LA VERA STORIA DE:
COMMEDIA MUSICALE IN
TRE ATTI
di
NATILI & GIUSTINI
Copyright by Claudio Natili
Tel.Fax 06- 4503337
Cell. 339-6473425
E-mail: claudionatili@hotmail.com
Personaggi Interpreti
Nando................................................................................... LUCA
detto er Conte Tacchia
Ninetta................................................................................ ?
figlia di Giovanni e Agnese e fidanzata di Nando
Jacaccio............................................................................. ARMANDO
braccio destro del Barone Gaetani
Flora.................................................................................... DAPHNE
la donna di Jacaccio
Sor Giovanni.................................................................... MARCELLO
proprietario dellOsteria dellOrso
Sora Agnese...................................................................... PINA
moglie di Giovanni
Barone Manlio Gaetani............................................. PIERLUIGI
Amico di Jacaccio
Nunziata............................................................................. ISABELLA
amica di Flora
Gnagnoletto................................................................... EMANUELE
inserviente dellOsteria dellOrso
Ghinghete......................................................................... ROCCO
amico di Nando
Pacchiotta....................................................................... SALVATORE
amico di Nando
ManciOla............................................................................ MAURIZIO
tirapiedi di Jacaccio
Giggetto Gramicetta................................................ DIEGO
tirapiedi di Jacaccio
Augusto dellAmmazzatora................................. MIRKO
rivale di Jacaccio
Ghetanaccio.................................................................... VALENTINO 1
la voce del popolo romano
Lo Strillone + Guardia.............................................. GIORGIO
Delegato Ricciotti...................................................... FREANCESCO
Frangipane........................................................................ GIAN PAOLO
Evaso politico + Guardia + Burino
Don Pagnotto.................................................................. VALENTINO 2
parroco del rione
Amici dellOsteria che fanno parte anche del corpo di ballo
Strambotto...................................................................... SERGIO
Cecilia................................................................................. MILENA F.
Assunta............................................................................... ELISABETTA
Teresa.................................................................................. CRISTINA
Popolana............................................................................ GIOVANNA
LA ROMANINA..................................................................... LUDOVICA
Tamburino......................................................................... MAURO
RAGAZZE DELLA DREAM WORKS
1 RAGAZZA................................................. eleonora
2 RAGAZZA................................................. ERIKA
3 RAGAZZA................................................. GIORGIA
4 RAGAZZA................................................. GIULIA CAVARISCHI
5 RAGAZZA................................................. giulia milano
6 RAGAZZA................................................. martina
7 RAGAZZA.................................................
8 RAGAZZA.................................................
9 RAGAZZA.................................................
10 RAGAZZA...............................................
PRIMO ATTO
Siamo nella prima met dellottocento nel rione pi popolare di Roma: Trastevere.
Le sue vie mantengono ancora oggi, il loro caratteristico disegno dellet papale con le sue strade strette e i suoi bassi archi che univano le case padronali e con le sue piazzette dove allora in primavera, il profumo dei glicini si mischiava allo sterco dei cavalli delle carrozze di una modesta nobilt di quartiere e dei barocci che trasportavano le merci dalla campagna alla citt.
Roma di quellepoca, non era semplicemente la citt dei Papi, il capoluogo della cristianit ma, soprattutto era Caput mundie Trastevere ne era lanima pi popolana pur con tutti i suoi difetti e la sua rozza e violenta indole. Erano appunto i trasteverini, i depositari di quella tradizione millenaria di fierezza e di orgoglio municipale e i loro movimenti, i loro gesti, davano una sorta di teatralit istintiva come se recitassero una personalissima parte drammatica spesso portata alle estreme conseguenze.
Le numerose maschere di questo rione come il bullo con la sua aria sprezzante e coraggiosa, come il paino con la sua eleganza affettata e troppo spesso volgare, si incontravano nella celebre e inconfondibile Osteria romana e qui come in teatro, si alza il sipario della commedia romana.
ALLOSTERIA DER SOR GIOVANNI
Osteria del sor Giovanni durante la Festa della Candelora. Musica dintroduzione a tempo di Tarantella. La piazza gremita di gente che va e viene. Bulletti che vanno dietro alle ragazze vestite a festa tutte incionnolatedi monili fino allesagerazione che fingono di infastidirsi di essere seguite. Nel lato destro della piazza, sui gradini che danno accesso alla chiesa siedono ragazzi e ragazze. Sul lato sinistro i tavoli degli avventori dellosteria sono colmi di foijette di vino. La confusione tra battute e risate sguaiate traboccante di canti e di balli che sfociano nel primo brano:
01 EVVIVA ROMA E CHI LHA INVENTATA
intro 8 battute
TUTTI Allosteria der sor Giovanni
esse astemi nun se p
Bevi, bevi, bevi, bevi, bevi vino in quantit
Che sto vino fa buon sangue e li mali fa pass.
STRAMBOTTO Quattro straccetti co la rughetta
li manni gi co na bella fojetta,
lumache ar sugo e na panzanella
le magni insieme a na ciumachella
GHINGHETE tre chili de trippa e na matriciana
e na porchetta sana sana.
PACCHIOTTA Due o tre stornelli e na serenata
A TRE evviva Roma e chi lha nventata.
solo orchestra saltarello
TUTTI Allosteria der sor Giovanni.
Se beve se magna e se fanno danni
Se beve se magna e se fanno danni
allosteria der sor Giovanni.
8 battute di sola orchestra
CECILIA Li rigatoni co la pajata
co tre carciofi e na patata
cotta a la cenere sotto la brace
e na bruschetta come te piace.
GHINGHETE Du cotolette a scottadito
te lecchi er piatto pe fallo pulito.
TERESA Due o tre stornelli e na serenata
STRAMBOTTO evviva Roma e chi lha nventata.
TUTTI AllOsteria der sor Giovanni esse astemi nun se p
Bevi, bevi, bevi, bevi, bevi vino in quantit
Che sto vino fa buon sangue e li mali fa pass.
AGNESE A falla finita che cho da fa
Il ballo e la musica continuano.
TUTTI Bevi, bevi, bevi, bevi, bevi vino in quantit
Che tu moje poi a casa sai le botte che te d.
La danza si evolve coinvolgendo tra frizzi e lazzi tutti i presenti. Anche Agnese, la moglie delloste, mentre porta le foijette di vino ai tavoli, viene coinvolta, suo malgrado, a ballare.
AGNESE A Pacchiotta, statte fermo e metti gi ste manacce...
TUTTI Bevi, bevi, bevi, bevi, bevi vino in quantit
Che tu moje poi a casa sai le botte che te d.
Che tu moje poi a casa sai le botte che te d.
STOP MUSICA e risata di tutti i presenti eccetto Agnese
AGNESE Io nun cio tempo da perde.
ER GHINGHETE Oggi festa sora AgneseVe fa bene fa du zompi
AGNESE (tentando di dargli uno schiaffone) Mo se nu la pianti no zompo te lo faccio fa io dentro ar Tevere!
PACCHIOTTA Mettete a sede Ghinghete che te convieneoggi la sora padrona mozzica. (Risate della gente. Ghinghete, affannato per il ballo fatto, si siede al tavolo dove ci sono: Pacchiotta, Cecilia e Assunta. )
AGNESE E tu pija in giro che prima o poi te lo faccio ved io!
ER GHINGHETE S ma senza mutandoni, si ce lavete. (risate)
AGNESE Come faccio avecceli se lho prestati a tu sorella che stava senza? (risate. Agnese si riprende il litro di vino che aveva poggiato sul tavolo )
Gli avventori riprendono a cantare e ballare mettendo in mezzo Gnagnoletto in una presa in giro come fosse una palla che si passano da una parte allaltra.
02 GNAGNOLETTO
PACCHIOTTA A Ghinghete, hai visto?...M la sora Agnese s ncacchiata e nun ce porta pi da beve!
AGNESE (Uscendo verso losteria) A voi ce pensa mi marito
STRAMBOTTO(gridando)Giovanni Giovanni vie fori da la tana che lamichi mia cianno sete.
Entra in scena Gnagnoletto, linserviente dellosteria. Piccolo e balbuziente viene spesso preso in giro dagli avventori.
GNAGNOLETTO E cchi chi. ecchi chi chi
GHINGHETE (entrando in battuta) Chicchirich!!! (risate degli amici)
GNAGNOLETTO Chi me me me vo le?
CECILIA E arrivato ciancicagnocchi.
PACCHIOTTA Che te chiami Giovanni?
GNAGNOLETTO Er paer padrone ciada fa! Ve seveser vo io. Chevo.che volete?
STRAMBOTTO Na foijetta de vinoma se ce lo porti come parli, ce conviene cominci a raccoje luva ai Castelli. (risate)
CECILIA Che dici Gnagnolfarai n tempo a portaccelo pe la Madonna der Carmine?
STRAMBOTTO S quella de staltranno. (risate degli amici)
GNAGNOLETTO Mestame state aco-coco-co
ASSUNTA (agli amici) Gnagnoletto sta a fa lovo! (risate)
GNAGNOLETTO No, volevo d che-che me state a co-co jon?
GHINGHETE Eh daje, Assunta scherzava!... A Pacchiotta dijelo pure te che stamio a scherz
PACCHIOTTA Ma certo co-co, co-co coome te lo devo d che-che stamio a scherz (risate)
STRAMBOTTO Gnagnoletto, Gnagnol
Gli altri lo circondano Po-po-po-prtace da beve
Ancora asciutto sto bicchiere
la go-go-gola se sta a secc
Gnagno cerca di uscire ma lo chiudono Cori de l (coro) oh, oh.
Corre dalla parte opposta ma chiuso Cori de qua (coro)... oh, oh
Lo circondano
TUTTI Portace presto na fojetta
La go-gola se sta a secc
Lo afferrano e lo lanciano in aria. Si libera e corre allinterno inseguito dalle risate degli avventori. Lo afferrano e lo lanciano in aria.
(coro) oh, oh oh, oh.
STRAMBOTTO(finale)Po-po-po-prtace da beve
la go-gola se sta a secc
Po-po-po-prtace da beve
la go-gola se sta a secc
Fine canto
Entra in scena NANDO detto Er Conte Tacchia
NANDO Lassate perde chi sta a lavora.
PACCHIOTTA Anvedi chi cer Conte Tacchia
NANDO (intervenendo) Quanno er diavolo nun sa che fa se gratta le corna eh?! (risata generale)
GHINGHETE (rivolto agli amici) E gi lui le corna nun se le gratta perch lavora parecchio! (risata generale)
NANDO No ma ar contrario de voi perdiggiorno ar minimo lo sto a cerca.
PACCHIOTTA Me raccomando quanno lhai trovato facce n fischio che venimo a datte na mano.
Risate degli amici
ASSUNTA E CECILIA A provacce co noi donne.
TERESA (da un altro tavolo) Sor conte nun date retta lassatele perde Quelle so chiappemosce (risate dei presenti)
CECILIA A bella!? Sentime qua so dura come n sanpietrino Nun so mica come te che quanno tarzi la matina te metti la paia nelle mutande (Risate)
TERESA Si lallero. Prova a puncicamme poi se famo du risate
NANDO Famo na cosa cos taijamo la testa ar toro f io da giudico prima vattasto e poi ve dico chi cia er didietro pi duro
Gnagnoletto, seduto in un angolo, ascolta ridendo le varie battute.
03 ER LAVORO RENDE SIMILE ALLA BESTIA
CECILIA (cantando) Voija de lavora sarteme addosso e tu pigrizia nu mabbandona ma famme lavor meno che posso quel tanto che basta
NANDO (canta) Er lavoro rende simile a la bestia
pe questo non volemo lavor
Se lo fai te pija n cerchio qui a la testa
Fino ar punto che te vi da vommit
NANDO, er GHINGHETE e PACCHIOTTA ballano e cantano con fiacca
I TRE E la fiacca
e la fiacca
poi tariva a tutte lossa
NANDO Da la punta de sto dito
Tentra tosto poi te passa
Dentro a tutti lantri diti
Fino a quanno la tua mano
Se ristrigne e piano piano
sarza in alto e poi de scatto
lei te batte sulla fronte
I TRE che sei matto?... Che sei matto?
Chi je v de lavor.
NANDO Er lavoro rende simile a la bestia
A DUE Chi lo loda lo dovrebbero mpicc
NANDO Se lo fai te pija n cerchio qui a la testa
I TRE E pe questo nun volemo lavor
Risate e fine canto
CECILIA Ma che te sei messo in testa a rimbambito
ASSUNTA J piacerebbePovero cocco
TERESA Co noi nun sarza na paia mejo che vai a lavor, va.
GHINGHETE E PACCHIOTTA S bonasera!
NANDO Io comunque giusto pe fa n favore a la regazza mia ce provo A bon conto jersera gi ce fu n passo avanti.
CECILIA E lhai trovato er lavoro?
NANDO Io no stato er lavoro cha momenti trovava a me!
TERESA E indove teri nascosto? (risate degli amici)
NANDO Ce poco da pija n giro Ormai so arrivato a let de la raggione e abbisogna mette la testa a posto Vord, che si nun lo trovo luned lo trover marted e si me dice jella marted, lo trover er giorno doppo o lantro doppo ancora venerd me riposo perch savvicina er sabbato, ch la viggija de la domenica, e la domenica se sa giorno de festa e si nun te riposi, che festa ? (risate degli amici che riprendono a cantare)
NANDO Er lavoro rende simile a la bestia
GHINGHETE Chi lo loda lo dovrebbero mpicc
PACCHIOTTA Se lo fai te pija n cerchio qui a la testa
I TRE E pe questo nun volemo lavor
NANDO Er lavoro rende simile a la bestia
GHINGHETE Chi lo loda lo dovrebbero mpicc
PACCHIOTTA Se lo fai te pija n cerchio qui a la testa
NANDOE pe questo nun volemo lavor(finalino)
I TRE (si accusano Sei na bestia,
a vicenda) sei na bestia se te metti a lavor.
Sei na bestia,
sei na bestia se te(rallentato)
metti a lavor. (risate e fine canto)
NANDO Ner frattempo io e lamichi mia ciavemo tanto da fa
ER GHINGHETE e PACCHIOTTA (entrando in battuta) co le donne
CECILIA Si bonanotte raccontatene nantra!?! (risata generale)
GHINGHETE Guarda che noi amo detto, co le donne
PACCHIOTTA Mica ce lavevamo co voi
ASSUNTA Perch noi semo ommini?
GHINGHETE Ommini no, ma chiappemosce, s! (risate)
CECILIA Nun che per caso te stai a sbaj co tu sorella, no? (risate)
GHINGHETE (fa finta di correrle dietro) Annaggia se tacchiappo.
CECILIA Che me fai a beccamorto!
TERESA(Uscendo)Ciaoio ve saluto
CECILIA E mejo che tanto oggi nun piove e le lumache nun esconociao!
Tutti ridono, compreso Gnagnoletto, che seduto in un angolo.
SOR GIOVANNI (affacciandosi dallosteria) A Gnagnole che stamo a fa? Mo ho capito perch quanno lavoravi alla fabbrica de sedie thanno cacciato via stavi sempre a sede!? Daje vedi de prenne lordinazioni!... (Gnagnoletto si alza di scatto. Loste vede Nando e mentre gli si avvicina) Ah, e voi? Che d sta caciara?... Aaaah!! Ecco perch! E arivato quello che fa er cascamorto appresso a mi fija..
NANDO Buon giorno signor suocero come state?
SOR GIOVANNI Bene prima de vedette!... E poi aricordate che prima de chiamamme socero troppacqua a da pass sotto li ponti!
NANDO (facendogli una scafetta) Bello sor Giovanni mio! Che volete che ve do na mano?
SOR GIOVANNI S, a casc!... Guarda che stamatina ciavemo da fa vedi de nun fa er moscone attorno a Ninetta
NANDO A proposito ndo sta che nun la vedo?
SOR GIOVANNI Sta n do deve sta perch meno la vedi e meijo stamo.
NANDO Ma che vho fatto?Me trattate sempre maleEppure io a vostra fija je voijo bene.
SOR GIOVANNI Ah s? J vi bene? Allora vaje a da na mano a lava li bicchieri alla funtana, va.
NANDO Che fregatura a sor Giov! Propio mo che nun posso
SOR GIOVANNI E perch nun potresti?
NANDO Cio le mani aruinate e la pomice me le screpola.
