La regola del 3

LA REGOLA DEL 3

Buffoneria in un atto

Di CARLO SALSA

PERSONAGGI

LUISA

FILIPPO

ARMANDO

LIGNOTO

STEFANO

MARCELLA

La scena rappresenta un salotto elegante che ha pi l'apparenza di una garconnire che di una camera di consultazioni: un divano a destra; a sinistra un tavolino con un apparecchio telefonico.

(All'aprirsi del velario la scena vuota. Armando - bell'uomo dall'apparente et di trent'anni, gagliardo e styl, - entra dalla porta di sinistra con un certo orgasmo; si sofferma in ascolto, guarda l'orologio. Dopo un po' suona il campanello. Entra subito Marcella, la cameriera).

Marcella - Signore?...

Armando - Ancora nulla?

Marcella - Nulla., di che?

Armando - Nessuno ha suonato?

Marcella - Il signore, mi pare.

Armando - E nessun altro!

Marcella - Nessuno.

Armando - Strano! E' gi la terza volta...

Marcella - Se il signore permette, la quarta...

Armando - Pu darsi: non sono fortissimo in matematica. Decisamente mi devono fischiare le orecchie oggi.

Marcella - Il signore attende una visita di riguardo?

Armando - Marcella, vi ho detto altre volte di non rivolgermi domande indiscrete. Attendo... L'agente delle imposte. L'avreste dovuto ormai capire dalla mia impazienza. Dite, perch non avete portato dei cuscini? Vi avevo pur detto di disporre dei cuscini sul divano e per terra.

Marcella - Li avevo messi nella camera da letto poich avevo fatto altre previsioni.

armando - Le vostre previsioni difettano di ordine progressivo. Portateli invece qui.

Marcella - Va bene, signore.

(Marcella esce di destra e rientra poco dopo portando dei cuscini che dispone qua e l. Armando

cammina nervosamente per la stanza).

Armando - Che ore sono?

Marcella - Le quattro e mezzo.

armando - (tra s) Mi aveva assicurato che sarebbe venula alle quattro precise. Se puntuale deve essere qui. [dopo un attimo di indecisione si avvicina al tavolo e si appresta a telefonare) Pronti... quattro, otto, due, zero, quattro... Pronti... chi parla... Ah! Siete voi! Ma ancora a casa vostra, siete? Ma sapete che sono le quattro e mezzo?... Come? Vostro marito... Vostro marito vi ha seguita? Anche ieri? Ma non siete venuta qui, ieri!... Ah, Luisa io temo che mi inganniate!... Dite, dite... Ma dovete invece venire, appunto per questo! Se non uscite, vostro marito dubiter maggiormente... E poi io non posso assolutamente rinunciare... Sono due giorni che vi aspetto!... Ditegli... ditegli che andate dal medico... Se vi segue? Ma qui. c' appunto un medico proprio sul mio pianerottolo... Ma no, ma no! Volete che si spinga fino a seguirvi in casa di un dottore? Ma assurdo!... Ebbene, anche in questo caso, l'eventualit!... Questo vi fornir poi un pretesto per l'avvenire... Ascoltatemi!... Lasciate fare a me... Ho gi un progetto... Provvedere io a tutto! Venite! Ma s, s, venite... Subito,.. Vi attendo! (depone il microfono. A Marella con un certo orgasmo) Marcella, c' Filippo?

Marcella - S, Signore.

Armando - Chiamatemelo.

Marcella esce. Filippo, il cameriere, entra subito dopo con Marcella si rimette a riordinare).

Filippo - il signore desidera?

Armando - Venite qui, Filippo. Il dottor Mondimi partito?

Filippo - Stamattina

Armando - Benissimo. Mi pare abbia detto che rimarr assente qualche giorno.

Filippo - Credo fino agli ultimi del mese.

Armando - Ottimamente. Sentite Filippo: voi dovete farmi un favore. Una cosa da nulla... semplicissima... una specie di furto con scasso...

Filippo - Ohib!

Armando - Non inalberatevi. Voi siete l'esecutore materiale... esecutor non porta pena. La responsabilit tocca ai mandanti. E se il mio buon amico Mondini se ne avr a male, io come mandante lo mander a farsi friggere. Dunque voi dovete compiere questo furto con scasso. A giudicare dai conti che mi somministrale a fine mese, dovete avere qualche vocazione per questo genere di commercio.

