L’acchiappapreti

L'Acchiappaprievete

LAcchiappapreti

Commedia in tre atti

di

Salvatore Macri

Edizione in italiano, settembre 2011

da LAcchiappaprevete

Personaggi: Anna Moglie di Vincenzo D

Vincenzo Rappresentante U

Elvira Moglie di Amedeo D

Amedeo Marito di Elvira U

Concetta Vedova piacente D

Michele Meccanico U

Fattorino Garzone di rosticceria U

Scena: un piccolo appartamento, ai giorni nostri, con mobili ordinari: tavolo con quattro sedie coperto da una lunga tovaglia che non deve arrivare fino a terra, divanetto, cavalletto e ferro da stiro alimentato con una ciabatta con interruttore, telefono fisso su mobiletto a parte, un mobiletto a ripiani tipo etagere, con cassetti; due uscite, una verso linterno dellappartamento, laltra lingresso.

Attrezzature: tre candele bianche, un quadretto votivo, cavi elettrici, giravite, panni sciolti, buste da spesa piene, alcuni bicchieri di vetro tutti uguali, un pezzo di plastica da incastrare in un bicchiere, una rivista colorata, forbici, una valigetta ventiquattro ore, involti di rosticceria, un mazzo di chiavi, una banconota, una pistola giocattolo, un foglio di carta di giornale.


ATTO PRIMO, SCENA PRIMA: Anna, Vincenzo

ANNA (in sottoveste, stirando una camicetta da donna; a lato, su una sedia, dei panni da stirare) Uffa, che lavoro ingrato!

VINCENZO (entra, sbadigliando) Ahhhh! Carissima, buon giorno, come stai mi hanno svegliato i tuoi lamenti... pensavo che stessi male...

ANNA Neh, ma vuoi litigare di nuovo? Buon giorno... ti sembra un buon giorno, quando una povera schiava legata a questa catena? (mostrando il ferro da stiro) Vuoi per caso sentire come pesa? Basta una parola... io non ci metto niente!

VINCENZO Ho capito... fai conto che non ho parlato! (gira per la stanza, e si dirige al divano) Comunque, grazie per la gentile risposta! Cominciamo questaltra giornata... con laiuto di Dio!

ANNA Ma tu lo fai apposta! Dove stai andando? Non accostarti al divano, mi serve... ci devo distendere la mia camicia!

VINCENZO Va bene, non lo immaginavo... ma non sarebbe meglio una gruccia?

ANNA Non metterti a fare il sarcastico, adesso! Seee... ma quando mai tu hai capito qualcosa? Tu sei scemo! Se metto la camicetta sulla gruccia... si maltratta, perci mi serve il divano! E poi... cosa fai, perch giri... con quei piedi... mi stai facendo le impronte sul pavimento... lo fai apposta! Non vedi che ho lavato... e tu subito... con tutti quei piedi per terra!

VINCENZO (perplesso, guardandosi) Io dico e confermo che di piedi ne ho solo due, magari per te un difetto... ma mi servono... dai, tesoro, non mi sono accorto che avevi lavato... qui asciutto... e poi non stai stirando?

ANNA Ma allora vero che vuoi litigare di nuovo, e di prima mattina! No, eh... qui non si vive pi... io me ne vado... in montagna, tra gli eremiti! Ti lascio, hai capito? E poi vediamo come fai, da solo!

VINCENZO Ah ecco ma come faccio a fare che cosa? Che problemi pensi che io abbia? Vediamo (enumera) Gi mi lavo e stiro da solo le camicie e il resto, il caff lo so fare, i piatti li lavo io, per il cibo... con un pezzo di pane e formaggio tiro avanti anche un mese! E infine... qui gi si vive da eremiti... in perfetta castit! Sar io a ridere, vedendo come ti ridurrai tu! Allora... quando te ne vai? Ti prendo la valigia piccola, la grande... o entrambe?

ANNA Tu sei uno stupido non meriti neppure risposta! (finisce di stirare, depone la camicetta sul divano per un istante, la contempla poi la prende e se la mette, spiegazzandola tutta) Ecco qua! Mi sono ingrassata un poco oggi dieta... non si mangia! (esce)

VINCENZO Spero che adesso il divano sia disponibile... ho bisogno di stendermi in santa pace... e nella stanza a letto c lei... stanotte tutti quei rumori non mi hanno fatto chiudere occhio... chi sa che successo, ai vicini (sbadigliando, si mette sul divano; mentre sta per rilassarsi, bussano alla porta)


ATTO PRIMO, SCENA SECONDA: Anna, Vincenzo, Elvira

ANNA (dallinterno) Vincenzo, apri tu, io mi sto guardando allo specchio, non posso interrompere!

VINCENZO (mentre va ad aprire, mimica di estasi) Ma vedi che pazienza... non pu interrompere la visione! (esce e rientra con Elvira) Signora buongiorno, accomodatevi, prego...

ELVIRA Grazie, scusate il disturbo, sono distrutta... fatemi sedere un poco... a casa mia adesso non ci posso proprio stare... Amedeo sta mettendo il Prete nella bara (si siedono)

VINCENZO Eh? Signora ma che successo? Io stanotte ho inteso colpi ripetuti, rumori come striscianti, lamenti, anche strilli

ELVIRA (tira fuori il fazzoletto) E morto il Prete! Poverino, lho avuto come compagno per quindici anni... lo abbiamo dovuto vegliare!

VINCENZO Signora, scusate, ma io non sapevo niente voi stavate con un prete...? E il signor Amedeo sapeva tutto? Per tutto questo tempo?

ANNA (rientra e si siede anche lei) Signora Elvira ho saputo la disgrazia! Condoglianze!

ELVIRA Grazie, grazie io ancora non mi sono messa labito di lutto... stata una cosa cos improvvisa... chi ve lo ha detto?

ANNA Stamattina, me lo ha detto la signora Angelina quando sono andata a casa sua a prendere il caff... lei lo fa buono!

ELVIRA Oh, veramente brava! Anche io ci vado, lei una persona cos gentile...

ANNA Comunque mi dispiace moltissimo per il vostro compagno... ma una strada che dobbiamo fare tutti... belli e brutti, sani e malati... poi lui era pure... robusto

VINCENZO Scusate, vorrei sapere

ANNA Tu taci! Signora, lo stanno mettendo nella cassa...vero?

ELVIRA S, signora Anna una scena che io non posso sopportare... perderei il sonno! Quando sar finito... la prenderemo e andremo a fare il funerale a mare!

VINCENZO Ma come, un prete gli fate voi il funerale? E lo buttate a mare? E chi benedir la... salma? Non andate in chiesa?

ANNA Ma insomma, taci, una buona volta! Queste cose non si dicono! Ecco... la povera signora Elvira... lo vedi coshai fatto?

ELVIRA (piangendo nel fazzoletto) Povero Prete mio! Ho pure telefonato in chiesa, ma mi hanno risposto che... non lo vogliono!

VINCENZO Per forza, stato quindici anni con voi... magari scomunicato... ma io non lho mai visto

ANNA (anche lei col fazzoletto) Ma come! Tu sei davvero scemo, lo hai visto tutti i giorni... e facevi anche gli scongiuri, quando lo incontravi... solo perch quella crocetta bianca sulla fronte risaltava sul pelo nero

VINCENZO Ma voi state parlando del gatto?

ELVIRA (con sussiego) Il mio compagno, prego, e neppure... castrato!

VINCENZO Insomma questo era il motivo dei rumori, strilli e lamentazioni notturne... per tutta una notte? Semplicemente perch morto il gatto?


ATTO PRIMO, SCENA TERZA: Anna, Vincenzo, Elvira, Amedeo

(bussano)

VINCENZO (prevenendo Anna) Non vi disturbate, apro io... lo so che siete in lutto! (esce, lasciando le due a singhiozzare; rientra con Amedeo, vestito a lutto, ombrello sotto braccio, occhiali neri, porta una ventiquattro ore)

AMEDEO (con voce cupa, rimane in piedi) Buongiorno a tutti, scusate Elvira, io ho finito lui qui... (indica la valigetta) Vogliamo andare a fare questo funerale, prima che viene a piovere?

ELVIRA (scoppia a piangere) Si adesso mi passa... e andremo

ANNA (si alza) Aspettate, vengo anche magari metto prima qualcosa di nero... mi dispiaciuto veramente

VINCENZO Anna, scusa un momento! (si mette a parte con lei) Va bene che gli erano affezionati, ma non ti sembra che stanno esagerando? E pure tu, non assecondarli troppo... ti vuoi aggiungere al corteo funebre... e poi quellombrello... ma c un sole che scotta e neppure una nuvola in cielo!

ANNA (Tira un calcio in una caviglia a Vincenzo, poi si rivolge a Elvira e Amedeo) Scusate, Vincenzo mi ha detto che voleva venire pure lui ma non pu, a causa della caviglia che gli fa male!

VINCENZO (massaggiandosi la caviglia) Infatti... lo sai anche tu quanto mi fa male... sembra quasi che qualcuno mi abbia dato un calcio... speriamo che Dio faccia cambiare un poco il mio destino di oggi! Signora Anna, scusatemi, io veramente ho male alla caviglia... e poi sta per piovere...!

ELVIRA (piange) Anche il cielo in lutto per la morte del mio Prete!

AMEDEO (con voce cupa) Signor Vincenzo, voi potete anche non venire... per se quello... se il Prete poi si vendicher... io voglio solo avvisarvi... state attento!

VINCENZO Scusate, ma non morto? (vede la faccia scandalizzata delle signore) Scusate, volevo dire ormai trapassato... sar nel suo meritato Paradiso... cosa mai potr vorr o potr fare?

AMEDEO (con voce profonda) Questo... si chiamava Prete... ma era un diavolo! Altro che Paradiso... nel peggior inferno che ci sia! Noi... ci aspettiamo che venga ancora a... tormentarci... da fantasma!

VINCENZO Ah, ma io nono credo, ai fantasmi, specie quelli degli animali!

AMEDEO Io, se fossi in voi, mi preoccuperei, invece... solo noi sappiamo cosa stato capace di fare... le sue proverbiali sette vite le ha spese tutte, quante volte ci ha messo paura... Elvira... ricordi la sua seconda morte?

ELVIRA No, Amedeo, Non parlare di quella... (si tappa le orecchie)

AMEDEO (rivolgendosi a Vincenzo) Poverina la seconda morte fu molto dolorosa... per noi! Dopo che... voi mi capite... lo stavamo mettendo in una cassetta come questa. ma non avevamo lasciato passare molto tempo dal... decesso... eravamo inesperti! Lui sembrava proprio morto, immobile, rigido, non respirava... appena lo prendemmo per adagiarlo l dentro, si ripigli e gonfi il pelo, soffiando... sembrava un drago! Salt sulla faccia di Elvira e si aggrapp tento forte che io non riuscivo a staccarlo... con le unghie nella pelle, le mordeva anche naso e orecchie come se avesse voluto mangiarle! Non vi dico gli strilli, il dolore e quanti guai per rimediare alle cicatrici! Ci volle un mese intero! E poi, la quinta morte...

VINCENZO Va bene, ora ci credo, non c bisogno che continuiate (guardando la valigetta) ma adesso siete sicuri?

AMEDEO Abbiamo fatto le prove per tutta la notte proprio passato a miglior vita (alza la valigetta, come per aprirla) Volete vederlo?