SOR GIOVANNI Tu er cervello ciai screpolato! (uscendo) A Gnagnole sbrigate a pija stordinazione che oggi c tanto da fa
GNAGNOLETTO Faf Faf (Giovanni rientra nellOsteria)
PACCHIOTTA Faf oggi n venuto e nun te sente
GNAGNOLETTO No,J volevo d che faf facevo presto. (risate degli avventori)
Strambotto per prenderlo in giro accenna al tema precedenteGnagnoletto Gnagnoletto.
04 GNAGNOLETTO
STRAMBOTTO Gnagnoletto, Gnagnol
Gli altri lo circondano Po-po-po-prtace da beve
Aancora asciutto sto bicchiere
la go-gola se sta a secc
E mentre Gnagnoletto tenta di uscire da questa situazione che lo vede al centro delle risate (mentre Gnagnoletto esce tra le risate degli amici entra in scena Ninetta. Che viene subito presa di mira dagli avventori.
STRAMBOTTO A reg c Ninetta finarmente un po de luce dentro a stosteria tretra (Nina non lo degna di uno sguardo)
NANDO S, ma nun tallarg che questa na luce che nun illumina a te. (Nando le si fa incontro e labbraccia) Ciai ancora tanto da lavora, Nine?
NINETTA So mpelagata fino ar collo, per ho saputo che cerie nun potevo sta senza vedette
NANDO Pure io so venuto pe vedette
NINETTA Per mo me tocca ann Devo fin de lava un po de bicchieri e poi torno
NANDO Sbrigate per!!
GHINGHETE Peccato che Nando nun te p da na mano Sto poraccio cia le mani screpolate
Risata degli avventori
NINETTA Ciavete poco da prenne in giro voi ste dei buzzurri e Nando un Conte cos che lo chiamate voi, no?... E allora lui un nobile, e voi quelli che j pulischeno le scarpe.
Ancora risate
PACCHIOTTA A Nin dici cos perch lo vedi co locchi dellamore.
STRAMBOTTO Aoh questa quanno vede Nando cammina su e nuvole (A Nando) A Na j posso dedic na canzone?
NANDO S, ma n tallarg troppo!
05 FACILE TOCCA LE NUVOLE
STRAMBOTTO canta Se dice che lamore unillusione
che costa caro e che nun sa dur
io dico che mejo avella stillusione
io dico senza amore che campi a fa
perci me tengo stretto a staquilone
che poi domani er cielo po cambi.
facile tocc le nuvole
tu strigneme vedrai che sera
Bellissima, parole e musica,
tu che vivi la vita com
mejo ancora se sei qui co me co me.
Amare troppo bello
e cos semplice
e de cantallo nun me stanco mai.
facile lamore facile
Difficile dimenticassero.
Bellissimo si je dai lanima
se je dici tu resta co me
poi domani staremo a ved... a ved
facile tocc le nuvole
Ripresa dorchestra
Bellissimo si je dai lanima
se je dici tu resta co me
poi domani staremo a ved..
staremo a ved
Fine canto
NANDO A Nin, guarda che questa come se te lavessi cantata io, eh?!
NINETTA (uscendo di scena) S e quanno me le canti te ste canzoni!?
Risata degli amici mentre entrano FLORA e NUNZIATA.
GHINGHETE Anvedi chi ariva.
ASSUNTA La simpatia in personaciao Cecve saluto! (Esce)
Flora bisbiglia una cosa allorecchio della sua amica, poi ridendo si siede ad un tavolo accanto agli amici. Donna Flora si volta verso Nando. Capiamo che le parole bibsbigliate erano rivolte a lui.
NANDO A reg lo sapete che ve dico?... Quasi, quasi ce provo!?!
PACCHIOTTA A Nando lassala perde quella la donna de Jacaccio
NANDO E chi sar mai
ER GHINGHETE Uno che se viene a sape chhai fatto er cascamorto co la donna sua ce mette poco a fatte nasola sulla panza e sonalla come n fischietto.
PACCHIOTTA (guardando Flora) Sar, ma io pe na donna come quella nun ciavrei paura de gnente.
ER GHINGHETE (a Nando) Aoh quella te sta a guarda
NANDO (alzandosi dalla sedia) Guardate come se fa e mparate! (si avvicina al tavolo di Flora e Nunziata) Scusate donna Flora ma la vostra bellezza ma abbajato
NUNZIATA A Fl questo tha preso pe n cane. (risata delle due)
NANDO No volevo d che mha abbagliato illuminato confuso la vista, e m co la vostra presenza tutta la piazza odora de primavera.
FLORA Chi saresti un poveta?
NANDO (facendole un inchino) De pi, donna mia bella pe voi potrei esse quarsiasi cosa!... Comandate volete la luna? Ve la vado a prenne volete le stelle? Ve vado a prenne la pi brillante pe illumin cor vostro sorriso il mondo intero (Flora e Nunziata a quelle parole, ridono di gusto)
FLORA Ammappa che belle frasi chhai detto indove le trovi?
NANDO Indove le trovo? (pavoneggiandosi. A Flora e alla sua amica)Ma lo sapete co chi state a parla?
NUNZIATA E chi sarai mai!
NANDO So er Conte Tacchia e indove arrivo io
GHINGHETE E PACCHIOTTA (entrando in battuta e ridendo) gni botta na tacchia.
06 ER CONTE TACCHIA
NANDO So er Conte Tacchia e si nun ce credi
tutti lamichi te lo ponno d,
le donne me se svengheno a li piedi
me ce trastullo e poi le lascio l.
So er Conte Tacchia pronto sempre alluso,
ogni momento bono pe nciuci,
ma qui davanti a voi me sento fuso,
nun so proprio da dove ncominci.
O donna Flora
O donna Flora
c troppa gente che ce guarda annamo fora;
nun ci ntenzione de portavve a letto
io maccontento solo de n bacetto
O donna Flora
O donna Flora
oggi ch r giorno della Fiumarola,
ve giuro che se annamo via de qua
sta festa n ve la faccio pi scord.
FLORA Sor Conte Tacchia tu stai a core troppo
e tutte ste parole che stai a d
me piaceno: sortanto c n intoppo
ar mi regazzo le dovresti d.
E n tipo ganzo
e sverto de cortello,
la mosca ar naso nun s a fa pass
ce nha mannati tanti allospedale
ma tanti che a contalli nun se sa.
NANDO O donna Flora
O donna Flora
prima che vi dateme retta annamo fora,
vordi che non er primo dei cornuti
che manna n artro allarberi pizzuti.
Fine canzone
FLORA S, ma l vacce te io nun ce vojo ann vatte a mette a sede che mejo va!
NANDO (a Flora) A Roma se usa d pane ar pane e vino ar vino io cho provato e se la donna ce sta se coije lattimo insieme.
Entra in scena Ninetta. Come vede Nando parlare con le due ragazze gli si avvicina mettendosi alle sue spalle con le mani sui fianchi, tutti la vedono eccetto lui.
FLORA E se lo vie a sape la tu regazza?
NUNZIATA Nun sei innamorato?
Er Pacchiotta e er Ghinghete tentano di avvertirlo con dei gesti, mentre Strambotto e gli altri amici sghignazzano aspettandosi la reazione della ragazza.
NANDO Chi, io? Er conte Tacchia innamorato? Io parto dar comincio ch mejo sbatte er muso a le colonne dorm co n frate e litiga co n prete che innamorasse de vojantre donne
STRAMBOTTO Te voi nnamora de noijantri ommini? (risate degli amici)
NINETTA Quindi tu (Nando, come sente la voce di Nina, si volta di scatto)nun saresti innamorato?
NANDO (imbarazzatissimo) Ah stai qui? Ma nun stavi a lava li bicchieri a la funtana?
NINETTA No te lho detto che me sarei sbrigata no?
NANDO Ma sei sicura che lhai lavati tutti?
NINETTA Tutti meno quarcuno che m te spacco in testa.
NANDO Fermate Nin ma che te sei arabbiata. (ridendo)guarda che se stava a scherza (rivolgendosi agli amici)Vero rega che se scherzava?
TUTTI Eeeehh!!!
Non fa in tempo a finire la frase che un sonoro ceffone si abbatte sulla faccia di Nando poi, girandogli le spalle, esce seguita dal ragazzo.
NANDO Aspetta n do corri parlamo stamme a sent Ninetta.
NINETTA Gnente Ninetta Ninetta morta!.
NANDO Aspetta nun me lascia solo come n carciofolo. (esce dietro a lei tra le risate degli amici)
PACCHIOTTA Addio a Ninetta!.
CECILIA Nun ve preoccupate tanto rifanno pace E n amore friccicarello...
FLORA E lamore sora Ceci (con voce romantica)ma solopenoi donneci n goccio de segreto
ER GHINGHETE Solo pe voi donne? E qual sto segreto!
FLORA E tarmente gustoso che nun potete crede (inizia a cantare)
07 NUN C DONNA SENZA AMORE
FLORA Nun c fiore senza gambo,
nun c foja senza ramo,
senza lali la farfalla, dimme
come fa a vol?
Pe questo nun c donna senza amore,
quer sentimento che te fa sogn.
Nun c cielo senza stelle
nun c pianta senza tera
Senza luce er sole dimme
Come fa a scald?
Pe questo nun c donna senza amore,
quer sentimento che te fa sogn.
Ripresa dorchestra e coro muto
FLORA Nun c fiore senza gambo,
nun c foja senza ramo,
senza lali la farfalla, dimme
come fa a vol?
Pe questo nun c donna senza amore,
pe questo io nun vivo senza te.
Nun c cielo senza stelle
nun c pianta senza tera
Senza luce er sole dimme
Come fa a scald?
FLORA (finale) Pe questo nun c donna senza amore,
e io nun posso vive senza te. (Fine canto)
La musica continua in sottofondo. Latmosfera della canzone cantata da Flora, rende la piazza silenziosa. Nando e Ninetta rientrano abbracciati. Camminano lentamente
NANDO (guardandola negli occhi) Te voijo bene Nine
NINETTA Anchio ma smettila de fa er lumacone co lartre donne
NANDO Tu lo sai chio scherzo e poi so o nun so er conte Tacchia? Devo tene arto er titolo che porto
NINETTA (dandogli scherzando, uno schiaffetto sul braccio) Scemo!
NANDO Tu non sai neanche quanto te vojo bene nun potrei mai fa a meno de te. (Ninetta riprende con il brano precedente)
08 NUN C DONNA SENZA AMORE
NINETTA Nun c fiore senza gambo,
nun c foja senza ramo,
senza lali la farfalla, dimme
come fa a vol?
Pe questo nun c donna senza amore
quer sentimento che te fa sogn.
Nando e Ninetta si baciano appassionatamente mentre il coro canta.
TUTTI Nun c cielo senza stelle
nun c pianta senza tera
senza luce er sole dimme
come fa a scald?(Fine coro)
NINETTA Pe questo nun c donna senza amore
A DUE quer sentimento che te fa sogn.
solo orchestra
NINETTA Pe questo nun c donna senza amore
A DUE quer sentimento che te fa sogn
quer sentimento che te fa sogn.
solo orchestra
NINETTA Nun c fiore senza gambo,
nun c foja senza ramo,
senza lali la farfalla, dimme
come fa a vol?
Pe questo nun c donna senza amore
Pe questo io nun vivo senza te.
TUTTI Nun c cielo senza stelle
nun c pianta senza tera
senza luce er sole dimme
come fa a scald?(Fine coro)
NINETTA Pe questo nun c donna senza amore
e io nun posso vive senza te..
Fine canto
SORA AGNESE (affacciandosi dalla porta dellosteria) A Nine quanno hai finito co quello scansafatiche ce sarebbe da fa n cucina
NINETTA Arrivo ma!
NANDO Va, va Va tranquilla!
NINETTA Vabbe ma vedi de nun fa er cretino, eh?
NANDO Tho detto de sta tranquilla! Io cio na parola sola
Ninetta gli d un bacio sulla guancia e dopo avergli detto velocemente un Ciaoa doposparisce allinterno dellosteria, Nando si avvicina al tavolo dove sono sedute Flora e Nunziata.
NANDO Ariecchime indove eravamo rimasti?
FLORA Nun t abbastato lo sganassone che tha dato Nina?
NUNZIATA Te vi propio fa ammuffa locchi?
NANDO Nun faccio mica gnente de male e poi a me me piace er bello e la bellezza come n fiore presto nasce e presto more Solo che bisogna ave er coraggio de coijelo
FLORA E a te vedo che er coraggio nun te manca.
NANDO (vantandosi) A me? Tseh!
Nando, essendo di spalle non si accorge che dal lato della piazza entra il barone MANLIO GAETANI con JACACCIO e i suoi tirapiedi er MANCIOLA e GIGGETTO GRAMICETTA. Molti escono di scena.
BARONE Mettemose seduti qua
JACACCIO Gigge.. va a chiama loste e dije che er barone Manlio Gaetani cia sete
GRAMICETTA Vado subito Jac! (entra allinterno dellosteria)
ER MANCIOLA (a Jacaccio) Me pare che Flora e Nunziata cianno gi li mosconi attorno
JACACCIO Nun te proccupa ce penso io! (alzandosi dal tavolo) Scusate sor Barone ma c Flora a quer tavolo Si nun ve dispiace la vado a chiama (il barone fa con la mano il verso che pu andare)
BARONE (Jacaccio si avvia. Dopo pochi passi il barone lo chiama bloccandolo) Jacaccio! Ricordete che nun voijo grane!
JACACCIO State tranquillo Bar.
BARONE (che intanto trattiene ancora Jacaccio) Tranquillo?... Lo sai a Roma che jhanno fatto ar Sor Tranquillo?
JACACCIO lo so ma nun ve preoccupate, nun je faccio gnente.
Jacaccio si avvicina alle spalle di Nando. Tutti si accorgono del nuovo arrivato meno che Nando...
PACCHIOTTA (sussurra sottovocea Nando) Bisogna sta n campana!
NANDO (voltandosi verso lamico) Eh? Ah s (verso le due donne)Visto che amo er bello e tu cara Flora lasciatelo d sei proprio bona volevo invitatte a campo Vaccino a vede la stella pi brillante l buio e se vede bene
FLORA Lidea nun male solo che dovresti da chiede er permesso ar mi regazzo se chiama Jacaccio, e lui de solito er permesso te lo d firmannote na croce sulla panza.
NANDO Ma chi, a me?... Ar Conte Tacchia?... Ma tu lo sai che so capace de faje io a sto Jacaccio?... Io.
09 LO SPACCONE
NANDO (canta) Appena lo pijo, lo sfojo... lo strijo
lo faccio in sarm, come fosse n conijo.
Lammacco... lo spacco, ar muro lattacco...
lo faccio a porpette e lacciacco cor tacco.
Se poi lui me sfida a giostr de cortello,
je apro la panza e poi lo sbudello.
J magnona recchia, cor pepe e co lajo
Lacchiappo per naso e a pezzi lo tajo...
PACCHIOTTA A Nando, sta in campana che m nun cosa
Mes ch er momento dannassene a casa
NANDO (parlato) ma che stai a d(riprende a cantare)
Jacaccio lo gonfio, lo sgonfio e rigonfio
finch ce pijo gusto. (fine canto e solo musica; poi a Flora mostrando i bicipidi) ammazza che fusto!!!!
Fine canto
PACCHIOTTA (c.s.) Bisogna sta n campana!
NANDO (voltandosi di nuovo verso lamico) Ho capito! (a Flora) allora che fai?... Ce vieni?
PACCHIOTTA No nun hai capito Bisogna sta n campana!
NANDO A Pacchio nun so mica (si volta di scatto sbattendo il naso sul naso di Jacaccio) sor do!
Pacchiotta torna a sedersi al tavolo insieme agli altri amici.
NANDO (sorridendo imbarazzato) ngiorno!
10 LO SPACCONE
JACACCIO Ma questo strafatto... un matto coatto.
(verso Flora) lo sciatto... lo sbatto, j cambio il ritratto
lo prenno, lo trito lassaggio col dito
lo sparmo sur pane e lo magno farcito.
poi rivolto a tutti laccenno, lo fumo, e poi cor carcagno
lo spegno, lo prenno e lo scarico ar bagno
poi si gira, tira fuori il coltello e roteandolo sul volto di Nando
Te tajo a fettine e tattacco al palazzo
Pe me tu sei un Conte ma un Conte der cazzo!
