LA PORTA DELLA FORTUNA
Commedia in un atto
di ENZO MOR
Rappresentata dalla Compagnia De Filippo
PERSONAGGI
Temistocle, ricevitore del Lotto, anni 50;
Bettina, sua moglie, anni 42;
Clara, figlia, anni 20;
Carlo, anni 25;
Un giocatore, anni 38.
Commedia formattata da
L'azione si svolge ai nostri giorni in una Ricevitoria del Lotto di una citt di provincia.
Porta a vetri ad un battente, semichiusa, a sinistra, sul fondo. Bancone al centro di traverso alla scena. Due tavolini a destra. Tabella con scritta Banco Lotto n. 57 sormontata da un orologio. Cestini per carta straccia tanto dalla parte del pubblico quanto oltre al bancone.
Carte, registri, libri, giornali in disordine sul bancone e sui tavolini. Un cestino con i resti di una colazione sul bancone, vicino alla parete di fondo.
All'alzarsi del velario l'orologio segna le 10 del mattino di un luned. Temistocle in piedi dietro al bancone e sta contando dei bollettari. Bettina riordina le carte di un tavolo. Clara, dalla parte del pubblico, col cappello in testa ed i guanti calzati, passeggia nervosa; ogni tanto si avvicina alla porta e guarda oltre i vetri.
Temistocle - ... diciassette... diciotto... diciannove... e venti. Venti bollettari; mettili a posto, Clara. (Rumore ripetuto di bollettari battuti sul tavolo, per essere messi a posto). Oggi luned e comincia una nuova settimana. Punto e da capo. (Rivolto a Clara) Si pu sapere che cos'hai? Ieri, immusonita tutto il giorno. Oggi, nervosa che non ti si pu nemmeno guardare.
Bettina - Siamo alle solite! A che ora ti aspetta il tuo moscardino?
Temistocle - (in tono meravigliato) Cosa? Cosa? Ancora grilli per la testa?
Clara - (freddamente) Non ho proprio nulla.
Bettina - Ma s che hai qualcosa! Io non m'inganno! Non fai altro che sospirare! Tu pensi sempre a quello spiantato studentello.
Clara - (irata) E se fosse cos?
Temistocle - (alzando la voce) Se fosse cos, io... io...
Bettina - (intervenendo con voce leggermente stridula) Via, Temistocle, non facciamo scenate, adesso! (Andando verso la figlia) Insomma, Clara, cos'hai, si pu sapere ?
Clara - (con voce velata) Ho che non sto bene, ecco tutto!
Bettina - (improvvisamente premurosa) Non stai bene?... Cos'hai?... Cosa ti senti, figliola mia?
Clara - Nulla... cio, s... no... no... (Con un so spiro) ... Proprio nulla... non so... mi fa male la testa
Bettina - (accarezzandola) Tu ti stanchi troppo a leggere quei romanzi che ti esaltano. Anche stanotte mi sono accorta, sai, che c'era la luce accesa in camera tua
Temistocle - La luce accesa?
Bettina - Ma s! Sta' zitto, tu! (Alla figlia) Ora va' dalla signora Rosa che ti aspetta e non ti dimenticare di chiederle se il mio vestito pronto per gioved.
Clara - (con aria annoiata) Va bene, vado.
- (Rumore di porta che cigola sui cardini, senza chiudersi completamente).
Temistocle - (mettendosi a riordinare le carte su un tavolo) Benedetta ragazza!
Bettina - Cosa ci vuoi fare? l'et. (Cambiando tono) B! Questa settimana non mi pare ci siano state molte vincite.
Temistocle - No, non credo.
Bettina - Anche questa settimana, la sora Rosa, con un pugno di mosche... Alla sera del venerd viene sempre a domandarmi i numeri pi sicuri, poi invece gioca sempre il suo terno: 4-27-90. Saranno tre anni che li gioca e non escono mai.
