CIS Centro Studi Io Sono Laboratorio
Il Cis attraverso lo studio dei testi sacri orientali e occidentali e attraverso la rappresentazione teatrale di opere con contenuti spirituali promuove la conoscenza di se stessi e lo sviluppo della Coscienza.
Ci stato chiesto: perch la rappresentazione teatrale per conoscere se stessi? Cerchiamo di rispondere con semplicit:
per conoscerci fisicamente dobbiamo vederci e ascoltarci
per conoscerci emotivamente dobbiamo rifletterci negli altri
per conoscerci mentalmente dobbiamo pensarci negli Archetipi
per conoscerci spiritualmente dobbiamo ascoltarci e fare Silenzio.
Il teatro sperimentale di gruppo come ricerca del S riesce a fondere la conoscenza di s sui quattro livelli:
sul fisico con lo studio della gestualit e della voce
sullastrale con lo studio del sentimento del personaggio per lidentificazione
sul mentale con lo studio dellarchetipo che il personaggio rappresenta
sul causale con lo studio del messaggio spirituale da trasmettere (servizio).
Laltra domanda che ci stata posta questa: perch lAlchimista?
Perch questa vicenda come tutti gli altri testi da noi messi in scena rappresenta un iter iniziatico, cio un viaggio della Coscienza alla ricerca di S, vale a dire: una scalata dellAlbero cabalistico.
Percorrere insieme un iter iniziatico che culmina in una illuminazione attraverso un testo teatrale una tecnica di ricerca da noi sperimentata molto feconda: al normale processo di autoconoscenza che accompagna lo studio in gruppo di un testo di saggezza interiorizzato, sia esso testo sacro o opera di carattere spirituale, nel laboratorio teatrale si aggiunge la possibilit propria del teatro: vivere personalmente unesperienza totalizzante con laltro (la compagnia) e per laltro (il pubblico).
Ecco una definizione di Peter Brook, il regista di Mahabaratha, sulla possibilit del teatro: produrre un circuito di unintensit unica in cui le barriere possono essere rotte e linvisibile possa diventare reale affinch verit privata e verit pubblica si trasformino in ununica esperienza essenziale.
Ed ecco unaltra definizione del teatro esoterico, del teatro come ricerca iniziatica: riuscire ad esprimere con la gestualit e il suono della voce un intreccio di forze psichiche poste tra microcosmo e macrocosmo, nella simbiosi dellessere individuale con luniverso, purificate e sottilizzate a tal punto da permettere il verificarsi di quel momento particolare (Momentum) in cui la Realt spirituale, sottile, non sensoriale sia manifesta: la Realt sintetica dellArchetipo nella sua Luce di perfezione. importante che allinizio il laboratorio sia completamente aperto, che gli attori possano sentirsi liberi di dare tutto il loro apporto allo spettacolo con intuizioni, suggerimenti, interpretazioni poi, da questo materiale informe si deve scartare ci che superfluo, pesante, per lasciare la forma che dovr essere lo stesso testo, ma illuminato cio reso chiaro, luminoso, radiante; sapendo che quello che si fa o si dice non la verit, ma un umile tentativo di esprimerla
Il laboratorio come una partita di calcio: mesi di allenamento per ununica partita con il pubblico e quello che diverr il nostro risultato finale sar proprio la nostra capacit di farci uno con gli spettatori per offrire loro in una forma concentrata lesperienza profonda maturata in mesi di lavoro con le nostre parole, i nostri gesti, i nostri silenzi: la nostra carica spirituale.
Quando si legge un romanzo in genere ci si identifica col protagonista, noi invece ci identificheremo di volta in volta con ogni personaggio e ogni situazione dellAlchimista; lo metteremo sullAlbero cabalistico.
Mettere un libro sullAlbero significa ritrovare le corrispondenze interiori tra i personaggi e le situazioni e le nostre qualit e realt.
Santiago: tutto lAlbero (glifo)
Mano che ha scritto tutto = Causale (Daath)
Alchimista Generale = Mentale (Chesed Gheburah)
Capo villaggio =
Melkisedeck = (Tiphereth)
Fatima Inglese = Astrale (Netzach Hod)
Mercante cr. =
Bimbo del sogno = (Yesod)
Zingara Pecore = Fisico (Malkuth)
Con-prendendo in s tutti i personaggi ci si trover ad affrontare tutti gli archetipi che il libro contiene; inizia cos il viaggio.
Il primo incontro provocatorio labbiamo con il prologo: perch lautore ha posto allinizio del suo romanzo il mito di Narciso? E perch non il mito classico, ma una versione moderna rivista da Oscar Wilde? E in noi, chi Narciso? E la Ninfa e il Lago? Una volta che abbiamo approfondito il significato interiore che riusciamo a percepire, come rendere teatralmente tale significato?
cominciato il laboratorio. Partendo dalle pecore di Santiago arriveremo alla Mano che ha scritto tutto, proprio nella classica risalita dellAlbero cabalistico.
E non dimentichiamo che mentre saliamo lalbero per un verso, contemporaneamente lo percorriamo anche in discesa: dalliniziale idea di fare lAlchimista al giorno della rappresentazione tutto un fiorire di successive emanazioni, secondo la tabella cabalistica che qui riportiamo
1 Chockmah = Inspirazione = Creazione dellidea
2 Binah = Espressione = Progetto definitivo
3 Daath = Concezione = Elaborazione
4 Chesed = Realizzaz. = Costruzione
5 Gheburah = Mobilitaz. = Messa in moto
6 Tiphereth = Animazione = Attivazione
7 Netzach = Evoluzione = Adattamenti
8 Hod = Oscillazio. = Stabilizzazione
9 Yesod = Riflessione = Ripercussione
10 Malkut = Materializ. = Opera realizzata.
La tavola di smeraldo di Hermes
Trismegisto padre dei filosofi
vero senza menzogna, certo e verissimo.
Ci che in basso come ci che in alto e ci che in alto come ci che in basso per fare i miracoli della cosa una.
E poich tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, cos tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento.
Il Sole suo padre, la Luna sua madre, il Vento lha portata nel suo ventre, la Terra la sua nutrice. Il Padre di tutto, il Telesma di tutto il mondo qui. La sua forza o potenza intera se essa convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori.
Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ci loscurit fuggir da te.
la forza forte di ogni forza: perch vincer ogni cosa sottile e penetrer ogni cosa solida. Cos stato creato il mondo. Da ci saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo qui.
perci che sono stato chiamato Hermes Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo. Ci che ho detto delloperazione del Sole compiuto e terminato.
Santiago de LAlchimista sullAlbero della Vita
Personaggi
Narciso, Lago ..
Ninfa .
Santiago .
Zingara .
Melkisedeck .
Mercante .
Inglese .
Fatima
Capo villaggio .
Alchimista .
Generale .
Voci .
Narratore
Mano che
ha scritto
Tutto
Generale Alchimista
Capo vill.
Melkisedeck
Inglese Fatima
Mercante cr.