TUTTI No, no, non ci tengo, fermatevi

ANNA (voce in falsetto, prende delle candele e le distribuisce) Allora, andiamo! Prima Amedeo (si schiarisce la voce e lo fa posizionare) mettevi qui... poi Elvira ed io che vi seguo! (escono mestamente in fila).


ATTO PRIMO, SCENA QUARTA: Vincenzo, Concetta

VINCENZO (rimasto solo) Amen! Secondo lui, con quel che ho da fare, dovrei anche pensare al fantasma del gatto? Bah... pensiamo alle cose serie... oggi la festa del Santo protettore, sicuramente usciremo insieme, cos ad Anna le comprer quei dolci che le piacciono tanto... visto che oggi non si mangia, non ci faranno male... e poi pu essere che incontriamo amici e li vogliamo invitare a casa... si dovrebbe pulire un poco... lei dice che ha lavato il pavimento... a me non sembra... e poi bisognerebbe finire di stirare... pulire la cucina, magari anche piatti, pentole e macchietta del caff... il bagno ridotto come se ci fosse passato una tempesta... e lei, invece di fare quello che dovrebbe, va al funerale di un gatto! Comunque, se voglio uscire, io ho bisogno di una camicia pulita... adesso me la stiro io... (fruga nei panni da stirare e trova una camicia, poi tocca il ferro da stiro e si scotta; dopo staccher linterruttore della ciabatta) Ahhh! Ma come debbo fare, con questa matta? Ha lasciato il ferro acceso per niente! Dovr aspettare, adesso troppo caldo... far un riposino, ho ancora sonno... (mentre fa per sdraiarsi sul divano, bussano) E sia fatta la volont di Dio! (va ad aprire e ritorna con Concetta)

CONCETTA (precedendolo di fretta, con una borsa in mano) Permesso ah, siete solo?

VINCENZO S, signora, mia moglie uscita per un... funerale urgente! Vi occorreva qualcosa?

CONCETTA Certo che s, per non vorrei disturbare adesso... che siete solo in casa, magari ritorner quando ci sar vostra moglie! Voi mi capite, vero... il palazzo piccolo... io sono una bella donna... (moine) e voi

VINCENZO Ed io no ma non preoccupatevi, facciamo presto... cosa vi serviva?

CONCETTA Certo che s, c questo quadretto, non si accende pi la lampadina (lo estrae dalla busta) volevo sapere se gli potevate dedicare un poco di tempo... magari con comodo... so che voi aggiustate tutto!

VINCENZO Signora, lo vedo subito, cos vi faccio contenta...(prende cavi e strumenti vari da un cassetto del mobiletto e li depone sul tavolo) Adesso vediamo (armeggia con i fili, e ne collega uno alla ciabatta; poi fruga con il cacciavite dietro al quadro) Signora, fatemi una cortesia lo vedete il tasto l per terra? Accendetelo premendolo col piede...

CONCETTA (esegue prontamente) Certo che s!

VINCENZO (prende la scossa, e fa cadere il cacciavite) Ahhh! signora accendetelo... quando ve lo dico io, stavo dicendo!

CONCETTA Ah, no adesso?

VINCENZO (rassegnato, stacca il quadretto dalla presa) No, adesso proprio no oggi non una buona giornata... comunque non ci sono dubbi che la corrente arriva, quindi la lampadina che non va pi! Io di questo tipo non ne ho, mi dispiace, per lemporio sotto casa le vende! Voi andate l, gli date la vecchia lampadina e ne prendete una nuova... vedete, il tipo a baionetta... la levate cos... (mima lestrazione), e la nuova la inserite invece cos... in profondit! (mima linserimento pi volte)

CONCETTA Voi siete... un maiale maleducato! Come vi permettete di fare questi gesti di fronte a una signora come me? Io lo sapevo! Me ne volevo andare subito e voi... e voi mi avete trattenuto con scuse, per ingannarmi e farmi proposte oscene! Io... lo dir a vostra moglie! E ne parler in tutto il palazzo! Tutti devono sapere che siete un pericolo per le povere donne come me... (moine) se ci fosse ancora la buonanima di mio marito, vi farei fare una faccia di schiaffi! Ma lui vede tutto, da dov! Verr di notte... come un fantasma... a tormentarvi... non vi far dormire mai pi! (prende il quadretto con malagrazia ed esce di corsa, sdegnata)

VINCENZO (alza gli occhi al Cielo) Ma non che tu puoi cambiare qualcosa, oggi? Te lo chiedo per piacere... (si dirige verso il divano) No! Sul divano proprio no... adesso sono ci sono due fantasmi che aspettano solo questo (si siede vicino al tavolo) Ma cos questa puzza? (guarda il ferro) Si bruciato il ferro! Ah, quella ha riacceso la corrente, si sar surriscaldato... e ora devo aggiustare pure quello... quando sar freddo


ATTO PRIMO, SCENA QUINTA: Vincenzo, Michele

(bussano)

VINCENZO (va ad aprire e torna con Michele, che indossa una tuta da meccanico) Bravo, don Michele, siete stato puntuale! Sedetevi pure, mentre facciamo i conti allora, che avete fatto alla macchina?

MICHELE Ecco qua frizione, ganasce freni, olio motore, filtri, eccetera ho scritto tutto qui (porge un foglietto) e sono 120 euro, come vi avevo detto, per amicizia! La macchina sta sotto il palazzo, dove la mettete di solito, e qui ci sono le chiavi(le fa volutamente tintinnare, poi le depone sul tavolo; Vincenzo le prende e le ripone sul mobiletto, dal quale prende una busta) Ma io avverto puzza di gomma bruciata! Tutto a posto?

VINCENZO (gli porge la busta) Tutto a posto, grazie stavo facendo una riparazione e c stato un contatto imprevisto che ha fatto anche bruciare il ferro! Qui ci sono i vostri soldi grazie per il lavoro! Oggi per festa, la macchina la prender solo domani a voi come vanno le cose? Tutto a posto in famiglia?

MICHELE Tutto a posto, mia moglie contenta, i ragazzi crescono, il lavoro non manca, e viviamo abbastanza bene!

VINCENZO Vostra moglie contenta, eh? Mi fa piacere ma che fa?

MICHELE Ah, lei fa solo volontariato, non guadagna niente, ma non ci importa... si appassionata... sapete... ha trovato anche un sistema per risollevare il morale della gente! Alcuni vorrebbero anche pagarla per quel che fa, ma lei non prende mai nulla, dice Fate unofferta in chiesa!

VINCENZO Veramente? E che sistema usa?

MICHELE Voi non ci crederete... adesso vi dico... lei sostiene che tutta deriva dalla paura... e ognuno di noi ha le sue paure! Lei convince la gente a chiudere le loro paure nelle bottiglie, nei bicchieri... e poi li butta via! La gente si rende conto che non vero... ma gli piace credere che lo sia, cos piano piano qualche paura passa davvero, e vivono pi felici! Vi faccio un esempio mia figlia piccola aveva paura di dormire da sola perch le avevano parlato dellUomo Nero che rapisce i bambini di notte. Ogni sera erano pianti e strilli, non studiava pi, era diventata unossessione! Bene... mia moglie ha preso una scodella, dentro ci ha messo un soldino e una goccia di colla liquida; poi ha preso la bambina e le ha spiegato che quella era una scodella magica; lUomo Nero, quando veniva, avrebbe prima di tutto prendere il soldino e sarebbe entrato nella scodella, ma l avrebbe trovato la colla e sarebbe rimasto bloccato per tutta la notte! La mattina, lei avrebbe pulito la scodella e lo avrebbe buttato via... e se fosse tornato, avrebbe trovato di nuovo la colla ad aspettarlo! Beh, lei adesso si calmata, dorme senza pensieri e, se qualcuno le parla dellUomo Nero, dice che lo acchiappa e lo getta via tutti i giorni! Chiaramente lei non stupida... per adesso ci ride sopra!

VINCENZO Mi piace interessante!

MICHELE Fatelo pure voi per gioco, naturalmente... ma vedrete che funziona!

VINCENZO (si alzano) Ma sicuro che ci provo grazie! Salutatemi vostra moglie e date un bacetto ai ragazzi!

MICHELE Poi mi farete sapere, allora arrivederci! (esce)

VINCENZO Interessante veramente voglio provare! (entra in quinta ed esce con due bicchieri; li depone sul tavolo e si siede) Allora, io ho due fantasmi che mi aspettano... per quello del gatto... user la foto di una bella micetta... (sfoglia delle riviste sul tavolo, e trova quel che vuole) Eccola! Ed anche lo sfondo mi piace... tutto verde e giallo! La mia forbice! (fruga nelle sue cose, la trova e ritaglia un pezzo di carta, mettendolo sotto il bicchiere; siccome non si regge, lo umetta con la lingua e poi lo attacca) E uno a posto! Adesso... il marito di donna Concetta per lui una bella bottiglia di vino, con letichetta di argento... come i capelli che aveva! Questa sar una pennellata da maestro! (taglia un altro pezzo di carta dalla rivista e lo mette sotto il secondo bicchiere con la stessa procedura) Adesso vi sfido! Venite qua, e vedremo! Il gatto... il Prete... lo prendo di sicuro con il bicchiere... Acchiappapreti! E, per il marito di Concetta... lo dichiaro subito prete, cos questo nome servir anche per lui! Acchiappapreti mi piace!


ATTO PRIMO, SCENA SESTA: Anna, Vincenzo

(bussano)

VINCENZO (rivolto alla porta) Questa volta ti ho fregato! Non ero sul divano! (mette i bicchieri sul mobiletto, va ad aprire e torna con Anna)

ANNA (entrando, molto agitata) Tu sei uno stupido che non serve a niente! Non potevi avvisarmi, quando sono uscita senza chiavi? E non ti sei accorto che stavo tornando? Ho dovuto bussare addirittura, per entrare... (si ferma, interdetta) cosa diavolo hai fumato? C puzza... di cane morto!

VINCENZO No, mi spiace, ho comprato le sigarette al sapore di baccal, quelle di cane erano finite... ma tanto tu sei abituata a stare con gli animali defunti! Com andato il funerale?

ANNA (vede i fili sul tavolo, e li esamina) E questa roba tua che puzza! Guarda il filo tutto bruciato... li togli tu, o li faccio volare dal balcone insieme a tutto il resto della tua roba?

VINCENZO Grazie per aver risposto a quello che ti chiedevo e per la roba mia, ci penso io...! (mentre compie loperazione, tocca il ferro e si scotta) Ahhh! Ma tu non eri guasto...?

ANNA Che c? Il ferro? Bene, bene, lascialo acceso!

VINCENZO Ma come? Com possibile che funzioni(si porta i suoi fili al naso) Allora siete voi! Anna, io vaco a buttare questa roba, c stato un corto circuito

ANNA Scendi? Allora compra del pane, un paio di chili di bistecche... di quelle buone... poi tre chili di frutta e il sapone per la lavatrice! Io mi occupo del sugo per la pasta... un catt e delle verdure grigliate!

VINCENZO Ho oggi che era previsto il digiuno... ma abbiamo ospiti a pranzo?

