L’allodola
LALLODOLA
Commedia in un atto
di WOLFF
Traduzione di F. Bernardini e C. Castelli
PERSONAGGI
SAINT HICARD
ANDREA
LA BARONESSA
GIOVANNA
FANNI
Questa piccola e garbata commedia, adatta per le scene dei Teatri a Sezione e per quelle dei Filodrammatici, non fu sdegnata da Virginia Reiter che volle recitarla prima di ritirarsi dal teatro.
Commedia formattata da
Un salotto elegantissimo. Porta d'ingresso nel fondo. A sinistra la camera della signora Lormel, a destra il gabinetto d Andrea. Tavola a sinistra, a destra il caminetto, un tavolino rotondo e altri mobili.
Giovanna, in accappatoio, pettinata per il ballo, aspetta con impazienza.
Fanny - (entrando dal fondo) Signora...
Giovanna - (seduta a destra) Ebbene? L'abito?
Fanny - La sarta mi ha assicurato che tra dieci minuti sar qui.
Giovanna - Vuol dire che ci vorr almeno un'ora! Ecco cosa capita a servirsi dalle sarte in voga! Al momento di andare al ballo mi manca il vestito.
Fanny - Eppure di moda arrivare un po' tardi.
Giovanna - Ma io non voglio che mio marito mi aspetti.
Fanny - Credo piuttosto che sar la signora che avr da aspettarlo. Il padrone non ancora tornato.
Giovanna - (alzandosi) E' uscito?
Fanny - Da un'ora. Era gi in frack e cravatta bianca.
Giovanna - Allora gi pronto! (cambiando tono) Hanno portato i fiori?
Fanny - (con aria misteriosa) S, signora. E come, son belli!
Giovanna - Dove sono?
Fanny - Nella camera del padrone.
Giovanna - Andateli a prendere.
Fanny - Subito, (esce per la destra e torna coi fiori) Ecco, signora.
Giovanna - Bene, (prendendoli). Mi devono portare anche un braccialetto. (Depone i fiori).
Fanny - L'hanno gi portato, in camera del padrone.
Giovanna - Anche questo?
Fanny - C'era la fattura; cos ho pensato...
Giovanna - Vi siete sbagliata.
Fanny - La signora perdoner, ma io non avrei mai creduto che...
Giovanna - E' stato un capriccio.
Fanny - L'altro giorno dicevate alla signora De Cernay che era il padrone...
Giovanna - State a sentire quello che dico?
Fanny - Non per cattiveria, ma perch voglio bene alla signora... (con emozione) E' cos commovente vedere una donna che compera dei gioielli per far vedere che suo marito che glie li d.
Giovanna - Mio marito me li darebbe se glieli chiedessi. In fondo lo stesso.
Fanny - (sempre commossa) Oh! non gi quando si sposi appena da sei mesi.
Giovanna - Andate a riprendere il braccialetto e portatelo in camera mia.
Fanny - S, signora, (esce per la destra).
Giovanna - (dirigendosi a sinistra) Ecco come sfumano i segreti!
Saint-Hicard - (aprendo l'uscio in fondo ed entrando come se non ci fosse nessuno) Oh! perdonate signora, perdonate...
Giovanna - Voi, signor di Saint-Hicard?
Saint-Hicard - Credevo che voi foste occupata a far toilette; perci mi son permesso entrare per .aspettare il signor De Lonmel.
Giovanna - Dovete parlare con mio marito?
Saint-Hicard - Io, no. E' lui che venuto due volte da me stasera. Io non voglio obbligarvi a trattenervi qui, lo incontrer al ballo.
Giovanna - Con voi non farei complimenti. (fa per ritirarsi) Ci conosciamo da poco tempo, ma mia suocera mi ha parlato di voi.
Saint-Hicard - (ritornando al proscenio dopo aver deposto il cappello in fondo) Davvero? La baronessa de Lormel non ha dimenticato...
Giovanna - Che voi foste uno dei suoi ballerini preferiti quando era ancora ragazza.
Saint-Hicard - Gi. Sembra che nessuno sapesse ballare a tempo come me. Era il solo merito che mi attribuivano. Mi cercavano come metronomo.
Giovanna - Nella sua ultima lettera, mia suocera ci chiedeva appunto se vi eravate ammogliato.
Saint-Hicard - Mi mancato il coraggio per chiedere ad una donna di sposarmi. Mi pareva il colmo della sfacciataggine...
Giovanna - Dovevate farlo chiedere da altri.
Saint-Hicard - S, ma poi sarei stato pi che mai imbarazzato. Ho fatto il notaio per dodici anni. Tutti i notari prendono moglie... di prammatica. Per ispirare fiducia ai clienti, bisogna essere ammogliati! Ma io non ne ebbi bisogno... La natura mi aveva dato un aspetto grave e dignitoso, tantoch mi si facevano le confidenze le pi 'delicate; mi ritenevano non pericoloso, perci ho potuto in breve tempo guadagnare una discreta sostanza e rivendere lo studio al primo giovale. Lui per s' ammogliato il giorno dopo.
Giovanna - Io vi credevo un celibe impenitente e poich siete intimo di mio marito...
Saint-Hicard - Supponevate che gli dessi dei cattivi consigli?
Giovanna - Oh, no... Ma Andrea che ha vissuto sino ad ora in provincia, e quando un uomo arriva a Parigi, corre il pericolo di essere preso dalla smania di divertimenti, leciti e illeciti...
Saint-Hicard - Signora, non dubitate; con me non corre pericolo di deviare...
Fanny - (tornando dal fondo) Signora, ecco il vestito.
Giovanna - (con gioia) Finalmente! (a Saint-Hicard) Permettete?
Saint-Hicard - Prego...
Fanny - (in seconda linea) Il signor barone sale le scale.
Giovanna - Allora presto, presto, venite con me. (esce a sinistra).
Saint-Hicard - (Andrea entra) Ed ecco un giovane fortunato!
Andrea - (agitatissimo) Vi ringrazio d'essere venuto. Avrei preferito per di vedervi in casa vostra. Quello che ho da dirvi esige la massima segretezza.
Saint-Hicard - Allora ne parleremo domani.
Andrea - E' impossibile, (mutando tono) Ho da chiedervi il pi gran favore ch'io possa chiedere ad un amico.
Saint-Hicard - Avete perduto al giuoco?
