La stella a otto punte

LA STELLA A OTTO PUNTE

ALDO LO CASTRO

LA STELLA A OTTO PUNTE

Commedia in due atti

IN RICORDO DI MIA MADRE

Personaggi (in ordine dentrata):

LEONARDO, titolare di unAgenzia di investigazioni

GIOVANNI, suo giovane socio

FRANCESCO, medico, amico di Leonardo

STEFANIA, moglie di Leonardo

ANNIBALE, il fantasma di un distinto signore dinizio 900

CAMILLA, il fantasma di unattempata barbona vissuta negli anni 60

LUCREZIA, il fantasma di una ragazza vissuta negli anni 80

Lazione si svolge in un luogo qualunque, in epoca attuale.

ATTO PRIMO

Salone-soggiorno di appartamento borghese. Porta comune sul fondo a destra. Altra porta a destra, in prima. Una grande finestra, a sinistra. Larredamento curato. Una libreria i cui scaffali sono pieni di libri, sulla parete di fondo. Un televisore, delle poltrone e un tavolo rotondo, posto al centro della scena, attorno al quale Leonardo, Giovanni e Francesco giocano a poker. Allapertura del sipario, la stanza significativamente satura del fumo di sigarette: una vera e propria nuvola di fumo dietro la quale, a stento, si dovranno scorgere i personaggi.

1

LEONARDO Passo.

GIOVANNI Io vedo.

FRANCESCO Scala al re.

GIOVANNI (sconsolato) Coppia di otto.

LEONARDO (a Giovanni) Sei cretino. Che vai a vedere con una miserabile coppia di otto?! Guarda: io avevo una doppia coppia eppure non mi sono fatto fregare...!

GIOVANNI Pensavo che bluffasse...

LEONARDO Ti risulta che abbia mai bluffato in vita sua, questo qui?! Il guaio che lui gioca col culo e tu non giochi con la testa!

FRANCESCO Mi chiedo, allora, come fa a giocare uno che non ha n testa n culo.

LEONARDO Me lo chiedo anchio.

GIOVANNI (a Leo) Mi presti cinquanta euro?

LEONARDO No.

(Giovanni volge uno sguardo pietoso su Francesco)

FRANCESCO No.

GIOVANNI E allora, mi sa che non posso giocare.

LEONARDO Mi sa che non devi giocare!

GIOVANNI Va be. Esco. Continuate da soli. Comunque, sappiate che il vero poker si gioca in quattro.

LEONARDO Che differenza fa? Tu perderesti comunque. Perderesti anche se giocassi da solo.

FRANCESCO (a Leo ridendo) Probabilmente, anche tu.

LEONARDO Lascia fuori servizio il tuo proverbiale e celebre deretano e vedrai che giocando in maniera umana, alla pari...

FRANCESCO Ma che deretano! La mia classe, caro Leo! Fattene una ragione.

LEONARDO E tu fa il favore: mettila un p a riposo su quella sedia, la tua classe! Dai le carte.

(I due continuano a giocare. Giovanni si mette comodo su una poltrona e li osserva in silenzio. Leo, nervosamente, accende ancora unaltra sigaretta).

GIOVANNI Quando smetterai di fumare, Leo?

LEONARDO Quando tu smetterai di chiedermelo.

GIOVANNI La stanza piena di fumo. Forse dovremmo aprire per un p la finestra.

LEONARDO (distratto) La finestra aperta. Passo.

FRANCESCO (lancia uno sguardo distratto verso la finestra che evidentemente chiusa)La finestra chiusa. Apro.

GIOVANNI (che fraintende) Non disturbarti, apro io. Voi continuate pure. (Si alza e va ad aprire la finestra)

LEONARDO (esamina le carte con grande partecipazione. Distrattamente a Giovanni) Tu non puoi aprire.

GIOVANNI (si blocca, perplesso) Perch?

LEONARDO Primo, perch non giochi, secondo, perch ha gi aperto lui.

GIOVANNI Ma se ti dico che chiusa! Io apro. (Esegue)

FRANCESCO Quante carte?

LEONARDO Servito, caro il mio Francesco.

FRANCESCO Complimenti. Io... due carte. (Si serve le due carte)

LEONARDO (con un ghigno) Sotterra il culo di guerra e arrenditi. Hai perso, stavolta!

GIOVANNI Posso accendere la TV?

LEONARDO No. Devi assistere alla disfatta delluomo dal culo doro. Un centone! (Fa atterrare sul tavolo la banconota)

(Giovanni si avvicina al tavolo)

FRANCESCO (sorride e depone sul piatto il denaro) Cento euro... per vedere... la mia disfatta? E perch non duecento?

LEONARDO Vada per duecento. Tre assi e due dieci.

FRANCESCO Per...! Un gran bel servito! Non c male.

LEONARDO La fortuna ti ha voltato le spalle, amico mio!

FRANCESCO Infatti questo poker di otto me lo son dovuto sudare, stavolta.

LEONARDO Un... poker?

FRANCESCO Di otto.

LEONARDO Non possibile.

FRANCESCO (raccoglie i soldi dal piatto) E perch mai? Avevo due otto. Ne ho pescato altri due... e se due pi due fa quattro...

LEONARDO Francesco, se vuoi uscire vivo da questa casa, non dire pi nulla.

FRANCESCO Unaltra mano?

LEONARDO - (lo guarda minaccioso) Meglio un pugno. In faccia.

FRANCESCO Come non detto.

GIOVANNI Francamente, credo che dovremmo cambiare le nostre abitudini domenicali. Ho scoperto che giocare a poker non mi diverte.

LEONARDO Sta zitto anche tu. E ricordati piuttosto che mi devi 50 euro.

FRANCESCO E 50 a me.

GIOVANNI Ecco perch non mi diverte.

FRANCESCO Io non posso lamentarmi.

LEONARDO Ci mancherebbe pure che ti lamentassi!

FRANCESCO (infierisce divertito) Stasera ho vinto pi di quanto avrei guadagnato con un intervento chirurgico.

LEONARDO Non te ne sei accorto ma lhai fatto anche stasera il tuo bravo intervento chirurgico. Espianto di fegato. Il mio.

FRANCESCO (ride) Se la smettete di piagnucolare, domani sera offro la cena a tutti e due.

LEONARDO Non avr fame.

GIOVANNI Per me, va bene.

LEONARDO E nemmeno lui avr fame.

(Tutti e tre restano in silenzio, sprofondati nelle poltrone. Francesco tenta ri rompere la tensione).

FRANCESCO (guarda i due) Novit?

LEONARDO S. Brad Pitt ha divorziato.

FRANCESCO Era una battuta? Vuoi che rida?

LEONARDO Fa un p come credi.

FRANCESCO Io non intendevo questo tipo di novit.

LEONARDO E quali se no?

FRANCESCO E che ne so... Il vostro lavoro, per esempio.

LEONARDO Me lo chiedi tutte le domeniche.

GIOVANNI Lagenzia va bene. Il problema che il lavoro diventa sempre pi monotono e noioso. Da un po di tempo in qua, vengono soltanto clienti cornuti o in odore di corna.

FRANCESCO In odore di corna?

GIOVANNI Sospetta che la moglie lo tradisca e ci chiede un pedinamento per avere la certezza di essere cornuto.

FRANCESCO E di solito cosa scoprite?

LEONARDO Che cornuto. A proposito di corna, tua moglie sta bene?

FRANCESCO Benissimo. Esattamente come la tua.

LEONARDO Ti dir: se Stefania mi tradisse, non mi meraviglierebbe. Il cinquanta per cento delle donne sogna di mettere le corna al marito.

FRANCESCO E laltro cinquanta per cento?

LEONARDO Gliele mette, le corna, al marito. Comunque, il giorno che vorrai fare un salto da noi, in Agenzia...

FRANCESCO Non credo sia necessario...

LEONARDO Allinizio, dicono tutti cos.

FRANCESCO - ... ma se proprio ne sentissi il bisogno, lo far.

LEONARDO Bravo. E... la clinica? Come va?

FRANCESCO Non mi posso lamentare.

LEONARDO Non si lamenta mai, lui. Sono i suoi pazienti a lamentarsi, gli amici si lamentano... quelli a cui fa un bel prelievo di sangue domenicale... Si lamentano tutti, tranne lui.

FRANCESCO Ma... ce lhai con me, stasera?

LEONARDO Perch aggiungi stasera?

GIOVANNI Posso accendere la TV, adesso?

LEONARDO (sbuffa) Che c di tanto interessante in TV? Hanno, per caso, sgozzato un chirurgo di mia conoscenza? Se s, voglio vedere subito il cadavere. (Lancia il telecomando a Giovanni)

FRANCESCO Lo sai che hai un brutto carattere? Ma come fa a sopportarti, tua moglie?

LEONARDO E chi ti dice che mi sopporti?

FRANCESCO Appunto.

LEONARDO Appunto.

(Intanto Giovanni ha gi acceso la TV).

2

(Entra Stefania con un vassoio di dessert)

STEFANIA Avete gi smesso di giocare? Incredibile.

LEONARDO Che si sia smesso fatale. Lincredibile, invece, aver cominciato.

STEFANIA Ho capito. Hai perso. (Ride)

GIOVANNI Non solo lui.

STEFANIA Come sempre. E ora, su con la vita, ragazzi, vi ho portato qualche dolcino.

FRANCESCO Idea magnifica...

LEONARDO A chi hai portato i dolcini?

STEFANIA A voi. E a chi altri?

LEONARDO Riportali indietro.

STEFANIA Perch?

LEONARDO Per la semplice ragione che io non ne ho voglia, lui (indica Giovanni) a dieta...

GIOVANNI A dieta?!

LEONARDO E quanto al dottor Frankestein... beh, portagli una bella crostata di mele allarsenico.

STEFANIA (ride) Ma smettila, scemo...!

FRANCESCO (a Stefania) Ce lha con me. Vuole vedermi morto!

STEFANIA Non vero. Ti vuol bene, invece.

FRANCESCO Lo so, lo so. Anchio gli voglio bene.

LEONARDO S, mi ama come il vampiro ama la luce del sole!

FRANCESCO (a Stefania) Il giorno che deciderai di lasciare questo irritante selvaggio, fammelo sapere: divorzio da mia moglie e sposo te.

