La rosa di zolfo

 


Commedia fantastica in otto quadri

di Antonio ANIANTE

da IL DRAMMA n. 262 Luglio 1958

LE PERSONE

Rosalia, 20 anni

Il Pignolo, 20 anni

Colao, 20 anni

Il padre di Rosalia

La Pilucchera (pettinatrice), 90 anni

Coro

Zolfatari

Staffetta della mano nera


QUADRO PRIMO

Coro: Cera una volta un paesetto di poche case nel cuore arido della Sicilia, e lontano dal paese cera una miniera di zolfo. La vita si svolgeva fuori e dentro la zolfara. I minatori di allora avevano tutto da invidiare ai loro compagni di oggi, eccetto che le zolfare si trovavano come si trovano adesso sotto la terra e non alla luce del sole. La leggenda vuole che nel selvaggio e umile paesetto dei minatori fra gente che porta addosso pi che visibile il marchio delle fatiche e delle sofferenze proprie degli antichi servi e non degli uomini, crescesse una fanciulla figlia della stessa terra e della stessa razza ma quanto diversa dai suoi miserabili simili. Si chiamava Rosalia come la santa patrona della Conca doro, questa bella creatura dalle fattezze arabe.

(Rosalia ha lunghe chiome di corvo spesse e lisce, di opaca carnagione davorio, ha la bocca carnosa e larga, gli occhi grandi, a mandorla, aureolati di nero, veste di un vaporoso abito bianco lungo fino alle caviglie e ha i piedi fini, calzati di scarpine dargento come si conviene alle donne dei mafiosi; va abbondantemente agghindata di coralli e braccialetti ed la sola che possegga un meraviglioso ventaglio di carta colorata. Senza volerlo, Rosalia mette insieme le tinte pi sgargianti e seducenti come se andasse a posare per un pittore mondano e sensuale. Cresciuta sfaticata, indolente, nostalgica, scontenta, ha continuato a scansare qualsiasi lavoro e a trascorrere le sue giornate nel languore cos come il padre, zolfataro, esige per leccessivo amore che le porta. Fra poco tempo andr in sposa a Colao, zolfataro. La Pilucchera (la pettinatrice) una vecchietta di oltre ottantanni, curva da toccar la terra, ma intrepida sempre, veste di nero con una cintola sacra al ventre e un fazzolettone giallo sul cranio spelato: non debbono aver sembianze diverse dalle sue le streghe).

Il Padre di Rosalia Che ne dici, tu, Pilucchera? Che dobbiamo farne di Rosalia? Suggerisci tu un buon partito per lei, tu che sei savia.

La Pilucchera Sposiamo Rosalia con Colao, poi si vedr.

Il Padre Poi si vedr? Che si vedr una volta che sar maritata?

La Pilucchera Si vedr chiaro il suo destino.

Il Padre Io sono daccordo per Colao, un bravo ragazzo ma non troppo poco importante personaggio per mia figlia eccentrica? Colao non chiede di meglio, da tempo che ne innamorato e non osa dichiararsi.

La Pilucchera Rosalia ha due anime in un sol corpo, una fatta per Colao.

(Lo zolfataro Colao ha venti anni. E un moro dai capelli crespi e abbondanti, di media statura, n bello n brutto, non sa n leggere n scrivere, il suo aspetto e il suo carattere sono quelli di un essere primitivo, mite e violento, zotico e gentile, animale e angiolo).

Il Padre Se cos le daremo Colao (esce).

Rosalia(canta precisamente il motivo di una antica canzone che dice: Io non mi voglio maritare, zitella rimango e cos morir , mentre tesse distratta in mezzo al cortile) E non mi marito, no schietta mi staio...

La Pilucchera(entrando) Non vuoi sposarti! Vuoi morire zitella e verde e gialla come un limone! Passa la bellezza. Anche io ero bella sessanta anni or sono.

(Rosalia risponde riprendendo il motivo della canzone)

Testarda, questa volta approver tuo padre.

(Gli zolfatari ritornano ai focolari e lungo la strada cantano in coro la stessa canzone: E non mi marito, no... . Rosalia anche lei fa coro ed eco al canto degli zolfatari, fin che riappare suo padre, che chiede, fermandosi alla soglia).

Il Padre Chi morto in questa casa? (Alle due donne) Perch mi voltate le spalle?

La Pilucchera Rispondi a tuo padre (grida a Rosalia), diglielo tu che questa casa non un cimitero!

Rosalia Io non voglio sposarmi. (Esclama, voltandosi di colpo) No, io non mi mariter mai.

La Pilucchera La figlia di uno zolfataro, quale tu sei, non vuole sposarsi perch si messa in testa di divenire la donna legittima del contino di Pgnolo.

Il Padre Ah? (Afferma, andando amorosamente verso la figlia) S, io la vedrei bene Rosalia al braccio del contino, sua sposa.

Rosalia Ma a chi mi volete dare se nessuno mi vuole?

(Sospira piagnucolando e posando rispettosamente le mani pallide sulle spalle del padre, pur rimanendo da lui staccata per disgusto)

Nemmeno i cani della masseria mi vogliono.

Il Padre Oggi dicevo ai miei compagni di lavoro alla miniera: Mia figlia bella e sar la regina della zolfara. Mia figlia Rosalia si sposer con il contino del Pgnolo, proprietario della miniera di zolfo.

Rosalia (Chiede, sempre piagnucolando). E i minatori che ti hanno risposto?

Il Padre Si son messi a ridere. (Appoggiando la testa sul petto della figlia) Ridevano da tenersi il ventre.

Rosalia Figli di male femmine dei bassifondi di Palermo. (Trasalendo stupita e furiosa) Lingue di vipere gialle di zolfo, concime, immondizie, putridume vivente!

Il Padre Ma troppo poco per tua figlia il conte del Pgnolo , mi hanno risposto con ironia, e perch no il figlio unico del governatore di Palermo? .

Rosalia Bevoni di fiele. (Grida di pi in pi furiosa) Mangiatori di zolfo in polvere e a pezzi, che la miniera vi seppellisca vivi.

Il Padre E tu, Pilucchera? (Chiede in tono supplichevole alla vecchia) Che ne pensi? Che ne dici? Che dobbiamo farne di Rosalia? Suggeriscimi un buon partito, tu che sei savia, tu che sai farle ritrovare il sonno ben pettinandola, tu che sai levarle i pidocchietti dai capelli filo a filo con le uova, togli le idee nere e la bile a mia figlia.

(Accovacciata in mezzo alla stanza, la Pilucchera, levando gli occhi al cielo come per domandare lispirazione, sentenzia).

La Pilucchera Sposiamo Rosalia con il minatore Colao. (Dopo un attimo di silenzio) Poi vedremo sul da farsi.

(Rosalia si getta sulla Pilucchera, e scuotendola con ambo le mani, le urla in faccia).

Rosalia Poi vedremo che cosa? Vecchia scimmia, che si vedr dopo che sar sposata allo zolfataro Colao?

La Pilucchera Vedr chiaro nel tuo destino.

Rosalia Vedrai chiaro nel mio destino? Ma sar troppo tardi allora per scegliermi un altro uomo.

Il Padre Lasciatemi parlare tutte due. (Prega) Io d il mio parere. Sta bene per Colao: un bravo ragazzo, zolfataro come me, figlio e nipote di zolfatari anche lui; Colao, figlio di Colao. Ma un dubbio mi rode e mi dico: Colao non sar abbastanza importante per una figlia cos bella e cos eccentrica. Colao non chiede di meglio che di sposare Rosalia, lui stesso me lo ha dichiarato. Rosalia, Colao ti ama da quando aveva quindici anni, tu sei il suo primo amore, non ha osato mai dirtelo.

La Pilucchera Ed ora a me di concludere.

(Energica, alzandosi e svolazzando pari a un pipistrello per quindi accoccolarsi di nuovo in mezzo alla stanza)

Ho novantanni di esperienza.

Rosalia(minacciandola con il lungo ventaglio, le grida sul naso) Cerca di concludere bene, brutta veggente, se non vuoi che ti spezzi il mio ventaglio in testa.

La Pilucchera Le mie parole (sentenzia) scaturiscono dal Vecchio e dal Nuovo Testamento di nostro Signore Ges Cristo e papa Sisto scomunica chi mi disubbidisce: io dico che Rosalia ha due anime in un sol corpo, unanima fatta per Colao e laltra per il Pagnoletto.

Rosalia Ma la mia prima anima per chi ? Dimmelo subito.

La Pilucchera(coprendosi la testa fra le due mani per il timore di venir battuta, urla con tutte le sue forze e solenne) Per Colao!

Rosalia Profeta di disgrazie.

(Grugnisce sferrandole un calcio che la manda rotoloni per terra)

Strega dinferno.

(Va in un angolo oscuro dellastanza e voltando le spalle al padre e alla Pilucchera, piange nervosamente).

Il Padre(senza perder tempo fa segno a Colao, che sta dietro luscio ad aspettare, di farsi avanti. Colao timidamente entra, si muove lentamente dondolandosi, con gli occhi bassi e il fez in mano)

Colao, scusami, la prima volta che tu metti piede nella mia casa e trovi mia figlia che piange: non bella con gli occhi rossi di lacrime.

(Colao risponde con un leggero muggito).

La Pilucchera (Spiega al giovanotto). Colao, forse Rosalia piange per farti piangere, dun pianto di gioia.

(Senza farsi pregare Colao comincia a piangere anche lui).

Il Padre Oh bestia! Perch piangi, Colao? Non perdiamo tempo, vuoi o non vuoi sposare mia figlia? Si direbbe a vederti con quella faccia di funerale che te ne sei pentito. Che pretendi forse, tu zolfataro e figlio di zolfataro, di unirti in matrimonio con la contessina del Pgnolo? No, e allora?

(Commosso, confuso, Colao non sa rispondere che con brevi mormorii di maialetto)

Ti manca forse la parola? Ma se tuttala giornata in fondo alla zolfara non hai fatto che chiacchierare. Rispondi: vuoi o non vuoi miafiglia?

ColaoS.

Il Padre E tu? (Alla figlia) Lo vuoi Colao?

Rosalia Io non dico che lo voglio e non dico nemmeno che non lo voglio. (Piagnucola, rimanendo sempre contro il muro) Dir quel che mi pare e piace non qui, ma davanti al sindaco.

La Pilucchera(dando un sospiro di sollievo, bacia tre volte la terra, leva gli occhi al cielo e conclude) Rosalia ha detto di s. Cos sta scritto nel meraviglioso libro del suo destino.

Coro E la volont della Pilucchera fu rispettata. Rosalia and sposa allo zolfataro Colao.


QUADRO SECONDO

Coro lora della colazione nella zolfara e i minatori, attorno al capociurma, spiegano i larghi fazzolettoni che avvolgono il pasto. Quale pasto, di grazia? Pane nero o bigio di granturco, ma fatto in casa consarmenti di vigna; olive nere ma grosse come mandorle e morbide dolio; vino delle terre forti a venticinque gradi che stronca la malaria. Sedano ha qualcuno al posto delle olive o formaggio pecorino o ricotta salata o caciocavallo; pane e formaggio, o pane e carciofolini selvatici, cotti al sole o al sale.

Primo Zolfataro E tu, Prssido, che mangi?

Secondo Zolfataro Pane e ciliegie.

Primo Zolfataro E tu, Zefarino?

Terzo Zolfataro Pane e cipollina calabrese, rotonda, rossa e caparbia, ti fa spuntar le lacrime anche se non hai voglia di piangere.

Primo Zolfataro E tu, Micio?

Quarto ZolfataroPane e spicchi daglio contro la febbre infettiva.

Primo Zolfataro E tu, Colao, che mangi?

Colao Pane nellolio caldo come tutti i giorni tanto per non cambiare.

Primo Zolfataro Pane che ti sa di zucchero e miele ora che Rosalia ti ha promesso la mano.

Colao(stuzzicato, attacca) Chi la vuole se la piglia la mia fidanzata, non sono io a trattenerla per i capelli: il mio pane ha lo stesso sapor di ieri.

Primo Zolfataro Chi la vuole se la piglia dici tu, e finisce a parapiglia aggiungo io. Sii sincero, Colao, non ti sembra vero di sposare una ragazza come Rosalia.

Colao Non mi sembra vero ed vero, e chi dinvidia campa disperato muore.

Primo Zolfataro Ma Rosalia ti ama?

Colao E che mi sposa forse per interesse? Non sono un minatore come voialtri? Ho forse la fortuna dei Pgnolo?

Primo Zolfataro Le donne hanno sempre qualche idea dietro la testa nascosta dai capelli, noi ti parliamo cos, Colao, perch il padre di Rosalia si sempre vantato di darle un marito altolocato.

Colao Non ho mai udito suo padre parlar di partiti ricchi, tanto vero che stato lui ad invitarmi a casa sua e a darmi la mano della figlia.

Primo Zolfataro Colao, rispondi cos agli amici: io sono modesto e mi accontento di poco, mi basta figurare nel paese come il marito della pi bella ragazza di Sperlinga e Carini, il resto non mi importa.

Colao Mi importa pi il resto che altro. (Con tono deciso) Rosalia mi deve giurare fedelt, altrimenti non ci maritiamo.

Primo Zolfataro Ingenuo, le donne giurano il falso con la pi bella disinvoltura: e pi si credono belle le donne e pi sono spergiure.

Secondo Zolfataro Smettetela, lasciate mangiare Colao, parlate cos per invidia e gelosia; e se io chiedessi a tutti voi: siete sicuri delle vostre donne mentre siete qui nella miniera? Lo sapete che stanno facendo e se son sole o accompagnate da maschi o da femmine?

Primo Zolfataro Mia moglie sta sempre fra la casa e la chiesa.

(La risposta a queste parole candide una risata generale).

Terzo Zolfataro Mia moglie, appena esco io la mattina, si chiude a chiave e non risponde a nessuno.

Tutti Ah, ah, ah! (Risata).

Quarto ZolfataroLa mia donna trascorre la giornata da sua madre nel vicoletto dietro casa mia. Tutti Ah, ah, ah!

Quinto Zolfataro E la mia se ne rimane a letto perch soffre di ipocondria.

Tutti Ah, ah, ah!

Sesto Zolfataro La mia va a far pulizia dal fattore, il vedovo che la conosce fin da bambina.

Tutti Ah, ah, ah!

Secondo Zolfataro Io non metto la mano sul fuoco per dirvi dove e cosa fa in questo momento mia moglie.

Tutti Bravo, solo tu sei nella verit, bravo.

Secondo Zolfataro Attenti, che discorsi sono i vostri? Non hanno n capo n coda, la gelosia che ci fa parlare, la gelosia che abbiamo nel sangue e che fa commettere delitti. Come, non siamo sicuri delle nostre donne? Le avete prese per tante snaturate? Son cinquantanni che sto nella zolfara da queste parti e non ho mai sentito dire che una moglie di zolfataro abbia agito male, mai.

Terzo ZolfataroHa ragione, mai! Tante volte capitato che uno di noi rincasato dimprovviso e mai ha sorpreso la propria moglie in cattive azioni.

Primo Zolfataro Ma le nostre mogli sono belle quanto Rosalia?

Quinto Zolfataro No, n belle n stravaganti, povero Colao. (Risata generale).


QUADRO TERZO

(Rosalia e Colao, fin dalla prima sera del loro matrimonio, vanno ad abitare una casetta rustica a pianterreno, tutta bianca e rosa che sta in fondo ad un cortile moresco, fuori del paese, sulla strada mulattiera. La casetta ha una porticina bassa e una finestrina a un lato incorniciata di gerani. Un gelsomino arabo rampicante orna il muro, mentre il cielo nascosto dal pergolato. Il cortile d sullo stradone attraverso un antico arco su cui si spiega la terrazza. Da pochi giorni, la bella sposina entrata in convalescenza dopo grave malattia. Ancora debole, Rosalia se ne sta seduta dinanzi alla soglia, nel cortiletto).

Coro Cos trascorrendo le ore a Rosalia vien di sognare ad occhi aperti. Questa volta, sotto il cielo luminoso quasi bianco del crepuscolo estivo, Rosalia sogna ad occhi grandi aperti la pi bella avventura della sua monotona vita. Sogna mentre la Pilucchera la pettina e le cerca in testa i pidocchietti venuti fuori con la meningite. Sogna che la Pilucchera le dice mettendole sotto gli occhi un pidocchietto nero e un pidocchietto rosso.

La Pilucchera Rosalia, che avvenimento si prepara in questa casa?

Rosalia(chiede nel sogno a occhi aperti alla Pilucchera) Perch?

La Pilucchera Non vedi? Un pidocchietto nero e un pidocchietto rosso, su uno stesso filo dei tuoi capelli.

Rosalia Che vuoi dire? Che significa?

La Pilucchera Significa questo: che un giovanotto con gli occhi neri verr in questa casa su un cavallo bianco. Non ti meravigli?

Rosalia(ricadendo nel languore e nella indifferenza) Eh?

La Pilucchera Chi c nella contrada che un bel ragazzo e possiede un cavallo bianco?

Rosalia Non c che il Pgnolo.

