La storia infinita

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La Storia infinita

LA STORIA INFINITA

Libera riduzione teatrale

Di NATALE MISSALE

Tratta da: La storia infinita

PERSONAGGI

Voce di Michael Ende

Atreiu

Morla

Bastiano

Ygramul

Voce di Uyulala

Mork

Infanta

Vecchio

Graograman

Acharai

Xaide

Voce 2

Guardia

Argas

Michael

Yor

Commedia formattata da

Voce                         - Fantàsia, il regno dell' Immaginazione, è in grave pericolo  - il nulla avanza sempre più e inghiotte ogni cosa. (Musica drammatica. Si apre il sipario e la scena presenta un teatrino di burattini su cui si affacceranno ora maschere, ora burattini, ora fiori, ora frutti, ecc. Entra un personaggio inquietante con un mantello nero. E' il Nulla. Indossa una maschera terrificante. Porta uno zaino legato al petto. In esso infilerà volta a volta i personaggi del teatrino. Il tutto sarà mimato con gesti lenti e furtivi). Ma ad un eroe, il cui nome è Atreiu, (entra Atreiu) sta per essere affidato il simbolo del potere, Auryn… (nel teatrino appare tale segno           - una mano lo porge all'eroe Atreiu, mentre alla vista di Auryn il Nulla prima si copre gli occhi con l'avambraccio e poi esce di scena pauroso)

Voce                         - Auryn ti dà il grande potere, Atreiu, ma tu non lo devi usare. Esso ti guiderà e ti proteggerà, qualunque cosa accada tu non dovrai mai attaccare    - la tua opinione non conta più. La tua missione consiste nel procurare un rimedio contro la malattia dell'Infanta Imperatrice.

Atreiu                       - Ma da dove comincio?

Voce                         - Da questo momento sei solo, nessuno ti potrà consigliare. (nel teatrino appare un personaggio con maschera) Atreiu, Atreiu ascoltami!

Atreiu                       - Chi sei tu, sei forse un miraggio?

Voce                         - Chi io sia poco importa. Ascolta quello che ti dico. Se vuoi salvare l'Infanta Imperatrice, devi andare a cercare, nelle paludi della tristezza, la vecchissima Morla. Solo essa potrà aiutarti. (Atreiu va. Entra in scena Morla. Parla molto lentamente ed al plurale)

Morla                        - Sento che qualcuno si avvicina a noi. (rientra Atreiu). Oh guarda, vecchia. (ad Atreiu) Che cosa fai qui?

Atreiu                       - (Mostrando Auryn) Conosci questo, vecchissima Morla?

Morla                        - Guarda un po', vecchia, Auryn, l'insegna dell' Infanta Imperatrice. Non l'avevamo più vista da tanto tempo.

Atreiu                       - L'Infanta Imperatrice è malata, vecchia Morla, lo sapevi?

Morla                        - A noi non importa, vero vecchia?

Atreiu                       - Se non facciamo qualcosa per salvarla morirà, e con lei morirà anche Fantasia. Il Nulla sta divorando tutto.

Morla                        - Noi non abbiamo nulla in contrario, vero vecchia?

Atreiu                       - Ma sarà la fine di noi tutti! Anche tua!

Morla                        - Senti figliuolo, noi siamo vecchi, abbiamo vissuto abbastanza, e sappiamo tante cose. Tutto si ripete in eterno ed il mondo è vuoto e senza senso. Niente è importante, tutto gira in eterno. Quindi, lasciaci in pace.

Atreiu                       -Se sai tante cose, saprai anche di quale malattia soffre l'Infanta Imperatrice e se esiste un rimedio.

Morla                        - Lo sappiamo, vecchia, vero che lo sappiamo? Ma perché lo dovremmo dire? La cosa non ha nessuna importanza.

Atreiu                       - Se è così, che ti costa dirlo?

Morla                        - Potremmo anche farlo, vero vecchia, ma non ne abbiamo voglia.

Atreiu                       - In tal caso vuol dire che non ti è tanto indifferente, e inoltre non credi a quello che dici e pensi.

Morla                        - Ah, ma tu sei furbo (ride lentamente) era un pezzo che non ci divertivamo così, vero vecchia? Già, in realtà potremmo pure dirtelo. Glielo diciamo, vecchia?

Atreiu                       - E allora?

Morla                        - Noi, io e te, furbetto mio, viviamo nel tempo, L'Infanta Imperatrice, no. Lei c'era già prima di noi, ma è sempre giovane. Lei non vive nel tempo, ma nei nomi. Ogni tanto ha bisogno di un nome nuovo. Ha bisogno di un nuovo nome per stare bene.

Atreiu                       - Chi deve darle un nome, vecchissima Morla?

Morla                        - Nessuno di noi, nessuna creatura di Fantasia può farlo. Adesso lasciaci in pace e vai via.

Atreiu                       - Ma allora chi può darle un nome nuovo, per salvare tutti noi?

Morla                        - Questo, non lo sappiamo neanche noi. Lasciaci in pace, adesso.

Atreiu                       - Dimmi chi lo sa, e ti lascio in pace.

Morla                        - Forse Uyulala dell' Oracolo Meridionale lo sa, ma tanto non importa.

Atreiu                       - E come posso arrivare fino a lei?

Morla                        - Non puoi, la tua vita è troppo breve, vero vecchia? Moriresti prima, è troppo lontano. Per questo è tutto inutile. Lasciaci in pace. (LaMorla si addormenta. Si abbassano le luci ed antra in scena Bastiano, si siede su un cubo e comincia a leggere un libro      - La Storia Infinita).

Bastiano                   - (Legge) La vecchia Morla chiuse gli occhi. Atreiu capì che da lei non avrebbe saputo nulla di più". (Fra sé) Possibile che in tutta Fantàsia non esista una sola creatura in grado di dare un nuovo nome all' Infanta Imperatrice? (riprende a leggere) "Atreiu si era perduto nel paese delle Montagne della Morte, in quel gran profondo abisso/ - come recitava una antica canzone -, dove sta Ygramul, Le Molte/, il più orrendo degli orrori. Improvvisamente udì un fragore, e poco dopo vide una enorme ragnatela, nelle cui maglie era impigliato un Drago della Fortuna, una creatura dell'aria di irresistibile gioia e felicità. Sanguinava da molte ferite. Atreiu si accorse che quel ragno mutava forma, e che era formato da una inimmaginabile quantità di minuscoli insetti. Era Ygramul, ed ora si spiegava perché era anche detta "Le Molte". (mimata del combattimento da fare a rallentatore. Bastiano Baldassarre Bucci esce di scena con il libro aperto e leggendo. Atreiu interviene, mostrando Auryn).

Atreiu                       - In nome dell' Infanta Imperatrice, vi ordino di fermarvi! Conoscete questo?

Ygramul                   - Guarda cosa vedo, un bipede! Due bocconcini in una sola volta. Che giornata fortunata per Ygramul!

Atreiu                       - Conoscete questa insegna? (mostra ancora Auryn)

Ygramul                   - Vieni più vicino, bipede, Ygramul non ci vede tanto bene.

Atreiu                       - Io sono Atreiu e voglio questo drago della Fortuna. Solo con lui potrò raggiungere, nelle Paludi della Tristezza, l'Oracolo Meridionale. Lì si trova Uyulala, solo lui sa chi può dare un nuovo nome all'Infanta Imperatrice.

Ygramul                   - Bipede Atreiu, noi non sappiamo nulla di Oracoli Meridionali. Quanto a questo drago, esso non potrà portarti da nessuna parte      - nel suo corpo c'è già il veleno di Ygramul, gli resta soltanto un'oretta di vita, al massimo. Ma se ti lasci pungere da me, il mio veleno ti darà il potere di trasferirti all'istante in qualunque regione di Fantàsia tu desideri.

