aprile 2012
di Mario Pozzoli
1 rappresentazione: Buccinasco, 23 e 24 marzo 2013
Auditorium della Fagnana, via Tiziano
Questa commedia tutelata dalla SIAE (codice SIAE: 903442A)
A PROPOSITO DI GESU
- Quattro chiacchiere per ingannare il tempo -
Mio padre, una colonna! Fede incrollabile, certa, ragionata.
Qualche anno prima della sua scomparsa, si parlava, come a volte succede, e si esponevano, quasi confidando, tanti piccoli pensieri, avvenimenti, ragionamenti.
Cos, a ruota libera.
Sai mi disse tra le altre cose la transustanziazione... Durante la Messa, alla consacrazione, lostia e il vino si trasformano nel corpo e nel sangue di Cristo, rimangono immutate solo le apparenze esterne mi spieg pensando non conoscessi il significato del vocabolo.
Lostia, il vino... continu Non simboli, magari con tutta la dovuta sacralit, non rappresentazioni, no. La Chiesa dice SONO!
Sono... sono... Non facile credere....
Dopo trentacinque anni - passati in compagnia di una fede superficiale, tramandata, abitudinaria - ho cambiato casa e nella nuova citt avviene il mio casuale inserimento nella vita parrocchiale.
Attivit, ritrovi, catechesi, riunioni.
Riunioni che spesso sono presiedute da persone dalla fede certa, sicura, ma spesso (purtroppo!) anche non discutibile, a volte integralista, spesso sussiegosa, come avviene in chi coltiva con orgoglio le proprie incrollabili certezze.
E nelle riunioni si parla, si discute, e, senza volerlo, si mettono a nudo i propri pensieri. Ecco allora che alla lente di ingrandimento, affiora qualche piccola crepa.
Il diavolo? S, certo, anche se non proprio da intendersi...
Gli angeli? S, quando si parla ad un bambino...
La risurrezione dei morti... Ecco... S, lAldil... Bla, bla, bla!
Quanti vangeli!
Ognuno scrive il suo, personale, non confessato neppure a se stesso, anche senza prendere in mano la penna.
E che forse la maggior parte dei cattolici non segue il consiglio di Thomas Hobbes: Con i dogmi della fede si deve fare come con le pillole delle medicine: ingoiarle subito, senza masticare.
Quid est veritas? disse Pilato mentre interrogava Ges.
Daltra parte un dio che pu essere afferrato e concettualizzato, non Dio.
Giusto. E allora perch non dar vita finalmente ad un vecchio progetto e scrivere di Ges con unangolazione diversa: la mia?
Un proposito, il mio, sempre rinviato, sempre accantonato per la paura che ti incute la prospettiva di parlare in nome di Colui che fu vero Dio, ma anche vero uomo!
Allopera, dunque!
Ma che difficolt!
Abituato a scrivere farse o comunque commedie brillanti, dove gli unici paletti sono il buon gusto e la decenza, mi sembrava di essermi inoltrato in una selva oscura!
Ero come spaesato, impacciato, goffo.
E quanti aspetti da tener presente, da cogliere!
Ma alla fine, ecco: luomo!
Quelluomo che ha vissuto, sofferto, sperato, gioito.
Luomo Ges, visto attraverso me stesso, quasi autobiograficamente, alla luce del mio difficile e impervio cammino di fede, un cammino esitante, spesso incerto, sempre dubbioso.
Il dubbio...
Uno dei temi per me pi affascinanti e avvincenti: il dubbio e lincertezza dell uomo Ges.
Quanto grande fu il suo tormento? Per quanto tempo e fino a che punto della sua vita, il suo cuore fu angosciato dal dubbio?
Certo era consapevole di possedere qualit straordinarie, ma con lansia di conoscere da Dio quale uso dovesse farne. E allora la preghiera, continua, incessante; una preghiera che lo accompagna fino alla fine della sua vita.
Ma... Si prega Dio se si pensa di essere Dio? Allora forse, non aveva certezze, ma dubbi! Ma forse, qualcuno dir: non era preghiera, ma parlava solamente con Dio.
E le sue ultime parole?
Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato!
Sono ancora unangosciosa invocazione di un uomo verso il suo Dio.
Il dubbio.
Da questo sono partito e con questo ho lavorato.
Se scandalizzer qualcuno, non me ne voglia.
Il mio Ges sicuramente parziale e sempre confutabile: solo il mio punto di vista, pensato e scritto in buona fede; uno dei tanti aspetti dell uomo Ges che ho voluto prendere in considerazione, con lintenzione di costruire uno spettacolo non banale.
Se ci sar riuscito, bene.
E se poi far discutere, tanto meglio. Si ricorderanno di me!
Mario
P E R S O N A G G I
01) GESU08) DIO
02) GESU 1 09) OLGA
03) SPIRITO 10) KATJA
04) GIOVANNI 11) GIUDA
05) PILATO 12) ROMANO
06) CLAUDIA 13) GIULIA
07) MARIA 14) FIGLIA
NOTE DELLAUTORE
Ho indicato con la notazione - MUSICA + numero i punti in cui, durante la scrittura di questo testo, ho inserito una musica di scena (pi avanti lelenco completo) che aiuti a dare senso e atmosfera allazione, ma naturalmente il regista ha piena libert di decidere diversamente.
Per ricevere una copia del CD con le musiche di scena originali (fornito senza alcuna spesa) , contattare lautore: Mario Pozzoli - Tel. 334 3320184
Per quanto riguarda la scenografia il testo stato scritto tenendo presente questa ripartizione, che naturalmente poi pu essere modificata a piacere:
Al centro: un piano inclinato. Dietro di esso uno stativo con due ribaltine. Funger da croce. Questa zona centrale rappresenta lOrto degli Ulivi, dove opera il personaggio Ges.
A destra: la casa di Pilato.
A sinistra: tutti gli altri avvenimenti.
Il personaggio di Ges nel testo lho sdoppiato (Ges, solamente nellOrto degli Ulivi, e Ges 1 per tutti gli altri interventi) ipotizzando di farlo interpretare da due diversi attori, ma anche qui naturalmente ampia libert.
E L E N C O S C E N E
scena 1 Ulivi: la paura
scena 2 Giovanni battezza
scena 3 Ulivi: il dubbio
scena 4 Pilato e Ges
scena 5 Maria e Ges
scena 6 Ulivi: linfinito
scena 7 Giovanni e lAmore
scena 8 Ulivi: lAmore
scena 9 Il deserto
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E L E N C O M U S I C H E *
*I tempi segnati sono quelli reali, senza il silenzio finale di 30 secondi.
CD 1 - 1 atto
01) Inizio 1 atto (Batteria + Anonimo) 12,22
02) LAmore tra noi! (Anonimo) 5,22
03) Inizio scena 4 (Camille Saint-Saens: sinf. n.3 DOm - 1mov.) 0,16
04) Proponi uno scambio (Camille Saint-Saens: sinf. n.3 DOm - 1mov.) 0,09
05) Fine scena 4 (Camille Saint-Saens: sinf. n.3 DOm - 1mov.) 0,21
06) Maria piange (Edith Piaf/Marguerite Monnot: Hymne a l'Amour) 0,58
07) Eccola! (J. Sebastian Bach:ouverture n.3 - 2mov. Air) 1,33
08) Inizio scena 8 (Anonimo) 0,13
09) Inizio scena 9 (Leopold Godosky: The last waltz) 2,02
10) Un coro di Cherubini, grazie!(J. Sebastian Bach:Matthaus passion n.8, coro) 5,18
CD 2 - 2 atto
dal n. 1) al n. 10) Silenzi da 0,30 sec.
11) Inizio 2 atto (Antonio Vivaldi: Credo MIm RV.591) 0,21
12) Cimbro! (C. Saint-Saens: sinf.3 n.3 DOm-1mov. + Anonimo) 5,04
13) La sua storia finisce qui! (Camille Saint-Saens: sinf. n.3 DOm - 1mov.) 0,16
14)Inizio scena 19(Fryderyk Chopin: Notturno op. 9 n.2) 8,08
15) Le hanno tagliato la gola (Giuseppe Verdi: Dies Irae CD2 n.5- finale) 0,06
16) Che non sia vero... (Giuseppe Verdi: Dies Irae CD2 n.5- finale) 0,08
17) Sei unipotesi inutile! (Giuseppe Verdi: Dies Irae CD2 n.5- finale) 0,20
18) E veramente risorto!(E.Piaf/M.Monnot: Hymne a l'Amour + Anonimo) 4,20
19) E noi con lui! (Edith Piaf/Marguerite Monnot: Hymne a l'Amour) 0,38
20) Voglio dire a mia figlia (Anonimo) 6,21
21) Certo che potete! (J. Sebastian Bach:ouverture n.3 - 2mov. Air) 5,44
22) Io no! (J.Goldsmith/D.Zippel: No one like you - Sarah Brightman) 0,30
23) Il pi bel libro del mondo! (Camille Saint-Saens: Settimino mov. 3) 4,45
24) Tra le mie braccia (Edith Piaf/Marguerite Monnot: Hymne a l'Amour) 0,36
25) Applausi (Edith Piaf/Marguerite Monnot: Hymne a l'Amour) 2,18
ATTO PRIMO
scena 1
Ulivi: la paura
Ges seduto sul piano inclinato.
- MUSICA 1
GESU - Tra poco verranno a prendermi.
Crederanno di sorprendermi. Ma io li aspetto.
Cercano un accusato. Troveranno un complice.
Cercano una vittima e troveranno me.
(un tempo)
Avrei potuto essere altrove questa sera. Insieme ad amici, a festeggiare la Pasqua.
E domani ripartire per Nazareth e raggiungere una casa, che non ho; una moglie, che non ho; dei figli, che non ho.
Invece sono qui, che attendo.
Qui, dove mi ha condotto il mio sogno, dove la mia scommessa mi ha portato. Qui, che attendo la morte.
(un tempo)
I grilli cantano. I miei amici dormono. Ed io... ho paura!
(un tempo)
Come iniziato tutto ci?
Non lo so. Forse che il destino ha un inizio?
I sogni arrivano, e tu non li conosci.
Come quelli della mia infanzia, uninfanzia confusa, vissuta nei sogni, pi che nella realt.
Nel silenzio della notte uscivo. Poi correvo tra i prati e... volavo!
Ero un re, onnipotente, immortale.
Mi sentivo Dio, come tutti i bambini non ancora sconfitti.
Poi... ci fu il solito gioco al rialzo.
E cos l, su quello sperone di roccia, sopra il vuoto, ebbi paura.
Ero cresciuto e nel sogno si era insinuato... il dubbio.
Il dubbio aveva reso pesanti le mie spalle mentre mi chiedevo se avessi mai volato veramente.
Non si era per caso trattato di un semplice sogno?
Il dubbio...
(un tempo)
E l, su quello sperone di roccia, sopra il vuoto, sentii sulla nuca il soffio umido della Morte.
Da quellistante nulla fu come prima.
Doverano finiti i miei poteri?
Naufragati nel dubbio.
Dovera finita la mia sicurezza, la mia convinzione di essere immortale, di essere Dio?
Naufragata nel dubbio.
Quella notte ero cresciuto e mi ero smentito.
Ero un uomo. Un uomo come tanti.
Gi... ma cos un uomo?
SPIRITO - (entrando, subito risponde. Spesso leggermente ironico)
Un uomo qualcuno che non pu.
E qualcuno che non pu fare tutto.
Che non pu sapere tutto.
E qualcuno che non pu fare a meno di... morire.
GESU - Chi sei?
SPIRITO - Domanda insidiosa! Siamo tutto e il contrario di tutto.
GESU - Ma chi sei?
SPIRITO - Siamo un vento che soffia.
Non si vede, ma ne senti la voce.
Ecco il Padre e il Figlio si guardano, e si amano in modo assoluto, totale.
