Mauro Eberspacher
PERSONAGGI
EUFEMIA quasi 50 anni. Insegnante pluri_abilitata: insegna a 5 classi di elementari (pochi alunni ciascuna) della Scuola Elementare "Leopardo da Vinci" di Vettamolle e impartisce ripetizioni e lezioni di sostegno un po' a tutti gli allievi delle superiori della zona
NEVIO (NUVOLARIO) Et di Eufemia. Marito di Eufemia, bidello tuttofare della scuola di Vettamolle; quando la moglie deve assentarsi dalle lezioni per qualche incombenza, lui le subentra cavandosela forse meglio
SEVERINA Stessa et o poco pi. Sorella di Nevio, ricopre la carica ufficiosa di Vice-Bidello subentrando nelle mansioni del fratello quando questo deve occuparsi delle classi di Eufemia
NICOLE Ispettore scolastico
LINDA Tecnico informatico del Provveditorato, al suo primo lavoro, a tempo determinato, quanto di pi precario si possa immaginare.
LUOGO:
Sala di disimpegno della Scuola Elementare "Leopardo da Vinci" di Vettamolle, paese di Vallo Portone, sulle coste del Lago di Vettamolle. A sinistra l'entrata della scuola, a destra due uscite danno : la prima sulle aule, la seconda sui bagni
SCENA 1: Introduzione
NICOLE: (Voce fuori campo ) Quant' strana la vita! A volte tutto cambia all'improvviso, come se tutto fosse solo uno scherzo! Credi che le cose stiano in un modo, che tu stesso sia fatta in un certo modo, che il presente che vivi sia il futuro che ti sei costruito, saldo, pieno di prospettive, sicuro, poi basta un incidente o due, una catena di eventi senza un filo logico ed ecco che la tua realt, il domani che credevi di conoscere, non c' pi!
SCENA 2: Agitazione a scuola - 1
Da sinistra entra trafelata Eufemia, donna di mezz'et vestita in maniera pratica, con un paio di occhiali pendenti al collo tramite una catenella, accigliata da una preoccupazione evidente. Va dritta verso destra, sta per uscirne poi si ferma indecisa; torna al centro torcendosi le mani in preda all'agitazione. Da sinistra entra Severina, pi o meno stessa et di Eufemia, abbigliata in modo un po' grigio e paesano, che si ferma, vedendola in quello stato.
SEVERINA:Eufemia! Che successo?
EUFEMIA: Eh! Sapessi!
SEVERINA:(contagiata dall'agitazione di Eufemia) Oddio, che cosa?
EUFEMIA: (Tirando fuori un foglio dalla tasca e lo porge a Severina) Niente, non c' niente da aggiungere, guarda qua.
Severina prende il foglio, lo scorre con lo sguardo, corrucciata.
SEVERINA:Spiegami un po', mica ho capito!
EUFEMIA: Severina, il disastro! Arriva oggi!
SEVERINA:Oggi? Madonna!
EUFEMIA: Il disastro, il disastro!
SEVERINA:(coinvolta) Il disastro! (pausa perplessa) Ma...quale disastro?
EUFEMIA: Oggi arriva, hai capito? Oggi!
SEVERINA:Ma chi?
EUFEMIA: Non l'hai visto il comunicato?
SEVERINA:Eh...Arriva un certo Nicola qualcosa...E con questo?
EUFEMIA: Ma come? Non ti ricordi? La faccenda dell'Ispettore del Provveditorato!
SEVERINA:Oddio!
EUFEMIA: Quella testa di rapa di Giustino! Proprio in questi giorni doveva andare a guardare le pecore che svernano in pianura! Invece di fare il dovere suo! Fa il postino? Faccia il postino!
SEVERINA:Giusto: Giustino deve fare il postino!
EUFEMIA: Arriva la posta?
SEVERINA:Eh!
EUFEMIA: E lui la porta!
SEVERINA:S!
EUFEMIA: Quando arriva!
SEVERINA:Ecco!
EUFEMIA: Non dopo tre giorni!
SEVERINA:Giusto! ...tre giorni?
EUFEMIA: Hai capito? Erano tre giorni che l'avviso stava l, da consegnare! E c'era pure scritto urgente! E lui niente, con le pecore!
SEVERINA:Madonna! E adesso?
Nevio si affaccia da destra. un uomo della stessa fascia di et, con i tratti e i modi tipici di chi trascorre il tempo facendo, anche lui vestito in modo pratico, senza fronzoli.
NEVIO: Che succede? Che tutta questa confusione? Vi si sente da dentro la classe! I ragazzi stanno facendo il compito di Italiano, li disturbate!
EUFEMIA: Hai ragione, scusa...
SEVERINA:Nevio, hai capito? Tre giorni, tre giorni!
NEVIO: Tre giorni che?
SEVERINA:Giustino il postino preferisce le pecore!
NEVIO: Shhh! Abbassa la voce che ti sentono i ragazzi! Ma che dici? A Giustino lo conosco bene, andavamo a scuola insieme...
SEVERINA:Se l' tenuta per tre giorni 'sta cosa!
NEVIO: Ah! ? da tre giorni che...e scappa fuori adesso?
EUFEMIA: E quando deve scappare? Arriva oggi!
NEVIO: Non c'ho capito niente.
SEVERINA:Giustino c'ha dato l'urgenza senza urgenza...cos, con comodo!
EUFEMIA: Nevio: l'Ispettore...quello del Provveditorato...
NEVIO: Ah...s...e che c'entra con le pecore di Giustino?
EUFEMIA: Con le pecore? Niente, perch?
NEVIO: (un respiro profondo) S, vabb. Intanto, che ne dite...potremmo ricominciare dal principio, eh?
EUFEMIA: Io ho visto che c'era il camioncino di Richetto e sono andata a comprare la verdura...
NEVIO: Lo so, infatti t'ho dato il cambio nella classe...
SEVERINA:Eh gi, a proposito: che hai preso?
EUFEMIA: Mah...i broccoli...le melanzane...
SEVERINA:Ce l'aveva i cuori di bue?
EUFEMIA: Ma se Richetto porta la verdura!
SEVERINA:Cara mia, quelli sono i pomodori migliori!
EUFEMIA: Dici?
SEVERINA:Dicio!
NEVIO: Ragazze! Ragazze...scusate...eravamo rimasti che Eufemia usciva a comprare la verdura. Vi dispiacerebbe...
EUFEMIA: Giusto. Allora... dopo la spesa faccio per tornare a scuola quando mi sento chiamare. Era Giustino che mi doveva dare una lettera...
SEVERINA:Una lettera!
EUFEMIA: Urgente!
SEVERINA:Ma senza urgenza, per!
EUFEMIA: Hai capito?
NEVIO: (una pausa) No.
SEVERINA:E certo perch quello c'ha in testa solo le pecore!
NEVIO: Sever! E adesso ricominciamo con le pecore? (rivolto ad Eufemia) Siamo arrivati ad una lettera, mi pare...
EUFEMIA: S del Provveditorato. Ma aspetta...
Eufemia estrae nuovamente dalla tasca la lettera e gliela porge. Nevio d un'occhiata veloce al contenuto, poi si accascia su una sedia.
NEVIO: Madonna! Arriva oggi!
EUFEMIA: Nevio, senti. Io non ce la faccio a restare cos, senza far niente, con la valanga che mi sta per cadere sulla testa! Io...io...vado ad occuparmi della classe che come minimo quelli grandi avranno preso i pi piccoli per menarcisi.
NEVIO: E vai, va'! Tanto l'insegnante sei tu, io sono solo il bidello...
Eufemia esce a destra. Da fuori si sente in lontananza la sua voce che grida Gi dal davanzale!.
SCENA 3: Agitazione a scuola - 2
SEVERINA:Nevio, dimmi un po': ma la faccenda brutta davvero?
NEVIO: E come no? Ma l'hai capito che viene a fare questo Ispettore?
SEVERINA:No.
NEVIO: Viene a far chiudere la scuola!
SEVERINA:Ma non pu!
NEVIO: Pu. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha deciso di razionalizzare le spese, di ridurre gli sprechi, hai capito?
SEVERINA:Eh. E noi che c'entriamo?
NEVIO: Siamo piccoli, Severina. Siamo una scuola elementare con una classe sola. Classe unica per tutte e cinque le classi.
SEVERINA:Emb, che c' di strano? La maestra c', Eufemia, ed pure brava!
NEVIO: E io faccio il bidello.
SEVERINA:Che quando lei deve fare la spesa, tu prendi il posto suo e sei pure pi bravo!
NEVIO: Lascia stare... E basta, hai capito?
SEVERINA:Ci sto io, poi, no? Che quando vai in classe faccio da vice_bidello!
NEVIO: Appunto: tre siamo noi, quattordici i bambini, e siamo finiti. Siamo-troppo-pochi! Ci accorpano. Con la Pietro Miccia.
SEVERINA:Ma sta a Tramante! E' lontano! E come c'arrivano i ragazzini? Non possibile!
NEVIO: E' possibile, possibile, altroch. Prendono la corriera...
SEVERINA:Poveri figli! Ma come fanno? Parte alle sei di mattina e torna alle sette di sera! Quando c' la neve, poi...!
NEVIO: Non gliene importa niente. Due stipendi in meno e chissenefrega, hai capito?
SEVERINA:Ma non possibile! Devono mandare qualcuno, cos vede che...
NEVIO: Lo mandano, quel qualcuno, e arriva con la corriera di stasera! Vede quello che vede e se ne ritorna in sede.
SEVERINA:Allora non c' problema! Glielo dice che...