Temistocle - Eh, gi! Tutti hanno i numeri sicuri. Se non fosse cos non giocherebbero e qui si potrebbe chiudere.
Bettina - Ci mancherebbe altro!
Temistocle - Per se tutti la pensassero come noi si chiuderebbe davvero!
Bettina - Ma la porta della fortuna...
Temistocle - (interrompendo vivacemente) ... la porta della fortuna una fantasia. Se la fortuna vuol venire viene da sola.
Bettina - Adesso esageri per davvero, e come vuoi che ti venga la fortuna? In tasca, cos, senz'accorgertene?...
Temistocle - Non cos, ma insomma viene; come? Io non lo so.
Bettina - Sempre gli stessi discorsi al luned.
Temistocle - Gi, poi al venerd, non mi fai dormire. (Contraffacendone la voce) Hai visto oggi quel signore che viene per conto di quella societ di giocatori? Hanno giocato mille lire sul 3-28-45; non escono da 250 settimane. Se giocassimo anche noi? Ci si potrebbe arricchire e smetterla con questa vita grama .
Bettina - (contraffacendo la voce di lui) inutile fare lo spiritoso, gi tanto tu non giochi, lo so, e la fortuna non ti verr mai . (Minacciosa) Ma io una volta o l'altra me lo gioco il mio terno!
Temistocle - Magari in un altro botteghino, non vero?
Bettina - Sicuro, in un altro botteghino!
Temistocle - Voglio sperare che scherzi, perch sai come la penso io! Ordine, piuttosto, ordine! (Temistocle, che ha continuato a mettere a posto le carte ed a riordinare le pagine di un libro di sogni sgualcito, sposta il cestino e trova una bolletta) Guarda un po'... (In tono leggermente irato) ... Anche qui sotto il cestino si vengono a cacciare queste maledette bollette. (Commentando a voce un po' pi alta) Appena giocato non sanno dove cacciarle, le buttano di qua e di l.
Bettina - (leggermente ironica) Eh, gi, le vecchie non servono pi!
Temistocle - Che c'entra, io parlo delle bollette. Guarda questa: dieci lire quaterna secca. Eh! Non scherzava mica questo : seicentomila lire tonde tonde, e invece... (Affievolendo la voce) ... E invece... invece... (Pi rapidamente, incalzando) Invece, invece, invece, accidenti. proprio di questa settimana... (Un po' pi calmo) Perbacco! Tre numeri mi pare che ci siano. (Ironico) Bel cretino a giocare una quaterna secca... (Commentando) Eh, gi, l'uomo ingordo, e chi troppo vuole nulla stringe... (Rigirando e spiegazzando la bolletta) Ma come sar andata a cacciarsi qui, sotto il cestino; ma chi ce l'ha messa? ma di chi sar?
Bettina - (che ha seguito la scena con gli occhi, vivamente interessata) Ma si pu sapere che cos'hai, che cosa ti successo?
Temistocle - successo un bel niente. Qui al sabato tutti perdono la testa. (Imperioso) Aspetta, dammi subito il bollettino delle estrazioni.
Bettina - (con voce leggermente stridula) Quale bollettino ?
Temistocle - Quello che l, nel quadro della porta, quello di questa settimana.
Bettina - Eccolo, eccolo, signor padrone! (Esegue, e nella fretta apre di pi la porta).
Temistocle - Accidenti, accidenti! Sono proprio tutti e quattro. (Improvvisamente allegro) Tutti e quattro, e giocati qui, qui nel mio botteghino. Chiudi subito a chiave quella porta.
Bettina - (smaniando e molto rapidamente, chiudendo la porta a chiave, quasi a coro con lui) Tutti e quattro, giocati qui nel botteghino!
Temistocle - Seicentomila lire, qui, in questo pezzettino di carta!
Bettina - (come un'eco, ripetendo) Seicentomila lire, in questo pezzettino di carta!
