LALLEGRA VERIT
tre atti di Noel Coward
Personaggi:
GARRY ESSENDINE, attore
LISA ESSENDINE, ex moglie di Essendine
MAURIZIO DIXON, produttore
ENRICO LYPPIATT, produttore
MONICA REED, segretaria di Essendine
FRED, cameriere di Essendine
ROLANDO MAULE, scrittore in erba
GIOVANNA LYPPIATT, moglie di Enrico
MISS ERIKSON, governante di Essendine
LADY SALTBURN, dama dellalta societ
DAFNE STILLINGTON, nipote di Lady Saltburn
Scene:
Lo studio di Garry Essendine, a Londra. A destra, una porta che immette nella camera degli ospiti. In seconda, unalcova e porta che conduce in anticamera. A sinistra di questa, una scala che conduce alla camera da letto di Garry. Sotto alla scala la porta di servizio; dopo questa, in fondo, una grande finestra; quindi unaltra porta che immette nellufficio. A destra il caminetto. Larredamento confortevole, seppure leggermente eccentrico.
ATTO PRIMO
Quando si alza il sipario, sono circa le 10,30 del mattino. Lo studio piuttosto buio, perch le tende sono chiuse. Dafne Stillington esce dalla camera degli ospiti. una bella ragazza di ventitre-ventiquattro anni. Indossa pigiama e vestaglia da uomo. Vaga per la stanza finche trova il telefono; allora, quasi furtivamente, forma un numero. Quindi parla con voce non troppo alta.
DAFNE - (al telefono) Pronto Pronto? lei Saunders? Vorrei parlare con la signorina Cinzia S, aspetto Pronto? Cinzia carissima, sono Dafne S Sei sola? Senti mi trovo dove sai S No, non ancora sveglio Non c nessuno No, nella stanza degli ospiti. Mi sono appena alzata, non sono ancora vestita Ora non posso: potrebbe entrare qualcuno Se telefonano da casa mia, sii buona, giura che dirai che ho passato la notte da te Tesoro, me lo avevi promesso Potrai dire che sono in bagno o qualcosa di simile S, appena vestita; fra unoretta, credo Certamente Non vedo lora di raccontarti tutto S, va bene (Riattacca il ricevitore e va verso la porta di servizio. Vi quasi arrivata quando ne esce miss Erikson. Miss Erikson una governante svedese, magra, dallaspetto stonato e distratto; indossa un grembiule variopinto, guanti e ciabatte molto logore. Fuma una sigaretta. Dafne, un po nervosa) Buon giorno.
MISS ERIKSON - (senza mostrare sorpresa) Buon giorno. (Va verso la finestra e tira le tende)
DAFNE - (seguendola) A che ora devessere svegliato il signor Essendine?
MISS ERIKSON - Suona il campanello quando sveglio.
DAFNE - E a che ora suona di solito?
MISS ERIKSON - Dipende dallora in cui andato a letto. (Va al caminetto)
DAFNE - (seguendola. Parla affrettatamente) Abbiamo fatto un po tardi ieri sera. Sa, si era insieme a un ricevimento e il signor Essendine mi ha cortesemente offerto di accompagnarmi a casa; allora mi sono accorta che avevo dimenticato la chiave ed ero certa che non sarei riuscita a svegliare i domestici che dormono su in soffitta. E cos il signor Essendine mi ha detto che potevo passare la notte qui e cos ho fatto.
MISS ERIKSON - Se sono andati a letto molto tardi, probabilmente dormir fino al pomeriggio.
DAFNE - Oh, Dio! E non pu chiamarlo?
MISS ERIKSON - No davvero. Non lo chiamiamo mai.
DAFNE - Beh Pensa che potrei avere del caff e del succo darancia o qualcosaltro?
MISS ERIKSON - Vedr. (Esce dalla porta di servizio. Dafne, rimasta sola, siede piuttosto malinconica sulla sponda del sof. Dopo qualche istante entra Fred, il domestico di Garry. vestito elegantemente con una giacca di alpaca nera. Dafne si alza)
DAFNE - Buongiorno.
FRED - Buongiorno.
DAFNE - Ha una minima idea a che ora si sveglier il signor Essendine?
FRED - Chi lo sa? Non ha lasciato nessun biglietto.
DAFNE - Non potrebbe chiamarlo? Sono quasi le undici
FRED - Farebbe fuoco e fiamme se per disgrazia lo si svegliasse, figuriamoci a chiamarlo.
DAFNE - Pazienza. E crede che potrei avere un po di colazione?
FRED - Che cosa le andrebbe?
DAFNE - Caff, per favore, e succo darancia.
FRED - Benone. (Esce. Dafne gironzola per la stanza e finisce col sedersi nuovamente sul divano. Dallanticamera entra Monica Reed, la segretaria di Garry. Ha cappello e soprabito e in mano un fascio di lettere. Monica una donna piacente, piuttosto austera, sulla quarantina)
DAFNE - Buongiorno.
MONICA - Buongiorno. Sono la segretaria del signor Essendine. Posso esserle utile?
DAFNE - Ecco devo spiegarle il signor Essendine mi ha riaccompagnato a casa iersera da un ricevimento cui si era stati insieme, ma io mi ero stupidamente dimenticata le chiavi e lui molto gentilmente mi ha offerto di passare la notte qui nella camera degli ospiti.
MONICA - Spero che abbia avuto abbastanza caldo.
DAFNE - Oh, s, pi che abbastanza, grazie.
MONICA - A volte un po gelidina quella camera.
DAFNE - Ho lasciato acceso il calorifero!
MONICA - Cosa assennata.
DAFNE - Ed ora mi stavo chiedendo se qualcuno potesse dire al signor Essendine che gi che sono qui.
MONICA - Immagino che se ne ricorder, svegliandosi.
DAFNE - Non ha idea a che ora?
MONICA - Temo di no. Se non ha lasciato detto a che ora vuole essere svegliato, capace di dormire allinfinito.
DAFNE - Non vorrei andar via senza salutarlo e ringraziarlo.
MONICA - Se fossi in lei, farei un po di colazione, poi mi vestirei e se dorme ancora, gli lascerei un biglietto. Ha chiesto il caff?
DAFNE - S, credo che il domestico me lo stia portando.
MONICA - Lo conosce da molto il signor Essendine?
DAFNE - No, non precisamente cio, voglio dire, lo conosco da un secolo. Lo trovo meraviglioso; ma lho incontrato per la prima volta iersera, al ricevimento di Maureen Jattatt.
MONICA - (un po canzonatoria) Capisco.
DAFNE - Mi sembrato ancor pi affascinante fuori che sulla scena: non pare anche a lei?
MONICA - (con un lieve sorriso) Non sono mai riuscita ad avere una opinione precisa in proposito.
DAFNE - da molto tempo che con lui?
MONICA - Va per i diciassette anni.
DAFNE - (entusiasta) Che bellezza! Lo conoscer certo meglio di chiunque altro.
MONICA - Meno intimamente di qualcuno, ma meglio di quasi tutti.
DAFNE - E pensa che sia felice? Davvero felice?
MONICA - Credo di non averglielo mai chiesto.
DAFNE - Ogni tanto i suoi occhi hanno unespressione triste.
MONICA - Ah, lha notato anche lei?
DAFNE - Iersera mi ha parlato per delle ore. Mi ha raccontato tutto delle sue prime battaglie.
MONICA - Non le ha detto per caso che ormai si sentiva un superato?
DAFNE - S, mi pare che abbia detto qualcosa di simile
MONICA - (togliendosi il cappello e il soprabito) Dio mio!
DAFNE - Perch?
MONICA - Oh, dicevo cos per dire.
DAFNE - Non pu immaginare come la invidio lavorare per lui ma non sar certo la sola. Devessere una cosa paradisiaca.
MONICA - Certo non una vita monotona.
DAFNE - Spero che non pensi male di me perch sono rimasta qui stanotte Una cosa poco corretta, no?
MONICA - Veramente, signorina signorina?
DAFNE - Stillington. Dafne Stillington.
MONICA - Signorina Stillington cosa che non mi riguarda, le pare?
DAFNE - vero, ma non vorrei che pensasse
MONICA - Diciassette anni sono molti, signorina Stillington. Ho rinunciato a pensare a cose di questo genere nella primavera del 1921.
DAFNE - Capisco. (Entra Fred dalla porta di servizio con un vassoio su cui v caff succo darancia e toast)
FRED - La signorina prende la colazione qui o in camera da letto?
DAFNE - Qui, per favore.
MONICA - Credo che le sar pi comodo in camera. Lo studio diventa un po animato, verso le undici. Visite, telefonate
DAFNE - Come crede.
MONICA - Lavvertir non appena si sveglia.
DAFNE - Grazie, davvero gentile. (Fred porta il vassoio nella camera. Dafne lo segue. Monica va nellufficio e ne esce in tempo per imbattersi in Fred che esce dalla stanza degli ospiti)
MONICA - C sapone nella stanza da bagno?
FRED - S, ma il rubinetto fa i capricci. Bisogna continuare a girarlo fino al giorno del giudizio.
MONICA - Glielo ha detto?
FRED - Se ne accorger da s.
MONICA - Sar meglio mandarle di l la Erikson.
FRED - andata dal droghiere: ma glielo dir quando torna.
MONICA - Era in casa ieri sera?
FRED - No. La cosa mi riuscita completamente nuova.
MONICA - Se per le dodici non suona, sar meglio svegliarlo.
FRED - Si ricorda quello che successo lultima volta?
MONICA - Ma oggi non si pu farne a meno. Deve andare a colazione fuori.
FRED - Beh, se scoppia la burrasca, non incolpi me. (In quel mentre Garry Essendine appare in cima alla scala in pigiama e coi capelli in disordine)
GARRY - Certo ve ninfischierete tutti quanti di sapere che sono stato svegliato dal sonno pi profondo da questo chiasso infernale! Che diamine succede?
MONICA - Ho semplicemente parlato con la signorina Stillington.
GARRY - Chi diavolo la signorina Stillington?
MONICA - nella stanza degli ospiti.
GARRY - (scendendo) Non ho chiesto dov, ma chi .
MONICA - Si potrebbe cercarla nellelenco telefonico.
FRED - Ha dimenticato la chiave di casa tanto per intenderci.
GARRY - Se ne vada e mi porti del caff, Fred.
FRED - Benone.
GARRY - E non dica benone.
FRED - Benissimo, signore. (Esce)
MONICA - Lha conosciuta a un ricevimento e lha condotta qui; le ha raccontato tutto delle sue prime battaglie ed rimasta qui la notte.
GARRY - un tesoro. Ora mi ricordo. Sono pazzo di lei. Come ha detto che si chiama?
MONICA - Stillington. Dafne Stillington.
GARRY - Sapevo che si chiamava Dafne, ma non avevo la minima idea che fosse Stillington. Come le sembra?
MONICA - Caparbia.
GARRY - Povera gioia, spero che sia stata gentile con lei. Le hanno dato qualche cosa da mangiare?
MONICA - Fred le ha portato del caff e del succo darancia.
GARRY - E ora che sta facendo?
MONICA - Non so, forse lo sta bevendo.
GARRY - Terribile, no? Che dobbiamo fare?
MONICA - La signorina vuole salutarla e ringraziarla.
GARRY - Di che cosa?
MONICA - Questo, Garry caro, non sono in condizione di dirlo.
GARRY - Perch non le ha detto di vestirsi quieta come un topolino e di andarsene a casa? Sa benissimo che qui la mattina un disastro, con tutto il fracasso che c.
MONICA - Poteva pensarci prima di farla restare qui stanotte.
GARRY - Non si poteva farne a meno. Aveva perduto la chiave.
MONICA - Pi presto trasformiamo quella stanza degli ospiti in biblioteca, meglio sar.
GARRY - Probabilmente sta singhiozzando da spezzarsi il cuore.
MONICA - Perch non va a vedere?
GARRY - Mi dia un pettine e ci vado.
MONICA - Eccolo.
GARRY - (lo prende e va ad uno specchio) Dio mio, dimostro novantanni.
MONICA - Non importa.
GARRY - Fra due anni sar calvo come una folaga e allora si pentir.
MONICA - Al contrario: sar felicissima. Vi saranno meno ragazze di buona famiglia disposte a perdere la chiave di casa per lei, quando avr un bel parrucchino in capo, e la vita sar allora molto pi semplice.
GARRY - (pensieroso) Non porter mai un parrucchino, Monica, per quanto calvo diventi. Forse sulla scena metter un frontino; ma nella vita mai. Voglio invecchiare con distinzione.
MONICA - Sar un gran sollievo per tutti noi, ne sono certa.
GARRY - Eccole il suo sudicio pettinino.
MONICA - (prendendolo e rimettendolo nella borsa) Ora vada, da bravo, a fare una bella scena daddio e si sbarazzi di quella il pi presto possibile. Dobbiamo sbrigare la posta, e Maurizio pu capitare da un momento allaltro: non possiamo averla qui a far disordine e a intralciare tutti.
GARRY - Non ho ancora fatto la ginnastica.
MONICA - La far dopo che se ne sar andata.
GARRY - Non posso andare in quella camera; una ghiacciaia.
MONICA - C il calorifero acceso. stato acceso tutta la notte.
GARRY - Che spreco! (Dafne esce dalla camera)
DAFNE - Garry! Mi era parso di sentire la sua voce.
GARRY - (tenero) Cara!
MONICA - Se ha bisogno di me, sono nellufficio, Garry.
GARRY - (con grande cortesia) Grazie, Monica.
MONICA - E non dimentichi che a mezzogiorno meno un quarto viene il signor Roderik per discutere la sua trasmissione del diciassette.
GARRY - No, Monica.
MONICA - E che alle dodici precise viene Maurizio per parlare dei generici che dovr condurre con s in Africa.
GARRY - No, Monica.
MONICA - E che alle dodici e mezzo ha dato appuntamento al signor Rolando Maule.
GARRY - Mi ricorder.
MONICA - Meno male. Arrivederci, signorina Stillington. Spero che ci rivedremo ancora.
DAFNE - Arrivederci. (Monica va nellufficio e chiude bene la porta. Dafne corre da Garry e gli getta le braccia al collo)
DAFNE - (nascondendo il volto nella spalla di lui) Garry! Oh Garry!
GARRY - (depositandola in una poltrona) Cara!
DAFNE - Sono felice in un modo addirittura ridicolo.
GARRY - Sono tanto contento, cara.
DAFNE - Lei anche?
GARRY - Felice?
DAFNE - (prendendogli la mano) S.
GARRY - (ritraendo dolcemente la mano e volgendosi altrove) Vi qualcosa di tremendamente triste riguardo alla felicit, non vero?
DAFNE - Che idea strana!
GARRY - Non volevo dire una stranezza.
DAFNE - Non si fida di me?
GARRY - Ma s che mi fido di lei. Perch non dovrei?
DAFNE - Lamo da tanto tempo.
GARRY - (alzandosi) No non dica questo.
DAFNE - Perch, che c?
GARRY - Non mami troppo, Dafne! Mi prometta di no. Sarebbe infelice. Nulla di buono pu venire dallamare uno come me, non lo merito; davvero non lo merito.
DAFNE - Lo merita pi di chiunque al mondo.
GARRY - Bambina pazzerella!
DAFNE - Non sono una bambina. Ho ventiquattro anni.
GARRY - (sorridendo) Ventiquattro! Ah, se fossi pi giovane O se lei lo fosse un po meno
DAFNE - Che importa let quando ci si ama?
GARRY - Mi guardi, Dafne. Mi guardi sinceramente e onestamente Queste rughe i capelli radi i miei occhi!
DAFNE - Non poi cos tanto vecchio.
GARRY - (con una sfumatura di asprezza) Non ho detto di essere cos vecchio, Dafne. Le ho soltanto detto di guardarmi. Per la verit non ho che quarantanni.
DAFNE - E che cosa sono quarantanni?
GARRY - Troppi per ventiquattro.
DAFNE - Vuol dire che non mi ama?
GARRY - Non voglio affatto dir questo.
DAFNE - Mi ama? Lo dica. Mi ama?
GARRY - Certo che lamo.
DAFNE - Lo dica.
GARRY - Lamo, Dafne.
DAFNE - Oh tesoro!
GARRY - (prendendole le mani) Ma questo un addio!
DAFNE - (sbigottita) Un addio?
GARRY - inevitabile. Non per me, cara, ma per lei. Iersera improvvisamente scoccata una scintilla e la fiamma divampata. Era la felicit, tremenda, meravigliosa; qualcosa da ricordare per sempre.
DAFNE - (piangendo) Com diverso stamane non mi ama non vera nulla di vero in tutto quello che mi ha detto iersera!
GARRY - La giovent non capisce mai Questo il terribile, nei giovani. Non capiscono mai, mai.
DAFNE - (vivamente) Non capisco di che sta parlando.
GARRY - Mi ascolti, carissima, lei non innamorata di me del mio vero io. Lei ama unillusione; lillusione che le ho dato quando mi ha visto sul palcoscenico. Ieri sera ho corso un rischio terribile. Il rischio di infrangere per sempre questa cara giovanile illusione Ma non lho infranta, no, grazie a Dio la scorgo tuttora nei suoi occhi! Ma mai pi mai, mai, mai pi Questo tutto quel che posso sperare adesso Attimi come quelli di ieri sera! Questa la ragione per cui a volte sono tanto solo, disperatamente solo! Ma nella mia vita ho appreso unamara lezione e la lezione quella di essere capace di dire addio
DAFNE - Ma, Garry
GARRY - Mi lasci continuare
DAFNE - Non capisco proprio perch
GARRY - (recitando) Diverso fu lincontro da come ci lasciammo; niun comprende il nostro sentimento; grave mi pesa il cuore e pien di dubbi il tuo. Un istante ha messo le catene a chi era libero. Svanito eternamente quellistante come lampo che sfolgora e si spegne; come fiocco di neve sopra la corrente, come raggio di sole sopra il mare che celano le scure ombre
DAFNE - Ma, Garry
GARRY - Stia un attimo calma, cara (Riprende a recitare) Dal tempo fu trascelto quellistante come il primo duna vita dolorosa, mescolata fu la coppa di quella gioia a dolcissima ma vana delusione, troppo dolce per essere mia di nuovo. Versi di Shelley. Non sono belli?
DAFNE - S, ma
GARRY - Non vera nulla che Shelley non sapesse sullamore: nulla! Tutta la tristezza, la gioia, linsopportabile dolore
DAFNE - Non vedo perch lamore debba essere cos sventurato.
GARRY - (ride amaramente) Perch lei giovane, tesoro mio giovane e avida di vita
DAFNE - Iersera mi ha detto che ero la creatura che aveva sempre cercato e ora che mi aveva trovata non mi avrebbe pi lasciata sfuggire.
GARRY - (con bella semplicit) Era verissimo. Non la lascer mai sfuggire. Rimarr nel mio cuore per sempre.
DAFNE - (piangendo di nuovo) Oh, Garry!
GARRY - (teneramente circondandola con le braccia) Non pianga la prego, la supplico, non pianga non posso sopportarlo.
DAFNE - (aggrappandosi a lui) Come fa a dire che sono innamorata solo di unillusione e non del suo vero io
GARRY - Lo dico perch vero.
DAFNE - No, non vero non vero Era il suo io iersera; non era sul palcoscenico non stava recitando
GARRY - Io recito sempre mi osservo continuamente orribile! Mi osservo mentre mangio, mentre bevo, mentre amo, mentre soffro a volte mi sembra dimpazzire
DAFNE - Potrei aiutarla, se mi lasciasse fare.
GARRY - (alzandosi e camminando per la stanza) Se fosse possibile; ma troppo tardi
DAFNE - No giuro di no glielo prover vedr.
GARRY - (molto tranquillamente) Ascolti, mia cara. Non che io non lami lamo lho compreso dal primo momento in cui la presi fra le braccia, iersera: ma la mia vita non mi appartiene. Non sono libero, come gli altri uomini, di cogliere la felicit quando mi tra le mani. Appartengo al pubblico e al mio lavoro. Fra due settimane debbo partire per lAfrica con un repertorio di sei commedie Capisce che cosa vuol dire? La fatica, la tensione nervosa? Questo il mio mestiere; la sola cosa cui debbo essere fedele. Al mio ritorno, se torner, la vedr di nuovo e al primo sguardo capir se mi ha aspettato o no Ora venga qui e mi dia un bacio, un bacio solo e poi vada
DAFNE - (correndo a lui) Oh, Garry tesoro mio
GARRY - (la bacia appassionatamente con gli occhi chiusi) Au revoir, dolcezza mia non addio solo arrivederci (Si svincola gentilmente e va tristemente alla finestra dove si ferma, evidentemente in preda allemozione, volgendole le spalle. Dafne lo guarda per un attimo incerta. Poi va piangendo nella sua camera e chiude la porta. Fred entra dalla porta di servizio col vassoio della colazione)
FRED - Il caff lo vuole qui o di sopra?
GARRY - Dove vuoi mettilo dove ti pare.
FRED - Lavrei portato prima, ma ho sentito pianti e lamenti e ho pensato che fosse meglio aspettare.
GARRY - Posa il vassoio, Fred, e vattene.