ANNA Vedrai, una sorpresa (sorride)

VINCENZO (Rinfrancato dal sorriso) Ah, va bene speriamo che siano persone simpatiche io vado e torno (mette rivista, forbici e giravite nel cassetto, prende i fili ed esce)

ANNA (segue con lo sguardo le manovre di Vincenzo, poi dopo che uscito, si attacca al telefono) Pronto s, sono la signora Anna, sono venuta poco fa allora quando consegnate? Come? E allora sugo pronto, tre barattoli e il catt? E chi se ne importa, tanto lo riscaldo! Per, vi avevo raccomandato! Solo peperoni, non vanno bene finocchi! Va bene mandate subito il fattorino! E fatevi i fatti vostri, non voglio cucinare neppure oggi! (chiude il telefono, va al ferro, stira solo un angolo della camicetta che ha addosso, poi lo spegne) Ecco! Cos mi piace, quando bello caldo! E la camicetta adesso va bene pure lei (si gira intorno, vede i panni da stirare) E voi che ci fate, l? (Li prende, li appallottola e li nasconde sotto il tavolo, tendendo meglio la tovaglia; poi aggiunge il ferro; guarda il cavalletto, lo prende e lo porta fuori quinta e sistema le sedie attorno al tavolo) Ecco fatto! Adesso la casa a posto! (ripiglia il telefono)

Pronto, Maria? Come stai? Io sono uccisa di fatica... ho tolto di mezzo un sacco di panni da stirare, ho partecipato a un funerale... s, ma la Messa non c stata, abbiamo solo acceso le candele... no, non era battezzato, non c stato niente da fare! S, era il compagno della mia vicina... senti, senti... stavano insieme da quindici anni... una vita! No, no... per dava fastidio alle micette che girano di qui... quello svergognato, vecchio e grasso! (bussano) Mi sembra che ci sia Vincenzo, apri! S, si (bussano; si rivolge verso linterno) Vincenzo! (di nuovo al telefono) Aspetta, quello scemo di mio marito uscito s, s, ci sentiamo dopo ciao, salutami Nicolina, a Giovanni, non dimenticarti s, s... (bussano; rivolta verso la porta) Un momento! (al telefono) Senti, c uno scocciatore s, s poi ci sentiamo, ciao ciao! (chiude il telefono, va ad aprire e rientra col fattorino) Allora, giovanotto


ATTO PRIMO, SCENA SETTIMA: Anna, Fattorino

FATTORINO Signora, ho portato quel che avete ordinato e qui c il conto! (le porge un foglio) Se volete, porto in cucina... dov?

ANNA No! In cucina, no (confusa) sto facendo il caff, e allora fa molto caldo, l... molto caldo davvero. non entrate altrimenti vi viene il mal di testa!

FATTORINO (non si scompone e depone il pacco sul tavolo) Scusate la curiosit, ma avete una macchina per quarantotto tazze, che necessita tanto calore?

ANNA Veramente la macchinetta per due ma a me piace molto, molto caldo!

FATTORINO Come preferite, signora. Per la nota, regolate a me o come si fa?

ANNA Veramente io lho pagata gi con la carta di credito ecco, vedete, anche scritto sullo scontrino mi dispiace adesso mi sembra brutto darvi una mancia cos... se cera il resto, era diverso

FATTORINO Signora, non vi preoccupate! Non mi serve niente, sono ben pagato perch sono veloce e non disturbo nessuno! Anche quando finisco di lavorare, dritto a casa... da mia moglie e cinque bambine... la sesta in arrivo... devo fare il bucato, cucinare, rifare i letti, rammendi... ho imparato anche a cucire a macchina e a riparare le scarpe!

ANNA (interessata) Davvero? Allora se avessi bisogno

FATTORINO Signora, mi dispiace ma se venissi da voi, mia moglie chi laiuterebbe? Vi ringrazio, ma per me la famiglia viene prima di tutto... ci accontentiamo e viviamo felici! Grazie e arrivederci! (esce)


ATTO PRIMO, SCENA OTTAVA: Anna, Vincenzo

ANNA (pensierosa) Cos, rammenda pure... ! (rivolta verso la porta) Vincenzo, non sei buono a niente! Per un poco di caff ci vorrebbe

VINCENZO (rientra senza bussare, portando delle buste) Anna? Ah, meno male qui c quello che hai chiesto mi preoccupavo che uscissi di nuovo senza chiave e rimanevi fuori... ho corso come un pazzo... (vedendo che Anna lo fissa in silenzio) Ma che c ti sei fatta male, c qualcosa che non va? Il funerale ti ha impressionato? (si gira intorno) Ho capito! Hai stirato tutto, ti sei stancata... poverina, meriti...

ANNA Tu non sei buono a niente! Non sai rammendare! E non sai neppure cucire a macchina! Perlomeno vai a pulire la macchinetta del caff, a me la polvere bagnata fa schifo... sto quasi svenendo che desidero un caff e tu... te ne vai a fare shopping nelle boutique del centro!

VINCENZO Senti, calma, neh io sono sceso per buttare la spazzatura e per gli acquisti dal macellaio eccetera come mi hai detto... ricordi? Che centrano le boutique e lo shopping? E poi... cos questa faccenda dei rammendi?

ANNA Lo vedi che mi contraddici sempre? Forse non sei andato nei negozi, non hai parlato con quelle commesse che sembrano gattine... vecchio e svergognato grassone?

VINCENZO (alzando gli occhi al cielo) E inutile... hai una coerenza... divina... come una roccia! (ad Anna) Non arrabbiarti... lo so che la posa del caff ti dispiace e che sei allergica al detersivo... vado a pulire la macchinetta... e non solo quella...

ANNA (vede i bicchieri) E che hai fatto? Due bicchieri? Chi venuto? Ti sei bevuto gi del liquore, a questora? (sbircia allinterno del primo) Vecchio depravato grassone... questi sono come quei bicchieri cinesi con le donnine nude! Depravato! Maiale! Te la fai davvero con le gattine? Pervertito! In questa casa non si vive pi, io devo andare in cima a una montagna, tra gli eremiti! Io ti lascio, hai capito?

VINCENZO Senti, calmati un momento, non li toccare... i bicchieri li ho... comprati da una zingara... si chiamano Acchiappapreti! (li prende e li mette sul tavolo centrale)

ANNA (scandalizzata) E che sono? Toglili di qui... io non toccher mai questa roba schifosa!

VINCENZO Guarda che sono uguali a nostri e comunque fai bene a non toccarli... nel primo... c il fantasma del gatto... del Prete, insomma e il secondo ospita il fantasma del marito della signora Concetta... arrivata proprio adesso!

ANNA Ma tu sei veramente scemo? (esita un istante) Veramente? E perch钅? E come

VINCENZO Vieni qua! (solleva delicatamente il primo controluce) Guarda! Li vedi questi riflessi verdi e gialli? Di che colore erano gli occhi del Prete?

ANNA Aspetta verde e giallo! Madonna! Quello sta veramente qui dentro!

VINCENZO E di qui non se ne va, se non togliamo la foto della micetta dal bicchiere... sei convinta? Cos dormiremo in santa pace! (posa delicatamente il bicchiere e prende laltro) poi, il secondo... li vedi i riflessi dargento, ricordi i suoi capelli... li perdeva dappertutto?

ANNA Madonna aiutaci sati attento, non far rompere i bicchieri, o quelli escono! Mettili in un posto sicuro... l! (indica il mobiletto) Ma proprio Luciano, il marito di Concetta?

VINCENZO Proprio lui! Concetta venuta a farsi aggiustare una cosetta e si impressionata... ha detto che lo avrebbe spedito qui... cos, quando la vedi, non farle dire nulla, e informala che il fantasma di suo marito lo abbiamo catturato... se lo vuole... venisse a prenderselo! (sposta i bicchieri) Allora, hai capito, non toccarli!

ANNA Per me la stanno bene, non li spolvero neppure!

VINCENZO Ecco, brava poi quando vedr di nuovo quella zingara, ne prender un altro paio... non si sa mai! Adesso ci vuole un bel caff... io pulisco la macchinetta e tu la carichi, va bene? (esce)

ANNA (gli urla dietro) E giacch ti trovi, pulisci pure quei piatti...

VINCENZO (si affaccia dalle quinte) Per precisione, oltre alla caffettiera, sono sedici piatti, otto bicchieri, una quantit smisurata di posate e otto pentole! E bisogna caricare anche lacqua nelle vaschette del ghiaccio! (esce di nuovo)


ATTO PRIMO, SCENA NONA: Anna, Vincenzo

ANNA (fa spallucce e prende il telefono) Comare mia, come stai? Oh, non parliamo di me... ho tolto di mezzo una vera montagna di panni da stirare, avevo anche finito il detersivo e ho dovuto fare una corsa a prenderlo... oggi saranno chiusi, per la festa... e poi rigovernare la cucina... no, quelli non tanto, ma cerano otto pentole incrostate... sapete il catt di riso... chi, Vincenzo? Quello va solo sbattendosi sul divano e quando sta in piedi, sporca il pavimento... pure lui? Si vede che lo fanno apposta per farci lavorare! No, no non ho ancora cucinato, ma voi venite lo stesso, e non mi serve aiuto... faccio due spaghetti con il rag, una bistecca con verdure grigliate... no, quello lho fatto sta nel forno, bello caldo... oh, grazie! Ci mettiamo il ghiaccio fresco... si sta facendo adesso e se ho tempo, anche la macedonia! Allora ci vediamo presto... ciao ciao! (chiude e si rivolge verso le quinte) Hai finito? Posso fare questo caff o devo fare domanda in carta bollata Vincenzo...? Vincenzo!

VINCENZO (rientra, barcollando, mani dietro la schiena, senza parlare)

ANNA (guardando Vincenzo, che cammina reggendosi, gli va vicino e lo osserva mentre lui si sdraia sul divano; poi gli si ferma davanti, mani sui fianchi) Vincenzo... questa la tua ultima trovata, vero? Vincenzo non ti mettere a scherzare che mi arrabbio! Hai scelto il momento peggiore per questa commedia... stanno venendo i nostri compari a pranzo...

VINCENZO (molto debole) Anna, quello... del piano di sopra... non ha cambiato idea

ANNA Ma chi che doveva cambiare idea? Che ti senti? Che fai, come un sacco di patate l sopra? Sei morto?

VINCENZO ento diciotto!

ANNA Finalmente fai qualcosa di buono! Te lho chiesto tante volte e oggi ti sei deciso! Su quale ruota li debbo giocare? E con che puntata? Ma sono numeri sicuri?

VINCENZO Male e reni centodiciotto...

ANNA Aspetta le reni? Cento reni ho capito... tante frattaglie! Vado da Angelina, lei li sa tutti... ma... 118 non si gioca... vuoi vedere... ti fosse venuto un infarto? Povero Vincenzo... adesso ci penso io! (prende il telefono, chiama e rimane in attesa della risposta; poi mette gi) Vincenzo una voce automatica, sono in sciopero! Aspetta! Adesso chiamo il medico! (Consulta lagenda, canterellando, fa tre tentativi e nessuno che risponde) Vincenzo, quando eri vivo sei sempre stato sfortunato magari anche i becchini oggi non lavorano... le ambulanze! Proviamo questi altri! (altri tre tentativi inutili) Vincenzo non so cosa fare adesso ti porto io in ospedale

VINCENZO (molto debole) Non ce la farai sono vecchio e grasso fammi riprendere un poco

ANNA Ma come, non vuoi fare niente nel frattempo? Aspetta, adesso ti do la medicina della comare, quella molto potente!

VINCENZO non ho lartrite non mi serve colica

ANNA Ue, io qualcosa ti devo pur dare poi finisci che ritorni pure tu come fantasma!