Fine canto
FLORA (a Nando ridendo) Oggi te dice propio male
JACACCIO Indove la voi porta la mi regazza?
NANDO Mo te spiego Siccome me piaciono le stelle che brilleno de notte ho nvitato Flora a vedelle insieme a me Tu nun ce crederai ma er Campo Vaccino er posto mijore
JACACCIO Si eh? Beh si te piaciono le stelle nun c mica bisogno chaspetti la notte io te le posso fa vede pure de giorno (minaccioso) Ce lhai er fero?
NANDO Perch te devo stira quarche cosa?
JACACCIO Fai lo spiritoso? Er fero er cortello Questo! (gli fa girare ancora il coltello davanti al naso)
NANDO (timoroso) Ah questo Devo ave capito male
FLORA Metti via quel cortello Nando nun faceva gnente de male
JACACCIO (continuando a guardarlo minaccioso negli occhi. Poi frugandogli sotto il gil, gli prende il coltello) Ah eccolo qua Allora ce lhai
FLORA Jaca tho detto de mette via quer cortello Nando ce stava a fa un complimento gnente de pi
NUNZIATA (a Jacaccio) Dartronne lo conoscemo tutti er Conte Tacchia
NANDO (ridendo forzatamente) E gi me conoscheno tutti Io come vedo na donna nun so com nun so come nun
FLORA (entrando in battuta) Je scappa de far er cretino!
NANDO E gi! (risate dei presenti)
JACACCIO E sia! Pe sta vorta te sei sarvatogiusto perch oggi festa e voijo esse bbono de core (guardando il coltello di Nando)Per bello sto cortello Er manico dosso la lama ben affilata (nota la lama incisa)E che c scritto? Leggi tu io nun so un litterato come te
NANDO C scritto Ninetta er nome de la mi regazza
JACACCIO Ecco appunto allora te voijo da n consijo Conte Tacchia der cacchio smettila de fa er cascamorto co Flora artrimenti te spanzo cor cortello tuo se semo intesi?
Gnagnoletto entra nellosteria per chiamare Ninetta
FLORA A Jaca lassa perde annamo a fa du passi che mejo.
Flora, prende Jacaccio sotto braccio che anche se resto esce con lei. Nunziata fa per seguirli ma fermata dal Manciola che nel frattempo si era avvicinato per dar man forte allamico Jacaccio.
ER MANCIOLA Vie qua Nunzia lassaje prenne er volo a quei due piccioncini Viette a mette seduta ar tavolo nostro. (a Nando) Pe stavorta te sei sarvato!
Er Manciola e Nunziata si siedono al tavolo del Barone Gaetani mentre Nando va al tavolo dove lo aspettano i suoi amici. Nel frattempo Gnagnoletto esce dallosteria con Giggetto Gramicetta per prendere lordinazione al tavolo del barone.
STRAMBOTTO A Nando .me sa che te devi anna a cambia li carzoni Sento n odore strano (risate degli amici)
NANDO Ma che ve ridete Jacaccio deve ringrazia Flora sinno io a quello
Risate degli amici che lo prendono in giro con battute a braccio. Ninetta esce dallosteria e si avvicina a Nando sorridente.
NINETTA Ch successo?... Gnagnoletto mha detto che stavi a litig.
NANDO Gnente Nin se parlava cos tanto pe d
Entra nella piazza lo strillone seguito dal rullare del tamburino e da festose ragazze e ragazzi della Dream Works.
11 RULLO DI TAMBURO
STRILLONE Boni, boni nun spignete (il tamburino ancora suona)
AGNESE E arrivato lo strillone de la festa (tutti si fanno intorno alluomo)
NANDO Vie Nine annamo a sent che dice
NINETTA S, annamo Mes che cominciano li giochi. (tutti si dirigono verso luomo stringendolo dappresso)
STRILLONE Boni vho detto che d sto tibbidoi? Fate silenzio e legger pe voi... (rullo di tamburo)
RIMETTERE 11 RULLO DI TAMBURO
SOR GIOVANNI S, ma vedi de fallo presto che qui ciavemo da fa!
PACCHIOTTA Sona tambur che er padrone tuo cia na bricocola a posto del cervello.
STRILLONE E tu nimmanco quella! (Le risate fanno continuare il cicaleccio dei presenti. Arrivano anche Giovanni e Agnese)
AGNESE S, per se fate sta caciara, e quanno se capisce quello che dice
GHINGHETE Lassa perde Agn che tanto questi nun capischeno manco se ci fusse er silenzio de li morti
GRAMICETTA Li mia no ma quelli vostri si! (risate dei presenti)
STRILLONE Fateme sali su na sedia che ve leggo liscio e sbricio la legge de questanno de la festa ma er primo capre bocca e je da fiato arzo li tacchi sto zitto e me ne vado
NINETTA A Gnagnol, va a pij na sedia, va!!
SOR GIOVANNI Abbasta co sta joja sor strillone leggi steditto e nun ce fa er fregnone (risate di tutta la piazza. Intanto Gnagnoletto porta una sedia e ci si mette seduto)
AGNESE Ma te vi arz?... La sedia pe lui.
STRILLONE (Sale sulla sedia e apre leditto. Parla alla folla che lo circonda, assumendo unaria accademica e professionale, tentando, con scarsi risultati, di parlare in italiano Entrano anche Assunta e Teresa) Signori de Trestevere e donne tutte statemi a sent e nun fiatate state vicino a me accommodate.
AGNESE (porgendo una caraffa) A Strill lo voi n gotto de vino?
STRILLONE No!... Nun posso rifiutare sora Agn! (si scola un bicchiere e prende a parlare alla folla)Er Papa Grigorio channo appena eletto ve saluta raccomannannome steditto e rivolgennove unorazione... na comanda e la benedizione. (ad Agnese) Mettemene n antro goccio! (mentre Agnese gli riempie il bicchiere, continua) Pe la comanda, ve chiede un gran favore (beve e allunga il braccio verso Agnese perch glielo riempia ancora) c gente che de cortello se rinfirza e lartranno le cortellate agnedero alle stelle Se pure questanno accadranno cose arcane (Agnese gli riempie il bicchiere)
SOR GIOVANNI A strill e se je succede quarche cosa ar cane lo sai a noi quanto ce ne po freg de meno?
STRILLONE Figurate quanto me ne po freg a me... Er cane manco mio?! (beve e riprende biascicando leggermente) Qui c scritto cos! Comunque er senzo quello cio se ce sar n accortellato (allunga il braccio verso Agnese) Metti, metti!... (Agnese riempie) Lha giurato puro il Guvernatore cor Vaticano se chiuderanno losterie e moriammazzato! (tumulto della piazza. Lo Strillone beve)
CECILIA Se se chiudeno losterie, te come fai?
STRILLONE (biascicando) Nun te preoccup!... (allungando il braccio) N antro bicchio sora Agn!... Fate silenzio e nun mentruppate la corpa vostra se pe us er cortello ve ricicciate la coratella cor budello (la piazza continua a rumoreggiare)
STRAMBOTTO Insomma che se vince?
STRILLONE (ormai ubriaco) State boni e stateme a sent Pe festeggia er novo papa chi vince li giochi diventa re dUrione pe n anno intero e ha da bevere aggratise
ASSUNTA Come stai a fa te. (risate dei presenti)
STRILLONE Fatte laffari tua.
Urla di gioia della piazza e commenti ad alta voce.
STRILLONE Ora abbasta e alla bonora (urlando)E niziata la Festa de la Fiumarola
PACCHIOTTA Meno male, cos arzi li tacchi.
STRILLONE S, ma prima devo fin da legge li saluti der Papa, che dice. e io tra balli e canti
GHINGHETE Nun ce frega niente Strill!... Vedi dannattene!
STRILLONE Ah, te voi sta zitto?! E io tra balli e canti
STRAMBOTTOA mbriacone falla finita!
STRILLONE e io tra balli e canti
DUE/TRE PERSONE Basta!!!
STRILLONE ma annatevene affanculo tutti quanti ich!... Famme scenne tambur portame a casa.
Tra risate e grida di gioia, tutti cantano e ballano il saltarello con il brano ALLA FESTA DE LU RIONE. Lo strillone, barcollando, esce tra le risate della gente seguito dal tamburino che non smette di suonare. A questo punto Strambotto prende la chitarra e canta
12 ALLA FESTA DELLURIONE
STRAMBOTTO Alla festa de lu Rione
Se magna, se balla e se fa lamore
Alla faccia dei papalini
Delli svizzeri e dei burini.
Forza, venite venite qua
Venite che famio lincoronazione
Chi vince ner gioco der troncone
Diventa lu re de lu rione.
Mentre la piazza canta e balla entra il GIUDICE.
CECILIA Fate largo ar sor giudice
TERESA Questo un giudico viritiero
PACCHIOTTA Pe forza puro forestiero
TUTTI (esultano) Ehhh!
Venite, venite venite qua
Venite che famio lincoronazione
Chi vince ner gioco der troncone
Diventa lu re de lu rione.
GHINGHETE Forza portate er troncone.
Fine canto
In unatmosfera di festa viene allestito il gioco del troncone.
Scene da costruire a soggetto.
Due alla volta, gli uomini si affrontano tentando di far cadere lavversario dal tronco. Vince chi batte tutti. Un aitante ragazzo di nome Augusto, lavorante al mattatoio, si rivela il pi forte facendo cadere dal tronco tutti gli sfidanti.
GIUDICE Allora vince la sfida e dichiaro re de Trastevere
Rientrano Flora e Jacaccio.
JACACCIO (entrando in battuta) Fermi tutti! (la musica e i presenti tacciono)Ce manco ancora io!
Tutti si voltano verso Jacaccio. Ovazione generale.
ER GRAMICETTA (altro bravo di Jacaccio) Fate largo a Jacaccio che mo ce pensa lui.
Jacaccio si toglie la giacca facendosi largo tra la gente che fa ala al suo passaggio. Inizia il gioco: i due contendenti si spingono a vicenda cercando di far perdere lequilibrio allaltro e farlo cadere dal tronco. Durante la lotta per, Nando nellincitare i due contendenti, involontariamente urta Jacaccio che cade dal tronco dando cos la vittoria ad Augusto dellammazzatora.
GRAMICETTA Nun vale lhanno spinto
ER MANCIOLA C da rifacce
NANDO Nun lho fatto apposta
NINETTA S, Nando nun lha fatto apposta.
GIUDICE Me dispiace ma le regole so regole e questanno vince n antro (grida di gioia della gente)Silenzio fateme d la frase che ncurona Questanno ciavemo nartro Re e nun Jacaccio ma Augusto dellammazzatora.
Jacaccio si avvicina minaccioso a Nando. Ninetta vedendo la mal parata si fa incontro al fidanzato.
JACACCIO(sottovoce a Nando)Questa me la paghi pe tutte!
Nando, con la ragazza al fianco, prova a nascondere la paura facendo lo sbruffone.
NANDO Guarda che nun lho fatto apposta
Poi voltandogli le spalle si allontana abbracciato a Ninetta. Jacaccio ha uno scatto dira. Sta per mettere mano al coltello, ma viene fermato dal Barone Gaetani che nel frattempo, vedendo il suo bravo con i nervi a fior di pelle per la sconfitta subita, gli si era avvicinato.
BARONE Che d sta furia? Oggi festa e nun vojo ved cortelli.
Ad Augusto gli viene messa in testa una corona e gli viene dato uno scettro. Augusto canta
13 IL RE DEL RIONE
AUGUSTO Io so e re del rione
so e re del rione
e tutti me devono da rispett
perch de Trastevere adesso so er pi
e questa pe un anno rimane quass.(allude alla corona)
TUTTI Sei e re del rione
sei e re del rione
e tutti te devono da rispett
la gara de forza, lhai vinta tu
pe questo a Trastevere da oggi sei er pi.
orchestra
STRAMBOTTO riprende a cantare e gli altri a ballare il saltarello con il brano ALLA FESTA DE LU RIONE.
TUTTI Sei e re del rione
sei e re del rione
e tutti te devono da rispett
la gara de forza, lhai vinta tu
pe questo a Trastevere da oggi sei er pi.
STRAMBOTTO Alla festa de lu Rione
Se magna, se balla e se fa lamore
Alla faccia dei papalini
Delli svizzeri e dei burini.
Forza, venite venite qua
Avemio fatto lincoronazione
Chi ha vinto ner gioco der troncone
Pe n anno lu re de lu rione.
AUGUSTO (per finire) S io per un anno de tutti so er pi
E questa corona rimane quass
Fine canto
Tutti gridano di gioia avviandosi verso losteria alcuni escono mentre continua la musica pi soft. Il barone si siede nuovamente al tavolo, seguito subito da Jacaccio, Giggetto Gramicetta e er Manciola. Anche Flora e Nunziata si siedono, ma poi ad un cenno di Jacaccio, vengono invitate ad allontanarsi dal tavolo accompagnate dal Manciola. I tre fanno chiacchiericcio in un angolo. La festa allapice mentre Giovanni, insieme alla sora Agnese e a Gnagnoletto si danno da fare servendo ai tavoli i clienti.
SORA AGNESE (a Nina che era con Nando al tavolo a festeggiare Augusto) A Nine nun perde tempo dacce na mano a prende lordinazioni
NINETTA Subito ma ce penso io a servilli.
Nina da un bacio sulla guancia a Nando e va ai tavoli pieni di gente mentre Nando si siede con gli amici
PACCHIOTTA A Giovanni ciavemo sete.
SOR GIOVANNI Vengo subbito!
GHINGHETE (chiamando) Sora Agnese ciavemo pure fame
AGNESE A voi ce pensa mi marito
PACCHIOTTA Vostro marito nun ce piace nun er nostro tipo
AGNESE Emb fattelo anna tanto co te nun ce verrebbe manco mi nonna (risate degli amici)
NINETTA Un momento finisco qua e poi vengo da voi!
AGNESE (continuando a prendere le) Nun te preoccup Nin, ce penso io! Dite dite pure
Nando e i due amici, intanto, seduti al tavolo insieme ad Augusto il vincitore della Festa e ad alcune donne, ridono sguaiatamente sotto lo sguardo pieno di odio di Jacaccio e dei suoi amici.
NINETTA (al tavolo del barone) Che prendete?
Il barone Gaetani rimane stupito dalla bellezza della ragazza e tenta un primo approccio.
BARONE (guardandola insistentemente) Io n idea ce lavrei
NINETTA Se quello che penso avete sbaijato indirizzo
BARONE Nun voffennete il mio voleva esse un complimento alla vostra bellezza...
NINETTA Ve ringrazio ma se adesso me dite quello che volete ve lo vado a prende
BARONE Come ve chiamate?
NINETTA E a voi che ve frega?
JACACCIO (stringendola per un braccio) Risponni bene ar barone Manlio Gaetani
NINETTA E leveme ste mani da dosso! (a Gnagnoletto)A Gnagnole prendi lordinazioni pe sti signori che cianno tanta voija de scherz (si allontana)
BARONE Cia n ber caratterino Me piace!
MANCIOLA (Al barone) Se chiama Ninetta e la fija del sor Giovanni e de la sora Agnese i proprietari dellOsteria dellOrso
BARONE La vojo conosce mejo! E fidanzata?
JACACCIO Si co quello che mha fatto perde la gara co Augusto. (indicando Nando che parlotta ridendo con Pacchiotta, Ghinghete e una ragazza)un certo Nando detto er Conte Tacchia
Flora, Nuziata e Manciola parlano in un angolo poi si uniscono alle altre donne di Trastevere che stanno festeggiando Augusto
BARONE (guardando Nando) Proprio co quello! (Intanto Ninetta ha raggiunto Nando e chiacchiera sorridendo con lui e i suoi amici)
JACACCIO Si Lo conoscete?
BARONE Certo che lo conosco! Ma mica sortanto io Lo conoscono pure ar Vaticano
JACACCIO A quello?
BARONE Proprio a quello Ricordete Jaca che spesso lapparenza inganna. Molte volte quello che te pare nun e quello che nun lo potrebbe esse
JACACCIO Nun ho capito!
BARONE Nun fa gnente lo capirai a tempo debbito (guardandolo ancora) Me pare che sta a fa er galletto
JACACCIO (minaccioso) Se me dite che
BARONE Hai capito bene. Levamelo da li piedi ma me raccomando pe mo senza violenza Er conte Tacchia ce serve.
