L’altra Cenerentola

Stampa questo copione

Primo atto

Primo atto


Musica: Ouverture.

 All'apertura del sipario, in una ambientazione senza tempo e senza luogo, Cenerentola e il principe Azzurro stanno danzando un valzer, illuminati solamente da un "seguipersone". Coi rintocchi di mezzanotte Cenerentola abbandona il principe e fugge.
Il principe, al massimo dell'estasi, non si accorge di niente e continua a ballare da solo. Alla fine del valzer, quando il principe si rende conto di essere rimasto solo, Cenerentola è già lontana. Il principe nel tentativo di inseguirla, inciampa sulla scarpetta di cristallo che la fanciulla, fuggendo, ha smarrito, quindi la raccoglie dolcemente e se la stringe al petto, poi sparisce mentre in proscenio appare il coro.
Piazza di paese. Anno 1600.

Canto: Opening.


Coro
la storia che vogliamo cantar
vi sorprenderà
narra di Cenerentola e di sua sorella
Genoveffa la racchia.
Di come questa si comportò
e visse in verità
cosa che giunse ai posteri
piena di inutili scempi e false realtà.
Arturo il principe s'innamorò
e da quel dì non sa
quale fanciulla ha danzato con lui
e per tutto quanto il regno la cercherà.


Un messo legge il proclama reale. I coristi man mano si radunano intorno a lui. La musica va in sottofondo.

Messo  Popolo di disgraziati!…
Coro Oooh!
Messo Popolo di scalcagnati!
Coro Aaah!
Messo Alla festa che il nostro principe Arturo, soprannominato Azzurro, ha tenuto nottetempo a tarda ora nella magione del castello, ala destra, stanza adibita a danza e gozzovigli, una fanciulla misteriosa con maschera blu, che il principe ci si era appoggiato al seno, provando inenarrabile goduria, è sparita ai dodici rintocchi, smarrendo, scala facendo, una scarpina di vetro che il principe non si dà pace.

CORO Oohh!
Messo …Ora, stante che il principe Arturo, soprannominato Azzurro, ci ha perso la testa, il medesimo, mediante prova di piede opportunamente lavato e strigliato, vorrebbe ritrovare la medesima ed impalmarla di matrimonio regale!

CORO Oohh…Eehhh! (Applausi)
Messo …Si fa pertanto presente a tutte le fanciulle di cotesto paese, che è anche un rispettabile regno…

CORO Eh … beh… Eh, sì…uh uh!

Messo …Di voler indossare la suddetta scarpa che gli sarà recapitata direttamente a casa propria da valletti reali opportunamente autorizzati alla pedestre operazione.
CORO Oohh!

Messo …Chi, di sesso femminile…

CORO (donne) Eehh! (Applausi)

Messo …e affini…

CORO Boehh! (Applausi, qualche maschio fa il gay)

Messo …Riuscirà ad introdurre il proprio piede nella suddetta scarpa, verrà essa stessa impalmata dal principe e regnerà vita natural durante… finché morte non ci separi!

Canto: Il piede giusto.


Coro
Fatevi sotto giovani donzelle,
serve, padrone, cortigiane e ancelle,
magre, ciccione, spilungone e nane,
donne virtuose e, perché no, puttane.

Quello che conta come dice il bando
è di calzare la scarpa fino in fondo,
unico presupposto si richede...
Che sia pulito ed odoroso il piede.


Un corista (facendo il verso al messo) "......il medesimo mediante prova di piede, opportunamente lavato e strigliato, dovrà ritrovare la medesima e impalmarla di matrimonio regale....."

Coro
Il principe ha deciso finalmente
di prender moglie fra la nostra gente,
la vuole bella, dolce e saporita
che regni insieme a lui tutta la vita.

Il principe ha deciso finalmente
di prender moglie fra la nostra gente,
la vuole bella, dolce e saporita
che regni insieme a lui tutta la vita.


Prima corista
E’ mio!
Il piede giusto è quello mio!
Quella che cerca il principe son io!


Seconda corista
E’ mio!
Il piede giusto è quello mio!
Quella che cerca il principe son io!


Coro
Fatevi sotto giovani donzelle,
serve, padrone, cortigiane e ancelle,
magre, ciccione, spilungone e nane,
donne virtuose e, perché no, puttane.

Quello che conta come dice il bando
è di calzare la scarpa fino in fondo,
unico presupposto si richede...
Che sia pulito ed odoroso il piede.


Un corista (facendo il verso al messo) ".....una fanciulla misteriosa, con maschera blu, che il principe ci si era appoggiato al seno, provando inenarrabile goduria....."

Coro donne
Io di quest'attributo, non per vanto,
fateci caso, ne possiedo tanto.
E' tutto naturale, roba buona
sicuramente degna di corona!


Coro
Il principe ha deciso finalmente
di prender moglie tra la nostra gente
la vuole bella, dolce e saporita
che regni insieme a lui tutta la vita.


Terza corista
E’ mio,
il seno giusto è quello mio,
quella che cerca il principe son io!


Quarta corista
E' mio,
il piede giusto è quello mio,
quella che cerca il principe son io!


Coro
Fatevi sotto giovani donzelle,
serve, padrone, cortigiane e ancelle,
magre, ciccione, spilungone e nane,
donne virtuose e, perché no, puttane.

Quello che conta come dice il bando
è di calzare la scarpa fino in fondo,
unico presupposto dichiarato...
Unico presupposto del regnante...
Unico presupposto si richiede...
Che sia pulito ed odoroso il piede!

Il piede!!

La musica diventa dolce. Genoveffa e Norberto sono isolati dalla luce.


Genoveffa- E se la scarpina dovesse risultare della mia misura? Ho tanta paura Norberto.
Norberto- Paura di che? Eri forse tu, mia amata, la fanciulla al Gran Ballo?
Genoveffa- Io, ma se sono anni che non lascio la mia dimora!
Norberto- Tu sei così bella che il principe ti riconoscerebbe tra mille!
Genoveffa- Tu mi ami così tanto, dunque?
Norberto- Sì, così tanto, il solo pensiero che tu, Genoveffa, possa essere di un altro, io, io...
Genoveffa- Tu mi ami così tanto dunque? E quanto?
Norberto- Quanto la primavera, quanto la luna.
Genoveffa- Allora toccami, avvinghiami ed io sarò tua per la vita.

Canto: Amore vero, amore grande.

Genoveffa
Amore, amore vero, amore grande
io sono tua e per sempre resterò con te
apro il mio petto, vi regalo il cuore
e se non fosse di Dio vi darei l'alma


Norberto
La luna è in cielo e voi splendete in terra
siete una donna di bellezze rare
e risplendete come la lanterna
di una barchetta alla deriva in mezzo al mare.


(Entra in scena il coro)


Genoveffa e coro donne
Amore, amore vero, amore grande
io sono tua e per sempre resterò con te
apro il mio petto, vi regalo il cuore
e se non fosse di Dio vi darei l'alma


Tutti

Amore, amore vero, amore grande
io sono tua e per sempre resterò con te
sì, con te per sempre, ti regalo il cuore
e se non fosse di Dio vi darei l'alma.


La musica cambia per il cambio di scena. La casa della matrigna. Cenerentola, china sul pavimento, comincia a pulire con uno straccio.

Canto: Dio, come sono disgraziata.

Cenerentola
Dio, come sono disgraziata,
come serva qui trattata.
Per tutta la giornata
a lavorare condannata.
Dio, come sono sventurata…
non esagero… sfruttata.
Vorrei poter sognare un'altra vita.
Io vorrei andare sui prati a raccoglier fiori,
io vorrei aver tanti amici con cui parlare,
io vorrei un uomo mio, d'amare...

E invece come sono disgraziata,
come serva qui trattata.
Per tutta la giornata a lavorare condannata.
Dio, come sono sventurata,
non esagero, sfruttata.
Vorrei poter sognare un'altra vita.

Io vorrei conoscere cose che ho mai saputo
io vorrei la vita che ho sempre sognato o forse...
sì, vorrei… esser solo una come tante
e un uomo accanto a me,
Dio, dimmi tu che male c'è!


Entra la matrigna.

Matrigna- Misera, sudicia, e scansafatiche! E' una giornata che allustri il pavimento e il sudiciume alligna imperterrito di ostinazione compatta! Su, alzati misera! Toglimi dalla vista simile scempio, che io possa deambulare senza ingombro alcuno per i fasti della dimora!

Cenerentola si alza tremante e raggiunge un angolo della stanza.

Cenerentola- ...matrignuccia bella ... è da questa mattina che maltratto la mia schiena per far sì che la dimora possa esser albergo degno della vostra persona .…. Matrigniuccia bella ... matrignuccia bella...
Matrigna- ...matrignuccia, ...matrignuccia, ti vuoi arruffianare, ma trenta frustate prima di andare a letto non te le leverà nessuno!
Cenerentola- Matrignuccia bella... Le frustate no!
Matrigna- La casa deve specchiare! Che il principe presto farà visita propriamente qui e chiederà in moglie una delle mie adorate figlie: speriamo ambedue, insieme, all'unisono! Dove sono le delizie?
Cenerentola- Nella loro stanza, matrignuccia, a farsi belle come il sole.
Matrigna- Ma non ne hanno bisogno, cara.
Cenerentola- La notizia che insubbuglia il reame è di fattezze e grandezze così straordinarie da render folli ed eccitati gli animi di tutte le fanciulle. Che suoni, che lamenti amorosi, che spasmi ho udito in giro con questi orecchi, come vorrei nutrir certe speranze anch'io...
Matrigna- E ora che fai? Vaneggi, straparli! Su, di corsa, va a chiamare le mie sante figliole… che aspetti? Corri! Vola!

Cenerentola corre fuori.

Matrigna- (Rimasta sola, eccitatissima.) Al palazzo! Andremo a vivere al palazzo!! Quale sarà il piede giusto? Quello di Genoveffa? Quella di Anastasia? E se non fosse?..... E se fosse? Andremo a vivere al palazzo tra fasti, ricchezze e laute libagioni. Tra ori, argenti e rami. Servite e riverite. Io, regina madre! Con tanto di corona! E se non fosse? Se il piede di Genoveffa risultasse piccolo e quello di Anastasia grande? O viceversa? E se, nonostante accurato pediluvio, i piedini di ambedue risultassero fetenti? No, non è possibile! E se fosse? Ma ci sono io, diamine! Sono ancora giovane e bella...e conosco l'arte di ingabbiare tra le mie fauci usate l'inesperto principino. Al palazzo! Sì, al palazzo!! Genoveffa, Anastasia?!