Andrea - Sarebbe poco male!... Sediamoci... (abbassando la voce) Mi hanno sorpreso in flagrante con una donna che amo.
Saint-Hicard - Avete un'amante?... Voi?
Andrea - Era la prima volta che ero riuscito a confessarle il mio amore; ero ai suoi piedi quando entrato il marito.
Saint-Hicard - Che malaccorto!
Andrea - Non ridete, vi prego!...
Saint-Hicard - Non rido. Credete che simili avventure possano stupire un uomo che stato notaio per dodici anni a Parigi? La vostra avventura io la conosco, ed io vi dico che il marito un malaccorto. Io mi son convinto che i mariti hanno un gran torto ad entrare quando si sul punto di... ingannarli. Se non entrassero mai, come si finirebbe presto! Provatelo se vi capita l'occasione...
Andrea - (con dispetto) Non si tratta di me.
Saint-Hicard - (continuando) Un amante che non venga disturbato, non pi un amante, ma un marito in seconda, un vice-marito, un aiutante... e presto si sente il bisogno di tornare al titolare della carica.
Andrea - Se sapeste quello che successo parlereste in un altro tono.
Saint-Hicard - Volete stupirmi ma non vi riuscir. So gi tutto.
Andrea - (esasperato) Allora inutile che io prosegua.
Saint-Hicard - Notate ch'io non vi faccio rimproveri. Non vi dico che siete ammogliato da appena sei mesi, che avete una moglie gra-ziosissima... (si alzano).
Andrea - S, graziosa, lo so.
Saint-Hicard - Che vi adora.
Andrea - Se un mese fa mi avessero detto che avrei potuto innamorarmi di un'altra donna, mi sarei indignato. So quanto vale mia moglie e vicino a lei provo una felicit lieve, incolore, tranquilla. Ma essa rappresenta la provincia, mentre l'altra Parigi, il movimento, la vita, la passione violenta, il fascino, l'ebbrezza!
Saint-Hicard - E poi, arrivato il marito e in grazia del marito l'eroina ha serbato l'aureola della donna che resiste... cedendo. Voi siete sul punto di fare delle pazzie... Se quella donna fosse colpevole, veramente colpevole, oh! allora sarebbe ben altra cosa!
Andrea - Mi troverei ancora pi impegnato con lei.
Saint-Hicard - No, non lo credete. Del resto il marito arrivato... inutilmente, mi pare, giacch non ha ucciso nessuno.
Andrea - Ci batteremo domattina alla pistola.
Saint-Hicard - Alla pistola?
Andrea - Lui un tiratore di prima forza. Ma non a lui che penso, ne a me... ma alla sventurata che ho compromesso.
Saint-Hicard - Faranno divorzio?
Andrea - No. Lui l'ha scacciata. Le ha dato ventiquattro ore per lasciare Parigi.
Saint-Hicard - In altre parole: la rimanda dai suoi parenti.
Andrea - Non ha pi che uno zio frate.
Saint-Hicard - Non un grande aiuto.
Andrea - Colui ha avuto l'impertinenza di dirmi dinanzi a sua moglie, ch'era l, tra noi, pi morta che viva... (con collera) Mi ha detto che si limiterebbe a spezzarmi un braccio per non privarla che a met del solo sostegno che le rimane.
Saint-Hicard - Un marito ammirabile.
Andrea - (con rabbia) L'avrei ucciso!
Saint-Hicard - Come si chiama?
Andrea - E' un americano. Giorgio Fulston.
Saint-Hicard - Ah! la signora Fulston?
Andrea - La conoscete?
Saint-Hicard - La bella americana. Non l'ho mai veduta, ma ne ho sentito parlare, e se quello che si dice vero...
Andrea - Verissimo,
Saint-Hicard - E' una donna meravigliosa!
Andrea - Dunque mi comprendete e mi scusate...
Saint-Hicard - (con forza) No, non vi scuso, ma vi invidio! Una derma la cui vita, si dice... Se vi coster un braccio solo non sar troppo caro.
Andrea - Indovinate dunque quello che ho da chiedervi?
Saint-Hicard - Volete che vi serva da testimonio?
Andrea - No, i miei secondi li ho gi.
Saint-Hicard - E allora?
Andrea - Voglio pregarvi di consegnare domani questa lettera a mia moglie.
Saint-Hicard - (prendendo la lettera) Voi scrivete a vostra moglie?
Andrea - Per chiederle perdono del dolore che le dar.
Saint-Hicard - Ingannandola?
Andrea - Partendo.
Saint-Hicard - Come! partendo?
Andrea - Potrei forse esitare? Posso abbandonare colei che ho compromessa?... Giacch il signor Fulston la scaccia...
Saint-Hicard - Voi abbandonate la vostra! E' logico!
Andrea - La mia non sola al mondo: ha un marito.
Saint-Hicard - Ah! s?... Vi pare?...
Andrea - Un marito che l'ama e l'amer sempre, vicino o lontano. Non compromessa, pu andare dovunque a fronte alta, non ha bisogno di nessuno, non necessario che io mi sacrifichi per lei.
Saint-Hicard - Ne siete convinto?
Andrea - Se fosse necessario mi sacrificherei.
Saint-Hicard - Ma non dovendo sacrificarvi che per l'altra, non vi lagnate...
Andrea - Mia madre la prender con s. Infine, il dovere e l'onore me lo impongono.
Saint-Hicard - Benissimo. Quando s' detto l'onore, s' detto tutto. Gli uni lo mettono a sinistra, gli altri lo mettono a destra, ed appunto quando a sinistra che si mostra pi esigente. Infine io consegner questa lettera a vostra moglie.
Andrea - Domattina soltanto.
Saint-Hicard - State tranquillo, non vi esporr ad una scena di lacrime. So bene, non gioverebbe a trattenervi. Una donna che piange cos brutta quando non si ama pi e cos bella quando si ama!... Non dir nulla.
Andrea - Conto anche sul vostro spirito.
Saint-Hicard - Troppo buono! Volete che la consoli?
Andrea - Oh! non vi chiedo l'impossibile!
Saint-Hicard - Voi siete il quinto marito che mi arrida un incarico simile. Debbo confessarvi che con le prime quattro non ebbi gran che da penare... Furono consolate prestissimo non da me, s'intende, ma da altri.
