La vita privata e la vita pubblica

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di  Peter SHAFFER

Trad. Adolfo MORICONI

Personaggi:

BOB

TED

DOREEN.


La camera di soggiorno di Bob in Belsize Park. Una stanza molto povera, c’è un letto tipo sofà,  una poltrona,  un cassettone, un tavolo, delle sedie, ma l'oggetto che si nota di più è un

grammofono con due altoparlanti.  Inoltre uno scaffale pieno di dischi.

Sulla destra (per il pubblico) c'è  la porta che dà in una cucinetta ricavata in una rientranza del muro. La porta principale della stanza è in fondo a destra.

Ted, di 25-26 anni, è  un tipo vanitoso ed estroverso. È  vestito vistosamente all'americana. Nei suoi amichevoli rapporti con Bob ostenta un'aria di protezione.

Quando si alza il sipario la scena è  vuota.

Entra Ted. Ha il cappello, gli occhiali da sole, un transistor acceso in mano ed un mazzo di fiori di pisello.

TED (chiamando) Bob!  Bob!

BOB Salve!

TED Dove ti sei cacciato?

BOB Nel bagno. Che ore sono?

TED Le sette e dieci. A che ora arriva?

BOB Alla mezza.

TED Mancano ancora venti minuti. C'è tempo. Non agitarti e fa le cose con calma. Ti ho portato dei fiori. Danno un po’ di tono all'ambiente. (si guarda intorno) Ché, credimi, ce n'è proprio bisogno!

BOB Carini!

TED Dovresti essere lusingato che io sia qui a farti da cuoco. Sai, dove avrei potuto essere? (mostra una fotografia) Con lei. Ti piacerebbe, eh?

(Bob prende la fotografia)

Hai visto che capelli? Il tipico nero corvino. Tanto neri che hanno riflessi blue. Come  fai a resistere alla tentazione di accarezzarglieli? Visto come si tiene? Questa sì che è classe, ragazzo mio, gran classe. Oggigiorno di donne così non se ne vede più in giro. Tutta robetta da quattro soldi. E loro magari credono di essere delle gran dame povere, piccole nullità. Pimpanti sui tacchetti a spillo che non sanno neppure portare. Guarda lei, invece, che portamento.

BOB Dove l'hai trovata?                                  

TED Ieri sera alla Mecca. Ballava un frenetico twist e si distingueva subito in mezzo a tutte quelle altre squinziotte. Io me la sono conquistata. Voleva un appuntamento per stasera, ma io ho detto: "Scusami, bambola, ma domani non posso. Devo fare da cameriere al mio amico Tchaik che ha invitato una fan­ciulla". Siimi grato, ragazzo. Non so se mi spiego, lasciar da parte una donna così, per amore di un amico. Che pretendi di più?

BOB Come si chiama?

TED Se te lo dico, non ci credi. Lavinia, si chiama. Veramente Lavinia. Mica male come nome per una donna di quella clas­se! Il cognome funziona un po' peggio. Bemish. Lavinia Bemish.

BOB È stupenda!

TED Trovi?

BOB Altroché!

TED Diventerà vecchia anche lei. Fra tre anni, sarà tutta una ruga.

BOB Bon so come fai. Davvero non lo so.

TED L'importante ènon far promesse. Tutto qui. Non far promesse così non possono darti la colpa di nulla, ti sembra?

BOB Non saprei... però ti sono sinceramente...

TEDSinceramente cosa?

BOB Grato.  

TED Non esageriamo. Dopo tutto è soltanto una ragazza. A proposito, ieri, ne ho saputa una buona. La Tate Gallery ha pagato diecimila sterline per il ritratto d'una donna con cinque seni. Sai com'è intitolato?

BOB Cosa?

TED "Santità".

BOB (non capendo) Santità?    

TED Un, deux, trois, quatre, cinq, set, ot... avanti, sarà meglio procedere a preparare la cena. Alla mezza, vero?

BOB Fra un quarto d'ora. Sempre, se verrà.

TED Ma certo che verrà! Perché non dovrebbe venire? Non è mica una cena di gala... (si avvicina alla tavola apparecchiata e la osserva) Mamma mia! Etu la chiami apparecchiata questa tavola?

BOB (ansioso) Cos'è che non va?

TED Potrebbe andar bene tutto al più per un party di scimmie. Qui,tre coltelli, là tre cucchiai. Apparecchiato proprio con i fiocchi!

BOB (si affretta a sistemare alla meglio e rovescia un vaso) Acciderba!

TED Calmati, figlio mio, ti vedessi, sei in uno stato...

BOB Non far lo scemo.

TED Hai tutta bagnata la mia Lavinia.  Ora mi tocca asciugarla, pasticcione.  Scusami,  Lavinia,  amor mio. Ma Tchaik è in uno  stato!  Ha perso la testa...  chi sarà mai,  vorrei sapere... dopo tutto,  sarà una ragazza...

BOB Sì.

TED Allora? Cosa ha di tanto speciale?

BOB Niente.

TED Vedrà, ora sarà una dea...

BOB No, Ted, non ho detto questo... volevo soltanto dire che il suo collo mi ricorda...

TED Il suo collo! (prendendo la bottiglia del vino) Questo cos'è?

BOB Lo chiamano Rosa (dice "rosa" invece di "rosée"). Al negozio m'han detto che va bene con le cotolette d'agnello.

TED La gente non sa nemmeno di cosa parla. Piccolo ignorante.

BOB (allarmato) Che vuoi dire?

TED Ti dispiace guardare ed imparare una buona volta? È un "Rosée", questo. Un vino francese leggero. Che si beve da solo e non coi cibi pesanti come le cotolette d'agnello. Capito? In questi casi, si dà, semmai, del vino di Borgogna. Intanto il rosée va servito ghiacciato. Non sei capace di leggere? Guarda qui: "Servir legerment frappée". (commiserandolo) Sei un vero disastro! Vado a metterlo nel frigidaire.

BOB Ma non diventerà cattivo?

TED Per te che non ti intendi un fico secco, diventerà anche cattivo. C'è anche a chi piace il sidro in bottiglia. (lo guarda in faccia) Ma non te la prendere. Tanto lei non capirà la differenza. Per primo, cosa passi?

BOB Crema di funghi. Aggiungendo del latte viene buona.

TED Roba da genteche non ha palato. E dopo?

BOB Cotoletta d'agnello. Va scongelata, la carne, prima di cuocerla?                                                                                                                  

(Bob va in cucina)

TED Certo, altrimenti di che sa? Di niente. Poi, perché comprare la carne congelata? Eh, che disastro! Dovresti andare da un macellaio come si deve. (ispeziona le cotolette) Piccolette, sono...

BOB Erano le più grosse.                                                               

TED Una più piccola dell'altra. Speriamo nonabbia troppa fame. Ma sarà così, vedrai. Il più delle ragazze pensa che mangiare tanto non sia chic. (prende una scatoletta) Questi vanno con quelle?

BOB Sì. Agnello con contorno di piselli.

TED Dovevi comprare quelli più piccoli e non questi palloni. Sai, almeno, che ne esistono di più piccoli? Chiaro. Tu hai preso quelli che costano meno.

BOB Ma niente affatto.

TED Invece, sì. Da poco prezzo. Lei magari, non se ne accorgerà ma per la solita differenza tra chi ha classe e chi. non ne ha. Solo per questo.

BOB Penso che sarà un fiasco solenne... boh, apriamo le scatolette.

TED Ci penso io.

BOB Questo potrei farlo anch'io. (prende l'apriscatole ed assai nervosamente comincia ad aprire la scatoletta)

TED Mi raccomando,  non stare così sulle spine. Mettiti calmo, distenditi... altrimenti, lei avrà soltanto pietà di te, Penserà che non sai stare a tavola e via di seguito.

(Bob, nell'aprire la scatoletta, si taglia un dito ed impreca)

BOB Guarda che ho fatto, accidenti!

TED Come devo dirtelo di calmarti? Sei in uno stato pauroso. Tieni un po' il dito sotto ilrubinetto dell'acqua fredda.

BOB Nel cassettone, c'è un cerotto.

