La scatola di latta

Ambientazione intorno agli anni 40, in una modesta cucina di un appartamento sito in un quartiere popolare

La Scatola di Latta

Commedia in due atti di Emanuele Canzano  e  Gaetano Orfeo

(versione in Napoletano)

Posizione S.I.A.E.  n206652

Contatti:

Emanuele - 339 170 06 17                              Nino – 333 865 93 02

e.canzano@fastwebnet.it                                     ninorfeo@inwind.it

Personaggi e loro caratteristiche

10 Attori - 1 Comparsa (6 Donne – 5 Uomini) / DURATA: 1h 40m

MARGHERITA: donna sui 40 anni con un carattere mite ma complesso che non si manifesta con evidenza agli altri e si cela persino in ambito familiare. 

È sempre il fulcro delle azioni e polarizza su di sé lfattenzione di tutti: sia in senso positivo che negativo (e per questfultimo aspetto vive un gran conflitto psicologico con sé stessa).

PEPPINO: uomo di 40 anni con un carattere semplice ed idealista.

Vive per la musica: unico suo sogno nel cassetto che prende vita (quanto basta per dargli un minimo di soddisfazione) con la partecipazione al Festival della Canzone Napoletana di Piedigrotta con una sua canzone  (ma sarà soffocato poi dagli eventi).

Questi ultimi, fautori della sua sofferenza, lo travolgono portandolo ad uno stato confusionale e, come tutti gli idealisti, sarà sconfitto dalla razionalità degli altri uomini.

Le sue musiche fanno da tappeto nella sigla e sono parte attiva nella commedia.

MARIA: la loro figlia, ha più di ventfanni ed è una ragazza con un carattere dolce e sensibile. È la confidente della mamma ed è una figlia esemplare.

CICCILLO: zio di Peppino, sui 60 anni, ha un carattere allegro e gioviale; anchfegli idealista ed accomunato col nipote dalla stessa passione per la musica.

SALVATORE: il loro figlio, quasi ventenne, ha un carattere intraprendente, testardo e molto influenzabile come tutti i ragazzi di questfetà. Gioia e dolori per i genitori.

SOFIA: conoscente del palazzo, circa 30 anni, ha un carattere molto espansivo ed istintivo. Vicina agli eventi, anche per la sua collaborazione pratica nel momento di massima necessità.

ROSA: vive da sempre nel palazzo, età sui 55 anni ed è la donna più vicina alla famiglia (conosce da molto tempo i componenti della stessa).

Ha un carattere cinico e perfido, insidia tutti con la sua cattiveria che si nasconde dietro lfimmagine di donna perbenista ma bigotta.  Fa dellfusura la sua ragione di vita e mezzo dfaiuto per raggiungere lo scopo prefissosi; uno scambio che per lei sarà anche motivo di vendetta.

RACHELE: ragazza madre e nipote di Rosa, anchfessa sui 30 anni, carattere debole poiché completamente plagiata dalla zia che gli ha imposto una severa soluzione di vita in relazione alla sua condizione (ritenuta allora fin troppo amorale) che va ad associarsi, guarda caso, con il piano di vendetta che da anni Rosa stava tramando. 

DOTTORE: medico di famiglia, conosce e stima Peppino per lfamicizia che legava i rispettivi padri.

VAMMANA: ostetrica molto risoluta, pur breve che sia la sua apparizione.

Trama

La commedia è ambientata nel 1948 e si svolge alla fine del mese di Giugno.

Peppino è il personaggio su cui si poggia la storia della famiglia. È un idealista, uomo molto vulnerabile che subisce gli eventi. Questi prima lo travolgono ed infine lo schiacciano: egli sarà costretto ad accettare un compromesso terribile, annientando suo malgrado sé stesso e la propria dignità.

Ha una forte passione per la musica e questa sfocia nel suo amore per le composizioni musicali di canzoni (a quel tempo si aspirava a concorrere alla gara del Festival di Napoli inserito nel contesto dellfantica festa tradizionale di Piedigrotta).

Insieme con lui cfè il personaggio di zio Ciccillo, una persona anziana allegra e gioviale che compone versi e che collabora alla stesura delle canzoni.

Anche la musica, lfunico spiraglio che ancora poteva dare un pof di sollievo alla sua  esistenza, sarà inevitabilmente oscurato dagli eventi.

Margherita, moglie di Peppino, prossima al parto (a rischio perchè in tarda età) è una donna tranquilla e intelligente che si preoccupa della famiglia in modo intenso, tanto che in una scatola di latta ripone da sempre dei risparmi. È convinta che un giorno sarebbero potuti servire per evenienze straordinarie. Nasconde però il segreto della scatola a tutti i componenti della famiglia e lo rivela solo a sua figlia Maria, nel momento in cui si ammala gravemente, ma lfavverte di non usare assolutamente quei soldi per le sue cure e di conservarli per la crescita del piccolo, visto che la somma risparmiata è ingente.

Poi, quando la figlia aprirà la scatola, costretta dallfesigenza di una ormai magra economia familiare, principalmente dovuta ai costosi medicinali acquistati per le cure della mamma, scoprirà delle lettere che Margherita si autoscriveva. Lettere in cui confidava a sé stessa la propria ansia per un tradimento di Peppino (a detta della Commara Rosa - tradimento che si rivelerà solo unfingiuria) e la sua grande rassegnazione nellfaccettarlo in virtù di un amore troppo forte.

Da questi accadimenti si evince la complessità del suo carattere.

Ella intuisce chi potrà essere la donna che la sostituirà e con lei avrà un dialogo forte che però mai trapelerà dal suo stile nel corso della commedia (è qui che per la prima volta esce fuori lfaltra personalità di Margherita, quella del rapporto epistolare che lei intraprendeva con sé stessa) e a questa donna lascia il testamento morale nellfaffidargli una parte di sé: i propri figli - con lfattenzione speciale per lfultimogenito al quale poco lei potrà dare di sé - pienamente consapevole che ormai breve era il tempo che gli rimaneva da vivere.

La donna che andrà ad occupare il suo posto è Rachele, la nipote della commara Rosa. Questfultima, donna bigotta ed usuraia scaltra e cinica, che in maniera maniacale ed astuta riesce a manipolare quelli che la circondano a suo piacimento, trama un piano per riscattare il debito dfusura che la famiglia gli doveva.  Approfittando della confusione del momento, che aveva disorientato Peppino, e con la parvenza di un gesto di solidarietà, lo convince ad accogliere la nipote in casa (dato che sua moglie era ammalata) col pretesto che la nipote avrebbe potuto dare un aiuto nellfespletare le faccende domestiche, visto che Maria doveva occuparsi del piccolo ed assistere la mamma.  

Poi, dopo lfaddio di Margherita, eonna Rosa riesce a portare a termine il suo astuto piano: svela a Peppino che Rachele - la nipote - ha un figlio e che lei lfaveva segregata in casa per diversi anni con la scusa di una malattia nervosa (essendo al tempo considerata deplorevole la condizione di ragazza madre)  e chiede in cambio del debito d'usura di farla sposare con lui (per far riconoscere col suo cognome anche la bambina di Rachele).

Con questo colpo la perfida Rosa riesce a vincere anche una sfida personale che ormai durava da più di ventfanni; infatti, aveva tentato in passato di far sposare Peppino con sua sorella, mentre allfepoca lui aveva scelto Margherita (in tutto questo tempo era rimasta dentro di lei una profonda sete di vendetta).

Ecco che la condizione di Rachele – e la morte di Margherita - diventano per lei unfoccasione ghiottissima per una duplice risoluzione.

Il tema della commedia pone lfattenzione su come si possa essere carnefici  non solo  uccidendo fisicamente ma anche debilitando lentamente la parte psicologica delle proprie vittime; usando la razionalità del pensiero e delle azioni (in una visione materialistica assoluta della vita), estrapolando da sé stessi solo la cattiveria umana attraverso un egoismo incontrollato.

Lfazione si svolge in una modesta cucina: un tavolo con sedie, un cucinino laterale ed una piccola credenza  (su cui in alto è nascosta una scatola di latta).

La scena è composta di una comune centrale, che fa riferimento allfingresso della casa, da una quinta di sinistra che fa riferimento alle stanze da letto e da una quinta di destra che fa riferimento alla camera dove è posto un pianoforte.

Allfapertura del sipario si ode una musica suonata al piano (che è la stessa della sigla) mentre Margherita è in scena vicino al cucinino intenta a togliere la macchinetta del caffè dal fornello e metterla nel recipiente a bagnomaria. Sul tavolo cfè un cestino per cucito con dei calzini da rammendare.

Dà uno sguardo verso le quinte di destra e sinistra, per evitare di essere vista, poi posiziona una sedia vicino alla credenza, gli sale sopra e prende in alto la scatola di latta, la mette sul tavolo, la apre e pone dentro una lettera e dei soldi, poi frettolosamente la ripone, nascondendola bene.

PRIMO ATTO

(Va a sfumare il tema musicale dfapertura)

                                                SCENA PRIMA

 MARGHERITA – (Siede al tavolo e con lfoccorrente per il cucito comincia

a rammendare).

SALVATORE-(Da sinistra)   Io vaco mammàc

MARGHERITA- Salvatò sientectu dice che vuoi andare a lavorare?  

                           Io te dico cf fa me , nun me fa piacere ,va bècc.  

                           pecchè nun voglio che potresti fra qualche tempo decidere  

                           di lasciare la scuolacchistfè eo pensiero mio..

SALVATORE- Mammà ma ioc.

MARGHERITA-(Interrompendolo) Aspetta.. famme fernì ee dicerechai fatto

                          tutti quei progetticvulive addiventare nu prufessore ee scola..

                          Tfarricuorde o no quanno mf fo dicive cu chella contentezza?

SALVATORE- Si mammà mffo ricordocma se cagna cfo tiempo te cagna

                        ccagneno llfamici, llfinteressi pe cose, quello che tu credevi

                          chfera ee na manera ce poi ccc.e poi scopri chfera tutt e

                          nfata cosa.

MARGHERITA- Allora mfaggia preoccupà ca pecchè staie cagnanne nun ce

                           vularraie cchiù bene comme primma ? Famme capì..

SALVATORE- Ma nonsignorecfo vì che capisce sempe ena cosa pe nfatac

                         È proprio eo cuntrario cproprio pecchè me voglio sentì pure

                         io utile dintfa famiglia, mo ca nun sof cchiù nu guagliunciello

                         e cierti cose ee capisco pure ioc

MARGHERITA- Ma che cosa Salvatofcio nun voglio assolutamentecnuje,fe

                        sacrifici che facciamo non te li abbiamo mai fatti pesare..anzi.

                         Vulimme sulo ca tu si cuntento ee chello che faie..e saccio ceo  

                         studio è na cosa cf fa te fa piacere.

                         Ci hai dato sempre soddisfazioni e sono sicura che ce ne

                         darai tante altre ancora cchiù importanti.

SALVATORE- No mammà caggio decisocsemmai ci posso pensarec

MARGHERITA- E pienzace buonocfiglio miocpienzace buonoc.nun ce dà

                            preoccupazioni.

SALVATORE- Ma che preoccupazioni mammàccomme se io pof ghiesse

                          arrubàcio voglio faticà onestamente.

MARGHERITA- Ma nunnfè chesto..fo fatto è ca si tu tfattaccfaf lira nun fa  

                          lassaraie tanto facilmentecè overo ca te si fatto grousso e   

                          nun te putimmo daf cchiù e chillu pucurillo ca te dammo, ma    

                          ma pe studià nun te facimme mancà mai nientec.o no..?    

                          E tu sai chello che ce vò fra libri e cose variec

SALVATORE- Mammà pe chesto vfaggio sempe apprezzato, ma io c

MARGHERITA-(Interrompendolo)Nuie cfastrignimmo ea cinghia ancora 

                           cchiù assaie,  ma lassa stfideacnun da retta siente a me.

SALVATORE- Nun te preoccupà mammà cmof avimma penzà sulo a

                        criatura cf adda nascerecce penzo cgiuro ca ce penzo.

