La signora e il funzionario

La signora e il funzionario


LA SIGNORA E IL FUNZIONARIO

Commedia in due tempi

diALDO NICOLAJ

PERSONAGGI

LUI

LEI

In una grande citt, oggi.

Commedia formattata da

PRIMO TEMPO

Un ufficio governativo, perci completamente impersonale. Lui, entrando, trova lei seduta sulla sua poltrona.

LUI - Lei chi ? Cosa fa qui?

LEI - Potrei fare io a lei la stessa domanda

LUI - Le risponderei che questo il mio ufficio.

LEI - Se cos, si accomodi.

LUI - Non ho bisogno del suo permesso. Mi spieghi, invece, cosa fa lei qui. Cerca qualcuno?

LEI - No.

LUI - E allora, cosa vuole?

LEI - Se sono qui perch ho i miei motivi.

LUI - Quali? Guardi che devono essere motivi molto validi, altrimenti

LEI - deve andarsene subito.

LEI - Non si preoccupi. Ho dei motivi validissimi.

LUI - Cio?

LEI - Le estremit.

LUI - Scusi, come ha detto?

LEI - Le estremit. Ho male ai piedi. Le scarpe mi stringono troppo.

LUI - e allora?

LEI - Non mi dir che non un motivo sufficiente per starmene seduta un poco qui?

LUI - No, signora. Non un motivo sufficiente.

LEI - Ne sicuro?

LUI - Sicurissimo. Si tratta di un motivo non contemplato.

LEI - Contemplato da chi?

LUI - Dal regolamento.

LEI - Me ne infischio. Da qui non mi muovo lo stesso.

LUI - Staremo a vedere.

LEI - Appunto, staremo a vedere.

LUI - Mi dica intanto a chi ha domandato il permesso di sedere sulla mia poltrona.

LEI - A nessuno. A chi avrei dovuto domandarlo? Lufficio era deserto.

LUI - E come entrata?

LEI - dalla porta, logicamente. Non creder mi sia arrampicata per il muro, introducendomi dalla finestra

LUI - Non faccia dello spirito e mi spieghi invece

LEI - Non le spiego un bel niente: inutile mi sottoponga a un interrogatorio di terzo grado. Mica sono venuta a rubare. Se lo immagina

LEI - uno che va a rubare in un ministero?

LUI - E perch no?

LEI - Un ladro che va a rubare in un ministero come uno che porta acqua al mare o sabbia al deserto.

LUI - Cosa vorrebbe insinuare?

LEI - Non insinuo. Alludo. diverso. Perch mi guarda cos?

LUI - Perch entrata proprio nel mio ufficio? Proprio nella mia stanza, la stanza 618?!

LEI - Perch passando per il corridoio ho visto la porta aperta e la stanza vuota. E ho pensato di approfittare di questa poltrona per riposarmi un poco.

LUI - E va bene. Ora che si riposata, se ne vada.

LEI - Non ci penso nemmeno.

LUI - Guardi che se non se ne va immediatamente, la faccio cacciare da un usciere

LEI - Una persona distinta come lei, sicuramente anche laureata, farebbe cacciare una signora da un usciere?

LUI - proibito agli estranei sostare negli uffici.

LEI - Proibito da chi?

LUI - Glielho gi detto, dal regolamento.

LEI - E da voi esiste un regolamento cos antidiluviano che proibisce a una signora, che ha male ai piedi, di mettersi a sedere?!?

LUI - Proibisce la sosta negli uffici alle persone che non fanno parte dellamministrazione.

LEI - Perch?

LUI - Perch gli uffici servono esclusivamente per lavorare.

LEI - Allora, avanti lavori! Smetta di perdere tempo in chiacchiere inconcludenti e cominci a lavorare.

LUI - Non potrei in questo momento.

LEI - Perch?

LUI - Non riuscirei a concentrarmi. La presenza di estranei mi blocca.

LEI - Questo significa che

LEI - un nevrotico.

LUI - No, sbaglia, io non sono un nevrotico. Anzi, esattamente il contrario. Le assicuro che io

LEI - e va bene, per dimostrarmi che non nevrotico si metta a lavorare. Se non nevrotico ci riuscir benissimo. Ignori la mia presenza, io me ne sto qui, zitta, senza disturbare.

LUI - Comincer a lavorare soltanto dopo che lei se ne sar andata.

LEI - Comincio a pensare che sia vero quello che si dice in giro

LUI - Cio?

LEI - che per gli impiegati in genere, e per quelli dei ministeri in particolare, ogni pretesto buono per non lavorare. Non se ne risenta, per carit. Io posso anche capirlo. In fondo, stare in un ufficio devessere altrettanto deprimente che lavorare ad una catena di montaggio. O sbaglio?

LUI - Sbaglia. Tra lufficio di un ministero e una catena di montaggio, c una grandissima differenza. Ma non cerchi di mettersi a fare conversazione cercando di trascinarmi in una discussione. Perde soltanto tempo e ne fa perdere a me. Se ne vada, per favore. Se ne vada via subito Ma perch non se ne va?

LEI - Perch sto benissimo qui dove sono. Questa stanza sar deprimente per lavorare, ma per riposare lideale. talmente impersonale non c proprio niente che possa distrarre. Un ambiente ideale non soltanto per riposare, ma anche per meditare. Lei non medita?

LUI - In ufficio, mai!

LEI - Perch?

LUI - Perch in ufficio lavoro.

LEI - E lavora senza meditare? Immagino con che risultato.

LUI - Le proibisco di fare apprezzamenti sul mio lavoro e le intimo di andarsene immediatamente dalla mia stanza.

LEI - Non ci penso nemmeno.

LUI - Dove crede di stare? A casa sua?

LEI - Non sar a casa mia, ma nemmeno a casa sua.

LUI - Questa non sar casa mia, ma il mio ufficio.

LEI - una stanza che stata assegnata a lei, come avrebbe potuto essere assegnata a un altro.

LUI - ma presentemente assegnata a me. Ne vuole una prova? Su questo cartellino c scritto il mio nome questa la mia scrivania la corrispondenza indirizzata a me sulle pratiche c il mio nome

LEI - E va bene, se veramente cos, si accomodi. Io mi siedo su questaltra poltrona. (esegue)

LUI - No, non si rimetta a sedere. Se ne vada, invece, io devo lavorare

LEI - In cosa consiste il suo lavoro?

LUI - Sono funzionario.

LEI - Funzionario?

LUI - Funzionario dello stato.

LEI - Ah, funzionario di uno stato che non funziona. E in che cosa consiste il suo lavoro? Sicuramente aiuter lo stato a non funzionare. Non faccia quella smorfia, andiamo, scherzavo.

LUI - Mi controllo perch lei una signora

LEI - Grazie, dottore. E mi dica, in questo palazzo, chiss quanti ce ne saranno, di funzionari

LUI - Evidentemente. Dal momento che siamo in un ministero

LEI - tutti funzionari che aiutano lo stato a non funzionare, no? Ed immagino anche che saranno ben pagati

LUI - Pagati s, logico. Bene no!

LEI - pagati per quello che fate e per quello che non fate

LUI - Perch, lei ha qualcosa da ridire sui nostri stipendi?

LEI - Non si agiti, dottore. Volevo soltanto dire che lavorate comodi, nelle condizioni migliori: stanze ampie poltrone in vera pelle cuscini soffici Sbaglio o c anche laria condizionata?

LUI - Non sbaglia, c anche laria condizionata.

LEI - Ne spende di soldi lo stato per far lavorare comodi i suoi funzionari, che lo aiutano a non funzionare. Tappeti, tendine, citofoni, telefoni, macchine da scrivere computerizzate

LUI - Tutto serve affinch ognuno di noi possa rendere il pi possibile.

LEI - ed aiutare lo stato a non funzionare. (ride)

LUI - Basta, fuori di qui!

LEI - Sar io a decidere quando sar il momento di andarmene!

LUI - Come devo dirle che proibito agli estranei di

LEI - Sono molte le cose proibite, ma che si continuano a fare regolarmente. Si usa il telefono dufficio per chiamate personali Si fanno sbrigare agli uscieri o ai fattorini commissioni private si inventano bugie per uscire prima o per entrare in ritardo Non cos?

LUI - Chi le ha detto che io

LEI - Mica la rimprovero, si immagini. Fa cos piacere fare quello che proibito. Tant vero che i giovani fanno lamore con molto meno gusto ora che, con la libert sessuale, non glielo proibiscono pi. E credo che anche lei, caro dottore, in questo senso

LUI - La smetta, non le permetto queste familiarit

LEI - Ne so di cose, mio caro dottore. Anche su di lei. Ma stia tranquillo, non dico niente a nessuno. Perci pu farmi tutte le confidenze che vuole.

LUI - Ma siamo matti? Fare confidenze a lei, che nemmeno conosco? Se ne vada, invece. Proprio qui doveva capitare una come lei!

LEI - La scelta stata casuale, dottore, ma ormai, definitiva.

LUI - In che senso?

LEI - Ormai non posso pi andarmene di qui.

LUI - Perch?

LEI - Aspetto una telefonata

LUI - Qui?

LEI - E dove, allora?

LUI - In qualsiasi altro posto.

LEI - Troppo tardi. Ormai ho dato il numero del suo interno.

LUI - una scorrettezza. Non avrebbe dovuto farsi chiamare qui.

LEI - Ma dal momento che mi trovavo in questa stanza, a che altro numero avrei dovuto farmi chiamare? Aspetto una telefonata molto, ma molto importante. Che, del resto, non interessa soltanto me, ma che riguarda un poco tutti

LUI - Non certo me.

LEI - Anche lei, invece.

LUI - Possibile? Di cosa mai pu trattarsi?

LEI - Lo vuole proprio sapere?

LUI - Dal momento che si piazzata qui dentro e dispone persino del mio telefono Ho il diritto di sapere.

LEI - No, mi spiace, diritti non ne ha. Se io voglio farle sapere qualcosa, lo posso fare. Ma non sono affatto obbligata.

LUI - Se non fosse una signora, lavrei gi scaraventata fuori.

LEI - Stia attento a non farsi scaraventare fuori lei, mio caro dottore.

LUI - Nessuno pu farlo. Non sono qui per raccomandazioni, n perch faccio parte di una clientela politica, mia cara signora. Ho vinto un regolare concorso. Perci qui sono e qui resto.

LEI - a vita!

LUI - Precisamente. A vita.

LEI - Contento lei

LUI - Forse soltanto il ministro potrebbe mandarmi via, ma non ne sono nemmeno molto sicuro.

LEI - Figuriamoci se il ministro, con tutto quello che sta succedendo, ha il tempo di occuparsi di un piccolo funzionario come lei

LUI - Non sono un piccolo funzionario.

LEI - Dicendo piccolo non alludevo alla statura.

LUI - Sono un funzionario di quinto grado.

