L’albero delle piume

 


Commedia in due atti e sei scene

di Paola Picasso

PERSONAGGI

Civetta Lul,

piccola civetta vanitosa e sventatella in cerca di fortuna.

Gazza,

socia in affari della civetta Lul. Abile e furba.

Colonnello Quattrocchi,

vecchio colonnello in pensione.

Generale Penna Bianca,

vecchio saggio barbagianni, dispensatore irascibile di consigli.

Capinera,

proprietaria di istituto di bellezza nel bosco.

2 Picchi,

proprietari di negozio di falegnameria. Abili intagliatori.

Comparse:

Cornacchia - Scricciolo

Pappagallo - Usignolo

Rondine - Allodola

Merlo - Passerotti vari


.... In cielo non esistono soldi.

Ci si paga con sorrisi,

con baci,

con mazzetti di viole

o fiori di campo.

E i valori pi quotati

erano la brezza della sera,

il canto degli uccelli

e lo sguardo dei bambini

nel quale ci sono tanta luce

e tanti tesori di tenerezza.

Glbert Le Mouel -

Dio nella metropolitana,

EDB Bologna

ATTO I

Scena I

Un bosco. La luce filtra tra le foglie. C' un cinguettio d'uccelli. In un angolo una civetta s'incipria il becco e si mette il rimmel alle ciglia, guardandosi in uno specchio appeso al tronco di un albero. Due uccellini entrano in scena e la civetta, vedendoli, cerca invano di attirarne l'attenzione, agitando le ali.

Civetta (in tono flautato) Buongiorno, passerotti!

(I due uccellini fingono di non aver udito e, parlottando tra loro, deviano il volo scomparendo alla vista. La civetta li segue con lo sguardo, visibilmente delusa, infine scrolla la testa e si accinge a pettinarsi il ciuffo di penne arrotolato sulla sommit del capo con un grosso bigodino. Compare un'allodola).

Civetta (con tono speranzoso e ingraziante) Ciao, amica allodola! Fermati un pochino accanto a me, faremo due chiacchiere!

Allodola (frettolosa) Non posso. Ho molta fretta, ho invitato a cena un'amica e debbo ancora preparare la torta di mirtilli! (Senza mai fermarsi attraversa tutto il palcoscenico ed esce dalla parte opposta a quella alla quale entrata).

(Quando l'allodola sparisce, la civetta guarda qualche istante nella sua direzione, poi si mette le ali sugli occhi e scoppia in singhiozzi. Pochi attimi dopo arriva un grosso gufo con un paio di occhiali rotondi sul becco e dei gradi militari appuntati sulle penne della ali. Il gufo vede la civetta in lacrime e le si avvicina).

GufoChe cosa ti successo, mia piccola civetta Lul?

Civetta (singhiozzando ancora pi. forte) Non lo so. Gufo Quattrocchi... o debbo chiamarti Colonnello? (s'interrompe, lo guarda da sott'in su, poi continua) So solo che mi sento molto confusa e infelice!

GufoE davvero non sai spiegarmene i motivi?

Civetta (aspirando forte col naso) Credo che sia perch sono sempre sola. Nessuno mi vuole bene! Nessuno vuole stare con me! Non ho neppure un'amica.

Gufo Brutt'affare, perdinci e perbacco! Ma dimmi, Lul, quali cose hai fatto per meritarti l'amore e l'amicizia?

Civetta Beh... Veramente... io... Ho sempre avuto molta cura della mia persona!

Gufo (pensieroso) Non mi pare che sia un buon motivo!

Civetta (a disagio) Mi sono sempre profumata ed incipriata per rendermi gradevole alla vista e all'odorato del mio prossimo!

Gufo Ma non ti sei mai preoccupata del cuore del tuo prossimo!

Civetta (smarrita) Per non ho mai fatto del male ad alcuno!

Gufo (allargando te ali con gesto impotente) Non sufficiente neppure questo per far nascere l'affetto e attirare le simpatie!

Civetta (sconsolata) Credo proprio di non aver fatto null'altro!

GufoEcco, dunque il motivo della tua solitudine! L'hai appena detto tu stessa: non hai mai fatto nient'altro che curarti della tua persona. Adesso tutti ti evitano e la tua un'esistenza molto triste, perch davvero doloroso vivere soli, Lul!

Civetta (con un piccolo singhiozzo) Che cosa posso fare, Colonnello Quattrocchi? Non posso andare avanti in questo modo! Voglio cambiare vita! Voglio fare fortuna, cos, quando sar ricca, torner qui e far invidia a tutti!

