La zia più giovane

La zia pi giovane di Giuseppina Cattaneo

AUTRICE

GIUSEPPINA CATTANEO

POSIZIONE S.I.A.E. N 193077

http://copioni.dnsalias.org

TITOLO

LA ZIA Pi GIOVANE

ATTO UNICO

Personaggi

RINA sorella di Gina

GINA

PINA amica delle due sorelle

TRAMA

A causa di una festa istituita dalla maestra, Gina, deve presentarsi a scuola con la nipote. Non sapendo cosa l'aspetta preoccupata che le si rivolgano domande inerenti la cultura scolastica. La sorella e l'amica l'aiuteranno. Ma ne siamo cos sicuri?

SCENA I

Rina

Suono di telefono. Entra in scena Rina e RISPONDE.

RINA. Pronto? Ah ciao Tino. (Silenzio) certo, pu venire la Gina. (Silenzio) no Tino, io sono quella pi vecchia. (Silenzio) si certo che ti ho sempre detto che io ero pi giovane della Gina, ma lo facevo solo per prenderti in giro. (Silenzio) figurati, non fa nulla a me! (Silenzio) non preoccuparti, glielo dico io alla Gina. (Appoggia il ricevitore. Al pubblico) Signore, ti ringrazio di avermi fatto nascere prima di mia sorella. Ci mancherebbe altro di dover andare a scuola con la nipotina ora!

SCENA II

Rina e Gina

GINA. (Entra) da quando parli da sola?

RINA. Da quando con te non si pu pi ragionare.

GINA. Ah, perch una che parla da sola, secondo te ragiona?

RINA. Zitta Gina per favore. Una persona non pu parlare ad alta voce che la scambiano subito per una matta.

GINA. (Ironica) come ti sei descritta proprio bene!

RINA. (Al pubblico) adesso le faccio passare io la voglia di dire stupidaggini a questa. Gina, ha telefonato tuo fratello il Tino.

GINA. Mio fratello? E da quando solo mio fratello e non il nostro fratello?

RINA. Da quando ha bisogno di te.

GINA. (Compiaciuta) di me? A si?!

RINA. Senti, non compiacerti troppo, ha bisogno di te solo per questa volta perch c' di mezzo la Sara. (Fra se) grazie ancora Signore per questo. (A Gina) per il resto il Tino, sa gi che io sono la sorella pi istruita e pi intelligente.

GINA. (Ironica) davvero? Pensa che anche a me dice sempre tali e quali parole quando tu non ci sei.

RINA. Non ti rispondo nemmeno. (Al pubblico) non credetele, una bugiarda infinita quando si parla di intelligenza. Lo vuoi sapere cosa vuole il Tino da te?!

GINA. Sono qui pronta con le orecchie aperte, basta che tu apra bocca per.

RINA. Il Tino mi ha detto che marted a scuola della Sara c' la festa della zia.

GINA. E allora? Cosa pu interessare a me se c' la festa della zia a scuola. (Al pubblico) quelle maestre non sanno pi cosa inventarsi per non fare scuola a quei bambini. Manca solo che celebrino la festa del gatto e non ne hanno lasciato indietro nessuna.

RINA. Ascoltami Gina. A quella festa, deve andare la zia pi giovane che c' in famiglia.

GINA. (Preoccupata) la zia pi giovane?

RINA. S, la zia pi giovane.

GINA. (Preoccupata) ma proprio la zia pi giovane?

RINA. Gina, avrai anche le orecchie aperte ma non sembrano tanto lavate bene a quanto pare.

GINA. Rina ogni tanto le lavo anch'io sai?!

RINA. Si vede che ogni tanto non sufficiente allora. Comunque il Tino ha detto che la Sara avrebbe tanto piacere che tu andassi a quella festa della zia.

GINA. Ma perch proprio io?

RINA. Perch tu sei (viene interrotta).

GINA. la zia pi giovane. Ho capito. Scusami Rina, non sei tu che ripeti sempre di essere pi giovane di me?

RINA. Chi io?

GINA. S, proprio tu.