Atreiu                       - (gli si avvicina) Bene, fai ciò che hai detto! (gridando) desidero andare all' Oracolo Meridionale! (Giù le luci. Escono tutti, rientra Bastiano col suo libro aperto)

Bastiano                   - (Leggendo) Istantaneamente Atreiu e Fùcur, il drago-Fortuna, che anche lui aveva espresso lo stesso desiderio, si ritrovarono colà. Furono curati dai Bisolitari, una coppia di gnometti i cui nomi erano Enghivuc, lui, e Urgula, lei. Enghivuc spiegò ad Atreiu che per incontrare Uyulala bisognava attraversare tre porte           - la prima, la Porta del Grande Enigma, era costituita da due Sfingi dallo sguardo pietrificante; la seconda, Porta dello Specchio Magico, mostrava a chi si specchiava non il suo aspetto esteriore, ma il suo io interiore, e chi voleva passare doveva entrare in se stesso; la terza, la Porta Senza Chiave era fatta di Selenio Fantastico   - ubbidiva alla Volontà, ma più si desiderava attraversarla, più era invalicabile. Passava solo chi, paradossalmente, riusciva a non volere più nulla. Atreiu si avviò verso la Porta del Grande Enigma, quella delle Sfingi, e la attraversò facilmente (un mimo entra con una cornice di specchio ovale e la pone fra Atreiu e Bastiano). Atreiu si specchiò e vide anziché se stesso, un tizio con un berretto nero ed un foulard arancione che leggeva un libro. (Bastiano si alza di scatto buttando a terra il libro). Com'è possibile che un libro possa contenere un fatto reale come questo che mi vede vestito con berretto nero, foulard arancione, mentre leggo un libro? Non può che essere un caso fortuito. Come è possibile che in Fantàsia si sappia di me? E' meglio che mi riposi un pò. (Riprende il libro e legge) Atreiu attraversò pure la terza Porta, quella Senza Chiave. Si udì, allora, una Voce (si sente una Voce)

Voce                         - Tutto accade una volta soltanto / ma una volta, sì, deve accadere…

Atreiu                       - Chi sei?

Voce                         - Chi sei?

Atreiu                       - Chi sono? Non saprei dire. Un tempo lontano lo sapevo. Ma è così importante?

Voce                         - Se in segreto tu vuoi domandare, / In rime e strofe mi devi parlare.

Atreiu                       - A dire il vero non so verseggiare, ma ci proverò       - se la domanda quindi mi è concessa, / allor vorrei sapere chi sei tu stessa…

Voce                         - Sono Uyulala, la Voce del silenzio / e duro finché il canto mio perdura. / L'Infanta Imperatrice sta morendo / e con lei tutta Fantàsia svanirà. / Il Nulla questo luogo sta inghiottendo / e altrettanto di me presto sarà, / se non sarà a lei dato un nuovo nome.

Atreiu                       - Dimmi, Uyulala, chi la può salvare? / Chi questo nuovo nome può trovare?

Voce                         - Noi siamo d'un bel libro personaggi / perciò non è possibile per noi / far sì che il Male venga allontanato. / Siamo figure e sogni d'una storia. / Creare il nome nuovo non possiamo. / Ci sono oltre Fantàsia dei potenti, / figli di Adamo ed Eva     - genere umano, / soltanto un figlio d'uomo può salvare / l'Infanta e Fantàsia ricreare. (rientra Bastiano col suo libro. Legge)

Bastiano                   - Atreiu tornò dai bisolitari e da Fùcur, il drago della fortuna. Con lui cominciò la ricerca dell'uomo in grado di salvare Fantàsia e l'Infanta Imperatrice. Tutto questo, mentre il Nulla dilagava sempre più. Ma come raggiungere gli inesistenti confini di Fantàsia? Atreiu, mentre era in volo con Fùcur, si distrasse un attimo, fu disarcionato da una raffica di vento, e precipitò su una spiaggia popolata da creature delle tenebre. Nella caduta smarrì Auryn. (entra Mork con una catena che dal collo va alle quinte. Bastiano esce).

Atreiu                       - Chi sei tu, o strana creatura, e perché quella catena?

Mork                        - Il mio nome è Mork. Questa catena è magica e può scioglierla solo la stessa persona che me l'ha legata al collo. Ma quella non torna più.

Atreiu                       - Chi mai ha potuto farti tante male? Chi ti ha legato così?

Mork                        - E' stata Maya, la Principessa delle Tenebre.

Atreiu                       - E dove è andata?

Mork                        - Si è gettata nel Nulla, come tutti gli altri.

Atreiu                       - Io non capisco davvero. Perché, perché non sono fuggiti.

Mork                        - Perché non avevano più speranza, e ciò rende molto più deboli. Per di più il Nulla ha una terribile forza d'attrazione, un fascino irresistibile. Nessuno può opporglisi a lungo.

Atreiu                       - E tu? Tu parli come se non fossi dei nostri.

Mork                        - Difatti, non sono dei vostri. Ci sono altri mondi, sai? C'è Fantàsia, c'è il regno degli uomini, ed esistono tante altre creature che non stanno né di qua né di là, ma possono entrare e uscire dai diversi mondi a loro piacere. Io sono una di queste creature.

Atreiu                       - Se è così, allora, mi puoi indicare la strada che porta al mondo dei figli dell'uomo?

Mork                        - La cosa è semplicissima. Ma ha un solo inconveniente:non c'è possibilità di ritorno. Basta saltare nel Nulla e ti ritrovi là. Però… (si interrompe)

Atreiu                       - Però?

Mork                        - E' un segreto, e non potrei dirtelo, ma te lo dico lo stesso, tanto il nulla ti accoglierà tra poco. Però, di là, ti rimane addosso il Nulla e diventi come cieco   - non distingui più l'apparenza dalla realtà. Sai come vi chiamano laggiù?

Atreiu                       - No, come ci chiamano?

Mork                        - Menzogne! Vedi quella Città dei Fantasmi? (indica le quinte). Sai che fine fanno gli abitanti di essa che si sono gettati nel Nulla? (Atreiu fa con la testa cenno di no) Diventano manie, idee fisse nella mente degli uomini, immagini d'angoscia, idee di disperazione, desiderio di cose che poi li fanno ammalare. Per questo gli uomini temono Fantàsia e vogliono distruggerla. Capisci figliolo? Voi, come manie, idee fisse e tutto il resto, avete su di loro un potere enorme.

Atreiu                       - Ora capisco! Più Fantàsia viene distrutta, più aumenta il flusso delle menzogne nel mondo degli uomini. (Mork si guarda intorno)

Mork                        - Guarda, figliolo (con l'indice indica un orizzonte circolare) il Nulla ha ormai circondato tutta la Citta dei Fantasmi, e fra poco sarai inghiottito da esso. Osserva       - il Nulla avanza da ogni lato. Io morirò prima che esso mi ghermisca, perché ho fallito il mio scopo e la mia storia ha termine.

 Atreiu                      - Qual'era il tuo compito?

Mork                        - Quello di uccidere per tempo l'eroe incaricato dall' Infanta Imperatrice di chiamare in Fantàsia un figlio dell'uomo. Tale eroe si chiamava Atreiu.

Atreiu                       - Ma Atreiu sono io! (Mork riesce a fare un giro di catena intorno ad Atreiu)

Bastiano                   - (Rientra Bastiano       - legge il libro) Prima che il Nulla inghiottisse Atreiu o che Mork lo uccidesse, Fùcur, il drago della fortuna, sfiorò con Auryn la fronte del mostro che lasciò la presa, sollevò il suo amico fin sopra le nuvole e gli restituì Auryn, che aveva trovato in fondo all'oceano grazie al suo splendore. Si diressero in tutta fretta verso la Torre d'Avorio, la residenza dell'Infanta Imperatrice, la Sovrana dei Desideri. (La scena si illumina moltissimo, entra L'infanta Imperatrice. Bastiano ha appena il tempo di osservarla, perché le luci si spengono) L'ho vista! Ho visto l'Infanta Imperatrice! Non è un'immaginazione, ne sono sicuro! Il suo nome é…sì, ne sono sicuro il suo nuovo nome è… Lei mi ha guardato, ne sono sicuro! (Si riaccendono le luci e l'Infanta non c'è più. Esce Bastiano e da un'altra parte rientra l'Infanta Imperatrice. Atreiu toglie dal collo la catena con Auryn e la porge all' Infanta).

