NOTA
Il teatro di Molire qui presentato nella traduzione di Luigi Lunari, che per la BUR (Biblioteca Universale Rizzoli) ne sta traducendo lopera omnia.
I testi sono qui pubblicati senza presentazioni o note: gli interessati possono comunque risalire almeno per i titoli pi noti ai singoli volumetti pubblicati nella BUR, e per vari titoli minori al volume antologico Molire Commedie, sempre a cura di Luigi Lunari, nella collana radiciBUR.
Le traduzioni sono condotte su testi originali in tutta fedelt filologica; ma di alcuni di essi esistono anche versioni e adattamenti sempre ad opera del sottoscritto Luigi Lunari in occasione di particolari allestimenti, con interventi drammaturigici e aggiunte di canzoni (come ad esempio per Il Borghese Gentiluomo e per Le Furberie di Scapino). Queste rielaborazioni ove interessino si possono leggere chiedendone i testi a Luigi Lunari, tel. 039.883177 o via e-mail luigi.lunari@libero.it
M O L I E R E
LA SCUOLA DEI MARITI
Traduzione di Luigi Lunari
Copyright Luigi Lunari Via Volturno 80 20047 Brugherio (MB)
Tel. +39.039.883177 e.mail luigi.lunari@libero.it
PERSONAGGI
SGANARELLO} fratelli
ARISTA
ISABELLA } sorelle LEONORA
LISETTA, cameriera di Leonora
VALERIO, innamorato di Isabella
ERGASTE, servo di Valerio
IL COMMISSARIO
IL NOTAIO
La scena a Parigi.
ATTO I
I SGANARELLO, ARISTA
SGANARELLO Fratello mio, se non vi dispiace, non parliamone pi, e
che ciascuno di noi viva come pi gli aggrada. vero che voi avete su
di me il vantaggio dellet, e che siete abbastanza vecchio per dover
anche essere molto saggio; purtuttavia, vi dir che non ho intenzione
di far tesoro dei vostri consigli, che nutro il fermo proposito di seguire
il mio capriccio e che del resto mi trovo molto bene a vivere come ho
sempre vissuto.
ARISTA Tutti per vi criticano.
SGANARELLO S, i pazzi come voi, fratello mio.
ARISTA Grazie infinite del bel complimento.
SGANARELLO Mi piacerebbe sapere, dato che bisogna sentirle tutte, che
coshanno da rimproverarmi questi bravi Catoni.
ARISTA Quel vostro carattere da orso, burbero al punto di farvi fuggire
tutti i piaceri della vita in societ, di dare unaria bizzarra a tutto quel
che fate, e di far di voi, perfino nel vestire, un barbaro nella vostra
citt.
SGANARELLO Eh gi, anchio devo assoggettarmi alla moda, e ricordarmi
che non ci si veste per se stessi! Vi piacerebbe, vero?, con le vostre
chiacchiere, mio caro signor fratello maggiore (perch, a Dio piacendo
maggiore lo siete, e per dirvela tutta, maggiore di una buona ventina
danni; ma questo adesso non centra); vi piacerebbe, dicevo, ispirarmi
in questo campo lo stile di quei giovani bellimbusti del giorno doggi?
Obbligare anche me a portare quei minuscoli cappellucci che lasciano
esposti a tutti i venti i loro deboli cervelli, e quelle grandi parrucche
bionde, gonfiate fino ad offuscare i lineamenti del volto? E quei piccoli
gilet che si perdono sotto le braccia, e quei grandi colletti che calano fino
allombelico? E quelle maniche che a tavola son sempre l che assaggiano
le salse, e quelle specie di mutandoni che si chiamano hautsde-
chausses? E quelle scarpette in miniatura, tutte piene di nastri, che
vi fanno sembrare un piccione piumato?E quei grandi gambali di pizzo,
gambe in schiavit, e grazie ai quali vediamo gli elegantoni camminare
con le gambe larghe come tanti volni?Certo che equipaggiato a quel
modo potrei piacervi, visto che anche voi vi mettete addosso tutte queste
idiozie che al giorno doggi son tanto di moda.
ARISTA Bisogna sempre uniformarsi alla maggioranza, e evitare di farsi
notare. Nelluno o nellaltro senso che siano, gli eccessi fan sempre
scandalo, e un uomo di buon senso deve comportarsi nel vestire come
nel parlare: evitare ogni affettazione e, sia pure senza precipitarvisi,
seguire levoluzione delle usanze. Io non dico che si debba adottare il
metodo di quelli che esasperano sempre i dettami della moda, che si
innamorano dei suoi eccessi, e che si seccano se vedono qualcuno pi
in l di loro. Ma mi pare che non sia neanche giusto, da qualsiasi presupposto
si parta, rifiutarsi ostinatamente di fare ci che tutti fanno, e
che sia pur sempre meglio rassegnarsi a far parte della massa dei pazzi
che non trovarsi nei panni del saggio solo contro tutti.
SGANARELLO Questo mi ricorda la storia di quel vecchio che, per gettare
polvere negli occhi alla gente, si nascondeva i capelli bianchi sotto
una parrucca nera.
ARISTA una ben strana cosa, questa premura che vi prendete di rinfacciarmi
continuamente la mia et; e che debba sentirvi sempre criticare
sia il mio modo di vestire che la mia gioia di vivere, come se la
vecchiaia, condannata a non aver pi desideri, non dovesse pensare
che alla morte, e come se lesser vecchi non fosse gi di per s abbastanza
triste per dover essere anche sporchi e malmessi.
SGANARELLO Comunque sia, io continuo a vestirmi come mi son sempre
vestito.Voglio una parrucca che mi ripari bene alla testa, sia o non
sia alla moda; voglio una bella giacca lunga e ben chiusa davanti, che
mi tenga caldo lo stomaco e ne agevoli la digestione; dei calzoni fatti a
misura delle mie gambe; delle scarpe che non mi mettano i piedi alla
tortura. Cos come saggiamente usavano fare i nostri avi; e se c qualcuno
che non mi trova di suo gusto, non ha che da chiudere gli occhi.
II LEONORA, ISABELLA, LISETTA, ARISTA, SGANARELLO
LEONORA (a Isabella) Se vi sgrider, prender tutta la colpa su di me.
LISETTA (a Isabella) Sempre chiusa in camera vostra senza mai veder
nessuno?
ISABELLA fatto cos.
LEONORA Vi compiango, sorella mia.
LISETTA (a Leonora) una fortuna per voi che suo fratello abbia
tuttaltro carattere, signora; e il destino vi stato davvero propizio, ad
assegnarvi al pi ragionevole tra i due.
ISABELLA gi un miracolo che oggi non mi abbia chiusa a chiave o
portata con s.
LISETTA Da parte mia lo manderei proprio al diavolo, lui e il suo bavero
allantica,e...
SGANARELLO Si pu sapere, di grazia, dove ve ne state andando?
LEONORA Non abbiamo ancora deciso. Sono stata io a chiedere a mia
sorella di venire a respirare un po la dolcezza di questa bella giornata,
ma...
SGANARELLO (a Leonora) Voi potete andare dove vi pare e piace. (Indicando
Lisetta) Liberissime, tutte e due quante siete. (A Isabella) Ma
a voi ho proibito di uscire di casa, e farete il piacere di obbedirmi.
ARISTA Eh, fratello mio, lasciate che vadano un poco a divertirsi.
SGANARELLO Servo vostro, caro fratello.
ARISTA La giovent ha bisogno anche...
SGANARELLO La giovent sciocca, e qualche volta lo anche la vecchiaia.
ARISTA Pensate che con Leonora sia in cattiva compagnia?
SGANARELLO No, ma penso che se sta con me sia in compagnia ancor
migliore.
ARISTA Ma...
SGANARELLO Ma il responsabile di tutte le sue azioni sono io, e tocca a
me occuparmene.
ARISTA Vi pare che del comportamento di sua sorella io non mi occupi
abbastanza?
SGANARELLO Oh dio, ciascuno la pensa e fa come gli pare! Leonora e
Isabella sono rimaste senza genitori, e il padre loro, che era nostro
amico, ci affid in punto di morte il compito di allevarle; e incaricandoci
di sposarle, o se non volevamo sposarle di disporne altrimenti a
suo tempo, per contratto ci ha dato su di esse, e fin dalla loro infanzia,
ogni facolt e diritto di padre e di sposo! Ci siamo presi la briga
di allevare voi quella l e io questa qui; voi educate Leonora seconda
la vostra volont e lasciate che io, di grazia, educhi Isabella come pi
mi aggrada.
ARISTA A me sembra...
SGANARELLO A me sembra, e lo dico a voce alta, di aver parlato come
si deve.Voi tollerate che Leonora vada in giro frivola e pimpante: sono
daccordo; che abbia lacch e cameriera: non ho nulla in contrario;
che passeggi, che ami lozio, che si faccia annusare in tutta libert
dagli zerbinotti: a me va benissimo; ma esigo che Isabella viva secondo
i miei gusti e non secondo i suoi; che il suo vestito sia di onesta
stoffa di lana, che non vesta di seta nera se non nei giorni di festa
grande,che se ne stia chiusa in casa, come ogni donna perbene, a
sbrigare le faccende domestiche, a rammendarmi la biancheria nelle
ore libere, oppure se le fa piacere a fare un paio di calzette a maglia;
che ai discorsi dei bellimbusti tenga ben chiuse le orecchie, e che
non esca mai senza qualcuno che la sorvegli. Poich insomma la car-
ne debole, e io ne sento di tutti i colori. Corna, se appena posso,
non ne voglio; e siccome destino che essa debba sposarmi, voglio
poter rispondere di lei in tutto e per tutto.