LEI - Appunto, non conta molto. Altrimenti sarebbe informato di quanto sta succedendo e non se ne starebbe qui a litigare per cacciarmi dal suo ufficio

LUI - Perch, cosa sta succedendo?

LEI - Possibile che non lo sappia?

LUI - No, non so nulla.

LEI - Mi sembra impossibile che non sia informato. Anzi, pensavo volesse farmi andar via di qui, proprio perch preoccupato per quanto stava succedendo in una psicosi di paura

LUI - Cos che sta succedendo?

LEI - Ecco perch lei mi trattava villanamente.

LEI - non sa nulla. Come se vivesse sulla luna.

LUI - Mi dica, almeno, di che cosa si tratta

LEI - Un po di fantasia, andiamo. Cerchi, almeno, di immaginare.

LUI - Mi faccia pensare: sta succedendo qualcosa qui dentro o fuori?

LEI - Fuori, ma con ripercussioni anche dentro, logicamente.

LUI - Ma in che senso?

LEI - In tutti i sensi.

LUI - Non riesco a capire. Come sarebbe fuori con ripercussioni dentro? Mi pare molto confuso, non capisco

LEI - Non si agiti cos, dottore, cerchi di star calmo e di ragionare. Non posso essere chiara come vorrei

LUI - Per lo meno mi faccia capire

LEI - Fuori, ma con ripercussioni dentro, le ripeto. Qualcosa a cui sono tutti in un certo qual modo interessati qualcosa che pu sconvolgere la situazione che pu trasformare tutto, c arrivato?

LUI - No!

LEI - Allora, mi scusi, ma non molto perspicace. Se non capisce, peggio per lei.

LUI - Mi chiarisca almeno il concetto, per cortesia Sono un funzionario. E come funzionario ho il diritto di sapere

LEI - Cos che vuol sapere?

LUI - C pericolo?

LEI - In casi come questi, pericolo c sempre. Ma speriamo tutto vada bene. Senza rischio per la cittadinanza, voglio dire.

LUI - Allude ad avvenimenti che potrebbero turbare

LEI - Dica pure stravolgere.

LUI - un movimento eversivo?

LEI - Qualcosa di pi.

LUI - Vuole forse dire che starebbe per verificarsi una rivolta

LEI - Diciamo piuttosto un rivolgimento

LUI - Una azione rivoluzionaria?

LEI - Ecco, quasi ci siamo fuochino fuochino Andiamo, ancora un tentativo

LUI - Non mi dir che si tratta di un colpo di stato?

LEI - Bravo, il termine mi pare esatto. Fuoco, questa volta.

LUI - Un attentato alla nostra democrazia, dunque?

LEI - Una democrazia, proprio perch tale, sempre esposta ad attentati. Ma se una vera democrazia trova sempre il modo di difendersi.

LUI - Con questo che vuol dire?

LEI - che bisogna vedere se la nostra una vera democrazia o no.

LUI - Certo che lo .

LEI - Ne proprio sicuro?

LUI - S. Cio credo che lo sia Mi sembra, insomma. Ma non so esattamente se lo sia o no

LEI - Cos per lei la democrazia?

LUI - Non facile dirlo in due parole

LEI - Ci provi

LUI - Un paese democratico, quando libero.

LEI - E lei, qui si sente veramente libero? Come cittadino, come uomo, come funzionario

LUI - Non lo so, dipende

LEI - da che cosa? Per esempio, lei pu dire quello che pensa?

LUI - Qui dentro?

LEI - S, anche qui dentro Pu manifestare le sue opinioni criticare liberamente i suoi superiori?

LUI - Criticare i miei superiori? E perch dovrei farlo?

LEI - Potrebbe sentirne la necessit.

LUI - Non vedo perch. Senza contare che non sarebbe prudente.

LEI - Perch?

LUI - Perch s. Potrei avere dei guai.

LEI - E allora, mio carissimo dottore, non venga a raccontarmi che la democrazia libert e che viviamo in un paese libero, quando lei, nel suo posto di lavoro, non pu nemmeno manifestare le sue opinioni, n criticare i suoi superiori. Se rubano, se corrompono o si fanno corrompere, se fanno del peculato o dellaggiotaggio, lei sta zitto e non reagisce? Per paura preferisce accettare lingiustizia e conformarsi alla disonest come un vigliacco?

LUI - Ma qui nessuno ruba nessuno si lascia corrompere

LEI - Lei ci metterebbe la mano sul fuoco?

LUI - Naturalmente.

LEI - Davvero?

LUI - Per lo meno credo che sia cos, come dico. Ma non lo so. Proprio non lo so. Perci come potrei mettere la mano sul fuoco per delle cose che non so? E poi quello che fanno gli altri non mi interessa.

LEI - Se fosse stato al corrente di unazione disonesta,

LEI - non lavrebbe denunciata? Perch, in tal caso, lei ne sarebbe automaticamente complice.

LUI - Io?

LEI - Naturalmente. E, allora, in tal caso, sa cosa le potrebbe succedere se ci fosse uninchiesta?

LUI - Uninchiesta? Qui, nel ministero?!?

LEI - E perch no? In una vera democrazia ci deve essere la possibilit di indagare, facendo delle inchieste sulle pubbliche amministrazioni. Va bene che nel nostro allegro paese si insabbia ogni tipo di scandalo e pi lo scandalo grosso, pi ci si butta sopra sabbia, tanto non ci mancano le coste e di sabbia, perci, ne abbiamo tanta

LUI - Giochi a carte scoperte, signora. Lei qui, per uno scopo preciso, vero? Se cos, se qui per sapere, guardi che io sono una tomba, io non dico niente. Non parlo. E anche se ci sar uninchiesta, io non aprir bocca.

LEI - Allora significa che lei qualcosa sa

LUI - Io? E cos che dovrei sapere, sentiamo

LEI - quello che non ha intenzione di dire. Quando uno dice che non parla perch non vuole parlare, significa che sa

LUI - Ma, allora, lei pensa che se ci fosse uninchiesta io dovrei dire

LEI - Chi ha la coscienza tranquilla, non ha nulla da temere.

LUI - Esatto, cos, io non ho nulla da temere. Nemmeno in un momento come questo, in cui si sta per sovvertire lordine dello stato

LEI - Forse non si mai domandato che cosa sia esattamente lo stato. Lo stato una forza di repressione, in mano alle classi dominanti, le quali se ne servono per dominare le classi oppresse, privandole di ogni mezzo di lotta per ribellarsi. Non cos?

LUI - Non ci avevo mai riflettuto.

LEI - Mi dica, allora, a cosa serve la forza pubblica

LUI - a garantire lordine.

LEI - E a chi fa comodo questo ordine? Alle classi dirigenti, che cos se ne servono per effettuare la repressione. Non mi guardi cos stupito, come se si sentisse scoperto, come se appartenesse anche lei alla classe dirigente. Direi, invece, che

LEI - appartiene alla classe oppressa. O sbaglio?

LUI - No, cos, non sbaglia

LEI - Se appartiene alla classe oppressa, dovrebbe anche lei essere interessato a una lotta di classe, che porti a una societ priva di classi, perch, allora, se non ci saranno pi classi, non servir pi lo stato, perci nemmeno la forza pubblica che ha il compito di difenderlo. Chiaro?

LUI - Certo, senza pi classi, non servir pi lo stato. E nemmeno la forza pubblica che ha il compito di difenderlo

LEI - Allora lei daccordo?

LUI - Naturalmente che sono daccordo

LEI - Daccordo con queste idee? Allora lei un estremista

LUI - Ma no, cosa dice? Io stavo soltanto ponderando

LEI - Se lei daccordo che bisogna abolire le classi per abolire lo stato

LEI - daccordo o no?

LUI - Abbia pazienza, signora In questo momento ho le idee molto, ma molto confuse Non riesco ad afferrare bene e nemmeno ad esprimermi come vorrei Sono cos molto frastornato Sto pensando alla telefonata che

LEI - sta aspettando e che Ma lei si fermata qui, da me, proprio per questo?

LEI - Cosa vuole? Che glielo ripeta?

LUI - Perch tra tanti uffici ha scelto proprio il mio?

LEI - Vuole proprio sapere il perch?

LUI - S!

LEI - Perch era vuoto. Ed anche la stanza comunicante era vuota. Come mai?

LUI - La segretaria ha chiesto un giorno di permesso. Un matrimonio. Si sposa suo fratello.

LEI - Ha scelto la giornata giusta per sposarsi. Va bene che anche il matrimonio uno sconvolgimento, ma era meglio scegliere un altro giorno Insomma, ho scelto questa stanza per non essere disturbata e poter ricevere in pace la comunicazione che aspetto. Perch, come avr capito, si tratta di una comunicazione piuttosto riservata

LUI - Allora non entrata qui soltanto perch aveva male ai piedi?

LEI - Lei veramente perspicace. Poco fa, quando ho detto il contrario, mi ero sbagliata. Ma cosha? Perch cos agitato? Cosa le succede?

LUI - Niente Non faccia caso Sono calmissimo

LEI - E, allora, perch continua a tamburellare con le dita sulla scrivania? Le succede spesso o un tic improvviso?

LUI - No, non lo faccio mai cio, qualche volta Quando sono nervoso. un tic, una specie di tic

LEI - Vuole un tranquillante?

LUI - No, grazie. Non ne faccio uso. Mai.

LEI - e fa male, gli psicofarmaci aiutano a far fronte alle difficolt della vita. Una volta per calmare i nervi bastava una camomilla, ma ormai, coi tempi che corrono, cosa pu fare una camomilla

LUI - Ed proprio a questo telefono che le comunicheranno i risultati dello dello sconvolgimento?

LEI - Se ne sente coinvolto?

LUI - Pi che coinvolto, sconvolto. E si tratta di un movimento di destra? O di sinistra?

LEI - Lei cosa preferirebbe?

LUI - Non lo so. Non saprei

LEI - Non mi dica che non ha preferenze.

LUI - cos. Non ne ho.

LEI - Non possibile! Come si fa a non avere idee politiche?

LUI - Un funzionario non deve averne. Come un militare.

LEI - E non mi pare giusto. Perch, entrando in caserma, si dovrebbero depositare con gli abiti borghesi anche le proprie idee, per riprendersele soltanto quando si finito il servizio militare? E un funzionario dovrebbe avere delle idee politiche, soltanto quando se ne va in pensione. Cio quando vecchio e non sa pi che farsene delle sue idee. Mi sembra assurdo.

LUI - Io non ho mai avuto idee politiche. Sono un agnostico. Lo sono sempre stato.

LEI - Non se ne vanti. Detesto gli agnostici.

LUI - Perch? Cosa le hanno fatto?

LEI - Niente, ma mi sono antipatici. Se fossi a capo di un partito rivoluzionario ed arrivassi al potere, li farei fucilare tutti. Li farei mettere al muro uno accanto allaltro e parapararapap! Li stenderei.

