La pulce nell’orecchio

CAMILLO (sorpreso, riprende a stento lequilibrio; brontolone) Ma no, andiamo

LA PULCE NELLORECCHIO

commedia in tre atti di

Georges Feydeau

PERSONAGGI:

VITTORIO EMANUELE CHANDEBISE

POCHE

CAMILLO CHANDEBISE

ROMANO TOURNEL

DOTTOR FINACHE

CARLOS HOMENIDES DE HISTANGUA

AGOSTINO

FERRAILLON

ETIENNE

RUGBY

BATTISTINO

RAIMONDA CHANDEBISE

LUCIANA DE HISTANGUA

OLIMPIA FERRAILLON

ANTONIETTA

EUGENIA

Lazione si svolge nel mese di giugno. Il primo e terzo atto a Parigi, il secondo a Montretout.

ATTO PRIMO

La scena figura il salotto dei Chandebise. Stile inglese. Il lato sinistro della scena liscio, il lato destro ha una breve ansa. Sul fondo, un grande vano a fondo pieno e centinato, al centro del quale una porta a due battenti (serrature e chiavistelli esterni). A destra e a sinistra del vano, porte a un solo battente, con chiavistelli esterni. A sinistra, in primo piano, una finestra. A destra, in primo piano, una porta a un battente, in mogano come le altre (serratura e chiavistello interni). In secondo piano, nellansa, un caminetto piuttosto alto. Nellintavolato, piccoli pannelli di seta disegnata a ranuncoli gialli; tende della finestra e tendaggi per il grande vano del fondo nella stessa seta; tendine bianche alla finestra. Il mobilio, in genere, di mogano e instile inglese. Sul fondo, nel pannello che divide il grande vano dalla porta di destra, uno chiffonier stretto e abbastanza alto. Gli fa pendant, a sinistra del vano, un mobiletto di riscontro. A sinistra, tra la finestra e il fondo, un piccolo mobile con tre cassetti. Davanti alla finestra, una panca imbottita senza spalliera. Contro la panca, uno di quei grandi scrittoi inglesi a forma di X, che, chiusi, non tengono pi posto di una cartelle da disegno e, aperti, formano una tavola che contiene nel suo interno tutto loccorrente per scrivere. Al levarsi del sipario, questo mobile chiuso. In mezzo alla scena, sulla sinistra, non lontano dalla panca, ma pi verso il fondo, un piccolo divano con la spalliera in mogano traforato, messo sghembo e col dorso al pubblico. Di frontee sempre al di l della panca, un tavolinetto di stile diverso, con una sedia per lato. Sulla destra, un grande tavolo collocato perpendicolarmente alla scena. Una sedia per lato. Sopra il caminetto, uno specchio. Stampe inglesi inquadrate nei pannelli. Ninnoli a volont. Nella hall esterna, in faccia alla porta del grande vano, una panca da sala di ingresso. Sopra, al muro, un telefono. Invisibile al pubblico, la porta di ingresso dello scalone.

Allaprirsi del sipario, Camillo in piedi; si appoggia al lato sinistro dello chiffonier, e volta le spalle al vano di fondo. Sta consultando un dossier che ha preso da uno dei cassetti. Un tempo. La porta sul fondo a sinistra si apre lentamente e si vede far capolino Antonietta. Essa getta uno sguardo inquisitore nella stanza, poi, scorgendo Camillo intento al suo lavoro, gli si avvicina in punta di piedi, gli afferra la testa con le due mani, dal di dietro, e gli d un brusco bacio.

CAMILLO (sorpreso, riprende a stento lequilibrio; brontolone) Ma no, andiamo! (Si deve capire:

A-o! A-i-a-o!).

ANTONIETTA Di che cosa hai paura? I padroni sono usciti.

CAMILLO Eh, s!

ANTONIETTA Svelto, un bacetto! (Camillo scrolla le spalle come fanno i bambini imbronciati). Su, su! (Camillo per un momento la guarda, come chi non sa se debba ridere o adirarsi, poi, improvvisamente eccitato, le d un grosso bacio goloso. Su questo, la porta in fondo si apre: sono Etienne e il dott. Finache).

ETIENNE (ancora nel vestibolo) Avanti, avanti, signor dottore.

CAMILLO e ANTONIETTA (insieme) Oh! Mio marito! (Si separano bruscamente. Camillo, battendosela come un coniglio, si eclissa dalla porta di destra. Antonietta si spostata rapidamente a sinistra: e l, come inebetita, si ferma).

ETIENNE (a Antonietta, mentre Finache si spostato un po in avanti e a destra) Che cosa fai qui?

ANTONIETTA Ehm... Io? Sono... sono venuta a prendere gli ordini... Gli ordini per il pranzo.

ETIENNE Quali ordini? Non sai che il signore e la signora sono usciti? Via, in cucina! Il salotto non posto per una cuoca.

ANTONIETTA Ma...

ETIENNE Fila! (Antonietta esce da sinistra brontolando).

FINACHE (seduto sulla seggiola a sinistra del tavolo) Che marito autoritario!

ETIENNE Bisogna, con le donne. Se non le comandiamo, ci comandano. Io non mangio di questo pane.

FINACHE Bravo!

ETIENNE Vedete, signor dottore, quella donnina in fatto di fedelt un can barbone, ma gelosa come una tigre... Se ne scappa continuamente in questa stanza, e nelle altre dellappartamento, soltanto per spiarmi.

FINACHE (alzandosi) Beh, visto che il signore non c...

ETIENNE (bonario, condiscendente, tenendo le due mani nella pettorina del suo grembiule) Oh, che importa? Ho tutto il tempo. Posso benissimo tenervi compagnia.

FINACHE Come? Ah, certo. E molto amabile da parte vostra... e molto tentante. Ma avrei timore di abusare. Non sapete a che ora rientrer il signore?

ETIENNE Non prima di un buon quarto dora.

FINACHE Perbacco! (prende sul tavolo il suo cappello e se lo mette in testa). Sentite... stando cos le cose, nonostante il piacere che avrei rimanendo con voi...

ETIENNE Il signore mi lusinga!

FINACHE Affatto, affatto: ma non si vive solo per divertirsi. Devo visitare un malato, qui vicino. Vado a liquidarlo.

ETIENNE (scandalizzato) Oh!

FINACHE Beh? Oh, non nel senso che credete. No, no, grazie! Ho dei malati e ci tengo! Sono la base del mio commercio. Volevo dire che liquido la mia visita e torno qui fra un quarto dora.

ETIENNE Sarebbe inopportuno insistere (si allontana e un presso il tavolo).

FINACHE (con unaria di finta contrizione) Vogliate scusarmi. (Fa per uscire. Etienne sinchina. Finache avanza di nuovo) Dimenticavo. Se il vostro padrone rincasa prima che io sia tornato (trae di tasca un fascicolo) consegnategli questo. E ditegli che ho visitato il cliente che mi ha mandato: sta benissimo, pu assicurarlo tranquillamente.

ETIENNE (indifferente e distratto) Ah.

FINACHE A voi non importa.

ETIENNE (con un gesto di noncuranza) Oh.

FINACHE Si capisce. Neppure a me importa. Solo che volete mai questo interessa al signor

Direttore, per Parigi e provincia, della Boston Life Company .

ETIENNE Cio il padrone.

FINACHE Il padrone, visto che voi lo permettete. Insomma, ditegli che il suo hidalgo un uomo di primordine... Come si chiama? Ah, s, don Carlos Homnids de Hstangua.

ETIENNE (viene avanti) Coso, s, Histangua. Si, s, lo conosco. A proposito, sua moglie di l, nel salone. (sedendosi come se fosse a casa sua sulla seggiola a destra del tavolo, mentre Finache rimane in piedi dal lato opposto) Vorrei chiedervi, caro dottore, poich ce ne stiamo qui tranquillamente...

FINACHE Quel che soprattutto ammiro in voi, che non siete superbo.

ETIENNE (con naturalezza e bonariet) Perch dovrei esserlo? Sentite dottore: quando si sente... ma sedetevi.

FNACH (ubbidendo, sempre ironico) Pardon.

ETIENNE - (Si collocato bene in faccia a Finache e spinge indietro il busto sulla sua poltrona, che in equilibrio sulle gambe posteriori) Cosa vuoi dire quando si sente, a tutti e due i lati della pancia, come una trafittura continua? (Per ben precisare i punti, si d con le mani dei piccoli colpi ai due tali dell addome).

FINACHE (Seduto in faccia a Etienne) Beh, la cosa dipende spesso dalle ovaie.

ETIENNE S? E il mio caso!

FINACHE (conservando a stento la sua seriet) Allora, amico mio, dovrete farvele asportare.

ETIENNE (alzandosi e dirigendosi verso il fondo) Neppure per sogno. Le no e me le tengo.

FINACHE (si alzato anche lui) Vi prego di notare che non ve le chiedo

ETIENNE Oh! non si sa mai!

LUCIANA (comparendo dalla porta di sinistra, a Etienne) Potete dirmi, per favore... (scorgendo Finache). Chiedo scusa, signore. (A Etienne). Siete sicuro che la signora Chandebise rincaser presto?

ETIENNE Sicurissimo, signora. La signora mi ha perfino raccomandato: Se la signora... , ehm... insomma, mi ha detto il suo nome.

LUCIANA (soccorrendolo) Homnids de Histangua.

ETIENNE (approvando) Esattamente, ... dovesse venire, non lasciatela andar via: ho assolutamente bisogno di vederla .

LUCIANA Difatti mi ha scritto cos. Per questo mi meraviglio... Comunque, aspetter ancora.

ETIENNE Va bene, signora. (Luciana si avvia verso il fondo come per ritornare nella stanza da cui era uscita, ma si ferma sentendo la voce di Etienne) Io stavo giusto conversando col signore...

FINACHE (ironico) Sicuro. Noi conversavamo.

ETIENNE (facendo le presentazioni) Il dott. Finache. Eil medico della Boston Life Company, e mi diceva di aver visto vostro marito, questa mattina.

LUCINA Ma no!

FINACHE (avvicinandosi un po a lei, mentre Etienne si spostato verso il fondo) E esatto, signora... Ho avuto lonore di visitare il signor de Histangua.

LUCIANA Mio marito si fatto visitare? Che strana idea.

FINACHE Sono le piccole indiscrezioni di tutte le Compagnie di Assicurazioni. Signora, mi congratulo... Voi avete un marito !... Che salute! Che temperamento!

LUCINA (a bassa voce, con un sospiro e lasciandosi cadere sulla sedia a sinistra della scena, in faccia al divano) Ah, signore! A chi lo dite!

FINACHE Ma lusinghiero.

LUCIANA Oh, s, signore... ma cos faticoso!

FINACHE Senza fatica non si ottiene nulla.

ETIENNE (con un sospiro) E dire che la signora Plucheux non pensa ad altro!

LUCIANA Chi la signora Plucheux?

ETIENNE La mia sposa! Mi fa provare sempre tanta vergogna! Le occorrerebbe un uomo come il marito della signora.

FINACHE Mio Dio, con lautorizzazione della signora e col consenso del signor de Histangua, si potrebbe forse rimediare.

ETIENNE Come? Ah, no!

LUCIANA (alzandosi, gaia) Oh, dottore, veramente... non accetto neppure io!

FINACHE (ridendo) Vi chiedo scusa, signora: questo demonio di Etienne mi fa dire delle sciocchezze. (Traversando la scena per andare a prendere il suo cappello) Io scappo.

LUCIANA (inchinandosi) E senza rancore, dottore.

FINACHE Lo spero bene (si avvia verso il fondo con Etienne)

ETIENNE (accompagnando il dottore) Per ritornare al nostro discorso, dottore... quando io mi chino cos, le mie ovaie...

FINACHE Ah, s? Prendete una buona purga, le calmer. (Escono).

LUCIANA (seguendo il dottore con lo sguardo) Che tipo. (Guarda il suo orologio). Unora e sette minuti di ritardo! Raimonda chiama questo aspettarmi con impazienza... Mah... (Luciana si siede su una delle sedie a sinistra e prende una rivista, che sfoglia distrattamente).

CAMILLO (venendo dal fondo destra e dirigendosi verso il mobile per rimettervi il dossier che aveva preso allinizio, scorge Luciana) Oh, pardon signora). (In realt e lo stesso accadr per tutto latto egli deve parlare in modo assolutamente inintelliggibile, con una voce nasale e pronunciando so/o ma queste in modo netto le vocali, come le persone che hanno il palato perforato).

LUCIANA (alzando il capo e con un leggero inchino) Signore...

CAMILLO Naturalmente la signora aspetta il direttore della Boston Life Company ? (Quel che giunge allo spettatore pi o meno questo: u-a-en-e a i-o-a a-e-a i i-e-o-e e-a o-on i-e om-a-i? .

LUCIANA (un po sorpresa) Come?

CAMILLO (ripete, nello stesso modo indistinto di prima) Io dico: naturalmente la signora aspetta il direttore della Boston Life Company?

LUCIANA (con un sorriso inquieto) Vi chiedo scusa: non capisco bene ci che dite...

CAMILLO (pi lentamente, ma sempre in modo confuso) E semplice, io domando: la persona che la signora aspetta, bene il signor diret...

LUCIANA (interrompendolo, e come per scusarsi di non capire) No, no! io francese. French!

Franzosich! (Si alza).

CAMILLO Eh? Ma anchio!

LUCIANA Rivolgetevi al cameriere. Io non appartengo alla famiglia. Ho appuntamento con la signora Chandebise.

CAMILLO Oh, oh! Vi domando scusa. (raggiunge il mobile camminando allindietro e inchinandosi). Io mi informavo perch se fosse stato per il signor direttore della Boston Life Company...

LUCIANA S, signore, s.

CAMILLO ( arrivato al mobile, vi ripone il dossier, richiude il cassetto, poi, al momento di uscire dal fondo destra) Vi prego ancora di scusarmi.

LUCIANA (che lha guardato uscire stupefatta, dopo una breve pausa) Deve essere un papuasiano. (sempre parlando passata a destra).

ETIENNE (giungendo dal fondo) Sono venuto a vedere se la signora non si annoia troppo.

LUCIANA (vivacemente) Oh, voi potrete spiegarmi: poco fa entrato un uomo...

ETIENNE (con un leggero moto di sorpresa) Un uomo?

LUCIANA S. Mi ha parlato in papuasiano. Non so assolutamente che cosa mi ha raccontato. (Imitando Camillo) On a ou e a ai o en... Qualcosa di simile.

ETIENNE (ridendo) Ah! E il signor Camillo.

LUCIANA Uno straniero?

ETIENNE No, no. E il nipote del signore, il figlio di suo fratello.., il suo nipote germano, ecco... Ma capisco come la signora si sia impressionata: il signor Camillo ha un piccolo difetto di pronuncia, non pu pronunciare le consonanti...

LUCIANA Ma no!

ETIENNE S, signora. Quando non si abituati molto imbarazzante. Io comincio a capire qualcosa...

LUCIANA Vi ha dato delle lezioni?

ETIENNE No, ma a forza di sentirlo lorecchio si abitua, vero?

LUCIANA (sedendosi sulla sedia a sinistra del tavolo) S, s.

ETIENNE Il signore lha preso come segretario perch non poteva trovare nessun altro impiego, a causa con tutto il rispetto della sua dannata maniera di parlare.

LUCIANA Eh! Un uomo che ha solo vocali da offrirvi.

ETIENNE Non molto, si capisce! Va bene che quando scrive d anche le consonanti, ma non si pu scrivere sempre, vero? (Andando oltre il tavolo) Che peccato! Un ragazzo cos serio, cos a modo! Mi credete se vi dico che non gli si conosce unamante?

LUCIANA Ma no!

ETIENNE (ingenuo) Io almeno non gliene conosco.

LUCIANA (alzandosi) E ben fortunato, il vostro giovanotto.

ETIENNE (sospirando) Ah, s! (Vedendo Raimonda comparire sul fondo) C la signora!

LUCIANA (andandole incontro) Finalmente!

RAIMONDA (entrando impetuosamente) Mia povera amica, sono desolata... (A Etienne, mentre si avvia al di l del tavolo, su cui posa la borsetta) Andate, Etienne!

ETIENNE S, signora. (A Luciana) La signora mi scusa?

LUCIANA Come no? (Etienne esce).

RAIMONDA (togliendosi il cappello, che posa sul mobile a destra della porta di fondo) Ti ho fatto aspettare.

LUCIANA Credi proprio?

RAIMONDA Vengo da cos lontano! Ti spiegher. (bruscamente, avvicinandosi a Luciana). Ti ho scritto di venire perch accade qualcosa di molto grave! Mio marito mi tradisce.

LUCIANA Vittorio Emanuele?

RAIMONDA Vittorio Emanuele, proprio.

LUCIANA Ah!

RAIMONDA Che canaglia! Oh, ma lo sorprender! (Passa in primo piano).

LUCIANA Lo sorprenderai? Vuoi dire che non hai una prova?

RAIMONDA Eh, no! Non lho! Vigliacco! Oh, ma lavr!

LUCIANA E come?

RAIMONDA Non lo so. Me la troverai tu. (Siede sul divano).

LUCIANA (in piedi accanto a lei) Io?

RAIMONDA Oh, s, s! Non dirmi di no, Luciana. In collegio eri la mia migliore amica. Anche se ci siamo perdute di vista per dieci anni, ci sono cose che niente pu cancellare. Ti ho lasciata Luciana Passar e ti ritrovo Luciana Homenids de Histangua: e va bene, il tuo nome si allungato, ma il tuo cuore rimasto uguale. Ho il diritto di considerarti ancora la mia migliore amica.

LUCIANA Questo certo.

RAIMONDA E allora a chi se non a te posso rivolgermi quando ho bisogno di aiuto?

LUCIANA (senza convinzione, sedendosi tuttavia in faccia a lei) Sei molto buona, ti ringrazio.

RAIMONDA (continuando il suo discorso) Dimmi allora: che cosa devo fare?

LUCIANA (interdetta) Eh? Per...?

RAIMONDA Per sorprendere mio marito, no?

LUCIANA Ma io non saprei... Mi hai chiamata per questo?

RAIMONDA Si capisce.

LUCIANA Che idea! Anzitutto, chi ti dice che tuo marito colpevole? Potrebbe esserti fedelissimo.

RAIMONDA Lui?

RAIMONDA Andiamo! Non sono una bambina. Che cosa diresti, tu, se improvvisamente tuo mari-

LUCIANA Diamine! Visto che non hai prove!

RAIMONDA Ci sono cose che non ingannano.

LUCIANA Esatto. Tuo marito pu essere di queste.

RAIMONDA Andiamo! Non sono una bambina. Cosa diresti, tu, se improvvisamente tuo marito, dopo essere stato un marito... un marito... un marito insomma, ecco !... cessasse di esserlo cos da un momento allaltro?

LUCIANA (deliziata) Direi: aah!...

RIMONDA Eh! diresti davvero aah! Questo si racconta prima. Anchio prima trovavo noioso e monotono questo amore continuo, questa eterna primavera. Mi auguravo persino, pensa, una nuvola, una contrariet, una preoccupazione, insomma! Stavo addirittura pensando di prendermi un amante, non fosse che per crearmela, una preoccupazione!

LUCIANA Un amante, tu?

RAIMONDA Capirai, cara mia, si passano dei momenti! Avevo gi fatto la mia scelta: tanto per non dirti il nome, il signor Romano Tournel. Sai, quel signore con cui abbiamo pranzato insieme avantieri... Non ti sei accorta di nulla? Mi meraviglio. Una donna... Beh, siamo stati l l, mia cara.

LUCIANA Oh!

RAIMONDA Perch oh! E il migliore amico di mio marito. Dunque era automaticamente designato per... (alzandosi). Oh, ma adesso che mio marito mi tradisce non prender davvero un amante!

LUCIANA (alzandosi e avviandosi verso destra) Vuoi che ti dica una cosa?

RIMONDA Che cosa?

LUCIANA In fondo, tu sei innamoratissima di tuo marito.

RAIMONDA Innamoratissima io?

LUCIANA Se non cos, perch te la prendi?

RAIMONDA Mi secca il fatto in s! Io, s, voglio tradirlo, ma che mi tradisca lui, eh, no, passa la misura!

LUCIANA (prendendo il suo cappotto) Hai una morale deliziosa.

RAIMONDA Sta a vedere che ho torto.

LUCIANA (posando il cappotto sulla tavola a destra) No, no. Solo.., ci che mi hai detto non prova niente.

RAIMONDA (avanzando oltre il tavolo) Come, non prova niente! Quando un marito stato per anni e anni un torrente impetuoso e ad un tratto, improvvisamente, piff!... pi niente!...

LUCIANA (seduta a sinistra del tavolo) Il fiume Manzanars nelle stesse condizioni, ma non vuoi dire che ha abbandonato il suo letto.

RAIMONDA Oh!

LUCIANA Non hai mai visto nei casin della gente che sbalordiva per il coraggio con cui chiedeva qualunque banco, giocare timidamente, il giorno dopo, una fiche da cento soldi?

RAIMONDA (adiratissima, con voce di testa) Giocasse almeno la fiche da cento soldi! Macch! Lui il signore che gira intorno al tavolo. (Risale verso il mobile sul quale aveva posato il cappellino).

LUCIANA Ragione di pi! Ci non prova che si faccia sbancare altrove. Prova semplicemente che sbancato.

RAIMONDA (che ha ascoltata appoggiata con le spalle al mobile di fondo, le braccia incrociate) Ah! Siii! (Avanza fino al tavolo e fruga nella sua borsetta, da cui trae un paio di bretelle che brandisce sotto il naso di Luciana). E queste allora?

LUCIANA Che roba ?

RAIMONDA (perentoria) Un paio di bretelle.

LUCINA (sullo stesso tono) Difatti mi sembravano.

RAIMONDA E sai di chi sono, queste bretelle?

LUCIANA Di tuo marito, presumo.

RIMONDA (vivamente) Ah, ah! Ora non io difendi pi, eh!

LUCIANA Ma che centra? Io ho detto cos... perch suppongo che se hai delle bretelle con te, siano di tuo marito piuttosto che di un altro signore.

RAIMONDA (che ha riposto le bretelle nella borsetta, andando a posare questa sul mobile di fondo e tornando in avanti, sempre parlando, al centro della scena) Perfetto! E allora puoi spiegarmi per quale motivo mio marito le ha ricevute stamattina per posta, queste bretelle?

LUCIANA Per posta?

RAIMONDA S, in un pacco postale che ho aperto inavvertitamente mentre ispezionavo la posta di mio marito.

LUCIANA E perch ispezionavi la sua posta?

RAIMONDA (con tono naturalissimo) Per sapere cosa cera dentro.

LUCIANA (inchinandosi ironicamente) E una ragione.

RAIMONDA Si capisce.

LUCIANA Questo, tu lo chiami aprire un pacco... inavvertitamente!

RAIMONDA Diamine! Ho detto inavvertitamente perch il pacco non era indirizzato a me.

LUCIANA Ah!

RAIMONDA Adesso vuoi riconoscere o no che se gli hanno rimandato le sue bretelle per posta significa che le aveva dimenticate da qualche parte?

LUCIANA (alzandosi e avviandosi a sinistra) Riconosco.

RAIMONDA Bene. E sai che nome si deve dare a questo qualche parte?

LUCIANA (fingendo lo spavento) Mi fai paura.

RAIMONDA Lalbergo del Micio Innamorato, cara mia!

LUCIANA Che cos?

RAIMONDA A giudicare dal nome, non una pensione di famiglia.

LUCIANA (scrollando la testa) Lalbergo del Micio Innamorato!

RAIMONDA (andando a prendere dal mobile a sinistra della porta di fondo una scatoletta di legno o di cartone, con la quale torna tosto in avanti) Ecco la scatola che conteneva le bretelle. Vedi letichetta? E, sotto, nome e indirizzo di mio marito: Signor Chandebise, 95, boulevard Malesherbes.

LUCIANA (leggendo lintestazione) Albergo del Micio Innamorato, vero.

RAIMONDA Nel quartiere di Montretout, cara mia! Un altro nome che dice molte cose. Tutto cos sconveniente! (Torna a posare la scatola su un tavolo a destra). Ora capisci che non c pericolo di sbagliare: io lo sono... (intende cornuta).

LUCIANA Oh!

RAIMONDA Mio Dio, mi era gi venuto un dubbio avendo visto mio marito cos...

LUCIANA (venendole in aiuto) Manzanars.

RAIMONDA Ecco. Mi domandavo, naturalmente: Che cosa avr? Come mai? Ma adesso, adesso ho una pulce nellorecchio! (Va a riporre la scatola nel mobile da cui laveva presa).

LUCIANA Ne hai motivo.

RAIMONDA (tornando in avanti) Se poi tu vedessi quellalbergo, cara mia! Sembra fatto da un pasticciere.

LUCIANA Se tu vedessi? Allora lo conosci?

RAIMONDA Si capisce! Ne torno ora! (Siede).

LUCIANA Ah!

RAIMONDA Per questo ero in ritardo.

LUCIANA Oh.

RAIMONDA Capirai, volevo esser sicura. Cos mi sono detta: c solo un mezzo, interrogare lalbergatore. Bene, credi che sia facile interrogare un albergatore? Non ha voluto sentir ragioni. Muto come un pesce.

LUCIANA E labc del mestiere.

RAIMONDA Insomma, evidente che possiamo contare solo sulle nostre forze. Gli uomini si sostengono fra loro, noi dobbiamo fare altrettanto. Conosci i fatti e sei pi furba di me. Che cosa devo fare?

LUCIANA Ora mi prendi alla sprovvista.

RAIMONDA Su! Un lampo di genio!

LUCIANA Non facile. (Pensa). Vediamo... Ecco. Potresti chiedere una spiegazione a tuo marito.

RAIMONDA (alza le spalle) Mi risponderebbe con una menzogna. Non c niente al mondo di pi bugiardo di un uomo... se si eccettua una donna.

LUCIANA Oh, aspetta! Forse c un mezzo, che ho visto impiegare spesso in teatro.

RAIMONDA Quale? D!

LUCIANA Oh, niente di geniale. Ma con gli uomini, vero? Si prende un foglio di carta da lettere ben profumato e si scrive una lettera al proprio marito... una lettera ardente, si capisce, come se fosse di unaltra donna... e alla fine gli si d un appuntamento.

RAIMONDA Un appuntamento?

LUCIANA Al quale naturalmente si va. Se il marito viene, si sicure.

RAIMONDA Ho capito. Perfetto. Forse non geniale, ma i mezzi pi classici sono quelli che danno i risultati migliori. (Mentre va a prendere il mobile scrittoio che davanti alla finestra e lo porta davanti al divano e lo apre). Scriviamo subito a Vittorio Emanuele.

LUCIANA (disinvolta) Scriviamo a Vittorio Emanuele.

RAIMONDA (si seduta sul divano e si appresta a scrivere; ripensandoci) Gi. Ma riconoscer la mia scrittura.

LUCIANA (serissima) Se gli hai scritto altre volte, certo.

RAIMONDA (alzandosi) Senti, la tua scrittura... non la conosce. Tu. Gli scrivi tu. (Parlando, tira Luciana per un braccio per farle prendere il suo posto).

LUCIANA (resistendo) Io? Ah, no, no! Questo no. E una cosa troppo delicata.

RAIMONDA (su un tono severo) Sei la mia migliore amica o non lo sei?

LUCIANA (cedendo) Tu mi trascinerai allinferno.

RAIMONDA Bene. Ci troverai mio marito.

LUCIANA (rassegnata, sedendosi sul divano di fronte allo scrittoio) Dammi della carta da lettere.

RAIMONDA (dallo scrittorio tira fuori un blocco di carta da lettere) Ecco!

LUCIANA Ma non della tua! La riconoscerebbe!

RAIMONDA Che sciocca sono! E vero!

LUCIANA Non hai dellaltra carta, della carta tenera, suggestiva?

RAIMONDA (tirando fuori una scatola di carta da lettere dal mobile a sinistra della porta in fondo) Mio Dio, avrei questa qui lilla. Lho comperata per la campagna. Non molto suggestiva...

LUCIANA Non lo . Per profumandola molto...

RAIMONDA Ah, per questo ho quel che ci vuole: una certa peonia azzurra che dovevo restituire al profumiere perch non posso sopportarla. Ma adesso va benissimo. Aspetta. (Sempre parlando, va a premere il campanello a destra della finestra).

Uscendo dalla camera di destra, compare Camillo, con in mano un dossier. Egli getta uno sguardo inquisitore nella stanza.

CAMILLO Chiedo scusa.

RAIMONDA (in piedi accanto al mobiletto a sinistra della scena) Che cosa volete, Camillo?

CAMILLO (nel suo linguaggio incomprensibile) Non badate a me. Guardavo se Vittorio Emanuele era rientrato.

RAIMONDA (con grande semplicit, su un tono di normale conversazione) Non ancora. Perch?

CAMILLO (come sopra) Perch ho tutta la posta da fargli firmare, e poi devo chiedergli degli schiarimenti riguardo a un contratto che sto preparando. Ho qualche dubbio, e avrei voluto...

RAIMONDA Credo che non tarder molto.

CAMILLO Bene. Aspetter. In fondo non c altro da fare, vero? Lui non c e qualunque cosa io dicessi...

RAIMONDA Si capisce, si capisce! (A Luciana, che dallinizio del dialogo ascolta a bocca aperta, con lo sguardo che va da un interlocutore allaltro per fissarsi infine, ammirativo, su Raimonda). Perch mi guardi cos?

LUCIANA (imbarazzata) Come? Per niente, per niente!

CAMILLO (a Luciana, giovialmente) E cos, signora, mia cugina non vi ha fatto aspettare troppo?

LUCIANA (interdetta, ma volendo dimostrare che ha capito) Effettivamente, signore, vi riconosco. Abbiamo anche conversato, poco fa.

RAIMONDA (maliziosa) No, no, non ti parla di questo. Ti dice che finalmente sono rientrata a casa e che non ti ho fatto aspettare troppo.

CAMILLO (approvando) ... ...

LUCIANA (imbarazzata e sforzandosi di essere amabile) Ah! Ah, s, s, perfettamente.

RAIMONDA (facendo le presentazioni) Ah! Scusa, il signor Camillo Chandebise, nostro cugino. La signora Carlos Homnids de Histangua. (Camillo fa un inchino, mentre Raimonda torna ad avviarsi verso lestrema sinistra).

LUCIANA (alzandosi) Felicissima, signore... Scusatemi se poco fa non vi ho capito. Sono un po dura dorecchio.

CAMILLO (gioviale) Oh, molto amabile da parte vostra dirmi questo, signora. La verit che mi si capisce difficilmente, dato che ho un piccolo difetto di pronuncia...

LUCIANA (sorridendo falso, come chi non capisce nulla) Oh, s, s. (a Raimonda, come per chiederle aiuto) Che cosa?

RAIMONDA (con una comica seriet) Ti dice che ha un piccolo difetto di pronuncia.

LUCIANA (fingendo stupore) Come?... Ma no! Dite davvero? Beh, s, forse... ora che me lavete fatto notare.

CAMILLO (con sorrisi e inchini) Siete troppo indulgente.

ANTONIETTA (entrando dal fondo e avanzando) La signora ha suonato?

RAIMONDA (mentre Luciana siede sul divano) S, ma non per voi. Volevo Adele. Ho suonato due volte, no?

ANTONIETTA Adele salita un momento, cos sono venuta io.

RAIMONDA E lo stesso. Andate in camera mia e portatemi una scatola di profumo che nel cassetto di destra della mia toilette.

ANTONIETTA Va bene signora.

RAIMONDA Sulla scatola vedrete stampato peonia azzurra .

ANTONIETTA S, signora. (Voltandosi per uscire, Antonietta trova alla sua sinistra Camillo. Con aria scherzosa descrive intorno a lui, che imbarazzatissimo, un semicerchio, tenendo gli occhi negli occhi. Arriva cos oltre di lui verso il fondo. In questo momento, volgendo le spalle al pubblico, d un violento pizzicotto con la mano sinistra al fianco sinistro di Camillo, e esce con la pi imperturbabile aria da santarellina).

CAMILLO (proiettato in avanti dal dolore) Ahi!

RAIMONDA e LUCIANA (di soprassalto) Cosa c?

CAMILLO (mentre Antonietta esce) Niente niente. Un... un dolore acuto qui nel fianco.

RAIMONDA Uhm. Dipende dai reumi.

CAMILLO (fregandosi il fianco e spostandosi a destra con degli inchini allindietro) Dipende... dipende sicuro dai reumi. (Un tempo) Vado a riprendere il mio lavoro... (salutando) Signora...

LUCIANA (si inchina leggermente) Signore.

CAMILLO (giunto alla porta) I miei omaggi. (Esce. Le due donne lo guardano uscire, poi, appena scomparso, scoppiano a ridere).

LUCIANA - Giuro che ti ammiro per come lo capisci.

