La vita è meravigliosa

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ZIO: Aspetta un momento, dove vai caro


Versione teatrale in due tempi

dell’omonimo film di

FRANK CAPRA


PERSONAGGI E INTERPRETI

(in ordine di apparizione)

                                             CLARENCE              Matteo Bedeschi

                                  GEORGE BAILEY              Gabriele Malavasi     

                   PETER BAILEY, suo padre              Stefano Ligabue

                HARRY BAILEY, suo fratello              Luca Bonini

                                            SUA MADRE              Linda Branchini

                              BOWER, il farmacista              Alex Luppolini

                                                  MARTINI              Francesco Peggi

                                     BERT, il poliziotto              Matteo Sacchi

                                                        MARY              Elisa Bassoli

                                                VAYOLET              Giulia Bellocchi

                                                ZIO BILLY              Davide Folloni                      

                                                    POTTER              Davide Righetti

                TOM, consigliere della C.&.M.              Alex Righi

                            RUTH, moglie di Harry              Serena Zaccarelli

                                 TILLY, la segretaria              Monica Rossi

                                                       PETER

                      I 4 figli di                    JANE             

           George e Mary                TOMMY

                                                          ZUZU             

                                                                    

                               SIGNORA THOMAS              Annica Mantovani

                               SIGNORA MAPLEY              Serena Zaccarelli

                               ED, socio della C.&M.              Antonio Lucente

                                       SIGNOR WELL             

            CARTER, l’ispettore della banca              Stefano Ligabue

SOLO VOCI

                 GIUSEPPE

                              DIO

                             SAM

MAMMA DI MARY

          SPETTATORE

                PASSANTE

                             UNO

           CASSIERE della Banca

                                                                                  

                                                                    

SCENA I: Buio

Voce 1 : Io devo tutto a George Bailey, aiutalo tu, Signore.

BERT: Gesù, Giuseppe, Maria, salvate il mio amico Bailey.

MADRE:Aiuta mio figlio, Signore, stanotte

ZIO BILLY: George non ha mai pensato a se stesso, ecco perchè è nei guai

BOWER: George è un buon ragazzo, Signore dagli tu una mano

MARY: Lo amo tanto mio Dio, proteggilo in questa notte

JANE: Per favore Gesù, aiuta papà che è tanto inquieto

ZUZU: Ti prego, fa ritornare papà, fallo tornare a casa...

SCENA II: Fuori scena. Cielo stellato

DIO:  Giuseppe, che succede?

GIUSEPPE: Credo che dovremmo mandare qualcuno giù. Parecchie persone chiedono aiuto per un certo George Bailey...

DIO:  George Bailey? Già... questa è la notte decisiva. Bisogna mandare subito un angelo.. Chi è di turno?

GIUSEPPE:     Proprio di questo ero venuto a parlarti... C’è ancora quell’orologiaio di turno...

DIO:  Ah, sì... Clarence,non ha ancora messo le ali, però...

GIUSEPPE:     Eh, già... è rimasto indietro.. la sua intelligenza non è superiore a quella di un coniglio...

DIO:  Sì... ma la sua fede è quella di un bambino, è pura. Giuseppe, chiama Clarence

(entra Clarence)

CLARENCE:   Eccomi, mi avete fatto chiamare?

DIO:  Sì, Clarence. Un uomo ha bisogno del nostro aiuto...

CLARENCE:   Magnifico... è malato?

DIO:  No, peggio, è scoraggiato. Stasera alle 10.45 ora terrestre quell’uomo penserà di buttare via il più gran dono che mai gli sia stato dato.

CLARENCE:   La vita! Oh povero me, ho soltanto un’ora per prepararmi... Come si vestono adesso?

DIO: Impiegherai quest’ora di tempo per conoscere George Bailey

CLARENCE:   Signore, se porterò a buon fine questa missione avrò... ossia potrei avere poi le ali? Sono più di 200 anni che le sto aspettando e già si comincia a mormorare...

DIO:  Che libro hai lì?

CLARENCE.   Oh, oh, oh.... “Le avventure di Tom Sawyer”..

DIO:  Clarence, cerca di fati onore con George Bailey e ti guadagnerai le ali

CLARENCE:   Oh, grazie tante, grazie!

GIUSEPPE: Povero George... Siediti

CLARENCE:   Devo sedermi? Ma io...

GIUSEPPE: Se devi aiutare un uomo dovrai pure sapere qualcosa di lui, non ti pare?

CLARENCE:   Oh, naturalmente, certo...

GIUSEPPE: Apri bene gli occhi... vedi la città?

CLARENCE:   ...Dove?... Non vedo niente...

GIUSEPPE: Già, dimenticavo che non hai ancora le ali.. Allora vuol dire che ti aiuterò io, concentrati! Cominci ora a vedere?

CLARENCE:   Ah, sì! Ma è meraviglioso!

(pian piano le luci si accendono)

GIUSEPPE: Se riuscurai ad avere le ali vedrai tutto da te.

CLARENCE:   Ah, che felicità.

SCENA III: Al lago gelato: 1919

(Dei bambini giocano vicino ad un lago gelato)

GEORGE: Pronti? Si parte, via! Yuhuuu!

(Voci fuori scena)

CLARENCE: E chi è?

GIUSEPPE: E’ il tuo uomo. E’ George Bailey.

CLARENCE:  Un ragazzo?

GIUSEPPE: E’ lui a 12 anni, nel 1919. Quel giorno accadde una cosa che dovrai ricordare più tardi...

GEORGE:       Su! Avanti! Forza, Martino, vieni! Dai!

Tocca a me! Via!

GEORGE:       Ora tocca a quel fifone di mio fratello! Harry Bailey!

HARRY:         Non ho paura io!

Su, forza! Forza Harry! Harry, via! Vieni!

HARRY:         Aiuto, George! Aiuto George!

Harry, Harry!

GEORGE:       Fate la catena.

SCENA IV: Nella farmacia del vecchio Bower

GIUSEPPE: (Voce fuori scena) George quel giorno salvò la vita al fratello, ma si buscò quel malanno in seguito al quale perdette l’udito all’orecchio sinistro... Gli ci vollero delle settimane prima di ritornare al negozio del vecchio Bower dove lavorava dopo la scuola.

(Intanto Potter attraversa la scena)

GEORGE: E’ Potter!

CLARENCE: Chi è quello, un re?

GIUSEPPE:     E’ Henry Potter, l’uomo più ricco e più avaro di tutta la contea.

GEORGE:       Andate via! Avrò mai un milione? Vediamo... evviva! Sono arrivato, Signor Bower!

BOWER: (Dal fondo del negozio, visibilmente sconvolto) In ritardo.

GEORGE: Sì, signore.

VAYOLET: (entra) Ciao, George. Ciao Mary

MARY : Ciao Vayolet...

GEORGE: Due soldi di liquerizia?

VAYOLET: Mary è prima di me,

MARY: Non ho ancora deciso

GEORGE: Liquerizia?

VAYOLET: Sì, grazie. (poi sottovoce a mary, alludendo a George) Mi piace..

MARY:  A te piacciono tutti.

VAYOLET: Che c’è di male?

GEORGE: Ecco fatto.

VAYOLET: Aiutami a scendere

GEORGE: Che, non ce la fai?

GEORGE: Allora, ti sei decisa?

MARY: Mmmh... cioccolata!

GEORGE: Un po’ di cocco?

MARY: Non mi piace la noce di cocco.

GEORGE: Come non ti piace! Lo sai pettegola da dove vengono le noci di cocco? Guarda qui! Da Tahiti, mar dei coralli, Isole Fiji!

MARY: E’ una rivista nuova, è la prima volta che la vedo...

GEORGE: Eh, lo credo! Solo noi esploratori l’abbiamo, Non lo sai che sono stato nominato membro della Società Geografica Nazionale?

MARY: E’ questo l’orecchio dove non senti? George Bailey, ti amerò fino alla morte...

GEORGE: Io diventerò esploratore un giorno, lo sai? E avrò un paio di Harem, e magari tre o quattro mogli... Dammi tempo!

BOWER: George! George! Ti pago per chiacchierare io?

GEORGE: No, signore...

(trova un telegramma appena arrivato vicino alla cassa e lo legge)

GEORGE: Spiacente informarvi della morte di vostro figlio per plolmonite… Prestato tutte le cure necessarie… Sentite condoglianze… Baltimora, 11 Febbraio 1919…

GEORGE:(corre da Bower) Signor Bower vi occorre qualcosa? Ditemi!

BOWER:(è distrutto) No.

GEORGE:Posso aiutarvi qui?

BOWER:No! (gli cadono le pastiglie che sta preparando)

GEORGE:Le raccolgo io.

BOWER:Corri, porta queste capsule alla signora Blair, ma fai presto.

GEORGE:Sì, signore. (Poi nota il vaso del veleno con cui Bower, per errore, ha riempito le capsule)

GEORGE:Ha la difterite vero il figlio della signora?

BOWER:Sìi

GEORGE:Segno in conto?

BOWER:Sìi, sì...

GEORGE:E’ sicuro che...

BOWER:Oh, ma vattene!

GEORGE:  Vado, vado... (esce)

SCENA V: Nell’ ufficio della “Costruzioni & Mutui”

ZIO BILLY: Aspetta un momento, dove vai caro?

GEORGE: Devo vedere papà.

ZIO BILLY: Non è il caso, George…

GEORGE: Ma è importante…

ZIO BILLY: C’è aria di burrasca e non è il momento…

TILLY: Telefono!

ZIO BILLY: Chi è?

TILLY: E’ l’ispettore…

ZIO BILLY: L’ispettore della banca! Dovevo chiamarlo ieri! Passamelo di qua…

PADRE: Non sto elemosinando, Signor Potter…

POTTER: Ma vi state raccomandando, che è peggio!

PADRE: Chiedo soltanto trenta giorni di proroga…

GEORGE: Papà…

PADRE: Un momento, figliolo…

PADRE: Chiedo trenta giorni soli… Rimedierò quei 5000 dollari…

POTTER: Avvicina, avvicina.

GEORGE: Papà…

POTTER: Avete veramente fatto pressione a quella gente per pagare le ipoteche?

PADRE: Sono brutti tempi, molti di loro sono senza lavoro…

GEORGE: Papà…

POTTER: Buttateli fuori!

PADRE: Come posso farlo, hanno tutti dei bambini…

POTTER: Sono forse miei?

PADRE: No, ma sono figli di qualcuno, signor Potter…

POTTER: Vi occupate di beneficenza oppure di affari voi? Non coi miei soldi però!

PADRE: Signor Potter, non capisco perché avete l’animo tanto arido. Non avete famiglia, né figli, non potrete mai spendere tutto il vostro denaro…

POTTER: E così dovrei affidarli a due miserabili falliti come voi e il vostro signor fratello perché lo spendiate per me?

GEORGE: Papà non è un fallito… non è vero! Tu sei il migliore uomo della città… meglio di lui! Meglio di tutti!

POTTER: E’ degno della famiglia Bailey!

GEORGE: Non lasciarti offendere…

PADRE: Ne riparleremo a casa… ho capito, grazie.

SCENA VI: Nella farmacia del vecchio Bower

BOWER: (al telefono) Come? Ma se il ragazzo l’ho mandato un’ora fa… Sarà questione di minuti, Signora Blair…. Cos’hai fatto della medicina?

GEORGE: Ma io… io…

BOWER: Hai sentito cos’ho detto?

GEORGE: Sì, signore, ma…

BOWER: Perché non le hai consegnate, imbecille? Dove sei stato a perdere tempo, non lo sai che suo figlio è molto grave? (lo picchia)

GEORGE: Oddio, mi fate male!

BOWER: Tutte le scuse sono buone!

GEORGE: Signor Bower, dovete aver sbagliato quando avete preparato quelle capsule… So che siete addolorato, il telegramma vi ha sconvolto… Non è colpa vostra, ma sono certo che avete sbagliato. Nel barattolo che avete usato c’è il veleno, c’è il veleno!

BOWER: Oh…

GEORGE: Non mi rifate male all’orecchio, non mi fate male all’orecchio!

BOWER: Oh, George! (si china e lo abbraccia)

GEORGE: Signor Bower, non lo dirò a nessuno… so cosa provate… non lo dirò ad anima viva… lo giuro… mai!

SCENA VII: A casa Bailey, 10 anni dopo

MADRE: George, Harry, tirerete giù la casa, smettetela!

PADRE: Oh, lasciali fare, vorrei poterlo fare anch’io…

MADRE: … Rovinerà il vestito… George! Harry! Venite giù subito! Sta diventando tutto freddo… è da un pezzo che vi aspettiamo! (esce)

GEORGE: (da fuori) Ok, mamma.

HARRY: (da fuori) Oh, un regalo per te, papà!

GEORGE e HARRY: (entrando, con la mamma in braccio) Laaaaaaa!

(Risate generali) La scena si arresta.

Voci da fuori scena.

CLARENCE: Perché l’avete fermato?

GIUSEPPE: Perché voglio che tu guardi per bene quella faccia.

CLARENCE: E chi è?

GIUSEPPE: George Bailey.