LUI - E perch? Gli agnostici non fanno nulla di male

LEI - Chi ha un ideale o lo ha avuto, pu sostituirlo con un ideale opposto e contrario. Una cosa che succede. umano. Ma chi non ne ha mai avuti e non ne ha, non 15 ne potr mai avere. Perci io penso sia meglio avere di fronte un nemico, piuttosto che un agnostico. Del resto li ha condannati persino Dante.

LUI - Chi?

LEI - Dante Alighieri, il poeta. Li ha sistemati allinferno, coi diavoli. Ci crede lei?

LUI - A che cosa, a Dante?

LEI - Allinferno ai diavoli. Stanno tornando di moda. Pare che in alto loco abbiano deciso di rilanciarli. Anchio pensavo fosse roba da medioevo, ma, invece, pare proprio di no. Ad ogni modo, meglio che non ci creda, perch se linferno c, lei ci va diritto dritto

LUI - Io? E perch?

LEI - Perch un agnostico.

LUI - Perch poi debba avercela tanto con gli agnostici?!?

LEI - Ce lho perch sono degli sporchi conformisti, pronti ad ogni compromesso. Si deve sapere cosa si vuole dalla vita, dottore. come per un fiume: si deve stare su di una sponda o sullaltra. Chi sta nel mezzo, la corrente se lo porta via. Possibile che un giovanotto in gamba come lei non abbia delle idee politiche?

LUI - Io sono per la democrazia.

LEI - Tutti lo siamo, caro lei. E cortei di opposte tendenze sfilano continuamente per le strade inneggiando alla democrazia. Ma ce ne sono di vari tipi. C quella proletaria, ad esempio, e c quella capitalista. Lei per quale delle due si schiera?

LUI - Per quella che difende la libert!

LEI - Tutte le democrazie, che lo siano o no, difendono la libert. Libert la parola pi pronunciata nel mondo, insieme alla parola amore. Lumanit nomina sempre quello che cerca e che non ha. E che forse non avr mai. Nel mondo, infatti, non c libert, n amore. Se ci fosse amore, ci sarebbe libert. Se ci fosse libert, ci sarebbe amore. Le pare?

LUI - Certo. Ma io ad ogni modo

LEI - Lei pensa di essere un democratico, non cos? Ma non si comportava certo da democratico, pochi minuti fa, quando sbraitava per cacciarmi via dalla sua stanza

LUI - Perch vede, signora, il nostro regolamento

LEI - Non si trinceri dietro un barbaro regolamento che impedisce a una signora, che ha le scarpe strette, di mettersi a sedere per sfilarsele

LUI - Non potevo certo immaginare che una signora distinta come Lei fosse qui per svolgere una missione

LEI - Perch, secondo lei, le signore distinte non possono farlo? Guardi che il suo razzismo

LUI - Mi scusi, non riesco ad esprimermi mi confondo sono cos sconvolto per quanto mi ha confidato Ed ansioso, anche. Ansioso di sapere. Perch se succedesse un colpo di stato, non vorrei essere io a portarne le conseguenze

LEI - Che centra lei?

LUI - Quando succede un terremoto spesso crollano anche edifici che sono fuori dallarea del movimento sismico. Crollano cos, per simpatia, capisce? Signora, la prego mi aiuti, sono nelle sue mani.

LEI - Non vedo cosa possa fare per lei. Ed per puro caso che sono entrata nella sua stanza.

LUI - Nessuno entra in un ministero per puro caso.

LEI - E io s. Stamattina cera un bel sole e io sono uscita e mi sono messa a camminare nel parco. Parco per modo di dire, perch del parco rimasto ben poco. Ma, insomma, un po di verde c ancora, anche se non si sa fino a quando possa durare. A furia di camminare tra quei prati senzerba e quegli arbusti patiti, mi sono sentita stanca e i piedi mi dolevano nelle scarpe un po strette. Ma mi sono guardata bene dal mettermi a sedere allaperto, su di una panchina. Sapevo quanto stava per succedere. Alzando gli occhi e vedendo questo palazzone cos grande, pieno di vetrate, con tanto spazio mai seriamente utilizzato, mi sono decisa ad entrare

LUI - E nessun usciere le ha chiesto cosa voleva?

LEI - Ho un aspetto cos innocente e disarmante Non credo di avere unaria equivoca

LUI - Lavranno scambiata per la madre di qualche funzionario

LEI - Viviamo in un paese che pieno di rispetto per la famiglia e per la burocrazia, come avrebbero potuto contrastare il passo ad una mamma? E poi, era un momento speciale: lora chiara del mattino in cui, simulando una fretta che non avevano, stavano entrando i funzionari: in giacca e cravatta slanciati lo sguardo assorto laria triste Sa perch i funzionari hanno laria triste?

LUI - Anchio?

LEI - Tutti, quasi tutti. Una volta gli antichi cavalieri cingevano il cilicio, sotto larmatura. Ora i funzionari, sotto il vestito di grisaglia, portano la tutina dimagrante. Ecco perch, oltre ad essere sudaticci, sono anche malinconici.

LUI - Perch traffica con quella borsa? La lasci per terra non la tocchi

LEI - Scusi, perch?

LUI - Mi venuto in mente che potrebbe esserci dentro una bomba

LEI - Cosa le viene in mente? Si calmi, lei terrorizzato. Come mai tutto di colpo lei

LUI - In momenti come questi, mi scusi, signora, pu capitare di tutto. Si deve sempre aver paura e star sul chi vive. In certi quartieri persino i bambini gi circolano armati.

LEI - Non abbia timore, dottore. Sono una donna incapace di far del male e una mosca. Tranquillo, ora?

LUI - Mi parli del colpo di stato.

LEI - Prima mi dica da che parte schierato lei. Le sue simpatie, almeno, questo me lo pu dire, vanno alla destra o alla sinistra? Perch se lei non dalla nostra parte, sar evidentemente dallaltra. E allora potrebbe essere pericoloso confidarmi con lei.

LUI - Non mi sono mai occupato di politica.

LEI - Male.

LUI - Non vivo che per la mia casa e la mia famiglia.

LEI - Sposato?

LUI - Mia moglie una donna semplice e modesta, senza grilli per il capo. Ho tre bambini adorabili, vispi ed amorosi. Quando torno dallufficio mi aspettano per saltarmi sulle ginocchia e per giocare insieme alla guerra e ai soldati. Sono intelligentissimi, conoscono tutti gli slogans delle pubblicit televisive e le marche dei prodotti reclamizzati. Mia moglie, invece, sa tutto dei cantanti e, non so come faccia, conosce a fondo le loro vicende sentimentali, anche le pi intime e private. Vivo in un appartamentino a riscatto in periferia, due camere da letto, un soggiorno, cucina e un solo servizio. Il che tutto dire perch oggigiorno persino nelle baracche delle bidonvilles c il classico doppio servizio maiolicato. Ho unutilitaria doccasione comprata a rate. Facciamo una vita semplice e ritirata, mai al ristorante, raramente al cinema, non abbiamo mai messo piede in un teatro o in una sala di concerti e non abbiamo mai assistito ad una conferenza. Giudichi lei?

LEI - Siete dei piccolo-borghesi.

LUI - Quasi dei proletari.

LEI - Quasi tutti i proletari sono ormai dei piccolo-borghesi. E non interessano pi. Lavvenire del sottoproletariato. Ma perch mi ha dato tante spiegazioni?

LUI - Per farle capire che faccio una vita modestissima in quanto conto esclusivamente sul mio stipendio.

LEI - Possibile?

LUI - Non rubo, non intrallazzo, non mi lascio corrompere dalle bustarelle. Sono fidato, onesto e un ottimo lavoratore.

LEI - E come si spiega che, da quando entrato, non ha ancora cominciato a lavorare?

LUI - Perch mi ha intimidito la sua presenza. Di solito, come entro in ufficio, siedo alla scrivania e non alzo gli occhi fino al momento di uscire.

LEI - Ma non perch lavora

LUI - Come dice?

LEI - se ne star seduto alla sua scrivania ma non certo per lavorare. Lei passa il suo tempo, invece, a leggere riviste e libri pornografici, come dimostrano i suoi cassetti, che ne sono pieni.

LUI - Io? Non vero. Come osa dire una cosa simile, signora? una calunnia. E, poi, Lei come lo sa?

LEI - Non vorr certo negare, mio caro dottore, che i cassetti della sua scrivania sono pieni di pubblicazioni pornografiche, che ritraggono donne nude in genere e specificatamente nel corso di macchinosi e complicatissimi accoppiamenti con maschi.

LUI - Non sono poi cos complicati come possono apparire a prima vista

LEI - Cosa intende dire?

LUI - Dicevo che, dopo tutto, quelle pubblicazioni insomma, non si tratta di roba mia

LEI - E perch sono nei cassetti della sua scrivania, allora?

LUI - Perch un collega mi ha pregato di tenergliele. Lui non pu portarsele a casa, in quanto vive in un ambiente poco permissivo: la moglie suora laica ed imparentata in modo stretto con un giovane monsignore.

LEI - Non mi dir che lei tiene quella roba nei cassetti senza mai degnarla di uno sguardo

LUI - Piuttosto come fa a sapere cosa c nei miei cassetti, che sono chiusi a chiave? Come li ha aperti?

LEI - Cos, distrattamente: hanno delle serrature giocattolo. Devo dirle francamente che sono rimasta molto stupita, vedendo quelle pubblicazioni dove la donna strumentalizzata e usata come oggetto di piacere, nei cassetti di un funzionario ministeriale. Non capisco come un uomo serio, normale come lei, che ha una sua vita sessuale ben regolata in quanto felicemente sposato, possa far ricorso a

LUI - Scusi, signora, lei sbaglia. Non che quelle pubblicazioni mi servano per eccitarmi. Io sono un uomo che non ha bisogno di fotografie erotiche per fare quello che deve fare. Simmagini che io

LEI - Basta, non scenda in particolari

LUI - Voglio soltanto che sappia che io sono un uomo cos virile che

LEI - Se cos tanto meglio per lei e per sua moglie.

LUI - Il mio collega che vive in un ambiente poco permissivo, non pu dire altrettanto. Soffre di complessi di tutti i tipi ed ha una virilit esitante Mi spiego?

LEI - Particolari che non mi interessano. Del resto non che io volessi rimproverarla. Lei pu fare quello che vuole, non voglio certo entrare nella sua sfera erotica. Dicevo per dire. Ho avuto una prova di quanto si dice in giro

LUI - Cio?

LEI - che negli uffici governativi si lavora molto poco. E che il solo problema quello di far passare il tempo. Non cos?

LUI - Guardi che io

LEI - Si chiacchiera continuamente gli argomenti preferiti, oltre al sesso, sono quelli sportivi

LUI - Le assicuro che sono il primo a spiacermene

LEI - Veramente?

LUI - A me non piace lo sport.