TED (andando verso il cassettone e tirando fuori il cerotto) Calmati, per l'amor di Dio. Se continui così, la serata sarà davvero un fiasco, non andrai troppo in là con una ragazza se le macchi il golf di sangue. Le donne sono vigliacche. Non sopportano la vista del sangue, guai se macchi loro i vestiti di sangue...

(Bob entra)

 

BOB Meno male, è solo un taglietto.

TED Dammi qui. Senti, perché non ti sdrai un po’ e, magari, ti fai un pisolino? Io posso far tutto da solo. Un "gin and french", ecco di cosa hai bisogno.

BOB Non ne ho neanche un goccio, di gin!

TED Dovevo immaginarlo. E che le dai per primo?

BOB Per primo?!

TED Da bere, dabere dico.

BOB Le offrirò del vermouth dolce. Non è mica un'ubriacona, sai!

TED Non occorre essere ubriacona per bere un cocktail. Vuoi mettere un cocktail con il vermouth dolce? È tutta un'altra cosa. Più carino. No, guarda, neppure più carino. Ormai, anche nelle case popolari, si offre il cocktail! Non pretenderai che si sieda e si metta subito a mangiare! (gli ridà indietro il dito incerottato) Sei proprio un disastro!

BOB (calmo, ma deciso) Ti ho chiesto di aiutarmi, non di far commenti.

TED Soltanto aiutarti, eh? Non ti accorgi di passare i limiti? E poi, se la vuoi di lì, io non sapevo che avrei dovuto oc-cuparmi di tutto. Mache ti succede? Che eri un tipo im-pressionabile, l'ho sempre saputo; ma così a pezzi non ti avevo mai visto... Che ti avrà fatto mai quella donna? Co­s'è, un serpente? Un porcospino?

BOB Non far lo scemo.

TED Stai facendo sul serio, Tchaik?

BOB (evitando gli occhi dell'amico) Riguardo a cosa?

TED A questa ragazza.

BOB Come faccio a saperlo se ho parlato con lei solo pochi minuti?

TED Sai, con te non si può mai sapere. Chi ti capisce è bravo!

Sarà tutto il sangue celtico che hai nelle vene. Lo diceva in ufficio anche la signorina Story.

BOB Chi è la signorina Story?

TED Quella ciccione, vecchia... ha detto che sei un mistico.

BOB Sarà quello...

TED C'è davvero qualcosa di serio?

BOB Te l'ho detto. Non essere scemo. Per quale ragione dovrebbe esserci?

TED Mi concederai che per te, invitare una ragazza a cena, non è cosa tanto frequente. Siamo sinceri. Tu vai a centinaia di concerti, mai però che tu prenda una ragazza, la porti a casa e le offra da mangiare e da bere. Non è forse vero? Logico quindi che pensi che questa abbia qualcosa di speciale.

BOB Tel'ho detto. Eravamo vicini di posto.

TED Ah sì?

BOB Tutto il tempo l'ho guardata con la coda dell'occhio. Un'autentica bellezza! Quando le è cascato il programma, non credevo alla mia fortuna.

TED Una bella fortuna, eh? Così tu glielo hai restituito con un gran sorriso galante...

BOB Veramente no. Così non mi andava: avrebbe potuto pensare chissà che. Il programma è rimasto per terra, tra noi due, almeno dieci minuti. Poi è venuto l'intervallo ed io ho po­tuto realizzare il mio piano. Lei stava uscendo, io l'ho raccolto e gliel'ho dato.

TED E poi?

BOB Lei mi ha detto grazie.

TED Originale, non c'è che dire. E poi?

BOB Poi io le ho chiesto se le piaceva la musica e lei mi ha risposto di sì. Lo so che era una domanda scema, perché altrimenti non sarebbe stata lì. Poi è venuto fuori che era sola ed io le ho chiesto so le andava di prendere un caffè con me. Quando mi ha risposto di sì, non credevo ai miei occhi.

TED Ma scusami tanto, perché avrebbe dovuto risponderti di no? Capita a tutti d'aver voglia d'un caffè. E poi?

BOB Poi siamo andati in un bar.

TED E lì avete fatto manina...

BOB Per la verità, no. Io non sapevo di cosa parlare... dopo dieci minuti eravamo già per la strada...

TED Ah, ora capisco perché mi hai chiamato! Per aiutarti nella conversazione.

BOB Forse.

TED Sono veramente lusingato. Il tuo primo appuntamento con lei e tu inviti anche me.

BOB Tu sai cosa bisogna dire ad una donna, tu hai pratica di queste cose...

TED La pratica non è necessaria. Basta dire la prima cosa che viene in mente. Che non sia però una cosa sudicia. Alle donne non piace sentire le porcherie. Anche se poi sono dispostissime a farle se riesci a convincerle che in fondo non è poi una cosa tanto sporca. Con un bel sorriso da viveur...

BOB Ti immagini! Io che sorrido... sembrerei un seduttore da film muto!

TED Prova a crearti uno stile, uno stile tuo. L'importante sta lì. Ma una spinta c'è stata: hai invitato una ragazza Oramai, volente o nolente, lo devi pur trovare questo sorriso ... lei viene qui, quindi...

BOB Ora ti faccio ridere.

TED No,non riderò, Continua...

BOB Questa è la prima ragazza che desidero rivedere. Lo so, sono matto. Ma il suo sguardo ha qualcosa di diverso,  un qualcosa che non ho mai visto in nessun'altra...

TED Calma,  calma!

BOB Volevodire che... ti ricordi che ti dissi che il suo collo mi ricordava... lo sai a che pensavo?

TED Achi?

BOB (indicando una stampa) A quella là.

TED AVenere?

BOB Sì. Botticelli chissà come sarebbe stato orgoglioso di avere Doreen come modella. Ha proprio lo stesso collo, così. delicato. È una prova.

TED Una prova.?

BOB Sì,  una prova.

TED Una prova di che?

BOB Della bellezza interiore. Come Venere. Il significato di quel quadro è appunto questo:  la nascita della bellezza nell'anima umana. Ho un libro sul Botticelli che  dice così:

(Tira fuori un libro in edizione tascabile un manuale di divulgazione spicciola)

Senti: "Venere,  cioè l'umanità, è una ninfa di paradisiaca bellezza. Nasce dal cielo. La sua anima, il suo pensiero sono l'amore e la carità. I suoi occhi,  la dignità.  Le sue mani, la prodigalità.  I suoi piedi,  la modestia" Tutte le  prove,  come vedi. "Venere è le madre  della grazia,  della bellezza e della fede".

TED E quella Tizia, sarebbe tutta questa roba!

BOB No, naturalmente. Non sono sica scemo. Ma quel suo sguardo èquello della bellezza ideale,  perché lei, la grazia l'ha dentro. Chi è veramente bello,  lo è prima di tutto perché è bello destro. Non ti sembra?

TED  Insomma come quando una ha preso la purga!

BOB Proprio così.

TED Basta con questi discorsi stupidi.  Infili una stupidaggine dietro l'altra. Ma se ci sono in giro un mucchio di ragazze belle come gli angeli che poi sono stupide come oche e più squallide di una stanza vuota!…

BOB Non volevo dire belle...

TED Come allora? 

BOB Per esempio,  quello che tu chiami classe.  Quello che ha la tua Lavinia. Non s'impara... E' qualcosa che hai dentro: se ce l'hai, ce l'hai, sennò... Naturalmente io mi riferisco alla classe vera,  al modo di come le ragazze di classe camminano, come sospese nell'aria; credi si possa imparare una cosa così? Prima di tutto occorre amare il mondo. E forse poi...

TED Dici bene,  dici. Ce n'è gelatina in casa? Nei ristoranti come si deve la servono sempre  con le cotolette d'agnello.

BOB Credo di avere un po' di marmellata.

TED Di cosa?

BOB Di  ribes.

(suonano alla porta)

 

Eccola!

TED Ho sentito! Calmati e ascoltami. Un ultimo consiglio. Fa come se io non ci fossi...

BOB Ci mancherebbe altro... non è micauna...

TED No? Comunque,  non si sa  mai. Vai, ora, vai.