RINA. Forse a volte potr aver detto qualcosa del genere ma la verit solo che tu hai la fortuna di essere la sorella pi giovane. Se la maestra della Sara avesse voluto la zia pi vecchia, io non mi sarei tirata indietro. (Al pubblico) piuttosto di andare a quella festa, mi sarei data per malata e se non fosse bastato, mi sarei data anche per morta per quel giorno l.

GINA. E tu saresti andata?!

RINA. Certo, con le mani e con i piedi. Sarebbe stato per il bene della Sara ovviamente. Comunque la carta didentichit parla chiaro, e perci Gina, come si dice, bisogna dare a Cesare quello che di Cesare.

GINA. (Al pubblico) si sta forse sentendo poco bene? Cosa c'entra quello che lei deve dare a Cesare, col discorso che stiamo facendo. E poi, sono due i Cesare che io conosco. (A Gina) quale sarebbe quel Cesare di cui tu stai parlando?

RINA. Il Cesare, quello di Roma.

GINA. Quello di Roma? Io non ho mai saputo che il Cesare Tritaossa fosse di Roma. E nemmeno il Cesare di Grattacapo.

RINA. Cosa c'entra ora Cesare Tritaossa e Cesare Grattacapo?

GINA. Hai detto tu che avevi qualcosa da dare al Cesare e io volevo solo sapere chi fosse dei due. Tutto qua.

RINA. Gina, lascia perdere per favore, quando tu arriverai alla mia intelligenza dopo ne potremo parlare. Per il momento pensa solo che devi andare a scuola alla tua festa.

GINA. (Preoccupata) cosa far io l a scuola!? Pensa Rina se alle maestre, cos per sbaglio, venisse loro in mente di farmi qualche domanda di scuola!? Pensa che figura potrei far fare alla Sara! Rina, tu che sei pi intelligente, vacci tu!

RINA. Ora mi trovi pi intelligente vero?!

GINA. Ora? da un po' che io penso tu sia intelligente sai? (Al pubblico guardando lorologio) un minuto!

RINA. Gina, non cercare di intortarmi sai?! Deve andare la zia pi giovane e, mi dispiace, ma io non posso far nulla se sono nata prima di te.

SCENA II

Rina, Gina e Pina

PINA. (Nel frattempo entra Pina che sente le ultime parole) e meno male che lo ammetti una buona volta.

RINA. Cosa vuoi dire? E poi, non si suona il campanello prima di entrare in casa di altri?

PINA. Per prima cosa, non ho mai saputo che avevate un campanello in tanti anni che siamo amiche e per secondo, che quello che conta di pi, tutto il paese sa che tu sei pi vecchia della Gina.

RINA. E allora?

PINA. Gina, sta bene tua sorella oggi?

GINA. Non dirmi nulla. Le conviene dire che pi vecchia di me altrimenti dovrebbe lei andare a scuola.

PINA. A scuola?

RINA. Se io fossi stata la zia pi giovane, sarei andata "volentieri" ma dato che sono la pi vecchia

PINA. A scuola ? per caso per una legge appena uscita che le sorelle pi giovani debbano tornare a scuola? (Si alza per uscire) devo andare subito a dirlo a mia sorella la Lisetta.

RINA. (Fermandola) dove vai Pina? Cosa hai capito?!

GINA. Io, devo andare a una festa a scuola.

PINA. Ah, ho capito. (Si alza ancora per uscire).

RINA. (Fermandola) dove stai andando di nuovo!

PINA. Vado a dire a mia sorella Lisetta che deve andare a scuola per una festa.

GINA. (Al pubblico) sono messa proprio bene! Senti Pina, tocca a me andare a scuola marted prossimo perch in quella scuola c' mia nipote la Sara e in quel giorno festeggiano la zia. La zia ma quella pi giovane della famiglia . Hai capito ora?

PINA. Certo che ho capito! (Si rialza per uscire).

RINA. (Alzando la voce e fermandola) insomma si pu sapere allora dove vai cos di corsa se hai capito?

PINA. Sempre da mia sorella a dirle che deve andare a scuola dove c' la tua Sara.

GINA. Pina, Pina, sii brava per favore. Sara non nipote di tua sorella e perci cosa c'entra lei con la festa della zia! Inoltre, avete nipoti a scuola tu e la tua Lisetta?

PINA. (Pensa) no, nessuno.