MARGHERITA- Si Salvatòcma almeno lfavviamento tu te lo devi pigliarec

                          Sinò che faie c rimani tuttf ea vita a faf  eo garzone ee nu bar?

SALVATORE- Va buòcdopo lfestate ne parlammoc

MARGHERITA- Ahchai ragione ca te si fatto gruosse e nun te pozzo cchiù

                            piglià ncoppe fe cosce e darte tre o quattro sculacciatec

SALVATORE-(Sorridendo) Io nun me ricordo ca me divec

MARGHERITA-  E overo èc.. pecchè nun tenevo mai eo curaggio ee dartele  

                            overamente cchelli là, erano carezze enu poco cchiù forti..

SALVATORE- (Ridendo)Ah ah ah ahce mof me vulisse dà?

MARGHERITA- Si c.mof tf ee desse overamente.

SALVATORE-(Scherzando con un risata) E pruovace ghiamme, io stof ccà,

                         acchiappame.

MARGHERITA- Uèc.ma tiene genio ee pazzià stammatina?

SALVATORE- Sicc. te voglio sfruculià.

MARGHERITA- Ma tu vide cu che bella capa sfè aizatoccccccc

SALVATORE-(Sorridendo) EhcMa papà sfè scetato ambressa stammatina?

MARGHERITA- E tu ossaieccc.chillo tene eo fatto df ea piedigrotta e sta  

                          fernenno chella benedetta canzonec

SALVATORE- Salutammello..io vaco sinò faccio tardicciao mammà (VIA).

MARGHERITA- eA madonna tfaccumpagna.

                                                   SCENA SECONDA

PEPPINO – (Da destra sbadigliando)  Buon giorno Margherì.

MARGHERITA - Buon giorno Peppì c. Ma a che ora ti sei svegliato stamatti

                             na  prima dellfalba?

PEPPINO - Nocsolo due ore fa.

MARGHERITA - E io che ho dettocPeppì mof sono le sette, due ore fa era

                             no le cinque..ee..a che ora te si venuto a cuccà ajere sera?

PEPPINO -  Alle duec.

MARGHERITA – E ddoie? Quindi hai dormito tre ore..?

PEPPINO - Stammatina stammo danno ee nummere.

MARGHERITA - Io voglio sapere perché non devi riposare e piglie ea notte

                             pof juorne.

PEPPINO- eO ssaie che la notte pe mme è il momento di massima  

                    ispirazione   (Avvicinandosi per richiedere un consenso)

                    Margherìccche ne pienze di questa nuova musichetta?

MARGHERITA – (Superficialmente) Ef bellella.

PEPPINO - Un lampo di ispirazione proprio na mezzfora fa.

MARGHERITA -E speriamo che tf ispira pure ad essere consapevole di avere                       

                             una moglie c.che oltre alla  musica ci sto pure io per te.

 PEPPINO - Margherì ma tu non puoi vivere in questo modo assurdoc. ma

                     che si gelosa pure df ea musica?

 MARGHERITA - E va bene .. facimmo finta e nientec però tu nun he capito

                              proprio niente.  Pare ca non te ne importa ee mec

Peppi cfa verità ctu nun me guardi cchiù comme ena vota.

PEPPINO - Ma che dice Margherì, forse pecchè stò stanco,forse perché nun

                  riesco a fernì chella benedetta canzone pf fa piedigrotta.

 MARGHERITA - A piedigrottac..ma nun dicere fessarie  Peppìc

(Esasperando)Quanno scenne Sofia da coppa comme maie

                          staie sempe frisco e tuosto e sempre col sorriso sulle labbra

ehccomme maie?  Tanno nun staie stanco no?

PEPPINO - Margherì ma che staie dicenno ? Calmate nu pococpure pef sta

                    criatura c ma che vai fantasticando dintf ea sta capa toia?

MARGHERITA - A fantasia eh.. uè e vedi che devi fare con i figli perché sono

                         pure i tuoic.visto ca fra poco ne arriva pure un altrocc..

                        Salvatore eo vì, ha detto che  vuole lavorare, speranno ca nun

                        decide ee nun studià cchiùc.  Stamattina cominciava come

                        garzone in un bar a via De Pretis.

PEPPINO - Ma te lfha spiegato pecchè ha pigliato sta decisione?

MARGHERITA - Gli ho parlato e non puoi immaginare per quanto tempo,ma

                           niente ..e glielfho detto pure : Salvatò almeno lfavviamento

                           te lo devi prendere, altrimenti non farai mai strada dintf ea  

                           fatica,ma isso niente..cchiù tuosto df fo piperno.         

PEPPINO - Certo che capatosta ca tene chillo, vof sentì solo ea ragione soia.

                    Comunque la scuola è finita adesso, ed è stato pure promossoc

                    Sarà una decisione momentaneac..

                    Ma stasera ce parlo io nun te ne ncarricàcc.  

                    E Maria non si è alzata ancora?

MARGHERITA - Comme, si stava preparandocquando  sente eo fatto ee

                            Salvatore rimarrà assaie male.. tu ossaie commfè  

                            sensibile chella guagliona c

PEPPINO - Ef overo cchellf sta cosa lfha pigliata in gran parte da me , 

                    se mi permetti, che oltre ad essere un elettricista dellfazienda

                    tranviaria sono anche un compositore di musica.

MARGHERITA- Pienze sempe ee canzone tu Peppì, nun cagne maie. Eppure

                           sai, hai ragionecchillf  eo pallino tuoio è stato sempe  chisto

                          e io te capisco, tu avisse  voluto essere apertamente chillo ca

                          overamente sei dentro e fà  df ea musicacmo ce vòcc.lo  

                          strumento per sfamare la famiglia,  (risatina di conforto)  oi nì,

                          chffe canzone nun se campa. Guarda che fine ha fatto eo ma

                          maestro Capurro...è morto in completa miseriace eo maestro

                          Di Capua, che si dovette vendere il pianoforte per essere  

                          portato in ospedalec..addò pof, murette senza la croce di un

                          centesimo.

                          Eppure nzieme avevano scritto : g fO sole mioh c..
                          Peppì tu la musica la devi sempre scrivere , suonare, perchè

                          non cfè cosa più bella, ma penza sempe chfè comme enu

                          suonnoc.. enu bellu suonno, ca fortunatamente puoi vivere

                          ad occhi aperti.

PEPPINO - Hai ragione Margherìcdevo riconoscere che una tua virtù, è  

                   quella di saper dire sempre parole sagge, specie a me, povero  

                   sognatore che di  saggezza poco ne tene. 

                            (Esce a destra per risortire subito)

                                                     SCENA TERZA

 MARGHERITA- (Suona il campanello) Famme ire a vedè chi èc..

(Si alza e va ad aprire) Vieni vieni Sofìc..

SOFIA- (ENTRA)Ef permesso c.scusate lforario mattutino, chiedo troppo si

                me desseve ena capa dfaglio?

MARGHERITA - No pe carità  (Rientra Peppino).

SOFIA - Caro don Peppinoc.

PEPPINO - Carissima Sofiac. una voce così bella non poteva essere che la 

                    vostra.

SOFIA - Don Peppì ..vuie me facite fa rossa rossa cca sta ea mugliera vosta

(In tono scherzoso)c. se pof impressionà.

MARGHERITA - E io mfimpressiono per così poco c.

                           Sofì caf sta ea capa dfaglio (Come per dire adesso vedi di

                           andartene).

SOFIA - Grazie Margherì sono in debito con voi  (Prima di andare)   Don

              Peppì ma chella musica ca state sunanno, è un ultima creatura

              vostra?

PEPPINO- (Fiero) Modestamente si e sto cercando di ultimarla perchè abbia

                 mo avuto lfopportunità di presentarla per la piedigrotta di questfan

                 no al Festival e forse, chissà, putarraf essere cantata da qualche

                 voce importante.

SOFIA- Fosse eo cielo, sa che suddisfazione (Facendo il gesto dei soldi con

              le mani).

MARGHERITA  - Sofì ..fa suddisfazione è sulo df eo core ..no df ea sacca

                              statte bbonac

SOFIA - Buona giornata  (VIA).

MARGHERITA - (Rivolgendosi a Peppino) E pof dice ca io tengo ea fantasia

                             encapac

PEPPINO - Margherìc ma nun essere ridicola.  Io vado dentro vaco a vedè

                 se riesco a scrivere qualche altra parte di quella canzonec Mi

                prendo unfaltra goccia di caffè, così me la sorseggio mentre suono.

MARGHERITA - Lo trovi caldo ancora eo vì, lfho messo a bagnomaria.

PEPPINO - Ah buono.. sembra fresco fattoc.vadoc(VIA A DESTRA).

MARGHERITA - Vai vai c. mi faccio questfaltro poco di cucitoc

                          nun saccio quanta paia di calzini ce stanno da rammendare

                          guardate cà guardatec(Osservando stupita i grossi fori nei

calzini con lazzi a soggetto)ma che camminano scaveze.

                                                     SCENA QUARTA

MARIA- (Da sinistra)Buon giorno mammà, comme ve sentite?

MARGHERITA- Meglio, grazie c sulo nu poco ea schienac

MARIA-  Ma Salvatore è sciso ambressa stammatinac lfaggio entiso.

MARGHERITA- Vuò sapè che ha fatto tuo fratello?

MARIA- Cfha fatto?

MARGHERITA- Ha deciso di mettersi a lavorare.

MARIA- E faticà c ma è asciuto ee capa ?

MARGHERITA- Stamattina è andato a prendere servizio come garzone in un  

                            bar, a via De Pretis.

MARIA- Ma ..così,allfimprovvisoc

MARGHERITA- e O ssaie tu?  Pure tuo padre si è tanto dispiaciuto e ha detto         

                             che stasera gli vuole parlarec.può essere che si convince.

MARIA- E si nun se convincec?

MARGHERITA- E si nun se convincecla vita è sua e io più di dirgli che sta

                            commettendo uno sbaglio , più di invogliarlo a studiare di 

                            non fare fesserie, che posso fare cchillf ormai è quasi nfom

                            mo purfissoc..Ef vero che dopo quello che ha combinato la

                            guerra allfinizio è stato difficile  e stiamo ancora scontando

                           ce tu sai cu quanta sacrifici c.i debiti che abbiamo  e che

                           unfaltra entrata sarebbe stata utilecma nun voglio ca Salva

                           tore se mette a faticàcgliele abbiamo sempre tenute nascos

                           te queste cose..Salvatore è bravo nello studio e eo fà cu pia

                           cere..perciò songo rimasta sbalordita ee chistu cambiamento

                           suoio.

MARIA- Avite ragione mammàcsperammo ca nun fa fesserie..ah.. prima che 

              mi dimenticoc.qua sta il resto dei soldi del pane di ieri.

MARGHERITA- Vabbè piccirècma perché non ti prendi una bella tazza di

                           caffè? Guarda sta  la sopra caldo caldo, accussì non scendi

                           con lo stomaco vuoto.

MARIA- Nocc grazie mammà,non ho vogliac(Intristendosi vistosamente)

MARGHERITA- Marì ma che cfè a mammà cè da qualche giorno ca te veco

                            turbata cè successo qualche cosa ?

MARIA- No c niente ..le solite cose.

MARGHERITA- Dalla faccia non si direbbero le solite cosec

MARIA- Dalla facciac?

MARGHERITA-  E, dalla faccia Marìcricuordate: gcf ea figlia muta ea mamma

                            ea entendeh.

MARIA- (Scoppia in lacrime)  Mammàc.me songo nnammuratac

MARGHERITA- Ah?  E invece ee ridere tu te miette a chiagnere figlia mia?

MARIA- Mammà cio nun sof sicura ca me vof bene sinceramentec.

MARGHERITA- Marìc.ma chi lo può direc.solo il tempo tf eo pof faf sapè.

                           Adesso vivi questi momenti come ti sono dati dalla vita,

                           giorno per giornoc.poi si vedrà.

MARIA-  Ma io nun cf ea faccio a resistere a chistu pensiero.

