La scuola delle mogli

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LA SCUOLA DELLE MOGLI

LA SCUOLA DELLE MOGLI

di Molière

ATTO UNICO

Personaggi:

ARNOLFO, ossia il signor DEL CEPPO

AGNESE, fanciulla educata da Arnolfo

ORAZIO, innamorato di Agnese

ANNA, cameriera di Arnolfo

GIORGINA, cameriera di Arnolfo

CRISALDO, amico di Arnolfo

CLEONTINA, madre di Orazio

LA NOTAIO

Scene: La scena è in una piazza della città.


SCENA I

Crisaldo, Arnolfo

CRISALDO: Dunque, state per sposarvi? Avete un bel coraggio!

ARNOLFO: Forse ciò che vi preoccupa, amico mio, è che pensando a voi stesso, credete che le corna siano immancabili sulla fronte dei mariti!

CRISALDO: Le corna sono scherzi della sorte! Io mi preoccupo perché voi avete sempre deriso i poveri mariti traditi e chi ride degli altri deve sempre stare attento! Se una sciagura si abbattesse sulla mia fronte, la gente riderebbe un pochino sotto i baffi, ma se capitasse a voi...

ARNOLFO: Colei che sposo, amico mio, è ingenua e innocente quanto basta per preservare la mia fronte da qualsiasi incidente!

CRISALDO: Volete dire che è un’oca...

ARNOLFO: Se sposo un’oca è per non esser fatto becco! Preferirei una donna brutta, totalmente stupida, a una donna bellissima e intelligentissima! Mi trovo ricco per potermi prendere per moglie chi voglio: per questo ho fatto crescere questa fanciulla, affidatami da una contadina, in un convento, dando ordine di farne una bestia! E la tengo nella mia casa di campagna dove non viene mai nessuno a farmi visita.

CRISALDO: Contento voi, caro signor Arnolfo...

ARNOLFO: Eh dai! Lo sapete che ora voglio essere chiamato signor Del Ceppo! Sono un nobile ormai!

CRISALDO: E va bene! Arrivederci, signor Del Ceppo!

ARNOLFO: Arrivederci!


SCENA II

Anna, Giorgina, Arnolfo

ANNA: Chi è che bussa?

ARNOLFO: Aprite!

ANNA: Chi va là?

ARNOLFO: Io.

ANNA: Giorgina!!!!

GIORGINA: Sì???

ANNA: Va’ ad aprire!

GIORGINA: Vacci tu!

ANNA: No, ci vai tu!

GIORGINA: Io non ci vado!

ARNOLFO: Olà! Per favore!?!

GIORGINA: Chi è?

ARNOLFO: Il vostro padrone!

GIORGINA: Hai sentito? È il padrone, apri!

ANNA: Apri tu!

ARNOLFO: Chi di voi due non mi aprirà la porta starà senza mangiare per quattro giorni!

GIORGINA: Cosa corri a fare, che la sto aprendo io la porta.......

ANNA: E perché tu? Brava furba!

GIORGINA: Togliti!

ANNA: Togliti tu!

GIORGINA: Voglio aprirla io!

ANNA: No! Io!

GIORGINA: Ecco fatto signore, sono stata io!

ANNA: Serva vostra signore, sono stata io!

ARNOLFO: Zitte! Basta! Anna, vai a chiamare Agnese! Giorgina, dimmi, Agnese era molto triste mentre io non c’ero?

GIORGINA: Triste? No!

ARNOLFO: No?

GIORGINA: Per niente!

ARNOLFO: Eccoti Agnese! Sei contenta che sia tornato dal mio viaggio?

AGNESE: Sì, signore.

ARNOLFO: Siete sempre stata bene?

AGNESE: A parte le pulci, che di notte mi disturbano un poco.

ARNOLFO: Avrete presto chi penserà a schiacciarle! Riaccompagnatela nella sua camera!


SCENA III

Arnolfo e Orazio

ORAZIO: Signor Arnolfo, buongiorno!

ARNOLFO: Che sorpresa, Orazio. Che ci fate in città?

ORAZIO: Son arrivato da qualche giorno, ma mi han detto che vi trovavate in campagna.

ARNOLFO: Son appena rientrato infatti. E vostra madre, come sta?

ORAZIO: Sta per arrivare, anche se non so ancora perché venga qui.

ARNOLFO: In questa città, per i giovanotti, c’è di che divertirsi... avete già fatto conquiste?