Anastasia e Genoveffa appaiono seguite a distanza da Cenerentola.

Anastasia e Genoveffa- (all'unisono) Mammà, ci hai chiamato? Ci hai chiamato, mammà? Ci hai chiamato?
Matrigna- Oh, mamma mia. Venite figlie belle che mammà deve darvi una grande notizia: Destino vuole ch'io debba obliarmi della vostra presenza! Il principe Azzurro prende moglie. Il Sovrano possiede una scarpina di misura ridotta. La donzella che la calzerà, sua consorte diverrà!
Anastasia e Genoveffa- Trallallero trallallà!!! E se non calzerà?
Matrigna- Calzerà...calzerà. E per facilitare l'operazione cospargeremo i piedi di creme di lardo, onde facilitare lo scivolamento.
Cenerentola- Matrigniuccia bella, come siete istruita! Dove avete studiato di quest'arte?
Anastasia, Genoveffa e Matrigna-(A Cenerentola)Zitta tu!!!
Matrigna-Sta sempre ad origliare!
Genoveffa-Mammina bella, dispensatemi dalla prova. Anastasia puo' essere una buona moglie per il Principe: ha piede piccolo e olezzante, che il profumo si sente a grande distanza. Il mio piede è grasso e puzzolente e il principe che è di naso fino lo repellerebbe a prima vista.
Matrigna- Che discorsi screanzati sono questi? Tu, se passerai la prova, sposerai Azzurro, e io e tua sorella verremo a vivere a palazzo! (urlando) E questo è un ordine!
Cenerentola- E io?
Matrigna- Zitta tu. Tu, sporca figliastra degenere vivrai di stenti e privazioni perché sei demente, inutile! Vagherai per quartieri a chieder questua, che io questa casa me l'affitto!
Cenerentola-Matrignuccia bella, siete senza cuore...
Matrigna- Grazie cara. (a Genoveffa) In quanto a te: sei giovane, bella...
Anastasia- ...Bella?!...
Matrigna- ...Diciamo...bellina...
Cenerentola- ... bellina?!?
Matrigna- Sì, bellina, ma soprattutto sei furba. E con la tua furbizia conquisteremo il Palazzo!!
Genoveffa- Azzurro non mi piace!
Anastasia- A me sì, a me sì!
Matrigna- Ma cosa centri tu? …Come sarebbe a dire che non ti piace?
Anastasia- (con fare candido) E' tutta colpa di Norberto.
Matrigna- E chi è Norberto?
Anastasia- Il figlio del carbonaio.
Cenerentola- Il figlio del carbonaio.
Matrigna- E chi è il figlio del carbonaio?
Genoveffa- (ad Anastasia) E brava!
Anastasia- E grazie!
Genoveffa- (sorridendo tra i denti) Scimunita!
Anastasia- Scimunita e scimmia!
Genoveffa- Scimunita scimmia e sudicia!
Anastasia- Scimunita scimmia sudicia e schifosa!
Genoveffa- Scimunita scimmia sudicia schifosa e scorfana!
Anastasia- Scimunita scimmia sudicia schifosa scorfana eeee ...
Matrigna Genoveffa e Cenerentola- Eeeeee?
Anastasia- Racchia!
Genoveffa- Aahhh!!!


Musica. Genoveffa si scaglia contro la sorella. Le due si accapigliano e rotolano per terra.


Matrigna- Adesso basta! Fermatevi!!
ANASTASIA- (Stizzosa) Mammà, il figlio del carbonaio viene di notte, entra dalla finestra e Genoveffa si fa trovare tutta nuda...
CENERENTOLA- (Candida) E Norberto pure si mette nudo...e ci ha peli qua...e qua...quanti peli...
ANASTASIA- Ed è sporco di carbone qua...e qua...quant'è sporco di carbone.
CENERENTOLA ...e peli e carbone...e carbone e peli...non siamo mai riuscite a vederlo...
MATRIGNA- (furente) E tutto vero?
GENOVEFFA- Vero mammà, quanti peli!
ANASTASIA- E Genoveffa si cela sotto le lenzuola, perché un po' si vergogna, e Norberto la insegue e dice sempre: "Disturbo?" ....
CENERENTOLA- Perché Norberto è tanto educato.
MATRIGNA- (urlando) E' tutto vero?!

GENOVEFFA- Vero mammà. Quant'è premuroso e delicato Norberto.
MATRIGNA- (commossa) E tutto vero?
GENOVEFFA- Tutto vero!
MATRIGNA- Abbracciami figliola. Hai preso tutto da tua madre!! (ricomincia ad urlare) Ma Norberto scordatelo!! Quel miserabile non lo vedrai mai più, per tutta la vita!
GENOVEFFA- Ma io lo amo!
MATRIGNA- Tu sposerai il principe!!Quel carbonaio figlio di carbonaio non lo vedrai mai più!!
GENOVEFFA- (sottovoce) Ma io lo amo!

Canto: L’amore non è tutto nella vita.

Matrigna
L'amore non è tutto nella vita
avete visto mai che con l'amore
si possa aver la tavola imbandita
con tutto quanto quel che puoi disiare?

L'amore non è tutto nella vita
avete visto mai che con l'amore
si possa aver gioielli e bei vestiti
si possa far la vita da signore?

E allora siate ciniche e cattive, sì,
prendete quello che vi va.
Prendete tutto senza dare niente
questo è l'insegnamento di mammà!
E allora siate ciniche e cattive, sì,
prendete quello che vi va.
Prendete tutto senza dare niente
questo è l'insegnamento di mammà!


L'amore non è tutto nella vita
anzi, quando non c'è, credete, è meglio!
Vi rende solamente rammollite
innamorarsi è un guaio, un grosso sbaglio.

Avete capito bene bambine...
innamorarsi...è... Un grosso sbaglio!



La musica va in sottofondo

MATRIGNA- Quel carbonaio figlio di carbonaio non lo vedrai mai più. Anzi giammai!! E tu, Cenerentola, opera alla tua sorellastra un accurato pediluvio!
CENERENTOLA- Che?
MATRIGNA- Lavale i piedi!!

La matrigna esce seguita da Anastasia. La musica continua. Cenerentola va a prendere una brocca d'acqua e una bacinella e comincia a lavare i piedi a Genoveffa, che canta.

Canto: Ebbene sì, io l’amo.


Genoveffa
Ebbene sì, io l'amo
quel figlio di carbonaio!
Più è povero e più io ci provo gusto:
Sono sicura che sia l'uomo giusto!

Ebbene sì, io l'amo
quel figlio di carbonaio!
Senza di lui che cosa è la mia vita,
meglio morire, meglio farla finita.

Ma non si può cambiare
la vostra volontà,
madre crudele e cinica
di me che sarà?

(Appare Norberto.)

Norberto
Bella che delle belle sei la bella
vita della mia vita, anima mia.
Stella che delle stelle sei la stella,
mi fa felice la tua compagnia.

Luce che della luce sei la luce,
la luce dei tuoi occhi se mi guardi,
trafigge l'anima e la infilza
con fulmini, saette e dardi.


Genoveffa

Ebbene sì, io l'amo
quel figlio di carbonaio
senza di lui che sarebbe la vita
meglio morire, meglio farla finita.
(Cantano tutti e tre.)

Norberto

Cenerentola

Genoveffa

Bella che delle belle sei la bella...
vita della mia vita anima mia stella che delle stelle

sei la stella

mi fa felice la

tua compagnia

luce che della luce

sei la luce
la luce dei tuoi occhi

se mi guardi

bella che delle belle

sei la bella.

Dio come sono disgraziata,
come serva qui trattata
Per tutta la giornata
a lavorare condannata.
Dio, come sono sventurata,
non esagero, sfruttata.
Per tutta la giornata
a lavorare condannata……

………

………

Fino a che punto può l'amore
fare soffrire, dare dolore
fino a che punto può mia madre
prendermi la vita strapparmi il cuore

Fino a che punto può l'amore
fare soffrire, dare dolore
fino a che punto può mia madre
prendermi la vita strapparmi il cuore

………

 
Dopo il concertato a tre, cambia la scena. Entra il coro.

Coro
Fatevi sotto giovani donzelle,
serve, padrone, cortigiane e ancelle,
magre, ciccione, spilungone e nane,
donne virtuose e perché no puttane.

Quello che conta come dice il bando
è di calzare la scarpa fino in fondo,
unico presupposto dichiarato...
unico presupposto del regnante...
unico presupposto si richiede...
che sia pulito ed odoroso il piede!


La reggia del principe azzurro. Musica. Il principe è sdraiato sul trono. E' triste ed annoiato. Entra un giocoliere maldestro che non riesce a divertirlo neanche facendo il mangiafuoco, alla fine decide di vestirsi da odalisca e improvvisa una danza del ventre. Il principe lo caccia via e comincia a piangere. Il violinista, per consolarlo, comincia a suonare una musica tristissima che viene subito interrotta dall'ingresso di una popolana.

PRIMA POPOLANA INCINTA- Fatemi entrare, fatemi entrare! (E' sguaiata , volgare, furibonda.) Il vostro schifosissimo Messo mi ha provato la scarpina, e questa non ha appizzato. La significazione di cotesta fallanza è ca voi vi mariterete una altra femmina! E io? Ca mi avete reso gravita, stampandoci un fanciullo ca mi batte i piedi dentro la pancia, e che è di vostro sangue reale! E Voi che promettesti di sposarmi Regina del trono con tutti gli ammennicoli che ci riguardano! Spergiuro! Mancatore di parola! Approfittante di povera fanciulla indifesa e verginella!
PRINCIPE- (con molta calma) Verginella???
PRIMA POPOLANA INCINTA- Verginella, verginella!
Il principe batte le mani ed entra in scena una guardia.
PRINCIPE- Portatela via!
PRIMA POPOLANA- Ma non finisce qui! Non finisce qui!
La guardia trascina la popolana fuori dalla scena. Il principe fa cenno al violinista che puo' suonare. Dopo alcune battute di violino il principe canta. La musica e' del valzer che ha danzato con cenerentola.

Canto: Perduto di te.

Principe

Io ti cercherò, io ti troverò
mia dolce fanciulla che mai scorderò.

E ti coglierò t'incatenerò
in modo che tu non mi lasci mai più

E stordito di te imbambolato di te
potrò trastullarmi ed ubriacarmi di te.

Stravolto di te e sconvolto di te
mi struggo, mi strazio nell'attesa di te.

