La voce dell’amore

LA VOCE DELLAMORE

Commedia in un atto

Di ANDREA LANG

(Traduzione di Corrado Rossi)

PERSONAGGI

GIOVANNI MARS

BIANCA DUCHAMP

OSCAR DUCHAMP

AMELIA DUCHAMP

GIULIANO SUEDOISE

ARLETTE


Commedia formattata da

Un negozio di grammofoni. Nel fondo si scorge la strada. La scena vuota. Su un fonografo gira il disco di un fox-trott alla moda.

Arlette - (entra e ferma subito il grammofono) Che barba! (Si siede alla cassa e s'immerge nella lettura. Passa un minuto. A un tratto vede la famiglia Duchamp che sta per entrare. Chiude il libro e rimette in moto il fonografo). Buon giorno, signora. Buon giorno, signorina.

Amelia - Ah! buon giorno, signorina! Come si sta bene qui da voi! Mi siedo, permettete? Ah! molto divertente questo disco! (A Bianca) L'abbiamo? Bianca, l'abbiamo?

Bianca - S, mamma. E' Halleluya. L'hai sentito una ventina di volte.

Amelia - Come hai detto? Halleluya? Pu darsi. Trovo che qui ha un altro suono. Ma che cosa fa tuo padre? (Arlette cambia il disco).

Bianca - (senza voltarsi) Ha dovuto andare a comperare il Temps .

Oscar - (nella via, ad un giovanotto che gli chiede un cerino) Aspettate! Chiudo la porta, perch fa corrente d'aria. (Chiude la porta kl negozio).

Amelia - Ah! no. D un cerino ad un signore.

Bianca - (ad Arlette) Che disco/ questo?

Arlette - Una canzone russa. Non ricordo pi il nome. S'assomigliano tutte.

Amelia - Del resto, potrebbe anche comprarseli i cerini, questo signore. Tuo padre troppo buono. Ecco che ora gli presta il suo accendisigaro.

Bianca - Siediti, mamma, siediti,

Amelia - (sedendosi) E' certamente uno straniero. (Soddisfatta) Ah! signorina, siamo venuti a sentire le novit. Non vi disturbiamo?

Arlette - Ma signora, io sono qui ad integra disposizione dei clienti...

Amelia - S, vero, perch noi compreremo forse uno o due dischi... Mia figlia ha dato appuntamento qui al suo fidanzato... E' centralissimo, e poi pi intimo che al caff.

Bianca - (ad Arlette) Scusatemi.

Arlette - Signorina, ve ne prego... (Cambia il disco).

Amelia - A lungo andare, vi deve annoiare questa musica!

Arlette - (cortese) Non ci si stanca mai, signora, credetelo!

Oscar - (entrando) Buon giorno, signorina. Mia moglie v'ha detto? Abbiamo scelto il vostro negozio come luogo d'appuntamento... E' pi allegro, e pi centrale.

Arlette - S, signore, e ve ne ringrazio.

Amelia - Perch ti presti ad accendere il sigaro cos, ,a caso, a della gente che non conosci? Non pu comprarsi una scatola di cerini quel signore? E' comodo vivere cos, a spese d'altri! Se ognuno facesse altrettanto...

Oscar - Non si possono rifiutare questi piccoli piaceri. Non mi sentirei degno di essere un gentiluomo se mancassi di cortesia in simili circostanze. D'altra parte questo giovanotto stato d'una correttezza rara. Quando, dopo avergli accesa la sigaretta, stavo per comperare il Temps , egli m'ha preceduto ed ha dato i venticinque centesimi per me.

Amelia - Ha fatto questo?

Oscar - S.

Amelia - Ah! non dico pi niente. Cos va bene. La scatola di cerini quattro soldi. E' molto compito... (Fin dalle prime parole Bianca, contrariata, s' alzata ed andata a mettersi vicina ad Arlette accanto al grammofono) Ma...

Oscar - Che cosa?

Amelia - Guarda dunque, senza averne l'aria... E' l il giovanotto... va avanti e indietro dinanzi alla porta...