RAIMONDA (maliziosa) Per questo mi guardavi, eh?

LUCIANA S.

RAIMONDA Cosa vuoi, la forza dellabitudine. Ma mi sei piaciuta quando volevi fargli credere che non avevi trovato nulla di strano nel suo modo di parlare.

LUCIANA Non volevo mortificarlo.

ANTONIETTA (giungendo da sinistra, con in mano un flacone) E questo, signora?

RAIMONDA (prendendo il flacone) E questo, grazie. (Siede su una delle seggiole che stanno di fronte al divano su cui seduta Luciana. Antonietta esce). Forza! Vediamo di scrivere la lettera prima che rientri mio marito.

LUCIANA Hai ragione. (Disponendosi a scrivere) Allora, come gli prepariamo la nostra pietanzina?

RAIMONDA Questo il punto.

LUCIANA Anzitutto dobbiamo stabilire dove la nostra sconosciuta ha ricevuto il colpo di fulmine vedendo tuo marito.

RAIMONDA Certo. Dove?

LUCIANA In questi giorni siete andati a teatro?

RAIMONDA Mercoled scorso, al Palais Royal. Col signor Tournel.

LUCIANA Tournel?

RAIMONDA Quello che ti ho detto che per poco diventava il mio amante.

LUCIANA Ah, s. Ottimamente. Ora vedrai. (Scrivendo): Signore! vi ho visto laltra sera al Palais Royal....

RAIMONDA (con una smorfia) Non ti sembra un po freddo, per un colpo di fulmine?

LUCIANA Un po freddo?

RAIMONDA Sembra il verbale di un usciere. Io non so, ma credo che avrei scritto, cos, brutalmente: Io sono quella che non ha tralasciato un istante di guardarvi, laltra sera al Palais Royal!. E niente Signore , niente! Via! Continuiamo.

LUCIANA Ehi, ma tu hai la vocazione...

RAIMONDA (modesta) Mio Dio, ti dico quello che mi sembra che scriverei...

LUCIANA Bene, bene, siamo daccordo. (Strappa dal blocco di carta il foglio cominciato, che lascia sullo scrittoio, e comincia subito a scrivere sul nuovo foglio di carta). Io sono quella che non ha tralasciato un istante di guardarvi... .

RAIMONDA (dettando) ... laltra sera al Palais Royal! Cos! E caldo! E diretto!

LUCIANA E vissuto! (continuando) ... Voi eravate in un palco con vostra moglie e con un signore....

RAIMONDA Il signor Tournel.

LUCIANA (sempre scrivendo) S, ma questo non deve dirlo la signora. (Tornando al testo della lettera) ... Delle persone che mi erano vicine hanno fatto il vostro nome... .

RAIMONDA (ripetendo come in un dettato) ... hanno fatto il vostro nome....

LUCIANA (ripetendo anche lei e scrivendo) ... nome... Cos ho saputo chi eravate... .

RAIMONDA Come semplice!

LUCIANA (scrivendo) Da quella sera, io non sogno che voi... .

RAIMONDA Oh, oh! Non ti pare un po esagerato?

LUCIANA Certo! Ma quel che ci vuole! Queste cose sono sempre esagerate per gli altri, ma mai per noi stessi.

RAIMONDA Se tu sei sicura, va bene.

LUCIANA (scrivendo) Io sono pronta a fare una pazzia. Volete farla con me? Vi aspetto oggi alle cinque allalbergo del Micio Innamorato .

RAIMONDA Proprio lo stesso albergo? Non diffider?

LUCIANA Anzi! Ne sar solleticato! (scrivendo) Tra parentesi. Montretout, Senna. Chiederete una camera prenotata a nome del signor Chandebise .

RAIMONDA (dettando) Io spero in voi... .

LUCIANA (approvando col capo e scrivendo) Spero in voi! Perfetto! Sai che hai della stoffa?

RAIMONDA Un po di tirocinio ci vuole.

LUCIANA (scrivendo) Una donna che vi ama . Fatto! Il profumo, adesso!

RAIMONDA (che ha sturato il flacone mentre Luciana scriveva) Eccolo. (Le porge il flacone).

LUCIANA Va bene. (Versa il profumo sulle sue dita e ne asperge il foglio).

RAIMONDA (si alza vedendo che il profumo ha fatto spandere tutto linchiostro) Oh!

LUCIANA (stesso gesto di disappunto di Raimonda) Accidenti!

RAIMONDA Bel lavoro!

LUCIANA S.

RAIMONDA Tutto da rifare.

LUCIANA Aspetta! Ho unidea. (Torna a scrivere). Post scriptum. Perch, scrivendovi, non posso trattenere le mie lacrime? Oh, fate che siano lacrime di gioia e non di disperazione . (Parlato) Ecco fatto! E alla peonia azzurra! Via!

RAIMONDA Uhm. Trover che hai pianto molto, per essere una donna sola.

LUCIANA Lascia andare. Gli sembrer naturalissimo. E ora lindirizzo. (Scrive sulla busta). Signor Vittorio Emanuele Chandebise, 95 boulevard Malesherbes. Personale . (Si alza e passa sul davanti mentre chiude la busta). Ecco. Adesso ci occorre un fattorino. Puoi mandare qualcuno a cercarlo?

RAIMONDA (che ha chiuso lo scrittoio e lo sta rimettendo a posto) Viene gente, mi pare. S, s. Mi chiedevi se ho qualcuno? Certo. Ho te.

LUCIANA (seccata) Io? Scusa sai...

RAIMONDA Ma inevitabile! Cerca di capire. Io non posso mandare un domestico da un fattorino con questa lettera e dirgli che deve farla riportare a mio marito. Neppure io posso andare: se mio marito chiede al fattorino di descrivergli la signora e lui indica me, tutto va allaria. Tu invece sei adattissima. Perfetta.

LUCIANA Evviva.

RAIMONDA E poi, sei la mia migliore amica, s o no?

LUCIANA Oh, s. Ma ho idea che tu ne abusi. (Suona il campanello esterno).

RAIMONDA Hanno suonato. Devessere mio marito. (Si avvia verso il fondo a sinistra e indica a Luciana la porta, ugualmente a sinistra) Svelta! Da qui, e poi per la porta a destra: ti troverai in anticamera.

LUCIANA (dal centro della scena si avvia alla parta indicata) Va bene. A tra poco.

RAIMONDA A tra poco. (Luciana esce, mentre Raimonda va a chiudere il suo flacone nel mobiletto a sinistra. In questo momento la porta del fondo si schiude e si scorge nel vestibolo Chandebise che parla con Etienne. Dietro di lui Tournel).

CHNDEBISE (ancora col cappello in testa, a Etienne) Il dottore vi ha detto che sarebbe ripassato?

ETIENNE S, signore.

CHANDEBISE Benissimo. (A Tournel, che tiene in mano il suo cappello) Avanti, vecchio mio. (Lo fa passare. Tournel avanza o destra del tavolo di destra) Ti posso lasciare un momento? Devo firmare la posta.

RAIMONDA (che i due non avevano visto) Camillo ti sta aspettando come se fossi il Messia.

CHANDEBISE (a sinistra e un po in avanti del tavolo di destra) Oh, sei qui?

TOURNEL (da dov) Buon giorno, cara signora.

RAIMONDA Buongiorno, Tournel. (A suo marito) S, sono qui.

CHANDEBISE Ho incontrato Tournel per la scala, cos siamo saliti insieme.

RAIMONDA (indifferente) Ah.

TOURNEL (tirando fuori delle carte dalla busta di pelle che ha portato e che posa sul tavolo) Ti ho portato un elenco di nuovi clienti da assicurare.

CHANDEBISE Ottimamente! Tra un po lo vedremo. (Parlando si tira su i pantaloni come chi infastidito dalle bretelle).

RAIMONDA (alla quale il gesto non sfuggito) Perch ti stai tirando su i pantaloni? Forse le bretelle ti danno fastidio?

CHANDEBISE S.

RAIMONDA Ma non sono quelle che ti ho comperato io?

CHANDEBISE S, s che lo sono.

RAIMONDA Prima non ti davano fastidio.

CHANDEBISE Le ho tirate troppo.

RAIMONDA (facendo mostra di avvicinarsi a lui) Niente di grave, te le allento subito.

CHANDEBISE (rinculando istintivamente) Ma no... no! Non il caso, le allenter io.

RAIMONDA (punta) Ah?... Va bene, come vuoi.

CHANDEBISE (a Tournel) Ti chiedo scusa. Torno tra un momento.

TOURNEL Vai pure, vai pure! (Chandebise apre la porta della camera di destra).

VOCE DI CAMILLO (che accoglie lingresso di Chandebise) Ah.

CHANDEBISE (seccato da questa esclamazione, il cui tono equivale a qualcosa come: tu! oh, non sei davvero in anticipo! ) Ebbene? Qualcosa che non va? Ho avuto da fare. (Esce e chiude la porta alle sue spalle).

TOURNEL (appena Chandebise uscito, si precipita verso Raimonda, che in fondo al palcoscenico, un po a sinistra) Ah, Raimonda, Raimonda, questa notte vi ho sognata!

RAIMONDA (spezzandogli lo slancio) Ah, no, amico mio, no. Grazie tante, ma no. Mentre mio marito mi tradisce non posso davvero pensare di fare altrettanto.

TOURNEL (sbalordito) Come?

RAIMONDA Certe cose vanno bene quando non si ha altro a cui pensare.

TOURNEL Ma Raimonda, Raimonda!... Mi avevate detto... Mi avevate fatto sperare...

RAIMONDA Davvero? Pu darsi. Ma non cerano ancora state le bretelle. Ora che ci sono le bretelle... buonasera. (Esce da sinistra).

TOURNEL (per un attimo come abbrutito) Raimonda! Beh, questa grossa! Quali bretelle? Che cosa significano le bretelle? (parlando arrivato alla sinistra del tavolo di destra).

CAMILLO (sulla soglia della porta di fondo a destra, su ari tono gioviale) Signor Tournel! Mio cugino vi vuole.

TOURNEL (di cattivo umore) Che cosa?

CAMILLO (sforzandosi, senza riuscirci, di articolare meglio le parole) Mio cugino vi vuole.

TOURNEL (c. s.) Io non capisco quello che dite. Quando vi deciderete a parlar chiaro?!

CAMILLO Un momento! (tira fuori dalla tasca della giacca un blocco di carta, dal taschino una matita e, scandendo ogni sillaba, scrive): Mi-o cu-gi-no vi vuo-le. (e d il foglietto a Tournel).

TOURNEL (leggendo) Mio cugino vi vuole . E va bene. Non potevate dirlo? (sempre brontolando raccoglie le sue carte; la busta di pelle, invece, la lascia sul tavolo; esce dal fondo destra).

CAMILLO (appena Tournel uscito) Villano! (sempre parlando avanza fin quasi al proscenio) Un vero fenomeno, vi assicuro! Io mi disturbo per venirlo a cercare e lui sbraita. (In questo momento la porta di fondo si apre, e Etienne introduce il dottor Finache).

ETIENNE S signore, tornato.

FINACHE Bene.

ETIENNE Vado ad avvertirlo. (intanto Camillo, che non li ha sentiti entrare, continua le sue lamentele).

CAMILLO Quel che troppo troppo! Io gli dico, gentilissimo: Tournel, mio cugino vi vuole . Lui me lo fa ripetere, io allora glie lo scrivo, e lui ha la faccia tosta di rispondermi: Non potevate dirlo? . Benone. Non mi disturber mai pi per un simile porcospino!

FINACHE (che da qualche momento lo contemplava) Amico Camillo, recitiamo dei monologhi adesso?

CAMILLO (ha un soprassalto) Eh? Ah, siete voi, dottore? No, stavo brontolando contro un tipo che ce laveva con me per via...

FINACHE (che non capisce niente) S, s, non incomodatevi... (cambiando tono) A parte questa questione, che c di nuovo, piccolo demonio? Sempre baldorie?

CAMILLO (si avvicina vivamente a Finache, e, su un tono di voce pi basso) Oh, oh, zitto! Tacete!

FINACHE Dimenticavo! Qui, voi passate per laustero Camillo. E tenete alla vostra reputazione.

CAMILLO (sui carboni ardenti) Vi prego!

FINACHE Purtroppo, di fronte al proprio medico arriva sempre unora della vita in cui bisogna togliere le vesti al santarellino che ci siamo costruiti !... Vi assicuro che mi diverto molto, io che so tutto, quando vedo gli altri che si immaginano...

CAMILLO (ridendo verde) S, si...

FINACHE Ditemi, avete approfittato del mio consiglio?

CAMILLO Quale?

FINACHE Riguardo allalbergo del Micio Innamorato.

CAMILLO (angosciatissimo) Oh, tacete!

FINACHE Di che avete paura? Siamo tra noi! Ci siete andato o no?

CAMILLO (esita un secondo, getta uno sguardo a destra e a sinistra, poi, a voce bassa) S.

FINACHE Che cosa ne dite?

CAMILLO (estatico, volgendo gli occhi al cielo) Oh!

FINACHE Eh?! Che cosa vi avevo detto? E un albergo incomparabile. Ma vi vedo imbarazzato. Su, andate ad avvertire vostro cugino.

CAMILLO (felice della diversione) Benissimo. Benissimo.

FINACHE Aspettate. Dimenticavo di darvi il vostro apparecchio.

CAMILLO (tornando indietro) Quale apparecchio?

FINACHE (tirando fuori di tasca un piccolo astuccio) Quello che vi avevo promesso... e che vi permetter di parlare come tutti gli altri.

CAMILLO Ah, s! Lo avete l?

FINACHE S. Lasciate che vi spieghi. In voi, che cosa impedisce la facolt di parlare? Un vizio congenito, la volta del palato che non ha avuto il tempo di formarsi. Per conseguenza i suoni, invece di trovare quella parete naturale che li fa rimbalzare allesterno, si perdono nei condotti interni,

CAMILLO E cos.

FINACHE Ebbene, io vi ho portato questa parete che vi manca. Guardate com graziosa, con che cura presentata!

CAMILLO Fate vedere!

FINACIIE (aprendo lastuccio) Un palato dargento, caro mio, come nei racconti di fate.

CAMILLO (giungendo le mani ammirato) Oh!

FINACHE E in uno scrigno, signor mio... Non da tutti, avere il proprio palato in uno scrigno!

CAMILLO Finalmente potr parlare!

FINACHE Come?

CAMILLO Finalmente... (vuol mettersi subito il palato in bocca).

FINACHE (glielo impedisce afferrandolo al pugno) Non cos. Prima dovete metterlo a bagno in un po dacqua con acido borico. Chiss per quante mani passato.

CAMILLO Avete ragione. Comunque, io dicevo... (articolando meglio che pu) Finalmente potr parlare?

FINACHE (che ha capito) Ma certo potrete parlare! E come! Se avete del talento potrete persino recitare alla Comdie Francaise.

CAMILLO (radioso) Ah!... Vado a metterlo subito nellacqua. (va verso il fondo).

VOCE DI CHANDEBISE Camillo!

FINACIIE Vi chiamano.

CAMILLO Ditegli che torno subito. (Sparisce dal fondo).

CHANDEBISE (entrando dal fondo destra) Camillo!

FINACHE (andando verso di lui) Torna subito: ha una piccola faccenda da sbrigare. (tendendogli la mano). Come va?

CHANDEBISE Oh, Finache, buongiorno. Sono proprio contento di vedervi, devo parlarvi.

FINACHE Ero venuto poco fa: ve lo ha detto Etienne?

CHANDEBISE S, s. Per il certificato di de Histangua, vero? Sembra che abbia una salute di primordine.

FINACHE Di primissimo. Ecco del resto il certificato. (Tira fuori di tasca un foglio e lo porge a Chandebise).

CHANDEBISE (prendendo il foglio) Grazie.

FINACHE (sedendosi a sinistra del tavolo) Di che cosa dovete parlarmi?

CHANDEBISE (sedendo in faccia a lui, a destra del tavolo) Beh, io volevo... Ecco volevo consultarvi a titolo personale, su una questione un po delicata. Finache, mi capita una cosa piuttosto strana.

FINACHE Che cosa?

CHANDEBISE Come posso spiegarvi? Voi sapete che ho una moglie deliziosa.

FINACHE Su questo siamo daccordo.

CHANDEBISE Bene. Poi, sapete che nessuno meno libertino di me.

FINACHE Ah.

CHANDEBISE (leggermente seccato) Come, ah? Perch dite: Ah? S!

FINACHE Amico mio, io non posso sapere.

CHANDEBISE Ve lo assicuro io. E a questo punto non vi meraviglierete se vi dir che in mia moglie si riassumeva tutto: la sposa e lamante... Il che significa che sono sempre stato per lei tra noi posso vantarmene un marito soddisfacente.

FINACHE Ah!

CHANDEBISE Come Ah? . Perch dite Ah? . S!

FINACHE Ma come posso saperlo?

CHANDEBISE Ve lo dico io. Soddisfacente e anche qualcosa di pi!

FINACHE Benissimo, benissimo. Mi congratulo. Solo, non vedo dove vogliate arrivare...

CHANDEBISE Appunto, appunto... Eh, Finache, non facile!

FINACHE Non facile cosa?

CHANDEBISE E imbarazzante... Io mi trovo... Io sono... Beh, sentite, vi racconto un fatto, un episodio, che vi illuminer...

FINACHE Benissimo! Coraggio!

CHANDEBISE Ecco. Un bel giorno, o meglio una sporca notte... di circa un mese fa, io ero... molto affettuoso, come sempre. Mi ero espresso in questo senso con la signora Chandebise. e lei aveva accolto favorevolmente la proposta... Ebbene tutto a un tratto, non so per quale ragione... mi preso un malessere, una specie di stordimento, e... e... capitemi, Finache... Insomma, mi sono sentito diventare bambino.., un piccolo bambino...

FINACHE Povero Chandebise!

CHANDEBISE Potete dirlo, povero Chandebise: perch ormai finita. Io sono vittima di unidea fissa. Non provo neppur pi a lottare... Niente: bambino!

FINACHE Via, alla vostra et!

CHANDEBISE Oh, Finache, vi prego! Non il momento di scherzare!

FINACHE (alzandosi) Ma non vi aspetterete che prenda tragicamente il vostro caso! E un caso di tutti i giorni. Voi siete vittima di un semplice fenomeno di autosuggestione. Vincerlo dipende solo da voi. Un po di forza di carattere, perbacco! Volere potere!

CHANDEBISE Eh, eh!

FINACHE Ma certo! Fidatevi di me!

CHANDEBISE (pensoso) Forse avete ragione.

FINACHE A parte il lato psicologico, voi avete bisogno di sport, di ginnastica. Ora vi visiter. E chiaro che lavorate troppo, state troppo chiuso in ufficio. (Gli pianta un ginocchio nelle reni, lo afferra con le mani alle spalle e gli fa marcare il busto). Visto?Avete una netta tendenza a ingobbirvi. (Passandogli davanti). Per questo vi ho ordinato le bretelle ortopediche. E magari non le avete messe.

CHANDEBISE (tirandosi su il gilet per far vedere le bretelle) S s che le ho messe! Anzi, per esser costretto a tenerle sempre ho persino regalato tutte le mie bretelle normali. Le ha ereditate mio cugino Camillo. Per, queste sono davvero brutte.

FINACHE Bah. Le vedete solo voi.

CHANDEBISE Magari! Poco fa mia moglie stava per scoprirle.

FINACHE Gran disastro!

CHANDEBISE (avviandosi a destra) Grazie! Non mi manca che aggiungere questo ridicolo allaltro.

FINACHE (seguendolo) Ah, voi mettete della vanit dove non dovrebbe essercene. (cambiando tono). Su, toglietevi la giacca. Vi visito. (Mentre Chandebise si appresta a togliersi la giacca, la porta di fondo si apre e entra Luciana, introdotta da Etienne).

LUCIANA (a Etienne) Avvertite la signora per piacere.

CHANDEBISE (ricomponendosi prontamente) Oh!

ETIENNE S, signora (esce).

CHANDEBISE (a Finache, passandogli davanti per avvicinarsi a Luciana) Rimandiamo. (a Luciana). Voi, cara signora!

LUCIANA Come state?

CHANDEBISE Bene, come spero di voi. Siete venuta a trovare mia moglie?

LUCIANA Torno, anzi. Ero uscita per una commissione, ma poco fa ero qui e ho visto Raimonda...e anche il signore.

FINACHE (si inchina) Effettivamente.

CHANDEBISE Allora non occorrono presentazioni... Aveva un aspetto nervoso?

LUCIANA (indicando Finache) - Il signore?

CHANDEBISE No, mia moglie. Questa mattina non so cosabbia: da prendere con le molle.

LUCIANA Non mi sembrato.

CHANDEBISE Meglio cos.

RAIMONDA (comparendo dalla porta di destra) Ah, eccoti!

LUCIANA (andando verso di lei) Ti risaluto.

RAIMONDA (a voce bassa) Fatto?

LUCIANA (anche lei a voce bassa) Fatto. E gi qui.

RAIMONDA Bene.

ETIENNE (portando la lettera sul vassoio) Signore!

CHANDEBISE Che c?

LUCIANA (a bassa voce a Raimonda) Ci siamo!

ETIENNE Un fattorino ha portato una lettera personale per il signore.

CHANDEBISE Per me? (alle due donne). Permettete? (tira fuori i suoi occhiali, se li mette sulla punta del naso, apre la lettera, poi, dopo averla letta, non pu reprimere unesclamazione di sorpresa) Ma guarda un po!

RAIMONDA (pronta) Cosa c?

CHANDEBISE Niente.

RAIMONDA (perfida) Non sar una seccatura?

CHANDEBISE Oh, no, no... E... un affare di assicurazioni.

RAIMONDA (secca) Ah! (a Luciana, a voce bassa, furiosa) Andiamo! Mi sembra che tutto sia chiaro! (escono da sinistra).

CHANDEBISE (a Finache, mentre si avviano verso sinistra) Incredibile, mio caro, incredibile! Le donne sono sorprendenti! Non indovinereste mai quel che mi capita.

FINACHE Cosa vi capita?

TOURNEL (comparendo sulla porta di destra, con il suo dossier in mano) Di! Ti rendi conto che mi hai piantato di l...

CHANDEBISE Vieni qui. Arrivi a proposito.

TOURNEL (venendo avanti e posando, mentre passa, il suo dossier sul tavolo) Che cosa c? (a Finache) Buongiorno, dottore.

FINACHE Buongiorno, Tournel.

CHANDEBISE Ragazzi miei, tenetevi forte! (dosando il suo effetto). Ho provocato... una passione fulminea.

FINACHE Voi?

TOURNEL Tu?

CHANDEBISE Vi ho messi a terra, eh? (passando fra i due). Sentite! Non invento niente. (Legge dando rilievo ad ogni parola) Io sono quella che non ha tralasciato un istante di guardarvi, laltra sera al Palays Royal... .

TOURNEL Tu?

FINACHE Voi?

CHANDEBISE (pavoneggiandosi) Io, voi! Esatto! Non ha tralasciato un istante di guardarmi!

TOURNEL Accidenti, che donna!

CHANDEBISE (stringendogli la mano) Grazie!

TOURNEL (gli prende la lettera e continua lui la lettura) Voi eravate in un palco con vostra moglie e un signore... .

CHANDEBISE E un signore! Sei tu: E un signore. , cio X..., primo venuto, entit trascurabile, polvere.

TOURNEL Hai finito?

CHANDEBISE Aspetta, aspetta. (gli riprende la lettera e legge) Delle persone che mi erano vicine hanno fatto il vostro nome, cos ho saputo chi eravate... .

TOURNEL (con stizza) Che astuzia!

CHANDEBISE ...da quella sera, io non sogno che voi... .

I DUE (non riescono a riaversi) Ma no!

CHANDEBISE (pavoneggiandosi sempre pi) Non sogna che me! (dando un colpo a Tournel) Capito, Tournel?

TOURNEL Ma come, c scritto cos?

CHANDEBISE (con aria di sufficienza, facendo constatare sulla lettera) Ma s, vecchio mio! C scritto cos.

FINACHE (di fronte allevidenza) C scritto.

TOURNEL (che continua a non rendersi conto) Dio, quant curioso. (a Finache) Non vi sembra?

FINACHE (non sapendo che cosa rispondere) Beh, teoricamente qualunque sogno possibile.

TOURNEL Si capisce. (beffardo) Dipende dalla digestione.

CHANDEBISE (prosegue la sua lettura) Io sono pronta a fare una pazzia. Volete farla con me? (parlato) Povera piccola. Cade bene! (a Finache) Eh!, Finache?

FINACHE E perch?

CHANDEBISE Dopo quello che vi ho confessato...

FINACHE (nancurante) Bah! (va a sedersi a destra del tavolo).

CHANDEBISE (leggendo) Vi aspetto oggi alle cinque allalbergo del Micio Innamorato .

FINACHE (ha un soprassalto) Allalbergo del Micio Innamorato?

CHANDEBISE (andando sino alla sinistra del tavolo) S. Montretout, Senna .

FINACHE Oh, bene! La signora se ne intende, ha pratica!

CHANDEBISE Perch? Forse questo albergo...

FINACHE Un sogno, mio caro. E il mio campo di battaglia.

CHANDEBISE Guarda che cosa significa essere unanima candida. Io non lo sapevo.

FINACHE Neppure voi, Tournel?

TOURNEL (mentre va oltre la tavola, trovandosi cos in mezzo ai due) Conosco quellalbergo di nome, nientaltro.

CHANDEBISE (improvvisamente) Oh, amici miei!

I DUE Cosa c?

CHANDEBISE Essa ha pianto.

I DUE No!

CHANDEBISE Proprio! Ha pianto! Sentite. (leggendo) Post-scriptum. - Perch, scrivendovi, non posso trattenere le mie lacrime? Oh, fate che siano lacrime di gioia e non di disperazione . Povero cuoricino! E non da dire che finga. Guardate questo foglio: inondato. (mette la lettera sotto il naso di Tournel che in piedi, le due mani appoggiate sul tavolo).

TOURNEL (annusando la lettera) Ah, ragazzi miei!

I DUE Cosa?

TOURNEL Che cosa avr messo nelle sue lacrime per farle cos profumate? (viene in avanti al centro della scena).

FINACHE Silenzio! La lacrima ha il suo segreto, la lacrima ha il suo mistero! Rispettiamo questo mistero.

CHANDEBISE (alzandosi) Scherzate pure!... Ah!, mio vecchio Tournel, anchio desto delle passioni. E cos, mentre ce ne stavamo al Palays Royal, tranquilli, senza sospettar nulla, una donna ci divorava con gli occhi.

TOURNEL Ecco.

CHANDEBISE (a Tournel) Tu non hai notato se una donna ci faceva locchietto?

TOURNEL No!... Cio, mi sembrato, un momento, ma credevo che fosse per me, e allora...

CHANDEBISE Ah, a te sembrato... (cambiando bruscamente tono) Oh, triplo idiota che sono! Ma chiaro, chiarissimo!

I DUE Cosa succede?

CHANDEBISE Non lho colpita io, ma tu!

TOURNEL Io?

CHANDEBISE Sicuro! Ti ha scambiato per me! Qualcuno avr fatto il mio nome guardando verso il palco, e lei, che naturalmente aveva occhi solo per te...

TOURNEL (vanesio) Credi?

CHANDEBISE E cos!

TOURNEL (c. s.) Certo che probabilmente... Eh, s.

CHANDEBISE Ma guardami! Sono in grado di provocare amori improvvisi, io? Tu invece.., ma si capisce, il tuo compito. (a Finache) E il suo compito. (a Tournel) Tu hai labitudine di far girare la testa alle donne! Sei bello, tu!

TOURNEL (lusingatissimo, schermendosi solo per la forma) Ma via! Ma cosa dici!

CHANDEBISE Sicuro, sicuro! Non un mistero.

TOURNEL No, no. Si potr dire che ho dello charme, ecco.

CHANDEBISE L! Ha dello charme, lui! Ah, civettone! Se delle donne si sono suicidate per te! E vero o no?

TOURNEL (modesto) Oh... una, una sola.

CHANDEBISE Ti par niente?

TOURNEL E poi ora sta benissimo.

CHANDEBISE Questo non vuol dire.

TOURNEL _-Devo aggiungere che la cosa contestabile. Si avvelenata mangiando datteri di mare.

I DUE Datteri di mare?

TOURNEL Lavevo appena lasciata e cos lei ha sparso la voce che era stato per il dolore... Ma ha un bel dire, quando si vuol morire non si scelgono i datteri di mare... E troppo aleatorio.

CHANDEBISE (categorico) Lasciamo andare! Non si pu aver dubbi, questa lettera porta il mio nome, ma indirizzata a te.

TOURNEL (esitante, a Finache) Voi cosa ne pensate?

FINACHE (spalancando le braccia e non volendo prender partito) Oh... io...

CHANDBISE Ma s, ma s! E poich la lettera tua, andrai tu!

TOURNEL (difendendosi senza convinzione) , Ma no! No!

CHANDEBISE Anzitutto io questa sera non sono libero: offriamo un banchetto al direttore della Sede Americana e quindi...

TOURNEL No, senti, davvero...

CHANDEBISE Ma smetti! Muori dalla voglia di andare!

TOURNEL Credi?

CHANDEBISE Toh, guarda il tuo naso! Preme!

TOURNEL (storcendo gli occhi per guardarsi ti naso) Freme! Il mio naso! E va bene! Accetto!

CHANDEBISE (mollandogli una pacca amichevole su una spalla e facendolo passare al centro) Ah, civettone! (risale un po).

TOURNEL Tanto pi che la cosa mi garba. (a Finache) Ho appena rotto una relazione in vista di unavventura su cui contavo e che per il momento ho dovuto rimandare.

CHANDEBISE (che di nuovo avanzato e si trova fra i due) Ah, con chi?

TOURNEL (interdetto dallapparizione di Chandebise) Ma con... Ehm... Non posso dirtelo! (passa a destra).

CHANDEBISE (a Finache, scimmiottando Tournel) Non pu dirmelo! (a Tournel) Ah, Dongiovanni!

TOURNEL La tua sconosciuta mi servir da interregno.

CHANDEBISE (su un tono brillante) Felicissimo di cedertela.

TOURNEI. (imitandolo) Non si pu essere pi amabili. (senza transizione) Su, dammi la lettera!

CHANDEBISE Come? Ah, no! Del resto a che ti serve? Tu devi semplicemente andare allalbergo in questione e chiedere della camera prenotata a mio nome. Capisci, lettere come queste non ne ricevo spesso. Voglio, che un giorno i miei nipotini - ammesso che riesca ad averne - possano trovare questa lettera fra le mie carte e dirsi: Doveva essere davvero bello il nonno, se svegliava passioni come questa! . Sar bello almeno per i posteri!... Su, Finache, venite a visitarmi.

TOURNEL (avviandosi dietro di lui) E le firme? (E passato oltre il tavolo e mostra il suo dossier).

CHANDEBISE Due minuti e sono da te. Venite in questa camera, Finache, nessuno ci disturber.

FINACHE Ai vostri ordine. (escono da destra, primo piano).

TOURNEL (sempre col suo dossier in mano, brontolando) Due minuti! Due minuti! Doveva anche farsi visitare... (dopo un momento, con un sorriso di compiacimento). Lalbergo del Micio Innamorato!... Chi sar questaltra donna che si innamorata di me?

RALMONDA (ha il cappellino in testa) Il signor Chandebise non c?

TOURNEL E di l col dottore. Volete che lo chiami?

RAIMONDA No, no, non disturbatelo! Quando lo vedrete, ditegli per piacere che io esco con la signora De Histangua... e che non stia in pensiero se rientrer tardi: probabilmente pranzer con una mia amica.

TOURNEL Beh, credo che anche lui rientrer tardi.

RAIMONDA (subito) per confonderlo) E perch?

TOURNEL (che non scorge nessuna malizia nella domanda) Se non. sbaglio, mi ha detto che questa sera ha un banchetto per il suo direttore dAmerica.

RAIMONDA Ah, vi ha detto cos? Non mi dispiace saperlo, ma falso, perch il banchetto sar domani. Ho visto linvito con i miei occhi!

TOURNEL Allora ha sbagliato giorno. Vado ad avvertirlo. (fa cenno di andare da Chandebise).

RAIMONDA (fermandolo con un gesto) No, no. Non ha sbagliato giorno. Risparmiate il vostro zelo. Lerrore assolutamente intenzionale, lui vuole un alibi che gli permetta di tornare a casa questa sera e di affermare che ha confuso le date... So io come regolarmi.

TOURNEL (volendo por riparo alla sua goffe) Ma vi assicuro che era sincerissimo! Andiamo, non ha nessuna ragione di raccontare delle bugie a me.

RAIMONDA E a me s, invece, vero?

TOURNEL Eh!, gi. Cio, no. Niente affatto! Voi mi fate dire cose che non dico.