E lAmore. Con la A maiuscola, sintende.
Noi siamo quellAmore, lo Spirito dAmore.
Il nostro Spirito.
GESU - Non capisco.
SPIRITO - Eh... Non vuoi capire!
Ah, tra parentesi volevo precisare che uso il NOI, perch intendo sempre: io, te e... (guardando in alto) quellaltro.
Non che ho manie di grandezza. Proprio io!... Cio: NOI. (gli sorride)
Questo almeno lhai capito?
GESU - No. Ora capisco solamente di essere un uomo, un uomo che soffre e che attende la morte. Prostrato dalla paura.
SPIRITO - La paura... Cattiva consigliera!
GESU - Perch sono giunto fin qui?
SPIRITO - Che domanda! Lo sai benissimo!
GESU - Prima cera il sogno, con le sue certezze, poi arrivato il dubbio.
Si impadronito di me e ha fatto naufragare i sogni, le speranze, la mia sicurezza.
E stato il compagno della mia vita.
Non mi ha pi lasciato libero di volare; mi ha fatto precipitare sulla terra; mi ha fatto perdere la consapevolezza della mia identit.
Il dubbio di non sapere chi sei.
Sempre, tutti i giorni, la stessa domanda: Chi sono io, realmente?
SPIRITO - Dai, dai che lo sai! Non vorrai farci credere di essere giunto fin qui, in questo luogo, senza saperlo?
I tuoi amici, ad esempio, sembra che lo sappiano benissimo!
GESU - Ah, certo! Gli altri lo sanno! Gli altri sanno tutto! Nessun dubbio!
Incrollabili nella loro convinzione, sputavano sentenze.
SPIRITO - Chi dite che io sia?
GESU - Tu sei, tu sei, tu sei... Speravano ardentemente che io fossi lincarnazione dei loro desideri, della loro fame, della loro sete...
Tutti imploravano, tutti mi erano intorno con le loro richieste.
Ed io ero solo, senza risposte...
SPIRITO - Il mondo un posto dove uno chiama e nessuno risponde.
Un posto strano, il mondo.
GESU - Tutti. Assillato, senza tregua, senza un attimo di pace.
Per quanti anni? Tre? Quattro?
Ma come iniziato tutto ci?
Giovanni!
Lui fu linizio, lui il responsabile di questo mio tormento.
Giovanni.
SPIRITO - Giovanni?... Ah, si parla di tuo cugino!
Un bravuomo, dai. Un po collerico forse, e, diciamolo pure, dalla lingua troppo pronta allinsulto, soprattutto verso chi conta.
E allora... zac!
scena 2
Giovanni battezza
Giovanni entra, deciso.
C silenzio, mentre osserva per alcuni secondi, con occhi di fuoco, la platea.
Poi, allimprovviso, urla:
GIOVANNI - Razza di vipere! Luridi maiali!
Vi credete puri solo perch vi attenete alle formule della Legge!
Ah! La Legge!
La legge non vi salver, se non ne capite lo spirito.
Non fate violenza; n torto. Chi ha molto dia a chi non ne ha.
Questa la legge! (un tempo)
No, no, no! Io non sono il Messia, ma colui che ne spiana la strada.
Io precedo colui che... E!
(fissa uno spettatore che per lui da ora sar Ges)
Eccolo! Sta arrivando.
Il figlio di Dio in mezzo a noi!
(fissa implacabile lo spettatore-Ges, per tutto il tempo in cui Ges parla)
GESU - Avevo avvertito un leggero malessere, mi sembrava che nonostante la distanza a cui ero, Giovanni mi avesse fissato, dritto, negli occhi.
Ma fu un attimo e poi pensai: Un altro falso profeta.
S, perch Giovanni sembrava la caricatura di un profeta: magro, barbuto, irsuto, puzzolente. I suoi occhi erano di fuoco, facevano paura. Tutto il suo atteggiamento era talmente ostentato da apparire una posa. Stavo forse assistendo alla parodia di ci che avevo sperato andando da lui?
Appena lo vidi avrei voluto andarmene. Ma... Aveva parlato della Legge.
Formule vuote, se non le vivi. aveva detto.
Anchio la pensavo cos. Allora mi avvicinai, interessato.
GIOVANNI - (indica lo spettatore-Ges)
Ecco luomo! Io ti riconosco! So chi sei!
Mio cugino? Io non ho cugini, io ho solo fratelli.
Tu! Tu sei!
(alla platea)
Ecco, Lui! Finalmente Lui! LEletto di Dio!
(fissa lo spettatore-Ges. Poi verso la platea, urlando, gridando, ispirato e come felice)
Ecco lagnello di Dio! E qui, di fronte a voi!
Egli colui che toglie il peccato del mondo!
(un tempo, usato ridendo)
Io non sono degno di baciargli i piedi e lui mi chiede di essere battezzato!
Io! Io, ho bisogno della tua purificazione.
Io, che ti chiamo con tutte le mie forze. Io, che... TI AMO!
(fissa implacabile lo spettatore-Ges, per tutto il tempo in cui Ges parla)
GESU - Era troppo. Le mie gambe vacillarono.
Nei miei primi trentanni avevo temuto di essere diventato un mostro di vanit, credendomi chi sa chi, ed ero andato da lui per purificarmi, per avere una guida, un maestro.
Forse mi aspettavo di incontrare il Messia in persona. E lui...
GIOVANNI - Dio, Dio, Dio!
Avresti potuto cadere come un fulmine e scuotere il mondo!
Avresti potuto abbatterci, accecarci.
Ma tu sai che noi siamo solo polvere e vermi e tu a questa polvere e vermi hai affidato il pi grande tesoro.
Convertitevi e credete in Dio!
Un Dio divorato dallamore che prova per le sue creature.
(indica lo spettatore-Ges)
Ecco luomo!
LAmore tra noi!
- MUSICA 2
GESU - Dopo di allora, nulla fu come prima.
E il dubbio mi stringeva ancor pi nella sua morsa.
scena 3
Ulivi: il dubbio
GESU - Com dolce questa notte!
Non ho fretta di morire, no... ma vorrei smettere di aspettare.
Lattesa mi svuota.
Persino i serpenti sanno dove riposare.
Io non ho un posto dove appoggiare la testa, un affetto a cui abbandonarmi.
Mentre la morte mi attende in questo giardino.
SPIRITO - Venite a me, voi tutti che siete affaticati e stanchi ed io vi dar ristoro.
Matteo,11, 28-30. Se la memoria non mi inganna.
GESU - Ho paura.
SPIRITO - Tutto giustificato. Tutto bene.
La morte non paura.
La morte una buona sorpresa.
Il corpo se ne va. Lessenziale resta.
- MUSICA 3
scena 4
Pilato e Ges
Entra Pilato. Si siede.
Entra Ges 1.
PILATO - Oh, ecco il nostro uomo! Mi dicono che tu sia un re. (si alza)
E allora mi sembra giusto che io stia in piedi, in atteggiamento rispettoso.
Siediti. Quello il posto che ti spetta!
(cammina volgendosi da unaltra parte. Poi accorgendosi che Ges 1 rimasto al suo posto) Siediti, ti dico!
Ges 1 si siede.
PILATO - Bene. Che ne dici di fare quattro chiacchiere? Vediamo...
Cosa ne pensi dei romani? Gente scellerata, eh?
Non che con tutti i tuoi stracci, vorresti farci la guerra?
Ogni tanto c qualcuno di voi che raduna un po di fanatici e pensa di sconfiggere lImpero romano. Stupidi! Mi creano sempre un sacco di grattacapi. Ma inesorabilmente finiscono tutti sulla croce.
Silenzio.
PILATO - Dicono che tu sia anche un mago. E vero? Che compi un sacco di prodigi. (un tempo)
Non sei molto loquace! Pi che quattro chiacchiere, questo mi sembra un monologo!
Parliamo allora delle imposte. La pecunia sempre un argomento che infiamma i cuori!
Secondo te giusto pagare le imposte ai romani? Voi giudei, pi di altri, avete molto in odio questo fatto. Tu che ne dici?
GESU 1 - Si dia a Cesare quello che gli spetta. Il mio regno non ha nulla a vedere con il suo.
PILATO - Brillante! Devo dire che sei un mago abile e brillante. Me lavevano detto.
(silenzio)
Allora? Parla! Non vedi di quante cose ti accusano?
Difenditi, dunque! Se non ti difendi, come faccio a salvarti?
Dicono che tu sia il re dei giudei. E vero?
GESU 1 - Tu lo dici.
PILATO - Ah, bella risposta! E direi, oltremodo enigmatica.
Potrebbe voler dire: tu lo dici, ma non vero.
Oppure: tu lo dici, perch vero.
Oppure: sei riuscito ad arrivare a questa verit persino tu.
Cosa devo scegliere?
GESU 1 - Quello che vuoi. Non importante.
PILATO - Insomma non sai nemmeno tu cosa fare della tua vita.
GESU 1 - Io sono venuto al mondo per rendere testimonianza alla Verit.
PILATO - Verit! Gi, ma... Quid est veritas? Che cos la verit?
(lo guarda attentamente)
Un re! Tu! Uno straccione, figlio di falegname.
No, non credo proprio che tu sia un re. Un mago, forse. Questo te lo concedo. Ma ti manca la diplomazia. Ti manca... ti manca il savoir-faire, come dicono in Gallia.
Volevi conquistare gli Zeloti, i Farisei, i Sadducei... Volevi trascinare con te il mondo, ma sei riuscito soltanto ad averli tutti contro.
Povero il mio re, credo che tu abbia fatto male i tuoi conti.
(lo guarda intensamente)
Per mi sei simpatico! (un tempo)
S, ma parla, gioia mia! Di qualcosa con cui possa dire a quella gente la fuori: Guardate che costui assolutamente innocuo, lasciamolo andare. (un tempo)
Senti, a me non interessa assolutamente niente. Per me sei solo un povero diavolo con la testa piena di sogni, di filosofia spicciola, di illusioni. Ma tu, col tuo silenzio, mi costringi a condannarti per una colpa che... forse non hai.
(un tempo; lo guarda)
E va bene, vattene allora! Vattene via, stupido!
Ges 1 esce.
PILATO - Qualcosa mi sfugge di mano. Non sto facendo la giustizia di Roma, ma quella dei miei nemici. Sto liberando questi giudei dalla presenza di un loro simile che li contraddice. E questo il mio compito?
CLAUDIA - (entra, indicando dietro di s)
Tu stai permettendo che lo condannino!
Non puoi fare questo!
(scandisce) Tu, non puoi / farmi / questo!
Senza di lui, io non sarei pi.
Lui mi ha salvato, lo sai. Morivo e lui mi ha salvato.
Tu, ora, devi salvare lui.
PILATO - Non posso, Claudia. Io non sono la giustizia in questa terra maledetta, ma solo il rappresentante di Roma.
CLAUDIA - Roma dice: In dubio, pro reo. E tu sei consapevole della falsit dellaccusa. Ma lasci che lo uccidano!
PILATO - La mia decisione solo di carattere politico. Non ho niente contro di lui, ma non posso mettermi contro i gruppi pi influenti per salvare uno straccione. Gi qui la situazione gi talmente delicata...
CLAUDIA - (lo interrompe) Uno straccione che ha salvato la mia vita!
(un tempo. Ora supplichevole) Fa qualcosa, ti prego, fa qualcosa!
PILATO - Cosa posso fare? Tra laltro non vuole difendersi, sembra che goda ad andare incontro a morte certa.
CLAUDIA - Proponi uno scambio.
- MUSICA 4
Si avvicinano entrambi al proscenio e guardano verso il pubblico come da una finestra. Lo scambio non avvenuto. Ges stato crocifisso.
CLAUDIA - E morto. (un tempo, si gira verso il marito.)
Non capisco, hanno scelto Barabba.
Grazie comunque, Pilato. Alla fine hai fatto quello che potevi.