FRED - Benone. (Posa il vassoio sul tavolino vicino al fuoco e esce fischiettando. Dallufficio viene Monica con un vassoio di lettere aperte. Il telefono squilla)
GARRY - (irritato) Dio mio, non c mai un po di pace mai, in nessun luogo
MONICA - (andando al telefono) Ho messo la comunicazione qui perch dobbiamo vedere la posta e non posso andare continuamente avanti e indietro dallufficio. (Al telefono) Pronto la segretaria del signor Essendine No, credo che in questo momento non sia disponibile: vuol dire a me? Ha moltissimo da fare; forse sarebbe meglio scrivergli No, mi dispiace ma assolutamente impossibile. (Posa il ricevitore)
GARRY - Chi era?
MONICA - Un certo signor Bramble.
GARRY - Mai inteso nominare.
MONICA - Dice che gli ha promesso di interessarsi della sua invenzione.
GARRY - (sedendo alla tavola) Che razza di invenzione?
MONICA - Non ne ho la pi pallida idea. (Miss Erikson entra dalla porta di servizio)
MISS ERIKSON - Fred mi ha detto che dovevo andare a parlare con quella giovine signora.
GARY Benissimo, miss Erikson.
MISS ERIKSON - Che debbo dirle?
GARY Veramente non saprei.
MISS ERIKSON - Sono andata dal droghiere e
GARRY - un inizio di conversazione come un altro.
MONICA - Veda che abbia tutto quello che le occorre, signorina Erikson, e le prepari il bagno.
MISS ERIKSON - Questo non posso farlo perch il rubinetto non funziona.
GARRY - Faccia del suo meglio..
MISS ERIKSON - Cercher. (Va nella camera degli ospiti)
MONICA - Non c molta roba importante stamattina. Me la sbrigher presto.
GARRY - Il caff sa di catrame.
MONICA - Non ci badi.
GARRY - Quanto vorrei avere un cuoco francese, invece di una spiritista scandinava.
MONICA - Non potr mai liberarsi di miss Erikson: ladora.
GARRY - Tutti mi adorano; una cosa nauseante Cos quella lettera azzurra?
MONICA - Silvia Laurie; dice che ha bisogno di vederla prima che parta.
GARRY - Non mi vedr.
MONICA - Unaltra di Lady Wondall. Colazione venerd o pranzo marted.
GARRY - Ne luno ne laltro.
MONICA - (porgendogli una lettera) Questa meglio che la legga lei. di quel giovanotto che ha costretto ad andare allAccademia di Belle Arti. molto infelice.
GARRY - Non lho affatto costretto. Mi ha chiesto consiglio e glielo ho dato.
MONICA - Dice che soffocato dalle vecchie convenzioni, che la sua ispirazione si impoverita e che tutta colpa sua.
GARRY - (leggendo la lettera) un perfetto imbecille. Lho capito dal primo momento che ho gettato locchio su di lui.
MONICA - Allora sarebbe stato pi ragionevole non fargli credere che si interessava tanto alla sua carriera.
GARRY - Se la gente non vuole i miei consigli, perch mi rompono le scatole venendo meli a chiedere? (Le d la lettera) La metta nel cestino delle cose amene.
MONICA - Bisogner trovare un cestino pi grande. Stanno diventando troppe. Qui c una cartolina di cui non capisco niente.
GARRY - (rigirandola Ira le mani) Viene dal Brasile
MONICA - Lo so, lo si vede dal timbro.
GARRY - (leggendo) Ho fatto come mi ha detto ed ho quasi finito Non capisco la firma: sembra qualcosa come Pickett.
MONICA - Non si ricorda qualcuno di nome Pickett che ha mandato in Brasile a finire qualcosa?
GARRY - (dandole la cartolina) La stracci. La gente dovrebbe scrivere in modo da farsi capire o non scrivere affatto.
MONICA - Questo sarebbe meglio di tutto. (Il telefono trilla. Monica va a rispondere) Pronto? la segretaria del signor Essendine Oh, Tony S, aspetti, glielo passo subito. (A Garry) Tony: vuol sapere la sua opinione sulla commedia di ieri sera! (Garry si alza e prende il ricevitore. Miss Erikson rientra dalla camera degli ospiti mentre Garry parla)
GARRY - (al telefono) Tony Graziosa, no? Chi ha persuaso Laura a interpretarla? S, ma non era neanche una gran parte tutte quelle ampollose sciocchezze Si sarebbe capita un po meglio se avessero accluso un riassunto al programma Macch Medioevo! No, non ne ho letta nessuna Una cosa insopportabile Se credono che agitarsi e ruggire sia un bel modo di recitare, per fortuna che sto partendo per lAfrica Verso le sei Ci sar probabilmente anche Lisa; credo che torni oggi Benissimo. (Riattacca)
MONICA - vestita la signorina Stillington?
MISS ERIKSON - Quasi; ma continua a piangere e cos perde tempo.
MONICA - meglio che vada di sopra, Garry.
GARRY - Dov Fred?
MONICA - Miss Erikson, dica a Fred che il signor Essendine vuole fare il bagno.
MISS ERIKSON - Vado a dirglielo. (Esce. Dopo un momento entra Fred e sale la scala)
GARRY - Venga su; vedremo il resto delle lettere mentre sono in bagno.
MONICA - Ne sono rimaste due sole. Un invito di Gertrude Lovat che d un ballo per quella sua figlia piena di foruncoli.
GARRY - Rifiutare cortesemente.
MONICA - E poi una lettera piuttosto complicata di non so che giovani esploratori.
GARRY - Dio mio!
MONICA - Pare che sia il patrono del loro circolo filodrammatico, cosa che avevo completamente dimenticato; danno una rappresentazione di Il riso fa buon sangue e desiderano una sua parola.
GARRY - (salendo) Bene, gliela mandi.
MONICA - Che debbo dire?
GARRY - (paziente) Cara Monica non mi dica che giunta allet di quarantatr anni senza saper mandare un messaggio. (Esce. Miss Erikson entra per prendere il vassoio della colazione. Il telefono trilla. Monica va a rispondere)
MONICA - (al telefono) Pronto Oh, Enrico S, c, ma andato or ora in bagno Oggi? Credevo che non sarebbe partito prima della fine della settimana Ma non capisce, non va a mangiare prima delluna e mezzo Va bene; glielo dir. (Riattacca e prende il vassoio delle lettere. Si sente suonare il campanello della porta principale. Miss Erikson viene dalla porta di servizio e va ad aprire. Si sente la voce di Lisa: Salve miss Erikson; sono tutti in casa? Dopo un attimo Lisa entra seguita dalla Erikson che esce di nuovo. Lisa una graziosa donna sulla trentina vestita bene ma senza esagerazione. Ha due pacchetti)
LISA - Buongiorno, cara Monica.
MONICA - Lisa! Credevo che non saresti arrivata prima di stasera.
LISA - Sono venuta con la nave traghetto, carica di doni come un sovrano orientale. Qui ce n uno per te.
MONICA - (prendendo il pacchetto) Che cara!
LISA - una boccetta di profumo, e molto cara.
MONICA - Grazie mille, Lisa, sei veramente un tesoro.
LISA - Che sta combinando Dio?
MONICA - in bagno.
LISA - Gli ho portato una vestaglia.
MONICA - Che pensiero premuroso: ne ha solo diciotto.
LISA - Non essere acida, Monica. So che gli piace pavoneggiarsi in qualcosa di nuovo bella e leggera: adattissima per lAfrica. (Posa laltro pacchetto sul piano e si toglie cappello e soprabito) Miss Erikson mi sembrata pi strana che mai, stamattina. Il suo spiritismo va peggio?
MONICA - Domenica sera, durante una seduta, ha evocato un amico morto il quale ha detto no, no, no e Giorno di Natale. Questo lha molto turbata.
LISA - Spero che non diventi pi stramba e non combini qualche disastro.
MONICA - Non c pericolo. La sua una follia pi che tranquilla. (II telefono trilla. Va a rispondere) Questo maledetto telefono suona continuamente (Al telefono) Pronto Maurizio? in bagno C qui Lisa, se vuole parlare con lei S, arrivata or ora (A Lisa) Maurizio, Lisa (Le d il ricevitore e mentre Lisa parla, apre il suo pacchetto)
LISA - (al telefono) Buongiorno carissimo No, col traghetto S, ho visto la commedia due volte. Dovremo cambiare il finale, per lInghilterra; ne ho parlato con Vallion e non sembra che la trama gli importi purch vi reciti Garry. Gli ho detto la tua idea di far interpretare Eloisa da Giannetta; mi ha risposto che quantunque la conosca per ottima attrice, preferirebbe avere uninterprete che assomigliasse meno a una cavia Cochon dInde S, caro, porcellino dIndia. un omino simpaticissimo e lo adoro No, faccio colazione con la povera Violetta, ma verr in ufficio subito dopo mangiato, se volete S, s, me ne libero: non abbia timore A pi tardi (Riattacca)
MONICA - (con la boccetta di profumo) Mi sembra squisito, Lisa. Laprir appena arrivo a casa. (Fred scende dalla scala)
LISA - Salve Fred Come vanno le cose?
FRED - Solito casino, come sempre, signorina.
LISA - Potrei avere una tazza di caff? Mi sento infiacchire.
FRED - Benone, signorina. (Esce dalla porta di servizio)
LISA - una bella ostinazione quella di Fred di continuare a chiamarmi signorina, non vero?
MONICA - Forse gli sembra che da quando hai smesso di essere la moglie di Garry, tu sia automaticamente tornata ragazza.
LISA - Un pensiero veramente delizioso! (Dafne esce dalla camera in abito e cappa da sera. Non piange pi ma sembra abbattuta. Ha un lieve sobbalzo vedendo Lisa)
DAFNE - Oh!
MONICA - Mi dispiace molto per il bagno, signorina Stillington.
DAFNE - Oh, non fa nulla.
MONICA - (presentando) La signora Essendine la signorina Stillington.
DAFNE - Oh!
LISA - (gentile) Molto lieta.
DAFNE - (sconvolta) La signora Essendine. Vuol dire cio lei la moglie di Garry?
LISA - S.
DAFNE - Ah credevo fosse divorziato.
LISA - Non ci siamo mai decisi a divorziare.
DAFNE - Ah, capisco.
LISA - Ma la prego, non si angosci Lho lasciato gi da qualche anno.
MONICA - (leggermente maligna) La signorina Stillington ha perduto la chiave di casa iersera, e cos ha dormito nella stanza degli ospiti.
LISA - (a Dafne) Oh, poverina, sar propriamente congelata.
DAFNE - Potrei avere un taxi?
MONICA - Telefono per farlo venire.
LISA - No, lasci stare, c la mia macchina fuori; la porter dove vuole.
DAFNE - straordinariamente gentile.
LISA - Ma no, affatto. Lautista ha i capelli rossi e si chiama Frobisher non pu sbagliare.
DAFNE - Le sono grata davvero Ma non troppo disturbo?
LISA - (vivace) Non lo affatto gli dica solo di tornare qui dopo che lavr accompagnata.
DAFNE - (ancora imbarazzata) S, non mancher di dirglielo grazie ancora Arrivederci.
LISA - (stretta di mano) Arrivederci Spero che non si sia preso un raffreddore.
DAFNE - (ridendo nervosamente) No, non mi pare Arrivederci.
MONICA - Laccompagno.
DAFNE - Non si disturbi
MONICA - Nessun disturbo. (Esce con Dafne in anticamera. Lisa accende una sigaretta. Fred entra con una tazza di caff)
FRED - Vuol qualcosa da mangiare insieme, signorina?
LISA - No, grazie, Fred. Mi basta il caff.
FRED - Vado ad avvertirlo del suo arrivo Credo che non lo sappia.
LISA - Grazie, Fred. (Fred va di sopra. Monica rientra) Dura da un pezzo o nuova?
MONICA - Nuovissima Lho trovata che vagava con indosso un pigiama di Garry.
LISA - Povera creatura, devessere stato terribile imbattersi con me in quel modo; avresti dovuto fingere che io fossi unaltra persona.
MONICA - Ben le sta! Avrebbe dovuto vergognarsi
LISA - Mi parsa quel che si suol dire una signora. Cosa assai strana, non credi?
MONICA - Sono quei tipi particolarmente idioti; ce n uninfinit che vanno a zonzo per Londra senza cappello, rendendosi ridicole.
LISA - Davvero scoraggiante.
MONICA - Non avrebbe importanza se solo lasciassero in pace Garry: per causa loro le mattinate sono una vera complicazione. Penso che sia ora che tutti noi lo si attacchi non fossaltro che in considerazione del suo viaggio in Africa.
LISA - Garry non ha affatto quel temperamento ardente che finge di avere; soltanto incapace di dire di no e addio.
MONICA - Addio lo dice abbastanza spesso: ma fa sempre in modo di dare limpressione che non sia vera decisione, la sua; questa la causa di tutti i guai.
LISA - Bisogner che gli faccia una predica. In fin dei conti ha passato la quarantina; sarebbe tempo, ormai di mettersi tranquillo.
MONICA - Se credi necessaria una scena come si deve, possiamo far venire Enrico ed anche Maurizio la sera prima della partenza per dargli una buona lavata di testa. Di solito pi efficace quando ci uniamo tutti a rimproverarlo.
LISA - Maurizio tremendamente isterico in questo periodo; e di Enrico non ci si pu fidare molto, da quando ha sposato Giovanna.
MONICA - Ti piace Giovanna?
LISA - una bella creatura, ma scaltra e maliziosa. S, credo che in fondo mi piaccia.
MONICA - A me no.
LISA - Non pu piacerti, cara: non affatto quel che fa per te. (Garry scende in maniche di camicia)
GARRY - Chi?
LISA - Giovanna.
GARRY - Non male; forse un po predace; ma, a quel che vedo, tutti sono pi o meno predaci.
LISA - A quando il buongiorno?
GARRY - (la bacia distratto) Buon giorno, tesoro. Dov il mio regalo?
LISA - Sul piano.
GARRY - Non sar un altro cavallo di cristallo per fare pendant con quello che mi regal Lord Baldwin?
LISA - No, una vestaglia per lAfrica.
GARRY - (aprendo il pacco) Magnifica; proprio quello che desideravo (la tira fuori) Deliziosa Grazie, tesoro; mi piace follemente (Se la getta sulle spalle e va a guardarsi allo specchio) di ottimo gusto; la miglior propaganda coloniale!
MONICA - Ha telefonato Enrico; parte oggi per Bruxelles e verr a salutarla prima di partire.
GARRY - Va bene.
MONICA - Credo che verr anche Maurizio.
LISA - Allora, vai di l, Monica: debbo parlare con Garry prima che venga Maurizio; una cosa importante.
MONICA - Sbrigati perch a momenti sar qui il signor Maule.
GARRY - Chi ?
MONICA - Lo sa benissimo: quel giovanotto che ha scritto quella pazzesca commedia mezza in versi. Lha pescata al telefono mentre era cos soddisfatto del suo successo da voler essere gentile con tutti; e gli ha dato appuntamento.
GARRY - Ma non posso vederlo deve proteggermi da cose del genere!
MONICA - Deve vederlo: viene espressamente da Uckfield, e ben le sta. Imparer a rispondere al telefono quando io non faccio in tempo a prendere la comunicazione.
GARRY - Ho notato un gran cambiamento in lei, Monica, da qualche tempo. Non So se perch ha smesso di rimpinzarsi quotidianamente di patate o per qualche altra ragione, ma sta diventando ogni giorno pi dispettosa. Vada via.
MONICA - (prendendo la sua boccetta di profumo) Me ne sto andando.
GARRY - Chi le ha dato quella roba?
MONICA - Lisa.
GARRY - Del tutto inadatto.
MONICA - Se ha bisogno di me, sono in ufficio.
GARRY - Certo che sar in ufficio e a tramare i suoi complotti e intrighi contro di me.
MONICA - Non mancher di escogitare qualche cosa di buono.
GARRY - Vada via vada vada
MONICA - Cerca di convincerlo a farsi una cura per i capelli, Lisa; si stanno diradando in modo impressionante. (Si porta nellufficio)
GARRY - (le grida dietro) Passi di l le comunicazioni telefoniche.
MONICA - (distante) Va bene.
GARRY - Ora dimmi quello che hai da dirmi.
LISA - Ho visto la commedia.
GARRY - Buona?
LISA - Molto. Ci sar da fare qualche piccolo cambiamento, ma Vallion daccordo. Per non voglio mettermi al lavoro prima di averci riflettuto ancora un poco. Dopo colazione mi incontrer con Maurizio.
GARRY - Gli ho detto che non potr riprendere prima di novembre. Ho bisogno di un po di riposo dopo lAfrica. Dunque abbiamo un sacco di tempo.
LISA - E adesso voglio parlarti daltro.
GARRY - Non mi piace affatto questo tono. C qualcosa che non va?
LISA - S. La tua condotta, in generale.
GARRY - Come? Che cosa ho fatto?
LISA - Non credi che sarebbe tempo di metterti tranquillo?
GARRY - Non ti capisco.
LISA - Chi era quella poverina che ho visto qui pocanzi in abito da sera?
GARRY - Aveva perduto la chiave di casa.
LISA - La perdono un po troppo di frequente.
GARRY - Ascoltami, Lisa
LISA - Hai passato i quaranta, lo sai.
GARRY - Li ho appena passati.
LISA - E secondo il mio modesto parere, tutte queste scorrazzate occasionali sono poco dignitose.
GARRY - Scorrazzate! Hai un talento speciale per le definizioni sgradevoli.
LISA - Non fraintendermi. Non da un punto di vista moralistico che dico questo, perch, data limpossibilit, vi ho rinunciato da parecchi anni. Baso la mia piccola predica solo sulla ragione, la dignit, la posizione e, diciamolo pure, let.
GARRY - Forse ti piacerebbe che vivessi su una poltrona a rotelle?
LISA - Certo la cosa avrebbe i suoi compensi.
GARRY - Ti par bello piombarmi addosso coi tuoi rimproveri di ritorno da Parigi, dove Dio sa cosa hai combinato, e tiranneggiarmi?
LISA - Non ti sto tiranneggiando.
GARRY - S. Stai l come adagiata su una nuvola da cui mi scaraventi addosso i tuoi rimproveri.
LISA - Non esagerare.
GARRY - Chi mi ha piantato, lasciandomi alla merce di chiunque? Rispondi.
LISA - Io, per fortuna.
GARRY - E allora?
LISA - Avresti preferito che rimanessi?
GARRY - Certo no, mi facevi ammattire.
LISA - Beh, finiscila di recriminare e stammi a sentire.
GARRY - Questa sinora la mattinata pi irritante della mia vita.
LISA - Ne ricordo di migliori.
GARRY - Doveravamo?
LISA - Lascia andare, mio caro. Ti sto parlando sul serio.
GARRY - Di che?
LISA - Di questa tua vita. Sei arrivato ad un punto in cui ti si addirebbe un po di ritegno. Non sei pi un ragazzo brioso e irresponsabile. Sei un uomo eminente che, pur in modo riluttante, va verso la mezzet.
GARRY - Che Dio ti perdoni.
LISA - Che importa. Ascoltami. Tutti noi conosciamo il tuo fascino irresistibile. Lo vediamo operare monotonamente da ventanni.
GARRY - Ti ho conosciuta esattamente undici anni fa, in agosto. E portavi uno stupidissimo cappello.
LISA - Ma sii serio un momento! La tua condotta, naturalmente influisce su tutti noi. Maurizio, Enrico, Monica e me. Tu non perdi mai loccasione di farci delle prediche e di ammonirci se facciamo qualche cosa che non approvi.
GARRY - E ho ragione o no? Rispondi!
LISA - Oh, quando si tratta di problemi degli altri, sei bravissimo, ma quando si tratta di te
GARRY - Non ho mai visto tanta abietta ingratitudine!
LISA - Credo che sia giunto per te il momento di riflettere e vedere quanto ti giovi questo folleggiare. Personalmente, io non ritengo che ti sia tanto necessario quanto credi. Prova per un po di tempo a non essere cos affascinante. Pensa come pu essere divertente rendersi antipatico per un minuto o due. Ci riusciresti a meraviglia; e ad ogni modo, sarebbe un meraviglioso diversivo.
GARRY - Cara Lisa, sei davvero molto gentile.
LISA - (irritata) Oh Dio, tanto valeva che parlassi in cinese!
GARRY - Lisa cara, non ti arrabbiare. Capisco benissimo quel che vuoi dire; te lo assicuro.
LISA - Strana questa tua comprensione, dopo la ribellione di pochi minuti fa!
GARRY - (suadente) Ma mi si pu concedere, no, di cambiare umore?
LISA - Ecco che reciti di nuovo!
GARRY - Mi hai detto delle cose molto crudeli. Sono sconvolto.
LISA - (volgendosi altrove) Magari!
GARRY - Sul serio: non ti pare di essere stata troppo dura? Ammetto di essere ogni tanto un po spensierato; ma in fondo non faccio troppo male a nessuno.
LISA - Fai male a te stesso e ai pochi, pochissimi, cui veramente stai a cuore.
GARRY - Certo avrai discusso di questo con Enrico, Maurizio e Monica.
LISA - Non ancora; ma lo far se non vedr nessun sintomo di miglioramento.
GARRY - Ricatto, cos?
LISA - Lo sai come ti infastidisce quando facciamo una carica a fondo tutti insieme.