LEI - Capisco, non essendo sportivo il suo solo argomento il sesso

LUI - Beh, anche Ma ci sono tanti argomenti per intavolare una conversazione

LEI - le barzellette, per esempio. Pare che gli impiegati ministeriali ne conoscano a milioni. E pi sporche sono, pi successo hanno. E, naturalmente, con certi discorsi ci si eccita, e si finisce per dare noia alle segretarie

LUI - No, guardi, questo mi pare esagerato

LEI - Si arriva persino al punto di aggredirle quando si allontanano per andare in bagno. Si d loro noia persino quando sono dentro al cesso!

LUI - No, guardi, si tratta di un equivoco Una volta, effettivamente sono corso dietro alla mia segretaria fino al coso insomma fin l, ma unicamente perch volevo dirle di

LEI - Non mi interessa, non voglio sapere. Dicevo per dire, le ripeto. Mi diverte radiografare questi uffici ministeriali, dove si entra sempre in ritardo e si esce sempre in anticipo dove non si lavora mai si sciopera senza motivo si fa festa in tutte le occasioni tutti i ponti leciti e no, sono motivo di vacanza. Eh, certo che chi ama il lavoro non cerca di certo un impiego ministeriale

LUI - Io ci sono entrato per caso. Potevo essere destinato qui, come altrove. Avevo vinto un concorso per cui

LEI - Che concorso?

LUI - Un concorso della pubblica amministrazione.

LEI appunto, un posto dove non occorreva far fatica. I ministeri, poi, facendo parte integrante dello stato, sono sempre apparati di repressione contro gli sfruttati. E i funzionari, perci, reprimono gli sfruttati senza nemmeno far fatica per reprimerli. Da quanto tempo lavora qui?

LUI - Da tredici anni.

LEI - Superstizioso?

LUI - No, perch?

LEI - C a chi il tredici porta male e a chi porta bene. E siccome lei qui da tredici anni

LUI - E sono sempre stato un impiegato modello. Non una pratica arretrata non una lettera inevasa non una assenza ingiustificata mai mi sono dichiarato ammalato quando non lo ero Sono un buon funzionario sono un ottimo funzionario sono il miglior funzionario di questo ministero. E se non ho fatto la carriera che merito, la colpa dellinvidia e della cattiveria che mi circondano. Ora che sa tutto questo, lo spieghi ai suoi amici importanti, faccia loro sapere che si possono fidare ciecamente di me, anche per affidarmi mansioni delicate ed importanti. Sottolinei che, oltre ad essere tecnicamente molto preparato, i pi delicati ingranaggi della pubblica amministrazione non hanno segreti per me

LEI - Mi considera molto pi di quanto non meriti

LUI - LEI tenuta in altissima considerazione, se queste persone hanno voluto un suo recapito telefonico, per informarla immediatamente dellandamento delloperazione

LEI - Si tratta di amici dinfanzia. Uscivo con loro in carrozzella. E sin da allora giocando col mio ditino, dal modo vorace col quale me lo mordevano si sarebbe potuto profetizzare che si sarebbero dati alla politica, come, poi, avvenuto. Va bene, dottore, prendo nota che lei un grande lavoratore e che, se non ha fatto la carriera che avrebbe dovuto, stato per cattiveria ed invidia. Qualcuno deve avercela con lei, allora

LUI - S!

LEI - Chi?

LUI - Non insista, la prego, signora. Non posso far nomi s, capisco, lei ha ragione di voler sapere, ma devo essere prudente e discreto. E, poi, perch dovrei fare nomi? Non se ne dispiaccia, mi scusi.

LEI - Non importa, dottore

LUI - Capisco, lei offesa. Pensa che io non abbia abbastanza fiducia in lei

LEI - Ma no, guardi, lo capisco benissimo

LUI - e va bene, se

LEI - proprio insiste se mi fa pressione fino a questo punto le dir che il dottor Alisardo mi odia. E non so perch, le giuro che non gli ho fatto nulla Non ho nemmeno sparlato di lui, anche se so benissimo che ha fatto carriera soltanto perch sua moglie Margherita va regolarmente a letto col vicedirettore generale. Cos lui, che pi giovane di me, gi arrivato al grado terzo. Eh, mia cara signora, sapesse quanti intrallazzi ci sono qui dentro E disonest corruzione! Bisognerebbe far piazza pulita, buttare fuori tanta gente che stata imbucata in questo carrozzone per favorire le clientele politiche dei partiti al potere e valutare, invece, i funzionari onesti e preparati.

LEI - E ce ne sono molti?

LUI - Di che cosa?

LEI - di funzionari onesti e preparati

LUI - Molti no, ma ce ne sono. Io, per esempio.

LEI - Allora sono stata proprio fortunata a capitare su di lei

LUI - Direi proprio di s. Cosa vuole, purtroppo, qui, nessuno ci valorizza. Nemmeno il nuovo ministro. Io, come i miei colleghi, avevo molte speranze sul nuovo ministro. Invece, appena ha preso possesso del ministero, sa cosa ha fatto?

LEI - No!

LUI - Un bagno.

LEI - per lavarsi, capisco. Per pulirsi di tutto

LUI - No,

LEI - non ha capito niente, invece. Si fatto fare, qui, nel ministero, un bagno. Enorme, faraonico, con specchi, marmi, luci riflesse. E per avere pi spazio, ha fatto buttare gi cinque uffici, capisce? Per poter fare bella figura quando riceve

LEI - Il nuovo ministro riceve in bagno?

LUI - Il bagno gli serve per far bella figura con le sue donne. Si fatto fare un ufficio bellissimo, su, al settimo piano, un ufficio grande, diviso in due da una tenda. Dietro la tenda c un enorme divano tricolore a due piazze. Quando una donna entra da lui, nel corridoio si accende una luce rossa, che significa che il signor ministro non vuole essere disturbato. E quando non c nessuna altra donna, si sfoga con le segretarie. Gi tre hanno dovuto cedere. E a lei pare bello che i cittadini paghino le tasse ed eleggano ministri che vengono qui al ministero solo per firmare la posta e stendere le donne sui divani tricolore, infischiandosene se lamministrazione funziona o no?

LEI - Allora lei daccordo con me, questo ministero non funziona

LUI - N questo, n altri. E come potrebbero? La colpa non di noi funzionari, ma dei grossi dirigenti, capisce?

LEI - Intende dire che il ministero abbandonato a se stesso

LUI - Siamo in mano a gente che si preoccupa soltanto del potere, per esercitarlo come fa comodo a loro. Pretendono il potere, non solo, lo vogliono. E quando lo hanno, non lo mollano. Mai, come per esempio

LEI - Non faccia nomi, perch ci siamo capiti benissimo.

LUI - Ha capito a chi alludevo

LEI - Perfettamente. Sono contenta che lei, finalmente, parli con libert, dicendo quello che pensa Invece prima

LUI - Prima non la conoscevo ancora Non sapevo chi fosse

LEI - Perch, ora, invece

LUI - Sono tredici anni che mando gi, signora. Tredici anni sono tanti.

LEI - Ne ha avuta, di pazienza

LUI - Ma le giuro che, dentro di me, ho sempre sperato che qualcosa succedesse. Non per altro, ma per un bisogno di giustizia

LEI - Non che lo dice soltanto per farmi piacere.

LUI - Ma no, simmagini. Tanto per dimostrarglielo, voglio confidarle che la sera, quando mia moglie mette a letto i bambini e fa loro dire le preghiere

LEI - Ah, perch lei religioso?!?

LUI - Perch, non dovrei?

LEI - La credevo un libero pensatore. Da come parlava mi sembrava che invece, lei crede

LUI - Credo, ma a modo mio

LEI - Insomma, crede

LUI - credo allesistenza di un essere superiore che

LEI - Appunto, credente. Anche praticante? 24

LUI - No, signora, stavo appunto spiegandole che credo a modo mio

LEI - Insomma, i bambini li ha fatti battezzare.

LUI - stata mia moglie a insistere. Lei sa come sono fatte le donne

LEI - Se lei era contrario, avrebbe dovuto imporsi

LUI - In fatto di religione ho preferito che decidesse lei

LEI - E cos, siccome sono battezzati, la sera dicono le preghiere

LUI - E mia moglie, tutte le sere, fa loro dire una preghiera secondo le intenzioni di pap.

LEI - Non pensa che la religione sia una superstizione e che non bisognerebbe insegnarla ai bambini?

LUI - Penso che ai bambini sia meglio dare delle nozioni religiose. Poi, loro, crescendo, decideranno se credere o no.

LEI - I marxisti non erano di questo avviso

LUI - I marxisti? Che centrano i marxisti? Lei marxista?

LEI - Perch? Lei contrario al marxismo?

LUI - No, anzi. Certe idee marxiste, in fondo collimano con quelle cristiane, se il cristianesimo fosse quello di Cristo, che proclamava tutti gli uomini uguali

LEI - S, ma cristianesimo e marxismo non che vadano, poi, molto daccordo. Allora, cos questa storia della preghierina secondo le intenzioni di pap?

LUI - Le intenzioni di pap sono sempre state le seguenti: che qui dentro succedesse qualcosa di veramente grosso per far cambiare tutto.

LEI - E lei pensa, che per far cambiare il mondo, basti affidarsi alle preghiere dei bambini?

LUI - Avendo una famiglia sulle spalle

LEI - Per far cambiare il mondo bisogna passare allazione

LUI - Ma quando un uomo ha delle responsabilit e dei doveri

LEI - Allora se lei fosse rimasto scapolo, avrebbe militato in un movimento di rivolta

LUI - No! O meglio, non so. Forse. Sarebbe forse stato possibile. Anzi sarebbe stato sicuro. Senzaltro. Lo avrei fatto se fossi stato scapolo.

LEI - E, cos, a lei non dispiace questo qualcosa che sta succedendo nel nostro paese e che dar alla nostra politica un giro di timone.

LUI - Affatto, purch tutto avvenga democraticamente.

LEI - Democraticamente o no, purch avvenga.

LUI - necessario che questo paese venga salvato. E sanato. Bisogna arginare questa corruzione dilagante che sta sommergendo tutti questo malcostume che diventato una specie di colera

LEI - Ma per questo colera non esiste vaccino

LUI - Il solo vaccino esistente lonest.

LEI - Ma purtroppo non la si inietta con una siringa nelle natiche della gente

LUI - La gente va educata con lesempio. Invece dallalto ci viene un esempio di malcostume e di corruzione. Ovunque c lassismo decadenza il lavoro, per esempio, il lavoro che dovrebbe nobilitare luomo col sudore della fronte

LEI - Ormai si suda soltanto pi quando fa caldo

LUI - Nessuno lavora pi come si faceva una volta. Basta guardarci in giro. Vedere quello che sta succedendo nei cantieri nelle fabbriche Mio cognato sostiene che, in fondo, proprio latteggiamento passivo che hanno assunto gli operai che sta portando lindustria al fallimento. Lui ne pu parlare con cognizione

LEI - Perch, operaio?

LUI - No, industriale.

LEI - Lei ha un cognato industriale?