RAIMONDA Poverino! Ma credete che non abbia capito il vostro gioco? Voi sapete che adesso che mio marito mi tradisce non potete sperar nulla da me, e allora vi credete furbissimo tentando di persuadermi che il pi fedele degli sposi.

TOURNEL Vi giuro che sono sincero.

RAIMONDA S? Tanto peggio. Per me sar come se non lo foste... Addio. (si avvia a sinistra).

TOURNEL (tentando di fermarla) Raimonda!

RAIMONDA Paraninfo! (ed esce sbattendogli la porta sul viso).

TOURNEL (che istintivamente ha fatto un salto indietro, interdetto) Paraninfo! Mi ha detto paraninfo! Oh!

CAMILLO (arriva dal fondo con un bicchiere pieno dacqua e una bustina di acido borico. Il bicchiere non a calice ed colorato) Oh, signor Tournel! Siete di miglior umore?

TOURNEL Toglietevi dai piedi! (parlando, Tournel passato davanti a Camillo ed uscito da destra, secondo piano).

CAMILLO ( rimasto un attimo mogio mogio, poi) Che bestione! (va al di l del tavolino, poi, stando di fronte al pubblico, posa il bicchiere sul tavolo e apre la bustina dellacido borico). Quanto mi stato difficile trovare lacido borico... (versa il contenuto della bustina nel bicchiere, poi prende il bicchiere con una mano e il suo palato dargento con laltra; lo tiene un momento tra lindice e il pollice, come lostia sopra il calice, poi, con amore) Bagnati, palato mio, bagnati... (stacca lindice dal pollice e il palato cade nel bicchiere, che Camillo va a posare sul caminetto).

ETIENNE (annunciando) El seor Don Homenids de Histangua.

HOMENIDES (entrando spavaldamente in scena) Yo ve saludo!

CAMILLO (salutando) Ah, il signor De Hstangua!

HOMENIDES El seor Chandebisse, non c?

CAMILLO S, s. Mio cugino occupato col dottore, ma sar qui tra un attimo.

HOMENIDES Ah, bueno! Bueno! (in questo momento la porta di destra si apre e appaiono Finache e Chandebise).

CAMILLO Eccoli qui!

FINACHE (avviandosi verso lestrema destra come chi voglia andarsene) Insomma, dovete far solo quello che gi vi avevo detto.

CHANDEBISE Benissimo, siamo daccordo.

HOMENIDES Caro amigo... yo sono el vuestro servidor.

CHANDEBISE Ah, mio caro... Come state?

HOMENIDES Bueno, bueno! E il nostro dottore anco? La salute buena?

FINACHE Buonissima! Della vostra inutile chiedere! Scusatemi, stavo uscendo.

HOMENIDES Ma yo ve prego!

FINACHE Arrivederci!

TUTTI Arrivederci!

FINACHE (fermandosi sulla soglia della porta) Ah, e per chi ci andr: buon Micio Innamorato!

CAMILLO (che al di l del tavolo, piroettando) Che idiota! (Si eclissa dal fondo destra).

FINACHE Arrivederci! (esce).

HOMENIDES (appena Finache uscito) Por favore, la mia spossa aqui?

CHANDEBISE S, s. Con mia moglie.

HOMENIDES Yo lo supponevo. Me aveva detto que me avrebbe anticipato.

CHANDEBISE (guarda Homenides stupito) Vi avrebbe cosa?

HOMENIDES Se comprende. Es venuta?

CHANDEBISE Ah. Vj aveva detto che vi avrebbe preceduto.

HOMENIDES Non la stessa?

CHANDEBISE S, s... Volete che la faccia chiamare?

HOMENIDES No! Yo la vedr tra un momento. Ah, Chandebisse, yo fui esta mattina en lufficio della vostra Compagnia. Yo lo vidi el vostro dottore.

CHANDEBISE Me lo ha detto.

HOMENIDES S, s. Ei me ha fatto urinare.

CHANDEBISE Come?

HOMENIDES Fare pippi, fare pippi!

CHANDEBISE (capendo) Ah, s, certo.

HOMENIDES Por que, questo?

CHANDEBISE Che cosa?

HOMENIDES Por que me ha fatto fare pippi?

CHANDEBISE Diamine. Bisognava stabilire se siete in grado di farvi assicurare.

HOMENIDES En que lo riguarda? Non me aseguro io, ma mia moglie.

CHANDEBISE (interdetto) Ma voi non me lo avevate detto.

HOMENIDES Yo ve dissi: yo voglio fare una asegurazione !... Voi no me avete chiesto por qui.

CHANDEBISE (gioviale) Beh, il piccolo equivoco facilmente rimediabile... La signora Homenides dovr soltanto andare nellufficio della Compania e...

HOMENIDES E que cossa? Le faranno fare como a yo?

CHANDEBISE Eh, si capisce...

HOMENIDES (freddissimo, molto teso e netto) Yo no lo voglio!

CHANDEBISE Ma...

HOMENIDES (alzando a mano a mano il tono) Yo no lo voglio! Yo no lo voglio! (Lultimo Yo no lo voglio molto scandito e rilevato) Yo no lo voglio! (parlando passa davanti a Chandebise).

CHANDEBISE Signor Homenides, andiamo !... Bisogna essere ragionevoli: la regola!

HOMENIDES (fa un brusco voltafaccia che lo porta petto a petto con Chandebise; violento) Le regole, io le spezzo. Yo lho fatta pippi por lei.

CHANDEBISE (con grande energia) Ah, no, no! Non possibile!

HOMENIDES (ritornando a destra) Bueno! Es semplice: no sar asegurata.

CHANDEBISE Siete cos geloso?

HOMENIDES No es gelossia. Yo trovo esto abbassamento de degnidad.

CHANDEBISE E un pregiudizio!

HOMENIDES Gelosso, yo! Oh, no, yo no lo sono.

CHANDEBISE (sforzandosi di essere amabile) Perch siete ben sicuro della fedelt della signora De Histangua, eh? Del resto, non c da stupirsi.

HOMENIDES No centra nada. Solo, yo so que ella sa que yo sarei terrible. Ella non oserebbe mai!

CHANDEBISE Oh!

HOMENIDES (tirando fuori di tasca una pistola, che brandisce tenendo la canna verso Chandebise) Vedete esto cincillo?

CHANDEBISE (proteggendosi istintivamente con la mano, e correndo intorno a Homenids come intorno a un asse, al fine di evitare la canna della pistola; e cos passa a destra) Eh, l, l! Piano! Via, via! Non scherzate con queste cose!

HOMENIDES (alzando le spalle) No c pericolo. E in sigurezza.

CHANDEBISE (non molto rassicurato) S, ma sapete...

HOMENIDES (a denti stretti) Si yo la prendessi con on seor, ah, ah, el seor! Avrebbe subito una balla... nella schiena!... que riuscirebbe fuori... dalla schiena.

CHANDEBISE (sbalordito) Eh? A lui?

HOMENIDES (brutale e quasi gridato) No! A ella!

CHANDEBISE Ah, ah !... S, s!!! Ehm, perch voi supponete che... (gesto delle mani per indicare due individui vicini).

HOMENIDES Que cossa? Yo suppongo?... Ah, yo suppongo?

CHANDEBISE (volendo evitare di metterlo totalmente in collera) No! Niente, niente!

HOMENIDES (pi calmo) Yo le ho fatto avvertimento nella nostra prima noche di nozze.

CHANDEBISE (a parte) Graziosa dichiarazione!

HOMENIDES (rimettendosi in tasca la pistola e andando a sinistra) Oh, ella no se azzarderebbe.

TOURNEL (comparendo sulla porta di destra) Allora, vogliamo lavorare?

CHANDEBISE Un momento, scusa.

TOURNEL Ah, no. Non posso davvero aspettarti ancora. Ho dellaltro da fare!

CHANDEBISE Ma sono subito da te! Prepara intanto i contratti.

TOURNEL (un po seccato) Oh! (Ritorna nella stanza da cui era uscito, chiudendosi la porta alle spalle).

HOMENIDES Qui es questuomo?

CHANDEBISE Il signor Tournel.

HOMENIDES Tournel?

CHANDEBISE Un mio amico, che anche produttore della Compagnia.

HOMENIDES Ah!

CHANDEBISE (credendo che Tournel sia ancora nella stanza, e volendo presentarlo) Un adorabile ragazzo! Il signor Tournel!... Toh, non c pi! Ha un solo difetto: civetta come una ragazza!

HOMENIDES (con indulgenza) Pfi!

CHANDEBISE A proposito, ha una gran fretta di andarsene perch una donna lo aspetta.

HOMENIDES (ridendo) Ah.

CHANDEBISE (un po fatuo) Ho detto lo aspetta, ma forse aspetta me... (dal taschino della giacca tira fuori a met la lettera, che, parlando, accarezza compiaciuto con la mano) Perch a me lei ha scritto una bruciante lettera damore!

HOMENIDES (interessato) Es verdad! (Spinto dalla curiosit). E qui esta donna?

CHANDEBISE Non lo so! Non ha firmato. (tira fuori del tutto la lettera).

HOMENIDES (profondo) Probabilmente qualche anonima.

CHANDEBISE Lo penso anchio. Devessere una donna della buona societ... una donna sposata.

HOMENIDES Da que cossa lo arguziate?

CHANDEBISE Pardon?

HOMENIDES (ripetendo a voce pi alta) Da que cossa lo arguziate?

CHANDEBISE (ripetendo macchinalmente) Da che cosa lo arguzia? Beh, anzitutto dallo stile, dal tono. Le

cocottes sono meno sentimentali e pi positive. Del resto, se volete farvi unidea... (ha spigato la lettera e la porge a Homenids)

HOMENIDES (prende la lettera ridendo) Allora in esta faccenda c un cornuto.

CHANDEBISE E ne ridete?

HOMENIDES (giubilante, con voce di testa) Yo me diverta! Come me gusta!

CHANDEBISE Animo malvagio.

HOMENIDES (scorre con lo sguardo la lettera e getta un grido) Ah!

CHANDEBISE (stupito) Cosa c?

HOMENIDES (sbotta, percorrendo il palcoscenico a grandi passi fino a arrivare allestrema sinistra) Caramba! Hija de la perra que te parr!

CHANDEBISE Ma che cosa avete!

HOMENIDES La scrittura de mia moglie.

CHANDEBISE (sobbalzando) Cosa dite?

HOMENIDES (piombando su di lui e schiacciandolo contro il tavolo) Ah! Misserabile! Canaglia!

CHANDEBISE (tentando di liberarsi) Eh, l! Eh, l!

HOMENIDES (con una mano lo tiene alla gola, con laltra cerca la pistola, che tiene nella tasca posteriore dei calzoni) Il mio bulledogh! Dov il mio bulledogh?

CHANDEBISE (cercando istintivamente per terra intorno a lui) C un cane?

HOMENIDES (tirandolo fuori la pistola) Ah, eccolo!

CHANDEBISE (alla vista della pistola puntata addosso a lui) Mavia! Ma andiamo!

HOMENIDES (alza il cane, e toglie la sicura della pistola, sempre tenendo Chandebise contro il tavolo per mezzo di un ginocchio che gli ha piantato nel ventre) Ah! La signora te scrive!

CHANDEBISE (riuscendo a liberarsi e guadagnando la destra passando davanti ai tavolo) Ma no! Ma no! Anzitutto non si tratta certo di vostra moglie! Al giorno doggi le donne hanno tutte la stessa scrittura.

HOMENIDES (spostandosi un po a sinistra) Yo la conosse!

CHANDEBISE E poi, in fondo, che centro? Non ci vado io, ci va Tournel.

HOMENIDES Tournel? Quale? Luomo che era aqui adesso? Bueno! Lo ammazzer!

CHANDEBISE (va prontamente fino alla porta di fondo a destra, passando per il lato destro del tavolo) Eh? Ma no! Non ancora accaduto niente!... Vado subito io a avvertire Tournel e tutto va a posto.

HOMENIDES (che risalito parallelamente a Chandebise, ma, pi svelto di lui, gli sbarra il passo) Yo ve lo proibisco! Yo voglio lasciar consumare la cossa! Yo ho la prova, poi yo ammazzo!

CHANDEBISE (cercando di rabbonirlo) Andiamo, Histangua! (In questo momento si ode il brusio delle voci di Luciana e di Raimonda).

HOMENIDES (spingendo Chandebise verso la porta di destra in primo piano e minacciandolo con la pistola) Sento la voce de mia moglie! Entra qui tu!

CHANDEBISE Histangua, amico mio!

HOMENIDES (feroce) Yo te sono tuo amigo, ma yo te ammazzo como un cane. (Chandebise vorrebbe parlare) Andate! Andate o yo sparo!

CHANDEBISE (non se lo fa dire due volte e sparisce attraverso la porta che Histangua gli indica) No! No! (Homenides d un giro di chiave, poi si terge la fronte; sta quasi soffocando).

LUCIANA (giunge in scena seguita da Raimonda) Ah, eravate qui, amico mio.

HOMENIDES (sforzandosi di sembrare calmo) S, yo ero aqui. Yo ero aqui.

RAIMONDA (passando davanti a Luciana per andare incontro a Homenides) Oh, buongiorno, signor Histangua.

HOMENIDES Buongiorno, signora... State bene, s?... Il marido?...

RIMONDA Bene, grazie.

HOMENIDES E i bambini?

RAIMONDA Veramente.., non ne ho.

HOMENIDES Peccato!... Bueno, sar por unaltra volta.

RAIMONDA (ridendo) Certo, certo!

LUCIANA (che da qualche istante lo osserva) Che cosa avete?

HOMENIDES (con rabbia contenuta) Yo no tiengo nada.

LUCIANA (poco convinta) Ma! Io esco con Raimonda. Non avete bisogno di me?

HOMENIDES (c. s.) No, no! Andate, ve prego... Andate!

LUCIANA Allora, arrivederci.

RAIMONDA Arrivederci, caro signore.

HOMENIDES (rabbioso) A rivedervi, signora, a rivedervi.

LUCIANA (che vuoi mettersi il cuore in pace) Que tienes, querido mio? Por que me pones una cara as?

HOMENIDES (tanto pi nervoso quanto meno vuoi dimostrare desserlo) Te aseguro que no tiengo nada.

LUCIANA Ah! Jesus! Que caracter tan insoportable tienes! (Le due donne escono).

HOMENIDES (appena sono uscite, sbotta) Oh! Sin verguenza! Oh! La gara! La gara! La gara! (E arrivato allestrema destra quando sente tambureggiare alla porta di destra, primo piano. Raggiunge con un balzo la porta). Basta! Basta o sparo! (Il rumore cessa. Homenides rimonta nervosamente per la destra e arriva in prossimit della porta di fondo quando questa si apre per dare passaggio a Tournel).

TOURNEL Il signor Chandebise non c?

HOMENIDES (a parte, digrignando i denti) Ecco aqui laltro, el Tournel. (A voce normale, con dei sorrisi sotto i quali si avverte la voglia di mordere). No, seor, no, non aqui.

TOURNEL (senza accorgersi dello stato in cui si trova Homenides) Va bene. Se lo vedete, potete per cortesia dirgli che ho lasciato tutti i contratti sulla sua scrivania e che dovr soltanto prendersi nota dei nominativi?

HOMENIDES (piantato bene in faccia a Tournel) S, seor, s.

TOURNEL Quanto a me... non posso aspettarlo ancora.

HOMENIDES (nervosissimo dietro il velo della sua falsa amabilit) Va bene, andate!

TOURNEL (stupito) Come?

HOMENIDES (non controllandosi pi) Andatevene o yo ve...! (Le sue mani, assai vicine al collo di Tournel, si contraggono come se volesse strangolarlo).

TOURNEL O voi mi, che cosa?

HOMENIDES (riuscendo con un ultimo sforzo a padroneggiarsi) Ma niente seor, proprio niente. (Molto amabile) Andate, andate.

TOURNEL Ah. (Avviandosi) Che strano tipo. (Salutando). Signore! (E esce dal fondo).

HOMENIDES Ah, scoppio! (Scorge il bicchiere che contiene il palato di Camillo e vi si dirige di corsa)- Ah! (Ne beve avidamente il contenuto) Ah, esto asse bien. (subito si rende conto dello strano gusto di ci che ha bevuto). Puah! Cossa hanno puesto por farlo tanto salato? (Posa con disgusto il bicchiere vuoto sul tavolo e viene in avanti dallestrema destra).

CAMILLO (compare dal fondo destro e viene in avanti lungo il lato sinistro del tavolo) Il signor Histangua, tutto solo?

HOMENIDES (fa un balzo verso di lui) Oh, voi! (Si calma subito). Arrivate opportuniamente. Yo vado via.

CAMILLO Ah.

HOMENIDES Dopo que yo sar andato via (indica la porta destra in primo piano) quella porta, visto? Yo ve autorizzo: potete aprire al vuestro padrone. Via! (Parlando lo ha preso per i risvolti della giacca e lo fa passare a sinistra).

CAMILLO (turbato dagli scossoni che ha ricevuto) - Come, al mio padrone?

HOMENIDES (con rabbia, raggiungendo la porta di fondo a grandi passi) Oh! Sin verguenza! Como podria imaginarme que mi mujer tenesse un amante! (E esce come un energumeno).

CAMILLO (dopo averlo guardato uscire, con aria a met spaventata e a met divertita, scimmiottandolo) Que mi mujer tenesse un amante! (Ridendo) Non si capisce una parola di quel che dice! (Andando verso la porta di destra, primo piano) Al mio padrone? Quale padrone? (Apre la porta; vedendo apparire Chandebise. che ha laspetto disfatto, indietreggia) Tu?

CHANDEBISE (ancora pieno di paura, non osa avventurarsi nella camera) E andato via?

CAMILLO Chi?

CHANDEBISE (sempre sotto lo stipite della porta) Ho... Homenids?

CAMILLO S!

CHANDEBISE (c. s.) E la signora Homenids?

CAMILLO Anche lei, con Raimonda.

CHANDEBISE Bene... E Tournel?

CAMILLO E appena uscito.

CHANDEBISE (passando davanti a lui) Accidenti! Questo grave. Non c un momento da perdere! Chi si pu mandare ad avvertirli che lui gli piomber addosso? (Trovando) Ah, Etienne.

CAMILLO Dove si deve mandare?

CHANDEBISE Ehm, al coso, allaffare l... Insomma, so io. (Prendendolo per i risvolti della giacca). Siamo su un vulcano! Si prepara un dramma spaventoso, un doppio assassinio forse!

CAMILLO (sobbalzando) Ma che cosa dici?

CHANDEBISE Vediamo. Ma s! Prima del banchetto io ho, il tempo di andare fino da Tournel! Tu aspettami! E dammi il mio cappello! Dov il mio cappello? (Passa a destra).

CAMILLO Mio Dio, che cosa succede?

CHANDEBISE (in fretta) Non ho il tempo di spiegarti. Senti: se durante la mia assenza Tournel tornasse qui per un motivo qualunque, digli che non vada assolutamente allappuntamento che lui sa... E in gioco la sua vita!

CAMILLO (ha un sobbalzo) La sua vita!

CHANDEBISE Hai capito bene? La sua vita!

CAMILLO (affannatissimo) S, s, la sua vita!

CHANDEBISE Che dramma, mio Dio, che dramma! (Esce da destra, primo piano).

CAMILLO (avviandosi verso sinistra) Perbacco! Che cosa diavolo hanno tutti quanti, oggi?

TOURNEL (facendo una brusca apparizione sulla porta di fondo) Devo aver lasciato la mia busta qui.

CAMILLO Tournel!

TOURNEL (prendendo la sua busta sul tavolo) Ah, eccola!

CAMILLO (balza verso di lui precipitoso e incomprensibile) In nome di Dio, non andate dove sapete voi! E in gioco la vostra vita!

TOURNEL Che cosa?

CAMILLO (aggrappandosi perdutamente a lui) Allappuntamento! Allappuntamento! Non andateci! E in gioco la vostra vita!

TOURNEL (lo fa piroettare su se stesso e lo spinge lontano per liberarsene), Ma lasciatemi in pace! Io non capisco ci che dite.

CAMILLO (riprendendo rapidamente il suo equilibrio e correndogli appresso) Tournel! Tournel!

TOURNEL (scappando via) Ma zitto! Buonasera! (Esce precipitosamente dal fondo).

CAMILLO (corre al caminetto dove aveva lasciato il bicchiere e non lo trova pi) Dio santo, il mio palato! Dove hanno messo il mio palato? (Scorgendo il bicchiere sul tavolo) Ah, eccolo! (Si caccia velocemente il palato in bocca e corre tosto verso il fondo) Tournel! Tournel! Tournel!

CHANDEBISE (col cappello in testa, accorrendo alle grida di Camillo) Ma con chi ce lhai?

CAMILLO (un piede nel vestibolo e uno nel salotto, parlando con grande volubilit e nel modo pi chiaro del mondo) Ma con Tournel! Non ho mai visto un bruto simile! Gli ho detto tutto quello che tu mi avevi incaricato di dirgli e lui non mi ha neppure voluto ascoltare.

CHANDEBISE (sbalordito, lasciandosi cadere su una sedia) Ah! Parla!

CAMILLO (correndo e chiamando mentre il sipario cala) Tournel!... Tournel!... .Ehi, Tournel!

SIPARIO

* ATTO SECONDO *

A Montretout. il primo piano dellAlbergo del Micio Innamorato. Per fare onore allinsegna, tutto leggiadro, stimolante, suggestivo. La scena divisa in due sezioni. A sinistra (e questa parte occupa pi o meno i tre quinti della scena), una grande hall alla quale si accede da una scala situata sul fondo e che continua portando ai piani superiori. A sinistra in primo piano, contro il muro, una mensola. Sopra la mensola, un attaccapanni al quale sono appesi una giacca di livrea e un berretto da facchino dalbergo. In secondo piano, una porta che d nella camera occupata da Rugby, in terzo piano, un corridoio che porta ad altre camere; la porta di una di queste di fronte al pubblico, visibile. Tra questa porta e la hall un quadro di suonerie elettriche appeso al muro. A destra della hall, la parete che separa la hall stessa dalle due camere contigue, la prima delle quali visibile al pubblico. Questa parete arriva fin quasi in primo piano, terminando a collo di cigno. In secondo piano, una porta, attraverso la quale camera e hall comunicano, in terzo piano, una porta che d nella camera contigua, il cui interno per conseguenza non visibile dal pubblico. Nella hall, contro il collo di cigno, una panchettina.

Nella camera di destra, sul fondo, un letto a baldacchino, rialzato da uno scalino a angoli tondi e tappezzato. A destra del letto, in una rientranza, una finestra che porge su un giardino. In primo piano, a destra una porta che comunica col bagno. A sinistra, contro il collo di cigno, un tavolinetto laccato di bianco. Sul fondo, a sinistra del letto, una sedia. Unaltra sedia tra la finestra e la porta del bagno. Ai due lati del letto, posto allaltezza dellocchio, un bottone per campanello. Questi bottoni devono essere fatti in modo che abbiano laspetto di un bersaglio. Ed essi azionano, quando li si prema, dei campanelli di legno posti tra le quinte. Per loro mezzo i macchinisti vengono avvertiti e manovrano il girevole del letto. Ecco in che cosa consiste questo girevole: nello scalino sul quale posa il letto, vi sono due sezioni: una, quella inferiore, fissa e orizzontale, in modo che corregga il pendio del palcoscenico; laltra, posta sopra, mobile e girevole. Il pannello del muro costituisce il diametro del disco ruotante, in modo che quando i macchinisti per mezzo di un argano fanno ruotare questo disco, il pannello e il letto girano con esso e lasciano il posto al pannello e al letto della camera vicina: i due letti devono quindi essere identici. La testiera di questi letti, quando sono in scena, devessere dalla parte della finestra; i piedi, per conseguenza, dalla parte della porta. Per nascondere ogni possibile fessura tra il pannello e il suo riquadro, mettere dei ripari in caucci, che serviranno al tempo stesso a ammortizzare il colpo darrivo del girevole.

In questo atto, lattore che sostiene la parte di Chandebise dovr impersonare alternativamente questo personaggio e quello di Poche. Perch questo sia possibile, bisogna predisporre i costumi nel seguente modo. Fin da quando si alza il sipario, lattore avr sotto gli abili di Poche il costume di Chandebise, che non si toglier mai. Il costume di Poche composto da un paio di pantaloni da livrea verdi o blu, da un gilet della stessa stoffa con bottoni di ottone, da una camicia di cotone rosa e da un paio di grosse scarpe (o pantofole) assai alte, in feltro nero : queste scarpe naturalmente, sono calzate sopra gli scarpini di Chandebise. La camicia solo apparente: si tratta di un paio di maniche che partono dalle spalle del gilet, e di un davantino con colletto rivoltato cucito alla scollatura del gilet. Un grembiule e una sciarpa bianca di falsa seta completano il costume. In questa tenuta lattore reciter tutta la prima parte dellatto fino allultima scena di Poche prima della prima entrata di Chandebise. A partire da questo momento, lattore, ogni volta che dovr mutarsi in Poche avr dovendo essere i cambiamenti velocissimi un gilet e dei pantaloni uguali a quelli di prima, ma completamente truccati, aperti cio posteriormente.

Allalzarsi del sipario, Eugenia sta finendo di riordinare la camera di destra.

FERRAILLON (sbucando dal corridoio di sinistra) Eugenia !... Eugenia !... (arriva alla porta della camera di destra). Eugenia!

EUGENIA (senza turbarsi, continuando a spolverare col suo piumino) Signore?

FERRAILLON (sulla soglia) Cosa state facendo?

EUGENIA Finisco la camera, signore.

FERRAILLON (entra nella camera) Quindi secondo voi questa una camera fatta. E questo letto vi sembra in ordine? Parola donore, si direbbe che qualcuno ci abbia dormito.

EUGENIA (tra pelle e pelle) E invece no, eh?

FERRAILLON Facciamo dello spirito adesso? Ma guarda!... Di questo passo direte che il mio un albergo equivoco.

EUGENIA (ironica) Per carit!...

FERRAILLON No, signorina! Mettetevi in testa che questo un albergo di lusso! Un albergo... come si deve! Dove vengono soltanto persone sposate. (Si sposta un po in avanti e a sinistra).

EUGENIA S, ma mai insieme.

FERRAILLON (tornando prontamente verso di lei) E con questo? Sono ancora pi sposati, perch lo sono ciascuno per proprio conto. Adesso la signorina si permette di giudicare la mia clientela! Su, rimettete bene in ordine e alla svelta! (Butta per terra le coperte, poi va nella hall).

EUGENIA (a parte) Quant seccante!

OLIMPIA ( apparsa sul fondo, venendo da basso e portando una pila di lenzuoli. E una di quelle donne che sono state belle e che, pur sommerse dalla pinguedine, non abdicano. Ha 57 anni, ma non li dimostra tutti. Il corsetto la stringe eccessivamente. E molto truccata e ingioiellata) Con chi ce lhai, Ferraillon? (E va a posare i suoi lenzuoli sulla mensola di sinistra).

FERRAILLON Quella ragazza si infischia di tutto! Ah, come mi dispiace di non averla avuta al reggimento! Ne avrei fatto quello che volevo!

OLIMPIA (severamente) Ferraillon!

FERRAILLON Oh, intendo dire che lavrei fatta rigar diritta. Penso davvero allamore!

OLIMPIA Spero bene di no!

FERRAILLON (scorgendo Battistino che arriva da basso ed ha unaria da cane bastonato, gli va incontro, lo afferra per il colletto e lo fa passare a destra) Ah, sei qui! Da dove vieni? Di nuovo dallosteria, si capisce!

BATTISTINO Io?

FERRAILLON Vuoi lavorare, s o no?

BATTISTINO (timido) S.

FERRAILLON E allora v a coricarti (Battistino si avvia verso il fondo, ma si ferma alla voce di Ferraillon) Guarda un po! Ecco un essere che non buono a far niente e che ha la fortuna di avere dei reumatismi... indiscutibili in grazia dei quali io lo faccio vivere di rendita!... Ma perch lo faccio? mi chiedo. Perch ho troppo cuore, perch non ho voluto che un mio zio si trascinasse nella miseria e nella vergogna! E con tutto questo il signore ha soltanto un pensiero, quello di sottrarsi ai suoi doveri per correre da un oste allaltro!

BATTISTINO Senti...

FERRAILLON Non sento niente! (Passando a destra) Ah! queste osterie! Bisognerebbe chiuderle, in nome della pubblica moralit.

OLIMPIA (a Battistino) E se avessimo bisogno del vecchio signore malato mentre sei fuori, eh? Oggi per esempio, chi avrebbe fatto il vecchio signore malato? Io no di sicuro! Saremmo stati freschi, in caso di flagrante delitto!

BATTISTINO Ma io sapevo che...

FERRAILLON Basta! Finiamola! Fila nella tua camera, e di corsa!... Ma cosa vuole di pi? (Battistino, sottomesso, rientra a testa bassa nella camera di destra sul fondo).

OLIMPIA Eccola, la famiglia!... Tutto gli dovuto a non deve niente a nessuno.

RUGBY (sbuca dalla camera di sinistra; alla schiena di Ferraillon, da molto vicino.) Nobody called?

FERRAILLON (ha un soprassalto e si volta di scatto) Come?

RUGBY (arrabbiato) Nobody called, I said! (Ferraillon e Olimpia si guardano sbalorditi; Rugby, vedendo che non lhanno capito, pi piano, a Olimpia) I you please, anybody called for me?

OLIMPIA No, no bod, no bod, signore!

RUGBY (brontolando) Huah... Thank. (Ritorna in camera sua, furibondo. Ferraillon e Olimpia si guardano un momento abbrutiti).

FERRAJLLON (dopo un momento) Che cosa ha detto?

OLIMPIA - Credo che abbia chiesto se era venuto qualcuno a cercarlo.

FERRAILLON Che mania, di parlarmi in inglese. Io non gli parlo in francese?

OLIMPIA Non sa la nostra lingua.

FERRAILON Non una ragione perch io capisca la sua. (imitandolo). Nobodcoll . Oh, pu vantarsi di avere un bel sorriso!

OLIMPIA Poveruomo. E la terza volta che viene e che la signora che aspetta non si fa viva.

FERRAILLON Lo credo bene! Se cos anche con le donne... Nobodcoll : si capisce che le fa scappare.

OLIMPIA Questo vero. (Disponendosi a riprendere la sua pila di lenzuoli). Vado a portare i lenzuoli in guardaroba.

FERRAILLON Ma non devi farlo tu! (chiamando) Eugenia!

EUGENIA (che, durante le scene che precedono, aveva rifatto il letto ed era poi scomparsa nel bagno, per uscire due o tre battute pi sopra) Signore?

FERRAILLON Avete finito la camera?

EUGENIA (col piumino sotto il braccio e una brocca in mano) Pi o meno, signore.

FERRAILLON So bene, una camera sempre finita quando si vuole.

EUGENIA (dirigendosi verso il corridoio di sinistra) Eh, visto che si fa per ridisfarla subito dopo...

FERRAILLON Basta. Su, portate questi lenzuoli in guardaroba.

EUGENIA Io?

FERRAILLON Si capisce! Volete che li porti io?

EUGENIA (posa la brocca e il piumino nel corridoio con un sospiro di rassegnazione) Va bene. Che mestiere da bestie. (Si avvia verso il fondo come per raggiungere la scala; alla battuta di Olimpia, si ferma).

OLIMPIA Gi che mi viene in mente! (Indica la camera di destra, in primo piano) Non dovete dare a nessuno questa camera: prenotata.

FERRAILLON (accendendosi una sigaretta) Ah. Da chi? (siede).

OLIMPIA Dal signor Chandebise. (A Eugenia) Vi ricorderete?

EUGENIA S, signora, il signore che parla cos. (Pronuncia che parla cos alla maniera di Camillo).

OLIMPIA Esatto.

FERRAILLON (si seduto sulla panca che contro il collo di cigno) Ah, viene oggi?

OLIMPIA Si. Guarda il suo biglietto. (vedendo che Eugenia si avvicinata e ascolta) Va bene Eugenia.

EUGENIA (fraintendendo) Io, signora? Sto benissimo, grazie.

OLIMPIA No, volevo dire: va bene, non ho pi bisogno di voi.

EUGENIA Ah, ho capito, signora. (a parte, andandosene) Mi sarei meravigliata. (Si avvia verso il fondo, in direzione della scala).

OLIMPIA Non da l. Fate la scala del corridoio. E lo stesso, e non correte il rischio di incontrare qualche cliente, con tutti quei lenzuoli.

EUGENIA Si, signora. (e esce dal corridoio di sinistra).

OLIMPIA (a Ferraillon) Ti leggo il biglietto: Riservatemi per oggi alle cinque la stessa camera dellultima volta. Chandebise.. Lultima volta aveva appunto quella l. (indica la camera di destra).

FERRAILLON (alzandosi) Benissimo!... Andiamo a dare locchiata del padrone. (entra nella camera, seguito dalla moglie). Beh, cos va meglio.

