La Sposa e la Cavalla
Farsa tratta dal libro Vecchie farse Modenesi trovato tramite internet in una libreria di Bologna.
La farsa tratta da una vecchia pochade francese dell800. Fu tradotta prima in lingua italiana, poi in piemontese; da questultima fu trasportata, agli inizi del nostro secolo in dialetto modenese, e poi oggi tradotta dal sottoscritto in Dialetto veneto.
Note: Teresina pu essere interpretata anche una parte maschile. In altra versione anche Eufemia pur mantenendo una parte femminile se interpretata da un uomo pu risultare ancora pi divertente.
Personaggi:
ANTONIO: - Commerciante
EUFEMIA: - Figlia di Timoteo
BATTISTINO SPELUZZI: - Innamorato di Eufemia
TERESINA: - Cameriera
Scena prima
TERESINA E EUFEMIA
TERESINA: Calmatevi signorina, la tutti i zorni cuss
EUFEMIA: No, no inutilelusingarmi: mio padre pensa ben poco a me. Egli non si preoccupa che del suo negozio e del commercio dei cavalli, e non vuol sapere affatto di maritarmi. E cos non vuole che alcuno mi avvicini, e finir per morire zitella, vecchia e zitella!
TERESINA: Ma no! I pochi i siri che i more puareti
EUFEMIA: Ti dico che finir proprio cos. Intanto guarda: anche quel giovane che sembrava tanto innamorato di me che da due mesi stava sulla piazza in faccia alle mie finestre, seduto per ore a guerdarmi, ebbene da due giorni anche lui non si fa pi vedere. Avr perduto la pazienza e non si curer pi di me.
TERESINA: No stve desperr, signorina, no se sa mai
EUFEMIA: E una vita insopportabile la mia; sono proprio sventurata! (Piange)
TERESINA: Va bn, Ho cerc de tasr, ma dato che la cuss desperada, ghe dise che laltro zrno, el so signor Battistino, l vegn in bottega, in te un momento che no iera so pare, e el me ha dita che el jera stuf de star zo in piazza a vardardarve a la finestra, in te le balote dei occi, senza concluder gnnt
EUFEMIA: Ma se
TERESINA: e che el anda a Venessia, da so pare par contarghe tutt e che lha intenzin de vegner da vostro padre, el signor Timoteo, par domandarghe la vostra mn.
EUFEMIA: Davvero?
TERESINA: E ghe dir de pi: el me ha dita che so pare l un signorotto e che l amigo de vostro pare, e quindi no l nessun ostacolo par el vostro matrimonio.
EUFEMIA: Se sapesse quanto io lami.!
TERESINA: No!, non sa gnente, e po, se non ve s mai parl , come se fa far lamor da la finestra? In p, el me ha anca proib de dirge ste robe. Comunque non fa nint, adess el ghe lo dir lu.
EUFEMIA: Ma proprio vero?
TERESINA: Parch dovara contarghe el falso?
EUFEMIA: Quanto mi consolano le tue parole! E mio padre credi che acconsentir ?
TERESINA: Sicuramente! No el pl vr de mejo! Un bl tost galanomo, fil de galantomini, fil de un so amigo, cossa posseo pretener de mejo?
EUFEMIA: Ma sai che benedetto uomo .. se gli salta in mente di dire di no E quando credi che verr.?
TERESINA: Mi credo che ancuo, al massimo domn, el capiter qua.
EUFEMIA: Veramente il momento non mi sembra proprio il momento opportuno
TERESINA: E bella questa e perch?
EUFEMIA: Non sai che mio padre tutto sulle furie perch ha scoperto tanti vizi nellultima cavalla che ha comprato e la vul rivendere ad ogni costo?
TERESINA: Ah!, si, ma questo no lha nint a che far co e nostro caso
EUFEMIA: Ci per altro lo rende di pessimo umore non vorrei che (suona il campanello) . Hanno suonato; vai a vedere chi .
TERESINA: (esce e va ad aprire la porta)
EUFEMIA: Povera Teresina, devo dire che mi vuole molto bene e che gli st veramente a cuore la mia felicit.
