- (gentile) E voi, mia cara avevate necessit di parlare con il Pontefice?
OLIMPIETTA- Veramente con voi signora, ma posso tornare
OLIMPIA- (sedendosi) Vi ascolto!
OLIMPIETTA- Ecco io...
CAMILLO- Madre, risolvete prima le altre questioni.
OTTAVIO- Donna Olimpia, Cristina di Svezia desidera venire a Roma e stabilirvisi! Le ho suggerito di consigliarsi prima con voi!
OLIMPIA- (incredula) Cristina di Svezia?
OTTAVIO-Ha appena abdicato.
OLIMPIA- Qui? E che cosa viene a fare?
OTTAVIO- Credo che veda Roma come un rifugio...
ALBERICO- Signora?
OLIMPIA- (ad Alberico ) Che cosaltro c?
ALBERICO- Una brutta notizia da Castro: hanno assassinato monsignor Cristoforo Giarda. (Sottovoce) Il mandante sembra sia stato Ranuccio Farnese.
OLIMPIA- Ranuccio Farnese! Era un ragazzo devoto al Papa!
ALBERICO-Quando si parla di propriet terriere, signora, pochi conoscono la devozione!
OLIMPIA- Dobbiamo pensare a come dirlo a Sua Santit !
ALBERICO- S, importante usare diplomazia.
OLIMPIA- (a Camillo che si agita impaziente di comunicare la notizia alla madre) Smettila di agitarti tanto, che coshai figlio mio?
CAMILLO- Madre io...
OLIMPIA- S?
CAMILLO-Ecco, non posso pi aspettare...
OLIMPIA- Allora?
CAMILLO-Ho pensato che...
OLIMPIA-Parla!
CAMILLO- Non vi agitate!
OLIMPIA- (visibilmente alterata)Sono calmissima!
CAMILLO- Forse meglio che vi sedete...
OLIMPIA- Basta Camillo, d quello che devi dire!
CAMILLO- S ma state calma...
OLIMPIA- Camillo!
CAMILLO- (velocissimo, quasi incomprensibile) Io desidero sciogliere il voto e sposarmi!
OLIMPIA-(confusa) Che stai dicendo?
CAMILLO- Voglio sposarmi!
OLIMPIA-Sei impazzito?
CAMILLO- No madre mia, voglio sposarmi con Olimpia (guarda la ragazza e sorride mentre le d la mano per farla alzare)
Da fuori si sentono grida del popolo
Olimpia li guarda agghiacciata e cade sulla sedia.
-Chi dice donna dice danno,
chi dice femmina dice malanno,
chi dice Olimpia Maidalchina
dice donna, danno e rovina!
FINE PRIMO ATTO
SECONDO ATTO
19
In strada davanti alla statua di Pasquino Oreste legge le parole di Pasquino e poi le ripete insieme a Cecilia e Maria.
MARIA ORESTE LUCIA-
Chi dice donna dice danno,
chi dice femmina dice malanno,
chi dice Olimpia Maidalchina,
dice donna, danno e rovina!
Scoppiano a ridere
ORESTE- Ehhhh, la Pimpaccia stavolta lha fatta grossa.
CECILIA- E vero e vero, per Monsignor Giarda doveva esse vendicato!
ORESTE-Gi ma se lassassino stato Ranuccio Farnese, lui che deve esse punito, invece quello scappato a Parma.
MARIA- E allora, il Papa lo scover e lo arrester!
ORESTE- Sapete che ve dico, io penso che i nobili non sammazzano fra de loro cos, davanti a tutti. Dietro ce so sempre l intrighi!
CECILIA- E certo, chi ce rimane immezzo semo sempre noi.
MARIA- Aho io nun centro gnente. Ma chi so sto Giarda e sto Ranuccio? Mica colpa mia se uno ha ammazzato laltro!
CECILIA- Ma certo che tu non centri gnente, io dico in generale , ce va sempre de mezzo il popolo!
ORESTE- E certo e stavolta ce vanno de mezzo i cittadini di Castro!
MARIA- Meno male che stamo a Roma allora!
CECILIA-(vedendo Gaetano vestito da soldato che sta entrando) Ma quello nun mi marito, o so mbriaca?
MARIA- E proprio Gaetano, ma come s conciato? Che gi Carnevale?
ORESTE-E vestito da soldato no o vedete? A Gaet, che fai hai cambiato mestiere?
GAETANO- Per il momento!
CECILIA- Pe il momento, ma che vor d?
GAETANO- Vedrai Cecilia mia, sarai contenta de me!
CECILIA- Che te sei nventato adesso pe nun lavor, eh?
GAETANo- Mo ve spiego...io...
CECILIA- Dillo che te sei nventato, tira fori il rospo!
MARIA-Lasciatelo parl poveraccio, sentimo che dice!
GAETANO- Grazie sora Mari, se nun ce stavate voi...Allora...
TUTTI- Allora?
GAETANO- Allora er Papa ha promesso 1000 scudi a tutti quelli che andranno a combatte co lesercito contro Castro!
ORESTE- E cos voi ve siete arruolato!
MARIA- Ma perch volete combatte eh? Rischiate la vita nun ce lo sapete?
CECILIA- Ma che te sei bevuto er cervello, ma do voi anna ?
GAETANO- A Castro a combatte, me danno pure la spada e da magn, ortre che i scudi!
CECILIA- I sordi! Ma che ce frega dei sordi se rischi da mori, eh?(dandogli delle spinte sul petto)
ORESTE- Gaetano rischioso davero, mica no scherzo!
GAETANO- A Ore, ma voi avete mai visto mille scudi tutti nsieme? Pensa Ceci le cose che potemo fa co tutti quei sordi!
CECILIA- Tu sei matto ecco che sei, ma che me voi fa mor? (agli altri) Ma pensa questo che s nventato , Santo Cielo o Santo Cielo,che lo possino..(urlando e disperandosi)
GAETANO- Ceci, ma non dicevi sempre che nun porto i bajocchi a casa e che me li bevo? Che nun cho voja de lavor? Ora proprio nun me poi di gnente, po esse pure che divento neroe! Me sento che nammazzer armeno cento...
ORESTE- Bella cosa poracci ! Quelli che corpa channo?
MARIA-E gi, che corpa channo? So poracci come semo poracci pure noi!
GAETANO- Se il Papa dice che so cattivi, aho a me che me frega...io li faccio fori!
ORESTE- Ma nun eravate anche voi che strillavate contro er Papa e la Pimpaccia?
GAETANO- Io? Mai! Voi, tutti voi eravate traditori,(fanatico) io mo so n sordato der Papa e guai a chi je dice contro!
CECILIA- Brutto schifoso de n rinnegato.(fa latto di picchiarlo)
MARIA- A Ceci statte bona, sinn come ce va a combatte se lammazzate prima?
CECILIA- Preferisco ammazzallo io, armeno lammazza una che je vole bene!
ORESTE- Aho, e se vede proprio che sprizzate amore da tutte le parti!
CECILIA-Dimme, sti soldi armeno te lhanno dati gi?
GAETANO- Solo a guerra finita!
ORESTE- A Gaet,scusate, ma se ce lasciate le penne a chi li danno sti 1000 scudi?
GAETANO- Se moro, li danno alla mia signora.
CECILIA- Ah s, ma se nun me li danno, da chi devo anna pe piammeli?
GAETANO- Quanno te diranno che so morto te porteranno anche li sordi!
MARIA- Beh, cos ve consolate no, sora Cec...
ORESTE- E s, cos sarete vedova e ricca come la Papessa Olimpia!
CECILIA- Sapete che ve dico? Annatevene tutti a moriammazzati! (esce arrabbiata e gli altri ridono)
20
Cambio scena. Casa di Olimpia. Alberico e Olimpia.
OLIMPIA-Avete avuto problemi?
ALBERICO- Non particolarmente.
OLIMPIA- Ed subito ...
ALBERICO- Si difeso con la spada. Ha combattuto.
OLIMPIA- Vi hanno visto?
ALBERICO- Era solo!
OLIMPIA- Strano, la notte la campagna non mai un luogo sicuro!
ALBERICO-Ci siamo privati di un uomo fedele al Papa.
OLIMPIA- Era necessario, e poi i Farnese hanno tentato di corromperlo e ci stavano riuscendo.
ALBERICO- Questo non lo sapevo e mi stupisce.
OLIMPIA- Cambia qualcosa per voi?
ALBERICO- Affatto, lo sapete.(prende dalla tasca il pugnale e glielo pone) E stata realmente legittima difesa.
OLIMPIA- Questo mi consola!
ALBERICO- Non stato neanche necessario mettere in giro la voce di Ranuccio Farnese, partita da sola!