Infanta                     - Tu hai svolto la tua missione con molto zelo, Atreiu, sono molto soddisfatta di te.

Atreiu                       - No! E' stato tutto inutile. Non c'è salvezza!

Infanta                     - Ma tu lo hai portato.

Atreiu                       - Portato? Chi?

Infanta                     - Il nostro salvatore. Tu hai assolto il compito che ti era stato affidato, ed io ti ringrazio per quello che hai fatto e per quanto hai patito. Io l'ho visto, ed anche lui mi ha guardato.

Atreiu                       - (Si guarda intorno) Ma io non lo vedo! Dov'è? Quando l'hai visto?

Infanta                     - Un attimo fa. Lo hai portato tu. Non è ancora fra noi, ma i nostri mondi sono così vicini che abbiamo potuto vederci. Tu sei entrato nella sua immagine e lo hai portato con te. Ti ha seguito perché si è visto con i tuoi stessi occhi. E anche in questo momento egli ode ogni parola che noi diciamo. Sa che parliamo di lui e che lo aspettiamo, perché mi dia il nome nuovo che già ha pensato. Tutta Fantàsia lo chiama.

Atreiu                       - Dimmi, Imperatrice, è verò tutto quello che mi ha detto Mork?

Infanta                     - Ti ha detto solo una mezza verità. Due sono i modi per varcare i confini fra Frantàsia e il mondo degli uomini     - un modo giusto e uno sbagliato. Quando le creature di Fantàsia vengono trascinate nel mondo degli uomini in quella terribile maniera, quello è il modo sbagliato. Ma quando è un figlio dell'uomo a venire da noi, quello è il modo giusto. Tutti i figli dell'uomo che sono venuti in Fantàsia hanno appreso qualcosa che li ha fatti tornare nel loro mondo profondamente mutati - sono diventati tutti veggenti. Sai, Atreiu, la veggenza può anche accecare, e ciò che può creare il nuovo diventa distruzione. La grande disgrazia di Fantàsia è cominciata su entrambi i mondi.

Atreiu                       - Posso farti un'altra domanda?

Infanta                     - Certo che puoi.

Atreiu                       - Perché può risanarti solo un nome nuovo?

Infanta                     - Solo il nome giusto dà ad ogni creatura e a tutte le cose la loro realtà. Il nome sbagliato rende tutto irreale, perché è menzogna.

Atreiu                       - Forse, però, il salvatore vorrebbe anche venire, ma non sa come fare, oppure non sa come chiamarti.

Infanta                     - Il nome nuovo lo sa già. Quanto a venire, deve solo pronunciare il mio nome nuovo.

Atreiu                       - Può anche darsi che non abbia il coraggio di venire.

Infanta                     - No, vuole venire, gliel' ho letto negli occhi, e non manca affatto di coraggio. Il suo sguardo era una promessa. Ormai egli fa parte della Storia Infinita           - la sua promessa va mantenuta, ma non posso costringerlo. Solo il Vecchio della Montagna Vagante può farlo. Questi non lo si può incontrare che da soli, Atreiu, ed io vado alla sua ricerca. (Esce Atreiu. Si fa buio e si ode una voce)

Vecchio                    - Il principio va in cerca della fine / indietro! Indietro! Non venire infine! / Lettere immobili, morte infinita / diventa tutto ciò che fu la vita. / Alla vita non è concesso in sorte / di riveder se stessa nella morte.

Infanta                     - Ma io voglio, devo incontrarti, vecchio! (si riaccendono le luci e appare un vecchio dalla lunga barba vestito da monaco. Ha in mano una penna d'oca con cui scrive su un grosso libro il cui titolo è "La Storia Infinita"L'infanta legge il libro) "L'infanta Imperatrice lesse il libro" (lei ed il vecchio si stoppano immobili, mentre Bastiano, giù in sala, in piedi, legge il suo libro, senza guardare la scena)

Bastiano                   - L'infanta Imperatrice lesse il libro…

Infanta                     - Tutto ciò che accade , tu lo scrivi.

Vecchio                    - Tutto ciò che io scrivo accade.

Bastiano                   - La cosa più strana era che il vecchio non aveva neppure aperto bocca. Aveva scritto le parole di lei e le proprie.

Infanta                     - Tu ed io e tutta Fantàsia siamo registrati in questo libro?

Vecchio                    - Non è così. Questo libro è tutta Fantàsia.

Infanta                     - E dov'è questo libro?

Vecchio                    - Nel libro.

Infanta                     - Allora è soltanto apparenza e riflesso?

Vecchio                    - Che cosa mostra uno specchio che riflette uno specchio? Lo sai tu Sovrana dei Desideri?

Infanta                     - Ho bisogno del tuo aiuto, grande vecchio.

Vecchio                    - Lo so.

Infanta                     - Tu sei la memoria di tutta Fantàsia, e sai tutto ciò che è accaduto, vero? Ma dimmi, non puoi sfogliare il libro più oltre per vedere ciò che deve ancora accadere?

Bastiano                   - Il vecchio rispose        - "pagine bianche! Io posso soltanto guardare indietro, e ciò che è avvenuto lo leggevo solo nell'istante in cui lo scrivevo, e lo so perché l'ho letto, e l'ho scritto perché è accaduto. Così la Storia Infinita…

Vecchio                    - Così la Storia Infinita si scrive per mezzo della mia mano.Ma adesso sappi che tu, entrando qui, nell'uovo che mi ospita, sei entrata nel ricordo di Fantàsia e non potrai mai più uscire. In verità non saresti dovuta venire! Questa è la fine della Storia Infinita. Creare un nuovo inizio lo può soltanto un figlio dell'uomo.

Infanta                     - Sì, proprio, un figlio dell'uomo, anzi, uno in particolare. Colui di cui parlo e che attendo, sta leggendo questo libro. In questo momento ascolta ogni parola ed è con noi.

Vecchio                    - E' vero. Anche lui fa ormai parte della Storia Infinita.

Bastiano                   - Se la Storia Infinita / dentro se stessa sta, / allora tutto il mondo / nel libro finirà. / Ma se l'eroe adesso / a noi viene da se stesso, / nuova vita germoglierà / se di più non tarderà.

Vecchio                    - Sei terribile, librone mio. Questo significa la Fine Infinita. Entreremo nel cerchio dell'eterno ritorno.

Infanta                     - A Meno che, lui non ci salvi tutti.

Vecchio                    - Hai deciso di mettere nelle mani di questo figlio d'uomo il nostro destino? E così sia, Sovrana dei Desideri. Leggerò per te la Storia Infinita dal principio…

Bastiano                   - "Il Vecchio della Montagna Vagante prese a raccontare di come Bastiano aveva preso in prestito quel libro dal tavolo del bibliotecario, di come aveva cominciato a leggere del Nulla che Avanza, di Atreiu, della Morla e via dicendo. E poi di come L'Infanta Imperatrice andava alla ricerca del Vecchio della Montagna Vagante e di come questi ricominciava a raccontare la stessa identica Storia Infinita, e ancora, ancora ed ancora la stessa identica storia. E così sarebbe andato avanti per l'eternità, in un eterno ritorno dell'uguale. Solo lui, Bastiano, poteva rompere quel cerchio magico dell'eterno ritorno che era la Fine Infinita". (Bastiano lascia cadere il libro, e gridando) Fiordiluna! vengo! (buio in scena) Vengo! Fiordiluna! Ma dove sono? Non vedo niente. Fiordiluna, dove sono? Non sarò mica morto, spero! Fiordiluna!

Infanta                     - Sono qui, Bastiano.