TERESINA: (rientrando con lettere e giornali si dirige a sinistra) Sir parn, ecco la posta.
EUFEMIA: Come ancora nella sua camera? Ed io che credevo fosse gi uscito di casa! Speriamo che non abbia sentito quanto dicevo poco fa
TERESINA: L impossibile, l stat fin adess in bottega.
Scena seconda
TIMOTEO E DETTI
TIMOTEO .: (Entra alquanto burbero e pensoso. Prende una lettera e il giornale dal tavolino)
EUFEMIA : Buongiorno, pap!
TIMOTEO : Buongiorno, Eufemia (Teresina) E voi cosa fate l colle mani in mano? Perch non andate a fare le vostre faccende?
TERESINA : Vado subito (Che brontoen!) (Via)
EUFEMIA : Se non vuoi nulla da me, mi ritiro anch'io nella mia camera a lavorare.
TIMOTEO : No, v pur l!
EUFEMIA : ( Via a destra)
TIMOTEO : (Chel frattanto avr aperto la lettera) Ah, l' al me amigo Baldassarre Spelluzzi. Sar sie o sette mesi cche no lo vede ; el voer savr se son vivo o mort, l' naturae. Sentn: (legge la lettera) Amico carissimo. Domani mattina verr da te mio figlio Battistino. Egli ha veduto la tua Eufemia, rimasto colpito dalla sua bellezza e la vuole ad ogni costo, tanto piu che ne ha parlato anche col nostro comune amico Antonio Giovardi ed ha avuto sul di lei conto le migliori informazioni. Io non mi posso muovere perch la gotta mi tiene in letto da parecchio tempo, e perci ti serva la presente come autorizzazione a trattare liberamente con mio figlio.
Mentre se combinate l'affare mi dichiaro pronto fin d'ora a ratificare il contratto che stipulerete,
conoscendo a prova la tua onest e l'amicizia che ha pel tuo: affezzionatissimo Baldassarre Spelluz-
zi.
La lettera la in data de ieri... el fil lha da rivr ancuo ... ecco na roba che me da fastidio: va ben che son drio zercar in ogni modo de liberarme de la cavaea, ma me despiase imbrojar un amigo.
(Pensa) ma come ah ho capo come che l andata la storia Tony, el mediatr, no el ghe ha parl de vizi, par paura de non concluder laffr ma no posse imbrojar un amigo pitst, se so fil la vl a tutti i costi, la ghe la dar sol dopo averghe dita tutti i difetti che la ha. Del resto la una gran bea cavaea.. vacca se la bea! Ghe ho fn mess el nome de la me fa da tant che la me piasa . Per nonostante la so bellezza, no l nessn che la vl, e se riesse a combinar co el fil de Baldassare, posse ringrazir Antonio el mediatr! Chiss quante balle che el ghe ha cont par convinzerlo.
Scena terza
TERESINA; indi BA TTISTINO e detti
TERESINA : Sir parn, l un sir che el domanda de l.
TIMOTEO : Faeo passr avanti
TERESINA : Signore... el vegna pur avanti, el se accomoda
BATTIS. : (Entra. e si siede)
TERESINA : Ci, el se mete a sentr
BA TTIS. : Mi era sembrato che mi avesse detto di accomodarmi e mi sono... e mi ero accomodato
TERESINA : Ma no! intendee dr che el vignesse avanti (piano a Battistino) Coraio, coraio, el fassa la so domanda e no labbia paura (esce) .
TIMOTEO : Si accomodi, la prego. (Siede. indicando una sedia a Battistino).
BATTIS. : Grazie (sedendo) (Questa volta pare che voglia dire di sedersi davvero)
TlMOTEO : Chi lei signore, se la domanda lecita?
BA TTIS. : Sono il figlio di mio padre, Baldassare Spelluzzi ai suoi comandi.
TIMOTEO : Eh, ma alora l' el sior Batistino. .
BA TTIS. : Per servirla.
TIMOTEO : Come che son contento de conossr el fil de el me amigo Baldassare, a proposito, me despiase che l mae, . Come staeo?
BATTIS. : Questa mattina quando l'ho lasciato, stava un po meglio; ma nei giorni passati ha sofferto assai.