OLIMPIA- Ne ero sicura, era ovvio che il primo sospetto sia caduto su di lui. E la voce si allargata. la calunnia cresce di bocca in bocca ...
ALBERICO- Persino Pasquino lha scritto nei suoi motti!
OLIMPIA- Con la guerra a Castro, i Farnese si calmeranno per un po! Quei territori sono della Chiesa e loro lo sanno bene!
ALBERICO- Una guerra mi sembra eccessiva.
OLIMPIA- Questa volta il Papa partito allattacco. Del resto se si pietosi con i nemici, te li ritrovi presto alle spalle!
ALBERICO- Non siete preoccupata per vostro figlio? Cos, a combattere contro il nemico?
OLIMPIA- Non direi che quattro campagnoli mal nutriti e mal armati possano considerarsi un pericolo. E poi mio figlio fra i comandanti, non si esporr in prima linea ed meglio che sfoghi i suoi ardori altrove!
21
Entra Ottavio che ha sentito le ultime parole. Alberico si inchina ed esce.
OTTAVIO- Siete dura signora!
OLIMPIA-Camillo che vuole sposarsi! ! E poi con chi? Con chi!
OTTAVIO- Olimpia Borghese una donna deliziosa!
OLIMPIA- S, ma s certo! Per...
OTTAVIO-Viene meno alle vostre aspirazioni!
OLIMPIA-Fosse solo per questo!
OTTAVIO- Ci sono altri motivi?
OLIMPIA- Eh? Altri ...No, no che dite!
OTTAVIO- E che mi era sembrato...
OLIMPIA- Vi era sembrato male! Quali altre ragioni se non quelle di una povera madre che aspira a grandi cose per il proprio figlio!
OTTAVIO- Avete mai pensato che non avesse vocazione?
OLIMPIA- Mai, non ho mai sospettato che avesse altre intenzioni, n lui lo ha mai lasciato intuire...Anzi!
OTTAVIO-Lo avete fatto allontanare da Roma per questo?
OLIMPIA- E naturale, Innocenzo non voleva, ha paura che gli accada qualcosa...
OTTAVIO- E sempre una guerra!
OLIMPIA- S, ma Camillo sembra sciocco ma non lo , sapr difendersi!
OTTAVIO- Nessuno ha mai detto che lo fosse!
OLIMPIA- A volte sento dei commenti della corte , di altri cardinali...dicono che sta l solo per merito di Innocenzo.(d le spalle a Ottavio)
OTTAVIO- E pur sempre il cardinal nepote. Non si pu negare la protezione del Papa. La strada spianata per il pontificato. Una madre danarosa e potente alle spalle.
OLIMPIA- (girandosi verso di lui) Siete geloso Ottavio! Camillo vi fa ombra ?
OTTAVIO- Non siate cattiva con me, io sono molto affezionato a Camillo, ma soprattutto a Innocenzo. Non mi interessa il soglio, preferisco lavorare a fianco di chi governa.
OLIMPIA-Gli starete vicino vero? Lo aiuterete, lo proteggerete?
OTTAVIO- Sempre che voi non decidiate di buttarlo direttamente nel fuoco, visto che ora a Castro a combattere.
OLIMPIA- Torner, avevo solo bisogno di tempo...pu essere che cambi idea...
OTTAVIO- Pu essere.Vi lascio signora. Ricordate, c sempre Cristina di Svezia...
OLIMPIA- (stancamente, mettendosi seduta) S, s. Fatela venire da me domani...
OTTAVIO- Domani(si inchina ed esce).
22
Entra Innocenzo con Pamphilio.
INNOCENZO- Siete una madre crudele, nessuna donna avrebbe mai mandato il proprio figlio allo sbaraglio.
OLIMPIA-Volevo che cambiasse aria e che non pensasse pi al matrimonio.
PAMPHILIO- Altro che aria, quello rischia de cambi pure i connotati!
INNOCENZO- Potevate mandarlo nuovamente a Parigi, a Londra. Ovunque insomma, ma non in guerra!
OLIMPIA- Anche le strade sono pericolose, si incontrano i briganti.
INNOCENZO- Quella potrebbe essere una fatalit, ma la guerra!
PAMPHILIO- Fatalit? Sei il Papa, devi parl de volont di Dio!
OLIMPIA- Star lontano dal fulcro della battaglia. E poi il fragore del combattimento lo distrarr, penser a salvarsi, a soccorrere i compagni, insomma non penser a Olimpia!
PAMPHILIO- E qui che te sbaji! Quello pi combatte pi se la sogna!
INNOCENZO- Voi non siete normale! Lunico figlio vostro!
Dovreste vivere per lui, pensare solo al suo bene!
OLIMPIA- Io penso al suo bene! Quel matrimonio non deve farsi!
INNOCENZO- S, lo so che stata una notizia sconvolgente, ma che ci volete fare, giovane!
OLIMPIA- A voi non dispiace? Non eravate felice di vedere in lui un futuro Papa, un altro Pamphili sul soglio?
INNOCENZO- (facendo le corna)Sempre dopo chero morto e sapete come dice il detto? Chi more giace e chi resta...
PAMPHILIO- Se d pace!
OLIMPIA- Che centra? Io pace non ce lavrei comunque mai a pensarlo sposato con la Borghese!
INNOCENZO- Allora siete gelosa! Finalmente riconosco in voi un sentimento femminile! Siete gelosa della futura nuora!
PAMPHILIO- Ma digli la verit, perch non lo fai?
OLIMPIA-Il termine nuora non lo voglio neanche sentire!
INNOCENZO- Come previsto, ecco la suocera!
PAMPHILIO- Il carattere ce lha!
OLIMPIA- Non avete capito nulla!
INNOCENZO- Olimpia di che avete paura? Di non comandare pi a Roma una volta che sar morto? Sognavate di fare e disfare anche grazie a Camillo eh? Avete paura di rimanere senza denaro? (parlandole a bassa voce e guardandosi intorno) Vi dir una cosa Olimpia, un segreto: quando star per morire, guardate sotto il letto. Nascondo l qualcosa che pu interessarvi...ed vostro!
PAMPHILIO- Ah, l che tieni il malloppo eh Santit?
OLIMPIA- Che volete che mimporti?
INNOCENZO- Basta mia cara, scuotetevi, non vi riconosco pi. Quasi, quasi mi trovo unaltra disposta ad ascoltarmi!
PAMPHILIO- Secondo me Cristina di Svezia potrebbe and bene!
OLIMPIA- E trovatevela, trovatevela. Che non veniate pi a tartassarmi!
INNOCENZO- Vedo che non riesco a farvi ragionare, i desideri di vostro figlio possono non essere i vostri, ma sono legittimi! Non desiderate avere un nipote?
OLIMPIA- No!
PAMPHILIO- Io s, altrimenti che so campato a fa? Cos i Pamphili continueranno ad esiste ! Per certo , nun me piacerebbe av un nipote da un incesto!
23
Solita Piazzetta. Cecilia sotto unedicola con il cesto dei panni lavati al fiume e sembra pregare la Madonnina .
CECILIA- Che je possino d tante cortellate p quante messe ha detto larciprete-Ora prenobbi-
Che possi sta tantanni a combatte pe quanto un pidocchio ce mette a far giro der monno- Ora pre nobbi-
Che te possi rompe lossa ntanti pezzi quanto so i granelli de sabbia der mare-Ora pre nobbi-
Entra Oreste. Che si ferma a guardarla. L per l non vuole disturbarla e si allontana, poi capisce che la preghiera di Cecilia non consueta.
ORESTE- Cec, che state a fa?
CECILA- Nun me disturbate, sto a preg! (riprende) Che te possino pij tantaccidenti pe quantova ce vonno a rompe la Cupola de S. Pietro- Ora pre nobbi-
ORESTE-E na preghiera speciale?
CECILIA- Prego pe Gaetano. Perch sta a combatte! Sto fijo den po per uno...
ORESTE- (ironico)State a preg che torni sano e salvo?
CECILIA- (guardandolo di traverso) Che possi fa la fine der bove che prima lo mazzoleno, poi lo scanneno, poi ce balleno sopra- Ora pre nobbi-
ORESTE-Beh, mejo che levo er disturbo, magari lass se sbajeno e quarche benedizione me casca pure ntesta !
CECILIA- A Or, n aria. Annatevene che mejio!(Oreste esce quasi correndo e facendo le corna, lei riprende a pregare) Che pozzi fa la fine del cero de Pasqua, n foro de sopra, npalo de sotto e cinque palle npetto- Ora pre nobbi-
Buio
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Casa di Olimpia.
Camillo col braccio al collo , Innocenzo e Pamphilio.
INNOCENZO-Vostra madre sapeva che dovevate stare nelle retrovie col comandante Gianfelice, invece voi vi sieter buttato nella mischia!