VINCENZO (molto debole) Anna, se muoio, mi raccomando... fate un funerale regolare... passando in chiesa... e non mi buttate a mare, dopo!

Fine primo atto


ATTO SECONDO

Scena: identica a quella precedente, sul mobiletto i bicchieri sono diventati una diecina.

ATTO SECONDO, SCENA PRIMA: Anna, Elvira, Amedeo

ANNA (in sottoveste, stirando dei panni; a lato, su una sedia, dei panni da stirare) Uffa, sempre panni, che scocciatura!

(bussano; va ad aprire e rientra con Elvira e Amedeo, vestiti di scuro)

ELVIRA Permesso? Ah, siete sola? Don Vincenzo al lavoro?

AMEDEO Scusate se abbiamo disturbato a questora, ma visto che ci avete chiamati

ANNA (continua a stirare) Accomodatevi, prego, prendete una sedia, scusate, ma io devo continuare... qui non si capisce pi niente, signora mia! Ma che lavoro, mio marito sta dormendo! E una settimana che sta fisso nel letto! Dorme, salza per mangiare, prende le sue medicine e poi ritorna a coricarsi! Il medico gli ha ordinato qualche giorno di riposo e quello... si riposa veramente! La sola cosa che fa quella di gettare le scatole vuote dei medicinali! Ed io a stirare, lavare i piatti, cucinare lunico vantaggio che posso lavare a terra senza che li vada a camminare dove bagnato!

ELVIRA Ma perch il medico, il riposo?

ANNA Ha avuto semplicemente una colica renale!

AMEDEO Poverino... lo capisco... ma il calcolo uscir da solo o si dovr operare?

ANNA No, uno solo, per di pi piccolo, uscir da solo... io ho solo il dubbio che sia gi uscito e che lui continui la commedia per non lavorare!

ELVIRA No, signora, vostro marito sempre stato una brava persona (prende il fazzoletto)

AMEDEO Elvira, guarda che non ancora morto, non cominciare a piangere! Noi abbiamo finito da poco il lutto per il gatto

ANNA A proposito della buonanima del vostro Prete! Io vi devo parlare... non avete visto niente... sentito niente... voi pensavate che lui tornasse... come spirito

ELVIRA Io sono la prima a meravigliarsi tutto a posto, come se non ci fosse mai stato a casa nostra E vero, Amedeo?

AMEDEO Signora mia, impressionante! Quello non era un gatto, noi abbiamo avuto in casa unanima dannata! Non stava mai fermo e in casa non si poteva fare nulla con quegli occhi addosso... come un giudice! In casa non si dormiva pi; allimprovviso si levavano certe urla che non vi dico, da gelare il sangue... ci dovevamo nascondere per mangiare, uno alla volta, perch se lo capiva e non mangiava anche lui, per vendetta, mi faceva la pip nelle tasche del vestito! Ha rotto tutte le sedie e nella mia poltrona ha scavato un fosso! Quando qualcosa non andava, erano vendette atroci e dolorose! Una volta dal veterinario facemmo lerrore di chiedere la castrazione... lui seguiva, senza perdere una parola; cominci a brontolare, poi si alz e cominci ad alzare la voce e gonfiare il pelo e quando gli si avvicin il dottore, gli si avvent addosso... lo dovemmo portare in ospedale, per le medicazioni, quando riuscimmo a liberarlo! E questo quando era vivo e cerano perlomeno i muri a fermarlo... ora che libero... io non lo so, forse lo hanno chiuso in galera, lass!

ANNA (smette di stirare, spegne il ferro, facendo scena, e si siede vicino a loro) Sentite io vi devo dire una cosa Vincenzo ha comprato certe cosesi chiamano Acchiappapreti...

ELVIRA (si appoggia le mani in faccia) Madonna mia! Ho capito tutto! Dov?

AMEDEO Signora, dove lo avete messo, ditecelo, per carit

ANNA Ah, ma voi mi credete! (indica i bicchieri; tutti si voltano in quella direzione) Sta l! A me questo sembra uno scherzo, per quando illuminato dal sole, quel mobile sembra un arcobaleno di luci! Verde, giallo, argento, oro, blu

ELVIRA Ma quelli sono tanti! Qual quello del Prete?

ANNA Lui stato il primo (si alza, va a prendere un bicchiere e lo pone al centro della tavola; tutti si chinano a osservare)

AMEDEO E lui, lui ho visto la coda spezzata! (indica con agitazione)

ELVIRA (guarda attentamente, poi afferra il braccio di Amedeo) Amedeo!Ha sbadigliato! Amedeo, hai visto la zanna storta? Sta dormendo, come faceva... prima! Com carino! Signora Anna questo bicchiere noi lo dobbiamo avere! Il signor Vincenzo riposa, vero? Non gli potreste fare un momento la domanda, per favore

AMEDEO Signora Anna, non baderemo a spesa, mille, cinquemila euro, quel che volete... per favore chiedeteglielo... qualunque importo... per piacere!

ANNA Io non lo so... vado e chiedere e torno permettete! (esce)

AMEDEO Che fortuna! Chi sa dove ha preso questo coso

ELVIRA Veramente! (sempre sbirciando nel bicchiere e mimando una casetta) Gli potremmo fare anche una piccola tomba, intorno... con una lapide... una specie di acquario, in modo che non passi un filo daria! Questo il gatto ideale per noi, adesso... pulito, non da fastidio, non mangia il suo mezzo chilo ogni giorno... potremo anche uscire, senza limiti! Pensaci, Amedeo abbiamo un gatto e siamo liberi! Liberi!

ANNA (rientra) Eccomi qua Vincenzo ha detto che il bicchiere lo potete prendere, non togliete mai la foto della micetta, il bicchiere portatelo sempre diritto... e se volete, fate unofferta alla vostra chiesa!

ELVIRA Quello un santo! Chiunque ne avrebbe approfittato! Datemelo... qua! (si stringe al petto il bicchiere) E vero, Amedeo?

AMEDEO Signora, io non so come ringraziarvi. Lofferta la faremo e pregheremo pure che il signor Vincenzo guarisca presto e conservi la salute per cento anni! (si alza con Elvira) Grazie veramente, signora scusate, adesso abbiamo fretta! Che bello! Siamo liberi! Liberi!(escono)

ANNA Incredibile! Stavano quasi per piangere e se ne vanno cos contenti! Va bene... riprendiamo a stirare, poi dovr spolverare, lavare a terra... rigovernare la cucina... dovrei fare il caff... il bagno pure ha bisogno... c tanta di quella spazzatura che non so pi dove metterla e dovrei rifare anche il letto... se lui si alza, per!


ATTO SECONDO, SCENA SECONDA: Anna, Concetta

(bussano; va ad aprire e rientra con Concetta)

CONCETTA Permesso, ah, siete sola? Il signor Vincenzo andato a lavorare?

ANNA Accomodatevi, prego (si accomodano al tavolo) No, Vincenzo sta a letto, ha avuto una colica e un periodo di riposo mentre... si libera di un calcoletto grazie per essere venuta...

CONCETTA Questo mi dispiace ma potrebbe essere il segno della volont divina! Signora Anna, anche io vi devo parlare... vi devo accennare una cosa... laltro giorno sono venuta a casa vostra per un quadretto... voi non ceravate

ANNA Lo so non sapevo che fosse per un quadretto, ma Vincenzo mi ha detto che vi siete incontrati, e mi ha detto anche che vi dovevo informare di una cosa, quando vi vedevo... io prima non ho avuto tempo di chiamarvi, lo sapete com quando si comincia a ripulire la casa... non si finisce mai!

CONCETTA A chi lo dite, signora Anna! Io ho trovato pace solo che dopo il mio povero Luciano morto! Quei capelli... li trovavo dappertutto... e poi le impronte sul pavimento appena lavato, bottiglie vuote e bicchieri sporchi di vino, birra e liquore da tutte le parti

ANNA A proposito di bicchiere! Ecco io non so se ci credete... ma come mi ha detto Vincenzo, cos vi riferisco signora, io non ne so nulla... ma Vincenzo... ha acchiappato il fantasma di vostro marito... una settimana fa e lo ha messo dentro (indica) quel bicchiere!

CONCETTA (rimane atterrita) Signora siete sicura? Una settimana fa? Adesso mi spiego perch... ma come ha fatto? E un miracolo!

ANNA Ah, io pensavo che non ci credeste Vincenzo, ha comprato questi... cosi da una zingara, si chiamano... signora, non ridete Acchiappapreti! E lui dice che (comincia a ridacchiare)

CONCETTA (molto seria) Signora Anna, non ridete, per favore! Questa per me una benedizione! Da una settimana precisa io sto finalmente dormendo tranquilla, perch Luciano non viene pi a tormentarmi di notte... dopo che per cinque anni dalla sua morte, senza interruzione venuto sempre, senza mai mancare una sola volta! Questa costanza... ostinazione... per me era causata dalla sua voglia di farmi dispetto, sempre alla stessa ora, mi rompeva le... il sonno! Vi garantisco che una tortura che mi ha portato quasi alla disperazione! Io sono sicura che lui lo ha acchiappato... e come ha fatto a sapere che Luciano una volta voleva farsi prete? Signora vorreste farmi vedere dov?

ANNA (si alza, lo prende il secondo bicchiere con cura, e lo depone al centro tavola; le donne lo osservano come nella scena precedente) Il bicchiere questo... ma voi... vedete qualcosa?

CONCETTA Signora non c dubbio! (si rialza) Ecco il suo naso, tutto rosso e pieno di porri... e il colore dei capelli... adesso gli escono anche dalle orecchie... (si concentra e poi, velocemente, sputa nel bicchiere) Tie! Porco! Alcolizzato! E ora starai pure zitto, quando parlo io! Adesso non puoi ribattere nulla! Signora io voglio questo bicchiere, ditemi quanto vi devo, qualunque prezzo! E contanti, senza assegni, solo liquidi! Dite, dite

ANNA Signora mia, a me sembra di sognare! Anche voi... per un bicchiere vuoto?

CONCETTA Signora, questo bicchiere non vuoto! Io gli far passare le pene dellinferno fino a che avr vita, a questo fetente! (sputa di nuovo) Tie! E questo non niente, poi ti sistemo io appena saremo a casa! Per quel che mi hai sempre fatto e sono stata costretta a sopportare, meriti le torture cinesi! Tanto, non puoi morire pi! Signora, quanto vi devo? Su, ho fretta... tenetemelo con cura, scendo un momento in banca e vi porto tutto quel che volete... dite, dite

ANNA (incerta) Signora mia Vincenzo mi aveva gi detto che lo potete prendere non vuole denaro, fate unofferta alla vostra chiesa e non levate la foto, portatelo sempre in piedi e... prego! (le porge il bicchiere)

CONCETTA Signora vostro marito un santo incompreso! (prende il biccherne con molta precauzione) Non ho parole per ringraziarvi, anche se non lo faccio spesso, pregher per voi e per lui, per cento anni! Ah, se nei prossimi giorni non mi vedrete, non preoccupatevi vado per qualche tempo in vacanza... un paese esotico... con lui, (indica il bicchiere) e un amico mio! Eh, io sono ancora una bella donna! (parla rivolta al bicchiere) Luciano, finalmente sono libera, libera! Hai capito? Non ti devo pi aspettare di notte, niente pi candele, niente pi fiori al cimitero! Sono libera, e adesso andr a divertirmi... alla faccia tua! E tu vedrai tutto quel che faccio! Tie (sputa nuovamente; poi ad Anna) Lo far diventare rosso di rabbia! Arrivederci! (esce)

ANNA Queste sono cose da matti! Ma fosse vero? Io non ho mai visto che la gente si cambia cos per un bicchiere... vuoto! (si volge verso il mobiletto) E adesso chi saranno questi altri non me li ha presentati! Se viene qualcun altro... quale gli dar?