La Pilucchera lui! Il conte del Pgnolo! Il Pagnoletto! (Contenta della scoperta) O pidocchietto rosso, tu vuoi dire che verr innanzi sera, fra poco, al tramonto tutto rosso.

Rosalia Il Pgnolo! Non verr da me certo, dalla moglie di un povero zolfataro, sei una ingenua, Pilucchera.

La Pilucchera(smettendo di pettinarla, le grida allorecchio) E se sapr che sei pi maliosa di una vergine?

Rosalia Chi vuoi che glielo dica? Chi vuoi che glielo abbia detto? Nemmeno io qui so leggere e scrivere.

La Pilucchera Ma si parla di te nella zolfara.

Rosalia Come se il Pgnolo scendesse nella zolfara! La vede da lontano la sua zolfara, non la conosce, non sa nemmeno dove si trova la sua miniera.

La Pilucchera Lo dici tu che non ci va: di padre in figlio i conti del Pgnolo andavano di notte in fondo alla miniera per riempire i sacchi di zolfo. Di notte come tanti fantasmi, li ho visti io con i miei occhi il nonno, il padre, il figlio coi picconi nel cuore della miniera, sotto la lampada a mezzanotte. anche vero per che non si dnno nemmeno la pena di amministrare i loro beni: il Pagnoletto, per esempio, suo padre s, ma lui no, non sa nemmeno dove cominciano e dove finiscono i suoi feudi, viaggia, va e viene, si diverte, alla malora i latifondi.

Rosalia I latifondi senza acqua e con le zanzare della malaria, e ce ne stiamo qui come in paradiso noi poveri diavoli, in questo disgraziato paese senza una goccia di acqua.

La Pilucchera N potabile n buona per le bestie.

Rosalia N per le bestie n per le piante.

(Rosalia dice queste amare cose con un solo tono di voce, strascicoso, monotono, lamentoso, sfiduciato. Quantocontrasto fra la sua gentilezza dolcissima e le sue amare parole).

La Pilucchera Forse il Pagnoletto non ne sa nulla delle nostre disgrazie, ha l'aria di essere pi buono della buon'anima di suo padre come tu sei pi dolce e pi gentile della santa anima di tua madre e di tuo padre. Vuole una ragazza senza dote il Pagnoletto.

Rosalia S, vuole una ragazza senza dote, per una notte soltanto.

La Pilucchera IlPagnoletto? Ti inganni sul suo conto (furiosa), lo conosci male assai, ha un cuore d'oro.

Rosalia Ed io ti assicuro che son tutti fatti della stessa pasta questi proprietari.

La Pilucchera Ma il contino diverso dagli altri, come se non li avessi visti per le strade di Sperlinga i signorotti che tornano dal continente con le sventatelle al braccio, certe sciantose che non han vergogna di nulla, mentre lui tornato tutto solo e con gli occhi in lacrime come se avesse mangiato notte e giorno cipolle, per la morte di suo padre.

Rosalia Sfido che venuto solo, non ce lo dice a noi e non lo stampa sui giornali che ha intenzione di divertirsi con le ragazze del paese. Venga pure da me, vedr che schiaffi si piglier, gli metter il cantaro al posto del cappello.

La Pilucchera lui che arriva! Vedi il cavallo bianco?

Rosalia(pur non credendo a quel che dice la Pilucchera, si ricompone lentamente sulla sedia e guarda allo specchietto, quindi si riassopisce mormorando) Se proprio lui, e pu anche darsi, vedrai, Pilucchera, che non lo tratter meglio del baronetto di Sperlinga.

La Pilucchera Non mi ricordo.

Rosalia Smemorata! Si pigli il ventaglio sulla testa, se lo merit.

La Pilucchera Screanzata, che male ti fece?

Rosalia Mi diede un pizzico al braccio che me lo sento ancora.

La Pilucchera Fu spontaneo perch avevi il braccio nudo.

( radiosa al pensiero di incontrarsi con il contino del Pgnolo, si agita senza tregua)

L'ho visto nascere il mio bel Pagnoletto, m' cresciuto fra le braccia, quanto sono felice, povera me meschinella.

(Non ha finito queste parole che va a nascondersi in un angolo del cortile dietro un largo straccio come inseguita dallo scalpitio di un cavallo: il Pagnoletto che scende dal suo purosangue dietro l'arco della strada e lega l'animale al gelso, che da l'ombra alla creatura del sogno)

Come si fatto bello, stando nel continente, il contino!

(Sospira dal suo nascondiglio).

Rosalia(tranquilla) Bello di fuori e marcio di dentro.

La Pilucchera Come fai a saperlo e ad affermarlo, la tua petulanza di rispostiera: io vedo, per conto mio, un bel giovanotto dritto come una torcia e fiammeggiante di salute fisica e morale; mandano fuoco i suoi occhi, fuoco e faville.

Rosalia Anche la sua sigaretta manda fumo e fuoco e poi si consuma e non rimane che la cenere delle belle parole.

La Pilucchera(soffia con voce cavernosa ed eccitata all'orecchio di Rosalia) No, ti sbagli, Rosalia, il contino entra, il contino arriva, viene da te, il Pagnoletto.

Pgnolo(avanzando nel cortile, si inchina profondamente, portandosi una mano al petto. Indossa un costume bianco da caccia, anche i gambali e i guanti sono bianchi, sotto il braccio tiene il frustino. Comincia col dirle) Passavo di qui e mi son fermato un momento, giusto il tempo di chiedere notizie della tua salute, Rosalia. Non mi trattengo, vado via, volo, scappo subito pi veloce di un daino o di un'aquila.

(Rosalia china la testa. Il Pagnoletto ha un sorriso)

Ah, mi congratulo, la rosa della zolfara ha riacquistato i suoi bei colori. (Cos dicendo le prende gentilmente il polso, e con sicurezza) Niente febbre.

Rosalia(leva il capo e senza guardarlo gli chiede) Siete anche dottore, signorino?

Pgnolo Ho qualche infarinatura di medicina e di chirurgia, a servirla.

Rosalia Cos potrete rendervi utile a questa povera gente, non c' nulla in questo paese, n medici n medicine n farmacie, ci si sta peggio che nel deserto.

Pgnolo Giustissimo: io son qui da sette giorni appena e ti posso giurare, Rosalia, che se la buona anima di mio padre non fosse morto, non ci avrei messo piede. Conosci Roma?

Rosalia Ma che, non sono andata a Sperlinga e a Carini!

Pgnolo Si sta cos bene nel continente!

Rosalia Come in tutti i paesi civili.

Pgnolo Ma io, Rosalia, o rimango e rifaccio tutto daccapo e rinnovo usi e costumi, o parto per non tornare pi. Ti confesso che per ora mi annoio, mi annoio da morire. Ma dimmi tu dove sono gli uomini, qui. Io non vedo che bestie da zenia. Maledetti interessi che mi inchiodano a questa zolfara della malora, altrimenti me ne andrei a stare a Palermo. Ho casa alla Favorita, una villa alla Ziza, amici a Mondello e a Mondellino, a Sferracavallo e a Pallavicino, a Giampilieri e sul Pellegrino.

Rosalia L almeno (schiacciando maliziosamente un occhio) le donne non mancano, ho indovinato?

Pgnolo(non attendendosi una simile frecciata) Mi piace la tua franchezza. Chi me lo avrebbe mai detto che avrei incontrato una creatura diversa dalle altre? Tanto vero che se io dico a te che qui mi annoio tu davvero mi capisci, non ti stupisci; posso essere ricco, giovane, non tanto brutto, e annoiarmi, non vero?

Rosalia Anch'io mi annoio e non posso viaggiare.

Pgnolo(graziosamente malizioso) Per, da questo momento... rispettosamente parlando con vossignoria, sempre che tu lo voglia, io non potrei annoiarmi pi. Per esempio (e la guarda fissamente) questo paesaggio che mi sembrava triste e brutto ora improvvisamente divenuto bello e gaio ai miei occhi, anzi bellissimo e sorridente, davvero magnifico.

Rosalia Dove volete andare a finire con questo discorso?

Pgnolo Concludo: io in questo preciso momento non sono pi infelice.

(Il contino non apre pi bocca, non sapendo che dire e fare. Quindi macchinalmente mormora)

Rosalia, me ne vado.

Rosalia Perch?

Pgnolo l'ora che si chiude la zolfara, tuo marito se arriva pu pensare male di me con la gelosia; riconosco che la gelosia un sentimento rispettabilissimo, ma io preferisco scappare, ritorner domani, se permetti; non ho la minima intenzione di compromettermi agli occhi del paese e delle male lingue, non so, forse domani non verr nemmeno; mi dirai che parlo da egoista e che vengo a te perch mi annoio, pu darsi che sia cos, ma perch da te e non da un'altra? (Fermandosi un istante, scatta) Ma tu, Rosalia, tu mi sembri un sogno. Sei vera? Esisti? Non sei venuta fuori da una fiaba? Come mai sei qui? Da dove vieni? Chi ti ha portato qui? Come mai sei qui?

Rosalia(leva gli occhi un po' tristi, un po' fieri, non trova che una risposta banale) Dove dovrei essere?

Pgnolo(grida) Lontano, lontanissimo, lungi da questo paese zotico e villano, fra gente diversa, con carrozza e cavalli e servi in livrea; non scherzo, che Iddio mi fulmini.

Rosalia Ma se son nata e cresciuta qui, santo cielo.

Pgnolo E ti sei sposata con uno zolfataro.

Rosalia Se non con chi? E che c' di male? Colao non un bravo ragazzo?

Pgnolo Non lo metto in dubbio, giammai; vorrei dirti che meritavi meglio, molto meglio, infinitamente meglio, diamine.

Rosalia(rifattasi pensierosa) Spesso ho pensato di partire per l'America...

Pgnolo Eccellente idea, e perch non sei partita? (Si corregge immediatamente e con grazia) No, hai fatto bene a restare altrimenti come avrei fatto oggi a vivere senza di te? Pardon, quanto sono egoista!

Rosalia Egoista come tutti gli uomini che non si lavano e che non dnno importanza al fatto che in questo paese manca l'acqua. A me piacerebbe andare a vivere in una citt dove ci sia abbondanza di acqua fresca di sorgente: per bere, per lavarmi i capelli: mi gratta la testa e non posso lavarmi.

Pgnolo(come svegliandosi da un bel sogno, alla desolata realt) L'acqua, gi, mi hai fatto ricordare l'acqua. Anch'io son tre giorni che non tocco l'acqua e me l'han portata con i muli dalle Madonie fino al castelletto. Nel continente pigliavo bagno e doccia calda e fredda tutte le mattine e tutte le sere. Rosalia, tu parli bene, io debbo far venire l'acqua direttamente dalle montagne delle Madonie, la mia parola d'onore.

Rosalia(in un gesto di improvvisa felicit, leva le braccia verso il contino) Se portate l'acqua e mi chiedete la vita, io sono disposta a darvela tutta e anche di pi.

Pgnolo La tua vita, Rosalia?

(Cadendo in ginocchio ai piedi della gentile creatura, mormora)

Ma il tuo sorriso mi basta, tutto per me.

(Piega la testa sulle ginocchio dell'adorata amica che chiude il ventaglio per accarezzargli i capelli. Nel cortiletto arabo non si odono che i loro due sospiri. Il cielo si imbrunisce. In quel momento il silenzio viene spezzato da un tenue Angelus seguito dalla cantilena degli zolfatari che rincasano)

Addio, Rosalia. (Sospira baciandole lungamente la mano) Addio, Rosalia, a domani...

Rosalia Non aver fretta di partire. (Con un filo di voce angosciata) I minatori sono ancora lontani, escono appena adesso dalla miniera; ascolta, il loro canto lontano, non nemmeno alle porte del paese, rimani, puoi rimanere, non temere nulla.

Pgnolo Non ho paura di nessuno, ma perch far soffrire Colao che ti vuol tanto bene? Al suo posto io sarei molto geloso di te, tu non hai piet di Colao.

Rosalia Io ho tutto per Colao: piet bene amore dolore affetto di donna e di madre, non voglio vederlo soffrire per colpa mia, lo consolo se soffre per colpa degli altri e lo curo se sta male.

Pgnolo Colao merita tutto il tuo affetto, mio padre mi scrisse una volta delle sue qualit di operaio. Non sar contento di vedermi con te, addio Rosalia, gli zolfatari sono gi entrati nel paese, ascolta: uno gi canta per conto suo alla soglia di casa, un altro piglia la scorciatoia e canta tutto solo per farsi compagnia; gente allegra gli zolfatari, gentesemplice e senza tormenti.

(Il contino innamorato ha appena finito di parlare che spunta sotto l'arco del cortile il marito di Rosalia, lo zolfataro Colao, che porta sulla spalla un gran vaso di ceramica dipinta in cui sta piantata un'alta rosa di zolfo. Colao sosta pietrificato alla vista del Pgnolo in ginocchio ai piedi della moglie. Pallido e sorridente, il contino si alza e, spolverandosi i pantaloni, lentamente dice a Colao, con il pi affabile tono della persuasione)

PgnoloNulla di male, Colao.

(Lo zolfataro non risponde, non si muove, gira gli occhi intorno, prima di abbassarli mortificato. Pgnolo ripete con dolcezza)

Nulla di male, Colao, te lo giuro sull'anima buona di mio padre. Buona sera, Colao. Non mi credi? Colao, se avessi avuto intenzioni malvagie nei riguardi di tua moglie, sarei venuto con lo schioppo; ora io non ho addosso nemmeno un temperino. Ti garantisco formalmente che sono innocente, come l'acqua, e Rosalia pi innocente di me, se ne stava per i fatti suoi ad aspettarti, seduta sulla sedia dinanzi l'uscio. Vuoi sapere di che parlavo io con Rosalia? Facilissimo a dirti, tanto semplice: parlavo del pi e del meno a cagione degli interessi locali del paese circostante. Perci, Colao, non c' ragione di essere geloso, perch veramente questo un paese disgraziato. Rosalia mi diceva che manca l'acqua e quando manca l'acqua manca tutto, e che Iddio ce ne scampi e liberi.

(Senza tremore il Pgnoletto accende una sigaretta e ne porge una a Colao)

Fuma, Colao, posso offrirti una sigaretta?

(Lo zolfataro rimane immobile come un sasso. Il contino riprende)

Io far venire l'acqua. Se non mi credi, mi vedrai alla prova. Buona sera, Colao; buona sera, Rosalia.

(Il Pgnolo fa per andar via).

Colao(sbarrandogli il passo, con freddo furore) Vossignoria non dice tutta la verit.

(Finita la frase, depone ai piedi di Rosalia la rosa di zolfo).

Pgnolo(sperando di distrarre Colao esclama gradevolmente meravigliato) Bellissima rosa, sembra proprio vera, eppure tutta di zolfo, tutta fatta di zolfo. Chi l'ha scolpita un autentico artista.

Colao(sempre furioso) Sono io che l'ho fatta. (Rivolgendosi a Rosalia) Era per Santa Rosalia che ti ha guarita dalla meningite. Ma tu non la meriti.

Pgnolo(grida con ammirazione) Che magnifica rosa! Sei un buono e bravo figliolo, Colao; e la buona anima di mio padre me lo scrisse a Roma: io che ho studiato alle belle arti non saprei, non potrei, non oserei fare altrettanto, con questi petali, con queste foglie cos tenere. (Con voce che tradisce un esagerato stupore conclude) Non le manca che il profumo.

(Ci dicendo, il Pagnoletto tenta di svignarsela, ma lo zolfataro, dandogli una secca manata al petto, lo fa rotolare ai piedi di Rosalia).

Colao Con vossignoria (gli intima) faremo i conti fuori di questa casa, li regoleremo nello stradone, al buio. Rosalia ammalata e non deve vedere il sangue.

Pgnolo Colao, sei pazzo. (Rialzandosi e spolverandosi) Guardami nelle pupille degli occhi; non vedi che sono innocente? Se la gelosia non ti ha reso orbo, mi vedi, mi senti che sono schietto e sincero?

Colao Io non sono cieco, ho visto quel che ho visto, e non sono geloso, ma lo sfregio grande e vossignoria lo deve pagare.

Pgnolo Se mi fai un ricatto pago, son pronto a pagare tutto quel che vuoi, non insisto.

Colao Ricatto di sangue, signor conte.

(Incalza inferocito, entrando in casa e uscendo come un lampo con una lama in mano che offre al rivale)

Prenda questa, vostra signoria, che taglia bene, migliore della mia che sa di ruggine e d'aglio. Venga, venga con me da questa parte, non si faccia pregare.

(Al cospetto delle lame Rosalia si nasconde il viso fra le mani e cos rimane come sprofondata in un pozzo, mentre i due uomini si allontanano l'uno dietro l'altro).

Pgnolo Colao, ma non sei ubriaco? Colao, ma non sei impazzito? Lasciami andare, lasciami perdere, io non ti ho fatto alcun male, e in fin dei conti sono il tuo padrone, mia la zolfara, fino a prova contraria.

Colao Vigliacco.

(Gli grida in faccia, trascinandoselo fuori. Rosalia ode nettamente la voce del Pgnolo rivolta al marito).