TIMOTEO : Eh la gotta, l' na gran brutta bestia, ghe vl riguardo in tl magnar (pausa) beh, parln de i nostri affari. A noi.
BA TTIS. : Mio padre le avr scritto il motivo della mia venuta, per cui credo inutile ripeterle. ..
TIMOTEO : Sicuro, anzi, ghe dir francamente e prima de tutt che el prezzo
BA TTIS. : Senta signor Timoteo; di cifre non se ne deve nemmeno parlare. Quel che fa lei ben fatto. Mio padre ed io conosciamo quanto ella sia onesto, quindi ogni discorso su questo particolare inutile.
TIMOTEO : No, mi voee parlar , parch...
BA TTIS. : inutile, torno a ripeterle. Mi dica piuttosto se ella acconsente e se. ..
TIMOTEO : Se acconsento? Madosca, e co tutt el cuor, el se figura che no vedee lora de liberarme parch la me da dei pensieri
BATTIS. : Eh! una giovane...
TIMOTEO : Oh per esser zovena ghe lo garantisse, . Per a un altro ghe dire: Volete lEufemia? mettemose daccordo, su la cifra e el se la porte via subito; e concluso laffr Ma co l, l diversa son massa amigo de so pare, che no voi imbrojar so fil . Bisogna dunque che prima de tutt ghe conte come che sta le robe, e dopo, se laffr ghe piase ancora, femo do righe de contatto ; carta canta e contadn dorme, e po buonanotte sonadori!
BA TTIS. : Ma lei mi spaventa con le sue parole.
TIMOTEO : Per l'amor di Dio, no el se spaveti che non l motivo. LEufemia la bea .. lo dise co superbia, parch de bele come ea, se ghe ne vede pochi in giro.
BATTIS. : Oh! vero; bellissima!
TIMOTEO : No la par na inglese ?
RATTTS. : {titubante) Gi
TIMOTEO : La g na testa superba. Non ver
BATTIS. : Divina.
TIMOTEO : E al ptto? ...che ptto, eh? ::.
BATTIS. : (vergognoso) Gi
TIMOTEO : La g po' dei fianchi... che roba ?
BATTIS. : Gi (piu vergognoso)
TIMOTEO : E le gambe? Che gambe! El diga la verit, no le sembra scolpide?
BA TTIS. : Scusi ma le gambe non gliele ho mai viste.
TIMOTEO : Come faeo a no averghe mai visto le gambe?
BATTIS. : (ma che razza di padre questo) (accalorandosi) Ma signore, io non l'ho veduta che dalla finestra, e quindi...
TIMOTEO : Calma, calma, dato che ghe ho dita che no vojo imbroiarlo, e siccome non vi medaglia che non abbia il suo rovescio, cuss bisonga che ghe diga che dadrio a tanta bellezza, ghi n altrettanti difetti, e grossi olto grossi .
BATTIS. : Oh! Mio Dio! Nel didietro?
TIMOTEO : Si, mio caro. E poich fatt laffar, no voi aver scrupoli, ghe i dir tutti, un par un., del resto, i vizi che co un fi de amr e costanza i sparisse sicuramente.
BA TTIS. : Oh! per amore e per costanza non troverete mai un uomo piu fermo ed affettuoso di me.
TIMOTEO : Daltronde la zovane e col tempo se pol rimediar a tutt Volendo!
BATTIS. : Ditemi come sono questi vizi...
TIMOTEO : Ecco: prema ed tot la nervosa, e quando che la se imbizzarisse, no la risponde p!
BA TTIS. : No?
TIMOTEO : No, per mi ho trov el rimedio par sti difetti.
BATTIS. : E come?
TIMOTEO : Bisogna carezarla e lissarla sora la testa: la se calma in te un attimo.
BATTIS. : Bene se non che questo...
TIMOTEO : No, no ghe n ancora. La soffe de giramenti de testa na specie de mal caduto
BA TTIS. : Poverina!
TIMOTEO : Eh, zerte volte, quando che la ghe ciapa quel giramento de testa, la casca come un albero taj.