CLARENCE: Volete dire quel ragazzo che il farmacista prese a schiaffi?

GIUSEPPE: Proprio lui. Sono passati 10 anni…

CLARENCE: Però, ha una faccia simpatica. Sì, George mi piace. E ditemi, raccontò mai di quelle pillole?

GIUSEPPE: No, a nessuno.

CLARENCE: Sposò quella della cioccolata? E andò a fare l’esploratore?

GIUSEPPE: Un po’ di pazienza e lo saprai

La scena riprende

MADRE: Oh, che teste matte. George, siediti e mangia.

HARRY: Io ho già mangiato.

MADRE: Ma vai conciato a quel modo alla festa del tuo diploma? Guardati un po’

HARRY: C’è ancora tempo, ora torno su.

GEORGE: Bene, bene, bene, facciamo l’ultima cena in casa Bailey…

MADRE: Povera me…. Mi gira la testa…

HARRY: Papà, posso prendere l’auto per portare dei piatti?

MADRE: Ma che piatti?

HARRY: Per il buffet della festa. Ce ne vogliono almeno due dozzine.

MADRE: Ma neanche per sogno, Harry, non prenderai quelli del servizio!

GEORGE: Ma sì, lasciaglieli prendere…

PADRE: Farai un bel viaggio George… ma sentiremo la tua mancanza…

GEORGE: Anch’io, papà. Cos’hai, sei stanco?

PADRE: Ho avuto un altro scontro con Potter, oggi…

GEORGE: Non ti dà pace a nessuno quel vecchio gufo, eh?

MADRE: Oh, quel Potter è un infelice. L’animo gli si inrigidisce col crescere dei suoi malanni! Ce l’ha con tutti quelli che hanno qualcosa in più di lui… E con noi in particolare.

HARRY: (entrando con i piatti) Attenzione! Fate largo! Ciao papà! Ciao mamma!

PADRE: Ciao…

MADRE: Stai attento con quei piatti…

HARRY: Grazie mamma! Verrai anche tu George?

GEORGE: Per annoiarmi a morte?

MADRE: Metti tutto nella macchina, io ti porterò giù la cravatta e i gemelli.

HARRY: Ho un sacco di belle ragazze all’inaugurazione della nuova pista da ballo.

PADRE: Bevi poco, ragazzo.

HARRY: Uffa, papà… un bicchierino di gin…

MADRE: (uscendo) No, non bere, ti fa male…

HARRY: Ooooh!

GEORGE: Papà, ho fatto come lui quando mi sono diplomato?

PADRE: Lo stesso… Peccato che Harry non venga con te all’università.

GEORGE: Ma è tutto combinato. Harry prende il mio posto nell’ufficio e fra quattro anni ci va lui…

PADRE: E’ molto giovane per l’ufficio.

GEORGE: Come lo ero io…

PADRE: Tu nascesti già grande…

GEORGE: Hai detto?

PADRE: Che nascesti già grande… Sai già cosa farai dopo l’università?

GEORGE: Oh, non abbandono la mia vecchia idea… Costruirò case, con soluzioni originali, nuove idee…

PADRE: Sempre che ci fosse il famoso milione…

GEORGE: Ah… Ne basterebbe anche mezzo, sai?

PADRE: Ah… Forse è una mia speranza, George…. dopo, potresti tornare nella nostra società…

GEORGE: Vedi, papà… io… io non posso pensare di passare tutta la vita in un misero ufficio… Ehm… scusa papà, non volevo con questo… ma… vedi papà… mi sembrerebbe di impazzire a fare continuamente quel lavoro di soldini, a dovermi riguardare dal fumare una sigaretta in più…. Io farò qualcosa di grande, di bello!

PADRE: Io credo che anche il nostro piccolo lavoro sia importante. E’ desiderio di ogni uomo, da che mondo è mondo,  avere un tetto, un focolare… Noi li aiutiamo ad avere questo con il nostro piccolo ufficio…

GEORGE: Capisco, però… io vorrei… ma… vedi… ho dovuto risparmiare soldo dopo soldo… per… molti dei miei vecchi amici hanno già finito l’università… Papà, io se resto ancora qui divento pazzo!

PADRE: Sì, sì… hai ragione…

GEORGE: Tu mi capisci, vero?

PADRE: In questa città, purtroppo, tutti devono dipendere da Potter… Tu hai capacità e talento… Devi prendere la tua laurea e andartene.

GEORGE: Papà, lo sapevi… d’essere così grande? Quasi quasi faccio una corsa alla festa di Harry, sai?

PADRE: Divertiti, figliolo.

SCENA VIII: Nel giardino, fuori dalla sala in cui si svolge la festa di Harry

GEORGE: Guarda guarda guarda, …. come va?

MARY: Bene… Mi guardi come se non mi avessi mai vista…

GEORGE: E’ così…

MARY: Ma se ci incontriamo per strada ogni giorno…

GEORGE: Nooo… ma quella era la piccola Mary, non tu.

HARRY: (da dentro) Udite udite! La gara di Charleston comincia ora! In premio questa meravigliosa coppa! Per gli ultimi che cadranno a terra morti…

MARY: Neanche tu hai voglia di ballare?

GEORGE: Beh… sai… non sono un campione…

MARY: Tantomeno io…

GEORGE: Allora buttiamoci, dài! Balliamo qui! Le stelle saranno il nostro pubblico! (ballano)

MARY: ( smette di ballare) Guarda che luna che c’è nel cielo!

GEORGE e MARY: (cantano)

GEORGE: Oh oh! Proprio come un organo eh?

MARY: Bellissimo!

GEORGE: Io avevo detto ad Harry che temevo di annoiarmi… Certo, mi sento un po’ ridicolo con questo smoking…

MARY: E io? Sono buffa come te?

GEORGE: Tu… tu sei deliziosa! Se non fossi io a dirtelo, ti direi che sei la più carina della città.

MARY: Beh…? Perché non lo dici?

GEORGE: Non so… forse te lo dirò… Quanti anni hai Mary?

MARY: Diciotto.

GEORGE: Diciotto?..Ma se l’anno scorso ne avevi 17?

MARY: Troppi o troppo pochi?

GEORGE: No no no… Volevo dire che sono giusti… Sai che sembri più grande vestita così? Sembri più vecchia…. No! Più giovane… Mmh… Ma guarda un po’… (vede che a mary è caduto il fazzoletto)

MARY: …Il mio fazzoletto prego…

GEORGE: I vostri desideri sono ordini per me…

MARY: Potete baciarmi la mano.

GEORGE: Mh… Ehi, Mary… (sta per avvicinarsi)

MARY: (canta mentre si allontana)

GEORGE: Va bene. Allora un sasso alla vecchia casa di Grahm.

MARY: Oh, no, ti prego, amo quella vecchia casa…

GEORGE: No, vedi… se esprimi un desiderio e riesci a rompere il vetro, allora il desiderio si avvera…

MARY: No! Non lo fare. E’ così romantica quella casa… Mi piacerebbe viverci…

GEORGE: In quella casa? Non cistarei neanche da fantasma! Bada bene… quella finestra lassù…

MARY: Che hai desiderato?

GEORGE: Non un solo desiderio. Migliaia, Mary. So cosa farò domani, quest’altro mese, quest’altr’anno e l’anno di poi. Scuoterò dalle mie scarpe la polvere di questa città e andrò in giro per il mondo. Italia, Grecia, il Partenone, il Colosseo! E poi, quando tornerò, andrò a iscrivermi all’università, perché voglio costruire tante case, voglio costruire dei grattacieli alti 80, 90 100 piani! Voglio costruire ponti lunghi un miglio… Tiri un sasso anche tu? … Mica male… Che hai desiderato, Mary?

MARY: (canta)

GEORGE: (accompagna) Che hai desiderato tirando quel sasso…?

MARY: Se te lo dico non si avvera più!

GEORGE: Che cosa vuoi, Mary? Puoi dirmelo… Vuoi la luna? Se la vuoi la prenderò al laccio per te. Sì. E’ una buona idea, ti darò la luna, Mary…

MARY: …Accetto. E poi?

GEORGE: Si dissolverebbe in te… E infiniti raggi d’argento brillerebbero nei tuoi occhi, nei tuoi capelli… Ti inonderebbero di luce e… Ho forse parlato troppo?

SPETT: Sì! Baciala, invece di annoiarla con le chiacchiere!

GEORGE: Hai detto?

SPETT: Faresti meglio a baciarla invece di chiacchierare!

GEORGE: Dici che devo baciarla?

SPETT: Oh! Che gioventù buttata via! Stupidi!

GEORGE: Ehi! Torna qui, che ti faccio vedere certi baci da farti rispuntare i capelli sulla testa, sai?

ZIO BILLY: George! Vieni subito a casa! Tuo padre sta male, sai? Vieni!

GEORGE: Papà…?

ZIO BILLY: Sì

GEORGE: Mary! Devo andare a casa subito!

HARRY: Andiamo, george, sbrighiamoci!

GEORGE: Avete chiamato il dottore?

ZIO BILLY: Sì, c’è Campbell da lui…

SCENA IX: Nell’ufficio della “Costruzioni & Mutui”, 3 mesi dopo

TOM: Abbiamo parlato di tutto, ora andate per non perdere il treno.

GEORGE: Sì, grazie, ho il tassì che mi aspetta…

TOM: Voglio che sappiate che George ha rinunciato al suo viaggio in Europa per darci una mano a rimettere in ordine un po’ tutto. Grazie George.

GEORGE: Grazie

TUTTI: Buon viaggio

TOM: Ed ora veniamo allo scopo di questa riunione, e cioè di scegliere il successore di Peter Bailey.

POTTER: Signor presidente, vogliamo discutere la mia proposta?

TOM: Un momento, per favore…

POTTER: Perché aspettare? Io ritengo che questa istituzione non sia di alcuna utilità, perciò propongo, signor presidente, che venga sciolta e che i fondi e le obbligazioni vengano restituite ai contribuenti…

ZIO BILLY: Questo è un delitto! Non è una proposta, è un delitto!

TOM: La morte di Peter Bailey è troppo recente per poter discutere di questo problema…

ED: Peter Bailey è morto 3 mesi fa… Approvo la proposta del signor Potter.

TOM: Va bene… In tal caso chiederò ai signori Bailey di ritirarsi, ma… prima penso che il consiglio voglia esprimere il suo unanime cordoglio per la morte di Peter Bailey… Fu per la sua abnegazione e la sua fede che questa istituzione ebbe vita.

POTTER: Voglio aggiungere anche questo: per il pubblico Peter Bailey era la “Costruzioni & mutui” in persona!

ZIO BILLY: Mi sorprende che proprio voi diciate questo, dopo averlo spinto lentamente nella tomba!

POTTER: Peter Bailey non era un uome d’affari, e questo lo ha ucciso. Oh, io non intendo offendere la sua memoria, Dio lo riposi in pace. Egli era solo un grande idealista,…oh, lodevole… Ma gli ideali scompagnati dal senso pratico possono rovinare le aziende, ah! Prendiamo ad esempio il caso di Arnie Bishop. Sapete, quello che passa tutte le sue giornate sdraiato nel suo tassì… Sono in grado di assicurarvi che la banca gli ha rifiutato il prestito. Ma lui se ne viene qui e ottiene che gli si costruisca una casa del valore di oltre 5000 dollari. Perché?

GEORGE: Me ne sono interessato io, signor Potter. Ha date delle garanzie: lo stipendio e l’assicurazione. Posso rispondere per lui…

POTTER: Era un vostro amico?

GEORGE: Sì, signore.

POTTER: Vedete? Basta conoscere un impiegato di qui per chiedere e ottenere subito un mutuo. Aaah! E come va a finire? Che noi concediamo mutui a una marmaglia di fannulloni invece che a probi lavoratori, e tutto questo perché degli eterni sognatori tipo Peter Bailey li sostengono e riempiono la loro testa di impossibili idee. Ora, io dico…

GEORGE: Un mom… un mom… Ascoltate signor Potter!

POTTER: Non mi interessa la tua opinione! Si sta parlando della sorte di questa società.

GEORGE: Voi avete ragione quando dite che mio padre non era un uomo… Perché poi abbia creato un’organizzazione di questo genere non lo capirò mai… Ma non tollero che voi o chiunque altro si permetta di giudicarlo, perché in tutta la sua vita fu… Ma come? In 25 anni da che iniziò con lo zio questo lavoro non ha mai pensato a se stesso… Non è così zio Billy? Non ha neanche potuto mandare all’università Harry con me… Però ha aiutato diverse persone a uscire dalle vostre catapecchie, signor Potter. Che male c’è in questo? Ora, non credete che ciò aiuti a far diventare i cittadini delle persone e dei clienti migliori? Voi non avete forse detto che devono pensare prima a risparmiare i denari e poi a decidere di farsi la casa?… Aspettare… che cosa? Che i loro figli crescano e se ne vadano? Ma voi non sapete quanti anni occorrono a un disgraziato che lavora per risparmiare 5000 dollari? Forse dimenticate, signor Potter, che la “marmaglia” di cui parlavate, vive, lavora, spende e muore in questa cittadina.. E’ forse troppo se facendo questo mira ad avere un paio decenti camere con bagno? A questo mio padre ha sempre pensato. Secondo me Peter Bailey da morto è molto più ricco di quanto potrete mai esserlo voi da vivo.. Ma questo non lo capirete mai, vecchio taccagno!