BOB La zuppa b noi 'barattolo.

TED Me l'hai già detto.

BOB Ora vado.

   (il campanello suona ancora una volta)

TED Se aspetti ancora un po’,  quella piglia le gambe e se va.

BOB Quanto mi piacerebbe offrirle un cocktail!                           

TED Se non ce l'hai... Muoviti!

(Bob si avvia.  Ted lo guarda e fischiettando si reca in cucina. Bob  esita ancora. Ted lo osserva dalla fessura e chiude la porta molto piano. Bob si decide ad aprire. Fa entrare Doreen, una graziosa ragazza di vent'anni. Indossa un cappotto di finto ocelot. Anche lei è nervosa e si sente a disagio. Ha un modo di fare teso ed ansioso, cosa che non facilita certo Bob.)

DOREEN Sono in anticipo?

BOB No, no. Niente affatto.

(Doreen entra. Bob chiude la porta)

BOB È  la mezza giusta giusta. Puntualissima.

DOREEN Chi tardi arriva,  male alloggia,  diceva sempre mio  padre.

BOB Che bel proverbio!

DOREEN Come dice?

BOB Mi dia il cappotto.

DOREEN Grazie.     (Si toglie il cappotto.  Sotto indossa gonna e camicetta)

BOB (prendendole il cappotto)  Carino!

DOREEN Le piace?

BOB Molto. È  proprio leopardo vero?

DOREEN No,  è ocelot.

BOB (lo appende all'attaccapanni)  Accipicchia!   (imitando il tono di Ted) Molto chic!

DOREEN Come?                                                 

BOB Non si siede?

DOREEN Abita da solo o con qualcuno?

BOB Da solo. Stasera,  però,  c'è un amico che è venuto ad aiu-tarmi a preparare la cena. Siamo colleghi d'ufficio.

DOREEN Vuole le dia una mano anch'io?

BOB No, grazie, è tutto pronto. Veramente. Enon le rimane che sedersi e mettersi a suo agio.

(con un tentativo di "stile" Bob le indica una poltrona)

DOREEN Grazie.   (Si siede. Una pausa imbarazzata)

BOB Fuma?

DOREEN Un poco.

BOB Bene. Con filtro o senza?  (prende una scatola e la apre con atteggiamento galante)

DOREEN Che lusso!  Due tipi di sigarette!  Per me col filtro, grazie.

BOB Permette? (Con l'altra prende un accendino, ma non funziona.  Posa la scatola.  Armeggia con l'accendino ma senza risultato)

DOREEN Non si preoccupi, ho i fiammiferi. (Prende i fiammiferi dalla borsetta e li dà a Bob.  Egli si siede. Un’altra pausa)

BOB È  stata bene dall'ultima volta che ci siamo visti?

DOREEN Bene,  grazie. E lei?

BOB Bene, non mi posso lamentare...  Lei fa la dattilografa, vero?

DOREEN Stenografa. Il mio insegnante diceva sempre:  "Non farti mai chiamare dattilografa,  perché ti degraderesti".                

BOB Ha perfettamente ragione il suo insegnante. Che tipo di cose stenografa?

DOREEN Delle normali lettere.

BOB "La sua del dieci"...

DOREEN Come?

BOB Gentile signore, in risposta alla sua del dieci.... Roba così, insomma?

DOREEN Più o meno.

BOB Non si stufa?

DOREEN Come?

BOB Dico se non le viene a noia fare sempre le stesse cose dalla mattina alla sera...

DOREEN Non è che ci sia molta scelta...

BOB Purtroppo no.

DOREEN Anche lei immagino dovrà guadagnarsi la vita. Mio padre diceva sempre che la manna non piove dal cielo.

BOB Certo che no. Del resto, trovo che sarebbe buffo.

DOREEN Cosa?

BOB La manna dal cielo.

DOREEN Certamente.

BOB (continuando il suo discorso) Come il proverbio "chi tardi arriva male alloggia", quello che usava sempre mio padre. Mi fa venire in mente un omino piccino piccino che si mettea correre e non ce la fa. Cose stupide che capitano a chi non ha fantasia come me. Mi ricordo che un giorno a scuoia sono stato non so quanto a pensare a quella frase "un ragazzo è il padre di un uomo". Non riuscivo a capirla. Come è possibile, mi chiedevo, che un ragazzo possa essere padre, la fantasia è una cosa che non si impara: o ce l'hai o non ce l'hai.

DOREEN Proprio così. Se uno ce l'ha di natura...

BOB Bene. Altrimenti non c'è niente da fare.

DOREEN Sì, sì.

BOB Ma dovrebbe esserci una prova in modo che i genitori lo capissero. Forse ci sarà anche, ma noi non siamo in grado di capirla. Per esempio, tutti i bambini nascono con gli occhi celesti. Ma nessuno ha ancora capito che differenza c'è tra celeste e celeste. Eppure scommetto che c'è. Scommetto che se lei guardasse gli occhi di sei bambini appena nati scorgerebbe sei toni diversi di celeste. Ci sarà quello che li avrà celeste chiaro, quello che li avrà celeste cielo e quello celeste scuro e così via. Ciò significa che ognuno ha un carattere differente. Però dopo il primo giorno cambiano e diventano tutti uguali. Forse la mia è soltanto un'idea...

DOREEN Oh sì...

BOB E magari un'idea stupida. Desidera qualcosa da bere?

DOREEN Grazie, non dico di no.

BOB Cosa preferisce? 

DOREEN Quello che mi consiglia lei. Non sono di gusti difficili.

BOB Le andrebbe un cocktail di gin e vino francese?

DOREEN Benissimo, grazie.

BOB Mi scusi un momento.

DOREEN Dove va?

BOB Roba di un secondo. Torno subito. Il tempo di arrivare al bar dell'angolo. Solo qualche scalino da scendere.

DOREEN Non ha niente da bere in casa?

BOB No,  perché io non bevo.

DOREEN No?

BOB No.

DOREEN Allora non si preoccupi di me.

BOB Ma a me fa piacere andare...

DOREEN Sarebbe inutile.

BOB Perché?

DOREEN Perché non bevo neppure io.

BOB Prima aveva detto...

DOREEN Le assicuro che io non bevo...

BOB Mai?       

DOREEN Solo a Natale. Prima ho detto che bevevo soltanto per rompere il ghiaccio.     

BOB Sicura?    

DOREEN Ma certo!       

BOB Allora non vado.

DOREEN Naturalmente.

(pausa)                                                

BOB Sa, che ho sempre pensato che l'ocelot fosse un uccello?

DOREEN Ma no!

BOB Sì. Uno struzzo!

(Entra Ted con due bicchieri sul vassoio. Finge di essere un cameriere)

TED Un sorso di vino prima di cena, madame?

DOREEN (deliziata) Ooh!

BOB Questo è l'amico di cui le parlavo. Ted Vassey. La signorina Marchant.

DOREEN Molto piacere.

TED (che vuol farsi subito notare per il suo spirito) Piacere davvero? Come fa a saperlo se non mi conosce ancora? Da parte mia, comunque posso già dire che sono molto contento di conoscerla. E lei?

DOREEN (ridendo divertita) Anch'io.

TED Devo continuare a darle del lei?  

DOREEN Troppo formale, vero? Mi chiami pure Doreen.

TED Lo farò con molto piacere. Spero non mi considererai presuntuoso. Dopo tutto qui, io sono soltanto un cameriere. (le offre da bere) Madame!

(Doreen esita a prendere il bicchiere)

 

BOB Temo che la signorina non abbia voglia di bere.    

TED No?

DOREEN Soltanto in occasioni speciali.

TED E stasera non è un'occasione speciale? Non mi dire di no. Proprio l'occasione adatta. Su, fatti coraggio...           

DOREEN Beh, allora vi farò compagnia...

TED Benissimo. (Offrendo da bere a Bob) Tu non ne prendi?

BOB Lo sai che non mi va.

TED Cosa non ti va?

BOB Bere...

TED Da quando?                                 

BOB Da sempre.

TED Se l'altra settimana ti sei perfino ubriacato.