CAMILLO-Certo me la sono vista brutta , per adesso finita!
PAMPHILIO-Questo nun proprio fijo mio, un deficiente!
INNOCENZO-Non avevate mai combattuto prima, so che vi siete fatto onore. Eeeeh, io quando ero giovane, amavo andare in guerra. Mi faceva sentire vivo!
PAMPHILIO- Allora fijo tuo non mio, allora Olimpia se la faceva con te mentre ero ancora vivo! Pimpaccia...
CAMILLO- Devo confessarvi che superata la prima paura,
mi sono convinto che tutto ci era per il bene della Chiesa
e allora ho sentito in me come un fuoco! (esaltato)Ero langelo vendicatore. O Castro o morte!
PAMPHILIO- Madonna mia bella! E pure pericolosoI
INNOCENZO-Calmatevi Camillo, sono felice che siete tornato sano e salvo.Scopro in voi degli interessi nuovi. Ora la vicenda di Castro grazie a Dio finita, potete prendervi un po di riposo.
CAMILLO- Non sono stanco. Temo solo che le mie decisioni future possano dispiacervi.
INNOCENZO- Quali decisioni?
PAMPHILIO- Ecco ce semo...
CAMILLO-Mia madre vi avr accennato...
INNOCENZO- Coraggio, parlate!
CAMILLO- So tutto quello che avete fatto per me. Siete stato un padre, un amico, un mentore...
PAMPHILIO-Un padre, te credo, ..
INNOCENZO- Siete mio nipote, lunico. Sapete laffetto che vi porto.
CAMILLO- S lo so e vi ricambio con tutto il cuore. Ma quando ho rivisto Olimpietta, ho capito che il mio futuro non nella chiesa! Perdonatemi, ma desidero sposarla!
INNOCENZO- E di che devo perdonarvi, figlio mio?Avete ben riflettuto? Darete un dolore a vostra madre!
CAMILLO- Mia madre si convincer. Non ho intenzione di cambiare idea!
PAMPHILIO-Hai capito il tonto? Potenza dellamore!
INNOCENZO- Avete gi accennato qualcosa alla ragazza?
CAMILLO- S. E lei contenta, anche se dovremo aspettare...
INNOCENZO- Non ti preoccupare, acceleremo la procedura di rinuncia ai voti.
CAMILLO-Santit...
INNOCENZO- S?
CAMILLO- Non bellissima?
INNOCENZO- (appoggiandogli il braccio sulle spalle e accompagnandolo verso luscita) Ah, ah, ah, questo amore!
PAMPHILIO- Moglie mia ti sei trovata una bella gatta da pelare!
25
Entrano Cristina , Ottavio ed e Elizabeth.
CRISTINA- E qui che Innocenzo X preferisce ricevere piuttosto che nei palazzi Vaticani o al Quirinale?
OTTAVIO- Ogni Papa ha una preferenza. Diciamo che i palazzi Vaticani costituiscono la sede privilegiata per le funzioni spirituali, al Quirinale, invece, il pontefice svolge mansioni prettamente politiche ed organizzative. Per tutto il resto, udienze dei laici, suppliche e cos via...(indica la stanza)
ELIZABETH- E cos il Papa si scelto un bel palazzo.
OTTAVIO- Il palazzo della sua famiglia.
ELIZABETH- Credevo fosse di Donna Olimpia.
OTTAVIO- In effetti qui Pamphilio Pamphili vissuto con Olimpia Maidalchini. Il palazzo, come molti altri a Roma, dei Pamphili.
ELIZABETH-(affacciandosi) Una vista magnifica!
CRISTINA-(passeggiando per la stanza vagamente nervosa) Dovremo aspettare molto?
OTTAVIO- No, vedrete che adesso arriver!
ELIZABETH-Non a Palazzo?
OTTAVIO- E uscita molto presto questa mattina!
CRISTINA-Credevo che a Roma una gran dama se la prendesse comoda...
ELIZABETH- Certo chi glielo fa fare a svegliarsi presto?
OTTAVIO- Non eravate voi che vi alzavate allalba e facevate svegliare Cartesio per discutere con lui di filosofia nella vostra biblioteca?
CRISTINA- S vero(sorridendo), lui moriva di freddo poveretto. Gli venne anche la polmonite.
ELIZABETH- Non colpa vostra maest, poteva coprirsi meglio!
CRISTINA- S, ma io potevo parlarci anche in altri momenti della giornata!
ELIZABETH- Una sovrana super impegnata. Avevate trovato lunico momento per conversare tranquillamente.
CRISTINA- Questo vero, ma mi avr odiato poverino!
ELIZABETH- Poteva anche dirvi di no! Non ve la sareste presa!
CRISTINA- Certo che me la sarei presa, dopo tutto io ero la regina!
OTTAVIO- (sorridendo) Ammiro sempre di pi la vostra personalit.
ELIZABETH- La mia signora una grande donna, non teme nessuno, sa combattere, cavalcare, suonare, dipingere, conosce la filosofia e anche la medicina...insomma in grado di affrontare tutto e tutti!
26
OLIMPIA- (entrando) Ne sono lieta.
OTTAVIO- Donna Olimpia, buongiorno! Ecco sua Altezza Cristina di Svezia.
Le due donne si guardano e ognuna aspetta che laltra sinchini. Alla fine non lo fa nessuna delle due, ma Elizabeth si butta ai piedi di Olimpia.
ELIZABETH- Signora! (bacia le mani di Olimpia)
CRISTINA- La mia dama di compagnia, (alla donna impaziente) Elizabeth!
ELIZABETH- Oh, scusate, scusate... che sono cos emozionata! Sono al cospetto della grande Olimpia Pamphili!
CRISTINA- Elizabeth! Vi prego di scusare la mia dama.
OLIMPIA-Perch? Si dimostra giustamente rispettosa e onorata!
OTTAVIO- (a Cristina)Signora, se Elizabeth lo gradisce, le far visitare la piazza e il palazzo.
OLIMPIA-Andate Elizabeth, il cardinal Ottavio sa essere un ottimo cicerone.
ELIZABETH- (a Cristina ) Posso?
CRISTINA-Naturalmente!
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Ottavio ed Elizabeth escono mentre questa continua ad inchinarsi. Le due donne si scrutano in silenzio.Poi Olimpia inizia a parlare.
OLIMPIA- Venite da una terra lontana signora, cosa vi porta qui?
CRISTINA- Uno dei miei sogni quando ero regina di Svezia, era quello di poter viaggiare. Ora posso farlo.
OLIMPIA- So che parlate tante lingue bene quanto la nostra!
CRISTINA- Forse addirittura meglio. Molti poeti, scienziati e filosofi giungono da tante parti del mondo in Svezia. Ho avuto la fortuna e il piacere di poter perfezionare la mia conoscenza delle lingue.
OLIMPIA- Qualche italiano?
CRISTINA- Nessuno! Purtroppo i grandi artisti italiani preferiscono non abbandonare la penisola.
OLIMPIA- Qui diamo loro occasione di esprimersi.
CRISTINA- E per questo che desideravo tanto vedere Roma.
OLIMPIA- E in seguito, dove avete sognato di andare?
CRISTINA-Ecco ...io pensavo di stabilirmi qui.
OLIMPIA- A Roma?Che strano desiderio...
CRISTINA- E un desiderio come un altro. Io amo la vostra citt, il mio appannaggio mi permette di risiedere in qualche bel palazzo o in una villa. Mi piace ricevere, dare festeggiamenti, circondarmi di artisti.
OLIMPIA- Questo potreste farlo in qualsiasi altro posto. La corte romana non certo moderna, le sue abitudini sono secolari, e in quanto agli artisti, noi preferiamo servircene pi che farne dei giullari da salotto!
CRISTINA- Roma Roma. E il centro del mondo, la sede della Chiesa Cattolica. La sorgente dellarte. Fortunati voi a viverci.
OLIMPIA- Il popolo forse non daccordo con voi!
CRISTINA-Il popolo disposto a riconoscere la supremazia, se si d loro un motivo per essere contenti. Se si punisce solamente, lo si aggravia di tasse, e ci si comporta diversamente da come si va predicando, allora protesta!
OLIMPIA- (sorridendo)Vedo che conoscete bene i nostri difetti. Per a Roma vivere complicato se non si cattolici. Qui tutto parla di religione. I nostri ritmi sono cadenzati sul calendario liturgico, la nostra vita sui sacramenti...
CRISTINA- Lo credo, anche se con lintelligenza e la tolleranza si pu ovviare a tali problemi!
OLIMPIA- Non ci manca lintelligenza, ma la tolleranza.
CRISTINA- Io stavo parlando di me stessa.
OLIMPIA-Siete priva di falsa modestia. Lunica cosa che vi manca, oltre che una professione di fede.