Oscar - (guarda senza averne l'aria) S, strano...

Amelia - Bianca! Guarda dunque! (Ad Arlette) Signorina, guardate dunque! Il signore che ha chiesto un cerino passeggia in modo strano davanti al negozio...

- (Arlette e Bianca gettano uno sguardo).

Oscar - Se ne va. Ha visto che lo osserviamo.

Amelia - (a Bianca) A che ora viene il tuo fidanzato?

Bianca - M'ha detto alle cinque e mezzo, fra un quarto d'ora. Perch, mamma?

Amelia - Perch sarei pi tranquilla se ci fosse un uomo qui.

Oscar - Sei scortese con me, Amelia! Mi consideri un vile! Non ti ho sempre fatta rispettare ?

Amelia - Ma s, amico mio. Tu non. capisci. Volevo dire: se ci fosse un altro uomo qui, con te... (Bruscamente) Ah! mio Dio! ritorna! eccolo! Sta' a vedere che ora entra...

Oscar - (vagamente inquieto) S, strano...

Arlette - Non tormentatevi cos, signora.

Amelia - (ad Arlette) Lo conoscete?

Arlette - Niente affatto. Ma non sono inquieta.

Amelia - E' cos ch'essi s'introducono nelle gioiellerie!

Arlette - Io non vendo che dischi, signora.

Amelia - Certo, non per i vostri dischi che viene! (A suo marito) Ha visto la mia collana. Che cosa fa ora? Non oso pi voltarmi.

Oscar - E' arrestato...

Amelia - S? Le guardie lo portano via?

Oscar - Ma no, s' arrestato, immobile, se preferisci, davanti alla porta.

Amelia - E' spaventoso! Oh! un'idea! (Ad Arlette) Non potreste avvertire la telefonista che forse fra due minuti chiederete la polizia, perch non vi si faccia attendere la comunicazione ?

Bianca - Ma, mamma, te ne supplico...

Arlette - (ridendo) Signora, non abbiate timore: questo signore non esiterebbe tanto se preparasse un brutto colpo.

Oscar - Senza dubbio, signorina. Tuttavia sempre meglio stare in guardia. Mia moglie ha ragione. Rester vicino al telefono. Se entra, accarezzo l'apparecchio. Cos capir.

Amelia - (sentendo la porta aprirsi) Bianca, non lasciarmi sola.

- (Giovanni Mars, 32 anni, simpatico, un pizzico d'originalit nel vestire, entra tranquillamente, saluta i Duchamp e va a sedere in una poltrona all'altra estremit del negozio, Arlette ha messo un nuovo disco. Bianca le sta vicino).

Amelia - (nervosa, maneggiando la sua collana, a voce alta) T'assicuro, Oscar, sono contenta come se fosse vera... E poi, almeno, cos, se me la rubano...

Oscar - (che accarezza l'apparecchio telefonico) S, oggi i ladri lavorano spesso per niente,.. (Tutt'e due cercano di ridere).

Arlette - (a voce bassa, a Bianca) Anche voi avete paura?

Bianca - Niente affatto. Ma non gli chiedete cosa desidera?

Arlette - S, ci vado... (Bianca s'avvicina ai suoi genitori. Arlette va da Mars) Desiderate, signore?

Mars - (gentilmente) La pace, signorina.

Arlette - Come, signore?

Mars - (alzandosi, in modo da voltare le spalle ai Duchamp) La pace, signorina. Non occupatevi di me. (Estrae il portafogli) Eccovi trecento franchi per il disco che sceglier fra poco, o che voi sceglierete per me quando questi signori se ne saranno andati...

Arlette - Attendono qualcuno. E ci pu durare parecchio.

Mars - Tanto meglio. Pi durer, pi sar contento. Andate presto a cambiare il disco. Ma niente opera cc mica, vi prego! Risvegliateli! Un Layton e Johnson oppure un Revellers . E tornate a salutarmi.

Arlette - (sottovoce) Sapete che vi prendo, no per un malfattore...