BOB Voglio dire prima di cena.

TED Come? E allora non bere! (beve) A me piace bere, e bevo.

(esce)                                              

DOREEN Simpatico; il suo amico.

BOB Molto. È divertente averlo come compagno d'ufficio. È sempre allegro, lui.                                      

DOREEN Lei no, invece?        

BOB Non sempre, per la verità.         

DOREEN In che ufficio lavora?                                       

BOB Un ufficio di importazione ed esportazione. Io sono soltanto un impiegato. Ted, almeno, dice così e credo sia giusto.

DOREEN Perché lui è più di lei?

BOB In un certo senso sì.                                      

DOREEN In che senso?   

BOB Lui è stato appena promosso capufficio. Quindi ha più responsabilità. Credo che Ted farà una bella carriera. È un tipo attento ed intelligente.

DOREEN E lei no?

BOB Certo non come Ted. Sa tutto sull'economia, le tariffe, il mercato comune e il resto. Io, invece,ne so ben poco.

DOREEN Mi piacciono le persone che vogliono farsi strada, che si danno da fare. Mio padre è un tipo così e questa è la sua dote migliore.

BOB Che lavoro fa?

DOREEN Ora è in pensione. Era capo officina.

BOB Dove?      

DOREEN A Edmonton. Diceva sempre che se nella vita non si lotta, è meglio morire.    

BOB Credo abbia ragione. Va bene, l'aperitivo?

DOREEN Delizioso.

BOB Mi fa piacere.

DOREEN Alla salute!

BOB Alla sua! (guarda con un senso di  invidia il bicchiere di Doreen)

DOREEN È una stanza molto carina,  questa.

BOB Le piace?

DOREEN Mi piacciono le stanze spaziose.

BOB Anche a me.

DOREEN Oggi, invece, le fanno sempre più piccole... sembrano scatole di fiammiferi.

BOB (si sforza di ridere  e la sua risata, appare innaturale e troppo rumorosa) Dipende, però. Ieri, per esempio, ho visto nella metropolitana un uomo che sembrava proprio un fiammifero. Un corpo esile esile ed una testa piccina piccina tutta nera. Mi è venuto fatto di pensare che in una scatola di svedesi ci si sarebbe trovato a meraviglia.

DOREEN Come dice?

BOB Una scatola di svedesi.

(Bob ripiomba nel silenzio. Doreen lo guarda imbarazzata)

 

Se lei pensa che io in questa stanza, ci dormo, ci mangio, non è poi tanto grande. Però non è facile trovar casa al gior­no d'oggi. E i padroni di qui sono molto comprensivi.

DOREEN Comprensivi?'        

BOB Sì, nel senso che non interferiscono nelle mie debolezze.

DOREEN Debolezze?                                                                                              

BOB Voglio dire le mie abitudini. Temo che un altro padrone di casa non sopporterebbe certo le mie manie. Qui, invece, mi lasciano suonare il Behemont anche dopo mezzanotte. (Indicando il grammofono) Il Behemont è lui. È il nome di un mostro della Bibbia.

DOREEN Ora capisco, lei parla del grammofono.

BOB È uno stereo.      

DOREEN Che bello!

BOB (con un'intonazione di calore e di orgoglio) Dovrebbe sentirlo infunzione. Li conosce lei questi mostri?

DOREEN No.

BOB Le risparmio nomi e parte tecnica. Lo assicuro che è il miglior grammofono del mondo. Oddio, se uno avesse proprio tanti soldi da buttar via, si potrebbe anche trovare di meglio... ma può credermi, il Behemont èuna vera meraviglia. Per lo più con i dischi non si ottiene un'audizione parfetta per colpa degli altoparlanti che non funzionano. Quelli normali hanno una resa tra il cinque ed il sette por cento. Questi invece del quindici, venti per cento. Ma sono alto­parlanti Whaferdale. Mi scusi, le avevo promesso di risparmiarle i nomi. Infatti è solo la musica che conta, vero? (on molto calore) Son proprio contento che anche lei sia appassionata di musica. Non può immaginare quanto mi faccia piacere. Lo sa che al concerto l'ho guardata per un sacco di tempo prima che le cadesse il programma? Per tut­ta la suonata di Bach. Lei era così compresa, cosi attenta che il suo viso era tutta una ruga.

(Doreen trasalisce. È evidente che si è offesa. Lui balbetta)

No, volevo dire che si stavano formando sul suo viso delle... come delle linee... io adoro quelle linee sui volti delle persone. Rappresentano un po', direi anzi che sono la prova della loro vita interiore, dei loro sentimenti, fanno capire ciò che accade loro all'interno. Le ragazze, di solito si danno così tanta cipria, così tante creme sul viso che non si può capire nulla di ciò che sentono dentro.

DOREEN Intende dire che io possiedo una bellezza interiore?

BOB (mormora qualche incomprensibile parola di assenso)

DOREEN Un uomo, una volta mi disse così. Fu un modo come un altro di dirmi che era stufo di me.       

BOB(disperatamente) Ma io non intendevo affatto dire questo. (cambiando) Sa che cos'ha di veramente meraviglioso questo grammofono? Che lo si può alzare anche al massimo senza paura di ronzii

Molesti. (lo accende) Vedrà! (lo alza di volume al massimo) Ho ragione?

DOREEN Meraviglioso davvero.

BOB Per apprezzare Bach, immagino che avrà già una buona conoscenza della musica. Molti pretendono di avvicinarsi subito a Bach. Errore. Io, la prima musica che ho sentito, è stata "La Patetica" e "il Lago dei cigni".

DOREEN (che di queste cose forse ha vagamente inteso parlare) Ah, sì?

BOB Per questo Ted mi chiama Tchaik. Da Tchaikowski. Prina an­davo matto per la sua musica e trovavo Bach noioso. Noioso come i solfeggi. Poi un giorno mentre mi stavo facendo la barba - buffo come le cose succedono in momenti così stupidi, vero? -  metto sempre i dischi, quando mi rado o faccio il bagno. Dunque,le dicevo, mentre mi facevo la barba, un giorno, era su uno dei Brandeburghesi, il quarto, quello con i due flauti, e come in una folgorazione ho capito perché Bach è il più grande di tutti. Lui parla d'amore e di tutte quelle cose romantiche che cambiano continuamente. Parla di cose che non mutano mai, di cose universali. Sono riuscito a spiegarmi?

(DOREEN lo guarda sorridendo. Non dice nulla)

Penso le farà piacere ascoltarne uno. Li ho tutti e sei.

DOREEN Altroché!

BOB Se non le spiace è meglio si sposti un po'. Così sentirà meglio. Per sentire bene, bisogna stare proprio in mezzo ai due altoparlanti.

  (Doreen si alza e Bob le mette la sedia nella posizione giusta)

Guardi.... qui. Ecco. Ora... vediamo...  

(apre l'armadio che è pieno di dischi)

DOREEN Mamma mia quanti! Sono tutti suoi?

BOB Tutti miei fino all'ultimo.

DOREEN Deve spendere tutto lo stipendio in dischi, lei!

BOB In qualche modo devo pur spenderlo, no? Quale Brandeburghesepreferisce? Oppure "Il clavicembalo ben temperato"? O "Le fughe"?

DOREEN (che non ha mai sentito parlare di questa roba) Faccia lei.

BOB No, madame, mi dica lei quale preferisce...

DOREEN Veramente, io non mi intendo molto di questa roba.. È roba passata che non fa per me.

BOB Ah, ho capito. Lei preferisce il genere moderno!

DOREEN (intravede la possibilità di ascoltare delle canzonette) Sì, il moderno.

BOB Strawinsky, allora? Shostakovich?        

DOREEN Non alludevo proprio a questi... 

BOB Qualcosa di più armonioso?      

DOREEN Sì.  

BOB Britten. Anche lei ha i miei gusti. Penso Britten sia il più grande compositore vivente. Compone melodie e suoni che almeno si capiscono. E non soltanto tutto quel crc-crc. La musica dodecafonica, non la sopporto proprio. Mi sembra inumana. Ho trovato cosa farle ascoltare.. (afferra un album) Il "Peter Grimes". Ho un'incisione della Decca che è per­fetta. La conosce?                                                

DOREEN No.