Bella la vita,il talamo e il trono
se li dividi a metà con qualcuno,
bella la vita il bosco il castello
e insieme a te sarà tutto più bello.

Principe

Coro

Io ti cercherò, io ti troverò
mia dolce fanciulla che mai scorderò.

E ti coglierò t'incatenerò
in modo che tu non mi lasci mai più

E stordito di te imbambolato di te
potrò trastullarmi ed ubriacarmi di te.

Stravolto di te e sconvolto di te
mi struggo, mi strazio nell'attesa di te.

Sì, di te.

Povero Principe
che più è in attesa e più si strazia

Povero Principe
se non arriva una buona notizia.

E per noi sudditi
va proprio male va sempre peggio

Poveri sudditi
se non arriva una buona notizia

per noi.

 
Alla fine della canzone entra la seconda popolana incinta.


SECONDA POPOLANA INCINTA- (E' sguaiata, volgare, furibonda.) Il vostro schifosissimo Messo mi ha provato la scarpina, e questa non ha appizzato. La significazione di cotesta fallanza è ca voi vi mariterete una altra femmina! E io? Ca mi avete reso gravita, stampandoci un fanciullo ca mi batte i piedi dentro la pancia, e che è di vostro sangue reale! E Voi che promettesti di sposarmi Regina del trono con tutti gli ammennicoli che ci riguardano! Spergiuro! Mancatore di parola! Approfittante di povera fanciulla indifesa e verginella!
PRINCIPE- (con molta calma) Verginella???
SECONDA POPOLANA INCINTA- Verginella, verginella!
Il principe batte le mani. Entra un gendarme
PRINCIPE- Portatela via!
Il gendarme prende per un braccio la popolana e la trascina fuori.
SECONDA POPOLANA- Non finisce qui!...Non finisce qui!!!
Finalmente il gendarme riesce a portarla via.
PRINCIPE- Avanti un'altra.
GENDARME- Per oggi è l'ultima, Maestà.
PRINCIPE- Potete andare.
Entra in scena il messo.
MESSO- (entrando) Mio Principe, una triste novella: la scarpina non trova piede! Tutto fu sbricciolato il Reame, ma niente! Femmine piccole, grandi, grasse, magre, gravide, acciaccate, mature nella età e nella esperienza, villane e cortigiane, in forme gioiose e racchie di varia misura: tutte le costringemmo alla prova, senz'esito alcuno. Una casa rimane, Principino, ma la fama della bruttezza delle due sorelle mostre che vi coabitano, travalica il Regno, ed è oggetto di sberleffo e di riso da parte di tutti i giovinastri vostri sudditi. Orsì cred'io...
PRINCIPE- (rassegnato) Me misero, non troverò giammai il virgulto che mi olezzò nello orecchio. Il virgulto sul cui candido seno poggiai con delizia il mio capo reale, provandoci gioia e delizie inenarrabili! La dolce fanciulla che mi tolse per pochi attimi da questa vita sciagurata che mi vede condannato su questo spigoloso trono, con qualche fugace, sconsolante distrazione con popolane sguaiate e volgari... Che tristezza...Che noia... Meglio sarebbe stato se fossi nato fabbro-ferraio. Sarei di fisico asciutto e vigoroso, scevro da molleccerie, ataviche. I fabbro-ferrai non pensano, non si corrodono. Dopo aver mollato il ferro per una intera giornata, la notte hanno un sonno tranquillo, sereno. Io non dormo mai! Il fabbro-ferraio, dopo aver mollato il ferro per una intera giornata, la sera si nutre, con foga, con violenza... E mangia di tutto... Persino i fagioli. Io non ho mai appetito... Non mangio mai! E dopo aver divorato le pietanze più succulente e volgari, il fabbro-ferraio va a letto con la moglie. E la moglie ha grandi seni, e grandi fianchi e lui se la gode tutta!
Meglio sarebbe stato se fossi nato fabbro-ferraio!...
(al messo, sempre più rassegnato) Provate con le sorelle racchie.
MESSO- Sarà fatto, Principino! (esce)

Il coro entra in proscenio e canta mentre cambia la scena.

Coro
E finalmente arriva quel di
dalla Matrigna sognato
arriva il giorno della prova,
con il Messo ormai sempre più rassegnato.

Le sorellastre sono pronte di già
hanno il piedino pulito,
per affrontar bene o male, chissà,
questa grande prova e fortuna poi giudicherà!.

Casa di Cenerentola. Il coro si fa da parte scoprendo la matrigna, Genoveffa e Anastasia. Le tre donne sono vestite con gli abiti delle cerimonie importanti. Sono eccitatissime. Preceduto da squilli di trombe entra il messo. Tiene in bella mostra una scarpetta di vetro sopra un cuscino di velluto.

MESSO- Popolo di scalcagnati! la scarpina di cui sopra, che vedete afflitta sul presente cuscino, è la stessa medesima che una fanciulla misteriosa, nottetempo, disperse sulle scale del palazzo reale.
MATRIGNA- (eccitatissima) Su..... avanti.... avanti.... conosciamo la litania.... si proceda..... si proceda!!!
MESSO- La prova di penetrazione della scarpa medesima, oprata alle creature di cotesto Reame, fin qui non ha dato risultanza alcuna.
MATRIGNA- Lo sappiamo... lo sappiamo buon uomo, su avanti, avanti!!!
MESSO- E' perciò per lo quale, che noi, in rappresentanza del Principe Arturo, soprannominato Azzurro, proviamo con le ultime due donzelle rimaste, si presuppone di sesso femminile...
GENOVEFFA E ANASTASIA- (risentite)... Femminile! Femminile!!
MESSO- ....Colei della quale, se il fatto avverrà, il suo piede sarà di misura ( il sottoscritto messo e portavoce non vorrebbe essere nei panni del Principe) sarà, come da proclama, giustamente impalmata. Si proceda!
MATRIGNA- Finalmente!!!


Coro
Sia dato inizio alla prova,
sì la prova del piede.
Sia dato inizio alla prova,
sì la prova del piede.


Il messo fa provare la scarpina ad Anastasia. L'esito e' negativo.

Coro
Non è la fanciulla dal piede giusto, non è lei
Non è la fanciulla dal piede giusto, non è lei

E' la volta di Genoveffa.

GENOVEFFA- (al messo) Io, se vostra eccellenza mi accorda, vorrei esimere la mia persona da cotesta prova.
MESSO- Il proclama reale è Reale, e per nessuna causanza va contraffatto! Pena la morte!
MATRIGNA- Pena la morte!
CORO- Pena la morte!
GENOVEFFA- Ma io, Eccellenza sono bruttina.
MESSO- Vedo! Vedo! Ma il proclama non prevede!
MATRIGNA- Il proclama non prevede!
CORO- Il proclama non prevede!
GENOVEFFA- Ho le gambe piene di peli!
ANASTASIA- (ridacchiando) ....Ha le gambe piene di peli!....
MESSO- Il proclama non prevede!
MATRIGNA- Non prevede!
CORO- Non prevede
GENOVEFFA- Quando dormo russo!
ANASTASIA- Quando dorme russa!
MESSO- Il proclama non prevede!
MATRIGNA- Non prevede!
CORO- Non prevede
GENOVEFFA- Faccio la pipì a letto!
ANASTASIA- Fa la pipì a letto.
MESSO e CORO- Il proclama non prevede!
MATRIGNA- Non prevede!
GENOVEFFA- Sono infedele. Mi piacciono tanto gli uomini...
MESSO e CORO- Il proclama non prevede.
MATRIGNA- Il proclama non prevede.
ANASTASIA- Ha le gambe piene di peli, russa, fa la pipì a letto ed è infedele!
GENOVEFFA- (sorridendo tra i denti) Scimunita!
ANASTASIA-  Scimunita e scimmia!
GENOVEFFA- Scimunita, scimmia e sudicia!
ANASTASIA- Scimunita, scimmia, sudicia e schifosa!
GENOVEFFA- Scimunita, scimmia, sudicia, schifosa e scorfana!
ANASTASIA- Scimunita, scimmia, sudicia, schifosa, scorfana eeee ...
CORO- Eeeeee?
ANASTASIA- Racchia!
GENOVEFFA- Aahhh!!!!

Musica. Genoveffa si scaglia contro la sorella. Incitate dal coro le due si accapigliano e rotolano per terra.

MATRIGNA- Basta!!!
MESSO- (le ferma) Basta!!! Si proceda!


Coro

Sia dato inizio alla prova sì
la prova del piede...
Sia dato inizio alla prova sì
la prova del piede...

Il messo fa provare la scarpina a Genoveffa. L'esito e' negativo.

Coro

Non è la fanciulla dal piede giusto, non è lei
Non è la fanciulla dal piede giusto, non è lei

MESSO- Vista la constatazione di fallimento, il Messo chiude bottega e si accinge a portare al Principe la ferale notizia: La donzella non esiste!
MATRIGNA- Un momento!
MESSO- Si?
MATRIGNA- Ci sarebbe la qui presente. Me medesima.
MESSO- Di cottura stagionata mi pare...
MATRIGNA- Il proclama parla di cottura forse?
MESSO- Il proclama non prevede!
CORO- Il proclama non prevede!
MATRIGNA- E dunque? Io al Principino posso insegnare tante cose. (si avvicina con fare provocante al messo) Tante cose....tante.... Il "Fruscellino Reale" dell'arte amatoria non conosce niente! Anzi, conosce, ma fa grande confusione! Io so come svezzarlo, come svegliarlo, concupirlo... Tra le mie possenti fauci troverà tutto il calore della maturazione e ti sarà grato, messo, per avermi provato il piede.
Su, Messo, prova il mio piede....il mio piedino....
MESSO-(sempre più imbarazzato dalle provocazioni sessuali della matrigna) E sia!!
Il messo prova la scarpetta alla matrigna. La matrigna, nel tentativo di far entrare il piede nella scarpetta, va a finire a terra travolgendo il messo. Risata generale.
CORO
Non è la fanciulla dal piede giusto, non è lei
Non è la fanciulla dal piede giusto, non è lei
MESSO-
La fanciulla di piede giusto non esiste! Al castello.
CORO- Al castello!!
Il tamburo sottolinea l'uscita del messo e del coro. Ma improvvisamente tutti si bloccano. Da lontano arriva la voce di cenerentola che canta. Tutti lentamente si avvicinano verso la fonte della voce, nonostante le proteste della matrigna e di Anastasia.