Bambino
Zingara
Lago Ninfa
Pecore
Narciso
LALCHIMISTA
di Paulo Coelho
riduzione teatrale CIS
Prologo: il mito di Narciso .
Da dietro il sipario calato sbuca fuori Narciso. mascherato e tiene in mano una maschera uguale a quella che porta sul viso. Si specchia in quella della mano fino a che cade in essa ( tutta una mimata che si conclude con due maschere sovrapposte in viso) ora Narciso il lago (la 2 maschera) e mima un pianto. A questo punto da dietro il sipario sbucano le ninfe del bosco (una o pi).
Ninfa : perch piangi amico mio?
Lago : piango perch Narciso, mentre cercava di afferrare la sua immagine riflessa sulle acque del felice lago che ero, scivolato dentro di me ed morto annegato.
Ninfa : povero Narciso! Pensa, io lho sempre rincorso per i boschi, ma non sono mai riuscito a vederlo, mentre tu sei lunico che ha potuto contemplare da vicino la sua bellezza.
Lago : perch Narciso era bello?
Ninfa : Ma, tutti i giorni non si specchiava egli sulle tue acque?
Lago : certamente.
Ninfa : e allora perch mi chiedi se era bello, e soprattutto, perch piangi per lui?
Lago : vedi, io piango per Narciso, ma non mi ero mai accorto che fosse bello. Piango per Narciso, perch tutte la volte che si sdraiava sulle mie sponde, io potevo vedere riflessa nel fondo dei suoi occhi la mia bellezza:
..
Quando si apre il sipario Santiago dorme accanto alle sue pecore disposte su di un piano (sono modellini di piccole dimensioni). Piano piano le luci significano lalba. Si sveglia, si stiracchia, prende il bastone (una piccola canna) e una ad una le sveglia tutte.
Santiago: Su sveglia, sveglia dormiglionela notte finita. Dobbiamo sbrigarci a rincorrere questoggi, perch sapete bene che, ancora quattro giorni, e la rivedr.
(si avvicina alle pecore e confidenzialmente)
passato quasi un anno stavo l, seduto sul marciapiedi con un libro in mano (prende un libro dalla bisaccia e si siede) cos, quando una voce mi fa:
Voce: non pensavo che i pastori sapessero leggere.
Come hai imparato?
Santiago: (rivolgendosi alle pecore) era la figlia del commerciante di tessuti che comprava la lana delle mie pecore, la vostra lana, ricordate?
(ora rivolgendosi alla quinta da cui viene la voce)
Come vuoi che abbia imparato, se non a scuola, come tutti?
Voce: ma allora, se sai leggere, perch sei soltanto un pastore?
(a questa domanda non risponde perch si rivolge alle pecore mentre posa il libro e cambia posizione)
Santiago: Ricordo di non aver risposto a questa domanda, perch continuavo a fissare quegli occhietti mori, mentre provavo qualcosa che non avevo mai sentito prima. Certo, un anno tanto e se mi avesse dimenticato? Non voglio pensarci proprio. Anzi parliamo daltro Ve lho mai raccontato che mio padre voleva che mi facessi prete? E di quella volta che andai da lui, e
(si alza e con portamento fiero si rivolge alle quinte)
Voce: Che c figliolo, cosa vuoi?
Santiago: Padre, sono venuto a dirti che non intendo farmi prete.
Voce: E perch mai figlio mio?
Santiago: Perch io voglio viaggiare e conoscere il mondo.
Voce: Ma dalle nostre parti, a viaggiare sono solo i pastori.
Santiago: E allora vuol dire che far il pastore (si riaccovaccia e si rivolge alle pecore)
cos mi diede tre monete doro e con quelle ho comprato voi. Da allora, tutto quello che possiedo qui: una giacca, un libro, voi. Adesso basta coi ricordi, vi legger un po di libro e poi, al tramonto, incontreremo la vecchia.
(apre il libro e bisbiglia alle pecore)
Narratore: Si trattava di una vecchia zingara a cui Santiago voleva chiedere di interpretare il sogno che aveva fatto l, in quella chiesa abbandonata dove aveva appena trascorso la notte con le sue pecore. Sogno che gi aveva fatto unaltra volta.
(entra la vecchia zingara, si avvicina al ragazzo e gli legge la
mano)
Vecchia: Interessante, molto interessante.
Santiago: Ma io non sono venuto per
Vecchia: si, lo so, non sei venuto per farti leggere la mano, ma per conoscere i sogni.
(il ragazzo allibito ritira la mano. La vecchia gli fa cenno di
sedersi)
Eh s, i sogni sono il linguaggio di Dio!
Quando Egli parla il linguaggio del mondo io posso interpretarlo. Ma se Egli parla il linguaggio della tua anima, puoi comprenderLo soltanto tu.
(gli fa cenno col la mano di raccontare)
Santiago: Ho fatto lo stesso sogno due volte di seguito
Mi trovavo in un pascolo con le mie pecore ed ecco che appare un bambino che comincia a giocare con esse (indica le pecore). Poi, allimprovviso, mi prende per mano e mi conduce fino alle piramidi dEgitto e mi dice: se verrai fin qui troverai un tesoro nascosto, ma quando stava per indicarmi il luogo esatto, mi svegliavo.
(la vecchia rilegge la mano al ragazzo, quindi)
Vecchia: Adesso non voglio niente, ma se lo troverai mi darai un decimo del tesoro.
Santiago: S va bene, ma che vuol dire il sogno?
Vecchia: No, non cos. Prima giura, giura che mi darai un decimo del tuo tesoro in cambio di quanto ti dir.
Santiago: Ah si, certo: giuro che ti dar un decimo del mio tesoro.
Vecchia: No, non cos. Devi mettere la mano sul cuore e poi giuri.
Santiago: (ubbidisce) giuro che avrai un decimo del mio tesoro.
Vecchia: Questo un sogno che appartiene al linguaggio del mondo, posso perci interpretarlo, anche se linterpretazione molto, molto difficile (con enfasi) ebbene, tu dovraiandare fino alle piramidi dEgitto, e l troverai un tesoro.
Santiago: E come arriver in Egitto?
Vecchia: Questo non posso saperlo. Io so solo interpretarli i sogni, non so proprio come trasformarli in realt.
Santiago: E se non arriver in Egitto?
Vecchia: Io non verro pagata.
Su, adesso vai, perch ti ho gi dedicato fin troppo tempo.
Narratore: Il ragazzo se ne and via deluso e deciso a non credere mai pi nei sogni. Cominci a leggere un libro che aveva ricevuto da un prete. Quando finalmente riusc a immergersi nella lettura, un vecchio gli si sedette accanto.
Melkisedeck: Sono stanco ed assetato ragazzo, mi daresti un po di vino?
(il ragazzo gli offre la bottiglia mentre continua a
leggere. Il vecchio beve e gli rid la bottiglia)
Melkisedeck: Che libro leggi?
(Santiago gli porge il libro, che il vecchio guarda da
ogni lato)
Mmm un libro importante questo, ma molto noioso. Parla di qualcosa di cui parlano tutti i libri, dellincapacit della gente di scegliere il proprio destino. E conclude facendo in modo che tutti credano alla menzogna pi grande del mondo.