Temistocle - (calmandosi) Ma di chi sar? Ma perch sotto il cestino?
Bettina - Di chi vuoi che sia? Adesso nostro.
Temistocle - Nostro. Come nostro ?
Bettina - S, nostro, nostro, perch l'abbiamo noi.
Temistocle - (molto serio) Dico, di', non sarai mica impazzita, eh?!
Bettina - Impazzita, io?! Le giocate del lotto non hanno nome, e chi ce l'ha il proprietario.
Temistocle - Questo non affatto vero. Le giocate appartengono a chi ha sborsato i soldi, e poi, cosa ne sai se non sia stata nascosta l da Giovanni, il minutante, per darla a qualche cliente?
Bettina - Eh! A quest'ora sarebbero corsi persino di notte a cercarcela!
Temistocle - Pu darsi che chi l'ha giocata non abbia ancora controllati i numeri.
Bettina - Eh! No! Chi gioca non aspetta mica il luned per guardarsi i numeri. Ha sognato troppo nel pomeriggio del sabato.
Temistocle - (testardo) Pu essere di uno che sta di fuori e che era qui di passaggio.
Bettina - (ribattendo) Pu essere di uno che non ricordi nemmeno i numeri e che non verr certo a cercarla.
Temistocle - (deciso) Ad ogni modo non nostra e bisogna tenerla qui, a disposizione del vincitore.
Bettina - Sei sempre stato uno stupido! Ah! Ma questa volta non te lo permetter, sai? La bolletta non ha padrone e quindi nostra.
Temistocle - (deciso) Fammi il santo piacere di non insistere... (Conciliante) Tanto pi che di fronte ad una vincita cos forte ed al fatto che abbiamo ritrovato la bolletta, ci spetter almeno il dieci per cento.
Bettina - Bella roba! Sessantamila lire!
Temistocle - Sessantamila lire sono una bella fortuna.
Bettina - E chi ti dice che te le diano?
Temistocle - (grave) Sicuro che me le daranno.
Bettina - Sicuro un bel niente, perch tu non hai trovato un bel nulla. La bolletta stata comprata qui pagata, e quindi non stata trovata.
Temistocle - (colpito) Gi! Una volta tanto hai ragione. (Come parlando a se stesso) Certo, non stata trovata.
Bettina - (ironica) Cos, consegna la bolletta a aspetta la buona grazia del vincitore!...
Temistocle - (secondandola) Gi, vero, ma datele circostanze, che so io, se proprio non sessantamila lire,,,
Bettina - S, proprio come quella volta del droghiere, quando vinse quelle trecentomila lire; tutti splendidi e generosi quando non ne hanno... (Contraffacendo la voce) Se vinco, signor Temistocle, mi ricorder di lei, Come? Come dice? No, no, dico sul serio: se vinco vedr. (Riprendendo il tono naturale) Poi, quando and ad incassare alla Direzione accompagnato da te, come testimonio, ti mise in mano un foglio da mille, e pareva che se lo strappasse dal cuore. Eh, ma questa volta ci sono io e bisogna fare un po' di conti con me.
Temistocle - (un po' scosso) Tu non farai nulla. (Assumendo un tono un po' energico) Certo che io sapr curare il mio interesse...
Bettina - (incalzando) Mi pare di vederti...
Temistocle - Sicuro che mi vedrai; io gli dir: Se trovo il biglietto, quanto mi d? .
Bettina - (sempre incalzando) Lui ti dir: Lo trovi, prima, e poi vedremo .
Temistocle - No, no, mi dica subito quanto mi d .
Bettina - (contraffacendo la voce) Trovarlo il suo dovere; se non si fida della mia generosit non le dar un bel nulla .
Temistocle - E se lei non mi d almeno sessantamila lire non cerco un bel nulla .
Bettina - E se ti promette e non mantiene, che cosa gli fai?