OLIMPIA E nel bagno, c tutto quel che occorre? Il bagno molto importante. (Entra nel bagno).

FERRAILLON Schiacciamo un po il bottone per vedere se quellimbecille di mio zio al suo posto. (Preme il bottone a sinistra del letto; la parete ruota sui suoi cardini, portando via il letto che in scena, il cui posto viene preso dal letto della camera attigua. Nel letto, Battistino).

BATTISTINO (coricato sul dorso, intonando un ritornello familiare) Oh, i miei reumatismi! I miei poveri reumatismi! (Egli in camicia da notte, con un berretto in testa).

FERRAILLON (interrompendo/o) Va bene, va bene. Non ti stancare, sono io.

BATTISTINO (mettendosi seduto) Ah, sei tu? Hai visto, tu che mi sgridi sempre? Sono al mio posto di lavoro.

FERRAILLON Vorrei vedere! Ti pago per questo! Su, rimandiamo il cassetto a posto. (Preme di nuovo il bottone, e di nuovo il girevole ruota, rimettendo a posto il primo letto) Tutto funziona benissimo. (Olimpia esce dal bagno e segue suo marito che va verso il fondo. Ferraillon, sempre camminando) Dov Poche?

OLIMPIA (seguendo il marito) In cantina, a mettere a posto la legna.

FERRAILLON (allestrema sinistra) In cantina?... Ma sei pazza! Io ti dico che ha un solo difetto, quello di ubriacarsi, e tu lo mandi in cantina!

OLIMPIA Ma il vino chiuso a chiave. Non c pericolo.

FERRAILLON Eh, purtroppo lo conosco, quel bestione! E stato per tre anni il mio attendente! Per, a parte il suo viziaccio, in servizio era una perla. Onesto, lavoratore e soprattutto devoto! Ah, potevo strapazzarlo e malmenarlo come volevo! Che gioia era per lui!

OLIMPIA (appoggia la testa contro la spalla di Ferraillon e, gli occhi al cielo) Tu picchi tanto bene!

FERRAILLON (modesto) Oh, una volta!... Si, picchiavo bene! Ora... stanca, sai... Comunque, Poche un servitore come piacciono a me!... Per questo, quando un paio di settimane fa lho trovato disoccupato, lho preso subito con me.

OLIMPIA (raggiungendo la destra della hall) Hai fatto benissimo.

(in questo momento compare sulla scala, proveniente dalla cantina e quindi dal basso, Poche. Ha un fascio di legna sulle spalle, ed in tenuta da lavoro: pantaloni e gilet della livrea, grembiale con bretelle e scarpe di feltro. I capelli sono spettinati, come li ha chi torni dal proprio lavoro. E il sosia assoluto di Chandebise, solo pi volgare, pi pesante. E lo stesso uomo, ma di uno strato sociale inferiore. In mano ha un biglietto).

FERRAILLON (appena vede Poche) Quando si parla del diavolo... Che c, Poche?

POCHE (accennando il saluto militare, con voce piuttosto pastosa) Un biglietto, capo!

FERRAILLON (andando verso di lui, e imitandolo) Un biglietto capo! Dammi, su!... (mentre passa davanti a Poche gli prende di tra le mani il biglietto e va verso sua moglie) Grazie. (Vedendo Poche che avanzato un po verso sinistra e lo contempla con unaria beata e intenerita) Dio mio, quant brutto questo bestione! (A Poche che sorride beatamente, sempre abbozzando istintivamente dei saluti militari) Hai finito di guardarmi cos, imbecille? (sempre parlando, ha aperto il biglietto correndo con lo sguardo alla firma) Ah... anche questo di Chandebise! (In questo momento Eugenia compare sulla scala in alto e scende lentamente mentre Ferraillon legge il contenuto del biglietto) Prenotatemi una buona camera...

OLIMPIA (con una punta di ironia) Ci tiene, evidentemente!

FERRAILLON ...e fatene disporre a chi la chieder a mio nome. (A Eugenia che arrivata in fondo agli scalini e a Poche) Avete capito, voi due? Se qualcuno chiede la camera riservata al Signor Chandebise, lo accompagnerete in quella l. (indica la camera in primo piano a destra).

EUGENIA Si, signore.

POCHE (sempre sorridendo beato e facendo il saluto militare) Si, capo.

FERRAILLON E ora potete accomodarvi. (Eugenia esce dal corridoio. Poche rimane dove sta e continua a contemplare il suo padrone) Beh, non hai capito? Specie di cosacco! (Lo afferra per il braccio e lo fa ruotare su se stesso) Su, squagliatela. (Gli d una pedata. Poche si avvia verso il fonda con unaria radiosa e sale i gradini della scala senza abbandonare Ferraillon con lo sguardo) Maguarda che aria beata! (Facendo la voce grossa) Sei ancora qui? Fila via! Via! (Poche ubbidisce precipitosamente e salendo il resto dei gradini inciampa e sta quasi per cadere) Ti dico che mi adora, questo animale.

OLIMPIA (quando Poche uscito) Che bravuomo.

FINACHE (compare sulla scala provenendo da in basso) Buongiorno, colonnello!

FERRAILLON e OLIMPIA Ah, il signor dottore!

FINACHE (venendo in mezzo a loro) Buongiorno, signora Ferraillon! Avete una camera libera?

OLIMPIA Per voi sempre, signor dottore.

FINACHE Nessuno ha chiesto di me?

OLIMPIA Non ancora, signor dottore.

FINACHE Tanto meglio!

OLIMPIA Il signor dottore in fortuna?

FINACHE Oh, in fortuna! Una relazioncella.

OLIMPIA Mi fa piacere. Si dice tanto per dire, ma da pi di un mese...

FINACHE Ho svolazzato un po qui un po l.

OLIMPIA E male non essere fedele.

FINACHE - Oh, ma con la stessa! Sempre con la stessa!

OLIMPIA - Io non parlavo della signora, dicevo per noi.

FINACHE Ah.

OLIMPIA Capirete, se si dovesse esser fedeli in amore, noi potremmo chiudere bottega.

FINACHE Giustissimo. (Cambiando tono) Sapete che si entra e si esce come si vuole, nel vostro albergo? (Risalendo leggermente) Non cera il vostro cameriere, in portineria.

OLIMPIA Poche?

FINACHE (riavanzando) Chi, Poche? No, Gabriele, il bel Gabriele.

FERRAILLON Ah, gi, voi non sapete... Eh, non venite da tanto tempo! Labbiamo licenziato, Gabriele.

FINACHE Che peccato! Era cos decorativo.

OLIMPIA Appunto! Lo era troppo. E ne approfittava. Faceva sempre quello che voleva.

FERRAILLON Invece con me ci vuole della disciplina! Io non conosco altro! Perch ora mi vedete cos, ma sono stato militare.

FINACHE Allora effettivo il vostro grado, colonnello?

OLIMPIA (che riavanzata a sinistra) Altro che effettivo! Era sergente maggiore al 290 di linea: per questo lo chiamano colonnello.

FINACHE Ah. Voi siete colonnello... in borghese.

FERRAILLON (con bonomia) Beh, nella vita privata, vero, che importanza ha un grado in pi o in meno? (a Olimpia) Fiorellino mio, ti dispiace dare unocchiata al n. 10 per il signor dottore?

OLIMPIA Subito. (Raggiunge la scala, esce).

FINACHE Una donna preziosa, eh, la signora Ferraillon?

FERRAILLON Ah! E cos seria!

FINACHE Mi direte che buffo, ma sapeste quante volte mi son chiesto dove lho vista.

FERRAILLON (scuotendo il capo) Eh, semplice. (Andando di poco verso destra) Voi... non avete mai conosciuto... qualche annetto fa... una donnina, la bella Casta... che avevano soprannominato la Marescialla?

FINACHE (cercando di ricordarsi) Casta?... Aspettate...

FERRAILLON Casta, s, quella che stata per tanto tempo lamante del duca di Gennevilliers.

FINACHE Ah, s, perbacco! E che si fatta servire, una notte al Grand Seize, tutta nuda su un piatto dargento.

FERRAILLON Bravo! Esatto! (Con una certa soddisfazione) Ebbene, lei. E mia moglie. Lho sposata.

FINACHE (un po imbarazzata) Ah... ah. Mi rallegro.

OLIMPIA (dallallo della scala) Se il signor dottore vuol vedere la camera...

FINACHE (lanciandosi verso la scala e salendo i gradini a quattro a quattro) Lo credo bene che voglio vederla! (a Ferraillon, dalla scala) Se qualcuno chiede di me, avvertitemi subito. Daccordo? (scompare ai piani superiori).

FERRAILLON (fa un inchino; poi, guardandolo andar via) Che bella cosa, lamore!

RUGBY (schizzando fuori dalla camera alla sua solita maniera e vicinissimo alle spalle di Ferraillon) Nobody called?

FERRAILLON Ah, di nuovo! Volete smetterla?

RUGBY Nobody called for me, I say?

FERRAILLON (col sorriso sulle labbra, a mezza voce) Che barba.

RUGBY (tendendo lorecchio) Wath?

FERRAILLON (c. s.) Che barba.

RUGBY (che non capisce) Baaba?

FERRAILLON (col suo tono pi amabile) S, Englisch mio. Tu mi guardi con degli occhi tondi tondi, ma a me non dispiace approfittare del fatto che non capisci la nostra lingua per dirti quel che penso: che barba!

RUGBY (c. s.) Baaba!... Aoh, thanks.

FERRAILLON Ai tuoi ordini. (Rugby gi arrivato sulla soglia della sua porta quando. compare Raimonda sulla scala. Ha il volto celato da un velo fitto).

RUGBY (fermandosi di colpo alla vista di Raimonda) Aoh!

FEIIRAILLON La signora desidera?

RAIMONDA La camera prenotata dal signor Chandebise.

FERRAILLON (passando davanti a lei per andare ad aprire la porta della camera di destra) Ah, da questa parte, signora! (Rugby, che non ha lasciato nemmeno per un attimo di guardare Raimonda, non potendo vederla in viso avanza senza riguardi fino a lei e si mette a girarle intorno come una farfalla intorno al lume, sempre squadrandola sfrontatamente e canticchiando unaria di giga sulla quale ritma i suoi passi).

RUGBY (camminando intorno a Raimonda, che lo guarda sbalordita e gira istintivamente su se stessa)

Turnin around town, Knocking people down, Kissing every girl you meet . (constatando che Raimonda non colei che cerca). No! its not that one! (Rugby ritorna in camera sua, le mani in tasca e fischiettando la sua giga).

RAIMONDA (sempre stupitissima) Che cosha?

FERRAILLON Non badategli, signora. E un originale doltremare.

RAIMONDA (avanzando un po verso sinistra) La faccia tosta non gli manca. (a Ferraillon) Non ancora venuto nessuno a chiedere la camera? (rialza appena il velo).

FERRAILLON Nessuno. (le si avvicina) Parola donore, non mi sbaglio: la signora gi venuta questa mattina.

RAIMONDA Eh?

FERRAILLON E proprio cos. Ah, signora, sono lusingatissimo! Io ero certo che la mia discrezione mi avrebbe assicurato la fiducia della signora, ma confesso che non me laspettavo cos presto!

RAIMONDA (urtata) Ma che maniere! Io non vi permetto di...

FERRAILLON (inchinandosi subito) Scusatemi, signora. (risale fino alla porta e si schiaccia, si cancella, per lasciar passare Raimonda) Se la signora vuoi prendersi il fastidio di...

RAIMONDA (passa davanti a lui: poi, arrivata sulla soglia della porta, si volta per fulminare Ferraillon con uno sguardo altezzoso) Sse !... (e raggiunge lestrema destra della camera).

FERRAILLON (che entrato nella camera dietro di lei) Ecco la camera. Come la signora pu vedere, confortevolissima. Il letto...

RAIMONDA (altezzosa, tagliandogli la parola) Va bene, signore. Non mi occorre. (con aria dignitosissima passa a sinistra).

FERRAILLON (interdetto) Ah!. (tra s, dirigendosi verso il bagno: Strano tipo!... ; ad alta voce) Questo il bagno con acqua calda e fredda, doccia... E da questa parte...

RAIMONDA (seccata) Va bene, va bene. Non ho intenzione di stabilirmi qui.

FERRAILLON S, signora. (tornando verso il letto) Qui ai due lati del letto molto importante abbiamo un bottone. In caso di sorpresa...

RAIMONDA (passando a destra) Insomma basta!... Vedr, controller da sola... Vi prego di lasciarmi, signore.

FERRAILLON (interdetto) Ma signora...

RAIMONDA Non ho pi bisogno di voi.

FERRAILLON Sta bene, signora. (si dirige verso la porta; al momento di uscire): Servo vostro, signora.

RAIMONDA (nervosa) Arrivedervi, signore, arrivedervi.

FERRAILLON (chiudendosi la porta alle spalle) Che isterica!

RAIMONDA Che mancanza di tatto, questuomo!

FERRAILLON (scorgendo Poche che ridiscende con la sua gerla vuota) Ehi, Poche.

POCHE (sguardo tenero, salutando militarmente) Capo!

FERRAILLON Hai finito con quella legna?

POCHE (c. s.) Ancora un carico, capo.

FERRAILLON Al trotto, allora! E poi mi farai il piacere di metterti la livrea, invece di lasciarla appesa qui. Non il suo posto. (parlando ha indicato la giacca della livrea e il berretto, che sono appesi allattaccapanni sopra la mensola). E lora in cui arrivano i clienti, devi essere in ordine.

POCHE S, capo. (fa per uscire; suonano).

FERRAILLON Suonano. (consulta il quadro dei segnali). E linglese. Vai a vedere che cosa vuole.

POCHE S, capo (posa la sua gerla contro la ringhiera della scala e si dirige verso la camera di sinistra senza smettere di fissare il suo sguardo tenero su Ferraillon; bussa alla porta di Rugby).

VOCE DI RUGBY Come in! (Poche entra da Rugby. Raimonda, che durante la scena precedente ha ispezionato la camera, aperto la finestra ecc. ecc.; in questo momento entrata nel bagno).

TOURNEL (arrivando dal fondo) Scusate, la camera del signor Chandebise?

FERRAILLON Da questa parte, signore. Ma... se non sbaglio voi non siete il signor Chandebise!

TOURNEL No, ma non importa. Lo rappresento.

FERRAILLON (approvando col capo) Bene. Del resto il biglietto dice di far passare chi chiede la camera prenotata a suo nome... La signora gi venuta, signore.

TOURNEL Ah. E... bella?

FERRAILLON (lo guarda stupito, poi) Il signore desidera il mio parere? Io ritengo che se la signora piace al signore...

TOURNEL Il fatto ... che non la conosco.

FERRAILLON Ah!

TOURNEL Quindi capirete, prima di farmi vedere... Non si sa mai, potrebbe essere una vecchia trottola...

FERRAILLON No, no! Rassicuratevi: non deve avere un carattere molto dolce, ma graziosa.

TOURNEL (disinvolto) Benone! Visto che in questo caso non il carattere che ci interessa...

FERRAILLON (con una risata approvatrice) Ah no! (passandogli davanti). La camera questa, signore. Scusate, vi precedo. (Entra nella camera seguito da Tournel. Vedendo che la finestra aperta, la chiude. Tournel posa il suo cappello sul tavolinetto che contro il collo di cigno).

POCHE (uscendo dalla camera di Rugby e parlando verso le quinte) Subito, signore! (a parte). Mi domanda un nobodcol . Chiss cos! (una pausa). Gli servir un vermut. (Risale fino alla scala, prende la sua gerla e scende in basso).

FERRAILLON (che ha chiuso la finestra) Qui non c nessuno. Vado a vedere di l (e bussa alla porta del bagno).

VOCE di RAIMONDA Che cosa c?

FERRAILLON (guadagna la sinistra descrivendo un rispettoso semicerchio per passare davanti a Tournel) La signora l, signore.

TOURNEL Va bene, grazie.

FERRAILLON (sulla soglia, prima di ritirarsi) Auguri, signore.

TOURNEL (chiudendo la porta dietro Ferraillon, che poi se ne va verso la scala e raggiunge i piani superiori) Grazie. (si d unocchiata intorno). Un posto grazioso. Civettuolo, bene ammobiliato. (Il suo sguardo cade sui bottoni elettrici). Questi sono i campanelli. Beh, se ci annoieremo potremo tirare al bersaglio. (Fa il gesto di tirare con la pistola in direzione del bottone che alla destra del letto). E ora vediamo di presentarci in un modo originale. Trovato! (Va a sedersi sul letto, di cui chiude le cortine in modo da rimanere completamente celato alla vista).

RAIMONDA (irrompe fuori dal bagno; ha sempre il cappello in testa) Ah, sei qui... (non vedendo nessuno). E dov?

TOURNEL (dietro le cortine) Cuc! Cuc!

RAIMONDA (a parte) Cuc . Aspetta un po!

TOURNEL (c. s.) Cuc! (Raimonda risalita fino al letto; con la mano destra apre violentemente una tendina e, col dorso della mano sinistra, applica un fortissimo schiaffo sulla guancia di Tournel).

RAIMONDA A te!

TOURNEL (incassando lo schiaffo) Oh! (e salta fuori dal letto).

RAIMONDA (facendo un balzo indietro) Non era lui!

TOURNEL Raimonda!... Siete voi!...

RAIMONDA (sbalordita) Il signor Tournel!

TOURNEL Questa non me laspettavo proprio! (lisciandosi la guancia). Che bella sorpresa!

RAIMONDA Ma voi... Che cosa fate qui?

TOURNEL (pavone) Non ha importanza... (in fretta, con la premura di fornire la sua brava spiegazione per passare ad altro). Una avventuretta. Si tratta di una donna... Una donna che si innamorata di me... Mi ha visto a teatro, e cos... Ha avuto il colpo di fulmine!... La poveretta mi ha scritto ed io, per bont danimo...

RAIMONDA Ma no !... Non pu essere!

TOURNEL (equivocando sulla protesta di Raimonda, con foga) Ma io rido di questa donna! Non la conosco e non lamo! Mentre voi, Raimonda... Oh, il mio sogno... Il mio sogno diventa realt! Eccovi qui, davanti a me, tutta mia. Anche il cielo si messo dalla nostra parte! (parlando, tenta di prenderla tra le braccia).

RAIMONDA (liberandosi e passando a sinistra) Lasciatemi!

TOURNEL No!, no!

RAIMONDA La lettera non era per voi, era per mio marito.

TOURNEL Macch!... Lui brutto. Solo, eravamo insieme, vi ricordate? E quella signora ha confuso...

RAIMONDA (cercando di farlo tacere) Niente affatto! Niente affatto! (col tono di chi fornisce un argomento ineccepibile) Ho scritto io la lettera a mio marito.

TOURNEL (sobbalzando per lo stupore) Voi!

RAIMONDA (categorica) Ma certo!

TOURNEL E voi scrivete lettere damore a vostro marito?

RAIMONDA Volevo vedere se mi ingannava... se sarebbe venuto allappuntamento.

TOURNEL (lanciando un grido di trionfo) Ah!... Ebbene, ora potete constatare, voi che non volevate pi esser mia perch vostro marito vi era infedele, ora potete constatare che lui non venuto e che ha delegato me, come pi adatto alle circostanze.

RAIMONDA (colpita dallargomento) E vero!

TOURNEL E sapete cosa ha detto Vittorio Emanuele dopo aver letto la vostra lettera? Ha detto: Ma che vuole da me questa donna? Non sa forse che io non tradisco mia moglie? .

RAIMONDA - Ha detto cos?

TOURNEL Lha detto!

RAIMONDA Oh, come sono felice! Come sono felice! (Si getta al collo di Tournel e lo bacia su tutte e due le guance).

TOURNEL (radioso) Ah, Raimonda, Raimonda mia! (Vivacissimo a lei, stringendola alla vita col braccio destro, mentre col sinistro sottolinea in modo oratorio ognuna delle frasi che seguono) Eh, eh! Ora vi pentite di aver dubitato di lui! (La bacia avidamente) Hong! Hong! Ora finalmente riconoscete... (c. s.) Hong! Hong! Che non avete pi il diritto di sospettarlo! (c. s.) Hong! Hong! Che non avete pi il diritto di non ingannarlo! (Baci reiterati).

RAIMONDA (ricambiando la stretta) S, s, avete ragione. (Lo bacia a sua volta) Ho avuto torto! Ho fatto male a sospettarvi, mio buon Chandebise! Ve ne chiedo scusa (baci).

TOURNEL (lirico) No! no! Nessuna scusa... Siate mia, questo limportante.

RAIMONDA (lirica) S, s, il castigo!

TOURNEL (trasportato) Oh, Raimonda, vi amo! Ti amo! Ti amo! Vi amo! Raimonda, Raimonda! (Se la stringe al petto esaltatissimo).

RAIMONDA (dun tratto torna alla realt; dibattendosi) Tournel, Tournel! Che cosa vi prende?... Lasciate che mi rimetta dallemozione... (Si liberata ed passata a destra).

TOURNEL (tornando alla carica) No! No! Approfittiamone invece! Approfittiamo del vostro turbamento finch dura!

RAIMONDA (dibattendosi tra le sue braccia) Tournel! Tournel!

TOURNEL (senza ascoltarla) Raimonda! Raimonda! (Trascinandola contro la sua volont verso il letto) Via, venite! ... Venite, vieni!

RAIMONDA (spaventata) Ma che cosa fate? Ma che cosa fate?

TOURNEL (ha gi un piede sullo scalino del letto e continua a trascinare Raimonda) Venite!

RAIMONDA Uh! Siete matto? (gli d una spinta che lo manda a sedere sul letto e passa a sinistra) Per chi mi avete presa?

TOURNEL (sbalordito) Come?... Ma non mi avete lasciato capire che consentivate?...

RAIMONDA (pronta, con alterigia) A essere la vostra amante, vero. (spostandosi a destra con dignit) Ma non a venire a letto con voi! Mi prendete proprio per una donnaccia?

TOURNEL (seduto a bordo letto, miserevolissimo) Ma allora che cosa?...

RAIMONDA (superba per dignit) Io intendo... concedervi e concedermi un po di flirt, le emozioni che essere lamante di un uomo comporta: parlarsi guardandosi - negli occhi e tenendo una mia mano tra le vostre e cos via. Tournel, io vi d la parte pi bella di me!

TOURNEL (alza il viso verso Raimonda, poi) Quale?

RAIMONDA I miei pensieri... il mio cuore.

TOURNEL (con un gesto espressivo) Oh, pfut!

RAIMONDA (squadrandolo alteramente) Ah, cos. Ma che pensiero avevate?

TOURNEL (alzandosi, con molto calore) Il pensiero di ogni uomo onesto che desideri lamore di una donna! (Avanzando verso Raimonda) Come!... Se tutto ci spinge luno verso laltra... se il destino stesso interviene... se il vostro stesso marito mi getta tra le vostre braccia!... Perch, signora, mi ha mandato qui vostro marito.

RAIMOND Mio marito?

TOURNEL S, signora, vostro marito! E solo voi dovete resistere?... Ah, no, signora, no, per me non basta! (cerca di riabbracciarla).

RAIMONDA (liberandosi e passando a sinistra) Tournel! Andiamo, Tournel, calmatevi!

TOURNEL (tornando alla carica) Come potete credere che mi accontenter di ci che mi proponete?... Il flirt, gli occhi negli occhi... e la met della vostra persona... che per di pi la meno adatta alle circostanze?

RAIMONDA (sotto lincalzare di Tournel ha finito per essere costretta tra il tavolo e il collo di cigno) Vi prego, Tournel!

TOURNEL Ma che cosa volete che faccia dei vostri pensieri e del vostro cuore?

RAIMONDA Oh!

TOURNEL (misurando teatralmente la stanza a larghi passi, il che lo porta verso la destra) Oh, mi offrite qualcosa di molto grazioso! La prospettiva di un continuo snervarsi, un turbine di desideri insoddisfatti... E che cosa ancora? Far le commissioni della signora e portare a passeggio il suo cagnolino, quando il cagnolino ha voglia di... passeggiare. (Sempre parlando ritorna bruscamente verso Raimonda, che si fa piccola piccola nel suo angolino) Ah! (ogni no devessere ben scandito) No! No! No!

RAIMONDA (spaventata) Tournel!

TOURNEL (sul viso di Raimonda) Nooo! (Su un tono di minaccia) E visto che siete in una totale ignoranza delle cose damore, ve le insegner io.

RAIMONDA Tournel, vi scongiuro!

TOURNEL No! No! Voi siete mia! Mi appartenete! E vi voglio! (Lha afferrata alla vita e tenta di trascinarla verso il letto).

RAIMONDA (difendendosi come pu) Tournel! Basta!

TOURNEL No! No!

RAIMONDA (in un su premo sforzo riesce, a respingerlo, salta prontamente in ginocchio sul letto e mette il dito sul bottone elettrico a destra del letto) Ancora un passo e suono!

TOURNEL Suonate fin che volete! Vi giuro che nessuno entrer qui! (Corre alla porta per chiudere a chiave; vedendo questo, Raimonda preme il bottone; immediatamente il pannello gira su se stesso, portandosi via il letto con su Raimonda e sostituendovi il letto nel quale coricato Battistino).

RAIMONDA (trascinata via sul girevole) Dio mio! Aiuto! Aiuto!

TOURNEL (che, di spalle, non ha visto nulla e si inganna sui motivi delle grida di Raimonda) S! Potete gridare aiuto fin che volete! Non mi importa niente! (a parte, trionfante) Ci sono! E mia! (Salta come un pazzo sul letto dove crede di trovare Raimonda e cos, quasi coricato su Battistino, si mette a baciarlo) Oh, Raimonda, Raimonda mia!

TOURNEL (schizzando fuori dal letto alla vista di Battistino) Ah! (Spaventato, sbalordito, non capendo nulla di quel che gli succede, per un bel pezzo va e viene come uno scoiattolo in gabbia, gettando sguardi stravolti, a destra, a sinistra, al letto, come un uomo che ha letteralmente perduto la bussola).

BATTISTINO (intonando il suo consueto ritornello) Oh i miei reumatismi!

TOURNEL (trovando la forza di parlare) Che cos ?

BATTISTINO I miei poveri reumatismi!

TOURNEL Cosa fate, voi? Come siete entrato qui?

BATTISTINO (mettendosi a sedere, con unaria abbastanza abbrutita) Eh?

TOURNEL E Raimonda...? Raimonda! Ma dov? (Corre ad aprire la porta che d sulla hall e chiama) Raimonda! Raimonda! (A parte) Nessuno! (Ritorna in camera, lasciando la porta aperta e_ sempre chiamando, raggiunge il bagno) Raimonda! Raimonda! (Scompare nel bagno).

RAIMONDA (uscendo come impazzita dalla camera di fondo destra dove il girevole laveva trasportata) Che cosa successo?... Dove sono? Oh, mio Dio! (Chiamando) Tournel! Tournel! (A parte) Ah, basta con questo albergo! Io scappo! Via! (Si precipita verso la scala; appena scomparsa Rugby esce come una furia dalla sua camera).

RUGBY Alloh! Boy! (Non trovando nessuno con cui parlare) Nobody here! (Si sporge sulla ringhiera della scala, cui parlando arrivato, e chiama) Boy! Boy!

RAIMONDA (rispuntando sulla scala di cui ha risalito i gradini a quattro a quattro) Dio! Mio marito... mio marito sulla scala! (Vedendo la porta di Rugby aperta, si precipita nella camera).

RUGBY (la guarda per un attimo sbalordito, poi il suo viso assume unaria eccitata; lanciandosi dietro a Raimonda) Ah! Thats a darling, hurrah! (Attraversa la scena a larghe falcate e entra nella camera chiudendosi la porta alle spalle).

POCHE (venendo dalla scala) Che idiota! Non riesco a trovare il vermouth! Per, non tanto strano: lho dato ieri a Battistino! (Si dirige verso la camera di fondo destra chiamando) Battistino! Ehi!

BATTISTINO (che sempre nel suo letto, si messo gli occhiali e legge tranquillo il giornale) Sono qui!

POCHE (torna indietro e, sulla soglia) Oh, sei qui?... D, vecchio, cosa diavolo hai fatto del vermouth?

BATTISTINO E nella mia camera... sopra al guardaroba, come al solito.

POCHE Ah. Va bene. (Risale e entra nella camera indicata).

TOURNEL (esce dal bagno e raggiunge la hall dopo aver preso, passando, il suo cappello dal tavolo) Niente! Ma dove sar? (Risale in direzione della scala; in questo momento irrompono fuori dalla camera di sinistra Raimonda e Rugby. Raimonda sta lottando per liberarsi di Rugby che vuole abbracciarla).

RUGBY Aoh! Darling! Darling!

RAIMONDA (quasi contemporaneamente alla battuta di Rugby) Lasciatemi! Volete lasciarmi, satiro!

TOURNEL (ridiscendendo) Ah! Eccola! (In questo momento Raimonda, con le due mani aperte, ha respinto Rugby, e approfitta dello spazio che ha guadagnato per appippargli uno schiaffo; Tournel, che arriva proprio in quel momento tra i due lo incassa giusto giusto). (fregandosi la guancia) Un altro!

RUGBY Aoh! Thanks!

TOURNEL (saluta rapidamente Rugby, mentre spinge Raimonda in direzione della camera) Buongiorno signore! (Rugby rientra in camera sua brontolando, mentre Raimonda, sfinita, entrata nella camera seguita da Tourne1). (Chiudendosi la porta alle spalle) Ah, Raimonda! Raimonda!

RAIMONDA Amico mio, troppe emozioni! Mio marito...

TOURNEL (senza capire) Si.

RAIMONDA Mio marito qui!

TOURNEL (anche lui sfinito, macchinalmente) Va bene. (Capendo in ritardo) Che?... Chandebise?

RAIMONDA Vittorio Emanuele, si! Travestito da domestico, pensate!... Come? Perch? Non lo so!...

Per sorprenderci, sicuro!

TOURNEL (smarrito) Ma andiamo, non possibile!

BATTISTINO (per scarico di coscienza) Ah, i miei reumatismi! I miei poveri...

RAIMONDA (gettando un grido) Ah!

TOURNEL (sobbalzando) Che cosa c?

RAIMONDA (indicando Battistino) Chi quello l?

TOURNEL Dove? Chi! Ah, quello? Non lo so, un malato! E saltato fuori allimprovviso! Cosa fate qui?

BATTISTINO Ma siete voi che mi avete fatto venire.

TOURNEL Io?

RAIMONDA (risalendo fino al letto) Ma insomma, fatelo andar via, vi prego!

TOURNEL Certo, certo! (A Battistino) Su, sloggiate, presto!

BATTISTINO Ma non occorre... Sentite, signore, se la mia presenza vi imbarazza, schiacciate quel bottone... Torner dove ero prima.

TOURNEL Ah! Magnifico! (preme il bottone a sinistra del letto).

RAIMONDA (mentre il girevole funziona) Questo il colmo!

TOURNEL Mia cara amica, non colpa mia!... Vi assicuro che... (Mentre discutono, nel bel mezzo della scena, davanti e vicinissimi allo scalino del letto, il girevole ha funzionato portando via il letto contenente Battistino per sostituirvi laltro letto, sul quale seduto Poche che ha in mano la bottiglia di vermouth).

POCHE (con il gomito ancora alzato, come un uomo che stato sorpreso mentre beveva) Ehi! Ehi! Beh, cos?

RAIMONDA (balzando allestrema destra) Dio!

TOURNEL (balzando allestrema sinistra) Chandebise!

RAIMONDA Mio marito! Sono perduta!

TOURNEL. (andando subito verso il letto, con le mani giunte a Poche che, sempre seduto sul letto, li considera con unaria abbruttita) Amico mio! Amico mio! Non credere a ci che vedi!

RAIMONDA (c.s.) Abbi piet! Non condannarci prima che possiamo spiegarti...

POCHE (sbalordito) Eh?

TOURNEL (volubilmente, tutto ci che segue, da un personaggio allaltro, ben caldo, molto serrato) Le apparenze sono contro di noi, ma ti giuro che non siamo colpevoli.

RAIMONDA (c.s.) Dice la verit! Non sapevamo che ci saremmo incontrati.

TOURNEL Tutto accaduto per via della lettera!

RAIMONDA La lettera, vero!... Io sono la causa di tutto. Avevo fatto scrivere la lettera perch...

TOURNEL Proprio cos! E lesatta verit!

RAIMONDA (inginocchiandosi sullo scalino) Ti domando mille volte perdono: credevo che tu mi tradissi!

POCHE Io!

RAIMONDA Ti scongiuro, dimmi che mi credi, che non dubiti della mia parola!

POCHE Ma certo, ma certo! (Torcendosi) Ma che coshanno?

RAIMONDA (indietreggiando spaventata da quella risata idiota che a lei sembra sardonica, con energia)- Oh, ti prego, Vittorio Emanuele... Non ridere cos! La tua risata mi fa male.