Santiago: Qual la menzogna pi grande del mondo?
Melkisedeck: questa: che a un certo momento della nostra esistenza, perdiamo il controllo della nostra vita, che comincia cos ad essere regolata dal destino. questa la menzogna pi grande del mondo.
Santiago: A me non accaduto. Volevano che facessi il prete. Ma io ho deciso di fare il pastore. Ditemi, da dove venite?
Melkisedeck: io vengo da molti luoghi.
Santiago: Ma ognuno di noi pu essere originario di un luogo solo.
Melkisedeck: Beh allora possiamo dire che io sono nato a Salem.
Santiago: E che cosa fate a Salem?
Melkisedeck: Che cosa faccio a Salem? Ma io sono il re di Salem.
Il mio nome Melkisedeck.
Dimmi, quante pecore possiedi?
Santiago: Quante ne sono sufficienti.
Melkisedeck: in questo caso, se hai appena quello che basta a te stesso, non posso aiutarti.
Santiago: Mi ridate il mio libro? Adesso devo proprio andare.
(il vecchio gli porge il libro ma non lo molla)
Melkisedeck: Dammi un decimo delle tue pecore e io ti insegner come raggiungere il tesoro nascosto.
Narratore: Prima che il ragazzo potesse dire alcunch, il vecchio si chin, afferr un ramoscello e cominci a scrivere.
Mentre si chinava, qualcosa gli brill sul petto, con tanta intensit che quasi abbagli il ragazzo.
Santiago, su quella sabbia lesse la storia della propria vita fino a quel momento: le fredde notti in seminario, il nome della figlia del commerciante che neppure lui conosceva. Lesse cose che non aveva mai raccontato a nessuno. Anche della sua prima e solitaria esperienza sessuale.
Santiago: Perch mai un re parla con un pastore?
Melkisedeck: per varie ragioni. Ma diciamo che la pi importante che tu sei stato capace di realizzare la tua Leggenda personale.
Santiago: Cos la leggenda personale?
Melkisedeck: la leggenda personale quello che hai sempre desiderato fare, quella cosa che rappresenta la tua missione sulla terra.
Santiago: Anche se si tratta soltanto di viaggiare? O di sposare la figlia di un commerciante di tessuti?
Melkisedeck: oppure di cercare un tesoro. Lanima del mondo alimentata dalla felicit degli uomini. Realizzare la propria Leggenda Personale il solo dovere degli uomini. Tutto una cosa sola. E quando tu desideri qualcosa, tutto luniverso cospira affinch tu realizzi il tuo desiderio.
Santiago: perch parlate di queste cose proprio con me?
Melkisedeck: perch tu cerchi di vivere la tua Leggenda Personale e stai per cedere.
Santiago: e voi comparite sempre in momenti simili?
Melkisedeck: non sempre: talvolta sono una buona via duscita; talaltra, una buona idea, e cos via. Ma la maggior parte delle persone non se ne accorge neppure.
Se vuoi sapere qualcosa del tuo tesoro, devi cedermi un decimo delle tue pecore.
Santiago: Non va bene un decimo del tesoro?
Melkisedeck: se cominci a promettere quanto ancora non possiedi finirai per perdere la voglia di ottenerlo.
bene che tu impari come tutto nella vita abbia un prezzo. questo che tentano di insegnare i guerrieri della luce.
Portami un decimo del tuo gregge e ti insegner come trovare il tesoro nascosto. (fa un cenno di saluto e va).
(il ragazzo irrequieto, cerca di leggere il libro ma non ci riesce.
Si mette accovacciato e parla con le sue pecore)
Narratore: (effetto vento sul ragazzo) il levante prese a soffiare pi forte, ed il ragazzo cominci ad invidiare la libert del vento, e avvert che poteva essere come il vento. Niente lo impediva, se non lui stesso. Pecore, commerciante, campi dellAndalusia, erano solo i passi della sua Leggenda Personale.
(il ragazzo saddormenta stanco vicino alle sue pecore
il giorno dopo: si sveglia, consegna parte delle pecore a due mani che sbucano dalle quinte, ne riceve del denaro e aspetta. Dopo un po arriva il vecchio Melkisedeck.)
Santiago. Come vedete ho venduto tutte le altre pecore: un mio amico le ha comprate perch pare ne avesse un gran bisogno.
Melkisedeck: Si chiama Principio Favorevole: il principiante vince sempre.
Santiago: E perch?
Melkisedeck: perch la Vita vuole che tu viva la tua Leggenda Personale.
(il vecchio comincia ad esaminare le pecore che gli spettano)
Santiago: dov il tesoro?
Melkisedeck: il tesoro in Egitto e si trova vicino alle piramidi. Per arrivare fino al tesoro devi solo seguire i segnali che Dio ha scritto nel mondo per te.
(il vecchio apre il mantello e dal pettorale doro stacca due
pietre, una bianca e una nera)
prendi, si chiamano Urim e Tumim, la pietra bianca vuol dire si, la pietra nera vuol dire no. Quando non riuscirai a scorgere i segnali esse ti aiuteranno. Non dimenticare che tutto una Cosa Sola. Non dimenticare il linguaggio dei segnali, e soprattutto non dimenticare di andare fino in fondo alla tua leggenda personale.
(gli impone le mani sulla testa e va)
Narratore: Melkisedeck non avrebbe mai pi rivisto il ragazzo, proprio come non aveva mai pi rivisto Abramo dopo aver avuto la decima parte dei suoi averi. Era questo, infatti, il suo compito. Il ragazzo stava navigando verso lAfrica, sul cui suolo mise piede appena due ore dopo. Proprio nei pressi del porto una voce in spagnolo gli chiese
Voce: chi sei?
Santiago: come mai parli spagnolo?
Voce: quasi tutti parlano spagnolo qui, siamo a due ore appena dalla Spagna. Dimmi, perch sei venuto qui in Africa?
Santiago: devo raggiungere le piramidi, e vorrei che qualcuno mi ci accompagnasse. Vuoi essere la mia guida? Posso pagarti bene sai.
Voce: Ma per arrivare alle piramidi devi attraversare tutto il deserto, e per farlo ci vogliono soldi. Voglio sapere se ne hai abbastanza.
(Santiago mette le mani in tasca e tira fuori tutto il denaro
che ha. Lo mostra al ragazzo arabo.)
Vedo che sei ben fornito. Bene, ti far da guida. Potremmo arrivare alle piramidi domani, ma ho bisogno di comprare due cammelli.
(Santiago gli consegna tutto il denaro. Quindi si rivolge
al pubblico.)
Santiago: mi disse proprio cos: ho bisogno di comprare due cammelli e cinque minuti dopo, approfittando di una mia distrazione, mi rub i soldi confondendosi fra la gente del mercato.
Narratore: Santiago si ricord di come il mattino prima si trovava in un altro continente, che era un pastore ed aveva un appuntamento con una ragazza. Mentre ora, senza un soldo vagava in una terra straniera di cui non conosceva la lingua.
