La sconcertante signora Savage

ATTO PRIMO Quadro Primo


(THE CURIOUS SAVAGE)

di JOHN PATRICK

Personaggi

FLORENCE

HANNIBAL

FAIRY MAY

JEFFREY

LA SIGNORA PADDY

LA SIGNORINA WILHELMINA (Willie)

IL SENATORE TITO SAVAGE

LILY BELLE

IL GIUDICE SAMUEL SAVAGE

IL DOTTOR EMMETT

ATTO PRIMO

Quadro Primo

Scena I

(La stanza di soggiorno de "I Chiostri" in una cittadina del Massachusetts. Una grande camera arredata con gusto, con poltrone coperte in chintz. La tappezzeria chiara e di buon gusto. Un ampio tappeto quadrato copre quasi tutto il pavimento. Una doppia porta scorrevole a destra conduce nell'ingresso; un'altra porta a sinistra porta agli uffici interni. All'alzarsi del sipario sera. Fairy May, in piedi, guarda pensosamente fuori dalla finestra di fondo che d sui giardino. Sottile e slanciata, ha poco pi di venti anni. I capelli scuri danno risalto al pallore della sua pelle, in contrasto con la sua natura gaia e ottimista. La sua una bellezza classica, guastata da una pettinatura troppo seria, dall'abito austero e dagli occhiali cerchiati in acciaio. Jeffrey in piedi, con le spalle rivolte ai pubblico, ed esamina i titoli dei libri di uno scaffale alto sino al soffitto. un giovane di circa venticinque anni, col contegno dignitoso di un uomo molto pi anziano. Florence seduta ad un tavolino sull'avanscena e gioca a carte da soia. Ha circa vent'otto anni; dolce, gentile, con qualche ricerca di eleganza. Un sorriso buono, un po' incerto, la sua arma migliore ed irresistibile. Hannibal mostra i suoi trent'anni. Un po' grosso, roseo, serafico. in piedi vicino al piano e accorda un violino.

FLORENCE - La loro macchina ancora l davanti, Fairy? (Siccome Fairy non risponde, alza gli occhi dal suo gioco) Ehi, ancora l la macchina?

HANNIBAL - Fairy! (Fairy sussulta e si volta verso di lui) Florence parlava con lei.

FAIRY - Scusami. Florence. Guardavo le lucciole. Dicevi?

FLORENCE - Dicevo, puoi vedere se sono andati via?

FAIRY - (scuote la testa) Magari fossi un gatto e potessi vederci anche al buio!

JEFF - Non credo che l'aspetter. Ora prendo un libro e me ne vado in camera. (Attraversa la scena verso Florence).

FLORENCE - (con sollecitudine) Le fa male la guancia, stasera, Jeff?

JEFF - Non molto.

FLORENCE - Allora rimanga ancora un po'. Saremmo contenti di averla con noi. (Stende affettuosamente una mano, che Jeff trattiene un momento nella sua).

HANNIBAL - Jeff, ha gi investito duecento sessantasette minuti nell'attesa; certamente pu aspettare ancora il valore di dieci centesimi?

JEFF - (sorridendo) D'accordo, caro amico matematico, La mia curiosit pu durare ancora dieci minuti. (Torna verso lo scaffale mentre Fairy si avvicina alla finestra)

FAIRY - Chi sa che tipo ? Willie dice che la sua una delle famiglie pi ricche d'America.

HANNIBAL - (accordando il violino) Oh, questo un guaio! Avr una macchina fotografica costosissima che non sapr adoperare o andr in visibilio per qualche artista di cui non ho mai sentito parlare,

FAIRY - Che cinismo! Le sembra che i danari mi abbiano guastata?

HANNIBAL - molto ricca, Fairy?

FAIRY - Ricchissima!

FLORENCE - Non lasciamoci influenzare dall'idea del denaro, Molti dei miei amici sono ricchi. Hannibal, ci suoni qualche cosa mentre aspettiamo. Servir a distrarre Jeff.

HANNIBAL - Oh! Meno male che ho il violino accordato. Cosa debbo suonare? (Si avvicina dal centro)

FLORENCE - Faccia lei.

HANNIBAL - Le va una ciarda tzigana? (mette il violino sotto il mento)

FAIRY - Oh, no! Non musica tzigana, Hannibal. Mi spaventa.

HANNIBAL - (abbassando l violino) La spaventa?

FAIRY - Mi terrorizza! Da bambina sono stata rubata dagli zingari, e mi hanno salvata proprio mentre stavano per tingermi la pelle col mallo di noci. (Tutti la guardano increduli) S, vero!

FLORENCE - Suoni, Hannibal.

(Hannibal rimette il violino sotto il mento, prende posizione, poi si ferma, mentre Fairy guarda verso la porta e interrompe)

FAIRY - Spero che le piaccia la musica. Forse suona qualche strumento... L'arpa! Oh, chi sa che suoni Tarpa! Tutta la mia vita... (Coglie io sguardo di rimprovero di Hannibal) Scusi, Hannibal, cominci pure. (Si siede e raccoglie le mani in grembo; poi sottovoce a Florence) Sono cresciuta al suono dell'arpa. Mio padre... (stende le mani come un'arpista)... come un angelo!

(Hannibal solleva di nuovo il violino, rimane in posa un momento, poi io riabbassa lentamente. Jeff vicino allo scaffale in fondo a sinistra fa dei piccoli salti in aria, ignaro dell'imminente concerto alle sue spalle)

FLORENCE - Jeff! Cosa fa?

JEFF - Oh, volevo un libro lass, sullo scaffale. Scusi, Hannibal.

FLORENCE - Fairy, prendi il libro per Jeff, e cos potremo ascoltare Hannibal.

FAIRY - Un momento! Prendo una sedia.

JEFF - Lasci stare, Fairy; lo prendo io.

FAIRY - No, Jeffrey. Arrampicarsi sulle seggiole cosa da donne. Gli uomini hanno le montagne. (Sale sopra una seggiola) Che libro vuole?

JEFF - La durata della vita della scimmia.

FLORENCE - (si alza e si avvicina a Fairy) Regalano i pi strani libri a questa biblioteca. Non mi stato possibile avere "Tibet proibito"

FAIRY - (agli altri) sorprendente l'effetto che fa trovarsi al di sopra degli altri! Mi pare di essere pi intelligente di tutti!

JEFF - (indicando) quello giallo.

FAIRY - Io ho i libri nel sangue. Mia madre ha inventato il sistema di schedatura della Biblioteca d New York. Era la "Regina del catalogo".

HANNIBAL - (posa il violino e si avvicina a Fairy) Fairy, lasci che prenda io il libro di Jeff.

FAIRY - No, no, no, no! I musicisti non debbono lavorare! (Si volge di nuovo ai libri).

FLORENCE - Attenta, Fairy, che non le vada la polvere negli occhi.

FAIRY - (cerca invano di arrivare al libro, poi si volge a Jeff) Non le interesserebbe "la cura degli animali? A quello ci arrivo.

JEFF - Questa volta voglio proprio La durata della vita della scimmia.

HANNIBAL - (D a Fairy l'archetto del violino) Lo tiri gi con questo...

Scena II

(Mentre l'attivit concentrata attorno allo scaffale, La Signora Paddy entra dalla porta a destra e si ferma sulla soglia. una donna piccola e grossa, di mezza et; con un 'aria terribilmente truce. I suoi capelli, tagliati corti, si drizzano sulla testa con aspetto aggressivo. Porta un camiciotto macchiato di colori. Contempla la scena inosservata. Si avvicina all'interruttore della luce e immerge la stanza nel buio.

HANNIBAL (grida) Luce! Ridate la luce!

FAIRY - Non fatemi cadere!

HANNIBAL - Ridate la luce!

FLORENCE - Hannibal, vada all'interruttore prima che si faccia male qualcuno.

JEFF - (pausa) Sembra sia ritornata Signora Paddy.

(La luce ritorna improvvisamente. Di fronte alla Signora Paddy, vicino all'interruttore, si vede la Signorina Wilhelmina (Willie), una ragazza attraente e svelta, di circa ventiquattro anni. Indossa un vestito a giacca grigio azzurro con un fiore all'occhiello. La Signora Paddy la guarda con risentimento; la scena si ferma per un attimo, poi la Signora Paddy allunga rapidamente la mano verso l'interruttore e fa ritornare la stanza al buio)

HANNIBAL - Luce! Luce! Luce!

FLORENCE - Per favore, Signora Paddy, ci lasci tenere i lumi accesi!

(Willie riaccende la luce e protegge l'interruttore con la mano. Poi allunga l'altra mano e prende la Signora Paddy per un braccio e la spinge verso la finestra dove un cavalletto con rovescio della tela volto verso il pubblico. La Signora Paddy si siede dietro il cavalletto e scompare dalla vista)

WILLIE - Una volta o l'altra spegner i lumi in un brutto momento e si far male qualcuno. Allora le dispiacer. Dovrebbe scegliere un'altra rinuncia per la Quaresima...

JEFF - Non giusto far soffrire gli altri per guadagnarsi il Paradiso, Signora Paddy.

FAIRY - Gli altri amano la luce elettrica.

WILLIE - Ora si sieda al suo cavalletto, da brava. E lasci stare i lumi.

FAIRY - Ci ha spaventati, signorina Willie. Credevamo fosse nell'ufficio.

WILLIE - (si volta e vede Fairy che in piedi sulla sedia con l'archetto in mano) Per l'amor del cielo, Fairy, cosa fa?

FAIRY - Cercavo di arrivare a un libro, per Jeffrey.

WILLIE - Con l'archetto del violino?

FAIRY - Era un po' troppo in alto.

JEFF - Non volevo esser causa di tanta confusione. Lasci perdere.

FAIRY - No, no, no! Lo prendo io. (Si volta verso lo scaffale) Attenti alla testa! Hop l! (Con l'archetto tira fuori dallo scaffale il libro, che cade per terra) Ecco fatto, Jeffrey. (A Willie) Prenda l'archetto, signorina Willie. (A Hannibal) Hannibal, mi dia la mano. (scende dalla sedia)

WILLIE - Un'altra volta, Fairy, se qualcuno -vuole un libro che troppo in alto, mi chiami. Poteva farsi male. (Va verso destra e riporta la sedia presso la scrivania)

FAIRY - (seguendola) Chi ha mai sentito che i buoni libri facciano male a qualcuno?

SIGNORA PADDY - (si alza da dietro il cavalletto e annuncia, a nessuno in particolare) Detesto ogni cosa al mondo, ma pi di tutto detesto il cold cream, i colletti, i merletti, merluzzi, mercati, soldati, frizioni, frazioni, spille, spalle, spugne, spaghetti, poliziotti e l'elettricit.

(Nessuno balla alla filastrocca della Signora Paddy e tutti continuano come se non avesse parlato. La Signora Paddy si rimette a sedere)

FAIRY - Signorina Willie, quanto dobbiamo aspettare ancora?

FLORENCE - Ci dica come , signorina Willie.

WILLIE - Non l'ho vista. Mettiamo un po' in ordine questa camera, (Si ferma ai divano e porge l'archetto a Hannibal)

FLORENCE - un secolo che sono nell'ufficio.

WILLIE - (riordinando la stanza) Io so soltanto che si chiama Savage... e che avr la camera azzurra.

FAIRY - Spero che non sia bella. La concorrenza mi esaurisce. (Solleva il piccolo tavolo da gioco, e lo porta verso il fondo)

WILLIE - (si ferma davanti a Jeff, e gli aggiusta la cravatta) Bingo, caro, questa l'ha annodata un po' in fretta.

JEFF - (con pazienza) La prego di non chiamarmi cos, signorina Willie. un nomignolo che usa mia moglie.

WILLIE - Me l'ero dimenticato. (Si china verso di lui e lo bacia sulla fronte)

JEFF - E vorrei non mi scegliesse sempre tra tutti per quello da baciare...

WILLIE - il pi bello!

JEFF - Cosa penserebbe mia moglie se venisse a trovarmi e vedesse una sconosciuta che mi bacia? Scoppierebbe, credo!

WILLIE - S, conoscendola, lo credo anch'io...

JEFF - Allora, si ricorder?

WILLIE - Far il possibile. Scusi Jeff.

(Suona il telefono interno. Willie sospira e si muove verso l'apparecchio)

FAIRY- Drin-drin! Drin-drin! (Alza il ricevitore e io porge a Miss Willie).

WILLIE - (prendendolo) Pronto! S, Dottor Emmett, subito. (Rende il ricevitore a Fairy) E adesso, cari, vi prego, non fate pi disordine. Cerchiamo di dare una buona impressione. (Si avvia per uscire)

FAIRY - La vedremo adesso?

WILLIE - Non lo so. (Prende una chiave dalla tasca della sua giacca e apre la porta a sinistra ed esce, richiudendo a chiave da fuori).

Scena III

FAIRY - (la segue fino alla soglia, e poi rimane ferma a fissare la porta) Non abbiamo avuto nessuno d'interessante qui, dopo la moglie del mago. Vi ricordate? Era nervosissima, per essere stata segata in due troppe volte. Come si chiamava?

HANNIBAL - (appendendo la tavola del tiro a segno in fondo alla scena) Un nome altisonante...

FAIRY - Non ricordo bene... Ma aveva del colore... I miei parenti sono cos scialbi. I miei genitori erano tutti e due albini.

FLORENCE - Andiamo, Fairy! Non dovresti inventare tante cose.

FAIRY - Ma s, lo erano! Albini morali... (Si mette in ginocchio e guarda attraverso il buco della serratura)

FLORENCE - Fairy, no! una cosa degradante mettersi in ginocchio.

FAIRY - Non ti metti in ginocchio quando preghi? Adesso dico una preghiera: Signore, fammi vedere qualche cosa!

HANNIBAL - Vede qualche cosa?

FAIRY - S! Dio ha fatto presto.

HANNIBAL - Cosa vede?

FAIRY - Qualcuno che esce dallo studio del DOTTOR EMMETT... Una... Due... Tre persone sconosciute. (Alzandosi in fretta) Vengono qui! (Si guarda attorno eccitata) Nascondiamoci nell'ingresso e ascoltiamo...

HANNIBAL - Jeff, ti sembra una cosa morale?

FAIRY - Tanto lo sa, ci manderebbero via in ogni caso.

JEFF - Lo potremmo chiamare spionaggio.

FAIRY - (prende rapidamente la Signora Paddy per la mano e la conduce verso la porta a destra) Venga, Signora Paddy, dobbiamo fare dello spionaggio.

JEFF - Io sto di guardia all'interruttore della luce. Non sta bene far entrare degli ospiti in una stanza buia.

FLORENCE - (seguendo Fairy) Questa l'ultima volta che mi unisco a voi per origliare alle porte... E poi, mettermi in ginocchio mi rovina le calze!...

FAIRY - Non mi devo agitare, senn mi viene il singhiozzo e ci scoprono...

(Scompaiono nell'ingresso a destra e chiudono la porta scorrevole alle loro spalle, proprio mentre Willie riapre la porta a sinistra).

Scena IV

(Willie si scosta per lasciar passare il senatore Tito Savage. Tito ha l'aria di un uomo d'affari di idee conservatrici. sobrio, pratico, senza alcun senso umoristico, lo segue la sorella Lily Belle, una signora alta, magra, elegante e sicura di s. seguita dal fratello, il giudice Samuel Savage. Samuel piccolo, piuttosto ordinario, e fa poca figura all'ombra della fredda autorit del fratello e della disinvolta sicurezza della sorella)

WILLIE - Prego, senatore. L sulla tavola ci sono delle sigarette e dei giornali illustrati. Si accomodi. (Esce)

LILY BELLE - (si avvicina al divano) E ora, Tito, che cosa ne pensi? Sei rassicurato?

TTTO - Abbastanza. Non ha certo l'aria di una clinica.

SAMUEL - Affatto.

LILY BELLE - La mamma qui sar felice e contenta, ne sono sicura. un posto molto grazioso.

TITO - Speriamo di non aver fatto uno sbaglio.

LILY BELLE - Caro, l'unico sbaglio che abbiamo fatto quello di non aver agito prima.

TITO - Forse sarebbe stato meglio tenerla a casa con una infermiera.

LILY BELLE - Sarebbe stato un disastro!

SAMUEL - Come sei dura!

LILY BELLE - Bisogna essere pratici.

SAMUEL - No, sei indurita. Hai sposato troppi stranieri.

LILY BELLE - Samuel, caro, abbiamo fatto ci che era necessario. Adesso inutile litigare.

TITO - Lily Belle ha ragione. Comportiamoci da persone civili.

(Entra il Dottor Emmett)

Scena V

DOTTOR EMMETT - Mi dispiace avervi trattenuto, ma desideravo che il Dottor Johnson interrogasse vostra madre.

TITO - Questo veramente un bel posto, Dottore. E stato un sollievo per noi trovarlo cos allegro.

LILY BELLE - Ci avevano detto che la casa era un soggiorno ideale per i malati di nervi.

DOTTOR EMMETT - Ci sforziamo di darle tutto quello che offre una lunga esperienza!

TITO - Volevo chiederle una cosa, Dottore. Nostra madre qui non sar esposta ad alcun pericolo?

DOTTOR EMMETT - No, assolutamente. Gli ospiti di questo reparto Sono nel loro ultimo periodo di cura. Sono tutti molto gentili e socievoli. Molti di loro hanno l'aria normale quanto lei, senatore.

TITO - mai possibile?

DOTTOR EMMETT - Mentre aspettiamo vorrei farle qualche domanda su questa Fondazione Ricordo di sua madre. Prego si accomodino

TITO - Non c' quasi pi nulla da dire. L'ha ideata in modo da alienare tutto il patrimonio Savage.

SAMUEL - I giornali l'hanno chiamata "Fondazione della Felicit",

DOTTOR EMMETT - Questa sua indifferenza al denaro si manifestata recentemente?

TITO - No, non direi.

LILY BELLE - Ha sempre gettato via il denaro per qualche stupida ragione.

DOTTOR EMMETT - Potrebbe spiegarsi in modo pi chiaro?

TITO - Per esempio, ci fu un contadino italiano che per nostalgia del suo paese desiderava una cassetta di terra dall'Italia.

SAMUEL - Proprio terra! Un po' di sudiciume...

LILY BELLE - Nostra madre spese pi di duecento dollari per fargliela avere!

TITO - E c' stato un venditore ambulante di fiori che chiese una lapide mortuaria per il suo cavallo.

SAMUEL - E l'ottenne!

LILY BELLE - Dopo la morte di nostro padre questa fissazione andata peggiorando. L'estate scorsa noleggi una nave per mandare mille bambini delle scuole a fare il giro del mondo.

DOTTOR EMMETT - Per quale ragione?

TITO - Disse che era bene vedessero il mondo finch esisteva.

LILY BELLE - L'abbiamo fermata appena in tempo prima che erigesse legalmente questa fondazione.

SAMUEL - Con un comitato direttivo.

LILY BELLE - Con un comitato assurdo. Non dovevano fame parte n banchieri, n ecclesiastici, n avvocati...

DOTTOR EMMETT - E chi aveva scelto?

TITO - Un postino, un giardiniere, un veterinario e se stessa.

LILY BELLE - Avremmo dovuto capire che il suo cervello non era pi a posto quando decise di mettersi a recitare.

TITO - (sospirando) Ha mai sentito un caso simile, Dottore? Cosa pu spingere una donna della sua et a voler fare l'attrice?