ISABELLA Mi pare che non abbiate alcun motivo...
SGANARELLO Silenzio, voi! Vi insegner io ad uscire di casa senza di me!
LEONORA Ma come, dunque, signore...?
SGANARELLO Santo cielo, signora, basta cos! Non sto parlando con voi;
voi siete gi fin troppo ammodo.
LEONORA Vi dispiace vedere Isabella con me?
SGANARELLO S, se devo esser sincero, perch me la guastate. Le vostre
visite riescono solo a innervosirmi, e vi sar obbligato se non ne farete
pi.
LEONORA Volete che anchio vi parli con altrettanta sincerit? Non so
che cosa pensi Isabella di tutto questo, ma so quale effetto farebbe in
me questa vostra sfiducia; sebbene nate da uno stesso sangue, saremmo
tuttavia ben poco sorelle se con questa vostra maniera di fare riusciste
a farvi amare da lei.
LISETTA In effetti, queste premure sono altrettante infamie. Siamo forse
in Turchia, che si debbano tener chiuse le donne? Perch dicono che da
quelle parti le tengano schiave, ed per questo che tutta gente maledetta
da Dio. Il nostro onore devessere ben fragile cosa, signore, se occorre
che lo si sorvegli continuamente; ma credete voi, dopo tutto, che
queste precauzioni siano di qualche ostacolo a quel che abbiamo intenzione
di fare? E non sapete che quando noi donne ci mettiamo in testa
una cosa luomo pi furbo del mondo diventa un allocco? Tutte queste
precauzioni non sono altro che follie di poveri illusi; il metodo pi sicuro,
credete a me, fidarsi di noi; chi ci tormenta corre estremo pericolo,
e il nostro onore preferisce sempre custodirsi da s. Dar a vedere tanta
premura nel volerci impedire di peccare come ispirarcene la voglia; e
se io avessi un marito che mi tenesse prigioniera, la mia pi grande tentazione
sarebbe quella di confermargli tutte le paure.
SGANARELLO Eccola, signor precettore, la vostra educazione.E voi, tutto
questo, lo sopportate senza scomporvi?
ARISTA Fratello, le sue parole devono far sorridere. Ma Lisetta non ha
tutti i torti: ogni donna desidera godere di un po di libert, e non con
tanta austerit che si pu riuscire a frenarle. I sospetti, le precauzioni, i
chiavistelli e le inferriate non hanno mai reso virtuose n mogli n figlie.
il senso dellonore che deve tenerle legate ai loro doveri, non la
severit con cui le trattiamo. una ben strana cosa, lasciate che ve lo
dica, una donna onesta solo perch costretta ad esserlo. inutile pretendere
di sorvegliare e di contare ogni passo che fa; io dico che quel
che dobbiamo conquistare il suo cuore; e quanto a me, per quante
precauzioni possa prendere, non mi sembrerebbe affatto daver lonore
al sicuro, nelle mani di una persona cui non mancherebbe, per soddisfare
i desideri che potrebbero assalirla, altro che loccasione.
SGANARELLO Queste son chiacchiere!
ARISTA E sia; io comunque ritengo che i giovani vadano educati col sorriso,
che se ne debbano riprendere gli errori con grande dolcezza, sen-
za che la parola virt diventi una cosa da far paura. Con Leonora mi
sono sforzato di seguire questi princpi: ho evitato di considerare delitti
certe piccole mancanze, ai suoi giovani desideri sono sempre andato
incontro, e grazie al cielo non me ne sono mai pentito. Ho lasciato che
essa frequentasse le belle compagnie, i divertimenti, i balli, il teatro;
tutte cose che mi paiono molto adatte a formare lo spirito dei giovani,
poich la scuola del mondo, almeno per me, pi istruttiva di qualsiasi
libro. Le piacciono vestiti, biancheria, nastri e coccarde? Ebbene,
che volete: io cerco di accontentarla: si tratta di capricci che nelle famiglie
del nostro ceto, se appena se ne hanno i mezzi, si possono anche
concedere a una fanciulla. La volont paterna la obbligherebbe a sposarmi,
ma io non ho intenzione di tiranneggiarla. So bene che non c
nessuna proporzione tra la mia et e la sua, e io la lascio scegliere in
tutta libert. Se quattromila scudi di rendita sicura, un grande affetto e
premure compiacenti, potranno compensare ai suoi occhi tanti anni di
differenza e consigliarla a un tal matrimonio, pu sposarmi; se no, scelga
pure altrove. Lieto anchio se senza di me sar pi felice; preferisco
vederla sposa di un altro piuttosto che averne la mano suo malgrado.
SGANARELLO Eh, ma quanta dolcezza! Tutto zucchero e miele!
ARISTA Insomma, io sono fatto cos e ne rendo grazie al cielo. Mai adotterei
quei princpi di severit, il cui risultato far s che i figli non vedano
lora che il padre muoia.
SGANARELLO Il fatto che le libert che si prendono in giovent non sono
facili poi a troncarsi; e tutti i suoi sentimenti mal si adatteranno alla
vostra volont, quando sar il momento di farle cambiar modo di vivere.
ARISTA E perch dovrei farglielo cambiare?
SGANARELLO Perch?!
ARISTA S; perch?
SGANARELLO Ah, non lo so!
ARISTA Ci vedete qualcosa di contrario allonore?
SGANARELLO Come? Se voi la sposate continuer a poter pretendere
tutte le libert che si prende da ragazza?
ARISTA Perch no?
SGANARELLO Le sarete compiacente al punto da lasciarle mosche e nastrini?
ARISTA Senza dubbio.
SGANARELLO Al punto da permetterle, come a una s-cervellata, di correre
a tutti i balli e ai ricevimenti?
ARISTA S, certo.
SGANARELLO E a casa vostra verranno i giovanotti eleganti?
ARISTA E che c di male?
SGANARELLO A far gli spiritosi e a offrire balli e banchetti?
ARISTA Sono daccordo.
SGANARELLO E vostra moglie l a sentire le galanterie?
ARISTA Benissimo.
SGANARELLO E voi vedrete arrivare tutti questi bellimbusti senza mostarvi
minimamente seccato?
ARISTA Si capisce.
SGANARELLO Beh, siete un vecchio pazzo. (A Isabella) Tornate in casa;
non voglio che sentiate queste brutte cose. (Esce Isabella)
ARISTA Io intendo affidarmi alla lealt della mia donna, e ho intenzione
di continuare a vivere come son vissuto finora.
SGANARELLO Come mi divertir se gli mettono le corna!
ARISTA Non so quale destino mi riservino gli astri; quel che so che
se a voi capiter che non ve le mettano, non si potr proprio farvene
una colpa, perch voi fate tutto quel che occorre perch questo succeda.
SGANARELLO Ridete pure, se vi piace ridere! Oh, avr davvero un bel
successo, un buffone sulle soglie dei sessanta!
LEONORA Che la disgrazia cui avete accennato non gli capiter mai, sono
pronto a garantirlo, se mai avverr chio lo sposi; di questo pu essere
certo; ma sappiate che se fossi vostra moglie il mio cuore non risponderebbe
di nulla.
LISETTA un dovere di coscienza nei riguardi di chi si fida di noi; ma
sono pane benedetto, sicuro! per la gente come voi.
SGANARELLO Via, lingua maledetta e maleducatissima!
(Escono Leonora e Lisetta)
ARISTA Siete stato voi, fratello mio, ad attirarvi queste battute. Addio.
Vedete di cambiare idea, e rendetevi conto che tener chiusa a chiave
la moglie la politica peggiore. Son vostro servo umilissimo.
SGANARELLO E io no. (Arista uscito) Oh, son proprio fatti luno per
laltro! Che bella famiglia! Un vecchio insensato che fa il damerino,
tutto a pezzi com; una figlia che comanda e che civetta; dei servi impudenti.
No, neppure la saggezza in persona riuscirebbe a spuntarla;
perderebbe la testa anche lei a tentar di rimettere a posto quella casa.
Se frequentasse quella compagnia, Isabella vedrebbe senzaltro soffocato
quel seme dellonore che da me ha ricevuto; per impedire che ci
avvenga corro subito a dirle di andare a dare unocchiata ai cavoli e ai
tacchini.
III ERGASTE, VALERIO, SGANARELLO
VALERIO Ergaste, eccolo l, laborrito Argo,9 il severo tutore di colei
che adoro.
SGANARELLO (continua, credendosi solo) Non una cosa incredibile la
corruzione dei costumi al giorno doggi?
VALERIO Vorrei avvicinarlo, e veder se mi riesce di far conoscenza.