ATTO SECONDO, SCENA TERZA: Anna, Michele

ANNA (mentre sta andando verso il cavalletto da stiro, bussano) Mamma mia... questo un altro perseguitato! (va ad aprire e fa entrare Michele) Signor Michele, accomodatevi, come mai?

MICHELE Signora Anna, vostro marito mi ha telefonato stamattina, mi ha informato della sua colica e mi ha detto che la macchina stata ferma una settimana, voleva far controllare la batteria... ancora a letto?

ANNA (categorica) Sempre! Mattina, mezzogiorno e sera, e dorme anche di notte!

MICHELE Buono per lui, senzaltro leffetto dei calmanti e sta recuperando anche sonno arretrato! Lasciamolo tranquillo, se mi date un momento le chiavi, controllo lauto e poi vele porto!

ANNA (dirigendosi verso il mobiletto) Eccole qui (le prende e torna verso Michele, ma si ferma a met strada, meravigliata dalla sua espressione)

MICHELE (stupito nel vedere i bicchieri) Allora lha fatto! Signora sapete cosa c in questi bicchieri? Ve lo ha detto?

ANNA (sbrigativa) S, ma io non so se crederci... sapete, una cosa lunga da spiegare

MICHELE Signora, non vi scomodate, so tutto!

ANNA (meravigliata) Ah, allora pure voi usate l Acchiappapreti?

MICHELE Ah, lui li ha chiamati cos? Signora, con questi voi potete acchiappare tutto ci che volete a casa mia si usano pe le paure dei bambini ed io lho raccontato al signor Vincenzo... come si fa e come si usano

ANNA Ma voi non siete sposato a una zingara! Lui mi ha detto che li aveva comprate da una zingara... mi ha detto una bugia! Quel disonesto... appena si alza, gliene do tante che lo rimando a letto!

MICHELE Eh, signora, se vi diceva che erano un prodotto suo, voi ci credevate? Sicuro che no! Invece, pensando alla zingara... pu essere... signora, una sciocchezza, non vi arrabbiate!

ANNA Ma lui non mi ha detto la verit!

MICHELE Signora, mettetevi nei suoi panni, non poteva fare diversamente! Non vi ha nascosto nulla, vi ha solo fatto credere a una specie di magia... ma io vedo molti bicchieri... hanno funzionato?

ANNA E come! Due poveri vecchi adesso hanno un gatto che non li comanda pi e ne sono contentissimi... e una vedova si risollevata dopo cinque anni... si va a fare una bella vacanza, contentissima anche lei!

MICHELE (assentisce) Allora bene che abbia fatto cos! E chi c negli altri bicchieri?

ANNA (dirigendosi verso il mobiletto) Io veramente non lo so, non li tocco, neppure per pulirli... (ne prende uno e guarda) ma questa una mia foto! Com possibile? Che significa? (guarda un altro, e poi tutti, in successione) Ma sono sempre io qui sono piccola... qui ci siamo entrambi... una foto del nostro matrimonio... w questa la gita a Capri, da fidanzati (guarda Michele) ma che significa?

MICHELE Significa che vi vuole bene... e sillude che siate sempre vicini, insieme... e voi che aspettate? Prendete una vostra foto... magari di una cena a due che avete fatto... e mettetela in un altro bicchiere, vicino a questi! Lui senzaltro verr qua a guardare, a ricordare... appena la vedr, si sentir in paradiso! Voi... adesso, come vi sentite, con tutti questi bicchieri pieni di amore per voi?

ANNA (smarrita) Io non lo so non so niente di queste cose ma non mi sento di farlo... non ancora... (ancora incerta, ma con tono secco, per terminare la conversazione) tenete, qui ci sono le chiavi!

MICHELE (scuotendo la testa) Come volete, signora... scendo, far il mio lavoro e quando lo avr finito, le riporter (esce mestamente)


ATTO SECONDO, SCENA QUARTA: Anna, Fattorino

ANNA (rimane ferma, come in attesa, poi va al telefono) Comare? Sono io, Anna io ho bisogno di parlarvi no, non per telefono, ci dobbiamo proprio vedere, non potete venire un poco? No, lui meglio che non viene... sono fatti di donne vi aspetto, allora mangeremo qualcosa insieme mentre parliamo, ora chiamo in rosticceria no, non mi serve niente ma non ho il tempo per cucinare... prima Vincenzo... mi dava una mano, forse due... sembrava una macchinetta! No! Non quella! Che centra il caff, adesso? Vincenzo sembrava un trattore, sempre in movimento... ora coricato, non fa pi niente e tutto ricaduto sulle mie spalle! S... sta meglio, dice che sente che il calcolo sta per uscire, speriamo presto! No! Fermatelo, ma perch si deve disturbare cos... quelli a me fanno anche lo sconto, mi conoscono...! E va bene allora, ringraziatelo... vi aspetto allora... ciao ciao (chiude il telefono e rimane pensierosa)

Adesso devo capire dove ha preso la mia foto da piccola... ho un sospetto... (riprende il telefono)

Pronto, Maria, sono Anna come va? Ah... quindi tutto bene... s, pure io non ho molto da fare... figurati, per far passare il tempo, ho anche messo a posto certe vecchie fotografie... ma guarda che caso... anche tu? Davvero...? E quando gliele hai date? Ah, no, sta in letto per una colichetta... ma gli sta passando... s... un poco di riposo... ah grazie, si no, nessuna delle tue (bussano; rivolta verso la porta) un momento! (di nuovo al telefono) Senti, c uno scocciatore alla porta s, s ci sentiamo dopo ciao, saluta Nicolina, Filippo, non dimenticare s, s s, s poi ci sentiamo, ciao ciao!

FATTORINO (entra con un involto) Si pu? Scusate, la porta era mezza aperta signora, fate attenzione, oggi non sono da trascurare! (porge il pacco) Ecco la vostra ordinazione Tutto pagato, non vi preoccupate (vedendo Anna silenziosa) Signora Anna che fate, mi sentite? Appoggio sul tavolo, va bene?

ANNA S, s, scusate, ero sovrappensiero qua, grazie! (indicando il mobiletto) Eh, oggi poca roba, siamo in dieta!

FATTORINO Signora, sono fatti vostri, fate come volete... (fa per andare) arrivederci alla prossima e chiudetevi bene dentro!

ANNA Aspettate scusate laltra volta mi stavate accennando qualcosa della vostra famiglia tutto a posto?

FATTORINO Tutto a posto, signora, grazie, siete molto gentile nata unaltra bambolina, tre giorni adesso ho la casa piena di donne!

ANNA E vostra moglie come sta?

FATTORINO E tornata a casa stimmatina, lei e quella birbantella di Rosaria... non ho ancora una sua foto altrimenti ve la mostravo... proprio bellina, ha tanti di quei capelli... il ritratto della madre... e almeno per un poco ci fermiamo con i ritratti... dovremo per forza cambiare casa, ci occorre almeno unaltra stanza e un altro bagno, voi capite... sono sette femminucce!

ANNA E vero! Aspettate! Laltra vota non avevo gran che, ma adesso accettate questo caff (porge una banconota)

FATTORINO Signora, come siete gentile ma io sono pagato per questo servizio!

ANNA Prendetela lo stesso, comprate delle caramelle alle piccoline e... ditemi una cosa... con la famiglia che avete e tante cose da fare... com che siete contenti? Noi siamo solo due... e litighiamo sempre, tutti i giorni... non capisco!

FATTORINO E questo quel che volete sapere, signora? Ma facile... manca una cosa! Secondo voi, qual la cosa pi bella che due coniugi si possano regalare a vicenda?

ANNA Mah, lamore, il denaro no non lo so!

FATTORINO Signora mia, la libert! Se non sono libero, anche di sbagliare, non sono felice! E dietro la libert viene il rispetto, lamore e tutto il resto!

ANNA (pensierosa) A libert! Oggi gi ho sentito questa parola forse avete ragione ma come fate, senza litigare, a dire a vostra moglie che, secondo voi, sta sbagliando? Non lo direte certo cos!

FATTORINO Avete ragione, signora Anna! Sapete come facciamo? Se me lo deve dire lei, sbatte una pentolina sul piano di cucina, senza dire nulla... io invece, faccio rumore con gli attrezzi, una, due, tre volte... sempre un rumore fastidioso... si capisce che intenzionale! Sapeste quella pentolina com ridotta... tutti litigi evitati! Noi crediamo che il motivo di tanti divorzi, violenze in famiglia cominciano da una litigata... almeno noi ci troviamo cos, ci capiamo, nessuno si deve umiliare e ci vogliamo sempre pi bene... ma adesso scusate, il padrone non deve essere scontentato...

ANNA (pensierosa) Ho capito grazie, avete ragione portate i miei saluti a tutta la famiglia!

FATTORINO Signora Anna, grazie pure a voi per le caramelle (mentre esce) arrivederci alla prossima e non dimenticate di chiudere la porta!

ANNA (rimane in silenzio, poi riflette ad alta voce) Prima la libert il rispetto... e lamore sceso al terzo posto e si vogliono bene, e hanno addirittura sei figlie! (sospirando) E noi niente


ATTO SECONDO, SCENA QUINTA: Anna, Michele

(bussano; Anna apre e fa entrare Michele)

MICHELE Signora, ho finito. Per favore informate vostro marito che la batteria a posto, pu stare ferma anche un mese, non dar fastidi...

ANNA Ma voi state scherzando! Un mese! Vincenzo deve andare al lavoro, deve faticare senza limiti, deve guadagnare tutti i soldi che ci servono per vivere! Avete capito?

MICHELE Signora Anna, scusate, non lo dicevo per cattivo augurio pure io vorrei vedere domani stesso vostro marito che sale in macchina e se ne va! Comunque ditegli che stia senza pensieri, il controllo lho fatto e, in segno di augurio, non vi costa niente...

ANNA Ecco, bravo!

MICHELE Dicevo, con laugurio che possa ritrovare la salute, e vivere felice... come vuole lui! Signora, ecco le chiavi! (le fa tintinnare e poi le sbatte rumorosamente sul tavolo) Arrivederci!

Fine secondo atto


ATTO TERZO

Scena: identica a quella precedente, sul mobiletto non ci sono pi i bicchieri.

ATTO TERZO, SCENA PRIMA: Anna, Elvira, Amedeo

ANNA (al telefono) No! Non c niente da fare! Macch, adesso non posso proprio venire no, non vi offendete, neppure questo possibile, sapeste quante volte siamo costretti a mangiare fuori ! Qui non c pi tempo di fare nulla, la cucina piena di piatti e pentole sporche accatastate fino al soffitto da un lato e di una montagna di spazzatura ancora pi alta dallaltro lato! Ci sono panni da stirare stipati dappertutto, anche sotto il letto! Per quella cortesia, per... quella mi serve! E ci vuole una grande automobile, veramente grossa... o un camioncino... quello il corpo del reato... deve scomparire a mare! Mah, tutto quanto, anche con la roba sua... allincirca due o tre bauli grossi

(bussano)

Ecco, di nuovo c gente alla porta, non si respira pi... una processione! (bussano) S, va bene lo so va bene, ci vediamo... ciao, ciao!