BA TTIS. : Oh poverina
TIMOTEO : Oh, no el se preoccupa: l un mal da pc, basta strinzerghe co forza la testa co tutte e do le man, che la se rinfranca subito .
BATTIS. : Oh! Bene se qui tutto...
TIMOTEO : Beh, no a dir la verit questi no l che i difetti piccoi
BATTIS. : Ne ha degli altri?
TIMOTEO : Sicuro! La scalcia!.
BATTIS. : Calcia?
TIMOTEO : Gi e a volte anca quando che la dorme.
BATTIS. : Anche di notte.
TIMOTEO : E con una forza e violenza da spavento. Ierialtro la me ha tir un calcio in tl cavl de le braghe, che se no fusse stat svelto a schivarlo, adss avarie na vose da soprano.
BA TTIS. : Nespole, mira anche alle parti pericolose.
TIMOTEO : Eh, l el capisse;... no lha miga giudizio ea.
BA TTIS. : Non ha giudizio?
TIMOTEO : Toh, ma che giudizio voea che labbia!.
BA TTIS. : Eh mi parrebbe che. ..
TIMOTEO : Ah.. no el se preoccupa,! Mi ho trov el modo de guarirla. Vedeo, quando che la se inrabia e la scalcia, mi me avizzine co prudenza, e ghe fae co delicatezza, le gattarigole drio le reccie. La se calma subito, la deventa na pecora e po la mette la testa in mezzo a le gambe e no la se move p.
BA TTIS. : Mette la testa fra le gambe?
TIMOTEO : La fa na brutta figura lo so, ma limportante l che la se calme.
BA TTIS. : (Mette la testa fra le gambe?) (Prova a farlo senza riuscire) Mi pare impossibile. Ma davvero?
TIMOTEO : Veo che ghe conte buse?
BA TTIS. : Basta, spero non ci sia altro, eh?
TIMOTEO : Magari, fosse tutt qua. .
BATTIS. : Ha degli altri difetti, ancora?
TIMOTEO : Sol un altro, ma el p brutt de tutti, qul che el la scredita ai occi de tutti
BA TTIS. : Mio Dio! Che ci pu essere di peggio? che cosa fa?
TIMOTEO : Cosche la fa? La morsega!
BATTIS; : Eh!... Morde?
TIMOTEO : E co che denti!
BATTIS. : Eh!... Quelli li ho visti.
TIMOTEO : An no l vero che i bei?
BATTIS. : Bellissimi vero... ma se morde...
TIMOTEO : Gnente paura, ogni male ha il suo rimedio: Quando la verze la bocca par morsegr, basta sbatterghe dentro un quadrtt de zuchero e subito la se calma . La goeosa de zuchero!!!
BATTIS. : E morde veramente? ...
TIMOTEO : S, per al de fora de questi, no lha nianca un difett. .
BATTIS. : Eh! Non sono pochi.
TIMOTEO : Per, el se lassi dir da un veccio e pratico : che in tutti i lavori co un poc de pazienza se risolve tutt. Limportante l de no spaventarse in principio, tignr duro e perseverar in te la cura. Adess co tutta sincerit ghe ho cont tutt. Se la ghe piase el se la toga, se n la lassa , e amissi come prima. Mi no son vign a zercarla, quindi el faga bn i so conti e el decida.
BATTIS. : (Che sar rimasto impienserito, tra s)(Pure tanto bella!...)
TIMOTEO : E allora?
BATTIS. : Veramente io non credevo che avesse vizi e a dirla schietta se lo avessi saputo prima perch i calci ed i morsi soprattuto, quando, come me, non si avvezzi a riceverne, sono cose che danno molto da pensare.
TIMOTEO : Beh questo l el nl de i primi zrni dopo
BATTIS. : Eh!... Capisco... Capisco... Ma frattanto
TIMOTEO : E d'altronde cossa vol sia de meio de averghe cont la verita?
BATTIS. : Oh! gliene sono obbligato. Si vede che Ella agisce da quel galantuomo che . ..Infine poi, senta signor Timoteo, io me ne sono troppo invaghito perch possa rinunciarvi. Mi assicura proprio che guarir.
TIMOTEO : Oh! Questo si, ghe ho dita che me ne intende. L questin de tempo.
