Lalbero dei cretini
di
Eugenio Pochini
A mio padre e a mia madre che,
un po per amore, un po per rassegnazione,
continuano a sopportare le mie strane manie.
PERSONAGGI
Ezechiele
Lilita
Malachia
ATTO PRIMO
Un albero.
il crepuscolo. Malachia, Ezechiele e Lilita, tre briganti, sono sotto lalbero. Malachia dorme, seduto ai piedi del tronco, mentre gli altri due si guardano attorno. Sul ramo pi alto, si nota legata una corda: un cappio. Pausa.
EZECHIELE. Sarebbe questo, il posto?
LILITA. S.
EZECHIELE. Ne sei sicura?
LILITA. Certo!
Pausa.
EZECHIELE. (insistendo) Ne sei veramente sicura?
LILITA. (continuando ad osservare, curiosa, il cappio) Ne sono sicura: fidati!
EZECHIELE. (tra s) No no
LILITA. No, cosa?
EZECHIELE. (riprendendosi) No, dico, per fidarmi mi fido.
LILITA. E allora perch continui a ripetermi se il posto sia questo?
EZECHIELE. Cos
LILITA. Cos non una risposta.
Pausa. Ezechiele non risponde: guarda il cappio.
LILITA. Cos non una risposta!
EZECHIELE. Cosa?
LILITA. (sbuffando) Lasciamo perdere, dai.
Pausa. I due briganti osservano Malachia.
EZECHIELE. Fratello Malachia sta dormendo.
LILITA. Gi.
EZECHIELE. stanco.
LILITA. Gi.
EZCHIELE. Forse non saremmo dovuti venire.
LILITA. E perch?
EZECHIELE. Forse avremmo dovuto lasciar perdere.
LILITA. Non si pu.
EZECHIELE. E perch?
LILITA. Perch siamo stati pagati.
Pausa.
EZECHIELE. (ripete lentamente) Pagati
LILITA. S, pagati.
EZECHIELE. Pagati.
LILITA. S!
EZECHIELE. Beh, e allora io non ci sto pi. (Fa per andarsene, per la destra, ma non si muove) No! Non ci sto pi! Me ne vado!
LILITA. Non puoi.
EZECHIELE. Oh s che posso. Posso e come: e lo faro! Non star certo qua, a perder tempo.
LILITA. Te ne vuoi andare?
EZECHIELE. Certo.
LILITA. E cosa gli dirai?
Pausa. Ezechiele la guarda, esitando.
LILITA. Cosa gli dirai?
EZECHIELE. Non lo so.
LILITA. E i soldi?
EZECHIELE. Glieli porter indietro.
LILITA. E se lui non li volesse?
EZECHIELE. Quale uomo non accetterebbe dei soldi?
LILITA. Lui, altrimenti non te li avrebbe dati. (Pausa) Non sei daccordo?
Pausa.
LILITA. Allora?
EZECHIELE. Forse hai ragione.
LILITA. Lo so.
EZECHIELE. E allora cosa facciamo?
LILITA. Aspettiamo.
EZECHIELE. Aspettiamo?
LILITA. Aspettiamo che si faccia sera, come avevamo stabilito.
EZECHIELE. (indicando Malachia) Veramente stato lui a stabilirlo.
LILITA. E allora?
EZECHIELE. (cominciando a camminare, sul proscenio, avanti e indietro, irritato) E adesso guarda come se la dorme beato. Non siamo neppure arrivati che guardalo l crollato come un sasso. Non abbiamo neppure fatto a tempo a sistemare le nostre cose, che si accasciato ai piedi dellalbero. Sta invecchiando, te lo dico io. Ha perso delle cose straordinarie, nella vita. Peccato! Ma non pu farcele scontare a noi, ti pare? Non stata mia lidea di venire qua.
LILITA. Eri daccordo anche tu.
EZECHIELE. (fermandosi) Non vero!
LILITA. (si siede poco distante da Malachia) S, lo eri.
Pausa.
EZECHIELE. (indicando Malachia) E lui?
LILITA. (sussurrando) stanco. Lascialo riposare.
EZECHIELE. Ma sei davvero sicura che questo sia il posto?
LILITA. (pronta) Si sta facendo notte.
EZECHIELE. Svegliamolo.
LILITA. Aspettiamo ancora un po.
Pausa.
EZECHIELE. (toccando una sacca che porta alla cintola) Certo che ci ha pagati bene.
LILITA. Come al solito.
EZECHIELE. Hai visto come era strano?
LILITA. No.
EZECHIELE. Sul serio. Davvero strano.
LILITA. Ti sbagli.
EZECHIELE. A me sembrava pi strano del solito.
LILITA. Non arrovellare quel tuo raziocinante encefalo, fratellino mio. Quella roba che hai bevuto, prima, ti ha messo su troppa, eccitante, euforia. Riflettere, concepire, ideare, ipotizzare, teorizzare e dico, teorizzare esaminare, elucubrare, ponderare fratellino mio, non fa proprio per te.
EZECHIELE. E se passasse qualcuno?
LILITA. Dove?
EZECHIELE. Qua.
LILITA. (esitando) E se passasse qualcuno
EZECHIELE. (eccitato) Lui non ci ha mica detto che non possiamo rapinarlo.
LILITA. No no mi sembra di no.
EZECHIELE. Quindi potremmo rapinarlo?
LILITA. Credo di s. Daltronde il nostro mestiere. Ci pagano per farlo.
EZECHIELE. Me lo prometti?
