La preda
LA PREDA
Una scena
di NELLY HAVAS
Traduzione di Taulero Zulberti
PERSONAGGI
ALBERTO
VANDA
Commedia formattata da
Un'isola deserta. Tutt'intorno la vastit infinita dell'oceano; a sinistra un'alta roccia levigata che reca ancora le umide tracce delle onde infuriate.
Alberto - (un uomo alto, robusto, dal vestito bagnato, a brandelli, s'avanza dallo sfondo: cammina pesantemente, barcollando; d'un tratto si ferma) Quaranta ore... forse anche pi... Non avrei mai creduto che, mancando ogni nozione del tempo, potesse nascere nell'uomo il desiderio d'un orologio, il desiderio di frazionare il tempo medesimo e quindi di affrettarne la corsa. Ah... ah... per ci rimane sempre il conforto delle idiote considerazioni filosofiche... Peccato che la mia voce non abbia alcuna eco... Gi..(Pausa) Potrei per lo meno discorrere con me stesso... Oh, ecco una voce: lo stomaco o l'intestino che si fanno sentire... Sicuro, meglio che l'eco delle mie parole subisca cos grottesche deformazioni... anti digestive; altrimenti, davvero dovrei vergognarmi... Vergognarmi? (Pausa), Quaranta ore... forse anche pi... Quaranta ore che non mangio e non bevo... (Mangiare e bere ancona una volta, e poi crepare in santa pace... (Muove verso la roccia; fatti alcuni passi s'arresta: scorge per terra il corpo d'una donna) Oh!... Dunque non erano le budella... Cosa vuol dire, talvolta, l'istinto umano... Ah... ah.,, (Si abbassa a osservare la donna) Bella!... Che sia morta? Sarebbe veramente un peccato... (Le si inginocchia vicina e l'accarezza teneramente sul collo e sulle spalle scoperte; poi cerca di rianimarla con la respirazione artificiale) .... Svegliatevi, bella! Il principe qui e attende con ansia un vostro sospiro... (Si china e osserva il volto della donna; fruga nelle tasche) Avessi almeno "uno specchio: potrei constatare se respira...
Vanda - (comincia a respirare; emette, poi, un lieve grido) Oh... Dio mio! Dove sono?... Gherardo! Dammi da bere!
Alberto - Siiamo nell'isola di Robinson, e io non sona Gherardo.
Vanda - (apre gli occhi spaventata e tenta di alzarsi, ma ricade pesantemente).
Alberto - Oh, non abbiate paura, signora! Credo che sia preferibile la mia compagnia alla solitudine; alla solitudine di questo posto maledetto! Vedete, signora: siamo in due, come Adamo ed Eva nel paradiso terrestre; e come Adamo ed Eva dobbiamo aiutarci a vicenda! (Le accarezza i capelli).
Vanda - (alza il capo, debolmente) Netti mi fate dei male! Ve ne supplico! Dov' mio marito? Avete visto mio marito?... Ho sete...
Alberto - Ah... Vostro marito? Non credo che vi siano mariti su quest'isola. Anzi da questo punto di vista mi pare che si tratti di una isola ideale, questa... Credo che siamo proprio i due unici abitatori. Posso quasi garantirvelo: ho girato per delle ore, tutt'intorno, e non ho trovata anima viva. Assenza totale di mariti, insomma; quindi... Ma ci che importa la sete... Avrei tutte le migliori intenzioni di calmare codesta vostra sete, ma d'acqua non c' che quella del mare... E' tramontato una volta e s' alzato; due volte il sole: ho cercato da per tutto, inutilmente: nemmeno un frutto per bagnare le labbra arse... Poi... poi... gi... poi,,, ho trovato voi che mi fate venire una sete ancora pi esasperante... (Diventa cupo e nervoso).
Vanda - (si solleva spaventata) No, non parlate cos... Aiutatemi piuttosto ad alzarmi, e andiamo a cercare insieme...
Alberto - (l'aiuta ad alzarsi).
Vanda - (appoggiata al braccio di lui e camminando lentamente) Ma dove siamo? Ditemelo, per carit! Siamo proprio soli? Dio mio! Ma possibile che mio marito... Oh, no! Fumino insieme fino all'ultimo momento... Ah, ora Rapisco... ora ricordo... Un'onda enorme ci separ... poi... poi... pi nulla... (Scoppiando in singhiozzi) E' morto, morto! (Si copre il viso e s'appoggia alla roccia).
