La tavola vuota

 


Commedia in tre atti

di Angelo Mancuso

PERSONAGGI

Comm. Claudio Vernetti

Maurizio

Silvia, figli del comm. Vernetti

Rodolfo

Giulia, ragazza di Rodolfo

Ines

Marco, amici di Silvia

Aldo

Luisa, la governante

Brigadiere di P.S.


INTRODUZIONE

Una metafora totalizzante, capace di riassumere in un'immagine una cultura, un sistema di valori, l'armonia del gruppo: la tavola apparecchiata per il desco, il felice momento collettivo e sacro del pasto.

Come la tavola imbandita sintomo di benessere, di prosperit, cifra di una circolazione di valori, di una comunicazione centripeta a tutto campo che rimbalza di persona in persona, sintesi di reciprocit, ma anche segno di democrazia e di rispetto, apoteosi della Famiglia come microcosmo sociale e culturale, e soprattutto etico-morale; cos la tavola "vuota" rovescia tutto questo sistema, presentando oggetti vacui, svuotati di senso, che soli restano a testimoniare un passato dissolto, la crisi del gruppo, il fallimento dei valori non gi antichi, ma ancestrali, rappresentanti di un mondo metastorico.

La tavola vuota il sintomatico titolo del dramma di Angelo Mancuso, in cui la crisi della Famiglia - traslato semplice e quotidiano della societ tutta - elemento costitutivo del testo, nodo narrativo e strutturale.

Interno borghese. Un anziano commendatore, tre figli adulti: quattro vite diverse accomunate da un passato di apparente armonia familiare. L'ombra di una madre, presente-assente, da poco morta.

Esistenze lacerate da storiche colpe, dalla difficile costruzione di una vita. Maurizio, ricercatore a Londra, torna in Italia, a casa, dopo la morte della madre e una lunga assenza. Nella casa paterna tutto mutato: un padre consuma se stesso arrovellandosi nei sensi di colpa, nel tentativo di pervenire a un bilancio della sua vita, del suo essere uomo, marito, padre. Una giovane donna affida a una falsa mondanit il senso di una vita che le sfugge e che fugge in una irreversibile autodistruzione. Un uomo rifiuta di

assumersi responsabilit, giocando con la vita di una donna e rifiutando quella di un figlio. E Maurizio, se stesso, oppresso dalla sua stessa velleitaria volont di capire e di cucire i brandelli di quello che trova al suo arrivo. E allora per risalire si deve piombare nel baratro, confessando a se stessi e agli altri il fallimento.

Il dramma non si polarizza sull'opposizione 'Famiglia patriarcale'/'Famiglia moderna' perch i valori del dire e del fare sono di ogni persona e vanno al di l del nucleo familiare. Ombre quasi, e non persone, si muovono in un'atmosfera criptica e asfittica e le parole che i personaggi pronunciano staticizzano gli atti, assumendo le parvenze di simulacro delle azioni, che non si fanno prassi, perch la volont impotente e i fatti accadono al di l delle parole e quasi contro di esse.

Il dramma circuita l'impotenza dell'azione - se per azione si intende l'assunzione matura di responsabilit - che connota tutti i personaggi, finanche Maurizio che, anzi, sar costretto a verifi-care l'inutilit del suo lucido dire. Questa la forza, direi quasi naturalistica e verghiana del testo: il non concedere nulla al facile ottimismo, il tradurre oggettivamente una realt diseroicizzata, che non pu e non sa proporre modelli. Forse solo la franca comunicazione, depurata dal pregiudizio e dalla presunzione, ammantata di umilt che si fa consapevolezza dei propri errori, pu garantire la possibilit - non gi la certezza- della palingenesi.

Materia da romanzo, talvolta sovrabbondante, i contenuti de La tavola vuota trovano tuttavia nella forma drammaturgica la loro espressione pi congeniale,, non solo per l'efficacia ascrivibile al Teatro come veicolo in presentia, ma per la parola che solo affidata a una giusta dizione scopre il suo carattere vacuo, nervosamente urlato o espressivamente silente. E anche per la situazione scenica, capace di trasmettere il senso dell'interiorit lacerata, ma non cos buia da non lasciare intravedere la luce di un nuovo "Umanesimo".

Mario Ruotolo


ATTO PRIMO

Un' ampia sala-soggiorno. A destra, una porta che conduce nella camera di Silvia. A sinistra, altra porta per la camera di Maurizio.

Sulla parete di fondo praticato un arco, attraverso il quale si vede una parte del vestibolo; sul lato destro collocata, non visibile, la porta d'ingresso; su quello di sinistra, altra porta, anch'essa non visibile, che immette nella sala da pranzo e in cucina.

Appoggiati alla parete del vestibolo, visibile attraverso l'arco una cassapanca ed uno specchio.

Tra la sala e il vestibolo, sotto l'arco, vi il dislivello di due o tre gradini.

Nell'angolo di destra, una libreria in discreto ordine; in quello di sinistra, una scala interna che conduce nelle camere di sopra.

Sotto la scala un mobile-bar; tra la scala e la porta a sinistra: un impianto Hi-Fi ed un televisore.

Al centro della sala, vicino al proscenio, una tavola rotonda. Quadri moderni ed antichi appesi alle pareti. Disposti con un buon gusto: tavolinetti, poltrone e divani di stile diverso.

Su uno di quei tavolinetti, addossato alla parete di destra, quasi sul proscenio, un telefono; sugli altri tavolinetti, alcuni vasi, qualche portasigarette, portacenere, ninnoli e vari oggetti ornamentali.

In tutto l'arredamento si nota un predominio del nuovo stile sul vecchio, che serve a dare un senso di stridente ma sopportabile contrasto.

Su tutta la scena un clima di tristezza e di squallore, reso ancora pi accentuato dalla semi-oscurit in cui immersa.

Unico segno di vivacit: le numerose rose rosse, in un solo dei tanti vasi sparsi sui mobili della sala. Il resto sembra affogare nell'ombra.

Allalzarsi del sipario, la sala in penombra, illuminata debolmente da un abat-jour accanto alla discoteca. Maurizio, sdraiato su un divano, sta ascoltando un disco di musica classica, preferibilmente l' "Adagio" di Albinoni. Fuma con pigrizia e, di tanto in tanto, sorseggia un po' di cognac con ghiaccio. Si intuisce che in attesa da molto tempo.

E' sera tardi. Si odono improvvisamente delle risate. Poco dopo si sente aprire la porta d'ingresso. Il vestibolo situato sui gradini, sotto l'arco, si illumina. Sullo specchio, possono vedersi proiettate le figure di Silvia e Aldo; quindi, ben distintamente, si ode il seguente dialogo.

SILVIA (ridendo) Ah! ah!... povera Luciana... ah!... ah!

ALDO S... ah!... ah!...

SILVIA (c.s.) Era innamorata di lei... ah!... ah!...

ALDO (con un sospiro) Eh... s... (Pausa). Tu cosa avresti fatto per me, Silvia?

SILVIA Non lo so. (Le risate si affievoliscono. Pausa) Ma vai, su, tardi!

ALDO Non mi fai entrare?

SILVIA No. Potrebbe arrivare pap. Sarebbe imbarazzante... vai!

ALDO Cos?!

SILVIA Ma no, certo... (si intuisce che si baciano).

ALDO Oh, Silvia, mi fai impazzire...

SILVIA (con una nota di piacere) Ti prego, stai fermo, Aldo... no, Aldo, ti prego... no... no!

ALDO Solo cinque minuti...

SILVIA (c.s.) Non insistere, vai via... basta... ti prego!

ALDO (sospirando) Va bene... come vuoi tu... passer a prenderti fra un'ora!

SILVIA (c.s.) Sar pronta... e basta, via, Aldo, ti prego...

ALDO (c.s.) E va bene... a pi tardi!

SILVIA A pi tardi!

Si ode il rumore della porta che si chiude. Silvia appare, sotto l'arco, elegante e bellissima. Si ferma per un istante imbarazzata. Poi, spenta la luce del vestibolo, si dirige bruscamente nella sua camera.

MAURIZIO (alzandosi, con tono sostento) Silvia, desidererei parlarti.

SILVIA (freddamente) E parla!

MAURIZIO Vorrei che m'ascoltassi.

SILVIA (c.s.) T'ascolto!

Silvia gi sull'uscio della sua camera. Entra dentro lasciando la porta aperta. Accende l'interruttore: un fascio di luce si proietta per terra. Maurizio torna a sedersi sul divano e attende che Silvia rientri.

SILVIA (dall'interno, con voce sostenuta) T'ascolto, t'ascolto!...

MAURIZIO Ma come si fa a parlare da una camera all'altra?!

SILVIA (c.s.) Si pu, si pu!...

MAURIZIO Preferirei che tu venissi qui, Silvia. E' importante.

SILVIA (c s.) Le conosco le tue cose "importanti". Parlano di me, di te, di Rodolfo, di pap. Storia di ieri!

MAURIZIO Appunto!

SILVIA (annoiata) Ma s... (Rientrando, in parte svestita, con uno spazzolino in mano per le unghie) Eccomi! (Sedendosi di fronte a Maurizio) Potresti staccare il disco e accendere la luce, no?! Sembra di stare ad una veglia funebre!

(Maurizio esegue: la stanza s'illumina) Allora?!

MAURIZIO (con evidente imbarazzo, cercando le parole giuste per non urtare la suscettibilit di Silvia) Dobbiamo parlare, Silvia... cercare di ragionare... di aprirci il cuore e la mente. Non si pu pi andare avanti cos! Non logico, non ragionevole quello che facciamo. Dobbiamo cercare di modificare i nostri comportamenti.

SILVIA Quali comportamenti?

MAURIZIO Tu dovresti abbandonare le compagnie... tipo quelle di Aldo! Ti portano male... ti abbrutiscono, Silvia: Tu non te ne accorgi, ma ... non sei pi quella di una volta. Sei cambiata radicalmente! (Pausa) Anche pap se n' accorto...

SILVIA (accendendo una sigaretta, presa dal portasigarette che si trova su un tavolinetto) Lascia stare pap!

MAURIZIO S, lasciamolo stare... tanto, come se non ci fosse! Lui non s'accorge di niente. Non sa che Rodolfo ha fatto della casa un albergo... che Maurizio (indicando se stesso) diventato un inetto... che tu, Silvia, sei diventata un'estranea... che insomma ci siamo, tutti, allontanati e smarriti!

SILVIA (Continuando a spazzolarsi le unghie) Io non me ne sono accorta...

MAURIZIO Tu no... ma pap s. Lui sta molto male, lo sai... e questo clima non l'aiuta affatto.

SILVIA Ma tra noi sempre stato cos!

MAURIZIO No, da quando mamma ci lasci, molte cose sono cambiate qui dentro. Lui non le ha viste, ma le ha sentite, dentro di s, giorno per giorno, mutare lentamente. Il calore, l'affetto, il conforto che si aspettava da noi, da te soprattutto, sono venuti, ogni giorno meno... sino a fargli sentire il peso insopportabile di questo enorme distacco, di questa amara solitudine.

SILVIA Lui sta bene cos... senza parlare con nessuno.

MAURIZIO Il suo silenzio un'accusa Silvia! Un'accusa per te, per me, per Rodolfo... per tutti noi. E cos non pu pi andare... non ha pi senso stare insieme in questo modo... occorre fare qualcosa. Bisogna scuoterci fin che siamo in tempo.

SILVIA Non ne vedo la ragione.

MAURIZIO Tu, Silvia, non ti rendi conto di quanto sta avvenendo in noi, di quanto avvenuto in te. Ci estraniamo ogni giorno di pi. Non siamo pi come una volta... ricordi?

SILVIA (con asprezza) No. Non ricordo niente. (Pausa) Ce n' voluto per dimenticare!

MAURIZIO (incalzante) Cosa Silvia? Cosa c'era da dimenticare? Cos'hai da dimenticato? (Pausa) Di chi la colpa?

SILVIA E' capitolo chiuso, Maurizio! Ne parlammo una volta. Adesso non intendo tornare sull'argomento. Mi spiace per pap. Non posso farci niente. A ciascuno il suo!

MAURIZIO Gli porti tanto rancore?

SILVIA Rancore? No! Ma non puoi costringermi a sentire piet per lui.

MAURIZIO Fu una disgrazia, Silvia!

SILVIA S, che poteva per evitare! Ma basta, ti prego... non intendo pi parlarne!

MAURIZIO (c.s.) Bisogna, Silvia... bisogna!

SILVIA Per cosa?

MAURIZIO Per noi!

SILVIA Ti ho detto che ne non vedo la ragione. Ciascuno a suo modo. Io non chiedo niente

MAURIZIO E' impossibile, Silvia...

SILVIA (alzandosi risoluta) Impossibile perdonare il suo errore! (Si dirige verso la sua camera).

MAURIZIO Tu non gli perdoni ancora la morte di Carlo!

SILVIA (Si ferma di schianto sulla soglia. E' immobile e tesa) Non vero!

MAURIZIO (provocatoriamente) Tu lo odi per la morte di lui, non per quella di mamma!

SILVIA (c.s.) Non vero!

MAURIZIO (c.s.) Lo odi come odiavi mamma, perch pi bella, pi intelligente, pi affascinante di te aveva attirato Carlo... e ne era divenuta l'amante!

SILVIA (voltandosi) Non vero!

MAURIZIO Tu sai che tutto vero... inutile nasconderlo. Al punto in cui siamo non c' posto per i falsi pudori. Guardiamoci senza veli, Silvia... e prestiamo le parole ai nostri pensieri. (Pausa) Carlo era l'amante di mamma. Tu volevi Carlo tutto per te! Pap era...

SILVIA (con astio) Pap sapeva da tempo!

MAURIZIO Pap seppe dopo. Dopo l'incidente!

SILVIA (con ironia) L'incidente?!

MAURIZIO Una disgrazia, Silvia!

SILVIA Che ne sai tu? Come fai ad esserne cos certo! Dov'eri tu a quell'epoca?

MAURIZIO Appunto perch non fui presente, quando rientrai da Londra il mio solo pensiero fu quello di appurare la verit. (Pausa) Impiegai molto tempo. Alla fine la trovai nel doppio fondo di un cassetto, sigillata in alcune lettere e in un diario. Non ne parlai con nessuno. Poco dopo ripartii per Londra. Ripresi lentamente il mio lavoro, ma non era pi come prima. Mi sentivo inquieto, depresso, angosciato. Alla fine decisi di tornare per capire... per scoprire la verit! (Pausa) Quelle lettere...

SILVIA (con marcato turbamento) Che lettere? Di Carlo?

MAURIZIO S!

SILVIA (c.s.) Cosa dicevano?

MAURIZIO Lo amavi tanto?

SILVIA (sconvolta) Ma cosa vuoi tu da me? Perch non mi lasci in pace?

MAURIZIO Voglio aiutarti, Silvia.

SILVIA Ma chi ti chiede niente?! Smettila di assillarmi con i tuoi discorsi. Smettila di frugare nella mia vita. Ne ho abbastanza di te, di pap, di tutti... voglio solo essere lasciata in pace... pensa a te stesso e piantala!

MAURIZIO appunto quello che voglio fare... ma prima voglio capire, Silvia! Non me la sento pi di vivere in questa maniera... con quest'idea che mi assilla.

SILVIA Nessuno ti chiede di farlo. Nessuno ti obbliga a vivere in un modo anzich in un altro. Come fai a sapere qual la giusta maniera di vivere, a giudicare la maniera degli altri?

MAURIZIO Io non ti giudico, Silvia... t'invito solo a fermarti un'istante, a riflettere, a discutere... a cercare di guardare dentro di te, dentro di noi.

SILVIA (infastidita) Non ne ho voglia!

MAURIZIO Dobbiamo! In questa brutta storia c' qualcosa che abbiamo lasciato in fondo al nostro animo e confusa con il resto... per non avere ingombri morali e non sentire il peso delle nostre azioni, delle nostre responsabilit... il rimorso delle conseguenze. Io desidero solo aiutarti, aiutarmi, aiutarci a vicenda, Silvia. Occorre tirare dal fondo questa "qualcosa" se vogliamo salvare il resto!

SILVIA E cosa c' da salvare?

MAURIZIO (imbarazzato) Non lo so, Silvia. Non lo so. Ma qualcosa potrebbe cambiare... deve cambiare... a cominciare dalla nostra vita!

SILVIA (con sarcasmo) La vita! Siamo alle parole grosse?! Sai tu cos' la vita? Beh, io non lo so... e non voglio saperlo! Per me la vita solo una scatola vuota... da riempire ogni giorno con quello che ti capita, con quello che si trova... io ci riesco, vedo le cose che mi si offrono, prendo le migliori e riempio la mia scatola vuota... senza problemi, senza rimorsi... ed ogni giorno cos, a volte con piacere, con gioia... altre volte con indifferenza, con noia... tutto qui!

MAURIZIO Ma questa non vita, Silvia... te ne rendi conto? La vita un dono che non pu essere buttato via cos, abbandonato agli eventi, con assoluta non curanza... senza progetti, senza ideali, senza speranze... senza amore, Silvia... senza amore...

SILVIA (sferzante) Amore!? Io sono stata divorata dall'amore... c' stato un tempo in cui ho vissuto solo di questo! La vita e l'amore erano una sola cosa... erano il cielo, la luce, la natura, il sole, l'acqua, il respiro... tutto ci che vedevo e che mi circondava era intriso del mio amore e della mia gioia di vivere! (Pausa) Ma un giorno quest'amore svan all'improvviso... mi fu strappato con violenza e con esso fu svuotata anche la mia vita... perci non parlarmi d'amore, perch a me stato tolto e negato per sempre!

MAURIZIO Ma tu non puoi dirlo... parli cos adesso, perch sei ancora afflitta dalla tua pena... ma tu devi guardare avanti, non puoi rinserrarti nel passato, chiuderti a riccio rinunciare al futuro.

SILVIA E perch mai dovrei farlo... per andare incontro ad altre delusioni, ad altre angustie, ad altri tormenti? No, non ne vale la pena... ne ho gi abbastanza e non intendo pi ricaderci! (Pausa) Del resto, io vivo bene cos... senza storie, senza pensieri... vivo alla giornata... ed ho scoperto che pure bello!

MAURIZIO Sar pure bello per ora ... perch sei giovane... e lo sar finch rimarrai cos avvenente, cos piena d'energie, cos esuberante e avida di piacere e di vita... ma tutto questo un giorno finir...

SILVIA Non m'importa!

MAURIZIO ...E rimpiangerai allora gli anni della tua fanciullezza, questi anni che stai buttando via, gli anni che ti hanno visto felice e spensierata in questa casa piena di ricordi e di allegria... oggi ridotta ad una specie di museo delle cere, una sorta di tomba dei sentimenti... dove niente pi parla di noi, del nostro passato, della vita che fu... dove le stesse cose di allora, gli oggetti che vedi, che ci circondano, sembrano finti, irriconoscibili, senza pi forme e colori... assolutamente estranei!

SILVIA Il tuo solo sentimentalismo fuori luogo... che non mi tocca pi di tanto... non mi commuove per nulla e mi fa venire quasi da ridere.

MAURIZIO (con sdegno) Il tuo cinismo sconcertante! Questa tua maschera di ghiaccio mi fa paura...

SILVIA E tu non guardarla!

MAURIZIO (accoratamente) Ma come faccio, Silvia... come faccio a non guardarti... a non preoccuparmi vedendoti cos fredda, cos insensibile, cos cambiata?!

SILVIA Mi trovo bene cos!

MAURIZIO Cerca di riflettere... nulla ancora perduto... possiamo ancora farcela... riprenderci la nostra vita... ricominciare da capo, cercare di cambiare insieme, di rimettere tutto a nuovo... a partire da questa casa, Silvia...

SILVIA (incalzante e nervosa) Cosa c' che non va?!

MAURIZIO (c.s.) Tutto! A cominciare dai mobili. A cominciare da noi che vi giriamo dentro come anime in pena, come tanti fantasmi...

SILVIA Storie!

MAURIZIO Quest'inquietudine che si sveglia con noi all'alba e si spegne a notte alta. Questa ricerca affannosa del vago, dell'incerto. Questa lotta continua tra noi e il passato. Lotta assurda, Silvia, priva di senso, inutile. Perch nessuno pu sfuggire a se stesso, Silvia. Neanche tu, con la tua filosofia e il tuo modo di vivere.

SILVIA (c.s.) Parole! Sai solo dire parole e nient'altro. Perch sei un debole, un inetto. (Pausa) S, hai detto bene, prestiamo le parole ai nostri pensieri! (Pausa) Vuoi sapere cosa penso di te, di Rodolfo, di pap? Ebbene, niente! Non penso niente, perch mi siete diventati tutti indifferenti, come sconosciuti. E tu non puoi sapere il fastidio che mi danno gli sconosciuti. Tu non puoi sapere il fastidio che mi d la tua presenza qui... e quella di Rodolfo, e quella di pap... ma sono decisa a starci perch mi fa comodo.

MAURIZIO Ma questa casa...

SILVIA Questa casa per me poco pi di un albergo, niente in essa intralcia la mia nuova vita. Niente pu spingermi a tornare indietro, a cambiare la mia vita, perch io sto bene cos.

MAURIZIO Il passato ritorna sempre.

SILVIA Io ho cancellato tutto, tutto il mio passato, senza rimorsi n nostalgie, e non voglio che ritorni pi. Non voglio che ritornino i miei tormenti e le mie ansie e le mie paure.

MAURIZIO T'illudi

SILVIA Voglio essere e restare libera! Non ho pi bisogno di nessuno. Ho il mio lavoro, la mia rendita, sono completamente indipendente. S, Maurizio, io posso gridarti in faccia quelloche penso. Sono ormai maggiorenne e mi sono rifatta una nuova vita. Fuori di qui. Fuori dal passato. E intendo viverla pienamente. A modo mio... errato, va bene... ma intendo viverla!

MAURIZIO (c.s.) Un giorno t'accorgerai d avere sbagliato tutto!

SILVIA Sar lontano quel giorno!

MAURIZIO Oh, arriver, stai certa. Arriver... e sarai disperata e sola, allora.

SILVIA Quel giorno, non preoccuparti, non verr da te.

MAURIZIO(con tono sempre pi accorato) Silvia, ascolta...

SILVIA (troncando con tono aspro) Oh, basta Maurizio. Capitolo chiuso!

MAURIZIO (c.s.) Ti prego...

SILVIA (c.s.) Basta! (Rientra bruscamente nella sua camera, tirandosi dietro la porta)

Maurizio, rimasto solo, cammina distrattamente per la stanza. E' pensieroso e visibilmente scosso. Ostenta una calma aggressiva. Accende una sigaretta e si abbandona sul divano.

LUISA(pervenendo dalla cucina. Si ferma sotto l'arco) Posso andare, signor Maurizio? La cena l'ho lasciata pronta. Basta solo riscaldarla.

MAURIZIO Va bene, Luisa.

LUISA Le occorre altro?

MAURIZIO No, grazie......puoi andare!

LUISA Spiegher lei al commendatore. Forse si seccher...

MAURIZIO Ma no, Luisa, vai... vai tranquilla... auguri anzi... speriamo che vada tutto bene!

LUISA Grazie, signorino. Faccia prendere le pillole al commendatore, mi raccomando... le trover sulla credenza, in cucina... al solito posto...

MAURIZIO S, non dubitare... vai!

LUISA Buona notte, signor Maurizio. (Esce)

MAURIZIO Notte!

Si sente il rumore della porta d'ingresso che si chiude. Maurizio seduto sul divano, continuando a fumare con avidit. Si alza, fa qualche passo, guarda con curiosit i mobili intorno a s, sposta lo sguardo verso la camera di Silvia, si ferma d'avanti a lungo, come volesse guardare dentro, al di l della porta, attraverso di essa, sino a Silvia. Quindi lentamente si porta accanto al bar. Prende una bottiglia di liquore, e se ne versa un po' in un bicchiere e beve. Poi decisamente si avvia verso la camera di Silvia. Sta per aprire la porta, ma si ferma di colpo, indeciso. Afferra lentamente la maniglia, quando si sente suonare il campanello della porta d'ingresso. Maurizio rimane fermo. Si sente un altro suono.

SILVIA(all'interno della camera) Maurizio...?!

MAURIZIO (scostandosi dalla porta e tornando a sedersi di fretta sul divano) S?!

SILVIA(apre l'uscio della porta, apparendo in sottoveste) Non hai sentito?

MAURIZIO Ho sentito, ho sentito!

SILVIA Saranno Ines e Marco. Fra qualche minuto sar pronta!...

Maurizio si reca di malavoglia verso la porta d'ingresso, scomparendo dietro l'arco. Silvia rimane sulla soglia ad origliare.

INES (dietro l'arco, sulla soglia d'ingresso, non vista) Ciao Maurizio! E' in casa Silvia?

Silvia si chiude dentro. Sul vestibolo, non visti, saluti a soggetto tra Maurizio e Marco. Entrano quindi in scena.

MAURIZIO Silvia di l, nella sua camera. Vi prega di attenderla alcuni minuti. (Pausa imbarazzante) Scusatemi, ma ho un lavoro da finire nella mia camera.

MARCO Ma figurati!

INES Fai, fai pure!

MAURIZIO (indicando il bar) Servitevi... senza fare complimenti! (si ritira nella sua stanza).

Ines, con un gesto spontaneo, come se fosse a casa sua, si libera della borsetta lasciandola cadere sul mobile vicino. Quindi si abbandona comodamente su un divano. Marco si portato con molta disinvoltura presso il piccolo bar. Ha preso alcune bottiglie e due bicchieri. Poi rivolto ad Ines.

MARCO Prendi il solito?

INES S... ma con meno cognac... e molto ghiaccio!

MARCO E dov' il ghiaccio?

INES Di l, in cucina... vado a prenderlo!

Ines si reca in cucina e rientra poco dopo con un secchiellino pieno di ghiaccio, che posa su un tavolinetto. Marco mesce in un bicchiere diverse qualit di liquori, a mo' di cocktail, e lo porge ad Ines fissandola intensamente. Ines prende del ghiaccio e lo versa nel bicchiere, poi comincia a bere andando a sedersi sul divano. Marco si porta dietro le spalle di Ines, allunga una mano e le accarezza sensualmente il collo. Ines non si scompone. Marco le preme la mano sulla spalla.

MARCO (con una nota di desiderio) Oh, Ines!

INES (glaciale) S?!

MARCO (c.s.) Mi fai morire!

INES (guardando Marco) Non bevi?

