La scienza dell’amore

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LA SCIENZA DELL’AMORE

Un atto

Di ALBIN VALABREGUE

PERSONAGGI

ANNIBALE

EMMA, sua moglie

LEONCIO

L'azione si svolge nel 1940

Annibale, mem­bro dell'Accademia di Scienze e filosofia, en­trando nel salotto, vede la moglie che chiac­chera con Leoncio.

Annibale                       - Vi sarei grato, signore, se mi per­mettete di misurare la distanza che c'è tra voi e la mia signora. (Estrae di tasca un me­tro e misura attentamente la distanza). E vi sarò davvero riconoscente se avrete la bontà (di dirmi quanto siete alto.

Leoncio                         - Un metro e settanta.

Annibale                       - (dopo avere fatto alcuni calcoli men­tali) Giovanotto, la distanza tra voi e mia moglie deve essere non inferiore a un metro e quarantatre. Voi non siete che a cin­quantasette centimetri.

Leoncio                         - Professore, si può rispettare una donna, anche stando seduto vicino a lei ad una distanza inferiore di un metro e quaran­tatre. L'essenziale è di guardare i suoi pro­positi, e i suoi intendimenti, il suo modo di comportarsi e la riservatezza che suggerisce la signora, moglie di un membro dell'Accade­mia di Scienze e Filosofia.

Annibale                       - No, giovanotto. Dai miei calcoli risulta che è indispensabile che la distanza f tra voi e la mia signora non sia inferiore a un metro e quarantatre. D'altra parte si vede benissimo che voi, giovanotto, non sapete che cos'è l'amore.

Leoncio                         - L'amore è un contatto, in generale caldo e voluttuoso fra due esseri di sesso dif­ferente. Vi è il sesso concavo, la donna e il sesso convesso, l'uomo.

Annibale                       - Benissimo, ma sapete voi come nasce l'amore?

Leoncio                         - E' la invasione di tutto l'essere da parte di un desiderio splendido di possesso. Non si ha che un pensiero, che un desiderio, immenso e meraviglioso: tenere fra le brac­cia, sotto le labbra ardenti, l'essere adorato, che si ama esclusivamente e che si vorrebbe ardere inclusivamente.

Annibale                       - Tutto quanto dite è poesia, non è scienza. E' linguaggio pittoresco, espres­sivo, ma non è esatto. Vi sarò oltremodo grato se avrete la bontà di scostarvi venticin­que centimetri, perché vi siete avvicinato insensibilmente... L'amore è la fusione, o meglio, l'assimilazione di un fluido magne­tico « femmina » da parte di un fluido ma­gnetico « uomo ». Quando una donna si sente felice per la vicinanza di un uomo è perché le emanazioni fluide dell'uomo si mescolano, si assimilano, si integrano, con le correnti che emanano da lei e, se la donna si lascia sedurre dalla voluttà demoniaca che deriva da questo processo fisico-chimico, è perduta. Ora voi mi domanderete, naturalmente, quale è il raggio d'azione di questo fluido magnetico e come la donna può evitare o combattere la assimilazione volontaria o anche involontaria dei due fluidi. Rispondo. Il raggio d'azione del fluido magnetico è dato dall'altezza dell'individuo, divisa per un numero fisso che se­condo il professore Arnaki Sunzoff dell'Uni­versità di Mosca, sarebbe 1.0433, e secondo l'Arnold Biric 1,0431, ma, secondo i miei ul­timi studi, è invece sicuramente 1,0432, che è il rapporto fra l'altezza dell'individuo e il suo peso all'epoca della pubertà. Ora, logica­mente, la distanza che deve sussistere tra una donna e un uomo è data dalla somma dei due raggi d'azione, più almeno un micromillimetro. Regola generale, perciò: una donna che vuole restare fedele al marito, non deve porsi nell'occasione, e, se involontariamente c'è caduta, poiché non è sempre umanamente possibile fare i calcoli esatti, non deve atten­dere l'invasione del suo essere da parte della proiezione fluidità dell'uomo. Ma brusca­mente, risolutamente, inesorabilmente, deve rompere il contatto quand'ella ha la sensazio­ne che il contatto è avvenuto, e questa sensa­zione è facile ad avvertirsi.