Andrea - Oh! di Giovanna ne sono sicuro...
Giovanna - (giuliva ad Andrea). Sono pronta. Ti piace il mio abito?
Andrea - Moltissimo. Ti sta a meraviglia.
Giovanna - (guardandosi) Davvero?
Andrea - E' bellissimo.
Giovanna - Signor de Saint-Hicard, ditemi francamente la vostra opinione.
Saint-Hicard - La mia sincera opinione che io sono meravigliato.
Giovanna - Me lo dite senza guardare il vestito.
Saint-Hicard - Giudico dell'insieme.
Giovanna - (sorridendo) Oh, l'insieme... (piano ad Andrea) E tu, Andrea, che ne dici dell'insieme?
Andrea - Dico che sei graziosissima.
Giovanna - E lo pensi?
Andrea - Certo!
Giovanna - Sai cosa vorrei? (con grande tene-rezza) Farti dimenticare per un momento, che sono tua moglie e piacerti ancora.
Andrea - (commosso profondamente suo malgrado) Pensa che non siamo soli.
Giovanna - Oh, il signor de Saint-Hicard di famiglia.
Saint-Hicard - Certo... Eppoi sono espansioni a cui ho assistito spessissimo come notaio e amico di famiglia.
Giovanna - (sorridendo ad Andrea) Posso ben dire al signor de Saint-Hicard, perch mi stava a cuore di piacerti... Oggi si compiono i nostri sei mesi di matrimonio.
Andrea - Ah!
Giovanna - E' un mezzo anniversario.
Saint-Hicard - (fra se) Povera donna!
Giovanna - Io mi aspetto da un momento all'altro di veder comparire la signora de Lormel.
Andrea - Mia madre!
Giovanna - Mia suocera la puntualit personificata. Ci ha detto che non voleva rubarci un'ora della nostra luna di miele, ma che farebbe una semplice apparizione a] sesto mese per sapere come si va, ed il sesto mese passato (od Andrea) Bisogna che al suo arrivo ci vegga felici tutti e due. E' la maggior gioia che noi le potremo dare... (dando il braccio a suo marito e a Saint-Hicard) Avete mai visto una coppia pi felice della nostra?
Saint-Hicard - Oh! ne ho conosciuto di quelle felici, per lo meno, altrettanto.
Giovanna - (vivamente) Ma di pi, no! Ecco quello che bisogna dire a nostra madre. E' molto tempo che non la vedete?
Saint-Hicard - Sedici anni.
Giovanna - La troverete sempre giovane, sempre un po' triste, ma sempre tanto buona!
Fanny - (dal fondo) Un dispaccio pel padrone.
Andrea - (prendendo il dispaccio) Ah!
Giovanna - (con gioia) E' lei che ci annuncia il suo arrivo!
Andrea - (impallidendo) No, no, un amico... Saint-Hicard, guardate... (gli passa il dispaccio, parlando a Giovanna) lo conosce anche lui.
Saint-Hicard - (a sinistra, leggendo) Il padrone ha lasciato la casa per stabilirsi al club. La padrona ha le convulsioni. Ne morr. Che debbo fare? Ambrosino .
Andrea - (piano a Saint-Hicard) E' la cameriera.
Saint-Hicard - Dell'Americana.
Andrea - (ripigliando il dispaccio, a Giovanna)
- E' un amico che desidera parlarmi.
Giovanna - (sorpresa) Stasera?
Andrea - Subito.
Giovanna - E il ballo?
Andrea - Ci andremo mezz'ora pi tardi Mi sbrigher in un momento. (Via dal fond).
Saint-Hicard - (fra se, mentre Giovanna volge altrove la testa per celare la propria emozione)
-Non c' rimedio! Non c' rimedio!
-
Giovanna - (di nascosto si asciuga gli occhi, e riprende subito la sua aria sorridente) Andrea da qualche giorno molto preoccupato.
Saint-Hicard - Gli uomini passano tutta la vita a preoccuparsi di cose inutili.
Giovanna - Questo non gli impedisce di pensare a me.
Saint-Hicard - Ah! certo!... Certo!
Giovanna - Ho un'amica di collegio che s' maritata quando mi maritai io. Lei non fa che lodare suo marito che la circonda di cure, la colma di doni. Io non la vedo mai senza che mi dica: Vedi cosa m'ha regalato? (mettendo in mostra il braccialetto che. porta) Io invece sono pi modesta... io non fo mostra delle mie gioie matrimoniali.
Saint-Hicard - Avete un bel braccialetto.
Giovanna - Non vero? E' di buon gusto!
Saint-Hicard - (tra se) Il traditore le fa anche dei regali!
Giovanna - (prendendo il suo mazzo di fiori) Enrichetta crede che al mondo non vi sia che lei ad essere amata.
Saint-Hicard - Oh! che bei fiori!
Giovanna - Non vero? (mettono con gentilezza) E' molto che conoscete mio marito? (rimette i fiori sul tavolino).
Saint-Hicard - Da che nato.
Giovanna - Non vi parla mai di me?
Saint-Hicard - Spessissimo.
Giovanna - Non v'ha mai detto che... mi trovava un po'... un po' riservata con lui?
Saint-Hicard - Il rimprovero non sarebbe grave.
Giovanna - Oh, si! Quand'ero ragazza mi ispirava soggezione.
Saint-Hicard - Ed ora che siete sua moglie?
Giovanna - Me ne ispira ancora di pi. Lui forse crede che non l'ami abbastanza, ma si inganna. E' perch gli voglio troppo bene che mi sento tutta confusa vicino a lui.
Saint-Hicard - (fra se) Qui tutto il male!... (Forte) Avete torto!... Avete torto... Un po' d'abbandono...
Giovanna - Oh, capisco benissimo... Lui non osa confidarmi le sue preoccupazioni. Sono certa che da qualche giorno ha dei dispiaceri. Non me ne ha detto il motivo, ma voi dovete saperlo.
Saint-Hicard - Oh, no, no, io non so nulla.
Giovanna - Ora non mi dite la verit!
Saint-Hicard - Ve lo giuro...
Giovanna - Non volete amareggiarmi prima del ballo... Sapreste rimettermi nei capelli questo fiore che caduto?
Saint-Hicard - Mi prover.
Giovanna - (diede) Badate, un fiore fresco.