ORAZIO: Vi confesso di sì! Mi son innamorato di una giovane, un po’ sempliciotta, tenuta rinchiusa in una casa di campagna da un uomo che la tiene lontana da tutti! Si chiama Agnese!

ARNOLFO: Ah! Mi sento morire!

ORAZIO: Forse voi conoscete quel gelosone ridicolo: si chiama signor Del Ceppo!

ARNOLFO: Eh? Ah, sì, lo conosco......

ORAZIO: Ma io vi sto infastidendo con le mie chiacchiere e voi avete altri impegni. Arrivederci.

ARNOLFO: Arrivederci.... quanto ho sofferto durante questa conversazione! Devo tornare in campagna e scoprire cos’è accaduto!


SCENA IV

Arnolfo, Anna e Giorgina

ANNA: Signore, stavolta.......

ARNOLFO: Zitta! Venite qui tutte e due!

GIORGINA: Mi fate paura, signore!

ARNOLFO: Com’è che un uomo si è introdotto in casa mia? Parlate!

ANNA: Ci uccide!

ARNOLFO: Con voi aggiusterò i conti dopo! Ora vado da Agnese!

ANNA: Quel giovanotto gli ha data fastidio!

GIORGINA: Ma perché?

ANNA: Perché è geloso! Ti faccio un esempio: se tu stai mangiando la tua minestra e un altro si avvicina per mangiartela, tu ti arrabbi?

GIORGINA: Eh, sì!

ANNA: Ecco, la donna è proprio come la minestra per l’uomo!

GIORGINA: Eccolo che ritorna!

ARNOLFO: Io e Agnese usciamo per una passeggiata!


SCENAV

Arnolfo e Agnese

ARNOLFO: Novità, nessuna?

AGNESE: No!

ARNOLFO: Girano dei pettegolezzi... Dicono che in mia assenza, un giovanotto sia venuto a casa nostra... Ho scommesso che era senz’altro falso!

AGNESE: Oh, no! Non giurate, perdereste!

ARNOLFO: Come? Allora è vero.....

AGNESE: Sì! Una vecchia mi ha detto che l’avevo ferito al cuore e che solo incontrarlo avrebbe potuto farlo guarire! Ho dovuto riceverlo, dico bene?

ARNOLFO: Certo, ma cosa faceva quel giovanotto durante le sue visite?

AGNESE: Oh, se aveste visto come era felice e i soldi che ha data ad Anna e Giorgina...

ARNOLFO: Sì, ma cosa faceva con voi?

AGNESE: Era davvero molto dolce!

ARNOLFO: Ha per caso cercato di accarezzarvi?

AGNESE: Ah, eccome, non si stancava mai di prendermi le mani e le braccia per accarezzarmi!

ARNOLFO: E non vi ha preso, Agnese, qualchealtra cosa ancora?

AGNESE: Sì…

ARNOLFO: Come?

AGNESE: Mi ha preso…

ARNOLFO: Eh?

AGNESE: La…

ARNOLFO: Parla!

AGNESE: Non oso.

ARNOLFO: Ma su.

AGNESE: Mi ha preso… Adesso vi arrabbiate.

ARNOLFO: No.

AGNESE: Sì.

ARNOLFO: No, no, no. Perché tanti misteri? Cosa vi ha preso?

AGNESE: Mi ha preso quella sciarpa che mi avete regalato voi!

ARNOLFO: Pazienza per la sciarpa. Ma volevo sapere se vi ha fatto qualcos’altro...

AGNESE: Perché? Che cos’altro si può fare?

ARNOLFO: Niente! Comunque, dovete stare attenta: quel giovanotto vuole approfittare di voi!

AGNESE: Eppure quel che fa è così piacevole...

ARNOLFO: Un piacere che va gustato una volta sposati!

AGNESE: Allora sposatemi subito, vi prego!

ARNOLFO: Son qui proprio per questo!

AGNESE: Ma quando?

ARNOLFO: Stasera stessa!

AGNESE: Oh, come starò bene con lui!!!

ARNOLFO: Con chi?

AGNESE: Con... beh...

ARNOLFO: Non conosco nessun signor beh! Salite in camera vostra!
SCENAVI

Arnolfo e Agnese

ARNOLFO: Brava Agnese, avete eseguito i miei ordini a meraviglia: avete sistemato per bene quel damerino! Anzi, gli avete persino tirato un sasso! Ma ora voglio che mi ascoltiate... Anna, Giorgina, voi andate a chiamare un notaio per il contratto di nozze! E tu Agnese, concentrati nella lettura di questo libro molto importante!