Pgnolo Imbecille, perch vuoi che io ti ammazzi?

Colao Traditore, vile, ammazzami se hai coraggio, o difenditi.

Pgnolo Rifletti, Colao, pensaci sopra fino a domani; dammi appuntamento col sole. Io non ho paura di te. Ragiona, testa matta. Ma che male ti fo fatto?

Colao Tu lo sai, con rispetto parlando: vossignoria lo sa, tutto il male che han fatto a noi poveri zolfatari i Pgnoli di padre in figlio, ivi compresa la buona anima di suo padre.

Pgnolo Non bestemmiare il suo nome a torto, Colao, te lo proibisco, parlami male di tutti eccetto della santa anima del mio genitore. Io non c'entro nelle faccende della zolfara. Io sono appena arrivato dal continente e subito giunto ho pensato all'acqua.

Colao Spudorato bugiardo, tu parli dell'acqua con quella tua faccia di brigante. Si inginocchi, signor conte, e raccomandi l'anima a Dio.

Pgnolo Perdonami se mi credi colpevole, gi il coltello, assassino di un Colao.

(Rosalia ode il Pgnolo gridar di dolore, e quindi silenzio attorno alla casa, il silenzio della tragedia. Colao riapparesconvolto, stracciato, con l'arma insanguinata in mano e, barcollando come se fosse ubriaco, va a cadere ai piedi della moglie e scoppia a piangere).

Colao Rosalia, dove sei? non ti vedo pi.

(La donna rimane immobile, con la faccia nascosta fra le braccia, non risponde alle parole supplichevoli del marito, che riprende)

Non scappare, a te non faccio alcun male, tu sei innocente. Per te era la rosa che ho fatta con lo zolfo, io non voglio pi nulla, mi attende l'ergastolo, ma non ci voglio andare, preferisco morire. Colao muore, Rosalia, Colao va a morire anche lui, muore Colao nella zolfara, ma la zolfara brucia; vado a mettere il fuoco alla zolfara dei Pgnoli.

(Colao sparisce nello stradone barcollando, grida ancora una volta)

Muore Colao ma la zolfara brucia, s, brucia.

Voce Dove vai a quest'ora, Colao?

Colao Vado ad appiccare il fuoco alla zolfara.

Voce Come mai ti presa la voglia di scherzare?

Altra Voce Dove vai a quest'ora, Colao?

Colao Vado ad appiccare il fuoco alla zolfara.

Altra Voce Possibile?

Colao S, vero, come vero che se andate verso casa mia trovate sotto il gelso il figlio del Pgnolo e il suo cavallo bianco.

Altra Voce Smettila di bere, Colao, quando si ha una mogliettina bella come la tua non si va all'osteria.

Rosalia (nella sua mente sconvolta ma lucida ha seguito Colao dalla casa alla zolfara, scoprendosi lentamente il viso. Con voce sfinita dallo spavento) Pilucchera, Pilucchera!

La Pilucchera(sbucando dal suo nascondiglio nel cortile; fra le dita tiene una corona del santo Rosario)

Santa Rosalia benedetta miracolosa, e dire che oggi la tua festa, che brutta festa!

Rosalia Hai visto, Pilucchera, hai sentito?

La Pilucchera Ho tutto visto, ho tutto sentito. (Facendosi il segno della croce tre volte, a larghi gesti) Opera del demonio: questa una casa percantata e stregata, qui c' la maledizione, ora vengono i carabinieri e ci arrestano.

Rosalia(tenendo gli occhi fissi nel vuoto) Ma che succede, Pilucchera?

La Pilucchera Povero il Pagnoletto! (Piagnucola, andando e venendo dal gelso nel cortile senza darsi pace) Suo padre s che era cattivo, ma lui no. L'albero pecca ed il ramo che punito, dice l'antico proverbio. Dio che spavento.

(La Pilucchera gira come un trespolo seguita dallo sguardo attonito di Rosalia).

Rosalia(levandosi improvvisamente, grida) Ho paura, Pilucchera, non mi lasciar sola, mi ripiglia la meningite. La zolfara brucia. (Lamentosamente, senza volgere lo sguardo dalla parte dell'incendio)

E Colao brucia con la zolfara, nella zolfara. Colao pazzo! PazzoColao!

La Pilucchera Colao pazzo e assassino, oh la bella zolfara, e Colao la brucia. Mancava l'acqua, ora mancher anche il pane. Tutti corrono alla zolfara che brucia, tutto il paese brucer con la zolfara, qui tutto zolfo, e non c' acqua per spegnere il fuoco. La puzza dello zolfo arriva fin qui, moriremo asfissiati.

Rosalia Ho paura, Pilucchera. (Grida) Fammi andar via da questa casa.

La Pilucchera Tu non ti puoi muovere, dove vuoi andare se sei malata?

Rosalia Ho sete, ho sete e non c' acqua.

La Pilucchera Ce n' ancora un gocciolino di quella fresca nel bombolino che ho nascosto sul davanzale della finestra che guarda la tramontana.

Rosalia Tu non conosci la mia sete, io voglio l'acqua di sorgente delle Madonie.

La Pilucchera la stessa. Faresti bene a riposarti la mente stanca, tu stai sognando ad occhi aperti.

Rosalia(alla Pilucchera dopo un breve silenzio) C' ancora il cavallo del Pgnolo dietro la porta?

La Pilucchera C' il meschinello, cavallino bianco che aspetta il suo padrone, e il Pagnoletto non si lamenta pi, ma non si alza da terra.

Rosalia Dio che orrore. Guarda, Pilucchera, se ha ancora a posto le staffe, le redini e la sella, guarda bene se ancora bardato.

La Pilucchera Per far che, sventatella?

Rosalia Io so andare a cavallo. Se non scappo subito i carabinieri mi verranno ad arrestare. Sono piena di rimorsi. Sono stata io a trattenere il Pagnoletto ai miei piedi.

La Pilucchera Non l'hai fatto apposta. Iddio ti ha gi perdonata, non piagnucolare, figliola mia, che ti fa male alla salute.

Rosalia Era cos gentile.

La Pilucchera Pi che gentile.

Rosalia E cos sincero.

La Pilucchera Era bello ed era ricco.

Rosalia Ora gli zolfatari furiosi verranno per impiccarmi alla trave dei pomodori. Tutti grideranno: stata la moglie di Colao . Sentili, Pilucchera, affila l'orecchio...

La Pilucchera Lasciali gridare, son tanti cani che abbaiano e non mordono.

Rosalia Fammi fuggire, Pilucchera. Ma per svignarmela ho bisogno di sentirmi forte: dammi un uovo fresco con un dito di marsala.

La Pilucchera Sbatto l'uovo nel marsala?

Rosalia No.

La Pilucchera ancora caldo, l'ha fatto la pollastrina che canta di notte.

Rosalia(afferra l'uovo e se lo porta alla bocca: bevendolo rumorosamente, fra un sorso e l'altro, dice alla Pilucchera)

Tu mi vuoi bene, Pilucchera, prenditi la mia roba, prenditi la mia casa, ti regalo tutto.

(Finito l'uovo, beve un po' di marsala. Quindi sospira, sollevata)

Ora mi sento forte, senza la minima pazzia. Meno male che so andare a cavallo.

(Cos farneticando, va come una sonnambula verso la strada, tenuta per mano dalla Pilucchera)

Cavallino bianco (mormora dolcemente, palpando la bestia), tu s che sei buono come il pane, anche tu hai sete. Portami sulle Madonie, l dove sorge l'acqua che ci disseta l'anima e il corpo. Pilucchera, sciogli il cavallo dal gelso, Pilucchera.

(La vecchia obbedisce, quindi aiuta Rosalia a montare in sella)

Addio, Pilucchera.

La Pilucchera Addio, Rosalia.

(Il cavallino si allontana sulselciato, portando addosso la regina delle zolfare. Con le mani in testa, la Pilucchera rientra nel cortile, fattosi scuro. Rimasta sola, esclama)

Santa Rosalia, questo l'inferno.

(Piglia il cofanetto pieno di sale grosso che sta alla soglia della casetta e si mette a spargere con forza pugni di sale un po' dovunque nel cortile e dentro l'abitazione). Sale! sale!

(Sempre pi nervosa, scagliando manate di sale)

Sale, sale, sale contro gli spiriti maligni dell'inferno! Sale grosso, grosso sale, sale, sale, sale! (Un raggio di luna illumina il cortile, nel punto ove posata la rosa di zolfo).


QUADRO QUARTO

Coro Ah, come si galoppa bene nel sogno ad occhi aperti, non vero, Rosalia? Galoppa, galoppa, o reginetta delle zolfare, dal paese senza acqua alle pi alte sorgenti cristalline. Non una donna ma una piuma porta addosso il cavallino bianco che salta i fiumi d un balzo e scavalca le alture e affronta le salite mulattiere a grande velocit. Niente schiuma alla sua rosea bocca, niente fuoco alle sue aperte narici, niente faville ai suoi zoccoli d'oro, bravo bravissimo il cavallino del Pgnolo, dagli occhi fosforescenti che fan concorrenza alla luna piena. Canta, canta, Rosalia, la canzone della libert riconquistata, la canzone di tutte le acque di Sicilia. Acque gazzose, acque purgative, acque radioattive, acque digestive di qua e di l, olal, ol ol. Non parliamo poi del comportamento aristocratico di donna Rosalia in arcione. La direste un'amazzone che altro non ha fatto nella sua vita. Non una brutta piega prende la sua larga veste che sventola unitamente alla folta e lunga coda dell'animaletto. E corri salta vola che sei un amore, fino a raggiungere dal livello marino la bellezza di duemila metri d'altezza. Cose che succedono nel sogno, e infatti Rosalia sta sognando ad occhi aperti la pi bella avventura della sua monotona vita. Il mormorio di una fonte pi cullevole pi dolce e pi graziosa delle altre incontrate la decide a fermarsi: un crepuscolo verde e rosa meraviglioso.

Rosalia Eccomi finalmente ai piedi di una sorgente.

(Palo indicatore: Montagna delle Madonie 2000 m.. La sorgente sorvegliata, custodita, vigilata giorno e notte, e in tutte le stagioni, dal carabiniere delle Madonie, un giovane di vent'anni che ad altri non poteva rassomigliare che a un Colao in uniforme; non avviene altrimenti nel sogno d'un personaggio che riappare in altre spoglie, in una smagliante uniforme dell'epoca umbertina, decorato e sfolgorante come se stesse di guardia al Quirinale, in un d di gala: tiene il moschetto al piede e la cartucciera a tracolla e se ne sta seduto su un sasso, con un gomito al ginocchio e una mano alla fronte, pensoso).

Colao(da carabiniere) La Conca d'Oro bella, ma io a star qui solo soletto mi annoio. Ecco Palermo (puntando il dito verso il mare) la citt dei piaceri, sembra di poterla prendere con le mani, e che belle donne.

(Si mette a sbadigliare. Quindi tira fuori dalla saccoccia del pantalone un mazzo di carte da gioco, le guarda a una a una, le ritira dentro tristemente)

Non mi va di giocherellare a carte tutto solo.

(Si porta alle labbra lo scacciapensieri e fa uno sforzo inaudito per ricordarsi della sua canzone preferita)

Quella canzone! Perdo la memoria in montagna. Proviamo lo zufoletto.

(Imbocca lo zufoletto, e dopo qualche melanconica nota, lo ricaccia in tasca).

Non mi va, non mi va n di cantare n di suonare e tanto meno di giocare a carte: a scopa o briscola o tressette che sia. E se provassi a scrivere una lettera alla mia fidanzata prima che vada via il sole?

(Il carabiniere solitario prende un foglio, estrae la matita che bagna in bocca e comincia a scrivere)

Carissima adorata Rosalia, con questa presente ti vengo a dire che la mia salute si porta bene come spero di te. (Ci pensa sopra. Quindi si dice scoraggiato) Ho tante cose importanti da comunicarle e non mi vengono in mente che di notte quando mi sveglio. No, veramente non ho voglia di scrivere, proviamo a leggere quel bel romanzetto che mi appassiona tanto? Dove l'ho messo? Eccolo. (Lo apre e comincia a leggere) O miei lettori, o mie lettrici, questa la triste storia di una fanciulla bella buona e virtuosa che fu abbandonata la stessa notte delle sue nozze da un vile seduttore che la ingann, rapendola all'amore materno. Che vigliacco!(Quasi singhiozzando, asciugandosi una lacrima) E per di pi ho fame. Ho sempre fame su questa montagna. (Cos dicendo, va alla sorgente e beve a lungo) L'acqua fa passare l'appetito, spegne la fame e gli incendi. E se provassimo a fumare? Se non mi inganno, deve restarmi una cicca.

(La cerca in tutte lesaccocce fin che la trova e, facendosi fuoco con un'esca sulla pietra, la accende, si mette a fumare, bruciandosi presto le dita e le labbra. Lo scalpitio di un cavallo lo distrae dai suoi oscuri pensieri)

Oh! (Levandosi e tendendo l'orecchio verso la valle) Chi si fa vivo a quest'ora da queste parti? Non sar forse il maresciallo?

(Il carabiniere si nasconde e trattiene il respiro. Lo scalpitio si avvicina fin che cessa e scende da cavallo Rosalia ai piedi della sorgente).

Rosalia(mormorando) L'acqua, l'acqua, tanto desiderata, l'acqua che lava l'anima dai rimorsi, l'acqua che purifica da tutti i peccati, l'acqua vera, la vera acqua di sorgente montana, l'acqua delle Madonie ce l'ho nel cavo delle mie mani, se non fossi stanca morta mi laverei dalla testa ai piedi, non c' che l'acqua del cielo che fa dimenticare la casa stregata, la zolfara, il mio delitto di assassina peccatrice. (Comincia a sbottonarsi l'abito).

Colao(saltando fuori dal nascondiglio) Mani in alto! (Per la seconda volta il carabiniere puntando il moschetto al nudo petto) Mani in alto!

Rosalia(stupita, indietreggiando e levando le mani) Un carabiniere? Un carabiniere proprio qui? (Tenta di fuggire, ma il carabiniere le afferra la veste e abbassa il moschetto).

Colao Dio come rassomiglia alla mia fidanzata Rosalia.

Rosalia Rassomiglia tutto a Colao questo carabiniere, forse Colao. Ma tu sei Colao.

Colao Io Colao? (Inviperito) C' errore di sicuro, fino a prova contraria io mi chiamo Basilico, ho lo stesso nome della pianta profumata che si mette nell'insalata di pomodori e peperoni in estate.

Rosalia(fissandolo intensamente negli occhi) Dio, come rassomigli a Colao.

Colao Colao... Colao... (Cercando nella sua memoria) Non forse quel tale che ha bruciato la zolfara?

Rosalia(trasalendo) E voi come fate a saperlo?

Colao Non difficile, brucia ancora la zolfara: guardate, la si vede di qui; tutti corrono lontano per non respirare la puzza dello zolfo che brucia e che arriva fin qui sopra.

Rosalia(piagnucola guardando laggi e nascondendo il viso fra le mani) La bella zolfara, la zolfara della mia infanzia e del mio amore senz'acqua e con le lacrime.

Colao Oh, bella, ma a voi che ve ne importa della zolfara? Non mica vostra, non siete voi la proprietaria della zolfara dei Pgnoli.

Rosalia Se avessi sposato il contino invece che Colao sarei a quest'ora la padrona di Sperlinga e di Carini e di non so quanti feudi. Io stessa non so perch ho detto di s davanti al signor sindaco per un povero ragazzo zolfataro.

Colao Se vi vuol bene e se gli volete bene, uno zolfataro vale quanto un latifondista.

Rosalia Siamo d'accordo, ma noi due non ci siamo incontrati qui per ragionare, voi dovete fare il carabiniere ed io l'assassina; arrestatemi perch sono stata io a mettere il fuoco alla zolfara.

Colao(deciso) Anzitutto, debbo stendere il processo verbale per i miei superiori. (Prende carta e matita) Come vi chiamate? Quanti anni avete? Da dove venite? Dove avete preso quel cavallo bianco?

Rosalia Ho tanto freddo che non so pi parlare, qui il freddo scende di colpo con la rugiada della sera, ho bisogno di rianimarmi contro la meningite maligna, datemi un sorso di liquore, non ce l'avete a portata di mano?

Colao Siete matta, dove lo piglio? Se mi date il tempo vado al rifornimento, ma non ci abbiamo che vino nero delle terre forti a venticinque gradi, che buono a stroncare la malaria pi del chinino. Se lo accettate, vado a prenderlo, altrimenti bevete acqua.

Rosalia Un sorso di vino nero Io bevo subito, anche se mi fa girar la testa.

Colao Corro a pigliarlo, ma nel frattempo non tentate di scappare, perch io, come vero che mi chiamo Basilico, vi scarico il mio moschetto sulla schiena.

(Mentre il carabiniere e la donna parlano cos, un giovane brigante sta in agguato a pochi passi di l, protetto dalle foglie)

Avete anche fame?

Rosalia S, pi che fame un languor di stomaco provocato dall'emozione.

Colao Pane nero e formaggio pecorino posso portarvi dal rifornimento. Lo accettate? Ne avete voglia?