NEVIO: ...che una scuola quass uno spreco. Loro risparmiano due stipendi e l'Ispettore si prende i complimenti per averne fatta fuori un'altra. Hai capito adesso?
SEVERINA:Tu dici?
NEVIO: Dicio.
SEVERINA:Oh, Madonna!
SCENA 4: E adesso? Che facciamo?
Eufemia rientra da destra
EUFEMIA: Ecco fatto. Ho lasciato liberi i ragazzi. Con questo freddo meglio che siano a casa prima che geli.
NEVIO: E geografia?
EUFEMIA: Gliela faccio domani prima di Inglese, che glielo fai tu mentre compro qualcosa da Giggetto. Se passa, stavolta!
NEVIO: Va bene.
SEVERINA:Eufemia mia! Che guaio!
EUFEMIA: Che guaio!
NEVIO: Se si potesse fare...
SEVERINA:(con speranza) Che cosa?
NEVIO: No, niente...Dicevo: se fosse possibile convincere l'Ispettore a scrivere una relazione un po'...come dire...un po'...diversa, insomma!
EUFEMIA: E che ci dovrebbe scrivere?
NEVIO: (sbotta esasperato) Ma che ne so! E'... una situazione senza speranza! Neanche se portassimo a scuola tutti i vecchi del paese, lo spazzino e il parroco saremmo abbastanza! No, sentite, non ce la faccio a restare qui senza poter fare niente; me ne vado a dare una mano a Franchisio a portare in quota i rifugi per gli animali selvatici.
EUFEMIA: E perch gli porta i rifugi? Che bestie selvatiche sono,quelle?
SEVERINA:Eh, cara mia, non sono mica pi i lupi di una volta! Questi, se non ci sono le comodit...!
EUFEMIA: Ma va', davvero?
NEVIO: Come no? Aiuto Franchisio a portargli i materassi ad acqua, che ti credi? (Eufemia rimane a bocca aperta) Beh, io meglio che vado, senn non mi vede e va da solo. Ciao!
SCENA 5: Come allora
Silenzio desolato
SEVERINA:Perche peccato.
EUFEMIA: Tutto questo tempo...
SEVERINA:Se non fosse stato per te, che ti sei fermata ad insegnare qui...
EUFEMIA: ...la scuola avrebbe chiuso da parecchio tempo! Gi quando venni io, dovevo essere l'ultima e poi si sarebbe chiuso... Ricordi Camilli, il Direttore? (Severina annuisce) E la vice...come si chiamava? Era lei la maestra, allora...
SEVERINA:Mi ricordo...pentole...una cosa del genere...padelle...
EUFEMIA: Padellaro, s! Mi dissero che ero brava, che con me la scuola sarebbe durata a lungo, mi diedero fiducia...e invece! Non avrei mai creduto... (un'occhiata alle mura) Dopo tanto tempo...E dire che ci sono capitata per caso, pochi giorni prima del passaggio alle medie...
SEVERINA:Non lo sapevo!
EUFEMIA: Ma s. Quando sono arrivata qui avevo gi l'abilitazione per le medie e dopo di allora, tempo un paio d'anni, m'aspettava una cattedra al Liceo.
SEVERINA:Addirittura!
EUFEMIA: Latino e Greco, la mia vecchia passione. Era tutto preparato, tutto sistemato...! Chi me l'avrebbe detto che mi sarei fermata a fare la maestra in una classe unica con bambini che vanno dalla seconda alla quinta elementare, tutti insieme? E poi, qui, in un paesino sperduto tra le montagne...
SEVERINA:Beh, d'estate c' un sacco di gente, per!
EUFEMIA: Vengono per il Lago di Vettamolle, tornano alle case dei nonni, sfoggiano d'estate la ricchezza dell'inverno. Ma col fango della Primavera non ci stanno. Con la strada gelata non lo sanno quant' difficile camminare. Aspettare la corriera, poi, quando non ancora giorno...Poveri bambini miei, non ci posso pensare!
SEVERINA:Che tristezza...
EUFEMIA: Poi se ne vanno, i cittadini, mica restano...
SEVERINA:Tu sei restata.
EUFEMIA: Non me l'aspettavo d'incontrare Nevio. C'eravamo conosciuti all'Universit...
SEVERINA:Solo...conosciuti?
EUFEMIA: Beh...poi i miei m'hanno fatto andare ad un'altra Universit per evitare...certe compagnie, lui se n' andato a fare il servizio militare e...ci siamo persi di vista, tutto qui.
SEVERINA:E qui vi siete ritrovati.
EUFEMIA: E ci siamo ritrovati...la prima volta che l'incontrai cercavo il bidello per farmi dare un rotolo di carta igienica. Stava con la testa infilata nella dispensa, allung la mano senza neanche guardare e me la porse...
SEVERINA:(sognante) La mano?
EUFEMIA: No, la carta! Non l'avevo visto in viso, ma bast sfiorare, accidentalmente, le sue dita...me le ricordo ancora!
SEVERINA:Che meraviglia!
EUFEMIA: I miei s'arrabbiarono, sai? Ai tempi dell'Universit c'erano riusciti a tirarmi via, ma stavolta...Potevo avere prospettive, carriera, uno stipendio migliore anche! Ma niente! Tutto per aria! La passione, cara mia, un cavallo imbizzarrito: una volta partito non torna pi!
SEVERINA:E tu cambiasti la tua vita?
EUFEMIA: Progetti, programmi...tutto.
SEVERINA:Per passione?
EUFEMIA: Per passione... (Severina rimasta a bocca aperta) Ma...Severina, cos'hai?
SEVERINA:(attonita, imbambolata) ...per passione...
Buio
SCENA 6: Primo lavoro
LINDA: (Voce fuori campo ) Cara Arianna, non far caso alla scrittura saltellante. Ti scrivo a bordo di un pullman che fa il servizio di corriera tra la nostra citt e un paesino sperduto in mezzo alle montagne che non mi ricordo neanche come si chiama. Per evitare che mi sbagliassi mha accompagnato al pullman il caposettore, che poi mha pure detto: il caff per questo servizio daccompagnamento me lo paghi quando torni!. Sto scemo! Che con quello che mi pagano, neanche il biglietto della corriera mi sarei potuta permettere. Se ne approfittano perch il mio primo lavoro. La mia azienda in sub-sub-sub-appalto in un lavoro per il Ministero della Pubblica Istruzione. Cinque anni fa il ministro di allora decise che tutte le scuole dovevano essere collegate via internet. Naturalmente che la moglie e i due figli fossero titolari di altrettante primarie aziende del settore non aveva niente a che fare con questo conato di modernismo, no! Poi i tempi si sono allungati, il Ministro ha perso la poltrona, scappato in Sud America per un impiccio di certi appalti, io cercavo di guadagnarmi due soldi ed eccomi qua! Cho una preoccupazione, Arianna mia! Non sono mai andata in giro da sola e figuriamoci cos lontano! Gi me li figuro: puzzeranno di pecora, dovr a stare attenta a non finire coi piedi nella cacca di mucca, mi faranno la corte come quel poliziotto veneto, ti ricordi? Brutto porco arrogante! Se non ceri tu che hai avuto lidea di chiedere lora a quei due Carabinieri! Che ti devo dire: appena l, prendo il materiale ministeriale, cerco la presa del telefono, faccio quello che posso (che tanto mica ci capisco niente, io; so solo usare i programmi normali, andare in internetle solite cose). Insomma vado faccio e torno via subito.
Arrivederci
Tua Linda
P.S.: se tempo tre giorni non sono tornata avverti i Carabinieri; la Polizia no, che c il rischio che becco il viscido!
PP.SS. : il cellulare non funziona, mhanno detto che lass non piglia. Poi ho finito il credito e non ho una lira!
Ciao!
Muuuh!
Beeeh!
SCENA 7: Seduta del Sindaco di Vallo Portone
Nevio sta seduto dietro alla cattedra con una fascia tricolore a bandoliera. Eufemia siede su una delle sedie laterali, a destra. Nevio, serio in volto, brandisce un martelletto di legno.
NEVIO: (batte il martelletto sulla cattedra e declama) In virt dello Statuto Speciale di autonomia istituito in data 6 Luglio 1809 In virt della carica di Sindaco emerito della localit di Vallo Portone, inauguro lodierna seduta straordinaria del consiglio comunale
EUFEMIA: Nevio, mica facciamo comune, noi!
NEVIO: E vabb, siamo frazione, ma che ci posso fare? La formula in origine era questa!
EUFEMIA: Va bene, prosegui.
NEVIO: La ringrazio, Assessore! (cenno col capo di Eufemia) Dove eravamo rimasti? Ah, s, dunque: cittadini presenti alla seduta? (Eufemia si guarda intorno, poi con indice e pollice fa segno di niente) Eh! Considerando il fatto che i cittadini di questo paese assommano a venticin
EUFEMIA: Peppe Santacroce!
NEVIO: Ah, gi. Riposi in pace. Dicevamo: ventiquattro anime, di cui sette valorose novantenni e quattordici minorenni, la seduta considerata valida in quanto presenti la maggioranza dei cittadini attivi. Passiamo allordine del giorno. (legge da un foglio) Punto 1: Disposizione della giunta autonoma di Vallo Portone per la dislocazione dei centri commerciali
EUFEMIA: Centri commerciali?
NEVIO: I camioncini degli ambulanti, no? (gesto di Eufemia:Ah, s) Allora: si dispone la dislocazione dei suddetti centri commerciali in corrispondenza del parcheggio attiguo al plesso scolastico della locale scuola elementare. (ad Eufemia che fa segno di non capire) Lo sterrato qua fuori. (gesto di Eufemia:Ah, s) Di qui, con apposito automezzo comunale, gli esercenti praticheranno la vendita porta a porta onde venire incontro ai problemi di mobilit della cittadinanza (ad Eufemia che s schiarita la voce) Che c adesso?