Mars - (sorridendo) Hanno ragione... Sto per rapir loro un tesoro.

Arlette - Come sarebbe a dire?

Mars - Zitta! (Arlette, divertita, se ne va a cambiare il disco).

Amelia - (sottovoce) Ebbene?

Arlette - E' un originale, ma certamente non pericoloso.

Amelia - Credete? Tuttavia diffidate.

Bianca - (ch' la pi vicina a Giovanni, parlando ad Arlette) Che disco questo?

Mars - Because I love voti , signorina.

Bianca - (a Mars) Grazie, signore

Amelia - (a Bianca) con noi.

Oscar - Il giovanotto conosce l'inglese.

Mars - (ad Arlette) Sono clienti?

Arlette - Non esageriamo. Un disco ogni due mesi.

Mars - Come si chiamano?

Arlette - Duchamp.

Mars - Quanto ai genitori, va benissimo. Dove abitano?

Arlette - Siete troppo indiscreto. Questo nn posso dirlo.

Mars - Ditemi almeno il quartiere.

Arlette - Europa.

Mars - Quale Europa? Nord? Sud? Est?

Arlette - Europa Centrale.

Mars - Vienna? (Arlette non risponde e si allontana sorridendo).

Amelia - (E' di nuovo molto agitata guardando Mars Ad Arlette) Ebbene?

Arlette - E' un simpatico giovane.

Amelia - Ma avete osservato la tasca destra della sua giacca?

Oscar - S, presenta una protuberanza.

Arlette - La tasca destra?

Bianca - (sorridendo) Sentite. Finitela! E' una cosa che sta diventando ridicola.

Amelia - E' certamente una rivoltella. (Sottovoce) Oh! si alza. Viene verso di noi! Attenzione, Oscar! Avvicinati al telefono. E, al primo gesto, Danton-Polizia ! Non hai che a dire: Danton-Polizia ! Bianca, non lasciarmi sola. Signorina, fermate il grammofono! Nel silenzio, non oser forse sparare... (Mars, che non sembra affatto notare, l'emozione dei Duchamp, s'avanza tranquillamente verso il signor duchamp che ha raggiunto il telefono. Arlette si fermato il grammofono).

Mars - ( a due passi dal signor Duchamp. Lo Isolata) Scusatemi, signore, desidererei dirvi luna parola.

Oscar - (con la gola un po' secca) Parlate.

Mars - Voi m'avete fatto un piacere, poco fa, con tanta buona grazia, che mi spinge amettervi a parte d'una mia decisione, che dinatura tale da interessarvi, e gradirei che foste il primo a conoscerla.

Oscar - (interdetto, abbandona il telefono. Le tre donne ascoltano Mars con un'attenzione pi o meno dissimulata) Vi ascolto, signore.

Mars - Signore, ho trentacinque anni. Sono sano. Il mio bisavolo fu ucciso dagli inglesi a Waterloo. Il mio bisnonno fu ucciso dagli arabiad Algeri. Mio nonno fu ucciso dai russi a Sebastopoli. Mio padre non ancora stato ucciso da nessuno, ed io sono uscito dall'ultima guerra con una ferita insignificante. Sono intelligente, attivo, ambizioso. Mi guadagno la vita. Ho il senso del movimento e della poesia, e ho l'onore di domandarvi la mano della signorina vostra figlia, di cui sono perdutamente innamorato.

Oscar - Come, signore?

Mars - (imperturbabile, ricomincia) Signore, ho trentacinque anni. Sono sano. Il mio bisavolo fu ucciso dagli inglesi...

Oscar - Signore, se siete uno che ha voglia di scherzare... (S'allontana di qualche passo, seguito da Mars. La signora Duchamp, trattenendo il respiro, ascolta. Bianca ha raggiunto Arlette e finge di cercare dei dischi).