CRISTINA-Mi avevano parlato della vostra durezza.
OLIMPIA- Non da me nascondermi dietro le parole. A Roma non c posto per una protestante, ex regina che fosse!
CRISTINA- Problema inesistente. Io mi sono convertita alcuni giorni fa, dopo aver parlato con il Cardinale Ottavio.
OLIMPIA- (silenzio)E stato lui a consigliarlo?
CRISTINA- Direi di no, ma ho capito ugualmente che era necessario.
OLIMPIA- Una mossa astuta mia cara.
CRISTINA- Ora non vi resta che presentarmi ad Innocenzo X.
OLIMPIA-Pensateci Cristina. Roma un ammasso di nobili bigotti e puritani, nostalgici e reazionari. La vostra libert pu far paura!
CRISTINA- Ora sono cattolica, non possono pi temermi.
OLIMPIA- Parigi una citt moderna e i suoi costumi sono alquanto licenziosi. Mazzarino e Luigi sono tolleranti, molto tolleranti...(allusiva)
CRISTINA- Non mi interessa una corte licenziosa signora, mi interessa la cultura.
OLIMPIA- Ammirevole da parte vostra! Se volete mander insieme a voi il Bernini. Giusto qualche tempo fa Luigi mand a chiedere i suoi servigi. Potrete iniziare l il vostro salotto, la vostra vita da Mecenate.
CRISTINA-Non ho interesse per la Francia. Luigi un monarca assoluto le cui decisioni non condivido.
OLIMPIA- Forse, tra le centinaia di lingue conosciute, allappello manca il francese?
CRISTINA- Madame, lassez cette querelle . Moi, je veux rester ici, Rome.
OLIMPIA- Allora lo parlate molto bene! Ne sono felice. Potreste entrare negli intrighi di corte, farvi amico il Re. Lui non bada a certe cose.
CRISTINA- Quali cose signora? Non vi capisco e non vedo perch volete spedirmi a Parigi!
OLIMPIA- Vi ho gi detto che le parole non mi difettano. Volete che pronunci ad alta voce quello che si mormora gi da tempo, per vostra stessa asserzione?
CRISTINA- Donna Olimpia detesto gli enigmi. Parlate chiaramente ve ne prego.
OLIMPIA- Volete che si sappia in giro e venga allorecchio del Papa perch non avete voluto sposarvi?
CRISTINA- (in evidente imbarazzo) Come osate?Non credo siano fatti che vi riguardano.
OLIMPIA- A Roma tutto mi riguarda e se deciderete di vivere qui, anche voi e i vostri desideri mi riguarderanno.
CRISTINA-Portate rispetto ad una sovrana.
OLIMPIA- Ex sovrana, mia cara, ex. Sapete ? Io sento le chiacchiere solo quando presumo che abbiano un fondo di verit.
CRISTINA- Quale sarebbe questa verit allora?
OLIMPIA- Non vi interessa il matrimonio, perch non un uomo quello che vorreste sposare!
Cristina rimane ghiacciata, immobile. Olimpia le gira intorno.
OLIMPIA- I tempi non sono maturi, mia cara. Ecco perch vi consiglio di andare a Parigi. la nostra corte gretta e antiquata. L respirerete unaria migliore.
28
Entrano Ottavio e Elizabeth
ELIZABETH-Altezza, ho visto delle cose meravigliose. ...ma che avete?
CRISTINA- Andiamo mia cara, togliamo il disturbo!
ELIZABETH- Quando vedremo il Papa? Sono talmente entusiasta di essere qui!
CRISTINA- (a Olimpia) Io parto. Sono certa che la situazione evolver. I tempi matureranno e il mondo intero, compresa Roma, cambier ottica. Gli uomini hanno diritto di vivere secondo la loro natura, gli schemi sociali crolleranno. Giuro che torner a Roma prima o poi e ci rimarr tutto il resto della mia vita. E allora, signora, vedremo chi lavr vinta!
OLIMPIA- E cos sia!
ELIZABETH- Ma dove andiamo , dove? (mentre si prostra ai piedi di Olimpia per riverirla)
CRISTINA- A Parigi! L si respira unaria migliore di questa!
ELIZABETH- (piagnucolosa mentre Cristina la trascina fuori insieme a Ottavio) Ma come, non volevate rimanere qui? Roma mi piace e poi dobbiamo vedere Innocenzo e oggi il Cardinale Ottavio....
Ottavio mentre esce, lancia uno sguardo di intesa a Olimpia che a fatica nasconde una risata.
29
Entra il Bernini
BERNINI- Chi era quella bella signora che uscita?
OLIMPIA- Avete visto qualcuno che usciva, oltre il cardinal Ottavio?
BERNINI- Una signora!
OLIMPIA- Non cera nessuno qui!
BERNINI- Mi volete canzonare? Lho vista io qui adesso che usciva insieme a una ragazza.
OLIMPIA- Bella donna?
BERNINI- S, affascinante!
OLIMPIA- Dimenticatela, voi non avete visto nessuno! E venuta in sordina e cos se ne partir!
BERNINI- Ma chi era?
OLIMPIA-...Una...discendente di Saffo!
BERNINI- (guardando fuori come a seguire luscita di Cristina e poi girandosi incredulo verso Olimpia.) Cosa? Avete cambiato gusti in fatto di amore? Ma come, io che sospiro per voi, io che non penso che a voi, mi volete uccidere...volete soffocare il mio afflato. Sapevo che eravate una libertina, ma sempre seguendo certe regole, santo cielo. Ah perch vi piace provare di tutto eh, ma vi far cambiare idea. Venite qui. (tenta di baciarla)
OLIMPIA- Gian Lorenzo! Fermatevi. (lo dirige di fronte al tavolo da pranzo)Venite, venite qui.
BERNINI- Dove, in camera? Nella vostra alcova ? Nel vostro boudoir?
OLIMPIA- Ecco qui!
BERNINI- (guardandosi intorno) Non mi sembra il luogo adatto e Innocenzo viene e mi scaccia come laltra volta!
OLIMPIA-Innocenzo in Vaticano a nominare un nuovo Vescovo per la diocesi di Viterbo. Fermo, non vi muovete!
BERNINI- E chi si muove, sono una statua pronta per essere inaugurata!
OLIMPIA- Guardate su questo tavolo, che cosa vedete?
BERNINI- Vedo un bel tavolo da pranzo in legno di ciliegio intarsiato con dellolivo. Un buon artigianato, desumo sia originario delle mie parti, Sorrento credo.
OLIMPIA- Suvvia Gian Lorenzo, non vi ho chiesto un commento artistico sul tavolo, ma quello che c sul tavolo.
BERNINI- Non c niente!
OLIMPIA- Ora verr apparecchiato per il desco.
Olimpia batte le mani ed entra Alberico portando un carrello con le cose elencate e inizia ad apparecchiare
OLIMPIA-Tovaglia di lino ricamato di Fiandra, piatti in metallo prezioso provenienti dalle miniere del nuovo mondo, posate dargento masiccio incise a mano, caraffa completa di boccali dei maestri argentieri fiorentini, candelieri doro massiccio cesellati dal Cellini.
BERNINI- (fregandosi le mani e sedendosi a tavola) Bene, bene, bene una tavola da Re, e che si mangia?
OLIMPIA- A voi sembra una tavola da Re, ma ci manca qualcosa!
BERNINI- A me va benissimo cos, sedete pure, fate come se foste a casa vostra.
OLIMPIA- Alzatevi Gian Lorenzo!(lui si alza mogio)
Bernini- Vi state prendendo gioco di me?
OLIMPIA- Non vedete che manca qualcosa al centro della tavola eh?
BERNINI- Il centrotavola!
OLIMPIA- (battendo le mani e spingendolo alla porta) Bravo, finalmente! Dovrete farmi il pi bel centrotavola esistente al mondo. In marmo mi raccomando e il pi presto possibile.
BERNINI- (Togliendosi il tovagliolo dal collo) Ma la fontana, non devo farvi la fontana per la Piazza?
OLIMPIA- (pensierosa) Fontana? E gi perch no? Ispiratevi alla fontana!
BERNINI- Ma quale fontana se non lo ha ancora fatta?
OLIMPIA- Quella che avete gi nella vostra testa! Nella vostra testa chiaro? Ma delle dimensioni di un ..
BERNINI- Centrotavola, ho capito s ho capito adesso. Volo! (esce)
30
In piazzetta Cecilia tutta allegra perch tornato Gaetano che ha una gamba fasciata e ingessata. Oreste legge la solita poesia di Pasquino.