Gufo (scuotendo tristemente il capo) Perdinci e perbacco! Non hai capito niente, piccola civetta! Ad ogni modo io non posso consigliarti nulla, perch m'intendo solo di armi. Sai, vero, che ho combattuto valorosamente nella famosa guerra dalle quindici alle diciotto?

Civetta (indifferentemente) Ma che razza d guerra mai una che si chiama Quindici e diciotto ?

Gufo (alzando la testa con piglio orgoglioso) Una guerra lampo, iniziata alle ore quindici e terminata alle diciotto. Si tratta di una battaglia famosa come quella di Waterloo e tu, piccola ignorantella, dovresti averla studiata sul libri la scuola! (Guarda di sottecchi Lul che si nasconde dietro un'ala, poi bofonchiando prosegue) Comunque questo non c'entra! Per tornare al nostro argomento, ti dar che un solo animale, qui nel bosco, in grado di darti tutti i consigli che vuoi. Si tratta di un vecchio generale. Un barbagianni grande saggio e grande pensatore che vive al limitare del bosco, verso i monti. Puoi dirgli che ti mando io, ma fa attenzione: un vecchio irascibile e scontroso! Devi trattarlo con molto garbo ed essere gentile!

Civetta (eccitata) Lo far senz'altro! Ma, dimmi, come si chiama il vecchio barbagianni?

GufoE' il generale Penna Bianca. Non dimenticarlo perch lui tiene molto al suo nome di origine indiana!

CivettaPuoi stare tranquillo, caro Colonnello Perdinci e perb... scusa, volevo dire, Colonnello Quattrocchi. Mi comporter come si deve. Ma ora lasciami andare perch voglio raggiungere il tuo amico generale, prima di notte.

GufoQuanta fretta, perdinci e perbacco! Ad ogni modo non ti trattengo. Vai pure e buon viaggio!

Civetta(gi muovendosi verso l'uscita si volta e sventola un'ala) Addio e.... grazie di tutto! (Lul si allontana ed esce di scena. Si spegne la luce)

Scena II

Ancora un bosco, con uno sfondo diverso, su cui si vedono le cime dei monti illuminati dal sole. Di spalle, da un lato, sta un barbagianni che volta il dorso al pubblico.

La civetta Lul fa capolino tra le quinte con aria circospetta.

Civetta (parlando fra s con aria preoccupata) Oh, povera me, che sciocca sono! Ho dimenticato il nome del generale! Adesso come far a chiamarlo con garbo, senza che lui si irriti? (guardando in direzione del barbagianni tenta alcuni colpetti di tosse per attirarne l'attenzione, ma invano. Si rivolge nuovamente al pubblico, quasi a chiedere aiuto, infine fa le spallucce) Pazienza! Ormai sono qui e qualcosa tenter! Come diamine potr chiamarsi un vecchio barbagianni? Forse generale Barba, oppure Gianni? Prover ad indovinare! (Muove qualche passo in direzione del barbagianni e dopo essersi schiarita la voce, urla) Buongiorno Generale Gianni, sono la civetta Lul, amica del Colonnello Perdinci e Perbacco e sono venuta da Lei per avere un buon consiglio: che cosa posso fare per cambiare vita e cercare fortuna?

(Mentre Lul butta fuori il suo discorso tutto d'un fiato, il barbagianni si volta ruotando lentamente su se stesso. Si arresta quando le si trova di fronte e la squadra da capo a piedi. Quando la civetta ha terminato il suo discorso, cade un pesante silenzio e Lul, sotto lo sguardo fisso del barbagianni, comincia lentamente ad indietreggiare)

Barbagianni (Con voce secca e schioppettante) Primo: non mi chiamo Generale Gianni! Secondo: se sei tanto stupida da crederlo, fortuna non la farai mai! Terzo: Non conosco Colonnelli con quello sciocco nome!

Civetta (imbarazzata continuando ad indietreggiare, scivola, cade e si rialza a fatica) Mi scusi tanto, Generale... Barba!

Barbagianni (sobbalza, spalanca il becco e urla) Il mio onorato nome Penna Bianca! Sei pregata di non dimenticarlo! un ordine!

Civetta (accenna ad un inchino) La prego ancora di scusarmi, ma sono cos confusa, Generale Penna Rossa, che....

Barbagianni (pare schizzare al soffitto. Ricade a becco aperto e spalancando le ali le si avvicina) Penna Bianca, ho detto! Sei forse sorda o straparli come una cornacchia?

(Immediatamente dopo questa frase, entra in scena una cornacchia che, mettendosi a girare attorno ai due, parla con voce gracchiante).