Saint-Hicard - Per sono un po' miope.
Giovanna - Avvicinatevi s' necessario. Non mi date soggezione... (pausa) Avete fatto proprio male a non ammogliarvi.
[Saint-Hicard - (inginocchiato, appuntando il fio-re) Io non avrei ispirato soggezione a mia moglie, non vero?
Giovanna - Oh no! (Saint-Hicard attacca il fio. re quasi toccando col naso i capelli, da uomo coscienzioso e miope. La baronessa appare nel fondo).
Baronessa - (allegra) In piena luna di miele!
Giovanna - (con gioia alzandosi) Mia suocera!
Saint-Hicard - La baronessa! (si alza e passa e sinistra).
Baronessa - (nel mezzo) Non mio figlio!
Giovanna - (a destra) No, mamma cara!...
Baronessa - Il signor di Saint-Hicard!
Saint-Hicard - M'avete riconosciuto!
(Baronessa - Diamine! Non siete punto mutato! (a Giovanni) Rassicurati, figlia mia, non t'impedir d'andare al ballo.
Giovanna - Oh! io preferisco restare con te.
Baronessa - No, no, questo mai! Ho la pretesa di non essere una suocera come le altre. Do un bacio a mio figlio e scappo. Dov'?
Saint-Hicard - E' uscito per pochi minuti.
Baronessa - Allora lo .aspetto. Non spaventarti se mi tolgo il mantello... non intendo stabilirmi qui... (va a posarlo sulla tavola).
Giovanna - Ma tu hai la tua camera.
Baronessa - La mia camera? L'ho gi all'Hotel Continentale.
Giovanna - Come?
Baronessa - Tu verrai a vedermi domani con tuo marito, se ne avrete il tempo.
Giovanna - (protestando) Se ne avremo il tempo!
Baronessa - (ritornando in mezzo) Ed io vi ricever come meglio potr. Spero di non sembrarvi troppo...
Giovanna - Ma che!
Baronessa - Sono decisa di essere allegra, tanto allegra da farti dimenticare ch'io sono una suocera. E' convenuto: Hotel Continental.
Giovanna - Sei troppo severa con noi.
Baronessa - Sono prudente per me. Quando avr constatato che tu e mio figlio state bene - e l'ho gi constatato - la mia missione sar compiuta.
Giovanna - Ma ci farai un dispiacere.
Baronessa - Sai tu che se riuscissi a farmi rimpiangere sarebbe il maggior successo che una suocera possa desiderare? Ci riuscir forse non mostrandomi mai. Voglio essere una suocera modello, una suocera invisibile, questo l'ideale, non vero, Di Saint-Hicard?
Saint-Hicard - Non sono del vostro parere.
Baronessa - (stupita) Non del mio parere?
Giovanna - Ed io neppure.
Saint-Hicard - Ai tempi de] mio notariato, ho dovuto occuparmi non poco delle suocere, ed ho raccolto molte esperienze...
Baronessa - Ma amico mio, non tutte le suocere son cos. Oh! non parlo di te, figlia mia, tu hai un cuor d'oro e mi vuoi .molto bercio so. Ma va a teatro e vedrai come son trattate le suocere. Non si ammette che siano giovani e ancora passabili.
Saint-Hicard - E talvolta graziose (galante).
Baronessa - Ma non permesso ad una suocera d'esser faziosa... Quand'uno vuol far dello spirito basta che metta in caricatura la propria suocera!
Giovanna - Oh. mamma! (protestando).
Baronessa - Ed comodo. Non la freccia che costituisce lo spirito, ma il bersaglio! E tutti ridono per tradizione! In questo momento, mia buona Giovanna, in casa tua io sono tua suocera, inutile nasconderlo, ma in casa ima nulla mi farebbe dire che ho un figlio ammogliato. Dico che ho due figli: un maschio ed una femmina.
Giovanna - Ed la verit.
Saint-Hicard - La signora ha torto. Credete a me che ne ho fatto una buona esperienza sui miei clienti: non solo una suocera non mai dannosa in una giovane famiglia, ma utile, e talora necessaria.
Baronessa - Ecco una novit che merita d'essere dimostrata.
Saint-Hicard - Supponete che il duetto di Giulietta e Romeo non fosse stato interrotto dal canto dell'allodola. Cosa sarebbe avvenuto? Romeo si sarebbe addormentato, Giulietta avrebbe fatto lo stesso, si sarebbero destati a giorno inoltrato, sarebbero scesi dal letto, avrebbero fatto colazione e tutto sarebbe finita. Senza l'allodola non ci sarebbe pi stato ne Giulietta, n Romeo, ne duetto: l'incantevole duetto degli innamorati che ricominciava sempre, perch sempre interrotto. Ebbene, in una giovane coppia bisogna che la suocera faccia la parte dell'allodola: che interrompa sempre i duetti per farne durare il desiderio pi a lungo e rinnovare continuamente la gioia.
Baronessa - Voi supponete una suocera di spirito.
Saint-Hicard - Tutte le donne hanno spirito quando si trastullano con l'amore altrui. Eppoi gli uomini, le donne stesse, non sempre sono angeli... Oggi si diventa cos nervosi! Quando l'uragano minaccia, se la suocera presente...
Baronessa - Attira il fulmine: le suocere hanno questa propriet.
Saint-Hicard - Precisamente. Io ho studiato la questione sotto tutti gli aspetti.
Baronessa - Ebbene, preferisco non farne la esperienza, (a Giovanna) Come mai Andrea ti fa aspettare tanto tempo quando tu sei pronta pel ballo?
Giovanna - (vivamente) Sono stata io che l'ho obbligato ad uscire. Si trattava di rendere un servizio ad un amico... Non vero, signor de Saint-Hicard? Andrea sa che a me piace di arrivare al ballo con un po' di ritardo.
Baronessa - Ma lui dovrebbe esser qui e non altrove. Ih questo posso fare un po' la suocera!
Giovanna - Oh! non dir cos!
Baronessa - Del resto aspetter ancora... mi lever il cappello.
Saint-Hicard - (tra se, guardandola) E' ringiovanita. Quando penso che l'ho adorata quando era ragazza e che non ho osato mai di dirglielo!...
Giovanna - (avvicinandosi a lui) Sapete dov' mio marito? (segno equivoco di Saint-Hicard) Andate a dirgli che sua madre qui e riconducetelo...