Bastiano                   - Dove? Non ti vedo. Dove siamo?

Infanta                     - Siamo qui, Bastiano. Io sono con te e tu sei con me.

Bastiano                   - Fiordiluna, dov'è Fantàsia?

Infanta                     - Fantàsia rinascerà dai tuoi desideri. Tu lo sai bene che mi chiamano anche la Sovrana dei Desideri. Che cosa desideri?

Bastiano                   - Quanti desideri ho a disposizione?

Infanta                     - Quanti ne vuoi. Più sono, più ricca diventerà Fantàsia.

Bastiano                   - Fiordiluna, perché è così buio?

Infanta                     - Il principio è sempre buio, Bastiano.

Bastiano                   - Mi piacerebbe tanto vederti ancora una volta, sai? (L'Infanta ride) perché ridi?

Infanta                     - Rido, perché hai già espresso il tuo primo desiderio.

Bastiano                   - E lo esaudirai?

Infanta                     - Sì. Allunga la mano! Ecco, prendi.

Bastiano                   - Che cos'è, Fiordiluna?

Infanta                     - Un granello di sabbia. E' tutto quel che è rimasto di Fantàsia. Te lo regalo. (nel teatrino dei burattini una mano accende una candela, quindi, luci in scena)

Bastiano                   - Finalmente ti vedo. Come sei bella, Fiordiluna!

Infanta                     - Adesso osserva come da questo granellino di sabbia, da questo seme, Fantàsia prenderà nuovo vigore. Guarda! (Si guardano intorno e stupiscono)

Bastiano                   - E' nato un bosco che pullula di vita vegetale e animale. Che bello! Lo chiamerò Perelun, il Bosco Notturno. (Buio in scena) Fiordiluna! Fiordiluna, dove sei? Non ti vedo più! (Luci - l'Infanta è scomparsa e Bastiano vede appeso al proprio collo Auryn, gira il medaglione e legge) "Fa' - ciò - che - vuoi". (Si guarda intorno) Com'è bello questo bosco! Con Auryn potrei attraversare anche un deserto sterminato         - ormai con esso mi sento forte. (Buio in scena. Poi luci) Ma che succede? Dov'è Perelun? Questo è un deserto! (entra Graograman, un leone) E tu chi sei?

Graograman             - Sono il re di questo deserto, il mio nome è Graograman. Tu chi sei?

Bastiano                   - Sono Bastiano Baldassarre Bucci. Riconosci questo (mostra Auryn)?

Graograman             - Certo che lo conosco. Senza di esso, tu non potresti stare qui, nel mio deserto di fuoco dalle sabbie colorate. E tu conosci questa? (mostra una spada)

Bastiano                   - No, ma vedo che è una spada.

Graograman             - Sì, lo è, il suo nome è Sikanda, ma è una spada magica, prendila, è tua, ma potrai usarla solo quando essa stessa riterrà giusta la battaglia.

Bastiano                   - Sai, è tutto così strano! Mi salta in mente un qualunque desiderio e subito succede qualcosa che lo esaudisce. Tutto si traduce in realtà, dopo che l'ho in qualche modo desiderato.

Graograman             - Questo accade perché porti Auryn, lo Splendore.

Bastiano                   - (mostrando Auryn) Sai cosa c'è scritto qua dietro? "Fai ciò che vuoi". Credo che voglia dire che posso fare quello che mi pare. Giusto?

Graograman             - Per niente. Non vuol dire questo, ma che devi fare solo quello che è la tua vera volontà.

Bastiano                   - Cio è a dire?

Graograman             - E' il tuo più profondo segreto, quello che tu non conosci.

Bastiano                   - E come posso conoscerlo?

Graograman             - Camminando lungo la strada dei desideri     - l'ultimo ti condurrà alla tua vera volontà. Ma è una strada molto pericolosa. Ci si può perdere facilmente.

Bastiano                   - Io non ho paura!

Graograman             - (alzando la voce e ammonendo) Che ne sai tu di cosa sono i desideri! Che ne sai!

Bastiano                   - So solo una cosa, io, Bastiano Baldassarre Bucci     - voglio essere ammirato e giungere alla gloria. (Si guarda attorno sbalordito, mentre il leone esce di scena) Mio Dio! Il mio semplice desiderio è divenuto realtà       - mi trovo nella città dalle mille porte, Amarganta, la città d'argento! Ma questa avventura non voglio viverla da solo. Il mio nuovo desiderio è di incontrare Atreiu (Entra Atreiu). Oh, Atreiu, finalmente ci incontriamo!

Atreiu                       - Sono contento anch'io di vederti, Bastiano, ma voglio subito dirti una cosa. Se grazie a me sei venuto in Fantàsia, ora penso sia mio dovere aiutarti a ritrovare la strada per andartene da qui, perché prima o poi dovrai fare ritorno nel tuo mondo, non è così?

Bastiano                   - Perché mi dici questo, quando sono appena arrivato in Fantàsia?

Atreiu                       - Per un semplissimo motivo    - Auryn agisce sui figli dell'uomo in maniera diversa che su di noi. Quest' amuleto ha un grande potere         - ti permette di realizzare tutti i desideri, ma…ma al tempo stesso ti porta via qualche cosa         - il ricordo del tuo mondo.

Bastiano                   - Graograman mi ha appena detto che io devo percorrere la strada dei desideri, se voglio trovare la mia volontà.

Atreiu                       - Giusto, esso ti dà la direzione, ma al tempo stesso, però, ti porta via la meta.

Bastiano                   - Bontà divina! E quelli cosa sono. (Entra un Acharai)

Acharai                     - Noi siamo gli Acharai, le creature più brutte e infelici di Fantasia. Ti prego, non ci guardare!

Atreiu                       - Ma allora siete voi i costruttorti di Amarganta, la città più bella di Fantàsia!

Acharai                     - Sì, siamo noi, ma vi prego      - non guardateci, siate misericordiosi.

Bastiano                   - Che si abbassino le luci sugli Acharai! (le luci in scena vengono smorzate)

Acharai                     - Grazie, grazie signori.

Bastiano                   - Voglio parlare con voi. Ho deciso di aiutarvi

Acharai                     - Chi vuoi che possa mai aiutarci. Chi sei tu?

Bastiano                   - Sono Bastiano Baldassarre Bucci, e come puoi vedere porto Auryn           - posso desiderare quello che voglio. Ditemi, perché siete così brutti, quel'è la vostra colpa?

Acharai                     - Ci sono tante forme di colpa  - quella dell'azione, quella del pensiero…La nostra è quella di esistere.

Bastiano                   - Come posso aiutarvi?

Acharai                     - Oh grande benefattore, tu possiedi Auryn e possiedi il potere, ti preghiamo, sì, ti preghiamo di una cosa soltanto          - dacci un altro aspetto.

Bastiano                   - Bene. Ora desidero che vi addormentiate. Domani, quando vi sveglierete, avrete un altro aspetto   - diventerete farfalle allegre e variopinte e non farete altro che ridere e divertirvi. Non sarete più i Perpetui Piangenti, gli Acharai, ma i Sempre Ridenti, gli Uzzolini. Che ne dici, Atreiu?

Atreiu                       - Cosa vuoi che ti dica? Quello che avevo da dirti lo sai già  - perderai i ricordi del tuo mondo. Adesso è ora di riposare. Tutti a nanna, su. Buona notte. (si attenuano le luci. Breve musichetta-ninna-nanna. Luci d'alba) Bastiano guarda verso le quinte)

Bastiano                   - Atreiu, Atreiu, guarda!

Atreiu                       - Per mille fulmini! Ma quelli sono Uzzolini e stanno distruggendo una torre di Amarganta (ne entra uno)

Bastiano                   - Voi non potete distruggere quella torre di Amarganta! E' opera degli Acharai.