GARRY - (con esasperazione passeggiando per la scena) Quel che mi stupisce nella vita larroganza della gente! fantastica!! Eccovi tutti quanti a sussurrare negli angoli, a complottare, a dirmi quello che debbo o che non debbo fare. la solita storia. Che succede se rallento per un momento la mia affettuosa vigilanza su qualcuno di voi? Un disastro dopo laltro! Guarda: vado a recitare per tre mesi a New York ed ecco che Enrico si mette a letto con la polmonite; va a Biarritz in convalescenza, conosce Giovanna e la sposa! Nel 1937 me ne vado a Saint Tropez, per un mese di riposo e che cosa trovo al mio ritorno? Che tu e Maurizio avete comprato la pi noiosa delle commedie ungheresi e lavete messa in prova con la Lucas come protagonista. La Lucas che fa la parte di unattraente cortigiana, con lo stesso sex-appeal di un baccal! Quanto tempo rimasto in cartellone il lavoro? Una settimana! E questo, solo perch la stampa aveva scritto che era una commedia lasciva.
LISA - Non ti pare che tutto questo ci allontani dallargomento?
GARRY - Affatto. Ventanni fa Enrico ha messo tutti i suoi quattrini nel Cavaliere Smarrito. E chi lo ha recitato per diciotto mesi col teatro pieno e non so quante matines? Io. E chi ha cominciato la sua carriera di produttore con quella commedia? Maurizio!
LISA - Vorrei che la smettessi di porre domande e di rispondervi tu stesso: mi fai venire il capogiro.
GARRY - Dove sarebbero tutti e due senza di me? Dove sarebbe Monica, se io non lavessi tolta dalle grinfie di quella sinistra vecchia zia, dandole un impiego?
LISA - Sarebbe ancora con la sinistra vecchia zia.
GARRY - E tu? Una delle pi malinconiche, delle pi deprimenti attrici delle nostre scene. Dove saresti, se io non ti avessi costretta a rinunciare a recitare e non ti avessi indotta a metterti a scrivere?
LISA - In Regents Park.
GARRY - Mi toccato perfino sposarti, per riuscire a questo!
LISA - Si dimostrato davvero un bel gesto!
GARRY - Oh, sono stato innamorato di te pi a lungo che di qualunque altro. Non ti puoi lamentare.
LISA - Non mi sono mai lamentata. Credo che occorra passare attraverso qualsiasi esperienza, per quanto sconvolgente.
GARRY - Mi adoravi; tu stessa lo sai.
LISA - E continuo ad adorarti, mio caro. Sei cos cortese col tuo insistere sul fatto che tutti noi dipendiamo da te per ogni nostro respiro!
GARRY - Non ho mai detto questo.
LISA - Comunque, ora sei tu ad essere ugualmente dipendente da noi. Ti impediremo di continuare nelle tue stravaganze e nelle tue spese folli. Vedi che siamo riusciti appena in tempo ad impedirti di recitare Peer Gynt.
GARRY - Ma io sono ancora convinto che lo avrei interpretato magnificamente.
LISA - E soprattutto ti abbiamo fatto smettere di essere enfatico.
GARRY - Ora vai troppo in l, Lisa. Farai bene ad andartene da qualche parte.
LISA - Sono appena tornata.
GARRY - (gridando) Monica! Monica! Venga subito qui!
MONICA - (entrando) Che diamine succede?
GARRY - Mi ha mai visto recitare con troppa enfasi?
MONICA - Spesso.
GARRY - una congiura! Lo sapevo!
MONICA - Per dire il vero, sta recitando con enfasi in questo stesso istante. (Esce)
GARRY - Benissimo cedo sono tutti contro di me Nessuno ha un briciolo daffetto Oh, no: io sono soltanto quello che guadagna il pane. Non importa che io sia offeso e insultato. Non importa che si tenti di scuotere la mia timorosa fede in me stesso.
LISA - La tua fede in te stesso timorosa come quella di Napoleone.
GARRY - E guarda come andato a finire! morto solo e abbandonato in una misera isoletta in mezzo al mare.
LISA - Le isole hanno questo in comune.
GARRY - Ora cerchi di fare dello spirito perch ti vergogni. Ti vergogni perch sai benissimo di avermi offeso oltre ogni sopportazione. Non credo che qualcuno di voi se la prenderebbe molto se domani venissi esiliato per sempre. Probabilmente ne sareste felici. Devessere per questo che mi si costringe ad andare in Africa.
LISA - Sai benissimo dessere smanioso di andarvi. Ma per lamor di Dio, sta bene attento quando sei laggi: non cominciare ad amoreggiare con tutti e ad ostentare e a lasciare cadere lintera faccenda.
GARRY - Condurr una vita da frate. Passer il tempo in un malinconico albergo fatiscente, senza parlare ad anima viva; e quando sar morto di tristezza, forse sarete soddisfatti.
LISA - Dunque, per quanto riguarda Maurizio: vorrei ti concentrassi per qualche minuto.
GARRY - Come vuoi che mi concentri? Vieni qui a dirmi le cose pi atroci. Mi cavi di petto il cuore e vi ci salti su e gi e poi mi dici, come nulla fosse: Dunque per quanto riguarda Maurizio come se si stesse parlando del tempo.
LISA - Sono molto preoccupata
GARRY - Ti sta bene.
LISA - Per Maurizio!
GARRY - (esasperato) Ma che centra Maurizio? Che gli succede?
LISA - Non sono ben sicura, ma ho sentito delle voci.
GARRY - Voci di che genere?
LISA - Credo che dovrai metterci un po della tua autorit. Si tratta di Giovanna.
GARRY - Giovanna?
LISA - Pare che Maurizio ne sia innamorato. Non so fin dove sono arrivati e ignoro i particolari; ma se la cosa vera, bisogna intervenire e subito.
GARRY - Maurizio e Giovanna! Ma devessere impazzito! Chi te lo ha detto?
LISA - Prima Bobby, mentre tornavamo da Versailles; ma non gli ho badato molto perch tutti sappiamo che la peggior zizzania del mondo. Ma due sere dopo ho trovato Luisa da Maxim. Era appena arrivata da Londra ed era molto turbata per questa storia. Sai quanto adori Enrico.
GARRY - Ed Enrico sospetta qualcosa?
LISA - Non credo. Sai che non creder mai, finche non ci batte col naso.
GARRY - Non avrebbe dovuto sposarla; lho sempre detto che era stato un grave errore. Non si pu introdurre una sirena stereotipata e imbrillantata in un gruppo cos unito come il nostro, senza andare in cerca di guai.
LISA - Non credo che sia stereotipata; ma certo pericolosa.
GARRY - Me ne sono sempre tenuto lontano. Maurizio! Ma come ha fatto ad essere cos stupido?
LISA - malinconico da qualche tempo. Avevo limpressione che vi fosse qualche cosa che non andava.
GARRY - (alzandosi e passeggiando) Dio mio, che seccatura proprio ora che debbo andar via. Potrebbe mandare allaria lintera faccenda.
LISA - Certo, se Enrico viene a saperlo, non sar che cos.
GARRY - Che dobbiamo fare?
LISA - Prima di tutto dovresti appurare da Maurizio se vero o no, e se vero, fino a che punto sono arrivati; e poi ricorri ai mezzi estremi magari portalo in Africa con te. (Suonano alla porta principale)
GARRY - Sar quel maledetto giovane di Uckfield e io sono qui che tremo come una foglia. Non posso riceverlo. impossibile.
LISA - Non puoi farne a meno se hai promesso.
GARRY - La mia vita un solo lungo tormento e a nessuno gliene importa nemmeno lontanamente.
LISA - Potrebbe non essere lui, ma Maurizio.
GARRY - Accidenti a Maurizio! Accidenti a tutti!
LISA - Non essere sciocco. Sai quanto me che se c qualcosa di vero in questa storia di Giovanna, saremo tutti trascinati nelle peggiori complicazioni. E probabilmente sar una rovina per tutti. Devi scoprire la verit. E se non ci riesci tu, ci riuscir io: lo vedr alle due e mezzo.
GARRY - Non ti dir niente; si arrabbier e ti dir di pensare ai fatti tuoi.
LISA - Sar in casa fino alluna e un quarto; telefonami quando se ne sar andato.
GARRY - Non se ne andr: facciamo colazione insieme. Non posso farti un rapporto telefonico dettagliato della sua vita amorosa in sua presenza.
LISA - Fai il mio numero e poi fingi di avere sbagliato e dimmi: Ho sbagliato numero, mi scusi. Cos capir.
GARRY - Che cosa capirai?
LISA - Che tutto va bene. Ma se mi dici: Ho sbagliato numero, sono davvero dispiaciuto, capir che le cose vanno male e in un battibaleno sar qui per darti manforte.
GARRY - Sempre intrighi! Tutta la mia vita inviluppata di intrighi!
LISA - Hai capito bene? Mi prometti di telefonare?
GARRY - Ma s, va bene. (Suona il campanello della porta) Ti dir unaltra cosa affascinante riguardo alla mia vita, se ti interessa. Nessuno, in nessun caso, va mai ad aprire la porta. (Gridando) Miss Erikson Fred
LISA - Ora vado. Ricordati che sar in casa fin quando non ti avr sentito al telefono. La povera Violetta aspetter.
GARRY - La povera Violetta non fa mai altro che questo. Miss Erikson! Fred! (La Erikson viene in fretta dalla porta di servizio) Stanno suonando almeno da venti minuti, miss Erikson!
MISS ERIKSON - Lo so, ma alla porta di servizio c una donna con un bimbo in braccio.
GARRY - E che vuole?
MISS ERIKSON - Non lo so; non ho avuto tempo di chiederglielo. (Va in anticamera)
GARRY - Ormai la maggior parte dellargenteria finita.
LISA - Meglio sarebbe consigliarle di accontentarsi di un po di pane e formaggio.
GARRY - (corre alla porta dellufficio e grida) Monica, c una donna con un bambino alla porta di servizio; veda lei.
MONICA - (entrando) Che cosa vuole?
GARRY - (con frigida pazienza) Si potr scoprirlo soltanto chiedendoglielo. quanto lei avr la bont di fare.
MONICA - Non c bisogno di inveire. (Esce dalla porta di servizio. Lisa rimette cappello e soprabito. La Erikson rientra)
MISS ERIKSON - (annunciando) Il signor Maule. (Entra Rolando Maule. un giovanotto serio con occhiali. evidentemente nervoso e intimidito, ma cerca di nasconderlo assumendo unaria di burbera sfida)
GARRY - (andandogli incontro molto gentile) Molto lieto.
ROLANDO - Molto lieto.
GARRY - (presenta) Mia moglie, il signor Maule. venuta a darmi un salutino e stava appunto per andarsene.
ROLANDO - Ah!
LISA - So che ha appuntamento con Garry e non vorrei affatto disturbare. Perci la saluto.
ROLANDO - Buongiorno.
LISA - Non dimenticare, Garry. Sieder vicino al telefono.
GARRY - Va bene. (Lisa esce. Garry accenna a Rolando di sedere) Si accomodi, la prego.
ROLANDO - Grazie. (Siede)
GARRY - Una sigaretta?
ROLANDO - No, grazie.
GARRY - Non fuma?
ROLANDO - No.
GARRY - Un aperitivo?
ROLANDO - No, grazie.
GARRY - Quanti anni ha?
ROLANDO - Venticinque. Perch?
GARRY - Cos per curiosit, non che importi.
ROLANDO - E lei?
GARRY - Quaranta in dicembre. Sotto il segno di Giove molta energia.
ROLANDO - Gi, certo. (Ha una risatina nervosa)
GARRY - Viene direttamente da Uckfield?
ROLANDO - Non poi molto lontano.
GARRY - Si ha limpressione che lo sia, non vero?
ROLANDO - (sulla difensiva) nelle vicinanze di Lewes.
GARRY - Allora il viaggio molto facile, no? (Entra Monica)
MONICA - tanto carino il pupo: ma ha unaria malaticcia.
GARRY - E che voleva?
MONICA - Sua sorella.
GARRY - E crede di trovarla qui da noi?
MONICA - Abita a due porte pi in l: stato tutto un errore.
GARRY - (presenta) La mia segretaria, la signorina Reed il signor Maule.
MONICA - Molto lieta Ho il suo copione di l, in ufficio, se vuole riprenderlo
ROLANDO - Grazie.
MONICA - Vado a metterlo in una busta. (Esce e richiude la porta)
GARRY - Voglio parlarle della sua commedia.
ROLANDO - (cupo) Immagino che non le sar piaciuta affatto.
GARRY - Per essere sincero, mi parsa un po disuguale.
ROLANDO - Ero sicuro che mi avrebbe detto questo.
GARRY - Sono lieto di corrispondere alle sue aspettative.
ROLANDO - No, ma volevo dire che certo non il genere che lei predilige.
GARRY - E allora perch diamine me lha mandata?
ROLANDO - Ho voluto correre il rischio. So che lei recita generalmente della robaccia; e mi son detto che forse le avrebbe fatto piacere, una volta tanto, provarsi in qualcosa di pi profondo.
GARRY - Che cos che considera tanto profondo nella sua commedia, signor Maule? A parte la trama che completamente svolta nelle prime quattro pagine.
ROLANDO - La trama non ha mai importanza; lidea quel che conta. Pensi a Cechov
GARRY - Oltre alle idee, mi pare che potremmo concedere a Cechov un tantino di senso psicologico; non trova?
ROLANDO - Vorrebbe dire che la mia commedia non accurata dal punto di vista psicologico?
GARRY - (dolcemente) In verit, non gran cosa; no, non gran cosa.
ROLANDO - Io ritengo che sia un lavoro di primordine.
GARRY - Capisco benissimo, ma dovr ammettere che la mia opinione, basata su una lunga esperienza di teatro, potr essere quella pi giusta.
ROLANDO - (con disprezzo) Teatro commerciale!
GARRY - Oh, Dio. Oh, Dio. Oh, Dio.
ROLANDO - Naturalmente mi dir che Shakespeare ha scritto per il teatro commerciale e che solo scopo del teatro di far quattrini. Tutti vecchi argomenti. Non capisce che il teatro dellavvenire il teatro delle idee.
GARRY - Pu darsi; ma per ora io mi occupo del teatro del presente.
ROLANDO - (con calore) E con che risultato? Tutte le commedie che recita sono uguali: superficiali, frivole e senza ombra di significato intellettuale. Ha molti ammiratori e una forte personalit; e non fa che prostituirsi ogni sera. Con tutto il suo talento non sa far altro che indossare vestaglie e fare osservazioni spiritose, mentre potrebbe davvero aiutare la gente facendo s che impari a pensare, a sentire.
GARRY - Non ci pu essere che una sola opinione al riguardo. Che mattinata terribile.
ROLANDO - (alzandosi e rimanendo ritto davanti a Garry) Se vuole rimaner vivo nel ricordo degli uomini e passare alla posterit come un uomo importante, far bene a non perder tempo.
GARRY - Me ne infischio dei posteri. Che vuole che mimporti di quello che si penser di me quando sar morto stecchito? Il mio peggior difetto che propendo a preoccuparmi troppo di quello che pensano di me mentre sono ancor vivo. Ma voglio cambiare. Dora in poi user altri metodi: e lei il mio primo esperimento. Come regola, quando qualche insopportabile principiante ha limpertinenza di criticarmi, prendo la cosa alla leggera perch mi sento imbarazzato per lui e mi sembra un po sleale sgonfiarlo di tutta la sua prosopopea. Ma questa volta, mio serioso giovanotto, toccher a lei sentire qualche verit. Prima di tutto, la sua commedia non affatto una commedia. un insignificante guazzabuglio messo insieme da un adolescente contafrottole semintellettuale. Non ha nessun rapporto col teatro n con la vita. E lei stesso non sarebbe qui se io non fossi stato tanto stupido da prendere il ricevitore del telefono in un momento di distrazione della mia segretaria. Ma ora che qui, voglio dirle questo. Se vuole fare il commediografo, lasci che il teatro di domani se la veda da s. Si faccia scritturare come maggiordomo in una compagnia di repertorio, ammesso che la accettino. E impari da zero in su come sono costruite le commedie e che cosa si pu o non si pu trasformare in materia teatrale. Poi si metta a tavolino e scriva almeno venti commedie una dopo laltra; e se riuscir a far mettere in scena la ventunesima da una compagnia di dilettanti, potr dirsi ben fortunato!
ROLANDO - (ipnotizzato) Non limmaginavo cos lei magnifico!
GARRY - (con gesto di rinuncia) Dio mio!
ROLANDO - Mi dispiace immensamente che mi ritenga un impertinente, ma ne sono anche contento perch se non lo fossi stato non si sarebbe arrabbiato e se non si fosse arrabbiato non avrei saputo com in realt.
GARRY - Non lo sa affatto, come sono in realt.
ROLANDO - Oh, s, adesso lo so.
GARRY - Non vedo che importanza possa avere.
ROLANDO - Per me moltissima.
GARRY - Perch?
ROLANDO - Vuole proprio saperlo?
GARRY - Ma che diavolo dice?
ROLANDO - un po difficile spiegare
GARRY - Cos difficile spiegare?
ROLANDO - No, mi lasci dire Vede, per molto tempo lei stato per me una specie di ossessione. Lho vista nella sua ultima interpretazione per ben quarantasette volte; una settimana sono venuto ogni sera, in loggione, perch ero in citt per dare un esame.
GARRY - stato bocciato?
ROLANDO - Naturalmente.
GARRY - Non mi stupisce.
ROLANDO - Mio padre vuole che io faccia lavvocato; e appunto si trattava di un esame di legge; ma per il momento sto studiando molta psicologia perch mi sembra di non essere in pace con me stesso; e a poco a poco ho cominciato a rendermi conto di come lei per me significhi qualcosa.
GARRY - Che cosa?
ROLANDO - Ancora non lo so.
GARRY - Questo non ancora una delle espressioni pi sinistre che io abbia mai udito.
ROLANDO - Non rida di me, la prego! Mi sento sempre male quando qualcuno ride di me.
GARRY - veramente un giovanotto molto strano.
ROLANDO - Ora per mi sento benissimo.
GARRY - Mi fa piacere
ROLANDO - Sar possibile rivederla?
GARRY - Sto per partire per lAfrica.
ROLANDO - E se venissi in Africa anchio, mi rivedrebbe?
GARRY - Credo che veramente sarebbe pi felice a Uckfield.
ROLANDO - Mi creder pazzo; ma non lo sono. Soltanto certe cose mi interessano profondamente. Ora per mi sento meglio perch credo che sar in grado di sublimarla del tutto.
GARRY - Bene. Ma adesso debbo pregarla di andarsene perch aspetto il mio impresario, col quale debbo parlar daffari.
ROLANDO - Certo, me ne vado subito.
GARRY - Vuole riprendersi il suo copione?
ROLANDO - No, no lo stracci pure Il suo giudizio esattissimo Era scritto solo con una parte di me; ora lo capisco. Arrivederci.
GARRY - Arrivederci. (Rolando esce. Garry aspetta di sentire chiudere la porta, poi corre alla porta dellufficio) Monica!
MONICA - (entrando) Se n andato?
GARRY - Se telefona unaltra volta, se ne liberi a qualunque costo. completamente pazzo.
MONICA - Perch, che ha fatto?
GARRY - Ha cominciato con linsultarmi ed ha finito col sublimarmi.
MONICA - Poveretto, mi sembra del tutto sconvolto. Prenda un bicchierino di sherry.
GARRY - Queste sono le prime parole gentili che sento da stamattina.
MONICA - Credo che ne prender un sorso anchio. (Versa in due bicchierini. Il campanello suona)
GARRY - Sar Maurizio. Che ora ?
MONICA - Venti minuti alluna. Ecco qua. (Gli d il bicchiere) Vado ad aprire. (Monica esce. Dalla porta di servizio entra miss Erikson)
GARRY - Non importa, miss Erikson. andata la signorina Reed ad aprire. (Miss Erikson esce. Si sentono voci in anticamera. Entrano Enrico e Maurizio seguiti da Monica. Enrico sui quarantanni. Piuttosto elegante e vivace. Maurizio un po pi giovane. Alto, di bellaspetto, un po brizzolato alle tempie)
ENRICO - C uno strano giovanotto seduto sui gradini.
GARRY - Che cosa fa?
ENRICO - Piange.
MAURIZIO - Che diavolo hai combinato, Garry?
GARRY - Niente. Gli ho soltanto detto quello che pensavo della sua commedia.
ENRICO - Mi fa piacere constatare che sei sempre pieno di tatto.
MONICA - Uno sherry, Maurizio?
MAURIZIO - Grazie.
MONICA - (serve Maurizio. Poi) Enrico?
ENRICO. lo stesso sherry di sempre?
MONICA - Si.
ENRICO - Allora grazie, no.
GARRY - Perch? Che cosha?
ENRICO - Niente; soltanto non molto buono.
GARRY - Non avresti mai dovuto farti socio del circolo dellAteneo: sei diventato una piaga.
ENRICO - Non capisco.
GARRY - Sei diventato pieno di prosopopea.
ENRICO - Non pu aver avuto questo effetto su di me; mi ha sempre spaventato andarci.
MAURIZIO - Enrico ha ragione per lo sherry; pessimo.
GARRY - Se qualcuno fa ancora per lamentarsi diventer furibondo. Da stamattina questo studio come il muro del pianto!
MAURIZIO - Lisa tornata.
GARRY - Grazie tante dellinformazione, bisogner che mi dia da fare per contattarla.
MAURIZIO - Ma che diamine ha oggi questo brontolone? pungente come un istrice!