Temistocle - Gli faccio, gli faccio... (Arrabbiato) Cosa vuoi che gli faccia?
Bettina - (con aria di compatimento) Eh, caro mio, sono tutti eguali; ascolta me: adesso ci si conserva il biglietto e si sta zitti zitti per qualche giorno, poi si va alla Direzione a incassare e chi s' visto s visto.
Temistocle - Tu fai sempre tutto facile, accidenti ai biglietti! Trenta giorni, trenta giorni soli di validit, capisci? Se fosse un anno, almeno, lo si mette via, non si dice nulla e dopo qualche mese lo si va a riscuotere. (Parlando fra s) Gi, seicentomila lire presto detto. E poi il Direttore del Lotto vuol sapere; ma chi il vincente?
Bettina - Bella storia! Come se tu non fossi padrone di giocare!
Temistocle - Sicuro che sarei padrone, ma non sono padrone, perch per prima cosa mi metterebbero sotto inchiesta.
Bettina - Sotto inchiesta, e perch?
Temistocle - Cos, per dire. (Nel mentre si svolgono queste ultime battute, appare sul rettangolo della porta a vetri della strada un uomo di circa quarant'anni, che tradisce una certa agitazione e che agita la maniglia e finisce per battere sui vetri). Avanti, avanti.
Voce soffocata - chiuso.
Bettina - Nascondi la bolletta, presto!
Temistocle - (fa sparire immediatamente la bolletta nella lasca dei pantaloni; alla moglie) S, s... Muoviti ad aprire.
Bettina - (esegue; rumore della serratura) Mi muovo!
II. visitatore - (entrando e con voce piuttosto agitata) Oh, che disgrazia! che disgrazia!
Temistocle - (emozionato) Disgrazia?... Che cosa successo?
Il visitatore - successo che ho vinto, ho vinto e...
Temistocle - (interrompendo, a coro con la moglie)- E...
Il visitatore - ... e ho perso!
Temistocle e Bettina - (a coro) Ha perso?
Il visitatore - S, ho perso una quaterna!
Temistocle e Bettina - (c. s.) Ha perso una quaterna? E dove l'ha persa?
Il visitatore - S, l'ho persa perch sono un animale. Mia moglie si sognata...
Temistocle - (improvvisamente) Lasci stare quello che si sognato...
li. visitatore - S, mia moglie mi ha detto : Asino fa 90 .
Temistocle - (tira un sospiro di sollievo) Ah!... (Piuttosto autoritario) E che cosa vuole che me ne importi, a me? Mi dica che cosa desidera!
Il visitatore - Desidero riscuotere la mia vincita.
Temistocle - Quale vincita?
Il visitatore - Tre, ventotto, quarantacinque...
Temistocle - (ripetendo) Tre, ventotto, quarantacinque e... novanta!
Il visitatore - S, proprio novanta. Ma come fa lei a sapere che l'altro numero era novanta?
Temistocle - (emozionato) Dico novanta, perch... perch, perch quando si giocano quattro numeri il novanta c' sempre, e poi me lo ha detto adesso lei che c'era il novanta.
Il visitatore - E invece era il nove.
Temistocle - Ma che nove! (In tono professionale) Asino morto fa proprio novanta.
Il visitatore - Ed io ho giocato nove.
Temistocle - No, lei ha giocato novanta.
Il visitatore - Magari fosse vero! Ho giocato proprio il nove e invece della quaterna ho vinto un terno.
Temistocle - (respirando) Ha vinto un terno?... Ma se ha giocato in secco!
Il visitatore - Ho giocato in secco?... Ma neanche per sogno!
Temistocle - Mi faccia vedere il bollettino.
Il visitatore - Eccolo. (Lo cerca nel portafogli) Ma dove andato a cacciarsi? (Rumore di carte). Eppure lo avevo qui nel portafogli. Sta' a vedere che l'ho perso. Mi pare impossibile. Forse lo avr lasciato a casa. (Agitato) ... Vado subito a vedere. Torno subito.