LUI - S, un cognato. Ma cognato per modo di dire. Non proprio un cognato.

LEI - Se uno cognato, cognato. Che parentela ha con lei?

LUI - Ha sposato mia sorella.

LEI - Allora non una specie di cognato, ma un vero cognato

LUI - Non ha sposato una mia sorella, ma una sorellastra. E, poi, che cognato pu essere se lui e lei vivono separati da anni? Anzi, stanno per divorziare questione di mesi di settimane di giorni E senza contare poi che questa specie di cognato un grosso imbecille. Si immagini che un ex militare

LEI - Si direbbe che lei sia contro i militari, da come parla

LUI - Io, tuttaltro

LEI - Forse non ama le forze armate? Non le piace lesercito?

LUI - Al contrario, amo le forze armate. Penso che per il nostro paese sarebbe un guaio se non ci fosse lesercito

LEI - Io posso rispettare le sue idee. Se non convinto, me lo dica pure. Magari uno di quelli che non credono pi alla patria, che sono indifferenti alla bandiera

LUI - Le giuro che io amo la patria, la amo veramente. Come una mamma. Proprio come una mamma. E la bandiera per me tutto. La bandiera il ritratto della mamma, e tutte le volte che la vedo passare, mi commuovo. Fino alle lacrime. E quando sento qualcuno che disprezza la bandiera, le assicuro che vedo rosso.

LEI - In che senso?

LUI - Figurato, in senso figurato. Ma le assicuro che divento furioso. Come un giorno in cui mi trovavo proprio davanti a una fabbrica mentre passava un corteo. E davanti al cancello cera un gruppo di operai in sciopero

LEI - Lei contro lo sciopero?

LUI - Io? No.

LEI - C gente che contro il diritto di sciopero, simmagini

LUI - Non io. Lo sciopero una sacrosanta conquista del lavoratore.

LEI - Ma le paiono logici questi scioperi a catena che paralizzano la vita del paese?

LUI - Io penso che bisognerebbe scioperare soltanto quando lo sciopero necessario. Per dei motivi veramente validi. Ma, purtroppo, oggi, i sindacati

LEI - Lei contro i sindacati?

LUI - Io? Ma neanche per sogno.

LEI - I sindacati difendono i diritti dei lavoratori

LUI - e li tutelano. Per certe volte decidono di strumentalizzare lo sciopero per

LEI - Un momento. Lei non approva lazione dei sindacati?

LUI - Tuttaltro. Lapprovo in pieno. Dicevo soltanto che in certi casi lo sciopero

LEI - In certi casi lo sciopero pu diventare una forma di protesta verso chi incapace di governare il paese.

LUI - Me ne rendo pienamente conto. Ed anche in questo caso lo sciopero sacrosanto, guai se non si scioperasse

LEI - anche se, come dice suo cognato, si porta lindustria al fallimento?

LUI - Lindustria o gli industriali?

LEI - Bisogna, per, dire che lindustria la spina dorsale del nostro paese.

LUI - S, questo vero Guai se non ci fosse.

LEI - Ma lindustria che fa vivere gli operai o sono gli operai che fanno vivere lindustria?

LUI - Unarmonia la si potrebbe trovare, io penso. Ma abbiamo una classe politica assolutamente incapace e tutti i partiti non aspirano che al potere per esercitarlo, non per governare.

LEI - Tutti?

LUI - Come dice?

LEI - Tutti, proprio tutti i partiti aspirano soltanto ad esercitare il potere?

LUI - Tutti. Cio, tutti meno uno.

LEI - E qual il partito che fa eccezione?

LUI - Quello che si sta ribellando al potere costituito. Il suo partito.

LEI - Io non sono iscritta a nessun partito

LUI - Ma praticamente come se lo fosse

LEI - Guardi che io non simpatizzo per il partito che lei pensa

LUI - Ma io non alludo affatto al partito al quale lei crede che alluda. Ci mancherebbe altro. Siamo matti, signora? Io sono per quellaltro.

LEI - Quale altro?

LUI - Signora, tra di noi inutile fare dei giochetti. Lei sa benissimo per chi sto. Tra noi ci siamo capiti perfettamente. Mi rendo perfettamente conto che la situazione di una tale gravit, che necessario correre ai ripari a qualunque costo.

LEI - E lei pronto?

LUI - Io sono pronto a tutto. Anche perch, altrimenti, precipitiamo tutti quanti nel baratro. Anche i paesi stranieri ci stanno guardando con particolare inquietudine

LEI - Di quali paesi stranieri sta parlando?

LUI - Dei paesi stranieri, dei paesi che confinano con noi che fanno parte del nostro continente

LEI - e non di quelli che fanno parte dellaltro continente

LUI - anche di quelli.

LEI - Tanto per capirci, di un blocco o dellaltro blocco?

LUI - Di un blocco e dellaltro di entrambi i blocchi

LEI - Lo so, c molta inquietudine in giro. E per sanare questa situazione lei pensa sia necessario un governo forte?

LUI - Certo, ci vuole un governo forte.

LEI - una dittatura?

LUI - Veramente io sono per la democrazia.

LEI - Un governo forte, non costituzionale, pu imporsi soltanto dittatorialmente.

LUI - Purch si tratti di una dittatura democratica.

LEI - Una dittatura non pu arrivare al potere democraticamente. Ma soltanto attraverso unazione violenta.

LUI - Purch sia una violenza non troppo violenta.

LEI - Le pare che in certi momenti si possa guardare ai dettagli?

LUI - No, me ne rendo conto

LEI - E, poi, la violenza La violenza sempre violenta.

LUI - Lo so, se non fosse violenta non sarebbe violenza.

LEI - E, poi, quando non se ne pu fare a meno

LUI - Diciamo quando indispensabile

LEI - Indispensabile in che senso?

LUI - In tutti i sensi

LEI - Non capisco cosa vuol dire, si spieghi meglio

LUI - Quando per il supremo bene dello stato

LEI - In questo caso sono daccordo con lei

LUI - Quando si tratta di far trionfare la giustizia e la libert

LEI - Allora in questo caso lei per la violenza.

LUI - Perch? Non dovrei?

LEI - E perch non dovrebbe? Lei libero di esprimere le sue opinioni. Lei mi diceva che quando indispensabile la violenza, lei per la violenza. E in questo momento le pare che sia indispensabile?

LUI - S!

LEI - Lo dice convinto?

LUI - Certo, altrimenti, non lo direi.

LEI - Quando per il supremo bene del paese?

LUI - Quando indispensabile la violenza, le ripeto che io sono per la violenza!

LEI - Un funzionario dello stato. Un funzionario di grado quinto.

LUI - Come dice, scusi?

LEI - Da restare a bocca aperta. Roba da non credersi!

LUI - Scusi, cosa vuol dire?

LEI - Chi avrebbe potuto immaginare che un uomo dallapparenza cos pacifica e mansueta un uomo che sembra un benpensante sia invece un pericoloso ribelle

LUI - Io?!?

LEI - Potrebbe forse negare di essere un rivoluzionario?

LUI - Io?!? Ma cosa dice?

LEI - Avrebbe il coraggio di negare? Basta! Non una parola di pi.

LUI - Ma, signora, le assicuro che io

LEI - Un uomo sul quale lo stato faceva affidamento un uomo con tredici anni di anzianit coniugato e con prole, il quale ha il coraggio di proclamarsi per la violenza

LUI - Io?!? Ma quando mai? Ho detto soltanto

LEI - vuole la rivoluzione leversione il sangue! Io me ne stupisco, non lo posso negare, ma si stupiranno molto pi di me i suoi superiori quando lo sapranno

LUI - I miei superiori? Cosa centrano i miei superiori?

LEI - Zitto, non cerchi giustificazioni che non reggono. In questo modo non fa che aggravare la sua posizione. Dopo quello che ha osato dire

LUI - Io non ho detto niente. 31

LEI - Osa dire che non ha detto niente?!?

LUI - E anche se avessi detto qualcosa, lei come pu provare che io

LEI - Guardi, dentro questa borsa c un registratore. Ho registrato tutto quello che ha detto, parola per parola. Convinto, ora? Ma cosa le prende? Su su inutile che svenga Sia uomo, si comporti da uomo. E sappia per lo meno affrontare le sue responsabilit!

Fine del primo tempo

SECONDO TEMPO

Lazione continua senza interruzione.

LEI - Le pare il momento di svenire? Cerchi di riprendersi si faccia coraggio

LUI - Non ce la faccio, mi spiace ma non ci riesco

LEI - Su, un piccolo sforzo di volont. Non deve essere cos emotivo. E cosa farebbe, allora, se fossero venuti ad arrestarla?

LUI - Arrestarmi? E perch mai dovrebbero arrestarmi? Non ho fatto niente, signora, glielo giuro. Sono innocente.

LEI - E lei non sa che capita proprio a chi innocente di essere arrestato? Quando uno non ha fatto del male, proprio allora ha pi da temere.

LUI - Perch?

LEI - Perch uno che innocente non sa mai come e da che cosa difendersi, capisce? Viviamo in una societ che punisce sempre gli innocenti. Forse perch secondo la nostra societ, non bisognerebbe mai essere innocente del tutto. Vede che si sta rianimando. Mi fa piacere.

LUI - Lei ha scherzato, vero? Mi dica che ha scherzato

LEI - Ci mancherebbe: su certi argomenti non scherzo mai.

LUI - Io non posso credere che lei sia cos perfida da

LEI - A cosa allude? Ah, alla registrazione

LUI - Perch ha fatto unazione cos indegna

LEI - Lei ha idee antiquate. Le registrazioni si integrano perfettamente nel sistema democratico. Ne fanno parte, ne costituiscono lessenza, oserei dire. Potrei citarle degli esempi molto illustri.

LUI - Perch ha carpito la mia buonafede? Perch ha tradito la mia fiducia?

LEI - Perch la vita politica non fatta che di tradimenti, mio caro dottore. Coraggio, non si butti gi. Assuma, invece, le sue responsabilit. 33

LUI - Ma che responsabilit! Non ho fatto niente.

LEI - No, ma ha detto troppo.

LUI - Ma niente di cos grave

LEI - Vuole sentire la registrazione? Le assicuro che si tradito ed ha buttato la maschera, dimostrando di non essere, poi, quellimpiegato modello che vorrebbe far credere

LUI - Le assicuro che io

LEI - Vorrebbe negare levidenza?

LUI - Non nego, ma non mi pare che

LEI - Guardi, potrebbe anche essere un complimento: lei pericoloso. Pericoloso proprio perch politicamente molto preparato

LUI - In che senso?

LEI - Come lo deve essere un rivoluzionario. Come riuscito a farsi questa preparazione? Ha forse frequentato corsi speciali allestero?

LUI - Non ho mai varcato il confine.

LEI - Allora, ha partecipato a qualche campeggio specializzato? I campeggi, oggi, vanno molto. Come sovversivo sa molte cose. Sa tutto

LUI - Io?!? Che cosa, per esempio?