Uzzolino                   - (Guardando verso le quinte) Il Coso dice non dobbiamo, che non possiamo farlo (e ridono)

Bastiano                   - Io non sono Coso, sono Bastiano Baldassarre Bucci, e ho fatto di voi gli Uzzolini, per non vedervi più piangere e disperarvi. Potreste anche essere più rispettosi verso il vostro benefattore!

Uzzolino                   - (Sempre guardando i suoi compagni verso le quinte) Il Coso dice che è il nostro benefattore (risate di scherno. L'Uzzolino va ridendo)

Bastiano                   - Sai, Atreiu, non sono più tanto sicuro di avere fatto una buona azione nei loro confronti.

Atreiu                       - E ti sei perso un altro pezzo dei tuoi ricordi. Ti prego Bastiano, d'ora in poi smetti di far uso di Auryn, altrimenti corri il rischio di non ricordarti più di nulla.

Bastiano                   - Se devo esser sincero, ti confesso che io non ho alcuna intenzione di far ritorno al mio mondo.

Atreiu                       - Ma tu devi, devi ritornare nel tuo mondo e mettervi ordine, affinché ci siano di nuovo uomini che vengano da noi in Fantàsia. Altrimenti essa, presto o tardi, cadrà di nuovo in rovina. E tutto sarà stato inutile.

Bastiano                   - A sentirti parlare si direbbe che tu abbia una gran voglia di liberarti presto di me. Sembri avere una sola preoccupazione           - vedermi sparire al più presto da Fantàsia.

Atreiu                       - Vedi, Bastiano, io mi preoccupo per te         - da un lato devo invitarti a non usare Auryn, ma dall'altro mi rendo conto che, per muoverci nelle terre di Fantàsia, non puoi fare a meno di usare l' amuleto. Per esempio, se vogliamo uscire da questa città sarai costretto ad esprimere un nuovo desiderio che ti farà dimenticare altri ricordi del tuo mondo. Ma non hai scelta.

Bastiano                   - Ed io conosco già il mio prossimo desiderio - dovremo andare alla Torre d'Avorio, per incontrare l'Infanta Imperatrice. Lei è l'unica che può indicarmi la strada per tornare al mio mondo.

Atreiu                       - Non puoi         - la si può incontrare solo una volta.

Bastiano                   - Lei mi deve molto, non posso immaginare che rifiuti di ricevermi. Ma tu continui ad impormi i tuoi consigli. Ti avverto, però, che farò di testa mia   - andremo alla Torre d'Avorio. D'ora in poi deciderò da solo, e amen.

Atreiu                       - Ma per andarvi dobbiamo per forza incontrare la maga più perfida di tutta Fantàsia. Sai, Bastiano, quando l'amuleto lo portavo io, venivo da esso guidato e non perdevo nulla. Per te è diverso, amico mio       - più ne fai uso, più perdi te stesso e non saprai più dove andare. E' per questo che ti propongo di darmi nuovamente Auryn e di affidarti alla mia guida. Io cercherò la strada per te. Che ne pensi?

Bastiano                   - Rifiuto! Rifiuto con tutte le mie forze.

Atreiu                       - Bastiano, è un po' che ti osservo. Non ti sei nemmeno accorto di come tu sia cambiato.

Bastiano                   - Perché non la racconti tutta, Atreiu, e dici apertamente che tu vuoi Auryn perché sei geloso, nient'altro che geloso. Quanto al mio nuovo desiderio, l'ho già espresso. Incontrerò, perciò, la maga Xaide. (un braccio esce fuori da una quin ta con in mano un messaggio)

Voce                         - Ambasciator non porta pena. Questo è un messaggio da parte di Xaide, la mia padrona. (Bastiano lo prende, lo apre e lo legge)

Xaide                       - (dalle quinte) Io, la maga Xaide, ho fatto prigionieri i tre cavalieri più famosi di Fantàsia - Icrione, Isbaldo e Idorno. Se non ti sottometterai a me, tutti e tre moriranno di morte atroce.

Atreiu                       - Questa maga abita un castello che ha la forma di una mano ed al suo comando ha un esercito di armature vuote. Lei passa le sue giornate nella Sala della Magia. (vanno mentre si fa buio in scena)

Voce                         - Bastiano, grazie alla potenza della sua spada magica, sconfisse l'esercito di Xaide e liberò i tre cavalieri. La maga chiese clemenza e Bastiano gliela concesse. Si misero in viaggio verso la Torre d'Avorio, e cominciarono a passare tanto tempo insieme. Atreiu fu allontanato bruscamente da Bastiano, che non sopportava più i suoi saggi consigli. "Ne ho abbastanza di te", gli aveva detto, "se non ti garba quel che faccio, vai per la tua strada!"(Entrano in scena Bastiano e Xaide).

Bastiano                   - Da tanto tempo volevo porti una domanda, Xaide.

Xaide                       - La tua schiava ti ascolta.

Bastiano                   - Come facevano le tue armature vuote a combattere?

Xaide                       - Grazie alla mia volontà. Appunto perché sono vuoti ubbidiscono alla mia volontà. Essa può guidare tutto ciò che è vuoto. Adesso, mio signore, permetti a me di farti una domanda. Come mai affronti questo viaggio in groppa ad una lenta e vecchia mula? Tu puoi permetterti comodità ed agi.

Bastiano                   - Cavalco la mula, perché ad essa piace portarmi.

Xaide                       - Vuoi dire che lo fai per farle piacere?

Bastiano                   - E perché no? Che c'è di male in questo?

Xaide                       - Tu pensi troppo agli altri e poco a te stesso, mio signore e maestro. Se me lo permetti ti do un consiglio            - pensa di più alla tua perfezione. Mi addolara vederti così, in groppa ad un così comune animale. Se abbandonerai questa mula ti regalerò questa cintura magica     - essa rende invisibili. Ma perché ti appartenga devi darle un nome.

Bastiano                   - La chiamerò Ghemmal.

Xaide                       - (Porgendogliela) Ecco, adesso è tua, indossala. Con essa sarai protetto da ogni pericolo.

Bastiano                   - Pericolo? Quale pericolo?

Xaide                       - Il pericolo è dentro di te. Saggezza vuole che nonsi debba né odiare, né amare nessuno. Ma tu, mio signore, tieni ancora all'amicizia. Il tuo cuore non è freddo e distaccato, non è inaccessibile come la vetta ghiacciata di un monte. E così, qualcuno potrebbe recarti danno.

Bastiano                   - Chi potrebbe danneggiarmi?

Xaide                       - Colui al quale tu, nonostante la sua presunzione, sei ancora affezionato. Quel selvaggio arrogante e irriverente.

Bastiano                   - Atreiu!

Xaide                       - Sì, proprio lui.

Bastiano                   - Non posso crederlo. E cosa dovrebbe tramare contro di me?

Xaide                       - Atreiu sta tramando di strapparti l'amuleto di nascosto o con la forza.

Bastiano                   - Continuo a non crederci. Ma adesso cambiamo argomento. Sai, Xaide, il tuo discorso sulla saggezza, non amare e non odiare nessuno, e via dicendo - mi hanno fatto nascere un nuovo desiderio           - voglio diventare saggio. (si spengono le luci ed al buio una voce…)

Voce                         - Il tuo desiderio è stato accolto, Bastiano Baldassarre Bucci. Tu sei il Massimo Sapiente. I tre Grandi Meditanti vogliono conferire con te. Devi rispondere alla domanda a cui non hanno saputo dare risposta. (voce diversa) "Che cos'è Fantàsia?"

Bastiano                   - Fantàsia è la Storia Infinita

Voce 2                      - Se Fantàsia è, come dici tu, la Storia Infinita, dove sta scritta questa storia?

Bastiano                   - In un libro rilegato che porta questo sigillo, Auryn.

Voce 2                      - E dove si trova questo libro?