MESSO- Da dove giunge cotesta voce angelica?
MATRIGNA- Io non odo nessuna voce...
MESSO- Io la odo, la odo! (al coro) Voi la udite?
CORO- La udiamo!
MESSO- Palesate la donzella!
Due coriste corrono a prendere cenerentola mentre la matrigna protesta.
MATRIGNA- Ma quella è Cenerentola, la nostra serva: un essere immondo e repellente, una animala selvatica!
ANASTASIA- Più che ad una persona somiglia ad una bestia! Ha le sembianze di un gufo!
GENOVEFFA- E' un fiore di campo, un gelsomino odoroso...Tutta un olezzo! E' sporca di cenere, ma se insaponata e lavata può risplendere come il sole...
Cenerentola appare. Il suo canto diventa musica. Inizia la prova della scarpina. Cenerentola e' frastornata, non si rende conto di quello che sta accadendo. Il piede entra agevolmente nella scarpetta. Il coro esulta.
CORO
S'è trovata la fanciulla
s'è trovata la fanciulla
s'è trovata la donna che noi cercavamo
e Arturo felice sarà!

S'è trovata la fanciulla
s'è trovata la fanciulla
s'è trovata la donna che noi cercavamo
e il nostro principe la sposerà!
MESSO
- (alla matrigna) Strigliatela, addobbatela, e conducetela al palazzo del Principe in men che non si dica. Ch'io scappo che non mi regge il vanto di comunicare al Sire la novella. Popolo di disgraziati, orsù, seguitemi!
Seguito dal coro il messo esce su una marcetta di tamburi. Al centro della scena la matrigna è a terra svenuta. Anastasia, Genoveffa e Cenerentola si danno da fare per farla rinvenire.
CENERENTOLA- Matrignuccia bella...
ANASTASIA- Mammina...
GENOVEFFA- Mammina...
CENERENTOLA- Matrignuccia bella!
MATRIGNA- (rinvenendo) La scarpina, dov'è la scarpina?
CENERENTOLA- Eccola qui, matrignuccia. Ce l'ho al piede.
MATRIGNA- Dammela!
Cenerentola si toglie la scarpina e la da alla matrigna.
MATRIGNA- Genoveffa, valla a nascondere ...no, tu no! Anastasia vai a nascondere la scarpina .... avvicinati. (le sussurra qualcosa all'orecchio)
Anastasia corre via con la scarpina.
GENOVEFFA- Mamma, cosa vuoi fare?
CENERENTOLA- Matrignuccia bella, la scarpina era mia, non capisco ...
MATRIGNA- Non c'è niente da capire. Tu, Genoveffa, indosserai il vestito di Cenerentola, ti pettinerai come la tua sorellastra e quando entrerai a palazzo il Principe Arturo ti troverà esattamente come il Messo ti ha descritta e così, invece della tua sorellastra sposerà te, che è come dire noi!!!
GENOVEFFA- Il messo scoprirà l'inganno.
MATRIGNA- Il messo non si accorgerà di niente.
GENOVEFFA- Io amo Norberto. Norbertuccio mio!
CENERENTOLA- .... Matrignuccia bella, lei ama Norberto....
MATRIGNA- (a Cenerentola) Zitta tu, sporca figliastra degenere! Sarai chiusa in cantina e cibata a pane e acqua! (a Genoveffa) In quanto a te, sposerai il Principe! E' un ordine!
CENERENTOLA- .... Matrignuccia bella.... (piange)
GENOVEFFA- .... Mammina crudele.... (piange)
Entra Anastasia e, vedendo Genoveffa e Cenerentola che piangono, scoppia a piangere anche lei.
MATRIGNA- Il mio compito è quello di, donarvi ciò che vi spetta, usando tutte le mie furbizie, tutti gli espedienti, leciti e illeciti, sono la madre più ambiziosa che c'è.
SORELLE- Leciti e illeciti, sei la madre più ambiziosa che c'è!
MATRIGNA- Il mio fare il mio saper fare non ha confini di sorta e se occorre userò il mio fascino, tutti i miei argomenti, leciti illeciti, sono la madre più ambiziosa che…
SORELLE- Sei la madre più ambiziosa che…

MATRIGNA- Sono la madre più ambiziosa che c'è!
Anastasia, Genoveffa andate nelle vostre stanze a meditare, e tu, Cenerentola, vieni con me, che a te ci penso io!

Musica. Cambio scena. Sala del trono. Il principe, in attesa della futura sposa, passeggia nervosamente. Il messo irrompe.
MESSO- Maestà. Maestà, s'è trovata la fanciulla.
CORO- Evviva!
PRINCIPE- Oh gaudio, Oh letizia. Orsù, dimmi messo, dimmi, com'è andata?
MESSO- Nella casa delle sorelle racchie, Sire...
PRINCIPE- Nooo!!!
MESSO- ... Vive una creatura, Cenerentola è chiamata poiché il suo viso è sporco di cenere ma ha le forme che Dio ce l'ha mandata buona, di cui risulta un seno turgido adatto all'appoggiamento e un fare morbido di movenze regali e di andamento sopraffino. Dalla cenere del suo viso sfavillano due occhioni lucenti che hanno incantato persino il vostro Messo. Ed ella è pronta: tutta amabile, tutta palpabile, tutta impalmabile! Orsù, Principe, datevi verso, lustrate il vostro aspetto, che la pulzella è in arrivo.
PRINCIPE- O santi numi, o fato, o sole, che torni a risplendere su questo Regno assopito di mestizia e rarefazione. La pulzella s'è trovata ed è in arrivo, in arrivo! Adeguatemi all'evento: corona, scettro, e restaurazione generale. Su, presto, alzate le culotte! (Il coro esce.)
PRINCIPE- E dimmi, messo sgangherato: ha l'aria della verginella e l'andazzo docile della gazzella?
MESSO- Si, mio Signore, l'aria della verginella e l'andazzo docile della gazzella.
PRINCIPE- Le mani di gelatina e le cosce di suora carmelitana.
MESSO- Non m'addentrai, Maestà.
PRINCIPE- Certo che non t'addentrasti, stupido Messo! Noi s'intendea di.....come dire.....percezione.
MESSO- Il piedino, Sire, percepii gelatinoso...
PRINCIPE- .......e le cosce?
MESSO- Di suora sì, mio Signore, ma non carmelitana... Tornite e turgide delle figlie di Maria.
PRINCIPE- E il profumo, il profumo?
MESSO- Claustrale, mio Signore.
PRINCIPE- Bene, bene. Vai ad accoglierla come si conviene ad una Regina. Va, corri Messo!
MESSO- Vado tosto, mio Sire!! (va via)
PRINCIPE- O me estasiato, appagato, o me privilegiato, o me corroborato!!!

Canto: Notte fatti chiara.

Principe
Potrò carezzare
la tua pelle candida
sogno che si avvera per me,
e saprò tenerti,
conquistarti prenderti
ti darò l'amore di un re

E staremo insieme
finché vita lo vorrà
Noi per sempre uniti
finché morte non verrà.

Notte fatti chiara,
riempiti di stelle e poi
diamanti e ancora amore per lei...
che fra poco sarà qui con me.


Donne
Notte fatti chiara,
riempiti di stelle e poi
diamanti e ancora amore per lei...
che fra poco sarà qui con te.


Coro

Principe

Notte fatti chiara,
riempiti di stelle e poi
diamanti e ancora amore per lei...

Notte fatti chiara,

riempiti di stelle…

per lei

che fra poco sarà qui con me.


Alla fine della canzone squilli di trombe. Il principe corre a sedersi sul trono, assumendo una posizione regale. Entra il messo seguito da Genoveffa, dalla madre, e da Anastasia.
PRINCIPE- (va incontro a Genoveffa) Oh luce degli occhi miei, virgulto. Il vostro nome, il vostro nome?
GENOVEFFA- Cenerentola, Signore!
PRINCIPE- E la cenere?
GENOVEFFA- Mi lavai, Sire, per giungere al vostro cospetto!
PRINCIPE Per quanto tempo vi disiai, che non riuscivo a prender sonno. E mai mi trastullai nella vostra assenza. Lasciate ch'io vi sguardi a tempo pieno.... (le gira intorno) Come siete bella... e fiera... e di sembiante morbido... (inciampa sulla madre di Genoveffa)... E questa chi è?
MATRIGNA- Sono la di lei mammuccia santa, mio Prence!
PRINCIPE- (urlando) Toglietevi dai scatoli!!!
MATRIGNA- (trai denti) Cafone!
La matrigna, tirandosi dietro Anastasia, si fa velocemente da parte.

PRINCIPE- (ritorna dolcissimo) ...Fiore di barbabietola zuccherosa, mirtilla, olezzo di giaggiolo. (cambia tono) Fuoco. Passione, ov'io mi perdo in sensi e turbamenti ritrovati. (al Messo) Presto! Che si proceda immantinente alle nozze! Il vostro Principe non vede l'ora di realizzare, di accoppiarsi di persona.
Notte fatti chiara,
riempiti di stelle e poi
diamanti e ancora amore per lei...
che stanotte sarà qui con me.

Apparecchiate la sposa!!! Ch'io vado ad apparecchiare me medesimo (esce).
CORO- Evviva!!!
(Musica) Genoveffa, al centro, isolata dalla luce. Le ancelle la vestono da sposa, mentre lei canta.

Canto: Sposa sarò.
Genoveffa

Sposa sarò di chi non voglio
sposa domani al suo giaciglio,
notte che splendi già d'argento
portami via come d'incanto.

Sola senza un amore...
Amore mio, dove sei?
Perché non vieni qui da me...
Perché questo velo e le ricchezze,
se non avrò le tue carezze?

Compare Cenerentola legata ai polsi con una corda. Canta mentre le ancelle continuano a vestire Genoveffa da sposa.
Cenerentola
Non devo rassegnarmi,
smettere di sognare,
e prima o poi, son certa,
arriverà un paio d'ali
per poter volare


Genoveffa
Ma non si può cambiare
la vostra volontà,
madre crudele e cinica
di me che sarà?

Sposa sarò di chi non voglio.

Sposa sarò di chi non voglio.

Cenerentola sparisce nel buio. L'attenzione ritorna su Genoveffa che in abito da sposa raggiunge il principe che aspetta all'altare con tanto di scettro, corona e mantello. Le luci vanno su, la musica diventa austera, un frate scalcagnato è pronto a sposarli. Alla fine della cerimonia la musica diventa il valzerone iniziale. Il principe invita Genoveffa a danzare. Tutti lo imitano.

Principe (mentre danza canta)
Bella la vita
il talamo, il trono
se li dividi a metà con qualcuno.