SGANARELLO (come sopra) Non solo non si vede pi quella severit
che una volta era alla base di una sana educazione, ma vediamo anzi
che la giovent, libertina, sfrenata, si prende...
VALERIO Non capisce che stiamo salutando proprio lui.
ERGASTE Forse locchio buono dallaltra parte; passiamo alla sua destra.
SGANARELLO (come sopra) Bisogna proprio che vada via di qui. Abitare
in citt potrebbe procurarmi...
VALERIO Devo riuscire a introdurmi in casa sua.
SGANARELLO (come sopra) Eh? Mera sembrato di sentir parlare. In campagna,
grazie al cielo, certe sciocchezze del giorno doggi non si vedono.
ERGASTE Abbordatelo.
SGANARELLO Prego? Mi fischiano le orecchie. In mezzo ai campi gli
unici passatempi delle nostre figlie... (Valerio lo saluta) Dice a me?
ERGASTE Avvicinatevi.
SGANARELLO (come sopra) L non ce ne sono di bellimbusti che vengono
a... (Valerio lo saluta ancora)Diavolo!... Ancora?... Che razza di
scappellate!
VALERIO Forse disturbo le vostre riflessioni, signore?
SGANARELLO Forse s.
VALERIO Ma che volete, lonore di conoscervi una tal gioia, un piacere
s dolce che troppo grande era il desiderio di riverirvi.
SGANARELLO Va bene.
VALERIO E di assicurarvi che sono in tutto e per tutto al vostro servizio.
SGANARELLO Vi credo.
VALERIO Ho la fortuna di esser vostro vicino di casa, e ne rendo grazie
alla mia buona stella.
SGANARELLO Fate bene.
VALERIO Sapete per caso, signore, le novit che si raccontano a corte e
che si assicurano vere?
SGANARELLO Forse che minteressano?
VALERIO Avete ragione; ma le cose nuove possono talvolta incuriosire.
Andrete a vedere anche voi, signore, le magnificenze che si preparano
per la nascita del nostro Delfino?
SGANARELLO Se ne avr voglia.
VALERIO Bisogna riconoscere che Parigi sa offrirci mille deliziosi svaghi
impossibili altrove; la provincia al confronto un deserto.A che
cosa dedicate il vostro tempo?
SGANARELLO Agli affari miei.
VALERIO Lo spirito esige anche qualche svago, e soffre talvolta per leccessivo
attaccamento alle occupazioni pi serie. Che cosa fate la sera
prima di ritirarvi?
SGANARELLO Quel che mi pare e piace.
VALERIO Senza dubbio; non si potrebbe dir meglio, pi che giusta risposta,
e il nostro buon senso lo si manifesta del resto nel fare sempre
ci che pare e piace. Se non vi sapessi troppo occupato spiritualmente,
verrei qualche volta a passare la sera da voi.
SGANARELLO Servo
vostro. (Esce)
IV VALERIO, ERGASTE
VALERIO Che te ne pare di questo pazzo?
ERGASTE Ha la risposta brusca e laccoglienza di un orso.
VALERIO Ah, io divento matto!
ERGASTE E perch?
VALERIO Perch? Ma allidea di colei che amo nelle mani di quel barbaro,
sorvegliata da quel mostro, severo al punto di non lasciarle la minima
libert!
ERGASTE Ma proprio ci che fa al caso vostro, e su queste circostanze
il vostro amore pu fondare grandi speranze. Sappiate, onde possiate
tranquillizzarvi lanima, che donna custodita mezza conquistata,
e che il brutto carattere dei mariti o dei padri ha sempre giocato a
favore dei corteggiatori. Io sfarfalleggio poco, lultima delle mie doti,
e la mia professione non quella delluomo galante; ma ne ho serviti
venti, di cacciatori di gonnelle, che dicevano sempre che la loro
gioia pi grande era quella di imbattersi in quei mariti noiosi che non
tornano mai a casa senza aver da gridare; di quegli orsi fatti e finiti
che controllano passo per passo tutto quel che fa e dice la moglie, e
che armati del nome di marito partono lancia in resta contro di lei
sotto gli occhi degli, spasimanti. facile approfittarne, dicono; il malcontento
della donna per tutte queste umiliazioni, di cui il testimone
premuroso non manca di commiserarla teneramente, un terreno su
cui si pu fare molta strada. Insomma, la severit del tutore di Isabella
vi apre ottime prospettive.
VALERIO Ma in quattro mesi che lamo ardentemente non sono ancora
riuscito a trovare un momento per parlarle.
ERGASTE Lamore aguzza linventiva; ma si vede che per voi non cos,
e se io fossi al vostro posto...
VALERIO Che cosa potresti fare, anche tu, quando non la si vede mai
senza quel bruto, e in quella casa non ci sono n cameriere n servi di
cui possa, con la lusinga di una qualche ricompensa, assicurarmi i servigi
per la mia passione?
ERGASTE E lei dunque non sa che voi lamate?
VALERIO Su questo punto non so proprio cosa pensare. vero che dovunque
quel barbaro ha condotto il mio angelo essa mi ha visto come
unombra dietro di lei, e ogni giorno i miei sguardi han tentato di rivelare
ai suoi occhi tutta limmensit del mio amore. I miei occhi hanno detto
molte cose, ma come posso sapere se il loro linguaggio stato inteso?
ERGASTE pur vero che quel linguaggio a volte oscuro se non ha per
interprete la penna o la voce.
VALERIO Come posso uscire da questa pena estrema, e sapere se la deliziosa
creatura sa chio lamo? Dimmi tu in che modo.
ERGASTE Il modo bisogna trovarlo. Andiamo a casa vostra e pensiamoci.
ATTO II
I ISABELLA, SGANARELLO
SGANARELLO S, so qual la casa e da quel che mi hai detto so anche
chi la persona.
ISABELLA (a parte) O cielo, siimi propizio, e asseconda laudace stratagemma
del mio amore innocente!
SGANARELLO Non mi hai detto che ti han detto che si chiama Valerio?
ISABELLA S.
SGANARELLO Beh, sta tranquilla, torna in casa e lascia fare a me: parler
subito io a quello sciocco.
ISABELLA (a parte) Per non essere che una fanciulla il mio piano fin
troppo ardito! Ma lingiusto rigore cui sono soggetta mi varr di scusa
presso ogni anima bennata.
II SGANARELLO, ERGASTE, VALERIO
SGANARELLO Non perdiamo tempo. E qui: chi che bussa?Bah, sto
dormendo. Ol, dico, ol! C nessuno? Ol! Adesso capisco, dopo
quel che ho saputo, perch mi girava intorno tutto miele e giulebbe;
ma voglio proprio spicciarmi, e di tutte le sue folli intenzioni... (Ergaste
esce di casa bruscamente) La peste colga questo bestione che viene
a piantarmisi davanti come un palo per farmi andar per terra!
VALERIO Signore, mi spiace...
SGANARELLO Ah, proprio voi stavo cercando.
VALERIO Me, signore?
SGANARELLO S. Non vi chiamate Valerio?
VALERIO S.
SGANARELLO Vorrei parlarvi, se me lo consentite.
VALERIO In che cosa posso aver la fortuna di servirvi?
SGANARELLO In niente. Sono io che avrei la pretesa di farvi un favore, ed
per questo che mi son sentito in diritto di venire da voi.
VALERIO Voi da me, signore?
SGANARELLO Io da voi, s: che c da meravigliarsi tanto?
VALERIO Ne ho ben donde, signore, e il mio cuore commosso per lonore...
SGANARELLO Lasciamo perdere lonore, per piacere.
VALERIO Non volete accomodarvi?
SGANARELLO Non occorre.
VALERIO Signore, di grazia.
SGANARELLO Pi in l di qui non vado.
VALERIO Se resterete l non riuscir a sentirvi.
SGANARELLO Io di qui non mi muovo.
VALERIO Ebbene, come volete. Presto! Poich il signore cos ha deciso,
si porti qui una sedia.
SGANARELLO Io parlo stando in piedi.
VALERIO Ma lasciarvi cos...?
SGANARELLO Ah, ma come insiste!
VALERIO Sarebbe unimperdonabile mancanza.
SGANARELLO Unimperdonabile mancanza quella di non ascoltare la
gente che vi vuol parlare.
VALERIO E sia: vi obbedisco.
SGANARELLO Non potreste far meglio.Tutte queste cerimonie non servono
a niente.Volete starmi a sentire?
VALERIO Ma certo; con molto piacere.
SGANARELLO Ditemi un po, sapete voi che io sono il tutore di una fanciulla
piuttosto giovane e discretamente bella, che abita in questo
quartiere e che si chiama Isabella?
VALERIO S.
SGANARELLO Se lo sapete non occorre che ve lo dica. E sapete anche, nel
caso che questa Isabella vi piacesse, che il mio interesse per lei non
tanto quello di un tutore, e che le ho riservato lonore del mio talamo?
VALERIO No.
SGANARELLO E allora ve lo dico. E vi dico anche che sarebbe bene che
la lasciaste in pace, voi e la vostra passione ardente.
VALERIO Chi: io, signore?
SGANARELLO S, signore: voi. Inutile fingere.
VALERIO Ma chi vi ha detto che lamo?
SGANARELLO Persone degne di fede.