LEI - Tutti quei concetti basilari che dal marxismo portano direttamente al maoismo.

LUI - Io non so niente di tutto questo, lei sbaglia

LEI - In poche parole e con molta chiarezza, mi ha spiegato come lo stato sia una forza di repressione al servizio della classe sfruttatrice diretta contro le classi sfruttate, le quali lottano per la loro emancipazione. E me lo ha detto con molta forza di persuasione

LUI - Ma io non posso averle detto

LEI - Vuole che le faccia sentire la registrazione?

LUI - E io avrei scoperto, secondo lei, che lo stato

LEI - No, lei ha semplicemente ripetuto dei concetti, che prima di lei sono stati enunciati da Carlo Marx. Su, non finga, adesso, unignoranza che non ha

LUI - Non posso affermare concetti che non conosco

LEI - Lei mi ha spiegato anche che bisogna arrivare allabolizione delle classi, perch eliminando gli antagonismi di classe, verr anche abolito lo stato. Ma per farlo occorre una rivoluzione violenta

LUI - Non posso aver detto queste sciocchezze

LEI - Non sono sciocchezze, si tratta di principi e concetti sviluppati da Marx ed Engels. Mi congratulo, ad ogni modo, per la sua cultura anche se il suo indottrinamento pu essere pericoloso. Soprattutto se se ne avvale in un ministero

LUI - Non posso avere detto cose che non so. Ho una laurea in economia e commercio, ma in politica sono ignorante. Simmagini che

LEI - Avrebbe il coraggio di negare di aver sostenuto che bisogna abbattere il governo facendo uso della violenza? Ha detto che occorre eliminare gli uomini incapaci che ci governano ed imporre una dittatura

LUI - Mi sono limitato a dire che qualcosa va cambiato

LEI - Ma se ha persino candidamente confessato di far recitare ai suoi figli speciali preghiere, per scatenare nel nostro paese delle sanguinose rivoluzioni

LUI - Non ho mai detto niente del genere

LEI - Neghi, neghi, tanto tutto inciso qui

LUI - Avr perso il controllo

LEI - e cos ha manifestato il suo pensiero.

LUI - Colpa sua!

LEI - Mia? Che centro io?

LUI - Senza che me ne rendessi conto, mi ha fatto dire quello che voleva

LEI - e che io nemmeno pensavo.

LEI - Me lo pu provare?

LUI - No!

LEI - Si rende conto della gravit delle sue affermazioni? E capisce fino a che punto sia colpevole verso lo stato e verso la pubblica amministrazione? E, poi, diciamocelo chiaramente, lei non ha giustificazioni, perch non uno studente contestatore non un disoccupato scontento non un operaio strumentalizzato n fa parte di gruppuscoli Lei, invece, un funzionario dello stato pagato dal governo per ci che fa e per ci che non fa, come

LEI - stesso ha ammesso E, poi, ha una famiglia a carico dei figli Quanti anni hanno i suoi bambini?

LUI - Undici, nove ed otto.

LEI - Let in cui, nellintimit delle pareti domestiche, pi facilmente assorbono le teorie che i genitori loro inculcano. Femmine?

LUI - No, maschi.

LEI - Peggio. Immagino i giuochi che faranno insieme a lei, la sera, quando torna dallufficio: li addestrer alla guerriglia insegner loro a fabbricare bombe come si deve fare per fare saltare in aria ponti, caserme, tronchi di ferrovia. In quelle delicate menti infantili avr instillato le sue spaventose idee disfattiste e rivoluzionarie

LUI - Le giuro che con i miei figli non parlo mai di politica.

LEI - Il motivo?

LUI - Meglio che non sappiano quello che succede nel mondo e restino alloscuro di tutto

LEI - Ne vuol fare degli imbecilli?

LUI - Preferisco che conservino il pi a lungo possibile le loro illusioni.

LEI - Cos, al primo impatto con la realt, crolleranno e allora o diventeranno delinquenti comuni o andranno in ospedali psichiatrici.

LUI - Che cosa dovrei fare, allora? Addestrarli veramente alla guerra ed insegnargli a costruire bombe?

LEI - Lei le sa costruire?

LUI - No.

LEI - Allora, quando lo fa, stia molto attento, potrebbe essere pericoloso per lei ed anche per le sue innocenti creature. Ma sa di essere malato di nervi?

LUI - Io?

LEI - Certo che lo . Usa sempre un tono cos sovreccitato

LUI - Perch lei mi esaspera.

LEI - Ad ogni modo, meglio che si curi. E mi dica, sua moglie daccordo?

LUI - Su che cosa?

LEI - di tenere i figli alloscuro di quanto succede nel mondo.

LUI - Mia moglie fa quello che dico io.

LEI - Allora, ha sposato una minorata.

LUI - Fa quello che dico io, perch mi vuol bene ed ha fiducia in me.

LEI - Pi che una minorata, unirresponsabile, allora.

LUI - Perch?

LEI - Come pu riporre la sua fiducia in un sovversivo, che vuole sconvolgere lordine prestabilito ed imporre al paese una dittatura? Mi spieghi almeno perch lo vuole fare, che vantaggio avrebbe

LUI - Nessuno. Io sono un povero funzionario

LEI - Un funzionario di grado quinto non un povero funzionario. E, del resto, lei non vuole fermarsi al grado quinto, perch pieno di ambizioni. vero che ha ambizioni?

LUI - Certo, come tutti.

LEI - Ed allora perch non ha fatto come il suo collega Alisardo e non ha ficcato anche sua moglie tra le coperte del vicedirettore generale?

LUI - Perch credo ancora in certi principi morali, mia cara signora.

LEI - mentre il suo collega Alisardo no. Capisco. Ma matematicamente sicuro che la signora Alisardo va a letto col vicedirettore generale?

LUI - Cos si dice.

LEI - E lei prende per oro colato i pettegolezzi di un ministero?

LUI - Una volta li ho visti insieme anchio, lui e lei, in macchina, in pieno centro.

LEI - mentre fornicavano?

LUI - Ma no, cosa dice? Di giorno, in una strada affollata del centro?!?

LEI - Eh, allora, cosa facevano insieme?

LUI - Niente di particolare. Cosa potevano fare su di una macchina in centro? Erano insieme, e basta.

LEI - Anchio, ieri, ero in centro, su di un autobus pieno di soldati. Questo non prova che abbia fornicato con loro. Come pu, allora, provare ladulterio della signora Alisardo, se non lha vista lei, coi suoi occhi, copulare col vicedirettore generale? Che prova mai laverli visti in macchina insieme

LUI - E, allora, mi spieghi come Alisardo, che pi giovane di me di tre anni, abbia potuto fare qui dentro la rapida carriera che ha fatto

LEI - Ma si pu fare carriera anche senza mandare la propria moglie a letto col direttore generale o col suo vice. E, poi, queste faccende non mi riguardano di certo. Sar lei che dovr sbrigarsela davanti ai giudici, in Tribunale.

LUI - In Tribunale, io?!? E perch mai?

LEI - Perch in Tribunale verr citato per calunnia dal suo collega Alisardo, nonch dalla sua legittima moglie. E lo stesso far, mi immagino, il vicedirettore generale

LUI - Ma perch? Cosa dice?!?

LEI - Qui dentro, mio carissimo dottore, mi spiace per lei, ma registrata ogni sua parola. E credo che la citer anche il ministro per calunnia aggravata, dal momento che lei sostiene che

LUI - viene al ministero soltanto per stendere femmine sul divano tricolore, per poi farsi abluzioni nel bagno faraonico.

LEI - ha visto coi suoi occhi bagno e divano?

LUI - No, ma ne parlano tutti.

LEI - Allora, immagino che avr raccolto le confessioni o le confidenze delle donne concupite e possedute

LUI - No, mai

LEI - Con che coraggio, allora,

LEI - mette in giro certe voci

LUI - Non sono io che le metto in giro, si tratta di cose che dicono tutti.

LEI - ma lei le ripete, e cos andr a finire in galera. Perch un funzionario non ha il diritto di calunniare i suoi superiori. Non pu parlare di coiti lubrici ministeriali, se di questi coiti, non stato nemmeno testimone oculare. Gi, ma lei ammalato di erotismo ha il chiodo fisso del sesso.

LUI - Ma non vero, io

LEI - se cos non fosse, come potrebbe allora un uomo coniugato, coi suoi problemi cio felicemente risolti, passare le sue ore dufficio sfogliando continuamente pubblicazioni pornografiche? forse per questo che la paga lo stato?

LUI - Sono pubblicazioni prestatemi da un collega

LEI - al quale lei prestava le sue, ottenendo cos sempre maggior materiale per eccitare la sua mente malata con perversioni assurde e disgustose

LUI - Adesso basta, signora. Mi sono scocciato. Pensi di me quello che vuole. Me ne frego, ha capito? Me ne frego! Maledizione a lei e al momento in cui le venuta lidea di entrare in questa stanza. Se in quellistante fosse scivolata, battendo la testa contro uno spigolo e rompendosi il femore

LEI - Bravo, che bei pensieri carini! Mi spiace per lei, ma non sono scivolata, non mi sono rotta il femore e ho registrato e continuo a registrare tutti i suoi discorsi di sovversivo ribelle. Ed anche maleducato.

LUI - Mi dia quel magnetofono che ha nella borsa o lavverto che far una brutta fine.

LEI - Non alzi la voce in quel modo. Se vuole continuare a dialogare con me parli pi piano, ha capito?

LUI - (pianissimo) Mi dia subito quel registratore. Cancello quello che stato inciso e glielo restituisco.

LEI - Ora esagera: parli pi forte, perch non sento niente.

LUI - Mi dia il registratore. Sia gentile, me lo dia subito.

LEI - Perch?

LUI - Si rende conto che non avrei detto nulla di quello che ho detto, se non fosse stata lei ad avermici portato?

LEI - Io? E in che modo?

LUI - Mi sembrava facesse discorsi giusti e sensati Parlava con tanta forza di persuasione, che mi sono lasciato andare e le ho dato ragione

LEI - E perch lo ha fatto?

LUI - Perch mi dava fiducia

LEI - Mi conosceva, forse, per fidarsi di me?

LUI - No, ma

LEI - Sapeva chi ero, come la pensavo, quale fosse la mia vita, chi frequentavo, le idee che professavo?

LUI - No, ma

LEI - E come fa un uomo a fidarsi di una persona che nemmeno conosce?!? Le sta bene quello che le successo, le serva di lezione, impari a non fidarsi dellapparenza. Lei stato imprudente. Non si parla a vanvera, facendo delicate confidenze a una persona che non si mai vista

LUI - Lo so, ma trattandosi di una signora

LEI - E cosa ne sa lei se sono una signora o no?