POCHE (al quale lingiunzione di Raimonda ha tagliato la risata in gola) La mia risata?

RAIMONDA (tornando a lui) Eh, si! Ah, capisco... capisco che non mi credi.

TOURNEL (in posizione simmetrica a quella di Raimonda, dallaltro lato del letto) Eppure tutto cos chiaro.

RAIMONDA Dio mio, come convincerti?

POCHE (bruscamente, alzandosi e venendo in mezzo alla scena) Sentite, vi domando scusa, ma bisogna che porti questo vermouth al 4. (Accenna ad avviarsi verso la porta).

RAIMONDA (lo ha seguito; lo fa girare su se stesso prendendolo per un braccio e lo ferma davanti a lei; imperativa) Vittorio Emanuele!... Che cosa hai?

POCHE (stupito) Io?

TOURNEL (ha seguito il movimento; fa girare Poche a sua volta in modo di ritrovarselo in faccia a s) Ti prego, amico mio! In un momento cos grave, parlarci di vermouth!

POCHE Ma necessario! Il 4 lo aspetta: vedete la bottiglia?

RAIMONDA Basta!... Ingiuriami, calpestami, battimi! (Cade ai suoi piedi) Tutto sar meglio di questa calma spaventosa.

TOURNEL (cadendo come Raimonda ai piedi di Poche) S! Ecco! Batti anche me!

POCHE (contemplandoli tutti e due ai suoi piedi, lei a sinistra e lui a destra) Questa proprio bella! (A Raimonda) Io vi assicuro, signora...

RAIMONDA (dolorosamente) Lo vedi? Lo vedi? Non mi dai pi del tu!

TOURNEL (c.s.) Dalle del tu!

POCHE (mettendosi anche lui in ginocchio per essere alla loro altezza) Oh, per me... (Riprendendo) Io ti assicuro, signora...

TOURNEL Oh, ma non signora !... Chiamala Raimonda, sii buono!

POCHE Bene, bene... (Riprendendo) Io ti assicuro, Raimonda...

RAIMONDA Oh, dimmi che mi credi!

POCHE (intento anzitutto a non contrariarla) Ma s che ti credo.

TOURNEL Oh, finalmente!

RAIMONDA (con slancio) Allora baciami, su, baciami!

POCHE (non credendo alle proprie orecchie) Cosa? Io?

RAIMONDA Baciami !... Altrimenti creder che sei ancora in collera!

POCHE Per me va benissimo! (Sempre in ginocchio si volta verso di lei e, dopo essersi pulito le labbra col dorso di una mano, passa le sue braccia intorno al collo di Raimonda e, senza abbandonare la sua bottiglia, la bacia sulle due guance).

RAIMONDA (radiosa) Ah!

TOURNEL (esortandoli) Cos! Cos!

RAIMONDA (baciando le mani a Poche) Ah, ti ringrazio! Ti ringrazio!

POCHE (perleccandosi) Che pelle dolce!

TOURNEL (si alzato; si fa indietro di un passo per aver spazio davanti a s poi, lirico.) Anche me!... Bacia anche me!

POCHE E va bene! (Si avvicina a Tournel per baciarlo) Accidenti come amaro! (sale sul gradino del letto e bacia Tournel).

TOURNEL (con un peso di meno sulla coscienza) Ah, che bella cosa!

POCHE Si!... Con la signora soprattutto.

RAIMONDA La signora!

POCHE (facendo latto di avviarsi verso la porta) E ora vado a portare il vermouth al 4.

RAIMONDA Ci risiamo?

TOURNEL (che lo ha fermato al passaggio e lo ha riportato dove era) Ehi senti! Cos questo scherzo?

RAIMONDA (tirandolo verso di s per un braccio) Sei mio marito o non lo sei?

POCHE Io? Ma no! Io sono il cameriere dellalbergo.

TOURNEL (un passo indietro, stupito) Cosa?

RAIMONDA (c.s.) Dio Santo, Vittorio Emanuele impazzito.

POCHEMa no! Niente affatto! si tratta di un quiproquo.Tanto per cominciare, mi chiamo Poche!E se non mi credete, chiedetelo a Battistino. (Risale verso il letto).

RAIMONDA (risalendo un po anche lei) Battistino?

TOURNEL (cs.) Quale Battistino?

POCHE Il vecchio signore malato. Aspettate. (preme il bottone di sinistra, il girevole funziona

portando in scena il letto su cui coricato Battistino.).

BATTISTINO Oh, i miei reumatismi, i miei po...

POCHE (sedendosi ai piedi del letto) No, non si tratta di questo! Di un po chi sono.

BATTISTINO (mettendosi a sedere) Come, chi sei?... Non lo sai?

POCHE Io si. Ma per la signora.

RAIMONDA (passando davanti a Tournel, si sposta a destra) Si. Chi il signore?

BATTISTINO Ma Poche!

TOURNEL e RAIMONDA (indietreggiando stupiti) Poche!

BATTISTINO Il cameriere!

POCHE Ecco! Cosa vi avevo detto?

RAIMONDA (non vedendoci pi tanto chiaro) Ah, diamine! ma allora... vero?

FERRAILLON (dallalto della scala, scendendo, chiama) Poche!

TOURNEL Pu esistere una simile rassomiglianza? Andiamo! Non ci credo, una trappola.

FERRAILLON (chiamando) Poche, ehi, Poche!

POCHE (rispondendo dalla camera) Presente, capo! (Agli altri) Domando scusa: il padrone mi chiama.

RAIMONDA (mentre Poche sta per uscire, lo acchiappa per un braccio io fa girare su se stesso in modo da poter passare lei) Il padrone? Benissimo. Ora sapremo. (Entra nella hall).

TOURNEL (Facendo a Poche lo stesso giochetto che gli ha fatto Raimonda) Ma toglietevi di qui! (Segue Raimonda).

RAIMONDA (a Ferraillon) Signore! Signore!

FERRAILLON Signora?

RAIMONDA Volete dirci per piacere chi questo signore? (Indica Poche che uscito dalla camera).

TOURNEL Esatto.

FERRAILLON (guardando dove gli indicano) E Poche.

POCHE (a Raimonda e a Tournel) Sentito?

RAIMONDA e TOURNEL (guardandosi sbalorditi) Poche!

FERRAILLON (avanzando su Poche) Cosa fai qui? E con una bottiglia in mano. (Lo afferra per il braccio destro e gli allunga un calcio ad ogni epiteto, il che fo girare Poche intorno a lui come intorno a un asse e finisce con lultimo calcio per riportarlo al suo posto primitivo). Animale! Bestione! Bruto! Ubriacone! (ad ogni pedata Poche, sempre tenuto per il braccio, fa un salto in aria gettando un Oh!. Del pari ad ogni pedata, Tournel e Raimonda, che si tengono stretti luno allaltra, subiscono per dir cos il contraccolpo, gettando un Oh! con un piccolo movimento come se ricevessero anche loro il colpo).

POCHE (appena Ferraillon lo ha lasciato, a Raimonda e a Tournel) Che cosa vi dicevo?

FERRAILLON (strappandogli la bottiglia dalle mani) Ricominci, eh?

RAIMONDA e TOURNEL Eh?

POCHE Padrone, per il 4.

FERRAILLON (tornando alla carica) Te lo do io, il 4! (Dandogli le pedate c.s.) Toh! Toh! Toh! Toh!

POCHE Ma padrone...

FERRAILLON (indicandogli la scala) E togliti dai piedi in fretta!

POCHE (battendosela) S padrone! (Accingendosi a scendere la scala) Che cosa vi dicevo? (e scompare).

FERRILLON - Signora e signore, vi domando scusa. E il nostro uomo di fatica, una specie di alcolizzato. (Esce per il corridoio di sinistra lasciando Raimonda e Tournel completamente a terra, con gli occhi fissi nel vuoto e le bocche semiaperte).

RAIMONDA (dopo un momento, scuotendo la testa) Il cameriere! Era il cameriere?

TOURNEL (addossato contro la mensola, improvvisamente) Raimonda!

RAIMONDA Cosa c?

TOURNEL Abbiamo baciato il cameriere!

RAIMONDA Eh, lo so bene!... Ve lho appena detto. (Sfinita, trascinandosi fino alla panca, su cui si lascia cadere) Amico mio, che emozione!... Ho la gola secca... datemi un po d acqua.

TOURNEL (improvvisamente premuroso, frugandosi macchinalmente in tasca) Dellacqua? Dellacqua,

RAIMONDA Ma non lavrete in tasca!

TOURNEL Oh, certo... dove sar lacqua?

RAIMONDA (alzandosi) In camera, no?

TOURNEL (andando, sempre premurosissimo, in camera) Si, si! Dellacqua, certo. (A Battistino) Dov lacqua?

BATTISTINO (interrompendo la lettura del suo giornale) Generalmente nel bagno.

TOURNEL - Grazie! (Va nel bagno).

RAIMONDA (lamentevole, a Battistino, passandogli davanti e senza aspettare risposta) Ci credete? Era il cameriere!

BATTISTINO (tanto per rispondere qualcosa) Eh, accade di tutto nella vita...

(Raimonda va fino alla finestra, che socchiude per respirare un po. Battistino, filosofo, torna a immergersi nella lettura del suo giornale).

(Durante le ultime battute Poche, venendo dai piani inferiori, riapparso, con la sua gerla carica di legna sulle spalle; arrivato sul pianerottolo, uno dei ceppi cade per terra).

POCHE (fa per chinarsi ma altra legna sta per cadere: entra Olimpia) Oh, la signora. (Non osa chiederle aiuto).

OLIMPIA Aspettate vi aiuto io.

POCHE La signora mi confonde.

OLIMPIA Per carit.

RIMONDA (richiudendo la finestra) Ma diamine! Che cosa fa Tournel! (Va al bagno) Si pu avere questacqua? (Entra nel bagno).

CAMILLO (gaio e disinvolto, sbuca dalla scala tenendo per mano Antonietta. Entrano franchi in scena. Lui, avendo il suo palato dargento, parla chiaramente) Su, beb mio! Vieni, gallinella. Lo amer questo fiorellino il suo Camillo, eh? Vieni vieni, ci hanno riservato sicuro una camera.

POCHE (vedendoli entrare sceso; comparendo tra loro) Desiderate, Signore?

CAMILLO Io ho prenot... (Credendo di riconoscere Chandebise, fa un balzo) VittorioEmanuele! (Fa un brusco dietro front e si precipita nella camera di destra, in terzo piano).

ANTONIETTA (comportandosi esattamente come Camillo) Il signore! (Spaventatissima, si precipita nella camera di Rugby).

POCHE (risalendo) Ma perch tutti, oggi, mi chiamano Vittorio Emanuele? (Va alla scala e sale ai piani superiori, mentre Olimpia esce da sinistra). (In questo momento Raimonda esce dal bagno seguita subito da Tournel).

TOURNEL (a Raimonda) Va meglio adesso?

RAIMONDA Si, no.... Non lo so... Tutte queste emozioni... Misento debolissima, come se stessi per svenire.

TOURNEL (precipitandosi verso Raimonda) Oh, no, no!

RAIMONDA Amico mio, non lo faccio apposta...

TOURNEL Dovreste riposarvi un po. Venite, sdraiatevi qui... (dolcemente, con molte premure, la accompagna al letto).

RAIMONDA (lamentevolissima, lasciandosi portare) Non posso rifiutare. (Si lascia cadere sul letto e getta un grido sentendo sotto di se il corpo di Battistino).

RAIMONDA e BATTISTINO (gettando uno stesso grido) Ah! (Raimonda si rialza con un sobbalzo e raggiunge la destra).

TOURNEL (a Battistino) Ancora voi! Ma non vi toglierete mai dai piedi?

BATTISTINO (mettendosi a sedere) Mi avete fatto venire voi!

RAIMONDA (nervosa, tornando vicino al letto) Ora si passa la misura. (Scuotendo Tournel) Forza, fatelo andar via!

TOURNEL (a Raimonda) Avete ragione. (A Battistino) Via! Tornate al vostro posto. (preme il bottone di sinistra).

RAIMONDA (che era salita sullo scalino senza pensare allesistenza del girevole, furibonda, a Battistino) E assurdo che si invada in questo modo le camere degli altri. (Sentendosi trascinare dal girevole, getta un grido) Ah!

TOURNEL (Acchiappandola al volo) L!

CAMILLO (aggrappato disperatamente allaltro letto che il girevole porta in scena al posto di quello di Battistino) Ah! Ah! Che ?Ah, l! (riconoscendo Raimonda e Tournel) Ah!

TOURNEL e RAIMONDA (voltandosi al grido e facendo un solo salto allindietro) Camillo! (E si precipitano come due pazzi fuori dalla camera).

CAMILLO (gridando) Vi domando scusa! E questo coso che si messo a girare.

RAIMONDA (senza fermare la sua corsa) Non lui! Parla!

TOURNEL (correndo dietro a Raimonda) Parla! Non lui! Non lui!

CAMILLO (scendendo dal letto) E il divano che ha girato.

RAIMONDA (arrivata allestrema sinistra, inverte la corsa e raggiunge la scala) Oh, ne ho abbastanza! Andiamo via, via!

TOURNEL Si s andiamocene! (Scompaiono per la scala).

CAMILLO Tournel e Raimonda qui! Che vorr dire? Se mi hanno riconosciuto sto fresco!... (Ha raggiunto la hall dopo aver chiuso la porta della camera dietro di se) E Antonietta? (entra francamente nella camera di Rugby) Antonietta! (ha un grido di sorpresa). (Subito si sente un baccano indiavolato nella camera di Rugby, causato da un litigio in cui si mescolano le voci di Camillo, di Rugby e di Antonietta. Mobili rovesciati, vetri rotti. Il rumore non cessa durante le battute seguenti).

RAIMONDA (riapparendo come una pazza, seguita Sempre da Tournel) Etienne! Ora c Etienne!

TOURNEL (correndo dietro a Raimonda) Civoleva anche il vostro cameriere! Che musica. Dio mio, che musica! (Si precipitano al corridoio di sinistra; intanto il baccano nella camera di Rugby aumentato; bruscamente la porta si spalanca e Camillo viene proiettato in scena come spinto da una molla. Rugby gli si precipita dietro). Get away! get away!

CAMILLO (fronteggiandolo) Ma, signore!

RUGBY (le spalle al pubblico e di fronte a Camillo)- Ah, God damn! (Gli d un pugno in pieno viso). CAMILLO Oh! (Nuovo colpo, che gli fa sputare il suo palato; da questo momento si mette a parlare come al primo atto) Oh, il mio palato! Ho perso il mio palato! (Vuole ridiscendere per raccoglierlo).

RUGBY (afferrandolo alla vita e portandolo nella camera di destra, in terzo piano) But get away, I say!

CAMILLO (portato via da Rugby) Il.mio palato! Voglio il mio palato!

RUGBY (buttandolo come un fagotto nella camera, dove scompare) Have you ever seen somebodv with such cheek? (Entrando nella camera) Aoh! its me, my darling! (La porta si richiude; appena Rugby scomparso, Etienne entra in scena venendo dal fondo).

ETIENNE (avanzando) Non c proprio nessuno inquesto albergo?... (Il suo sguardo cade in questo momento sul palato di Camillo che per terra vicino a lui; lo guarda, poi lo scosta col piede) Toh! E argento!... (Lo raccoglie) Oh, bagnato!

OLIMPIA (giunge dal corridoio di sinistra, dirigendosi verso la scala per raggiungere i piani superiori; si ferma sul primo gradino) Il signore desidera?

ETIENNE Ah, signora... (Eugenio scende a sinistra) Anzitutto, ecco un oggetto artistico di cui non immagino luso e che ho trovato per terra. (Le consegna il palato).

OLIMPIA (esaminandolo) Che strano!... Devessere un gioiello antico. (Fa vedere a Etienne come le sta il palato mettendoselo al collo, come una spilla. Intanto Camillo uscito dalla stanza; la schiena curva, gli occhi a terra, avanza cercando il suo palato).

CAMILLO Vorrei proprio trovare il mio palato. (Giunge cos contro Etienne; alza la testa e riconosce il cameriere; subito, senza rialzarsi, gira su se stesso e, a grandi passi, piegando le ginocchia in modo da farsi pi piccolo possibile, fila via velocemente) Dio! Etienne! (Scompare nella camera di destra, in terzo piano).

OLIMPIA (che, come Etienne, non si accorta di nulla) Lavr perso qualche cliente. Vado a depositarlo al bureau.

ETIENNE Bene... Ora potete dirmi se una signora ha chiesto la camera del signor Chandebise?

OLIMPIA Si!

ETIENNE E questa signora dov?

OLIMPIA Ah. signore... Non labitudine della casa...

ETIENNE Devo vederla assolutamente! Suo marito pu capitare da un attimo allaltro! E un demonio. lammazzerebbe!

LIMPIA (spaventata) Dio mio!

ETIENNE . Devo assolutamente avvertirla.

OLIMPIA Ah, in questo caso... E entrata l, lho vista entrare l! (indica la camera di Rugby).

ETIENNE (passando le davanti e andando fino alla porta della camera indicata) Grazie! (Bussa).

VOCE DI RUGBY Come in!

ETIENNE (entrando nella camera) Vi domando scusa, signore... (grido simultaneo di Antonietta e di Rugby dalla camera).

ANTONIETTA e RUGBY Ah!

VOCE DI ETIENNE Mia moglie! (Immediatamente si sente un baccano dinferno nella camera. Rumore di una lotta, grida, colpi, ecc.).

OLIMPIA (che aveva gi raggiunto la scala, al rumore torna indietro) Cosa succede? (Su questo, esce fuori dalla camera Antonietta, terrorizzata, i capelli in disordine, con le spalle e le braccia nude, tenendo in mano il cappello e il corsetto che non ha avuto il tempo di mettere).

ANTONIETTA (perduta, precipitandosi verso la scala) Etienne! Etienne qui! Aiuto! Aiuto! (Un quarto di secondo durante il quale il baccano non cessato, e Etienne balza fuori allinseguimento di sua moglie, che sta volando sugli ultimi gradini).

ETIENNE Fermatela! Fermatela!

RUGBY (che gli si lanciato subito dietro, lo afferra con la mano destra per il braccio sinistro e lo fa piroettare intorno a s, in modo da schiacciarlo contro il boccascena) Ah! you bloody fool!

ETIENNE (allurto contro il muro) Oh!

OLIMPIA (per contraccolpo) Ah!

RUGBY Im going to kill you! (prendendolo alle spalle e facendogli picchiare la schiena contro il muro ogni volta) Here you are!

ETIENNE (per il dolore) Oh!

RUGBY (c.s.) Here you are!

ETIENNE Oh, ma mia moglie!

RUGBY (cs.) Here you are!

ETIENNE Lasciatemi!

RUGBY (lasciandolo e raggiungendo la propria camera) And now get away! (E rientra nella camera),

ETIENNE E troppo grossa! Il becco sono io, e ancora io prendo le botte!

OLIMPIA Dovevate dirmelo che il becco eravate voi!

ETIENNE E pensate che lo sapessi? (Olimpia alza le spalle e risale verso la scala, mentre dai piani superiori scende Poche, con in mano la sua gerla vuota) Ah,no! Becco io, un cameriere personale!... Ah, sgualdrina!... Me la pagherai! (si slancia verso la scala ai piedi della quale Poche e Olimpia conversano; alla vista di Poche si ferma, sbalordito) Il signore!

POCHE (interdetto) Come?

ETIENNE Il signore! con una gerla in mano!

POCHE Sicuro che ho una gerla! Perch non dovrei averla?

ETIENNE Ah, signore! Signore!... Sono cornuto, signore!

POCHE (gioviale) Davvero?

ETIENNE (indicando la camera di Rugby) Si, signore!... Con un inglese!

POCHE (c.s.) Ah! Nobodecoll!

ETIENNE Non so, non mi ha detto il suo nome. Ora, dato che il signore qui, e presumendo che il signore non ha pi bisogno di me, il signore pu permettermi... Vorrei inseguire la sciagurata, raggiungerla, e poi a noi due!... Il signore permette?

POCHE (bravo ragazzo) Andate! Andate pure!

ETIENNE Grazie, signore. Ah, che sgualdrina! Che sgualdrina! (Si precipita verso la scala allinseguimento della moglie).

POCHE (avanzando un po; e lo stesso fa Olimpia) Non so da che cosa dipenda, ma oggi mi fanno leffetto di aver tutti un maggiolino dentro la zucca!

VOCE di LUCIANA (dal di sotto) Ma state attento! (Si sente il suono di un campanello).

OLIMPIA (guardando il quadro) Suonano dal corridoio. Guardate se per voi.

POCHE (passando davanti a Olimpia per raggiungere il corridoio) Si... Vengo! Vengo! (Esce).

LUCIANA (mentre sale, continua a guardare nel vuoto della scala) Non mi sbaglio, Etienne, il cameriere dei Chandebise!

OLIMPIA La signora desidera?

LUCIANA (andando verso Olimpia) Ah, signora !... Quelluomo che scappava non il cameriere del signor Chandebise?

OLIMPIA E possibile, signora: mi ha chiesto la camera prenotata a quel nome. Ma tutta una storia da pazzi. E venuto per avvertire una signora di scappare dato che il marito era al corrente di tutto, e quando stato di fronte alla signora tac! si scoperto che era la moglie sua!... Eun vero rebus!

LUCIANA Ma cosa mi raccontate?... Mi pare che facciate una confusione...

OLIMPIA Signora, io vi dico quello che ho visto.

LUCIANA Va bene, va bene! Ditemi qual la camera del signor Chandebise.

OLIMPIA (indicando la camera di destra) La camera del signor... Oh, beh, quella!

LUCIANA Bene. Posso entrare?

OLIMPIA Come desiderate, signora. Io ho lordine di mettere la camera a disposizione di chi la chiede. (Sale verso i piani superiori).

LUCIANA Grazie tante. (Va a bussare alla porta, mentre Eugenia esce da sinistra).

CAMILLO (uscendo dalla sua camera, come prima, alla ricerca del suo palato) Eppure vorrei proprio trovare il mio palato... (Descrive un movimento a semicerchio che lo porta contro Luciana).

LUCIANA (sempre davanti alla porta, alla quale bussa) Come mai non risponde nessuno? (Bussa di nuovo).

CAMILLO (trovandosi vicino a Luciana, alza il capo per vedere di chi si tratta; con voce strozzata) La signora de Histangua! Oh, basta con questo albergo! (Se la batte precipitandosi sulla scala, diretto ai piani inferiori).

LUCIANA (aprendo la porta della camera e entrandovi; intanto continua a parlare) Nessuno!... Non capisco... Raimonda mi ha detto: Sorprender mio marito tra le cinque e le cinque e un quarto... Vienimi a prendere alle cinque e mezza . Che non mi abbia aspettata? Vediamo qui. (Va fino al bagno, che esplora con una rapida occhiata).

CAMILLO (riappare affannatissimo e, con uno slancio assai violento per poter venire a scaricare qualche parola al proscenio e per potere, in un movimento a semicerchio, riguadagnare senza fermarsi la camera in terzo piano a destra) Vittorio Emanuele!... C di nuovo Vittorio Emanuele! (Si precipita nella camera suddetta).

LUCIANA (raggiunge la hall e scende, sempre parlando, fino alla ribalta) E strano... Comunque, pazienza: me ne vado. (Gira su se stessa e risale verso la scala, per andarsene).

CHANDEBISE (giunge dal fondo, vestito come al primo atto: abito completo, giacca grigio nera, camicia bianca, collo a punte rovesciate, scarpe di vernice) A chi potr rivolgermi?... (Scorgendo Luciana) Ah, voi!

LUCIANA Signor Chandebise!

CHANDEBISE (prendendo la vivamente per una mano e portandola fino al proscenio) Finalmente vi trovo!

LUCIANA (stupita) Cosa c?

CHANDEBISE Avete visto Etienne, il mio cameriere?

LUCIANA Perch?

CHANDEBISE (quanto segue, rotto e precipitato) Perch lo avevo incaricato di una commissione per voi, dato che... non potevo venire di persona. Avevo... avevo un banchetto che mi impediva... Ma poi... mi sono accorto che questo banchetto per domani. Allora sono corso qui... per dirvi...

LUCIANA Che cosa? Per dirmi che cosa?

CHANDEBISE (cambiando tono) Ah, povera bambina! Che follia amarmi!... me!

LUCIANA (indietreggiando) Cosa?

CHANDEBISE (su un tono che non sopporta replica) Via via, so! Ma perch, poi, non avete firmato la vostra lettera?

LUCIANA (sempre pi stupita) La mia lettera! Quale lettera?

CHANDEBISE Ma quella che mi avete scritto per darmi appuntamento qui!

LUCIANA (capendo) Ah! (cambiando tono) Chi vi ha fatto supporre che sia io che...

CHANDEBISE Eh, perch io, non sapendo nulla, ho fatto vedere la lettera a vostro marito!

LUCIANA (facendo un balzo indietro) Eh?!

CHANDEBISE Lui ha riconosciuto subito la vostra scrittura.

LUCIANA Che cosa dite?

CHANDEBISE Ed capacissimo di uccidervi!

LUCIANA (spaventata, con voce stridula) Ah, caramba!... Ma donde est?

CHANDEBISE Devessere sulle nostre tracce!

LUCIANA E ve ne state l? Ma scappiamo!... Scappiamo! (Scappa smarrita).

CHANDEBISE (correndole dietro) Oh, folle amore! Folle amore! (Spariscono come dei pazzi per la scala; su questo compare Olimpia, provenendo dai piani superiori).

OLIMPIA (chiamando) Eugenia!... Eugenia!... Ma dov, benedetta ragazza? (In questo momento, essa in faccia al lato destro della scala, e ostruisce cos il lato della rampa che scende).

CHANDEBISE (risalendo come un pazzo, seguito da Luciana che spaventata come 1ui) E lui! Histangua! Si salvi chi pu!

LUCIANA Mio marito! sono perduta!

OLIMPIA Oh! si ricomincia?

CHANDEBISE (urtandosi con Olimpia e facendola piroettare, il che la manda addosso a Luciana) Ma toglietevi di qui!

OLIMPIA Ehi!

LUCIANA (stesso movimento nellaltro senso) Ma andate via! (Luciana si rifugiata nella camera di destra, poi nel bagno, dove sparisce; Chandebise si precipitato nella camera di Rugby).

OLIMPIA Oh, signora...

RAIMONDA (sbuca dal corridoio, seguita da Tournel; ha il volto coperto dal velo) Se Dio vuole, ce ne andiamo. Finch non sar fuori di qui, non sar tranquilla !... (Andando a sbattere contro Olimpia). Ma che cosa fate qui? (La fa girare su se stessa per aprirsi una strada).

OLIMPIA Ah!

TOURNEL Si, si, andiamocene! (A Olimpia, con lo stesso movimento) Toglietevi dai piedi! (Scendono la scala verso i piani inferiori).

OLIMPIA (stordita) Ma che cosa c? Cosa succede?

VOCE DI HISTANGUA (dai piani inferiori) Dove sono i misserabili, que yo li ammazzi, que yo li strozzi? (Grido di Raimonda e di Tournel).

OLIMPIA (avvicinandosi al lato destro della scala) Che cosa c ancora?

RAIMONDA (riapparendo affannata) Homenids de Histangua! (Urtandosi contro Olimpia) Oh, volete andarvene? (La fa girare su se stessa).

OLIMPIA Ah! Ah!

TOURNEL (idem come Raimonda) Il torero! (A Olimpia, facendola girare anche lui) Ma siete eternamente qui! (1 due scappano dal corridoio di sinistra).

OLIMPIA (stordita, quasi senza fiato) Ah, mio Dio! Mio Dio!

HOMENIDES (irrompe come un selvaggio brandendo la pistola) Il Tournel y una seora velata!... E lei! E mia mujer. (Urlo) Ah, que misserabile! (Risale per slanciarsi allinseguimento dei fuggitivi).

OLIMPIA (affannata, interponendosi) Ma dove andate, signore?

HOMENIDES (facendola piroettare) Yo vado a ammazzarli todos los dos! Voi, anda! A passegiare! (Si precipita nel corridoio).

OLIMPIA Va a ammazzarli! Ah, mio Dio! Aiuto! Aiuto!

FERRAILLON (arriva dallalto scendendo i gradini a due a due, seguito da Eugenia) Cosa succede? Cos questo chiasso?

OLIMPIA (senza fiuto) Ah, Ferraillon! Un pazzo! Un pazzo che vuole ammazzare tutti!

FERRAILLON (con un sobbalzo) Cosa?

OLIMPIA (svenendo tra le braccia di Eugenia) Ah!... AhaI... Ah! Aha!...

EUGENIA Signore! Signore!

FERRAILLON (si precipita a sostenerla dallaltra parte) Su, coraggio! Portatela di l! (indica la camera del corridoio visibile al pubblico e intanto accompagna le due donne) Fatele odorare dei sali!

EUGENIA (portando Olimpia) Si, signore!

(Ferraillon introduce Olimpia e Eugenia nella camera indicata, poi riesce richiudendosi la porta alle spalle; nel frattempo rumori di un litigio si sono ampliati nella camera di Rugby. Si sentono dei Get out of my sight! Get out of my sight! da parte dellinglese, e dei Ma non posso! Ma non posso! C un energumeno!... provenienti da Chandebise).

FERRAILLON (sentendo i rumori, avanza) Dallinglese litigano! Che cosa succede ancora? (Bruscamente la porta si apre e sbucano fuori, lottando corpo a corpo Chandebise e Rugby; il primo si aggrappa allo stipite della porta, laltro lo afferra alla vita e si sforza di fargli mollare la presa).

RUGBY (lottando contro Chandebise) Will you leave my door! Will you leave my door!

CHANDEBISE (contemporaneamente, lottando con tutte le sue forze) Volete lasciarmi? Lasciatemi!

FERRAILLON (intervenendo) Basta! Basta! (Su questo, con uno sforzo pi violento Rugby ha avuto ragione di Chandebise, e con lo stesso movimento la ha mandato a piroettare alla sua sinistra. Ferraillon si trova al posto giusto per riceverlo, lo afferra al volo e, facendolo nuovamente piroettare, lo manda a sedere sulla panca a destra della Hall).

CHANDEBISE (cadendo seduto sulla panca mentre Rugby rientra brontolando nella sua camera) Ehi, ma che cosa salta anche a voi?

FERRAILLON (facendo un salto indietro alla vista di Chandebise) Poche!... Di nuovo Poche!

CHANDEBISE (alzandosi e fronteggiandolo) Che cosa dite?

FERRAILLON (con la mano sinistra lo afferra al braccio e gli d ad ogni invettiva un calcio nel posto giusto) Ah, sporcaccione!

CHANDEBISE (saltando in aria ad ogni pedata) Cos?

FERRAILLON (c.s.) Vagabondo!

CHANDEBISE (c. s.) Ehi, dico!

FERRAILLON (e. s.) Maiale!

CHANDEBISE (c. s., poi si libera) Oh, sentite, voi!

FERRAILLON (con tono minaccioso) Cosa?

CHANDEBISE (sotto la propulsione delle pedate, ed essendo tenuto per il braccio, ha girato intorno a Ferraillon, e si trova cos nella posizione primitiva: prendendo spazio) Signore, io sono il signor Chandebise, direttore della Boston Life Company.

FERRAILLON (allestrema sinistra, mostrando Chandebise con un largo gesto della mano) Ecco l... E ubriaco!... E completamente ubriaco!

CHANDEBISE (avanzando su di lui) Signore, riceverete i miei padrini.

FERRAILLON (afferrandolo come prima per il braccio e facendoselo ruotare intorno a forza di calci) Ah, davvero? Allora toh, per i tuoi padrini!

CHANDEBISE (saltando in aria ad ogni pedata) Oh!

FERRAILLON E toh, per Chandebise!

CHANDEBISE (c.s.) Oh!

FERRAILLON E ancora questo! Questo! Questo! (ad ogni questo Chandebise gettq un oh! ).

CHANDEBISE (riportato come prima al suo posto primitivo) Oh, insomma, adesso io... (e va di nuovo a mettersi a petto di Ferraillon).

FERRAILLON (vedendo la sua giacca) E poi, dove hai preso questa roba? Mi vuoi spiegare... (lo afferra al colletto della giacca e si sente in dovere di togliergliela).

CHANDEBISE (difendendosi come pu) Ehi, ma che vi prende? Ma no...

FERRAILLON Su, su! Cos questa mascherata? (gli ha tolto, nonostante ogni resistenza, la giacca).

CHANDEBISE Ma andiamo!

FERRAILLON (togliendogli il cappello) Togliti anche questo! (va a appendere giacca e cappello allattaccapanni).

CHANDEBISE (letteralmente atterrato) Dio mio E un pazzo!

FERRAILLON (che ha tolto dallattaccapanni il berretto e la livrea, ritorna a Chandebise) Su! Mettiti il tuo berretto! (glielo mette sulla testa e lo fa sprofondare fino alle orecchie con un solido pugno).