Temistocle - Vada, vada. (Rumore di porta che si apre e chiude. Temistocle, con aria desolata) Hai sentito? proprio la sua.
Bettina - Io dico di no. Chiss quanti hanno giocato quei numeri!
Temistocle - (con sicurezza) Impossibile! Ti dico che proprio la sua.
Bettina - (aggressiva) E con questo? Non vedi che non si ricorda neanche se ha giocato il nove od il novanta ?
Temistocle - Tra il nove ed il novanta facile sbagliarsi. Pu aver detto nove e noi aver scritto novanta.
Bettina - In questo caso siamo noi che abbiamo scritto il novanta e la quaterna nostra. Al massimo possiamo pagargli il terno.
Temistocle - Gi, e come fai? Lui vorr veder la bolletta e di fronte a seicentomila lire finir di giurare di averlo dettato lui il novanta.
Bettina - Ed allora si fa come ti ho detto io : ci si tiene la bolletta e tanti saluti; tanto quello persuaso di aver vinto il terno, e siccome non trova la bolletta, si consoler facilmente.
Temistocle - Taci, che c' qui la Clara.
Bettina - (a Clara, che sta entrando) Be', cosa ti ha detto la signora Rosa?
Clara - (svagata, levandosi il cappello e mettendolo sul bancone) Ha detto che il vestito sar pronto per sabato perch ha tanto da fare.
Temistocle - Be', adesso va' a casa a preparare il pranzo.
Clara - Che fretta di mandarmi via! (In tono meravigliato) Ma che cosa avete stamattina? Credete che non mi sia accorta che vi guardate fra di voi in un certo modo...
Bettina - Ci guardiamo perch siamo in pensiero per te, ecco tutto.
Temistocle - Sicuro! (Grave) Siamo molto preoccupati per la tua salute e per il tuo avvenire. inutile che fai quel viso! (Incalzando) Noi siamo i tuoi genitori ed abbiamo diritto di non farti fare delle sciocchezze! Quanto a quello studentello spiantato... io...
Bettina - Ma via, smettila, Temistocle, con quel tono, non vedi che piange, poverina? (Premurosa e successivamente affettuosa) Vieni, Claretta, vieni qui dalla mamma tua. Tuo padre esagera sempre.
Temistocle - Gi, io esagero.
Bettina - (continuando) Non gli dar retta a tuo padre, non piangere, cosa ti successo? Non venuto all'appuntamento ?
Clara - No, non per questo che piango.
Bettina - E perch, allora?
Clara - Oh, mamma! Mamma!
Bettina - Parla, in nome del cielo. (Agitata) Tu mi spaventi, figlia mia!
Clara - (pi allarmata che piangente) No, mamma! Non ti spaventare, non nulla!
Temistocle - Come nulla? Una disgrazia, di certo, non nulla?
Bettina - (affannata e con voce svenevole) Oh, Dio! Mi sento male. Parla, parla, per carit!
Clara - (sempre allarmata) Ma non nulla! Non una cosa mia!
Bettina - Benedetto il cielo! Respiro! E di chi ?
Clara - (reticente) una cosa nostra...
Temistocle - (quasi gridando) Nostra?...
Clara - (correggendosi) ... non nostra... vostra., voi, ma s, cosa mi fate dire... una cosa di Carlo...
Temistocle - Accidenti a quello spiantato!
Bettina - (autoritaria) Finiscila, insomma! E lasciala parlare!
Clara - (volubile) S, mamma, ti dir tutto, ma per carit non mi sgridate... sabato ho giocato...
Temistocle - (interrompendo minaccioso) Hai giocato? Hai giocato contro la mia volont?
Clara - (spaventata) No! Non io, Carlo!
Temistocle - (autoritario) Bene, continua!