Filippo - Un furto a mano armata?

Armando - Questa volta, s. Voi vi armate di uno scalpello. Sull'uscio attiguo infissa la targa del dottor Mondini... Ci sono solo due viti, lateralmente. Non sar una faccenda troppo complicata. Si tratta di asportare di l questa targa e di applicarla sull'uscio di casa mia.

Filippo - Tutti qui!

Armand4 - Siete deluso di non dover accoppare qualcuno?

Filippo - Ormai che mi ci trovavo...

Armando - Dunque avete capito? Ma... subito!

Filippo - In due minuti, cosa fatta, (esce)

Armando - Marcella, quel cuscino dove me lo mettete, in mezzo alla stanza? Ma non avete senso strategico. Sappiate che i cuscini che stanno a terra devono avere, s, un'aria di presenza occasionale, ma nello stesso tempo devono rispondere ad una precisa funzione preservativa. Quando un uomo cade ai piedi di una donna, non deve apparire preoccupato di ammaccarsi la rotula: Le donne amano certe manifestazioni di sacrificio e di abnegazione. Ma sempre raccomandabile avere, dir cos sottomano, un cuscino che senza guastare referto della caduta ne eviti le conseguenze.

Marcella - Non potevo supporre che il signore intendesse cadere ai piedi dell'agente delle imposte.

Armando - In effetto, questo equivarrebbe a tradire l'entit del mio patrimonio... (prendendo un cuscino e posandolo dinanzi al divano) Ecco, un buon settore di attacco... E poi, Marcella, i fiori devono essere sempre a portata di mano. I fiori sono un ottimo mezzo per paralizzare le difese di una donna; come buttare il pepe in faccia ad una vittima: per preservare gli occhi essa lascia indifese le tasche.

Marcella - Il signore non fa esclusione di colpi.

Armando - I colpi proibiti sono i soli validi in questo genere di ostilit (guardando l'orologio) Le cinque meno venti! Dovrebbe gi essere qui.

(pausa)

Filippo - (rientrando) Ecco fatto, signore.

Armando - Filippo... e anche voi, Marcella; da questo momento io non sono pi il signor Armando Gasti, sono il dottor Mondini, specialista nelle malattie del sangue e del sistema nervoso. Se qualcuno chiedesse del dottor Mondini, rispondete che egli in casa e che riceve.

Filippo e Marcella - S, signor Armando.

Armando - Chi questo signor Armando? Avete capito ci che vi ho detto?

Filippo - S, signor specialista.

Armando - Chiamatemi semplicemente dottore. Gli specialisti non hanno, rispetto agli altri, nemmeno questa prerogativa di un titolo speciale.

Filippo - Va bene, signor dottore.

(Si ode suonare il campanello in anticamera)

Armando - Eccola! Presto, Marcella, andate ad aprire ed introducete. E voi Filippo, toglietevi dalla circolazione. Presto! .

(Marcella e Filippo escono. Entra Luisa).

Armando - (andandole incontro) Oh! Luisa! Mi avete fatto attendere!

Luisa - Tacete! Sono agitatissima.

Armando - Calmatevi. Toglietevi il mantello e il

cappello. Volete che vi aiuti? Luisa - Se volete che faccia presto meglio che non mi aiutate.

Armando - Mi sembrate di cattivo umore.

Luisa - Sfido io!

Armando - Cos' accaduto? Una disgrazia?

Luisa - Peggio.

Armando - Cosa ci pu essere di peggio che non. Sia una disgrazia?

Luisa - Mio marito sospetta; ecco tutto.

Armando - Tutti i mariti sospettano, ma nessuno si convince.

Luisa - E poi voi mi fate fare delle sciocchezze. Abbiamo commesso un'imprudenza. Me ne accorgo specialmente ora che sono qui.

Armando - Le donne individuano le sciocchezze non appena le hanno commesse. Ebbene, cosa c' di positivo?

Luisa - Ieri, credo, mi abbia seguita.

Armando - Ma ieri non siete venuta, bench vi aspettassi.

Luisa - (incerta) Ho dovuto andare ai magazzini della moda...

Armando - Ma come? Vi do appuntamento qui, mi assicurate di venire, vi attendo per ben due ore sulle spine e voi ve ne andate ai magazzini della moda. Ma che moda questa? Ah, Luisa, un pezzo che io ho certi pensieri...