MARGHERITA- Figlia mia ,ma  tu si giovane e si pure fernesse stfammore ca

                            nun lfhe fatto manco accumincià, ne truvarraie nfatoc

                            e sarrà ancora cchiù bello.

MARIA- No mammàcio chisto lfaggio voluto cu tuttf ee forze meje e nun eo vo

              glio perdere.

MARGHERITA- E nun eo perdarraiecma sappi ca qualsiasi cosa avessa  

                           succedere tu tiene sempe ea mamma toia ca te conforta.

MARIA- Grazie mammàcio vado se no faccio tardi..(Ripensandoci)cMo me

              la prendo una tazza di caffèc.

MARGHERITA-  Brava a Marìc.

                                                   SCENA QUINTA

(Da destra entra Peppino canticchiando con una matita ed un foglio di musica in mano)

MARIA- Buon giorno papà.

PEPPINO- Ciao Marì, scusa cstavo sovrapensiero.

MARIA- Io vadoc

PEPPINO- Marìc.ma che hai fatto agli occhi?

MARIA- Ahcagli occhi cno c..èc.. un pof di rafffreddore.

PEPPINO- Ma ieri sera stavi una bellezza.

MARGHERITA- E quella stanotte ha lasciato la finestra aperta perché sentiva

                            caldo ce perciò mo sta raffreddatac.Marì prima di andarte

                            ne tieni qualche calza da rammendare?

MARIA-No grazie ..lfho fatto già io ieri sera..Buona giornata (Le dà un bacio )

             (VIA).

MARGHERITA- Statte accortac.

PEPPINO- Guardate chella sta enguaiatac.E zio ciccillo ca nun vene ancora..

MARGHERITA- Tu sai commfè  fattoc.quello se si è  fermato a parlare con

                            qualcuno, è capace ca se pof scurdà pure che ghiuorno è.

PEPPINO- Questo pure è veroc..vado dentro (VIA A DESTRA).

                                                        SCENA SESTA

(Si ode la musica del piano che sta suonando Peppino da dentro)

MARGHERITA- (suona il campanello) Vado io Peppìc.chisto sarrà zio

                            Ciccilloc..lfaltro sognatore (esce per risortire subito).

PEPPINO- (Esce con un foglio di musica e matita in mano) Finalmente.

CICCILLO- (ENTRA)Uè Peppì ..aggia pazienza ..mi sono messo a parlare

                cu Rafele  eo barbiere per dei numeri che dobbiamo giocare sabato.

PEPPINO- Zio Ciccìcma oggi è martedì c.fino a sabato ce staf tempo.

CICCILLO-No Peppì tu lo sai c noi ci studiamo sopra i numeri c.quella

                   è una scienza precisac

PEPPINO- Zio Ciccì,ma faciteme eo favorecma quale scienzac.è solo una

                 combinazione di...fortuna (mimando appena il gesto con le mani).

CICCILLO- Ma quale fortuna Peppì, qua ci sta tutto enu calcolo ca se fa.

PEPPINO- E che vfaggia dicere zio Ciccì, quanno pigliate penzate pure a 

                  nnuie (guarda Margherita per intesa) Zio Ciccì ma eo terno cchiù

                 importante pef nnuie sapite qualfè ? Ef che ho quasi ultimato chella

                 musica..dobbiamo solo aggiustare leggermente la metrica e penso

                 che possiamo farla sentirece se poi dobbiamo fare quelle modifi

                 che al testo che mi avevate detto le facciamo subitocinsieme.

CICCILLO- Nun saie che piacere me fa Peppì, avevo paura ca nun ce la  

                   facevamo..e invece vedo che lfestro non ti è mancato neanche  

                   questa volta.

PEPPINO- Stavolta sono stimolato ancora cchiù assaie, visto ca se tratta df ea

                 piedigrotta. Iamme , accomodiamoci dentro accussì vf ea faccio  

                 sentì.cAh zio Ciccì, una tazzina di caffè?

CICCILLO- Grazie Peppì lfaccetto volentieri.

PEPPINO- Guardate site arrivato giusto in tempocfna tazza a vvuie e nfato

                    pucurillo pure a mmec(guarda nella caffettiera)c è finito.

MARGHERITA- Quella pure Maria straordinariamente sfè pigliata eo ccafè

                           stammatina.

CICCILLO- Ah eo vì ..ce vuleva proprioc

PEPPINO- Ah zio Ciccì vi devo fare sentire una musichetta fresca fresca che

                   ho composto stamattina presto quando mi sono svegliatocnun

                   appena ho aperto gli occhi c.TAAAfc

CICCILLO- (Sussultando) Mamma mia chfè stato c!?

PEPPINO- Niente zio Ciccì dicevo tàcper dire allfintrasatta.

CICCILLO-  E comme te vene brutto figlio miocmfhe fatto zumpà.

PEPPINO- Vi chiedo scusa zio Ciccillo, ma vi assicuro chfè allegra ,sfiziosa.

(A Margherita) Noi andiamo dentrocMfè asciuta accussì, TAAf..

CICCILLO- E dallec.

PEPPINO- Aggiate pacienza zio Ciccìcallfimprovviso ..ecco.

CICCILLO- Con permesso Margherìc.andiamo ad elevare lo spiritoc

(Peppino e Ciccillo via a destra).

MARGHERITA- Prego zio Ciccì, ci vediamo più tardic.e vediamo se posso  

                           finire di fare questo poco di cucitoc.

                                                     SCENA SETTIMA

(Si ode di nuovo la musica del piano che proviene dalla stanza)   

                                         (CAMPANELLO)

MARGHERITA- Nun è ghiurnatac.(va ad aprire e rientra insieme a Sofia).

SOFIA- Margherì siccome scendo, sono passata a vedè se vi serviva qualche

             cosa.

MARGHERITA- No grazie Sofia, grazie lo stesso cquella ieri Maria ha

                           provveduto lei.

SOFIA- Ah cva bene, certo cu stu calore ca sta facenno vi capisco..e già di

             prima mattinacnun se riesce a fare niente. E nella vostra condizione,

             certamente non vi invidio proprio.

MARGHERITA- Hai ragionecquello è un continuo bollorecvedicguarda le

                            gambecme le sento due pezzi di legno.

SOFIA- Lassate passà chistfati dduie mesi eo vì e poi è fatto.

MARGHERITA- Ehh è fattocma chfè ena pizza Sofiacnun è fatto niente,

                            pecchè una volta chfè nato poi deve crescere, e ci vogliono

                            tutte le cure fino a quando addiventano gruossec

                            Ad ogni età Sofìcad ogni età hanno bisogno dei genitori.

SOFIA- Margherì quanno parlate, io mfincanto e nun ve nascondo ca pef chel

            la che site a votec.vfaggio invidiata...nel senso buono eh..si intende..

            Lfavesse pututo avè pure io sti qualitàcc

MARGHERITA- EhcSofia, ma queste qualità commf ee chiamme tu ee teneno

                         tutte quanteccomme teneno quelle cattivec.solo ca nisciuno

                         ee vo mettere a purtata ee llfato ee bbone..ma facilmente invece

                         iesceno fore chelli cattive.

SOFIA- Overfè  Margherìcdicite bbuonec. a vote me sento accussì confusa

              ca nun saccio ea che parte avesse accumincià.

MARGHERITA- Sofia tu avisse accumincià prima di tutto a penzà nu poco

                         cchiù a te stessa c.io non te lfho mai chiesto per delicatezza,

                         ma nun he maie penzato ee te enzurà?

SOFIA- E comme si nun cfaggio mai penzatoc.figuratevi che io stavo quasi

             per sposarmi, fna decina di anni facero proprio ena guagliuncellac

             ingenuacpoi mfaccurgetto ca isso facevo ammore cu nata mentre

             steva cu mme cmentre mi prometteva eterno amore e pure eo matri

            monio.  Margherita mia da quel momento avetto nu shoks encapo  

           accussì forte,che io di uomini e matrimoni non ne ho voluto più sapere.

MARGHERITA- Uh cguardateca volte si può pensare di una persona ena

                           cosa e invece ovìc.non bisogna mai giudicare a prima vista.

SOFIA-(Un pof risentita) Ma pecchè Margherì ,comme mfaviveve giudicata?

MARGHERITA-Ma per carità Sofia tu sai quanto ti stimocc.. è che non

                        conoscendo il motivo vero della tua zitellanza, allora nel cervel

                        lo si possono imbrogliare i pensieric. ed uno cade nellferrore.

SOFIA-(Scoppiando in una risata)Margherì, tenite eo zucchero eo posto df ea

              voccac. non sapete il male cosfè.

MARGHERITA- Sofia mia, tu esageri sempre nei miei confronti, ma io ti

                            devo dire che invidio in te cin senso buono..la  grande

                            simpatia e lfalleria toiace ti assicuro che  non tiene eguali.

SOFIA- Si è overo , eo fatto ee chesta se non rido nun songhfiocnun me soso

             si nun me faccio primma ena bella resatacaccussì, quanno sento ena

             musica, nun resisto a ce cantà appriessocperciò me piace ee sentì a

             don Peppino quanno sonace tutto chesto me serve pfaffruntà meglio

             ea jurnatace pef suppurtà ea solitudine..( si commuove).

MARGHERITA- Iamme Sofì e mof che faie, io voglio vedè ena risata cdevi

                            sapere che tu qua sei e sarai sempre la benvenuta e sola

                            non ti dovrai mai sentire.

SOFIA- Grazie Margherì,grazie assaie..adesso vado prima che si fa più tardi.

MARGHERITA- Sofia mi fai il piacere di rimanere la porta aperta? Accussì

                            passa nu poco dfariacfa enu caldo ca nun se supporta.

SOFIA- Va bene Margherita  (VIA).

                                                SCENA OTTAVA             

MARGHERITA- (Si accorge che manca una spola di seta per il rammendo)

                           Fammfire a vedè se ce stesse staf spuletta dentro eo cummò

                           (Via a sinistra per risortire fra poco).

PEPPINO- (Entrando da destra con Ciccillo)  Riproviamo zio Ciccilloc.

(cantando)c.nun sapite lassanno ea banchinac..(canta tutta la

                   strofa).

CICCILLO- (Canta allfunisono a metà della strofa con Peppino).

PEPPINO- E mò eo ritornello..(Cantando)Mare mfhe purtato stfammore lunta

                   no df eo core e nun mf eo vuò dicerecc.

CICCILLO-(Canta anche il ritornello allfunisono con Peppino finoalla fine)

PEPPINO- E bravo a zio Ciccillocla musica lfavete già acchiappatac.

CICCILLO- E comme ha acchiappato a me, speriamo cfacchiappa pure a chi

                    ce la deve pubblicare.

PEPPINO-Sono fiducioso zio Ciccì e grazie pure alla vostra bravura di poeta,

                  perché quando le parole sono belle e si sposano alla musica si

                  può raggiungere più facilmente il cuore.

CICCILLO- Speriamo benecsperiamo.

                                               SCENA NONA

MARGHERITA- (Rientrando) Uècavete finito?

PEPPINO- Quasicsiamo venuti a prendere una boccata dfariacfaceva enu

                   caldo là dentroc

MARGHERITA- Ma perché la finestra non la sapevate aprire?

CICCILLO- Ce lfho detto pure iocniente nun cfè stato verso..non lfha voluta

                    aprirecha detto ..quello passa qualcuno del mestiere csentec

                    e se fruculeia ea canzone.

MARGHERITA- Si esagerato Peppìc

PEPPINO- Niente affatto non sono esageratocsono realista..pecchè accussì

                   fanno sti piezzf ee calioti..e pof diceno : gguarda cfaggio scrittoh.

MARGHERITA- Guardate comme sfappiccia pe na canzonecè cchiù geluso

                            da musica soia ca df ea mugliera.

PEPPINO- Devi sempre dare sfogo alla tua fantasia..è overo.

CICCILLO- A quanto vedo chi ea na parte e chi ea nfata , ee fantasia in questa

                    casa ce nfè stà overo assaie.

PEPPINO-(Sorridendo)Dicite bene zio Ciccìciamme dintf iamme..dobbiamo

                   ricopiare in bella tutte le bozze cfavimme fatto.