Bella la vita,
il bosco, il castello
e insieme a te
sarà tutto più bello!

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO


Spaccato di vecchia e fatiscente cantina. Cenerentola, legata ad una sedia, piange.

Canto: Mai sarò sola.
Cenerentola
Mai sarò sola fin quando tu
ti alzerai ogni giorno insieme a me
sole che splendi nel ciel lassù
mi regali un attimo di gioia in più.

E ogni sogno più bello
puoi render vero
con la tua luce mi fai scordar
quante miserie devo sopportar.

Io vorrei
conoscere cose che ho mai saputo
io vorrei
la vita che ho sempre sognato o forse...
sì, vorrei
esser solo una come tante
e un uomo accanto a me,
Dio, dimmi tu che male c'è!

La musica continua con l'inciso. Sulla musica appare una fatina. Ha abiti e atteggiamenti da prostituta.

Canto: Il mio compito.

FATINA- Cenerentolaaaa! …Cenerentola, ascoltami. Non piangere. La tua matrigna ti ha rinchiusa in questa sporca cantina per poter mettere in atto il suo diabolico progetto. Ha fatto sì che il Principino sposasse Genoveffa in vece tua. E ora la tua sorellastra è a palazzo, suo malgrado, perché è innamorata di Norberto. Tua madre, fin qui, ha avuto la meglio! (la libera dalle catene) Ma ora è arrivata la fatina buona, eccomi qua, in soccorso della fanciulla sfortunata, eccoti qua!

Fatina

Il mio compito è quello di donarti cio' che ti spetta,
usando tutti i poteri magici in mio possesso,
leciti e illeciti...
Sono la fata più potente che c'è!
Pizzi merletti roba osé
Sono la fata più potente che c'è!


CENERENTOLA- Volete dire che mi aiuterete ha conquistare il principe, che sarete giusta con me e che vi prendete a cuore la mia triste storia?
FATINA- Sì. Te lo prometto Cenerentola, la vittoria finale sarà nostra.
CENERENTOLA- Ma intanto la mia sorellastra ha sposato il Principe Azzurro, e questa notte se tutto va come deve andare loro... beh, loro... (scoppia a piangere fragorosamente)
FATINA- Su Cenerentola, non piangere. Tu sei buona, buonissima. L'emblema della dolcezza, della bontà... Ma quanto sei piagnona figlia mia!!!

Fatina
Per il Principe e Genoveffa la prima notte di nozze
non sarà una vera notte di nozze e sai perché...
nel talamo, tra i due,
ci sarà la fata più fata che c'è!
Nel talamo, tra i due
ci sarà la fata più sexy che c'è!


Nel talamo, tra i due,
ci sarà la fata fantastica...
ci sarà la fata più sexy che,
ci sarà la fata

più fata che c'è!!!

Entra Norberto.

NORBERTO- Cenerentola!
CENERENTOLA- Oh Norberto!!! Anche tu qui...
NORBERTO- Ero venuto a liberarti.
FATINA- Sei arrivato in ritardo figliolo. Come vedi Cenerentola è già stata liberata.
NORBERTO- E questa chi è?
CENERENTOLA- (all'orecchio di Norberto) E' la fatina buona.
NORBERTO- Ma và…!
FATINA- Sotto false sembianze.
NORBERTO- False?!!
FATINA- Giovanotto, volete forse insinuare...
NORBERTO- No...no...
FATINA- Bene! Cenerentola avrà il Principe che le spetta. Tu riabbraccerai la tua amata Genoveffa.
NORBERTO- Il Principino... tra non molto avrà una bella sorpresa. Vado a riprendermi ciò che mi ha tolto. Ho un piano infallibile...
CENERENTOLA- E quale?
FATINA- No, no... Tu non prenderai proprio un bel niente ragazzino, è un rischio che non possiamo assolutamente correre, perché se qualcosa non dovesse filar dritto il Principe manderebbe tutti alla forca, compresa la tua Genoveffa. E' questo che vuoi? No ! Io ho già il mio piano; e bada bene a non intralciarlo o senza batter ciglio ti trasformerò una succulenta zucca da carrozza. Dobbiamo solo trovare la scarpina di cristallo...
CENERENTOLA- Come facciamo? E' difficilissimo.

FATINA- E io che ci sto a fare? Un momento, fatemi concentrare...la scarpina di vetro si trova...si trova...ci sono...( delusa )
NORBERTO E CENERENTOLA- Si trova?
FATINA- Sotto il letto di Anastasia, che banalità!
NORBERTO- (Scocciato) Che ci facciamo con la scarpina?
FATINA- Servirà per il gran finale. Io intanto farò in modo che il Principe e Genoveffa giungano alla Vecchia Locanda della Felicità. E quando vi saranno giunti, voi, che sarete i camerieri della locanda...
NORBERTO E CENERENTOLA- I camerieri?
FATINA- ...I camerieri, i camerieri!…Servirete al principe una pozione che io avrò preparato: un potentissimo filtro di amore che farà innamorare pazzamente il Principe di Cenerentola. Il resto sarà un gioco da bambini. (con fare da prostituta a Norberto) Su bel maschiaccio, che tra poco potrai papparti la Genoveffa!!! Ed ora addio. Ci vediamo alla Vecchia Locanda della Felicità. Su con la vita, piccina!
NORBERTO- Un momento!
FATINA- Siiiiii?
NORBERTO- Io non credo alle fate, chi mi dice che tu non sia stata mandata dal Principe in persona per fuorviare la mia testa con frasi forbite e colorate d'inganno?
FATINA- Scettico bambino indisponente, lascia che io tessa la mia ragnatela
CENERENTOLA- Lasciala tessere, lasciala tessere...
NORBERTO- Questa è pazza, è pazza!
FATINA- Ti accorgerai da solo di quanto io posso fare! Le fate esistono!!! (A Cenerentola) Andiamo cara, da questo momento mi occuperò io di te. Addio!!! (La fatina esce portando con sè Cenerentola)
CENERENTOLA- Addioooo

Entra la matrigna seguita dal coro per comporre la camera da letto.
CORO
Apparecchiamo tutti quanti il letto
che accoglierà stanotte il principino
perché con la fanciulla che ha sposato
ci faccia dono di un bel fanciullino

Un letto lindo, bello profumato
di margherite e petali di rosa
unico presupposto dichiarato,
unico presupposto si richiede,
unico presupposto che il regnante
sia nella forma fisica più smagliante!


Sul finale della canzone entra in scena Genoveffa che si infila nel letto. La matrigna ordina ai coristi di far silenzio e li porta fuori dalla scena in punta di piedi.
Genoveffa canta.

Canto: Solo nel mio cuore.
Genoveffa
Se io potessi dire a lui chi amo
non dovrei star qui che vittima sono.
Ma io non ti tradirò grande amore mio
non potrà portarmi mai via da te...

Solo nel mio cuore,solo tu sempre.
Dolce carbonaio, amore mio.
Tornerà di nuovo il sole
e mia madre non potrà separarci ancora,
separarci ancora...

Il principe entra in scena.
Principe
Voglio cullarti
qui fra le mie braccia
e sarà sempre
giorno per giorno.

Tu regina no,
non sai quanto t' ho cercata.
Se volassi via da me
potrei impazzire,
morire per te...


Principe

Genoveffa


Sola nel mio cuore
solo tu sempre
dolce ragazzina
amore mio
tornerà di nuovo il sole
Ed un principe
darai alla corona
forte sarà!

Amore, amore.


Solo nel mio cuore
solo tu sempre
dolce carbonaio
amore mio
tornerà di nuovo il sole
E mia madre
non potrà separarci
no, non potrà!

Amore, amore.


Il principe e Genoveffa cominciano a danzare in camicia da notte. Poi, durante la canzone, Genoveffa sogna di ballare con Norberto. Norberto esce e Genoveffa si adagia sul letto.
GENOVEFFA- Che fate mio Sire, vi volete approfittare di una donzella sprovveduta e inesperiente?
PRINCIPE- Approfittare? Ma se vi ho impalmata! E' un diritto sacrosanto l'amore. Orsù, bella, concedetevi flessuosamente. Siete timida forse? O per caso... non illibata?
GENOVEFFA- (falsa) Ma che dite Maestà!
PRINCIPE- Avvicinatevi a me dunque. Fremo nel ricordo di quella notte quando, danzando con voi, appoggiai il mio capo sul vostro seno, provando inennarrabile goduria. Orsù, diletta, fate ch'io il riviva.
GENOVEFFA- Frenate la vostra bollizione, Maestà. Solo per questa notte. Datemi tempo ch'io prenda delucidazioni da mia madre che nell'arte amatoria è di immensa esperienza e di capacità infinite e domani sarò pronta per affrontare la dura prova che a buon diritto mi chiedete.
PRINCIPE- Dura? Non posso più rimanere un attimo senza toccarvi, senza baciare queste labbra che somigliano ai petali del rosmarino...
IL MESSO- (entrando) Desiderate il violino Maestà?
PRINCIPE- Come ti permetti, stupido messo, d'intralciare la prima notte di nozze del tuo Principe? Va, fuggi...
IL MESSO- Perdonate Maestà. Ma la verità e che stare lontano da voi, in una festa sì grande, è una sofferenza inenarrabile!
PRINCIPE- Via!!!...E introduci il violino!
Il messo batte le mani, entra il violinista, corre vicino al letto e comincia a suonare, il messo va via.
PRINCIPE- Ascolta, mia diletta, questa dolce melodia. Non apre il tuo cuore ai miei sospiri?!
GENOVEFFA- E' trastullo solamente, mio signore. Non passione, non movimento. Mi sento, come dire... stazionaria!
PRINCIPE- Chi potrà mai spegnere il fuoco che mi brucia dentro, chi potrà mai placare questo mio furore, questa mia smania d'amore, questa mia....
IL VIOLINISTA- Io Maestà!!!