MONICA - Lisa lha un po attaccato, poi io gli ho detto che era enfatico; ha davvero avuto una mattinata tremenda e poi quel giovane picchiatello, in aggiunta a tutto il resto.
MAURIZIO - Non ci badare, Garry Dio lass e il mondo va a gonfie vele. Ho una splendida brutta notizia da darti.
GARRY - Che cos?
MAURIZIO - Nora Fenwick non pu venire in Africa.
GARRY - Perch? Che cosa le successo?
MAURIZIO - Si rotta una gamba.
GARRY - (esasperato) Ma no, accidenti!
ENRICO - Oh, non poi una cosa tanto grave.
GARRY - Ah, no, eh? Significa semplicemente che dovr occupare tutto il tempo del viaggio a far provare una nuova attrice in sei parti diverse! Com che l successo a quella stupida troietta?
MAURIZIO - caduta alla stazione Vittoria.
GARRY - Non aveva alcun diritto di trovarsi l. Ora chi possiamo prendere?
ENRICO - Maurizio vorrebbe Beryl Willard; ma non credo che vada bene.
GARRY - (aspro) Ah, s? Vuoi Beryl Willard, tu?
MAURIZIO - Perch no? molto brava!
GARRY - (con calma pericolosa) Daccordo. Beryl Willard bravissima. Recita molto bene da una quarantina danni. E oltre alla sua bravura, riuscita, con abilit fantastica, a crearsi una solida reputazione: quella di essere la pi colossale, incredibile paralizzante scocciatrice che esista sulla faccia della terra!
MAURIZIO - Ma Garry, non mi pare
GARRY - (riscaldandosi) Non ti pare? Beh, ti spiegher unaltra cosa. Nessuna preghiera, nessun ricatto, nessuna minaccia, nessun potere umano o divino potr indurmi ad andare in Africa con Beryl Willard. Non andrei con lei neanche a Wimbledon.
MONICA - Sta cercando di spiegarvi che Beryl Willard non gli interessa.
MAURIZIO - E va bene; non parliamone pi. Chi proporresti?
ENRICO - Un momento. Se dovete cominciare una delle vostre diatribe su chi avr la parte, io me ne vado. Devo prendere laereo per Bruxelles. Volevo soltanto dirti che non possiamo avere il teatro Mayfair in autunno per darvi quel lavoro francese.
GARRY - Perch?
ENRICO - Perch Robert lo ha preso per tutta la stagione, a cominciare da settembre.
GARRY - Perch ti sei lasciato precedere? Sapevi che lo volevo io.
ENRICO - Il Forum molto pi bello ed ha una sala pi vasta.
GARRY - una congiura! Da anni cercate tutti e due di trascinarmi a recitare in quellobitorio mal riscaldato! MAURIZIO - stato rinnovato in tutto e per tutto.
GARRY - Bisogner ricostruirlo pietra su pietra prima che io vi metta piede!
ENRICO - Vedi di sistemare le cose pi tardi, Maurizio. Stamattina Garry intrattabile. Io ora non posso fermarmi.
GARRY - Cosa vai a fare a Bruxelles, che il diavolo ti porti?
ENRICO - Affari. Espliciti e semplici affari. Niente che abbia a che fare col teatro. Non vedo lora di trovarmi l. Arrivederci, tesorino. Cerca di farti trovare un po pi affabile al mio ritorno. Arrivederci Monica Ciao, Maurizio A proposito, perch non telefonate a Giovanna, tutta sola.
MAURIZIO - Le ho gi telefonato. Domani sera laccompagno allapertura dellHaymarket.
ENRICO - Splendido Ciao a tutti. (Esce)
MONICA - (andando verso lufficio) Ha ancora bisogno di me?
GARRY - Perch? Che deve fare?
MONICA - Vado a scrivere a Beryl Willard pregandola di venire a stare con lei! (Esce)
GARRY - Cos domani sera accompagni Giovanna allHaymarket?
MAURIZIO - S, perch?
GARRY - Perch no! Perch no, davvero!
MAURIZIO - Che diavolo intendi dire!
GARRY - Penso che ci verr anchio.
MAURIZIO - Magnifica idea! Ho un palco: c posto per tutti.
GARRY - Perch sei cos malinconico da un po di tempo in qua?
MAURIZIO - Ma neanche per sogno!
GARRY - Oh, s. Me ne sono accorto io e lha notato anche Lisa.
MAURIZIO - Vi sbagliate tutti e due. Sono perfettamente felice.
GARRY - (irritato camminando su e gi) Via, Maurizio!
MAURIZIO - Che diamine c?
GARRY - Giovanna ti piace, non vero?
MAURIZIO - Certamente. un tesoro.
GARRY - Io non lo direi, ma pur vero che la vedo di rado, al contrario di te.
MAURIZIO - Dove vuoi arrivare?
GARRY - La gente parla, Maurizio.
MAURIZIO - (con lieve acrimonia) Di che?
GARRY - Di te e di Giovanna.
MAURIZIO - Storie!
GARRY - verissimo e tu lo sai.
MAURIZIO - Non so nulla del genere.
GARRY - Sei innamorato di lei?
MAURIZIO - Di Giovanna? No, davvero!
GARRY - Ti stai disponendo a diventarlo? Di solito mi accorgo quando stai per imbarcarti in una delle tue scalmane emotive.
MAURIZIO - Questa s che davvero mi piace! E quando ti ci imbarchi tu?
GARRY - Lascia stare me, per il momento. Nessuno pu comunque accusarmi dessere un uomo emotivo.
MAURIZIO - Davvero? E Silvia Laurie? Lhai menata come un ossesso con lei. Settimane intere. Pianti e singhiozzi a non finire.
GARRY - Roba di molti anni fa.
MAURIZIO - Che importa quando stato. stato! E se quello non essere emotivi, vorrei sapere quando lo . Ci avevi ridotti tutti a uno straccio.
GARRY - Noto che hai abilmente trasformata la conversazione in un attacco contro di me.
MAURIZIO - Stammi a sentire Garry
GARRY - Mi giuri che fra te e Giovanna non c stato nulla?
MAURIZIO - Accidenti che razza di interrogatorio incrociato.
GARRY - Rispondimi!
MAURIZIO - Occupati dei fatti tuoi.
GARRY - Buon Dio, se questi non sono fatti miei, non so che altro. Se fai limbecille con Giovanna e Enrico viene a scoprirlo, ti rendi conto di quel che pu succedere?
MAURIZIO - Rifiuto di continuare questa conversazione.
GARRY - Puoi rifiutare finche scoppi, ma dovrai ascoltarmi per forza.
MAURIZIO - Niente affatto. (Fa un movimento verso la porta)
GARRY - (lo afferra per un braccio) Allora vero?
MAURIZIO - (svincolandosi) Lasciami in pace.
GARRY - Siediti davvero cosa seria.
MAURIZIO - Non ho intenzione di subire una delle tue famose tirate con lindice puntato ne sono stufo marcio.
GARRY - Anni fa, Maurizio, parecchi anni fa, prima che tu ne fossi stufo marcio, devi pur riconoscere che ti servirono non poco.
MAURIZIO - Lo ammetto. E con questo?
GARRY - Non ci siamo mai mentiti lun laltro su cose veramente importanti, non vero?
MAURIZIO - vero.
GARRY - E sarebbe sciocco cominciare adesso, dopo tutti quegli anni turbolenti, ti pare?
MAURIZIO - Va bene, va bene. Ma nessuno lha fatto, da quel che mi risulta.
GARRY - Non ti far altre domande. E non ti far neanche troppi rimproveri, se non mi ci trascini. Ma voglio comunque che tu veda una cosa in modo ben chiaro, ed questa. Tu, Enrico, Monica, Lisa ed io condividiamo qualcosa di inestimabile importanza per tutti noi, il rispetto e la fiducia reciproca. Dio, sa se non labbiamo conquistato con fatica. Possiamo guardare indietro, verso anni ed anni di tremendi conflitti con noi stessi e tra di noi. Ma ora che non siamo pi ragazzi, possiamo riconoscere con una certa addolcita tranquillit che ne valsa pi che la pena. Siamo cinque persone strettamente unite dallaffetto, dal lavoro, dallintima conoscenza reciproca. E questa unione troppo importante per correre il rischio di spezzarla per una qualsiasi ragione emotiva esterna. Giovanna ci estranea. Non ci appartiene e non potr mai appartenerci. Enrico se ne rende perfettamente conto, non uno sciocco, e sia detto a suo merito, non ha mai cercato di imporci sua moglie. Ma non credere che Giovanna non sia un pericolo potenziale! Lo , perch femmina al cento per cento, oltremodo attraente e spietatamente implacabile nel perseguire ci che vuole ottenere. Sono certo che se potesse riuscire a creare il disaccordo fra noi, non lascerebbe alcun mezzo intentato. Con la sua apparenza infantile una cacciatrice di uomini come non ne ho mai visto la simile; e non ti dico altro che questo: sta attento! Non occorre che tu mi risponda: ma sta attento. Hai capito?
MAURIZIO - (alzandosi) Perfettamente. Penso che mi verser un altro po di sherry. (Va a servirsi)
GARRY - Versane un po anche a me: ne ho bisogno.
MAURIZIO - (porgendoglielo) Eccotelo.
GARRY - Grazie. (Guarda lorologio) Dio mio, luna passata. Ho dimenticato di telefonare per fissare la tavola.
MAURIZIO - Non c bisogno: possiamo andare nella sala di sopra.
GARRY - Di sopra c puzzo di pesce lesso. questione di un minuto, telefonare. (Va al telefono e forma il numero. Al telefono con sorriso raggiante) Ho sbagliato numero. Mi scusi. (Riattacca e riprende a girare il disco mentre cala il sipario)
SIPARIO
ATTO SECONDO
QUADRO PRIMO
Mezzanotte. Dal primo atto sono passati tre giorni. Al levarsi del sipario lo studio piacevolmente, anche se non troppo, illuminato. Garry, in vestaglia sopra labito da sera, suona il pianoforte. Accanto a lui un bicchiere di whisky e soda che ogni tanto sorseggia. Dalla porta di servizio entra Fred vestito elegantemente in giacca da sera con un nero cappello floscio che tiene in mano.
FRED - Beh, adesso esco. Non occorre altro?
GARRY - Come siamo chic! Dove vai?
FRED - Al Tagani.
GARRY - Dove si trova?
FRED - (laconico) In Tottenham Court Road.
GARRY - una sala da ballo o un night o che cosa?
PRED Un po di tutto. Ci lavora Doris.
GARRY - Che cosa fa?
FRED - Canta un paio di numeri e fa un ballo con una corda per saltare.
GARRY - Divertentissimo.
PRED Per mio gusto un po stupido; ma al pubblico piace.
GARRY - Hai lintenzione di sposare Doris?
FRED - Sposarla? E a che scopo?
GARRY - Ma lo sai che sei tremendamente immorale, Fred?
FRED - (allegro) Verissimo!
GARRY - So per certo che da pi di due anni che ti approfitti di Doris.
FRED - Perch no? A lei fa piacere, a me anche, e ci divertiamo tutti e due.
GARRY - Ma in fondo le vuoi bene. Pensi a lei quando non ti vicina?
FRED - (con compiacenza) Mi sempre vicina quando ne ho bisogno.
GARRY - E che cosa far quando noi andremo in Africa?
FRED - Si arranger. Ci sono due tizi che le ronzano attorno! Uno un tipo di lusso, commercia nella seta.
GARRY - Ho capito. Doris della comunit.
FRED - Il signore chiamer domattina, come al solito, o desidera essere svegliato?
GARRY - Chiamer io. andata via miss Erikson?
FRED - S, andata via presto. Aveva una riunione alle sei da una sua amica a Hammersmith e se l svignata. Spengono le luci, suonano il grammofono e parlano con un indiano.
GARRY - Se questo la fa felice, va benissimo.
FRED - una lavoratrice, anche se un po scervellata; ma non si pu aver tutto, non vero? Allora occorre altro?
GARRY - No grazie, Fred. Divertiti.
FRED - Lei pure e mi raccomando. (Esce con aria baldanzosa. Garry continua a suonare il piano. Squilla il telefono)
GARRY - (Va a rispondere) Pronto? Pronto? Chi parla? (Cambia voce) Oh, Lisa No, sono rientrato da mezzora S cara, del tutto solo Sto voltando pagina, non lhai sentito? S, con tutti e due; dopo siamo andati a cena al Savoy e Maurizio ed io labbiamo accompagnata a casa No, non ne ho pi parlato; mi parso pi saggio cos Hai laria un po scettica No, per dire la verit era incantevole; assai intelligente e devo ammettere che un continuo piacere per gli occhi S, benissimo No, debbo far colazione con Tony Perfetto, verso le undici S, certo; adesso vado di filato a letto Buona notte, tesoro. (Riattacca. Va al piano, finisce il suo whisky, prende un libro, spegne le luci ed a met scala quando si sente suonare il campanello della porta. Borbotta allinferno, ridiscende, riaccende le luci e va in anticamera. Lo si sente esclamare Giovanna! con voce sorpresa. Giovanna entra seguita da lui. una donna vestita squisitamente, poco pi che trentenne. Ha molta disinvoltura e un grande fascino)
GIOVANNA - Non posso dirle quanto sia contenta di averla trovata in casa. Mi succede la cosa pi stupida del mondo.
GARRY - Cio?
GIOVANNA - Ho dimenticato le chiavi di casa.
GARRY - Oh, Giovanna!
GIOVANNA - Inutile che mi guardi cos Di solito non sono affatto distratta; la prima volta che mi capita una cosa simile. Sono furiosissima! Mi sono vestita in gran fretta per andare a pranzo con Freda e poi al concerto Toscanini e ho lasciato la chiave nellaltra borsetta.
GARRY - E probabilmente i domestici dormono nelle soffitte.
GIOVANNA - Altro che dormire; sprofondano nel coma pi assoluto. Ho tempestato per oltre mezzora la porta.
GARRY - Vuol bere qualcosa?
GIOVANNA - Volentieri Sono esausta. (Si toglie il mantello)
GARRY - (preparando una bibita per lei e per s) Bisogna decidere il meglio da farsi.
GIOVANNA - Sono andata ad un telefono pubblico e ho chiamato Lisa, ma doveva esser fuori perch non ha risposto.
GARRY - (guardandola) Ha telefonato a Lisa e non ha risposto!
GIOVANNA - S.
GARRY - Una sigaretta?
GIOVANNA - (prendendola) Grazie. Mi guarda in modo curioso Forse non mi crede?
GARRY - (accendendole la sigaretta) Ma s che le credo, Giovanna. Perch non dovrei crederle?
GIOVANNA - Non so. Mi guarda sempre come se non si fidasse affatto di me. un peccato perch sono una gran buona figliola.
GARRY - (sorridendo) Ne sono certo, Giovanna.
GIOVANNA - Conosco questa voce, Garry; quella che usa in tutte le commedie in cui recita.
GARRY - Lassoluta naturalezza sulla scena il mio cavallo di battaglia.
GIOVANNA - Non le sono mai piaciuta, non vero?
GARRY - No. Non molto.
GIOVANNA - Mi chiedo perch.
GARRY - Ho sempre avuto limpressione che fosse piuttosto tediosa.
GIOVANNA - Come sarebbe a dire, tediosa.
GARRY - Non so. C in lei una certa arroganza un po troppa disinvoltura.
GIOVANNA - Vedo che la concorrenza non le importa.
GARRY - molto bella, certo questo lho sempre pensato.
GIOVANNA - (sorridendo) Grazie.
GARRY - Anche se un po troppo consapevole.
GIOVANNA - (ritoccandosi il viso, servendosi dello specchio della borsetta) Lei odioso nel modo pi convenzionale, anche se la cosa ha un certo che di falso. Ma pur vero che lei non mai privo di un certo che di falso, non cos? Forse perch un attore: siete sempre tutti quanti un pochino di cartapesta, voi attori.
GARRY - Marionette, cara Giovanna, creature di orpello e di segatura: ci voleva la sua intelligenza per accorgersene.
GIOVANNA - Vorrei che smettesse per un momento con la sua affabilit.
GARRY - Che cosa vuole che faccia; che esca dai gangheri o che scoppi in pianto?
GIOVANNA - (con gli occhi bassi) Vorrei soltanto che avesse un po di considerazione.
GARRY - Considerazione?
GIOVANNA - S. Almeno quel tanto da tentare di superare il suo evidente pregiudizio contro di me.
GARRY - Mi dispiace che sia cos evidente.
GIOVANNA - Non sono una perfetta idiota, bench debba dire che lei mi tratta sempre come se lo fossi. So che le dispiaciuto il mio matrimonio con Enrico; dispiaciuto a tutti voi e mi sono resa perfettamente conto del perch, almeno in principio. Ma ormai sono passati cinque anni e in questo tempo ho fatto del mio meglio per non essere invadente, per non intromettermi nel campo altrui. Il mio ritegno stato mal ricompensato, specialmente da lei: non ho trovato che cortesia artificiale e tolleranza piuttosto glaciale.
GARRY - Povera Giovanna.
GIOVANNA - (alzandosi) Vedo che il mio appello caduto su terreno sterile. Sono molto dispiaciuta.
GARRY - Ma che tutto questo? Che sta combinando?
GIOVANNA - Non sto combinando niente.
GARRY - Allora si segga di nuovo.
GIOVANNA - Desidererei che mi chiamasse un taxi.
GARRY - Non dica sciocchezze: nulla le riuscirebbe pi odioso di un taxi. venuta qui con uno scopo; non cos?
GIOVANNA - S certo. Sono rimasta senza chiave, so che lei ha una stanza per gli ospiti e
GARRY - E?
GIOVANNA - Volevo conoscerla un po meglio.
GARRY - Capisco.
GIOVANNA - No, non capisce niente. So benissimo quel che pensa. Certo non posso del tutto biasimarla. Nella sua posizione di attore romantico, fra i pi famosi del mondo, naturale che immagini che tutte le donne siano pronte a buttarsi nelle sue braccia. Per esempio, sono certa che non crede affatto che io abbia perso la chiave!
GARRY - straordinaria proprio straordinaria.
GIOVANNA - Qual il numero per avere un taxi? Lo chiamo da me.
GARRY - Sloane 2664.
GIOVANNA - (fa il numero e aspetta un attimo) Pronto? Sloane 2664? Oh, mi scusi tanto ho sbagliato numero. (Garry si lascia andare sul sof ridendo di cuore) Di che ride?
GARRY - Di lei, Giovanna.
GIOVANNA - (formando nuovamente un numero) Si sta divertendo enormemente, mi pare!
GARRY - (balza in piedi e le toglie di mano il telefono) Ha vinto.
GIOVANNA - Mi dia il ricevitore e non mi faccia arrabbiare.
GARRY - Un altro bicchierino?
GIOVANNA - No, grazie.
GARRY - Ancora una sigaretta?
GIOVANNA - No.
GARRY - La prego mi dispiace.
GIOVANNA - (torna al sof in silenzio. Poi) Vorrei che fosse veramente dispiaciuto.
GARRY - (porgendole una sigaretta) Forse lo sono.
GIOVANNA - Vede, adesso potrei piangere con grande effetto, se solo ne avessi la tecnica necessaria.
GARRY - La tecnica cosa importantissima.
GIOVANNA - Oh, Dio!
GARRY - (accendendole la sigaretta) Mi pare che la conversazione sia arrivata a un punto morto.
GIOVANNA - Forse berrei ancora qualche cosa: ma proprio un sorso. Mi fa sentire del tutto intimidita. Certo una delle sue doti pi famose, non vero? Lo spaventare la gente!
GARRY - (versandole il liquore) Ora non vorr fingere di avere paura di me!
GIOVANNA - Freda Lawson mi ha detto laltro giorno che ha di lei un terrore folle.
GARRY - Non capisco perch; la conosco appena.
GIOVANNA - Credo che abbia a che vedere con la sua personalit, oltre alla reputazione di essere insomma (ride) alquanto spietato.
GARRY - (dandole il bicchiere) Amorosamente o socialmente?
GIOVANNA - Tutte due.
GARRY - Beh E lei che ne pensa?
GIOVANNA - Mi sembra che sia migliore di quel che si dice.
GARRY - Grazioso il vestito che indossa.
GIOVANNA - Lho messo per Toscanini.
GARRY - Anche lui fa paura alla gente, quando suonano male.
GIOVANNA - Sembra stranamente giovane in certi momenti. Mi piacerebbe sapere com realmente senza trucco e senza finzione.
GARRY - Un ragazzone semplice, che odora di idealismo.
GIOVANNA - Magari anche sentimentale; a volte quasi fin de siecle.
GARRY - Passo delle ore al mio ricamo.
GIOVANNA - E nellinsieme felice?
GARRY - Estasiatamente.
GIOVANNA - Non mai stanco di sistemare la vita degli altri, di essere il capo, di essere adorato e obbedito da tutti?
GARRY - Mai. mia grande delizia.
GIOVANNA - Lo immaginavo, ma non ne ero sicura.
GARRY - Vuole che le suoni qualcosa?
GIOVANNA - No, grazie.
GARRY - Perch sempre no? Devessere stramba.
GIOVANNA - Stramba no, solo musicofila.
GARRY - E anche insolente. Anzi, sgarbata.
GIOVANNA - S, sono stata sgarbata, vero? Mi scusi.
GARRY - Non c di che. Che facciamo adesso?