Rosalia Ma certo, correte.

Colao(con uri sospiro, avvicinandosi a Rosalia) Dio, come rassomigliate alla mia fidanzata. A dire il vero siete pi bella pi fine pi elegante della mia Rosalia. (Sta per andar via, quando ritorna per dirle all'orecchio) Ditemi la verit: non siete la principessa di Sperlinga e di Carini?

Rosalia Son figlia e moglie di zolfataro che ha fame e sete.

Colao Corro, corro subito. Mi sembra di sognare e qui non c' nessuno che mi pu dire se sogno o sono sveglio.

(Non ha detto queste parole che gi il giovane brigante s'apre un varco fra gli spessi rami selvaggi).

Rosalia Che ti piglia che tremi tutto? Hai freddo? Non ti scalda la mantellina d'ordinanza?

Colao Tremo al pensiero che se mi allontano per andarti a pigliare ai rifornimenti il pane, il cacio, il vino, al mio ritorno non ti trover pi.

Rosalia Corri, morettino, vai a prendermi damangiare, per piet. Io svengo dal languore, mi sento venir meno sulle gambe. Corri, io non vado via, ti aspetto come un ciuco spelato attende i cardi.

(Il carabiniere si alza, d uno sguardo intorno d'esplorazione).

Colao Nasconditi dietro queste foglie, cos, non fiatare, non ti muovere, corro.

(Il carabiniere si allontana. Si avvicina il brigante, non che il Pgnolo, porta addosso un pesante mantello color cielo e trapunto tutto di stelle, largo e lungo per tre. Si copre il capo con un cappello a pan di zucchero, tiene in mano un vecchio trombone e ha la pancia coperta di una abbondante cartucciera).

Pgnolo Ragazze della citt, siate previdenti la prossima volta, non andate a passeggio, anche in estate, la sera, senza mettervi uno scialle sulle spalle, altrimenti finirete come Jana, che mor di freddo sulle montagne gialle.

Rosalia(cadendo seduta su un sasso) Un brigante, che paura.

Pgnolo(ridendo) Siete fra la padella e la brace, tra un carabiniere e un brigante. Niente paura, principessina, ho sentito che avete freddo, ed eccovi il mio mantello.

Rosalia Che serata emozionante, me ne capitano di tutti i colori.

Pgnolo Un brigante che pi gentile di un carabiniere, ripeto, niente paura, principessina.

Rosalia(leva gli occhi sul viso del brigante con grande stupore) Che strana coincidenza.

Pgnolo Quale?

Rosalia Il carabiniere rassomiglia a Colao... e voi...

Pgnolo Ed io, a servirla?

Rosalia Voi, mi ricordate...

Pgnolo Chi mai, di grazia?

Rosalia Non potrete mai indovinarlo.

Pgnolo Ho la fantasia debole.

Rosalia Non quanto me che ho avuto la meningite.

Pgnolo Fate uno sforzo e ditemi chi vi ricordo.

Rosalia Presto detto: un giovanotto ricco bello elegante grazioso gentile, del casato dei Pgnoli di Sperlinga e Carini.

Pgnolo(con gradevole sorpresa) proprio vero, tutti me lo dicono: il contino del Pgnolo, il Pagnoletto, ed io, ci rassomigliamo come due gocce d'acqua, siamo stati in collegio insieme a Palermo. Certi spassi che ci siamo presi insieme! Il Pgnolo di Sperlinga e Carini, s che me lo ricordo. E dove mai andato a finire? Da che mi son dato alla macchia l'ho perso di vista.

Rosalia finito male per colpa mia. (Sospira).

Pgnolo Eravate la sua amante?

Rosalia No.

Pgnolo Domanda inutile, perch ve l'ho fatta? Ingenuo di un brigante! Come sarebbe inutile chiedervi perch siete qui fra queste gole fredde e sinistre; io non vi domando nulla, non sono come il carabiniere che in nome della legge vi chiede nome cognome paternit, quanti anni avete, se siete sposata o nubile. Io trovo cosa naturale che voi siate qui, come naturale che ci sia io, voi a far la sgualdrina io a far il fuorilegge. Qui o l, sopra o sotto fa lo stesso. Non mi stupisco di nulla. Anche se siete fine bella elegante come una principessa non mi fa meraviglia.

Rosalia Non vi fa meraviglia che rassomigliate al Pgnolo come se foste il suo fratello gemello? Anche il neo spinoso avete come lui sotto il mento.

Pgnolo Mi fate capire che vi era molto simpatico il Pgnolo. (Deciso, il brigante propone a Rosalia) Fuggiamo, non c' tempo da perdere, venite con me.

Rosalia Dove?

Pgnolo Nella mia dimora segreta.

Rosalia lontano di qui?

Pgnolo Un'ora di cammino andando svelti.

Rosalia Sono stanca, non mi reggo in piedi e ho fame.

Pgnolo E se vi porto io sul cavallo bianco? Facciamo presto, mia bella, il carabiniere si avvicina, corre come un daino, scavalca le montagne, salta i fiumi e i laghi per arrivare a te. L'hai stregato quel ragazzo, fai presto perch non siamo nella realt ma nel sogno, bada che stiamo sognando e nel sogno tutto rapido come nella pellicola.

Rosalia Che bravo ragazzo, un modello di bont.

Pgnolo Bravo ragazzo un corno. C' una grossa taglia sul mio capo, e lui fa di tutto per guadagnarsela, sta qui per questo, una questione di vita o di morte, se non mi uccide lui debbo ucciderlo io, e a me non mi va di fargli del male, preferisco svignarmela, in tua compagnia possibilmente.

Rosalia Glielo dir di non farvi alcun male, non la prima volta che un brigante e un carabiniere vanno d'accordo.

Pgnolo O immacolato candore. Che ingenuit! Stanno insieme i briganti e i carabinieri d'operetta, ma non quelli che come noi due fanno sul serio il loro mestiere.

Rosalia Fuggirei volentieri con te, ma non posso andar via, gli ho promesso di attenderlo qui.

Pgnolo Costringi anche me ad attenderlo, pur di non lasciarti. O capricciosa Rosalia, sei stata sempre cos nella tua vita? Bada che se io lo attendo sar con l'arma al piede. Mi dispiace di ammazzarlo perch veramente un bravo ragazzo, conosco tutta la sua famiglia che sta a Carini, lo compatisco, si guadagna il pane come tanti altri poveracci. Figurati che da sei mesi sta qui per catturarmi, che miprenda vivo o morto incasser forte taglia. Ci sopportiamo a vicenda, anch'io ho avuto cento occasioni di fargli la pelle, ma fingiamo di non vederci. Tu mi costringi adesso a sbarazzarmi di lui. Cattiva! Fai pagar troppo caro il tuo fascino e la tua bellezza.

Rosalia Non saprei scegliere fra te e lui, ecco la verit.

Pgnolo Ragion per cui se non avessi una punta d'ernia ti porterei via con la forza nelle mie braccia come una piuma, non sono i muscoli n il coraggio fisico e morale che mancano al sottoscritto. Porca l'oca, ecco che arriva! Non gli resta che raccomandarsi l'anima all'Onnipotente. Il dado tratto. Tu Rosalia, mettiti da parte e otturati gli orecchi se non ami i colpi di fucile. (Cos dicendo, spiana il trombone nella direzione del carabiniere) Alto l, Basilico!

Colao Alto l, tu, brigante Sperlinga, finalmente possiamo regolare i conti che da sei mesi stavano in sospeso. Sappi che c' una forte taglia sul tuo capo.

Pgnolo Lo so che la vorresti riscuotere tu, e la incasserai ma non qui.

Colao E dove allora, pezzo d'asino che sei?

Pgnolo Nell'inferno la riscuoterai.

Colao La piglier qui e mi ritirer a fare il latifondista. Tu sei armato di trombone che si carica con i chiodi, i cocci di vetro e la sabbia, mentre io sono armato d'un moschetto ultimo modello svedese.

Pgnolo Perci ti propongo di accettare la singolar tenzone ad armi eguali, per esempio uno per ciascuno, un coltello catalano a serramanico.

Colao Prima della lama voglio farti assaggiare il piombo del mio fucile, voglio buttarti gi come una quaglia.

Pgnolo Non tirare ancora (rinculando), non elegante un duello fra uomini d'onore sotto gli occhi di una donna troppo sensibile, potrebbe abortire se caso mai fosse incinta o perdere i sensi, e noi abbiamo nulla per rianimarla.

Colao Ti seguo, bel parlatore, presto la tua lingua finir di far chiacchiere.

La Pilucchera (rampando viene fuori dai cespugli, inosservata dai due avversari giunge ai piedi di Rosalia. A bassa voce) Sono io, Rosalia.

Rosalia Tu qui, Pilucchera? (Con gioia) Come hai fatto ad arrampicarti fin quass? Chi ti ci ha portato?

La Pilucchera Le mie gambe di ferro, Rosalia. (Con un sorriso di soddisfazione) Sapevo che bisognava correre volare per toglierti dai guai: quel che ho fatto senza farmi pregar da nessuno.

(In questo preciso momento si ode la voce di Basilico che scaricando il suo moschetto sul brigante grida con fervore)

Colao Avanti, Savoia!

Pgnolo(sempre correndo) Mira giusto, Basilico, mettiti gli occhiali, non la darai da bere a me che vuoi far bella figura agli occhi di Rosalia, non per amore vuoi uccidermi, ma per la taglia. Scarica pure il tuo moschetto, quando avrai finite le tue cartucce comincer io.

La Pilucchera(implora Rosalia) Che aspetti per metterti in salvo? Fugg ora che fai in tempo, scappa, salvati sul cavallo bianco, aspetti forse di venire ammazzata anche tu? Fa presto una pallottola cieca e avvelenata all'aglio a rimbalzare fin dentro il tuo seno di vergine.

Rosalia Dio ti ha mandata qui per salvarmi.

La Pilucchera Sono tre giorni e tre notti che cammino fra queste montagne per giungere a te.

Rosalia Lo vedo che hai logorato le tue scarpe di ferro.

La Pilucchera Ho camminato con tre brutte notizie in corpo che mi han dato continua dissenteria: uno, il Pagnoletto morto e sepolto; due, Colao finito asfissiato nella zolfara; tre, la zolfara brucia ancora, i carabinieri ti cercano e la folla ha distrutto la tua casa.

Rosalia Me l'aspettavo.

La Pilucchera lo non ho messo in salvo che la tua rosa di zolfo.

Rosalia Oh, la rosa di zolfo, che simbolo della gelosia d'amore, hai fatto bene a portartela via.

La Pilucchera Eccola qui la bella rosa di zolfo. (La tira fuori dal petto).

Rosalia Grazie, Pilucchera, mi porter fortuna.

La Pilucchera Mettitela nel petto e fuggi, fuggi, io ti cercher, io ti trover, so dove cercarti, ti ritrover ancora, non ti perder.

Rosalia mia intenzione di andare a Palermo, conosci la strada della vicara? L ti aspetto, mi voglio dare alla bella vita.

La Pilucchera Ottima idea, la bella vita l'ho fatta anch'io a Palermo, quando ero giovane e bella.

Rosalia Ma non ti ha fruttato abbastanza per comprarti una fattoria con forno stalla e palmento.

La Pilucchera La colpa mia perch ero una sentimentale e mi innamoravo del primo venuto; se non si venali, a Palermo non ci si arricchisce. Purtroppo nel quartiere della vicara il cuore piglia il posto della ragione con tanti organetti di barberia che ci sono; che vuoi, a forza di canzoni napoletane ti si ammorbidisce l'anima.

Rosalia Star in guardia.

La Pilucchera Occhi aperti e fatti pagare in anticipo da quei camorristi che ti sanno pigliare con le belle parole e le cassatelle di pistacchio e mandorla, altrimenti finirai come me: Pilucchera a novant'anni.

Rosalia Arrivederci a Palermo.

La Pilucchera Ma non andar via senza gettarmi addosso il mantello del brigante: ammessa l'ipotesi che vengano l'uno e l'altro, il carabiniere e il fuorilegge, e non ti trovino, presto fatto, si metteranno d'accordo per inseguirti e ti raggiungeranno. Allora, per evitare che tu venga presa io ho inventato uno stratagemma: mi allungo qui per terra sull'erba, coprimi col mantello, spiegalo largo su di me e far finta di essere te, la bella Rosalia addormentata.

Rosalia(nasconde la vecchietta nel mantello) Stai bene cos?

La Pilucchera Come in una casa col tetto. Lasciali venire i due malandrini, avranno da fare con me che sono una vecchia gallina e non come te pollastrella di primo pelo.

Rosalia E allora, addio Pilucchera, scendo a Palermo, mi d alla bella vita.

La Pilucchera(nella coperta stellata, allungata per terra) Ah, Palermo! Oh, la bella vita, come ti invidio. Addio Rosalia, arrivederci presto nel quartiere della vicara.

Rosalia(andando verso il cavallo bianco) Ti aspetto.

La Pilucchera Ascolta ancora, non potrai sbagliarti: una casetta a un solo piano, con gelsomino e geranio al balcone, i clienti son tutti spendaccioni e sentimentali, io ti dico che farai fortuna se saprai mostrarti cinica, saremo ricchi. Porta i saluti della Pilucchera ai vicini, forse son vivi; capirai, io ti parlo di settant'anni fa.

(Ricaccia la testa nel mantello e se ne rimane allungata per terra, immobile, mentre Rosalia sparisce sul cavallo bianco per la scorciatoia che porta a Palermo. La sera scende in fretta e il cielo si ricama di stelle. Il carabiniere giunge trafelato, va verso il mantello spiegato sull'erba e chiama Rosalia. La vecchietta non risponde).

Colao(mormorando) Poverina, dorme, la stanchezza l'ha atterrata come pure la fame, e in pi l'emozione. Dormi, Rosalia, io mi vengo a coricare vicino a te senza svegliarti n disturbarti. Ora che ho liquidato il brigante Sperlinga sono contento, tutti i giornali domani parleranno di me: mi becco la grossa taglia e mi ritiro a Palermo con questa principessina delle zolfare che venuta a trovarmi fin quass.

(Si inginocchia dinanzi al corpo immobile della Pilucchera, e con un soffio di voce)

Rosalia!

(La chiama di nuovo, dolcemente, fischiettando come un usignolo)

Rosalia. Ma che sonno di piombo.

(Bacia ripetutamente il mantello stellato)

Rosalia, siamo finalmente soli tu ed io, figli entrambi dell'amore, schiavo son dei vezzi tuoi, mi odi? Schiudi gli occhi, Rosalia, io metto a tua disposizione la grossa taglia che domani riscuoter allo sportello del Banco di Sicilia.

(Il carabiniere depone il moschetto e la cartucciera su un sasso a qualche passo di l e ritorna alla bella addormentata)

Per ammazzare Sperlinga ci son volute tutte le cartucce, non me ne rimasta nemmeno una, che pelle dura quel bandito! Se per disgrazia mia fosse vivo, come farei ad ammazzarlo di nuovo senza cartucce quando lui non ne ha usata nemmeno mezza? Ma siccome veramente defunto, meglio non pensarci sopra due volte.

(Soddisfatto di s. il carabiniere si libera della visiera piumata, della giubba, dei pantaloni, degli scarponi, e in punta di piedi, delicatamente, si infila nel mantello, allungandosi con molto tatto e discrezione al fianco della Pilucchera. Nel silenzio perfetto che si fatto si ode il canto di un uccello notturno e nient'altro. Dopo il carabiniere la volta del brigante che niente affatto morto n ferito ritorna sui suoi passi per venire a ritrovare Rosalia. Si avvicina al mantello stellato in punta di piedi e a bassa voce chiama Rosalia. La Pilucchera non risponde).

Pgnolo Dorme la poverina, si vede che la fatica e l'emozione hanno avuto ragione del suo desiderio d'amore. Sfido, c' di che, lasciamola dormire.

(Accarezza la sua cartucciera e mormora pienamente soddisfatto)

Tutte le mie cartucce sono intatte, io non ho sparato un solo colpo del mio vecchio trombone. Povero Basilico, che mi crede morto, e con la bella taglia in saccoccia. Brutta sorpresa per lui domattina quando si presenter agli sportelli del Banco di Sicilia a Palermo.

(Sperando di poter svegliare senza scosse Rosalia, canticchia)

Fila fila la lana del suo scialle... . Meno male che le ho dato il mio spesso mantello altrimenti non si sarebbe risparmiata una polmonite doppia.

(Si leva il cappellaccio, depone il trombone e la cartucciera su un sasso a parecchi passi di distanza e dalla parte opposta a quella del carabiniere, quindi si toglie il giubbone, i pantaloni e i gambali e in mutande si infila sotto il mantello e si allunga al fianco della Pilucchera, esclamando)

Che buon profumo di Parigi!

(Si copre anche la testa per proteggersi dalla rugiada che cade abbondante quasi come pioggia, e non si muove pi).