(Santiago apre la bisaccia e tira fuori soltanto un libro, la giacca, e le due pietre che gli aveva dato il re di Salem. Le guarda attentamente, le tasta con cura, quindi)
Santiago: Voglio sapere se la benedizione del vecchio mi segue ancora (rimette le pietre nel sacco, ne estrae una, la bianca)
Narratore: la pietra bianca gli aveva detto si, e fu cos che si tranquillizz e riusc ad addormentarsi nel bel mezzo del mercato e quando si risvegli il mattino dopo era sereno ed in grado di riconoscere se ogni persona incontrata fosse vicina o lontana dalla propria Leggenda Personale: se in faccia mostrava contentezza per quello che faceva, lo era.
(entra in scena il mercante di cristalli.Mette un po di
merce su un piano e comincia a sistemarla per la vendita.
Santiago gli si avvicina)
Santiago: Potrei pulire questi vasi se volete, cos impolverati non li comprer nessuno. In cambio mi pagherete qualcosa da mangiare.
(il mercante lo osserva senza dire si o no. Il ragazzo tira fuori
la giacca dalla bisaccia e comincia a pulire. Quando
finisce )
Mercante: Non cera bisogno che pulissi niente, perch la legge del Corano ci obbliga a dare da mangiare a chi ha fame.
Santiago: ma allora perch me lo avete lasciato fare?
Mercante: perch i cristalli erano sporchi. E sia tu che io avevamo bisogno di ripulirci la mente dai brutti pensieri. Vorrei che lavorassi nel mio negozio. Mentre pulivi i vasi, sono entrati due clienti. Un buon segno.
Santiago: Pulir tutti i cristalli del negozio fino a notte fonda. In cambio mi darai i soldi per raggiungere lEgitto domani.
Mercante: Ma nemmeno se pulissi i miei cristalli per un anno, ti basterebbero i soldi: da qui alle piramidi ci sono migliaia di chilometri di deserto.
(un attimo di silenzio)
Posso darti giusto i soldi per tornare al tuo paese, ragazzo mio.
Santiago: lavorer per voi. (pausa) Ho bisogno di soldi per comprare un po di pecore.
(comincia a rispolverare i cristalli.Dopo un po)
Perch non fate costruire una vetrina per i cristalli. Si potrebbe mettere allesterno, in modo da attirare i clienti.
Mercante: perch vuoi mettere la vetrina?
Santiago: Quando la fortuna sta dalla nostra parte, dobbiamo approfittarne e fare di tutto per aiutarla. Si chiama Principio Favorevole. Io voglio tornare al pi presto dalle mie pecore. (pulisce i vasi mentre il narratore parla)
Narratore: quel giorno il mercante diede al ragazzo il permesso di costruire la vetrina (un cubo piccolo posto pi in l di un cubo pi grande), che in pochi mesi port nuovi clienti al negozio. Intanto Santiago imparava larabo, il commercio, il linguaggio senza parole, ed i segnali. Ricordati di sapere sempre quello che vuoi gli aveva detto il Vecchio.
Santiago: Mettiamoci a vendere del t per i passanti.
Mercante: ce ne sono molti qui che vendono il t.
Santiago: ma noi possiamo venderlo in bicchieri di cristallo; cos apprezzeranno il t e compreranno i cristalli. Perch quello che affascina maggiormente gli uomini la bellezza.
(il mercante ci pensa un po su)
Mercante: Maktub.
Santiago: che significa?
Mercante: dovresti essere nato arabo per capirlo. Vuol dire pressappoco come scritto. Maktub. Puoi cominciare a vendere il t nei vasi di cristallo.
(mentre il ragazzo mima in qualche modo tale vendita)
Narratore: Trascorsero i mesi ed il commerciante si arricch, mentre il ragazzo era riuscito a mettere da parte il denaro che gli occorreva per comprare un gregge.
Santiago: Me ne vado via oggi (tira fuori dalla tasca il denaro) Ho il denaro che serve per comprare le pecore, e Voi ne avete per andare alla Mecca. Ma prima di partire chiedo la vostra benedizione.
Mercante: sono orgoglioso di te, hai portato unanima nel mio negozio di cristalli. Ma sai bene che io non andr alla Mecca. Come sai che tu non ricomprerai le pecore.
Santiago: chi ve lo ha detto
Mercante: Maktub.
(gli impone le mani e lo benedice)
(Santiago ricontrolla il contenuto della bisaccia: il libro, la giacca, le due pietre)
Santiago: Potr sempre tornare a fare il pastore, conosco le pecore e non dimenticher mai come sono. Ma forse non mi si presenter pi unaltra occasione per andare alle piramidi dEgitto. Mi unir alla carovana e riprender la marcia verso il tesoro.
Narratore: io sono sempre vicino a coloro che vivono la propria Leggenda Personale gli aveva detto il vecchio re.
(intanto Santiago giocherellava con Urim e Tumim.
Entra in scena linglese)
Inglese: Urim e Tumim! Non sapevo che ve ne fossero in questa parte del mondo.
Santiago: il regalo di un re.
(linglese mette una mano in tasca e trae due pietre simili)
un re saggio che si degnato di parlare con me, un semplice pastore.
Inglese: i pastori sono stati i primi a riconoscere un re che il resto del mondo rifiut di riconoscere.
detto nella Bibbia che queste due pietre, Urim e Tumim, rappresentavano lunica forma di divinazione consentita da Dio. Le portavano i sacerdoti incastonate in un pettorale doro. Forse un segnale.
Santiago: chi vi ha parlato di segnali?
Inglese: nella vita tutte le cose sono segnali. Luniverso costituito da una lingua che tutti comprendono, ma che stata ormai dimenticata.
Io sto cercando questo linguaggio universale. Sono qui per incontrare un uomo che conosce questo linguaggio universale. Un alchimista.
Narratore: Il ragazzo e linglese avevano comprato due cammelli. Le coincidenze non esistono, aveva detto linglese, ed il ragazzo sapeva benissimo di cosa stava parlando: essere pastore, sognare una cosa, trovarsi in Africa, incontrare un re, essere derubato, incontrare un mercante di cristalli.
Quanto pi ci si avvicina al sogno, tanto pi la Leggenda Personale comincia a diventare la vera ragione di vita.
Santiago aveva gi raccontato la storia della sua vita allinglese il quale sottoline:
Inglese: Nellalchimia si parla di un principio che muove tutte le cose, esso chiamato lAnima del Mondo. Quando desideri qualcosa con tutto il cuore, sei pi vicino allAnima del Mondo, che sempre una forza positiva.
Santiago: ho osservato la carovana avanzare nel deserto. Carovana e deserto parlano la stessa lingua, e perci lui le consente di attraversarlo.
Ho visto come le guide leggono i segnali del deserto e come lanima della carovana parla con lanima del deserto.
Inglese: bisogna che anchio presti pi attenzione alla carovana.
Santiago: e bisogna che io legga i vostri libri.