(va ad aprire e rientra con Elvira e Amedeo)

ELVIRA Signora Anna, scusate, ma ne abbiamo bisogno di altri sei

AMEDEO Sette! Ti sei dimenticato di nuovo la mia bisnonna!

ANNA Sentite accomodatevi prima scusate ma io vi ho gi detto che non ne ho altri, quelli che ha preso Vincenzo sono finiti ... ne abbiamo solo due per le emergenze... Vincenzo mi ha detto di non toccarli... perch non ne comprate allemporio qui sotto? Ne ha presi parecchi...

AMEDEO Li ha veduti tutti, quel disonesto! Li avevo prenotati prima che arrivasse il camion... e non me li ha messi da parte!

ELVIRA S, ma la cosa importante unaltra... come li fa il dottor Vincenzo, non li sa fare nessuno... provate, e non riuscirete! I risultati che otteniamo noi sono... roba da dilettanti! Vostro marito ha un dono come se fosse un santo talento di Dio, a trovare subito quel che ci vuole!

AMEDEO Signora Anna, lo sapete che sono comparsi anche le imitazioni cinesi? E incredibile la faccia tosta e la rapidit di quella gente in tutti e tre i negozi cinesi della strada ci sono scatoloni di Acchiappapreti... loro forse non lo sanno scrivere e fanno solo le confezioni da sei... li abbiamo pure provati, ma non servono a nulla, e poi... si vede subito!

ANNA Amedeo, ma... siete sicuri? Guardate che anche i Cinesi usano i bicchieri normali!

ELVIRA No, vediamo la differenza... ci sono i bicchieri normali, ma ci sono pure quelli altri, quasi tali e quali allAcchiappaprete originale; ma, vi ripeto, non sono buoni non acchiappano niente, quello che ci serve laiuto del professor Vincenzo!

ANNA Allora facciamo cos, quando si sveglier Vincenzo, vi chiamer e lui vi far quel che volete con i bicchieri cinesi che avete gi comprato... va bene?

AMEDEO Signora, siamo nelle vostre mani, e in quelle del santo dottor Vincenzo!

ELVIRA Non vi dimenticate di noi, che siamo nellinferno... appena lui potesse liberarci! Arrivederci (escono)


ATTO TERZO, SCENA SECONDA: Anna, Vincenzo

VINCENZO (entra, sbadigliando) Ahhh! Ah, stai qui buon giorno!

ANNA Buon giorno! Beh, oggi non si fatica? E non aspetti nessuno?

VINCENZO Non ho appuntamenti, stamattina mi far un giro oggi, a negozi aperti... ho sentito che cerano la signora Elvira e Amedeo li vogliamo accontentare? Com oggi?

ANNA Oggi come il solito e a quei due vecchietti perch non li vorresti accontentare? Ce ne fossero di persone come quelle! Ma tu... sei per caso passato nel bagno? Io avevo davvero lavato per terra!

VINCENZO Ed io ho veramente aspettato che fosse asciutto prima di entrare... e ora il bagno pi pulito di prima!

ANNA E questo che significa? Che io lo avevo lasciato sporco? Io lavoro tutto il giorno, sgobbo come una dannata, e tu mi critichi? Vieni a dirmi che, dopo che ho pulito il bagno, questo ancora sporco? Ma come ti permetti? Vincenzo... vuoi ricominciare? In questa casa con te non si vive pi, me ne devo andare in cima a una montagna, tra gli eremiti! Io ti lascio, hai capito?

VINCENZO (con calma) Ho capito (alza per un momento gli occhi al cielo e mormora) Abbi pazienza non lo faccio per dispetto! (ad Anna) Sai dove sono le chiavi della macchina?

ANNA No! E non me le ricordare... quelle fanno un rumore che mi d un fastidio da pazzi

VINCENZO Tesoruccio mio, Anna cara, non le nominer pi, se ti dispiace... come ti senti?

ANNA Oh sto bene... solo un po stanca

VINCENZO Facciamo cos adesso mi sono alzato io, e tu ora vai a riposare un pochino, facciamo a turno, va bene?

ANNA Sei sicuro? Questa casa sembra un porto di mare con gente che va e viene in continuazione... poi c la solita macchinetta sporca del caff anzi, ce ne sono due!

VINCENZO Tranquilla ma non ti lascer dormire fino a domani due ore, e poi ti chiamer, daccordo?

ANNA Va bene, proprio perch sono stanca, mi riposer ah, poi ci sono alcuni panni

VINCENZO Se li hai nascosti ai soliti posti, li faccio io vai, vai

ANNA (uscendo) E va anche a buttare la spazzatura!


ATTO TERZO, SCENA TERZA: Vincenzo, Concetta

VINCENZO Allora sono le dieci la chiamer direttamente stasera, allora di cena... forse riusciremo anche a vedere un programma alla televisione!

(telefona) Pronto, sono il marito della signora Anna no no, sta riposando volevo ordinare s, sono io no, non ne ho altri, mi dispiace ma volevo s, c la fotocopia con le istruzioni allemporio sotto casa mia, seguite le istruzioni ma io, sentite un momento, ho bisogno no, i colorati non funzionano ma a me serve non questione di denaro, non ne voglio... non se ne parla proprio! Ma vi sembra una cosa seria? E poi, dove fareste pubblicit ? Sentite, non lo voglio fare ! Quanto? State scherzando? Come li fate, tutti questi soldi, con una rosticceria? E arabo? No, no grazie sentite, lo dico a tutti: quelli sono bicchieri comuni e vuoti, chiaro? Io non mi presto alle truffe! Ma non si pu brevettare un bicchiere! Sentite, a me serve anzi, scusate, ci ho ripensato! Faccio due uova, non mi serve pi niente, grazie, buon giorno! (posa il telefono)

E non possibile... non si pu neppure ordinare una pizza(bussano) me laveva detto Anna, che un pellegrinaggio (va ad aprire e torna con Concetta)

VINCENZO Signora, accomodatevi, che sorpresa! Prego, prego

CONCETTA Buon giorno, signor Vincenzo, siete solo?

VINCENZO No, no, Anna di l che... sistema il letto! Per, a dire il vero... penso che ci sia caduta sopra, addormentata! Signora, ma come siete bella abbronzata, vi vedo contenta soddisfatta!

CONCETTA Si vede, eh? Sono stata in crociera e pure in Grecia! Mi sono divertita come mai, non vi dico cosho combinato! Siccome per vostro merito che mi sono potuta far passare un sacco di sfizi, vi ho portato un regalino di l... una sciocchezza, per vorrei che vi ricordasse sempre la mia gratitudine! Certo che s... mi sono talmente divertita, anche a tormentare Luciano, nel suo bicchiere... ho fatto un accordo con un albergo... ho una stanza indipendente... voi mi capite, dormo e mangio come voglio con pochi soldi, compro quello che voglio e la pensione pi che sufficiente... viaggio quando voglio, parlo con chi mi pare, forse mi trasferir l per sempre... si sta bene e... io sono ancora una bella donna... (moine), l ci sono un sacco di uomini liberi e belli, e poi l sono straniera e non sento le cattive lingue... eh chi lo sa come andr a finire! (sospiri e moine)

VINCENZO E chi lo sa, signora tanti auguri! Prima di partire, per, fatecelo sapere, mia moglie sar molto contenta di farvi gli auguri anche lei!

CONCETTA Certo che s! Allora prendete il regaluccio! (porge un pacco che sembra un bicchiere avvolto in carta di giornale) Scusate la confezione, ma l non sono ancora in grado di fare belle confezioni! Per, non apritelo adesso! Vorrei che lo apriste una sera quando siete da soli e tranquilli, dopo cena, quando vi state rilassando per andare a dormire... in pace con tutto il mondo senza fretta, insomma!

VINCENZO Va bene, signora Concetta, grazie anche a nome di mia moglie dopo cenato, magari ah, sapeste...a proposito di cena fatevi una risata! Ho telefonato in rosticceria per evitare la fatica di cucinare ad Anna e non sono stato capace di fare lordinazione! Il proprietario non capiva pi niente, era solo capace di fare proposte strampalate di pubblicit dellAcchiappapreti Voleva fare lAcchiappaprete arabo! Ma che cretinata! (ridacchiano, poi Concetta si fa seria)

CONCETTA Allora questo lo faccio io! E non ditemi di no, tanto lo faccio lo stesso! (si alza, imitata da Vincenzo) Adesso che scendo, passo da lui e vi ordino una bella cenetta, tano lui conosce sicuramente i vostri gusti... e ve la faccio portare! Certo che s! (prevenendo la risposta di Vincenzo) No, non dite nulla, dopo il vostro regalo il minimo che posso fare e non mi sdebiter solo con questo!

VINCENZO Signora Concetta, io non so che dire, vi ringrazio sapete, la cucina non il mio forte, chi sa cosavrei combinato! Grazie davvero!

CONCETTA E di che? Mi raccomando, per, dopo cena aprite il mio regalino! Ci rivedremo prima che, arrivederci! (esce facendo passerella, accompagnata da Vincenzo e continuando a parlare fuori scena)


ATTO TERZO, SCENA QUARTA: Vincenzo, Elvira, Amedeo

VINCENZO (rientra, con Elvira e Amedeo) Scusate, accomodatevi prego, prego!

ELVIRA Scusate voi, quando abbiamo sentito la vostra voce sul pianerottolo, ci siamo precipitati

AMEDEO S, urgente professore, ci serve una mano, da soli non siamo capaci!

VINCENZO Che successo? Il Prete scappato unaltra volta? Si stancato della micetta bianca e della salsiccia?

AMEDEO No, oramai la scatola saldata con lui dentro adesso siamo sicuri il problema un altro! Di notte, a casa nostra sembra che ci sia la Notte Bianca! Parenti dimenticati, zii emigrati, anche la mia bisnonna vanno e vengono... non dormiamo pi!

ELVIRA Avevamo pensato di usare un bicchiere per ognuno, ma i bicchieri buoni non si trovano e loro sono davvero molti! Abbiamo provato anche quelle imitazioni cinesi, ma non funzionano... o siamo noi che non sappiamo utilizzarli

VINCENZO Credo che una soluzione ve la trovo, non vi preoccupate, ma mi serve un poco di tempo per pensarcipossiamo fare domani? Anna sta riposando ed io vorrei farle trovare la casa a posto, mi capite? In cucina sembra ci sia stato un terremoto, i pavimenti sono tutti segnati, ci sono panni da stirare e sistemare in tutti i mobili del corridoio e pure nei cassetti della cucina

ELVIRA (si scambia uno sguardo interrogativo con Amedeo, e assentono tra loro) Credo che una soluzione ve la troviamo... professore, noi che ci stiamo a fare? Io vi pulisco la cucina come uno specchio e Amedeo stira i panni... mezzora e sar tutto sistemato, noi siamo veloci... a casa nostra si fa cos, una mano ciascuno, e subito si fa! Voi per, nel frattempo... ci fate un Acchiappaprete come vi abbiamo chiesto, daccordo?

AMEDEO Le camicie avete lappretto, o uso il mio amido fatto in casa?