LUI - Volevo dire che trattandosi di una donna

LEI - Si ricordi che le donne, da Eva in poi, hanno fregato tutti gli uomini, importanti o no, che sono passati su questa terra. Tutti gli uomini, in un particolare momento della loro vita, sono stati fregati da una donna. E se hanno fregato uomini importantissimi e di grande intelligenza, perch non dovrebbero fregare un funzionario ministeriale sprovveduto come lei?

LUI - Perch si accanisce tanto contro di me?

LEI - Lo spirito del dovere ci spinge a compiere le nostre missioni anche contro la nostra volont.

LUI - Una missione? E lei qui avrebbe dovuto compiere una missione?

LEI - Per il supremo bene del paese, capisce ora?

LUI - No!

LEI - Gli interessi del nostro paese non possono andare a finire nelle mani di persone indegne, pronte a tradire, a vendersi

LUI - Intende dire che stata mandata qui per provocarmi e farmi parlare? Da chi? Il mio collega dottor Alisardo?

LEI - Potrebbero avermi mandata qui per sapere chi ha messo in giro la voce del divano tricolore e del bagno faraonico

LUI - E quale motivo avrebbe avuto?

LEI - Potrei essere la moglie del ministro

LUI - La ministressa, lei?!?

LEI - No, e non sono nemmeno la moglie del vicedirettore generale. Ma sia ben chiaro che non sono venuta qui soltanto perch avevo male ai piedi

LUI - venuta qui per indagare e scoprire i miei pensieri pi riposti.

LEI - E se cos fosse?

LUI - unazione indegna. Un uomo, di veramente suo non ha che i pensieri

LEI - ed appunto perch troppo intimi e personali sono pericolosissimi. Perci chi detiene il potere ha il dovere di controllarli. Per il supremo bene dello stato, naturalmente. E lei, povero tapino, doveva proprio buttare le braccia al collo a me per confidarmi la sua disponibilit ad andare a battersi sulle barricate?!? Un funzionario di grado quinto! Un uomo che i superiori stavano per proporre per un incarico delicato di grandissima fiducia

LUI - Stavano per proporre me?!?

LEI - E potrebbero benissimo avermi mandata qui per indagare se meritava la fiducia che volevano accordarle

LUI - No, impossibile. Non affidano mai incarichi delicati a funzionari senza raccomandazioni come me a uno che non fa parte di clientele politiche che non si mai fatto corrompere e non ha mai corrotto

LEI - In un paese come il nostro, ormai pu succedere di tutto, persino che una persona che vale, possa trionfare esclusivamente con i suoi meriti. E se lei non avesse tradito la fiducia dei suoi superiori, forse, ce lavrebbe fatta.

LUI - E invece no?

LEI - Ed anche probabile che la caccino via.

LUI - Cacciarmi via? Vorrebbe rovinarmi?

LEI - Quando voleva cacciar via me, non le ho detto di stare attento a non farsi cacciare via lei? Avrebbe dovuto capirmi, non stato abbastanza perspicace

LUI - Non mi rovini, signora. Sono un padre di famiglia

LEI - Comodo, adesso, tirare fuori la famiglia

LUI - Ho moglie e figli a carico. Ed anche una vecchia madre cieca e sorda.

LEI - Non cerchi di commuovermi, ho un cuore duro.

LUI - Cacciato da qui, dove vado? Non sono pi giovane.

LEI - Non ancora vecchio

LUI - Non ho pi unet che mi consente di ricominciare una carriera E poi, chi mi aiuterebbe?

LEI - Avr delle conoscenze

LUI - Nessuno aiuta un funzionario, quando non pi tale. E, poi, chi d vuole in cambio qualcosa. E io cosa do?

LEI - Le sue idee rivoluzionarie

LUI - non ne ho, non ne ho mai avite. Non ho niente da dare in cambio, io

LEI - Sua moglie

LUI - Come dice?

LEI - Cio, lei non ha gli stessi principi morali del suo collega Alisardo. E, poi, forse sua moglie brutta

LUI - Perch cos cattiva con me? Cosa ho fatto di male? Anche se ho espresso dei giudizi un po duri, deve pensare che sono anni che mando gi bocconi amari, sono anni che sopporto uningiustizia dopo laltra E se per rabbia ho detto

LEI - Finalmente qualcosa comincia ad ammettere

LUI - Ma questo non significa che sia un funzionario indegno come dice lei.

LEI - Per lavvenire si ricordi: non si sputa nel piatto dove si mangiato. Anche perch pu capitare che nello stesso piatto ti venga servita unaltra portata

LUI - Mi ricorder la lezione. La ringrazio, signora. Lei stata generosa. Cancelliamo la registrazione.

LEI - Ma neanche per sogno! Cosa ha capito lei? Quello che inciso, resta inciso.

LUI - La scongiuro, non mi rovini

LEI - Mi spiace, ma devo compiere il mio dovere senza piet.

LUI - Lei una donna. Mi appello alla donna che ha una sensibilit che il maschio non ha.

LEI - La donna pi sensibile, ma anche pi crudele.

LUI - Pensi alla disperazione di mia moglie

LEI - Si consoler con un altro, stia tranquillo.

LUI - Pensi quando mia madre sapr

LEI - Sorda com sua madre non verr mai a sapere nulla, a meno che lei non vada a gridarle tutto nellorecchio.

LUI - Lei sola, una donna sola ed indifesa

LEI - Cosa sa lei di me? Posso essere sola, posso anche non esserlo.

LUI - Come tutti avr bisogno di amici, di persone che le stiano vicino se mi d il registratore, avr la mia gratitudine eterna. Ogni volta che avr bisogno di me, io correr da lei

LEI - Scusi, ma penso di poter trovare di meglio

LUI - Volevo dire che per qualsiasi cosa le occorra, io sar a sua disposizione

LEI - Cosa vuole? Corrompermi?

LUI - Sta gettando nella disperazione una famiglia. Non potr pi guardare in faccia i miei figli, n potr provvedere alla loro educazione. Dovr suicidarmi.

LEI - Ora parla di suicidio e poco fa era pronto a far saltare in aria con una bomba la presidenza della repubblica.

LUI - Io? Ma lei matta!

LEI - Non lha detto, ma si capiva benissimo che lavrebbe fatto. E quando i suoi superiori sapranno,

LUI - Dovevo prenderla a calci appena lho vista.

LEI - Non il tipo, lei!

LUI - Perch?

LEI - Non il tipo capace di affrontare qualcuno che le sta davanti. Lei un debole

LUI - Debole io?

LEI - Pi che un debole, un vigliacco.

LUI - questa lidea che si fatta di me?

LEI - S!

LUI - Crede veramente che sia un vigliacco? Va bene, allora. Vuol darmi il registratore?

LEI - No. Non glielo do. Non ci penso nemmeno.

LUI - Per lultima volta. Me lo da o no?

LEI - No! Adesso cosa fa? No, non si avvicini Se si avvicina urlo e se urlo verranno tutti in questa stanza e io dir

LUI - Non dir nulla. Non ne avr il tempo.

LEI - Cosa fa con quella pistola? Non faccia sciocchezze, la metta gi.

LUI - Ancora una parola e la faccio fuori. Zitta.

LEI - Lo dice male. Pi convinzione, pi grinta!

LUI - Ancora una parola e la faccio fuori. Zitta.

LEI - Cos meglio. Molto pi credibile.

LUI - Lei non mi prende sul serio, ma io sparo

LEI - Pi di petto, cerchi il tono di prima

LUI - Guardi che le sparo addosso

LEI - Avrebbe veramente questo coraggio?

LUI - S!

LEI - Sparare a un povero essere indifeso a una donna?!?

LUI - Lo far subito, se non mi consegner il registratore.

LEI - Posi la pistola, andiamo. Sconvolto com, potrebbe lasciar partire un colpo. E dire che sosteneva di essere un uomo che ama la democrazia. Da quando in qua i democratici girano con una pistola in tasca? E sono sicura che se non le consegno il registratore, mi spara veramente.

LUI - Ho gi tardato troppo a farlo.

LEI - Cosa ci guadagna ammazzandomi?

LUI - Dir ma a lei che gliene frega?

LEI - Sono unappassionata dei casi giudiziari, mi piacerebbe sapere come imposter la sua difesa.

LUI - Ci penser il mio avvocato difensore.

LEI - Sar difficile trovare un movente plausibile. Perch

LEI - non vorr certo far venire fuori la storia della registrazione. E dopo avermi uccisa canceller il nastro. E, allora, come si giustificher? Dir che lo ha fatto per legittima difesa? Per provocazione? Per un improvviso raptus di follia?

LUI - Avr tutto il tempo per pensarci.

LEI - La metteranno in galera. Le daranno lergastolo.

LUI - Ormai ci sono istituti di pena in isole sperdute tra cielo e mare, localit turisticamente meravigliose, ecologicamente pure, dove i galeotti si godono le bellezze della natura selvaggia, abbronzandosi al sole e pescando.

LEI - La radieranno da tutti i pubblici uffici.

LUI - Grazie allergastolo non dovr pi preoccuparmi del futuro

LEI - Non dormir pi nel grande letto matrimoniale con sua moglie

LUI - Da un paio danni dormiamo in letti separati

LEI - Non rivedr pi i suoi figli

LUI - vivr nellillusione che crescendo non mi deluderanno.

LEI - Si direbbe che il sogno della sua vita sia finire in galera.

LUI - Il sogno della mia vita non vedermela pi davanti.

LEI - Fermo, con quella pistola, stiamo ancora parlamentando. Agitandosi cos con larma in pugno, pu far partire un colpo

LUI - Ha cos paura di morire?

LEI - Diciamo che la morte fa paura a tutti.

LUI - Specialmente quando si ha la morte cos vicino Neanche a un metro. A novanta novantacinque centimetri

LEI - Vigliacco, lei si sta divertendo

LUI - Prima si divertiva lei

LEI - Non nello stesso modo.

LUI - Tra quanti secondi pensa che spari? Non so se lei sia o no religiosa. Ad ogni modo, se vuole dire una preghierina

LEI - Non sa nemmeno come si usa unarma

LUI - Basta premere il grilletto, dopo aver preso la mira. Preferisce le spari al cuore o al cervello?

LEI - Al cuore.

LUI - Perch questa preferenza?

LEI - Il cuore sempre un pessimo consigliere. Meglio punire il cuore, che il cervello. Il cervello non d mai cattivi consigli: ragiona.

LUI - Laccontenter sparandole al cuore.

LEI - Grazie.

LUI - E lo far subito, se si ostina a non consegnarmi il registratore.

LEI - Non ce la far a spararmi addosso. Non ha la stoffa dellassassino.

LUI - Fa male a provocarmi.

LEI - Non capisco come non mi abbia ancora sparato.

LUI - Mi consegni il registratore e la lascer andare.

LEI - Sar io che decider quando andarmene, non lei.

LUI - Sembra che voglia costringermi ad ammazzarla.

LEI - Mentre lei, invece, ne farebbe volentieri a meno.

LUI - Stia l, dove se ne sta andando? Non si muova.