Colao(di sopra alla coperta e tremando come una foglia) Non possibile che sia il brigante Sperlinga che io coi miei propri occhi ho visto cadere in un lago di sangue mortalmente colpito dalle pallottole del mio moschetto. Se non lui come io credo e spero, chi sar mai? E se per mia sfortuna lui, come far a sottrarmi alla sua vendetta io che non ho una sola cartuccia e lui che ha il suo trombone carico? Peggio ancora se mi inviter a battermi con lui in singolar tenzone ad armi eguali cio coltello a serramanico catalano.

(Il carabiniereleva, cos dicendo, la testa dalla coperta per assicu-rarsi che il suo vicino proprio il brigante. Il brigante a sua volta non tarda a rendersi conto della spinosa situazione).

Pgnolo Chi me lo avrebbe mai detto che io una bella sera avrei dormito accanto al carabiniere che sogna di incassare la taglia che pesa sul mio capo? No, non posso immaginare che sia il carabiniere Basilico che io coi miei propri occhi ho visto scivolare di roccia in roccia alla volta di Palermo e del Banco di Sicilia. Se non lui, come io credo e spero, chi sar mai? E se per mia sfortuna fosse lui, come far a sottraimi alla sua ira io che, pur avendo il trombone carico, non ce l'ho a portata di mano? Peggio ancora se mi inviter a battermi con lui a singolar tenzone e ad armi eguali cio coltello catalano a serramanico. Chi me lo fa fare ora che ho incontrato la donna dei miei sogni?

(Cos dicendo, il brigante leva la testa dalla coperta per assicurarsi che il suo importuno vicino proprio il carabiniere. Ha appena drizzato il capo che Basilico, vedendosi scoperto, si ricaccia sotto il mantello; dal suo canto Sperlinga fa altrettanto, certo di essere stato individuato dall'avversario. Basilico attende un po' prima di ritentare la sua ispezione. Ma anche questa volta si vede sorpreso dal brigante che anche lui ha atteso per rimetter fuori la testa. L'uno e l'altro fanno presto a ricacciarsi dentro fino alla estrema punta dei capelli, giurandosi di non ricominciar pi l'identica manovra).

La Pilucchera Ora tocca a me di approfittare della confusione per svignarmela, che se rimango fino all'alba questi due energumeni mi strozzeranno come una vecchia gallina.

(Attende cos, sperando di sentirli russare e, quando certa del loro sonno profondo, osa levar la testa dal mantello. Purtroppo, proprio in questo momento, prima il carabiniere e quindi il brigante mettono fuori sii occhi dalla coperta. Vistisi tutt'e tre spiati, si rifilano fulmineamente nella buia lana).

Colao Se potessi avere in mano il mio moschetto e alla bocca del mio moschetto innestar la baionetta, potrei fargli paura.

(Presa questa decisione, Basilico si solleva sul busto e sta per alzarsi e andare a prendere il suo fucile quando il brigante, che aveva nel frattempo presa la stessa decisione, si leva anche lui sul busto. L'uno e l'altro vedendosi scoperti a vicenda si sprofondano fulmineamente nella coperta, e non si muovono pi. La Pilucchera, rassicurata della immobilit assoluta dei suoi vicini, si leva e sparisce nella boscaglia alla volta della Conca d'Oro sulle tracce di Rosalia. Dopo la sua scomparsa, primo a pigliar la parola il brigante).

Pgnolo Basilico, il mantello mio, vai a dormire nel tuo.

Colao(rassicurato dal tono amichevole della voce del brigante) Scusa, scusa del disturbo.

Pgnolo Prego...

(Si avvoltola in tutto il suo mantello, mentre Basilico si alza e si allontana in mutande, portandosi sotto il braccio giubba, pantaloni, scarponi, cartucciera vuota e moschetto scarico).

Coro Quindi la notte nelle Madonie ritorna serena, altro non si ode che la musica della sorgente accompagnata dal canto di un cuculo.


QUADRO QUINTO

(Nell'angiporto di Palermo, all'angolo di una viuzza di mafiosi, sorge una casetta verde e rosa a un solo piano con il balcone di ferro battuto ornato di gerani e gelsomino arabo gi sbocciato. Un fanale addossato all'angolo, alla sera, quando acceso, da alla casetta un po' di civetteria. Filtra dalle persiane una debole luce rosea. Sopra la casetta e tutto intorno domina il mare, con le barche dei pescatori. Questa sera la canicola si sente fin nell'angiporto. Ma la Pilucchera se ne sta vestita, come d'inverno sulle montagne delle Madonie, accovacciata sulla soglia della casetta e mormora il rosario, servendosi della sacra coroncina che ha in mano. Dietro le persiane, Rosalia spia la strada. Sotto alla casetta, non lontano dal fanale, seduto su una pietra, un docker di vent'anni (non che Colao) gratta pian pianino la chitarra: indossa pantaloni azzurri e larghi in basso, una fascia di seta gialla gli copre il ventre, ha il torso zebrato dalle grosse righe bianche rosse e nere di una maglia di cotone. Il docker suona e canta per Rosalia, che non ha ancora vista da vicino, pian pianino accompagnandosi con la chitarra).

Rosalia Chi canta?

(Ritorna dietro le persiane; come un'ombra vista dalla strada che incoraggia il docker a riprendere il canto. Schiude a met la persiana e guarda gi. Ammirando il giovane che le ha improvvisato la serenata)

Vieni su, vieni a trovarmi.

(Il docker smette di cantare e guarda con gli occhi fissi la persiana socchiusa, sorridendo all'ombra di donna che si intravede nella luce rossa)

Dove hai imparato questa canzone?

Colao Dalle parti del tuo paese, dove ci sono le zolfare. Prima di fare lo scaricatore ci ho lavorato nelle zolfare, paesi infami, mestiere duro, si moriva di sete e di fame; manco una goccia d'acqua, nemmeno di pozzo o di cisterna. Dove sei nata e cresciuta?

Rosalia Peggio che nel deserto io sono nata e cresciuta. Sono contenta che tu conosci le zolfare della malora. Non era una vita, s, era una vita d'inferno. Mi piace la tua voce, canti per far piacere a me?

Colao E a chi (drizzando la testa come un galletto), a chi se non a te? Forse alla Pilucchera?

Rosalia(affare al balcone facendosi aria con un largo ventaglio di carta colorata) Mi hai fatto venire la sete, che mi offri da bere?

Colao Una granatina? Una noce di cocco? Una gazzosa spumante?

Rosalia Un gelato. Ho voglia di un bel gelato di pistacchio e mandorla, un misto; ti confesso che non ho mai preso gelati in vita mia.

Colao Come mai? Soltanto nel deserto non si pigliano gelati, senza dirti che a Palermo ci sono i migliori gelati del mondo.

Rosalia Per l'appunto, ne voglio subito uno di Palermo, bomba di cioccolato o cassatella, se non c' misto.

Colao Mandalo a prendere, sono io che l'ordino, il piacere mio.

Rosalia Grazie. Pilucchera!

La Pilucchera(non avendo alcuna voglia di spostarsi) Eh?

Rosalia Paga il signore, vai a prendermi un gelato di pistacchio e mandorla, con un gran bicchiere d'acqua fresca nel vassoio.

La Pilucchera Subito, verginella. (Si leva e sparisce nel vicolo).

Rosalia(al docker) Che cosa scarichi al porto?

Colao Sacchi pieni di cannella, pepe, datteri, pistacchio, zibibbo, mandorle, nocciole, tutta roba che va e viene da Levante o da Smirne.

Rosalia Conosci il mare? Hai navigato? Sei stato a Buenos Aires?

Colao Non ho fatto finora che il piccolo cabotaggio nei trabaccoli, sono stato soltanto a Tripoli, a Malta, a Pantelleria.

Rosalia La prima volta che vai in mare mi ci porti? Io non ci sono mai stata.

Colao Perch no? Per...

Rosalia Per che?

Colao(gonfiando il torace e vincendo ogni timidezza) Prima voglio vedere se ne vale la pena di portarti in mare. Non so ancora di che stoffa sei fatta, per quanto all'apparenza mi sembri degnissima, se non la luce rosa che ti favorisce.

Rosalia E che aspetti a salire e vedermi da vicino, mio bel morettino? Ti mancano i soldi?

Colao(fa risuonar la saccoccia) Soldi ne ho.

Rosalia Quanti?

Colao Ti girerebbe la testa a contare i miei soldi conservati alla cassa di risparmio di Bagheria.

Rosalia Non mi impressionano i tuoi spiccioli, io conosco la fortuna dei conti del Pgnolo che ben diversa da quella che potresti aver tu, povero facchino di porto.

Colao Ci non toglie che la contagiata maldi-cente che mi sta parlando dal balcone, quale sei tu in questo momento preciso, sarebbe contenta di pigliarmeli lei.

Rosalia Non saprei che farmene della tua spilorceria.

Colao Mi hai reso un servizio a parlarmi sguaiatamente, cos i nostri rapporti finiscono qui e non vanno inoltrati; l'ho scampata buona, con te mi aspettavano noie di tutti i generi.

Rosalia Ma con le noie anche il piacer, lo puoi negare? Mi hai ben guardata?

(Ci dicendo, scosta il largo ventaglio dagli occhi e mostra i fianchi e le scarpine d'argento esili come lingue di rettili).

Colao(volta la testa dalla forte opposta) A quella stessa tua finestra si sono affacciate e mi han dato da parlare bellezze napoletane e continentali alle quali tu, figlia mia, non puoi nemmeno allacciare le scarpe: donne piene, nutrite, alte e forti, non come te che sei minata dalla tisi delle zolfare e sputi sangue sul guanciale, come mi stato riferito da persone di buona fede che han dormito con te.

Rosalia Stando a Palermo, fra un mese la bella vita mi far ingrassare, ma anche allora non sar per te...

Colao E chi ti vuole? Dove sono i clienti? Deserto il portone di casa tua e bottega. I viveurs salgono tutti dalla graziosa Domenichina la siracusana, che fa piacere e non chiede denaro.

Rosalia E che aspetti ad andare da lei? Tu, stracciatello, che hai fame e sete del sesso gentile.

Colao Ma non sono stato io a cominciare la volgarit, sei stata tu che da sentimentale sei diventata di colpo materialista.

Rosalia Che c' di male a parlar di denaro? Noi donne tocchiamo volentieri questo tasto e gli uomini educati lo sanno e non si offendono.

Colao Se ritiri le offese che mi hai rivolte possiamo riprendere i nostri rapporti di prima come se non ti avessi mai parlato male.

Rosalia Io non chiedo di meglio, moretto permaloso, dimentica l'alterco, rivolgimi la parola con mente fresca.

Colao Cos parlando ti sei fatta anche una voce dolce, qual la vera tua voce? Questa di miele o l'altra di fiele?

Rosalia L'una e l'altra, sta a te di non farmi riprendere la voglia di malmenarti.

Colao Sta anche a te, sta a tutt'e due, per, se l'uomo veramente savio, lui che deve usar indulgenza, quel che far con te se lo permetti e ti aggrada.

Rosalia Io ho avuto da fare sempre con uomini accondiscendenti.

Colao Se dipende unicamente da me che diventiamo amici intimi e inseparabili son pronto a usarti tutte le cortesie che man mano mi pretendi.

Rosalia Grazie, tu vieni incontro ai miei desideri.

Colao Vedo anche che con la tua voce dolce anche la tua fisionomia si schiarisce.

Rosalia Non puoi vedermi bene ai raggi del fanale.

Colao Forse la luce rosa che ti favorisce?

Rosalia Che aspetti a salire e a vedermi da vicino? Ti mancano i soldi?

Colao(fa risuonar di nuovo la saccoccia) Soldi ne ho, non si tratta di vile denaro, ma di reciproca simpatia.

Rosalia Ora sei tu che ti fai pregare? Che sfrontatello.

Colao Parlo di simpatia reciproca, o c' o non c', o esiste o non esiste.

Rosalia Il conte del Pgnolo non era pi esigente di te.

Colao Parla franco e parla chiaro, io mi fido poco delle donne che vengono dalle zolfare.

Rosalia E perch debbo fidarmi io degli scaricatori del molo di Palermo?

Colao Noi siamo tanto sentimentali, ma le fanciulle delle zolfare hanno denti lunghi e unghie avvelenate.

Rosalia Potrei dire altrettanto dei palermitani, dice il proverbio: falsi, belli e ruffiani.

Colao Io non sono di Palermo, ma di Bagheria: non la stessa razza.

Rosalia Se tu sapessi quanto me ne infischio delle tue origini, cos come sei mi vai in simpatia e poco m'importa il resto.

Colao Anche tu mi ispiri un tantino di simpatia.

Rosalia(scoppiando a ridere) Un tantino? Soltanto un tantino?

(Quindi con tono serio e a voce bassa e confidenziale insinua, piegando la testa quasi che volesse parlargli all'orecchio)

Vieni su, con te comincio la bella vita, ci credi?

Colao Bugiardella, cominci con me? E a chi la di a intendere? Io son di Bagheria, non lo dimenticare; a quelli di Bagheria non si dice bugia, mettitelo in testa. Tutte le donne di malaffare parlan cos, n pi n meno che come te. Oh, le sfacciatelle! Bada che ti metto alla prova, me ne accorger se cominci con me, niente di pi facile da constatare.

(Il docker si getta la chitarra dietro le spalle e va verso il piccolo uscio. Rosalia lascia il balcone e va ad aprirgli. Lo scaricatore esita un istante prima di entrare e poi si ingolfa a testa bassa con la furia del toro. Nel frattempo la facciata esterna della casetta si allontanata verso le quinte, lasciando scoperta agli occhi del pubblico l'alcova ove sta Rosalia. Se il docker entra a testa bassa con la furia del toro, si calma e ritorna timido e diffidente tosto che al cospetto della leggiadra cortigiana. L'alcova illuminata da un abat-jour variopinto. Rosalia va ad allungarsi su un largo divano dalla coperta di pelle di capra, mollemente sventagliandosi).

RosaliaIl cuore mi batte da scoppiare. (Si mette a ridere nervosamente) Ah, ah, ah!

Colao C' poco da ridere, almeno per me che son quello che paga i tuoi capricci.

Rosalia Fai tante storie per una cassatella? Me la pago io se non hai soldi. Il resto gratuito perch ho un debole per te.

Colao Io non voglio nulla per nulla.

(Svuota la saccoccia sul tavolinetto da notte e comincia a contare i suoi soldi)

Un grano, due grani, tre grani, quattro, cinque...

(Continua mentalmente a contare).

Rosalia Mi bastano tre grani.

Colao Mi prendi in giro. (Levando gli occhi, offeso) Tre grani non bastano nemmeno per una granita di limone.

Rosalia Ecco la Pilucchera con la cassatella; entra, Pilucchera, la porta aperta.

La Pilucchera(entra in fretta, col gelato avvolto nel fazzoletto) Presto che squaglia tutto con la canicola. L'ho gi assaggiato per la strada, quanto buono questo gelato ai Palermo! Un cucchiaino anche per me! che vado pazza per le cassatelle.

(Rosalia si mette a gustare il gelato, tenendo il cucchiaino a fior di dita alla maniera delle dame aristocratiche di Sperlinga e di Carini e rimanendo sdraiata sul divano. La Pilucchera si avvicina al docker e senza chiedergli il permesso gli piglia i soldi che stavano sul tavolo e gli altri man mano che il cliente li conta. Infastidito, lo scaricatore le d una gomitata).

Colao(arrabbiato) E lasciami contare. Tieni (Buttandole in faccia le monete che gli rimanevano in mano), sono tutte per te, vecchia paraninfa!

(La Pilucchera, senza rispondergli, si getta a terra per rastrellare; il docker, avvicinandosi a Rosalia)

Non c' che il denaro che conta per questa vecchia, fin che crede di trovarne ancora sul pavimento non ci lascer soli n tranquilli. Mandala via, dille che si faccia formica, pulce, pidocchio, un insetto qualsiasi, pur che vada via, che si levi di mezzo ai miei piedi, altrimenti le sferro un calcio sugli stinchi.

Rosalia Non ci pensare, andr via da sola, io sono abituata ad averla d'attorno, pigliaci l'abitudine anche tu, per me anche se c', come se non ci fosse.

Colao Ma a me mi leva ogni poesia, io non son capace di nulla alla sua presenza, piuttosto mi fa un effetto deprimente.

Rosalia Parli cos perch non la conosci! una creatura adorabile.

Colao Ma che dici?

Rosalia S, devota e fedele come nessuna serva al mondo.

Colao E che me ne faccio io di tante sue qualit?

Rosalia Non ti permetto di trattarla male, sensibile e si mette a piangere come una bambina, e una bambina; vieni, Pilucchera, sulle mie ginocchia, non dar retta a questo brutto cliente.

(Piglia di peso la vecchietta e se la porta sulle ginocchia come una creaturina in fasce)

Io sola ti conosco, ti amoe ti comprendo, Pilucchera mia, perdona a questo screanzato.

La Pilucchera(inviperita) La parola perdono non esiste nel mio vocabolario.

Rosalia Guardalo bene. La sua faccia ti nuova? Non ti sembra di averlo gi conosciuto?

La Pilucchera Te lo volevo dire che tutto il ritratto della buona anima di Colao, tuo marito.

