La strada morta

LA STRADA MORTA

LA STRADA MORTA

Commedia in un atto

Di MASSIMO DURSI

PERSONAGGI

LA MADRE

LA FIGLIA

IL FIGLIO

LA VOCE DELLA TV

Commedia formattata da

(Un tavolo e sedie verniciate a smalto. Una cuci-netta a gas. Vi sono anche due poltroncine che vengono da altre stanze. Un uscio. Una finestra che d su un balconcino. Si intravedono, fuori, vasi di gerani e di oleandri. Un televisore ora acceso: vi sta davanti la vecchia Madre nella carrozzella da paralitica. La Figlia, una zitella anziana, entra spazzando. Posa la scopa in un angolo. La T.V. trasmette un Intervallo)

La figlia - Non ti stancherai?

La madre - Come?

La figlia - Non ti stancherai gli occhi?

La madre - Abbassa un poco. (Sorridendo) E se si stancano?

La figlia - (interdetta) Gi. (Pausa) Le solite parole.

La madre - Ci vogliono le solite parole. Spegni. (La figlia spegne il televisore) Cosa stai facendo?

La figlia - Ho finito di pulire di l. Pareva non avessi mai spazzato. Con la strada cosi, la polvere...

La madre - tornata una strada di campagna.

La figlia - Han finito da un pezzo di lavorarci. Han scavata la sotterranea, l'hanno richiusa, e se ne sono andati via senza nemmeno curarsi di stendere un poco d'asfalto.

La madre - Hai spazzato l'ingresso?

La figlia - E lucidato.

La madre - Con il Vis?

La figlia - Si. Ci si specchia.

La madre - una buona marca.

La figlia - Se non si sta attenti, si scivola.

La madre - Che non si faccia male qualcuno.

La figlia - Chi?

La madre - Qualcuno. Verr qualcuno, dopo.

La figlia - Si. (Pausa) Chiss come nascono quei bioccoli di lana e polvere. Sotto il letto ce n'eran gi due o tre.

La madre - Li fanno le streghe, la notte.

La figlia - Han del tempo da perdere, le streghe.

La madre - Ho visto come nascono.

La figlia - Dalle streghe?

La madre - molto pi semplice. Tutto sempre molto pi semplice.

La figlia - Tutto?

La madre - Tutto. (Pausa) il vento. Quando si fa corrente i rifoli girano come gatti attorno alla coda. Girano e girano e raccolgono la polvere e la lanugine.

La figlia - E la lanugine da dove viene?

La madre - Sono semi di fiori, quelli pelosi, sfilacciature, capelli...

La figlia - Spazzo ogni momento.

La madre - Non conta. Girano, girano sempre pi stretto...

La figlia - Come le trombe d'aria.

La madre - Si. Ma questo un gioco da niente, e chi se ne accorge? Una vecchia malata. (Pausa. La figlia seguita a far pulizie) Dicevate che appena avrebbero smesso di lavorar nella strada i vecchi clienti sarebbero tornati. Ci credevate o eravate sicuri di crederci.

La figlia - Dovevamo crederci.

La madre - Invece la strada stava morendo. Non vi passava pi vita. Neppure la nostra.

La figlia - Non l'hai mai detto.

La madre - Dovevate accorgervene voi: se no sarebbe stato difficile, poi... Cosi, un ramo che casca.

La figlia - Gi secco.

La madre - Non pi facile?

La figlia - Si. (Pausa) Ha fatto bene Fuffi ad andarsene.

La madre - Si.

La figlia - Per ci ho pianto dietro.

La madre - Ma se fosse rimasto, adesso?

La figlia - No, poverino.

La madre - Vedono e sentono lontano, i gatti.

La figlia - Non sar...

La madre - troppo bello per finir male. Chi l'ha preso se lo tiene e lo tratta da pasci. Fu lui che mi fece scoprire come si formano i bioccoli di polvere. Ci giocava e girava anche lui, come una trottola.

La figlia - (ride) Quella volta del latte!

La madre - Ho riso da star male.

La figlia - Allora la strada...

La madre - ...viveva. Si levato un poco d'aria. Apri di pi la finestra.

La figlia - (la spalanca) Poveri gerani, stanno riprendendo fiato.

La madre - Dagli dell'acqua.

La figlia - Gliene ho data. Tu sentissi la terra degli oleandri, gi rinsecchita, dura come un sasso.