DOTTOR EMMETT - Qui, l'assurdo la normalit, senatore. Nulla ci sorprende.

LILY BELLE - Se avesse avuto del talento o fosse stata ambiziosa, avrei potuto capirlo...

TITO - Ma non lo era! sempre stata tranquilla, quasi timida. Eppoi tutt'a un tratto questo cambiamento!

SAMUEL - stato il dolore.

TITO - Ma recitare! Come se tutta la vita non fosse una commedia...

SAMUEL - Lo sa Iddio!

TITO - Non le pare, Dottore?

DOTTOR EMMETT - Come dice il giudice: lo sa Iddio!

TITO - Mi piacerebbe se poteste spiegarci il significato di quell'orsacchiotto.

DOTTOR EMMETT - Esibizionismo, evidentemente.

TITO - Appunto.

LILY BELLE - Ha la mania di farsi vedere dappertutto con quell'orsacchiotto.

TITO - Avrebbe fatto qualsiasi cosa, pur di farsi notare.

LILY BELLE - Tutto il suo contegno era una sfida alla dignit e al decoro.

SAMUEL - E al buon senso.

DOTTOR EMMETT - Pu dirmi, senatore, se vi sia stato nessun precedente di una condotta simile nella famiglia di sua madre?

TITO - Francamente, non so.

LILY BELLE - Vede, Dottor e, non esattamente nostra madre. Nostro padre si rispos quando eravamo gi grandi.

DOTTOR EMMETT - Oh... capisco!

TITO - Ma questo non ha mai influito sul nostro affetto per lei.

DOTTOR EMMETT - Insomma... temo di non poterle essere d'aiuto prima d'aver osservato la sua condotta.

TITO - (con indifferenza) lei il medico.

LILY BELLE - E star certamente benissimo in un posto cos bello.

SAMUEL - (ridendo nervosamente) Ci rimarrei anch'io volentieri...

TITO - Non il caso di riderci sopra, Samuel.

DOTTOR EMMETT - Invece noi qui incoraggiamo il riso, senatore. Pensiamo sia una cosa sana,

TITO - Sul serio?

DOTTOR EMMETT - Certamente. Troviamo che un'ottima terapia. Come dice Byron: "E se rido d'ogni cosa mortale per non piangere".

TITO - Oh, gi. Capisco. (Ride)

Scena VI

(Willie entra e si ferma sulla porta)

DOTTOR EMMETT - Cosa c', signorina Willie?

WILLIE - Scusatemi, ma il Dottor Johnson non riesce a completare la scheda della Signora Savage.

DOTTOR EMMETT - Come mai?

WILLIE - La trova piuttosto... restia alla collaborazione...

DOTTOR EMMETT - La conduca qui, la prego.

WILLIE - Va bene, Dottore.

DOTTOR EMMETT - Mentre la salutate andr a sentire cosa dice il Dottor Johnson.

LILY BELLE - (vivamente) La prego, Dottor e, non se ne vada.

SAMUEL - No, Dottore!

TITO - meglio che rimanga. Prima si fa, tanto meglio per tutti.

SAMUEL - vendicativa...

LILY BELLE - Per una ragione o l'altra, ritiene me responsabile di tutto.

TITO - Le dobbiamo lasciare un po' di tempo per superare il suo risentimento,

(La porta si apre e Willie entra. Si volge verso la porta)

Scena VII

WILLIE - Si accomodi, Signora Savage.

(Una pausa piuttosto lunga, mentre tutti aspettano ansiosamente. Poi entra la Signora Savage. Una donna piccola e fragile: difficile darle un'et dal suo aspetto. Il suo piccolo viso sbarazzino giovanile; gli occhi sono vivaci e limpidi. Sulla sua fisionomia s vede l'ombra di un sorriso che le d l'aria di divertirsi anche quando in collera. I suoi capelli sono fortemente tinteggiati d'azzurro e li porta accomodati graziosamente. Veste in modo molto giovanile, e il suo cappe/lino ornato di piume addirittura capriccioso. Tiene in braccio un grosso orsacchiotto di pelo piuttosto malandato. Si ferma sulla porta e osserva la camera con aria di approvazione)

DOTTOR EMMETT - (indicando una sedia) Vuole accomodarsi, Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - (si avvicina ad un'altra sedia, e si siede con l'orsacchiotto sulle ginocchia. Tutto il gruppo l'osserva in silenzio, mentre lei canticchia per conto suo)

LILY BELLE - Abbiamo aspettato perch ti volevamo salutare, mamma.

SIGNORA SAVAGE - (si volge e guarda Lily Belle) Lily Belle non mi piaci il perch non lo so dire quel che so e ti ripeto Lily Belle non mi piaci.

LILY BELLE - (volgendosi al Dottor Emmett) Ha canticchiato questo per tutto il viaggio.

DOTTOR EMMETT - I suoi figlioli stanno per andar via, Signora Savage. Non li vuole salutare? (La Signora Savage va verso il fondo e rimane in piedi vicino alla finestra abbracciando l'orsacchiotto) I suoi figlioli desiderano salutarla, Signora.

SIGNORA SAVAGE - Ci sono gi le lucciole! Come bello!... Che cosa fa brillare le lucciole, Dottore? il periodo degli accoppiamenti?

DOTTOR EMMETT - Non saprei.

SIGNORA SAVAGE - Credevo lo sapesse. Questa non una casa per gli insetti?

DOTTOR EMMETT - Questa casa si chiama "I Chiostri". Adesso sar la sua casa. Io sono il Dottor Emmett.

SIGNORA SAVAGE - Non sarebbe una cosa magnifica se anche gli esseri umani, quando si accoppiano, rilucessero come le lucciole? Lily Belle, ti illumini quando ti accoppi? Lo sa il cielo quanto ti scaldi rapidamente!

LILY BELLE - (si avvia verso la porta) meglio che ce ne andiamo, Tito. Ricomincia a dire delle cose spiacevoli,

TITO - Mamma, non vorrai lasciarci partire con un senso di amarezza?

SIGNORA SAVAGE - "Cinquanta aghi - e cinquanta spillini - e cinquanta sudici - soldatini..." (Volta le spalle a Tito, e guarda nuovamente fuori dalla finestra)

TITO - decisa a non comportarsi bene.

SAMUEL - Per, sciocco...

TITO - Certamente col tempo migliorer.

LILY BELLE - (avvicinandosi alla porta) Spedir subito i suoi abiti, Dottore. Al momento abbiamo potuto prendere solo le cose a portata di mano.

DOTTOR EMMETT -Va bene. La domenica giorno delle visite, in caso vogliate portarglieli voi.

TITO - Mia sorella ritorna a Parigi la settimana ventura, ma provvederemo noi. Arrivederci, mamma. (Escono)

DOTTOR EMMETT - Se desidera qualche cosa, Signora Savage... la signorina Willie avr cura di lei. (Segue gli altri fuori dalla porta che si sente chiudere a chiave),

Scena VIII

(La Signora Savage continua a guardare fuori dalla finestra volgendo le spalle a Willie, Per la prima volta si rende conta di essere rinchiusa. China la testa e si porta il fazzoletto alla bocca. Willie le si avvicina)

WILLIE - Qui fuori c' un bellissimo giardino; domani mattina lo potremo vedere, (La Signora Savage non risponde) Quando io ero bambina, dicevano "trenta aghi e trenta spillini". Lei ha aggiunto venti "sudici soldatini".

SIGNORA SAVAGE - (solleva la testa e sorride) un mio difetto... l'esagerazione. Veramente stupido da parte mia provocarli cos; non faccio che irritare me stessa. Mah! Suppongo che sar esasperante per ora, per divenire buffo pi tardi... (Si avvicina al divano, e colloca l'orsacchiotto vicino a s)

WILLIE - (continua affabilmente) Vedo che ha perduto un occhio. Forse caduto nello studio; lo cercher appena se ne saranno andati.

SIGNORA SAVAGE - Non si disturbi. L'ho perduto l'autunno scorso all'Opera, L'avrei certamente ritrovato, ma la maschera era inquieta con me perch avevo acceso dei fiammiferi durante "L'incantesimo del fuoco". (Guarda l'orsacchiotto, poi Willie) Sa cosa questo, no?

WILLIE - (esitando) Me lo dica lei...

SIGNORA SAVAGE - un orsacchiotto. Certo ne avr visti degli altri?

WILLIE - Non cos grandi.

SIGNORA SAVAGE - Indovini cosa ne faccio!

WILLIE - Non saprei dire...

SIGNORA SAVAGE - Ci dormo insieme.

WILLIE - Oh, davvero?

SIGNORA SAVAGE - S, davvero! Continuer a parlare con me come se fossi un'imbecille anch'io?

WILLIE - Via, via! Non dobbiamo essere ne-miche.

SIGNORA SAVAGE - No, certo. Non mi ha fatto niente di male. Vuole sapere perch dormo con lui? WILLIE - Se me lo vuole dire...

SIGNORA SAVAGE - Non me ne importa affatto, ma glielo dir. Mi sento sola. Sono troppo vecchia per prendermi un amante; e troppo schifiltosa per dormire con un gatto.

WILLIE - Allora certamente meglio che lo porti a letto con lei anche qui. Vuole togliersi il cappello?

SIGNORA SAVAGE - Se debbo passare qui il resto della mia vita... tanto vale! (Si toglie il cappello)

WILLIE - Un cappellino molto capriccioso!

SIGNORA SAVAGE - Dieci centimetri di feltro e tre penne di gallo. Ottantacinque dollari. Perch una cosa fatta con tanta economia debba essere cos cara, non capisco.

WILLIE - Ci vuole della fantasia...

SIGNORA SAVAGE - ... l'istinto di un ladro! Ma lo volevo! Ho desiderato un cappello cos da quando avevo quindici anni. E per quel che mi serve adesso! (Accarezza amorevolmente le penne) Qui non avr bisogno di cappello, (Porge il cappello a Willie) Forse pu farne qualche cosa? Bench proprio non saprei...

WILLIE - meglio che lo tenga; potrebbe averne bisogno.

SIGNORA SAVAGE - (si guarda in uno specchio a sinistra) Oh, santo cielo! I miei capelli, in che stato...

WILLIE - Oh, no, non trovo. Hanno un colore bellissimo.

SIGNORA SAVAGE - (si rasserena) Doveva vederli l'anno scorso! Erano neri con una striscia bianca. Sembravo proprio uno "skunk"! Finalmente ho smesso, e ora li sfumo in azzurro... s'intonano a tutto.

WILLIE - S'intoneranno benissimo con la sua camera. Vuole salire e cominciare a sistemarsi?

SIGNORA SAVAGE - gi ora di chiudermi a chiave?

WILLIE - Ma nessuno vuole chiuderla a chiave! Ha portato una valigia?

SIGNORA SAVAGE - L'ha portata mia figlia. Non mi hanno consultata.

WILLIE - Adesso la prendo e la porto su. Avr tempo di esplorare la casa domani mattina. (Si avvia verso la porta e la Signora Savage la segue) Mi aspetti qui.

SIGNORA SAVAGE - Sola?

WILLIE - Ma certo!

SIGNORA SAVAGE - Senza manette?

WILLIE - Noi abbiamo adottato il sistema della fiducia.

(Apre con la chiave la porta a sinistra ed esce. La Signora Savage si avvicina alla finestra e scuote con la mano le sbarre di ferro)

SIGNORA SAVAGE - Il sistema della fiducia! Bello!

Scena IX

(La porta scorrevole alle sue spalle si apre lentamente ed appaiono i visi curiosi di Han-nibal, Fairy, Florence, Signora Paddy e Jeff. La Signora Savage sente la loro presenza e si volta. Prima che possa scorgere i suoi osservatori la porta si richiude con un colpo sonoro. Lei si avvicina al centro e dopo un momento la porta si riapre piano piano, e il gruppo entra in silenzio)

HANNIBAL - Buona sera!

FLORENCE - Willie dice che le inferriate servono solo per tener fuori il mondo.

FAIRY - Un po' strano, non le pare? (Mentre si muovono verso il centro Fairy si trova davanti all'orsacchiotto della Signora Savage. Si ferma bruscamente) Oh! (Indietreggia) vivo!

FLORENCE - Andiamo, Fairy! Smettila di spaventarci!

SIGNORA SAVAGE - Poverino! Non fa proprio niente.

FAIRY - Non morde?

SIGNORA SAVAGE - Non sporca, non fa le uova e non abbaia... E per quanto ne so io, il sesso non gli d fastidio. (Si avvicina all'orsacchiotto e lo accarezza) Non potrebbe essere pi innocuo.

FAIRY - Se cos, ogni suo amico anche mio.

FLORENCE - Forse meglio che ci presentiamo. Lei deve essere la Signora Savage. Io sono Florence Williams. (Tende la mano)

SIGNORA SAVAGE - Molto lieta.

FLORENCE - L'abbiamo aspettata tutto il pomeriggio. Siamo molto lieti di averla con noi. Posso presentarle Fairy May?

FAIRY - (con fervore) Dica che mi vuole bene!

SIGNORA SAVAGE - Ma... ci siamo appena incontrate.

FAIRY - Non importa se non proprio vero, Sono cos contenta quando la gente dice di volermi bene.

SIGNORA SAVAGE - Sono sicura che le vogliono tutti bene.

FAIRY - (allegramente, agli altri) Vede? Ve lo dicevo che sarebbe stata simpatica? (Poi alla Signora Savage) Benvenuta a "I Chiostri". Il miglior clima della regione per decreto legge!

SIGNORA SAVAGE - Grazie.

FLORENCE - Questo Hannibal (Hannibal s'inchina) e questa la nostra Signora Paddy. SIGNORA SAVAGE - Lieta di conoscerla, Signora Paddy. (Le tende la mano. La Signora Paddy la guarda senza espressione)

SIGNORA PADDY - Detesto ogni cosa al mondo, ma pi di tutto detesto i fulmini, i cavoli, le navi, le chiavi, i bagni, il rabarbaro, le api, i topi, gli ubriachi, le lapidi, le anguille, il sale e i tuoni.

SIGNORA SAVAGE - (la fissa un momento, poi ammicca) Perch non le piace il rabarbaro?

HANNIBAL - La Signora Paddy non pu risponderle, Signora Savage. Recita soltanto le cose che detesta.

FAIRY - Buona, ma un po' cocciuta...

FLORENCE - La Signora Paddy ha smesso di parlare molto tempo fa.

SIGNORA SAVAGE - Perch?

FLORENCE - Suo marito le disse di star zitta.

FAIRY - E lei l'ha fatto.

HANNIBAL - Ha rinunciato per sempre ad ogni conversazione.

FAIRY - Ma vuole rinunziare all'elettricit solo per la Quaresima.

SIGNORA SAVAGE - Lei una donna saggia, Signora Paddy. (Prende la nano della Signora Paddy e l'accarezza) Vi una cosa sola pi saggia del parlar poco, ed il non parlare affatto. (La Signora Paddy allunga la mano e accarezza timidamente l'orsacchiotto) Vuole prenderlo in braccio?

(La Signora Paddy l'afferra bruscamente e corre verso il suo cavalletto, stringendo l'orsacchiotto tra le braccia e appoggiando la guancia al suo pelo)

FAIRY - Le piace..

SIGNORA SAVAGE - Anche lei mi piace.

FLORENCE - (guarda in giro e vede Jeff in piedi in fondo alla scena) Oh, non le abbiamo presentato Jeff! Jeff, venga qui.

JEFF - (si mette la mano destra sulla faccia e si avvicina) Prego, scusi se le do la sinistra.

SIGNORA SAVAGE - Oh, certo. Le duole un dente?

FLORENCE - (mette un braccio attorno alle spalle di Jeff) Jeff ha una cicatrice sul viso, e non vuole impressionare la gente.

SIGNORA SAVAGE - Oh, non deve temere d'impressionare me. Debbo guardarmi il viso tutte le mattine.

JEFF - II Dottor Emmett non vuole lasciarmi portare una fascia.

SIGNORA SAVAGE - Qualche volta bisogna accontentare i dottori.

HANNIBAL - Ora conosce tutti. Siamo un piccolo gruppo in questo reparto, e speriamo che si trover bene fra noi.

FAIRY - No, la Signora Savage non conosce tutti ancora. Non conosce La Peste.

HANNIBAL - Ah, gi... dimenticavo.

FAIRY - Florence, dov'?

FLORENCE - Ma era qui un momento fa. (Si volta e chiama) Gian Tommaso!

JEFF - Forse andato nell'ingresso.

FLORENCE - Ora vedo. (Corre verso l'ingresso e scompare per un momento) Gian Tommaso!

SIGNORA SAVAGE - Cos' questo Gian Tommaso?

HANNIBAL - Suo figlio. Cosa pensava che fosse?

SIGNORA SAVAGE - Qui?

FAIRY - S. nato qui.

FLORENCE - (rientra) Non riesco... (Si ferma, sorride e addita dietro il divano) Guardi un po'! Addormentato per terra! (Si china dietro ai divano) Mio marito diceva che non sarei stata una brava mamma... (Si rialza, sollevando una bambola vestita con un pagliaccetto d cotone) Signora Savage, questo mio figlio.

FAIRY - (in fretta) Le piacciono i bambini, non vero?

SIGNORA SAVAGE - S, tutti, tranne i miei. (Guarda tutti lentamente in faccia prima di parlare) Quanti mesi ha?

FLORENCE - Oh, ha cinque anni!

SIGNORA SAVAGE - grande per la sua et.

FLORENCE - Voglia scusarmi... debbo metterlo a letto. Ha il morbillo. Spero che non lo prender anche lei! Scusate! (Esce cantando)

Scena X

JEFF - stata molto buona Signora Savage... Di non trovarle nulla di strano.

FAIRY - Non abbiamo avuto il tempo di spiegarle. Ma ha capito subito.

HANNIBAL - Florence, poveretta, non sta bene e noi mostriamo di crederle per farle piacere. Spero lo far anche lei.

SIGNORA SAVAGE - Oh, s, certo.

HANNIBAL - bene che si renda conto, Signora Savage, che, eccetto Florence, noi tutti possiamo andarcene di qui quando vogliamo.

JEFF - Ma non ce ne andiamo... perch non c' nessun posto migliore di questo.

FAIRY - una fortuna per lei l'essere stata accettata, Signora Savage; lo creda, anche se glielo dico io...

(Si sente suonare una piccola "cicala" sulla parete vicino alla porta a sinistra. Suona con insistenza. Tutti si volgono verso di essa con aria pi o meno disgustata)

HANNIBAL - E smettila!

FAIRY - Che tirannia!

SIGNORA SAVAGE - Che cosa ?

JEFF - Quell'antipatico rumore il segnale per noi di andare nelle nostre camere.

HANNIBAL - Gli inconvenienti dell'era meccanica! Stantuffi perfetti e nessuna cortesia.

JEFF - Cosa vuole... Non sta a noi chieder ragione... (Si avvia alla porta)

SIGNORA SAVAGE - Buona notte.

JEFF - (si volta) Ecco una cosa che non diciamo mai. Significa che non c' pi nulla... (Esce in fretta senza dare spiegazioni)

Scena XI

SIGNORA SAVAGE - (a Fairy) Come, pi nulla!

FAIRY - (vagamente) Oh, pi nulla di tante cose...

HANNIBAL - Non si lasci impressionare dai modi di Jeff. Durante la guerra il suo aeroplano... stato colpito e incendiato. Non si ancora completamente riavuto.

SIGNORA SAVAGE - La sua faccia molto rovinata?