Rosalia(esclamando) Colao, te lo volevo dire, rassomiglia come un gemello a Colao.

La Pilucchera Con la differenza che Colao era generoso e questo un docker che carica tutto per s e non scarica nulla per gli altri.

Colao(scattando) Io voglio vedere quando finir di calunniare il prossimo questa mala lingua di strega!

Rosalia(supplichevole) Smettila di insultarla, e tu, Pilucchera, fa' vedere a questo cafoncello che sei una grande dama dell'antica aristocrazia, vai all'uscio e lasciaci soli.

La Pilucchera Parli bene, un po' d'aria fresca mi d sollievo. (Sospira andando fuori e sedendosi sulla soglia di casa, con la corona del santo Rosario fra le dita).

Colao(d un sospiro ed uno sguardo intorno, quindi rompe il fastidioso silenzio che si era fatto) Bella stanzetta intima e pulita, ti ci trovi contenta?

Rosalia Come l'avevo sognata, dal balcone vedo il mare e dalla parte del cortile la montagna, nel vicolo passa gente di continuo, non posso annoiarmi.

Colao Non privilegio di tutti venire a stare a Palermo: quanti poveri diavoli delle zolfare verrebbero ad abitare qui se ne avessero i mezzi e le possibilit. Ma non c' posto nelle grandi citt che per la giovent scaltra e sveglia e di belle forme, come te.

Rosalia Come me ce ne sono tante concubine nel basso porto.

Colao Ti sbagli, non sono fatte come te le donne del basso porto.

Rosalia Meglio di certo.

Colao No, te lo garantisco, non ce n' una sola che sia quanto te e come te fresca e bella.

Rosalia Sei sincero?

Colao Vorrei che tu fossi sincera quanto lo sono io con te, io son pronto a darti le prove della mia simpatia fisica e morale.

Rosalia Ed anch'io, moretto, ti ho gi detto che con te comincio la bella vita, mi credi o non mi credi?

Colao Se mi stai dicendo una menzogna come far a controllarti? Rosalia, giurami che cominci con me la bella vita, rispondimi con le braccia conserte: Te lo giuro e che santa Lucia mi accechi gli occhi se ti dico una menzogna .

Rosalia Moretto, morettino, vedo che tu non sei capace di leggere nei miei occhi e nella mia anima, a che pro giurarti?

Colao Il giuramento, anche se di spergiuro, balsamo per l'anima di un amante quale io sono con il mio temperamento.

Rosalia Se la diffidenza fosse reciproca dovrei chiedere anche a te lo stesso giuramento.

Colao E io non mi farei tanto pregare per mostrarti le fotografie con dedica di tutte le donne che mi hanno amato.

Rosalia II loro amore stato da te corrisposto?

Colao Mai!

Rosalia Con me sarebbe la prima volta che ti prende la passione?

Colao S, se la mia passione verr contraccambiata con uguale ardore.

Rosalia Altrimenti?

Colao Altrimenti mi spengo di nuovo, n pi n meno che come un fuoco di paglia umida.

Rosalia Ma io sono abituata a vedermi amata, libera di non corrispondere.

Colao Con me, no: d'ambo le parti esigo uguale amore, uguale odio, uguale indifferenza, in caso di rottura.

Rosalia Ed io posso garantirti una verit sola, e gli che con te e soltanto con te comincio la bella vita.

Colao(pazzo di gioia ma fingendo incredulit) Menzogna, non hai la faccia della vergine e martire, guardati un po' allo specchio con quegli occhi incavati e cerchiati di nero, con quelle guance smunte che son proprio della donna che passa le notti bianche e non certamente sola. Sei nata col vizio, ma se almeno tu fossi sincera non ci sarebbe gran che di male, che ti costa di confessarmi che da ragazza hai frequentato i docks di Napoli, Palermo e Marsiglia? Basta vederti, basta sentirti parlare e muoverti per comprenderti, tu sei tradita dalla tua stessa persona.

Rosalia Bravo, tu sei una cima di intelligenza e di psicologia!... Mi domando e dico come mai cos istruito e capace quale dimostri di essere, rimani un semplice scaricatore.

Colao Giura lo stesso che non ti sei data ancora alla bella vita e che la cominci e la finisci conme; devi cominciarla e finirla con me, altrimenti io perdo la ragione e non rispondo pi dei miei gesti e parole.

Rosalia Ti dico di s, con te e soltanto con te, te lo giuro.

Colao Rosalia! (Sospira di nuovo, rimanendo abbracciato a lei lungamente).

Rosalia La simpatia reciproca, tanto vero che non so ancora il tuo nome, ma per me come se ti conoscessi da un pezzo, mi sembra di stare con la buon'anima di mio marito Colao che mi voleva un bene pazzo.

Colao Rosalia, sta a te di mettermi un bel nome.

(Mentre i due innamorati rimangono stretti l'uno all'altra da soffocarsi, un bel giovane in frac batte tre volte all'uscio con ii suo bastoncino d'ebano dal forno d'oro. Rosalia e lo scaricatore trasaliscono contrariati, trattengono il fiato, tendono l'orecchio. Il giovane in frac porta in testa un fiammante cilindro, alle spalle un largo mantello nero foderato di seta bianca, alle mani fittissimi guanti gialli, non che il Pgnolo, da mafioso).

Pgnolo Pilucchera, apri, ti ordino immantinente; ho fretta e urgenza di abboccarmi con Rosalia, fammi subito parlare con Rosalia, nel mio abboccamento ho da fare una comunicazione intima e grave.

La Pilucchera(ossequiosa) Un momento, signorino, abbiate un attimo di pazienza e il vostro desiderio sar esaudito.

Pgnolo Eccoti una lauta mancia, Pilucchera.

La Pilucchera Grazie mille eccellenza.

(Intasca la mancia e lascia fuori il visitatore, chiudendo a chiave l'uscio, dietro di s. A passi discreti penetra nell'alcova)

permesso?

Rosalia Entra pure, Pilucchera.

La Pilucchera(attende che lo scaricatore si allontani fino a un angolo della stanza, per soffiare all'orecchio di Rosalia)

C' un giovane molto distinto che chiede di te, lo stesso che ti propose per corrispondenza di partire per Buenos Aires, te lo ricordi? Rassomiglia come una goccia d'acqua alla buon'anima del Pagnoletto. Lo faccio entrare?

Rosalia(radiosa) S.

La Pilucchera E del docker che ne faccio? Dove lo mettiamo?

Rosalia A lui ci penso io. (A bassa voce) Va' a dire a sua signoria che pazienti un momento.

(La Pilucchera riapre l'uscio e si presenta alla soglia mentre lo scaricatore accende nervosamente una sigaretta, appartato nella penombra. Rosalia rimettendosi in ordine i capelli e guardandosi allo specchietto a mano)

Morettino, mio bel morettino (forzando il tono affettuoso), aspetta un po' fuori, va' via dalla porticina del cortile, io ti chiamer appena questo intruso signore sar andato al diavolo, ti chiamer te lo prometto.

Colao(contrariato) La bella vita, ecco la bella vita che comincia e finisce con me! Bella bugia.

Rosalia(spingendolo, lo accompagna fino alla porticina del cortile) Ti confermo che la bella vita comincia e finisce con te, soltanto con te, ho fatto il giuramento.

Colao Sei donna delle zolfare, giuri per nulla, come le zingare, hai i denti avvelenati e le unghie lunghe, ormai ti conosco.

Rosalia Non sai n leggere n scrivere nel mio cuore e nella mia anima.

Colao Tu non sai dire che belle parole, truffal-dina che sei, e mi rincresce d'essere caduto nella tua trappola.

Rosalia Morettino, non ti scoraggiare, tu mi ami, anch'io ti amo.

Colao Se ripeti che mi ami ti d uno schiaffo.

Rosalia Calmati, vai, ti chiamer.

(Lo spinge fuori nel cortile e gli chiude la porticina alle spalle).

La Pilucchera(rientra di nuovo) Che debbo fare? Sei pronta e libera d'ogni impegno? Sei profumata?

Rosalia Fallo entrare.

Pgnolo(forza l'uscio e si introduce nell'alcova) Non c' nessuno, Rosalia?

Rosalia Siamo soli, sua signoria ed io, eccellenza.

Pgnolo Posso liberarmi dei miei indumenti di gala?

Rosalia Certamente e senza premura.

(Il visitatore getta sul divano il cilindro, i guanti, il mantello e rimane con il bastoncino in mano e il monocolo all'occhio. La Pilucchera ritorna al suo posto di sentinella, sotto l'uscio. Lo scaricatore rioccupa il sasso sulla strada e riprende a grattare la chitarra).

Pgnolo(esclamando) Rosalia, ti sei sprofondata nella ignominia pi scandalosa...

Rosalia(mormora confusa) Signorino... eccellenza...

Pgnolo(annusa intorno, nell'aria) Che nomi hanno questi odori di pessimo gusto? Cipria dozzinale, profumi da circo equestre, belletti da orfanotrofio. Rosalia, pi in basso di cos non potevi cadere...

Rosalia Signorino, sono confusa, smarrita, mi perdoni...

Pgnolo Che decadenza, Rosalia! (Avvicinando il naso al petto, alla persona, a tutto il corpo della donna) I tuoi capelli sanno di tabacco da caporale, il tuo petto sente la beccheria, il fondaco, l'ovile, la caserma, le tue mani puzzano di fritto. (Indietreggiando bruscamente) Preferisco l'odore dellozolfo, l dove manca l'acqua le creature sono pi profumate.

Rosalia Non sono stata io a scegliere quest'alcova.

Pgnolo Un divano zoppo e sfondato, nido ideale di cimici, pulci e pidocchi, l che tu accogli gli amici!

Rosalia Quali amici? Non ne ho, eccellenza.

Pgnolo Non darai a intendere a me viveur nel sangue che tu non hai cominciato la bella vita.

Rosalia Sono appena arrivata dalle Madonie.

Pgnolo E quel ganzo volgare che ti stava ai piedi quando sono entrato?

Rosalia una simpatia fatta soltanto di parole di sorrisi e di carezze.

Pgnolo Conosci a meraviglia l'arte dell'innocenza artificiale e il mestiere di prendere in giro i competenti in materia. Chi ti ha insegnato a mentire?

Rosalia Sono schietta. Chi mi costringe a nascondere la verit? Nessuno.

Pgnolo nella natura della donna di fabbricar menzogne.

Rosalia Mi costerebbe troppa fatica inventare.

Pgnolo Gli strani odori di questa stanza ti smentiscono, sono quelli classici della bella vita.

Rosalia Li ho trovati, c'erano prima di me. Li aveva portati una siracusana. Anche a me dnno fastidio, meno male che c'ero un po' abituata. Perci tengo notte e giorno la finestra aperta.

Pgnolo importante per me sapere se tu hai cominciato o no la bella vita, non per motivi di gelosia, io non sono affatto geloso.

Rosalia Una meschina, come me non degna, lo so, della sua gelosia di nobiluomo, purtroppo.

Pgnolo Oh, che tocca udire ai miei orecchi? Aspireresti forse a un innamorato del mio alto rango?

Rosalia La sua visita me lo fa supporre e non la prima del genere che ricevo. Gi una volta nel mio paese un contino venne a trovarmi.

Pgnolo Ma lo scopo della sua visita e lo scopo della mia visita sono diametralmente opposti e contrastanti. Se egli veniva a te per amore, io, bella mia, vengo a te per commercio.

Rosalia Peccato.

Pgnolo Sappi che nel nostro lavoro ci vuole cuore duro e sangue freddo. Il poliziotto famosissimo, Petrosino, sta alle nostre calcagna. Le donne possono benissimo se vogliono innamorarsi di noi mafiosi, ma a noi proibito rigorosamente. Possono cadere ai nostri piedi e suicidarsi, noi dobbiamo rimanere impassibili. Comprare e vendere carne di femmina, eccolo il traffico che ci ha resi celebri di qua e di l del mare.

Rosalia(sospirando) Mi era stato detto che a Palermo avrei trovato certi uomini che mi avrebbero fatto disperare.

Pgnolo Mettiti il cuore in pace, io non sono pane per i tuoi denti, e non ti illudere che presto o tardi mi piegherai al tuo volere. Fra il docker e me alcun paragone possibile.

Rosalia Eppure, se vostra signoria si data la pena di venire fin qui, vuoi dire che un po' di simpatia la prova per me derelitta.

Pgnolo Il primo paragrafo della nostra societ segreta ci ordina di soffrire in silenzio, se per disgrazia ci innamoriamo di una donna. Ti basta?

Rosalia S, vale per me come una dichiarazione d'amore, non chiedo di pi: l'avevo capito che lei trattiene a stento i suoi veri sentimenti d'amore che nutre per me. .

Pgnolo Se non sappiamo soffrire e morire in silenzio, sia per amore sia per omert, gli altri membri della societ segreta ci sopprimono.

Rosalia(si lascia cadere sul divano, afflitta) Quanto mi dispiace che vossignoria sia condannato all'astinenza totale.

Pgnolo Hai detto la parola precisa. Siamo come tanti frati trappisti nel mondo libero, e la nostra missione sulla terra quella di fornire agli uomini solitari della repubblica argentina le pi belle donne di Palermo a suon di pesetas.

Rosalia Ora comprendo perch lei venuto.

Pgnolo Finalmente.

Rosalia Non per amore.

Pgnolo Commercio di amore.

Rosalia Non per me.

Pgnolo Per te, ma sul piano della speculazione. Pi chiaro di cos...

Rosalia Peccato.

Pgnolo Lo dici a me che son fatto di carne e ossa come tutti gli uomini? Se potessi scoprire la mia anima, ti direi che anche per il docker potrei sentir gelosia da morire. Basta con i sentimentalismi romantici, parliamo d'affari.

Rosalia Mi comandi, eccellenza.

Pgnolo(riprende con energia) Rosalia, questo non un quartiere per te, questa non una citt per te, questa non una casa per te. Tu non devi, tu non puoi, tu non vuoi, spero, cominciare la bella vita con un volgare scaricatore di angiporto. Hai gi cominciato?

Rosalia No, glielo giuro; vossignoria pu credermi in parola.

Pgnolo Parola di zolfatara va tutta in fumo, dice il proverbio dalle parti di Sperlinga e di Carini. Ci nondimeno e tuttavia, io sono venuto per sottrarti, come gi ti ho scritto per raccomandata, alla feccia dei bassifondi e ai vermi dell'angiporto.

Rosalia Grazie signorino. (Con la voce del cuore, gettandoglisi al collo) Giustissimo, anche il conte del Pgnolo me lo disse che la mia vita ra altrove che nelle zolfare e vossignoria sembra il Pagnoletto in persona sceso dal cielo per portarmi via di qui.

Pgnolo Dici il vero, Rosalia. (Con forza) Altre volte me l'hanno detto che ho la presenza e il fare aristocratico del contino del Pgnolo.

(Il muggito di una sirena interrompe la conversazione)

Ah, la sirena, odi la sirena? la tua sirena, quella che chiama proprio te, Rosalia; la sirena del piroscafo transatlantico Florio e Rubattino che si prepara a salpare per Buenos Aires. Non c' tempo da perdere se vuoi imbarcarti come nel tuo interesse pubblico e privato.

Rosalia(sospirando) L'Argentina, l'America.

Pgnolo Por los dios caramba, s. L'Argentina. l'America. Ovverosia il mondo nuovo di zecca. Che ore sono? Le nove. l'ora della partenza, ti imbarcherai fra pochi minuti. Piglia la tua roba. Eccoti il denaro per il viaggio.

Rosalia Grazie, eccellenza. Se mi lasciate un minuto sola mi metter l'abito che conviene a bordo di un piroscafo di lusso.

Pgnolo Fai presto, ti raccomando.

Rosalia Esca un istante dalla porticina del cortile, la chiamer io.

(Il mafioso accende un sigaro ed esce sulla strada, attraversando il cortile. Dal balcone, Rosalia gli fa piovere addosso cilindro, mantello, guanti, con queste precise parole:)

Fa freddo, copritevi, anche le sere di canicola in riva al mare si trema.

Pgnolo (con ironia) Si trema. Ragazza bella ma ignorante, non sai che io porto il cilindro, il mantello e i guanti per pura eleganza; dico bene, Pilucchera?

La Pilucchera Per la nobilt non esistono stagioni, niente muta.

Pgnolo(contento e fiero) Brava la strega, eccoti ancora una mancia.

La Pilucchera Grazie, signore di zucchero e miele.

(Lo scaricatore non leva gli occhi da terra, cieco di gelosia, mentre l'intruso gli passeggia davanti, in lungo e in largo sotto il fanale. Per darsi un contegno il docker imbraccia la chitarra e si accompagna canticchiando).

Rosalia(cantando, risponde dall'alcova) Oh! oh!

Pgnolo(le grida dal basso) Su, sveglia, fai presto.

Rosalia Son pronta, ho finito.