Cornacchia Sono la cornacchia, mi avete chiamato, Signori miei distintissimi?

Barbagianni (guardandola per traverso con malagrazia) Neppure per sogno!

Cornacchia (petulante) Eppure io vi ho sentito distintamente fare il mio nome.

Barbagianni (urlando) Non continuare a ripetere le cose! Ho detto che non ti ho chiamato, "brutto pappagallo che non sei altro!

(Giunge subito in scena un pappagallo e comincia lui pure, a girare intorno al gruppetto, inseguito dagli sguardi di tutti gli altri).

Pappagallo (con voce nasale) Pappagallo... Pappagallo, avete detto... Sono qui se mi volete!

Barbagianni (voltandosi verso di lui con scatto improvviso) Ma siete tutti impazziti?!! Nessuno qui, vuole pappagalli, n tanto meno picchi oppure gazze!

(Non termina la frase che entrano in scena entrambi gli animali appena menzionati. Il picchio prende a battere furiosamente col becco contro l'albero a cui si appoggia il barbagianni, il quale, scosso dai colpi, pare in preda alle convulsioni. Finalmente, con sforzo si stacca dal tronco sussultante e fa per slanciarsi sul picchio ma questi con un saltello, cambia posizione e riprende a picchiare).

Picchio Ecco, vi dimostro: sono il picchio, il migliore lavoratore del legno che esista nel bosco! (Riprende a picchiare furiosamente. Il barbagianni gli si avventa contro ma una gazza gli taglia la strada).

GazzaE io sono la gazza, la gazza ladra. Avete bisogno di me che mi avete chiamato? Forse desiderate che vada a rubare qualcosa per voi?

(Il barbagianni sbalordito l'ascolta a becco aperto, poi comincia a girare su se stesso come un trottola. Lul. attonita e immobile. Gli altri come in attesa, solo il picchio continua a battere con il becco contro l'albero.)

Barbagianni (si ferma, mette le ali sulle orecchie e grida) Basta! Via tutti! Mi farete impazzire! Non voglio pi vedere n sentire nessuno!

Civetta (fa un passo avanti, sorride e si rimpicciolisce dal timore). Ma... ancora non mi hai detto, Generale Penna Nera, come.....

Barbagianni (interrompendola, straluna gli occhi e pare sul punto di scoppiare) BIANCA! BIANCA! BIANCA!!!!

(La confusione al massimo. Il barbagianni corre qua e l sulla scena, inseguendo or l'uno, or l'altro dei volatili, ma tutti gli sfuggono. Si spegne la luce.)

Scena III

(Si riaccende la luce. Il bosco quello dell'inizio della prima scena. Lul e la gazza, rassettandosi le piume, arrivano pi o meno contemporaneamente dalla stessa direzione. Si fermano).

Gazza (Imbronciata, pulendosi col becco) Che razza di maniere!

Civetta (sospirando) Eh, s, il generale piuttosto nervoso! Sar l'effetto della famosa guerra delle quindici e perbacco ... ma no, che dico, delle perdinci e diciotto ... no, no, neppure... delle... insomma, non. importai Sta di fatto che un generale irascibile e mezzo matto e che io non ho potuto chiedergli quello che mi premeva, dopo aver fatto un viaggio apposta!

Gazza Che cosa volevi domandargli?

Civetta (avvilita) Che cosa si pu fare per cercare fortuna!

Gazza (con aria di superiorit) Se solo per questo ti posso aiutare io!

Civetta (speranzosa, rialza la testa vivacemente) Davvero, e come?

GazzaHo in mente un'idea fantastica!

CivettaSarebbe?

Gazza (con pausa d'effetto) Sarebbe... noleggiare delle piume!

Civetta (stupefatta) Noleggiare delle piume? E a chi?

Gazza (ridacchiando con furbizia) Qui viene il bello. Io te le procuro ruband... prendendole dove so io. Tu t'incarichi di darle a noleggio oppure in vendita a chi le richiede.

Civetta (tra l'interessato e l'ammiralo) Mi pare una buona idea. Per, dove potremmo trovare il negozio adatto?

Gazza (con fare sbrigativo) Bisogner cercarlo. Vieni e diamoci da fare!

(Le due amiche s'incamminano guardandosi intorno. Di volta in volta un tronco d'albero viene illuminato, finch, nel cono di luce appare un fusto alto e diritto ma con la chioma completamente spoglia. Il tronco presenta una larga fenditura che s apre su una cavit interna. Le due amiche si accostano alla pianta secca e la esaminano girandogli intorno.)

Gazza (col becco in aria) Questo il posto adatto e questo l'albero perfetto! Sui rami spogli attaccheremo le nostre piume colorate e dentro al tronco metteremo il magazzino. Sar una meraviglia!