Bastiano                   - Adesso sono stanco e voglio riposare, quindi lasciatemi solo. (Le luci si riaccendono. Bastiano è solo,. Parla fra sé e sé) Comincio ad avere nostalgia di Atreiu e Fùcur. Ora metto la cintura che rende invisibili e li vado a trovare (si allaccia la cintura ed entrano i suoi due amici. Bastiano va in un angolo)

Fùcur                        - Ma ti ha cacciato davvero in malo modo?

Atreiu                       - Sì, amico mio. Ma questo non è grave. La cosa che mi preoccupa è che continua ad usare l'amuleto e a desiderare continuamente. Ormai ha perso quasi ogni ricordo del suo mondo. Fùcur, lui ormai non può tenere più a lungo Auryn.

Fùcur                        - Che cosa vuoi fare? Volontariamente non lo cederà mai.

Atreiu                       - Lo so. Glielo devo rubare. Non c'è altra possibilità.

Fùcur                        - E quando?

Atreiu                       - Questa stessa notte, perché domani potrebbe essere troppo tardi. (Bastiano si toglie la cintura ed appare ai due) Bastiano! Come sei arrivato fin qui?

Fùcur                        - Oh Bastiano! Che piacere rivederti!

Bastiano                   - Guardia! A me! (entra una guardia)

Guardia                    - Signore, agli ordini.

Bastiano                   - Atreiu, tu volevi rubarmi l'insegna dell'Infanta Imperatrice. E tu, Fùcur, hai complottato con lui  - sei suo complice. Avete sporcato l'amicizia che c'era fra noi un tempo. Riconoscete di essere colpevoli? (I due fanno cenno di sì col capo). Poiché grazie a voi sono stato introdotto in Fantàsia, vi faccio dono della vita e vi metto al bando per sempre. Non vi ho mai conosciuti. Guardia, provvedi! (Entra Xaide, mentre i tre escono di scena) Avevi proprio ragione, Xaide.

Xaide                       - Quando, mio signore e maestro, intendi recarti alla Torre d'Avorio?

Bastiano                   - Ho saputo che L'infanta Imperatrice non sta più là. Quindi, che ci vado a fare?

Xaide                       - Io credo che non tornerà più. Ha sicuramente abbandonato Fantasia per sempre   - tu sei il suo successore, mio signore e maestro. Tu sei ormai l'Infante Imperatore.

Bastiano                   - Io?

Xaide                       - Ne hai tutto il diritto. Hai salvato Fantàsia e possiedi l'insegna del potere, Auryn.. Tu puoi ricreare Fantàsia secondo i tuoi desideri. E sarai finalmente libero. Non volevi trovare la tua volontà? Eccola! Guarda, mio signore, indica il pubblico) eccoci arrivati alla Torre d'Avorio, alla tua reggia, al tuo popolo.

Bastiano                   - Dignitari, ministri, consiglieri, abitanti di Fantàsia, io sono Bastiano Baldassarre Bucci (mostra Auryn), intimo perciò a voi tutti di di fare giuramento di sottomissione al mio volere. Chiamate degli operai       - che il mio padiglione venga costruito lì (indica un punto del palcoscenico)  - io sarò il vostro Infante Imperatore. Che la festa che porterà all'incoronazione cominci! Si attenuano le luci)

Voce                         - Da quel giorno in Fantàsia la vita cominciò a scorrere in maniera monotona. La festa dell' Incoronazione pareva non dovesse finir mai. Cominciarono a susseguirsi giornate nuvolose; la musica ed i colori non erano più come quelli di una volta. Lungo le strade di essa, tutti intorno alle alte mura, furono appesi innumerevoli ritratti che, grandi o piccoli che fossero, mostravano la stessa faccia  - quella di Bastiano. Dappertutto stavano schierate le corazze vuote di Xaide. Finalmente giunse il giorno dell'incoronazione, ma mentre la corona stava per essere posata sul capo di Bastiano, inattesa e sgradita si udì una voce.

Voce 2                      - Guerra, guerra! (Entra un messaggero, si inchina al re Bastiano) Guerra, o mio sovrano, guerra! Atreiu ha raccolto una gran massa di ribelli ed è in cammino con tre eserciti. Vogliono che tu deponga Auryn e, se non lo farai di tua volontà, intendono costringerti con la forza.

Xaide                       - Non avere timore, mio signore, i miei soldati-corazza sono tutti a tua completa disposizione.

Voce 2                      - La Torre d'Avorio è in mano ai ribelli! Si salvi chi può! (Entrano Atreiu e Fùcur)

Atreiu                       - Dammi l'amuleto, Bastiano, per il tuo stesso bene.

Bastiano                   - Traditore! Tu sei una mia creatura! Tutto ciò che esiste io l'ho chiamato in vita! Anche te! E tu vuoi rivoltarti contro di me! Inginocchiati e chiedimi perdono!

Atreiu                       - Tu sei pazzo. Non hai creato nulla. Tutto ciò che hai lo devi all'Infanta Imperatrice.Dammi Auryn!

Bastiano                   - Prendilo, se ne sei capace!

Atreiu                       - Bastiano, perché mi costringi a batterti, per poterti salvare?

Voce                         - Bastiano, contrariamente a quanto gli era stato detto, afferrò la sua spada magica e ferì gravemente Atreiu. L'esercito dei ribelli cominciò a disperdersi. Fùcur, il Drago della Fortuna, portò con sé Atreiu senza essere visto. (mimata, poi escono tutti)Ma Bastiano non vedendoli più, saltò sul suo cavallo e cominciò l'inseguimento. Per colpa loro non era diventato Imperatore di Fantàsia, perciò dovevano pagarla. Cavalcò tutto il giorno. Finalmente, a sera giunse in una strana città, abitata da strane persone indifferenti, solo una scimmietta gli prestò attenzione. (entrano Bastiano e Argas)

Bastiano                   - Chi sei?

Argas                        - Mi chiamo Argas. Con chi ho l'onore?

Bastiano                   - Mi chiamo Bastiano Baldassarre Bucci.

Argas                        - (Al pubblico) Per l'appunto!

Bastiano                   - Come si chiama questa città?

Argas                        - La potremmo chiamare la città dei Nulladicenti, ma la si può chiamare…beh, diciamo….la Città degli Imperatori.

Bastiano                   - Ma in giro non vedo nessun Imperatore!

Argas                        - Esatto! Eppure tutti quelli che hai visto un giorno sono stato imperatori di Fantàsia, o per lo meno volevano diventarlo. Io sono.. come dire… il guardiano della città. Vuoi fare una piccola visita, signore? Diciamo una prima piccola conoscenza con il tuo futuro luogo di residenza?

Bastiano                   - Assolutamente no! Che dici mai? (La scimmia lo tira per il vestito)

Argas                        - Su, vieni, non costa niente. Il prezzo d'ingresso lo hai già pagato comunque.

Bastiano                   - Dimmi, Argas, perché gli abitanti di questa strana città non parlano fra loro? Che cos'hanno? Si comportano in maniera strana.

Argas                        - Maniera strana? Nient'affatto! Sono i tuoi simili.

Bastiano                   - Vuoi dire che sono esseri umani?

Argas                        - Sì, sì, è così. In ogni tempo, qui, ci sono state persone che non hanno ritrovato la strada per tornare nel loro mondo. Prima non volevano e ora… diciamo… non possono più.

Bastiano                   - Perché non possono più?

Argas                        - Dovrebbero desiderarlo. Ma ormai non desiderano più niente. Hanno sprecato il loro ultimo desiderio in qualche altra cosa.

Bastiano                   - Il loro ultimo desiderio? Ma perché, non si può continuare ad avere desideri finché si vuole?

Argas                        - Certo che no! Puoi continuare ad avere desideri finché ti ricordi del tuo mondo. Tutti quelli che vedi non hanno più un ricordo, non hanno passato, e chi non ha passato non ha più avvenire, non ti pare?

Bastiano                   - E sono stati, o volevano diventare, tutti imperatori?

