La spada nella roccia

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La Spada nella Roccia

La Spada nella Roccia


Introduzione

1

 


Si narra che un dì l’Inghilterra fiorì di audaci cavalier. Il buon re morì senza erede e così agognaron tutti al poter. Soltanto un prodigio poter salvar il regno da guerre e distruzion. Una spada nella roccia che un bel dì laggiù comparì. E sotto l’elsa in lettere d’oro erano scritte queste parole: “Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto Re d’Inghilterra”. Sebbene molti avessero provato con tutte le loro forze, nessuno era riuscito ad estrarre la spada e neppure a smuoverla così il miracolo non era avvenuto e l’Inghilterra era ancora senza un re e con il passare degli anni la spada prodigiosa fu dimenticata. Erano tempi oscuri, senza legge ne ordine; gli uomini vivevano nel terrore l’uno dell’altro poiché il più forte opprimeva il più debole.


2

 
Scena 1

Merlino.  Dunque vediamo…dovrebbe arrivare qui fra diciamo mezzora.

Anacleto.  Chi, chi? Mi piacerebbe saperlo, chi?

Merlino.  Te l’ho detto, Anacleto, non ne sono sicuro, ma deve arrivare qualcuno, una persona molto importante

Anacleto.  Barbagianate

Merlino.  Lo vedrai, Anacleto, lo vedrai.  E sarà un bambino, un ragazzo di 11-12 anni. Un tipetto tutt’ossa…

Anacleto.  E dove pensi che sia in questo momento?

Merlino.  Non tiro ad indovinare, Anacleto, io so dov’è! Anacleto.  Meno di un miglio da qui, dove comincia la foresta. È in orario perfetto, se tutto va bene.

Caio.  Buono, Semola

Semola.  Faccio del mio meglio

Caio.  Nessuno ti ha chiesto di venire, tanto per cominciare

Semola. Non mi muovo neppure

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Caio.       Zitto, oh ci siamo… che magnifico bersaglio…gliela pianto nel gargarozzo

Semola. Oh, aiuto

Caio.       Piccolo stupido guastafeste

Semola. Oh Caio, per favore scusami, non l’ho fatto apposta, ti prego

Caio.       Se riesco…se riesco a metterti le mani addosso ti torco quel collo striminzito, parola mia

Semola. Vado a riprenderti la freccia, sono sicuro di trovarla

Caio.       Non dirmi che andrai la dentro eh, non lo sai che è pieno di lupi?

Semola. Non ho paura

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Caio. La pelle è la tua, va pure, va

Semola si inoltra nel bosco ed il lupo lo segue

Semola. Oh eccola, eccola la …. Aiuto, aiuto…

Merlino.  E così sei venuto per il te, finalmente…sei un po’ in ritardo lo sai?

Semola. In ritardo?

Merlino.  Si…Dunque, io mi chiamo Merlino. Su parla figliolo, tu chi sei?

Semola. Io mi chiamo Artù, ma tutti mi chiamano Semola. … Oh che bel gufo impagliato..

Anacleto.  Impagliato? Bada a come parli!

Semola. Ma è  vivo, e parla

Anacleto.  eh eh eh, e sicuramente molto meglio di te

Merlino.  Oh andiamo Anacleto, sii carino, adesso vieni fuori, voglio presentarti Semola, vedi devi perdonarlo, è soltanto un ragazzo.

Anacleto.  Ragazzo? Ah ah! Non vedo nessun ragazzo.

Semola. Mi dispiace di avergli…

Merlino.  Non fa nulla. Lui è un po’ permaloso

Anacleto.  Permaloso? Chi? Cosa?

Semola. Come sapevate che io sarei…?

Merlino.  Che tu saresti piombato qui? Vedi, io sono un mago, un veggente, un pronosticatore. Io ho il potere di vedere nel futuro, secoli e secoli nel futuro. Io ci sono perfino stato, ragazzo.

Semola. Oh, ma allora potete vedere tutto prima ancora che accada?

Merlino.  Si.. tutto quanto!

Anacleto.  Cala cala Merlino

Merlino.  Non proprio tutto. Ammetto che non sapevo chi sarebbe venuto per il te, ma come puoi vedere ho indovinato il luogo esatto

Semola. Siete molto in gamba signore

Merlino.  Ma non chiamarmi signore. Chiamami Merlino e dammi del tu. Dunque .. hai una certa quale istruzione?