Mars - Se fossi uno che ha voglia di scherzare, signore, non vi avrei parlato cos. Avrei manovrato diversamente. I miei propositi sono serissimi. (Mette la mano nella tasca destra. La signora Duchamp si lascia sfuggire un piccolo grido. Mars estrae un mazzo di violette avvolte in carta satinata, che offre a Bianca ma che questa non prende) Mi sono permesso, signorina, di cogliere poco fa queste poche violette per voi, nel cesto di una fioraia... (Depone il mazzo sul tavolo d'Arlette).

Oscar - (solenne) Signore, non sono mai stato abituato a lasciar trattare con leggerezza la sacra istituzione del matrimonio. Quando sono stato presentato alla persona che oggi divide con me l'esistenza...

Mars - Signore, se non che questione di forma, e per quanto mi permetta di trovare la vostra obbiezione terribilmente inutile e indegna d'un uomo intelligente come voi, sono pronto ad adottare il cerimoniale al quale siete abituato.

Oscar - Signore, ve ne prego, tagliamo corto a questa conversazione. D'altra parte, mia figlia fidanzata.

Mars - Non che fidanzata? Arrivo in tempo.

Oscar - Non avrete, spero, l'audacia d'immaginare che Bianca possa rompere il suo fidanzamento con un distinto ragazzo, per sposare voi!

Mars - Eh! s, signor Duchamp, precisamente!

Oscar - Sapete il mio nome?

Mars - So tutto ci che devo sapere. Signor Duchamp, bisogna ch'io sposi la signorina Bianca.

Oscar - Giovanotto, cominciate a divertirmi. E perch dovreste sposarla?

Mars - Anzitutto perch l'amo. Poi perch lei non ama il suo fidanzato...

Bianca - (mettendosi in faccia a Mars) Non amo il mio fidanzato?

Mars - (avvicinandosi e con voce dolcissima) No, signorina, non l'amate.

Bianca - (con voce un po' tremante) E come lo sapete, signore?

Mars - (pi vicino e sorridendo) Perch siete stata ad ascoltare tutto, e perch se l'amaste veramente non mi avreste lasciato continuare.

Bianca - (che non sa cosa rispondere) Ah! cos... allora... questo... (Gli volta le spalle).

Mars - (ad Arlette) Un disco leggero, vi prego, signorina... (Senza inquietarsi, rivolgendosi al signor Duchamp) E infine noi siamo evidentemente fatti l'uno per l'altra...

Oscar - (sarcastico) Per essere cos bene informato, si pu sapere da quanto tempo...

Mars - Ho avuto la gioia di vedere la signorina Bianca un'ora fa, per la prima volta.

Oscar - Allora?

Mars - E' in grazia alla mia professione.

Oscar - Alla vostra professione? E qual'?

Mars - (avvicinandosi, un po' misterioso) Leggo nelle voci.

Oscar - Come?

Mars - Leggo nelle voci. (Senza lasciargli il tempo di dire una parola) Soprattutto non fate parola ancora con nessuno, sono il solo! E non confondetemi con quegli avventurieri che col pretesto della chiromanzia toccano e accarezzano le mani delle signore. Le calligrafie, le linee della mano, la marca del caff? Bambinate e soperchierie! Balbettamenti e sortilegi! Ciarlatanerie! La mia scienza autentica, e nuova. Oggi io sono quasi padrone di un grande avvenire, che nessuno ha ancora pensato a riconoscere e a coltivare, e che lo sviluppo della telefonia, della grammofonia e della radiofonia mette al primo piano dell'attualit universale! Non siete mai stato colpito dal senso psicologico delle voci? Dalla loro variet infinita, dalla loro personalit, dalla loro originalit? Ogni voce un mondo da scoprire e una straordinaria rivelazione! Il timbro, la sonorit, la musicalit, il senso riposto, il ritmo, il colore, l'accento nasale, l'apporto gutturale, la grazia, infine il mistero vocale peisonale... mi informano infallibilmente in un minuto, e meglio d'un lungo studio, sulla moralit, l'intelligenza, il cuore, la sensibilit, il carattere (guardando all'improvviso Bianca) e i pi segreti pensieri degli esseri ai quali m'interesso. E' cos che da quando ho sentito la signorina Bianca dirmi: Non amo il mio fidanzato?... E come lo sapete, signore?... Ah! cos... allora... questo... , so che noi siamo fatti l'uno per l'altra, e che ci sposeremo.