LILITA. Per quel che mi riguarda: ma devi prima sentire fratello Malachia. Credo, comunque, che non abbia problemi neppure lui. Noi facciamo il nostro lavoro. Un lavoro onesto, dignitoso, etico e morale.
EZECHIELE. Etico e morale.
LILITA. Equo e corretto.
EZECHIELE. Equo e corretto.
LILITA. E inoltre, ben retribuito da chi ci paga
EZECHIELE. E da chi rapiniamo.
Ridono entrambi. Malachia ha un breve sussulto: si gira un paio di volte, poi riprende a dormire
LILITA. (alzandosi lentamente) Sar il caso di mangiare qualcosa.
EZECHIELE. Buona idea.
LILITA. Avanti, fammi vedere cosa hai portato.
EZECHIELE. (si sistema la bisaccia che porta a tracollo) Non cera molta roba, ma qualcosa si riesce sempre a rimediare. (Comincia a rovistarci dentro, estraendone il contenuto) Pane. Vino. Carne secca. Un pezzo di formaggio.
LILITA. Quella parte ammuffita.
EZECHIELE. (controllando il formaggio) Giusto. Poi altro pane. Un pomodoro. Una cipolla
LILITA. Una cipolla?
EZECHIELE. (sorridendo ne estrae una seconda) Ah no, scusa.
LILITA. (prendendo in mano la cipolla) Altro?
EZECHIELE. (infilando la testa dentro la bisaccia) No, niente.
LILITA. Mangiamo, forza.
I due si siedono sul proscenio. Iniziano a banchettare.
LILITA. Lasciamo qualcosa per Malachia?
EZECHIELE. rimasto solo il formaggio muffo.
Pausa. Continuano a mangiare.
LILITA. Tutto sommato c un bel panorama.
EZECHIELE. Dici?
LILITA. Si, perch tu non trovi sia bello?
EZECHIELE. Non me ne intendo.
LILITA. Che vuoi dire?
EZECHIELE. Te lho detto: non me ne intendo.
LILITA. Perch, tu creda mi intendi di panorami?
EZECHIELE. Non saprei.
LILITA. (fosca) Nessuno si intende di panorami. Si dice che un panorama bello, quando quel panorama suscita in te delle emozioni.
EZECHIELE. Emozioni?
LILITA. S, emozioni. Sai cosa sono?
EZECHIELE. (la guarda incuriosito) Credo di s.
LILITA. (sbuffando) Mangia, dai.
Pausa.
EZECHIELE. Per davvero un bel panorama.
LILITA. E adesso che centra?
EZECHIELE. Era cos, tanto per dire.
LILITA. Per dire cosa?
EZECHIELE. Per continuare il discorso.
LILITA. A proposito di discorsi. Hai mai letto lApocalisse di San Giovanni?
EZECHIELE. (la guarda) Credo di s. Perch?
LILITA. Che te ne parso?
EZECHIELE. Bella storia.
LILITA. Bella storia?
EZECHIELE. (serio) Non facile da interpretare.
LILITA. (ridendo, come a non credere a quello che sente) Perch, sei riuscito ad interpretarla?
EZECHIELE. No. Per una vaga idea me la sono fatta.
LILITA. (c. s.) E che idea ti saresti fatto?
EZECHIELE. Credo si possa leggere in due modi.
LILITA. Ah, s?
EZECHIELE. Certo! Luomo comune la pu leggere in due modi diversi.
LILITA. Luomo comune?
EZECHIELE. Esistono due tipi di uomini comuni: quelli che non credono ed i bigotti. Il primo la legge e poi chiude il libro, facendosi un sacco di risate. Il secondo la legge, e crede veramente che un giorno cadranno stelle dal cielo.
LILITA. (offesa) Io credo veramente in quello che ho letto.
EZECHIELE. Allora fai parte dei bigotti.
LILITA. (c. s.) Invece, tu, faresti parte di quello che non ci credono?
EZECHIELE. No.
LILITA. No?
EZECHIELE. No. Io faccio parte di una terza categoria di uomini.
LILITA. (non capendo) Non mi avevi detto ci fosse un terza categoria. Mi avevi detto che si poteva leggere in due modi.
EZECHIELE. Infatti, ma la terza categoria non fa parte di quelli comuni, che la leggono solamente in due modi. (Pausa) Sono quelli che dopo averla letta, la rileggono. Poi la rileggono ancora e ancora unaltra volta. Infine chiudono il libro e analizzano il testo in base ai simboli e alle allegorie che contiene, per cercare di estrapolarne il significato interiore. Lho letta talmente tante volte, che ancora non sono riuscito a darle un significato preciso. Sicuramente chi lha scritta sapeva il fatto suo.
LILITA. (imbronciata, ancora offesa, sbuffa) Io credo veramente in quello che ho letto!
EZECHIELE. Te lho detto: sei bigotta.
LILITA. Non vero!
EZECHIELE. Credo che tu debba interpretarla.
LILITA. Se sono state scritte certe cose, evidentemente sono vere. Altrimenti non le avrebbero scritte.
EZECHIELE. Ma sono vere per te o per gli altri?
LILITA. Per tutti.
EZECHIELE. Allora cos diventa una verit assoluta. Ma sai in quante mani possono essere passati certi testi?
LILITA. (secca) unispirazione divina.
EZECHIELE. Posso sembrarti assurdo, ma ti ripeto: sai in quante mani potrebbero essere passate certe cose?
LILITA. Ti ripeto che unispirazione divina!
EZECHIELE. Si, ma stata scritta da uomini. Proprio come me e te.