Semola. Si, mi insegnano a fare lo scudiero. Sto imparando le regole del combattimento, scherma, dei tornei e dell’equitazione

Merlino.  Oh si, molto bene. Questo è…questo è… no, no, no, io intendevo una vera istruzione, matematica, storia, biologia, scienze naturali, geografia, latino, francese… vedi ragazzo, tu non puoi crescere senza una decente istruzione, quindi io sarò il tuo precettore

Semola. Ma io devo tornare al castello, hanno bisogno di me in cucina

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Merlino.  In questo caso molto bene. Facciamo le valigie e mettiamoci in cammino. Sta a vedere, questo ti piacerà. Igidus igidus sabracazè, prestate attenzione tutti a me


Scena 2

6

 
Sir Ettore.  Che il diavolo lo porti. Come si fa ad essere così stupidi da addentrarsi da soli in quella infernale foresta? E tu perché ce l’hai lasciato andare?

Caio.       Senti papà, non sono mica il suo tutore!

Sir Ettore.  Beh dannazione, io si, dopotutto io l’ho preso con me, l’ho adottato se così si può dire. E come padre adottivo ne sono responsabile. …. Sta a sentire tu, come ti salta in mente di andartene a zonzo per la foresta facendo venire i capelli bianchi a tutti?

Semola. Chiedo scusa signore.

Sir Ettore.  Le scuse non bastano. Avrai 4 note cattive, 4 ore in più di lavoro in cucina, presentati alla cuoca.

Semola. Ma signore, prima vorrei…

Sir Ettore.  Va di corsa, marsh, marsh …. Ci vuole un’organizzazione perfetta per mandare avanti una grande casa. Occorrono regole di ferro, specialmente con i ragazzini

Anacleto. Sono pienamente d’accordo!!

Sir Ettore.  E tu chi sei, poi? Ehm volevo dire tu…

Merlino.  Io mi chiamo Merlino, e questo è Anacleto, un gufo altamente istruito

Sir Ettore.  Ah, ah un gufo istruito, ah, ah … questa è buona… lo so…lo tieni sotto un incantesimo, Martino, tu sei un mago, vero?

Merlino.  Il nome è Merlino, ed effettivamente sono il mago più potente del mondo!

Sir Ettore. Oh, non esageriamo, perbaccolina

Merlino.  Bene, ve lo dimostrerò. Igidus igidus igidus mi, vento e neve correte qui

Sir Ettore.  Che diavolo stai combinando?

Merlino.  Diciamo che ho improvvisato una bella tormenta

Sir Ettore.  Io spero però, Martino, che tu non ti diletti anche di magia nera..

Merlino.  Oh no no no, non la tratto quella roba, no. La mia magia ha scopi principalmente educativi, ed è per questo che sono qui. Sono venuto per educare Semola.

Sir Ettore.  Ehh, toglitelo dalla testa. Mando io che avanti la casa, e se tu credi di poter interferire con i miei orari rimetti in valigia i tuoi trucchi e vattene …. Oh, Caio, se n’è andato!

Caio.       Era ora

Merlino.  Me ne sono andato eppure non me ne sono andato. Così se me ne vado non potrete mai essere sicuri che me ne sia andato davvero, non è così???

7

 
Sir Ettore.  Bene, devo dir che me l’hai proprio fatta, Martino. Eh già, hai vinto, benvenuto tra noi, se vuoi restare. In questo periodo di congiuntura non possiamo offrirti che vitto ed alloggio, tempi duri, lo sai Martino. Ti metteremo nella torre di Nord Ovest, nella stanza degli ospiti. Ci sono un po’ di spifferi d’inverno, ma con questo caldo soffocante è la migliore stanza della casa. Fa come fossi a casa tua, Martino

Sir Ettore Chi va la?

Pilade.  Pilade, sono sir Pilade. Porto grandi notizie da Londra, sensazionali

Sir Ettore.  Pilade, Pilade benvenuto vecchio mio. Che si dice, che si dice a Londra

Pilade.  Grandi notizie, Ettore, grandissime notizie

Sir Ettore.  Siediti amico mio, e racconta tutto.

Pilade.  Ci sarà un grande torneo il giorno di capodanno

Sir Ettore.  ohh, ma non è una novità. Lo fanno sempre!