- (Bianca, che arrossisce, ritorna vicino ai dischi senza rispondere).

Oscar - (interessato) E' strano...

Amelia - Che cosa arriva a fare ora!

Oscar - Potete riconoscere i caratteri dalla voce?

Oscar - Un gioco da ragazzi! So, cos, che voi siete un uomo fra i quarantacinque e i quarantotto anni...

Oscar - E' ammirevole!

Mars - ... probo, intelligente, abile, lavoratore, marito fedele e tenero padre, che avete lo spirito aperto alle grandi idee, che amate il cinema del vostro quartiere, che vi chiamate Oscar Duchamp e che abitate in via Vienna.

Oscar - (con voce soffocata) Via Vienna! Questo formidabile! E' la mia voce che vi ha fatto conoscere che abito in via Vienna?

Mars - E' la vostra voce.

Oscar - E il numero? Potete dare il numero?

Mars - (con un grazioso gesto di rimpianto) Lo stato attuale delle mie ricerche non mi permette ancora di dare il numero con certezza.

Oscar - E' meraviglioso! E ci arriverete?

Mars - L'anno prossimo, forse... So anche... (guarda Bianca che crede voglia parlare a lei, ma egli si volta verso la signora Duchamp)... che la signora Duchamp una donna d'appena quarant'anni..

Oscar - (a sua moglie) E' bene educato!

Amelia - E' simpatico!

Mars - ... attaccata ai principi domestici che formano le grandi famiglie. La signora Duchamp ha il senso dell'ordine, il rispetto dell'amore coniugale, un senso acuto dell'educazione dei figli e un'intuizione eccezionale.

Amelia - (trionfante, a suo marito) Vedi, t'avevo sempre detto: un'intuizione eccezionale! (A Mars) E' proprio cos.

Mars - (con lo stesso tono di prima si rivolge ad Arlette, dopo aver guardato Bianca) So che la signorina vivace, fine, maliziosa, cortese, che le sue rare qualit pratiche non sono pari che alla sua grazia e alla sua distinzione, e che l'avvenire le sorrider.

Arlette - Mille grazie, signore. Siete troppo amabile.

Mars - Dico ci che leggo. Non ringraziatemi.

Oscar - E il nome della signorina? Sapete trovare il suo nome?

Mars - (finge di concentrarsi, si avvicina ad Arlette e dopo un segno d'intesa) Genoveffa Battisti.

Oscar - (esultante) Ah! ha perduto! Si chiama Arlette!

Mars - (dopo un nuovo segno ad Arlette) No, Si chiama forse Arlette qui, per i clienti. Ma il suo nome Genoveffa Battisti.

Oscar - (ad Arlette) E' vero?

Arlette - E' vero.

Oscar - E' formidabile! (Bianca crede venuta la sua volta, ma il signor Duchamp si riavvicina a Mars) Ditemi, un trucco come questo vi deve far guadagnare molto!

Mars - Niente ancora. Continuo le mie ricerche. I miei soci attendono, per sviluppare l'idea, che abbia finito i miei studi.

Oscar - Ah! Avete dei soci?

Mars - La B.A.T.A.

Oscar - La B.A.T.A.?

Mars - Banca Aerea per Traversate Atlantiche .

Oscar - Conoscete il direttore?

Mars - E' mio padre.

Amelia - (a suo marito) E' molto per bene, questo ragazzo...

Bianca - (si decide, mal dominando il suo turbamento. A Mars) E io, signore?... La mia voce?

Mars - (la guarda. S'avvicina. La guarda ancora) Ah! signorina!... La vostra voce!... Mi stordisce, mi inebria, mi paralizza!... Se non ve n'ho ancora parlato, non che mi sia mancato il desiderio, ma temevo soltanto di lasciarmi trasportare! La vostra voce!... Mi turba come so, perdonatemi, che la mia deve turbare voi, perch esse si comprendono e si completano, perch s'accompagnano e s'accordano, si chiamano e si rispondono... La vostra voce, per me, la vita... Non posso pi immaginare un mondo in cui non potessi sentirla, e qualunque cosa accada, anche se dovessi perdervi, i vostri squisiti timbri biondi potr riudirli sempre quando vorr, sul grammofono della mia memoria, come una musica incisa...