PRINCIPE- Continua la suonata tu, insipido musicante, e non mi stropicciar le cabasise!!!
IL VIOLINISTA- Perdonate, mio Signore, ma non afferro il dunque!
PRINCIPE- Suona la tua zampogna, e non rompermi le scatole!!! (a Genoveffa) Perdonami diletta, la mia amata plebaglia talvolta stradice! Ed ora percepiscimi, avvinghiami, e se t'aggrada affondami ma, te ne prego... ( Si scontra col violinista) Togliti dai scatoli!!! (A Genoveffa) ...non mi menar per giuggiole... io t'amo, ti disìo!
GENOVEFFA- Lasciami meco, oh Prence, e coi miei surrogati virginei. Fa ch'io rimanga intatta pria delle annotazioni di mammà sulle delizie dell'accoppianza!
PRINCIPE- Perseverante il vostro diniego, il qui presente Principe si ritroverà col nuovo giorno, al cospetto del reame, col viso terreo e smarrito di chi ha fallito il colpo. Di chi è andato in battaglia, non a pugnare, non a procacciar ferite, ma...ahimè, a scompisciar mutande!… E allora venite, mia delizia, e fagocitate il rimpasto!
GENOVEFFA- Non insistete più, mio Prode, o mi farete pena. Fermo! Ve ne prego! Non inducetemi a cessione!
IL VIOLINISTA- Vogliamo cambiar musica, maestà?
PRINCIPE- E cambiamo musica!
Entra il coro guidato dalla fatina travestita da popolana .
Fatina e Coro
Il mio compito è quello di donarti ciò che ti spetta,
usando tutti i poteri magici in mio possesso,


Fatina
leciti e illeciti...
Sono la fata più potente che c'è!
Pizzi, merletti, roba osé,
Sono la fata più potente che c'è!


 Fatina e Coro
Per il Principe e Genoveffa la prima notte di nozze
non sarà una vera notte di nozze e sai perché...
nel talamo, tra i due,
Ci sarà la fata fantastica,
ci sarà la fata più sexy che...
ci sarà la fata più fata che...c'è!


IL MESSO- Perdonate, maestà, ma non sono riuscito a trattenerla!
TERZA POPOLANA INCINTA (FATINA)- (è sguaiata, volgare, furibonda) Vedo che vi accingete a consumare la vostra prima notte di nozze. E io, che mi avete resa gravita, stampandoci un fanciullo ca mi batte i piedi dentro la pancia e che è di vostro sangue reale? E voi che mi prometteste di sposarmi, Regina del trono, con tutti gli ammennicoli che ci riguardano! Spergiuro! Mancatore di parola! Approfittante di una povera fanciulla verginella!
Il principe si sta addormentando.
PRINCIPE- (sbadigliando) Verginella?!?
TERZA POPOLANA INCINTA (FATINA)- Verginella! Verginella!
Tutti escono di scena. Musica. Norberto canta.

Canto: Maestà.

Norberto
Non avrò più pace se tu
sarai li accanto a lei, mio Principe, perché?
Se potessi solo ascoltar
questo pazzo di un povero carbonaio.
Fuoco brucia dentro e sorreggi
la mano che pietà non avrà,
ed il popolo, sì, contro te marcerà
non avrai più potere, ne regno, ne amore...
Maestà, l'umile servo sta qui,
no, non vuole più voltar la faccia,
Maestà, non può finire così,
lei ritornerà e per sempre sarà mia!


Non avrò più pace se tu
sarai lì accanto a lei, mio Principe perché?
Se potessi solo ascoltarmi
sapresti che lei ama sempre e solo me.


Sala del trono, è il mattino seguente. La matrigna e Anastasia cantano e ballano, mentre la servitù le veste, le pettina e le riempie di premure.

Canto: Da piccole e modeste.
Matrigna e Anastasia(cantano e ballano insieme alla servitù)
Da piccole e modeste ch'eravamo
siam diventate delle gran signore
servite, riverite ed ossequiate:
Quando ci pensi scoppia dentro il cuore!
Non è che stessimo poi tanto male
ma vuoi vedere adesso come butta


Matrigna
Tu mi sembravi sì un aborto di creatura,
ora mi sembri quasi meno brutta.


A due
La vita qui a Palazzo è una gran pacchia
e meglio di così non si può stare
siam state sì davvero molto brave
ad esser qui,
ad esser qui col Principe a regnare.
Evviva Genoveffa che ha ceduto
ed offre le sue grazie al Principino
tra poco tempo, se tutto va bene
la gioia ci darà di un nipotino!!!


Coro donne
Evviva Genoveffa che ha ceduto
ed offre le sue grazie al Principino
tra poco tempo, se tutto va bene
la gioia ci darà di un nipotino!!!

Entrano il principe e Genoveffa, tutti si inchinano, la matrigna si alza frettolosamente dal trono e raggiunge Genoveffa.
PRINCIPE- Si canticchia?
MATRIGNA- Buongiorno alle loro Maestà. Avete trascorso una buona prima notte di nozze?
PRINCIPE- Chiudete la vostra boccaccia, suoceraccia, e non datemi un aggiuntivo tormento!
MATRIGNA- Qualcosa non è andata per il giusto verso, Maestà?
PRINCIPE- La vostra diletta figliola, è completamente digiuna nell'arte amatoria, ed ha cacciato il qui presente Vostro Principe nello sconforto totale.
MATRIGNA- Non capisco!
PRINCIPE- Fate ch'ella non mi sfasci un' altra notte, o sarò costretto al ripudio. Armatevi di vostra consumata baldraccaggine ed istruitela a dovere in modo che codesto regno possa vantare al più presto un giusto erede al trono... di sesso maschile naturalmente...
IL MESSO- ...O puranco femminile, Maestà...
IL VIOLINISTA- ...O puranco tutti e due...
PRINCIPE- Tacete sciagurati!
TUTTI- Vogliamo un principino bello, sano e maschio!
MATRIGNA- Io ho una bella idea, Maestà: Perché non giacete a letto con me e Genoveffa all'unisono? Potremmo operare una situazione di tipo "Cotta e mangiata": Voi chiedete, io eseguo, la mia figliola impara ed esegue alla tornata successiva.
ANASTASIA- Ed io che sono dura a comprendere le cose, alla successiva ancora.
PRINCIPE- E brave le zozzone!! Ed ora se non chiudete le vostre boccacce vi farò frustare a menadito.

IL VIOLINISTA- Posso farlo io, Maestà. A violinate!
PRINCIPE- E fallo, che ci aspetti?!! Viaaaa!!!
Il violinista, a violinate caccia via tutti. Alla fine rompe il violino in testa alla matrigna che scappa via urlando.
PRINCIPE- Ah, le donne! Tutte uguali.
GENOVEFFA- (Urlando e piangendo) Principe crudele...trattare così la mia povera mammina. Questo è troppo! Con voi non ci sto più un solo momento. Basta: Torno da mia madre!!
PRINCIPE- E va! Va! Vai a medicar la mostra! Che m'avete fatto tutti girar corbezzole. Loro con attegiar scurrile. Tu, mia sposa, si fa per dire, col disnegar l'approccio. Agnostica!!!
Il principe si accascia sul trono
GENOVEFFA- Mai principessa fu trattata peggio, e poi ve lo devo dire maestà: mai una carezza, mai un fiore, mai un sorbetto al limone. Mai una passeggiatina romantica al tramonto, sulla spiaggia mano nella mano. Mai alle giostrine. Mai che mi portiate a cena fuori! Per non parlare di come trattate la mia povera mamma. Voglio la mamma!!! (corre via).
Il principe e' sempre piu' annoiato. Entra Anastasia.
ANASTASIA- Mai sorella di Principessa fu trattata peggio. Mai una carezza, mai un fiore, mai un sorbetto al limone. Mai una passeggiatina romantica sulla spiaggia del mare al tramonto, io, voi e mia sorella, da soli mano nella mano. Mai alle giostrine. Mai a cena fuori! Fate schifo!!! Basta!!! (piange) Torno da mia madre! (corre via).
MATRIGNA- (entrando) Mai madre di principessa fu trattata peggio!! Mai una carezza, mai un fiore...
PRINCIPE- Mai un sorbetto al limone?!
MATRIGNA- Sì! Mai un sorbetto al limone.
VIOLINISTA- E la passeggiatina romantica?
MATRIGNA- Mai una passeggiatina romantica sulla spiaggia del mare, al tramonto, io, voi, e le mie due figlie, da soli, mano nella mano... mai alle giostrine.
MATRIGNA, PRINCIPE e VIOLINISTA- (All'unisono) Mai a cena fuori, fate schifo!
PRINCIPE- Avete finito?
MATRIGNA- Sì!
PRINCIPE- Potete andare...
MATRIGNA- (mentre va via) Non c'è nessuna soddisfazione...
FATINA- (entrando) Mio principino...
Il principe si alza in piedi furibondo. Il violinista smette di suonare.
PRINCIPE- Basta!!!!
La fatina scappa via, dopo un po' rientra timidamente.
FATINA- ...Ma sono la fatina buona.
PRINCIPE- Beh, allora... (fa cenno di entrare, si risiede sul trono) Profferite!
FATINA- Dolcissimo e infelice Principe il vostro Regno sudato vi ha portato angosce e dolori che mal si sopportano. Un principe viene al mondo per essere felice. Voi non potete trastullarvi nella mestizia e lasciare che il Regno piombi nello scatafascio più totale. La vostra novella sposa mal vi conferisce amore di cui tanto avete bisogno. Ma ella potrebbe amarvi e donarvi gaudio e felicità e con voi donare gaudio e felicità ai vostri sudditi
PRINCIPE- E come Fatina buona, con una vostra formula magica? Il dite!
FATINA- Esiste, nel vostro interlande, una locanda, sporca e lurida, Maestà.. " LOCANDA DELLA FELICITA' " è nomata dai sudditi più attenti, poiché in quella lurida Locanda viene servito un vino che è come un nettare degli Dei. Chi beve quel vino, infatti, Sire, è preso da furore amoroso per chi, di differente sesso, è propinquo al bevitore. Voi... (a parte al Principe) Mi posso fidare?
PRINCIPE- No… (Al violinista) fuori!!!
Il violinista esce indignato.
FATINA- ...Voi, sotto mentite spoglie, dovete condurre la vostra giovane sposa in quella Locanda e farla inciollare del miracoloso vino a più non posso. Pria ancora che sgorghi l'alba del dì susseguente, la Principessina impazzirà d'amore per voi. Orsù, Principe, datevi verso e portate a cena la ragazza!!!
PRINCIPE- Se il vostro dire è vero, onesta e sincera megera, avrete dal vostro Principe ricchezze e onori. Ditemi presto, o buona strega ove la prestigiosa locanda si alloca, come si giunge, ove alligna. In poche parole: datemi l'indirizzo!
FATINA- Allora: uscito dal Palazzo Reale, gira subito a sinistra, vai sempre dritto, incontrerai una vecchia fatiscente catapecchia, non ci fare caso, vai sempre avanti, quindi la quarta a sinistra, la seconda a destra... Sei arrivato! Entra. Il resto verrà da se!!!
PRINCIPE- Grazie, grazie, Fatina buona. Il tuo Principe seguirà a menadito i tuoi consigli, e ove il tutto risponda a verità, torna e avrai la giusta, meritata e promessa ricompensa. Ora va e non profferir parola con niuno!!! Va!
La fatina esce di scena.
PRINCIPE (Uscendo) Principessina mia, amore mio adorato, apparecchiati: stasera si va a cena fuori!!!
Musica. La scena è la vecchia locanda della felicita'. E' una locanda sporca, fatiscente, fumosa. Gli avventori bevono e cantano; Norberto e Cenerentola camuffati da camerieri, servono ai tavoli. In attesa che arrivino Genoveffa e il principe.