VALERIO Ma chi insomma?
SGANARELLO Lei stessa.
VALERIO Lei?
SGANARELLO Lei. Non sono stato abbastanza chiaro? una brava figliola
onesta, innamorata di me fin dallinfanzia, e mi ha confidato tutto; e inoltre
mi ha incaricato di avvertirvi, dato che voi la seguite come unombra,
che il suo cuore, oltraggiato oltre ogni dire da questo inseguimento, ha inteso
fin troppo bene il linguaggio delle vostre occhiate; che i vostri segreti
desideri le sono noti, e che non occorre che continuiate ad affannarvi a
manifestare questo ardore che offende laffetto che a me lega il suo cuore.
VALERIO E dite che stata lei ad incaricarvi di...?
SGANARELLO Di venirvi a dare questo preciso consiglio, s; e che essendosi
accorta della passione da cui la vostra anima presa, gi da molto
tempo vi avrebbe fatto sapere il suo pensiero se soltanto avesse saputo
a chi affidare questo compito; ma che alla fine il fastidio di questa vostra
insistenza lha costretta a servirsi di me personalmente onde rendervi
edotto, come vi ho detto, che il suo cuore vietato a chiunque allinfuori
che a me, che le avete fatto locchio dolce anche troppo a lungo e che,
se avete un minimo di cervello, meglio per voi che vi rivolgiate altrove.
Tanti saluti e arrivederci a presto. Ecco quel che dovevo dirvi.
VALERIO (piano, a Ergaste) Ergaste, che te ne pare di questa storia?
SGANARELLO (tra s) rimasto di sasso!
ERGASTE (piano, a Valerio) La mia opinione che quella non abbia
niente contro di voi, che in tutto questo si nasconda un sottile mistero,
e infine che un avvertimento di questo genere non viene certo da una
persona che vuol veder cessare lamor che le si porta.
SGANARELLO (tra s) sistemato a dovere.
VALERIO (come sopra) Tu credi che ci sia un mistero...
ERGASTE (come sopra) S... Ma ci sta osservando, andiamocene via!
(Escono Valerio e Ergaste)
SGANARELLO Com rimasto subito imbarazzatissimo! chiaro che
non si aspettava questo messaggio. Chiamiamo Isabella. In lei si vedono
i frutti che leducazione produce nellanimo di una fanciulla: la
virt la sua unica cura, e il suo cuore giunge a tale perfezione che
unocchiata di un uomo basta a offenderlo.
III ISABELLA, SGANARELLO
ISABELLA (tra s) Ho paura che il mio innamorato, tutto preso dalla sua
passione, non abbia capito le vere intenzioni del mio messaggio; e pertanto,
nei ceppi in cui sono prigioniera, voglio osarne un altro che parli
con maggior chiarezza.
SGANARELLO Eccomi tornato.
ISABELLA Ebbene?
SGANARELLO Le tue parole hanno avuto pieno effetto e quelluomo ha avuto
quel che si meritava.Voleva negare davere in cuore questa malattia;ma
come gli ho detto che lambasciata veniva proprio da te, subito si confuso
ed rimasto senza parole, e credo proprio che non lo vedrai mai pi.
ISABELLA Ah, che dite mai? Io, al contrario, ho una gran paura che ci
stia preparando altri guai.
SGANARELLO E come mai questa paura?
ISABELLA Eravate appena uscito di casa, quando, messa la testa alla finestra
per prendere un po daria, ho visto affacciarsi allangolo della
strada un giovanotto che subito, da parte di quellimpertinente, mi ha
dato un incredibile buongiorno e mi ha gettato, dritta in camera mia,
una preziosa scatoletta con dentro un biglietto profumato e sigillato.
Io volevo ributtargli immediatamente tutto quanto, ma quello scomparso
subito in fondo alla strada, ed ora eccomi qui con il cuore letteralmente
oppresso dal disgusto.
SGANARELLO Ma pensa alla sfacciataggine di questi mascalzoni!
ISABELLA Il mio dovere di rimandare subito scatola e lettera a quello
scellerato; ma per far questo avrei bisogno di qualcuno, perch noia
oso certo chiedere a voi...
SGANARELLO Al contrario, carina, questa una nuova prova del tuo
amore e della tua fedelt, e il mio cuore accetta lincarico con gioia; te
ne sono grato pi di quanto non possa dire.
ISABELLA Allora, prendete.
SGANARELLO Bene.Vediamo un po che cosa ha avuto il coraggio di
scriverti.
ISABELLA Ah, cielo! Guardatevi bene dallaprirla.
SGANARELLO E perch?
ISABELLA Volete fargli credere che sia stata io? Una fanciulla onorata
deve assolutamente evitare di leggere i biglietti che un uomo le fa avere;
dimostrebbe una curiosit che indice sicuro del segreto piacere
che prova nellesser corteggiata; e a me pare opportuno che questa lettera
gli sia restituita subito ancora sigillata, in modo che egli si renda
conto del palese disprezzo che il mio cuore nutre per lui, che abbandoni
ogni speranza e che cessi dintraprendere stravaganze siffatte.
SGANARELLO (a parte) Certo che in questo ha ragione. (A Isabella) Bene;
sono incantato dalla tua virt, e anche dalla tua saggezza.Vedo che
i miei insegnamenti hanno germogliato nel tuo cuore, e sei veramente
degna dessere mia moglie.
ISABELLA Non voglio comunque contrariare il vostro desiderio: la lettera
lavete voi e potete aprirla.
SGANARELLO No, me ne guardo bene. Diavolo, hai perfettamente ragione.
Voglio liberarmi al pi presto del compito che mi hai affidato; il
tempo di fare quattro passi, di dire due parole, e torno subito a tranquillizzarti.
(Isabella esce)
IV SGANARELLO, ERGASTE
SGANARELLO (solo) In quale beato incantesimo nuota il mio cuore,
quando vedo in lei una fanciulla cos saggia! un tesoro donore che
ho in casa! Uno sguardo damore lo prende come un tradimento! Un
bigliettino profumato per lei uningiuria sanguinosa, e chiede a me di
riportarlo al suo corteggiatore! Quando vedo queste cose mi piacerebbe
sapere se anche quella di mio fratello si comporterebbe cos. In fede
mia, le ragazze sono come noi vogliamo che siano! Ol!
ERGASTE Cosa c?
SGANARELLO Prendete; dite al vostro padrone che non osi pi imbarcarsi
a scrivere lettere da recapitare in cassettine doro, e che Isabella
ne rimasta profondamente irritata. Guardate: non lha neanche aperta;
cos capir in che conto sian tenuti i suoi calori, e su quale esito potr
contare. (Esce)
V VALERIO, ERGASTE
VALERIO Che cosa tha dato quel bestione feroce?
ERGASTE Questa lettera, signore, assieme a questa scatola, sostenendo
che Isabella le ha ricevute da voi, e che perci a quanto ha detto in
grande collera; al punto che ve la rimanda senza neanche averla aperta.
Leggete, presto, e vediamo se mi sono sbagliato.
VALERIO (legge la lettera)
Questa lettera vi sorprender senza dubbio, e giudicherete forse alquanto
audace da parte mia sia il disegno di scriverla sia il modo usato
per farvela avere; ma mi trovo costretta a non tener conto delle forme.
Il giusto orrore per un matrimonio di cui mi si minaccia entro sei giorni
al pi tardi mi induce a rischiare il tutto per tutto; e risoluta come
sono a liberarmene con qualsiasi mezzo ho creduto di dover scegliere
piuttosto voi che la disperazione. Non crediate peraltro desser debitore
di questo al mio cattivo destino; i sentimenti che nutro per voi non
sono nati dalla costrizione in cui mi trovo; essa mi sollecita a manifestarli
e mi induce a tralasciare quelle convenienze che pur saddicono
al mio sesso. Solo da voi dipender chio sia presto vostra, e io nullaltro
attendo se non che voi mi rendiate manifeste le intenzioni dellamor
vostro per farvi sapere a mia volta la risoluzione che ho preso; ma
soprattutto pensate che il tempo incalza, e che a due cuori che si amano
deve bastare un cenno per comprendersi.
ERGASTE Ebbene, signore, o non un bello scherzo? Per essere una
fanciulla, mi pare che sappia il fatto suo. Chi la crederebbe capace di
queste astuzie in amore?
VALERIO Ah, io la trovo in questo assolutamente adorabile! Questo stratagemma
che lintelligenza e lamore le hanno ispirato raddoppia la mia
passione per lei e aggiunge ai sentimenti che la sua bellezza mi ispira...
ERGASTE Arriva il pollo; pensate a quello che vi convien dire.
VI SGANARELLO, VALERIO, ERGASTE
SGANARELLO (tra s) Oh, tre e quattro volte sia benedetto leditto che
vieta il lusso nel vestire!I mariti dovranno penare di meno, e le donne
troveranno un freno ai loro capricci. Oh, come son grato al re per questo
proclama! E come vorrei che per la pace dei mariti si potesse mettere
al bando anche la civetteria, cos come si fa con i pizzi e con i merletti!