Marco ed Ines si fissano per alcuni istanti. E' evidente che quello sguardo ha un significato particolare per Marco che, a malincuore, ritira la mano e con aria remissiva si dirige di nuovo verso il bar.

MARCO Sii!... (Mesce in un bicchiere un po' di liquore e lo beve d'un fiato. Poi continua ancora).

INES (che lo ha seguito con lo sguardo) Adesso esageri! (Mentre Marco continua a bere, si alza di scatto con evidente nervosismo) Adesso basta! Non mi piace... non mi piace... non mi piace. Devi smetterla, Marco!

MARCO (Con tono aspro e concitato) Non posso, non ci riesco, pi forte di me. Cosa posso farci, dimmi, mi chiudo in un convento, vado nel Tibet, mi uccido?!...

INES (nervosa) E non alzare la voce... mi irriti!

MARCO (fissandola con ostilit) Tu non mi puoi trattare cos... non puoi essere cos dura con me!

INES (c.s.) Io non so pi come trattarti... non so pi cosa fare, ho accettato di starti vicino, di esserti amica... ma tu non pensi ad altro... non sembri renderti conto di niente... e mi fai disperare col tuo incontrollabile vizio di bere... come vuoi che reagisca, allora, dimmi?! (Allarga le braccia e torna a sedersi sul divano con evidente sconforto).

MARCO (Un po' remissivo) Scusami... non volevo esasperarti... il fatto che non riesco a controllarmi... l'alcol diventato una droga per me. (Pausa. Poi con tono accorato) Ma tu non puoi essere cos dura con me... cerca di capirmi... io non ... non ce la faccio pi... non posso vivere senza di te, Ines! (Quasi angosciato) Aiutami, ti prego! Ho provato da solo, tanti mesi fa... lo sai... (Gesticola confusamente, non sa continuare, gli mancano le parole. Si volta a guardare intensamente Ines) Torniamo a stare insieme, Ines... ti prego!

INES E' inutile Marco...

MARCO No, ti prego... io ho capito il male che ti ho fatto... e tu sai quanto stia soffrendo... ma non puoi condannarmi per sempre a vivere come una larva umana... a consumare i miei giorni come un dannato, senza pace... senza speranza!

INES Non posso farci niente!

MARCO (Sempre pi accorato) Ritorna da me, Ines... dimentica quello che accaduto... io voglio sposarti... sposiamoci, Ines... insieme potremo tornare ad essere felici come un tempo... io sapr renderti felice... potr darti tutto quello che desideri... non c' alcun ostacolo adesso... pap si ormai rassegnato!

INES (con ostentata la calma) Non si tratta pi di questo, Marco, lo sai. E' gi tardi ormai. Non parliamone pi.

MARCO Parliamone, invece, Ines. E' necessario parlarne. Io sono convinto che tutto pu accomodarsi. Tutto pu tornare come prima. Basta volerlo... basta ricominciare!

INES (c.s.) Come? Da dove?

MARCO Lasciamo perdere questo modo di vivere... fermiamoci, torniamo a riflettere, a discutere, a ragionare. Tutto sar pi facile dopo. Molte cose ci saranno pi chiare. Sar come esserci svegliati da un brutto sogno. (Ines da segno d'infastidirsi) Tentiamo un ultima volta Ines, Ti prego!

Marco visibilmente afflitto. Sa di avere toccato un argomento delicato. Lentamente s avvicina ad Ines, le si porta ancora una volta dietro le spalle e tenta di accarezzarle i capelli. Ines lo lascia fare, impassibile. Marco si sente rincuorato.

INES (infastidita) Non c' pi niente da chiarire, Marco... tutto ormai si consumato... ed io non ho pi la forza di ricominciare.

MARCO (c.s.) Ti aiuter io... proviamo!

INES (con tono leggermente nervoso e concitato) E' inutile... ti dico che inutile... non parliamone pi... lasciamo le cose come stanno, va bene?! Ho accettato di restarti amica. ... mentre avrei dovuto odiarti per quello che mi hai fatto... cosa vuoi di pi?!

MARCO (Quasi supplichevole) Ma io ti amo ancora, Silvia... pi di prima... con tutta la mia anima e il mio cuore... e sono tormentato dal rimorso. Perch non vuoi ascoltarmi, perch continui ad affliggermi in questo modo... perch non mi perdoni ancora... perch?!

INES (Come se fosse stata frustata. Si scosta di scatto e si alza in piedi, rigida, dura, spietata) E come perdonarti?! Come dimenticare quella tremenda notte trascorsa in clinica... sola e disperata, mentre accettavo quella violenza alla mia maternit?! Come dimenticare le ore di angoscia che seguirono, il rimorso implacabile che ancora mi dilania... i lunghi mesi di solitudine, di smarrimento in cui mi abbandonasti?! (Breve pausa) E Dio solo sa come desideravo avere quel figlio!

MARCO Sono stato un imbelle, un pavido... lo so! Ma ora sono cambiato... ascoltami...

INES (troncando drasticamente il discorso) No, Marco, basta, finito! Tu sai cosa il mio cuore ha sofferto e ha perduto per sempre. Ma la ferita si chiusa da tempo ormai, cicatrizzata per sempre, Marco, e non voglio che se ne parli pi... per me tutto finito... per sempre! (Pausa) Dovrei disprezzarti, detestarti... maledirti per quello che mi hai fatto... e invece, vedi? (Allargando le braccia in segno di rassegnazione) Non so portarti neanche rancore. (Con tono fermo e deciso) Ma devi smetterla di tormentarmi! Desidero stare tranquilla... capito?

MARCO (Con amarezza) Sono, dunque, diventato cos insignificante per te?

INES Mi dispiace, Marco. Te lo avevo detto. Non parliamone pi.

MARCO Io ho tentato, ho cercato anche allora di farti capire...

INES Cosa?! Non c'era niente da spiegare allora, niente da dire, da pensare, da capire... occorreva solo agire, allora... che "tu" agissi, che ti liberassi della "tutela" di tuo padre, che prendessi una decisione da "uomo"!

MARCO Non potevo... sai benissimo che non potevo!

INES Perch? (Pausa) Te lo dico io perch. Perch eri un debole, un viziato, un immaturo, un irresponsabile... e, per quanto ne sappia, lo sei ancora purtroppo.

MARCO No, Ines, ti sbagli... adesso sono cambiato, sono deciso a tutto pur di non perderti.

INES Non lo so... non ne sono sicura... potrebbe anche darsi, ma non ha importanza ormai. Era allora che avresti dovuto prendere la "tua" decisione. Ma non te la sentivi di affrontare la vita, di rinunciare alle tue comodit, di mettere su casa... di sfidare l'ira di tuo padre, di abbandonare la sua Clinica, venendo a vivere con me (con rimpianto). Chiss quante cose sarebbero diverse oggi!

MARCO Siamo ancora in tempo per ricominciare tutto... Ines!

INES Non pi Marco. Non voglio illuderti. Non sono pi quella che conoscesti sui banchi di scuola. Sono tanto diversa, tanto cambiata, adesso.

MARCO (Le si avvicina e le accarezza dolcemente le braccia) Non importa Ines... riprendimi con te... io ti accetto per quella che sei. In due sar meno difficile andare avanti. (Breve pausa) Io mi sento smarrito, non riesco pi a ritrovarmi, a dare un senso alla mia vita... ho bisogno di te!

INES (Svincolandosi) No, no, no... inutile Marco, non ho pi la forza per ricominciare... non ho pi voglia di lottare. Non posso pi darti niente io... lo vuoi capire? Tutto finito per sempre... cerca di capirlo... finito, finito, finito, finito!

MARCO (Amaramente) Finito! (Si reca lentamente verso il bar e riprende a bere)

Ines lo segue con lo sguardo, lo fissa a lungo. Sui suoi occhi scende un velo di malinconia; poi, come per reagire, torna a sedersi sul divano e accende una sigaretta. Pausa. Maurizio, uscendo dalla sua camera attraversa la sala e si dirige in cucina. Rientra poco dopo con un annaffiatoio.

INES Che fai?

MAURIZIO Annaffio le piante!

INES Strano?!

MAURIZIO Cosa?

INES (Con tono un po' ironico ) Che ti interessi "anche" di piante!

MAURIZIO (Con lo stesso tono di Ines) Non me ne interesso affatto, cerco soltanto di farle "soffrire" di meno... quando me ne ricordo. (Fa per avviarsi)

INES Posso vederle?

MAURIZIO Figurati! (Maurizio entra nella sua camera, preceduto da Ines).

Marco rimasto immobile. Fissa la porta della camera di Maurizio, dietro la quale scomparsa Ines. Beve un altro bicchiere di liquore. Poi lentamente si avvia verso l'uscita. Si sente chiudere la porta d'ingresso. La scena rimane vuota. Pausa.

SILVIA (dall'interno della sua camera) Ines? Vuoi venire di qua un momento per favore? (Breve pausa) Ines!? (Altra pausa poi comparendo sulla soglia) Ines!? (Si accorge che scena vuota) Ines!? (Attende qualche istante. Guarda verso la camera di Maurizio. Scrolla le spalle) Mah! (Si ritira nella sua camera, richiudendo la porta).

Poco dopo, rientrano nella sala Ines e Maurizio.

MAURIZIO (Proseguendo un discorso gi iniziato) ... Perci, non mi va di vivere cos! (Pausa). Ma, non c'era Marco, qui, con te? .

INES (senza darvi peso) Sara uscito/ (Riprendendo l'argomento sia avviato prima) Io ancora non riesco a capirti Maurizio! Potrebbe essere cos facile la vita per te... e fai di tutto, invece, per renderla difficile a te e agli altri?!

MAURIZIO La chiami vita questa?

INES Perch no? Ognuno ha diritto di spenderli come meglio crede i propri anni. Se gli altri non si pongono i tuoi problemi, non soffrono per quello che fanno, segno che stanno bene cos! Cosa vuoi rimproverare a Silvia, a Rodolfo, ad Aldo?! Oggi anch'io ho finito con l'accettare il loro modo di vivere. Io, che so bene cosa avrei dato per mettere su una casa, una famiglia... (la frase le muore in gola)

MAURIZIO Tu sei diversa, Ines!

INES Oh... non illuderti...

MAURIZIO In te c' qualcosa che rimane ancora viva: la tua malinconia, la tua tristezza, il rimpianto per quel mondo di affetti che avevi sognato. C' in tutto questo, ancora, la presenza opaca della tua anima di fanciulla. C' l'onest, almeno, dei tuoi sentimenti. Ma cosa c' in Silvia, in Aldo, in Rodolfo? Rispondimi?!

INES Non lo so. Non voglio saperlo Maurizio, non m'importa niente. E vorrei che anche tu facessi la stessa cosa, che la smettessi di tormentarti cos e tormentare gli altri. Perch non pensi pi a te stesso invece? Perch non cerchi di crearti una "tua" vita?!

MAURIZIO Ma tutto quello che sto cercando di fare, Ines. Provi almeno tu a capirmi. E' qui che voglio continuare a vivere: nella vecchia casa di mamma, accanto a mio padre, in questa antica casa che fu dei miei nonni. E' qui che intendo creare la mia famiglia, Ines. E non per spirito di conservazione che ti dico questo, ma per attaccamento alla vita, alla serenit, all'armonia delle cosa. (Pausa)

INES Cosa c' che non va?

MAURIZIO C' qualcosa qui dentro, in questa casa, che non va per il giusto verso. Si respira da tempo un'atmosfera ostile, fredda, funerea. Qualcos'altra morta con mamma qui dentro. E non saprei indicarti quale, perch essa non ha nome, non ha dimensioni. E' nulla e cento cose insieme... la disposizione di un mobile, di un quadro... una porta che cigola, un silenzio prolungato, uno sguardo che ti sfiora, una parola pi non detta. Nulla e cento cose insieme, Ines. La vita stessa che fugge via, lentamente, con profonda amarezza, come un castigo.

INES E' triste, lo so... ma non puoi farci niente. Non siamo pi quelli di una volta... ed inutile cercare di capire...

MAURIZIO Ma in questa casa, un tempo non era cos... ed io voglio capire il perch di questo cambiamento, i motivi che hanno fatto di Silvia una ragazza frivola ed ostinata, di Rodolfo un ribelle cinico ed insensato, di pap una vittima passiva, incapace pi di lottare e di reagire. A te sembrano cose di poco conto queste, cose da lasciare andare, per le quali non vale la pena tormentarsi?! Pu darsi... e forse hai ragione. Ma per me diverso. Per me vogliono dire tutto... sono la ragione del mio futuro... la permanenza in questa casa, alla quale sono legato da tanti ricordi.....o il distacco per sempre.

INES Il distacco?! Cosa vuoi dire?

MAURIZIO E' un'idea che mi assilla da tanti giorni. So di non potere pi vivere in questa casa, con tanta ostilit intorno. In simili condizioni, preferisco abbandonarla per sempre. Cercare altrove ci che, al mio ritorno, avrei desiderato trovare qui.

INES Torneresti definitivamente in Inghilterra?

MAURIZIO Perch no?! Posso riprendere quando voglio il mio lavoro... l mi accoglierebbero tutti a braccia aperte... ho lasciato una posizione invidiabile... un posto di grande prestigio... e tanti cari amici che mi stimano e mi vogliono bene.

INES (Con intenzione) E chiss quante amiche anche!

MAURIZIO Certo!

INES (c.s.) Una in particolare... no?!

MAURIZIO Oh... Ketty vuoi dire? Una semplice compagna di lavoro, nient'altro!

INES (esitante) E... partiresti da solo?

MAURIZIO (fissandola teneramente.) E con chi vuoi che vada... non ho alcun legame qua... e poi... t'assicuro che non sarebbe una vita comoda la mia...

INES (avvicinandosi a lui) Ma che varrebbe la pena di vivere, comunque...

MAURIZIO E chi credi che sarebbe disposta a farlo?

INES (guardandolo intensamente, dopo un attimo d'indecisione) Io Maurizio. (E quasi tra le braccia di lui, aspettando di essere baciata) Io ti seguirei ovunque! (Gli mette le mani sul collo quasi ad attirarlo a s).

MAURIZIO (le cinge con le mani i fianchi, sta per baciarla, ma poi, di scatto si allontana) No, Ines!

INES ( rimasta immobile, delusa e un po' risentita. Si avvia lentamente verso un divano e si siede accendendo una sigaretta) Come non detto!

MAURIZIO Scusami... non volevo...

INES Oh, niente... sto facendovi l'abitudine con te!

MAURIZIO Mi dispiace...

INES (nervosa) E perch? La sciocca sono io. Dovrei capirle certe cose, alla mia et e con la mia esperienza! (Con un po' di sarcasmo) Una cosa andare a letto insieme in una bella sera di plenilunio... altra cosa vivere insieme...

MAURIZIO Non questo... e tu lo sai...

INES Cosa, allora?

MAURIZIO Non lo so... forse la mania di fare le cose "pulite", come dici tu!

INES "Pulite"?!

MAURIZIO (Si accorge della gaffe) Oh, scusami, ti prego, non volevo affatto...

INES Lascia perdere...

Silvia esce dalla sua camera, indossando un provocante abito da sera.

SILVIA (con tono vivace) Eccomi pronta! (Rivolta a Ines) Dove t'eri cacciata? Vedo che sei riuscita a tirare fuori il "lupo" dalla tana.

INES (riprendendosi brillantemente. Un po' faceta) Un vero lupo, s... e sapessi come "morde"!

SILVIA Basta rimanere serrata nel proprio guscio... vedrai che diventa allora inoffensivo.

MAURIZIO Comodo vero?

SILVIA Utile, caro fratellino. Utile!

MAURIZIO Ti sbagli. E' un meschino ripiego.

INES Ma possibile che stiate sempre a graffiarvi voi due?!

SILVIA Non mi scalfisce nemmeno, lascialo fare. (Si dirige verso il mobile-bar e si mesce qualcosa da bere).

MAURIZIO (abbandonandosi su un divano) Dovrei avere i tuoi artigli per riuscirvi.

SILVIA Neanche allora, credo, ce la faresti.

MAURIZIO Gi dimenticavo... sei pi coriacea di un coccodrillo.

INES Via, Maurizio, smettila!

SILVIA (sarcastica) L'hai detto, caro fratellino.

MAURIZIO Non farci caso, Ines... dovresti esserci abituata, no?!

INES E' cos privo di senso questo!

SILVIA Lascialo fare se si diverte.

MAURIZIO Non mi diverto affatto... e lo sai bene. Tu, invece, sembri essere tagliata su misura per questo genere di commedia.

INES Ma perch ti ostini tanto, Maurizio?!

MAURIZIO Perch desidero capire... ecco tutto!

SILVIA Lo senti?

INES Non c' niente da capire, Maurizio. C' solo da accettare le cose come stanno... e basta.

MAURIZIO (con uno scatto di nervi) Ma assurdo!

INES Sar! Ma non c' altro da fare

SILVIA (infastidita.) Lascialo perdere, Ines, ti prego.

MAURIZIO (alzando la voce) Mi esasperi con quel tono, Silvia!

SILVIA (gridando anche lei) Non posso farci niente!

INES (irritata) E smettetela di gridare come due ossessi!

SILVIA (nervosamente) Io non ho voglia di gridare, ma lui che si ostina a provocarmi. (Rivolta a Maurizio) Io non ho voglia di discutere con te, lo vuoi capire? Come devo dirti che non m'importa niente dei tuoi problemi... che non ho voglia di parlarne... che non ho bisogno di niente... che... che me ne infischio di tutto e che non voglio pensare a niente... che sono felice di questa mia condizione e che ho soltanto voglia di vivere... vivere... vivere... vivere!...

MAURIZIO (con rassegnazione) Sei una povera isterica.

INES (c.s.) Maurizio, smettila!

SILVIA Ti odio!

MAURIZIO L'avevo capito da tempo.

INES (c.s.) Sei insopportabile, Maurizio, piantala!

Suona il telefono. Silvia che si trova vicino all'apparecchio, alza istintivamente il ricevitore.

SILVIA Pronto? S!... Giulia... come? No, non in casa!... Come ha detto di chiamarsi?... (Dopo un attimo di perplessit Silvia riattacca) Mah!

INES Chi era?

SILVIA Non ho capito bene... una certa Giulia Serintoni o Sertoni, come diavolo si chiami. Non mi ha dato modo di capirlo... ha attaccato subito.

INES Che voleva?

SILVIA Cercava Rodolfo: le ho detto che non era in casa e... drin, ha chiuso!

INES Sar un'amichetta... scontrosa.

SILVIA Che vada al diavolo! (Torna a suonare il telefono) Se di nuovo lei la metto a posto (prende il ricevitore) Pronto? Ah, sei tu Marco... va bene... ma Aldo non ancora arrivato... s... d'accordo allora! (Riattacca)

INES Che t'ha detto?

SILVIA Ci attende gi davanti al portone. Ma cos' successo?

INES La solita solfa. Tu sai com' Marco!.

SILVIA Dovresti essere pi comprensiva... in fondo non peggiore degli altri. E poi ti ama davvero.

INES Non posso, Silvia, lo sai. Non sento pi niente per lui.

SILVIA Ma lui ha bisogno di te.

INES Lui ha bisogno di una balia, Silvia... non di me!

Suonano alla porta.

SILVIA Questo Aldo! (Corre ad aprire).

MAURIZIO (non intendendo incontrare Aldo) Scusami, Ines, vado di l... nella mia camera.

SILVIA Come vuoi.

MAURIZIO Arrivederci! (Esce).

Si sente la porta d'ingresso che si chiude. Scambio di saluti, a soggetto, tra Silvia ed Aldo, dietro l'arco, non visti.

ALDO (entrando con Silvia sottobraccio) Salve Ines! Siete pronte?

SILVIA (allegra) Io prontissima!

INES Dove andiamo?

ALDO Al "Nido d'oro"!

SILVIA Che roba ?

ALDOUn nuovo locale notturno... dicono che ci si diverte!

INES (alludendo al trucco) Allora ci vuole una ritoccatina! Un minuto e sar pronta... con permesso... (Entra nella stanza di Silvia).

SILVIA Sbrigati!

ALDO Che fretta hai?

SILVIA Quella ci sta mezz'ora.

ALDO (prendendola tra le braccia) Magari! (La sbaciucchia) Sei irresistibile stasera.

SILVIA Di l c' Maurizio.

ALDO (c.s.) Non entra, lo sai...

SILVIA (accarezzandogli i capelli) E' un po' strano in questi giorni...

ALDO (c.s.) E con questo? (Pausa. Con una nota di piacere) Hai un profumo forte, inebriante... mi mette addosso una gran voglia di prenderti...

SILVIA (abbandonandosi languidamente) Ti prego... no... potrebbe anche entrare... smettila...

ALDO (c.s.) E lascialo entrare... ci stiamo solo baciando...

SILVIA Ha i nervi tesi in vena di scenate...

ALDO Cosa vuoi che m'importi... lo sa che ci amiamo... dunque?!

SILVIA Non cos semplice per lui... ha idee diverse.

ALDO (stringendola a s) Oh, smettila!... (La bacia a lungo sulle labbra e poi sul collo)

SILVIA (svincolandosi) Basta, Aldo! Mi togli il trucco. Vado di l a prendere la borsetta... torno subito! (Entra nella sua camera).

Aldo emette un lungo sospiro. Si guarda intorno. Poi si reca verso il mobile-bar e si versa qualcosa da bere. Si porta, quindi, sulla soglia della camera di Silvia, spinge la porta socchiusa con il piede e si appoggia allo stipite.

ALDO Ci vuole molto ancora?

INES (dall'interno della camera) Siamo pronte!

SILVIA (uscendo e prendendo Aldo per il braccio) Andiamo bel signorino!

Silvia ed Aldo, seguiti da Ines, escono dalla porta d'ingresso. La scena rimane vuota per qualche attimo. Maurizio esce dalla sua camera e si abbandona su un divano. Poi si alza. Riaccende l'impianto Hi-Fi e torna a sedersi sul divano, restando ad ascoltare lo stesso motivo di musica classica, come all'inizio dell'atto. Esegue tutti i movimenti con molta calma, quasi automaticamente, assorto in altri pensieri. Poco dopo, suonano alla porta. Si alza di malavoglia, spegne l'impianto Hi-Fi e va ad aprire. Breve pausa. Si sente la porta d'ingresso che si apre e quindi il seguente dialogo, sul vestibolo.

GIULIA Mi scusi, desidererei parlare con Rodolfo.

MAURIZIO Non ancora rientrato.

GIULIA Tarder molto?

MAURIZIO Di solito no... dovrebbe essere qui tra poco.

GIULIA Le dispiace se l'attendo?

MAURIZIONient'affatto...

Giulia, una ragazza semplice e piacente, appare sotto l'arco. E' visibilmente turbata ed esitante.

MAURIZIO (entrando in scena ed indicandole un divano) Si accomodi, la prego!

GIULIA Grazie. (Esegue con imbarazzo)

MAURIZIO Posso offrirle qualcosa?

GIULIA No, grazie.

MAURIZIO Io sono Maurizio, fratello di Rodolfo.

GIULIA Oh, mi scusi... avrei dovuto farlo prima... io sono Giulia... Giulia Serintoni.

MAURIZIO E' lei che ha telefonato poco fa?

GIULIA S, speravo di trovare Rodolfo. (Pausa) Suo fratello, forse le avr parlato di me.

MAURIZIO No... Rodolfo non mi parla mai dei suoi problemi... del resto neanch'io con lui. (Si avvia verso il mobile-bar) Non vuole proprio niente?!

GIULIA Non si disturbi, grazie.

MAURIZIO Non faccia complimenti, la prego! (Breve pausa) Allora.....non prende proprio niente?!

GIULIA Se proprio insiste... un brandy, grazie! Cosa diceva a proposito di Rodolfo?

MAURIZIO (mescendo del liquore con ghiaccio) Oh, niente di rilevante... dicevo che tra me e lui vi una specie di tacito accordo... ciascuno si disinteressa dei problemi dell'altro... tutto qui! (Le si avvicina porgendole il bicchiere).

GIULIA (accettando) Grazie. (Sorseggia) A pensarci bene, Rodolfo mi ha parlato di lei. Del resto, tranne che di Silvia, non mi ha mai parlato di nessun'altro. (Sorseggia ancora) Posso dire di sconoscere completamente la sua famiglia.

MAURIZIO Non ne rimangono molti da conoscere. (Le si siede di fronte) Solo il padre... e Luisa, la vecchia governante che sta con noi da oltre trent'anni!

GIULIA Nessun'altra... donna?

MAURIZIO Vuol dire... mia madre? (Pausa) Rodolfo non le ha detto...

GIULIA No.

MAURIZIO E' morta... circa un anno fa... in un tragico incidente! (Beve il liquore tutto d'un fiato, poi si alza per recarsi di nuovo al mobile-bar).

GIULIA (sensibilmente scossa) Oh, mi dispiace... sinceramente... non sapevo... (E' molto imbarazzata. Svuota il bicchiere tutto in una volta, poi lo rigira vuoto tra le mani).

MAURIZIO Capisco! (Mentre mesce altro liquore, con un po' di ghiaccio nel bicchiere, rivolto a Giulia) Ne desidera ancora?

GIULIA Oh, no, grazie! A me non piace bere... ho accettato solo perch avevo bisogno di tirarmi su. (Posa il bicchiere sul tavolo).

MAURIZIO (torna a sedersi, col bicchiere in mano, davanti a Giulia che lo guarda con curiosit) No, signorina, non sono dedito all'alcool... non mi piace... bevo anch'io per tenermi un po' su... per stordirmi un tantino... e pensare di meno...

GIULIA Non ci sarebbe niente di male, in fondo... a Rodolfo piace molto... fin troppo!

MAURIZIO (con disappunto) Lo so.

GIULIA Lei non approva? Voglio dire... non condivide il suo modo di vivere?...

MAURIZIO (con tono secco) No! (Pausa imbarazzante).

GIULIA (sentendosi incoraggiata) Neanch'io. (Breve pausa). So che difficile a dirsi, a far capire perch, pur essendo contraria a certe cose, continui a stare con lui... non so come spiegarlo...

MAURIZIO Non necessario che lo faccia.

GIULIA Eppure... all'inizio non era cos, i primi anni, dico, quando cominciammo a conoscerci, a frequentarci... non era cos. (Breve pausa) Era pi calmo, pi riflessivo, pi responsabile... era tanto dolce, buono, romantico... sembrava un essere adorabile che tutte le ragazze avrebbero voluto avere per compagno di vita. (Con una nota di rimpianto) Lei certo se lo ricorda!...

MAURIZIO (con un sospiro) S!