Oscar - (intervenendo) Ci sono dei timbri biondi ?

Maes - Come ci sono dei timbri bruni. Distinguere le brune e le bionde, dalla voce, l'abici. La voce delle bionde ha delle modulazioni, dei languori, delle finezze e dei pericoli segreti che la calda voce delle brune, pi pericolosa e sensuale, non conosce.

Bianca - Non molto gentile per la signorina Arlette ci che dite ora.

Mars - Al contrario, gentile. La signorina una falsa bruna com' una falsa Arlette. E' una bionda cenerognola.

Amelia - Ma possibile? Voi siete bionda?

Arlette - (ridendo, a Mars) Questo vero. Bravo!

Amelia - (alzandosi per la prima volta dalla sua poltrona. Ad Arlette) E' magnifica! Mi darete l'indirizzo del vostro parrucchiere!

Oscar - (a Mars) Sentite, caro signor... caro signor?...

Mars - ... Giovanni Mars. Come il mese. Bel nome, non vero? (Sorridendo) Sono una specie di Cavalier Primavera.

Oscar - Signor Mars, davvero mi piacete. E ho la sensazione che mia figlia non vi guarderebbe di cattivo occhio. Soltanto, che volete! E' fidanzata!

Amelia - (voltandosi) Con un giovane serio.

Bianca - Molto serio...

Mars - Come si chiama?

Oscar - Sudoise, Giuliano Suedoise. (In italiano: Svedese ).

Mars - Giuliano? Siete sicuro che non si chiami Teodoro?

Bianca - Teodoro? No. Perch?

Mars ' - Per niente. Ha fatto la guerra?

Bianca - Certamente.

Mars - Come neutro?

Bianca - Ma no. Ha fatto...

Mars - Dopo tutto, gli svedesi s'accendono qualche volta.

Bianca - Ha fatto una guerra utile, nell'Intendenza.

Mars - Ah! un coraggioso! Da quanto tempo siete fidanzata?

Bianca - Da sette mesi.

Mars - Ah! un ardente! E il matrimonio a quando?

Bianca - La data non ancora fissata. Giuliano trova che il matrimonio una cosa troppo importante per essere affrettata, e che non bisogna decidere nulla prima di conoscersi bene e di avere preparato accuratamente l'avvenire.

Mars - Ah! un metodico! Perfetto! E qua-le la sua professione?

Oscar - (prevenendo la figlia) S' fatto inscrivere all'albo degli avvocati.

Mars - Ah! un eloquente! (A Bianca)Ringraziatemi, signorina. Vi risparmio le delusioni, la nevrastenia, le crisi di disperazione, il divorzio e la rivoltella, la fuga o la Corte di Assise. Vi conservo la vostra allegria e il vostro bel colorito, i vostri vasi cinesi e i vostri piatti. Ringraziatemi!

Bianca - Ma, signore, non si tratta di... (Prende il mazzo di violette e l'aspira),

Mars - Andiamo, signorina, non mi' direte che potreste vivere con questo arido difensore dei deboli e degli oppressi. Lo sento qui. (Prende un tono cattedratico, e con voce grave) Signori, in nome della Giustizia e del Diritto, e degli elementari principi che tanti uomini hanno pagato col loro sangue nel 1789, vi chiedo per il mio infelice cliente... . (S'interrompe ridendo).

Oscar - E' prodigioso! Lo conoscete?

Mars - Non l'ho mai visto. Ma, che volete, ecco la scienza! La voce mi d il carattere: analisi. Il carattere mi d la voce: sintesi. Dato quello che m'avete detto d lui, non possibile ch'egli abbia un altro timbro di voce. (In confidenza, a un tratto, ai genitori) Soprattutto non affidatela a lui. La renderebbe infelicissima.