LILITA. Che sono stati ispirati.
EZECHIELE. E quindi, per te, non esisterebbero interpretazioni?
LILITA. (lo fissa intensamente, come a volerlo studiare, con gli occhi che si stringono) Io credo veramente in quello che ho letto.
Pausa.
EZECHIELE. Insomma, sarebbe questo, il posto?
LILITA. S!
EZECHIELE. Ne sei sicura?
LILITA. (esasperata) Oddio s ti dico che questo. (Si alza) Ma che ti piglia?
EZECHIELE. Sono un po nervoso.
LILITA. Ma smettila.
EZECHIELE. Dico sul serio.
LILITA. Smettila!
EZECHIELE. (esitando) No, sul serio. (Pausa. Si guardano) Dai, torna qui.
LILITA. No.
EZECHIELE. E dai.
Lilita continua a guardarlo.
EZECHIELE. Beh, fai come vuoi. (Riprende a mangiare. Lilita torna a sedersi)
LILITA. Sai, ho fatto un sogno.
EZECHIELE. Un sogno?
LILITA. S.
EZECHIELE. E te lo ricordi?
LILITA. Mi ricordo che mi trovavo qui. Sotto questo stesso albero. Per ero da sola. Faceva freddo, e non avevo nulla da mangiare. (Pausa) Avevo paura. (Pausa) Avevo paura di restare da sola.
EZECHIELE. Non eri mai venuta in questo posto?
LILITA. No.
EZECHIELE. E come facevi a sapere di trovarti qui?
LILITA. Ricordo lalbero. Ricordo il cappio.
EZECHIELE. Te lavevo detto che, forse non saremmo dovuti venire.
Lilita non risponde. Si torce le mani, non riuscendo a guardare Ezechiele negli occhi.
EZECHIELE. Forse avremmo dovuto lasciar perdere, te lo dico io.
LILITA. Lo sai che non si pu.
EZECHIELE. E perch?
LILITA. (insistendo) Perch siamo stati pagati.
EZECHIELE. (sbottando, si alza in piedi) Ma chi se ne frega dei soldi. (Si tasta la sacca alla cintola) Non me ne importa niente di questi. (Si guarda attorno) Li butto via.
LILITA. No!
EZECHIELE. Guarda che li butto via.
LILITA. (preoccupata) Dai, non farlo!
EZECHIELE. Lo faccio.
LILITA. No!
Si guardano, immobili, con il fiato grosso. Alcuni rumori alle loro spalle: Malachia si svegliato ed ha assistito a tutta la scena. Resta seduto.
MALACHIA. (atono) Vuoi gettare i tuoi soldi?
EZECHIELE. Se mi costringete, s!
MALACHIA. (c. s.) Nessuno ti ci ha costretto, fratello mio. Sapevi qualera il nostro lavoro. (Pausa) Lo sapevi, giusto?
EZECHIELE. S.
LILITA. (intervenendo, pronta) Diglielo anche tu, fratello Malachia.
MALACHIA. Ti ripeto che nessuno ti ci ha costretto, sapevi cosa avremmo dovuto fare.
EZECHIELE. (teso) Non mi sembra giusto, tutto qui.
MALACHIA. (alzandosi) Non ti dato di giudicare cosa sia giusto o no. Chi sei tu per giudicare?
EZECHIELE. Ma fratello Malachia
MALACHIA. (avvicinandosi verso Ezechiele) Chi sei tu per giudicare?
Pausa.
MALACHIA. (minaccioso) Allora?
EZECHIELE. Nessuno.
MALACHIA. (riprendendo fiato, allarga le braccia) Bene bene (stringe Ezechiele a s) Vedo che hai capito. Mi fa piacere. Bravo, bravo (Improvvisamente, gli sferra un pugno alla bocca dello stomaco)
EZECHIELE. (cadendo, ansimando e stupefatto) Ma perch fai cos?
MALACHIA. (lo fissa, senza alcuna espressione) Perch sei un bastardo maleducato. Senza un filo di idea di come ci si comporta. Sei un ingrato, fratellino mio. Un ingrato maleducato.
EZECHIELE. (alzandosi lentamente, ma tenendosi a debita distanza) Non mi va per niente che tu fai quello che hai fatto. (Pausa. Si fissano) Da adesso non voglio essere pi il tuo fratellino, e non voglio esserlo mai pi.
MALACHIA. (fermo) Stai attento. Stai bene attento Ezechiele mio, se ci tieni ancora alla continuazione della tua vita.
EZECHIELE. (teso) Io non mi faccio trattare cos da te. Sputo sulla terra dove cammini. Ci sputo! Non ci sto, no! Non ci sto, quando me le dai senza motivo.
MALACHIA. Non arrovellare quel tuo raziocinante encefalo, simile ad una suppura vescicola, fratello mio. Let delluomo, per te, non ancora arrivata.
Pausa. Lilita, tenutasi in disparte, li studia, preoccupata.
EZECHIELE. (a bassa voce) Forse, sono solo un po stanco. Meglio stare zitti. (Lo guarda, sorridendo) Dico bene?
MALACHIA. Dici bene.
LILITA. (sempre rimasta in disparte) S, s. Adesso basta. Non c motivo di fare cos. Ezechiele solamente un po stanco
EZECHIELE. E un po nervoso.
LILITA. Giusto. Un po nervoso. (Si avvicina a Malachia, prendendolo per un braccio) Ti abbiamo lasciato qualcosina da mangiare. Ne vuoi?