GIULIA (visibilmente angosciata) Cos' successo a quel ragazzo che conoscevo... perch cambiato?!

MAURIZIO Non lo so. E' quello che cerco di capire anch'io. (Pausa) Lei lo conosce da parecchio tempo?

GIULIA Da quattro anni. L'ho visto cambiare a poco a poco, senza accorgermene. Era pieno di vita, di allegria, di fiducia. Voleva laurearsi, sposarmi, avere dei bambini... era cos felice, cos esuberante... ed io mi sentivo... mi sentivo... (La frase le muore in gola, strozzata da un irrefrenabile singulto).

MAURIZIO (con tono consolatorio) Non faccia cos... si sfoghi, le far bene... parli ancora! (Breve pausa) Mi dica... quand' incominciato a ... cambiare?

GIULIA (rincuorata, ma triste) Lo scorso anno... credo... quando cominci a chiedermi d'incontrarci pi spesso. Stavamo quasi intere giornate insieme. Poi rimanemmo alcune settimane senza vederci. Mi lasci cos di punto in bianco, senza motivo. Quando gli telefonai... mi chiese solo di non disturbarlo per qualche tempo... doveva prepararsi per un esame difficile, mi disse. (Pausa).

MAURIZIO E poi?

GIULIA Cominci da allora, credo. Poi, all'improvviso, riprese a cercarmi di nuovo, sempre con pi insistenza. Mi port a frequentare ambienti strani, circoli politici, movimenti studenteschi di varia estrazione ... a far vita ed esperienze di gruppo... lui che amava tanto la vita ritirata e semplice! Cominci col farmi dei discorsi strani, a pretendere di stare con lui fino a notte tarda, ad essere pi moderna, pi disinibita diceva... e intanto sentivo che si allontanava sempre pi da me. (Pausa) A casa mia erano liti continue. Pap disapprovava il mio contegno e mamma, pi di una volta, mi prese a schiaffi. La mia vita cominci a diventare un inferno. (Pausa) Poi una sera... (Si copre il viso con le mani e scoppia in singhiozzi).

MAURIZIO (c.s.) Si calmi... la prego!

GIULIA (con voce concitata, intervallata da qualche singulto) Io non volevo perderlo! Gi da tempo, Rodolfo aveva cominciato ad infastidirsi per le mie continue resistenze e ad andare sempre pi spesso con altre ragazze. Pensavo che quella sua irrequietudine fosse dovuta proprio a questo... s, a problemi di sesso voglio dire... e che, una volta tranquillo in tal senso, avrebbe ripreso a studiare, a laurearsi ed a mettere su casa come era nei suoi desideri. Cos, quella sera, decisi di seguirlo nella villa di un suo amico... (Con voce velata di malinconia)... nonlo avevo mai visto cos felice, cos sereno, cos tenero. Ed io stessa mi sentii liberata dall'incubo che mi aveva oppressa in quegli ultimi tempi. (Pausa) Credetti in seguito di averlo recuperato definitivamente. Abbandon le sue amicizie, quel suo modo balordo di vivere e torn ad essere gentile, premuroso, pieno di attenzione. Andavamo spesso in quella villa, di pomeriggio, e ci lasciavamo a sera tardi, felici, parlando dei nostri progetti. Tutto riprese a scorrere liscio, come un tempo... sino a quando... due mesi fa circa... non mi accorsi di... di aspettare un bambino... (Scoppia in lacrime)... oh, Dio!

MAURIZIO Non pianga, Giulia... vedr che si aggiuster tutto...

GIULIA (c.s.) Oh, no...

MAURIZIO Lui... Rodolfo, lo sa?

GIULIA (c.s.) S... e non vuol sentirne... non vuole vedermi. Quando glielo dissi, due mesi fa, credetti di impazzire. Mi sarei aspettato un'accoglienza diversa... che fosse contento e invece......

MAURIZIO E invece?

GIULIA ...Invece mi copr d'insulti, mi tratt con durezza... io reagii e ne segu una scenata terribile... mi schiaffeggi persino e mi lasci improvvisamente. Da allora, non mi stato pi possibile rivederlo. Ho provato a telefonargli, a pregarlo, a supplicarlo... ma lui niente... niente! Ora addirittura, appena sente la mia voce, mi chiude il telefono in faccia... non vuole che gli telefoni, non vuole che lo cerchi... che devo fare? Io non posso pi vivere cos... sono disperata... oh, mio Dio! (Piange).

MAURIZIO (preoccupato) Si calmi... vedr di parlargli...

GIULIA (visibilmente angosciata) E' inutile! Non sente ragioni... ha una sola fissazione... capisce?! (Pausa) Mi ha offerto del denaro perch mi "liberi" del bambino... vuole che vada nella Clinica di un suo amico... ma io non... io non posso, non voglio... io non voglio perdere il bambino... ma lui irremovibile.....e intanto non so cosa fare! (Pausa) Mio padre mi caccer fuori di casa appena lo avr capito... lo so... lo sento... ed io non potr nasconderlo a lungo, non ce la faccio a vivere con questo tormento... non posso pi sopportare questa sofferenza!

MAURIZIO (Alzandosi, si reca verso il mobile-bar. Mesce un po' di cognac in un bicchiere e lo porge a Giulia). Prenda, beva, le far bene. Si aggiuster tutto, vedr... intanto si calmi!

GIULIA (eseguendo) Lei non sa quant' testardo...

MAURIZIO S che lo so... ma cercher di farlo ragionare.

GIULIA Io ho provato in tutti i modi possibili... gli ho detto che sono disposta a rinunziare al matrimonio, pur di vivere insieme a lui... io ho un buon lavoro che ci consentirebbe di mettere su casa, di essere indipendenti... e lui potrebbe intanto laurearsi... ma niente... lui non vuole assumere responsabilit... non vuole sentirne... cosa devo fare?

MAURIZIO Lasci che gli parli io... cercher di convincerlo... lei troppo sconvolta... vada a casa... si fidi di me.

GIULIA No... io devo vederlo... non posso andare avanti cos!

MAURIZIO Potrebbe essere controproducente... lasci tentare a me. In questo periodo molto irrequieto... irascibile... potrebbe reagire male.

GIULIA Lo so... ma forse vedendomi... chiss... potremmo provare a convincerlo insieme.

MAURIZIO Non ne sono sicuro... Rodolfo diventato assai strano... sta attraversando una crisi esistenziale... un mutamento radicale che non so da dove tragga origine. Io sto cercando di capirlo... ma finora con scarso risultato.

GIULIA E' come se fosse divorato da una grande rabbia... una rivolta, un'ostilit radicale verso tutti e tutto... ma non capisco come, quando e perch avvenuto tutto questo... perch prima, ripeto, non era cos, era diverso... era normale!

MAURIZIO Lo ricordo anch'io com'era. Ma quando sono tornato era gi cambiato... non lo vedevo da una anno.

GIULIA Lei non abita qui?

MAURIZIO No... vivo a Londra, dove lavoro da parecchi anni, come dirigente di una multinazionale, ma mi ero stancato... avevo deciso di piantare tutto, di tornare e di stabilirmi definitivamente qui... ma adesso... non sono pi certo di volerlo... ci sto ripensando.

GIULIA Come mai? Mi perdoni l'indiscrezione...

MAURIZIO Non mi ci trovo pi in questa casa. Non mi ritrovo pi con me stesso, col mio passato... mi sento a disagio. A volte mi sembra di essere un estraneo... non c' pi niente di quello che avevo pensato di trovare al mio ritorno. E' come se un uragano avesse spazzato via tutto... capisce?

GIULIA Cosa s'aspettava di trovare?

MAURIZIO Il calore della mia giovinezza... i ricordi di mamma... i segni della mia presenza... le tracce della mia vita di bambino... e poi di ragazzo, di studente pieno di sogni e di energia... e i lunghi, ininterrotti anni felici, cadenzati dai regali e dalle feste... attorno a questa tavola sontuosamente imbandita... (Indica il tavolo al centro della scena). Non rimasto pi niente di tutto questo!

GIULIA (imbarazzata) Capisco.

MAURIZIO Mi scusi se l'ho un po'... frastornata.

GIULIA Per niente... dispiace a me di essere capitata qui, in un momento cos inopportuno... per vorrei che lei capisse il mio stato d'animo... la mia particolare situazione...

MAURIZIO La capisco benissimo... non si preoccupi. (Pausa) Piuttosto... non vorrei insistere... ma sarebbe bene evitare un altro scontro... le assicuro che gli parler e cercher di convincerlo...

GIULIA Ma io ho voglia di vederlo!

MAURIZIO Come lo ho gi detto... in questo periodo molto teso, e quasi intrattabile.

GIULIA Lo so che si arrabbier! Mi aveva proibito di venire qui... ma non ce l'ho fatta a resistere... e non m'importa se continuer ad offendermi, ad insultarmi... io lo voglio vedere... voglio parlargli ancora...

Si sente aprire e richiudere la porta d'ingresso.

MAURIZIO Eccolo!

Rodolfo entra. Giunto sotto l'arco scorge Giulia e si ferma di scatto, visibilmente irritato. Giulia lo guarda ansiosamente, ma lui rimane impassibile, freddo ed ostile.

RODOLFO Cosa sei venuta a fare... cosa vuoi?

GIULIA (alzandosi) Rodolfo fatti parlare... non litighiamo ancora, ti prego!

RODOLFO Ma io non ho voglia di parlare... (Si avvia verso il mobile-bar)... sono stufo di discutere sempre delle stesse cose!

GIULIA Rodolfo, per l'amor del cielo... torniamo a ragionare... tu non puoi lasciarmi cos... in queste condizioni!

RODOLFO (si mesce un bicchiere di liquore con ghiaccio) Non c' pi niente da dire su quell'argomento... ne abbiamo parlato fin troppo... se ti sei scomodata per questo, puoi tornare da dove sei venuta.

GIULIA Io ho riflettuto molto... e credo che una soluzione si possa trovare...

RODOLFO (con cinismo) Non m' interessano le tue riflessioni... puoi risparmiartele... e se vuoi farmi un piacere, cerca di andartene!

GIULIA (con tono fermo e deciso) Sono venuta per parlarti, Rodolfo... e tu dovrai ascoltarmi!

RODOLFO Cerchi la lite?

GIULIA (remissiva, cercando di indurlo a ragionare) Ma per l'amor del cielo... ne abbiamo avute gi troppe! Io voglio solo parlare con calma...

RODOLFO (infastidito) E di cosa? Di cosa vuoi parlarmi ancora... io lo so cos'ha in mente... tu vuoi solo intrappolarmi... ma io non sono cos sciocco... e tu sei troppo giovane per fare la furba con me... cara cocca! E' bene, quindi, che ti metta il cuore in pace una volta per sempre e che ti decidaad accettare quella soluzione.

GIULIA (sconvolta) Nooo!

RODOLFO (alzando la voce) Sei pazza se credi di avermi cos!

GIULIA (c.s.) Ma non capisci che delittuoso ci che mi proponi di fare? Rodolfo, ti scongiuro, cerca di capire!

RODOLFO (duro) Cosa?! Cos' che dovrei capire? Capire di sposarti?...

GIULIA Io non ti chiedo questo... non m'importa niente del matrimonio!

RODOLFO (con sarcasmo) Oh, no certo... e cosa cambia! Tu mi dici, adesso, che pensi pi a sposarti... che per te non pi importante come prima. E cosa vorresti allora, sentiamo...

GIULIA Vorrei...

RODOLFO (c.s.) No... vediamo se indovino?! Vorresti che io mi decidessi a metter su casa... creare la "famiglia", fare la fine di tanti poveri cristi, che non sanno dove sbattere la testa per tirare avanti... oh, certo... tu hai il tuo buon lavoro... e guadagni abbastanza per consentirci di andare avanti... con me in queste condizioni, a fare da mantenuto... e questo che dovrei capire?

GIULIA (angosciata) Ma a lui, Rodolfo, al bambino non pensi?

RODOLFO (secco e nervoso) Non ho alcun obbligo verso di lui. Chi l'ha voluto? Io no di certo! Avresti dovuto pensarci prima invece di fare la furba per cercare d'incastrarmi.

GIULIA (coprendosi il viso con le mani) Oh, Dio! (Scoppia in singulti).

MAURIZIO Sei sconcertante!

RODOLFO (duro) Tu fatti gli affari tuoi!

MAURIZIO Sarebbe troppo comodo... per te.

RODOLFO (c.s.) Non immischiarti... non cominciare con le tue solite prediche... ne ho le tasche gonfie!

MAURIZIO Ma non ti vergogni?! Come puoi guardarla in faccia senza arrossire? E di quella creatura... come puoi parlare cos?

RODOLFO Che ne sai, tu, di quella creatura! Chi l'ha mai voluta... "quella creatura"?! Come fai ad essere certo che sia stato io a volerla?

GIULIA (c.s.) Ma io non l'ho fatto con intenzione... tu devi credermi... devi credermi, Rodolfo...

RODOLFO Se cos, come tu dici, perch non accetti di...

GIULIA (c.s.) No... non voglio sentirla quella parola!

RODOLFO (innervosito.) E allora, non rompere!...

GIULIA (c.s.) Oooh!... ma come puoi essere diventato cos!?

RODOLFO (dileggiandola) Oooh! Oooh! Sono stufo di tutta questa storia, vuoi capirlo? Non voglio sentirne pi parlare... vattene!

MAURIZIO Non puoi mandarla via!

RODOLFO Posso questo ed altro. Sono ancora libero delle mie azioni per fortuna... e ti assicuro che non mi far intrappolare da questa cagna in calore!

MAURIZIO Non ti permetto di parlare cos!

RODOLFO (alzando la voce.) Non mi permetti? E chi sei tu... che diritto hai! Non rompermi le scatole anche tu, va bene?

MAURIZIO (nervosamente) Cerca di moderarti... e non farmi perdere la pazienza!

RODOLFO (con tono di sfida) Se no che succede?

MAURIZIO (c.s.) Rodolfo... smettila!

RODOLFO (c.s.) Mavai a fare in cu...

Maurizio gl'interrompe la frase, dandogli uno schiaffo. Giulia, che ha seguito la scena con apprensione, al limite della sopportazione scappa via piangendo disperatamente. Rodolfo fa per reagire ma si contiene a stento, serrando i Pugni. Il suo sguardo pieno di furore.

RODOLFO (con ira repressa) Non azzardarti mai pi, Maurizio! Non azzardarti mai pi o ti giuro che finir male!

(Lo fissa ancora un istante negli occhi, quindi si allontana frettolosamente verso la cucina).

Maurizio pentito del gesto e vorrebbe trattenere Rodolfo, per chiedergli scusa, ma sa che sarebbe inutile. E' affranto. D uno sguardo malinconico intorno alla stanza. Si porta lentamente accanto ad un divano su cui si abbandona visibilmente angosciato.

MAURIZIO (coprendosi il viso con le mani) Oh, mamma!...


ATTO SECONDO

Stessa scena, alcune ore dopo. Maurizio steso sul divano intento a leggere. Dopo qualche istante, si ode il rumore della porta d'ingresso che si apre. Entra il comm. Vernetti, seguito da un brigadiere di P. S..

VERNETTI Accomodatevi.......questo mio figlio Maurizio.

BRIGADIERE Buona sera.

MAURIZIO (alzandosi) Buona sera.

VERNETTI (rivolto al brigadiere) Se permette mi siedo.....anche voi se volete...

BRIGADIERE No, grazie.

VERNETTI Sono un po' stanco... fate pure! (Rivolto a Maurizio) Il brigadiere... come avete detto?

BRIGADIERE Lorenzi.

VERNETTI (c.s.) Vuol farti qualche domanda...

MAURIZIO Prego!

BRIGADIERE Conoscete la signorina Giulia Serintoni?

MAURIZIO L'ho conosciuta stasera.

BRIGADIERE Dove?

MAURIZIO Poco fa... qui in casa. Perch? Cos' successo?

BRIGADIERE La signorina ha avuto un incidente... finita sotto un auto!

MAURIZIO Oh Dio! E' grave?

BRIGADIERE E' stata trasportata al Policlinico... sembra piuttosto grave... stiamo facendo degli accertamenti. (Breve pausa) E' stata vista uscire di corsa dal portone... sembrava disperata... sconvolta dicono alcuni soccorritori... sa fornirmi qualche notizia?

MAURIZIO Aveva avuto una discussione con mio fratello Rodolfo.

BRIGADIERE Lei era presente?

MAURIZIO S! La signorina era arrivata qui un po' agitata... qualche ora fa... dicendo di voler parlare con mio fratello.

BRIGADIERE L'aveva mai vista prima?

MAURIZIO No!

BRIGADIERE Ne aveva sentito parlare... sapeva chi fosse?

MAURIZIO No... mio fratello non mi ha mai parlato delle sue faccende personali... n io gliel'ho mai chiesto.

BRIGADIERE Come mai?!

MAURIZIO Cos! Questione di carattere.

BRIGADIERE Capisco. (Breve pausa) E questa Giulia Serintoni... mi scusi la domanda... cos'era per suo fratello?

MAURIZIO La sua ragazza, credo. Si erano lasciati un po' bruscamente qualche tempo fa... cos mi ha detto almeno... lei era venuta a trovarlo stasera per parlargli... ed ho appreso cos... che...

BRIGADIERE Dica?

MAURIZIO Che... s, insomma... che aspettava un bambino.

BRIGADIERE Ah!

MAURIZIO Si trattenuta un po' di tempo ed abbiamo parlato di cose personali... confidenzialmente. Cos ho appreso della sua relazione con Rodolfo e dei loro rapporti... come dire... un po' tesi... poi arrivato lui... c' stata una discussione agitata ed incresciosa... ma niente di grave!

BRIGADIERE Che intende dire?

MAURIZIO Lei voleva una riconciliazione... voleva che tornassero a vivere insieme, ma lui diceva di non essere disposto a farlo, per il momento... era molto contrariato insomma.

BRIGADIERE E poi?

MAURIZIO Lei ha cercato, in tutti i modi, di persuaderlo... ma lui non ha voluto sentirne... ha assunto un tono irritato e sprezzante... sono intervenuto io, ma... stato peggio... abbiamo finito col litigare... e Giulia, a questo punto, scappata via piangendo.

BRIGADIERE Perch avete litigato?

MAURIZIO Volevo evitare che Rodolfo offendesse Giulia... che fosse pi comprensivo, pi ragionevole... ma lui s' inasprito. Si rivolto contro di me con frasi pesanti, dure e provocatorie... cos, ho perso la pazienza... non ho resistito e l'ho schiaffeggiato. (Breve pausa) Giulia, come le ho detto, scappata via. Lui si ritirato di l! (Indica la parte della cucina).

BRIGADIERE Posso vederlo?

MAURIZIO Lo chiamo.

BRIGADIERE Aspetti! (Riferendosi a Giulia) Come mai non ha pensato a trattenerla?!

MAURIZIO Non me ne ha dato il tempo... ero sconvolto... non prevedevo una cosa del genere... e poi non c' stata la possibilit... come le ho detto, uscita precipitosamente.

BRIGADIERE Capisco! Vuol chiamare suo fratello, per favore?

Maurizio si reca dalla parte della cucina e rientra, poco dopo, assieme a Rodolfo.

RODOLFO Chi vuole parlarmi?

MAURIZIO Il brigadiere...

BRIGADIERE Lorenzi.

RODOLFO (con un tono sostenuto) Cosa vuole da me?!

BRIGADIERE Desidero farle alcune domande... se non le dispiace.

RODOLFO (c.s.) Per quale motivo?!

BRIGADIERE Riguardano i suoi rapporti con la signorina Giulia Serintoni.

RODOLFO (c.s.) E cosa le interessa... sono affari personali! Per quale motivo?!

BRIGADIERE Evidentemente... una ragione c'... ed molto seria.

RODOLFO Cosa intende dire?

BRIGADIERE E' accaduto un incidente... molto grave!...

RODOLFO (con apprensione) Che incidente?

BRIGADIERE La signorina Giulia stata travolta da una auto... e versa in pericolo di vita.

RODOLFO (c.s. turbato) Quando? Dove?

BRIGADIERE Poco fa... appena uscita dal portone della sua casa..

RODOLFO (c.s.) Ha detto che in pericolo di vita?!

BRIGADIERE Temo proprio di s... purtroppo!

RODOLFO Dove l'hanno portata?

BRIGADIERE Al Policlinico.

RODOLFO (visibilmente travagliato e scosso) Voglio vederla... (Guarda con preoccupazione Maurizio e suo padre)... voglio vederla subito!

BRIGADIERE L'accompagno... parleremo durante il tragitto.

RODOLFO Grazie. Andiamo!

BRIGADIERE (rivolto a Maurizio) Se dovessi avere bisogno di lei, la far chiamare.

MAURIZIO Come vuole!

BRIGADIERE Buona sera commendatore... mi dispiace! (Esce insieme a Rodolfo).

(Lunga Pausa).

Vernetti, seduto sulla poltrona, sembra affranto dal dolore. Maurizio lo fissa intensamente. I loro sguardi s'incontrano per qualche istante. Poi Maurizio si reca al mobile-bar.

VERNETTI (con amarezza) Mio Dio... che sfacelo!

MAURIZIO (versandosi qualcosa da bere) Vuoi qualcosa?

VERNETTI No, grazie... non ho voglia di niente!

MAURIZIO La cena pronta, di l!

VERNETTI Non ho fame. (Pausa) Dov' Silvia?

MAURIZIO Fuori... con i suoi amici.

VERNETTI Ogni sera cos... da quasi un anno... lei e Rodolfo. Li perdi di vista e quando te li trovi davanti... non sono pi tuoi... sono un'altra cosa!

MAURIZIO Vado a prenderti le pillole.

VERNETTI Lascia perdere... a cosa vuoi che servano? (Pausa) Parlami di quella ragazza... Giulia!

MAURIZIO Hai sentito... non so altro. So solo che era disperata e che lui, Rodolfo, si comportato come un essere spregevole.

VERNETTI Perch lo hai schiaffeggiato?

MAURIZIO Non lo so... ho perduto il controllo dei nervi. Quel suo tono arrogante, cinico, volgare... mi ha indignato. E' stato un gesto istintivo. So solo che lo rifarei di nuovo se lo avessi davanti!

VERNETTI Mi sembrato diverso poco fa. Era piuttosto sconvolto, teso... forse pentito.

MAURIZIO Pentito di che?!

VERNETTI Non lo so... forse di averla trattata in quel modo.

MAURIZIO Non credo. Non si trattato di un semplice scontro verbale. Rodolfo quel bambino non lo voleva... stato categorico. Non ha voluto sentire ragioni... ha respinto i tentativi di Giulia con feroce sarcasmo... Insultandola come una donnaccia, perch voleva costringerla ad abortire... capisci?

VERNETTI E' enorme... impossibile che Rodolfo si sia abbrutito a tal punto. (Pausa) Cosa succede Maurizio?!

MAURIZIO (spazientito) Cosa succede?! Cosa succede?! Non sai dire altro! Perch me lo chiedi?

VERNETTI Ho cercato di capire...

MAURIZIO Capire cosa? Non c'era niente da capire, pap! Anch'io ho cercato di capire... di rendermi conto, in tutto questo tempo, di ci che era accaduto... ma inutilmente! (Pausa) Nella mia ansia di sapere, ho trovato solo rancore, ostilit, avversione... ed ho compreso allora che la causa del nostro malessere era dentro noi stessi, dentro ciascuno di noi... non c' niente da fare... bisogna tirarla fuori, se vogliamo venire a capo di qualcosa... ma chi disposto a farlo... tu?

VERNETTI Non ti capisco. Cosa vuoi che tiri fuori, io... la disperazione, il mio tormento, la mia solitudine?!

MAURIZIO Anche!

VERNETTI Che intendi dire?

MAURIZIO La tua colpa, pap!

VERNETTI Oh, s... certo! Tutti i padri sbagliano... tutti sbagliamo... umano! (Pausa) Tu parli di colpa... ma che ne sai tu?! (Alzandosi, si muove lentamente, gesticolando con movimenti stanchi e sofferti). Oh!... Che ne sai tu di quel tempo... del dolore che provai per la sua morte... del rimorso che stava per distruggermi... e del buio e dell'amarezza infinita in cui affog la mia esistenza, dopo, lentamente... (Non riesce a proseguire).

MAURIZIO Continua...

VERNETTI Quando seppi di tua madre e di lui, di Carlo capisci? (Pausa) Oh, dannazione! La mia colpa! Quale colpa? Quale? Quella di avere desiderato morire?

MAURIZIO Quella di essere "morto" dentro di te. Quella di esserti chiuso nel tuo rancore... e di avere abbandonato Silvia e Rodolfo a loro stessi!

VERNETTI Nessun rancore... ma solo disperazione, dolore, stanchezza di vivere...

MAURIZIO (incalzando) Rancore, pap, rancore! Contro tutti, contro te stesso. Il maledetto orgoglio ti ha reso cieco. Hai cominciato ad odiare questa casa ed hai fatto in modo che la vita vi si spegnesse...

VERNETTI Non vero! Ho cercato di nascondere la verit ai ragazzi. Ho evitato di parlarne con loro per non intaccare la memoria di lei... non volevo che sapessero...

MAURIZIO Ma i ragazzi sapevano!

VERNETTI Quando l'ho capito... ho cercato di aiutarli a dimenticare... sono stato aperto e comprensivo... li ho assecondati in tutto... ho concesso loro tutta la libert che volevano... cos'altro potevo fare... cos'altro dovevo fare... in che cosa ho sbagliato?!

MAURIZIO (duro) Avresti dovuto continuare ad amarli!

VERNETTI (risentito) Tu farnetichi... tu non sai quello che dici!

MAURIZIO (c.s.) So bene che cos.

VERNETTI (c.s.) Non vero!

MAURIZIO E' proprio vero, invece! (Pausa) Fu la prima cosa di cui mi resi conto, al mio ritorno da Londra... dopo la tragedia! Ricordo bene. Evitasti quasi di abbracciarmi e non mi rendesti il bacio che ti avevo dato. Non ci feci caso, allora. Pensavo fossi ancora sconvolto per la morte di mamma. Ma ora so, invece, che non fu cos... che sin d'allora era morto qualcosa dentro di te... era morto l'amore, pap... il tuo amore per noi!

VERNETTIHai sempre avuto un debole per le parole grosse, tu.

MAURIZIOLascia perdere l'ironia, pap, non proprio il caso... tu sai che vero quello che dico! Da allora non hai pi avuto un gesto, uno sguardo, una parola affettuosa... per me. Non ti sei neanche interessato di sapere cosa avevo fatto in questo tempo in Inghilterra.....