La madre - Dagliene ancora. (La figlia ha preso un secchio gi pieno e lo porta nel balcone) Vien sempre gi a quel modo, l'acqua?

La figlia - Un filo. Cosa aspettano a ridarcela?

La madre - Ci hanno dimenticati.

La figlia - Il geranio rosa ha messo le foglioline nuove. Sono tenere come la pelle di un bambino.

La madre - E gli oleandri?

La figlia - Si rifanno anche loro. Che bellezza. (La figlia rientra. Riprende qualche lavoro. Lungo silenzio)

La madre - Perch non vi siete sposati?

La figlia - Chi?

La madre - Chi. Tu e tuo fratello.

La figlia - Cosa ti viene in mente?

La madre - Mi viene in mente.

La figlia - Non ci ho mai pensato.

La madre - Perch?

La figlia - Non lo so.

La madre - Non ti ha mai chiesta nessuno? O non vuoi dirmelo?

La figlia - Ma se hai sempre capito tutto senza bisogno di domandare.

La madre - vero, e non naturale.

La figlia - Che una madre capisca i figli?

La madre - Che seguiti a capirli anche quando non sono pi bambini.

La figlia - Perch?

La madre - Non riescono a staccarsi, a far vela. Perch non mi avete piantata?

La figlia - Cosa dici?

La madre - Sta' calma. Sarebbe stato naturale, dunque giusto. (Pausa) Non ti ha mai chiesta nessuno?

La figlia - No, e lo sai.

La madre - Non ti sei mai accorta che qualcuno stesse per chiederti?

La figlia - Non lo so.

La madre - Quella sera di Natale, quando andasti al cinematografo con Guglielmo. Uscisti agitata, tornasti sollevata, e Guglielmo non si vide pi. (La figlia tace) Eri spaventata, sentivi che voleva dirti qualcosa.

La figlia - Tent, fui sgarbata, lui se ne and.

La madre - E ti piaceva.

La figlia - Si.

La madre - Perch, allora?

La figlia - Non lo so.

La madre - (paziente) Lo sai. Avevi paura.

La figlia - Si.

La madre - Hai avuto sempre paura. Non ti pentisti?

La figlia - Partii ma non mi pentii.

La madre - Paura di tutto.

La figlia - Si.

La madre - Credevo di averla consumata anche per voi. Io avevo smesso da un pezzo di aver paura.

La figlia - Per questo, non potevo starti lontana.

La madre - Anche tuo fratello.

La figlia - Lui in mezzo alla gente si trova bene.

La madre - Finge. E non mai andato volentieri pi in l della nostra strada.

La figlia - La conosce bene.

La madre - Non ha mai avuto un'amica. L'ho anche sgridato per questo. Mi domandava se volevo cacciarlo via. Aveva paura di lasciar la casa. Eppure il mondo non brutto.

La figlia - (sorridendo) Dovrebbero esserci pi gerani.

La madre - Ve ne saranno sempre di meno. La gente vi spaventa? E quella che vi entrava in negozio?

La figlia - Potevamo risponderle ormai senza pensare. Tutte cose che sapevamo, ed era gente della nostra strada. Sempre la stessa.

La madre - E adesso non posso pi aprirvene una nuova, di strada. impossibile condurvi da questa poltrona. Se fossi morta dieci anni fa?

La figlia - Dieci anni fa?

La madre - Il negozio andava bene. La strada era viva.

La figlia - Per questo non potevi morire.

La madre - Hai messo le coperte pulite?

La figlia - Le nuove. Anche le tendine.

La madre - Quelle rosa?

La figlia - Si.

La madre - Sta' attenta, davvero, che non si scivoli in corridoio. Non vorrei che...

La figlia - No. Ho esagerato.

La madre - Perch?

La figlia - Cosi.

La madre - Per distrarmi?

La figlia - Non so.

La madre - Vuoi vedere la televisione?

La figlia - Cosa fanno?

La madre - Prima mi ero quasi addormentata, tanto erano noiosi. (La figlia ha riacceso l'apparecchio)

La figlia - T'ho svegliata io? Quanto mi dispiace.

La madre - Ho detto "quasi", e non voglio dormire. Adesso.