ORESTE-
Quando leco della lotta sera spento
e l sale gettato s disperso ar vento,
se so sentite lontane lontane
batte i rintocchi le campane,
e pe tacit lurtima voce der paese
Pimpaccia lha portate a S. Agnese,
poi channo messo na targa dalabastro
ndo ce sta scritto: qui fu Castro!
CECILIA- Tu lhai vista la targa Gaet?
GAETANO- E certo che lho vista, lhanno messa ndo stava la piazza!
MARIA- Ammazza che cattiveria, lhanno proprio voluto cancell dalla faccia della terra sto paese.
ORESTE-Pure er sale channo messo sopra!
CECILIA- Perch tanto spreco a butt er sale? Nun se fa!
GAETANO- Perch dove c il sale nun ce cresce pi gnente sopra. E cos Castro nun dovrebbe pi risorge.
MARIA- Io sapevo che chi risorge solo Ges Cristo.
CECILIA- E le campane della chiesa le hanno levate da l?
GAETANO- S, la Papessa le ha fatte mette a S. Agnese.
CECILIA- Ma pensa tu, cos manco pi le campane ce stanno.
ORESTE- Gi e visto che S. Agnese deve esse restaurata e ce dovevano cambi le campane, gi se l ritrovate.
MARIA- Armeno nun ha dovuto mette nartra tassa pe comprassele.
ORESTE- A Gaet ma poi i 1000 scudi ve lhanno dati?
MARIA- Eh, eh? Ve lhanno dati?
GAETANO- Ecco mbe...no, no tutti!
CECILIA- No, tutti no!
ORESTE- E cio?
GAETANO-Hanno cominciato a d che semo andati in tanti, che i costi so stati superiori a quanto pensaveno!
MARIA ORESTE-E allora?
GAETANO- Me nhanno dati solo 100.
ORESTE- Cento scudi solo?
CECILIA-E c chi pure non cavuto gnente!
MARIA-Sti morammazzati, mbrojoni, ladri...
ORESTE- Ma voi jeli avete chiesti o no?
GAETANO- E certo che je lavemo chiesti. Channo risposto che, se volevamo, potevamo arraff tutto quello che ce pareva dentro Castro.
ORESTE- Fa lavvoltoi nsomma!
GAETANO- E che potevamo facce ben pi de 1000 scudi!
MARIA-Sciacalli, ladri!
ORESTE- E voi?
GAETANO- Io mero ferito e nun potevo annacce e allora mhanno dato 100 scudi e via!
MARIA- Cento scudi pe ave rischiato la vita!
CECILIA- A Mar, chissene, mo tutto finito e se ricomincia.
MARIA- E gi, consolateve co lajetto!
CECILIA- A me nun me ne frega gnente, cavevo na paura che nun tornava pi! S pure rotto na gamba!
ORESTE- Eh, co tutte le preghiere che avete recitato, na gamba in fondo, robba da gnente!
GAETANO-Hai pregato pe me? Allora me voi bene?
CECILIA- Certo cho pregato.
ORESTE- E nun ve immagginate quanto!(ride)
31
Alberico sparecchia lentamente fischiettando. Maria si affaccia alla porta.
MARIA- Posso entr?
ALBERICO- Ah, sei tu!
MARIA- S, so io.
ALBERICO- Come te la passi?
MARIA-Nsomma, e tu? Te sei sistemato!
ALBERICO- S sto bene! Qualcuno tha visto entrare?
MARIA- No, e poi il portone era aperto. Anvedi che casa, a raccontallo che so stata qua nun ce crederanno mai!
ALBERICO-Invece non lo devi d a nessuno chiaro?
MARIA- E mica so scema! Come sta tu moje?
ALBERICO- Bene sta bene. Voi magn qualcosa?
MARIA- Se tavanza un pezzo de pane...
ALBERICO- Mettiti seduta che ti preparo subito.
(scopre dalla pietanziera della carne con dei piselli e glieli versa in un piatto, le porge del pane e le versa del vino)
MARIA- Ammazza che lusso, la carne! E chi lha mai vista!(addenta un pezzo) Bona, uhm..
ALBERICO- Piano che ti strozzi! (le siede accanto e continua a versare il vino)
MARIA- Che me voi mbriac?
ALBERICO- Ti sei sposata poi?
MARIA- Macch, ormai che me sposo a fa, so grande!
ALBERICO- E allora? Non c nessuno che ti piace?
MARIA- Uno ce sarebbe, fa il falegname, ma nporaccio
e che je metto laggravio?
ALBERICO- Te piacerebbe guadagnare qualche soldo pe sposatte?
MARIA- E certo che me piacerebbe!(mentre continua a mangiare) Ma a me me piace pure da sta coi piedi per terra. No come quellamico mio che javevano promesso mille scudi pe combatte a Castro e jenanno dati solo cento grazie al fatto ch sera rotto na gamba, sinn manco quelli pijava!
Alberico tira fuori dalla tasca un sacchetto.
ALBERICO- Guarda Mari i soldi gi stanno qua.
Maria smette da mangiare e apre il sacco delle monete e le conta e le riconta.
ALBERICO- Sono 600 scudi.
MARIA- (balbettando) Sei, sei...cento... Che devo fa? Che devo fa? Aho, io non ammazzo nessuno eh?
ALBERICO- Devi solo firmare una dichiarazione...niente!
MARIA- (alzandosi in piedi)Na dichiarazione? Era mejo se me facevi ammazz quarcuno!
ALBERICO-(tirandola gi a sedere) Ma che sei matta, che dici, devi solo firmare!
MARIA- (Scoppia a piangere) Non posso firm, non posso!
ALBERICO- Tutti sti scrupoli te fai?
MARIA- Non posso, ecco!
ALBERICO- Non niente di grave, devi solo dichiarare che Olimpia Borghese non puo avere figli. Che poi vero visto che non ce lha avuti!
MARIA- Ah, ah, ah! Ma Olimpia stata sposata poco pi di un anno e...
ALBERICO- Pe fa un figlio bastano 9 mesi!
MARIA- Paolo Borghese era vecchio e malandato e Olimpetta...
ALBERICO- (tirando fuori un foglio) Lo firmi o no? Ci tieni tanto alla Borghese?
MARIA- Non me ne mporta gnente della Borghese, ma io non posso firm perch ...
ALBERICO- Perch...
MARIA-Non so scrive ecco!
ALBERICO- O Signore, neanche la firma sai fa?
Maria piangendo scuote la testa.
MARIA- Posso fa na croce !
ALBERICO- No, un documento troppo importante, direbbero che thanno costretta!
MARIA- Ma perch devo dichiar sta cosa?
ALBERICO- Non ti riguarda. Tu sei stata chiamata al suo fianco no?
MARIA- S. Come levatrice dovevo ved se cera quarcosa che je mpediva de fa i fiji.
ALBERICO- E qualcosa cera...
MARIA- Sana come un pesce, ma lui , poraccio nun jela faceva pi...troppo vecchio!
ALBERICO- Poteva benissimo essere a causa di lei, invece.
MARIA- Te dico de no. Ma poi che me frega!
ALBERICO- Le lettere le sai almeno copi?
MARIA- Ce provamo!
ALBERICO- Daje dai. (sparecchia un angolo e prende un calamaio) Ecco guarda. Meno male che te chiami Maria Monti, corto, almeno famo presto!
Maria si sforza di copiare, Alberico tra unimprecazione e laltra, riesce a farla scrivere.
MARIA- So stata brava, so stata brava? Guarda che firma, sembra proprio de una che sa scrive!
ALBERICO- Va bene, va bene. Parla piano. Dai qua(prende il foglio e lo mette sullo scrittoio)
MARIA-Ora i soldi me li dai eh?
ALBERICO- Certo! Eccoli! Nessuno deve sapere niente, colla gente inventati qualcosa. Se ti chiamano a testimoniare, ricordati: tu hai avuto modo di visitare Olimpia Borghese e giuri che non pu avere figli! Va bene?
MARIA- (saltando di gioia) Ma s s, sta tranquillo. Mo me levo da torno.
Maria , mentre Alberico rilegge il foglio, prima di varcare la porta parla fra s e s.
MARIA- Mia cara Olimpietta, quanno tho visto nasce, ho avuto la sensazione che mavresti portato fortuna!(esce)
32
Pamphilio entra mentre Alberico finisce di sparecchiare e legge il foglio.
PAMPHILIO- E certo, meglio che se dica che sterile piuttosto che incestuosa. Vabb che poi chi lavrebbe saputo mai. Per se je nascono i figli storpi, malati? Mo Camillo come la prender?
Entrano Innocenzo e Camillo.
INNOCENZO- Cercher di convincerla...
CAMILLO- Grazie santit, mia madre lha presa proprio male.
INNOCENZO- La devi capire tua madre, contava molto sulla tua carriera ecclesiastica. Aspirava al pi alto grado.