Canto: La locanda.

Uomini

Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore
e più ne bevi più ti senti
bene, prendi il volo,
sei leggero, senti un brivido nel cuore.
Brinda insieme a noi,  stasera...
brinda insieme a noi, cin cin!!
Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore!!!


Coro !

Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore
e più ne bevi più ti senti
bene, prendi il volo,
sei leggero, senti un brivido nel cuore.
Brinda insieme a noi, stasera...
brinda insieme a noi, cin cin!!
Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore!!!


Norberto Avete sentito che cosa si dice del nostro principe?
Coro donne  Cosa?
Norberto Che dopo aver ingravidato decine di popolane adesso non riesce a ingravidar la principessa.
Coro Lei non lo ama! Lei non lo ama!
Norberto E i bene informati dicono che tra il Principe e la Principessa...
Due popolane Ancora non è successo niente!
Prima cliente E' ancora come l'ha fatta mamma sua.
Prima popolana-Si dice che lei sia innamorata di un altro...
Seconda popolana ...un poveraccio che incontra in gran segreto di notte.
 Prima e seconda popolana-E se il Principe scopre l'inganno, per lei resta soltanto la forca!!! (E se il Principe scopre l'inganno, balleranno con la forca!!!)
Coro-
Ah ah ah,la forca, la forca... la forca!!!

Fatina - cameriera
Avete la lingua assai lunga,
pezzenti, ora basta con questi discorsi.
Andrete alla forca se non la smettete
di farvi i fatti del re!


Prima cliente
Sei forse, vecchiaccia, una leccapiedi del Principe,
oppure un gendarme...
camuffato da vera baldracca
che attizza le orecchie per poi far la spia?

Fatina - cameriera Lurido ubriacone, baldracca a tua sorella.
Misura le parole o sarà peggio per te!
Coro  Sì, tutte le parole o sarà peggio per te!!!
Mentre il coro continua a cantare il principe, il messo, Genoveffa, la matrigna ed Anastasia, camuffati da popolani, entrano in scena circospetti e si siedono ad un tavolo.
Coro
Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore
e più ne bevi più ti senti
bene, prendi il volo,
sei leggero, senti un brivido nel cuore.
Brinda insieme a noi, stasera...
brinda insieme a noi, cin cin!!
Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore!!!


Due popolane
Povero Principe! Che peccato!
Una sì bella favola.
La fanciulla misteriosa
che si presenta al gran ballo di Corte.

Prima popolana Il Principe che si innamora!
Seconda popolanaLa fanciulla scappa via...
Terza popolana...a mezzanotte e perde la scarpina.
Prima popolana Il Principe la cerca in tutto il regno e quando ha perso le speranze la ritrova e poi la sposa,
Uomini e poi...?
Seconda popolana Lei non lo ama.!!
Primo cliente Ah Ah Ah! Povero Principe! Più sfortunato di così...

Coro …Macchè povero principe!!
Secondo cliente Non sarà che la Principessa non è appetibile?
Coro (Risata generale)
Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore
e più ne bevi più ti senti bene,
prendi il volo, sei leggero,
senti un brivido nel cuore.
Brinda insieme a noi, stasera...
brinda insieme a noi, cin cin!!
Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore!!!

Fatina
Grandi cose aspettano i nostri giorni
una nuova stella brillerà.

Cenerentola-cameriera
Io sarò al tuo fianco se tu lo vorrai
mio Principe, glorioso Re!

Primo cliente (sale su un tavolo- e' ubriaco)
E' vero!! Rispetto per il nostro grande e glorioso Principe.

Coro Rispetto!
Primo cliente
Guardate me: ero un uomo spento, un uomo infelice e triste
finché lui non si è portata a letto la mia donna!

Coro No!!!!
Primo cliente Regalmente l'ha posseduta.
Coro E lei?
Primo cliente Regalmente, è rimasta incinta.
Coro E poi?
Primo cliente
E ora, gaudio, io sono padre!
Di un bambino che è di sangue reale.
Ed ecco che per una piccola,
insignificante coincidenza voluta dal Fato:

Coro Mio / Tuo figlio è destinato...
Primo cliente Alla grandezza!!!
Coro Grandezza!
Primo cliente Luigino, il tuo papà è orgoglioso di te! E brindiamo, brindiamo al mio meraviglioso figlio di Re!!!
Il principe e tutto il suo seguito vengono coinvolti nella frenesia dei canti e delle danze.
Tutti
Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore
e più ne bevi più ti senti bene,
prendi il volo, sei leggero,
senti un brivido nel cuore.
Brinda insieme a noi, stasera...
brinda insieme a noi, cin cin!!
Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore!!!


Brinda a questo nettare che sgorga come magico,
brinda a questo nettare che sgorga come magico,

Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore
e più ne bevi più
ti senti bene, prendi il volo,
sei leggero, senti un brivido nel cuore.
Brinda insieme a noi, stasera...
brinda insieme a noi, cin cin!!
Brinda a questo nettare che sgorga come magico,
brinda a questo nettare che sgorga come magico,
brinda a questo nettare che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore!!!

Cin, cin!!!
Al termine della canzone il principe torna al tavolo con la famiglia reale.
PRINCIPE-  Camerieri, serviteci del buon vino, prego. (nessuno gli da retta) Del buon vino, prego.... (nessuno gli da retta, perde la pazienza) Silenzio!!! (tutti si zittiscono) Camerieri, del buon vino, prego. Ho detto silenzio! Sono il Principe Arturo e questa... (risata generale) C'è poco da ridere... questa è Cenerentola, la mia sposa. Questa tardona che si da arie da bonazza la mia suocera, questa la mia cognata, malriuscita e questo, ahimè, il mio messo..... (risata generale) Volevamo fare una uscitina romantica io e la mia Signora. Ma essendo io un Principe, il codazzo, purtroppo è d'obbligo, inevitabile!!! Vorrei tanto essere un fabbro-ferraio: (fissando la suocera) Non avrei nessun codazzo da portarmi dietro. (risata generale) Non mi credete?
TUTTI- (improvvisamente seri) No!!!
PRINCIPE- Come non detto.
Cenerentola serve il vino.
CENERENTOLA- Ecco il vino per le loro Maestà!
PRIMO CLIENTE- (Sempre piu' ubriaco) Io vi devo baciare le mani, Maestà... (gli bacia le mani) per avermi reso padre di un bel Principino. Grazie, Maestà. Grazie! (si fa serio, prende il principe per il bavero) Che peccato che non siate veramente il Principe.
PRINCIPE- (intimorito) Chi io? Il Principe?....Ma vogliamo scherzare? Ma mi avete guardato bene?...E guardate questa! Mia suocera? Ma che suocera e suocera. E' una delle ultime sguattere del Principe!
PRIMO CLIENTE- (minaccioso alla matrigna) Voi conoscete il Principe?
MATRIGNA- Io?!!! Mai visto!
LA FATINA- (Ostentando ironia) Ma lui è il Principe! Io vi credo: voi siete il principe Arturo e questo è il vostro nobilissimo codazzo. Ma un Principe non si diverte se ha il codazzo tra i piedi. (ai clienti) Ragazzi, datevi da fare per far divertire la famiglia reale!!!

Coro
Brinda a questo nettare
che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore
e più ne bevi più ti senti bene,
prendi il volo, sei leggero,
senti un brivido nel cuore.
Brinda insieme a noi, stasera...
brinda insieme a noi, cin cin!!
Brinda a questo nettare
che sgorga come magico sì,
brinda a questo nettare che sgorga come magico dai,
brinda a questo nettare che sgorga come magico
da una fontana simbolo d'amore!!!

Musica. I clienti, con maniere forti, trascinano nella mischia la matrigna, Genoveffa il messo e Anastasia. Lasciando solo al tavolo il principe. Cenerentola ,incoraggiata dalla fatina, prende la mano del principe. La musica frenetica man mano sparisce, lasciando in primo piano una musica dolcissima. Tutti lentamente si bloccano. Il principe e Cenerentola sono isolati dalla luce. Cantano.
FATINA- Ecco qua Sire, una fanciulla che sa vedere nel futuro. (E' Cenerentola). Questa fanciulla vi leggerà la mano e vi dirà tutto quello che dovete fare per raggiungere la felicità.

Canto: Mio buon principe.
Cenerentola
Io, mio buon Principe,
ti racconterò che cosa c'è
nel tuo destino.

Ti racconterò di un Principe
proprio come te, di come visse,
di quanto soffrì.

E a quel Principe io leggerò la mano
la tua mano che è qui nella mia.
La linea della vita
è chiara, bella ed infinita.
chiara e bella è la tua mano
lunga vita al mio Sovrano
La linea della fortuna
netta e decisa come nessuna
Grande fortuna al mio Signore:
fama, ricchezza, gloria, onore!
La linea dell'amore.......

Principe
......la linea dell'amore.....?

Cenerentola
Prima spezzata, discontinua
riprende, sì...ed è luminosa
sembra un raggio di sole!!!


Principe
Io buona zingara
voglio credere a questi occhi grandi
e innocenti d'amore.
Ti racconterò di un Principe
proprio come me
Di come visse di quanto soffrì...
Finché un giorno vide un angelo del cielo.
E fu amore. Fu amore per lui. Fu amore per lui.

Tutti e due
Fu amore!

Un'altra luce isola Genoveffa e Norberto che cantano.

Norberto

Genoveffa

E ti racconterò di un povero
povero come me.
Sì come me,

di come visse di quanto soffrì
Finché un giorno

vide un angelo del cielo.
E fu amore
Fu amore per lui.
Fu amore per lui.

Ti racconterò

la storia
di una fanciulla

come me.
Finché un giorno

vide un angelo del cielo.
E fu amore
Fu amore per lui.
Fu amore per lui.

 

Tutti e quattro

Coro uomini

Coro donne

Fu amore!!

Amore!!

Fu amore

Amore

Amore

Amore

Amore!!