Clara - (rassicurata) Carlo mi aveva dato da giocargli quattro numeri. Si era sognata la sua povera mamma che gli dava i numeri per sposarci, e io... io... ho perso il bollettino!
Temistocle - (improvvisamente gridando, come impazzito) Quattro numeri? E tu hai perso il bollettino? E dove li hai giocati?
Clara - Qui, sabato.
Bettina - Ah, figlia mia! E che numeri erano?
Clara - Tre, ventotto, quarantacinque e novanta.
Temistocle - Accidentaccio! Eccolo, eccolo qui bollettino!
Claea - (piangendo e ridendo dalla gioia) S, s, proprio quello.
Bettina - Siamo ricchi! Siamo ricchi!
Temistocle - (solenne) Un momento! Siamo ricchi! ... Lui! E, prima di tutto, io non consegno a nessuno il bollettino se prima non sono sicuro che il tuo moscardino, s, il tuo Carlo, ti sposa!
Clara - (con convinzione) Mi sposa certamente!
Bettina - Tu ti senti sicura, ma meglio fare come dice tuo padre, perch gli uomini, sai, fanno presto a cambiare idea, specialmente quando hanno i soldi!
Clara - No, Carlo non cambia certo idea, a meno che non la cambiate voi.
Bettina e Temistocle - (insieme) Noi?!
Temistocle - Noi, no sicuro. Un giovane intelligente e svelto...
Bettina - (continuando) ... che ha quel po' po' di fortuna da vincere seicentomila lire...
Temistocle - (continuando) ... e da ritrovarle...
Bettina - (completando) ... in mani oneste... Oh! Certo un partito simile non ce lo lasciamo sfuggire!
Clara - Allora sono sicura del vostro consenso?
Temistocle - (affettuoso) Sicura? Ma, cara, noi siamo qui per la tua felicit e non permetteremo mai che un giovanotto, solo perch diventato ricco, non mantenga la sua parola...
Bettina - ... e noi manterremo la nostra, vero, Temistocle?
Temistocle - Parola d'onore. Cio, un momento! Dipende! Dipender dall'opinione che mi far di quel... di questo giovanotto... e dei suoi propositi che voglio conoscere bene a fondo...
Clara - (tentando di spiegare, ma con prudenza) Ma, babbo...
Temistocle - (deciso) Non c' babbo che tenga!
Bettina - Gesummaria! Eccolo l, dall'altra parte della strada...
Temistocle - Chi?
Bettina - Lui, Io studente!
Temistocle - Ah, viene anche qui a cercarti, eh? Benissimo!
Clara - Siccome ha tardato all'appuntamento...
Temistocle - Benissimo! L'occasione propizia!... Chiamalo, Bettina!
Bettina - (si precipita alla porta che apre fragorosamente).
Clara - Ma almeno lascia che gli dica...
Temistocle - Nossignora! Non si sa mai! Il denaro d i fumi alla testa! Ed io voglio che il signorino, se ha intenzioni serie, le esponga a tuo padre ed a tua madre, prima ancora di sapere che ha vinto... Eccolo! Tu, va di l... ti chiamer al momento opportuno... (La fa uscire da destra, verso il retro dell'ufficio),
Bettina - (entra, precedendo Carlo, il quale ha unaria piuttosto incerta e leggermente preoccupata) Si accomodi!... Ecco mio marito... Temistocle, il signor Carli Venegoni...
Temistocle - (con dignit) Piacere. Mia moglie avr detto...
Bettina - No, nulla, nulla! Gli ho detto soluti che si desiderava appurare...
Temistocle - Appurare, benissimo! Sicuro! Lei, i studente, a quanto mi si dice?
Carlo - Sissignore, terzo anno di legge.
Temistocle - Legge, be', legge... E intanto, fra una lezione e l'altra, amoreggia...
Carlo - Ecco, veramente... non la parola giusta,,,
Temistocle - Amoreggia... fa all'amore con la mi figliola...