VERNETTI Non affatto vero... ne abbiamo parlato...

MAURIZIO S... quante volte?!

VERNETTIMa... diverse volte...

MAURIZIO Due o tre volte in tutto... tanto tempo fa... per riempireuna pausa, tra una portata e l'altra... quandosolevamoancora sederci, tutti insieme, in questa sala... attorno aquesta tavola imbandita (indicandola)... poi anche questo finito.

VERNETTI Non per colpa mia...

MAURIZIO Gi... non per colpa mia. Per colpa di chi allora?

VERNETTI Lo sai bene... una volta mancava Rodolfo... un'altra volta Silvia... un'altra ancora tutti e due... e quelle rare volte che riuscivamo ad essere riuniti... sembrava un feretro questa tavola.

MAURIZIO Certo! Eravate diventati l'uno estraneo all'altro. (Pausa) Ma ti sei mai chiesto perch? Hai cercato di fare qualcosa di concreto, per comprenderli? (Pausa) Ora, dinanzi allo sfacelo, t'accorgi ad un tratto che tuo figlio si "abbrutito", come dici tu. Ti spaventa l'idea di quello che egli sia e di ci che possa diventare. Cerchi di capire, dici... capire! Capire che cosa? Che Rodolfo un sovversivo, un cinico, un amorale? Che Silvia sta per perdersi, se non lo ha gi fatto? Che io sono diventato un inetto? Che la nostra una famiglia in disfacimento?

VERNETTI Taci!

MAURIZIO A che serve tacere? A punto in cui siamo non c' niente pi che valga la pena di essere salvato. Era quello che volevi, no? Puoi esserne soddisfatto!

VERNETTI Ti sbagli Maurizio. Tu persisti nel tuo errore. (Pausa) Riconosco di avere sbagliato... di essermi isolato... per egoismo, per vilt, forse anche per rancore, come dici tu... ma non volevo che accadesse questo. Credevo che i ragazzi... che voi non aveste pi bisogno di me... che potevate andare tranquillamente per la vostra strada, con le vostre gambe... che foste, insomma, abbastanza adulti per pensare a voi stessi. (Pausa) Ho sbagliato, d'accordo! Ma voi... tu... loro cosa avete fatto per impedirmelo? Cosa avete fatto per aiutarmi a superare quei tristi momenti? Dov'era andato a finire il vostro "affetto filiale"?!

(Maurizio tace imbarazzato. Con voce incalzante, pacatamente)

Taci? Eppure dovresti saperlo. Sei da tanto tempo qui... avrai avuto modo di notarlo. Cosa sono, io, per Rodolfo, per Silvia... per te?

MAURIZIO (c.s.) Ma...

VERNETTI Oh, lasciami dire! Rodolfo e Silvia, lo hai detto tu, sono come estranei diventati tra loro... e tu ed io, nei loro confronti, siamo meno che niente. Nulla li lega pi a questa casa. Tranne una tacita intesa di complicit... non hanno niente in comune che possa interessarli ad un a ripresa dei rapporti familiari. Loro hanno voluto che le cose andassero cos... e vogliono che continuino ad andare cos. (Pausa) Tu dici che la colpa mia. No! O quanto meno... non tutta mia. Ci sar stato un concorso di colpa, lo ammetto, ma lo sfacelo al quale assistiamo non solo da attribuirsi a me. Non cerco di giustificarmi... voglio soltanto che tu sia cosciente nel giudicarmi!

MAURIZIO Io non giudico nessuno...

VERNETTI Lascia stare... a che cosa servono le pietose bugie! (Pausa) Io non so quand' cominciato esattamente. Forse prima che accadesse la disgrazia... forse dopo. Non ricordo. So solo che quando m'accorsi del cambiamento era gi troppo tardi. Silvia e Rodolfo mi erano divenuti ostili, impenetrabili. Cercai di avvicinarli, di essere pi premuroso, pi interessato alla loro vita... ma i miei tentativi furono sempre scoraggiati dalla loro indifferenza. (Pausa) Una sera decisi di affrontarli energicamente... e fu uno sbaglio. Rodolfo mi sbatt la porta in faccia ed and via. Rimase per oltre una settimana fuori di casa e al suo ritorno mi disse, chiaro e tondo, che se volevo che rimanesse qui, avrei dovuto accettarlo cos com'era e lasciarlo in pace... diversamente sarebbe andato via per sempre, quella sera stessa. (Pausa)

MAURIZIO E con Silvia?

VERNETTI Con Silvia and ancora peggio: ebbe una crisi isterica, mi riemp d'insulti, mi attribu le colpe di quella tragedia... mi disse delle cose terribili, di fronte alle quali rimasi pietrificato. Mi accus di essere stato "complice" di quella relazione e di averla incoraggiata! Mi grid in faccia tutto il suo disprezzo, convinta che fossi stato io a spingere lei, Silvia, col mio atteggiamento, nelle braccia di Carlo, per metterla contro sua madre. Cercai di difendermi... ma fu inutile! Mi ricord di quella volta che la intravidi sotto un albero, nella nostra villa, assieme a Carlo, mentre facevano l'amore... e mi rinfacci di non avere agito come "un qualunque padre avrebbe fatto", mi disse. (Pausa) Forse cominciato da allora. Certo... avrei potuto fare qualcosa in quella circostanza... e invece mi comportai in modo da fare intendere che non avevo visto niente. A me sembr la cosa migliore, allora! Pensai che si trattasse di una semplice infatuazione e che non c'era niente di male, in fondo, che Silvia facesse la sua prima esperienza con un amico di famiglia. Ero molto imbarazzato. Cos ritenni di evitarli e di lasciarli soli, come se nulla fosse, fingendo di non aver visto e capito nulla! (Pausa) Cos'altro avrei dovuto e potuto fare?

Io non sapevo nulla, a quel tempo... capisci? Non sapevo nulla della relazione di Carlo con tua madre! Come potevo immaginare che quell'individuo fosse un essere cos ignobile... dimmi?! (Pausa) Cercai di farlo capire a Silvia... ma lei non mi credette. Continu ad attribuirmi colpe che non avevo commesso e quando cercai di scuoterla, nel timore che la schiaffeggiassi, si mise a strillare forte, paurosamente forte, e corse a serrarsi nella sua camera. Pi tardi, con freddezza e decisione, venne a pormi le stesse condizioni di Rodolfo. Mi disse che avrebbe lasciato questa casa definitivamente, andando a vivere con Aldo, se non avessi finito di tormentarla e lasciarla fare a "modo suo"! Capisci? (Pausa) Ora dimmi, cosa avrei dovuto fare? Lasciarli andare via per sempre?

MAURIZIO Avresti potuto tentare ancora, in tempi pi opportuni... con altre maniere...

VERNETTI (sedendosi) Ma quali maniere?! Non hai capito che non c'era pi nulla da fare? Che i Ragazzi, ormai, erano quelli che erano... e che forse lo erano gi, prima ancora che accadesse la disgrazia? Come devo fartelo capire?

MAURIZIO Pap, io ricordo che non era cos...

VERNETTI Ma cosa ricordi tu!? I tuoi soggiorni qui, con noi, sono stati sempre cos fugaci... coincidevano sempre con brevi vacanze, che trascorrevamo tutti insieme, alla villa... 0 con qualche ricorrenza, qualche festivit. Era logico che tutto ti apparisse festoso e sereno. Poi ripartivi per i tuoi studi, in Inghilterra... e non sapevi... non hai mai saputo che lasciavi, assieme alla nostalgia di te, una grande tristezza in tutti noi ed una pena muta che si trasformava lentamente in indifferenza ed egoismo col passare degli anni.

MAURIZIO Vuoi dire che... l'allegra atmosfera di quei tempi non era vera, era artificiosa... dovuta soltanto alla mia presenza?

VERNETTI Proprio cos! Il tuo arrivo era un buon pretesto per tenerci tutti "legati" e trascorrere le vacanze insieme. Silvia e Rodolfo ti attendevano con ansia. Ci si divertiva. Si stava bene insieme. Poi si riaprivano le scuole e tutto rientrava nel grigiore di prima. Il lavoro ad assorbirmi interamente. Silvia e Rodolfo si gettavano a capofitto nello studio. Non avevo modo di seguirli. Ci ritrovavamo solo di rado insieme. Ma non mi preoccupavo di questo... perch pensavo che li seguisse mamma... che si occupasse lei dei ragazzi!

MAURIZIO (un po' diffidente e contrariato) Cosa vuoi dire?

VERNETTI Oh, niente! Niente di preciso. Non intendo rimproverale nulla di specifico... ma ora so che aveva, anche lei... le sue distrazioni.

MAURIZIO (reagendo) Non giusto... non puoi incolpare lei...

VERNETTI Non intendo incolparla... probabilmente vero... forse non sar stata neanche colpa sua!

MAURIZIO (c.s.) Lei non c'entra in tutta questa storia... non puoi fartene un alibi...

VERNETTI Non scaldarti! Non stiamo facendo il processo ad alcuno qui... non la sto incolpando di niente... ho espresso solo un dubbio... per cercare solo di capire... di capire cos' avvenuto... quand' cominciato!

MAURIZIO Che importanza pu avere, ormai, tutto questo... a cosa servirebbe? (Breve pausa. Poi con un tono conciliante) Pap, non capisci che non serve a niente rivangare il passato, che la situazione quella che , bisogna affrontarla cos com', con lucidit e coraggio?!

VERNETTI Ho provato te l'ho detto... e i risultati li conosci... ho fallito in tutto... cosa vuoi che faccia, cosa posso fare ancora?

MAURIZIO Insistere, ritentare! Io non so come e perch sono falliti i tuoi tentativi, ma so che sempre possibile ricominciare su basi diverse. Occorre trovare la strada giusta... riprendere il dialogo senza prevenzioni, con umilt e pazienza... cercando di capire le ragioni degli altri e di tutti. Bisogna ritrovare, insieme, la forza di vincere i rancori... eliminare ogni risentimento e iniziare una vita diversa... con sentimenti nuovi...

VERNETTI E credi che sia facile?

MAURIZIO No... so che molto difficile... ma so anche che possibile!

VERNETTI Sei troppo ottimista tu... troppo idealista! Tu non sai quanto sia devastante il veleno del sospetto... quanto sia invincibile la forza dell'esasperazione e dell'odio...

MAURIZIO So quant' grande la forza dell'amore, pap.

VERNETTI A volte non basta neanche l'amore... Maurizio! Pensi forse che non ami abbastanza Silvia e Rodolfo e te? Pensi davvero che sia diminuito il mio amore verso di voi?

MAURIZIO Non dico questo. Ma il tuo amore, da solo, non basta. Occorre ridestare quello di Silvia e di Rodolfo. Ecco cos' che cerco di farti capire. E per fare questo occorre pazienza, umilt... e qualche rinuncia... soprattutto da parte tua!

VERNETTI Ma io non sono fatto di ferro, sono anche stanco Maurizio. Non ho pi la forza per lottare.

MAURIZIO Io ti aiuter... ti star vicino. Ma tu devi ritentare... devi ritrovare la forza di ricominciare, con pazienza e amore. (Pausa. Poi accoratamente) Io non vorrei pi tornare in Inghilterra, pap... desidererei rimanere qui, in questa casa, con te, con Silvia e Rodolfo... ma per farlo voglio che sia un a casa viva, che possa darmi il calore di un tempo, quello che portavo dentro di me, in collegio, nei lunghi anni di studio. Il calore che ho desiderato e inutilmente cercato in tutti questi anni in Inghilterra... il calore di una famiglia, pap, della "mia" famiglia!

VERNETTI (con tenerezza) Anch'io lo desidero tanto, Maurizio... l'ho sempre sognato... e non sai cosa darei per vederlo realizzato questo sogno... ma mi sembra cos difficile e cos irreale!

MAURIZIO (c.s.) Tentiamo pap... vedrai che qualcosa cambier... vuoi?

Vernetti non risponde, appare visibilmente commosso. Maurizio gli si avvicina e gli poggia una mano sulla spalla. Vernetti lo guarda con tenerezza.

MAURIZIO Ora vai a cenare, pap. Luisa ha lasciato tutto pronto in cucina.

VERNETTI Non ho fame.

MAURIZIO Prova a prendere qualcosa.

VERNETTI Non mi sento...

MAURIZIO Vuoi qualcosa da bere?

VERNETTI No, grazie.

MAURIZIO Prendi almeno le pillole.

VERNETTI Pi tardi... quando andr a letto!

Maurizio si reca in cucina e rientra dopo con un flacone di pillole ed un bicchiere d'acqua.

MAURIZIO Tieni... prendile adesso... su!

VERNETTI (eseguendo) Grazie. (Pausa. Guarda l'orologio da polso) Dov' andata Silvia, stasera?

MAURIZIO Non lo so. E' uscita con al solita comitiva.

VERNETTI Ogni sera cos!

MAURIZIO Non tutte le sere, per la verit. (Pausa) Silvia non cattiva... non irrecuperabile. Ha bisogno di affetto. Ma occorre andar cauti... diffidente, suscettibile, nervosa...

VERNETTI (sospirando) Lo so. (Pausa) Tornasse almeno Rodolfo! Chiss come sta quella povera ragazza!?

Si ode il rumore della porta d'ingresso chiudersi e poco dopo appare Silvia.

SILVIA (fermandosi imbarazzata sotto l'arco, mentre ripone le chiavi nella borsetta) Buona sera...

VERNETTI (con tenerezza) Buona sera, cara.

SILVIA (visibilmente sorpresa) Che succede?

VERNETTI (c.s.) Vieni Silvia, siediti.

SILVIA (esegue come un automa) Cosa c'?

VERNETTI (guarda Maurizio, che fa un gesto di assenso col capo) E' accaduta una disgrazia... un incidente.

SILVIA (apprensiva) A Rodolfo?

VERNETTI No... non a lui...

SILVIA A chi allora?

VERNETTI Alla sua ragazza!

SILVIA Non capisco!?

MAURIZIO Ricordi la telefonata di stasera?

SILVIA Di quella certa.....Giulia, mi pare!

MAURIZIO Appunto!

VERNETTI E' la ragazza di Rodolfo.

SILVIA Non sapevo che avesse una ragazza.

MAURIZIO E' stata qui... poco dopo che siete usciti voi... voleva parlare con Rodolfo. (Pausa) Ha atteso che rientrasse... c' stata una discussione incresciosa... quasi una lite. Giulia uscita di corsa, sconvolta e ... fuori finita sotto un auto.

SILVIA Un incidente?!

MAURIZIO Non sappiamo. E' venuto un brigadiere di P.S. per fare delle domande... c' un'indagine in corso!

SILVIA Mio Dio! (Pausa) E dov' Rodolfo?

MAURIZIO E' corso da lei, insieme al brigadiere... al Policlinico!

SILVIA Perch hanno litigato... cos' successo, insomma!

VERNETTI Giulia incinta... aspetta un bambino. Era venuta per parlare con Rodolfo... per rappacificarsi...

MAURIZIO Tempo fa avevano interrotto la relazione... lui non voleva pi rivederla... e lei era disperata...

VERNETTI Voleva convincerlo a tornare con lei... e stare insieme... ma lui non ha voluto sentirne.

MAURIZIO E' stato spregevole... l'ha insultata come una donnaccia... mi ha provocato... ho perduto la calma... insomma l'ho schiaffeggiato!

SILVIA (irritata) Sempre il solito, tu... a intrometterti in tutto... anche in cose che non ti riguardano... non dovevi farlo... che diritto avevi...

MAURIZIO Lo so! Ma stato pi forte di me... ho perso il controllo dei nervi... aveva detto delle cose mostruose nei confronti di Giulia... ed per questo che poi scappata di corsa... era troppo sconvolta... disperata!

SILVIA (preoccupata) Temi che abbia tentato di suicidarsi?

MAURIZIO Non lo so. So che era terrorizzata dall'idea che i suoi genitori venissero a sapere del bambino... e ormai non era pi in grado di nasconderlo.

SILVIA Che tipo di ragazza ?

MAURIZIO M' sembrata una ragazza seria, dolce, tranquilla... giudiziosa. Una ragazza "per bene", se questo che intendi sapere. I genitori, da quel che ho capito, sono dei piccoli borghesi, con idee.....all'antica, come dici spesso tu.

SILVIA (risentita) A cosa vuoi alludere... sei ancora in vena di far polemica?!

MAURIZIO Non mi sembra proprio il caso... ti pare?

VERNETTI Maurizio, ti prego...

MAURIZIO Davvero... non lo dicevo polemicamente... era solo per dare un'idea, indicare una categoria... in estinzione.

SILVIA (nervosamente) E' meglio non raccogliere... si finirebbe di nuovo per litigare... cosa che mi sembra sia diventata ormai una tua specialit.

VERNETTI Ragazzi, vi prego! (Lunga pausa)

SILVIA Quand' cominciata... questa storia di Rodolfo?

MAURIZIO Non lo so con esattezza. Erano compagni di scuola. Lei, a quanto m' sembrato di capire, stata sempre innamorata di Rodolfo, sin dal Liceo. Poi, all'Universit, lui ha cominciato da interessarsi a lei, a frequentarla e... poi successo...

SILVIA Ma perch stata cos leggera...

MAURIZIO Leggera?! E che ne sai tu? Come fai a dirlo? Avresti dovuto sentire Giulia... era troppo innamorata di Rodolfo e non voleva perderlo... stato lui che l'ha indotta a fare quello che ha fatto. Come fai a giudicare una ragazza innamorata come Giulia?

SILVIA Non volevo dir questo! (Pausa) Dico che poteva evitare le conseguenze... essere pi accorta... pi previdente!

VERNETTI (sorpreso) Silvia?!

SILVIA (minimizzando) Ma s, via... sono cose che si sanno pap!

MAURIZIO (ironicamente) E' naturale... oggi tutte le ragazze fanno cos, vero Silvia?

SILVIA (con durezza) Non ricominciamo! (Si dirige nervosamente nella sua camera).

VERNETTI (pacatamente) Non provocarla, Maurizio.

MAURIZIO Ma... hai sentito?!

VERNETTI Ho sentito, ho sentito. Perci ti dicevo che tanto difficile tentare di ricominciare...

MAURIZIO Sono uno sciocco, un impulsivo... scusami. La verit che mi sto logorando. Il mio sistema nervoso comincia a cedere.

VERNETTI Sar la stanchezza... non preoccuparti. (Pausa) Vai a letto!

MAURIZIO No, voglio aspettare Rodolfo. Tu piuttosto... immagino che avrai avuto una giornata pesante... vai a riposare.

VERNETTI E come potrei?

Suona il telefono. Silvia esce dalla sua camera.

MAURIZIO (rispondendo subito al telefono)Pronto?... S, aspet-ti! (Porgendo il ricevitore a Silvia che sopraggiunta in quell'istante) E' per te!

SILVIA Pronto? S... non molto bene... no... ti spiegher dopo... lascia andare... non insistere. ... (Un po' spazientita)... vabene... s... ciao... ti ho detto di non insistere, ti prego... d'accordo... ciao! (Posa il ricevitore)

VERNETTI Chi era? Scusa se te lo chiedo... ma sono in pena per Rodolfo... speravo che fosse lui!

SILVIA No... era Aldo! (Fa per dirigersi nella sua camera).

VERNETTI Potrei farti qualche domanda, Silvia?

SILVIA (quasi di malavoglia) Perch no?

Silvia prende una sigaretta dalla custodia che si trova su un tavolinetto e l'accende. Maurizio fa altrettanto e va a sedersi su una poltrona seguendo con interesse la conversazione.

VERNETTI (pacatamente) Che tipo Aldo?

SILVIA In che senso?

VERNETTI Mah... cos, in generale! Intendo... il lavoro... la famiglia... il carattere...

SILVIA (sulla difensiva, con tono quasi declamatorio) Allora... fa il costruttore... laureato in ingegneria... di ricca famiglia... il padre ha una grande impresa edile... la madre fa la pittrice, senza successo... lui, figlio unico, cura gli interessi della azienda, che per met sua... giovane... simpatico... brillante... intelligente... ama la vita libera, le scienze applicate, la tecnologia, i viaggi all'estero, i divertimenti, lo sport... non ama la solitudine, le tradizioni, la musica classica, il teatro barboso, il conformismo... eccetera, eccetera... un giovane "moderno", insomma... "rampante", come direbbe il mio caro fratellino!

VERNETTI Moderno... antico! Sono termini equivoci che dicono tutto e non dicono niente. Non mi dicono, ad esempio, se il tuo giovane "moderno" buono, leale, onesto, virtuoso... se ama la famiglia, i figli, la casa... se ha rispetto per il prossimo... se egoista, intollerante, violento...

SILVIA (un po' irritata) Ma che ne so?!

VERNETTI (suadente) Non irritarti, Silvia. Dico cos per dire... per "ragionare"!

SILVIA Ma proprio necessario?

VERNETTI Per me lo , Silvia.

SILVIA(disarmata e un po' imbarazzata per l'atteggiamento remissivo del padre) E a che serve ragionare?

VERNETTI Serve, Silvia... serve a lubrificare la mente, a guardarci dentro, a scaricarci... a volte ad alleggerirci l'animo! (Pausa) Vedi, Silvia, le idee, i sentimenti sono come degli ingranaggi di una complessa e delicata macchina... la nostra macchina umana. Se essi si fermano in una determinata posizione, per un lungo periodo di tempo, finiscono con l'arrugginirsi e col bloccare o fare sbandare la macchina stessa. E' necessario allora, ogni tanto, fermarsi a guardarli ... a rivederli e lubrificarli... per eliminare la ruggine e rimetterli in moto. E non bisogna avere paura se il distacco della ruggine provoca qualche stridore... qualche sofferenza. I benefici saranno evidenti, dopo.

SILVIA (con nervosismo) Io non ho idee... n voglio averne... e per quanto riguarda i miei sentimenti... vanno bene cos. Li prendo come vanno e vengono... senza problemi... perch questo mi consente di vivere tranquilla... di stare serena... tutto qui!

MAURIZIO (conciliante) Questo non puoi dirlo... il tuo uno stato d'animo ingannevole, artificioso... soltanto illusorio credere di potere vivere sereni... senza problemi, come tu dici... sfuggendo a se stessi.

SILVIA (c.s.) E tu perch ti intrometti? Non sai fare altro! E poi che c'entri tu?

MAURIZIO Anch'io come te... e forse pi di te... ho bisogno di serenit.

SILVIA Ma che ne sai tu di cosa ho bisogno, io!

VERNETTI Non arrabbiarti Silvia. Maurizio cerca solo di capire... di aiutarti a...

SILVIA (alzando la voce) Io non ho bisogno di aiuto... ho solo bisogno di essere lasciata in pace! (Pausa).

Silvia si accende un 'altra sigaretta, nervosamente. Verneti e Maurizio si fissano come per consultarsi.

VERNETTI (accomodante) Va bene Silvia, fai come vuoi... lasciamo perdere. Nessuno vuole costringerti. Desideravo solo scambiare quattro chiacchiere con te... sentirti parlare di Aldo... conoscere le tue idee. Ma se non ti fa piacere... posso anche rinunziarvi.

SILVIA(nuovamente imbarazzata) Non che non voglia parlarne... c' modo e modo di parlarne, per!

VERNETTI (c.s.) D'accordo... hai ragione tu..

SILVIA (c.s.) Poi non so cosa ci sia da discutere. Siamo solo degli ottimi amici... ci frequentiamo... stiamo bene insieme...

VERNETTI Tu gli vuoi bene?

SILVIA(presa alla sprovvista tentenna) Non lo so... forse... ma che importanza ha?

VERNETTI Cos... per saperlo. (Pausa) Lui ti vuole bene?

SILVIA (indugia) Ma ... credo proprio di s.

VERNETTI Vuoi dire che... non ti ama abbastanza da...

SILVIA Oh, no! Me lo ripete ogni volta sino alla noia. Se questo che intendi, posso dirti che gi "cotto" da un pezzo.

VERNETTI E allora?

SILVIA Volersi bene un'altra cosa... diverso! (Pausa)

VERNETTI Capisco! (Pausa) Ma tu lo ami?

SILVIA Te l'ho detto... non lo so bene. Sto volentieri con lui... mi piace... andiamo d'accordo... siamo felici... ma non abbiamo mai voluto affrontare l'argomento.

VERNETTI Perch non provi a parlarne seriamente.

SILVIA Vi ho pensato parecchie volte... ma ho sempre rinunziato a farlo.

VERNETTI Perch?

SILVIA Perch so come finiscono questi discorsi. Nella migliore delle ipotesi... ti costringono ad assumere impegni e scadenze precise. O peggio... rischiano di mandare a monte tutto. E poi, non me la sento, per ora, di affrontare questo argomento.

VERNETTI Non sei troppo sicura di te?

SILVIA Non sono sicura di niente. (Pausa) Ho paura di prendere decisioni impegnative. Vorrei che l'iniziativa partisse da lui... ma Aldo non tipo da... temo che anche lui sia come me e che preferisca non legarsi per il momento.

VERNETTI E quanto tempo pensi di andare avanti cos?

SILVIA (comincia a spazientirsi) Ma non lo so... come faccio a saperlo! (Pausa)

VERNETTI Mi piacerebbe conoscerlo.

SILVIA (sorpresa) Vuoi dire che... vorresti che te lo presentassi?!

VERNETTI Perch no?

SILVIA(imbarazzata) Ma...

VERNETTI Sempre che ti faccia piacere, s'intende... e faccia piacere anche a lui.

SILVIA (c.s.) Cercher di parlargli... di convincerlo... ma ad una condizione! Lui non ama le "paternali"... quindi non cercare di...

VERNETTI Non ho affatto intenzione di fargliene... desidero solo conoscerlo e farmi un'idea personale di lui. Quanto ai vostri problemi... desidero che siate voi a risolverli. E se potessi chiederti un piacere... vorrei che fossi proprio tu, Silvia, ad assumere l'iniziativa ed a prendere una decisione.

SILVIA Per ora non me la sento... non possibile... non chiedermelo!

MAURIZIO Potrei farti una domanda?

SILVIA(con scarsa tolleranza) Sentiamo!

MAURIZIO Se ti chiedesse di sposarlo... lo faresti? (Pausa).

SILVIA(Presa alla sprovvista, si sente a disagio. Vorrebbe non rispondere. E' visibilmente infastidita. Spegne la sigaretta sul portacenere. Si siede) Non lo so... non vi ho mai pensato... perch me lo chiedi?!

MAURIZIO Neanche lui... s... voglio dire... non te ne ha mai parlato?