STEFANIA (sorride) Lo terr presente. E adesso datevi da fare con questi dolci. Io vi preparo il caff. (Esce)

(Giovanni e Francesco affondano le mani nel vassoio coi dolci)

LEONARDO Eccole l, le cavallette!

FRANCESCO (ne offre uno a Leo) Prendi questo. E buonissimo.

(Intanto, Giovanni, mangiucchiando, sbircia fra gli scaffali della libreria, poi, incuriosito, tira fuori un vecchio libro).

GIOVANNI (legge il titolo) La stella a otto punte... Che roba ? Astronomia?

LEONARDO No, Astronzonomia! (Giovanni guarda Leonardo senza capire il senso della battuta) Nel senso che ci sono pi stronzate in quel libro che in un discorso politico.

FRANCESCO Ma di che tratta?

LEONARDO Di magia.

FRANCESCO GIOVANNI Magia?!

LEONARDO Stefania lha scovato in cantina, seppellito da una montagna di calcinacci e immondizia. Lei lha riesumato, ripulito con cura e per una oscura ragione, se n innamorata.

FRANCESCO Non sapevo che Stefania fosse interessata a questo genere di argomenti.

LEONARDO Nessuno perfetto.

GIOVANNI (sfoglia il libro) Sembra molto vecchio...

LEONARDO - Aggiungi anche molto inutile.

GIOVANNI Tu lo hai letto?

LEONARDO Nemmeno il titolo.

GIOVANNI E allora come fai a dirlo?

LEONARDO A dire cosa?

GIOVANNI Che inutile.

LEONARDO Se avessi un grammo di cervello, lo diresti anche tu.

FRANCESCO Che lui, il tuo partner, non abbia cervello, passi ma dubito si possa dire la stessa cosa di Stefania.

LEONARDO Che centra? Mia moglie una donna e come tutte le donne, attratta dalle cose futili che, guarda caso, fanno la rima con inutili.

STEFANIA (entra col vassoio del caff)Da cosa sarei attratta io? (Saccorge che Giovanni ha il libro in mano) Ah, ho capito. Leo ha una particolare avversione per quel libro e...

LEONARDO Probabilmente quel libro ad avere una particolare avversione nei miei confronti. Ergo, non posso non ricambiare lantipatia.

FRANCESCO Aspetta, aspetta... fammi capire. Cosa intendi esattamente quando dici che il libro ha unavversione per te?

LEONARDO Niente. Chiudiamo largomento.

STEFANIA E allora, se permetti, glielo spiego io ai tuoi amici. Leo superstizioso, ecco tutto. Negalo, se hai il coraggio.

LEONARDO Lo nego.

STEFANIA La verit che questo signore grande e grosso ha paura di quel libro come un gatto dellacqua.

LEONARDO Non diciamo scemenze.

FRANCESCO Largomento intrigante. E perch avrebbe paura?

LEONARDO E insiste! Vogliamo piantarla qui? (A Giovanni) Rimetti a posto quel libro.

(Giovanni continua a sfogliarlo)

STEFANIA (prende il vassoio coi dolci) Prendetene qualche altro

FRANCESCO No, grazie ne ho mangiati fin troppi

STEFANIA Giovanni

GIOVANNI Cosa? No, ci mancherebbe Va bene cos (a Stefania) Tu lo hai letto?

STEFANIA S, certo.

GIOVANNI E come?

STEFANIA A dir la verit, lo trovo alquanto sibillino e anche un po noioso.

LEONARDO Ne avete per molto? Ti ho detto di chiudere quel libro di merda e riporlo nello scaffale!

(Qualche attimo di silenzio imbarazzato)

FRANCESCO (guarda lorologio) Beh, ora di togliere le tende

LEONARDO Non ti trattengo.

GIOVANNI Vado anchio.

LEONARDO Non trattengo nemmeno te.

STEFANIA (in tono di chiaro rimprovero) Leo!

FRANCESCO Lascia perdere, Stefania Ormai siamo abituati alluomo delle caverne. Guarda, al punto che, personalmente, non posso vivere senza di lui! (Afferra Leo e finge di baciarlo in bocca)

LEONARDO (lo respinge energicamente) Non credo di poter ricambiare tanta passione!

FRANCESCO (ride) Ci vediamo domenica prossima, crudele. Stammi bene.

GIOVANNI Ciao, Leo. A domani.

LEONARDO A domani.

STEFANIA (ai due) Vi accompagno. (A Francesco) Dai un bacio per me a Carlina.

Giovanni e Francesco, accompagnati da Stefania, escono. Leonardo accende una sigaretta.Il suo sguardo si dirige, quasi senza accorgersene, verso la scaffale coi libri

Rientra Stefania)

4

STEFANIA Ma perch sei sempre cos scorbutico coi tuoi amici? Prima li inviti e poi li tratti male!

LEONARDO Io non li invito. Si invitano da soli. E, comunque, non li tratto male

STEFANIA Fortuna che ti conoscono bene. Che fai, non vieni a letto?

LEONARDO Fra un p Voglio dare unocchiata ad una pratica

STEFANIA La domenica notte?! (Leo le lancia unocchiataccia) Va bene. Come non detto. (Esce)

(Leonardo spegne la Tv, rimasta ancora accesa poi tira fuori una grossa carpetta. Sfoglia alcuni documenti, osserva delle foto Dallo scaffale, improvvisamente, cade gi il libro che aveva preso Giovanni)

LEONARDO (lo raccoglie e lo rimette a posto) Siamo alle solite. Non smetter mai di rompere le! (Torna alla sua carpetta. Il libro ricade gi per la seconda volta)

(Raccoglie ancora una volta il libro, lo sfoglia nervosamente) Non ho ancora capito per quale misteriosa ragione non ti abbia ancora bruciato! Al rogo dovresti finire! Come nel medioevo. Prima o poi, mi decider (Indugia su una pagina) Ma guarda qua che stronzate deliranti! (Legge ad alta voce) Tre notti di luna Tre spighe Tre vite Tre tombe rivedranno la luce (Improvvisamente si spegne la luce della stanza. Grida allindirizzo della moglie) Stefania! E mancata la luce?

VOCE DI STEFANIA No. Perch?

LEONARDO Ma s ch mancata la luce!

VOCE DI STEFANIA Cosa?

(Ritorna la luce. In scena non visti da Leo tre fantasmi: ANNIBALE, un elegante signore in abito bianco; CAMILLA, unattempata barbona con un vecchio cappottaccio grigio; LUCREZIA, una appariscente ragazza in minigonna rossa)

LEONARDO No, nulla E tornata. (Chiude il libro, lo ripone nello scaffale) Ecco qua. Sta buono e dormi, altrimenti! Intesi? Ho paura dessermi rincoglionito: parlo con un libro. Tecnicamente, potrei forse definirmi psicopatico. (Sistema la carpetta) Se non vado a letto subito, divento del tutto scemo, stasera. (Si avvia verso la camera da letto. Spegne la luce ed esce)

ANNIBALE La luce!

(Leonardo, ovviamente, non sente e non vede alcuno ma, senza una ragione, riaccende la luce ed esce definitivamente)

5

CAMILLA (sprizza gioia) Finalmente ce labbiamo fatta!

LUCREZIA Il testone s deciso a leggere quella dannata formula! Oh, pardon quella benedetta formula.

CAMILLA Evviva!

ANNIBALE Credo che evviva sia unespressione infelice per dei trapassati. Tuttal pi, per rallegrarci, potremmo utilizzare eccrepi o vada allinferno o che so io.

CAMILLA Giusto. E allora: vada a fare in!

ANNIBALE Prego, niente trivialit. Minfastidisce, lo sai.

LUCREZIA Ma quanto sei noioso, Annibale! E lasciati andare per una volta! Sei sempre cos compassato! Sembrerebbe quasi che la faccenda ti lasci indifferente.

ANNIBALE Se non perdo il controllo di me stesso, non vuol dire che non sia contento.

CAMILLA Ci mancherebbe!

ANNIBALE Ma adesso, bandiamo i facili seppure legittimi entusiasmi. Adesso occorre pianificare, signore mie.

CAMILLA Se hai qualche idea, sputala.

ANNIBALE Ti ho gi detto, Camilla, che il tuo lessico alquanto sgradevole?

CAMILLA Centinaia di volte.

(Rientra per un istante Leonardo)

LEONARDO Eppure avrei giurato daverla spenta. (Spegne la luce)

ANNIBALE La luce!

(Come prima, Leonardo riaccende la luce ed esce)

CAMILLA E allora?

ANNIBALE Allora, cosa?

CAMILLA Insomma, qual il tuo piano?

ANNIBALE Non ho detto davere un piano.

CAMILLA Ti ho gi detto, Annibale, che sei un tipo alquanto indisponente?

ANNIBALE Mille volte. Del resto, mia cara Camilla, piani e strategie non sono mai stati il mio forte. Mi sono suicidato proprio per questa ragione: per lassoluta incapacit di dare un senso alla mia vita.

LUCREZIA Dilla tutta. Ti sei sparato un colpo di rivoltella perch quella troietta taveva messo le corna!

ANNIBALE Spiegazione colorita ma efficace. Tuttavia, ribadisco, se avessi saputo programmare la

LUCREZIA Dov successo? Ti sei ammazzato qui, in questa stanza?

ANNIBALE Esattamente qui dove adesso c questa orrenda poltrona.

LUCREZIA Lavessi saputo allora, quandero viva, dico, la cosa mi avrebbe impressionata parecchio.

ANNIBALE Figurati! Il tempo cancella tutto. Quando tu e i tuoi avete abitato questa casa, erano gi passati novantadue anni dalla mia dipartita. Tutto dimenticato, sepolto me compreso.

LUCREZIA Dopo la mia morte, i miei andarono via quasi subito, poverini! Non se la sono sentita di continuare a vivere nel posto in cui la figlia sera tagliata le vene dei polsi.

ANNIBALE Ricordo perfettamente quellincrescioso episodio. Avrei tanto voluto intervenire, aiutarti ma non nelle nostre facolt. Ti trovavi nel bagno, se non sbaglio. E un classico.

LUCREZIA No, in cucina

CAMILLA - tra il frigo e la lavastoviglie. Rammento benissimo. E anchio, naturalmente, avrei voluto impedirti di

ANNIBALE Suicidarsi a ventanni per una delusione damore! Trovo che sia estremamente romantico.