MALACHIA. No, grazie. Non ho appetito.
EZECHIELE. Cosa facciamo, allora?
MALACHIA. Aspettiamo.
EZECHIELE. (convinto) Mi sembra giusto.
LILITA. E cosa aspettiamo?
MALACHIA. Che si faccia sera.
EZECHIELE. Non dovrebbe mancare molto, oramai.
MALACHIA. (avvicinandosi allalbero) No.
LILITA. (a Malachia) Volevo chiederti una cosa.
EZECHIELE. Volevamo chiederti una cosa.
MALACHIA. (si volta e li scruta) Allora?
LILITA. Sei sicuro che sia la cosa giusta?
MALACHIA. Riguardo a cosa?
LILITA. Alla nostra venuta qui.
EZECHIELE. Alla nostra venuta in questo posto.
MALACHIA. Di grazia, perch questa domanda, fratelli miei?
LILITA. Ezechiele, mentre dormivi, ha sollevato una questione.
MALACHIA. Mentre dormivo? E che genere di questione?
LILITA. Della nostra venuta in questo posto.
MALACHIA. Siamo stati pagati per farlo, no? Lo sapevate.
EZECHIELE. S, s, lo sapevamo.
MALACHIA. E quindi?
LILITA. E quindi non ti sembra tutto cos assurdo?
MALACHIA. Dobbiamo solamente rispettare quello per cui siamo stati pagati.
EZECHIELE. Ma non come le altre volte.
MALACHIA. Non cambia nulla. Siamo stati pagati.
LILITA. Anche io, prima, ho detto la stessa cosa: siamo stati pagati. Ma ripensandoci, adesso, mi sembra tutto cos strano. Cio, noi abbiamo fatto sempre il nostro lavoro. Viviamo di quello. Ci pagano e facciamo quello che dobbiamo fare.
MALACHIA. Come al solito.
EZECHIELE. Come al solito.
LILITA. Certo, come al solito. Ma questa situazione non , come al solito.
MALACHIA. E quindi, Ezechiele avrebbe sollevato questa questione?
LILITA. S.
MALACHIA. Ma, Ezechiele, sa anche quello che ci stiamo apprestando a fare?
LILITA. Aspettando che si faccia sera.
MALACHIA. Aspettando che si faccia sera?
EZECHIELE. S.
MALACHIA. (verso Ezechiele) Nessuno ti ha obbligato. Eri libero di andartene se volevi. Orami la tua parte lhai presa. Sbaglio?
EZECHIELE. Non sbagli.
MALACHIA. E allora non vedo dove sia il problema. Ci pagano sempre, per fare qualche genere di lavoro. Questo non differisce in nessun luogo da altri lavori che abbiamo fatto. (Pausa. A Lilita) Dici bene, dici. Viviamo di questo. Anche questa volta sar cos. Non cambia nulla. Assolutamente nulla. Ma, adesso, non potete pi fuggire, con la coda tra le gambe. (Si avvicina verso i due compagni) Non sembravate cos tesi, questa mattina, quando ci ha pagati e ci ha detto cosa dovevamo fare. Giusto? Cos, non credevate fosse possibile?
EZECHIELE. No, non dico questo
MALACHIA. E allora dov il problema?
EZECHIELE. (esitando) No, per
MALACHIA. (violento) Quale cazzo di problema avete?
LILITA. Nessuno.
EZECHIELE. Nessuno.
MALACHIA. Bene!
Malachia torna a sedersi sotto lalbero, nel punto stesso dove si era addormentato. Ezechiele e Lilita si dirigono, nelle opposte direzione, verso le quinte laterali, dando le spalle allalbero. Silenzio. Nessuno parla. Ogni tanto, i tre, si lanciano delle occhiate furtive. Pausa.
LILITA. Da quaggi si riesce a vedere una montagna.
EZECHIELE. Da questa parte, c una foresta.
Pausa. Malachia li osserva.
MALACHIA. Si pu sapere cosa state facendo?
Lilita ed Ezechiele restano immobili nelle loro posizioni, continuando a scrutare il panorama.
LILITA. Ammiriamo il paesaggio.
EZECHIELE. Da qui molto bello.
LILITA. Anche da qui, per.
EZECHIELE. bello da tutte e due le parti.
Malachia resta seduto, sotto lalbero. Si gratta la testa, non riuscendo a capire.
MALACHIA. Ma, vi sembra questo il momento di ammirare il paesaggio? Dobbiamo fare un lavoro.
Lilita ed Ezechiele restano immobili, come prima.
EZECHIELE. Dobbiamo aspettare che si faccia notte.
LILITA. Gi, notte.
LILITA. E poi, chi non rimarrebbe incantato alla vista di un cos bello spettacolo, al crepuscolo?
EZECHIELE. Gi!
MALACHIA. (alzandosi) Basta voi due. Piantatela! Non siamo qui per riposare! Piuttosto, vedete se passa qualcuno.
EZECHIELE. (riprendendosi si avvicina) Possiamo rapinare qualcuno?
MALACHIA. il nostro mestiere. E se vi serve per far passare il tempo, fatelo!
LILITA. Visto, te lavevo detto che non avrebbe avuto problemi.
EZECHIELE. Gi.
MALACHIA. (non capendo) Problemi?
LILITA. (avvicinandosi allalbero) Anche prima, fratello Ezechiele mi aveva chiesto se potevamo rapinare qualche incauto viandante, qualora passasse di qua. Gli ho detto che per me non cerano problemi, ma che doveva chiedere a te.