RINA. Dunque che festa della zia vuoi far festeggiare a tua sorella?

PINA. Gi certo, serve una nipote per festeggiare la zia. Potevate dirmelo anche subito senza farmi fare tutte quelle corse!

RINA. (Al pubblico) cosa dovrei risponderle io ora, secondo voi!?

PINA. (Vede Gina preoccupata) Gina, ti vedo un po' preoccupata invece di essere allegra per la tua festa.

GINA. Non sono preoccupata per la festa, ma per il fatto che forse alle maestre potrebbe venire in mente di farmi qualche domande di scuola.

PINA. E tu con la lingua lunga che hai non saresti capace di rispondere?

RINA. S, la lingua lunga ce l'ha, il fatto che non la collega mai col cervello.

GINA. Devo ammettere che siete proprio di grande aiuto voi due. Pensate se mi facessero qualche domande di storia o giografia!

RINA. Mamma mia! Quanto la fa il lunga!

GINA. Tu dici cos perch non tocca a te. Vai tu al mio posto, tu che hai tutto collegato al cervello!

RINA. Sicuramente non mi farei tutti quei problemi che ti stai facendo tu. Ma dato che io sono, purtroppo, la zia pi vecchia (Fra se) ti sta bene!

GINA. S, tutte storie che avanzano.

PINA. Gina, se hai bisogno di qualche lezione di scuola, ti informo che io sono stata una maestra da giovane.

RINA. (Ridendo) Pina, tu una maestra? Gi ho dei dubbi che tu sia stata giovane, figuriamoci maestra!

PINA. Io sono stata sia giovane che maestra sai!

RINA. (Ride).

GINA. Rina, sei proprio villana! (Con dolcezza a Pina) davvero sei stata una maestra?

PINA. Certo Gina.

RINA. (Ride) scommetto che sei stata maestra di cucina!

GINA. (Al pubblico) vedete quanto brava a offendere chi ha fatto le scuole alte? Pina, non darle retta e dimmi invece che tipo di maestra sei stata.

PINA. Grazie Gina che tu mi credi.

GINA. Certo che ti credo, le amiche si vedono in questi momenti. Inoltre davanti ad una maestra, c' solo che da inchinarsi.

RINA. (Ironica) e non le baci i piedi?!

GINA. Pina, chiudile subito la bocca e dille che tipo di maestra sei stata!

PINA. Subito! Io sono stata da giovane, maestra di cucito!

GINA. (Seria) hai sentito bene Gina? Maestra di cucito! (Rendendosi conto di ci che ha sentito) cosa? Maestra di cucito? Non starai dicendo sul serio?

PINA. Ah, ti ho fatto rimanere senza parole vero? Non avresti mai pensato questo della tua amica Pina vero?

RINA. (Ride) lo sapevo che era qualcosa del genere! Chiss quanti punti capace di fare! Cosa dici Gina?

GINA. Cosa vuoi che dica. Pina sei sempre la solita. Come si pu farmi credere di avere fatto le scuole alte!

PINA. Gina, io ero al quarto piano sai!

GINA. Pina sii brava, pensa solo se le maestre di scuola mi domandassero, per esempio, quante erano le tre Caramelle del Cristofero Colombo, cosa rispondo? Dei tuoi punti croce?

PINA. Eh no, no di certo. Speriamo allora che non ti rivolgano una domanda cos difficile Gina!

GINA. Ammettiamo per che mi domandino davvero quante erano le tre Caramelle, cosa rispondo?

RINA. Gina, come domanda lo sanno anche le maestre che un po' difficile, per se dovessero rivolgertela lo stesso io, se fossi al tuo posto, risponderei che (viene interrotta).

GINA. Vuoi andar tu al mio posto a scuola?

RINA. Ti ho gi detto Gina che io non ho la tua fortuna di essere pi giovane e perci tocca a te. Stavo solo dicendo, che se io fossi al tuo posto (si affretta) e non posso esserci, io direi che le tre Caramelle del Cristofero Colombo erano tre! Tre, il numero perfetto.

PINA. Brava Rina, anchio avrei risposto cos.