CAMILLA E anche estremamente stupido.

LUCREZIA Gi, molto stupido. E tu, Camilla? Non mi hai ancora raccontato come sei capitata in questa casa.

CAMILLA Per pura coincidenza. Praticamente tutta la mia vita lavevo trascorsa sulla strada. Dormivo dove capitava e mangiavo quando potevo. Poi, quella notte Esattamente dodici anni fa Faceva un freddo cane, quella notteed io stavo male: la febbre mi divorava anche lanima E pioveva Cazzo, come diluviava! Per un caso fortuito, avevo saputo che il tizio che abitava qui, da solo, era partito per non so doveCredo fosse un giudice o roba del genere. Bene, per farla breve, forzai la porta sempre stato un gioco per me ed entrai. E in quello stesso istante due o tre sibili impazziti cominciarono a mordermi le orecchie e il culo contemporaneamente. Quello stronzo aveva installato un sofisticato sistema dallarme

LUCREZIA Lo so. Pap lo fece disinstallare. Diceva che era troppo complicato e che non gli andava di abitare dentro una cassaforte

ANNIBALE Ho sempre aborrito questi aggeggi infernali.

LUCREZIA - E allora? Come and a finire?

CAMILLA And a finire che scappai di gran carriera. Mi precipitai per le scale e ruzzolai come una deficiente.

LUCREZIA Sei morta cadendo per le scale?

CAMILLA Come una deficiente: cranio spappolato. Comunque, adesso basta. Non parliamone pi. Acqua passata. Torniamo a noi e al nostro problema.

ANNIBALE S, pi utile. Decidiamo, dunque, il da farsi.

LUCREZIA Una domanda: credete sia opportuno manifestarsi a Leonardo? Quello ci rimane secco.

ANNIBALE Pi che opportuno, sar fatale. Domani stesso, il nostro amico vedr noi cos come io vedo te e tu me.

CAMILLA E la regola. Del resto, stato lui a chiamarci.

LUCREZIA Per siamo stati noi a indurlo a farlo. E poi, mica lo sapeva, lui, che pronunciando la formula

CAMILLA Che c? Hai degli scrupoli, per caso?

LUCREZIA Che scrupoli! Avrei solo voluto evitargli emozioni forti, tutto qui.

ANNIBALE Emozioni forti o no, quel tipo ci ringrazier, alla fine.

LUCREZIA Ma ditemi Io non sono ancora molto pratica di queste faccende Ditemi: dopo aver compiuto questa benedetta buona azione, siamo davvero certi che ci sar permesso andar via da questa casa?

ANNIBALE Tutto scritto, piccola Lucrezia. La buona azione canceller, ipso facto, le nostre colpe e ci verranno concesse le ali.

CAMILLA E saremo autorizzati a raggiungere la casa del Padre.

ANNIBALE Ma prima che ci avvenga, dovremo faticare: non sar semplice.

LUCREZIA (riflette) Una buona azioneIo non ne ho mai fatte nella mia vita terrena. Non saprei da dove cominciare.

ANNIBALE Nemmeno io.

CAMILLA N io.

ANNIBALE Bene. Siamo un bel trio di incapaci, non c che dire.

LUCREZIA La qual cosa non ci impedir di raggiungere il nostro obiettivo. Cominceremo col muoverci per tentativi. Prima o poi, faremo centro.

CAMILLA Io credo sia importante, innanzitutto, conoscere meglio questo Leonardo. Capire quali sono i suoi desideri pi nascosti Ne avr qualcuno!

ANNIBALE Sicuramente. Ecco perch ribadisco limportanza di trovare efficaci misure strategiche

CAMILLA Ci penseremo domani alle strategie, generale. Adesso avverto improvvisamente la necessit di riposare un po. Ho lo spirito a pezzi. (Trova rapidamente la posizione giusta per riposare: braccia conserte e capo inclinato sulla spalla destra)

ANNIBALE Riposare?! Qui c da pensare a

CAMILLA Domani, ti dico. Non seccarmi.

LUCREZIA Anchio ho bisogno di riposo. La serata stata particolarmente faticosa

ANNIBALE Bah, come volete.

LUCREZIA - (si sistema in poltrona) Quandero viva, credevo che i trapassati non avessero bisogno di addormentarsi giacch, pensavo, dormono gi il sonno eterno della morteAdesso so che non cos. La sola differenza che dormiamo senza sognare.

ANNIBALE Non esatto, Lucrezia Anche noi morti sogniamo ma i nostri sogni sono vuoti privi di immagini. E quasi lalba. Far anchio un pisolino. (In piedi, abbassa lievemente il capo sul petto)

(Uno stacco musicale accompagna il passaggio dalla notte al giorno. I tre sono rimasti nelle posture gi descritte.

6

(Entra Leonardo che, per qualche istante, non saccorge della presenza dei tre fantasmi).

LEONARDO Eppure sono certo daverla spenta, ieri sera (Spegne la luce e contemporaneamente si accorge delle presenze. Rimane pietrificato per qualche secondo. Poi chiama urlando la moglie) Stefania!

VOCE DI STEFANIA Dimmi!

LEONARDO Stefania!

(I tre si svegliano. Entra Stefania)

STEFANIA Che hai da gridare? Cosa

LEONARDO Li li vedi anche tu?

STEFANIA Vedere cosa?

LEONARDO Ho capito: non li vedi.

STEFANIA Ma che cosa dovrei vedere? Leonardo, stai male?

LEONARDO Male? E gi un miracolo che non sia morto

ANNIBALE Esagerato!

STEFANIA E uno dei tuoi scherzi o devo preoccuparmi?

LEONARDO Devi preoccuparti.

STEFANIA Ma come faccio a preoccuparmi se non so che cavolo ti succede?!

LUCREZIA Rilassati, Leonardo

LEONARDO E una parola!

STEFANIA Che hai detto?

CAMILLA Su, un bel respiro profondo.

LEONARDO Posto che riesca ancora a respirare!

STEFANIA Che stai farfugliando, Leo?

LEONARDO Nulla Nulla. (Si accosta al tavolo, prende in mano la carpetta della sera precedente) E il lavoro che, alle volte, non non mi permette neanche di respirare, ecco.

STEFANIA Sono mesi che ti consiglio di tirare il fiato, di staccare la spina Lascia per un po lAgenzia a Giovanni e

LEONARDO S, s, va bene ci penser.

STEFANIA Ne dubito. Comunque, se non ti prendi una pausa, finirai con lesaurirti. Io te lho detto. Adesso, fa un po come ti pare. (esce)

7

ANNIBALE Sei pi tranquillo, ora?

LEONARDO Chiese il boia al condannato.

CAMILLA Bada che non hai nulla da temere,

ANNIBALE Se avessimo voluto farti del male, lavremmo gi fatto.

LUCREZIA E invece siamo qui per aiutarti.

LEONARDO Ma chi vi ha detto che ho bisogno daiuto?

ANNIBALE Tutti ne hanno bisogno.

LEONARDO (tra s) Devo stare calmo.

CAMILLA Infatti, non c ragione di agitarsi.

LEONARDO (c.s.) Ci che io credo di vedere e sentire, in realt, nom esiste.

CAMILLA La pianti di parlarti addosso?

LEONARDO Suggestione. Semplice suggestione. Mi passer.

ANNIBALE Il tuo turbamento assolutamente legittimo ma ascolta, adesso

LEONARDO (c.s.) Adesso, s, adesso, come tutti i santi giorni, vado regolarmente al lavoro senza pensare a fantasmi o roba simile

LUCREZIA (agli altri due compagni) Si ammattito!

LEONARDO Probabilissimo. Se fossi lucido, non crederei di vedere persino una ragazza in minigonna che non neppure niente male: allucinazione perversa! S, devo essermi davvero ammattito. (Recupera dal tavolo alcuni documenti. Allindirizzo della moglie) Stefania, io vado.

VOCE DI STEFANIA Non prendi il caff? E gi pronto.

LEONARDO Non credo di averne bisogno oggi. Ciao. (esce)

ANNIBALE Sarebbe pi educato salutare anche noi, non credi?

LEONARDO (rientra per un momento) Io non credo a nulla! Tantomeno alla presenza di bizzarri fantasmi dallaria innocua! E dunque, se non ci credo, se voi non esistete, perch cazzo dovrei salutarvi? (Si avvia ma torna indietro) Tuttavia, se proprio insistete: a non rivederci mai pi! (Esce definitivamente).

8

CAMILLA Ho paura che il nostro non sar un compito agevole.

ANNIBALE Beh, il primo contatto non stato del tutto agevole.

LUCREZIA E che vi aspettavate? Mettiamoci un po nei suoi panni. Io trovo che la sua reazione sia assolutamente comprensibile.

ANNIBALE Verissimo.

(Entra Stefania che va al telefono. Compone un numero)

STEFANIA Giovanni, sono io, Stefania. No, tutto a posto No, ti ho chiamato perch Non successo niente di grave, sta tranquillo Giovanni, se mi lasci parlare, facciamo prima! Si tratta di Leo. In questultimo periodo lho visto particolarmente nervoso, irritabile Stamattina, poi, m parso un tantino peggiorato. Nel senso che Boh, non lo so era strano. Questo vero ma stamattina lo era pi del solito. Io gli ho suggerito di riposare per qualche giorno, di prendersi una breve vacanza Insomma, vorrei che tu facessi altrettanto. No, Giovanni, non hai capito. Non sto dicendo che anche tu debba andare in vacanza. Ti sto solo pregando di consigliarlo a Leo. Ecco, bravo, hai capito, finalmente.

(Suona il campanello della porta)

Ora ti lascio hanno suonato alla porta. Ho detto che hanno Va bene, ciao, Giovanni, ci sentiamo dopo! (Riattacca) Un investigatore sveglio ed efficiente, non c che dire! Bah! (Esce e rientra, qualche istante dopo, con Francesco)

FRANCESCO Io ti chiedo scusa, Stefania

STEFANIA Lascia stare le scuse e dimmi piuttosto che successo.

CAMILLA E costui che venuto a fare?

FRANCESCO Ho bisogno di parlare con qualcuno, altrimenti impazzisco, oggi! Io non ce la faccio pi!

STEFANIA Hai litigato con Carlina?

FRANCESCO (annuisce) Non credo di poterla sopportare ancora per molto.