Narratore: (mentre linglese mostra i libri) erano libri strani. Parlavano di mercurio, sale, zolfo, re, draghi, ma lui non riusciva a capire nulla. Eppure unidea si ripeteva in quasi tutti i libri: tutte le cose erano manifestazione di Una Cosa Sola. Scopr che il testo pi importante dalchimia era composto solo di poche righe.
Santiago: ma allora perch tanti altri libri?
Inglese: questi sono stati scritti per capire queste poche righe della Tavola di Smeraldo.
(linglese continua a mostrargli libri)
Narratore: Il ragazzo scopr che la parte liquida della grande opera si definiva elisir di lunga vita, e che la parte solida, invece, era chiamata Pietra Filosofale, di cui poche schegge bastavano per trasformare in oro grandi quantit di metallo. Ma quando leggeva il procedimento per ottenere la grande opera si smarriva in disegni, istruzione in codice e testi oscuri.
Intanto correva voce che la guerra fra i clan, nel deserto, era cominciata.
Voce: oasi, oasi!
Inglese: finalmente ce labbiamo fatta.
Narratore: lalchimista vide arrivare la carovana. Sapeva che in essa cera luomo a cui doveva svelare parte dei propri segreti. Glielo avevano detto i segnali. Ancora non conosceva questuomo, ma i suoi occhi esperti lo avrebbero riconosciuto appena lo avessero visto. Pensava: non so perch queste cose devono essere trasmesse da bocca a orecchio. Non certo perch sono segrete. Forse perch sono costituite di Vita Pura, e difficilmente si riesce a cogliere questo tipo di Vita con pitture o parole.
Santiago: (allinglese) Non riesco proprio a crederci: nei libri avevo letto che loasi era un pozzo circondato da palme. Qui, invece, i pozzi sono centinaia, e loasi grande quanto un paese della Spagna.
Inglese: Sai, mi ha detto il cammelliere, che le oasi sono sempre considerate terreno neutro perch abitate per lo pi da donne e bambini, e che non c nulla da temere per le guerre fra i clan.
Santiago: Sentite invece cosa mi hanno detto i segnali che Dio ha posto sul mio cammino: tanto pi tavvicini al tuo sogno, tanto pi le cose diventano difficili, e quindi, tanto pi ci vuole perseveranza e coraggio in colui che cerca la propria Leggenda Personale.
Inglese: quello che mi dici interessante, ma adesso devi farmi un grosso favore: ho bisogno che tu maiuti a scoprire dove vive lalchimista.
Santiago: certamente, ma come faremo?
Inglese: cominceremo col chiederlo a qualcuno, e considerato che parli larabo meglio di me, chiederai tu (indica col dito una persona dietro le quinte).
Santiago: Saprebbe per favore dirmi dove vive lalchimista di questa oasi?
Voce: non ne ho mai sentito parlare ragazzo. Per tu sicuramente ignori che non lecito parlare, nel deserto, alle donne vestite di nero, perch esse sono sposate. Qui le tradizioni vanno rispettate, quindi non farlo mai pi.
Santiago: La cosa si fa difficile amico mio, perch in giro non vedo altro che donne vestite di nero e bambini.
Sapete, io non avevo mai sentito parlare, prima, di alchimisti, altrimenti cercherei di aiutarvi meglio.
Inglese: quello che mi dici mi ha fatto venire unidea: forse qui non sanno nemmeno cosa vuol dire alchimista, quindi sai che farai? Chiederai delluomo che cura tutte le malattie al villaggio.
Santiago: (ad una persona verso le quinte) scusate signore, conoscete qualcuno che cura le malattie nel villaggio?
Voce: Allah cura tutte le malattie. Ma dimmi, perch vuoi conoscere questuomo?
Santiago: perch il mio amico in viaggio da lunghi mesi solo per incontrarlo.
Voce: un tal uomo deve essere certamente molto potente. Inutile cercarlo, perch un uomo cos gli incontri li decide solo lui. Addio ragazzo, che Allah ti assista.
Inglese: Finalmente ci siamo ragazzo, la pista quella giusta.
Santiago: ma non ci ha detto nulla di preciso quel vecchio! Adesso chieder a questa ragazza che savvicina qui al pozzo.
(Intanto linglese va via. Entra Fatima. questo un momento
importante: Santiago incontra la propria Anima: mimata.
Santiago mette la maschera che Fatima mascherata allo stesso
modo gli passa. Simboli di Sale Mercurio e Zolfo)
Narratore: in quel momento fu come se il tempo si fermasse, e lANIMA del MONDO sorgesse con tutta la sua forza davanti al ragazzo. Quando guard gli occhi di lei comprese la parte pi importante e pi saggia del Linguaggio del mondo che chiunque era in grado di capire con il proprio cuore. E si chiamava Amore.
Ma ecco il segnale: le labbra della giovane decisero di accennare un sorriso: il segnale che il ragazzo aveva atteso tutta la vita, che aveva ricercato nelle pecore e nei libri, nei cristalli e nel silenzio del deserto.
Non doveva capire altro: si trovava di fronte alla donna del suo cuore.
Era quella una straordinaria certezza: tutte le cose sotto il sole sono state scritte dalla stessa Mano, la Mano che risveglia lAmore e che ha creato unanima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole.
Maktub, pens il ragazzo.
(dopo la mimata i due si tolgono la maschera)
Inglese: (scotendo il ragazzo) chiedilo a lei; chiedile se sa dove vive lalchimista.
Santiago: come ti chiami?
Fatima: mi chiamo Fatima.
Santiago: dimmi Fatima, sapresti dirmi dove vive luomo che cura tutte le malattie qui nel villaggio?
Fatima: oh s, uno che conosce i segreti del mondo e parla coi demoni del deserto. Vive l, verso sud. Ma adesso devo andare. Mi aspettano per lacqua.
(Linglese va in cerca dellalchimista. Santiago gioca con le due
maschere lasciate l da Fatima)
Narratore: conosciuta la Materia Prima: LAMORE che muove il Sole e le altre stelle, il ragazzo, acceso ormai dalla segreta fiamma, dalla Vita Pura che mai potr essere compresa con il solo intelletto nei libri, entrato nel laboratorio, pur senza sapere quello che deve fare fa quello che deve fare.
(giochi di separazione, sublimazione, unione simbologie di
colori, animali rappresentanti fasi dellOpera, ecc Dopo un
bel po arriva linglese.)
Inglese: lho aspettato tutto il pomeriggio e tutta la sera. Poi improvvisamente arrivato e gli ho detto che lo stavo cercando. Allora lui mi ha domandato se avevo gi trasformato il piombo in oro. Ma io gli ho risposto che era proprio ci che volevo apprendere. E infine lui mi ha detto di tentare. Solo questo: tenta.
Santiago: E allora tenterete, spero.
Inglese: giusto quello che far. E comincer subito. (va).
Santiago: (giocando con un secchio aspetta Fatima al pozzo. Entra Fatima)
sono venuto qui al pozzo per dirti una cosa importante. Voglio che tu sia mia moglie. Ti amo.