Alberto - (la osserva con sentimento di piet) Fatevi animo, signora! Bisogna vivere, bisogna sperare... che poi la stessa cosa... Non c' tempo da perdere, questo s, altrimenti moriamo anche noi di fame e di sete... Venite, venite! Cerchiamo... chiss...
Vanda - (s'asciuga gli occhi e s'appoggia nuovamente a lui) No, no! Vorrei morire anch'io... Lasciatemi qui... lasciatemi morire sola... (Fa un passo indietro, ma il suo atteggiamento lascia intendere come facilmente essa possa essere dissuasa dal proposito manifestato).
Alberto - Su, andiamo! In due, ripeto, si sta meglio, almeno fino al momento in cui giunger una nave...
Vanda - Una nave? Ma nel frattempo moriremo di fame e di sete! Oh, come soffro! Acqua! Acqua!
Alberto - Coraggio! Non avete mai letto la storia di Robinson? (Al cenno affermativo di lei) Vedete dunque! Lui si trovava completamente solo, mentre io sono in compagnia d'una bella signora; e tuttavia seppe cavarsela otticamente. Ragione per cui confido di fare altrettanto. A proposito: permetterete, vere, che qui non vi dia della signora , che non mi comporti, cio, come in un salotto... Tanto, con queste vesti, non il casa di continuare la commedia...
Vanda - (istintivamente osserva il proprio vestito, lacero) Gi... (Lievemente sorridendo) Non davvero il caso... Siamo due poveri naufraghi... Non abbiamo; nemmeno il nonne... (Con lo sguardo fisso nel vuoto, meccanicamente) Ed ho tanta sete... tanta sete...
Alberto - (la guardia attentamente) Sete? Sapete la leggenda del primo bacio? Cio, l'origine vera del primo bacio? Quando Adamo ed Eva furono scacciati dal paradiso terrestre, vagarono lunghe ore nel deserto e finirono per dover soffrire le atroci torture della sete. Allora Eva, incapace di veder soffrire ulteriormente il compagno, gli offr le pretorie labbra fresche e umide, e il primo uomo si disset in tal guisa sulle labbra della compagna. Il primo bacio nacque dunque in circostanze molto simili alle nostre, grazie alla genialit della donna innamorata... E' vero che scino passati parecchi secoli e che nel frattempo la donna s' evoluta, per... Gi, ma qui... Oh, non potreste inventare anche voi qualche rimedio del genere? Vero che l'amore non c'entra, per...
Vanda - (indietreggia d'un passo, preoccupata).
Alberto - Oh, non spaventatevi per cos poco. Nulla accadr che non sia disposto liberamente dalla vostra volont... Ma se mal non mi appongo, non mi avete ancora risposto: desiderate che vi dica signora , oppure mi direte il vostro nome?
Vanda - Mi chiamo Vanda. Il cognome non conta. Sono maritata... Cio... Dio indo! Forse... Ma no... ma no... Non possibile, santo cielo! (Guarda verso il mare, con gli occhi velati di lagrime) Mi avete vista a bordo, in compagnia di mio marito?
Alberto - Per la verit, non posso affermarlo. Eravate nella prima classe?
Vanda - No, in quella di lusso.
Alberto - la, invece, ero nella prima classe. Per alla sera ci trovavamo sicuramente insieme nella sala da ballo...
Vanda - Nella sala da ballo... (Quasi piangendo) Oh, vi prego... Non voglio, non posso ricordare... Dio mio, ho sete... tanta sete... A quest'era, a bordo, ci portavano il t e le bibite al ghiaccio, mentre qui..
Alberto - Su, andiamo! Non pensate al ghiaccio. Mi accontenterei d'un cucchiaio d'acqua sporca. (Osserva attentamente il suolo) Oli! La terra qui mi pare umida... Andiamo... chiss... forse dall'altra parte, pi in l, pu darsi che vi sia una pozzanghera; il rimasuglio dell'acqua piovana dell'altra notte...
Vanda - Eh?! Acqua di pozzanghera? Ma aera temete che ci prenderemo qualche malattia: la febbre, la malaria, che so io?
Alberto - (sempre osservando il terreno si allontana e scompare dietro la roccia; subito appresso si sente la sua voce) Eureka! Venite, venite! Ho trovato...
Vanda - (tenta di raggiungerla, ma, sfinita dalla debolezza, si accascia) Non posso... non posso...