LUCREZIA (ironica) Bene!

STEFANIA Ma che stai dicendo, Francesco? Cos accaduto di talmente grave?

FRANCESCO Per la verit, da un po di tempo che io e Carlina Insomma, ho paura che il nostro matrimonio sia giunto alla fine.

ANNIBALE E allora?

STEFANIA Roba da non crederci. Scusami ma rimango di sasso. Voi in crisi?! Francamente, non lavrei mai sospettato. Sembrate la coppia pi felice e affiatata del mondo!

FRANCESCO Quanto a salvare le apparenze, non siamo secondi a nessuno. Ma nel privato, tutta unaltra faccenda. O, per meglio dire, a letto tutta unaltra musica.

STEFANIA A letto?

FRANCESCO S. Carlina, a letto, si trasforma in un ragioniere.

STEFANIA Scusami ma non credo sia indispenabile scendere nei dettagli

FRANCESCO E invece, s. Annota con cura ogni rapporto: mese, giorno e persino lora! E poi, mi spiattella in faccia i dati raccolti! Sono tre mesi e due giorni che noi non Qual il problema, Francesco?

ANNIBALE Me lo chiedo anchio.

STEFANIA E il problema c?

FRANCESCO No. O, forse, s. Il problema che mi va di farlo quando ne ho voglia e se non ne ho voglia, non intendo essere assediato e stressato, punto. Io lavoro tutti i santi giorni! Trascorro tre quarti della mia vita in clinica, fra interventi, visite, terapie Poi rientro a casa e Carlina non trova di meglio che ricordarmi la data della mia ultima prestazione!

STEFANIA Ho capito, ho capito sta calmo.

FRANCESCO Hai ragione e ti chiedo scusa se mi accaloro ma capirai: sono mesi che sopporto questa situazione! E se adesso mi sfogo con te, perch ci conosciamo da tanti anni

STEFANIA E conosco bene anche Carlina.

FRANCESCO So perfettamente che siete amiche dinfanzia ma questo non timpedir di essere obiettiva e di valutare

STEFANIA Infatti. Ma se, come intuisco, pretendessi di avermi come tua alleata beh, allora, tavverto subito che hai scelto la persona sbagliata.

FRANCESCO Ma no, che alleata?!

CAMILLA Vorrei tanto capire dove vuole andare a parare questimbecille!

STEFANIA Quando una donna si ritrova a dover contare i giorni dallultima volta che ha fatto lamore col maritosai cosa vuol dire? Vuol dire che quella donna si sente sola - capito? - abbandonata, trascurata e persino offesa.

FRANCESCO Offesa?!

STEFANIA Anche. Francesco, non puoi trincerarti dietro la clinica, lo stress e quantaltroA chi vuoi darla a bere? Ed ecco la ragione per cui Carlina continua a chiederti qual il problema.

FRANCESCO (senza comvinzione) Non c alcun problema, eccetto quello che non voglio sentirmi costretto a

STEFANIA A fare qualcosa che non ti va.

FRANCESCO Esatto.

STEFANIA Ma non capisci che il problema sta proprio qui? Perch non ti va?

ANNIBALE Scommetto le mie future ali che al signor dottore frulla qualche idea strana in testa!

FRANCESCO Ti ho gi spiegato che

STEFANIA No! Per favore,non girare ancora attorno allo stress e a tutto il resto!

FRANCESCO Bene. Vuoi che ti dica la verit?

STEFANIA Faresti meglio a dirla a Carlina la verit.

FRANCESCO Io non provo pi nulla per mia moglie. Da parecchio tempo.

CAMILLA Alla faccia del problema che non c!

STEFANIA E come credi di sistemarla la faccenda? Rassicurandola che non c nessun problema?

FRANCESCO Non lo so. Non so come dirglielo. Non vorrei ferirla, ecco tutto.

LUCREZIA Che stronzo!

STEFANIA Non vuoi ferirla?! Ma lo sai che sei un bel tipo? E cosa pensi di aver fatto fino ad oggi, se non ferirla ed umiliarla? (Silenzio di Francesco) Cosaltro c sotto? Unaltra donna? (Francesco non risponde) Chiaro come il sole: non affaticarti a rispondere.

FRANCESCO (improvvisamente le afferra le mani con grande slancio) E te che amo, Stefania!

LUCREZIA Che cosa?!

CAMILLA Ehi, amico! Che fai, ci provi?

(Stefania resta fulminata. Muta e immobile, fissa a lungo gli occhi di Francesco, le mani ancora abbandonate in quelle di lui)

ANNIBALE Ragazze mie, ho la vaga sensazione che, fra poco, sar necessario intervenire energicamente.

STEFANIA (si scuote, ritrae energicamente le mani dalla stretta di lui) Stai stai scherzando, spero

FRANCESCO Guardami, Stefania, guardami bene. Credi davvero che stia scherzando?

LUCREZIA Che faccia da pesce lesso!

STEFANIA (volge un rapido sguardo verso Francesco) No, non stai scherzando.

FRANCESCO E allora?

STEFANIA E allora, sei diventato scemo. Assolutamente, inconfutabilmente scemo! Non trovo altra spiegazione.

FRANCESCO Probabilmente avrei fatto meglio a tacere.

STEFANIA Lo credo anchio.

CAMILLA Avresti fatto meglio a non venirci proprio qui, scimunito!

ANNIBALE (concentra le sue energie e si rivolge a Francesco) Chiedi scusa e sparisci da qui!

FRANCESCO Perdonami. (Si avvia verso luscita poi si ferma e torna indietro) E invece no!

ANNIBALE Vuole la guerra!

CAMILLA LUCREZIA E guerra sia!

(Francesco si ferma al centro della scena. Stefania, a favore di pubblico, gli volge le spalle. Camilla eLucrezia, rapidamente, gli sciolgono la cintura dei pantaloni che cadono gi. Francesco non se ne avvede rimanendo in mutande).

FRANCESCO Io, credimi, non avrei voluto turbarti. Ho resistito a lungo. Avrei voluto starmene zitto per tutta la vita. Ma, come vedi, alla fine non ce lho fatta e ora s, mi sento molto goffo. (Tenta di avvicinarsi a Stefania ma, al primo passo, fatalmente rovina a terra)

STEFANIA (volge lo sguardo verso lui) Ma che cavolo fai a terra e coi pantaloni abbassati? Sei ammattito? Vorresti impressionarmi, farmi paura o che cosa?

FRANCESCO (incredulo e imbarazzatissimo) No, che dici? I pantaloni abbassa?! Non so come Ti giuro che (si alza e, in modo scomposto e impacciato, si rimette in ordine) E pazzesco non capisco come sia potuto succedereSono mortificato,,,(si avvicina ad una sedia e sta per sedersi. Annibale, con rapida disinvoltura, sposta la sedia di quel tanto che basta per fare ricadere Francesco ancora a terra).

STEFANIA Sei patetico, Francesco. Veramente. Non riesco a capire il motivo di questa grottesca sceneggiata. In una situazione diversa, sarei crepata dal ridere ma in questo momento

FRANCESCO Puoi non credermi ma tassicuro che non avevo alcuna intenzione di Insomma, non so neppure che cazzo stia succedendo! Probabilmente mi sono rincoglionito!

STEFANIA E gi. Ora alzati e smettila di fare il buffone. Non carino per un chirurgo dalle ottime referenze.

FRANCESCO (si alza) Stefania, io

STEFANIA Smettiamola, ti prego. Ricomponiti e va via.

FRANCESCO Ma perch mi respingi? Io sono certo che anche tu

STEFANIA Non dire sciocchezze!

CAMILLA Questo qui non molla!

(Francesco sul punto di abbracciare Stefania ma Annibale lo afferra per le braccia cosicch rimane, per un lungo momento, bloccato in una bizzarra postura).

FRANCESCO (alquanto impressionato) In questa stanza accadono delle cose strane

STEFANIA (ironica) Te ne sei finalmente accorto? Era ora. Dunque, vedi di farla finita.

FRANCESCO Ho sbagliato tutto, vero?

ANNIBALE Proprio tutto.

STEFANIA Temo di s.

FRANCESCO (si accosta ad una sedia, controlla pi volte la posizione della medesima e poi si decide a sedersi. In una frazione di secondo, Lucrezia sposta la sedia e piomba a terra per lennesima volta) Porca puttana!

STEFANIA Ma sei ammattito?! Anche le parolacce, adesso?

FRANCESCO Ti prego di scusarmi. (Si rialza a fatica)

STEFANIA E da unora che vai scusandoti delle tue idiozie!

FRANCESCO Hai ragione scusami.

STEFANIA Basta! (Si calma) Va bene, va bene scusami tu. Questa faccenda mi ha innervosito.

FRANCESCO Me ne dispiace. Sono uno stupido.

CAMILLA Sei un coglione!

STEFANIA Facciamo conto che non sia accaduto nulla. Tu non hai detto nulla ed io non ho sentito nulla. Chiaro?

FRANCESCO Chiaro.

STEFANIA E ora, come due buoni amici, prendiamo un caff e

FRANCESCO No, grazie. In questo momento, se prendessi soltanto una goccia di caff, finirei col rimbalzare di qua e di l come una pallina da flipper!

STEFANIA Non hai torto. Niente caff.

FRANCESCO Credo sia il caso che vada via davvero, adesso.

ANNIBALE Era ora!

FRANCESCO Prima, per, voglio che tu tenga bene in mente ci che sto per dirti. Io sono stato sincero. Ed la mia sola colpa. Ma dovevo, capisci? Dovevo. Unultima cosa. Non sono un ragazzino, io. La mia non la classica cottarella che si consuma dopo una settimana. Quello che provo ben diverso che tu mi creda o no.

STEFANIA (con amara ironia) E allora prova a chiedere la mia mano a Leo.

FRANCESCO Se fosse Leo lunico ostacolo, non ci penserei due volte, stanne certa. Ciao, Stefania.

(Silenzio di Stefania. Francesco si dirige verso luscita)

LUCREZIA Signore! Un istante, prego! (Francesco, senza una ragione, si ferma poi riprende: un lesto sgambetto e luomo cade ancora a terra) Grazie, signore.

(Stefania, stavolta, scoppia a ridere. Francesco, senza una parola, si alza ed esce.