JACACCIO Nun dateve pensiero (guardando ancora con astio la combriccola di persone che sta ancora ridendo e festeggiando Augusto)Ci gi n piano in mente (Jacaccio si alza dalla sedia)Se permettete sor Barone vado n attimo a parla co Flora (il nobiluomo gli fa cenno di andare)Torno subbito!
GNAGNOLETTO (avvicinandosi al tavolo del Barone) Che vo che vo che vole.. te?
BARONE Portace na foijetta de quello asciutto.
GNAGNOLETTO Subbito! (esce)
Jacaccio intanto si avvicinato alla combriccola di persone che ancora festeggiano il vincitore.
JACACCIO (affiancandosi a Flora) Vedo che er Conte Tacchia te sta sempre n mezzo alle gonnelle
FLORA Nun esse geloso a Nando je piace fa er cascamorto ma poi allatto pratico innocuo
JACACCIO (allontanandola dal gruppo di amici) Beh pe sta vorta vedi de fallo diventa n mandrillo stasera ar campo Vaccino co lui ce vai davero!
FLORA Stai a scherza?
JACACCIO No nu scherzo ce devi anna ma co n compito preciso comandato de persona dar barone Gaetani
FLORA E che vole er sor barone?
JACACCIO Vole che je rubbi er cortello ma devi esse de mano sverta perch nun se deve accorge de gnente.
FLORA E a te nun te frega gnente se vado ar Campo Vaccino co n omo?
JACACCIO Certo che me frega pe questo nun ce vai da sola Te fai accompagna da Nunziata tanto co du donne che po fa?
NUNZIATA (avvicinandosi) Ma che state a fa in disparte? Le chiacchere se fanno dopo Venite a festeggia!
JACACCIO Annate voi io stasera so mpegnato cor barone (a Flora)Se semo capiti?
Jacaccio si allontana sedendosi nuovamente al tavolo del Barone.
NUNZIATA Che voleva?
FLORA Gnente nun te proccupa Nunzia come te trovi cor Ghinghete? Me sembra che tha messo locchi addosso
NUNZIATA Beh nun male Perch?
FLORA Te lo spiego dopo
Er Ghinghete nel frattempo, alzatosi dal tavolo di Augusto, si era avvicinato a Nunziata sorridendo.
GHINGHETE Nunziata tu stasera nun me scappi Avemo deciso de anna tutti quanti alla festa a Monti
NUNZIATA E chi vo scappa
Er Ghinghete la prende sotto braccio e ridendo la porta in mezzo al suo gruppo insieme a Flora.
GHINGHETE Guardate chi variporto
Sulla piazza sceso il tramonto. Allimprovviso viene illuminata da un gruppo di persone che portano in mano dei grandi lanternoni. Tutti gioiscono e cantano per recarsi alla festa.
Fine musica doccasione dove tutti cantano e ballano
Poi sempre cantando escono. Esce anche Er Ghinghete sotto braccio a Nunziata, er Pacchiotta con un'altra ciumachella e tutti gli altri.
PACCHIOTTA (prima di uscire) Nando, allora?... Che aspetti volemo ann? (esce)
La piazza pian piano si svuota. Per ultimi escono il Barone, i suoi tirapiedi e Flora che prima di uscire, con la compiacenza di Jacaccio, canta uno stornello rivolto a Nando.
FLORA Fior de scarlatto sulle porte de Roma ce sta scritto gira quanto tu voi ma l taspetto(esce)
Nando si avvicina a Ninetta che sta pulendo i tavoli
NINETTA Beate loro che vanno a la festa de San giovanni
NANDO Nine io pure ce vado viecce pure te!
NINETTA Nun posso devo aiut mi padre a pul losteria. Vatte a diverti armeno tu
NANDO No io senza de te nun ce vado
Nando e Ninetta rimasti soli cantano in duetto.
14 SENZA TE
NANDO Senza te,
me sento come un vto dentro lanima
Senza te,
nun ci nessuna cosa da sogn.
Senza te,
nun cha pi senso niente, manco vivere
Senza te,
me sembra brutta pure sta citt, senza de te,
ma adesso abbracciame; no, nun trem
pi forte strigneme, amore mio.
Io tamer tutta la vita
perch nun posso stare senza te.
NINETTA Io con te,
me sembra de volare co le rondini.
Io con te,
nun smetto ogni momento de sogn.
Strigneme
famme sent pi donna, amore strigneme,
E vorrei
che sto momento nun finisse mai, vicino a te
me sento er cre che me sta a scoppi,
ma adesso abbracciame
no, nun parl
io tamer tutta la vita
perch nun posso stare senza te
NANDO Io con te,
con te che me sei entrata dentro lanima.
NINETTA Io con te,
nun posso chiede artro pe camp.
I DUE Io con te,
staremo uniti amore pe leternit.
Io e te,
che me regali sta felicit.
Ma adesso strigheme,
non me lasci
pi forte strigneme, no nun parl
io tamer tutta la vita,
perch io questa vita,
nun la potr mai vive senza te. (fine canto)
Fine canto
A rompere latmosfera damore che si creata ci pensa Er Pacchiotta che tornato indietro, facendo precedere la sua frase con un fischio di richiamo
PACCHIOTTA Nando?... Allora?
NANDO (abbracciato a Nina) Che te dispiace, Nin se.
NINETTA Va va Oggi festa pure pe te!
Nando raggiunge lamico ed esce correndo. Ninetta segue con lo sguardo il suo amore che si allontana.
AGNESE A Nine che te sei incantata?... Quanno hai finito a li tavoli vie dentro a lava le pentole
NINETTA Vabbe ma vengo subito
E sulle note di Senza te si chiude il sipario.
15 SENZA TE MUSICALE
FINE PRIMO ATTO
SECONDO ATTO
E notte e la fioca luce della luna illumina magicamente alcuni ruderi romani al centro della scena. Un cono di luce segue lentrata in scena del Ghinghete abbracciato a Nunziata e Nando con Flora. Tuttintorno a loro buio. Si intravedono nelloscurit, altre coppiette che, abbracciate, cercano posti solitari per appartarsi.
Musica doccasione.
16 MUSICA DOCCASIONE
GHINGHETE Che notte maggica
NUNZIATA E vero nun me nero mai accorta
NANDO Quanno ce sennamora tutto sembra pi bello La vita stessa cia n sapore diversoer sapore segreto dellamore.
FLORA (a Nando) Lo vedi allora che sei innamorato pure tu?
GHINGHETE Noi annamo a ved che c da qua parte. Che ve dispiace?
FLORA Annate pure. (Ghinghete abbracciato a Nunziata si allontana nel buio)Siamo rimasti soli! (Flora al centro della scena si siede in terra mentre un cono di luce la illumina) Ha raggione er Ghinghete questa notte n incanto!
NANDO (sedendosi in terra accanto a Flora) E vero sembra che la luna abbia acceso tutte le stelle ad una a una.
Nando canta una canzone resa ancora pi struggente da quel posto unico al mondo, illuminato dalla luna.
FLORA A Na ce so de le vorte che parli come na perzona struita dici delle parole che nun conosco Chi sei tu?
NANDO Come chi so So Nando detto er Conte Tacchia e dove arrivo io gni botta na tacchia
FLORA (ridendo) Embeh allora chaspetti? (coricandosi sul prato)
NANDO (la guarda preoccupato) Veramente io Flora nun posso!
FLORA (ridendo) Ce lo so vi bene a Nina e quello chhai detto te fa onore E na brava ragazza e se merita n omo come te (cambiando discorso)Ma io te dicevo de mettete gi pe vede meijo le stelle Nun hai detto che volevi famme vede quella pi brillante?
NANDO Ciai raggione (coricandosi sul prato)cos se vedono mejio Guardala (indicando il cielo)Eccola l quella la pi luminosa se chiama Sirio
FLORA (avvicinandosi gli ruba il coltello) A Na quante cose sai!
NANDO Ma la stella pi bella nun sta mica lass
FLORA A no? E ndo sta?
NANDO Sta qua! E Roma. (battuta con sottofondo musicale)Dopo che Dio cre er mondo saccorse che je mancava quarche cosa. Allora alz locchi ar cielo e
17 LA STELLA PIU BELLA
NANDO Da na coperta trapunta de stelle
Prese la mejo tra quelle pi belle
e con un soffio de stilla vitale
lappoggi su li colli e fu Natale.
E quanno er sole saffacci allorizzonte
illumin sta citt dolcemente
e con n acquerello de mille colori
la sparpaij de petali e fiori.
FLORA (parlato) Ci hai ragione Na.
FLORA Che bella Roma!... Chi lha inventata
stato senzartro un mago o na fata
che ha scerto dar mazzo de mille colori
er fiore pi bello tra tutti li fiori.
Roma sei tu la stella pi bella
FLORA (parlato) Roma eccote, sei sempre quella
che tabbraccica ognora e de sera
grida ar monno ch gi primavera
grida ar monno ch gi primavera.
Pe mettece er fiume pi mejo der mondo
Ha messo un po doro ner Tevere biondo
Li mejo brillanti quer giorno ha portato
Pe fa sta coperta de cielo stellato.
FLORA: Che bella Roma!... Chi lha inventata
stato senzartro un mago o na fata
che ha scerto dar mazzo de mille colori
er fiore pi bello tra tutti li fiori.
tra tutti li fior, tra tutti li fiori, tra tutti li fiori.
Fine canto
Flora abbraccia Nando e si fa buio. Cambio scena. Lalba si riaccende sulla piazza dove Gnagnoletto sta rimettendo le sedie sotto i tavoli. E in compagnia di Giggetto Gramicetta, tirapiedi del Barone Gaetani; Giggetto seduto ad un tavolo davanti ad un bicchiere di vino. Entra correndo un uomo che attira, con il suo fare sospetto, lattenzione dei due presenti. Luomo alla vista dei due frena la corsa. Gnagnoletto prima lo guarda poi, scrollando le spalle, continua il suo lavoro. Luomo indossa una sola camicia sporca e stracciata in pi parti ed sudato e affaticato per il gran correre. Si guarda intorno inquieto poi, velocemente, entra nella chiesa alla destra della piazza e subito dopo, si sente in lontananza un colpo di cannone. Entra in scena Strambotto.
18 COLPO DI CANNONE
STRAMBOTTO Gnagnole hai sentito er colpo de cannone?.
GNAGNOLETTO Si ho ho se..sentito!
STRAMBOTTO Me sa ch scappato uno da Castello!
GNAGNOLETTO Io me me faccio laffa laffari mia.
STRAMBOTTO Ciai raggione meijo fasse laffari propi.
Nel frattempo Er Ghinghete entrando in scena con Cecilia, si avvicina alla piccola statua della piazza e si accorge che c un foglio attaccato.
GHINGHETE (urlando) Aoh ha parlato! Venite Pasquino ha parlato.
CECILIA Corete gente Pasquino ha parlato!
Le grida dei due richiamano alcune persone. Anche Gnagnoletto, incuriosito dallevento si avvicina alla statua. Il crocchio di persone man mano si infoltisce di pi. Risate della gente con chi tenta di leggere balbettando qualche parola. Dallosteria esce anche Ninetta con i suoi genitori.
SOR GIOVANNI Che d sta cagnara?
GHINGHETE Pasquino ha parlato
NINETTA e che dice che dice?
GHINGHETE Nun lo so
NINETTA Ce vorebbe uno che sa legge
STRAMBOTTO Fatelo voi sor Giovavoi de certo saprete legge uno ch capace de fa li conti sapr pure legge no?... N ve pare?
SOR GIOVANNI Boni, ah boni! Io conosco solo li nummeri sui baiocchi le lettere nun lho mai sapute
NINETTA (urlando alla piazza) Allora?... Chi che sa legge?
GRAMICETTA Io Nin! Fateme passa quarche parola la conosco (si avvicina alla statua)Pa pa GriGri.. Gri Gri
AGNESE Ce so li grilli? Cos so capace a legge purio
STRAMBOTTO E allora dateme qua ce penso io (prende il foglio e tenta di leggere) Pa pa Gr.. Gri..
NINETTA Questo ciancica peggio de Gnagnoletto
SOR GIOVANNI Me sa che ste annati a la stessa scola mia quella dellasini e cos sia.
TUTTI Amen! (risate dei presenti)
Entra in scena Nando uscendo dalla stessa chiesa da dove era entrato quello strano personaggio. Gnagnoletto lo guarda meravigliato. Anche Gramicetta, il solo, insieme a Gnagnoletto che stava sulla piazza allentrata in scena di quello strano personaggio: Gramicetta lo guarda dubbioso. Ninetta gli si avvicina e lo abbraccia. Nando seguito da Pacchiotta.
PACCHIOTTA A Strambottoch successo? Che d sto bailamme...
STRAMBOTTO Pasquino ha parlato
Si sente ancora la voce della sora Agnese che urla.
AGNESE Chi sa legge senza imita li grilli se faccia avanti
NANDO Io so legge!
PACCHIOTTA Fate largo fate legge ar conte Tacchia
NINETTA (risentita) Co sto Tacchia mavete stufato er mi regazzo se chiama Nando, avete capito?... Nando e basta!
SOR GIOVANNI (ad Agnese) Ce mancava solo lui pe fa spar lurtima briciola de cervello ch rimasto ne la testa de tu fija
GHINGHETE Zitti tutti che m ce penza er letterato (risate della gente)
STRAMBOTTO Ma no er Conte Tacchia n prete uscito adesso adesso da la chiesa!?
GRAMICETTA Gi lo visto purio Che ce sei annato a fa? A chiede a la Madonna der Carmine er miracolo de fatte legge?
PACCHIOTTA Ecco n artro che stava a la stessa scola mia Me lo ricordo bene perch eravamio compagni de stalla i a, i a, i a (risate della gente)
NANDO (facendo zittire tutti) Boni e fateme legge gnoranti!
NINETTA Lascia perde Na nun te fa pija n giro
NANDO Nun te preoccup Nine li faccio rimane tarmente a bocca aperta che pe richiudela je ce vle er torchio (si avvicina alla statua e comincia a leggere)Zitti tutti!! Ce scritto cos...
Tutti tacciono
NANDO Papa Gregorio assai spregiudicato,
un omo de talento e pe la quale,
che quasi te direi ch libberale
e si se tratta darricch lo Stato
lui nun ce fa er sofistico perdio,
pija quatrini puro da n giudio.
Risate della gente
NINETTA (meravigliata) Ma tu sai legge
AGNESE Me lo potevi d cheri n avvocato
NANDO Pe legge nun c mica bisogno d esse avvocato
AGNESE Come no lgge fa rima co legge.
STRAMBOTTO A rega nun vero gnente mes che er conte Tacchia ci coijonato n artra vorta.
CECILIA Le parole chha letto se l nventate
NINETTA Nun vero Nando mio sa legge
Tutti ballano e cantano prendendo in giro Nando.
19 NANDO SA LEGGE
STRAMBOTTO Nando sa legge Nando sa legge.
Nando sa legge oil, oil
Nando sa legge Nando sa legge
Nun vero che sa raj!
DONNENando sa legge Nando sa legge.
Nando sa legge oil, oil
UOMINI Nando sa legge Nando sa legge
Nun vero che sa raj!
TUTTI I-, I-, I-, I- nun vero che sa raj
STRAMBOTTO I-, I-, I-, I- nun vero che sa raj!(fine canto)
Tutti sinterrompono con lentrata in scena del delegato Ricciotti al seguito di due guardie. Il delegato affiancato dal barone Gaetani.
RICCIOTTI Che d stassembramento? Nun ciavete gnentartro da fa stamattina?
SOR GIOVANNI Delegato Ricciotti bona giornata
RICCIOTTI Bona giornata a voi! Allora? Che d sta cagnarata? Ha dato de fori er Tevere?
SOR GIOVANNI Sor delegato la statua ha parlato
Il dialogo tra i presenti concitato
MANCIOLA Stavorta ce lha cor papa
STRAMBOTTO Ma chhai capito
CECILIA Ce lha coi giudii che je danno li sordi
NINETTA Se je li danno se vede che qualcuno je li chiede
RICCIOTTI Fate silenzio e dateme er foijo! (tacciono)Lo sapete ch reato parla male der papa? Volete anna tutti n galera?
NANDO Per carit sor delegato mio se ne guardamo bene. Vero rega? (offrendogli il foglio. Poi ironico)Eccove servito!