(la giovane non risponde)
Ti aspetter qui tutti i giorni. Ho attraversato il deserto in cerca di un tesoro che si trova vicino alle piramidi. La guerra che maledicevo ora la benedico, perch mi fa stare accanto a te.
Fatima: un giorno la guerra finir.
Santiago: Non importa: tu sei pi importante di ogni tesoro.
Fatima: I guerrieri cercano i loro tesori, e le donne del deserto sono orgogliose di loro.
(si ode la voce fuori campo del capo carovana)
Capo car.: ( dopo un suono di corno) ascoltate! il capo carovana che vi parla. Non sappiamo quando la guerra finir, perch i combattimenti potranno durare per lungo tempo, forse per anni. Non questa una guerra fra buoni e cattivi: una guerra tra forze che combattono per lo stesso potere, ed Allah con tutte e due le parti.
Fatima: tu, prima mi hai dichiarato il tuo amore. Poi mi hai insegnato tante cose belle come il Linguaggio e lAnima del Mondo. A poco a poco tutto questo mi ha fatto diventare parte di te (allusione ad unoperazione alchemica)
Poi mi hai parlato dei sogni, del vecchio re e dei segnali, cose che ti hanno condotto fino a me. Adesso io appartengo al tuo sogno, alla tua Leggenda Personale. Perci desidero che tu prosegua il tuo viaggio. Se sono parte della tua Leggenda, un giorno tornerai. Maktub. (la ragazza va)
(entra linglese con un bastoncino di incenso acceso)
Inglese: ci sono quasi: la prima fase del lavoro alchemico: devo separare lo zolfo impuro, e per riuscire non devo aver timore (si siede in un angolo e osserva il bastoncino).
(Santiago si porta sul proscenio, si siede e osserva il cielo)
Narratore: vide due sparvieri che volavano alti, e mentre li osservava pensava allamore senza possesso: non sapeva concepirlo senza tale sentimento. Tuttavia era grato al mondo intero di provare un cos grande amore per una donna.
Improvvisamente uno dei due sparvieri attacc laltro, e contemporaneamente il ragazzo ebbe una visione istantanea e rapida: un esercito che con le spade sguainate irrompeva nelloasi.
Segui sempre i segnali, gli aveva detto il vecchio re.
Santiago non aveva dubbi: era penetrato nellAnima del Mondo.
And dal capo del villaggio.
Santiago: (al capo villaggio) vi porto i segnali del deserto, signore.
Capo: chi lo straniero che parla di segnali?
Santiago: sono io signore, Santiago.
Capo: e perch mai il deserto dovrebbe raccontarli ad un ragazzo estraneo quando noi siamo qui da generazioni?
Santiago: perch io posso vedere cose che i vostri occhi troppo abituati al deserto non possono pi vedere.
Capo: nessuno attacca mai unoasi.
Santiago: io racconto solo ci che ho visto. Se non volete credermi non fate nulla. (il capo pensa un po)
Capo: Giuseppe credeva ai sogni e sapeva anche interpretarli.
La tradizione dice che loasi non mai stata attaccata, ma la tradizione dice anche che bisogna credere ai messaggi del deserto. Domani attenderemo i nemici. Ogni dieci nemici uccisi tu riceverai una moneta doro. Ma se domani nessunarma verr utilizzata contro i nemici, almeno una verr usata: contro di te.
(il capo va. Il ragazzo rimane al chiaro di luna. Una musica
fortissima annuncia larrivo dellalchimista. Sguaina la
spada.)
Alchimista: chi ha osato leggere il volo degli sparvieri?
Santiago: sono stato io (e china il capo aspettando il colpo di spada) molte vite saranno salvate.
(la spada gli si posa sulla fronte)
saranno salvate perch non tenevate conto dellAnima del Mondo.
Alchimista: perch mai hai letto il volo degli uccelli?
Santiago: perch loro vogliono salvare loasi.
Alchimista: che sei tu per cambiare il destino di Allah?
Santiago: Allah ha creato gli eserciti, gli uccelli, il linguaggio degli uccelli: tutto stato scritto dalla stessa Mano. (lalchimista allontana la spada)
Alchimista: stai attento ai presagi, quando le cose sono scritte, non c modo di evitarle.
Santiago: io ho soltanto visto un esercito, non lesito di una battaglia.
Alchimista: cosa fa uno straniero in una terra straniera?
Santiago: Ricerco la mia Leggenda Personale.
(mette la spada nel fodero)
Alchimista: avevo bisogno di provare il tuo coraggio. Esso il dono pi importante per chi ricerca il linguaggio del mondo. Non bisogna mai rilassarsi. Il deserto una prova per tutti gli uomini: uccide chi si distrae.
Se domani la tua testa sar ancora sul collo dopo il calar del sole, cercami.
Santiago: da dove vieni?
Alchimista: (indica con la mano il luogo verso cui va)
Narratore: Il mattino dopo loasi fu assalita; ma i suoi uomini erano pronti e circondarono gli assalitori e poi li uccisero per avere infranto una millenaria tradizione. A Santiago furono consegnate cinquanta monete doro e gli venne conferita la carica di consigliere del villaggio.
Adesso il ragazzo, l nel deserto, stava aspettando larrivo dellalchimista.
(entra in scena lalchimista)
Alchimista: Dunque sei qui! Certo lo prevedeva la tua Leggenda Personale. Che tu sia il benvenuto!
Santiago: (guardandosi intorno) sai, mentre ti aspettavo ho osservato attentamente la tua tenda, ho scrutato ogni angolo, ma non sono riuscito a scorgere alcun fornello o strumento alchemico.
Alchimista: siedi, siedi qua mentre io preparo un po di t. Mangeremo insieme qualcosa.
Santiago: perch volevi vedermi?
Alchimista: per via dei segnali. Il vento mi ha raccontato che saresti venuto e che avresti avuto bisogno daiuto.
Santiago: ma non ero io che ti cercavo, era lui, linglese (indica il nord).
Alchimista: lui deve trovare altre cose prima di trovare me. Ma sulla strada giusta. Ha cominciato a guardare il deserto.
Santiago: e io?
Alchimista: quando si vuole una cosa, tutto luniverso cospira affinch si realizzi il sogno.
Santiago: allora sarai tu il mio maestro?
Alchimista: No, tu sai tutto ci di cui hai bisogno. Io mi limito a farti proseguire verso il tuo tesoro.
Santiago: i clan sono in guerra.
Alchimista: conosco il deserto.
Santiago: ma io il tesoro lho gi trovato: ho un cammello, il denaro del negozio di cristalli, cinquanta monete doro.
Alchimista: niente di tutto ci vicino alle piramidi.
Santiago: ho Fatima: il tesoro pi grande che c.
Alchimista: ma neppure lei vicina alle piramidi. Tieni bevi con me un po di vino (gli versa)
Santiago: la legge islamica non proibisce di bere vino?
Alchimista: il male non ci che entra nella bocca di un uomo, ma ci che ne esce.