Alberto - (di dietro alla roccia) Venite, vi dico! Ho bevuto... Acqua! Acqua!
Vanda - (debolmente) Non posso muovermi... forse sono ferita alla gamba...
Alberto - (apparendo) Un memento!... (Scompare e ritorna subito dopo, portando nel cavo della mano dell'acqua; si avvicina a Vanda offrendo).
Vanda - (sorseggiando avidamente) Ancora! Ancora!
Alberto - (scompare nuovamente e, siccome, non pu portare che poca acqua, la scena si ripete tre o quattro volte; poi egli le bagna la gamba lievemente ferita).
Vanda - (con malcelata gratitudine, quasi con impeto) Grafie! Grazie!
Alberto - Come soffro vedendovi soffrine! Rimanete pure qui, tranquilla: vado io a cercare qualche cosa da mangiare. Intanto la sete calmata, vero?
Vanda - (piano) S.
Alberto - (guardandola con improvviso desiderio) La mia no, invece! Vanda, ricordate che cosa fece Eva al vostro posto?
Vanda - (timidamente, con sforzato sorriso) Ma voi non siete il mio Adamo!
Alberto - Come no? In quest'isola io? sono l'unico uomo, l'unico uomo accanto all'unica donna... Penso perfino che, questa, sia un'opera della Provvidenza... non sa...
Vanda - Gi., ma il mondo non tutto qui, non ... E sento (con calore) che su qualche altro lembo di terra egli vive ancora, il mio Adamo... e che mi chiama... e mi attende... Dio mici, non toglietemi ogni speranza! No, non possibile che sia morto... no... no...
Alberto - Eppure dovreste rassegnarvi! La nave affondata, ci indubitabile; qui nonv' anima viva all'infuori di noi, voglio dire che siamo gli unici superstiti...
Vanda - No, no! New possibile. Sento che egli vive... che un giorno ci rivedremo...
Alberto - Vana illusione! Egli morto, e quindi meglio che vi rassegniate subito a questo pensiero... Per un miracolo ci siamo salvati noi due; altri miracoli non sono possibili!
Vanda - Ma appunto perch i miracoli possono avvenire, credo ancora, credo fermamente...
Alberto - Fate pure... Ma... intanto... gi... intanto inumano che voi non vogliate calmare la mia sete che pi ardente della vostra, che nessuna acqua in grado di spegnere...
Vanda - (abbassando il capo) Non parlatemi in tal modo! Non abusate di questa tremenda situazione!
Alberto - (le si avvicina e le solleva il capo, fissandola) Vanda! Bella creatura! Forse tra poche ore saremo morti di fame, morti miseramente,.. Mettiamo almeno divinamente, l'uno nelle braccia dell'altra. (Fa per stringerla a s, ma Vanda si difende energicamente) Ebbene, come volete!... Vado a cercare qualche cosa... Attendetemi qui... (Si allontana).
Vanda - (si copre il viso con le mani e singhiozza disperatamente).
Alberto - (dopo qualche tempo, torna portando un ramo verde carico di frutta) Ecco, qualche cosa ho trovato. Mangiate e poi riposerete; e bando ai pensieri: essi sono ormai un fardello ingombrante. Oh, me ne scordavo: di sete orinai non si potr morire: ho scoperto una specie di laghetto...
Vanda - Che bella frutta! (Ne mangia avidamente) Oh, ma voi?
Alberto - Ho gi mangiato. Ci che ho portato tutto per, voi... (Mentre essa mangia, la guarda furtivamente).
Vanda - (accorgendosene, bada di mangiare con la maggior lentezza possibile, intuendo che, ultimato il pasto,, l'uomo torner alla carica) E voi non volete farmi un po' di compagnia? Almeno un' chicco!
Alberto - Grazie, no! Ma perch mi guardate con tanta diffidenza? O, meglio, perch mi guardate come un essere... non so... Sono dunque un uomo che non pu piacere neanche quando l'unico di questo inondo?
Vanda - (a capo chino) Non questione di piacere... Ma capirete... comprenderete il mio stato d'animo... In questa mia angoscia io non so, non posso.;. Santo cielo, ma come fate a pensare a queste cose, nella tremenda situazione in cui ci troviamo? Vi comprenderei in .un altro luogo...
Alberto - In un altro luogo?... In un'altra situazione?... Allora, molto probabilmente urti mi verrebbe nemmeno in mente di avvicinarvi, o semplicemente di alzare gli occhi su di voi...