EUFEMIA: Ehmautomezzo comunale?
NEVIO: LApe, no? La motocarrozzetta che Eusebio ha lasciato quando il nipote se l portato a Cittanova!
EUFEMIA: Aaah ! Macammina? tutta arrugginita!
NEVIO: Cammina, cammina! Modestamente cho messo le mani io e
EUFEMIA: Allora cammina di sicuro!
NEVIO: Non fare la scettica: con i marchingegni sono un mago, io!
EUFEMIA: Basta non mettersi a guidare! Certo, col nome che ti ritrovi
NEVIO: Ancora? Ogni tanto ritorna fuori, eh? Non guido, io! Non ho la patente! E con questo? colpa mia se Pap era tanto tifoso di Nuvolari?
EUFEMIA: (ridacchiando) Ih ih ih! Nuvolario ! Ih ih ih!
NEVIO: detto Nevio, sta scritto anche allAnagrafe!
EUFEMIA: Ce lhai scritto tu, approfittando dello statuto speciale!
NEVIO: Sicuro! E se mi gira, cambio nome pure a te! Ti chiamo Lucrezia Borgia!
EUFEMIA: Eh! Come te la prendi!
NEVIO: (si ricompone) Andiamo avanti. Allora approvato? (gesto di Eufemia Ma s) Passiamo alle cose importanti. Punto 2! Missione speciale della concittadina Belardi Severina, esentata per la durata della missione stessa dal rispetto delle ordinanze comunali e di qualunque ordinamento legislativo di pertinenza del presente Comune, facendosi il Sindaco personalmente garante dei suoi comportamenti, confortato dalla profonda conoscenza della di lei rettitudine e dell'indifettibile senso del dovere.
EUFEMIA: Insomma: pu fare come le pare!
NEVIO: La faccenda troppo importante! In ogni caso Severina a prova di bomba: se dice che fa una cosa, la fa. Ci puoi scrivere un proverbio. Poi: hai unidea migliore?
EUFEMIA: (sconfitta) No
NEVIO: La si faccia entrare! (Eufemia non prende liniziativa, allora, rivolto a sinistra) Sever! Entra!
SCENA 8: Missione speciale
Entra Severina, completamente trasformata: vestito aderente di raso, spalle nude e generosa scollatura, pettinatura a crocchia con vistoso fiore rosso tra i capelli, frange, passamanerie e tacchi alti, sembra uscita da un vecchio film sulla "Carmen". profondamente imbarazzata.
EUFEMIA: Oh, mamma!
SEVERINA:Che c? Qualcosa che non va?
NEVIO: (dopo un attimo di sorpresa) Niente, niente, stai benissimo. Sei molto elegante.
SEVERINA:Madonna! Mi sento una di quelle!
NEVIO: Macch!
EUFEMIA: Guarda, giusto (si alza e va ad aggiustare il vestito di Severina spianando una grinza invisibile.) Ecco qua, perfetto.
SEVERINA:Non sto ridicola?
EUFEMIA: Ma che, scherzi?
SEVERINA:Mi sembro a Carnevale! (un tempo, poi si gira) Io sta roba me la vado a levare! (si gira per andarsene)
NEVIO: Severina! (Severina si ferma) La faccenda troppo importante!
EUFEMIA: E due!
NEVIO: Lo ripeter altre cento volte se serve, finch non lo capirete! Severina, il futuro di Vallo Portone sta nelle tue mani. Tu a quelluomo gli devi far girare la testa!
EUFEMIA: Vedrai che non potr far finta di niente. Lhai detto tu: la passione !
SEVERINA:Ma se quello si fa una risata?
NEVIO: Sever, ldea la tua. A che pensavi: a una partita a briscola?
SEVERINA:No, per
Da fuori si ode in lontananza lallegro clacson di un pullman.
EUFEMIA: Giovannino!
SEVERINA:Non pu essere la corriera, troppo presto!
NEVIO: ora, ora Eufemia, accompagnala per un pezzo, di. Poi, per, lasciala stare da sola.
EUFEMIA: Vieni, Severina! (la prende per un braccio e la spinge a sinistra)
SEVERINA:Mi scappa la pip
EUFEMIA: Adesso non c tempo. Dopo, dopo Aspetta! (Severina si ferma. Eufemia le prende gli occhiali, glieli sfila, li chiude e li porge a Nevio) Ecco, cos ti si vedono meglio i begli occhi che chai!
SEVERINA:E io non ci vedo pi e basta! Ridammi gli occhiali!
NEVIO: (prendendo gli occhiali) La cittadinanza prende in consegna gli strumenti ottici e te li restituir a missione finita. Severina, va e copriti di gloria!
SEVERINA:Ma che gloria! Dammi qualcosa per coprirmi le vergogne, piuttosto!
EUFEMIA: Non ce lhai la maglia di lana, sotto? E allora! La pelliccia della Sra Nunzia sta appesa l fuori. Andiamo adesso, su!
SEVERINA:Nevio: quello che devo fare far, ma che si sappia che recalcitro!
Severina ed Eufemia escono. Nevio le segue con lo sguardo, poi si avvia alla cattedra. L giunto si rende conto di aver in mano gli occhiali della sorella; li alza e li guarda in controluce.
NEVIO: Porc! Che fondi di bottiglia! Ma quanto le manca?
Buio
SCENA 9: Tutto accadde per uno stupido incidente
NICOLE: (Voce fuori campo ) Tutto accadde per uno stupido incidente, un trascurabile errore di distrazione. A voltecos, la fretta Che poi la fretta ci sarebbe da chiedersi che cosa, realmente, sia. Dobbiamo acchiapparlo, il tempo, fare in modo che non ci sfugga di mano! Fretta! Quanto siamo sciocchi quando ci lasciamo prendere da una strana frenesia e ci mettiamo a correre e ci dimentichiamo il motivo per cui muovemmo anche solo il primo passo. Quello che conta correre, sbrigarsi, fare una certa cosa prima che le lancette di un orologio si mettano in una certa posizione. Viene da chiedersi se non ci sia, in questo, una metafora potente del nostro modo di esistere, tutto finalizzato ad uno scopo, anzi: ad una serie di scopi, uno dopo laltro, in una collana infinita di obiettivi!
SCENA 10: Missione in corso
Entra Severina, tutta sorrisi e carinerie.
SEVERINA:Venga, venga pure, si accomodi. Non resti fuori, al freddo. Con questa umidit rischia di prendersi un malanno!
Entra Linda, giovane e spaurita, vestita in modo sommariamente formale sugli abiti, per il resto, decisamente casual da ragazza appena uscita dallUniversit
LINDA: Posso?
SEVERINA:Ma prego! Una persona importante come lei! Ma che, vuole venire fin quass per prendersi un raffreddore? (con fare eccessivamente premuroso) Se vuole, posso darle la mia stola, il mio calore!
LINDA: (schivando le attenzioni di Severina) Grazie, grazie, non fa niente! Sto benissimo cos, non si preoccupi!
SEVERINA:Ma suvvia, una personalit come lei non deve sentirsi in dovere di fare il superiore! Quand freddo freddo!
LINDA: Lasci stare
SEVERINA:Se solo sapesse quanto contenta una donna semplice e piacente come me ad occuparsi di un pezzo duomo come lei!
LINDA: Ancora? Signora, la prego..!
SEVERINA:Ah! Quanti anni sono passati dallultima volta che mi sono sentita rivolgere la parola da una voce calda e morbida come la sua!
LINDA: Non ci posso credere!
SEVERINA:Oh! Adulatore! Una volta s, non lo nego, avevo anchio i miei corteggiatori. Col tempo per il personale di una donna sfiorisce, sa?
LINDA: Sta scherzando vero?
SEVERINA:Trova? Vuol dire chechemi trova ancora attraente?
LINDA: Ma che dice?
SEVERINA:Desiderabile?
LINDA: Oh! Ma si rende conto?
SEVERINA:Mi scusi. Sono stata troppo irruente. Lei magari ha figli
LINDA: Non ci penso proprio!
SEVERINA: sposato!
LINDA: (si guarda intorno) Dove stanno le telecamere?
SEVERINA:Ha una donna che laspetta
LINDA: Non direi
SEVERINA:Che legge le sue lettere
LINDA: incredibile!
SEVERINA:piene di passione Lei non simmagina nemmeno la passione che si nasconde in un rovente cuore di donna!
LINDA: Signora? Possoposso chiedere una cosa?
SEVERINA:Tutto quel che possotutto quel che ho qui, per lei!
LINDA: Per il momento mi basterebbe un bagno
SEVERINA:Ah, ma allora nel posto giusto! Nevio non sa guidare, ma con le caldaie e queste cose qui, ha le mani doro. Vedr, toccher con mano!
LINDA: Beh, toccare non chema se ci fosse la possibilit
SEVERINA:Questa scuola la vede un po cos, ma certe cose si fanno meglio qui che a casa! Abbiamo un bagno che pi bello e pi attrezzato di quelli dellAlbergo, glielo garantisco! Se vuol fare un bel bagno caldo!
LINDA: Oddo, se si potesse!
SEVERINA:Ma come, no? Le faccio strada, venga! (porge la mano a Linda) Venga con me!
LINDA: (sottraendosi) Lala seguo.