CICCILLO- Si andiamocah però Peppì arape nu poco ea fenesta e faf passaf

                   enu poco dfariactanto mò avimma scrivere sultantocnun ce  

                    ponno sentì.

PEPPINO- Va benec

CICCILLO- Margherì con permesso ..ci vediamo dopo (insieme a Peppino

                   VIA A DESTRA)

                                                SCENA DECIMA

MARGHERITA-Fate con comodoc.e vediamo se possiamo fare lo spezziale.

SOFIA- (Da fuori) Ef permesso  (Entra) Ve sof venuta a purtà ea capa dfaglio

              ca mfaviveve prestato.

MARGHERITA- Ma era na capa dfaglio Sofia,non andavamo mica in miseria.

SOFIA- Era lfoccasione per sapere se avevate bisogno di una manoc

MARGHERITA- Grazie Sofìcsei molto gentile.  

ROSA- (ENTRA) Ef permessocaggio truvato ea porta aperta e sono entrata.

MARGHERITA- (Molto servile) Prego cummà, avete fatto benec

ROSA- Uè Sofiace che ci fai qua?

SOFIA- Sono passata a vedè si le serveva quacchecosa.

ROSA- Ah brava (A Margherita) Comme ve sentite ?

MARGHERITA- Meglio graziecsolo cu stu calorec

SOFIA- Ehcproprio di questo parlavamoc.donna Rosa mia nun lfinvidio  

              proprio.

ROSA-  Hai ragione cma tutto passa..tutto sfaggiusta.

SOFIA- Io vaco se no se fa troppo tardicbuona giornatacah donna Rosa  

             ricurdateve ee da nu bacio da parte mia a Rachelec.lfaggio vista  

             lfaltro giorno da dentro alla finestra e ci siamo salutatecma comme  

             se sente c?c.Oramai sono mesi ca nun scenne cchiù df ea casac

ROSA- E comme adda stàcdevi sapere ena cosa ,ca pef malatie df ea capa

             ci vuole più tempo per guarirecnun te preoccupà tf ea saluto.

SOFIA- Non vi dimenticatecbuona giornata (VIA).

ROSA- Statte bonac

                                                SCENA UNDICESIMA

MARGHERITA- Ah..cummà qua sta il vestito con la fodera nuova e  la piega

                           fatta.

ROSA- Ah..grazie che tfaggia dà?

MARGHERITA-No..e che mi dovete darecbasta solo nu poco ee riguardo pef

                          nnuieccc..pof pagamento.

ROSA- Faccio il possibile, Margherìctu ossaie.

 MARGHERITA- E noi vi dobbiamo sempre ringraziarec..cummàcscusatec

                            riguardf eo fattf ee Peppino me purtate qualche altra notizia ?

ROSA- No, pof mumento staf sottfosservazione mia nun te ne ncarricàc

             Tu lo sai che io te tengo informatacmof devi solo ringraziare eo Signo

             re che vfha benediciuto cu Salvatore chfè ghiuto a faticàc.accussì

             ee cose andranno ancora meglio.

MARGHERITA- (Meravigliata e turbata) Salvatore c?

ROSA- (Indifferente) Io vaco Margherìcstatte bona.

MARGHERITA- Ma callora vuie sapiveve..?

ROSA- Si Margherìcsono stata io a farlo truvà chistu posto ee faticacè il bar

             dove lavora mio nipote ce io conosco bene il proprietario.

             Quelli sono amici lo saice parlanno ha pensato ca forse è meglio a

             faticà ca perdere eo tiempo a studià.

MARGHERITA- Ma commecvuie nun mfavite avvertita ee chesta decisione ee

                           Salvatorec? Pecchèccummà?

ROSA- Ehcche sarràcchella mo ea scola è fernuta..e pofcmo sarrà cchiù  

             facile puterme chiedere ena fettina ee carne o qualche uova fresca ee  

             cchiùeo mesecvisto ca fra poco nasce ea creaturac.fa provvidenza  

             Margherìcc. è stata ea provvidenzacccbè io adesso vado cc.

             cccccc..sinò faccio tarde e a messa   (VIA).

MARGHERITA- ...fA provvidenzac.ahhhcguerra guerra chfhe cumbinatoc.

                          have ragione che avimme bisogno dfessa dintf a stuf periodo

                          c.e io che mfaggio fatto mettere chillo pollice dintf a recchia

                          e nun riesco a credere ca nunnfè overoc.no...nun pof essere

                          overo chellfche mfha ditto noccc.(Riflettendo pensierosa)

                          ccc.. e si pof è accussì?

(Prende una penna ed un foglio e scrive in maniera abbastanza

veloce come se avesse paura di dimenticare ciò che aveva pensato.  Intanto riprende la musica del piano ).

                                                   SCENA DODICESIMA

MARGHERITA- (Si alza, prende una sedia, la pone vicino alla credenza, ci

                           sale sopra con attenzione per non farsi sentire e prende la       

                           scatola di latta; rapidamente ci mette  il foglio che aveva

                           scritto ripiegandolo bene e ripone in fretta la scatola sulla

                           credenza. Nello scendere dopo aver accostato la sedia al

                           tavolo accusa delle fitte allfaddome ).

(Chiamando forte) AhhcahhcPeppìc.Peppìcc

PEPPINO-  (Entra seguito da Ciccillo)Margherìcchfè statoc

MARGHERITA- Peppì penzoccahhhcccpenzo che  ce simmo.

PEPPINO- Ma ce mancano ancora nu pare ee misec.

MARGHERITA- E che ne saccfiocPeppì..chiammafa vammana f e ambressa.

PEPPINO- Zio Ciccìciate vuie pef piacerec

MARGHERITA- Currite zio Ciccìc..curriteeec..

PEPPINO- Zio Ciccì date ena voce pure a Sofia e dicitencello ee avvertì a

                   Maria.

CICCILLO-  Sicsicnun te ne ncarricà (Esce correndo).

MARGHERITA- Ah Peppìc.sperammo che f e ambressac

PEPPINO- Nun te preoccupà Margherìcquello poi zio Ciccillo è svelto,cerca

                   solo ee staf tranquilla.

MARGHERITA-Ehh..tranquillacio me calmo solo quanno veco ea vammana.

PEPPINO- Nun te agità, stai calma.

MARGHERITA-Sperammo che Maria nun tarda.

PEPPINO- Nun te ne ncarricà, chella sarrà nu fulmine.

CICCILLO- (Rientrando) Sta arrivannocfurtunatamente aggio encuntrato  ea

                   vammana sottf eo palazzo chfè currute ee corze a casa a piglià ea

                   borsa..ha ditto ee mettere a bollere enu pare ee pentole dfacqua.

PEPPINO-Zio Ciccì stanno là dintf ea credenzacno ea sottaccchiù a destrac

                   Aspettate venghfio.

MARGHERITA- (Dà un urlo)   Ahhc..Peppìc..Ahhc.

PEPPINO- (Corre da Margherita con una pentola in mano) Margherìc

CICCILLO- (Non accorgendosi che Peppino si era allontanato velocemente)

                    Peppìcma addò staie? eA caccavella cdamme ea caccavellac

                        (Prende le pentole le riempie dfacqua e le mette sul fuoco).

MARGHERITA- Ahhcc.che ce vò pef venìc

PEPPINO- Zio Ciccì..ma ce lfavete detto chfera ena cosa urgente?


CICCILLO-Comme nocaltrimenti pecchè me faceva mettere lfacqua encoppe

                   eo fuococpef menà ea pasta?

                                                SCENA TREDICESIMA

VAMMANA- (Entra con fare deciso e risoluto) Buon giornoc.iamme belle..

                     Lfacqua è pronta?

CICCILLO- Ef quasi fatta..

VAMMANA- Pef piacere priparate nu tavulino a partf ee dinto pef ce mettere ee

                     cose.

PEPPINO- Vado io  (Via a sinistra).

VAMMANA- Iamme Margherita iammec.fra poco è tutto finito.

MARGHERITA- Ahh cmamma df eo Carmine mia bella che dulorec

VAMMANA-Iamme Margherìcappuiateve a me chianu chianu che ghiammo 

                    a  partf ee dintf.. forza.

MARGHERITA- (Si alza piano) Ahhcsi si ccf ea faccioc

PEPPINO- (Da sinistra) (Aiuta a portare Margherita dentro).

                   Appoggiate a me ea chestfata parte..viene chianu chianu.

CICCILLO- Iamm..è pronta pure lfacquacovì staf vullenno.

VAMMANA-(Dallfuscio) Purtatela ea partf ee dintf (Via a sinistra con Marghe      

                     rita e Peppino).

SCENA QUATTORDICESIMA

SOFIA- (Entra in fretta) Don Ciccilloc.date a me c..

CICCILLO- Uè Sofia cbrava ovìcio vicino ee fornelli sof proprio negato.

SOFIA- Don Ciccìcpef faf vollere nu poco dfacqua?

CICCILLO- Lfhe avvisata a Maria?

SOFIA-Sta arrivanno ee corza.

CICCILLO- Speriamo che va tutto benecsof preoccupato pecchè dovevano

                     passare ancora nu parf ee mise pef parturìc

SOFIA- State tranquillo..capita spessoc.vaco dintf (Entrando) Ecco lfacqua

(Via a sinistra).

MARGHERITA- (Da dentro) Mamma df eo Carmineeec.

CICCILLO- Guardate una come deve soffrire c

MARIA- (Entra di corsa)  Ef arrivata ea vammana c?

CICCILLO- Uè Marìcsei stata nu lampocSofia mfha ditto ca tfha avvisata,

                    ma nun credevo che saresti venuta così presto..stanno dentro.

MARIA- Zio Ciccì ho avuto la fortuna di prendere il tram al voloc.asinò stavo

              fresca.

CICCILLO- Menu male ca si arrivata entiempo.

MARGHERITA- (Da dentro gridando)  Ahhhc

MARIA- Vaco dint.

PEPPINO- (Da sinistra incontrandosi con Maria che entrava) Marìc

MARIA- Vaco addu mammà..(Da un bacio a Peppino) (Via a sinistra).

PEPPINO- Zio Ciccì..sperammo ca fa ambressa a sgravà.

CICCILLO- Io questo stavo pensando a voce altacguardate una come deve

                    soffrirecuè tutta colpa di Evacse ne puteva cadè ea mano  

                    quanno llf venette eo gulio ee piglià eo frutto a coppf allfalbero.

.PEPPINO- Zio Ciccì io mof avessa essere ee parte...però ve dico che pure

                    Adamo tene le sue colpecpecchè quanno vedette ca chella  

                    sciagurata stava per prendere il frutto, ce puteve pure dicere : 

                    guè statte sora, nun tuccà niente c.!h

CICCILLO- No no ,chillo isso nun eo vuleva accettàccc è stata essa ca  

                   furbamente se llfè arravugliatoc

PEPPINO-Zio Ciccì no, in quel momento nun ha saputo faf lfommo parliamoci

                 chiaramente...doppe che sfaveva sacrificato ena costola pecchè pu

                 tesse nascere essa, si doveva fare almeno rispettà nu pucurillo no.

CICCILLO- Ef colpa dfEva..

PEPPINO- No zio Ciccìcfe tuttfe dduie.

CICCILLO- Di Evac.

PEPPINO- eE tuttfe dduie. (Si sente il vagito del neonato) c.Zio Ciccilloc

CICCILLO- cPeppinoc.

SOFIA- (Esce gioiosa) Ef natocè nato..è nu bellu masculo.

PEPPINO E CICCILLO-  (Si abbracciano condividendo la  gioia di quel mo

                                           mento).      (LAZZI a soggetto)

(MUSICA)

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

SCENA PRIMA

(Stessa scena del primo atto. Nella cucina ci sono Maria e Margherita che puliscono delle verdure sedute vicino al tavolo. Peppino e Ciccillo sono intenti a guardare degli articoli sui giornali riguardanti gli esiti del festival.