VINCENZO Sentite io non so che dire non dico certo di no il vostro aiuto mi servirebbe proprio, siete gentilissimi, so di non poter fare gran che da solo... mi risolvereste un sacco di guai ma ci sono dei problemi

ELVIRA Ho capito la roba da donna la sistemo io e tu Amedeo (si rivolge a lui per un momento) invece asciughi i piatti e le posate, mi raccomando, strofinando... devono uscire lucide!

VINCENZO Signora, grazie ma ci sono altre cose per esempio, guai se sente rumore di pentolame non so cosa le sia successo ad Anna, appena sente un rumore metallico, le viene una crisi

ELVIRA Professore, ve lo ricordate il Prete? Lui usciva di notte e dormiva tutto il giorno in cucina, sulla poltrona di Amedeo, vicino alle sue ciotole... io ho dovuto imparare a cucinare e pulire piatti, pentole e tazzine in perfetto silenzio, altrimenti si svegliava e ricominciava a mangiare come un affamato ogni volta! Era una disperazione! Perci, non vi preoccupate Amedeo, mettiamoci allopera! E poi dir alla signora Anna che laiuter io, tutti i giorni, quando le far piacere non ho pi il tiranno in casa e mi far piacere dare una mano... denaro non ne voglio, i soldini che abbiamo ci bastano... purch voi ci diate una mano ogni tanto

VINCENZO Signora, ringraziarvi davvero poco ad Anna le serve proprio una mano, e sono sicuro che si fida di voi

AMEDEO Permettete! Comincio a sistemarmi anchio in cucina, e in mezzora, massimo unora, sono sicuro che finiremo tutto!

VINCENZO Allora vi accompagno il ferro da stiro e il cavalletto sono gi in cucina i panni vi ho detto dove sono... aprite con cautela un cassetto alla volta e attenzione a quando escono... non fatevi male il detersivo (mentre li accompagna alla cucina, bussano)

AMEDEO Professore, andate pure questa come casa nostra, sappiamo muoverci (escono lui ed Elvira)

VINCENZO (andando ad aprire) Grazie! Grazie mille! Se serve qualcosa, chiamate!


ATTO TERZO, SCENA QUINTA: Vincenzo, Michele

VINCENZO (apre la porta e rientra con Michele) Caro Michele come andiamo? Siete riuscito...?

MICHELE S, il rumore che si sentiva era una sciocchezza, era dovuto a un rottame di ferro che chiss come c andato, stava sul telaio, in bilico... ho avuto fortuna a trovarlo subito!

VINCENZO E faceva tutto quel chiasso?

MICHELE Dipende dalla forma come una staffetta... era capovolto e batteva vicino alla lamiera interna... come un campanello!

VINCENZO Che cosa strana! Grazie! Per questo rumore Anna non voleva neppure accostarsi alla macchina! Chi sa da dove le venuta questa... cosa cominciata da un po di tempo ricordate quando avevo la colica?

MICHELE Certo... allora vi controllai la batteria, voi stavate a letto, le chiavi me le diede la signora e poi (interdetto, si ferma)

VINCENZO Michele dite, che c?

MICHELE (si riprende) e poi le restituii... facendole tintinnare... lo faccio sempre, per evitare che la gente dimentichi e mi chiami a casa di notte! Pure quella volta lo feci, ma a vostra moglie non dette il minimo fastidio!

VINCENZO Ma allora dopo che le capitato qualcosa che lha colpita! Ma che cosa?

MICHELE Strano che non abbiate indagato... qual il rumore che le d pi fastidio?

VINCENZO Ah, il rumore del pentolame!

MICHELE E come il rumore di ferraglia, allora!

VINCENZO S, di l cominciato... che giorno era, Michele? Ah... quello fu il giorno dello svenimento! Anna svenne per la debolezza... la cucina era inagibile e lei era stanca e stava sul letto ed io Michele, questa una confidenza... io le stavo pulendo piatti e pentole e mi scapp di mano il bollitore del latte, fece un rumore dinferno... adesso ricordo... mentre cercavo di prenderlo, feci cadere anche dei coltelli... li avevo in mano, li stavo lucidando, quando la vidi svenuta per terra, in cucina!

MICHELE Allora non svenuta per debolezza! Si vede che il rumore lha svegliata, venuta da voi, e vi ha visto con un coltellaccio, forse ha pensato che la voleste aggredire... svenuta di paura! E adesso un rumore metallico le ricorda inconsciamente il pericolo! E un guaio... non si pu acchiappare niente, lei non ci ragiona sopra...! Per per un sistema ci sarebbe!

VINCENZO Michele, non scherziamo se veramente cos, qui ci vuole uno psicologo!

MICHELE E chi dice di no? Il medico indispensabile... per, mentre lo trovate e aspettate che vi riceva, fate una prova... dimostrate di avere pi paura di lei!

VINCENZO Come sarebbe?

MICHELE S, fate finta quando lei entra in crisi, fate finta di avere paura, dimostrate di aver bisogno di aiuto, dimostratevi debole...e se non le passa la paura inconscia, almeno comprender che non potete uccidere e allora, piano piano, pu essere che parla, e a questo punto si pu acchiappare la sua paura!

VINCENZO Michele, questa riflessione mi piace interessante!

MICHELE Fatelo, fatelo come avete fatto con lAcchiappaprete, con fiducia vedrete che funziona!

VINCENZO Ci prover, di sicuro! Grazie di tutto! (si alzano) Quanto vi devo?

MICHELE Niente porgete i miei saluti alla signora, e ditele che era solo una staffetta rumorosa ah, le chiavi! (le prende con la massima delicatezza e le poggia con cautela sul tavolo) E fatemi sapere qualcosa arrivederci! (esce)


ATTO TERZO, SCENA SESTA: Vincenzo, Elvira, Amedeo

VINCENZO (riflette ad alta voce) Poverina, chi sa come mai pensa che qualcuno che io la voglia uccidere eppure non lho mai trattata male ! Colpa della televisione... se la vedessimo... troppa violenza! Ma chi la vede? Qualche volta, con i compari, dopo cena... a proposito di cena... la signora Concetta stata gentile, non devo cucinare, pulire... (si d uno schiaffetto in fronte) La cucina! Chi sa che sta succedendo, l (mentre sta andando, escono Elvira e Amedeo)

ELVIRA Professore, noi abbiamo finito! Ma non era un problema cos grosso

AMEDEO Davvero, sembrava solo un dopo cena nostro, quando ci vengono a trovare gli amici, niente di colossale! Professore, se permettete, per buttare via quelle buste di spazzatura, passo per casa nostra... le butto di l, senza scendere e salire... abbiamo una finestra proprio sul cestone... comodissimo... pur vero che puzza un poco destate, ma da quella finestra non passa aria, quando chiusa

VINCENZO Signor Amedeo, dire grazie poco fate, fate

AMEDEO Allora io vado scusate, ma lascio la porta socchiusa se no mi dovete aprire ogni minuto... ma non la lascio incustodita! (esce)

ELVIRA Professore, la cucina vostra adesso uno specchio, la macchinetta del caff carica, ho lavato il corridoio, stirato la roba della signora, sistemata sul cavalletto; Amedeo ha fatto i panni vostri e quelli di casa, sono sempre sul cavalletto, in tante pile diverse! Voi... avete pensato al nostro problema?

VINCENZO Signora, pensavo proprio a questo tanta gente, vero? Tutti amici e parenti come si trovano in un matrimonio?

ELVIRA Incredibile! Ecco la soluzione! Voi siete un maestro, un professore, un santo! Lo dicevo, io!

VINCENZO (incerto) Ah, perch钅 cos vi piace?

ELVIRA Ma sicuro? Chi che non va a una festa di matrimonio? Li acchiappiamo tutti con un solo bicchiere! (si volge verso lesterno) Amedeo, hai finito?


ATTO TERZO, SCENA SETTIMA: Vincenzo, Elvira, Amedeo, Fattorino

AMEDEO (dalle quinte) Quasi! Solo un altro viaggio (si sporge dalle quinte) Perch non lavi un poco il pavimento della cucina dove stavano queste (diventa serio)

ELVIRA Amedeo, il professore ha trovato la soluzione! Amedeo? Che ti prende... perch cammini cos?

AMEDEO (entra lentissimamente, con le mani alzate, seguite dal Fattorino che gli sta puntando una pistola alla nuca)

FATTORINO Fermi tutti! Questo un ladro! Lho visto che svaligiava questa casa, ha portato un sacco di involti da qui in unaltra abitazione! Chiamate la volante!

AMEDEO (con un filo di voce) Immondizia

VINCENZO Calmatevi tutti fermi prima posate la pistola questo un mio amico voi chi siete?

FATTORINO Io sono il fattorino della rosticceria sono venuto a portare un ordine, ma quando ho visto questo movimento, ho posato tutto e sono venuto a bloccare costui ! Ma allora non un ladro? (abbassa la pistola)

ELVIRA Ma quando mai Amedeo, dici qualcosa!

AMEDEO (senza abbassare le mani, con voce flebile) Immondizia

VINCENZO Non vi preoccupate... erano buste di cose vecchie che ho regalato a questo mio vicino

FATTORINO Voi siete sicuro? E autorizzato? Ma sapete quanta roba ha portato? Sembrava che avesse svaligiato un intero supermercato!

AMEDEO (senza abbassare le mani, con voce flebile) Immondizia

ELVIRA (gli va vicino) Amedeo, come ti senti? Amedeo, insomma, abbassa queste mani... (lo accompagna nel movimento) Ecco, bravo... dici, come ti senti?

AMEDEO (con voce flebile) Come se fossi immondizia

VINCENZO Calmatevi e rinfoderate questa cosa! Ma come, un fattorino con la pistola?

FATTORINO (rinfoderando larma) Io faccio anche servizio incasso il padrone mio non vuole perdere soldi, capito? Oggi non si sa mai con chi si ha a che fare! Adesso scendo e vi porto il pacchetto permettete! (esce)

ELVIRA Amedeo, senti, ce la fai a camminare? (guida Amedeo) Proviamoci, almeno ma come sei bravo ecco cos sai, c una buona notizia stasera non necessario che tu prenda il lassativo! Non ti serve!

AMEDEO (assentisce debolmente, e camminando a gambe strette e passettini, si lascia guidare verso luscita) Domani limmondizia la butti tu, per piacere

ELVIRA S, va bene, ci penser io! Professore, scusate, ma capite, ce ne dobbiamo proprio scappare prima che... si facciano segnacci per terra! (inizia a uscire) Grazie di tutto, siete un santo! Amedeo ma oggi che cosa hai mangiato? (escono)


ATTO TERZO, SCENA OTTAVA: Vincenzo, Fattorino

FATTORINO (entra con un involto) Eccomi qua voi siete un parente della signora Anna, vero? Scusate, ma io devo essere sicuro! Metto qua, o anche voi state facendo il caff in cucina?

VINCENZO S, mettete qua, grazie (indica il mobiletto) ma che questa domanda sul caff?

FATTORINO Perch la signora non mi fa mai entrare in cucina, dice che le gira la testa per il calore! Veramente, la signora molto gentile con me, mi ha anche dato una mancia, lultima volta, per le caramelle... chiede sempre se io e mia moglie andiamo daccordo

VINCENZO (con intenzione) E cos la signora sente caldo, con voi, eh? Ve da dei soldi per le caramelle, eh? Domanda anche se siete affiatato con vostra moglie, eh? Ma come vi permettete?

FATTORINO No, scusate, forse non mi sono spiegato non pensate a male si parla delle mie figlie e di come evitiamo di litigare io e mia moglie, facendo rumore con pentole e coltelli !