AGNESE: “Le massime del matrimonio ovvero i doveri della donna maritata:

                   Farsi bella è proibito

                Più di quanto desideri il marito

                Niente creme, profumi e pomate

                E nemmeno certe occhiate...

                Dai regali di un uomo guardarsi assolutamente

                A questo mondo nessuno dà mai niente per niente...


SCENAVII

Arnolfo e Orazio

ARNOLFO: Buongiorno signor Orazio, come va la vostra storiella?

ORAZIO: Non molto bene... Le domestiche non mi hanno più permesso di entrare in casa e Agnese mi ha cacciato tirandomi un sasso...

ARNOLFO: Addirittura!

ORAZIO: Se questo vi ha sorpreso, aspettate di sentire il resto... Il sasso era avvolto in una lettera! Non vi pare un bello scherzo per il gelosone?

ARNOLFO: Molto divertente!

ORAZIO: Ma voi non ridete!

ARNOLFO: Ah, ah, ah!

ORAZIO: Mi pare non ridiate di gusto...

ARNOLFO: Chiedo scusa, ne rido quanto posso...

ORAZIO: Ora ve la leggo:

“Voglio scrivervi, ma sono preoccupata, perché comincio ora a capire di essere sempre stata tenuta nell’ignoranza e ho paura di scrivere cose che non stia bene scrivere... Vi aspetto questa sera sul tardi: fatevi riconoscere con tre colpi di tosse e vi aprirò”.

ARNOLFO: Ah, carogna!

ORAZIO: Cosa avete detto?

ARNOLFO: Niente... ho tossito!

ORAZIO: Bene, ora vado a prepararmi per stasera! Arrivederci!

ARNOLFO: Ma come... e io l’avrei educata con tante attenzioni perché arrivi questo qui a portarmela via!


SCENAVIII

Arnolfo e La Notaio; poi Anna e Giorgina

LA NOTAIO: Ah, buongiorno signor Del Ceppo, cercavo proprio voi...

ARNOLFO: Andate al diavolo anche voi!

LA NOTAIO: Ma ero qui per quel contratto...

ARNOLFO: Vi farò richiamare quando mi farà comodo! Ci mancava un notaio donna!

LA NOTAIO: Secondo me, è un po’ matto! Dite al vostro padrone da parte mia che è un pazzo fatto e finito!

ANNA: Signor padrone, la notaio ha detto di dirvi che...

ARNOLFO: Sì, sì... sarà per un altro giorno... allora avete capito come dovete fare buona guardia?

GIORGINA: Ci avete spiegato già tutto...

ARNOLFO: Se venisse a dire, tutto gentile: «Anna, amica mia, aiutami tu».

ANNA: Siete un povero scemo.

ARNOLFO: Bene. E se dicesse «Giorgina cara, tu che sei così dolce e così buona...».

GIORGINA: Siete un idiota!

ARNOLFO: Bene. E se vi dicesse: «Ecco a voi questi denari: compratevi dei begli abiti...»

GIORGETTA: Provatene un’altra!

ARNOLFO: Bene!

ANNA: Va via!

ARNOLFO:Bene, bene!

GIORGETTA: Ed in fretta!

ARNOLFO: Va bene! Adesso basta.

GIORGINA: Non ho mica fatto giusto?

ANNA: Non è così che volevate dire?

ARNOLFO: Sì, sì....ma ridatemi i denari.

GIORGINA: Ce ne eravamo dimenticati...

ANNA: Ve lo facciamo vedere un’altra volta?

ARNOLFO: Basta, tornate al lavoro! E prepariamoci per questa notte!


SCENAVIII

Arnolfo, Anna e Giorgina

ARNOLFO: Disgraziate, che avete fatto?

ANNA: Noi abbiamo ubbidito ai vostri ordini, signore.

ARNOLFO: Vi ho detto di picchiarlo, non d’ammazzarlo! Cosa farò ora? Che dirò alla madre?


SCENA IX

Arnolfo e Orazio; poi Agnese

ORAZIO: Signor Arnolfo...

ARNOLFO: AH! Voi...?

ORAZIO: Sì, sono io, vi stavo proprio cercando...