SEVERINA:Naturalmente. Capiruna povera donna come me non pu trattenersi pi di tanto in compagnia di un signore come lei, soprattuttoin certe situazioni, insomma!
LINDA: Ecco. S.
SEVERINA:Le apro solo lacqua calda!
LINDA: No grazie! Sapr fare da me, la ringrazio tanto!
SEVERINA:Ma di niente! E se mi vuolefaccia un fischio!
LINDA: Lo terr presente.
SEVERINA:Mi allontano solo un momento per apparecchiare la tavola. Naturalmente sar ospite mio!
LINDA: Suo? Solo suo?
SEVERINA:Saremo noi due soli, con i moccoli e sul giradischi gli ultimi successi di Lucio Battisti!
LINDA: Che...bello. Ma...non c' nessun altro?
SEVERINA:Ci scambieremo pensieri e parole, vento nel vento!
LINDA: S...il mio canto libero!
SEVERINA:Ah! pure un poeta!
LINDA: Ehm...mi scusi, devo proprio andare.
SEVERINA:Le mostro dove stanno le cose, poi...sparir nella brughiera!
LINDA: ...dove non si vede un passo. Ci conto!
SEVERINA:Prego.
Linda esce seguita da Severina e dal suo miope sguardo.
SCENA 11: Missione in corso 2
Entrano Nevio ed Eufemia, in pensiero per l'andamento delle cose. Immediatamente dopo dai bagni esce Severina, sognante
EUFEMIA: E allora?
Severina non risponde subito
NEVIO: (allarmato) Sever, che successo?
SEVERINA:Che uomo, che uomo!
NEVIO: L'hai incontrato? (Severina fa cenno di s) E...dove sta?
SEVERINA:(sospiro) Sta nel gabinetto, che s'improfuma!
EUFEMIA: Ah!
NEVIO: Edov che stai andando?
SEVERINA:Ebbene, come si suol dire: vado, apparecchio e torno!
Severina esce sulle ali di una musica che sente solo lei
NEVIO: Ammappa, oh!
EUFEMIA: E andata fuori di testache dici, ci dobbiamo preoccupare?
NEVIO: Valle dietro per favore, vedi che non finisca nel fosso. (guardando verso i bagni) Io
EUFEMIA: Tu che fai?
NEVIO: Vado un momento a fare la conoscenza con lIspettore. Sono proprio curioso di vedere come ha fatto a ridurla in quello stato!
EUFEMIA: Torno subito! Poi per mi dici tutto, eh?
Eufemia esce a sinistra. Nevio riflette un momento, poi raccoglie il coraggio e sparisce nei bagni.
SCENA 12: L'equivoco
Nevio rientra con gli occhi sbarrati, confuso. Entra Eufemia.
EUFEMIA: Tutto a posto! un po sballata, ma ragiona ancora. Mi sa che meglio che la lasciamo stare; non vorrei che le prendesse uno shock, o che so io, sei daccordo? (Nevio annuisce distrattamente) E tu? (Nevio non risponde, traccheggia) Nevio, allora? Che mi dici, che hai scoperto? (c.s.) Oh! Ma che ti sei inscemito pure tu?
NEVIO: Io? EhmNoNo.
EUFEMIA: Tu cos e tua sorella cos! C qualcosa di strano. Se non mi fai sapere niente, vorr dire che devo vedere da me! (esce nei bagni)
NEVIO: No, aspetta!
Nevio resta solo ad aspettare nervosamente il rientro di Eufemia, cosa che accade quasi subito. Eufemia non dice niente: si pianta davanti al marito e gli d un sonoro schiaffone. Mentre Nevio resta dolorante lei esce arrabbiata.
SCENA 13: Paradossale gentilezza
LINDA: (Voce fuori campo ) Arianna mia, sapessi! Maspettavo una specie davventura, s, ma mai avrei potuto immaginare una cosa del genere! Per prima cosa niente bifolchi e maleducati, ma solo gente gentile, sensibile e di buone maniere. Mi portano in palmo di mano, vedessi! Ci devessere un equivoco alla base di tutto, perch mi credono in chiss quali rapporti col Ministero! Io, per, non dico niente: come niente se la prendono e chiss come mi trattano, poi! In fin dei conti andrebbe tutto meravigliosamente se non ci fosse quella strana donnetta che insiste a rivolgersi a me come se fossi un uomoOh, Arianna: mi fa la corte! Roba da non credereIntanto, nei rari momenti in cui non mi colmano di attenzioni (mi sono dovuta chiudere in bagno per scriverti), mi sono guardata intorno e se ti dovessi direancora non ho visto dove tengono il computer. Anzi, neanche la presa del telefono ho vistoe io come lo faccio lattacco ad Internet? Bussano, ti devo lasciare. Meno male che stavolta ho chiuso a chiave, ieri sembrava Via del Corso: mentre mi stavo asciugando, dopo il bagno, sono passati i due che fanno un po tutto, qui, prima il marito e poi la moglie. Io non mi sono imbarazzata un gran che, ma dovevi vedere le facce! E che, non lhanno mai vista una donna nuda che sasciuga? Adesso devo proprio andare. Il posto fantastico, quando sta storia sar finita ci verremo insieme con la tenda. Per ora niente pecore e poche mucche; hanno detto che tra poche settimane per Devo scappare.
Un saluto dalla montagna.
Ciao!
Tua Linda
SCENA 14: Chi arriva?
Entra Nevio, seguito da Nicole.
NEVIO: Ecco. Si accomodi su una sedia che intanto le vado a cercare il materiale...
NICOLE: Non capisco perch non voglia credermi!
NEVIO: Ma io le credo, altroch! M'ha fatto vedere anche i documenti!
NICOLE: Non sono i miei!
NEVIO: Ah. Cos', si accusa di furto? D'inguatto di pubblici documenti?
NICOLE: Mi sta prendendo in giro! Come si permette?
NEVIO: Le converrebbe. Altrimenti...(estrae da un cassetto della cattedra la fascia tricolore e gliela mostra)...in qualit di pubblico ufficiale...!
NICOLE: Che ci fa con quella?
NEVIO: (dandosi importanza) Sono il Sindaco, qui, la massima autorit.
NICOLE: E allora dovrebbe raccogliere la mia denuncia e darle corso! Sono stata derubata...
NEVIO: ...da un industriale, s, me l'ha gi detto. E con i quattro spiccioli che avrebbe avuto in borsetta ci rilanciava l'azienda!
NICOLE: Cosa ci voglia fare non lo so, so solo che m'ha fatto scendere per andare un momento alla toilette e quando sono uscita se n'era andato, con tutte le mie cose, gliel'ho gi detto! Mi aveva dato un passaggio...
NEVIO: Ah, ah! Ha fatto l'autostop!
NICOLE: Non...non proprio.
NEVIO: Non lo sa che l'autostop vietato? Bene, bene, prendo nota...
NICOLE: Ma lei proprio di coccio! Ho perso la corriera perch mi sono accorta che al Provveditorato avevano scambiato i documenti della mia missione con questi altri. (porge un paio di fogli a Nevio che li prende senza guardarli) Cos sono tornata indietro di corsa, ma...
NEVIO: ...ma l'ufficio era chiuso per uno sciopero improvviso...
NICOLE: S. Allora ho deciso di continuare lo stesso. Ho preso un taxi fino a Campodoco e poi...ho chiesto un passaggio a questo signore che le dicevo. Mi sembrava una persona a modo, aveva una bella macchina, m'ha raccontato dell'azienda che va male, della barca coperta di debiti... Mai sarei andata a pensare...Insomma, m'ha mollata a una ventina di chilometri da qui. Ho proseguito a piedi finch non ho avuto un passaggio...
NEVIO: Un altro!
NICOLE: ...da un contadino che veniva qui. Mi sono fatta mezz'ora in piedi su un trattore! Mai viaggiato in maniera cos scomoda!
NEVIO: Estender la sua protesta alla Pro Loco.
NICOLE: C' una Pro Loco, qui?
NEVIO: No. Ma non ci metto niente a farne una, io. Sono il Sindaco!
NICOLE: E allora la smetta d'intralciarmi! Sono un Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione, io! Sono Nicole Chefserve (alla francese: Scsrv)
NEVIO: (senza impressionarsi, Nevio d un'occhiata ai fogli che ha in mano) Tecnico di reti informatiche Linda Tempofiacco. Non assomiglia un granch...
NICOLE: C' stato uno scambio, le ho detto!
NEVIO: Senta, con tutte le sue storie mi ha stancato. I suoi documenti parlano chiaro. Non so perch insista a volersi far credere qualcuno che non , ma una cosa che approfondiremo in un altro momento. Ora, se vuol darsi da fare e cominciare a guadagnarsi lo stipendio...perch io sono occupato con un'alta personalit del suo Ministero giunta casualmente proprio ieri.
NICOLE: Alta personalit?
NEVIO: S... in visita alla nostra scuola. Lei la vede un po' cos, lasciata andare, ma questa scuola ha una storia molto antica...
NICOLE: Del Ministero?
NEVIO: Ma che, parlo al vento? E stia a sentire, che le sto spiegando un pezzo di storia! Dunque. La nostra scuola, vanto del paese di Vallo Portone, prende nome dal passaggio nelle nostre case del ben noto poeta Giacomo Leopardi agli inizi dell'Ottocento; in memoria di questo evento la prima seduta comunale...istituita con statuto autonomo speciale, ma questa tutt'un'altra storia... scelse un compromesso che salvasse il vecchio nome della scuola ("Leonardo da Vinci"), ma contenesse pure una dedica al poeta. Fu cos che con un guizzo d'italico ingegno che...(e indica con compiacimento la scritta che campeggia sulla parete di fondo)
NICOLE: Sono profondamente colpita. Ora, se non le spiace...