CAMILLO- Lo so ma io ho cambiato idea e voi sapete quanto sono determinato.
Entra Olimpia che confabula con Alberico il quale gli indica il foglio. Alberico esce e lei si rivolge ai due.
OLIMPIA- (inchinandosi)Santit, Camillo.
CAMILLO- Madre carissima...
OLIMPIA- Allora hai cambiato idea?
iNNOCENZO- Olimpia cara, Camillo ha la testa sulle spalle...
OLIMPIA- Scusate Innocenzo, voi siete il Papa e anche lo zio, ma io sono la madre a me che Camillo deve rendere conto!
INNOCENZO- Camillo come se fosse figlio mio , ci tengo alla sua felicit!
OLIMPIA- So quanto gli siete affezionato, ma proprio l il punto: ( a Camillo) se per felicit voi intendete godere delle grazie di una donna, sapete che possibile comunque, (sottovoce)anche senza il matrimonio...
INNOCENZO- (falsamente scandalizzato) Che dite signora, come potete suggerire ad un cristiano di fornicare senza il sacro vincolo?
CAMILLO- Madre un simile linguaggio non da voi!
OLIMPIA- Figlio mio , apri gli occhi, guarda come va il mondo. Pensi veramente che i preti mantengono il giuramento di castit? Sono degli uomini, infine.
INNOCENZO- Se c qualcuno che in preda alle tentazioni del diavolo cade nel peccato, non un motivo per sostenere che questo sia un comportamento lecito e ...
OLIMPIA- Lecito sicuramente no, comune s!
CAMILLO- Madre non continuate su questa strada. Io amo teneramente Olimpietta e desidero mettere su famiglia con lei con il sacro vincolo del matrimonio.
OLIMPIA- Avevi prestato un altro giuramento davanti a Dio.
CAMILLO-Dio legge nel mio cuore e sa che sono sincero.
INNOCENZO- Olimpia, lasciate correre, io dovrei essere contrariato, ma non lo sono. Scioglier i suoi voti e benedir il matrimonio.
OLIMPIA- Qual il primo scopo del matrimonio Santit?
INNOCENZO-Prolis generationem...
CAMILLO-Dove volete arrivare madre?
OLIMPIA- (porgendo la dichiarazione a Camillo) Non credo che Olimpietta possa darti un erede!
INNOCENZO- (sbirciando il foglio, tra il sorpreso e lindignato)Olimpia?!
CAMILLO- Madre? Ma...come vi siete permessa? Quale crudelt avete escogitato?
OLIMPIA- La pura verit!
CAMILLO- Una dichiarazione strappata ad una donnetta che neanche avr saputo scrivere.
OLIMPIA- Ha firmato,potete chiedere a lei direttamente...o ad Olimpia!
INNOCENZO- (a Camillo che furente si dirige vicino ad Olimpia e sembra quasi voglia picchiarla) Calmatevi, calmatevi. Comprendete langoscia di vostra madre! Rinunciate al cardinalato senza essere sicuro di avere in futuro una prole. Olimpia, lazione commessa non vi fa onore, Camillo pur sempre vostro figlio.
OLIMPIA- Lho fatto per il suo bene!
CAMILLO- O per il vostro?
OLIMPIA- (cambia tono, diventa implorante) Vuoi buttare tutto allaria dopo i progetti fatti fin dalladolescenza? La tua educazione, il seminario, i voti, lelezione a cardinale, gli interventi diplomatici che hai sostenuto, lapporto di tuo zio e la necessit, in questi tempi bui, che ci sia al fianco del Papa un alleato? Non sei minimamente grato per tutto quello che la vita ti ha donato e che pu ancora offrirti?
CAMILLO- Madre, sapete quanto ami voi e il Santo Padre e quanto sia consapevole dellaiuto che mi avete dato e del fatto che dovrei ricambiarvi, ma, ora come ora, sarei un cattivo cardinale. Ho avuto una crisi e il Signore mi ha aiutato a comprendere. Dio non vuole da me un sacrificio sterile.
OLIMPIA- Visto che parli di sterilit e che sei deciso a sposarti, e che lo scopo del matrimonio quello di procreare, sposati alla fine con unaltra donna, una donna che potr darti dei figli!
CAMILLO- Mi dispiace madre, ormai ho deciso. Non mi sposo per un capriccio, amo Olimpietta e in quanto a quel pezzo di carta...non mi importa! Io la sposo ugualmente! (esce)
OLIMPIA- Come...?
33
Piazzetta
Gaetano, Oreste e Cecilia ripetono un sonetto di Pasquino
GAETANO ORESTE CECILIA-
Siccome nun mai contenta
e dogni azione mai che se ne penta,
ar fijo che non vo fa pi er cardinale
je dice peste e corna, lo mena e je fa male
insomma tira proprio na brutta ariaccia
state alla larga da casa de Pimpaccia!
CECILIA- Certo devesse stato nbrutto colpo per la Papessa.
GAETANO- Che gusto cho provato aho!
ORESTE- Gi , se credeva la regina madre!
CECILIA- Moje de n Papa e madre de naltro. Chiss se mo sto fatto je far abbass le penne?
GAETANO -Sai come se dice? Il lupo perde il pelo ma no il vizio.
ORESTE- Se dice pure chi dice donna dice danno
CECILIA- Questo se l nventato Pasquino pe lei!
GAETANO- Pe la Pimpaccia de Piazza Navona e (con intenzione) pel artre...
CECILIA- Nun ho ben capito, chi so st artre?
34
Entra Maria tutta saltellante e allegra.
MARIA- Bongiorno a tutti , signori miei!
CECILIA- Sei piuttosto allegra Mar, che t successo!
ORESTE- Ma che cavete pure na camicia nova?
MARIA- Lavete notato eh? Ve piace, me dona?
ORESTE- Sora Mar, cosi me fate arrap!
GAETANO-Ah Or, carmateve i bollori, sinn quella ve d na pigna!
CECILIA- Ammappeve Mar che lusso, avete rubato?
MARIA- ma che rubbato. E frutto del mio lavoro?
ORESTE- Sar nato quarche Ges Cristo.
CECILIA- Raccontace Mari...
MARIA- E che ve devo raccont. Lo sapete no che quarche vorta me capita de fa la levatrice dai signori.
GAETANO- Ce lo sapemo, solo che ve capita de rado.
MARIA- E che volete fa, na vorta s, ero famosa come mi madre!
CECILIA- Poi ve successe nguaio?
GAETANO- Raccontatece daje!
MARIA- Beh, na vorta so chiamata a casa de certi signori...
ORESTE- E chi erano?
MARIA- Non me ricordo bene, me pare Aldobrandini..., alla signora je presero le doje...
CECILIA- E vanno subbito chiamato?
MARIA- Veramente, cavevano la levatrice de famija, ma a questa, proprio il giorno prima, jera preso ncolpo ed era morta!
CECILIA- Come a mi madre!
GAETANO- E, s, che brutta mpressione mo ricordo! Tutta verde era diventata, co la lingua de fori...
CECILIA- (dandogli una gomitata) Aho e piantala , sta zitto. Allora?
MARIA- Il parto and normale e la creatura stava bene.
CECILIA- Allora?
MARIA- Siccome l ero de straforo, subbito lartre donne se so precipitate ad accudilla, allora mhanno detto: corri alla rota che la signora pe ringrazi Dio vo adott nartra creatura. Ce vado e torno. Mentre lavo la creatura, quella smette de respir. A gnente so serviti schiaffi, massaggi, a soffiaje nbocca, nel naso. Era morta.
ORESTE- So cose che capiteno Mari.
GAETANO- Stamo n mano de Dio. Che volete fa...
CECILIA- E che vhanno detto i signori eh?
MARIA- E che mhanno detto? Chera corpa mia, che dovevo sta attenta , che chiss come lavevo toccata, una me disse pure che javevo fatto er malocchio!
CECILIA- Sti maledetti...
MARIA- Cos mhanno cacciato e messo ngiro na brutta voce, il lavoro m calato e dai signori ormai ce vado poche volte.
CECILIA- Per mo v annata bene, no?
ORESTE- Mo cavete i sordi. Avete guadagnato!
MARIA- S, mhanno pagato bene, molto bene, tanto cho deciso de offrivve da bere!
GAETANO- Davero so pronto! namo Ceci...
CECILIA- E figurete se nun te precipitavi...
35
Mentre Cecilia e Gaetano escono, Oreste e Maria rimangono indietro.
ORESTE- E cos mo cavete un po de sordi eh?
MARIA-Erano cos contenti della nascita che mhanno dato molto de pi de quanto pijo de solito.
ORESTE- Che sarebbe?
Maria- E mo vo vengo pure a d?
ORESTE- Mo per con po de sordi ce potemo spos?