Vanda - (sussulta, offesa nel suo orgoglio didonna) Ah, s? Capisco: perch qui non c'di meglio, dunque... O volete dire che se al mio posto si trovasse un'altra donna, fareste egualmente ?
Alberto - (rude) Si, proprio cos! (Come uno che si sia levato un peso dallo stomaco) Proprio cos; via questa maschera, una buona volta! Proprio cos, come mi vedete, bella signora! Ecco perch, come voi dite, nonostante la tremenda situazione, sono stato indotto a pensare a queste cose. Sapeste, per, quante volte me ne venne il desiderio di pensarle nei famosi vostri salotti, egregie signore, creati appositamente per celebrarvi le orge della menzogna pi stupida. Discorsi, arte, musica, filosofia... Ah... ah... E atmosfera erotica in tutto e da per tutto.. Quante volte, nel congedarmi da qualche signora, baciandole la mano, avrei voluto dirle: Su, spogliatevi, presto! Non facciamo tante commedie! Tanto, fra due o tre settimane finirete tra le mie braccia... .
Vanda - (ascolta con stupefazione, ma anche con vivo interesse).
Alberto - (con crescente amarezza) Ma qui, finalmente, sotto il vasto Orizzonte, al cospetto del mare infinito, qui almeno non voglio recitare commedie, non voglio dire delle menzogne. Con gli abiti civili caduta anche l'abitudine civile pi vasta, vorrei dire essenziale: la menzogna. Precisamente.
Vanda - (vagamente) Quale menzogna?
Alberto - Non l'ho gi detto? Letteratura,arte, filosofia; mentre gli occhi diventano languidi, i vostri, signore belle, le nostre labbra ripetono per l'ennesima volta le solite insulsaggini. Proprio cos: mentre vi esprimiamo le nostre proprio nostre? idee su Rostand o su Shaw, i nostri occhi, riflettendosi nel languore dei vostri, vi spogliano e dicono: Avete un bel seno, signora; che ci importa della musica di Rossini o dei romanzi di Dostojevsky? E avete due gambe perfette, pi belle dell'imperativo categorico di Kant... . H bello si che voi intendete perfettamente le intenzioni delle nostre pupille, ed per questo che ascoltate le nostre parole, quasi che il nostro fiato sprecato riesca a soddisfare i primi desideri che presto o tardi saranno brutalmente soddisfatti...
Vanda - Oh, ma siete in errore...
Alberto - (brutale) Voi piuttosto continuate a mentire, questo s... Su, uno sforzo non certo eccessivo: toglietevi la maschera! Ripeto, fra alcune ore o fra un paio di giorni, non vedremo pi questa mare sterminato... Toglietevi la maschera, e cercate di darmi ragione. Una domanda: credete voi che se i nostri occhi non avessero la specifica funzione di cui v'ho parlato, durante le inutili chiacchiere uscite dalle nostre labbra, passivo strumento per ben precisati scopi, se cio i nostri occhi dicessero chiaramente, notti so, ad esempio: Non mi piacete affatto, preferisco quella vostra amica bionda , voi, signore, avreste la pazienza di ascoltare quelle chiacchiere? Il meno che fareste, sarebbe di andarvene via, borbottando: Uffa, che uomo noioso! .
Vanda - Be', ma come si dovrebbe fare, secondo voi?
Alberto - Semplicissimo: come il pensiero detta. Afferrarvi per le braccia - come posso e voglio far qui - e dirvi: Mi piaci e sarai mia! . (Pausa) O volete davvero che reciti anche qui la solita commedia? Ma no, cara... Ripeto: se al vostro posto fosse un'altra donna, farei altrettanto. E aggiungo che sono veramente felice di essermi potuto sfogare una buona volta... Posso dirvi, ora, che dopo l'aria, il sole, l'acqua... siete per noi, quindi anche per me, una necessit fisica... Anzi, per essere esatto, una necessit fisica secondaria. Prendete ad esempio i soldati: dopo la battaglia, in primo luogo mangiano e bevono, pei vengono le donne...
Vanda - (colpita ma sempre pi avvinta della.brutalit dell'uomo) Ah, s? Ma non lutti la pensano come voi...
Alberto - Tutti, credetelo... Solamente non possiamo dirlo... Ma ora, se mi sar dato di rifarmi, come si suol dire, una esistenza, me ne guarder bene dal riandare sul sentiero della menzogna... Vorr, anzitutto, concedermi quanto possa comunque rendermi pi lieto, pi sereno, pi felice...