HANNIBAL - No, affatto. Jeff rimasto incolume. Ma stato il solo. Tutto il suo equipaggio perito. La sua ferita molto pi profonda di quanto si possa vedere.

FAIRY - Certo avr capito che Hannibal ed io siamo i soli, qui, liberi di andarcene. Non glielo potevamo dire davanti agli altri: facciamo finta di non saperlo per non urtare la loro sensibilit.

(La Signora Paddy si alza da dietro il cavalletto con una specie di grugnito d'indignazione. Con la testa alta, posa l'orsacchiotto e si avvia alla porta. Fairy corre a proteggere l'interruttore della luce)

FAIRY - Scusi, Signora Paddy! Mi ero dimenticata che era l dietro. Ma in ogni modo, non parlavo di lei. (La Signora Paddy esce con aria sostenuta. Fairy si volge alla Signora Savage) Oh, mi morderei la lingua! Mi scusi, la prego! Se non le chiedo scusa mi terr il broncio! (Esce in fretta dietro alla Signora Paddy)

Scena XII

HANNIBAL - Fairy ha il dono di dire sempre quello che non deve!

SIGNORA SAVAGE - Credo sia molto difficile fare le scuse a qualcuno che non parla e che sempre imbronciato...

HANNIBAL - Non faccia caso alla Signora Paddy. Bisogna trattarla come un orologio. Noi la guardiamo per vedere come va la giornata, ma non ci aspettiamo mai una parola. felice con la sua pittura.

SIGNORA SAVAGE - veramente un'artista?

HANNIBAL - Non so se sia un'artista, ma dipinge.

SIGNORA SAVAGE - Ritratti?

HANNIBAL - No, paesaggi marini. Il che piuttosto strano, perch non ha mai visto il mare.

FAIRY - (rientra un momento dalla porta) Ho dimenticato di avvisarla, Signora Savage. Rimanga sveglia! Se va in camera sua, non dorma! (Scompare rapidamente come comparsa)

SIGNORA SAVAGE - (si volge ad Hannibal) Cosa voleva dire: "non dorma"?

HANNIBAL - Nessuno di noi dorme qui.

SIGNORA SAVAGE - E dove dormite?

HANNIBAL - Non dormiamo affatto. Oh, andiamo tutti in camera; su questo ci siamo messi d'accordo. Ma restiamo svegli. (Spiega, come ad un bambino) Se ci si addormenta, oggi finisce e, quando oggi finisce, comincia domani. Oggi siamo sicuri, ma domani chi sa cosa pu succedere. (Allegramente) Cos non dormiamo mai. Come vede, nulla di pi semplice.

SIGNORA SAVAGE -Ma... forse!

HANNNIBAL - L'oggi la nostra unica certezza.

Scena XIII

WILLIE - (entra portando la valigia della Signora Savage) Hannibal... avete sentito la cicala? Perch non nella sua stanza?

HANNIBAL - Sono in un momento d'ispirazione... e tutti dicono che quello che importa l'ispirazione... (alla Signora Savage) Ricordatevi... combattete la notte! (Esce in fretta)

WILLIE - Sono venuti tutti a salutarla?

SIGNORA SAVAGE - Mah... c'era una certa Signora Paddy, e altri quattro che non dovrebbero essere qui alla loro et.

WILLIE - Ha ragione.

SIGNORA SAVAGE - Credete che io debba rimanere qui?

WILLIE - Siamo troppo pochi alla direzione, e ho troppo da fare per potermi formare delle opinioni.

SIGNORA SAVAGE - Non le hanno parlato della mia Fondazione Ricordo?

WILLIE - No.

SIGNORA SAVAGE - Allora probabilmente le hanno detto che la morte di mio marito mi ha sconvolto la ragione.

WILLIE - Sarebbe comprensibile.

SIGNORA SAVAGE - S, ma non vero.

WILLIE - Perch? Non eravate felice con vostro marito?

SIGNORA SAVAGE - Ho sposato Gionata quando avevo sedici anni. L'ho amato da quando l'incontrai fino alla sua morte. Capisce cosa questo significhi?

WILLIE - Forse s.

SIGNORA SAVAGE - Eppure no, mia cara. Significa che l'unico scopo della mia vita era di renderlo felice: volere quello che lui voleva, indovinare tutti i suoi desideri... E questo significa aver dovuto dimenticare tutte le cose che io desideravo.

WILLIE - Ma non avevate rimpianti?

SIGNORA SAVAGE - No, finch visse. Ma quando non c' stato pi, mi sono ricordata tutte le cose pi strane che avrei voluto fare.

WILLIE - Quali cose?

SIGNORA SAVAGE - Cose che avrebbero scandalizzato il povero Gionata...

WILLIE - Come il tingersi i capelli d'azzurro?

SIGNORA SAVAGE - Appunto. E poi studiare il francese e le danze classiche. Da ragazza pensavo sempre che sarei stata una grande artista. Allora, quando non ebbi pi nessuna responsabilit, siccome il tempo stringeva, ci provai subito.

WILLIE - Ma non crede fosse un po' tardi?

SIGNORA SAVAGE - Oh, certo... Ma se da, giovane fossi stata stravagante, nessuno avrebbe notato la differenza ora che sono vecchia.

WILLIE - Non la trovo vecchia, Signora Savage.

SIGNORA SAVAGE - Insomma... dopo essermi liberata da ogni convenzionalit ed aver scoperto di nuovo l'importanza delle cose futili, decisi di aiutare gli altri a realizzare i loro desideri stravaganti.

WILLIE - In che modo?

SIGNORA SAVAGE - Mediante la "Fondazione Ricordo Gionata Savage". Una fondazione per distribuire denaro in memoria di mio marito. E questa pazza idea mi ha condotto qui.

WILLIE - Vedr che qui non si trover male. (Si alza) E adesso, vuole salire nella sua stanza? (Prende la valigia della Signora Savage e si avvia verso la porta)

SIGNORA SAVAGE - (va a prendere l'orsacchiotto vicino alla finestra) Almeno ho imparato qualche cosa nelle mie lezioni di francese.

WILLIE - Che cosa?

SIGNORA SAVAGE - Quello che sono diventata. Sono un mort canard". Significa "un'anatra morta"... una persona finita.

WILLIE - No, non deve dirlo.

SIGNORA SAVAGE - S, cos. Un giorno capir che mi stata fatta una grande ingiustizia. Capir che sono stata sempre perfettamente sana di mente. Ma eccomi qua! E cercheranno di tenermi qui, dopo avermi tolto le mie poche idee stravaganti...

(Willie va alla porta a destra e si ferma, aspettando. La Signora Savage si avvia verso la porta, ma invece di attraversare la stanza direttamente, segue l'orlo del tappeto fino ad arrivare dove Willie l'attende. La guarda allegramente)

SIGNORA SAVAGE - Se la gente camminasse qualche volta lungo l'orlo dei tappeti, si eviterebbe di consumarli nel mezzo... (Esce)

Quadro Secondo

Scena I

(La mattina dopo, Hannibal, in piedi in mezzo alla stanza, suona il violino. La sua musica consiste in due sole note strisciate monotonamente sopra una sola corda. Fairy, seduta in terra, si dondola al ritmo della musica immaginaria. La Signora Paddy lavora in silenzio dietro al suo cavalletto; Florence seduta sul divano, si volge di tanto in tanto alla bambola vicino a lei e mette un dito sulle labbra come a raccomandarle il silenzio. La Signora Savage appare sulla porta con l'orsacchiotto in braccio; si ferma un momento e guarda da Hannibal ai suoi ascoltatori. Le note dei violino cessano con un gran gesto finale dell'archetto di Hannibal).

FLORENCE - (applaudendo) Bello! Bello! Come faremmo senza di lei, Hannibal! Porta la melodia nella nostra giornata.

JEFF - Potreste essere un concertista, Hannibal, se studiasse regolarmente.

FAIRY - Ha proprio ragione, Jeff! Ha delle dita d'oro! (Ancora rapita) Io non so resistere... Divento uno straccio...

Scena II

FLORENCE - (si volta e vede la Signora Savage) Entri, Signora Savage...

JEFF - Spero che abbia passato una buona notte insonne.

SIGNORA SAVAGE - Ottima, grazie. Non ho dormito affatto.

FLORENCE - Per poco avete perduto il concerto di Hannibal.

SIGNORA SAVAGE - L'ho sentito, Anzi, stato quello che mi ha fatto uscire dalla camera. (Mette l'orsacchiotto a sedere sul divano) Era una sua composizione, Hannibal? HANNIBAL - No, Bach, ma con variazioni mie.

FAIRY - Ci che ha perduto la matematica, lo abbiamo guadagnato noi.

SIGNORA SAVAGE - Come dice, Fairy? Non la seguo...

HANNIBAL - Fairy sa che mi occupavo di statistiche...

SIGNORA SAVAGE - Oh, grazie. Ora capisco. (Si siede al centro)

FAIRY - Gli faccia moltiplicare una frazione.

SIGNORA SAVAGE - Temo che non sarei in grado di distinguere se i calcoli fossero giusti o no.

HANNIBAL - Ultimamente lavoravo per il governo nella compilazione delle statistiche. Dovevo tenere il dito sul polso del pubblico e l'orecchio al suolo.

SIGNORA SAVAGE - Una posizione difficile, no?

HANNIBAL - Molto! Ma sono stato dimesso e sostituito da un calcolatore elettronico.

SIGNORA SAVAGE - E cos, immagino, anche lei odier l'elettricit...

HANNIBAL - No... Per volevo guadagnare sfruttando la mia intelligenza. Passai due anni cercando d inventare una cosa che potesse esser fatta al costo di un centesimo, venduta per un dollaro e della quale non si potesse fare a meno. (Si muove verso il pianoforte e vi posa sopra il violino).

FLORENCE - Mander Gian Tommaso a Princeton. Non ne escono dei grandi scienziati, per quei ragazzi sono dei perfetti signori...

FAIRY - Signora Savage, posso farle una domanda indiscreta?

SIGNORA SAVAGE - Sono le uniche domande interessanti, cara.

FLORENCE - Un uccellino ci ha raccontato che lei stata un'attrice. vero?

FAIRY - Willie, che sarebbe l'uccellino, ci ha detto che ha recitato a New York...

HANNIBAL - Forse l'abbiamo sentita, Signora Savage.

SIGNORA SAVAGE - Non credo. stata una cosa molto breve. Ho recitato in due lavori soltanto, II primo stato "Macbeth".

FAIRY - Oh, magnifico! Adoro Macbeth... Tutto quel sangue... Una volta ho mandato mezzo litro del mio sangue alla Croce Rossa... Me l'hanno rimandato indietro...

JEFF - Secondo me, avrebbe dovuto dare un'interpretazione nuova di "Lady Macbeth".

SIGNORA SAVAGE - L'avrei fatto certamente, ma mi avevano dato solo la parte di una strega.

FAIRY - proprio una strega perfetta!

SIGNORA SAVAGE - Grazie, cara...

FAIRY - La prego, ci dica qualcuna di quelle parole magiche!

SIGNORA SAVAGE - Non dovevo dire niente. Se avessi parlato, probabilmente mi sarebbe costato il doppio.

FAIRY - Come mai, le costato qualche cosa?

SIGNORA SAVAGE - Era uno spettacolo messo su da me. Se non avessi fatto cos... forse non sarei riuscita a fare neanche la strega muta... Per, abbiamo fatto epoca! il primo lavoro che sia cessato prima che uscissero le critiche.

FAIRY - Le costato molto?

SIGNORA SAVAGE - Moltissimo, ma ne valeva la pena.

FLORENCE - Che peccato! Non si scoraggiata?

SIGNORA SAVAGE - Terribilmente! Ma l'uomo per natura ottimista. Se non lo fosse divorerebbe i suoi i piccoli... Cos, decisi di scrivere io una commedia, e di lanciarmi.

FAIRY - (sbalordita) Ha scritto una commedia?

SIGNORA SAVAGE - Certo! Con coraggio da incosciente e un intreccio pieno di adulteri. FLORENCE - E che parte aveva?

SIGNORA SAVAGE - Naturalmente, la principale. "Non colpevole", protagonista Ethel P. Savage.

JEFF - Il "P.", cosa significa?

SIGNORA SAVAGE - Non ne ho la minima idea. Ma il mio indovino mi aveva detto che lo dovevo aggiungere al mio nome perch mi avrebbe portato fortuna. Aveva ragione: abbiamo durato un anno.

FAIRY - E qual era l'intreccio della commedia?

SIGNORA SAVAGE - Una madre che aveva ucciso un uomo viene difesa da una giovane avvocatessa, ma poi si scopre che sua figlia... Allora avevo i capelli rossi e tutte le sere morivo tra le braccia di mia figlia, proprio mentre calava il sipario, e la giuria mormorava "Non colpevole". (Si alza, applaudendosi) Non mi sono mai divertita tanto in vita mia.

HANNIBAL - Suppongo che questa volta avr avuto delle buone critiche.

SIGNORA SAVAGE - Insomma... sono state sincere. Ma non ce ne siamo curati.

FLORENCE - Cosa dicevano?

SIGNORA SAVAGE - Il Times disse che il mio lavoro riportava il teatro indietro di cinquant'anni... Una cosa impossibile, perch l'intreccio l'avevo preso dalla "Signora X" che solo di quarantanni fa.

FAIRY - Non pensa che se ne siano accorti?

SIGNORA SAVAGE - Ma il "Giornale di Wall Street" fu magnifico: disse che avevo portato un elemento nuovo nel teatro.

FAIRY - Il denaro?

FLORENCE - Andiamo, Fairy! Il denaro non affatto un elemento nuovo.

JEFF - Cosa diceva il "Wall Street"?

SIGNORA SAVAGE - Diceva che il mio lavoro era una perfetta mediocrit, di un cattivo gusto assoluto.

JEFF - Ma... questa non una buona critica.

SIGNORA SAVAGE - ottima! Nei nostri cartelloni mettevamo soltanto "perfetto" e "assoluto".

JEFF - E avete durato un anno?

SIGNORA SAVAGE - Dureremmo ancora se mia figlia non fosse venuta a farmi smettere. Oh, so benissimo che non valevo niente, e la gente veniva solo per prendermi in giro. Ma tanto sia io che il pubblico ci divertivamo moltissimo. Cosa volete di pi? (Sospira) Avessi potuto continuare, (Si avvicina al tavolo di lettura a sinistra) Pazienza.

FAIRY - Non stata una cosa carina da parte di sua figlia. (Vede la Signora Savage che prende in mano il giornale. Si alza di scatto additandolo) Oh, per piacere, no! Non lo faccia! La prego!

FLORENCE - Cosa le prende, Fairy?

FAIRY - Non vede? La Signora Savage vuole leggere il giornale.

(Tutti i presenti si mostrano allarmati. Perfino la Signora Paddy lascia il suo cavalletto. La Signora Savage li guarda con una certa apprensione e indietreggia di un passo)

FLORENCE - Oh, Oh!

SIGNORA SAVAGE - Cosa succede?

(Tutti si avvicinano alla Signora Savage)

HANNIBAL - Se fossi in lei non lo farei, Signora Savage...

FLORENCE - Lo dia a me, la prego, Signora Savage. La prego.

JEFF - Non lo legga!

FAIRY - Le dar solo dei dispiaceri...

SIGNORA SAVAGE - (scostandosi da loro) Aspettate un momento! So gi cosa c' nel giornale, quindi non me lo potete nascondere. Aspettavo che succedesse.

(Tutti la guardano meravigliati)

HANNIBAL - Cosa aspettava che succedesse. Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - Ma... quello che dice il giornale...

JEFF - Noi non sappiamo quello che dice il giornale.

SIGNORA SAVAGE - Allora perch volete impedirmi di leggerlo?

JEFF - Non leggiamo mai i giornali se non sono vecchi di un mese.

FLORENCE - Siamo molto pi felici aspettando.

SIGNORA SAVAGE - Cosa aspettate?

JEFF - Troviamo che molto meglio apprendere le cose spiacevoli un mese dopo che sono accadute.

HANNIBAL - Allora sappiamo che sono passate e che non c' pi niente da fare.

SIGNORA SAVAGE - Cari miei, sul giornale c' una cosa importante che desidero sapere. E la debbo sapere adesso, non il mese venturo.

FLORENCE - Noi lo facciamo per il suo bene.

FAIRY - Appunto!

JEFF - I disastri si affrontano molto meglio dopo un mese.

SIGNORA SAVAGE - Siete molto buoni. Ma io ho disposto certe cose, e voglio sapere come vanno.

FLORENCE - (agli altri) Se proprio insiste, non possiamo impedire alla Signora Savage di leggere il giornale. Non la conosciamo ancora abbastanza per essere scortesi.

HANNIBAL - Florence ha ragione.

FAIRY - Allora... Ma se trovate qualche cattiva notizia, non ce la dica.

TUTTI - (insieme) No!

(Si allontanano dalia Signora Savage come se si stesse per aprire il vaso di Pandora, e sprigionare una falange di nuove calamit)

SIGNORA SAVAGE - Ma questo il giornale di ieri! (Guarda gli altri giornali) Voglio il giornale di oggi...

HANNIBAL - Quello non ancora arrivato.

SIGNORA SAVAGE - A che ora arriva?

HANNIBAL - Non lo so.

SIGNORA SAVAGE - Non c' una radio qui?

JEFF - S... Laggi sotto la finestra.

SIGNORA SAVAGE - (s avvicina in fretta alla radio e fa per accenderla) Perch non me l'avete detto?

JEFF - Non ce lo ha chiesto.

SIGNORA SAVAGE - Ma non s'accende! Forse guasta?

FAIRY - Non credo. Naturalmente mancano le valvole.

SIGNORA SAVAGE - Cosa manca?

FLORENCE - Le valvole. Le prende tutte la Signora Paddy. Non pu soffrire l'elettricit, lo sa.

JEFF - Nessuno sa dove le nasconde.

SIGNORA SAVAGE - Oh, Signore! Signore! (Si ferma un momento e guarda fuori dalla finestra) Quanto alto quel muro?

HANNIBAL - Troppo alto, molto!

FAIRY - Almeno dieci sedie.

SIGNORA SAVAGE - E, immagino, nessuno lascer mai aperta quella grande porta laggi?

FLORENCE - Non guardi al di l del giardino.

SIGNORA SAVAGE - possibile che vi sia al mondo un posto migliore, ma se lasciate questo per andarlo a cercare, pu darsi che non lo troviate e perderete quello che avete.

HANNIBAL - Si trover bene qui, dopo un po'.

FAIRY - Eccetto in gennaio. Qualche volta le stanze d sopra sono un po' fredde.

FLORENCE - Noi gi le vogliamo bene.

SIGNORA SAVAGE - Io vi trovo... simpaticissimi, per (Si agita) Per voi...

FLORENCE - Noi cosa?

FAIRY - Per piacere, non ci dica nulla di cattivo!

(Si sente il segnale della cicala sulla porta)

FLORENCE - Dobbiamo andare, Signora Savage.

SIGNORA SAVAGE - Dov'?

HANNIBAL - l'ora del giardino.

FLORENCE - Abbiamo tutti la nostra aiuola e la coltiviamo. Pu piantare quello che vuole.

FAIRY - L'anno scorso ho seminato del becchime da uccelli per vedere cosa veniva fuori.

FLORENCE - E cosa cresciuto, Fairy?

FAIRY - Niente. Ma stato un interessante esperimento d'orticoltura.