Amelia - Dio mio!

Oscar - Credete?

Mars - (ancora cattedratico, con la medesima voce grave) Sulla vostra anima e sulla vostra coscienza, signori giurati, vi scongiuro di pensare alla responsabilit che v'incombe... . Non ha veramente questa voce?

Oscar - E' proprio lui.

Mars - (sottovoce, avvicinandosi) Credetemi! Impossibile! Molto pericoloso! Ipertrofia dell'io... Autoritarismo dissimulato... Velleit psicopatiche... Pericolosissimo! Se amate vostra figlia...

Oscar e Amelia - (insieme) Se l'amiamo!

Mars - ... Datela a me.

Oscar e Amelia - Ma signore...

Mars ------------------ - S, capisco bene... Questo urta le vostre abitudini. Non vi sono stato regolarmente presentato. Sono il candidato della fantasia e del caso. Non ho l'aria seria. Soltanto, la felicit non una questione d'aritmetica, signorina! Voi non avete maggior sicurezza di trovare la buona fortuna esitando un quarto d'ora, piuttosto che scegliendo il primo venuto! Un po' d follia non nuoce mai quando il cuore v'acconsente. Perch non si potrebbe incontrare nella via la donna della propria vita? Avevo giurato di non sposarmi. Ho tutto rifiutato, ed eccomi preso, prigioniero, incatenato, stregato, ebbro di gioia per avervi vista e seguita. Niente, ora,pu pi distruggere l'incanto che ci lega... Che volete di pi? Che c'incontriamo ufficialmente, e per caso, ben inteso, in casa di amici? Ebbene, eccoci siamo gi! Abbiamo una graziosa amica comune, la signorina Arlette, che ha avuto la bont, in questo pomeriggio, di pensare a riunirci. Signorina Arlette, volete avere la cortesia di presentarmi?

Arlette - Con piacere, caro signore. Signora Duchamp, .permettetemi di presentarvi un giovane di grande avvenire...

Mars - (protestando) Ve ne prego...

Arlette - Il signor Giovanni Mars, figlio del direttore della B.A.T.A.

Mars - Signora, sono onoratissimo...

Arlette - (presentandolo al signor Duchamp) Il signor Giovanni Mars, il signor Duchamp.

Mars - Signore, sono lusingatissimo.

Arlette - (presentandolo a Bianca) Il signor Giovanni Mars, la signorina Duchamp.

Mars - Signorina...

Bianca - (turbata) Signore...

Mars - (commosso) Aspettavo questo minuto fin dalla nascita non osando credere che potesse mai arrivare. Volete farmi la grazia (gesto di Ariette) di accordarmi il primo fox-trott?

Bianca - Ma volentieri, signore.

Mars - (ad Arlette) Always o Together ..(Arlette mette il disco. Cominciano a ballare).

Amelia - (bruscamente, a Bianca) Bianca, ecco il tuo fidanzato che scende dal taxi.

Mars - (a Bianca) Non muovetevi! (Ad Arlette) Date presto un giro di chiave, signorina Arlette! (Arlette, complice, corre alla porta con un cartello II negozio si chiude alle sei , d un giro di chiave e resta rivolta verso la via, col cartello contro il vetro. Giuliano Sudoise arriva, tutto frettoloso e miope, con gli occhiali, e manovra invano la maniglia della porta).

Arlette - (a Sudoise) E' chiuso.

Oscar - (gridando a Sudoise, attraverso i vetri) Tutto cambiato!

Amelia - (c. s.) Vi scriveremo.

Oscar - (c. s.) Avete aspettato troppo!

Amelia - Vi siete lasciato prendere il posto!

Oscar - Venite domani a pranzo! Vi racconter tutto! (Sudoise fa dei grandi gesti, d via. lenti colpi alla porta, alza in aria i pugni e il fazzoletto, e comincia un discorso... Ma Bianca e Giovanni, tutti occupati nel loro fox-trott, non lo sentono n lo vedono).

FINE

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