Argas                        - Certo. Ogni essere umano che smarrisce la strada del ritorno, prima o poi vuol diventare imperatore. Qui ci sono due qualità di matti. Gli uni hanno ceduto i loro ricordi a poco a poco, e quando hanno perduto anche gli ultimi, nemmeno Auryn ha potuto soddisfare alcun nuovo desiderio. Gli altri, quelli che si sono fatti Imperatori, i loro ricordi li hanno perduti di colpo. In questo caso Auryn non serviva a niente, perché non avevano più desideri.

Bastiano                   - Vuoi dire che un tempo, tutti questi abitanti hanno portato Auryn?

Argas                        - Ma certo! Sappi che, quando uno si proclama Imperatore, allora Auryn scompare di propria iniziativa.

Bastiano                   - Quello che dici mi ha sconvolto .Devo assolutamente sedermi.

Argas                        - No, no! La visita alla città non è ancora finita. Il bello deve ancora venire! (Bastiano osserva qualcosa verso le quinte)

Bastiano                   - Che fanno quelli là?

Argas                        - Giocano. Ho inventato io questo gioco. Devono lanciare in aria dei grossi dadi. Su ciascuna faccia di ogni dado vi è una lettera dell'alfabeto. E' il gioco del Caso. Siccome non posono più raccontare niente, hanno perduto la parola. Se ci pensi bene, in fondo, tutte le storie del mondo sono contenute nelle lettere dell'alfabeto. Giocando per anni, prima o poi arriva una parola con significato; giocando per migliaia di anni, potrebbe arrivare una poesia; giocando per l'eternità, devono venir fuori per forza tutte le storie.

Bastiano                   - Ma è spaventoso! Dimmi, Argas, tu lo sai chi sono io, vero?

Argas                        - E come no? Chi non conosce il tuo nome in Fantàsia?

Bastiano                   - Dimmi una cosa, adesso. Se ieri fossi diventato imparatore sarei già qui anch'io?

Argas                        - Questa sarebbe stata la tua residenza.

Bastiano                   - Ma allora Atreiu mi ha salvato!

Argas                        - Tu hai bisogno di Auryn, per trovare la strada del ritorno, ma francamente non penso che tu possa riuscirci.

Bastiano                   - Dimmi, Argas, allora che cosa devo fare?

Argas                        - Trovare un desiderio che ti riporti nel tuo mondo.

Bastiano                   - Puoi dirmi quanti desideri posso avere ancora?

Argas                        - Non molti, al massimo tre o quattro, e siccome devi passare per forza dal Mare delle Nebbie, questo te ne costa già uno.

Bastiano                   - Ho odiato chi voleva salvarmi, anzi chi mi ha salvato! Grazie, Argas. Addio.

Argas                        - (Facendo un inchino) Arrivederci, Bastiano Baldassarre Bucci. (La scimmietta va. Bastiano prende la sua spada magica e la sotterra)

Bastiano                   - Addio, Sikanda, mai più dovrai fare del male, e nessuno ti deve trovare qui prima che sia dimenticato ciò che ho fatto usandoti contro un amico. (Dal teatrino delle marionette spunta un cartello  - "Mare delle Nebbie". Bastiano lo legge). Sono così arrivato al Mare delle Nebbie. (Al posto del cartello, nel teatrino spunta una testa          - è quella dell'autore del romanzo Michael Ende. Ha una bombetta in testa)

Michael                    - (Togliendosi il cappello e rivolgendosi, prima a Bastiano e poi al pubblico) Bastiano…signori… buona sera. Sono Michael Ende. Tu, Bastiano, ti trovi nel Mare delle Nebbie, ma, in un certo senso, vi ci trovate anche voi, signori. Questo mare offuscato ha la proprietà di togliere a chiunque, in un attimo, il senso dell'orientamento. Pochi sono coloro che riescono ad attraversarlo, perché le imbarcazioni sono spinte esclusivamente dalla forza del pensiero. (Bastiano si siede ad occhi chiusi e a gambe incrociate su un cubo di legno) Bastiano lo sta attraversando (Bastiano apre gli occhi)

Bastiano                   - Adesso mi trovo nella Casa che Muta, vero Michael?

Michael                    - Sì, Bastiano.

Bastiano                   - Ho sbagliato tutto, vero Michael? Fiordiluna mi ha dato tante cose, ed io non ho fatto che combinare guai.

Michael                    - No, Bastiano. Tu hai semplicemente percorso la strada dei desideri, e quella non è mai dritta. Hai fatto un gran giro, ma era proprio la tua strada. E sai perché? Peerché tu sei di quelli che possono tornare indietro solo quando hanno trovato la fonte da cui sgorga l'Acqua della Vita. E quello è il luogo più segreto di Fantàsia. La via per arrivarci non è mai facile. Ogni strada che conduce là risulta, alla fine, quella giusta.

Bastiano                   - Michael, tu lo sai dove posso trovare le sorgenti dell'Acqua della vita?

Michael                    - Esse sono ai confini estremi di Fantàsia.

Bastiano                   - Ma Fantàsia non ha confini.

Michael                    - Oh sì, ma non sono confini esterni, sono dentro. Esse sono nel luogo da cui l'Infanta Imperatrice riceve tutto il suo potere e dove lei stessa non può arrivare.

Bastiano                   - E dovrei arrivarci io? Ormai non è troppo tardi?

Michael                    - Solo con l'ultimo desiderio puoi arrivarci.

Bastiano                   - Ma ogni volta che desidero, dimentico qualcosa del mio mondo! Devo proprio perdere tutto?

Michael                    - Niente va perduto, tutto si trasforma. Quando il tuo ultimo desiderio si risveglierà, allora lo saprai da te.

Bastiano                   - Michael, devo confessarti che da qualche tempo ho un desiderio costante, che mi brucia come un fuoco            - è il desiderio di amare.

Michael Eccolo, il tuo ultimo desiderio         - la tua vera volontà è quella di amare.

Bastiano                   - Ma perché, pur desiderandolo, non ci riesco?

Michael                    - Ci riuscirai quando berrai l'Acqua della Vita, e non potrai tornare nel tuo mondo senza portarne un po' a qualcuno. Il tuo tempo nella Casa che Muta è finito. D'ora in poi il tuo ultimo desiderio ti guiderà. Non perderlo! (Si toglie il cappello saluta e se ne va. Spunta un cartello con su scritto "Miniera delle Immagini. Quindi, appare la testa di Yor, il minatore cieco che porta una benda agli occhi.)

Bastiano                   - Chi sei tu, gran vecchio?

Yor                           - Sono Yor, il minatore cieco.

Bastiano                   - Buongiorno, Yor. Mi sono smarrito. Cerco la fonte da cui sgorga l'Acqua della Vita. Mi puoi aiutare?

Yor                           - Non ti sei smarrito, ma parla più piano, atrimenti le mie immagini si spezzano. Come ti chiami?

Bastiano                   - Bastiano Baldassarre Bucci.

Yor                           - Ah, il tuo nome te lo ricordi ancora. Sai, questa è la mia miniera, e sottoterra io ci vedo benissimo.

Bastiano                   - Di che miniera si tratta?

Yor                           - E' la miniera delle immagini. Essa è fatta proprio per quelli come te, che non riescono a trovare l'Acqua della Vita.

Bastiano                   - Ma di che immagini si tratta?

Yor                           - Vieni con me, ma cammina piano      - il minimo rumore puù distruggere tutto. Le lastre che vedi sono come di vetro. Esse costituiscono la più grande memoria di immagini esistente. Osservale. (Bastiano osserva le lastre - un comune mazzo di carte andrà benissimo)Ne riconosci qualcuna?

Bastiano                   - No. Cosa sono?

Yor                           - Sono i sogni dimenticati degli uomini. Una volta sognato, un sogno non si distrugge più. Finisce qui. Tutta Fantàsia poggia su fondamenta di sogni dimenticati.

Bastiano                   - Pensi che ci siano anche i miei?

Yor                           - Certo!

Bastiano                   - E pensi che li dovrei trovare?