Luisa - Non incominciate con le vostre sciocche gelosie.

Armando - Mancate a troppi appuntamenti. Dove andate quando non venite qui?

Luisa - Via! Sapete bene che vi sono fedele!

Armando - Con chi mi siete fedele?

Luisa - Se continuate su questo tono, me ne vado.

Armando - Luisa, io non ardisco dirvelo, ma penso che voi stiate riformando la costituzione del nostro terzetto ideale... (rassegnato) Non parliamone pi. Dunque vostro marito.:.

Luisa - Ieri l'ho scorto a parecchie riprese alle mie calcagna. Anche oggi, quando mi apprestai ad uscire, mi chiese dove andavo, con una cert'aria inquieta e beffarda.

Armando - E voi...

Luisa - Seguii il vostro consiglio, risposi che andavo dal medico. Ma mi parve che non ne rimanesse persuaso. Sarebbe stato pi prudente rinunciare al nostro convegno.

Armando - Ma no! La vostra prudenza avrebbe avvalorato i suoi sospetti. Bisogna affrontare la diffidenza dei mariti e risolverla una volta per sempre, prima d'incappare in una sorpresa irrimediabile. E' meglio togliere motivo alle inquietudini con una dimostrazione definitiva: quando vostro marito si convincer d'essersi ingannato finir di temere d'essere ingannato. Ho provveduto a tutto.

Luisa - E se mi avesse seguita anche oggi...

Armando - Si sarebbe persuaso che qui abita veramente un medico.

Luisa - E se, con un pretesto, volesse venire a prendermi da questo medico...

Armando - Ci che pensate eccessivo! Ma comunque ho provveduto per la vostra tranquillit, anche a questo. Non avete osservato... Ho fatto applicare la targa del mio amico Mondini, che abita qui sullo stesso pianerottolo, sul mio uscio...

Luisa - Ma il dottore se ne accorger.

Armando - Non temete. E' assente: e poi, sono suo amico: se non vi basta, sono anche suo cliente.

Luisa - Suo cliente, voi?

Armando - S, per quella fastidiosa anemia di cui Vi ho parlato. Sono andato proprio ieri a farmi visitare e mi sono lasciato prescrivere una filza di rimedi che mi guarder bene dall'adottare. Guardate,

(mostra una ricetta).

Luisa - E allora perch siete andato dal medico?

Armando - Per rinsaldare l'amicizia. Ad un dottore fa sempre piacere di vedere che perfino un amico ha fiducia in lui.

Luisa - Cos che...

Armando - Se a vostro marito venisse il ticchio di verificare se siete veramente andata dal dottor Mondini, avrebbe da me la pi categorica conferma.

Luisa - E' molto stupido quello che avete ideato.

Armando - Siete gentile.

Luisa - Per non vi credevo capace di tanto. Certo, se mio marito venisse a sapere...

Armando - Siate tranquilla. Non dir nulla nemmeno a lui.

Luisa - E gelosissimo.

Armando - (inquieto) Questo male.

Luisa - E' un energumeno...

Armando - (reprimendo un crescente orgasmo) Eli, via!

Luisa - E poi siciliano.

Armando - (preoccupatissimo) Tacete! Ne ho abbastanza.

Luisa - E' un tipo... un tipo... Avete mai visto il moro di Venezia, voi?

Armando - No.

Luisa - Ebbene, egli identico, (pausa) Chi sa che non mi riesca di fargli credere in un equivoco...

Armando - Il bisogno di conforto rende i mariti propensi a credere. Saremo caritatevoli.

Luisa - Voi non tenete conto che il mio meridionale. Quando penso allo sbaglio di quella scelta...

Armando - Non affliggetevi. Sbagliando, si impara. Desiderate mettervi in libert?

Luisa - (accendendo una sigaretta) Lasciatemi tranquilla. Non mi sento troppo bene.

Armando - E' l'impressione. Basta che uno si mascheri da medico perch chi gli vicino si senta automoticamente indisposto, (fa l'atto di baciarla sulla bocca) Luisa...

Luisa - (schernendosi) Via! Non vedete che sto fumando?

Armando - Ogni volta che venite qui incominciate a fumare. Ma non potreste fumare dopo? Ve l'ho gi detto dodici volte questo, (estrae un taccuino) Ecco qua: la prima volta il 10 settembre, all'angolo di via Esculapio: la seconda volta il 13 settembre a casa mia: la terza volta...