Pgnolo(sfonda l'uscio e penetra nell'alcova mentre la bella ammucchia i suoi effetti in un largo fazzolettone di seta colorata) Passando dalla dogana, la dogana del porto andando al piroscafo, pronuncerai queste precise parole convenzionali: Mano nera , e i doganieri ti lasceranno passare per imbarcarti a bordo senza le necessarie visite, controlli e controvisite protocollari. Altrettanto dirai sulla passerella al capitano del transatlantico appena giungi a bordo. Una cabina di prima classe extra ti riservata, d'un lusso mai visto. per te. Hai finito?

Rosalia Presto fatto, eccellenza. (Riprendendo con lena a far valigia) Ah, io voglio portare con me questa rosa di zolfo che l'unico ricordo che ho di mio marito Colao.

Pgnolo Sentimentalismi stupidi. (Piglia la rosa dalle mani di Rosalia e la getta a terra) Business business, per una sciocchezza rischi di perdere il piroscafo, l'unica occasione che hai di far fortuna. (Cos dicendo, calpesta e frantuma la rosa sotto i piedi).

Rosalia Ah, la bella rosa!

(La sirena muggisce una seconda volta, al che il nervoso signore perde la pazienza).

Pgnolo Dimmelo pure se parti contro cuore, perch io d un fischio a Domenichina dalla gamba di legno che non chiede di meglio che di venire incorporata nella tratta delle bianche in direzione di Buenos Aires.

Colao(intrigato dalle grida che vengono dall'alcova, depone la chitarra sul sasso e va dalla Pilucchera)

Si pu sapere che cosa vuole quel signore antipatico da Rosalia?

La Pilucchera Se la vuol portare con lui.

Colao Ed ha tanta fretta?

La Pilucchera logico: vuol prendere il piroscafo che parte stasera per Buenos Aires.

Colao E Rosalia d'accordo?

La Pilucchera A quanto pare.

Colao La sgualdrina! Promette a tutti la fedelt assoluta.

La Pilucchera Queste son faccende che non ci riguardano. Rosalia padrona e libera delle sue azioni. Non pi una minorenne, anche se vergine.

Colao Tu spacci piombo per oro zecchino.

La Pilucchera L'ho vista nascere, cresciuta nelle mie braccia, l'ho sposata io dietro mio suggerimento e l'ho guarita dalla meningite.

Colao E dillo che sei pi che sua madre, io ti conoscevo come la sua paraninfa.

La Pilucchera Sono una paraninfa che incassa chiacchiere e tabacchiere di legna che il monte non impegna, tanto vero che sto perdendo il mio tempo con te.

Colao Se mi fai entrare da Rosalia, ti lascio in pace con la tua coroncina di rosario.

La Pilucchera La porta aperta, scaricatore allocco; chi ti impedisce di intrometterti nell'affare della partenza?

(Il docker non se lo fa dire due volte, si rimonta i pantaloni, gonfia il torso, si acciglia, si drizza come un serpente, quindi siferma, riflette un istante prima di ingolfarsi a passi di tango nell'alcova. Rosalia pronta, col fagotto sotto il braccio).

Colao Eccellenza, Rosalia non parte.

Pgnolo(scoppia in una grande risata) Oh! oh! oh! Che odo mai?

Colao (come se metallo gli uscisse dalla bocca al posto delle parole) Rosalia mi ha fatto un giuramento.

Pgnolo Anche a me.

Colao vero, Rosalia, che hai fatto il giuramento anche a lui?

(Rosalia china la testa, mortificata e confusa)

Rispondi, Rosalia, s o no?

(Rosalia rimane immobile e muta).

Pgnolo Come vedi, come puoi constatare, Rosalia non ti degna d'una risposta.

Colao una spergiura come le donne tutte delle zolfare di Sperlinga e Carini che hanno i denti lunghi e le unghie avvelenate.

Pgnolo Precisamente, perci lasciala in pace e vai via, altrimenti perdiamo il piroscafo.

Colao Rosalia non parte, eccellenza.

Pgnolo Rosalia parte subito, o feccia del porto.

Colao Rosalia non parte, perch mi ha fatto un giuramento ed anche se ha giurato il falso ed e l'ultima donna da trivio e suburra, io me la sposo.

Pgnolo(ridendo si trattiene la pancia) Ah! ah! ah! Se la sposa come volle sposarla Colao.

Colao A servirla. E lei ci si vuol divertire come l'aveva tentato il Pgnolo di divertirsi con Rosalia alle spalle di Colao.

Pgnolo Un nobile latifondista feudatario non sogna nemmeno lontanamente di sposare una umile figlia delle zolfare, malfamata per giunta e minorata dalla meningite.

Colao Se vostra eccellenza la disprezza tanto, ha da dirmi perch venuto a trovarla fin qui dal suo palazzo reale? Mancano forse le donne piacenti nel basso porto?

Pgnolo Capriccio da miliardario il mio. Sono entrato da Rosalia come potevo entrare da Domenichina la Siracusana. noto che noi signori amiamo di tanto in tanto distrarci lasciando i nostri aristocratici quartieri e ingolfandoci nella suburra.

Colao Non serio da parte sua di illudere le traviate di un soldo: non mancano le pensioni di lusso con raffinate sciantose settentrionali.

Pgnolo Sei uno stupido e non capisci la psicologia del genere umano. A volte per fa legge dei contrasti si pu essere attirati dalla feccia. Questo il mio caso.

Colao Grazie del complimento all'indirizzo di Rosalia. Hai udito, mia stella?

Rosalia(voltando le spalle) Io sono intenta a preparare il mio corredo.

Pgnolo(sentenzioso) Non si discute la volont della classe dominante.

Colao A nessuno permesso di scherzare con le creature di carne e ossa, lasci in pace questa povera ragazza senza esperienza delle grandi citt.

Pgnolo Per l'appunto, cos mi piace, candida nella sua naturale malizia, fresca nel suo aspetto triviale, odorosa nella sua putrida cornice. Son qui e rimango, sta a te di svignartela, con tante sirene che si fanno udire al molo, il lavoro ti chiama, non dimenticare che sei docker permanente.

Colao Questa sera il docker lo far in questa stanza. Primo: piglier vostra eccellenza e la scaraventer dalla finestra. Secondo: afferrer Rosalia sotto il braccio e me la porter lontano dal molo infetto, lontano da Palermo e da tutta la Sicilia.

Pgnolo Senza il mio permesso?

Colao Con la forza delle mie mani.

Pgnolo Millantatore.

Colao Lusingatore.

Pgnolo Ma c' una via di mezzo per evitare le liti. Basta chiedere a Rosalia, a lei stessa, con chi dei due vuole cominciare la bella vita e finirla. Sta a lei pronunciare il verdetto. Accetti, scaricatore?

Colao Io metto in guardia Rosalia che stando con lei corre il rischio di venire abbandonata in avanzata gravidanza mentre per me una punta di onore, e non la abbandonerei che morto.

Pgnolo Ed io anche morto non la abbandonerei perch la lascerei usufruttuaria di tutto il mio vasto patrimonio, servita di tutto nel castello dei miei avi, blasonata per giunta nel caso che volesse riprender marito d'alto lignaggio.

(Rosalia interrompe di far la valigia per ascoltare estasiata).

Colao Lusinghe fallaci, mentre io non le prometto che insalata di pomodori e peperoni in una nicchia scavata nelle dighe del molo, vestiti d'alghe, gioielli di conchiglie e un ippocampo per ornare i suoi bellissimi capelli.

Pgnolo In parole povere, le prometti una vita ben grama.

Colao Sissignore, ma di amore sincero e imperituro.

Pgnolo Come se il mio amore dovesse finire da un giorno all'altro, giammai. Se per Rosalia io lascio la societ segreta che mi ordina di disprezzare le donne, vuol dire che l'amo e per lei corro il rischio di venire assassinato dai membri clandestini della Mano nera .

Colao Se fossi sicuro che lei sincero mi ritirerei. Ma temo, anzi sono certo, che si tratta di capriccio.

Rosalia(si introduce nella discussione) Mettiamolo alla prova questo distinto signore.

Colao(scostandola e spingendola contro la parete) Ingenua, una prova che ti costerebbe lacrime amare. Questo birbone con la sua faccia di goloso sarebbe capace di abbandonarti mentre dormi, in punta di piedi, lasciandoti perfino le calzette per non far rumore.

Pgnolo Che mi si metta alla prova. (Con tono pietoso) Rosalia, accetta la luna di miele in mia compagnia, andremo in gondola sulla laguna, al chiaro di luna, cullati dalla musica di mandolini e chitarre.

Colao(grugnisce) Impostore, tu mi stai facendo impazzire questa brava ragazza.

Pgnolo(scandendo le parole) La quale non desidera di meglio che di venir rapita da me.

Colao E lei pu giurarmelo che non la maltratter e che le sar fedele vita natural durante?

Pgnolo Ah, mi chiedi troppo, scaricatore; dai miei antenati dispostici ho imparato a trattar la donna con la frusta del cavallo.

Colao Ecco che le esce fuori il suo carattere.

Pgnolo S, lo confesso, io esigo obbedienza cieca e assoluta.

Colao Hai sentito, Rosalia? Questo signore cerca una schiava.

Pgnolo Ma una schiava che non sia minorata dalla meningite, m'ero scordato che Rosalia si regge penosamente in piedi.

Colao Debole di corpo e di mente.

Pgnolo Squilibrata.

Colao Maggior ragione per lasciarla in pace da parte di vostra eccellenza.

Pgnolo Cos facendo io sono mosso da puro spirito di filantropia.

Colao Conosciamo da parecchi secoli la filantropia dei baronetti nostrani.

Pgnolo Ma non conosci, villanzone inurbato, il loro coraggio di antichi cavalieri. (Non finisce la frase che gli assesta una bastonata in testa) Vai al diavolo, miserabile.

Colao(gettandogli al collo) Vada all'inferno, vostra eccellenza.

Pgnolo Lasciami, non mi sporcare il frac.

(Avvinghiati i due rivali e vociferando vanno a rotolare sul pavimento, e si scambiano una fitta serie di pugni, di graffi e di morsi).


QUADRO SESTO

(La facciata esterna della casetta rosa riappare dalle quinte e viene di nuovo a mettersi al suo naturale posto, nascondendo, perci, l'alcova. Rosalia e la Pilucchera rimangono perplesse dinanzi l'uscio, e come paralizzate nel movimento e nella volont mentre l dentro, nell'alcova, senza pi luce rosa, l'uomo in frac e l'uomo di pena si scannano senza misericordia. Soltanto la fioca acetilene del fanale illumina il sinistro vicoletto. La sirena del transatlantico si fa udire per la terza volta, gi stridono le catene delle ancore e giungono fino al vicoletto dell'angiporto i rumori e il vocio della partenza imminente. Il megafono della malavita chiama l'unica passeggera clandestina che rimaneva ancora a terra).

Il megafono Rosalia delle Zolfare, fai presto, Il piroscafo leva l'ancora alla volta di Buenos Aires.

La Pilucchera Non hai paura di partire per tanto lontano? Non ti conviene di fuggire verso le montagne?

Rosalia Ho paura di restare, non di partire, se rimango qui m'attende il peggio.

(Colpi sordi e urli come di bestie al macello vengono dall'alcova, facendo trasalire Rosalia che stringe al suo petto la vecchia per l'ultima volta).

Addio, Pilucchera, mi imbarco, ti mander un vaglia postale tutti i mesi per il tuo libretto della cassa di risparmio all'ufficio di Carini, e poi ti far venir a stare con me. La bella vita comincia per me a Buenos Aires. Ho il denaro del viaggio e il lasciapassare della mafia,

La Pilucchera Allora ti conviene partire, la polizia perder le tue tracce in America.

Rosalia Addio, Pilucchera.

La Pilucchera Addio, Rosalia, non mi dimenticare.

Rosalia Il primo vaglia sar per te.

(Sparisce nel vicoletto, di corsa, dirigendosi al molo).

La Pilucchera(pigliando il sopravvento su tutte le emozioni e qualsiasi stupore, gira due o tre volte attorno alla casa, mormorando) Che ne sar avvenuto dei due uomini? Son vivi o morti? Son ancora dentro o son scappati via? No, non sono andati fuori perch la finestra rimane chiusa. (Picchia ripetute volte all'uscio e chiede) C' dentro qualcuno?

Colao (con voce rauca) Pilucchera, ci sono io.

La Pilucchera(va a terra dall'emozione, e dalla saccoccia della sua sottana scivolano i soldi sul lastricato) Meno male che il fanale d luce.

(Gettandosi a capo fitto a raccogliere gli spiccioli uno a uno. Quando ha finito di recuperare il suo tesoro, allo scaricatore)

Non vi siete fatti troppo male spero, l'uno e l'altro, per i begli occhi di Rosalia.

ColaoPilucchera, entra e vedrai.

La Pilucchera Per l'amor di Dio, risparmiami questo spettacolo.

Colao Hai un po' di garza e di cotone idrofilo! Io sanguino da tutte le parti.

La Pilucchera E l'altro?

Colao Tu non ti curi che dell'altro, di quello che ti ha dato una grossa mancia.

La Pilucchera un generoso signore che ha tutta la mia simpatia. Chiedigli a nome mio se ha bisogno di cure. Corro, se occorre, a chiamare un dottore.

Colao Lascialo in pace, non ha pi bisogno di nulla, dorme con un dolce sorriso sulla bocca.

La Pilucchera Se dorme, non lo svegliare con i tuoi lamenti.

Colao Non stare in pensiero per lui, il tuo beniamino, il tuo pupillo...

La Pilucchera Il mio preferito fra i signori di Sperlinga e di Carini, il ritratto della squisita bont, l'inviato della provvidenza, che gli dia lungavita il divino cielo, come vero che rassomiglia al Pgnolo.

Colao Vita eterna, entrato definitivamente nellavita eterna ed amen. Ma faresti bene ad occuparti un tantino di me che sopravvivo alla tragedia, purtroppo, per disgrazia mia.

La Pilucchera Non mi occupo di te perch so che le esigenze di un docker sono nulle. Non sei tu che pigli un bagno tutte le mattine profumato all'acqua ai colonia.

Colao Oh no, io non mi bagno che una volta tanto: nel sangue della canaglia, bagno di sangue prima di finire al bagno coarto. Pilucchera, ti ho pregato di favorirmi un po' di garza e di cotone idrofilo, perdo sangue da tutte le parti.

La Pilucchera E il signorino perde sangue anche lui?

Colao Lui non ha pi nulla da perdere.

La Pilucchera Meno male, sia lodato il cielo.

Colao Ti rivolgo, Pilucchera, un'altra preghiera: ti chiedo un altro piccolo favore: hai una goccia di rosolio, per rianimarmi? Le forze mi vengono a mancare.

La Pilucchera Chiedi al signorino se ne vuole una goccia anche lui.

Colao Mi fa il broncio, non mi risponde.

La Pilucchera Per non risponderti che male gli hai fatto?

Colao Niente, poca cosa in confronto al male che mi ha fatto lui: lui ha espiato, ma a me resta da pagare.

La Pilucchera Per quanto bene io ti voglia, mio bravo docker, non mi azzardo a entrare in questa casa della malora; se hai sete accontentati della tua saliva. Tremo tanto dallo spavento che non potrei tenere in mano tazza o bicchiere.

(Il docker ricomincia a lamentarsi)

Che ha il signorino che si lagna?

Colao Non lui che rantola, sono io, mi sto svenando.

La Pilucchera Chi ha provocato il duello rusticano se non tu?

Colao Chi ha eccitato in me la gelosia se non lui?

La Pilucchera E cos hai rovinato te e Rosalia.

Colao Rosalia innocente.

La Pilucchera Certo che lo ed ha perduto per colpa tua un buon partito.

Colao Lo chiami buon partito questo miserabile che si dava al traffico della carne umana, alla tratta delle bianche, e ai pi loschi affari della mano nera?

La Pilucchera Era un uomo di fegato e un bell'uomo, che non avendo freddo agli occhi e pieno di coraggio, affrontava tutti i pericoli pur di far fortuna; magari tutti gli uomini fossero come lui, ma son rari i leoni mentre abbondano i lupi e le volpi.

Colao Era un velenoso rettile ed io non mi pento di averlo punzecchiato, di avergli scucito le trippe. Sei tu che mi preoccupi con la tua eccessiva tenerezza, con il tuo debole verso di lui. Che ti costerebbe, per esempio, di fare un salto fino al porto per andare in cerca di Petrosino?

La Pilucchera Che vuoi dal celebre poliziotto?

Colao Gli diresti che venga subito qui a spillarmi al petto la medaglia al valor civile della contromafia.

La Pilucchera Non ti capisco, parli difficile.

Colao Ma Petrosino sa di che si tratta. Gli ho reso un gran servizio e me ne sarebbe grato.

La Pilucchera Non saprei dove trovarlo Petrosino.

Colao Ti ho detto al porto, sul dock dove attraccato il piroscafo che sta per partire per Buenos Aires.

La Pilucchera Il piroscafo della mano nera , morettino?

Colao Precisamente.

La Pilucchera Ma non conosco Petrosino. alto, magro? Come vestito?

Colao Lo trovi vestito da docker accanto alla passerella.

La Pilucchera E come far a riconoscerlo fra tanti scaricatori?

Colao Non c' che lui a portare un ricciolo d'argento che gli scende sulla fronte.