Pilade.  Si ma, Ettore, Ettore, non hai sentito la parte più interessante. … Il vincitore di questo torneo salirà sul trono!

Sir Ettore.  Vuoi dire che sarà Re di tutta l’Inghilterra?

Pilade.  Re di tutta l’Inghilterra!!

Sir Ettore.  Caio, hai sentito?

Caio.       Un discoletto premiuzzo

Sir Ettore.  Aah, e tu puoi vincerlo se ti metti di buzzo buono ad allenarti. Ti faremo investire cavaliere a Natale e poi via a Londra, cosa ne dici?

Caio.       Certo perché no, perché no?

Sir Ettore.  Semola, ti piacerebbe andare a Londra?

Semola. Oh Sir Ettore dite davvero?

Sir Ettore.  Se farai bene il tuo dovere potrai fare da scudiero a Caio

Semola. Oh signore, lo farò, lo farò…

Caio.       Io non voglio Semola come mio scudiero

Sir Ettore.  Ed ora brindiamo a Londra, a Caio ed alla quercia azzurra del mio guidone. Urrà, urrà

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Scena 3

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Sir Ettore.  Caricaa, in avanti il peso, protenditi di più, saldo ragazzo, saldo con la lancia, tienila ben stretta, colpisci, colpisci…. Nooooo

Pilade.  Non è solo una questione di muscoli, figliolo. Giostrare è un’arte raffinata, è una scienza altamente sviluppata

Merlino.  Ah ah ah, scienza la chiama. Un fantoccio che cerca di buttar giù un altro fantoccio con la punta di un bastone

Anacleto. E Semola ne va pazzo, come tutti gli altri

Merlino.  Lo credo bene, questo ragazzo è uno spiritaccio, si butta anima e corpo in ogni cosa che fa. E queste doti sono preziose, una volta avviato nella direzione giusta

Anacleto. Eh, eh,  allora aspetti un pezzo…

Merlino.  Ma io ho intenzione di barare, di usare la magia fino all’ultimo trucco, se necessario
Bene, dopo essere diventato scudiero, in seguito diventerai cavaliere, suppongo?

Semola. Ah, darei qualunque cosa per cavalcare un bianco destriero e uccidere draghi, grifoni e giganti mangiatori di uomini. Ma io sono un orfano ed un cavaliere deve essere di nobili origini. Io spero solo di essere degno di far da scudiero a Caio, anche quello è un compito importante, sai?

Merlino.  Ah, si certo. Beh…

Sir Ettore.  Semola, Semola…

Semola. Vengo, vengo

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Sir Ettore.  Dove sei stato? Sei in ritardo, avrai 3 note cattive, ed ora fila in cucina

Semola. Ah sei tu Merlino

Merlino.  Ah si figliolo, si. Ehm… hai mai pensato di poter essere uno scoiattolo?

Semola. No, non l’ho mai pensato

Merlino.  Ecco, quella è un’altra piccola creatura che ha degli enormi problemi. Come abbia potuto sopravvivere attraverso i tempi è uno dei più grandi misteri della natura. La sua vita è difficile, pericolosissima, ti piacerebbe provare?

Semola. No, meglio di no

Merlino.  Capisco, forse è troppo rischioso per te, vero?

Semola. No, non è questo. È che ho avuto 3 note cattive ed ho tanto lavoro da sbrigare

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Merlino.  Che pasticcio, che guazzabuglio medievale. Dovremo modernizzare tutto con un sistema a catena di montaggio.             Non sapranno nemmeno chi è stato, vieni andiamo via.
Piano, adagio. Ti avevo detto di guardare bene dove metti i piedi. Ricordati della forza di gravità.

Semola. Merlino, come facciamo a passare?

Merlino.  Suppongo che sarà meglio cercare di girare al largo

Semola. Via, via, qui c’è spazio per tutti.

Merlino.  Beh, io suppongo che lei non voglia essere girata al largo. Questa è una scoiattolina, e di pelo rosso per giunta

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Semola. Ma perché fa così?

Merlino.  Ma perché le piaci! Anche questo fa parte della natura, ma non c’è tempo per spiegartelo. È meglio che io resti al di fuori di tutto questo.

Semola. Certo. Ed anch’io. Merlino, Merlino

Merlino.  Devi farlo da solo. Neanche la magia può risolvere questo problema

Semola. Ascolta, io io non sono un ragazzo, voglio dire non sono uno scoiattolo. Sono un ragazzo, un ragazzo uomo, capisci? Lasciami in pace. Merlino, che devo fare, non vuole lasciarmi

Merlino.  Temo che tu sia nei guai figliolo. Quando una scoiattolina si sceglie un compagno, è per la vita

Semola. Ma domani non sarò più scoiattolo

Merlino.  Ma lei non lo sa. Lei sa solo un semplice fatto: che tu sei un lui e lei è una lei. È un fenomeno naturale

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Semola. Fenomeno? E quale? Musica

Merlino.  Oh si si si signora signora signora. Vede io non sono una ragazzo, voglio dire, non sono uno scoiattolo sono un ragazzo, voglio dire uh oh … soffro il solletico…no…sono un vecchio, un essere umano…capisce   … al diavolo, al diavolo … vattene su…che impudenza…è il colmo….va alla malora

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Semola. Merlino, sono stanco di essere uno scoiattolo. Non ci sono alto che guai!

Merlino.  Tu nei guai? Guarda me, guarda la dietro

Semola. Aiuto, Merlino, aiuto

Merlino.  Per giove, ne ho abbastanza di queste baggianate. Alacazan. Ecco, lo vedi adesso. Sono un brutto, orribile vecchio bilioso. Bu bu bu ...

Semola. Ecco, adesso ci credi? Non sono uno scoiattolo, sono un ragazzo. Ho cercato di dirtelo, sono un ragazzo, un essere umano. Se solo tu potessi capire

Merlino.  Vedi, giovanotto, questa faccenda dell’amore è una cosa potentissima

Semola.  Più forte della gravità?

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Merlino.  Beh… si … in un certo senso io direi che è la forza più grande sulla terra


Scena 4

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Cuoca     Ettore, Sir Ettore… la cucina

Sir Ettore.  Tieni duro figlio, picchia sodo… dunque parla, che cos’è tutto questo baccano

Cuoca     La cucina, è sotto una maledizione… è stregata

Sir Ettore.  Noo, scommetto che è stato quel vecchio caprone di Martino. Vieni figliolo, lo sapevo che ci avrebbe messo nei guai. … Oh poffarbacco, magia nera della peggiore specie. Vieni Caio, all’attacco

Cuoca     Che il cielo ci protegga

Merlino. Ma che succede qui?

Semola. Per dindirindina

Merlino. Alacazan

Sir Ettore.  Ah sei qui vecchio caprone ehhh. Che ti è saltato in mente di seminare le tue stregonerie in tutto il castello? Ebbene, che hai da dire a tua discolpa?

Merlino. Lavare i piatti e pulire i pavimenti tu lo chiami stregoneria?

Sir Ettore.  Sono io che decido quello che è giusto o sbagliato e poi questo è il lavoro di Semola, uno dei suoi doveri. Ascolta ragazzo, se vuoi fare quel viaggio a Londra è meglio che righi dritto

Cuoca     Vecchio caprone, se ti ripesco ancora nella mia cucina io ti …

Merlino.  Signora, non ci conti

Caio.       Dobbiamo cacciare quel vecchiaccio dal castello

Sir Ettore.  Ohh no, no, no, Caio, potrebbe scagliare un maleficio su tutti noi e tramutarci in sasso… Shh non si sa mai cosa può fare quel vecchio demonio

Semola. Non è un vecchio demonio. È… è buono e anche la sua magia è buona. Se solo lo lasciaste in pace

Sir Ettore.  Ah si? Ebbene avrai altre 3 note cattive

Caio. Gonfiagli le orecchie papà

Semola. Perché non capite certe cose non significa che siano sbagliate

Sir Ettore.  Altre 10 note cattive

Semola.  Fate voi tutte le leggi e nessuno può dire nulla

Sir Ettore.  Hai detto anche troppo, con la tua impertinenza ti sei rovinato. Caio, d’ora in poi il tuo scudiero sarà Polidoro. Hai sentito, Semola? Polidoro gli farà da scudiero

Semola. Si signore

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Caio.       Così imparerai a ribellarti, piccolo moccioso

Merlino.  Mi spiace, ragazzo. Mi spiace di aver rovinato tutto. So che quel viaggio a Londra significava molto per te.

Semola. Oh, non è colpa tua. Non avrei dovuto rispondere male, adesso sono proprio sistemato.

Merlino.  Oh no, sei in una magnifica posizione. Non puoi scendere più in basso di così. Puoi soltanto salire

Semola. Vorrei sapere come

Merlino.  Anacleto… hai visto quel modello di macchina volante?

Anacleto. Non voglio aver niente a che fare con i tuoi pastrocchi futuristici, lo sai!

Semola. Che è quella cosa laggiù?

Merlino.  Oh si, naturalmente, eccolo qua

Semola. Vuoi dire che l’uomo volerà un giorno?

Anacleto. Se l’uomo fosse stato creato per volare sarebbe nato con le ali.

Merlino.  Sto per dimostrare il contrario, Anacleto, se ti degnerai di osservare. Eccolo che parte. Oh no no no no

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Anacleto. L’uomo volerà eccome. Come un pezzo di piombo. Risata

Merlino.  Un giorno l’uomo volerà. Io ci sono stato

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Semola. Ho sempre sognato di volare. È il mio sogno preferito.             Ohh sono un uccello, un uccello.

Merlino.  Piano ragazzo, non così in fretta, è meglio che io ti spieghi prima la meccanica dell’ala. Queste penne lunghe si chiamano primarie.

Anacleto. Si può sapere da quando in qua sai tutto sulle ali degli uccelli?

Merlino.  Ho fatto studi approfonditi sull’argomento

Anacleto. Bene, si da il caso che io sia un uccello

Merlino.  Va bene signor saputone, l’allievo è tuo!

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Anacleto. Il miglior modo per imparare è la pratica. E visto che siamo piuttosto in alto, cominceremo con una planata. Apri le ali, sventola la coda, 1 2 3 ed ora viaaa
Semola,Semola, un falco, un falco, attento ragazzo, guarda giù. Semola.

Semola. Anacleto, aiuto


Scena 5

22

 
Maga Magò.  Sembra che qualcuno stia male, che bellezza, spero che sia una cosa grave, qualcosa di tragico. Ohh peste e corna, non è che uno sparuto passerotto… tutto pieno di fuliggine

Semola. Io, io non sono un vero passero, sono un ragazzo

Maga Magò.  Un ragazzo?

Semola. Merlino mi ha cambiato con la su magia. È il più potente mago del mondo

Maga Magò.  Merlino…ah ah…Merlino… il più potente pasticcione del mondo, ragazzo. Ho più magia io nel mio dito mignolo… Non dirmi che non hai mai sentito parlare della meravigliosa Maga Magò!

Semola. Beh no, non mi pare

Anacleto. Maga Magò? Santo cielo, santo cielo…

Maga Magò.  Ma come? Sono la più grande, la più formidabile… se con un ditin io tocco un fior ….si spampana e muore. Solo il demonio uguagliare mi può

Semola. Oh ma è terribile

Maga Magò.  Grazie piccino, ma quello è niente, niente per me. Io son la magnifica, splendida Maga Magò. Senti, lo sai che posso rendermi anche più brutta?

Semola. Ohh questo lo trovo quasi impossibile… ehm… voglio dire che..

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Maga Magò.  Scommettiamo? Visto? Ho vinto, ho vinto. Non sono orribile, perfettamente ributtante? Ma non hai ancora visto nulla, guarda. Musica

Semola. Beh, la magia di merlino è sempre… beh è utile per qualcosa di buono.

Maga Magò.  E lui vedrebbe qualcosa di buono in te?

Semola. Beh, suppongo di si

Maga Magò.  Beh, secondo le mie teorie ciò è male. Perciò, ragazzo mio, penso proprio che dovrò distruggerti

Semola. Distruggermi?

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Maga Magò.  Si, ma ti darò sportivamente una possibilità di salvezza. Io vado pazza per i giochi sai? Comincia a correre ragazzo, devi essere molto svelto in questo gioco.                     Ho vinto, ho vinto, il giochetto è finito

Merlino.  Magò, Magò che cosa stai combinando?

Maga Magò.  Oh bene Merlino, sei arrivato a tempo, stavamo facendo un giochetto

Semola. Si, voleva distruggermi

Maga Magò.  E con ciò, che cosa vuoi fare, vuoi batterti? Vuoi un duello di magia?

Merlino.  Come volete, madama.

Maga Magò.  Ebbene, esci fuori allora

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Merlino.  Dopo di voi, madama

Anacleto. Che che succede ragazzo, che stanno facendo?

Semola. Fanno un duello di magia. Che cosa significa?

Anacleto.  è una battaglia di cervelli. I contendenti si tramutano in cose diverse e cercano di distruggersi a vicenda. Sta a vedere ragazzo, te ne farai un idea

Maga Magò.  Ora, se non ti dispiace, per prima cosa detterò io le regole

Anacleto. Regole un corno…ah ah… vuole regole per il piacere di infrangerle

Maga Magò.  Mi occuperò di te più tardi, vecchio barbagianni. Regola 1, niente minerali o vegetali, solo animali. Regola 2 non cose immaginarie come …draghi verdi e robe simili. Regola 3…non scomparire

Merlino.  Regola 4 non barare

Maga Magò.  Va bene, va bene… ora conta 10 passi 1-2-3-4-5-6

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Semola. Merlino, è scomparsa

Merlino.  Ehh, ehi Magò hai stabilito tu le regole

Merlino.  Suvvia, Magò, avevi detto niente draghi

Maga Magò.  Avevo detto niente draghi viola? L’ho detto? Ho vinto, ho vinto

Semola. Oh quell’orribile vecchia strega, le caverò gli occhi

Anacleto. No, no…

Semola. Ohhh è sparito

Anacleto. Scomparso

Merlino.  Ma no, non sono sparito, sono soltanto molto piccolo, un germe di un malattia molto rara. Il mio nome è maladicteroperosis e tu mi hai preso, Magò

Maga Magò.  Che cosa?

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Merlino.  Prima ti coprirai di macchie rosse…          .seguite da vampe di calore e da brividi di freddo, poi da violenti starnuti

Maga Magò.  Brutta vecchia subdola canaglia

Merlino.  Ohh non è niente di grave Magò, starai meglio tra qualche settimana e sarai più bella…oh…volevo dire più brutta di prima. Comunque ti consiglio molto riposo e molto, molto sole

Maga Magò.  Io odio il sole. Detesto quegli orribili salubri raggi solari. Li odio li odio odio odio

Semola. Sei stato davvero grande Merlino, ma potevi restare ucciso

Merlino.  Ne valeva la pena, ragazzo, se ne hai tratto qualche insegnamento

Semola. Il sapere e la saggezza sono la vera forza

28

 

Scena 6

29

 
Sir Ettore.  Alla vittoria di mio figlio Caio a Londra.

Caio. Sir Caio, mi hanno fatto cavaliere

Sir Ettore.  Ohh certo, figliolo, certo. A Sir Caio e chissà… al futuro re di tutta l’Inghilterra

Pilade.  Caio re? Che idea agghiacciante

Cuoca     Sir Ettore, Sir Ettore, Polidoro si è preso gli orecchioni, ha la faccia gonfia come un rospo

Sir Ettore.  Allora Caio avrà bisogno di un altro scudiero. Semola, tocca a te.

Semola. Mi tocca cosa, signore?

Sir Ettore.  Far da scudiero. Andrai a Londra, ragazzo

30

 
Semola. Ohh Sir Ettore che cosa…ohhh
Merlino, Anacleto, Merlino…Merlino guarda, sono uno scudiero

Anacleto. Molto carino ragazzo.

Merlino.  Ah davvero, una bella mascherata per lustrare stivali

Semola. Ma tutti gli scudieri sono vestiti così.

Merlino.  Ed io che pensavo che tu volessi essere qualcuno. Che tu avessi un briciolo di cervello. Che grande avvenire, far da spalla a quel bietolone di Caio. Congratulazioni ragazzo.

31

 
Semola. Ma che cosa vorresti che fossi? Non sono nessuno io. Tu, tu non sai che cosa avverrà oggi. Io sono fortunato a fare da scudiero a Caio

Merlino.  Uhh… di tutte le idiozie che ho sentito… Honululu arrivo

Semola. Ma dove è andato?

Anacleto. A Honululu, suppongo

Semola.  E dove sarebbe?

Anacleto. In un’isola lontana. Un posto che non è stato ancora scoperto

Semola. Ma… tornerà mai indietro?