Sono andato a comperarlo, questo editto, proprio perch Isabella
se lo legga bene ad alta voce; e stasera, quando avr finito le faccende
di casa, questo sar il passatempo per il nostro dopocena. (A Valerio)
Gliene manderete ancora, signore dai capelli biondi, di quei bigliettini
damore in scatole doro? Credevate di trovare una di quelle civettine,
golose di intrighi e sensibili ai madrigali? E invece avete visto laccoglienza
che stata riservata ai vostri preziosi regali: credete a me, come
gettare i soldi al vento. Isabella una fanciulla onesta: ama me, e il
vostro amore la offende; dunque mirate altrove e levate lancora di qui.
VALERIO S, s, signore, il vostro merito, cui ciascuno non pu che arrendersi,
un troppo grande ostacolo ai miei voti; e sarei un folle se,
pur nella costanza della mia passione, pretendessi di contendere con
voi per lamore di Isabella.
SGANARELLO Sareste un folle, vero.
VALERIO E non avrei certo permesso al mio cuore di vagheggiarne le
grazie se avessi anche solo immaginato che questo cuore infelice
avrebbe trovato un rivale come voi.
SGANARELLO Lo credo bene.
VALERIO Ormai non ho pi nulla da sperare; signore, vi cedo il campo,
e senza alcun rancore.
SGANARELLO Fate bene.
VALERIO Mi inchino al diritto del pi forte; e la vostra persona splende
daltronde di tante virt che avrei torto a considerare con malanimo
i teneri sentimenti che Isabella nutre per voi.
SGANARELLO evidente.
VALERIO S, s, vi cedo il campo. Ma vorrei pregarvi almeno (ed la sola
grazia che un infelice innamorato chiede a voi, signore, unica causa
di questo mio tormento), vorrei scongiurarvi, dicevo, di assicurare ad
Isabella che se vero che da tre mesi ormai il mio cuore arde per lei,
questo amore senza macchia, e non ha mai nutrito un solo pensiero
da cui lonor suo possa sentirsi offeso.
SGANARELLO Va bene.
VALERIO E che potendo seguire la libera scelta del mio cuore, era mia ferma
intenzione chiederne la mano se il destino non mi avesse opposto, in
voi, signore del suo cuore, un tale ostacolo a ogni mio onesto ardore.
SGANARELLO Molto bene.
VALERIO E che, comunque sia, non deve pensare che le sue grazie possa
io giammai dimenticarle. E quali che siano i decreti del Cielo cui andr
soggetto, mio destino amarla fino allultimo respiro; e ci che pone fine
ai miei disegni solo un doveroso rispetto per i vostri meriti.
SGANARELLO Questo si chiama parlare con giudizio.Vado subito a riferirle
quanto mi avete detto, che mi pare non abbia niente che possa offenderla.
E voi, se volete darmi retta, fate in modo che questa passione
vi esca dal cervello. Addio.
ERGASTE (a Valerio) Proprio un allocco! (Escono Ergaste e Valerio)
SGANARELLO (solo) Mi fa una gran pena, quel povero infelice troppo
innamorato; ma tanto peggio per lui se si messo in testa di voler conquistare
una fortezza che si considera mia conquista.
VII SGANARELLO, ISABELLA
SGANARELLO Mai visto un innamorato far scoppiare tanto trambusto
per un bigliettino restituito senza essere stato aperto: comunque, abbandona
ogni speranza e si ritira, ma mi ha caldamente pregato di dirti
che sia pur amandoti non ha mai nutrito un solo pensiero da cui lonor
tuo possa sentirsi offeso, e che potendo seguire la libera scelta del
suo cuore, era sua ferma intenzione chieder la tua mano se il destino
non gli avesse opposto, in me, signore del tuo cuore, un tale ostacolo a
ogni suo onesto ardore; e che, comunque sia, non devi pensare che le
tue grazie egli possa mai dimenticarle; e quali che siano i decreti del
Cielo cui andr soggetto, suo destino amarti fino allultimo respiro; e
ci che pone fine ai suoi disegni solo un doveroso rispetto per i miei
meriti. Queste son le sue precise parole, e non solo io non lo biasimo,
ma lo trovo anzi molto onesto e per bene, e mi dispiace per lui che si
sia innamorato di te.
ISABELLA (tra s) Tanto ardore non delude la mia segreta convinzione,
e i suoi occhi me ne hanno sempre assicurata linnocenza.
SGANARELLO Cosa stai dicendo?
ISABELLA Che mi dispiace che voi proviate tanta simpatia per un uomo
che mi odioso come la morte; e che, se davvero mi amaste cos come
dite, avvertireste quale affronto per me la sua condotta.
SGANARELLO Ma egli non era a conoscenza delle tue inclinazioni; e data
lonest delle sue intenzioni, il suo amore non merita...
ISABELLA E sarebbe una buona intenzione, secondo voi, pensar di rapire
una fanciulla? Vuol dire esser uomo donore progettare di sposarmi
a forza strappandomi dalle vostre braccia? Come se mi fosse possibile
sopportare la vita dopo una tale infamia!
SGANARELLO Come?!
ISABELLA S, s, ho saputo che quello scellerato va dicendo di volermi
rapire; e non so con quali pratiche segrete sia riuscito a sapere della
vostra intenzione di portarmi allaltare entro otto giorni al pi tardi;
ma si dice che egli voglia compiere il suo crimine prima del giorno che
alle vostre fortune dovr unire il mio destino.
SGANARELLO Queste son storie!
ISABELLA Oh, perdonatemi! un vero gentiluomo, e i suoi sentimenti
per me...
SGANARELLO Ha torto, ma questo passa il segno.
ISABELLA Sapete una cosa? la vostra troppa bont che alimenta la
sua follia. Se pocanzi gli aveste parlato con pi fermezza, ora avrebbe
paura delle vostre ire e del mio risentimento; perch dopo aver visto
con quanto disprezzo ho accolto la sua lettera, che ha formulato quello
scandaloso progetto; e a quanto ho saputo il suo amore conserva
ancora lillusione di trovar buona accoglienza nel mio cuore; convinto,
checch gli altri ne dicano, che io aborra dalle nozze con voi e che
mi vedrei con gioia strappata alle vostre braccia.
SGANARELLO pazzo.
ISABELLA Con voi tutta una finzione, perch il suo scopo quello di
trarvi in inganno. Sono proprio infelice, devo confessarlo: con tutte le
mie precauzioni per vivere onoratamente e respingere i voti di un vile
tentatore, eccomi esposta ora allimbarazzante sorpresa di vedermi oggetto
di tanto infami iniziative!
SGANARELLO Su, non aver paura.
ISABELLA Quanto a me, ve lo dico chiaramente: o voi vi fate sentire come
si deve contro tanta audacia e trovate subito il modo di liberarmi
dalle persecuzioni di quel temerario, o io abbandono ogni cosa e rinuncio
al tormento di dover sopportare i suoi affronti.
SGANARELLO Non affliggerti cos. Su, donnina mia, vado subito a cantargliene
quattro.
ISABELLA Ditegli anche che inutile che lo neghi; che le sue intenzioni
mi sono state rivelate da buona fonte, e che dopo questo avvertimento,
qualsiasi cosa egli possa intraprendere, io lo sfido a sorprendermi;
che la smetta di sprecare tempo e sospiri, ora che ha saputo quali sono
i miei sentimenti per voi, e se non vuole essere causa di una disgrazia,
che non si faccia dire due volte la stessa cosa.
SGANARELLO Gli parler io come si deve.
ISABELLA Ma tutto questo con tono atto a rivelargli che il mio cuore
sta parlando molto sul serio.
SGANARELLO Sta tranquilla, ch non dimenticher niente.
ISABELLA Attendo con impazienza il vostro ritorno.Voi affrettatelo, vi prego,
quanto pi potete; io languo quando sto un momento senza vedervi.
SGANARELLO Va, bambolotta mia, cuor mio, torner subito. (Isabella
esce) Si mai vista una fanciulla pi seria e pi giudiziosa di lei? Ah,
come sono felice! Come sono contento daver trovato proprio la moglie
che fa per me! S, ecco come devono essere le mogli! E non come
certe civette che conosco io, che se la lasciano contare da tutti, e fanno
s che dovunque a Parigi i loro bravi mariti siano segnati a dito. Ol!
Signor damerino dalle belle imprese!
VIII VALERIO, SGANARELLO, ERGASTE
VALERIO Signore, che cosa vi riconduce in questi luoghi?
SGANARELLO Le vostre sciocchezze.
VALERIO Come?!
SGANARELLO Sapete benissimo a che cosa alludo.Vi credevo pi furbo,
se devo dir la verit. Mi avete preso in giro con le vostre belle parole e
insistete a crogiolarvi in queste folli speranze. Ecco, vedete? Io avevo
deciso di trattarvi con gentilezza, ma andr a finire che mi toccher arrabbiarmi.
Non vi vergognate proprio, una persona come voi, di fare i
progetti che fate: pensar di rapire una fanciulla onorata e turbare cos
un matrimonio che costituisce tutta la sua felicit e la sua fortuna?
VALERIO Chi vi ha raccontato, signore, questa strana storia?