Civetta (con convinzione) Sei un genio!

Gazza (sorride compiaciuta, poi assume un'aria indaffarata) Prima di tutto pensiamo all'insegna. Tu sai scrivere?

Civetta(offesa) Che domande! Prima di darmi al commercio pensavo di fare la giornalista!

Gazza (sfregandosi le ali soddisfatta) Perfetto! Comincia dunque col trovare un cartello adatto e scrivici sopra l'insegna!

CivettaChe cosa dovrei scrivere esattamente?

Gazza (pensierosa) Vediamo un po'... Potremmo scrivere: Bottega delle piume, oppure... Casa della penna, o anche Supermercato del piumaggio...

Civetta (con espressione rapita) Albero delle piume...

Gazza (si volta a guardarla con esagerata meraviglia) Brava! Vedo che hai anche della fantasia! ALBERO DELLE PIUME!! Bello, suona bene! Vai e cerca una bella corteccia dove scrivere la tua frase!

(Mentre Lul s'incammina lentamente guardando il terreno attorno a s, la gazza, esce di scena. Lul sposta con le zampe alcuni pezzi di corteccia, finch non trova quello giusto: un bel pezzetto levigato e squadrato. Lul gli gira intorno poi Io afferra col becco e lo trascina in mezzo alla scena, dove, con un pezzetto di carbone comincia a disegnare le lettere arricchendole di svolazzi. Torna in scena la gazza col becco colmo di piume colorate, le deposita nella cavit dell'albero e poi si affianca a Lul per ammirare il suo lavoro.)

GazzaBel lavoro, carina! Hai davvero uno spirito artistico!

Civetta (con modestia) Grazie tante! Non male mi sembra!

(Lul afferra col becco il suo cartello e corre ad appenderlo ad un ramo dell'albero e poi beata, lo guarda dondolare lentamente.)

Gazza (sfregandosi la punta delle ali) Richiamer un mucchio di clienti!

CivettaAvremo moltissimo lavoro!

Gazza (ridacchiando) Dovremo assumere un commesso!

CivettaAnche due!

Gazza (con sorriso beato)Faremo un mucchio di soldi!

Civetta (battendo le ali dalla felicit) Ne faremo a palate!

(La gazza si allontana e Lul resta ancora ad ammirare la sua insegna con espressione sognante. Si avvicina una capinera.)

Capinera (con grazia) Buonasera, comare civetta. Permettimi di dirti che la tua insegna bellissima. Apri forse una nuova attivit?

Civetta (dandosi un po' d'importanza) proprio cos, cara Capinera!

CapineraNe sono contenta! Saremo delle ottime vicine! All'inizio vi potr essere utile mandandovi le mie clienti!

CivettaPerch? Hai un negozio anche tu?

Capinera (accennando col becco al folto del bosco) S! Un anno fa ho aperto un Istituto di bellezza. Si trova andando avanti, quattordicesimo albero a sinistra, terzo cespuglio a destra e s arrivati. Accanto a me c' il laboratorio dei due picchi. Se ascolti, potrai udire anche adesso il loro ticchettio (Lul tende l'orecchio e in effetti si ode il rumore tipico), I due picchi sono degli ottimi falegnami, ma le loro specialit sono ritratti su corteccia.

Civetta (interessante) Ritratti, hai detto? E costano cari?

Capinera (svagatamente) Veramente... Non saprei dire... A me lo hanno fatto gratis, forse perch quando inaugurarono il laboratorio, portai loro in dono un ottimo profumo al muschio.

Civetta Capisco.... io potrei portare a ciascuno di loro una bella piuma!

Capinera (sorridendo) Che idea carina (torna seria) Comunque credo davvero che quest'angolo di bosco diverr un ricco centro commerciale. Vedrete che anche voi farete buoni affari!

CivettaSperiamolo!

CapineraAllora io me ne vado. Non posso lasciare troppo a lungo la bottega vuota, le mie clienti si intristiscono ad aspettare da sole! (La capinera s'incammina continuando a parlare) I miei migliori auguri e... vienimi a trovare se ti serve la pulizia delle piume oppure una messa in piega!

CivettaGrazie tante!

(Appena la capinera scompare, Lul corre a cercare qualcosa su cui specchiarsi. Si rimira il ciuffo disfatto che le. pende sul capo e pare riflettere, poi sorride, scrolla le spalle e si mette a lavorare alacremente dentro alla cavit del tronco).

(Rientra la gazza con un altro carico di piume che deposita nella cavit).