Stefania resta sola. E palesemente turbata. Si porta verso la finestra con lo scopo preciso di seguire con lo sguardo Francesco che, in strada, si allontana).

CAMILLA Non credo che il nostro dottore ci riprover ancora!

LUCREZIA E come potrebbe? Per almeno due mesi, avr dolori e lividi dappertutto!

ANNIBALE No, lui, no Forse non torner pi sullargomento. Ma lei che mi preoccupa.

CAMILLA E una donna. Ed assolutamente naturale che sia rimasta turbata da quanto accaduto. Le passer presto.

ANNIBALE Auguriamocelo.

SIPARIO

SECONDO ATTO

Medesima scena del primo atto. E cos come allinizio, allapertura del sipario, il pubblico scopre la stessa nuvola di fumo e i tre uomini Leonardo, Francesco e Giovanni che giocano a poker. Stefania seduta in poltrona a guardare la tv. I tre fantasmi che naturalmente sono visibili soltanto a Leo - seguono levolversi del gioco.

ANNIBALE (dopo aver dato una sbirciata alle carte di Francecesco, a Leonardo) Apri.

LEONARDO Apro con

ANNIBALE 500.

LEONARDO - con 500?!

ANNIBALE S.

LEONARDO E allora apro con 500.

FRANCESCO (a Leo) Ti fai le domande, ti dai le risposte Stai bene?

LEONARDO Benissimo, grazie. Tant che ho aperto con 500.

FRANCESCO Non vedo il nesso comunque ho capito: hai aperto con 500! (A Giovanni) E tu che fai?

GIOVANNI Io

LUCREZIA Passa, allocco. Vuoi perdere quello che hai vinto?

GIOVANNI Passo.

FRANCESCO - Per me, invece, va bene 500. Quante carte?

ANNIBALE Una.

LEONARDO Grazie ma ci sarei arrivato anche da solo.

FRANCESCO Non ho capito.

LEONARDO Una carta.

(Francesco gli consegna una carta)

CAMILLA (suggerisce a Francesco) Di che sei servito e lo freghi.

FRANCESCO Servito.

ANNIBALE (a Camilla che sta dietro a Francesco) Che ha?

CAMILLA Lex culo doro ha una schifosa doppia coppia di dieci.

ANNIBALE (a Leo) Ha in mano una

LEONARDO Ho sentito.

FRANCESCO Coshai sentito, se non ho aperto booca?

LEONARDO E allora, parla.

CAMILLA (a Francesco) Punta alto altrimenti il bluff non funziona.

(Francesco, naturalmente non sente i suggerimenti tuttavia, sta per depositare sul tavolo un bel po di soldi Camilla lo blocca)

No! Di pi! Coraggio!

FRANCESCO (per unoscura ragione, ubbidisce) Altre 800 per vedere.

CAMILLA (tra s) E bravo il fesso!

LEONARDO Beh, allora facciamo 1000 tondi tondi.

(Francesco rimane perplesso)

CAMILLA Che fai, esiti? Va a vedere. Quello bluffa quanto te e certamente non ha neppure una coppia in mano.

FRANCESCO Vada per i 1000. Che hai?

LEONARDO Una povera e anemica doppia coppia allasso. Il piatto tuo.

FRANCESCO - Serata nefasta! Hai vinto ancora!

LEONARDO Incredibile! Non hai fatto che perdere, stasera. Dov andata a finire la tua classe?

GIOVANNI Caro dottore, ho tenuto i conti al dettaglio. Hai perso la bellezza di

FRANCESCO Lascia perdere!

LEONARDO (ride) Ha ragione: lascialo perdere. E cos umano quando perde! A chi tocca dare le carte?

FRANCESCO Non a me. Io, per conto mio, ho chiuso.

LEONARDO Non vuoi pi giocare? Non da te. Non ti riconosco pi. (Lancia uno sguardo dintesa ad Annibale affinch incoraggi Francesco a continuare il gioco)

ANNIBALE No, ha gi perso abbastanza. Perch infierire?

FRANCESCO No, basta cos. Ho gi perso abbastanza.

LEONARDO Come vuoi. Non infierisco.

STEFANIA Smettila di fare lo spaccone, Leo! Per una volta che non perdi, non stai nella pelle.

LEONARDO Appunto, lasciami gioire, per una volta.

STEFANIA A me non sembra molto carino. Anzi, per dirla tutta, vinci o perdi, il tuo comportamento sempre di cattivo gusto.

LEONARDO Ma tu sei amica mia o del giaguaro?

STEFANIA Sono amica degli animali.

LEONARDO (a Francesco) A mia moglie non va gi che io non abbia perso anche stasera!

STEFANIA Non rigirare la frittata.

FRANCESCO Fatemi il favore, non litigate.

LEONARDO E chi litiga?

STEFANIA Vado a preparare il caff.

FRANCESCO Per me, no, grazie. Devo andar via

GIOVANNI Perch tanta fretta?

FRANCESCO Ho promesso a Carlina che lavrei portata a cena fuori.

LEONARDO Abbandoni il campo di battaglia, dunque?

STEFANIA Vi ha gi detto che ha un impegno con Carlina. Perch insistete?

FRANCESCO Impegno a parte. avrei abbandonato comunque.

GIOVANNI (a Stefania) Io il caff lo prendo. Come si fa a rinunciare al buon caff di Stefania?

STEFANIA Grazie ma non credo sia cos speciale. Vado. (esce)

2

LEONARDO (a Francesco) Hai una faccia funerea quando perdi

FRANCESCO Dovresti guardarti allo specchio quando sei tu a perdere!

(Giovanni ride)

LEONARDO Che cazzo ridi?

GIOVANNI Perch ha ragione lui. Quando perdi sei nero.

LEONARDO Stupidaggini. Sono soltanto un po contrariato.

GIOVANNI S, soltanto un po.

FRANCESCO Comunque, per quanto mi riguarda, vero, non sprizzo gioia ma non ha nulla a che vedere col gioco.

LEONARDO Che c? Problemi?

FRANCESCO (guarda a lungo lamico) Se sar necessario, tinformer.

LEONARDO Se sar necessario?! Che cavolo vuoi dire?

FRANCESCO Niente. S fatto tardi. Vi saluto, ragazzi. (Leo si alza per accompagnarlo alla porta) Non disturbarti: conosco la strada. Salutami Stefania. Ciao. (Esce)

3

GIOVANNI Alquanto sibillino, il dottore

LEONARDO Minformer se sar necessario. Che siginifica?

GIOVANNI Boh?

LEONARDO E quel tono Per un momento, ho avuto la sensazione che si trattasse di qualcosa che mi riguarda

GIOVANNI E perch mai dovrebbe riguardare giusto te?

LEONARDO E quello che sto a chiedermi, imbecille!

ANNIBALE Non lambiccarti il cervello: non ne vale la pena.

LEONARDO (ad Annibale) Ne sai niente, tu?

GIOVANNI (immagina che si sia rivolto a lui) Cosa vuoi che ne sappia, io?

LEONARDO Non dico a te!

GIOVANNI (disorientato) E a chi, allora?

ANNIBALE Il tuo amico Francesco ha qualche problema con la moglie. Tutto qui.

LEONARDO Capisco.

GIOVANNI Cosa?

LEONARDO Avevo previsto giusto, dunque. Fra non molto lo aggiunger allelenco dei miei clienti.

GIOVANNI Chi?

LEONARDO Francesco.

GIOVANNI Non ho capito un accidenti.

LEONARDO Non grave.

(Rientra Stefania col caff)

STEFANIA Francesco gi andato via?

LEONARDO Pare di s. (Sorseggia il caff) Ma quanto zucchero hai messo?

STEFANIA Un cucchiaino, come sempre.

LEONARDO Sembra cicuta! Ed ha un lieve retrogusto metallico

GIOVANNI Macch! E buonissimo.

LEONARDO (a Giovanni) Il giudizio di un ospite non fa testo.

STEFANIA Come avrebbe detto Cenerentola, torno in cucina a preparare da mangiare. (A Giovanni) Resti a cena con noi?

GIOVANNI No, grazie, Stefania. Fra un po, devo andar via.

STEFANIA Andrai via dopo cena. Cosa cambia?

LEONARDO E falla finita. Se non vuol restare!

STEFANIA Leosei lo zotico pi indisponenete che abbia mai conosciuto. (Via)

4

ANNIBALE Condivido pienamente.

LEONARDO (ad Annibale) E chi se ne frega?

GIOVANNI Ma perch la tratti cos?

ANNIBALE Perch uno zotico, no?

CAMILLA - S, bifolco e stupido.

LUCREZIA Io aggiungerei anche arrogante e maleducato.

LEONARDO (non risponde a Giovanni) Di un po, ci credi ai fantasmi?

GIOVANNI Cosa?!

LEONARDO Tho chiesto se credi ai fantasmi.

GIOVANNI E che cavolo di domanda , questa?

LEONARDO Rispondi e basta.

GIOVANNI No. Non ci credo. Soddisfatto?

LEONARDO E fai male. Questa stanza, per esempio, piena di fantasmi.

GIOVANNI Questa stanza piena di di che?

LEONARDO Di fantasmi. Perch impallidisci? Sta tranquillo : seppure un tantino rompiballe, sono sostanzialmente innocui e gentili. Non mi credi?

GIOVANNI (molto impressionato) E perch non dovrei?

LEONARDO Il fantasmino in minigonna, per esempio: tha permesso lei di vincere un bel gruzzoletto, stasera.

CAMILLA Ne hai per molto con queste stronzate?

ANNIBALE (a Camilla) Ti ho pregata mille volte di non essere triviale.

CAMILLA (ad Annibale, ironica) Chiedo umilmente venia, signore.

LEONARDO (abbassa la voce, a Giovanni) Ti dir, sono qui da una settimana soltanto ma come se li conoscessi da sempre Siamo diventati amici, ormai.

GIOVANNI (sempre pi impressionato) Ne hai parlato con qualcuno?

LEONARDO- E con chi, con Stefania? Direbbe che sono un pazzo visionario!

GIOVANNI E perch lo dici proprio a me?

LEONARDO Perch a qualcuno devo pur dirlo altrimenti impazzisco davvero!

GIOVANNI Grazie per il privilegio.

LEONARDO E poi, tu mi conosci meglio di tutti. Sai che non sono affatto un tipo suggestionabile.