BA TTIS. : Allora, se ella non ha nulla in contrario, io la prendo addirittura.
TIMOTEO : Mi sn perfettamente daccordo, a meno che la cifra.
BA TTIS. : In quanto a cifre le ho detto e le ripeto, che faccia lei, e basta.
TIMOTEO : Bravo! Allora sn daccordo: Dunque el senta: mi devo andr un momento al marc par un ffr urgente, ma torner presto. L intanto el vada z dallappalto a cir do fogli de carta bollada, che appena che torne fn subito el contratto. In tl frattempo el daga naltra occiada a la Eufemia e la esamini da vicino, palmo a palmo, e se el ghe fa piazr, el la provi anca. El fai conto de esser z el parn. El tga anca dei zuccherini, caso mai
BA TTIS : Ah! Ah! il gran brav'uomo, che lei? (Che burlone?) Allora restiamo d'accordo cosi. lo vado a prendere la carta, e a momenti sar di ritorno. Signor Timoteo, La riverisco. (via).
TIMOTEO : Ah, me sinte mejo Son riuss a far in affr anca disendo la verit bea questa! In quant al prezzo, dato che el se ha proprio innamor ghe la dar par manco de znto mila franchi. La me ha cost 60 mila, e guadagnarghene 40 co tutti quei difetti l, mi dise che ho fatt un affr de oro. Andemose a vestr(esce a sinistra).
Scena quarta
TERESINA indi EUFEMIA, poi TIMOTEO
TERESINA : Signorina, signorina
EUFEMIA : Che cosa vuoi?
TERESINA : Alegra, alegra, l' tutt combin
EUFEMIA : Combinato?
TERESINA : Ma s, no la ha sent? L ' sta qua.
EUFEMIA : Chi?
TERESINA : Lu, el signor Batistino.
EUFEMIA : Davvero?
TERESINA : Mi credee che ella lavesse sent .
EUFEMIA : Oh Dio! no: ero di l nella mia camera E cos?
TERESINA : L cuss el me ha ditta che l tutt combin, che landava fora a tor mi no so cossa, e che a momenti el torna qua par parlarghe.
EUFEMIA : Oh! Come sono contenta.
TERESINA : Oh! Ecco so pare: la varda come l contento.
TIMOTEO : (Esce di camera vestito per andare fuori) Vae fora un momento par un affr rgente. Se quel zovane che l appena andat fora el torna prima de mi
TERESINA : El sir Batistino? .
TIMOTEO : Come, al o conosse?
TERESINA : Sicuro, anzi el me ha dita che av z combin tutt, e che no resta che far el contratto Eo vero?
TIMOTEO : Cossa ve intrigho in te i me affari!! Va bn, se sen intesi subito, e in quattro parole avn concluso. Dunque, se el torna prima de m , (ad eufemia) Eufmia, me raccomando, intrattenelo e tratteo come un ospite de riguardo, intesi? (ad Teresina) e ela, and a darghe un occio alla bottega invezze de star sempre a spettegoer in giro. (Esce)
TERESINA : Intrattienilo e trttalo come un ospito de riguardo; ala capiio? Beh, signorina.. cossa che la ga? Sembra che la abbia ricev na brutta notizia
EUFEMIA : che mi sento tanto felice, e la troppa felicit fa questo effetto a tutti.
TERESINA : Su, su , pochi lamenti, la se rinfranca voea na grappetta par farse corajo?
EUFEMIA : Oh Dio mio! Come far? Provo una confusione in me stessa... Una confusione...
TERESINA : La staga tranquilla. El ghe pensar lu a sciarirghe le idee (suona il campanello)
EUFEMIA : Eccolo, oh Dio! lo fuggo nella mia camera e non mi lascio vedere
TERESINA : Brava!, Bla maniera par ricever el so moroso. Qua sentada e col lavoro in man; ai occi del sposo bisogna sempre far finta de lavorar ! (Esce per andare ad aprire la porta)
Scena quinta
EUFEMIA, poi TERESINA e BA TTISTINO
EUFEMIA : Mio Dio, mio Dio! Sento che divento rossa come una bragia; mi sento il fuoco fin dentro gli occhi.