Voce del presentatore della tv - ...perch il blu sempre andato di moda negli affari di cuore. Non c' infatti il cuore blu, autentica malattia che non degli innamorati ma che non sconfigge l'amore? Lo ha dimostrato l'inglesina che ha scelto un nostro prodotto nazionale e ha voluto sposarlo contro il parere dei medici. I quali dovranno ammettere che il blu il colore della passione, perch il colore del cielo dove si appuntano gli occhi innamorati, il colore del mare lungo il quale gli innamorati passeggiano tenendosi per mano, il colore del Danubio che culla le anime inebriate. Ma dall'amore alla delusione, cio allo scetticismo, il passo breve. Lo fa per voi il nostro Carletto che vi canter "Lo scettico blu". (Le ultime parole sono state accompagnate da applausi. Si ode cantare. Entra il figlio)

Il figlio - Buonasera.

La madre - Sei tu? (Alla figlia) Spegni, spegni. (La figlia spegne il televisore)

Il figlio - Perch? Se ti fa piacere. una canzone della giovinezza, no? (Ha una bottiglia, un pacchetto e alcuni registri)

La madre - Pi vostra che mia. Hai visto gli amici?

Il figlio - Si. Si parlato di ciclismo e poi... (Ride)

La madre - Di che?

Il figlio - Della bomba atomica.

La figlia - Che c' da ridere?

Il figlio - Eppure, adesso, per noi...

La madre - Hai bevuto, un poco?

Il figlio - Quello che manca dalla bottiglia. Mezzo bicchiere di vermut. Sono passato poi dal negozio, ho chiuso i conti.

La figlia - Hai chiuso i conti.

Il figlio - Si.

La madre - Perch questo vermut?

Il figlio - Vi piace.

La madre - D alla testa.

Il figlio - Un goccio.

La madre - Non ora. E i conti sono in ordine.

Il figlio - Perfetti.

La madre - I debiti piccoli, li hai messi a posto?

Il figlio - Prima di tutti.

La madre - Si, i piccoli vanno pi rispettati.

Il figlio - Per i grossi ci penser il magazzeno. Magari la casa.

La figlia - La casa, no.

La madre - Figliola mia, non ne avrai pi bisogno. Non dovrai pi nasconderti.

Il figlio - Chi si nascondeva?

La madre - Tu e lei, vicini a me.

Il figlio - Ci nascondevamo?

La madre - Si, caro, e lo sai. Le lettere?

Il figlio - Pronte.

La madre - Vi hai cambiato niente?

Il figlio - No, perch?

La madre - Se avevi qualche tua idea, differente.

Il figlio - Vanno benissimo.

La madre - D'accordo, su ogni parola?

Il figlio - Certo.

La madre - Come potete essere cosi uguali a me? No, non naturale.

Il figlio - Che dici?

La madre - Niente di importante.

Il figlio - Non c' pi niente di importante.

La figlia - Nulla?

Il figlio - Il traguardo.

La madre - Ti vuoi fermare?

Il figlio - Scendiamo senza freni, in gruppo.

La figlia - Che hai in quel cartoccio? (Il figlio non risponde) Ti preparo qualcosa?

Il figlio - Qualcosa? No, vuoi stare a sfornellare adesso? Poi meglio non mangiare.

La figlia - Meglio?

Il figlio - Credo. E hai tutta la cucina gi in ordine.

La figlia - Ho fatto una bella pulizia.

La madre - Chi hai visto?

Il figlio - I soliti. (Posa tre lettere chiuse sul tavolo, contro un vaso di fiori)

La madre - Come sta la sorella di Giuseppe?

Il figlio - Se l' cavata. La manderanno in montagna.

La madre - Dove dicevamo noi?

Il figlio - No, in Brianza. Pare sia bella, la Brianza.

La madre - Avete parlato molto?

Il figlio - No, perch?

La madre - Parli volentieri?

Il figlio - Quando?

La madre - Con la gente. (Il figlio non risponde) Non avete mai avuto amici.

Il figlio - Non sono amici quelli della sera?

La madre - No. Agli amici si debbono dire tante cose, certe cose. (// figlio sfoglia i registri compiaciuto del loro ordine)

La figlia - Chi prender il nostro negozio?

Il figlio - Uno del ramo, forse.

La madre - Un ramo seccato, anche quello.

La figlia - La strada cambier.

La madre - Si era vuotata. La notte, qualche passo frettoloso, nemmeno una canzone. Deserta.