LUCREZIA Stai sprecando il tuo fiato, Leo. Non ti crede.

CAMILLA Lo sai cosa sta pensando questo giovanotto? Che tu sia uscito fuori di testa.

LEONARDO (ai fantasmi) Non dite scemenze! Di lui mi fido. Non avr unintelligenza vivace e brillante ma almeno sincero!

GIOVANNI Che succede?

LEONARDO Dicono che tu non mi creda.

GIOVANNI Sono loro a dirlo?

LEONARDO S.

GIOVANNI E si sbagliano. Che ragione avrei per non crederti? Sebbene

LEONARDO Sebbene?

GIOVANNI Sebbene alle volte Zia Lucia la sorella di mia madre, dico dopo la morte di suo marito, per oltre due mesi giurava di vedere tutte le sere, accanto al letto, lo spirito di zio Giuseppe

LEONARDO E chi era zio Giuseppe?

GIOVANNI Te lho detto: il marito morto due mesi prima.

LEONARDO E perch mi racconti questa storia?

GIOVANNI Per farti capire che Insomma, zia Lucia and da un da un medico e tre giorni dopo, il fantasma era bello e sparito.

LEONARDO Da un medico? Vuoi dire da uno psichiatra!

GIOVANNI No, che psichiatra! Era uno psicologo.

LEONARDO Non fa differenza! E pur sempre uno strizzacervelli! E ti assicuro che io non ne ho bisogno: il mio cervello, al contrario del tuo, perfettamente in ordine!

GIOVANNI Mi hai frainteso. Sto solo cercando di farti capire

LEONARDO - che sono pazzo!

GIOVANNI Ma nientaffatto!

LEONARDO Unaltra parola ancora e ti rifilo un bel calcio in culo!

ANNIBALE Non te la prendere. Dal suo punto di vista, non ha tutti i torti.

LEONARDO Ha il torto di non credermi!

ANNIBALE In genere, gli uomini affrontano argomenti di siffatta specie con molta diffidenza.

LUCREZIA A me Giovanni fa tenerezza. Sembra un bambino spaurito! Lo bacia sulla guancia)

LEONARDO (a Giovanni) Il fantasmino in minigonna ha appena detto che le fai tenerezza. E ti ha persino baciato qui, sulla guancia.

GIOVANNI Mi ha ba baciato?! Scusa, Leo questo fantasmino in minigonna che tipo ? E una ragazza?

LEONARDO No, un colonnello dei bersaglieri.

GIOVANNI Un colonnello in minigonna?!

LEONARDO Imbecille, chiaro che si tratta di una ragazza!

GIOVANNI Graziosa?

LEONARDO Che importanza vuoi che abbia, dal momento che il frutto delle mie allucinazioni da psicolabile?

GIOVANNI Io non ho mica detto che sei

LEONARDO Lo hai pensato. Tant che mi suggerisci di rivolgermi ad un medico. Se graziosa? No, non te lo dico!

LUCREZIA E diglielo che sono graziosa!

LEONARDO No! (sfila una sigaretta dal pacchetto) Dov finito laccendino?

ANNIBALE (prende dal tavolo laccendino e lo mette in azione) Questo nuovo minuscolo attrezzo mi affascina: geniale! Prego.

LEONARDO (accende la sigaretta) Gentilissimo, grazie.

(Annibale ripone laccendino sul tavolo)

GIOVANNI (rimane paralizzato) Leo

LEONARDO S?

GIOVANNI Credo davere appena visto il tuo accendino levitare nellaria accendersi da solo e tornare al suo posto!

LEONARDO Macch levitare e accendersi! E stato lui. Te lho detto: sono tipi molto carini. Lui, soprattutto (indica Annibale) ha veramente delle gran belle maniere.

ANNIBALE Ti ringrazio.

CAMILLA Noi, invece, a quanto pare, siamo rozze e maleducate!

LEONARDO Non ho detto questo. Anzi, tuttaltro.

GIOVANNI Leo, scusami se disturbo ma vorrei andarmene Ho bisogno dandar via altrimenti sar io quello che finir in analisi.

LEONARDO (taglia corto) Ciao. A domani.

GIOVANNI Non mi accompagni alla porta?

LEONARDO Non lho mai fatto. Perch dovrei cominciare stasera?

GIOVANNI Il fatto che sono lievemente scosso e impressionato

LEONARDO Hai dimenticato da dove si esce? Imbuchi quella porta, attraversi il corridoio e in men che non si dica, sei gi fuori.

GIOVANNI Ho capito, grazie. (Si rivolge ai fantasmi) Arrivederci. O meglio, a risentir insomma, a presto. (Esce)

LUCREZIA Ciao.

ANNIBALE Non molto sveglio ma certamente educato.

CAMILLA (allindirizzo di Giovanni che, verosimilmente, in corridoio) Attento al portaombrelli!

(Si ode il rumore del portaombrelli urtato da qualcuno)

5

LEONARDO No, non molto sveglio.

LUCREZIA E naturale. Il poverino rimasto turbato. (Ad Annibale) Potevi evitartela la bravata dellaccendino. Per poco, quel ragazzo non ci rimaneva secco.

ANNIVALE Hai ragione ma la tentazione di aver tra le mani quellaggeggio singolare stata forte.

LEONARDO Non abbiate scrupoli: il poverino ha retto bene lemozione: non neppuremorto.

LUCREZIA Caro Leonardo, hai un pessimo carattere!

CAMILLA Gi. E ci prende persino gusto nellapparire indisponente e antipatico.

LEONARDO Cos, volete darmi una lezione comportamentale? Badate che non sono disposto a

CAMILLA Stai rovinando il tuo matrimonio, lo sai, vero?

LEONARDO Io? Perch?

CAMILLA Perch sei un imbecille.

LUCREZIA Stefania ti vuol bene.

LEONARDO Lo so.

LUCREZIA Ma finir con lo stancarsi del tuo atteggiamento prepotente e scostante.

LEONARDO E allora?

CAMILLA E allora ti mander a fare in culo. Vuoi questo, tu?

ANNIBALE Amiche mie, vi prego, non cos. Il problema non va risolto in questo modo aggressivo. Venite, devo conferire con voi diciamo, in privato. (Uno schiocco di dita e la luce della stanza si spegne)

6

LEONARDO Ci risiamo? Quando la smetterete di giocare con questa benedetta luce? (Riaccende. I fantasmi sono spariti) E adesso, dove sono? Ehi, dove vi siete cacciati?

(Entra Stefania)

STEFANIA Credevo ci fosse Giovanni

LEONARDO E perch?

STEFANIA Ti ho sentito parlare, alzare la voce

LEONARDO E appena andato via.

STEFANIA Tho preparato la cena. E in tavola. Io vado a letto.

LEONARDO Perch? Tu non ceni?

STEFANIA Ho mal di testa Preferisco andare a dormire.

LEONARDO Cos questa storia, adesso? Posso sapere che diavolo hai?

STEFANIA Te lho detto: ho mal di

LEONARDO di testa, ho sentito! Ma io ti conosco bene e so che quando hai quellaria, c qualcosa che non va. Cosa?

STEFANIA Va tutto benissimo a gonfie vele. Soddisfatto?

LEONARDO Questo tono ironico minfastidisce parecchio! Dunque, tira fuori il dannato rospo e facciamola finita!

STEFANIA No, non mi va di litigare. Non me la sento di affrontare una controversia, stasera. Buona notte. (Si avvia per uscire)

LEONARDO (la blocca) Stefania! Ti chiedo ancora una volta: cosa c che non va? Ed esigo una risposta. Subito!

STEFANIA Esigi, pretendi,vuoi! Sono i tuoi verbi preferiti. Ne fai un uso smodato, te ne sei mai accorto?

LEONARDO Veniamo al dunque!

STEFANIA (si siede) Daccordo. Parliamone. Anche se trovo buffo che sia tu a chiedermi cos che non va. Buffo e strano.

LEONARDO Vuoi spiegarti meglio?

STEFANIA Che cavolo vuoi che ti spieghi?! Dovresti spiegarmi tu che sta succedendo! Che ci sta succedendo!

LEONARDO Continuo a non capire.

STEFANIA No, hai capito benissimo. Tuttavia, fingiamo che tu non ti sia reso conto di nulla. Fingiamo che tu sia in perfetta buona fede. Fingiamo, se ti fa piacere.

LEONARDO Cos, un enigma?

STEFANIA Esattamente. Si tratta proprio di un enigma. Tu sei diventato un enigma, Leo. Da qualche anno in qua, nonostante tutti gli sforzi, non riesco pi a capirti.

LEONARDO Siamo ancora al punto di partenza. Insomma, Stefania, qual il problema?

STEFANIA Qual il problema. Lho gi sentita questa frase. Evidentemente fa parte della liturgia coniugale!

LEONARDO Ma che cazzo stai dicendo?

STEFANIA Bene. Sar chiara e diretta. Il nostro rapporto si logorato. Il nostro matrimonio arrivato al capolinea. Prendiamone atto e basta.

LEONARDO Una conclusione catastrofica, la tua.

STEFANIA No. Una conclusione realistica. Probabilmente la colpa anche mia. Non lo so ma, forse, se siamo giunti a questo punto le responsabilit vanno equamente distribuite a entrambi

LEONARDO C qualcun altro?

STEFANIA Anche questa una battuta da copione! In frangenti simili, quasi una domanda dobbligo.

LEONARDO Non hai risposto.

STEFANIA E tu? Hai unamante, tu?

LEONARDO - Unamante?! Assolutamente ridicolo!

STEFANIA Credi? Eppure, se due pi due fa quattro, dovrebbe essere una spiegazione sufficientemente plausibile!

LEONARDO Scusami, non afferro la logica del due pi due.

STEFANIA Non lafferri?

LEONARDO No.

STEFANIA Da oltre un anno, noi due viviamo come due estranei. Condividiamo la stessa casa, lo stesso letto ma da estranei. Alle volte, anche peggio: da nemici.

LEONARDO Nemici?!

STEFANIA S. Solitamente tolleri la mia presenza ma spesso ho lesatta sensazione che non mi sopporti.

LEONARDO Stai dicendo un bel mucchio di stupidaggini.

STEFANIA Senza contare che noi due non abbiamo rapporti da Ecco, vedi? Non riesco proprio a ricordare lultima volta che abbiamo fatto lamore. Tu lo ricordi, Leo?