TERESINA : (di dentro) Venga; venga; il padrone l' uscito e sar qui a momenti. C' per la signorina che lo aspetta. (entra) venga.
BA TTIS. : (entra. restando sulla porta)
EUFEMIA : ( lui)
BATTIS. : ( lei)
TERESINA : ( Che si accostato alla padrona vedendo che Battistino non avanza. le dice piano) A cominci a dirghe de vegnr avanti ; forza, l' le la parona de qua!
EUFEMIA : Si accomodi, signore.
BA TTIS. : Grazie. (si siede in fondo)
TERESINA : (Dio mio, come che l' timido) Ma no, el se senta vizzn a la porta; l le corrente el rischia de prender un accidente. Al vegna avanti; al snta qua visna a la signorina.
BATTIS. : (che avr eseguito) Grazie.
TERESINA : Ma cossa ee tutte ste paure adess che se la l par sposarve? (ad Eufemia) la diga qualcossa , avanti (pausa. indi a Battistino) Mo al prla, che Dio a lo benedissa (vedendo che non parlano) Dio che do ciacoeni! A ho capio. Signori ve lasse in libert, per pens che presto ser mari e muier, e prima de sposarve saria bn che conossessi almanco le vostre vosi (Dio che bravi ragassi!) (esce)
EUFEMIA : (Poteva fare a meno di lasciarci soli)
BA TTIS. : (Pare impossibile come mi trovo imbrogliato)
EUFEMIA : (Che cosa gli dir mai)
BATTIS. : (Non so proprio da dove cominciare)
EUFEMIA : (Guardando di sottocchio). (Com' simpatico)
BA TTIS. : (Quanto mai bella)
EUFEMIA : (Per piu timido che io non credeva)
BATTIS. : (E dire che ha tanti vizi nascosti! Basta, non ci pensiamo! Coraggio) Signorina...
EUFEMIA : Signore.. (Parla finalmente)!
BATTIS. : Veramente io non so.. perch se mi avete veuto molti giorni. ..
EUFEMIA : Ebbene?
BATTIS. : Ebbene... non gi che io... per altro siccome non sapendo. .. una gran bella giornata oggi. (si asciuga il sudore col fazzoletto)
EUFEMIA : (Ed per dirmi questo che ha chiesto la mia mano! Oh mio Dio! Lo credevo pi franco)
BA TTIS. : Gi: E quando il tempo buono allora mi concesso starmene delle lunghe ore sulla piazza a contemplarvi. ..
EUFEMIA : A contemplarmi?!
BATTIS. : Gi.
EUFEMIA : (Oh Dio buono!)
BATTIS. : Perch voi gi lo sapete... voi sapete la ragione della mia presenza qui... egli perch...
EUFEMIA : ( Un p impaziente). Perch?
BATTIS. : Perch... (coraggio) perch vi amo. (L'ho detto )
EUFEMIA : (Arrossendo). (Finalmente) Mi amate?
BA TTIS. : Come! non lo sapevate? .
EUFEMIA : (Arrossendo) Oh! si... lo sapevo.
BA TTIS. : E voi sentite dunque nulla per me? Ha, si, i vostri begli occhi mi han detto tante tante volte, che voi ..mi amate. Or dunque fate che io oda dalla vostra bocca ci che i vostri occhi mi hanno gi palesato.
EUFEMIA : Ebbene: giacch mio padre acconsente, giacch tutto avete combinato, a che giova il fingere? Anch'io vi amo.
BATTIS. : Ah! L 'avete detto una volta! Quanto sono felice! E render tanto felice anche voi, quanto potrete desiderarlo. Noi passeremo insieme una vita tutto amore, tutta gioia, tutta delizia. Le mie abitudini saranno le vostre, ogni vostro desiderio sar il mio, e cercher sempre di compensarvi ad usura della felicit che mi farete godere. E voi Eufemia?
EUFEMIA : Oh! Anch'io; non sono un ingrata. Il pensiero solo che mi avete preferita a tante altre che sarebbero state di me piu degne. ..
BA TTIS. : No, no; non dite di queste cose: nessuna donna, all'infuori di voi, potrebbe rendermi felice. Io...