POTTER: E’ un illuso anche lui! Chiedo che la mia proposta…

(sommossa generale)

Si chiude il sipario: Zio Billy e George escono

ZIO BILLY: Sei stato grande! Avreste dovuto sentirlo, lo ha inchiodato! Ci hanno messo fuori dalla porta dopo 25 anni. Chi l’avrebbe detto? Dài, adesso muoviti, sbrigati, perderai il treno. Sei in ritardo di una settimana all’università…

GEORGE: Chissà che succede di là…

ZIO BILLY: Ma lascia andare, non ti preoccupare! Ci butteranno fuori, ebbene? Troverò un altro lavoro! Ho soltanto 55 anni…

TILLY: 56!

TOM: George! George! Hanno battuto Potter, vogliono che si continui!

TUTTI: Evviva!

ZIO BILLY: Dài, dài, … dammi retta.. Hai rinunciato al tuo viaggio, non vorrai perdere anche l’università?

TOM: Però hanno messo una condizione che riguarda George e che per lui è molto lusinghiera. E’ una condizione molto importante. Hanno designato George a prendere il posto di suo padre come segretario generale…

GEORGE: No, no… C’è lo zio Billy che…

TOM: Ma Billy può rimanere con voi… come segretario potete disporre come volete…

GEORGE: Dottore, è meglio essere chiari. Sto per partire, voglio laurearmi, non voglio rinunciare a questo quando lo zio Billy può fare meglio di me!

TOM: MA l’avrà vinta Potter se ve ne andate, George!

SCENA X: Fuori scena – Cielo stellato

CLARENCE: Lo so, lo so… non partì più…

GIUSEPPE: Esatto Inoltre diede il suo gruzzolo ad Harry e lo mandò a studiare all’università. Harry divenne un asso del football: il miglior giocatore d’America…

CLARENCE: Sì, sì… ma che fa George ora?

GIUSEPPE: Sta aspettando Harry che lo deve sostituire nella società…

SCENA XI: Fuori da casa Bailey

ZIO BILLY: Sono già le otto. Sarà già arrivato alla stazione. Tra poco dovrebbe essere qui…

GEORGE: (si ode in lontananza il fischio di un treno) Senti? Mi chiama. Zio Billy, sai quali sono i suoni più emozionanti del mondo?

ZIO BILLY: Eeee! Il caffè è pronto, il pranzo è servito, la cena è in tavola…

GEORGE: No, no, no! Il tonfo dell’ancora, il rombo dei motori e il fischio del treno.

ZIO BILLY: Sì?

GEORGE: Già già…

ZIO BILLY: Oh, sì… forse hai ragione…

GEORGE: Oh! E, guarda, di lavoro ce n’è a bizzeffe, basta uscire dal guscio, leggi qui: Caracas, Venezuela: cercano un esperto in costruzioni civili. Guarda qui, ancora ingeneri, e poi pure qui… (Arriva Harry con Ruth)

          Arriva il professore! Salve, illustre professore!

HARRY: Siete forse il famoso esploratore Bailey? Così? Senza cani e senza slitte? Oh, zio Billy! Non sei cambiato affatto!

ZIO BILLY: Oh, da queste parti non si invecchia mai!

GEORGE: Come sono contento che sei tornato!

HARRY: E la mamma dov’è?

GEORGE: A cuocere il vitello grasso! Andiamo!

HARRY: Aspettate un momento. George, zio Billy…

GEORGE: Molto piacere…

HARRY: Ruth Deky…

RUTH: Ruth Deky Bailey, se non sbaglio…

HARRY: Ah, giusto! Vi avevo telefonato di una sorpresa, ed eccola: una moglie!

ZIO BILLY: Cosa mi dici? Tua moglie?

GEORGE: Sono contento, congratulazioni!

RUTH: Piacere…

GEORGE: Ma bisogna dare un bacio a questa sorpresa! E anche tu! E lui che non ci aveva detto niente… Immagino la faccia della mamma quando lo saprà!

RUTH: Spero le andrò a genio…

GEORGE: Ma come ha fatto una ragazza così carina a sposare questo scapestrato?

RUTH: Lo ha fatto solo per interesse… Mio padre gli ha offerto un posto…

ZIO BILLY: Così ha trovato moglie e lavoro!

HARRY: Sai, George, per quel posto… Ruth veramente è ststa presipitosa… non ho mai detto che avrei accettato… tu hai sgobbato quattro anni ed ora tocca a me! (entra)

RUTH: George George George, eri l’eterno argomento di Harry.

GEORGE: Ruth… di quale lavoro intendevi parlare?…

RUTH: Oh… mio padre ha una fabbrica di vetro a Buffalo, vorrebbe che Harry si occupasse delle ricerche…

GEORGE: E… sarebbe un buon posto?

RUTH: Ottimo, veramente, non rende molto denaro ma di avvenire sicuro. Harry è molto versatonelle ricerche. Papà è addirittura innamorato di lui…

GEORGE: Anche tu, credo…

Tutti entrano per la festa. George resta solo, si accende una sigaretta. Un fischio del treno solca il silenzio… Arriva sua madre.

GEORGE: Contenta mamma?

MADRE: Ma sì, certo… come ti sembra Ruth?

GEORGE: Oh, è carina…

MADRE: Credo che farà filare dritto Harry..

GEORGE: Lo farà filare anche da qui, temo…

MADRE: Sai se Mary ha finito gli studi?

GEORGE: M-m..

MADRE: Sai che è arrivata ieri?

GEORGE: M-m..

MADRE: Una cara figliola… credo che potrebbe farti felice…

GEORGE: M-m..

MADRE: Oh, smettila di grugnire!

GEORGE: M-m..

MADRE: Potresti dirmi la ragione…

GEORGE: M-m..

MADRE: …per cui non vuoi sentir parlare di Mary?

GEORGE: Oh, sicuro! Ha il fidanzato, Sam. Lui è pazzo per lei.

MADRE: Non Mary per lui, però…

GEORGE: Come fai a saperlo, ne avete parlato?

MADRE: No…

GEORGE: E allora come lo sai?

MADRE: Ho dei buoni occhi mio caro, sai? Non ti sei accorto di come si illumina tutta ogni volta che ti vede?

GEORGE: Oooooooh….

MADRE: E poi Sam sta sempre a New York, mentre tu sei a Bedford…

GEORGE: E in amore tutto è permesso…

MADRE: Sam farebbe lo stesso… (ride)

GEORGE: Ah, Ah! Credo che tu faccia questi discorsi per sbarazzarti di me il più presto possibile… (La Madre gli mette il cappello) Perbacco ! Anche il cappello! Vecchia amica di lavoro e di illusioni,  andrò a trovare Mary e le farò una passionale dichiarazione…

MADRE: Oh George…

GEORGE: Andiamo, non ti resta che darmi la direzione… Da questa parte? Buonanotte signora Bailey.  (George fa per andare da una parte ed invece va dall’altra. La madre sospira e rientra)

Passa Vayolet

VAYOLET: Buonasera, George…

GEORGE: beh?

VAYOLET: Coraggio… nervoso?

GEORGE: No…

VAYOLET: Beh, dove te ne andavi, George?

GEORGE: Ah… finirò col ficcarmi in biblioteca…

VAYOLET: George, a che cosa ti serve leggere tanti libri?

GEORGE: Già… cosa fai stasera?

VAYOLET: Non lo so.

GEORGE: Allora potremmo approffitterne…

VAYOLET: Benissimo, George. Allora, che facciamo?

GEORGE: Andremo per i campi e ci toglieremo le scarpe… arriveremo alle cascate.. è incantevole lassù al chiaro di luna! C’è un laghetto dove potremmo tuffarci… poi potremmo salire fino in cima al monte Bedford e sentire il profumo dei pini… Staremo là fino all’alba, e tutti ne parleranno, e ci sarà un terribile scandalo e io…

VAYOLET: Eh?

GEORGE: No, ascoltami…

VAYOLET: George, ma sei impazzito? camminare scalzi sui prati… ma non hai altro da fare che andare a finire lassù?

GEORGE: Va bene! Lascia stare! Facciamo come non detto! (se ne va)

SCENA XII: A  casa di Mary

MARY: (guardando dalla finestra) Che fai? Sei di guardia?

GEORGE: Salve Mary… Mi trovavo da queste parti e…

MARY: Sì, lo vedo. Non hai deciso niente?

GEORGE: Cosa hai detto?

MARY: Dicevo se hai deciso…

GEORGE: Che cosa?

MARY: Se devi entrare. Tua madre mi ha telefonato che venivi a trovarmi…

GEORGE: Ha telefonato la mamma? Che cosa ne sapeva?

MARY:Non glielo avevi detto?

GEORGE: Non l’avevo detto a nessuno… facevo due passi e… ero qui per caso… una passeggiata…

MARY: Dunque, vuoi entrare o no?

GEORGE: Solo un minuto… Però non l’avevo detto a nessuno che venivo qui. (entra) Quando sei tornata?

MARY: Martedì.

GEORGE: Ti sta bene…

MARY: Ti piace?

GEORGE: Eh… sì… Credevo ti trattenessi a New York con Sam…

MARY: Oh, ci sono stata anche troppo tempo… Sentivo tanta nostalgia…

GEORGE: Nostalgia? Per Bedford?

MARY: Sì… per la mamma e… tutto il resto… Vuoi metterti a sedere?

GEORGE: Mah! Solo un momento… Non riesco a capire, non sapevo che sarei giunto qui…

MARY: Preferisci andartene?

GEORGE: No… anzi! Scusami…

MARY: Ti prego, siediti.

GEORGE: Cos’è? Ah, una caricatura… (sbuffa) Sento che c’è ancora l’odore dei pini, qui…

MARY: Grazie. (canta) …”Che ci guarda…”

GEORGE: Che hai? O… già… allora io…

MARY: Bella sorpresa quella di Harry e Ruth, eh?

GEORGE: Oh, sì, altro che…

MARY: Ti piace lei?

GEORGE: Eccome se mi piace… è un tesoro…

MARY: Oh, già… allora è il matrimonio che non ti piace, vero?

GEORGE: Sai… il matrimonio va bene a Harry, Sam, te…

MAMMA DI MARY: (da fuori) Mary, con chi stai parlando?

MARY: Con George Bailey, mamma!

MAMMA DI MARY: (da fuori) Con George Bailey? E che cosa vuole?

MARY: Ah, non lo so… Cosa vuoi?

GEORGE: Io? Lo chiedi a me? Sei stata tu a chiamarmi!

MARY: Mi sta facendo una corte furiosa, mamma!

MAMMA DI MARY: (da fuori) Digli di andarsene subito a spasso. Etu non ti muovere di qui! Sam deve telefonarti da New York, stasera…

GEORGE: Ma tua madre deve aver frainteso… Io non sono venuto qui per…

MARY: Per cosa sei venuto, allora?

GEORGE: Ah, io non lo so! Dillo tu a me! Hai sempre le risposte, dillo tu a me!

MARY: Perché non te ne vai a casa?

GEORGE: E’ quello che ho cercato di fare senza riuscirvi! Buonanotte!

MARY: Buonanotte!

MAMMA DI MARY: (da fuori) Mary! Mary! Il telefono! E’ Sam!

MARY: Va bene…

MAMMA DI MARY: (da fuori) Vorrei sapere cosa facevi per non sentire! Mary! Sta aspettando!

MARY: Hallo?

GEORGE: Ho lasciato il cappello…

MARY: Ciao Sam, come stai?

SAM: Bene… benissimo a sentirti!

MARY: Oh, ti ringrazio… Sei molto caro… Sai, c’è il tuo vecchio amico George Bailey, qui…

SAM: Sì? Quel vecchio ammuffito?

MARY: Sì, proprio quella vecchia muffa

SAM: Yuhuuu! Fammici parlare!

MARY: Un momento che lo chiamo. George!

MAMMA DI MARY: (da fuori) Sciocca! Sam se ne infischia di George!

MARY: Sembra di no, gli vuole parlare. Geo…! George, Sam vuole parlarti…

GEORGE: Oh, Sam…

SAM: Ehi, vecchio traditore! Bell’amico che sei, stai cercando di soffiarmi la ragazza, eh?

GEORGE: Ehi, ehi… che ti salta in mente… non ti sto soffiando proprio niente… tienti la tua Mary!

SAM: No, no! Devo parlare a tutti e due. Dì a Mary di ascoltare anche lei.

MARY: (a George) Sentiamo insieme… (a Sam) Stiamo ascoltando , Sam…

SAM: Senti. C’è un grosso affare in pista che ci farà tutti ricchi, George! Ti ricordi quella notte al bar di Martini quando mi dicesti di aver letto che si poteva trarre materia plastica dai semi di soia?

GEORGE: Sì… già, già…

SAM: Bene. Papà ha colto al volo l’idea e impianterà una fabbrica a Rochester. Che te ne pare?