PILATO - Lui non mi ha aiutato.
CLAUDIA - Lo so. Col suo comportamento ha attirato su di s la morte.
Sembrava volesse morire. Forse... voleva morire.
Ora ha ottenuto ci che voleva.
Non ci resta che aspettare.
PILATO - Aspettare cosa?
CLAUDIA - Capire cosa che vuole dirci con la sua morte.
PILATO - Capire... ? Ah, le donne! Le donne, le donne...
Per loro tutto un Segno.
Le donne non guardano, decifrano.
Le donne non chiedono di capire, interpretano.
Cosa vuoi che voglia dirci? Niente! E morto.
Perch ogni cosa deve sempre avere un significato?
CLAUDIA - La sua morte ce lha, Pilato. Io lo so. Ne sono certa.
Lo spero...
PILATO - Claudia, Claudia... La morte non altro che la morte.
Punto, e a capo! (esce)
- MUSICA 5
Claudia si siede, pensierosa. Pi tardi uscir.
scena 5
Maria e Ges
Entrano Maria e Ges1.
Ges tiene in mano un attrezzo da lavoro.
MARIA - No, Ges mio, non sei molto dotato come falegname.
GESU 1 - Mi impegno.
MARIA - Una persona senza gambe, anche se si impegna, non salter mai un muro!
GESU 1 - Scoraggiante.
MARIA - Lo dico perch non il tuo lavoro! Dovresti fare il Rabbino.
(riferendosi allattrezzo che Ges 1 ha nelle mani)
E poi oggi non devi lavorare, sabato. Non si pu lavorare nel giorno di sabato.
GESU 1 - Perch?
MARIA - Perch! Ges dai mille perch!
Perch Dio punisce invece di perdonare. Perch non si pu mangiare carne di maiale.
Perch, perch, perch! E la Legge!
GESU 1 - Ah! La Legge! LAmore dovrebbe preoccuparti, mamma, non la Legge! Lamore per il miserabile che ha fame; per i brutti, per i noiosi, per i dimenticati e anche per tutti coloro che non se lo meritano.
LAmore, mamma!
MARIA - Certo, lamore. Non ci vogliamo forse bene?
GESU 1 - Ma non basta! Bisogna amare anche chi non ci ama; persino i nostri nemici!
MARIA - Ma su quale libro lhai letto? Amare i nostri nemici... Come si pu amare chi ti fa del male?
GESU 1 - Ho imparato che quando serbi rancore, la felicit se ne va da unaltra parte.
MARIA - E allora riprendi bene il fiato e fai una grossa provvista damore, perch di nemici ne avrai moltissimi.
GESU 1 - Far una grossa provvista.
MARIA - Oh, Ges, Ges mio! Ma lo capisci dove stai andando?
GESU 1 - Mamma, io non sono fatto per una vita normale. Io...
MARIA - (interrompendolo, quasi irosa) Io, io, io!
(si calma) Povero il mio ragazzo!
Come puoi essere tanto intelligente e allo stesso tempo fare tante sciocchezze? Che genere di vita ti stai preparando?
GESU 1 - La mia, mamma. Io non voglio vivere per me.
E non voglio morire per me.
MARIA - Ecco unaltra bella pensata! Gli altri! Sempre gli altri! Hai in bocca solo questa parola! Ma pensa per te, innanzitutto!
GESU 1 - Mamma, ascolta, non ne ho mai parlato con nessuno, a te lo dico: spesso scendo nellabisso del mio io...
MARIA - Dove vai!?
GESU 1 - Nel profondo della mia anima. L, dove ognuno di noi pu ritrovare s stesso.
Ebbene, io, l, non trovo me stesso. Discendo in questo pozzo damore e trovo... GLI ALTRI.
MARIA - Ges, tu stai diventando pazzo!
GESU 1 - (sorride) Vedi? Oggi ho due opzioni. Posso scegliere tra la carriera di pazzo e quella di cattivo falegname. Preferisco diventare un buon pazzo.
MARIA - (piange) Oh, Ges...
Ges 1 labbraccia.
- MUSICA 6
GESU 1 - Ti voglio bene, mamma. Ti voglio bene.
(scherzoso, mentre le asciuga le lacrime)
Ma voglio bene anche a... GLI ALTRI!
MARIA - (seguendo il testo della canzone)
E se un giorno / la vita / ti strapper a me.
Se morrai / o sarai lontano da me,
non importa / se tu mami.
E poi / morir anchio...
Dammi retta, Ges. Ascolta tua madre: non bisogna amare troppo, sai, altrimenti si soffre, e molto!
(piange ancora abbandonandosi tra le braccia di Ges 1)
GESU 1 - (consolandola) Mamma...
E, sempre abbracciati, escono.
SPIRITO - Non importa, Maria. Noi siamo Amore. Teneramente amore.
Coloro che si amano, in noi si ritroveranno.
scena 6
Ulivi: linfinito
GESU - Perch questa sera sono tutti qui, come presenze inquietanti?
SPIRITO - Non facile da spiegare. Ma proviamo.
I numeri. Con loro si pu fare tutto.
Da una parte c luno, il due, il cento, un milione... e via, fino allinfinito.
Dallaltra il meno uno, il meno due, meno un milione... e via, fino allinfinito. I numeri! Che creazione meravigliosa!
Ah, per inciso, lo sai che tra due numeri ci sono infiniti numeri? Tra lo zero e luno, ad esempio, c lo zero virgola uno, zero virgola due, zero virgola zero zero uno, zero virgola zero zero due...
Linfinito racchiuso nel finito. Che forza che abbiamo! Che pensata geniale! Che ne dici?
GESU - Oh, mio Dio!
SPIRITO - Eccoci!
GESU - Ho proprio la testa per pensare ai numeri!
SPIRITO - Ci devi pensare, invece, perch loro ti spiegano tutto.
Se da una parte vanno allinfinito e dallaltra al meno infinito, ma poich linfinito uno solo, cosa ne consegue?
GESU - Non lo so! Non lo so...
SPIRITO - Ne consegue che questi due infiniti si incontrano, (fa il gesto di un cerchio che si chiude) e allora il cerchio si chiude, come una gigantesca hula hop.
GESU - Cos l hula hop?
SPIRITO - Lascia perdere! Su questo cerchio scorre la vita e il tempo. Ma dov linizio? Dov la fine su un cerchio? Dov il prima? Dov il dopo?
Su lhula hop non c n inizio, n fine; n prima, n dopo.
C solamente per luomo, che sopra ci cammina; in una sola direzione, perch non ha lo spazio per voltarsi.
Per noi, che stiamo al centro del cerchio, non c passato, non c futuro; c solo il presente. Tutto ... (fa un gesto circolare) presente! Bello, eh?
GESU - Bello...
SPIRITO - Noi eravamo PRIMA e saremo DOPO.
Anzi noi non eravamo, n saremo.
Noi... SIAMO! Qui. In mezzo. E vediamo tutto!
scena 7
Giovanni e lAmore
Giovanni avanza minaccioso. Ha in mano una verga.
Arrivato al proscenio, arringa la platea.
GIOVANNI - Mai potrete sapere come Dio la pensi! Mai!
Tutto quello che potete sapere che Dio ci ama.
Perch Dio ha creato il mondo?
Ma per la stessa ragione che commettiamo ogni sciocchezza! Che desideriamo, che soffriamo, che ci rallegriamo. Per la stessa ragione senza la quale nulla sarebbe... LAmore!
Creati per amore! Che meraviglia!
Ecco chi Dio! Egli lapparire di una tenerezza immensa, la tenerezza di un amore che mai nessuno potr immaginare.
Gi, ma che ne sappiamo noi uomini di un Dio che ama, di un Dio che sempre, in ogni caso , ci accoglie?
Un Dio che tuona! Ecco cosa vogliamo! Vendicativo, col fulmine tra le mani.
Queste sono le regole. Guai a chi sgarra!
Ecco cosa vogliamo!
Un Padre terribile, piuttosto che un Padre amorevole, che non riusciamo a capire.
Un Dio davanti al quale ci si inginocchia, non un Dio che si mette in ginocchio!
Certo, anche Lui ha i suoi momenti di...
E un giorno volle farla finita. Un bel diluvio e... tutti sottacqua!
Ma poi, eccola!
- MUSICA 7
Giovanni abbandona la verga e segue estasiato nel cielo una LUCE - che dovrebbe rappresentare la musica - per 20 secondi circa e poi:
GIOVANNI - Cosa succede? Cosa si effonde nello spazio infinito? si chiede il nostro Signore.
Da prima avr creduto un vento, smarrito fra le galassie; o le braccia di una madre, aperte, dal fondo dellinfinito...
Ma no, no! E una musica!
Una musica celestiale, sublime. Perfetta.
E una creazione delluomo!
E allora di nuovo, per lennesima volta, Dio si lasciato commuovere, e ha creduto in lui.
La sua rabbia, sbollita.
La sua ira, superata.
Il nostro Signore un bimbo, che sempre si meraviglia della vita.
(riprende la verga e arringa)
Ci che ci reca il figlio di Dio non avr mai fine!
Voi morirete. Cadranno i potenti e ne verranno altri con i loro imperi.
Si spegneranno le stelle e altre verranno. Ma la sua parola rester.
LUI rester. Innamorato, debole, minacciato... e sempre eterno.
E il figlio di Dio morir, mentre il mondo continuer a correre per la sua strada.
Ma ora, correr come un uomo, nel cui fianco si sia conficcata una spada.
- MUSICA 8
scena 8
Ulivi: lAmore
GESU - Sono confuso, e ho paura.
(un tempo)
La morte mi ha dato la caccia, da subito, mentre cercavo di mescolare le carte del mondo.
Vedevo il gioco capovolto e lo annunciavo. Ma nessuno mi capiva.
Nemmeno i miei parenti. Soprattutto i miei parenti!
SPIRITO - Nemo profeta in patria, dicono.
Tua madre nel vederti, pianse.
E uno della tua famiglia ti aggred:A causa tua, abbiamo vergogna a mostrarci in giro. Sei diventato lo zimbello di tutti. Guarda chi hai al tuo seguito! Una truppa di vagabondi, straccioni e buoni a nulla. Uomini inutili e ragazze perdute.
GESU - Io vado con loro. Loro sono la mia famiglia.
SPIRITO - E il colpo arriv!
GESU - Uno schiaffo.
SPIRITO - Colpisci anche laltra guancia! hai replicato.
GESU - Stava per farlo. Ma riabbass la mano, e se ne and. Smarrito.
SPIRITO - Amare laltro fino al punto di accettarlo nella sua stupidit.
GESU - Rispondere allaggressione con lamore come violentare la violenza. Lei si aspetta la tua reazione, ma tu la spiazzi. Le metti davanti agli occhi uno specchio, dove possa vedere la sua faccia odiosa.
SPIRITO - E quando ci si ama, si diventa Unit.
GESU - Avevo mescolato le carte del mondo.
Vedevo il gioco capovolto e lo annunciavo.
SPIRITO - Le grandi passioni delluomo: lavere, lapparenza, la ricchezza...
GESU - E io capovolgevo tutto.
SPIRITO - Avete ridotto la mia casa di preghiera in una spelonca di ricchi nababbi!
Chi ha indurito il vostro cuore a tal punto?
E gi a rovesciar tavoli e a spaccare tutto! Dai, stato divertente!
GESU - Fu una reazione incontrollata.
SPIRITO - Spirito, ma anche uomo. E non c vita senza violenza.
Sta alluomo tenerla a freno.
GESU - Poi nel silenzio della notte, mi chiedevo: Chi sono io per predicare tutto ci? Chi ispira le mie parole? Dio? Satana?
Schiacciato da consigli; sperduto tra centinaia di piste; riconosciuto, deriso, ignorato, venerato, non ero pi un uomo, ma un rifugio, dove ciascuno arriva con il suo bagaglio personale.
