La torre dei disperati

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Teatro Comico Italiano

LA TORRE DEI DISPERATI

COMMEDIA-CABARET-DEMENZIALE IN DUE ATTI

Autore

CAMILLO VITTICI

Iscrizione S.I.A.E. N.118123

(In caso di traduzione dialettale si prega di specificare alla SIAE il titolo originale dell'opera

PERSONAGGI

Primo

Aspirante suicida

Secondo

Aspirante suicida

Terzo

Aspirante suicida

Quarto

Aspirante suicida

Quinto

Aspirante suicida

Sesto

Aspirante suicida

Venditore

Un venditore ambulante

Giovanna

Moglie di Primo

Brigida

Amica di Giovanna

           La storia si svolge sul terrazzo della sommità della Torre

La storia

Sei aspiranti suicidi, ognuno per problematiche personali, si ritrovano uno per volta sul terrazzo della Torre per gettarsi nel vuoto. Una moglie e un’amica della moglie vengono a disturbare e a ritardare i loro propositi. Nel gruppo si inserisce anche un venditore ambulante che approfitta della situazione per offrire prodotti adatti alla circostanza.

PRIMO ATTO

PRIMO:  (In piedi sul muretto che si affaccia sul vuoto. Si toglie la giacca e si prepara a gettarsi)

SECONDO:  (Giunge trafelato) E no, mio caro signore; si tolga subito da lì! Quel posto è mio e guai a chi me lo tocca! Giù; giù subito da lì!

PRIMO:  Ma… Veramente io…

SECONDO:  Veramente un bel niente! Ma come; uno si fa 420 gradini, una sudata da far paura, anzi, quasi da prendersi un infarto, e lui, il signorino, mi frega il posto

PRIMO:  Ma… Veramente io…

SECONDO:  Veramente un bel niente! Posso, per cortesia, sapere chi le ha dato il diritto di precedenza?

PRIMO:  Non pensavo che si dovesse acquistare un biglietto o prenotarsi per avere il diritto di buttarsi dalla torre

SECONDO:  Più che un biglietto ci vuole una buona motivazione e di motivazioni io ne devo certamente avere più di lei. Giù subito da quel muro!

PRIMO:  Le faccio rispettosamente osservare che io sono arrivato per primo, ergo ho diritto di precedenza

SECONDO:  Da che mondo è mondo il diritto di precedenza se lo arroga chi è più anziano; un premio di anzianità quindi e non vorrà dirmi che lei ha più anni di me

PRIMO:  Avrei una proposta… E se ci buttassimo assieme?

SECONDO:  Nulla di più sbagliato! Di solito lo fanno gli amanti e né io né lei lo siamo. Non vorrà che lo pensino tutti, no? Li immagina i giornali… “Due maschi, amanti delusi dal loro rapporto amoroso, si gettano dalla Torre dei disperati e affogano i loro sogni infranti nel sangue su un marciapiede”. E poi, chi la conosce? Perché dovrei buttarmi assieme a lei?

PRIMO:  Ci divideremmo la spesa…

SECONDO:  La spesa? Di che spesa parla, di grazia?

PRIMO:  Non li ha letti gli avvisi appesi nell’androne che porta alla rampa delle scale?

SECONDO:  Intanto avevo altro cui pensare… Che dicono i cartelli?

PRIMO:  Giusto giusto ne ho strappato uno che mi son letto durante le brevi soste sui pianerottoli. Glielo leggo?

SECONDO:  Lo legga

PRIMO:  E’ fatto assoluto divieto di buttarsi dalla Torre. I trasgressori saranno puniti con un’ammenda di 3.000 euro quale risarcimento dei costi sociali del loro insano gesto” …

SECONDO:  Costi sociali?

PRIMO:  Certamente; costi sociali. E così continua a recitare il manifesto: “Euro 500 per pulizia della strada sottostante da sangue, interiora e frustoli corporei vari”…

SECONDO:  Le solite ingiustizie! Ma come… Io dovrei pagare la stessa sua cifra, giovane, ben in carne, mentre io sono affetto da una cronica forma di anemia e pertanto il mio sangue sarebbe non solo poco, ma di un colore più smunto, quasi rosa e, quindi, più agevole ad essere ripulito e gradevole alla vista

PRIMO:  Davanti alla morte siamo tutti uguali, egregio signore. E non è finita… I  suicidi sono ammessi  solo dopo l'orario  di servizio del custode della torre, cioè dalle  18.00  alle  06.30  del  mattino,  per  evitare  di  creare disservizio

SECONDO:  Nient’altro?

PRIMO:  Come nientr’altro? Senta questa… Il metodo più consigliato per il suicidio su questa torre  è il lancio nel vuoto,  da  praticarsi, quindi, da altezze superiori  ai  20  metri.  Coloro  che,  contravvenendo  a  questa disposizione e  si suicideranno sparandosi,  saranno assoggettati a una multa di 1000 euro a meno che…

SECONDO:  A meno che?

PRIMO:  A meno che siano in possesso di un certificato medico che attesti che il suicidio non provocherà gravi traumi al fisico.

SECONDO:  Spero che, a questo punto, le pratiche burocratiche siano terminate…

PRIMO:  Mi spiace deluderla signore. “Obbligatorio sarà il testamento compilato in triplice copia con bollo da euro 3000 e un documento  di  identità  o  tesserino militare,  per evitare il solito casino al momento del riconoscimento dei resti spiaccicati”

SECONDO: Ma pensano proprio a tutto…

PRIMO: E non è finita… “Prima di compiere il gesto estremo si dovranno versare euro 1000 per il servizio di Autolettiga per raccogliere e trasportare il cadavere. Euro 1000 per l’intervento di polizia e del Corpo dei Pompieri. Euro…”

SECONDO:  1000 per il servizio di Autolettiga…  Decisamente la vita è davvero divenuta estremamente cara

PRIMO:  Le faccio notare che non solo la vita è divenuta estremamente cara, ma, nel nostro caso, anche la morte. Mi permetto ricordarle la mia prima proposta, buttarci assieme; anzi, insisto…

SECONDO:  Ovviamente per il fatto che, come dice lei, abbiamo qualcosa in comune. Cos’altro ad esempio?

PRIMO:  Siamo colleghi dopo tutto

SECONDO:  Colleghi? Colleghi di ché?

PRIMO:  Colleghi aspiranti suicidi. Non mi dica che lei si è fatto tutti i 420 gradini per venire fin quassù per prendere una boccata d’aria o ammirare il panorama… E magari rischiare un infarto. Dopo tutto si sarebbe risparmiato la fatica della salita

SECONDO:  Non sarebbe dignitoso. Li immagina i giornali… “Aspirante suicida viene fregato da un banale infarto”

PRIMO:  E’ vero, non sarebbe dignitoso. Deficit di personalità, vittima di un evento inatteso e non voluto, senza uno scampolo di autodeterminazione, senza una vera scelta di vita…

SECONDO:  Di morte, vorrà dire…

PRIMO:  Eh sì, di morte; giusta osservazione, arguto intervento. Complimenti!