Saint-Hicard - Ma...
Giovanna - (affettuosa, porgendogli la mano) Vi prego.
Saint-Hicard - (trasportato) Vado... (tra se) Non so dove... ma ci andr.
Baronessa - (voltandosi sorpresa) Ebbene, che avete?...
Saint-Hicard - Io?... nulla... Non voglio turbare la gioia dei vostri figliuoli con la mia presenza.
Baronessa - Sembrate cos commosso...
Saint-Hicard - Abitudine di notaio.
Baronessa - Davvero?
Saint-Hicard - Redigendo i contratti riflettevo sempre sulla gioia o la tristezza dei miei clienti.
Baronessa - Ma allora com' che ammoglia do gli altri non vi siete mai ammogliato?
Saint-Hicard - Non so. Notaro per dodici anni, 1253 contratti nuziali, ed ho resistito! Sono il solo! (piano a Giovanna) Ve lo ricondurr, (forte uscendo) Sono l'unico notaio scapolo! (esce).
Baronessa - (siede a sinistra) Sempre gentile. quel buon Saint-Hicard. Lo vedi spesso?
Giovanna - S, vuol molto bene ad Andrea.
Baronessa - Vieni qui, siedi vicino a me. Parliamo un po' del mio signorino. Come si con duce? ,
Giovanna - (seduta sopra una sedia bassa di fronte alla baronessa) Benissimo!
Baronessa - S'occupa molto di te?
Giovanna - Oh! tanto! Io sono felicissima. Lui .pieno di riguardi per me.
Baronessa - (guardando l'abito di Giovanna) Oh! ecco delle perle che tu non avevi quando I vi sposaste.
Giovanna - Sono belle, non vero?
Baronessa - E che bel braccialetto!
Giovanna - Vi piace?
Baronessa - Ed Andrea che ha ordinato quel bellissimo mazzo? Ma un mazzo da sposi. E' un mazzo da innamorati.
Giovanna - (alzandosi per mostrare labito) Vuole che mi serva da una sarta alla moda.
Baronessa - Benissimo, questo buon segno. Ero certa che mio figlio sarebbe divenuto un eccellente marito. Tu del resto meriti d'essere amata... I tuoi occhi hanno uno splendore che non avevano prima. Il tuo sorriso ha un incanto tutto nuovo.
Giovanna - Tanto meglio! Quando vo a teatro con lui e vedo nei palchetti intorno a me tante belle signore, temo sempre d'essere brutta... e a Parigi l'essere brutta la maggiore delle colpe.
Baronessa - Saresti divenuta civetta?
Giovanna - Oh! Fo' di tutto per piacere.
Baronessa - A tutti?
Giovanna - A tutti pi sicuro.
Baronessa - Che franchezza! Esci spesso con Andrea?
Giovanna - Quasi sempre.
Baronessa - Deve essere orgoglioso di te.
Giovanna - Lo spero.
Baronessa - Ma tu lo devi sapere. E' qui che una donna si accorge se amata.
Giovanna - Oh! allora ne sono sicura.
Baronessa - Dunque una luna di miele senza nubi?
Giovanna - Assolutamente.
Baronessa - (alzandosi) Dammi un bacio. Ti ringrazio per mio figlio.
Andrea - (entra cupo e abbattuto).
Giovanna - (con gioia) Ecco Andrea.
Andrea - (sorpreso) Mia madre!
Baronessa - (a sinistra) S, caro... tua madre che ha voluto sorprenderti, (lo abbraccia).
Andrea - Sei qui da un pezzo?
Baronessa - S, ma ho chiacchierato con tua moglie, e il tempo non m' sembrato lungo, te lo giuro.
Andrea - Non puoi immaginarti come son contento di vederti.
Baronessa - Ma certo, lo credo.
Andrea - Ma no...
Giovanna - (ad Andrea) Sai che la mamma non vuole restare con noi?
Andrea - Tu la tratterrai.
Giovanna - Ma ha preso alloggio all'albergo.
Andrea - E tu non hai ancora dato l'ordine che i vadano a prendere i suoi bauli?
Giovanna - (risalendo) Lo do subito.
Baronessa - (trattenendolo) Mi oppongo formalmente.
I
Andrea - (a Giovanna) Non bisognava aspettare... E come... resti vestita cos? La mamma creder che malgrado il suo arrivo, tu I intenda di andare al ballo.
Giovanni - Oh, Andrea!
Baronessa - Ma io esigo che andiate come se io non ci fossi! L'ho gi detto anche a lei...
Andrea - Mi sorprende che Giovanna non abbia protestato.
Giovanna - (sempre pi commossa) Ma certo che Pilo fatto!
Baronessa - Litigate? E non sono qui che da venti minuti! E' orribile!... E tu credi ch'io voglia restare?
Andrea - Hai paura di contrariare Giovanna privandola d'un piacere a cui pu rinunziare.
Giovanna - Io non chiedo di meglio; sai bene che il mio maggior piacere sempre di restarti vicino.
Andrea - Non si tratta di me, ora. Davvero, Giovanna, ti credevo pi accorta!
Baronessa - Andrea!
Andrea - (va innanzi al camino).
Giovanna - (piano alla baronessa) Oh! non nulla... vedrete che fra poco mi bacer e mi chieder perdono. (Esce per la sinistra asciugandosi gli occhi).
Baronessa - Ecco l'effetto che produco! E' incredibile! Non ti sei accorto che parlavi a tua moglie con un tono troppo aspro?
Andrea - (freddamente) Sarebbe la prima volta.
Baronessa - Dunque la mia presenza che ti ha eccitato...
Andrea - (abbracciandola) Eppure io sono cos contento! Dimmi, non vuoi prender nulla?
Baronessa - Gli basta una tazza di t. (Andrea suona. Entra un servo).
Andrea - (al servo) Fate preparare del t. (Alla baronessa) Ti assicuro che avevo bisogno di vederti.
Baronessa - Hai qualche noia da confidarmi?
Andrea - Oh, no!
Baronessa - Le madri non servono che per questo. Hai da lamentarti di tua moglie? Si fa sempre pi bella...
Andrea - Certo... certo...
Baronessa - Mi pare che non ne sii troppo entusiasta.
Andrea - Tra marito e moglie l'entusiasmo sarebbe fuori di luogo (va al camino).