Ero come un magazzino, dove ognuno prende ci che gli serve e, senza voltarsi, se ne va.
Cos, sono fuggito.
- MUSICA 9
scena 9
Il deserto
Dio entra con due sedie moderne, pieghevoli.
Si guarda attorno. Fa caldo. Allora si toglie il golf o altro a piacere.
Apre poi una sedia e si siede, prima in un angolo, ma poi ci ripensa e si porta al centro della scena, portando con s anche laltra sedia.
Durante questa sua performance, pu ogni tanto seguire con un dito la musica di sottofondo.
Con un bastoncino ora traccia dei segni sulla sabbia.
Entra Ges 1. Lo vede e lo guarda meravigliato. Innanzitutto nel vedere un uomo in quel luogo, poi per labbigliamento e infine per le sedie.
DIO - Oh, ma guarda chi si vede! Ti aspettavamo.
GESU 1 - Chi sei?
DIO - Tanto non ci crederesti.
Caldo, eh? Nel deserto fa molto caldo o molto freddo. Non ci sono mezze misure.
GESU 1 - Chi sei?
DIO - Potremmo risponderti in mille modi. Questa ad esempio:
Padre di tutti, al di sopra di tutti, presente in tutti. Paolo ha sempre delle belle pensate. (guardandogli i piedi)
I tuoi piedi sanguinano. Abbiamo gironzolato parecchio, eh?
Diciamo... quaranta giorni. Non sono pochi. Ma tu sei sempre il solito testone: non vuoi mai chiedere informazioni! (declama)
E nel deserto fu salvato da una carovana di passaggio...
No, no, non va bene. Il lieto fine fa perdere linteresse per leroe.
GESU 1 - Ma chi sei?
DIO - Perch non provi a immaginarlo?
Siediti, dai. Sarai stanco, no? Ne abbiamo portata una anche per te. Sapevamo che saresti venuto.
Nel deserto non sai mai dove sederti!
GESU 1 - Chi sei? (armeggia con la sedia come fosse un oggetto misterioso)
DIO - Mai viste cos, eh? Grandi magazzini!
Ges 1 alla fine si siede. Lo guarda.
DIO - Non guardare il vestito. E la prima cosa trovata nellarmadio.
GESU 1 - Chi sei?
DIO - Uffa! Come sei noioso! Perch non facciamo due chiacchiere invece?
GESU 1 - Sono venuto qui per fare un solo incontro: quello con me stesso.
(un tempo. Lo guarda) Ma tu sei Satana!
DIO - Ma ti pare?
GESU 1 - Perch no?
DIO - Perch non rifletti! Sei venuto fin qui per meditare, dici, e dai, e dai, sei caduto, precipitato dentro te stesso, nel pozzo della tua anima. Giusto?
GESU 1 - S.
DIO - E in quel pozzo chi hai trovato? Non te stesso, come credevi, ma hai trovato Dio. Cio: noi tre, la verit che non tramonta mai.
GESU 1 - Dammi una prova.
DIO - Eh! Non siamo qua?
GESU 1 - Non una prova.
DIO - Dio in persona non una prova? Questa proprio bella!
E poi, scusa, devi avere fiducia.
La fede deve nutrirsi di fede, non di prove.
Certo, in giro si dice che luomo fabbrica Dio perch ha bisogno di credere. (come se leggesse unaffermazione su un libro)
Legge di marketing: il bisogno crea loggetto.
Ma non il tuo caso, stai tranquillo.
Io ci sono. Cio: CI SIAMO!
GESU 1 - Se sei Dio, perch sei venuto da me e non sei andato da un Rabbino?
DIO - Uuuh, non c niente di pi noioso che conversare con un ammiratore!
GESU 1 - Come posso sapere che non sei un miraggio, unapparizione?
DIO - Io non appaio. Io... SONO! Cio... SIAMO! (un tempo)
Ascolta, vogliamo farti una proposta. Anche perch con tutti i tuoi dubbi, non se ne pu proprio pi!
GESU 1 - A chi lo dici?! Quale proposta?
DIO - Una scommessa.
GESU 1 - Una scommessa?
DIO - S; quella di pensare che le tue meditazioni, le tue immersioni in te stesso, ti conducano a Noi e non a Satana.
Oh, guarda che uso il NOI, perch intendo sempre: io, te e... (indica lo Spirito) quellaltro.
Non che ho manie di grandezza. Proprio io! Cio: NOI. (gli sorride)
GESU 1 - Ho limpressione di averla gi sentita...
DIO - No, come uomo non ancora. Ma poich finalmente nel tuo io sta affiorando un po della tua natura divina, pu essere che tu faccia un po di confusione col Tempo.
GESU 1 - Quale tempo?
DIO - Niente, lascia perdere. Allora, dicevamo, prova a fare la scommessa di credere davere qualcosa di buono da fare.
La scommessa di credere in Noi. Di... essere Noi.
Tutto stato dato a me dal Padre mio. Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio
Matteo,11, 26. Oppure 27?
GESU 1 - Come?
DIO - Si citava un tizio. Ma la memoria... Bisogna aver pazienza: let!
GESU 1 - E dove mi porter questa scommessa?
DIO - Beh, beh, beh... Poi vedremo. Magari in un orto, con tanti ulivi. O magari sopra a un monte...
GESU 1 - A fare cosa?
DIO - Uh, non anticipiamo i tempi!
Un giorno tu stesso dirai: Non affannatevi, dunque, per il domani. Non datevi pensiero per la vostra vita. Ogni giorno ha il suo affanno, e tanto basta. Pi o meno...
Comunque tu, in cuor tuo, lo sai gi dove ti porter questa scommessa.
(cambiando discorso)
E Giovanni? Cosa dice Giovanni?
GESU 1 - Che non neppure degno di allacciarmi i sandali.
DIO - Ha ragione! Lo vedi che c qualcuno che sa chi sei.
Ti ricordi cosa ha detto quando ti ha visto?
GESU 1 - Ecco il figlio di Dio. Ecco colui che toglie il peccato dal mondo.
DIO - Del mondo! Per la precisione.
Eh s, Giovanni un po verboso, per a volte ha le sue belle intuizioni!
GESU 1 - Se veramente sei Dio, dimmi chi sono?
DIO - Il nostro figlio prediletto, nel quale ci siamo compiaciuti.
GESU 1 - Giovanni non lunico ad essere un po verboso!
Ci siamo compiaciuti! Vuol dire tutto e non vuol dire niente.
E in questo modo non hai risposto alla mia domanda sulla mia identit.
DIO - E va bene, sar pi esplicito: tu sei me e io sono te.
Ges 1 rimane sconcertato e dubbioso.
DIO - E se proprio non sai chi sei o non riesci a capirlo, fai come ti ho detto: scommetti di saperlo.
GESU 1 - Un po di tempo fa, credevo di saperlo. Ma poi il dubbio...
DIO - Basta con questi dubbi!
GESU 1 - Ma un uomo non pu essere Dio! O sei uomo o sei Dio!
DIO - Proprio perch siamo Dio, possiamo tutto, no?
GESU 1 - Ma io vivo, mangio, amo come un uomo. Quindi: sono uomo. E come tale morir.
DIO - Al tuo posto non ne sarei cos sicuro. Ma questa unaltra faccenda.
GESU 1 - E con questa scommessa cosa vorresti da me?
DIO - Per ora: niente. Un giorno: tutto.
GESU 1 - Cosa significa tutto?
DIO - Beh, la vita.
GESU 1 - Lo sapevo! Tu togli sempre la vita che dai.
DIO - Eh, lo so, lo so... Ma, daltra parte, chi d la luce, crea anche le ombre.
E lombra come la Morte che segue un corpo che cammina.
Non si pu avere una cosa senza dover prendere anche il suo contrario.
Chi nasce, muore. E poi, dai, non star sempre l a guardare tutto!
Siamo Dio, no?
GESU 1 - Non mettermi in mezzo.
DIO - Guarda che questa benedetta vita a cui luomo si attacca come una sanguisuga, non vale poi cos tanto, come credono quaggi.
E unesperienza bellissima, non lo metto in dubbio, ma nulla di pi.
E quello che c dopo che interessante!
GESU 1 - Mio padre morto...
DIO - Come? Scusa.
GESU 1 - Niente. Mi venuto in mente mio padre, Giuseppe.
Per tutta la sua vita vissuto nel rimorso di tutti quei bambini uccisi. Il rimorso per essere fuggito senza avvisare gli altri genitori.
Non se lo mai perdonato.
DIO - Non sarebbe servito comunque.
GESU 1 - Ma che senso cera?
DIO - Non lo sappiamo.
GESU 1 - Se sei Dio, devi sapere tutto! O no?
DIO - Perch non lo domandi a Erode? Noi abbiamo creato luomo libero.
GESU 1 - Libero di fare il male?
DIO - Libero di fare il bene e il male, a sua scelta.
Altrimenti che libert sarebbe, scusa?
GESU 1 - E quindi sei contento di quello che hai fatto?
Davanti a tutto questo non hai qualche dubbio?
DIO - Guarda che siamo in due, anzi in tre a dover rispondere: tu, io e...
GESU 1 - (lo interrompe) No! Io di risposte non ne ho. Tu dovresti averle! Non sei onnisciente e onnipotente?
DIO - Dovremmo, ma forse da quando abbiamo voluto creare luomo libero, lo siamo un po meno...
Per! Bella questa! E proprio una di quelle affermazioni che fanno perdere la testa a tutti quei sapientoni che chiamano: Padri della Chiesa. Qui c da argomentare per secoli!
GESU 1 - Se veramente sei Dio, sei molto strano, sai?
DIO - E tu sei molto impertinente, sai?
GESU 1 - E la vita che mi ha reso cos. Ogni giorno lottare contro tutto e contro tutti. Contro il modo di vivere sbagliato degli uomini. Contro...
DIO - Un disastro, vero? Ma quanto male, ma quanto odio c quaggi?
Storie di quotidiana violenza, massacri, ferocia, perversit, formano la giornata tipo di questo mondo. Una giornata costellata di crudelt, ma... anche attraversata da voli di bont e di altruismo.
Cos luomo: imperfetto, amorevole, ingiusto, generoso, feroce.
GESU 1 - E non sei un po depresso?
DIO - Un tantino.... Ma solo un tantino, perch in ogni caso siamo...
Aspetta, come ha detto Giovanni? Siamo divorati dallamore che proviamo per le nostre creature.
Anche se a volte, a dire il vero, ci fanno quasi un po di paura!
GESU 1 - Nulla ormai mi fa pi paura.
DIO - Lavrai. La paura arriva sempre. Persino alluomo nel quale vive lo Spirito di Dio.
GESU 1 - (dopo un breve silenzio)E va bene. Far questa scommessa che dici.
DIO - Oh, bravo! Caino ci ha risposto: Non sono il guardiano di mio fratello!. Ebbene: lo diventerai tu, di tutti i tuoi fratelli.
Lui ha cominciato con un errore, tu rimedierai.
GESU 1 - Se ne sar capace!
DIO - Sarai una splendida baby-sitter!
Silenzio.
GESU 1 - E prima di creare il mondo, cosa facevi?
DIO - Eeeeeeh?!
Forse meglio che tu vada. Fa troppo caldo qui per te. (ironico) Uomo!
GESU 1 - Avevi detto che non ero un uomo.
DIO - Mai detta una cosa del genere! Se mai, usando un termine tecnico, diciamo che ti sei... incarnato.
Incarnato, per annunciare quanto Dio sia sempre vicino ad ogni uomo.
Oppure: incarnato, per render noto a tutti che abbiamo stabilito la nostra tenda tra lindifferenza dellumanit.
O ancora: incarnato, per dire a questi stupidotti che sono stati creati da un Dio che li ama a tal punto, da inginocchiarsi davanti a loro per lavargli i piedi.
Dai, tre belle opzioni! Scegli quella che ti piace di pi.