Gazza (affannata) Il magazzino comincia a riempirsi. Ancora un paio di viaggi e sar completo. Domattina dovrai alzarti all'alba se vuoi aver gi attaccato tutte le piume per l'ora di apertura dei negozi!

CivettaHai ragione! Questa sera andr a letto per tempo. Anzi, credo proprio che andr subito a dormire perch sono molto stanca, (sbadiglia sonoramente)

Gazza Credo che anch'io seguir il tuo esempio. Gli ultimi giri per raccogliere altre piume, li far domani. Buona notte, socia, e... sogni d'oro!

Civetta (sempre sbadigliando) Sogni d'oro a te, amica mia!

(La luce ormai quasi scomparsa. Nell'arco del ciclo brilla una falce di luna e un usignolo trilla alcune note.)

(Cala il sipario.)


ATTO II

Scena I

Il sipario si riapre sulla stessa scena con cui si chiuso il primo atto. Un vago chiarore illumina il cielo. Lul e indaffarata. Molte piume di tutti colori sono gi appese sui rami dell'albero. Ve ne sono di bianche, di rosse, di color d'oro. Quando il primo raggio di sole si annuncia nel cielo, compare una rondine che si posa accanto all'albero delle piume, in ammirata contemplazione.

Rondine (Guardando verso i rami carichi) Che belle piume! Sono in vendita?

Civetta (facendosi incontro alla nuova arrivata con premurosit) Ma certo, bella rondinella. Sono esposte per questo! Puoi acquistarle o, se preferisci, prenderle a noleggio.

Rondine (indicando una piuma) Vorrei quella lass, rosso fuoco. Mi sono stancata del mio eterno bianco e nero!

(Lul stacca la penna rossa e la porge alla rondine)

RondineGrazie tante! Quanto ti debbo?

Civetta (fa un inchino sorridendo) Tre clienti!

Rondine (con espressione stupita) Tre clienti?!! Che cosa significa?

CivettaChe in pagamento dovrai portarmi tre clienti, cos il giro di lavoro aumenter!

Rondine (gi allontanandosi) Sar fatto!

(Compare un merlo nero).

Merlo (guardandosi attorno) Mi hanno detto che vendete piume colorate.

Civetta (sorridendo con aria sicura e lievemente superiore) la verit, mio caro merlo!

(Il merlo osserva attentamente tutte le piume prima di indicarne una).

MerloVorrei quella lass, che ha tanti colorii

Civetta (assentendo) una penna di pavone. Molto bella, ma vale molto!

Merlo (con espressione preoccupata) Quanto, esattamente?

CivettaAlmeno quattro penne tue!

Merlo (sollevato, si strappa rapidamente quattro penne) Ecco fatto, allora.

(Lul indica la cavit del tronco e il merlo depone le penne che si tolto. Lul gli porge sorridendo la piuma, di pavone e il merlo la prende e con un pccolo inchino si allontana. Arriva un uccellino. Lul gli si accosta mentre questo osserva l'albe-ra adorno).

CivettaBuongiorno, scricciolo, che cosa ti serve?

Scricciolo (timidamente) Potrei avere le due penne di gabbiano?

Civetta (sbirciandolo incuriosita) A che cosa ti servono?

ScriccioloA volare sul mare!

Civetta (sorridendo con aria sognante) Prendile pure!

ScriccioloQuanto debbo darti?

Civetta (con un sospiro e con voce sentimentale) Al tuo ritorno mi porterai l'odore del mare e un pizzico di sabbia. Sai, io il mare non l'ho mai visto!...

Scricciolo (saltando in aria dalla felicit) Te li porter presto!

(Lo scricciolo si allontana e compare un pappagallo).

Civetta (scorgendolo) Che cosa pu mai desiderare da me un pappagallo che possiede le piume di tutti i colori?!!

ScriccioloPer l'appunto, mi manca solo quella d'oro che vedo lass!

Civetta(stendendo un'ala in direzione dei rami) Puoi prenderla se vuoi!

Pappagallo (sospettoso) Gi, ma in cambio che cosa debbo darti?

(Lul assume un'aria pensosa e alla fine s'illumina).

CivettaPotresti rifare per me il verso di un animale!

PappagalloSe solo per questo! (Fa una pausa, si concentra e poi nitrisce pi volte)

Civetta (ridendo felice) Sei davvero formidabile! Proprio un buon pappagallo imitatore!

(Il pappagallo s'inchina, afferra la penna d'oro e si allontana. Arriva un usignolo e si avvicina).

Quale piuma ti piacerebbe avere?

Usignolo (con voce dolcissima) Quella colore dello smeraldo, ma temo che costi troppo!