SECONDO:  Grazie. Dopo tutto non ci siamo scelti come e da chi nascere ed è pertanto fermo diritto di ognuno scegliersi almeno la modalità e il tempo della morte. Di riflesso chiedo, in base al principio dell’età e della maturità, di avere il privilegio di lanciarmi per primo

PRIMO:  Ha pensato al vestiario?

SECONDO:  Cosa intende dire?

PRIMO:  Eh già; uno si getta dalla Torre senza pensare a quel che succede poi. Se la immagina la scena durante la conseguente autopsia? Che direbbe il Perito Settore senza una biancheria intima dignitosa, pulita e profumata? Un po’ di rispetto, suvvia, per coloro che ci raccoglieranno e per i medici che squarteranno i nostri corpi maciullati alla ricerca di una ovvia modalità di morte

SECONDO:  Invero a questo non ho pensato. Ma non è l’abito che fa il monaco…

PRIMO:  Ma è la biancheria intima che caratterizza il suicida. Guardi me per esempio… Boxer di Armani con iniziali incorporate alla base della coscia. Canotta di cotone di Dolce e Gabbana con logo degli stilisti ad altezza cuore. Calze di puro lino con classica giarrettiera al ginocchio… E poi, non so se ha notato, vestito di Versace con gilet. E la cravatta? Puro Trussardi di seta di Taiwan e non le dico quanto mi è costata…

SECONDO:  Mi punge vaghezza che lei, più che ad un volo dal dodicesimo piano, si sia preparato per una sfilata di moda…

PRIMO:  Dignità, caro signore, dignità in vita e dignità in morte. Se li è lavati i denti prima del volo?

SECONDO:  Che centrano i denti? Eppoi io ho la protesi

PRIMO:  E se l’è tolta?

SECONDO:  Perché avrei dovuta togliermela?

PRIMO:  Se lo immagina quale reperto macabro sarebbe se un ignaro passante si trovasse a raccogliere una dentiera dal marciapiede? Certamente scaglierebbe una maledizione all’indirizzo del malcapitato che l’ha smarrita o, nella migliore delle ipotesi, morirebbe dalle risate dissacrando così la personalità dell’interessato

SECONDO:  A questo non avevo pensato. Sa, è la prima volta che mi capita di…

PRIMO:  Suicidarsi?

SECONDO:  Ebbene sì, lo confesso. Ma le dirò che… Ma almeno scenda da lì e presentiamoci come si fa fra persone educate, civili e responsabili.

PRIMO:  (Scende) Molto lieto; Melchiorre Bianchi, professione nullafacente e giocatore d’azzardo a tempo perso

SECONDO:  Lieto di fare la sua conoscenza. Baldassarre Rossi, professione impresario

PRIMO:  Certo che, dopo Melchiorre e Baldassarre, manca solo Gasparre e poi faremmo i tre Re Magi.

SECONDO:  Nullafacente? Vita bella, comoda, rilassante. E lei si vorrebbe gettare per questo?

PRIMO:  La noia, caro Baldassarre, la noia che come nebbia autunnale ti isola, ti lascia in compagnia solo di te stesso e di una vita vuota e insulsa. Senza scopi, senza progetti, senza speranze, senza…

SECONDO:  Senza lavoro, senza preoccupazioni, senza qualcuno che si appropri della sua vita. Ma questo… ma questo è…

PRIMO:  E’ noia, caro signore. E’ solitudine, è adagiarsi in se stesso senza che qualcosa fuori dalla finestra ti attragga o almeno ti turbi… Il rincorrersi delle stagioni, fotocopia una dell’altra, senza l’attesa di un evento che ti scuota, senza sorrisi di speranza, senza la gioia di un passato da ricordare con piacere…

SECONDO:  Ma senza cambiali, vivaddio, senza protesti, senza insoluti, ma con notti troppo lunghe e insonni in cui la mano del creditore è tesa ad attanagliarti e l’incubo del fallimento è il tuo sogno ricorrente. Pensi che, prima di prendere questa drastica decisione, ho licenziato anche la segretaria.

PRIMO:  A quale scopo?

SECONDO:  Perché ho licenziato la segretaria? Due settimane fa, in occasione del mio compleanno, non mi sentivo troppo su. Scendo giù per la colazione, sapendo che mia moglie sarebbe stata  carina e mi avrebbe detto “Buon Compleanno” e forse mi avrebbe anche regalato qualcosa. Lei non mi dice neanche “Buon Giorno”, per non parlare del “Buon Compleanno”. Io penso: “Beh, questo e’ quello che fanno le mogli”. I bambini se ne ricorderanno. Scendono per la colazione e non dicono una  parola. Uscendo per andare in ufficio mi sentivo ancora più depresso e nervoso. Entrando in ufficio, la mia segretaria, Simona, mi dice: “Buongiorno, capo, e buon compleanno”. Mi sono cominciato a sentire un poco meglio, qualcuno se ne era ricordato. Lavoro fino a mezzogiorno, quando Simona bussa alla porta e mi dice: “E’ una giornata così bella fuori ed e’ il tuo compleanno, perchè non andiamo fuori a pranzo, io e te soltanto?”. Io le rispondo: “Perdio, e’ la cosa più bella che ho sentito da stamattina, andiamo”. Andiamo a pranzo, non dove andiamo di solito, ma in una simpatica trattoria a  conduzione familiare, in campagna. Beviamo anche un poco di buon vino e ci godiamo il pranzo. Tornando verso l’ufficio Simona mi fa: “Sai, e’ una giornata così bella, perchè dobbiamo tornare in ufficio ? Andiamo a casa mia...”. Ovviamente le rispondo di si. Dopo essere arrivati a casa sua, beviamo un paio di whisky, fumiamo una sigaretta e Simona mi dice: “Se non ti dispiace, credo che sia meglio se vado un momento di là nella stanza da letto a mettermi addosso qualcosa di più comodo...”. Anche questa volta, quasi col fiatone, le rispondo: “Certo, Simona”. Lei va nella stanza da letto e dopo circa sei minuti ne esce fuori ... portando una immensa torta di compleanno, seguita da mia moglie e dai miei bambini. Tutti cantavano “Tanti auguri, tanti auguri a te” ... ed io ero lì, sdraiato sul divano ... con niente addosso, nudo come un verme, tranne i calzini...

PRIMO:  Capisco; decisamente una brutta situazione

SECONDO:  Drammatica vorrà dire…

PRIMO:  Mai come la mia comunque…

SECONDO:  Se posso permettermi… Che le è successo?

PRIMO:  Esattamente il contrario di quello che è successo a lei, ma questa volta non è stata sua moglie ad avere le corna, ma è capitato a me. Proprio per vincere la noia mi ero assentato da casa con degli amici. Una zingarata, insomma. Mentre ero via mia moglie ha partorito con alcuni giorni di anticipo. Al mio ritorno, tuttavia, chiedo subito di vedere mio figlio. Immagini che amara sorpresa mi attendeva. Era tutto nero! Chiedo subito spiegazioni a Giovanna, mia moglie appunto, e lei, più tranquilla che mai, mi dice: “Eh... vedi, caro, il fatto e’ che quando e’ nato non avevo latte in seno e l’ho fatto allattare da una balia nera. Appena il bimbo ha bevuto è diventato subito come lei”. Per la fiducia che ho sempre avuto in lei e frastornato da quell’evento, sono rimasto sì un po’ perplesso ed ho voluto credere alle parole di mia moglie. Poi, passato qualche giorno, pensa e ripensa, vado a casa di mia madre e le racconto i miei dubbi. Le faccio: “Mamma, secondo te e’ possibile una cosa del genere?”. Mia madre è rimasta un attimo in silenzio e poi mi dice: “Ma certo tesoro che e’ possibile, anzi ti dirò di più; sappi che la stessa cosa è capitata anche a me”. A quelle parole sono rimasto alquanto interdetto, e mia madre: “Certo, proprio quando sei nato tu... Vedi, io non avevo più latte e ti abbiamo dato quello di mucca e sta di fatto che tu adesso hai le corna”. Le corna, capisce?