Baronessa - Perch? E' soprattutto l'entusiasmo che distingue l'amore dall'amicizia, e voglio credere clic in una luna di miele, non turbata da nessuna suocera, non l'amicizia che domina. Sii franco... (sedendosi vicino al camino) Come trovi tua moglie?
Andrea - Perfetta!
Baronessa - Oh! perfetta! Si trova perfetta una donna quando ha tutte le qualit che non ci garbano e nessuno dei difetti che si preferiscono. Io sarei inquieta se Giovanna non mi avesse affermato che tu l'adori.
Andrea - Ed vero.
Baronessa - So che la colmi di riguardi.
Andrea - Tanto quanto posso.
Baronessa - M'ha mostrato i doni che le hai fatto.
Andrea - Quando?
Baronessa - Non so... un braccialetto.
Andrea - T'inganni. Non le ho dato nessun braccialetto.
Baronessa - O un altro gioiello.
Andrea - Neppure. Io trovo ridicolo fare a una moglie dei regali come ad un'amante.
Baronessa - (stupita) Ah! (da se) E allora perch ha mentito? (Forte) M'era sembrato che Giovanna avesse dei gioielli nuovi.
Andrea - Saranno quelli del corredo di nozze. Sei tu che lo hai ordinato... Io non so pi cosa ci fosse.
Baronessa - (da s) Ma lo so ben io! (Forte) In ogni caso sei tu che le hai mandato quello splendido mazzo di fiori.
Andrea - Quale mazzo? Ah! non l'avevo veduto... Dev'essere un regalo di Saint-Hicard.
Baronessa - Ah! (il servo reca il t).
Andrea - Vuoi che ti serva? (La baronessa siede al tavolino. Saint-Hicard si precipita tutto allegro).
Saint-Hicard - (ad Andrea) Ah, siete gi qui? (alla baronessa) Perdonate, cercavo di Andrea. Ho da dargli una buona notizia.
Andrea - (sorpreso) A me?
Baronessa - Non un segreto?
Saint-Hicard - No, no., (impacciato) Io... io ho veduto... un'idea che m' passata pel capo... Sono venuto col signor Galmeil.
Andrea - (tra s) Uno dei miei testimoni!
Saint-Hicard - Si trova nel vostro studio... vi metter al corrente... (alla baronessa) Come vedete signora, semplicissimo.
Baronessa - (da se) Non vuol dire nulla davanti a me, ma sapr ben io farlo parlare. (Andrea risale la scena. Saint-Hicard lo prende in disparte. La Baronessa finge di non badare che al suo t).
Saint-Hicard - (piano) Voi non vi battete pi.
Andrea - (stupito) Perch?
Saint-Hicard - Non potevo rassegnarmi all'idea che vostra madre giungeva stasera e che voi domani potevate essere ucciso.
Andrea - (inquieto) Che avete fatto?
Saint-Hicard - Ho veduto l'americano... E' un uomo positivo; gli ho parlato da uomo pi positivo ancora e ci siamo intesi.
Andrea - (vivamente) Ma sua moglie?
Saint-Hicard - Voi la rapirete domattina, me ne son fatto garante, ed perch voi la rapite che lui non vuole pi esporsi ad uccidervi per paura che gli ricada sulle braccia.
Andrea - (forte) Vo' a vedere Galmeil giacch m'aspetta (alla baronessa) Torno subito, mamma.
Baronessa - Lasciami almeno il signor Saint-Hicard.
Saint-Hicard - (mentre Andrea esce per la destra) Troppo buona la signora baronessa...
Baronessa - Gradite una tazza di t con me. a quattrocchi?
Saint-Hicard - Volentieri (siede).
Baronessa - Sapete cosa mi frulla pel capo mentre voi avete l'aria di sorbire con piacere codesto t - che non vale nulla, del resto - un t da suocera? Rimettermi il cappello e ripartire immediatamente pel Poitou.
Saint-Hicard - Ripartire? E perch mai?
Baronessa - Perch ho appena appena messo il piede in casa de' miei figli, e gi mi pare che tutto si sconvolga... Liti... bronci e... e io non oso dire tutto quello che intravedo. Mi pare che Andrea trascuri sua moglie: E che Giovanna non se ne curi. Ella non se ne lagna; asserisce anzi che suo marito la colma di riguardi... Si direbbe quasi, quasi che non cerchi pi la felicit fra le pareti domestiche.
Saint-Hicard - S'inganna completamente, signora baronessa, e se fosse necessario difendere la signora de Lormel... (si alza).
Baronessa - Prendete il partito di mia nuora con troppa vivacit.
Saint-Hicard - Perdono, io non accuso Andrea, (siede).
Baronessa - Non di Andrea che m'inquieto, ma di Giovanna. Io son certa che il male non irreparabile; forse un po' di civetteria...
Saint-Hicard - Civetteria adorabile!
Baronessa - Siamo schietti. Lei un amico di famiglia. Quella ragazza la interessa pi di quanto non voglia convenirne, forse... orna mi lasci dire che lei giuoca con Giovanna ad un giuoco pericoloso.
Saint-Hicard - Io?
Baronessa - Potrebbe comprometterla.
Saint-Hicard - (con crescente stupore) Io?
Baronessa - Le manda dei mazzi di fiori... Non dico che ci sia nulla di male... per se Andrea fosse geloso.
Saint-Hicard - (stupefatto, in piedi) Di me?
Baronessa - Ammetto i fiori, ma il resto... (si alza) Il resto passa i limiti... Lei va troppo oltre...
Saint-Hicard - (inebetito, guardandola) Io?
Baronessa - Via, Saint-Hicard, lei un amico per noi... non vorr mica far credere che Giovanna lo ama.
Saint-Hicard - (affatto inebetito) Io?
Baronessa - Lei fa di tutto per riuscirvi.
Saint-Hicard - (ingenuo) Sarebbe verosimile?
Baronessa - Sicuro...
Saint-Hicard - Ma credibile? Potrebbe ammettere lei che io, Prospero de Saint-Hicard, ex notaio, io possa piacere a sua nuora?
Baronessa - Perch no?
Saint-Hicard - Perch no? Ma perch non sono piaciuto mai a nessuna donna.
Baronessa - Chi ha detto questo?