Margherita figura rispetto al primo atto con il volto più pallido, segno di sofferenza)

CICCILLO- Che piacerecquando leggi che parlano bene di te e fanno nu      

                   sacco ee critiche positive cperò ero cchiù cuntento ca vincevamo   

                   eo festival , che avere i complimentic

PEPPINO- Zio Ciccì, sembra che non lo sapete c.e ogni anno puntualmente

              facimmo sempe eo stesso discorsocfo fatto è che non volete accetta 

              re cf ea vittoria df eo festival sf ea venneno al migliore offerentecè tut

              ta ena gara fra le case editrici..e chi tene cchiù solde in quel momen

              to,  chillo vencecma il pubblico però sai che vi dico ? Che sf accatta

              cchiù dischi nostri come di altri cca chillfcfha vinciuto eo festival.

CICCILLO- Chestfè overocce stevano veramente belle canzoni..fra cui la  

                   nostra ccaf overo è bella ciamme dice tu Margherì..

MARGHERITA- Aggia dicere ea verità, è bella overamente e pure eo cantante

                           ecc..lfha pittata proprio.

MARIA-Che bella voce ca tenec e comme me piace quanno faf tremmaf ee

              notec tremmo allfemozione purfiociamme papà facitencella sentì

              nata vota.

CICCILLO- Iamme Peppìcca ne vale la pena.

PEPPINO- Si sicfa vì ccanno ea vìc(Mette il disco gOi mareh).

(Comincia la musica e ad un certo punto dellfesecuzione, cantano allfunisono e Ciccillo, imita le movenze del cantante quando interpreta la loro canzone e si confondono le risate di Maria, Margherita e Peppino che divertiti ascoltano.

Tutti applaudono e Ciccillo ringrazia come se fosse stato lui davvero a cantarla)

PEPPINO- Zio Ciccillo csiete sempre il solito simpaticone.

CICCILLO- Ehhcquanno fa musica te fà emozionà..Peppì,vof dicere chfè pro

                   prio bella. Era enu sacco ee tiempo ca nun mfemozionavo accussì.

PEPPINO- Io non sottovaluterei le parole, ca dintf ee canzoni sono importanti.

MARGHERITA- Vedo che gli artisti non sono avari di complimenti ehccc

                          voglio andare nu poco dintf cfo creaturo adda pure mangià..

                          aggia pacienza Marì ,ce lo vuoi preparare tu ?

MARIA- Si mammà subito..

PEPPINO-(Preoccupato) Margherì..ma che cfè c?  Nun te siente?

MARGHERITA- A solita debulezzac

CICCILLO- Margherìcma staie mangianno?

MARGHERITA-Comme no,fo fattfè ca nun tengo cchiù ee stesse forze di qual

                     che mese fa(Maria entra a sinistra a dare il latte al bambino).

                     ..Meno male ca ce staf Maria che mfaiuta pof piccirillo..pecchè

                     da sola nun ce lfavesse fattacfe figlie sof fatica zio Ciccì..sa

                     crifici..e sfhanna faf quannfuno è giovanecno quando arrivi allf

                     età miac. pof capitano ee difficoltà... e queste difficoltà aumenta

                     no sempre cchiù assaie quanno cchiù gruosso se face se ritro

                     va ena mamma troppo vecchia e troppo stanca pof staf a sentì.

CICCILLO- Ma chi te lfha detto chistu fatto? Si ritroverà enu patrimonio, siente

                    a mec.fnu puzzo dfesperienza.

MARGHERITA- Peppì..he entiso a  zio Ciccillocstaf in vena oggi cafforza ce

                         vo sfruculiàczio Ciccìcchill nun te stanno a sentì mofcche

                         ce staf ancora nu poco ee forza pef cumbatterecfigurammece

                         pof quanno uno è viecchiocvaco dintf cme voglio stennere

                         nu poco. Con permesso.

CICCILLO- Vai Margherìc.(Margherita esce a sinistra).

PEPPINO- Ecco qua zio Ciccì..ecco perché non riesco a godermi fino in fon

                   do la gioia df eo festivalc.df fa canzone. Penso sempe a Margheri

                   ta, ca nu poco a staf parte nun se sente maie bbona.

CICCILLO- cPeppìcma eo medico quanno passa a guardarla nata vota?

PEPPINO- Proprio oggi zio Ciccìcavessa staf ccàc(guarda lforologio) fra

                   nf oretta.

CICCILLO- Va buò Peppì mo nun faf accussìc.vedrai chfè cosf ee niente e

                  presto si rimetterà ccio adesso vado a fare quei servizietti e pri

                  ma di ritirarmi passo, accussì me faie sapè..ci vediamo dopo(VIA)

PEPPINO- Iate ca più tardi  (Sulla sedia in maniera pensieroso).

MARIA- (Entra da sinistra)cPapàcma che df è ?  Ve vedo preoccupatoc

PEPPINO- Marì, sto in ansia per quello che ce dice eo duttorecsperiamo che

                   gli accertamenti che sfha fatto songo tutte buonec.

MARIA- Ma che ce pof dicere papàcchella mammà è fortecnun fa ato che

              pensà eo creaturo e comme sarraf bello quanno se lasciarrà  e accu

              menciarrà a faf ee primme guaie.

PEPPINO- Speriamo bena Marìcah siente ma allfufficio che hanno detto  

                   quando gli hai spiegato che non potevi andarci per parecchio  

                   tempo?

MARIA- E che dovevano direccquelli non mi davano una lira, solo perché

              dicevano ancora che il mio ruolo era quello di praticandato, anche se

              alla fine, il lavoro lo svolgevo tutto ioc.e sono passati più di tre anni.

PEPPINO- Nun dà retta figlia mia, meglio accussìc.non tutti i mali vengono

                   per nuocere.

MARIA- Adesso devo stare vicino a mammàc..poi in futuro si vede.

PEPPINO- Lfesperienza ce lfhai, e riuscirai facilmente a trovare qualche  

                   altro studio che ti assume e questa volta con uno stipendio vero.

                   Marì io mfallontano un attimoc..non ci metto molto. 

MARIA- Iate papà..   (Peppino VIA).

SCENA SECONDA

MARGHERITA- (Entra) Marìc

MARIA- Mammà ma pecchè ve site aizate?

MARGHERITA- Ce stà na cosa che tfaggia dicere.

MARIA- E che si trattac.

MARGHERITA- Viene a ccàcassettammoce nu pococcpateto è asciuto?

MARIA- Si cha detto che però nun tardava.

MARGHERITA- Marì, aggio tenuto nascosta chesta cosa pef tanto tempo, ma

                           mo', è venutf fo mumento che quaccheduno lfadda sapè e io

                           tfho dico a tecma devi giurare che non lo dirai a nessunoc

                           nemmeno a tuo padre.

MARIA- Va buò mammàcma c

MARGHERITA-(SUBITO) Nfcoppa a credenza, ce stà na scatola addò io pef

                           tantu tiempo aggio astipate dei risparmi per le evenienze dffa

                           famigliacadesso la somma è diventata grossa e voglio ca tu

                          ea risierve pef quanno cresce eo creaturo, pef spese ca ce  

                           vonno pof fa studiàce pef tuttf eo riesto appriesso.

MARIA- Mammà ma pecchè me dicete ee farme fa chesti cose quanno ee   

              putarrite fà vuie stessa?

MARGHERITA- Marìcca pare chf ea vita se ne fuje df fe mane e si mfavessa

                           succedere quacchecosa , tu sai quello che devi fare cu chilli

                           soldi.

MARIA- Mammà ma che dicete cnun me facite ridere..

MARGHERITA- Devi mettere in conto questocspecie quando ea condizione

                            di salute è quella in cui mi ritrovo io.

MARIA- Mammàcpensate solo che si risolve al più presto tutte cose..

                                                 SCENA TERZA

PEPPINO E DOTTORE- (Entrano insieme) Marì..ca ce staf eo duttore..lfho in

                                           contrato giù al palazzocMargherì..ma tu non stavi

                                           al letto?

MARGHERITA- Dottore buon giorno..e ogni tanto bisogna sgranchirsi un  

                           poco le gambe o no?

DOTTORE- Fate bene signoracbè ci vogliamo accomodare dentro così vi

                     visito?

MARGHERITA- Certamentec prego dottò.

MARIA- Vfaccompagnoc(Va a sinistra con il dottore).

PEPPINO- (Siede e attende pensieroso).

SOFIA-  (Entra lentamente e parla con un filo di voce) Don Peppì è permes

                 so? Stava la porta socchiusa e sono entrata.

PEPPINO- (Non sente)

SOFIA- (Ripete allo stesso modo) Don peppìc(Lazzi a soggetto)

PEPPINO (Non si è ancora accorto di Sofia che avanza goffamente).

SOFIA-(Lo raggiunge e contemporaneamente chiama e mette la mano sulla

spalla di Peppino per richiamare lfattenzione) Don Peppìc

PEPPINO- ( Di soprassalto) Chi èèèc.Sofiacio sto come una pila elettrica e

                    voi mi fate piglià chistu spavento?

SOFIA- Scusate don Peppìce po che sof talmente brutta che vfaggio fatta 

              mettere appaura?

PEPPINO- Ma no Sofia ..che avete capitocsiete venuta così alle spalle

                   senza dire almenoc. : gDon Peppinoh.

SOFIA- Scusate ca vo dico ma siete voi che non mi avete sentita cio lfho  

              detto due o tre volte.

PEPPINO- Scusatemi voi allora Sofiacsonghfio ca stanno troppo nervoso

                   nun riesco manco a ce sentì cchiù buono.

SOFIA- Ma vostra moglie comme stà?

PEPPINO- Comme adda stàccara Sofia sempf fo stessocsempre i soliti dist

                   urbi che nun se ne vonnfire ea nu poco a chesta parte, e da poco  

                   è arrivato pure il medico pef natu controllo e mo staf dentro cf ea 

                   stà visitanno.

SOFIA- Uhh don Peppì guardatecpecchè nun me lfavite ditto subito cci ve

             diamo dopo quando se nfè andatoc.uh mo me scurdavoc.ca ce staf

             ea borsetta con i santi cfaggio fatto po creaturocce la date a vostra

             moglie accussì ce la mette addossocchellfnfhave assaie piacerec

             permettetec..Ve la lascio sempre socchiusa la porta?

PEPPINO- Si grazie Sofia, così passa un poco dfaria  (Via Sofia).

                                                SCENA QUARTA

DOTTORE- (Da sinistra) Ecco fattoc.adesso ci segniamo la curac

MARIA-( Segue il dottore) Dottòcche ci dite?

DOTTORE- Tutto a postocnon vi preoccupate ..state tranquilla.

MARIA- Grazie dottòcpermettete allora io vado dentro (Via a sinistra).

DOTTORE- Statti bene Maria.

PEPPINO- Dottò callora ?

DOTTORE- Peppinocla situazione non è molto buonacio a te lo dicocmi

                     sono mantenuto prima per causa di Mariac

PEPPINO- Pe carità dottòcgrazie, voi sapete bene quantfè emotiva.

DOTTORE- Gli esami che tua moglie ha fatto, non sono buoni purtroppo e  

                    dovrà eseguire delle cure in maniera costante e scrupolosa che

                    adesso ti segnocquello che mi dispiace è che sono cure molto

                    costoseccc.purtroppo, dovrete andare incontro a spese non  

                    indifferenti.

PEPPINO-E chfavimma fà dottò, abbiamo fatto trenta, facciamo pure trentuno

                   basta che Margherita possa uscire presto ea chesta situazione.

DOTTORE- Voglio chiedere ad un mio carissimo amico farmacista se può  

                    darmi qualche dose in omaggioccosì vi alleviate un pof.

PEPPINO- Grazie dottòc.grazie.

DOTTORE- Nun me a ringrazià Peppino c.sai la stima che ho per te e per la

                     tua famiglia e non solo per la grande amicizia che legava mio

                     padre al tuoc.

PEPPINO- Di questo ne sono certocah cquanto devocpf  ea visita?