MALACHIA. Fratello Ezechiele ultimamente solleva un po troppe questioni, mi pare. Comunque fate come meglio credete.
EZECHIELE e LILITA. Ce lo prometti?
MALACHIA. S.
EZECHIELE e LILITA. Davvero?
MALACHIA. S!
EZECHIELE. Per fortuna. Altrimenti rischiavamo di annoiarci.
LILITA. (sbadiglia) Di annoiarci a morte.
MALACHIA. Non vi annoierete, non preoccupatevi. Prima o poi qualcuno passer: qualche incauto vagabondo passa sempre da queste parti. E poi, se vogliono raggiungere la citt che sta dallaltra parte della collina, solo su questa strada possono passare.
Pausa.
EZECHIELE. E se non passasse nessuno?
MALACHIA. Aspetteremo.
LILITA. Che si faccia sera?
MALACHIA. Che si faccia notte.
LILITA. Gi.
EZECHIELE. Gi.
Non si muovono.
Buio.
SIPARIO.
ATTO SECONDO
Un albero. Sempre lo stesso.
calata la notte. Malachia, Ezechiele e Lilita, sono seduti sotto lalbero. Sul ramo pi alto, sempre lo stesso cappio. La scena si va lentamente illuminando di una tenue luce blu, proprio sopra lalbero. Quelli che seguiranno saranno i pensieri dei nostri tre briganti, i loro flussi di coscienza.
LILITA. Non capisco perch mi stia guardando laltra sera non mi guardava cos non avrebbe senso guardava solo i suoi soldi solo i suoi soldi fortuna che fratello Ezechiele abbia preso qualcosa da mangiare che fame fratello fratello mio prendi quello che puoi lascia il resto e andiamocene andiamocene da qua mi sento sola sola sola inutile Malachia sta invecchiando prima non mi guardava cos ma stanco lo so anche se fa freddo sotto lalbero ma sei sicura sia questo il posto basta cos tanto non mi guarda lo sento diversamente non sono pi importante conoscersi non li conosco che freddo freddo speriamo non piova come lultima volta che abbiamo fatto quel lavoro tutto un pantano un pantano ricordo solo fango poltiglia fango Ezechiele era caduto nel pantano nel fango nella poltiglia poverino povero fratello mio anche lui stanco e freddo e scostante ultimamente freddo fa freddo come in quel sogno che ho fatto che sogno non ricordo pi bene era un po confuso che sogno e che sonno speriamo non piova come lultima volta altrimenti altro pantano e confusione cosa mi aveva detto credo credo in quello che leggo io credo non lui quante cose bisogna aspettare che si faccia sera aspettare che si faccia notte poi vedremo che lavoro che strano lavoro ha ragione forse lui ha ragione Ezechiele credo in quello che leggo credo in quello che faccio.
Pausa. Si guarda attorno, intimorita.
LILITA. Si mosso qualcuno si mosso qualcuno chi stato forse forse sar questo il posto lalbero con quel cappio quel maledetto cappio angosciante sta l fermo immobile e penzola su quel ramo da prima che lo tengo docchio che strano quel cappio che brutto posto per io credo in quello che leggo io credo in quello che faccio e non mi impiccio daltro.
EZECHIELE. (sbuffa, spazientito) Mi ha colpito prima non giusto non sopporto quando me le da senza motivo non giusto non mi va per niente di stare qua non voglio stare sotto lalbero tra poco dovremmo fare quello per cui siamo stati pagati pagati per cosa io i soldi glieli restituisco non posso farlo non puoi farlo siamo stati pagati per credevo facesse pi freddo temevi facesse pi freddo non voglio stare qua e poi quella carne mi ha fatto acidit che male brucia tutto come laltra sera che sera faceva freddo come stasera no forse di meno per il tempo non passa mai che sonno che sonno.
Ezechiele sbadiglia. Pausa.
EZECHIELE. Elucubrare ponderare io penso non sono stupido no io penso non sono stupido solo tanto stanco tanto nervoso per mi ha colpito non mi va quando fai cos fratellino mio cosa stavo dicendo che bruciare di stomaco ah giusto la carne la carne come faceva mia mamma quando ero piccolo in verit non che ne facesse tanta costava troppo solo i giorni di festa dopo la messa che bella chiesa bianca tutta bianca tutta illuminata aveva ragione mamma come cucinava bene e guarda adesso come sono ridotto brigante tagliagole assassini gridava quella donna assassini assassini non ho dormito tutta la notte assassini c tanta gente che fa il nostro mestiere perch ha guardato proprio me e ha gridato assassini ci avevano pagati per farlo ci pagano sempre sempre io comunque gli riporter i soldi indietro ma non posso sono stato pagato e allora che faccio assassini basta stanco tanto stanco che buona la carne di mamma quando la faceva e guarda a desso come ti sei ridotto assassini.
Poggia il capo sul tronco dellalbero, chiudendo gli occhi. Pausa.