Adesso basta. (si alza e lo conduce fuori) Mostrami la vita nel deserto. Soltanto chi trova la vita pu scoprire i tesori. Sappi solo che la vita attrae la vita. (il ragazzo osserva il suo cammello)
Santiago: l dove s fermato il mio cammello c la vita.
(lalchimista si porta nel punto indicato infila una mano e tira fuori un serpente. Fa un cerchio sulla terra con la sua spada)
Alchimista: da qui non uscir. importante trovare la vita, un segnale.
Santiago: perch importante?
Alchimista: perch le piramidi sono circondate da deserto.
Santiago: non voglio pi andare alle piramidi, voglio stabilirmi nelloasi, ho gi incontrato Fatima.
Alchimista: Fatima ha gi trovato il suo tesoro: te. Adesso attende che tu trovi il tuo.
Santiago: e se decido di restare?
Alchimista: sarai consigliere delloasi. Il deserto il miglior maestro che ci sia. Ti sposerai, ma dopo un anno ti ricorderai che esiste un tesoro. Il secondo anno i segnali continueranno a parlarti di esso e della tua Leggenda Personale. Il terzo anno i segnali ti abbandoneranno e i capi trib lo capiranno, sarai perci allontanato dal consiglio.
Santiago: io vengo con te, ma amer sempre Fatima e torner per restare con lei. Io la amo perch ho fatto un sogno e perch tutto luniverso ha cospirato affinch lincontrassi.
Alchimista: se quanto hai gi trovato fatto di materia pura, non potr mai marcire. Tornerai e ritroverai.
(cammina per un po sul palcoscenico)
Adesso sei quasi al termine del tuo viaggio.
Santiago: per tutto il tempo del viaggio ho pensato che mi avresti insegnato ci che sai, perch tempo fa, con linglese ho letto libri dalchimia ma non sono riuscito ad imparare nulla.
Alchimista: c solo un modo per imparare, ed attraverso lazione. Il viaggio ti ha insegnato tutto tranne una cosa. Sappi mio giovane amico che tutta la scienza della Grande Opera pu essere scritta su un semplice smeraldo.
Santiago: e cosa dice?
(lalchimista scrive sulla sabbia. Il ragazzo lo segue. Quindi mimer la tavola con operazioni alchemiche)
Santiago: non ho capito niente.
Alchimista: perch tu vuoi comprendere con la sola ragione.
Sappi che la tavola di smeraldo un passaggio diretto verso lAnima del Mondo. Luomo deve solo comprendere attraverso losservazione delle cose visibili, gli insegnamenti e le meraviglie della Sapienza Divina. questo che io chiamo azione.
Santiago: dovrei comprendere la tavola di smeraldo?
Alchimista: Al momento sei in un deserto, e non puoi far altro che immergerti in esso. Non c bisogno che tu lo comprenda. Osserva solo un granello di sabbia e vi scorgerai le meraviglie della creazione.
Santiago: come posso immergermi nel deserto?
Alchimista: ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose, perch originato dallAnima del Mondo, e un giorno vi far ritorno.
Santiago: perch devo ascoltare il mio cuore?
Alchimista: perch dovunque esso sar, l si trover il tuo tesoro. Se lo conoscerai bene saprai fronteggiare i tuoi sogni e i tuoi desideri.
Santiago: il mio cuore ha paura di soffrire.
Alchimista: se questo che ti ha detto il tuo cuore, digli che la paura di soffrire assai peggiore della stessa sofferenza, e che nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha seguito i propri sogni, perch ogni momento di ricerca un momento di incontro con Dio e lEternit.
Ma su questa terra ormai insieme con pochi uomini, solo i bambini sanno ascoltare il proprio cuore.
Santiago: che cosa devo fare adesso?
Alchimista: prosegui verso le piramidi, e stai attento ai segnali. Il tuo cuore pronto.
Santiago: era questa lultima cosa che dovevo conoscere?
Alchimista: no. questo: una ricerca comincia sempre con la Fortuna del Principiante e finisce sempre con la prova del conquistatore.
Santiago: i cuori aiutano sempre gli uomini?
Alchimista: soltanto quelli che vivono la propria Leggenda Personale. Ma aiutano molto i bambini, gli ubriachi e i vecchi.
Santiago: perch non mi insegni lalchimia?
Alchimista: gi la conosci: significa penetrare nellAnima del Mondo e scoprire il tesoro che essa ha riservato per noi. Quando qualcosa evolve, evolve anche tutto quanto la circonda.
(entra in scena con la spada sguainata il generale)
Generale: fermi l! Non un passo di pi!
Alchimista: siamo soltanto dei viaggiatori, sig. generale.
Io ho soltanto guidato il mio amico fin qui.
Generale: chi il tuo amico?
Alchimista: un alchimista, signore. Egli conosce i poteri della natura. Ha portato con s del denaro da offrire a vostra eccellenza.
Generale: cos un alchimista?
Alchimista: un uomo che conosce la natura e il mondo. Se lui volesse, potrebbe distruggere questaccampamento con la sola forza del vento.
Generale: voglio vederlo coi miei occhi.
Alchimista: ci servono tre giorni, generale. Soltanto tre giorni ed egli si trasformer in vento. Se non riuscir le nostre vite saranno vostre. (e fa un inchino).
Generale: i miei guerrieri vi terranno docchio. Fra tre giorni sar qui. (esce di scena)
Santiago: ma io non so come trasformarmi in vento. Non sono un alchimista.
Alchimista: hai gi dimenticato tutto? Se ti disperi cos non potrai mai parlare con il tuo cuore.
Santiago: ma io non so trasformarmi in vento.
Alchimista: chi vive la propria Leggenda Personale, pu. Solo una cosa te lo pu impedire: la paura di fallire.
Santiago: io non ho paura di fallire. Ma non so proprio come trasformarmi in vento.
Alchimista: allora dovrai impararlo. La tua vita dipende da questo.
Santiago: e se non ci riuscir?
Alchimista: morirai mentre starai vivendo la tua Leggenda Personale. Comunque non preoccuparti. Generalmente la morte rende gli uomini pi sensibili alla vita.
Santiago: S, s tutto bello quello che dici, sta di fatto che io non so trasformarmi in vento.
Alchimista: ricordati quello che ti ho detto: il mondo solo la parte visibile di Dio. E lalchimia consiste nel ricondurre sul piano materiale la perfezione spirituale.
(lalchimista addenta un pezzo di pane)
Santiago: che stai facendo?
Alchimista: mangio.
Santiago: se io non riuscir a trasformarmi in vento moriremo. Perch, allora, nutrirsi?
Alchimista: chi morir sarai tu: io so come trasformarmi in vento!
(il ragazzo si siede e scruta il deserto. Le luci indicheranno tre
giorni di concentrazione. Entra il Generale)
Generale: i tre giorni sono passati, ed io sono venuto a vedere il giovane che si trasforma in vento.
(lalchimista gli indica il giovane)
Alchimista: il ragazzo l, ma guarda che ci vorr un po di tempo.