GESU 1 - S belle. Ci penser. Per non hai risposto alla mia domanda.
DIO - Quale domanda? Ne hai fatte talmente tante...
GESU 1 - Prima di creare il mondo, cosa facevi?
DIO - Oh, Signore, ma una domanda stupida! Per noi non esiste il prima e il dopo. Noi siamo fuori dal Tempo.
GESU 1 - Lo so. Ma come uomo, che non riesce a comprendere questa cosa del Tempo, posso avere anchio una stupida curiosit?
Cosa facevi prima di creare il mondo?
DIO - Preparavo linferno per chi pone domande simili!
Contento? Vai, vai, che meglio!
GESU 1 - Va bene, vado. ( ora ironico)
Ma sempre come uomo, in che modo dovrei ritirarmi dal tuo cospetto?
DIO - Teoricamente lo stesso. Per noi non esiste n davanti n dietro.
Per di solito buona usanza allontanarsi indietreggiando e inchinandosi con deferenza.
GESU 1 - Anche spiritoso!
DIO - S, mi piace essere spiritoso! C forse qualcosa di male?
GESU 1 - No, nulla, per carit!
DIO - Ironico, spiritoso e, perch no?, anche un tantino imprevedibile!
Vai, caro, vai. ( guardando verso il cielo) Un coro di Cherubini, grazie!
- MUSICA 10
Ges esce ironicamente a ritroso e inchinandosi pi volte.
Dio accompagna benignamente e ironicamente, la sua uscita con una benedizione papale.
Seguendo poi, estasiato, la musica cantata dai sui Angeli, con calma si alza ed esce.
FINE DEL PRIMO ATTO
ATTO SECONDO
scena 10
Pilato, rexurrexit!
Sono in scena Ges e Spirito al centro, Pilato a destra.
- MUSICA 11
CLAUDIA - (entrando) Il corpo scomparso!
PILATO - Come?
CLAUDIA - Il corpo scomparso.
PILATO - Il mago di Nazareth?
CLAUDIA - S, lui. Dicono... La gente dice che sia risorto.
PILATO - Come risorto?
CLAUDIA - Risorto. Tornato in vita.
PILATO - Tornato... Per tutti gli dei! Ma in questo paese sanno cos la logica?
Lo sapevo che anche dopo morto quello straccione mi avrebbe dato dei problemi!
Dobbiamo trovare subito il corpo. Se questa storiella comincia a circolare, i suoi seguaci sono capaci di insorgere, accusandoci di aver messo a morte il loro dio.
(uscendo) Cimbro!
- MUSICA 12
scena 11
Donne e la nuova
Entrano Olga e Katja.
OLGA - Katja.
KATJA - Dimmi.
OLGA - E arrivata una nuova. Chiss se avr con s...?
KATJA - Quando vieni perquisita, dove mai puoi nascondere qualcosa?
OLGA - Allora dici che non c speranza?
KATJA - Olga, in questo luogo non c speranza. C solo miseria, abbrutimento, degradazione. E poi, forse... la morte.
OLGA - Mio Signore e mio Dio!
Pausa.
KATJA - Si chiama Sofia.
OLGA - Sofia un bel nome.
KATJA - Hai visto che capelli?
OLGA - S.
KATJA - A me non piacciono. Sembra la criniera di un leone!
OLGA - Io invece ho sempre sognato di avere dei capelli come i suoi.
KATJA - Per potrebbero... nascondere la soluzione.
OLGA - Dici?
KATJA - In mezzo a quei capelli puoi nascondere di tutto.
OLGA - E vero.
KATJA - Gi, ma bisogna vedere se ci ha pensato.
OLGA - A me, prima di essere condotta qui, non proprio venuto in mente.
KATJA - A me s. Ma dove nascondere? Sapevo che mi avrebbero perquisita... Tutta.
OLGA - Perch sar qui?
KATJA - Che domanda stupida! Era la fidanzata di Stalin. Poi lui si stufato di lei!
OLGA - Dici?
KATJA - Ma Olga!
OLGA - Era una battuta?
KATJA - Era una battuta.
Pausa.
OLGA - Katja.
KATJA - Dimmi.
OLGA - Perch non glielo chiediamo?
KATJA - Perch qui?
OLGA - No. Per quella cosa di cui parlavamo prima. Se ci ha pensato.
KATJA - E una che sta un po sulle sue. Lasciamo passare un po di tempo, che si ammorbidisca un po.
OLGA - Beh, qui di tempo ne abbiamo.
KATJA - O forse... non ne abbiamo... Quanto ci lasceranno in vita?
OLGA - Mio Signore e mio Dio! (e lentamente scivola rannicchiandosi per terra)
Katja si gira, la guarda un istante, poi la prende tra le sue braccia.
scena 12
Pilato, lo troveremo
PILATO - (entra) Siamo stati dai suoi amici. Li ho interrogati.
CLAUDIA - E allora?
PILATO - No, non sono stati loro. Io gli uomini li conosco. E il mio lavoro.
Sono solamente degli straccioni, paurosi, con un sogno infranto, e che domani la gente tratter da imbecilli.
Troppo delusi, per agire con furbizia.
Troppo vigliacchi, per barare.
(con disprezzo) Solopescatori! Puah!
CLAUDIA - E allora dov?
PILATO - Non lo so. Nessuno sa niente. Nessuno ha visto niente.
Anche Erode, di cui sospettavo, non centra.
Troppo malato e annientato dal rimorso di aver fatto uccidere Giovanni e poi questo Ges.
No, Erode non pi quella volpe astuta di un tempo.
CLAUDIA - E quindi?
PILATO - Non lo so.
Questa terra un vulcano di doppiezza, di astuzie, di macchinazioni.
Gli animi sono tortuosi, le dicerie dei pugnali.
Qui, tutto speranza, speranza e nebbia.
Ma stai tranquilla, troveremo chi stato a fare questo stupido scherzo.
CLAUDIA - Bene, allora non ci resta che aspettare di sapere se il corpo sia stato realmente trafugato.
PILATO - Come se? Che altro dovrebbe essere?
CLAUDIA - Pilato, mio caro, devi esibire una prova. Quello che sostieni devi dimostrarlo!
PILATO - Io non sostengo niente! Io ragiono, con questa (indica la sua testa). Anche se non lo trovassimo, questo non dimostrerebbe assolutamente nulla.
CLAUDIA - (vaga) Non detto... Potrebbe dimostrare...
PILATO - Dimostrerebbe solo che chi lha nascosto pi furbo di me e di tutti quelli che lo cercano, Caifa e Farisei compresi.
CLAUDIA - Per essere il Messia aveva let giusta.
PILATO - Pu darsi. Ma morto!
CLAUDIA - Gli oracoli parlano di un uomo...
PILATO - (la interrompe) Ma quali oracoli!? Claudia, ti prego, resta nella realt. E morto. Semplicemente morto.
CLAUDIA - Compiva prodigi...
PILATO - Va bene. Ma morto.
CLAUDIA - Sai, sono convinta che trasciner dietro di s unarmata di fedeli.
Senza armi, senza guerre.
PILATO - Unarmata senza valore. Il loro capo morto!
CLAUDIA - E noi labbiamo ucciso, Pilato. Te ne rendi conto?
Forse era proprio LUI... e noi labbiamo ucciso!
PILATO - Ma lui chi?
CLAUDIA - Dio! Il Dio in terra.
PILATO - Per tutti i numi! (ironico) Il Dio in terra!
Ma quando mai si sentita una...
Ascolta: la logica ti deve dire che abbiamo potuto ucciderlo proprio perch non era Dio.
Un dio non si sarebbe lasciato uccidere, non si sarebbe lasciato trattare come labbiamo trattato.
Ragiona, Claudia! Quelluomo non era ci che in questo momento speri.
E morto come un uomo qualsiasi. Anzi, peggio.
E la sua storia finisce qui!
- MUSICA 13
Pilato si siede, pensoso.
scena 13
Giuda, un inutile profeta
Entrano Giuda e Ges1.
GIUDA - Non nasconderti, Ges! Sai benissimo chi sei e cosa significhi tutto ci.
GESU 1 - Io non so nulla. Ci che ha detto mio cugino Giovanni non lo capisco.
Io sono solo un falegname scadente e un mediocre credente. Questo so. Se fossi il Messia, lo saprei.
GIUDA - Ma tu lo sai! E non vuoi saperlo...
Ne hai la consapevolezza, i segni. Ma non vuoi ascoltare la prima e interpretare i secondi.
Tu sei il Figlio di Dio vivente! E solo perch sei diventato uomo, e sei entrambe le cose, hai dei problemi a riconoscerti.
Ma io che ti guardo, da fuori, ne sono certo.
GESU 1 - Giuda, Giuda Iscariota, ti prego, metti a tacere nel tuo cuore questa tua errata convinzione. E fallo anche tra coloro che ci seguono.
Io sono solo un profeta. E forse un inutile profeta.
GIUDA - No, no! Tu, sei la conferma degli annunci. Elia, Geremia, Ezechiele, Osea, tutti hanno parlato...
GESU 1 - (lo interrompe) Minuzie. Senza importanza. Conosco bene la Scrittura. Se si comincia a giocare con le analogie, puoi trovare somiglianze tra il Messia promesso e chiunque dica di esserlo.
GIUDA - E le guarigioni? I prodigi? Tutto converge verso di te.
Giorni fa, sulla via del cimitero, hai risuscitato il bimbo di Rebecca. Era morto e...
GESU 1 - (lo interrompe) Lascia perdere! Sai benissimo come sia difficile riconoscere la morte. Forse era solo... addormentato.
GIUDA - E tu credi che Rebecca, una madre, avrebbe potuto sbagliarsi fino al punto di condurre suo figlio, ancora vivo, alla tomba?
GESU 1 - Non lo so! Non lo so. (si gira di spalle)
scena 14
Pilato, apparso
CLAUDIA - (subito) Pilato.
PILATO - Dimmi.
CLAUDIA - Dicono che sia apparso.
PILATO - Oh, finalmente! Chi lha trovato?
CLAUDIA - Apparso... Vivo.
PILATO - Vivo! Per tutti i numi! Ci mancava anche questa!
Che senso del teatro ha questa gente!
Solo in un posto come questo poteva nascere un tipo simile!
CLAUDIA - Apparso a una donna.
PILATO - Ah, beh, allora non c pericolo. Qui le donne non sono credibili. Non valgono nulla.
CLAUDIA - Lui le ha riabilitate.
PILATO - Certo, certo. E chi sarebbe questa donna?
CLAUDIA - Una prostituta.
PILATO - Non ci creder nessuno!
CLAUDIA - Guarda che una prostituta attira di pi linteresse. Sai come sono fatti gli uomini? Il tutto diventa molto pi intrigante.
PILATO - Gi. ( sempre seduto, pensoso)
Claudia rivolta verso il pubblico e fissa un punto lontano.
scena 15
Giuda, il terzo giorno
GIUDA - (subito) Il Cristo sar umiliato, torturato, ucciso.
Sar un momento difficile, lo so.
Tu morirai.
GESU 1 - Morir...
GIUDA - Ma il terzo giorno tornerai tra noi!
GESU 1 - (sorridendo) Dovrei esserne sicuro...
GIUDA - Lo sono io per te!
GESU 1 - Gi, ma a me non basta...
GIUDA - Ges! Il terzo giorno tu ritornerai e io ci sar!
Sar l, ad aspettarti, il terzo giorno, e ti stringer tra le mie braccia!
Ges 1 lo guarda fisso e rimangono entrambi immobili.
scena 16
Pilato, io ci credo
CLAUDIA - (subito) Pilato.
PILATO - Dimmi.
CLAUDIA - Pilato... io ci credo.
PILATO - (balza in piedi) Ma Claudia! (un tempo) Siamo seri, per favore!
CLAUDIA - Perch quella donna dovrebbe mentire?