Leoncio                         - Ma, veramente, signor Professore, io, pur essendo distante dalla vostra Signora meno del limite voluto, non ho per nulla ri­levato questi sintomi, perché, ripeto, il ri­spetto che io ho per la Signora di un così il­lustre membro dell'Accademia, è indubbia­mente superiore a qualsiasi mio, pure violentissimo, desiderio.

Annibale                       - Ragazzo mio, non è sempre detto che i due fluidi incontrandosi debbano sem­pre assimilarsi « illico et immediate ». La as­similazione è a volte, sì, immediata, ma gene­ralmente lenta, a stadi e per gradazione.

Leoncio                         - Comprendo, i poeti darebbero per...

Annibale                       - Lasciate stare i poeti, piuttosto ab­biate la bontà di apprendere i mezzi con cui si può combattere questa assimilazione e anche renderne nullo l'effetto se essa è già avvenuta. Avete sentito mai parlare della mia teoria sulle immagini interposte?

Leoncio                         - Veramente, no.

Annibale                       - E' il mezzo radicale per sopprimere l'adulterio. (Col tono solenne d'un professore d'Università). Chiamo « teoria delle « immagini interposte » la sostituzione delle « immagini-conseguenti » alle « immagini-at­trazione ». Come nasce l'amore? Per l'assimi­lazione del « fluido-femmina » da parte del « fluido-uomo ». Cosa produce questa assimi­lazione, vuoi nella mente dell'uomo, vuoi nella mente della donna? Produce desideri, voluttà, passione, visioni insensate, lubri­che!... Ecco le « immagini-attrazione ». Una donna può salvarsi se sa subito opporre a queste immagini voluttuose, le immagini lu­gubri delle possibili conseguenze: il suicidio del marito che l'adora, i colpi di rivoltella del flagrante adulterio. Pan! Pan! Il sangue (che cola! Fra l'adulterio che si presenta a voi, sotto forma sorridente, interponete le imma­gini orribili, moltiplicatele all'infinito e siate sicuri che non commetterete mai adulteri... La donna invece di dirsi: ce Ecco un giovane molto bello, nelle cui braccia io godrò divina­mente! », deve dirsi: Ecco, un imbecille che mi darà una malattia innominabile, un cre­tino che non è capace di formulare un giudi­zio qualsiasi, ecc. ».

Leoncio                         - Signor professore, questa vostra teoria è veramente meravigliosa; sarei felice di poterla profondamente studiare. Si trova forse in qualche volume?

 

Annibale                       - Questa teoria, come le idee dianzi esposte, è tracciata e illustrata nel mio libro « La scienza dell'amore ». Il mio collega e deputato Anatolio Persoc ha proposto un di­segno di legge perché il mio libro sia distri­buito, a spese dello Stato, in tutte le famiglie. Io ve ne cedo volentieri una copia, che costa L. 12, con lo sconto del 25 per cento. Permet­tete... (il professore va a prendere il libro. Leoncio dà un bacio furtivo a Emma).

Emma                            - Il fluido, per carità! (il professore ri­torna e scrive una dedica sul libro).

Annibale                       - Ecco. Ho scritto: « A buon inten-ditor, salute ». Fa 29 franchi.

Leoncio                         - Dite?

Annibale                       - Nove franchi per il libro, com­preso lo sconto del 25 per cento, e 2O franchi per la dedica.

Leoncio                         - Tenetevi pure il volume! (rende il libro).

Annibale                       - Giovanotto, sono contento di voi! (lo abbraccia) Non vi è nulla tra voi e mia moglie, (lo bacia in fronte) Se voi l'aveste posseduta o se foste ancora nell'epoca del de­siderio, mi avreste dato i 29 franchi senza di­scutere, (apre il libro e legge) Pagina 164: L'uomo che rifiuta una piccola somma al ma­rito, non è l'amante della moglie.

FINE

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