SGANARELLO Inutile fingere: lho saputa da Isabella, la quale vi manda
a dire, per mio tramite e per lultima volta, che essa ormai dovrebbe
avervi fatto chiaramente intendere qual la sua scelta; che un tal progetto
offende il suo cuore, mio per intero; che morirebbe piuttosto che
sopportarne linsolenza, e che sarete causa di terribili sciagure se non
mettete prontamente fine a tutto questo tormento.
VALERIO Se davvero essa ha detto ci che or ora ho sentito, confesser che
il mio amore non ha pi nulla da chiedere; queste chiare parole mi fanno
capire che tutto finito, e non posso che inchinarmi al suo verdetto.
SGANARELLO Se davvero essa ha detto? Dunque ne dubitate, e tutte le
lamentele che vi ho fatto a suo nome le prendete per delle finte! Volete
che sia Isabella stessa ad aprirvi il suo cuore? Ve lo concedo volentieri,
onde togliervi dal vostro errore. Seguitemi, e vedrete se vi ho aggiunto
qualcosa di mio e se il suo cuore in dubbio tra voi e me.
ISABELLA Come: me lo portate qui? Che cosa vi salta in mente? Prendete
a cuore i suoi interessi contro di me? E incantato dai suoi rari meriti
volete per caso obbligarmi ad amarlo e a tollerare la sua presenza?
SGANARELLO No, cuoricino mio, il tuo amore mi troppo caro perchio
possa pensare a una cosa del genere. Ma il signore crede che gli avvertimenti
che gli ho dato siano storie campate in aria, sospetta che siano
una mia invenzione, e che il dipingerti piena di odio per lui e di affetto
per me sia una mia astuzia; ho pensato che potresti tirarlo fuori tu stessa
dallerrore di cui egli nutre la sua passione.
ISABELLA Come? Non vi ho palesato a sufficienza la mia anima, perch
possiate dubitare ancora dei miei sentimenti?
VALERIO vero; ma tutto ci che il signore da parte vostra mi ha detto,
mia signora, ha ben di che sorprendere; ho dubitato, lo confesso; e il supremo
verdetto che decide della sorte del mio immenso amore per me
tanto sconvolgente che non deve sentirsi offeso se il mio cuore chiede di
sentirlo per la seconda volta.
ISABELLA No, no, questo verdetto non deve sorprendervi; quelli che vi ha
comunicato sono i miei sentimenti; e io li ritengo giusti e fondati quanto
basta per farne risplendere tutta la verit. S, voglio che si sappia, ed esigo
che mi si creda, che le due persone che il destino offre qui alla mia vista
mi ispirano opposti sentimenti e sono pertanto la sola causa di tutti i
turbamenti del mio cuore.Luno, per la giusta scelta cui lonore mi sollecita,
ha tutta la mia considerazione e il mio affetto; laltro, in premio per
le sue attenzioni, ha tutta la mia collera e la mia antipatia. La presenza
delluno mi gradevole e cara, e ne ho la pi compiuta gioia dellanima;
la sola vista dellaltro ispira al mio cuore segreti palpiti di odio e di orrore.
Vedermi sposa delluno tutto ci che desidero; piuttosto che appartenere
allaltro preferirei vedermi morta. Ma ho palesato a sufficienza i
miei legittimi sentimenti, e da troppo tempo ormai languo tra queste
atroci pene; ora dovr, colui che amo, adoperandosi con somma diligenza,
far perdere ogni speranza a colui che odio e affrancare con felici nozze
il mio destino da un supplizio per me peggiore della morte.
SGANARELLO S, mia piccina, penser io a soddisfare la tua attesa.
ISABELLA il solo modo di rendermi felice.
SGANARELLO Lo sarai tra poco.
ISABELLA So che non si addice a una fanciulla dar cos libera espressione
ai propri voti.
SGANARELLO Ma no, ma no.
ISABELLA Ma nei perigli in cui si trova il mio destino tale libert devessermi
concessa; e senza arrossire posso ben fare questa dolce confessione
a colui che gi considero mio sposo.
SGANARELLO S, piccolina mia, bambolotta dellanima mia!
ISABELLA Che egli si risolva dunque, di grazia, a darmi la prova del suo
amore.
SGANARELLO S, eccoti la mia mano da baciare.
ISABELLA Che senzaltri sospiri egli affretti queste nozze che formano
ormai lunico mio desiderio, e accolga qui la mia promessa di non porgere
orecchio ad altre profferte che alle sue. (Abbracciando per finta
Sganarello essa d la sua mano da baciare a Valerio)
SGANARELLO Eh, eh, il mio nasino, la mia boccuccia bella! Non avrai
pi tanto da languire, te lo prometto; adesso zitta. (A Valerio) Avete
visto, se sono stato io a farglielo dire? Il suo cuore non batte che per
me.
VALERIO Ebbene, signora, ebbene! Vi siete spiegata a sufficienza; le vostre
parole mi hanno ormai chiarito appieno ci che da me vi aspettate,
e sapr tra poco liberarvi della presenza di colui che fa tanta violenza
al vostro cuore.
ISABELLA Non potreste farmi cosa pi gradita, perch il vederlo mi
intollerabile, odioso, e lorrore ne tale...
SGANARELLO Eh, eh!
ISABELLA Queste cose vi dispiacciono? Forse devo...
SGANARELLO Mio dio, no, no, non dico questo! Ma se devo dir la verit
mi fa pena vederlo in quello stato, e mi pare che tanto accanimento sia
eccessivo.
ISABELLA Non sar mai sufficiente, dato il caso.
VALERIO S, sarete accontentata, e fra tre giorni i vostri occhi non vedranno
pi lessere tanto esecrato.
ISABELLA Tanto mi basta. Addio.
SGANARELLO Mi dispiace, non avete trovato fortuna, ma...
VALERIO No, no, nessuna lamentela sentirete dal mio cuore; riconosco
che la signora ha reso giustizia ad ambedue, ed io mi adoperer per
soddisfare i suoi voti. Addio.
SGANARELLO Povero ragazzo, che terribile dispiacere! Venite qua, lasciate
che vi abbracci: siete fatti della stessa pasta. (Esce Valerio)
X ISABELLA, SGANARELLO
SGANARELLO veramente da compiangere.
ISABELLA Suvvia, non lo affatto.
SGANARELLO Quanto al resto, il tuo amore mi commuove a tal punto,
tesoruccio mio, che voglio proprio ricompensarlo; otto giorni sono
troppi, impaziente come sei; ci sposeremo domani stesso, e non devo
far altro che chiamare...
ISABELLA Domani?
SGANARELLO Fai la ritrosa e ti schermisci per pudore; ma lo so in quale
gioia ti proiettano queste parole, e tu vorresti anzi che fosse gi tutto fatto.
ISABELLA Ma...
SGANARELLO Andiamo a preparare tutto per il matrimonio.
ISABELLA Oh cielo, ispirami tu come impedirlo!
ATTO III
I ISABELLA
S, la morte mi appare cento volte meno temibile di queste nozze cui mi
si vuol costringere; e tutto ci che faccio per fuggirne i rigori dovr pur
farmi trovare clemenza presso i miei censori. Il tempo incalza, si fa notte;
andiamo, senza alcun timore, a confidare il mio destino alla buona fede
di un amante.
II SGANARELLO, ISABELLA
SGANARELLO (rivolto a coloro che si trovano in casa) Eccomi di ritorno.
Bisogna andare a nome mio per domani...
ISABELLA Oh, cielo!
SGANARELLO Sei tu, carina? Dove vai a questora? Quando tho lasciata
mi avevi detto che eri un po stanca e che andavi a chiuderti in camera
tua; e mi avevi anche pregato, al mio ritorno, di lasciarti riposare
fino a domani mattina.
ISABELLA vero, ma...
SGANARELLO Che cosa?
ISABELLA Mi vedete confusa, e non so come dirvene la ragione.
SGANARELLO Che c, dunque? Che cosa sar mai?
ISABELLA Un segreto sorprendente: stata mia sorella che mi ha obbligata
ad uscire a questora, poich per un suo progetto, per cui lho molto
biasimata, mi ha chiesto dessere rinchiusa in camera mia.
SGANARELLO Cosa?
ISABELLA Lo credereste? E innamorata di quelluomo che noi abbiamo
scacciato.
SGANARELLO Di Valerio?
ISABELLA Perdutamente: una passione cos grande che non ne esiste
leguale: e potete giudicare voi stesso quanto potente essa sia, dal momento
che Leonora venuta qui, a questora, da sola, a confidarmi tutta
la sua pena damore, a dirmi che morir senzaltro se non otterr
loggetto dei suoi voti, che gi da pi di un anno i loro cuori corrispondevano
in un segreto commercio di palpiti ardenti, e che al primo manifestarsi
della loro passione si erano anche scambiati reciproca promessa
di sposarsi...
SGANARELLO Che svergognata!
ISABELLA E che avendo saputo in quale disperazione ho precipitato
colui che essa ama tanto, venuta a pregarmi di lasciarle tentare di
impedire una partenza che le spezzerebbe il cuore, di cederle il mio
posto onde poter parlare stasera con quelluomo e, contraffacendo la
mia voce, dipingergli sentimenti tanto dolci che possano lusingarlo a
rimanere, sfruttando insomma a suo vantaggio lamore che, come noto,
egli ha per me.