GIOVANNA:  (Entrando) Sbaglio o si parla di corna da queste parti?

PRIMO:  Ma, Giovanna, che fai qua?

GIOVANNA:  Qualcuno mi ha detto che ti ha visto infilare le scale della Torre. Vuoi vedere, mi son detta, che il mio signor marito è andato ad un appuntamento galante?

PRIMO:  Un… Un appuntamento galante?

GIOVANNA:  E infatti eccolo qua il ganimede; che eleganza perbacco, un bel damerino davvero… E chi sarebbe la gallinella?

PRIMO:  Veramente io son qui con questo mio …amico

GIOVANNA:  Amico? Non vorrai dirmi che… hai un amico?

SECONDO:  Se permette, gentile signora…

GIOVANNA:  Signora le permetto, ma gentile non tanto!

SECONDO:  Mi permetta di farle rispettosamente notare che ho conosciuto il qui presente signore nonché suo marito solo una manciata di minuti fa’…

GIOVANNA:  E vi siete subito innamorati. Un vero colpo di fulmine! Sicché mi tradisci con un uomo…

PRIMO:  Sempre meglio che con un vu cumprà di passaggio…

GIOVANNA:  Questa non l’ho capita…

PRIMO:  Ma l’ho ben capita io

GIOVANNA:  Vorresti insinuare…

PRIMO:  Veramente non sono io che ho …insinuato. Non penserai che abbia creduto alla storiella del latte della balia nera… Non è per caso che quel vu cumprà di passaggio…

GIOVANNA:  E dagli col vu cumprà di passaggio! Questa è davvero una tua fissa! Allora mettiamo in chiaro le cose… Intanto non è un vu cumprà, ma un imprenditore marocchino, un uomo d’affari insomma e si trova nella nostra città alle prese con un grosso affare

PRIMO:  Un grosso affare?

SECONDO:  Se lo dice la signora le deve credere sulla parola. E, se dice che quel signore ha un … grosso affare, non c’è da darle torto se…

GIOVANNA:  La prego di non insinuare oltre; lesbico!

SECONDO:  Come sarebbe? Lesbico… Lesbico io?

GIOVANNA:  E cosa ci starebbe a fare qui con mio marito con un uomo su un terrazzo panoramico, con vista sulla città, luogo alquanto intimo e appartato? Non le ha sfiorato nemmeno per un istante il pensiero che potrei esserne gelosa?

PRIMO:  Gelosa tu Giovanna?

GIOVANNA: Sappi che la gelosia è una virtù, una prova d’amore da parte della tua donna, quindi è una buona cosa

SECONDO: Si ricordi signora che, se la donna fosse una buona cosa, Dio ne avrebbe una

BRIGIDA: (Entrando) Ah, finalmente ti ho trovata. Ma non potevi darmi appuntamento al bar di sotto senza farmi fare tutte queste scale?

GIOVANNA: Vuoi mettere Brigida il panorama che si vede da qui?

BRIGIDA: E questi due gentili signori chi sono?

GIOVANNA: Questo bel tomo è mio marito e l’altro…

SECONDO: Piacere; Baldassarre Rossi, professione impresario

BRIGIDA: Carino, non c’è che dire… Devo averlo sentito ancora questo cognome… Rossi… Rossi… Piacere , Brigida

GIOVANNA: Fa rima con frigida

BRIGIDA: Ma non è vero niente!

GIOVANNA: Mi sai dire allora perché metti sempre l’antigelo nel bidet?

BRIGIDA: Solo perché voglio essere sempre fresca come una rosa. E poi io amo mio marito

GIOVANNA: Certe donne amano talmente il proprio marito che per non sciuparlo prendono quello delle loro amiche

BRIGIDA:  Mi dispiace, ma sappi che cerco di tenermi pura per l'uomo che amerò per sempre

GIOVANNA: Accidenti, deve essere difficile

BRIGIDA: No, mia cara Giovanna, non e' difficile, ma fa arrabbiare parecchio mio marito...

GIOVANNA: Guarda che ti ho visto, sai, ieri sera a fare gli occhi languidi a quel giovane ragazzo

BRIGIDA: Quale, quello alto circa 1,90, capelli biondi, occhi azzurri, giacca verde, pantaloni scuri, calzini verdi, neo sul collo?

GIOVANNA: Sì, proprio quello!

BRIGIDA: Ma se non l'ho nemmeno notato!

GIOVANNA: Te l’ho sempre detto che hai qualcosa che non va

BRIGIDA: E’ vero, infatti sono una donna che soffre

GIOVANNA: Con l’apostrofo dopo la esse?...

BRIGIDA: Dovrò andare dal medico. Sicuramente mi darà solo una settimana di vita…

GIOVANNA:  Non preoccuparti, per questa settimana ti cedo mio marito

BRIGIDA: Tuo marito? E perché

GIOVANNA: Perché con lui in casa, la settimana ti sembrerà un'eternità!

BRIGIDA: Io sono una donna solare

GIOVANNA: Infatti, quando sto un’ora con te, ritorno a casa abbronzata

PRIMO: Guarda Giovanna che nella vita ci sono cose più importanti di questo

GIOVANNA:  Ci sono molte cose importanti nella vita.

SECONDO: Al primo posto fare del sesso…

PRIMO: E’ vero. Al primo posto fare del sesso con una donna piacente

SECONDO: E al secondo posto cosa mette?

PRIMO: Fare del sesso con una donna non piacente.

SECONDO: Magari con il reggiseno della quarta misura

GIOVANNA: Avevo un’amica che era così piatta che di reggiseno non aveva la prima, ma la retromarcia

SECONDO: La prima volta che mi sono innamorato, per conquistare quella bellissima donna, le ho detto che ero l'unico nipote di uno zio ricchissimo.

GIOVANNA: E com’è andata?

SECONDO: Mi ha lasciato per sposare mio zio

GIOVANNA: Brigida si è fatto tardi. Ce ne dobbiamo andare. E con te, mio caro marito, faremo i conti a casa. (Escono)

PRIMO:  E adesso una bella soddisfazione me la prendo proprio…

SECONDO: Soddisfazione? Non direi, era talmente incazzata…

PRIMO: (Rifacendo il verso) E con te, mio caro marito, faremo i conti a casa… Ma quale casa dico io! Se mi trovo su questa torre è la prova che a casa non ci torno proprio. Magari alla casa… del Padre, ma non alla sua!