BOB Mi dirà se non è un pezzo meraviglioso. È la storia di un pescatore che vive in solitudine e la gente del villaggio lo odia perché sente che lui è diverso. Lui sogna e sa come dovrebbe essere veramente la vita. Sogna di una ragazza che si chiama Ellen. Vorrebbe averla come compagna ma non gli riesce dichiararle il suo amore. Alla fine tutta la  gente del villaggio gli va contro e lo accusa di avere ucciso quello che lavora con lui. Nella notte, lo inseguono. Gente che spara, che grida, che corre con le lanterne. È terrificante. Ed il mare cresce, cresce, fino ad allagare tutto il villaggio. (toglie il disco dalla busta) Sentirà che musica! (lo mette sul pick up) Senta!

(Mette su il disco all'atto terzo quando i linciatori cantano la canzone dell'odio. "Noi distruggeremo colui che ci disprezza". Lo ascolta attento ed entusiasta. mormora fra sé le parole che ben conosce. Doreen lo guarda con disinteresse. È ovvio che a lei quella musica non piace. Bob ha alzato tutto il volume. la musica si fa assordante al momento in cui gridano "Peter Grimes". Spiegando a voce bassa) Gridano il suo nome: "Peter Grimes". Lo chiamano.                                                                                  

(il coro urla "Peter Grimes». segue un attimo di silenzio)                                       

(cantando) Peter Grimes.   

(Ted esce dalla cucina portando il vassoio con la zuppa. In testa un cappello da cuoco fatto con una busta da droghiere)       

TED Mi ha chiamato qualcuno?

(Doreen  ride)

(andando verso il tavolo e distribuendo la  zuppa)

Abbassa! per l'amor di Dio, o verranno i vicini.  Signori, il pranzo è servito.  

(rivolto a Doreen) Madama!                                

DOREEN Uhmmm!  Che carino!

(Bob va a  spegnere  il grammofono)

    

TED Soup aux champignons! Notare la pronuncia della "sc" francese perfetta! E poi cotolette d'agnello alla Ted Vassey.

(Doreen ride divertita e si siede al tavolo. Ted spiega il suo tovagliolo e glielo mette sulle ginocchia. Bob  è intento a rimettere il disco nella sua busta)

 

DOREEN Grazie infinite!

TED Dai, Tchaik, finiscila di far l'amore con quelle cose là. Non ti dimenticare che hai ospiti, non sei tu il padrone di casa? (a Doreen) Cara, prendi una fetta di pane integrale. Ci sta benissimo nella zuppa. Lascia che intanto ti riempia il bicchiere di Rosée. Il vino fa buon sangue. Alla salute!

(Bob si avvicina al tavolo e si siede)

BOB (rispondendo con calma al brindisi) Grazie, alla tua! (beve tenendo gli occhi bassi)

TED Non capisco come tu riesca a sopportare quella roba noiosa. Musica classica, opera... e come siano ritenute intelligenti le persone che ci perdono tempo. Nella vita hai mai sentito nessuno parlare cantando? (fa la parodia delle opere) "Ti dispiace passarmi il pane", "vuole ancora zuppa?" "Champignon" "devo andare a spengere il gas". Non farmi ridere, per l'amor del cielo! Dimmi se non è una cosa cretina... prova a spiegarmela tu che te ne intendi tanto... se non vuoi che muoia ignorante...

BOB (calmissimo) Ma tu lo sei ignorante!

(Ted lo guarda sorppreso. È la prima volta che Bob osa parlare così)

                                                       

BOBPer forza morirai ignorante.

(Doreen guarda ansiosamente ora l'uno ora l'altro)

TED Mangia prima ohe si freddi tutto.

(Tutti e tre prendono il cucchiaio in mano e si irrigidiscono in quell'atteggiamento. Le battute che seguono saranno registrate)

DOREEN Questa zuppa e deliziosa.

TED Ho fatto del mio meglio. Mi sono dato un gran da fare io invece di chi non voglio neppure nominare.

                 

(la risata di Doreen)

TED Tutto in onore tuo.

(Bob posa il cucchiaio e beve un bicchiere di vino tutto d'un fiato)                                    

DOREEN Io adoro le cotolette.                                    

TED Davvero?                      

DOREEN Mi son sempre piaciute. Fin da bambina. Un buon pezzo di carne magra tutto contornato dal grasso.

DOREEN Le pesche!  Oh,  che  deliziai                         

TED Sono di pasta gialla.

(Doreen ride)

TED Che ore saranno? Che ore saranno? Che ore saranno?

(Da ora in poi,  le battute non sono più registrate)

TED Le nove. (porta i cucchiai e la scena riprende)

 TED (a Doreen) Ancora del vino?

DOREEN Perché no?                                              

TED (prende la bottiglia) Dove è andato a finire il vino? Non ce n'è più. Tchaik se l'è bevuto tutto!

DOREEN(ride scioccamente) Credevo fosse astemio!

TED Sì, prima dei pasti! (rivolto a bob) Non ne beve prima così se lo lascia per dopo!

DOREEN Anche mio padre non beve a digiuno. Ma lui ha l'ulcera. Se bevesse prima dei pasti, sarebbe un suicidio. Tempo falo  hanno operato. Gli hanno portato via un pezzetto di stomaco.

BOB Poveretto!

DOREEN Soffre tanto. Va bene che lui è un lamentone. Non gli va mai bene niente e trova da ridire su tutto...

TED Anche su di te?        

DOREEN (un po' impacciata) Veramente credo che su di me non ci sia niente da ridire.

TED Ah no?

DOREEN No. Mio padre brontola per la politica, per come va il mondo. Anzi io credo che l'ulcera gli sia cominciata da quando si è messo nell'organizzazione dei sindacati.

TED Quelle faccende lì fanno arrabbiare tutti! Sicché tuo padre si occupa dei sindacati?

DOREEN Sì, se n'è sempre molto interessato.

TED E allora che Diolo benedica!

DOREEN(indignata) Perché dici così?

TED Io sono un conservatore e me ne vanto. Accidenti ai sindacati. Fan di tutto per trascinare il paese alla rovina..

DOREEN Questa è proprio un'idea stupida.

BOB Sono d'accordo.

TED Chiudi il becco tu: alle ultime elezioni non hai neppure votato. Di qualsiasi cosa si parla, si arriva sempre lì. I sindacati. Sempre fra i piedi a chiedere, a chiedere, a chiedere. Mai una cosa che vada bene. Gli dai un dito, si prendono la mano; gli dai la mano e loro si prendono il braccio. Insomma mai una volta che si accontentino. Sempre a brontolare. Mi mettono le mani nel sangue, i sindacati!

DOREEN Io non sono per nulla d'accordo.  

TED Lo credo bene. Che ne sai tu d'economia?. Che ne sai tu dei contratti di lavoro? delle leggi sull'industria? Nulla. E allora di cosa vuoi impicciarti!

DOREEN (intimidita) D'accordo, io non ne so niente...

TED Certo che non ne sai niente.

DOREEN Comunque...                                                                                                     

TED Comunque cosa?                                                         

DOREEN Io so che mio padre ricorda ancora i tempi in cui dovette sudare sette camicie por avere una paga decente.

TED Tuo padre!

DOREEN Sì, proprio mio padre.

TED Chissà che vecchio bacucco è!

DOREEN È vecchio, ma è ancora un tipo molto in gamba.

TED Quanti anni ha?                                                   

DOREEN Sessantuno.

TED Era qui che ti volevo. Se ti riferisci a tanti anni fa, era un altro paio di maniche. Allora forse erano brutti tempi e la lotta sindacale poteva avere una ragione d'esi­stere. Ma noi ora stiamo discutendo di un'altra faccenda. Se oggi come oggi i sindacati sono nel giusto oppure no. Ormai la storia dei padroni che sfruttano i lavoratori fa la muffa per quanto è vecchia. Io ti posso dire una cosa: che se i sindacati continuano di questo passo, porca miseria, io taglio la corda e me ne vado. Perché con le loro fisime, e la loro politica, in meno di dieci anni sei arriva alla ban­carotta completa. Vai a preparare il caffè, Tchaik. Io so­no, stanco morto. Ho fatto anche troppo. Datemi una mano. a sbarazzare. (cambiando) È stato un pasto:veramente eccellente. Passami i piattini.