SGANARELLO E per te questo ...
ISABELLA Io?! Ne sono rimasta indignata. Ma come, sorella mia, le ho
detto; avete perso il ben dellintelletto? Non vi vergognate desservi
infatuata a tal punto di un uomo tanto incostante da mutar fiamma
ogni giorno; daver dimenticato ci che si addice al vostro sesso e deluse
le speranze di colui cui vi ha legata il cielo?
SGANARELLO Se per lui se lo merita, e ne son proprio contento.
ISABELLA Insomma, di cento ragioni si servito il mio dispetto per
rimproverarle una simile infamia e respingere le sue richieste per
questa sera; ma essa mi ha testimoniato di un desiderio tanto impellente,
ha versato tante lacrime, emesso tanti sospiri, e tante volte ripetuto
che lavrei portata alla disperazione se le avessi rifiutato quel
che il suo amore esigeva, che il mio cuore mio malgrado si visto
costretto a cedere; e per giustificare questo intrigo notturno, cui mi
ha spinto laffetto per il mio stesso sangue, volevo far venire a dormire
con me Lucrezia, di cui non passa giorno che non mi decantiate
le virt; ma voi siete tornato a casa subito e mi avete sorpresa.
SGANARELLO No, no, non voglio tutti questi misteri in casa mia. Mi
piacerebbe dir di s per fargliela vedere a mio fratello; ma qualcuno
potrebbe vederci; e colei cui spetta lonore di possedere il mio corpo
non solamente devessere pudica e bennata, ma non dovr esser neppure
sfiorata da un sospetto. Andiamo a scacciare quella svergognata,
e della sua passione...
ISABELLA Ah, pensate allimbarazzo in cui la mettereste; e poi, potrebbe
giustamente rimproverarmi la mia poca discrezione. Poich non
posso esserle daiuto, aspettate almeno che le dica io di uscire.
SGANARELLO Va bene: fa pure.
ISABELLA E soprattutto nascondetevi, vi prego, e degnatevi di lasciarla
passare senza dirle nulla.
SGANARELLO E sia, per amor tuo terr a freno i miei impulsi; ma non appena
essa sar uscita di casa mia voglio andare subito a trovare mio fratello;
sar un vero piacere per me correre a raccontargli questa storia.
ISABELLA Vi scongiuro comunque di non fare il mio nome. Buonanotte;
poich andr subito a ritirarmi. (Esce)
SGANARELLO A domani, amor mio. (Solo) Non vedo lora di andar da
mio fratello a raccontargli tutto quel che gli capitato! sistemato
bene, il dabben uomo, con tutte le sue chiacchiere; e io non ci rinuncerei
neanche per venti scudi!
ISABELLA (dallinterno della casa) No, non sono insensibile alle istanze
dei vostri desideri; ma quel che mi chiedete, sorella mia, mi impossibile;
il mio onore, che tanto mi sta a cuore, correrebbe in questa impre-
sa un rischio eccessivo.Addio, tornate a casa vostra prima che si faccia
ancor pi notte.
SGANARELLO Eccola l, e mi par che stia imprecando a regola darte!
( entrata Isabella.) Chiudiamo a chiave la porta, ch per caso non torni
indietro.
ISABELLA (tra s) Oh cielo, aiutami tu nel mio disegno!
SGANARELLO (a parte) Dove diavolo sta andando? Proviamo un po a
seguirla.
ISABELLA (come sopra) Nel mio tormento al men le tenebre mi sono
propizie.
SGANARELLO (come sopra) A casa dellamante?! Che cosa intende fare?
III VALERIO, SGANARELLO, ISABELLA
VALERIO (entrando con fare deciso) S, s, stanotte qualcosa tenter onde
poter parlare... Chi va l?
ISABELLA Non fate rumore,Valerio; vi ho preceduto: sono Isabella.
SGANARELLO (a parte) Tu menti, sciagurata, non sei Isabella; troppo legata
Isabella alle leggi dellonore che tu tanto calpesti, usurpando
con linganno il suo nome e la sua voce!
ISABELLA Purch voi vogliate, merc il santo matrimonio...
VALERIO S, a questunica mta tende il mio cuore, e seduta stante vi
giuro che verr domani stesso dove voi vorrete a ricevere la vostra
mano.
SGANARELLO (come sopra) Povero sciocco, come ti illudi!
VALERIO Entrate senza timore; sfido la potenza del vostro Argo beffato;
e prima che egli riesca a strapparvi dalla mia passione questo
braccio gli avr trafitto mille volte il cuore. (Escono Valerio e Isabella)
SGANARELLO (solo) Ah, ti assicuro che non ho nessuna voglia di strappartela,
linfame schiava delle tue passioni; che del dono della tua fede non
sono affatto geloso, e che per quel che mi riguarda puoi sposartela quando
ti pare. S, facciamolo sorprendere con quella svergognata; la santa
memoria di suo padre, unita al grande interesse che mi lega a sua sorella,
esige che si cerchi se non altro di rendergli lonore.Ol! (Batte alla porta
del Commissario)
IV SGANARELLO, IL COMMISSARIO, UN NOTAIO E IL LORO SEGUITO
IL COMMISSARIO Che c?
SGANARELLO Salute a voi, signor Commissario. Urge la vostra presenza
in veste ufficiale; vi prego di seguirmi con la fiaccola.
IL COMMISSARIO Stavamo uscendo...
SGANARELLO una cosa piuttosto svelta.
IL COMMISSARIO E cio?
SGANARELLO Si tratta di entrare in quella casa e sorprendervi due persone
che sarebbe il caso fossero unite in matrimonio; la fanciulla una
mia parente, che con facile promessa di nozze un certo Valerio ha se-
dotta e portata a casa sua. Sarebbe, come vedete, di famigia nobile e
virtuosa, ma...
IL COMMISSARIO Se c da far questo siete stato fortunato, perch c
qui con noi proprio un Notaio.
SGANARELLO Il signore?
IL NOTAIO S, Notaio reale.
IL COMMISSARIO E uomo donore per giunta.
SGANARELLO Questo sottinteso. Entrate da quella porta, senza far rumore,
e tenetela docchio che non ne esca nessuno. Le vostre fatiche
saranno pienamente ricompensate, basta che stiate attenti a non farvi
ungere.
IL COMMISSARIO Come? E potete pensare che un rappresentante della
giustizia...
SGANARELLO Naturalmente dicevo senza offesa per voi.Vado subito a
chiamare mio fratello. Fatemi soltanto un po di luce con la fiaccola.
Adesso gli do io la buona novella, lui che sempre cos pacifico. (Il
Commissario e il Notaio sono usciti. Sganarello bussa alla porta di Arista)
Ol!
V ARISTA, SGANARELLO
ARISTA Chi che bussa? Ah, ah! Che cosa volete, fratello?
SGANARELLO Venite qui, bel pedagogo, damerino stravecchio, se volete
vedere qualcosa di bello.
ARISTA E perch?
SGANARELLO Ho una bellissima notizia per voi.
ARISTA E cio?
SGANARELLO Dov, di grazia, la vostra Leonora?
ARISTA Perch me lo domandate? Credo sia andata a ballare a casa di
unamica.
SGANARELLO Eh, gi, gi! Seguitemi, venite a vedere che tipo di ballo
sta ballando madamigella.
ARISTA Si pu sapere cosa volete dire?
SGANARELLO Lavete forgiata bene: Non bisogna comportarsi da severi
censori; per conquistare i loro cuori basta la dolcezza; e i sospetti, le precauzioni,
i chiavistelli e le inferriate non hanno mai reso virtuose n mogli
n figlie; siamo noi, con la nostra austerit, che le spingiamo al male,
e anche le donne giusto che godano di un po di libert.Bisogna
proprio riconoscere che di libert se ne fatta una bella spanciata, quella
furbona, e che ha dato della virt uninterpretazione molto umana.
ARISTA Dove volete arrivare con questi discorsi?
SGANARELLO Sicuro, mio signor fratello maggiore, vi sta proprio bene;
e rinuncerei piuttosto a venti pistole sonanti che non alla soddisfazione
di vedervi cogliere questo bel frutto dei vostri folli princpi. Adesso
si vedono chiari, nelle due sorelle, i risultati delle nostre lezioni: una gli
innamorati li sfugge, laltra invece gli corre dietro.
ARISTA Se voi non mi spiegate un po questo indovinello...
SGANARELLO Lindovinello che la festa da ballo si svolge in casa del
signor Valerio; che lho vista io, col buio, mentre vi stava andando, e
che in questo preciso istante tra le sue braccia.
ARISTA Chi?
SGANARELLO Leonora.
ARISTA Smettetela di scherzare, per piacere.
SGANARELLO Scherzare?!... Buona questa! Povera anima, vi dico e vi
ripeto che la vostra Leonora in casa di Valerio, e che prima che egli
pensasse a corteggiare Isabella si erano promessi eterna fede.
ARISTA Questa storia cos poco verosimile...
SGANARELLO Non ci creder neanche quando lavr visto. Io divento
matto! proprio vero che let non serve a niente, quando manca questo.