GIOVANNA - C proprio bisogno di fare qualcosa?
GARRY - Non so. Il mio senso sociale mi dice che si richiede qualcosa; ma non sono ben certo di che si tratti. Perci mi ero offerto di suonarle qualcosa.
GIOVANNA - C sempre la radio.
GARRY - No, qui non c.
GIOVANNA - Sono ben contenta di essere adulta. Devessere unesperienza sconvolgente per le persone giovani e inesperte.
GARRY - questa una sottile allusione al mio fascino?
GIOVANNA - talmente brillante Cos briosamente bardato con tutti i suoi campanellini che tintinnano.
GARRY - Sembro un cavallo da circo.
GIOVANNA - Proprio cos! Uno di quei cavalli che fanno il giro della pista ritti sulle zampe di dietro per farsi ammirare e saltano con sicurezza attraverso i cerchi di carta.
GARRY - Senta, Giovanna. Adesso deve decidersi. Questa schermaglia provocatoria mi abbatte. Che cosa vuole?
GIOVANNA - Voglio che sia quello che credo sia veramente: cordiale e spontaneo; uno a cui si pu credere. Voglio che mi faccia lonore di smettere per un po di recitare leterna commedia, di chiudere il sipario, togliersi il trucco e distendersi i nervi.
GARRY - Tutti quanti non fanno che consigliarmi di distendermi i nervi.
GIOVANNA - Non si pu dar loro tanto torto.
GARRY - Non diventerei troppo vulnerabile, cara Dalila, privo dei miei bei serici capelli?
GIOVANNA - Perch ha tanta paura di diventar vulnerabile? Non sarebbe un sollievo, una volta tanto? Devessere una fatica terribile lo stare perpetuamente in guardia.
GARRY - Non mi sono sbagliato su di lei fin dal primo momento!
GIOVANNA - Davvero?
GARRY - Lei terribilmente predace.
GIOVANNA - Garry.
GARRY - Si impadronita del povero Enrico quandera ancora convalescente. Ha cercato di cattivarsi lamicizia di Maurizio e adesso, perdio, a me che mira! Non lo neghi: glielo leggo negli occhi. Eccola apparire improvvisamente nella notte, emanando da tutto il suo essere la sua avidit di conquista, tanto che ne vibra tutta laria! stata dal parrucchiere questo pomeriggio, non vero? Si fatta la manicure e probabilmente anche la pedicure. E questabito nuovo, vero? Scarpine fiammanti. E queste calze non le ha mai messe prima di stasera! E la sua mente tesa alla vittoria anche pi del suo corpo. Ogni parola, ogni frase, ogni mutamento di tono preparato abilmente. Quel tanto di antagonismo fra i sessi misto a una sottile adulazione. Tutto studiato, dosato alla perfezione, dalla provocazione allansiosa diffidenza. Vuole sapere come sono sotto la mia vernice scintillante, non cos? Beh, ecco. Sono fondamentalmente onesto: ecco quel che sono! Quando mi mettono con le spalle al muro dico la verit; e in questo momento la verit che la conosco, Giovanna. So a cosa mira; lo vedo in tutto il suo armeggiare. Se ne vada di qui! Mi lasci in pace!
GIOVANNA - (ridendo) Sipario!
GARRY - (vicino al tavolo delle bibite) Accidenti non c pi soda.
GIOVANNA - Lo prenda liscio, tesoro.
GARRY - Come si permette di chiamarmi tesoro?
GIOVANNA - Perch credo che sia un tesoro: lho sempre creduto.
GARRY - Vada via immediatamente!
GIOVANNA - proprio per causa sua che ho sposato Enrico.
GARRY - Ma non v abisso nel quale non sia capace di scendere.
GIOVANNA - Assolutamente nessuno. Sono innamorata di lei da sette anni; era dunque tempo ormai di fare qualcosa, no?
GARRY - (camminando) Questa la fine!
GIOVANNA - (calma) No, amor mio; soltanto il principio.
GARRY - Adesso mi ascolti, Giovanna
GIOVANNA - Sar meglio che prima ascolti me.
GARRY - Neanche per idea!
GIOVANNA - (alzandosi, calma e con grande fermezza) Deve ascoltarmi. importantissimo per tutti noi. Si sieda, la prego.
GARRY - Preferirei restare in piedi e camminare.
GIOVANNA - Si sieda, caro dolce Garry; si sieda la prego. Si deve concentrare: la cosa non poi tanto terribile come pare. Debbo spiegarle e non posso, se la vedo volteggiare in questo modo.
GARRY - (buttandosi sul divano) spaventoso!
GIOVANNA - Prima di tutto mi deve promettere di rispondere sinceramente ad una mia domanda. Me lo promette?
GARRY - Di che si tratta?
GIOVANNA - Me lo promette?
GARRY - E sia pure. Continui.
GIOVANNA - Se non mi avesse mai vista prima, se ci fossimo incontrati per la prima volta stasera, se io non avessi nessun rapporto con qualcuno che lei conosce, avrebbe fatto allamore con me? Mi avrebbe desiderata?
GARRY - S.
GIOVANNA - Bene, questo quanto. Ora
GARRY - Senta, Giovanna
GIOVANNA - Zitto! Cerchi dessere leale, mi lasci spiegare. Quando prima ho detto che lei era la ragione per cui ho sposato Enrico, era vero solo in parte. Sono devota a Enrico, gli voglio in realt pi bene di quanto lui ne voglia a me. Lui stato follemente innamorato per i primi due anni, ma ora non lo pi. Ceravate voi tra me e lui. Non solo nel mio cuore, ma nel suo. Enrico ha detestato la sua scarsamente celata disapprovazione nei miei riguardi: e ci a poco a poco, ha soffocato il suo amore per me. Questo il peggio delle persone come lei, con la loro personalit maledettamente dominante: lei non solo influenza le persone quand con loro, ma, anche quando ne lontana. Enrico mi stato leggermente infedele, in questi ultimi tre anni; undici volte di cui sia certa. Probabilmente anche in questo momento si sta divertendo a Bruxelles.
GARRY - Sta mentendo, Giovanna...
GIOVANNA - No. Non sto mentendo. La cosa non mi interessa abbastanza da indurmi a mentire. Enrico un tesoro e non lo lascerei per nulla al mondo: andiamo perfettamente daccordo, meglio adesso di prima; ma lei luomo che amo e che, ho sempre amato. Non desidero vivere con lei, Dio me ne guardi! Dopo una settimana diventerei pazza; ma lei per me luomo pi affascinante, pi infuriante, pi appassionatamente attraente che io abbia conosciuto in vita mia
GARRY - (amaro) E Maurizio?!
GIOVANNA - Maurizio? Non dica stupidaggini! stato solo un modo per avvicinarmi di pi a lei.
GARRY - innamorato di lei? C stato qualcosa tra voialtri?
GIOVANNA - No, davvero tanto caro, ma non mi attrae affatto e non mi attrarr mai.
GARRY - Pu giurarlo?
IGIOVANNA - Non c bisogno di giurarlo; non lo capisce? E anche se non lo capisce, dovrebbe almeno sentire che quel che le sto dicendo la verit. Nessuno di noi due precisamente un adolescente; entrambi sappiamo per esperienza che quando listinto ci spinge con tutte le sue forze in una direzione insensato e doloroso correre verso unaltra.
GARRY - Ne certa che sia insensato?
GIOVANNA - la cosa pi insensata che si possa fare, colmarsi di rimpianti. A chi potremmo fare del male, io e lei, amandoci per un poco?
GARRY - Posso alzarmi adesso?
GIOVANNA - S.
GARRY - (gironzolando per la stanza) Com stato il concerto di Toscanini?
GIOVANNA - Magnifico. (Siede) Ha eseguito lOttava e la Settima.
GARRY - Per conto mio, preferisco la Quinta.
GIOVANNA - A me pi di tutte piace la Nona.
GARRY - (sedendo indifferente sul divano accanto a lei) Non c nulla di meglio della cara vecchia Nona.
GIOVANNA - Mi piace tanto la Queens Hall; una sala cos intransigente!
GARRY - (prendendole una mano) Preferisco di gran lunga lAlbert Hall.
GIOVANNA - (appoggiandosi a lui) Chi sa perch, a me fa un effetto deprimente.
GARRY - (prendendola tra le braccia) Non certo quando vi suona Hyawata credo?
GIOVANNA - (trasognata) Anche allora.
GARRY - (con la bocca su quella di lei) Non voglio sentire dir male della Albert Hall. (Le luci si attenuano mentre cala il sipario)
QUADRO SECONDO
Sono circa le dieci e trenta del mattino seguente. Lo studio buio: le tende sono chiuse. Giovanna esce dalla stanza degli ospiti. in pigiama e indossa la stessa vestaglia indossata da Dafne nel primo atto. Gira per la stanza cercando un campanello. Miss Erikson esce dalla porta di servizio.
GIOVANNA - (gaia) Buongiorno.
MISS ERIKSON - Buongiorno.
GIOVANNA - Il signor Essendine non ancora sveglio?
MISS ERIKSON - Non ha suonato. (Va a tirare le tende)
GIOVANNA - La pregherei di avere la bont di dirgli che sono sveglia.
MISS ERIKSON - Mi dispiace ma non posso. Si arrabbierebbe moltissimo.
GIOVANNA - Davvero? Mi arrabbier anchio se non faccio colazione. Ho suonato per unora il campanello di quella stanza.
MISS ERIKSON - (assestando qualche mobile e sprimacciando i cuscini del divano) Non funziona.
GIOVANNA - Stranamente, dopo un po m passato per la testa che fosse cos.
MISS ERIKSON - Sono i topi che rosicchiano fin dentro ai fili. Sono una vera calamit! (Fred entra dalla porta di servizio)
GIOVANNA - Buongiorno.
FRED - Buongiorno signorina (La riconosce) Mio Dio!
GIOVANNA - Prego?
FRED - Ma non la signora Lyppiatt?
GIOVANNA - S, proprio cos.
FRED - (con un fischio) Fiiu! (Esce di nuovo dalla porta di servizio)
GIOVANNA - Immagino che sia il cameriere del signor Essendine? Si comporta sempre cos?
MISS ERIKSON - stato cameriere a bordo di un transatlantico.
GIOVANNA - La maggior parte dei camerieri di bordo che ho conosciuto ha buone maniere.
MISS ERIKSON - Io non ne ho conosciuti altri che lui.
GIOVANNA - (perentoria) Per favore, vorrei del t cinese, dei toast sottili e senza burro, e un uovo appena appena sodo.
MISS ERIKSON - Non c ne t ne uova in casa; ma preparer volentieri i toast.
GIOVANNA - Non c neppure del caff?!
MISS ERIKSON - S, di caff ce n.
GIOVANNA - Allora la prego di portarmene una tazza al pi presto.
MISS ERIKSON - Lo dir a Fred.
GIOVANNA - E dal momento che stato su un transatlantico forse potr fare qualcosa per il rubinetto del bagno.
MISS ERIKSON - Ahim, non era addetto alle toilette. (Esce. Mentre Giovanna con una esclamazione di irritazione sta per tornare nella camera degli ospiti, entra Monica dallanticamera. in cappello e soprabito. Come nel primo atto ha in mano un fascio di lettere)
GIOVANNA - Buongiorno, Monica.
MONICA - (inorridita) Giovanna!
GIOVANNA - Meno male che venuta; ho avuto una conversazione cos complicata. con la governante!
MONICA - rimasta qui stanotte?
GIOVANNA - S, non stato carino da parte di Garry offrirmi lospitalit? Mi capitata la cosa pi stupida. Ho perso le chiavi di casa.
MONICA - Ha perso le chiavi di casa?
GIOVANNA - Ero assolutamente disperata; e tutta un tratto ho pensato a Garry.
MONICA - Tutta un tratto ha pensato a Garry!
GIOVANNA - Perch ripete tutto quello che dico?
MONICA - Non so: mi sembra pi facile che dire qualsiasi altra cosa.
GIOVANNA - Insomma, Monica, pare che disapprovi che io sia stata qui stanotte.
MONICA - Ritengo sia stato indiscreto, a dir poco.
GIOVANNA - Ma perch, in nome del cielo? Una cosa tanto naturale, date le circostanze!
MONICA - Quando torna Enrico?
GIOVANNA - Domattina, con laereo delle undici. Vuole sapere altro?
MONICA - (lentamente) No, non credo di voler sapere altro.
GIOVANNA - Devo dirle, Monica, che il suo modo di fare davvero offensivo. Si direbbe che ho commesso qualcosa di riprovevole.
MONICA - Evidentemente miglior giudice di me.
GIOVANNA - veramente strano pensare che una persona che vive da tanti anni vicino a Garry come lei abbia una mentalit cos pruriginosa.
MONICA - Non dubito che ci la sorprenda profondamente.
GIOVANNA - (con molta gravit) Veramente non mi sento di continuare questa conversazione cos tesa prima di aver preso un sorso di caff. Forse avr la bont di sollecitare che me lo portino.
MONICA - Lo sapevo da un pezzo.
GIOVANNA - (irritata) Che cosa sapeva da un pezzo?
MONICA - Che avrebbe creato dei guai. Ora vado a dire che le portino il caff. (Suonano alla porta) C qualcuno. Sar meglio che torni nella stanza degli ospiti.
GIOVANNA - (sedendo sul divano) Sto benissimo qui, grazie.
MONICA - Come crede. (Va in anticamera. Dopo un momento di pausa rientra seguita da Lisa. Lisa, a cui la notizia appena stata comunicata, ha unespressione studiata. Per calmissima)
LISA - Buongiorno, Giovanna. Questa s che una sorpresa!
GIOVANNA - Lisa! Ho cercato tanto di telefonarti iersera. Avevo perso le chiavi di casa e non sapevo che fare. Ma non eri in casa.
LISA - Non mi sono mossa dalle dieci in poi. Devi avere sbagliato numero.
GIOVANNA - Ho chiamato il numero che mi avevi dato tu.
LISA - (soavemente) Allora sar stata io a darti il numero sbagliato.
MONICA - Se hai bisogno di me, Lisa, sono in ufficio.
LISA - Ho bisogno di te, Monica; perci non muoverti! (Fred entra portando un vassoio)
GIOVANNA - (con sollievo alquanto esagerato) Ah, la colazione!
FRED - Dove la servo?
GIOVANNA - Qui, per favore.
FRED - (a Lisa) Buongiorno, signorina.
LISA - Buongiorno, Fred. Credo che sar pi comodo per la signora Lyppiatt prendere il caff nella camera degli ospiti.
GIOVANNA - (decisa) Preferisco prenderlo qui, se non ti dispiace. Mi fa piacere vedere quel che succede.
LISA - Lo posi qui per il momento. Fred. Decideremo dopo dove la signora prender il caff.
GIOVANNA - Ho gi deciso, Lisa; ma sei molto gentile a darti pensiero.
LISA - Va bene, Fred vada pure.
FRED - Benone signorina. Se c bisogno di qualcosa, mi dia una voce.
LISA - Va bene, grazie. (Fred esce dalla porta di servizio)
GIOVANNA - (servendosi il caff) Ho sentito che ha fatto il cameriere di bordo.
LISA - (a Monica) Immagino che Garry non sia stato ancora chiamato.
MONICA - Credo anchio. Debbo andarlo a svegliare?
LISA - No, non ancora.
GIOVANNA - Bisognerebbe svegliarlo subito, Lisa. un peccato rimanere a letto con una bella mattinata come qusta. Non gli fa bene. Ingrasser e diventer vizzo se non sta attento.
MONICA - (con calore) Magari fosse vero!
GIOVANNA - Vorrei sapere che cosa ha messo in questo caff, oltre al caff voglio dire.
MONICA - Pesticida per erbacce, se ha avuto un po di intelligenza.
GIOVANNA - proprio insolente, Monica. Si sente sempre dire che le segretarie dei grandi uomini sono delle creature frustrate e inacidite. strano che stia diventando cos simile al tipo classico.
MONICA - Lunica cosa di frustrante in questo momento la paura di essere impiccata.
LISA - meglio che tu vada di l in ufficio, Monica. La situazione sta facendosi troppo tesa.
GIOVANNA - Senza ragione alcuna, da quel che mi risulta, a meno che non mi siate tutti quanti ostili.
MONICA - Va bene, Lisa, vado.
LISA - Ti raggiungo tra poco. (Monica va nellufficio sbattendo la porta)
GIOVANNA - Poverina, ancor pi sbiadita di quando lho conosciuta. Devessere pazza di Garry come tutte noi, no?
LISA - Tutte noi, Giovanna?
GIOVANNA - Debbo dire che proprio fascinoso. Iersera abbiamo avuto una conversazione davvero deliziosa
LISA - Penso sia meglio, Giovanna, che ne Enrico ne Maurizio vengano a sapere che stanotte sei stata qui.
GIOVANNA - Dio mio, perch? Enrico non troverebbe nulla da 4 ridire.
LISA - Non ne sarei molto sicura se fossi in te. Comunque, Maurizio non sarebbe contento.
GIOVANNA - Maurizio? E che centra Maurizio!
LISA - (con irritazione) Oh, Dio, Giovanna!
GIOVANNA - Non capisco che cosa vuoi dire.
LISA - Senti non possiamo perder tempo a fare una schermaglia di parole. So benissimo che hai tradito Enrico con Maurizio, perci inutile che continui a negare.
GIOVANNA - la pi abietta menzogna.
LISA - Disgraziatamente ho pranzato con Maurizio proprio ieri sera, al Ristorante dellEdera. Era molto sconvolto e ha finito col raccontarmi tutto.
GIOVANNA - (cupa) Ah, ti ha detto tutto, cos?
LISA - Cosa pi che naturale. Siamo vecchi amici, lo sai anche tu. Come tutto il nostro gruppo!
GIOVANNA - Come si permette di parlare di me con te o con chiunque altro?
LISA - Non fare la sciocca, Giovanna.
GIOVANNA - (amaramente) Una graziosa costellazione di piccoli pianeti pettegoli che girano intorno al grande astro glorioso.
LISA - Stavo per parlarti appunto di questo.
GIOVANNA - Cio?
LISA - Non tengo a sapere quello che avvenuto ieri sera, ma voglio dirti una cosa. Il grande astro glorioso non si impegoler in questa storia, se posso impedirlo. E io posso.
GIOVANNA - Mi piacerebbe sapere come.
LISA - Non credo che a Garry farebbe piacere sapere che sei stata lamante di Maurizio, oltre che moglie di Enrico. E non credo che a Maurizio farebbe piacere sapere che sei stata lamante di Garry; cosa che sospetto.
GIOVANNA - Lamante, puoi ben dirlo! Melodrammatiche scempiaggini.
LISA - E non credo che ad Enrico farebbe piacere apprendere ambedue le cose.
GIOVANNA - Stai tentando di ricattarmi?
LISA - Per lappunto.
GIOVANNA - Vuoi dire che saresti cos bassa da informare Garry?
LISA - S. E cos pure Maurizio ed Enrico. Dir tutto a tutti e tre, a meno che tu non faccia quel che ti dico io.
GIOVANNA - Devo credere che tu sia ancora innamorata di Garry?
LISA - Neanche per idea; ma se anche lo fossi, questo non centra. Certo gli voglio bene. E voglio bene ad Enrico e a Maurizio. Siamo tutti uniti gli uni agli altri da anni e ci vorrebbe ben altro che un essere come te per spezzare questa unione in modo definitivo. Ma non voglio neanche correre il rischio che per causa tua vi sia una rottura sia pure temporanea. Perci farai quel che dir io.
IGIOVANNA - E se non lo faccio?
LISA - Sarai messa al bando da tutti noi, per sempre. Da Garry per primo e al pi presto. Non sarebbe cosa piacevole per te. Molto penosa per la tua vanit.
GIOVANNA - Sei ben sicura di quel che dici?
LISA - Assolutamente. Conosco Garry molto bene.
GIOVANNA - Peccato che tu lo abbia lasciato.
LISA - Per lui s, credo che sia un peccato.
GIOVANNA - E perch pensi che possa tanto dispiacermi anche se fossi messa al bando da tutti voi, come hai detto?
LISA - Dapprima perch hai tanto faticato per entrare nella nostra cerchia. Avresti avuto migliori risultati e ben pi rapidi se non avessi voluto essere seducente ad ogni costo.
GIOVANNA - Nessuno mi ha mai parlato in questo modo!
LISA - Beh, cerca di trarne il massimo che puoi. Non c molto tempo. Che intendi fare?
GIOVANNA - Io? Io non ho lintenzione di far niente.
LISA - Sarai ragionevole e farai quel che ti chiedo?
GIOVANNA - Non mi hai ancora chiesto nulla.
LISA - Voglio che tu mi prometta di non rivedere Garry prima della partenza per lAfrica.
GIOVANNA - Ma davvero?
LISA - Prometti?
GIOVANNA - No di sicuro. una scempiaggine. E anche se te lo promettessi, come posso sapere se posso fidarmi di te? E Monica?
LISA - Monica non dir una parola e nemmeno io, se giuri di non rivedere Garry prima della sua partenza per lAfrica.
GIOVANNA - gioco forza che lo veda ancora. Come potrei evitarlo?
LISA - Puoi stare poco bene. O puoi andare a Parigi. O dovunque.
GIOVANNA - Non intendo far nulla di tutto questo.
LISA - E va bene. (Va alla porta di servizio e chiama) Fred Fred!