LEI - Incapace di sparare contro un bersaglio mobile?

LUI - Se vuole ci provo subito. Ma dov che vuole andare?

LEI - Soltanto fino alla scrivania a prendere la mia borsetta.

LUI - Non le serve a niente. Lei sta per morire.

LEI - Vorrei morire col mio borsone in mano.

LUI - Perch?

LEI - Poco fa, quando aveva avuto il sospetto che nel mio borsone ci fosse una bomba, aveva visto giusto. C effettivamente una bomba.

LUI - Non vero.

LEI - verissimo, invece. Basta tirare lanello della cerniera e la bomba scoppia.

LUI - Non vero. Lei dice una bugia dietro laltra.

LEI - Non posso farglielo vedere, perch se apro la borsa, la bomba scoppia.

LUI - In questo caso, lei salterebbe in aria insieme a me.

LEI - Non mi dispiace morire in compagnia.

LUI - Posi subito a terra quella borsa.

LEI - Soltanto dopo che lei avr posato la pistola.

LUI - Io non credo affatto che lei (la signora ride) Perch ride, adesso?

LEI - Perch lei stato molto fortunato. Poco fa ha sfiorato il mio borsone con un piede. stato un vero miracolo che la bomba non sia scoppiata. Per un attimo ho avuto un brivido di terrore

LUI - Ho urtato la borsa? Quando?

LEI - Ma la bomba non scoppiata. Tutto bene ci che finisce bene. Allora che si fa?

LUI - Stiamo giocando con la morte, signora. Forse lei non d alla vita molta importanza. Ma io s. Ho sempre ancora dei sogni, delle illusioni, dei progetti in cui credo E, poi, ho dei figli E le ripeto che non mi sento colpevole di nulla. Non ho mai fatto politica, sono un agnostico

LEI - Io sono fatalista. Se il mio momento, nulla potr impedirmi di morire.

LUI - Non continui a giocare con lanello della cerniera, vuole che saltiamo in aria?

LEI - Non urli cos, impazzito?!?

LUI - Meglio che mi sentano e che arrivi qualcuno

LEI - Se qualcuno oltrepassa quella porta, faccio scoppiare la bomba. Dove va? Non si muova!

LUI - andavo a chiudere la porta a chiave.

LEI - Stia al suo posto e non si muova. La facevo pi coraggioso. Se mi spara, come potrebbe colpirmi, con la mano che le trema a quel modo?

LUI - Non vero, guardi come impugno fermamente la pistola

LEI - La pistola la tiene ferma, ma la mano che le trema.

LUI - Per lultima volta: il registratore o sparo.

LEI - Insiste? Ma noioso. Sa benissimo che se spara, io cado. E se cado faccio pressione sulla borsa e la bomba scoppia.

LUI - Perch si messa la bomba nella borsa?

LEI - E perch lei si portato dietro una pistola? Io sono una donna sola. Coi tempi che corrono, bisogna sapersi difendere. Tutte le signore che escono sole si portano una bomba nella borsa, al giorno doggi.

LUI - Perch quella bomba? Si aspettava da me della resistenza?

LEI - Perch lei aveva in tasca una pistola?

LUI - Facciamo pace.

LEI - Neanche a pensarci.

LUI - Un armistizio, allora. Lei posa la bomba, io la pistola e parliamo.

LEI - Non facciamo altro da due ore. Non abbiamo pi niente da dirci.

LUI - Abbiamo parlato senza arrivare a una conclusione.

LEI - Nella vita non si arriva mai a una conclusione. Termina la nostra esistenza, ma i nostri discorsi restano sempre inconclusi.

LUI - Abbia pazienza, devo fumarmi una sigaretta. Non sono abituato ad avere tante emozioni, nel corso di una mattinata.

LEI - La sua deve essere una vita monotona.

LUI - Diciamo tranquilla.

LEI - Una vita borghese, senza emozioni e senza ideali. Un appartamento ordinato e modesto i vestiti appesi nellarmadio i pasti regolari le discussioni sullavvenire dei figli le serate davanti al televisore lamplesso matrimoniale il sabato sera

LUI - il venerd.

LEI - Non il sabato?

LUI - Una volta il venerd ci si asteneva dalla carne e il sabato la si festeggiava, non vero? Ormai concilio e settimana corta hanno cambiato le abitudini.

LEI - Senzaccorgersene, lei ha posato la pistola

LUI - E lei ha messo a terra il borsone.

LEI - Ha creduto veramente che volessi denunciarla per i suoi discorsi sovversivi?

LUI - No?

LEI - No.

LUI - E nemmeno aspetta la famosa telefonata?

LEI - E se le dicessi che laspettavo veramente?

LUI - Come potrei crederle? Si affacci alla finestra, guardi nella strada c il traffico di sempre macchine autobus gente che passeggia che compra il giornale che porta a spasso il cane massaie che tornano dalla spesa Tutto normale.

LEI - E con questo?

LUI - Se stesse succedendo un colpo di stato, la gente se ne starebbe tappata in casa

LEI - Al giorno doggi la rivoluzione succede anche senza sparare

LUI - Ma una rivoluzione il popolo che la fa

LEI - Il popolo non centra. Al giorno doggi non succedono pi rivoluzioni di massa. Almeno da noi. Le rivoluzioni si decidono a tavolino.

LUI - Ma il popolo?

LEI - Il popolo avr il suo ruolo dopo, quando verr chiamato a festeggiare. Come per una vittoria militare. Ha mai visto festeggiarla prima? La si festeggia dopo. Si seppelliscono i morti, che sono sempre gente del popolo, e si invita il popolo a festeggiare la nuova era che cominciata. E, poi, come le ho spiegato, oggi, da noi le cose avvengono pacificamente. Tuttal pi le vendette e le ritorsioni avvengono a cose fatte. Basta occupare il palazzo presidenziale gli studi televisivi gli altri punti chiave del paese e voil, il giuoco fatto.

LUI - in nome del popolo.

LEI - Basta mettersi daccordo prima con lesercito.

LUI - E questo non credo sia facile

LEI - Non coi soldati, uno per uno. I soldati non contano. Fanno parte del popolo.

LUI - Basta avere lappoggio di qualche generale.

LEI - Certo, i generali danno ordini e i soldati ubbidiscono. E se non lo fanno, si fucilano. Per il supremo bene del paese.

LUI - Per il supremo bene del paese.

LEI - Cosha? Mi sembra deluso.

LUI - Non dovrei dirlo, ma per un attimo avevo sperato Speravo che qualcosa nel nostro paese stesse per cambiare

LEI - Invece, niente cambia, purtroppo. Non cambia mai niente. Il potere, continuer ad esercitarlo chi lo ha sempre avuto.

LUI - Ma lei ha registrato veramente i nostri discorsi?

LEI - No!

LUI - E quel registratore?

LEI - Non un registratore, ma una scatola di biscotti. Ne vuole uno?

LUI - E nel borsone non cera una bomba

LEI - No. E la sua non una vera pistola.

LUI - Come lo sa?

LEI - Lavevo capito fin dal primo momento.

LUI - E perch non me lo ha detto?

LEI - Rispetto sempre le regole del giuoco. Dove ha trovato quella pistola?

LUI - un giocattolo che ho comprato per i bambini.

LEI - Li abitua alle armi?

LUI - Viviamo in un mondo difficile. Bisogna conformaci a quello che succede e prepararci a tutto.

LEI - Non le piace il mondo in cui viviamo, vero?

LUI - No.

LEI - Per paura, tutti abbiamo paura. Io, lei, tutti quanti Abbiamo cos paura che basta a sconvolgere persino una signora come me, soltanto perch entra in un ufficio a ventilare oscure minacce ed imprecisate speranze di una vita nuova.

LUI - Che venuta a fare qui?

LEI - Avevo le scarpe strette e male ai piedi.

LUI - Almeno questo vero?

LEI - S.

LUI - Perch si accanita cos contro di me? Per poco non mi ha procurato un infarto

LEI - Tutto questo le serve per allenamento

LUI - Non capisco.

LEI - Per il giorno in cui succeder qualcosa.

LUI - Pensa che questo giorno verr?

LEI - Finch c vita, c speranza. A volte si pensa di essere arrivati al limite e che peggio di cos non ci possa andare Poi, succede sempre qualcosa che ci convince che il peggio pu ancora venire. Per questo io mi sono messa a sognare

LUI - Sognare che cosa? Che il mondo possa cambiare? Che venga spazzato via il marcio che sparisca la corruzione che si risani questo mondo corrotto che va in rovina? Non facile, quella gente, dura a morire.

LEI - Proprio per questo sogno. E con la speranza che tutto possa cambiare giuoco.

LUI - E come?

LEI - Cos, come ho giocato con lei.

LUI - Ah, non la prima volta?!?

LEI - Cosaltro potrei fare nelle mie ore vuote?

LUI - Ci sono tante cose da fare

LEI - Una volta avevo un bel gatto. Un gattone dal muso rotondo, di un bel grigio tigrato

LUI - Se ne prenda un altro. Il mondo pieno di gatti.

LEI - I gatti campano quattordici, quindici anni. Poi muoiono.

LUI - Anche noi moriamo

LEI - Lo so. E prima del gatto, potrei anche morire io. E chi si occuperebbe allora del gatto?

LUI - Meglio riempire le ore vuote spaventando i funzionari

LEI - Spaventarli per farli riflettere pensare A fin di bene. E lassicuro che ognuno ha una reazione diversa.

LUI - Veramente?

LEI - Ma, alla fine, capiscono e finiscono per rendersi conto della realt.

LUI - Come ho fatto io.

LEI - Esatto. Proprio cos.

LUI - Lei aveva un gatto. Questo vuol dire che sola

LEI - Soli lo siamo tutti, in questo dannato mondo.

LUI - E non, poi, che con un gatto si risolva il problema della solitudine.

LEI - Il mondo cos com per colpa nostra, della nostra paura. E della mancanza damore.

LUI - Sono daccordo con lei.

LEI - Ha visto che alla fine ci si trova daccordo?

LUI - Succede sempre cos?

LEI - Sempre. O quasi sempre. Il telefono

LUI - Cosa centra il telefono?

LEI - Non ha fatto caso che non ci ha mai interrotto?

LUI - Gi, vero.

LEI - Avevo staccato le spine. Le riattacchi.

LUI - Lei ha pensato a tutto. (riattacca le spine)

LEI - Adesso me ne vado sul serio. Grazie dellospitalit, della cortesia e dellattenzione.

LUI - Simmagini. Arrivederla.

LEI - Continui a sperare. La speranza non costa niente. (si avvia per uscire. Un colpo di cannone)

LUI - Signora, ha sentito? Il cannone. Un colpo di cannone. Forse ci siamo forse succede qualcosa che

LEI - Non si illuda. il cannone di mezzogiorno che ha sparato. Arrivederla.

LUI - Arrivederla. (i telefoni cominciano a suonare)

FINE

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