MALACHIA. Ho alzato le mani contro mio fratello ho levato le mani contro di lui perch forse non dovevo ma il capo sono io io comando io decido cosa bisogna fare cosa si deve fare e come va fatta ha messo freddo speriamo non piova come lultima volta per ci ha pagati bene e non sono tipo da rimangiarsi la parola data ho sempre fatto il mio lavoro abbiamo sempre fatto il nostro lavoro anche quando ci gridavano assassini ladri infami reietti io ho continuato a fare il mio lavoro senza lamentarmi la vita che ho scelto la vita che mi sono imposto e i miei due fratelli con me non ci separeremo mai staremo sempre assieme anche se a volte mi fanno arrabbiare evidentemente se ne sono accorti sono troppo vecchio troppo oscenamente vecchio quasi da far paura non ho pi la forza di un tempo e forse per questo che ho accettato questo lavoro forse sar il mio ultimo lavoro forse avrei dovuto tirare fuori da questimpiccio anche loro per non potevo non volevo volevo mi stessero vicino altrimenti non sarei riuscito a fare quello che mi appresto a fare un lavoro il lavoro sono troppo vecchio per continuare troppo stanco per le amorevoli attenzioni di Lilita per le continue litigate con Ezechiele siamo martiri solo martini che devono fare il proprio lavoro per soldi martiri dei soldi che devono fare il proprio lavoro.
La luce svanisce, lasciando la scena nel buio pi completo. Poi, dopo alcuni secondi, il quadro si riaccende: ancora notte. Malachia e Lilita restano seduti sotto lalbero. Ezechiele si alza e inizia a girare, stanco e annoiato, per la scena.
EZECHIELE. Non ancora passato nessuno.
MALACHIA. Porta pazienza.
EZECHIELE. Non credo passi pi nessuno. notte, e fa freddo. Non credo passera pi nessuno.
MALACHIA. Tanto da qui non possiamo ancora muoverci. Dobbiamo aspettare.
EZECHIELE. (fermandosi) Lo so, per io mi annoio.
MALACHIA. Tanto non potremmo fare diversamente.
Pausa.
MALACHIA. (guardandolo, incuriosito) A cosa stavi pensando, prima, fratellino.
EZECHIELE. Io?
MALACHIA. S, tu?
EZECHIELE. A nulla.
MALACHIA. Come nulla?
EZECHIELE. Non pensavo a niente. Non pensavo a nulla.
MALACHIA. Strano. Mi era sembrato di vederti assorto, preoccupato. (Pausa) E poi hai poggiato la testa contro il tronco.
EZECHIELE. Ero solamente stanco.
MALACHIA. Stanco?
EZECHIELE. S, di aspettare. (Pausa) Voi non vi annoiate mai?
Pausa. Malachia e Lilita si guardano.
LILITA. Abbiamo unalternativa?
EZECHIELE. S che ce labbiamo.
LILITA. E quale sarebbe?
EZECHIELE. Andarcene.
MALACHIA. Andarcene?
EZECHIELE. Potremmo prendere i soldi e scappare.
LILITA. (sbadigliando) Non possiamo.
MALACHIA. (pronto) Ha ragione lei. Non possiamo.
EZECHIELE. E perch? Siamo pur sempre dei ladri.
MALACHIA. Perch io mantengo sempre le mie promesse.
EZECHIELE. Non una promessa. solo un ingaggio.
LILITA. Un ingaggio?
EZECHIELE. S, ci hanno ingaggiati per fare un lavoro che, personalmente, ritengo privo di senso.
Malachia si alza, avvicinandosi lentamente ad Ezechiele.
MALACHIA. (sbuffando) Ancora con questa storia?
Ezechiele, memore della vicenda di prima, prontamente si scansa, aspettandosi un altro pugno nello stomaco che, per, questa volta, non arriva. Gli altri lo guardano incuriositi e perplessi.
MALACHIA. Cosa fai?
EZECHIELE. Mi aspetto un altro tuo pugno da un momento allaltro.
MALACHIA. Ma smettila. (Si avvicina al compagno, poggiandogli un braccio intorno al collo) Quello di prima stato un gesto improvviso. E poi lo sai. Io te le do quando te le meriti.
EZECHIELE. Il fatto che io non so, quando me le merito, fratello.
MALACHIA. Quando fai limbecille, ecco quando te le meriti. (Avanzano verso lalbero) Secondo te di che tipo ?
EZECHIELE. (osservando il tronco, curioso) Non saprei.
MALACHIA. Cosa non sapresti?
EZECHIELE. Di che tipo .
MALACHIA. Lalbero?
EZECHIELE. (c. s.) Esatto. Non so proprio cosa sia.
LILITA. (pronta) Forse un melo?
MALACHIA. No, troppo alto.
EZECHIELE. Un abete?
MALACHIA. (grattandosi la testa) No... troppo piccolo. E poi gli abeti non perdono mai le foglie. Guarda questo come tutto rinsecchito e storto.
LILITA. Un salice?
MALACHIA. (annuendo, con la testa) Lo sai, allinizio lo pensavo anche io, per il salice ha i rami che pendono.
LILITA. Ma tutto scheletrito.
EZECHIELE. Che fosse morto?
MALACHIA. No, solo la stagione. Questa primavera torner a fiorire. Deve essere bello, tutto fiorito. Non trovate?
LILITA. Da quando sei diventato cos poetico?
MALACHIA. Non sono poetico. Me lo sto solamente immaginando.
EZECHIELE. Con tutte le foglie?
MALACHIA. S. Deve essere bello.
Pausa. Anche Lilita si alza. Tutti osservano lalbero.
MALACHIA. Tornando al nostro lavoro, credo che dovremmo procedere come da istruzioni. Di solito seguiamo sempre la stessa procedura.
LILITA. E di solito non sbagliamo mai.
MALACHIA. Appunto. (Pausa. Guarda i suoi compagni) Avete domande?
EZECHIELE. Come faremo a farlo?
LILITA. In che senso?
EZECHIELE. (insistendo) Come faremo a fare il nostro lavoro?
LILITA. Che vuoi dire?
EZECHIELE. Siamo solamente in tre.