SILVIA (alzando la voce) No! (Aggressiva) Ma tu cosa vuoi da me... perch mi fai queste domande... che t'importa!

VERNETTI Silvia, non arrabbiarti...

SILVIA Ma lo vedi com'?!

MAURIZIO Scusa, ma cosa c' di strano nella mia domanda... ti dispiace proprio tanto?

SILVIA (c.s.) S!

MAURIZIO (alzandosi) Ma perch, dimmi?

SILVIA Perch sono affari miei... perch sono cose che non ti riguardano. (Pausa) La devi smettere di frugare nella mia vita, vuoi capirlo?

MAURIZIO Facendo cos non verrai mai a capo di niente... non ne uscirai mai, Silvia!

SILVIA E chi ti dice che voglia uscirne? (Pausa) Ma una fissazione la tua! Io sto bene cos come sono. Non ho problemi e non voglio averne. Perch ti ostini a crearmene? (Pausa. Si alza, si muove nervosamente) Perch vuoi che mi sposi? Se la mia presenza ti d fastidio in questa casa, possono anche andarmene!

MAURIZIO Ma non dire stupidaggini!

SILVIA E' cos! (Pausa) Perch vuoi che mi sposi?

MAURIZIO Ma io non voglio niente! Ti ho fatto una domanda... cos... per sapere se pensavi al matrimonio oppure no... in fondo credo sia una cosa naturale, per una ragazza, aspirare al matrimonio... pensare a mettere su casa...

SILVIA Io non ci penso affatto, invece, ecco tutto!

VERNETTI Non innervosirti Silvia... credo che Maurizio non stia dicendo nulla di male, cercando di conoscere le tue idee sul matrimonio.

SILVIA Bene, adesso le sa.

MAURIZIO Non le so affatto. Cerco di saperle, ma tu fai di tutto per confondermi le idee. Hai detto che non pensi di sposare Aldo, per il momento... ma non lo hai detto se lo farai o no in futuro... o se al posto suo preferiresti o sposeresti un altro. Cerchi solo di eludere l'argomento, a parer mio. Hai paura di parlarne, ecco tutto!

SILVIA (aspra e decisa) Non vero? Ma visto che fai finta di non aver capito e che cerchi di provocare una discussione... in modo compiuto, non ho alcuna difficolt a risponderti. (Pausa) Non penso e non voglio sposare Aldo, n ora, n in futuro... chiaro?! E questo non perch non mi piace o perch non lo ami ... Aldo l'unico uomo con cui sento di poter trascorrere tutta la vita insieme... ma perch non voglio legarmi... perch non credo al matrimonio!

VERNETTI (contrariato e sospeso) Silvia?!

SILVIA (c.s.) Sii! Non volevate che dicessi "chiaro e tondo" come la penso? Bene... adesso ve l'ho detto... contenti? (Rivolto a Maurizio) Tu vuoi saper altro, fratello? Vuoi che ti sottolinei ci che detto? (Scandendo le parole) Desidero rimanere libera e vivere liberamente... a modo mio!

MAURIZIO E' semplicemente assurdo... puerile quello che dici. (Ironicamente) Parli come l'eroina di un romanzo a fumetto!

SILVIA Risparmiami la tua ironia... tu non puoi capire... non capirai mai!

MAURIZIO (c.s.) E gi! Come fa, uno come me, a capire una ragazza "moderna" come te... che sta "al passo coi tempi"... che vive "a la moda"... senza tab e senza complessi!

SILVIA (irritata) Smettila!

MAURIZIO Ti sei solo riempita la testa di idee balorde e le vai ripetendo meccanicamente... senza renderti conto di ci che fai e di quello che dici.

SILVIA Lo so benissimo invece... e smettila una buona volta di darti quelle arie da superuomo... mi irritano!

VERNETTI Calmati Silvia.

SILVIA E' lui che deve calmarsi e deve smetterla. Io so tanto bene quello che dico che non ho bisogno di dimostrarlo.

MAURIZIO Oh, s, invece!

SILVIA (con ira repressa) Ma perch non ti guardi intomo? Guarda?! Guarda questa nostra "bella famiglia"... che matrimonio ben riuscito... che vita felice... che casa ideale!

MAURIZIO Cosa vuoi dire?!

SILVIA (c.s.) Chiedilo a lui! (Indica il padre).

VERNETTI (risentito) E di cosa mi rimproveri... cosa avrei dovuto fare... pi di quanto ho fatto!

SILVIA Avresti dovuto fare di meno... pensare di meno al lavoro... alla ricchezza... al benessere ostentato... e darci pi amore, starci pi vicino...

VERNETTI E pensi che non l'abbia fatto?! Ma come puoi dirlo?

SILVIA Posso dirlo... perch se lo hai fatto, io non l'ho avvertito... non l'ha avvertito Rodolfo... non l'ha avvertito mamma!

VERNETTI Che ne sai tu dei nostri rapporti... dell'amore che ho nutrito per tuo madre!

SILVIA (dura e tagliente) Si vede! Non lasciasti passare neanche sei mesi che gi la rimpiazzasti... con la segretaria! Ma forse l'avevi gi da prima... la bella, giovane amante!

VERNETTI (ferito) Sei ingiusta... e cattiva!

MAURIZIO (visibilmente sorpreso, rivolto al padre) E' vero?

SILVIA (c.s.) E' tutto vero... se questo deve essere il momento della verit... diciamola tutta, sino in fondo... (Rivolta al padre)... avanti... perch non glielo dici?

VERNETTI (amareggiato) Perch non semplice... e certamente non mi capirebbe... come non hai capito tu!

SILVIA (con tono ironico) E bravo?! E cos, io non avrei capito? (Pausa) E cosa c'era da capire... tutto cos chiaro... semplice, alla luce del sole!

VERNETTI Le cose non stanno come a te sembrano... non puoi giudicare solo le apparenze. S, vero... ho trovato una compagna che mi ama e mi vuole bene. Ma tu non puoi proprio accusarmi di niente... perch non conosci, non sai niente dei miei sentimenti... e delle ragioni di questa mia scelta.

SILVIA Io vedo le cose come stanno... e tanto mi basta per farmi diffidare del tuo... del vostro perbenismo... dell' ipocrita culto della famiglia... di "questa famiglia"!

MAURIZIO Questo non puoi dirlo. Non stato sempre cos... una volta era diverso!

SILVIA (con un po' di nervosismo) Non lo stato mai "diverso"... vuoi capirlo?

MAURIZIO Prima non era cos... questo non puoi negarlo...

SILVIA (al limite della crisi di nervi) Ma tu dove hai vissuto? Tu non sai niente del passato... non sai niente della mia vita e di quella di Rodolfo... del vuoto vissuto negli anni pi belli della nostra giovinezza... non sai niente di niente! (Pausa. Rivolta al padre) Chiedilo a lui... chiedigli di quegli anni?! Su, parla pap! Parlagli del "calore" che ci hai dato, dell'affetto, della tenerezza, dei consigli, dell'aiuto...

VERNETTI Sei ingiusta!

SILVIA (c.s.) Ma la verit... la nostra non mai stata una vera famiglia... il nostro rapporto non mai andato al di l delle convenienze... stato un autentico fallimento!

VERNETTI (alzandosi) Non vero! Tu non sai quello che dici... non sai niente dei miei sentimenti...

SILVIA (troncando la discussione con voce alterata) So abbastanza per quello che mi riguarda... e non voglio sapere altro. Non torniamo a parlarne... (Quasi gridando)... non voglio parlarne pi... non voglio parlarne pi! (Si dirige rapidamente nella sua stanza).

MAURIZIO Non bisogna esasperarla. E' sull'orlo di un esaurimento... occorre lasciarla in pace per un po'.

VERNETTI Hai sentito che idee?!

MAURIZIO Non mi sembra del tutto sincera... non credo sia proprio convinta di quello che ha detto.

VERNETTI Tu dici?

MAURIZIO Penso proprio di s... almeno lo spero.

VERNETTI Lo spero anch'io.

MAURIZIO (prende una sigaretta e l'accende, poi con un po' d'imbarazzo) Quella storia... della segretaria, vera?

VERNETTI (con molto ritegno) S... ma accaduto dopo... molto dopo. (Pausa) Non vero quello che pensa Silvia... io sono stato fedele a tua madre... non ho mai avuto rapporto con altre donne, prima che ci lasciasse... devi credermi!

MAURIZIO (c.s.) Ti credo... ma nella mente di Silvia, questa cosa stata dilatata, fino a farle credere possibile una tua relazione extraconiugale... e questo ha creato in lei una forte ostilit nei tuoi confronti... un risentimento insuperabile.

VERNETTI Lo so... e mi dispiace... ma non so cosa fare per convincerla che le cose non stanno come lei pensa.

MAURIZIO E' difficile che possa capirlo. (Pausa) Per lei, comunque, stato un forte trauma... e devo dirti, onestamente, che anche per me stata una sgradita sorpresa... non l'avrei mai immaginato!

VERNETTI Ma io posso spiegarti, posso dirti...

MAURIZIO (sedendosi) Non necessario.

VERNETTI S invece... ne sento il bisogno...

MAURIZIO A cosa serve ora... che importanza ha.

VERNETTI Ma io te lo avrei detto prima, sol che avessi avuto l'occasione di farlo... e per me importante che tu non te ne faccia un'idea sbagliata come Silvia... che non mi giudichi come lei... un padre cinico e amorale.

MAURIZIO Tu sai che non lo penso... ma anche a me, scusami, viene difficile capire questa tua scelta... questa tua fretta, quanto meno.

VERNETTI Hai ragione. Ma tu non sai in che stato di prostrazione mi sono trovato... quanta tristezza e solitudine ho patito... quanta scarsa voglia di vivere ho avuto! (Pausa) Lei stata l'unica, in quel periodo, a starmi vicino... a darmi forza e coraggio... a farmi ritrovare un po' di equilibrio e di serenit. (Pausa) Mi sembra impossibile che una ragazza giovane e bella, cos esuberante e vivace, potesse nutrire sentimenti d'amore per un uomo maturo come me.

MAURIZIO Forse... non lo faceva... come tu possa pensare... del tutto disinteressatamente...

VERNETTI No... tu non la conosci... lei non aveva bisogno, non ha bisogno di denaro, se questo che intendi dire. Lei lavora solo per sentirsi indipendente dai suoi... ma ha una posizione solida, un patrimonio invidiabile... una famiglia aristocratica. No, non lo faceva per interesse... e questo mi rendeva pi debole, pi indifeso... pi vulnerabile! (Pausa) Mi sentivo lusingato di tante attenzioni e premure... e quando capii che in lei era nata qualcosa di pi profondo... e mi rivel il suo amore... non seppi resistere... e mi lasciai sedurre... con travolgente passione e tenerezza. (Pausa) Ed forse questa una colpa... dimmi? E' forse un delitto avere tentato di trovare, come ho trovato, un po' di pace e di serenit... un po' di gioia di vivere?!

MAURIZIO (imbarazzato) Io non te ne faccio una colpa, pap... dico solo che avrei preferito saperlo diversamente... essere, in un certo modo, partecipe di questa tua scelta.

VERNETTI E come facevo a dirtelo... non mi sentivo di farlo per lettera! Ho atteso che tu tornassi... ma poi non c' stato verso... hai visto com' andata in quei giorni?

MAURIZIO Ma a Silvia... a Rodolfo... a loro avresti dovuto dirlo!

VERNETTI E chi ti dice che non l'abbia fatto! (Pausa) Ne parlai, una sera, a tutti e due... e fu un disastro... Rodolfo si chiuse in un silenzio impenetrabile, in un'indifferenza sconcertante.....ma Silvia ebbe una reazione scomposta, quasi isterica... mi grid in faccia cose terribili... e non fu possibile ragionare. (Pausa) Da allora... c' stata un'incomunicabilit assoluta!

MAURIZIO Stasera non mi sembrata...

VERNETTI Come no?! L'hai vista come ha troncato il discorso... ed scappata via?

MAURIZIO Bisogna capirla.

VERNETTI Anch'io, per, vorrei essere capito... e non demonizzato in questo modo. (Pausa. Guarda l'orologio da polso. Poi con evidente allusione a Rodolfo). E ancora non torna! Ma perch non telefona?

MAURIZIO Pu darsi che non ci pensi... che sia frastornato...

VERNETTI (sedendosi) Chiss come star quella ragazza!

MAURIZIO Speriamo che non sia nulla di grave... ma tu non agitarti... adesso telefono io... cos sapremo qualcosa.

(Si reca al telefono, prende l'elenco e cerca il numero del Policlinico, quindi lo forma. Breve pausa)

Pronto ?!... per favore, desidererei avere notizia di una ragazza... Giulia Serintoni... stata ricoverata alcune ore fa... un incidente d'auto... s... aspetto... (Pausa) Pronto? Ah, lei brigadiere?! Sono Maurizio Vernetti... vorrei sapere qualcosa.....uhm, uhm... e Rodolfo con lei?... ho capito... s... grazie... grazie... buona notte! (abbassa il ricevitore).

VERNETTI Ebbene?

MAURIZIO L'hanno sottoposta a un delicato intervento chirurgico... ha perduto il bambino e sono sorte complicazioni... stata ricoverata con prognosi riservata.

VERNETTI Oh Dio... speriamo che si salvi lei, almeno!

MAURIZIO Bisogner aspettare... i medici sono fiduciosi... ma necessario, almeno, che superi la notte.

VERNETTI E Rodolfo?

MAURIZIO E' rimasto l... ad attendere che trascorra la notte.

VERNETTI Sar lunga per lui... ed solo.

MAURIZIO Sarebbe inutile stargli vicino... questa una prova che deve superare da solo.

VERNETTI (affranto) Poveri ragazzi!

MAURIZIO Non possiamo far nulla per il momento... c' solo da aspettare e sperare... ma sento che andr tutto bene... vedrai! (Pausa) Adesso vai a riposare!

VERNETTI Non ho sonno... non riuscirei, comunque, a dormire.

MAURIZIO Tu prova... prenditi dei tranquillanti... aspetter io... non essere preoccupato...

VERNETTI No... aspetteremo insieme.

MAURIZIO Non devi stressarti... lo sai! Tu hai bisogno di riposo. Vai, ti prego... se vi saranno novit ti sveglier... (Si guardano intensamente)... te lo prometto!

VERNETTI (alzandosi lentamente ed avvicinandosi verso la scala interna) Speriamo bene!


ATTO TERZO

Stessa scena.

Sono le otto del mattino. Maurizio dorme, vestito, sul divano. Suona il telefono. Maurizio si sveglia, stenta ad alzarsi, tutto indolenzito. Rimane qualche attimo seduto, con la testa fra le mai. Il telefono continua a suonare. Maurizio sta per alzarsi ma viene preceduto da Silvia che, uscendo dalla sua camera, in camicia da notte, ancora insonnolita, si reca al telefono.

SILVIA (con voce bassa e strascicata) Un momento! Che maledetta invenzione! (Prende il ricevitore, sbadigliando) Pronto?! Ah, sei tu? Ma che idea chiamarmi a quest'ora! Va bene, saranno le otto... ma Domenica accidenti! Cosa c' di tanto urgente?... (Pausa)... Ah, s?! E' perch non me l'hai detto ieri sera?!... (Pausa) Ma cos all'improvviso... non possibile, come faccio? ... ma no, che c'entra... che, qui, c' una situazione molto tesa... sono nervosa, ho mal di testa... e poi non me la sento di stare fuori tre giorni... ho anche molti impegni di lavoro... non ce la farei a disdirli tutti... no, non insistere... e poi, ti ripeto, qui c' un'aria burrascosa e inquietante... (Pausa) Maurizio credo che abbia deciso di partire... domani forse o dopodomani... le solite storie... ma s, sto calma, solo che il clima si fatto insopportabile... non ce la faccio pi a resistere... non preoccuparti mi controller... tu piuttosto cerca di rientrare prima, ho bisogno di sentirti vicino... torna presto, ti prego! (Pausa) Anch'io ti desidero... tanto... ma s, s... s... ti prego, non tormentarmi, non posso accompagnarti... non mi sento bene, cerca di capirmi... stai attento, non correre troppo... s... ma certo, amore... telefonami appena arrivi... telefonami spesso, ti prego... ho tanto bisogno di te... fai buon viaggio... s... s... anch'io... ciao! (Riattacca).

Silvia si avvia pigramente verso la sua camera. Si accorge di Maurizio, seduto sul divano, con la testa appoggiata alla spalliera.

SILVIA (sorpresa e stizzita) E tu cosa fai l... non potevi rispondere?

MAURIZIO Non me ne hai dato il tempo.

SILVIA E che ci voleva?

MAURIZIO Ero insonnolito... mi sono addormentato aspettando Rodolfo.

SILVIA Vuoi dire che hai trascorso la notte sul divano?

MAURIZIO S.

SILVIA E non ancora rientrato?

MAURIZIO Non credo... lo avrei sentito!

SILVIA Si sa niente di quella ragazza? (Prende una sigaretta da una custodia e l'accende).

MAURIZIO Non molto... sappiamo solo che ha perduto il bambino e si trova ricoverata con prognosi riservata.

SILVIA (con sincera preoccupazione) Mi dispiace... povera ragazza! (Pausa) E Rodolfo?

MAURIZIO Non ne so niente.

SILVIA Ma come... non ha telefonato?

MAURIZIO No... le notizie ce l'ha fornite il brigadiere... lui non si fatto vivo per niente... non si degnato!

SILVIA Avr avuto qualche buon motivo... che ne sappiamo... pu darsi che anche lui stia soffrendo molto... e non abbia avuto voglia di parlare con nessuno.

MAURIZIO Come fai a dirlo?

SILVIA Ma... penso che se non fosse stato cos... avrebbe telefonato!

MAURIZIO Ne sei certa?

SILVIA No... ma conosco bene le reazioni di Rodolfo...

MAURIZIO (con un po' d'ironia) E' gi! Tu conosci bene le reazioni di Rodolfo... mentre io, poverino...

SILVIA (interrompendolo stizzosamente) Proprio cos!

MAURIZIO (Alzandosi, con tono seccato) In ogni caso, non gli sarebbe costato niente telefonare... sapeva che eravamo qui in attesa di notizie... perch si comporta in modo cos balordo?

SILVIA E' fatto cos!

MAURIZIO E' fatto cos... fatto cos! Anche tu sei fatta cos?

SILVIA (sforzandosi di restare calma) Senti Maurizio... inutile che te la prenda tanto... che cerchi di provocarmi. Oggi non ho voglia di fare storie, ho un terribile mal di testa e desidero stare tranquilla. Perci ti prego di non ricominciare!

MAURIZIO Tranquilla... e senza problemi, no?!

SILVIA (c.s.) Ho avuto anch'io i miei problemi... ma li ho superati, come ti ho detto, e non intendo crearmene altri. Per quanto mi riguarda spero di non averne mai pi.

MAURIZIO (tentando ancora una volta di scuoterla, cerca di provocarla) Ma quali problemi? Tu sei solo una povera esaltata!

SILVIA (reagendo con durezza) Non cercare di provocarmi con i tuoi soliti insulti.

MAURIZIO (c.s.) Sei piena di rancore contro tutti! E sai perch? Perch non riesci a liberarti delle tue suggestioni e delle tue fisime... non riesci a superare il ricordo di quella tua cieca passione per Carlo!

SILVIA (come se fosse stata sferzata) Non vero!

MAURIZIO S che vero! E' questo il tuo vero tarlo... di' la verit!

SILVIA Tu stai vaneggiando...

MAURIZIO Io sto dicendo quello che so... quello di cui sono ormai convinto dopo avere scoperto come sono andate le cose.

SILVIA Tu ti sbagli...

MAURIZIO No... e tu lo sai! (Pausa) Perch non leggi quelle lettere che trovato... perch non li leggi?!

SILVIA Perch non m'interessano!

MAURIZIO Perch hai paura di scoprire la verit! Hai paura di doverti ricredere, di dovere ammettere che pap non ebbe alcuna colpa e che il tuo odio nei suoi confronti ingiustificato!? Che hai bisogno di odiare lui perch non puoi pi odiare mamma!?

SILVIA (al limite della sopportazione) Non vero!

MAURIZIO (con tono insinuante) O forse non vuoi leggerle perch tu gi conosci la verit?! (Pausa) Ho riflettuto abbastanza in questi giorni... e mi sono convinto che tu sai la verit!

SILVIA (turbata) Non vero!

MAURIZIO S, invece! (Con tono pacato ma tagliente) Tu sai che pap aveva avvertito la mamma di non usare la Maserati, quella sera. Mamma sapeva che l'auto aveva i freni guasti e conosceva il debole di Carlo per la velocit.

SILVIA (c.s.) Cosa vuoi insinuare?

MAURIZIO (c.s.) Non insinuo niente... sto solo facendo delle precise affermazioni. Tu sai con esattezza cosa intendo dire.

SILVIA Tu farnetichi! (Fa per andare via).

MAURIZIO Non scappare! (Silvia si ferma sulla soglia della sua camera) Non avremo pi modo di parlare dell'argomento... e ti assicuro che non vorr mai pi provare la nausea di farlo. Ma ora voglio la verit!

SILVIA (voltandosi con aggressivit) Quale verit? La tua?

MAURIZIO La nostra! Quella che tu ed io conosciamo... quella che ti impedisce di guardarmi i faccia!

SILVIA (con atteggiamento di sfida) Ti sbagli!

MAURIZIO Bene! Allora guardiamoci negli occhi e diciamoci la verit. (Breve pausa) Carlo, quella sera, era venuto per incontrarsi con te!

SILVIA E se anche fosse?

MAURIZIO Tra te e lui c'era, da tempo, una relazione intima...

SILVIA Cosa intendi?

MAURIZIO Via amavate... senza ritegno!

SILVIA Questo non puoi saperlo...

MAURIZIO Oh, s che lo so! Carlo era un amorale, un impudente, un essere spregevole... dopo la relazione con mamma era diventato anche il tuo amante...

SILVIA (confusa) Non vero... questo non puoi dirlo...

MAURIZIO (alzando la voce) S che lo posso dire... o posso anche provarlo! Ma il problema non questo... non quello di provare ci che dico... ma di arrivare alla verit... e la verit, tu lo sai, quella che sto per dirti!

SILVIA (con tono meno sicura e quasi timorosa) Sentiamo!

MAURIZIO Mamma aveva scoperto i rapporti esistenti tra te e Carlo. Il suo debole equilibrio dovette cedere e causarle un forte trauma. (Pausa) Quella sera doveva trovarsi in uno stato di particolare esasperazione... forse vi aveva sorpreso insieme o forse aveva avuto qualche discussione animata con Carlo... e tu questo dovresti saperlo!

SILVIA (con un pizzico di ironia) Non ne sei certo?

MAURIZIO Faccio solo delle ipotesi... forse v'era stato qualche scontro tra te e mamma... non lo so. Ma di una cosa sono certo: quella sera mamma era fuori si s e aveva deciso di farla finita!

SILVIA (agitata) Questo non puoi dirlo!

MAURIZIO Questo s, posso affermarlo senza dubbio! (Pausa) Quella sera mamma, convincendo Carlo a farsi accompagnare alla Villa, sapeva che la Maserati aveva i freni guasti.

SILVIA (c.s.) Non possibile... mamma non poteva voler questo... non sapeva niente dei freni... la colpa tutta di pap!

MAURIZIO No, Silvia! Pap l'aveva avvertita... l'ho saputo da lui... la verit!

SILVIA Pap ti ha mentito...

MAURIZIO No! Il tuo odio verso di lui ingiusto... irrazionale! Tu hai trasferito su di lui l'odio che non puoi portare a mamma, perch pi bella e affascinante di te ti insidiava Carlo...

SILVIA (con tono quasi isterico) Non vero!

MAURIZIO S che vero! Non potendo pi odiare mamma -forse per un senso inconscio di colpa - hai riversato tutto il tuo rancore su pap... per soffocare i rimorsi, forse... per fornire un movente alla tua inquietudine o dare, forse, un alibi alla tua sfrenatezza!

SILVIA (c.s.) Non vero... non vero... non ci credo!

MAURIZIO (incalzante) Ho le prove, Silvia! Speravo che tu cedessi... ma sei caparbia, ostinata e diffidente... non vuoi ammettere la verit. (Breve pausa, poi con profonda amarezza) Mamma voleva farla finita... ecco tutto!

SILVIA (al limite di una crisi) Non ci credo... non ci credo... sono tutte bugie... invenzioni...

MAURIZIO (con serena determinazione) Speravo che non mi costringessi a farlo. (Pausa) Aspetta un istante!

(Si reca nella sua stanza e torna subito dopo con un diario in mano, porgendolo a Silvia)

Tieni... il diario di mamma.

(Silvia come impietrita, visibilmente angosciata)

Prendilo. Ora puoi leggerlo!

Silvia tentenna, poi lo prende, lo apre facendo scorrere qualche pagina, legge alcune frasi, guarda con sgomento Maurizio e poi corre a chiudersi nella sua camera. Breve pausa. Si sente aprire la porta d'ingresso. Luisa appare nel vestibolo, sotto l'arco, mentre ripone un mazzo di chiavi nella grande borse che porta al braccio.

LUISA Buon giorno signorino!

MAURIZIO Buon giorno Luisa... ci sono novit?

LUISA (con un ampio sorriso) S... e buone grazie al cielo!

MAURIZIO Allora?

LUISA (avvicinandosi, felice) Una bella femminuccia, signorino! Una bimba cos (fa il gesto con le mai come ad indicarne le dimensioni)... grande, e grossa, che una meraviglia!

MAURIZIO (sorridente) Sono contento. Vedi che andato tutto bene?!

LUISA (con un sospiro) Eh, tutto bene proprio no!

MAURIZIO Ci sono state complicazioni?

LUISA Non tanto per i punti... povera figlia mia, ne ha avuti trenta per il parto cesareo... quanto per la disorganizzazione di quell'Ospedale! Ma sa che per poco non partoriva in sala d'attesa, povera figlia mia?

MAURIZIO Come mai?

LUISA Un disordine, una confusione... da non crederci! Ma pensi che siamo rimasti pi di tre ore ad attendere... prima che venisse ricoverata. Una volta perch non c'era il medico che doveva visitarla... poi perch la signorina dell'ufficio accettazione era andata non so dove... poi per cercare la corsia con un letto libero... trovi il letto e non c' l'inserviente che lo prepari. Ma sa che ho dovuto farlo io il letto, perch la mia povera figlia non resisteva pi a stare in piedi... e alla fine poi, non ha avuto neanche il tempo di adagiarsi per un minuto perch abbiamo dovuto portarla in sala parto... per le doglie che erano divenute insopportabili?! (Pausa)

MAURIZIO Che ci vuoi fare?!