PILATO - Ma per mille ragioni! E magari non mente.
Le sar apparso in sogno o in un momento di estasi, di allucinazione.
CLAUDIA - Mah...
PILATO - Corpo di Bacco! Se tu, Claudia, una romana, ti lasci incantare da questa favoletta, chiss quanti di questi creduloni ti seguiranno.
Devo fare qualcosa! Al pi presto! Prima che la faccenda mi sfugga di mano. (un tempo)
Gi, ma cosa fare?
Entrambi guardano verso il pubblico e fissano un punto lontano.
scena 17
Giuda, la scommessa
GESU 1 - (lo sta guardando ancora fisso. scrolla leggermente la testa)
Dio mio, perch non ho la tua fede? Senza dubbi, senza incertezze.
(un tempo per pensare)
E va bene, Giuda, ascolta.
Davanti a te, che sei il mio pi caro amico, faccio una scommessa.
Scommetto, dal profondo del mio cuore, di essere colui che tutto Israele attende.
GIUDA - Ges! Ges mio! Finalmente!
GESU 1 - Da oggi le mie parole saranno le Sue (con le mani verso il cielo).
E coloro che crederanno in me, crederanno in Lui.
Io mostrer al mondo il vero volto del padre.
GIUDA - Oh, Signore, ti ringrazio!
GESU1 - Non ti agitare troppo, amico mio, solo una scommessa che faccio.
GIUDA - A me basta.
GESU 1 - Lo so, la tua fede smuove le montagne. Sono io che...
Ma voglio provare ugualmente.
Provare a scommettere su me stesso
A scommettere di essere il Figlio di Dio.
Se perdo, non perdo nulla. Solo la mia inutile vita.
Se vinco, vinco tutto.
E faccio vincere tutti noi.
Ges 1 esce deciso.
scena 18
Pilato, un sosia
CLAUDIA - (subito) Pilato.
PILATO - Dimmi.
CLAUDIA - E apparso ad altri.
PILATO - Misericordia! Che disastro!
(una illuminazione) Che stupido! Perch non ci ho pensato prima?
CLAUDIA - A cosa?
PILATO - Un sosia!
CLAUDIA - Un sosia?
PILATO - Ma certo, un sosia!
Dici che non lo riconoscono subito, e che per dimostrare la sua identit deve esibire delle ferite, fare dei gesti simbolici...
CLAUDIA - Spezzare il pane...
PILATO - Certo. Si mostra per pochi attimi, di notte, con poca luce e poi si defila.
E allora chi lo vede un testimone in buona fede, ingannato da una sapiente messa in scena.
Finalmente ho trovato: un sosia! (esce deciso)
- MUSICA 14
scena 19
Il Romano e Giulia
Entra il Romano.
Quando parla da solo, non si rivolge al pubblico, ma come se tra s ricordasse.
ROMANO - Giulia. Mia figlia.
Bella, mia figlia.
Capelli color miele pallido. Un bel corpicino. Tutto al punto giusto!
Per strada si girano, e fischiano.
Ci credo! Tra laltro certe volte si veste un po...
In verit lei li adora quei fischi, servono a rendere il suo passo ancora pi slanciato.
Il silenzio sarebbe, per lei, quasi un insulto!
Giulia. Mia figlia.
Cristiana, da sempre.
Al suo fianco lei si figura sempre una governante, invisibile, per assicurarsi che le spalle siano sempre ben dritte, che prima di coricarsi le preghiere non siano dimenticate, che il segno della croce sia fatto a dovere.
A volte per succede che linvisibile governante sia distratta, e allora Giulia, vicina alle terme, sbircia per vedere come sia fatto un uomo nudo. Ma ad una ragazza di dodici anni sono concesse anche queste piccole licenze.
Giulia. Mia figlia.
Che tipo!
Entra Giulia.
ROMANO - Una sera mi colse in fallo: stavo pregando.
GIULIA - Papi, cosa fai?
ROMANO - (a Giulia) Prego. Ti sembrer strano, lo so, ma qualche volta anche bello fare qualcosa che contraddica le proprie convinzioni.
Prego perch tu sia una buona cristiana, anche se io non riesco proprio a crederci.
GIULIA - Non te la prendere, Papi, non colpa tua. Tu sei invincibilmente ignorante in questo.
ROMANO - Ah, grazie!
GIULIA - Non ti sto offendendo. E che la Grazia non ti ha ancora toccato.
Ma non preoccuparti, sarai salvo, anche tu, comunque, come tutti i buoni cristiani. (si gira dolcemente verso unaltra parte)
ROMANO - (ricorda) Cos era fatta Giulia!
(a Giulia) Domani ti porter con me alle terme. Ormai sei grande abbastanza per conoscere il mondo.
GIULIA - (si gira verso il padre) Oh, gloria Patri!
ROMANO - Ma come? Hai sempre detto Alleluia!
GIULIA - Solo fino a ieri, Papi. Oggi il mio compleanno. Sono una donna, e ora le mie esclamazioni devono essere quelle adatte ad una donna!
(un tempo)
Sai, ho recitato due novene perch il Signore ti ispirasse questo invito. Lo so che tu non credi a queste cose, ma come vedi, hanno funzionato! Andremo alle terme di Nerone, vero?
(si gira dolcemente verso unaltra parte)
ROMANO - (ricorda) Rimango un po l. Quelle terme sono le pi... le meno... S, insomma, c un po di tutto... E allora le dico:
(a Giulia) No, Giulia, quelle no, non credo siano adatte...
GIULIA - (si gira verso il padre, scherzosa) Stai tranquillo, papi, non mi creeranno alcun problema. Io ho una vocazione speciale per i... peccatori!
ROMANO - Come Cristo, Giulia?
GIULIA - Come Cristo, Papi. Uguale a lui. (si gira dolcemente verso unaltra parte)
ROMANO - (ricorda) Eh s, Giulia era fatta cos!
Mia figlia. Il mio cuore.
Lo studio fatto per Giulia e anche la riflessione.
Proprio ieri, 24 agosto dellanno 410, calcolato dalla nascita di Ges Cristo, proprio ieri, dicevo, Giulia se ne usc con questo ragionamento:
GIULIA - (si gira verso il padre) Sai, papi, qual la cosa pi giusta? Comportarci tutti come i pagliacci.
Il pagliaccio inciampa in un sasso e cade dritto in un secchio dacqua.
E lo fa tutte le sere! Non impara nulla dallesperienza.
Ecco, noi dovremmo fare come lui.
ROMANO - Come i pagliacci...?
GIULIA - Certo. Anche Dio, sai, si comporta come un pagliaccio.
Non so se lo faccia apposta o meno, ma Lui non impara mai nulla dallesperienza, altrimenti come potrebbe sperare in qualcosa di buono nelluomo e aspettarlo ogni giorno a braccia aperte?
E s, Dio saggio, e non tiene conto delle esperienze passate.
Luomo invece, no. Fa tesoro dellesperienza di chi venuto prima e ne trae vantaggio.
Guarda Alarico. Ha imparato dagli errori di Attila e cos riuscito ad arrivare fino a noi.
Ha conquistato Roma e ora i suoi uomini stanno facendo scempio dei suoi abitanti. (un tempo)
E io... ho paura... (un tempo)
Pensa, se Alarico fosse nato pagliaccio, non avrebbe tenuto conto degli sbagli di Attila, avrebbe rifatto gli stessi errori, ed ora non sarebbe qui.
Se tutti noi fossimo nati pagliacci, non potrebbe accaderci nulla di male, a parte qualche livido e un leggero raffreddore.
ROMANO - Gi. Il sasso... Il secchio dacqua...
GIULIA - Proprio. Meglio non imparare mai nulla dallesperienza, Papi, una faccenda che rovina la nostra serenit e le nostre esistenze. (esce)
ROMANO - Che tipo, Giulia. Mia figlia. Che tipo!
Silenzio per un tempo moderatamente lungo.
ROMANO - Questa mattina... lhanno stuprata.
Gli uomini di Alarico sono entrati nella nostra casa e lhanno stuprata.
Per non so quanto tempo... (un tempo)
Poi, sazi... (un tempo) le hanno tagliato la gola...
- MUSICA 15
Silenzio.
ROMANO - Spero di svegliarmi.
Spero sia solo un brutto sogno.
Prego di scoprire che non sia mai successo...
Prego di scoprire che non sia vero...
- MUSICA 16
Silenzio.
ROMANO - Ecco, io non sono cristiano, non ci sono mai riuscito, ma se lo fossi e questa sera Dio fosse qui...
Questa sera, in cui il mondo piange le donne di Roma, violentate, gli uomini, massacrati, i suoi bambini, bruciati vivi...
Beh, questa sera se Dio fosse qui, gli direi:
Tu, non esisti!
Se esistessi, dovresti essere onnipotente, ma se sei onnipotente, allora sei cattivo per permettere tutto ci.
Se invece mi dici che non sei cattivo, se mi dici che tu sei Amore, allora non sei onnipotente, perch non riesci a opporti a queste atrocit.
(un tempo)
No, non sei un dio allaltezza di Dio e quindi: non esisti!
La Dea Fortuna, o il Caso, bastano e avanzano per spiegare un mondo cos ingiusto.
Di te non ce ne facciamo niente.
Sei unipotesi completamente inutile!
- MUSICA 17
scena 20
Ulivi: il valore delluomo
SPIRITO - E ne verranno altri di orrori e di atrocit.
GESU - E tu non fermerai la mano delluomo?
SPIRITO - No. Non la fermeremo.
GESU - Perch? Dimmi il perch.
SPIRITO - Perch, perch! Ne abbiamo gi parlato nel deserto di questa faccenda.
E poi, pensaci bene: se fossimo un arbitro imparziale e severo, chi si salverebbe?
GESU - Gi.
SPIRITO - Ma il nostro forte ... il Perdono, e lAmore. LAmore che non Vendetta, e neppure Giustizia, semplicemente Amore.
La bont e la comprensione verso i difetti degli uomini.
Noi siamo sempre pronti a soccorrerli pi che a giudicarli.
GESU - Soccorrere chi commette tali atrocit?
SPIRITO - Lo so che per luomo incomprensibile, ma non accettabile giudicare gli uomini dalle loro azioni, ma per i motivi delle loro azioni.
GESU - Molti dovranno esibire dei motivi veramente validi a fronte del loro operato, non credi?
SPIRITO - Certo.
Il valore ultimo di uomo non : ci che egli sa, e neppure: ci che fa, ma: il perch lo fa.
Lui stesso, alla fine, posto di fronte a se stesso, si domander: Perch lho fatto?.
E allora determiner il suo vero valore con il chiedersi che uso ha fatto della sua libert.
Noi, nel frattempo, ci chiniamo verso i sofferenti, e li consoliamo.
E poi, con somma indignazione di tutti gli uomini, prendiamo tra le nostre braccia gli emarginati, i poveri, gli ultimi, facendoli protagonisti della storia.
GESU - I poveri, gli emarginati... Ho passato la mia vita ad aiutarli.
Ma purtroppo i miracoli sono sempre stati la mia vera fonte di guai.
SPIRITO - Annoso problema!
scena 21
Pilato e Giovanni
PILATO - (subito) Ho fatto pedinare un certo Giovanni, un suo seguace. Tra i pi fedeli dicono. Gli assomiglia e avrebbe potuto essere il suo sosia in questa ridicola recita. (tace)
CLAUDIA - Ma!
PILATO - Ma mentre i miei lo pedinavano, a vista, e sorvegliavano anche altri tizi sospetti, il signor Ges sarebbe apparso di nuovo... o cos dicono.
CLAUDIA - Oh povero il mio Pilato!
PILATO - Gi! (un tempo)
Ho fatto arrestare quel Giovanni, per interrogarlo, per capire... (tace)
CLAUDIA - Per capire...?
PILATO - Niente. Pi lo interrogavo e meno riuscivo a scorgere chi tira le fila di questa astuta macchinazione.