GIOVANNA - Sarai tu a guastare tutto, non io!
FRED - (entrando) Ha chiamato, signorina?
LISA - Vada a chiamare immediatamente il signor Garry.
FRED - Benone. (Fa per salire, quando si sente suonare il campanello della porta)
LISA - Vada prima ad aprire. (A Giovanna) Maurizio. Ieri sera mi ha detto che sarebbe venuto da Garry alle undici.
GIOVANNA - (mentre Fred va in anticamera) Non posso affrontarlo, sarebbe troppo sgradevole. Far come vuoi.
LISA - Lo giuri? Giuri di non rivederlo? Andrai via?
GIOVANNA - S, s lo giuro.
LISA - Presto, vai in camera. E non uscire finche non te lo dico io. (Giovanna fugge nella stanza e chiude la porta. Lisa siede in fretta al tavolino e sorseggia il caff di Giovanna. Fred rientra)
FRED - un certo signor Maule. Dice che ha un appuntamento.
LISA - Il signor chi?
FRED - Maule. Mi pare un tipo poco simpatico.
LISA - Oh, Dio beh, sar meglio farlo entrare Parler con la signorina Reed; ora lavverto.
FRED - Benone. (Va di nuovo in anticamera)
LISA - (corre alla porta dellufficio. Sottovoce, con urgenza) Monica Monica
MONICA - (appare) Che c?
LISA - C un certo signor Maule.
MONICA - Ma no, non deve entrare pazzo da manicomio!
FRED - (annunciando) Il signor Maule.
ROLANDO - (entrando nervosamente) Buongiorno.
LISA - Buongiorno.
ROLANDO - Ci siamo gi conosciuti: si ricorda?
LISA - S, vero qualche giorno fa.
MONICA - Ha appuntamento col signor Essendine?
ROLANDO - S. Gli ho parlato per telefono ieri sera. Mi ha detto di venire alle dieci e mezzo. Temo di essere un po in ritardo.
MONICA - Ho paura che in questo momento non possa riceverla. Non potrebbe tornare pi tardi?
ROLANDO - Non sarebbe meglio che aspettassi? Non c unaltra stanza?
MONICA - Vada per un momento nel mio ufficio; cercher di sapere quando il signor Essendine potr vederla.
ROLANDO - Molto gentile grazie.
MONICA - Non c di che Da questa parte. (Lo fa entrare nellufficio e chiude la porta)
FRED - Non dovevo farlo entrare?
MONICA - Non so. Dice che il signor Garry gli ha detto di venire; ma stento a crederlo. Sar meglio che vada a svegliarlo e glielo domandi.
LISA - No, Monica. Non svegliatelo ancora. Preferisco che dorma ancora un poco.
MONICA - Va bene, Fred. Lo chiameremo pi tardi.
FRED - Per me lo stesso. (Esce dalla porta di servizio)
LISA - Senti, Monica. Ho garantito che tu ed io non diremo una parola a Enrico o a Maurizio o a chiunque altro sul fatto che lei sia stata qui, se mi giurava di non rivedere Garry prima della sua partenza.
MONICA - E ha giurato?
LISA - S. Ma Maurizio sta per venire da un momento allaltro e la faccenda potrebbe guastarsi. C un telefono nella camera degli ospiti, mi pare?
MONICA - S.
LISA - unaltra linea, quella privata. Questo qui una derivazione di quello dellufficio. Che numero ha?
MONICA - Lo sai sempre lo stesso 2642. (Suonano il campanello della porta)
LISA - Eccolo. Lascia fare a me. Ti spiegher dopo. (Corre nella stanza degli ospiti, richiudendo la porta. Monica va ad aprire la porta del suo ufficio)
MONICA - Oh, signor Maule, che sta facendo? (Entra e richiude. Fred viene dalla porta di servizio e va in anticamera. Garry appare al sommo delle scale completamente vestito, col cappello. Scende guardingo e si imbatte in Maurizio che entra)
MAURIZIO - Garry! Dove vai?
GARRY - (un po agitato) Fuori.
MAURIZIO - Fuori, dove?
GARRY - Fuori. Credo di poter uscire se ne ho voglia, o no?
FRED - Non sapevo neanche che fosse alzato! Non c che dire: lei sempre unincognita.
GARRY - Non essere impertinente, Fred, e vattene.
FRED - Bene, bene. Quel signore nellufficio e la signora nella stanza degli ospiti, nel caso voglia luno o laltro. (Esce allegramente)
GARRY - Che diavolo dice? Mi pare che sia un po scentrato.
MAURIZIO - La signora! Ma davvero, Garry, sei incorreggibile. Chi ?
GARRY - Sarei molto, molto contento se ognuno si occupasse delle proprie faccende.
MAURIZIO - Per carit, mandala via ho bisogno di parlarti sono messo male.
GARRY - Che succede?
MAURIZIO - Prima mandala via, chiunque sia. Probabilmente sta gi con lorecchio attaccato al buco della serratura.
GARRY - Come posso mandarla via? Pu darsi che sia in bagno.
MAURIZIO - Allora dille che faccia presto.
GARRY - Ma senti, Maurizio
MAURIZIO - Se non vai a dirglielo tu, ci vado io. (Va verso la porta della stanza)
GARRY - Maurizio ti proibisco di avvicinarti a quella stanza.
MAURIZIO - (forte, picchiando alla porta) Vuole avere la corte sia di venire fuori il pi presto possibile?
LISA - (entra e chiude la porta dietro di se) Vengo Stavo incipriandomi il naso.
MAURIZIO - Lisa! Sei tu!
LISA - Chi credevi che fossi?
MAURIZIO - E allora perch facevi tante storie, Garry?
GARRY - Io ho fatto delle storie? Non ti capisco!
LISA - Come mai sei gi vestito, cos presto? Pochi minuti fa stavi ancora dormendo!
GARRY - Non dormivo affatto. E temo molto che non riuscir mai pi a dormire.
LISA - Forse la coscienza che ti turba?
GARRY - Non so perch tutti sono cos cattivi con me! Da mattina a sera non si fa che tormentarmi, interrogarmi, rimproverarmi. Non vedo lora di essere in Africa! Lontano da tutti voi!
LISA - Non sar una grande tristezza per noi.
MAURIZIO - Per carit, smettetela di bisticciarvi. Sono in uno stato che non vi dico Lisa sa gi glielho detto ieri sera.
GARRY - Che cosa sa? Che le hai detto?
LISA - Fatti coraggio, Maurizio. Bevi qualcosa. Cerca di non fare lo sciocco.
MAURIZIO - Non voglio bere. Se bevo peggio. sempre cos.
GARRY - una conversazione piacevolissima; ma ne apprezzerei maggiormente il sapore se avessi la pi lontana idea di che si tratta.
MAURIZIO - Sono tre notti che non dormo, Garry da quando mi parlasti, laltro giorno.
LISA - Oh, Dio!
GARRY - E perch?
MAURIZIO - Lo sai come sono quando mi prende unossessione. Dio sa quante volte mi hai aiutato a liberarmene; ma questa volta mi sono reso ridicolo e per di pi ti ho mentito.
GARRY - (aspro) Mentito a me? Che vuoi dire?
MAURIZIO - Giovanna ed io ci amiamo, Garry!
GARRY - (dopo breve pausa, guardando Lisa) Oh!
MAURIZIO - Da parecchi mesi, ma abbiamo fatto il patto di non dir nulla a nessuno, qualunque cosa accadesse, per non fare nascere guai e rovinare tutto. Ma a te non ho labitudine di mentire. Non lho fatto mai e da quel momento mi parso di impazzire. Ieri nel pomeriggio, non ne potevo pi e ho detto a Giovanna che sarei venuto a dirti la verit. diventata furiosa e mi ha detto che se lo avessi fatto non mi avrebbe mai pi guardato in faccia; poi se n andata piantandomi in asso. Lho cercata, ma non sono pi riuscito a trovarla. scomparsa. A casa sua mi hanno detto che stanotte non tornata. Ho il terrore che le sia accaduto qualche cosa.
LISA - Pu anche essere.
MAURIZIO - A te Giovanna non piace, Lisa; non ti mai piaciuta. Io, non so se realmente mi piace ma la amo.
LISA - Tutto questo delizioso, non trovi, Garry? Non il caso di preoccuparsi tanto per Giovanna, Maurizio. Giovanna ha trascorso la notte da me.
MAURIZIO - Da te?
LISA - (maliziosa) S, sul divano. Ha perso le chiavi di casa. ancora a casa mia. Le ho detto che le avrei telefonato l se ti vedevo.
MAURIZIO - Ci vado subito.
LISA - meglio che telefoni prima per sentire se c ancora. Potrebbe essere andata via. Ora faccio il numero. (Fa un numero. Garry la guarda affascinato. Lisa parla) Pronto Margherita? La signora Lyppiatt c ancora? S. (A Maurizio) Tieni, Maurizio. (Gli porge il ricevitore e si avvicina a Garry, dicendogli piano) Ineffabile scioccone!
MAURIZIO - (al telefono) Giovanna? S, sono io, Maurizio Sono stato terribilmente preocupato, perch non mi hai detto che eri con Lisa?
GARRY - (a Lisa in un sussurro) Come hai fatto a scovarla?
LISA - Non lho scovata; di l che parla dallaltra linea.
MAURIZIO - Ho avuto paura che ti fosse successo qualcosa S, sono nello studio di Garry No, ci sono solo Lisa e Garry S, per forza Come puoi essere tanto crudele? Senti, Giovanna Bisogna che ti veda Giovanna (A Lisa e Garry) Ha tolto la comunicazione!
GARRY - Ti sta bene.
MAURIZIO - (frenetico) Debbo vederla debbo vederla Che posso fare?
GARRY - Dominarti e non fare listerico.
MAURIZIO - Vado a casa di Lisa.
GARRY - Niente affatto. Ora verrai con me.
MAURIZIO - Con te? E dove?
GARRY - (a casaccio) Nel parco di Hamstead.
MAURIZIO - una crudelt, la tua; una mancanza di cuore prendermi in giro in un momento come questo, quando vedi che soffro in modo indicibile.
GARRY - Non ti prendo affatto in giro. Che c di male ad andare al parco di Hamstead? Come se ti avessi proposto di andare allisola del Diavolo.
LISA - Taci, Garry. Ascolta, Maurizio. meglio, in verit, che non cerchi di vedere Giovanna ora che in questo stato danimo. Bevi qualcosa e calmati. La vedrai pi tardi, in giornata. (Gli versa qualcosa da bere e gli porge il bicchiere)
GARRY - (con violenza) Sono circondato da menzogne e da intrighi e da isterismi che mi danno la nausea! Lo dico una buona volta: non sono disposto a sopportare un attimo di pi tutta questa roba. Passo la vita a cercar di aiutare la gente, a dare consigli saggi e ragionevoli, a tentare di difenderla dai colpi del destino; e qual il risultato? Che tutti prosperano a mie spese! Mi succhiano sino allultimo grammo di vitalit fino a farmi diventare un rottame smidollato; e poi pretendono che vada a vagare per lAfrica tenebrosa per far quattrini per loro. No, basta. Sono arcistufo di tutto questo. Se cerco di afferrare un briciolo di gioia per me, un pochino di allegria, un barlume di felicit e di distensione, mi si accusa di essere immorale, di mancare di dignit, di scendere al di sotto della mia posizione. Posizione, un corno! Non ho una posizione migliore di quella di un povero scarafaggio che si rifugia nellombra, tentando di sfuggire la luce accecante e spietata della critica che da sempre si abbatte su di me
MONICA - (entrando) Ha o non ha dato appuntamento al signor Maule per questa mattina?
GARRY - Con tutta lenfasi possibile, lassicuro di no. Mi fa troppa paura!
MONICA - Ma qui (Rolando esce dallufficio)
ROLANDO - Ho detto una piccola bugia affermando che mi aveva dato appuntamento, ma ho bisogno di vederla. importantissimo.
MONICA - Oh, mi aveva promesso di rimanere ad aspettarlo in ufficio.
ROLANDO - (ignorandola) Debbo dirle che giustissima.
GARRY - Che cosa?
ROLANDO - (con impazienza) La mia impressione sul suo conto Ora posso esprimere chiaramente tutto il mio pensiero.
GARRY - Ne sono felicissimo e mi congratulo con tutto il cuore; ma ora deve andarsene. (Suona il campanello della porta)
MONICA - Per favore signor Maule, se ne vada. Il signor Essendine si trova in piena riunione.
GARRY - Accidenti, pi piena riunione di cos! (Il campanello continua insistente) Fred! Miss Erikson! C qualcuno alla porta. Non ho la pi vaga idea di chi possa essere; ma temo fortemente che sia una pazza rachitica scappata dal manicomio e che appassionatamente innamorata di me!
MONICA - Vado io! (Va in anticamera)
LISA - Signor Maule, credo che sia veramente meglio che torni pi tardi.
ROLANDO - Non posso rimanere ancora un poco? Vede, ogni minuto che passo accanto a lui mi rende pi calmo, sempre pi calmo; tutto il mio ritmo migliora incredibilmente.
ENRICO - (entra in fretta seguito da Monica. evidentemente molto agitato) Dov Giovanna? scomparsa.
GARRY - Credevo che tu tornassi domani.
ENRICO - In casa non cera tutta notte e nessuno sa dov.
LISA - Non c niente di grave, Enrico; stata con me.
ENRICO - Ma ho telefonato a casa sua e Margherita mi ha detto di non averla vista.
LISA - C una ragione che ti spiegher poi.
ENRICO - successo qualche cosa. Ne ho avuto il presentimento mentre ero in aereo.
GARRY - Io ho sempre qualche presentimento quando sono in aereo: il presentimento che mi verr il mal di mare! E credo che anche adesso sto per avere la nausea!
ENRICO - Ma perch Margherita ha detto
LISA - Telefonale, se non mi credi. Monica chiami casa mia. (Monica va al telefono e forma un numero)
ROLANDO - (si avvicina ad Enrico e gli stringe la mano) Permettete che mi presenti Rolando Maule.
ENRICO - (distratto) Molto lieto.
ROLANDO - (dando la mano a Maurizio) Rolando Maule.
GARRY - La prego di andarsene, signor Maule.
MONICA - (al telefono) Pronto? Giovanna? Un momento; c Enrico che ti vuol parlare S, qui da noi (Porge il ricevitore a Enrico).
ENRICO - Tesoro Mi sono spaventato terribilmente Ho sbrigato tutto ieri ed era inutile che rimanessi Ti ho mandato un telegramma Dio mio, non sapevo che pensare S, siamo tutti qui No, dovr far colazione con Maurizio, perch c qualche difficolt per avere il teatro in autunno per Garry Torni a casa? Va bene: verr a cambiarmi fra unora S, carissima, glielo dir (A Lisa) Dice che uscir a momenti.
LISA - Dille di non muoversi. Vado io da lei.
ENRICO - (al telefono) Lisa dice di non muoverti; viene subito Come? Che diamine c, Giovanna? (A Lisa) Dice che le pare di essere in una pochade francese e che non ne pu pi. Mi pare un po alterata.
LISA - il telefono; altera sempre le voci perch funziona male. Ditele di togliere la comunicazione.
ENRICO - (al telefono) Lisa dice di togliere la comunicazione Giovanna Pronto? (Agli altri) Ha riattaccato. (Durante la precedente conversazione si ancora sentito suonare il campanello alla porta. Fred andato ad aprire. Ora torna dallanticamera)
FRED - C una certa lady Saltburn, signorina Reed. Dice che ha un appuntamento alle undici e mezzo.
GARRY - Chi?
MONICA - (inorridita) Santo Dio! Che giorno oggi?
GARRY - Gioved.
MONICA - Gioved Me ne sono completamente dimenticata La nipote di lady Saltburn Le aveva promesso unaudizione e poi di raccomandarla alla Scuola di Recitazione o qualcosa di simile; non si ricorda?
GARRY - No, non mi ricordo. Bisogna accomiatarla immediatamente.
MONICA - Non possiamo mandar via lady Saltburn; ci ha dato cinquanta sterline per la Casa di Riposo.
GARRY - Ma com possibile che ascolti le nipoti della gente, stamattina? Sto gi per avere un esaurimento nervoso.
ENRICO - Perch? Che successo?
GARRY - Troppe cose, Enrico! Assolutamente troppe!
MONICA - Deve vederla; sar questione di un minuto. Sarebbe troppo scortese non riceverla, dopo tutte le sue promesse. Faccia entrare, Fred.
FRED - Benone. (Esce)
ROLANDO - (con la sua risata che pare un raglio) Tutto questo molto eccitante, non vero?
MAURIZIO - Lisa, Enrico, meglio che ce ne andiamo Torner pi tardi, Garry
ENRICO - Va bene. Andiamo a casa di Lisa cos troviamo Giovanna. qui allangolo
MAURIZIO - (spaventato) No debbo andare in ufficio e tu devi venire con me urgente.
FRED - (annunciando) Lady Saltburn. La signorina Stillington.
GARRY - (con amarezza) La ringrazio, Monica: mi proprio di gran conforto! (Lady Saltburn entra accompagnata da Dafne. Lady Saltburn una dama della buona societ, maestosa ma piuttosto espansiva. Dafne ha una espressione studiata di contegno sociale; ma ha una scintilla di gaiezza negli occhi)
LADY SALTBURN - (avanzando verso Garry) cos davvero gentile da parte sua, signor Essendine.
GARRY - (stringendole la mano) Prego un piacere per me.
LADY SALTBURN - Mia nipote Dafne. Credo che abbia conosciuto sua madre anni fa. morta in Africa.
GARRY - (stringendo la mano a Dafne) Fortunatissimo.
DAFNE - Ho tanto desiderato conoscerla, signor Essendine. (Con intensit) Sono entusiasta di tutto quello che ha fatto.
GARRY - Molto gentile.
LADY SALTBURN - Dafne non mi ha dato pace finch non ho telefonato alla sua segretaria supplicandola di fissarmi un appuntamento. cos tanto entusiasta, sa.
GARRY - Devesserlo di certo. (Occhiata furente a Dafne) Devo presentarla a tutti. Mia moglie, la mia segretaria, la signorina Reed.
LADY SALTBURN - Tanto piacere Piacere, lei stata tanto gentile al telefono
GARRY - Il signor Dixon il signor Lyppiatt e il signor Maule.
LADY SALTBURN - (saluti a soggetto. Poi) proprio come dare una sbirciatina dietro le quinte vero, Dafne cara?
DAFNE - il momento pi emozionante della mia vita, signor Essendine. Mi sono sempre chiesta come sarebbe stato da vicino.
LADY SALTBURN - Non devi mettere in imbarazzo il signor Essendine, Dafne.
DAFNE - Oh, sono sicura che mi capisce Vero, signor Essendine?
GARRY - Senza dubbio, mia cara, capisco benissimo. Ma posso darle solo pochi minuti Ho moltissimo da fare per i preparativi della mia tourne. (Scocca unocchiata a lady Saltburn) In Africa.
LADY SALTBURN - Non immaginavo che andasse in Africa. Com interessante! Bisogner che vada a trovare mio cognato: abita in cima a una magnifica montagna.
ENRICO - (a lady Saltburn) Mi voglia perdonare, ma stavamo per andar via. Dobbiamo passare in ufficio Arrivederci.
LADY SALTBURN - Che peccato Arrivederci.
ENRICO - Maurizio? Lisa?
LISA - Io mi trattengo ancora un poco Vi raggiungo pi tardi.
MAURIZIO - I miei omaggi, lady Saltburn (Inchino a Dafne) I miei omaggi.
GARRY - Arrivederci signor Maule.
ROLANDO - Mi trattengo anchio. (Maurizio ed Enrico escono. Monica e Lisa si scambiano uno sguardo di sollievo)
MONICA - Non vuole accomodarsi lady Saltburn?
LADY SALTBURN - Grazie. (Siede) Sei pronta, Dafne? Sai quanto sia occupato il signor Essendine stato molto gentile a riceverci Ma non dobbiamo abusare.
DAFNE - (quasi spavalda) S sono pronta.
GARRY - Che cosa intende fare?
DAFNE - (fissandolo negli occhi) Niente di straordinario. Cercher soltanto di non annoiarla. Desidero tanto che lei mi ascolti di somma importanza per me. Vuole, pu ascoltarmi? E non in collera?
LADY SALTBURN - Ma Dafne! Che cosa dici?
DAFNE - Il signor Essendine mi capisce, non cos signor Essendine?
GARRY - Il signor Essendine capisce tutto. Passa lintera sua vita a capire assolutamente tutto; ma quel che nessuno capisce che questo sforzo lo conduce un passo dopo laltro verso il suicidio!
LISA - Non essere manierato, Garry.
GARRY - Mia moglie, lady Saltburn, mi ha lasciato da parecchi anni. Il rimpianto che la rode lha resa aspra.
ROLANDO - Non v nulla di peggio del rimpianto. Guardate Cechov! Lui se ne intendeva.
GARRY - Ora non abbiamo tempo di pensare a Cechov, signor Maule. (A Dafne) Non sia nervosa la prego. In che cosa intende prodursi: canto?
DAFNE - Non sono nervosa; ma vorrei che non fosse cos lontano Non si tratta di canto, bens di recitare pochi versi.