EUFEMIA : Tralasciamo, vi prego, questi discorsi; ripetetemi piuttosto che mi amate tanto; ci fa tanto bene al mio cuore.
BATTIS. : Se vi amo?!... Ma io vi amo... di quell'amore ch' palpito dell'universo intero. E poi vedete, io non vi lascer mai un momento star sempre al vostro fianco, e sempre vi parler di noi, del nostro amore, del nostro avvenire, dei nostri figli...
E quando avr la consolazione di sapervi... di vedervi.. rotonda...(imita il segno della pancia) Oh! allora diverr pazzo di gioia.
EUFEMIA : Oh Dio! mi fate arrossire.
BA TTIS. : (Quanto cara! E dire, che ha tanti vizi nascosti, anzi il momento opportuno per dirle...) Per sentite bisogna che io vi preghi di una cosa; ecco dovete sapere che io sono pacifico, molto pacifico, e quindi desidererei che anche voi. ..sapete bene...
EUFEMIA : Che cosa?
BATTIS. : (Come si fa a dirle...) D'altronde giacch ci siamo intesi subito con vostro padre, sar bene, credo, che c'intendiamo chiaramente anche noi, prima di stringere questo nodo che deve unirci per tutta la vita, capite, perch il matrimonio si finisce: con juctio maris ed faeminae individuam vitae consue tudinem continens... quindi mi pare che...
EUFEMIA : Non capisco bene
BA TTIS. : Capirete poi; perch non facile dire alla prima certe cose che... che...
EUFEMIA : Se non vi spiegate meglio
BA TTIS. : Mi spiego. Talvolta se prima di concludere un matrimonio, parlo nel mio quanto vostro interesse, se si conoscessero i difetti reciproci e se si cercasse di vincerli per far cosa grata a colei. ..Insomma a coloro... nemmeno.
EUFEMIA : Insomma cosa intendete dire?
BATTIS. : Ecco vedete; ci sono certe cose... badate bene, che io con tutto ci non intendo offendervi, e che non vi prender... Anzi faccio per dire, che il dire ci che si deve dire, prima di dire di si, la miglior cosa che si possa dire.
EUFEMIA : Infine io, non capisco niente davvero. Ma siete o non siete contento di sposarmi?
BA TTIS. : Lo sono; ma ecco vedete. ..vi parler francamente. lo non ho un vizio al mondo... di quei vizi... sapete bene. ..Eh! ...vi sono de' vizi molto pericolosi... specialmente la notte! Francamente adunque se voi non tralasciate di. ..
EUFEMIA : Spero bene, o signore, che se voi non avete vizi, se siete virtuoso, non vogliate farmi il torto di credermi diversa da voi (risentita)
BATTIS. : Capisco che a voi non conviene confessare... .
EUFEMIA : (Ma cosa dice costui?)
BATTIS. : Per con me potete confessarvi liberamente, poich ve lo dico con dispiacere, ma sono stato informato che...
EUFEMIA : Oh! Basta, signore. (Con forza). Basta cosi. Io non credevo, che voi avreste potuto spingere la vostra finzione, il vostro tradimento, al punto di ..abusare in tal modo della mia buona fede e di mio padre; di introdurvi in nostra casa per ingannarci ambedue e coprirmi d'insolenze e di oltraggi! un'indignit! Vi dichiaro adunque che da questo momento tutto finito fra noi, e che in
questa casa non avete piu a che fare. Vi prego perci, o signore di liberarmi della vostra presenza.
BATTIS. : Io! Cos? Subito?
EUFEMIA : E spero non mi obbligerete a ripetervelo.
BA TTIS. : (Cominciano le bizzarrie! Suo padre aveva ragione.) Eufemia? Signorina Eufemia. ( proprio vero che quando si chiama non risponde!) Signorina Eufemia? (Ah! Proviamo il rimedio.) (Le si accosta pian piano e le accarezza la testa. )
EUFEMIA : Ah! Ma signore, questo si chiama abusare. ..Mi costringerete a chiamare gente e fare uno scandalo!
BA TTIS. : Ma signorina. ..
EUFEMIA : Non una parola di piu!