HANNIBAL - In mezzo c' un bel sempreverde. Per Natale vi mettono tanti lumini, con la scritta "Buon Natale" e "Vietato l'ingresso".

FLORENCE - (aspetta sulla porta con gli altri del gruppo) Venga con noi, Signora Savage. Le mostrer i miei giacinti.

SIGNORA SAVAGE - No, prego, andate senza di me. Io rimango qui, ho alcune cose importanti da fare. (Si mette a passeggiare per la stanza, rimanendo deliberatamente sull'orlo del tappeto)

JEFF - Si pu sapere perch fa cos, Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - (ridendo) Oh, credo che bisogna consumare i tappeti in modo uniforme!

FAIRY - (divertita) Oh, che buona idea! (Torna dentro e si mette a seguire la Signora Savage) Adesso l'aiuto!

FLORENCE - (si mette anche lei a! seguito di Fairy) L'aiuto anch'io! Dobbiamo tutti fare la nostra parte.

SIGNORA SAVAGE - Non volevo dare inizio a una processione...

FAIRY - (ad Hannibal e Jeff) Forza ragazzi! Molti piedi alleviano il lavoro.

HANNIBAL - (a Jeff) E perch no? un diversivo simpatico. La maggior parte delle donne ci fa girare in tondo.

(entra Willie)

Scena III

WILLIE - Consumate il tappeto in modo uniforme.

FAIRY - Oh! Glielo ha detto qualcuno!

WILLIE - Mi era sembrato di sentire la "Cicala" che dava il segno di andare in giardino.

FAIRY - Non l'ho sentita. Forse rotta.

WILLIE - (fermandosi davanti a Fairy) Fairy, non si vergogna...

FAIRY - Oh, vorrei esser morta!

SIGNORA SAVAGE - Temo che tutto questo sia colpa mia, Willie...

FLORENCE - Non avevamo voglia di andare in giardino.

WILLIE - Avete lavorato tanto attorno ai vostri fiori; volete lasciarli sfiorire?

FLORENCE - (colpita) Oh, non voglio! Non voglio che muoia nulla!

FAIRY - (spiegando alla Signora Savage) Verissimo! Florence non farebbe male a una mosca. Prende le mosche e le mette fuori dalla finestra. Le mosche l'adorano!

WILLIE - Credo sia meglio che andiate tutti a lavorare in giardino. Fairy, dia un po' dei suoi semi alla Signora Savage. Su fate presto! (Tutti escono in fretta. La Signora Savage rimane) Signora Savage, non vuole andare con loro?

Scena IV

SIGNORA SAVAGE - Volevo parlare con lei, da sola.

WILLIE - Va bene. Desidera qualcosa?

SIGNORA SAVAGE - Mi deve aiutare. E pu darsi che anch'io possa far molto per lei.

WILLIE - Mi vuole corrompere, Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - (pausa) Come l'ha indovinato?

WILLIE - Ci provano tutti... al principio.

SIGNORA SAVAGE - La mia offerta per sarebbe un'altra cosa. Ho molte possibilit, le do ventimila dollari se lascia quella porta aperta stasera. (Willie sorride) Trentamila...

WILLIE - Non le siamo simpatici, Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - Questa non una risposta seria ad una proposta concreta. E potrebbe andarsene di qui, anche lei.

WILLIE - Ma io non me ne voglio andare.

SIGNORA SAVAGE - Cinquantamila... Potrebbe fare il giro del mondo, Vedere il Cairo... Mandalay, le isole del Pacifico....

WILLIE - Il Cairo l'ho gi visto e sono stata a Mandalay e alle isole del Pacifico.

SIGNORA SAVAGE - C' stata?

WILLIE - Ho fatto quattro anni come infermiera nell'esercito.

SIGNORA SAVAGE - Comunque... cinquantamila dollari potrebbero esserle utili.

WILLIE - E dove li prenderebbe, cinquantamila dollari, Signora Savage? un patrimonio...

SIGNORA SAVAGE - In quanto a questo, li posso avere subito. Per me sono una sciocchezza. WILLIE - Le credo, ma non posso accettare.

SIGNORA SAVAGE - Allora non mi rimane altra alternativa che incendiare la casa.

WILLIE - Son sicura che non lo far mai.

SIGNORA SAVAGE - Oh, s! Lo farei benissimo.

WILLIE - Tanta gente qui non si potrebbe salvare. Deve pensare a loro.

SIGNORA SAVAGE - Se crede che questo sia il posto adatto per me, perch si rivolge alla mia ragione?

WILLIE - No, mi rivolger al suo sentimento.

SIGNORA SAVAGE - Bene, riuscir ad andarmene lo stesso. Soltanto, se si fosse lasciata corrompere mi sarebbe costato di meno... Ora mi ci vorranno almeno due milioni. (Si volta, ed esce)

(Willie si mette a riordinare la stanza. Entra il Dottor Emmett e si avvicina a Willie)

Scena V

DOTTOR EMMETT - Buon giorno. La signora. Savage scesa?

WILLIE - Buon giorno, dottore. andata in giardino in questo momento.

DOTTOR EMMETT - In che condizioni questa mattina?

WILLIE - II solito quadro. Ha gi offerto di corrompermi.

DOTTOR EMMETT - Che offerta le ha fatto?

WILLIE - (ride) Oh, la pi alta che ho avuto finora: cinquantamila... Povera donna...

DOTTOR EMMETT - E aveva l'aria sicura di s?

WILLIE - Parlava come se avesse ancora il controllo dei suoi interessi.

DOTTOR EMMETT - Ma le pare che lo abbia! Legga qui. (Le porge il giornale) Ho appena parlato con i suoi figli. Sono quasi impazziti anche loro. Il senatore ha lasciato Washington immediatamente. Prender su la sorella a New York e il giudice a Boston. Saranno qui stasera.

WILLIE - (finito di leggere il giornale) Questa la storia pi inverosimile che abbia mai sentito. Quando l'hanno saputo?

DOTTOR EMMETT - Stamattina, suppongo. Mi hanno pregato di segregarla in camera.

WILLIE - Non capisco. Come ha potuto venire in possesso di una somma simile?

DOTTOR EMMETT - Sembra che il marito abbia lasciato tutto a lei. E lei, piano piano, ha venduto segretamente tutta la propriet immobiliare.

WILLIE - Dieci milioni! Sar un errore di stampa.

DOTTOR EMMETT - No, pare sia vero.

WILLIE - Cosa pu averne fatto?

DOTTOR EMMETT - Come dice suo figlio, lo sa Iddio!

WILLIE - impossibile che li abbia spesi.

DOTTOR EMMETT - Credo anch'io, Vuole chiamarla, per favore? Sar meglio prepararla per quello che sta per succedere.

WILLIE - (chiama dalla finestra) Signora Savage! Vuole venire qui per piacere? Il Dottor Emmett le deve parlare. (Si volge al Dottor Emmett) La vuole segregare?

DOTTOR EMMETT - Neanche per sogno. Certe volte vorrei ci fosse il modo di segregare i parenti. Danno molto pi fastidio dei malati.

WILLIE - Crede che sappia cosa ne del denaro?

DOTTOR EMMETT - Se non lo sa lei... non lo sa nessuno.

WILLIE - E possibile che vi sia un nesso logico nella sua pazzia?

DOTTOR EMMETT - Signorina Willie, trovo sempre pi difficile stabilire dove finisce la ragione e comincia la pazzia. Per il momento, debbo accettare le dichiarazioni dei suoi figli. WILLIE - Da quanto ho sentito, il resoconto delle gesta del senatore al Congresso darebbe un bel da fare a uno psichiatra.

DOTTOR EMMETT - Credo anch'io. E anche i sei divorzi sensazionali della figlia non indicano una grande stabilit emotiva.

(Prima che Willie possa rispondere entra la Signora Savage)

Scena VI

SIGNORA SAVAGE - Mi voleva parlare, Dottore?

DOTTOR EMMETT - S. Buon giorno. (Si volge a Willie) Pu dare un aiuto al centralino, signorina Willie? Miriam assalita dalle chiamate dei giornalisti.

WILLIE - S, Dottor e, va bene. (Esce)

DOTTOR EMMETT - Si sieda, la prego, Signora Savage.

SIGNORA SAVAGE - (si siede) Credo di sapere quello che vuole dirmi, Dottore.

DOTTOR EMMETT - Lo sa?

SIGNORA SAVAGE - Vedo che ha in mano il giornale di questa mattina... mi domandavo quanto ci avrebbero messo scoprirlo.

DOTTOR EMMETT - Allora si rende conto di ci che ha fatto. E le conseguenze?

SIGNORA SAVAGE - ancora troppo presto per le conseguenze. Posso vedere?

DOTTOR EMMETT - (le porge il giornale, La Signora Savage legge) Il senatore ha telefonato da Washington. Probabilmente saranno qui tutti stasera.

SIGNORA SAVAGE - Probabilissimo! Tanto, io non esco...

DOTTOR EMMETT - Come ha fatto a spendere dieci milioni senza far saper nulla a nessuno?

SIGNORA SAVAGE - Chi dice che li abbia spesi?

DOTTOR EMMETT - Quel giornale lo dice.

SIGNORA SAVAGE - Oh, i giornali! Cosa ne sanno? Non ho speso nulla; non potevo. Ho nascosto i denari.

DOTTOR EMMETT - Li ha nascosti?

SIGNORA SAVAGE - Convertiti in tanti bei titoli commerciali d mezzo milione l'uno, che nessuno potr scovare.

DOTTOR EMMETT - E perch?

SIGNORA SAVAGE - Forse io le chiedo cosa fa lei del suo denaro, Dottore?

DOTTOR EMMETT - (va verso la porta a sinistra e si ferma) Vuole sapere quanto mi ci vorrebbe per guadagnare una somma simile, Signora Savage?

(Prima che la Signora Savage possa rispondere Hannibal entra e prende il suo violino)

Scena VII

HANNIBAL - Scusate. Fairy May vuole un po' di musica mentre pianta i fiori.

DOTTOR EMMETT - Un momento, Hannibal. Lei un matematico: mi dica quanto impiegherebbe un semplice Dottor e per guadagnare dieci milioni di dollari.

HANNIBAL - (molto in fretta) Avrebbe dovuto cominciare prima di Cristo e lavorare senza interruzione fino all'incendio di Roma, e poi fino alle condanne al rogo di Giovanna d'Arco e di Savonarola. Naturalmente bisognerebbe togliere un po' di tempo per la conquista normanna, le Crociate, la guerra dei cent'anni, la guerra dei trent'anni, la guerra dei sette anni... Perci avrebbe dovuto lavorare il doppio durante la scoperta dell'America... e fino alla penicillina e la gomma piuma, Per bisognerebbe detrarre la tassa federale, la tassa di famiglia, la tassa di esercizio, la tassa sui lusso, la tassa dei divertimenti... aggiungete un centinaio d'anni per tutto questo...

DOTTOR EMMETT - Grazie, Hannibal, Mi pare sia una bella responsabilit, Signora Savage. (Esce)

Scena VIII

HANNIBAL - Cosa vuol fare il Dottore?

SIGNORA SAVAGE - Un piccolo ricatto sentimentale, suppongo... (Si volge a Hannibal) Hannibal, chi io direbbe, vedendomi, che io cos, su due piedi, valgo dieci milioni di dollari?

HANNIBAL - Impossibile. II corpo umano non contiene che un valore minimo di calcio, press'a poco altrettanto di iodio e di fosforo... e insomma, anche in questo momento di prezzi alti, nessuno vale pi di un dollaro e mezzo.

SIGNORA SAVAGE - Cos, non mi stima che un dollaro e mezzo?

HANNIBAL - Oh, no! Questo il valore commerciale. Il vostro valore morale inestimabile!

SIGNORA SAVAGE - Hannibal, lei mi piace. Mi piace moltissimo. Mi fa sentire importante. Mi viene voglia di ballare!

HANNIBAL - Magnifico! (Mette rapidamente il violino sotto il mento) Cosa volete che suoni?

SIGNORA SAVAGE - (ride) Oh, qualunque cosa...

HANNIBAL - (serenamente) Suono molto bene il "Volo del calabrone".

SIGNORA SAVAGE - Nulla di pi appropriato! Le api vengono e non trovano pi il loro miele! Qualcuno sar punito! (Alza una mano) Forza, Hannibal!

(Mentre Hannibal comincia a grattare le sue note, la Signora Savage dirige con entusiasmo)

SIPARIO


ATTO SECONDO

Quadro I

Scena I

(La stessa sera, dopo cena. All'alzarsi del sipario Hannibal, Florence e Jeff siedono attorno al tavolo a sinistra, giocando a carte. La Signora Paddy, nel fondo, seduta con le spalle rivolte al pubblico davanti al suo cavalletto. Per la prima volta possiamo vedere il paesaggio marino che dipinge. Una semplice linea ondulata rappresenta l'immenso oceano, e nulla pi. La Signora Savage, munita di occhiali, siede nella scena e legge. Fairy nel fondo a destra passeggia su e gi, sospirando di tanto in tanto).

FAIRY - (si ferma vicino alla Signora Savage e si china sulla sua spalla) Legge?

SIGNORA SAVAGE - (sollevando gli occhi dal libro) S, cara.

FAIRY - (va di nuovo verso il fondo e guarda fuori della finestra. Poi ritorna) interessante?

SIGNORA SAVAGE - Molto.

FAIRY - Non la disturbo, spero?

SIGNORA SAVAGE - No, perch dovrebbe disturbarmi? (Fairy sospira e fa per allontanarsi di nuovo. La Signora Savage depone il libro) Cos' successo, Fairy May?

FAIRY - Nulla. Soltanto in tutto il giorno nessuno mi ha detto che mi vuole bene.

SIGNORA SAVAGE - Ma s, Fairy, gliel'hanno detto.

FAIRY - No, nessuno. Ho aspettato fino ad ora.

SIGNORA SAVAGE - Ho sentito Florence che lo diceva, a pranzo.

FAIRY - Oh, davvero?

FLORENCE - Io, l'ho detto?

SIGNORA SAVAGE - Ha detto: "Non mangi troppo in fretta, Fairy".

FAIRY - E con questo voleva dire che mi voleva bene?

SIGNORA SAVAGE - Ma certo! E sempre quello che la gente intende quando dice: "Prendi l'ombrello, sta per piovere" oppure "Torna presto" o magari "Sta attenta, ti romperai l'osso del collo". Vi sono mille modi di dirlo... ma bisogna saperlo comprendere.

FAIRY - (rasserenandosi) - Il dentista mi ha detto che ho un'otturazione perfetta: crede che volesse dirmi che mi voleva bene?

SIGNORA SAVAGE - Si capisce! La prima volta che incontrai mio marito, cavalcavo, e lui disse: "Sa stare a cavallo!" Ho capito subito che mi amava.

FAIRY - Oh, grazie! Quante occasioni ho perduto... Il dentista mi vuole bene!

SIGNORA SAVAGE - Che cos'altro vuole che le spieghi?

FAIRY - Nulla, grazie. Mi dispiace averla disturbata. La ringrazio tanto e spero che mi perdoner.

(La Signora Savage riprende la lettura)

FLORENCE - Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - (depone il libro) S?

FLORENCE - Debbo fare i conti e nessuno mi aiuta! Quanto fa sette pi cinque, pi quattro?

SIGNORA SAVAGE - Quarantanove.

HANNIBAL - Ma come, Signora Savage!

SIGNORA SAVAGE - il mio sistema, Hannibal. Non mi sottometto alla tirannia della matematica, (Riprende il suo libro)

FLORENCE - Allora ho vinto!

HANNIBAL - D'ora innanzi faccio i conti io!

FAIRY - (ritorna vicino alla Signora Savage) Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - (posa il libro di nuovo) Cosa vuole?

FAIRY - C' ancora una cosa che mi dovrebbe spiegare, Come mai di nuovo domenica, se era domenica anche ieri?

SIGNORA SAVAGE - Non domenica, Fairy. I miei figli non potevano aspettare una settimana.

FAIRY - Questo dovrebbe renderla felice.

SIGNORA SAVAGE - Dovrebbe... ma non cos. (Depone il libro e si avvicina al tavolo da gioco)

FAIRY - Ma... scusi, non vuole bene ai suoi figli?

SIGNORA SAVAGE - No, affatto.

FLORENCE - Oh, non dovrebbe dire una cosa tanto cattiva!

SIGNORA SAVAGE - Che vuole, di tanto in tanto bisogna essere un po' cattivi per attirare l'attenzione di Dio. Ma per consolarla, Florence, le dir che non sono proprio miei. Mio marito rimase vedovo con tre bambini piccoli. (Rimane in piedi e guarda sopra la spalla di Florence)

FLORENCE - Ma quando erano piccini, avr dovuto voler loro bene per forza!

SIGNORA SAVAGE - Ho cercato disperatamente di renderli veramente miei, ma mi hanno sempre respinta, La prima volta che presi in braccio Lily Belle mi morse... e continu a mordermi fino a dieci anni.

FLORENCE - Ma i ragazzi? I ragazzi sono sempre migliori.

SIGNORA SAVAGE - Non sempre. Erano guastati dal denaro. Quando cercavo di correggerli, rompevano qualche oggetto a cui tenevo, per rappresaglia. Ho respirato il giorno che sono andati in collegio.

JEFF - In collegio, almeno, avranno imparato qualche cosa.

SIGNORA SAVAGE - S... il francese. E, quando venivano a casa, parlavano sempre francese tra di loro; perch io non capissi.

FLORENCE - Per adesso deve essere fiera di loro. li senatore una persona importante, credo...

SIGNORA SAVAGE - Oh, certo... non si sbaglia. Dicono che riceva pi minacce e proteste di qualsiasi altro membro del Congresso.

JEFF - Se cos malvoluto, come mai gli elettori votano per lui?

SIGNORA SAVAGE - Non sono stupidi. il solo modo di tenerlo lontano da loro.

JEFF - L'altro figlio giudice, non vero?

FLORENCE - Una posizione eminente...

SIGNORA SAVAGE - Ha saputo renderla tale! Nessuno ha avuto pi sentenze impugnate.

FAIRY - E sua figlia, carina, Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - C' la sua fotografia sul giornale, gliela faccio vedere e potr giudicare lei stessa. (Va a prendere il giornale sul divano, e lo porge a Fairy)

FAIRY - (guarda il giornale ed esclama) una regina! Ha la corona in testa!

SIGNORA SAVAGE - Non una corona, Fairy, un diadema. Questa una vecchia fotografia, fatta quando spos il suo principe sloveno.

FAIRY - Allora una principessa.

SIGNORA SAVAGE - No, ha lasciato il principe pi di sei anni fa,

FAIRY - Ma s' tenuta il diadema.

SIGNORA SAVAGE - Oh, certo! Lo porta anche a letto.

FLORENCE - Non ho mai visto un diadema pi bello.

HANNIBAL - Il vestito piuttosto scollato, non trova?

Scena II

WILLIE - Tutti sopra nello studio! Ci sono visite per la Signora Savage.

FAIRY - (si precipita verso Willie)Willie,posso rimanere? La prego! Non vedo mai nessun estraneo...

WILLIE - Mi rincresce, Fairy, ma il senatore non vuole nessuno qui. Presto, ora. Fuori tutti.

FAIRY - (uscendo dietro agli altri) Un giorno o l'altro, quando mi manderanno via... me ne andr veramente, senza dire una parola. Ho anch'io la mia dignit.