CHANDEBISE No! No!

FERRAILLON (tentando di fargli infilare anche la giacca della livrea) Ecco fatto! E ora la giacca!

CHANDEBISE (difendendosi) Non voglio! Non voglio!

FERRAILLON (infilandogliela di forza) Non vuoi? A me osi dire che non vuoi? Zitto sai! E subito!

CHANDEBISE (spaventato, la testa tra le spalle, facendosi obbediente e sottomesso) S! S, s!

FERRAILLON (indicando gli la scala) Adesso fila! Nella tua camera! Pi svelto che puoi!

CHANDEBISE (precipitandosi verso la scala) S, s!... E un pazzo! E pazzo!

FERRAILLON (slanciandosi verso la scala, come per rincorrerlo) Che cosa dici? Vuoi prenderne delle altre?

CHANDEBISE (prontamente, sempre salendo) No, no!...

FERRAILLON (sul primo gradino) Fuori dai piedi allora!

CHANDEBISE (salendo senza abbandonarlo con lo sguardo) E pazzo! E un pazzo!

FERRAILLON (sale tre gradini di scatto, battendo forte il piede su ogni gradino) Vuoi toglierti dai piedi, maledizione! (Chandebise spaventato se la batte pi in fretta che pu, al punto che quasi sta per fare un ruzzolone. E scompare).

Appena uscito di scena, lattore che sostiene la parte di Chandebise, mentre scender la parte posteriore dal praticabile si toglier la giacca della livrea e il berretto. Arrivato in basso, egli deve trovare una sedia e due aiuti che gli presentano i calzoni truccati, ognuno tenendo uno dei due capi ben aperto. Egli mette rapidamente questi calzoni sopra quelli che ha, mentre uno degli aiuti gli infila le scarpe (o ciabatte) sopra gli scarpini di vernice. Poco discosti, due altri aiuti lo aspettano col gilet truccato aperto, nel quale egli non ha che da lasciar scivolare le braccia. Subito gli si fa indossare il grembiale e la sciarpa. Un colpo ai capelli per spettinarli e la trasformazione fatta.

FERRAILLON (ridiscende gli scalini che aveva appena salito; poi, ben rilevato, al pubblico) Visto gli effetti del vermuth? E di nuovo ubriaco fradicio! Perch un cos buon domestico devessere un ubriacone? (parlando venuto un po in avanti).

EUGENIA (esce di corsa dalla camera dov Olimpia: ogni volta che la porta aperta, si sentono dei piccoli Hi! Ahi! spasmodici, emessi in quinta da Olimpia) Signore! Signore!

FERRAILLON (seccato) Che c ancora?

EUGENIA La signora ha un attacco di nervi.

FERRAILLON (passando a sinistra) Ouff, che barba! (voltandosi verso Eugenia) Andate di corsa al 10 e pregate il dottor Finache di scendere a visitare mia moglie, se pu.

EUGENIA Corro, signore! (sale in fretta verso i piani superiori).

FERRAILLON Accidenti, non un minuto di pace! (entra nella camera di sua moglie, di cui si sentono, fin che la porta aperta, i piccoli gridi nervosi) Che coshai, amore mio, non stai bene? (la porta si richiude).

POCHE (viene da sinistra, con delle lettere in mano, raggiunge il centro della scena; sta sciogliendosi i cordoni del grembiale che si toglie) Ecco fatto. E adesso di corsa in stazione. (va ad appendere il grembiule allattaccapanni; non vedendo la sua livrea che credeva di ritrovare appesa). Beh? (d unocchiata per terra). Chi si soffiato la mia giacca e il mio berretto? Un bel farabutto. Per mi ha lasciato in cambio la sua giacca e il suo cappello. (si prova il cappello). Perbacco: su misura! Per andare fino alla stazione uno vale laltro, no? Restituir tutto quando mi restituiranno la roba mia. (Parlando, e senza togliersi la sciarpa, si infilato la giacca di Chandebise sopra il gilet. Risale come per andarsene. Suonano. Inverte la sua rotta) Mi chiamano di nuovo! (esce da sinistra).

Appena uscito lattore si toglie prontamente la giacca e il cappello; trova gli aiuti che gli tolgono la sciarpa e il gilet rovesciando le maniche per far pi presto. Le rimetteranno a posto dopo. Pi lontano, la sedia lo aspetta: i due aiuti gli tolgono le ciabatte e i pantaloni. Un veloce colpo di pettine e gli aiuti gli porgono il berretto e la giacca della livrea, che egli metter salendo la scala praticabile.

EUGENIA (venendo dai piani superiori con Finache) Di qui, signor dottore, di qui.

FINACHE (finendo di infilarsi la giacca) Pensate proprio che sia venuto qui per curare dei malati?... Beh, cosha la vostra padrona?

EUGENIA - Oh, niente di grave, sarebbe come chi dicesse che ha avuto uno stock.

FINACHE (non capisce) Ah! Uno shock?

EUGENIA Ma s... Un colpo di fifa!

FINACHE Ah!... Un colpo di fifa!... E ditelo; visto che parlate francese!

EUGENIA Un colpo che le ha mandato il sangue alla testa. Cos i suoi nervi, vero...

FINACHE - E mi disturbate per questo?... Bastava che prendeste un bel sifone e lannaffiaste!... Si calmava subito.

EUGENIA S, s, ma ad ogni modo giacch il signor dottore si preso la pena di scendere, tanto vale che il signor dottore la visiti.

FINACHE Si capisce, giacch ci sono!

EUGENIA (introducendo Finache) S, signor dottore! Di qui signor dottore! (con la porta aperta si sentono i gridolini di Olimpia; la porta si richiude. Appena sono scomparsi Finache e Eugenia, si scorge Chandebise, sempre con la livrea e il berretto, che avanza guardandosi intorno circospetto).

CHANDEBISE (in cima alla scala) Il... il matto se ne andato?... (scende sempre parlando) Ah, che storia!... se questo il suo modo di ricevere la clientela, non credo che molti tornino due volte!... Razza denergumeno !... (va allattaccapanni al quale Ferraillon aveva appeso la sua giacca e il cappello) Oh, perbacco!... E la mia giacca? E il cappello?... Eppure li avevo appesi qui... Dove saranno andati a finire? (Cerca per terra, intorno a lui. Sulle sue ultime parole, dallalto della scala, che scendono di corsa, compaiono Raimonda e Tournel).

RAIMONDA (scendendo i gradini a due a due) Ce labbiamo fatta! Ha perso le nostre tracce!... Presto, una carrozza!

TOURNEL (c. s. dietro a Raimonda) Si, s! Che fortuna, c il cameriere!

RAIMONDA Meno male!

CHANDEBISE (sempre curvo alla ricerca delle sue cose) E grossa...

RAIMONDA (arrivando vicino a Chandebise, che volta la schiena) Presto, Poche, chiamatemi una carrozza!

CHANDEBISE Che cosa?

TOURNEL Una carrozza!

CHANDEBISE (sobbalzando alla vista della moglie) Mia moglie?

TOURNEL Ehm!

RAIMONDA (con un balzo) Mio marito! Era lui! Era lui! (smarrita, scappa).

CHANDEBISE E Tournel con lei!

TOURNEL (impietrito) Era lui!

CHANDEBISE (afferrando Tournel alla gola) Che cosa fai qui? Che cosa fai qui con mia moglie? (lo fa piroettare in modo da mandarlo alla sua sinistra).

TOURNEL (semistrangolato) Ma lo sai, no?

CHANDEBISE Che cosa? Che cosa dici?

TOURNEL Amico mio, ti abbiamo spiegato tutto poco fa.

CHANDEBISE (costringendolo contro la panca, sulla quale perdendo lequilibrio va a cadere) Cosa? Tu mi hai spiegato... (scuotendolo) Vuoi rispondermi, eh? Vuoi rispondermi?

TOURNEL (spaventatissimo) Ma via! Su! Via!

FERRAILLON (uscendo a valanga dalla camera) Non avete ancora finito di far chiasso? (afferra Chandebise per il braccio destro e lo manda allestrema sinistra; Tournel, liberato, ne approfitta per battersela) Poche! Di nuovo Poche!

CHANDEBISE Il pazzo!

FERRAILLON (dandogli una pedata ad ogni invettiva come nella scena precedente) Ah, sporcaccione!

CHANDEBISE (saltando) Ehi! Ah!

FERRAILLON (c. s.) Bestiaccia!

CHANDEBISE (e. s.) Oh!

FERRAILLON (c.s.) Maiale!

CHANDEBISE (c. s.) Ma insomma...!

FERRAILLON Ne hai avute abbastanza?

CHANDEBISE (battendosela) S, s! Aiuto! Al matto!, al matto!

FERRAILLON (rincorrendolo mentre Chandebise sale 1e scale al galoppo) Te lo do io il matto, ubriacone! Va in cella! Ti ci chiudo dentro e fino a domani mattina te ne starai l a smaltire la sbronza!... Su, su, e in fretta! (scompaiono al piano superiore, luno inseguendo laltro).

(Scomparsi i due, Rugby esce dalla sua camera lasciando la porta aperta. Ha laria di un uomo che sta per perdere lultimo briciolo di pazienza).

RUGBY Hallo Boy! Nobody call for me? (parlando ha raggiunto la scala e sparisce ai piani inferiori).

CAMILLO (venendo da destra, secondo piano) Via libera, finalmente. Mi sembra che sia il momento di battersela.

LUCIANA ( uscita dal bagno contemporaneamente alluscita di Camillo; si ferma sulla soglia della porta della camera e, prima di uscire, rimane in ascolto) Non si sente pi nessun rumore.

CAMILLO (ispezionando unultima volta il pavimento) Dove sar andato a finire il mio palato? (Descrive un movimento a semicerchio partendo da sinistra e va a imbattersi in Luciana quando costei esce dalla camera).

LUCIANA (entrando nella hall) Mio marito deve essere andato via.

CAMILLO (faccia a faccia con Luciana) Di nuovo la signora de Histangua! (gira su se stesso per scappare).

LUCIANA (riconoscendolo) Signor Camillo! (si aggrappa a lui) Ah, signor Camillo, non lasciatemi! Non abbandonatemi! Mio marito mi insegue... con una pistola! Vuole ammazzare tutti!

CAMILLO (sobbalzando) Accidenti!

LUCIANA Vi prego, non lasciatemi!

CAMILLO No, no!

VOCE DI HISTANGUA (dallalto) Por dove que sono, i misserabili?

LUCIANA (con un balzo) Mio marito!

CAMILLO Lui! Scappiamo. (Si precipitano tutti e due versa la scala, ma finiscono addosso a Rugby che risale. Affannati invertono i loro passi. Camillo si slancia nella camera di destra in primo piano, di cui richiude la porta puntellandovisi contro. Luciana, senza sapere quello che fa, vedendo la camera di Rugby aperta vi si precipita dentro)

RUGBY (che dalla scala ha seguito stupito tutta la scena, vede Luciana rientrare nella camera; giubilante) Aoh! Thats a pretty girl (attraversa la scena a grandi passi e rientra nella sua camera).

HISTANGUA (volando gi per la scala e piombando in scena) Por dove que sono? Yo li ammazzo, yo li occido!... Ma por dove que , la camera del seor Chandebisse?... Non c nessuno in esto albergo?... (si precipita verso la scala e scompare verso i piani inferiori).

POCHE (arrivando da sinistra) Ma chi grida in questo modo?

LUCIANA (uscendo dalla camera di Rugby inseguita da vicino da lui) Volete lasciarmi, villano! (si volta, lo respinge e gli d uno schiaffo).

RUGBY Again!... Aoh!, its disgusting! (raggiunge di nuovo la sua camera).

POCHE (ridendo) Bel colpo!

LUCIANA (precipitandosi verso Poche) Ah, signor Chandebise!

POCHE Come?

LUCIANA Vi manda il cielo! Salvatemi! Nascondetemi!

POCHE (sostenendola col suo braccio destro) Venite, venite. Vi accompagno alluscita. Da questa parte. (Parlando camminano a piccoli passi laterali luno sostenendo laltra. Giunti alla scala Poche fa passare Luciana e tutti e due scendono qualche gradino).

VOCE DI HISTANGUA (dal basso) Oh, caramba! Yo ve tiengo!

LUCIANA (riapparendo in scena come una pazza, seguita da Poche). Eccolo! (va alla porta di destra in primo piano) Aprite! Aprite!

CAMILLO (appoggiandosi con tutto il peso del suo corpo contro la porta) Non si passa!

POCHE Sbrigatevi !... (smarrita, Luciana va verso la camera di Rugby) Non da l! C linglese!

LUCIANA Ma dove? Dove?

POCHE L, nella camera di Battistino!

HISTANGUA (di cui si continuato a sentire le imprecazioni provenienti dal basso, balzando in scena come un energumeno) Inutile que ve nascondete! Yo ve ho visto!

EUGENIA (uscendo dalla camera di Olimpia) Il signore desidera?

HISTANGUA Desidero il muerto! El seor Chandebise y la dama que es insieme?

EUGENIA (indicando la camera dov Camillo) In quella camera, signore (esce da sinistra).

HISTANGUA (alla porta di destra in primo piano) Aprite! Aprite! Que yo ve amazzo!

CAMILLO (gridando) Qui non c nessuno!

HISTANGUA (spingendo la porta) Aprite, oppure... Uno, due, tre! (D ogni volta una spinta alla porta di destra in primo piano. Lultima, la pi forte, fa saltar via Camillo. Histangua gli balza al collo) Mia moglie! Dove es mia moglie... que yo la amazzi... que yo la occida...?

CAMILLO (allestrema destra, terrificato e senza sapere pi quel che dice) Ma io non ce lho!... Vi d la mia parola! Ecco, perquisitemi. (Per provare la verit di quel che dice rovescia le tasche dei suoi calzoni).

HISTANGUA (senza ascoltarlo, raggiungendo la sinistra) Ah, s! Que yo la trovi e yo la amazzo... Vero como es vero que yo faccio centro su quel bersaglio! (spara con la sua pistola sul bottone a destra del letto; il letto gira e appaiono su quello che vi si sostituisce Luciano e Poche).

LUCIANA Mio marito! (Scappa, seguita da Poche).

HISTANGUA Mia moglie! (si precipita a inseguirla sparando dei colpi di pistola. Luciana e Poche filano via dal fondo. Histangua arrestato nella sua corsa da tutta la gente dellalbergo che accorsa agli spari. Gli afferrano il braccio e glielo tengono sollevato in aria, ma lui continua a sparare mentre il sipario cade).

SIPARIO

ATTO TERZO

La scena quella del primo atto. (N.B.: la porta di centro deve sempre aprirsi a un solo battente, eccetto nei casi che vengono specificatamente indicati).

(Allaprirsi del sipario la scena vuota; le porte sono chiuse. Bruscamente quella di fondo si apre, Antonietta, affannata, si precipita in scena e chiude prontamente la porta alle sue spalle. Si capisce che ha indossato di gran fretta la sua tenuta da cameriera: infatti accorre abbottonandosi labito; e ha ancora in mano grembiule e berretto).

ANTONIETTA Mio Dio, Etienne!... E gi di ritorno!... Non far certo in tempo... (termina di abbottonarsi) Cos!... Quando si emozionate, non si guadagna certo tempo !... Coraggio, ora!

VOCE DI ETIENNE (dalle quinte di sinistra) Antonietta!... Antonietta!...

ANTONIETTA Oh!... (Va a chiudere il chiavistello della porta di fondo).

VOCE DI ETIENNE (pi vicina) Antonietta!...

ANTONIETTA (mettendosi grembiule e berretto) Dio, Dio!...

VOCE DI ETIENNE (dietro la porta di centro) Antonietta !... (Scuote dallesterno i battenti della porta, che resistono) S, apr! Che sgualdrina! Si chiusa a chiave! (La voce si allontana in direzione di sinistra) Aspetta un po!

ANTONIETTA (che ha terminato la sua toilette) Presto! (Va a togliere il chiavistello, e, rapidamente, in punta di piedi, si infila nella camera di destra, in primo piano).

ETIENNE (col cappello in testa e vestito come al secondo atto, sbucando dalla porta di fondo a sinistra) Antonietta!... Dove si sar ficcata?... Antonietta!

ANTONIETTA (comparendo sulla soglia della porta di destra, calmissima) Ah, sei tu che gridi in questo modo?

ETIENNE Esattamente... Perch ti sei chiusa a chiave?

ANTONIETTA (facendo finta di non capire) Che cosa?

ETIENNE Perch ti sei chiusa a chiave?

ANTONIETTA (imperturbabile) Ma io non mi sono chiusa a chiave.

ETIENNE (perdendo la sua linea) Ah, questa poi ... (Per confondere sua moglie si slancia verso la porta di fondo, gira la maniglia; la porta si apre; stupito) Accidenti!

ANTONIETTA (appoggiata alla tavola, le braccia incrociate, lo sguardo al soffitto, con aria ironica e scherzosa,) Se adesso non sai neppure aprire una porta...

ETIENNE E grossa! Oh, ma questo non ha nessuna importanza. Dimmi piuttosto che cosa combinavi poco fa allalbergo del Micio Innamorato!

ANTONIETTA (come se le parlassero in cinese) Al che cosa?

ETIENNE Allalbergo del Micio Innamorato.

ANTONIETTA (calcando) Che cos?

ETIENNE Come, che cos?... Ti assicuro che hai una faccia!... Ti ci ho sorpreso mezzora fa!

ANTONIETTA (ferita profondamente e visibilmente dalloltraggio) Io! Tu hai sorpreso me!?

ETIENNE S, te!

ANTONIETTA (calmissima) Io non mi sono mossa da qui.

ETIENNE (stordito da tanto cinismo) Che cosa dici?

ANTONIETTA La verit, semplicemente.

ETIENNE Non ti sei mossa da qui, eh?...

ANTONIETTA No.

ETIENNE Sciagurata! Ti ho vista coi miei occhi in quellalbergo!

ANTONIETTA (con sangue freddo sconcertante) E questo cosa prova?

ETIENNE (soffocando) Oh!

ANTONIETTA (perentoria) Che tu mi ci abbia vista oppure no, io non cero!

ETIENNE -- Che faccia tosta! Ma se ti ho sorpresa... mezza svestita, tra le braccia di un inglese!

ANTONIETTA Io?

ETIENNE (proprio sul viso di Antonietta) Tu, s! Proprio tu! Mi ha persino preso a pugni.

ANTONIETTA Tra le braccia di un inglese, io? Ma come avrei potuto? Non so linglese.

ETIENNE (con una risata che suona falsa) Aah! Aha! Bella ragione!...

ANTONIETTA (sempre imperturbabile) Io non mi sono mossa da qui.

ETIENNE Ma, perd... (rimasto senza argomenti pianta Antonietta dove si trova e raggiunge la sinistra; tra i denti:) Accidenti, sa mentire come una signora della buona societ! (Tornando verso Antonietta) Dunque, tu non ti sei mossa da qui! Va bene. Sapremo subito tutto. (Si dirige verso il fondo).

ANTONIETTA (con inquietudine, facendo qualche passo verso di lui) Che cosa vuoi fare?

ETIENNE (tornando verso sua maglie) Voglio chiedere al portinaio.

ANTONIETTA Al portinaio!

ETIENNE Mi dir lui se sei uscita o no. (Fa per risalire).

ANTONIETTA Etienne!

ETIENNE Ah! Ti ho smascherata!

ANTONIETTA Sei matto!

ETIENNE Questo non te laspettavi.

ANTONIETTA Non puoi immischiare il portinaio in una discussione cos ridicola.

(Tutto questa dialogo, molto caldo e rapido, deve intrecciarsi come in una discussione esasperata).

ETIENNE Aha! Hai paura adesso, eh!... Non avevi previsto che avrei trovato questo mezzo!... Credevi di farmi bere la tua storiella, e invece ti senti in trappola, eh?

ANTONIETTA Ti prego, Etienne.

ETIENNE (respingendola) Niente da fare!

ANTONIETTA (cambiando tono) E va bene. Fai come vuoi. (Va a piazzarsi di fronte al pubblico, appoggiata al tavolo e con le braccia incrociate).

ETIENNE (che corso subito nel vestibolo lasciando i due battenti della porta aperti, si precipita al telefono, che posto di fronte al pubblica; chiama, poi stacca il ricevitore) Pronto... Siete voi, signor Piumino? Bene... Sentite... Quello che sto per chiedervi vi stupir, ma ho assolutamente bisogno di sapere... Insomma, a che ora uscita mia moglie?... Oggi, s. (il viso di Antonietta esprime una certa ansiet) Eh?... Come, non uscita affatto?... (Antonietta si rischiara in viso e emette un sospiro di sollievo) Andiamo, impossibile: dite piuttosto che non lavete vista passare... Come?... E venuta a mangiare da voi! (Piccolo moto di gioia, appena visibile, di Antonietta, il cui sguardo da questo momento diventa canzonatore) Eh?... S, s, ho capito benissimo: dato che nessuno qui in casa pranzava, Antonietta venuta da voi... (Non credendo alle proprie orecchie) Questa poi!... Ma io...

ANTONIETTA (sempre nella stessa posizione, ancora con le braccia incrociate, presenta le cinque dita della sua mano al pubblico; poi, con un cenno del capo indica il telefono) Mi costa cinque franchi.

ETIENNE (che rimasto impietrito) Non capisco pi niente!... Va bene, vi ringrazio... E vi chiedo scusa... (Riaggancia il ricevitore, arrabbiato, e ritorna nel salotto con unaria seccatissima; rientrando ha chiuso i due battenti).

ANTONIETTA Ebbene?

ETIENNE (brutale) Lasciami in pace! (andando a sinistra) C da chiedersi se sono impazzito, se stravedo!

ANTONIETTA (risalendo in direzione della porta di fondo-sinistra) Quanto diventano idioti gli uomini gelosi!

ETIENNE (risalendo alla sua destra) S... Basta, ora! Fila in cucina! (Campanello) E non credere che finisca cos.

ANTONIETTA A tuo piacere. (Alza le spalle ed esce; suonano di nuovo).

ETIENNE (arrabbiandosi, e come rispondendo al suono del campanello) Subito! (A parte) O questa donna un mostro di cinismo, o devo farmi curare. (Campanello) Eccomi! (Esce un momento di scena; si sente il rumore della porta dingresso che si apre e si chiude, poi si distingue la voce di Raimonda mescolata a quella di Etienne).

RAIMONDA (entra, seguita da Tournel; parlando scende fino al divano, mentre Tournel rimane sul fondo, a sinistra della porta di centro) Non sentivate suonare?

ETIENNE (rispondendo alle domande per puro dovere, ma evidentemente pensando a tuttaltro) S, signora, ma ero...

RAIMONDA Il signore rientrato?

ETIENNE Eeh... No, signora.

RAIMONDA Va bene, potete andare.

ETIENNE S, signora. (Andandosene e indirizzando lepiteto, fra i denti, alla moglie) Cammello!

TOURNEL (che si trova in ottima posizione per ricevere lepiteto) Cosa?

ETIENNE Eh?... Oh, non dicevo al signore...

TOURNEL Lo spero bene! (Etienne esce).

TOURNEL (poco voglioso di trattenersi ancora) Cara amica, visto che siete finalmente in casa vostra, io...

RAIMONDA (che, vicina al divano, sta togliendosi cappello e guanti, voltandosi verso Tournel) Che? Non vorrete andarvene! (Ha posato cappello e guanti su un mobile vicino).

TOURNEL (sconfitto) Ah?

RAIMONDA (nervosa, senza riuscire a star ferma) Eh no, grazie !... Non so in che stato danimo ritorner mio marito... Lo avete visto allalbergo del Micio Innamorato, no? La seconda volta che ci ha incontrati sembrava che volesse strozzarvi!... Se questo bel pensierino gli ritornasse...

TOURNEL (tanto placido quanto lei agitata) Capisco. Pensate che sarebbe bene che io fossi qui.

RAIMONDA Eh, s!... Non voglio essere sola a sostenere il primo urto.

TOURNEL (rassegnato) Va bene, va bene. (Viene avanti).

RAIMONDA Sembra che la cosa non vi entusiasmi.

TOURNEL (effettivamente senza entusiasmo) Beh, capirete...

RAIMONDA Tutti uguali! In principio dei leoni, ma poi, di fronte alle responsabilit...

TOURNEL Piano, piano. Tanto per cominciare, quali responsabilit? Non accaduto nulla.

RAIMONDA (andando verso di lui) Se non accaduto nulla non stato per merito vostro! E poi mio marito non sa se non accaduto nulla o se accaduto. Dopo averci trovati in un posto come quello, ha il diritto di immaginarsi... quello che del resto si immagina. Lo prova la sua collera di poco fa! (suonano) Mio Dio, suonano! Forse lui...

TOURNEL Di gi! (Si sente il rumore della porta che si apre).

VOCE DI LUCIANA La signora rincasata? (Rumore della porta che si rinchiude).

VOCE DI ETIENNE S, signora.

RAIMONDA Ah, Luciana. (Risale verso la porta di fondo, che apre) Vieni, vieni!

LUCIANA (passando davanti a Raimonda e scendendo in direzione del tavolo) Ah, Raimonda, Raimonda!... Che dramma!.. Che tragedia!...

RAIMONDA (alzando gli occhi al cielo) A chi lo dici!

LUCIANA Guarda le mie gambe! (Fa vedere come le tremano le ginocchia).

RAIMONDA E TOURNEL (con tono di condoglianza) Oh!

LUCIANA (lasciandosi cadere sulla sedia a sinistra del tavolo) Oh, ma non torner pi a casa mia... No, no!... (Senza transizione, sullo stesso tono) Buongiorno, signor Tournel. Vi prego di scusarmi..

TOURNEL Per carit! Abbiamo tutto il tempo...

LUCIANA (senza ascoltarlo, tornando ai fatti suoi) Andr ad abitare in un posto qualunque... sotto un ponte o qualcosa di simile. Tutto, tutto pur di non ritrovarmi pi faccia a faccia con quella belva di mio marito!...

RAIMONDA Parliamo un po di tuo marito! Che energumeno! Quando ha visto Tournel e me, non so che cosa gli ha preso... si messo a inseguirci brandendo una rivoltella, come se avesse voluto ammazzarci!

TOURNEL Ce laveva proprio con noi. Chiss poi perch!

LUCIANA Come? Ha inseguito anche voi?

TOURNE[. S! Che vulcano! Che mostro!

LUCIANA (appoggiandosi al tavolo di destra) Io non mi sono ancora riavuta. Per fortuna ho trovato tuo marito, che mi ha sostenuta, mi ha trascinata via. Altrimenti svenivo e non so proprio che cosa sarebbe accaduto.

RAIMONDA Ah, mio marito ti ha...

LUCIANA S... Oh, anche lui mi ha spaventata, sai.

RIMONDA Ah! Ah!

LUCIANA Penso che lemozione gli abbia dato un brutto colpo al cervello.

RAIMONDA Lo hai notato anche tu?

LUCIANA Altro che notato... Mi sono perfino detta: Ci siamo!... Chandebise impazzito! . Ha cominciato a dirmi un mucchio di cose incoerenti...

RAIMONDA (a Tournel) Sentito? Come a noi!

TOURNEL Come a noi!

LUCIANA Chi si ricorda pi?... Che lui era il cameriere dellalbergo... che stava mettendo a posto la legna... che gli avevano rubato la sua livrea, insomma mille sciocchezze.

RAIMONDA E assurdo.

TOURNEL Assurdo. (Si siede).

LUCIANA E a un certo punto sapete che cosa gli salta in mente?... Di portarmi con lui dal vinaio!... Io!

RAIMONDA E TOURNEL Oh!

LUCIANA Faccio un balzo indietro, e gli dico: Andiamo, Chandebise! Su, su! E lui: Poche, Poche .

TOURNEL (sedendosi sulla sedia a destra del tavolinetto posto sulla sinistra della scena) E la sua fissazione.

LUCIANA Tu mi capisci che mi prende la fifa: pianto in asso tua marito e il suo vinaio e mi metto

a filare, a filare...! Guarda, filo ancora adesso! (si lascia cadere sulla sedia a sinistra del tavolo).

RAIMONDA Io non capisco! Non capisco niente! O mio marito ha perso la testa o tutta una trappola. Non capisco proprio.

TOURNEL (improvvisamente, a piena voce e su un tono profondo) Ah! E lo stesso!

LE DUE DONNE Che cosa?

TOURNEL (miserevolissimo) Che giornata!

RAIMONDA Tutto qui?... Pensavo che voi...

TOURNEL No.

RAIMONDA Siamo in un bel pasticcio!

TOURNEL S.

LUCIANA Tra un marito che ci vuoi bruciare il cervello...

RAIMONDA ... E un altro che sta perdendo il suo.

TOURNEL Quanti cervelli!

TUTTI E TRE Ah, siamo a posto! (Suonano; istintivamente Luciana e Tournel si alzano e si avvicinano a Raimonda, che al centro della scena).

LUCIANA (quasi sottovoce) Hanno... hanno suonato!

RAIMONDA E TOURNEL (c. s.) S!

TOURNEL Forse... forse Chandebise.

RAIMONDA Mi sembra strano: ha la sua chiave.

TOURNEL Qualche volta si dimentica a casa.

RAIMONDA E vero.

TOURNEL (spalle al pubblico, rivolto alle due donne) Io mi ricordo di una volta, per esempio, si era dinverno e nevicava...

RIMONDA (interrompendolo) Ah no, amico mio! Non il momento di raccontar storielle.

TOURNEL (interdetto) Va bene, va bene. (Va di nuovo a sedersi).

RAIMONDA (non si controlla pi) Oh! Mio Dio! Mio Dio!

LUCIANA E TOURNEL Ma insomma nessuno va a aprire?

RAIMONDA Non lo so!... Eppure, se hanno suonato....

TOURNEL. Vuol dire che c qualcuno.

RAIMONDA (inchinandosi a questa verit lapalissiana) E evidente.

TOURNEL Volevo dire... Insomma, io mi capisco. (Durante queste ultime battute si sentito la porta esterna aprirsi e chiudersi).

ETIENNE (entrando smarrito) Signora! Signora!

RAIMONDA Che cosa c?

ETIENNE Ah, signora!

RAIMONDA Beh?

ETIENNE E il signore!

TOURNEL E LUCIANA Ah!

RAIMONDA E con questo?

ETIENNE Eh... Eh... Non so che cosabbia, il signore... Gli ho aperto, lui entrato... (imita il modo di camminare di Poche), e mi ha detto: Abita qui il signor Chandebise? .

TUTTI Eh?

ETIENNE S, signora!... L per l ho creduto che volesse scherzare... E allora, per uniformarmi, vero, gli ho fatto: Hehe! Sicuro che il signor Chandebise abita qui! Hehe! Hehe! Ma lui non scherzava. Tranquillo mi dice: Ditegli che sono venuto per la livrea... .

TUTTI No!

ETIENNE S, signore! S, signore! (Si rivolto alle due signore e poi a Tournel).

RAIMONDA Ah, no! Questa storia non ricomincia unaltra volta! (A Etienne, con energia) Dov il signore?

ETIENNA In anticamera... Aspetta.

TOURNEL E LUCIANA Eh!

RAIMONDA (sobbalzando per la sorpresa) Come, aspetta?

TOURNEL E LUCIANA In anticamera?

RAIMONDA Questa poi! (Risale, seguita dagli altri personaggi, fino alla porta, che spinge aprendo tutti e due i battenti. Tournel e Raimonda sono a sinistra della porta, Etienne e Luciana a destra. Si scorge in fondo al vestibolo Poche, che ha il cappello in testa ed seduto sullestremo bordo della sedia. Aspetta tranquillo. Alla vista dei personaggi il suo volto , da serio che era, si fa sorridente).

TUTTI (indietreggiando, sorpresi) Oh!...

RAIMONDA Che cosa fai l?

POCHE (alzandosi a met; ha laria abbrutita) Desiderano ?...

RAIMONDA Maandiamo! Ti sembra dessere a tuo posto, l in anticamera, come un fornitore?

POCHE (alzando leggermente il cappello) Signora?

TUTTI Signora ?

RAIMONDA Signora !... Su, vieni! (Avanza leggermente).

POCHE (spingendosi fino alla soglia della porta) Il fatto che io aspetto il signor Chandebise.

TOURNEL E LUCIANA Cosa?

RAIMONDA Ma che dici?

ETIENNE Ha sentito, signora?

POCHE (dandogli, come per uno scherzo bonario, un colpo nello stomaco col suo cappello) Ehi, ma vi riconosco! Non eravate poco fa allalbergo del Micio Innamorato?

ETIENNE S, signore, s.

POCHE -- Siete il cornuto!

ETIENNE (offeso) Oh, oh, signore!...

RAIMONDA Che cosa dice?