DOTTORE- Pensa per il momento a tua moglie e la famiglia e speriamo

                     solo che i sacrifici che si faranno siano sufficienti a risolvere il

                     problemac

PEPPINO- Ma perché mi mettete in difficoltàc

DOTTORE-Quale difficoltàcc.e chiamami se ci sono problemi e tienimi  

                    informato di come procede la curacpoi la passo a ricontrollarec

PEPPINO- Che vfaggia dicerecnon ho parole per ringraziarvi.

DOTTORE- Statti bene Peppìc

PEPPINO- Buona giornata dottò (VIA Dottore).

                                                          SCENA QUINTA

MARIA- ( Esce da sinistra).

PEPPINO- Comme se senteva?

MARIA- Ha detto stancacmo sfè addurmuta nu poco.

PEPPINO-Marìcil dottore ha scritto la cura che deve fare tua madrecsono

                  medicinali molto costosi e non ti nascondo, cf aggia chiedere

                  natu prestito a donna Rosaccoi nostri non ce la facciamo, visto

                  pure che adesso, dobbiamo affrontare anche queste altre spese

                  per le cure.

MARIA- Ma ancora dobbiamo finire di scontare chillfatoccomme facimmoc

              vuie ossapite ca donna Rosa ce mettf eo lievito birracquanno  fa ee

              cunte pfessere pagata.

PEPPINO- E cfavimma fàcpiano piano ne usciremo fuoricah cca ce stà ea

                  borsetta con i santi ca Sofia ha purtato po creaturo..portala dentro

                  accussì mammà doppo cf ee mette.

MARIA-Me lfaveva ditto stu fattoce ce teneva assaie ca Sofia ce la portava.

PEPPINO- Marìc

MARIA- Dicite papàc

PEPPINO- Ajerecdonna Rosacmfha ditto si ce puteva servì na mano per la

                  casa..mentre tu staie vicino a tua madre e 'o piccirillo..che ne dici?

                  Lfho fatto presente pure a mammà e mi ha detto di domandarti se

                  sei dfaccordo.

MARIA- Si..papàcma quanno va cercanno?

PEPPINO-No..niente Maria..dice che ci stimaclo fa come gesto umanocdi

                  solidarietà.

MARIA-Donna Rosa?c.ma site sicuroc?

PEPPINO- Si ..ha detto che ci manda per qualche ora al giorno la nipotec

                   Rachelecla conosci?

MARIA- Comme no..ma quella non stava poco bene..? Sono mesi e mesi che

              non esce di casa.

PEPPINO- No..ha detto che sta meglio e che anche a lei farebbe piacere.

MARIA- Ecche vfaggia dicereccerto ea casa nu poco è stata trascuratac

              Poi quanno mammà se sente nu poco meglio se ne va.

PEPPINO- Va bene io mo glielo vado a direcaccussìc.

MARIA- Io intanto fernesco dfammunàcè rimasta ea stammatina staf verdura

              ncoppf a chesta tavola.

SOFIA- (Entra incontrandosi con Peppino) Ce lfavete data quella cosa?

PEPPINO- (Distratto)  Che cosa Sofiac?

SOFIA-cMa commecfa borsetta coi santi po creaturoc

PEPPINO- Ha..si..ce lfho data a Mariacpermettete (VIA).

SOFIA- Marìcaspetta te do ena mano. (Siede ed aiuta Maria )

MARIA-Sofia..grazie per la cosa chfhè fatto pof piccirillo.

SOFIA- Ma quale graziecè nu piacere.

MARGHERITA-(Da dentro)Maria me puorte pef piacere nu bicchiere dfacqua?

MARIA-Si mammàcanzi te lo porta Sofia..staf qua ..(A Sofia dandogli la bor

setta coi santi) puortancella tu chestac.sai che piacere che nfave.

SOFIA- Si sic. (Via a sinistra).

                                                    SCENA SESTA

RACHELE- (Entra timidamente) Ef permessoc?cSi può..?

MARIA- Rachelecvieni vienicgrazie assaie per la disponibilitàc

RACHELE- Ma di nienteclo faccio con tutto il cuore.

MARIA- Ma come ti senti adesso eh..?..Non ci incontriamo da mesi.

RACHELE- (Sfuggendo e troncando subito il discorso) Meglio graziec.

                     Maria se vuoi andare dentro finisco io di fare la verdura.

MARIA- Se non ti scocci, vado cfai come se stessi a casa tua.

(Via a sinistra).

RACHELE- (Sedendosi al tavolo) Ti ringrazio..

CICCILLO E PEPPINO- (Entrano e scorgono Rachele).

PEPPINO- Ciao Rachele.

RACHELE- Buon giorno don Peppinoc.don Ciccilloc..Maria sta dentro c

                    sto finendo di pulire la verdurac

CICCILLO- Cara Rachele cfhe fatto stare cf eo pensierocnon ti abbiamo vista

                     più.

RACHELE- (Evitando il discorso)cVi faccio ena bella tazza ee cafè?

PEPPINO- Se non ti è di disturboclfaccettiamo con piacere.

CICCILLO- Eh sic

PEPPINO- Zio Ciccìce quando la pubblicano?

CICCILLO-Al più presto, io non appena ho la prima copia del disco te la porto

PEPPINO- E chi se lo credeva, che oltre a quella del festival veniva pubblica

                    ta pure questfaltra canzone.

CICCILLO- Devi avere fiducia Peppì nella vitac

PEPPINO- Si cma io accussì non me ne vedo bene di tutto questocvulesse

                   ca Margherita stesse subito meglio.

COMMESSO- (Da dentro) Ef permesso, posso entrare? Vengo da parte del

                         Dott. De Lucia.

PEPPINO- Prego, prego.

COMMESSO- (Alla porta) Devo consegnare questo pacchetto da parte del

                         Dottore. Siete voi don Peppino?

PEPPINO- Si grazie (Prende una mancia dalla tasca) Questo è per te.

COMMESSO- Grazie assaie e buona giornata (VIA).

PEPPINO-(Legge la lettera di accompagnamento al pacchetto)Ef il medicinale

                  zio Ciccillocdice che siamo stati fortunati perché ha incontrato

                  subito quel suo amico farmacista che aveva quelle specifiche e

                  me le ha mandatec. che persona squisita quellfuomoc

CICCILLO- Meno male che al mondo ce stanno ancora persone accussì.

                                                     SCENA SETTIMA

MARGHERITA- (Seguita da Sofia e Maria) Ha voi state qua?

CICCILLO- Margherì come ti senti adesso?

MARGHERITA- Meglio zio Ciccì,molto meglioc.buon giorno Rachele.

RACHELE- Donna Margherita buon giornocstavo preparando una tazza di

                    caffè per lorocse ne voletec

MARGHERITA- No grazie Rachelec.vedo che ti sei subito data da farec

                            zia Rosa te lfha raccomandato essa?

RACHELE- Noclo faccio con piacerecse a voi non da fastidioca zia mfha

                   solo ditto,ca vfavrebbe fatto comodo na mano pef cose df ea casa.

MARGHERITA- E io ringrazio, a te e zia Rosa per lfinteressamentocspero

                         disinteressatocno pecchè cà lfacqua è poca e ea zia eo sape

                         buono.

RACHELE-Pe caritàcquanno se po daf na mano eo prossimoc.

PEPPINO- Margherì ca stanno ee medicine cstesso stasera tu accumiencie

                  ea cura ca tfha dato eo duttore...è stato accussì gentile a mannarce

                   le ambressa ambressa pef nu curriere.

MARIA- Mammà io accumpagno a Sofia ncoppa..

SOFIA- Donna Margherìcdisponete pure di mec

MARGHERITA- Grazie Sofia, io lo so come la pensic(Via Maria e Sofia).

PEPPINO E CICCILLO- Stiamo dentro..prepariamo noi ea dose df fa medicina

(Via a destra).

RACHELE- Donna Margherìcio ho finitocla verdura staf lavatacfo furnello

                     purecfo cafè è prontoc...

MARGHERITA-(Interrompendola) EhhhcRachele ma tu nun staie mica a

                           serviziocgià è tanto chello cfhe fatto.

RACHELE- (Toglie rapidamente il grembiule) Allora io vacocehhc glielo

                    dite a don Peppino che il caffè sta fattocc.ci vediamo

                    domanicc

MARGHERITA- Grazie ancora Rachèc

RACHELE-(Incontra la zia nel momento che è alla porta)Zia Rosac(la gu

                    arda e con ansia scappa)  Vaco encoppa  (VIA).

                                                        SCENA OTTAVA

ROSA- Margherita..

MARGHERITA- Donna Rosacnon so come vfaggia ringrazià pe Rachelec

ROSA- Chellfè una brava ragazzacha accettato subito quanno cfaggio ditto

             e fa sta cosa.

MARGHERITA- Ef davvero una brava ragazzacma nun capisco pecchè se

                            ne fuje accussìcpure quanno vfha encuntrata.

ROSA- Ef a malatia Margherìce rispetto a primma sta assaje cchiù meglio,

             ma tene sempe quacche risentimentocio perciò lfaggio mannata qua

             oltre per essere utile a vuie, pure per farla distrarre nu poco.

MARGHERITA-E allora me fa ancora cchiù piacere se resta qualche ora a  

                         cfaiutà dintfa casacaccussì possiamo essere utile pure  

                          noi per voi.

ROSA- E pure dite benecc.nun se fa niente pef senza niente.

PEPPINO-(Da destra con Ciccillo)  Margherì ecco le prime dosicoh donna

                   Rosa a che dobbiamo lfonore?

ROSA- Sono passata solo a salutare Margheritac..adesso stavo andando  

             perchè è rimasta Rachele sulfessa nfcoppacstatevi bene.

PEPPINO E CICCILLO- (Insieme) Arrivederci donna Rosa.   (Rosa esce)

MARGHERITA-Buona giornata (Pausa) Guardate guardate, è a primma vota 

                           ca veco a donna Rosa in uno slancio di solidarietà accussìc

                           ccsenza un interessecccmahc..

PEPPINO- Ma perché secondo te, le persone non possono mai cambiare?

MARGHERITA- Peppìcchi nasce tunno nun pof murì quadratoc

CICCILLO- Ef overoce ditte antichi songhe sacrosanti.

PEPPINO- Zio Ciccillocbasta che ditte antichi e pruverbiecio credo ancora

                   ca ce pof stà ea possibilità ee putè  cagnafcalmeno sulo pef na  

                   vota dintfa vita o no?

MARGHERITA- Io credo che noc.ma comunque eo gesto ee Rachele io lfho

                        apprezzo moltocè chella bigotta df ea zia ca nun me convince.

MARIA- (Entra) Mammà sto càcvaco a vedè eo creaturoc(Via a sinistra).

MARGHERITA- Vengo purfioc

PEPPINO- Mo te porto ea medicinacpo cchiù tarde te faie pure ea punturac

MARGHERITA- Sic.pe chella ce penza Sofiac(Via a sinistra).

CICCILLO- Peppì io vadoc.appena me danno na copia df fa canzone tfha

                    porto, vabbene. (VIA).

PEPPINO- Arrivederci   (Prende un foglio e un lapis e scrive).

SCENA NONA

SOFIA- (ENTRA)(Con voce soffusa come prima cerca di chiamare

              Peppino che è intento a scrivere sul tavolo e non la sente).

              Don Peppinoc..Don Peppinoc.(Si avvicina ripetendo il nome e si

              pone in maniera che la può vedere facendo dei gesti con le mani per

farsi notare). (Lazzi a soggetto) Don Peppinoc

PEPPINO- UècSofia ma pe dò site trasutac?

SOFIA- Pf ea portacstongo a mezfora a chiammà e a fa gesti chianu  

              chianu, pe nun ve fa zumpà comme prima.

PEPPINO- Aggiate pacienza Sofiacstavo preso dai pensieric.

SOFIA- Songo venuta a fa ea puntura a donna Margheritac

PEPPINO- Grazie Sofia, c. qua ce sta ea medicina, mo metto a bollere ea

                   siringa.

SOFIA- Stateve assettatecnun ve nfincarricate.c.fa metto a bollere io.