DOREEN (cantando) I coltelli, le forchette, i cucchiai...

TED  (cantando) Dov'è il vassoio, pum pum pum. Lascia pure i fiori. (a Bob, senza più cantare) Come mai ti sei azzittito? Ti senti male? 

BOB No, sto benissimo.

TED Dev'essere l'effetto di tutto quel vino. (a Doreen) Tu lo sapevi che l'alcool deprime?

DOREEN No.

TED Sono in molti a non saperlo. Anzi credono che l'alcool sia un eccitante. Ma sbagliano, lì per lì, magari, può sembra­re che faccia quell'effetto, ma poi...                                       

(Bob va in cucina con il vassoio)

DOREEN (a Ted) Tu sai un mucchio di cose. Mi piacciono le persone così.

TED Scusami, non è mica bello essere ignoranti. Se tu conosci, se sei informato, sì che puoi farti strada. Ma perché non ti metti più comoda?

DOREEN Grazie.

(si alza e si dirige verso la poltrona. Anche Ted si alza e chiude la porta della cucina del tutto  in modo che Bob non senta i loro discorsi)             

DOREEN E stata una cena un pò movimentata.      

TED Sua signoria, l'ha trovata di suo gradimento?

DOREEN Certo. Tu sei una persona in gamba.

TED Oh ça ne fait rien! Che ne pensi di Tchaik?

DOREEN (senza entusiasmo) È piuttosto simpatico.

TED Altroché! Ed è anche un figliolo pieno di premure per la vecchia madre. Ci scommetto molto più gentile di te. Come figlio intendo.

DOREEN Purtroppo mia madre è morta. Però mi occupo di mio padre. Scommetto che tu non fai nemmeno questo.                               

TED Io devo occuparmi di me stesso.

DOREEN Figurati se non lo sapevo.

TED E non mi rimane il tempo di occuparmi di nessun altro. Tengo a precisare, però, che la madre di Tchaik sta a trecento chilometri da qui. In queste condizioni, chi non sarebbe un figlio premuroso? Si va là, si passano due giorni con lei bevendo dell'ottimo tè e mangiando uova e patate fritte. Poi un bacetto frettoloso e partenza. Invece per me è diverso. Praticamente, i miei genitori, stanno a due passi da me. Non ti sembra un po' diverso? Non ti lasciano in pa­ce un momento. "Ma perché non stai con noi? Che ti manca qui? Hai la tua camera personale..." La mia camera persona­le! Vorrei vedere le loro facce se mi vedessero usare la mia camera come intendo io. Sto diventando volgare?

DOREEN Direi di sì.                                                                                           

TED Mia cara, son fatto così!

DOREEN Mi convinco sempre più che non mi sei molto simpatico.

TED No? Beh, dipende da cosa cerchi...

DOREEN Come sarebbe a dire?    

TED Scusa la sincerità; ma ti trovo un fallimento. Forse con un po' di rilassamento potresti diventare simpatica.

(Doreen lo guarda sorpresa)

Non intendevo in quel senso. Chissà che concetto ti sei fatto tu di me!

DOREEN Ti interessa cosa penso di te?

TED Certo che mi interessa..       

DOREEN Allora te lo dico chiaro e tondo. Tu sei un uomo come tutti che non pensate che a una cosa.

TED Ma che uomo come tutti! Io sono io e basta. E non è vero che non penso che a una cosa. Del resto, tu a cosa credi di pensare? Dico all'infuori di quando ti occupi di tuo padre oppure vai ai concerti? Anche ai concerti, poi, che ci vai a fare, non lo capisco bene. Non sei tipo da concerto.

DOREEN E invece tu che tipo sei? Il tipo "so tutto"?

TED Sentila lei!

DOREEN Il biglietto del concerto me l'aveva dato una mia amica. Lei non poteva ed allora, piuttosto che buttarlo via, ci sono andata io. (indicando verso la cucina) E quello di là mi crede un'appassionata di musica classica. Mi crede una che sa tutto su Bach e via di seguito. Pensare che io la trovo musica così noiosa!

(Ted ride forte)

                              

DOREEN Non è stata una grande idea accettare quest'invito.

TED Allora perché l'hai accettato?

DOREEN Non lo so nemmeno io. Forse perché mi capita di rado uscire e poi lui è stato così simpatico, così gentile...

TED Lo immagino...

DOREEN Si è comportato molto più educatamente di te.

TED E chi ti dice di no? Tchaik ha l'istinto del gentiluomo.

DOREEN Sei maligno, tu. E cattivo.

TED Bob, invece, è il classico bravo ragazzo. Non farebbe male ad una mosca. E non perché anche lui sia una mosca . Perché non lo è affatto. Dentro lui, nutre sentimenti che io non so neppure dove stiano di casa. Come del resto, te.

DOREEN Grazie.      

TED Sentimenti veri e profondi. È questione di temperamento. Con me, tutta quella roba lì non attacca.

DOREEN Che vuoi dire?

TED I sogni, le visioni...

DOREEN Ha delle visioni?

TED Ma no!                      

DOREEN Cosa allora?

TED Lui crede nella donna ideale, nella donna perfetta. E in te, crede d'aver trovato questo.

DOREEN Figurati!

TED Ti dico che è così. Allora perché ti avrebbe invitato qui? Quante ragazze credi che abbia portato qui?

DOREEN Non so...        

TED Nemmeno una. (sillabando) Nem-me-no-u-na.

DOREEN Cosa voleva proprio da me?

TED Niente. Tu sei una visione. Tu hai il collo lungo come quello di Venere che nasce dal mare.

DOREEN Come chi?    

TED In te, vede la sua reincarnazione.

DOREEN Non ho poi un collo così lungo, io!

TED Ma lo so! Io lo vedo che il tuo collo è di lunghezza normale. Ma lui, anche se glielo dici, non ci vuole credere. Lo devi allungare un po’. Perché il collo lungo è segno di carattere generoso.

DOREEN Ma dimmi un po’, non avrà mica qualche rotella fuori posto?

TED No, no.

DOREEN Eppure guarda che mentre parlava di quel grammofono, un po' gli occhi da pazzo ce l'aveva.

TED Niente, niènte. Dipende dal sangue celtico.

DOREEN Cos'è il sangue celtico?

TED Un modo di dire.

DOREEN Perché dici le cose a metà? Non hai il dono della parola facile?

TED Sì. La parola facile e la disposizione alle lingue. Ecco perché posso permettermi di sfoggiare il mio francese.

DOREEN E fai bene!

TED E pensare che tanta gente osa dire che mi dò delle arie.

Ma io del parere di  questa gente me ne infischio. Tutta gente che non ha verve, che non ha ambizioni, che non ha nulla. Voglio vedere ora che entriamo nel Mercato Comune e tutti dovranno sapere il francese... vedremo come se la caveranno ... Anche voi dattilografe dovrete imparare per forza il francese al più presto...

DOREEN (allarmata) Davvero?                                           

TED (divertito dalla paura di lei) Naturalmente.

DOREEN Stai scherzando o dici sul serio?        

TED Parlo seriamente (con cattiveria) E se non lo imparerai, ciao impiego!              

(Una breve pausa. Doreen sorride)

DOREEN Tu mi prendi in giro...

TED (accendendo il transistor) Non mi dispiacerebbe provare.

DOREEN Oh!i Non farà troppo rumore?

TED Balliamo?

DOREEN Sì, volentieri,

TED Scommetto che balli come una trottola!

DOREEN Come dici? 

TED Scommetto che sarai bravissima a ballare, che sarai agile come una gazzella...

(Ted fa qualche 'passo di danza. In quel momento Bob apre piano un poco la porta e ascolta)

TED Conosci la Mecca?   

DOREEN No.                         

TED Ti piacerebbe. Un locale carino. Di classe, insomma, non uno dei soliti localetti. Anche se fai un po' di chiasso, nes-suno ci bada .