E ti racconterò di un povero
principe come me,
sì come me,

di come visse di quanto soffrì
Finché un giorno

vide un angelo del cielo
e fu amore
Fu amore per lui.
Fu amore per lui.

E ti racconterò la storia

………………

E ti racconterò

………………

L’amore!!

Ti racconterò

la storia
di una fanciulla

come me.
Finché un giorno

vide un angelo del cielo
e fu amore
Fu amore per lui.
Fu amore per lui.

Ti racconterò la storia

……………..

Ti racconterò la storia

……………..

 
Brindano. Il principe sale su un tavolo.

PRINCIPE- Miei cari sudditi, (risata generale) il mio cuore si va sempre più riscaldando. Questa tenera fanciulla ha letto nelle linee della mia mano il mio destino e mi ha detto che la linea dell'amore è luminosa e splendente come un raggio di sole. Ed io sono felice... E voglio brindare con voi... ancora vino.
La fatina corre a riempire le coppe di Arturo e Cenerentola.
PRINCIPE- Alla salute!
TUTTI- Alla salute!!!
PRIMO CLIENTE- Ehi tu! Buffone!!!! Fermati. Adesso basta! Il tuo scherzo non mi diverte oltre. Lascia questo rispettabile locale, che i pazzi furiosi come te non sono graditi. Desisti, sbruffone, dalla sbruffa, ché se non alzi speditamente le gambe, quanto è vero Iddio, sarò costretto a trapassarti di lama!
PRINCIPE- Villico bastardo! Vuoi ch'io riveli il mio sembiante? Eccoti servito! Messo?! Corona e scettro!
Il messo tira fuori da una sacca corona e scettro e li fa indossare al principe.
TUTTI- Oh!!!! (si inginocchiano) Maestà.
PRIMO CLIENTE- Vestiti pure da Principe, buffone! E voi alzatevi creduloni! Potrebbe essere un commediante che si traveste per la rappresentazione. Il vero principe ha fama di essere il più grande spadaccino del regno. Se sei veramente il Principe infilzami: morrò di santa ragione e solo allora ti crederò.
PRINCIPE- Se vuoi menar di ferro, ebbene, son pronto. Messo, le spade.
Il messo tira fuori dal sacco una spada che da al principe, e lancia uno spadino di legno al primo cliente che rimane interdetto.
CORO- Maestà!
PRINCIPE- Messo le spade!
MESSO- Ma è pericoloso...
PRINCIPE- (Urlando) Le spade!
A questo punto il messo lancia al primo cliente una spada vera.
CENERENTOLA- (Seduta ai piedi del Principe piangendo) No, mio Signore, la vostra vita è sacra! Non rischiatela. Non raccogliete le provocazioni di un violento. Desistete vi supplico.
PRINCIPE- ...Mi avete convinto...(Dinoccolando va a sedersi)
PRIMO CLIENTE- Guardatelo il Principe Arturo, se l'è fatta sotto. Ah! Ah!
Risata generale. Il principe diventa sempre piu' nervoso. Alla fine esplode. S'ode il suono di un violino. Quando la musica finisce il principe è rilassatissimo. Si alza e con molta flemma si mette in guardia.
PRINCIPE- (Calmissimo) Sono pronto! Questa lurida taverna sarà la tua tomba. Vai col fendente!
Il primo cliente si scaglia contro il principe. Duello. Il primo cliente si agita tantissimo. Il principe si muove con grazia femminea. Alla fine il primo cliente e' a terra ed ha la lama del principe puntata alla gola.
TUTTI- Ma è veramente il re! Maestà!!!! (Si prostrano ai piedi del principe)
- Uccidetelo, Maestà, vi ha offeso.
- Infilzatelo.
- Merita di morire.
- E' un traditore.
- Si è preso gioco di vostra Maestà.
- Morte!!!
- Morte!!!
- A morte!!!
PRINCIPE- Meriteresti di morire all'istante per le parole che prima hai proferito, ma ti darò un'ultima possibilità. (A Cenerentola) Delizia mia (Anastasia si avvicina al principe con un viso dolce. Il principe si volta e vedendola le lancia un'occhiataccia che fa tornare subito Anastasia al suo posto. Poi si rivolge di nuovo a Cenerentola.)
Delizia mia, ti concedo di poter decidere circa la sorte di questo temerario... che devo fare?
CENERENTOLA- (Con un viso dolcissimo) A morte (Stupore generale), ...No, volevo dire: risparmiatelo. Risparmiatelo mio buon Principe, vi supplico. Fate che la vostra felicità non debba passar per essere offuscata da rivoli di sangue. Desistete, mio buon Principe. Risparmiatelo.
PRINCIPE- E sia!
Il primo cliente scappa via.
TUTTI-
- Quant'è buono il nostro Principe.
- Quant'è caritatevole.
- Merito anche della fanciulla.
- Che l'ha supplicato.
- Che gli ha intenerito il cuore.
- Viva la fanciulla!
- Viva la fanciulla!!
- Viva la fanciulla!!!
MATRIGNA- (stizzosa) Caro genero!
TUTTI- Oh!!! E' la madre della principessa.
MATRIGNA- Io devo farvi una tiratina d'orecchie!…E' ormai palese che le vostre attenzioni per questa fanciulla travalicano il consentito. Volete forse sposarla e ripudiare la mia adorata figlia e vostra sposa? Messo, la corona.
Il messo fa indossare la corona alla principessa.
TUTTI- (Prostrandosi ai piedi di Genoveffa) Oh!!!
MATRIGNA- (Al principe) Volete forse lasciare in mezzo ad una strada, una fanciulla, certamente non bellissima, ma dolce e servizievole? Una mamma che più mamma non ce n'è? E un virgulto (Anastasia) ...un fiore mai colto, Maestà!!! Volete veramente ripudiarci!? (Piangendo) Io la casa me la sono affittata...
PRINCIPE- Ebbene sì. Questa delizia (indica Cenerentola) sarà la mia sposa.
CORO- Evviva!!!
PRINCIPE- Perché io l'amo!
CENERENTOLA- E io amo voi, dolce Principe.
GENOVEFFA- Siate felice, mio Principe! Ecco... vi restituisco le insegne.
Si toglie la corona, Norberto felice si volta verso di lei.
MATRIGNA- Figlia sciagurata!
GENOVEFFA- Io amo Norberto.
TUTTI- Il figlio del carbonaio!!!
NORBERTO- E io amo vostra figlia... Mamma! (Abbraccia Genoveffa)
MATRIGNA- Mamma a tua sorella!!! Tu dunque così tanto l'ami, quel figlio di carbonaio, da rinunciare ad essere regina e far morir così la tua mammina. Ma non si può cambiare la tua stupidità, figlia crudele e cinica, di me, della tua mammina che sarà...(tutti piangono)
NORBERTO- Mamma, fa che questo sia un giorno di festa, io non ho soldi... (La matrigna, che si era ripresa, scoppia a piangere fragorosamente) ...ma saprò rendere tua figlia ricca d'amore.
GENOVEFFA- Sarò felice mamma!
NORBERTO- Principe, brindiamo.
PRINCIPE- Brindiamo!!!
Musica. Ripresa della locanda. Durante la canzone la fatina esce di scena.
PRINCIPE (Porta al centro Cenerentola) Il tuo nome virgulto.
CENERENTOLA- Cenerentola mio sire.
PRINCIPE- Cenere... Un momento, qualcosa non mi quadra. (a Genoveffa) Cenerentola....
GENOVEFFA- Io sono l'altra Cenerentola, mio sire, è lei l'unica, vera Cenerentola.
PRINCIPE- Apparecchiate la forca! Apparecchiate la forca!
MATRIGNA- Un momento, maestà...io e solo io sono la responsabile. Colei la quale indossò la scarpina di cristallo fu questa Cenerentola, ma io la rinchiusi in cantina a pane e acqua ed io vi mandai in sposa in vece sua la mia Genoveffa che voi sposaste ed amaste anche. Mia e solo mia è la colpa, uccidetemi!
PRINCIPE- Messo, messo della malora?!
Il messo e' nascosto sotto un tavolo, tutti indicano al principe dove si trova.
PRINCIPE- Sotto il tuo naso fu perpetrato l'inganno, andrai anche tu alla forca con lei.
MESSO- La forca no, la forca no, la forca no!
CENERENTOLA- Graziatelo, maestà, fatelo per amor mio.
MESSO- Per amor suo!
PRINCIPE- E sia, ma una piccola punizione ...sposerai la vegliarda.
MESSO- La forca sì, la forca sì, la forca sì!
MATRIGNA- Io sarò per te una splendida amante, ti condurrò in paradiso. Grazie Maestà.
PRINCIPE- Tutti al palazzo, si faranno grandi festeggiamenti. Al palazzo!
CORO- Al palazzo!!!
Tutti escono di scena. Entra la fatina. Musica.

Canto: La nostra storia-Finale.
Fatina
La nostra storia finisce qui,
o forse no, chissà
la storia di Cenerentola e di
sua sorella Genoveffa la racchia.
Di come questa si comportò
e visse in verità,
cosa che giunse ai posteri piena
di inutili scempi e false realtà.
Modestamente è merito mio
se va a finir così,
come ogni favola che si rispetti
vivranno tutti felici e contenti col Re!

La fatina porge la scarpina di cristallo al principe. Questi la fa indossare a Cenerentola e ovviamente la scarpina calza perfettamente. Ricomincia il valzer del gran ballo. Il principe invita Cenerentola a ballare. A mano a mano entrano tutti gli altri personaggi.
Principe e Cenerentola (mentre danzano, cantano)
Perduto di te innamorato di te
mi nutro, mi sazio e mi ubriaco di te.
Avvinto di te aggrovigliato di te,
m'inebrio, m'infuoco e mi abbandono di te.


Tutti
Bella la vita bello il talamo, il trono
se li dividi a metà con qualcuno.
Bella la vita, bello il bosco, il castello
e insieme a te sarà tutto più bello!


Principe, Cenerentola,

Genoveffa e Norberto

Perduto di te innamorato di te
mi nutro, mi sazio e mi ubriaco di te.
Avvinto di te aggrovigliato di te,
m'inebrio, m'infuoco

e mi abbandono di te.

Sì, di te!

Coro

Il nostro Principe
oggi ha trovato il vero amore
e per noi sudditi
giorno più bello

di gioia e letizia...

...non c'è!

FINE

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 1 volte nell' ultima settimana
  • 5 volte nell' ultimo mese
  • 26 volte nell' arco di un'anno