WILLIE - (s sporge nell'ingresso) Salite fino in cima, bravi! (Chiude le porte scorrevoli, e torna verso il centro).

SIGNORA SAVAGE - Che tempo fa?

WILLIE - (sorridendo) Burrasca! (Esce)

(La Signora Savage si avvicina alla scrivania, prende un pezzo di carta, vi scrive sopra qualche cosa e lo nasconde nella scollatura del vestito; ritorna verso il centro e tira un'altra freccia. Willie rientra, tenendo la porta aperta)

Scena III

WILLIE - Ci sono i suoi figli, Signora Savage.

(Entrano Samuel, Tito e Lily Belle, seccati)

LILY BELLE - Grazie, basta cos. Potete aspettare fuori.

WILLIE - (toglie il chiavistello alla porta) Lascio la porta aperta e aspetter alla scrivania nell'ingresso. (Esce)

TITO - Non so cosa dirti, mamma. Proprio non so cosa dire.

SIGNORA SAVAGE - La gente educata dice "Buona sera".

LILY BELLE - Non ti avrei creduta capace di un inganno...

SAMUEL - Io non sono sdegnato... sono rattristato.

TITO - Capisci l'enormit di ci che hai fatto? Hai venduto la nostra possibilit di controllo in quindici industrie Savage.

LILY BELLE - Dovremo vendere tutte le azioni degli "Ottoni Savage" per poterle riacquistare.

SIGNORA SAVAGE - Oh, non lo sapete ancora? Quelle sono le prime che ho venduto!

LILY BELLE - Non mi debbo agitare! Non mi debbo agitare! Mi fa venire le rughe... (Va verso il divano)

TITO - Che cosa... Che cos'altro hai venduto?

SIGNORA SAVAGE - Tutto quel ch'era intestato a me.

SAMUEL - (si siede rapidamente) Siamo rovinati!

TITO - E i denari dove sono? impossibile che tu li abbia potuti spendere.

LILY BELLE - Dicci cosa ne hai fatto, cara.

SIGNORA SAVAGE - Li ho convertiti in un bel pacchetto di titoli commerciabili... e li ho seppelliti.

TITO - Seppelliti... vuoi dire nascosti?

SIGNORA SAVAGE - No, voglio proprio dire seppelliti...

SAMUEL - Sotto terra?

LILY BELLE - Mi sento male!

TITO - Dove li hai seppelliti?

SIGNORA SAVAGE - Non lo ricordo pi. (Si siede sopra una sedia al centro)

TITO - Signore Iddio, concedete a mia madre un momento di lucidit!

LILY BELLE - Cerca di ricordare...

SIGNORA SAVAGE - (gonfia le guance d'aria e poi le sgonfia rapidamente) Questo il miglior sistema per togliere le rughe dalla faccia, Lily Belle. (Rivolge l'attenzione all'orsacchiotto) Ora debbo pensare a trovarti un occhio nuovo. Sai dove si vendono occhi per orsacchiotti, Lily Belle?

LILY BELLE - Dammi quello stupido orso, e rispondi. (Cerca di togliere l'orsacchiotto alla Signora Savage)

SIGNORA SAVAGE - (si alza d scatto) Aiuto!

SAMUEL - Aspetta, Lily Belle! Non la contrariare! Non ci dir pi nulla!

TITO - (cammina per la camera, allontanandosi dalla Signora Savage) Quello che vorremmo farti capire, mamma, che non c'importa tanto del denaro quanto della figura... (Il suo discorso interrotto da un grido di Lily Belle) Cosa succede?

LILY BELLE - Mi ha morso! (Si allontana dalla Signora Savage, strofinandosi la mano, mentre la Signora Savage riprende il suo orsacchiotto)

TITO - Sciocchezze! Impossibile che nostra madre arrivi a mordere!

SAMUEL - Sar stata una vespa.

LILY BELLE - Se c' una vespa... proprio la donna che chiamiamo madre! Volete che non sappia quando qualcuno mi morde? (Fa vedere la mano) C' il segno dei denti.

TITO - (piano) Non c' bisogno di alzare la voce.

SAMUEL - Ti fa male?

LILY BELLE - Naturalmente che mi fa male!

TITO - Lily Belle... inutile cominciare a litigare tra noi; non ce lo possiamo permettere.

SIGNORA SAVAGE - Non vi potete permettere pi nulla.

TITO - Non vogliamo inquietarci con te, mamma. (Si volge a Lily Belle) Chiedile scusa, Lily Belle.

LILY BELLE - Neanche per sogno!

TITO - Lily Belle!

LILY BELLE - (inghiotte con sforzo la dignit offesa) Non importa, mamma, mordimi pure fin che ti pare (si avvicina alla Signora Savage) ma dicci cosa hai fatto dei nostri soldi. SIGNORA SAVAGE - Dei miei soldi. La vostra parte l'avete avuta.

LILY BELLE - La terra nostra. Appartiene alla famiglia Savage da parecchie generazioni...

SAMUEL - Da otto generazioni!

TITO - Non ammissibile che tu sia la prima Savage incosciente...

SIGNORA SAVAGE - Incosciente di che cosa?

TITO - Incosciente della dignit della famiglia.

SAMUEL - Qui perdiamo terreno...

LILY BELLE - Siamo stati allevati da una belva.

TITO - Io non ce la faccio pi! (Si volge alla Signora Savage e grida) Dove hai messo i denari?

SIGNORA SAVAGE - (gridando) Ve l'ho detto: li ho seppelliti!

TITO - Dove? Se non ce lo dici subito, ti portiamo al manicomio.

SIGNORA SAVAGE - Mi avete confuso talmente le idee che non posso pensare. E del resto mi avete ripetuto tante volte che non ho pi il cervello a posto!

SAMUEL - Io no!

SIGNORA SAVAGE - Con tutti questi strilli, mi venuto mal di testa. Non ricordo pi niente, TITO - Cosa vuoi dire "non ricordo pi niente"!

SIGNORA SAVAGE - No... mi battono le tempie...

LILY BELLE - Dobbiamo stare pi attenti, Tito!

TITO - (allarmato) Vuoi qualche cosa?

SIGNORA SAVAGE - S, l'unica cosa che mi rischiara le idee sono quelle polverine che prendevo...

TITO - Dove sono?

SIGNORA SAVAGE - Le ho finite.

TITO - Ne faremo fare delle altre.

SIGNORA SAVAGE - (allegramente) Davvero?

SAMUEL - Ma certo!

SIGNORA SAVAGE - (toglie il biglietto piegato dalla scollatura) Ecco il numero della ricetta... dal mio farmacista. A Boston...

TITO - Vuoi che ritorniamo fino a Boston!

(La Signora Savage si piega in avanti e chiude la testa fra le mani)

SAMUEL - Ti senti male?

LILY BELLE - Tito... meglio che andiamo a prendere quelle polverine, e torniamo domani mattina.

TITO - S... forse hai ragione. (Porge il biglietto a Lily Belle) Incaricati tu della ricetta.

LILY BELLE - (passa il biglietto a Samuel) Pensaci tu, Samuel. Io appena sar a Boston vado a letto!

(Samuel prende il biglietto e lo legge tra s)

TITO - Domani mattina, ci dirai cosa hai fatto di quei titoli?

SIGNORA SAVAGE - (scuote la testa) Pum, pum, pum...

SAMUEL - (ripone il biglietto e si avvia rapidamente verso la porta) Vado a dire all'autista che siamo pronti.

(Esce in fretta)

TITO - (guarda Samuel sorpreso della sua fretta) Cosa gli ha preso? Insomma... credo sia meglio andare. Saremo qui di nuovo domani mattina presto.

SIGNORA SAVAGE - (si guarda attorno vagamente) Pum, pum, pum...

TITO - Vieni, Lily Belle. Dir al Dottor Emmett di darle un calmante.

(Precede Lily Belle)

Scena IV

SIGNORA SAVAGE - Lily Belle, psst!

LILY BELLE - (si ferma) Che significa... psst!

SIGNORA SAVAGE - (sottovoce) Ti devo dire una cosa importante riguardo a quei titoli. Chiudi la porta.

LILY BELLE - (chiude la porta e ritorna verso la Signora Savage) Cosa c'?

SIGNORA SAVAGE - Voglio dire a te - a te sola - dove ho nascosto quei titoli.

LILY BELLE - (sospettosa) Perch a me?

SIGNORA SAVAGE - Tito e Samuel sono due stupidi. Se mi succedesse qualche cosa questa notte, i titoli sarebbero perduti.

LILY BELLE - (guarda verso la porta) stato Tito a volerti portar qui... non io. Dove li hai nascosti?

SIGNORA SAVAGE - Dove nasconderesti dieci milioni di dollari, se non ti fidassi delle banche?

LILY BELLE - Non saprei.

SIGNORA SAVAGE - Sotto una pietra?

LILY BELLE - No, certo.

SIGNORA SAVAGE - Nel materasso?... vero che non sei mai molto lontana dal tuo materasso... ma se tu lo fossi, e intanto bruciasse la casa?

LILY BELLE - Me lo vuoi dire, s o no?

SIGNORA SAVAGE - Sei mai stata al museo di storia naturale? molto istruttivo.

LILY BELLE - Mamma, ti prego...

SIGNORA SAVAGE - Sai cosa c' al terzo piano del museo?

LILY BELLE - Come posso saperlo?

SIGNORA SAVAGE - C' il reparto ittiologico.

LILY BELLE - Ma di che cosa parli?

SIGNORA SAVAGE - Di pesci. Nell'ultima stanza al terzo piano, appeso a due fili di ferro, c' un grosso ittiosauro polveroso.

LILY BELLE - E dopo?

SIGNORA SAVAGE - Ho ficcato tutti i miei titoli in quel bestione impagliato mentre nessuno mi vedeva.

LILY BELLE - Non ti credo.

SIGNORA SAVAGE - Prova a dirmi un posto pi sicuro!

LILY BELLE - (passeggiando su e gi) Solo un pazzo potrebbe fare una cosa simile. SIGNORA SAVAGE - Ma io "sono" pazza!

LILY BELLE - (sospettosa) Come hai potuto mettere tutto un pacco di titoli dentro a un ittiosauro?!

SIGNORA SAVAGE - Facilissimo, con una lametta da rasoio e un po' di cerotto.

LILY BELLE - Ma come posso sapere se dici la verit?

SIGNORA SAVAGE - C' un modo molto semplice per scoprirlo.

LILY BELLE - (si ferma; guarda in faccia la Signora Savage e sorride) Devi credere che io sia proprio molto facile da ingannare. Non ho nessuna intenzione di andare a frugare dentro all'ittiosauro!

(Si apre la porta e entra Tito)

Scena V

TITO - Vuoi che teniamo la macchina qui tutta la notte per te, Lily Belle? Samuel sta chiamando.

LILY BELLE - Lascialo chiamare. (Gli passa davanti ed esce)

TITO - Il Dottor Emmett ti vedr fra pochi minuti. (Fa per uscire)

SIGNORA SAVAGE - Tito!

TITO - S?

SIGNORA SAVAGE - Non mi vuoi dare un bacio prima di andartene?

TITO - Hai dato un morso a Lily Belle... non mi fido. (Si volge per uscire)

SIGNORA SAVAGE - Peccato... Perch io mi fido di te; stavo per dirti dove ho nascosto quei titoli.

TITO - (si ferma, chiude la porta e torna indietro) Certo sai che non sono stato io a volerti portar qui; ho dato retta a Lily Belle...

SIGNORA SAVAGE - Mi farai uscire da qui e mi lascerai in pace?

TITO - Ne puoi essere certa.

SIGNORA SAVAGE - Allora te lo dico: i titoli sono in una scatola di latta.

TITO - Dove?

SIGNORA SAVAGE - Ti ricordi quando sono andata a Washington con la "Previdenza per gli artisti"?

TITO - No.

SIGNORA SAVAGE - Io s. Era per la festa della moglie del Presidente. Si chiama Ethel, anche lei. Abbiamo fatto colazione tutti insieme... C'erano Ethel Barrimore, Ethel Merman, Ethel Waters, Ethel...

TITO - Ma cosa stai dicendo?

SIGNORA SAVAGE - I miei titoli sono sepolti nella serra del Presidente.

TITO - Non ti credo. Perch avresti dovuto scegliere un posto simile? Sempre gente che va e viene...

SIGNORA SAVAGE - (difendendosi) Eh! non sono molto intelligente...

TITO - Io sono l'unico senatore che non pu entrare alla Casa Bianca.

SIGNORA SAVAGE - Non dovresti opporti sempre al Presidente.

TITO - Come posso sapere che non tutta una tua invenzione?

SIGNORA SAVAGE - C' un modo sicuro per scoprirlo. Scava.

TITO - Ah, no! Non mi lascio prendere da una trappola simile! Non l che hai seppellito quella scatola.

SIGNORA SAVAGE - Proprio l, sotto l'aiuola delle petunie.

(Si apre la porta e entra Lily Belle)

LILY BELLE - Se non ti spicci, Samuel dice che se ne va senza noi due.

TITO - Vengo subito.

(Lily Belle esce. Tito va alla porta, poi si ferma e s volge alla Signora Savage)

Mi rifiuto di crederti.

(Esce chiudendo la porta dietro a s. Appena uscito, si apre la porta scorrevole e Hannibal, Jeff, Florence, Fairy e la Signora Paddy si precipitano dentro)

Scena VI

FAIRY - Abbiamo ascoltato! Siamo indegni!

FLORENCE - S, proprio una vergogna!

FAIRY - Vorremmo esser morti... Tutti!

HANNIBAL - Volevamo smettere di ascoltare e andarcene, ma non potevamo senza far rumore.

SIGNORA SAVAGE - Non c' niente di male. Non un segreto; se leggeste i giornali l'avreste gi saputo.

FAIRY - (rasserenandosi) Veramente ha nascosto tutti quei denari?

SIGNORA SAVAGE - Certo, per la mia "Fondazione".

FLORENCE - E ora pensa davvero a restituirlo?

FAIRY - molto generosa... Per essere una persona cos piccolina e fragile.

HANNIBAL - Ma non ha detto a Samuel dov' la sua parte.

SIGNORA SAVAGE - In quel biglietto non c' la ricetta; c' scritto di scavare sotto il caminetto.

JEFF - Ma perch li ha nascosti, per poi dir loro dove sono?

SIGNORA SAVAGE - Cosa le fa pensare che io l'abbia detto?

FAIRY - L'abbiamo sentito.

SIGNORA SAVAGE - Sono pazza, ma non fino a questo punto. Qualunque cosa vi sia sotto il caminetto, dentro all'ittiosauro o sotto le petunie del Presidente... non certo il mio pacco di titoli.

FAIRY - E allora, perch ha detto che c'erano?

SIGNORA SAVAGE - Voglio vedere fino a che punto si renderanno ridicoli.

JEFF - Ma come pensa che l'abbiano creduta?

SIGNORA SAVAGE - Vogliono credermi.

HANNIBAL - Potrebbero trovare degradante mettersi a scavare.

SIGNORA SAVAGE - Ma scaveranno!

JEFF - Ne sicura?

SIGNORA SAVAGE - Non ci sono cinque cose che un uomo farebbe per cinque dollari, ma ci sono cinque cose che un uomo non farebbe per dieci milioni di dollari. Scaveranno, scaveranno!

(Gli altri applaudono)

Quadro II

Scena I

(Qualche sera dopo. Al levar del sipario, la Signora Savage sola, seduta presso la finestra, e guarda verso il giardino. Jeff entra e si guarda attorno senza vederla. D uno sguardo al piano, poi all'ingresso dietro di s come per assicurarsi di essere solo. Si avvicina al piano e si ferma davanti a questo. Sorride e si strofina te dita come per sgranchirle; si siede e suona un accordo. La Signora Savage si alza e gli si avvicina)

SIGNORA SAVAGE - Non sapevo che lei suonasse il piano.

JEFF - (si alza in fretta, e copre con una mano la parte destra del viso) Non sapevo che qui ci fosse qualcuno! Suono soltanto quando sono solo.

SIGNORA SAVAGE - Non dovrebbe essere cos timido. Nessuno pretende che lei suoni come un professionista.

JEFF - Ma sono un professionista.

SIGNORA SAVAGE - Oh!

JEFF - Ho debuttato al Town Hall la settimana precedente all'inizio della guerra. Sono Jeffrey Meredith. Vuole vedere? (Estrae dal taschino un ritaglio di giornale)

SIGNORA SAVAGE - Mi scusi, Jeff, avrei dovuto saperlo.

JEFF - (sorride) Dovevo suonare con la Filarmonica...

SIGNORA SAVAGE - Ma non suona mai, Jeff: perch? La prego, continui, mi piacerebbe ascoltarla.

JEFF - (si rimette la mano sul viso) No. Non mi piace essere guardato...

SIGNORA SAVAGE - (gli pone una mano sulla spal-la) lomi volto dall'altra parte, e l'ascolto, Jeff.

JEFF - Preferisco di no. Non sono ancora in grado di affrontare il pubblico. La prego, non insista.

SIGNORA SAVAGE - No, certo. (Si siede sul divano)

JEFF - Grazie. (Si avvicina e si siede accanto a lei) Pu mantenere il segreto?

SIGNORA SAVAGE - Per circa dieci minuti.

JEFF - II Dottor Emmett non affatto un medico.

SIGNORA SAVAGE - E che cos'?

JEFF - Un malato, anche lui, proprio come la Signora Paddy.

SIGNORA SAVAGE - Oh! Ne sicuro?

JEFF - Sono cinque anni ormai che promette di farmi un viso nuovo...

SIGNORA SAVAGE - Io credo che sia proprio un medico, Jeff. scritto sulla targa alla porta del suo ufficio...

JEFF - E lei crede che un uomo sia sempre quello che dice di essere?

SIGNORA SAVAGE - Sono un'anima candida... Cerco di pensare il meglio possibile delle persone.

JEFF - La cosa migliore di pensare il peggio. Se ne pensa il peggio, si accorger poi che questo peggio, il pi delle volte, ancora una delusione.

SIGNORA SAVAGE - (riflette un momento) Sa, Jeff, tutto questo abbastanza oscuro per essere profondo. Cosa vuol dire?

JEFF - Semplicissimo. Quando un uomo dice di essere saggio, stia sicura che un idiota; ma se dice che un idiota... pu credergli.

SIGNORA SAVAGE - Ma soltanto un idiota pu pretendere di essere saggio.

JEFF - (trionfante) Appunto! Il che prova che ho ragione. Il Dottor Emmett dice di essere medico. La guerra finita da un pezzo e dov' il suo miracolo?

SIGNORA SAVAGE - Queste cose sono lunghe da curare.

JEFF - Non ho pi tempo d'aspettare... Divento vecchio...

SIGNORA SAVAGE - Ma perch non dimentica la sua ferita e non ricomincia a suonare? Non condanni i suoi ascoltatori prima di dar loro l'occasione di giudicarla.

JEFF - Mi guardi, e poi dica se non farei rabbrividire il pubblico! (Si alza, e rimane in piedi davanti a lei, nascondendosi il viso con la mano) Guardi! (Toglie la mano dalla faccia) Non vede?

SIGNORA SAVAGE - (guarda il bel viso intatto di Jeff) Non... vedo nulla da nascondere, Jeff.

JEFF - il Dottor Emmett che le ha detto di dire cos.