GEORGE: Come dici? Perché a Rochester?

SAM: E perché no? Hai forse qualche idea migliore?

GEORGE: Non lo so… e perché non qui? Ti ricordi di quella vecchia officina? Dì a tuo padre che l’avrebbe per poco, e anche la manodopera… metà città rimase a spasso quando fu chiusa…

SAM: A sì? Ah, glielo dirò! Sei grande! Lo sapevo che mi avresti aiutato. Ora, le cose stanno così: Mary! Mary, ascolta anche tu. Potete rimediare del denaro?

GEORGE: Denaro? Beh… sì… credo…

SAM: Allora ascoltate. Dovete mettere tutto quello che rimediate in questo affare. George! C’è un buon posto anche per te! A meno che tu non sia sempre sposato con quel rudero della “Costruzioni & Mutui”… Ne salteranno fuori dei bei bigliettoni, e io ti voglio con me fin dall’inizio. Mary! Mary!

MARY: Sì?… Sono qui…

SAM: Dì a quello sturlone che gli sto offrendo una grande occasione, la più grande della sua vita!

MARY: Dice che è la più grande occasione…

GEORGE: (Sbatte il telefono) Stammi bene a sentire. Non mi interessa la plastica, non mi interessa di nessuna occasione, e non voglio sposarmi mai con nessuno! Hai capito? Voglio fare quello che voglio e… e tu… tu sei… Mary! (la abbraccia e la bacia)

MARY: George…

fine primo tempo


SCENA XIII: Fuori da casa Bailey

TUTTI: Eccoli qua! Viva gli sposi!

MADRE: Prima Harry… ora George… Adesso sono una vecchia zitella…

GEORGE: Oh, mamma… (la abbraccia)

MADRE: Bert vi manda lo Champagne, e che la vostra felicità sia spumeggiante come questa!

GEORGE: Oh, guarda qui! Champagne!

MARY: Wow!

MADRE: E dove andrete a passare la vostra luna di miele?

GEORGE: Dove andiamo? Guarda qui! Ecco qui il viaggio, Mary! Contali, Mary!

MARY: Oh, mi sento moglie di un banchiere!

GEORGE: Sai cosa faremo? Manderemo al diavolo il lavoro… una settimana  a New York, un’altra alle Bermuda… gli alberghi più eleganti, lo champagne più vecchio, caviale, musica… e la moglie più bella!

MARY: (ride)

MADRE: Mica male, e… e poi?

GEORGE: E poi tesoro?

MARY: Staremo a vedere…

UN PASSANTE: (da fuori) Ehi, amici, non ho visto bene, ma ci dovrebbe essere qualcosa di strano alla banca… Non l’ho mai veduto ma ha tutta l’aria di un fallimento…

MARY: George, dobbiamo andare…

ALTRO PASSANTE: (da fuori) Ehi, se avete dei soldi alla banca farete bene a ritirarli…

GEORGE: Un minuto solo! (Corre via)

MADRE: George, che fai? Il tuo viaggio, dovete partire…

MARY: Ti prego, non perdiamo tempo!….

GEORGE: Aspettami, Mary!

SCENA XIV: Nell’ufficio della Costruzioni & Mutui

GEORGE: Buongiorno, buongiorno a tutti… come va? Salve, che succede? Non potete entrare? perché è chiuso, zio Billy? E’ festa?

ZIO BILLY: George… vieni…

GEORGE: Entrate… venite avanti… su, forza. Ora vediamo di che cosa si tratta.. venite, sedetevi.

ZIO BILLY: George… vieni qui un momento…

GEORGE: Dimmi…

ZIO BILLY: Ti ho cercato ma… eri già uscito… siamo nei guai, George, siamo nei guai…

GEORGE: Lo vedo… ma che è successo?

ZIO BILLY: So soltanto che la banca ci ha richiesto il rimborso del prestito…

GEORGE: Quanto?

ZIO BILLY: Circa un’ora fa ho dovuto versare tutto il contante…

GEORGE: Tutto… quanto?

ZIO BILLY: Fino all’ultimo centesimo… ma non è bastato! (piange)

GEORGE: Questa non ci voleva!

ZIO BILLY: E allora ho avuto paura George… e ho dovuto chiudere…

GEORGE: La città sembra impazzita… (telefono)

GEORGE: Pronto?

POTTER: Ho sentito dire che hai chiuso gli sportelli e vorrei sapere se è vero… Oh… molto molto bene… senti… per precauzione chiamerei la polizia…

GEORGE: Polizia? Per cosa?

POTTER: Sai… molte volte la folla si imbestialisce… George, io farò di tutto per fronteggiare questa crisi ed ho garantito alla banca i fondi che saranno necessari. Chiuderanno una settimana per poi riaprire…

GEORGE: Così s’è preso anche la banca…

POTTER: Forse rischierò una fortuna in questa operazione, ma sono disposto a garantire i tuoi azionisti. Che essi portino le loro azioni qui ed io li pagherò al 50%…

GEORGE: Voi prendete al volo tutte le occasioni, signor Potter, ma questa vi sfuggirà!

POTTER: Se chiudi la porta dell’ufficio prima delle 6 non la riaprirai più!

ZIO BILLY: Così è stato un bel matrimonio, eh, George? Avrei voluto esserci anch’io…

GEORGE: Già…

TOM: Potter ha garantito anche voi?

GEORGE: No, Tom, noi non abbiamo bisogno di nessuna garanzia….

TOM: Ma George, i miei denari sono qui!

GEORGE: Dunque… forse la situazione non è così grave come può sembrare… (sirene polizia da fuori) Ci sono buone notizie: Potter ha garantito fondi alla banca perché possano riaprire gli sportelli la prossima settimana…

TOM: Comunque rivoglio il mio denaro!

GEORGE: Ma no… voi… voi parlate come se avessimo contante in cassa… Invece no. Ma i vostri denari sono investiti nella casa di Joe, di Kennet, della signora Mapley e in 100 altre… Voi anticipate i denari per costruirle e loro si impegneranno per restituirli.

TOM: Ho qui 245 dollari e voglio ritirarli subito, fino all’ultimo centesimo!

GEORGE: D’accordo, Tom, firmate, e riceverete i vostri soldi fra 60 giorni…

TOM: 60 giorni?

GEORGE: E’ una disposizione sempre esistita…

UNO: (da fuori) Tom! Tom! Hai ricevuto il denaro?

TOM: No!

UNO: (da fuori) Io invece sì! Il vecchio Potter dà il 50% di ogni azione (chiasso)… sì, sì… guardate… è tutto in contante…

TOM: Cosa mi dite?

GEORGE: No… no… perché perdere il 50 %, aspettate 60 giorni…

TOM: Noooo… io ci vado!

SIGNORA THOMAS: Dove andate? Da Potter?

UNO: (da fuori) Meglio prendere metà che niente!

FOLLA: Sì, sì, andiamo! Vengo anch’io!

GEORGE: No! No! Tom! Randall! Aspettate! Ascoltate… ascoltatemi un momento. Io… vi scongiuro di non fare questo… Se Potter si impadronisce della nostra società non ci sarà più una casa per voi. Si è già impadronito della banca, dei servizi di trasporto, dei grandi magazzini, … ed ora vuole anche noi. Perché? E’ molto semplice perché: perché intralciamo i suoi affari, ecco perché. Perché vuole affittare le sue catapecchie soltanto al prezzo che fa comodo a lui. Joe, tu hai abitato in una di quelle case: hai dimenticato cosa Potter pretendeva da te per farti vivere come una bestia? E tu, Ed, non ti ricordi quando l’anno scorso le cose ti andavano male e non potevi pagare l’affitto? Ti abbiamo forse sfrattato? Pensi che Potter non l’avrebbe fatto? Voi ora non capite cosa sta succedendo… Invece dovete saperlo: Potter vi ha spaventato e voi vendete. Perché? Perché in questo modo egli può fare i suoi affari. E’ il suo modo di agire. Ma… mai come ora dobbiamo essere uniti. Solo così salveremo i nostri risparmi dalla sua voracità.

SIGNORA THOMAS: Mio marito è disoccupato da molto tempo… abbiamo bisogno di denaro!

ED: E come tiro avanti se non riapre la banca?

SIGNORA MAPLEY: Io devo pagare il dottore…

TOM: Ho bisogno di denaro.

SIGNORA THOMAS: Come do da mangiare ai bambini?

MARY: Quanto vi serve?

GEORGE: Ehi! Ho 2000 dollari! 2000 dollari che ci faranno tirare avanti fino alla riapertura della banca! Avanti, Tom, quanto ritiri?

TOM: 245 dollari.

GEORGE: Oh, no! Tom… un minimo fino alla riapertura…

TOM: Voglio 245 dollari.

GEORGE: Va bene… eccoli qua…

TOM: E il conto è chiuso.

GEORGE: No, no… rimane aperto. E’ un prestito, intesi, eh? E tu Ed?

ED: Ho 300 dollari qui, George.

GEORGE: Oh, ti prego Ed… fino alla riapertura della banca… quanto, allora?

ED: Ma… 20 dollari. Spero mi basteranno…

GEORGE: Grazie Ed! Signora Thomas, quanto volete voi?

SIGNORA THOMAS: Ma i denari sono tanti…

GEORGE: Non vi preoccupate, quanto volete?

SIGNORA THOMAS: Mi farò bastare una ventina di dollari…

GEORGE: Venti dollari vanno benissimo.

SIGNORATHOMAS: Devo firmare qualcosa?

GEORGE: No, non dovete firmare niente, so che li restituirete non appena vi sarà possibile… Ditemi signora Mapley.

SIGNORA MAPLEY: Potrei avere… 17 e 50?

GEORGE: diciassett… (ride) Dio vi benedica! (La bacia) Ma vi basteranno veramente!

ZIO BILLY: Stiamo per vincere, George! Non ci faranno chiudere più!

GEORGE: 6..5..4..3..2..1..vittoria!!! Abbiamo vinto, vedi? Siamo ancora in piedi! Abbiamo perfino 2 dollari! Dobbiamo brindare. Prendi i bicchieri, Tilly, svelta. Noi siamo due maghi della finanza!

ZIO BILLY: Siamo dei nuovi Rockfeller!

GEORGE: Prendi un vassoio per questo illustre residuo…

TILLY: Teniamoli per seme! Salute!

GEORGE: Salute! Salute a voi, mamma dollaro e papà dollaro! E se volete che questa vecchia società si regga in piedi, spicciatevi a far figli!

TILLY: Fossero conigli…

GEORGE: Magari… mettili nella cassaforte e vediamo che succede!

ZIO BILLY: Ora fumiamoci i sigari del matrimonio.

GEORGE: Oh… santi numi… sono sposato. Dov’è Mary? Mary… oh… ma io dovevo prendere il treno… ormai è partito… chissà se il taxi aspetta ancora qui sotto…

TILLY: George, ti vogliono al telefono…

GEORGE: Chiamatemi Mary al telefono, probabilmente sarà da sua madre…

TILLY: La signora Bailey attende…

GEORGE: Non voglio la signora Bailey, voglio mia moglie.. ah, già… La signora Bailey è mia moglie… Parlo di qua. Mary? Pronto? Senti, cara, mi dispiace… Eh? Cosa dici? Quale casa? Via del sicomoro? Sì ma… di chi è? Il Woolbridge Hotel?

SCENA XIV: Alla casa di Grahmville

BERT: Oh… George!

GEORGE: (entrando è molto stupito) Oh… buonasera signore…

BERT: Monsieur… entrèz…

MARY: Benvenuto, signor Bailey…

GEORGE: (si guarda intorno a lungo) Mary… Mary… ma come hai… Oh, Mary!

MARY: Ti ricordi di quando rompemmo i vetri di questa casa? Questo avevo desiderato…

GEORGE:  Amore… sei deliziosa… Mary!

SCENA XV: Buio - Proiezioni

GIUSEPPE: E così, George e Mary incominciarono la loro vita come una nuova famiglia. George risollevò la “Costruzioni & Mutui”, e portò avanti i suoi progetti. Grazie ai soldi che raccoglieva egli riuscì a costruire, poco fuori città, un nuovo quartiere, con tante case, con prezzi agevolati per le famiglie poco abbienti. Il “Villaggio Bailey”… Concedeva mutui per l’acquisto della casa, e presto Martini, Bert, e tantissima altra gente ebbero la loro bella casetta, che altrimenti non avrebbero potuto permettersi.

CLARENCE: E Potter?

GIUSEPPE: Potter rodeva d’invidia. Sempre più gente infatti si rivolgeva a George per l’acquisto della casa. Sempre più gente si trasferiva al villaggio Bailey. Nessuno più infatti era disposto a vivere nelle squallide baracche di Potter, per di più dovendo sopportare le sue angherie e la sua avidità.

          Ma Potter era un uomo molto furbo. Sapeva qual’era il punto debole di George: i suoi sogni… E così lo mandò a chiamare…

SCENA XVI: Da Potter

GEORGE: Grazie tante. Buon sigaro, signor Potter…

POTTER: Ti piace? Te ne manderò una scatola.