VENDITORE:  (Entra ansimando) Che faticaccia, accidenti! Speriamo ne sia valsa la pena. Ah, due clienti. Pochi, ma, piuttosto di niente… Buongiorno signori!. (Apre il tavolino portatile e vi depone la merce).

SECONDO:  E tu che vuoi?

VENDITORE:  Aspetti signore e vedrà che poi mi ringrazierà. Che ne dite di questa signori? Ammirate, ammirate, toccate se volete… Immaginetta di San Giuseppe, patrono della buona morte. Vi mettete addosso questa immagine e il paradiso è assicurato.

PRIMO:  Ma San Giuseppe non è il patrono dei lavoratori?

VENDITORE:  Certo signore. Lei ha tutte le ragioni da vendere, ma si da il fatto che lui è morto fra le braccia di Gesù e di Maria e… più buona morte di quella… Volendo ci sono anche dei cornetti di ogni colore, della prima, della seconda e della misura più grande…

SECONDO:  Cornetti?

VENDITORE:  Certamente signore, corni porta fortuna. Cosa pensavate, che in questa situazioni vi volessi vendere dei cornetti gelati? Da non confondersi con le corna, eh… Quelle le hanno tanti di coloro che raggiungono la vetta di questa torre, ma mi auguro, anche se non lo credo, che non sia il vostro caso… Vedete signori, un corno di questi addosso e siete sicuri di farcela e di non rimanere paralizzati su una sedia a rotella se il volo finisse male… Autoambulanza, corsa all’ospedale, intervento chirurgico, degenza… E non sapete se poi la Mutua vi paga le conseguenze di un gesto compiuto deliberatamente. Un corno di questi addosso e… splash! Secchi come un fico secco! Morte istantanea assicurata! Non vi va il cornetto portafortuna? Non credete a queste cose? Allora venghino signori, venghino e si appropinquino al banco! Lo vedete questo? Un foglio direte voi. Certo, un foglio. Ma che ha di particolare questo foglio? E’ un testamento vero e autentico con tanto di firma e timbro del notaio se per caso o per dimenticanza non l’avreste già fatto. Dovete solo apporre la vostra firma e la vedova o i figli o, ancora meglio, l’amante, saranno soddisfatti e vi ricorderanno nelle loro preghiere nei secoli dei secoli venturi.

SECONDO:  Non c’è che dire; un vero e arguto imprenditore!

VENDITORE:  E non ho finito, gentili signori. Ascoltino ascoltino con le loro orecchie. Lo vedete questo? Un foglio direte voi. Certo, un foglio. Ma che ha di particolare questo foglio? Vi sono stilati i migliori testi di annunci mortuari che, a vostra scelta, provvederò a far pubblicare sul giornale locale se il vostro volo centrerà le conseguenze che vi siete preposti. Ne volete sentire qualcuno in particolare?

PRIMO:  No, prego, ci risparmi queste cose macabre…

VENDITORE:  Eh no, cari signori, non vorrete che la vostra figura sia accompagnata da necrologi che vi ridicolizzino. Ecco; ho giusto giusto qui il giornale di oggi. Ve ne leggo qualcuno. Udite udite… “Un anno e' passato, ma resti sempre nel mio cuore. Tua moglie a cui oggi amorevolmente si congiunge tuo fratello Mario, tuo cugino Giuseppe e tutti i tuoi amici”.

SECONDO:  Che ammucchiata…

VENDITORE:  Un altro: “In questo triste momento ci sentiamo vicini alla vostra salma”. “La moglie informa che domani alle 11.30 la salma comincerà a muoversi”, “La famiglia annuncia la scomparsa del defunto”. E quest’altro… “Dopo una vita trascorsa insieme il Signore ti ha voluto con sè. Che Egli sia benedetto”. “Il genero, nell'annunciare la dipartita della signora Carla, rivolge un particolare ringraziamento al medico senza le cui premurose cure non ce l'avrebbe mai fatta”. E, se non vi bastano. Ce ne sono ancora un paio: “Il marito ringrazia tutti quanti per la immatura scomparsa della moglie”. “Domani alle 11.30 dopo la Santa Messa i familiari daranno l'estremo saluto a tutti gli intervenuti”

PRIMO:  Senta egregio signore; non penserà che noi siamo degni di tali necrologi?

VENDITORE:  Perché no? Non è che lei, mi scusi, ne voglia uno tipo “E’ tragicamente scomparso librandosi in volo per raggiungere più in fretta il paradiso”?

SECONDO:  Nemmeno questo ovviamente…

VENDITORE:  Allora per lei andrebbe bene: “Volle lasciare la sua vita così in fretta che non volle perdere tempo a rifarsi a piedi tutte le scale”

PRIMO:  Senta signore, la prego di lasciarci in pace

VENDITORE:  Quale pace? Quella eterna?

PRIMO:  No, di togliersi dalle scatole poiché vorremmo meditare sul nostro presente e sul nostro futuro

VENDITORE:  Vabbè, vi lascio. (Raccoglie le sue cose) Ma, sinceramente, non so di che futuro vorrete parlare dato che… il vostro futuro è piuttosto ridotto. Buona giornata e… buon volo! (Esce)

SECONDO:  Impertinente! Che ne sa lui del nostro futuro?

PRIMO:  Beh, non è certo difficile immaginarlo…

SECONDO:  Ma lei, mi scusi se mi permetto, non ha mai pensato di suicidarsi in alcun altro modo?

PRIMO:  Sì, ho cercato di impiccarmi. Ma non ce l'ho fatta... Ogni volta mi sentivo soffocare! E lei?

SECONDO:  Mi sono sdraiato sui binari del treno Milano - Reggio Calabria. Aveva nove ore di ritardo! Rischiavo di morire di fame.

PRIMO:  Certo che il mio amico Alfonso è stato ben più fortunato…

SECONDO:  Che gli è successo?

PRIMO:  Alfonso non lasciò nulla al caso, quando decise di suicidarsi. Voleva impiccarsi. Salì su di una collina, legò il capo di una fune al suo collo e l'altro capo ad un masso in bilico sul precipizio. Bevve del veleno e prima di saltare dalla collina si diede fuoco e cercò di spararsi. Il proiettile però mancò il bersaglio e tranciò la fune che lo legava al masso. A questo punto Alfonso cadde nel lago sottostante. L'improvvisa immersione spense le fiamme e gli fece vomitare il veleno.

SECONDO:  Fallì lo scopo dunque…

PRIMO:  No, fu tirato fuori dall'acqua da un pescatore e portato in ospedale... dove morì per il freddo

SECONDO:  A proposito di freddo… Ernesto, un mio amico, aveva fatto un tentativo di togliersi la vita. Ma era stupido, troppo stupido e gli è andata male. Pensi che aveva deciso di lasciarsi morire per assideramento

PRIMO:  Si è chiuso nel freezer?

SECONDO:  No, ingurgitò trenta compresse di Mentafredda

PRIMO:  Ma lei non ha mai parlato con nessuno, che ne so, con il suo medico della sua intenzione di porre fine alla sua vita?