MALACHIA. Come al solito.
EZECHIELE. (puntualizzando) S, ma questa volta diverso.
LILITA. Diverso?
EZECHIELE. S, diverso. (Guarda il cappio) Cio, non credo che in tre riusciremo a fare quello per cui siamo stati pagati. Forse ci servirebbe una scala.
MALACHIA. E cosa ne vorresti fare di una scala.
EZECHIELE. Beh dovremmo pur trovare il modo di arrampicarci fin lass. (Indica la corda appesa al ramo) Altrimenti come faremmo a raggiungerla?
LILITA. Fratello Ezechiele non ha poi tutti i torti.
MALACHIA. (riflettendo, passandosi una mano dietro la nuca) Effettivamente non ci avevo pensato.
LILITA. Forse dovremmo aspettare che passi qualcuno, cos potrebbe darci una mano.
MALACHIA. (sbuffando) Ridicolo. Non ci serve alcun aiuto. Bastiamo noi tre. Troveremo il modo per arrampicarci sul tronco.
EZECHIELE. La vedo dura.
MALACHIA. Sei il solito pessimista.
EZECHIELE. No, dico solamente che questalbero piuttosto alto, non credo che ce la faremo a salire fino in cima. E poi c un cappio solo.
MALACHIA. E con questo?
EZECHIELE. Secondo me non basta.
Pausa. Continuano a studiare lalbero.
LILITA. Chiss che bel panorama ci sar da lass.
EZECHIELE. Dici?
LILITA. Si.
MALACHIA. Non siamo venuti qua per il panorama.
EZECHIELE. Non me ne intendo.
MALACHIA. Cosa?
EZECHIELE. Te lho detto: non me ne intendo.
MALACHIA. (a Lilita) Cos questa storia che non se ne intende?
LILITA. Lascialo fare. Anche prima mi ha risposto cos.
MALACHIA. (c. s.) Prima quando?
EZECHIELE. (intervenendo) Mentre dormivi.
LILITA. E io gi gli ho detto che nessuno si intende di panorami. Si dice che un panorama bello, quando quel panorama suscita in te delle emozioni.
EZECHIELE. (a Lilita) E con questo?
LILITA. Come con questo? Non vorrai ricominciare a discutere?
MALACHIA. Lascialo perdere. Piuttosto, troviamo un modo per arrivare fin lass.
EZECHIELE. Potevamo pensarci prima.
MALACHIA. (leggermente irritato) Questa volta non ci ho pensato, va bene? Avevo sonno e mi sono addormentato. Pu capitare. Mica vorrete farmene una colpa, spero.
EZECHIELE. Avresti dovuto pensarci prima, quando siamo stati pagati. Visto il lavoro, una scala potevi anche chiederla.
MALACHIA. (c. s.) Non ci ho pensato, te lho detto. Sono stanco.
EZECHIELE. Stai invecchiano, questo il problema.
Pausa. Malachia guarda Ezechiele.
MALACHIA. (lentamente) vero, sto invecchiando.
EZECHIELE. (a Lilita) Che ti avevo detto?
MALACHIA. (come a volersi scusare) A tutti capita di dimenticarsi qualcosa. Non potete farmene una colpa. S, sto invecchiando, e con questo? Capita di invecchiare, non lho mica scelto io. E comunque potevate pensarci voi.
LILITA. Noi?
MALACHIA. S, voi.
LILITA. Ma il capo sei tu. Sei tu che prendi le decisioni. Sei tu che decidi come e quando fare un lavoro. Noi non abbiamo mai messo bocca con le tue decisioni.
MALACHIA. E allora sar il caso di cambiare un po di cose.
EZECHIELE. Oramai non c pi tempo. Dobbiamo portare a termine questo lavoro? E sia. Per sbrighiamoci, che inizia a far freddo e non voglio passare la mia vita ad aspettare.
MALACHIA. (ridendo, verso Ezechiele) Finalmente ti sei deciso.
EZECHIELE. A fare cosa?
MALACHIA. Il lavoro.
EZECHIELE. Per forza.
MALACHIA. E tutti quei bei discorsi sullassurdit del nostro dovere, sul fatto di poter scappare con i soldi e chi s visto s visto?
EZECHIELE. Sono ancora di questo parere. Per, da solo, non potrei andare mai troppo lontano, quindi mi dovr adeguare. Facciamo questo lavoro e che non se ne parli pi.
LILITA. Bene. (Pausa) Allora, come facciamo?
Pausa. I tre briganti si guardano, spaesati, stanchi e confusi.
EZECHIELE. Non ne ho idea.
LILITA. Neppure io.
MALACHIA. Beh, per essere notte notte. Forse potremmo aspettare che si faccia lalba.
LILITA. E perch?
MALACHIA. Magari aspettando qualche idea ci sar venuta.
EZECHIELE. Secondo me serviva una scala.
MALACHIA. Secondo te! Secondo te! Non fai altro che lamentarti. Trova una soluzione piuttosto, e smettila di blaterare.
EZECHIELE. Te lho detto, ci servirebbe una scala.
MALACHIA. inutile, guarda. (Si avvicina al tronco) Vedi? robusto! Non sar poi cos difficile arrampicarcisi, no? Ma se non proviamo, non lo scopriremo mai.
EZECHIELE. Vai prima tu, allora.
MALACHIA. Come?
EZECHIELE. (alzando la voce) Ho detto, vai prima tu.
MALACHIA. Ci sento benissimo. Il mio come di prima, era una domanda retorica.