             Potete disporre di me si avite bisogno di altro, non ve facite scrupoli

             c.aggio visto che Rachelecc.è venuta ca a rendersi utilecpecchè

             nun eo pozzo fa purfio? Lo sapete quanto stimo chesta famiglia. 

PEPPINO- Sofia, noi con voi siamo obbligati per la vostra disponibilità.

SOFIA- Ecco fatto è prontac.(La prende) Ecco qua (Via a sinistra).

MARIA-(Esce rapidamente) Lfovattac..(Rientra ).

SOFIA- (Da dentro dopo qualche secondo) Ecco fattoc

(Esce) Io scappo don Peppi.

PEPPINO-Buona notte Sofia e grazie ancora.

SOFIA- Nun mf eo dicite cchiù asinò, me facite piglià collera (VIA).

MARIA- (Esce portando la siringa e rimette a posto il tutto con quello  

ancora da riordinare in cucina) Papà io adesso vado di làcvedo di          

              riposare nu pococ.vuie che facite nun ve iate a cuccà?

PEPPINO- No rimango natu poco cacbuona notte.

MARIA-Buona notte (Via a sinistra).

                       LUCI A SFUMARE FINO A QUASI BUIO.

PEPPINO SI ADDORMENTA SUL TAVOLO MENTRE SCRIVE.

SULLA MUSICA DI gEf PARAVISE NAPULEh CfEf UNA COREOGRAFIA Df UN BALLO FRA UN UOMO ED UNA DONNA, IL QUALE SIMULA QUEL CHE SOGNA PEPPINO E FA PRESAGIRE, CON IL DISTACCO SOFFERTO DEI DUE, CHE VENGONO ALLONTANATI DA UNA FORZA OCCULTA VERSO LE USCITE LATERALI, LfADDIO DI MARGHERITA.

LA MUSICA CHE SFUMA E LE LUCI CHE LENTAMENTE AUMENTANO, FANNO CAPIRE CHE Ef COMINCIATO IL MATTINO Df UN NUOVO GIORNO.

ENTRA MARIA APRE LA FINESTRA E LE LUCI DIVENTANO PIENE.

                                                SCENA DECIMA

MARIA- (Entra assonnata)c.PapàcPapàc.

PEPPINO- (Si sveglia al sentirsi chiamare ripetutamente) Ehhc

MARIA- Ma cfavite fatto ve site addurmuto nfcoppfa tavola?

PEPPINO-Uhhce che vuò fa..scrivenne scrivenne nun me ne songo accorto

                  proprio. Ma che ora so?

MARIA- Sono le otto papà.

PEPPINO- (Sbadigliando)c. Le otto?

MARIA- Guardate nu poco guardatecmo ve faccio na tazza ee cafè.

PEPPINO- (Fa per raddrizzarsi ed accusa dolore) Ahhc.fa schiena.

MARIA- E pef forza, ve lfavete fatta sana sana a nuttata ncoppf ea tavola.

PEPPINO- Mammà comme ha passato ea notte?

MARIA- Non tanto benecme chiammava sempece quacche vote chiamma

              va pure a vvuiec

PEPPINO- A mec?.

MARIA- Se lamentava assaie df eo dulorecmo ce porto ea medicinac

              accorto eo cafè (Via a sinistra).

PEPPINO- (Sbadiglia e torna a scrivere quello che aveva interrotto).

MARIA- (Da sinistra) Papà ma chedfè ca state scrivenne dfaiere sera ?

(Prende il caffè lo mette nella tazza e glielo porta al tavolo).

PEPPINO- (IRONICO) Marìcfaccio e cuntfe nun me trovoc.con tutto lfaltro

                   prestito che avimme avuto , sembra che non ce la facciamo.

MARIA- (RISOLUTA) Papàc..(Guardando verso la camera della mamma).

               Pe carità czitto peròcve voglio benec

PEPPINO- Mariacma chfè succieso?

MARIA- Ncoppfa credenza ce sta na scatola ca mammà ha astipato per

              quanno cresce eo creaturo, e mfha ditto e nun eo dicere a nisciunoc

              Sono risparmi che in tanti anni lei ha messo da parte per delle  

              evenienze, e  aveva deciso che dovevano servire per il futuro  

              dffo piccirilloc

              (Prende la scatola dalla credenza la apre e dafi soldi a suo padre;

              poi si accorge delle lettere che  prende e nasconde subito in tasca.

              Peppino nello stupore e nellfintento di contare le banconote non

              si accorge dellfazione di Maria ).

             Tenete Papàcmo songo necessaric.

             Papàcc..fo segreto df ea scatola mo eo sapimmo io e vuie.

PEPPINO- Ma tu sei sicura che facciamo bene Mariacse poi mammeta se

                   ne accorge?     (Maria ripone la scatola vuota sulla credenza).

MARIA- Mammà me lfha affidato a mecnun ve preoccupate. Essa aveva  

              pensato pf ea famigliac? E mo nuie avimma pensà a essa.

PEPPINO- Speriamo figlia mia cme pare ca ogni ghiuorno che passa nun se

                   vede maie na miglioria.

                                           SCENA UNDICESIMA

MARGHERITA- (Da sinistra) Ce stà na goccia e cafè?

PEPPINO- Margherìcassettate cmo te lo prendo io.

MARIA- Statte loco papàc.ecco qua c.pure un bellu bicchiere dfacqua.

MARGHERITA- Ahhhhcce vuleva proprioctenevo na setec

PEPPINO-Te siente meglio?

MARGHERITA- Si, nu poco meglio ringraziando a Dio.

PEPPINO- Dopo vado sopra lo studio e vado a informare il dottore delle

                  cure come stanno andandocquello quando lo viene a sapere

                  sa che piacere che nfhave.

MARGHERITA- Ehh..così gli dici quante altre siringhe mfaggia fa ancora

                            ca me sente  na scolamaccarune.

PEPPINO- Noclo sai, per quello, devi avere nu poco ee pacienza pecchè ce

                   ne vonno ancora.

CICCILLO- (Da fuori) Si può? Io sto entrando. (Entra)    Buon giorno. 

PEPPINO- Zio Ciccilloc

CICCILLO- UècMargherì, fatte dare nu bacioc.ahhh cperciò sta accussì

                    pimpante il maritinocce sta la mogliettina vicino.

MARGHERITA- Ef arrivato Zio Ciccillo ovìc(RIDE).

CICCILLO- Guarda che ti ho portato?

PEPPINO- Ahhc...le sfogliatelle.

CICCILLO- Ma quali sfugliatellec.è la copia del disco nuovo.

MARIA- (Scherzosa) Erano meglio e sfogliatelle.

PEPPINO- Si na potenza zio Ciccillo.

SOFIA-(ENTRA) Permessoc

PEPPINO- Venite Sofia,entrate.

SOFIA- Ahcche piacerecMargheritacvi vedo uno splendore.

MARGHERITA- Si csono uscita da poco dalla casa di bellezza (Ridono).

SOFIA- Me la posso portare con me Maria per un oretta che dite?

MARGHERITA- Si si cchella nun saccio a quanti ghiuorne ca nun ghiesce.

MARIA- No mammàcpozzo fa a meno.

MARGHERITA- Tiratella Sofiacasinò nun vene.

SOFIA- Iamme Mariacnon facciamo tardi.

MARIA- Me vaco a pettinà (Entra con Sofia di corsa a sinistra).

PEPPINO- Zio Ciccì mi accompagni dal dottore?

CICCILLO- Comme nocci facciamo due passi.

PEPPINO- Mi ci vuole proprio na camminata, accussì mi muovo un poco.

                   Margherì ci vediamo più tardicma Rachele non è scesa ancora ?

MARGHERITA- No, sarà a momenti.

MARIA- (Esce con Sofia di corsa da sinistra)Sono prontac

PEPPINO e CICCILLO- Noi andiamo (VIA)

.

RACHELE- (Entra ed incontra i due e si salutano) Buon giornoc

MARIA- Buon giorno Rachelecvisto che stavo per uscire adesso che sei  

              venuta mi sento più tranquilla.

RACHELE- Andatecandatec

SOFIA- Non tardiamo donna Margherì  (VIA con Maria).

MARGHERITA- Va bene.

                                             SCENA DODICESIMA

RACHELE- Stamattina vedo che va meglio donna Margheritacmi fa piacere.

MARGHERITA- Ahhcti fa piacerec e chestfè chello che vogliocca te fa  

                           piacere.

RACHELE- Donna Margherìcio nun saccio pecchè quanno me parlate o

                    me guardate soltanto, è comme se me vulisseve trafiggere cu na

                    spadaceppure lo faccio cu piacere chello che facciocforse

                    nun avisseve vulute tutto chesto?

MARGHERITA- Nun pensà per quello che tu faicc.nun avesso vuluto ca  

                           fosse stata tua zia Rosa a cumbinà sta cosa.

RACHELE- Ma c.io clfaggio accettato subito volentiericcomme fusseve

                    una ee famiglia.

MARGHERITA- Rachècguardami in facciacquesta è unfaltra cosa che in

                           questi giorni nunnfe fatto cchello e me guardà nffacciac

                           dritto dintfallfuocchiec.pecchè..?

RACHELE-  No,Margherìcforsecpecchè songhf io nu poco scurnosa e

                     carattere.

(Margherita dopo un attimo di silenzio si prepara per dire quello

    che dentro di lei ha sempre pensato da quando  Rachele è presen

    te nella casa)

MARGHERITA- Racheleccsento ca tu pigliarraie eo posto mio dintfa  sta

                           casacc

RACHELE- (Profondamente colpita e sorpresa dallfaffermazione di Margherita,

                     che intuitivamente mette alla luce il piano di Rosa a cui Rachele è

                     stata costretta a prenderne parte come protagonista e sembra  

                     essere stata smascherata)

Margherìc.ma che dicite nun pazziate.

MARGHERITA- Nun sto pazzianno Rachècio credo che ho ancora poco da

                           vivere perché le forze non me le sento piùc.sento che il

                           momento di andare via si sta avvicinandoc.

RACHELE- (Quasi balbettando)  Margherì vi pregoc..ma chi lfha detto?

MARGHERITA-Rachècc.mfarraccumannf eo creaturocè tuttf ea vita miac

                          forse perché è lfultimocforse perché cu lfesperienza ca uno

                          tene, lfavesse voluto crescere meglio e llfateco forse nella

                         condizione ca me trovo, mfattacco ancora cchiù assaie a vita

                         e ea vita pe me chesta è stataccrescere ee figlie, tenè aunitf ea

                         famiglia e darte qualche pizzico nfcoppfa panza quanno quac

                         cheduno dint fa recchia, te vene a dicere cierti cose ca te  

                         fanno amariggiàfccA zia toia, tiempo fa,  me purtaie spia ca

                         Peppino sfantendeva cu nata e io da quel giorno, pure si cer

                         cavo ee fa tutt fo possibile per non crederci, aggio accummin

                         ciato a turmentarme llfanemacc.E accussì, chianu chianu,  

                         lentamente, comme eo pappiccio consuma ea noce, accussì eo

                         turmiento me sta strujenno lfanemac.

RACHELE- (Abbassando lo sguardo )  Margherì ma ioc..

MARGHERITA- Ti prego Rachècnun me fa turmentà ancoracio tfaffido sta

                           creatura mia e me a prumettere che sarrà pef te, comme  

                           fosse ea toiac.cchiù dffa toia stessac.giuralo annanze a Dio  

                           Rachèc.giuraloccc

RACHELE- (Fra singhiozzi di un pianto) Ma io nun posso c..

MARGHERITA- Fallo pe mèc.giuralo.

RACHELE- Noc.io nun pozzo giurà Margherì.

MARGHERITA- E vabbeneccgiuralo allora quanno sarrà eo mumentoc

                           quannfio nun ce stonghe cchiùc.è na prumessa tacita ca

                           me faie Rachèc.nun tf fo scurdàc.(Sempre singhiozzando

                           Rachele le prende la mano e gliela bacia e Margherita la ritrae)

c.mo vaccf ea zia te sta aspettanno.

RACHELE- Si cvaco vacocfaccio na preghiera pe vvuie. (Via piangendo).