Generale: noi non abbiamo fretta,siamo uomini del deserto.
(si siedono tutti)
che cosa fa il ragazzo?
Alchimista: parla al deserto
Deserto: cosa vuoi oggi, non ci siamo contemplati gi abbastanza ieri?
Santiago: c un punto in cui tu custodisci la persona che io amo. Desidero tornare da lei e ho bisogno del tuo aiuto per trasformarmi in vento.
Deserto: cos lamore?
Santiago: amore il ciclo della vita.
Deserto: non capisco le tue parole.
Santiago: allora cerca di capire questo: io devo farmi vento perch qualcuno, che vive nelle tue sabbie ricche di prede che si trasformeranno in animali che si trasformeranno in uomini che si trasformeranno in sabbia, mi sta aspettando.
Deserto: E sia: ti concedo le mie sabbie perch il vento possa soffiare, ma da solo non posso fare nulla. Chiedi aiuto al vento.
(un ventilatore muover qualcosa pendente dal soffitto)
Generale: e adesso cosa fa.
Alchimista: senti questa leggera brezza? Ebbene, adesso il ragazzo parla col vento.
Santiago: in te un giorno ho udito la voce della mia amata.
Vento: Ho udito la tua conversazione con il deserto e devo dirti subito che non puoi trasformarti in vento. Dimmi, piuttosto, come hai imparato il linguaggio del deserto e del vento?
Santiago: ho imparato ascoltando il mio cuore.
Vento: ah, bene; allora apri il tuo cuore e ascolta: noi due siamo di natura diversa. Ecco perch non puoi trasformarti in vento. E poi e poi, ecco io non saprei proprio come trasformarti in vento.
Santiago: lo chiamano Amore. Quando si ama, allora si riesce ad essere qualunque cosa tra quelle della creazione. Quando si ama, non si ha alcun bisogno di capire che cosa accade, perch tutto comincia ad accadere dentro di noi. E gli uomini possono trasformarsi in vento, purch i venti li aiutino.
Vento: questa mia ignoranza mi irrita e quando mi irrito comincio a sbuffare pi forte (aumenta leffetto vento).
Mentre vagavo per il mondo, ho notato che molti parlavano dellamore guardando il cielo. Forse meglio domandarlo al sole.
Santiago: allora aiutami, riempi di polvere questo luogo, affinch io possa guardare il sole senza accecarmi.
(aumenta leffetto vento).
Alchimista: forse che il generale vuole che si smetta?
Generale: per niente. Voglio vedere la grandezza di Allah.
Santiago: il vento mi ha detto che tu conosci lAmore.
Generale: e adesso con chi parla.
Alchimista: sta parlando con il sole, sig. Generale.
Santiago: ma se conosci lAmore, conosci anche lAnima del Mondo che fatta di Amore.
Sole: dal punto in cui mi trovo posso vedere lAnima del Mondo. in comunione con la mia anima ed insieme facciamo crescere le piante. Qui ho imparato ad amare. So bene che se mi avvicinassi di pi alla terra la vita in essa scomparirebbe e lAnima del Mondo cesserebbe di esistere. Perci ci contempliamo a distanza.
Sai, questAnima mi raccontava che il suo maggior problema che finora soltanto i minerali e i vegetali hanno capito come tutto sia una cosa sola. Tutto sarebbe una sinfonia di pace se la Mano che ha creato tutto si fosse fermata al quinto giorno della creazione.
Santiago: tu sei sicuramente saggio, ma da quello che dici deduco che non conosci lAmore. Il sesto giorno stato creato luomo, e senza di lui il rame sarebbe rimasto per sempre rame ed il piombo sarebbe rimasto sempre piombo.
Il piombo continuer ad essere piombo fino a che il mondo non ne avr pi bisogno, poi, inevitabilmente, dovr trasformarsi in oro. Lalchimista si migliora affinch tutto ci che lo circonda diventi migliore.
Sole: perch hai detto che non conosco lAmore?
Santiago: perch tu la guardi da lontano e basta. Mentre invece lAmore la Forza che trasforma lAnima del Mondo. Essa un riflesso di tutte le creature, ha le sue guerre e le sue passioni. Siamo noi che la alimentiamo. Quindi urge amare ed essere migliori.
Sole: che cosa vuoi tu da me?
Santiago: che mi aiuti a trasformarmi in vento.
Sole: nonostante io sia la pi saggia fra le creature, devo confessarti che non so come trasformarti in vento.
Santiago: con chi devo parlare, allora?
Sole: parlane con la Mano che ha scritto tutto.
Narratore: il vento lanci un grido di gioia e soffi pi forte che mai. Il ragazzo si rivolse allora alla Mano che ha scritto tutto ma non a parole. La forza dellAmore sprizz dal suo cuore e gli nacque una preghiera che non aveva mai recitato prima, una preghiera senza parole e senza richieste. Il ragazzo si immerse nellAnima del Mondo, si rese conto di come essa facesse parte dellAnima di Dio e di come lAnima di Dio fosse la sua stessa anima. E in quel momento cap che anchegli avrebbe potuto compiere miracoli:
quel giorno il vento del deserto soffi come non aveva mai soffiato.
(il generale si inchina ai due e va)
Alchimista: da qui in poi procederai da solo. In tre ore sarai alle piramidi.
Santiago: grazie per avermi insegnato il linguaggio del mondo.
Alchimista: non ti ho insegnato niente, ti ho soltanto ricordato quanto gi conoscevi. Prendi questo, ti servir (gli mette un pezzo doro nel sacco, fa il saluto islamico e va. Il ragazzo si porta nel settore della piramide). Qui comincia a scavare. Entrano in scena due individui armati.
Individuo: che stai facendo l? Che cosa stai nascondendo?
Santiago: non sto nascondendo nulla.
(uno dei due rovista nella bisaccia e tira fuori un pezzo doro, il dono dellalchimista)
Individuo: ma questo oro? Sicuramente ce ne sar ancora dellaltro. Su , scava, scava ancora.
(dopo un po)
sai che penso? Che questoro lha rubato. Qui non c il resto di niente. Penso che possiamo anche andarcene.
Santiago: io sto cercando un tesoro lho sognato due volte e deve esserci.
Individuo: per questa volta non morirai, vivrai e imparerai che luomo non pu essere tanto stupido.
Anchio ho fatto un sogno l nel punto in cui ti trovi. Ho sognato che avrei dovuto attraversare le campagne della Spagna, cercare una chiesa diroccata dove i pastori dormono con le pecore, e scavare ai piedi di un albero al centro di essa. L avrei trovato un tesoro. Ma io non sono tanto stupido da attraversare un deserto perch ho fatto un sogno che si ripetuto.
Narratore: la vita davvero generosa con chi vive la propria Leggenda Personale, pens il ragazzo, mentre il vento caldo dellAfrica aveva ripreso a soffiare. Era un vento ricco di profumi e di voci ma soprattutto messaggero dAmore.
Il ragazzo sorrise: aveva davvero trovato il Tesoro.
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