SECONDO:  Certamente, ma quando gli ho confessato che cominciavo ad avere tendenze suicide mi ha replicato che da quel momento dovevo pagarlo in anticipo

PRIMO: Mi sembra che stia salendo qualcuno… (Entra il Terzo)

TERZO:  Buongiorno. Sono il terzo?

PRIMO:  Se fossimo in 11 sarebbe il dodicesimo

TERZO:  Pochi ammalati oggi, vero?

SECONDO:  Quelli veri il dottore li ha già spediti al cimitero. E lei che ci fa da queste parti?

TERZO:  Appunto, sono ammalato, ammalato grave e non voglio che la morte mi colga quando vuole lei, ma lo voglio decidere io.

SECONDO:  Guardi che dobbiamo decederci davvero. Fra poco chiudono la torre…

TERZO:  Ho fatto tardi perché c’e stato un grande ingorgo in autostrada

PRIMO:  Chissà che rabbia

TERZO:  Non tanto, anzi, meglio così. Con quello che costa l’autostrada l’ho usata più a lungo

SECONDO:  Meglio viaggiare in treno, magari in prima

TERZO:  Tutti vogliono viaggiare in prima

PRIMO:  Io l'ho fatto, ma dopo alcuni chilometri ho bruciato motore e frizione

TERZO:  Il mese scorso ho avuto un incidente; mi hanno dato tanti punti che ho vinto una batteria di pentole

PRIMO:  Io in autostrada invece vado piano. Vado così piano che i moscerini mi si spiaccicano dietro

SECONDO:  Magari ha un’auto vecchia

PRIMO:  E’ vero. Talmente vecchia che le luci di posizione hanno la cataratta.

SECONDO:  E il motore l’arteriosclerosi

PRIMO:  Una volta andavo così lento ma così lento che mi hanno messo la multa per divieto di sosta

TERZO:  Nel venire qui mi ha superato una suora

PRIMO:  Correva forte?

TERZO:  Andava da Dio

PRIMO:  Un giorno in macchina mia moglie mi prese la mano e mi disse "non cambiare mai"... Ho fatto trenta chilometri in prima

SECONDO:  Mia moglie è stata multata perché andava a 160 km/h con la cinquecento

TERZO: 160 all'ora con la cinquecento?

PRIMO: Ma allora era truccata

SECONDO: No, no, aveva solo un po' di fard sulle guance

TERZO: Le donne…

SECONDO: Ma non è finita… Il vigile le fa: "Signora, lei ha superato i cinquanta!". E lei, arrabbiata nera: "Non e' vero. Li compio tra un mese”

PRIMO: Un vigile mi ha multato per ingiuria a pubblico ufficiale

SECONDO: Che gli ha detto?

PRIMO: Mi ferma e mi dice: “Bollo!". E io: "Beato lei! Io sento un freddo cane”

TERZO:  Io ho un sistema sicuro per non causare incidenti sulla strada

PRIMO:  Me lo dica

TERZO:  Guido sul marciapiede

SECONDO:  Dicono che a New York un pedone viene investito ogni tre minuti...

TERZO:  Poveraccio, non fa neanche in tempo a rialzarsi…

PRIMO:  Stamattina la mia auto ha preso fuoco. Devo aver dimenticato le candele accese

SECONDO:  Ma non l’aveva spenta?

PRIMO:  Ero convinto di averla spenta soffiando sulle candele

TERZO:  Ma non l’aveva fatta controllare dal meccanico?

PRIMO:  Tre giorni prima. E lui mi ha detto: ”Guardi che il problema è molto più grave di quello che pensavo...”

TERZO:  E poi?

PRIMO:  Che la mia batteria aveva bisogno di un'auto nuova

SECONDO:  Ma quanto valeva la sua macchina?

PRIMO:  Almeno 50 euro

SECONDO:  Perché così poco?

PRIMO:  Giusto perchè avevo appena fatto 50 euro di benzina

TERZO:  Ora dovrà farsi un’auto nuova

PRIMO:  Volevo comperare una 4x4, ma… impossibile

TERZO:  Costa troppo?

PRIMO:  No, ho un garage 3x3. La settimana scorsa non voleva saperne di partire

SECONDO:  E cosa ha fatto?

PRIMO:  L’ho lasciata nel canale

TERZO:  La mia invece ha un piccolo difetto. Dopo i 130 chilometri all’ora si mette a ballare. Cosa potrei fare?

SECONDO:  Spegnere la radio, così non balla più

TERZO:  Un vigile mi ha fermato per eccesso di velocità

PRIMO:  Andava troppo forte?

TERZO:  No; il vigile mi ha detto che volavo troppo basso

PRIMO:  Certo che le auto sono un pericolo

SECONDO:  Soprattutto se ci sono i bambini

TERZO:  I bambini sui sedili posteriori causano incidenti

SECONDO:  Gli incidenti sui sedili posteriori causano bambini

TERZO:  L'automobile del futuro sarà più veloce del suono

PRIMO:  Così il guidatore sarà all'ospedale prima di accendere il motore

SECONDO:  Quando raggiunsi i 18 anni mio padre mi diede le chiavi della macchina.

TERZO:  Generoso suo padre

SECONDO:  Però non mi aveva dato le chiavi del garage per uscire

TERZO:  Io sono un provetto automobilista. Praticamente sono nato con un volante in mano

PRIMO:  Chissà che parto difficile

SECONDO:  Adesso hanno inventato la macchina elettrica

PRIMO:  Solo che se devi fare Roma-Milano devi spendere 20 milioni di prolunga

TERZO:  Ieri ho fatto la revisione dell’auto

SECONDO:  Tutto bene?

TERZO:  Sul libretto hanno scritto: “L'auto e' OK. Il guidatore necessita di manutenzione”

PRIMO:  La prima volta che ho tentato la patente mi hanno bocciato

SECONDO:  Cosa gli avevano chiesto?

PRIMO:  Perchè si mette l'acqua nel radiatore

SECONDO:  E che gli ha risposto?

PRIMO:  Per abbeverare i cavalli del motore

TERZO:  Ieri ho chiesto al benzinaio di dare un’occhiata alle gomme

SECONDO:  E allora?

TERZO:  Mi ha detto di stare tranquillo che c’erano tutte quattro

PRIMO: Qui mi sa ma stiamo tutti a perdere tempo. Qui nessuno si decide a buttarsi…

SECONDO: E nemmeno a stilare un ordine di priorità per buttarsi

TERZO: Certo, le questioni sul tappeto non sono di poco conto

PRIMO:  Io farei una proposta… E se ce ne andassimo a discuterlo da qualche altra parte, in un posticino più tranquillo, che ne so, in un bar davanti ad una buona tazza di the?

SECONDO:  Ottima idea davvero. Approvo!

TERZO:  Approvo anch’io. Il cielo può attendere un altro giorno

PRIMO:  C’è tempo per vivere e c’è tempo per morire. A domani, torre maledetta! (Escono)

SECONDO ATTO

(Il Quarto entra e guarda dal muretto. Poco dopo giunge il Quinto)

QUARTO:  Anche lei fin quassù?

QUINTO:  Anch’io. Non si vede?

QUARTO:  Non mi dica che si è fatto tutte quelle scale per…

QUINTO:  Per la stessa ragione che se le è fatte lei

QUARTO:  Vediamo di capirci… E’ ammalato?