Carlo - Ci vogliamo bene, questo s. Intendevo dire che noi facciamo sul serio, non per scherzare...
Bettina - Ah, vedi?
Temistocle - Un momento. Vedo e non vedo. Lo sa? Non glielo nascondo, sono... ero... contrario. Prima di tutto, mia figlia non deve far l'amore di nascosto dei suoi genitori, e lei lo sa. E ha disubbidito. Secondo luogo, studenti, son come il mal di denti . Un gran scalpore, poi passa e nessuno se ne ricorda.
Carlo - No, creda, signor...
Temistocle - Temistocle, Temistocle Portalupi.
Carlo - Signor Portalupi...
Temistocle - Mi dica pure Temistocle, visto che, tutto sommato... E lei dovrebbe laurearsi?
Carlo - A ottobre. Si pensava, appunto, con Claretti, che io l'avrei chiesta a loro appena laureato...
Bettina - Vedi, vedi?
Temistocle - Dunque, intenzioni serie?
Carlo - Serie, serie, creda! Io sono innamorato di Claretta, lei di me, ci vogliamo un gran bene... e...
Temistocle - Capisco. E i suoi, di casa?
Carlo - Sono gi informati. Quello che faccio io, i ben fatto. I miei hanno fiducia in me e... se loro...
Temistocle - Oh, quanto a noi...
Bettina - Oh, per noi, se lei ci garantisce...
Temistocle - Un momento! Oggi, va bene, c' Timore... c' la freschezza... Lei, scusi, finanziariamente!
Carlo - Oh Dio, sa... mio padre impiegato... mi io ho un posto gi sicuro nello studio di un grande avvocato... Insomma, modestamente, spero di farmi...
Temistocle - Capisco. Molto lodevole. Ma ... vede! il lato opposto della cosa... S, insomma... non vorrei che un evento straordinario... che so io... supponga di ereditare un patrimonio... o di vincere una lotteria... So ben'io! Il denaro, a volte, d alla testa... si vuol cambiare tutto, nella nostra vita... S, dico, verifica dosi, per modo di dire, un evento del genere.
Carlo - Che io arricchissi ad un tratto?
Temistocle - Ecco.
Carlo - (sorride) Sa, non credo che esista questo pericolo... In ogni modo, capir, ne sarei felice per li certezza di dare a Claretta tutto quello che pu desiderare una sposina... Si figuri!
Bettina - (con le lagrime agli occhi) Bravo, bravo!
Temistocle - Benissimo; dunque, allora, io conto sulla sua promessa di galantuomo...
Carlo - (felice) Ci conti, signor Temistocle!
Temistocle - Ecco. Dato che, appunto, c' ora di mezzo questa... come dire?... questa fortuna, direi, certo, fortuna, purch non pigli tutto ad un tratto un aspetto contrario...
Bettina - Oh, bravo, mi pare il caso di parlar chiaro, ormai!
Carlo - (equivocando) Ma, la fortuna, scusi, signor Temistocle, sarebbe tutta mia!
Temistocle - (equivocando) E chi le dice di no? Nessuno vuol portarle via nulla, diamine!
Bettina - Il bollettino al sicuro, non dubiti!
Carlo - Che bollettino?
Temistocle - Si, la quaterna!
Carlo - Non saprei...
Temistocle - La sua giocata, via!...
Bettina - Clara l'ha ritrovato... poverina... S'era preso uno spavento!...
Temistocle - E, viste le sue buone intenzioni, non ti far nessun conto del diritto di percentuale. Perch, tutto sommato, il bollettino si ritrovato qui!
Carlo - Scusi, non capisco bene... che bollettino?
Temistocle - Ma il bollettino della quaterna, benedetto ragazzo! Quello che ha vinto lei, no?
Carlo - Vinto?... Io ho vinto?... Al lotto?