La Pilucchera E che gli debbo dire?

Colao Digli che il braccio destro di Salvator Mundo ha finito di comprare e vendere la carne profumata.

(La vecchia si lascia scappare un lungo lamento)

Ti senti male anche tu, Pilucchera?

La Pilucchera Le tue parole mi hanno ghiacciato il sangue nelle vene: un cos bell'uomo, un cos distinto signore non pi?

Colao Non pi, a quanto sembra.

La Pilucchera Non pi?

Colao Hai finalmente capito che il signorotto non parla pi?

La Pilucchera Ha fatto la stessa brutta fine del Pgnolo.

Colao La fine che meritava.

La Pilucchera Non ti sei comportato diversamente da Colao.

Colao N pi n meno che come Colao, e non penso alla galera n alla morte, penso a Rosalia. Dimmi, Pilucchera, dove Rosalia?

La Pilucchera Va per il suo destino, lasciala perdere.

Colao Anche tu sei complice della malavita.

La PiluccheraIo non ho l'abitudine di mentire.

Colao Se non mi dici la verit, appena avr la forza di alzarmi verr a spezzarti la spina dorsale.

La Pilucchera Rosalia si sentita male dallo spavento per colpa tua e l'hanno portata in ambulanza all'ospedale della Immacolata Concezione.

Colao Che brutta notizia che mi dai, strega della sventura generale.

La Pilucchera Non sono poi tanto cattiva perch volevo nasconderla.

(Proprio in questo momento arriva una staffetta della mafia locale che si rivolge dritta alla Pilucchera).

Staffetta della mano nera Rosalia giunta ai piedi della passerella del transatlantico che deve portarla a Buenos Aires e non vuole salire a bordo senza l'immagine sacra della patrona della Conca d'Oro; mi ha detto che sta nel comodino da notte e sono incaricato di prenderla e portargliela.

Colao(dall'alcova) Rosalia parte?

Staffetta(da fuori) S, parte per l'America.

Colao(rivolto alla vecchia) E tu, megera, che mi hai mentito.

(Scoppia in un pianto che sembra un ululato di lupo ferito)

Se ti piglio ti strozzo.

Staffetta Ce l'ha con voi, Pilucchera? Chi quell'invasato che vi minaccia cos?

La Pilucchera(alla staffetta) Io ti dico una cosa sola: che la mia pelle vale pi della sua e sparisco dalla circolazione in men che si dica.

(Non ha pronunciate queste parole, la vecchietta, che se la d a gambe seguita dalla staffetta della mafia).

Colao(si trascina fino alla finestra, spalanca le persiane e grida) Pilucchera, portami fino al bastimento. Rosalia non deve partire.

(Appare scamiciato, sporco di sangue, con i capelli in disordine, gli occhi stravolti, al balcone; la sua voce cos potente da coprire il muggito della sirena)

Rosalia! Rosalia, Rosalia, non partire, Rosalia! Non partire.

(Scavalca la ringhiera e si getta nel vuoto, continuando a supplicare con tutto il fiato dei suoi polmoni, la donna amata)

Rosalia, Rosalia, ti dico di non partire, Rosalia, non partire!


QUADRO SETTIMO

Coro Rosalia, non partire! grida il fanatico docker, e la sua lugubre voce va dal vicolo malfamato dell'angiporto fino al molo, al dock detto dei pestiferi in cui si pavoneggia il transatlantico tutto pancia della societ anonima Florio e Rubattino. Il piroscafo della malavita si dondola in procinto di partire mentre i calafati otturano una grossa falla provocata in un battibecco avuto al largo delle Baleari con uno speronatore di corsari.

Voce del Capitano al megafono Addio Palermo, addio Sicilia, addio Conca d'Oro, qui parla il capitano del pi veloce piroscafo del mondo, sfido che sono emozionato dando addio a Sferracavallo, alla Favorita, a via Maqueda, a Giampilieri, a Pal-lavicino, a Mondello e a Mondellino, si parte fra pochissimi minuti per Buenos Aires con a bordo le nostre pi belle fanciulle, evviva la malavita evviva la bella vita; fra i nostri passeggeri di marca abbiamo gi: primo, Salvator Mundo, temibile delegato regionale della mafia camorra e mano nera per Palermo e Monreale, lo stesso che ha dato filo da torcere ai celebri detectives qui presenti Nick Carter, Nat Pinckerton, Giuseppe Petrosino e niente vi dico. Da un momento all'altro aspettiamo Rosalia delle Zolfare che far onore alla tratta delle bianche. Rosalia ha dimenticato la santa immagine della patrona di Palermo, ecco perch ritarda ad arrivare.

Voci da bordo e dal dock Non mi dimenticare, bellezza. Ciao, torna a Palermo. Buon viaggio, buona traversata. Non vomitare, tieniti la pancia nella cinghia. Il salvagente sempre addosso. Attento alla sedia elettrica, scomoda. Scrivi scrivi, manda denaro.

QUADRO OTTAVO

(Nella rustica casetta di Rosalia tutta bianca e rosa che sta in fondo a un cortile moresco, a pianterreno filtra l'ultimo raggio di sole. La Pilucchera ha quasi finito di pettinare la regina delle zolfare in un silenzio che dura da un pezzo, quando, improvvisamente, Rosalia si leva, alza la testa, fissa il vuoto della sera e porta la mano all'orecchio per udir meglio. Poi avanza lentamente fino in mezzo al cortile a passi di sonnambula fra lo stupore della Pilucchera che segue immobile come pietrificata ogni gesto e ogni movimento della padroncino).

Rosalia(rivolgendosi alle prime stelle) Colao, sei tu Colao che mi chiami? Sei tu Colao che mi parli? Sei tu Colao che mi dici di non partire?

Voce di Colao S, Rosalia, sono io che ti supplico di non partire.

Rosalia E se io parto e non ti d retta ti far molta pena?

Voce di Colao S, ne soffrir da morire.

Rosalia Sei sincero, Colao?

Voce di Colao Come lo sono stato sempre dal d che ti ho conosciuta.

Rosalia(passandosi una mano sulla fronte bagnata di freddo sudore, e appoggiandosi alla vecchia) Pilucchera, Pilucchera, io sto sognando a occhi aperti, hai udita anche tu forse la voce di Colao? Mi supplica il poverino di non partire per Buenos Aires.

La Pilucchera (preoccupata) No, non ho udito nulla.

Rosalia E allora, ho sognato a occhi aperti. La meningite mi fa avere di queste visioni, mi fa sognare senza dormire.

La Pilucchera La meningite maligna ti d le visioni.

Rosalia (con gli occhi sempre nel vuoto, tende l'orecchioancora e risponde) Colao, Colao, parlami, s, ti ascolto.

La Pilucchera Colao alla zolfara, ora torna e non gli abbiamo preparata la minestra.

Rosalia Povero Colao. (Chinando la testa) Senza minestra da tante sere, lui che ama la minestra. La Pilucchera Lavora come un forzato e non si lagna mai

Rosalia E il Pagnoletto? E il contino del Pgnolo? morto veramente come io me lo sono immaginato questo pomeriggio?

La Pilucchera Vivo e vegeto, quello l, se ne sta nel suo castello e non si cura di noi disgraziati.

Rosalia(esclamando) E non pensa a far venir l'acqua, con tanta sete che abbiamo; ed io ho sognato a occhi aperti questo pomeriggio l'acqua di sorgente, che la bevevo e mi lavavo, sulle Madonie, e anche la bella vita.

(Rosalia si passa di nuovo una mano sulla fronte sudata)

Sono pazza di meningite, e non c' acqua per far la minestra a Colao.

La Pilucchera Non c' nulla in questo paese, soltanto zolfo.

Rosalia Zolfo e amore, Pilucchera. C' amore, s, c' amore e tanta gelosia d'amore, tanto amore e tanta gelosia che valgono pi dell'acqua, e anche del pane, e c' lo zolfo che cos bello, e con lo zolfo si fan pure le belle rose. Pilucchera, dov' la mia rosa, la rosa di zolfo che mi ha offerto Colao per santa Rosalia?

La Pilucchera Eccoti la rosa (Gliela porge subito nelle braccia).

Rosalia(la odora come se fosse vera; sospirando) Ah! sono contenta. Meno male che il Pagnoletto non l'ha calpestata questa rosa d'amore che l'amore candido immacolato innocente di Colao. Non stata frantumata questa bella rosa.

La Pilucchera Sei contenta?

Rosalia S che sono contenta. E tu, Colao, vieni, io non vado via, avrai la minestra.

La Pilucchera(soddisfatta) Finalmente, una buona minestra.

Rosalia Ma che vuole quella brutta sirena del molo dei pestiferi che mugola ancora? Ascolta, Pilucchera.

Voce del Capitano Rosalia delle Zolfare, parti o non parti?

(Alla voce acida del capitano segue la voce supplichevole di Colao).

Voce di Colao Rosalia, non partire.

Rosalia No, signor capitano.

(Grida forte, e per farsi meglio udire si porta le mani aperte alle guance)

No, signor capitano, debbo preparare la minestra a Colao. Non parto pi.

Voce del Capitano(in tono scornato) Ah! ah! ah! (Dopo la risata ironica, il capitano commenta) Una minestra a base di zolfo e di ortiche.

(Sempre pi sarcastico) Una minestra preparata da una donnaccia da trivio a un volgare zolfataro. Puah! La bella vita di Buenos Aires pu fame a meno di te, Rosalia delle Zolfare, brutto manico di scopa sciupata.

(La folla ride. Furioso, il capitano lancia l'ordine)

Fuoco alle macchine. March, in rotta per l'Argentina!

(Rosalia ode l'ultimo mugolio di sirena, l'ultimo fragore di catene, l'ultimo grido dei passeggeri, dei parenti e amici curiosi dalla banchina. Il piroscafo si stacca dal molo e prende il largo).

Rosalia Capitano, che capiti a te la pi forte tempesta di mare e di cielo.

Voce del CapitanoZolfatara pidocchiosa.

Rosalia(disperata e piangendo di rabbia e di sdegno, si avvinghia alla Pilucchera) Hai udito quel mostro di capitano?

La Pilucchera Io non ho udito proprio nulla e faresti bene a metterti sul serio a preparare una buona volta la minestra a Colao.

Rosalia Hai ragione, Pilucchera, io perdo il mio tempo con quel lestofante di bordo.

La Pilucchera Tempo e fatica sprecati.

Rosalia Figlio di mala femmina.

(Fievole, la voce del capitano si ode ancora).

Voce del Capitano Piaga coperta di mosche cavalline.

Rosalia S, non diamo retta al capitano, Pilucchera, prepariamo la minestra per Colao. Dammi il grembiulino di seta di Malta.

La Pilucchera Eccoti il grembiulino. (Glielo allaccia al ventre).

Rosalia Colao rincasa, lo senti?

La Pilucchera Gli zolfatari sono gi in istrada, ascolta che cantano.

Rosalia Cantano in coro il ritornello della canzoncina del muletto della zolfara, cantano tutti, e si accompagnano con una magnifica orchestra.

La Pilucchera Zufoli, scacciapensieri, tamburelli con nacchere di pelle di asino.

Rosalia Purri purri ciancianelle, timpani e piatti d'argento.

La Pilucchera Che bell'orchestra.

Rosalia Dammi il coltello, Pilucchera.

(La vecchia le porge un grosso coltello acuminato e lucente, e Rosalia, afferrandolo, si inginocchia di fronte al pubblico, in mezzo al cortile sotto i raggi della prima luna)

Comincio, Pilucchera.

La Pilucchera Tu comincia ed io ti aiuto.

(Serafica, come pregando, Rosalia stende a terra ai suoi piedi un larghissimo tovagliolo colorato).

Rosalia Pilucchera, dammi un bel mazzo di ortiche.

La Pilucchera Tenere e fresche.

(Le raccoglie e le depone sul grembiule della padroncina. Rosalia si mette a tagliuzzare le ortiche, lasciandole cadere sul tovagliolo spiegato).

Rosalia Pilucchera, fai presto, portami tutto il pane stantio che trovi nei cassetti della cucina, svelta.

(La vecchia le porta il pane stantio, e Rosalia si d a spezzettarlo col manico del coltello sul tovagliolo. Il canto degli zolfatari si avvicina. Rosalia con dolce voce) Oh! oh! oh!

La Pilucchera(mormora, estasiata e meravigliata) Non ti distrarre, Rosalia, non guardare n in alto n attorno a te se no non lavori pi dalla contentezza.

Rosalia Non guardo non guardo, ho gli occhi a terra.

La Pilucchera Li leverai quando avrai messo a cuocere la minestra e allora vedrai tanti variopinti angioletti che scendono dal cielo e ti fanno corona, uno pi bello dell'altro, e portano in mano festoni di fiori, un omaggio celeste a te che hai ritrovato il senno e l'amore. Fra le nuvolette d'oro e d'argento vedo l'immagine di Ges con l'agnello pasquale nelle braccia; ah, come sono felice! Dopo il brutto sogno che ti ho visto fare adesso a occhi aperti.

(La visione si realizza).

Rosalia Un pizzico di sale, presto, Pilucchera.

La Pilucchera Eccoti un pizzico di sale, figliola mia.

Rosalia Uno di pepe.

La Pilucchera Eccoti un pizzico di pepe.

Rosalia Grazie, e, ora, un pizzico di zolfo.

La Pilucchera Eccoti un pizzico di zolfo.

Rosalia Ed ora le erbe aromatichc.

La Pilucchera Cominciamo con quale?

Rosalia Inutile dirlo: il basilico ricciuto.

La Pilucchera Eccoti il basilico ricciuto.

Rosalia Una fogliolina di rosmarino.

La Pilucchera Eccoti un mazzetto di rosmarino profumato.

Rosalia Lo zafferano.

La Pilucchera Pronto, signora, lo zafferano.

Rosalia Il prezzemolo.

La Pilucchera Un ciuffetto di prezzemolo, eccolo qua.

Rosalia Due foglioline di nepitella selvaggia.

La Pilucchera Ce le avevo gi in mano, prendile al volo.

Rosalia Una goccia di olio di mandorla amara.

La Pilucchera Olio di mandorla amara che d la forza fisica e morale.

Rosalia Che manca?

La Pilucchera Mi pare che non manchi nulla.

Rosalia Ricontiamo nella mente e nel cuore il contenuto: ortiche...

La Pilucchera Ora pro nobis.

Rosalia Pane stantio...

La Pilucchera Agnus dei.

Rosalia Sale pepe zolfo...

La Pilucchera Peccata mundi.

Rosalia Basilico rosmarino zafferano prezzemolo nepitella...

La Pilucchera Janua coeli.

Rosalia Ed olio purissimo di mandorla amara.

La Pilucchera Ite missa est.

Rosalia Pilucchera.

La Pilucchera Sono qui.

Rosalia Aiutami a mettere tanta grazia di Dio nel tegame.

(La Pilucchera aiuta Rosalia a mettere nel tegame le ortiche, il pane stantio, il sale, il pepe, lo 'zolfo, la nepitella, l'olio purissimo di mandorla amara, tutto quanto rimane ancora sparso o ammucchiato nel largo fazzolettone colorato steso per terra ai piedi di Rosalia inginocchiata)

Il tegame pieno.

La Pilucchera(esclama contenta) Pieno, strapieno.

Rosalia Non manca proprio nulla?

La Pilucchera La benedizione celeste.

Rosalia Ah s, avevo dimenticata quella pi importante: la santa benedizione.

La Pilucchera Prendo l'arazzo sacro.

Rosalia Fai svelta, mano alla cerimonia sacra.

(La Pilucchera va a cercare l'arazzo nell'armadio e lo spiega alle spalle di Rosalia; un logoro arazzo di chiesa di campagna. Incorniciata dal sacro arazzo, Rosalia, rimasta sempre in ginocchio, leva il tegame al cielo come un calice e nel silenzio pi religioso si rivolge all'alto)

Ed ora, Ges, fate piovere, mandateci l'acqua, l'acqua per la minestra di Colao. (Ripone il tegame a terra).

La Pilucchera(levando a sua volta l'arazzo al cielo) O Signore, piovete, piovete, gli alberelli son morti di sete...

Rosalia(riprende il tegame e lo riporta come un calice verso l'alto) Ges, mandaci l'acqua, l'acqua che servir a far cuocere la minestra di Colao.

(Ripone il tegame a terra).

La Pilucchera(sempre in tono supplichevole) Acqua buona senza lampi e senza tuoni.

Rosalia(riprende per la terza volta il tegame e lo leva al cielo) Ges, ti ringrazio d'avermi svegliata dal sogno che ho fatto, vivo Colao e fa ritorno a me dalla bella zolfara, mandaci l'acqua per la sua minestra.

(Fra bagliori di lampi e lontani tuoni, cala la tela).

Rappresentata al Teatro dell'Esposizione di Venezia, l'otto Luglio 1958, Per Il XVII Festival Internazionale del Teatro di Prosa, dalla Stabile di Trieste, Con Enrica Corti, Paola Borboni, Ottorino Guerrini, Domenico Modugno. Regia di Franco Enriquez.

♦ Copyright Antonio Aniante 1968.

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