Civetta Mi potrai pagare cantando una bella serenata!

Usignolo Lo far volentieri!

(L'usignolo si mette in posa e comincia a trillare varie note, Lul ascolta rapita. Quando l'usignolo si allontana, lei non se ne accorge neppure e continua a guardare il cielo con aria sognante. La gazza rientra in scena e muovendosi con vivacit fa sussultare la giovane civetta Lulu).

GazzaAllora, cara socia, com' andata la mattinata?

Civetta (con aria allegra) Ottimamente! Ho venduto quasi tutto, guarda!

(Lul indica i rami quasi spogli e la gazza osserva meravigliata le poche penne rimaste a dondolare sui rami.)

Gazza (volgendosi verso Lul) Bel lavoro, mia cara! E dimmi, quanto abbiamo guadagnato?

Civetta (trionfante) Una serenata, un'imitazione del verso degli animali, un pizzico di sabbia, quattro penne nere e tre clienti nuovi!

Gazza (gridando) Asina! Hai dato via tutte le piume e non hai neppure un soldo!

(Lul, che stava piroettando attorno felice, si ferma con una zampa a mezz'aria e assume un aspetto mortificato. China la testa e sembra piangere).

Civetta (con un filo di voce) Se vuoi sapere la verit io non so come si fa a fare i soldi.

Gazza (lievemente aggressiva e stupefatta) Non lo sai?!!!

Civetta No! Anzi, non so neppure che cosa sono i soldi. Per favore, gazza, spiegamelo tu!

Gazza Uhmm; Ehmrn; Ihmm.... Soldi.,.. Vediamo... Beh, debbo ammettere che non lo so nemmeno io. Speravo, in verit, che una civetta raccomandata ad un saggio barbagianni, sapesse come fare per arricchirsi!

Civetta (guardando l'amica con ansiet) E adesso che cosa faremo?

Gazza (grattandosi la testa con la punta di un'ala pensa intensamente) Potremmo domandare a qualcuno.

CivettaSono d'accordo con te. Ma... a chi?

Gazza (borbottando e guardandosi attorno) A chi, a chi... Ma a chiunque! Per esempio, puoi chiedere a quello stormo che sta passando in volo lass!

Civetta (aguzzando lo sguardo e facendosi portavoce con le ali) Ehi, lass dello stormo, sapreste dirci che cosa sono i soldi?

Vocina (da fuori campo) Mi dispiace, amica, ma non ho capito bene. Ripasseremo tra un anno e ne riparleremo! Addio!

(Lul sventola un'ala in segno di saluto e china la testa sconfortata. La gazza le si avvicina e battendole un'ala sul dorso la rincuora).

GazzaNon avvilirti, Lul! Adesso riposeremo un poco e poi manderemo a chiamare la capinera che forse, essendo in commercio da pi tempo, sapr dirci qualcosa di preciso.

Civetta(illuminandosi) Perbacco, gazza, hai delle idee formidabili. Potevamo pensarci prima. La capinera sapr certo aiutarci a risolvere il nostro dubbio. Cerchiamo un passerotto e mandiamolo da lei con la preghiera che ci raggiunga al pi presto!

Gazza Vieni con me allora, dobbiamo cercare un messaggero!

Civetta (slanciandosi avanti e indicando qualcuno tra le quinte) Ecco, guarda laggi, sta passando ora un passero nostro cliente. Andiamogli incontro, certo non ci negher un favore!

(Lul seguita dalla gazza si precipita fuori di scena chiamando a gran voce il passerotto. Si spegne la luce.)

Scena II

(La luce si riaccende illuminando il solito angolo di bosco dove troneggia l'albero delle piume. Lul seduta in un canto. La. gazza cammina nervosamente avanti e indietro. Arriva trafelata la capinera.)

CapineraAmiche mie, mi volevate? Sono giunta al pi presto. Vi dunque successo qualcosa?

Gazza (facendosi avanti) Grazie d essere corsa qui, cara Capinera. No, non ci successo nulla di male, solo che dopo un'intera giornata di lavoro, ci ritroviamo senza un soldo in cassa.

CapineraCapisco... Capisco...

Gazza (sbirciando la capinera e facendo cenni a Lul di avvicinarsi e partecipare al discorsi) Ora... ehmm... abbiamo deciso di chiarire la cosa e di chiedere a te, che sei esperta nel ramo del commercio, che cosa sono esattamente i soldi.

(La capinera guarda alternativamente le due amiche assentendo col capo. Lentamente il movimento della sua testa cambia e diventa un diniego).