SIGNORA SAVAGE - No, le assicuro che non mi ha detto nulla. Ma se fossi in lei mi fiderei di lui. Gli dia ancora un po' di tempo.

JEFF - Va bene... gli dar ancora cinque anni.

SIGNORA SAVAGE - una cosa ragionevole.

JEFF - Sa una cosa?

SIGNORA SAVAGE - No, non so nulla. Sono spaventata dall'immensit di tutto quel che so...

JEFF - Non lo direi a nessun altro. (Si guarda intorno con cautela) Hannibal non sa affatto suonare il violino.

SIGNORA SAVAGE - No?!

JEFF - S!

SIGNORA SAVAGE - Ecco... io veramente non ho orecchio musicale...

JEFF - Le dir un'altra cosa... Magari non l'avessi anch'io!

SIGNORA SAVAGE - molto buono a fingere con lui.

JEFF - Povero Hannibal, non sa suonare, ma suona. Io so suonare bene e non voglio. Non le sembra strano?

SIGNORA SAVAGE - Non troppo...

Scena II

FAIRY - (si precipita dentro dall'ingresso, e strilla) C' un topo nell'ingresso! Un topo grosso come un gatto! Salga sopra una sedia, presto, Signora Savage!

(Willie entra portando un vassoio col caff; seguono Florence e Hannibal)

WILLIE - Fairy... non so pi cosa fare di lei!

FLORENCE - Mi ha fatto passare la voglia del caff!

WILLIE - Sapete benissimo che non c' nessun topo nell'ingresso.

FAIRY - Ma la Signora Savage non lo sa. Qui lei s'annoia... Io cerco di rendere la vita un po' pi movimentata.

SIGNORA SAVAGE - Grazie, Fairy. Con questo spavento sono invecchiata di almeno cinquantanni,

FAIRY - Allora festeggiamo il compleanno! Io faccio le candele.

HANNIBAL - Santo Cielo... Ho mangiato troppo anche oggi! (Sta ritto in fondo alla scena, e poi si piega cercando di toccare il pavimento con le dita).

FLORENCE - Non dovrebbe far ginnastica subito dopo mangiato, Hannibal.

SIGNORA SAVAGE - (si avvicina a Willie) sicura che non venuto nessuno o non arrivata posta per me, quest'oggi?

WILLIE - Certissima.

SIGNORA SAVAGE - E... crede che sarebbe possibile mandare qualcuno in paese a prendere (sottovoce) il giornale di questa sera?

WILLIE - Se lei serve il caff, posso chiederlo al Dottor Emmett.

SIGNORA SAVAGE - Volentieri.

WILLIE - (porge la tazza gi versata, a Jeff, seduto sullo sgabello del pianoforte) Ecco a lei, Bingo.

JEFF - Florence non ancora stata servita.

FLORENCE - Non faccia complimenti, Jeff. Willie sa come le piace la sua tazzina di caff. Ora prendo la mia.

JEFF - Va bene, grazie.

Scena III

(Willie esce a sinistra. La Signora Savage si avvicina al servizio del caff. Fairy va allo specchio e si guarda)

FAIRY - "Specchio, specchio - sempre sincero, - Chi la pi elegante? - dimmi tu il vero...". (Ascolta attentamente)

SIGNORA SAVAGE - Vuole zucchero nel caff, Fairy?

FAIRY - Cinque zollette, prego. (Si avvicina e prende la tazza) Non ho nemmeno il tempo di finirlo; l'ho messo insieme con gli spilli.

SIGNORA SAVAGE - Hannibal?

HANNIBAL - Grazie, no. (Si china di nuovo come prima)

SIGNORA SAVAGE - Volete che le insegni un modo pi piacevole per dimagrire, Hannibal? HANNIBAL - Un modo piacevole per dimagrire non stato ancora scoperto...

SIGNORA SAVAGE - Insomma... conosco un modo migliore del suo. (Apre un cassetto del tavolo) Ci vuole solo un mazzo di carte...

FAIRY - Sono andata da uno che faceva le carte; quando avevo quindici anni. Tutto quello che mi ha detto era sbagliato. Da allora, alle carte non ci credo pi.

FLORENCE - Fairy! Fairy!

SIGNORA SAVAGE - (prende un mazzo di carte e lo porge a Hannibal) Le getti in aria.

HANNIBAL - (indietreggia) Per che fare?

SIGNORA SAVAGE - Per dimagrire. (Getta per aria le carte che si spargono sul pavimento) Adesso si chini e le raccolga tutte, una alla volta.

FAIRY - Oh, magnifico!

SIGNORA SAVAGE - L'ho imparato in un istituto di bellezza.

HANNIBAL - Grazie, Signora Savage! (Comincia a raccogliere le carte) un sistema molto migliore.

(Si apre la porta a sinistra ed entra il Dottor Emmett)

Scena IV

DOTTOR EMMETT - Hannibal... cosa fa?

HANNIBAL - Faccio una cura dimagrante.

DOTTOR EMMETT - Dovrebbe rimandarla a un po' pi tardi. (Volgendosi agli altri) Volete salire nello studio, un momento? Debbo parlare alla Signora Savage. Florence, porti il caff di sopra, la prego.

FLORENCE - (s avvia verso la porta col vassoio) Detesto prendere il caff di sopra! da borghesucci... Dov' Gian Tommaso?

JEFF - L'ha lasciato su, sopra il grammofono, Florence,

FLORENCE - Oh, s! Adora i classici...

FAIRY - Prima gi, poi su... finir per urlare... posso rimanere, Dottore? No, impossibile.

(Escono tutti. II Dottor Emmett si volge alla Signora Savage)

Scena V

DOTTOR EMMETT - Willie mi dice che desidera vedere i giornali della sera. Perch?

SIGNORA SAVAGE - Cos, per abitudine...

DOTTOR EMMETT - Eccoli. (Le porge un giornale. Lei lo prende e si avvicina al divano) Immagino che sar soddisfatta di vedere tutti i guai che ha provocato.

SIGNORA SAVAGE - Davvero? (Prende il giornale e lo apre) Oh! Tito in prima pagina! (Legge) Un senatore sorpreso nella serra della Casa Bianca!

DOTTOR EMMETT - Ho parlato con lui poco fa, seccatissimo...

SIGNORA SAVAGE - Lo credo! Si figuri, sradicare tutte quelle petunie! Cosa avranno pensato di lui?

DOTTOR EMMETT - La sua posizione notevolmente peggiorata.

SIGNORA SAVAGE - Ma il mio umore, invece, migliorato assai! C' nulla di Samuel?

DOTTOR EMMETT - Oh, s! (Le d un altro giornale) Ecco il "Posta" di Boston.

SIGNORA SAVAGE - (legge, con gioia) Magnifico! Povero Samuel, tutti quei mattoni sulla testa! "Un comignolo cade sopra un giudice di Boston". (Alza gli occhi allegramente) Cosa vuole! Per certa gente - non ci vuol meno di un quintale di mattoni...

DOTTOR EMMETT - Com' possibile che le abbiano creduto?

SIGNORA SAVAGE - Starebbe a loro d'essere internati, non le pare? (Volta le pagine) Non una di Lily Belle?

DOTTOR EMMETT - (porgendole un altro giornale) Il suo potere di suscitar dei guai ha veramente raggiunto il massimo, Signora Savage.

SIGNORA SAVAGE - (prende il giornale) Che brutta fotografia di Lily Belle!

DOTTOR EMMETT - Stando quanto stampano, sembra che abbia fatto resistenza alla forza pubblica.

SIGNORA SAVAGE - Vedo... "Vandalismi commessi da una signora in un museo... "Ereditiera polacca morde un agente della polizia". (Solleva gli occhi) Sono proprio stupidi, non le pare, Dottore?

DOTTOR EMMETT - Ma che vantaggi sperate di ottenere, Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - Condizioni migliori...

DOTTOR EMMETT - Per la sua libert?

SIGNORA SAVAGE - Per la "Fondazione Ricordo" di mio marito.

DOTTOR EMMETT - I suoi figli pensano che quei denari possono essere destinati ad uso migliore,

SIGNORA SAVAGE - Si capisce! A loro uso personale! Lily Belle ha assegnato pi di un milione ai suoi sei mariti. Samuel e Tito hanno speso altrettanto per procurarsi delle cariche alle quali non avevano diritto. Le sembrano questi usi migliori?

DOTTOR EMMETT - Essi trovano la sua "Fondazione" un'assurdit,

SIGNORA SAVAGE - Non lo . Vi sono mille istituzioni per la gente stupida che si trova in condizioni disperate e non ce n' una per quelli che hanno un disperato bisogno d qualche stupida cosa...

DOTTOR EMMETT - Cosa le ha fatto venire questa idea?

SIGNORA SAVAGE - Tutta la mia vita. Nonostante ci che abbiamo potuto ottenere, non ci scordiamo mai le futili, stravaganti cose che abbiamo sognato inutilmente; sono certa che se Hannibal avesse potuto avere un violino quando lo desiderava, adesso non ne avrebbe bisogno.

DOTTOR EMMETT - Pu darsi...

SIGNORA SAVAGE - Voglio che mio marito sia ricordato con gratitudine e simpatia mediante la realizzazione di qualche sogno stravagante. Non rinunzier alla mia "Fondazione".

DOTTOR EMMETT - Riparleremo di tutto ci con pi pace. Ma ora i suoi figli attendono. (Va alla porta) Accomodatevi.

(Si scosta un momento, ed entrano Tito, Lily Belle e Samuel che ha un braccio al collo)

Sar qui fuori in caso abbiate bisogno di me.

(Esce e li lascia soli. Nessuno parla per un momento)

Scena VI

SIGNORA SAVAGE - II mio mal di testa passato.

LILY BELLE - Come hai osato farmi fare una figura simile... Come hai osato?

SAMUEL - Mi volevi ammazzare. Sapevi che quel vecchio comignolo mi sarebbe caduto addosso se cominciavo a togliere qualche mattone...

SIGNORA SAVAGE - Noi siamo una famiglia molto intelligente, mi pare...

TITO - Sarai contenta, immagino, di aver esposto il nostro nome al ridicolo ancora una volta,

SIGNORA SAVAGE - Hai scavato, Tito?

TITO - Sono stato assalito da otto uomini della polizia che mi hanno addirittura travolto nella polvere. Credevano volessi piazzare una bomba.

LILY BELLE - Perch non hai dichiarato la verit ai giornali, come ho fatto io? (Legge) Un attacco di sonnambulismo! Figuriamoci!

TITO - (le strappa il giornale) Prova un po' a ragionare con otto uomini addosso!

SIGNORA SAVAGE - Sarebbe stata felice di un'occasione simile!

TITO - (leggendo) Si apprende oggi che la madre del senatore, l'attrice Ethel Savage, stata internata in una clinica per atti irresponsabili. I "leader" democratici hanno immediatamente osservato che questo potrebbe spiegare i numerosi casi di strano comportamento del senatore al Congresso. (Getta il giornale per terra) Ma capisci cosa significa questo per me, politicamente?

SIGNORA SAVAGE - Fa di te "un mort canard"... francese... ti ricordi? Significa "anatra morta". TITO - Non potr sopravvivere a questa storia!

LILY BELLE - Trattare me come una delinquente comune! Hanno preso le mie impronte digitali... !

SIGNORA SAVAGE - Oh, ti volevo chiedere, Lily Belle. Cosa c' dentro l'ittiosauro impagliato?

TITO - Lo sai come ci chiamano ora sui giornali?

SAMUEL - I pazzi Savage!

SIGNORA SAVAGE - Non siete contenti?

TITO - Cosa hai fatto di quei titoli?

SIGNORA SAVAGE - Cosa ne ha fatto lei della sua dignit?

LILY BELLE - Dov' il mio denaro?

SIGNORA SAVAGE - Dov' il rispetto di voi stessi?

SAMUEL - E adesso, cosa intendi fare?

SIGNORA SAVAGE - Siete pronti ad accettare le mie condizioni, o volete andare a scavare nelle tombe egiziane?

TITO - Siamo disposti a venire ad un compromesso...

SIGNORA SAVAGE - Se "compromesso" significa che siete disposti a guardare le cose dal mio punto di vista, allora ci potremmo intendere.

TITO - Potrei acconsentire a farti uscire di qui, sotto la custodia di una persona adatta...

SAMUEL - ...almeno per qualche tempo. Sarebbe meglio anche per noi...

LILY BELLE - Io la lascerei completamente libera, purch rinunziasse a recitare, e conducesse una vita normale.

SIGNORA SAVAGE - La libert, come Tito pu dirti, il diritto di fare una cattiva scelta.

TITO - E che cosa otterremmo?

SIGNORA SAVAGE - Ecco quello che apprezzo in te, Tito. Sei pratico! Darei a ciascuno di voi un ragionevole assegno annuale.

SAMUEL - Ragionevole... quanto?

SIGNORA SAVAGE - Sar generosa. Ma il grosso del patrimonio deve andare alla mia "Fondazione".

LILY BELLE - una cosa assurda, addirittura!

TITO - Se noi revocassimo il tuo internamento e tu ci giocassi un altro tiro... cosa potremmo fare?

SIGNORA SAVAGE - E cosa potete fare adesso?

LILY BELLE - Tito, tanto vale deciderci... (Si avvicina alla finestra e prende dal tavolo una rivista)

TITO - E va bene! (Si volge a Samuel) Samuel, scrivi una revoca per questo internamento.

SAMUEL - (prende dal taschino una penna stilografica) Sono stanco di tutti questi cambiamenti.

SIGNORA SAVAGE - Quando sar libera, manterr la promessa. Per, vi avverto, non voglio sorveglianze.

LILY BELLE - Samuel... aspetta!

TITO - Cosa c'?

LILY BELLE - Ho trovato la soluzione... sulla copertina di questa rivista medica.

TITO - Come dici?

LILY BELLE - Il modo di evitare ogni compromesso. (Piega la rivista) Ma debbo prima vedere il Dottor Emmett. (Si avvia verso la porta)

SIGNORA SAVAGE - Vuoi firmare quella revoca, Lily Belle?

LILY BELLE - Tito, non firmare nulla fino a che non ritorno! (Esce in fretta)

Scena VII

TITO - Lily Belle! (Si volge a Samuel) Cosa pu aver trovato?

SAMUEL - Lo sa Iddio!

SIGNORA SAVAGE - II modo per ingannarvi. Se le date retta rimarrete senza un centesimo.

SAMUEL - Cosa dobbiamo fare?

TITO - Continua... Lily Belle ci ha gi messo abbastanza nei guai.

SIGNORA SAVAGE - Cercate di far presto... Le vostre due firme basteranno.

TITO - Basta dire che l'internamento fu mal consigliato e ne chiediamo la revoca. (Finisce di scrivere e si volta alla Signora Savage) Ti basta?

SIGNORA SAVAGE - Se firmate.

TITO - Firma, Samuel.

(Samuel firma. Tito si china sulla carta per firmare. Lily Belle rientra)

Scena VIII

LILY BELLE - Cosa fate?

TITO - Firmiamo la lettera. Firma anche tu, Lily Belle. .

LILY BELLE - Non necessario. (Prende la carta e la strappa)

SIGNORA SAVAGE - Ve ne pentirete. (Si alza)

TITO - Lily Belle, non hai il diritto di agire senza consultarci.

LILY BELLE - Oh, taci un po'! (Prende la rivista e la porge a Tito) Leggi questo.

TITO - Cosa debbo leggere?

LILY BELLE - Quell'articolo sul Penthotal... ...

(Entra il Dottor Emmett)

Scena IX

LILY BELLE - Forse meglio lasciare che il Dottor Emmett vi dica. Dottore, spieghi loro l'effetto del Penthotal,

DOTTOR EMMETT - Viene usato nei casi di choc...

LILY BELLE - Lo chiamano "il siero della verit".

DOTTOR EMMETT - Per non esatto.

LILY BELLE - Ma sotto la sua influenza i malati dicono la verit, Non cos?

DOTTOR EMMETT - Se si decidono a parlare...

LILY BELLE - (trionfante) Capisci adesso?

Scena X

MISS WILLIE - (entra e si ferma sulla porta) Ha bisogno di me, Dottore?

DOTTOR EMMETT - S, un momento solo.

TITO - Dottore, si procuri subito questo siero e lo somministri a mia madre.

SIGNORA SAVAGE - E io, Dottore, non ho pi alcun diritto?

WILLIE - Dottor Emmett, non pu dar retta a questa gente; sarebbe un evidente abuso professionale.

TITO - Dottore, le ordino di somministrare immediatamente questo siero a mia madre. DOTTOR EMMETT - Signora Savage... Se io rifiuto, i suoi tutori hanno ogni diritto di sottrarla alla mia autorit e sono certo che troverebbero il modo di sottoporla agli effetti del Penthotal in qualche altro luogo.

WILLIE - Allora... lasci che qualcun altro ne assuma la responsabilit.

DOTTOR EMMETT - (si volge alla Signora Savage) Dieci milioni di dollari nascosti... non giovano a nessuno ed a lei meno che mai. Costituiscono un dato evidente di psicopatia. Questo il momento di provare che in grado di ragionare normalmente.

SIGNORA SAVAGE - Ebbene... voglio che si sappia che non sono stata forzata con nessun mezzo scientifico. Vi dir dove sono quei titoli. Sono...

(Le porte scorrevoli si aprono violente-mente e Florence, Jeff, Fairy e Hannibal entrano nella stanza)

Scena XI

FAIRY - Aspetti! Siamo venuti a salvarla!

FLORENCE - Non troppo tardi!

HANNIBAL - Noi la sosterremo, signora Savage.

FAIRY - Stavamo ascoltando per caso... (Puntando il dito contro i fratelli Savage) Vergogna! Vergogna! Vergogna!

TITO - Dottor Emmett! Chi questa gente?

SIGNORA SAVAGE - Sono amici miei.

DOTTOR EMMETT - Non le avevano detto di rimanere sopra, Hannibal?

JEFF - Dottore, vogliamo protestare!

TITO - Con che diritto volete protestare, signori? Queste cose non vi riguardano...

SIGNORA SAVAGE - Vi sono molto grata della vostra buona volont di venirmi in aiuto... ma, come avete sentito, il Dottor Emmett non pu far molto...

JEFF - Cosa far, Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - Dar loro i titoli!

DOTTOR EMMETT - Credo sia la soluzione migliore, Signora Savage.

TITO - Vuoi dirci dove sono, s o no?

SIGNORA SAVAGE - Ve lo mostrer. (Prende l'orsacchiotto e lo guarda teneramente) Glielo mostreremo, vero? (Afferra la testa dell'orsacchiotto e comincia a svitarla)

FAIRY - Oh, non gli faccia male!

(Svitata e tolta la testa, la Signora Savage mette la mano nel corpo dell'orsacchiotto e ne toglie il pacchetto di titoli. Tutti gli occhi sono fissi su di lei. La Signora Paddy entra dall'ingresso, inosservata, e guarda per un momento affascinata)

SIGNORA SAVAGE - Ecco il vostro tesoro! (Lascia cadere il pacco sul tavolo)

(L'intero gruppo sembra sbigottito. La Signora Paddy vede l'interruttore della luce indifeso, e si muove verso di esso con rapida decisione)

LILY BELLE - Santo cielo! Li aveva con s tutto il tempo!

(I tre Savage si precipitano verso il tavolo, ma prima che possano raggiungerlo la Signora Paddy arrivata all'interruttore. La camera viene immersa nell'oscurit e nella confusione)

SAMUEL - Cosa successo alla luce?