GARRY - (sedendo) Benissimo spari. (Dafne va accanto al piano e lo guarda fisso. Comincia a recitare i versi di Shelley detti da Garry al primo atto. Mentre Dafne recita lultimo verso, Giovanna esce vivacemente dalla stanza degli ospiti. Indossa labito e il mantello della sera innanzi. evidentemente assai irritata)
GIOVANNA - (furente) Quella stanza una ghiacciaia e non intendo rimanerci un minuto di pi. Qualcuno abbia la cortesia di chiamarmi un taxi.
DAFNE - (interrompendosi) Oh! Dio mio!
LISA - meglio che tu prenda la mia macchina, Giovanna qui davanti a casa.
DAFNE - (con violenza) Lautista ha i capelli rossi e si chiama Frobisher!
LADY SALTBURN - Dafne!
GIOVANNA - Grazie mille. (A Garry) Non la rivedr Garry, perch parto domattina per Parigi dove rimarr un mese. Perci la saluto. Spero che andando in Africa sar tanto saggio da condurre con s tutti i suoi fedeli satelliti! Troppo pericoloso per un piccolo astro di stagnola andar brillando solo soletto senza protezione. Non creda che questo suo circo non mabbia divertito immensamente. Mi piaciuto moltissimo. Ma nei circhi che io conosco, sempre il direttore di pista a far schioccare la frusta, non i pagliacci. Addio. (Sguscia fuori. Dafne emette un altissimo grido e sviene immediatamente. Lady Saltburn e Monica accorrono presso di lei)
ROLANDO - (esultante) Magnifico! Splendido! Mi sento rinascere.
GARRY - Oh, vada allinferno!
SIPARIO
ATTO TERZO
trascorsa una settimana. sera, fra le nove e le dieci. Garry deve partire per lAfrica la mattina seguente di buonora; perci vi sono in giro bauli e valigie. C stato un ricevimento daddio; in scena ancora il tavolino con i resti dei cocktail e dappertutto vi sono bicchieri e portacenere. Garry, con linevitabile vestaglia sullabito, mangia qualcosa seduto al tavolino da bridge. Monica seduta sul sof con un grande vassoio colmo di lettere sulle ginocchia; molte sono sparse attorno a lei e sul sof. Ai piedi ha un cestino per la carta. Al levar del sipario. Monica sta leggendo ad alta voce una lettera.
MONICA - (leggendo) non dimenticher mai le splendide giornate a Madera e le nostre colazioni sugli scogli. Come ci siamo divertiti! stata una grandissima gioia il poterla conoscere intimamente, lontano dalla folla che la circonda abitualmente. Non le descriver mai abbastanza la mia felicit. Ora eccole la grande notizia. Sto per venire in Inghilterra. Pensi! La prima volta da sette anni. Arriver il 28 e rimarr a Londra per tre settimane intere, allHotel Rubens. Si ricordi che mi ha detto lei stessa di informarla parecchio tempo prima, qualora fossi riuscita a venire. Sono ansiosa di rivederla. Con tutto il mio amore e i pi splendidi ricordi, la sua Winnie.
GARRY - Povera Winnie. Che data reca la lettera?
MONICA - Il sette novembre.
GARRY - Sei mesi fa. Ormai devessere ripartita.
MONICA - Mi aveva detto allora di mettere la lettera nel cestino delle cose amene
GARRY - Ad ogni modo, troppo tardi per rispondere.
MONICA - (stracciando la lettera) Eh, s. Comunque probabile che sarebbe stata una bella seccatura. Non si dimentichi che il suo piroscafo ferma a Madera fra qualche giorno. Far bene a chiudersi a chiave in cabina.
GARRY - Neanche per idea. Se la incontro le dir che non ho ricevuto la lettera e che la colpa della mia segretaria.
MONICA - Ce n una firmata Joe.
GARRY - Joe chi?!
MONICA - Soltanto Joe. del 2 febbraio.
GARRY - Vediamo.
MONICA - (porgendogliela) Pare che vi siate conosciuti nel sud della Francia.
GARRY - Ne faccio del viaggiare. (Guardando la lettera) Ah gi; Joe.
MONICA - (paziente) quanto le ho detto.
GARRY - Joe era fantastico. Lho conosciuto a Marsiglia, in un bar. Un tipo olivastro, di Madras. E che vuole?
MONICA - in cattive acque, dopo quel che gli sono costate la sorella e il pupo.
GARRY - E perch non gli ha mandato qualche cosa?
MONICA - Perch mi sembrato che Joe, Madras non fosse un indirizzo sufficiente.
GARRY - Dio mi fulmini se mi ricordo il cognome!
MONICA - (prendendogli la lettera e stracciandola) Poverino, si vede che la fortuna non lo assiste.
GARRY - E che cos quel grosso pacco?
MONICA - Tutte lettere di quella pazza della Baia di Herne. Aveva detto che un giorno o laltro le avrebbe lette, perch potrebbero essere interessanti psicologicamente.
GARRY - Ora non ho tempo. meglio che le conservi per, possono servire come prova, se le venisse in mente di ammazzarmi.
MONICA - Non credo abbia lidea di ucciderla; piuttosto di vivere con lei.
GARRY - (ruminando) Baia di Herne. Mi pare di non essere mai stato alla Baia di Herne.
MONICA - Lasci perdere la Baia di Herne adesso, abbiamo troppo da fare.
GARRY - Chiss se rivedr mai pi la Verde Erinni
MONICA - Perch non dovrebbe rivederla?
GARRY - Potrei morire di qualche orribile malattia tropicale o essere morso da un serpente.
MONICA - Non credo vi siano serpenti nelle grandi citt.
GARRY - Mi pare di vedermi sotto una zanzariera, anelante
MONICA - Con chi?
GARRY - Non ha proprio fantasia, Monica. La sua una mente prettamente prosaica. Immagino che dovr riuscirle deprimente.
MONICA - Me la cavo.
GARRY - Quante ce ne sono ancora?
MONICA - Una ventina.
GARRY - Non ne posso pi. Le rimetta nel cestino delle cose amene fino al mio ritorno.
MONICA - Mi pareva che or ora avesse qualche dubbio circa il suo ritorno.
GARRY - Beh, se sono morto non potr certo rispondere alle lettere.
MONICA - Ce n un paio a cui morto o vivo dovr rispondere.
GARRY - Mai un momento di pace Nemmeno unora tranquilla per poter dare un addio ai miei libri e ai miei quadri Sempre sgobbare, sgobbare
MONICA - Non dica sciocchezze. Ha tutta la sera per dire addio ai suoi libri; ma prima dovr dirmi che cosa debbo rispondere a quel seccatore di quel vecchio ammiraglio a Rugby.
GARRY - Che cosa fa a Rugby? Non mica una base navale.
MONICA - in pensione.
GARRY - Se proprio vuol saperlo, tutto per il meglio. E che cosa vuole?
MONICA - (scorrendo la lettera) Pare che lei abbia conosciuto suo figlio ad un ballo a Edimburgo, quando si trovava l in tourne, e gli abbia giurato che se lasciava la Marina gli avrebbe dato un lavoro in teatro.
GARRY - Mai detta una cosa simile.
MONICA - (cupa) Ma quello ha lasciato la Marina.
GARRY - Gli dia qualche lettera di presentazione per qualcuno, non stia con le mani in mano!
MONICA - Ma se non so niente di lui! Che tipo ?
GARRY - Un bellissimo ragazzo, se quello che credo di ricordare. Le spalle larghe e robuste, la vita sottile come una vespa
MONICA - Sa recitare?
GARRY - Come vuole che lo sappia? Non sia cos sciocca.
MONICA - E se non quello che crede di ricordare?
GARRY - Probabilmente sar piccolo e tarchiato, del tutto senza gambe e coi denti sporgenti. Gli faccia lo stesso la lettera di presentazione.
MONICA - Bene. Ce n ancora una a cui bisogna rispondere. di lady Sara Walsingham, la quale chiede molto cortesemente se vorr farle il favore di distribuire i premi a un ballo benefico in costume che dar il 12 novembre. Ci saranno anche dei membri della famiglia reale.
GARRY - E perch non li distribuiscono loro, i premi?
MONICA - Per il semplice fatto che lha chiesto a lei, suppongo.
GARRY - Rifiutare gentilmente.
MONICA - Con che scusa? Non posso dire che non sar a Londra, perch ci sar. Ha scritto tanto tempo prima
GARRY - Vecchia scocciatrice!
MONICA - Credo che dovr davvero accettare: stata tanto generosa con noi quando abbiamo dato quella matine per la Casa di Riposo
GARRY - Oh, lei, ma una carissima persona Certo che ci andr Le dica che sar felicissimo. (Fred entra dalla porta di servizio. nuovamente vestito da sera)
FRED - Serve ancora il vassoio? Vorrei spicciarmi perch debbo uscire.
GARRY - Il bagaglio tutto pronto?
FRED - Tutto, meno i pochi oggetti dellultimo momento; li ficchiamo in una valigia domattina.
GARRY - E stasera sarebbe il canto del cigno della povera Doris?
FRED - Che significa?:
GARRY - Niente, Fred Non ha la minima importanza.
FRED - (prendendo il vassoio) Verr domattina alla stazione a vederci partire Non le dispiace, vero?
GARRY - Non vedo lora. (Fred esce col vassoio)
MONICA - (raccogliendo le lettere) Ora debbo andare a casa.
GARRY - Non mi lasci solo Mi sento depresso.
MONICA - Pochi minuti fa strepitava per aver un po di pace. Sar qui domattina presto.
GARRY - Vorrei che partisse con me. Mi sentir assolutamente disorientato con qualche segretaria provvisoria africana, squallida e noiosa.
MONICA - Lisa viene alla stazione?
GARRY - (volgendosi altrove) No.
MONICA - Perch non va a trovarla?
GARRY - Lo sa benissimo. ancora in collera. Non la vedo da una settimana.
MONICA - Lha cercata?
GARRY - Si capisce! Le ho telefonato tre volte! Mi ha sempre risposto con cortesia e distacco, come se fossi un bimbo idiota.
MONICA - Vuole che mi ci provi io?
GARRY - No. Se vuole comportarsi come una istitutrice offesa coi geloni, faccia pure.
MONICA - Capisco il risentimento di Lisa, lei ha davvero esagerato un pochino la misura.
GARRY - Per carit non cominci anche lei!
MONICA - (con lieve sorriso) Vado a portare queste carte in ufficio. (Esce portando le lettere. Fred viene dalla porta di servizio. Ha il cappello)
FRED - Ha bisogno daltro?
GARRY - No, Fred.
FRED - Un bel bordello qui dentro. Quanti ce ne siamo fatti?
GARRY - Non so; una sessantina direi.
FRED - Beh, tra tutti loro si son mandati gi abbastanza gin da far galleggiare la Queen Mary.
GARRY - Sar meglio che mi chiami alle otto. Bisogner uscire di casa alle dieci.
FRED - Benone.
GARRY - Buona notte, Fred. Divertiti.
FRED - Altrettanto a lei. Faccia il bravo. (Esce. Garry gira per la stanza vuotando i posacenere nel cestino della carta. Monica rientra. Ha messo il cappello e il soprabito)
MONICA - A proposito, le raccomando di stare attento, se suona il telefono. Rolando Maule non ha fatto che telefonare tutta la settimana.
GARRY - Stasera mi farebbe quasi piacere. Almeno potrebbe essere interessante dal punto di vista psicologico.
MONICA - Anche Rasputin lo sarebbe.
GARRY - Mi sento molto gi. Ritengo sia sempre cos, prima di partire per un lungo viaggio.
MONICA - colpa sua se solo; ha rifiutato tutte le offerte di compagnia. Ha supplicato per avere qualche ora di solitudine, minacciando che si sarebbe buttato dalla finestra se non lavessero lasciato tranquillo; assicurandosi che poi tutti noi avremmo pianto.
GARRY - Sono certo che voi ve ne infischiereste altamente.
MONICA - Via, via, ormai si sta facendo grande, sa. Col prossimo compleanno compir i quarantadue. Pensi un po!
GARRY - Quarantuno.
MONICA - (baciandolo) Buonanotte, caro. A domattina.
GARRY - Linvidio, Monica: sempre calma, ed efficiente. Procede nella vita smuovendo le acque intorno a lei come una vecchia terribile nave da guerra.
MONICA - Grazie del complimento. Buonanotte.
GARRY - Buonanotte. (Monica esce. Garry continua a vuotare i portacenere. Il telefono squilla, Garry accorre) Pronto, pronto? No, ha sbagliato. (Riattacca. La Erikson viene dalla porta di servizio. in cappello e soprabito)
MISS ERIKSON - Vado, signor Essendine. Ha tutto ci che le occorre?
GARRY - Francamente no, miss Erikson. Non ho nulla di ci che mi occorra.
MISS ERIKSON - Oh, mi dispiace.
GARRY - E lei e ciascuno di noi ha quello di cui ha bisogno?
MISS ERIKSON - (con una risatina) Oh, signor Essendine, vedo che sta recitando! Per un momento mi aveva spaventata.
GARRY - Lei miss Erikson conduce una vita strana, le piace?
MISS ERIKSON - S, certo.
GARRY - Mi racconti, mi dica tutto dallA alla z.
MISS ERIKSON - Le dispiace se gratto una sigaretta?
GARRY - Gratti quello che vuole, miss Erikson.
MISS ERIKSON - (ne prende parecchie) Fumo cos tanto e ne rimango sempre sprovvista. Una cosa davvero ridicola.
GARRY - Per esempio, ora dove va?
MISS ERIKSON - Da una mia amica a Hammersmith. Una tedesca.
GARRY - Una spia?
MISS ERIKSON - Credo di s; ma molto buona.
GARRY - Fred mi ha detto che anche una medium!
MISS ERIKSON - S. S. A volte cade in trance ed una cosa stranissima. Rimane sul pavimento per delle ore e fa dei rumori.
GARRY - Che specie di rumori?
MISS ERIKSON - Sono variati. A volte canta con voce acuta come un uccellino, altre volte invece abbaia. E spesso sta molto male.
GARRY - Non mi stupisce affatto.
MISS ERIKSON - Ora debbo proprio andarmene.
GARRY - Grazie davvero, miss Erikson, stato molto interessante.
MISS ERIKSON - Oh, non c di che Buona notte.
GARRY - Buonanotte. (La Erikson esce. Garry si butta sul sof con un libro e tenta di leggere. Poi getta via il libro e va al telefono. Fa un numero e aspetta. Evidentemente nessuno risponde. Gironzola per la stanza. Si sente suonare il campanello della porta. Sobbalza e va ad aprire. Si sente la sua voce che esclama Dafne! Dafne entra con una valigetta. in abito da viaggio e cappello. Un po nervosa ma si vede che fermamente decisa)
GARRY - (con apprensione) Dafne mia cara proprio gentile venire a questora per augurarmi buon viaggio!
DAFNE - (con voce un po forzata) Non per augurarle buon viaggio che sono venuta.
GARRY - Come dice?
DAFNE - Vengo via con lei. Ho acquistato il biglietto oggi.
GARRY - Sarebbe a dire!
DAFNE - Sono scappata Ho lasciato un biglietto per la zia Finalmente ho capito Lho sentito dopo quella tremenda mattina, quando sono svenuta Ora so che lei ha tanto bisogno di me quanto io ne ho di lei No, la prego, non dica nulla Ho riflettuto a lungo. So che sono molto pi giovane di lei; ma posso aiutarla a prendermi cura di lei
GARRY - Dafne, cara, ma questo troppo assurdo. Deve tornar subito a casa.
DAFNE - (togliendosi il cappello) Sapevo che mi avrebbe detto cos.
GARRY - Si rimetta il cappello, la prego, e non faccia la sciocca!
DAFNE - La conosco meglio di quel che crede. So quando recita e quando no. Ora sta recitando.
GARRY - Neanche per idea!
DAFNE - Recitava anche quando ha finto di essere arrabbiato, quando sono venuta per laudizione. Ma quando mi ha detto addio con tanta dolcezza, allora non stava recitando. Si era tolto la maschera, non cos, non cos?
GARRY - Mi ascolti, mia cara bambina
DAFNE - Dapprima mi sono vergognata, gioved, di essere ricorsa al trucco di farle telefonare da mia zia; ma poi qui sono stata contenta
GARRY - Ah, stata contenta? cos?
DAFNE - (esultante) Contentissima! Forse per questo che sono svenuta. Mi improvvisamente balenata la verit.
GARRY - Quale verit?
DAFNE - Che lei era disperatamente solo, malgrado tutta la gente che ha attorno, malgrado tutti i suoi successi Ho compreso il suo profondo desiderio di avere qualcuno che lami davvero, che le stia accanto Lho compreso quando ho visto quellorribile prostituta uscire dalla stanza degli ospiti con quellabito da sera di pessimo gusto.
GARRY - (con solennit agghiacciante) Non era una prostituta. Era la moglie di uno dei miei pi cari amici!
DAFNE - No Garry non pu ingannarmi lo so.
GARRY - Una volta per tutte Dafne, desidero dirle chiaro e tondo che non sto recitando. Parlo con la maggiore sincerit di cui sono capace, ordinandole di rimettersi il cappello, di prendere un taxi e di tornare dritta dritta da sua zia.
DAFNE - No Non tema: non pretendo nulla. Non voglio che mi sposi. Non credo che il vero amore debba subire i legami imposti dalla Chiesa o dalla legge. Vengo con lei e basta. In banca ho denaro pi che sufficiente e il direttore mi ha detto che avrebbe telegrafato a Johannesburg perch mi aprano un conto corrente. Le sar accanto quando avr bisogno di me, quando si sentir stanco e solo e prover il desiderio che qualcuno la circondi con le sue braccia. Non la vedr neppure, sul piroscafo, se cos vorr. Daltronde, non sono una buona navigatrice. (Suonano alla porta)
GARRY - il campanello della porta.
DAFNE - Chi sar?
GARRY - Che ne so. Sar meglio che vada nella stanza degli ospiti.
DAFNE - No, Garry, la prego, non nella stanza degli ospiti!
GARRY - Beh, allora vada nellufficio, ma svelta!
DAFNE - Se ne liberi presto, chiunque sia! Me lo prometta.
GARRY - Ecco il suo cappello non discuta. (La spinge nellufficio e va ad aprire. Le battute seguenti si sentono di dentro)
ROLANDO - Mi perdoni, ma ho bisogno di vederla.
GARRY - Mi dispiace, ma sto per andare a letto.
ROLANDO - Temo che debba insistere. questione di vita o di morte.
GARRY - una cosa davvero insopportabile (Rolando entra seguito da Garry) Che diamine vuole, penetrando cos di forza in casa mia?
ROLANDO - Ha ragione gridi gridi magnifico quando in collera!
GARRY - Voglio dirle una cosa, giovanotto che sta delirando come un pazzo forsennato: ecco tutto. Bisognerebbe rinchiuderla. Metterle la camicia di forza.
ROLANDO - Niente affatto. Il pazzo lei.
GARRY - Mi fa il piacere di uscire immediatamente da questa casa?
ROLANDO - Non posso assolutamente mi sono bruciato i vascelli alle spalle.
GARRY - Bruciato che?
ROLANDO - (semplice) I miei vascelli.
GARRY - Ma che va dicendo?
ROLANDO - Ho mentito or ora dicendole che era questione di vita o di morte. La cosa non cos grave ma molto, molto seria per me, almeno; e forse per entrambi.
GARRY - Se non sar uscito prima che io abbia contato fino a dieci, telefoner alla polizia.
ROLANDO - Non glielo lascer fare. Sono molto forte. Posso sollevare i pi grossi pesi senza nessuna fatica.
GARRY - (cambiando tono) Senta signor Maule
ROLANDO - Pu chiamarmi Rolando.
GARRY - Va bene, Rolando. Le spiegher la situazione con calma. lultima sera che passo in Inghilterra ed ho una quantit di cose da fare
ROLANDO - Mi ha appena detto che stava per andare a letto
GARRY - Comunque sia, Rolando
ROLANDO - (interrompendolo) So che mi crede pazzo e veramente non posso darle torto; ma le assicuro che non lo sono affatto. Ho soltanto un cervello eccezionale; un cervello che pu renderle servigi inestimabili. Come le ho detto laltro giorno, lei significa molto per me. Infatti lei fa parte di me.
GARRY - Molto lusingato, Rolando. Pu esserne certo.
ROLANDO - Potrei avere un biscotto?
GARRY - Senza dubbio. Ne trover in quel piatto; si serva.
ROLANDO - Grazie. (Prende un biscotto) Le prometto che me ne andr quando avr finito questo biscotto. Ho prenotato una stanza allHotel Grosvenor. Dopo tutto, non c valida ragione per cui non debba recitare la parte del pazzo, proprio come lei recita la parte del sano di mente; non le pare?
GARRY - Io non sto recitando.
ROLANDO - Lei recita sempre. ben questa la cosa cos affascinante e lei talmente abituato che neppure se ne accorge! Anchio recito sempre. Con lei ho recitato la parte del matto perch mi diverte vederle in volto la sua sorpresa. Volto cui sono assolutamente affezionato, qualsiasi stato danimo rifletta.
GARRY - Che ne direbbe allora di recitare la parte di chi se ne va via di qui, il diavolo se lo porti?
ROLANDO - (ridendo a crepapelle) Idea meravigliosa.
GARRY - Senta, cos che vuole esattamente? Glielo chiedo sul serio.
ROLANDO - Stare con lei. per questo motivo che vengo in Africa!