GINA. Va bene, vorr dire che se mi chiederanno quante erano le tre Caramelle del Cristofero Colombo risponder che erano tre! (Meno preoccupata) e dai, comincio a riprendere un po' di fiato ora. (Di nuovo preoccupata) ho capito ma, e se mi domandassero anche di ricordare il nome di una di quelle Caramelle, cosa rispondo?

PINA. Gina, non preoccuparti di nulla, io conosco il nome di una di quelle Caramelle: Pina.

GINA. (Silenzio) allora, me lo dici questo nome!

PINA. Te lho appena detto: Pina.

GINA. Perch continui a dire il tuo nome? Stai impazzendo proprio ora che ho bisogno del tuo aiuto?

PINA. Gina, come si vede che non hai fatto nessuna scuola alta. Pina il nome di una di quelle Caramelle.

RINA. Una Caramella si chiama come te?

GINA. Ne sei sicura? Non far fare brutta figura alla mia Sara, poverina?!

PINA. Sapr quello che dico! Non sono forse stata una maestra?

GINA. Cosa dici tu Rina?

RINA. Ah, io non dico nulla. (Al pubblico) la Pina una Caramella! Signore guarda gi!

GINA. Va beh, per lo meno qualcosa di storia lo so. (Di nuovo preoccupata) e se per caso mi chiedessero ancora qualcosaltro di storia invece? Magari non saprei, qualcosa sul Napoleone?

PINA. Gina, sei in una botte di ferro, io so tutto sul Napoleone. stato il mio vicino di casa quando abitavo nella bassa.

RINA. (Sbalordita) tu hai abitato in parte al Napoleone?

GINA. Non l'ho mai saputo questo.

RINA. Pina, fai ancora una bella figura per essere vecchia come il Napoleone!

PINA. Villana, come ti permetti di dire che io sono vecchia davanti a tutta questa gente?! Inoltre ricordati bene che il Napoleone era pi vecchio di me di ben due anni.

RINA. Ma sei sicura che il Napoleone Buonaparte sia stato il tuo vicino di casa?

PINA. Che Napoleone quello?

RINA. Il Napoleone Buonaparte quello della Francia.

PINA. E chi ? Io ho abitato in parte al Napoleone della Costa ( un paese vicino).

GINA. Pina, se non sai di chi stiamo parlando, non aprir bocca per favore! Io sono preoccupata che per caso mi chiedano il nome della moglie del Napoleone e lei mi parla del Napoleone della Costa!

RINA. Gina, io conosco il nome della moglie del Napoleone.

PINA. Chi, quello della Costa?

RINA. No, quello della Francia! (Guarda Gina e poi con la testa indica Pina).

GINA. La Pina la moglie del Napoleone della Francia? Ma stai impazzendo?

PINA. Voi due! Io non ho nulla a che fare con quel Napoleone l, capito? Che sia ben chiaro. (Al pubblico) no perch, qui fanno in fretta a mandare in giro le voci.

RINA. No, Gina cos'hai capito?! La moglie del Napoleone si chiama come la Pina, Giuseppina.

GINA. Cosa? La Pina si chiama Giuseppina?

PINA. Non guardarmi cos, non l'ho scelto io il mio nome.

GINA. un bel nome, ma non sapevo fosse il tuo nome vero. Insomma per storia a questo punto penso anche di essere a posto, basta che penso sempre alla Pina e non mi posso sbagliare!

RINA. Si, come storia si, ma a scienze come sei messa?

GINA. Beh, penso bene, l'ho tutta qui in testa.

RINA. (Al pubblico) mah, io non so dove l'abbia questa scienza, ma, come avete potuto vedere anche voi nella testa non di sicuro. Ammettiamo Gina che ti chiedano il nome di una pianta.

GINA. Da quando ora le piante non si chiamano pi piante?

RINA. Si certo, per ogni pianta ha un suo nome specifico. (Guarda Gina e poi con la testa indica Pina).

GINA. La Pina una pianta?

PINA. Senti stupidina, stai attenta a come parli sai!

GINA. In effetti a guardarti bene Pina, assomigli ad una pianta. (Al pubblico) si ma, alle piante quelle nane per.

RINA. Gina, ragiona! Il pino una pianta!

GINA. Cosa? (Indicando Rina) il Pino una pianta? Pina, non sarai forse un travestito!?