LUISA Oh, non mi faccia pensare... avevo una tale rabbia! Che disordine, che squallore! Su e gi per i corridoi, a chiedere, a cercare... e nessuno a darti una mano. Dicevano tutti che bisognava aspettare... ora il dottore, ora l'impiegata, ora l'infermiera. Ma che modi, dico... che menefreghismo, che disinteresse! Non giusto. Dovrebbero fare andare meglio le cose. Non dovrebbero permettere di trattare cos la povera gente!

MAURIZIO (scuotendo la testa e allargando le braccia) Mah! Meno male che sia andata bene, dopo tutto!

LUISA Eh, s! (Pausa) Beh... vado a prepararle il caff.

MAURIZIO Grazie.

Luisa si reca in cucina. Maurizio si avvicina all'impianto Hi-Fi, con l'intenzione di accendere la radio od ascoltare un po' di musica, ma non fa in tempo perch squilla il telefono.

MAURIZIO (prendendo il ricevitore) Pronto? S... con chi parlo? Ah, sei tu Ines?! Scusami, non ti avevo riconosciuta... ma no, che c'entra, il fatto che sono un po' frastornato... dimmi... no, non me la sento... scusami, ma non ho voglia di uscire... s, penso che anticiper la partenza... qui va tutto a rotoli... ma no, ho sbagliato tutto... in definitiva forse hai ragione tu... andr via fra un paio di giorni... a me farebbe piacere... non prendere decisioni affrettate... parliamone insieme... quando vuoi... non esco... bene, ti aspetto... Arrivederci... s, Arrivederci. (Posa il ricevitore e va a sedersi sul divano per riflettere).

Luisa torna dalla cucina. Ha indossato il grembiule e porta un vassoio in mano con le tazzine di caff per Maurizio e Silvia.

LUISA Metto sul tavolo?

MAURIZIO S grazie.

Luisa esegue, poi si reca nella stanza di Silvia e torna in scena, poco dopo, con il vassoio vuoto che lascia sul tavolo. Maurizio ha preso al tazzina e sta sorseggiando il caff. Luisa entra nella stanza di Maurizio per fare le pulizie, ma rientra visibilmente sorpresa.

LUISA (con un po' d'imbarazzo) Ma... signorino... non ha dormito in casa stanotte?!

MAURIZIO Ho dormito sul divano.

LUISA Come mai?

MAURIZIO Mi sono appisolato, senza accorgermene, aspettando Rodolfo.

LUISA (scuotendo la testa con un profondo sospiro) Eh, che pena... quel ragazzo si sta perdendo... benedetto figliolo!

MAURIZIO (interessato e incuriosito) Dimmi un po' Luisa... tu che ci hai visto nascere e crescere... che hai seguito Rodolfo e Silvia sin da bambini e li conosci, forse meglio di chiunque altro... meglio di quanto li conosca io certamente... come spieghi questo loro strano cambiamento?

LUISA (alzando le spalle) Cosa vuole che le dica, signorino. ... io sono cos confusa! Certo che non sono quelli di prima... non capisco pi Silvia... ma mi preoccupa di pi Rodolfo... non si fa pi parlare come una volta. Con me stato sempre dolce e affabile... non glielo nascondo, era il mio prediletto... e lui veniva sempre a cercare rifugio in me... io gliele facevo passare tutte... ora me lo sento come un estraneo... e questo mi fa soffrire. (Pronuncia le ultime parole con un velo di malinconia).

MAURIZIO Cosa gli accaduto... perch diventato cos?

LUISA E come faccio a saperlo, a dirlo! Lei mi domanda cose difficili a spiegarsi. Sono una povera ignorante. Non mi intendo di tutte queste idee nuove... di tutte queste cose moderne. Ma sono certa che sono state queste cose a trasformare Rodolfo. Sono state le cattive compagnie! (Pausa) Io li ho conosciuti tutti quei ragazzi che frequenta. Sono tipi strani... senza rispetto per niente e per nessuno... non mi piacciono... i loro discorsi mi spaventano!

MAURIZIO Come li hai conosciuti?

LUISA Qui, in casa. (Pausa) Vi fu un periodo che venivano spesso. Stavano sino a notte tarda a discutere, a leggere, a sentire musica. Portavano anche le loro ragazze qualche volta... e Dio solo sa cosa combinavano! (Pausa) Poi, una sera, rientrando, il commendatore ebbe una discussione vivace, uno scontro forte con uno di loro. Rodolfo si arrabbi ed ebbe una lite furibonda con suo padre. Da allora non sono pi venuti. Credo che adesso si riuniscano in un altro posto.

MAURIZIO Di cosa parlavano?

LUISA Oh, di tante cose... difficili per me da capire. Mi sembravano tanti svitati a volte. Spesso si divertivano a scherzare con me, mentre servivo loro qualcosa da bere e da mangiare... si divertivano a impressionarmi con i lori discorsi!

MAURIZIO Che discorsi?

LUISA Mah, io non ricordo pi tutte le frasi complicate. Rodolfo sembrava uno dei pi accesi... parlava di sfruttamento, di schiavit, di "alinazione"... di...

MAURIZIO Alienazione vuoi dire?

LUISA S, alienazione... di un certo modo di vivere che non va pi bene, non pi umano. Diceva che niente andava pi per il giusto verso e parlava contro tutti e tutto... i partiti, i governi, la societ, il lavoro, le industrie, la scuola, gli ospedali - e qui aveva ragione, eh?!

MAURIZIO (incalzandola) E poi?

LUISA E poi l'aveva contro il "sistema", come diceva lui, perch contro l'uomo diceva... diceva che se le cose non cambiano finiremo tutti col diventare delle marionette meccaniche guidate da pochi gruppi di persone. (Pausa).

MAURIZIO E poi?

LUISA E poi... (Sforzandosi di ricordare) Diceva anche... che l'equilibrio della natura si sarebbe potuto rompere... che il mostro - proprio cos - il mostro del "consumismo" avrebbe divorato l'uomo... e che solo la lotta alla miseria e... all'ingiustizia in tutto il mondo... avrebbe potuto salvarci. (Breve pausa) Io non le capivo queste cose.....e lui diceva che la colpa non era mia, ma di chi aveva voluto che fossi cos... una povera ignorante incapace di capire certe cose. Dico io: ignorante s, deficiente no! E lui e gli altri a ridere... a dire che continuavo a non capire, che non potevo prendere......"coscienza" di queste cose... perch (Si sforza di ricordare)... perch... la "coscienza", diceva, me l'avevano portata via insieme a tante altre cose. (Pausa) Ora, dica lei, se questi sono discorsi sensati! E volevano che mi ribellassi.....e si arrabbiavano e mi deridevano perch continuavo a non capire e a dire che non trovavo nessuna ragione per ribellarmi, che non sapevo come, perch e a cosa ribellarmi. Dicevano che dovevo stare dalla loro parte, che dovevo avere fiducia, che loro lottavano perch le cose cambiassero anche per me. Che discorsi! A volte, a sentirli, mi sembrava di essere in una gabbia di matti!

(Pausa. Si sente trillare il citofono interno della cucina)

Chiama il commendatore... mi scusi... vado a preparargli la colazione. Vuole che prepari anche la sua?

MAURIZIO S grazie.

LUISA La consuma qui?

MAURIZIO S. (Rivolta a Luisa che si sta avviando in cucina) Perch non prepari qui anche per pap?

LUISA (voltandosi, sorpresa) Dovrei chiederglielo!

MAURIZIO Su... chiedi!

Luisa, visibilmente impressionata dall'inusitata richiesta, si reca in cucina frettolosamente. Rientra, poco dopo, con un raggiante sorriso sulle labbra.

LUISA Ha detto di s... che per lui va bene! (Rimane bloccata dall'emozione)

MAURIZIO Cosa aspetti allora?

LUISA (titubante) Devo preparare... anche per la signorina Silvia?

MAURIZIO (riflettendo un istante) Ma s... dipender da lei... se vorr venire poi. (Pausa) Su, vai?!

LUISA (quasi incredula) Vado, vado! (Avviandosi lentamente con visibile agitazione) Oh, mio Dio... che gran giorno questo... dopo tantissimi anni torno ad apparecchiare la tavola... che gioia... prender la tovaglia pi bella... quella che piaceva tanto alla signora... (Scompare in cucina).

Suona il campanello della porta d'ingresso. Luisa attraversa, dalla cucina, il vestibolo e va ad aprire, comparendo poco dopo assieme ad Ines.

LUISA Buon giorno, signorina... prego si accomodi! (Indica la sala e ritorna in cucina).

INES Grazie.

MAURIZIO (si alza e va incontro ad Ines) Buon giorno, Ines.

INES Ciao.

MAURIZIO (prendendola per il braccio) Vieni... accomodati... sei magnifica!

INES Grazie.

Maurizio accompagna Ines verso il divano. Ines appoggia su un angolo del divano la borsetta e si siede.

MAURIZIO Vuoi qualcosa?

INES No grazie.

MAURIZIO Un caff?

INES L'ho gi preso, grazie.

Silenzio imbarazzante.

MAURIZIO E' una giornata splendida... verrebbe voglia di andare al mare!

INES Gi!

(Gli sguardi di Maurizio ed Ines si incrociano)

Dunque, hai deciso?...

MAURIZIO S.

INES Quando hai intenzione di partire?

MAURIZIO Dopodomani. (Breve pausa) E' perfettamente inutile continuare a rimanere qui... non farei che aggravare la situazione rendendola pi insostenibile. (Pausa) Dopo tutto, credo che abbia ragione tu. E' troppo tardi per poter fare qualcosa di utile... ripensare a noi stessi... riprendere un discorso qualunque. Siamo troppo diversi ormai e non abbiamo quasi nulla pi in comune.

INES Cosa vuoi farci, Maurizio. La vita, questo modo frenetico di andare avanti, ha travolto tutti. E' difficile ritrovarsi... avere un punto di orientamento... la stella polare!

MAURIZIO Eppure esiste... l, confusa con le altre. (Pausa) I marinai la sanno trovare!

INES I marinai imparano sin da bambini. E' gente semplice, di poche parole... abituata a lunghi silenzi, a serene meditazioni. E' gente lontana da noi!

MAURIZIO E' gente che sa, quando parla, trovare le parole giuste... quelle che servono a far capire. Io ho provato. Pensavo di riuscire ad avviare un dialogo vero, sincero anche se spietato... che fosse servito a farci risalire alle origini, a farci capire e spiegarci le ragioni di questo male nascosto che ci incattivisce e ci trasforma e ci fa diventare diversi.

INES (alzandosi, con voce tenera e comprensiva) Forse meglio cos!

MAURIZIO Cosa vuoi dire?

INES Che a scavare troppo nell'animo umano si rischia, a volte, di sconvolgerlo.

MAURIZIO Ma non necessario scavare... basta trovare un varco per entrare e scrutarvi dentro.

INES C' il pericolo di trovarsi in un labirinto... si rischia di restarvi prigionieri, come sta accadendo a te, e non trovare mai pi la via d'uscita.

MAURIZIO No, se hai un forte senso d'orientamento!

INES (ironica) La stella polare?!

MAURIZIO Se ce l'hai dentro... s!

INES (con un po' di nervosismo) Ma cosa dici Maurizio... si pu anche impazzire... ci pensi? (Pausa. Poi, con tono suadente) Ascoltami Maurizio... lascia che ciascuno sia arbitro del proprio destino... lascia agli altri la libert di vivere la propria vita...

MAURIZIO (interrompendola) Ma Silvia, Rodolfo, pap... non sono "gli altri"!

INES (con durezza) Sono anche "gli altri"!

MAURIZIO Ma sono parte di me stesso... come io sono parte di loro.

INES (c.s.) Ognuno diverso e parte degli altri. Ma questo non impedisce al mondo di andare come va e noi stessi di essere quello che siamo.

MAURIZIO (infervorandosi) Non accettabile questo tuo ragionamento. E' troppo semplicistico... sa di rassegnazione e di fatalismo.

INES Non rassegnazione... ma realismo!

MAURIZIO E che significa? Il mondo continua a cambiare, nel bene e nel male... e noi assieme al mondo ed alla societ. Ora dimmi: cos' che ci cambia... e in che modo, in che direzione e perch cambiamo?! Quale il senso di questo mutamento... rispondi!

INES (sempre pi innervosita per la piega che sta assumendo la conversazione) Io non ho la risposta che t'aspetti! Non so dirti, non pretendo di avere idee originali. Non ho la verit rivelata. Sbagli se ritieni che possa esserci qualcuno in grado di fornirti la ricetta del bene e del male. La risposta sta dentro di noi... dentro ciascuno di noi... nel fondo della nostra coscienza!

MAURIZIO (sarcastico) Che bella frase da fumetto!

INES (c.s.) Cosa ci vuoi fare... non so inventarne altre! Se siamo noi la societ, il mondo - come dici tu - essi cambiano nella misura in cui noi stessi sappiamo e possiamo cambiare!

MAURIZIO Ma noi siamo prima entit e famiglia... e solo dopo siamo societ e mondo. Il cambiamento investe prima noi e la famiglia... non noi e la societ.

INES Che differenza fa, a parte il sofisma? Il punto di partenza siamo noi... l'uomo! Il problema, semmai, quello di non perdere mai di vista questa realt...

MAURIZIO E come fai?

INES Tenendo sempre presente che la vita deve avere, non solo come punto di partenza, ma come scopo e punto finale del suo ciclo, sempre e soltanto l'uomo. Se il cambiamento finalizzato all'uomo, se la vita modellata a dimensione dell'uomo... allora il cambiamento ha un senso e la direzione quella giusta.

MAURIZIO E come realizzi tutto questo... come fai a sapere che la direzione quella giusta.

INES Con i nostri atteggiamenti... con la tolleranza, la comprensione, il farci carico delle ragioni degli altri... l'umilt... a volte la rinuncia... l'amore!

MAURIZIO Mi sembra di sentire un sermone domenicale!

INES (torna a sedersi sul divano, accendendosi una sigaretta) T'avevo detto di non avere la pretesa di dirti cose originali. Eppure vedi? Anche tu hai dei limiti! Il tuo quello di non credere pi nella forza delle parole semplici, anche delle cose ovvie, delle "frasi da fumetti" come dici tu... e rifiuti, col tuo atteggiamento da intellettuale...

MAURIZIO Lascia perdere l'ironia...

INES No, no... la verit... ti rifiuti, come stai facendo, di dare peso e valore a concetti, a principi, a "messaggi" - per usare un termine a te caro e cos di moda - vecchi di millenni che pure hanno "cambiato", con la loro forza, il mondo e la storia dell'umanit. Il tuo limite uno degli ostacoli a quel cambiamento che tu invochi e del quale ti affanni a trovare il senso.

MAURIZIO Pu darsi! Ma quali sono i limiti degli altri?

INES Non lo so. Se mi chiedessi di dirti quali sono i miei non saprei cosa risponderti. Ma il punto non questo!

MAURIZIO E qual ?

INES E' quello di non scaricare sempre e tutto sugli altri. Sarebbe gi un gran passo vanti se ci se uno si sforzasse di cambiare se stesso.

MAURIZIO In meglio o in peggio? Come vedi siamo sempre al punto di prima... si pu cambiare anche in peggio... come fai ad evitarlo!

INES Sforzandoci tutti di far cambiare gli altri nella direzione giusta... partendo da noi stessi... dando il meglio col nostro esempio.

MAURIZIO Dubito che ci possa avvenire, nel mondo d'oggi.

INES E perch no? E' l'unica speranza che abbiamo.

MAURIZIO Tu vagheggi il ritorno di una schiera di santi e di apostoli!

INES Niente affatto. Penso solo al recupero di qualcosa che abbiamo tutti perduto... la dimensione dell'uomo!

MAURIZIO Un nuovo Umanesimo?

INES Cosa ci sarebbe di strano?!

MAURIZIO Ma neanche allora... le cose andarono bene!

INES E' vero... ma non vi furono gli orrori della nostra epoca... e non si conoscevano le immense risorse , tecniche ed economiche, di cui disponiamo oggi...

MAURIZIO Tu dimentichi i conflitti che queste risorse hanno scatenato nel mondo...

INES Niente affatto... ma sono questi conflitti che bisogna neutralizzare... perch le risorse della natura e della scienza appartengono all'umanit... ed da qui che bisogna partire, per ridefinire una nuova dimensione dell'uomo e della cultura.....capisci?

MAURIZIO Sono idee perdenti... minoritarie...

INES Lo so... ma sono le uniche che possono salvare il mondo dalla catastrofe... sono le sole che possano fare avanzare la consapevolezza della posizione privilegiata dell'uomo nel mondo della natura... e creare una corrente di pensiero che tenta ad esaltare il valore e la dignit dell'uomo.

MAURIZIO Tu vivi in una dimensione utopistica... sei fuori dalla realt!

INES Pu darsi... ma non tanto e non pi di quanto non lo sia tu!

MAURIZIO Con te inutile discutere!

INES Perch inutile?

MAURIZIO Non riesco a seguirti... non ti comprendo!

Silenzio. Maurizio va a sedersi accanto ad Ines, sul divano, e la guarda intensamente, come attratto dalla sua avvenenza e dalla sua voglia di vivere e di amare.

INES (con dolcezza) Cosa c'? Perch ti tormenti tanto?

MAURIZIO Eppure t'invidio. Vorrei essere come te.

INES Io ti preferisco come sei. (Si avvicina a Maurizio offrendogli le labbra).

MAURIZIO Sono molto diverso.....

INES (chiudendogli la bocca con un bacio) Mi piaci cos! (Si baciano a lungo)

Entra Luisa per apparecchiare la tavola. Maurizio si alza dal divano con disinvoltura.

MAURIZIO Non so pi cosa fare...

INES Portami con te. Non ho niente che mi trattenga qui.

MAURIZIO Pensaci bene, Ines. La vita non facile a Londra. Ho un lavoro che mi assorbe molto.

INES (alzandosi) Non m'importa. Ho voglia di lasciare questa citt e di vivere con te.

Luisa ha gi messo la tovaglia e torna in cucina.

MAURIZIO (si avvicina ad Ines) Sei proprio decisa?

INES Non ho dubbi.

MAURIZIO (accarezzandola) Pensaci ancora. Potrai raggiungermi quando vorrai.

INES Non desidero rimanere sola. Ti voglio... (Si baciano ancora).

Si sente il rumore della porta d'ingresso che si apre. Maurizio ed Ines si staccano. Dopo qualche istante appare Rodolfo. E' visibilmente stanco ed assonnato. S'intuisce che ha trascorso tutta la notte in bianco.

RODOLFO Ciao Ines. (Si dirige verso la scala interna).

MAURIZIO Dove vai?

RODOLFO A dormire, se permetti!

MAURIZIO Potresti anche darmi qualche notizia... ti ho atteso tutta la notte!

RODOLFO (si ferma a guardarlo con sarcasmo) Ma guarda?!

MAURIZIO Risparmiami il tuo sarcasmo... e cerca di essere pi comprensivo... pi umano.....

RODOLFO (c.s.) Cosa dovrei fare per essere "pi umano", recitare la parte del... contrito?

MAURIZIO Lascia perdere... non ricominciamo. (Breve pausa. Poi alludendo a Giulia) Come sta?

RODOLFO (si toglie la giacca, abbandonandola su un divano, e si dirige verso il mobile-bar per bere qualcosa) Niente di grave... fuori pericolo. Oggi o domani sar dimessa dall'Ospedale. Contento?

MAURIZIO (indignato) Io contento?! E tu?

RODOLFO (dopo aver bevuto, con molta calma e freddezza) Deluso!

MAURIZIO (c.s.) Sei di un cinismo sconcertante.

INES (sedendosi sul divano) Maurizio... vi prego... non ricominciate, ragazzi!

RODOLFO Lascialo dire, Ines.

MAURIZIO Come puoi essere cos... cos insensibile... cos...

RODOLFO Ti spiego. (Versa un altro po' di alcol in un bicchiere, poi va a sedersi sul divano. Sorseggiando) Vedi... ieri sera, quando ho saputo dell'incidente, ho avvertito, dopo tanti anni, uno strano impulso dentro di me. Una sorta d'agitazione, un tumulto nel cuore.....quasi una sofferenza, che mi spingeva a correre da lei, per capire di pi, per afferrare il senso, la forza di quel gesto. Se vuoi... per aiutarla a soffrire di meno... a perdonarmi. (Pausa) Mentre correvo verso l'Ospedale avvertivo un senso di colpa inquietante, una voglia di cambiare tutto... un desiderio di luce, di chiarezza, di pulizia, di... sublimazione... (Sorride)... arrivano i toni patetici.....divento melodrammatico!

(Pausa) Insomma... mi sembrava una cosa maledettamente seria!

MAURIZIO E non lo era?

RODOLFO (con tono secco e nervoso) No! Era tutt'altro che seria. Addirittura buffa. (Ridendo nervosamente) Una farsa! Tutto cos convenzionale, cos ipocrita, borghese! Avessi visto la faccia di lei... la scenata disgustosa di suo padre... il piagnisteo isterico di sua madre! (Pausa) Un banale incidente si era trasformato in una grande occasione per....."sanare onorevolmente" una situazione imbarazzante... anzi, "scandalosa" (Altra pausa) Un baratto capisci?! La mia libert... il matrimonio per dimenticare tutto... con buona pace di quel nascituro che non c'era pi!

MAURIZIO (sedendosi) Aveva abortito?

RODOLFO S. (Pausa). L'auto l'aveva investita al fianco. Appena arrivata in ospedale stata subito soccorsa... ma non c'era pi nulla da fare.

MAURIZIO (con un po' di sarcasmo) Non volevi questo?

RODOLFO (con disprezzo) Tu non hai capito niente di tutta questa storia!

MAURIZIO (c.s.) Ma come?! Non la incitavi da tempo a liberarsi del bambino?

RODOLFO (c.s.) Non la incitavo proprio per niente! Era lei che aveva paura di averlo. Paura dei suoi genitori. Paura di diventare una "ragazza madre". Paura... dello "scandalo", capisci?

MAURIZIO Ma non vero... ho sentito io con le mie orecchie che era disposta a rinunciare al matrimonio pur di venire a vivere con te!

RODOLFO Non era sincera... io la conosco bene! Era solo un espediente, un diversivo per indurmi alla lunga a cedere alla sua voglia di matrimonio. Era solo questo che voleva! (Pausa) In definitiva, penso che non le importasse niente del bambino.

INES (irritata) Questo non puoi dirlo... assurdo, offensivo! Che ne sai di quello che pensa una donna quando si sente in grembo una creatura?

RODOLFO (con voce un po' su di tono) Io so cosa pensava lei! Pensava solo al matrimonio. Il bimbo era solo un pretesto per forzare la situazione. Aveva paura di mettersi contro i suoi genitori, perch era vittima dei pregiudizi, delle convenzioni sociali, del perbenismo ipocrita e borghese... perch era imbottita di queste vecchie idee fino al midollo!

INES (c.s.) Chiacchiere... frasi vuote, che ti fanno troppo comodo! Perch non parli delle tue paure? Delle tue fughe da ogni responsabilit? Dei tuoi pregiudizi alla rovescia? Del tuo anticonformismo di moda, viscerale e pernicioso non meno del conformismo stesso?!

RODOLFO (c.s.) Tu parli per rancore! (Pausa) Io non ho niente da cui fuggire, niente da rimproverarmi o da giustificare. Lascia stare i tuoi toni dialettici... e le paure. Io no ho paura di niente... non ho paura delle mie responsabilit... e sono disposto a pagarne il prezzo. Lo pago ogni giorno per difendere le mie idee... ma non sono disposto a pagare quello degli altri!

INES Sei un abile mistificatore!

RODOLFO (gridando) No! (Pausa) Vuoi capirlo che non sono come il "tuo" Marco?

INES (risentita) Lascia stare Marco!?

RODOLFO Io chiedevo a Giulia la stessa, identica cosa che tu avevi chiesto a Marco... il coraggio, cio, delle sue azioni... la forza di rompere con i suoi e di venire a vivere con me... senza problemi... senza paure!

INES Senza responsabilit!

RODOLFO Al contrario. Anzi, con maggior peso e responsabilit... ma liberi e coscienti di essere noi stessi.

INES E il bambino?

RODOLFO Non era un problema. Io l'avrei voluto. (Pausa. Con tono sincero e accorato). Io quel bambino lo volevo!

INES Ma come lo avresti tirati su... che vita gli avresti offerto?

RODOLFO La mia e quella di sua madre. Non gli sarebbe mancata la sicurezza economica, se questo che intendi... avrei accettato quel lavoro che mi era stato offerto...

INES Non solo questo. E' il tuo genere di vita... le tue idee... il modo strano di concepire i rapporti umani... l'ostilit, la rabbia che hai dentro...

RODOLFO La rabbia? No, la consapevolezza di essere nel giusto...

INES La presunzione...

RODOLFO La mia convinzione... la coscienza di essere diverso... di lottare per costruire qualcosa di nuovo sulle rovine di questa societ in declino, marcia e corrotta...

INES Ma che tutti accettano! (Si siede e si accende una sigaretta).

RODOLFO Che tutti subiscono e che per questo bisogna scuoterli... perch sono incapaci di risollevarsi da soli, per riprendere la strada della giustizia e della libert.

MAURIZIO (applaudendo ironicamente) E bravo... che belle parole ad effetto! (Pausa) Sei solo un esaltato, un fanatico... o un povero illuso. Ma credi davvero che quelli come te, se avessero il potere in mano, attuerebbero le idee in cui tu credi e per le quali ti batti?

RODOLFO So cosa intendi... non sono cos sprovveduto! Ma l'unica strada, in questo momento, percorribile. Battere il sistema per cambiarlo non che l'inizio!

MAURIZIO Ma potrebbe anche essere la fine... la tomba della libert! Molti popoli lo hanno gi fatto e hanno sperimentato sulla loro pelle le piaghe del "nuovo sistema", come lo chiami tu... e la giustizia e la libert hanno dovuto cedere il passo alla "ragion di stato"!

RODOLFO Tu ragioni in termini borghesi.

MAURIZIO Lascia stare le frasi fatte, Rodolfo. Io ho rinunziato a capirti ormai. Ho deciso di partire... e difficilmente avremo pi modo d'incontrarci o di parlare di queste cose. Quindi risparmiami il linguaggio che adoperi per i tuoi articoli. Quello va bene per il tuo giornale. Ma con me cerca di parlare senza amplificatore e fammi capire, se ci riesco, che cosa vuoi tu dalla vita, dalla societ... da questo sistema che tanto disprezzi.