Vanda - (sospirando) Le sofferenze, forse lemozione recente, vi hanno fatto diventar cattivo, esasperato...
Alberto - Che? Volete dire che ora mi dolgo, dinanzi allo spettro della morte, di non aver goduto abbastanza, per colpa delle menzogne convenzionali? Ma no, ma no... Cattivo? Non credo, che il crederlo sarebbe pure una menzogna. Sono diventato un uomo. Semplicemente. Un uomo primitivo, se volete; barbaro, se cos vi garba; ma un uomo libero, e, ci che importa, in possesso, in pieno possesso della sua dignit originaria...
Vanda - No, impossibile... Io... s... io mi sento come prima... forse anche...
Alberto - Ne sono dolente. Dolente per voi: dolente perch gran fortuna io considero questa di vivere finalmente, sia pure per poco tempo, allo stato primitivo, vicini al cielo e alla terra, purificati quasi dal battesimo dell'oceano infuriato. Rotti i vincoli artificiosi delle leggi umane, dominati invece dalla perfetta legge della Natura... Alimonia infinita...
Vanda - Veramente... ecco... (Con impeto) Ma come dovrei essere? Che cosa dovrei sentire?
Alberto - (le va vicino e la stringe alle braccia) Quello che sono io, e sentire ci che sento: la voce della Natura, la voce imperiosa travolgente...
Vanda - (arrossendo) Ma... ma' noi non ci conosciamo affatto...
Alberto - (inchinandosi, con un sorriso ironico) Signora, permettete che imi presenti? Alberto Merey, ingegnere delle miniere di Petrozseny... Ora mi conoscete; va bene cos? (Fruga nelle tasche) Mi dispiace... il biglietto di visita m' caduto tra le onde...
Vanda - Non volevo alludere al vostro nome. Volevo dire... S, insomma, sono appena tre ore che ci conosciamo...
Alberto - Ah, s? Davvero? Dunque l'eterna questione delle ore... Insomma, dopo due o tre giorni, quando vi avr detto per la millesima volta che vi desidero ardentemente, che dovete essere mia, dopo due o tre giorni, o dopo una settimana, mi conoscerete meglio? Di grazia; che cos' codesta mania di conoscere , quando da parte nostra facciamo tutto il possibile per rivelarci il meno possibile? E per l'appunto codesta mania che ci costringe a recitare continuamente; e voi lo sapete e ve necompiacete. Sottile degenerazione erotica che talofea assume sfumature leggermente grottesche... Be', per concludere, nel caso nostro: quando mi avrete conosciuto, che avverr?
Vanda - (timida) Frattanto... s... dico... frattanto potr giungere una nave o che so io...
Alberto - (ridendo) Ho capito: attesa strategica. Volete guadagnar tempo, il che molto saggio. Permettete una osservazione o, meglio, una affermazione categorica: se voi mi dite chiaramente che non vi piaccio, che vi sono ripugnante, ve la giuro, non insister un momento di pi... Ebbene?
Vanda - (non risponde).
Alberto - Rispondete!
Vanda - Che volete che vi dica?
Alberto - Quello che sentite!
Vanda - Non sento nulla verso di voi... Ho soltanto paura...
Alberto - (crudele) Avete paura! Ma no, ma no... Non credetelo. Piuttosto rispondete a quanto vi ho chiesto... Ditemi: vi faccio ribrezzo? Vi sono odioso? Ma guardatemi bene negli occhi, elude io possa leggere nei vostri...
Vanda - (molto piano, volgendo gli occhi altrove) S, mi siete ripugnante!
Alberto - Non mi avete guardato negli occhi, quindi non avete detto la verit.
Vanda - (scoppia in pianto) No! No! Ma perch mi tormentate cos? Cosa vedete da me?
Alberto - (l'attira a se) Vedi, povera cara... povera scioccherei la... Non ti faccio del male io. Ma perch non vuoi confessare la verit perch non vuoi essere superiore, neppure qui, alle stupide convenzionali abitudini? (La stringe tre le braccia e la bacia appassionatamente).
Vanda - (strilla forte) No! No! Lasciatemi!
Alberto - Non strillare: possono sentire!
Vanda - (s'arresta e istintivamente si guarda d'attorno).