EZECHIELE. Una domanda che?
MALACHA. (insistendo) Una domanda retorica.
EZECHIELE. Non capisco.
MALACHIA. (alzando lo sguardo al cielo) Perdio!
EZECHIELE. Che centra adesso?
MALACHIA. Cosa?
Pausa. Ezechiele non risponde.
MALACHIA. Cosa, fratello mio cosa?
EZECHIELE. Non ti rispondo.
MALACHIA. Come non mi rispondi?
EZECHIELE. Mi hai fatto, di nuovo, una domanda retorica.
MALACHIA. Io?
EZECHIELE. S, tu. Io ti avevo detto di non aver capito e tu mi hai risposto imprecando il Signore. Allora ti ho chiesto cosa centrava, e tu mi hai risposto cosa. Mi sembrata una domanda retorica, come il come di prima, quando ti ho detto di salirci tu su quellalbero.
MALACHIA. (avvicinandosi minaccioso, con il fiato grosso) Come come?
EZECHIELE. Visto? Adesso me ne hai fatte due di seguito.
MALACHIA. Di cosa?
EZECHIELE . Di domande retoriche.
Malachia fa per avventarsi su Ezechiele, ma Lilita gli si para in mezzo, dividendoli.
LILITA. (urlando) Adesso basta! Non mi ci avete fatto capire pi niente. (Indicando Ezechiele) Tu smettila e tu (indicando Malachia) sali su quellalbero.
MALACHIA. (stringendo i pugni) Come stavo cercando di spiegare al nostro fratellino, io non posso salire su quellalbero.
LILITA. E perch?
MALACHIA. Perch sono vecchio, lavete detto voi. Non vorrete far salire un povero vecchio come me, su un albero cos alto. Sareste degli assassini.
EZECHIELE. Effettivamente lo siamo.
LILITA. Basta!
EZECHIELE. Beh, per lo siamo, dai.
LILITA. Ho detto basta! (Pausa) Fratello Malachia non ha poi tutti i torti. Non possiamo farlo salire sullalbero. Se cade e si fa male?
EZECHIELE. Peggio per lui.
LILITA. Come peggio per lui?
EZECHIELE. una domanda retorica?
LILITA. (isterica) No che non lo . Non una domanda retorica.
EZECHIELE. Va bene, va bene basta saperlo.
Ezechiele si scosta sulla sinistra, mentre Lilita e Malachia si siedono, esausti, per terra. Ezechiele inizia a togliersi una scarpa: vi si accanisce con ambo le mani i lacci sono particolarmente stretti sbuffando e sudando. Gli altri due lo osservano, pi per piet che per altro. Finalmente riesce a togliersi la scarpa, mettendosi ad annusarla: fa una smorfia di disgusto e poi inizia a rovistarci dentro. Lilita e Malachia si osservano, stralunati. Dopo essersi assicurato che non vi sia niente, Ezechiele risistema il piede dentro la scarpa. Tutti e tre restano immobili, per un istante, scrutando la platea; poi si fissano a vicenda. Guardano nuovamente la platea, poi si girano in direzione del tronco. Ezechiele si alza, e v nuovamente verso lalbero. Lo tocca. Pausa.
EZECHIELE. (con un ampio gesto) Non parliamone pi. (Pausa) In piedi! (Lilita e Malachia si alzano, ma restano immobili) Capisco che siamo stanchi ed assonnati. (Pausa. Li guarda) Capisco anche che questo lavoro cos assurdo che, a stento, riesco a crederci io. Vi dir, amici miei, che non posso fare a meno, per molto tempo, della compagnia dei miei simili. Ecco perch non voglio portare a termine questo lavoro. (Pausa) Ma siamo stati pagati per farlo.
LILITA. (con lo sguardo basso) Gi.
EZECHIELE. Forse non saremmo dovuti venire. (Pausa) Forse avremmo dovuto lasciar perdere.
MALACHIA. Non si pu.
LILITA. Siamo stati pagati.
EZECHIELE. (ripete lentamente) Pagati
LILITA. S, pagati.
MALACHIA. Non possiamo andarcene.
LILITA. (in un attimo di insicurezza, lo guarda) Te ne vuoi andare?
MALACHIA. (secco) No.
LILITA. E allora?
MALACHIA. Restiamo
EZECHIELE. E cosa facciamo?
MALACHIA. Aspettiamo.
EZECHIELE. (ripete lentamente) Aspettiamo
MALACHIA. Aspettiamo che si faccia lalba, come avevamo stabilito. La sera sta finendo e abbiamo avuto tutto il tempo per pensare e per prendere una decisione. Non credo ci sia nientaltro da aggiungere
LILITA. Gi.
EZECHIELE. Gi.
Silenzio. Malachia, Ezechiele e Lilita, spalle alla platea, iniziano a scrutare lalbero ed il cappio appeso alla sua estremit.
MALACHIA. Siamo stati pagati per impiccarci a questo albero. (Pausa) questo il nostro ultimo lavoro.
LILITA. Non abbiamo mai sbagliato un lavoro.
EZECHIELE. Non sbaglieremo neppure questo.
MALACHIA. Siamo stati pagati per farlo.
LILITA. Cimpiccheremo non appena far lalba.
Pausa.
EZECHIELE. Allora andiamo?
MALACHIA. Aspetteremo.
LILITA. Che si faccia lalba?
EZECHIELE. Gi.
MALACHIA. Gi.
Non si muovono. Si inizia ad intravedere lalba.
Buio.
SIPARIO.
27 gennaio 2007