Luisa - Non annoiatemi. Lo sapete bene: bisogna prendermi come sono.

Armando - Non chiedo di meglio.

(Si sente squillare il campanello).

Luisa - (sobbalzando) Chi sar?

Armando - (allibito) Diamine!

Luisa - Attendevate qualcuno?

Armando - Nessuno. Ho preavvisato tutti i miei conoscenti che oggi sarei rimasto assente.

Luisa - Ho un dubbio. Mio marito!

(Si ode uno squillo pi insistente).

Armando - Lasciate fare a me. Voi, a buon conto, rifugiatevi di l, presto!

(La spinge verso l'uscio di destra).

Marcella - (entrando) C' un signore che chiede di lei.

Armando - Non gli avete chiesto il nome?

Marcella - E' rimasto un pezzo sopra pensiero; ma poi non me lo ha voluto dire.

Luisa - (sull'uscio) Vedete? Marcella, un signore con la barba?

Marcella - S, signora.

Luisa - Con gli occhiali?

Marcella - Appunto.

Luisa - E' lui! E' lui!

Armando - Lui! il moro di Venezia! Andate di l, vi dico! (a Marcella) Fate entrare.

(Luisa e Marcella escono. Armando si mette a camminare gravemente per la stanza, cogitabondo.

Poco dopo entra l'ignoto, un tipo massiccio e sanguigno che parla ora esitante ora a scatti, con una

cert'aria stravagante).

L'ignoto - (inchinandosi) Signore...

Armando - (presentandosi) Arm... (correggendosi) Dottor Mondini.

Ignoto - Ed io... io... come mi chiamo io?

Armando - Se non lo sa lei!

Ignoto - Scusi, dottore. Ecco... lei specialista in malattie del sistema nervoso, non vero?

Armando - Precisamente.

Ignoto - Molto bene. Lei dunque in grado di capire certi fenomeni che ai profani possono apparire impenetrabili. Io non ricordo pi il mio nome in questo momento.

Armando - (con aria saputa) Ah! Ho capito! Ma naturalissimo!

Ignoto - Come naturalissimo? Non mi pare.

Armando - Dicevo, una cosa che capita a tutti. Talvolta anche a me... Ci sono nomi che non riesce facile pronunciare. Quelli dei propri creditori, per esempio.

Ignoto - Lei ha dei debiti?

Armando - Se li vuole lei!... S'accomodi.

Ignoto - Grazie, (siede sul divano).

Armando - (a parte) Se credi di farmela bere!

Ignoto - lo penso che lei sia un appassionato studioso del corpo umano. E' una mia convinzione, non so perche.

Armando - Oh! Credo che la sua fantasia si sia fatta pi onore ih altre circostanze.

Ignoto - Troppo modesto. Ho sentito parlare ottimamente di lei dalla mia signora, che una sua assidua cliente.

Armando - Ah! (a parte) Ci siamo (forte) Una signora bionda, piuttosto alta...

Ignoto - Precisamente.

Armando - E' venuta anche oggi.

Ignoto - Benissimo. Come va?

Armando - Bene, grazie. E lei?

Ignoto - Dicevo della mia signora.

Armando - La sua signora non ha disturbi gravi ma noiosi. Siamo a buon punto. Ma ci vorr molto tempo...

Ignoto - Ripeto, ho la pi cieca fiducia in lei.

Armando - Meno male.

Ignoto - (pausa) Dunque, io sono soggetto a questi fenomeni di amnesia parziale che mi preoccupano. Cosa crede che sia?

Armando - Mah! E' sempre consigliabile chiedere ad un medico quando capitano manifestazioni di questo genere.

Ignoto - Non crede che ci dipenda dalla mia natura sanguigna... da un eccesso di sangue che affluisce al cervello?

Armando - Certamente.

Ignoto - O di un eccesso di sangue che non affluisce al cervello?

Armando - Anche questo pu darsi. Ma seguiamo un metodo razionale: ora, per esempio, dove stato colto da questa amnesia?

Ignoto - Appena sono entrato da lei.

Armando - Ecco: lei oggi ha camminato troppo.

Ignoto - Vorrebbe visitarmi?

Armando - Con piacere, (gli batte col taglio della mano aperta contro il ginocchio).

Ignoto - (sobbalzando) Ma io non ho niente qui.

Armando - Nemmeno io.