PINA. Io penso che oggi proprio non ragioni.

RINA. Secondo te negli altri giorni ragionava? Il pino un nome di pianta e, ha a che fare con la Pina, solo per il fatto che se dovessero farti una domanda del genere, devi ricordarti ancora della Pina e cos risponderai a tutto.

GINA. Se io sono alla festa della zia a scuola con la Sara, non avrei proprio cos tanta voglia di continuare a pensare alla Pina che gi mi rompe le scatole abbastanza tutti i giorni!

PINA. Grazie Gina, tu s che sei un'amica. (Al pubblico) e io che sto mettendo al suo servizio tutta la mia scienza intelligentuale.

RINA. Pina, non ascoltarla, lei parla cos, ma in fondo, in fondo, ti vuole bene.

PINA. In fondo-in fondo, quanto?

RINA. Non molto, un paio di metri. Cosa vuoi che siano Pina. Gina, con la giografia come sei messa?

GINA. Zero al quoto. Rina sto andando in crisi. Vai tu al mio posto alla festa. Ti prego!

RINA. Ancora?! Ti ho gi detto che io andrei volentieri (al pubblico indica di no col dito) senza tutte le storie che stai facendo tu. Ma non posso.

PINA. Io di giografia so tutto!

GINA. (Ironica) ah gi che tu sei stata maestra di cucito e la giografia al primo punto del cucito!

RINA. Pensa se alle maestre venisse in mente di chiedermi, l in mezzo a tutti, uno stato dellAfrichia?

GINA. Non dire queste cose che mi fai solo stare male!

RINA. (Al pubblico) quello che voglio.

PINA. Come mai proprio dellAfrichia e non dellAmerichia?

RINA. Perch sul copione che abbiamo studiato c' scritto Africhia.

PINA. vero, hai ragione, non ricordavo pi che stiamo facendo teatro. Gina guarda che io conosco uno Stato dellAfrichia!

RINA. (Ironica) dalle maestre di cucito ci si pu aspettare di tutto!

GINA. (Al pubblico) io spero solo una cosa: che quello stato non si chiami Pina.

PINA. La Livia.

GINA. La Livia? (Al pubblico) non ho sbagliato di molto comunque.

RINA. La Livia? Ne sei sicura? Non che ti stai confondendo forse con un altro nome?

PINA. (Pensandoci) hai ragione Rina, scusami, la Livia una cugina del mio povero marito che andata a lavorare in Africhia, ma non uno stato.

GINA. (Al pubblico) ha almeno chiesto scusa!

PINA. La Lidia!

RINA. ancora una cugina del tuo povero marito?

PINA. S, ancora una cugina del mio povero marito ed andata anche lei a lavorare in Africhia.

GINA. (Al pubblico) com' questa storia che noi andiamo in Africhia a lavorare e loro continuano a venir qua da noi per trovare lavoro?!

PINA. Questa cugina anche il nome di uno stato dellAfrichia. Sono sicura al mille per cento.

GINA. Rina, c' da fidarsi della sua cugina?

RINA. A me non risulta.

PINA. Rina cosa vuoi saperne tu, sono io che sono stata maestra.

RINA. Di cucito.

PINA. Cucito o non cucito, la Lidia uno stato dellAfrichia e per di pi qui vicino a noi. Gina, devi soltanto ringraziarmi.

GINA. Devo anche per caso baciare dove cammini?!

PINA. Mah, se vuoi, a me non fa nulla di sicuro.

RINA. (Al pubblico) sembrano due pazze. (Alle due) ascoltatemi voi due interdette (viene interrotta).

GINA. Rina fermati! Ti prego, sii tu la zia pi giovane per questa volta!

RINA. Gina, per favore smetti! (Ironica) io invidio la tua fortuna di essere festeggiata. (Al pubblico) che il Signore sia ringraziato ancora una volta.

PINA. Gina, che paura hai dopo tutto l'insegnamento che ti ho fornito, devi andare a scuola a testa alta.

GINA. S, lo so Pina e ti ringrazio per questo ma la paura c' ancora un po', anche se penso ormai di essere preparata abbastanza.

RINA. Mettiamo il caso ti si facessero ancora qualche domanda?!