MARIA- Davero me voi spos?Ma ricordete che lomo sei te, tu me devi manten. Non sempre so giorni grassi col lavoro mio.
ORESTE.- Ma pe cominci vabbene no?
MARIA- S, un po de corredo, na piccola festa. Ce potemo spos.
ORESTE- cera bisogno allora de butt i sordi pe offr da bere?
MARIA- Sei diventato pidocchio tuttinsieme? Che voi che sia qualche bajocco, vojo che lamici nostri festeggiano co noi.
ORESTE- E vabbe. namo va.
Mentre Oreste esce Maria parla alla statua de Pasquino.
MARIA-E mica so scema da dije quanti scudi mhanno dato. Lommini vanno tenuti sotto scacco:
tante moine pe falli innammor
tanti cazzotti pe fasse rispett...Ah ah ah(esce, mettendo un foglietto sulla statua di Pasquino)
36
Casa di Olimpia. Olimpia , Alberico, Pamphilio
ALBERICO- Non state cos abbattuta signora, non vi riconosco!
OLIMPIA- Le ho tentate tutte, non mi rimane che una cosa!
PAMPHILIO- Je voi d la verit? Che Olimpietta fija tua. Lascia perde, che ce guadagni? Solo linfelicit de Camillo!
ALBERICO- Avete tentato tutto il possibile, non c pi niente che potete fare. Camillo cambiato , cresciuto, maturato...
OLIMPIA- Mi disubbidisce, per questo dici che maturato.
PAMPHILIO- Aho e poi, mica detto che i fiji nascono deformi...
ALBERICO- E naturale che prima o poi i figli lasciano il nido.
PAMPHILIO- E poi i nobili spesso se sposano fra cugini, e i cugini so quasi fratelli, no?
OLIMPIA- Questo vero, ma il futuro di Camillo era pieno di gloria.
PAMPHILIO-Tanto vero che ci vuole la dispensa papale se uno se vo spos na cugina.
ALBERICO- Ora siete delusa, nervosa. Aspettate che lidea di vostro figlio faccia strada nella vostra mente. Poi ne sarete contenta. Avrete dei nipoti....
PAMPHILIO-Pu esse che non nascano dei figli..
OLIMPIA- Nipoti? Io non voglio nipoti, non voglio che si sposi con Olimpia. Se ne poteva scegliere unaltra...
PAMPHILIO- Questo s, co tante donne che ce stanno a Roma, proprio co sta fija de matris ignotae?
ALBERICO- Avete pure sprecato dei soldi con quella levatrice.
OLIMPIA- Avete fatto il mio nome ?
ALBERICO-Solo quello della principessa Borghese... prima di uscire guardando il fagottello con gli scudi ha dettocara Olimpietta, quanno tho visto nasce ho avuto la sensazione che mavresti portato fortuna
OLIMPIA- Fortuna?!
ALBERICO- Non sapevo che avesse fatto da levatrice agli Aldobrandini.
PAMPHILIO- Che sta storia?
OLIMPIA- Da levatrice? (fa cadere un bicchiere!)
37
Buio. Musica
Sempre a casa di Olimpia, entra Olimpia Aldobrandini.
OLIMPIETTA-Signora, i miei omaggi.
OLIMPIA- Vieni, entra e accomodati mia cara.
OLIMPIETTA- Sono stata contenta del vostro invito. Pensavo che eravate un po indisposta nei miei confronti.
OLIMPIA- Nei vostri? No, sono inquieta per Camillo.
OLIMPIETTA- Vi capisco signora, per fortuna si accorto abbastanza presto della vocazione sbagliata.
OLIMPIA- Non tanto presto per. Vedi mia cara proprio questo che mi turba. Non vorrei che la vostra avvenenza lavesse fatto confondere, Camillo giovane e inesperto, e scambia per amore ci che non lo .
OLIMPIETTA- Vi garantisco Donna Olimpia che mi ha dato prova di grande trasporto.
OLIMPIA- Anche quando ha pronunciato i voti era sinceramente convinto. Capite? Io non dubito della sincerit delle sue parole, ma della convinzione del suo cuore.
OLIMPIETTA- Io sono sicura che lui mi ami teneramente. Pu darsi che abbiate ragione, che un domani possa ricredersi, ma pu servire la Chiesa anche da laico. E poi con la nascita dei figli...
OLIMPIA- Volete dei figli dunque.
OLIMPIETTA- Credo sia il naturale desiderio di una donna. Con Paolo Borghese non ne ho avuti.
OLIMPIA- Appunto. Che cosa vi fa credere che con mio figlio li avrete?
OLIMPIETTA- (imbarazzatissima, chinando gli occhi) Spero che il Signore vorr donarceli...
OLIMPIA- Avrete fatto la stessa preghiera anche quando siete stata sposata in precedenza!
OLIMPIETTA- Vi ho gi detto che un desiderio normale.
OLIMPIA- Con Paolo siete stata sposata quasi due anni.
OLIMPIETTA- Venti mesi.
OLIMPIA- E non avete pensato mai che...
OLIMPIETTA- (alzandosi in piedi, visibilmente agitata vergognandosi) Vi dico queste cose solo per il ruolo che rivestite. Io sono come quando ero ragazza, capite? Il matrimonio non fu mai...(scoppia a piangere)
OLIMPIA- Davvero? Suvvia non piangete. Per voi questo matrimonio sar come il primo dunque.
OLIMPIETTA- E poi signora, se non dovessimo avere figli, anche Camillo daccordo nelladottarne qualcuno.
OLIMPIA- Gi.
OLIMPIETTA- Allospedale del Santo Spirito la ruota degli esposti sempre piena. Le suore dirigono lorfanotrofio ed espongono gli orfanelli a chi li vuole adottare.
OLIMPIA- Lo so, lo so.
OLIMPIETTA- Se poi la madre naturale una nobile, si fa in modo di consegnare il bimbo a qualche famiglia importante. A volte per pura carit c chi decide di adottare dei bambini pur avendone dei propri. Anche i miei genitori hanno adottato una bambina...
OLIMPIA- Lo sapevo. Come vi sentite ad essere una figlia di madre ignota?
OLIMPIETTA- Allora per questo? E per questo che non volete farmi sposare Camillo?
OLIMPIA- No, non per questo!
OLIMPIETTA- Ma certo, che sciocca sono stata a pensare che era solo per labbandono della carriera ecclesiastica. E perch non vi aggrada sapere vostro figlio sposato ad una figlia di nessuno, anche se porta il cognome Aldobrandini! Anche se vedova di Paolo Borghese.
OLIMPIA- Sedetevi Olimpia e calmatevi, non per questo, no assolutamente. Se non si pu evitare il matrimonio, vi dir la verit
OLIMPIETTA- Ormai la stima, laffetto, lammirazione che avevo per voi non ci sono pi.
OLIMPIA- Ascoltate per favore...
OLIMPIETTA- E comunque, i miei genitori hanno adottato s una bambina, ma non sono io ...era mia sorella Anna.
OLIMPIA- Cosa? Non siete voi la bambina raccolta dalla ruota 22 anni fa?
OLIMPIETTA- I miei avevano fatto un voto a s. Anna: se avessero avuto un figlio avrebbero adottato anche un altro bambino. Mia madre era cos felice di avermi messa al mondo che mand subito la levatrice a prendere un orfanello. Quando la madre superiora venne a sapere che la famiglia era Aldobrandini, consigli una bambina che era frutto di un legame illecito di una nobildonna. Anna era appena nata.
OLIMPIA- Ma, io non lho mai vista! Ho sempre visto solo voi!
OLIMPIETTA- E terribile Roma vero? Le notizie volano, ma in realt non si sa niente ! Chiss forse tutti pensano che sia io la bambina adottata!
OLIMPIA- Dov?
OLIMPIETTA- E morta. Appena la levatrice la port a casa e la lav per metterla vicino a me nella culla, lei non respir pi.
OLIMPIA- Mio Dio.(scioccata)
OLIMPIETTA- Allora, vi opporrete ancora alle nostre nozze?
OLIMPIA- (crollando sulla sedia) No, no.
38
Piazzetta. Si sentono le campane suonare a festa. Entrano Oreste e Maria vestiti, in qualche modo, da sposi. Cecilia e Gaetano li seguono tirandogli il riso.
CECILIA GAETANO-Evviva gli sposi evviva!
CECILIA- Che bella funzione vha fatto don Luciano.
MARIA- E vero e vero, me veniva da piagne...
ORESTE- Che te piagni, ridi nvece ridi!
CECILIA- S devi ride, ball e cant!
GAETANO- Mo ndannamo Or?
ORESTE- Alla trattoria de Cesare, alla Lungaretta.
CECILIA- Aho l se magna bene!