(Doreen ride)

TED Se vuoi, una sera possiamo andarci.

DOREEN Quando?

TED Quando vuoi.

DOREEN Non so se mi piacerà!

TED Ma certo che ti piacerà. Non aver paura. Un divertimento pulito, come si dice. E senza secondi fini... ti andrebbe il prossimo venerdì? Ci sarà una serata speciale: inizio alle otto, fino all'una.

DOREEN Venerdì non posso.

TED Allora, venerdì, quest'altro? (fermandosi) Ti va?

DOREEN (capitolando improvvisamente) Sì, va bene.

TED O.K. Dammi il tuo numero di telefono, è meglio.

DOREEN Ci vedremo là.

TED Ti pare che possa lasciarti entrare da sola? Passerò a prenderti a casa. A meno che non abiti troppo lontano.

DOREEN Abito a Putney.

TED Sei fortunata . È nella mia zona.

(Bob si ritira dallo spiraglio della porta)

TED Stiamo migliorando, va meglio, lo stai acquistando...

DOREEN Cosa?

TED Quel certo non so che. Io lo chiamo comportamento. La gente

invece, classe. Ma non è la stessa cosa.

(Bob entra. Ha in mano un vassoio con su le tazze ed il bricco. lo posa sul cassettone)

TED (guardando Bob con falsa spigliatezza) O.K., io me ne vado, Prendo il caffè e scappo. Incontrarsi e dirsi addio!

DOREEN Perché?

TED Il dovere mi chiama. Dall'ufficio mi son portato un mucchio di lavoro da sbrigare stasera a casa.

DOREEN Ma va!

TED Questo è il mio destino. E ormai non posso più tirarmi indietro. Zucchero?

BOB Scusatemi.

(Bob va in cucina. Ted,  con la tazzina in mano,  si avvicina a Doreen)                         

TED Sigaretta?

DOREEN No grazie.

TED (offrendole il pacchetto)  Su,  prendine una!

DOREEN No,  non mi va proprio.                 

(Ted le mette una penna sulle ginocchia)

                 -

TED (sottovoce)  Il numero 'di telèfono.                                

DOREEN Cosa?   

TED (tra i denti)  Il numero.  

DOREEN  (capendo) Ah!

(Doreen prende il pacchetto delle sigarette e la penna. Bob torna e la guarda)                                         

DOREEN Ottimo  questo  caffè!

BOB L'ho fatto con la polvere in scatola.

DOREEN Toh! È buono come fosse stato fatto con quegli arnesi che ci mettono mezz'ora prima che esca.. Sembra caffè italiano!

(Si accorge del pacchetto delle sigarette che ha in mano. Lo restituisce a Ted senza averci scritto nulla)

Posso andare un attimo nel bagno?

TED È fuori, sul pianerottolo. Ora glielo indico.

(Doreen si alza. porta la penna con lei. Bob l'accompagna)

DOREEN Grazie, ho capito dov'è. 

TED Sono le nove e mezaa. Io me ne vado. Il mio compito è finito. Conta fino a dieci e non mi vedrai più. Ti invidio, pe-rò. Vorrei essere nei tuoi panni. Veramente mai! Che ti succede amico? Stasera eravamo un po' sostenutelli, vero?

BOB Niente. Cosa vuoi che mi sia successo.

TED Stai bene? Tutto a posto?

BOB Noncredo ti interessi troppo la mia risposta...

TED Cosa borbotti? Senti, Tchaik. Torna in te.. Caccia via tutta l'angoscia che hai dentro. Di che ti preoccupi ancora? Le ho chiesto di te e mi ha detto che le piaci un sacco. Dice che sei il ragazzo più cortese che abbia mai incontrato. Proprio così ha detto: cortese. Però dà retta a me, ora fi-niscila di fare il cavaliere ed il gentiluomo. Scuotiti. È soltanto una ragazza, non una dea. E a nessuna ragazza pia­ce essere lasciata sul piedistallo per tutta una sera. An­che se lo dice. Buttala giù di là e vedrai che lei non aspettava altro.

BOB Vattene a casa, Ted.

TED Ci sto andando. E sappi che sono ancora qui perché mi sem­bra tu corra il rischio di mandare tutto all'aria. E mi dispiace perché mi secca perdere tempo. Ho fatto di tutto perché finisse bene. E, credi a me, non era impresa da poco!

BOB Davvero?

TED Oppure credi che per mesia stato un piacere? Cosa credi che abbia fatto qui, tutta la serata?

BOB Non lo so. Dimmelo tu.

TED Mi piacerebbe sapere che ti succede. Hai bevuto troppo, vero? Tu mi hai chiesto di venire ad aiutarti ed io, da bra­vo amico, sono venuto. Due ore mi sono scervellato per tenere viva la conversazione e mettere la ragazza a suo agio. Fiori sul tavolo, vino ghiacciato prima di cena, un ballet­to all'antica per tranquillizzarla. Senza parlare della ce-na. Non che voglia dei ringraziamenti. Non soche farmene.

BOB Mi vuoi spiegare, Ted, cosa si prova dentro ad essere stupidi, egoisti ed ignoranti?

TED Ignorante, un'altra volta. E due, stasera! Mi sembra sia un po' troppo! Ignorante, egoista... Molto carino da porte tua, credimi. Comincio proprio a pentirmi d'essere venuto. Pote­vo andarmene alla Mecca... invece mi precipito qui per aiu­tare un amico ed ecco la ricompensa. Bella roba! Non dubi­tare che la prossima volta saprò regolarmi. Non dubitare.

BOB Aiutarmi! Tu non sai nemmeno cosa significhi questa parola.

Lo so che tu fai del tuo meglio e non è colpa tua se dentro

hai il vuoto assoluto. Tu, caro mio, hai vissuto invano.

TED Sei sbronzo. Ti scuso solo per questo.

BOB Scusarmi! Vattene a casa, Ted. Per prima cosa, non saresti dovuto venire.

(pausa)

    

TED Ci vediamo domani in ufficio.

                                             

(Ted se ne va. Silenzio. poco dopo rientra Doreen)

DOREEN Era. Ted quello che scendeva le scale?

BOB Sì.

DOREEN Dove andava?

BOB A casa.

DOREEN E se ne è andato senza nemmeno dir buonanotte?

BOB Lui non ci fa caso a queste cose. Deve sbrigare del lavoro. Del lavoro urgente. Ti ricordi che l'ha detto?

(Doreen si siede)

DOREEN Così se ne è andato...

BOB Sì.                                                                                 

DOREEN Non è un tipo molto educato, vero?

BOB È fatto così. Il lavoro prima di tutto. Si dice che per farsi strada , bisogna fare così.      

DOREEN Però è così esagerato.

BOB Mi  scusi,  signorina.  

DOREEN Di cosa?                                                                              

BOB Di non averle fatto passare una bella serata.

DOREEN Neppure per lei è stata una bella serata, vero? la vedo tutto sossopra... 

BOB  No, sto benissimo...

DOREEN Avete litigato?

BOB No. Soltanto effetto del vino, mi creda. Lo sa, no che l'alcool non eccita, ma deprime.

DOREEN Sì. sì...

(si sorridono)

DOREEN Con Ted bisogna ridere per forza. È  così buffo!

BOB Sì.

DOREEN Chissà quanto vi divertirete in ufficio.

BOB Certo,  certo...

DOREEN Che ufficio è?

BOB Importazione-esportazione.         

DOREEN No, volevo dire dov'è.  

BOB L'indirizzo? Perché?      

DOREEN Niente, una semplice domanda. Deve essere simpatico avere un amico all'ufficio. E un caro amico, per di più.

BOB Dipende da cosa si intende per caro.

DOREEN Come?                               

BOB Lavoriamo nella stessa stanza. Ma questo non significa es­sere amici. Nessuno in ufficio si mostra amico. E qui sta lo sbaglio. Perdio così non riesci ad avvicinarti a nessuno. Ma lei è diversa. La gente, lei, la conosce con uno sguardo anche senza parlarci. L'ho capito subito, appena l'ho vista.