GEORGE: Probabilmente arriverò a capirlo da me, ma perché avete voluto vedermi?

POTTER: Ah! Ah! George… è proprio questo modo di fare che mi piace in te. George, io sono ormai vecchio, tanta gente mi odia  e neanch’io li ho in simpatia, così siamo pari. Dopo il mio intervento alla banca ho sotto controllo tutta la città meno… che la Bailey “Costruzioni & Mututi”. Tu sai che da molti anni ho cercato di assorbirla o soffocarla, ma devo riconoscere che non vi sono riuscito. Tu me l’hai impedito. E infatti mi hai sempre battuto, George. E cene vuole, perché vedi, con me ci hano sempre rimesso le ossa tutti… Ora, consideriamo il periodo della depressione: tu ed io solamente non abbiamo perso la testa. Tu salvasti la tua società ed io tutto il resto...

GEORGE: Molti dicono che l’abbiate rubato tutto il resto…

POTTER: Ma quelli sono i buoni a nulla, George, gli invidiosi. Ed ora che abbiamo parlato molto chiaramente di me, parliamo un po’ di te. 28 anni, sposato, guadagni 40 dollari la settimana…

GEORGE: 45…

POTTER: 45. E ci devi mantenere tua madre, la tua famiglia, e forse riesci a risparmiarne 10. Un bambino o due che vengano e non potrai risparmiare nemmeno quelli. Ora, se questo giovanotto fosse un fannullone qualsiasi potrebbe andare, ma George Bailey saprà in ogno modo farsi strada. E’ intelligente, abile, ambiziose, onesto, e odia la società “Costruzioni & Mutui” almeno quanto la odio io.

          Un giovane che ha sempre sognato, fin da quando è nato, un giovane che ha sempre avuto le qualità per emergere ma che deve guardare tutti i suoi amici farsi strada perché è in trappola. Proprio così, in trappola! E sciupa la sua vita a fare da balia ad un branco di miserabili. Dimmi se sbaglio oppure se vedo giusto…

GEORGE: Dove volete arrivare? Avanti!

POTTER: Arrivare a questo: offrirti un impiego. Dovrai occuparti dei miei affari e delle mie proprietà. Tanto per cominciare ti darò 20.000 dollari all’anno…

GEORGE: 20.000 dollari all’anno?!

POTTER: Sì… e tu potresti vivere nella più bella casa della città, comprare dei bei vestiti a tua moglie, andare spesso a New York per affari e… fare qualche viaggio in Europa… Ti dispiacerebbe, George?

GEORGE: Dispiacermi? Ma nonstarete per caso parlando a qualcun altro? Oppure parlate proprio con me?

POTTER: Sì, con te George Bailey. E’ arrivata la tu fortuna, sempre che tu abbia abbastanza cervello per acciuffarla.

GEORGE: Già… ma… e la “Costruzioni & Mutui”?

POTTER: Oh, al diavolo! Ma ti fa dunque paura il successo? Io ti offro un contratto per 3 anni a 20.000 dollari all’anno a partire da oggi. Affare concluso oppure no?

GEORGE: Signor Potter io… sono preso alla sprovvista da questa proposta e… io vorrei avere 24 ore di tempo per pensarci…

POTTER: Sicuro! Sicuro, sicuro… vai a casa a parlarne con tua moglie… E intanto preparerò il contratto per te.

GEORGE: Grazie…

POTTER: D’accordo, George.

GEORGE: D’accordo, signor Potter! (gli stringe la mano e si accorge della sua luridità) Ah… no…. no… non preparate proprio niente perché… perché io non ho bisogno di consultarmi con nessuno, so già qual è la mia  risposta: è no! No! No, maledizione! State qui a ordire le vostre trame come se il mondo fosse imperniato su di voi e sul vostro denaro. Ma non è così, signor Potter! In tutto… in tutto questo immenso universo voi non siete altro che un vilissimo piccolo ragno! (poi uscendo) E l’ho detto anche a te,  mummia! E anche a te!

SCENA XVII: Alla casa di George e Mary

GEORGE: (pensa) “…Sì… e tu potresti vivere nella più bella casa della città, comprare dei bei vestiti a tua moglie, andare spesso a New York per affari e fare qualche viaggio in Europa. Ti piacerebbe, George?”…

“Io so cosa farò quest’altro mese, quest’altr’anno e l’anno di poi! Io scuoterò dalle mie scarpe la polvere di questa piccola città e andrò per il mondo. Voglio costruire case, tante case… voglio costruire grattacieli alti 80, 90, 100 piani! Voglio costruire dei ponti lunghi un miglio…”….

“Che cosa vuoi, Mary? Puoi dirmelo… vuoi la luna? Se la vuoi io la prenderò al laccio per te…” …. (ricorda Mary che canta) Mary…

MARY: Amore…

GEORGE: Mary… come hai potuto sposare uno come me?

MARY: Per non diventare una vecchia zitella…

GEORGE: Potevi sposare Sam, o chiunque altro…

MARY: Non potevo sposare nessun altro. Voglio che il mio bambino ti assomigli…

GEORGE: Mary… non abbiamo fatto nemmeno il viaggio di nozze… Che hai detto?

MARY: Un bambino.

GEORGE: U… U… U… ma Mary, mettiamo su il nido?

MARY: George ha acchiappato la cicogna.

GEORGE: Ha acchiappato la cicogìna? U…u... vuoi dire che… che cos’è, un bambino o una bambina?

MARY: Mmmm…mmm…

SCENA XVIII: Buio – Proiezioni

GIUSEPPE: Ora, hai sicuramente indovinato che George non lasciò mai Bedford…

CLARENCE: Già…

GIUSEPPE: Mary ha avuto la sua creatura, un maschietto. Poi ne ha avuta un’altra, una bambina. Un giorno dopo l’altro ha trasformato la vecchia casa di Grahmville in un nido accogliente. Tardi, una sera dopo l’altra, george rientrava dall’ufficio. Potter imperversava sempre più. Poi venne la guerra. Mary ha avuto altri due bambini, ma ha trovato il tempo per assistere i combattenti insieme alla signora Bailey, la madre di George. Sam ha fatto fortuna con le calotte plastiche per aereoplani, Potter è diventato il capo della commissione di reclutamento.

POTTER: Idoneo… idoneo… mmm… idoneo.

GIUSEPPE: Bower e zio Billy hanno raccolto soldi per la guerra. Harry bailey era su una portaerei: ha abbattuto 15 apparecchi e 2 di questi mentre stavano picchiando su un trasporto carico di soldati.

CLARENCE: Sì, ma… George?

GIUSEPPE: George, esonerato a causa del suo orecchio, ha combattuto la battaglia di Bedford: la campagna della carta, la campagna dei rottami, la campagna della gomma. E come tutti gli altri il giorno della vittoria in Europa ha pianto e pregato. E il giorno della fine della guerra ha pregato e pianto di nuovo.

DIO: Giuseppe. Ora fagli vedere quello che è successo oggi…

SCENA XIX: Alla “Costruzioni & Mutui”

GIUSEPPE: (fuori scena) Questa mattina, Vigilia di Natale, verso le 10 ora terrestre, tempo di Bedford…

GEORGE: Bert! Ciao, guarda qui, guarda, guarda che notizia eccezionale! (gli mostra il giornale)

BERT: Dice che nevicherà.

GEORGE: Ma che c’entra la neve, adesso! Leggi cosa dice: Harry Bailey medaglia d’oro del congresso!

BERT: Ah ah!, lo so, lo so, medaglia al valore al comandante Harry Bailey!

ZIO BILLY: Che si legga bene il nome su quello striscione, mi raccomando! Buon Natale!

TILLY: C’è Harry al telefono, per voi.

GEORGE: Harry? Davvero?

TILLY: Ha messo la chiamata a carico vostro…

GEORGE: Certo, certo, che cosa importa per un eroe! Harry! Harry, sei tu? vecchio fratello sempre in gamba! Congratulazioni! E la mamma cosa dice? Davvero? Cosa? La mamma ha pranzato alla casa bianca…

TILLY: Chieda che cosa hanno mangiato…

GEORGE: Harry! Dovresti vedere cosa stanno preparando in città! Davvero? La mamma torna in aereo dopo pranzo…

TILLY: In aereo?

GEORGE: Cosa? Zio Billy… è già venuto lo zio Billy?

TILLY: Sì, è andato in banca, prima… A proposito… c’è l’ispettore della banca…

GEORGE: Oh! Sì, Harry, scusami, devo lasciarti, parla un po’ con Tilly… Torno subito..

ISPETTORE: Salve. Sono Carter, l’ispettore della banca.

GEORGE: Piacere, Buon Natale!

ISPETTORE: Altrettanto.

GEORGE: Siamo tutti emozionati. Mio fratello Harry ha ricevuto la medaglia al valore del congresso! Lo ha decorato il presidente!

ISPETTORE: Pare che usino queste cose… Beh, annata buona, no?

GEORGE: Anno buon… ah! Per noi è stato un disastro!

ISPETTORE: Mmmmh… è molto strano…. Non dovrei stupirmene, ma visto che accettate di ricevere a carico vostro le telefonate altrui…

GEORGE: Ehm… ehm… prego… accomodatevi qui, signor Carter…

TILLY: Dobbiamo interrompere?

GEORGE: No! Deve parlare con lo zio Billy…

ISPETTORE: Sentite, se mi aiutate spero di finire stasera. Vorrei proprio passare il Natale a casa mia, con la mia famiglia…

GEORGE: Avete ragione, signor Carter. Entrate pure, cercherò di accontentarvi…

SCENA XX: Alla banca

ZIO BILLY: 7000…. 8000!

GENTE: Buon Natale! Buon Natale Signor Potter!

POTTER: (entra col giornale) Ah! Buon Natale…

ZIO BILLY: Che c’è di nuovo signor Potter? (gli strappa di mano il giornale) Guarda guarda… medaglia al valore per Harry Bailey! Non potevano che darla a uno di quei ragazzi! Non si può tenere testa a questi Bailey! Non è vero signor Potter?

POTTER: E quel leone di George, come l’ha presa?

ZIO BILLY: Geloso. molto geloso. Pensi che in guerra ha perso tre bottoni del panciotto. Ma forse quel leone di George ne avrebbe prese 2 di medaglie invece che una…

POTTER: Per l’orecchio, eh?

ZIO BILLY: Beh, dopotutto Potter qualcuno come George doveva pur rimanere a casa. Non tutti i nemici erano al fronte, ce ne sono anche qui…Ah! Ah! (Inavvertitamente lascia la busta coi soldi in mezzo al giornale di Potter)

CASSIERE: Buon giorno, signor Bailey…

ZIO BILLY: Buon Natale, Ernest…

(intanto Potter si accorge dei soldi e scruta la scena)

CASSIERE: Avete dimenticato qualcosa? No, dico, avete dimenticato il più…

ZIO BILLY: Eh…?

CASSIERE: Non volevate fare un versamento?

ZIO BILLY: Sì, 8000 dollari…

CASSIERE: Di solito si usa portare il denaro

ZIO BILLY: Uh… che distratto… ero sicuro…

CASSIERE: L’avrete lasciato in ufficio, signor Bailey…

POTTER: Riportami di là, svelto!

SCENA XXI: Alla Costruzioni & Mutui

VAYOLET: George, ascoltami un momento…

GEORGE: Senz’altro, entra in ufficio… Zio Billy, prendi il telefono, c’è Harry…

TILLY: Presto, presto. C’è Harry al telefono, suo nipote!

ZIO BILLY: Sì harry, va bene, va bene, ci vediamo presto. (riattacca) Dovrei farmi visitare la testa…. 8000 dollari… dovranno pur essere da qualche parte…

GEORGE: Ecco qua. A te.

VAYOLET: Carattere… se ne avessi soltanto un po’…

GEORGE: Ce ne vuole molto per andarsene e ricominciare. Tieni.

VAYOLET: No… George…

GEORGE: Sei in bolletta. Su!

VAYOLET: Oh, no… io…

GEORGE: Vorresti impegnarti la pelliccia e il cappello? Vuoi andarci a piedi a new York? pensi che là non ci vogliano i soldi per vivere, come qua?

VAYOLET: Sì, certo…

GEORGE: E’ un prestito. Dopotutto è il mio mestiere. Buona fortuna.

VAYOLET: Sei veramente un amico, George… (lo bacia)

GEORGE: Saluta New York per me!

VAYOLET: Sì, sì… lo farò…

GEORGE: Buon Natale.

VAYOLET: Buon Natale, George.

ISPETTORE: Signor Bailey!

GEORGE: Oh, signor Carter, scusatemi, ora vengo. C’è zio Billy?

TILLY: Sì, è di là.

GEORGE: Zio… che è successo? C’è l’ispettore della banca che aspetta…

ZIO BILLY: E’ qui?!?!

GEORGE: Sì, per il controllo mensile,… ma che è successo qui dentro?

ZIO BILLY: Entra, entra…

GEORGE: Tilly, senti, zio Billy ha preso del denaro ieri sera…

TILLY: Sì, aveva dei biglietti sul tavolo, li contava…

GEORGE: Senti, hai comprato nulla?

ZIO BILLY: (uscendo) Ma niente, niente… nemmeno una gomma da masticare…

GEORGE: Bene… bene… Ora rifaremo la strada che hai percorso da quando sei uscito.

ZIO BILLY: Di qua, di qua…

GEORGE: E ti sei messo la busta in tasca…

ZIO BILLY: Non ricordo… forse sì…

GEORGE: Come forse! Forse, forse! Ma non puoi dirmi forse, dobbiamo trovare quel denaro!

ZIO BILLY: Io sono un peso per te…

GEORGE: Ma ti rendi conto di cosa succederà se non troviamo il denaro?

ZIO BILLY: Sono un peso…

GEORGE: Senti, qui in casa non ci sono nascondigli. Dove potresti averlo messo? Dove? Dove!

ZIO BILLY: Ho rovistato per tutta la casa… persino nelle stanze che erano vuote da quando persi Laura….(piange disperato)

GEORGE: Stammi a sentire, pensa! Pensa! Pensa!

ZIO BILLY: Non posso più pensare, George, mi fa male…

GEORGE: Dov’è il denaro, stupido imbecille? Sai cosa vuol dire non trovare il denaro? Significa scandalo, bancarotta, prigione! Ecco cosa vuol dire! Uno di noi due andrà in prigione, e non sarò io! Ah! (esce)

SCENA XXII: A casa di George e Mary

TUTTI: Buonasera! Buon Natale, papà!

MARY: Oh, ciao George! Hai, visto? Tua madre è già arrivata…

GEORGE: OH… sì… sì… ciao mamma…

MADRE: Ciao George… Hai portato la ghirlanda?

GEORGE: Che ghirlanda?

MADRE: Ma la ghirlanda di Natale da appendere alla finestra…

GEORGE: No, mi dispiace… l’ho lasciata in ufficio…

MADRE: Nevica?

GEORGE: Comincia…

MARY: Dov’è il cappotto e il cappello?

GEORGE: Li ho lasciati in ufficio…

MARY: Stai male?

GEORGE: Non è niente, va tutto bene…

MADRE: Vieni qui, pensaci tu, Peter, ormai sei grande. Metti la stella in cima all’albero, ma proprio in cima…

PETER: Così?

MADRE: Bravo… così… oh.. riempi quel piccolo vuoto, lassù…

PETER: Quello?

MARY: Sì, proprio quello. Sembra un sogno per Harry, siamo famosi George. A dir poco abbiamo avuto una cinquantina di telefonate per l’articolo sul giornale, per il banchetto… Tua madre è così emozionata… (nota che George è stravolto e abbraccia il bimbo più piccolo)

MADRE: Non mi sembra vero…

GEORGE: Devi suonare proprio ora? (tutti  ammutoliscono)

JANE: Devo esercitarmi per la festa di stanotte, papà.

PETER: Mamma ci fa stare alzati fino a mezzanotte per cantare.

BIMBO: Sai cantare, papà?

MADRE: Cambiati George. Fra poco arriveranno gli invitati…

GEORGE: Invitati! Non voglio invitati fra i piedi, stasera!

MARY: Hai avuto una giornataccia?

GEORGE: Una di quelle giornate che i Bailey non dimenticheranno…

PETER: Hai visto la macchina nuova di Smith?

GEORGE: E alla vostra manca forse qualcosa? Non cammina anche quella?

PETER: Sì, papà… scusa…

MADRE: Sei scusato. Ora va a vedere cosa fa Zuzù…

GEORGE: Zuzù? Perché? Che ha Zuzù?

MARY: Oh, un raffreddore, una cosa da poco. Ha preso freddo tornando a casa da scuola. le hanno dato un fiore come premio e lei per non sciuparlo non si è voluta allacciare il cappottino.

GEORGE: Che ha, mal di gola? La febbre?

MARY: Nooo, solo un raffreddore. Il dottore ha detto…

GEORGE: Dottore? E’ venuto il dottore?

MARY: Sì, l’ho chiamato, non c’è da preoccuparsi…

GEORGE: Ha anche la febbre? Quanto ha?

MARY: Oh, 2 linee sole, niente di grave. Passerà subito.

GEORGE: Maledizione! Questa casaccia! Io non so come mai non abbiamo tutti la polmonite! Barcaccia piena di correnti! Tanto varrebbe vivere in una ghiacciaia! Ma perché siamo venuti a finire qui, invece di andarcene via da questa città ammuffita?

MARY: Qualcosa che non va?

GEORGE: Qualcosa? Tutto non va! E me la chiami una famiglia felice questa? Perché abbiamo avuto tanti bambini?

PETER: Come si scrive “incenso”. papà?

GEORGE: Non lo so. Chiedilo a tua madre!

MARY: Dove vai ora?

GEORGE: A vedere Zuzu.

PETER: Allora me lo dici tu, mamma?

MARY: Si scrive i, enne, ci…

SCENA XXIII: Nella stanza di Zuzu

ZUZU: Ciao, papino!

GEORGE: Che hai fatto?

ZUZU: M’hanno dato un premio.. (fa per alzarsi)

GEORGE: Ferma, ferma. Dove vai?

ZUZU: Voglio dare da bere al mio fiore…

GEORGE: Buona… dai il fiore a papà. Gli dà da bere lui. Dammi…

ZUZU: (alcuni petali cadono) Uh, papà… me lo aggiusti?

GEORGE: Sì, aspetta. Ora lo incolliamo… (si mette in tasca i petali) Ecco. Ecco fatto. Sembra nuovo. Ora gli diamo da bere. Vuoi fare un piacere a papà?

ZUZU: Cosa?

GEORGE: Ti metti buona a dormire…

ZUZU: Non voglio dormire. Voglio stare a guardare il mio fiore.

GEORGE: No, no… Zuzu, devi dormire, così potrai sognarlo in un giardino pieno di rose.

ZUZU: Pieno…

GEORGE: A a…(annuendo)

SCENA XXIV: In casa di George e Mary

TUTTI: Telefono!

MARY: Rispondo io. Pronto? Sì? Sono la signora Bailey. Oh, grazie signora Well. Sono sicura che non è nulla. Il dottore ha detto che potrà alzarsi per domani, per Natale…

GEORGE: E’ la maestra di Zuzu?

MARY: Sì…

GEORGE: Le parlo io. Pronto? Pronto, signora Well. Sono George Bailey, il papà di Zuzu. Che razza di maestra siete? Che cosa le è venuto in mente di mandarmela a casa mezza nuda?

MARY: No…

GEORGE: Vi rendete conto che le potrebbe venire una polmonite?

MARY: George…

MADRE: Ma che…

GEORGE: E’ forse per questo che paghiamo le tasse? Per avere degli insegnanti che…

MARY: George, no!

GEORGE: Per avere delle insegnanti stupide scervellate che mandano a casa i bambini senza niente addosso. Sapete, i miei bambini non sono i meglio vestiti, ma non c’è ragione di trascurarli. Ah! Vecchia stupida!

MARY: Pronto, signora Well? Io vorrei chiederle scusa… pronto? Pronto? Ha riattaccato...

GEORGE: L’attacco io, a un albero!

MADRE: George, ma cosa succede? Che hai?

SIGNOR WELL: Ma chi ti credi di essere, ignorante?

GEORGE: Dammi qua! Pronto? Chi è? Il signor Well? Carissimo signor Well, lasciatemi dire tutto quello che penso su ostra moglie. Levati di torno e lasciami parlare! Pronto? Pronto?! Beh, dice davvero eh..? Ok, signor Well, sempre che abbiate il coraggio di farlo! Pronto? Pronto? Che razza di gente…

PETER: Come si scrive “alleluja”?

GEORGE: Ma che ne so! Non sono micca un dizionario! John, levati di torno. E tu, Jane, non l’hai ancora imparata questa lagna? L’hai suonata e risuonata, ora basta! Basta!!. …. …. Scusa Mary… Mamma… Jane, mi dispiace… non volevo… continua a suonare… Peter, devi scusarmi anche tu… cosa volevi sapere?

PETER: Niente, papà…

GEORGE: Ma che avete tutti? Jane, ti ho detto di suonare, suona! Ho detto suona!

JANE: Papà…

MADRE: Calmati, George…

MARY: Non maltrattare i bambini! Perché loro?

GEORGE: Mary… (esce)

MADRE: Ma che gli è preso? Era sconvolto… mio Dio… Dev’essere successo qualcosa di grave, George non è il tipo da perdere la testa per un nonnulla…

MARY: Proviamo a chiedere allo zio Billy. (prende il telefono) Pronto? Bedford, 247…

PETER: Papà è nei guai?

MADRE: Sì, Peter…

JANE: Devo pregare per lui?

MADRE: Sì, pure tu, John…

MARY: Pronto? C’è zio Billy?

JANE: Anch’io?

MADRE: sì, Jane, prega tanto.

SCENA XXV: Da Potter

GEORGE: Ho bisogno di aiuto, signor Potter… sono nei guai… Per un malaugurato caso abbiamo un forte ammanco di cassa. L’ispettore è venuto proprio oggi. Devo avere 8000 dollari immediatamente!

POTTER: E’ per questo che i revisori dei conti volevano parlarmi… Dunque c’è pure un ispettore che sta cercando di te… guarda guarda…

GEORGE: Per piacere, aiutatemi! Vi prego! Capite cosa vuol dire per la mia famiglia? Io pagherò quanto volete di interesse, qualsiasi somma… se volete ancora la “Costruzioni & Mutui” io…

POTTER: George, non potrebbe esserci una qualche irregolarità nei conti?

GEORGE: No, i libri sono a posto… Ho solamente smarrito non so come 8000 dollari e non riesco a ritrovarli…

POTTER: Perduto 8000 dollari?

GEORGE: 8000…

POTTER: Hai avvertito la polizia?

GEORGE: Come?

POTTER: ah ah ah! Bella scusa questa! Che hai combinato George? Hai giocato in borsa col denaro degli altri?

GEORGE: No, no di certo…

POTTER: Forse allora c’è sotto una donna. Sai, George, corre voce che hai dato del denaro a Vayolet Bang…

GEORGE: No, no…

POTTER: Non mi preme saperlo, ma perché sei venuto da me? Perché non hai pensato di chiedere la somma al tuo amico Sam?

GEORGE: Non posso chiedergliela, è in Europa…

POTTER: E tutti gli altri amici?

GEORGE: Non dispongono di somme simili… Signor Potter, lo sapete, voi siete l’unico che potete aiutarmi!

POTTER: Bene, bene… sono diventato improvvisamente importante… E che garanzie saresti disposto a darmi George? Hai delle azioni?

GEORGE: No… no…

POTTER: Titoli? Proprietà? Valori di altro genere?

GEORGE: Un’assicurazione sulla vita… Una polizza da 15.000 dollari…

POTTER: Sì? E quanto hai versato a tutt’oggi?

GEORGE: 600 dollari…

POTTER: 600 dollari? E vieni invece a chiedermene 8000! Guarda un po’… eri così sicuro di te! Volevi partire alla conquista del mondo! Una volta mi hai dato dell’avaro, se la memoria non mi inganna… Intanto ora non sei che un fallito, come tuo padre! Un miserabile impiegatuccio che viene qui strisciando ad elemosinare aiuto. Nessuna garanzia. Niente azioni, niente proprietà, solo un miserabile versamento di 600 dollari su una polizza di assicurazioni.. Ah! Ah! Vali più da morto che da vivo! Potresti andare a chiedere soldi a quella marmaglia che ti è sempre stata a cuore, e non ci vai. Sai perché? Perché ti caccerebbero a pedate. Te lo dico subito quello che potrei fare per te, George. Giacchè l’ispettore sta facendo una verifica, io, come azionista della “Costruzioni & Mutui”, chiederò che venga spiccato contro di te un mandato di arresto. Appropriazione indebita, falso in scrittura, frode continua! (George esce)

Benissimo George, scappa pure! Non potrai nasconderti in una cittadina come questa. Polizia? Sono Potter…

SCENA XXVI: Al bar di Martini

MARTINI:Ah! Ah! Buon natale! Sono felice di rivederti qui!

MARTINI: Certamente! Spaghetti speciali!

GEORGE: Oh, Dio… Padre nostro… che sei nei cieli… io non so pregarti o Dio… ma se tu sei lassù e mi senti, dimmi cosa devo fare… dammi la forza per andare avanti… Dio… illuminami tu…

MARTINI: Vi sentite male, George? Devo accompagnarvi a casa? Non bevete, su, amico mio… Signor Bailey dovete andare a casa, è la vigilia di Natale…

WELL: Bailey? Quale Bailey?

MARTINI: Questo è George Bailey.

WELL: (dà un pugno a george, che cade a terra) Se parlate ancora a quel modo a mia moglie vi toccherà di peggio! Ha pianto per un’ora! E la trattate anche male, dopo che i vostri stupidi figlioli la fanno impazzire tutto il santo giorno!

MARTINI: Andatevene  subito, signor Well!

WELL: Voglio pagare la mia consumazione!

MARTINI: Non importa se pagate! Fuori di qui! Avete colpito il mio migliore amico! Fuori di qui! Come vi sentite, George?

GEORGE: …Ma… chi era?

MARTINI: Beh, è andato… non vi preoccupate… si chiama Well… non metterà più piede qua dentro!

GEORGE: Oh… le mie preghiere, eh? Dov’è la mia polizza? Ah… ecco…

MARTINI: Non dovete, signor Bailey, non dovete andare via in queste condizioni…

GEORGE: Sto benissimo!

MARTINI: Ma no… non state bene, aspettate…

(George esce)

Voci da fuori

UNO: Ehi! Dove ce l’avete la testa! Guardate prima di attraversare!

Si sente una macchina che frena. Poi un’auto che parte e che si schianta contro un albero.

UNO: Ma che avete combinato? Guardate qui, quest’albero lo piantò il mio bisnonno! Ehi! Ehi voi! Tornate indietro, stupido ubriaco! Togliete di qui il vostro rottame!

SCENA XXVII: Al ponte

George arriva trafelato al pobte della ferrovia. Si ode il treno arrivare. George è disperato. Il treno si avvicina, George sta per buttarcisi sotto, quando si sente un tonfo nell’acqua. E’ Clarence, che ha fatto finta di cadervi.

CLARENCE: Aiuto! Aiuto!

Subito George si tuffa per salvarlo, ignorando il treno che passa.

SCENA XXVIII: Nella baracca

CLARENCE: Non ho avuto tempo di procurarmi della biancheria alla moda. Questa me la regalò mia moglie per il mio ultimo compleanno. L’avevo addosso il giorno che morii… Ah, povero Tom Sawyer tutto bagnato… Dovresti leggere questo libro che è uscito ora…

GEORGE: Come avete fatto a cadere in acqua?

CLARENCE: Caduto? Mici sono buttato per salvarti!

GEORGE: Come? Salvare me?

CLARENCE: Certo, è proprio così. Avevi in mente una cosa ma non l’hai fatta.

GEORGE: Che avevo in mente?

CLARENCE: Il suicidio.

GEORGE: Ma… che dite… Dalle nostre parti suicidarsi è contro la legge.

CLARENCE: Già, è contro la legge anche dalle mie parti…

GEORGE: … e da dove venite?

CLARENCE: Dal cielo. Ho deciso lì per lì di buttarmi giù. Sapevo che se mi vedevi annegare avresti cercato di salvarmi. Ecco perché ti ho salvato.

GEORGE: Ah… molto interessante…

CLARENCE: Ti sanguina un labbro, George…

GEORGE: Già… un pugno… come risposta a una mia preghiera di poco fa.

CLARENCE: Oh, no, no George! IO sono quella risposta. per questo mi hanno mandato quaggiù.

GEORGE: Come sai il mio nome?

CLARENCE: Oh, so tutto di te. Ho seguito la tua vita fino da…

GEORGE: Ma sei forse un indovino?

CLARENCE: Ah, no.

GEORGE: Chi sei?

CLARENCE: Clarence Abody, A. S. C.!

GEORGE:  Abody? ASC? Cosa vuol dire ASC?

CLARENCE: Angelo di 2^ classe.

GEORGE: Oh per bacco… che diavolo m’ha messo in quel liquore Martini… Senti un po’… Cos’hai detto poco fa? Che sei venuto per salvarmi?

CLARENCE: Sono stato mandato quaggiù apposta, Sono il tuo angelo custode.

GEORGE: Non mi sorprende per niente…

CLARENCE: E’ ridicolo che tu abbia pensato di ucciderti per del denaro. 8000 dollari…

GEORGE: Già, sono cose che… come sai questa storia?

CLARENCE: Te l’ho detto. Sono il tuo angelo custode. So tutto di te…

GEORGE: Hai tutta l’aria del tipo di angelo adatto a me. Sei appiedato, eh? Che ne hai fatto delle tue ali?

CLARENCE: Non le ho ancora avute. Sono un angelo di 2^ classe…

GEORGE: Non so se mi piacerebbe farmi vedere in giro con un angelo senza ali…

CLARENCE: Eh… me le devo guadagnare… E tu mi aiuterai certamente.

GEORGE:  Sicuro… sicuro… e come?

CLARENCE: Lasciandoti guidare da me.

GEORGE: Ah! Puoi aiutarmi solo se hai portato con te 8000 dollari!

CLARENCE: Oh, no, no. Non usiamo denaro lassù.

GEORGE: E’ vero, già, dimenticavo… Invece quaggiù non se ne può fare a meno, amico.

CLARENCE: Ah, sciocchezze…

GEORGE: L’ho scoperto troppo tardi. Valgo più da morto che da vivo!

CLARENCE: Non devi dire queste cose. Non avrò le ali se continui così. Non ti rendi conto di tutte le cose che hai fatto? Se non fosse stato per te…

GEORGE: Ah! Se non fosse stato per me tutti starebbero molto meglio! Mia moglie, i miei amici, i miei figli… No, no… vai a salvare qualcun altro, vai, vai..

CLARENCE: Ma no, no… tu non mi capisci… io ho un…

GEORGE: Stai zitto! Vai via!

CLARENCE: Eh… la faccenda non sarà tanto semplice. Così pensi ancora che uccidendoti faresti diventare tutti più felici, eh?

GEORGE: Eh… non so.. credo di sì… Anzi, sarebbe stato meglio che non fossi mai nato!

CLARENCE: Cosa dici?

GEORGE: Ho detto che vorrei non esser nato!

CLARENCE: Oh, non devi dire queste cose… Tu.. un momento… un momento… questa è una buona idea… che ne pensi? Sì, è quello che ci vuole. Bene. Sei esaudito. Non sei mai nato. Ehi lassù! Non occorre poi far tanto chiasso!

GEORGE: Cos’hai detto?

CLARENCE: Non sei mai nato. Non esisti. Non hai preoccupazioni al mondo. Niente pensieri, niente impegni, niente 8000 dollari da trovare e nessun Potter che ti amareggia la vita.

GEORGE: Parlami un po’ da quest’orecchio…

CLARENCE: Sicuro. Ci senti anche di lì.

GEORGE: Oh… questo è straordinario… Non ci sentivo più da quand’ero bambino… Dev’essere stato quel tuffo nell’acqua gelata…

CLARENCE: Anche il labbro non ti sanguina più, George.

GEORGE: Ma che racconti? Che è successo? Guarda, non nevica più… Insomma, che sta succedendo? Ho bisogno di bere qualcosa di forte.. Che ne diresti, angelo, di un bicchierino?

CLARENCE: (ride)

GEORGE: Appena si saranno asciugati i vestiti…

CLARENCE: Ma sono già asciutti…

GEORGE: Oh… che strano… La stufa sarà più calda di quanto credessi… Su, rimettiti i vestiti, così andiamo a riprendere la macchina e poi… Anzi, io andrò in macchina e tu volerai!

CLARENCE: Non posso. Ti ho detto che non ho le ali…

GEORGE: Ah… non hai le ali, già…

CLARENCE: Che cosa cerchi?

GEORGE: Ma… avevo lasciato qui la mia macchina e non c’è più…

CLARENCE: Ma tu non hai la macchina…

GEORGE: Oh, l’avevo la macchina! L’avevo lasciata qui, l’avrà portata via qualcuno…

UNO: Buonasera.

GEORGE: Scusi, dite… dov’è la mia automobile?

UNO: Come avete detto?

GEORGE: La mia automobile… l’ho lasciata qui quando ho sbattuto contro l’albero…

UNO: Ma… che albero?

GEORGE: Che albero? Questo qui! Ci ho sbattuto contro! Ci ho fatto uno spacco! Da questa parte o…

UNO: Ma che state raccontando? Mi avavate preoccupato… uno dei più vecchi alberi di Pottersville…

GEORGE: Pottersville? Volete dire Bedford…

UNO: Ho detto Pottersville! Credete che non sappia dove vivo? Ma che diavolo avete?

GEORGE: Oh… non so, io… non capisco più niente… non so se sono pazzo io o… tu!

CLARENCE: Io… io no… certo…

GEORGE: Forse l’avrò lasciata da Martini… Gabriele, andiamo a vedere…

CLARENCE: No, Clarence!

GEORGE: Clarence, già…

SCENA XXIX: Al bar

GEORGE: Eccoci arrivati. Vieni… Martini è un mio buon amico.. qui c’è posto a sedere… siedi. Oh, ciao Martini.

MARTINI: Volete un Martini?

GEORGE: Oh, no! Sempre in vena di scherzi, eh?

MARTINI: Sentite. Volete da bere o no?

GEORGE: Oh, va bene… doppio gin! Presto Martini!

MARTINI: Va bene. E per voi?

CLARENCE: Eh eh! Ci sto pensando… E’ tanto tempo che non… Ah! Ah!

MARTINI: Sentite, signore, ho da fare. Dovreste far presto a decidervi…

CLARENCE: Grazie buon uomo… stavo pensando a… un buon punch al rum… no… non fa abbastanza freddo per il punch. Un momento! Ho deciso: vino cotto! Con molta cannella e poco garofano. Roba dei miei tempi!

MARTINI: Sentite signore: in questo bar serviamo roba per ubriacarsi presto e non vogliamo tra i piedi tipi come voi per dare alla bottega color locale! E’ chiaro o vi devo convincere… a suon di pugni?

CLARENCE: Ma che cosa sta dicendo?

GEORGE: Dài, Martini.. dagli quello che hai dato a me… è un buon diavolo… (poi a Clarence) Che cosa gli prende? Non ho mai visto Martini comportarsi così…

MARTINI: Va bene…

GEORGE: Ah, già… ah… ehi, amico… dimmi una cosa… hai dove andare a dormire?

CLARENCE: No…

GEORGE: No, eh… e… denaro ne hai?

CLARENCE: No.. ah!ah!

GEORGE: Perciò ti sei buttato nel fiume, eh?

CLARENCE: Io sono saltato nel fiume per salvarti e per ottenere le ali…

GEORGE: Ah, già, è vero…

CLARENCE: Oh Oh! Qualcuno ce l’ha fatta… Tutte le volte che suona una campana vuol dire che un angelo ha messo le ali…

GEORGE: Ah Ah… senti… forse sarà meglio che tu non parli troppo delle tue ali qua dentro, sai?

CLARENCE: Perché? Non credono negli angeli?

GEORGE: Già, ma sai non…

CLARENCE: Oh, allora perché si sorprendono quando ne vedono uno?

GEORGE: Eh… è rimasto un bambino… quanti anni hai, Clarence?

CLARENCE: 293 anni a… a maggio!

MARTINI: Ora basta! Via di qui, pezzi di imbroglioni! Dalla porta o dalla finestra!

GEORGE: Ma che hai, Martini?

MARTINI: A proposito: vorrei sapere perché mi chiamate Martini e mi date del tu?

GEORGE: Ma… Martini… siamo amici fin da quando eravamo ragazzi…

MARTINI: Ehi, tu, spugna! Fatti avanti! Te l’avevo detto di non venire a pitoccare qui!

GEORGE: Signor Bower! Signor Bowert sono George Bailey! Non mi riconoscete?

BOWER: No, no…

MARTINI: Buttatelo fuori!

GEORGE: Signor Bower… ehi ma… Martini! Martini! Non è il signor Bower questo?

MARTINI: Questa è un’altra ragione per cui non mi piacete… quell’ubriacone è stato dentro 20 anni per aver avvelenato un bambino. Se lo conoscete siete avanzi di galera anche voi! Uscite subito di qui! Fuori!

MARTINI: Avanti! Chi vuole le ali?

SCENA XXX: Fuori dal Bar

CLARENCE: Vedi, George, tu non c’eri per impedire a Bower di mandare quel veleno a…

GEORGE: Cosa vuol dire “non c’ero”? Io me lo ricordo perfettamente! Ehi… ma… ma che succede qui…? Tu… chi sei?

CLARENCE: Te l’ho detto, George, io sono il tuo angelo custode…

GEORGE: Sì, lo so… ma che altro sei? Un ipnotizzatore?

CLARENCE: No, George…

GEORGE: … e allora perché vedo tante cose strane?

CLARENCE: Ma non capisci, George? E’ perché tu non sei nato!

GEORGE: E se non sono nato chi sono?

CLARENCE: Nessuno. Non hai un’identità.

GEORGE: Ma come sarebbe a dire! Io sono George Bailey!

CLARENCE: Non esiste un George Bailey. No, non hai documenti, né carta d’identità, né patente automobilistica, né polizza d’assicurazione. Non hai niente. E nemmeno quelli…

GEORGE: Cosa?

CLARENCE: I petali di Zuzu… ti è stato fatto un gran regalo. Vedere come sarebbe stata la vita qui senza di te.

GEORGE: Un mom… non mi confondere le idee… sto certo facendo un brutto sogno stasera… Arrivederci, signore, me ne torno a casa!

CLARENCE: Ma quale casa?

GEORGE: E finiscila! Tu sei pazzo, se.. sfasato! E fai perdere la testa anche a me. Non ho le traveggole, io! Ora me ne vado a casa da mia moglie e i miei bambini, e ci vado da solo!

CLARENCE: Opero bene, Giuseppe? Grazie.

GEORGE: Ehi, ehi… Bert, dov’è finita la “Costruzioni & Mutui”?

BERT: La Costruzioni & cosa?

GEORGE: Quella dei Bailey, che stava lì…

BERT: Beh… hanno chiuso da tanti anni…

(Vayolet viene trascinata da due poliziotti)

VAYOLET: Lasciatemi stare! Lasciatemi!

GEORGE: Vayolet! Ehi Vayolet! Quella è Vayolet!

BERT: Lo so, lo so… è una nostra vecchia conoscenza… Si è ficcata in un brutto giro, poveretta.

GEORGE: La conosco quella ragazzina! Bert, Bert, portami a casa, sono fuori di testa!

BERT: Dove abitate?

GEORGE: Basta! basta! Non cominciate anche voi! Lo sapete dove abito, in via del Sicomo… ora sbrigatevi!

BERT: Va bene, va bene… a via del Sicomoro?

GEORGE: Sì, presto, presto! Sentite, Bert, forse ho bevuto troppo o chissachè, aiutatemi a schiarirmi le idee. Statemi bene a sentire: voi siete Bert Chendler, abitate al villaggio Bailey, con vostra moglie e i bambini…

BERT: Avete visto mia moglie?

GEORGE: Ma se sono stato centinaia di volte a casa vostra!

BERT: Allora parlate a rovescio. Vivo in una baracca di Potter e mia moglie mi ha piantato 3 anni fa portandosi via i bambini. E non vi ho mai visto in vita mia!

GEORGE: D’accordo, fate presto! Portatemi a casa!

SCENA XXXI: Alla casa di Grahmville

BERT: E’questa la casa?

GEORGE: Sicuro che è questa…

BERT: Ma se non ci vive più nessuno da 20 anni… Non so… ma è meglio sorvegliare quel tipo, è un po’ tocco…

GEORGE:Mary! Mary! Tommy! Peter! Jane! Zuzu! Dove siete?

CLARENCE: Non ci sono, George, tu non hai bambini…

GEORGE: Che ne hai fatto di loro?

BERT: Non vi muovete! Venite fuori tutti e due!

GEORGE: Bert! Grazie a Dio siete ancora qua!

BERT: Fermo lì!

GEORGE: Bert, che succede a questa casa? Dov’è Mary? Dove sono i bambini?

BERT: Andiamo, andiamo…

GEORGE: Ehi, ma che vi prende? Eravate qui il giorno del mio matrimonio…

BERT: Sentite, perché non fate il bravo ragazzo e venite con me dal dottore… tutto si accomoderà…

GEORGE: Ascoltatemi, portatemi da mia madre… è colpa di questo tipo qui! Dice che è un angelo… è tutta la sera che mi fa impazzire!

BERT: Sì, sì… un angelo? E io ti faccio vedere le stelle! (Mentre il poliziotto cerca di afferrare George, Clarence lo morde su un braccio, e George scappa)

CLARENCE: Scappa George! Scappa! Aiuto! Giuseppe! Aiuto! Aiuto Giuseppe! Giuseppe!

BERT: E chiudi il becco! (Clarence scompare) Dov’è andato? Lo avevo proprio qui… Ci vuole… un bicchierino…

SCENA XXXII: Fuori da casa Bailey

GEORGE:  Mamma..?

MADRE: Che volete?

GEORGE: Mamma, sono George… non mi riconosci più, mamma?

MADRE: George? Ah… le stanze sono tutte occupate!

GEORGE: Ti prego, aiutami mamma….

MADRE: Mamma? Chi cercate?

GEORGE: Oh, mamma, aiutami mamma, mi succede qualcosa di terribile… tutto è cambiato, non mi riconosce più nessuno… Tienimi con te, mamma, finchè non è passato…

MADRE: Passato che? Non vi conosco. Questa è una pensione, non una clinica psichiatrica!

GEORGE: Ma sono tuo figlio, non mi riconosci? Sono George!

MADRE: Non avevo che un figlio… e si chiamava Harry… ed è morto più di vent’anni fa… Non so perché siate venuto a tormentarmi, ma ora andatevene…

GEORGE: Ma.. ma cosa stai dicendo… io… io conosco gli stessi che conosci tu: tuo cognato, lo zio Billy…

MADRE: Lo conoscete?

GEORGE: Certamente…

MADRE: Zio Billy eh?… E quando lo avete visto?

GEORGE: Oggi, a casa sua…

MADRE: Non è vero! E’ al manicomio fin da quando dovette chiudere la società. E là c’è posto anche per voi! (sbatte la porta)

CLARENCE: Strano, vero? La vita di un uomo è legata a tante altre vite… e quando quest’uomo non esiste lascia un vuoto…

GEORGE: Ho già sentito dire questa cosa… devi avermi intrappolato in una specie di stregoneria! Ma so come uscirne! L’ultimo con cui ho parlato prima che cominciasse questa faccenda è Martini.

CLARENCE: Sai dov’è?

GEORGE: Sta al villaggio Bailey, vuoi che non lo sappia?

SCENA XXXIII: Al cimitero

CLARENCE: Sei sicuro che questo è il villaggio Bailey?

 GEORGE: Io non sono più sicuro di nulla. So soltatno che qui dovrebbe esserci il villaggio Bailey… Ma dove sono le case?

CLARENCE: Tu non c’eri… nessuno le ha costruite. (George vede una lapide con scritto HARRY BAILEY) Tuo fratello Harry… morì affogato perché si ruppe il ghiaccio mentre pattinava…

GEORGE: Non è vero! Harry Bailey ha fatto la guerra! Ed ha avuto la medaglia del congresso perché ha salvato la vita a quelli della nave trasporto!

CLARENCE: Quei soldati sono tutti morti. Harry non era là per salvarli, perché tu non avevi salvato lui… Vedi, George? Tu hai avuto una vita meravigliosa. Lo capisci che sarebbe stato un grave errore buttarla via?

GEORGE: Clarence…

CLARENCE: Dimmi, George…

GEORGE: Dov’è Mary?

CLARENCE: Ecco… veramente io non…

GEORGE: Non so come tu sappia queste cose… ma dimmi… lo sai dov’è? Dov’è mia moglie?

CLARENCE:… ma non dovrei dirtelo…

GEORGE: Ti prego Clarence, dimmi dov’è!

CLARENCE: Ti addolorerà, George…

GEORGE: Dov’è!?

CLARENCE: E’ una zitella… non si è sposata…

GEORGE: Dov’è Mary?! Dov’è?!!!!

CLARENCE: Sta chiudendo la biblioteca proprio ora… (George corre via) Oh! Ma non c’è un modo più facile per guadagnarsi le ali?

SCENA XXXIV: In città

GEORGE: Mary! Mary! Mary! Sono George, non mi riconosci? Che cosa è successo?

MARY: Non vi conosco! Lasciatemi andare!

GEORGE: Ti prego Mary, non mi trattare così… Ti prego, Mary, aiutami! Dove sono i nostri bambini?

MARY: (urla e scappa)

GEORGE: Ho bisogno di te, aiutami! Mary!

MARY: E’ pazzo! E’ pazzo ! Fermatelo!

GEORGE: Lasciatemi! Non fuggire, Mary! Tommy! Ed! Ma… è mia moglie!

MARY: (urla)

GEORGE: Mary!

UNO: Su, calmatevi… non dovete fare così…

GEORGE: Clarence! Clarence!

BERT: Ah, siete voi eh! (George lo colpisce con un pugno e scappa) Fermatevi! (spara)

SCENA XXXV: Al ponte della ferrovia

GEORGE: Clarence… aiutami Clarence… Fammi tornare indietro! Non m’importa di quello che accadrà! Ridammi mia moglie e i miei bambini! Aiutami, Clarence, ti prego! Voglio tornare a vivere! Fammi vivere! Ti prego… Dio…. fammi vivere ancora… (piange)

BERT: Ehi, George! George! ma cosa avete? Che vi è successo?

GEORGE: Levatevi di torno o vi prendo di nuovo a pugni!

BERT: Perché diavolo state urlando così, George?

GEORGE: Non….! George? Bert! Mi riconoscete?

BERT: Riconoscervi? Eh… state scherzando! Ho girato tutta la città per trovarvi… Ho visto la vostra macchina sotto quell’albero laggiù e ho pensato… Vi sanguina la bocca, ma che vi è successo?

GEORGE: Cosa? Mi sanguina la bocca! Mi sanguina la bocca! I petali… di Zuzu… eccoli qua! Bert! Mi hai ridato la vita! (gli salta addosso) Buon Natale!

BERT: Buon Natale…

GEORGE: Mary! Mary! Yuhuuuu! Salve Bedford! Buon Natale!

TUTTI: Buon Natale!

GEORGE: Buon Natale, cinematografo! Buon Natale, emporio! Buon Natale cara e vecchia Costruzioni & Mutui!… Buon natale, signor Potter!

POTTER: Buon Natale anche a te… in galera! Vai, vai, vai a casa che c’è qualcuno che ti aspetta…

SCENA XXXVI: A casa di George e Mary

GEORGE: (partendo da fuori)Mary! Mary! Mary! Ohhh! Come va signor ispettore?

ISPETTORE: Signor Bailey, c’è un debito…

GEORGE: Sì, sì, lo so… 8000 dollari…

ISPETTORE: Io ho qui un documento…

GEORGE: Lo so, lo so… certamente è un mandato d’arresto per me… e non è meraviglioso? Buon Natale! Dov’è Mary? Mary! Oh, la mia vecchia casa piena di correnti! Mary! Mary! (ansima) Mary! (RIDE) Avete visto mia moglie?

BIMBI: Buon Natale, papà! Buon Natale paparino…

GEORGE: Figlioli! Peter! Figlioli miei! Jane! Tommy! Vi mangerei di baci! Oh, come sono felice! E dov’è la mamma?

JANE: E’ andata a cercarti insieme allo zio Billy.

ZUZU: (entra con la Madre di George) Papà!

GEORGE: Zuzu! Passerottino mio, come ti senti?

ZUZU: Bene! Meravigliosamente bene!

GEORGE: Mamma!

MADRE: George! George! Ma dove sei stato? Eravamo in pena… Oh, George…

ZUZU: Ecco la mamma!

GEORGE: (le corre incontro) Mary!

MARY: George!

GEORGE: Mary! Mary!

MARY: Oh, George caro! George caro! Mi mancavi, ero preoccupata, dove sei stato?

GEORGE: Ma sei proprio vera? Fammi sentire! (la bacia)

MARY: George! Oh, George!

GEORGE: Non puoi immaginare quello che è accaduto… (ride di gusto)

MARY: Non importa, vieni, George! Stanno per arrivare, vieni, vieni! Qui, vicino all’albero, non muoverti! Li sento arrivare… Oh, George, è un miracolo, un miracolo di Natale!

MADRE: Ecco lo zio Billy!

ZUZU: Ecco lo zio!

ZIO BILLY: Guarda, George! Guarda, è un miracolo! E’ meraviglioso! E’ stata Mary, sai? Ha fatto tutto lei. Ha detto a qualche amico che eri nei guai e si sono sparsi per la città a raccogliere soldi. La gente non ha chiesto nulla, ha detto soltanto: “ Se George è nei guai, contate su di noi!”

MADRE: Grazie, Gesù… Un momento, signori! ordine! In coda! Signori, avanti!

MARTINI: Ho vuotato la distributrice automatica…

MADRE: C’è il signor Bower!

BOWER: Sono andato a riscuotere i miei crediti…

VAYOLET: Non parto più, George, ho cambiato idea.

GEORGE; Vayolet… Vayolet  Bang…

UNO: Ecco a te, George, ho tirato giù dal letto l’intero collegio.

UNO: Io non vi conosco, signo George, ma non importa.

BERT: Un momento! Tutti zitti! Silenzio! Silenzio! Un telegramma, viene da Londra! Bower telefonato vi occorre denaro STOP Dato ordine al mio ufficio anticiparti fino a 25.000 dollari STOP. I-U. Come I-U? Ah… Yuhuuuuu! E buon Natale, firmato Sam!

(L’ispettore straccia il mandato e mette anche lui dei soldi)

MADRE: Signor Martini, ci vorrebbe del vino!

GEORGE: EHI! Harry!

HARRY: Ehi, George! Come va? Ho volato anche in mezzo alla tempesta per arrivare in tempo!

GEORGE: Harry! Harry!

HARRY: Sono arrivato tardi?

MADRE: Harry! Ma il tuo banchetto di New York…

HARRY: Ho piantato tutti in asso appena ho avuto il telegramma. (Bert gli porge del vino) Buona idea, Bert, beviamo! Al mio fratellone George, l’uomo più ricco della città!

MARY: Cos’è? (Vede un libro tra i soldi) Tom Sawyer?

GEORGE: E’ il regalo di un mio vecchio amico… C’è una dedica…

CLARENCE: (da fuori) Ricordati che nessun uomo è un fallito, se ha degli amici. Con affetto, Clarence.

ZUZU: Guarda, papà, guarda… la maestra dice che quando suona una campana, un angelo mette le ali!

GEORGE: E’ vero.. è vero… grazie, Clarence!

FINE

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