NEVIO: Giusto, ora che si dia da fare. Visto che venuta per qualcosa di computer, che cominci a fare il suo lavoro! Con le tasse che paghiamo...! Ora, se vuole scusarmi, il dovere mi chiama. (si dirige all'uscita )
NICOLE: Ma...io...non...Non ho nemmeno il mio cambio d'abito...
SCENA 15: Presentazioni
Entrano Linda e Severina; quest'ultima ha un sacchetto di carta in mano.
NEVIO: Ah! Bene, avete fatto una bella passeggiata, eh?
SEVERINA:Gli ho fatto vedere il panorama, pure se ormai di Sole ce n' pochino.
LINDA: Sono davvero belle le montagne!
NEVIO: E domani la nostra Severina le far vedere il Lago, eh, Sever?
SEVERINA:Vedr, davvero romantico!
NEVIO: Ehm...ma io non mi sono presentato! (stringe la mano a Linda) Sono Nev...Nuvolario Belardi, il bidello.
NICOLE: (tra s) Il bidello...!
NEVIO: Nonch Sindaco del paese.
LINDA: Molto piacere, ma...Arrivando mi pareva d'aver visto all'entrata del paese il cartello che diceva:frazione di Vettamolle!
NEVIO: S, vede, una vecchia storia. Anticamente era cos. Per, al principio dell'Ottocento, sull'onda della Rivoluzione Francese, Vallo Portone fu dichiarato paese a s stante, dotato di uno statuto autonomo speciale, con Giunta, Sindaco e tutto. Poi tornammo sotto il Papa e poi fummo unificati dai Piemontesi, ma nessuno si preoccup di noi. Le cose cambiarono con i Patti Lateranensi e cos adesso...
LINDA: Scusi: ma perch proprio con i Patti Lateranensi?
NEVIO: Ma chiaro! Per calcolare i risarcimenti che la Santa Sede voleva farsi dare, andarono a scavare nei documenti pi antichi. L trovarono che eravamo frazione, che a cambiare le cose erano stati quei mangiapreti dei Francesi e cos...! Ma vi sto rubando tempo...Tra l'altro quasi ora di cena!
SEVERINA:M andiamo a casa, che ho preparato tutto. Gli ho fatto assaggiare due biscotti fatti da me cos gli si ferma lo stomaco... (vedendo Nicole) Signora! Ne vuole anche lei?
NICOLE: No, ora no, la ringrazio.
NEVIO: Prenda, prenda. Pi tardi le passo a portare qualcosa, poi dovremo sistemare le cose per la notte...
NICOLE: Notte? Non riparto subito? Dovr passare qui la notte?
NEVIO: A meno che non venga la rivoluzione, la corriera riparte domattina. Poi, nella sua condizione, senza un soldo...
SEVERINA: disoccupata?
NEVIO: No, un tecnico del Ministero, ha subito un furto venendo.
LINDA: Oh, poveraccia! E com' successo?
NEVIO: Ma...non vi ho presentate. La Signora...(legge dai fogli di Nicole)...Linda Tempofiacco.
LINDA: Eh?
NICOLE: (sarcastica) Se lo dice l'autorit!
SEVERINA:(accorrendo a stringerle la mano) Tanto, tanto piacere! Senta, dia retta a me: si prenda tutto il sacchetto. Poi gliene faccio degli altri. Sentir...!
LINDA: (mantenendosi a distanza) ...piacere...
NEVIO: Bene. Scusate, adesso, signore, ma devo andare a sistemare la classe per domattina. Severina, se potessi venire a darmi una mano...
SEVERINA:S, vengo. (a Linda, languida) Mi perdoni, sar qui da lei prima che possa sentire la mancanza della mia presenza!
LINDA: L'importanza dell'assenza da questa stanza sar per me assai, pi ch'abbastanza!
SEVERINA:(deliziata) Ah! Poeta! Adieu!
Nevio e Severina escono.
SCENA 16: Faccia a faccia
Pausa durante la quale Nicole e Linda si fronteggiano. Nicole guarda la ragazza con freddezza, Linda a disagio: si sistema i vestiti, guarda fuori, d un'occhiata ai quadri appesi al muro...
NICOLE: Se io sono la persona che ha detto quella specie di Sindaco, lei chi ?
LINDA: (sulla difensiva) Un'altra, mi pare chiaro!
NICOLE: Poche storie: chiarisca lo scambio d'identit e facciamola finita. Ai guai che passer penseremo dopo. Rischia parecchio, lo sa?
LINDA: Hanno fatto tutto loro, non ho fatto nemmeno in tempo a...
NICOLE: Ragazzina! Lei ha commesso una serie di reati ed io, per professione, non transigo su niente. Saranno altri a giudicare, ma non si aspetti condiscendenza, la mia relazione non lo permetter.
LINDA: Non c'entro niente, io! Quella signora m'ha acchiappata appena scesa e... se solo sapesse...! Crede che io sia...
NICOLE: Me, chiaro!
LINDA: ...insomma...
NICOLE: Non mi meraviglierei se si dovesse scoprire che implicata anche nel furto che ho dovuto subire!
LINDA: Sta scherzando, vero?
NICOLE: Tutti, in questo miserabile buco, me la dovranno pagare! Trattarmi cos! Frequento docenti delle pi grandi Universit quelle private, mica quelle pubbliche! -, do del tu a Ministri ed Editori, al mio arrivo Politecnici e Licei di antica tradizione tremano! Ne ho fatti chiudere quattro solo il mese scorso! E quel...quel bidello si permette...si permette...(grida) Aaaah!
LINDA: Lei solo un'arrogante e una prepotente! Neanche le conosce le persone e gi sputa giudizi, minaccia...! Ma chi si crede di essere?
NICOLE: Dica addio alla sua carriera!
LINDA: Non ce l'ho una carriera e anche se ce l'avessi non me ne fregherebbe niente! La sua posizione, il suo potere non servono a niente di fronte alla dignit umana! Lei calpesta, chiude, licenzia... ma nonostante questo (scandisce) non Dio! solo una miserabile senz'anima!
NICOLE: Deve avere paura di me, io sono...
LINDA: Avanti! Adesso mi dir cosa lei, cosa fa, cosa rappresenta agli occhi di gente che vive di paura e di ferocia proprio come lei. Chi lei non me lo dir, perch di sicuro troppo presa a mettersi certi abiti per pensare a quello che ci dovrebbe essere dentro!
NICOLE: Mi ingiuria!
LINDA: Non la faccio, questa fatica. Non la merita.
NICOLE: Le ordino di chiarire subito lo scambio!
LINDA: (una pausa, poi, con un gran sospiro) Penso proprio che dovr fare una dichiarazione...
NICOLE: Oh, finalmente!
LINDA: ...che lei un tecnico davvero scadente. Avanti, si dia da fare col cacciavite, attacchi qualche filo! Da quando qui non ha ancora fatto niente! Badi che potrei denunciarla al Sindaco!
NICOLE: Come si permette...
SEVERINA:(si affaccia da sinistra; a Linda) Ah, rimasto qui, ad aspettare me! Che gentile! E quanta democrazia a parlare pure coi sottoposti (controscena di Nicole), oltre che con le ignoranti come me!
LINDA: Ma su...
SEVERINA:Allora, Signor Ispettore, se vuole degnarsi...la cena servita!
NICOLE: Signor?
LINDA: (a Nicole, passandole davanti) Ci son pi cose in cielo e in terra...!
Severina e Linda escono
SCENA 17: Il tecnico che non sa tecnicare
NICOLE: Io? Attaccare un filo? Installare qualcosa? Darmi da fare con pinze, cacciaviti... Per chi m'ha presa, quella ragazzetta, per una stupida come lei? Non ho mai saputo far niente, ma ho sempre saputo farlo fare a qualcun altro; basta manipolare, persuadere, minacciare e tutto succede cos(schiocca le dita), come d'incanto! Naturalmente per ottenerlo serve il potere e per averlo bisogna imparare a fare quello che serve, senza perdere tempo a domandarsi se giusto o meno! Come Ispettore incuto paura, perch faccio il mio dovere dando sempre i risultati che si desiderano, a prescindere da quello che vedo. Non mi lascio mai fuorviare dalla realt, io! Quanti raggiri, quanti ricatti m' costato questo posto e quanti ne dovr ancora fare per salire di grado, alla faccia dei cosiddetti "colleghi"! Ma non devo mai distrarmi, non si sa mai cosa possono combinarmi alle spalle...potessi fare una telefonata! Possibile che in questo schifo di posto non ci sia una cosa cos semplice come un telefono? Ma come campano, questi qua? vero: sono completamente isolata, tagliata via da tutto...non credono nemmeno che io sia...quello che sono, insomma! Ma...(si guarda intorno) chi sono io, qui? In questa stanza sporca, (si alza e si affaccia alla porta di sinistra) in mezzo a queste montagne, sulle coste di questo lago...
(Battuta alternativa)
NICOLE: Ma gliela faro pagare! Prima o poi uscir da questa situazione e allora vedremo chi rider! Tutti questi cosa e questi chi...chi si crede d'essere, Freud? Non significa niente essere generosi, prudenti, o sensibili...con persone che non contano nulla, chiaro; esserlo nei riguardi di un Ambasciatore, di un Ministro, o di un Rettore tutta un'altra cosa: opportuno, utile... giusto, insomma! Cos com' giusto che una scuola piccola e malridotta come questa chiuda. Che ci fa ancora aperta? Per insegnare due cose a quattro ragazzini sporchi e puzzolenti come tutti i ragazzini? E a che scopo? Per risparmiargli i mezzi? Per mantenerli nel loro paese, nelle loro cucce calde? Che sciocchezza! Prima o poi dovranno comunque andarsene: senza industrie, fumi di scarico e asfalto questo posto non ha futuro. Basta con questa superstizione dell'Ambiente, dell'aria pulita! Progresso, industria e soldi, con i quali pagare qualcuno per fare i lavori al posto tuo: riparare un rubinetto, installare una lavatrice e...s...mettere un collegamento ad Internet!