MARGHERITA- (Accusa dei dolori e un capogiro) Mamma mia bellac.

                           famme assettà nu pococahhhcche giramenti ee capac

                                            SCENA TREDICESIMA

MARIA E SOFIA- (Entrano ridendo ma vedendo la mamma vicino al tavolo che

                                non stava affatto bene si dirigono verso di lei preoccupate)

                           c.Mammàc.

MARGHERITA- Aiutateme a ire a partfe dintoc

SOFIA- Appuiateve a mecvenite (Via a sinistra con Margherita e Maria).

PEPPINO- (Entra non accorgendosi di nulla) Vediamo se è rimasto nfatu

                    poco ee cafèc..(Guarda nella macchinetta)c..nientec

MARIA- (Da dentro gridando)  Mammààà.

PEPPINO- (Si volta e resta impietrito).

MARIA-(Esce affannando ) Papà currec.mammà.

PEPPINO- (Lascia cadere la tazza che aveva in mano e corre dentro)

                  Margherìc.  (Via a sinistra).

BUIO TOTALE E COMINCIA LA MUSICA DI gZITTEh

MARGHERITA Ef FINITA DA POCO

Ef MATTINO

RISALGONO LE LUCI

IN SCENA  CfEf MARIA CHE APRE UNA FINESTRA

LE LUCI DIVENTANO PIENE

                                    SCENA QUATTORDICESIMA

PEPPINO- Buon giorno.

MARIA- Buon giorno papà..hai riposato stanotte?

PEPPINO- Nientec.nfaggio fatta nata chiara chiara.

MARIA-Ma pecchè nun ve facite fa nu poco e camomilla a sera, vf ea preparo

             iocche ce vò.

PEPPINO- Non basterebbero i secchi di camomilla Marì pe me calmàc

                  i problemi nun fernesceno maiecchella iena ee donna Rosa, ha

                  fatto saglì eo debito a millfe una notteccomme se fac

MARIA- Nun te preoccupà papàcce la facciamo.

SALVATORE- (Entra stanco) Buon giorno a tutti.

PEPPINO- Uè Salvatòccommfè ghiuto stanotte?

SALVATORE- Commfe eo solito papàctranquillo.

PEPPINO- E vattfa repusare nu poco mo.

SALVATORE- Noce io fra nfora attacco a via De Pretis fino alle cinque di

                         stasera.

PEPPINO- Ma nun da retta eo servizio ee nottecarrivi troppo stanco.

MARIA- Have ragione papàcstaie faticanno troppocte staie luvanno ea

              salute a cuollo.

SALVATORE- Nun ve preoccupate, quanno fernesceno ee diebiti cchiù gruos

                        se, allora lascio eo servizio ee nottecmo vaco dintf...me vaco a

                        fa na renfriscata ee faccia (Via a sinistra).

MARIA-(Nel mentre stava preparando il latte per il bimbo) Vaco dinto a ce

               da eo latte (Via a sinistra).

SALVATORE-(Da sinistra) Ciao Marì..io vaco, papà ci vediamo stasera

(VIA).

PEPPINO- Statte accorto.

SOFIA- (ENTRA) Permessocbuon giorno don Peppìcma Maria è scesa?

PEPPINO- Nocsta dentro sta dando eo latte o creaturo

MARIA- (Da sinistra) Sofìcma tu staie ancora qua cnon dovevi andare 

              a fare quella cosa?

SOFIA- NocMaria è tutto saltatocper questo ero scesacse dopo che eo  

             piccirillo sfè addurmuto e tuo padre nun scenne vuoi salire nu poco?

MARIA- Si ci vediamo dopo.

SOFIA- Arrivederci don Peppino.

PEPPINO- Buona giornata Sofì (VIA Sofia)c Eppure sai che sto pensando

                   Marì ?

MARIA- Che cosa papà?

PEPPINO- Dal momento che tua madre se nfè andata, Rachele non è più

                   venuta  a darce na manocne si è vista.

MARIA- E nemmeno ea zia.

PEPPINO- Ma vedrai che si farà viva per il riscatto del pagamentoc.è già

                  strano eo fatto che è passata na settimana dalla scadenzacchellf

                  è tanto precisa canzi il più delle volte sfanticipava addirittura.

MARIA- Papà, vado un attimo sopra da Sofia (indicando la stanza a sinist

ra)c..siente si chiagne.

PEPPINO- Nun te preoccupà Mariacvai     (VIA Maria).

                                                 SCENA QUINDICESIMA

ROSA- (ENTRA)  Ef permessoc

PEPPINO- Donna Rosac.stavate proprio nei nostri pensieri,visto che non vi

                  abbiamo visto da parecchio tempocne a voi e ne a Rachele.

ROSA- Sapeteca noi ci è parso brutto di farci vedere in casa vostra proprio

             in quei momenti ca uno vuole stare un poco da soloc

PEPPINO- Ma no donna Rosacsiete stata così disponibile con noice non

                 parliamo di Rachele, che anche se erano poche ore che stava qua,

                 curava tutto come fosse casa sua.

ROSA- Adesso come andiamo Peppì..?

PEPPINO- Donna RosacMargherita non mi doveva lasciare così prestoc

                   questfè la cosa ca me fa stare malecca me sta strujenno.

ROSA- Hai ragionecma adesso devi pensare al futurocfo piccirillocai debiti

             checc

PEPPINO- Ho capito donna Rosacnon andate avanti col discorso, nun me

                   mortificatecstate tranquilla che al più presto vi salderò stu bene

                   detto debitocca nun fernesce cchiù.

ROSA- Macho pensato, ca putesse sempe risolversi tuttoccu nu poco ec..  

             ccccccollaborazione da parte tua.

PEPPINO- Ma io cchiù ee chello che guadagno con il lavoro, che pozzo fà?

ROSA- Se tratta ee nfata cosa Peppìc.chisto è nu mumento ee difficoltà nella

             casa e sta soluzione, putesse essere nu beneficio pef tutte quante.

PEPPINO- (Risoluto e interessato) E che se tratta?

ROSA-(Decisa e cinica)Peppìcsi tu te spuse a Rachele eo debito è azzerato.

PEPPINO- (Interdetto) Io mfaggia spusà a c.Rachele ?Aggio capito buono?

ROSA- Hai capito benecsolo così puoi risolvere definitivamente tutti i proble

             mi  economici , che in questo momentocc sono quelli più urgenti

             e che cpossono aumentare sempre ogni ghiuorno che passac

             Come puoi capire, ca nun se fa mai niente pef senza nientec.

             Peppìcmia nipote è una ragazza madrecnun se sape chi è stato

             chillu mascalzone cf ea mettette incinta e quindi spusannete a Rachele

             daie eo cugnome a essace a creaturace tucte lieve ee diebete.

             Per la gente essa rimane na guagliona onesta, ca è rimasta chiusa

             dintfa casa pef tantu tiempo pef na malatia df ee nierve e poc comme 

             pof crescere nu piccirillocaccussì ne pof crescere pure a dduie.

PEPPINO- (Esterrefatto) Donna Rosa, commècnunnfera malata ee capac?

                   Io nun capisco cchiù nientecsto assaie confuso.

ROSA- Io mo vaco a messac.pienzacec.quanno torno me faie sapèc

             Pienzace buono Peppìcpienzace buono  (VIA).

                                           SCENA SEDICESIMA

CICCILLO- (Entra incontrando Rosa che appena lo saluta)  Peppinoc.

PEPPINO- Vieni zio Ciccillo.

CICCILLO- Peppì cnon mi direc.donna Rosa è stata qua ?

PEPPINO- Si zio Ciccillo è stata qua cma era meglio ca nun veneva.

CICCILLO- Ma chedfè sta faccia ee disperazione Peppìc.mica tfha chiesto

                   ancora cchiù interesse po tiempo chfè passato?

PEPPINO- No zio Ciccillo peggiocRachele,...vfarricurdate eo fatta df ea mala

                   tia df ea capac?

CICCILLO- Comme no cnun asceva df ea casa da parecchi mesi e pof venet

                    te a da na mano quacmfarricordo.

PEPPINO- Chella nunnfera malata zio Ciccìcera incintacpoi sgravaie e  

                   accussì putette ascì df ea casa nfata vota.

CICCILLO- Aveva ragione Margherita che donna Rosa è stata sempe diaboli

                    ca.

PEPPINO- Diabolica pef chello chfha fatto a Margheritacfacennola suffrì cu

                   nu turmiento ca solo Dio mò le pò da sullievocpef na bugia ca

                   le dicettec.ca io lfavevo tradutac.zio Ciccillo voi sapete il bene

                   che le ho volutocche enfame ee femmena.

CICCILLO- Maccomme lfhe saputo chistu fatto?

PEPPINO- Me lfha confidato Maria, chf eo scuprette pef via ee cierti lettere ca

                 truvaie dinto a na scatola, che Margherita teneva nascosta enzieme

                  a tanta risparmi ee na vita per le evenienzec

CICCILLO- E po sti lettere a chi ee mannava Margherita?

PEPPINO-  Margherita ee scriveva a se stessacc.e spiegava eo male cf ea  

                    turmentavac.nisciuno eo sapeva e cu nisciuno ha mai sfugatoc

CICCILLO- Ma pecchè chella vipera lfha ditto sta bugia?

PEPPINO-  eO saccio sulfio zio Ciccìcpecchè quandferavamo giovani, essa

                afforza me vuleva fa spusà cu na sora, mentre io ero ennamurato ee

                Margherita e a donna Rosa sta cosa nun lfè ghiuto mai a genio e

                perciò, lfha vista sempe comme na specie ee nemica che non aveva

                potuto sconfiggere e quando ha pensato ee le dicere chella buscìa,

                sarrà stato pef se vendicà ee na colpa ca  Margherita nun teneva.    

CICCILLO- Ma guardate nu poco sta bizzoca quanta progetti per fare del   

                  male eo prossimoclfavidità di avere tutto, sfruttando al massimo la 

                  parte più fetente e cattiva che ci sta dentro di noic

                   eA timorata ee Dioc..a timorata df eo diavolo.

PEPPINO- Diabolica, al punto di chiedermi ee me spusà a Rachele, pef dà nu

                   cognome a creatura soiacpecchè eo pate nun se sape chi ècin

                   cambio ee tuttf ee diebete che tengo cu essa cacstanno criscenno

                   sempe cchiù assaje ghiuorno pe ghiuornocditemi voi zio Ciccìc

(disperandosi)ccfaggia fàc.cfaggia fà ? 

CICCILLO- Figlio mio, si mo lfavesse dintf ee mani femmena e bona c.nun

                   saccio cf ea facessec.che te pozzo dicere?

PEPPINO-   (Nella disperazione invoca aiuto a zio Ciccillo)Ma io vaco a

                     empazzì c..aiutatemi voi a capì cfaggia fàc..io vaco a empazzi

                      zio Ciccì.

(Un attimo di silenzio. Ciccillo si alza e con fare saggio parla a     Peppino)

 CICCILLO- Peppìc a vita è nu palcuscenico, addò ognuno ee nuie fa ea parte

                  soia ; ora quello che è fatto è fatto e non si può più tornare indietro

                   e modificarlocforse può essere banale quello che ti dico, comme

                   na canzona sentuta e strasentuta, ma purtroppo si deve andare

                   avanticquindi piglia quello che ti capita della vita per il bene tuo

                   e della famigliacchesta battaglia lfha vinta donna Rosa, non cfè

                   dubbio, ma se accetti la proposta,  puoi risolvere nu problema

                   gruosso assaje, visto ea situazione in cui ti trovic. e almeno, può

                   essere cf ea vita ea putarraie affruntà nu poco cchiù serenamente,

                    se pienze eo dulore ca già te puorte a dintocccmò e penzà eo

                   nennilloc.al suo futuroccc..fa vita va avanti Peppì.

(Ponendogli una mano sulla spalla per confortarlo)

PEPPINO - Avete ragione zio Ciccillocfa vita va avanticc.amaramentec..

                  c..ma va avanti.

Una musica accompagna la chiusura del sipario

Fine della Commedia

    Questo copione è stato visto: