La sposa di campagna

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LA SPOSA DI CAMPAGNA

di William Wycherley

Personaggi:

HORNER

UN MEDICASTRO

UN RAGAZZO

SIR JASPAR FIDGET

LADY FIDGET

MRS DAINTY FIDGET

HARCOURT

DORILANT

SPARKISH

PINCH­WIFE

MRS MARGERY PINCHWIFE

ALITHEA

LUCY

MRS SQUEAMISH

VECCHIA LADY SQUEAMISH

UN PARROCO

PROLOGO

detto da Mr Hart1

I poeti, come i bulli bastonati, non si arrendono

Dopo la prima o la seconda legnata;

Ma continuano a sfidarvi, e non la smettono

Finché non siete voi a stufarvi di picchiare.

L'ultimo di questi scribacchini così castigati

Benché tremante, mi prega di dire audacemente

Quel che sempre diciamo prima di tante commedie,

Perché i poeti, pavidi, sono i primi a snudare la spada:

In un fiero prologo sfidano la silenziosa platea,

E come Castril,vi danno la smentita prima che abbiate

[aperto bocca.

Ma benché per i nostri Bayesio abbia spesso pugnato, Conquistando loro preziose vittorie con nocche

(sanguinanti,

Né mai ho temuto imprevisti sulla scena,

Pure, nel prologo non oso sfidare i tempi,

Ma chiedo quartiere alle vostre mani pietose,

Anche se lì dietro, Bayes condanna ogni resa,

E dice che voialtri belli spiriti associati non date

[quartiere,

E che pertanto la sua commedia non vi chiederà

[il permesso di sopravvivere.

Ebbene! Che l'avventato bellimbusto con tale

[presunzione

Creda pure di cavarsela presso di voi.

Noi attori però umilmente ci sottomettiamo

Ora e in ogni momento, alla ricolma platea;

Anzi, noi spesso anticipiamo la vostra ira,

E a nome vostro assassiniamo poeti sulla nostra scena.

E non mettiamo sentinelle ai nostri camerini,

Ma quando voi venite a vele spiegate

Con pazienza, vedete, vi cediamo

I nostri poeti, le nostre vergini, le nostre stesse matrone.

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

Entrano HORNER e un MEDICASTRO che Io segue a distanza.

HORNER (a parte) I medicastri sono per i magnaccia quello che le levatrici sono per le ruffiane: gli uni e gli altri non fanno che assecondare, ciascuno a suo modo, la natura. - Ebbene, mio caro dottore, hai fatto quel che ti avevo chiesto?

MEDICASTRO Vi ho rovinato per sempre con le donne. Ho detto a tutta la città che siete ridotto peggio di un eunuco. Ci ho messo tutto l'impegno che avrei dedica­to all'operazione.

HORNER Ma lo hai detto a tutte le levatrici che conosci, alle ragazze che vendono le arance nei teatri, ai mariti borghesi e a tutti i vecchi rimbambiti che mantengono un'amante in questa parte della città? Perché questa ~ la gente più pronta a diffondere la notizia.

MEDICASTRO L'ho riferito a tutte le cameriere, donne di servizio, damigelle particolari e vecchiette di mia co­noscenza. Non solo, ma gliel'ho detto sottovoce, in gran segreto, a loro e ai mormoratori a palazzo reale. Ragion per cui non dubitate che dilagherà, e voi diven­terete agli occhi delle belle fanciulle non meno odioso del...

HORNER Del vaiolo. Bene...

MEDICASTRO E a quelli delle donne maritate di questa parte della città, della...

HORNER Della sifilide. Anzi, dei loro mariti.

MEDICASTRO E a quelli delle gentildonne, di Robin Se­me d'Anice, di sconcia e spregevole memoria,[1] e spaventeranno i bambini col vostro nome, soprattutto le femminucce.

HORNER Dicendogli: "Ora viene HORNER e ti porta via". La mia sola paura è che non ci credano. Glielo hai det­to che sono stati un infortunio anglofrancese più un chirurgo anglofrancese,[2]a darmi al tempo stesso non solo una cura, ma anche un antidoto contro quella maledetta malattia, e quell'ancor peggiore alterazione, cioè l'amore, e tutti gli altri mali legati alle donne?

MEDICASTRO Il vostro recente viaggio in Francia lo ha reso ancora più credibile, e il fatto che una volta tor­nato abbiate atteso due settimane prima di presentarvi in pubblico fa pensare che sentiate la vergogna; e per la verità mi meraviglio che così non sia. In passato dei giovani galanti mi hanno ingaggiato per propalare sul loro conto voci del tenore opposto. Voi siete il primo che vuol farsi la fama di uomo inadatto per le donne.

HORNER Caro signor dottore, lascia che i vanesi si con­tentino di essere solo considerati più in gamba di quanto siano; in genere il loro piacere comincia e fini­sce qui. Ma il mio piacere è di tipo diverso.

MEDICASTRO Per me il vostro atteggiamento in materia è assurdo e ridicolo. Sarebbe come se noialtri operato­ri nella scienza medica appendessimo manifesti per de­nigrare i nostri rimedi, sperando così di attirare clienti.

HORNER Dottore, anche in amore come nella scienza medica ci sono medicastri cui tutte le loro vanterie non procurano che pochi pazienti, e dei peggiori. Di rado il

buon nome si ottiene dandoselo da soli, e le donne co­me l'onore non si lasciano conquistare dalle spaccona­te. Dammi retta, dottore: l'avvocato più saggio non ri­vela i punti forti della sua difesa fino al processo; l'uo­mo più facoltoso cela le sue ricchezze, e il giocatore astuto, la sua mano. Il geloso che mantiene una moglie o un'amica è come un baro inveterato, per incantarlo ci vuole un trucco nuovo e inedito: è gente con cui la falsa amicizia non attacca più dei dati truccati, almeno in questa città.

Entra il RAGAZZO.

RAGAZZO  Stanno salendo due dame con un gentiluomo. Esce.

HORNER Peste! Le sorelle incredule di qualche mia vec­chia conoscenza, temo, che sperano di controllare la falsità della notizia. Ma no... questo pomposo imbe­cille con le sue donne!

Entrano SIR JASPAR FIDGET, LADY FIDGET e MRS DAINTY FIDGET.

MEDICASTRO Sua moglie e sua sorella.

SIR JASPAR Considero l'avaria capitata al mio cocchio or ora davanti al vostro portone, signore, come un tempestivo rimprovero, signore, per non avervi ancora baciato le mani, signore, in seguito al vostro ritorno dalla Francia, signore; e questa è mia moglie, e questa mia sorella, signore.

HORNER E con ciò, signore?

SIR JASPAR La mia signora e mia sorella, signore. - Moglie, questo è Mastro Horner.

LADY FIDGET Mastro Horner, marito!

SIR JASPAR La mia signora, Lady Fidget, signore.

HORNER Ebbene, signore?

SIR JASPAR Non volete fare la sua conoscenza, signore? (A parte) Dunque le voci sono vere, lo vedo dalla sua

freddezza o avversione verso l'altro sesso; ma voglio far finta di niente con lui. - Vi prego, salutate mia mo­glie, signore.

HORNER Non voglio baciare la moglie di nessuno, si­gnore, al posto del marito, signore. Ho già preso un congedo eterno da quel sesso, signore.

SIR JASPAR (a parte) Ah, ah, ah! Ma voglio perseguitar­lo. - Non volete conoscere mia moglie, signore?

HORNER La conosco, vostra moglie, signore. E una donna, signore, e di conseguenza, un mostro, signore, un mostro ancora più grande di un marito, signore.

SIR JASPAR Di un marito! E come, signore?

HORNER  (fa le corna) Così, signore. Ma io di cornuti non ne faccio più, signore.

SIR JASPAR Ah, ah, ah! Mercurio, mercurio![3]

LADYFIDGET Di grazia, Sir Jaspar, andiamo via da que­sto screanzato.

DAINTY Che modi! Chi penserebbe mal che è stato in Francia?

LADYFIDGET Bah! Anzi, è anche troppo francese, se de­testa le donne di qualità e virtù per la loro devozione al marito. Vero, Sir Jaspar? Quella gente odia le donne che amano il marito come se amassero i suoi soldi. Vi prego, andiamo via.

HORNER E farete bene, signora, perché non ho nulla di quello che siete venute a cercare. Non mi sono portato dietro una sola immagine lasciva, niente nuove posi­zioni, né la seconda parte dell 'École des Filles, e nep­pure…[4]

MEDICASTRO (a parte, a HORNER) Zitto, zitto, siete matto, signore? Ma che fate? Volete rovinarvi per sempre presso il bel sesso...?

SIR JASPAR Ah, ah, ah, vedo che non le può proprio sof­frire, le donne.

DAINTY Ed è un vero peccato

LADY FIDGET Sì, e per questo è un villano, un pezzente. D'altro canto per rendere gradita una donna a quelli come lui non è che l'affettazione serva meglio della virtù.

HORNER Perché la virtù è la più grande fra le vostre af­fettazioni, signora.

LADY FIDGET Questa poi, screanzato! Vorreste far torto al mio onore?

HORNER Si, se potessi.

LADY FIDGET Che volete dire, signore?

SIR JASPAR Ah, ah, ah! No, non può far torto all'onore di vostra signoria, ve lo dico sul mio onore. Il poveret­to... sentite qui, all'orecchio... non è che un eunuco.

LADY FIDGET Oh, la schifosa bestia francese! Orrore,. orrore! Perché restiamo qui? Andiamo; non sopporto la sua vista.

SIR JASPAR Appena arrivano le portantine ce ne andia­mo. Saranno qui fra poco.

LADY FIDGET No, no.

SIR JASPAR Neanch'io posso trattenermi. Sono... fatemi vedere, le undici e un quarto più un quarto di minuto. Il Consiglio[5]sta per riunirsi, devo scappare. Per i saggi gli affari hanno sempre la precedenza sull'amore e le cerimonie, mastro Horner.

HORNER Anche per gli impotenti, Sir Jaspar.

SIR JASPAR Sì, sì, anche per gli impotenti, mastro Hor­ner, ah, ah, ah!

LADY FIDGET Come, ci lasciate sole con un uomo scon­cio, e nelle sue stanze?

SIR JASPAR Adesso è un uomo innocente, sapete. Resta­te, vi prego, solleciterò le portantine. - Mastro Hor­ner, servo vostro; sarei lieto di vedervi a casa mia. Vi prego, venite a cena da me, dopo giocherete a carte con mia moglie; quel gioco lì con le donne lo potete ancora fare, ah, ah! (A parte) Procurare diversivi in­nocenti alla moglie fa parte della prudenza di un mari­to non meno che impedirle i piaceri illeciti. Il tempo alla moglie è meglio che glielo organizzi il marito, prima che lei ci pensi da sola. - Addio. (SIR JASPAR esce.)

HORNER Servo vostro, Sir Jaspar.

LADY FIDGET Io con quello Lì non ci resto. Puah!

HORNER No, signora, restate, vi prego, non fosse che per consentirmi di non mostrarmi meno cortese con le dame di quanto loro possano volermi.

LADY FIDGET Puah! No, voi non potete essere cortese con le dame.

DAINTY Cortese quanto possano volervi loro? Voi?

LADY FIDGET No, no, no, puah, puah, puah! (LADY FIDGET e DAINTY escono.)

MEDICASTRO Ora io dico che vi ho rovinato con le don­ne; o meglio, che vi siete rovinato da solo.

HORNER Sei un asino. Non vedi che in base alla notizia e al mio contegno questo serio uomo d'affari mi lascia già la moglie in casa, mi invita ad andare da lui, da sua moglie, che prima per gelosia non voleva farmi cono­scere?

MEDICASTRO Già. Ma con questo mezzo conoscerete i mariti sempre meglio, ma le mogli sempre peggio.

HORNER Lasciami fare. Se riesco a illudere i mariti, ben presto disilluderò le mogli. Senti... ti elenco i vantaggi che il mio stratagemma mi dovrebbe procurare. Pri­mo, mi libererò da tutte le mie vecchie conoscenze, che appartengono alla più insaziabile razza di creditori, quelli che ci invadono la casa la mattina. E subito do­po il piacere di farsi una nuova amante viene quello di sbarazzarsi di una vecchia; e di tutti i vecchi debiti l'amore, quando si presenta in tali vesti, è quello che si paga meno volentieri.

MEDICASTRO D'accordo. Così potrete liberarvi delle vo­stre vecchie conoscenze; ma come farete a procurarve­ne di nuove?

HORNER Dottore, non sarai mai un buon chimico, sei troppo incredulo e impaziente. Fai tanto di chiedere a tutti i giovanotti della città se come i cacciatori non perdono più tempo a stanare la selvaggina che a con­cludere l'inseguimento: non si sa mai dove trovarle, né quale ci sta e quale no. Le donne di qualità sono così bene educate, che non si riesce a distinguere fra l'amo­re e la buona creanza, e spesso ci si sbaglia. Ma adesso posso avere la certezza che colei che mi mostra avver­sione ama il gioco, come quelle donne che sono appe­na uscite, e che, te lo garantisco, ci stanno. E la cosa che viene dopo è che queste donne d'onore, come le chiami, badano solo alla loro reputazione, non alla lo­ro persona; loro non vogliono evitare gli uomini, ma lo scandalo. Ora, grazie alla reputazione di eunuco, io potrò avere i privilegi dell'eunuco, e farmi vedere nella camera di una dama la mattina di buon'ora come il marito, baciar vergini davanti ai loro genitori o inna­morati, e potrò essere, in breve, il passe-partout della città. Hai capito, dottore?

MEDICASTRO Ora il dottore siete voi; e la vostra terapia è così nuova, che non possiamo escludere che fun­zioni.

HORNER Non è neanche così nuova. Probatum est, dot­tore.

MEDICASTRO Ebbene, vi auguro molta fortuna e molti pazienti, mentre io torno dal miei. (11 MEDICASTRO esce.)

Entrano HARCOURT e DORILANT diretti da HORNER.

HARCOURT Su con la vita. L'apparizione a teatro ieri sera ti ha corazzato per il futuro, spero, contro il di­sprezzo delle donne e le satire degli uomini. Ora rico­mincerai a uscire come una volta.

HORNER Non l'ho sopportato con coraggio?

DORILANT Con una impudenza delle più teatrali. Hai superato le venditrici di arance, anzi, sei stato peggio di una mascherina ubriaca, o di una attrice col pancio­ne; ma che dico, della più impudente fra le creature, di un poetastro; o di uno che è ancora più impudente, di

critico di seconda mano.

HORNER Ma le dame cosa dicono? Non hanno pietà?

HARCOURT Quali dame? Le mascherine,[6]lo sai, non compatiscono mai un uomo quando non ha più nulla, anche se si è ridotto così al loro servizio.

DORILANT E quanto alle dame nei palchi, tu non hai mai avuto pietà di loro quando le hai avute in tuo po­tere.

HARCOURT Loro dicono che è un peccato, ma che è la fine che meritano tutti quelli che vanno con le donne comuni.

DORILANT Non solo, ma ti giuro che non ti ammette­ranno più a giocare a carte con loro, ad accompagnar­le a teatro, o a compiere i servizietti riservati ad altre ombre di uomini.

HORNER E chi sarebbero queste ombre di uomini?

DORILANT Gli uomini dimezzati.

HORNER Cioè, i ragazzi?

DORILANT Sì, i vecchi ragazzi, i vecchi beaux garçons, che come gli stalloni a riposo hanno il permesso di cor­rere, di pascolare e di nitrire con le puledre finché re­stano in vita, benché altro non possano fare.

HORNER Be', al diavolo l'amore e le donne! Le donne servono solo a impedire all'uomo di frequentare una compagnia migliore. Se non me le goderò più, tanto più mi goderò voialtri. Le buone compagnie e l'amicizia so­no piaceri duraturi, razionali e virili.

HARCOURT D'accordo, ma a me date anche qualcuno di quei piaceri che definisci effeminati: aiutano il godi­mento reciproco.

HORNER Aiutano il disturbo reciproco.

HARCOURT No, le amanti sono come i libri. Se ti ci de­dichi troppo, ti confondono e ti rendono poco adatto alla compagnia; ma usati con riguardo, ti mettono in forma per la conversazione.

DORILANT Un'amante dovrebb'essere come un piccolo ritiro in campagna, da non dimorarci in permanenza:

buono solo per una notte e poi via, per gustar meglio la città quando ci si torna.

HORNER  Io vi dico che essere un bravo ragazzo, un buon amico e un amante delle donne è altrettanto dif­ficile che essere un bravo ragazzo, un buon amico e un amante del denaro. Fare le due cose è impossibile, quindi scegliete da che parte stare. Il vino dà la libertà, l'amore la toglie.

DORILANT Dio del cielo, ha proprio ragione.

HORNER Il vino dà gioia; l'amore, dolori e torture, e non solo quelle del chirurgo. Il vino rende spiritosi; l'amore istupidisce. Il vino dà il sonno; l'amore lo to­glie.

DORILANT Perbacco, ha ragione. Vero, Harcourt?

HORNER Il vino ci fa...

DORILANT  Sì, il vino ci fa... ci fa principi; l'amore ci fa pezzenti, mendicanti, perdio; e l'amore...

HORNER Ecco già un convertito. - No, no, amore e vi­no, olio e aceto.

HARCOURT Per me l'amore continua a avere il primo posto.

HORNER Be', per parte mia io voglio avere solo quei piaceri gloriosi, virili, di essere molto ubriaco e molto irsuto.

Entra il RAGAZZO.

RAGAZZOMr. Sparkish, signore. (Esce.)

HARCOURT Il mio caro amico! Un furfante che mi vuol bene, credo, solo perché lo bistratto.

DORILANT No, quello non può pensare che gli uomini ridano di lui più di quanto possa pensare che le donne lo ingannino. Ha un'opinione troppo alta di se stesso.

HORNER Be', il bere fornisce un altro piacere a cui non pensavo. Perderò la sua amicizia, perché lui non beve. E come sapete è difficilissimo sbarazzarsi di lui, che è uno di quegli stomachevoli brillanti a tutti i costi, che come i peggiori strimpellatori si intrufolano in tutte le comitive.

HARCOURT Uno che trovandosi fra persone assennate, vuole essere scambiato per una di loro.

HORNER E gli riesce, con i miopi; qualche volta da lon­tano anche una gemma fasulla in mezzo a quelle au­tentiche la dà a bere. La sua compagnia ci disturba co­me quella di un becco a uno che abbia messo gli occhi su sua moglie.

HARCOURT Già, quel manigoldo non ci consente di go­derci l'un l'altro. Ci violenta la conversazione, anche se con essa non ha rapporti più consistenti di Sir Mar­tin Mar-all con la voce e la musica del suo servo, quan­do muove la bocca e finge di strimpellare sul liuto.[7]

DORILANT E per passare da brillante ogni sera si rende ridicolo presso di noi che colpevolmente lo assecon­diamo.

HORNER I begli spiriti come lui stanno a una compagnia di uomini assennati come i guardoni ai giocatori pro­fessionisti: occupano un posto al tavolino, ma sono così lontani dal contribuire al gioco che alla lunga tol­gono la voglia a chi vi partecipa davvero.

DORILANT E come guardoni sono trattati, snobbati, conculcati e svillaneggiati. Eppure non mollano, i fur­fanti.

HORNER Che gli venga la peste, a loro e a tutti coloro che fanno violenza alla natura, e vogliono essere quel­lo che essa gli vieta! Fra tutti i mostri prodotti dalla natura, l'affettazione è il più grande.

HARCOURT La maggior parte degli uomini sono il con­trario di quel che vorrebbero sembrare. Il prepotente è solo un vigliacco con una spada lunga. Il vero stermi­natore è il piccolo, umile, ossequioso medico, con il suo bastoncino d'ebano.

DORILANT L'usuraio è un poveraccio che possiede cam­biali e ipoteche ammuffite; i veri ricchi siamo noi che chiamano scialacquatori, perché ogni giorno spendia­mo per il nostro piacere.

HORNER Si, l'imbroglione più sfacciato è il fiduciario o l'esecutore; il più gran geloso è il maggiore dei cornuti; non c'è ateo più ateo del bigotto; e il chiassoso, sac­cente brillante da salotto è il più gran vanesio, il più sciocco somaro e il compagno peggiore, come adesso vedrete. Infatti, eccolo.

Entra SPARKISH e va verso di loro.

SPARKISH E allora come va, bella gente, come va? Be', in fede mia, Harry, debbo darti una tiratina d'orec­chie, ah, ah, per quello che si sente dire sul tuo conto in città, non riesco a crederci. Posso parlare?

HORNER Sì, ma sarai troppo amaro.

SPARKISH Amaro io? Chiamo a testimoni questi due galantuomini, Dick e Frank. Io non riesco a essere ama­ro per tutto l'oro del mondo.

HARCOURT Ci avesse prestato diecimila sterline, non mostrerebbe la minima amarezza.

DORILANT Non riesce a essere nemmeno pungente, né dolce.

HORNER Volete dire che è insipido?

SPARKISH No, dal momento che siete così aggressivi e mi provocate, pigliate su quanto segue. Come saprete, ieri discorrevo e scambiavo facezie con certe dame, e per caso quelle si sono messe a parlare delle belle inse­gne nuove di botteghe apparse in città.

HORNER Dame molto raffinate, immagino.

SPARKISH Io faccio, "Io lo so dov'è l'insegna più bella, fra quelle nuove." "Dove?" chiede una dama. E io: "A Covent Garden". E un'altra, «In che via?" "A Russell Street" rispondo io. "Signore," fa un'altra ancora "io ci sono passata ieri, e sono sicura che non c'era nessu­na insegna nuova." "Invece c'era," dico io "è venuta dalla Francia; è li da due settimane."

DORILANT Maledizione, non lo reggo più, basta, per fa­vore.

HORNER No, sentiamo tutto; facciamogli accordare un po' lo strumento.

HARCOURT Più si prepara e peggio gli viene la musica.

SPARKISH No, ora vi faccio ridere, parola. "Non può essere" dice una terza dama. "SI, si," insisto io. E una quarta dama dice...

HORNER Senti, basta dame ora.

SPARKISH No... state attenti, attenti adesso. Dico alla quarta: "Lo avete mal visto, Mr. Horner? Abita a Rus­sell Street, e da quando è tornato dalla Francia come uomo è un insegna e basta". Ih, ih, ih!

HORNER Ma chi te le insegna, queste battute?

SPARKISH AI che si sono messe a ridere tutte quante fi­no a pisciarsi addosso. Come? Vi lascia freddi? Ora

vedo che dire una facezia senza ottenere una risata è come andare in tribunale senza testimoni a favore. Su, su, giovanotti, dove si va a pranzo? Ho piantato in as­so un conte a Whitehall per pranzare con voi.

DORILANT Ma come, credevo che tu amassi i titolati an­cor più degli abiti lavorati alla francese.

HARCOURT Va', torna da lui.

SPARKISH Nossignore, per me il titolo di uomo di spiri­to è il più alto che ci sia al mondo.

HORNER Torna a mangiare col tuo conte, messere. Ma­gari quello si offende. Noi siamo tuoi amici, e se ci la­sci non ci formalizziamo, te lo garantisco.

HARCOURT Ma certo, assolutamente. Mandiamocelo.

SPARKISH No, signori, vi prego.

DORILANT Se non ci vai da solo ti scacciamo noi. Come sarebbe, vuoi deludere qualcuno per colpa nostra?

SPARKISH No, signori cari, ascoltatemi.

HORNER No, no, signor mio, non se ne parla nemmeno. Ti prego, va', amico.

SPARKISH Ma cari ragazzi...

DORILANT No, no...

Tutti insieme lo scacciano dalla stanza.

TUTTI Ah,ah,ah!

SPARKISH rientra.

SPARKISH Su, ragazzi, datemi retta, vi prego. Ma crede­te davvero che voglia mangiare con dei damerini tutti chiacchiere e con degli stupidi che non aprono mai bocca? Per me a pranzo lo spirito è necessario come un bicchiere di buon vino; ecco la ragione per cui quando pranzo da solo non ho mai appetito. Su, allo­ra. Dove si va?

HORNER Dovunque vuoi.

SPARKISH Da Chateline?

DORILANT SI, se vuoi.

SPARKISH O al Gallo?

DORILANT Sì, se ti fa piacere.

SPARKISH O al Cane e Pernice?[8]

HORNER Sì, se ne hai voglia; noi non andiamo in nessu­no di questi posti.

SPARKISH Uff, voi scherzate e così finiremo per perder­ci la commedia nuova. E io non vorrei perdermi una novità la sera della prima più di quanto voglia perder­mi il mio posto nella fila dei begli spiriti. Vuol dire che andrò a cercare la mia amante, e di corsa. (SPARKISH esce.)

Restano HORNER, HARCOURT, DORILANT. Entra PINCH­WIFE e si dirige verso di loro.

HORNER E adesso chi abbiamo? Pinchwife?

PINCHWIFE Signori, vostro umile servo.

HORNER Be', Jack, vista la tua protratta assenza dalla città, la lunghezza del tuo muso e la sciatteria del tuo abito, dovrei attribuirti la gioia del matrimonio. Ho indovinato?

PINCHWIFE (a parte) Sangue di Giuda! Lo sa anche que­sto qui, che mi sono sposato? Almeno a lui credevo di averlo nascosto. - Il mio lungo soggiorno in campagna potrà scusare il mio abito; ho un procedimento legale che mi conduce qui in città e che mi mette di cattivo umore; e poi, domani devo dare a Sparkish cinquemila sterline perché vada a letto con mia sorella.

HORNER Certo voi gentiluomini di campagna piuttosto che starvene alla finestra, comprate qualsiasi cosa; an­che un titolo traballante come quello, se si può scher­zare.[9] Ma insomma, mi devo congratulare? Ho sentito che ti sei ammogliato.

PINCHWIFE E con ciò?

HORNER La prossima notizia sarà che hai le corna.

PINCHWIFE(a parte) Che uomo insopportabile!

HORNERPerò non mi aspettavo le nozze da un putta­niere come te, uno che conosce così bene la città e le donne.

PINCHWIFE Non ho mica sposato una di Londra.

HORNER Bah, è tutt'uno. Tutte queste gran precauzioni di prendersi la moglie in provincia è come quando si ri­fiuta una cavalla di Smithfield,10viziata e inaffidabile, per poi andare a farsi infinocchiare da un amico in campagna.

PINCWIFE (a parte) La peste colga lui e la sua similitu­dine. - Almeno lì si è un po’ più sicuri della razza, si sa come è stata allevata, se è sana o malata.

HORNER Andiamo, andiamo, c'è chi si è beccato la sifi­lide nel Galles. In campagna ci sono truffatori, giudi­ci, funzionari e cappellani, per non parlare dei coc­chieri. Ma è bella e giovane?

PINCHWIFE (a parte) Rispondo secondo prudenza. - No, no, non ha altra bellezza che la sua gioventù; nessu­n'altra attrattiva che la sua modestia; è sana, modesta e domestica. Tutto qui.

DORILANT Parla come un allevatore di bestiame, e ne ha anche l'aspetto.

PINCHWIFEÈ troppo goffa, bruttina e sciocca per por­tarla in città.

HARCOURT Allora io dico che ce la dovresti portare, per insegnarle le buone maniere.

PINCHWIFE Per insegnarle che? Nossignore! Grazie tan­te. Le buone mogli sono come i soldati semplici, devo­no restare ignoranti. (A parte) La terrò lontana dalle vostre istruzioni, state tranquilli.

HARCOURT(a parte) Il manigoldo è geloso proprio co­me se la moglie non fosse un'ingenua.

HORNER Be', se è bruttina correrà meno rischi qui che se la lasci in campagna: noi abbiamo una tale varietà di manicaretti, che la fame la sentiamo di rado.

DORILANTMentre in campagna hanno sempre avuto stomaci rozzi, voraci e insaziabili.

HARCOURTGente che divora qualsiasi cosa.

DORILANT E li la tua ospitalità è rinomata.

HARCOURTCasa aperta, tutti benvenuti.

PINCHWIFEBasta, basta, signori!

HORNER Ma dicci, perché l'hai voluta sposare? Se è brutta, screanzata e sciocca, si vede che è ricca.

È ricca come se mi avesse portato ventimila sterline di questa città, perché lei mi dà la garanzia di non sperperare la sua modesta dote come farebbe una sfacciata di Londra, per benestante che fosse; quindi non fa differenza. Poi dal momento che è brutta, ha più probabilità di restare mia; dal momento che è screanzata, detesta fare conversazione; dal momento che è giovane e innocente, non conosce la differenza fra un uomo di ventun anni e uno di quaranta.

HORNER Nove - a quanto mi risulta. Ma se è sciocca, si aspetterà da un uomo di quarantanove anni tutto quel­lo che si sarebbe aspettata da uno di ventuno. E poi se­condo me lo spirito è più necessario della bellezza. Io non trovo brutta nessuna giovane che ne sia provvista, ne gradevole nessuna bellezza che ne sia priva.

PINCHWIFE La mia massima è, scemo chi si sposa, ma più scemo ancora chi non sposa una scema. A che ser­ve lo spirito in una moglie, se non per cornificare il marito?

HORNER Serve a non farglielo sapere.

PINCHWIFE Una sciocca le corna al marito non gliele sa mettere.

HORNER Da sola no, ma se si associa con un esperto in materia... e poi, peggio ancora: se non riesce a far cor­nuto il marito, lo rende geloso e gli appiccica quella fa­ma; e allora, che differenza c'è?

PINCHWIFE  Bene, bene, io per mio conto baderò a che mia moglie non mi metta le corna, neanche con il vo­stro aiuto, Mr. Horner. Io conosco la città, signor mio.

DORILANT (a parte) Col suo aiuto!

HARCOURT (a parte) E appena arrivato in città, a quan­to pare, e non ha sentito in che stato si è ridotto.

HORNER Ma dimmi, il matrimonio ti ha curato dal vizio di andare a puttane? Di solito succede il contrario.

HARCOURT Sarebbe più efficace della vecchiaia.

HORNER Di solito si dice, mi sposo e d'ora innanzi fac­cio una vita onesta. Ma il voto matrimoniale è come il giuramento del giocatore, che con vincoli e penalità si impegna per impedirsi nel futuro di puntare più di una certa sommetta piccola piccola; e poi questa sommetta serve solo a fargli crescere la voglia, finché non essen­do riuscito a resistere, perde di nuovo tutto il suo de­naro, e per soprammercato anche il pegno.

DORILANT Sì, sì, il giocatore finché ha un centesimo in tasca, e il puttaniere finché le forze lo sostengono.

HARCOURT Io li ho visti, quando sono al verde e non hanno più nulla da perdere, continuare a trafficare con la scatola dei dadi in mano solo per trastullarsi e intralciare gli altri giocatori.

DORILANT Che avevano di che fare puntate gagliarde.

PINCHWIFE Be', signori miei, ridete pure di me, ma a letto con mia moglie voi non ci andrete. Io conosco la città.

HORNER Ma di grazia, non ti trovavi meglio prima? Mantenere una donna non è meglio che sposarsi?

PINCWIFE Che il diavolo se lo porti! Mi disarcionava­no, quelle puledre. Non sono mai riuscito a tenermi una puttana tutta per me.

HORNER Insomma, ti sei sposato solo per avere una puttana in esclusiva. Sì, ma ascoltami: le donne, lo hai detto anche tu, sono come i soldati. È la buona paga che le rende costanti e leali, meglio dei giuramenti e dei patti. Pertanto io consiglio i miei amici di mantenere piuttosto che sposarsi, perché trovo che sposarsi non serve. E lo dico anche in base all'esempio che offri. Perché ieri sera ti ho visto in loggione,11 con una bella ragazzetta di campagna.

PINCWIFE (a parte) Che diavolo! Allora ha visto mia moglie? Ero andato lassù proprio per non farla vede­re! Ma è l'ultima volta che la porto a teatro.

HORNER Cosa, a quarantanove anni arrossisci perché ti hanno visto con una forosetta?

DORILANT No, parola mia, era sua moglie; l'ha portata in piccionaia perché non desse nell'occhio. È furbo, il furfante, e capisce la città.

HARCOURT Diventa rosso. Allora era la moglie. Perché si sa che oggigiorno gli uomini si vergognano di più a esser visti con la moglie che con una ragazza.

PINCHWIFE (a parte) Inferno e dannazione! Sono rovi­nato. Horner l'ha vista e sanno che era lei.

HORNER Ma insomma era tua moglie? Era molto cari­na. Anche così da lontano, me ne sono innamorato.

PINCHWIFE Non credo che vi troverete mai più vicino di così. Signori, servo vostro. (Fa per andare)

HORNER No, ti prego, resta.

PINCHWIFE Non posso e non voglio.

HORNER Vieni a pranzo con noi.

PINCWIFE Ho già pranzato.

HORNER Su, lo so che non è vero. Ti invito io, vecchio farabutto. Oggi non ti facciamo spendere un centesi­mo dei tuoi quattrini calati dallo Hampshire.

PINCWIFE (a parte) Mi invita! Mi tratta già come il suo becco.

HORNER Non puoi andartene.

PINCHWIFE Devo. Ho da fare a casa. (PINCHWIFE esce.)

HARCOURT Deve picchiare la moglie. Ne è geloso come un marito di Cheapside con una moglie di Covent Gar­den.12

HORNER Trovare un vecchio puttaniere senza la gelosia o la gotta è più difficile che trovarne uno giovane sen­za la sifilide, o la paura.

Dal mal francese la gotta rimane, La gelosia subentra alle mattane:

Ce le donano entrambe le puttane.

(Escono.)

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

MRS MARGERY PINCHWIFE e ALITHEA. MR. PINCHWIFE le

spia da dietro la porta.

MRS PINCHWIFE Per piacere, sorella, quali sono i mi­gliori campi e boschi per passeggiare, qui a Londra?

ALITHEA Buffa domanda! Ma sorella, Mulberry Gar­dens e St James's Park, e per passeggiare al coperto, il New Exchange.1

MRS PINCHWIFE  Per piacere, sorella, dimmi perché mio marito ha sempre il muso così lungo qui in città e mi tiene sempre rinchiusa e non mi lascia uscire a passeg­gio, e ieri non mi ha fatto neanche mettere il vestito buono.

ALITHEA Oh, è geloso, sorella.

MRS PINCHWIFE Geloso? Come sarebbe?

ALITHEA Ha paura che ti innamori di un altro.

MRS PINCHWIFE E come fa ad aver paura che mi inna­mori di un altro, se non mi fa mai vedere altro che lui?

ALITHEA Non ti ha portata a teatro ieri?

MRS PINCHWIFE Sì, ma in mezzo a certa brutta gente; non mi ha fatto avvicinare ai signori che stavano sotto di noi, e così non li ho potuti vedere. Mi ha detto che li sotto non ci stavano altro che le donnacce, e che loro le smanacciavano e le infastidivano. Io però avrei cor­so il rischio.

ALITHEA Ma la commedia ti è piaciuta?

MRS PINCHWIFE  Veramente la commedia mi ha annoia­ta, ma gli attori mi sono piaciuti moltissimo. Sono uo­mini così in gamba, così a posto, sorella!

ALITHEA Oh, ma non ti debbono piacere, gli attori, so­rella.

MRS PINCHWIFE Già, e come faccio a impedirmelo, so­rella? Per favore, sorella, quando rientra mio marito glielo chiedi tu se mi lascia uscire a passeggio?

ALITHEA (a parte) Sentila, a passeggio! A quanto pare in campagna le dame chiamano svago quello che qui è la fatica di un postino. Ha bisogno di esercizio, come i cavalli di suo marito.

Entra MR. PINCHWIFE e si dirige verso di loro.

Ma ecco qui tuo marito. Io glielo chiedo, ma sono si­cura che dirà di no.

MRS PINCHWIFE Dice che non vuole che vada fuori per paura che mi prenda la sifilide.

ALITHEA Ma che dici! Avrà detto il vaiolo.2

MRS PINCHWIFE Oh tesorino mio, bentornato! Perché quel muso lungo? Ti hanno fatto arrabbiare?3

PINCHWIFE Sei una sciocca.

MRS PINCHWIFE va in disparte e si mette a piangere.

ALITHEA Certo che è una sciocca, a piangere senza col­pa, povera tenerella!

PINCHWIFE Cosa? La vorresti impudente come te, che sei sfacciata come una donnaccia, una vagabonda, una pettegola, per non dire una nota cortigiana?

ALITHEA  Fratello, tu sei il solo a trovarmi in difetto.

Sappi che l'onore della famiglia sarà compromesso prima da tua moglie che da me, anche se mi concedo gli svaghi innocenti della città.

PINCHWIFE Senti, signorina, non parlare così davanti a mia moglie. Gli svaghi innocenti della città!

ALITHEA E perché, di grazia? Chi può vantarsi di un in­trigo con me? Quale satira ha dato il mio nome in pa­sto alla gente? Quali donnacce frequentano le mie stanze? Io non vedo mai nessuna donna dalla reputa­zione scandalosa.

PINCHWIFE No, in compenso vedi gli uomini dalla repu­tazione scandalosa.

ALITHEA Ah, sì? E dove? Non devo essere cortese? Non devo rispondere a chi mi parla in un palco a teatro? Nel salotto di Whitehall? A St James's Park? Ai Mul­berry Gardens? O...

PINCHWIFE  Basta, basta! Non insegnare a mia moglie dove si trovano gli uomini! Secondo me le tue infor­mazioni sulla città l'hanno già guastata. Ti prego di mantenerla nell'ignoranza, come faccio io.

MRS PINCHWIFE  Ma no, non ti arrabbiare con lei, teso­ruccio. Non mi vuole mai dire niente della città, con tutto che le faccio mille domande al giorno.

PINCHWIFE Allora vedo che sei molto curiosa!

MRS PINCHWIFE  Io no davvero, caro; detesto Londra. La nostra casetta in campagna la vale mille volte. Co­me vorrei essere lì adesso!

PINCHWIFE Ci sarai presto, te lo garantisco. Ma non stavate parlando di commedie e di attori quando sono entrato? (A ALITHEA) Sei tu che la incoraggi a fare questi discorsi.

MRS PINCHWIFE No davvero, caro. Proprio adesso mi ha sgridata perché mi piacevano gli attori.

PINCHWIFE (a parte) Be', se è così innocente da ammettere con me che le piacciono, non c'è niente di male.- Però, piccola sciagurata, non te ne piace nessuno più di me, vero?

MRS PINCHWIFE Qualcuno sì, ci mancherebbe. Gli attori sono più belli.

PINCHWIFE  Però non c e nessuno che ami più di me, vero?

MRS PINCHWIFE Tu sei il mio tesoruccio, e ti conosco. Io detesto gli estranei.

PINCHWIFE  Sì, mia cara, devi amare solo me e non esse­re come quelle cattivacce delle donne di città, che odia­no solo il marito e amano tutti gli altri, amano le com­medie, le visite, le belle carrozze, i bei vestiti, le musi­che, i balli, i banchetti, e così conducono una deprava­ta vita di città.

MRS PINCHWIFE Ma se la vita di città consiste nel goder­si tutte queste cose, questa Londra non è poi tanto ma­le, caro.

PINCHWIFE  Cosa? Se ami me, devi odiare Londra.

ALITHEA (a parte) Quello sciocco prima mi proibisce di rivelarle i piaceri della città, e poi la fa stare a bocca aperta sciorinandoglieli davanti lui.

MRS PINCHWIFE Ma marito mio, le donne di città ama­no anche gli attori?

PINCHWIFE Altroché.

MRS PINCHWIFE Altroché.

PINCHWIFE Maturo, spero.

MRS PINCHWIFE No, no, tesoruccio. Ma perché non ab­biamo attori, noi in campagna?

PINCHWIFE Ah... signora civetta, non mi chiedere più di andare a teatro.

MRS PINCHWIFE E perché, amore? Prima non mi impor­tava; ma se me lo proibisci me lo fai, come dire, desi­derare.

ALITHEA (a parte) E così sarà anche in altre cose, ci scommetto.

MRS PINCHWIFE Ti prego, fammi andare a una comme­dia, caro.

PINCHWIFE Mettiti il cuore in pace. No.

MRS PINCHWIFE  Perché, amore?

PINCHWIFE Te lo dirò.

ALITHEA (a parte) Se glielo dice, lei gli darà altri motivi di proibirle di andarci.

MRS PINCHWIFE Ma perché, caro? Ti prego.

PINCHWIFE In primo luogo, a te piacciono gli attori. E tu a tua volta potresti piacere al galanti.

MRS PINCHWIFE  Io, una ragazza di campagna così alla buona? No, tesoruccio, non posso piacere a nessuno.

PINCHWIFE Sì, invece. Te lo dico io.

MRS PINCHWIFE No, no, stai scherzando... non ti credo, io ci voglio andare.

PINCHWIFE Allora ti dico che uno dei personaggi più dissoluti della città, il quale ti ci ha vista, mi ha detto di essersi innamorato dite.

MRS PINCHWIFE Davvero! E chi è, chi è, ti prego?

PINCHWIFE (a parte) Ho esagerato e ho fatto uno scivo­lone prima di rendermene conto. Guardala, come è contenta!

MRS PINCHWIFE Era un galante dello Hampshire, uno dei nostri vicini, forse? Se è lui gli sono grata, dico davvero.

MRS PINCHWIFE Altro che grata, quello liti rovinerebbe, co­me ne ha già rovinate a centinaia. Non ha altro amore per le donne che un amore di questo tipo. Gli uomini come lui sono come i basilischi, se guardano una don­na è solo per distruggerla.

MRS PINCHWIFE Sì, ma se mi ama, perché mi dovrebbe rovinare? Rispondimi a questo. Io dico che è impossi­bile. Non gli farei nessun male, io.

ALITHEA Ah, ah, ah!

PINCHWIFE Tutto bene; ma vedrai che glielo impedirò io, di nuocerti... o di nuocermi.

Entrano SPARKISH e HARCOURT.

Ma qui viene gente; dentro, tu. Dentro.

MRS PINCHWIFE Ti prego, marito. È bello questo signo­re che mi ama?

PINCHWIFE  Dentro, svergognata, dentro. (La spinge dentro, chiude la porta) Ma guarda un po', tutti gli sconci libertini della città condotti nel mio alloggio da questo bellimbusto senza cervello! Sangue di Cristo, io non ci sto.

SPARKISH Ma come, Harcourt, non approvi la mia scel­ta? (A ALITHEA) Cara bricconcella, ti avevo promesso di presentarti tutti i miei amici, i brillanti, e...

HARCOURT la saluta.

PINCHWIFE (a parte) E così quelli la conosceranno come la conoscerai tu, te lo garantisco.

SPARKISH Questo qui, mia graziosa birbantella, è uno di quelli che domani ballerano alle tue nozze; e dovrai sempre offrirgli tutto quello che abbiamo, io e te.

PINCHWIFE (a parte) Che mostruosità!

SPARKISH E allora, Harcourt, come la trovi? - Ma no, cara, non abbassare gli occhi; non voglio che una mia sposa abbia soggezione di alcunché.

PINCHWIFE (a parte) Strabiliante!

SPARKISH  Dimmi, Harcourt, ti piace? L'hai già guarda­ta abbastanza da potermi rispondere.

HARCOURT Mi piace infinitamente, tanto che vorrei avere un'amante così anch'io; una che da lei non fosse diversa in altro che nell'amore e nell'impegno verso di te.

ALITHEA Signore, mastro Sparkish mi ha spesso detto che i suoi amici erano tutti brillanti motteggiatori. Ve­do che è così.

SPARKISH No, per l'universo, signora, non sta motteg­giando, adesso; potete credergli, ve ne assicuro. È il gentiluomo più onesto, degno, sincero... un uomo dal­91

l'onore così impeccabile, che non direbbe mai a una dama niente che non pensasse.

PINCHWIFE (a parte) Lodare un altro alla propria inna­morata!

Harcourt Signore, voi siete di una cortesia talmente al di là di ogni attesa, che...

SPARKISH No, perdio, sono certo che voi l'ammirate al massimo: ve lo leggo negli occhi. - Costui vi ammira, signora. - Per il mondo, non è così?

HARCOURT Sì, sopra tutto il mondo, o sopra la sua par­te più gloriosa, ossia tutto il suo sesso; e fino a ora non avevo mai pensato di poter invidiare voi, o qualsiasi altro uomo in procinto di ammogliarsi. Ma per pren­der moglie avete la migliore scusa che io abbia mai co­nosciuto.

ALITHEA Ora si, signore, sono convinta che voi siate della società dei brillanti e dei motteggiatori; perché non riuscite a risparmiare nemmeno il vostro amico, che pure vi sta dimostrando ogni cortesia. Il segno più sicuro è la vostra avversione al matrimonio, che a quanto apprendo detestate come gli affari o il vino cattivo.

HARCOURT In verità, signora, non ero mai stato nemico del matrimonio fino adesso, perché mal prima d'ora il matrimonio era stato nemico mio.

ALITHEA Ma perché, signore, il matrimonio è vostro ne­mico, adesso? Perché vi priva del vostro amico qui presente? Voi considerate un amico sposato alla stre­gua di uno che sia entrato in un monastero, morto al mondo.

HARCOURT È vero, ma perché siete voi a sposarlo. Vedo che indovinate quello che intendo dire, signora. Lo di­chiaro apertamente e con tutto il cuore: vorrei che fos­se in mio potere di rompere questa unione; il cielo mi è testimone.

SPARKISH Povero Frank!

ALITHEA Tanta scortesia nei miei confronti?

HARCOURT No, no, non è perché voglia essere scortese con voi.

SPARKISH Povero Frank! No, perdio, è solo cortesia verso di me.

PINCHWIFE (a parte) Bella cortesia davvero! Insensato vanesio, che consente a un uomo di corteggiargli la moglie sotto gli occhi!

SPARKISH  Su, caro Frank, per quanta moglie ci potrà essere, tu continuerai a godermi qualche volta, caro briccone. Sul mio onore, noialtri uomini di spirito piangiamo il nostro fratello defunto nel matrimonio non meno di uno che sia morto davvero. Mi sembra di averlo detto con garbo, eh, Harcourt? Ma su, Frank, non essere malinconico per me.

HARCOURT No, ti assicuro che non sono malinconico per te.

SPARKISH Ti prego, Frank. Trovi che la mia qui presen­te moglie in fieri sia una bella personcina?

HARCOURT  Potrei continuare a fissarla fino a diventare cieco come te.

SPARKISH  Come sarebbe a dire, cieco come me?

HARCOURT Perché tu sei un innamorato, e i veri inna­morati sono ciechi, completamente ciechi.

SPARKISH Vero, vero. Ma per il mondo, ha anche spiri­to, non meno che bellezza. Su, vatti a mettere in un angolo con lei, e prova a vedere se ha spirito; dille quello che vuoi; davanti a me si vergogna.

HARCOURT Se una donna non ha spirito nemmeno in un angolo, vuol dire che non ce l'ha in nessun posto.

ALITHEA (a parte a SPARKISH) Signore, voi disponete di me un po' prima del tempo...

SPARKISH No, no, signora, datemi un saggio della vo­stra obbedienza, o... andate, andate, signora...

HARCOURT corteggia ALITHEA in disparte.

PINCWIFE Ma come, signor mio! Se non t'importa dell'onore di una moglie, importa a me quello di una sorella! Non la corromperà. Fai il ruffiano della tua si­gnora, porti gli uomini da lei, te la lasci corteggiare da­vanti agli occhi, li metti insieme in un angolino e poi ce li lasci soli! Sono questi il tuo spirito, le tue maniere di città?

SPARKISH Ah, ah, ah, uno stupido che fa il saggio ti fa ridere ancora di più di un cretino nudo e crudo! Ah, ah! Scoppio. No, non voglio che li disturbi; te lo impe­dirò, per tutto il mondo! (Lotta con PINCHWIFE per te­nerlo lontano da HARCOURT e ALITHEA)

ALITHEA I contratti sono stipulati, gli accordi presi.  troppo tardi, signore, non c'è possibilità di revoca.

HARCOURT E allora questa è la mia morte.

ALITHEA Non voglio essere ingiusta con lui.

HARCOURT E allora perché volete esserlo con me?

ALITHEA Verso di voi non ho obblighi.

HARCOURT Il mio amore.

ALITHEA Il suo l'ho avuto prima.

HARCOURT Non lo avete mai avuto. Gli manca la gelo­sia, vedete, che ne è il solo segno infallibile.

ALITHEA L'amore procede dalla stima; egli non può di­sconoscere la mia virtù. Inoltre, mi ama, altrimenti non mi sposerebbe.

HARCOURT Sposarvi non è dimostrazione del suo amore più di quanto corrompere la vostra cameriera per arri­vare a sposarvi lo sarebbe della sua generosità. Il ma­trimonio è una dimostrazione piuttosto di interesse che di amore, e colui che sposa una fortuna si coltiva una concubina, n6n l'ama. Ma se voi accettate il ma­trimonio come dimostrazione d'amore, accettatelo im­mediatamente da me.

ALITHEA No, voi mi avete messo in testa uno scrupolo. Ma in breve, signore, per concludere la nostra disputa, io debbo sposarlo, altrimenti la mia reputazione nel mondo ne soffrirebbe.

HARCOURT No, è se lo sposate, con vostra licenza, si­gnora, che la vostra reputazione nel mondo soffrirà. Si crederà che abbiate bisogno di una copertura.

ALITHEA Adesso siete screanzato, signore. - Mr. Spark­ish, vi prego di venire qui. Il vostro amico è molto in­disciplinato, e molto appassionato.

HARCOURT (a parte, a ALITHEA) Zitta, zitta!

PINCHWIFE Hai sentito adesso?

SPARKISH E tu credi che voglia fare il geloso come uno zotico di campagna?

PINCHWIFE No, credo che vuoi fare il cornuto come un babbeo di città.

HARCOURT Signora, non dovevate essere così poco ge­nerosa da dirglielo.

ALITHEA SI, dal momento che voi potete essere così po­co generoso da fargli torto.

HARCOURT Fargli torto! Chi volete che ci riesca? È al di sotto dell'offesa; un pallone gonfiato, un vigliacco, un idiota incosciente, un miserabile così spregevole davanti a tutto il mondo meno solo voi, che...

ALITHEA Basta, non sparlate di lui, perché dal momen­to che dovrà essere mio marito, sono decisa a farmelo piacere. Non solo, ma mi considero in dovere di avver­tirlo che non gli siete amico. - Mastro Sparkish, ma­stro Sparkish!

SPARKISH Che c'è, che c'è? - Allora, vecchio furfante, non trovi che ha spirito?

HARCOURT (di malumore) Non tanto quanto credevo e speravo.

ALITHEA Mr. Sparkish, voi invitate chi sparla di voi?

HARCOURT Signora...

SPARKISH Cosa! No, ma se sparla di me è solo per scherzare, ci metto la mano sul fuoco. Noi brillanti lo facciamo tutto il tempo fra noi, e non ci badiamo mai.

ALITHEA Ha parlato di voi in modo così volgare che non ho avuto la pazienza di ascoltarlo. Senza contare che mi ha fatto delle avances.

HARCOURT (a parte) Maledetta la sincerità! Questa spif­fera tutto.

SPARKISH Bah, era per sciorinare il suo talento... noial­tri brillanti lo facciamo spesso, sparlare e fare la corte, solo per fare sfoggio di talento. E siccome non nutria­mo affetti, non alberghiamo malizia. Noi...

ALITHEA Ha detto che siete un miserabile, al di sotto di ogni offesa.

SPARKISH Bah!

HARCOURT (a parte) Al diavolo la virtù di questa sfac­ciata, di questa sgualdrinella scema! E va bene, dato che non vuole darsi a me, vuole farsi odiare da me.  la stessa cosa.

ALITHEA Un pallone gonfiato.

SPARKISH Bah!

ALITHEA Un vigliacco.

SPARKISH Bah, bah!

ALITHEA Un cretino, un idiota farneticante.

SPARKISH Cosa? Ha disprezzato il mio talento? Ah, qui ne va del mio onore. Questa non l'accetto, signor mio, per il mondo! Fratello, aiutami a ucciderlo. (A parte) Adesso posso tirar fuori la spada, ché sono in vantag­gio. Anche l'occasione è buona, davanti alla mia inna­morata... (Fa per estrarre la spada)

ALITHEA Fermo, fermo!

SPARKISH Cosa? Cosa?

ALITHEA (a parte) Non debbo nemmeno permettere che uccida questo signore, che mi ha mostrato della solle­citudine; sono così lontana dal detestano, che vorrei che il mio galante avesse il suo fisico e il suo intelletto.

- No, se il mio onore...

SPARKISH Sarò la tua morte.

ALITHEA Fermo, fermo! Per la verità, dovete credermi, questo signore alla fine mi ha detto anche che aveva parlato così solo per amicizia verso di voi.

SPARKISH Come? Dice che sono uno sciocco, ossia che non ho spirito, per amicizia?

ALITHEA Sì, per vedere se mi premeva abbastanza di voi. E mi ha fatto la corte solo per saggiare la mia vir­tù, sempre per amor vostro.

HARCOURT  (a parte) Gentile, però...

SPARKISH Be', se le cose stanno così, vecchio farabutto, ti chiedo perdono. Ma perché non me lo hai detto, in fede mia?

HARCOURT In fede mia, perché non ci ho pensato.

SPARKISH Su, Harcourt, Horner non viene. Andiamocene a sentire la commedia nuova. - Venite, signora.

ALITHEA Io non vengo, se avete intenzione di lasciarmi sola nel palco e precipitarvi in platea come fate sempre.

SPARKISH Bah! Lascerò nel palco Harcourt a farvi com­pagnia, sarà come se ci fossi io. Se restassi seduto nel palco mi considererebbero giudice solo di sottane. - Andiamo, Harcourt, datele il braccio.

Entrano LADY FIDGET, MRS DAINTY FIDGET e MRS SQUEAMISH.

LADY FIDGET Serva vostra, signore; dov'è la vostra si­gnora? Siamo venute a scortarla alla nuova com­media.

PINCHWIFE Alla nuova commedia!

LADY FIDGET E mio marito si occuperà subito di voi.

PINCHWIFE (a parte) Accidenti alle vostre cortesie. - Si­gnora, per nulla al mondo. Non lo voglio vedere qui, Sir Jaspar, prima di essere andato a ossequiarlo a casa sua. Né mia moglie vi vedrà, finché non avrà servito la signoria vostra ai vostri alloggi.

LADY PIDGET Ma dato che siamo qui, signore... PINCHWIFE No, signora.

DAYNTY Vi prego, fatecela vedere.

SQUEAMISH Non ci spostiamo finché non l'abbiamo vista.

PINCHWIFE (a parte) La peste vi colga tutti quanti! (Va alla porta e torna indietro) - Ha chiuso a chiave ed è uscita.

LADY FIDGET No, avete chiuso voi, e lei è dentro.

DAYNTY Ce lo hanno detto dabbasso che è in casa.

PINCHWIFE (a parte) Ma non c'è proprio niente da fare?

- E va bene. A dirvi la verità, signore, cosa che temevo di fare, ma non voglio farvi correre rischi mortali: mia moglie si è appena buscata il vaiolo. Non spaventatevi, ma pregate, e andate via, signore; non dovete restare qui a rischio della vita. Andate, signore, vi prego.

LADY FIDGET No, no, lo abbiamo già avuto tutte quante.

SQUEAMISH Ahi, ahi.

DAINTY Su, su, adesso dobbiamo vedere come sta. Io di questa malattia me ne intendo.

LADY FIDGET Andiamo.

PINCHWIFE (a parte) Be', non si può sperare di battere le donne con le loro armi, le bugie; io abbandono il campo. (PINCHWIFE esce.)

SQUEAMISH Ecco un esempio di gelosia.

LADY FIDGET Veramente da come va il mondo io mi me­raviglio che non ci siano più gelosi, visto come vengo­no trascurate le mogli.

DAINTY Appunto. Da come va il mondo, perché mai dovrebbero essere gelosi?

LADY FIDGET Puah. Brutto mondo.

SQUEAMISH Che uomini di qualità, provvisti di patrimo­ni e grandi entrature, debbano mettersi con delle don­nette dei teatri, consumandoci sopra se stessi e le loro fortune; puah!

LADY FIDGET Diciamo piuttosto, che delle donne ricche di intelligenza, grandi entrature e alto rango debbano abbassarsi a mantenere degli omettini, puah!

SQUEAMISH Ma questa è colpa degli uomini di qualità. Loro non visitano mai donne provviste di onore e di reputazione come facevano una volta, e non hanno nemmeno la cortesia che si usa verso le dame del no­stro rango; le trattano con la stessa indifferenza e ma­leducazione che se fossero tutte sposate con loro.

LADY FIDGET Dice la verità. È una vergogna bella e buo­na che le donne di qualità vengano trascurate in tal modo. Io dico che la nascita, la nascita dovrebbe con­tare qualcosa. Ho visto uomini ammirati, corteggiati e seguiti solo per i loro titoli.

SQUEAMISH Si, sembrerebbe che gli uomini d'onore non dovrebbero neanche amare, non diciamo sposarsi, fuori della loro casta.

DAINTY È una vera vergogna! Sono arrivati ad autopre­scriversi l'incrocio, come per i loro cani e cavalli.

LADY FIDGET In questo sono tanti cani e cavalli anche loro.

SQUEAMISH Si penserebbe, se non per amore, almeno un poco per vanità.

DAINTY Sì, qualche volta in effetti soddisfano la loro vanità su di noi, e si degnano di parlar bene di noi; nel senso che dicono a tutto il mondo che ci hanno portate a letto.

LADY FIDGET Maledetti furfanti! Che da loro ci tocchi subire solo dei torti! Raccontare che uno ha avuto una persona quando non ha avuto quella persona è il più gran torto al mondo che una persona possa subire.

SQUEAMISH Be', è una gran vergogna che delle persone nobili siano vittime ditali torti e negligenze.

LADY FIDGET Ma è una vergogna ancora più grande per una persona nobile trascurare il proprio onore e degra­dare la propria nobile persona con degli omettini qual­siasi. Puah!

DAYNTY Immagino che un delitto contro il nostro onore non cambi se sia commesso con un uomo di rango o con un altro.

LADY FIDGET Che dici! No, certo, l'uomo di rango è più simile al marito, quindi la colpa sarebbe minore.

DAYNTY Però sarebbe minore anche il piacere.

LADY FIDGET Vergogna, vergogna, sorella! Dove andre­mo a finire? Sii casta quando parli, o mi costringerai a detestarti.

DAYNTY E poi gli intrighi sono tanto più risaputi quanto più l'uomo è di rango.

SQUEAMISH Questo è vero, a un uomo qualunque non bada nessuno, pertanto la cosa con lui è più segreta. E i delitti quando non sono noti sono meno gravi.

LADY FIDGET Dite la verità; penso proprio che abbiate ragione. Non è un'offesa per il marito finché non è un'offesa al nostro onore; così che una donna d'onore non perde onore con una persona qualunque. E per di­re la verità...

DAYNTY (a parte, a SQUEAMISH) Così l'omettino è diven­tato una persona qualunque... per lei...

LADY FIDGET Ma sempre il mio caro, caro onore.

Entrano SIR JASPAR, HORNER, DORILANT.

SIR JASPAR Si, mia cara, mia onorata, hai sempre tanto onore in bocca...

HORNER (a parte) Che non ne ha più in un altro posto.

LADY FIDGET Oh, che fate? Chi ci portate ora?

DAYNTY Puah, questi sono anche peggio dei begl'in­gegni.

SQUEAMISH Puah!

LADY FIDGET Consentiteci di ritirarci.

SIR JASPAR Ferma, ferma. Parola mia, per dirvi la nuda verità...

LADY FIDGET Vergogna, Sir Jaspar, non usate la parola «nuda».

SIR JASPAR Be', be', in breve, io ho un impegno a Whi­tehall e non posso andare a teatro con voi, perciò vor­rei che andaste...

LADY FIDGET A teatro con quei due?

SIR JASPARNo, con l'altro no. Con Mr. Horner. Andan­do con lui non ci può essere più scandalo che se anda­ste con Mr Tattle o con Mastro Limberham.4

LADY FIDGET Con quel disgustoso individuo! No... no! SIR JASPAR Aspetta, ti prego, cara, dammi retta. (Sus­surra a LADY FIDGET)

HORNER Signore...

HORNER, DORILANT SI avvicinano a SQUEAMISH e a DAYNTY.

DAINTYVia.

SQUEAMISH Non vi avvicinate.

DAYNTY Voi fate comunella con i brillanti, siete coperti di oscenità.

SQUEAMISH E io piuttosto che guardar voi, guarderei un quadro con Adamo ed Eva senza foglie di fico. Perciò alla larga, non ci fate star male.

DORILANT E queste chi diavolo sono?

HORNER Queste? Sono femmine che credono di esibire l'onore come i critici lo spirito, solo censurando gli al­tri. Così come ogni rozzo, maligno, cupo, affettato, tedioso, pignolo bellimbusto bevitore di tè si atteggia a bell'ingegno sparlando degli uomini assennati, queste qui per l'onore sparlano della Corte e di dame il cui onore non è inferiore al rango.

SIR JASPAR Suvvia, Mr. Horner, debbo chiedervi di an­dare a teatro con queste dame.

HORNERIo, signore!

SIR JASPARSì, sì, suvvia, signore.

HORNERDebbo chiedervi di scusarmi, signore, e chie­derlo anche alle dame. Ma non voglio più farmi vedere in pubblico in compagnia di donne, per tutto l'oro del mondo.

SIR JASPARAh, ah, strana avversione!

SQUEAMISHNo, lui è per la compagnia delle donne in privato.

SIR JASPAR Lui... pover'uomo... lui! Ah, ah, ah!

DAYNTY Per quegli sporcaccioni è maggior vergogna farsi vedere in c6mpagnia di donne virtuose che per le donne farsi vedere con loro.

HORNERIn verità, signore, c'è stato un tempo in cui de­testavo solo le donne virtuose; ma adesso detesto an­che le altre. Vi chiedo scusa signore.

LADY FIDGETSiete il benvenuto, signore, perché non abbiamo intenzione di incomodarci con voi.

SIR JASPARÈ triste, ma dovrà andare.

DORILANT Ma no, se non va lui sono pronto a scortarle io, le signore. E mi considero anche più adatto.

SIR JASPAR No, voi no, signore, grazie tante... mastro Horner è un privilegiato fra le signore virtuose. Dovrà passare un bel po' di tempo prima che lo siate anche voi; eh, eh, eh! No, vi prego, ritiratevi, caro signore, perché da come la vedo io, con voi le dame non hanno niente a che spartire.

DORILANTE io sono certo che lui non può aver niente a che spartire con loro. Strano che un uomo non possa venire fra le donne virtuose oggigiorno se non alle stes­se condizioni dietro cui gli uomini sono ammessi al serraglio del Gran Turco; ma i~ cielo mi impedisca di diventare per loro solo un compagno al tavolino da gioco!5E Pinchwife dov'è finito? (DORILANT  esce.)

SIR JASPARSuvvia, suvvia, amico; volete davvero evita­re la dolce frequentazione delle donne? Di quella dol­ce, mite, gentile, mansueta, nobile creatura, la donna, fatta per la compagnia dell'uomo...

HORNERCome quella dolce, gentile, mansueta e ancor più nobile creatura che è lo spaniel, che possiede tutte le loro abilità: sa fare le moine, poi la cuccia, prendere le busse e fare altre moine; abbaia ai tuoi amici quan­do ti vengono a trovare; ti rende scomodo il letto; ti at­tacca le pulci, e anche la scabbia, qualche volta. La so­la differenza è che lo spaniel dei due è l'animale più fe­dele, perché le moine le fa a un padrone solo.

SIR JASPAREh, eh, eh!

SQUEAMISH Oh, che villanzone!

DAINTY Bruto insolente!

LADY FIDGETBruto! Miserabile, puzzolente, schifoso castrone francese, come osate...

SIR JASPARSilenzio, se piace alla vostra signoria. Ver­gogna, mastro Horner, anche vostra madre era una donna. (A parte) Adesso non mi riuscirà più di fargli rifare la pace. (A parte a LADY FIDGETAscoltatemi, si­gnora, datemi retta anche se siete irritata. Quante vol­te non avete lamentato la mancanza di un quarto per chiudere il numero dei vostri ridicoli giocatori di om­bre?6Questo lo potreste imbrogliare senza sforzo, per­ché gioca male, e di conseguenza adora il gioco. E poi, sapete, a scortarvi quando uscite non avete che due vecchi signori bene educati e con l'alito fetido; assu­metene un terzo. Gli altri sono decrepiti, e ogni signo­ra deve avere un usciere di palazzo in più, così come si tiene un cavallo di riserva per la carrozza, per evitare di esser costretti a restare in casa.

LADY FIDGETMa siete certo che ami il gioco, e che ab­bia denaro?

SIR JASPARIl gioco lo ama quanto voi, e di denaro ne ha quanto me.

LADY FIDGETAllora avrò il piacere di fargli scontare la sua scurrilità. Il denaro in un certo senso compensa tutti gli altri difetti degli uomini. (A parte) Quelli che non possiamo impiegare come galanti, li multiamo.

SIR JASPAR(a parte) Ecco, ecco; adesso ammorbidiamo lui, lusinghiamolo. - Mastro Horner, non volete pro­prio frequentare persone ammodo? Io dico che il mo­mento è venuto; solo per quelle siete adatto. Su, su, da bravo, rassegnatevi a far visita alle nostre mogli, a mangiare alle nostre tavole, a prendere il tè dopo cena con le nostre parenti virtuose, a mescolargli le carte, a leggergli commedie e gazzette, a spulciargli i barbonci­ni, a raccogliergli ricette, canzoni nuove, domestiche, paggi e staffieri.

HORNERSpero che mi troveranno qualche occupazione migliore, signore.

SIR JASPAREh, eh, eh! E bene che conosciate i vostri compiti, prima di assumerli; e dal momento che siete sprovvisto di una dama da adulare e di una buona casa in cui desinare, vi prego di frequentare le mie, chia­mando signora mia moglie, che vi darà il nome di ga­lante, secondo l'uso.

HORNER Chi, io?

SIR JASPAR In fede, lo farai per amor mio. Su, solo per amor mio.

HORNER Per amor vostro...

SIR JASPAR (a LADY FIDGET) Su, su, ecco un giocatore per te; consentigli qualche familiarità, ogni tanto. Ma sì, anche se è un po' villano, che importa? I giocatori possono essere villani con le signore, lo sai.

LADY FIDGET Sì, i giocatori che perdono hanno dei pri­vilegi con le donne.

HORNER Io avevo sempre creduto il contrario, che i vin­citori al gioco avessero i maggiori privilegi con le donne, perché quando hai perso i soldi con un uomo, hai perso tutto quello che hai, tutto quello che hai, dico­no, e lui può farti tutto quello che vuole.

SIR JASPAR Eh, eh, eh! Be', vittoria o sconfitta, avrai ogni licenza presso di lei.

LADY FIDGET Secondo come si comporterà. Per amor vostro gli darò accesso e libertà.

HORNER Ogni genere di libertà, signora?

SIR JASPAR Sì, sì, ogni genere di libertà che tu possa prenderti. Perciò va' da lei, inizia le tue nuove mansio­ni; lusingala, scherza con lei, cominciate a conoscervi meglio tutti e due.

HORNER (a parte) Mi sembra di conoscerla già, perciò posso correre il rischio con lei. Scambierò il mio segre­to con il suo.

HORNER e LADY FIDGET parlottano.

SIR JASPAR Sorella, cuginetta, ecco: vi ho procurato un innocente compagno di giochi. Guardatelo.

DAINTY Chi? Lui?

SQUEAMISH Bel compagno di giochi!

SIR JASPAR  Sì, certo; cosa volete? Va benissimo per gio­care a carte o a moscacieca, o per farvi da zimbello qualche volta.

SQUEAMISH Puah, noi compagni di giochi così non ne vogliamo.

DAYNTY I compagni di gioco non ce li sceglierete voi, si­gnore, grazie tante.

SIR JASPAR No, datemi retta, per favore. (Parla a en­trambe sottovoce)

LADY FIDGET (a parte a HORNER) Ma povero signore, tanto generoso volete essere, uomo d'onore fino a questo punto, di farvi passare per uomo mancato? Per uomo mancato! E volete affrontare la più grave onta che possa cadere sopra un uomo, quella in seguito alla

quale nessuno potrebbe più rimproverare noi donne se conversiamo con voi? Ma davvero, signore, siete in tutto e per tutto lo stesso uomo di prima di andare in Francia, signore? In tutto e per tutto, in tutto e per tutto lo stesso, signore?

HORNER In tutto e per tutto, in tutto e per tutto, signo­ra. Ma non voglio che mi crediate sulla parola; chiedo solo di essere messo alla prova, signora.

LADY FIDGET Be', di nuovo avete parlato da uomo d'o­nore: tutti gli uomini d'onore chiedono di essere messi alla prova. Però veramente di solito voialtri uomini ri­ferite tali cose sul vostro conto, che non si sa come o a chi credere, e per noi donne è finita che non ci azzar­diamo più a accettare la vostra parola, proprio come fanno i vostri sarti, che non vi fanno più credito a me­no che qualche vostro servo fidato non accetti di farsi vincolare con voi. Però io nutro una fiducia così forte nel vostro onore, caro, caro, nobile cavaliere, che so­no pronta a rinunciare al mio in cambio del vostro in qualsiasi momento, caro signore.

HORNER No, signora, non c'è bisogno che vi rinunciate per me. Vi ho già dato la garanzia di esentarvi da ogni rischio, tanto bene il mondo conosce la mia recente re­putazione, signora.

LADY FIDGET Ma se in seguito a qualche screzio futuro o se in base al sospetto che io vi abbia tolto la fiducia per impiegare qualcun altro, voi doveste venir meno al vostro patto, caro signore? Voglio dire, se mi date li­cenza di esprimermi in modo osceno: voi potreste rac­contarlo, caro signore.

HORNER Se io lo facessi, nessuno mi crederebbe, cara signora: nel mondo la reputazione di impotenza non è meno difficile da ribaltare che quella di vigliaccheria.

LADY FIDGET E allora, come si potrebbe dire, fate pure del vostro peggio, caro, caro signore.

SIR JASPAR Insomma, si è riconciliata la vostra signoria con costui? Vi siete messi d'accordo sui particolari? Perché io devo andare a Whitehall.

LADY FIDGET Ma sì, Sir Jaspar, mastro Horner è un uo­mo mille, mille volte migliore di quanto pensassi. Cu­gina Squeamish, sorella Dainty, adesso riesco perfino a nominarlo. E avete visto come ancora poco fa ritene­vo un'oscenità il suo solo nome; non l'avrei nominato più volentieri di quanto ci sarei andata a letto.

SIR JASPAR Cosa probabile, povera signora.

DAYNTY Ci credo.

SQUEAMISH Non c'è dubbio.

SIR JASPAR  Bene, bene - che la vostra signoria non sia meno virtuosa di qualunque altra donna, lo so io; di lui, lo sa tutta la città - eh, eh, eh! Perciò, ora che non vi è più antipatico, andate a sbrigare insieme le vostre faccende. Andate, andate alle vostre faccende, dico, al piacere, mentre io vado al mio piacere, gli affari.

LADY FIDGET Venite dunque, caro galante.

HORNER Andiamo, mia carissima signora.

SIR JASPAR Bene, bene. Perfetto, proprio come volevo.

(SIR JASPAResce.)

HORNER E come volevo io.

LADY FIDGET

Chi per gli affari suoi lascia la moglie,

Gli affari anche di lei spesso risolve.

(Escono tutti.)

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

ALITHEA e MRS PINCHWIFE.

ALITHEA Sorella, che cosa ti tormenta? Sei diventata malinconica.

MRS PINCHWIFE E chi non diventerebbe malinconica a vederti svolazzare fuori di casa tutti i giorni, mentre io devo restare rinchiusa come un povero, solitario, triste uccellino in gabbia?

ALITHEA SI, sorella, ma tu dal nido alla gabbia ci sei ve­nuta giovane e onesta, e per questo credevo che ti pia­cesse e ci potessi star dentro con non meno allegria di altre che spiccano presto il volo e saltellano qua e là all'aria aperta.

MRS PINCHWIFE No, lo confesso, sono stata abbastanza tranquilla finché mio marito non mi ha detto che bella vita fanno le signore di Londra fuori casa, sempre a ballare, a riunirsi e a banchettare, con addosso i vestiti buoni tutti i giorni; giocano addirittura coi birilli ogni giorno della settimana, dico davvero.

Entra MR. PINCHWIFE.

PINCHWIFE Allora, che ci fai qui? Le metti in testa i pia­ceri della città e la riempi di desideri.

ALITHEA SI, come i birilli. Quei desideri non lasciate che glieli susciti nessun altro che voi stesso.

PINCHWIFE Io le parlo delle vanità della città come un confessore.

ALITHEA Bel confessore! Un confessore come quello che per proibire a uno stalliere tonto di ungere i denti del cavallo, gli insegna il trucco.[10]

PINCHWIFE Andiamo, madama buontempona, i buoni precetti vanno smarriti quando abbiamo davanti i cat­tivi esempi. La libertà che tu ti prendi fuori casa la mette in ansia di fare altrettanto, e di cattivo umore in casa, poverina! Lei a Londra non ci voleva venire; so­no stato io a portarcela.

ALITHEA Bravissimo.

PINCHWIFE È in città da una settimana e fino a oggi po­meriggio non ha mal avuto voglia di uscire.

ALITHEA Non è stata a teatro ieri?

PINCHWIFE SI, ma non me lo aveva mica chiesto lei. So­no stato io a portarcela.

ALITHEA Dunque se vi chiede di tornarci, la causa della domanda siete voi, non il mio esempio.

PINCHWIFE Be', domani sera mi sarò liberato dite, e il giorno dopo, sicuro come la luce del sole, lei e io ci sa­remo liberati dalla città e dal miei sinistri timori. (A MRS PINCHWIFE) Su, non essere malinconica, perché dopodomani verrai in campagna, carissima.

ALITHEA Bella consolazione!

MRS PINCHWIFE  Uffa, perché mi parlate della cam­pagna?

PINCHWIFE Come sarebbe? Uffa alla campagna?

MRS PINCHWIFE Lasciatemi in pace, non sto bene.

PINCHWIFE Oh, se è per questo... che cosa disturba la mia carissima?

MRSPINCHWIFE Sinceramente, non lo so. Ma non sto bene. da quando mi avete detto che al teatro c'era un galante innamorato di me.

PINCHWIFE Ah...

ALITHEA Anche questo è il mio esempio?

PINCHWIFE Lo sai che se invece di star bene sei turbata perché per caso uno sporcaccione ha detto mentendo che gli piacevi, farai ammalare anche me.

MRS PINCHWIFE Di che male?

PINCHWIFE Oh, di quel male che è peggiore della peste, la gelosia.

MRS PINCHWIFE Uffa, scherzate! Sono certa che un ma­le così non esiste, nel libro di ricette che abbiamo a casa.

PINCHWIFE No, tu non ti ci sei mai imbattuta, povera innocente. (A parte) Be', se mi metterai le corna, sarà per colpa mia; perché i cornuti e i bastardi sono di soli­to gli artefici della propria sorte.

MRS PINCHWIFE Però ti prego, tesoruccio, andiamo a vedere una commedia questa sera.

PINCHWIFE È appena finita, lei ne viene. Ma perché tanta smania di vedere una commedia?

MRS PINCHWIFE Parola mia, caro, non è che m'importi un fico secco di quello che dicono in quel posto. Ma mi piace guardare gli attori, e se potessi, vorrei vedere quel galante che hal detto che mi ama. Solo per que­sto, tesoruccio.

PINCHWIFE Solo per questo, tesoruccio?

ALITHEA Sempre tutto per il mio esempio.

MRS PINCHWIFE Usciamo comunque, anche se la com­media è finita, tesoruccio.

PINCHWIFE Su, abbi un po' di pazienza, e andrai in campagna venerdì.

MRS PINCHWIFE Per questo vorrei prima vedere qualche cosa da raccontare al miei vicini. No, voglio uscire, al­meno una volta.

ALITHEA Anche di questo desiderio la causa sono io.

PINCHWIFE Ma ora che ci penso, qual era la causa della venuta di Horner nelle mie stanze oggi? Eri tu.

ALITHEA No, era perché non gli avevate fatto vedere la vostra bella moglie fuori delle vostre stanze.

MRS PINCHWIFE Come, Signore Iddio! Davvero quel gentiluomo è venuto qui per vedermi?

PINCHWIFE No, no. - Non siete voi la causa di questa maledetta domanda, madama Alithea? (A parte) Be', ne ha il diritto. È innamorato di mia moglie... e le vie­ne dietro... ecco... però io questo amore lo stronco finché è ancora in boccio, altrimenti quello ci segue fi­no in campagna e spacca la ruota della sua carrozza dalle parti di casa nostra per procurarsi una scusa per entrare. Ma la città credo di conoscerla.

MRS PINCHWIFE Su, ti prego, tesoruccio, andiamo fuori prima che faccia tardi, perché io voglio andare, su questo non ci sono dubbi.

PINCHWIFE (a parte) Ecco! Già l'ostinazione di una sposa di città; e finché è qui bisogna che gliela dia vin­ta, come se tale fosse. - Sorella, come facciamo per evitare che venga vista o riconosciuta?

ALITHEA Fatele mettere la maschera.

PINCHWIFE Bah, la maschera serve solo a rendere la gente ancora più curiosa, senza contare che come tra­vestimento è ancora più ridicola di una barba finta. Riconosceranno la taglia, la statura, il vestito, e se ci imbattessimo in Horner ci piomberebbe subito addos­so, le farebbe gli auguri, la bacerebbe, le strizzerebbe l'occhio, che il diavolo se lo porti. No, la maschera non gliela metto, troppo pericoloso. Hanno fatto più cornuti le maschere delle facce più belle che si siano mai viste.

ALITHEA E allora come farete?

MRS PINCHWIFE Insomma, si va? Se no, troviamo chiu­so l'Exchange, e io ci tengo tanto a vederlo.

PINCHWIFE Ecco.. ci sono... le metto il vestito che dob­biamo consegnare a suo fratello, il piccolo Sir James. Sì, io li conosco, i trucchi della città. Su, andiamo a vestirla. Una maschera! No... una donna in maschera, come un piatto coperto, suscita curiosità e appetito, anche quando magari scoperto ti farebbe rivoltare lo stomaco; no, no.

ALITHEA  Certo che il vostro paragone è un po' volgare. Ma conoscevo un galante cortese che diceva sempre:

"Una bellezza in maschera è come il sole durante una

eclisse: attira più sguardi che quando splende".

(Escono.)

SCENA SECONDA

La scena cambia nel New Exchange.

Entrano HORNER, HARCOURT, DORILANT.

DORILANTImpegnato con delle donne, e non; ceni con noi?

HORNER Sì, che la peste le colga tutte quante sono!

HARCOURT Eri molto più ragionevole questa mattina, e avevi contro di loro delle risoluzioni non meno nobili di quelle di uno che fosse vedovo da una settimana.

DORILANT Avrei mal potuto immaginare di vederti un giorno in compagnia di donne invano?

HORNER Invano! No... dal momento che non posso amarle, è per vendicarmi di loro.

HARCOURT Ora che non puoi più pungere, nel palco fra tutte quelle donne sembravi un fuco nell'alveare. Le avevi tutte addosso,. sballottato e maltrattato da tutte quante, spinto da una parte all'altra.

DORILANT Eppure continua a ronzare fra loro, come certi altri vecchi fuchi libidinosi e rincitrulliti. Evitale e detestale come loro detestano te.

HORNER Proprio perché le detesto e perché voglio dete­starle ancora di più, continuerò a frequentarle; come si vede dal matrimonio, non c'è niente che faccia odiare una donna da un uomo più della sua conversazione costante. In breve, io converso con loro come voi con i ricchi sciocchi, per ridere di loro e maltrattarli.

DORILANT Ma io non mi sognerei di andare a cena con delle donne senza poterci poi andare a letto, proprio come non andrei a cena con un ricco cialtrone senza la prospettiva, dopo, di imbrogliarlo.

HORNER Sì, ti ho visto cenare con uno scemo per amore del suo vino. Se si fosse limitato a fornirti quello, sare­sti stato contento; quanto a lui, poteva anche essere solo una bocca per tracannarlo, ti andava bene così.

HARCOURT Giusto, capita spesso di bere con un idiota, così come si gioca a dadi con un biscazziere, tanto per tenersi in esercizio. Ma le dame bevono?

HORNER Sissignore, e come minimo mi caverò il gusto di stenderle con una bottiglia, sputtanandole con que­sto modo almeno quanto facevo prima con quell'altro.

DORILANT Puah, bere con delle donne è contro natura quanto mettersi a motteggiare con loro. D'altro canto è un piacere di ex fornicatori, nonché la maniera più vile di calmare la sete dell'amore.

HARCOURT Diciamo di annegare l'amore, non di disse­tarlo. Ma pensa: non solo Ci lascia, ci lascia per delle signore per bene!

DORILANT Sì, e non è che così le cose gli vadano meglio. Già ci riesce difficile perdonare un uomo che lascia gli amici per una puttanella, e sì che sarebbe un richiamo quanto mal lecito.

HORNER Vi garantisco che non vi lascerei per loro, se non bevessero.

DORILANT Chi sarebbe capace di piantare in asso gli amici da Lewis's[11]per una seduta di comari?

HARCOURT Puah, vino e donne sono buoni separati, in­sieme sono disgustosi come il vino con lo zucchero. Vieni qua, signor mio: prima di andartene, dammi qualche consiglio. Un vecchio generale invalido quan­do è inabile all'azione è fonte di ottimi suggerimenti. Io ho altre mire sulle donne che non quelle di mangiare e bere con loro. Sono innamorato della fidanzata di Sparkish, che va sposa domani. Come posso arrivare a lei?

Entra SPARKISH> guardandosi intorno.

HORNER Ecco chi ti aiuterà a raggiungerla.

HARCOURT Lui! Ma se ti dico che è il mio rivale. Lui ostacolerà il mio amore.

HORNER Al contrario, i rivali sciocchi e i mariti gelosi aiutano i disegni dei loro rivali, perché si fanno infalli­bilmente detestare dalle loro donne: e. questo è il primo passo verso l'amore di un altro.

HARCOURT Ma io non posso avvicinarmi alla sua fidan­zata se non in sua compagnia.

HORNER Meglio per te. Gli sciocchi si lasciano imbro­gliare tanto più facilmente quando sono complici essi stessi. Proprio tenendogli compagnia gli si sfila la fi­danzata, a quello li, come si fa coi soldi, che sono la fi­danzata di tutti.

SPARKISH Sfilare cosa e a chi? Ehi, fatemici entrare, ra­gazzi, è da Natale che non trovo un allocco. Perdio, io dico che gli allocchi sono come gli orsi, durante l'in­verno vanno in letargo.

HARCOURT  (a parte a HORNER) Che il diavolo lo porti! Non avrà sentito tutto, spero.

SPARKI5H Su, su, brutti furfanti, dove si cena? - Oh, Harcourt, la mia fidanzata mi dice che le hal rivolto una corte spietata durante tutta la commedia, ah, ah! Ma io...

RARCOURT Corteggiarla, io?

139

SPARKISH Ma sì, ti perdono, perché credo di conoscerti, e conosco lei; e soprattutto conosco me stesso.

HARCOURT Questo ti ha detto? Vedo che le donne sono tutte come quelle dell'Exchange, che per far salire il prezzo delle loro prestazioni riferiscono agli affeziona­ti clienti richieste che nessuno si è mai sognato di fa?e.

HORNER Sì, le donne sono inclini a spiattellare le tre­sche prima che accadano, come gli uomini dopo che sono accadute; dal che dimostrano di essere il sesso più vano. Ma tu hai una fidanzata, Sparkish? Stento a crederlo almeno quanto stento a credere che tu abbia mal trovato un allocco, come ti vantavi un attimo fa.

SPARKISH Oh, servo vostro, signore; state motteggian­do, signore? D'altro canto anche qualcuno di noi è stato un po' ardito nei vostri confronti oggi a teatro. I brillanti si sono presi qualche libertà con voi, signore; non ci avete sentito ridere?

HORNER Si, ma credevo che foste andato alla comme­dia per ridere alle arguzie del poeta, non delle vostre.

SPÀRKISH Servo vostro, signore; no, grazie tante. Perdio, io a teatro ci vado come a un banchetto rustico: a questo mi porto dietro il mio vino, a quello, il mio spi­rito. Altrimenti sarei certo di non stare allegro a nessu­no dei due. E la ragione per cui tanto spesso facciamo più chiasso degli attori è che credo noi diciamo più battute spiritose, e così diventiamo i rivali del poeta presso il suo pubblico. Perché a dire la verità, noi li de­testiamo, quegli sciocchi furfanti, sissignore, e tanto, che troviamo da ridire anche delle loro porcherie sulla scena; mentre noi a nostra volta non diciamo altro in platea, e non meno forte.

HORNER Ma perché prendersela con quegli sciocchi poeti? Tu hai troppo spirito per essere uno di loro, e quelli come tante puttane non fanno che detestarsi... senza contare che di sicuro tu non ti abbassi a scrivere.

SPARKISH Sì, voglio che lo sappiate, non mi abbasso a scrivere; ma le donne, le donne, che fanno fare agli uomini ogni sciocchezza, gli fanno anche comporre delle canzoni. Lo fanno tutti. Fra gli innamorati è cosa non meno comune del giocare coi ventagli; e così come non puoi esentarti di brindare alla tua Filli, sei costret­to a rimare per lei.

HARCOURT No, in amore la poesia va evitata non meno della gelosia.

DORILANT Ma i poeti hanno condannato le tue canzoni, no?

SPARKISH All'inferno i poeti! Le hanno messe in burlet­ta, per usare la loro espressione. Questa burletta è un loro trucchetto magico con cui a forza di abracadabra e di salti mortali fanno diventare un uomo che è saggio e spiritoso nel mondo, uno stupido sulla scena, non si sa come; ed è per questo che li detesto anch'io, perché come niente potrebbe toccare pure a me. Quelli sono capaci di mettere uno in una commedia solo perché ha gli occhi storti. I loro predecessori si contentavano di far fare gli sciocchi sulla scena soltanto al servitori, ma questi manigoldi invece vogliono per forza dei genti­luomini, che la peste li colga, anzi, dei cavalieri; al punto che non si vede quasi mal sulla scena un cretino che non sia un cavaliere, e a dire la verità, sono stati loro a impedirmi di diventare cavaliere sul serio, per la paura di trovarmi cavaliere anche in una commedia, e passare per sciocco.

DORILANT Non biasimarli. Debbono seguire il loro re­pertorio di materiale, cioè i tempi.

HARCOURT Ma perché devi aver paura di trovarti in una commedia, tu che ogni giorno ti esponi nei teatri e in luoghi altrettanto pubblici?

HORNER Che differenza c'è fra stare sul palcoscenico piuttosto che ritto in piedi su una panca, in platea?

DORILANT Non dai forse dei quattrini al pittori, perché ti facciano somigliante? E hai paura dei tuoi ritratti in un teatro, dove tutte le tue amanti ti potrebbero ve­dere?

SPARKISH Al diavolo! I pittori non ti dipingono il vaio­lo o i foruncoli che hai sul viso. Sì, all'inferno tutti quei vostri stupidi autori, chiunque siano, tutti i libri e i librai, perdiana, e tutti i lettori, quelli cortesi come quelli senza creanza.

HARCOURT Ma chi viene qui, Sparkish?

Entrano MR. PINCHWIFE e sua moglie vestita da uomo, ALITHEA e la sua cameriera LUCY.

SPARKISH Oh, nascondetemi! C'è anche la mia fidanza­ta.

SPARKISH Si nasconde dietro HARCOURT.

HARCOURTTi vede.

SPARKISH Sono io che non voglio vederla. È ora di an­dare a Whitehall, e non debbo perdermi il salotto.

HARCOURT Ti prego, prima fammi fare la pace con lei.

SPARKISH Un'altra volta. Parola mia, il re si sarà già al­zato da tavola.

HARCOURT La tua assenza non gli avrà guastato l'appe­tito. Sei uno di quegli sciocchi che considerano la pro­pria presenza ai pasti del re non meno necessaria di quella dei suoi medici, mentre invece gli riesci ancora più importuno dei suoi cerusici, o dei suoi cani.

SPARKISH Bah, io conosco il mio interesse, signor mio. Nascondimi, te ne prego.

HORNER Servo vostro, Pinchwife. - Come? Fa finta di non conoscerci!

PINCHWIFE (a parte, alla moglie) Vieni via.

MRS PINCHWIFE Per favore, avete delle ballate? Date­mene sei soldi.

CLASP Non abbiamo ballate.

MRS PINCHWIFE E allora datemi Covent Garden Drol­lery e un paio di commedie... Oh, c'è Le furberie di Tarugo, e La vergine oltraggiata;3le prendo.

PINCHWIFE (a parte, a lei Niente commedie, non va be­ne che tu le legga. Andiamo; vuoi farti riconoscere?

HORNER Sparkish, chi è quel bel giovanottino che sta con lui?

SPARKISH Credo il fratello di sua moglie, perché le assomiglia un poco. Lei però l'ho vista una volta sola.

HORNER Estremamente grazioso; anch'io ho già visto una faccia simile. Seguiamoli.

Escono PINCHWIFE, MRS PINCHWIFE, ALITHEA, LUCY; HORNER e DORILANT li seguono.

HARCOURT Su, su, Sparkish! La tua fidanzata ti ha visto e si seccherà che non vai da lei. E poi io vorrei tan­to farci la pace. E una cosa che solo tu puoi ottenere, caro amico.

SPARKISH Be', ecco una ragione più valida, caro amico. Per me o per lei non mi sognerei di andarle vicino, ma a te non posso negare nulla: anche se ti conosco da tanto tempo, ti assicuro che ti amo come una cono­scenza recentissima.

HARCÒURT Ti sono proprio obbligato, caro amico. Se voglio essere in buoni rapporti con lei è solo per conti­nuare a esserlo con te, perché questi legami con le mo­gli di solito sciolgono tutti i legami con gli amici. La­scerò che lei ti goda la notte, caro amico, ma ti voglio per me tutto il giorno, così come ti ho avuto finora.

SPARKI5H E di giorno mi godrai, caro amico, non ti preoccupare. Divorzierò da lei assai prima che da te. Seguimi.

HARCOURT (a parte) E un rimedio estremo, incaricare il nostro rivale di farci da ruffiano; d'altro canto ne lei ne suo fratello mi consentirebbero di avvicinarla, adesso. In fin dei conti un rivale è il miglior mantello sotto il quale accostarsi a una donna altrui senza de­stare sospetti; e una volta giunti fino a lei come voleva­mo, lo gettiamo via come un tabarro qualunque.

SPARKISH esce, seguito da HARCOURT. Rientrano MR.

PINCHWIFE e MRS PINCHWIFE, sempre vestita da uomo.

PINCHWIFE (ad ALITHEA, da dentro) Sorella, se non vuoi andare, dobbiamo lasciarti (a parte) Fra lei e quello sciocco del suo galante raduneranno tutti i giovani sca­vezzacolli del posto, e quelli tutte le loro care sartine pur di venirci dietro. Che sciame di cornuti e di cornificatori c'è qui! - Su, andiamo, madama Margery.

MRS PINCHWIFE  Neanche per sogno. Ci sono troppe co­se da vedere, ho ancora la pancia mezzo vuota.

PINCHWIFE Allora vieni per di qua.

MRS PINCHWIFE Gesù, che quantità di belle insegne ci sono qui! Aspetta.. la Testa di Toro, la Testa di Ariete, la Testa di Cervo...

PINCHWIFE Già, se esponessero le insegne vere di cia­scun marito, sarebbero tutte così.

MRS PINCHWIFE Che vuoi dire con questo, tesoruccio?

PINCHWIFE Lascia stare... lascia stare, tesoruccio.

MRS PINCHWIFE Dimmelo, ti prego; sì, lo voglio sapere.

PINCHWIFE Che sarebbero tutte teste di tori, cervi e arieti.

Escono MR. PINCHWIFE e MRS PINCHWIFE. Rientrano

SPARKISH, HARCOURT, ALITHEA, LUCY,  dall'altra porta.

SPARKI5H Su, cara signora, per amor mio adesso farete la pace con lui.

ALITHEA  E proprio per amor vostro che lo detesto.

HARCOURT  Detestarmi per amor suo! Ma signora, è una cosa troppo crudele.

SPARKISH Proprio così, signora, troppo, troppo crudele verso di me: detestare il mio amico per amor mio!

ALITHEA Lo detesto perché è vostro nemico. E voi do­vreste detestarlo come me, perché mi fa la corte, se mi amate.

SPARKISH Buona questa! Dovrei detestare un uomo perché vi ama! Se costui vi ama, è perché non può far­ne a meno, e se vi ammira la colpa è vostra, non sua. Dovrei detestare un uomo perché la pensa come me! Non lo farò mai, per tutto l'oro del mondo.

ALITHEA  E per il vostro onore o per il mio, tollerare che un uomo faccia la corte a me che vi devo sposare do­mani?

SPARKISH  E per il vostro onore o per il mio, rendermi geloso? Che costui vi faccia la corte è segno che siete bella, e che io non sia geloso è segno che siete virtuosa. Questo è per il vostro onore, direi.

ALITHEA Ma è dell'onore vostro che mi preoccupo.

HARCOURT Ma perché, carissima signora, volete preoc­cuparvi del suo onore ancora di più di quanto se ne preoccupi egli stesso? Lasciatelo stare, il suo onore, per amor mio e suo. Lui, lui non ha onore...

SPARKISH Come sarebbe?

HARCOURT Se non quello che è in grado di custodire da solo.

SPARKISH Oh-oh, giusto, di nuovo.

HARCOURT La vostra sollecitudine per il suo onore im­plica che egli lo stia trascurando, il che non fa onore al mio amico qui presente. Ragion per cui, ancora una volta, cara signora, lasciate che il suo onore prenda la strada che crede.

SPARKISH SI, si, vi sembrerebbe coerente col mio onore, sposare una donna di cui sospettassi la virtù al punto di non poterla affidare alle mani di un amico?

ALITHEA E non temete di perdermi?

HARCOURT Lui temere di perdervi, signora? No, no... potete vedere che conto fa costui della creatura più sti­mabile e più meravigliosa del mondo. Non ve ne ac­corgete?

SPARKISH Giusto, onesto, Frank, io nutro per lei una stima così nobile che non posso essere geloso.

ALITHEA Voi lo fraintendete. Lui vuol dire che non vi curate di me, ne di chi possa avermi.

SPARKISH Signore Iddio, signora, vedo che siete gelosa. Volete costringere le parole di un pover'uomo ad assu­mere un significato che non hanno?

ALITHEA Voi mi stupite, signore, con la vostra mancan­za di gelosia.

SPARKISH E voi mi fate girare la testa, signora, con la vostra gelosia e con le vostre paure e virtù e onore. Perdio, vedo che la virtù rende le donne non meno moleste di qualche lettura odi un pizzico di erudizione.

ALITHEA  È mostruoso!

LUCY (dietro) Ma guarda un po' che mariti di manica larga capitano a queste dame altolocate! A una povera cameriera una fortuna così non le tocca mai. È da si­gnora. Purtroppo però lui per lei è sprecato. Lei non sarà capace di sfruttarlo, il bene che le è caduto fra le mani. Se volete un cornuto perfetto dovete cercare un gentiluomo, perché per fare il cornuto ci vuole la buo­na educazione.

ALITHEA E allora ve lo dico chiaro e tondo: questo si­gnore mi sta dietro per sposarmi.

SPARKISH Bah!

HARCOURT Via, signora, vedete che i vostri sforzi per renderlo geloso di me sono vani; il mio amico ha per me la più squisita cortesia del mondo.

SPARKISH Poveretto.

HARCOURT Ma da sola la sua cortesia non mi basta, senza il vostro favore; la vostra buona considerazione, signora, ecco cosa deve rendere perfetta la mia felicità. Questo bravo gentiluomo crede a tutto quello che di­co; vorrei che faceste altrettanto. Geloso di me! Io non farei torto a lui ne a voi, per tutto il mondo.

SPARKI5H Visto? Ascoltatelo, ascoltatelo, e non vi al­lontanate così.

ALITHEA cammina sbadatamente avanti e indietro.

HARCOURT Io vi amo, signora, e pertanto...

SPARKISH Come sarebbe! No... adesso veramente co­minci a esagerare.

HARCOURT Fino a tal punto io dico di amarvi, che di­chiaro di non volervi vedere infelice, a buttarvi via così su di un oggetto indegno e insignificante come quello che vedete. (Picchiandosi la mano sul petto, indica

SPARKISH.)

SPARKISH No, in fede mia, ti credo; ora sì che è chiaro quello che vuole dire. Ma io lo sapevo anche prima, che non avresti fatto torto ne a me ne a lei.

HARCOURT No, no, il cielo non voglia che il vanto del suo sesso cada così in basso da finire nelle braccia di un miserabile come questo, ultimo relitto dell'umanità

- questo mio caro amico qui presente - io lo voglio svi­lire! (Abbracciando SPARKISH)

ALITHEA Benissimo.

SPARKISH No, no, caro amico, lo sapevo. - Signora, ve­dete come costui preferisce far torto a se stesso piutto­sto che a me, dandosi così questi nomi?

ALITHEA Ancora non l'avete capito?

SPARKISH Che parla così di sé per modestia? Certo, po­veretto.

ALITHEA Io dico che parla temerariamente di voi, poi­ché... anche in vostra presenza; al punto che non posso tollerare oltre la sua volgare indiscrezione nei vostri confronti, non più della corte che fa a me. (Fa per an­dare.)

SPARKISH No, no, signora, vi prego, restate... la corte che fa a voi! Sant'Iddio, signora, non ha ancora parla­to con sufficiente chiarezza?

ALITHEA Lo ha fatto eccome.

SPARKISH Ebbene, quand'è così, quanto è vero il mon­do oggigiorno un uomo non può parlare con garbo a una donna senza che costei dica immediatamente che le sta facendo la corte. No, signora, voi resterete qui, con vostra licenza, dato che non lo avete ancora capi­to. Resterete finché lui non avrà fatto un éclaircisse­ment del suo amore per voi1 ossia, di che tipo di amore si tratti. (A HARCOURT) Rispondi al tuo catechismo. Amico, ami questa mia fidanzata?

HARCOURT Sì, e vorrei che lei non ne dubitasse.

SPARKISH Ma come l'ami?

HARCOURT Con tutta l'anima.

ALITHEA Lo ringrazio; mi sembra che parli con suffi­ciente chiarezza, ora.

SPARKISH (a ALITHEA) Siete ancora fuori strada. - Ma con che genere di amore, Harcourt?

HARCOURT Col migliore e col più sincero amore del mondo.

SPARKISH Bada però, non si tratterà mica di amore ma­trimoniale, vero? Io ne sono certo.

ALITHEA Come sarebbe? Vorreste dire che l'amore ma­trimoniale non è il migliore?

SPARKISH Dio santo, sono andato troppo in là senza ac­corgermene. Ma parla per te stesso, Harcourt. Tu dici che non vuoi far torto ne a me ne a lei.

HARCOURT No, no, signora, prendete lui, per l'amor del cielo...

SPARKISH Sentite bene qui, signora.

HARCOURT Chi deve essere vostro secondo giustizia? Certo colui che vi ama di più. (Si picchia il petto)

ALITHEA Sentite bene qui, Mr Sparkish. E chi è costui?

SPARKISH E chi dovrebbe essere? - Avanti, Harcourt.

HARCOURT  Colui che vi ama più di quanto le donne amino i titoli, o la fortuna gli sciocchi. (Indica SPAR­KISH)

SPARKISH  Sentite bene qui. Vuol dire sempre me, per­ché è me che indica.

ALITHEA  Ridicolo!

HARCOURT Che sa, se possibile, apprezzare tanta bel­lezza e virtù.

SPARKISH  Sì.

HARCOURT  Il cui amore non può essere eguagliato al mondo, più di quanto possa esserlo quella vostra for­ma celeste.

SPARKISH  No.

HARCOURT Che non potrebbe tollerare un rivale più di quanto potrebbe tollerare la vostra assenza, e tuttavia non potrebbe dubitare della vostra virtù più di quanto potrebbe dubitare della sua stessa costanza nel suo amore per voi.

SPARKISH  No.

HARCOURT Che, infine, vi ama ancor più dei suoi occhi che per primi vi fecero amare da lui.

SPARKISH Sì... no, signora, voi non ve ne andrete finché...

ALITHEA Badate a non farmi restare troppo...

SPARKISH  Restate almeno finché non vi avrà salutata, perché possa assicurarmi che siete amici, dopo le sue Oneste profferte e dichiarazioni. Orsù, vi prego, signo­ra, siate benigna con lui.

Entrano MR. PINCHWIFE, MRS PINCHWIFE.

ALITHEA Dovete perdonarmi, signore, se non vi sono ancora così obbediente.

PINCHWIFE  Cosa, invitate vostra moglie a baciare degli uomini? Mostruoso! Non vi vergognate? Non vi per­donerò mai.

SPARKISH Non vi vergognate voi, che io abbia più fidu­cia di voi nella castità della vostra famiglia? Voi non dovete farmi lezione. Io sono un uomo d'onore, si­gnor mio, per quanto aperto e liberale. Io sono aperto, signore...

PINCHWIFE  Molto aperto, signore, a dividere la moglie con gli amici.

SPARKISH È un amico umile, alla mano, di quelli che riconciliano le divergenze del letto matrimoniale. Voi sapete che marito e moglie non vanno sempre d'accor­do. Io lo destino a tale uso, e pertanto lo voglio in buoni rapporti con mia moglie.

PINCHWIFE Un amico alla mano! - Ve ne troverete mol­ti, di amici alla mano come quello, esibendo vostra moglie come fate.

SPARKISH E con ciò? Può darsi che mi faccia piacere, come mi fa piacere sfoggiare un bel vestito a una pri­ma teatrale e contare dei soldi davanti a dei poveracci.

PINCHWIFE Chi esibisce sua moglie o il suo denaro ri­schia di farseli prendere in prestito, qualche volta.

SPARKISH Io amo essere invidiato, e non vorrei sposare una donna che potessi amare solo io; amare da soli è noioso come mangiare da soli. Non è un'epoca di franchezza, questa? E io sono una persona franca. E per dirvi la verità, può darsi che io ami avere dei rivali nell'amore di una moglie; te la fanno sembrare una mantenuta. E adesso buonanotte, perché debbo recarmi a Whitehall. - Signora, spero che a questo punto vi siate riconciliata col mio amico, e pertanto vi auguro una buona notte, e dormite, se potete, poiché domani come sapete debbo farvi visita presto, con un signore in abito talare. Buona notte, caro Harcourt. (SPARKISH esce.)

HARCOURT Signora, spero che non rifiuterete la mia vi­161

sita domani, se avvenisse in compagnia di un signore in abito talare, prima di quella di Mr. Sparkish.

PINCHWIFE (mettendosi fra ALITHEA e HARCOURT) Que­sta signora è ancora affidata a me. Pertanto dovete ancora reprimere la libertà che vi prendete con lei, si­gnore.

HARCOURT Devo, signore?!

PINCHWIFE Sì, signore, è mia sorella.

HARCOURT Tanto meglio, signore... perché io devo es­sere il suo servo, signore. -Signora...

PINCHWIFE Vieni via, sorella. Saremmo già venuti via, se non fosse stato per te, e così avremmo evitato questi sconci libertini, che sembrano perseguitarci.

Entrano HORNER e DORILANT e si dirigono verso di loro.

HORNER Come va, Pinchwife?

PINCHWIFE Servo vostro.

HORNER Ehi, vedo che un breve periodo passato in campagna fa diventare scorbutici e antisociali, buoni solo a conversare con cavalli, cani e mandrie.

PINCHWIFE Io ho degli affari, signore, e debbo badarvi; i vostri affari sono il piacere, e pertanto voi e io dob­biamo percorrere strade diverse.

HORNER Be', andate pure. Ma questo grazioso giovi­netto... (Afferra MRS PINCHWIFE)

HARCOURT La signora...

DORILANT E la cameriera...

HORNER Resteranno con noi, poiché suppongo che i lo­ro affari siano gli stessi dei nostri, ossia il piacere.

PINCHWIFE (a parte) Cribbio, l'ha riconosciuta, lei si comporta in un modo così sciocco! D'altro canto se non l'ha riconosciuta, sarei ancora più sciocco io a ri­velargliela.

ALITHEA Andiamo, andiamo...

HORNER (a MRS PINCHWIFE) Non preferite restare con noi? - Di grazia, Pinchwife, chi è questo grazioso gio­vanotto?

PINCHWIFE Uno di cui io sono il tutore. (A parte) Vor­rei riuscire a tenerla lontana dalle sue grinfie.

HORNER Chi è? Non ho mai visto niente di così grazioso in vita mia.

PINCHWIFE Bah, non guardatelo tanto. È un povero giovane molto timido, lo metterete in imbarazzo. - Vieni via, fratello. (Fa per portarla via)

HORNER Ah, tuo fratello!

PINCHWIFE Sì, fratello di mia moglie. - Andiamo, an­diamo, ci sta aspettando per mangiare.

HORNER Mi era sembrato, perché assomiglia molto alla donna con cui ti ho visto a teatro, quella di cui ti avevo detto che mi ero innamorato.

MRS PINCHWIFE (a parte) Aiuto! È lui che si era inna­morato di me? Mi fa piacere, perché è un signore cu­riosamente bello, e già lo amo anch'io. (A MR PINCH­WIFE) È lui, tesoruccio?

PINCHWIFE (alla moglie) Vieni via, vieni via.

HORNER Ma che fretta hai? Perché non mi lasci parlare con lui?

PINCHWIFE Perché lo corrompereste; è ancora giovane e innocente, e per nulla al mondo vorrei che fosse cor­rotto. (A parte) Come lo guarda! Demonio!

HORNER Harcourt, Dorilant, guardate qui; questo è il ritratto sputato di quella racchia che ci ha descritto, sua moglie. Avete mai visto una creatura più leggia­dra? Ha ragione di essere geloso di sua moglie, il fur­fante, perché è uguale a questo qua: farebbe innamo­rare di sé chiunque la vedesse.

HARCOURT E adesso me la ricordo: gli assomiglia come una goccia d'acqua.

DORILANT È veramente graziosa, se assomiglia a lui.

HORNER Graziosa? Graziosa sarà la tua lode! È una creatura sublime, più bella di qualsiasi altra cosa io abbia mai contemplato.

PINCHWIFE Ah, si.

HARCOURT Più bella della prima amante della fantasia di un poeta.

HORNER O dell'ultima amante in carne e ossa di un al­tro uomo.

MRS PINCHWIFE No, adesso voi scherzate, signore; vi prego, non prendetemi in giro.

PINCHWIFE  Su, su. (A parte) Per il cielo, si rivelerà!

HORNER  Parlo di vostra sorella, signore.

PINCHWIFE  Sì, ma dicendo che era bella lo avete fatto arrossire, poverino. (A parte) Sono sulla graticola!

HORNER A me sembra così bello che non dovrebbe esse­re un uomo.

PINCHWIFE (a parte) Oh, è finita! L'ha scoperta! Non sopporto più la sofferenza. (alla moglie) Su, venite via, dico.

HORNER No, con vostra licenza, signore, lui ancora non se ne va. (Ai due) Harcourt, Dorilant, tormentiamolo un po', questo furfante geloso.

HARCOURT / DORILANT  E come?

HORNER State a vedere.

PINCHWIFE Su, per favore, lasciatelo andare. Non pos­so perdere altro tempo. Vi dico che sua sorella ci aspetta con la cena.

HORNER Davvero? E allora andiamo, mangeremo tutti quanti con lei e con te.

PINCHWIFE No, ora che ci penso, dopo averci tanto aspettato adesso è sicuramente andata a letto. (A par­te) Vorrei che lei e io fossimo fuori dalle loro grinfie. -Su, domattina mi devo alzare presto. Andiamo.

HORNER Be', allora, se è andata a letto, le auguro la buona notte, e lo stesso anche a voi. Ma di grazia, gio­vin signore, vogliate presentarle i miei umili rispetti.

MRS PINCHWIFE (a parte) Cribbio! Riuscirà a rivelarsi mio malgrado. - Costui vi mostra più cortesia di me per via della vostra sollecitudine per sua sorella, a quanto pare.

HORNER Ditele, caro, dolce giovanottino, che in quanto suo fratello voi avete fatto rivivere in me l'amore che ho nutrito per lei a prima vista, al teatro.

MRS PINCHWIFE Ma l'avete amata davvero, proprio davvero?

PINCHWIFE (a parte) Ah, sì, eh. - Via, dico.

HORNER No, aspettate. Sì, davvero, e davvero vi prego di dirglielo, e di darle da parte mia questo bacio. (La bacia.)

PINCHWIFE (a parte) Santo cielo! Cosa non soffro! Adesso è anche troppo chiaro che lui l'ama, eppure...

HORNER E anche questo, e questo... (La bacia di nuovo.)

MRS PINCHWIFE  Perché mi baciate? Non sono una donna.

PINCHWIFE (a parte) Ecco... l'ha scoperto. - Su, non posso e non voglio trattenermi oltre.

HORNER Un momento, anche loro vogliono mandare un bacio alla vostra signora. Harcourt, Dorilant, non è così? (La baciano)

PINCHWIFE (a parte) Come? E io lo tollero? Non stavo accusando un altro proprio adesso di questa stessa col­pevole tolleranza, di permettere che gli baciassero la moglie davanti agli occhi? Che diecimila piaghe gli di­vorino le labbra! - Andiamo, andiamo.

HORNER Buonanotte, caro giovanottino. Signora, buo­na notte. Addio, Pinchwife. (A parte a HARCOURT e DORILANT) Non ve l'avevo detto che gli avrei fatto sali­re la bile, a quel geloso?

Escono HORNER, HARCOURT e DORILANT.

PINCHWIFE Finalmente se ne sono andati. Un momen­to, prima fammi vedere se c'è la carrozza al portone. (Esce.)

Rientrano HORNER, HARCOURT e DORILANT.

HORNER Come, siete ancora qui? Posso stare tranquillo che farete quello che vi ho chiesto, dolce signorino?

MRS PINCHWIFE  Ma voi che mi darete in cambio, dolce signore?

HORNER Qualunque cosa. Venite qui nel vialetto.

Esce HORNER, trascinando con sé MRS PINCHWIFE.

ALITHEA Fermo, un momento! Che cosa fate?

LUCY Fermi, fermi, aspettate... HARCOURT Ferma, signora, ferma! Lasciatelo fare,

vuol dargli un regalino; tornerà subito. E intanto io non vi lascio andare finché non avrete risposto alla mia domanda.

LUCY Per l'amor di Dio, signore, io debbo seguirli.

DORILANT No, anch'io ho un regalino per voi; non li se­guirete.

ALITHEA e LUCY lottano con HARCOURT e DORILANT. Rientra PINCHWIFE.

PINCHWIFE Dove? - come? - che ne è successo? - svani­to? - dove?

LUCY È solo uscito un momento con quel signore che gli vuol dare una cosetta, con licenza di vostro onore.

PINC1~WIFE Una cosetta... gli vuole dare una cosetta, che la peste lo colga! - dove sono?

ALITHEA Sono solo nel vialetto qui accanto, fratello.

PINCHWIFE Solo, solo! Dove, dove?

PINCHWIFE esce e rientra subito dopo, quindi esce defi­nitivamente.

HARCOURT Ma che gli prende? Perché si agita tanto? Ma carissima signora...

ALITHEA Vi prego di lasciarmi andare, signore; ho già detto e sofferto abbastanza.

HARCOURT  Dunque non volete guardare ne compatire le mie sofferenze?

ALITHEA Guardarle quando non posso alleviarle sareb­be crudeltà, non misericordia. Pertanto non voglio più rivedervi.

HARCOURT Quand'è così, signora, consentitemi il privi­legio di un innamorato messo al bando, di lamentarmi o di rampognare, e di darvi soltanto, nel dirvi addio, un motivo per cui se non acconsentite a sposare me, non dobbiate prendere quel miserabile del mio rivale.

ALITHEA Lui solo, non voi, dal momento che il mio onore è impegnato con lui, può comunicarmi la ragio­ne per cui non dovrei sposarlo; fino allora, così com'e­gli è sincero con me ed è con me quello che io credo, tale debbo dimostrarmi con lui. Serva vostra, signore.

HARCOURT Le donne hanno dunque la costanza solo quando questa è un vizio, e come la fortuna, sono leali solo con gli sciocchi?

DORILANT (a LUCY, che si dibatte per liberarsi da lui> Tu non ti muovi, o robusta creatura; vedi che ti tengo te­sta, pertanto rassegnati, e sii gentile.

Rientra PINCHWIFE.

PINCHWIFE Spariti, spariti, introvabili! Svaniti! Dieci­mila accidenti a loro! Da che parte sono andati?

ALITHEA Semplicemente nell'altro vialetto, fratello.

LUCY Avranno già terminato la loro faccenda, di sicu­ro, con licenza di vossignoria. Non ci può volere tanto tempo, ne sono certa.

ALITHEA Non ci sono?

PINCHWIFE No; e tu lo sai dove sono, disgraziata, infa­me, imperitura vergogna della tua famiglia! Non ti ba­sta disonorare te stessa, vero? Devi anche aiutare lei a fare altrettanto, legione di ruffiane!

ALITHEA Buon fratello...

PINCHWIFE Maledetta, maledetta sorella!

ALITHEA Guardate Lì, eccola.

Entra MRS PINCHWIFE vestita da uomo, di corsa, col cappello sottobraccio, pieno di arance e di frutta sec­ca; HORNER la segue.

MRS PINCHWIFE Oh, tesoruccio, guarda qui che cosa ho, guarda!

PINCHWIFE (a parte, strofinandosi la fronte) E anche che cosa ho qui io, che tu non puoi vedere.

MRS PINCHWIFE Quel bel signore mi ha dato anche di meglio.

PINCHWIFE Ah, sì? (a parte) È tutta rossa e ha il fiato­ne! Ma debbo controllarmi.

HORNER Non gli ho dato che un'arancia, al vostro fra­tellino, signore.

PINCHWIFE  (a HORNER) Vi ringrazio, signore. (A parte) L'avete solo spremuta, la mia arancia, immagino, e poi me l'avete restituita; eppure debbo portare pazien­za, come si usa in città. (Alla moglie) Su, andiamo via.

MRS PINCHWIFE Aspetta, fammi finire le mie belle cosi­ne, tesoruccio.

Entra SIR JASPAR FIDGET.

SIR JASPAR Oh, mastro Horner, venite, venite, le signo­re vi aspettano; la vostra padrona, mia moglie, si do­manda perché non vi sbrigate.

HORNER È da mezz'ora che vi sto aspettando qui; se non sono già con vostra moglie la colpa è soltanto vo­stra.

SIR JASPAR SI, ma vi prego, non glielo dite. La verità è che stavo perorando presso Sua Maestà un certo pro­getto su... ve lo dirò.

HORNER No, andiamo a sentirlo a casa vostra. - Buona notte, dolce signorino. Ancora un bacio, adesso mi ri­corderete, spero. (La bacia)

DORILANT Ma come, Sir Jaspar, dividete gli amici? Aveva promesso di cenare con noi; se lo portate a casa vostra correte il rischio di avere anche la nostra com­pagnia.

SIR JASPAR Ahimè, signori, casa mia non vi si addice; lì ci sono solo donne ammodo, che non fanno al caso vostro. Lui, lo sapete, adesso la tollera, la compagnia delle donne ammodo, ah, ah, ah! E poi, fa parte della mia famiglia... è... eh, eh, eh!

DORILANT Che cosa è?

SIR JASPAR  In fede mia, se proprio lo volete sapere è il mio eunuco, eh, eh, eh!

Escono SIR JASPAR FIDGET e HORNER.

DORILANT Vorrei piuttosto che tu fossi il suo cornuto, o il mio. Harcourt, che bel cornuto si spreca qui per la mancanza di un uomo che lo renda tale! Tu e io non possiamo avere il privilegio di Horner, e Horner non può approfittare del suo.

HARCOURT Sì, per il povero Horner è come ereditare un patrimonio a sessant'anni, quando uno non sa più co­sa farsene.

PINCHWIFE Andiamo.

MRS PINCHWIFE  Subito, tesoruccio.

DORILANT Su, andiamo via anche noi. (A ALITHEA) Si­gnora, servo vostro. (A LUCY) Buonanotte, bella cir­cassa.

HARCOURT Signora, anche se voi non mi consentirete di avere una buona giornata ne una buona notte, io ve le auguro; ma l'altra metà del mio desiderio non oso no­minarla.

ALITHEA Buona notte, signore, per sempre.

MRS PINCHWIFE Non so dove mettere questa cosa qui, caro tesoruccio; mangiala tu; ma sì, voglio che tu ab­bia un po' delle buone cose del bel signore, o delle lec­cornie come le chiami, quando siamo a casa.

PINCHWIFE Come no, ne ho diritto, dal momento che ne ho fornito la parte migliore. (Con un colpo le fa ca­dere l'arancia di mano)

Gioie, chicche, delizie offre il galante,

E il cornuto le paga tutte quante.

(Escono.)

ATTO QUARTO

SCENA PRIMA

A casa di PINCHWIFE, la mattina.

LUCY, ALITHEA, Con un vestito nuovo.

LUCY Bene... signora, ora vi ho vestita e agghindata con tanti ornamenti e vi ho sparso addosso once di profumi e di cipria. E tutto questo senza altro scopo che quello per cui si usa adornare e profumare un ca­davere per una fetida tomba di seconda classe... tale se non peggiore è l'opinione che ho del letto di mastro Sparkish.

ALITHEA Taci.

LUCY No, signora, voglio chiedervi la ragione per cui avete voluto bandire per sempre il povero mastro Har­court dalla vostra vista. Come avete fatto a essere così dura di cuore?

ALITHEA Proprio perché non sono dura di cuore.

LUCY SI, sì; è stato per amore e tenerezza, ci scom­metto.

ALITHEA Infatti. Non voglio più vederlo perché lo amo.

LUCY Ma senti un po'! Bel motivo!

ALITHEA Tu non mi capisci.

LUCY Vorrei che vi capiste voi stessa.

ALITHEA Ero fidanzata, ti rendi conto, con un altro. E il mio senso della giustizia non mi consente di ingan­narlo ne di offenderlo.

LUCY Può darsi un inganno o un torto maggiore nei confronti di un uomo, del dargli la vostra persona sen­za il vostro cuore? Per me sarebbe un caso di co­scienza.

ALITHEA Glielo recupererò dopo essere stata sua moglie per un poco.

LUCY La donna che si sposa per amare meglio si sbaglia come la ragazzetta che si sposa per vivere meglio. No, signora, sposarsi per aumentare l'amore è come gioca­re per arricchirsi. Serve solo a perdere quel poco che si aveva in precedenza, purtroppo.

ALITHEA Dalla tua eloquenza arguisco che ti hanno cor­rotto per tradirmi.

LUCY E solo il suo merito che ha corrotto il vostro cuo­re, vedete, contro la vostra parola e la rigidezza del vo­stro onore. Ma che diavolo è mal questo onore! E un mal di capo infallibile, come l'emicrania o il mal cadu­co, sempre pronto a spingere le persone a danneggiare se stesse. Gli uomini ci perdono la vita; le donne, quel­lo che hanno ancora più caro, ossia l'amore, vita della vita.

ALITHEA Su, ti prego, non parlare più di onore ne di mastro Harcourt. Vorrei che venisse l'altro, ad assicu­rarsi la mia fedeltà a lui e il suo diritto su di me.

LUCY Sicché lo sposerete?

ALITHEA Certo. Gli ho già dato la mia parola e gli darò anche la mia mano come garanzia, appena verrà.

LUCY Be', che non mi riesca più di infilare uno spillo se non è un allocco fatto e finito, in confronto a quell'al­tro signore.

ALITHEA Lo so che non ha lo spirito di Harcourt, ma ne farò a meno in cambio di un'altra sua carenza, quella della gelosia, che dirado manca agli uomini di spirito.

LUCY Dio santo, signora, che ve ne fareste di uno scioc­co per marito? Voi intendete essere onesta, non è così? E allora quella virtù di certi mariti, la credulità, con voi è sprecata.

ALITHEA Solo chi potrebbe sospettare della mia virtù dovrebbe aver motivo di farlo; è la fiducia di Sparkish nella mia lealtà che mi costringe a essergli fedele.

LUCY Non siete certa che quella sua convinzione possa durare.

ALITHEA Sono convinta che gli sia impossibile essere ge­loso, dopo le dimostrazioni che ho avuto da lui. La ge­losia di un marito... che il cielo non me la faccia cono­scere! Perseguita una poveretta in mille modi, con la perdita dell'onore, della pace, e del...

LUCY E del piacere.

ALITHEA Che vuoi dire, impertinente?

LUCY La libertà è un gran piacere, signora.

ALITHEA Voglio dire, con la perdita dell'onore, della pace, a volte addirittura della vita, nonché, cosa altret­tanto spiacevole, con la perdita di questa città. In altre parole, la moglie viene spedita in campagna, il che se­condo me è l'estrema vessazione da parte di un marito.

LUCY (a parte) Oh, è da qui che soffia il vento? - Allora di necessità, signora, voi pensate che un uomo se è sag­gio deve portare la moglie in campagna. Io trovo che la campagna risulta altrettanto terribile, per le nostre dame inglesi, del monastero per quelle straniere, e quant'è vero che sono vergine, io credo che a parità di inamovibilità del marito dal suo ufficio, preferirebbe­ro sposare un carceriere londinese piuttosto che uno sceriffo di contea. Una volta le donne di spirito sposavano degli sciocchi in cambio di una bella tenuta, di una bella residenza o cose del genere; adesso le terre le vogliono solo a Lincoln's Inn Fields o a Pall Mall.[12]

Entrano dirigendosi verso di loro SPARKISH e HAR­COURT travestito da parroco.

SPARKISH Signora, vostro umile servo. Buona giornata a voi e a noi tutti.

HARCOURT Amen.

ALITEEA E questo chi è?

SPARKISH Perdiana, il mio cappellano. Ah, signora, il povero Harcourt mi incarica di presentarvi i suoi umili rispetti. In obbedienza al vostro ultimo comando, si astiene dal manifestarsi a voi.

ALITHEA Non è questo qui?

SPARKISH No, che diamine. Per far vedere che non ha mai inteso ostacolare la nostra unione, ha mandato questo suo fratello a congiungere le nostre mani. Se­condo l'uso quando mi prendo una moglie, le devo procurare un cappellano; questi è suo fratello, nonché il mio cappellano.

ALITHEA Suo fratello?

LUCY (a parte) Nonché il vostro cappellano; predicherà sul vostro pulpito.

ALITHEA Suo fratello!

SPARKISH Già, lo sapevo che non ci avreste creduto. Ve lo dicevo, signore, che vi avrebbe scambiato per vostro fratello Frank.

ALITHEA Incredibile!

LUCY (a parte) Suo fratello! Ah, ah, ah! Aveva ancora un trucco in serbo, a quanto pare.

SPARKISH Su, carissima, vi prego, andiamo in chiesa prima che sia trascorsa l'ora canonica.[13]

ALITHEA Vergogna, continuano a prendervi in giro.

SPARKISH Perdiana, questa vostra incredulità è singo­lare.

ALITHEA É singolare la vostra credulità.

SPARKISH Oggetto più caro della mia vita, ascoltatemi. Vi dico che questi è Ned Harcourt, di Cambridge; per­diana, non vedete che aria subdola, da universitario? È vero che assomiglia un poco a suo fratello Frank, ma non può essere l'età a differenziarli, in quanto so­no gemelli.

LUCY Ah,ah,ah!

ALITHEA Serva vostra, signore. Al contrario di voi, io non mi lascio ingannare in questo modo. Su, sentia­mo; come fate a sapere quello che affermate con tanta sicurezza?

SPARKISH E va bene, vi dico tutto. Frank Harcourt è ve­nuto da me questa mattina ad augurarmi ogni felicità e a presentare i suoi rispetti per voi. Gli ho chiesto di aiutarmi a trovare un parroco, al che mi ha detto che aveva un fratello prete in città, ed è andato subito a cercarlo e come vedete me lo ha mandato.

ALITHEA Sì, Frank corre a infilarsi una giacca nera e poi ci dice di essere Ned. Ecco cosa ci avete guadagnato.

SPARKISH Bah, bah, è facile dirlo. Pensate che la leva­trice dovette mettere la sua giarrettiera intorno al collo di Frank per distinguerlo, da quanto erano identici.

ALITHEA Anche questo ve lo ha detto Frank.

SPARKISH Già, e Ned me lo ha ripetuto. Si capisce, fan­no parte della stessa storia.

ALITHEA Già, già; che sciocco!

SPARKISH Signore Iddio, se non mi credete, fatelo met­tere alla prova dalla vostra cameriera: perché le came­riere sanno distinguere i cappellani dagli altri uomini. Hanno una tale esperienza!

LUCY Vediamo. Sì, lo giuro: ha lo sguardo sfuggente dei canonici, e il palmo della mano viscido, appiccico­so, dei cappellani.

ALITHEA Bene, reverendissimo dottore, adesso basta con questa mascherata, per favore.

HARCOURT Con tutta l'anima mia, celestiale creatura, quando volete.

ALITHEA Parla proprio come un cappellano.

SPARKISH Perché, non ha detto «anima», «divino», «celestiale»?

ALITHEA Ancora una volta, impertinentissima giacca nera, cessate la vostra persecuzione e arriviamo a una conclusione di questo ridicolo amore.

HARCOURT (a parte) Mi ero dimenticato. Debbo adatta­re il mio stile alla mia giubba, o me la sarò messa in­vano.

ALITHEA Non mi rimane più pazienza. Mettiamo subito fine a questo amore importuno, vi dico.

HARCOURT E così sia, serafica signora, appena sembre­rà adatto e opportuno al vostro onore.

SPARKISH Perdio, sono certo che solo un cappellano avrebbe potuto parlare così.

ALITHEA Lasciate che vi dica, signore, che questo stupi­do giochetto non vi servirà a nulla; per quanto possia­te ritardare il nostro matrimonio, non potrete impe­dirlo.

HARCOURT Lungi da me, munifica patrona, il pensiero di ritardare il vostro matrimonio. Io non desidero niente di più che sposarvi seduta stante, il che potrei fare, se voi stessa vi acconsentiste, poiché il mio nobi­le, benigno e tre volte generoso patrono qui presente non me lo impedirebbe.

SPARKISH No, poveretto, no, certo.

HARCOURT E ora, signora, lasciate che vi dica chiara­mente, che nessun altro vi sposerà. Per il cielo, prima voglio morire, poiché sono certo che dopo morirei.

LUCY (a parte) Come l'amore gli ha fatto dimenticare le sue funzioni, quali le ho viste nei parroci veri!

ALITHEA Anche questo era parlare da cappellano? Adesso lo avrete capito, spero.

SPARKISH Pover'uomo, ci resta male a sentirsi respinto. Non posso biasimarlo; significa fargli un torto intolle­rabile. Perdonatemi, signora, così non deve essere. Costui ci sposerà. Su, di grazia, signora.

LUCY (a parte) Ah, ah, ah! Ancora! Troppo tardi.

ALITHEAInvincibile stupidità! Vi dico che costui vorrebbe sposarmi come vostro rivale, non come vostro cappellano.

SPARKISH (tirandola via) Su, venite, signora.

LUCY Sì, di grazia, signora, non rifiutate a questo reve­rendo ecclesiastico l'onore e la soddisfazione di spo­sarvi, perché oserei dire che ci ha messo dentro il cuo­re, il buon dottore.

ALITHEA Che cosa potete sperare o architettare da questo?

HARCOURT (a parte) Potrei risponderle che il rinvio di un so! giorno spesso annulla una condanna affrettata. Nel peggiore dei casi, se non avrà pietà di me e non mi consentirà di sposarla, avrò almeno il secondo piacere dell'innamorato, di ostacolare il godimento del mio ri­vale, anche se solo per poco tempo.

SPARKISH Su, signora, sono già quasi le dodici, e mia madre mi ha ordinato di non sposarmi mai fuori del­l'ora canonica. Su, venite. Dio, quanta verecondia, in fede mia, il primo giorno.

LUCY Sì, e con licenza di vostra signoria, le donne spo­sate mostrano tutta la loro modestia il primo giorno, perché gli uomini sposati il primo giorno mostrano tutto il loro amore.

Escono SPARKISH, ALITHEA, HARCOURT e LUCY.

SCENA SECONDA

La scena cambia in una camera da letto, dove com­paiono PINCHWIFE e MRS PINCHWIFE.

PINCHWIFE Insomma, racconta.

MRS PINCHWIFE Signore Iddio, non te l'ho già racconta­to cento volte?

PINCHWIFE (a parte) Voglio vedere se nella ripetizio­ne di questa storia incresciosa la colgo a modificarne anche il minimo particolare; perché se il suo racconto è falso, sarà falsa anche lei. - Allora, come andata, svergognata?

MRS PINCHWIFE Sant'Iddio, certo che ti deve fare un gran piacere sentirla!

PINCHWIFE No, fa più piacere a te raccontarla, a quan­to vedo. Ma parla ora, com'è stato?

MRS PINCHWIFE Mi ha portata in quella casa accanto al­l'Exchange.

PINCHWIFE  Ho capito. Ed eravate soli nella stanza.

MRS PINCHWIFE  Sì, perché il ragazzino che era lì lo ha mandato via a comprare della frutta secca e delle aran­ce dolci.

PINCHWIFE Ah, sì? Che il diavolo lo porti per questo... e per...

MRS PINCHWIFE Ma subito dopo è venuta la padrona di casa.

PINCHWIFE E meno male. Ma lui che faceva in attesa della frutta?

MRS PINCHWIFE  Mi ha baciata cento volte e mi ha detto che faceva finta di baciare la mia bella sorella, volendo dire me, capisci, che ha detto che amava con tutta l'a­nima. E mi ha chiesto di dirle questo, e poi di dirle di affacciarsi alla finestra questa mattina alle undici, ché lui sarebbe passato sotto.

PINCHWIFE (a parte) E ha mantenuto la parola, puntua­lissimo... in premio, che gli venga la sifilide.

MRS PINCHWIFE Sì, e poi ha detto che se non fosse stato in casa, lui sarebbe salito da lei, volendo sempre dire me, capisci, tesoruccio.

PINCHWIFE (a parte) Ecco... di sicuro l'ha riconosciuta; ma di questa confessione debbo ringraziare la sua in­genuità. Ma tu? Sei rimasta immobile mentre ti ba­ciava?

MRS PINCHWIFE Sì, certo; volevi che mi rivelassi?

PINCHWIFE Però mi hai detto che ti ha fatto una por­cheria, come l'hai chiamata. Di che si trattava?

MRS PINCHWIFE  Sì, mi ha messo...

PINCHWIFE Cosa?

MRS PINCHWIFE Sì, mi ha messo la punta della lingua fra le labbra e mi ha sbatacchiata... e io gli ho detto che gliel'avrei morsa.

PINCHWIFE Che gli venga un cancro, a quel cane!

MRS PINCHWIFE No, non devi arrabbiarti così con lui, perché a dire la verità ha l'alito più dolce che abbia mai sentito.

PINCHWIFE  Quel diavolo! - Allora ti ha fatto piacere, saresti pronta a ricominciare daccapo.

MRS PINCHWIFE Solo se mi costringesse.

PINCHWIFE Se ti costringesse, deficiente! Ti dico che è impossibile costringere una donna, chiunque sia.

MRS PINCHWIFE Sì, ma davanti a uno come lui, perché lui è un uomo come si deve, bello forte. È difficile resi­stergli, lasciamelo dire.

PINCHWIFE Insomma, è chiaro che lo ama. D'altro can­to il suo amore non è sufficiente a far sì che me lo na­sconda. Però la vista di lui accrescerà la sua avversione per me e l'amore per lui, e quell'amore le insegnerà a ingannare me e a soddisfare lui, per cretina che sia. L'amore! È stato lui il primo a dare alle donne la loro specialità, l'arte di ingannare; dalle mani di natura erano uscite semplici, schiette, ingenue e disposte alla schiavitù, come il Cielo le aveva intese; ma il maledet­to amore... be... devo strangolarlo, il mostriciattolo, finché sono ancora in grado di affrontarlo. - Vai a prendere penna, carta e inchiostro qui nella stanza ac­canto.

MRS PINCHWIFE SI, tesoruccio. (MRS PINCHWIFEesce.)

PINCHWIFE (a parte) Perché le donne debbono avere più inventiva degli uomini, in amore? Può essere sol­tanto perché hanno più desideri, più stimoli di passio­ni, più lussuria, e più diavolo in corpo.

Rientra MRS PINCHWIFE.

Su, civetta, siediti e scrivi.

MRS PINCHWIFE Sì, tesoruccio caro, ma non so farlo molto bene.

PINCHWIFE Vorrei che non sapessi farlo affatto. MRS PINCHWIFE  Ma perché devo scrivere?

PINCHWIFE Voglio che tu scriva una lettera al tuo inna­morato.

MRS PINCHWIFE Oh, Signore Iddio, una lettera a quel bel gentiluomo!

PINCHWIFE  Sì, a quel bel gentiluomo.

MRS PINCHWIFE  Signore, ma tu scherzi; sì, certo; scherzi.

PINCHWIFE Non sono così giulivo. Su, scrivi come ti dico.

MRS PINCHWIFE  Ma allora mi credi proprio scema?

PINCHWIFE (a parte) Ha paura che non le detti nessuna parolina affettuosa per lui, ecco perché recalcitra. Me­glio che cominci.

MRS PINCHWIFE No, no e poi no. Davvero davvero.

PINCHWIFE E perché?

MRS PINCHWIFE  Perché lui è in città. Se lo vuoi, puoi mandarlo a chiamare.

PINCHWIFE Ah, bene; vorresti farlo venire qui; a questo siamo arrivati? Ho detto, prendi la penna e scrivi, o mi farai arrabbiare.

MRS PINCHWIFE Signore Iddio, perché vuoi prendermi in giro? Come se non sapessi che le lettere si scrivono solo dalla campagna a Londra e da Londra alla cam­pagna. Ora lui è in città, e anche io sono in città; ra­gion per cui non gli posso scrivere, capisci.

PINCHWIFE (a parte) Ah. Sono lieto che le cose non stiano peggio; è ancora abbastanza innocente. - Sì che pu6i, se tuo marito te lo chiede, puoi scrivere delle let­tere anche a delle persone che sono in città.

MRS PINCHWIFE Oh, davvero? Allora, va bene.

PINCHWIFE Su,. comincia. (Detta) «Signore...»

MRS PINCHWIFE  Non devo dire, «Caro signore»? Si mette sempre qualcosa di più di un «Signore» nudo e crudo, sai.

PINCHWIFE  Scrivi come ti dico, o ti scrivo io «puttana» sulla faccia, con questo temperino.

MRS PINCHWIFE  Ma sì, tesoruccio... (Scrive) «Si­gnore...»

PINCHWIFE  «Anche se ho sopportato iersera i vostri di­sgustosi, nauseabondi baci e abbracci...» Scrivi.

MRS PINCHWIFE  Ma no, perché dovrei dire questo? Lo sai che aveva l'alito dolce, te l'ho detto.

PINCHWIFE  Scrivi.

MRS PINCHWIFE  Almeno fammi togliere «nausea­bondi».

PINCHWIFE  Scrivi, ho detto.

MRS PINCHWIFE E va bene. (Scrive)

PINCHWIFE  Vediamo, che cosa hai scritto? (Prende il foglio e legge) «Anche se ho sopportato iersera i vostri baci e abbracci...» Brutta sfacciata, dov'è «disgusto­si» e «nauseabondi»?

MRS PINCHWIFE  Non riesco a scriverle, quelle parole schifose.

PINCHWIFE Per l'ultima volta, scrivi come ti dico, o ti rovino io la scrittura con questo. (Brandisce il temperi­no.) Ti caccio quegli occhi che sono la causa della mia rovina.

MRS PINCHWIFE  Signore Iddio! Scrivo, scrivo. PINCHWIFE  Ecco... ecco... vediamo, ora! (Legge) «An­che se ho sopportato iersera i vostri disgustosi, nausea­bondi baci e abbracci...» continua... «non desidero che presumiate di poterli ripetere mai più»... Ecco...

Lei scrive.

MRS PINCHWIFE Fatto.

PINCHWIFE Avanti, allora. - «In quella occasione vi ho celato la mia vera identità allo scopo di evitare le vo­stre insolenze...»

Lei scrive.

MRS PINCHWIFE Fatto.

PINCHWIFE «Lo stesso motivo, ora che non sono più a portata delle vostre mani...»

Lei scrive.

MRS PINCHWIFE Fatto.

PINCHWIFE  «Mi spinge a confessarvi il mio infelice ben­ché innocente capriccio di travestirmi in abiti virili...»

Lei scrive.

MRS PINCHWIFE Fatto.

PINCHWIFE «Affinché voi possiate cessare per sempre di perseguitare colei che vi odia e detesta...»

Lei continua a scrivere.

MRS PINCHWIFE Fat... to... (Sospira)

PINCHWIFE Cosa, sospiri? - «detesta... non meno di quanto ami suo marito e il suo onore.»

MRS PINCHWIFE Marito mio, ti giuro che non ci crederà mai, che io abbia scritto una lettera simile.

PINCHWIFE Cosa, vuoi dire che da te se ne aspetterebbe una più gentile? Su, adesso il nome e basta.

MRS PINCHWIFE Solo il nome? Non posso dire nemme­no «la vostra fedelissima, umilissima serva fino alla morte?»

PINCHWIFE No, diavolo tormentatore! (A parte) Vedo che il suo stile sarebbe molto dolce. - Su, chiudila adesso, mentre io vado a prendere la ceralacca e una candela, e sull'esterno scrivi «Per Mr.. Horner».

PINCHWIFE esce.

MRS PINCHWIFE «Per Mr. Horner.» - Ecco, sono con­tenta che mi abbia detto come si chiama. Caro Mr. Horner! Ma perché dovrei mandarti una lettera così, che ti addolorerebbe e ti farebbe arrabbiare contro di me? - Bene, non gliela mando - Sì, ma allora mio ma­rito mi ammazza - perché vedo chiaramente che non mi lascerà amare Mr. Horner - ma che mi importa di mio marito? - No, no, una lettera così non gliela man­do, povero Mr. Horner - Ma allora mio marito - Ma oh - E se ci scrivessi in fondo, me l'ha fatta scrivere mio marito? - Si, ma mio marito poi lo vedrebbe - Non c'è proprio modo? Ah, una londinese ne avrebbe già trovati mille. Un momento - e se gli scrivessi un'al­tra lettera, e la piegassi come questa, e la facessi ugua­le fuori? Sì, ma mio marito la vedrebbe - Non so cosa fare - Ma sì, parola mia, ci provo - perché io questa lettera al povero Mr. Horner non gliela mando, succe­da quello che succeda. (Scrive, e ripete quello che ha scritto)

«Caro, dolce Mr. Horner» - ecco - «mio marito vorrebbe che vi mandassi una letteraccia screanzata e volgare - ma io non voglio» - ecco - «e vorrebbe che vi dicessi, vi odio, povero Mr. Horner - ma io una bugia per far­gli piacere non la dico» - ora sì - «perché sono sicura che se voi e io fossimo in campagna a giocare a carte insieme» - ecco - «non potrei fare a meno di toccarvi il piede sotto il tavolo» - ecco - «o di strofinarvi il gi­nocchio col mio fissandovi in viso finché non mi guar­daste anche voi» - ora ci siamo - «per poi abbassare gli occhi e rimanere tutta rossa per un ora» - ecco -«però ora devo sbrigarmi prima che torni mio marito; e adesso che lui mi ha insegnato a scrivere delle lettere, ne riceverete di più lunghe a me, che sono, Caro, caro, povero, caro Mr. Horner, La vostra umilissima amica e serva ai vostri comandi fino alla morte.

Margery Pinchwife.»

Un momento, devo dargli un avvertimento alla fine - ecco - ora la piego proprio come quell'altra - così - ora scrivo: «Per Mr. Horner» - Ma oh, che cosa ne fac­cio? Perché ecco mio marito.

Entra PINCHWIFE.

PINCHWIFE (a parte) Mi ha trattenuto un bellimbusto da quattro soldi che faceva finta di esser venuto a tro­vare me; ma temo che fosse qui per mia moglie. - Al­lora, hai finito?

MRS PINCHWIFE  Sì, sì, tesoruccio, in questo momento.

PINCHWIFE  Vediamo. Che hai da tremare? Cosa, non la molli?

MRS PINCHWIFE  Ecco. (A parte> No, non gli devo dare questo; bel disastro sarebbe stato se gli avessi dato questa qui.

PINCHWIFE (apre e legge la prima lettera) Su, dove sono ceralacca e sigillo?

MRS PINCHWIFE (a parte) Signore Iddio, e adesso che faccio? Sì, eccoli qua. - Ma fammi vedere. Mi credi tanto sciocca da non saper nemmeno sigillare una let­tera? Ci penso io, ecco. (Gli strappa di mano la lettera, la sostituisce con l'altra che quindi sigilla e consegna)

PINCHWIFE Non stento a credere che imparerai benissi­mo a fare questa come altre cose che non vorrei che imparassi.

MRS PINCHWIFE  Ecco, non sono stata brava? (A parte) Io dico di sì; e così la mia lettera va da Mr. Horner, da­to che vuole per forza che scriva.

PINCHWIFE Benissimo. Però adesso scommetto che non vorresti vederla partire.

MRS PINCHWIFE Ma si, tesoruccio, come no, che vada pure subito.

PINCHWIFE Bene, vuoi dire che sei una brava ragazza. Su, vieni, ché ti chiudo a chiave in camera tua fino al mio ritorno, e bada bene a non avvicinarti più di tre passi alla finestra quando sono fuori. Ho una spia nel­la strada. (MRS PINCHWIFE esce. PINCHWIFE chiude la porta a chiave.) Almeno, è bene che tu lo creda. Se non imbrogliamo le donne, saranno loro a imbrogliare noi; è giocoforza impiegare la frode contro i nemici occulti, dei quali la moglie è il più pericoloso, e chi ne deve tenere una carina, come una città di frontiera, de­ve guardarsi contro il tradimento piuttosto che contro la forza. Ora che ho messo al sicuro tutto quello che è dentro, passo a trattare col nemico esterno, mediante informazioni contraffatte. (Mostra la lettera ed esce.)

SCENA TERZA

La scena cambia nell'appartamento di HORNER. ME­DICASTRO e HORNER.

MEDICASTRO Ebbene, signore, come procede il nuovo stratagemma? Non avete incontrato la sorte di tutti i vostri confratelli inventori, di riuscire a ingannare in definitiva solo voi stesso?

HORNER No, buon domine doctor. Ho ingannato te, a quanto pare, e anche degli altri, perché le matrone so­lenni e i mariti vecchi e rigidi mi considerano non me­no inadatto all'amore di quanto lo sono essi stessi; ma fra le loro mogli, figlie e sorelle ce n'è già qualcuna che la sa più lunga.

MEDICASTRO Già fin d'ora!

HORNER Già fin d'ora, ti dico. Ieri sera mi sono sbron­zato con una mezza dozzina delle nostre persone am­modo, come le chiami tu, e delle nostre persone d'ono­re, e così mi è stato concesso libero accesso alla loro compagnia e ai loro boudoir, d'ora in avanti. Sono già arrivato al privilegio di dormire sui loro pagliericci, di riscaldargli le camicie da notte, di allacciargli scarpe e giarrettiere e cose simili, già fin d'ora, già fin d'ora, dottore.

MEDICASTRO Non avete perso tempo, signor mio.

HORNER Ti dico che adesso non costituisco una remora per loro quando cantano o dicono porcherie, più di un paffuto paggetto francese che non capisca una parola della nostra lingua.

MEDICASTRO Ma come, le persone civili e le donne ono­rate bevono e cantano canzonacce?

HORNER Oh, fra amici. Perché quei tuoi bigotti dell'o­nore sono uguali precisi a quelli della religione: hanno più paura dell'occhio del mondo che di quello del Cie­lo, e credono che non ci sia altra virtù se non quella di scagliarsi a parole contro il vizio, e nessun altro pecca­to se non quello di dare scandalo. Se la prendono con un poveraccio di attore insignificante sul palcoscenico, e poi si tengono in casa un altro modesto attore da pul­pito a far da testimone dei loro peccati nei loro salotti particolari, affinché poi non glieli ridica nelle loro cappelle.

MEDICASTRO Eh, la verità è che adesso presso le donne i preti hanno scalzat6 noialtri medici, che saremmo i confessori laici.

HORNER E preferiscono essere pazienti loro, ma...

Entra LADY FIDGET, che si guarda intorno.

Parliamo di donne onorate ed ecco che ne arriva una. Mettiti dietro quel paravento e guarda se non godo di privilegi particolari presso le donne di buona reputa­zione; già fin d'ora, dottore, già fin d'ora.

(11 MEDICASTRO si nasconde dietro il paravento.)

LADY FIDGET Ebbene, Horner, sono o non sono una donna d'onore? Vedete come mantengo la parola.

HORNER E voi vedrete, signora, che sul terreno dell'o­nore non mi lascerò distanziare da voi. Anch'io man­terrò la mia parola, se solo avrete la compiacenza di ri­tirarvi nella stanza accanto.

LADY FIDGET Prima però, mio caro signore, dovete promettermi di aver cura del mio caro onore.

HORNER Se dite un'altra parola sul vostro onore, mi mettete nell'incapacità di fargli torto. Parlare di onore nei misteri dell'amore è come parlare del cielo o della divinità durante un'operazione di stregoneria, proprio mentre si sta evocando il diavolo: toglie ogni potere all'incantesimo.

LADY FIDGET No, vergogna, non diciamo sciocchezze. Ma voi mi parlate di misteri e di stregonerie; non vi seguo.

HORNER Io vi dico, signora, che la parola «denaro» sul­la bocca di un'amante in un momento come questo non è suono più scoraggiante alle orecchie di un fratel­lo cadetto e spiantato, della parola «onore» a quelle di un innamorato ansioso come me.

LADY FIDGET. Ma non potete biasimare una dama della mia reputazione se prende delle precauzioni.

HORNER Precauzioni! Le ho già prese io, le precauzio­ni, con le voci che ho sparso sul mio conto.

LADY FIDGET  Sì, ma se mai lo lasciaste scoprire ad altre donne, quel caro segreto verrebbe a galla. Insomma, dovete badare molto bene a come vi comportate, per­ché le mie conoscenti sono talmente pronte a criticare (viviamo in un mondo malvagio e incontentabile, Mr. Horner!), dico, sono talmente pronte a criticare e a disapprovare, che potrebbero parlare, con pregiudizio del mio onore, perfino nel caso che voi riusciste a non far loro sapere quel caro segreto.

HORNER No, signora, piuttosto che pregiudicare il vo­stro onore, pregiudicherò il loro; e per servire voi, an­drò a letto con tutte quante loro, farò sì che il segreto sia anche loro, e per questa ragione lo conserveranno. In amore sono un Machiavelli, signora.

LADY FIDGET Oh, no, signore, così non voglio.

HORNER Sì, invece; che il diavolo mi porti se esiste un altro modo per chiudere la bocca alle donne in vena di critiche.

LADY FIDGET  Io spero bene che un segreto venga tenuto meglio da una persona sola che da una moltitudine; e pertanto vi prego, non affidatelo a nessun altro, caro, caro Mr. Horner. (Lo abbraccia)

Entra SIR JASPAR FIDGET.

SIR JASPAR Che succede?

LADY FIDGET (a parte) Oh, mio marito - ha mangiato la foglia - e quel che è quasi peggio, mi trova con le brac­cia al collo di un altro - è troppo - che posso dire - Sir Jaspar, venite qui, sto provando a vedere se Mr. Hor­ner soffre il solletico, e lo soffre in un modo incredibile. Come mi diverte tormentarlo, questo rospaccio! Venite a fargli il solletico anche voi.

SIR JASPAR No, la vostra signoria glielo farà meglio sen­za di me, il solletico, immagino. Ma è così che com­prate la porcellana? Vi credevo uscita per andare al­l'emporio della porcellana.

HORNER (a parte) L'emporio della porcellana! Ora toc­ca a me. - Che diavolo, non riuscite proprio a tenerle a casa, queste vostre mogli importune? Certi uomini so­no perseguitati dai mariti, io dalle mogli. Però voglio che sappiate che dai momento che non posso fare le vostre veci di notte, non ho intenzione di sfacchinare per voi nemmeno di giorno, portando a spasso vostra moglie e facendovi da uomo di paglia, o spaventapas­seri, contro le gazze e i corvi che altrimenti sbecchette­rebbero il vostro frutto proibito. Fra poco sarò l'ac­compagnatore a pagamento di tutta la città.

SIR JASPAR (a parte) Eh, eh, eh! Poveraccio, ha anche ragione, in fede mia; scortare le donne per gli altri non è impiego meno ingrato del contare i quattrini degli al­tri. - Eh, eh, eh! Non vi arrabbiate, Horner...

LADY FIDGET No, chi ha più ragione di arrabbiarsi sono io, ché mi lasciate uscire indecentemente da sola; ovve­ro, cosa ancora più indecente, ché mi tocca aggrappar­mi a vostri conoscenti screanzati come costui.

SIR JASPAR Perché, cosa ti ha fatto, di grazia?

LADY FIDGET Non mi ha fatto nulla.

SIR JASPAR E perché ti offendi, se non ti ha fatto nulla?

LADY FIDGET Ah, ah, ah! In fede, non posso fare a meno di ridere; ma ci credete che questo villanzone, que­sto rospo, non mi è nemmeno sceso incontro alla car­rozza? Sono dovuta salire io qui da lui, per non dover­mene andare da sola, cosa che ero ben decisa a non fa­re, perché lui è un gran conoscitore di porcellana, e an­zi ne possiede di eccellente, anche se per vederla debbo chiederglielo in ginocchio. Non fa niente, me la trovo da sola; non me ne vado senza quello per cui sono ve­nuta.

LADY FIDGET esce e chiude la porta a chiave. HORNER la

segue alla porta.

HORNER (a parte a LADY FIDGET) Chiudete la porta a chiave, signora. - Ecco, è entrata in camera mia e ha chiuso la porta a chiave. Oh, l'impertinenza delle donne! Ebbene, Sir Jaspar, tanto vale parlar chiaro: se mai consentirete a vostra moglie di tornare qui a importu­narmi, vi riporterà a casa un bel paio di corna, ve lo giuro in nome del signor sindaco. Anche se non posso piantarvele io, state pur tranquillo che il modo lo tro­verò.

SIR JASPAR (a parte) Ah, ah, ah! Quando sono entrato e l'ho trovata che lo abbracciava, ho provato una punta di gelosia, ma adesso mi rendo conto che ero pazzo. - Eh, eh, eh! Povero Horner.

HORNER No, anche se adesso ridete, verrà il mio turno fra. non molto. Oh, le donne! Più impertinenti, più astute e più maligne delle loro scimmiette, e per me quasi altrettanto brutte! Mi sta buttando all'aria tutta la mia roba, fruga fra le mie cose! Io però adesso la ac­chiappo da dietro, la sprimaccio come si deve.

SIR JASPAR Ah, ah, ah, povero Horner, com'è arrab­biato.

HORNER Voi rimanete qui un momento: ve la stano io, e subito, state a guardare. (HORNER esce dall'altra porta.)

SIR JASPAR Moglie! Lady Fidget! Moglie! Ti sta venen­do addosso da dietro.

SIR JASPAR parla forte rivolto alla moglie, verso la por­ta: lei gli risponde da dentro.

LADY FIDGET Che venga pure da dove vuole, sarà il ben­venuto.

SIR JASPAR Vi acchiapperà e vi maltratterà e sarà troppo forte per voi.

LADY FIDGET Non preoccupatevi; faccia pure, se ci riesce.

MEDICASTRO (dietro il paravento) Davvero questo non lo avrei creduto se me lo avesse raccontato; lo credo solo perché lo vedo coi miei occhi.

Entra MRS SQUEAMISH.

SQUEAMISH Dov'è quel nemico delle donne, quel rospo, quel brutto, sconcio sudicione?

SIR JASPAR (a parte) Ma guarda, le donne lo trovano tutte brutto. A me sembra abbastanza attraente, ma le sue carenze rendono la sua forma spregevole ai loro occhi. E come diceva ieri mia moglie parlando di lui, che un eunuco bello è una cosa ridicola come un gigan­te vigliacco.

SQUEAMISH Serva vostra, Sir Jaspar. Dov'è l'immondo animale?

SIR JASPAR È in camera sua, con mia moglie, che sta fa­cendo la birichina con lui.

SQUEAMISH Ah, sì? E lui da quella spregevole bestia che è, non le darà quartiere; si metterà a fare il birichino anche lui, lasciate che ve lo dica. Su, andiamo a aiutar­la. - Come? La porta è chiusa?

SIR JASPAR Sì, l'ha chiusa mia moglie.

SQUEAMISH Davvero? Allora sfondiamola.

SIR JASPAR No, no, non le farà niente di male.

SQUEAMISH No. (A parte.) Ma non c'è un'altra via per entrare da loro? Di dove si va da questa parte? Io lì vo­glio disturbare.

SQUEAMISH esce da un 'altra porta.

Entra la vecchia LADY SQUEAMISH.

VECCHIA LADY SQUEAMISH Dov'è quella sfacciata, quel­la svergognata, quella vagabonda? Oh, Sir Jaspar, so­no lieta di trovarvi qui. Non avete visto entrare qui quella poco di buono di mia nipote, un momento fa?

SIR JASPAR Si.

VECCHIA LADY SQUEAMISH Già, ma dov'è allora? Dov'è? Signore Iddio, Sir Jaspar, mi sono rotta le ossa per correrle dietro. Ma sapete dirmi che ci fa qui? Giù dabbasso dicono che qui non ci abitano donne.

SIR JASPAR È vero.

VECCHIA LADY SQUEAMISH È vero? E allora che ci fa? Ditemi, se non è la casa di una donna, che cosa ci è ve­nuta a fare? Ma siete sicuro che non ci abita una don­na, qui?

SIR JASPAR Sì, e neanche un uomo. Qui ci abita Mr. Horner.

VECCHIA LADY SQUEAMISH È così, ne siete sicuro?

SIR JASPAR Sì, sì.

VECCHIA LADY SQUEAMISH Allora non c'è niente di ma­le, spero. Ma dovè?

SIR JASPAR È nella camera accanto, con mia moglie.

VECCHIA LADY SQUEAMISH Be', se voi gli affidate vostra moglie, posso affidargli anch'io la mia Biddy.[14]Dicono che è un ometto allegro e innocuo adesso, non meno innocuo di quegli italiani con la voce di contralto, e quanto a compagnia per una dama, innocuo come un serpente senza i denti.

SIR JASPAR Sì, poveretto.

Entra MRS SQUEAMISH.

SQUEAMISH Non li trovo. - Oh, siete qui, nonna? Dove­te sapere che ho seguito Lady Fidget fino a qui. È un appartamento graziosissimo, e ho visto certi bei qua­dretti...

Entra LADY FIDGET con un oggetto di porcellana in mano, seguita da HORNER.

LADY FIDGET Ho dovuto fare una tale fatica per questa deliziosa porcellana, mia cara.

HORNER Eh sì, ho fatto del mio meglio, ma è stata più forte di me.

SQUEAMISH Oh, Signore, la voglio anch'io, la porcella­na. Buon Mr. Horner, non crediate di poter dare la porcellana alle altre, e a me niente; venite di là anche con me.

HORNER Sul mio onore, non ne ho più per ora.

SQUEAMISH Macché, macché, vi ho già sentito rifiutare la vostra porcellana anche in passato, ma non mi smontate. Venite...

HORNER Questa signora ha preso l'ultimo pezzo ri­masto.

LADY FIDGET Sì, è la verità, signora, lo so per certo. Non gliene resta più.

SQUEAMISH Oh, ma può essere che ne abbia ancora un po' che voi non siete riuscita a tirargli fuori.

LADY FIDGET E voi credete che se gliene fosse rimasta, non mi sarei presa anche quella? A noi donne di quali­tà la porcellana non basta mai.

HORNER Non abbiatevene a male. Non posso faredella porcellana per tutte voialtre, ma la prossima volta avrò un bel vasetto[15]anche per voi.

SQUEAMISH Grazie, caro rospo.

LADY FIDGET  (a parte a HORNER) Che cosa significa questa promessa?

HORNER La poverina è una innocente. Prende le cose alla lettera.

VECCHIA LADY SQUEAMISH Povero Mr. Horner, non ne ha abbastanza da soddisfarvi tutte, a quanto vedo.

HORNER  Sì, signora, lo vedete come mi trattano.

VECCHIA LADY SQUEAMISH  Povero signore, vi compa­tisco.

HORNER Vi sono grato, signora. Non trovo mai com­passione se non da dame venerabili come voi; le giova­ni non ti risparmiano mai.

SQUEAMISH  Su, su, animale, venite a pranzo con noi, perché dopo ci serve un quarto per giocare a ombre.

HORNER Ecco tutto quello che mi fanno fare, signora, vedete.

SQUEAMISH Su, pigraccio, vi trascino io per essere sicu­ra. (Lo tira per la cravatta)

VECCHIA LADY SQUEAMISH Ahimè, pover'uomo, come lo tira! Baciatela, baciatela; è il solo modo per calmar­le, le brave donne come lei.

HORNER No, signora, quel rimedio è peggiore del sup­plizio; lo sanno che sono pronto ad affrontare qualsia­si cosa piuttosto che far quello.

VECCHIA LADY SQUEAMISH Ti prego, baciala, e ti darò quel suo ritratto in miniatura che hai tanto ammirato ieri sera; fallo, ti prego.

HORNER Be', nient'altro avrebbe potuto corrompermi; io le donne le amo solo in effigie, se la pittura è di buo­na qualità, tanto quanto le odio in carnee ossa. Lo fa­rò, perché ben dipinto, potrei adorare anche il diavo­lo. (Bacia MRS SQUEAMISH)

SQUEAMISH Puah, rospo schifoso! No, ora basta con gli scherzi.

VECCHIA LADY SQUEAMISH Ah, ah, ah! Te lo dicevo.

SQUEAMISH Puah, un bacio di quello lì...

SIR JASPAR Non fa più male di uno del mio spaniel.

SQUEAMISH Neanche più bene.

MEDICASTRO (dietro il paravento) D'ora in avanti crede­rò a qualsiasi cosa mi dirà.

Entra MR. PINCHWIFE.

LADY FIDGET Oh, Signore, un uomo! Sir Jaspar, la mia maschera, la mia maschera! Non voglio essere vista qui per tutto l'oro del mondo.

SIR JASPAR Come, nemmeno se sono qua io con voi?

LADY FIDGET No, no, il mio onore... andiamo via.

SQUEAMISH Oh, nonna, andiamo anche noi. Presto, presto, chissà che cosa dirà sui nostro conto.

LADY FIDGET Sorpresenelle stanze di un uomo... alme­no in apparenza I Via!

Escono SIR JASPAR, LADY FIDGET, LA VECCHIA LADY SQUEAMISH, MRS SQUEAMISH.

MEDICASTRO (dietro il paravento) Chi c'è ora? Un altro cornuto? L'aspetto ce l'ha, e poi certo nessun altro ha commerci con lui.

HORNER Ebbene, qual buon vento ti mena qui, caro amico?

PINCHWIFE La vostra impertinenza.

HORNER La mia impertinenza! - Senti qua: voialtri gen­tiluomini che avete belle mogli avete il privilegio di di­re qualsiasi cosa ai vostri amici, con la stessa brutalità che se foste nostri creditori.

PINCHWIFE No, signore, non ho intenzione di fidarmi di voi in alcun modo.

HORNER Ma perché no, caro Jack? Perché diffidi di me? Mi conosci così bene.

PINCHWIFE Proprio perché vi conosco così bene.

HORNER Non ti sono sempre stato amico, onesto Jack, sempre pronto a servirti, in guerra o in amore, prima che tu ti fossi sposato, e anche adesso?

PINCHWIFE Lo credo; e sareste pronto a farmi da se­condo.

HORNER E allora, mio caro Jack, perché sei così scorte­se, così torvo, così scontroso con me? Su, vieni qua, dammi un bacio, ti prego, vecchio furfante. Dio san­to, sono sempre stato, dico, e continuo a essere il tuo servo, così come...

PINCHWIFE Come io sono il vostro, signore. Cos'è vo­lete mandare un bacio a mia moglie, non è così?

HORNER Ah, ecco... non si può manifestare amicizia a un uomo sposato senza che si metta subito a parlarti di sua moglie. Ti prego, lascia stare tua moglie; torniamo a essere una cosa sola, noi due, come una volta. Ti schermisci dalla mia affabilità come un notabile di Lombard Street dalle profferte di un cortigiano che si trovi da Locket con lui.[16]

PINCHWIFE Ma voi siéte troppo gentile con me, sietegentile come se fossi già il vostro cornuto. D'altro can­to debbo dirvi che fate bene a essere gentile e cortese con me, visto che anch'io sono così gentile e così corte­se con voi, da recarvi questa. Guardate qui, signore. (Gli consegna una lettera.)

HORNER Che cosa è?

PINCHWIFE Solo una lettera d'amore, signore.

HORNER Da parte di chi? - cosa? Questa viene da tua moglie... uhm... e uhm...(Legge)

PINCHWIFE  Sì, proprio da mia moglie, signore. Non so­no straordinariamente gentile e cortese con voi an­ch'io? (A pane) Ma non penserete lo stesso di lei.

HORNER (a parte) Ah. Sarà un trucco di lui odi lei?

PINCHWIFE Vedo che il signore è sorpreso. Com'è, vi aspettavate una lettera più affabile?

HORNER No, in fede mia, no, come avrei potuto?

PINCHWIFE Sì, sì, sono sicuro di sì. Un uomo ben fatto come voi deve per forza restarci male quando le donne non gli dichiarano la loro passione a prima vista o alla prima occasione favorevole.

HORNER (a parte) Ma che significa tutto ciò? Un mo­mento, il poscritto. (Legge, a parte) «Badate bene di amarmi, qualsiasi cosa dica mio marito in contrario, e non fategli vedere questa, altrimenti tornerà a casa e mi darà i pizzicotti, o ucciderà il mio scoiattolino.» (A parte) A quanto pare non è al corrente del contenuto della lettera.

PINCHWIFE Su, non la rimuginate troppo.

HORNER Non posso farne a meno, in fede mia.

PINCHWIFE Ora io dico che mi sono meritato la vostra infinita amicizia e cortesia e mi sono mostrato abba­stanza un amico e un marito più che cortese; non è co­sì, quando porto una lettera di mia moglieal suo ga­lante?

HORNER Sì, che il diavolo mi porti, sei l'amico e il mari to più gentile e cortese di tutto il mondo, ah, ah!

PINCHWIFE Be', state pur allegro, signore; ma in breve debbo dirvi, signore, che il mio onore non tollera scherzi.

HORNER Che significa?

PINCHWIFE Ha bisogno di un commento quella lettera? Nel caso, sappiate, signore, che benché sia stato un marito tanto cortese da portarvi una lettera di mia mo­glie, e di lasciarvi baciare e corteggiare mia moglie sot­to i miei occhi, non ho intenzione di essere cornuto, si­gnore, neanche per sogno.

HORNER La gelosia ti ha dato alla testa. Non ho mai visto tua moglie in vita mia se non ieri a teatro, e non so nemmeno se era lei. Farle la corte, baciarla!

PINCHWIFE Non voglio essere cornuto, vi dico; chi mi farà cornuto corre dei rischi.

HORNER Perché, non sei guarito bene dal tuo ultimo scolo?

PINCHWIFE Porto la spada.

HORNER Te la dovrebbero togliere per impedirti  di combinare dei guai. Tu sei matto, amico mio.

PINCHWIFE Sarò anche matto, e voi potete essere alle­gro quanto vi pare, ma non me ne andrò prima che mi abbiate dato altre spiegazioni. Ve lo ripeto: per quanto abbiate baciato e corteggiato mia moglie vestita da uo­mo ieri sera, come lei ammette nella sua lettera...

HORNER (a parte) Ah!

PINCHWIFE Tanto lei che io diciamo che non dovete pensare di poterlo fare un'altra volta, perché vi siete sbagliato di donna, così come avete sbagliato il vostro uomo.

HORNER (a parte) Oh... adesso capisco qualcosa. - Era tua moglie? E perché non me l'hai detto, che era lei? In fede mia, la libertà che mi sono preso con lei è stata per colpa tua, non mia.

PINCHWIFE (a parte) Proprio così, in fede mia.

HORNER Non lo farei mai a una donna sotto gli occhi del marito, ti assicuro.

PINCHWIFE Però io preferirei che lo faceste a mia mo­glie sotto i miei occhi che dietro le mie spalle, e questo voi non lo farete mai.

HORNER No... tu me lo impediresti.

PINCHWIFE Se non ve lo impedissi io, come vedete dalla sua lettera sarebbe lei a impedirvelo.

HORNER Be', quand'è così debbo adeguarmi, e conten­tarmi di quello che mi scrive.

PINCHWIFE Vi assicuro che lo ha scritto di sua iniziativa. Io non c'entro affatto, potete credermi.

HORNER In fede mia, ti credo.

PINCHWIFE E credete anche a lei, perché è una creatura innocente, che non conosce la dissimulazione; e con questo vi saluto, caro signore.

HORNER Ti prego tuttavia di presentarle i miei umili rispetti e di dirle che obbedirò per filo e per segno alla sua lettera, e che eseguirò i suoi desideri quali che sia­no e quali siano le difficoltà che dovrò superare; e tu non sarai più geloso di me, lo prometto a lei e a te.

PINCHWIFE Ebbene, allora addio, e giocate con l'onore di chi volete ma non col mio, baciate la moglie di chi volete ma non la mia. Accomodatevi pure.

MR.. PINCHWIFE esce.

HORNER Ah, ah, ah, dottore!

MEDICASTRO A quanto pare o non ha sentito vostro conto, o non vi crede.

HORNER Ah, ah! Allora, dottore, che te ne sembra?

MEDICASTRO Fatemi vedere la lettera, per favore... uhm... (Legge la lettera) «perché... caro... amore...»

HORNER Mi domando come ha fatto! Che ne dici tu? è straordinario.

MEDICASTRO Lo sono anche i vostri cornuti, straordina­ri, perché non assomigliano a nessun altro cornuto or­dinario; e da adesso in poi vi considererò capace anche di cornificare il Gran Turco in mezzo alla sua guarni­gione di eunuchi.

HORNER E io dico di questa lettera che è la prima lettera d'amore che si sia mai vista senza fiamme, dardi, fati, destini, menzogne e dissimulazioni.

Entra SPARKISH, spingendo MR.. PINCHWIFE.

SPARKISH Torna indietro! Bel cognato sei, che non vie­ni né in chiesa né a pranzo con tua sorella che va sposa!

PINCHWIFE Mia sorella smentisce il matrimonio, e co­me vedete si è allontanata da voi insoddisfatta.

SPARKISH Bah, per uno sciocco scrupolo che il nostro parroco non fosse in regola con le credenziali ecclesia­stiche e che non abbia recitato tutti gli articoli della Common Prayer;6 ma è solo la sua verecondia, ne so­no certo, d'altro canto le donne possono essere mode­ste quanto vogliono il primo giorno, la notte tornano infallibilmente in sé, e a quel momento di lei ne avrò anche troppo. Frattanto, Harry Horner, tu devi pran­zare con me: festeggio le nozze da mia zia, sulla Piazza del Covent Garden.7

HORNER Le tue nozze! Quale vergine inacidita si è ras­segnata a disperare di trovare marito, o qual giovine fanciulla di trovare un galante?

SPARKISH Oh, servo vostto, signore... la sorella di que­sto gentiluomo... non una vergine inacidita.

HORNER Ah. Mi dispiace.

PINCHWIFE (a parte) Perché si preoccupa tanto per lei?

SPARKISH Ti dispiace? E perché, sei al corrente di qual­che sua malefatta?

HORNER Sua no, semmai tua. Mi dispiace per lei, non per te, e per un altro che credevo avrebbe potuto spe­rare.

SPARKISH Un altro uomo, un altro uomo! E come si chiama?

HORNER No, dal momento che è passato, deve restare innominato. (A parte) Povero Harcourt, mi dispiace che tu l'abbia persa.

PINCHWIFE (a parte) Sembra molto dispiaciuto da que­sta unione.

SPARKISH Dimmelo, ti prego... no, tu non te ne vai, fra­tello.

PINCHWIFE Devo andare per forza, ma verrò a pranzo da te.

PINCHWIFE esce.

SPARKISH Ma Harry, che dici, ho già un rivale per mia moglie? Non è mica una cattiva notizia, sai. Perché potrà essermi utile in seguito. Adesso infatti la fame mi fa da condimento e posso farne a meno, ma col tempo un rivale per un uomo sposato è una salsa buo­na per la moglie come quella all'arancia per il vitello.

HORNER Maledetto furfante! Mi hai fatto venire l'ac­quolina in bocca con la tua arancia.

SPARKISH E allora andiamo a pranzo... stavo per rico­minciare con te. Vieni.

HORNER Ma chi pranza con te?

SPARKISH Amici e parenti, mio fratello Pinchwife che tu ben conosci.

HORNER E sua moglie?

SPARKISH Macché, cribbio, non la lascia mai venire fra noialtri buontemponi. Quel tuo avarissimo pagliaccio di campagna tiene nascosta la moglie agli amici come fa con la botte della birra pregiata che vuol bere solo lui e che non fa nemmeno assaggiare ai signori; così appena volta le spalle i servi se la scolano a loro piacimento e gliela vuotano loro, ah, ah, ah! Cribbio, sono spiritoso, se si pensa che mi sono sposato stamattina, per tutti i diavoli. Ma vieni...

HORNER No, da voi non ci pranzo, se non fate venire anche lei.

SPARKISH Bah, e che piacere puoi trarre dalle donne adesso, Harry?

HORNER Gli occhi ce li ho ancora; lo so apprezzare an­cora, un bello spettacolo, e se non viene anche lei, io a pranzo da voi non ci vengo. Pertanto andatela a cerca­re, ma non dite a suo marito che lo fate per me.

SPARKISH Be', vedrò che posso fare. Intanto però tu vieni a casa di mia zia, è sulla strada di quella di Pinch­wife.

HORNER Quella poveretta ha chiesto aiuto e ha teso la mano, dottore; non posso fare a meno di aiutarla a uscire dal recinto e dai rovi.

Escono SPARKISH, HORNER e il MEDICASTRO.

SCENA QUARTA

La scena cambia nella casa di PINCHWIFE.

MRS PINCHWIFE sola, appoggiata sui gomiti. Un tavo­lo, carta, penna e calamaio.

MRS PINCHWIFE Be', è così; ho preso questa malattia londinese che chiamano amore. Non ne posso più di mio marito, ne di stare lontana dal mio galante. Ho sentito chiamare questa malattia col nome di malinco­nia, ma a me sembra più simile a una febbre terzana, perché quando penso a mio marito, tremo e ho i sudo­ri freddi e ho voglia di vomitare, mentre quando penso al mio galante, al caro MR.. Horner, mi vengono i calori e sono tutta una febbre, davvero, e come con altre feb­bri, non sopporto più la mia stanza e vorrei essere tra­sportata nella sua e lì mi sembra che starei bene. Ah, povero MR.. Horner! Be', non posso, non voglio restare qui dentro. Perciò voglio concludere la lettera che gli sto scrivendo e che sarà una lettera più carina dell'ulti­ma, perché l'ho studiata con ogni cura. Oh, sto male, sto male! (Prende la penna e scrive)

Entra MR.. PINCHWIFE, che vedendola scrivere le si avvi­cina furtivo alle spalle e affacciatosi a guardare, le strappa il foglio.

PINCHWIFE Cosa, si scrivono altre lettere?

MRS PINCHWIFE Oh, Signore, tesoruccio, perché mi spa­venti a questo modo? (Fa per scappare; lui la ferma e legge.)

PINCHWIFE Cosa è questo? No, tu non ti muovi, signo­ra mia. «Caro, caro MR.. Horner» - benissimo - ho fat­to bene a insegnarti a scriver lettere - ma andiamo avanti. «Per prima cosa, devo chiedervi perdono per l'audacia con cui vi scrivo, cosa che voglio che sappia­te non avrei mai fatto se non aveste detto voi per pri­mo che mi amavate tanto, e se questo è vero, non tolle­rerete mai di vedermi fra le braccia di un altro uomo che aborro, esecro e detesto.» - Adesso riesci a scriver­le, queste parolacce. Ma cosa viene dopo? - «Perciò spero che vi affretterete a trovare un modo di liberar­mi da questa infelice unione, che non è mai stata, ve lo assicuro, voluta da me, ma temo che ormai sia troppo tardi. A ogni modo se mi amate come io amo voi, ten­tate di fare quello che potete, però bisogna che mi aiu­tiate a uscirne prima di domani, altrimenti ahimè sarò per sempre irraggiungibile da voi, perché non posso differire oltre la nostra... la nostra» (La lettera finisce qui) - Che parola viene dopo «nostra»? - Dillo, cosa? La nostra partenza per la campagna, immagino... Oh, donna, maledetta donna e maledetto amore, suo vec­chio tentatore! Perché questo è uno dei suoi miracoli; in un momento riesce a rendere ciechi tutti coloro che ci vedevano, e vedenti tutti coloro che erano ciechi, muti tutti coloro che parlavano e loquaci quelli che prima erano muti. Anzi, di più ancora, rende questi sciocchi, insensati, indocili animali, ossia le donne, os­si troppo duri per noi, loro signori e governanti politi­ci, in un attimo. Ma tu metti fine alla tua lettera, e poi io metterò fine a te e a tutti i miei tormenti in un colpo solo. (Sguaina la spada)

MRS PINCHWIFE Oh Signore, Sign9re, che uomo passio­nale sei, tesoruccio!

Entra SPARKISH.

SPARKISH Ehilà, che succede?

PINCHWIFE Ci mancava solo questo sciocco.

SPARKISH Che fai, sguaini la spada contro tua moglie? Questo lo dovresti fare soltanto di notte e al buio, quando non corri il rischio di farle male. È mia cogna­ta, no? (Le scosta il fazzoletto dal viso) Ma sì, è pro­prio la nostra Margery calata dalla campagna; la si ri­conosce. Su, voi due dovete venire a pranzo con me; è già in tavola, venite. Ma dov'è mia moglie? Non è an­cora rincasata? Dov'è?

PINCHWIFE A mettervi le corna; non sanno fare altro, appena possono.

SPARKISH Cosa, il giorno delle nozze? No, una moglie che si proponga di far scemo il marito bada sempre a fargli vincere il primo scontro dell'amore, per tutti i diavoli. Ma venite, restate a pranzo da noi. Su, io do il braccio alla nostra Margery.

PINCHWIFE No... andate voi, signore. Noi seguiamo.

SPARKISH Non faccio un passo senza di voi.

PINCHWIFE (a parte) Questo pagliaccio è un vero tor­mento per me, fra i peggiori che ci siano.

SPARKISH Su, su, madama Margery.

PINCHWIFE No, la porto io e a modo mio. Cos'è, volete intrattenere i vostri amici con mia moglie, in mancan­za della vostra? (Conduce MRS .PINCHWIFE all'altra porta, la chiude dentro a chiave e torna. A parte) Il mio furore deve rifiatare un momento.

SPARKISH (a parte) Glielo avevo detto, a Horner.

PINCHWIFE Andate, ora.

SPARKISH Signore Iddio, come siete geloso di vostra moglie! Ma lasciate che vi dica, fratello, che noialtri uomini d'ingegno abbiamo un detto fra noi: che le corna, come il vaiolo, sono generate dalla paura. Po­tete tenere vostra moglie al riparo dai contagi quanto volete, ma se ci è portata per costituzione, prima o poi se li prenderà, per tutti i diavoli. Così dicono.

PINCHWIFE (a parte) Cosa è un cornuto, che l'ultimo sciocco può renderlo ridicolo! - Bene, signore... ma lasciate che vi consigli, ora che cominciate a preoccu­parvi, perché sospettate il pericolo, di non trascurare i mezzi onde prevenirlo, specialmente in quanto il più gran peso della malattia vi cadrà sulla testa, perché...

Se si gonfia la pancia della moglie

Anche il marito al capo ha certe doglie.

(Escono PINCHWIFE e SPARKISH.)

ATTO QUINTO

SCENA PRIMA

Casa di MR. PINCHWIFE.

Entrano MR. PINCHWIFE e MRS PINCHWIFE. Un tavolino e una candela.

PINCHWIFE Su, prendi la penna e finisci questa lettera come intendevi. Se cerchi minimamente di ingannarmi me ne accorgo subito e ti punisco con questa, come ti meriti. (Posa la mano sulla spada) Scrivi quello che doveva seguire... vediamo... «Bisogna che mi aiutiate a uscirne prima di domani, altrimenti ahimè sarò per sempre irraggiungibile da voi, perché non posso diffe­rire oltre la nostra...» Che cosa viene dopo «nostra»?

MRS PINCHWIFE Deve proprio venire fuori tutto, teso­ruccio? (MRS PINCHWIFE prende la penna e scrive) Allo­ra guarda qui.

PINCHWIFE Vediamo... «Perché non posso differire ol­tre la nostra... unione... La vostra trascurata Ali­thea.» - Che significa questo? Firmi col nome di mia sorella. Parla, svela l'arcano!

MRS PINCHWIFE Sì, subito, tesoruccio.

PINCHWIFE Ma perché il suo nome? Parla... parla, ti dico!

MRS PINCHWIFE Si, ma poi tu glielo vai a ridire; se non glielo ridici...

PINCHWIFE No... sono stordito, mi gira la testa. Parla.

MRS PINCHWIFE Non glielo dici,- davvero davvero?

PINCHWIFE No, parla, adesso.

MRS PINCHWIFE Si arrabbierà con me, comunque me­glio che si arrabbi lei con me che non tu, tesoruccio. E per dirti la verità, è stata lei a farmi scrivere la lettera e a insegnarmi cosa scrivere.

PINCHWIFE (a parte) Ah! Mi pareva che lo stile fosse un po' migliore di quello tuo solito. - Ma come ha fatto a venirtelo a insegnare, dal momento che ti avevo chiusa a chiave?

MRS PINCHWIFE Oh, dal buco della serratura, teso­ruccio.

PINCHWIFE Ma perché ti ha dovuto far scrivere una let­tera al posto suo? Sa scrivere anche lei.

MRS PINCHWIFE Ma, ha detto, perché... siccome io non volevo...

PINCHWIFE Perché, eh? Perché?

MRS PINCHWIFE Perché se poi MR. Horner fosse stato crudele e l'avesse respinta, o vanesio e avesse mostrato ad altri la lettera, avrebbe potuto rinnegarla, dato che non era la sua calligrafia.

PINCHWIFE (a parte) Come, come? Ah! - Allora credo che rientrerò in me. Questa idiota non è in grado di in­ventare una bugia simile. Ma anche se lo fosse, perché dovrebbe? Capirebbe che non tarderei a scoprirla... un momento... già, ora che ci penso, Horner ha detto che gli dispiaceva che lei avesse sposato Sparkish, e il fatto che con me lei nega la validità delle nozze mi fa pensare che vi si sia sottratta per amore di Horner. D'altro canto, perché dovrebbe comportarsi in questo modo? Però, gli uomini quando sono innamorati sono stupidi; sarà così anche per le donne. - Ma senti, si­gnora mia: tua sorella è uscita questa mattina ed è da allora che non la vedo.

MRS PINCHWIFE Ahimè, è tutto il giorno che piange in un angolo, a quanto pare.

PINCHWIFE Dov'è? Fammi parlare con lei.

MRS PINCHWIFE (a parte) O Signore, così scoprirà ogni cosa! - Un momento, ti prego, tesoruccio. Vuoi farmi scoprire? Saprebbe subito che te l'ho detto. Ti prego, tesoruccio, lascia che gliene parli io per prima.

PINCHWIFE Bisogna che le parli io, per sapere se Horner le ha mai fatto promesse e se è sposata con Sparkish o no.

MRS PINCHWIFE Ti prego, tesoruccio, aspetta, prima fammi parlare con lei, se non glielo dico io che te ne ho parlato, mi ammazza.

PINCHWIFE Vai allora e dille di venire qui da me.

MRS PINCHWIFE Sì, sì, tesoruccio.

PINCHWIFE Vediamo...

MRS PINCHWIFE (a parte) Io vado, ma lei non c'è e non potrà venire qui da lui. Ho appena il tempo di farmi dire dalla sua cameriera Lucy, che mi ha dato le prime istruzioni, quale altra bugia dire adesso, perché non so più che inventare.

MRS PINCHWIFE esce.

PINCHWIFE Be', ho deciso. La do a Horner. Preferisco dargli mia sorella che prestargli mia moglie, e un'al­leanza del genere gli impedirà certamente di nutrire pretese su mia moglie. Lo faccio diventare suo paren­te, e lei cesserà di interessarlo.

Rientra MRS PINCHWIFE.

MRS PINCHWIFE O Signore Iddio, tesoruccio, te lo ave­vo detto che mia sorella si sarebbe arrabbiata.

PINCHWIFE Non vuole venire qui?

MRS PINCHWIFE No, ahimè, si vergogna di guardarvi in viso, e dice che se andate dentro da lei, scappa via e fa uno scandalo, corre da MR. Horner che le ha promesso di sposarla, dice, e dice che non vuole nessun altro...

PINCHWIFE Davvero lui... le ha promesso di sposarla? E allora non avrà altri. Vaglielo a dire, e dille che se viene qui a parlare un momento con me sulla via da seguire, mi metto al lavoro immediatamente. Vai.

MRS PINCHWIFE esce.

Come patrimonio vale quanto Sparkish, e come estra­zione sociale gli è superiore almeno quanto lo è come cervello. In ogni caso il mio motivo principale è che preferisco essergli legato al nome di cognato, che da quello di cornuto.

MRS PINCHWIFE rientra.

Be', che dice ora?

MRS PINCHWIFE Dice che accetta solo che la portiate a casa di MR. Horner - vuole parlare della cosa con lui prima che con voi, perché, poverina, ancora non si sente di affrontarvi, dice che non vi può nemmeno guardare in faccia. Perciò verrà qui da voi in masche­ra, e voi dovrete scusarla se non vi risponderà a qual­siasi domanda le rivolgiate prima di averla condotta da MR. Horner. Se non la rimprovererete e non le chie­derete niente, verrà subito fuori.

PINCHWIFE Che venga. Non le dirò una parola, e non ci sarà bisogno che apra bocca neanche lei.

MRS PINCHWIFE Oh, dimenticavo. Dice che siccome non ha il coraggio di guardarvi in viso nemmeno attraverso la maschera, vuole che spegniate la candela.

PINCHWIFE Accetto tutto, basta che si sbrighi... ecco, è spenta. (Spegne la candela)

MRS PINCHWIFE esce.

PINCHWIFE La mia situazione è un po' migliorata. Preferisco com­battere con Horner perché non va a letto con mia so­rella, che perché ci va con mia moglie; e delle due pre­ferisco scoprire sfacciata mia sorella, piuttosto che mia moglie. Non mi aspettavo di meglio data l'educa­zione liberale che ha ricevuto, come la chiama, e la sua passione per la città. Be moglie e sorella sono nomi dai quali ci aspettiamo amore e obbedienza, piacere e conforto, ma poi troviamo che sono invece tormenti e calamità, egualmente gravosi, seppure in modo diver­so, per chi ne ha la custodia: perché facciamo altret­tanta fatica per mandarli a letto con le nostre sorelle, che per impedirgli di andarci con le nostre mogli.

Entra MRS PINCHWIFE mascherata e intabarrata con scialle e cappuccio, e con addosso una sottoveste e una vestaglia di ALITHEA, nell'oscurità.

Allora, sei venuta, sorella? Andiamo.. prima però fammi chiudere a chiave mia moglie. - Mrs Margery, dove sei?

MRS PINCHWIFE Qui, tesoruccio.

PINCHWIFE Vieni qui, che ti chiudo dentro. (Chiude la porta a chiave) Andiamo, sorella, dove sei ora?

MRS PINCHWIFE gli dà la mano, ma non appena lui la lascia sguscia senza rumore all'altro lato di lui, e viene condotta via dal marito che la scambia per la propria sorella ALITHEA.

SCENA SECONDA

La scena cambia nell'appartamento di HORNER. MEDICASTRO, HORNER.

MEDICASTRO Com'è, solo soletto? Nemmeno uno dei vostri cornuti, o una delle loro mogli! Si davano il tur­no presso di voi, neanche vi montassero la guardia.

HORNER Sì, capita spesso che un cornuto sia soltanto la spia di sua moglie, ancor più al servizio della famiglia quando va a spasso col suo galante, impedendogli di sollazzarsi, che non quando è a casa da lei, a fare da galante a sua volta. Però il compito più duro che una donna sposata imponga all'amante è quello di tener sempre compagnia al marito.

MEDICASTRO Il cui affetto ti stufa quasi con la stessa rapidità di quello di lei.

HORNER Che diavolo, tener compagnia a un cornuto dopo aver avuto sua moglie è noioso come per un brillante in città dover intrattenere un signorotto di campagna dopo avergli vuotato le tasche.

MEDICASTRO E così come un primo momento si fa amicizia col marito per arrivare alla moglie, in seguito si cerca di litigare con la moglie per liberarsi del marito.

HORNER Sì molti cornificatori sono dei veri cortigiani, che quando un poveraccio si è rovinato per pagargli i debiti fanno finta di non riconoscerlo nemmeno.

MEDICASTRO Ma prima per attirarlo erano stati così dolci, così gentili, così teneri: proprio come voi con Pinchwife. A proposito, che ne è di quell’intrigo con sua moglie?

HORNER Che gli venga la peste! E’ burbero come un consigliere comunale che sia stato vittima di un imbroglio. E dal momento che lui è così guardingo, la buona disposizione della moglie va sprecata. Peccato, perché lei è un’ingenua vera.

MEDICASTRO Non vi ha mandato una lettera per tramite di lui?

HORNER Già, ma questo è un indovinello che non ho ancora risolto. Sì, la poverina non sarebbe contraria, è anche una sempliciotta, e lui le sta talmente addosso…

MEDICASTRO Sì, talmente addosso da renderla ancor meno contraria, aggiungendo al suo amore il desiderio di vendicarsi. Sono due cose che quando si uniscono, di rado fanno a meno di trovare soddisfazione, in un modo o nell’altro.

HORNER Ma ecco l’uomo di cui stiamo parlando, mi pare.

Entra MR. PINCHWIFE, tirandosi dietro la moglie mascherata, imbacuccata e con addosso le vesti della co­gnata.

HORNER Toh!

MEDICASTRO Dopo avervi portato una lettera della mo­glie non gli restava che portarvi la moglie in carne e ossa.

HORNER Che significa questo?

PINCHWIFE L'ultima volta, come sapete, signore, vi ho portato una lettera d'amore; ora, come vedete, vi por­to un'amante. Ammetterete che mi comporto con grande cortesia.

HORNER Sì, che il diavolo mi porti, dirò che sei l'uomo più cortese che abbia mai incontrato, e sì che ne ho vi­sti! Ora credo di capirti meglio di quanto abbia capito quella lettera. Però senti qui, all'orecchio...

PINCHWIFE Che c'è?

HORNER La solita domanda, amico. Mi garantisci che sia sana?

PINCHWIFE Come, prendete lei per una troia e me per un ruffiano?

HORNER Be', troia, ruffiano, che brutte parole. Lo so che sei un ragazzo onesto e che hai tante conoscenze fra le dame. Avrai fatto la corte a mio nome invece di lasciarmela fare a tua moglie...

PINCHWIFE Su, signore, alle spicce. Non sono qui per scherzare.

HORNER Neanch'io; perciò, di grazia, fammela vedere in viso. Scopriamola, amico. Sei sicuro che non la co­nosco?

PINCHWIFE Sono sicuro che la conoscete.

HORNER Che diavolo, e allora perché me la porti qui?

PINCHWIFE Perché è una mia parente.

HORNER Davvero, amico? E allora sei ancora più corte­se e servizievole, vecchio birbante.

PINCHWIFE E’ stata lei a chiedermi di condurla.

HORNER Allora è lei che è cortese, vecchio farabutto.

PINCHWIFE La accoglierete bene per amor mio, spero.

HORNER Io spero che sia abbastanza carina da poterlo fare per amor suo. Per favore, smascherala.

PINCHWIFE Parlatene con lei; da me non accetta ordini.

HORNER Signora...

MRS PINCHWIFE sussurra a HORNER.

PINCHWIFE (a parte) A quanto pare lei non vuole che io conosca fino in fondo il suo contegno indecente in questa faccenda. - E va bene, vi lascio soli, e spero che quando sarò uscito vi intenderete. Altrimenti saremo io e voi a non intenderci, signore.

HORNER (a parte) Che cosa vuole dire questo sciocco? - Se ci intendiamo io e lei, che ci intendiamo voi e io non ha importanza.

Sussurra a MRS PINCHWIFE, che con la mano fa segno di far uscire il marito.

PINCHWIFE Nel frattempo io cerco un parroco, e poi rintraccio Sparkish e lo disilludo. Voi volete che vi tro­vi un parroco, vero? Benissimo... ora penso proprio di essermi sbarazzato di lei, e ché non mi darà più gratta­capi. Le nostre sorelle e le nostre figlie sono come i sol­di degli usurai, stanno bene quando sono state affidate a qualcuno. Invece le nostre mogli sono come le loro cambiali: non sono al sicuro che nelle nostre cassefor­ti, sotto chiave.

MR.. PINCHWIFE esce. Entra un RAGAZZO.

RAGAZZO Signore, sta salendo Sir Jaspar Fidget. (Esce) HORNER Ecco i fastidi dei cornuti di cui stavamo par­lando. Che gli venga la peste! Non gli basta intralciare i sollazzi di sua moglie, vuole farlo anche con quelli delle altre donne? - Entrate qui, signora.

MRS PINCHWIFE esce. Entra SIR JASPAR.

SIR JASPAR Mio ottimo e carissimo amico.

HORNER (a parte al MEDICASTRO.) Il vecchio stile, dotto­re. - Be', siate breve, ché ho da fare. Che cosa vuole ora quella impertinente di vostra moglie?

SIR JASPAR Avete indovinato, in fede mia. È proprio lei che mi manda.

HORNER Per invitarmi a cena. Ditele che non posso; an­date.

SIR JASPAR No, adesso vi sbagliate, in fede mia; perché la mia signora e tutta la banda delle virtuose, come si fanno chiamare, vogliono concedersi il ghiribizzo di venire da voi in maschera questa sera. Si sono già ve­stite.

HORNER Non sarò in casa.

SIR JASPAR (a parte) Gesù, com'è burbero con le donne!

- No, vi prego, non deludetele; ne darebbero la colpa a me. Vi prego. Pensò io a mandare il banchetto e la musica. Però acqua in bocca, perché quelle virtuose bricconcelle non vogliono per tutto l'oro del mondo che si sappia che si mascherano. Non andrebbero a ballare da nessun altro che da voi.

HORNER Bene, bene... andatevene e ditegli che se ven­gono, sarà a rischio del loro onore e del vostro.

SIR JASPAR Eh, eh, eh! - In questo ci fidiamo di voi. Addio.

SIR JASPAR esce.

HORNER Dottore, fra poco sarai mio ospite. Però adesso io vado a un festino privato.

(Escono.)

SCENA TERZA

La scena cambia nella Piazza del Covent Garden.

SPARKISH, PINCHWIFE.

SPARKISH (con la lettera in mano) Ma chi avrebbe cre­duto che una donna potesse ingannarmi? Io no, mai, quanto è vero il mondo.

PINCHWIFE  Voi eravate per dare e prendere la libertà; lei si è limitata a prenderla, signore, come vedete da questa lettera. Voi siete una persona schietta, e lei, un'altra.

SPARKISH Sì, se questa è la sua scrittura - perché io non l'ho mai vista.

PINCHWIFE  Non importa se la scrittura sia o non sia la sua. Io sono sicuro che per suo desiderio, di chiunque fosse la mano che ha scritto queste parole, l'ho con­dotta da MR.. Horner, dal quale l'ho appena lasciata al­lo scopo di recarmi a cercare un parroco per loro, sem­pre dietro loro desiderio, allo scopo di privarvi di lei per sempre. Poiché a quanto sembra il vostro è stato solo un matrimonio per burla.

SPARKISH Per la verità lei ha continuato a insistere che l'uomo che ci ha sposati era Harcourt vestito da parro­co. Io però sono sicuro che lui mi ha detto che era suo fratello Ned.

PINCHWIFE Ah, ecco cosa c'è sotto; e siete stato ingan­nato voi e non lei, perché voi siete una persona così schietta... ma ora devo andare. La troverete da MR.. Horner; andate e credete ai vostri occhi.

MR.. PINCHWIFE esce.

SPARKISH Ma certo, vado da lei a chiamarla cocco­drillo, sirena, arpia, e con tutti gli altri nomi pagani che un poeta affibbierebbe all'innamorata che si fosse rifiutata di ascoltare le sue profferte, anzi, di più, i suoi versi su di lei. - Ma un momento: non è lei quella, che segue una torcia all'altro capo della Piazza? Viene da Horner, non c'è dubbio... certo.

Entra ALITHEA dietro un portatore di torcia, seguita da LUCY.

Bene incontrata, signora, anche se non sarete d'accor­do. Allora, avete fatto una visitina a MR.. Horner, dove suppongo che non tarderete a tornare, vero? E a que­st'ora ci troverete anche il parroco.

ALITHEA MR. Horner e il parroco, signore!

SPARKISH Andiamo, signora, basta finzioni, basta sgambetti, perché ho smesso di essere una persona schietta.

ALITHEA E come mai?

LUCY (a parte) Vedo che funziona.

SPARKISH Non potevate trovare qualche babbeo di campagna da prendere in giro? C'ero solo io, un genti­luomo di città dedito all'ingegno e ai piaceri? Ma do­vevate dimostrare a ogni costo di essere un osso trop­po duro per un uomo di merito, donna indegna e fal­sa, falsa come un amico che ti presta del denaro perché tu lo perda, falsa come i dadi che rovinano chi gli affi­da tutto il suo.

LUCY (a parte) È stato un gran pallone gonfiato, per dirla con le sue similitudini.

ALITHEA Avete fatto troppo festa al vostro pranzo nu­ziale, signore, non c'è dubbio.

SPARKISH Cosa, mi prendete anche in giro adesso?

ALITHEA Oppure siete stato ingannato.

SPARKISH Da voi.

ALITHEA Fatevi capire.

SIR JASPAR Avete la faccia tosta - vorrei usare un altro termine, dal momento che conoscete la vostra colpa - di opporvi ai miei giusti rimproveri? Non avete scritto una lettera sfrontata a MR. Horner, che come scopro adesso ha fatto comunella con voi per ingannarmi con la sua avversione per le donne, affinché non potessi sospettarlo come rivale?

LUCY (a parte) Adesso ci credete, che il signore è in gra­do di provare la gelosia?

ALITHEA Avrei scritto una lettera a MR. Horner?

SPARKISH Sì, signora, non lo negate; vostro fratello me l'ha appena mostrata, e contemporaneamente mi ha detto di avervi lasciata a casa di Horner per andare a cercare un parroco che vi sposasse con lui; e io vi au­guro ogni gioia, signora, ogni gioia, e anche a lui, ogni gioia, e più gioia ancora a me che non vi sposo.

ALITHEA (a parte) Insomma, constato che mio fratello vuole 'rompere il fidanzamento, e posso acconsentire, dato che vedo che questo signore è capace di gelosia. - Oh, Lucy, col suo trattamento sgarbato e con la sua gelosia mi fa venire quasi paura di averlo sposato dav­vero. Siete sicuro che è stato Harcourt in persona e non un parroco a sposarci?

SPARKISH Sì, signora, vi ringrazio. Immagino che si sia trattato di uno stratagemma di MR. Horner e vostro, questo di far fare il parroco a Harcourt; ma adesso non ne vorrei uno vero più di voi, nossignora, neanche per tutto l'oro del mondo, perché, volete che vi dica un'altra verità? Fino adesso non avevo provato alcuna passione per voi; ma ora vi odio. È vero che avrei po­tuto sposare 1a1 vostra dote, come a volte fanno altri uomini di qualità qui in città. Ma adesso, servo' vostro, e per mostrarvi tutta la mia indifferenza verrò alle vo­stre nozze. Vi lascio con tutta la gioia con cui lascerei una troia sfatta a un nuovo gonzo, anzi, con tutta la gioia con cui avrei lasciato voi dopo la prima notte, se vi avessi sposata. Tanto vi dovevo; e ora, servo vostro, servo.

SPARKISH esce.

ALITHEA Come mi sono ingannata con quest'uomo!

LUCY Adesso ci crederete, che anche uno sciocco può essere reso geloso, vero? Perché quella leggerezza che gli consente di farsi guidare da una moglie gli permet­terà anche di prestare orecchio ad altri che lo montano contro di lei.

ALITHEA Ma sposare MR. Horner! Mio fratello non dice certo sul serio. Se lo pensassi, accetterei il tuo consi­glio, e MR. Harcourt per marito. E adesso vorrei, se ci fosse un'altra donna di città troppo saggia, pronta co­me me a sposare uno sciocco in cambio di un patrimo­nio, della libertà o di un titolo: nel primo caso, che suo marito amasse il gioco e fosse la vittima di tutta la città meno che di lei, e che non lasciasse ad altri che alla fortuna di essere la padrona della sua borsa; nel secon­do, quello della libertà, che il marito la mandasse in campagna sotto il controllo di una suocera casalinga; e nel caso del titolo, che il mondo non potesse darne a lui altro che quello di cornuto.

LUCY E per punirla ancora di più, signora, senza che lo meriti.

ALITHEA Via, impertinente! - E questa non. è la casa della vecchia Lady Lanterlu?1

LUCY Sì, signora. (A parte) E speriamo di trovarci MR. Harcourt.

(Escono ALITHEA e LUCY.)

SCENA QUARTA

La scena cambia nuovamente nelle stanze di HORNER.

HORNER, LADY FIDGET, MRS DAYNTY FIDGET, MRS SQUEAMISH. Una tavola imbandita, bottiglie.

HORNER (a parte) Che diavolo! Sono arrivate troppo presto... senza darmi il tempo di rimandare a casa la mia nuova... amante. Non mi resta che chiuderla a chiave, ora, perché non possano vederla.

LADY FIDGET Per essere sicure di trovare buona acco­glienza ci siamo portate dietro il rinfresco e abbiamo deciso di invitarti, caro rospo.

DAINTY E per avere la certezza di stare allegri abbiamo lasciato a casa Sir Jaspar e la vecchia Lady Squeamish, a litigare al backgammon.

SQUEAMI5H Dunque non sprechiamo tempo, potrebbe­ro piombare qui e interromperci.

LADY FIDGET Sì, mettiamoci a sedere.

HORNER Per prima cosa per evitare disturbi lasciatemi chiudere a chiave questa porta e quella; poi torno subi­to a servirvi.

LADY FIDGET No, signore, ,non c'è bisogno di chiave; basta che le accostiate, purché chiudiate invece la boc­ca, per sempre, perché noi dobbiamo fidarci di voi co­me delle nostre donne.

HORNER Sapete che ogni vanità è morta in me; non ho motivo di parlare.

LADY FIDGET Ora, signore, facciamo come se avessimo bevuto due bottiglie a testa, e diciamo la verità come ci sorge dal cuore.

DAINTY / SQUEAMISH D'accordo.

LADY FIDGET Su questo calice, poiché non c'è altro luo­go dove trovare la verità. (A parte a Horner) Certo non nel tuo cuore, uomo falso!

HORNER (a parte a LADY FIDGET) Voi mi avete trovato vero, ne sono certo.

LADY FIDGET (a parte a HORNER) Non in tutto. - Ma stiamocene allegri. (LADY FIDGET canta.)

Solo il nostro tiranno il piacer ci può dare Mentre noi mansuete lo dovremmo aspettare.

Niente vino e niente festa

Per chi mesta a casa resta!

Siamo sole nel letto e un sospetto ci assale:

Lui è a trovar la bottiglia, nostra grande rivale.

Non più cipria sulla faccia,

Ma corriam fra queste braccia.*

(*I bicchieri.)

2

Solo il vino dà loro ogni estro e ogni ardire,

Mentre noi non beviamo e dobbiamo subire.

Ma più bella puoi parere

Attaccandoti al bicchiere!

Ti ridà la fiducia, e non c e guancia rossa

Che un bel sorso di vino migliorare non possa.

Se il bicchiere ti conforta,

Della linea che ti importa?

DAINTY Caro calice! Be', in pegno della nostra fran­chezza e disponibilità, tiriamoci le maschere sopra la testa.

HORNER Così ben presto cadranno sui bicchieri.

SQUEAMISH Amato calice! Voglio godermelo per prima.

LADY FIDGET No, io non mi separo mai da un galante prima di averlo saggiato. Caro calice, che rendi miopi i nostri mariti.

DAINTY E arditi i nostri galanti ritrosi.

SQUEAMISH E in mancanza di galanti, desiderabile il maggiordomo ai nostri occhi. - Bevi, eunuco.

LADY FIDGET Bevi, rappresentante del marito. Al diavo­lo i mariti!

DAINTY E come se fossero mariti, i vecchi che ti man­tengono.

5QUEAMISH E le vecchie nonne.

HORNER E le ruffiane inglesi, e i chirurghi di Francia.

LADY FIDGET Sì, abbiamo tutte le ragioni di maledirli.

HORNER Per amor mio, signore?

LADY FIDGET  No, nostro, perché le prime rovinano tut­ta l'industria dei giovani galanti.

DAINTY E l'arte dei secondi li rende arditi soltanto con le donne comuni.

SQUEAMISH  Preferiscono correre il rischio di quella de­gradante malattia con loro, piuttosto che quello di un rifiuto con noi.

DAINTY Quegli sconci rospi ora scelgono le amanti co­me le stoffe, perché sono piaciute e sono state portate da altri.

SQUEAMISH  Perché sono ordinarie e economiche.

LADY FIDGET Mentre le donne di qualità, come le stoffe più ricche, se ne stanno ancora imballate, non richieste da nessuno.

HORNER Già, spesso trovano migliore quello che è sem­plice e economico e nuovo.

DAINTY Nossignore, si fanno conoscere più a lungo per un'amante che per un vestito, quegli animali.

SQUEAMISH E non badano neanche all'economia.

LADY FIDGET No, perché quei vanesi di bellimbusti prendono della lana ordinaria e la fanno coprire di ri­cami. Però mi meraviglia la depravazione degli appeti­ti degli uomini di spirito: non battono la strada comu­ne e detestano l'imitazione. Per favore, animale, dim­mi, quando eri un uomo, perché il tuo svago preferivi cercartelo mescolandoti a una folla in una casa pubbli­ca piuttosto che essere l'unico ospite di una buona ta­vola.

HORNER Be', in fede mia, chi ha molta fame sopporta male le cerimonie e le attese. Di solito si mangia con più appetito a una mensa comune, dove ciascuno fa a gara per arraffare il boccone migliore.

LADY FIDGET E magari rimedia un taglio sulle dita. - Ma ho sentito dire che la gente mangia con più gusto il cibo altrui, ossia quello che non paga.

HORNER Quando si è sicuri di essere accolti bene e libe­ramente, perché le cerimonie in amore e nel mangiare sono ridicole come in guerra. In tali occasioni non c'è altro da fare che allungare le mani senza perder tempo.

LADY FIDGET Bene, quando è così lasciate che vi dica, signor mio, che in nessun luogo c'è più libertà che nel­le nostre case, e che noi consideriamo la libertà da par­te di un giovane come segno di buona educazione. Presso di noi costui può usare tutta la libertà che cre­de, essere allegro, giocherellone, sfrenato quanto vuole.

HORNER Non vi ho sentito scagliarvi tutte contro gli uo­mini sfrenati?

LADY FIDGET SI, ma malgrado ciò consideriamo la sfre­natezza in un uomo una qualità non meno desiderabile che in un'anatra o in un coniglio. Un uomo mansueto, puah!

HORNER Non so, ma la vostra reputazione mi spaventava non meno di quanto mi attraeva il vostro viso.

LADY FIDGET La nostra reputazione! Signore Iddio, perché non dovete pensare che noi donne facciamo lo stesso uso della nostra reputazione che voi uomini del­la vostra, soltanto per ingannare il mondo spingendolo a limitare i sospetti? La nostra virtù è come la reli­gione dello statista, la parola del quacchero, il giura­mento del giocatore e l'onore del grand'uomo: serve solo a imbrogliare chi si fida di noi.

SQUEAMISH E quella mansuetudine, quella verecondia e quella modestia che ci vedete in viso nei palchi a tea­tro, contrassegna una donna compiacente non meno di una maschera in platea.

DAINTY Perché, vi assicuro, le donne non sono mai me­no mascherate, di quando hanno una maschera di vel­luto sulla faccia.

LADY FIDGET Voi ci avreste trovate modeste soltanto nei nostri dinieghi.

SQUEAMISH La nostra verecondia non è che un riflesso di quella degli uomini.

DAINTY Arrossiamo quando loro si fanno sfacciati.

HORNER Vi chiedo scusa, signore; mi sono maledetta­mente ingannato sul vostro conto. Ma perché tutte quelle pretese di onore?

LADY FIDGET Te lo abbiamo detto. Ma qualche volta è stato per le stesse ragioni per cui voialtri uomini spesso vi fingete indaffarati: volete evitare una compagnia sgradita per goder meglio e più privatamente coloro che amate.

HORNER Ma perché allora non fate mai una strizzatina d'occhio a un amico?

LADY FIDGET In fede, la vostra reputazione ci ha spa­ventate non meno di quanto la nostra ha spaventato voi. Eravate così notoriamente un libertino.

HORNER E voi così onesta in apparenza.

LADY FIDGET Ed è bastato questo a scoraggiarvi?

HORNER E così costosa... voi consentite la libertà, avete detto...

LADY FIDGET Sì, sì.

HORNER Che avevo paura di perdere quei quattro soldi che ho, oltre a quel poco tempo che ho. E l'altro mio piacere richiedeva entrambi.

LADY FIDGET I soldi, vergogna! Adesso parlate come un ometto; persone come noi si aspettano forse dei soldi?

HORNER Vi chiedo perdono, signora. Debbo confessare di aver sentito dire che le gran dame, come i grandi mercanti, impongono il massimo prezzo per quello che hanno, in quanto non hanno bisogno di accettare la prima offerta.

DAINTY Le persone come noi metterebbero in vendita il loro cuore?

SQUEAMISH Il nostro amore in cambio di una mancia? Vergogna!

HORNER Vogliate perdonarmi, signore. Io so che come i grandi uomini nelle grandi cariche, voi sembrate esige­re adulazione e servigi soltanto dai vostri seguaci; ma avete intorno a voi servi da prezzolare, e ci sono da pa­gare tali balzelli, che si ha paura di accettare i vostri favori. E poi, ci tocca lasciarvi vincere a carte, o per­deremmo i vostri cuori; e se ci affidate un incarico, è da un orafo, da un gioielliere o in un negozio di por­cellana, dove in cambio dell'onore che gli avete affida­to, il vostro galante deve impegnare il proprio al pun­tuale borghese, e così pagando quello che prendete voi, paga per quello che prende lui.

DAINTY Non volete che ci sinceriamo dell'amore del no­stro galante?

SQUEAMISH L'amore si fa conoscere meglio con la libe­ralità che con la gelosia.

LADY FIDGET Perché questa la si può dissimulare, e quella, no. (A parte.) Ma la mia gelosia non può più essere dissimulata, è venuto il momento di parlare. - Su, ai nostri galanti in servizio, che dobbiamo nomi­nare e comincerò io. Ecco il mio falso birbante. (Lo colpisce sulla schiena)

SQUEAMISH Cosa!

HORNER Ora viene fuori tutto quanto.

SQUEAMISH (a parte a HORNER) Non mi avevi detto che solo per amor mio avevi sparso la voce di non esser più uomo?

DAINTY (a parte a HORNER) Oh, sciagurato! Non mi avevi giurato che solo per il mio amore e onore ti eri spacciato per quella cosa?

HORNER Sì, sì.

LADY FIDGET Su, parlate, signore; questo è quel bugiar­do del mio farabutto.

SQUEAMI5H Anche il mio.

DAINTY E il mio.

HORNER Vuol dire che siete tutte e tre le mie briccone mentitrici, e chiudiamola qui.

LADY FIDGET Be', allora non c e rimedio. Sorelle condi­videnti, non tradiamoci, ma badiamo a custodire il no­stro onore. Anche se non riceviamo da costui regali nè gioielli, salviamo il nostro onore, che è il gioiello di maggior valore e utilità, e che continua a brillare al mondo insospettato, per quanto falsificato.

HORNER Sì, ed è buono come se fosse autentico, purché il mondo lo ritenga tale, perché l'onore come la bellez­za si limita a dipendere dall'opinione degli altri.

LADY FIDGET Bene, o Harry comune a noi tutte, spero che tu possa esser fedele a tre persone. Giura... ma è inutile esigere il tuo giuramento, perché sei spergiuro con la stessa frequenza con cui giuri a delle donne nuove.

HORNER Su, in fede, signora, perdoniamoci gli uni con gli altri, perché tutta la differenza che trovo fra noi uomini e voi donne è che noi siamo spergiuri all'inizio di un amore, voi durante tutta la sua durata.

Entrano SIR JASPAR FIDGET e la VECCHIA LADY SQUEAMISH.

SIR JASPAR Oh, milady Fidget, era questa la vostra astu­zia, di venire da MR. Horner senza di me? Ma non siete stata in nessun altro posto, spero.

LADY FIDGET No, Sir Jaspar.

VECCHIA LADY SQUEAMISH E tu sei venuta dritta qui, Biddy?

SQUEAMISH Sì, davvero, signora nonna.

SIR JASPAR Bene, bene. Lo sapevo che una volta che avessero fatto conoscenza come si deve col povero Horner, non se ne sarebbero più separate. Lasciate pu­re che si mascheri con mia moglie e con Horner, per la sua reputazione garantisco io.

Entra il RAGAZZO.

RAGAZZO Oh, signore, è venuto quel signore che mi avevate detto di non far salire senza avvisarvi, con una signora e degli altri signori...

HORNER Entrate tutti lì dentro mentre li mando via, e tu, ragazzo, digli di restare dabbasso finché non vengo io, il che sarà fra un attimo.

Escono SIR JASPAR FIDGET, LA VECCHIA LADY SQUEAMISH,

LADY FIDGET, MRS DAINTY, SQUEAMISH.

RAGAZZO Sì, signore. (Esce.)

HORNER esce dall'altra porta e rientra con MRS PINCH­WIFE.

HORNER Non hai voluto darmi retta e tornare a casa prima che tuo marito venisse qui; adesso scoprirà tut­to. Ma ti prego, carissima, dammi retta: torna a casa e lasciami manovrare il resto. Ti faccio scendere dalle scale di servizio.

MRS PINCHWIFE Non la conosco, la strada di casa, io.

HORNER Ti faccio accompagnare dal mio uomo.

MRS PINCHWIFE No, non credere che mi muova. Che ce, sei già stanco di me?

HORNER No, vita mia, è per poterti amare per tanto tempo, è per mettere al sicuro il mio amore e la tua re­putazione presso tuo marito; altrimenti non ti vorrà più accettare.

MRS PINCHWIFE E che me ne importa? Credi di spaven­tarmi con questo? Non ho intenzione di tornare più da lui; adesso il mio marito sarai tu.

HORNER Non posso essere tuo marito, carissima, per­ché tu sei sposata con lui.

MRS PINCHWIFE Oh, vuoi farmi credere questo? Non lo vedo tutti i giorni, qui a Londra, che le donne lasciano il primo marito e vanno a vivere con altri uomini come loro mogli? Bah, bah, mi faresti arrabbiare, se non ti amassi più di tutto.

HORNER Stanno salendo - torna dentro, li sento.

MRS PINCHWIFE esce.

Be', un'amante sciocca è come una postazione debole, presto conquistata e presto persa, non c'è quasi il tem­po di saccheggiarla. Prima tradisce il marito col galan­te, e poi il galante col marito.

Entrano PINCHWIFE, ALITHEA, HARCOURT, SPARKISH,

LUCY e un PARROCO.

PINCHWIFE Su, signora, non saranno l'improvviso cambio d'abito né l'energia delle affermazioni vostre e di questa vostra falsa testimone, a convincermi di non avervi condotta qui poc'anzi; ed ecco il mio testimone, che non potrà negarlo, in quanto adesso sarete messi a confronto. - MR. Horner, vi ho o non vi ho portato qui questa dama poco fa?

HORNER (a parte) Adesso debbo far torto a una donna per amore di un'altra, ma non è una novità per me; in questi casi io sono sempre dalla parte della colpevole, contro l'innocente.

ALITHEA Parlate, signore, vi prego.

HORNER (a parte) Così dev'essere - qui ci vuole faccia tosta, o la va o la spacca. Spesso la faccia tosta è più forte della verità.

PINCHWIFE State studiando una scappatoia o una scusa per lei? Parlate, signore.

HORNER No, in fede, è solo che provo una certa ritrosia quando devo parlare di cose o dispute di donne.

PINCHWIFE Lei vi chiede di parlare.

ALITHEA Sì, vi prego, signore; vi prego, soddisfatelo.

HORNER Allora, sinceramente, voi mi avete portato qui quella signora poco fa.

PINCHWIFE Ah, ah!

ALITHEA Che dite., signore!

HARCOURT Che dici, Horner!

ALITHEA Come sarebbe, signore? Vi ho sempre creduto un uomo d'onore.

HORNER (a parte) Sì, grazie tante, talmente uomo d'o­nore che debbo salvare la mia amante, accada quel che accada.

SPARKISH Così se l'avessi presa mi avrebbe fatto crede­re che la luna è una torta natalizia.

LUCY (a parte) Ora potrei parlare, se osassi, e risolvere 'l'indovinello, io che ne sono l'autrice.

ALITHEA Me sventurata! Una macchinazione contro il mio onore, che ora tanto più mi colpisce perché voi, si­gnore, prendete parte alla mia onta. È la vostra censu­ra, nella quale incorro adesso, che mi addolora, non quella di costoro.

HARCOURT Signora, se è così, non preoccupatevi: ades­so vedrete che per me è possibile amare senza essere geloso. Non soltanto voglio credere io stesso nella vo­stra innocenza, ma voglio farla accettare a tutto il mondo (A parte a HORNER.) Horner, ora devo preoc­cuparmi dell'onore di questa dama.

HORNER Anch'io devo preoccuparmi dell'onore di una donna.

HARCOURT Questa signora ha il suo onore e io lo pro­teggerò.

HORNER La mia il suo non ce l'ha ma me l'ha dato in custodia e voglio custodirlo.

HARCOURT Non ti capisco.

HORNER Non voglio che tu mi capisca.

MRS PINCHWIFE (affacciandosi da dentro) Che cos'han­no, tutti quanti?

PINCHWIFE Su, su, Mr. Horner, basta con le discussioni. Qui c'è il parroco; non l'ho portato invano.

HARCOURT No, signore, lo impiegherò io, se questa si­gnora è d'accordo.

PINCHWIFE Cosa! Che volete dire?

SPARKISH Sì, che vuole dire?

HORNER È chiaro, che gli ho ceduto vostra sorella. Ha il mio consenso.

PINCHWIFE Ma non il mio, signore. L'onore offeso di una donna, proprio come quello di un uomo, non può essere riparato o soddisfatto da nessun altro che dal primo che gli ha reso torto; e voi la sposerete immedia­tamente, o... (Posa la mano sulla spada)

Entra MRS PINCHWIFE e si dirige verso di loro.

MRS PINCHWIFE (a parte) Oh Signore, vogliono uccidere il povero MR. Horner! E poi, non la sposerà sotto i miei occhi; non voglio perderlo così, il mio secondo marito.

PINCHWIFE Che vedo?

ALITHEA Mia sorella coi miei vestiti!

SPARKISH Ah!

MRS PINCHWIFE (a MR. PINCHWIFE) No, adesso non liti­gate su cosa si deve far fare al parroco: mi sposerà con MR. Horner, perché adesso sono convinta che non ne vorrete più sapere di me.

HORNER Maledetta, maledetta idiota innamorata!

MRS PINCHWIFE Ti prego, sorella, perdonami per aver detto tante bugie sul tuo conto.

HARCOURT Credo che adesso l'enigma sia chiaro.

LUCY No, tocca a me chiarirlo. Buon signore, ascoltatemi.

Si inginocchia davanti a MR. PINCHWIFE, che rimane in

atteggiamento ostinato, col cappello sugli occhi.

PINCHWIFE Non starò mai più a sentire una donna, ma le farò tacere tutte, così... (Fa il gesto di sguainare la spada contro la moglie)

HORNER No, questo no.

PINCHWIFE Allora sarete spacciato voi per primo; per me fa lo stesso.

Fa il gesto di sguainare la spada contro HORNER; HAR­COURT lo ferma.

HARCOURT Fermo!

Entrano SIR JASPAR FIDGET, LADY FIDGET, LA VECCHIA LADY SQUEAMISH, MRS DAINTY FIDGET, MRS SQUEAMISH.

SIR JASPAR Che succede, che succede, di grazia, che suc­cede, signore? Vi prego di aprirci il segreto, signore.

PINCHWIFE Si è già aperta mia moglie, signore, e forse anche la vostra, signore, se lo conosce, signore.

SIR JASPAR Bah, con lui? Ah, eh, ah!

PINCHWIFE Vi prendete gioco di me, signore? I cornuti sono brutte bestie, signore; fate attenzione, signore.

SIR JASPAR No, di certo siete voi che vi prendete gioco di me, signore... cornificarvi, lui! Non può essere, ah, ah, ah! Ma ve lo dico io, signore... (Fa per abbassare la voce)

PINCHWIFE Io vi ripeto che ha fatto una puttana di mia moglie, signore, e anche della vostra, se la conosce, e di tutte le donne a cui viene vicino; non sono le sue dis­simulazioni, la sua ipocrisia, che mi possono abbindo­lare.

SIR JASPAR Cosa? Dissimula? È un ipocrita? Cosa... co­me... moglie... sorella, è un ipocrita?

VECCHIA LADY SQUEAMISH Un ipocrita, un dissimulatore! Parla puttanella, parla, come?

SIR JASPAR Sì, allora... oh, anche la mia testa! - O da­ma libidinosa!

VECCHIA LADY SQUEAMISH O puttanesca puttanella! Lo hai fatto anche tu, allora?

SIR JASPAR Parla, buon Horner, sei un dissimulatore, un furfante? Avresti...

HORNER (sospira)

LUCY (a parte a HORNER) Vi salvo io e salvo anche lei, se riesce a tenere la bocca chiusa.

HORNER (a parte a LUCY) Ne sei capace? Ti darò...

LUCY (a MR. PINCHWIFE) Vi prego solo di avere la pa­zienza di ascoltare me, signore, che sono l'infelice cau­sa di questa confusione. Vostra moglie è innocente, e solo io sono colpevole, perché sono stata io a farle dire tutte queste bugie sulla mia padrona, allo scopo di mandare in fumo le nozze fra MR. Sparkish e lei, e aprire la strada a MR. Harcourt.

SPARKISH Ah, è così, dente guasto che non sei altro? Allora a quanto pare la mia fidanzata non mi ha in­gannato. - Fratello che tale dovevi diventare, e ora in­vece uomo di principi, di' un po', chi è la persona schietta adesso? Portare tua moglie dal suo amante... ah!

LUCY Vi assicuro, signore, che non è venuta da MR. Horner per amore, perché ella non lo ama più...

MRS PINCHWIFE Un momento, io ho detto delle bugie per te, ma tu non devi dirne per me, perché io amo MR. Horner con tutta l'anima, e nessuno al mondo me lo farà negare. Ti prego, non metterti a far credere il con­trario al povero MR. Horner; lo fai solo per dispetto, senza dubbio.

HORNER (a parte a MRS PINCHWIFE) Zitta, cara scioc­china.

MRS PINCHWIFE No, non ci sto, zitta.

PINCHWIFE Vedrai se ti ci faccio stare io.

Entrano DORILANT e il MEDICASTRO.

DORILANT Horner, servo tuo; sono ospite del dottore, devi scusare la nostra intrusione.

MEDICASTRO Ma che succede, signori? Per l'amor del cielo, che succede?

HORNER Meno male che ci siete anche voi. Viviamo in un mondo che non fa che criticare; voi due mi avete portato un rinvio, altrimenti sarei morto per un crimi­ne che non ho mai commesso, e queste signore inno­centi avrebbero sofferto con me. Pertanto vi prego di rassicurare questi degni, onorevoli, gelosi signori, spiegando loro... che... (Parla sottovoce)

MEDICASTRO Oh, capisco; tutto qui? (Sussurra a SIR JASPAR)Sir Jaspar, in nome del cielo e sulla parola di un medico, signore..

SIR JASPAR No, vi credo sinceramente. - Vi chiedo per­dono, mia virtuosa signora, così sollecita del vostro onore.

VECCHIA LADY SQUEAMISH Che c'è, è tutto a posto un'altra volta?

SIR JASPAR Sì, sì, e adesso rassicuriamo anche lui.

Parlottano sottovoce con MR. PINCHWIFE.

PINCHWIFE Un eunuco! Per favore, non scherzate con me.

MEDICASTRO Vi porto qui a giurarlo metà dei chirurghi della città.

PINCHWIFE Buoni, quelli!... Sarebbero pronti a giurare che un morto dissanguato dalle ferite è stato vittima di un colpo apoplettico.

MEDICASTRO Vi prego di ascoltarmi, signore... se tutta la città ha sentito le notizie sul suo conto!

PINCHWIFE Ma poi ci crede, tutta la città?

MEDICASTRO Vi prego di domandare in giro, comin­ciando dai presenti.

PINCHWIFE Io so una cosa, che quando sono partito ero il re dei libertini della città.

MEDICASTRO Io vi dico, signore, che in seguito è stato in Francia. Vi prego, chiedetelo a queste signore e a que­sti signori, che vi costa? Al vostro amico MR. Dorilant.

- Signori e signore, avete o non avete sentito le recenti, tristi notizie sul povero MR. Horner?

TUTTE LE SIGNORE SI, si, sì.

DORILANT E allora, sciocco geloso, perché ne dubiti? Èun cappone francese da esposizione.

MRS PINCHWIFE È falso, signore, voi non dovete diffa­mare il povero MR. Horner, perché a me risulta di si­curo...

LUCY Oh, tacete!

(a parte a LUCY) Chiudile la bocca! (a PINCHWIFE) Sul mio onore, signore, è vero come...

DAINTY Credete che ci saremmo fatte vedere con lui?

SQUEAMISH Affidandogli la nostra reputazione imma­colata!

LADY FIDGET (a parte a HORNER)Ecco cosa ci guadagni, e cosa fai guadagnare a noi, affidando il tuo segreto a una scema.

HORNER Calmatevi, signora. (A parte, al MEDICASTRO) Bene, dottore, è un buon stratagemma o no, questo che ti mette in grado di andare avanti senza suscitare sospetti e poi alla fine di cavartela?

PINCHWIFE (a parte) Be', se fosse vero.. ma mia moglie però...

DORILANT sussurra con MRS PINCHWIFE.

ALITHEA Su, fratello, tua moglie è ancora innocente, come vedi; ma sorveglia la sua fantasia, che è eccessi­va. Il giocatore troppo preoccupato e timoroso che continua a prevedere un lancio sfortunato, finisce per vederlo arrivare. Le donne sono come la fortuna, fe­deli soprattutto a chi si fida di loro.

LUCY E gli animali selvatici crescono ancor più feroci e famelici se li tieni rinchiusi; è così che diventano peri­colosi per chi li alleva.

ALITHEA È una lezione per tutti i mariti, MR. Harcourt.

HARCOURT Ne sono così edificato, signora, che non ve­do l'ora di diventarne uno.

DORILANT E io sono così edificato da tutti questi esempi che non lo diventerò mai.

SPARKISH E poiché io non voglio fare torto ai miei me­riti, non lo diventerò mai.

HORNER E io ahimè non posso diventarlo

PINCHWIFE Ma io non posso fare altrimenti... contro la mia volontà, con una sposa di campagna, che è per me come una peste bovina.

MRS PINCHWIFE (a parte) E anch'io vedo che debbo continuare a essere una sposa di campagna, perché non posso liberarmi di un marito stantio e fare quello che voglio come le dame di città.

HORNER Ora, signore, devo dichiarare l'innocenza di vostra moglie, anche se così facendo arrossisco, e sono il solo uomo ora esposto da lei a una vergogna che mi affretterò ad annegare nel vino, come voi farete coi vostri sospetti; e con un ballo distrarremo le preoccu­pazioni delle dame. - Dottore, dove sono le vostre ma­schere?

LUCY Veramente, signore, ella è innocente, io le sono testimone; e il suo scopo venendo qui era solo di vede­re le nozze di sua sorella e quello che vi ha detto in fac­cia del suo amore per MR. Horner non era che la solita innocente vendetta per la gelosia di un marito.. non è così, signora? Parlate.

MRS PINCHWIFE (a parte a LUCY e a HORNER) Se proprio volete farmi dire altre bugie... Sì, certo, tesoruccio.

PINCHWIFE Per me vorrei credere a tutto ciò: i cornuti, come gli amanti, devono ingannare se stessi. Ma... (Sospira.)

Dell'onor tuo i peggior custodi, dico,

Sono una moglie sciocca e un caro amico.

Ballo dei cornuti.

HORNER Si danno i bellimbusti a mille affanni Per credersi - fra loro - dongiovanni; Ma se alle donne vuoi riuscire grato, Dagli uomini devi essere disprezzato.

EPILOGO

detto da MRS KNEP1

Parliamo di voi gagliardi che qui ogni giorno Sulle mascherine in pubblico spadroneggiate, E non solo proclamate quel che a lei fareste se il luogo

[fosse adatto,

Ma avete l'audacia di gridare: «Vieni fuori!»

- Però quando lei dice «Avanti», non siete forti,

Ma al vostro benvestito fratello subito vi girate

E gridate, «Peste la colga, Ned, di certo quella non è

[sana,»

E via sgusciate a impegnarne una nuova,

Con tanto apparente calore e furore amoroso

Che spaventate l'attrice in àscolto sulla scena;

Finché alla fine non vi ha visto arrivare boriosi

E nei camerini parlare di mantenere donne,

Ma non vi lasciate indurre a portarla a casa.

Poi parliamo di voialtri Falstaff cinquantenni, che [assediate

Quelle presunte rigide verginità, che i vostri amici [colgono,

E mentre con loro delle conquiste vi vantate, Quelli si dividono le spoglie e ridono a spese vostre.

Infine veniamo a voi, ragazzi profumati, giovani e [vecchi,

Che volete esser trovati tanto smaniosi, nervosi e robusti,

E finite per far torto alle dame, non ai loro mariti,

Con la borsa che fa le scuse della vostra virilità,

E tenete le vostre giumente di Fiandra2per mostra, non per uso;

Incoraggiati dal ùostro donnaiolo di oggi

Potete illudervi di recitare una parte da Horner,

E smentire degli intrighi con tanta modestia

Che pochi o nessuno possano metterli in dùbbio.

Potete baciare le carte al piquet, all'ombre o al bo

E così far pensare che baciate anche la dama;

Ma, galanti, badate bene, vi dico, a quel che fate.

Il mondo, al quale nessuno vuol dare quanto gli spetta,

Voi per esperienza sapete di poterlo ingannare

E gli uomini possono continuare a credervi vigorosi,

Però a noi donne - a noi non la date a bere.


[1] Antseed Robin, famoso ermafrodito dell'epoca.

[2] Anche per gli inglesi la sifilide era il «mal francese». Qui l'allusione è al mal francese contratto da una prostituta inglese, e curato da un medico inglese specialista nel ramo.

[3] Col mercurio si curava la sifilide.

[4] Le «posizioni» erano incisioni pornografiche del genere di quelle di Giulio Romano sui Sonetti lussuriosi dell'Aretino (1523). L'École des filles di Michel Millot erano dialoghi sboccati, usciti a Parigi e messi al­l'indice nel 1655.

[5] Il Privy Council, o consiglio segreto del sovrano.

[6] Le prostitute, che nei teatri e in altri luoghi pubblici si coprivano il viso con la maschera (come del resto molte dame alla moda).

[7] Eroe eponimo dell'omonima commedia di Dryden (1667). E uno sciocco che fa la serenata all'innamorata fingendo di suonare uno stru­mento in realtà manovrato dal suo servo invisibile; ma è maldestro, e si lascia scoprire.

[8] Tutti nomi di ristoranti (il primo, francese) e taverne in voga.

[9] Le cinquemila sterline sono la dote che Pinchwife deve versare al fidanzato di sua sorella. Horner fa dell'ironia sul disprezzato Sparkish: a cracked title è untitolo (di borsa) poco affidabile, ma cracked vuoi dire anche sciocco.

10 La fiera di Smithfield era nota anche per gli imbroglioni che vi si incontravano.

11 Lett. «nei posti da diciotto pence», ossia in mezzo alla galleria, dove andavano i borghesi e le donne di malaffare.

12 Cheapside era il quartiere dei mercanti, Covent Garden quelle della gente alla moda.

1 Mulberrv Garden era un giardino di gelsi molto alla moda; sorgeva dov'è oggi Buckingham Palace. Anche il St James's Park, presso Whi­tehail, era meta di incontri per la gente elegante. Il New Exchange era una galleria con negozi, a sud dello Strand.

2 Pox, sifilide, smallpox, vaiolo: in inglese ci si può confondere.

3 Bud, fropish, angered: Margery usa un vocabolario infantile, da bambina innocente.

4 Due nomi convenzionaii di vecchi damerini. Così si chiameranno, fra gli altri, un vanesio in Lovefor Love di Congreve (1695: Tattle) e il protagonista di The KjndKeeper di Drvden (1678: Limberham>.

5 Lett., al tavolino dove si gioca all'ombre, il gioco di carte alla mo­da immortalato da Pope nel terzo canto del Ricciolo rapito. Il nome de­riva dallo spagnolo hombre, uomo; può darsi che Dorilant alluda an­che a questo significato.

6 Cfr. la nota prec.

[10] Ungendogli i denti il cavallo mangiava meno, ma il padrone paga-va la biada 10 stesso. Proverbiale (vedi ReLear, 11, iv, 123-4).

[11] Evidentemente un altro ristorante o taverna alla moda, ma non identificato.

3 Covent Garden Drollery era una miscellanea di canzoni, poesie, prologhi ed epiloghi di vari autori, fra cui Wycherley, uscita nel 1672; Tarugo's Wiles era una commedia di Sir Thomas St. Serfe (1668); The Slighted Maiden, una tragicommedia di Sir Robert Stapylton (1663). Sono due testi antiquati, in carattere con Margery. che viene dalla cam­pagna.

[12] Zone residenziali alla moda nella Londra seicentesca, la prima vici­na alla City, la seconda, al palazzo di St James's.

[13] I matrimoni si potevano celebrare solo fra le Otto e mezzodì.

[14] Vezzeggiativo di Bridget.

[15] Un «roll-wagon», nome dato a certi caratteristici recipienti cinesi bianchi e blu del periodo K'ang Hsi e di forma decisamente fallica.

[16] Lombard Street era la via dei gioiellieri e dei prestatori di denaro; Locket era un ristorante alla moda, a Charing Cross.

6 Il catechismo anglicano.

7 Il famoso portico disegnato da Inigo Jones qualche decennio prima.

1 Il lanterloo o loo era un altro gioco di carte alla moda, ricordato anche sotto.

1 Interprete di Lady Fidget nell'edizione originale.

2 Importate per la riproduzione.

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