BARONE Lo sapevo che ceri de mezzo tu Che fai .hai cambiato nome? Il conte Tacchia mo se fa chiam Pasquino?
PACCHIOTTA A sor bar, Nando n centra gnente ha sortanto letto er foijo.
STRAMBOTTO Nun j date retta sor bar
CECILIA Ha fatto finta ma mica bono!
NINETTA La vostra tutta nvidia ve ce rode perch Nando sa legge e voi no.
RICCIOTTI (avvicinandogli il foglio) Famme n po sent?
AGNESE Daije faije vede (sottovoce a Nando)Se me fai fa brutta figura tu Nina te la scordi.
NANDO (prende il foglio dalle mani del delegato e legge qualche riga)
Papa Gregorio assai spregiudicato,
un omo de talento e pe la quale,
che quasi te direi ch libberale e.
RICCIOTTI (togliendogli il foglio dalle mani) Abbasta cos
NINETTA Che ve dicevo, ma?
AGNESE (ad alta voce) Cio n letterato pe casa.
STRAMBOTTO Ammazza e chi ce lo faceva!
GRAMICETTA Tutte ste manfrine e nvece er nostro baciachiappe ci er cervello nella capoccia
RICCIOTTI (a Nando) Nun ce lo sai ch vietato legge in mezzo alla pubblica piazza, le parole contro er papa?
NANDO Lo so ma se nun le leggevo come facevo a sapello
NINETTA Nando mio cia raggione
RICCIOTTI Pe stavolta ce passo sopra ma che nun se ripeta pi (urlando alla gente)Stateme a sent E scappato un carcerato da Castello. E un criminale un libberale giacubbino e senzaddio Se ve capita de vede uno sospetto veniteme a chiama.
Nel frattempo, mentre il delegato Ricciotti arringa la folla, Gramicetta prende in disparte il barone parlandogli ad un orecchio.
GRAMICETTA Sor Barone na parola!
Si vede il tirapiedi che indica concitatamente, lentrata della chiesa e subito dopo fare un cenno con la testa verso Nando. Il barone fa segno di aver capito.
RICCIOTTI un nemico der papa e voi sapete che succede a chi lo nasconne j d asilo o peggio ancora chi cavarca le stesse idee alimentando lodio per papato. Ve lo ricordo io, ve lo ricordo sar squartato bruciato o se j dice bene dovr fa festa, se lo condanneno ar tajo de la testa. (Il delegato fa un cenno ai militari che si allontanano con lui dalla piazza)Annamo v!
BARONE (a Nando con sarcasmo) Immaggino che tu nun hai visto nessuno?
NANDO Io sor barone? (ironico)Se avessi visto na persona sospetta ve pare che nun lavrei denunciata subbito?
BARONE Me sa de no visto che quella persona la conosci bene. (silenzio di Nando)Stai zitto, eh? Fai bbene meijo tace che trovasse n mezzo a n vicoletto E che ce stavi a fa prima in chiesa?
NANDO Vedo che lhanno gi nformata Beh che ce se va a fa n chiesa? So annato a d du Avemarie e quattro Patri nostri.
BARONE Quattro saranno li tui, perch io de padre ce nho solo uno comunque hai fatto bene ann a preg, perch so sicuro che si mori in sto momento vai dritto dritto n Paradiso senza nemmeno passa per Purgatorio
NINETTA Mbeh pe vostra sfortuna er mi regazzo nun ci nessuna ntenzione de fa sto viaggetto che dite voi
NANDO Brava Ninetta.
BARONE (ridendo) Nun se sa mai stamo tutti in de le mani de Cristo Arrivederci sor conte me sa che ce rivedremo presto. (esce)
NINETTA (a Nando) Ma che vle er barone da te? E chi sta persona che dovresti conosce?
NANDO Niente Nine ma che dai retta ar barone?
Dalla chiesa esce Don Pagnotto e a passo svelto va verso Giovanni
DON PAGNOTTO Sia lodato ges Cristo
AGNESE Sempre sia lodato.
NINETTA Bona giornata Don Pagnotto
SOR GIOVANNI finarmente ogni tanto lo vedemo fora dalla canonica
NINETTA Iersera lavemo aspettato a la festa dellUrione
GHINGHETE Doveva fa da giudico pe risorve na questione tra Jacaccio e Augusto dellammazzatora
DON PAGNOTTO Io nun partecipo a le feste che nun so religgiose Schivo la violenza
STRAMBOTTO (a Nando) Chha detto?
NANDO Che la violenza je fa schifo
PACCHIOTTA E allora, ce doveva esse pe riporta allovile le pecorelle smarrite della casa del Signore
DON PAGNOTTO Fiolo caro te conviene parl dei fanti e lasci sta li santi se nun voi che nu furmine der Signore te corpisca l dove nun ce sbatte er sole
GRAMICETTA E indove nun ce sbatte?
DON PAGNOTTO In de le chiappe (guarda in cielo facendosi il segno della croce. Risate della gente che si allontana)Scusate ma quanno ce v ce v
NINETTA Ha bisogno de quarche cosa, padre?
DON PAGNOTTO Si fiola caraho finito lu vino pe la messa de domani pe la Festa della Madonna del Carmine dici che tu padre nun ce lavrebbe da dammene na fojetta?
AGNESE Certo che ce lho
SOR GIOVANNI Basta che me lo pagate!?
NINETTA Nun je date retta mi padre scherza sempre
AGNESE Annate pure je lo porto io stessa cos gi che ce so me confesso pure
DON PAGNOTTO Grazie fiola cara
AGNESE (baciandogli la mano) Grazie a dopo
DON PAGNOTTO Che Iddio te ne renda merito (rientra a passo svelto in chiesa)
AGNESE (a Giovanni) Certo te pe fa le figuracce sei fatto apposta.
SOR GIOVANNI E che ho detto de male? (abbracciandola)Annamo nun tarabbia
AGNESE E chi sarabbia ormai co te cio fatto labbitudine
SOR GIOVANNI Gnagnole (mentre esce con Agnese) Sbrigate a mette a posto li tavoli che c da cap le patate
GNAGNOLETTO (bofonchiando) Lo lo sa sapevo io! Quanno c de de lavora a chi to tocca? A Gnagnoletto se se capisce
NINETTA Nun te preoccupa Gnagnole ce penso io ( a Nando)Io vado in cucina tu che fai?
NANDO E che faccio sto qua e aspetto che finisci (Nina da un bacio a Nando e si avvia ad entrare allosteria)
NINETTA Ciao, e vedi de nun fa er provolone co lartre donne. (esce)
NANDO E tu nun lavora troppo che te po fa male (agli amici)A rega semo fregati!... Il barone Gaetani sa chi c nascosto n chiesa
PACCHIOTTA E chi je lha detto?
NANDO Nun lo so ma lho capito dalle domande che mha fatto! So sicuro ch annato a fasse fa er mandato de cattura pe entra n chiesa co le guardie
GHINGHETE E come famo a fallo usc? la piazza piena de gente
Entra in scena Ghetanaccio.
Ghetanaccio era chiamato cos per il suo aspetto trasandato, da accattone e per il suo atteggiamento sempre ribelle. Linguacciuto e caustico, piazzava il suo casotto dei burattini nelle varie piazze di Roma ed iniziava il suo spettacolo indirizzando i suoi frizzi e lazzi contro i potenti della citt. Conosciuto da tutti anche dalle forze dellordine che malvolentieri lo sopportavano, entrava ed usciva da galera sempre per lo stesso reato: vilipendio allautorit costituita.
GHETANACCIO (urlando la solita frase riconosciuta in tutta Roma) Ecchime rega so arrivato!
NANDO (agli amici) Ne parlamo dopo ma quarcosa bisogna nventasse.
STRAMBOTTO (gridando) Ommini arrivato Ghetanaccio
Tutti gli sono intorno per festeggiarlo con frasi a braccio.Anche Nina con i suoi genitori e Gnagnoletto come sentono Ghetanaccio, escono dallosteria per assistere alla sua rappresentazione. Nina si avvicina a Nando abbracciandolo.
NANDO Ghetana da molto che nun te se vedeva ndo se stato tutto sto tempo?
GHETANACCIO Fori Roma!
GHINGHETE Mhanno detto che sei annato a fa no spettacolo a la corte de Francia Lhai conosciuto Luiggi?
GHETANACCIO Luiggi!? Come no Eravamo tarmente amici che lo chiamavo Giggetto
PACCHIOTTA A si? E comera comera Luiggi?
GHETANACCIO Comera? Era grosso e fregnone Tale e quale a te! (risate dei presenti)
NINETTA E com la corte de Francia?
GHETANACCIO Ummida come la galera ndo so stato fino a ieri.
Risate. Tutti cantano e ballano unallegra canzone sui potenti e prepotenti mentre Ghetanaccio monta lo spettacolo dei pupazzi.
NANDO De che ce parli oggi?
NINETTA Facce lo spettacolo chai fatto da Luiggi!
GHINGHETE Vai Ghetana me metto io da piedi ar vicolo e se arivano le guardie tavverto.
GHETANACCIO Grazie amici. Per prima de cominci dovete da sap che larte nemica de li quadrini e a panza vota crepano pure li commedianti perci (si toglie il cappello) me raccomanno alla vostra generosit
Risate della gente. Tutti fanno unofferta
BURINO (mentre offre lobolo) A lu paese meo se dice che chi se raccomanda da lanima a lu diavolo.
GHETANACCIO A lu paese teo!? (prendendolo in giro)E qual lu paese teo?
BURINO Io songo della Sgurgola Marsicana
GHETANACCIO E nin ce potevi arimane a lu paese tuo? Saresti stato meijo tu (guarda tra le monete dentro il cappello)e pure io (riprendendo il dialogo con i presenti) Grazie romani pe la vostra bont (dal cappello oltre al denaro, trova anche un bottone)La generosit che mostrate ve fa grandi come grande stata la nostra citt ma anche fessi come fessi so li burini che ce vengheno ad abbit (si avvicina al burino)Ti aripijete sto bottone te potrebbero casc li carzoni. (risate della gente. Poi si rivolge alla piazza)Fedeli dilettissimi romani cittadini popolo scalognato. Perch ve sete arzati cos presto? Perch invece de sta spaparanzati a letto sete usciti de casa? Perch?
BURINO So cavoli nostri!
GHETANACCIO Risposta da burino! Te lho gi detto era meijo charimanevi a Sgurgola Ve lo dico io perch Perch sete na massa de poracci che deve anna a lavor pe rimedia n pezzo de pane
SOR GIOVANNI Ha parlato er fijo der papa
GHETANACCIO Ma a tutto c un rimedio
AGNESE Siii e qual sto rimedio miracoloso?
GHETANACCIO Abbasta sap d le bucie e te riempiono le saccocce de sordi.
NANDO A Ghetan se accus fusse saremmo tutti mijonari
NINETTA E poi hanno detto che chi dice le bucie va dritto allinferno e co tutte le scarpe
ASSUNTA E laggi brutto forte Ce fa n caldo!
GHETANACCIO Nun date retta cari concittadini romani linferno lhanno nventato pe li poracci come voi e poi le bucie bisogna sapelle di Come credete abbiano fatto li ricchi a fa li sordi? Co le bucie! Li ricchi prima de esse ricchi erano disgraziati come voijartri morti de fame poi per hanno mparato a d le bucie e se so aricchiti. (si mette velocemente dietro il casotto da burattinaio e da sotto esce un pupazzo vestito di tutto punto) Chi so?
PACCHIOTTA Luiggi de Francia!
GHETANACCIO Aoh ma tu ce lhai co Luiggi se po sape che tha fatto quer poraccio? (risate della gente) No io so n aristocratico un nobbile che petir a camp ve leva le mutanne senza toijeve li carzoni So n barone come uno de nostra conoscenza che fa er lacch der Vaticano. (risate della gente)
Gramicetta e er Manciola fanno per prendere il coltello poi desistono parlandosi in un orecchio. Alla fine Gramicetta esce di corsa.
GHETANACCIO So la bucia fatta persona e trovo sempre er modo e la maniera dintrufolamme ne la fantasia de quella gente che nun sincera Mi madre se chiama Ipocrisia spos lInganno e fa la fattucchiera la truffa pure na parente mia ma appena sbaija si nun ciai nessuno va a dorm n galera. Assieme a mi sorella Maldicenza frequento li salotti e sto benone perch ner gusto de la confidenza io tengo viva la conversazione. Me dicheno cattiva e velenosa ma la verit nun te fa fa li sordi a iosa So perfida lo so perch so ria indovinate un po io so?
TUTTI (urlando) BUCIA!
Come fosse un segnale, alla parola bucia, tutti cantano e ballano finch Dubbajocchi di guardia al vicolo, urla PIOVE!
GRAMICETTA (urlando) Ghetanaccio. Piove!
GHETANACCIO Grazie! Arriva lautorit costituita Costituita non dar popolo, ma da uno che a nome suo se crede sovrano. (In quattro e quattrotto si prende la sua roba e se la d a gambe tra le risate della gente) Se rivedemo (sta per uscire quando le guardie fanno irruzione nella piazza)
SERGENTE (ai suoi uomini) Eccolo prendetelo!
I soldati si gettano allinseguimento ma, nellattraversare la piazza, i popolani cercano di disturbare il passaggio della forza pubblica nella speranza che Ghetanaccio possa sfuggire alla cattura.
SERGENTE Lasciatece passa sinno arestamo pure a voi (escono di corsa)
GHINGHETE Annamo a vede se Ghetanaccio riesce a scappa
TUTTI Si annamo
STRAMBOTTO Annamoje a da na mano
La piazza si svuota. Rimangono soltanto i bravi di Jacaccio che nel frattempo si erano seduti al tavolo, sor Giovanni e la sora Agnese, Augusto dellammazzatora, anchesso seduto ad un tavolo intento a scolarsi una foijetta, poi c Nando con Ninetta e i suoi amici.
SOR GIOVANNI (prima di rientrare allosteria. Verso la figlia) Annamo Nine lo spettacolo finito
AGNESE E lassali perde
SOR GIOVANNI Lassali perde un corno! Io de quello nun me fido.
AGNESE Ma cammina (prendendolo sotto il braccio e tirandolo dentro losteria)Annamo e nun te fa trascina come n somaro Almeno lui sa legge te nimmanco er nome tuo riconosci (entrando con il marito e Gnagnoletto)
NANDO (nervosamente) Forza rega arrivato er momento de fa usc quella persona dalla chiesa.
NINETTA Allora ciaveva raggione er barone (Fuori di s e tenendo le mani sui fianchi)Chi sta persona?
NANDO (prendendole le mani) Nine te lo dico dopo
NINETTA No tu me lo dici adesso Di che persona parli?
NANDO Nun c tempo Fidate de me
PACCHIOTTA Nun te lo potemo d
NINETTA A no eh? Tanto ce lo so che voi je reggete er moccolo.
NANDO Ma quale moccolo (Guardandola negli occhi)Nina se tratta de vita o de morte
NINETTA(ridendo)Si buonanotte! Mo te metti a fa er conte Tacchia pure co me?
NANDO Senti Nine anchio te devo parla C na cosa che nun tho mai detto. ma mo lasciace anna ne parlamo dopo mo se sta a fa tardi
NINETTA Dopo?!... Dopo quanno? No tu me lo dici adesso senno me ne vado e nun me vedi pi
NANDO Ma
NINETTA Gnente ma Ce lo so che nascondi n artra donna
NANDO (tenta di interromperla) Ma quale artra
NINETTA (entrando in battuta) Si cos! Tu ciai n artra donna Adesso capisco tutti sti sotterfugi Ma mo me dici la verit e senza nasconneme gnente
NANDO (otturandole la bocca con la mano) Zitta pe carit parla piano Voi la verit? E vabbe ma prima me devi giur che quello che te sto pe di nun lo dici a nessuno nemmeno a tu padre e tu madre
NINETTA Vabbe te lo giuro Basta che nun me dici bucie
NANDO Nessuna bucia te dir la verit.(Agli amici)Intanto voi annate in chiesa e diteje de tenesse pronta (Ghinghete e Pacchiotta si allontanano ed entrano in chiesa)
NINETTA De tenesse pronta?! Hai visto? Allora vero che ciai n amante
NANDO Ma quale amante Intendevo di la persona che se deve tene pronta no na donna. Nine nella chiesa c
NINETTA C?
NANDO Io te lo dico ma tu ricordete chhai giurato eh?
NINETTA (Con le mani sui fianchi. Ripete minacciosa) C?
NANDO Mi fratello de latte
Nando non fa in tempo a dirlo che un altro sonoro ceffone si abbatte sulla sua faccia poi gli gira le spalle ed esce seguita da Nando.
NANDO Aiho!
NINETTA (seguitando a camminare verso lentrata dellosteria) Mo pure er fratello de latte.
NANDO Ma ndo cori avevi giurato Aspetta Nine!
NINETTA Gnente Ninetta Ninetta morta nartra vorta (esce cantando)Fior de patata meijo assai de beve la cicuta che prenne na minestra riscaldata
NANDO Aspetta parlamo! (Nando e Ninetta entrano nellosteria)
Pacchiotta esce di scena entrando in chiesa. Entra in scena Jacaccio e va a sedersi al tavolo dei suoi tirapiedi Manciola e Gramicetta.
JACACCIO Ce semo arrivato er momento che co na fava pijamo du piccioni
MANCIOLA Che dovemo fa?
JACACCIO (prende dalla tasca un coltello a serramanico) Sapete de che d questo? E er cortello der conte Tacchia
GRAMICETTA E chi te lha dato?
JACACCIO Lha rubbato Flora a Nando iersera a Campo Vaccino
GRAMICETTA (ridendo) Ammazza che donna!
JACACCIO E mo guardate n po l chi c? (i due bravi si voltano dove seduto Augusto)
MANCIOLA Augusto dellAmmazzatora!
JACACCIO Appunto E arivato er momento de lava li panni sporchi ma stavorta nun li lavamo n famija er barone cia dato carta bianca
GRAMICETTA Era ora!
JACACCIO Ve lo ricordate er piano?
MANCIOLA Certo!
GRAMICETTA Nun vedevo lora! Semo co te!!
JACACCIO Allora annamo ar tavolo de Augusto (a Gramicetta)Pija le du foijette de vino e seguece
Jacaccio con i suoi due tirapiedi, va al tavolo di Augusto dellammazzatora che tutto concentrato a bere una foijetta.
JACACCIO (sorridendo cortese) Onore al re dellUrione!
AUGUSTO (alzando lo sguardo) Come mai sei cos gentile stamatina?
JACACCIO Io e lamichi mia avemo visto cheri solo ar tavolo e ce semo detti perch nun annamo a renne onore ar vincitore de la Festa de la Fiumarola? E allora eccoce qua.
AUGUSTO Grazie
JACACCIO Te potemo fa compagnia?
AUGUSTO (facendo cenno di sedersi) Accommodateve (Si siedono allo stesso tavolo)
JACACCIO Ieri sei stato bravo Nun da tutti batte Jacaccio
AUGUSTO Nun stato difficile Sei tu che te credi de esse troppo forte
MANCIOLA (Mette la mano sul coltello. Minaccioso) Che vi di?
JACACCIO Stai carmo! (ad Augusto)Scusalo sa ma er Manciola pija subbito daceto (a Manciola)Augusto nun voleva mica manca de rispetto Vero?
AUGUSTO Insomma se po sape che volete?
JACACCIO Gnente te lho detto! Visto cheri solo avemo deciso de nvitatte a fasse n giro de passatella
AUGUSTO Me dispiace ma nun cio voija
JACACCIO (sorridendo) E no nun poi di nun cio voija Er Re nun po tratta male i suoi sudditi (ridendo agli amici)Vero rega? (ridono acconsentendo)Visto nun li poi delude; famo na cosa invece de fa la conta li regnanti li facciamo noi (prende il coltello e lo pianta sul tavolo)Io so er Padrone e er Manciola er Sotto.
AUGUSTO (Si alza in piedi di scatto e prende il coltello. Poi guardando minaccioso Jacaccio, lo pianta affianco allaltro coltello) Credi de famme paura?
JACACCIO (sorridendo) Meijo cos (sedendosi)Metteteve asede... Er primo giro se sa .spetta ar Padrone (si versa il vino lentamente e beve) Aaaah E propio bbono!
MANCIOLA Er secondo spetta pe legge ar Sotto! (si versa il vino e beve)Aaaah sta bevuta ce voleva propio
JACACCIO (versando un altro bicchiere) E mo a chi lo damo sto bicchiere de vino?
MANCIOLA Io direi de dallo (sarcastico)al re de Trastevere
JACACCIO Io dico de no! Il re n farzo re! Si nun era per Conte Tacchia che mha dato na spinta avrei vinto pure questanno.
Augusto si alza di scatto dalla sedia, sta per afferrare il coltello piantato sul tavolo ma viene bloccato dal Manciola e Gramicetta.
JACACCIO Guarda guardache volevi fa?Me volevispanza? (agli amici)Avete visto tutti? Sete testimoni che Augusto dellammazzatora mha minacciato
GRAMICETTA (a Jacaccio) Vado da piedi ar vicolo a vede se arriva quarcuno.
AUGUSTO Ve ce sapete mette in tre co n omo solo eh?
JACACCIO (prende il coltello di Nando e si mette minaccioso davanti ad Augusto) Ricordete che stai a parla co Jacaccio e io nun cio bisogno de nessuno Purtroppo mo c n probblema
AUGUSTO Che probblema?
JACACCIO Nun cio tempo da perde!
Jacaccio gli pianta il coltello nello stomaco. Augusto colpito a morte, tenta di sfilarsi il coltello ma cade pesantemente sulla sedia e muore cadendo con la faccia riversa sul tavolo.
JACACCIO Via rega squaijamosela prima che arivino le guardie! (escono velocemente)
NANDO (entrando) Ammazza quanto capocciona Ma dico io pe na vorta che je dico la verit perch nun medeve da crede? (vede Augusto con la testa reclinata sul tavolo gli si avvicina e si siede accanto) Certo Augu che le donne so proprio strane Quanno je dici le bucie te credono poi na vorta che je dici laverit (le parole gli restano sospese in aria mentre preoccupato guarda luomo con la testa reclinata sul tavolo)Augusto Augusto che fai dormi? (guarda le foijette di vino sul tavolo) Pe forza guarda quante foijette de vino te sei scolato
Dalla chiesa fa capolino Pacchiotta. Si guarda intornovede Nando e lo chiama
PACCHIOTTA (sottovoce) Nando Nando
NANDO (va velocemente verso lamico) Ah. sei tu!
PACCHIOTTA C nessuno n piazza?
NANDO No c solo Augusto ma mbriaco come n caratello
PACCHIOTTA (chiamando allinterno della chiesa) Forza rega er momento(insieme al Pacchiotta escono dalla chiesa Ghinghete e lo strano personaggio scappato dal Castello avvolto in un grande mantello nero. Come Nando vede luomo, gli si avvicina e lo abbraccia con trasporto)
NANDO Sono felice di rivederti finalmente libero
FRANGIPANE Grazie senza di te non sarei mai riuscito a fuggire dal Castello
NANDO Non stato difficile Si paghi bene ciai tutte le porte aperte e poi sei sempre mi fratello anche se de latte Faccio pe te quello che tu faresti pe me (si abbracciano nuovamente)Hai deciso dove andrai?
FRANGIPANE Si vado a raggiungere gli altri bonapartisti a Forl ed insieme a Luigi Napoleone organizzeremo una resistenza contro gli austriaci..
GHINGHETE Conte Frangipane andiamose sta facendo tardi er cavallo che ho legato alla Quercia der Tasso speriamo che nun se lo so fregato.
NANDO (abbracciandolo) Stai attento a che non ti accada gnente Adesso andate nun c tempo da perde (al conte Frangipane) Fammi sapere tue notizie
FRANGIPANE Certo al pi presto!
NANDO Via via annate via prima che arivino le guardie. (escono di corsa)Meno male e cos er sor barone se la pija n saccoccia (Nando si avvicina ad Augusto e si siede nuovamente accanto a lui)Augu me raccomando se te dovessero chiede se hai visto quarcuno usc dalla chiesa dije de no Questo me lo devi Se sei diventato re dellUrione pe merito mio perch a Jacaccio la spinta je lho data pedavero (lo guarda incuriosito per quel silenzio)Augusto perch nun me risponni? Che te senti male? (scuotendolo) Augusto (il poveruomo scivola lentamente a terra mentre Nando spaventato, fa un salto dalla sedia)Porca zozza ecco perch nun parlava, lhannoammazzato! (gli si avvicina lentamente riconoscendo il suo coltello) Ma questo er cortello che me so perso iersera a Campo Vaccino. (gli sfila il coltello dal petto proprio mentre Ninetta esce dallosteria)
NINETTA (Vede Nando con il coltello in mano urla spaventata) Nando che hai fatto!!!
NANDO Nine guarda che nun ho fatto gnente nun so stato io.
Entrano le guardie con il delegato Ricciotti, il barone Gaetani e i suoi .
JACACCIO Eccolo stato lui a ammazza Augusto Lho visto co locchi mia mentre lo spanzava
RICCIOTTI Arrestatelo.!
NANDO Nun so stato io! (fugge inseguito dalle guardie)
RICCIOTTI Gli altri vengano con me in chiesa! (entrano in chiesa di corsa)
Ninetta rimane pietrificata in piedi davanti al corpo senza vita di Augusto. Entrano Giovanni e Agnese. La madre si avvicina alla figlia e la abbraccia piangendo. Si chiude il sipario del secondo atto.
FINE DEL SECONDO ATTO
TERZO ATTO
Il sipario si alza sulla piazza. Allosteria ci sono soltanto Gnagnoletto che sta pulendo i tavoli con uno strofinaccio e Strambotto con la sua inseparabile chitarra che accenna uno stornello
STRAMBOTTO (canta) Fior de migragna vie a vede le bellezze de mi nonna ha du parmi de pellaccia sotto ar gozzo e er naso in ner parla povera donna je fa conversazione cor barbozzo
Entrano Er Ghinghete e Pacchiotta e si siedono al tavolo.
GNAGNOLETTO Cooominciamo a bo a bonora a lu lustra li serci de la piiiazza?
PACCHIOTTA Gnagnole lassa perde oggi nun giornata
GNAGNOLETTO Aoh! Si ve do iiimpiccio me me ne posso puuure anna
GHINGHETE Scusa ma stamattina semo n po nervosi S vista Nunziata?
STRAMBOTTO Ancora no!
GHINGHETE Grazie!
GNAGNOLETTO Prego! (allontanandosi dal tavolo)Co quuuelle facce a pe a pennolone me state a meeeette n allegria (continua a pulire i tavoli mentre Strambotto riprende a stornellare)
STRAMBOTTO Fior de mentuccia si cerchi na forca che tempicca nun te sposa na pora scorfanella procura armeno de trovalla ricca
SOR GIOVANNI (uscendo dallosteria con una scopa in mano) A Gnagnole lavoramo damose da fa!
GNAGNOLETTO Peeeerch che che sto a fa?
SOR GIOVANNI Stai a sent cant quello scanfafatiche de Strambotto e quanno uno canta se sa che lartro nun lavora
GNAGNOLETTO Nooi inveeece amio fatto na coppia inseparabbile lui canta e io lavoro.
SOR GIOVANNI Bravo mo imparate a fanne tre (gli da la scopa)Da pure na scopata pe terra prima charivino li clienti (vede Pacchiotta e Ghinghete seduti)Anzi gi so arivati Va a vede che vonno
GNAGNOLETTO Ma mo le coooose so quattro!
SOR GIOVANNI Meijo vord che c da lavora. Chi bene sementa bene ariccoije dice er proverbio (rientrando nellosteria)Damose da fa Gnagnole damose da fa!
GNAGNOLETTO (spazzando in terra) Diiice damose daaa fa lui Ma chiii la lavora poi sempre er sotto er sotto insooomma io!
SOR GIOVANNI Te e perch io dalla matina a sera che sto a fa? A Gnagnol mettetelo in testa, stabbilito prima C chi nasce pe lavor e chi pe nun fa niente (canta C chi lavora e c chi nun fa gnente)
20 SEMPRE UGUALE
GHINGHETE Prima de nasce da che monno monno
Doppo ev fatto un largo girotondo
Er Padreterno sceje e dice chiaro
Chi fa er padrone e chi far er somaro.
Sta cosa nun lapprovo ma a che vale?
Che tanto mai nun cambia, sempre tutto uguale.
PACCHIOTTA Mio caro amico, tra tutta la gente
C chi lavora tanto e chi n fa niente
Purtroppo questa la legge der Menga
Che dice chi lha preso se lo tenga.
Sta cosa nun lapprovo ma a che vale?
Che tanto mai nun cambia, sempre tutto uguale.
STRAMBOTTO Na vorta se diceva cos, no, nun po dur
Sto mondo ingiusto un giorno cambier
Ma adesso ciai sortanto la speranza
De tir avanti pe riemp la panza.
Oggi stai ganzo solo bene o male
Se te fai prete oppure cardinale.
Sta cosa nun lapprovo ma a che vale?
Che tanto mai nun cambia, sempre tutto uguale.
GHINGHETE C chi nasce gnudo e chi co la camicia
Chi destinato a fa na vita grigia;
er Papa a noi ce dice che chi soffre un d
star beato pre letrnit.
A noi per sta cosa nun ce cale
Perch qui sulla terra sempre tutto uguale
A TRE Morale Gnagnol nun to scord
Pe av n pezzo de pane, te tocca lavor!
Fine canzone. Entra Nunziata e si siede al tavolo con i due amici.
GHINGHETE Allora?
NUNZIATA Gnente Flora nu lha visto
PACCHIOTTA Ma indove se po esse nascosto? Avemo guardato dapertutto pure sotto li ponti der Tevere Gnente!
NUNZIATA Roma grande ce so mille posti pe nasconnese vedrai che prima o poi se far vivo lui E poi lo conoscemo tutti come fatto, no?
PACCHIOTTA Speramo!
NUNZIATA Vedrai che cio raggione Nun me meravijerei se mo me lo vedessi davanti.
GHINGHETE Insomma chha detto Flora disposta a testimonia a favore de Nando?
NUNZIATA No! Ha paura che se vie fori la faccenda der cortello Jacaccio jela farebbe paga
GHINGHETE Anche se ierisera lha lasciata pe n artra sciacquetta?
NUNZIATA Si Flora vorrebbe vendicassema cia paura
Entra in scena, uscendo dalla chiesa il parroco urlando.
DON PAGNOTTO Sagrileggio sagrileggio
Affranto si siede sulla sedia circondato prima dagli amici poi da Giovanni, da sora Agnese e da Ninetta che escono di corsa dallosteria alle prime grida. A poco a poco la piazza torna ad animarsi di gente e tutti si mettono intorno al prete a voler sapere ad informarsi
AGNESE Nu je state tuttintorno lasciatelo parla don Pagnotto ch successo?
NINETTA Don Pagnotto hanno per caso ammazzato quarcuno?
DON PAGNOTTO Peggio fioli miei peggio! Hanno arubbato il saio del Beato fra Giulivo (tutti gli uomini a braccio commentano fregandosene, girando le spalle e fare capanello tra di loro E chi se ne frega S vabbe)
PACCHIOTTA E io che sa che me credevo!
DON PAGNOTTO Come sarebbe a di?! Era na reliquia miracolosa bastava unofferta e quella faceva er mestiere suo...
NINETTA E come lhanno arubbato sti miscredenti?
DON PAGNOTTO (agitato e piagnucolante) Hanno rotto la teca e lhanno arubbato Ma mica sortanto il saio?
AGNESE A no? E che artro?
DON PAGNOTTO Se so rubbati pure la mantella mia da prete. Lavevo lasciata dentro er confessionale della cappella dei Conti Frangipane stamattina so annato pe prendela e nun lho pi ritrovata poi ho arzato locchi e (alza gli occhi al cielo)
TUTTI (curiosi guardano in alto dove guarda lui) E?
DON PAGNOTTO Ma n do guardate, la teca rotta mica stava l (piagnucolante)hanno rubato er saio de fra Giulivo!
NUNZIATA Poraccio!
DON PAGNOTTO Grazie fiola!
NINETTA Nun ce lavevo co voima cor poro Beato che m ciavr freddo!
SOR GIOVANNI Nun ve preoccupate don Pagnotto certe zappate Dio nun le perdona
AGNESE Si ma ntanto semo rimasti senza er saio miracoloso
STRAMBOTTO (ironico) E robba che na vorta nvece de mettece lobbolo m abbastato segnamme (fa il segno della croce)pe ave na grazia
NINETTA E bravo cos avresti pure scroccato n miracolo?!
SOR GIOVANNI Se vede che quer giorno ar Beato fra Giulivo i sordi nun je servivano (risate dei presenti)
AGNESE La volete fa finita?... E te Nin me fa specie de tevaje a pij un bicchiere de vino. (Ninetta esce)
DON PAGNOTTO Oggi la festa della Madonna del Carmine durante la procissione pregheremo la Nostra Signora che faccia ravvede il ladro Anche lui un su fiolo
SOR GIOVANNI Solo che noi nun semo ladri.
PACCHIOTTA Noi no, ma se tu seguiti a mette lacqua ner vino!?!
NINETTA (entra di nuovo in scena portando una fojetta di vino e un bicchiere) Bevete don Pagnotto beveteRipijateve!
SOR GIOVANNI (sottovoce a Nina) Nun era sufficiente n bicchiere? Addirittura tutta na foijetta?
AGNESE (guardando il marito) E statte zitto
DON PAGNOTTO (prendendo il bicchiere di vino offerto da Ninetta) Grazie (beve tutto di un fiato)
GHINGHETE A la faccia!
DON PAGNOTTO (ad Agnese) E tutto aggratise vero?
AGNESE Certo don Pagnotto certo
DON PAGNOTTO Allora me bevo n artro bicchiere Lo spavento stato forte
NINETTA (versa altro vino a Don Pagnotto) Bevete pure questo e ve passa la paura.
AGNESE Brava Ninetta! Bevete bevete
SOR GIOVANNI A bevete! (sguardo fulminante della moglie)Bevete Don Pagnotto bevete!
AGNESE Ambeh! (Nina riempie di nuovo il bicchiere. Pacchiotta, prima che don Pagnotto se lo scoli di nuovo gli toglie il bicchiere dalle mani)
PACCHIOTTA (beve tutto di un fiato) Grazie lo spavento stato forte pure pe me!
AGNESE (togliendo dalle mani di Ninetta la fojetta) Damme qua! Tu sei troppo bona e Pacchiotta nun centra gnente (risate della gente)
PACCHIOTTA Come nun centro? Stamattina volevo anna n chiesa pe chiede n miracolo a fra Giulivo e mo ch hanno arubbato la sacra reliquia come ce so rimasto maaale pure io me dovr riprenne, no?!
STRAMBOTTO E perch io che te volevo accompagn nun ce so rimasto male?! (risate della gente)Ce sta un sorso pure pe me, sora Agn?
SOR GIOVANNI Metti gi quelle manacce quanno c da scrocca n bicchier de vino voi sete sempre li primi
STRAMBOTTO Emb sor Giov che d a Roma se dice che er vino fa lomo scrocco
21 ER VINO FA LOMO SCROCCO
STRAMBOTTO Er vino a scrocco er mejo che ce sta
Perch se beve senza mai pag
Me piace a garganella o succhiallo dalla fiasca
Specie bevello senza sordi in tasca.
GHINGHETE (parlato) Ciai ragione Stramb
(canta) Er vino bianco asciutto o tonnarello
Taggiusta panza, stommico e cervello,
si poi lo bevi rosso, fino a sentitte sbronzo,
sei proprio er mejo fico der bigonzo.
STRAMBOTTO Scrocca te che scrocco io
Scrocca, scrocca amico mio
Anche un goccio che te frega,
limportante che n se sprega.
GHINGHETE Forza amichi, forza belli
Questo er vino dei castelli
A scrocc che male c
Se poi ar dunque paghi te.
TUTTI Scrocca te che scrocco io
Scrocca, scrocca amico mio
Anche un goccio che te frega,
limportante che n se sprega.
Forza amici, forza belli
Questo er vino dei castelli
A scrocc che male c
Se poi ar dunque paghi te.
DON PAGNOTTO Se poi lu Padreterno tu vi vede
E cor vin Santo vi trov la fede
Ne la tinozza piena ci affonni tutto er viso
Cos vai dritto in Paradiso.
TUTTI Scrocca te che scrocco io
Scrocca, scrocca amico mio
Anche un goccio che te frega,
limportante che n se sprega.
Forza amichi, forza belli
Questo er vino dei castelli
A scrocc che male c
Se poi ar dunque paghi te.
STRAMBOTTO Io lo bevi e paghi te
PACCHIOTTA Tu sei scemo, ma de che (rivolto a Don Pagnotto)
Lui ha scroccato pure quello de noi tre.
STRAMBOTTO Paghi te
PACCHIOTTA No, paghi te
DON PAGNOTTO fussi matto
GHINGHETE allora emb
TUTTI E 4 mo scroccamo tutti, tanto poi che male c
Fine canto
Durante la canzone che tutta la piazza canta, Agnese con la foijetta di vino in mano, viene messa in mezzo dai presenti che cantando, tentano di scroccargliela. Interviene Giovanni che se la nasconde dietro la schiena. Anche Gnagnoletto cerca di aiutare il sor Giovanni a nascondere il vino scroccarello. E cos tra un passaggio di foijetta ed un altro finisce la canzone.
SOR GIOVANNI Pe voi nun ce sar male ma io che ce guadambio?
DON PAGNOTTO Tu ce guadambi lu Paradiso, fijolo.
TERESA A Don Pagn se cus fusse, voi ste er primo annacce.
DON PAGNOTTO Fioli cari nun per caso che me state a coijon, no?
GHINGHETE No Don Pagnotto nun sia mai Anzi sai che famo? Annamo tutti quanti n questura a denuncia er furto sagrilego
STRAMBOTTO E vero annamo rega! Lo devono pija quer ladro fijo de na reliquia
DON PAGNOTTO (alzandosi dalla sedia) Lo vedete che me state a coijona?
STRAMBOTTO Ma no che dite piavve n giro come da na cortellata a na pora vecchierella vero rega? (tutti annuiscono ridendo Aoh!Che scherzi! Freghete!)E poi oggi la festa della Madonna della fiumara nun me permetterei mai (risate della gente)Annamo a fa sta denuncia! (lo prendono sottobraccio sollevandolo dalla sedia. Don Pagnotto comincia a scalciare con i piedi in aria)
DON PAGNOTTO Boni boni co ste mani mo nun se po (viene poggiato in terra)
GHINGHETE E perch nun se po?
DON PAGNOTTO Perch tra n po arrivano le barche de li pescatori che portano er santo volto della Madonna del Carmine Se me volete accompagna annamo tutti ar fiume e poi n processione, n chiesa a chiede il perdono e riconsacra cos sta piazza, dopo lassassinio der povero Augusto de lAmmazzatora
NINETTA Giusto annate incontro a la Madonna
PACCHIOTTA Brava Ninetta annate tutti ar fiume
SOR GIOVANNI Ecco annate e quanno tornate tutti a pranzo allOsteria dellOrso
DON PAGNOTTO (mettendosi davanti alla gente) Seguite tutti me
Tutti dietro a Don Pagnotto fanno finta di avviarsi in fila in processione, tutti iniziano a cantare le prime frasi del brano dapertura allOsteria dellOrso.
STRAMBOTTO AllOsteria dellOrso esse astemi nun se po
TUTTI Che se ne bevi un sorso poi ne chiedi un altro po
DON PAGNOTTO Ho detto preghemo no, bevemo metteteme gi cammino da solo metteteme gi
Lo mettono gi. Don Pagnotto si avvia in chiesa seguito dagli altri.
AGNESE Beh lo spettacolo finito arinnamo a lavora
GIOVANNI Annamo va che tra n po arrivano laffamati
Agnese e Giovanni rientrano nellosteria scambiandosi un paio di battute, mentre er Ghinghete, Nunziata e Pacchiotta si siedono nuovamente al tavolo, Nina si avvicina a loro.
NINETTA (a Nunziata) Allora s visto?
NUNZIATA No Ghinghete e Pacchiotta hanno girato tutta Roma gnente Nando sembra sparito
GHINGHETE Me dispiace Nine lavemo cercato dapertutto
NINETTA (sedendosi affranta) Voi due meijo che ve state zitti Se Nando n mezzo a limpicci anche pe corpa vostra che javete sempre tenuto spago
GHINGHETE Nostra!?
PACCHIOTTA E m che centramo noi!?
NINETTA Si voi! (piangendo)Io nun credevo che potesse commette n omicidio Ammazza Augusto poi Mi padre nun fa artro che ripeteme Te lavevo detto io Te lavevo detto io
NUNZIATA Nine guarda che te sbaj A ammazza Augusto nun po esse stato lui
NINETTA (sempre piangendo) Stava cor cortello suo n mano lho visto co stocchi.
GHINGHETE Appunto pe questo! Credeme nun po esse stato lui dal momento (titubante)che (tace)
NINETTA Dal momento che? Diteme quello che sapete nun ve fate tira fori le parole co le pinze ve prego. (in modo alterato)Si nun stato lui chi stato allora?
NUNZIATA Nine c na cosa che nun sai
NINETTA Nartra!? Prima er fratello de latte mo che questaltra cosa che nun so?
PACCHIOTTA Lartra sera (titubante)Flora
NINETTA Mo che centra Flora?
GHINGHETE Centra centra Lartra sera dopo la festa dellUrione semo annati a Campo Vaccino
NINETTA Semo annati chi?... (esce Giovanni dallosteria chiamando la figlia)
SOR GIOVANNI (entrando in battuta) Nina annamo n po?! C da da na mano a tu madre n cucina
NINETTA (tidubante si alza dalla sedia) Arrivo
SOR GIOVANNI Forza volemo ann?
NINETTA Voi nun moveteve da qui dopo sta cosa me la dovete raccont Torno subbito (esce)
PACCHIOTTA Quando Nina vie a sape che Flora stata a Campo Vaccino cor conte Tacchia nun vorei esse nei panni de Nando!
Entra dal vicolo Nando vestito da frate. Come vede gli amici seduti al tavolo si mette il cappuccio in testa e si avvicina a loro a mani giunte.
NANDO (contrito) Sia lodato Ges Cristo!
GHINGHETE (svogliatamente) Vabbe Sempre sia lodato!
NANDO (mettendo le mani giunte) Orate frates!
PACCHIOTTA Le orate nun me piacciono preferisco la trippa e li carciofi alla giudia
NANDO Che hai capito fijolo orate frates vorebbe di Pregate fratelli
NUNZIATA (tra s ad alta voce) Ce vorebbe propio na preghiera pe sarva chi dico io!
NANDO E allora famela (a Pacchiotta)Pregamo pe lui e pe li morti tua
GHINGHETE Come sarebbe a di?
NANDO Hai raggione scusa te sei offeso Dichi A lui si e a me no? Allora famo na cosa Pregamo pe li morti sua (indica Pacchiotta)e de tu nonno (indica Ghinghete)
PACCHIOTTA Si n cariola
NANDO Na preghiera pe chi soffre nun ve po fa male
GHINGHETE Scusate fratello ma stamattina nun cio proprio voja
PACCHIOTTA Ciavemo certi cacchi pe la testa
NANDO Ve capisco fioli carisapessi quanti ce nho io! Ad esempio come frate questuante e da stamattina che sto incerca nvece gnente me devo rimette ne le mani de Maria!
NUNZIATA Ma che state a cerca?
NANDO Maria pe Roma! (gli amici si guardano stupiti)Volevo di che sto a cerca n po de baiocchi pe li poverelli der convento de li Carmelitani Scalzi
NUNZIATA (stupita) Pe i Carmelitani?
NANDO Scalzi pensa come semo combinati
PACCHIOTTA Vabbe (prende una moneta dalla tasca)Ecco qua er mio obolo fratello.
NANDO Grazie! (a Ghinghete)E tu nun dai gnente pe i bambini scarzi e affamati
GHINGHETE Mo n abbastaveno li Carmelitani, pure li bambini so scarzi vabb va! (prende anche lui una moneta dalla tasca)Ecco qua fratello mo lasciace soli
NANDO Grazie fratello saluteme a tu sorella!
GHINGHETE (alzandosi dalla sedia e spostandogli il cappuccio) Ma chi cacchio Nando! (sta per abbracciarlo)
NANDO (rimettendosi il cappuccio) Sta bono aoh me voi fa riconosce?
NUNZIATA (agli amici) Che vavevo detto che ce sarebbe apparso davanti come pe miracolo? (guardandolo)Che te sei fatto frate?
NANDO Ma quale frate!
GHINGHETE (stupito) Ma questo er sacro saio der Beato fra Giulivo!
PACCHIOTTA Sei stato tu a rubballo allora!
NANDO Lho solo preso n prestito (si siede affranto)Rega me dovete aiuta nun so stato io a ammazza Augusto
NUNZIATA Lo sapemo!
NANDO Lo sapete?!
GHINGHETE Si Me dispiace dittelo ma thanno messo n mezzo!
NUNZIATA Er cortello che pensavi dave perso a Campo Vaccino pe la verit nun lavevi perso
NANDO (meravigliato) A no?
PACCHIOTTA No Te lha fregato Flora
NANDO Flora!? E perch?
NUNZIATA Perch lha costretta Jacaccio E dopo che te lha preso lha consegnato a lui e ai suoi amici
NANDO (basito) Ma allora stato Jacaccio a ammazza Augusto
GHINGHETE Bravoce sei arivato!
NANDO Allora facile scaggionamme abbasta che Flora dice la verit... e semo a cavallo
GHINGHETE Si de n asino
NUNZIATA Flora nun far mai la spia cia paura
NANDO Lasciatemece parla a me a n frate nun potra di de no
PACCHIOTTA Come a n frate?
NANDO (alzandosi nuovamente il cappuccio e mettendosi a mani giunte) A me! Perch nun so n frate? Mo annate via meno ce vedono n sieme e meijo
NUNZIATA A raggione annamo via Tra n po arriva la processione della Madonna
PACCHIOTTA Beh se proprio na processione de la Madonna nun lo so ma tra n po c la festa della Nostra Signora de la Fiumarae la piazza se riempe de gente
NANDO A Pacchio tho lasciato mbecille... e te ritrovo cretino!
GHINGHETE Noi ntanto annamo a chiama Flora
NANDO Ecco bravi Annate!
PACCHIOTTA E no io da qua nun me ne vado
NANDO E perch?
PACCHIOTTA Prima aridamme i sordi che mhai fregato
NANDO E no nun se pomica fiolo caro... ormai lelemosina lhai fatta Nun vorrai anna allinferno Su annate! (escono. Nando rimane solo in piazza. Parla da solo)Lunica speranza che cio quella de convince Flora a di la verit e se nun ce riesce er conte Tacchia ce riuscir fra Giulivo
NINETTA (dalla soglia dellOsteria) Ce penso io ma i tavoli lapparecchio io (Nando si nasconde dietro alla botte allentrata dellOsteria. Nina si gira ed ha in mano alcune tovaglie. Si guarda intorno)Ma dove so andati? Pe fortuna javevo detto daspettamme (mette la tovaglia su di un tavolo)speriamo che so andati a cerca Nando (pensa ad alta voce)Nando dove sei amore mio Se mo te vedessi arriva in sto momento
22 SENZA TE
NANDO Senza te,
me sento come un vto dentro lanima
Senza te,
nun ci nessuna cosa da sogn.
Senza te,
nun cha pi senso niente, manco vivere
Senza te,
me sembra brutta pure sta citt, senza de te,
ma adesso abbracciame; no, nun trem
pi forte strigneme, amore mio.
Io tamer tutta la vita
perch nun posso stare senza te.
NINETTA Io con te,
me sembra de volare co le rondini.
Io con te,
nun smetto ogni momento de sogn.
Strigneme
famme sent pi donna, amore strigneme,
E vorrei
che sto momento nun finisse mai, vicino a te
me sento er cre che me sta a scoppi,
ma adesso abbracciame
no, nun parl
io tamer tutta la vita
perch nun posso stare senza te
NANDO Io con te,
con te che me sei entrata dentro lanima.
NINETTA Io con te,
nun posso chiede artro pe camp.
I DUE Io e te,
staremo uniti amore pe leternit.
Io e te,
che me regali sta felicit.
Ma adesso strigheme,
non me lasci
pi forte strigneme, no nun parl
io tamer tutta la vita,
perch io questa vita,
nun la potr mai vive senza te. (fine canto)
NANDO (entrando in scena durante la ripresa dorchestra) Ninetta!
NINETTA (voltandosi vede il frate) Buon giorno padre!
NANDO (si toglie il cappuccio) Nun so tu padre so Nando nun me riconosci?
Ninetta gli corre incontro e lo abbraccia.
NINETTA Nando!
NANDO Senza te,
me sento come un vto dentro lanima
Senza te,
nun ci nessuna cosa da sogn.
Senza te,
nun cha pi senso niente, manco vivere
Senza te,
me sembra brutta pure sta citt, senza de te,
ma adesso abbracciame; no, nun trem
pi forte strigneme, amore mio.
Io tamer tutta la vita
perch nun posso stare senza te.
Alla fine della canzone i due giovani si abbracciano di nuovo ma quando si staccano Nina da un ceffone a Nando dandogli poi le spalle.
NANDO Aioh! E mo che tha preso?
NINETTA Che mha preso!? Prima ammazzi na persona scappi inseguito da le guardie poi te ripresenti a me e come se gnente fosse te dovrei riceve a braccia aperte? E no eh no schiaffone er minimo che te meriti
NANDO (toccandosi la guancia) Mhai fatto male!
NINETTA Perch tu mhai fatto bene? Dove sei stato? Tutti te stanno a cerca
NANDO Pure le guardie ce lo so! Ma nun so stato io a ammazza Augusto
NINETTA E allora chi stato? Io tho visto cor cortello tuo n mano
NANDO Nine te devo di na cosa (toccandosi la guancia)Ma nun tarabbia, eh?
NINETTA Se me dici la verit nun marabbio!
NANDO La sera dopo la festa dello Urione... te ricordi che dovevamo anna co tutti gli amici a Monti?
NINETTA Embeh?
NANDO Te ricordi che tho detto? Annamo nsieme Nine Tu nvece nun sei voluta veni
NINETTA E certo dovevo aiuta mi madre a puli la cucina
NANDO E allora corpa tua se me trovo n mezzo allimpicci perch se ceri tu io a Campo Vaccino (titubante) co Flora nun ce sarei annato Ecco mo te lho detto!
NINETTA (minacciosa con le mani sui fianchi) Indove sei stato tu?
NANDO Bona aoh! Ricordate che cio er saio del Beato fra Giulivo Si meni a me meni pure a lui!
NINETTA Pure er saio di San Giulivo hai rubato Oltre a assassino pure ladro E che ce sei annato a fa a Campo Vaccino co Flora?
NANDO Io te lo dico per ce devi crede Ce so annato pe fa compagnia a Ghinghete e Nunziata (tentando di rabbonirla)A proposito lo sai che se so messi nsieme?
NINETTA (avanzando minacciosa verso Nando che indietreggia) Che ce sei annato a fa a Campo Vaccino co Flora?
NANDO E vabbe te lo dico Flora mha chiesto de vede la stella pi brillante del cielo e l quanno buio le stelle se vedono meijo!
NINETTA Mo te le faccio vede io le stelle!
NANDO (fuggendo dietro un tavolo) Questa lho gi sentita Nine credeme nun cio fatto gnente nun avemo fatto gnente Anzi stata proprio lei che mha fregato er cortello e je lha dato a Jacaccio che poi lui ha usato pe ammazza Augusto Dijelo a Flora si nun ce credi
NINETTA (girando in tondo al tavolo insieme a Nando) Ah nun ciai fatto gnente, eh?
NANDO (c.s.) None Anzi sai che famo? Visto che lunica persona che me po scaggiona lei parla co Flora convincila a di la verit solo cos me posso sarva
NINETTA A si? Prima fai er conte Tacchia co le donne e poi vieni da me a cerca aiuto? Vie qua fermete che te devo men!
NANDO Fossi matto !
NINETTA E vabbe fosse lurtima cosa che faccio pe te co Flora ce parlo io ma se mhai detto na bucia meijo che scappi sur serio
NANDO Nine tho detto la verit Mo vie qua famo pace! (Nina si avvicina e fa la mossa di dargli un ceffone) Aiho
NINETTA Ma simmanco tho toccato!
NANDO Nun se sa mai! (i due giovani si abbracciano)Te voijo bene Nine tho sempre voluto bene!
Cantano un pezzo del brano precedente. Alla fine della canzone si abbracciano nuovamente mentre dal vicolo della quinta di destra entrano nella piazza non visti er Manciola e Giggetto Gramicetta.
Manciola nel vedere Nando abbracciato a Nina, da una spallata di richiamo a Gramicetta, indicandoglielo con la testa.
23 SENZA TE
NANDO Senza te,
me sento come un vto dentro lanima
Senza te,
nun ci nessuna cosa da sogn.
Senza te,
nun cha pi senso niente, manco vivere
Senza te,
me sembra brutta pure sta citt, senza de te,
ma adesso abbracciame; no, nun trem
pi forte strigneme, amore mio.
Io tamer tutta la vita
perch nun posso stare senza te.
NINETTA Io con te,
me sembra de volare co le rondini.
Io con te,
nun smetto ogni momento de sogn.
Strigneme
famme sent pi donna, amore strigneme,
E vorrei
che sto momento nun finisse mai, vicino a te
me sento er cre che me sta a scoppi,
ma adesso abbracciame
no, nun parl
io tamer tutta la vita
perch nun posso stare senza te
NANDO Io con te,
con te che me sei entrata dentro lanima.
NINETTA Io con te,
nun posso chiede artro pe camp.
I DUE Io e te,
staremo uniti amore pe leternit.
Io e te,
che me regali sta felicit.
Ma adesso strigheme,
non me lasci
pi forte strigneme, no nun parl
io tamer tutta la vita,
perch io questa vita,
nun la potr mai vive senza te. (fine canto)
MANCIOLA Guarda n po co chi se sta a abbraccica Ninetta?
GRAMICETTA Ecco perch nun riuscivamo a trovallo s fatto frate! Annamojelo a di ar Barone Gaetani
MANCIOLA Bono. bono! Je lo dimo dopo... Gni cosa ar su tempo!
Nando, accortosi dei due, si copre velocemente la testa col cappuccio del saio.
MANCIOLA (fingendo di non averlo riconosciuto) Buon giorno fratello e bona festa!
NANDO Buon giorno fiolo caro bona festa pure a te
GRAMICETTA Come mai nun annato ar Tevere ad aspetta larivo de la Madonna della fiumara?
NANDO Ho preferito rimane n piazza e aspetta la processione perch lumidit der fiume me fa ven li reumatismi
NINETTA (intervenendo) Perch nun ve fate laffari vostri? Il francescano fra fra (guardando Nando)
NANDO Fra Gervaso fiola cara Fra Gervaso de Rialto de Sotto
NINETTA Ecco fra Gervaso de Rialto de Sotto lho chiamato io perch me deve confessa Sete contenti mo?
GRAMICETTA E a me che me frega Sortanto me pareva che ciavesse na certa rissomijanza co na persona ricercata da la questura
NANDO Te sbaj fiolo caro io so n povero frate Forse te sei confuso co mi fratello gemello anche lui ricercato da la moije (sorride della sua battuta. Ninetta gli da un calcetto)Aiho!
MANCIOLA Scusate fra Gervaso allora se semo sbaijati (si siedono ad un tavolo dellosteria)
NANDO Prego fiolo!
NINETTA (sottovoce preoccupata) Ma sei scemo? Er fiume che te fa ven li reumatismi Fra Gervaso de Rialto de Sopra er fratello gemello ricercato da la moije Tu pe mettete allimpicci sei fatto apposta
NANDO E la prima cosa che m venuta n mente
NINETTA Tu nun devi parla mai quanno te vie n mente la prima cosa ma la seconda!
Dal fondo della strada entra in scena la processione. Davanti a tutti c il quadro con leffige della Madonna del Carmine portata da due fedeli incappucciati e con camice bianco, poi due guardie e dietro Don Pagnotto e due chierichetti; poi ancora il conte Gaetani, Jacaccio con la sua nuova donna e la gente de Trastevere compresa Flora, Nunziata e i due amici di Nando, Ghinghete e Pacchiotta. Chiude la fila il delegato Ricciotti ed altre due guardie. Nando come vede la processione ingiunge le mani assorto.
NANDO (prega a mani giunte) Munda mundis urbi et orbi cave canem et mea maxima culpaAmen amen siam
NINETTA (sottovoce a Nando) Ma che stai a di?
NANDO (c.s.) E che ne so? So le sole parole n latino che conosco
NINETTA Ma statte zitto ch meijo
Manciola e Giggetto Gramicetta si alzano dal tavolo e vanno verso Jacaccio. La controscena deve essere ben visibile perch si deve notare che i due bravi parlottano concitatamente con Jacaccio e che indicano Nando.
NANDO Nine guarda c pure Flora. Vacce a parla convincila a di la verit
NINETTA Vabbe ma tu sta calmo Ricordate se mhai detto na bucia meijo che scappi (mentre va verso Flora il barone lavvicina)
BARONE Bon giorno Ninetta buona festa
NINETTA Buongiorno a voi! Scusate sor barone ma cio da fa!
Sta per allontanarsi ma fermata per un braccio dal nobiluomo. Nando come vede che il barone ha fermato Nina si affretta a raggiungerla.
BARONE Aspetta che sta fretta? Te volevo d che me dispiace de quello che t capitato. Esse additata come la donna de n assassino nun piacevole (allusivo)ma se avete bisogno de me pe quarsiasi cosa sar a vostra disposizione sempre.
NANDO (intervenendo) Me dispiace contraddivve caro barone Gaetani ma Ninetta nun pe gnente additata e poi nun cia bisogno de nessuno (riprendendosi dalla gaffe) solo de la fede pe Cristo (si segna) Amen!
BARONE (guardandolo stupito) Noi ce conoscemo?
NANDO None fiolo caro!
BARONE E allora come conoscete er nome mio?
NINETTA (entrando in battuta) Je lho detto io! Se parlava prima de le persone influenti a borgo ed io ho fatto er vostro nome
BARONE Questo me fa piacere Allora se vi so a tua disposizione
NINETTA Grazie ma nun cio bisogno de gnente Adesso scusate (si allontana affiancando Flora. Anche Nando si allontana dal barone Gaetani)Te devo parla de Nando!
FLORA Lo so Nine lo so Dopo la funzione
DON PAGNOTTO (arringando i fedeli) Fioli cari che il sacro volto della Nostra Signora del Carmine ce sia sempre vicino e ci aiuti nei momenti di difficolta Pregamo n silenzio.
Jacaccio si avvicina al Barone Gaetani.
NANDO (alzando la testa e le braccia al cielo come per rispondere alle parole del prete) Alleluia post scriptum meum
JACACCIO Signor Barone Avemo trovato er Conte Tacchia
BARONE E dove lo avetetrovato?
JACACCIO (indicandolo) Eccolo l
BARONE Ma chi quel frate?
JACACCIO Quello nun n frate ma Nando travestito
BARONE Ecco perch me conosceva! Beh mo basta co quer buffone Mha fregato na vorta facendome scappa er Conte Frangipane da sotto er naso ma stavorta nun me scappa Jacaccio, te do lurtimo compito Er conte Tacchia ricercato pe omicidio e se anche lo fai fori nessuno te potr incolpa de gnente Aspetta er momento opportuno e quanno ce sar confusione ne la piazza
JACACCIO (entrando in battuta) Ce penso io! E da tanto che aspettavo sto momento
DON PAGNOTTO (C.S.) Adesso andiamo n chiesa pe la funzione. Vedo che tra noi c n frate (a Nando)Vi tu fratello aiutamme a ripul lanima di queste pecorelle smarrite?
NANDO Non poterem fratello! Lo so che na bella risciacquata a lanima de li meijo peccatori nun je po fa che bene ma ego tornarem in conventum
DON PAGNOTTO E allora tutti n chiesa fioli
I fedeli si apprestano ad entrare in chiesa. C ressa. Il barone Gaetani d una manata sulla spalla di Jacaccio come per indicargli il momento opportuno.
BARONE Vai questo er momento!
La mossa per, non sfugge a Nina che capisce subito che qualcosa non va e si avvicina velocemente al suo ragazzo proprio mentre Jacaccio, sguinzagliato dal barone, si avvicina con fare sospetto a Nando travestito da frate.
NANDO (a Jacaccio cercando di nascondersi il volto) Chi sei fiolo?
JACACCIO Fai finta de nun riconosceme?
NANDO E non che nun te conosco Se te vedo n artra vorta la seconda
JACACCIO A gi perch tu sei n frate
NANDO Cacchio! Volevo d accidempolina che nun se vede?
JACACCIO A vede se vede ma spesso labbito nun fa er monaco e nfatti sotto labbito se nasconne (con uno scatto gli toglie il cappuccio dalla testa)er conte Tacchia! (la gente al grido di Jacaccio, si volta di scatto facendo un lungo Ooooh! di meraviglia)Sta vorta la paghi pe tutte
Tira fuori il coltello a serramanico e mentre sta per dargli una coltellata
DELEGATO (grida) Fermo
Nina sintromette mettendosi in mezzo tra Nando e Jacaccio.
NINETTA (urla) Nooo! (prende la coltellata in pieno petto)
La scena deve essere tanto veloce da non dare la possibilit al delegato di intervenire.
NUNZIATA Jacaccio no!
NANDO (abbraccia Ninetta per non farla cadere e la poggia dolcemente in terra) Nina Ninetta mia!
JACACCIO (rimane per un attimo interdetto poi) No nun volevo (indietreggia lentamente)nun volevo
DELEGATO (urla) Guardie arrestatelo!
Jacaccio fugge dal vicolo di sinistra inseguito dalle guardie. Nella piazza c confusione. Tutti accorrono verso Nina accasciata in terra. Don Pagnotto si avvicina abbassandosi verso Nina
DON PAGNOTTO Stai calma fiola mo annamo a chiama er dottore vedrai che nun gnente
GHINGHETE Vado io a chiama er dottore (esce di corsa)
Dallosteria escono di corsa Agnese, il Sor Giovanni e Gnagnoletto. Agnese nel vedere la figlia in terra, la chiama ad alta voce.
AGNESE Nina!!!... Ninetta mia!!!
NINETTA A ma Nando innocente A ammazza Augusto stato Jacaccio Vero Flora? Dijelo tu!
FLORA Si vero ma ora sta calma
NINETTA Hai visto che te dicevo?
NANDO (affranto) Nine Nine nun me lascia solo
NINETTA (sorridendo con dolore) Hai paura de rimane solo come n torzo de broccolo? (tossisce)
NANDO Si cio paura
NINETTA Tu paura!? Er Conte Tacchia nun deve ave paura de gnente
NANDO Hai raggione tu, Nine me chiamo Nando e no Conte Tacchia e io cio paura
NINETTA Come fa quella canzone che mhai cantato prima? (inizia a cantare ma un colpo di tosse la fa smettere)Cantemela tu
24 SENZA TE
NANDO Senza te,
me sento come un vto dentro lanima
Senza te,
nun ci nessuna cosa da sogn.
Senza te,
nun cha pi senso niente, manco vivere
Senza te,
me sembra brutta pure sta citt, senza de te,
ma adesso abbracciame; no, nun trem
pi forte strigneme, amore mio.
Io tamer tutta la vita
perch nun posso stare senza te.
NINETTA Io con te,
me sembra de volare co le rondini.
Io con te,
nun smetto ogni momento de sogn.
Strigneme
famme sent pi donna, amore strigneme,
E vorrei
che sto momento nun finisse mai, vicino a te
me sento er cre che me sta a scoppi,
ma adesso abbracciame
no, nun parl
io tamer tutta la vita
perch nun posso stare senza te
NANDO Io con te,
con te che me sei entrata dentro lanima.
NINETTA Io con te,
nun posso chiede artro pe camp.
I DUE Io e te,
staremo uniti amore pe leternit.
Io e te,
che me regali sta felicit.
Ma adesso strigheme,
non me lasci
pi forte strigneme, no nun parl
io tamer tutta la vita,
perch io questa vita,
nun la potr mai vive senza te. (fine canto)
Nando canta un piccolo brano della canzone. Ninetta piega la testa e muore.
NANDO (piangendo ed urlando) Ninetta mia no no
Sulle note della canzone si chiude lentamente il sipario.
F I N E