VINCENZO Brutto fetente disgraziato che non siete altro! Anna mia moglie! Chi vi da il permesso di girare per le case terrorizzando la gente? Lei ha un complesso... le vengono le crisi e la colpa vostra! Io (stringe i pugni, come se stesse per avventarsi sul fattorino) io ti uccido! Io sto fermo! (alza le mani, vedendo che il fattorino ha tirato fuori la pistola)

FATTORINO (sempre impugnando la pistola) Sentite signor Comevichiamate, io e vostra moglie non abbiamo fatto niente di male ed io non le ho detto nulla che le poteva far male calmatevi le ho solo detto che, invece di litigare, noi facciamo rumore... lei con un pentolino ed io con un coltello, o quel che mi trovo tra le mani! Va bene, adesso, mi sono spiegato? (rinfodera larma)

VINCENZO Ma sareste stato capace di sparare? (mimando la pistola)

FATTORINO E unarma giocattolo... e voi sareste stato capace?

VINCENZO Ma io ero disarmato certo che no!

FATTORINO E allora, calmatevi un poco, pensate, prima di agire! In un colpo solo siete diventato avvocato, giudice e boia! Chi sa quella poverina di vostra moglie come la trattate... lei non aveva neppure i soldi per darmi la mancia, una volta e la volta dopo ha voluto darmi qualcosa per le caramelle alle mie bambine! Vi sembra che lei abbia fatto una bella figura? Voi sareste capace di toglierle la libert, con quella lingua che avete... che sembra proprio un coltello ! Io me ne vado, tutto pagato non vi disturbate, la mancia da voi non la voglio (esce)


ATTO TERZO, SCENA NONA: Vincenzo, Anna

VINCENZO (guarda lorologio) Bah, lasciamo perdere, ci siamo quasi (guarda verso il pacco della rosticceria) E il profumo buono chi sa se anche lei ha appetito! Adesso la sveglio dolcemente questo in cucina (prende il pacco della rosticceria e lo porta fuori scena, rientrando subito) Ecco qua! Meno male, la signora Elvira ha dato quella mano cucina pulita, cena pronta e il caff si sta facendo! (sistema le sedie intorno al tavolo, prende le chiavi della macchina e le depone sul mobiletto) Sono sicuro che laroma del caff la sveglier andr a prenderne un poco vedr i panni tutti stirati vedr ben lavato a terra la spazzatura scomparsa la cena pronta sicuro che mi dar almeno un bacetto! Eccola! (tende lorecchio, annusa) Ci siamo, ci siamo! Che bella cosa! (tende lorecchio)

ANNA (entra con sonnolenza) Oh, coshai combinato?

VINCENZO Carissima ti sei riposata un poco?

ANNA Io? Non ho chiuso un occhio!

VINCENZO (deluso) Ah, hai sentito tutto...?

ANNA Tutto! Tu no? Neppure quando si sono picchiati?

VINCENZO (stupito) Picchiati? Ma chi?

ANNA Ma tu che fai, dormi? La signora Angelina e Pietro, i nostri vicini!

VINCENZO Ah tu dici loro?

ANNA E chi se no? (sbadiglia e si siede) E hai combinato i soliti guai mischiato biancheria di tavola e del letto, e ora io devo ripassare tutto! Il caff uscito lento, una schifezza che puoi prendere solo tu! Hai lasciato il secchio in corridoio, la cena fredda, Vincenzo... non sei buono a niente!

VINCENZO (volge un istante gli occhi verso lalto e si siede anche lui) Ma sei tu la reginetta della casa io d solo una mano come le fai tu le cose, non le fa nessuno ! Ah, venuta la signora Concetta! Ha detto che stata in Grecia, s divertita, e per ricordo, ci ha portato questo regalino per dice che lo dobbiamo aprire dopo mangiato

ANNA Lhai ringraziata, almeno? Sar un liquore che si usa da quelle parti! (si alza, dirigendosi al mobiletto; distrattamente prende le chiavi e le fa tintinnare)

VINCENZO Ahhh! Ferma! Fermati basta! Il coltello il coltello!

ANNA (stupita, guarda le chiavi che ha in mano e si ferma) Ma che ti prende? Quale coltello? Sono le chiavi le chiavi della nostra macchina! (le alza, mostrandogliele, e le fa tintinnare ancora)

VINCENZO (mostrandosi atterrito, con le mani sulla faccia, sbirciando attraverso le dita) Basta sto impazzendo! Fermati il coltello il coltello!

ANNA (incerta, chiude la mano sulle chiavi e le depone) Vincenzo, mi dici cosa ti successo? Sei diventato scemo, o pazzo?

VINCENZO (sbirciandola, ancora con le mani in faccia) Non lo so! Quel rumore mi ha fatto venire in mente un coltello ho paura!

ANNA (fa spallucce) Io cerco di seguirti, ma quando fai cos, non c possibilit adesso devo sentire la comare, poi mangiamo qualcosa... anche se freddo... pu essere che ti senti meglio, dopo!

VINCENZO (mentre lei compone il numero al telefono) Certo che un grazie lo poteva anche dire! Mah! Non posso buttare anche lei nella spazzatura!

ANNA (arrabbiata) Vincenzo, sei anche maleducato! Mentre faccio il numero, tu parli? Mi fai sbagliare! E poi cos che parlavi di spazzatura?

VINCENZO (alza un momento gli occhi al cielo, e mima il gesto di lasciar cadere qualcosa) Non si pu fare, vero? (ad Anna) Niente, che ho buttato le buste... (sospira)


ATTO TERZO, SCENA DECIMA: Vincenzo, Anna

ANNA (al telefono) Comare? Oh, che bello sentirvi, come andiamo? S... bene! Io... ho una grande notizia! Non fate pi buttare a mare quelle casse... tutti i panni che avevo sono stirati ! Vero, eh? Dipende dalla velocit s, verr a prenderli, un poco per volta davvero? Com gentile eh gi eh, si ma non sono urgenti s, quasi tutti di Vincenzo no, non gli va pi niente, s fatto grasso e vecchio ma adesso c spazio. S, alla Caritas no, stasera no, comare sto veramente stanca grazie, grazie saluti al compare, e ringraziatelo s, pure lui ciao, ciao!

VINCENZO (dopo aver fatto scena per le frasi della moglie) Ma dovrei sapere qualcosa?

ANNA Ma sono discorsi tra donne, che centri tu?

VINCENZO Ma come, stavi parlando degli indumenti miei

ANNA (inferocita) Ma come ti permetti? Te metti a origliare quel che dico al telefono? In questa casa, con te non si vive pi, me ne devo andare sulla cima di una montagna, tra gli eremiti! Io ti lasci, hai capito?

VINCENZO (rassegnato) Io mi arrendo! Adesso te ne vai veramente a quel paese, tu, compari, panni, spazzatura e cucina!

ANNA Ahhh! Cos mi tratti! Io ti (si gira intorno) io ti spacco la testa (prende il regalo di Concetta)

VINCENZO Ferma! E il regalo di Concetta (approfitta della situazione per prendere le chiavi della macchina) Ah, ah adesso queste le prendo io!

ANNA (lo prende in giro) E che pensi di fare?

VINCENZO (facendole tintinnare) Il coltello, il coltello

ANNA (incerta, posa il regalo) Vincenzo... questa non cretinaggine, proprio pazzia!

VINCENZO (sorpreso, fa tintinnare sporadicamente le chiavi) Ma comeil coltello, non avevi paura dei coltelli?

ANNA E secondo te, io vivevo beata con un problema del genere? Me lo sono risolto... da sola... tu non te ne sei mai accorto, prima... non mi guardavi in faccia, ti sei messo a produrre Achiappapreti per tutti... vero che hai aiutato la gente, ma chi pi importante per te? Io o la gente? Ho cercato di dirtelo, ma tu non hai capito... invece di dire Ti veglio bene!, ti mettevi a pulire la cucina! Invece di farmi una carezza, stiravi o aggiustavi il ferro! Invece di fare lAcchiappaprete con le mie foto perch non mi hai baciato?

VINCENZO Ma io ti volevo risparmiare fatica, pensavo capissi ti aiutavo e ti aiuto, perch钅 solo cos so dire che ti voglio bene! E poi aspettavo cha anche tu mettessi una mia foto tra le tue... le nostre!

ANNA Ma perch, siamo bambini o dobbiamo fare i messaggi in codice? Potevi dirlo che avevi avuto quelle foto, ci mettevamo insieme e ce le vedevamo tutte non era meglio? Non era meglio se non mi rovinavi il servizio di bicchieri?

VINCENZO (rattristato) Hai ragione io cercavo solo di fare bene

ANNA E io perci ti ho sopportato fino ad ora ma se adesso non cambi... ti spacco la testa! (ripiglia il regalo di Concetta)

VINCENZO (sbirciando da dietro le mani) Ferma lo giuro faccio tutto quello che vuoi ma dimmi una cosa come hai fatto a toglierti quella fissazione?

ANNA (evasiva) E stato brutto sapessi che sogni e tu russavi, mentre io restavo sveglia nel letto, con la paura di addormentarmi! Poi non ce lho fatta pi e allora

VINCENZO E allora?

ANNA E allora mi sono fatta un Acchiappaprete pure io! E la paura passata!

VINCENZO Quindi sei guarita! Vogliamo festeggiare... mangiamo qualcosa e poi prendiamo un poco di questo liquore?

ANNA E se ne assaggiassimo prima un poco, sarebbe cos brutto?

VINCENZO Mah, direi di no abbiamo anche fatto pace vero, s?

ANNA S, va bene pure se manca qualcosa comunque apriamo e beviamo!

(scartocciano insieme; esce un bicchiere vuoto con un pezzo da imballo incastrato dentro, che non arriva fino in fondo)

VINCENZO E vuoto... ma mi ricorda... pure in Grecia lhanno fatto?

ANNA (lo prende e lo guarda, sollevandolo) Vero! Sembra un bicchiere... ma con questa separazione in mezzo come se potessero bere due persone, una qui e una di l

VINCENZO (lo prende a sua volta) Ma guarda bene sotto non diviso e c la foto di un bambino

ANNA E forse non arriva sotto perch si deve poter bere tutto... non lo so... se davvero fosse un Acchiappaprete, cosa dovrebbe prendere tu che dici?

VINCENZO Mah, se lavessi fatto io, direi che serve che da una parte ci va una, dallaltra un altro e poi...insieme (esprime sorpresa) trovano un bambino!

ANNA Tu veramente dici? (lo prende e guarda dentro) Ma quanto carina!

VINCENZO (lo prende e guarda meglio dentro) No, no questo un maschietto!

ANNA (ripiglia il bicchiere) Tu sei scemo! Questa una bambina!

VINCENZO (lo prende e guarda dentro ancora pi da vicino) No, no confermo che un bambino!

ANNA (ripiglia il bicchiere) Tu sei veramente stupido! E una bambina... e poi... mi sono stufata! Voglio... capire, senza Acchiappapreti o altre cose! E c solo un sistema per risolvere per sempre questo dubbio! (depone il bicchiere sul tavolo) Vieni con me e poi vedremo se sar maschietto o femminuccia!

(lo piglia per mano, portandolo verso luscita interna; poi si ferma improvvisamente e alza il dito)

Le chiavi della macchina, lasciale qui, hai capito bene? Ti dovessi sentire male unaltra volta, proprio... adesso?

Fine

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