FAIRY - Dev'essere entrata la Signora Paddy! Oh, Signora Paddy!

TITO - Dov' l'interruttore? Ridate la luce! Dottor

EMMETT - Un momento di pazienza! Ora riaccendo.

LILY BELLE - Per carit, Tito, non ti muovere! Qualcuno potrebbe ucciderti!

SAMUEL - Tito, accendi un fiammifero!

TITO - Non ne ho!

SAMUEL - Chi questo?

LILY BELLE - Ma sono io, lasciami!

Scena XII

TITO - Ridate la luce, insomma!

(La luce si riaccende. Il Dottor Emmett presso l'interruttore; Hannibal il pi vicino al tavolo; Lily Belle scomparsa, e cos pure la Signora Paddy)

Ma chi aveva spento?

DOTTOR EMMETT - (guardando nell'ingresso) Una delle nostre ammalate. (Chiama nell'ingresso) Signora, Paddy!

SAMUEL - (si guarda intorno) Dov' Lily Belle?

TITO - scomparsa!

FAIRY - (guarda dietro al divano) Santo cielo! Cosa fa l sotto? (Lily Belle si alza dal pavimento. Ha il cappello di traverso)

LILY BELLE - Qualcuno mi ha dato una spinta!

HANNIBAL - Io no, ero troppo lontano.

TITO - (pallido ed esterrefatto, mostra drammaticamente il tavolo con un dito) Non ci sono pi! I titoli non ci sono pi!

(Si precipitano verso il tavolo e cercano i titoli affannosamente)

LILY BELLE - Non ci sono!

TITO - (volgendosi alla Signora Savage) Cosa ne hai fatto?

SIGNORA SAVAGE - Io li ho messi sul tavolo; l'avete i visto tutti!

TITO - E allora dove sono?

HANNIBAL - Scusi, senatore... Forse stata la Signora Paddy. Mi sembra evidente: ha spento i lumi, poi ha preso i titoli e se n' andata.

DOTTOR EMMETT - Willie, cerchi la Signora Paddy! Dica a tutti gli infermieri di fermarla prima che distrugga quei titoli!

(Willie si precipita fuori)

Scena XIII

LILY BELLE - (si lascia cadere sopra una sedia al centro) Non resisto pi... assolutamente non resisto pi! Mi sento impazzire!

HANNIBAL - (Getta in aria il mazzo di carte) Questo vi pu calmare, forse... volete provare? (Le gira intorno, raccogliendo le carte)

SIGNORA SAVAGE - (alzandosi) Quel tesoro di Signora Paddy! (A Fairy e Florence) Andiamo, ragazze, facciamo una passeggiatina! (Si mette a camminare lungo l'orlo del tappeto, seguita da Florence e Fairy. Samuel accarezza la mano di Lily Belle)

TITO - (soffocando) Ma questo un manicomio!

SIGNORA SAVAGE - (a Tito) Perch, non lo sapevi?

FAIRY (ripete) Perch, non lo sapete?

OSPITI (ripetono) Perch, non lo sapete?

SIPARIO


TERZO ATTO

Scena I

(La stessa scena, qualche minuto dopo. Al levar del sipario tutto il gruppo, seduto, aspetta, eccettuato Tito che cammina nervosamente su e gi. Guarda infastidito l'orologio, Lily Belle tamburella colle dita sul bracciolo della sua poltrona. Suona il telefono interno. Il Dottor Emmett alza il ricevitore e tutti ascoltano attentamente)

DOTTOR EMMETT - S, Willie. Va bene. (Pausa) Bene... (Pausa) Benissimo. (Riattacca)

TITO - (con sollievo) Allora?

DOTTOR EMMETT - Tutti i reparti sono chiusi, il personale avvertito, e ora Willie ispeziona i seminterrati.

TITO - Ma non hanno ancora trovato quella donna?

DOTTOR EMMETT - Non ancora...

TITO - Allora a che si riferivano tutti quei "bene, benissimo"?!

DOTTOR EMMETT - Sono state prese tutte le precauzioni possibili, senatore.

TITO - Quella pazza in possesso di dieci milioni di dollari in titoli commerciabili!

LILY BELLE - Cosa crede che possa farne?

FAIRY - Potrebbe mangiarli...

DOTTOR EMMETT - Non lo so... Ma li ritroveremo certamente... anche se ci vorr un po' di tempo.

LILY BELLE - (si siede con un gemito) Erano qui, davanti a noi! A portata di mano... (Si volge verso Tito con irritazione) Perch non l'hai fermata?

TITO - Non sapevo che si sarebbe spenta la luce.

SIGNORA SAVAGE - Forse non li ha presi lei.

LILY BELLE - Certamente stata lei! Nessun altro avrebbe potuto farlo.

SIGNORA SAVAGE - Oh, s! Tu, per esempio...

TITO - Lily Belle era a tre metri dal tavolo...

SIGNORA SAVAGE - Ma molto svelta quando si tratta di soldi! Per conto mio, credo sia stata lei, e poi se li nascosti dentro la scollatura... C' tanto di quel posto! Potreste perquisirla.

SAMUEL - (sospettosamente) Non... non li hai presi tu, Lily Belle, vero?

LILY BELLE - Ma non vedete che cerca di metterci gli uni contro gli altri?

TITO - S, ma... qualcun altro potrebbe averli presi... (Guarda intorno sospettosamente. Ad un tratto indica Hannibal) Il pi vicino al tavolo era lui, quando si spenta la luce.

LILY BELLE - C'era proprio contro...

TITO - Beh... non ha nulla da dire?

HANNIBAL - (indietreggia davanti all'accusa di Tito) Io non li ho presi. Non mi piacciono i titoli...! (Getta nuovamente in aria le sue carte)

FAIRY - (d un grido indicando una carta sul pavimento) La regina di picche! Morir qual-cheduno!

LILY BELLE - Dottor Emmett, necessario che questa gente stia qui?

TITO - Mandateli via. (Poi cambiando idea rapidamente) Cio... no, no, no... non lasciate uscire nessuno prima che sia perquisito.

SIGNORA SAVAGE - Spogliatevi tutti, subito!

DOTTOR EMMETT - Signora Savage, la prego, non renda le cose ancora pi difficili di quel che ha gi fatto.

LILY BELLE - (si ferma davanti a Hannibal) E per l'amor del cielo, fate che quest'uomo smetta di gettar per aria le carte! I miei nervi non reggono pi!

DOTTOR EMMETT - Basta, Hannibal, (Hannibal si siede docilmente)

FAIRY - Basta qui, basta l, basta qui, basta l... (Si alza e va davanti a Lily Belle) Mi hanno detto che ha un bellissimo diadema e che lo porta anche quando dorme...

LILY BELLE - Oh! Mi lasci in pace, lei, sgradevole creatura. Ne ho gi abbastanza!

Scena II

(Tutti rimangono fermi per un istante. Poi, alle loro spalle, si aprono le porte scorrevoli e la Signora Paddy entra lentamente a ritroso, scrutando nell'ingresso. Richiude le porte e le mantiene ferme con le mani. Il Dottor Emmett le si avvicina, calmo)

DOTTOR EMMETT - E cos, Signora Paddy, abbiamo dovuto mettere tutto il personale alla sua ricerca.

(La Signora Paddy si volge rapidamente e guarda il gruppo che le si trova davanti con aria stordita. Poi cerca di scappar fuori nuovamente)

TITO - Fermatela! Non lasciatela fuggire!

DOTTOR EMMETT - (le si mette davanti) meglio che resti qui con noi, Signora Paddy. Le dobbiamo parlare.

(Mostra una sedia al centro e vi conduce la Signora Paddy. Questa si siede, dignitosamente, ignorando tutti gli astanti)

TITO - Adesso scopriremo dove sono andati a finire quei titoli. (La Signora Paddy, con aria assente, scuote dal suo grembo delle briciole immaginarie) Signora, ci renda quei titoli!

DOTTOR EMMETT - meglio che l'interroghi io, senatore. A lei non risponder.

TITO - Oh, s, che risponder.

SIGNORA SAVAGE - Oh, no!

TITO - Staremo a vedere! (Urla alla Signora Paddy, che trasale) Signora! Vuole parlare, s o no?

SIGNORA PADDY - (si volta e folgora Tito con lo sguardo) Detesto ogni cosa al mondo, ma pi di tutto detesto le porte scorrevoli, le sputacchiere, le lotte, le botte, i piatti, le pulci, i vermi, i germi, i pachidermi e gli uomini politici,

TITO - (rimane soffocato per un momento) Cosa vuol dire?

SIGNORA SAVAGE - Non hai sentito?

TITO - Signora, ha sentito quello che le ho detto?

DOTTOR EMMETT - (si mette davanti alla Signora Paddy) inutile che urli alla Signora Paddy, senatore. La sente benissimo, ma non le risponder. Non risponde a nessuno da venti anni.

TITO - (si volge nuovamente alla Signora Paddy) inutile che cerchi d'ingannarmi, signora.

SIGNORA SAVAGE - Non l'irritare, Tito, ha un coltello.

(Tito indietreggia rapidamente)

DOTTOR EMMETT - Signora Savage, per favore! (Si volge a Tito) La Signora Paddy non ha nessun coltello. assolutamente innocua. Lasci fare a me, senatore, la prego.

TITO - Faccia pure, ma voglio che parli...

DOTTOR EMMETT - (s'inginocchia vicino alla Signora Paddy) Signora Paddy... una cosa importantissima... faccia segno di s o di no in risposta alle mie domande, (La Signora Paddy lo guarda distratta) Mi dica, ha preso dei titoli su quel tavolo poco fa?

(La Signora Paddy esita, accenna vigorosamente d s e subito dopo vigorosamente di no)

SIGNORA SAVAGE - Forse che s, forse che no.

FAIRY - Come emozionante! Sarebbe magnifico se aprissimo una porta e ci cadesse addosso un cadavere!

DOTTOR EMMETT - Signora Paddy, mi guardi. (Lei io fissa attentamente) Ricorda di aver spento la luce? (La Signora Paddy accenna di no) Se lo ricorda benissimo! E si ricorda anche di quel pacchetto d carte che era sul tavolo. (La Signora Paddy guarda verso il soffitto) Cerchi di ricordare, ci pensi.

(La Signora Paddy si china in avanti, e assume la posa del "Pensieroso" di Rodin. Mentre si aspetta da lei un segno d'intelligenza, Willie entra dall'ingresso con in mano una scatola da scarpe)

Scena III

WILLIE - Dottor Emmett, guardi!

(La Signora Paddy scatta in piedi e si precipita sulla scatola)

TITO - (le si avvicina d'un balzo) Ah, no! Dia a me!

WILLIE - Ma senatore...

TITO - Me ne incarico io! (Prende la scatola dalle mani di Willie e l'apre rapidamente. Il contenuto si sparge in terra)

FAIRY - Oh, le valvole della radio!

TITO - Diceva di aver trovato i titoli.

WILLIE - Io non ho detto nulla di simile.

(La Signora Paddy s'inginocchia sul tappeto per raccogliere il suo tesoro)

FAIRY - Questo mi rid fede nella magia!

DOTTOR EMMETT - Dove le ha trovate, Willie? WILLIE - Nel seminterrato, dentro il tubo dell'aria calda che mette nella camera di Fairy. FAIRY - Ve lo dicevo che su da me faceva freddo! e non volevate credermi! TITO - La ritengo responsabile di tutto questo, Dottore.

DOTTOR EMMETT - Senatore, mi dica cosa vuole che faccia.

TITO - Perquisisca quella donna.

(La Signora Paddy abbandona immediatamente le valvole, si siede sulla sedia a braccioli e ci s avvinghia con te braccia e le gambe)

DOTTOR EMMETT - Temo questo presenti qualche difficolt.

TITO - Allora faccia perquisire tutti gli altri, mentre noi cerchiamo di farla parlare.

DOTTOR EMMETT - E va bene! (a Willie) Vuole condurre la Signora Savage nella sua stanza e perquisirla, se non le dispiace?

SIGNORA SAVAGE - Prima lei, Fairy. Non voglio perdere nulla di questo spettacolo!

FAIRY - Grazie!

WILLIE - Vuole venire, Fairy?

FAIRY - Subito! (D il braccio a Willie e si avviano verso la porta) Sapete, una volta mi chiesero di fare la parte di Lady Godiva nella danza dei folletti. Per mia madre non volle, troppi folletti... (Esce con Willie)

Scena IV

DOTTOR EMMETT - Signora Paddy, vuole cercare di aiutarci un po'? (Lei lo guarda vagamente)

LILY BELLE - Non ha qualche minaccia a cui ricorrere?

DOTTOR EMMETT - Noi non minacciamo i nostri ammalati. Signora Paddy, mi guardi. LILY BELLE - Il siero della verit!

TITO - Ecco. Le dia il siero della verit; la faremo parlare!

DOTTOR EMMETT - Temo non sia possibile. Dovrei avere il consenso del suo tutore.

TITO - Benissimo, l'avremo. Chi il suo tutore?

DOTTOR EMMETT - Il marito.

TITO - (avvicinandosi al telefono) Gli telefoniamo. Dove sta?

DOTTOR EMMETT - In Giappone. (Tito si ferma)

TITO - Ma in sua assenza non pu agire d'autorit?

DOTTOR EMMETT - Ancora non abbiamo la prova che li abbia presi lei.

SIGNORA SAVAGE - Io credo proprio che sia stata Lily Belle...


LILY BELLE - Vuoi smettere di dire questa sciocchezza!

JEFF - Dottor Emmett...

DOTTOR EMMETT - Cosa c', Jeff?

JEFF - Dato che la Signora Savage non pu riavere i suoi titoli... credo di poterla aiutare...

DOTTOR EMMETT- Dica, dica!

JEFF - La Signora Paddy non li ha presi.

DOTTOR EMMETT - Come lo sa?

JEFF - Perch li ho presi io.

TITO - Il ladro lui! Sapevo che qui c'era un inganno! (Si avvicina a Jeff) Li restituisca, giovanotto!

JEFF - Non... non posso,

DOTTOR EMMETT - Veramente li ha presi lei, Jeff?

JEFF - S, Dottore.

DOTTOREMMETT - E che cosa ne ha fatto?

(Prima che Jeff possa rispondere entra Willie)

Scena V

WILLIE - Ho perquisito Fairy, Dottore. Non ho trovato nulla.

TITO - (ignora Willie e si rivolge a Jeff) Parli!

JEFF - Io... li ho gettati dalla finestra.

LILY BELLE - (si precipita alla finestra seguita da Samuel) Va a vedere fuori, Tito, presto.

DOTTOR EMMETT - Ma Jeff, non pu averli gettati dalla finestra se la finestra era chiusa.

JEFF - Oh!

TITO - (afferra Jeff per il bavero della giacca) Come osa prenderci in giro!

WILLIE - (si precipita su Tito) Non lo tocchi!

TITO - (intimorito dalla furia di Willie) Ha... ha detto che i titoli li ha presi lui.

WILLIE - Non vero.

TITO - Come fa a saperlo?

WILLIE - Non sono fatti suoi!

DOTTOR EMMETT - Willie, come lo sa?

WILLIE - (con indignazione) Lo so, perch avevo il braccio attorno a Jeff quando si spenta la luce... non volevo che si facesse male in tutta quella confusione.

DOTTOR EMMETT - Grazie, Willie.

JEFF - Non vero! Li ho presi io, nessun altro!

(Le porte si spalancano. Tutti si voltano e Fairy fa un ingresso drammatico)

Scena VI

FAIRY - Dottor Emmett! Willie! Succede qualche cosa di terribile! C' un incendio di sopra... Fiamme alte cos! (Alza le braccia quanto pu)

FLORENCE - Fairy, non inventare! Non il momento! Ci sono visite...

FAIRY - Insomma... alte cos... (Riduce l'altezza)

DOTTOR EMMETT - Fairy - si sieda e stia tranquilla, la prego.

FAIRY - Ma vero! C' un incendio di sopra! Mi creda!

DOTTOR EMMETT - Dove?

FAIRY - (esitando) Nella vasca da bagno: brucia tutta l'acqua,

DOTTOR EMMETT - Jeff, se ha preso quei titoli, dove li ha messi?

WILLIE - Le ho detto che non pu averli presi lui.

FLORENCE - Certo, impossibile... nessuno lo sa meglio di me...

TITO - Forse li ha presi lei?

FLORENCE - S, lo confesso...

FAIRY - (piagnucolando) C' un incendio di sopra!

LILY BELLE - Ma qui c' una congiura!

DOTTOREMMETT - Cosa ne ha fatto, Florence?

FLORENCE - Non lo voglio dire.

TITO - Questa gente si prende gioco di noi!

FLORENCE - Ho commesso un furto sapendo benissimo quello che facevo.

FAIRY - Di sopra brucia qualche cosa!

SAMUEL - Sar meglio perquisirla.

FLORENCE - Che avidit in quell'omuncolo!

DOTTOREMMETT - (a Willie) Signorina Willie, vuole perquisire Florence, per favore...

WILLIE - Venga, Florence.

FLORENCE - Non dir nulla.

SIGNORA SAVAGE - Nemmeno se mi rinchiudono nella mia stanza e mi tagliano tutti i capelli! (Esce)

Scena VII

HANNIBAL - inutile perquisire Florence.

TITO - Adesso stato lei, immagino!

HANNIBAL - No... ma so chi li ha presi.

DOTTOR EMMETT - Chi li ha presi, Hannibal?

HANNIBAL - Non stata la Signora Paddy.

TITO - Chi stato?

HANNIBAL - E neanche Florence.

TITO - Non vogliamo sapere chi non : ci dica chi stato,

HANNIBAL - Se chiedete ad un mussulmano che cosa Dio, vi dir tutte le cose che Dio non perch pi facile.

DOTTOR EMMETT - Vediamo, Hannibal. Se sa chi ha preso quei titoli, ce lo deve dire.

HANNIBAL - Non sono sicuro chi sia stato, ma so che stata una donna, e so che non stata la Signora. Paddy.

DOTTOR EMMETT - Come fa a sapere che non era la Signora Paddy?

HANNIBAL - La Signora Paddy non usa profumi.

SIGNORA SAVAGE - Lily Belle ci fa il bagno!

LILY BELLE - Ma io non ero vicino al tavolo!

SAMUEL - Potrebbe riconoscere il profumo?

HANNIBAL - Forse s.

SIGNORA SAVAGE - Io uso "gardenia"... e lei, Fairy?

FAIRY - Il mio non ha nome... una composizione mia,

SIGNORA SAVAGE - Hannibal, annusi Lily Belle.

LILY BELLE - Tito, non posso tollerare oltre tutto questo! Si stanno divertendo alle nostre spalle!

SIGNORA SAVAGE - (mentre Hannibal annusa Lily Belle) Sente nulla, Hannibal...

HANNIBAL - S.

SIGNORA SAVAGE - Cosa?

HANNIBAL - (corrugando la fronte) Fumo!

FAIRY - Finalmente!

TITO - Qui perdo la testa... Sento odore di fumo anch'io.

(Si aprono le porte ed entra Willie con una bacinella di carta bruciata)

Scena VIII

WILLIE - Dottor Emmett, ho trovato questo che bruciava nella vasca da bagno della Signora Paddy.

DOTTOR EMMETT - Nella vasca da bagno?

WILLIE - Credo siano i titoli. (Depone la bacinella per terra) O quello che rimane...

LILY BELLE - Oh, no! (Si accascia sopra una sedia) No! No!