DOREEN Ma io non sapevo nulla di tutto questo...  

BOB Ma è vero. È la prima cosa che si nota in lei. E lei cosa ha pensato di me quando mi ha visto? Che ero un impiegato?

DOREEN No... non proprio...

BOB Cosa allora? Perché io non lo so. Credo che per capirlo oc-

corra essere colti. Serve soprattutto a questo, la cultura a farci capire ciò che realmente siamo. Io non ho mai stu­diato, invece...

DOREEN Come mai?

BOB Perché quando avrei potuto, non mi andava . Odiavo la scuola.

DOREEN Anch'io.                                                                   

BOB La odiavo tanto che smisi di studiare appena mi trovai un lavoro.

DOREEN Come mai si è trasferito qui?

BOB Venni qui quando morì mio padre. Però se tornassi indietro, studierei...   

DOREEN Volere è potere. È ancora giovane e ci sono le scuole serali.

BOB No. 

DOREEN Perché no? Il suo amico ci va.

BOB Sì, ma lui ha uno scopo. Per me è diverso. Come puoi avere uno scopo se il lavoro che fai non ti interessa? A Ted, piace il suo lavoro. Ted esce dall'ufficio ancora fresco come una rosa. Io invece arrivo a casa e ho appena la forza di cuocermi un po' di carne. Non certo di prendere il libro di francese. Per aver fatto cosa, poi? Aver riempito sessanta fatture. Che squallido modo di passare la giornata! C'è gente che lo fa da trent'anni. Stenografare, copiare a macchina migliaia di lettere senza significato. Lei pensa che farà questo lavoro per tutta la vita?

DOREEN Come lo dicevo, non c'è molta scelta.

BOB Sì che c'è. Deve esserci. Non siamo nati per questo. Organi stupendi e perfetti come gli occhi, Dio non li creò per vedere cifre e cifre incolonnate sulle fatture. E la voce? Pensare che quella donna che in ufficio lavora vicino a me la spreca per parlare come una macchina da scrivere. Una macchina da scrivere vecchia e stonata. Sa quanti secoli occorrono per creare qualcosa di così bello, di così sen-sibile come la mano? La gente dice di conoscere una certa cosa come il palmo della propria mano, ma quella stessa gente se vedesse una fotografia delle proprie mani, non le riconoscerebbe. Perché? Perché sono mani anonime, perché le hanno ridotte a strumenti per riempir fatture, girare il tornio e scavare nelle miniere. Non le sembra un delitto? Ora le dirò una cosa sciocca. Talvolta quando torno a casa metto su un disco. Mi serve per cena.. Nella mia immagina­zione, là, c'è, un'orchestra di cui io sono il direttore e, se è un concerto, il solista. Immagino poi che in platea ci sia una persona che amo, capisce, una persona che mi ammira perché mi ama... Nei momenti salienti mi sento tutto un brivido ed è la sensazione più bella del mondo. Perché questa sensazione non la provo anche nel lavoro? Perché? Perché non riesco a provare qualcosa di più? Eppure potrei sento che un modo ci sarebbe... allora potrei aiutare anche gli altri... se riuscissi a trovare quel modo... a me,nessuno lo ha mai indicato...

DOREEN Si è fatto tardi. Mi dispiace. Devo andare.

BOB Sa che lei è molto carina?

DOREEN Grazie.     

BOB Veramente carina. Per favore, si fermi ancora un poco...

DOREEN Temo sia troppo tardi. Mio padre starà già in pensiero.

BOB Si preoccupa tanto di lei?    

DOREEN È fatto così. Trova da ridire su tutto. Sa, le persone anziane...

BOB Che ne direbbe di un ultimo disco? Qualcosa di dolce, di armonioso. La Butterfly. Conosce il duetto d'amore? Leo pia­cerà... È molto triste, ma ame piace questo genere di musica. Mi piace in modo particolare, come a certe persone, la cioccolata.

DOREEN È troppo tardi...

BOB Soltanto pochi minuti...        

DOREEN Va bene.

BOB Conosce, la trama? Pinkerton, un marinaio americano, ha sposato una ragazza giapponese contro il volere della sua famiglia, del bonzo e di tutti. In questo punto, i due inna­morati rimangono soli per la prima volta...

(Bob mette il disco. Quando comincia la musica, Doreen asscolta con attenzione e Bob la guarda. Egli decide di com portarsi come avrebbe fatto Ted. Le si avvicina. Nella sua goffaggine si legge la disperazione. Per pietà Doreen lo lascia fare; ma la cosa è imbarazzante. Bob si allontana. Doreen si alza. Bob va a spegnere il grammofono)

BOB   Mi scusi.    

DOREEN Va bene.

BOB E invece non va bene proprio per niente. L'avevo invitata qui con un falso pretesto. Non avrei dovuto. Non le ho det­to la verità. Mi son comportato male. Mi scusi.

DOREEN Cosa intende dire?                        

BOB Sono fidanzato.                                           

DOREEN Fidanzato? 

BOB Sì. Sto per sposarmi.

DOREEN (molto sorpresa) Davvero?

BOB (Insolentemente)  Sì,  sì. Per questo non avrei dovuto invitarla. Mi scusi ancora.

(Doreen lo fissa. Bob di scatto prende la fotografia che Ted ha lasciato)                

DOREEN È  lei?

BOB Sì.

DOREEN Posso vederla?

(Bob le passa la fotografia)

DOREEN È molto carina.

BOB Sì molto. Ha i capelli neri corvino. Con i riflessi blue. Dalla fotografia non si può giudicare molto.

DOREEN Come  si Chiama?

BOB Lavinia. Un nome poco comune, vero? Lavinia. Un nome che si distingue.

DOREEN Sì.

BOB Anche lei,  come il suo nome, si distingue. Ha quel certo nonsoché... Stile. La chiamano classe,  portamento.

(Doreen lo guarda sorpresa)

BOB ...spero di non averla offesa.             

DOREEN Ma no, naturalmente...   

BOB Ecco il suo cappotto.

(Bob va a prendere il cappotto. Doreen, per la prima volta lo guarda con simpatia.   Una simpatia improvvisa e a lei stessa inspiegabile.  Bob le si avvicina e l'aiuta ad indossare il cappotto)

BOB Vorrei sapere perché mi  ero messo in testa che l'ocelot fosse un uccello. E uno struzzo,  poi!  Lo struzzo non sono quelle cose lunghe,  setose che le donne  si mette­vano in testa tanti anni fa? Si chiamano asprits,  no?

DOREEN Don saprei.   (con un sorriso)  Questo non è  ocelot vero.  È agnello tinto. Non fa nemmeno così freddo da mettersi la pelliccia.  Io l'ho messa per darmi un po' di arie.

BOB Ha fatto bene.

(si avviano alla porta)

DOREEN Ho passato una simpatica serata.

BOB Anch'io.      

DOREEN Mi e piaciuta molto la musica. Veramente.

BOB Davvero?

DOREEN Forse ci incontreremo ancora. Ad un concerto o a qualcosa del genere...

BOB Sì.        

DOREEN Sono felice che lei sia fidanzato.  È carina,  la sua ragazza.

BOB Grazie.            

(sono vicini. nervosi ed imbarazzati)

DOREEN Allora, buonanotte.

BOB Buonanotte.

(Bob apre la porta.  Doreen esce)

BOB Fabian e Carter.

DOREEN Cosa?                                                    

BOB È  il nome dell'ufficio. Dove lavora Ted. È  meglio che lo sappia. Fabian e Carter.  Bishopgate 2436.  Arrivederci.

(Doreen gli sorride brevemente. Bob chiude la porta e rientra nella stanza.  Cammina in su e  in giù,   senza una ragione. si ferma davanti al grammofono.  Lo accende. Si sentono alcune note della Butterfly.  Bob rimane a fissare il disco che gira.  Poi,  calmissimo,   sfrega con la puntina il disco in su e in giù .  Fa un  terribile fracasso e rovina irrimediabilmente  il disco. Bob rimane vicino al grammofono con un viso privo d'espressione mentre cala lentamente il sipario)

F    I    N    E

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