Saint-Hicard - Non c'era bisogno di dirmelo: l'ho veduto; ho sempre avuto la coscienza della mia assoluta inettitudine. Ed questo appunto che ha fatto la mia infelicit.
Baronessa - Io non pretendo che lei possa piacere come un Adone.
Saint-Hicard - No, oh! no... appunto questo che m'ha sempre reso goffo e timido. Oh! a quelli che sono belli tutto facile.
Baronessa - Ma lei ha una fisonomia espressiva.
Saint-Hicard - Io?
Baronessa - Un occhio dolce, uno sguardo vivace, un sorriso grazioso.
Saint-Hicard - (compiaciuto) Io?
Baronessa - Una certa: eleganza naturale... Ballava benissimo... Era anche amabile senza affettazione... Quando ero ragazza, io e le mie amiche la trovavamo molto simpatico.
Saint-Hicard - (con dubbio) A me?
Baronessa - Pretendevano che lei mi facesse la corte.
Saint-Hicard - Se n'erano accorti?
Baronessa - Per un anno ho sempre creduto che volesse chiedere la mia mano.
Saint-Hicard - Ah!... e se l'avessi chiesta?
Baronessa - Glie l'avrei accordata.
Saint-Hicard - Lei?
Baronessa - E di gran cuore.
Saint-Hicard - ( presso a venir meno) Ah!
Baronessa - Vede dunque che un seduttore,! e che bisogna mostrarsi meno premuroso con Giovanna. Ma cosa le viene?
Saint-Hicard - La sorpresa... l'emozione... Perdoni, signora... mi sento venir meno...
Baronessa - Ah! no... no... Ora comprometterebbe me.
Saint-Hicard - Lei!... (rialzandosi) No!... oh, no... mai... io... io... (ricadendo) E' pi forte di me...
Baronessa - Io non oso chiamare... (da se) E' ridicolo! (forte) Suvvia, si rimetta.
Saint-Hicard - S, signora, s... non si spaventi... mi rimetto... mi rimetto... ora io posso rispondere alle sue accuse... poich si tratta di accuse belle e buone, Lei mi ha chi amato seduttore ed ha creduto che avessi mandato... ma signora, io non ho mai osato mandare dei fiori ad una donna. Regalato da me quel mazzo?... Ma mi sarebbe parso il colmo della temerit.
Baronessa - Sa chi glielo ha mandato?
Saint-Hicard - Ma s... suo marito.
Baronessa - Ah!
Saint-Hicard - Lui pieno di riguardo per sua moglie, la colma di regali... E' appunto la signora de Lormes che me l'ha detto.
Baronessa - Anche a lei?
Saint-Hicard - I mariti sono soliti farlo in simili casi.
Baronessa - In quali casi?
Saint-Hicard - (ripigliandosi) Voglio dire: naturalissimo... Sono stato cos sconvolto teste che non so pi quel che mi dico... Oh! non abbia paura... Sono forte... Fortissimo... (riprende il fazzoletto che aveva messo in una tasca laterale e prendendolo lascia cadere una lettera) Quando penso che se le avessi chiesto..
Baronessa - Perde una lettera...
Saint-Hicard - (continuando) Ella on'avrebbe forse... No, non credo...
Baronessa - A meno che non sia caduta dalla mia tasca... (la raccoglie) No, sigillata... (volgendola) Come?
Saint-Hicard - (vivamente, per riprenderla) Ah! s, so cos'!
Baronessa - Lei scriveva a Giovanna?
Saint-Hicard - No, signora, no... non sono io... ...
Baronessa - Ma la scrittura di mio figlio!
Saint-Hicard - Vede dunque che non sono io!
Baronessa - Mio figlio scrive .a sua moglie!
Saint-Hicard - S, ci non compromettente.
Baronessa - E lei incaricato di rimettergliela?
Saint-Hicard - S... Se volesse rendermela?
Baronessa - Mio figlio ha un duello!
Saint-Hicard - No, signora.
Baronessa - Si batte domani e lei deve dare a sua moglie...
Saint-Hicard - Le giuro di no... Le giuro che s'inganna... non si tratta di duello... Andrea non si batte.
Baronessa - Signore, lei ha avuto per me un po' d'affezione, non vero?
Saint-Hicard - Me lo chiede?
Baronessa - Io non aprir questa lettera che non m'appartiene, gliela rendo, ma voglio che lei mi dica tutta quanta la verit.
Saint-Hicard - Non posso, non posso!
Baronessa - E' una madre che sente la felicit de' suoi figli sotto il peso d'una minaccia e la supplica di aiutarla a difenderli.
Saint-Hicard - Dio sa se lo vorrei, ma non mi appartiene.
Baronessa - Se io glie lo avessi chiesto quando le piacevo?
Saint-Hicard - Ma lei mi piace sempre... ma io le darei il mio sangue... per il dovere...
Baronessa - Il suo dovere non d'unirsi a me per salvare Andrea?
Saint-Hicard - S, io non esiterei a tradire un amico per salvarlo... se non fossi convinto dell'inutilit d'ogni sforzo.
Baronessa - Serbi pure il suo segreto... lo scoprir da me... Interrogher Giovanna.
Saint-Hicard - No, no, lei non sa nulla... Preferisco parlare io... Andrea perdutamente innamorato di un'americana.
Baronessa - Andrea?
Saint-Hicard - E domattina parte con lei.
Baronessa - E abbandona sua moglie?
Saint-Hicard - S.
Baronessa - E lei non ha tentato nulla per impedirlo?
Saint-Hicard - Mi sono accorto subito che nulla lo avrebbe impedito... E' una passione acuta complicata dal punto d'onore.
Baronessa - Quell'americana maritata?
Saint-Hicard - S, ma tutto stato aggiustato col marito.
Baronessa - La conosce lei?
Saint-Hicard - Di fama.
Baronessa - E adesso dove si trova?
Saint-Hicard - In casa propria. Il marito al club.
Baronessa - Vuole andarle a chiedere se sarebbe disposta a ricevermi?
Saint-Hicard - Risponder con un rifiuto.
Baronessa - Per sapr che io esisto e che pi difficile togliere un figlio alla madre che non un marito ad una moglie.
Saint-Hicard - Obbedir, signora, ma sar inutile.
Baronessa - Vada subito, allora.
Saint-Hicard - Vado, (uscendo, da se) Come s'illude!... E com' adorabile... Un tempo mi trovava simpatico, e mi ha detto che non sono cambiato... (via).