QUINTO: No, sano come un pesce

QUARTO:  Sarà…Il mio pesce rosso è morto ieri

QUINTO: E di che cosa è morto?

QUARTO:  Annegato

QUINTO: Annegato?

QUARTO:  Sì, annegato. Lo avevo abituato a star fuori acqua, giorno dopo giorno, sempre qualche minuto in più. Adesso stava fuori tutto il giorno. Nel fare un salto non va a cadere nella vasca?

QUINTO: Poveretto. Ed è morto subito?

QUARTO:  No, prima ha detto le preghiere, poi è annegato. E lei è ammalato?

QUINTO: Sano… come un pesce che sta bene

QUARTO:  E perché sta qua?

QUINTO: Per cercare di beccare qualche virus

QUARTO:  Certo, questo è il posto ideale. Perché vuole beccare qualche virus?

QUINTO: Sa, faccio la collezione

QUARTO:  Di virus?

QUINTO: No, di elefanti

QUARTO:  Di elefanti? E dove li mette?

QUINTO: Appunto; i virus stanno in posti più piccoli. Sa, ho solo un monolocale

QUARTO:  In affitto o di proprietà?

QUINTO: Di proprietà

QUARTO:  Beato lei..

QUINTO: Di proprietà di mio cognato. Ma ora mi vuole sfrattare

QUARTO:  E perché?

QUINTO: Quando mi viene a trovare un giorno si becca il morbillo, un giorno il colera, un giorno la peste…

QUARTO:  Per la contraria?

QUINTO: No, per la mia collezione di virus

QUARTO:  Io colleziono farfalle

QUINTO: E quante ne ha?

QUARTO:  Nessuna; scappano subito dalla finestra

QUINTO: Meglio i virus

QUARTO:  Ce l’ha quello del vaiolo?

QUINTO: L’avevo, ma si è beccato anche quello mio cognato

QUARTO:  Se le interessa ho una zia suora in Africa e glielo potrei chiedere

QUINTO: E quando torna?

QUARTO:  Non torna. E’ morta

QUINTO: Di vecchiaia?

QUARTO:  No, di vaiolo. Mio cugino, invece, fa collezione di pecore

QUINTO: Di pecore?

QUARTO:  Sì, di pecore. Sa, quelle che fanno la lana...

QUINTO: Quelle le conosco. Quelle da seta non le hanno ancora inventate. Ma che senso ha fare una collezione di pecore se le pecore sono tutte uguali?

QUARTO:  Le ha chiamate tutte con un nome diverso

QUINTO: E dove le tiene?

QUARTO:  In Sardegna. Sa quell'isola in mezzo al mare...

QUINTO: Certo, difficile trovarla in mezzo alle montagne. E quante ne ha?

QUARTO:  Non riesce mai a contarle. Quando arriva alla decima si addormenta. Ora però ha trovato un sistema più pratico. Conta le zampe e divide per quattro.

QUINTO: Ma quel vestito che indossa l’ha fatto con la lana delle pecore di suo cugino?

QUARTO:  No. E’ un regalo inaspettato da mia moglie

QUINTO: Perché inaspettato? Per il compleanno?

QUARTO:  No, proprio inaspettato. Ero tornato prima da un viaggio, sono entrato in camera da letto ed ho trovato questo vestito appoggiato su una poltrona

QUINTO: Ed era della sua misura?

QUARTO:  Proprio della mia misura

QUINTO: Che combinazione. E ha trovato anche le mutande?

QUARTO:  Anche le mutande. Ma come ha fatto ad indovinarlo?

QUINTO: Intuito

QUARTO:  Oddio, non ho capito perché mia moglie si è sbagliata perché io porto solo i boxer

QUINTO: E quelli erano diversi

QUARTO:  Ma come fa a saperlo?

QUINTO: Sempre intuito. Non le prude un po’ la fronte?

QUARTO:  No, la varicella l’ho fatta da piccolo

QUINTO: Allora mi faccia sapere se, entrando da una porta, sente un crack; insomma, come qualcosa che si spezza sopra la sua testa.

QUARTO:  Perché?

QUINTO: Perché alla collezione di pecore di suo cugino forse manca un maschio

QUARTO:  E lei, è sposato?

QUINTO: Lo ero. Il mio migliore amico e' fuggito con mia moglie e, me lo lasci dire, mi manca tanto

QUARTO:  Sua moglie?

QUINTO: No, il mio amico

QUARTO:  E quando è successo?

QUINTO: Una sera che sono rientrato a casa prima del solito. L’ho trovato a letto con lei

QUARTO:  E cos’ha detto?

QUINTO: A lei?

QUARTO:  No, a lui

QUINTO: Gli ho detto: “Ugo, io sono obbligato a farlo, ma tu… Chi te lo fa fare?”

QUARTO:  E poi cos’è successo?

QUINTO: Ho voluto far finta di essere disperato e sono salito sul davanzale della finestra pronto a buttarmi

QUARTO:  E sua moglie che ha detto?

QUINTO: "Caro, guarda che ti ho fatto le corna, non le ali!". E pensare che la mia Amanda era una donna virtuosa

QUARTO:  Peccato abbia un marito cornuto.

QUINTO: Ci sono due tipi di donna: quelle che ingannano il marito e quelle che dicono che non e' vero

QUARTO:  Io sono sempre stato fedele

QUINTO: Fedeli sono coloro cui manca l'occasione di non esserlo

QUARTO:  E pensare che io non ho mai fatto l’amore con lei prima di sposarmi. E lei?

QUINTO: Mah, non so. Come si chiamava sua moglie da ragazza?

QUARTO:  Gelsomina

QUINTO: Allora no, non era lei

QUARTO:  Certo che è stato un brutto colpo. Io non so come reagirei

QUINTO: Se lei trovasse un uomo a letto con sua moglie cosa gli farebbe?

QUARTO:  Come minimo gli spezzerei il bastone e gli ammazzerei il cane

QUINTO: Come sarebbe a dire che gli spezzerebbe il bastone e gli ammazzerebbe il cane?

QUARTO:  Caro amico, solo un cieco potrebbe andare con mia moglie!

QUINTO: Ma è proprio così brutta?

QUARTO:  Quando la devo guardare spengo la luce. Ecco perché non mi può mettere le corna

QUINTO: Le corna sono come le scarpe: tutti nella vita ne hanno avuto almeno un paio.

QUARTO:  Questo non riguarda me

QUINTO: Se le corna avessero le foglie saremmo sempre all'ombra.

QUARTO:  Meglio avere un cane

QUINTO: Magari mia moglie avesse preso il carattere del nostro cane

QUARTO:  Perché?

QUINTO: Sarebbe stata fedele

QUARTO:  Ma dice che possano esistere delle donne fedeli?

QUINTO: Tutte le donne sono fedeli. Oggi fedeli a te, domani fedeli ad un altro…

QUARTO:  A cosa serve poi amarle…

QUINTO: Quando eravamo fidanzati le scrivevo una lettera al giorno. Non si è andata ad innamorare del postino? Avevo più corna io che un cesto di lumache

QUARTO:  Ma non aveva mai avuto dei sospetti?

QUINTO: Una volta. Un mattino ci siamo incontrati sulla porta di casa. Lei indossava un negligé molto sexy

QUARTO:  E dov’era il problema?

QUINTO: L'unico problema era che stava rientrando

QUARTO:  Magari si sbaglia. Magari era davvero una donna virtuosa

QUINTO: Gliel’ho detto… La mia Amanda era proprio virtuosa… Però una volta, per causa sua, ho dovuto andare dal dottore

QUARTO:  A fare dal dottore?

QUINTO: Qualche mese prima sono tornato a casa e ho trovato mia moglie a letto con l'elettricista. Allora lei mi ha detto: 'Vatti a prendere un caffè e io ci sono andato”. La settimana successiva è successa la stessa cosa

QUARTO:  Sempre con l’elettricista…

QUINTO: No, quella volta era l’idraulico.

QUARTO:  E cos’è successo?

QUINTO: Lei mi ha detto: 'Vatti a prendere un caffè e io ci sono andato”.

QUARTO:  Ancora?

QUINTO: Certo, mi dispiaceva contrariarla. Una sera l’ho trovata anche con un barbone

QUARTO:  E com’era arrivato quel barbone in casa?

QUINTO: Aveva bussato alla porta. Lei gli ha aperto. Lui gli ha chiesto se poteva avere qualcosa che suo marito non usava mai…

QUARTO:  E, quindi… “Vatti a prendere un caffè e lei ci è andato”.

QUINTO: Infatti! E così è accaduto altre ventidue volte

QUARTO:  E il dottore che c’entra?

QUINTO: Ci sono andato per chiedergli se tutti quei caffè potessero farmi male

QUARTO:  Magari non la lasciano dormire. Io conosco un buon rimedio per l’insonnia

QUINTO: E qual è?

QUARTO:  Potrebbe leggere un libro

QUINTO: Ci ho provato, ma dopo due righe mi addormento

QUARTO:  Quando di notte soffro d'insonnia prendo dei lassativi

QUINTO: E con quelli dorme?

QUARTO:  Non dormo lo stesso, ma almeno ho qualcosa da fare

QUINTO: Al purgante io preferisco il caffè. Ha un altro sapore

QUARTO:  Io il caffè ho perso l’abitudine di berlo. Colpa di mia moglie

QUINTO: Non vuole che beva caffè?

QUARTO:  No, non vuole che giri lo zucchero con la mano sinistra

QUINTO: E che c’è di male?

QUARTO:  Dice che devo usare il cucchiaino

QUINTO: Le donne, le donne… Le donne sono l'altra metà del cielo

QUARTO:  Quale?

QUINTO: Quella nuvolosa

QUARTO:  I briganti ti chiedono o la borsa o la vita…

QUINTO: Le donne ti chiedono tutti e due

QUARTO:  E le vacanze come le facevate?

QUINTO: Quest'estate siamo stati al mare. Tutti i giorni io mi facevo il bagno

QUARTO:  E sua moglie?

QUINTO: Si faceva il bagnino

QUARTO:  Ma lei era innamorato di sua moglie?

QUINTO: Io ero innamorato cotto, ma lei rimaneva sempre cruda

QUARTO:  Certo, soffrire per amore…

QUINTO: Chi soffre per amore è perchè non ha mai avuto i calcoli renali

QUARTO:  Amare, a volte, è come giocare a carte

QUINTO: Che vuol dire?

QUARTO:  Tu le doni un cuore e lei ti risponde picche

QUINTO: Le storie d’amore…

QUARTO:  Le storie d’amore si dividono in due grandi categorie: quelle sfortunate e quelle infelici

QUINTO: Con mia moglie ho sempre avuto un rapporto di amore e odio

QUARTO:  E cioè?

QUINTO: Lei amava odiarmi

QUARTO:  L’amore ti fa fare cose pazze

QUINTO: Infatti una pazzia l’ho fatta, mi sono sposato

QUARTO:  Ma a volte l’amore può durare per tutta la vita

QUINTO: Certo; come l’ergastolo. Il mio sogno era quello di comprare una casetta in montagna e passarci il resto della mia vita con la donna che amo

QUARTO:  E perchè non lo ha fatto?

QUINTO: Mia moglie non voleva

QUARTO:  E’ sposato da molto?

QUINTO: Da trent'anni. E amo sempre la stessa donna!

QUARTO:  E' meraviglioso

QUINTO: Certo, ma se lo sapesse mia moglie mi ucciderebbe

QUARTO:  Mia moglie è gelosissima. Quando la sera torno a casa scruta se ci sono capelli sul bavero del cappotto

QUINTO: E li trova?

QUARTO:  Mai trovati

QUINTO: Allora chissà come sarà contenta

QUARTO:  Un bel niente. Tutte le volte mi chiede se sono uscito con una donna calva

QUINTO: Mia cognata ieri ha avuto una bambina

QUARTO:  Chissà com’era contento suo fratello

QUINTO: Felicissimo. Ha voluto a tutti i costi essere presente al momento del parto, visto che si era perso quello del concepimento

QUARTO:  Anche il mio amico Antonio ha assistito la parto della moglie

QUINTO: Giornata felice

QUARTO:  A me ha detto che è stata una giornata nera

QUINTO: Possibile?

QUARTO:  Certo, gli è nato un figlio di colore. Ma lei, com’è che si è deciso, insomma…, a salire fin quassù?

QUINTO:  Voglio farla finita. Non riesco più a sopportare il peso delle corna. E lei?

QUARTO:  Stessa ragione. Beh, lo confesso… Anche mia moglie, pur brutta che sia, non mi è più fedele. E per di più, e questo è il colmo, è gelosa di me

QUINTO: Le donne brutte sono sempre gelose dei loro mariti. Le donne belle non ne hanno il tempo. Sono sempre troppo impegnate ad essere gelose del marito delle altre

QUARTO: La donna raramente perdona all’uomo di essere geloso, ma non gli perdonerà mai di non esserlo

QUINTO: I denti di una donna gelosa sono più micidiali dei denti di un cane idrofobo

QUARTO: O di un serpente velenoso

QUINTO:  E’ vero. Le donne gelose sono terribili; nella Bibbia c’è scritto che Eva era pazzamente gelosa di Adamo. E lei è geloso?

QUARTO: Le confesso che soffro di gelosia fin da quando ero piccolo…

QUINTO: Fin da piccolo?

QUARTO:  Sì, quando scoprii che mia mamma era fuggita con un altro bambino. Sono sempre stato sfortunato nella vita. Anche nel suicidio

QUINTO: L’ha già provato altre volte?

QUARTO:  Certo, e c’è scappato anche il morto

QUINTO: Come sarebbe a dire se è ancora qui?