SCENA 18: Riconoscimento - 1
Nuovo giorno: Nevio seduto alla cattedra intento a riempire dei moduli. Entra Nicole con i vestiti del giorno precedente, non truccata, con i capelli sommariamente sistemati.
NEVIO: Ah, buongiorno! Faccia pure con comodo, eh?
NICOLE: l'alba.
NEVIO: I bambini si sono svegliati, hanno fatto colazione, sono usciti e stanno in classe; mia moglie insegna; l'altra signora e mia sorella stanno anche loro l e io ho appena finito di riempire alcune scartoffie e ora vado a spedirle. Lei l'ultima. Perlomeno, ha dormito bene?
NICOLE: S, grazie, nel garage non faceva freddo. Ma...c' un ufficio postale qui?
NEVIO: No. Si lascia tutto dal Sor Gaspare; suo nipote fa il cameriere a Tramante e quando va in paese fa lui la consegna.. Ora, se mi vuole scusare...
NICOLE: Ma...aspetti...mi potrebbe accompagnare, poi cercher di proseguire...
NEVIO: Se preferisce...ma non glielo consiglio. Guida la moto...
NICOLE: Va bene...
NEVIO: ...ci fa moto cross, prende la strada della montagna e poi c'ha un sellino piccolo cos.
NICOLE: E la corriera, allora?
NEVIO: Che peccato, l'ha appena persa!
NICOLE: No!
NEVIO: Per un pelo, guardi! Bastava che fosse qui tre ore fa e la prendeva! Beh adesso vado. Buon lavoro! (esce)
SCENA 19: Riconoscimento - 2
Dalla porta delle aule entra Severina, frettolosa. un po' meno in ghingheri del giorno prima, ma sempre ben vestita e senza occhiali.
NICOLE: Lei!
SEVERINA:Ah, s' svegliata!
NICOLE: Come posso andar via di qua?
SEVERINA:Dalla porta, no?
NICOLE: Tutti spiritosi, in questo paese!
SEVERINA:Mi scusi tanto, ma devo fare un salto all'albergo a prendere la penna per l'Ispettore. La ritrovo?
NICOLE: Ho paura di s.
SEVERINA:Ah, vedesse, signora mia, con quale impeto tiene la classe! Ha cominciato a parlare di computer e altra roba del genere...Oh! Lo stanno a sentire! Gli rispondono! Ci discute! pi di un'ora che li tiene l, proprio bravo! Beh, adesso...(fa per andarsene)
NICOLE: Scusi, una cosa soltanto!
SEVERINA:S? Un po' di fretta, sa...
NICOLE: Certo, certo. Io, secondo lei, sono una donna?
SEVERINA:(ride) Ma come, no? E che vorrebbe essere, una vacca? Una bella signora come a lei! Torno subito subito! (esce)
SCENA 20: Riconoscimento - 3
Dalla porta delle aule entra Eufemia.
EUFEMIA: Scusi, ha visto Severina? (Nicole non risponde prontamente) Sa: capelli neri, alta pi o meno cos, con gli occhiali... passata adesso...
NICOLE: Ehm...s, ma...non aveva gli occhiali...
EUFEMIA: Ah, gi, di questi tempi...non li porta! Senta, se la vede, glielo dice che la penna non serve pi? L'Ispettore s' trovato in tasca una di quelle matitine che...
NICOLE: Ma avete una penna sola?
EUFEMIA: Quella dellalbergo lunica che funziona. (fa per tornare in aula)
NICOLE: Scusi!
EUFEMIA: ...devo tornare dentro...
NICOLE: Io sono una donna, no?
EUFEMIA: Che domande!
NICOLE: E...l'Ispettore?
SEVERINA:L'ispe... (voce di Nevio da fuori: "Eufemia!") Mi scusi, sa? Il Sind...il bide... mio marito, insomma, mi chiama, devo andare. (esce)
Rientra Severina, affannata, portando in mano una penna.
SEVERINA:Ecco qua.
NICOLE: Non serve pi, la penna.
SEVERINA:Ma se m'hanno mandata a...
NICOLE: (sarcastica) L' "Ispettore" s' trovato una matitina. Forse stava nella borsetta...
SEVERINA:Uh, che peccato! Ci tenevo tanto a fare bella figura!
NICOLE: S, mi sembrava di averlo notato.
SEVERINA:E vabb, dopo l'accompagno a visitare il paese...(cercando di sistemarsi i capelli) Come sto? Ci devo avere certi capelli...!
NICOLE: Stanno bene cos. Senta un po': ma lei, nell'intimit, come lo chiama?
SEVERINA:Io? Nell'intimit? Ma che dice? Mi fa arrossire, mi fa...!
NICOLE: Allora?
SEVERINA:Si chiama Nicola, no? un bel nome!
NICOLE: Nicl, scritto "Nicole", con la "e", non con la "a"...si sbagliano spesso.
SEVERINA:Emb, che differenza fa?
NICOLE: Io mi chiamo Nicole.
SEVERINA:Ah! Complimenti! Si chiama come un uomo?
NICOLE: Veramente il mio nome Nicolasia.
SEVERINA:(resta a bocca aperta) Come...come ha detto?
NICOLE: Nicolasia...
SEVERINA:...Caposervi. (un tempo) La figlia di Carmine e di Rita Ramoscelli?
NICOLE: ( la volta di Nicole di restare sbalordita) Come...come lo sa?
SEVERINA:Nicolasia ci si chiamava sua nonna, di parte di mamma sua, e il marito lo chiamavano...
NICOLE+SEVERINA: (all'unisono) "Rspica" !
NICOLE: Come fa a sapere queste cose?
SEVERINA:(avvicinandolesi molto, scrutandole il viso) Beh...un po' ci rassomigli a tua nonna...
NICOLE: (un po' spaventata) Non capisco!
SEVERINA:Ma che, davvero davvero, in questo paese la prima volta che ci ritorni?
NICOLE: Ma che dice, non ho mai messo piede qui. In famiglia girava la storia che eravamo originari di queste parti, ma non siamo mai...
SEVERINA:Eh! Ci credo! Povero Carmine era un superbioso...! A lui il paesello gli faceva schifo! E poi l'aveva detto...
NICOLE: Detto cosa?
In quel momento entra Nevio, da destra, molto contrariato; attraversa la scena diretto all'uscita di sinistra
NEVIO: Ma tu guarda 'sti ragazzini...!
SEVERINA:Nevio!
NEVIO: Sever, vado di fretta, m'hanno rovesciato...
SEVERINA: Nicolasia, ti dice niente?
NEVIO: Caposervi, no? Ma adesso non c'ho tempo per le storie...dopo, dopo. (esce)
pausa
NICOLE: (sbalordita) Pure lui lo sa?
SEVERINA:E "Maya"? Non le suona?
NICOLE: Ma...forse...dev'essere qualcosa di quando ero bambina, una specie di favola, ma non saprei...
SEVERINA:Era nostra madre, mia e di Nevio.
NICOLE: E...e con questo?
Entra di gran carriera Eufemia, attraversando la scena.
SEVERINA:Eufemia!
EUFEMIA: (senza fermarsi) Scusa Severina, ma devo dire subito a Nevio...
SEVERINA:Una cosa, un cosa sola! (Eufemia si ferma, visibilmente impaziente) Se ti dico "Maya", tu che mi dici? Chi era?
EUFEMIA: Ma che mi fai gl'indovinelli? Era tua madre, no? La storia di Nicolasia... Adesso scusa, per, che...(esce)
SEVERINA:(a Nicole sbalordita) Visto?
NICOLE: Tutti, lo sanno!
SEVERINA:Eh, una storia bella davvero! Di come mia madre salv la piccola Nicolasia... Ma possibile che proprio te non la sai?
NICOLE: Sono...senza parole. No, non la so. Non m'hanno raccontato niente. Forse una volta, da piccola...
SEVERINA:Tu ci devi avere 49 anni!
NICOLE: Esatto!
SEVERINA:(entusiasta) Che bello! Tu la storia tua non la sai e te la posso raccontare proprio io, che a me mi piace tanto! Per...(guarda la penna che tiene in mano) io adesso c'ho una consegna da fare, l'Ispettore se l'aspetta e devo proprio andare. (resta un attimo indecisa, poi) Tu, per, fai cos: esci, gira a sinistra e segui la strada fino in cima, poi giri a destra, Quella la Magna Mugnra, la conosci, no?
NICOLE: Mai sentita...
SEVERINA:Beh, tu prosegui. Pi o meno a met ci sta un ciliegio che fa le ciliege un po' nere e un po' rosse, hai capito?
NICOLE: Ma...veramente...se poi le ciliege non ci sono? La stagione...
SEVERINA:Giusto! Ma lo riconosci, di, il pi alto e il pi grande di tutti! Scavalchi il filo spinato, entri nell'orto...
NICOLE: Ma se mi sparano?
SEVERINA:Chi, Enzo giovane? Ma se non c'acchiappava neanche quando aveva settant'anni! Allora: una volta entrata guarda il tronco dalla parte di dentro...dall'orto, insomma. Fin qui hai capito?