Alberto - (ridendo) Vedi, sciocchina? Ho detto per scherzo: possono sentirci. L'ho detto per farti constatare fino a qual punto l'abitudine sia in noi inveterata. Abitudine, anche codesto tuo strillare... Vieni dunque, che qui non ti vede nessuno... (L'abbraccia).
Vanda - (vergognandosi) Siete pi forte... non posso difendermi... sono inerme...
Alberto - Non hai bisogno di essere difesa, ara! Da te neh voglio altro, se non quello che tu possa volere, Vanda!
Vanda - (tentando di ribellarsi) Ma no, io non voglio nulla, io... Lasciatemi! Perch? Perch? Se fosse qui un'altra donna fareste lo stesso...
Alberto - Ah, s? E' questo dunque che vi turba e vi addolora? Dunque se vi avessi raccontato che nessun'altra donna al mondo avrebbe potuto farmi perdere la testa ali'infuori di voi, allora sareste subito caduta tra le mie braccia, beata e felice ? Ripeto: avrei fatto egualmente con un'altra donna, come voi avreste fatto egualmente con un altro uomo...
Vanda - Come siete brutale!
Alberto - Dunque volete a tutti i costi che reciti la commedia?
Vanda - No, vorrei solamente essere lasciata in pace o, per lo meno, che aveste maggior compassione di me... Ma non pensate che forse ho perduto miei marito...
Alberto - Certo, vi compatisco, cara; ma la compassione non potr mai essere tanto forte quanto quell'altra voce, quell'altro sentimento. Lasciate che vi dica anche questo: la compassione pure una cosa inventata dagli uomini... Guardate, invece, le bestie...
Vanda - Ma siete proprio senza cuore?
Alberto - Forse ne avete voi meno di me...
Vanda - - Ma voi non avete bisogno di compassione; prova ne sia che potete pensare alla donna, nel modo come pensate, e vedete in me solamente la femmina, non l'essere debole, disperato, sfinito, senza appoggio...
Alberto - Oh, su questo potete contare, e fin da principio ve l'ho detto sinceramente, e credo anche di avervelo dimostrato... Quanto al resto...
Vanda - Ma possibile che non abbiate un pensiero migliore? Non avete dunque la mamma, delle sorelle, una sposa o una fidanzata? Non potete immaginarle nella mia situazione?
Alberto - (cupo) Madre? Moglie? Fidanzata? Che c'entrano? Non le ho, ma quando anche le avessi, Vanda, ti vorrei egualmente... Date troppo peso voi, specie in certi momenti, a certi vocaboli: madre, moglie, fidanzata, sorelle... Ma loro non sono pure delle donne come te, Vanda? Donne desiderate da altri uomini, come me... che poi sono fratelli, figli, mariti... come pi ti garba di chiamarli. Che c'entra questo con la voce della natura?
Vanda - Ma questa la negazione totale di ogni cosa!
Alberto - Negazione? L'opposto, invece: affermazione, affermazione di una cosa grande, di una legge suprema su cui poggia l'armonia di questo mondo... Se tu avessi un fratello e lo sapessi nella mia situazione, lo condanneresti tu, se si comportasse come me, e certamente si comporterebbe cos?
Vanda - (fiera) Ho un fratello, ma lui certamente non si comporterebbe cos...
Alberto - Ne sei proprio certa? E se tuo marito si trovasse in un'isola deserta in compagnia di un'altra donna, un'unica donna, credi tu che non farebbe colme me?
Vanda - (coprendosi il viso) Non lo so... Per piet, non tormentatemi cos!
Alberto - (abbracciandola) Vedi, voglio convincerti, povera cara, che non vi nulla di male, nulla che sia condannabile di fronte alla natura; vedi, devi convincerti che tutti al nostro posto farebbero quanto noi... quanto fanno due uccellini posti in una gabbia... quanto noi facciamo... noi che siamo da meno degli uccellini, perch perdiamo il tempo in inutili discussioni e in vane schermaglie... Vanda! (La bacia perdutamente).
Vanda - (difendendosi debolmente, in quello abbandono che precede la resa a discrezione) No, ma no...
Alberto - (prendendole la testa fra le mani e fissandola negli occhi) Be', ora dimmi che ti sono odioso, e immediatamente mi allontaner!
Vanda - (abbassa la testa, poi con voce debole tremante) No, rimanete... Cosa farei qui sola senza di voi? Avrei tanta paura...
Alberto - (l'abbraccia con impeto).
FINE
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