POCHE (sentendo la voce di Raimonda, si volta verso di lei) Eh! Ma anche la signora conosco!... E la signora dellalbergo... Ci siamo perfino baciati... (Avanzando verso di lei) Buongiorno, signora.

RAIMONDA (spaventata, tirando Tournel verso di se per frapporlo fra lei stessa e Poche) Mio Dio!... Tournel, Tournel! Cosa avr?

TOURNEL Su, su, amico mio.

POCHE (indicando Tournel) C anche il suo amichetto! Ah, perbacco!... Come va, come va? (vuole baciarlo).

TOURNEL (allontanandolo) Ma andiamo!... Vittorio Emanuele! Vittorio Emanuele! (Avanza, come Raimonda, verso la sinistra).

POCHE (avanzando al centro della scena) No! Poche! Poche!

LUCIANA (che si avvicinata al tavolo di destra) Evviva, Poche!

POCHE (riconosce Luciana e, parlando, le si avvicina) Oh, la signora con la quale siamo scappati per via del pellerossa. Vi ricordate, signora? Che fifa, eh!

LUCIANA (un po spaventata) Ehm. S... S... (Vedendosi costretta contro il tavolo, scivola, sempre parlando, lungo tutto il tavolo, e, arrivata in fondo, repentinamente, scappa, raggiungendo gli altri).

POCHE (torcendosi dal ridere) Hi! Hi!... Ma dunque abitate tutti insieme! Hi, hi! Che buffo!

TUTTI (stretti gli uni agli altri lo osservano accorati; sottovoce) Oh!

POCHE (latteggiamento generale lo fa smettere di ridere) Beh? Cosa avete?

TUTTI (prontamente) Niente!... Niente!... Niente!

POCHE (a parte) In questa famiglia sono molto gentili, ma un po toccati. (Guadagna la destra).

RAIMONDA Ma che cosha? che cosha?

LUCIANA (sottovoce a Raimondo) Poveretto! Dovresti farlo visitare subito subito.

ETIENNE (che era rimasto in fondo alla scena, avanza; a mezza voce) La signora desidera che telefoni al dottor Finache?

RAIMONDA Fate come volete!

ETIENNE S, signora (risale).

POCHE (andando verso Etienne) Ve ne andate?

ETIENNE S, signore, s.

POCHE Va bene. Non dimenticate di dire al signor Chandebise...

LUCIANA (a Raimondo) Lo senti?

ETIENNE (a Poche) S, s, signore (esce chiuderidosi la porta alle spalle).

TOURNEL Perch deve far lidiota in questo modo?

RAIMONDA Lo fa apposta. Sono sicura che lo fa apposta.

POCHE (ridiscendendo verso gli altri personaggi per dare le sue spiegazioni) Tutto dipeso dal fatto che la livrea era appesa, mi spiego?

LUCIANA E TOURNEL (per non contrariarlo) S, s!

RAIMONDA (passando davanti a Tournel, va a piantarsi di fronte a Poche; con autorit) Ora devi smetterla! Capito?

POCHE (interdetto, rimanendo a bocca aperta) Ah!

RAIMONDA (con fermezza, scandendo bene le parole) Se sei malato, dillo e noi ti cureremo!... Se invece il tuo atteggiamento voluto, ti dichiaro che assolutamente stupido.

POCHE (c.s.) Ah!

RAIMONDA Ti abbiamo spiegato per filo e per segno come si sono svolte le cose... Ti abbiamo provato in modo matematico che non c mai stato niente tra il signor Tournel e me... e se non bastasse la signora Homenids pu confermarti che siamo stati sinceri.

LUCIANA Assolutamente sinceri.

RAIMONDA Con tutto ci, lincidente chiuso. Se tu vuoi proprio intestarti a credere che... Va bene, a tuo piacimento: in fin dei conti il signor Tournel qui pronto a risponderti delle sue azioni. (Parlando ha afferrato Tournel per una manica -- e Tournel intento a parlare con Luciana non se lo aspettava e lo ha mandato bruscamente contro Poche).

TOURNEL (mentre viene trascinato) Io?

POCHE (cui Tournel piombato in pieno petto, scostandolo con forzo lo butta alla sua sinistra) Oh!

RAIMONDA Sicuro! Che tu ci creda o no prendi latteggiamento che la situazione comporta e smetti di dare spettacolo in una maniera tanto idiota!

POCHE Io?

RAIMONDA Si capisce! A un certo momento ti convinci, e ci abbracci e ci baci. E dieci minuti dopo salti alla gola del signor Tournel!

POCHE (voltandosi verso Tournel) Io vi sono saltato alla gola?

TOURNEL S.

RAIMONDA Ma insomma, smettila! Ci credi o non ci credi?

POCHE Ma certo!

RAIMONDA E allora dacci un bel bacio e facciamola finita!

POCHE Io? Ma anche dieci!

TUTTI Finalmente! (Poche si asciugato le labbra col dorso della mano e si accinge diligentemente a baciare Raimonda).

RAIMONDA (quando Poche gi sta per sfiorarle la guancia, lo respinge) Oh!

TOURNEL (Poche, respinto, gli ha pestato un piede, emette un grido di dolore) Oh!

TUTTI Cosa c?

RAIMONDA (indignata) Ma hai bevuto!

POCHE Eh?

RAIMONDA Puzzi di vino.

POCHE Io?

RAIMONDA (afferrandolo per il mento e voltandogli bruscamente il viso in modo da porlo in pieno sotto il naso di Tournel che si era avvicinato senza sospetti) Sentite, mio caro, sentite!

TOURNEL (indietreggia, semiasfissiato) Oh!

RAIMONDA Sentito?

TOURNEL Puah!... Che cantina!

RAIMONDA (su un tono di rimprovero indignato) Tu bevi! Ora bevi, eh!

TUTTI Oh!...

POCHE Che esagerazioni !... Io bevo, bevo! E proprio la parola adatta per tre o quattro miserissimi mezzi litri che ci siamo concessi per via del fatto che bisogna farsi un po di sangue!... Voi avreste fatto altrettanto, andiamo!

RAIMONDA (risalendo) Siamo a posto! E ubriaco! E completamente ubriaco.

TUTTI (scandalizzati) Oh!

POCHE (andando dietro a Raimonda e cercando di farla voltare) Io ubriaco? Ma sentite!... Non affatto vero!... Mia piccola signora...

RAIMONDA (allontanandolo con gesto) Via! Via, signore, andate a smaltire altrove il vostro vino.

POCHE Cosa?

TOURNEL Tu! Proprio tu, Vittorio Emanuele!

POCHE (sotto il naso di Tournel) Poche, tanto per cominciare! Poche! Poche! (Appoggia sulla P di ogni Poche, in modo da mandare un soffio del suo alito sul viso di Tournel).

TOURNEL (infastidito da quellalito di ubriacone, respingendolo con tutte e due le mani) Poche, va bene! Se vuoi.

LUCIANA (non volendo ricevere addosso Poche, che la spinta manda verso di lei, gira bruscamente su s stessa e raggiunge prontamente la destra) Oh!

POCHE (riprendendo il suo equilibrio) Sicuro che voglio !... Ma guarda. (Brontolando) Se continuano a fare a sto modo, sento che cominceranno a girarmi le scatole...

RAIMONDA Che vergogna!

ETIENNE (correndo) E arrivato il dottore, signora.

TUTTI Ah!

FINACHE (accorrendo anche lui, a Raimonda) Cosa accaduto? Etienne mi ha detto che stava proprio per telefonarmi. (Amichevolmente, con un saluto della mano verso Poche) Buongiorno, Chandebise!

POCHE (guardandosi intorno per vedere a chi si rivolgeva il dottore) Dov questo Chandebise?

FINACHE (che si era gi rivolto di nuovo a Raimonda, credendo a uno scherzo di Chandebise gli fa un educato sorriso di compiacenza) Che spiritoso! (A Raimonda) Ma che cosa c?

RAIMONDA (indicando Poche) C che il signore ubriaco fradicio.

FINACHE (con un moto di sorpresa) Come? Ma andiamo! Lui?

ETIENNE (c.s.) Cosa? Il signore?

TOURNEL E LUCIANA S, si.

POCHE Io?

RAIMONDA Provate a annusarlo, dottore! Provate!

FINACHE (a Poche al quale si avvicinato) Non possibile... E vero che siete ubriaco?

POCHE Io? (alzando le spalle con aria di compatimento) Pffu !

FINACHE (che ha ricevuto lo sbuffo in pieno viso, si butta allindietro) Oh!

POCHE Che storie.

FINACHE (a Raimonda, alludendo a Poche) Oh, s! Oh, moltissimo!

RAIMONDA Avete visto?

ETIENNE (che avanzato oltre il divano; scandalizzato) Oh, signore!...

POCHE Buh.

FINACHE Mio povero amico!... Ma che cosa vi hanno fatto buttar gi, per ridurvi in uno stato simile?

POCHE Vi ci mettete anche voi? (Avanzando su Finache) Sentite, buon uomo...

FINACHE (indietreggiando) Buon uomo?

POCHE La finirete di divertirvi?... Io non sono pi ubriaco di voi...

FINACHE (cercando di calmarlo) Su, su, andiamo...

POCHE (passando davanti a lui e rivolgendosi successivamente ad ogni personaggio; e ognuno, quando lui si avvicina, schivandolo con dei s, s inquieti e guadagnando rapidamente la sinistra della scena) Ho detto la verit!... Da quando sono arrivato, voi giocate a chi mi prende meglio in giro!... Io non vi conosco!... Che cosa volete da me?... Sono venuto per vedere il signor Chandebise e voglio vedere il signor Chandebise, accidenti!... (Si rimette il cappello in testa e percorre a passi rabbiosi la scena, prima dal fondo in avanti, poi da in avanti al fondo. Tutti i personaggi, serrati gli uni agli altri, formano una linea per sbieco davanti allo schienale del divano e lo osservano atterriti. La loro posizione la seguente: Etienne dietro a Finache, Raimonda accanto a Finache, poi Luciana, poi Tournel).

FINACHE (non credendo alle proprie orecchie) Oh, perbacco!... Oh!...

RAIMONDA (a Finache) Lo sentite?

LUCIANA Ha degli attimi di lucidit, e poi, dun tratto, pi niente!

TOURNEL Ed in questo stato dal pomeriggio...

FINACHE E ben conciato!... (Lo osservano tutti in silenzio, scuotendo il capo con accoramento).

POCHE (vedendo tutti quegli occhi fissi su di lui) Beh?... E quando mi avrete ben guardato?... Oh, sentite, io sono un bravo ragazzo, ma non permetto che mi si canzoni!

FINACHE S, amico mio, s.

TUTTI Si, s!

POCHE Al diavolo! (Risale e misura la scena a grandi passi, brontolando).

RAIMONDA (a Finache) Lavreste immaginato?

TOURNEL Eh! (Poche si seduto, immusonito, sulla sedia a sinistra del tavolo di destra).

LUCIANA E ETIENNE (accorati) Oh!

FINACHE (tutto il dialogo che segue bisbigliato e senza abbandonare con lo sguardo Poche) Non riesco a rendermi conto... Gli capitato altre volte, che voi sappiate?

RAIMONDA Ma mai! Vero, Etienne?

ETIENNE Mai!

FINACHE Ve lho chiesto perch questi fenomeni di allucinazione, questo stato di amnesia spinto fino alla perdita della nozione della propria personalit, sono riscontrabili soltanto in individui affetti da alcolismo inveterato.

TUTTI No!

FINACHE Al di l, abbiamo solo il delirium tremens!

TUTTI (considerando Poche con commiserazione) Oh! (Poche, seccatissimo, si tolto il cappello, con cui d un gran colpo sul tavolo).

TUTTI (di soprassalto) Ah!

RAIMONDA E assurdo! Vittorio Emanuele prende un bicchierino dopo i pasti, nientaltro!

TOURNEL E spesso lo lascia a met.

ETIENNE E vero. Per non sprecarlo lo bevo io.

LUCIANA Un bicchierino dopo i pasti non pu certo...

FINACHE S, invece! Qualche volta basta... Lalcoolismo non una questione di quantit, ma di idiosincrasia.

TOURNEL Ah, ecco!

TUTTI (eccetto Tournel) Di che cosa?

FINACHE Di idiosincrasia.

TOURNEL Si capisce. (a Finache, soddisfatto della sua superiorit) Non sanno... (uscendo dai ranghi e volgendo le spalle al pubblico) Lidiosincrasia la disposizione pi o meno grande che ha un individuo a... a diventare idiota.

FINACHE (che aveva approvato con dei cenni del capo, bruscamente) Eh? Ma no, no!

TOURNEL (stupito) Ah, no?... Io credevo... (riprende il suo posto).

FINACHE Lidiosincrasia il modo che ha ogni individuo di soffrire gli effetti di una certa cosa. Per esempio, un tale beve un litro di liquori al giorno e non ne risente, mentre un altro beve appena un bicchierino e diventa alcoolizzato.

POCHE (che da un momento li osservava, si china bruscamente; a parte) Scommetterei la testa che continuano a sfottermi.

FINACHE E guardate gli effetti!

TUTTI (ben stretti gli uni agli altri, il corpo leggermente piegato sulle ginocchia, considerando con compassione Poche) Oh!...

POCHE (dopo una breve pausa) Dite un po, teste di rape, vi divertite proprio?

TUTTI Come?

FINACHE Non parlavamo di voi... Piuttosto, per piacere, volete tendere il braccio?

POCHE (stupito) Il braccio?

FINACHE (tendendo il braccio in avanti, con la mano rigida e le dita aperte) Cos. Vedete?

POCHE (ubbidendo macchinalmente) A che cosa serve? (La sua mano, cos tesa, ha un tremito caratteristico).

RAIMONDA Come trema!

TUTTI Oh!

FINACHE (tenendogli lavambraccio) Vedete ?... Lo vedete, il tremito degli alcolizzati? E uno dei sintomi pi caratteristici.

POCHE (con un balzo, incollerito) Ahaha! Ahaha!

TUTTI (sobbalzando per la paura) Ah!

POCHE (cammina pestando i piedi per terra e passa tra Finache e Raimonda) Ora basta !... Ora basta!... Ora basta!

TUTTI (allontanandosi precipitosamente) Ah, mio Dio!

FINACHE (tentando di calmarlo) Su, su... Cosa c, vecchio mio?

POCHE (a Raimonda) Volete che mi arrabbi, vero? (a Finache) Volete che mi arrabbi, accidenti!

TUTTI Ma no! Ma no!

RAIMONDA Amico mio, caro, calmati, ti prego.

POCHE (rivoltandosi verso Raimonda, in pieno viso) Basta voi! Non rompetemi pi le scatole, mondo fottuto!

RAIMONDA (con un balzo indietro) Eh? Che cosa ha detto?

FINACHE (parlando la accompagna verso il fondo: gli altri seguono il movimento dallestrema sinistra) Niente, niente!... Non fate caso... in certi momenti un uomo perde il controllo... Su, andate di l... Non irritatelo.

RAIMONDA (sul fondo) Dottore, quel che troppo troppo !... Per quanto alcolizzato... dirmi mondo fo... come ha detto?

FINACHE (spingendo tutti verso la porta di sinistra) E sovreccitato... Lasciatemi solo con Etienne. Tenteremo di farlo coricare. (Escono: Etienne, che quando tutti si avviavano verso il fondo era in testa al gruppo, ora sul fondo, a destra della porta di centro).

FINACHE (ridiscendendo verso Poche, che continua a passeggiare nervosamente) Su su, amico mio!

POCHE Ah! avete avuto una buona idea a farli uscire, perch si metteva male!

FINACHE Si capisce! Me ne ero accorto.

POCHE Ma che gente , dico io? (Si tocca la testa) Gli manca qualche rotellina?

ETIENNE S, s, qualche rotellina.

POCHE Eh, ma allora dovevate farmi un segno! Bastava che mi diceste, sottovoce: Sono un po toccatini! (A Finache, che ha approfittato del fatto che Poche tendeva il braccio per afferrargli il polso, allo scopo di sentirne i battiti) Perch mi prendete la mano?

FINACHE (tirando fuori lorologio con la mano destra rimasta libera) Niente, niente! Cos, per amicizia.

POCHE (con noncuranza) Ah! (riprendendo il suo discorso) Ionon mi sarei arrabbiato !... (ridendo) So bene come ci si comporta: con i matti, bisogna sempre dire quello che dicono loro.

FINACHE (rimettendo lorologio in tasca) E curioso. Avete un polso debolissimo.

POCHE Che cosa?

FINACHE Dicevo che avete... (a Etienne) Ha un polso debolissimo.

POCHE (gioviale) Eh, lo credo! Non sono Ercole! (Con una grossa risata soddisfatto, raggiunge la destra).

FINACHE (ridendo per compiacenza) Aha! Molto spiritoso! Aha! (Sottovoce a Etienne, dandogli una manata su un braccio) Ridete anche voi!

ETIENNE Io? Va bene. (Ridendo senza convinzione) Ah ah! Ah, ah!

POCHE (indicando Etienne) Lho fatto ridere, eh!

FINACHE (passando a destra) S, s! Eccome! (Ridiventando serio) Bene, ora che abbiamo fatto le nostre belle risate, dobbiamo essere ragionevoli.

POCHE Come?

FINACHE Vi spiego. Io sono un amico... (su un tono che non ammette dubbi) Voi mi conoscete.

POCHE No!

FINACHE (un po interdetto) Ah, se cos... bene, bene. Io sono il dottore, il buon dottore. Sono quello che guarisce!... Malati!... Bua!... Tisane!... Dieta!... Sono il buon dottorino!

POCHE Eh, ho capito! Non sono stupido. Voi siete un dottore.

FINACHE Bravo!

POCHE (a parte) Perch fa lidiota a sto modo?

FINACHE (con unaria profonda) Ebbene, io sento... mi basta guardarvi... che siete molto stanco.

POCHE (sorpreso) Io?

FINACHE S, s! Voi siete stanco!... (a Etienne) E stanco.

ETIENNE (abbondando nel senso voluto) E stanchissimo.

POCHE Beh, lo credo che sono stanco! Basterebbe anche meno!... Mi sono alzato alle cinque, ho spazzato tutto lalbergo, ho dato la cera, ho trasportato la legna...

FINACHE Si capisce, si capisce!

ETIENNE Si capisce!

ETIENNE e FINACHE (scambiandosi una sguardo accorato e scotendo il capo) Oh!

FINACHE Bene, sapete cosa si fa adesso? Vi spogliate subito subito e vi coricate!

POCHE Io? Ma niente affatto!

FINACHE (sempre accomodante) Come preferite voi. Mavolete almeno togliervi questa giacca che vi tanto scomoda e mettervi una vestaglia... una vestaglia morbida morbida?

POCHE Va bene... Per, la mia livrea?

FINACHE Lavrete! Certo !... Ma finch aspettate... (fa segno a Etienne) Etienne!

ETIENNE S, signor dottore. (Risale, fa il giro della tavola e entra nella camera di destra).

FINACHE (approfitta del fatto che Poche voltato in direzione della camera di destra per incollarsi, petto contro schiena, a lui; mette la mano sinistra sulla sua spalla, lavambraccio destro teso al disotto della spalla destra di Poche, in modo da indicargli la camera in questione) Ecco qua! E adesso... (parlando, imprime al proprio corpo, e per conseguenza a quello di Poche, un movimento di va e vieni). In quella camera c un ottimo letto...

POCHE Chiss perch fa la pompa, ora?

FINACHE ... voi vi ci coricherete...

POCHE Mi fa venire il mal di mare.

FINACHE ... e vi farete una bella nannina!

POCHE (voltandosi) Io? Ma no! Non pensateci nemmeno! E il signor Chandebise?

FINACHE (a parte, alzando le braccia al cielo) Dio mio! (a Poche) State tranquillo. Se vi rimproverasse sono qua io.

POCHE (conciliante) Va bene.

ETIENNE (portando la vestaglia) Ecco la vestaglia!

FINACHE Benissimo.

POCHE (lasciando che Etienne e Finache gli tolgano la giacca) Non faccio per dire, ma voi fate di me quello che volete.

FINACHE Siete una pasta di ragazzo. (Gli infilano la vestaglia) Eh?... Dite un po che non ci state bene?

POCHE (annodandosi la cintura) Oh! Sembro almeno il cocchiere di un lord!

FINACHE (mentre Etienne va a posare la giacca sulla sedia a destra del tavolo) Eccovi a posto!

POCHE E pi morbida della livrea!

FINACHE Ma certo! Ah! E ora, un uccellino mi ha detto in un orecchio che avete un po di sete.

POCHE (gioviale) E in gamba il vostro uccellino!

FINACHE (ridendo) Vero?... vi faccio portar subito qualcosa da bere... Forse non vi sembrer molto buono, ma dovete buttarlo gi lo stesso.

POCHE Ah! Roba forte, eh?

FINACHE Eh. Abbastanza, abbastanza.

POCHE (spostandosi a destra) Date qua, senza paura! Io butto gi qualsiasi cosa.

FINACHE Benone! (Sottovoce a Etienne, che, dopo aver posato la giacca, si era riavvicinato) Avete dellammoniaca?

ETIENNE S, signore.

POCHE (che non sente ci che i due dicono) Che manna! Che gente! (Va a sedersi a sinistra del tavolo).

FINACHE Bisogna prepararne dieci gocce in un bicchier dacqua.

ETIENNE Bene, signore.

FINACHE Quando poi la sbornia gli sar passata, gli darete... (passando davanti a Etienne) Aspettate, vi preparo una ricetta.

ETIENNE (seguendolo) S, signore.

FINACHE (spostandosi a destra) Il necessario per scrivere?

ETIENNE (indicando lo scrittoio che davanti alla finestra) In quel mobiletto, signore.

FINACHE (dirigendosi verso il mobile indicato) Grazie. E ora portatelo a letto.

ETIENNE Va bene, signor dottore. (Affettuosissimo, a Poche) Coraggio, signore. Se il signore vuole accomodarsi? Il signore pu appoggiarsi al mio braccio.

POCHE (commosso, si alza e si appoggia al braccio di Etienne) Siete proprio un uomo di buon cuore.

ETIENNE (accompagnandolo verso la camera di destra) Il signore mi onora...

POCHE Ma figuratevi... Vi assicuro che mi dispiace moltissimo che siate cornuto.

ETIENNE Io?

POCHE Perbacco! Me lavete detto voi!

ETIENNE (facendo passare Poche per primo) Ah, ma non lo sono pi! Mia moglie era andata a prendere il suo pasto dal portiere!

POCHE (uscendo) Beh, se non ha preso che questo! (escono).

(Appena uscito di scena lattore si toglier labito di Poche (calzoni e gilet) per la sua trasformazione in Chandebise, che non avrebbe il tempo di effettuare dopo la prossima scena. Tolti i calzoni e il gilet si infiler la giacca della livrea, vi rimetter sopra la vestaglia e si rimetter la sciarpa intorno al collo. Essendo il colore dei calzoni di Chandebise non vistoso lattenzione del pubblico non sar attirata da quel poco che ne vedr).

FINACHE (durante le ultime battute, si preso lo scrittoio, lo ha aperto davanti al divano. Egli di faccia al pubblico, e per conseguenza oltre lo scrittoio e il divano) Accidenti che profumo! Ah, questa carta! (Ci dicendo, si porta al naso il foglio di carta color malva sul quale, al primo atto, Luciana aveva steso il suo primo tentativo di lettera. Quando Finache annusa il foglio, la parte scritta visibile al pubblico) C da cader stecchiti. (Rimette il foglio in mezzo agli altri, poi, facendo il giro del mobile, va a sedersi con le spalle al pubblico sul divano, e si dispone a scrivere. Nel momento in cui siede, si sente sbattere la porta dingresso). Questa la porta dingresso... Deve essere Camillo. (Camillo difatti entra nella hall).

CAMILLO (scorgendo Finache, ancora tutto affannato) Voi !... Ah, dottore, ricorder a lungo il vostro albergo! Sono accadute cose... cose!... Ah, se ne sono accadute!

FINACHE (sempre seduto, senza capire una parola di quel precipitoso discorso) Come? Come dite?... Non parlate cos in fretta!

CAMILLO Se sapeste cos accaduto!

FINACHE Ma perch non vi mettete il vostro palato? Valeva la pena che ve lo portassi!

CAMILLO Lho perduto, il mio palato!

FINACHE Eh?

CAMILLO Lo ha spedito a passeggio un inglese affibbiandomi un pugno nella mascella. (Aiuta la parola con la mimica dando un pugno in aria).

FINACHE (che stenta a capirlo) Un inglese vi ha dato un pugno?

CAMILLO S!... E magari non avessi avuto altro!... Oggi mi sembra di aver vissuto in un incubo! Chi non ho incontrato in quellalbergo?... Tutti, tutti!... E Tournel!... E Raimonda!... E Chandebise... con una gerla di legna sulla schiena !... Perch una gerla, io domando? E poi la signora Homenids, e suo marito che andava a caccia con la pistola! Pan! Pan! Ma se vi dico che ho avuto tutto, tutto! Ah, che tragedia! Mio Dio! Che tragedia! (Si lascia cadere sulla sedia a sinistra del tavolo di destra).

ANTONIETTA (arrivando da sinistra) La signora mi manda dal signor dottore per sapere come sta il

signore.

FINACHE Il signore? Meglio! Dite alla signora che sta meglio... (Alzandosi). Anzi, no: vado io stesso da lei.

CAMILLO Ma che cosa c?

FINACHE (avviandosi verso il fondo) Niente! Chandebise sta poco bene.

CAMILLO (scuotendo il capo) Ah.

ETIENNE (uscendo dalla camera di Chandebise) Il signore a letto. (Risale allestrema destra).

FINACHE Perfetto!

ETIENNE (passando e prendendo dal tavolo il cappello che vi aveva lasciato Poche) Buona sera, signor Camillo.

CAMILLO Buona sera, Etienne.

FINACHE (dal fondo, accanto a Antonietta) Su, Etienne, andate a preparare lacqua e ammoniaca.

ETIENNE Subito, signor dottore. (Etienne esce dalla porta di fondo di cui lascia i due battenti aperti. Finache e Antonietta escono dal fondo a sinistra).

CAMILLO Mio Dio! Mio Dio! Sono abbrutito! Totalmente abbrutito! (Si alza e scende; a parte) Mi faccio leffetto di una piccola piuma... di una povera piccola piuma in balia di un ciclone! (Bussano a destra, in primo piano: sullo stesso tono) Avanti... Perder la ragione, certo!

POCHE (entra, sempre avvolto nella vestaglia) Vi chiedo scusa...

CAMILLO (sobbalzando) Vittorio Emanuele!

POCHE (per scherzare affetta un tono severo) Eh! Questo signore, io lho visto oggi al Micio Innamorato!

CAMILLO (a parte, credendo a una ramanzina) Accidenti!

POCHE Abitano tutti qui!

CAMILLO (a parte) Mi aveva riconosciuto! (andando da Poche e piantandoglisi ben di fronte) Devo spiegarti !... Io ero... in quel posto... perch avevo un motivo... un eccellente motivo!... Avevo sentito dire che cera una persona...

POCHE (che dal momento in cui Camillo gli ha rivolto la parola, lo ascolta sbalordito e a bocca aperta, si abbassa leggermente, con discrezione, per tentar di vedere quello che succede dentro la bocca del suo interlocutore) Che diavolo ha in quella bocca?

CAMILLO (interdetto) Come?

POCHE Sputa, vecchio mio, sputa!

CAMILLO (seccato) Ma non ho niente nella bocca! (riprendendo) No, io ti stavo dicendo che cera una persona... Ehm era... era per una assicurazione...

POCHE (interrompendolo) Per esser franco, io me ne infischio!

CAMILLO (interdetto) Ah.

POCHE Tutta roba che non mi riguarda! Solo, sto crepando di sete. Mi avevano detto che mi avrebbero portato da bere, ma credo che si siano dimenticati...

CAMILLO Ma chi? (pronuncia: ha hi).

POCHE (ripetendo, come chi non capisce) Ha hi?

CAMILLO (pi forte articolando il meglio possibile) Ma chi? (stessa pronuncia).

POCHE Ah! Ma chi?... Voi dite ha hi !... Intendevo il dottore.

CAMILLO (zelante) Oh, certo una dimenticanza. Ora vado io...

POCHE Grazie! Ho la pipita, capite, una vera pipita.

CAMILLO Ma naturale! Corro!

POCHE Grazie! (Ritorna nella camera di destra e chiude la porta alle sue spalle. Appena uscito di scena, getta via la vestaglia e le ciabatte; con due colpi di pettine, correndo, aggiusta la sua pettinatura; passando, mette il berretto che gli porgono, poi, facendo un giro dietro il vestibolo, lo si deve veder arrivare dalla sinistra dellanticamera. Lattore deve comparire in scena appena pronto senza aspettare la fine del monologo di Camillo, che fatto solo per dare il tempo della trasformazione).

CAMILLO (davanti al tavolo) Ah, ah! Benone! Pensare che avevo paura di essere sgridato !... Invece lha presa benissimo! Chi lavrebbe mai detto? Io lo credevo di idee strette... le ha larghissime. (Si sente il rumore della porta di ingresso che si apre e si richiude, e, dalla porta di fondo lasciata spalancata da Etienne, si scorge Chandebise che arriva da sinistra e sta rimettendo il suo mazzo di chiavi in tasca).

CAMILLO (vedendo Chandebise un attimo dopo aver visto Poche entrare nella camera, lancia un grido pazzo) Ah!

CHANDEBISE (che era entrato francamente in scena, al grido di Camillo) Cosa c?

CAMILLO (spaventato, non sapendo pi dove battere il capo, indica successivamente col dito Chandebise e la porta di destra in primo piano) Ah, Dio, Dio! Qui, qui!... E l l!

CHANDEBISE (oltre e a sinistra del tavolo) Ma cosa succede?

CAMILLO (smarrito, urtando nel tavolo, urtando nelle sedie) Mio Dio! Divento pazzo! Io sono pazzo!

CHANDEBISE (facendo qualche passo verso di lui) Andiamo, Camillo!

CAMILLO Vade retro! Sono pazzo! Sono pazzo! (Scompare dalla porta di fondo destra).

CHANDEBISE (abbrutito da questa accoglienza) Perbacco! Sta dando i numeri!... Ma che cosa c nellaria oggi? Ah, quellalbergo! Che incubo! Che incubo! (Vedendo la sua giacca sulla sedia a destra del tavolo) Guarda, la mia giacca?... Chi lavr riportata qui? Comunque, mi pare di aver tenuto fin troppo questa livrea. (Parlando, si toglie la giacca della livrea che posa sul tavolo, come il berretto, e indossa la sua giacca). Pensare che son dovuto rientrare a casa in questa tenuta.

CAMILLO (attraversando come un pazzo il vestibolo da destra a sinistra e aggrappandosi a Etienne che arriva in senso inverso) Etienne! Sono pazzo! Sono pazzo! (Lo lascia e sparisce a sinistra continuando a gridare sono pazzo ; Etienne rimane come abbrutito).

CHANDEBISE Evviva. Non ha ancora finito.

ETIENNE (avanzando) Che cosha il signor Camillo?

CHANDEBISE - E quello che mi domando io, Etienne!

ETIENNE (sentendosi chiamare col suo nome) Ah! Il signore mi riconosce?

CHANDEBISE Come, vi riconosco? Scherzate? Perch non dovrei riconoscervi?

ETIENNE (prontamente) Ehm. Non so, signore, non so. (In questo momento irrompe in scena Camillo, proveniente da sinistra, seguito da Finache, Raimonda, Tournel e Luciana).

CAMILLO Vi dico che sono due! Sono due! Qui e l.

TUTTI Ma come? Cosa?

CAMILLO (scappando dal fondo) Divento pazzo, mio Dio, divento pazzo! (Sparisce per la destra del vestibolo).

TUTTI Ma che cosha?

RAIMONDA (andando verso il marito) Siamo noi caro... Veniamo per sapere...

CHANDEBISE (vedendo Raimonda, sobbalza) Voi? Voi qui signora? (Scorgendo Tournel che avanza lungo il lato destra del divano). E Tournel con voi!

RAIMONDA e TOURNEL (insieme) Cosa?

CHANDEBISE ( saltato al collo di Tournel, lo ha fatto piroettare intorno a lui e lo spinge cos, marciando su di lui e scuotendolo, fino al lato destro della scena) Che cosa facevi, tu? Che cosa facevate quando vi ho sorpresi tutti e due, in quellalbergo equivoco?

TUTTI Oh!

RAIMONDA Ci risiamo!

TOURNEL (sempre nella stretta di Chandebise) Amico caro, te labbiamo spiegato cento volte!

CHANDEBISE (sempre spingendolo e facendolo cos andare fino sul fondo passando alla destra del tavolo) Mi avete spiegato che cosa?... Che cosa? Oh, basta! Credete proprio di potermi prendere in giro ancora per molto?... Fuori dai piedi! (Tutti, istintivamente, hanno seguito il movimento, ma dal fondo, e si trovano cos a sinistra del tavolo).