GINA. Non sar proprio cos sfortunata che chiedano tutto a me?! Ce ne saranno ancora di zie io dico a quella festa!

RINA. Immagina se ti chiedessero una citt del Brasile?

GINA. Del Brasile? Non so nemmeno dove si trovi il Brasile! Pina, per caso, hai un'altra cugina del tuo povero marito che lavora in Brasile?

PINA. No Gina, le cugine le ho finite, per avevo uno zio che andato in missione in Brasile.

GINA. In missione? Era un soldato?

PINA. No Gina, era un prete missionario.

RINA. (Al pubblico) le pi intelligenti del paese sono qui con me. Ascoltatemi, se non ricordo male, una citt del Brasile ha a che fare con un nome di un santo.

PINA. Certo, mio zio non era un prete? Si sa che i preti e i santi vanno d'accordo!

GINA. Dunque come si chiama questa citt?

PINA. Eh, aspetta un attimo Gina. Lo sai che di santi c' piena l'aria.

GINA. Laria o il cielo?

PINA. Il cielo certo.

RINA. (Al pubblico) io non so come voi facciate ad avere la pazienza di ascoltarle ancora.

PINA. La citt del Brasile che inizia con San San San Piero!

GINA. Ne sei sicura?

PINA. Sicura come io mi chiamo Pina.

GINA. Pina, ti ricordo che tu ti chiami Giuseppina.

PINA. E invece il san Piero si chiama San Piero.

GINA. Ho capito che il San Piero, si chiama San Piero, ma bisogna capire se si chiama cos anche la citt del Brasile.

PINA. Gina, dubiti ancora di me con tutte le risposte che ho fornito alle tue domande?!

RINA. (Al pubblico) quando abbiamo finito con questa farsa, se avete bisogno di una maestra, adesso sapete chi non dovete chiamare.

GINA. Hai ragione Pina, se non ci fossi stata tu a fornirmi tutte le risposte, non so cosa avrei fatto. Certo che se aspettavo mia sorella ti saluto!

RINA. Dai che le lezioni sono finite! (Guardando Pina) ognuno alla propria casa adesso.

GINA. Cara, non alzare tanto la voce hai capito? Pina sta qui con me per tutto il tempo che lei ha voglia. Ringrazia il Signore che tocca me andare a scuola con la Sara altrimenti

RINA. (Fingendo) io, ringraziare il Signore perch non tocca a me andare a scuola? Ti ricordo che se avrebbe dovuto presentarsi la zia pi vecchia avrei accettato "volentieri".

GINA. S, volentieri. Raccontala giusta!

RINA. Io la racconto giusta Gina, non colpa mia se tu sei nata dopo di me. (TIE)

GINA. Tu, sei talmente furba che ho persino il sospetto che sia stata tu ad aver detto al Tino di presentare me a scuola con la Sara perch tu non ci volevi andare.

RINA. Ti sbagli di grosso Gina. Telefona pure al Tino, vedrai che anche lui ti confermer tutto quello che io ti ho detto: la festa per la zia pi giovane.

PINA. Per quando non c'era in ballo la festa della zia, ti piaceva raccontare a tutti che tu eri la sorella pi giovane.

RINA. Pina, non devi andartene a casa!?

GINA. La Pina non si muove di qui finch non glielo dico io!

PINA. Per me va benissimo. Gina, per ricordati che il mese prossimo ho un appuntamento dalla parrucchiera. SUONO DI TELEFONO.

RINA. Ora che mi ricordo! Sar la Sara che vorr mettersi d'accordo per la festa. Me lo aveva detto il Tino che avrebbe telefonato ma io mi sono scordata di riferirtelo. meglio che risponda tu!

GINA. (Risponde al telefono) ah, ciao Tino, credevo fosse la Sara. (Silenzio) si, la Rina mi ha detto tutto. (Silenzio poi felice) davvero avevi sbagliato? (Silenzio poi guardando Gina) chiss come sar contenta quando le dir che la festa non per la zia pi giovane ma per quella pi vecchia!

RINA. (Sviene).

PINA. Rina, non fare cos, ti aiuto io! Sai bene che sono stata una maestra!

SIPARIO