Il figlio - Come la strada del... Ma di giorno, con il frastuono e la polvere e quel dover andare sopra e sotto impalcature, chi poteva durarci, fuorch noi?

La madre - E viene gente nuova?

Il figlio - Comincia.

La figlia - Cosa dice?

Il figlio - Non lo so.

La madre - Le solite cose.

La figlia - Con parole e facce differenti. Ricominciare a capirle...

Il figlio - Cambier anche il negozio. Un fornaio, per esempio.

La madre - O un tabaccaio. Lavorano pi facilmente e hanno il totocalcio: che chiama gente anche di altre strade. {La figlia barcolla)

Il figlio - Ti senti male?

La figlia - Non ho pi nulla da fare? Proprio nulla?

La madre - Vieni qua. Che c' stasera alla TV?

La figlia - Monselice contro, non so.

La madre - Che giochi fanno?

La figlia - Non lo dicono, prima.

La madre - Vuoi vedere?

La figlia - No.

Il figlio - (ha preso una seggiola, vi montato so-pra per chiudere le fessure dell'uscio con nastro adesivo che era nel pacchetto e gi gi fino a terra) C'era anche il ragioniere, al bar. Ha chiesto se ci stavo a firmare una petizione...

La madre - Cos'?

Il figlio - Un reclamo per i danni patiti per i lavori, e la richiesta di essere indennizzati.

La madre - Da chi?

Il figlio - Dal comune. "Ci sta lei?", "Certamente".

La madre - Hai detto "Certamente"?

Il figlio - Si.

La madre - L'avresti detto un mese fa?

Il figlio - Ci avrei pensato. Si butta il proprio nome su una carta, e dove andr, chi lo legger?

La madre - Si capisce sempre poco la tua firma.

Il figlio - Meglio. La conosce solo chi mi conosce.

La madre - Non vuol farsi capire. O non sa. un nome pulito.

Il figlio - Siamo falliti, mamma.

La madre - Prima che sui registri.

Il figlio - Perch, mamma...?

La figlia - Perch ora? Non abbiamo mai domandato, sapevamo senza dire parola. Perch...

La madre - Se potessi scartarvi da me...

Il figlio - Non vuoi pi?

La madre - Si, ma voi?

La figlia - Presto. Subito. {Madre e figlia hanno le spalle voltate al figlio che seguita il suo lavoro, cauto e metodico. La figlia s' chiusa il volto fra le mani. La madre l'abbraccia)

Il figlio - Una petizione. I danni ci sono stati: la strada che diventa un burrone, non vi si respira, non vi si lavora. Poi il silenzio come in campagna, e tutti se ne sono andati. (Va al tavolo, trae alcune compresse da un tubetto, prende tre bicchieri, li riempie per met di vermut. Li porta su un vassoio alle due donne)

La madre - Cosa sono? Non cosi che...

Il figlio - Sedativi. Aiutano. Non cambia nulla.

La figlia - E questo?

Il figlio - Vermut per mandarle gi.

La figlia - Troppo.

Il figlio - Non fa male.

La madre - Le compresse si appiccicano alla gola.

Il figlio - Bevici dietro.

La madre - Grazie. (Il fratello riporta il vassoio e i bicchieri sul tavolo. Va alla finestra. Lunga pausa)

Il figlio - Chiudo?

La madre - (guarda la figlia) Si.

La figlia - Attento all'oleandro.

La madre - Ha un rametto che non vuol esser chiuso fuori. (Il figlio scosta delicatamente il ramo, chiude piano la porta-finestra. Ora si affretta, turando le fessure fra l'uscio, la finestra e il pavimento con la bambagia che aveva nel cartoccio. Parla veloce : ha tenuto per ultimo l'argomento pi importante, che meglio distrarr)

Il figlio - Hanno arrestato quel tale che ha ammazzato il bambino con un pugno.

La figlia - L'hanno arrestato?

La madre - Sono contenta. Chi ?

Il figlio - Un disgraziato, aveva avuto un infortunio, una caduta: un colpo alla testa e chiss come era rimasto. Un delitto da matto o da ubriaco e lui era matto e ubriaco. Non ne sapeva niente, non leggeva i giornali. L'hanno preso fuori citt, perch sfrattato. Stava in un sottoscala con quattro o cinque figli e la moglie e non aveva soldi per pagarselo, o se li spendeva all'osteria...