ORESTE- E se beve pure mejo!
MARIA- (sempre piagnucolosa e romantica) Le senti le campane Or? Sembra che stanno a son pe noi!
ORESTE-Davero Mari, avemo fatto bene a sceje oggi de sposacce!
GAETANO- Certo che sonano pe voi, sonano pei sposi!
MARIA-(allusiva) Ma non semo noi li sposi!
ORESTE- E che ce mporta, la citt a festa manco fosse Pasqua! Godemosela!
CECILIA- Ve siete sposati no? E allora godeteve le campane de Camillo e Olimpietta! Ve porteno bene!
ORESTE- (passando davanti alla statua si blocca) Aho, nun sia mai che manco da legge che dice Pasquino!
MARIA- Proprio oggi, daje, nun me va de legge cose che ce fanno ven i brutti pensieri!
GAETANO- Leggi Or che poi annamo a magn!
CECILIA- Daje, dai!
ORESTE- Sta bbona Mar che me diverto troppo!
MARIA - E vabb!
ORESTE- (leggendo)
Pe le nozze de Camillo
grande festa, manco a dillo!
Pimpa tutta nfiocchettata,
ma che lei che s sposata?
Ar corteo s messa in testa
la regina della festa,
per la dote sostanziosa
ha accettato poi la sposa
che nun na poveraccia,
vince sempre sta Pimpaccia!
MARIA- Oggi avemo vinto pure noi!
CECILIA- E vero !
ORESTE- Annamo a festeggi!
GAETANO-Alla faccia della Pimpaccia!
39
Qualche tempo dopo a casa di Olimpia. Alberico sta preparando la tavola, entra ed esce. Olimpia allegra, sistema qualcosa sul tavolo. Gira a destra e sinistra. Si mette in ordine gli abiti guardandosi allo specchio. Entra il Bernini. Porta un magnifico centrotavola.
OLIMPIA- Oh maestro bravo bravo, fate vedere!
BERNINI- Ci ho lavorato di giorno e di notte.
OLIMPIA- E bellissimo, una magnificenza!
BERNINI- Niente male vero?
OLIMPIA- Posatelo l, al centro .
BERNINI- Ecco fatto. (posiziona il centrotavola)
OLIMPIA- Guardate come sta bene sulla tavola!
BERNINI- Sprecato!
OLIMPIA- Vedrete Gian Lorenzo, vedrete.
BERNINI- (baciandole le mani) Siete la mia musa ispiratrice, la mia ninfa ammaliatrice, la dea che sovrasta il mio ingegno...
OLIMPIA- E chi pi ne ha pi ne metta. Potete andare su.
BERNINI- Da questa casa mi si scaccia sempre. Sono stufo di essere trattato come uno straccio.
OLIMPIA- Se seguirete i miei suggerimenti, riuscirete a creare la pi famosa fontana del mondo nella pi bella, piazza del mondo. Andate a prendere i vostri disegni, aspettate di l un mio cenno prima di rientrare.
BERNINI- Che non finisca come la fontana di Trevi! I Barberini non hanno pi avuto la possibilit di farmela finire.
OLIMPIA- Ecco perch ora state con i Pamphili.(mentre lo spinge fuori)
BERNINI- Con una Pamphili, lunica la sola...(esce)
39
Alberico entra e finisce di sistemare la tavola. Dopo un poarrivano Ottavio e Innocenzo. Segue Pamphilio. Olimpia fa un profondo inchino.
OLIMPIA- Santit. Cardinale.
INNOCENZO- Finalmente vi siete calmata signora, piacevole vedervi tranquilla.
OTTAVIO- Vi trovo molto bene.
OLIMPIA- Sono lieta di essere qui con voi a festeggiare il Capodanno. La cerimonia in S. Pietro questa notte stata meravigliosa.
INNOCENZO-Vero? Cera tutta la nobilt. E dov Il nostro caro Camillo?
OLIMPIA- E invitato a pranzo dalla famiglia Aldobrandini.
INNOCENZO- Sono lieto che siete giunta a pi miti consigli.
OTTAVIO- (mentre fa sedere Olimpia scostandogli la sedia) Donna Olimpia ha sempre avuto un intelletto vivo: sa quando il momento di deporre le armi, per preparare la mossa successiva.
PAMPHILIO- Furba come na volpe!
OLIMPIA- Su, non siete qui per fare complimenti, ma per allietare la tavola di una donna che diventata suocera. (fa il cenno agli altri di sedersi)
INNOCENZO- Non sar poi cos drammatico.
PAMPHILIO- Eh non te piace divent vecchia!
OTTAVIO- Pensate quando vi sentirete chiamare nonna.
OLIMPIA- Spero il pi tardi possibile!
PAMPHILIO- Manco li vorr ved i nipoti...
OLIMPIA- Bene signori brindiamo.( versa il vino)
OTTAVIO- Che magnifica tavola avete preparato!
INNOCENZO- (assaggiando il vino)E questo vino, vi siete superata!
PAMPHILIO- Aspetta,aspetta!
OTTAVIO- Non ho mai visto un centrotavola cos bello.
INNOCENZO- Direi davvero magnifico, cos?
OLIMPIA- Rappresenta i fiumi pi lunghi del mondo. Ecco vedete? Il Nilo, il Rio della Plata, il Danubio e il Gange.
INNOCENZO - Unopera notevole, raffinata. Come lavete avuta?
OLIMPIA- Oh, il regalo di un amico.
Innocenzo fa un gesto inconsulto e rovescia il bicchiere, il vino gli va di traverso e comincia a tossire.
PAMPHILIO- Calma!
INNOCENZO- Un amico? Quale amico?
OLIMPIA- Una persona alla quale tengo molto.
INNOCENZO-Le persone a cui dovete tenere molto sono gi in questa stanza, compreso Camillo sintende!
OLIMPIA- Il mio cuore grande Santit!
PAMPHILIO- Il suo cuore!
INNOCENZO- Che significa? Chi questo amico al quale tenete pi di me?
OTTAVIO- Santit non vi agitate..
OLIMPIA- Ma no, che dite? Lui mi fa di questi regali ed io gli sono grata.
OTTAVIO- Calmatevi, potreste sentirvi male!
INNOCENZO- (alzandosi e quasi rovesciando la sedia )In che modo gli siete grata?
PAMPHILIO- Immagina!
OLIMPIA- Siete ingiusto con me, pensate che io non debba apprezzare i sentimenti sinceri?
INNOCENZO- Sentimenti, come osate?
OTTAVIO- Sedete Santit, vi prego!
INNOCENZO-(in crescendo) Volete dire che non mi volete bene? Che io non vi dimostro dei sinceri sentimenti?
OTTAVIO- (si alza imbarazzato ed esce)Scusatemi...
PAMPHILIO- Bravo esci perch ste cose nun se ponno ved. (anche lui fa latto di uscire ma si mette a sbirciare)
OLIMPIA- Ultimamente direi proprio di no! Ho passato dei momenti orribili , e voi....nulla!
INNOCENZO- (sempre pi alterato)Non vero, io sono sempre ai vostri piedi, ma la vostra indole traditrice...Dimostratemi voi che mi volete bene.
OLIMPIA- Potete chiedetemi tutto...
INNOCENZO- Donatemi quel centrotavola ed io...
OLIMPIA- No, mi dispiace non posso...
INNOCENZO- Come non potete, ve lo ordino, io sono il Pontefice.
OLIMPIA- Non potrei mai donare ad altri una simile testimonianza di...
INNOCENZO-(veramente furioso)Di che...di che? Volete che vi dimostri anchio il mio sentimento con un dono che valga pi di questo?
OLIMPIA- Questo centrotavola preziosissimo, di pi non so se sia possibile.
INNOCENZO- Se mi cedete loggetto giuro che vi ricambier con qualcosa che valga 1000 volte tanto!
OLIMPIA- Non pensate di esagerare? Le casse dello stato...
INNOCENZO- (tonante)Sono il Papa e sono un Pamphili. Ditemi che cosa volete!
OLIMPIA-Solo una fontana Santit.
INNOCENZO-(stordito)Una fontana?
Olimpia batte le mani ed entra sorridente il Bernini con I progetti sotto il braccio .
INNOCENZO-(guarda il Bernini) Quella fontana!
PAMPHILIO- Tombola!
INNOCENZO-(cadendo a sedere) Avete vinto Olimpia! E proprio vero: chi dice donna dice danno!
Da fuori si sente il popolo schiamazzare
Popolo-
Chi dice donna dice danno,
chi dice femmina dice malanno
chi dice Olimpia Maidalchina
dicedanno malanno e rovina!
FINE
fiammetta.veneziano@fastwebnet.it
opera regolarmente depositata alla S.I.A.E.