Ignoto - Devo spogliarmi?

Armando - Non occorre. Il suo malessere alla testa, e. basta che lei sia senza cappello. (Prendendo il polso) Permette? - (pausa, durante la quale Armando conta mentalmente i battiti). Venti... trenta... cinquanta... ottanta... cento... centotrenta... centocinquanta...

Ignoto - (ch' andato man mano allarmandosi) Cosa dice?

Armando - Non s'impressioni. Io ho un sistema speciale per calcolare i battiti del polso.

Ignoto - Meno male.

Armando - (palpando il cranio dell'altro) Lei ha un cranio che assomiglia tutto a quello di un altro mio cliente: salvo il lobo del raziocinio.

Ignoto - Non l'aveva il lobo del raziocinio quel suo cliente?

Armando - E' lei che non l'ha, (pausa) S'intende che non l'ha come manifestazione esterna. Si metta in piedi ad occhi chiusi, per favore, (l'ignoto esegue). Cammini, (e. s.) Si volti. Ritorni ad occhi chiusi verso di me... (l'ignoto avanza barcollando. Armando, ridendo) Su, su! Tutti hanno paura di rompersi le corna! Ecco... benissimo.

Ignoto - (riaprendo gli occhi) Ebbene cos'ho?

Armando - Lei ha una bellissima barba.

Ignoto - Cosa dice?

Armando - Dico che per me non ha niente.

Ignoto - Per lei s, ma per me!

Armando - Niente, niente. Non si preoccupi. Fenomeni passeggeri di nessuna importanza, (continua a sbirciare la porta).

Ignoto - Lei continua a guardare... c' qualcuno di l?

Armando - No. Ho il torcicollo, (riprendendosi) Vuole una sigaretta? (porge il pacchetto delle sigarette).

Ignoto - Grazie, (ne prende tre).

Armando - Le vuole tutte?

Ignoto - (prendendo il pacchetto) Grazie.

Armando - (a parte) E' un tabaccaio!

Ignoto - Dunque, dottore... Io vorrei prendere qualcosa...

Armando - E chi glielo impedisce?

Ignoto - Mi prescriva qualcosa.

Armando - Non sarebbe necessario.

Ignoto - S, ma sarebbe opportuno per evitare mali peggiori. Talvolta sa, la suggestione stessa...

Armando - Se proprio vuole... (s'avvicina alla scrivania: si accinge a scrivere brontolando qualcosa tra i denti. Poi toglie dal portafogli furtivamente la propria ricetta e la consegna) Ecco, signore. Questo le far certo bene.

Ignoto - Grazie, dottore. Le sue competenze...

Armando - Oh, per carit. Io non faccio la professione per il vile denaro. Per me, la medicina un apostolato!

Ignoto - Ma no, la prego...

Armando - Me ne riterrei offeso!

Ignoto - Con tutta gratitudine, dottore. Ritorner...

Armando - No: non glielo consiglio. Cerchi di tenersi lontano dai gabinetti di medicina che possono impressionare la sua ipersensibilit.

Ignoto - Va bene.

Armando - Ben lieto, arrivederla. (l'ignoto esce) (Armando andando ad aprire la porta di destra) Luisa!

Luisa - Ebbene?

Armando - Era lui! Ah, un bell'originale vostro marito! Ha voluto insomma sapere se una signora alta, bionda, mia cliente, era venuta qui, oggi.

Luisa - E siete riuscito a convincerlo?

Armando - Siamo diventati amiconi. Figuratevi che voleva darmi ad intendere di essere stato colpito da un'amnesia e di non ricordare il suo nome! Ah, babbeo! Per sostenere il trucco ha dovuto fingersi ammalato di nervi... ha voluto sottoporsi ad una visita medica.

Luisa - E voi...

Armando - lo gliel'ho passata. Tanto, egli non ne capisce pi di me, che non ne capisco nulla: gli ho somministrato anche la ricetta di prescrizione. Tutto di rigore!

Luisa - Una ricetta, vostra?

Armando - Quella che l'autentico Mondini mi ha consegnato ieri, per mio personale consumo.

Luisa - Chi sa che non, ne usi!

Armando - In questo caso non avr fatto peggio degli altri medici che mandano i loro clienti al camposanto.

Luisa - Che impressione credete di avergli fatto? Egli avr voluto anche farsi un'opinione di voi. I

Armando - Ma un'impressione invidiabile, vi assicuro. Vedrete che non c'infastidir pi.