RAIMONDA Senti, caro...

CHANDEBISE (avanzando minaccioso verso tutti) Fuori dai piedi!

LUCIANA Ma, signor Chandebise...

CHANDEBISE Oh, signora, vi prego! (agli altri) Vi ho detto di andarvene! Non voglio pi vedervi. (Misura a grandi passi la scena, esasperato).

FINACHE (esortandoli a rientrare nella camera di fondo a sinistra) Uscite di qui! Andate! Non irritatelo, in piena crisi. Ritornerete appena si sar calmato.

RAIMONDA (lasciandosi accompagnare fuori) Oh, con questa crisi! Con questa crisi! Io comincio ad averne abbastanza! (esce seguita da Luciana).

FINACHE Su, su! (a Tournel) Tournel, vi prego.

TOURNEL (andandosene dietro agli altri) In fin dei conti stupido! Cambia idea ogni due minuti. (Etienne esce dal fondo e chiude i due battenti della porta).

FINACHE (quando tutti sono usciti, andando verso Chandebise) E allora, mio buon Chandebise, che cosa c?

CHANDEBISE (davanti al tavolo di destra) Vi prego di scusairmi, caro Finache. Ho ceduto a un impeto di collera.

FINACHE Per carit! Uno sfogo fa sempre bene.

CHANDEBISE (ancora nervoso) Ora comincio a calmarmi.

FINACHE Ma certo !... Del resto possiamo gi notare un sensibile miglioramento. Cominciate a riconoscere le persone... a sapere chi siete...

CHANDEBISE (lo guarda sbalordito) Cosa?

FINACHE Va meglio! Va meglio!

CHANDEBISE Cosa significa che comincio a riconoscere le persone, a sapere chi sono... Ah, perbacco! Vi ci mettete anche voi?

FINACHE Come?

CHANDEBISE Ma non irritatemi! Forse ho davvero labitudine di non riconoscere le persone e di non sapere chi sono?

FINACHE Non intendevo dir questo. Io...

CHANDEBISE Mi sono lasciato trascinare da impeto di collera, ma ho sempre luso della ragione, sapete.

FINACHE (pronto, per non contrariarlo) Eh, lo vedo! Lo vedo!

CHANDEBISE (soddisfatto) Ah!

FINACHE S, s, s, s!... Ma con tutto ci, al posto vostro io sarei rimasto a letto.

CHANDEBISE (stessa meraviglia di poco prima) Cosa?

FINACHE Che bisogno avevate di mettervi la giacca?

CHANDEBISE Ah, bravo! Lho rimessa perch non avevo pi voglia di passeggiare vestito da cameriere! (Parlando, risale lungo la destra del tavolo).

FINACHE Da cam... (alzando gli occhi al cielo) da cameriere! Oh!

CHANDEBISE Credete che sia divertente sembrare uno sguattero?

FINACHE (a parte) Ohi, ohi, ohi, ohi!

CHANDEBISE (ridiscendendo dalla sinistra del tavolo) S, mio caro, in livrea! Io! Con una livrea!

FINACHE (a parte) Ecco lidea fissa!

CHANDEBISE Ah, vi assicuro che tutto quel che poteva capitarmi mi capitato, nel vostro albergo del Micio!

FINACHE Ma allora ci siete stato?

CHANDEBISE Lo credo!

FINACHE Non dovevate andarci.

CHANDEBISE (pronto) E invece ci sono stato!... Quante peripezie, Dio santo! Botte da una parte! Botte dallaltra!... Il padrone matto!... Mi mettono addosso una livrea e mi chiudono in una stanza!... Costretto a scappare attraverso i tetti, per poco non mi rompo il collo!... E come se non bastasse, Homenids! Ho-mee-ni-ds! Tutto! Vi giuro che ho avuto tutto!

FINACHE (a parte, smarrito) Com malato, mio Dio! Com malato!

CHANDEBISE Oh, me ne ricorder! (Si sposta a destra).

ETIENNE (portando un bicchiere pieno dacqua su un piatto, e il flacone di ammoniaca) Ecco qua.

CHANDEBISE (vedendo Etienne si volta) Cosa c, Etienne?

ETIENNE (avanzando verso Finache) Niente, signore. Il signor dottore mi ha domandato di...

FINACHE Sono stato io, s, s.

CHANDEBISE Ah, va bene. (Si scosta e va verso il fondo lungo lestrema destra).

FINACHE (a Etienne che gli presenta il piatto) Grazie. (Prende il flacone di ammoniaca e ne versa qualche goccia nel bicchiere durante le battute seguenti).

ETIENNE (sottovoce al dottore) Il signor dottore contento, eh? (Semiasfissiato dalle esalazioni dellammoniaca, Etienne termina la sua frase scostando il viso dal flacone).

FINACHE (conta le gocce, tenendo il naso a una rispettosa distanza dal flacone). Una... due... tre.. Io?

ETIENNE (c. s.) Il padrone sta meglio?

FINACHE (c. s.) Oh, no. No.

ETIENNE (c.s.) No?

FINACHE (c. s.) Proprio no!... Sei... sette...

ETIENNE (c.s.) Oh!

FINACHE Siamo al delirio! Al delirio !... Otto... nove.., dieci...

CHANDEBISE (che torna ad avanzare a sinistra del tavolo) State poco bene, dottore?

FINACHE No, no! (Gli si avvicina, agitando con la mano destra, piano e con un movimento in circolo, il bicchiere che contiene la mistura per mescolarla bene; tutta questo a una certa distanza dal proprio naso) Su, bevete questo.

CHANDEBISE Io?

FINACHE S !... Dopo tutte le emozioni che avete avuto, vi rimetter in gamba.

CHANDEBISE Se cos, non rifiuto! Confesso che lo scatto di poco fa mi ha turbato. (Prende il bicchiere).

FINACHE Ero certo che mi avreste detto cos. (Smette di agitare la mistura; quando Chandebise si dispone a bere, copre con la mano il bicchiere) Solo, un po forte: buttate gi in un colpo solo!

CHANDEBISE (noncurante) Oh! (Ne prende una buona sorsata, ma appena si sente il liquido in bocca posa precipitosamente il bicchiere sul tavolo e allontanando i due dal suo passaggio, si slancio come un pazzo verso la finestra).

FINACHE (ricorrendolo) Non niente! Vi avevo avvertito! Buttate gi! Buttate gi!

CHANDEBISE (ha aperto precipitosamente la finestra e ha sputato fuori tutto quello che aveva in bocca) Ah!... Puah!

ETIENNE E FINACHE (dispiaciuti) Oh!

CHANDEBISE (furibondo) Volevate scherzare? Lo scherzo di cattivo gusto!

FINACHE Su, Chandebise!

CHANDEBISE (gli passa davanti respingendolo) Ma non seccatemi! Che porcheria! (Parlando ha raggiunto il fondo destra).

FINACHE (che lo segue) Dove andate?

CHANDEBISE A risciacquarmi la bocca! Credete che avesse un sapore gradevole? (Esce).

ETIENNE Hanno suonato. (Esce dal fondo).

FINACHE (al di l del tavolo esamina seccato il bicchiere lasciato da Chandebise) Ha sputato tutto. Abbiamo faticato per niente.

VOCE DI FERRAILLON Il signor Chandebise, per piacere?

VOCE DI ETIENNE Abita qui, signore.

FINACHE (guardando attraverso la porta che Etienne ha lasciato semiaperta) Ma guarda! Ferraillon!

VOCE DI FERRAILLON Il signor dottore!

FINACHE Avanti! (Si porta a sinistra).

FERRAILLON (entra, seguito da Etienne) Grazie.

FINACHE (sedendosi sul divano) Siete venuto per farvi assicurare?

FERRAILLON - No signor dottore. Sono qui per restituire un oggetto che stato trovato nel mio albergo e che appartiene al signor Camillo Chandebise. (Tiro fuori dal taschino il palato di Camillo).

ETIENNE (che vicino a Ferraillon) Ma lho trovato io!

FERRAILLON Ah? (Salutando) Signore.

ETIENNE (presentandosi) Etienne! Cameriere personale del signor Chandebise.

FERRAILLON (raffreddandosi) Fortunato.

FINACHE (che da un momento strizza gli occhi per vedere loggetto che ha in mano Ferraillon) Fatemi vedere! (Ferraillon gli d il palato) Ma s! E il palato di Camillo! Come ha fatto a perderlo?...E voi, come avete potuto sapere che era suo?

FERRAILLON Eh, c inciso nome e indirizzo.

FINACHE E vero! Camillo Chandebise, 95Boulevard Malesherbes ! Intelligente!

FERRAILLON E comodo. Sostituisce benissimo i biglietti da visita. (Finge di porgere un biglietto).

FINACHE Camillo sar contentissimo. Vado a portarglielo.

ANTONIETTA (compare dal fondo, affannata) Signor dottore! Signor dottore! Il signor Camillo, non so cosabbia, lho trovato nel bagno, completamente nudo, che si faceva una doccia!

FINACHE Continuiamo con le novit!

FERRAILLON Una doccia a questora!

FINACHE Cose da matti! (a Ferraillon) Ecco chi il vostro signor Camillo! Voi volete vederlo e lui si fa una doccia. E incredibile! (Si avvia verso il fondo; a Antonietta) Dov il bagno?

ANTONIETTA (indicando la destra del vestibolo) Di qui, signor dottore.

FINACHE (esce, seguito da Antonietta) Ma che coshanno, tutti quanti? Che coshanno?

FERRAILLON (che, usciti Finache e Antonietta, si trova a sinistra della porta di fondo mentre Etienne sulla destra, avanza parlando in direzione del tavolo di destra) Che idea, farsi la doccia a questora! (Il suo sguardo cade sulla livrea e sul berretto che aveva posato Chandebise) Perbacco! Ma quella la livrea di Poche! (La prende) E il suo berretto!... Questa grossa!... Come mai questa roba si trova qui?... ( A Etienne che avanza anche lui) Il mio cameriere stato qui?

ETIENNE Il vostro cameriere? No! Perch avrebbe dovuto venire da noi?

FERRAILLON E allora?

CHANDEBISE (arriva dalla porta in fondo a destra e avanza francamente lungo lestrema destra) Che sapore orribile!

FERRAILLON (vedendo Chandebise, sobbalza) Eh! Poche! Poche qui! (Si slancio per acchiapparlo).

CHANDEBISE (spaventatissimo) Il pazzo! Il pazzo in casa mia! (Tenta di scappare evitando di farsi acchiappare da Ferraillon; i due personaggi, cos, vanno e vengono al di l e al di qua del tavolo che li separa).

FERRAILLON Ah, bestione! Che cosa fai qui? (Riesce ad acchiapparlo).

CHANDEBISE Ah, l, l! Ah! L, l!

FERRAILLON (facendo piroettare Chandebise) Ora si porta a spasso la mia livrea fuori di casa, eh!

CHANDEBISE Ah, l, l!

ETIENNE (interponendosi e tentando di dividerli) Ma signore!... Che cosa fate?...

FERRAILLON (a Etienne, continuando a lottare con Chandebise) Voi toglietevi dai piedi!

CHANDEBISE (riuscendo, grazie allintervento di Etienne, a liberarsi) Ah, l, l! Ah, l, l! Tenetelo! (Scappa, smarritissimo).

FERRAILLON (lottando ora con Etienne) Lasciatemi! (Lo manda, con uno strattone, lontano).

ETIENNE (tornando alla carica) Ma il signor Chandebise! Il mio padrone! (Si sente la porta del vestibolo sbattere violentemente).

FERRAILLON (respingendo Etienne) Ma che padrone! E il mio cameriere!... Lo conosco bene! (Esce correndo e portandosi via la livrea e il berretto di Poche).

ETIENNE (correndogli dietro) Ma no! Ma no!

CHANDEBISE (si arrischia a far capolino dalla porta di sinistra; angosciatissimo) Se... se n andato? (Si sposta verso il proscenio a sinistra) Che buona idea ho avuto di far sbattere la porta! Lui ha creduto che filassi via dalla scala e si lanciato a inseguirmi! (Sospirando) Finalmente! Se n andato! (in questo momento si sente un confuso rumore di voci provenienti dallanticamera).

VOCE DI ETIENNE Ma signore! Signore!

VOCE DI HOMENIDES Yo entrer hablo chiaro? Yo entrer!

CHANDEBISE Che succede? (sotto una spinta dallesterno, la porta di fondo si apre bruscamente).

HOMENIDES (con un astuccio da pistole sotto il braccio) Ah! Lui! (Etienne, rinunciando a intromettersi, si ritira).

CHANDEBISE (accerchiato nel suo angolo) Homenids! (Fa per scappare).

HOMENIDES (avanza su di lui, e, con tono che non ammette replica) Fermatevi!

CHANDEBISE (miserevolissimo) Amico mio...

HOMENIDES (fulminandolo con uno sguardo) Non c pi damigos! (Posa con un gesto secco il suo astuccio per pistole sulla sedia che a destra del tavolinetto davanti al divano, poi) Aha! Voi ve la siete escapato, poco fa!... Ma yo ve ritrovo!... E si no fosse por quelli qui me hanno arrestato e portato dal... commissionario de polizia, yo ve avrei insegnato que cossa es una pistola. Ma il commissionario me ha confisquato il mio buldog e ha fatto que yo ho promisso, por ottenire la libert, que yo no me servir pi del buldog!... (Con un sospiro di rimpianto) Yo loho promisso!

CHNDEBISE (rassicurato) S?... bravo, commissionario !

HOMENIDES E cos... (aprendo il suo astuccio) Yo hoportato delle pistoline.

CHANDEBISE (facendo un salto indietro) Eh?

HOMENIDES (rassicurandolo col gesto) Oh! No avete timore! S, s, delle piccole pistole. Pistoline! Ma yo no voglio suicidarvi. Yo no lho potuto fare al momento, como dite voi? della flagrante delitto ...

CHANDEBISE (sempre meno rassicurato) S, s... ho capito.

HOMENIDES Adesso, esto sarebbe... on assassinio! Yo no lo voglio!

CHANDEBISE (avvicinandosi, un po pi rassicurato) Ah! E quello che dico io!

HOMENIDES Ecco due pistoline; una es carica, laltra no lo .

CHANDEBISE (molto interessato) Bene. Io preferisco la prima.

HOMENIDES (emettendo un ruggito che fa fare un balzo indietro a Chandebise) Belepp! (Si calma subito e va a prendere un pezzo di gesso nella scatiola) Yoprendo del gesso e yo faccio un cerchio nel vostro coraon. (Disegna rapidamente un cerchio sul lato sinistro del petto di Chandebise).

CHANDEBISE Ma che cosa fate? (Cerca di cancellare il cerchio con la mano).

HOMENIDES (disegnando anche sul proprio petto un cerchio uguale) Yo me faccio la istessa cossa.

CHANDEBISE (a parte) Era un sarto!

HOMENIDES (ha posato il gesso e ha ripreso le sue pistole) Si prende la pistolina, e ognuno mette la canna en el cerchio dellaltro... Pan! Pan !... Qui ha la balla, quello es lo muerto.

CHANDEBISE Ah!... E laltro?

HOMENIDES (fa un balzo e ruggisce in un modo che fa trasalire Chandebise) Belepp! (Calmissimo e cortese) Esto el duello de noialtri!

CHANDEBISE (che gusta poco questo genere di combattimento) Vedo, vedo.

HOMENIDES (molto amabile, presentandogli dalla parte del calcio le due pistole, tenute in una mano) Su! Toma una pistolina.

CHANDEBISE Cosa?

HOMENIDES (insiste pi imperioso) Yo ve ho detto de prendere una pistolina.

CHANDEBISE (gli passa davanti facendo un largo giro) Grazie tante! Ma non prendo niente fuori pasto.

HOMENIDES (feroce) Prendete!... Oppure yo faccio lassassinio!

CHANDEBISE (vedendo che laltro non scherza) Ma parlavate sul serio? Ah, mio Dio!... Aiuto!... Aiuto!... (Se la batte come un coniglio verso la porta di fondo, dalla quale esce).

HOMENIDES (Si precipita ad inseguirlo.) Chandebisse!... Yo te ordino!... Yo voglio!... (esce).

VOCE DI CHANDEBISE (dalla quinta di sinistra) Aiuto! Aiuto!

VOCE DI HOMENIDES (che si dirige dal lato dal quale proviene la voce di Chandebise) Ora vedrai! Ora vedrai!

VOCE DI CHANDEBISE (dalla quinta di sinistra) Aiuto! Aiuto! (affannato, ricompare dalla porta di fondo sinistra, attraversa la scena come una freccia e si precipita nella camera in primo piano a destra. Appena entrato lo si sente gridare fortissimo) Ah! (subito ricompare ancora pi spaventato) Ah! Io!... Io! Io sono coricato di l, nel mio letto! La casa stregata! E stregata!

VOCE DI HOMENIDES Dov il misserabile? (In questo momento il direttore di scena deve trovarsi in prossimit del fondo. Da quando linterprete di Chandebise esce di scena, si sostituisce a lui per continuare a gridare aiuto , prima dirigendosi esteriormente verso la porta di fondo destra, che egli tiene chiusa finch Homenides la scuote, poi correndo gridando verso la porta di fondo sinistra, che terr ugualmente chiusa per resistere a Homenides. Durante questo gioco di scena fatto per trarre in inganno il pubblico, che creder Chandebise allestrema sinistra, lattore avr indossato prontamente la vestaglia e si sar messo la sciarpa di Poche, pronto cos a entrare dalla parte indicata).

CHANDEBISE (riconoscendo la voce) Oh! (si precipita verso la porta di fondo, che si chiude alle spalle).

HOMENIDES (sbucando dal fondo a sinistra, lo vede e si lancia verso la porta dalla quale Chandebise scappato) Aspetta un momento! (Va a battere il naso contro la porta chiusa col chiavistello, e la scuote invano).

VOCE DI CHANDEBISE (dirigendosi fuori scena verso la porta di fondo destra) Aiuto! Aiuto!

HOMENIDES (seguendo la voce si precipita verso la porta di fondo destra, che trova chiusa come laltra) Apri! Vuoi aprire?

VOCE DI CHANDEBISE (traversando fuori scena da destra a sinistra) Aiuto! Aiuto!

HOMENIDES (correndo alla porta di fondo sinistra che trova chiusa) Apri, misserabile, apri! (scuote invano la porta).

POCHE (esce da destra primo piano, avvolto nella sua vestaglia e ancora semiaddormentato) In questa casa non si pu proprio dormire!

HOMENIDES (alla vista di Poche, lascia immediatamente la porta e si slancia su di lui tenendo sempre in mano le sue pistole) Ah, sei aqui! Misserabile!... Su, prendi subito le pistoline!

POCHE (con un balzo) Dio! Il pellerossa!

HOMENIDES (avanzando lungo lestrema destra) Yo te ammazzo!

POCHE (battendosela lungo lestrema sinistra fino sul fondo) Ma cosa dite?... Ah, mio Dio! Mio Dio! (trova la porta di fondo destra chiusa).

HOMENIDES (alle sue calcagna) Yote tiengo! Tu no me scapperai!

POCHE (lanciandosi successivamente verso le altre due porte del fondo che trova chiuse) Ah, l, l!... Ah, l, l!... (arriva cos alla finestra, che precedentemente Chandebise aveva lasciata aperta, e, non trovando altra via di salvezza): Ah! (e salta nel vuoto).

HOMENIDES (arrivato alla finestra nel momento in cui laltro la scavalca, non pu reprimere un moto di raccapriccio) Ah, sventurato! Se ammatter (guarda). No!... Nosi ammattato! Ah!... Yo lo ammatter!... (queste due esclamazioni devono contrapporsi con immediatezza, senza transizione; poi, Homenides si sposta a destra) Oh, s, yo lo suicider! (si passa due dita al colletto, come chi si sente salire il sangue alla testa). Yo tiengo sete (scorge sul tavolo di destra il bicchiere lasciato quasi pieno da Chandebise) Ah! (si precipita verso il bicchiere e se lo porta avidamente alle labbra; appena ha preso la prima sorsata, posa il bicchiere sul tavolo, poi, non sapendo dove risputarla, si precipita verso la finestra e sputa fuori tutto quanto con disgusto) Ah! Puah! (come se se ne appellasse al cielo) Ma se beve proprio delle porcherie in esta cassa!... Puah! (respira profondamente; in questo momento si trova proprio sopra allo scrittoio lasciato aperto da Finache). Que cossa yo sento aqui?... El profumo della lettera !... El profumo de mia moglie !... (prende uno dei fogli, esattamente quello lasciato da Luciana al primo atto) Ah, la carta! La carta qui es la stessa!... Ah, e los caratteres, los caratteres de mi mujer! (leggendo): Seor, yo ve ho visto laltra sera al Palays Royal . Pero! Esta es la copia de la lettera al marito... que yo lho en mi tasca (parlando ha tirato fuori di tasca laltra lettera e la confronta). Porque? Porque aqui, en la scrittoio de seora Chandebisse?... Oh, yo voglio saver! Yo savr (si precipita verso la porta di fondo sinistra e vi batte sopra furiosamente con i pugni) Aprite! Aprite!

TOURNEL (comparendo sulla soglia) Ehi! Ma che c?

HOMENIDES (gli salta al collo, e, dopo averlo fatto piroettare intorno a lui) Ah! El Tournel! Voi adesso me dite subito...

TOURNEL Accidenti! Il torero!

HOMENLDES Esta lettera...

TOURNEL Ma lasciatemi, perbacco!

RAIMONDA (compare dal fondo sinistra e avanza) Cosa succede?

HOMENIDES (abbandona Tournel dandogli una spinta che gli fa perdere lequilibrio e marcia diritto su Raimonda) No, voi! Esta lettera que yo ho trovata en le vostre carte.

RAIMONDA (riconosce la lettera; trasale leggermente) Frugate tra le mie carte adesso?

HOMENIDES La questione non es aqui!... (con ira contenuta) Porque?... Porque los caratteres de mia moglie?

RAIMONDA Aha!

HOMENIDES Dunque essa confeziona le sue lettare damore in cassa vostra?

RAIMONDA In casa mia. Questo dovrebbe bastare a provarvi lassoluta innocenza di vostra moglie. Vi assicuro che il vostro atteggiamento non ha nessuna ragione.

HOMEDINES -- Como?

RAIMONDA Come, como! Ma perch si deve supporre che se tra vostra moglie e mio marito ci fosse un accordo, un intrigo, il mio scrittoio non sarebbe...

TOURNEL (completando il pensiero di Raimonda) ... il posto pi adatto.

HOMEDINES Ma allora, que, que?

RAIMONDA Eh, que, que! Guardate, c vostra moglie: chiedetelo a lei. (avanza a sinistra, oltre il divano).

HOMENIDES (correndo da Luciana) Ah, seora, voi me direte...

LUCIANA (accennando a voler scappare) Mio marito!

HOMENIDES (la ferma afferrandola a un polso e la fa avanzare, parlando) No, ve supplico, rimanete!... Con una palabra, con una parola, voi me potete tranquillizare !... Esta lettera !... Esta lettera

LUCIANA (stupita, riconoscendo la sua lettera fra le mani del marito) Eh, ma come...?

HOMENIDES Yo lho trovata!.... Porqu? Porqu?

LUCIANA (guardando Raimonda) Ma... si tratta di un segreto non mio.

RAIMONDA Coraggio, Luciana, dagli la chiave di questo rebus affinch possa riposare le sue meningi.

HOMENIDES (supplichevole) Oh, s!

LUCIANA (a Raimonda) Vuoi proprio?

RAIMONDA (con indifferenza) Su!

LUCIANA E va bene. (a suo marito) Che Otello siete! Ma non avete proprio capito? (a Raimonda, indicando suo marito) Ah!, que tonto! (a Homenides) Raimonda dubitava della fedelt di suo marito.

HOMENIDES (brusco) Como?

LUCIANA E allora per avere una prova decise di dargli un appuntamento galante.

HOMENIDES (bollendo di impazienza) Pero, la carta! La carta!

LUCIANA (andando in collera a sua volta) Eh, la carta! La carta! Aspetta, accidenti. (ridiventa subito calma e, mettendo i puntini sulle i) Se la lettera lavesse scritta lei, suo marito avrebbe riconosciuto la calligrafia.

HOMENIDES (con un barlume di speranza negli occhi per quella verit che vede nascere) Despus! Despus!

LUCIANA E cos ha voluto che la scrivessi io.

HOMENIDES (non potendo credere ai propri orecchi) No! Es verdad? (a Raimondo) Es verdad?

RAIMONDA (stupita per questa domanda in una lingua che non conosce) Cosa?

HOMENIDES Es verdad lo que ella dice?

RAIMONDA Tutto quello che c di pi verdad! (a parte). Tanto, cosa rischio?

HOMENIDES Ah, seora, seora! Quando pienso que me metevo tantas ideas en la testina!

RAIMONDA (con delle comiche riverenze) Oh, ma non c di che! Ma figuratevi!

HOMENIDES (a Luciana) Ah! Que tonto! Tonto soy! (a Tournel, dandosi a mo di atto di contrizione un pugno nel petto ad ogni bruto ) Ah, yo soy un bruto! Un bruto! Un bruto!

TOURNEL (lo scimmiotta dandosi anche lui dei gran colpi nel petto) Ma quello che ci sforziamo di dirvi!

HOMENIDES (che ha gi smesso di ascoltarlo, a Luciana, con slancio) Ah, querida! Perdoname, mi tonterias!

LUCIANA Ti perdono, per non farlo pi.

HOMENIDES (spostandosi con lei fino al divano) Ah, querida mia! Ah, yo te quiero! (si siedono, la mano in mano).

RAIMONDA (indicandoli a Tournel) Ah! Come si capiscono bene questi spagnoli. (In questo momento la porta di fondo destra si apre, ed entrano Finache, Camillo e Chandebise. Questa entrata deve essere rapidissima).

FINACHE (raggiunge dal fondo il centro della scena, avendo alle calcagno Camillo) Ragazzi miei, ragionate.

CAMILLO (in accappatoio da bagno e sempre senza palato) Vi ripeto che lho visto nello stesso istante l e di l (indica lanticamera e la camera in primo piano a destra).

CHANDEBISE (che avanzato senza esitare lungo lestrema destra) E io mi sono trovato a faccia a faccia con me stesso, in questa camera e coricato nel mio letto!

FINACHE (scettico) Oh!

HOMENIDES (sempre seduto) Que? Que?

CHANDEBISE (alla vista di Homenides a un metro da lui, gira su se stesso per battersela) Homenides! Ancora qui!

HOMENIDES (fermandolo col gesto) Su, su, no abbiate timore! Yo adesso sono calmato... Por que adesso yo so que lautore della lettera... la dama del Palays Royal, non era mi moglie come me gusta ma la vostra.

CHANDEBISE (a Raimonda) Come? Tu?

RAIMONDA (che a sinistra del tavolo) Ma se te labbiamo detto quaranta volte! (sale oltre il tavolo).

CHANDEBISE A me?

TOURNEL (a destra del tavolo) Ma s! Ogni volta che ci siamo baciati. Poi, abbiamo dovuto ricominciare tutto da capo. (Risale lungo lestrema destra e va a raggiungere Raimonda vicino al mobile che tra le due porte di fondo).

CHANDEBISE Che cosa dice?

HOMENIDES E pensare que por esta cossa, yo ve ho defenestrato dalla finestra.

CHANDEBISE Io?

TUTTI Dalla finestra?

HOMENIDES Ah, que emozione yo ho avuto!

CHANDEBISE Io! Voi avete fatto saltare me dalla finestra?

HOMENIDES Naturalmente! Yo vi ho fatto!... Voi uscivate da l (indica la camera di destra in primo piano) e, hop!, siete saltato!

CHANDEBISE (spostandosi a grandi passi allestremo destra) Ci siamo! Ci siamo! Anche lui!... Siamo tutti in balia della stessa allucinazione!... Quello che voi avete visto saltare dalla finestra e che mi somigliava... quello che ho visto io nel mio letto!

CAMILLO E che io ho visto l e di l.

CHANDEBISE (che sempre allestrema destra) Sicuro! E la prova che io sono certissimo di non esser saltato mai da questa finestra.

HOMENIDES Que cossa dite?

FINACHE (prendendosi la testa fra le mani) Oh, oh, oh!, sento che sto per caderci anchio. Lo sento!

TOURNEL E un incantesimo !... E un incantesimo! (Entra Ferraillon).

FERRAILLON (con la vestaglia di Poche sotto il braccio) . Domando scusa, signore e signori...

CHANDEBISE Il pazzo! (spaventato, si precipita sotto il tavolo di destra, cui era vicino).

FINACHE e CAMILLO Ferraillon!

RAIMONDA Il padrone del Micio Innamorato

TOURNEL Il padrone dellalbergo! (queste tre battute, contemporaneamente).

FERRAILLON ...Domando scusa, ma poco fa, passando per la strada, mancato poco che ricevessi sulla testa il mio cameriere, il quale saltava, per ragioni che mi sfuggono, da questa finestra...

TUTTI Eh?

TOURNEL, CAMILLO EHOMENIDES Era il cameriere!

FERRAILLON ...e se la batteva portandosi via questo indumento. (mostra la vestaglia).

RAIMONDA (che avanzata a sinistra del tavolo) Ma di mio marito! (credendo di trovare Chandebise) E tua, questa... Beh? E dove andato? (chiamando) Vittorio Emanuele! Vittorio Emanuele! (risale verso il fondo e va a aprire la porta di fondo destra per lanciare il suo ultimo appello).

TUTTI Vittorio Emanuele! (Elienne va a guardare dalla porta in fondo destra, Tourne! da quella in primo piano a destra).

FERRAILLON (scorgendo Chandebise rannicchiato a quattro zampe sotto il tavolo) Ah!

TUTTI Cosa c?

FERRAILLON Poche! Di nuovo Poche! (va a prenderlo per il colletto e lo tira fuori dal suo nascondiglio).

TUTTI Come, Poche?

CHANDEBISE (uscendo da sotto il tavolo tirato di Ferraillon) Ah, l, l!... Ah! Ah!

FERRAILLON (facendolo piroettare intorno a s stesso a forza di calci nel sedere) Ah, sporcaccione! Bestiaccia! Maiale!

TUTTI Ah!

RAIMONDA (interponendosi) Ma, signore !... E mio marito!

FERRAILLON (indietreggiando, sbalordito) Cosa?

CHANDEBLSE Ma si! E unidea fissa la vostra, sapete!... (agli altri) Ogni volta che ci incontriamo, mi affibbia un sacco di botte!

FERRAILLON Questo vostro marito?

RAIMONDA Il signor Chandebise, esatto!

FERRAILLON Non possibile! Lui! Ma il ritratto preciso di Poche, il mio cameriere!

TUTTI Poche!

FERRAILLON Si, quello che poco fa saltato dalla finestra.

TUTTI (sbalorditi) Ah!

CHANDEBISE Ora capisco tutto! Luomo che ho visto poco fa nel mio letto e che ho scambiato per me stesso, era Poche!

TUTTI Poche!

RAIMONDA Ed era quello che abbiamo visto nellalbergo con la bottiglia in mano!

TOURNEL Quello che abbiamo baciato!

TUTTI (bene insieme) Era Poche!

LUCIANA Quello che voleva assolutamente portarmi dal vinaio!

CAMILLO E che aveva la gerla sulle spalle!

TUTTI (c. s.) Era Poche!

CHANDEBISE Poche! Poche! Sempre Poche! Ah, perbacco, mi dispiace che se ne sia andato tanto presto !... Mi sarebbe piaciuto vedere da vicino il mio sosia.

FERRAILLON Ma c un mezzo semplicissimo, signore! Venite un giorno al Micio Innamorato!

CHANDEBISE Io, al Micio Innamorato! Ah, no, no, ci sono stato anche troppo!

RAIMONDA (con perfidia) Neppure per i begli occhi della sconosciuta del Palays Royal?

CHANDEBISE Hai il coraggio di canzonarmi, anche? Dopo avermi teso quella tua pericolosa trappola...

RAIMONDA Ti domando perdono, ho avuto torto. Ma cosa vuoi? avevo dei dubbi sulla tua fedelt.

CANDEBISE Dio buono! E perch? Perch?

RAIMONDA Beh, perch... Oh, senti, te lo dico... (gli parla allorecchio).

CHANDEBISE No! Per cos poco?

RAIMONDA Cosa? Proprio per questo poco.

CHANDEBISE Oh, beh...

RAIMONDA Sar sciocco se vuoi... Ma bastato a mettermi una pulce nellorecchio.

CHANDEBISE Dannata pulce! (come accettando una sfida) E va bene! Lammazzer questa sera!

(Tutti lo guardano tra increduli e maliziosi, mentre cala il

SIPARIO

I diritti delladattamento de La pulce nellorecchio che abbiamo pubblicato, appartengono a Ivo Chiesa - Rivolgersi alla S.I.A.E. di Roma.

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