Capinera Eh, mie care, vedete, non posso proprio aiutarvi, perch neppure io so quanto mi chiedete. Inizialmente, quando ho aperto il mio Istituto di bellezza, ho chiesto in giro agii amici, ma nessuno ha saputo spiegarmi la cosa con chiarezza.

Civetta (avanzando di qualche passo) Ma allora, come fai a farti pagare il tuo lavoro ?

Capinera (con fare vergognoso, quasi scusandosi) Mi sono regolata l, per l. A volte domandavo in compenso un po' di compagnia, oppure accettavo un invito per un t o una cena. Altre volte sono stata ospitata per l'intero fine settimana. C' chi, per la pulizia delle penne, mi porta un vasetto di vermicelli. Chi, per una messa in piega, mi regala una torta d riso. Io, vedete, mi accontento, sono felice cos.....(La capinera abbassa il capo e tace, mentre le due amiche si guardano stupite. Infine la capinera fa un saltello e riprende con vivacit) Sentite, mi venuta un'idea fresca, fresca! Guardate: (indica con un'ala) stanno arrivando i due picchi. Perch non domandare a loro? In fondo, come artigiani, sono anche loro nel commercio!

Gazza Giusto, mi pare pensata bene!

(Lul intanto s avvia a ricevere due picchi che compaiono in scena perfettamente allineati, portando sotto le ali pezzetti di corteccia di legno).

Civetta (con fare cerimonioso) Salve, cari picchi! Picchi (in perfetto coro) Buonasera, signore!

Gazza (borbotta dal suo angolo) Se lo dite voi, sar vero!

Picchi (si voltano verso la gazza contemporaneamente e parlano all'unisono con aria vagamente stupita) Che cosa diciamo noi?

Gazza (avanzando di un passo) Che la sera buona!

Picchi (sempre in coro e sempre pi meravigliati) Perch, non lo forse?

Gazza Per noi orribile! Ci siamo accorte di non sapere che cosa sono i soldi! Capirete che, per animali che sono nel commercio, non una bella cosa!

Picchi (assentendo entrambi col capo) Non una bella cosa....

Gazza (li interrompe come se non li avesse uditi) Anzi, per caso, non sapreste spiegarci voi che cosa sono questi benedetti soldi?

(I due picchi si girano contemporaneamente l'uno verso l'altro, si consultano sottovoce, fanno cenni di diniego, poi si voltano verso la gazza contemporaneamente)

Picchi (sempre in coro) Soldi? Mai sentiti nominare!

Gazza (sbuffando) Ma allora perch mai lavorate come pazzi furiosi? Vi abbiamo sentito battere il legno tutto il giorno!

(La gazza li guarda sbalordita. Apre e chiude il becco tre volte poi si avvicina a Lul).

Gazza Hai sentito? Lavorano per "la gloria!

Picchi (avanzando con perfezione, millimetrica d due passi) Certo, care signore! La gloria immortale! Nulla vale quanto la gloria! Ad ogni modo abbiamo anche la stima, l'ammirazione e la riconoscenza dei nostri clienti. Non vi pare un bel risultato? (Guardano verso Lul e la gazza che, con aria stupita assentiscono lentamente. I due picchi fanno un rigido inchino) Non possiamo dirvi niente altro, quindi vi auguriamo buon lavoro e torniamo a cercare i nostri pezzi di corteccia! (si allontanano insieme)

Gazza (si volge verso la capinera) Pazienza, andata male! Tuttavia questo dubbio comincia a darmi fastidio....

CapineraBisognerebbe conoscere qualche saggio....

Civetta (con un saltello in aria grida) Il generale Penna Viola!

Gazza Viola?

CivettaForse ho sbagliato, dev'essere: Verde!

Gazza Verde?! Non credo!

CivettaArancione?

Capinera (intromettendosi) Ma chi questo arcobaleno?

Civettae

Gazza Un saggio barbagianni! Lui davvero potr spiegarci tutto!

Civetta(continuando da sola) Per bene che ci muoviamo subito, perch se arriviamo ad un'ora scomoda per lui, capace d'infuriarsi e non risponderci!

Gazza (con energia improvvisa) Muoviamoci allora! Che aspettiamo?

(La gazza prende sotto un'ala l'amica e le due si allontanano insieme mentre la capinera le guarda scrollando il capino. Si spegne la luce).

Scena III

(La luce si riaccende sullo scenario dell'inizio della scena seconda del primo atto. l'angolo di bosco in cui vive il barbagianni. Questa volta l'uccello voltato verso le quinte e sentendo dei rumori cerca di aguzzare la vista. Appena sbucano la gazza e Lul, il barbagianni le ferma con un cenno imperativo dell'ala).