Yor                           - Almeno uno. Uno basta. Sta' a sentire, Bastiano Baldassarre Bucci. Tu cerchi l'Acqua della Vita. Vorresti poter amare, per ritrovare la strada che porta al tuo mondo Ma l'Acqua della Vita ti domanderà     - amare chi? Però tu hai dimenticato tutto, all'infuori del tuo nome, e se non sai rispondere, non potrai bere l'Acqua della Vita. Perciò l'unica cosa che ti può aiutare è ritrovare un sogno dimenticato, che ti dia un'immagine con la quale arrivare alla fonte. Ma… per far questo, dovrai dimenticare l'ultima cosa che ti rimane            - te stesso.

Bastiano                   - Ma le ho viste tutte e non ne ho ritrovata nemmeno una!

Yor                           - In tal caso dovrai scavare nella miniera, al buio. (Bastiano spulcia altri mazzi di carte trovati in panni fungenti da miniera. Si sofferma su un'immagine).

Bastiano                   - E' un uomo in camice bianco, mi è venuta una grande nostalgia per quest'uomo che non conosco. Questo mio sentimento viene da molto lontano, ma non so da dove. Yor, chi sono io? Non mi ricordo più nemmeno il mio nome!

Yor                           - Hai trovato l'immagine che ti porterà alla fonte della Vita. Prendila con te, essa ti guiderà. (Musica. Bastiano esce da una quinta ed entra da un'altra dopo un po' di musica, mentre da un'altra ancora entrano Atreiu e Fùcur. Atreiu sta per avvicinarsi a Bastiano ma questi lo frena con un cenno della mano, si toglie dal suo collo Auryn e lo pone ai piedi dell' amico. Nello stesso istante la scena diventa luminosissima. Entrano due serpenti - uno è vestito con un mantello nero, l'altro bianco. Portano due bastoni che incrociano. Rumore d'acqua.).

Atreiu                       - Sono i serpenti di Auryn! (Dal teatrino dei burattini ricompare Michael Ende)

Michael                    - (Leggendo La Storia Infinita) Quei due corpi immobili ed enormi scintillavano come se fossero di un metallo sconosciuto, e la potenza di distruzione che sprigionavano uguagliava quella altrettanto grande con cui si tenevano avvinti, prigionieri l'uno dell'altro. Se mai si fossero staccati, il mondo sarebbe dovuto perire. Intanto custodivano… le Acque della Vita. Al centro dell'ovale che essi formavano sgorgava una possente fontana dalle acque spumeggianti.

Fùcur                        - Voi capite cosa dicono quelle acque?

Atreiu e Bast            - No.

Fùcur                        - Io sì. Ecco cosa dicono:

Michael                    - (leggendo) Noi, le Acque della Vita / da se stesse generate, / Fonte tanto più arricchita, / Quanto più vi dissetate. (Fùcur resta ancora in ascolto)

Fùcur                        - Poi aggiungono:

Michael                    - (Leggendo) Bevi, bevi! E poi fai ciò che vuoi!

Atreiu                       - (A Michael) Come possiamo arrivarci?

Michael                    - Qual'è il vostro nome?

Atreiu                       - Io sono Atreiu.

Fùcur                        - Io sono Fùcur.

Michael (A Bastiano) E tu, chi sei tu? (Bastiano abbassa la testa)

Atreiu                       - (Prendendo per mano Bastiano) Lui è Bastiano Baldassarre Bucci.

Michael                    - Perché non lo dice lui stesso?

Atreiu                       - Non può, ha dimenticato tutto. Ma io ho conservato tutto per lui. Ne rispondo io.

Michael                    - Con quale diritto lo fai?

Atreiu                       - Sono suo amico.

Michael                    - (Ad Atreiu) Adesso parlami di quella ferita che hai.

Atreiu                       - Io e Bastiano avevamo entrambi ragione, ed entrambi ci siamo sbagliati. Ma ora Bastiano ha deposto volontariamente Auryn.

Michael                    - Sì! Adesso è accettato pure lui, perché questo luogo è Auryn. Siate i benvenuti! AURYN è la porta che Bastiano cercava, e l'ha avuta con sé fin dall'inizio. Questi due serpenti non lasciano passare nulla che venga da Fantàsia. Chi non depone tutto, non può bere l'Acqua della Vita. (A voce alta) Bastiano Baldassarre Bucci! Sei pronto?

Atreiu                       - Sì, è pronto!. (Michael dà il libro ad Atreiu. Poi prende una brocca ed un bicchiere. Porge il bicchiere a Bastiano e lo riempie con l'acqua della brocca. La scena è sottolineata da una musica solenne. Bastiano beve.

Bastiano                   - Adesso so… so perfettamente chi sono, Atreiu, amico mio. Adesso, Fùcur, so con certezza che le mille forme di gioia sono tutte riconducibili ad una sola    - quella di poter amare. Amici miei  - gioia e amore sono la stessa cosa.

Michael                    - Sì, Bastiano, gioia e amore sono la stessa cosa.

Bastiano                   - (Ad Atreiu) Adesso, Atreiu, so davvero chi sono. Mi riconosco perfettamente.

Atreiu                       - Sì, Bastiano, ti riconosco anch'io.

Michael                    - Pare tutto perfetto, vero?

Atreiu                       - E' tutto perfetto!

Michael                    - Pare, Atreiu, pare, perché Bastiano potrà lasciare Fantàsia solo ad una condizione.

Atreiu e Fùcur          - Ancora!

Michael                    - Proprio così. Egli dovrà prima finire tutte le storie che ha cominciato in Fantàsia.

Bastiano                   - Tutte le storie? Ma sono infinite! (Ad Atreiu) Allora è stato tutto inutile, non potrò tornare mai più nel mio mondo. Un compito simile nessuno mai potrà assumerlo.

Atreiu                       - No, Bastiano. Qualcuno può farlo.

Bastiano                   - Chi mai può fare una cosa impossibile come questa?

Atreiu                       - Lo farò io. (Bastiano poggia la mano sulla spalla del suo amico)

Bastiano                   - Oh Atreiu, Atreiu, non dimenticherò mai quello che tu fai per me.

Atreiu                       - E' quello che volevo   - così non dimenticherai mai Fantàsia.

Bastiano                   - Ma come potrai mai riuscire a portare a termine un'impresa simile?

Fucùr                        - Con un po' di fortuna, figliolo, con un po' di fortuna! (I due serpenti formano un portale con i due bastoni. Bastiano abbraccia i suoi due amici, saluta rispettosamente Michael, si fa versare un po' d'Acqua della Vita, e va, accompagnato da una musica allegra ma non frivola. Michael esce dal teatrino dei burattini col suo libro in mano)

Michael                    - (Mostra il suo libro) La Storia Infinita! Per certi versi, questo mio romanzo è stato profetico  - il Nulla sta avanzando davvero. I nostri tempi hanno sposato la morte e rinnegato la Vita che è gioia e amore. Oggi circolano in Fantàsia solo ombre. La droga, che è figlia della morte, e nello stesso tempo sua messaggera, introduce, in questo splendido luogo dell'immaginazione e dei sogni, giovani dai sensi spenti e dai corpi pesanti e freddi. Nemmeno mille Auryn possono ridare la memoria a questi nostri giovani ingannati dai falsi maestri. Solo la loro volontà ed il loro desiderio d'amare possono ricondurli sulla strada della retta conoscenza, quella che li porta fino alla soglia della loro essenza più profonda. E pensare che basta solamente…essere! E invece no. Questi nostri ragazzi si sono arresi alla droga delle eresie di questi falsi maestri i quali, per dirla con le parole del mio amico Maurice Blondel, pretenderebbero che l'Essere non sia, mentre si gustano il piacere di essere per negarLo. Egoismo radicale che distruggerebbe tutto per rimanere solo come un Dio. Ecco la vera faccia del Nulla! (fa un inchino, mostra ancora una volta La Storia Infinita, e va. Sipario)

FINE

 

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