Luisa - Ho avuto paura!

Armando - Capisco. Ma ora non c' pi motivo di trepidare. Siete qui da mezz'ora e non abbiamo ancora potuto parlare delle nostre cose.

Luisa - Ma aspettate! Ho ancora un'agitazione.,. ho il cuore che batte...

Armando - Non preoccupatevene. Sarebbe pi grave se non battesse affatto. E' un dottore che ve lo dice. Fatemi sentire, (l'abbraccia e le posa una mano sotto il seno col pretesto di sentire il cuore)

Luisa - Ma vi prego, lasciatemi!

Armando - Vorreste impedire ad uno specialista delle malattie del sangue di ascoltare il cuore che, fino a prova contraria, l'organo centrale della circolazione?

(Armando tutto curvo su Luisa. S'ode in anticamera un alterco confuso).

Luisa - (sobbalzando) Mio marito! Lasciatemi! (Stefano appare sull'uscio di sinistra con laria concitata e si sofferma sul limitare, perplesso).

Armando - (trattenendo Luisa) Ferma! se non vi metto le mani addosso egli pu dubitare di qualche cosa, (forte) Dite trentatr...

Luisa - Trentatr...

Armando - Trentatr... Trentatr...

Luisa - Trentatr, Trentatr...

Armando - Benissimo, qui non c' niente. Vi prego signore, alzatevi, (simulando grande meravigli nello scorgere sull'uscio Stefano) Signore...

Luisa - Oh, Stefano! Sei venuto a prendermi? Ha quasi finito. Vuoi attendermi qualche minuto?

Armando - (disorientato) Il signore forse il marito della signora?

Luisa - Precisamente...

Armando - (avvicinandosi e stendendogli la mano) Sono veramente lieto, signore...

Stefano - (incerto) Piacere... (gli stringe la mano)

Armando - Permette che termini la visita?

Stefano - Prego, dottore.

Armando - S'accomodi. Se ama leggere... l ci sono dei libri.

Stefano - Grazie, (si mette ad adocchiare qua e Ut con diffidenza)

Armando - (tornando presso Luisa) Signora, se non vi dispiace, slacciatevi la sottoveste... (piano) Ma quanti mariti, avete?

Luisa - Cosa intendete dire?

Armando - Non quello di poco fa!

Luisa - Non ne ho altri.

Armando - Ne siete certa? (forte) Ecco, cos. Ora respirate... (appoggia l'orecchio contro la spalla di lei) Respiro lungo... Pi lungo... ancora...

Luisa - (piano) Mi avete preso per un mantice!

Armando - (c. s.) Prima ho sospirato io! Ora tocca a voi.(forte) Tossite!

Luisa - (tossisce, poi piano) Badate: i colpi di uno un segnale dallarme, di solito. Egli cos sospettoso!

Armando - Sedete. Vediamo i riflessi.

Luisa - (piano) Volete fare l'illuminello?

Armando (battendole il ginocchio col taglio della mano) Tac... tac...,

Luisa - (piano) Smettetela, imbecille!

Stefano - (che sta esaminando i libri dello scaffale, con qualche intenzione) Sapete, Dottore, che il vi suo studio ha un'apparenza un po' singolare? Nulla che faccia pensare al Gabinetto di un medico,

Armando - E' arredato apposta cos. I miei clienti sono quasi tutti ammalati di nervi. A questa specie d'infermi, a questa gente facilmente impressionabile, la vista dei ferri del mestiere, del solito lettino di ferro, delle boccette di medicinali, pu durre una certa agitazione. Mi occorre dare ad essi la sensazione di un luogo qualunque dove si possa discorrere con tranquillit. In fondo, questo salotto ha tutto ci che occorre, senza rivelare alcuna bardatura di guerra. Una comoda ottomana pu sostituire la solita lettiera.

Stefano - In questo scaffale non ci sono che libri di amena lettura, e romanzi di attualit...

Armando - Che possono a loro volta sostituire l'etere e i cloroformio.

Stefano - Siete un bell'originale.

Armando - Non sono originale. Sono medico.

L'ignoto - (entrando da sinistra con un certo orgasmo) Dottore, scusi...

mimando - Ancora qui lei?

Ignoto - Mi permetta di farle presente che il farmacista...