LEONARDO Ma cosa vuoi che ricordi?! Mica sto l ad annotare

STEFANIA E invece, avremmo dovuto annotare la data in rosso e a caratteri cubitali

come si fa per le festivit o i grandi eventi!

LEONARDO Adesso smettila con questi discorsi!

STEFANIA Non ti piaccio pi? Non provi pi nulla per me? E cos? Basta dirlo. Chiariamo, una volta per tutte, questa faccenda grottesca. Diciamoci la verit. Allora? Sto aspettando.

LEONARDO Io non ho mai detto che non ti sopporto e che non provo pi nulla. N detto n pensato.

STEFANIA Ma il tuo atteggiamento dice altro.

LEONARDO Non lo nego. Alle volte, posso apparire irritante

STEFANIA Non mi riferisco al tuo carattere. So come sei fatto e ti ho accettato fin dallinizio. Io parlo del nostro rapporto che, col passar del tempo, si deteriorato. Io mi sento schifosamente sola, Leo!

LEONARDO Vuoi calmarti, ora?

STEFANIA E se aggiungiamo che non abbiamo figli beh, il quadro completo.

LEONARDO Non mi dirai che colpa mia?!

STEFANIA Io so, per certo, che mia non .

LEONARDO Non colpa di nessuno. I figli non sono arrivati, punto.

STEFANIA E posto che tu non abbia problemi la qual cosa non mai stata verificata come vuoi che arrivino questi figli? Per intercessione divina? O credi ancora alla cicogna?

LEONARDO Ne ho abbastanza di questa rottura di scatole! Ora, finiscila!

STEFANIA Hai ragione. Tutti questi discorsi, in definitiva, non sono che una rottura di scatole. Buona notte. (Esce)

7

LEONARDO (rimane da solo, pensieroso. Si accende nervosamente una sigaretta) I figli! Come se fosse davvero colpa mia! Ho desiderato quanto e pi di lei, un figlio! E ora mi accusa di

(Improvvisamente buio. Poi si ode uno schiocco di dita e la luce si riaccende. Ricompaiono i tre fantasmi).

ANNIBALE (batte le mani con intenzione ironica) Bravo. Soddisfatto?

CAMILLA Quando la pianterai di fare il coglione?

(Annibale lancia uno sguardo di rimprovero a Camilla)

Oh, pardn (ancora a Leonardo) Quando smetterai di comportarti da sciocchino?

LEONARDO Sentite, se avete voglia di scherzare

LUCREZIA Leo, non sciupare stupidamente la tua vita. Buttala via questa brutta maschera da cinico: la tua natura diversa e

LEONARDO Porco dun mondo boia! Vi ci mettete anche voi, adesso?

ANNIBALE Mi associo in toto allimprecazione sul mondo tuttavia, amico mio, ti esorto alla calma.

LEONARDO Calmo un bel paio di!

ANNIBALE Anche perch dal punto di vista strettamente tecnico tu hai torto.

LEONARDO Io torto?!

ANNIBALE Marcio. Torto marcio. E dunque, piuttosto che irritarti, dovresti come dire? analizzare la situazione.

CAMILLA In una parola: fare un bellesame di coscienza, se ti riesce!

LUCREZIA Di tanto in tanto, utile dare una sbirciatina alla propria coscienza. Per rimettere le cose a posto.

LEONARDO Non ho nulla da rimproverare alla mia coscienza, io!

ANNIBALE Proprio nulla, Leonardo?

LEONARDO Proprio nulla!

CAMILLA Tu mi ricordi un tizio che ho conosciuto ai tempi della mia stramaledetta vita terrena. Costui aveva la sana abitudine di ubriacarsi tutte le sere e tutte le sere, rientrando a casa, malmenava la moglie, violentava la cognata e poi si addormentava serenamente come un bimbo nella culla. La mattina dopo, da sobrio, il poverino giurava regolarmente di non aver mai commesso nefandezze simili ed esasperato da quelle ingiuste accuse, perdeva la pazienza e ritornava a picchiare la moglie e violentare la cognata.

LEONARDO E che centro io con questa simpatica storiella?

CAMILLA La storiella ti calza come un guanto.

LEONARDO Non ho mai picchiato n violentato nessuno!

CAMILLA Invece s. Nessuno ti ha mai spiegato che la violenza morale disgustosa e intollerabile quanto e pi delle percosse? Senza contare che tu, dopo aver consumato le tue stupide prepotenze quotidiane, te ne stai l, a ostentare innocenza. Esattamente come lo stronzo della storiella.

LEONARDO Ma dimmi, ti sei presa la briga di tornare dalloltretomba giusto per scocciare e insultare me?

ANNIBALE Seppure in modo irruente, la mia amica intende soltanto aiutarti ad aprire gli occhi. E come lei, anche noi siamo qui per la stessa ragione. Dunque se ti esortiamo a non perseverare nel tuo comportamento

LEONARDO Ne ho abbastanza! E da una settimana che andate ripetendomi lo stesso ritornello: siete qui per aiutarmi. Lho ben capito. Ma chi diavolo vi ha pregato di aiutarmi? Volete aiutarmi davvero? E allora, lasciatemi in pace! Sparite! E mi avrete reso un gran servigio.

LUCREZIA Ma perch cos tremendamente ostinato, Leo?

LEONARDO Perch io voglio vivere la mia porca vita come pi mi garba! E poi, parliamoci chiaro. Chi mi assicura che voi siate veramente quel che affermate di essere? Chi mi dice che non siate, invece, tre spiriti burloni decisi a prendersi gioco del sottoscritto? O peggio: dei demoni maligni e inaffidabili!

ANNIBALE Fossimo stati inviati dal Maligno, te ne saresti accorto subito.

LEONARDO Non detto. Stando ai si dice, costoro sono maledettamente furbi, capaci di infinocchiare chiunque. Spesso si nascondono sotto mentite spoglie, si camuffano,,,

ANNIBALE Il Male, amico mio, seppure travisato da cento maschere, non tarderesti a riconoscerlo.

CAMILLA Diavoli! Questa bella davvero! Ma s, siamo dei diavoli, in fondo. Tre poveri diavoli, imprigionati in questa schifosissima casa! Scusami non intendevo offendere

LEONARDO E chi vi impedisce di lasciarla, questa schifosissima casa?

ANNIBALE Le regole. Sono le regole ad impedircelo.

LEONARDO Le regole di Dio, immagino.

ANNIBALE Se vuoi.

LEONARDO Dio La morte Mi son sempre posto un mucchio di domande su questi argomenti

LUCREZIA Come tutti i mortali.

LEONARDO No, non tutti. C chi vive tranquillamente senza il problema di Dio o lassillo della morte. Probabilmente luomo ha bisogno di sentirsi immortale

ANNIBALE Ma luomo, amico mio, immortale.

LEONARDO In che senso?

ANNIBALE La morte non esiste.

CAMILLA Solo gli stronzi muoiono.

LEONARDO Non credo daver capito

LUCREZIA La faccenda molto pi semplice di quanto sembri.

CAMILLA Non diamoci tante arie, ragazzina(A Annibale) E appena morta e fa la saputona!

LUCREZIA E vero, sono trapassata da pochissimo tempo ma mica sono scema!

ANNIBALE (a Camilla) Lasciala parlare. Come dico sempre: largo ai giovani.

LUCREZIA Gli uomini sono abituati a immaginare la morte come una sorta di passaggio dallessere al non essere. Legati alle vicende del corpo, credono che la cosidetta vita cessi nel momento in cui il sangue non scorre pi nelle vene e il cuore smette di pulsare.

LEONARDO Non cos?

LUCREZIA - No. Non cos. Ci che tu chiami morte non la fine di tutto ma il principio di un nuovo stato. Una diversa condizione di vita.

LEONARDO Il che vuol dire che esistono due mondi paralleli: il mondo dei morti e quello dei vivi?

LUCREZIA Affatto. Sono due aspetti della stessa realt.

LEONARDO Che cavolo significa? Vuoi farmi ammattire?

ANNIBALE Eppure, la mia piccola amica stata esaustiva. Il confine tra la dimensione dei trapassati e quella dei viventi assolutamente impalpabile, direi quasi inesistente giacch luna si fonde nellaltra.

LEONARDO Aspetta, aspetta State dicendo che conviviamo tutti nello stesso mondo?

LUCREZIA Esatto. Siamo sempre stati accanto a voi e sempre lo saremo.

ANNIBALE Ma gli occhi umani, di norma, non riescono a varcare la soglia del sensibile. Non a tutti dato avvertire la nostra presenza.

LEONARDO Ma io vi vedo Parlo con voi Litigo, perfino, con voi Sono, dunque, un privilegiato?

ANNIBALE S, lo sei.

LUCREZIA Manifestarci a te non stato mica semplice, sai? Abbiamo dato fondo a tutte le nostre forze.

CAMILLA Per dirla in poche parole: labbiamo voluto con tutta lanima.

ANNIBALE Battuta infelice, mia cara.

LEONARDO Battuta a parte, perch avete scelto proprio me?

ANNIBALE Voglio essere franco. Noi abbiamo limprescindibile necessit della tua collaborazione. Soltanto se ci aiuterai, potremo lasciare questa casa ed aspirare ad una condizione spirituale pi gradevole.

LEONARDO Aiutarvi? E in che modo?

ANNIBALE Riconoscendo, per esempio, i tuoi torti e convenendo che anche tu hai bisogno di noi e del nostro sostegno.

CAMILLA E se riuscissi a toglierti quella corazza dimbecillit che hai addosso, lo ammetteresti!

LUCREZIA Va da tua moglie, Leo. Parla con lei. Guardala negli occhi e dille che le vuoi bene. Ora, subito, altrimenti la perderai.

LEONARDO Ma star dormendo Non mi va di svegliarla

LUCREZIA No, non dorme. Piange, invece e aspetta te.

LEONARDO Sta piangendo?

(I tre annuiscono)

Io non voglio che Stefania soffra per colpa miaNon potrei perdonarmelo Voi credete che se vado a parlarle, tutto si accomoda?

LUCREZIA S.

ANNIBALE E il corso della tua vita vedr una svolta ben pi felice.

(Leonardo si avvia verso la camera da letto. Spegne automaticamente la luce)

TUTTI E TRE La luce!