ARNOLFO: Come è possibile...

ORAZIO: Volevo avvertirvi che è andato tutto bene! Durante la notte, mentre raggiungevo la camera di Agnese, sono stato aggredito dalle domestiche del gelosone; sono scivolato per lo spavento e per il dolore non mi son rialzato subito. Le due donne hanno iniziato ad accusarsi l’un l’altra d’avermi ucciso e Agnese ha approfittato della confusione per fuggire. Ora è qui dietro l’angolo e vorrei affidarla a voi...

ARNOLFO: Disgraziata! Ma certo portatela in casa mia!

ORAZIO: Grazie signor Arnolfo! Io devo incontrare mia madre e tentare di convincerla ad approvare questo matrimonio! Mi ha comunicato che viene in città per presentarmi la mia promessa sposa! Che terribile situazione! Io amo Agnese!

ARNOLFO: Non preoccupatevi. Parlerò io con vostra madre. Ora portatemi la ragazza. La sistemo io!

ORAZIO: Venite Agnese, questo è un posto sicuro!

AGNESE: Ma voi ve ne andate?

ORAZIO: Tornerò presto...

AGNESE: Vi aspetterò con ansia.... Non tiratemi così!

ORAZIO: A presto, mia adorata...

AGNESE: Ahia, che modi!

ARNOLFO: Mi riconoscete ora?

AGNESE: Ah!

ARNOLFO: La mia faccia vi spaventa, vero? Come vi siete permessa di comportarvi in questo modo?

AGNESE: Perché mi sgridate? Ho seguito i vostri insegnamenti e volevo sposarmi!

ARNOLFO: Ma la mia intenzione era che sposaste me!

AGNESE: Francamente, detto tra noi, quell’altro è più di mio gusto!

ARNOLFO: Sono certo che con un po’ d’impegno riuscireste ad amarmi...

AGNESE: Non credo proprio!

ARNOLFO: E allora ci penserò io a dare una lezione a voi e al vostro damerino!


SCENA IX

Arnolfo, Anna e Giorgina; poi Orazio, Cleontina e Crisaldo; infine Agnese; chiude la Notaio.

ANNA: Non sappiamo come sia accaduto signore.....

GIORGINA: Ma Agnese è fuggita con il morto!

ARNOLFO: Lasciate perdere... Agnese è qui! Rinchiudetela in camera mia! Ma ecco giungere Orazio con sua madre Cleontina! Buongiorno signora che gran felicità rivedervi!

CLEONTINA: Buongiorno a voi! Sono qui per...

ARNOLFO: State tranquilla! So già tutto! Vostro figlio si oppone a queste nozze, ma io vi consiglio di far valere la vostra autorità materna e fargli sposare chi volte voi!

ORAZIO: Traditore!

CLEONTINA: Sono felice che voi siate d’accordo!

CRISALDO: A me sembra strano che voi siate favorevole a questo matrimonio!

CLEONTINA: L’avevo detto io che il signor Arnolfo è una persona ragionevole...

CRISALDO: Ricordatevi che vuol essere chiamato signor Del Ceppo!

ARNOLFO: Eh, non importa!

ORAZIO: Ora capisco tutto! Che pasticcio...

GIORGINA: Signore, non ce la facciamo più a tenere Agnese...

ARNOLFO: Lasciatela scendere. Voglio riportarla immediatamente nella mia casa in campagna. Non prendetevela caro Orazio. Addio. Andiamo, carina.

AGNESE: Non lasciatemi portar via!

CLEONTINA: Spiegateci cosa sta succedendo?

ARNOLFO: Vi lascio al vostro matrimonio, io ho da pensare al mio!

CLEONTINA: Ma voi avevate detto di sapere tutto, dunque... sapete che...

CRISALDO: Sposatasi in segreto, mia sorella ebbe una figlia...

CLEONTINA: e subito l’affidò a una contadina...

CRISALDO: ma quando l’ho cercata, ho scoperto che l’aveva consegnata a voi ancor bambina!

ARNOLFO: Non è possibile!

CLEONTINA: Che cos’è quest’uscita sorprendente?

ORAZIO: Ah, madre mia, vi dirò tutto io quel che c’è di vero; la mia promessa, grazie a un reciproco amore, io l’avevo già fatta a questa fanciulla in fiore!

LA NOTAIO: Allora, alla fine, si farà un contratto!

FINE

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