Armando - (interrompendolo) Abbia un po' di pazienza. Non vede che sto visitando una signora?

Ignoto - Perdoni... Attender.

Armando - (a Luisa) Ora sollevate orizzontalmente il braccio sinistro... Cos...

Stefano - (avvicinandosi all'ignoto) Lei un cliente del Dottor Mondini?

Ignoto - Precisamente, (i due si mettono a confabulare in un angolo).

Armando - Sollevate ed abbassate ritmicamente le braccia. Contate con me, signora... Uno, due, tre, quattro...

Luisa - Uno, due tre, quattro... (piano) Chi sa come potremo toglierci d'imbarazzo...

.Mimando - Uno, due, tre, quattro... (piano) Lasciatemi fare.

Luisa - Uno, due, tre, quattro... (piano) Ah, non ne voglio pi sapere di queste avventure...

Armando - Uno, due, tre, quattro... (piano) Cosa volete fare?

Luisa - Uno, due, tre, quattro... (piano) Mi metter a fare la moglie onesta. In fondo, vi prego di credere, io ne ho la tendenza.

Armando - Uno, due, tre, quattro... (piano) Succede sempre cos. Si nasce con una tendenza e se ne segue un'altra.

Stefano - (all'ignoto) Lei stato qui poco fa a farsi visitare?

Ignoto - Non pi di dieci minuti fa.

Stefano - Conosce il dottore Mondini, lei?

Ignoto - Per quanto ne dice mia moglie, che una sua cliente, e ne parlano gli altri.

Stefano - Mi dica.

Ignoto - Tutti affermano che il dottor Mondini un professionista serio, coscienzioso, molto rispettabile.

Stefano - E vostra moglie?

Ignoto - Mia moglie dello stesso parere. Lamenta solo che egli un po' ruvido nel tratto... Sa: le donne amano i medici melliflui, che dicono magari qualche bugia. Ma meglio cos. I professionisti austeri non hanno tempo di badare a certi dettagli.

Stefano - (rasserenandosi) Benissimo quello ch ci vuole.

Armando - Ecco, signora potete riallacciarvi.

Stefano - (avvicinandosi ad Armando, rasserenato) Ebbene, caro dottore?

Armando - Un po' di esaurimento nervoso come manifestazione generale. Per i fenomeni particolari bisogner studiare e seguire attentamente certi riflessi difficili ad identificare.

Stefano - Avete qualche prescrizione da dettare?

Armando - Baster per ora badare al regime. Passeggiate quotidiane verso le quattro del pomeriggio e sopratutto non fumare sigarette.

Stefano - E scusate. (trae Armando da parte) Potrei chiedervi un favore?

Armando - Dite.

Stefano - (inceppandosi) E' una cosa difficile da spiegare.

Armando - Fatevi animo.

Stefano - Ecco qua. Io ho la disgrazia di avere una bella donna.

Armando - Quale?

Stefano - Mia moglie.

Armando - (fa una smorfia di riserva).

Stefano - Non vi pare una bella donna la mia signora?

Armando - (freddamente) Oh, s...

Stefano - Lo dite cos freddamente!

Armando - Non sono cose che mi interessano. E poi, francamente, non sarebbe il mio tipo.

Stefano - Questa un'altra faccenda. Ognuno ha i propri gusti. Io la trovo bella, ed ho la disavventura che i pi sono del mio parere. Ebbene, in quanto alle passeggiate quotidiane, la mia signora ne fa anche troppe... Ieri per esempio... Ieri venuta da voi?

Armando - No!

Stefano - Vedete?... (pausa) Breve: io non amo che la mia signora gironzoli per le strade... non ch'io dubiti di nulla!

Armando - Non mi sembra proprio il caso.

Stefano - Ma insomma, dati i tempi, una bella signora per la strada esposta a tutti i pericoli, a tutte le tentazioni... E' sempre meglio evitare! lo non posso seguirla, naturalmente, anche perch sono occupatissimo. D'altronde, come, posso sapere dove va, cosa fa? Ora, poi, con la vostra prescrizione, ella avr un ottimo pretesto a tutte le ore;...dove vai? Vado dal medico! Come si fa ad accertarsene?

Armando - Eh, in questo avete ragione.

Stefano - Ebbene: io penso che un mezzo c'; vi dispiacerebbe di farmi un piccolo favore?

Armando - Che diamine!