NICOLE: Credo di s...
SEVERINA:Ecco. Guarda il tronco e...e poi mi dici. Quando torni ne parliamo. M devo andare. Ciao (esce a destra)
Nicole, rimasta sola, resta un momento pensierosa, poi si alza e come una sonnambula esce a sinistra
SCENA 21: Chi glielo dice?
Nevio, Eufemia e Linda al centro della scena, palesemente preoccupati
EUFEMIA: Allora, d'accordo?
NEVIO: D'accordo!
LINDA: D'accordo!
EUFEMIA: Chi glielo dice?
NEVIO: Perch guardi me?
EUFEMIA: E che, lei dovrei guardare?
LINDA: No, aspettate, non il caso che vi scaldiate. In fin dei conti se le avessi chiarito lo sbaglio fin dall'inizio...no? Quindi la colpa mia, per cui...
NEVIO: Lasci stare. Lei una ragazza tanto carina, ma...
EUFEMIA: Nevio...
NEVIO: ...di modi! Carina di modi! Dicevo: non si deve far carico di questa grana: roba nostra. Ce la caricheremo in spalla noi e...
EUFEMIA: E che , una balla di fieno?
NEVIO: Quello che voglio dire...
LINDA: Spero solo che siate gentili; lei stata molto premurosa con me. Io sarei per un approccio...come dire: morbido.
NEVIO: Ci credo.
EUFEMIA: Nevio!
NEVIO: No, dicevo: si vede che la signorina un tipo morbido...negli atteggiamenti, nei modi...
EUFEMIA: Se tu non te la smetti!
NEVIO: La scusi tanto, sa? convinta che vada dietro ad ogni gonna che passa...
LINDA: Stia tranquilla, Signora, porto i pantaloni!
EUFEMIA: Lui m'ha capito.
NEVIO: Eufemia, di questo, se vorrai, ne parleremo un'altra volta. Adesso resta da risolvere il problema. Dirglielo, siamo d'accordo che dobbiamo dirglielo, no?
EUFEMIA: S, ma come?
NEVIO: Con tatto e gentilezza e poi...boh!
LINDA: No, sentite: glielo dir io. Le parole precise adesso non le so, ma me le far venire in mente a mano a mano che ci parlo. Mi rendo conto che in fondo sto chiedendo di fidarvi...
EUFEMIA: Ma...mi dispiace...
NEVIO: C'hai un'idea migliore?
EUFEMIA: No... E va bene. Se per si trova in difficolt non si faccia scrupolo.
LINDA: Grazie. Solo una cosa...
EUFEMIA: S?
LINDA: Se potessi andare un momento in bagno...
NEVIO: Ma certo! Le faccio strada...
EUFEMIA: (civettuola) Caro! Non lascer mai che la tua cortesia ti costringa a tali fatiche! Accompagner (marcando la parola) io la signorina!
LINDA: La vostra premura mi confonde. Si tratter solo di percorrere una strada che gi conosco. Con permesso! (va nel bagno)
EUFEMIA: Hai visto? La sapeva, la strada!
NEVIO: E se non la sapeva?
EUFEMIA: Cammina, va!
escono entrambi nelle aule
SCENA 22: La Maya
Entra NICOLE da sinistra. trasognata, attonita; si guarda intorno sperando di vedere qualcuno. Non trovando nessuno si mette a guardare i documenti incorniciati e appesi alle pareti. Senza che se ne accorga da sinistra si affaccia Severina.
SEVERINA:L'ha vista?
NICOLE: Oh! Lei qui. Che cosa avrei dovuto vedere?
SEVERINA:La lettera, l'ha vista, s?
NICOLE: Che lettera?
SEVERINA:Non c' ancora arrivata. E l'albero? Quello l'ha visto...
NICOLE: S, ci sono stata.
SEVERINA:(un tempo) sicura che fosse quello giusto?
NICOLE: C-certo...Non ho avuto dubbi, ma ora che me lo dice...
SEVERINA:No, no. Non ti sei sbagliata, hai scelto l'albero tuo.
NICOLE: Ma forse...
SEVERINA:Alberi ce ne sono tanti e ognuno c'ha la storia sua, ma tu, solo al tuo potevi andare. I segni...l'hai riconosciuti, si?
NICOLE: (un debole sorriso) Credo di s. Mi sono sembrati familiari. C'era pure...ma una sciocchezza!
SEVERINA:L'impronta di una mano, tanto piccola, eh? E hai provato a metterci sopra la tua. Poi quando ti sei girata hai riconosciuto il posto, non vero? (Nicole annuisce debolmente) normale. Per toccare il segno ti sei dovuta abbassare e a quel punto ti sei trovata con gli occhi all'altezza di quando c'andasti da piccola, con mamma mia.
NICOLE: Prima non l'avevo riconosciuto.
SEVERINA:E certo che no, stavi all'altezza sbagliata! (sospira) Eh, capita sempre cos, quando non capiamo le cose: stiamo sempre all'altezza sbagliata. Ci tiriamo su, ci mettiamo sulla punta dei piedi, cerchiamo di salire sempre pi su, verso il cielo come gli uccelli e invece... Tante volte basta sedersi per terra, come i bambini piccoli, e tutto prende un altro senso. L'hai fatto mai?
NICOLE: N-no...
SEVERINA:E di, allora, facciamolo insieme!
Severina si siede a terra, imitata con una certa goffaggine da Nicole
NICOLE: Cos?
SEVERINA:Brava, s. Guardiamo su adesso. Cos, brava. (un tempo) Che ne dici?
NICOLE: Mi sembra...mi sembra di riconoscerlo questo posto...
SEVERINA:C'hai fatto l'asilo per due anni. Eri una lazzarona, eri, Mamma ha penato tanto con te! Poi...ti sei ammalata.
NICOLE: Di questo so poco; a casa mia non se ne parlava un granch.
SEVERINA:Pap tuo si vergognava tanto!
NICOLE: E di che?
SCENA 23: La stiamo ritrovando
Entra Linda dai bagni.
LINDA: Oh, buongiorno! Ma che, vi siete perse qualcosa?
SEVERINA:La stiamo ritrovando, piuttosto!
NICOLE: Buongiorno. S. Almeno credo.
LINDA: caduta? Di che si tratta? una cosa piccola?
SEVERINA:Beh, insomma...dipende...
NICOLE: Non lo so.
LINDA: Ha qualche certezza in meno, oggi?
NICOLE: Non ne sono sicura...
LINDA: Per! E che successo?
Entra Nevio, seguito da Eufemia
EUFEMIA: Uh, guarda!
NEVIO: Sever, ma che ti sei rimessa a fare la Maya?
NICOLE: Maya?
SEVERINA:Una ci dev'essere sempre, lo sai.
NEVIO: Ma l'ultima volta eravamo piccoli, quando aiutasti Mamma.
EUFEMIA: A fare che?
SEVERINA:A salvare Nicolasia.
LINDA: "Nico" chi?
NICOLE: Me?
EUFEMIA: Lei?
NEVIO: Lei?
SEVERINA:Ma cascate sempre dalle nuvole, voi! La signora qua vicino a me, che guarda il mondo da un'altezza diversa, proprio Nicolasia Caposervi.
LINDA: Quella famosa?
NICOLE: Ma che, la sa pure lei?
LINDA: Eh! (indicando Severina) Me l'ha raccontata ierisera!
EUFEMIA: Guarda le coincidenze!
SEVERINA:E mica sono sempre coincidenze. Si vede che era nell'aria!
NEVIO: Dopo tanto tempo, da quando quel tanghero di suo padre...oh, scusi!
EUFEMIA: E questo il tatto!
NEVIO: Che c'entro io se era odioso! Oh, scusi!
LINDA: E questa la gentilezza!
NICOLE: Ecco...(a Severina) Mio padre, diceva...
SEVERINA:T'aveva fatta visitare da tutti gli specialisti pi grandi, dai luminari, aveva speso un mucchio di soldi, ma non c'avevano capito niente. Aveva deciso di mandarti in Svizzera, in America...
NEVIO: stata tua madre che ha deciso di provare con la Maya!
EUFEMIA: Era disperata.
SEVERINA:Non sapeva cosa fare.
LINDA: La Maya?
NICOLE: Gi: la Maya?
EUFEMIA: Ma le sono sempre domandata questa cosa: che vuol dire "la Maya"?
NEVIO: una storia antica: in ogni paese c' una persona che concentra le magie delle persone, delle bestie...
SEVERINA:...delle piante, delle montagne...
NEVIO: Una volta era una carica importante, riconosciuta...
EUFEMIA: (maliziosa) Come quella di Sindaco?
NEVIO: No. Per...quasi.
LINDA: Una specie di strega, insomma?
NEVIO: E infatti, adesso tocca a Severina!
NICOLE: sempre cos delicato?
SEVERINA:M perch ci siete voi, senn dovreste sentirlo! Ma insomma, all'epoca era mamma nostra, anche se era pi una diceria che una cosa conosciuta. Neanche lei lo sapeva di sicuro, finch la Sora Rita, (a Nicole) mamma vostra, non le port la ragazzina che neanche riusciva a stare in piedi.
LINDA: E allora?
EUFEMIA: Allora?
NEVIO: (a Nicole) Lei non si ricorda niente, vero?
NICOLE: Niente.
NEVIO: Mamma le prese le mani e cominci a camminare fino a quell'albero che...
SEVERINA:Lo sa qual', l'ha visto.
EUFEMIA: Quello della manina.