CLAUDIA - (tra s) Io... ci credo.
PILATO - Alla fine, stavo per lasciare la cella di Giovanni, quando lui mi ha sussurrato: Ti voglio bene, Pilato.
Giovanni, gli ho risposto non dire sciocchezze! Tu non puoi volermi bene!
Ti voglio bene, Pilato insisteva.
Smettila di parlare come lui!
E stato lui ad insegnarmelo. Io ti voglio bene.
Allora ho cominciato ad alterarmi.
(urlando) Non puoi volermi bene! Ti ho fatto arrestare, fustigare. Forse non ti far mai pi rivedere la luce del giorno, e tu pretendi di volermi bene! Guarda: ho persino mandato a morte il tuo Maestro!
E lui ancora: Ti voglio bene comunque, Pilato.
(turandosi le orecchie) Smettila! Smettila!
Claudia si avvicina e lo consola posandogli una mano sulla spalla.
PILATO - Ma continuava, continuava, testardo, incrollabile nella sua convinzione: Lui sulla croce ti ha perdonato.
(si divincola e gesticola in un crescendo di voce fino ad urlare)
Taci! Non me ha perdonato!
Lui non pu avermi perdonato!
E tu non devi volermi bene! Io non voglio!
Non ho bisogno di voi! Lo capisci?
(si calma) Pazzi, pazzi... Sono tutti pazzi!
CLAUDIA - Pilato, devo dirti una cosa.
PILATO - (iroso, ma padrone di se stesso) Io non voglio il suo amore! Scelgo io chi mi deve amare! Propriet privata!
CLAUDIA - Pilato, devo dirti una cosa importante!
PILATO - Risuscitato! Puah!
CLAUDIA - Pilato, mi ascolti?
PILATO - S, certo, scusa. Ti ascolto. (ma ancora:) Risuscitato...
CLAUDIA - Pilato, devo dirti una cosa... incredibile, sconvolgente...
PILATO - Allora?
CLAUDIA - Questa mattina, (sottolinea) alla luce del sole, lho visto, vivo, in carne ed ossa.
E veramente risorto!
- MUSICA 18
scena 22
Donne piangono
KATJA - Cosa fai?
OLGA - Piango.
KATJA - Non serve.
OLGA - Tu non pensi che Dio si commuova alle lacrime, vero?
KATJA - Non credo.
OLGA - Beh, forse hai ragione, ma bisogna provare tutto, anche piangere.
KATJA - (scivola rannicchiandosi vicina ad Olga) Ma s, piangi... piangi.
Poi, se anche piangere non serve, proveremo qualcosaltro.
OLGA - Forse la situazione disperata, ma non grave.
KATJA - E una battuta?
OLGA - S, proprio una battuta. (un tempo)
Sai piango per tutti i minuti, per tutti i momenti della mia vita che ho sprecato, che non ho gustato, pensando che ce ne fossero sempre, pensando che non finissero mai.
KATJA - Si dovrebbe dare alla vita un assetto tale, che ogni suo attimo diventi importante.
OLGA - Gi. Si dovrebbe.
KATJA - Ma il tempo passa, senza far rumore.
OLGA - E noi non ce ne accorgiamo.
scena 23
Pilato, la buona novella
PILATO - (subito)
Per Giove! Per Venere! E per tutti gli dei!
E questo pseudo-mago si sarebbe mostrato proprio a te? Perch poi?
CLAUDIA - Come posso saperlo? Forse perch attraverso me, tu ti possa convincere.
PILATO - Io? Convincermi? Questa bella!
Guarda che io non mi convinco. Anzi io non mi voglio convincere!
E ricordati che un romano non potr mai credere ad una assurdit simile!
(con spregio) Un uomo che risorge! Ridicolo!
Vada dai suoi amici, dalla sua gente; gente che disposta a credere a tutto, ma lasci in pace me!
CLAUDIA - Lui vuole portare la Buona Novella a tutti, non solo alla sua gente.
Chiss, forse attraverso te, spera di arrivare a Roma.
PILATO - Povero illuso! Pilato un uomo moderno, razionale, e non vuole saperne di queste follie! (con spregio) Giudei! (un tempo)
E... cosa sarebbe questa Buona Novella?
CLAUDIA - Che c un Dio che ti ama... sempre, comunque tu sia.
Ti ama come un padre, una madre che non smette mai di aspettare suo figlio, qualunque cosa egli faccia.
PILATO - (pensa un attimo e poi) Io non ci credo.
Come posso credere che quello straccione, che mi hanno portato per giudicare, sporco, puzzolente, dagli occhi spiritati, dalla mente annebbiata e la parola confusa, possa essere un dio?
CLAUDIA - Probabilmente ci che dici vero.
Quelluomo era frastornato, angosciato, e forse... dubitava.
Ma Lui era... DIO!
PILATO - E tu come lo sai?
CLAUDIA - Perch se tutto fosse finito con la sua morte, direi: Ave, Ges. Ave atque vale!
Che importerebbe allora di come nato, delle sue parole, dei miracoli?
Ma Lui risorto! Questo il prodigio. E ora la Buona Novella questa:
La Morte sconfitta! Lui ha vinto!
E noi con lui!
- MUSICA 19
CLAUDIA - (seguendo il testo della canzone)
E avremo / per noi / leternit
nel blu / di tutta limmensit.
Lass / non ci saranno pi problemi.
Dio riunisce coloro che si amano!
scena 24
Donne sperano
Sono sempre rannicchiate e abbracciate.
KATJA - Dobbiamo correre il rischio.
OLGA - Di chiederglielo?
KATJA - No. Di farglieli vedere.
OLGA - E se fosse una spia?
KATJA - Non ha laria di una spia. E poi cosa deve spiare?
Pi... impotenti di cos! Che pericolo possiamo essere per loro?
Nessuno sa pi se esistiamo o no.
E forse tra un po non esisteremo pi!
OLGA - E allora dai, facciamo presto. Andiamo!
Si alzano lentamente e si girano frontali al pubblico.
Guarderanno sempre il pubblico.
KATJA - Anche tu hai lasciato dietro delle persone che ami?
Ah, una figlia. Io due.
OLGA - Io una sola, come te.
KATJA - In questa baracca ci sono solo donne con figlie femmine.
OLGA - Lo avranno fatto apposta?
KATJA - E una battuta?
OLGA - Sai che non lo so!
KATJA - Ma s, certo, non preoccuparti, ti capisco. Appena arrivate ci siamo sentite tutte un po... E un dolore che distrugge.
OLGA - Ma noi madri abbiamo un segreto: non rinunciamo mai alla speranza di rivedere i nostri figli.
KATJA - Lo sapevi che se sei gentile con i guardiani, ti danno qualche pezzo di pane e delle sigarette?
OLGA - Noi siamo gentili... Per non fumiamo.
KATJA - Come? No. Non vogliamo vendertele. Del resto con cosa ce le pagheresti? Le usiamo in unaltra maniera.
Togliamo il tabacco e incolliamo insieme le cartine fino a formare un foglio, una pagina.
OLGA - Beh, per scrivere. Che altro ci potremmo fare?
KATJA - Vorremmo mandare un messaggio, a coloro che amiamo. Alle nostre figlie. Ma...
OLGA - Ma, come vedi, i fogli sono vuoti.
KATJA - Perch? Ma perch non abbiamo niente con cui scrivere.
OLGA - Abbiamo pensato che la cosa potesse far piacere anche a te.
Mandare un messaggio a qualcuno, intendo.
KATJA - E allora vorremmo farti una proposta: noi ti diamo una pagina e tu il necessario per scrivere.
OLGA - Scusa?... No, no, non lo sappiamo... Abbiamo solo sperato, e te labbiamo chiesto.
KATJA - S, vero, la prima cosa che ti levano quando ti prendono.
OLGA - Ma abbiamo sperato.
KATJA - Certo, ti perquisiscono da cima a fondo.
OLGA - Ma abbiamo sperato.
KATJA - Sai, vedendo i tuoi capelli...
OLGA - Abbiamo sperato... in una matita!
scena 25
Pilato e la verit
PILATO - (subito)
Non ho trovato niente.
Niente furti, niente sosia, niente morte apparente.
Ogni volta che ho creduto di trovare la soluzione, sono stato smentito.
CLAUDIA - (leggermente ironica) E allora, Pilato?
PILATO - Allora, allora...
Claudia, io non riesco ad accantonare come te il buon senso. Tu mi presenti una realt assurda, inaccettabile, impossibile.
(un tempo)
A chi credere? A chi non credere?
Ubi est veritas? Dov la verit?
CLAUDIA - Quid est veritas? Piuttosto. Qual la verit?
Forse in questo caso qualcosa che sfugge alla tua comprensione.
PILATO - E allora, dovrei deporre le armi della ragione?
CLAUDIA - No, mio buon Pilato, ma essere consapevole che in questo enigma, ci che interessa non la verit, ma il mistero che esso racchiude.
PILATO - Mistero... Ai misteri bisogna credere. Credere senza troppo pensare.
Risorto...
Ed io, senza aver visto nulla, dovrei credere alla testimonianza di persone ignoranti?
CLAUDIA - Ti capisco, hai ragione anche tu, ma questo nuovo credere esige una doppia fiducia: non solo in Dio, ma anche negli uomini.
PILATO - Negli uomini... (un tempo)
Io, come romano, ho fallito.
CLAUDIA - E come uomo?
PILATO - Anche. Non sono pi quello di prima. Ora...
CLAUDIA - Dubiti, forse?
PILATO - (urla) S, dubito! Dubito anchio! Va bene?
Tu hai detto che quelluomo dubitava? Ecco, ce n un altro!
(pi calmo)
Ero un romano che sapeva, ora sono un romano che dubita.
CLAUDIA - Dubitare e credere la stessa cosa.
PILATO - E chi lo dice?
CLAUDIA - Io, Pilato. Fidati.
PILATO - Dici che dubitare e credere la stessa cosa...?
CLAUDIA - Certo, mio buon Pilato.
Solo lindifferenza atea!
scena 26
Donne si organizzano
Sempre rivolte verso il pubblico.
KATJA - (subito) Lo sapevo! Lo sapevo...
OLGA - Mio Signore, ti ringrazio!
KATJA - Allora, daccordo. Non pi di due pagine a testa, altrimenti questo mozzicone di matita non basta per tutte.
OLGA - E senza cancellature!
KATJA - Certo, sarebbe matita sprecata.
Prima di iniziare a scrivere, ognuna di noi deve avere gi tutto in testa, ogni pensiero e ogni parola.
- MUSICA 20
OLGA - Io voglio dire a mia figlia che anche se il mondo fa schifo, bisogna continuare a sperare nelluomo.
KATJA - Io voglio parlare dellamore...
Dellamore che c stato tra me e loro padre.
Come ci siamo conosciuti, come ci siamo amati, come loro siano il frutto di questa nostra storia damore, intensa e meravigliosa.
OLGA - Mi piacerebbe raccontare a mia figlia di quando lho messa al mondo.
Forse il momento pi bello ed emozionante della mia vita.
KATJA - Io di quando ero giovane.
Delle mie speranze, delle mie illusioni, della mia spensieratezza.
OLGA - E io farla ridere, raccontandole tutti i sotterfugi che inventavo con mia madre per vedermi con i ragazzi.
Gli stessi sotterfugi che lei ha fatto con me.
Sotterfugi che sapevo, ma che fingevo di non capire.
KATJA - Io voglio scrivere tutto ci che vorrei fare per loro.
OLGA - Io di quando mi sono sposata...
KATJA - Io... di quanto le ami...
OLGA - Io magari... anche di Dio...
KATJA - Io della mia...
OLGA - Io della...
KATJA - Io...
OLGA - Io...
Sfumando.
KATJA - Io...
OLGA - Io...
scena 27
Ulivi: i miracoli
GESU - Mi sono fatto la reputazione di operatore di prodigi.