Temistocle - Eh! Tre, ventotto, quarantacinque, novanta!... Prima, pareva che se la volesse tenere tutta per s', la fortuna, ed ora, non si ricorda nemmeno d'aver giocato?
Carlo - No, senta, ci dev'essere un equivoco!
Bettina - Ma i numeri che ha fatto giocare, per suo conto, da Claretta?
Carlo - I numeri?
Temistocle - Oh, benedetta pazienza! Ma, lei, ha giocato o non ha giocato: tre, ventotto, quarantacinque, novanta, quaterna secca?
Carlo - Io non ho giocato niente.
Bettina - Oh Dio! Allora, non lei che ha vinto?
Carlo - Magari! Ma io, scusino...
Temistocle e Bettina - (insieme) Oh, questa!...
Carlo - Scusino, ma a loro chi ha detto...
Temistocle - La Clara! Che ha giocato, dice, per suo conto...
Bettina - Ed ha vinto... seicentomila lire!...
Carlo - Seicento...?
Bettina - ... mila...
Temistocle - ... lire! Dunque, una frottola della ragazza! Per avere il consenso... Oh, ma... (Chiama) Clara!
Bettina - Gesummaria, e di chi , allora, quel bollettino ?!
Clara - (di dentro) Eccomi! (Appare; a Carlo) Buonasera, Carlo!
Carlo - (saluta, titubante) Signorina!
Temistocle - Altro che buonasera! Spiega un po' questo pasticcio! vero o non vero, della vincita?
Clara - vero, babbo. Lo posso giurare.
Bettina - Ma se il signore, qui...
Clara - Ora vi spiego. Ma state tranquilli, prima di tutto, che ci entrata la fortuna dalla finestra e bisogna farle buon viso, e ringraziare Dio!...
Temistocle - E spiegati, dunque!
Clara - Se il signor Carlo avesse vinto, come vi ho detto prima, mi neghereste il consenso di sposarlo?
Bettina - Noi?!
Temistocle - Noi, no sicuro. Ma...
Clara - (furbescamente) E il signor Carlo che cosa vi ha detto, delle sue intenzioni a mio riguardo?
Temistocle - Oh, per questo, giovane serio, onesto, s' dimostrato! Ma la questione un'altra! Il bollettino non suo, dice.
Bettina - Che lui non ha giocato, dice!
Clara - - vero.
Temistocle e Bettina - (insieme) Vero! Ma allora?
Clara - Allora... allora, babbo, prima... Ma intendiamoci: ho la tua parola d'onore, la vostra promessa?...
Temistocle - Si, s, avanti!
Clara - Avanti, s! Ora che... ho ritrovato il bollettino ed ho la vostra parola d'onore, e siete garantiti sulle sue intenzioni, posso annunciarvi, miei cari genitori, che la quaterna proprio mia, tutta mia, e che Carlo non c'entra per nulla. Sabato c'era un signore che non sapeva decidersi fra il nove ed il novanta. Lui ha giocato il nove ed a me venuta l'ispirazione di giocare gli stessi numeri col novanta!
Temistocle - (ridendo) Ah, birba di una figlia! E ci hai detto che la quaterna era di Carlo!
Clara - Eravate cos spaventati che non potevo dirvi che era mia! E poi tu non volevi che giocassi al lotto, appena ho detto che avevo giocato, mi hai sgridata, e l per l, ho detto che avevo giocato per conto di Carlo...
Temistocle - (allegro) Birba! Me l'hai fatta! Brava!
Clara - (felice) E siamo ricchi!... Mamma! Carlo! Pap!
Carlo - Allora... sei tu che hai vinto?
Clara - Io! Ti porto la dote!
Carlo - Ora comincio a capirci qualcosa...
Temistocle - Anch'io, sa? Proprio come lei! Seicentomila lire!
Bettina - Oh! Sei convinto, ora, che nella vita bisogna lasciar aperta la porta della fortuna?
Temistocle - Bella forza, ora s!
FINE