Stefano - Facciamo cos: voi dovreste usarmi la cortesia, ogni volta che la mia signora viene da voi, di darmi un colpo di telefono...

Armando - Se non si tratta che di questo...

Stefano - Grazie, caro dottore! Cos che, se non ricevessi la vostra conferma, io potrei regolarmi...

Armando - Ci potete contare.

Stefano - Di nuovo, grazie infinite.

I.-noto - Scusi, dottore...

Armando - (seccato) Ma cosa vuole lei?

Ignoto - Il farmacista mi ha assicurato che lei dove essere incorso in un errore... Io sono un temperamento sanguigno e lei, ecco qua (porge la ricetta) lei mi prescrive una cura per l'anemia!

Armando - (accendendosi) Ma insomma, cosa vuole giudicare lei? Che ne sa lei di vasi sanguigni, di circolazione, di cure omeopatiche? Lei dovrebbe sapere che la saturazione di globuli rossi in un soggetto ricco di sostanze organiche... Ma tanto inutile ch'io tenti di spiegarlo. Lei non ha fiducia in me? (gli strappa la ricetta) Caro signore, si rivolga ad un altro! (sottovoce) Invece di protestare, mi restituisca le sigarette!

Ignoto - Ma perdoni, dottore...

Armando - Ho detto! La prima condizione per guarire di avere fiducia, la pi cieca fiducia nel proprio dottore, La suggestione ha la sua importanza. Lei sa perch tutti i malati finiscono male? perch si ficcano in testa che il dottore sia una specie di becchino, e questa persuasione li porta in breve al cimitero. Guarisce pi presto un ara-malato di buona fede curato con l'acqua zuccherata che un ammalato diffidente curato con i sistemi pi razionali. Lei non ha fiducia in me, e allora, anche nel suo interesse, si rivolga altrove, non ho pi nulla da aggiungere.

Ignoto - Ma io non volevo dire che...

Stefano - (interrompendolo e trascinandosi dietro lo ignoto) Ma non vede che irritato? Lasci starei In fondo, lei ha torto, (i due si dirigono verso l'uscio).

Armando - Luisa, e finita con i magazzini della moda.

Luisa - Che dite?

Armando - Non avevo previsto l'alleanza naturale di vostro marito. Egli desidera che ogni volta che venite qui, io glielo confermi per telefono. Badate! Sar intransigente!

Luisa - Non dite sciocchezze!

Armando - E voi, badate di non farne! A domani. Alle quattro, per la visita generale. Vi attender.

Luisa - (irritata) Credo che perderete il vostro tempo.

Armando - Mi sembra di comprendere...

Luisa - Avete colpito nel segno.

Armando - Non ne dubito, tanto pi che mi sembra di comprendere, dicevo, che voi verrete immancabilmente.

Luisa - Pu darsi che no.

Armando - Un puntiglio!

Luisa - E' un sistema come un altro per punire la vostra arroganza.

Armando - Un sistema troppo rigido.

(Stefano, dopo aver spinto fuori dall'uscio l'ignoto, torna presso Armando).

Stefano - (a Luisa) Ti sei accordata col dottore per le prossime visite?

Armando - (intervenendo) Ma... ecco, la signora stava appunto dicendomi che vorrebbe interrompere la cura... (sottovoce) Ha intuito tutto! E il controllo la indispone!

Stefano - Luisa, non facciamo le solite bizze. Tu devi fare ci che ti si prescrive, l dottore dice che hai bisogno di cura. Non vero, dottore?

Armando - Se intende guarire!...

Stefano - Dunque, ci che necessario, si faccia (ad Armando) Quando deve venire?

Armando - Io direi ogni giorno, fino a che non si riscontrino i primi miglioramenti.

Stefano - Hai capito, Luisa?... Di', hai capito?...

Luisa - (seccamente) Ho capito.

Stefano - (ad Armando) Caro dottore!... Grazie ancora di tutto. Ci rivedremo!

Armando - Lo spero.

Stefano - Verr a salutarvi qualche altra volta... Se permettete, qualche sera.,.

Armando - Figuratevi! Io non sono mai in casa la sera, ma ne sar dolentissimo.

Luisa - Buon giorno, dottore.

Armando - A rivederla, signora. A domani,

Stefano - E... mi raccomando! (fa un segno di girare la manovella del telefono).

Armando - Non dubitate! (ripete il gesto) Telefoner ogni giorno!

FINE

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