(Si tocca la fronte con un dito)
ARISTA Come, fratello mio, vorreste...?
SGANARELLO Mio dio, io non voglio niente.Voi seguitemi e basta: sarete
subito soddisfatto; vedrete se vi racconto storie e se quei due gi da
pi di un anno sono o non son legati luno allaltra.
ARISTA Possibile che essa abbia assunto questo impegno senza avvertirmi?
Io che fin dalla sua infanzia mi son sempre mostrato compiacente
in tutto e per tutto, e ho sempre detto e ripetuto che mai avrei
ostacolato le sue inclinazioni?
SGANARELLO Insomma, vedrete e giudicherete. Ho gi fatto venire
Commissario e Notaio; nostro interesse che un giusto matrimonio
ripari immediatamente allonore che essa ha perduto; poich non
penso che voi possiate giungere allabiezione di sposarla con questa
macchia, a meno che non abbiate qualche altro sofisma con cui mettervi
al disopra di ogni scherno.
ARISTA Io non cadr mai nella bassezza di voler possedere un cuore
suo malgrado. Ma non posso credere ancora...
SGANARELLO Quanti discorsi! Andiamo; se no questa storia va avanti
in eterno.
VI IL COMMISSARIO, IL NOTAIO, SGANARELLO, ARISTA
IL COMMISSARIO Qui non occorre far nessun ricorso alla forza, signori;
e se i vostri voti non tendono che al matrimonio, potete senzaltro acquietare
la vostra collera.Tutti e due sono parimenti lieti di sposarsi; e
quanto a Valerio, ha gi firmato limpegno a prendersi per moglie colei
che in casa sua.
ARISTA E lei...
IL COMMISSARIO Chiusa l dentro; e non vuole uscire se prima la vostra
volont non avr acconsentito ai loro desideri.
VII IL COMMISSARIO, VALERIO, IL NOTAIO, SGANARELLO, ARISTA
VALERIO (alla finestra) S, signori; nessuno potr entrare qui dentro se
questa volont non mi sar stata dimostrata.Voi sapete chi sono io, e
sapete che ho gi fatto il mio dovere firmando limpegno che potrete
farvi mostrare. Se vostra intenzione dar lassenso a questo legame,
che la vostra mano me ne firmi lassicurazione; altrimenti, fate pur conto
di dovermi privare della luce del sole piuttosto che strapparmi lidolo
del mio cuore.
SGANARELLO No, non intendiamo affatto separarvi da lei. (A parte)
Non si ancora accorto che non Isabella. Approfittiamo dellerrore.
ARISTA Ma davvero Leonora che...?
SGANARELLO State zitto.
ARISTA Ma...
SGANARELLO Insomma, basta.
ARISTA Vorrei sapere...
SGANARELLO Ancora? Volete star zitto, vi ho detto?
VALERIO Insomma, qualsiasi cosa accada, ho giurato eterna fede ad Isabella
ed essa altrettanto ha fatto con me. E tutto considerato io non
sono un partito che voi possiate poi tanto disprezzare.
ARISTA (a Sganarello) Ma lui non ha detto che si tratta di...
SGANARELLO State zitto, vi ho detto. Capirete tutto a suo tempo. (A Valerio)
Ebbene s, senza tanti discorsi, acconsentiamo tutti e due a che
voi siate lo sposo di colei che in questo momento trova in casa vostra.
IL COMMISSARIO proprio in questi termini che il documento stato
redatto. Il nome in bianco, dato che la ragazza non labbiamo ancora
vista. Firmate. Penser poi lei a mettervi tutti daccordo.
VALERIO Per me va bene.
SGANARELLO Per me poi va benissimo.Tra poco ridiamo. Ecco, fratello
mio, firmate: a voi lonore.
ARISTA Ma come! Tutti questi misteri!...
SGANARELLO Accidenti al diavolo, quante cerimonie! Firmate, povero
allocco!
ARISTA Lui parla di Isabella e voi di Leonora.
SGANARELLO E se fosse Isabella, fratello mio, avreste qualcosa in contrario
a lasciarli legati alle loro promesse?
ARISTA Assolutamente niente.
SGANARELLO E allora firmate; dato che firmo anchio!
ARISTA E va bene; non ci ho capito ancora niente.
SGANARELLO Adesso vi illumineremo.
IL COMMISSARIO Torniamo subito. (Escono il Commissario e il Notaio)
SGANARELLO E adesso vi racconto io come va a finire questo bel pasticcio.
(Si ritirano verso il fondo della scena)
VIII LEONORA, LISETTA, SGANARELLO, ARISTA
LEONORA Oh, che noia mortale! Li ho trovati veramente importuni,
quei giovani sciocchi! Sono venuta via dal ballo proprio per causa loro.
LISETTA che tutti cercano di rendersi simpatici ai vostri occhi.
LEONORA E io invece non ho mai visto niente di pi insopportabile; e
avrei preferito quattro chiacchiere in tutta semplicit, alle follie di quei
grandi discorsi pieni di vento. Sono convinti che nulla possa resistere
alla loro parrucca bionda, e chiss che gran facezia credono daver detto,
quando vengono l, con il loro spirito stupido e fuori posto, a prenderti
in giro sullamore di un vecchio; quando io apprezzo lassiduit
di quel vecchio pi di tutti gli slanci di quei giovani cervelli. Ma quello
che vedo non per caso...?
SGANARELLO (ad Arista) Sissignore, le cose stan proprio cos. Ah, eccola
l, assieme alla sua cameriera.
ARISTA Leonora, ve lo dico senza nessuna collera, ma penso di aver
motivo di lamentarmi. Sapete benissimo che io non ho mai voluto costringervi
ad alcunch, e che mille volte ho dichiarato che avrei lasciato
piena libert ai vostri voti; e ci nonostante il vostro cuore, in spregio
alla mia condiscendenza, impegna a mia insaputa il vostro amore e
la vostra fede. Non che io mi penta della mia condotta tollerante,ma
il vostro modo di fare mi ha profondamente ferito: si tratta di uno sgarbo
che il tenero affetto che vi porto davvero non meritava.
LEONORA Non so a che proposito mi stiate dicendo queste cose; ma dovete
credermi se vi dico che io sono sempre la stessa, che nulla pu
sminuire la mia stima per voi, che ogni altro legame mi parrebbe un
delitto, e che se voi volete realizzare tutti i miei desideri un santo nodo
potr unirci domani stesso.
ARISTA Con qual fondamento venite dunque, fratello mio...?
SGANARELLO Come? Non siete uscita or ora dalla casa di Valerio? Non
ci avete raccontato tutto dei vostri amori, non pi tardi di oggi? E non
pi di un anno che siete pazza di lui?
LEONORA Chi vi ha dipinto un cos bel ritratto di me, e si preso la briga
di inventare fandonie simili?
IX ISABELLA, VALERIO, IL COMMISSARIO,
IL NOTAIO, ERGASTE, LISETTA, LEONORA, SGANARELLO, ARISTA
ISABELLA Sorella mia, vi chiedo la grazia di un generoso perdono, se
delle mie libert ho macchiato il vostro nome. Lincalzante minaccia di
un gravissimo attentato mi ha ispirato lo stratagemma di cui ora arrossisco;
il vostro esempio suona a condanna dei miei eccessi, ma pur
vero che il destino ci ha trattate ben diversamente. Quanto a voi, signore,
non ritengo proprio di dovervi chiedere scusa; quel che vi ho
fatto non tanto uno sgarbo quanto un favore. Il Cielo non ci ha creati
per essere marito e moglie; io mi sono riconosciuta indegna dei vostri
voti, e ho preferito vedermi tra le braccia di un altro piuttosto che
trovarmi a non meritare un marito come voi.
VALERIO Per quel che mi riguarda, considero mia gloria e mio bene supremo
che voi, signore, me la concediate.
ARISTA Fratello mio, questo calice dovete berlo piano piano: di tutto
questo causa il vostro modo di fare; e io considero la vostra sorte
tanto pi triste in quanto nessuno, sapendovi beffato, vorr compiangervi.
LISETTA In fede mia, a lei va tutto il mio plauso per quel che ha fatto,
che il giusto premio per le sue premure.
LEONORA Non so se questa sia unimpresa da lodare; so per senzaltro
che non saprei biasimarla.
ERGASTE Dato che gli auspici lo vogliono cornuto, dovrebbe esser contento
desserlo soltanto in erba.
SGANARELLO No, io non so uscire dallo stupore in cui mi trovo; tanta
slealt turba la mia ragione; e io credo che neppure Satana in persona
saprebbe esser tanto malvagio quanto costei. E per lei avrei messo
questa mano sul fuoco; disgraziato dora in avanti chi si fider ancora
di una donna! La migliore di tutte pregna di malizia; il loro sesso
stato generato a dannazione del mondo intero. Io vi rinuncio per sempre,
a queste donne traditrici, e ben contento di mandarle tutte al diavolo.
ERGASTE Bene.
ARISTA Andiamo tutti a casa mia.Venite, signor Valerio. Cercheremo
domani di smorzare la sua collera.
LISETTA E voi, se per caso conoscete dei mariti lupi mannari, provate
un po a mandarli a scuola qui da noi.
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