RODOLFO Io voglio che l'uomo non abbia pi a patire miserie ed ingiustizie, che non abbia a patire violenze, che possa vivere a lavorare in pace... essere e sentirsi simile agli altri e costruire una societ fatta a misura d'uomo e non della macchina e del profitto. Quanto al sistema... a "questo sistema", non chiedo nulla, perch non pu pi darmi nulla di buono. Esso la negazione di tutto... degli stessi princpi e dei valori del cristianesimo!

MAURIZIO Ma il sistema che consente al tuo giornale, a te e a tutti quelli che la pensano come te, di esprimersi e di battersi per le loro idee. E quanto al cristianesimo... non confondere il sacro con il profano. Questo sistema ha i suoi enormi difetti, ma ancora non ne stato inventato un altro migliore.

RODOLFO Vedo che anche tu hai un debole per le solite frasi fatte... e quest'ultima, consentimi, quanto di pi trito e insulso potessi trovare.

MAURIZIO Sar?! Ma questo il sistema che ti offre oggi pi garanzie di qualsiasi altro!

RODOLFO (alzandosi) E' un sistema fasullo, una specie di lotteria truccata, un gioco cinico, una finzione.....peggio, una trappola per drogare il popolo con false idee libertarie, per soggiogarlo ed opprimerlo con ricatti permanenti. Non c' niente che si salvi. Tutto funzionale al sistema.....dai cosiddetti "corpi separati", alle istituzioni, ai "poteri forti", alle strutture politiche, economiche e sociali! E tutto si scompone e ricompone, di volta in volta, ciclicamente, in un reciproco riequilibrio di poteri. No! Questo sistema non regger pi a lungo. Oggi tutte le sue propaggini sono in crisi. Bisogna approfittarne allora e cominciare a spezzare le linee lungo le quali si muovono i molteplici intricati interessi di questo disumano gioco di potere.

MAURIZIO Il potere! Pronunci questa parola con una volutt che mi fa rabbrividire. Ma quale potere combatti? Il gioco di potere non potrai mai eliminarlo..... nato con l'uomo, nato con la trib.....non c' stato popolo al mondo che non lo abbia conosciuto e subito.....non c' societ, angolo del mondo dove non lo si pratichi. Ed il potere, in s, non ha mai avuto e non potr mai avere niente di umano.....si pu solo mitigarne gli effetti... renderli meno dirompenti, pi accettabili. Quale potere vuoi combattere, allora? Per quale altro potere ti scaldi tanto?

RODOLFO Per quello autentico, che passa per la libera determinazione del popolo!

MAURIZIO Del partito unico vuoi dire?

RODOLFO Del partito, s, se il partito lo identifichi col popolo!

MAURIZIO E dove ritrovi l'uomo?! La massa non l'uomo .....l'uomo di cui parlavi poco fa... l'uomo non pi sfruttato da un altro uomo!

RODOLFO Se elimini il profitto, elimini lo sfruttamento...

MAURIZIO Elimini il profitto privato... ma introduci l'interesse di Stato!

RODOLFO Della collettivit, che anche dell'uomo.....elimini la ricchezza personale di gruppo, spezzi la linea pi solida del gioco di potere...

MAURIZIO L'ansia di ricchezza e di privilegio insita nell'uomo.....la ritrovi anche nel funzionario di partito.

RODOLFO Ma il partito pu e sa colpire... serve gli interessi del popolo, non ha problemi di equilibri di potere...

MAURIZIO Ma vi sono gli equilibri interni del partito... quelli non potrai eliminarli mai!

RODOLFO (va al mobile-bar per bere qualcosa) Tu hai un concetto borghese del partito... non capirai mai!

MAURIZIO (con un po' d'ironia) Ma tu hai capito... e anche tu eri... un "borghese"!

RODOLFO No... non lo sono mai stato intimamente. Ho avuto un'educazione borghese, se questo che intendi, ma ho fatto in tempo a liberarmene... a rompere ogni legame con la cultura borghese.

INES Per questo hai abbandonato l'Universit?

RODOLFO Quella palestra di mistificazione vuoi dire? A cosa serve se non a creare una schiera di servi o di manipolatori del sistema! Cosa ti offre oggi l'Universit, la scuola in genere? Un serbatoio selettivo, di intelligenze e di cultura, funzionale al sistema... una struttura deformante e sviante!

MAURIZIO Ma il tuo un discorso folle... non puoi essere contro la cultura!? (Si siede).

RODOLFO (sorseggiando) Non lo sono difatti. Io combatto "questa cultura"... quella dei ricchi e dei potenti. Sono per una nuova cultura al servizio di un mondo nuovo... per l'emancipazione dei poveri e degli oppressi.

INES I ricchi e i poveri, i potenti e i diseredati! Hai una concezione manichea e settaria che produce solo odio di classe e divisioni... che annienta l'uomo e genera altre miserie, altre ingiustizie, altre aberrazioni!

RODOLFO E' un male necessario, ma transitorio. La lotta di classe richiede uno scontro duro. Nessun cambiamento radicale...

INES Chiamala "rivoluzione"!

RODOLFO Chiamala come vuoi... nessuna rivoluzione stata mai indolore. E' il fine che conta... l'edificazione di una societ fatta a misura d'uomo...

INES (alzandosi) No! Non dell'uomo! Tu non puoi permetterti di barare in maniera cos spudorata. A te non interessa affatto l'uomo... tu lotti per altra cosa! (Pausa) L'uomo non si divide in ricchi e poveri, in parassiti e lavoratori... anche il ricco un uomo... non puoi prendere i poveri e buttare via i ricchi senza eliminare l'uomo.

RODOLFO (sedendosi) Ma i ricchi hanno gi eliminato l'uomo riducendolo al rango di schiavo!

INES E questo basta per giustificare l'eliminazione dei ricchi e rendere pi tollerante quell'altra condizione di schiavit?

RODOLFO Tu stai con loro, parli come loro, ti difendi e odi come loro.

MAURIZIO Tra loro c' tuo padre.....ci sei stato anche tu un tempo.

RODOLFO Non per mia scelta.

INES Io non odio nessuno. Io amo i ricchi e i poveri alla stessa maniera. S, amo il ricco perch anch'egli un uomo e mi batto semmai per liberarlo del suo egoismo e recuperarlo.

RODOLFO In che modo?

INES Facendogli capire che la ricchezza non tutto nella vita... che una sorta di furto alla povert degli altri. E che se uno nato ricco uno sfortunato, perch qualcosa gli mancata nella vita, qualcosa di essenziale, qualcosa che non ha mai conosciuto... l'amore per il prossimo, la solidariet con i poveri e i diseredati...

RODOLFO (ridendo) Ma questa pura utopia! Questa "la rivoluzione fatta di chiacchiere" Una beffa autentica. Vorrei proprio che ti sentissero... i poveri e gli sfruttati.

INES Lascia stare i poveri. Loro non lo sanno... ma tu s... sai bene che sulla loro testa ci sono dei calcoli politici molto grossi, c' il gioco dell'urna elettorale. Ed questo tuo cinismo disumano che io non tollero... e che combatto, a differenza di quanto fai tu.

RODOLFO Ti sbagli!

INES Per te vale pi lo spirito di fedelt alla tua idea politica che l'uomo in carne ed ossa. Per questo hai bisogno di teorizzare, di schematizzare tutto, di servirti dell'ideologia di classe per ingannarli. (Pausa) Io non so pensare che il bene sia tutto da una parte ed il male dall'altra. Io so solo chesiamo tutti vittime del sistema e sono disposta a battermi per migliorarlo, non per distruggerlo in funzione di un altro, certamente peggiore.

RODOLFO Non lo migliorerai mai e la tua, in ogni caso, sarebbe una lotta sterile. La classe dominante non sar mai disposta a rinunciare ai privilegi, ad esercitare la prepotenza.

MAURIZIO E credi che la prepotenza si possa eliminare... che sia un fatto di pura coscienza?

RODOLFO No, il prodotto di un sistema che forma quella coscienza. In certe grandi famiglie di industriali e di borghesi, il disprezzo per l'operaio un fatto ancestrale. Si eredita come certe tare o talune deformazioni biologiche.

INES E dobbiamo prendercela con uno che schiavo di una mentalit, di una deformazione come la chiami tu? No... questa strada non ci porta da nessuna parte.

RODOLFO (alzandosi); Ti sbagli.

INES Ti porta in un vicolo cieco... perch quella tua ideologia ha uno sbocco fatale. Dobbiamo invece sforzarci perch la lotta politica non degeneri in odio di classe... cercando di distinguere sempre il sistema che fa schiavo persino l'oppressore e lo fa nemico dell'uomo, dall'oppressore stesso che anche lui, a sua volta, vittima del sistema.

RODOLFO Non vittima, ma artefice e linfa del sistema... perch ha la ricchezza ed i privilegi da difendere.

INES Se il sistema capitalistico che genera gli oppressori, bisogna incidere sulle sue strutture... ridistribuendo equamente la ricchezza, elevando le condizioni dei poveri e degli sfruttati, migliorando il livello civile della societ, correggendo il meccanismo del sistema e non distruggendolo.

RODOLFO Ma la ricchezza che produce gli oppressori ed il sistema che produce la ricchezza in quel modo... allora non si pu uscire da questo circolo vizioso solo con le chiacchiere.

INES Possiamo uscirne bene se comprenderemo tutti che questo sistema il nostro comune oppressore. Opprime il ricco e il povero, l'industriale e l'operaio.

RODOLFO Con una bella differenza se permetti... che l'operaio con il salario riesce appena a mantenere i figli, mentre l'industriale accumula scandalosi profitti e se ne infischia.

INES Il profitto serve ad alimentare il sistema produttivo... non questo che turba quando circoscritto nei limiti del lecito. Bisogna combattere, invece, il superprofitto, la speculazione parassitaria, la rapina della ricchezza sociale, l'avidit incontrollata che genera spreco e alienazione e trasforma il ricco e l'industriale anch'esso schiavo del sistema, perch diventa un drogato della ricchezza, perch, al limite, non sa pi cosa farne, come spenderla o moltiplicarla.

RODOLFO Sono schiavit diverse... che opprimono solo la parte pi debole.

INES Non lo escludo. Ma esiste anche una condizione diversa di schiavit. Ghandi ha insegnato che l'oppressore anch'egli un uomo infelice, una vittima del gioco di potere...

RODOLFO Lascia stare Ghandi. Non servito a niente!

INES Voglio dire che se il povero schiavo della sua miseria, il ricco schiavo o di una deformazione morale o di quel sistema che lo ha ridotto tale. Sono entrambi schiavi di un sistema che finir con l'annullare in loro ogni residua traccia di umanit. Ecco perch bisogna recuperarli entrambi.

RODOLFO Ma la lotta contro il sistema disumano non pu ridursi ad un discorso moralistico... deve portare a scelte precise sul piano dell'azione politica.

MAURIZIO Tu vagheggi una rivoluzione impossibile.

RODOLFO E' l'unica scelta!

INES L'unica scelta possibile l'amore! Per questo dico che bisogna bandire l'odio di classe. La lotta politica deve essere una enorme espressione dell'amore e del rispetto che dobbiamo avere per tutti gli uomini. E dobbiamo far crescere questo amore lottando, perch il mondo sia pi buono ed umano, cos come volle Cristo. Un mondo di fratelli e non una giungla in cui l'uomo si fa grande, sfruttando un altro uomo.

RODOLFO Ma l'amore non solo bont e carezza, l'amore anche odio, lotta come hai detto tu. Anche San Pietro tagli un orecchio ad un fariseo che stava portando via Cristo! Per amore si pu anche picchiare, colpire, usare la violenza, prendere un fucile e salire sui monti... come Camillo Torres! E non dirmi che egli fu meno cristiano di Ghandi o di Luther King!

INES Io non dico questo. Io non giudico la loro fede dal modo di come si sono battuti, ma dal modo in cui avranno amato l'uomo e lo avranno voluto salvare. Io dico che quell'odio-amore di Torres diverso dall'odio che intendi tu, che un'altra cosa ed la negazione dell'amore.

RODOLFO Io so solo che dobbiamo fare presto a cambiare la societ, il mondo, e che questo tuo modo utopistico di lottare non serve a cambiare le cose.

INES Ti sbagli. Tu non puoi capire, non riesci a capire perch, chiuso nella morsa della tua ideologia, non t'accorgi di ci che sta accadendo accanto a te, lontano da te.

RODOLFO So che in questo momento, in qualche parte del mondo, c' chi sta soffrendo e morendo nei boschi e sui monti, col fucile in pugno. So solo di essere un impotente, un povero misero chiacchierone rispetto a loro... e che mi vergogno di esserlo.

MAURIZIO Non t'accorgi, per, di quello che sta accadendo nella pianura, nelle citt...

RODOLFO Anche l c' gente che sta soffrendo e morendo... nelle miniere, nelle prigioni, nei meandri delle metropoli...

INES Ma c' qualcos'altro che sta germogliando accanto alla morte e alla sofferenza, intorno alle miniere e alle prigioni... nel cuore delle citt.

RODOLFO L'odio e la volont di lotta!

INES L'amore, l'amore per l'uomo... che sta emergendo da ogni parte, faticosamente, lentamente, nella coscienza di molti giovani. Il nuovo che viene avanti. Il vero cambiamento che conti!

INES No. L'unica cosa importante che sta crescendo lo spirito di classe, la volont di lotta dei poveri e degli oppressi.

INES Io credo, invece, che stia crescendo qualcosa di pi forte, di pi importante... non fra credenti di un'idea o di un'altra, ma fra gli uomini e i giovani che sono interessati alla sorte dell'uomo. E sai perch pi importante? Perch questi uomini e questi giovani, li trovi tra i credenti e i non credenti, uniti in una specie di ecumenismo nuovo con al centro il mistero dell'uomo.

RODOLFO Questo non vuol dire niente.

INES Vuol dire che sta crescendo un interesse... una disponibilit ad intervenire per l'uomo al di l degli ordini di qualsiasi partito. Ecco perch i pariti sono in crisi!

RODOLFO Non lo sono per questo...

INES Anche per questo... anche per l'illusione che essi avevano di poter gestire il nostro rispetto per l'uomo. Questa specie di alleanza silenziosa, questa spontanea lega per l'uomo, non astratta o realistica, il vero fatto nuovo... una specie di nuova religione che avanza!

RODOLFO Queste sono fandonie... semplici suggestioni... artifici dialettici che servono solo ad oppiare le coscienze... a far lasciare le cose come stanno. Comprendo la tua aspirazione cristiana... ma la lotta politica un'altra cosa... azione. Io combatto il sistema e con esso anche l'oppressore.

INES Anch'io sono contro di lui... per mi sforzo di neutralizzarlo, di recuperarlo, di aiutarlo a riscoprire in lui i valori dell'uomo, di costringerlo a rinunciare ai mezzi con cui mi opprime e opprime gli altri per metterli al servizio dell'uomo.

RODOLFO Come?! In che modo? Con i sermoni biblici?

INES Con una lotta civile... senza violenza! Facendo crescere il grado di coscienza collettiva...

RODOLFO Ma le masse hanno una coscienza torpida, inerte... resa passiva da secoli di mistificazioni e di asservimento.

INES Occorre risvegliare le coscienze con la forza delle idee e dell'esempio... ma bisogna scuotere soprattutto la classe politica a fare scelte coerenti e coraggiose.

RODOLFO Ma la classe politica prigioniera del sistema!

INES Bisogna aiutarla allora a liberarsi, a uscire allo scoperto...

RODOLFO Il sistema la soffocher... non vi sono alternative... o abbatti il sistema con la forza o te lo tieni cos com'!

MAURIZIO Troppo semplicistico. Non t'accorgi che anche tu cadi nell'utopia? Tu sai, come me, che in un Paese come il nostro la rivoluzione non possibile!

RODOLFO Ti sbagli. E' solo un comodo alibi per tutti quelli che, come te, hanno qualcosa da conservare o da difendere... me tu non immagini nemmeno quale potenziale di lotta vi sia tra le masse... basta saperlo sfruttare e orientare.

MAURIZIO Servirebbe solo a fare scorrere del sangue inutile... a fare delle vittime innocenti... a scatenare una repressione pi feroce e violenta, com' accaduto altrove... a seppellire, in ogni caso, la libert e con essa la dignit e l'anelito dell'uomo.

RODOLFO No, se la rivoluzione vincer!

INES E tu pensi davvero che possa vincere?

RODOLFO Quando sar matura nella coscienza delle masse e verr il momento giusto... essa vincer!

INES Parli come un povero esaltato.

RODOLFO E tu come un'inguaribile utopista... ho paura che non ci intenderemo mai!

INES Chiss! Eppure non dovrebbe essere difficile, se vero che anche a te stanno a cuore le sorti dell'uomo. (Si siede).

MAURIZIO No, Ines, non illuderti. E' inutile, perdi il tuo tempo. A lui non interessano le sorti dell'uomo, ma quelle del partito e della "rivoluzione"! (Rivolto a Rodolfo) L'unica paura che dovresti avere non tanto quella, ipocrita e convenzionale, di non poterti intendere con Ines... ma quella di non poterti intendere con te stesso e che ti spinge a "lavorare" in modo irrazionale per un sistema pi aberrante di quello che combatti.

RODOLFO (irritato) Ti sbagli. L'unica paura che ho quella di potere assomigliare a te, a nostro padre... a tutti coloro che, come te e lui, ritengono aberrante la lotta di classe!

MAURIZIO (alzandosi) Parli come un fanatico irriducibile e fai di tutto per suscitare reazioni esasperanti... perch?

RODOLFO Cosa vuoi dire!?

MAURIZIO Il tuo odio di classe la proiezione di un rancore pi profondo che ha origini inconfessate.

RODOLFO (sarcasticamente) Non scomodare Freud e la psicanalisi per piacere!

MAURIZIO (con tono suadente) Ti ho gi detto che forse non avremo pi occasione di parlare di queste cose insieme. E vorrei riuscire a capire... e se possibile giungere alla verit. Quindi lascia perdere questi atteggiamenti posticci, che servono semmai a confermare ci che penso.

RODOLFO Cosa ad esempio?

MAURIZIO Che con i tuoi atteggiamenti ti sforzi di simulare un'oscura angoscia che ti opprime. Come per qualcosa di perduto e di dissacrato che non riesci o non vuoi o temi di ritrovare. E malgrado ti sia rifugiato in questa sorta di splendida esaltazione, il tuo furore ideologico non riesce a dare risposte convincenti all'inquietudine che ti cova dentro.

RODOLFO Tu cerchi di coinvolgermi in un discorso affettivo che non mi interessa e che non ha nulla da spartire con le mie idee... che sono frutto di una scelta precisa.

MAURIZIO Non ne sono convinto.

RODOLFO Non so cosa farci. Le idee per le quali mi batto sono frutto di convinzioni profondamente radicate in me.

MAURIZIO La rabbia sociale solo una maschera, l'abito mentale che ti sei imposto per cercare di vincere le tue frustrazioni.

RODOLFO Ti sbagli.

MAURIZIO Sei pieno di rancore verso te stesso, il tuo passato e tutto ci che ad esso appartiene.

RODOLFO Il mio passato non esiste pi... appartiene al mondo dei fantasmi.

MAURIZIO Ma sono questi fantasmi che ti opprimono.

RODOLFO I fantasmi sono fantasmi e nulla pi. Io vivo in un'altra realt.

INES Quale realt?

RODOLFO Quella del futuro... quella che vincer sul passato.

MAURIZIO Ma il passato ancora presente. Lo in te. Non puoi ignorarlo. Devi fare i conti con esso.

RODOLFO Ti ho detto che li ho gi chiusi i conti col passato.

MAURIZIO Col passato non si chiude mai la partita. Ci si illude. Si pu ignorarlo... ricusarlo, ma mai cancellarlo. E arriva sempre un momento, nella vita, in cui ce lo troviamo di fronte. E' allora che bisogna avere il coraggio di guardarlo in faccia. Evitarlo non serve. Tu ora hai timore di fare i conti con esso.

RODOLFO Non farmi ridere.

MAURIZIO Tu hai paura.

RODOLFO Sei un fissato.

MAURIZIO Hai paura di potere assomigliare a me, hai detto?!

RODOLFO S! E te lo ripeto... il solo pensarlo mi ripugna.

MAURIZIO Perch io ti ricordo il passato.

RODOLFO No. Perch sei l'immagine di una realt opprimente!

MAURIZIO Ma la realt in cui tu stesso vivi.

RODOLFO Che io rifiuto.

MAURIZIO Ci stai dentro, per, non hai il coraggio di staccartene.

RODOLFO Non ne sento la necessit. Ho abbastanza forza e coerenza per starci dentro senza farmi inquinare.

MAURIZIO Ma non sei abbastanza forte per affrontare criticamente il legame che questa realt mantiene con il passato.

RODOLFO Non m'interessa.

MAURIZIO Con il tuo passato... con il nostro.

RODOLFO Non abbiamo pi nulla in comune.

MAURIZIO Ti sbagli. Questa casa... la famiglia...

RODOLFO (ridendo) Ah, ah, ah! Ma quale famiglia? Di cosa parli!? Sei patetico! (Pausa) Questa casa anche mia e me ne servo finch mi fa comodo. Del resto stato sempre cos. Ciascuno se ne sempre servito per fare i comodacci propri. Questa "casa", come la chiami tu, non stata mai nient'altro di pi che un posto di ritrovo, una stazione di transito, un albergo, un punto di riferimento per dormire, vestirsi, mangiare... stato tutto, fuorch una casa.

MAURIZIO Non vero... e tu lo sai. (Pausa) Io ricordo che non era cos.

RODOLFO Ma cosa ricordi tu? Che ne sai tu, di questa casa? (Pausa) Hai avuto pi tu in collegio, che io in questa casa. Un luogo arido, anonimo, freddo. Con oggetti estranei. Spazi inutili. Silenzi incessanti. Indifferenze terribili. (Pausa). La famiglia, tu dici! Ancora oggi mi domando cos'. Come potrebbe essere. Ma tu l'hai mai conosciuta? L'hai mai avuta una vera famiglia?

MAURIZIO Io ricordo le nostre estati. Erano piene di vita, di movimento, di allegria. Eravamo uniti. Ci sentivamo legati, solidali. Ci volevamo bene!

RODOLFO (quasi con rabbia) E cosa vuol dire... sentirsi uniti, volersi bene! (Pausa) Quanti si sentono uniti e si vogliono bene? E basta questo per fare una famiglia? Ma era, poi, vero bene il nostro? Vera unione? (Pausa) Tu parli dei tuoi ricordi. Le vacanze scolastiche. Povero sentimentale! Ti portavi laggi, in collegio, un'idea falsa della famiglia. Hai vissuto di ricordi bugiardi, ingannevoli. E ti sei costruito dentro, nei lunghi inverni, un'immagine ideale della famiglia, come tu pensavi o volevi che fosse. Ma quell'immagine non hai mai albergato in questo luogo. Le estati, le vacanze, il tuo arrivo erano la novit, un pretesto, l'occasione per rompere la monotonia e l'esasperante noia di un'esistenza irrazionale, disordinata, disadorna, sterile e alienante. Una parentesi diversa... insolitamente brillante, ecco cos'era! (Pausa) Poi tutto ripiombava nel grigiore di sempre. Ciascuno chiuso nel proprio io, isolato dagli altri.

MAURIZIO Non vero... non pu essere vero! Tu esasperi sempre tutto. Ora vuoi darmi ad intendere di avere avuto due mostri di genitori. Un'infanzia infelice. Una vita squallida. Un'educazione sbagliata... cos'altro?!

RODOLFO Tu non puoi capire... non capirai mai!

MAURIZIO (con voce alta e concitata) Che cosa? Cosa dovrei capire per farti piacere?! Dovrei capire, ad esempio... che le famiglie borghesi sono l'emblema della decadenza... che rovinano i figli, che opprimono la loro personalit, che mancano di veri ideali, che sono reazionarie, bigotte, conformiste... o cos'altro?!

RODOLFO (gridando) Tu non capirai mai!

MAURIZIO (c.s.) Che cosa in nome di Dio?! Tu hai avuto tutto da questa famiglia! Benessere, sicurezza, educazione, libert...

RODOLFO (c.s.) Dimentichi le cose pi importanti... quelle che veramente contano... l'affetto, la comunione, la guida... l'amore!

MAURIZIO (c.s.) Io non ne ho mai avvertito la mancanza!

RODOLFO (c.s.) Tu eri lontano! Avevi i ricordi. Vivevi di sentimenti riflessi. E poi i compagni, gli studi, i progetti, l'attesa delle vacanze...

MAURIZIO Anche tu!

RODOLFO Ma io non ero in collegio...

MAURIZIO Non hai voluto.

RODOLFO No. Non avrei potuto sopportare quella vita. Un regolamento rigido. Un ambiente ipocrita. Non potevo rinunciare alla mia libert. Ho preferito questa casa. La citt. Avevo bisogno di spazio, di luce, di verde....... di calore umano. E che cosa ho avuto?!

MAURIZIO Pi di me certamente.

RODOLFO (con voce concitata) Ma che cosa ne sai tu? Cosa ne sai delle lunghe serate d'inverno, quando avverti il vuoto intorno a te e senti il bisogno di una parola, di un gesto, di qualcuno che ti aiuti a capire, a guardare dentro di te, a dividere con te le angosce, i dubbi, le paure?! Che ne sai tu della solitudine che ti sgomenta quando senti tumultuare in te vaghe passioni, strane inquietudini, paurosi turbamenti e non sai con chi parlare dei tuoi problemi?! Che ne sai tu delle tristezze, delle malinconie consumate dentro con lunga amarezza?! Delle speranze affogate nella disperazione. Del rancore che ti cresce lentamente e non sai come soffocarlo. Della rabbia che ti afferra a tradimento e ti fa delirare. Chi dava risposte alle mie domande? Chi mi aiutava nei momenti terribili? Chi? (Pausa) Gli unici amici veri, i miei compagni, li ho dovuti cercare fuori. Ho trovato fuori quello che qui mi era stato negato.

MAURIZIO La colpa stata anche tua. Ti sei imbottito la testa di idee strampalate. Non hai mai cercato d'instaurare un vero dialogo con pap e mamma. Ti sei chiuso come un riccio. Nei periodo estivi facevi di tutto per evitarli. Preferivi la compagnia di Silvia. Ed io a volte mi sentivo un intruso. Anche con me eri riluttante. Non parlavi mai dei tuoi problemi. Come volevi essere aiutato?