Baronessa - (sola, passando a sinistra) Oh, gli uomini! Pi dovrebbero arrossire della passione che li trascina, pi ci si aggrappano e nulla li trattiene. Vanno innanzi senza veder nulla, senza ascoltar nulla... Ah, eccolo! (entra Andrea).
Andrea - Sei sola? Saint-Hicard t'ha lasciata?
Baronessa - S, l'ho messo in libert... egli ci era d'imbarazzo. E' da sei mesi che non ti vedevo... dal giorno del tuo matrimonio... Che effetto curioso mi fa di vedermi un figliuolo ammogliato! Eppure mi pare ancora ieri, quando tu eri bambino ed eri tanto buono con ime. Te ne ricordi?
Andrea - Oh, certo!
Baronessa - Ero quasi sempre sola, nel salone del castello, come per sentir meglio il vuoto della mia. vita. Tu mi venivi dietro zitto, zitto, mettevi le tue manine davanti ai miei occhi e quando ci sentivi delle lacrime...
Andrea - Ce n'erano sempre.
Baronessa - Mi saltavi al collo coprendomi di baci e mi dicevi: Oh, mamma, che debbo fare per crescere presto? Io andr a punire quelli che ti danno tanti dolori .
Andrea - Tu non mi rispondevi. Le tue lacrime raddoppiavano, io non osavo pi interrogarti... non ho mai osato, ma ti rivedo sempre nel tuo dolore taciturno e rassegnato. Io non so ancora comprendere come si possa soffrire tanto.
Baronessa - Da piccino non lo avresti compreso, ma oggi... oggi lo capirai... Tuo padre mi aveva abbandonata.
Andrea - Ah!
Baronessa - Era stato trascinato da un amore indegno di lui, ed era fuggito vigliaccamente, senza neppure osare di dirmi che non mi amava pi.
Andrea - (costernato) Mio padre?
Baronessa - Non ti dico questo perch tu Jo giudichi: non sta a te giudicarlo... Voglio solo che tu sappia la causa della mia disperazione. Io ho resistito perch avevo te: senza di te sarei morta. Sei tu che hai salvato tua madre. Ho ritrovato la calma! Non gi che avessi perdonato o dimenticato., ma perch la mia tristezza, mi sgomentava per te. Solo allora mi hai visto sorridere... tu sei stato il solo sorriso della mia vedovanza.
Giovanna - (entra timidamente. Non ha pi n fiori n gioielli. Andrea commosso la guarda e le si avvicina).
Andrea - Giovanna!... Giovanna, tu hai pianto...
Giovanna - Oh! finito... dimenticato.
Andrea - La mamma mi ha fatto notare che poc'anzi io ti avevo parlato con durezza. Te ne chiedo perdono.
Giovanna - (con gioia alla baronessa) Vedi, vedi come mi ama!
Baronessa - (tra- s) Cara creatura!
Giovanna - Adesso bisogna che non mi nasconda nulla. Andrea da qualche giorno molto cupo... ho il diritto di sapere perch...
Baronessa - Te lo dir io, figlia mia. E' preoccupato per cagion tua.
Giovanna - Per cagion mia?
Baronessa - Tu hai un segreto.
Giovanna - Un segreto?
Baronessa - Vuoi dirci chi ti ha offerto quei
fiori? Giovanna - (confusa) Oh!
Baronessa - Ahhassi gli occhi?... Dunque non tuo marito?
Giovanna - No.
Baronessa - E il braccialetto che mi hai mostrato... e le perle?
Giovanna - Mamma!
Baronessa - Un marito che scopre che sua moglie riceve idei gioielli...
Giovanna - Oh, Andrea!
Baronessa - Confessa dunque che volevi ingannare tua suocera facendole credere che quello storditacelo di suo figlio sapeva mostrarsi galante per la propria sposa.
Giovanna - Ah! non lo sgridate... Egli ammogliato da cos poco tempo... non sa ancora...
Andrea - Ecco come tu mi punivi quand'io ti dimenticavo. Vorrei inginocchiarmi ai tuoi piedi.
Saint-Hicard - (dal fondo, trattenendolo) No, no, non c' nulla, non confessar nulla.
Baronessa - Come?
Giovanna - Ebbene, che c'?
Saint-Hicard - Nulla, assolutamente nulla
- (piano ad Andrea) Non confessare... (forte) Non indovinerebbero mai cosa mi succede. Quand'ero notaio resi un gran favore ad una giovane signora, che ne fu riconoscentissima e... io non posso continuare innanzi alla signora de Lormes.
Giovanna - Mi ritiro (risale la scena).
Saint-Hicard - Era riconoscentissima per sua natura e siccome non mi parlava mai degli onorari dovutimi... io... io... io non posso parlare davanti alla signora baronessa.
Baronessa - (sorridendo) Ne ho paura (risale la scena).
Saint-Hicard - (piano a Andrea) E' stata la mia sola avventura... ed io l'ho ritrovata... meno bella per di quello che si diceva... La signora Fulston.
Andrea - Come!?
Saint-Hicard - Un tempo cocotte, oggi americana. Ho giurato di non dir nulla se domani lei va a raggiungere suo marito in America e lei ci andr.
Andrea - Ero gi deciso a lasciar tutto, a sfidare tutto ed a non vivere pi che per mia moglie.
Saint-Hicard - Ah! senza rimpianti, dunque... La mia unica avventura galante e per di pi in merito del mio onorario.
Baronessa - (venendo tra i due) Signor de Saint-Hicard, non me lo faccia diventare un libertino.
Saint-Hicard - Io?
Baronessa - Ho riflettuto sa, a quello che lei m'ha detto dell'allodola...
Saint-Hicard - E resta?
Baronessa - Sono in forse.
Andrea - Ma noi non ti lasceremo andar via.
Giovanna - (discendendo tra la baronessa e Andrea) Io, io non mi sento veramente felice se non quando tu sei qui.
Saint-Hicard - Io le assicuro, baronessa, che una suocera indispensabile.
Baronessa - Forse ha ragione.
Saint-Hicard - E se per soprammercato vi fosse un suocero...
Baronessa - Signor de Saint-Hicard!
Saint-Hicard - (tra s) Ella ha sorriso... ripeter la domanda!
FINE