BATTIS. : Ma...
EUFEMIA : Siete un mostro, (piangendo di rabbia). Un indegno.. che ho amato si ma che ora disprezzo... Uscite, ripeto. ..uscite. (Piangendo dirottamente e battendo un piede, pesta un piede a Battistino).
BATTIS. : Ahi! Ahi!, (Calcia! Calcia! Suo padre aveva ragione.. Facendole il solletico, mi ha detto...) (Con un dito le stuzzica le orecchie).
EUFEMIA : Ah! questo poi troppo! Che confidenza questa? Per chi mi prendete, signore? Ma voi volete spingermi a qualche eccesso davvero; ma non sapete che questa donna da voi villanamente insultata capace di graffiarvi... di mordervi... di... (gli va incontro).
DATTIS. : (Morde! morde! Zucchero! Zucchero!) (Ritirandosi, prende una zolletta di zucchero dalla tasca dei pantaloni e gliela pone in bocca).
EUFEMIA : (Nel massimo della collera). Ah! E troppo! Teresina! Teresina! Dio la mia testa, non ci vedo piu!
BATTIS. : (Ecco, ecco il capogiro!)
EUFEMIA : Ah! (sviene: Battistino accorre. la prende in braccio e le comprime la testa. )
BATTIS. : (il rimedio, subito il rimedio.)
Scena ultima
TIMOTEO indi EUFEMIA e DETTI
TIMOTEO : Cosche succede? Cossa che el ghe fa a la me figliola?
BA TTIS. : Pst. (facendole cenno di toccare e comprimendo ancora). Ha il capogiro, il capogiro, capite?
TERESINA : Comandi, signorina? Oh Dio (vedendo la padrona svenuta. va da quella parte).
TIMOTEO : Mo cossa che el faI giovanotto?
BA TTIS. : Il suo rimedio pel capogiro.
TIMOTEO : Cosa? Aea tol me fiola par una cavala? (A Teresina) Come che la sta?
TERESINA : Ah! mejo! La drio tornr in qua.
BA TTIS. : Lo credo io. (toccandosi le braccia). (Ora metter il capo fra le gambe).
TIMOTEO : Bene, me sembra che no l nint de grave. Alora giovanotto, femo el nostro contratto, parch voio che el se la porti via subito. Lho fatta anca nettr e striglir.
BA TTIS. : Strigliare?
TIMOTEO : E come, che la bea lucida che la fa voja, manca sol da metterghe el sotto-panza.
BATTIS. : Il sotto pancia?
TIMOTEO : In quant al prezzo, posse lassarghela par meno de 100 mila franchi
BA TTlS. : 80 mila lire?
TIMOTEO : Oh, no el stai lamentarse, la ghe la dago par quel che la ho pagada mi.
BATTIS. : Ma chi?
TIMOTEO : La cavaea!
BATTIS. : Ma che cavalla?
TIMOTEO : Oh bela! Dove che el gha la testa? No le vegn qua par comprar la me cavala?
BATTIS. : Ma io ho chiesto sua figlia in sposa, e non so di che cavalla stia parlando.
TUTTI : Come?
BA TTIS. : Per cui tutti i vizi che mi disse?
TIMOTEO : I iera vizi de la cavalla.
BA TTIS. : Eh! Mi ha fatto fare una bella figura! Le carezze, lo zucchero, il solletico.. Signorina Eufemia, perdonatemi, non ho colpa, lo vedete.
EUFEMIA : (Ridendo) Oh! lo vi ho gi perdonato.
BA TTIS. : Ed ora signore, che ha inteso di che si tratta, mi accorder spero la mano di sua figlia?
TIMOTEO : Se veramente ve vol bn, per a una condizion.
BA TTIS. : E quale?
TIMOTEO : Che con la dote al deve tor per forza anca la cavaea!
BA TTIS. : Accetto; e rivedendo mio padre gli dir -Caro padre, io dovevo ritornare a voi colla sposa soltanto; ma, in grazia di un equivoco, vi conduco la SPOSA e la CA V ALLA.
FINE
Fine traduzione : 16.10.2005 ore 1.40 a.m.
Bortolin Marco
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