RODOLFO E come avresti potuto aiutarmi tu? Di che cosa potevo parlare con te? Mi asfissiavi con i tuoi ricordi di collegio. Non facevi altro che parlare della tua vita, dei tuoi studi, dei tuoi progetti.

MAURIZIO Non ti sei mai aperto con me. Non scrivevi mai. Cosa volevi che facessi?

RODOLFO Niente potevi fare. Eri lontano tu. Era qui, in questa casa, che cercavo aiuto, amore, amicizia, comprensione!

MAURIZIO E perch non l'hai trovato?!

RODOLFO Perch nessuno stato mai capace di darmene!

MAURIZIO Tu cosa facevi per averne?

RODOLFO Cosa dovevo fare?

MAURIZIO Capire anche tu. Aiutare gli altri ad essere diversi.

RODOLFO Impossibile!

MAURIZIO Perch?

RODOLFO Perch vi era un muro d'egoismo tra noi. Tutto era impregnato di egoismo qui dentro. La stessa aria si rifiutava di concedersi. Anche il respiro era una fatica.

MAURIZIO Tu farnetichi!

RODOLFO Io dico la verit. Ho vissuto e sofferto quest'inferno.

MAURIZIO Tu l'esasperi con la tua immaginazione.

RODOLFO E' la realt.

MAURIZIO E' un comodo alibi per scaricare le tue frustrazioni.

RODOLFO No! E' la verit. L'egoismo stato sempre al centro di tutto in questa casa. Mamma era un mostro di egoismo... e tu lo sai. Anche pap... Silvia...

MAURIZIO E tu?

RODOLFO Io subivo. Cercavo di scuoterli. Ma era inutile.

MAURIZIO Ipocrita!

RODOLFO Non provocarmi!

INES (alzandosi) Smettetela!

MAURIZIO Sai parlare solo degli altri, sempre degli altri. L'egoismo, dici? E il tuo cos'era, cos' stato? Perch non parli del tuo egoismo?

RODOLFO Non lo conosco. Non sono mai stato egoista. Ho cercato sempre di stabilire un contatto, un interesse con gli altri...

MAURIZIO Con chi?

RODOLFO Con gli unici amici chi ho trovato fuori, perch qui era impossibile comunicare.

MAURIZIO Ed fuori che ti sei reso conto di tutto questo? E' l che hai trovato la verit?

RODOLFO Quella che conta, s!

MAURIZIO Quella che scardina l'altra vuoi dire?

RODOLFO Anche. Perch l'altra mistificazione, individualismo, oppressione.

MAURIZIO La tua presunzione disarmante.

RODOLFO E il tuo bigottismo nauseante.

MAURIZIO Sei un povero fanatico. Non riuscirai mai a capire la vita e gli uomini.

RODOLFO Ma vai al diavolo!

MAURIZIO Ci mando te... so ancora come prenderti a schiaffi!

INES (gridando, esasperata) Ma la volete smettere! Possibile che non riusciate ad essere un po pi tolleranti? Ma proprio impossibile comprendervi... discutere senza litigare?

Dalla stanza di Silvia proviene, improvvisamente, uno strano rumore: come il tonfo pesante di un corpo che si tira dietro qualche oggetto. Ines tesa, visibilmente turbata. Il suo istinto di donna le fa presagire qualcosa di grave. Sa bene che Silvia, di tanto in tanto, fa uso di cocaina ed quindi preoccupata.

MAURIZIO Cosa sar stato?!

INES Non lo so! (Corre nella stanza di Silvia e ricompare subito dopo allarmata) Presto... datemi una mano... Silvia si bucata...

MAURIZIO (sconvolto dalla sorpresa) Cosa vuol dire... si bucata?!

INES Si fatta una dose di cocaina... e ha ingerito una gran dose di pillole!

MAURIZIO (c.s.) Cocaina... pillole?

INES (rivolto a Rodolfo) Tu non stare l impalato... chiama Marco in Clinica... digli di venire subito... (poi rivolto a Maurizio)... tu vieni con me!

Ines e Maurizio rientrano nella stanza di Silvia Rodolfo si avvicina al telefono e forma concitatamente un numero.

RODOLFO Pronto?! C' il dottor Lenzi? Me lo passi subito per piacere, urgente. (Pausa) Pronto?! Scusami Marco... sono Rodolfo. Dovresti venire subito a casa... Silvia si di nuovo bucata... non lo so... s... credo che sia una cosa seria... cosa devo fare?... s... s... grazie... ti aspetto!

Rodolfo riattacca. Sta per avviarsi nella stanza di Silvia, da dove nel frattempo sopraggiunge Ines.

INES Allora?

RODOLFO Viene subito! Come sta?

INES L'abbiamo messa sul letto... non una dose eccessiva... ma ha il polso molto debole:

RODOLFO Bisogna legarle il braccio... non farla addormentare.

INES Lo so... l'ho gi fatto!

RODOLFO Occorre farla camminare... tenerla sveglia... provocarle il vomito con tutti i mezzi. Fai preparare del caff e dell'acqua calda a Luisa, presto!

Rodolfo corre nella stanza di Silvia. Ines si avvia in cucina. La scena rimane vuota per alcuni istanti.

LUISA (entrando dalla cucina, piagnucolando) Oh, mio Dio.. ..mio Dio! Che croce! Che sciagura! La povera Silvia... la piccola, dolce, cara Silvia. Signore Iddio! (Entra nella stanza di Silvia).

Ines rientra in scena e si avvia verso la camera di Silvia, quando suona il telefono.

INES (rispondendo) Pronto?! Ah, sei tu... ? No... non possibile... mi dispiace... Silvia sta male... si fatta di nuovo... non lo so... ti dico di no, per ora non in grado di parlare... no... non credo ci sia pericolo... non insistere Aldo... dove ti trovi?... sei molto lontano... fai come credi... non sarebbe male se tu tornassi... cerca di venire quanto prima possibile... s, s... stai tranquillo, sta arrivando Marco... s... s... va bene... ciao! (Riattacca).

Maurizio esce dalla camera di Silvia, sorreggendo Luisa visibilmente affranta.

MAURIZIO Calmati Luisa, non fare cos.

LUISA (piagnucolando) La povera Silvia! Mio Dio... non dovete farla soffrire!

MAURIZIO Vedrai che si rimetter. Stai con Ines. (Rientra nella stanza di Silvia).

INES (accostandosi a Luisa e abbracciandola) Non piangere.

LUISA (c.s.) Bisogna salvarla... bisogna salvarla...

INES Sta arrivando il dottor Lenzi... vedrai che riuscir a salvarla. Ma adesso calmati!

LUISA (c.s.) E' cos fragile... dovete aiutarla... proteggerla, quella povera figlia!

INES Calmati Luisa.

LUISA Le hanno fatto tanto male... tutti... tutti...

INES Calmati!

LUISA (con tristezza) Non c' pi bont in questo mondo... solo cattiveria, ingiustizia, violenza... non lo capisco pi... sono vecchia e stanca...

INES Non tutto cos il mondo... siamo noi che dobbiamo cambiare.

LUISA Povera Silvia! (Pausa) Chi lo dir al commendatore?! Io non ne ho la forza.

INES Lo diremo noi. Adesso vai di l, vedi se sono pronti il caff e l'acqua.

LUISA Vado... vado! Povera piccina... Signore Iddio, aiutatela voi! (Si avvia in cucina).

RODOLFO (uscendo dalla camera di Silvia) Ma quanto impiega quel Marco... sono quattro passi... ci vuole tanto per arrivare?

INES Calmati anche tu... star per venire! (Pausa) Come va?

RODOLFO (passeggiando nervosamente) Ha vomitato poco o niente... non del tutto sveglia... Maurizio la sta facendo camminare.

INES Perch non sei rimasto di l ad aiutarlo?!

RODOLFO Ci siamo dati il cambio. (Pausa) Ma questo caff quando arriva!

INES Tra qualche minuto.

RODOLFO Cos'altro si pu fare? Cosa?

INES Niente. Bisogna aspettare... e sperare!

RODOLFO Sperare in cosa?

INES In tutto e in niente. Ma la sola cosa, in queste condizioni, che si possa fare.

RODOLFO Non ci riesco.

INES Bisogna! Se vuoi aggrapparti a qualcosa che ti aiuti a superare questi momenti non hai altra alternativa.

RODOLFO Mi rifiuto!

INES Non so cosa dirti. Non ci resta altro da fare. Bisogna solo aspettare. E sperare!

RODOLFO Ma ci sar pure qualcos'altro da fare...

INES S... aiutare Maurizio e cercare insieme di far superare la crisi a Silvia.

RODOLFO E' troppo poco.

INES E' molto. E' il massimo che si possa fare, in attesa che arrivi Marco.

RODOLFO E se arrivasse troppo tardi... se le condizioni di Silvia si aggravassero?!

INES Dobbiamo fare in modo che ci non avvenga... bisogna tenerla sveglia... farla reagire...

RODOLFO Non pu... non vuole...

INES Dobbiamo insistere... dobbiamo! E' l'unica, sola speranza che ci rimane. (Ines si avvicina a Rodolfo e lo prende per il braccio) Vai... vai di l ad aiutare Maurizio... io vado a vedere se pronto il caff.

Rodolfo si avvia nella camera di Silvia, mentre Ines si reca in cucina. La scena rimane vuota per alcuni istanti. Poco dopo rientra Ines, seguita da Luisa che reca un vassoio in mano, sul quale vi sono una tazzina ed una caffettiera. Mentre Luisa ed Ines si dirigono verso la camera di Silvia, si sente bussare alla porta d'ingresso. Ines corre subito ad aprire e compare, pochi istanti dopo, assieme a Marco che, con una borsa in mano, si avvia trafelato nella camera di Silvia, seguito da Ines. La scena torna a rimanere vuota. Poco dopo, Maurizio e Rodolfo escono dalla camera di Silvia.

RODOLFO (un po' rasserenato) Meno male che arrivato presto!

MAURIZIO (abbattuto) Speriamo bene.

RODOLFO Marco molto bravo... sa il fatto suo... non la prima volta!

MAURIZIO Tu dunque sapevi?

RODOLFO (con tristezza) S! Silvia, di tanto in tanto, si faceva... ma non ne stata mai dipendente... le piaceva fare anche questa esperienza.

MAURIZIO Quando ha cominciato?

RODOLFO Non lo so... molto tempo fa.....credo dopo la morte di mamma.

MAURIZIO Perch lo faceva?

RODOLFO Che ne so... forse per provocare nuove sensazioni... per stare un po' al passo con gli altri...

MAURIZIO Con gli altri?!

RODOLFO Ma s... oggi va di moda... non c' da menare scandalo... succede spesso che durante alcune "festicciole" circoli un po' di coca!

MAURIZIO E magari anche tu... no?!

RODOLFO A me non mai piaciuto provare... non l'ho mai fatto... nel nostro gruppo di amici non circola roba del genere... anzi, siamo contrari a qualsiasi tipo di droga. E' un pericolo devastante!

MAURIZIO Per hai permesso a Silvia che ci cadesse.

RODOLFO No... io l'ho sempre dissuasa... l'ho aiutata ad uscirne!

MAURIZIO E perch l'ha rifatto allora?!

RODOLFO (un po' nervoso) Non lo so! Come faccio a saperlo... perch lo chiedi a me? Io so solo che ne era uscita da tempo... e che ho dovuto fare tanta fatica... tanti scontri duri per indurla a smettere.

MAURIZIO Continua a frequentare ancora quegli amici?

RODOLFO No. E' da tanto tempo ormai che si allontanata... da quando si messa con Aldo.

MAURIZIO Anche lui si drogava?

RODOLFO No, no! Neanche a lui piace quella roba... se lo ha fatto qualche volta... stato per fare piacere a Silvia. Anzi... devo dirti che mi stato di valido aiuto, quando ho avuto quegli scontri con Silvia... Aldo un giovane per bene... checch ne pensi tu!

MAURIZIO Io non penso niente... non lo conosco come te. So solo quello che mi ha detto Silvia... (Con un sottile senso d'ironia)... che di famiglia ricca e borghese!

RODOLFO (cogliendo l'allusione, con tono infastidito) Lascia perdere, Maurizio... non mi sembra il caso di ricominciare... non ti pare?

MAURIZIO Hai ragione... scusami. (Pausa) Piuttosto... bisogner dirlo a pap!

RODOLFO Pensateci tu... a me verrebbe difficile.

MAURIZIO Stai tranquillo... lo far io!

Luisa esce dalla stanza di Silvia e si dirige in cucina, recando in mano una bacinella con dei panni appallottolati.

RODOLFO (rivolto a Luisa) Come va, Luisa?!

LUISA (fermandosi un istante, con voce rasserenata) Molto meglio, signorino... molto meglio... mi scusi, sono in ritardo... devo portare la colazione al commendatore.

MAURIZIO Lascia stare Luisa... lo far io... pi tardi ci andr io... meglio che sia io a spiegargli...

LUISA Come vuole... s, forse meglio... mi scusi! (Corre in cucina).

MAURIZIO Meno male che sia andata cos! (Pausa) M' sembrato un incubo.

RODOLFO Anche a me.

Marco esce, in maniche di camicia, dalla camera di Silvia, togliendosi i guanti di gomma che lascia andare su un tavolinetto qualsiasi.

MAURIZIO (con ansia) Allora... com' andata?

MARCO (rassicurante) Bene, bene... ha rimesso tutto... non c' per il momento alcun pericolo.

RODOLFO Dorme?

MARCO No. E' solo un po' intontita... in stato di allucinazione... ma niente di preoccupante.

MAURIZIO Grazie... sei stato tempestivo.

MARCO Fortuna che mi trovavo in Clinica.

RODOLFO Se fossi venuto pi tardi... sarebbe stata una tragedia.

MARCO Non detto... la dose non era eccessiva.

MAURIZIO Comunque... grazie!

Ines entra in scena tenendo per mano Silvia che appare, in sottoveste, come imbambolata, in stato di evidente allucinazione. Maurizio, Rodolfo e Marco si fermano a guardarla con stupore ed apprensione.

INES (portando Silvia al centro della scena) Vieni, Silvia... vieni!

SILVIA (facendosi condurre come un automa) Dove mi porti?

INES In nessun posto, sei sempre a casa tua... volevi uscire dalla tua stanza...

MAURIZIO E' un'imprudenza.

MARCO No, lascia stare... pu farle bene.

SILVIA Dove sono?

INES Qui, insieme a noi... ci sono Maurizio, Rodolfo e Marco... pi tardi arriver Aldo... lo vedi? Non sei pi sola!

SILVIA (con voce trasognata e quasi declamatoria)

Chi dice che non sono pi sola?!

Bugia. Inganno pietoso che suona dolce

come sirena al vento

per risentirmi forte.

Debolezza il mio nome. Vilt.

Quando ho lucida la mente

so di essere una ninfa sterile e bramante.

Come disfatta: bevo e leggo, leggo e bevo.

Ed amo.

Anch'egli mi ha detto che non sono pi sola.

Ieri baciandomi mi ha detto che adesso

non sono pi sola.

Ora ho lui!

Avere lui vuol dire non essere pi sola?

Bugia. Io amo Aldo. Ma resto tuttavia sola.

C'era mamma una volta!

Ma cosa sapeva mamma

di quanto mi premeva in cuore?!

Inaridito il solco:

i vermi hanno corroso il grano.

Ed il sole servito a dar loro la brama.

Il sole! Oh, accecante ebbrezza!

Ma la notte si lontani dal sole.

Si pu pensare. Ci si pu serrare in casa.

E si soli.

Si pensa. Si parla. Si ride.

Ma s soli.

Silvia muore ogni notte col dirupar del sole.

Ed ogni notte Silvia si sente

disperatamente vuota.

Le stelle?! S, le stelle!...

Ma chi di noi guarda pi le stelle!

Io guardo le stelle?

Sono fredde le stelle. Ma a guardarle

in silenzio

danno tanto calore.

Oh, se tutti ogni notte potessimo guardar le stelle!

Se i miei occhi ogni notte

potessero luccicar con esse!

Ma bevo e leggo la notte.

Faccio all'amore. E sono sola.

Allora i vermi fanno nido nel grano

fintanto che il sole non si desta.

E i miei pensieri nella solitudine

fanno da eco a Silvia

per ridestarsi con essa!

Maurizio, Rodolfo, Ines e Marco hanno seguito il monologo di Silvia con evidente apprensione. Silvia si muove quasi barcollando. Maurizio le si avvicina, la prende per il braccio, quasi a sorreggerla, e la conduce verso la sua camera.

MAURIZIO (con voce velata di mestizia). Vieni, Silvia... vieni a riposare, di l. Non avere timore... non resterai pi sola!

Maurizio e Silvia escono.

INES Povera Silvia!

MARCO Non niente di grave, ma bisogner vigilare... fare in modo che non torni ad esserne dipendente.

RODOLFO Eppure ne era uscita cos bene! Da quasi un anno non si bucava pi... m'era sembrato un miracolo!

INES Nell'ultimo periodo l'ho vista per cambiata... era diventata nervosa, inquieta.

RODOLFO E' stato l'arrivo di Maurizio...

INES Ma che c'entra. Lo era gi prima. Tu hai sempre il vizio di addossare tutte le colpe a Maurizio.

RODOLFO E' stato lui, per, ad esasperare il clima che si creato.

MARCO Lasciate perdere... non state a litigare. Pensate, piuttosto, ad aiutare Silvia in concreto!

RODOLFO E come si pu fare?!

INES Cercando di ridarle fiducia nella vita... e, soprattutto, creando attorno a lei un clima pi sereno.

MARCO Questo non baster da solo... bisogner starle vicino ed aiutarla a non ricadere nella spirale della droga.

RODOLFO Non sar facile.

MARCO Lo so... ma ci si pu riuscire. (Pausa) Ora scusatemi... ma devo purtroppo tornare in Clinica... c' molto lavoro... Silvia, del resto, non ha pi bisogno di me... deve solo riposare... vado a prendere la borsa e la giacca.

Marco si reca nella camera di Silvia.

RODOLFO Bisogner avvertire pap... e sar un brutto colpo per lui!

INES Io per il momento non lo farei... non servirebbe a niente, anzi, potrebbe peggiorare la situazione.

RODOLFO E come fai a non dirglielo?!

INES Non c' bisogno... gli puoi dire che Silvia stata colta da un malore qualsiasi e che ha bisogno di riposare.

RODOLFO Non mi sembra onesto.

INES Se lo fai a fin di bene, s... e poi, c' il rischio che una notizia cos traumatica potrebbe aggravare il suo stato di salute... meglio evitarlo, non ti pare?

RODOLFO Ne parler con Maurizio... anzi lo faccio subito! (Si reca nella camera di Silvia)

Ines si reca in cucina e ricompare, poco dopo, con una tazzina da caff in mano. Sta per dirigersi nella stanza di Silvia, quando compare Marco.

MARCO (uscendo dalla camera di Silvia, con indosso la giacca e la borsa in mano) Sta riposando... il polso normale!

INES (porgendogli la tazzina) Venivo a portarti il caff...

MARCO Grazie... ne ho proprio bisogno! (Prende la tazzina e comincia a sorsegggiare).

INES Pensi che si rimetter presto?

MARCO Spero proprio di s... comunque, tenetela sotto controllo. Per il momento non c' di che preoccuparsi... ma se dovesse avere qualche disturbo, chiamatemi... io star tutto il giorno in Clinica! (Pausa, mette la tazzina sul tavolo) Adesso vi lascio.

INES (un po' imbarazzata) Marco...

MARCO S?

INES (c.s.) Ieri sono stata un po'... come dire ... aspra, impietosa... mi dispiace!

MARCO Non il caso... la colpa solo mia... non avrei dovuto essere cos assillante...

INES No... non questo Marco... il fatto che... davvero, non pi possibile tornare come prima.

MARCO Questo l'ho capito... ma non riesco ad accettare questa realt... non facile.

INES Lo so, ma devi cercare di superarla... di convincerti che sono molto cambiata e che anch'io sto cercando disperatamente di costruirmi una nuova vita.

MARCO Io speravo...

INES No,Marco... non insistere... inutile...

MARCO (timidamente) C' qualcun altro?

INES (impacciata) S!

MARCO (con amarezza) Capisco!

INES (c.s.) Ma questo non vuol dire... che non ti voglia bene, che non si possa restare buoni amici!

MARCO(c.s.) Certo.

INES (c.s.) Marco... io vorrei...

MARCO (c.s.) Non occorre.....

INES Oh... maledizione... Ma perch deve essere cos complicata la vita?

MARCO Non prendertela... non essere preoccupata per me, Ines... cercher di rassegnarmi... (Con un sorriso canzonatorio)... di sopravvivere!

(Poi si avvicina, la guarda intensamente e sfiorandole la guancia con una carezza)

Ti auguro di essere, almeno tu, felice.

INES Io non voglio che rimanga alcun rancore tra di noi...

MARCO Non ce ne sar.

INES Promettimelo!

MARCO Te lo prometto.

INES Da buoni amici?

MARCO Da buoni amici! (Pausa imbarazzante) Adesso devo correre in Clinica... ciao! (La bacia sulla guancia ed esce).

Ines rimasta visibilmente triste. Fa qualche passo distrattamente. Poco dopo, Rodolfo esce dalla stanza di Silvia.

RODOLFO(sospirando) Meno male che sia andata cos!

INES Il momento peggiore passato... ma bisogner stareattenti a non ricreare un nuovo clima di tensione.

RODOLFO Che posso fare?!

INES Una cosa molto semplice... evitare di scontrarti ancora con Maurizio, e cercare di essere... pi in pace con te stesso!

RODOLFO Sono stanco e disorientato.

INES Hai bisogno anche tu di riposo. Hai trascorso la notte in bianco... e sei molto provato... vai a dormire!

RODOLFO Non potrei.

INES Buttati sul letto... ti distenderai un po', ti far bene... dai!

RODOLFO No, preferisco stare di l... su una poltrona a sorvegliare Silvia. (Si avvia nuovamente verso la camera di Silvia)

INES Vengo anch'io! (Lo segue).

Rodolfo ed Ines entrano nella camera di Silvia. La scena rimane vuota per alcuni istanti. Poco dopo, entra Maurizio che si accascia, visibilmente affranto, su un divano, reclinando la testa indietro sullo schienale. Di l a poco entra Ines e gli si avvicina con apprensione, portandosi dietro lo schienale per guardarlo negli occhi.

INESA cosa pensi?

MAURIZIO Non so pi cosa fare!

INES (poggiandogli le mani sulle spalle) Rilassati... ormai non c' pi alcun pericolo.

MAURIZIO E' stata tutta colpa mia... non dovevo esasperarla cos.Non dovevo darle quel diario!

INES (accarezzandogli il viso) Non tormentarti ancora... vedrai tutto si accomoder.

MAURIZIO (tornando in posizione normale) Gi! E cosa sar dopo?

INES (andando a sedersi accanto a lui) Dipender anche da te. (Pausa) Hai ancora voglia di andare via?

MAURIZIO Non lo so... non so pi cosa fare. (Pausa) Andare via in questo momento sembrerebbe una vera e propria fuga!

INES (con voce suadente) Ascolta Maurizio... tu hai bisogno di unapausa di riflessione... hai bisogno di guardare meglio dentro di te. Non prendere decisioni affrettate... fermati ancora un po' di giorni... potrai partire quando vorrai, dopo!

MAURIZIO Sono combattuto... disorientato... ti ripeto, non so pi cosa fare.

INES Rilassarti... tu hai bisogno di affrontare questi problemi concalma... ma senza ingigantirli...

MAURIZIO E come fai a non ingigantirli... stiamo parlando di tre vite umane... stiamo parlando di pap, di Rodolfo, di Silvia... con tutti i loro problemi e le loro angosce!

INES Loso... e vorrei tanto aiutarti.

MAURIZIO Non posso far finta che non sia successo niente, capisci? Non posso fuggire... barare con la mia coscienza. (Pausa) Sento che non potr pi fare a meno di questa casa. Se dovessi abbandonarla, il rimorso non mi lascerebbe pi sarebbe sempre vivo e bruciante nei miei pensieri, come un chiodo nell'anima!

Buio a sfumare.

SIPARIO

Copyright by C.A.M.A. sas - Sipario Edizioni - Milano.

NOTE BIOBIBLIOGRAFICHE

Angelo Mancuso nato a Caltagirone (CT) ne 1928. Laureato in economia e commercio giornalista pubblicista. A 18 anni si avvicina al teatro negli ambienti cattolici che frequenta dapprima come attore, quindi come autore e regista, mettendo in scena il suo primo dramma in tre atti Il miracolo. Successivamente svolge un'intensa attivit come attore recitando nella compagnia filodrammatica universitaria, in ruoli impegnativi su testi di Goldoni, Pirandello, Cecov, Betti, De Benedetti, Oxilia, Fabbri, De Filippo, ecc.

Si dedica contemporaneamente all'attivit pubblicistica fondando, assieme ad altri, alcuni settimanali locali (Il progresso, Risveglio) e collaborando ai quotidiani nazionali L'Unit e Il corriere di Catania, oltre che al settimanale Sud Sport.

Nel 1956 interrompe la sua attivit di teatrante per trasferirsi a Catania, dove dirige per venti anni il settimanale politico-sindacale Conquiste, della Cisl. Da allora ha svolto esclusivamente una lunga attivit pubblicistica e sindacale. stato difatti, collaboratore e corrispondente di varie testate e agenzie giornalistiche (Il diario; Rinnovamento democratico; Conquiste del lavoro; Mondo domani; Adista ecc.) e redattore, per cinque anni del quotidiano catanese Il corriere di Sicilia.

Ha svolto nel contempo una prestigiosa attivit sindacale nella Cisl, ricoprendo varie cariche dirigenziali a livello provinciale, regionale e nazionale.

E stato deputato nazionale nella IX legislatura, facendo parte del gruppo della Sinistra indipendente. Ha pubblicato parecchi racconti ed elzeviri su quotidiani, settimanali e riviste varie.

Nel 1957, la Gastaldi Editori di Milano ha pubblicato una sua raccolta di poesie Parole d'amore (nella collana "Poeti d'oggi"), che aveva ottenuto una segnalazione speciale al concorso nazionale per la poesia indetto nel 1956. Copioni scritti: Il miracolo (1946); Fiordaliso (1955); La tavola vuota (1975); Il groviglio (1994); Il placido Clemente (l995);Amuri e dinari (1996). E autore, inoltre, del monologo Amnesia.

Opera e vive a Catania.

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