LEONARDO Ah, scusate. (Riaccende ed esce).

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LUCREZIA Dio sia lodato! I nodi vanno sciogliendosi.

ANNIBALE S ma adesso comincia la fase pi difficile del nostro intervento

CAMILLA Speriamo solo che il testone collabori.

LUCREZIA Collabori in che senso?

CAMILLA Piccola, cosa ci auguriamo debba succedere di l, in camera da letto?

LUCREZIA Che Leo e Stefania ritrovino la pace e la voglia di stare insieme credo.

ANNIBALE Naturalmente. Ma qual il loro cruccio maggiore? Lavrai capito, immagino.

LUCREZIA Non aver figli.

ANNIBALE Ecco, brava. E dunque, diamoci da fare!

LUCREZIA E in che modo?

CAMILLA Oh, bimba! Qui bisogna concepire e alla svelta. Stanotte o mai pi. Hai capito?

ANNIBALE E perch il miracolo accada, indispensabile raccogliere tutte le nostre energie e confidare che da lass (indica il cielo) qualcuno ci assista a dovere. Coraggio, prendiamoci per mano: diamo forma ad una catena indissolubile. Una catena che sprigioni forza e amore!

(I tre si stringono per mano formando un cerchio. Una luce abbagliante li avvolge per qualche istante. Poi, buio).

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(Qualche mese dopo. In scena, Giovanni che mangia ingordamente delle noccioline e guarda la tv.

GIOVANNI (improvvisamente smette di mangiare. Si guarda attorno, con aria timorosa) Leo! Si sono pi rivisti i tuoi amici fantasmi?

VOCE DI LEONARDO Che fantasmi? Non essere ridicolo!

GIOVANNI Io, ridicolo?! Ma se sei stato tu a Beh, lasciamo perdere

VOCE DI LEONARDO Si pu sapere che stai facendo?

GIOVANNI Guardo la tv.

VOCE DI LEONARDO Ecos divertente?

GIOVANNI No.

VOCE DI LEONARDO E allora perch cavolo la guardi?

GIOVANNI Perch mi piacciono le noccioline.

Entra Leonardo, alle prese coi lavori domestici, visto che ha indosso un vistoso grembiulino).

LEONARDO Tu non sei normale.

GIOVANNI Perch?

LEONARDO Non saprei. Probabilmente perch avrai avuto uninfanzia infelice e unadolescenza disastrosa.

GIOVANNI (lo osserva con attenzione) Perch ti sei messo quel grembiule?

LEONARDO Mi sto preparando ad una sfilata di moda.

GIOVANNI Queste noccioline sono rancide, Leo. Dovresti buttarle via.

LEONARDO Ne avevo lintenzione ma tu mi hai bruciato sul filo di lana e te le sei accaparrate.

GIOVANNI Sei alle prese con le faccende domestiche, per caso?

LEONARDO Non per caso ma per necessit.

GIOVANNI Stefania sta male?

LEONARDO Ma quando parlo, tu mi stai a sentire?

GIOVANNI Certo.

LEONARDO E allora evidente che mi senti ma non capisci. Ti ho gi detto che Stefania andata dal ginecologo e che io sto rassettando la cucina: non voglio che si stanchi.

GIOVANNI Chi? Stefania o il ginecologo?

LEONARDO Ma di, sei scemo?

GIOVANNI Era una battuta!

LEONARDO (gli strappa dalle mani il pacchetto di noccioline) E smettila dingozzarti con queste porcherie che ti intossicano e ti rincoglioniscono! E spegni quel cazzo di tv!

GIOVANNI Perch?

LEONARDO Perch non mi va di stare a discutere con uno che non mi ascolta.

GIOVANNI Ricevuto. (Spegne la tv) Parla pure.

LEONARDO Quando dovrebbe arrivare il dottore?

GIOVANNI Ti riferisci al ginecologo?

LEONARDO Mi riferisco a Francesco, idiota!

GIOVANNI (guarda lorologio) Dovrebbe essere qui a momenti.

(Si sente aprirsi e chiudersi la porta dingresso)

LEONARDO Stefania, sei tu?

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STEFANIA (entra) No, la fata turchina! Chi vuoi che sia? Ciao, Giovanni.

GIOVANNI Ciao, mammina. Tutto bene?

LEONARDO (bacia la moglie) Com andata? Siediti.

STEFANIA (siede) Ho fatto lecografia.

LEONARDO E allora? Il bambino sta bene?

STEFANIA (sorride) Non ne ho idea. Bisognerebbe chiederlo a lui come se la cava in compagnia di due sorelline.

LEONARDO Stai scherzando? Due sorelli cio, tre Giovanni, alzati.

GIOVANNI Perch

LEONARDO E piantala coi tuoi perch! Perch preferisco perdere i sensi da seduto, ecco!

GIOVANNI (obbedisce) Ma perch mai dovresti perdere i sensi? Mica sei il primo a diventare padre di tre gemelli. (Realizza) Tre gemelli?!

LEONARDO (fissa ubriaco di gioia la moglie ma si rivolge a Giovanni) Giovanni, la prima volta che afferri un concetto al volo. Ricordami di aumentarti lo stipendio.

GIOVANNI Ti ringrazio ma preferirei mi saldassi le tre mensilit arretrate.

LEONARDO (lancia un urlo di gioia e abbraccia la moglie) Ho capito bene? Sono tre?

(Stefania annuisce)

GIOVANNI S, tre stipendi.

LEONARDO Stefania, ti amo! Giovanni, amo anche te!

(Squilla il telefono. Stefania sta per alzarsi ma Leo la blocca)

Non ti muovere! (A Giovanni) Rispondi tu e chiunque sia, di che non siamo in casa!

GIOVANNI (alza la cornetta) S? Ah, ciao, dottore. No, non c.

LEONARDO Chi il ginecologo?

GIOVANNI No, il chirurgo.

LEONARDO Il chirurgo? Che chirurgo?

STEFANIA Ma non hai capito che Francesco?

LEONARDO Ma sei proprio sicura?

STEFANIA Ma certo che Francesco. Su, parlagli.

LEONARDO (inebetito) No, dico sono davvero tre gemelli?

STEFANIA Proprio cos: due belle bambine e un robusto maschietto!

LEONARDO (strappa il telefono dalle mani di Giovanni che continuava a conversare con Francesco) Francesco! Sono padre, padre, padre! Cio tre volte padre! Ovvero, padre di tre figlie! No: due figli e una figlia! No, due Ne riparleremo appena li avr conoisciuti! Ciao! (Riattacca)

STEFANIA Ma Leo! Hai riattaccato senza chiedergli nemmeno il motivo per cui ha chiamato?!

LEONARDO Il motivo?

GIOVANNI Lha detto a me. Stasera non verr perch Carlina sta poco bene e non se la sente di lasciarla sola.

STEFANIA Mi sembra un gesto carino, da parte sua. (A Leo) La smetti di agitarti?

LEONARDO (accende una sigaretta) Io agitarmi? Non sto nella pelle, altro che agitarmi! (La bacia ancora)

GIOVANNI Beh, visto che il poker saltato, io tolgo laccampamento e lascio tubare in santa pace i due colombi. (Bacia Stefania) Ciao, Stefania e auguri. Auguri anche a te, pap. Sono curioso di vedere come te la caverai alle prese con tre marmocchi che ti saltano addosso!

LEONARDO Ehi! Marmocchi? Che marmocchi, imbecille! Abbi rispetto dei miei figli, hai capito?

GIOVANNI (ride) Va bene, va bene. Ciao.

STEFANIA - Ciao, Giovanni.

LEONARDO Ciao, socio. Ci vediamo domani.

(Giovanni esce)

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STEFANIA Leo Stavo riflettendo Come li chiameremo?

LEONARDO Per il maschietto, unidea lavevo gi. Annibale. Che ne dici?

STEFANIA Bello. Un nome desueto ma importante. Mi fa pensare ad un temperamento forte e deciso.

LEONARDO. Infatti. Per le bambine, invece

STEFANIA - Camilla e Lucrezia. Non so per quale ragione ma mentre rientravo a casa, mi ronzavano in testa solamente questi due nomi.

LEONARDO E perch no? Sono eccezionali! E poi, tutti e tre insieme, mi suonano bene: Annibale, Camilla e Lucrezia. S, s suonano davvero bene!

STEFANIA Ma ti rendi conto? Da cinque anni, aspettavamo un figlio e adesso ne arrivano tre in un sol colpo! Incredibile.

LEONARDO Non sono mai stato tanto felice, in vita mia, Stefania!

STEFANIA Ed ancora pi incredibile il tuo cambiamento. Ho ritrovato mio marito.

LEONARDO Perch ritrovato? Non lo hai mai perso.

STEFANIA E invece, s. (gli d un buffetto sulla guancia poi fa per alzarsi)

LEONARDO Dove vai? Non voglio che ti affatichi, chiaro?

STEFANIA (sospira) Devo andare in bagno, Leo. Devo fare pip. Posso? (Si alza)

LEONARDO Daccordo. Ma dora in avanti, dovrai stare

STEFANIA - in una campana di vetro, lho gi capito. (Esce)

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(Rimasto solo, Leonardo accende lennesima sigaretta. Non ha ancora smaltito leccitazione. Improvvisamente, il suo sguardo si volge verso la libreria. Vi si avvicina e rovista fra gli scaffali, alla ricerca del fatidico libro).

LEONARDO Inutile continuare a cercarlo. Qui non c. E non c in nessun altro posto. Stefania non ne sa nulla Insomma, letteralmente sparito. Ora che ci penso, quel libro scomparso assieme a loro probabilmente nello stesso istante. Chiss perch? Vorrei tanto che foste ancora qui, amici miei e inveceNon potr mai ringraziarvi e non sapr mai neppure i vostri nomi. E poi avrei voluto chiedervi un mucchio di altre coseSe Dio esiste, per esempio. (Pausa) Che stupido sono! Ma certo che Dio esiste! Certo che esiste per fortuna!

(Sorride. Poi, lentamente, esce)

VOCE DI ANNIBALE La luce!

(Leonardo non sente tuttavia torna indietro e spegne la luce.

Nel buio tra gli scaffali della libreria sillumina una stella a otto punte (leffetto facilmente realizzabile con una lampada di Wood).

SIPARIO

29 marzo 2006

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