GARRY - Per questo motivo, cosa?
ROLANDO - Oggi ho comprato il biglietto: terza classe, ma meglio che niente. Ho piantato i miei studi e abbandonato Uckfield per sempre. Perci sono un po eccitato stasera. Ma non deve temere che le dia fastidio o pretenda qualcosa da lei.
GARRY - Vuole dire che non si aspetta che io la sposi? (Suona il campanello della porta) C qualcuno. Vuole andarsene adesso, da bravo? Mi ha promesso di farlo appena finito il biscotto.
ROLANDO - (con assoluta sincerit) La prego, non mi mandi via. Non mi mandi via! Lei una persona troppo grande per essere ingeneroso. Mi lasci stare con lei, la supplico. Posso proteggerla da uninfinit di cose di cui non sa nulla.
GARRY - Per esempio?
ROLANDO - Lei stesso tutte le sue pericolose vibrazioni circondato da insidie: ogni passo che compie irto di pericoli; ma ha la testa fra le nuvole e non pu accorgersene (Il campanello suona di nuovo)
GARRY - molto gentile da parte sua interessarsi tanto di me, Rolando, ma se le sto cos tanto a cuore far quel che le chiedo e torner subito a Uckfield.
ROLANDO - Non torner mai a Uckfietd. Daltronde lultimo treno gi partito, ormai.
GARRY - Allora vada allHotel Grosvenor.
ROLANDO - Non le permetto di mandarmi via; se lo fa, lo rimpianger tutta la vita. Ne ho una profonda convinzione che nulla al mondo potr scuotere (Improvvisamente Rolando si precipita nella stanza degli ospiti. Sbatte la porta con impeto e la chiude a chiave. Garry vi batte sopra il pugno disperato. Il campanello suona con insistenza)
GARRY - Esca immediatamente da quella stanza! Signor Maule Rolando! Esca subito! Subito! Oh, Dio! (Va in anticamera per aprire. Dopo un momento entra Giovanna con una valigetta e un portagioielli. Depone le due cose tranquillamente e guarda Garry con un sorriso)
GIOVANNA - Salve, tesoro.
GARRY - Che vuol dire questo, Giovanna?
GIOVANNA - Non lo sai?
GARRY - S, lo so. Vieni in Africa con me. Hai oggi stesso acquistato il biglietto. Non pretenderai nulla da me e non sei una buona navigatrice.
GIOVANNA - Sono unottima navigatrice. (Garry va al telefono e forma un numero) Che fai?
GARRY - Chiamo Enrico. (Al telefono) Pronto pronto Oh, le chiedo mille, centomila scuse: ho sbagliato numero! (Riattacca)
GIOVANNA - inutile, non in casa.
GARRY - (con un sorriso tetro) Ora non importa.
GIOVANNA - Tesoro! Sotto questo tuo contegno alquanto rigido e freddo, nel pi profondo del tuo animo non sei un pochino contento di vedermi?
GARRY - Felicissimo! Almeno in questo modo tutto si sistemer una buona volta e per sempre.
GIOVANNA - quel che ho pensato anchio.
GARRY - Quando sei arrivata da Parigi?
GIOVANNA - Nel pomeriggio di oggi. Non hai avuto il telegramma col quale ti auguravo buon viaggio?
GARRY - S, me lo ha letto Monica.
GIOVANNA - Era quanto intendevo.
GARRY - Mera parso di capire che ti saresti fermata a Parigi per un mese.
GIOVANNA - Non era affatto cos, tesoro; sapevi benissimo che non vi sarei rimasta. Debbo dirti che nei primi giorni ho cercato di scacciarti dalla mia mente. Me la prendevo con te, ti dicevo le cose pi atroci che non eri l a sentire, ma poi mi sono ricordata
GARRY - Ricordata di che?
GIOVANNA - Mi sono ricordata di quel che hai detto laltra sera! Mi hai detto: Non importa quel che ne seguir, quali circostanze combatteranno contro di noi; quali lacrime saranno versate! Questo un incanto, il pi meraviglioso incanto che io abbia mai conosciuto!.
GARRY - una battuta del secondo atto di Lamore tanto semplice!
GIOVANNA - (sorridendo) S, lho riconosciuta. Ho visto la commedia parecchie volte, sai.
GARRY - E allora perch ci hai creduto?
GIOVANNA - Non che ci abbia creduto. Ma il fatto che tu la dicessi stata per me la prova di qualcosa: la prova che emotivamente non sei pi sincero di quanto lo sia io; che non hai pi n il bisogno n il desiderio delle pene damore, ma sei perfettamente disposto ad accontentarti di ci che di spassoso lamore pu dare. un punto di vista da persona adulta; e vi faccio tanto di cappello. Sono pienamente daccordo con te.
GARRY - Questa a tuttoggi la dichiarazione pi immorale che io abbia udita in vita mia!
GIOVANNA - Per vera, no?
GARRY - No, non lo affatto.
GIOVANNA - inutile essere suscettibile, tesoro mio.
GARRY - Ma come osi Giovanna? Sono donne come te che minano lintera integrit della civilizzazione!
GIOVANNA - E questo da che commedia viene?
GARRY - Da nessuna.
GIOVANNA - Come ti ho detto laltra sera, ti ho sempre desiderato. Ho sempre sentito istintivamente che eravamo fatti luno per laltra. Se ci fossimo conosciuti parecchi anni fa non sarebbe funzionato: legati e imprigionati saremmo stati assolutamente infelici. Ora ci siamo incontrati nel momento giusto. Tu hai bisogno di me. La gente che hai attorno non ti basta pi. Ed io ho bisogno di te. Sei il primo uomo che ho conosciuto, che sia pane per i miei denti. Non posso garantire che dal punto di vista domestico saremo felici insieme, ma certo passeremo molte ore piacevoli!
GARRY - Piuttosto linferno!
GIOVANNA - Avevi perfettamente ragione poco fa quando, con mirabile chiaroveggenza, hai detto che venivo in Africa con te. Proprio cos. Ho fissato la cabina nuziale: non era rimasto altro. In aggiunta ho scritto un biglietto a Enrico per dirgli tutto. Sta pranzando con Maurizio allAtheneum. Potranno leggerlo insieme. (Il campanello della porta suona) Chi adesso?
GARRY - Con un po di fortuna il Lord Ciambellano. (Corre in anticamera. Giovanna si toglie il cappello e si ravvia i capelli davanti allo specchio. Lisa entra rapidamente seguita da Garry. Non lascia palesare sorpresa alcuna nello scorgere Giovanna)
LISA - Salve Giovanna.
GIOVANNA - Buonasera, Lisa cara. Che bella che sei!
LISA - Grazie davvero. Faccio del mio meglio.
GIOVANNA - Credo che sia leale dirtelo. Domani salpo con Garry.
LISA - Oh, che divertente! Salpo pure io.
GARRY - Come?
LISA - Lho deciso oggi pomeriggio.
GARRY - certo un gran giorno per la Compagnia di Navigazione!
LISA - Ho mandato Margherita a Southampton stasera, col mio bagaglio.
GARRY - Viene anche Margherita?
LISA - Certo. Non potrei muovermi senza di lei.
GIOVANNA - (si domina perfettamente, ma evidentemente irritata) Se posso dirlo Lisa, mi sembra piuttosto sciocco da parte tua.
LISA - Non vedo perch. Sar delizioso. Potremo mangiare alla stessa tavola e fare insieme il nostro addestramento di vita a bordo!
GARRY - Giovanna ha scritto un biglietto ad Enrico e Maurizio spiegando tutto.
LISA - Benissimo, cos pu darsi che vengano anche loro.
GARRY - Vorrei approfittare delloccasione per dire che vorrei tanto essere morto.
LISA - Sciocchezze tesoro. Ti divertirai moltissimo in viaggio. Non avrai un attimo di noia.
GIOVANNA - Ti credi molto abile, non vero Lisa?
LISA - Ho imparato a una scuola abbastanza dura.
GIOVANNA - Per conto mio, credo che tu stia commettendo il pi grande errore della tua vita. sempre insensato non avere il coraggio di ammettere la propria sconfitta.
LISA - Sei troppo arrogante, Giovanna; e, per una donna della tua esperienza, un pochino ottusa. Sembri immaginarti che io voglia competere con te. Ti assicuro che non ci penso neppure. molto importante per noi tutti che questa tourne di Garry in Africa abbia successo. Ovviamente non c modo di impedirti di venire, se lo desideri; ma meglio che ti renda conto, prima che sia troppo tardi, che dal punto di vista sociale e pubblicitario, tu sarai l come mia amica. (Suona il campanello della porta)
GARRY - Indovinate chi ?
GIOVANNA - La riunione di tutta la trib!
LISA - Vado io, Garry. (In fretta in anticamera)
GIOVANNA - (maligna) Forse, dopo tutto, mi sono sbagliata su di te. Hai meno fegato di un coniglio!
GARRY - Ne sono ben contento. Sarebbe assolutamente inadeguato. (Entrano Enrico e Maurizio seguiti da Lisa. I due sono furibondi)
ENRICO - vero? Non voglio sapere altro. vero?
MAURIZIO - (leggermente brillo) Falso amico! Falso amico.
GARRY - Via, via Maurizio: non sei allAtheneum, adesso.
ENRICO - inutile fare il disinvolto. una situazione miserevole e disgustosa e lo sai benissimo.
MAURIZIO - una pugnalata alla schiena; ecco cos, una bassa pugnalata alla schiena!
GARRY - Non troppo in basso, spero.
ENRICO - Ho avuto un biglietto da Giovanna. Credo che tu ne sia al corrente.
GIOVANNA - S, al corrente. Glielho detto or ora.
ENRICO - Ed vero quello che dice?
GARRY - Come vuoi che lo sappia se non lho letto?
ENRICO - Non tergiversare. Dice che siete stati amanti e che domani partite insieme. vero?
GIOVANNA - Verissimo.
ENRICO - (senza badarle) Rispondimi Garry?
GARRY - (pericolosamente) Ti dir quello che vero e quello che non vero; e puoi smetterla di saltare su e gi come una palla di gomma e cominciare ad ascoltarmi
LISA - (avvisandolo) Sii prudente, Garry.
GARRY - Prudente! Lo sono stato anche un tantino troppo con tutti voi, per tanti anni.
ENRICO - Non hai ancora risposto alla mia domanda. Voglio sentirlo dalla tua bocca, prima di prendere una decisione.
GARRY - Una decisione, questa s! E che potresti fare?
ENRICO - Sei o non sei stato lamante di Giovanna?
GARRY - S.
MAURIZIO - Mascalzone!
GARRY - (a Giovanna) Sei venuta qui laltra sera assolutamente decisa a spuntarla; non vero? E sei stata abbastanza plausibile e superficialmente allettante da riuscirci. Certo hai destato abilmente la mia curiosit; ma ci vuole ben altro per toccarmi il cuore o lanimo!
MAURIZIO - (violento) Tu non hai n cuore n animo! In te non c nessun istinto decente. Sei moralmente instabile e falso, da capo a piedi!
GARRY - (fuori di s) Per amor di Dio, smettila con la teatralit!
LISA - (piombando sul sof) Dio mio!
GARRY - Anzitutto, Enrico, non avresti mai dovuto sposare Giovanna, ti ho sempre detto che era un grave sbaglio.
ENRICO - (furioso) Hai la spudorata impertinenza di startene l, dopo aver sedotto mia moglie e
GARRY - Senti Enrico: mi pare che sia tempo di venire al sodo. Non ho sedotto tua moglie e tu lo sai. Bene. Stai assumendo un atteggiamento di grande superiorit riguardo allintera faccenda; ma sono convinto che se consideri la cosa onestamente per un istante, scoprirai di non esserne minimamente preoccupato. A preoccuparsene Maurizio. Per il momento.
ENRICO - Maurizio? Che vuoi dire?
LISA - Oh, Garry, questo vergognoso!
GARRY - Vergognoso un accidenti! Sono pi che disgustato di tutta questa gente che non fa che mentire, ordire intrighi e recitare ovunque si trovi!
GIOVANNA - Va bene, Garry: hai vinto. Non avrei mai creduto che si potesse scendere cos in basso.
GARRY - (accendendo una sigaretta) Storie!
ENRICO - Che hai voluto dire a proposito di Maurizio? Rispondimi.
GARRY - Che Maurizio e Giovanna te lhanno fatta sotto il naso, con la loro relazioncella mancata che dura da mesi.
MAURIZIO - Non ti rivolger mai pi la parola finch vivo.
GARRY - Beh, potremo fare due piacevoli chiacchiere nellal di l.
ENRICO - Maurizio Giovanna vero?
GARRY - Ma s che vero. durato un po meno della tua piuttosto squallida faccenda con Elvira Radcliffe, che si trascinava a singhiozzi ormai da un anno.
GIOVANNA - Enrico!
GARRY - Non fingere di non saperlo, Giovanna. Ne eri contentissima. Ti ha dato libert di movimento.
ENRICO - Te lo avevo confidato sotto il suggello del segreto. Come puoi essere tanto abietto da tradirlo!
GARRY - Non ne posso pi desser rimpinzato delle confidenze di tutti. Ne sono pieno fino alla nausea. Tutti quanti venite a versare nel mio seno lacrime, sentimenti, finch ne ho la testa piena. Vi comportate male quanto me; e a volte assai peggio. Credete tutti nei vostri lacrimosi postumi damore, mentre io almeno ho il garbo di prendere i miei con leggerezza. Voi vi ci guazzate e io rido perch ritengo e sempre ho ritenuto che si dicano troppe sciocchezze sul sesso. A te Maurizio piace prendere sul serio i tuoi meschini vincoli affettivi. Ti piace soffrire e sprofondarti in orge di gelosia e torturare te stesso e gli altri. il tuo modo di divertirti. La tecnica di Enrico un pochino diversa: lui predilige la combinazione domestica. Perci si stancato cos presto di Giovanna. Comunque si accorda perfettamente con la povera Elvira, la quale non mai stata cos bene da quando ha lasciato Roedean! Giovanna ancora diversa. Dedica gran parte del tempo al sesso, ma non proprio per qualche piacere connessovi, bens come mezzo a un fine. una collezionista. Una invadente filibustiera piacevole e senza scrupoli. Io, personalmente, non appartengo ad alcuna di queste categorie. Secondo me si sopravvaluta di gran lunga lintera faccenda. Io ne godo per quel che ne vale e intendo assolutamente continuare cos fnch ce n qualcuna cui interessi; e quando sar giunto il momento in cui non interesser pi a nessuna, sar perfettamente contento di sistemarmi con una mela e un buon libro.
MAURIZIO - Caspita!
ENRICO - Non ho mai sentito sofisticherie pi arroganti e sfrontate! Queste hanno la palma!
MAURIZIO - E hai il coraggio di portarti a uno stato di indignazione morale nei nostri riguardi, quando tutti sappiamo
GARRY - Non ho fatto altro che difendere il mio diritto a dire la verit, una volta tanto.
ENRICO - Verit! Neanche la vedessi, riconosceresti la verit. Passi la vita in continui atteggiamenti e pose e a darti delle arie.
GARRY - Mi piacerebbe sapere dove saremmo tutti quanti se non facessi cos! Sono un artista, no? Mi si potr concedete qualche piccola licenza!
MAURIZIO - Per quel che mi riguarda, ne scaduto il tempo.
LISA - Per carit, finitela di gridare tutti quanti! Farete crollare il soffitto!
GIOVANNA - (alzandosi) Trovo questa stupida commedia disgustosa. Me ne vado.
ENRICO - (furente a Garry) E ti prego di non ricominciare la solita filastrocca: che nessuno di noi sarebbe capace di vivere e di respirare se non fosse per il tuo glorioso talento.
GARRY - Come osi alludere al mio talento con quel ripugnante tono sarcastico, serpentello ingrato che non sei altro!
MAURIZIO - Ad ogni modo, se non fosse stato per noi che te lo abbiamo impedito, a questora gireresti in provincia!
GARRY - E che c da dire contro la provincia? Molte volte si dimostrata assai pi intelligente di Londra!
ENRICO - Bada! Potrebbe sentirti qualcuno.
GARRY - A momenti direte che merito vostro se sono lidolo del pubblico da ventanni!
MAURIZIO - Non sei lidolo del pubblico. Vengono a sentirti per la commedia e la parte; e bisogna che la interpreti a dovere. Ricordati quel che ti successo quando abbiamo messo su Piet per i ciechi!
GARRY - Ne ho dato uninterpretazione magnifica.
MAURIZIO - S, per dieci giorni.
ENRICO - Se non fosse stato per noi avresti dato Peer Gynt.
GARRY - Se sento solo nominare unaltra volta Peer Gynt in questa casa, giuro a Dio che lo metter in scena nel teatro pi popolare che abbiamo.
ENRICO - Non con i miei quattrini, per!
GARRY - Me ne infischio dei tuoi quattrini! Credi che abbia bisogno del tuo miserabile denaro per metter su una commedia? Ci sono migliaia di vecchi signori accorti che sarebbero ben contenti di appoggiarmi in qualsiasi cosa decidessi di fare.
ENRICO - Credo che dipenda piuttosto dal fatto se quelli sono sposati o no.
GARRY - Ah, ricominciamo?
ENRICO - Non ricominciamo affatto. Questa scena stata tra le pi disgustose e umilianti; e se non fosse che Maurizio ed io abbiamo firmato stamattina il contratto per il Forum ci laveremmo le mani di tutto quanto ti riguarda per sempre!
GARRY - Voi che?
LISA - Per lamor di Dio, Garry
GIOVANNA - (forte) Me ne vado. Avete tutti sentito? Me ne vado definitivamente.
LISA - Prendi la mia macchina; davanti casa.
GIOVANNA - (andando da Garry) stata una gran bella serata in cui uscir fuori con la verit. Vorrei solo aggiungere il mio piccolo contributo al trattenimento. prima di andarmene. Signor Essendine, ritengo che lei sia non solo un egoista prepotente e affettato, ma anche la canaglia pi matricolata che io abbia mai avuto la disgrazia dincontrare. E in tutta sincerit spero di non rivederla mai pi finche vivo. (Gli d un ceffone sonoro e se ne va)
GARRY - (senza badarvi, ad Enrico) Vorresti dirmi che hai firmato il contratto per quel teatro, quando ti avevo detto esplicitamente che nessun potere in terra mi avrebbe indotto a recitare su quelle scene?
MAURIZIO - Stammi a sentire, Garry
GARRY - Non voglio stare a sentire un bel niente. Non n pi ne meno che il pi abietto dei tradimenti e sono profondamente, profondamente adirato.
ENRICO - Come ti dissi laltro giorno, stanno riattando tutto il teatro, sostituendo con poltrone il vecchio spazio dellorchestra, ottenendo cos oltre cento posti. Oltre a questo, sono smaniosi di averti e hanno perfino acconsentito a installare la doccia nel tuo camerino
GARRY - Me ne infischio anche se ci mettono una piscina e una stanza da palla a muro e un piano a coda. Non reciter una commedia leggera francese in una sala che ha laspetto di una edizione gotica dello stadio di Wembley.
LISA - Non avr un simile aspetto, tesoro, quando lavranno tutta rimodernata. Ho visto i disegni; sono veramente molto belli.
GARRY - Cos anche tu contro di me? Tutti, tutti contro di me!
MAURIZIO - Davvero, Garry, ti prometto
GARRY - (con voce spezzata) Vattene andatevene via tutti non ce la faccio pi. Devo prepararmi a quellorribile viaggio per mare di domani e poi a quei lunghi mesi di tormentose sfacchinate in lungo e in largo su quello che sempre stato definito da tutti il pi sinistro dei continenti. Andatevene vi prego, andatevene via tutti.
LISA - Andatevene voi due. Io rimango a calmarlo.
MAURIZIO - Questo sproloquio non ingannerebbe neanche uno sprovveduto. Sta perdendo grinta. Vieni, Enrico.
ENRICO - Peccato che demoliscano il Lyceum. (Esce con Maurizio)
GARRY - Berrei volentieri un sorso di qualcosa. Mi sento davvero sfinito.
LISA - (andando al tavolo delle bibite) Whisky o cognac?
GARRY - Cognac. pi eccitante.
LISA - Va bene.
GARRY - Vieni davvero in Africa con me?
LISA - Certamente. E non solo in Africa. Ritorno con te per sempre.
GARRY - Non voglio che tu ritorni con me. Sono felicissimo cos.
LISA - Non si pu fare diversamente. Ti conduci in un modo abominevole; ma se ci sar io, le cose andranno un po meglio.
GARRY - Lisa, ti supplico di non ritornare con me. Non hai un po di sentimento, un po di cuore?
LISA - Penso al bene della ditta. A proposito: debbo lasciare, un biglietto per Monica nel suo ufficio. Per prima cosa deve telefonare alla mia banca, domattina.
GARRY - (ricordandosi) Nellufficio! Dio mio!
LISA - Che c?
GARRY - (in un rauco sussurro) Hai un divano in casa tua?
LISA - S, perch?
GARRY - Non sei tu che torni da me, cara! Sono io che torno da te! (con una pantomima elaborata indica prima lufficio poi la stanza degli ospiti. Lisa rimane un attimo perplessa. Poi comincia a ridere. Garry si sfila in fretta la vestaglia. Infila il soprabito e tutti e due se ne vanno in punta di piedi, mentre cala il sipario)
SIPARIO
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