La madre - Cosa ha detto?

Il figlio - Niente, non si nemmeno meravigliato.

La figlia - Neanche quando ha saputo di averlo ammazzato?

Il figlio - Neanche allora. Un matto. Ma cosi, sempre.

La madre - Che cosa?

Il figlio - Tutto, tutti. La gente devi conoscerla e non basta mai, pu cambiare e fingere, ed un'altra. Si fatica a capirla e quando credi di esserci riuscito, se ne va, ne arriva della nuova. Devi sempre sapere che cosa dirle...

La madre - Le solite parole...

Il figlio - Anche il matto diceva le solite parole: "Smettete di tirar sassi. Impara l'educazione; ti prendo a scapaccioni". Le solite cose che invece cambiano sotto la scorza, si fanno mostruose, e possono aggredirti a met di un sorriso o di un saluto. E anche dentro di noi le solite cose e parole che possono diventare, da un giorno all'altro, se fuori il mondo smette di combinare con loro? Se la gente...

La madre - Accendi il televisore.

La figlia - (accende) Si vede male. Deve essersi consumato qualcosa.

Voce della tv - ... ora si preparano alla corsa. Debbono fare ottanta metri saltellando in un sacco, vedete i sacchi che il signor notaio sta ispezionando. Come vanno i sacchi signor notaio? Sono robusti e anche eleganti perch pure in questo ramo della nostra industria ci siamo perfezionati, e senza dubbio da domani, dopo questa nostra trasmissione, se ne aumenter la vendita. Anche l'onore dei sacchifici di tutta la penisola impegnato nella gara... Attenzione, lo starter si accinge a dare il segnale della partenza. (Un colpo soffocato) Partiti! Osservate lo slancio del primo concorrente in maglia bianca. Stile da perfetto canguro. Ahim, caduto. Ma si rialza, coraggiosamente. Due avversari gli hanno preso la mano, ma lui ricomincia i suoi balzi cangureschi. Che sia un ex emigrato in Australia? Glielo domanderemo a fine gara. Il traguardo si approssima, magnifico serrate, ci vorr la foto sul filo per sapere chi vince? Ahim, il canguro cade per la seconda volta. Peccato. Ecco gli altri tre lo precedono, seguiti dal canguro che si risollevato, vinto ma non domo, e, amici, l'appassionante gara ha termine fra il tripudio della folla che ha visto vincere i propri rappresentanti... (Clamore di applausi. Musichetta. Il figlio ha finito di tappare le fessure della finestra, andato cauto per non farsi sentire al rubinetto del gas, l'ha aperto, ha strappato il tubo. Si ode un lieve sibilo durante la trasmissione. L'odono anche le due donne che rabbrividiscono ma restano con lo sguardo teso allo schermo)

La madre - Stacca la luce.

La figlia - No.

La madre - Basterebbe una scintilla del campanello, quando verranno, per far crollare la casa.

Il figlio - Ci avevo pensato, mamma.

La madre - Lo so. (Il figlio attraversa la cucina, va al contatore, ne alza la levetta)

Il figlio - Ci maledirebbero, e non smetterebbero pi di parlare di noi. (Buio. La musichetta del televisore cessa. Il figlio accende una lampadina tascabile) Di frugare... Avete bruciato le lettere, le fotografie...? I biglietti da visita, i certificati, le pagelle...

La madre - Si. Sta' calmo. Non girarti intorno. Ci spazzeranno soltanto via. Anche questo un gioco da niente. Vieni. (Il figlio le siede accanto, sull'altra poltroncina. Pausa) Come erano ridicoli nei sacchi.

Il figlio - Ma ne hanno, del coraggio. (Silenzio)

La figlia - Quanto tempo ancora?

Il figlio - Poco.

La madre - (alla figlia) Respira fondo. Erano proprio ridicoli. (Si ode battere alla finestra)

La figlia - il ramo dell'oleandro. Si alzato il vento.

La madre - Volete aprirgli?

Il figlio - (alla sorella) Rispondi.

La figlia - (sommessa ma decisa) No. (Un lungo silenzio) Chi verr in questa casa?

La madre - Gente nuova, in ogni piano e appartamento.

Il figlio - Di altre strade. Non sapr nulla.

La figlia - (con sollievo) Nulla, di noi.

Fine

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