QUARTO:  Una sera stavo seduto al bar, fissando sconsolatamente la mia bevanda. Non mi sono mosso per mezz'ora assorto com’ero nei miei funesti pensieri. Così, un grosso camionista che mi osservava, mi si è si avvicinato e si è bevuto il mio drink. Mi sono messo a piangere come un disperato. Il camionista mi dice:" Su dai, era uno scherzo, ti pago un altro di quello che stavi bevendo. Non posso vedere un uomo piangere". "No, non e' per questo che piango. E' che oggi e' il peggior giorno della mia vita: Mi sono svegliato tardi e sono arrivato in ritardo ad un importante impegno di lavoro. Il mio capo si e' incazzato e mi ha licenziato. Quando sono tornato alla macchina ho scoperto che me l'avevano rubata e la polizia mi ha detto che non poteva farci nulla. Così ho preso un taxi per tornare a casa, e dopo averlo pagato e dopo che il taxi se ne e' andato, mi sono accorto di aver dimenticato il portafoglio sul mezzo. Sono poi entrato in casa e ho trovato mia moglie che se la intendeva con l’idraulico. Ho lasciato casa depresso per venire a questo bar. E ora che pensavo di suicidarmi, lei si è bevuto il mio veleno...”

QUINTO: Ma che sfiga!

QUARTO: Lui o io?

QUINTO: Pensandoci bene… tutti due

SESTO: (Entra ansimando) 420 gradini! Una faticaccia. Per cosa poi? Per trovare altra gente prima del mio turno.

QUARTO: La precedenza è precedenza…

QUINTO: E la pazienza è la virtù dei forti

SESTO: Veramente io non sono mai stato forte, ma sono fragile, debole, soprattutto timido

QUARTO: Per esempio?

SESTO: Non sono mai riuscito a trovare una donna

QUINTO: Mai?

SESTO: Mai! L'ultima volta che sono entrato in una donna e' stato quando ho visitato la Statua della Libertà

QUARTO: Ma possibile che non abbia mai avuto l’occasione…

SESTO: Occasioni sì, ma non le mai colte

QUINTO: Ad esempio?

SESTO: Stamattina sono andato come al solito in ufficio ed ho preso l'ascensore. Premo il bottone per il quinto piano. Al secondo piano la più fantastica stupenda magnifica ragazza che abbia mai visto entra e inizia a mettersi in posizioni seducenti contro la parete dell'ascensore. Io non so più dove guardare e inizio a diventare nervoso. La donna inizia a slacciarsi i bottoni della camicia e la butta per terra. Poi slaccia il reggiseno e lo butta per terra. A questo sono nervosissimo. Lei mi guarda dritto nelle palle degli occhi e mi fa: "Fammi sentire una vera donna!". Allora, non sapendo che fare e per farla sentire donna mi slaccio la camicia, la butto per terra e le dico: "Prendi, stirala!”

QUARTO: Ma non l’ha mai fatta una dichiarazione d’amore?

SESTO:  Per conquistare una donna non e' tanto importante la dichiarazione d'amore quanto quella dei redditi

QUINTO: Ma almeno una donna, anche se non bellissima…

SESTO: Tutte le donne sono belle, specie se si spegne la luce

QUARTO: Quindi… Mai avuto una donna…

SESTO: Sì, per tre mesi. Era il tipo di donna che si incontra solo una volta nella vita. Se sei proprio sfigato, due. Allora che facciamo? Se volete precedermi… decidete. Io mi metterò in coda. Non mi resta che uccidere…

QUINTO: Uccidere chi, scusi?

SESTO: Il tempo, no?

QUARTO: E com’è che lo vorrebbe uccidere il tempo? Colpo di pistola?

QUINTO: Impiccamento?

QUARTO: Annegamento?

QUINTO: Coltellata?

QUARTO: Colpo di caraté?

SESTO: No, semplicemente parole crociate. Non sono un violento…

QUINTO: Parole crociate? Lei viene fin quassù per… ed è così tranquillo da fare le parole crociate?

SESTO: Certamente signori miei; è il miglior sistema di rilassamento prima di intraprendere un viaggio così impegnativo

QUARTO: Potremmo aggregarci anche noi?

SESTO: Perché no? Mi verranno meglio. Vediamo… (Si accomodano sul muretto) "Il nome della figlia di Bush"; otto lettere

QUINTO: Buscetta

SESTO: (Scrive e ripete) "L'indimenticabile Totò"

QUARTO: Riina

SESTO: Giusto, Riina. "Sport che si pratica allungando le braccia"

QUINTO: Scippo!

SESTO: Bravo; sei lettere… Scippo! “È famoso quello di Troia..."

QUARTO: Figlio! Infatti… Figlio di troia

SESTO: Scritto… Troia. "Accompagna il dolce"

QUINTO: Gabbana! Infatti… Dolce e Gabbana

SESTO: Gabbana. Ci sta. "La indossa il calciatore"

QUARTO:  Questa la so… Velina. Infatti tutti i calciatori indossano una Velina

SESTO: Velina. Questa è difficile… "Non può avere la testa fra le nuvole"

QUINTO: Semplice… Nano!

SESTO: Nano. Ci sta. Quattro lettere. Bravo! "Visita posti meravigliosi"

QUARTO:  Visita posti meravigliosi… Trovato! Ginecologo!

SESTO:  Ginecologo. "Può essere morto in stazione, sette lettere..."

QUINTO: Inizia per B?

SESTO: Sì

QUINTO: Barbone!

SESTO: Bravo! Barbone. Ci sta! "Sono famose le sue colonne"

QUARTO: Le sue colonne… Quante lettere?

SESTO: Otto lettere

QUARTO: Allora è semplice. Enalotto!

SESTO: "Nel parco e nei giardini"

QUINTO: Questa è facile… Drogati!

SESTO: Questa è difficile… La maga che trasformava gli uomini in porci"

QUARTO: Invece è semplice… La maga che trasformava gli uomini in porci? Cicciolina! (Entrano Primo e Secondo)

PRIMO: Cicciolina? C’è anche Cicciolina da queste parti? E’ mia! La voglio! La voglio!

SECONDO: Calma, calma… Le faccio rispettosamente notare che, come espresso già ieri a quest’ora, la priorità è soltanto mia; per cui, se qui c’è Cicciolina…

PRIMO: Anch’io le faccio rispettosamente notare che qui, più che Cicciolina, ci sono ben tre ciccioloni

QUARTO: Ma si può sapere chi siete e che ci fate qui?

PRIMO: Suppongo che noi siamo qui per le vostre stesse ragioni

SESTO: Incomincio a dubitarne... (Si rivolge al Primo. Toglie dalla giacca delle carte da gioco) Le potrebbe stare sulla porta e mettersi a guardia. (Si rivolge al Secondo) E lei faccia da supervisore e faccia in modo che qui nessuno bari.

SECONDO: E se qualcuno bara?

SESTO: Lo buttiamo dalla torre

TERZO: Ma ci potremmo lasciare la pelle…

QUARTO: O romperci l’osso del collo…

SESTO: Vi faccio onestamente osservare che siete saliti fin quassù proprio per quello… Ma forse non ne eravate del tutto convinti… Io proporrei di riiniziare a vivere partendo dalle cose semplici…

TERZO: Tipo?

SESTO: L’amicizia per esempio… Prego, accomodatevi… (Da un lato prendono delle cassette da frutta – o sedie e tavolino- e li pongono in mezzo. Si siedono. Sesto distribuisce le carte e iniziano a giocare a scopa esclamando le varie mosse tipo “Quattro e tre… Settebello”, “Scopa”, ecc…. Si chiude lentamente il sipario)

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