32

 
Anacleto. Chi lo sa, chi ne sa niente.. Sipario

33

 
Presentatore. Per la corona d’Inghilterra si dia inizio al torneo

Sir Ettore.  Caio, ora è la volta delle spade.

Semola. Spade? Spade? Ohh no. Caio, Caio

Caio. Che cè?

Semola. Ho dimenticato la tua spada

Caio.       Dimenticato la mia spada?!

34

 
Semola. L’ho lasciata alla locanda.

Caio.       Brutto piccolo mentecatto… farai meglio a trovarla o non azzardarti a tornare indietro

Anacleto. Guarda ragazzo, guarda. La, vicino alla chiesa

Semola. Una spada, oh Anacleto, una spada

35

 
Anacleto. Temo che non sarà facile tirarla fuori. Attento ragazzo…          meglio che la lasci dov’è

Semola. Ma Caio deve avere una spada

Sir Ettore.  Il prossimo sei tu figliolo, comincia a prepararti

Semola. Caio, Caio eccoti la spada

Caio.       Ma non è la mia!

Sir Ettore.  Aspetta, Caio, un momento… chiunque estrarrà questa spada ….. ohh ma è la spada nella roccia

Cavaliere. La spada nella roccia? Non è possibile.

Sir Ettore.  Ma guardate, è lei

Pilade.  È una cosa prodigiosa

Cavaliere. Fermi tutti, qualcuno ha estratto la spada dalla roccia

Sir Ettore.  Dove l’hai presa, Semola?

Semola. Io… io l’ho tirata fuori da un incudine che stava su una roccia vicino alla chiesa

Risate

Sir Ettore.  Vuoi farti gioco di noi? Su, di la verità.

Semola. È proprio così, signore

Sir Ettore.  Provacelo, torniamo insieme alla roccia. Ecco qui ragazzo, facci vedere il miracolo

Caio.       Ehi un momento, chiunque può riuscirci una volta che è stata tirata fuori…uhmmm

Sir Ettore.  Prova Caio, metticela tutta, con tutta la tua forza

Cavalieri. Fate provare anche me….io…io….io…

Cavaliere.  Fermi, questo non è giusto.

Pilade.  Io propongo di far provare il ragazzo

36

 
Cavaliere.  E’ quel che dico anch’io. Facciamolo provare. Su, ragazzo

Cavaliere. Ce l’ha fatta. Questo è un miracolo voluto dal cielo. Questo fanciullo è il nostro re. Come si chiama il ragazzo?

Sir Ettore.  Semola…. Ehmm… no, voglio dire Artù

Cavaliere. Viva re Artù…..Tutti Viva re Artù

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Anacleto. Non posso crederci

Sir Ettore.  Perdonami figliolo, Caio, inchinati davanti al tuo re

Così finalmente in quell’era lontana il prodigio si avverò. Era il primo giorno dell’anno e da quel giorno ebbe inizio il glorioso regno di re Artù

Semola.  Non posso fare il re Anacleto, io non so nulla di come si governa un paese

Anacleto. Te l’avevo detto di lasciare quell’arnese nella roccia ragazzo

Semola.  Io fuggirò.

Tutti Viva re Artù

Anacleto. Meglio la porta laterale

Tutti Viva re Artù

Anacleto. un’altra porta laggiù, vieni, vieni

Tutti Viva re Artù

Anacleto. Pare che siamo circondati, ragazzo

38

 
Semola. Ohh Anacleto, come vorrei che Merlino fosse qui. Merlino….              Merlino. Oh Merlino, sei tornato da Honu..

Merlino.  Honululu? Si, da Honululu e  dal ventesimo secolo. E credimi, sta bene dove sta! Un bel guazzabuglio moderno

Semola.  Sono in un tremendo pasticcio

Anacleto. Ha estratto la spada dalla roccia

Merlino.  Ah ah, ma certo, re Artù ed i cavalieri della tavola rotonda

Semola.  Tavola rotonda?

Merlino.  Perché, la preferisci quadrata forse?

Semola. Oh no, rotonda mi sta bene

Merlino.  Ragazzo mio, tu diventerai leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli e, perché no,  forse faranno anche un film su di te

Semola. Un film? E cos’è?

39

 
Merlino.  È una specie di televisione, ma senza la pubblicità.

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