Allinizio succedeva senza che me ne rendessi conto.
SPIRITO - Qualcuno lass ci pensava!
GESU - Certamente uno sguardo, una parola, possono curare. Ma non ero certo il primo.
SPIRITO - E non sarai neppure lultimo.
GESU - Mi concentravo su chi soffre. Prendevo sulle mie spalle laltrui dolore.
Parlavo, cercando di trovare una via duscita alla sofferenza altrui.
Tentavo di scoprire quanto amore ci fosse in loro affinch riuscissero ad aprire quella porta che, in fondo ad ognuno di noi, conduce a Dio.
E allora chiedevo: Hai fede? Solo la fede ti pu salvare.
SPIRITO - Si possono curare le malattie della pelle?
GESU - Hai fede? Solo la fede ti pu salvare.
SPIRITO - E la peste?
GESU - Hai fede? Solo la fede ti pu....
SPIRITO - Mio figlio soffre di...
GESU - Hai fede? Hai fede?.
Alla fine divent una formula magica senza pi nessun valore.
La gente mi aveva trasformato in uno stregone.
Mi attribuivano i pi disparati miracoli.
Acqua in vino, moltiplicazione di cibarie...
SPIRITO - Beh, pu succedere.
E anche scritto! Solo chi divide, riuscir a moltiplicare.
GESU - Lo so.
Ma a volte sospettavo anche dei miei discepoli.
Brava gente, ma travolti dalla passione.
Come ogni buon giudeo, esageravano le loro parole.
E allora perch non avrebbero potuto esagerare anche le loro azioni?
Convinti della verit del mio annuncio, perch non azzardare qualche bugia, qualche piccolo stratagemma per smuovere lindifferenza della massa?
SPIRITO - In buona fede, sintende.
GESU - Come rimproverarglielo?
SPIRITO - Uomini! Soltanto uomini.
GESU - E cos, oppresso, strattonato, senza pace, cercavo di sfuggire a tutta quella moltitudine di bisognosi che non mi dava respiro.
E quando ero circondato, parlavo, raccontavo loro delle storie, per fare capire come dovessero vivere, come dovessero comportarsi.
SPIRITO - (quasi ironico, declama, ripetendo le parole del Vangelo)
Ama il prossimo tuo come te stesso!
Beati gli afflitti... Beati i misericordiosi...
GESU - Ma loro non ascoltavano.
Le mie parole fluttuavano nellaria senza raggiungerli.
Forse non ascoltavano neppure.
A loro interessava il piatto forte: i miracoli, il mago che guarisce, che compie... (rallentando) prodigi...
SPIRITO - Mi sa che stiamo pensando a Lazzaro!
Ges, Lazzaro morto!
GESU - Comera pesante quel dolore!
Pregai e una volta ancora sprofondai in me stesso.
E l mi parve come di sentire una voce...
SPIRITO - Va tutto bene! Va tutto bene, non ti preoccupare.
GESU - Risalii dal mio profondo, annebbiato, come ubriaco. Parlavo a fatica.
Feci spostare la pietra tombale. E lui... usc! Vivo!
Mentre io ero morto, di paura!
Pietrificato!
SPIRITO - Potenza dello Spirito!
GESU - Pi tardi mi accorsi che Lazzaro non era pi lui. Solo lombra di s stesso.
SPIRITO - Forse il turbamento di essere risorto. O forse a causa della cattiveria ricevuta.
GESU - Quale cattiveria?
SPIRITO - S, dai, ammettiamolo, fu una cattiveria bella e buona. Se una cattiveria per NOI... possibile!
Ma forse in quelloccasione era prevalsa la nostra parte umana.
GESU - Vista la possibilit, perch non avrei dovuto farlo?
SPIRITO - Perch, perch! Ges dai mille perch!
Dove eravamo con la testa quando nostra madre, un momento prima del fatto, posandoci una mano sulla spalla, ci sussurr:
Ges, pensaci bene! Nessuno in vita sua ha mai compiuto cos tanti e tali peccati, da meritare di morire due volte.
Silenzio.
GESU - Gi.
(un tempo)
Molti credettero. Ma io?
Ancora confusione, turbamento... E come sempre: il dubbio!
Incombente, devastante.
Il dubbio.
Pi tardi, mentre chino su me stesso stavo pregando, per dissipare quel dubbio, atroce, ecco Satana, che si avvicina, e mi discretamente mi sussurra:
Sei proprio cos sicuro che fosse... morto?
scena 28
Donne scrivono
OLGA - (subito, allaccensione della luce) Ecco fatto! E bastata una sola pagina.
KATJA - Una?
OLGA - S. E da mesi che pensiamo a cosa scrivere. E questo, e quello...
Ognuna di noi avrebbe dovuto comporre un romanzo.
Cos mi venuta unidea.
Allinizio ho riso di me stessa, poi per, pi ci pensavo e pi mi convincevo che era la cosa pi giusta da fare.
Chiss se mia figlia capir questa mia... pazzia?
KATJA - Ma... hai scritto tutto?
OLGA - Tutto!
KATJA - Tutto quello che volevi scrivere?
OLGA - S.
KATJA - Finito?
OLGA - S.
KATJA - E non hai pi nulla da aggiungere?
OLGA - Pi nulla.
KATJA - Sicura?
OLGA - Sicurissima. E tutto. Non serve altro.
Silenzio.
KATJA - E... ci faresti... vedere...?
OLGA - Certo. Perch no? Non un segreto. Tieni. Leggi.
Silenzio.
OLGA - Allora? Che ne pensi?
KATJA - Penso... Penso che sei grande!
OLGA - Lo so.
KATJA - Meravigliosa!
OLGA - Lo so.
KATJA - Unica!
OLGA - Lo so, lo so...
Silenzio.
KATJA - E... potremmo anche noi... ?
OLGA - Certo che potete!
- MUSICA 21
scena 29
Ulivi: Satana
GESU - Ecco, scruto la notte.
Tra non molto conoscer lesito della mia scommessa.
Tra non molto conoscer se sono veramente LUI, oppure unaltro pazzo, uno tra i tanti che girano per la Palestina.
Uno di pi.
Con la mia morte sapr.
No! Purtroppo se mi sono sbagliato, non lo sapr mai.
Ma se ho avuto ragione porter al mondo la Buona Novella.
Se perdo, non perdo nulla.
Se vinco, vinco Tutto. E faccio vincere tutti.
Che io sia allaltezza di tutto questo!
Che il dolore che mi aspetta non mi faccia dubitare!
SPIRITO - Non temere. Ora tutto sta per compiersi. E nulla va perso.
GESU - Il vento mi porta odore di morte.
Ci che temo non nulla a confronto di quello che spero.
Ma ho paura.
SPIRITO - (si alza) E avrai paura, ancora paura, sempre di pi.
E tutti rideranno di te, della tua meschina figura, l, appeso come un cencio, su quella croce.
E tu avrai vergogna, perch sarai nudo, sconcio, e non avrai pi dignit.
Eccolo l, il Salvatore del mondo! Il re! Buffone!!!
E Satana verr.
Ges, togli quel riso dalle loro labbra!
Fa vedere a tutti chi veramente sei!
Salvati!
Tu che sei Dio, puoi farlo.
Salvati, e scendi da quella croce!.
Ma tu, uomo, non farti sedurre, non farti stregare.
Se a quel punto ti mostrassi, cosa rimarrebbe da decidere alluomo?
(si avvia)
Cosa rimarrebbe della sua famosa liberta? (esce)
GESU - Dove vai?
Padre, perch mi lasci solo?
(un tempo)
Perch questo silenzio, mentre io sprofondo nel buio della morte?
(un tempo)
Ma, ancora una volta, mi abbandono a te.
Sia fatto come tu vuoi.
scena 30
Giuda non perdona
GESU 1 - (entra, triste) Uno di voi mi tradir.
GIUDA - Sono forse io?
Ges 1 tace.
GIUDA - Sono io. Lo so. Ma perch proprio io?
Ges 1 tace.
GIUDA - Non lo sai neppure tu!
Il terzo giorno tu tornerai tra noi, ma io non ci sar!
E non potr stringerti fra le mie braccia.
GESU 1 - Cosa vuoi dire?
GIUDA - Ges, io ti vender. Condurr le guardie nel giardino. Ti indicher. Ti bacer. Tutto come tu vuoi. Tutto come deve essere.
E poi... mi impiccher!
GESU 1 - Giuda!
GIUDA - Mi impiccher, anche se ho fatto soltanto quello che tu volevi.
GESU 1 - Giuda, io... io te lo proibisco!
GIUDA - Tu, me lo proibisci! Tu!
Tu ti fai crocifiggere, perch io non posso impiccarmi?
Tu, sacrifichi luomo che mi riveste; e allora non puoi proibirmi nulla.
(un tempo. Sconsolato) Questa doveva essere la nostra fine.
GESU 1 - Giuda, ma io ti perdono.
GIUDA - Io no!
- MUSICA 22
scena 31
La Figlia
Entra la Figlia. E vestita con abiti moderni.
Le porteranno un leggio, sul quale non appogger nulla.
FIGLIA - Sono la figlia di Olga.
Lei morta, insieme a tutte le sue compagne.
Uccise dalla crudelt degli uomini.
Ma sono riuscite a farci pervenire questi pochi fogli, sottili, delicati e impalpabili, come le loro vite spezzate.
In quei luoghi senza speranza, si sono procurate il necessario e hanno scritto ai loro figli. Anzi, alle loro figlie, perch, ironia della sorte, pare che in quella baracca avessero tutte delle figlie femmine.
(come mostrando i fogli) Ecco, questo il loro ultimo grido di dolore, il loro ultimo saluto a noi, che siamo la vita che continua.
Un foglio ciascuna, fino a quasi formare un piccolo libro.
Queste madri hanno dovuto scegliere un pensiero, un pensiero che li contenesse tutti e che contenesse tutto il loro amore per noi.
E su questi fogli ognuna di loro ci ha dedicato... Una ricetta di cucina!
Il pi bel libro del mondo!
- MUSICA 23
scena 32
La fine
GESU - Ecco i soldati.
Ecco Giuda.
Si avvicina.
Mi addita
(un tempo)
FIGLIA - E Lui? Dovera?
Dove si trovava Dio in quel momento?
Doveva pur essere da qualche parte, no?
Che abbia forse una seconda residenza?
Oppure era impegnato in qualche suo hobby particolare, oltre a quello che sembra avere per luomo?
Che altro faceva se, mentre lui era assente, le hanno umiliate, torturate, uccise.
Come stata possibile tanta ferocia, contro queste madri, regine dellattenzione e della tenerezza, eroine anonime, donatrici di inesauribile amore?
GESU - (va verso la croce)
Ho paura.
Dubito.
Sono disperato.
Vorrei... salvarmi!
(e si sdraia sul piano inclinato, supino e a braccia aperte)
Tutti si portano allestremit del proscenio, in linea, rivolti verso il pubblico, in modo da occupare tutto il palco tranne la zona di Ges..
FIGLIA - Signore, ma tu... doveri?
KATJA - Signore, dove sei?
OLGA - Dove sei?
GIUDA - Perch mi hai lasciato andare?
KATJA - Signore, dove sei?
OLGA - Dove sei?
GIUDA - Perch non mi sei venuto incontro?
FIGLIA - Signore, ma tu... doveri?
ROMANO - Se esisti, dove ti sei nascosto quando...?
CLAUDIA - Signore, dove sei?
GESU -Padre, perch?
Perch mi hai abbandonato?
Padre, dove sei?
- BUIO per 1 secondo
DIO - Sono qui, che ti aspetto, che aspetto tutti voi, miei figli, offesi, ingiuriati, calpestati.
Sono qui, che vi aspetto, per accogliervi e consolarvi... tra le mie braccia.
- MUSICA 24
- MUSICA 25
F I N E
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