SEVERINA:Arrivata l mand via tutti meno me. Quelle cose non gliel'avevo mai viste fare. Mi disse che nemmeno lei sapeva come le erano venute in mente. Tra le altre prese la mano della bambina e la mise sul tronco e chiese a me d'incidere tutto il contorno...
LINDA: E poi?
NICOLE: E poi?
SEVERINA:Beh...sul momento non ci furono cambiamenti...
NEVIO: Un paio di giorni dopo Carmine prese armi e bagagli e port tutti via...
SEVERINA:Ma stava gi un po' meglio...
NEVIO: Non ne sapemmo pi niente, finch...(guarda la sorella per lasciarla continuare)
LINDA: Finch?
NICOLE: Che successe?
SEVERINA:Quattro anni dopo arriv una lettera di tua madre, che ringraziava mamma mia per la vita che t'aveva salvato. L'aveva scritta di nascosto da tuo padre perch lui non voleva ammettere che era stato il paese, coi suoi modi da stregone a farti guarire. Una lettera bellissima. Non arrivarono pi notizie dopo di allora.
Un silenzio
NICOLE: Si...potrebbe leggere...quella lettera?
NEVIO: Come, no?
EUFEMIA: Sta proprio..
SEVERINA:Aspettate! Vi faccio vedere che gi lo sa.
LINDA: Sa, che cosa?
NICOLE: Che dovrei sapere?
SEVERINA:Quando sono arrivata stavi guardando i quadretti, no? Ti piacciono?
NICOLE: Beh...insomma...
SEVERINA:Perch non provi...cos, alla cieca, a sceglierne uno a caso?
NICOLE: Ma...che significa?
SEVERINA:Ti fidi? (Nicole, incerta, annuisce) E allora...
Mentre gli altri tre si ritraggono, Nicole si alza, chiude un attimo gli occhi, poi si gira e si dirige verso un documento incorniciato; ci si ferma davanti, lo legge, allunga una mano a toccare il vetro che lo protegge, poi...
NICOLE: ...mamma...
Buio
SCENA 24: Epilogo
Linda avanza al proscenio.
LINDA: Quanto sono contenta di sapere che Sabato prossimo verrai a trovarmi, Arianna mia, quanto! passato cos tanto tempo dallultima volta che ci siamo viste! Ne sono successe di cose! Come sai, Nicole tornata al Ministero
NICOLE: (viene al proscenio) sono tornata al Ministero ed ho fatto la mia relazione. Non ho scritto niente di pi di quello che chiunque poteva constatare con i propri occhi. Il risultato stato
NEVIO: (viene al proscenio) che la Scuola non stata chiusa, ma anzi ha ricevuto un bel finanziamento perun momento, ce lho scritto qui: (estrae un foglio dalla tasca) al fine dincentivare la funzione di polo deccellenza e dattrazione culturale grazie alla polivalente offerta formativa. Come a dire che adesso
LINDA: io insegno Informatica e Scienze
NICOLE: e io Educazione Civica e Diritto.
EUFEMIA: (viene al proscenio) In pi, con una piccola parte del denaro ho potuto finalmente cominciare a mettere su la Biblioteca del paese
LINDA: ed ogni Marted e Venerd ha luogo una lettura pubblica di poesie,
NICOLE: romanzi,
NEVIO: teatro. Ci vengono da fuori, sia a leggere che a sentire!
EUFEMIA: Quelli del paese ci vengono tutti, come Franchisio, per esempio, che pure se forestiero(ammiccando a Linda) non ne manca una!
NICOLE: (alludendo a Linda) visto che sembra stare simpatico ad un certo tecnico informatico!
EUFEMIA: Percerto che cha un nome proprio strano, povero ragazzo.
LINDA: Lui per, non strano proprio per niente! Certe spalle! Te lo presenter, Arianna, e pure il fratello... Per la notte ti sistemerai a casa di qualcuno; vedrai, non ci sar problema. Adesso chieder, ma se proprio vuoi portarti la tenda
SEVERINA: (venendo avanti) Non si preoccupi, signorina, che allamica sua la faremo stare bene. Magari finisce che si trattiene pure lei!
NEVIO: E cos cominceremo a diventare di pi e sto paese finalmenteUn momento!
EUFEMIA: Che c?
NEVIO: (a Severina) Che hai detto?
SEVERINA: Che ho detto?
NEVIO: Lavete sentita pure voi, s?
NICOLE: (a Linda) Che ha detto?
LINDA: Boh!
NEVIO: Gli hai detto: Non si preoccupi.
SEVERINA: Eh. Che non si doveva preoccupare perch
NEVIO: No, le parole precise! Di!
SEVERINA: E vabb: Non si preoccupi, signorina, che allamica sua
NEVIO: Eccolo!
SEVERINA: Chi?
NEVIO: Hai detto Signorina!
SEVERINA: Emb ?
EUFEMIA: Severina, manon era un uomo? Un pezzo duomo dicevi.
SEVERINA: Ma chi, sta bella ragazza?
LINDA: Oh, che sollievo
NICOLE: Alloralo vede che non un maschio!
SEVERINA: Come no? Se n accorto pure Franchisio!
NEVIO: Ah Sever, facce cap na cosa: ma tu la vedi femmina soltanto mo, oppure
SEVERINA: Ma perch: tu la vedevi maschio?
NEVIO: Me possino cecamme! (Eufemia gli d uno schiaffo sulla nuca) Ahio!
EUFEMIA: E questo uno! Stavolta non me lo chiedi perch te lho dato?
NICOLE: (a Severina) Davvero, Signora, finora le si rivolgeva come se fosse un uomo.
SEVERINA: E questa tutta colpa di Nevio.
NEVIO: Mia ?
EUFEMIA: Sai che novit!
SEVERINA: E si capisce! (imitando la voce di Nevio Sindaco) Severina, tu a quelluomo gli devi far girare la testa!, mhai detto, con la fascia da Sindaco. E io che potevo fare? Ho ubbidito!
LINDA: Maio sono una donna!
SEVERINA: Senza offesa, Signorina: potevate essere pure una cavalla! Per me, se il Sindaco mi dice che siete uomo, siete uomo! E cerco di farvi girare la testa!
NEVIO: (ad Eufemia) Che ti dicevo? Ci puoi fare un proverbio!
EUFEMIA: (a Severina) Beh, certo, senza occhiali poteva anche capitare
NICOLE: A me, per, mha riconosciuta, come donna.
LINDA: (a Severina) Gi, come si spiega?
SEVERINA: Cecata s, ma non fino a questo punto! E adesso, signor Sindaco, me li rid glicome lhai chiamati?
NEVIO: (tira fuori dalla tasca gli occhiali di Severina e con gesto solenne glieli riconsegna) Al termine della missione coronata del pi insperato successo, la cittadinanza lieta di restituire a Belardi Severina gli strumenti ottici testtest test (sinterrompe non sapendo come continuare il discorso)
EUFEMIA: Basta con le capocciate e ridalle gli occhiali, su!
SEVERINA: (prendendo gli occhiali ed infilandoli) Oh, mo ci vedo!
LINDA: E cos, cara Arianna, hai perso un amico e hai ritrovato unamica affezionatissima. Ti mando i saluti miei e quelli di tanti altri che non vedono lora di conoscerti e che firmano sotto.
NEVIO: Linda ha parlato tanto di Lei che mi sembra gi di conoscerLa. Non vedo lora di poterle dare il Benvenuto a nome dellintera
EUFEMIA: Manca solo che le offri (pomposamente) le chiavi della citt! Un caro saluto e a presto!
NICOLE: Sar lietissima di fare la sua conoscenza. NicolNicolasia Caposervi.
SEVERINA: Venga presto, che poi, per quel problemino di cuore, vedremo di fare qualcosa
LINDA: Che problemino? Io non ne so niente, come fa a saperlo lei?
EUFEMIA + NICOLE + NEVIO: Come fa/fai?
SEVERINA: Eh! Ce lo so per conto mio. Mica vi posso raccontare tutto, no?
LINDA: Post Scriptum: quando vieni mi racconti, eh? Ciao. Tua Linda.
SIPARIO
INDICE
SCENA 1: Introduzione...................................................................................... 3
SCENA 2: Agitazione a scuola - 1...................................................................... 4
SCENA 3: Agitazione a scuola - 2...................................................................... 7
SCENA 4: E adesso? Che facciamo?.................................................................. 9
SCENA 5: Come allora.................................................................................... 10
SCENA 6: Primo lavoro................................................................................... 12
SCENA 7: Seduta del Sindaco di Vallo Portone............................................... 13
SCENA 8: Missione speciale............................................................................. 15
SCENA 9: Tutto accadde per uno stupido incidente......................................... 17
SCENA 10: Missione in corso........................................................................... 18
SCENA 11: Missione in corso 2........................................................................ 21
SCENA 12: L'equivoco..................................................................................... 22
SCENA 13: Paradossale gentilezza.................................................................. 23
SCENA 14: Chi arriva?.................................................................................... 24
SCENA 15: Presentazioni................................................................................. 26
SCENA 16: Faccia a faccia.............................................................................. 28
SCENA 17: Il tecnico che non sa tecnicare....................................................... 30
SCENA 18: Riconoscimento - 1........................................................................ 31
SCENA 19: Riconoscimento - 2........................................................................ 32
SCENA 20: Riconoscimento - 3........................................................................ 33
SCENA 21: Chi glielo dice?............................................................................. 36
SCENA 22: La Maya........................................................................................ 38
SCENA 23: La stiamo ritrovando.................................................................... 40
SCENA 24: Epilogo......................................................................................... 43
SIPARIO.......................................................................................................... 45
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