TITO - Fatemi vedere! (Esamina le carte bruciate) Impossibile dire cosa fossero queste carte!

DOTTOREMMETT - Signora Paddy, ha preso quei titoli, e poi li ha bruciati in camera sua?

(La Signora Paddy lo guarda tranquillamente, accenna di s con la testa, poi accenna di no e si siede)

WILLIE - Senatore, qui c' un pezzetto che non bruciato. Riesce a capire cos'?

TITO - (esamina il frammento, poi si asciuga fa fronte) quel che resta di un titolo di mezzo milione di dollari.

FAIRY - Avrei dovuto dire una bugia e allora qualcuno mi avrebbe creduto.

DOTTOR EMMETT - Eh, s, mi dispiace... io, almeno avrei dovuto crederla, Fairy, Ma ci deve essere un modo di riavere questi titoli, senatore.

TITO - No, non c'.

LILY BELLE - Non possono essere perduti... non possibile!

TITO - (si avvicina alla Signora Paddy) Inutile relitto umano! Sa cosa ci ha fatto?

SIGNORA SAVAGE (mette il braccio attorno alla Signora Paddy) Lasciala in pace, Tito! (La Signora Paddy comincia a piangere) Non gli badi, Signora Paddy! Non ha importanza!

DOTTOR EMMETT - Non tollero che si strapazzino i miei ammalati. meglio che ve ne andiate al pi presto.

TITO - (al Dottor Emmett) La ritengo personalmente responsabile dell'accaduto!

LILY BELLE - Non posso essere povera... Non sapr come fare...

TITO - Calmati, Lily Belle. Ci rifaremo... ci siamo sempre rifatti... sono ancora senatore.

SIGNORA SAVAGE - Proprio non volevo che finisse cos, credetemi...

LILY BELLE - Portami a casa, Tito, per piacere... (Si appoggia a Tito ed esce dalla porta tenuta aperta da Willie)

SIGNORA SAVAGE - Tito...

TITO - (si ferma) Cosa c'?

SIGNORA SAVAGE - E io?

TITO - Non ti preoccupare! Non permetteremo mai che tu finisca in manicomio... (Segue Lily Belle)

SAMUEL - (fieramente) Siamo dei Savage.

FAIRY - Addio! Si dice addio alle persone che non si vogliono pi rivedere...

(Samuel esce e la porta si chiude dietro a loro. La Signora Paddy continua a piangere)

Scena IX

SIGNORA SAVAGE - Non pianga, Signora Paddy. Sono certa che detesta anche le lacrime!

FAIRY - Forse pensa che la sua vasca da bagno sia rotta...

DOTTOR EMMETT - (alla Signora Savage) Voleva dare ai vostri figli una lezione? Credeva di poterli cambiare?

SIGNORA SAVAGE - Nessuno pu cambiare le persone; si fanno solo dei cambiamenti che le persone finiscono per accettare. Volevo far loro fare la figura degli sciocchi sperando che avessero pi comprensione per gli sciocchi di buon cuore...

DOTTOR EMMETT - E chi sono gli sciocchi di buon cuore, Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - Ma... quelli che credono e fanno affidamento sulla bont del prossimo. Quelli che non danno nessuna importanza alla ricchezza e per i quali le buone maniere sono cose del tutto superflue.

DOTTOR EMMETT - Un'idea piena di buon senso.

SIGNORA SAVAGE - Che spiega perch mi trovo qui.

DOTTOR EMMETT - Se ne vuole andare?

SIGNORA SAVAGE - Loro non me lo permetteranno.

DOTTOR EMMETT - Loro non hanno pi nulla da dire. L'internamento dei malati non definitivo finch non lo confermo io. E non vedo nessuna ragione per cui debba rimanere qui.

SIGNORA SAVAGE - Vuole dire... che sono libera?

DOTTOR EMMETT - (esita) Potrei dimetterla subito sotto la mia responsabilit... ma... (Si avvia verso la porta a sinistra) Mi lasci telefonare all'Ispettore di Sanit. Le sar preciso tra poco. (Esce)

WILLIE - Far la sua valigia, intanto. (Si avvia alla porta d'ingresso) ...caso mai la disfaremo. (Esce)

(Tutti gli ospiti si volgono alla Signora Savage)

Scena X

FAIRY - Ci detesta!

SIGNORA SAVAGE - Perch dice una cosa simile, Fairy?

FAIRY - Se ve ne volete andare...

SIGNORA SAVAGE - Oh, Fairy!... necessario.

JEFF - C' qualcuno che l'aspetta?

SIGNORA SAVAGE - No.

FLORENCE - Qualcuno che ha bisogno di lei?

SIGNORA SAVAGE - No.

FAIRY - Ma non pu andarsene, perch non ho ancora trovato un regalo d'addio. (Si avvia alla porta)

FLORENCE - Vado a vedere anch'io se ho qualche cosa per lei, Signora Savage... mi aspetta?

FAIRY - Com' divertente! Venite, cerchiamo tutti che cosa possiamo trovare.

(Escono tutti eccetto Hannibal)

Scena XI

HANNIBAL - In camera mia non c' nulla che le possa piacere, Signora Savage, ma ho qui qualche cosa a cui tengo: l'anello della mia scuola. Dentro c' scritto "Sia fatta la luce!"... un motto che la Signora Paddy detesterebbe...

SIGNORA SAVAGE - No, Hannibal, non vorrei privarla del suo anello.

HANNIBAL - La prego, Signora Savage. Come oggetto non ha nessuna importanza, ma in quanto a sangue un valore statistico. Il mio cuore ha spinto il mio sangue attraverso questo anello ogni due minuti per dieci anni... questo fa press'a poco centomila galloni.

SIGNORA SAVAGE - troppo, Hannibal!

HANNIBAL - No, no... (Cerca di togliersi l'anello) Ma non mi riesce di toglierlo!

SIGNORA SAVAGE - Lo tenga, Hannibal. Apprezzo moltissimo la sua offerta...

HANNIBAL - (guardando il suo grosso dito) Mi si ingrossato il dito sopra e sotto....

SIGNORA SAVAGE - Lasci stare, Hannibal. L'ha da tanto tempo che diventato una parte di lei.

Scena XII

FAIRY - (rientra correndo e si avvicina alla Signora Savage) Sono senza fiato! Sentite il mio cuore! (Prende la mano della Signora Savage e se la mette sul cuore)

SIGNORA SAVAGE - Fairy cara, cosa avete fatto!

FAIRY - Ho trovato una cosa! (Porge alla Signora Savage un pacchetto male incartato) Non deve aspettarsi un gran che, cos non sar delusa.

SIGNORA SAVAGE - Certamente non sar delusa.

FAIRY - (mentre la Signora Savage scarta il regalo) Non mi riuscito di trovar nulla di meglio per incartarlo, (Si volge a Hannibal) Pu sentire il mio cuore anche lei, Hannibal...

HANNIBAL - (mette la mano sul cuore di Fairy) Grazie. Circa centoquattro battiti al minuto, direi.

SIGNORA SAVAGE - (ammirando il regalo) Come grazioso.

HANNIBAL - Che cos'?

SIGNORA SAVAGE - Un fazzoletto.

FAIRY - No, un tovagliolo.

SIGNORA SAVAGE - Grazie tanto, Fairy. Lo porter con me ogni volta che sar invitata fuori...

FAIRY - C' tessuto "I chiostri" Non carino?

Scena XIII

FLORENCE - (entra con Jeff) Oh, Fairy ha trovato qualcosa! Cosa le ha dato?

SIGNORA SAVAGE - Un tovagliolo orlato a mano.

FLORENCE - S'accorda benissimo col mio regalo! (Porge il suo dono alla Signora Savage) una cosa pratica, dopo tutto spero non le dispiaccia.

SIGNORA SAVAGE - Perch? Non avrebbe dovuto...

FAIRY - Che cos'?

HANNIBAL - Una saliera.

SIGNORA SAVAGE - Piena di sale, anche!

FLORENCE - incisa. C' scritto "I chiostri".

SIGNORA SAVAGE - Vi siete dati troppa pena...

FLORENCE - No... affatto.

FAIRY - d'argento?

FLORENCE - (si volge a Fairy con pazienza) Fairy cara, come avrei potuto dare alla Signora Savage qualche cosa che non fosse d'argento?

FAIRY - Oh, ammaccata!

FLORENCE - Ma Fairy, le ammaccature danno un carattere antico.

SIGNORA SAVAGE - Certamente!

FAIRY - Io per non voglio salutarla... detesto i saluti, non li ammetto... (Si avvia alla porta)

FLORENCE - (prende la mano della Signora Savage) Buona sera, Signora. Savage. (Si avvia con Fairy verso la porta, poi si ferma) Oh, dimenticavo! Gian Tommaso mi ha pregato di darle qualche cosa da parte sua. (Torna indietro e bacia Signora Savage sulla guancia) Temeva di attaccarle il morbillo se glielo dava lui. (Si avvia nuovamente verso la porta) Vieni, Fairy! Facciamo finta che sia l'ora del giardino. (Esce)

FAIRY - Scusateci, debbo strappare delle erbacce! (Sorride) Prenda l'ombrello... forse piove. (Esce)

Scena XIV

HANNIBAL - E tu, Jeff, cos'hai portato?

JEFF - Soltanto un libro, ma spero le piacer.

HANNIBAL - Che cos', Signora Savage?

SIGNORA SAVAGE - (prende il libro e legge il titolo) "La durata della vita della scimmia". Proprio non l'ho mai letto,

JEFF - Ho avuto fortuna allora!

SIGNORA SAVAGE - Lo legger stasera.

(Entra la Signora Paddy, correndo, con qualche cosa stretto nel pugno)

Scena XV

HANNIBAL - Signora Paddy, credevo che ci avesse dimenticati...

JEFF - Cosa ha trovato, Signora Paddy?

(La Signora Paddy allunga il braccio col pugno chiuso; la Signora Savage aspetta, imbarazzata, che essa dischiuda lentamente le dita)

SIGNORA SAVAGE - (guarda nella mano della Signora Paddy, poi, con sollievo) Come ha indovinato che questo era proprio quello che desideravo?

(la Signora Paddy raggiante)

JEFF - Posso vedere anch'io?

SIGNORA SAVAGE - Un bel bottone di madreperla; voglio attaccarlo subito.

(Lo avvicina al colletto. La Signora Paddy accenna di "no" con furia, poi va a raccogliere l'orsacchiotto della Signora Savage e indica l'occhio mancante)

JEFF - Credo voglia che facciate l'occhio che manca all'orsacchiotto.

SIGNORA SAVAGE - Iddio benedica il suo povero cuore inquieto!... proprio questo (Si avvicina alla Signora Paddy e l'abbraccia) Vi ringraziarne tanto, tutti e due! Detestava avere un occhio solo!

SIGNORA PADDY - Detesto ogni cosa al mondo... (Si ferma, poi comincia daccapo) Detesto ogni cosa al mondo, eccetto voi... (continua, imbrogliando un po' le parole) Detesto ogni cosa al mondo... Detesto ogni cosa al mondo, eccetto voi: e le voglio bene... e vorrei non ci lasciasse.

(Guarda un momento la Signora Savage, poi fugge dalla stanza)

Scena XVI

SIGNORA SAVAGE - (segue con lo sguardo la Signora Paddy poi si rivolge ai due uomini) Ha detto che mi vuole bene!

HANNIBAL - S... e allora?

SIGNORA SAVAGE - Non la sorprende?

JEFF - Perch? Lo abbiamo sempre saputo.

SIGNORA SAVAGE - S, ma... "ha parlato!"

HANNIBAL - E ora, Jeff, andiamo a vedere cosa fanno le ragazze. una serata meravigliosa e tutti sono cos gentili... (Va verso la porta, poi si ferma. Si volge e parla alla Signora Savage. Esce)

JEFF - (va alla porta e si ferma) Sa stare bene a cavallo!

(Esce in fretta)

(La Signora Savage rimane sola un momento, poi entra Willie)

Scena XVII

WILLIE - Credo di aver preso tutto. Ecco il suo cappellino da ottantacinque dollari. Glielo dicevo che le sarebbe servito ancora.

SIGNORA SAVAGE - II mio bel cappellino stravagante!

WILLIE - Sa, mi pare che lo portava a rovescio...

SIGNORA SAVAGE - (lo rivolta) Oh, vero!

WILLIE - Scommetto che indovino cosa le hanno dato.

SIGNORA SAVAGE - No, impossibile. La Signora Paddy mi ha dato un occhio perch possa vedere me stessa; Florence un pizzico di sale per giudicare ci che vedo.

WILLIE - Bene, e Fairy?

SIGNORA SAVAGE - Un impegno di amorevolezza. Porta il suo problema con una grazia infinita.

WILLIE - E Jeff?

SIGNORA SAVAGE - (guarda il suo libro) Il libro di Giobbe...

WILLIE - Nulla da Hannibal?

SIGNORA SAVAGE - (esita) Direi che mi ha dato un senso della musica che non ho mai avuto...

WILLIE - (ride) E adesso anch'io ho qualcosa da darle.

SIGNORA SAVAGE - Non faccia sciocchezze!

WILLIE - (le porge un pacchetto) Non un granch...

SIGNORA SAVAGE - Meglio cos. (apre il pacchetto) I miei titoli! (fissa Willie)

WILLIE - Eccetto quel pezzetto che ho dovuto bruciare coi giornali perch la cosa sembrasse vera.

SIGNORA SAVAGE - Santo cielo! Dove li ha trovati?

WILLIE - Non li ho trovati; li ho rubati quando si spenta la luce.

SIGNORA SAVAGE - Perch?...

WILLIE - Non lo so.

SIGNORA SAVAGE - Non mi dica che cleptomane!

WILLIE - (ride) Non ebbi il tempo di riflettere, ma il brutto che dopo averli presi, per un momento sono stata tentata di tenerli.

SIGNORA SAVAGE - Cosa l'ha trattenuta?

WILLIE - Ci che Jeff avrebbe pensato...

SIGNORA SAVAGE - Dovrebbe andarsene di qui, cara.

WILLIE - Sa che Jeff mio marito?

SIGNORA SAVAGE - No!... non sapevo...

WILLIE - S. Voglio essergli vicina quando guarir. E sa perch non ho tenuto quei denari? Per orgoglio, Debbo far tutto da sola per lui...

SIGNORA SAVAGE - Quello che non capisco come abbia potuto compiangere tanto me stessa. Mi sembra ci sia un detto... "Non c' nessun pazzo come... "...che cosa?

WILLIE - S, c', ma non si applica a lei.

SIGNORA SAVAGE - (guarda i titoli) C' qualcuno che sa di questi titoli?

WILLIE - L'ho detto al Dottor Emmett.

SIGNORA SAVAGE - Bene. Che lo voglia o no, mi ricorder di lei nella mia "Fondazione Ricordo".

(Entra il Dottor Emmett)

Scena XVIII

DOTTOR EMMETT - Ho parlato con l'Ispettore Sanitario.

SIGNORA SAVAGE - E cosa ha detto?

DOTTOR EMMETT - C' fuori l'automobile della stazione pronta a condurla dove vuole. (a Willie) Pu portare la valigia.

WILLIE - Benissimo, Dottore. (Esce)

DOTTOR EMMETT - Mi deve firmare due o tre carte, Signora Savage, e poi pu andare.

SIGNORA SAVAGE - Forse sono pazza davvero... Non voglio pi andarmene.

DOTTOR EMMETT - Vuol dire che preferisce partire domattina?

SIGNORA SAVAGE - No. Non me ne voglio pi andare.

DOTTOR EMMETT - Perch vuole rimanere?

SIGNORA SAVAGE - Perch... improvvisamente mi sento stanca e mi vorrei riposare. Vorrei non dover pi decidere nulla, sentirmi protetta dall'incertezza... da ogni guaio. Vorrei addormentarmi la sera sapendo che delle mura custodiscono il mio sonno.

DOTTOR EMMETT - Ma la pace che troverebbe qui, come la luna riflessa in un'acqua cupa. Tocchi la superficie, e la vedr infrangersi. Non questa la pace che volete.

SIGNORA SAVAGE - Desidero quello che tutti desiderano... non aver pi desideri. E questa gente appagata.

DOTTOR EMMETT - Come lo sa?

SIGNORA SAVAGE - I miei occhi sanno vedere...

DOTTOR EMMETT - Anche quelli di Jeffrey, ma vedono quello che vogliono vedere... una scusa per non guardare in faccia la vita, Forse che Florence vede che il suo bambino le stato tolto? E Fairy, vede quello che le dice lo specchio? No. Si sono rifugiati in un mondo grande come un guscio di noce... dove non c' posto per lei. Perch lei, s, sa vedere. Lo so.

SIGNORA SAVAGE - E allora il mio posto dov'?

DOTTOR EMMETT - (alzandosi) Nel mondo dove ancora pu rendersi utile. L'impulso di vivere coraggiosamente la sua vita era giusto, Continui la sua "Fondazione"... e non si lasci ingannare dall'illusione di una pace fittizia. (si avvia alla porta e si ferma) La porta aperta per lei: accetti la sua solitudine.

(Esce.)

Scena XIX

(Per un momento la Signora Savage guarda smarrita intorno a s, poi lentamente raccoglie i titoli, li ripone, e lega la scatola. Hannibal rientra dall'ingresso, affannato, col suo violino in mano)

HANNIBAL - Oh, ancora qui, per fortuna! (le si avvicina) Ho trovato cosa le posso dare.

SIGNORA SAVAGE - Non il suo violino, Hannibal!...

HANNIBAL - Oh, no! Non lo saprebbe suonare. Ma posso darle una canzone perch la porti con s ovunque vada. Eccola.

(Alza il violino e comincia a suonare. Le solite due note stridono penosamente. La Signora Savage ascolta con pazienza mentre lui continua quel fastidioso e discordante rumore)

Scena XX

(La Signora Paddy entra nella stanza alle spalle della Signora Savage e come un toro infuriato si avventa contro l'interruttore della luce. La stanza ripiomba nell'oscurit. Per un momento tutto tace. Poi si sentono le dolci note di un violino che suona in sordina la "Berceuse sur le nom de Faur" di Ravel, accompagnata dal piano. A poco a poco un raggio di luce illumina la Signora Savage che, in piedi vicino al tavolo a sinistra, raccoglie i doni e l'orsacchiotto. Si volta mentre un altro raggio di luce illumina un gruppo raccolto attorno al piano. Jeff, seduto, suona come sa di poter suonare. Hannibal suona come crede di aver sempre suonato, la Signora Paddy in piedi vicino al cavalletto, dove si vede dipinta una bellissima marina. Seduta sul divano c' Florence. Ascolta la musica e accarezza il capo di un bambino biondo appoggiato a! suo seno. Il suono aumenta. Entra Fairy. I capelli, non pi stretti nel solito nodo, le incorniciano armo-niosamente il viso. Il suo vestito di una vaporosa bellezza e fluttua intorno a lei mentre si siede ai piedi di Hannibal. La Signora Savage guarda da una figura all'altra. Poi rimette l'orsacchiotto in piedi sul tavolo e getta un bacio agli ospiti. Mentre il quadro sparisce, si avvia lentamente verso la porta ed esce, lasciandosi alle spalle quelle persone svagate, chiuse nel loro mondo grande come un guscio di noce. L'orsacchiotto ritto nel cerchio di luce dileguante, si vede solo mentre cala il sipario).

F I N E


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