BarbagianniMia cara, sbadatissima civetta, ho appena superato un attacco d bile, fegato e frattaglie causatomi da te. Qualunque cosa tu voglia, evita di chiamarmi per nome! un ordine!

Civetta (fa un piccolo inchino) Obbedisco! Volevo solo chiederle di spiegarmi che cosa sono i soldi.

Barbagianni (guardando il cielo con aria ispirata) Soldi... denaro... quattrini... spiccioli... monete... S, i soldi sono generalmente dei pezzi di carta spiegazzata e sporca.

Civetta (avanzando di un passo) Sta scherzando, per caso?

Barbagianni (con voce severa) Io non scherzo mai, dovresti averlo imparato a tue spese. Ti ho detto la pura verit!

Civetta (con voce querula) Ma allora, se sono solo dei fogli di carta sporchi, a che cosa servono i soldi? '

Barbagianni (con un sospiro di pazienza) Ci si fa una specie d gioco. S da un pezzo d questa carta a qualcuno che lo cambia con altri pi piccoli. Dopo si mette il tutto in tasca. Nel tuo caso, potresti adoperare il becco, per riporre il denaro. Se si tratta di monete, a volte suonano tra loro ed divertente.

Civetta (stupefatta) Tutto qui?!!!

Barbagianni Pi o meno. Posso aggiungere che con i soldi puoi comprare delle cose, per esempio una casa.

Civetta Ma io abito gi nel tronco di un albero!

BarbagianniPuoi comperarti un frigorifero!

Civetta (scuotendo la testa) Non mi serve. Il mio cibo lo trovo sempre fresco, in natura.

BarbagianniDegli abiti!

Civetta (mostrando le sue penne) Ma io ho gi di che coprirmi!

Barbagianni (con cenni di impazienza) Ma allora perch ti interessi ai denaro?

CivettaPerch la gazza ed io volevamo diventare ricche!

Barbagianni (schiarendosi la voce) Ehmm, ricche.... Beh, si pu essere ricchi di tante cose, non solo di denaro! Pensateci sopra! (volta loro le spalle) Adesso andatevene, sono stanco e voglio riposare! Addio!

Civetta Addio!

(Lul si volge e s'incammina adagio. La gazza la segue dappresso pensierosa. Sullo sfondo s'intravede una rondine che le saluta, cos come uno scricciolo che passa accanto a loro sventolando le ali in segno di saluto. Poco dopo un merlo nero le incrocia).

MerloSalve, belle signore! Buona passeggiata!

Civetta (volgendosi sorride appena) Altrettanto a te, caro merlo!

(La gazza e Lul passeggiano ancora un poco in silenzio poi la gazza s ferma).

Gazza Sai dirmi a che cosa pensi, Lul?

Civetta (con voce bassa) Penso alle parole del Generale Penna Nonsocome, che davvero un grande saggio. Diventare ricchi non significa per forza pieni di soldi, ma per esempio ricchi di salute, di serenit, di gioia, oppure di affetti.... ci sono tanti modi per intendere la ricchezza!

Gazza esattamente quello che pensavo anch'io!

Civetta (ancora pensierosa) Ora, per esempio, abbiamo tanti amici, non forse una splendida cosa? Io, un tempo ero sola e davvero povera di tutto!!

Gazza (trattenendo un singhiozzo) Anch'io ero come te!

Civetta (sollevando il capo di scatto e parlando con voce eccitata) Che cosa stiamo aspettando, dunque?!! Muoviamoci! Il nostro albero spoglio e dobbiamo prepararlo per domani. Chiss quanti nuovi clienti arriveranno!

(Lul e la gazza s'incamminano di buon passo ed escono di scena. Ormai notte e nel celo brilla una falce d luna. Si spegne la luce).

Scena III

( di nuovo mattino. L'angolo di bosco quello solito, con l'albero delle piume che trionfa di color e di piume. Ricorda quasi un ambiente natalizio. L'insegna dondola in alto tra nuvole di piume colorate Lul e la gazza in estatica contemplazione deh la loro opera).

Gazza (con enfasi) Com' bello il nostro albero!

Civetta (con un sospiro felice) Com' interessante il nostro lavoro!

Gazza Come siamo fortunate!

Civetta (piroettando su se stessa) E come siamo ricche! Guarda! (indica un uccellino che sta avanzando verso di loro) Arriva il primo cliente, il primo di tanti nuovi amici!

(Mentre Lul e la gazza circondano il nuovo arrivato e gli mostrano le piume del loro albero, cala il sipario.)

F I N E

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